Piano di Governo del Territorio - CKube
Comune di Archi · Chieti, Abruzzo
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830 sezioni del documento
ADOTTATO APPROVATO
arch. claudio nodari x arch. maura bellicini x arch. carlo fasser x arch. ariela rivetta claudio nodari studio di architettura e urbanistica architetto 25040 esine - bs - via a. manzoni 57 - tel. e fax 0364.46394 aggiornamenti il responsabile del procedimento collaborazione ADOTTATO APPROVATO protocollo pianificazione e coordinamento valutazione ambientale strategica provincia di brescia Piano di Governo del Territorio carlo fasser architetto via bezzecca, 6 25128 brescia ORDINE DEGLI ARCHITETTI
ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1519
ovincia di brescia Piano di Governo del Territorio carlo fasser architetto via bezzecca, 6 25128 brescia ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1519 claudio nodari architetto via a.manzoni, 57 25040 esine -bs- ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 544 maura bellicini architetto via g.mazzini, 3 25040 esine -bs- ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1265 .............................................. ..............................................
TI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1265 .............................................
TI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1265 .............................................. .............................................. .............................................. comune di gianico il sindaco mario pendoliing. marcella salvetti marcella salvetti ingegnere via nazionale, 6 25050 sellero -bs- ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 4503 dott.for. marco sangalli documento di piano relazione dp a mario pendoli ariela rivetta architetto via montiglio, 37b 25043 breno -bs-
ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1509
or. marco sangalli documento di piano relazione dp a mario pendoli ariela rivetta architetto via montiglio, 37b 25043 breno -bs- ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA 1509 dal Consiglio Comunale con Delibera n° 30 del 30 ottobre 2009 aprile 2010IN ACCOGLIMENTO DELLE OSSERVAZIONI E DEL PARERE DELLA PROVINCIA DI COMPATIBILITA' AL P.T.C.P. dal Consiglio Comunale con Delibera n° 9 del 22 aprile 2010
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” I INDICE Documento di piano – Relazione illustrativa PREMESSA pag. 1 La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nell’iter di formazione del Documento di Piano ...................................................... pag 1 La valutazione di incidenza ...................................................................... pag 2
................. pag 1 La valutazione di incidenza ...................................................................... pag 2 Iter procedurale di stesura del PGT. ......................................................... pag 3 CAP I Quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo socio-economico comunale pag. 4 La struttura demografica ........................................................................... pag 4
omico comunale pag. 4 La struttura demografica ........................................................................... pag 4 Le abitazioni ................................................................................................. pag 12 Le imprese e gli addetti .............................................................................. pag 14 Il settore agricolo ......................................................................................... pag 19
.... pag 14 Il settore agricolo ......................................................................................... pag 19 Programmazione sovralocale di riferimento .......................................... pag 22
- Programmazione provinciale e sovracomunale
- Programmazione settoriale
- Programmazione comunale negli ambiti di confine I vincoli sul territorio comunale .................................................................. pag 30
li ambiti di confine I vincoli sul territorio comunale .................................................................. pag 30 Quadro ricognitivo delle richieste di cittadini e associazioni .............. pag 36 CAP II Quadro ricognitivo del territorio pag. 39 La strumentazione urbanistica vigente ................................................... pag 39 Il territorio comunale .................................................................................. pag 41
........ pag 39 Il territorio comunale .................................................................................. pag 41 Gli insediamenti ........................................................................................... pag 41 Il nucleo di antica formazione .................................................................. pag 42 Cenni storici ................................................................................................. pag 44
.. pag 42 Cenni storici ................................................................................................. pag 44 CAP III Quadro paesistico ambientale del territorio comunale pag. 46 La proprietà .................................................................................................. pag 46 La vegetazione ............................................................................................ pag 46
...... pag 46 La vegetazione ............................................................................................ pag 46 La fauna ........................................................................................................ pag 50 Carte condivise del paesaggio ............................................................... pag 54
- La fase ricognitiva
- La fase valutativa
- La fase di sintesi CAP IV Assetto geologico idrogeologico, sismico e acustico – altre aree a rischio pag. 88
a fase valutativa
- La fase di sintesi CAP IV Assetto geologico idrogeologico, sismico e acustico – altre aree a rischio pag. 88 Definizione dell’assetto geologico ............................................................ pag 88 Definizione dell’assetto idrico .................................................................... pag 89 Definizione dell’assetto sismico ................................................................. pag 91
............... pag 89 Definizione dell’assetto sismico ................................................................. pag 91 Definizione dell’assetto acustico ............................................................... pag 91 Altre aree a rischio ....................................................................................... pag 92 CAP V Scenario strategico di Piano pag. 93 Alternative per lo sviluppo del Comune .................................................. pag 93
rio strategico di Piano pag. 93 Alternative per lo sviluppo del Comune .................................................. pag 93 Obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione .......................... pag 94
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” II CAP VI Le determinazioni di Piano: proposte di pianificazione pag. 97 Determinazione degli obiettivi qualitativi ............................................... pag 97 Determinazione degli obiettivi quantitativi ............................................ pag 100 Confronto fra le criticità e le potenzialità emerse ................................. pag 104
.......................... pag 100 Confronto fra le criticità e le potenzialità emerse ................................. pag 104 Indirizzi per la stesura del Piano dei Servizi, Piano delle Regole e Piani Attuativi ........................................................................................... pag 105 Criteri di perequazione ed incentivazione ............................................. pag 108 CAP VII Elaborati grafici: la tavola delle Previsioni di Piano pag. 109
ne ............................................. pag 108 CAP VII Elaborati grafici: la tavola delle Previsioni di Piano pag. 109 Contenuti: .................................................................................................... pag 109
- il confine comunale
- gli ambiti di trasformazione
- il tessuto urbano consolidato: il nucleo di antica formazione, gli ambiti residenziali, gli ambiti produttivi.
- le aree adibite e servizi ed impianti tecnologici
nucleo di antica formazione, gli ambiti residenziali, gli ambiti produttivi.
- le aree adibite e servizi ed impianti tecnologici
- le aree destinate all’agricoltura e aree agricole di valenza paesaggistica
- i vincoli e classi di fattibilità geologica, idrogeologica
- le aree a rischio di compromissione e degrado, a rischio di incidente rilevante ed a rischio archeologico
- visualizzazione sintetica e funzionale delle principali azioni strategiche di Piano.
nte rilevante ed a rischio archeologico
- visualizzazione sintetica e funzionale delle principali azioni strategiche di Piano. Allegato Tav. dp 7 Dimensionamento del Piano: superfici e dimensionamento ambiti pag. 111 Allegato Tav. dp 10 Dimensionamento del Piano: consumo di suolo pag .115
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 1 L’approvazione della L.R. 12/2005 “Legge per il governo del territorio” e s.i.m. ha comportato la sostituzione della vecchia legge urbanistica in vigore dal 1975. La nuova normativa può essere considerata un testo unico in materia attraverso il quale il Piano Regolatore Generale viene sostituito da uno strumento molto flessibile articolato in tre fasi di studio principali:
ale il Piano Regolatore Generale viene sostituito da uno strumento molto flessibile articolato in tre fasi di studio principali:
- IL DOCUMENTO DI PIANO
- IL PIANO DEI SERVIZI
- IL PIANO DELLE REGOLE identificabili come strumenti di pianificazione che si fondono e completano reciprocamente pur mantenendo una certa autonomia gestionale. Il Documento di Piano svolge il ruolo di regista nella pianificazione della politica complessiva di
certa autonomia gestionale. Il Documento di Piano svolge il ruolo di regista nella pianificazione della politica complessiva di gestione del territorio in quanto contiene e descrive le strategie della Pubblica Amministrazione. Il Piano dei servizi definisce e articola il rapporto tra i servizi pubblici e gli insediamenti in essere nonché con le nuove trasformazioni. Il Piano delle Regole è uno strumento dotato di una certa autonomia che regolamenta e definisce la città costruita.
sformazioni. Il Piano delle Regole è uno strumento dotato di una certa autonomia che regolamenta e definisce la città costruita. Viene di seguito analizzato nel suo complesso il Documento di Piano (DdP) che sintetizza e approfondisce tutte la analisi svolte sul territorio e che costituisce in modo specifico lo strumento utilizzato dall’Amministrazione Comunale per mettere a punto strategie di medio e breve termine,
in modo specifico lo strumento utilizzato dall’Amministrazione Comunale per mettere a punto strategie di medio e breve termine, finalizzate a coordinare ed indirizzare tutte le politiche di settore che hanno contribuito alla ricognizione del territorio e che concorrono alla formazione dei processi di riqualificazione urbana e più in generale all’attuazione del Piano di Governo del Territorio. Pertanto, il Documento di Piano, attraverso le analisi di tipo sociale, economico ed ambientale
Piano di Governo del Territorio. Pertanto, il Documento di Piano, attraverso le analisi di tipo sociale, economico ed ambientale svolte sul territorio, con il supporto della Valutazione Ambientale Strategica, si propone di individuare gli elementi critici, i vincoli, le sensibilità del territorio stesso e propone gli obiettivi che consentiranno uno sviluppo sostenibile del paese individuando al contempo le potenzialità di sviluppo subordinatamente ai vincoli rilevati.
no uno sviluppo sostenibile del paese individuando al contempo le potenzialità di sviluppo subordinatamente ai vincoli rilevati. Gli obiettivi proposti dal DdP sono concretizzati attraverso la proposta di interventi compatibili non solo con le criticità rilevate ma anche con le potenzialità economiche dell’Amministrazione Comunale. Da questo insieme di valutazioni emergono quindi un’insieme di input ed indicazioni che andranno
dell’Amministrazione Comunale. Da questo insieme di valutazioni emergono quindi un’insieme di input ed indicazioni che andranno ad implementare il Piano dei Servizi, il Piano delle Regole e quindi le trasformazioni del territorio Comunale. la valutazione ambientale strategica (VAS) nell’iter di formazione del documento di piano Dall’analisi di quanto detto si evince che la caratteristica fondamentale del Documento di Piano è
azione del documento di piano Dall’analisi di quanto detto si evince che la caratteristica fondamentale del Documento di Piano è possedere contemporaneamente una dimensione strategica, che si traduce nella definizione di una visione complessiva del territorio comunale e del suo sviluppo, ed una dimensione più direttamente operativa, contraddistinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare per la tutela, valorizzazione e trasformazione del territorio.
stinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare per la tutela, valorizzazione e trasformazione del territorio. Il processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) accompagna la pianificazione comunale:
- dimostrando la sostenibilità ambientale delle azioni di sviluppo contenute e descritte nel Documento di Piano;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 2 2. prevedendo gli eventuali effetti, positivi e negativi, di tali azioni sulle diverse componenti ambientali per indicare misure correttive o compensative; 3. garantendo la protezione e la valorizzazione del territorio e dell’ambiente e fornendo indicazioni per una gestione del territorio mirata al mantenimento, alla conservazione delle
rritorio e dell’ambiente e fornendo indicazioni per una gestione del territorio mirata al mantenimento, alla conservazione delle risorse naturali, energetiche, idriche, storiche e culturali. L’obiettivo primario nell’utilizzo della VAS è l’introduzione di un percorso valutativo ambientale nel processo di redazione del Piano di Governo del Territorio fin dalle fasi iniziali al fine di:
- porre a confronto ed analisi le eventuali alternative di piano;
di Governo del Territorio fin dalle fasi iniziali al fine di:
- porre a confronto ed analisi le eventuali alternative di piano;
- verificare la compatibilità e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica degli obiettivi del piano,
- attivare criteri di monitoraggio della relazione tra avanzamento del piano ed effetti ambientali;
- strutturare un sistema di informazioni, relazioni e concertazioni tra soggetti ed autorità preposte alla gestione di territorio e ambiente;
un sistema di informazioni, relazioni e concertazioni tra soggetti ed autorità preposte alla gestione di territorio e ambiente;
- individuare un sistema di indicatori significativi e rappresentativi atti a quantificare e sintetizzare gli impatti in momenti previsionali antecedenti le fasi operative e di attuazione del piano; tali indicatori permettono di ridefinire in continuità gli stessi obiettivi e contenuti del piano tramite idonee azioni correttive.
i indicatori permettono di ridefinire in continuità gli stessi obiettivi e contenuti del piano tramite idonee azioni correttive. La VAS allegata al presente studio viene strutturata dunque, secondo una successione di fasi, di operazioni, di reperimento di dati, di valutazioni di conformità al criterio delineato nel documento della Regione Lombardia “Indirizzi generali per la valutazione ambientali di piani e programmi” e
iterio delineato nel documento della Regione Lombardia “Indirizzi generali per la valutazione ambientali di piani e programmi” e s.i.m., che peraltro sviluppa in termini più articolati quanto indicato dalla direttiva 2001/42/CEE e ancor prima nel citato Manuale UE 1998 per la programmazione relativa ai Fondi strutturali. Il processo attivato propone un’interfaccia continua e sistematica tra processo di piano e processo di valutazione. la valutazione di incidenza
ivato propone un’interfaccia continua e sistematica tra processo di piano e processo di valutazione. la valutazione di incidenza Il territorio comunale di Gianico è caratterizzato dalla presenza di una Zona a Protezione Speciale (Z.P.S.), ambito derivante dal recepimento e dalle indicazioni di direttive Comunitarie ed individuato al fine di conservare habitat di elevato valore naturalistico e biotico e specie animali da tutelare.
Comunitarie ed individuato al fine di conservare habitat di elevato valore naturalistico e biotico e specie animali da tutelare. Nello specifico sul territorio montano comunale è individuabile la ZPS IT 2070303 ( Delibera di Giunta Regionale n.8/3798 del 13 dicembre 2006) comprendente le aree della “Foresta Demaniale della Valgrigna” che si sviluppano per 2.847,5 ettari sui comuni di Bienno, Berzo Inferiore, Bovegno, Esine,
“Foresta Demaniale della Valgrigna” che si sviluppano per 2.847,5 ettari sui comuni di Bienno, Berzo Inferiore, Bovegno, Esine, Darfo B.T. e Gianico, partendo da una quota di 1000 m.s.l.m. fino ad arrivare alla quota di m 2.207 del Monte Crestoso. L’ambito si caratterizza da versanti boscati e ampie aree a pascolo collegate da numerose strade forestali e sentieri. La gestione di tale ambito è attualmente affidata all’ERSAF.
e aree a pascolo collegate da numerose strade forestali e sentieri. La gestione di tale ambito è attualmente affidata all’ERSAF. La presenza di questa zona a protezione speciale ha reso necessaria la procedura di Valutazione di Incidenza del Piano di Governo del Territorio. La procedura è svolta in coerenza con quanto indicato dalla normativa di riferimento. iter procedurale di stesura del piano di governo del territorio
in coerenza con quanto indicato dalla normativa di riferimento. iter procedurale di stesura del piano di governo del territorio Di seguito si riportano i passaggi procedurali ed amministrativi affrontati dall’Amministrazione Comunale nel processo di formazione del Piano:
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 3 12 aprile 2006 AVVISO PUBBLICO di avvio del procedimento per la formazione del P.G.T. 12 aprile 2006 PUBBLICAZIONE avviso avvio del procedimento per la formazione del P.G.T. sul quotidiano Bresciaoggi. 6 agosto 2007 Delibera di Giunta Comunale n.70/07 Avvio Procedimento di Valutazione Ambientale Strategica 10 maggio 2007
gi. 6 agosto 2007 Delibera di Giunta Comunale n.70/07 Avvio Procedimento di Valutazione Ambientale Strategica 10 maggio 2007 Assemblea con rappresentanti maggioranza (commissioni edilizia, urbanistica, lavori pubblici,..) 10 luglio 2007 Assemblea pubblica con rappresentanti minoranza (commissioni edilizia, urbanistica, lavori pubblici,..) Gennaio 2008 Pubblicazione sul sito internet comunale Linee Guida per redazione P.G.T. 07 ottobre 2008 Analisi NTA di Piano con Commissioni 07 novembre 2008
PRIMA CONFERENZA DI VALUTAZIONE
ito internet comunale Linee Guida per redazione P.G.T. 07 ottobre 2008 Analisi NTA di Piano con Commissioni 07 novembre 2008 Analisi NTA di Piano con Commissioni e Previsioni di piano per definizione ambiti agricoli 10 dicembre 2008 Assemblea pubblica – presentazione Bozza PGT 11 febbraio 2008 PRIMA CONFERENZA DI VALUTAZIONE 25 marzo 2009
- recepimento parere Provincia Valutazione di Incidenza del Piano di Governo del Territorio 10 aprile 2009 SECONDA CONFERENZA DI VALUTAZIONE
SECONDA CONFERENZA DI VALUTAZIONE
parere Provincia Valutazione di Incidenza del Piano di Governo del Territorio 10 aprile 2009 SECONDA CONFERENZA DI VALUTAZIONE L’iter procedurale sopra descritto viene analizzato in dettaglio all’interno degli elaborati della VAS “PROCEDIMENTO METODOLOGICO”; si rimanda pertanto al documento richiamato per un approfondimento delle diverse tematiche.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 4 La legge regionale n.12 dell’11 marzo 2005 e s.i.m. afferma, nell’articolo 8 comma “a” che il Documento di Piano definisce “il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del comune, anche sulla base delle proposte dei cittadini singoli o associati….”.
iferimento per lo sviluppo economico e sociale del comune, anche sulla base delle proposte dei cittadini singoli o associati….”. Il quadro conoscitivo si propone, quindi, come quadro unitario di analisi finalizzato all’organizzazione delle informazioni territoriali e socio economiche. Alla luce di queste considerazioni, il quadro conoscitivo socio-economico descrive ed elabora i diversi aspetti che connotano l’ambito in analisi dal punto di vista della sua costruzione demografica, abitativa, produttiva.
i diversi aspetti che connotano l’ambito in analisi dal punto di vista della sua costruzione demografica, abitativa, produttiva. la struttura demografica La presente indagine socio-economica costituisce un indispensabile supporto della futura programmazione di beni e servizi per la collettività valutando una prevedibile evoluzione strutturale della popolazione residente nel territorio oggetto di analisi secondo il trend rilevato nel decennio precedente al presente studio.
la popolazione residente nel territorio oggetto di analisi secondo il trend rilevato nel decennio precedente al presente studio. In particolare si analizza l’attuale struttura demografica ed economica come risultato dell’evoluzione comunale nel periodo di validità programmatica del previgente strumento urbanistico (PRG); da questa analisi si può effettuare un tentativo previsionale nella determinazione dei fabbisogni sul territorio.
nistico (PRG); da questa analisi si può effettuare un tentativo previsionale nella determinazione dei fabbisogni sul territorio. Si tenga presente che le informazioni prese in esame provengono da rilevazioni in alcuni casi poco recenti: ad eccezione dei dati demografici derivanti da tabulati dell’Ufficio Anagrafico Comunale e da alcuni dati forniti dall’ultimo Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni (anno
’Ufficio Anagrafico Comunale e da alcuni dati forniti dall’ultimo Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni (anno 2001), gli altri riferimenti sono dedotti dal 12° e 13° Censimento Generale della Popolazione e delle abitazioni. Quindi la mancanza di informazioni aggiornate ad oggi suggerisce cautela, ma non impedisce un’interpretazione della realtà comunale: si può infatti ipotizzare che le tendenze socio-
suggerisce cautela, ma non impedisce un’interpretazione della realtà comunale: si può infatti ipotizzare che le tendenze socio- economiche rilevabili nel decennio antecedente il presente studio, siano ancora riproponibili per i futuri 4/5 anni. 1 .9 1 8 1 .9 2 8 1 .9 1 7 1 .9 3 8 1 .9 9 0 2 .0 3 3 2 .0 8 2 2 .1 1 2 2 .1 7 3 2 .2 0 4 1.750 1.800 1.850 1.900 1.950 2.000 2.050 2.100 2.150 2.200 2.250 1 9 9 9 2 0 0 0 2 0 0 1 2 0 0 2 2 0 0 3 2 0 0 4 2 0 0 5 2 0 0 6 2 0 0 7 2 0 0 8 P o p o la z io n e Anno
2.100 2.150 2.200 2.250 1 9 9 9 2 0 0 0 2 0 0 1 2 0 0 2 2 0 0 3 2 0 0 4 2 0 0 5 2 0 0 6 2 0 0 7 2 0 0 8 P o p o la z io n e Anno Popolazione residente a Gianico periodo 1999-2008
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 5 Analizzando il grafico relativo alla popolazione residente in Gianico risulta evidente che dalla fine degli anni ‘90 fino all’anno 2001 la crescita dei residenti nel comune segue una curva di crescita quasi costante. In termini assoluti i residenti nel comune hanno visto, nell’ultimo decennio, un decremento
na curva di crescita quasi costante. In termini assoluti i residenti nel comune hanno visto, nell’ultimo decennio, un decremento percentuale del 14,9% (da 1.918 abitanti a 2-.204) che risulta rilevante soprattutto per le strategie relative alle previsioni di servizi sul territorio: strutture scolastiche e servizi di interesse generale in particolar modo. 858243 882949 1017093 1044544 1108776 0 200000 400000 600000 800000 1000000 1200000 1951 1961 1981 1991 2001 Popolazione residente in Provincia
017093 1044544 1108776 0 200000 400000 600000 800000 1000000 1200000 1951 1961 1981 1991 2001 Popolazione residente in Provincia L’analisi dei dati relativi alla popolazione va riferita anche ad altri importanti parametri demografici che ci consentono di avere un quadro completo dell’assetto demografico comunale: il saldo naturale ed il saldo migratorio. In assonanza con la curva che definisce la crescita demografica comunale, anche il saldo
saldo naturale ed il saldo migratorio. In assonanza con la curva che definisce la crescita demografica comunale, anche il saldo naturale registrato negli ultimi decenni non ha un andamento regolare ma subisce anche brusche variazioni in positivo legate a complessi fattori di tipo ambientale e sociale. In valori assoluti il saldo naturale alla fine del decennio è nettamente positivo e si assesta sulle 9,4 unità. 0 5 10 15 20 25 30 35 40 2002 2003 2004 2005 2006 2007 19 17 20 26 25 36 18 12 10 15 15 14 nati
vo e si assesta sulle 9,4 unità. 0 5 10 15 20 25 30 35 40 2002 2003 2004 2005 2006 2007 19 17 20 26 25 36 18 12 10 15 15 14 nati morti Nascita e Mortalità
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 6 0 5 10 15 20 25 1 9 9 9 2 0 0 0 2 0 0 1 2 0 0 2 2 0 0 3 2 0 0 4 2 0 0 5 2 0 0 6 2 0 0 7 2 0 0 8 7 7 4 1 5 10 11 10 22 17 Saldo naturale anni 1999-2008 Significativo risulta anche il movimento migratorio sul territorio comunale che tra l’anno 1999 e l’anno 2008 risulta costantemente positivo ad eccezione dell’anno 2001. In valore assoluto il saldo
munale che tra l’anno 1999 e l’anno 2008 risulta costantemente positivo ad eccezione dell’anno 2001. In valore assoluto il saldo migratotrio medio nel periodo in esame si assesta su 22,8 unità. 17 3 -3 20 47 33 38 20 39 14 -10 0 10 20 30 40 50 1 9 9 9 2 0 0 0 2 0 0 1 2 0 0 2 2 0 0 3 2 0 0 4 2 0 0 5 2 0 0 6 2 0 0 7 2 0 0 8 S tra n ie ri Anno Saldo migratorio periodo 1999-2008 Anche la presenza di popolazione straniera, che tanto incide sulla popolazione della media valle,
o migratorio periodo 1999-2008 Anche la presenza di popolazione straniera, che tanto incide sulla popolazione della media valle, caratterizza gli andamenti demografici del comune incrementando la popolazione residente del 2008 di 176 unità. La crescita della popolazione straniera nell’ultimo decennio è del 455%. Popolazione straniera periodo 2001-2008
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 7 Lo sviluppo demografico del comune è quindi determinato non solo da un saldo naturale positivo, ma anche da un flusso migratorio che ha visto all’inizio del secolo una non relativa crescita. Un altro importante fenomeno che interessa la pianificazione socio-territoriale del Comune riguarda la distribuzione della popolazione nei nuclei famigliari e la composizione media degli
ne socio-territoriale del Comune riguarda la distribuzione della popolazione nei nuclei famigliari e la composizione media degli stessi. Dai primi anni ’90 ad oggi si assiste infatti ad un incremento costante del numero di famiglie presenti sul territorio comunale ed una parallela diminuzione del numero di componenti. In particolare nel periodo in esame il numero di famiglie aumenta in valore assoluto dell’22,5%: nel
e del numero di componenti. In particolare nel periodo in esame il numero di famiglie aumenta in valore assoluto dell’22,5%: nel decennio compreso tra il 1999 ed il 2008 il numero medio di famiglie cresce nel complesso di 162 unità portando anche una forte parcellizzazione della popolazione. 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 720 733 739 750 780 805 834 850 868 882 Famiglie periodo 1999-2008
700 800 900 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 720 733 739 750 780 805 834 850 868 882 Famiglie periodo 1999-2008 Infatti, accanto ad un incremento dei nuclei familiari, in assonanza con la tendenza nazionale e provinciale, registriamo una diminuzione del numero di componenti per ogni famiglia che tende ad oscillare tra due/tre unità. I dati riportati nei grafici a seguire mostrano come tra gli anni 1991 e 2001 sia aumentato il numero di famiglie con massimo 3 componenti e vada nettamente
a seguire mostrano come tra gli anni 1991 e 2001 sia aumentato il numero di famiglie con massimo 3 componenti e vada nettamente diminuendo la famiglia con più figli. 2,6 2,5 2,5 2,48 2,5 2,5 2,42 2,44 2,46 2,48 2,5 2,52 2,54 2,56 2,58 2,6 2,62 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Componenti medi per famiglia periodo 2003-2008
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 8 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 1 p e rs o n a 2 p e rs o n e 3 p e rs o n e 4 p e rs o n e 5 p e rs o n e 6 o p iù p e rs o n e 109 126 139 166 45 15 180 181 180 158 35 5 1991 2001 Gianico - Famiglie per numero componenti anno 1991-2001 1 persona 2 persone 3 persone 4 persone 5 persone 6 o più persone Gianico - Famiglie per numero componenti anno 2001
o 1991-2001 1 persona 2 persone 3 persone 4 persone 5 persone 6 o più persone Gianico - Famiglie per numero componenti anno 2001 E’ anche interessante valutare il numero medio di componenti per famiglia nel comune di Gianico in rapporto alla media provinciale: analizzando nel dettaglio i dati provinciali vediamo che il numero dei componenti complessivi varia da 87.215 persone nel 1981 (3,006 abitanti/famiglia) a
i dati provinciali vediamo che il numero dei componenti complessivi varia da 87.215 persone nel 1981 (3,006 abitanti/famiglia) a 87.188 persone nel 1991 (2,705 abitanti/famiglia). La media provinciale nel decennio 1980-1989 si assesta sui 2,69 componenti/famiglia. 78680 94174 81069 91312 76078 79801 2980224633 92716012 48651986 0 20000 40000 60000 80000 100000 2 3 4 5 6 7 e + 1981 (totale 340296) 1991 (totale 376861) Provincia di Brescia - Componenti famiglie 1981-1991
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 9 97% 0%3% Centri abitati Nuclei abitati Case sparse Distribuzione della abitazioni occupate sul territorio anno 2001 Il grafico sopra riportato analizza la distribuzione delle abitazioni, e quindi della popolazione, sul territorio agli inizi del secolo. Emerge chiaramente la tendenza della popolazione ad
bitazioni, e quindi della popolazione, sul territorio agli inizi del secolo. Emerge chiaramente la tendenza della popolazione ad abbandonare la residenza nelle case sparse sul territorio favorendo la concentrazione abitativa nel nucleo principale: viene probabilmente privilegiata la disponibilità di servizi presenti nei centri abitati. Gli aspetti più interessanti dell'evoluzione passata e prevista della popolazione residente
servizi presenti nei centri abitati. Gli aspetti più interessanti dell'evoluzione passata e prevista della popolazione residente riguardano le singole classi di età che dal 1991 al 2001 tendono ad invertirsi proporzionalmente: ad una prevalenza di popolazione giovane (sia in età scolare che adulta) si sta sostituendo una popolazione in maggioranza anziana (età pensionabile). E’ quindi aumentato il carico sociale in particolare della popolazione non più giovane. 0 50 100 150 200 250 300 350
sionabile). E’ quindi aumentato il carico sociale in particolare della popolazione non più giovane. 0 50 100 150 200 250 300 350
- di 5 5-9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 + di 75 8 6 8 5 1 0 7 3 2 8 3 1 5 2 5 2 2 5 1 1 8 8 1 0 8 4 8 9 3 1 1 0 1 0 0 2 0 8 3 4 3 3 1 8 2 5 1 2 4 9 1 6 2 9 0 1991 2001 Popolazione residente a Gianico per classi di età anni 1991-2001 0 200 400 600 800 L a u re a D ip lo m a L ic e n za m e d i in fe rio re L ic e n za e le m e n ta re A n a lfa b e tip riv id i tito lo
600 800 L a u re a D ip lo m a L ic e n za m e d i in fe rio re L ic e n za e le m e n ta re A n a lfa b e tip riv id i tito lo d is tu d io A n a lfa b e ti 16 259 568 671 152 420 200 700 800 200 10 1991 2001 Popolazione residente a Gianico per grado di istruzione anni 1991-2001
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 10 Sempre nei limiti di affidabilità determinati dalla modestia dei valori assoluti in gioco, è comunque interessante leggere le modificazioni della composizione per classi di età della popolazione pensando ai principali fenomeni socio-economici che ne derivano. Il previsto aumento delle natalità anche per i prossimi anni, dovrebbe infatti influire positivamente
economici che ne derivano. Il previsto aumento delle natalità anche per i prossimi anni, dovrebbe infatti influire positivamente sulla popolazione prescolare e di conseguenza sui servizi ad essa associati. Lo stesso fenomeno si ripercuoterà, accentuandosi, nelle classi di età della scuola dell’obbligo. Egualmente, un incremento della popolazione anziana suggerisce l’utilità di programmare interventi mirati alla realizzazione di servizi specifici per questa fascia di età.
anziana suggerisce l’utilità di programmare interventi mirati alla realizzazione di servizi specifici per questa fascia di età. Ad accentuare il carico sociale degli anziani compare inoltre l’allungamento della vita media: cresce infatti il numero degli ultraottantenni che va ad incrementare l’indice di vecchiaia della popolazione. Queste informazioni vanno valutate soprattutto in previsione dei servizi che l’Amministrazione dovrà
ecchiaia della popolazione. Queste informazioni vanno valutate soprattutto in previsione dei servizi che l’Amministrazione dovrà considerare per il futuro: da un atteggiamento prevalente di assistenza e cura della popolazione non attiva, sarà auspicabile passare a programmi che prevedono il prolungamento della vita lavorativa di una popolazione strutturata in modo diverso da quella attuale. Un altro importante fenomeno che interessa la pianificazione socio-territoriale del Comune è
in modo diverso da quella attuale. Un altro importante fenomeno che interessa la pianificazione socio-territoriale del Comune è quello relativo alla popolazione attiva e non attiva comunale che consente una valutazione globale del carico sociale di anziani, bambini, disoccupati ecc. 0 200 400 600 800 Occupati Disoccupati In cerca di prima occupazione 751 42 23 600 100 200 1991 2001 Popolazione attiva anni 1991-2001 0 50 100 150 200 250 300 350 C a s a lin g h e S tu d e n ti R itira ti d a l la v o ro A
2001 Popolazione attiva anni 1991-2001 0 50 100 150 200 250 300 350 C a s a lin g h e S tu d e n ti R itira ti d a l la v o ro A ltri 317 124 223 288300 100 200 150 1991 2001
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 11 Popolazione non attiva anni 1991-2001 46% 54% Popolazione attiva Popolazione non attiva Popolazione attiva/non attiva anni 1991 55% 45% Popolazione attiva Popolazione non attiva Popolazione attiva/non attiva anni 2001 Dal 1991 al 2001 il rapporto tra popolazione attiva e non attiva tende ad invertire: mentre all’inizio
tiva/non attiva anni 2001 Dal 1991 al 2001 il rapporto tra popolazione attiva e non attiva tende ad invertire: mentre all’inizio degli anni 90’ la popolazione attiva rappresentava il 54% dei cittadini, nel censimento del 2001 emerge che la popolazione attiva è aumentata fino al 55%. Diminuisce però al contempo la percentuale di occupati valutati tra la popolazione. Se quindi valutiamo la crescita del numero delle famiglie, il numero medio di componenti e la
upati valutati tra la popolazione. Se quindi valutiamo la crescita del numero delle famiglie, il numero medio di componenti e la distribuzione delle stesse sul territorio nonché il grado di occupazione dei cittadini, possiamo valutare quanto le caratteristiche di sviluppo della popolazione incideranno sul territorio sia come richieste abitative (incremento della popolazione, incremento delle famiglie) sia come richiesta di servizi (carico sociale anziani, bambini, disoccupati ecc).
della popolazione, incremento delle famiglie) sia come richiesta di servizi (carico sociale anziani, bambini, disoccupati ecc). Il Piano dei servizi approfondisce tale argomento specificando la tipologia, la qualità e la quantità di ogni singolo servizio ed analizzando le necessità pregresse e future in base alle strategie di piano. le abitazioni Il numero complessivo delle abitazioni nell’ultimo censimento è pari a 9157, di queste l’79,7% risulta in uso da parte della popolazione residente.
vo delle abitazioni nell’ultimo censimento è pari a 9157, di queste l’79,7% risulta in uso da parte della popolazione residente. Dal 1991 all’inizio del secolo attuale il numero delle abitazioni occupate nel territorio comunale è andato crescendo con un andamento quasi costante: alle 600 unità registrate nel 1991 se ne sono aggiunte nel decennio successivo 130 portando il patrimonio edilizio abitativo attualmente in uso a 730 unità.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 12 0 100 200 300 400 500 600 700 800 occupate non occupate 483 133 600 143 730 185 1981 1991 2001 Abitazioni occupate e non occupate 81% 9% 10% Proprietà Affitto Altro titolo Abitazioni occupate per titolo di godimento anno 2001 0 100 200 300 400 500 600 Proprietà Af f itto Altro titolo 462 84 54 583 63 75 1991 2001 Abitazioni occupate per titolo di godimento anni 1991- 2001
0 600 Proprietà Af f itto Altro titolo 462 84 54 583 63 75 1991 2001 Abitazioni occupate per titolo di godimento anni 1991- 2001
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 13 702 0 19 829 0 86 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 Centri abitati Nuclei abitati Case sparse Abitazioni occupate Abitazioni Abitazioni occupate per localizzazione anno 2001
00 900 Centri abitati Nuclei abitati Case sparse Abitazioni occupate Abitazioni Abitazioni occupate per localizzazione anno 2001 L'incremento dello stock abitativo può essere una diretta conseguenza dell’incremento del numero delle famiglie residenti, ma è interessante rilevare che, contemporaneamente alla diversa distribuzione degli abitanti nelle singole abitazioni, si registra un progressivo miglioramento dello
mporaneamente alla diversa distribuzione degli abitanti nelle singole abitazioni, si registra un progressivo miglioramento dello standard abitativo sia in merito al numero ed alla superficie delle stanze/abitante sia per i servizi presenti. Anche tra l’anno 1991 e l’anno 2001 migliorano alcuni standard di base quali la presenza di acqua potabile, dell’impianto di riscaldamento e dell’impianto di distribuzione dell’acqua calda. 0 100 200 300 400 500 600 700 800 A c q ua p o tab ile Im p ianto d i
damento e dell’impianto di distribuzione dell’acqua calda. 0 100 200 300 400 500 600 700 800 A c q ua p o tab ile Im p ianto d i ris cald am ento A c q ua cald a 599 595 547 721 721 693 1991 2001 Abitazioni occupate per servizio presente anni 1991-2001 Provincia - Abitazioni 1981-1991 (+ 13,28%) 98015 111031 90000 95000 100000 105000 110000 115000 1981 1991
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 14 0 50 100 150 200 250 P rim a d e l 1 9 1 9 D a l1 9 1 9 a l1 9 4 5 D a l1 9 4 6 a l1 9 6 1 D a l1 9 6 2 a l1 9 7 1 D a l1 9 7 2 a l1 9 8 1 D a l1 9 8 2 a l1 9 9 1 D o p o il 1 9 9 1 228 88 66 157 170 135 71 Abitazioni ad uso abitativo per epoca di costruzione anno 2001 le imprese e gli addetti Nel censimento generale dell’industria e dei servizi dell’anno 2001 le unità locali di imprese
nno 2001 le imprese e gli addetti Nel censimento generale dell’industria e dei servizi dell’anno 2001 le unità locali di imprese localizzate nel Comune ed iscritte al Registro Ditte della Camera di Commercio di Brescia risultavano 213 con un numero di addetti complessivo pari a 878. Da un punto di vista occupazionale sono le attività commerciali all’ingrosso ed al dettaglio con altre attività di servizio che accolgono il maggior numero di addetti coprendo il 27,9% delle
i all’ingrosso ed al dettaglio con altre attività di servizio che accolgono il maggior numero di addetti coprendo il 27,9% delle occupazioni comunali; anche il settore costruzioni con 41 unità locali e 162 occupati svolge un ruolo cardine nella realtà produttiva locale in cui storicamente il settore industriale legato alla lavorazione del ferro ha sempre predominato. Oggi per tale attività rimangono 14 unità locali che danno lavoro a 162 operatori.
lavorazione del ferro ha sempre predominato. Oggi per tale attività rimangono 14 unità locali che danno lavoro a 162 operatori. Gli addetti occupati nelle restanti attività non hanno un particolare rilievo: emergono in modo relativo le potenzialità occupazionali del settore sanitario e servizi sociali. 2% 49% 49% Agricoltura Industria Altre attività Addetti per settore di attività economica - anno 2001
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 15
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" ! $%&'() ! 5% 50% 0% 20% 25% Imprenditore e Libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante familiare Dipendente o in altra posizione subordinata Addetti per settore di attività economica- Agricoltura - anno 2001
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 16 7%13% 0% 1% 79% Im prenditore e Libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante fam iliare Dipendente o in altra posizione subordinata Addetti per settore di attività economica- Industria - anno 2001 6% 19% 2% 2% 71% Im prenditore e Libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante fam iliare Dipendente o in altra posizione subordinata
ero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante fam iliare Dipendente o in altra posizione subordinata Addetti per settore di attività economica- Altre attività - anno 2001 0 50 100 150 200 250 300 350 400 Agricoltura Industria Altre attività 1 27 2410 50 73 0 1 94 5 95 308 280 20 391 395 Im prenditore e Libero professionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante fam iliare Dipendente o in altra posizione subordinata Totale
fessionista Lavoratore in proprio Socio di cooperativa Coadiuvante fam iliare Dipendente o in altra posizione subordinata Totale Occupati per settore di attività economica - anno 2001 LE ATTIVITÀ COMMERCIALI: Secondo i dati ISTAT, il cui ultimo aggiornamento arriva al 2001, le licenze commerciali al minuto rilasciate dal Comune erano 37 oltre a 18 licenze per attività legate al settore assicurativo, immobiliare, professionale. Questi dati sono confrontabili con quanto
a 18 licenze per attività legate al settore assicurativo, immobiliare, professionale. Questi dati sono confrontabili con quanto rilevato nel decennio precedente quando sul territorio comunale erano presenti 31 attività commerciali al dettaglio oltre a 10 licenze per attività complementari. Mediamente quindi, agli inizi degli anni ‘90, si registra un esercizio commerciale ogni 57 abitanti mentre all’inizio del XXI secolo il rapporto migliora leggermente: 1 esercizio ogni 52 abitanti.
io commerciale ogni 57 abitanti mentre all’inizio del XXI secolo il rapporto migliora leggermente: 1 esercizio ogni 52 abitanti. Oggi si rilevano sul territorio n.53 attività commerciali distinte come di seguito riportato: • n.12 medie strutture di vendita di cui n. 2 di tipo alimentare; • n.28 esercizi di vicinato di cui n.9 alimentari; • n.13 esercizi pubblici.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 17 Prevalentemente le attività commerciali sono quindi di vicinato si distribuiscono sia nel capoluogo che lungo la Sp1 (attività di media grandezza): buona è la dotazione commerciale del nucleo di antica formazione dove si evidenziano n.15 attività commerciali tra cui n.4 esercizi pubblici. La distribuzione delle attività commerciali risulta leggermente sbilanciata verso gli insediamenti
ra cui n.4 esercizi pubblici. La distribuzione delle attività commerciali risulta leggermente sbilanciata verso gli insediamenti produttivi-commerciali che si sono sviluppati lungo la SP1: risultano totalmente non serviti gli ambiti residenziali posti lungo via Marconi mentre discreto è il servizio all’interno del nucleo antico dove non si registra la presenza di attività commerciali di valenza storica. L’accessibilità agli esercizi di vendita risulta buona in particolare per le attività poste lungo le
erciali di valenza storica. L’accessibilità agli esercizi di vendita risulta buona in particolare per le attività poste lungo le direttrici principali o sorte all’interno di ambiti urbani di recente edificazione. Anche relativamente alle aree a parcheggio a servizio delle attività commerciali la dotazione risulta buona negli ambiti di recente edificazione. Meno serviti risultano gli esercizi commerciali all’interno del nucleo antico che subiscono anche la presenza di una viabilità angusta.
rviti risultano gli esercizi commerciali all’interno del nucleo antico che subiscono anche la presenza di una viabilità angusta. Relativamente alla presenza di verde, tutte le aree con servizi di tipo commerciale risultano scarsamente dotate. Il Programma triennale per lo sviluppo del settore commerciale 2006-2008 della Regione Lombardia (Deliberazione del Consiglio Regionale n. VIII/215 del 2 ottobre 2006) include il comune
ciale 2006-2008 della Regione Lombardia (Deliberazione del Consiglio Regionale n. VIII/215 del 2 ottobre 2006) include il comune di Gianico negli “Ambiti montani” caratterizzati da “...significative e prevalenti relazioni dirette con altri ambiti commerciali”: in effetti risulta rilevante la presenza in Vallecamonica di alcuni Centri Commerciali e Supermercati che, in particolare, per il settore alimentare, rappresentano importanti punti di riferimento.
Centri Commerciali e Supermercati che, in particolare, per il settore alimentare, rappresentano importanti punti di riferimento. Riferendoci ancora al programma Regionale richiamato si vuole evidenziare che Gianico, a differenza di molti centri camuni, non risulta compreso tra i comuni per i quali viene rilevata la tendenza alla desertificazione commerciale: il dato di riferimento, anche se a di valenza sperimentale, è indicativo di un trend che sarà comunque verificato nella programmazione del
riferimento, anche se a di valenza sperimentale, è indicativo di un trend che sarà comunque verificato nella programmazione del prossimo triennio. In relazione agli obiettivi espressi nel presente DdP ed agli indirizzi del Programma triennale per lo sviluppo del settore commerciale 2006-2008 della Regione Lombardia, la normativa introdotta nel PGT e le politiche economiche dell’Amministrazione Comunale:
- non prevedono l’insediamento di grandi strutture di vendita,
nel PGT e le politiche economiche dell’Amministrazione Comunale:
- non prevedono l’insediamento di grandi strutture di vendita,
- negli ambiti residenziali viene disincentivata l’ apertura di medie strutture di vendita di dimensioni superiori a mq 400,00;
- viene incentivata l’apertura di esercizi di vicinato e attuate politiche di sostegno delle attività in essere;
- viene data la possibilità di insediamenti di tipo commerciale su tutto il territorio urbanizzato residenziale e produttivo.
; 4. viene data la possibilità di insediamenti di tipo commerciale su tutto il territorio urbanizzato residenziale e produttivo. Le nuove previsioni e la conferma delle attività esistenti hanno uno stretto raccordo con le dimensioni demografiche locali e con la capacità di attrazione del bacino d’utenza che, fatte salve alcune specifiche attività, è esclusivamente di tipo locale. Considerati i caratteri dimensionali di riferimento non risulta possibile ipotizzare a priori eventuali
ivamente di tipo locale. Considerati i caratteri dimensionali di riferimento non risulta possibile ipotizzare a priori eventuali variazioni relativamente all’indice mq/ abitanti: l’obiettivo principale è il mantenimento attraverso l’autoregolazione, tra gli abitanti e le strutture commerciali esistenti (in particolare per gli alimentari) senza determinare “attrazioni” poco sostenibili dal punto di vista delle infrastrutture e del contesto urbano o, viceversa controllare tendenze alla desertificazione.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 18
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 18
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 19 Il settore agricolo Secondo il Piano di Sviluppo Socio-Economico della Comunità Montana di Valle Camonica (2001) dal punto di vista produttivo il settore agroforestale svolge per la Valle un ruolo ormai marginale
ana di Valle Camonica (2001) dal punto di vista produttivo il settore agroforestale svolge per la Valle un ruolo ormai marginale con il 16 % delle Unità Locali complessive e il 4% degli addetti. Nonostante ciò il settore primario rimane il più importante in termini di occupazione del territorio: la Superficie Agricola Totale costituisce, secondo i dati del censimento dell’Agricoltura del 1990, il 70% della superficie territoriale dell’intera Valle Camonica.
uisce, secondo i dati del censimento dell’Agricoltura del 1990, il 70% della superficie territoriale dell’intera Valle Camonica. Sempre secondo i dati del censimento, tale superficie è composta in maniera prevalente (80% circa) da boschi e prati e pascoli, cui seguono seminativi e coltivazioni permanenti. A scala regionale l’intera Valle Camonica è inquadrata nelle aree caratterizzate da sistema agricolo territoriale della montagna e delle zone svantaggiate, in cui le particolarità ambientali,
ee caratterizzate da sistema agricolo territoriale della montagna e delle zone svantaggiate, in cui le particolarità ambientali, morfologiche, pedologica e climatiche risultano poco confacenti al moderno utilizzo agricolo del territorio. Tali caratteristiche, unitamente ai cambiamenti socioeconomici verificatisi negli ultimi decenni, hanno portato ad una sempre minor competitività dell’agricoltura e, di conseguenza, ad
nomici verificatisi negli ultimi decenni, hanno portato ad una sempre minor competitività dell’agricoltura e, di conseguenza, ad un progressivo abbandono delle superfici coltivate poste nelle zone più sfavorevoli. Negli ultimi decenni un ulteriore aggravio della condizione di marginalità dell’agricoltura della Valle è stato determinato dal consumo di suolo, dovuto alla pressione antropica insediativa (residenziale e
ll’agricoltura della Valle è stato determinato dal consumo di suolo, dovuto alla pressione antropica insediativa (residenziale e produttiva), verificatosi a carico delle aree a maggiore vocazione produttiva del fondovalle. Conseguenza diretta del fenomeno di marginalizzazione del settore è stato il venir meno della funzione di presidio svolta dall’agricoltura, con progressivo degrado idrogeologico e paesaggistico del territorio montano.
ella funzione di presidio svolta dall’agricoltura, con progressivo degrado idrogeologico e paesaggistico del territorio montano. Secondo i dati del V° Censimento Generale dell’Agricoltura (ISTAT 2000), nel Comune di Gianico la superficie agricola totale, che complessivamente ammonta a circa 1.189ha, costituisce il 90% dell’intera superficie territoriale (1.326ha), di questa il 42% è Superficie Agricola Utilizzata (SAU), interessando circa 495ha di quella totale.
icie territoriale (1.326ha), di questa il 42% è Superficie Agricola Utilizzata (SAU), interessando circa 495ha di quella totale. Considerando i dati del SIARL (Sistema Informativo Agricolo della Regione Lombardia), aggiornati a maggio 2009, risulta che la superficie agricola totale ammonta a 628,71ha e costituisce il 47% dell’intera superficie territoriale e che la superficie agricola utilizzata interessa 244,36 ha (39% di quella totale).
ola utilizzata interessa 244,36 ha (39% di quella totale). Variazione della SAU nel periodo 1990-2009 Dal 1990 ad oggi la SAU ha subito una progressiva contrazione riducendosi dai 628ha del 1990 ai 495 del 2000 e fino ai 244 attuali.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 20 Variazione dell’utilizzo della SAU nel periodo 1990-2009 Nell’ultimo ventennio è cambiato anche il tipo di utilizzo della SAU a seguito del diverso indice di contrazione delle colture: seminativi -68%, coltivazioni legnose agrarie -76% e prati e pascoli permanenti -60%.
dice di contrazione delle colture: seminativi -68%, coltivazioni legnose agrarie -76% e prati e pascoli permanenti -60%. Tipologia di utilizzo della SAU (SIARL, maggio2009) L’analisi dei dati rivela come, in controtendenza al quadro generale di abbandono delle coltivazioni, vi sia una lieve espansione della superficie degli oliveti e dei vigneti. Il fenomeno è da ricondursi al ritrovato interesse per le produzioni tipiche locali, supportato dalle campagne di
e dei vigneti. Il fenomeno è da ricondursi al ritrovato interesse per le produzioni tipiche locali, supportato dalle campagne di sensibilizzazione e di incentivazione promosse dagli Enti comprensoriali e dal riconoscimento dell’IGT Valcamonica, nonché dalla costituzione del “Consorzio Volontario di Tutela del Vino ad Indicazione Geografica Tipica della Valle Camonica”.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 21 Secondo i dati del Sistema Informativo Agricolo della Regione Lombardia, aggiornati a maggio 2009, le aziende agricole con centro aziendale nel territorio di Gianico sono 25, mentre quelle con sede legale nel Comune sono 36. Aziende per classe di superficie agricola utilizzata (SAU)
Aziende per classe di superficie agricola utilizzata (SAU) Dai dati del V° Censimento Generale dell’Agricoltura nel 2000, quando le aziende presenti erano 35, risulta che il 17% di queste ha dimensioni piccolissime, SAU inferiore a 2 ha, il 40% ha dimensioni piccole, SAU compresa tra 2 e 10 ha e il 34% ha dimensioni medie, SAU compresa tra 10 e 50 ha.
iore a 2 ha, il 40% ha dimensioni piccole, SAU compresa tra 2 e 10 ha e il 34% ha dimensioni medie, SAU compresa tra 10 e 50 ha. Gli ordinamenti produttivi sono principalmente quelli zootecnici anche se negli ultimi anni si assiste ad una ripresa delle coltivazioni legnose agrarie con particolare riferimento a viticoltura, e olivicoltura. Le superfici condotte in regime biologico interessano solo 1.960 mq di SAU, di cui 550 coltivate a piante officinali e 1.410 a prato polifita non avvicendato.
e biologico interessano solo 1.960 mq di SAU, di cui 550 coltivate a piante officinali e 1.410 a prato polifita non avvicendato. Non risultano attività agrituristiche sul territorio comunale di Gianico. !" ! #$ %!" ! $ %!&'()!" ! + !" ! '%!&$ ,! ')" ! -. Allevamenti e numero di capi allevati Dai dati del SIARL, aggiornati a marzo 2008, si rileva che delle 25 aziende agricole con centro
amenti e numero di capi allevati Dai dati del SIARL, aggiornati a marzo 2008, si rileva che delle 25 aziende agricole con centro aziendale nel territorio di Gianico, 23 si dedicano alla zootecnia. Di queste, 15 presentano
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 22 allevamenti bovini, 6 ovi-caprini, 1 equini, 1 suini, 1 avicoli e 2 di api. Nel complesso le UBA allevate sono 365,55 di cui 342,8 riferite ai capi bovini, 1 a equini e 21,75 a ovi-caprini. I capi allevati sommano a 1.044 bovini, 712 suini, 145 ovi-caprini, 1 equini, 225.000 avicoli (in 4,5 cicli/anno) e 163 arnie.
. I capi allevati sommano a 1.044 bovini, 712 suini, 145 ovi-caprini, 1 equini, 225.000 avicoli (in 4,5 cicli/anno) e 163 arnie. Relativamente all'impatto ambientale dell'attività agricola, con particolare riferimento al contenimento dell’inquinamento da nitrati, si rileva che il territorio comunale non ricade nelle aree vulnerabili all'inquinamento da nitrati di origine zootecnica definite dalla Dgr VIII/003297 dell'11
unale non ricade nelle aree vulnerabili all'inquinamento da nitrati di origine zootecnica definite dalla Dgr VIII/003297 dell'11 ottobre 2006 (ai sensi del Dlgs 152/2006) e che in Comune di Gianico le superfici utilizzate ai fini PUA (fonte giara 3.0) risultano di 39,24 ha. Secondo una stima effettuata sulla base dei parametri indicati dalla “Direttiva Nitrati” – D.G.R. 8/5868 del 21.11.2007 il carico di Peso Vivo degli allevamenti presenti nel Comune di Gianico è pari
Direttiva Nitrati” – D.G.R. 8/5868 del 21.11.2007 il carico di Peso Vivo degli allevamenti presenti nel Comune di Gianico è pari a 350,4 ton., a cui corrisponde un carico medio di azoto di circa 202 Kg/anno per ettaro di SAU totale. Programmazione sovralocale di riferimento Programmazione provinciale e sovracomunale A supporto della redazione del Piano di Governo del Territorio, ritroviamo tutte le norme Provinciali
rovinciale e sovracomunale A supporto della redazione del Piano di Governo del Territorio, ritroviamo tutte le norme Provinciali che trattano parzialmente o in modo puntuale la pianificazione territoriale. Nello specifico il presente studio fa riferimento a: Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale La Provincia di Brescia si è dotata di proprio P.T.C.P., approvato il 21/04/2004 con D.C.P. n.22 e successivamente pubblicato sul B.U.R.L. il
di Brescia si è dotata di proprio P.T.C.P., approvato il 21/04/2004 con D.C.P. n.22 e successivamente pubblicato sul B.U.R.L. il 22/12/2004. Ai sensi dell’art.26 della L.R. n.12/2005 tale Piano è in fase di adeguamento alla stessa. Il Piano Provinciale in vigore recepisce le disposizioni delle leggi vigenti in materia ambientale ed i piani di settore vigenti enunciando i seguenti obiettivi:
- la salvaguardia dei grandi elementi abiotici e biotici;
- la fruizione sostenibile di tali elementi;
ndo i seguenti obiettivi:
- la salvaguardia dei grandi elementi abiotici e biotici;
- la fruizione sostenibile di tali elementi;
- la diminuzione dell’inquinamento globale;
- la diminuzione dello stato di rischio, anche sanitario, delle singole persone e dei beni;
- la riqualificazione della biodiversità attraverso il recupero delle specie locali in rarefazione o estinte in epoche storiche;
- la salvaguardia delle specie endemiche;
ttraverso il recupero delle specie locali in rarefazione o estinte in epoche storiche;
- la salvaguardia delle specie endemiche;
- il riequilibrio dell’assetto ecosistemico attraverso l’ottimizzazione del ciclo del carbonio (e quindi della distribuzione delle biomasse) e delle capacità di autodepurazione.” In adeguamento ai contenuti ed agli obiettivi espressi dal P.T.C.P. il Documento di Piano, nello specifico con il processo di V.A.S., analizza la compatibilità delle azioni di piano con le indicazioni
ocumento di Piano, nello specifico con il processo di V.A.S., analizza la compatibilità delle azioni di piano con le indicazioni rappresentate nella Tavola Paesistica e nella Tavola di Struttura; la prima per quanto riguarda le componenti identificative degli aspetti paesistici, la seconda relativa alla vocazione d’uso del territorio comunale (si vedano le tavole carte condivise del paesaggio di inquadramento territoriale).
alla vocazione d’uso del territorio comunale (si vedano le tavole carte condivise del paesaggio di inquadramento territoriale). Per quanto riguarda il territorio comunale di Gianico, si riporta di seguito la sintesi delle informazioni indicate dal PTCP:
- prevalenza di ampie aree non edificate, a partire dalle prime pendici del versante fino alle zone interessate dai rilievi;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 23
- presenza di ampie aree caratterizzate da boschi;
- torrenti e corsi d’acqua;
- il sistema dei crinali alle quote più elevate;
- aree urbanizzate;
- nucleo storico;
- ambiti urbanizzati produttivi collocati a ridosso della strada provinciale di fondovalle;
- la componente ambiti delle trasformazioni condizionate posta a confine tra i comuni
so della strada provinciale di fondovalle;
- la componente ambiti delle trasformazioni condizionate posta a confine tra i comuni confinanti nonché a valle e a monte del nucleo di antica formazione;
- la componente ambito di elevato valore percettivo connotato dalla presenza di fattori fisico-ambientali e/o storico culturali che ne determinano la qualità d’insieme che interessa l’ambito delle prime pendici di versante;
- la presenza di ambito di particolare rilevanza naturalistica e geomorfologica che
sa l’ambito delle prime pendici di versante;
- la presenza di ambito di particolare rilevanza naturalistica e geomorfologica che caratterizza le quote più elevate in corrispondenza della ZPS;
- Il sistema della viabilità storica secondaria (via Valeriana) quale itinerario di fruizione paesistica;
- elementi puntuali che caratterizzano il patrimonio architettonico-storico. Il Piano di Governo del Territorio, in adeguamento a quanto proposto dal PTCP approfondisce, definisce le tematiche sopra riportate.
iano di Governo del Territorio, in adeguamento a quanto proposto dal PTCP approfondisce, definisce le tematiche sopra riportate. Le norme Tecniche di Attuazione del piano provinciale forniscono inoltre indirizzi e/o prescrizioni circa le diverse componenti ambientali esaminate: all’interno del Rapporto ambientale a conclusione del processo di V.A.S. verifica la coerenza degli obiettivi di piano con la pianificazione provinciale. Per un approfondimento di tali aspetti si rimanda quindi a tale documento.
obiettivi di piano con la pianificazione provinciale. Per un approfondimento di tali aspetti si rimanda quindi a tale documento. Piano agricolo provinciale: sono state da esso recepite informazioni ed indicazioni per l’elaborazione delle “Carte condivise del Paesaggio” cui si rimanda per un approfondimento del tema. Piano faunistico venatorio: sono state da esso recepite informazioni ed indicazioni per l’analisi degli
pprofondimento del tema. Piano faunistico venatorio: sono state da esso recepite informazioni ed indicazioni per l’analisi degli aspetti faunistici che caratterizzano il territorio comunale. Si rimanda quindi ai paragrafi seguenti per un approfondimento di tali temi. Piano sentieristico provinciale: sono state da esso recepite informazioni ed indicazioni per l’elaborazione delle “Carte condivise del Paesaggio”. La valorizzazione ed il recupero dei sentieri
ormazioni ed indicazioni per l’elaborazione delle “Carte condivise del Paesaggio”. La valorizzazione ed il recupero dei sentieri presenti sul territorio rappresenta uno degli obiettivi di pianificazione dell’Amministrazione Comunale. Si rimanda quindi all’analisi delle Carte condivise del Paesaggio per un approfondimento del tema. Piano della rete ecologica provinciale: il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia definisce il progetto di rete ecologica.
ella rete ecologica provinciale: il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia definisce il progetto di rete ecologica. Le “Carte condivise del Paesaggio”, che rappresentano lo strumento di ricognizione e valutazione degli aspetti paesaggistico ambientali del DdP, approfondiscono tali aspetti mettendo in evidenza gli elementi che necessitano di particolare attenzione, tutela e valorizzazione nella pianificazione. Piano risanamento acque Regionale (P.R.R.A.), Piano di tutela delle acque (P.T.U.A.):
ela e valorizzazione nella pianificazione. Piano risanamento acque Regionale (P.R.R.A.), Piano di tutela delle acque (P.T.U.A.): I Piani in oggetto, affiancati da studi a livello locale hanno rappresentato un valido supporto per l’approfondimento di tematiche legate allo stato dell’ambiente, nello specifico per quanto riguarda lo stato di salute delle acque superficiali e sotterranee. Piano Provinciale di gestione dei rifiuti:
cifico per quanto riguarda lo stato di salute delle acque superficiali e sotterranee. Piano Provinciale di gestione dei rifiuti: sempre in sede di valutazione dello stato dell’ambiente comunale, è stata presa in esame la componente “Energia-Rifiuti” analizzando, con i dati forniti dall’ente gestore della raccolta, i dati riferiti al periodo 2005-2006, riferiti ai rifiuti smaltiti differenziati e non differenziati. Le quantità
ella raccolta, i dati riferiti al periodo 2005-2006, riferiti ai rifiuti smaltiti differenziati e non differenziati. Le quantità registrate sono state poi confrontate con gli obiettivi del Piano Provinciale di gestione dei rifiuti al
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 24 fine di programmare, a livello di PGT, azioni correttive che consentissero un miglioramento dell’attuale status ambientale. Il Rapporto ambientale approfondisce tali aspetti in relazione all’obiettivo generale di miglioramento dell’ambiente comunale. Nell’ambito dei Progetti strategici individuati dal PTCP si segnala, per la formulazione di progetti
nto dell’ambiente comunale. Nell’ambito dei Progetti strategici individuati dal PTCP si segnala, per la formulazione di progetti futuri per la Valle Camonica, il progetto relativo alla valorizzazione dei “Sentieri della Guerra e della Liberazione Nazionale; Di interesse più generale è il progetto Strategico per la promozione dello sviluppo sostenibile locale attraverso la messa a sistema dei Beni Culturali e Naturali. Piano di Sviluppo Socio Economico (PSSE) della Comunità Montana.
le attraverso la messa a sistema dei Beni Culturali e Naturali. Piano di Sviluppo Socio Economico (PSSE) della Comunità Montana. La Comunità Montana di Valle Camonica nel 2001 con Deliberazione n.30 ha approvato il Proprio Piano di Sviluppo Socio Economico che suddivide il territorio camuno in tre aree distinte sulla base delle realtà territoriali e socio-economiche locali:
- un’area marginale in cui sono inseriti i Comuni che presentano un calo demografico, uno
rritoriali e socio-economiche locali:
- un’area marginale in cui sono inseriti i Comuni che presentano un calo demografico, uno spopolamento verso il fondovalle, una carenza nella dotazione di servizi;
- un’area di sviluppo consolidato in cui sono inseriti i Comuni con una specifica vocazione turistica ed industriale;
- un’area di attrazione in cui sono collocati i Comuni con una buona dotazione di servizi, una potenzialità nel settore turistico, una particolare valenza di tipo ambientale.
i Comuni con una buona dotazione di servizi, una potenzialità nel settore turistico, una particolare valenza di tipo ambientale. Il Comune di Gianico si colloca all’interno dell’area di sviluppo consolidato in quanto legato all’area produttiva di fondovalle che nello specifico si sviluppa lungo la SP 1 tra Darfo B.T. e Pian Camuno. Le criticità individuate dal PSSE sono in particolare legate ala riqualificazione ambientale
SP 1 tra Darfo B.T. e Pian Camuno. Le criticità individuate dal PSSE sono in particolare legate ala riqualificazione ambientale ed alle strategie necessarie ad offrire maggiori opportunità per lo sviluppo territoriale: “ Se a prima vista tale ambito territoriale non presenta delle problematiche tali da richiedere strategie di intervento particolari, è però necessario proporre interventi su alcuni aspetti, capaci di trattenere i
richiedere strategie di intervento particolari, è però necessario proporre interventi su alcuni aspetti, capaci di trattenere i giovani e offrire più opportunità di sviluppo, visto comunque il dato dell’invecchiamento della popolazione che colpisce quest’area. E’ necessario intervenire nel settore della riqualificazione ambientale, soprattutto nei territori dei comuni del fondovalle, per migliorarne l’aspetto e
nel settore della riqualificazione ambientale, soprattutto nei territori dei comuni del fondovalle, per migliorarne l’aspetto e l'accoglienza , consolidare l'esistente struttura economica e produttiva e rafforzare le potenzialità dei singoli settori promuovendo servizi tecnologici innovativi, garantendo servizi reali per le imprese locali ed attraendo calibrati sostegni ed investimenti nei settori produttivi portanti.” Il Piano di sviluppo non prevede obiettivi specifici per il Comune di Gianico.
ed investimenti nei settori produttivi portanti.” Il Piano di sviluppo non prevede obiettivi specifici per il Comune di Gianico. Programmazione settoriale Risultano parte integrante del Piano di Governo del territorio tutti gli studi di settore specifici per il comune o concertati a livello sovralocale. Si rimanda ad un’analisi dei singoli documenti per un approfondimento delle tematiche trattate. Accordo di Programma Valgrigna
. Si rimanda ad un’analisi dei singoli documenti per un approfondimento delle tematiche trattate. Accordo di Programma Valgrigna Con Decreto Generale Agricoltura è stato approvato, ai sensi dell’articolo 34 del D.Lgs 18 agosto 2000, n.267 e dell’art.6 della L.R. 14 marzo 2003, n.2 dell’Accordo di Programma finalizzato alla valorizzazione dell’Area Vasta Valgrigna (BS). Il suddetto Accordo di Programma è stato formalmente sottoscritto il giorno 23 maggio 2008 presso lo STER di Brescia da:
- Regione Lombardia
Accordo di Programma è stato formalmente sottoscritto il giorno 23 maggio 2008 presso lo STER di Brescia da:
- Regione Lombardia
- Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura ed alle Foreste (ERSAF)
- Provincia di Brescia
- Comunità Montana di Valle Camonica
- Comunità Montana della Val Trompia
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 25
- Comune di Artogne
- Comune di Berzo Inferiore
- Comune di Bienno
- Comune di Bovegno
- Comune di Collio
- Comune di Esine
- Comune di Gianico
- Comune di Prestine L’obiettivo dell’accordo vede la realizzazione di alcuni interventi che compongono un progetto innovativo di valorizzazione della foresta Regionale della Valgrigna che coinvolge il territorio ad essa limitrofo.
un progetto innovativo di valorizzazione della foresta Regionale della Valgrigna che coinvolge il territorio ad essa limitrofo. Gli obiettivi generali dell’accordo sono:
- gestire in una visione unitaria il territorio della foresta regionale e delle zone limitrofe alto- montane prescindendo dai confini amministrativi ed in stretta collaborazione e sinergia con le altre proprietà pubbliche e private circostanti;
- favorire e valorizzare la presenza antropica nel territorio alto-montano quale quale
roprietà pubbliche e private circostanti;
- favorire e valorizzare la presenza antropica nel territorio alto-montano quale quale componente indispensabile per la conservazione della biodiversità, dei saperi tradizionali e della cultura locale, a beneficio dell’intera Regione;
- creare opportunità di reddito attraverso la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali e culturali finalizzate anche all’incremento dell’offerta turistica, sviluppando produzioni
e delle risorse naturali, ambientali e culturali finalizzate anche all’incremento dell’offerta turistica, sviluppando produzioni integrate, concertate e realizzate in sintonia con le amministrazioni locali. Gli interventi dell’Accordo sono suddivisi in otto tipologie:
- interventi di miglioramento della viabilità esistente, di accesso e/o di avvicinamento e/o di servizio, che riguarderanno la manutenzione straordinaria delle infrastrutture viarie già presenti sul territorio;
amento e/o di servizio, che riguarderanno la manutenzione straordinaria delle infrastrutture viarie già presenti sul territorio;
- nuova viabilità di interesse silvo-pastorale, con la creazione di piste forestali e vie di collegamento alle malghe ed ai fabbricati alpestri;
- valorizzazione della rete sentieristica, con la definizione di percorsi tematici e la loro integrazione con gli strumenti di informazione e di divulgazione;
ntieristica, con la definizione di percorsi tematici e la loro integrazione con gli strumenti di informazione e di divulgazione;
- altre infrastrutture per la valorizzazione del patrimonio culturale e la fruizione turistico- ricreativa che precede l’incremento delle potenzialità turistico-ricreative attraverso il recupero e l’adeguamento delle strutture ricettive già esistenti;
- manutenzioni straordinarie e adeguamenti igienico-sanitari anche ad uso multifunzionale dei fabbricati d’alpe;
già esistenti;
- manutenzioni straordinarie e adeguamenti igienico-sanitari anche ad uso multifunzionale dei fabbricati d’alpe;
- altre infrastrutture riguardanti la rete acquedottistica ed energetica;
- miglioramenti ambientali e foreste che consentano la salvaguardia delle emergenze naturalistiche e la conservazione degli habitat e delle specie presenti;
- azioni di sistema, volte alla valorizzazione complessiva dell’area vasta della Valgrigna con
habitat e delle specie presenti;
- azioni di sistema, volte alla valorizzazione complessiva dell’area vasta della Valgrigna con interventi differenti nel territorio e programmi di analisi e comunicazione. Vengono inoltre condivisi e seguiti i seguenti impegni:
- la promozione dello sviluppo e della valorizzazione della Foresta Regionale Valgrigna quale occasione di crescita per il territorio e per e le comunità locali;
della valorizzazione della Foresta Regionale Valgrigna quale occasione di crescita per il territorio e per e le comunità locali;
- la divulgazione nelle comunità locali della conoscenza dei principi espressi dalla Carta delle Foreste di Lombardia;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 26
- l’adozione di un piano comprensoriale d’alpeggio che permetta una modalità comune di gestione degli alpeggi (modalità di definizione dei canoni, capitolato,bandi) e favorisca la loro fruizione da parte delle aziende agricole locali;
- la promozione ed il sostegno, anche con proprie risorse, di forme di associazione volontaria
te delle aziende agricole locali;
- la promozione ed il sostegno, anche con proprie risorse, di forme di associazione volontaria tra alpeggiatori che favoriscano la consapevolezza ed il senso di appartenenza, riconoscendo il ruolo degli alpeggiatori stessi nella manutenzione del territorio e valorizzando le loro produzioni con concreti sostegni alle iniziative legate alla filiera corta;
- il rilascio agli alpeggiatori a titolo non oneroso di un comune permesso di transito valevole
ative legate alla filiera corta;
- il rilascio agli alpeggiatori a titolo non oneroso di un comune permesso di transito valevole su tutte le strade agro-silvo-pastorali dell’area, al fine di favorire e promuovere le relazioni tra le persone;
- la rinuncia alla realizzazione di viabilità di accesso e servizio alle aree alpestri ubicate in siti di grande rilevanza e fragilità ambientale così come verranno individuati negli studi di settore oggetto del presente accordo e dichiarato impegno al sostegno ed alla
tale così come verranno individuati negli studi di settore oggetto del presente accordo e dichiarato impegno al sostegno ed alla incentivazione delle attività alpestre in queste aree;
- l’utilizzo nei fabbricati rurali di proprietà pubblica di energie da fonti rinnovabili;
- l’attivazione di periodiche consultazioni tra le parti per la verifica dello stato di pianificazione degli interventi di gestione e valorizzazione dello spazio alpestre;
tra le parti per la verifica dello stato di pianificazione degli interventi di gestione e valorizzazione dello spazio alpestre;
- la programmazione comune dei principali eventi turistici e culturali che interessano l’Area Vasta della Valgrigna;
- l’adozione di un regolamento comune per la fruizione e la manutenzione delle strade agro- silvo-pastorali;
- il coinvolgimento attraverso opportune convenzioni delle associazioni presenti sul territorio
le strade agro- silvo-pastorali;
- il coinvolgimento attraverso opportune convenzioni delle associazioni presenti sul territorio per la gestione dei fabbricati, la manutenzione della viabilità e della senti eristica. Piano intercomunale d’emergenza di protezione civile : realizzato insieme ai comuni di Darfo Boario Terme, Angolo Terme, Artogne, Pian Camuno. Il Piano ha preso in esame per l’ambito territoriale di riferimento le seguenti tematiche:
- rischio idrogeologico
- rischio sismico
no ha preso in esame per l’ambito territoriale di riferimento le seguenti tematiche:
- rischio idrogeologico
- rischio sismico
- rischio chimico industriale
- incendi boschivi
- viabilità S.S. n.42 e strade provinciali
- strutture di emergenza presenti sul territorio
- Modello di intervento
- Individuazione del Referente Operativo Comunale
- Definizione e costituzione dell’unità di crisi
- Emergenza – procedura di intervento
- Elementi dell’intervento in emergenza
Definizione e costituzione dell’unità di crisi 10) Emergenza – procedura di intervento 11) Elementi dell’intervento in emergenza E’ attualmente in corso l’integrazione degli elaborati testuali e grafici sulla base delle richieste di completamento avanzate dalla Provincia di Brescia – Ufficio Protezione Civile in sede di verifica della rispondenza del documento alle direttive regionali. Rilievo reti di sottosuolo Fognatura: la ricognizione della rete fognaria comunale avviene attualmente su base cartografica
ali. Rilievo reti di sottosuolo Fognatura: la ricognizione della rete fognaria comunale avviene attualmente su base cartografica attraverso la registrazione della collocazione dei pozzetti e parzialmente del diametro e della tipologia delle condotte. I primi dati raccolti dall’Amministrazione Comunale risalgono all’anno 1997 e sono continuamente aggiornati dall’ufficio tecnico comunale in base alla realizzazione di nuove reti ed all’adeguamento degli impianti esistenti.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 27 Il comune non è dotato di impianto di depurazione; i reflui urbani sono collettati e convogliati al depuratore consortile di Costa Volpino. Il comune è inoltre dotato di specifico regolamento per la gestione della rete fognaria. Acquedotto: la ricognizione della rete dell’acquedotto comunale avviene attualmente su base
per la gestione della rete fognaria. Acquedotto: la ricognizione della rete dell’acquedotto comunale avviene attualmente su base cartografica attraverso la registrazione della collocazione dei pozzetti e parzialmente del diametro e della tipologia delle condotte. I dati sono continuamente aggiornati dall’ufficio tecnico comunale in base alla realizzazione di nuove reti ed all’adeguamento degli impianti esistenti. Regolamento VASP – Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica: il Comune di Gianico ha aderito
eguamento degli impianti esistenti. Regolamento VASP – Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica: il Comune di Gianico ha aderito ad un progetto sovralocale promosso dalla Comunità Montana di Vallecamonica volto al recupero ed alla valorizzazione della viabilità agro-silvo-pastorale. In particolare sul territorio comunale sono stati individuati alcuni ambiti su cui si ritiene opportuna la realizzazione di nuovi
n particolare sul territorio comunale sono stati individuati alcuni ambiti su cui si ritiene opportuna la realizzazione di nuovi tratti stradali finalizzati in particolare all’accesso di mezzi antincendio, a servizio di malghe esistenti o per interesse sovra-locale. Si fa riferimento a:
- Tracciato dei tedeschi;
- Collegamento Valle Re e Prato delle Baite e Plagne della Valle;
- Strada Paghera Bassa;
- Collegamento Gianico Cervera.
hi; 2. Collegamento Valle Re e Prato delle Baite e Plagne della Valle; 3. Strada Paghera Bassa; 4. Collegamento Gianico Cervera. Piano di assestamento forestale (anni 2005-2019) è stato redatto con il Comune contermine di Artogne ed è stato approvato dal Consiglio Direttivo della C.M.V.C. con deliberazione n.220 del 11 ottobre 2006. Il Piano ha preso in esame i seguenti aspetti:
- la proprietà
- assetto territoriale
- divisione del bosco
- risultati dei rilievi dendrometrici
esame i seguenti aspetti:
- la proprietà
- assetto territoriale
- divisione del bosco
- risultati dei rilievi dendrometrici
- assestamento dei cedui e delle fustaie
- gli interventi di miglioramento nei boschi
- tutela dei boschi
- il patrimonio pastorale
- gli incolti produttivi
- la viabilità silvo-pastorale
- investimenti per il riassetto del patrimonio
- proposte di miglioramento
- regolamento di attuazione
ità silvo-pastorale 11. investimenti per il riassetto del patrimonio 12. proposte di miglioramento 13. regolamento di attuazione Regolamento di polizia locale (deliberazione di C.C. n.3/2008): prende in esame le seguenti tematiche:
- Inquinamento atmosferico e delle acque
- Occupazione di suolo pubblico
- Scarico di rottami e di detriti
- Commercio su aree pubbliche
- Proiezioni, audizioni e spettacoli su aree pubbliche
- Installazioni di chioschi ed edicole
- Collocamento di condutture
he 5) Proiezioni, audizioni e spettacoli su aree pubbliche 6) Installazioni di chioschi ed edicole 7) Collocamento di condutture 8) Obbligo installazione fossa diseoleatrice 9) Obblighi dei concessionari di occupazione di aree pubbliche
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 28 10) Disposizioni per i commercianti su aree pubbliche ed esercenti mestieri girovaghi 11) Disposizioni riguardanti i negozi, le botteghe e i pubblici esercizi 12) Trasporto di materiale di facile dispersione 13) Obblighi degli esecutori e committenti di opere edili confinanti con il suolo pubblico 14) Pulizia Terreni non edificati
one 13) Obblighi degli esecutori e committenti di opere edili confinanti con il suolo pubblico 14) Pulizia Terreni non edificati 15) Divieto di lavatura e riparazione dei veicoli ed autoveicoli su aree pubbliche 16) Divieto di getto di opuscoli o foglietti 17) Divieto di segatura e spaccatura di legna 18) Manutenzione degli edifici 19) Ornamento esterno ai fabbricati 20) Depositi in proprieta'privata 21) Spolveramento di panni e tappeti 22) Viali e giardini pubblici 23) Vasche e fontane
ricati 20) Depositi in proprieta'privata 21) Spolveramento di panni e tappeti 22) Viali e giardini pubblici 23) Vasche e fontane Altri regolamenti: l’attività amministrativa comunale è inoltre supportata dalla presenza dei seguenti regolamenti specifici:
- Criteri per l’assegnazione in uso e la gestione delle cascine montane di proprietà comunale (anno 2006);
- Regolamento per l’utilizzo di capanni da sul suolo comunale (delibera di C.C. n.119/1982 modificato negli anno 2000-2005-2006);
Regolamento per l’utilizzo di capanni da sul suolo comunale (delibera di C.C. n.119/1982 modificato negli anno 2000-2005-2006);
- Regolamento per l’uso delle malghe comunali (delibera di C.C. n.15/1997);
- Regolamento per la concessione di contributi per interventi di valorizzazione del patrimonio edilizio comunale in centro storico (Delibera di C.C. n.17/2008;
- Regolamento per la tutela dell’ambiente naturale e la protezione della flora alpina (delibera di C.c. n.52/1972)
C. n.17/2008;
- Regolamento per la tutela dell’ambiente naturale e la protezione della flora alpina (delibera di C.c. n.52/1972)
- Piano cimiteriale e relativo Regolamento di Polizia Mortuaria (D.C.C. n.2 del 20.02.2008) Programmazione comunale negli ambiti di confine Il territorio comunale di Gianico confina con i seguenti Comuni: Esine, Darfo B.T., Artogne, Bovegno. Si analizzano di seguito le realtà urbanistiche e territoriali di questi Comuni negli ambiti di confine (MISURC o PGT). Comune di Esine
izzano di seguito le realtà urbanistiche e territoriali di questi Comuni negli ambiti di confine (MISURC o PGT). Comune di Esine Il comune in oggetto confina con il territorio comunale di Gianico a Est, per una limitata porzione di territorio in ambito montano. Tali territori sono definiti dallo strumento urbanistico vigente come aree agricole. Parte di tali ambiti è interessata dalla presenza della ZPS “Foresta demaniale della Valgrigna”.
ico vigente come aree agricole. Parte di tali ambiti è interessata dalla presenza della ZPS “Foresta demaniale della Valgrigna”. Nel Comune di Esine sono state avviate le procedure di redazione del PGT che dovrebbe essere adottato entro la prima metà dell’anno 2009. Comune di Darfo B.T. Il comune in oggetto confina con il territorio comunale di Gianico nella porzione posta a Nord. I due comuni risultano separati da ambiti agricoli e in parte da ambiti edificati con destinazione
nella porzione posta a Nord. I due comuni risultano separati da ambiti agricoli e in parte da ambiti edificati con destinazione produttiva. I due Comuni sono collegati dal punto di vista infrastrutturale dalla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo , dalla SP n.1 che corre sul fondovalle e dalla SS n.42 che corre parallelamente al corso del fiume Oglio sempre sul Fondovalle. Il Comune di Darfo BT ha avviato le procedure di redazione del PGT la cui adozione è prevista per
e Oglio sempre sul Fondovalle. Il Comune di Darfo BT ha avviato le procedure di redazione del PGT la cui adozione è prevista per l’anno 2009. L’Amministrazione Comunale ha partecipato alle assemblee pubbliche organizzate
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 29 dall’A.C. di Gianico per promuovere la partecipazione di cittadini ed Enti alla redazione del PGT ed alla conferenza di valutazione ambientale dell’11 febbraio 2008. Comune di Artogne Il confine con il comune di Artogne si sviluppa a Sud rispetto al territorio comunale di Gianico. I due comuni risultano separati da ambiti agricoli e in parte da ambiti edificati con destinazione
rritorio comunale di Gianico. I due comuni risultano separati da ambiti agricoli e in parte da ambiti edificati con destinazione produttiva (sul fondovalle). I due Comuni sono collegati dal punto di vista infrastrutturale dalla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo , dalla SP n.1 che corre sul fondovalle e dalla SS n.42 che corre parallelamente al corso del fiume Oglio sempre sul Fondovalle. Il Comune di Artogne ha avviato le procedure di redazione del PGT la cui adozione è prevista per l’anno 2009.
re sul Fondovalle. Il Comune di Artogne ha avviato le procedure di redazione del PGT la cui adozione è prevista per l’anno 2009. Comune di Bovegno Il comune di Bovegno confina con Gianico a Est, per una limitata porzione di territorio in ambito montano. Tali territori sono definiti dallo strumento urbanistico vigente come aree agricole. Parte di tali ambiti è interessata dalla presenza della ZPS “Foresta demaniale della Valgrigna”.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 30 i vincoli sul territorio comunale Al fine di garantire una pianificazione rispettosa della vincolistica ricadente sul territorio comunale è stato necessario provvedere alla ricognizione sia degli ambiti assoggettati a specifica tutela paesaggistica (in base all’art. 136 e 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) sia dei
ssoggettati a specifica tutela paesaggistica (in base all’art. 136 e 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) sia dei vincoli amministrativi (fasce di rispetto delle infrastrutture per la viabilità, dei cimiteri, degli elettrodotti). I risultati di detta analisi sono raccolti in specifica tavola di Piano a cui si rimanda per un’analisi puntuale sul territorio di Gianico. Il Sistema Informativo Beni Ambientali (S.I.B.A.), dal quale sono stati recepiti alcuni dei vincoli
e sul territorio di Gianico. Il Sistema Informativo Beni Ambientali (S.I.B.A.), dal quale sono stati recepiti alcuni dei vincoli vigenti, è frutto di un'approfondita ricognizione dei "vincoli paesaggistici"; esso raccoglie i vincoli di tutela paesaggistico-ambientale conosciuti come "Vincoli L. 1497/39 e L. 431/85", oggi normati dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Parte III, Capo II), e s.m.i. e gli ambiti assoggettati alla tutela prevista
5", oggi normati dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Parte III, Capo II), e s.m.i. e gli ambiti assoggettati alla tutela prevista dagli artt. 17 e 18 delle Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.). Risultano presenti ambiti tutelati ai sensi dell’ art. 142 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; “si tratta di ampie fasce ed aree di territorio di interesse paesaggistico, definite per categorie
ativo 22 gennaio 2004, n. 42; “si tratta di ampie fasce ed aree di territorio di interesse paesaggistico, definite per categorie geografiche a contenuto prevalentemente naturalistico; la tutela delle categorie di beni compresi in questi ambiti vincolati, sotto il profilo paesaggistico, costituisce la parte preponderante della materia le cui funzioni amministrative sono state attribuite agli enti locali ai sensi della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12”.
eria le cui funzioni amministrative sono state attribuite agli enti locali ai sensi della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12”. Nelle aree assoggettate a specifica tutela non sono ammesse trasformazioni territoriali in assenza della necessaria autorizzazione. Nel territorio comunale di Gianico sono in particolare presenti fiumi e corsi d’acqua (vincolo comma 1, lettera c - art. 142 D.Lgs. 42/2004) territori contermini ai laghi (vincolo comma 1, lettera b - art. 142 D.Lgs. 42/2004)
a 1, lettera c - art. 142 D.Lgs. 42/2004) territori contermini ai laghi (vincolo comma 1, lettera b - art. 142 D.Lgs. 42/2004) boschi e foreste (vincolo comma 1, lettera g - art. 142 D.Lgs. 42/2004) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole (vincolo comma 1, lettera D - art. 142 D.Lgs. 42/2004);
.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole (vincolo comma 1, lettera D - art. 142 D.Lgs. 42/2004); gli ambiti di interesse ambientale (Deliberazione della Giunta Regionale numero 4/3859 del 10.12.1985 – art.17 N.T.A. P.T.P.R) "Fiumi, torrenti e corsi d'acqua pubblici e relative sponde" (vincolo comma 1, lettera c - art. 142 D.Lgs. 42/2004) Conosciuti come 'Vincolo 431/85, art. 1, lettera c)', sono oggi identificati dal D.Lgs. 22 gennaio
c - art. 142 D.Lgs. 42/2004) Conosciuti come 'Vincolo 431/85, art. 1, lettera c)', sono oggi identificati dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art. 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137" L'art. 142, comma 1, lettera c) del suddetto Decreto Legislativo definisce infatti come oggetto di tutela e valorizzazione per il loro interesse paesaggistico: "i fiumi, torrenti, ed i corsi d'acqua iscritti
tti come oggetto di tutela e valorizzazione per il loro interesse paesaggistico: "i fiumi, torrenti, ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna". Si ritiene importante sottolineare che il D.Lgs. 42/04 ricomprende i contenuti della legge 1497/39
ascia di 150 metri ciascuna". Si ritiene importante sottolineare che il D.Lgs. 42/04 ricomprende i contenuti della legge 1497/39 (abrogata dal D. Lgs. 490/99), lasciando inalterate le tipologie di beni tutelati. Nella norma di tutela di "fiumi, torrenti e corsi d'acqua pubblici e relative sponde" vengono tutelati non solo le sponde o il piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna, ma anche l'intero
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 31 corso d'acqua. La Regione Lombardia in attuazione dell'art. 1-quater della legge 431/85, ha individuato, con deliberazione della Giunta Regionale n. 4/12028 del 25 luglio 1986 e successive integrazioni, i corsi d'acqua pubblici lombardi aventi rilevanza paesaggistica e conseguentemente assoggettati a
86 e successive integrazioni, i corsi d'acqua pubblici lombardi aventi rilevanza paesaggistica e conseguentemente assoggettati a specifico vincolo ex art. 142, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 42/04, nonché quei corsi d'acqua, o tratti degli stessi, per i quali è stata dichiarata l'irrilevanza paesaggistica e che risultano pertanto esclusi dal suddetto vincolo. Per l'esatta individuazione della fascia dei 150 metri del vincolo, si ritiene che, secondo quanto
esclusi dal suddetto vincolo. Per l'esatta individuazione della fascia dei 150 metri del vincolo, si ritiene che, secondo quanto sostenuto anche da giurisprudenza di merito (Pretura di Cremona, 24 settembre 1990, pubblicata su Rivista Giuridica dell'Edilizia, 1991), "le fasce laterali ai fiumi, per la lunghezza di 150 metri, vanno calcolate con riferimento alla delimitazione effettiva del corso d'acqua, cioè a partire dal ciglio di
hezza di 150 metri, vanno calcolate con riferimento alla delimitazione effettiva del corso d'acqua, cioè a partire dal ciglio di sponda, o dal piede esterno dell'argine, quando quest'ultimo esplichi una funzione analoga alla sponda nel contenere le acque di piena ordinaria." Nel Comune di Gianico sono sottoposti a tale vincolo il Fiume Oglio, Il Torrente Re ed il Torrente Resio della Valle dell’Inferno. "Territori contermini ai laghi" (vincolo comma 1, lettera b - art. 142 D.Lgs. 42/2004)
Torrente Resio della Valle dell’Inferno. "Territori contermini ai laghi" (vincolo comma 1, lettera b - art. 142 D.Lgs. 42/2004) I "Territori contermini ai laghi", conosciuti come 'Vincolo 431/85, art. 1, lettera b)', sono oggi identificati dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art. 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137" L'art. 142, comma 1, lettera b) del suddetto Decreto Legislativo definisce infatti come oggetto di
lla L. 6 luglio 2002, n. 137" L'art. 142, comma 1, lettera b) del suddetto Decreto Legislativo definisce infatti come oggetto di tutela e valorizzazione per il loro interesse paesaggistico: "i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 m dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi". Si ritiene importante sottolineare che il D.Lgs. 42/04 ricomprende i contenuti della legge 431/85
territori elevati sui laghi". Si ritiene importante sottolineare che il D.Lgs. 42/04 ricomprende i contenuti della legge 431/85 (abrogata dal D. Lgs. 490/99), lasciando inalterate le tipologie di beni tutelati. Si evidenzia che l'area vincolata è solo l'area di rispetto del lago e non l'area occupata dalle acque del lago. Per quanto concerne la nozione di "lago", si è stabilito di adottare la definizione che segue, sulla
upata dalle acque del lago. Per quanto concerne la nozione di "lago", si è stabilito di adottare la definizione che segue, sulla base della quale potrà essere effettuato il censimento completo dei laghi lombardi: “specchi d'acqua aventi una loro individualità geografica, in senso lato. Sono compresi quindi anche laghi artificiali o semiartificiali, lagune e laghi salmastri, mentre sono esclusi i laghetti artificiali costruiti a
indi anche laghi artificiali o semiartificiali, lagune e laghi salmastri, mentre sono esclusi i laghetti artificiali costruiti a scopo d'irrigazione e le vasche di raccolta delle acque piovane o superficiali; invasi caratterizzati dalla presenza permanente di acqua (permanenza della distesa d'acqua); invasi individuati tramite un toponimo (riconoscibilità sotto il profilo toponomastico). Per quanto riguarda la determinazione della "linea di battigia" deve essere adottato il seguente
otto il profilo toponomastico). Per quanto riguarda la determinazione della "linea di battigia" deve essere adottato il seguente criterio: "Ai fini della determinazione della linea di battigia, utile per il calcolo dei 300 mt., si fa riferimento al tradizionale criterio, seguito dalla dottrina e dalla giurisprudenza, che individua i confini del lago nel livello raggiunto dalle acque in regime di piena ordinaria, escludendo la
a giurisprudenza, che individua i confini del lago nel livello raggiunto dalle acque in regime di piena ordinaria, escludendo la rilevanza a tale scopo delle piene straordinarie, anche se storicamente ricorrenti." (Prot. n. 55381 del 2.12.93, Raccolta ragionata di pareri giuridici in materia di tutela dei beni ambientali, BURL n. 48 Edizione Speciale 28.11.1997). In ambito montano risulta vincolato ai sensi del suddetto comma il Lago di Rondeneto.
BURL n. 48 Edizione Speciale 28.11.1997). In ambito montano risulta vincolato ai sensi del suddetto comma il Lago di Rondeneto. “Boschi e foreste” (vincolo comma 1, lettera g - art. 142 D.Lgs. 42/2004) Il vincolo paesaggistico riguarda i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento. La delimitazione delle aree boscate riportata dalla carta dei vincoli ha valenza indicativa in
osti a vincolo di rimboschimento. La delimitazione delle aree boscate riportata dalla carta dei vincoli ha valenza indicativa in quanto trattasi di una componente naturale, dinamica e spesso in rapida espansione su terreni in
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 32 abbandono colturale. Come più volte ribadito dalla Corte di Cassazione (CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. III, 25 gennaio 2007 (Ud. 14/12/2006), Sentenza n. 2864), il presupposto per l’imposizione dei citati vincoli è la presenza effettiva del bosco e di nessun valore risultano eventuali delimitazioni cartografiche od inclusioni in specifici elenchi. Si precisa pertanto la necessità di valutare
risultano eventuali delimitazioni cartografiche od inclusioni in specifici elenchi. Si precisa pertanto la necessità di valutare puntualmente ed al momento dell’intervento la presenza o meno del bosco, così come definito dalle vigenti norme. I boschi e le foreste sono sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi del Comma 1, lettera g – dell’art. 142 del D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e a vincolo forestale, ai
del Comma 1, lettera g – dell’art. 142 del D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e a vincolo forestale, ai sensi dell’art.43 della Legge Regionale n°31/2008 “Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”. "Territori alpini e appenninici (vincolo comma 1, lettera d - art. 142 D.Lgs. 42/2004) L'art. 142, comma 1, lettera d) del suddetto Decreto Legislativo definisce infatti come oggetto di
d - art. 142 D.Lgs. 42/2004) L'art. 142, comma 1, lettera d) del suddetto Decreto Legislativo definisce infatti come oggetto di tutela e valorizzazione per il loro interesse paesaggistico: "le montagne per la parte eccedente i 1600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole". Si ritiene importante sottolineare che il D.Lgs. 42/04 ricomprende i
livello del mare per la catena appenninica e per le isole". Si ritiene importante sottolineare che il D.Lgs. 42/04 ricomprende i contenuti della legge 431/85 (abrogata dal D. Lgs. 490/99), lasciando inalterate le tipologie di beni tutelati. L'acquisizione è stata effettuata digitalizzando a video la linea corrispondente alla curva di livello dei 1600 m. (1200 m. per gli Appennini) presente sulla C.T.R. al tratto alla scala 1:10.000.
orrispondente alla curva di livello dei 1600 m. (1200 m. per gli Appennini) presente sulla C.T.R. al tratto alla scala 1:10.000. In presenza di discontinuità della curva di livello è stato utilizzato un criterio di chiusura speditivo. Una porzione non indifferente del territorio comunale risulta vincolata dalla lettera d) del D. Lgs. Richiamato. Gli ambiti di particolare interesse ambientale sono stati individuati con la Deliberazione di Giunta
d) del D. Lgs. Richiamato. Gli ambiti di particolare interesse ambientale sono stati individuati con la Deliberazione di Giunta Regionale 10 dicembre 1985, n. 4/3859, in attuazione delle disposizioni della L. 431/85, art. 1-ter., in attesa dell'adozione del Piano paesistico regionale previsto dalla stessa Legge. Il Piano Territoriale Paesistico Regionale, approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale 6 marzo 2001, n. 7/197, ha successivamente distinto all'interno di questa categoria due tipologie di
one del Consiglio Regionale 6 marzo 2001, n. 7/197, ha successivamente distinto all'interno di questa categoria due tipologie di ambiti di tutela:
- gli ambiti di elevata naturalità definiti dall'art. 17 delle Norme di attuazione come "quei vasti ambiti nei quali la pressione antropica, intesa come insediamento stabile, prelievo di risorse o semplice presenza di edificazione, è storicamente limitata";
- gli ambiti di specifico valore storico-ambientale e di contiguità ai parchi regionali individuati
e, è storicamente limitata";
- gli ambiti di specifico valore storico-ambientale e di contiguità ai parchi regionali individuati puntualmente dall'art. 18 delle Norme di attuazione. Relativamente al territorio comunale di Gianico il Piano Territoriale Paesistico della Regione individua per i territori comunali al di sopra dei 1000 m quali ambiti di elevata naturalità assoggettati alla disciplina dell’art. 17 delle N.T.A. del P.T.P.R. Vincolo idrogeologico
0 m quali ambiti di elevata naturalità assoggettati alla disciplina dell’art. 17 delle N.T.A. del P.T.P.R. Vincolo idrogeologico Aree a vincolo per scopi idrogeologici ai sensi del r.d.l. 30/12/1923 n. 3267, che comprendono quasi tutto il settore montano del territorio comunale e anche numerosi ambiti edificati sia sul versante settentrionale che meridionale del conoide su cui si è sviluppato il comune. Lo studio approfondisce le tematiche legate ai vincoli di tipo idro-geologico e sismico che
de su cui si è sviluppato il comune. Lo studio approfondisce le tematiche legate ai vincoli di tipo idro-geologico e sismico che interessano l’abitato e il territorio non urbanizzato.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 33 Fasce di rispetto delle sorgenti e dei pozzi di captazione In riferimento alle zone di rispetto dei pozzi e delle sorgenti captate per approvvigionamento pubblico idropotabile, individuati negli elaborati dello studio Geologico allegato al presente PGT, si richiama quanto previsto dall’art. 21 del D.Lgs. 152/1999 e successive modifiche (attuazione della
allegato al presente PGT, si richiama quanto previsto dall’art. 21 del D.Lgs. 152/1999 e successive modifiche (attuazione della direttiva CEE n° 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell’art. 15 della Legge 16.04.1987 n° 183). In particolare la tavola dei “Vincoli Amministrativi ed ambientali” recepisce le fasce di rispetto dai pozzi e dalle sorgenti individuate dallo studio idro-geologico. Vincolo relativo alla fattibilità geologica idrogeologica e sismica
zi e dalle sorgenti individuate dallo studio idro-geologico. Vincolo relativo alla fattibilità geologica idrogeologica e sismica Il Comune di Gianico è dotato di Studio Geologico a supporto della redazione del presente PGT in adeguamento alle indicazioni contenute nella d.g.r. 28 maggio 2008 n. 8/7374 - Aggiornamento dei “criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologia, idrogeologica e sismica del
08 n. 8/7374 - Aggiornamento dei “criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologia, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, in attuazione dell’art. 57, comma 1, della l.r. 11 marzo 2005 n. 12”, approvati con d.g.r. 22 dicembre 2005, n. 8/1566 riguardante in particolare:
- Estensione dello studio geologico per la componente sismica;
- Estensione della Carta di Fattibilità all’intero territorio comunale;
I VINCOLI AMMINISTRATIVI
sione dello studio geologico per la componente sismica; 2. Estensione della Carta di Fattibilità all’intero territorio comunale; 3. Aggiornamento delle carte dei Vincoli, di Sintesi e di Fattibilità ai contenuti della pianificazione sovraordinata. Lo studio approfondisce le tematiche legate ai vincoli di tipo idro-geologico e sismico che interessano l’abitato e il territorio non urbanizzato. I VINCOLI AMMINISTRATIVI Fasce di rispetto delle infrastrutture per la viabilità
I VINCOLI AMMINISTRATIVI
sano l’abitato e il territorio non urbanizzato. I VINCOLI AMMINISTRATIVI Fasce di rispetto delle infrastrutture per la viabilità Ai sensi del comma 2 dell’art. 2 del D.L. 30.04.1992 n° 285 le strade sono classificate dal Ministero dei Lavori Pubblici o dalla Regione secondo le caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali nei seguenti tipi: A: autostrade B: strade extraurbane principali C: strade extraurbane secondarie D: strade urbane di scorrimento E: strade urbane di quartiere F: strade locali
rbane principali C: strade extraurbane secondarie D: strade urbane di scorrimento E: strade urbane di quartiere F: strade locali F bis Itinerari ciclopedonali In base a tale classificazione le nuove costruzioni, le ricostruzioni e gli ampliamenti fronteggianti le strade stesse dovranno rispettare le distanze minime dal confine stradale dettate dall’art. 1 del D.P.R. 26.04.1993 n° 147 e successive modificazioni ed integrazioni e dal Regolamento viario Provinciale.
ettate dall’art. 1 del D.P.R. 26.04.1993 n° 147 e successive modificazioni ed integrazioni e dal Regolamento viario Provinciale. Per le strade non rientranti nella classificazione di cui sopra le distanze della nuova edificazione saranno specificate nelle norme di ciascuna zona. Le aree di rispetto individuate sono necessarie alla realizzazione delle nuove strade, all’ampliamento di quelle esistenti ed alla protezione della sede stradale nei riguardi dell’edificazione.
e delle nuove strade, all’ampliamento di quelle esistenti ed alla protezione della sede stradale nei riguardi dell’edificazione. Al di fuori del perimetro dei centri abitati le fasce di rispetto stradale corrisponde a quanto prescritto dal D.M. 01.04.1968 e dalle disposizioni contenute nel D.L. 30.04.1992 n° 285, nel D.P.R. 16.12.1992 n° 495 e successivi aggiornamenti e dal Regolamento viario Provinciale.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 34 Gli interventi relativi alla viabilità di carattere sovra-comunale sono regolati dalle specifiche norme vigenti in rapporto alle competenze degli Enti gestori delle infrastrutture, nel rispetto comunque delle fasce di rispetto specifiche. Fasce di rispetto delle infrastrutture ferroviarie Le tavole di Piano recepiscono le fasce di rispetto lungo l’asse ferroviario Brescia – Iseo – Edolo:
infrastrutture ferroviarie Le tavole di Piano recepiscono le fasce di rispetto lungo l’asse ferroviario Brescia – Iseo – Edolo: ogni intervento all’interno di tali fasce implica specifica autorizzazione da parte dell’ente preposto. Fasce di rispetto dei cimiteri Le zone di rispetto cimiteriale, per il cimitero presente sul territorio comunale di Gianico, previste dall’art. 338 del R.D. n.1265 del 27.07.1934 (Testo unico Leggi Sanitarie) sono state recepite dal
comunale di Gianico, previste dall’art. 338 del R.D. n.1265 del 27.07.1934 (Testo unico Leggi Sanitarie) sono state recepite dal Piano regolatore Generale vigente e riguardano una fascia di m. 50 a contorno del cimitero. Le zone comprese all’interno di tale perimetro consentono l’isolamento delle strutture cimiteriali dagli abitati circostanti. All’interno dell’area di rispetto cimiteriale sono unicamente ammessi gli interventi specificati dall’art.8 comma 3 del R.R. n.6/2004 e del R.R. n.14/2007.
spetto cimiteriale sono unicamente ammessi gli interventi specificati dall’art.8 comma 3 del R.R. n.6/2004 e del R.R. n.14/2007. Fasce di rispetto degli elettrodotti Durante la fase ricognitiva di analisi è stata rilevata la presenza di linee elettriche ad alta/media tensione che attraversano il territorio comunale. In particolare il territorio Comunale, nella porzione di fondovalle, è attraversato da quattro linee elettriche aeree a 132.000 Volt: • Singola Terna nr. 605 “St P.Camuno – cp Darfo;
di fondovalle, è attraversato da quattro linee elettriche aeree a 132.000 Volt: • Singola Terna nr. 605 “St P.Camuno – cp Darfo; • Singola Terna nr. 602 “St P.Camuno – cs Tassara – cl Scabi Gianico; • Singola Terna nr. 730 “St P.Camuno – cl Darfo; • Singola Terna nr. 025 “St Gorlago – cp Cividate; Al fine di valutare i limiti edificatori a contorno delle stesse, è stata inviata una richiesta agli enti gestori. I competenti uffici hanno inviato specifico documento con cui sono individuate le linee ad
iata una richiesta agli enti gestori. I competenti uffici hanno inviato specifico documento con cui sono individuate le linee ad alta/media tensione che interessano il territorio comunale e le rispettive fasce di rispetto che sono riportate sulla tavola di Piano relativa ai Vincoli Ambientali ed Amministrativi, verranno recepite dalle N.T.A. del Piano dei servizi e dalle Tavole del Piano delle Regole. Eventuali nuovi interventi edificatori, in prossimità degli impianti e nelle aree comprese nelle fasce
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 35 Per i nuovi interventi edificatori in prossimità delle linee elettriche deve inoltre essere verificata la relativa compatibilità con eventuali contratti di servitù di elettrodotto accesi sui terreni interessati. E’ pertanto indispensabile la preventiva valutazione dei progetti da parte degli enti gestori delle linee.
terreni interessati. E’ pertanto indispensabile la preventiva valutazione dei progetti da parte degli enti gestori delle linee. Fasce di rispetto di impianti fissi per le telecomunicazioni e la radiotelevisione Durante la fase ricognitiva non è stata rilevata sul territorio comunale la presenza di impianti fissi per radio-telecomunicazione come dal seguente elenco: Fasce di rispetto di allevamenti zootecnici Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia indica all’articolo 63 - Fasce di rispetto a
to di allevamenti zootecnici Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia indica all’articolo 63 - Fasce di rispetto a scopo sanitario la necessità di prevedere “adeguate distanze tra zone edificate o edificabili ed allevamenti zootecnici” al fine di evitare problematiche sanitarie di tipo olfattivo o contaminazioni di acqua e suolo. E’ stata quindi effettuata una ricognizione degli allevamenti zootecnici presenti
o olfattivo o contaminazioni di acqua e suolo. E’ stata quindi effettuata una ricognizione degli allevamenti zootecnici presenti sul territorio comunale la cui collocazione in cartografia ha consentito di mettere in luce eventuali problematiche legate alla vicinanza con insediamenti residenziali anche di nuova previsione. Le norme Tecniche di Piano approfondiscono il tema introducendo specifici parametri che
residenziali anche di nuova previsione. Le norme Tecniche di Piano approfondiscono il tema introducendo specifici parametri che definiscono, in base alla normativa vigente, le fasce di rispetto nell’edificazione in tali contesti.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 36 quadro ricognitivo delle richieste dei cittadini e delle associazioni In seguito a specifica Delibera di Giunta Municipale i cittadini del Comune di Gianico, le Associazioni, gli Enti e chiunque avente titolo fosse interessato, hanno avuto la possibilità di presentare all’Amministrazione Comunale le proprie osservazioni, richieste, suggerimenti in merito alla nuova programmazione urbanistica.
e all’Amministrazione Comunale le proprie osservazioni, richieste, suggerimenti in merito alla nuova programmazione urbanistica. Al 16 luglio 2008 risultavano protocollate n.44 osservazioni che sono state raccolte in specifica scheda in cui è riportato l’elenco di tutte le richieste pervenute in ordine cronologico. Viene inoltre schematicamente specificata la tipologia della richiesta, i mappali interessati e la localizzazione territoriale.
Viene inoltre schematicamente specificata la tipologia della richiesta, i mappali interessati e la localizzazione territoriale. Quest’ultimo aspetto è stato ulteriormente approfondito attraverso la redazione di una tavola specifica (Tavola “dp 2 Mappatura richieste cittadini”), che costituisce parte integrante del PGT, che contiene la mappatura completa delle osservazioni con la numerazione corrispondente alla tabella di cui sopra.
ante del PGT, che contiene la mappatura completa delle osservazioni con la numerazione corrispondente alla tabella di cui sopra. L’individuazione cartografica è contraddistinta da una retinatura colorata che consente un approccio visivo diretto circa la tipologia dell’osservazione: residenziale piuttosto che produttiva o agricola ecc. Ogni singola richiesta è stata sottoposta a valutazioni di carattere urbanistico, paesistico e
to che produttiva o agricola ecc. Ogni singola richiesta è stata sottoposta a valutazioni di carattere urbanistico, paesistico e ambientale che ha condotto, attraverso la VAS, all’accoglimento o al rigetto dell’osservazione. Dall’analisi di questi elaborati testuale e grafico emergono alcune importanti osservazioni:
- tutte le richieste sono state formulate da privati cittadini;
- l’88% delle osservazioni è di tipo residenziale: viene richiesta la modifica della destinazione del
ate da privati cittadini; 2. l’88% delle osservazioni è di tipo residenziale: viene richiesta la modifica della destinazione del suolo di proprietà verso la residenza. Parte di dette aree si trovano attualmente in zona agricola o di rispetto dell’abitato. Nel complesso le richieste di tipo residenziale interessano una superficie di complessivi mq. 56.661; 3. la maggior parte di queste osservazioni riguarda aree a ridosso degli abitati esistenti, ma non
ie di complessivi mq. 56.661; 3. la maggior parte di queste osservazioni riguarda aree a ridosso degli abitati esistenti, ma non mancano richieste di trasformazione di aree completamente esterne al contesto edificato; 4. solo due richieste interessano l’individuazione di nuove aree di tipo produttivo: le osservazioni riguardano complessivamente mq 21.308. 5. tre richieste sono riferite ad ambiti agricoli per complessivi mq 28.432.
osservazioni riguardano complessivamente mq 21.308. 5. tre richieste sono riferite ad ambiti agricoli per complessivi mq 28.432. 6. solo una richiesta riguarda i servizi pubblici o infrastrutture per la viabilità ed è riferita all’adeguamento di una strada comunale di accesso ad un ambito agricolo potenzialmente utilizzabile per fini turistico ricettivi.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 37
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 37
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 38 Obiettivo di tale raccolta e mappatura è la valutazione della loro compatibilità con gli obiettivi dell’Amministrazione Comunale (in primo luogo relativamente all’eventuale interesse pubblico),
o compatibilità con gli obiettivi dell’Amministrazione Comunale (in primo luogo relativamente all’eventuale interesse pubblico), con i vincoli di tipo territoriale, ambientale, paesistico, idrogeologico e urbanistico. Le proposte sono state quindi valutate sulla base di precisi criteri: incompatibilità della trasformazione del suolo: sono state ritenute non accoglibili quelle richieste che per collocazione territoriale, caratteristiche dimensionali e destinazione avrebbero
tenute non accoglibili quelle richieste che per collocazione territoriale, caratteristiche dimensionali e destinazione avrebbero determinato trasformazioni del territorio non compatibili con l’interesse comune. In particolare rientrano in questa casistica quelle aree che, anche se spesso non sottoposte ad un particolare vincolo, risultano sensibili dal punto di vista ambientale e paesistico per la presenza di particolari
toposte ad un particolare vincolo, risultano sensibili dal punto di vista ambientale e paesistico per la presenza di particolari elementi rilevati dallo studio paesistico del territorio; in tale “categoria” sono state inoltre comprese quelle richieste di trasformazione del suolo distanti dal contesto edificato in essere la cui urbanizzazione è in contrasto con le politiche di sviluppo della Pubblica Amministrazione;
l contesto edificato in essere la cui urbanizzazione è in contrasto con le politiche di sviluppo della Pubblica Amministrazione; compatibilità delle trasformazioni del suolo: sono state ritenute accoglibili quelle richieste che riguardano in generale piccoli lotti in ambiti compresi o limitrofi a contesti già urbanizzati e quindi già dotati di infrastrutture urbanistiche e quelle richieste che hanno consentito una “ricucitura” del tessuto urbanistico esistente attraverso interventi edilizi diretti.
quelle richieste che hanno consentito una “ricucitura” del tessuto urbanistico esistente attraverso interventi edilizi diretti. L’analisi di tali richieste è stata sottoposta inoltre al processo di Valutazione Ambientale strategica che spesso ha messo in luce alcune criticità che non ne hanno consentito l’accoglimento.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 39 La legge regionale n.12 dell’11 marzo 2005 afferma, nell’articolo 8 comma b “il quadro conoscitivo del territorio comunale …..individuando i grandi sistemi territoriali, il sistema della mobilità,……le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storico
istemi territoriali, il sistema della mobilità,……le aree di interesse archeologico e i beni di interesse paesaggistico o storico monumentale , e le relative aree di rispetto, i siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario …….., gli aspetti culturali, rurali, e di ecosistema, la struttura del paesaggio agrario e l’assetto tipologico del tessuto urbano….”. Il quadro conoscitivo si propone, quindi, come quadro unitario di analisi finalizzato
’assetto tipologico del tessuto urbano….”. Il quadro conoscitivo si propone, quindi, come quadro unitario di analisi finalizzato all’organizzazione delle informazioni territoriali e socio economiche. Risulta, pertanto, strumento utile per un approccio integrato del territorio stesso che deve essere studiato ed analizzato attraverso un approccio nuovo rispetto ai criteri di indagine e pianificazione fino ad oggi adottati: la tematica ambientale, rurale e quella paesaggistica si
rispetto ai criteri di indagine e pianificazione fino ad oggi adottati: la tematica ambientale, rurale e quella paesaggistica si pongono in termini non settoriali ma trasversali, incrociando i diversi livelli e temi di indagine. È in questa nuova ottica che si inseriscono i concetti di paesaggio e di tutela: “paesaggio” in riferimento a quell’insieme di caratteri percettivi dell’ambiente naturale e antropico che assumono valore e significato in rapporto alla dimensione emotiva, estetica e culturale;
dell’ambiente naturale e antropico che assumono valore e significato in rapporto alla dimensione emotiva, estetica e culturale; “tutela”come conservazione e manutenzione dell’esistente e dei sui valori riconosciuti, come attenta gestione paesaggistica e più elevata qualità degli interventi di trasformazione, come recupero delle situazioni di degrado. Alla luce delle considerazioni sopra esposte, il quadro conoscitivo descrive ed elabora i diversi
o delle situazioni di degrado. Alla luce delle considerazioni sopra esposte, il quadro conoscitivo descrive ed elabora i diversi aspetti che connotano il paesaggio dal punto di vista della sua costruzione storica, della funzionalità ecologica, della coerenza morfologica e della percezione sociale indagando i diversi sistemi funzionali e territoriali quali il sistema delle infrastrutture e della mobilità, il sistema urbano, il sistema agricolo ecc.
mi funzionali e territoriali quali il sistema delle infrastrutture e della mobilità, il sistema urbano, il sistema agricolo ecc. Le indagini svolte a livello comunale devono inoltre trovare coerenza con la pianificazione sovraordinata; pertanto gli studi svolti sono stati coerenziati con: • Piano Territoriale Paesistico Regionale; • Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Viene di seguito analizzato il sistema territoriale-urbanistico in cui il Comune è inserito al fine di
oordinamento Provinciale. Viene di seguito analizzato il sistema territoriale-urbanistico in cui il Comune è inserito al fine di individuare le trasformazioni in atto e la tendenza di tali trasformazioni. Si descrive pertanto la situazione urbanistico edilizia in essere al fine di valutare ed ipotizzare eventuali conseguenze sulla trasformazione del territorio. la strumentazione urbanistica vigente Il comune è dotato di Piano Regolatore Comunale approvato da D.G.R. n.187/VI del 11
torio. la strumentazione urbanistica vigente Il comune è dotato di Piano Regolatore Comunale approvato da D.G.R. n.187/VI del 11 settembre 1985 soggetto a successive varianti ai sensi della L.R. n.23/97 e s.i.m.. Il piano attualmente vigente, pertanto, non contiene studi di dettaglio relativi al nucleo di antica formazione, alla dotazione delle attrezzature di interesse pubblico, alla tematica del paesaggio. La revisione della strumentazione urbanistica antecedente la programmazione urbanistica in
ubblico, alla tematica del paesaggio. La revisione della strumentazione urbanistica antecedente la programmazione urbanistica in essere era stata effettuata sulla base delle seguenti analisi e valutazioni:
- valutare le trasformazioni sociali, economiche e territoriali avvenute nel periodo di applicazione del Piano di Fabbricazione;
- tentare una sinergia con la programmazione territoriale dei comuni contermini;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 40 3. approfondire l’indagine conoscitiva della realtà urbana comunale attraverso la redazione di un indagine dettagliata del patrimonio abitativo in essere ed un inventario degli edifici in centro storico. Dal punto di vista del dimensionamento, il PRG vigente propone nel decennio 1995-2005 un incremento del volume edificatorio residenziale basato sui seguenti parametri:
il PRG vigente propone nel decennio 1995-2005 un incremento del volume edificatorio residenziale basato sui seguenti parametri:
- incremento della popolazione;
- calcolo del deficit di stanze d’abitazione in essere (sovraffollamento9 e carenze igienico- sanitarie);
- calcolo della quota frizionale definita dai vani necessari a “…garantire una fluidità fisiologica del mercato della casa..”. L’incremento volumetrico proposto è pari a 1.769 vani per un complessivo insediamento di 3.161
logica del mercato della casa..”. L’incremento volumetrico proposto è pari a 1.769 vani per un complessivo insediamento di 3.161 abitanti rispetto ai 1.670 abitanti rilevati al 31 dicembre 1984 (+94%). E’ inoltre individuata una superficie complessiva di mq 92.096 di servizi comunali (29,13 mq/abitante). Il Piano Regolatore Generale è stato negli anni successivi sottoposto a varianti ai sensi della L.R. 23/97 che hanno portato il dimensionamento complessivo delle previsioni urbanistiche verso i
osto a varianti ai sensi della L.R. 23/97 che hanno portato il dimensionamento complessivo delle previsioni urbanistiche verso i 3.152 abitanti con complessivi mq 97.882 per servizi pubblici (31,05 mq/abitante). Dopo circa 13 anni di gestione del territorio con il PRG vigente possiamo osservare quanto riportato di seguito:
- per quanto concerne il patrimonio edilizio esistente si registrano numerosi interventi di recupero degli edifici in Centro Storico; puntuale anche l’intervento dell’Amministrazione
si registrano numerosi interventi di recupero degli edifici in Centro Storico; puntuale anche l’intervento dell’Amministrazione Pubblica che ha provveduto a riqualificare il nucleo antico attraverso il rifacimento di gran parte delle pavimentazioni stradali ed a rinnovare le reti di sottosuolo.
- per quanto concerne le aree di completamento ed espansione soggette a Piano Esecutivo, numerose sono le aree non ancora attuate: tale rilevazione riguarda non solo le
amento ed espansione soggette a Piano Esecutivo, numerose sono le aree non ancora attuate: tale rilevazione riguarda non solo le previsioni edificatorie ma anche le aree destinate a servizi pubblici. Nello specifico valutando la consistenza delle aree edificabili non ancora trasformate si ottengono i seguenti dati: aree residenziali inedificate mq 20.211,45 aree produttive inedificate mq 71.250,85 aree per servizi non ancora realizzati mq 13.439,65
sidenziali inedificate mq 20.211,45 aree produttive inedificate mq 71.250,85 aree per servizi non ancora realizzati mq 13.439,65 In generale le aree che maggiormente hanno assorbito le richieste abitative si caratterizzano come lotti interclusi all’interno degli abitati in essere o a margine dello stesso. Per un’analisi più dettagliata e diretta di tale aspetto si rimanda ad una lettura delle tavole del Documento di Piano relative al Dimensionamento (dp 7- dp 8- dp 9).
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 41 l’abitato di Gianico il territorio comunale Il Comune di Gianico si trova nella bassa Vallecamonica e si sviluppa sulla sponda idrografica sinistra del fiume Oglio ad una distanza di circa 50 Km dal capoluogo di provincia. Fa parte della Comunità Montana di Valle Camonica (costituita da 41 Comuni) e si estende per una superficie complessiva pari a 13,26 kmq.
della Comunità Montana di Valle Camonica (costituita da 41 Comuni) e si estende per una superficie complessiva pari a 13,26 kmq. Il territorio comunale ha una forma molto allungata dove la dimensione principale si sviluppa quasi interamente lungo la direttrice ovest-est, e la parte terminale del territorio si presenta come una breve appendice in direzione sud-nord. Lungo le rive dl fiume Oglio si collocano le porzioni di territorio pianeggiante: dalla piana naturale
ce in direzione sud-nord. Lungo le rive dl fiume Oglio si collocano le porzioni di territorio pianeggiante: dalla piana naturale dell’Oglio alla modesta quota di poco oltre i 200 m s.l.m., il territorio si sviluppa su pendii a medio declivio fino a diventare montuoso. La gran parte del territorio è coperta da boschi di latifoglie e conifere tra i quali si aprono pascoli antichi ancora utilizzati per l’allevamento dei bovini: dai Prati di Salvano, alla malga sopra il Dosso Torricella, al Monte Cimosco.
hi ancora utilizzati per l’allevamento dei bovini: dai Prati di Salvano, alla malga sopra il Dosso Torricella, al Monte Cimosco. Quasi parallelamente alla riva del fiume Oglio, il territorio del Comune di Gianico è attraversato dalla linea ferroviaria che unisce Brescia a Edolo, dalla SP510 (con un tracciato sopraelevato rispetto al territorio circostante) e dalla S.P. 1 che corre sul fondovalle a collegare i comuni della Vallecamonica. gli insediamenti
to al territorio circostante) e dalla S.P. 1 che corre sul fondovalle a collegare i comuni della Vallecamonica. gli insediamenti L’edificato del comune di Gianico si presenta distribuito in un unico nucleo che dal centro storico si sviluppa verso il fondovalle fino a raggiungere la Strada Provinciale e l’ambito produttivo. In Particolare l’edificato di più recente sviluppo si presenta distribuito lungo la Via Marconi che
ciale e l’ambito produttivo. In Particolare l’edificato di più recente sviluppo si presenta distribuito lungo la Via Marconi che dalla Provinciale n.1 sale verso il nucleo di antica formazione, collocato alle prime pendici del versante. Un’altra direttrice di sviluppo è rappresentata dalla stessa SP n.1 dove negli ultimi anni si sono insediate le principali attività commerciali ed artigianali. Tra la strada provinciale ed il corso
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 42 del fiume Oglio si trovano alcune realtà artigianali e un’area industriale dismessa per la quale è in corso un piano di caratterizzazione. La localizzazione degli abitati sul territorio si articola secondo una distribuzione altimetrica che dal fondovalle (208 m.s.l.m) sale fino a 300 m s.l.m. (nucleo di antica formazione).
a secondo una distribuzione altimetrica che dal fondovalle (208 m.s.l.m) sale fino a 300 m s.l.m. (nucleo di antica formazione). L’edificato si differenzia non solo secondo una distribuzione altimetrica, ma anche per le funzioni urbane svolte, per la morfologia dei tessuti edilizi, per le tipologie edilizie: il nucleo antico, collocato nella porzione più a monte territorio urbanizzato, si caratterizzano dal punto di vista
ie edilizie: il nucleo antico, collocato nella porzione più a monte territorio urbanizzato, si caratterizzano dal punto di vista urbanistico edilizio per fabbricati residenziali, spesso con cortili interni, che vengono progressivamente "intasati" e coperti fino ad originare quasi un unico "manufatto urbano"; i fabbricati a contorno del centro storico presentano invece un’organizzazione più regolare e meno densa lungo gli assi stradali che definiscono linearmente le direttrici di sviluppo degli ambiti.
nizzazione più regolare e meno densa lungo gli assi stradali che definiscono linearmente le direttrici di sviluppo degli ambiti. La distribuzione abitativa è quindi strettamente legata alla morfologia territoriale ed alla conseguente rete viaria: in particolare l’asse stradale dell’attuale ex S.P. n.1 ha definito lo sviluppo degli ambiti produttivi e commerciali di fondovalle mentre l’asse di via Marconi che salendo dal
.P. n.1 ha definito lo sviluppo degli ambiti produttivi e commerciali di fondovalle mentre l’asse di via Marconi che salendo dal fondovalle conduce nel Capoluogo, ha determinato una direttrice organizzativa dello sviluppo residenziale dagli anni ‘80 ad oggi. il nucleo di antica formazione Analizzando la cartografia storica comunale relativa al Catasto Napoleonico (1809-1811) attraverso un confronto con l’attuale individuazione del nucleo di antica formazione, si possono
Catasto Napoleonico (1809-1811) attraverso un confronto con l’attuale individuazione del nucleo di antica formazione, si possono ricavare alcune interessanti informazioni: la rete viaria sembra rimanere inalterata e la definizione del Centro Edificato sembra quasi coincidere con l’attuale identificazione. Di fatto la porzione dell’abitato di antica formazione mantiene intatta la propria identità urbana, ed in parte edilizia, dai primi anni del 1800 ad oggi.
abitato di antica formazione mantiene intatta la propria identità urbana, ed in parte edilizia, dai primi anni del 1800 ad oggi. Di fatto il nucleo di antica formazione del comune risulta a tutt’oggi di relativo interesse ambientale ed edilizio: appare in generalmente in discreto stato conservativo, con una struttura omogenea, a volte con lacerazioni del tessuto urbano derivanti da ristrutturazioni poco coerenti con il contesto dell’abitato.
a omogenea, a volte con lacerazioni del tessuto urbano derivanti da ristrutturazioni poco coerenti con il contesto dell’abitato. Sono quindi ancora leggibili alcune caratteristiche ambientali d’insieme quali:
- il capillare ed a volte angusto reticolo viario che permane a tratti inalterato anche se l’originario selciato che caratterizzava la pavimentazione è gradualmente scomparso sotto pavimentazioni bituminose;
- la relativa integrità di gran parte delle cortine edilizie lungo le strade;
almente scomparso sotto pavimentazioni bituminose;
- la relativa integrità di gran parte delle cortine edilizie lungo le strade;
- la conservazione di edifici di interesse tipologico che in alcuni casi risultano non abitati ma con ancora buone possibilità di recupero;
- la conservazione di alcune originarie aree di pertinenza dei fabbricati quali: orti, broli e cortili caratterizzati da portali di accesso in pietra a volte lavorati e decorati;
rtinenza dei fabbricati quali: orti, broli e cortili caratterizzati da portali di accesso in pietra a volte lavorati e decorati;
- la presenza di interessanti elementi architettonici, costruttivi e decorativi quali: i portali di ingresso, i sottopassaggi voltati e non, alcuni porticati e loggiati con colonne in arenaria grigia.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 43 Estratto mappa “catasto Napoleonico” 1813 Le tavole di rilievo degli edifici in centro storico hanno messo in evidenza l’elevata percentuale di edifici già oggetto di recupero che hanno mantenuto integre le originarie caratteristiche ed il rapporto con il contesto urbano anche se numerosi sono gli interventi che hanno prodotto realtà,
riginarie caratteristiche ed il rapporto con il contesto urbano anche se numerosi sono gli interventi che hanno prodotto realtà, anche di nuova edificazione, nettamente in contrasto con le origini storiche dell’ambito. E’ quindi indispensabile intervenire introducendo una normativa finalizzata alla tutela delle caratteristiche tipologico – ambientali del nucleo antico attraverso il riuso ed evitando che piccoli
alizzata alla tutela delle caratteristiche tipologico – ambientali del nucleo antico attraverso il riuso ed evitando che piccoli interventi sui singoli fabbricati compromettano irreversibilmente le caratteristiche originarie del tessuto abitativo.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 44 Il Piano propone quindi la conservazione e la valorizzazione di tutti gli aspetti ed elementi di interesse archeologico, architettonico, storico ed ambientale. Pertanto, nonostante le sporadiche perdite dei connotati di compattezza di cui sopra il Piano tutela sia gli edifici ed i manufatti (santelle, affreschi, portali ecc.) le cui caratteristiche
mpattezza di cui sopra il Piano tutela sia gli edifici ed i manufatti (santelle, affreschi, portali ecc.) le cui caratteristiche architettoniche, costruttive, tipologiche, ambientali e storiche contribuiscono alla definizione del paesaggio urbano dei nuclei antichi, sia gli spazi liberi, indipendentemente dalla categoria di appartenenza dell’edificio. A tal fine è stato effettuato un approfondito studio dei nuclei di antica formazione attraverso il
i appartenenza dell’edificio. A tal fine è stato effettuato un approfondito studio dei nuclei di antica formazione attraverso il rilievo di tutti gli edifici ed i manufatti che lo compongono; ogni edificio è stato catalogato attraverso una specifica schedatura che lo identifica tipologicamente, in base alla destinazione d’uso, al grado di conservazione, di manomissione ed alla presenza di particolari presenze storico artistiche.
alla destinazione d’uso, al grado di conservazione, di manomissione ed alla presenza di particolari presenze storico artistiche. Per un approfondimento dell’argomento si rimanda all’analisi delle tematiche trattate nella Relazione illustrativa e nelle singole tavole di rilievo che fanno parte del Piano delle Regole. cenni storici Non abbiamo notizie storiche circa la presenza romana sul territorio di Gianico: forse alcuni
Piano delle Regole. cenni storici Non abbiamo notizie storiche circa la presenza romana sul territorio di Gianico: forse alcuni toponimi (via Imavilla: villa in pianura) consentono di ipotizzare la presenza romana anche sul territorio in esame segnato comunque dal passaggio della via Valeriana quale unica via di comunicazione di origine romana appunto. Significativa, come per gran parte della Vallecamonica, è stata l’influenza vescovile del XV
icazione di origine romana appunto. Significativa, come per gran parte della Vallecamonica, è stata l’influenza vescovile del XV secolo nonché della famiglia Federici che possedeva veste proprietà. Nel '400 il paese ospitava diverse chiese e cappelle, legate alla presenza francescana e forse anche ai frati Ospitalieri e a Giuspatronati. In quel periodo veniva fondata una Domus Misericordiae, un Monte di Pietà per il prestito e, nel secolo successivo, le Confraternite
uel periodo veniva fondata una Domus Misericordiae, un Monte di Pietà per il prestito e, nel secolo successivo, le Confraternite rinnovarono la tradizione pietistica delle più lontane Discipline medievali. Mercatura, agricoltura, allevamento, prestito, imprese di commercio del ferro e delle ferrarezze costituirono un solido terreno al radicamento di una borghesia in senso proprio. In questo ambiente, economicamente e ideologicamente stabile, si formarono alcune
radicamento di una borghesia in senso proprio. In questo ambiente, economicamente e ideologicamente stabile, si formarono alcune personalità che ebbero più ampia risonanza e ammirazione in città e luoghi lontani, come padre Zaccaria da Valcamonica, zoccolante riformato e dotto predicatore, che morì nel convento romano di S. Francesco a Ripa, in Trastevere, nel 1586, carico d'anni di venerazione. Gianico fu anche, per lunghi secoli e fino a tempi non lontani, un insediamento antropico a rischio, essendo
nni di venerazione. Gianico fu anche, per lunghi secoli e fino a tempi non lontani, un insediamento antropico a rischio, essendo sorto ed essendosi esteso proprio alle falde di un monte ricco di acque buone ma rovinose e travolgenti nella loro caduta. L'alluvione del 14 settembre 1470, che provocò oltre cento morti, apre la memoria degli eventi pubblici luttuosi di questo paese, su cui incombe la rovinosa Val Vedetta.
ovocò oltre cento morti, apre la memoria degli eventi pubblici luttuosi di questo paese, su cui incombe la rovinosa Val Vedetta. Le inondazioni del 1859 e del 1863 e i disastri alluvionali del 1960 e del 1966 non sono che alcuni degli accadimenti colletivi più memorabili, e forse neppure i più drammatici, della memoria di lutto dei gianichesi. È proprio questa ricorrente situazione di pericolo e precarietà che giustifica l'erezione sul Monte di
di lutto dei gianichesi. È proprio questa ricorrente situazione di pericolo e precarietà che giustifica l'erezione sul Monte di un santuario mariano, voluto con decisione unanime da tutti i rappresentanti della Vicinia, contro l'oppressione minacciosa della Val Vedetta, nel lontano ottobre 1536. Il santuario Votivo, dedicato dapprima a S. Maria delle Grazie e successivamente alla Natività della Vergine, fu ampliato nella seconda metà del Settecento, arricchito da cicli di affreschi di
successivamente alla Natività della Vergine, fu ampliato nella seconda metà del Settecento, arricchito da cicli di affreschi di sapore tiepolesco e da uno svettante campanile in pietra scalpellata. Un registro delle "Vicinie dei Vicini et babitanti della Terra di Gianico", che copre il periodo 1744- 1800, conserva la viva memoria delle attività e dell'interesse sempre acceso che si mantennero
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 45 per secoli attorno alla fabbrica del Santuario, al suo eremita, ai reiterati ricorsi della popolazione provata da specifiche calamità, e alle ricorrenti epidemie. Nell'Ottocento i festeggiamenti per la Madonna del Monte furono anticipati agli ultimi giorni di aprile, forse perché il mese di maggio pretendeva già un intenso lavoro in campagna.
nte furono anticipati agli ultimi giorni di aprile, forse perché il mese di maggio pretendeva già un intenso lavoro in campagna. Tuttavia, in anni più recenti, essi tornarono a celebrarsi in maggio, rinnovando in tal modo la più antica scadenza. Numerose tavolette votive, ex voto e grazie ricevute, corredavano un tempo le pareti del miracoloso Santuario. Oggi ne restano poche, di grande suggestione, a testimonianza della storia
redavano un tempo le pareti del miracoloso Santuario. Oggi ne restano poche, di grande suggestione, a testimonianza della storia delle disgrazie dei gianichesi, ma anche della loro peculiare e provata religiosità. [www.comune.gianico.bs.it]
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 46 Dai Criteri Attuativi della L.R. n.12/05 in merito alle modalità per la pianificazione comunale (con riferimento in particolare all’Allegato A “Contenuti paesaggistici del PGT”), si evince che il paesaggio, nella sua accezione più completa, riveste un ruolo primario sia nella fase di
esaggistici del PGT”), si evince che il paesaggio, nella sua accezione più completa, riveste un ruolo primario sia nella fase di elaborazione del quadro conoscitivo sia nella fase di previsione delle trasformazioni. Per un territorio rurale e montano quale è quello del Comune di Gianico, inoltre, il sistema delle aree agricole e boschive costituisce l’elemento principale di qualificazione economica, paesistica ed ambientale; per tale ragione l’analisi del sistema ha assunto un ruolo essenziale nel
di qualificazione economica, paesistica ed ambientale; per tale ragione l’analisi del sistema ha assunto un ruolo essenziale nel processo di pianificazione e di definizione delle strategie di governo sostenibile del territorio. L’analisi è stata condotta sia come completamento del processo di conoscenza e lettura del territorio sia con la precisa finalità di individuare le aree a maggior valenza agricolo-forestale e paesaggistico-ambientale da tutelare, valorizzare e preservare da trasformazioni improprie e
aggior valenza agricolo-forestale e paesaggistico-ambientale da tutelare, valorizzare e preservare da trasformazioni improprie e spesso irreversibili. Le informazioni raccolte attraverso opportune indagini, gli elementi significativi emersi da ricerche, studi e osservazioni sono riportati in diverse carte tematiche, complessivamente definite “carte condivise del paesaggio”, il cui compito è raccogliere in forma organica tutte le indicazioni
, complessivamente definite “carte condivise del paesaggio”, il cui compito è raccogliere in forma organica tutte le indicazioni attinenti alla qualità e alle condizioni del paesaggio nelle sue diverse componenti. Attraverso una prima fase conoscitiva ed una seconda di valutazione è stato possibile passare alla definizione di un quadro di sintesi (Carta della sensibilità paesistica dei luoghi) che individua nel territorio comunale gli ambiti, gli elementi ed i sistemi a maggiore o minore
LA PROPRIETÀ
nsibilità paesistica dei luoghi) che individua nel territorio comunale gli ambiti, gli elementi ed i sistemi a maggiore o minore sensibilità/vulnerabilità dal punto di vista paesaggistico. Questa carta costituisce la chiusura del percorso di lettura/valutazione del paesaggio di interesse. LA PROPRIETÀ Fatta eccezione per la porzione di territorio che interessa la Valle dell’Inferno e la Valle dell’Orso, che sono di Proprietà Demaniale, la restante parte del territorio, dal Monte Rosello fino ai boschi
LA VEGETAZIONE
nferno e la Valle dell’Orso, che sono di Proprietà Demaniale, la restante parte del territorio, dal Monte Rosello fino ai boschi subito a ridosso del centro urbano, appartiene interamente al Comune di Gianico. LA VEGETAZIONE Inquadramento vegetazionale La particolare forma allungata, in direzione Ovest-Est, del territorio comunale di Gianico gli permette di estendersi dal fondovalle (207 m s.l.m.) fino alle creste spartiacque tra la Val
territorio comunale di Gianico gli permette di estendersi dal fondovalle (207 m s.l.m.) fino alle creste spartiacque tra la Val Camonica e la Valle Trompia (quota massima Monte Rosello 2030 m s.l.m.) interessando diversi ambienti caratterizzati da un’ampia varietà di formazioni vegetazionali. Nello specifico il territorio si caratterizza per la presenza di una vegetazione tipica delle aree prealpine con clima temperato e regime pluviometrico di tipo sub-equinoziale. Dal punto di vista
a vegetazione tipica delle aree prealpine con clima temperato e regime pluviometrico di tipo sub-equinoziale. Dal punto di vista vegetazionale l’area è più propriamente inquadrata nel distretto geobotanico Camuno- Caffarese della regione forestale Esalpica Centro-Orientale Esterna che così viene definita: “La regione esalpica s’incontra successivamente alla fascia collinare e comprende i primi rilievi prealpini di una certa rilevanza altitudinale. In questa regione prevalgono nettamente le latifoglie
e comprende i primi rilievi prealpini di una certa rilevanza altitudinale. In questa regione prevalgono nettamente le latifoglie anche se non mancano formazioni di conifere costituite prevalentemente da pinete di pino silvestre. Gli abeti, pur talvolta presenti, sono stati introdotti dall’uomo anche se successivamente possono essersi diffusi spontaneamente. La loro caratteristica differenziale principale, rispetto alla
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 47 regione mesalpica, è lo loro rapida crescita e il precoce invecchiamento, fatto di notevoli ripercussioni selvicolturali. Altro carattere peculiare di questa regione, è che le formazioni altitudinalmente terminali, che spesso ricoprono anche la sommità dei rilievi, sono ancora costituite prevalentemente la latifoglie.
tudinalmente terminali, che spesso ricoprono anche la sommità dei rilievi, sono ancora costituite prevalentemente la latifoglie. La sub-regione Esalpica Centro Orientale Esterna si incontra soprattutto dove prevalgono i substrati carbonatici ed è caratterizzata dalla presenza dell’orizzonte submontano dei querceti di roverella e degli orno-ostrieti, intervallati, nelle situazioni a minore evoluzione edafica dalle pinete
montano dei querceti di roverella e degli orno-ostrieti, intervallati, nelle situazioni a minore evoluzione edafica dalle pinete di pino silvestre e in quelle più favorevoli, ma assai rare, dagli aceri-frassineti. Nell’orizzonte montano e in quello altimontano dominano invece nettamente le faggete che trovano in questo ambiente le condizioni ottimali di sviluppo. La subregione esalpica esterna comprende le parti medio-basse di tutte le valli centrali Lombarde (Val Camonica, Val Seriana, Val Brembana)
ne esalpica esterna comprende le parti medio-basse di tutte le valli centrali Lombarde (Val Camonica, Val Seriana, Val Brembana) (…)”(DEL FAVERO R., 2002). Secondo la classificazione fitoclimatica proposta da Pavari il territorio in oggetto può essere suddiviso nelle seguenti fasce fitoclimatiche: Castanetum, sottozona fredda: si caratterizza per il clima con precipitazioni annue > 700 mm, temperature medie annue da 10 a 15 ° C. È presente dal piano di fondovalle fino ai 900 - 1000 m
n precipitazioni annue > 700 mm, temperature medie annue da 10 a 15 ° C. È presente dal piano di fondovalle fino ai 900 - 1000 m di quota. In esso trovano diffusione le latifoglie meso-termofile quali il castagno e le querce (rovere e roverella) associate ad altre latifoglie. Fagetum: contraddistingue la fascia altimetrica superiore al castanetum, fino ai 1500-1600 m di quota. Presenta climi temperato-freddi, con estate fresca, temperature medie annue da 6°C a 12
astanetum, fino ai 1500-1600 m di quota. Presenta climi temperato-freddi, con estate fresca, temperature medie annue da 6°C a 12 °C. Il faggio rappresenta la specie forestale caratteristica della fascia fitoclimatica, anche se a tratti relegato a specie minoritaria, a vantaggio delle conifere microterme, picea e larice, ampiamente diffuse dall’uomo nei secoli scorsi. Picetum: è la fascia fitoclimatica compresa tra quota 1500-1600 m s.l.m. e il limite superiore della
all’uomo nei secoli scorsi. Picetum: è la fascia fitoclimatica compresa tra quota 1500-1600 m s.l.m. e il limite superiore della vegetazione arborea. Presenta climi freddi con temperature medie annue che si aggirano tra i 3°
- 6 ° C. È caratterizzata da boschi di conifere, abete rosso, abete bianco e larice, circostanti i pascoli. Alpinetum: rappresenta la fascia compresa tra il limite del bosco e quello della vegetazione.
o e larice, circostanti i pascoli. Alpinetum: rappresenta la fascia compresa tra il limite del bosco e quello della vegetazione. Nell'Alpinetum non sono presenti boschi d'alto fusto, le piante arboree assumono la forma arbustiva per meglio adattarsi ai forti venti ed al peso della copertura nevosa: i tronchi sono contorti e striscianti. Le formazioni di conifere si fanno più rarefatte e lasciano progressivamente spazio alle lande alpine o formazioni cacuminali (lariceti, alneti e vegetazione rupestre).
arefatte e lasciano progressivamente spazio alle lande alpine o formazioni cacuminali (lariceti, alneti e vegetazione rupestre). Un altro metodo di analisi vegetazionale è quello biocenotico proposto da Schmid. Questo metodo si basa su unità fondamentali della vegetazione, o “cingoli”, caratterizzati da uniformi esigenze ecologiche, climatiche e pedologiche, e contraddistinti dalla presenza di un determinato corredo floristico nello strato erbaceo comprendenti le specie ad areale di diffusione
distinti dalla presenza di un determinato corredo floristico nello strato erbaceo comprendenti le specie ad areale di diffusione uguale od affine. La serie che interessa il territorio di Gianico comprende i seguenti cingoli standard:
- Q pub (Quercus pubescens) inquadrabile con i settori più soleggiati e quindi caldi dell’Orizzonte Submontano;
- QTA (Quercus-Tilia-Acer) per le zone, non necessariamente fresche, dell’Orizzonte Montano Inferiore;
ell’Orizzonte Submontano;
- QTA (Quercus-Tilia-Acer) per le zone, non necessariamente fresche, dell’Orizzonte Montano Inferiore;
- FA (Fagus-Abies) in tutto l’Orizzonte Montano Inferiore in corrispondenza delle stazioni più fresche, pur se ridotto in consistenza per le ripetute azioni antropiche dirette e indirette tendenti a un suo drastico ridimensionamento spaziale;
- P (Picea) nell’Orizzonte Montano e Altimontano. Grossomodo corrispondente alla fascia
suo drastico ridimensionamento spaziale;
- P (Picea) nell’Orizzonte Montano e Altimontano. Grossomodo corrispondente alla fascia altitudinale del Picetum, ovunque caratterizzato dalla dominanza dell’abete rosso nelle associazioni;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 48
- LxC (Larix-Cembra) corrispondente alle formazioni arboree più elevate dominate dai radi lariceti;
- (VC) Vaccinium Loiseleuria e (CE) Carex-Elyna. Secondo la classificazione adottata dalla “Carta dei Boschi Comunali della Valle Camonica” (HOFFMAN e PODA -1979), i boschi del territorio di Gianico risultano inquadrabili nei seguenti principali tipi vegetazionali:
a” (HOFFMAN e PODA -1979), i boschi del territorio di Gianico risultano inquadrabili nei seguenti principali tipi vegetazionali: • piano submontano (basale), esteso fino a circa 1.000 m di altitudine, o Corylo-frassineti e Castagneti a nocciolo: localizzabili nella fascia pedemontana, a ridosso dell’abitato di Gianico, estesi fino a circa 500-600 m di quota dove l’ingresso significativo del faggio cambia fisionomia al bosco;
’abitato di Gianico, estesi fino a circa 500-600 m di quota dove l’ingresso significativo del faggio cambia fisionomia al bosco; o Faggeti eutrofici: identificati lungo tutta una fascia di media quota che si presenta al limite superiore dell’orizzonte submontano dove predomina nettamente il faggio; • piano montano compreso tra il limite superiore del piano submontano e quota 1.600 m circa, o Abieti-faggeti eutrofici e preclimacici; trattasi di cenosi arboree di grande interesse
iano submontano e quota 1.600 m circa, o Abieti-faggeti eutrofici e preclimacici; trattasi di cenosi arboree di grande interesse vegetazionale per la rilevante partecipazione sia del faggio che dell’abete bianco, che partecipa da vero protagonista all’edificazione del soprassuolo forestale; o Peccete montane mesofile; presenti lungo una fascia altimetrica compresa tra le quote di 1200 m s.l.m. e 1600-1700 m slm, corrispondenti al limite superiore delle formazioni arboree più chiuse;
ompresa tra le quote di 1200 m s.l.m. e 1600-1700 m slm, corrispondenti al limite superiore delle formazioni arboree più chiuse; • piano subalpino, esteso dai 1.600 m di quota, fino al limite superiore della vegetazione arborea, o Lariceto subalpino fresco; occupa la fascia di vegetazione arborea più alta in quota, presente nell’intorno o al di sopra della zona delle malghe comunali più elevate; • vegetazione azonale o Consorzi rupicoli a picea e larice; I consorzi rupicoli azonali dell'ontano verde con
unali più elevate; • vegetazione azonale o Consorzi rupicoli a picea e larice; I consorzi rupicoli azonali dell'ontano verde con larice e picea, si localizzano in corrispondenza delle situazioni estreme per altitudine o per orografia riscontrabili a Valle della Malga Cimosco. Con riferimento all’inquadramento vegetazionale su base tipologica, i caratteri forestali del territorio in esame possono essere definiti dalle categorie forestali in esso rinvenibili che,
logica, i caratteri forestali del territorio in esame possono essere definiti dalle categorie forestali in esso rinvenibili che, procedendo in senso acropeto, sono le seguenti:
- ROBINIETO
- CASTAGNETO
- FAGGETA
- PICEO-FAGGETO
- ABIETETO
- LARICETO
- ALNETO ROBINIETI L’estensione di queste formazioni non è mai troppo consistente, molto spesso si tratta di formazioni marginali e miste al castagneto, relegate ai settori più caldi, assolati e antropizzati della fascia bassa e pedemontana del versante.
CASTAGNETI
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 49 CASTAGNETI Il castagneto presente in Comune di Gianico è dotato di grande capacità produttiva, sia in ragione del livello di fertilità ottimale delle stazioni di basso versante che per effetto di una vera e propria dedizione per la coltivazione delle selve castanili da parte della popolazione locale,
nte che per effetto di una vera e propria dedizione per la coltivazione delle selve castanili da parte della popolazione locale, attuata dai tempi remoti e fino ad oggi. Prova ne sono le bellissime formazioni di castagneto da frutto ancor oggi coltivate nella zona con criteri di scelta varietale e attuazione di cure colturali entrate a far parte della buona pratica agricola tradizionale di questi luoghi. FAGGETE
varietale e attuazione di cure colturali entrate a far parte della buona pratica agricola tradizionale di questi luoghi. FAGGETE Procedendo in senso acropeto il castagneto lascia il posto alle formazioni dominate dal faggio. Si hanno dapprima le più estese Faggete submontane dei substrati silicatici, che sfumano verso l’alto nella Faggeta montana tipica. La mescolanza con l’abete bianco è abbondante, fino a lasciare a questa conifere un ruolo decisamente dominante. Circostanza certamente da
PICEO-FAGGETI
nza con l’abete bianco è abbondante, fino a lasciare a questa conifere un ruolo decisamente dominante. Circostanza certamente da attribuirsi al trattamento praticato in passato sul faggio che è sempre stato ceduato con un certo accanimento, a discapito della sua conservazione e diffusione, e a vantaggio della resinosa. L’estensione delle formazioni pure di faggio non è mai considerevole ed anzi è sempre da valutare al di sotto delle sue effettive potenzialità. PICEO-FAGGETI
PICEO-FAGGETI
pure di faggio non è mai considerevole ed anzi è sempre da valutare al di sotto delle sue effettive potenzialità. PICEO-FAGGETI L’elevato grado di mescolanza con il faggio delle formazioni dominate dal peccio, presenti sul territorio del Comune di Gianico, permette di inquadrarle nell’ambito della tipologia forestale Piceo-faggeto dei substrati silicatici. Alle specie dominanti risultano sovente associati l’abete bianco e il larice a formare varianti al tipo principale. ABIETETI
ci. Alle specie dominanti risultano sovente associati l’abete bianco e il larice a formare varianti al tipo principale. ABIETETI La diffusione dell’abete bianco risulta relativamente abbondante su tutto il territorio comunale; in particolare lungo il versante orografico sinistro della Valle del Re di Gianico si rinvengono formazioni dominate dall’abete bianco (abieteto dei suoli mesici) che rivestono particolare
alle del Re di Gianico si rinvengono formazioni dominate dall’abete bianco (abieteto dei suoli mesici) che rivestono particolare importanza sia per l’estensione, sia per le capacità produttive e, non da ultimo, per la rilevanza ecologica della formazione, particolarmente rara in Valle Camonica. LARICETI Alle quote superiori del territorio le formazioni forestali risultano intensamente partecipate dal larice che spesso assume ruolo dominante, come nelle conche di Rondeneto e di Malga Luca,
risultano intensamente partecipate dal larice che spesso assume ruolo dominante, come nelle conche di Rondeneto e di Malga Luca, dove, in ambiente subalpino, costituisce i Lariceti tipici. Si tratta di lariceti radi, con rododendro, ginepro e ontano verde che completano la copertura del suolo, la cui valenza principale è indubbiamente quella ecologico-paesaggistica. ALNETI Gli alneti sono formazioni dominate da specie del genere Alnus, legate ad ambienti con suoli
lla ecologico-paesaggistica. ALNETI Gli alneti sono formazioni dominate da specie del genere Alnus, legate ad ambienti con suoli ricchi d’acqua o a particolari condizioni stazionali caratterizzate da lunga permanenza di neve al suolo. In territorio di Gianico si incontrano:
- alneti di ontano verde: diffusi nei canaloni più ripidi, sui versanti sommitali delle vallecole secondarie e nelle zone semipianeggianti, nei pressi delle aree pascolive meno vocate, dove il suolo presenta esposizione fresca.
econdarie e nelle zone semipianeggianti, nei pressi delle aree pascolive meno vocate, dove il suolo presenta esposizione fresca.
- alneti di ontano bianco e ontano nero presenti nelle zone di fondovalle, sulle sponde dei corsi d’acqua principali fino all’Oglio, dove si mescolano ai saliceti di greto e di ripa.
ALTRE FORMAZIONI
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 50 ALTRE FORMAZIONI Altre formazioni presenti su superfici piuttosto limitate sono i corileti, i saliceti, le formazioni particolari a pioppo tremulo, a maggiociondolo, a sorbo degli uccellatori, ecc. LA FAUNA La fauna che popola il territorio del Comune di Gianico è assai diversificata comprendendo quasi tutte le specie tipiche degli ambienti alpini.
pola il territorio del Comune di Gianico è assai diversificata comprendendo quasi tutte le specie tipiche degli ambienti alpini. Per quanto riguarda le specie di Uccelli presenti si possono elencare: Il Gallo forcello (Tetrao tetrix) e il Francolino di monte (Bonasa bonasia) appartengono all’Ordine dei Galliformi e in particolare alla Famiglia dei Tetraonidi. In generale i dati raccolti, anche se risultano insufficienti ai fini della conoscenza della densità e
Famiglia dei Tetraonidi. In generale i dati raccolti, anche se risultano insufficienti ai fini della conoscenza della densità e della distribuzione delle popolazioni nel territorio comunale di Gianico, confermano la presenza e la diffusione dei due Galliformi. Il Gallo forcello predilige la fascia subalpina, in particolare i boschi misti di conifere Abete rosso e Larice, che costituiscono dei veri e propri ecotoni, raccordando gli
na, in particolare i boschi misti di conifere Abete rosso e Larice, che costituiscono dei veri e propri ecotoni, raccordando gli habitat forestali propriamente detti con quelli della brughiera e della prateria alpina. Le radure e chiarie pascolate da bestiame bovino, ricche di specie a foglia caduca (larice, betulla, ontano verde, faggio e sorbo) e la notevole diffusione del rodoreto-vaccinieto confermano l’elevata vocazionalità di alcune aree del Comune di Gianico nei confronti della specie.
ione del rodoreto-vaccinieto confermano l’elevata vocazionalità di alcune aree del Comune di Gianico nei confronti della specie. Altro Galliforme alpino presente è la Coturnice (Alectoris graeca saxatilis), appartenente alla Famiglia dei Fasianidi. La Coturnice predilige i pascoli in attualità di utilizzazione al di sopra della vegetazione arborea e la presenza di pareti rocciose generalmente in forte pendenza, mentre vengono disertati i settori
ra della vegetazione arborea e la presenza di pareti rocciose generalmente in forte pendenza, mentre vengono disertati i settori fittamente alberati. La specie frequenta i pascoli in attualità di utilizzazione in quanto le garantiscono essenze erbacee di interesse alimentare (Graminacee) particolarmente abbondanti dove il bestiame rinnova il cotico erboso. Al contrario rifiuta i pascoli abbandonati dove il manto si presenta fitto con accumulo di vecchi cespi essiccati a causa del mancato pascolo e sfalcio.
ascoli abbandonati dove il manto si presenta fitto con accumulo di vecchi cespi essiccati a causa del mancato pascolo e sfalcio. Il Gufo reale (Bubo bubo) e la Civetta capogrosso (Aegolius funereus) sono due rapaci notturni che appartengo all’Ordine degli Strigiformi. Il Gufo reale è legato ad ambienti diversificati capaci di offrire una buona disponibilità di prede durante l’intero arco dell’anno. I territori di caccia sono
nti diversificati capaci di offrire una buona disponibilità di prede durante l’intero arco dell’anno. I territori di caccia sono costituiti prevalentemente da ambienti aperti o da foreste rade e dai margini delle boscaglie. La Civetta capogrosso predilige le formazioni boschive dell’orizzonte montano, quali le peccete montane, caratterizzate da alte percentuali di Larici, il principale fattore limitante della
orizzonte montano, quali le peccete montane, caratterizzate da alte percentuali di Larici, il principale fattore limitante della distribuzione della specie è rappresentato dalla disponibilità di tronchi con vecchi fori di Picchio nero (Dryocopus martius) principale luogo di nidificazione da parte della specie. Altre specie di Strigiformi che si rinvengono nel territorio in esame sono: − Allocco (Strix aluco): limita la sua presenza all’orizzonte collinare e a quello montano, gli
no nel territorio in esame sono: − Allocco (Strix aluco): limita la sua presenza all’orizzonte collinare e a quello montano, gli ambienti più importanti per questo Strigiforme risultano le formazioni di latifoglie, con castagno, orniello, carpino nero e roverella. Di particolare importanza sono i castagneti dove ricerca vecchi alberi ricchi di cavità adatte per la nidificazione; preda Gliridi, Micromammiferi e Passeriformi. Importante per la specie risulta la progressiva riconversione
er la nidificazione; preda Gliridi, Micromammiferi e Passeriformi. Importante per la specie risulta la progressiva riconversione dei cedui in alto fusto, favorendo le latifoglie all’interno della fascia collinare e montano inferiore; − Gufo comune (Asio otus): frequenta ambienti aperti o coltivi alternati a boschi non troppo fitti, preda Micromammiferi, Passeriformi, Rettili, Anfibi e Invertebrati; − Civetta nana (Glaucidium passerinum): è il più piccolo Strigiforme europeo ed è
Passeriformi, Rettili, Anfibi e Invertebrati; − Civetta nana (Glaucidium passerinum): è il più piccolo Strigiforme europeo ed è facilmente osservabile durante le ore crepuscolari; predilige le peccete montane con elevate percentuali di larici, lariceti puri, prati o pascoli con larici. La specie utilizza per la
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 51 nidificazione cavità di Picchio nero (Dryocopus martius) e di Picchio rosso maggiore (Dentrocopos maior). Il Picchio nero (Dryocopus martius) è un Piciforme. La specie è diffusa, ma in densità molto limitata. I suoi territori sono molto estesi ed è un uccello stanziale; si ciba prevalentemente di
diffusa, ma in densità molto limitata. I suoi territori sono molto estesi ed è un uccello stanziale; si ciba prevalentemente di insetti che abitano il legno (coleotteri, formiche. ecc.). Nidifica nelle cavità degli alberi da lui stesso scavate, il foro di accesso ha forma ovale. Altre specie di Piciformi che si rinvengono nel territorio indagato sono: − Picchio rosso maggiore (Dentrocopos maior): si ciba di insetti sul e nel legno e sotto la
engono nel territorio indagato sono: − Picchio rosso maggiore (Dentrocopos maior): si ciba di insetti sul e nel legno e sotto la corteccia e di semi ricchi di grassi; nidifica nelle cavità degli alberi da lui stesso scavate. È diffuso in particolare nei boschi misti; − Picchio verde (Picus viridis): è presente nei boschi di latifoglie e nei boschi misti, dove nidifica nelle cavità degli alberi da lui stesso scavate.
viridis): è presente nei boschi di latifoglie e nei boschi misti, dove nidifica nelle cavità degli alberi da lui stesso scavate. Diverse sono le specie appartenenti all’Ordine dei Falconiformi presenti nel territorio del Comune di Gianico:
- Aquila reale (Aquila chrysaetos): superpredatore al vertice dell’ecosistema alpino, predilige come aree vitali gli ambienti aperti ed accidentati, con pareti rocciose scoscese
e al vertice dell’ecosistema alpino, predilige come aree vitali gli ambienti aperti ed accidentati, con pareti rocciose scoscese adatte per la nidificazione. Tra le sue prede vi sono Carnivori, Ungulati, Roditori, Lagomorfi, Tetraonidi; − Gheppio (Falco tinnunculus): è uno dei rapaci più diffusi, depone le uova in nicchie situate nella roccia in alta quota, dove caccia nelle praterie e lungo i ripidi versanti rocciosi a rada copertura arborea e arbustiva;
nella roccia in alta quota, dove caccia nelle praterie e lungo i ripidi versanti rocciosi a rada copertura arborea e arbustiva; − Pellegrino (Falco peregrinus): rapace che si insedia in aree caratterizzate dalla presenza di spazi aperti e di uccelli di taglia media e piccola. Utilizza per la nidificazione le pareti rocciose poco esposte a fonti di disturbo; − Sparviere (Accipiter nisus): predilige boschi del piano montano rispetto ai boschi subalpini.
oco esposte a fonti di disturbo; − Sparviere (Accipiter nisus): predilige boschi del piano montano rispetto ai boschi subalpini. In parte migratore in parte stanziale, frequenta ambienti composti da boschi e da radure. Il nido viene costruito su piante di modesta altezza (fustaie giovani); caccia in boschi fitti e in ambienti aperti (prati e pascoli) piccoli uccelli. È diffuso, ma in densità limitata; − Astore (Accipiter gentilis): rapace elusivo che caccia nelle foreste mature (fustaie mature)
diffuso, ma in densità limitata; − Astore (Accipiter gentilis): rapace elusivo che caccia nelle foreste mature (fustaie mature) uccelli di media taglia e mammiferi (scoiattoli); predilige i boschi dell’orizzonte subalpino, in particolare le peccete subalpine miste a larice dove la struttura rada delle stesse ben si prestano alla sua morfologia fisica e alla sua tecnica di caccia. La densità della specie non è mai elevata;
delle stesse ben si prestano alla sua morfologia fisica e alla sua tecnica di caccia. La densità della specie non è mai elevata; − Poiana (Buteo buteo): rapace legato ad ambienti aperti ricchi di micro mammiferi. Per la nidificazione predilige la pecceta montana situata in vicinanza ad aree prative di caccia sufficientemente ampie; importante per la specie risulta la conservazione del tradizionale mosaico di prati da sfalcio e boschi.
sufficientemente ampie; importante per la specie risulta la conservazione del tradizionale mosaico di prati da sfalcio e boschi. Per quanto riguarda le specie di Mammiferi presenti nel territorio del Comune di Gianico si possono elencare in sintesi i seguenti raggruppamenti: Ungulati Il Camoscio (Rupicapra rupicapra) frequenta ambienti caratterizzati dalla presenza di versanti ripidi e rocciosi, di canaloni con cespuglieti a ontano verde o rododendro con larici sparsi,
rizzati dalla presenza di versanti ripidi e rocciosi, di canaloni con cespuglieti a ontano verde o rododendro con larici sparsi, praterie e margini di pietraie, cenge erbose. Nel corso dell’anno gli animali compiono veri e propri spostamenti verticali che coincidono con l’utilizzo di habitat diversi. Per quanto riguarda l’alimentazione il camoscio fa parte dei ruminanti e pascolatori di tipo intermedio tra i selettori stretti e i generalisti.
rda l’alimentazione il camoscio fa parte dei ruminanti e pascolatori di tipo intermedio tra i selettori stretti e i generalisti. A quote inferiori, in un habitat caratterizzato da vaste zone boscate intervallate da zone di pascolo con buona presenza di essenze arbustive, si rileva la presenza del Cervo (Cervus elaphus), una specie di notevoli dimensioni. La specie soffre molto il disturbo causato dalle attività antropiche e in ambienti montani, durante le diverse stagioni, vengono effettuati ampi
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 52 spostamenti tra le diverse fasce altitudinali. Ruminante pascolatore selettivo di tipo intermedio, questo Cervide è un animale poco selettore nella scelta del cibo, ma capace di modificare atteggiamento in funzione della disponibilità alimentare e delle esigenze metaboliche relative alle diverse fasi annuali. La stagione invernale appare la più critica e delicata per la specie
le esigenze metaboliche relative alle diverse fasi annuali. La stagione invernale appare la più critica e delicata per la specie quando il Cervo va incontro a un elevato dispendio energetico a causa della termoregolazione. Nelle aree dove vi è un maggiore grado di frammentazione tra bosco e aree aperte (indice di ecotono) con presenza abbondante di sottobosco si rileva la presenza del Capriolo (Capreolus capreolus). Brucatore, ricerca cibi nutrienti e facilmente digeribili scegliendo con cura le essenze
nza del Capriolo (Capreolus capreolus). Brucatore, ricerca cibi nutrienti e facilmente digeribili scegliendo con cura le essenze vegetali. A differenza del Cervo l’altezza e la permanenza del manto nevoso, durante la stagione invernale, condizionano la sopravvivenza della specie. Carnivori La Volpe (Vulpes vulpes) è una specie dall’ampio spettro trofico, diffusa e particolarmente adattabile, che trova condizioni di vita negli ambienti più vari quali le vicinanze dei centri abitati,
iffusa e particolarmente adattabile, che trova condizioni di vita negli ambienti più vari quali le vicinanze dei centri abitati, le superfici boscose che utilizza come rifugio, le zone aperte, quando caccia durante la notte. I Mustelidi che si possono elencare quali specie presenti nel territorio in questione sono: − Ermellino (Mustela erminea): la sua presenza è legata solo all’arco alpino dove vive nelle sassaie, nelle tane di roditori e talpe, predando uccelli, roditori e piccoli mammiferi;
ta solo all’arco alpino dove vive nelle sassaie, nelle tane di roditori e talpe, predando uccelli, roditori e piccoli mammiferi; − Donnola (Mustela nivalis): Mustelide che frequenta gli ambienti più disparati e risulta legato alla presenza dei topi sue tradizionali prede; − Faina (Martes foina): specie che occupa un’ampia varietà di habitat, di attività crepuscolare e notturna frequente nei pressi degli insediamenti umani presenti nell’area di
mpia varietà di habitat, di attività crepuscolare e notturna frequente nei pressi degli insediamenti umani presenti nell’area di indagine dove trova i propri nascondigli e dove caccia piccoli mammiferi, fonte del suo nutrimento insieme a uccelli, insetti, bacche e frutta. − Martora (Martes martes): specie legata alle vaste zone forestali costituite da boschi di conifere, rifugge i luoghi scoperti ed evita qualsiasi insediamento umano. Lagomorfi
aste zone forestali costituite da boschi di conifere, rifugge i luoghi scoperti ed evita qualsiasi insediamento umano. Lagomorfi Tra i Leporidi si rileva la presenza della Lepre comune (Lepus europaeus) e la Lepre variabile (Lepus timidus). La prima si può spingere fino ad un’altezza di 2000 m s.l.m., dalle abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, trova nei territori in esame, caratterizzati da prati adibiti
m s.l.m., dalle abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, trova nei territori in esame, caratterizzati da prati adibiti allo sfalcio e prati pascolo in attualità di utilizzazione a ridosso del bosco, le condizioni favorevoli alla sua ecologia. A causa della forte rarefazione della specie, diverse negli ultimi anni sono state le liberazioni di lepri, provenienti da cattura o da allevamento, nel territorio in questione e nelle
gli ultimi anni sono state le liberazioni di lepri, provenienti da cattura o da allevamento, nel territorio in questione e nelle aree limitrofe ad esso, per ripopolamento ai fini venatori. La Lepre variabile vive sopra i 2000 m s.l.m. e frequenta le praterie e gli alti pascoli in particolare in estate. Roditori Tra i roditori le specie presenti nel territorio in esame sono diverse: lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris), la Marmotta (Marmota marmota), il ghiro (Glis glis), oltre a varie specie di topi e arvicole.
lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris), la Marmotta (Marmota marmota), il ghiro (Glis glis), oltre a varie specie di topi e arvicole. Rete Natura 2000. Una parte del territorio comunale ricadente nell’area classificata Zona a Protezione Speciale, ai sensi della Dir. 79/409/CEE, con DGR 7/19018 del 15.10.2004 e denominata ZPS “VAL GRIGNA” (cod. IT2070303). La Zona a Protezione Speciale “Val Grigna” (cod IT2070303) copre una porzione di territorio
a ZPS “VAL GRIGNA” (cod. IT2070303). La Zona a Protezione Speciale “Val Grigna” (cod IT2070303) copre una porzione di territorio esclusivamente di carattere montano ed alpino di 2.873 ha, da una quota minima di 1.135 m s.l.m. a una massima di 2.160 m s.l.m.; interessa il territorio dei Comuni di Berzo Inferiore, Bienno, Bovegno, Darfo Boario Terme, Esine e Gianico. In ottemperanza ai disposti normativi (art. 6 Direttiva 92/42/CEE e art. 5 DPR 357/97 integrato con
ario Terme, Esine e Gianico. In ottemperanza ai disposti normativi (art. 6 Direttiva 92/42/CEE e art. 5 DPR 357/97 integrato con DPR 357/97)e al fine di verificare le possibili perturbazioni che il Piano di Governo del Territorio del
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 53 Comune di Gianico potrebbero avere sugli habitat e le specie tutelati con l’istituzione dei Siti NATURA 2000, le previsioni di Piano sono state sottoposte a procedura di Valutazione d’Incidenza. La porzione di territorio comunale ricadente nella ZPS e gli habitat in essa riscontrabili sono riportati nella seguente cartografia tratta dallo Studio d’Incidenza.
CARTE CONDIVISE DEL PAESAGGIO
cadente nella ZPS e gli habitat in essa riscontrabili sono riportati nella seguente cartografia tratta dallo Studio d’Incidenza.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 54 CARTE CONDIVISE DEL PAESAGGIO Questo capitolo tiene conto delle indicazioni dell’Art 84 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Brescia (in base alle quali lo
rme Tecniche di Attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Brescia (in base alle quali lo studio paesistico di dettaglio alla scala comunale, integrativo dei P.G.T., deve essere “redatto in riferimento alle componenti delle unità paesistiche evidenziate nell’analisi paesistica del P.T.C.P. ed ai loro caratteri identificativi, nonché elementi di criticità e indirizzi di tutela riportati
nalisi paesistica del P.T.C.P. ed ai loro caratteri identificativi, nonché elementi di criticità e indirizzi di tutela riportati nell’Allegato 1” delle stesse NTA) e recepisce, in particolare, i contenuti e le indicazioni dell’Allegato A dei criteri attuativi della Legge per il Governo del Territorio del dicembre 2005 “Contenuti paesaggistici del PGT.” Il quadro conoscitivo assume dal punto di vista del paesaggio un ruolo fondamentale nella definizione e nell’aggiornamento delle scelte di pianificazione.
me dal punto di vista del paesaggio un ruolo fondamentale nella definizione e nell’aggiornamento delle scelte di pianificazione. La conoscenza paesaggistica attraversa le diverse componenti del territorio, naturali e antropiche, considerandone le specificità proprie e le relazioni che le legano tra loro in modo caratteristico ed unico dal punto di vista fisico-strutturale, storico-culturale, visivo, percettivo - simbolico.
a loro in modo caratteristico ed unico dal punto di vista fisico-strutturale, storico-culturale, visivo, percettivo - simbolico. Il quadro conoscitivo deve permettere sia di inquadrare la realtà locale nel contesto più ampio (i sistemi paesaggistici non seguono le suddivisioni amministrative del territorio), sia di indagare le specificità proprie dei luoghi e il valore ad essi assegnato dalle popolazioni locali; questa esigenza
orio), sia di indagare le specificità proprie dei luoghi e il valore ad essi assegnato dalle popolazioni locali; questa esigenza si traduce nell’elaborazione delle carte di inquadramento territoriale e paesistico, redatte attraverso estratti delle cartografie di riferimento provinciali, nonché nella predisposizione di cartografie che indagano nel dettaglio la realtà comunale oggetto di pianificazione. Le informazioni raccolte e gli elementi significativi rilevati sono stati riportati nelle Carte Condivise
tto di pianificazione. Le informazioni raccolte e gli elementi significativi rilevati sono stati riportati nelle Carte Condivise del Paesaggio, che raccolgono in forma organica le indicazioni, acquisite nella fase ricognitiva, attinenti alla qualità e alle condizioni del paesaggio nelle sue diverse componenti. Ciò anche - e soprattutto - allo scopo di passare da una rappresentazione del paesaggio come mero “repertorio di beni” a una lettura che metta adeguatamente in evidenza le relazioni tra i beni
entazione del paesaggio come mero “repertorio di beni” a una lettura che metta adeguatamente in evidenza le relazioni tra i beni stessi, e in particolare quelle relazioni di continuità e di contiguità spaziale e visiva che costituiscono lo specifico della dimensione paesaggistica in quanto distinta dalle dimensioni storica, naturalistica, geomorfologica ecc. Lo studio del paesaggio a livello sovralocale e comunale è stato raccolto e descritto in dieci
aturalistica, geomorfologica ecc. Lo studio del paesaggio a livello sovralocale e comunale è stato raccolto e descritto in dieci tavole tematiche costituite dalle Carte condivise del Paesaggio:
- “carta condivisa del paesaggio: inquadramento paesistico territoriale - P.T.C.P. Tavola Paesistica-Tavola di struttura ”;
- carta condivisa del paesaggio: inquadramento paesistico territoriale - P.T.C.P. Tavola Viabilità-Rete Ecologica-S.U.S.”;
ra ”;
- carta condivisa del paesaggio: inquadramento paesistico territoriale - P.T.C.P. Tavola Viabilità-Rete Ecologica-S.U.S.”;
- “carta condivisa del paesaggio: componenti del paesaggio fisico, naturale, agrario e dell’antropizzazione colturale”;
- “carta condivisa del paesaggio: carta della capacità d’uso dei suolo”
- “carta condivisa del paesaggio: componenti del paesaggio storico-culturale”
- “carta condivisa del paesaggio: componenti del paesaggio urbano”
sa del paesaggio: componenti del paesaggio storico-culturale”
- “carta condivisa del paesaggio: componenti del paesaggio urbano”
- “carta condivisa del paesaggio: valore agro-forestale e paesistico-ambientale dei suoli”
- “carta condivisa del paesaggio: componenti identificative, percettive e valorizzative del paesaggio ”
- “carta condivisa del paesaggio: visualità”
LA FASE RICOGNITIVA
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 55
- “carta condivisa del paesaggio: sensibilità paesaggistica dei luoghi”. LA FASE RICOGNITIVA La fase ricognitiva di analisi è descritta all’interno delle carte condivise del paesaggio di inquadramento territoriale, di ricognizione degli aspetti legati al paesaggio fisico, naturale, agro- forestale, di interesse storico e urbano. Inquadramento paesistico territoriale Tavola dp3a dp3b
esaggio fisico, naturale, agro- forestale, di interesse storico e urbano. Inquadramento paesistico territoriale Tavola dp3a dp3b Nella Tavola “dp 3a” vengono riportati due estratti del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia comprendenti una porzione di territorio circostante il Comune di Gianico. In particolare sono stati riportati: • l’estratto della tavola paesistica (in scala 1:25000); • l’estratto della tavola struttura di piano (scala 1:50000).
iportati: • l’estratto della tavola paesistica (in scala 1:25000); • l’estratto della tavola struttura di piano (scala 1:50000). La tavola paesistica illustra e descrive, in forma sintetica, le principali componenti paesistiche descritte nell’Allegato I alle N.T.A del PTCP e precisamente:
- le componenti del paesaggio fisico e naturale;
- le componenti del paesaggio agrario e dell’antropizzazione colturale;
- le componenti del paesaggio storico-culturale;
- le componenti del paesaggio urbano;
agrario e dell’antropizzazione colturale;
- le componenti del paesaggio storico-culturale;
- le componenti del paesaggio urbano;
- criticità e degrado del paesaggio;
- rilevanza paesistica. Per una descrizione esauriente delle componenti, si rimanda all’Allegato I delle N.T.A del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Brescia. Le componenti indicate dall'Allegato I delle NTA del PTCP riguardano aspetti paesistici specifici
to della Provincia di Brescia. Le componenti indicate dall'Allegato I delle NTA del PTCP riguardano aspetti paesistici specifici del territorio; per ogni componente il P.T.C.P. descrive i caratteri identificativi, gli elementi di criticità, gli indirizzi di tutela. Si preferisce, in questo ambito di inquadramento, non approfondire ulteriormente l’esame di quanto riportato nelle Tavole Paesistiche del P.T.C.P. perché, in linea con
adramento, non approfondire ulteriormente l’esame di quanto riportato nelle Tavole Paesistiche del P.T.C.P. perché, in linea con il principio di miglior definizione espresso dal P.T.P.R., argomento di più approfondita indagine delle Carte condivise del Paesaggio, alla scala locale. La lettura del territorio a livello comunale, in chiave paesistica, non può prescindere da un'analisi di un contesto più ampio; gli elementi fisici, ambientali, o del territorio urbanizzato che distinguono
rescindere da un'analisi di un contesto più ampio; gli elementi fisici, ambientali, o del territorio urbanizzato che distinguono e caratterizzano ambiti territoriali limitati, sono riconducibili ad ambiti geografici più ampi che presentano (per la loro posizione geografica sul territorio, per le particolari condizioni climatiche, per i tipici aspetti morfologici, per il contesto storico-culturale) caratteri peculiari ed elementi identificativi non sempre di facile leggibilità.
morfologici, per il contesto storico-culturale) caratteri peculiari ed elementi identificativi non sempre di facile leggibilità. Il Piano Territoriale Paesistico Regionale indica una suddivisione del territorio regionale in grandi fasce longitudinali (definite unità tipologiche di paesaggio) che si svolgono secondo una successione di “gradini” attraverso la bassa pianura a nord del Po, l’alta pianura, la collina, la
) che si svolgono secondo una successione di “gradini” attraverso la bassa pianura a nord del Po, l’alta pianura, la collina, la fascia prealpina fino alla catena alpina. In sostanza, si distinguono aree territoriali nelle quali si riconosce una costante di contenuti e di forme e una loro congruenza paesistica, come risultato di fattori sia naturali che antropici. Il PTPR distingue sette unità tipologiche di paesaggio: fascia alpina: fascia prealpina; fascia collinare; fascia dell'alta pianura;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 56 fascia della bassa pianura; fascia appenninica; paesaggi urbanizzati. All’interno delle fasce sopra descritte, è possibile identificare ambiti di più circoscritta definizione, territori più organici, di riconosciuta identità geografica. Essi si distinguono sia per le componenti morfologiche, sia per le nozioni storico-culturali che li qualificano e in essi si trovano piuttosto
guono sia per le componenti morfologiche, sia per le nozioni storico-culturali che li qualificano e in essi si trovano piuttosto modulazioni di paesaggio, cioè variazioni dovute al mutare, brusco o progressivo, delle situazioni naturali e antropiche. La Val Camonica, in cui si colloca anche il comune di Gianico è uno degli ambiti geografici indicati nel P.T.P.R. che presenta aspetti riconoscibili nei caratteri tipologici del paesaggio della
no degli ambiti geografici indicati nel P.T.P.R. che presenta aspetti riconoscibili nei caratteri tipologici del paesaggio della fascia prealpina e alpina per quanto riguarda la parte più a nord; tale ambito è tra quelli indicati nella tavola D del P.T.P.R. come “Aree di particolare interesse ambientale-paesistico”. Il comune di Gianico, in particolare, si trova all’interno di una porzione di territorio che presenta aspetti tipologici rappresentativi della fascia prealpina.
Parte del territorio montano è interessato da ambiti perimetrati nel PTPR nella
lare, si trova all’interno di una porzione di territorio che presenta aspetti tipologici rappresentativi della fascia prealpina. Parte del territorio montano è interessato da ambiti perimetrati nel PTPR nella tavola D e descritti nel relativo repertorio, con diretto riferimento alle disposizioni dell’art.17 delle norme di attuazione. Le valli della fascia prealpina hanno in generale un andamento trasversale; incidono il versante da nord a sud e trovando i loro sbocchi nella pianura.
realpina hanno in generale un andamento trasversale; incidono il versante da nord a sud e trovando i loro sbocchi nella pianura. La Val Camonica è uno tra i maggiori solchi vallivi presenti sul territorio lombardo; questi hanno origine nella fascia alpina più interna e sono occupati, nella loro sezione meridionale, da laghi, i cui bacini sono un ambito paesaggistico di netta specificazione. In generale le valli prealpine sono molto ramificate, comprendendo valli secondarie e laterali che
tico di netta specificazione. In generale le valli prealpine sono molto ramificate, comprendendo valli secondarie e laterali che inducono frammentazioni territoriali spesso assai pronunciate. Le vallate presentano un fondo piatto ma rinserrato, alluvionale (la morfologia glaciale è ovunque meno conservata che nelle valli alpine), mentre le loro diramazioni si presentano spesso intagliate a V lungo il fondo delle quali scorrono torrenti affluenti del fiume principale.
oro diramazioni si presentano spesso intagliate a V lungo il fondo delle quali scorrono torrenti affluenti del fiume principale. Ambiente di antica industrializzazione, la montagna prealpina è caratterizzata nei suoi fondivalle da produzioni mature, nei versanti da agricoltura marginale e nelle sommità da elementi a grande energia di rilievo. Lo sviluppo di produzioni necessita di ampi spazi ed implica di fatto la cancellazione degli spazi agricoli di fondovalle, e l’innovazione di prodotto stenta a prender
ampi spazi ed implica di fatto la cancellazione degli spazi agricoli di fondovalle, e l’innovazione di prodotto stenta a prender piede. E’ tuttavia nel mix delle varie attività legate alle peculiarità locali, che la montagna prealpina può trovare un equilibrato sviluppo: sfruttamento delle biomasse a fini energetici, turismo culturale legato all’industrializzazione storica ed alla prima riconversione delle industrie
biomasse a fini energetici, turismo culturale legato all’industrializzazione storica ed alla prima riconversione delle industrie dismesse a produzioni innovative, tutela delle produzioni agricole e dei fondovalle e delle prime pendici sono indirizzi generali che il PTCP intende proporre ed approfondire con successiva pianificazione di settore. Come emerge dall’osservazione dell’estratto della Tavola Paesistica del PTCP, il territorio ha
essiva pianificazione di settore. Come emerge dall’osservazione dell’estratto della Tavola Paesistica del PTCP, il territorio ha natura prevalentemente montana e boscata, caratterizzata da boschi di conifere e da boschi di latifoglie. Evidenze tipiche alle quote più alte sono rappresentate dagli ambiti indicati come ambiti di particolare rilevanza naturalistica e morfologica (singolarità botaniche, morfologiche e geomorfologiche). La zona di raccordo tra l’area delle energie di rilievo ed il fondovalle è
ngolarità botaniche, morfologiche e geomorfologiche). La zona di raccordo tra l’area delle energie di rilievo ed il fondovalle è interessata dai versanti coltivati per i quali la provincia riconosce l’elevato valore percettivo degli stessi. Con riferimento alla Tavola di Struttura del P.T.C.P., le vocazioni d’uso del territorio, riportate sulla tavola, rappresentano le partizioni in cui possono essere riconosciute le funzioni territoriali, tenuto
ritorio, riportate sulla tavola, rappresentano le partizioni in cui possono essere riconosciute le funzioni territoriali, tenuto conto delle indicazioni espresse negli altri sistemi ambientale, paesistico, infrastrutturale, al fine di evitare commistioni e contaminazioni fra usi che tendono a ricondurre il territorio ad unico
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 57 ambiente urbanizzato o semiurbanizzato con perdita di valenze, significati e qualità. Nello specifico il P.T.C.P. individua le zone a prevalente non trasformabilità a scopo edilizio, cioè aree che presentano situazioni oggettive di rischio, di pendenza, di valore naturalistico ed ambientale, di significatività paesistica, di rispetto dei monumenti, di salvaguardia delle infrastrutture e di
naturalistico ed ambientale, di significatività paesistica, di rispetto dei monumenti, di salvaguardia delle infrastrutture e di elementi naturali; indica inoltre le zone di controllo, vale a dire l’insieme degli ambiti specificati nelle norme dei singoli sistemi (ambientale, del paesaggio e dei beni storici, della mobilità, insediativo) nei quali la trasformabilità del suolo a scopo edilizio è fortemente condizionata dai
beni storici, della mobilità, insediativo) nei quali la trasformabilità del suolo a scopo edilizio è fortemente condizionata dai caratteri ambientali e paesistici del sito con lo scopo di un’individuazione sintetica degli ambiti che presentano particolari problematiche circa le trasformazioni e per negativo dei siti neutri dal punto di vista ambientale paesistico. Infine, tra le vocazioni d’uso del territorio, il P.T.C.P. definisce le aree dimesse e quelle degradate.
ambientale paesistico. Infine, tra le vocazioni d’uso del territorio, il P.T.C.P. definisce le aree dimesse e quelle degradate. La tavola di struttura riconosce le zone a diversa vocazione d’uso; in particolare riconosce i centri storici, le aree a mix prevalentemente residenziale collocate a valle del centro storico, le zone a mix prevalentemente produttivo a ridosso della strada provinciale. Il centro ordinatore a cui si riferisce il comune di Gianico è Darfo Boario Terme, comune confinante.
della strada provinciale. Il centro ordinatore a cui si riferisce il comune di Gianico è Darfo Boario Terme, comune confinante. La tavola di inquadramento paesistico – territoriale “dp 3b” riporta ti seguenti estratti del PTCP:
- classificazione della rete stradale provinciale;
- progetto definitivo della rete ecologica;
- sistemi urbani sovra comunali;
- carta degli ecomosaici. L’estratto del P.T.C.P. recante la Classificazione della Rete Stradale Provinciale, individua la
nali;
- carta degli ecomosaici. L’estratto del P.T.C.P. recante la Classificazione della Rete Stradale Provinciale, individua la funzione della rete nel territorio e indica quali principali e più importanti arterie di collegamento tra la Val Camonica e Brescia la Strada Statale n. 42 del Tonale e della Mendola che percorre tutta la Val Camonica da Ponte di Legno fino a Pian Camuno, per poi proseguire verso Lovere e i comuni della provincia di Bergamo e la strada Provinciale n.1.
di Legno fino a Pian Camuno, per poi proseguire verso Lovere e i comuni della provincia di Bergamo e la strada Provinciale n.1. Si ritiene inoltre che si possa citare, tra le vie di comunicazione che rivestono un ruolo fondamentale per la viabilità della Val Camonica, anche la linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo sebbene oggi abbia un valore più storico-culturale e paesaggistico che di effettiva funzionalità
ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo sebbene oggi abbia un valore più storico-culturale e paesaggistico che di effettiva funzionalità nel sistema dei trasporti. Il territorio comunale di Gianico è inoltre direttamente servito dalla Strada Provinciale n.1 che, parallelamente alla rete ferroviaria, attraversa il fondovalle. L’estratto dal P.T.C.P. che propone il Progetto Definitivo della Rete Ecologica Provinciale identifica
attraversa il fondovalle. L’estratto dal P.T.C.P. che propone il Progetto Definitivo della Rete Ecologica Provinciale identifica gli elementi areali essenziali che costituiscono l’ossatura del progetto speciale di rete ecologica e indica il ruolo specifico di tali elementi ai fini di un riequilibrio dell’ecosistema su cui si appoggia il territorio bresciano. Gli ambiti spaziali prefigurati dallo schema non hanno uno specifico valore
osistema su cui si appoggia il territorio bresciano. Gli ambiti spaziali prefigurati dallo schema non hanno uno specifico valore amministrativo (quali ad esempio gli azzonamenti e le aree vincolate delle pianificazioni tradizionali), quanto piuttosto un valore di orientamento e di armonizzazione delle politiche in vista di un riequilibrio ecologico complessivo. Da un punto di vista strettamente ambientale- paesaggistico, le reti ecologiche sono una proposta di gestione integrata dello spazio fisico
di vista strettamente ambientale- paesaggistico, le reti ecologiche sono una proposta di gestione integrata dello spazio fisico territoriale che, tutelando le interconnessioni tra gli habitat, rappresentano un elemento indispensabile ai fini della conservazione della biodiversità e della sostenibilità, in relazione al fatto che uno dei problemi dell’attuale uso del suolo è la frammentazione del territorio. Una rete ecologica è un insieme di aree e fasce con vegetazione naturale, spontanea o di nuovo
la frammentazione del territorio. Una rete ecologica è un insieme di aree e fasce con vegetazione naturale, spontanea o di nuovo impianto, presenza di acqua, associazioni caratteristiche, tra loro interconnesse, in modo da garantire la continuità degli habitat e del loro funzionamento. La rete ecologica, come intesa anche dal P.T.C.P., si articola in ‘nodi’, cioè aree naturali o semi - naturali con il ruolo di serbatoio
ecologica, come intesa anche dal P.T.C.P., si articola in ‘nodi’, cioè aree naturali o semi - naturali con il ruolo di serbatoio di biodiversità, e ‘corridoi ecologici’, cioè elementi lineari naturali o semi - naturali che rappresentano superfici spaziali appartenenti al paesaggio naturale esistente o create
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 58 appositamente attraverso interventi dell’uomo tramite processi di rinaturalizzazione e rinaturazione del territorio in grado di permettere un collegamento fisico tra gli habitat dei nodi. La presenza di corridoi ecologici che connettono i nodi della rete è indispensabile per garantire la dispersione naturale delle specie e lo scambio del patrimonio genetico tra le popolazioni. Il tipo di
pensabile per garantire la dispersione naturale delle specie e lo scambio del patrimonio genetico tra le popolazioni. Il tipo di vegetazione, la presenza o meno di acqua, la forma e le dimensioni sono elementi fondamentali che determinano la qualità di un corridoio ecologico. Un corridoio ecologico efficiente deve contenere un adeguato insieme di habitat. Il tipo di habitat e la qualità possono non essere uniformi in un corridoio, di solito hanno una distribuzione a "mosaico". Un alto grado di qualità
la qualità possono non essere uniformi in un corridoio, di solito hanno una distribuzione a "mosaico". Un alto grado di qualità ambientale favorisce inoltre la creazione di siti sicuri per la sosta di specie migratorie. Un corridoio ecologico può, inoltre, essere considerato come una striscia di territorio differente dalla matrice (di solito agricola) in cui si colloca, aumentando in maniera rilevante il valore estetico del
rritorio differente dalla matrice (di solito agricola) in cui si colloca, aumentando in maniera rilevante il valore estetico del paesaggio. Si possono distinguere diversi tipi di corridoi ecologici ciascuno con caratteristiche specifiche. Forse il tipo più frequente in aree antropizzate è quello caratterizzato dai sistemi ripariali a vegetazione arborea ed arbustiva, legati ai corsi d’acqua, all’interno di matrici artificializzate (ad esempio attraverso pratiche di agricoltura intensiva).
iva, legati ai corsi d’acqua, all’interno di matrici artificializzate (ad esempio attraverso pratiche di agricoltura intensiva). L’area a quote più elevate è definita quale “area principale di appoggio in ambito montano”; per tali ambiti si riconosce la valenza provinciale, essi presentano elementi di pregio naturalistico e habitat di interesse comunitario. Relativamente al territorio comunale essi caratterizzano l’ambito montano ed il contesto della Zona di Protezione Speciale “Val Grigna”.
mente al territorio comunale essi caratterizzano l’ambito montano ed il contesto della Zona di Protezione Speciale “Val Grigna”. A quote meno elevate si trovano “matrici naturali interconnesse”, ovvero l’ambito montano connotato dalla prevalenza di unità ecosistemiche naturali o paranaturali che costituiscono la matrice fondamentale della porzione montana della provincia. In tali aree risulta opportuno il mantenimento delle valenze naturalistiche ed ecologiche intrinseche anche in considerazione
a. In tali aree risulta opportuno il mantenimento delle valenze naturalistiche ed ecologiche intrinseche anche in considerazione del loro ruolo ecologico rispetto a quelle degli ambiti confinanti favorendo azioni di sviluppo locale ecosostenibile ed un adeguato governo degli effetti ambientali delle trasformazioni. Il fiume Oglio e le sue rive costituiscono un “corridoio fluviale principale” che si sviluppa lungo
entali delle trasformazioni. Il fiume Oglio e le sue rive costituiscono un “corridoio fluviale principale” che si sviluppa lungo tutta la valle entrando in conflitto con le principali opere infrastrutturali in diversi punti definiti dal P.T.C.P. “principali punti di conflitto della rete con le principali barriere infrastrutturali”; queste, infatti, rappresentano barriere che impediscono la continuità ecologica del territorio.
pali barriere infrastrutturali”; queste, infatti, rappresentano barriere che impediscono la continuità ecologica del territorio. In particolare, la fauna terrestre può reagire all'isolamento, conseguenza delle barriere antropiche, in modo differente, perché diversi sono i meccanismi che hanno portato ad isolarla. L'effetto di barriera prodotto dalle opere umane può agire differentemente rispetto a quello prodotto da barriere naturali (mare, catene montuose, etc.). Considerando le barriere artificiali si
entemente rispetto a quello prodotto da barriere naturali (mare, catene montuose, etc.). Considerando le barriere artificiali si può parlare di barriere localizzate (es.: infrastrutture lineari e puntuali per alcune specie a dispersione terrestre) e barriere diffuse (es.: aree urbane ed agricole per alcune specie forestali). Tali strutture antropiche possono agire interrompendo parzialmente o del tutto i naturali movimenti dispersivi di alcune specie sensibili, con conseguente riduzione della capacità di
parzialmente o del tutto i naturali movimenti dispersivi di alcune specie sensibili, con conseguente riduzione della capacità di riproduzione tra le popolazioni naturali. Il concetto di barriera deve essere in ogni caso relativizzato alla specie; un stessa infrastruttura può agire da barriera per una specie e da via di dispersione per un'altra: le strade e le opere lineari (elettrodotti, canali artificiali) costituiscono una
a specie e da via di dispersione per un'altra: le strade e le opere lineari (elettrodotti, canali artificiali) costituiscono una barriera parziale o totale alla dispersione di alcune specie animali e, al tempo stesso un formidabile corridoio per la diffusione di specie marginale e generaliste. Una serie di interventi sono stati ipotizzati per ridurre l'effetto barriera provocato da queste opere e ristabilire le vie
ste. Una serie di interventi sono stati ipotizzati per ridurre l'effetto barriera provocato da queste opere e ristabilire le vie naturali di dispersione (tunnel, sottopassi, etc.), tuttavia questi, oltre ad essere necessariamente specifici per le diverse esigenze delle specie, possono non risolvere le problematiche di discontinuità. Il territorio comunale di Gianico è direttamente interessato dalla presenza di Zone a Protezione
problematiche di discontinuità. Il territorio comunale di Gianico è direttamente interessato dalla presenza di Zone a Protezione Speciale (Z.P.S.) “Val Grigna”, ambiti derivanti dal recepimento e dalle indicazioni di direttive
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 59 Comunitarie (“Direttiva Habitat” e “Direttiva Uccelli”) ed individuati al fine di conservare habitat di elevato valore naturalistico e biotico e specie animali da tutelare. La figura a seguito rileva la posizione del territorio in esame rispetto ai più vicini siti di Natura 2000 oltre alla ZPS Val Grigna parzialmente inclusa in territorio comunale: − Boschi del Giovetto di Palline
cini siti di Natura 2000 oltre alla ZPS Val Grigna parzialmente inclusa in territorio comunale: − Boschi del Giovetto di Palline − Alta Val di Scalve − Pascoli di Crocedomini – Alta Val Caffaro − Parco Regionale Oriobie Bergamasche − Parco Naturale Adamello Questo a dimostrare l’alto valore ecologico del territorio montano del Comune relativamente al progetto di Rete Ecologica e Siti Rete Natura 2000. La Tavola “dp 3b” riporta, inoltre, l'estratto del PTCP relativo ai sistemi urbani sovracomunali (S.U.S.)
Siti Rete Natura 2000. La Tavola “dp 3b” riporta, inoltre, l'estratto del PTCP relativo ai sistemi urbani sovracomunali (S.U.S.) presenti sul territorio provinciale, ovvero una proposta di suddivisione della Provincia in sistemi urbani, con peso di popolazione abbastanza omogeneo e in qualche modo già strutturata attorno a centralità evidenti espresse dalla dotazione di servizi. I sistemi urbani sovracomunali sono gli ambiti in cui si articola l’organizzazione territoriale della
alla dotazione di servizi. I sistemi urbani sovracomunali sono gli ambiti in cui si articola l’organizzazione territoriale della Provincia e sono stabiliti dal P.T.C.P. in base all’attività di concertazione con i Comuni e con le Comunità Montane avvenuta durante la formazione del P.T.C.P.. stesso.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 60 Essi sono così suddivisi:
- Brescia e Comuni vicini (Centro ordinatore: Brescia);
- Val Camonica (Centro ordinatore: Darfo-Boario Terme. Centri integrativi: Breno, Edolo);
- Franciacorta e Sebino (Centri ordinatori: Gussago, Iseo, Rovato, Palazzolo s/O);
- Valtrompia (Centri ordinatori: Gardone Val Trompia e Lumezzane. Centri integrativi: Concesio, Sarezzo);
vato, Palazzolo s/O); 4. Valtrompia (Centri ordinatori: Gardone Val Trompia e Lumezzane. Centri integrativi: Concesio, Sarezzo); 5. Val Sabbia (Centri integrativi: Gavardo, Vestone e Vobarno, Idro); 6. Garda Bresciano (Centri ordinatori: Salò, Desenzano); 7. Chiari (Centro ordinatore: Chiari); 8. Orzinuovi – Leno – Manerbio (Centri ordinatori: Orzinuovi, Leno e Manerbio); 9. Montichiari (Centro ordinatore: Montichiari).
- Orzinuovi – Leno – Manerbio (Centri ordinatori: Orzinuovi, Leno e Manerbio);
- Montichiari (Centro ordinatore: Montichiari). I comuni appartenenti ai S.U.S. si appoggiano, nella gestione e nell'organizzazione delle attività e dei servizi, come si deduce dall'elenco sopra esposto, a “centri ordinatori” (di cui si è già spiegata la natura e la funzione più sopra); l'obiettivo è una più armonica distribuzione sul territorio degli
(di cui si è già spiegata la natura e la funzione più sopra); l'obiettivo è una più armonica distribuzione sul territorio degli elementi costituenti il sistema dei servizi (sanitari, assistenziali, sociali) e il sistema insediativo in generale. Gianico appartiene all’ambito sovracomunale della Val Camonica che ha per centro ordinatore Darfo B.T., per centri integrativi Breno e Edolo ed è composto da 41 comuni: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte,
olo ed è composto da 41 comuni: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Cedegolo, Gianico, Ceto, Cevo, Cimbergo, Cividate Camuno, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme, Edolo, Esine, Gianico, Incudine, Losine, Lozio, Malegno, Malonno, Monno, Niardo, Ono San Pietro, Ossimo, Paisco Loveno, Paspardo, Pian Camuno, Ponte di Legno, Prestine, Saviore dell'Adamello, Malegno, Sonico, Temù, Vezza d'Oglio, Vione, Piancogno.
Paspardo, Pian Camuno, Ponte di Legno, Prestine, Saviore dell'Adamello, Malegno, Sonico, Temù, Vezza d'Oglio, Vione, Piancogno. L’estratto dalla Carta degli Ecomosaici identifica, ai fini della proposta di P.T.C.P., gli ambiti del territorio provinciale per cui si possa riconoscere, partendo da un’analisi tecnica delle unità ambientali presenti, un significativo livello di unitarietà dal punto di vista del funzionamento
un’analisi tecnica delle unità ambientali presenti, un significativo livello di unitarietà dal punto di vista del funzionamento ecologico: essa individua, al momento presente, 72 eco-mosaici e tale riconoscimento è alla base delle scelte del progetto di rete ecologica provinciale. Viceversa, ogni elemento della rete ecologica appartiene ad uno o più degli ecomosaici individuati, che ne costituiranno il contenitore naturale.
lemento della rete ecologica appartiene ad uno o più degli ecomosaici individuati, che ne costituiranno il contenitore naturale. L'areale distributivo di ciascuna specie animale o vegetale viene influenzato da numerosi e complessi fattori naturali (climatici, orografici, biologici, etc). Attualmente le attività umane sono diventate un'ulteriore, a volte determinante, fattore che ne influenza la distribuzione e l'abbondanza. La frammentazione può essere definita come il processo che porta ad una
attore che ne influenza la distribuzione e l'abbondanza. La frammentazione può essere definita come il processo che porta ad una progressiva riduzione della superficie degli ambienti naturali e ad un aumento del loro isolamento. Attraverso questo processo, estese superfici naturali vengono a costituire frammenti spazialmente segregati e progressivamente isolati inseriti in una “matrice” territoriale di origine antropica.
tituire frammenti spazialmente segregati e progressivamente isolati inseriti in una “matrice” territoriale di origine antropica. Quest'ultima, a sua volta, può influenzare la fauna, la vegetazione e le condizioni ecologiche degli ambienti ora isolati. Quando in un'area forestale si vengono a formare ambienti aperti e di margine, si assiste ad un aumento dell'eterogeneità ambientale, che può portare, dapprima ad un aumento del numero
i aperti e di margine, si assiste ad un aumento dell'eterogeneità ambientale, che può portare, dapprima ad un aumento del numero delle specie a causa dei differenti ambienti venutisi a formare (naturali, antropici, di margine) e successivamente, alla diminuzione de alla conseguente scomparsa delle specie tipiche degli ambienti preesistenti, mentre aumentano quelle comuni, opportuniste, tipiche degli ambienti di margine. Queste sono quasi sempre caratterizzate da un'alta capacità dispersiva e di
ni, opportuniste, tipiche degli ambienti di margine. Queste sono quasi sempre caratterizzate da un'alta capacità dispersiva e di colonizzazione e possono competere ed esercitare una forte pressione di predazione sulle specie originarie. L'insieme degli eventi che intervengono nelle aree marginali e di contatto fra ambienti diversi è denominato “effetto margine”. In queste zone, possono instaurarsi cambiamenti
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 61 microclimatici (luce, temperatura, vento), biologici ed ecologici che portano così ad amplificare le conseguenze della frammentazione sulla fauna. Questi ambienti di transizione, inoltre, possono avere caratteristiche proprie, ospitando specie e condizioni ecologiche particolari. Come conseguenza si arriva ad avere una parziale sostituzione delle specie originarie con altre
ndizioni ecologiche particolari. Come conseguenza si arriva ad avere una parziale sostituzione delle specie originarie con altre generaliste ed antropofile. Con l'avanzare del processo, l'ambiente naturale comincia progressivamente a risentire della matrice circostante, fino a che, i processi ecologici vengono ad essere esclusivamente dominati dagli ambienti antropici limitrofi. Il processo di trasformazione del
ocessi ecologici vengono ad essere esclusivamente dominati dagli ambienti antropici limitrofi. Il processo di trasformazione del territorio per cause antropiche ha portato alla strutturazione di “ecomosaici”, a diverso grado di eterogenità. In un ecomosaico terrestre si possono distinguere una matrice antropica, venutasi a formare per scomparsa ed alterazione di ambienti naturali, e dei frammenti di ambiente naturale,
a matrice antropica, venutasi a formare per scomparsa ed alterazione di ambienti naturali, e dei frammenti di ambiente naturale, distinguibili in base alla loro area, morfologia e qualità ambientale. Tali componenti (matrice, habitat, etc.) possono influenzare in modo differente i naturali movimenti dispersivi della fauna. Gli ambienti naturali possono così subire un isolamento forzato, venendosi a trovare in condizioni simili
ispersivi della fauna. Gli ambienti naturali possono così subire un isolamento forzato, venendosi a trovare in condizioni simili (anche se non identiche) a quelle esistenti nelle isole propriamente dette e ciò ha indotto ecologi e biogeografi a tentativi di estrapolazione, in contesti terrestri, della teoria della biogeografia insulare. Gianico appartiene a più di un “ecomosaico”, gli ecomosaici individuati sono: ECM 26 Fondovalle della media-bassa Valle Camonica;
ianico appartiene a più di un “ecomosaico”, gli ecomosaici individuati sono: ECM 26 Fondovalle della media-bassa Valle Camonica; ECM 27 Convalli Orientate ad ovest e sud-ovest della media-bassa Valle Camonica; ECM 31 Sistema dei rilievi dei monti Muffetto e Colombine. Componenti del paesaggio fisico, naturale, agrario e dell’antropizzazione colturale (Tavola dp 3c) La definizione degli usi del suolo e la conseguente elaborazione della carta “Componenti del
pizzazione colturale (Tavola dp 3c) La definizione degli usi del suolo e la conseguente elaborazione della carta “Componenti del paesaggio fisico, naturale, agrario e dell’antropizzazione colturale” in scala 1:10.000 è stata condotta mediante foto interpretazione di ortofoto aeree digitali (voli 1998 e 2003) integrata da rilievo diretto degli usi del suolo attuali. Le tipologie d’uso rilevate sono le stesse della Tavola Paesistica del P.T.C.P. della Provincia di
COMPONENTI DEL PAESAGGIO FISICO E NATURALE
degli usi del suolo attuali. Le tipologie d’uso rilevate sono le stesse della Tavola Paesistica del P.T.C.P. della Provincia di Brescia, in particolare sono state individuate, ad una scala di maggior dettaglio, le componenti del paesaggio fisico e naturale e quelle del paesaggio agrario e dell’antropizzazione colturale. COMPONENTI DEL PAESAGGIO FISICO E NATURALE
- Aree idriche, ghiacciai, nevai, laghetti alpini
- Pascoli, prati permanenti e non
- Vegetazione naturale erbacea e cespuglieti dei versanti
e, ghiacciai, nevai, laghetti alpini
- Pascoli, prati permanenti e non
- Vegetazione naturale erbacea e cespuglieti dei versanti
- Boschi di latifoglie, macchie e frange boscose, filari alberati
- Boschi di conifere
- Crinali e loro ambiti di tutela
- Corpi idrici principali: fiumi, torrenti e loro aree adiacenti, ribassate rispetto al piano fondamentale della pianura e delimitate da orli di terrazzo, aree sabbiose e ghiaiose
ree adiacenti, ribassate rispetto al piano fondamentale della pianura e delimitate da orli di terrazzo, aree sabbiose e ghiaiose
- Ambiti di particolare rilevanza naturalistica e geomorfologica (singolarità botaniche, rarità geologiche e geomorfologiche) COMPONENTI DEL PAESAGGIO AGRARIO E DELL’ANTROPIZZAZIONE COLTURALE
- Colture specializzate: vigneti
- Colture specializzate: castagneti da frutto
- Colture specializzate: frutteti
- Colture specializzate: oliveti
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 62
- Altre colture specializzate
- Seminativi e prati in rotazione
- Seminativi arborati
- Pioppeti
- Terrazzamenti con muri a secco e gradonature
- Navigli, canali irrigui, cavi, rogge, bacini artificiali
- Aziende agricole e loro pertinenze, allevamenti, maneggi, ecc.
- Malghe, baite, rustici estratto tavola dp 3c
cini artificiali
- Aziende agricole e loro pertinenze, allevamenti, maneggi, ecc.
- Malghe, baite, rustici estratto tavola dp 3c
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 63 legenda tavola dp 3c Dall’analisi degli usi del suolo emerge l’importanza del sistema agricolo-forestale che interessa il 91,8% dell’intero territorio. Il sistema agricolo interessa il 26% del territorio e risulta incentrato sulla zootecnia, con superfici a
ell’intero territorio. Il sistema agricolo interessa il 26% del territorio e risulta incentrato sulla zootecnia, con superfici a prato e pascolo estese su circa 300 ha (22,8% del territorio). Anche la viticoltura occupa un’interessante porzione di territorio con vigneti estesi per circa 26 ha (1,9% del territorio) e distribuiti sul conoide a valle dell’abitato. Laghetti alpini A quota di 1693 m s.l.m., sul fondo della Conca di Rondeneto, vi è l’omonimo laghetto alpino di
le dell’abitato. Laghetti alpini A quota di 1693 m s.l.m., sul fondo della Conca di Rondeneto, vi è l’omonimo laghetto alpino di origine glaciale, di particolare rilevanza ecologica e paesaggistica.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 64 Prati e pascoli Le attività agricole presenti e passate hanno modificato e caratterizzato il paesaggio naturale inserendovi elementi del paesaggio agrario, quali prati e pascoli, che, interrompendo la monotonia delle formazioni forestali, hanno portato alla costituzione del paesaggio tradizionale prealpino. Di particolare rilevanza paesistica sono gli ambiti in cui le aree coltivate risultano
one del paesaggio tradizionale prealpino. Di particolare rilevanza paesistica sono gli ambiti in cui le aree coltivate risultano intervallate a quelle boscate, con formazione di complessi paesistici articolati e diversificati. In passato prati, prati-pascoli e pascoli fornivano, le risorse foraggere necessarie all’allevamento, fonte di sussistenza primaria per la popolazione. Le superfici a “foraggio” sono oggi in notevole riduzione e in fase di trasformazione. Il fenomeno è
rimaria per la popolazione. Le superfici a “foraggio” sono oggi in notevole riduzione e in fase di trasformazione. Il fenomeno è riconducibile all’inarrestabile e progressiva contrazione delle attività connesse. Si assiste quindi al graduale avanzamento del bosco per riduzione del carico di bestiame e minore sfruttamento delle risorse. Le aree a prato-pascolo vengono progressivamente colonizzate da specie invasive a propagazione spontanea, con degrado e modifica strutturale del suolo e delle opere messe un
nte colonizzate da specie invasive a propagazione spontanea, con degrado e modifica strutturale del suolo e delle opere messe un tempo in atto per la sua difesa. I prati-pascoli delle quote più elevate hanno subito e stanno tuttora subendo una negativa evoluzione per effetto del carico ridotto e dell’esercizio di tecniche di pascolamento non razionali, con le conseguenze di seguito riportate:
- azione selettiva del bestiame sul cotico, con maggior consumo delle specie più appetite
n le conseguenze di seguito riportate:
- azione selettiva del bestiame sul cotico, con maggior consumo delle specie più appetite ad alto valore foraggero e rilascio delle più scadenti;
- espansione sempre maggiore delle macchie di arbusti e avanzamento progressivo del bosco. A queste si associano effetti, altrettanto negativi, dovuti al sovraccarico esercitato in spazi limitati, corrispondenti a quelli più facilmente accessibili, ricchi di buone specie foraggere, vicini a punti di
itato in spazi limitati, corrispondenti a quelli più facilmente accessibili, ricchi di buone specie foraggere, vicini a punti di abbeveraggio, o in prossimità dei fabbricati:
- rottura del cotico ed erosioni dovute ad eccesso di calpestio (sentieramenti, aree di mandratura);
- diffusione di flora nitrofila in zone dove il bestiame sosta a lungo causando accumuli di deiezioni. Boschi di latifoglie, boschi di conifere, cespuglieti e frange boscose
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 65 Una porzione rilevante del territorio del Comune di Gianico, circa 880 ha, corrispondenti al 65,8%, è interessata da formazioni forestali. Si tratta di formazioni a latifoglie mesofile (369 ha, 27,5% del territorio totale) e di formazioni a prevalenza di conifere (513 ha, 38,3% del territorio totale)
ie mesofile (369 ha, 27,5% del territorio totale) e di formazioni a prevalenza di conifere (513 ha, 38,3% del territorio totale) La maggior parte delle superfici forestali è di proprietà del Comune che l’ha affidata in gestione al Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica, per l’attuazione degli interventi programmati dal Piano di Assestamento dei beni silvo-pastorali. I boschi di latifoglie, costituiti prevalentemente da castagneti e faggete, ammantano
di Assestamento dei beni silvo-pastorali. I boschi di latifoglie, costituiti prevalentemente da castagneti e faggete, ammantano interamente il versante a monte dell’abitato fino alla quota di circa 1000 m s.l.m.. Si tratta di boschi con funzione produttiva, governati prevalentemente a ceduo per la produzione di paleria per usi agricoli e legna da ardere. Nei tratti ad orografia migliore alcuni lembi di faggeta sono stati oggetto di interventi di conversione all’altofusto.
ardere. Nei tratti ad orografia migliore alcuni lembi di faggeta sono stati oggetto di interventi di conversione all’altofusto. I boschi di conifere sono diffusi alle quote superiori e sono costituti da Piceo-faggeto dei substrati silicatici, da Abieteto dei suoli mesici e da Lariceto tipico. I cespuglieti costituiti da alnete di ontano verde sono diffusi nel piano sub-alpino, nei pressi delle aree pascolive e nei canaloni più ripidi.
stituiti da alnete di ontano verde sono diffusi nel piano sub-alpino, nei pressi delle aree pascolive e nei canaloni più ripidi. Nel loro complesso i boschi del Comune di Gianico, oltre alle citate funzioni produttiva e di difesa idrogeologica del territorio, assumono rilevante importanza in termini di diversificazione e arricchimento del paesaggio, ed ecologica, quali elementi naturali di interconnessione degli habitat (elementi di reti ecologiche). Castagneti
del paesaggio, ed ecologica, quali elementi naturali di interconnessione degli habitat (elementi di reti ecologiche). Castagneti I castagneti da frutto, presenti con buona diffusione nel piano submontano, rappresentano la relitta testimonianza di un’economia di sussistenza legata alla produzione e commercializzazione della castagna e dei suoi derivati. Dopo la fase di totale abbandono delle coltivazioni, verificatasi nel secondo dopoguerra per
della castagna e dei suoi derivati. Dopo la fase di totale abbandono delle coltivazioni, verificatasi nel secondo dopoguerra per mutate condizioni socioeconomiche e a causa del diffondersi di gravi fitopatie che hanno fortemente colpito il castagno, oggigiorno la coltivazione dei castagneti da frutto suscita interesse sia per la riscoperta delle proprietà organolettiche delle castagne e dei suoi derivati sia per il profondo legame con la cultura delle popolazioni di montagna.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 66 Il castagneto ha rappresentato una delle principali fonti di reddito, se non l'unica, per molte zone montane grazie alla produzione di frutti e legname: ciò ha influenzato la sua diffusione in tutta la fascia sub-montana del settore alpino e prealpino della regione Lombardia, spesso ben oltre i limiti ecologici della specie.
la fascia sub-montana del settore alpino e prealpino della regione Lombardia, spesso ben oltre i limiti ecologici della specie. Per la costituzione del paesaggio i castagneti da frutto in attualità di coltura costituiscono elementi di notevole pregio per caratteristiche estetico-paesaggistiche. Per tale ragione, oltre che per le pregiate produzioni di castagne, la loro coltivazione andrebbe sostenuta e incentivata. Aree detritiche e versanti rocciosi
r le pregiate produzioni di castagne, la loro coltivazione andrebbe sostenuta e incentivata. Aree detritiche e versanti rocciosi Le aree detritiche e rocciose sono poco rappresentata in Comune di Gianico localizzandosi solo nella porzione sommitale del territorio, in corrispondenza delle creste di confine e nella conca di Rondeneto. Crinali La sommità del territorio comunale, occupata dalla Conca di Rondeneto, risulta delimitata dai
nella conca di Rondeneto. Crinali La sommità del territorio comunale, occupata dalla Conca di Rondeneto, risulta delimitata dai crinali che collegano le cime del Dosso Sparviero, Dosso Beccheria di Bassinale, Stanga di Bassinale, Monte Torricella, Monte Rosello. Cime e crinali sono la massima espressione di visuale del paesaggio montano, in quanto ne indicano il profilo (sky-line) e rappresentano lo spartiacque delle valli principali e secondarie. Corpi idrici principali
to ne indicano il profilo (sky-line) e rappresentano lo spartiacque delle valli principali e secondarie. Corpi idrici principali I principali corsi d’acqua che interessano il territorio sono il Fiume Oglio, che delimita il territorio comunale sul fondovalle Camuno, e il Torrente Re di Gianico, che ne delimita il territorio a Nord con il Comune di Darfo. Altro corso d’acqua di rilevanza, per la particolare instabilità
o, che ne delimita il territorio a Nord con il Comune di Darfo. Altro corso d’acqua di rilevanza, per la particolare instabilità idrogeologica dei suoi versanti, è la Val Vedetta che incide il versante a monte dell’abitato. In Tavola è indicato anche il canale ex Italsider che scorre a cielo aperto in direzione nord-sud sul territorio comunale. Vigneti Per esposizione sfavorevole il territorio comunale non presenta vocazioni viticole. Ciononostante
l territorio comunale. Vigneti Per esposizione sfavorevole il territorio comunale non presenta vocazioni viticole. Ciononostante la presenza significativa dei vigneti, estesi per circa 26,00 ha, costituisce testimonianza dell’ampia diffusione della viticoltura nel passato e rappresenta uno degli elementi di connotazione tradizionale del paesaggio del Comune di Gianico. La relitta coltivazione del vigneto, limitata a
degli elementi di connotazione tradizionale del paesaggio del Comune di Gianico. La relitta coltivazione del vigneto, limitata a pochi ambiti in prossimità del capoluogo, tra le coltivazioni di orti, giardini, e frutteti, è da considerarsi per uso familiare. Grazie alle campagne di sensibilizzazione e di incentivazione promosse dagli Enti comprensoriali la tendenza all’abbandono delle coltivazioni è stata negli ultimi anni controvertita da un ritrovato
e dagli Enti comprensoriali la tendenza all’abbandono delle coltivazioni è stata negli ultimi anni controvertita da un ritrovato interesse per le produzioni legato al riconoscimento dell’IGT Valcamonica e alla costituzione del “Consorzio Volontario di Tutela del Vino ad Indicazione Geografica Tipica della Valle Camonica”. Frutteti I frutteti interessano solo 4,8 ha di superficie e sono localizzati in prossimità all’abitato. Occupano
alle Camonica”. Frutteti I frutteti interessano solo 4,8 ha di superficie e sono localizzati in prossimità all’abitato. Occupano aree che hanno subito l’abbandono della coltivazione della vite e che sono state riconvertite a frutteto a prevalente uso familiare. Oliveti La coltivazione dell’ulivo è una tradizione molto più recente rispetto alla vite. La sua diffusione è stata favorita dal recupero di alcuni appezzamenti di terreno con esposizione prevalente a Sud.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 67 Le superfici occupate da olivo sono ridotte, frammentate e spesso accompagnate da altre colture, complessivamente interessano una superficie di circa 1,4 ha. Seminativi e prati in rotazione La presenza dei seminativi di fondovalle, tuttora diffusi su oltre 9,2 ha nella zona del fondovalle, costituisce la testimonianza storica di un trascorso agricolo di rilevante importanza per le
e 9,2 ha nella zona del fondovalle, costituisce la testimonianza storica di un trascorso agricolo di rilevante importanza per le comunità locali ed elemento essenziale nella composizione del paesaggio delle aree agricole di rilevanza produttiva della pianura. Terrazzamenti
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 68 I terrazzamenti rappresentano un elemento di forte rilevanza paesistica. Oltre al particolare assetto morfologico, evocativo di una modalità di trasformazione antropica di lunga durata in assonanza con le componenti naturali del paesaggio, i terrazzamenti in pietra e le gradonature si pongono in relazione organica con il contesto di riferimento anche per la natura del materiale
nti in pietra e le gradonature si pongono in relazione organica con il contesto di riferimento anche per la natura del materiale impiegato. Gli elementi di criticità di questa componente del paesaggio agrario e dell’antropizzazione colturale sono l’alterazione della morfologia delle sistemazioni agrarie, a causa di nuovi insediamenti o dell’apertura di nuove strade carrabili; l’assenza di manutenzione delle murature di contenimento; l’erosione naturale del suolo e la sostituzione dei muri a secco,
ili; l’assenza di manutenzione delle murature di contenimento; l’erosione naturale del suolo e la sostituzione dei muri a secco, realizzati con sassi ricavati sul luogo dallo spietramento del terreno, con muri in calcestruzzo a vista, con andamenti e pendenze discordanti rispetto all’andamento prevalente delle curve di livello. Risulta evidente l’ineluttabile tendenza ad abbandonare pratiche ed attività tipicamente agricole che, alla scala locale, oggi, non svolgono più la fondamentale funzione economica di
e pratiche ed attività tipicamente agricole che, alla scala locale, oggi, non svolgono più la fondamentale funzione economica di un tempo specie quando la più moderna meccanizzazione non ne consente l’esercizio. Le mutate esigenze derivanti dai cambiamenti economico-sociali hanno costituito le premesse di abbandono di queste porzioni di terreno disagiato e periferico, permettendo contemporaneamente l’invasione spontanea di specie arboree e lo stato di degrado pressoché
o disagiato e periferico, permettendo contemporaneamente l’invasione spontanea di specie arboree e lo stato di degrado pressoché irreversibile delle loro strutture portanti. Carta della capacità d’uso dei suoli (Tavola dp 3d) La “Carta della Capacità d’uso del suolo” è tratta dalla Cartografia Geoambientale alla scala 1:10.000, per la quale la valutazione della capacità d'uso dei suoli a fini agro-silvo-pastorali si
fia Geoambientale alla scala 1:10.000, per la quale la valutazione della capacità d'uso dei suoli a fini agro-silvo-pastorali si riferisce al sistema di classificazione "Land Capability Classification (LCC)” largamente usato per la valutazione del territorio rurale. Tale sistema prevede la suddivisione del territorio in categorie secondo il numero e la gravità delle sue limitazioni fisiche alla crescita delle colture.
ddivisione del territorio in categorie secondo il numero e la gravità delle sue limitazioni fisiche alla crescita delle colture. La gerarchia è costituita dalle seguenti 8 classi, indicate da un numero romano crescente in funzione dell’aumentare delle limitazioni: Classe I: suoli con pochissimi fattori limitanti e quindi utilizzabili per tutte le colture; Classe II: suoli con moderate limitazioni che riducono la scelta delle colture e/o richiedono pratiche per la conservazione del suolo;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 69 Classe III: suoli con intense limitazioni che riducono la scelta delle colture e/o richiedono speciali pratiche conservative; Classe IV: suoli con limitazioni molto forti che restringono drasticamente la scelta colturale e/o richiedono pratiche di gestione accurata; Classe V: suoli privi di rischi erosivi ma con limitazioni ineliminabili tali da restringere l'uso alle
he di gestione accurata; Classe V: suoli privi di rischi erosivi ma con limitazioni ineliminabili tali da restringere l'uso alle attività silvo-pastorali; Classe VI: suoli con severe limitazioni che li rendono inadatti alle coltivazioni e limitano il loro uso al pascolo, alla forestazione e al mantenimento dell'ambiente naturale; Classe VII: suoli con limitazioni molto severe, inadatti alle coltivazioni tali da rendere difficile anche l'attività silvo-pastorale;
VII: suoli con limitazioni molto severe, inadatti alle coltivazioni tali da rendere difficile anche l'attività silvo-pastorale; Classe VIII: suoli con limitazioni che precludono il loro uso per fini agro-silvo-pastorali e restringono lo stesso a fini ricreativi, estetici e al mantenimento dell'ambiente naturale. estratto tavola dp 3d
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 70 legenda tavola dp 3d Oltre alle Classi si distinguono 4 sottoclassi, definite da uno o due suffissi riportati dopo il numero della classe, indicanti il tipo di limitazione con il seguente significato: e - rischio di erosione; w - eccesso di acqua; s - limitazioni pedologiche all'interno dello strato di esplorazione delle radici; c - limitazioni climatiche.
eccesso di acqua; s - limitazioni pedologiche all'interno dello strato di esplorazione delle radici; c - limitazioni climatiche. La porzione di territorio pianeggiante di fondovalle presenta Capacità d’uso del suolo di classe IIIs mentre quella pedemontana dei conoidi del Torrente Re e della Val Vedetta classe IVs. Con l’eccezione di alcuni limitati tratti in classe V e VI, la restante parte di territorio presenta suoli di
edetta classe IVs. Con l’eccezione di alcuni limitati tratti in classe V e VI, la restante parte di territorio presenta suoli di classe VII-VIII che non si prestano alle coltivazioni per le forti limitazioni dovute al rischio di fenomeni erosivi. Componenti del paesaggio storico e culturale (Tavola dp 3e) Insediamenti abitativi, testimonianze culturali, manufatti e infrastrutture a servizio delle esigenze di vita, lavoro, culto e riposo rappresentano gli elementi che costituiscono le componenti del
rutture a servizio delle esigenze di vita, lavoro, culto e riposo rappresentano gli elementi che costituiscono le componenti del paesaggio storico-culturale. Ricollegandosi all’Allegato I del P.T.C.P., il Paesaggio storico-culturale del Comune di Gianico può essere considerato composto da tre componenti principali:
- Rete stradale storica principale e secondaria e rete ferroviaria storica;
- Chiese, edicole e residenze storiche;
- Manufatti storici puntuali;
- Elementi architettonici di interesse storico.
a storica;
- Chiese, edicole e residenze storiche;
- Manufatti storici puntuali;
- Elementi architettonici di interesse storico. Rete stradale storica principale e secondaria
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 71 Per strada storica si intende ogni manufatto viario che per forma, struttura, funzione, titolo, mantenga o abbia mantenuto una sua rilevanza nel corso dei secoli e che, come tale, sia registrabile attraverso documenti storici (cartografici o testuali) e mediante le tracce residuali che ha lasciato sul terreno.
registrabile attraverso documenti storici (cartografici o testuali) e mediante le tracce residuali che ha lasciato sul terreno. La soglia temporale per il riconoscimento del sistema o manufatto può essere convenientemente stabilita intorno alla metà del XIX secolo e si fonda sulla situazione registrata nelle mappe del catasto Lombardo-Veneto del 1850-1861. Eventuali tracciati realizzati dopo tale data possono pure essere ricompresi se siano dimostrativi, per concezione tecnica o per significato funzionale,
izzati dopo tale data possono pure essere ricompresi se siano dimostrativi, per concezione tecnica o per significato funzionale, di una chiara evoluzione della tecnica stradale, meritevole di segnalazione e tutela. Relativamente alla rete stradale storica principale si segnala la Sp1 che attraversa in direzione Nord-Sud il territorio comunale. Il tracciato della strada interessa le aree di fondovalle in adiacenza alla rete ferroviaria. Prima della realizzazione della nuova SS 42 la SP1 (ex SS42) ha
eressa le aree di fondovalle in adiacenza alla rete ferroviaria. Prima della realizzazione della nuova SS 42 la SP1 (ex SS42) ha rappresentato il principale e unico elemento lineare di collegamento tra i paesi valligiani. Di fatto, sul territorio di Gianico, la SP1 ha definito storicamente una netta separazione tra edificato residenziale e produttivo. Della rete stradale storica secondaria si segnala il tracciato viario di valore storico ambientale
to residenziale e produttivo. Della rete stradale storica secondaria si segnala il tracciato viario di valore storico ambientale rappresentato dalla direttrice che dal centro storico scende il pendio (via Marconi), in corrispondenza di un incrocio con rotatoria intercetta la via Valeriana, attraversa trasversalmente il territorio comunale e scendendo verso l’area più pianeggiante collega l’ambito agricolo di Gianico con Artogne: da questa strada si dipartono interessanti tracciati rurali che si ramificano
collega l’ambito agricolo di Gianico con Artogne: da questa strada si dipartono interessanti tracciati rurali che si ramificano nella campagna comunale. Entro tale scenario, si inseriscono contesti di rilevanza storica testimoniale, oltre a componenti identificative quali visuali e punti panoramici, percorsi e sentieri di valenza paesistica come riportato nella carta condivisa del paesaggio relativa alla visualità ed alla rilevanza percettiva.
i di valenza paesistica come riportato nella carta condivisa del paesaggio relativa alla visualità ed alla rilevanza percettiva. Dall’asse della Provinciale, di estrema importanza paesistica, in corrispondenza di ogni insediamento urbano, si diparte il reticolo di vie principali e secondarie che attraversato il nucleo più antico del centro abitato. Di grande importanza storica è l'antica via Valeriana che attraversa l’abitato di Gianico in
cleo più antico del centro abitato. Di grande importanza storica è l'antica via Valeriana che attraversa l’abitato di Gianico in Località Pezzegata per poi proseguire a Nord verso Darfo B.T.. Il tracciato posto più a sud dell’abitato attraversa trasversalmente l’ambito agricolo e conduce ad Artogne. Tracciata dai Romani nella loro marcia di conquista del territorio camuno, fu l'unica vera arteria di collegamento tra Brescia e la Valle Camonica per quasi duemila anni. Oggi asfaltata, l’antica via
no, fu l'unica vera arteria di collegamento tra Brescia e la Valle Camonica per quasi duemila anni. Oggi asfaltata, l’antica via Valeriana ha in parte perso quella connotazione storica che rimane invece in alcuni comuni bresciani. Tuttavia, il recupero di questa antica testimonianza perseguito in questi ultimi anni da alcune amministrazioni suggerisce la necessità di ripristinare e riqualificare questo suggestivo percorso.
questi ultimi anni da alcune amministrazioni suggerisce la necessità di ripristinare e riqualificare questo suggestivo percorso. Segnaliamo inoltre la fitta rete di strade che interessano sia l’abitato storico di Gianico che l’ambito rurale: attraverso questa viabilità secondaria avveniva in passato il collegamento interno tra gli abitati di Gianico, Artogne e le frazioni di Darfo B.T. (Fucine e Pellalepre). Tra gli elementi di criticità, da segnalare per questa componente, è il rischio di perdita del
Darfo B.T. (Fucine e Pellalepre). Tra gli elementi di criticità, da segnalare per questa componente, è il rischio di perdita del rapporto percettivo naturale, della rete viaria storica, con l’ambiente circostante, dovuta a motivazioni diverse. Tra queste vanno menzionate: l’introduzione di elementi di ostacolo alla percezione del quadro paesistico, la sostituzione dei materiali di pavimentazione esistenti con asfalto o calcestruzzo, un’inadeguata manutenzione della viabilità secondaria, oltre
i materiali di pavimentazione esistenti con asfalto o calcestruzzo, un’inadeguata manutenzione della viabilità secondaria, oltre all’abbandono dei sentieri ‘storici’ che collegano tra loro nuclei abitati, baite, rustici e malghe.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 72 Rete ferroviaria storica e Stazione ferroviaria Per quanto attiene la rete ferroviaria storica, si rileva il tracciato della ferrovia Brescia-Edolo che rappresenta una componente del paesaggio storico-culturale per aver contribuito in misura determinante, sia per Gianico che per l’intera Valle Camonica, allo sviluppo economico e sociale
per aver contribuito in misura determinante, sia per Gianico che per l’intera Valle Camonica, allo sviluppo economico e sociale della zona. Non è presente una stazione ferroviaria sul territorio comunale: le stazioni più vicine sono collocate sul territorio di Darfo B.T. a Nord e Artogne a Sud. Chiese ed edicole religiose Tra le chiese si evidenziano: La Chiesa Parrocchiale di S. Michele (elenco beni tutelati ALLEGATO II P.T.C.P.) probabilmente di
Tra le chiese si evidenziano: La Chiesa Parrocchiale di S. Michele (elenco beni tutelati ALLEGATO II P.T.C.P.) probabilmente di origine longobarda, era già parrocchia nel 1388. Venne ampliata verso la fine del 1500 in base alle indicazioni di S. Carlo nella visita del 1580. Demolita nel 1711 e successivamente ricostruita (fine lavori nel 1722) subisce interventi di restauro nel 1900, nel 1958 e nel 1959 con interventi a
successivamente ricostruita (fine lavori nel 1722) subisce interventi di restauro nel 1900, nel 1958 e nel 1959 con interventi a carico degli affreschi e di parte della pavimentazione. Anche questa costruzione subì non pochi danni in seguito all’alluvione del 1964: si rifece il pavimento e si restaurò il coro e l’altare maggiore. Interventi più recenti risalgono al 1988. Si segnalano all’interno 5 altari marmorei opera
restaurò il coro e l’altare maggiore. Interventi più recenti risalgono al 1988. Si segnalano all’interno 5 altari marmorei opera di artigiani com’acini. Il pregevole affresco della cupola e la pala dell’altare maggiore sono opera del Guadagnino. Si rilevano opere anche del pittor Nodari e di Pietro Scalvini. chiesa di S. Michele Chiesa di S.Rocco: collocata all’incrocio tra via Marconi e la SP1 edificata dopo il 1800 come
ro Scalvini. chiesa di S. Michele Chiesa di S.Rocco: collocata all’incrocio tra via Marconi e la SP1 edificata dopo il 1800 come voto al Santo per aver risparmiato la popolazione da un’epidemia di tifo. Si tratta di una piccola chiesa ad aula unica con pronao di ingresso. E’ decorata con stucchi molto semplici a definizione delle lesene di appoggio delle arcate interne. Lungo la via Valeriana era collocata l’originaria chiesa dedicata a S.Rocco oggi distrutta.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 73 chiesa di S. Rocco Il santuario della Madonna del Monte: probabilmente edificata dopo il 1500 come voto alla Madonna per aver risparmiato l’abitato di Gianico da una esondazione della Val Vedetta. La chiesa fu successivamente trasformata (1659) e sembra completamente ricostruita nel 1752. L’attuale struttura ha una pianta a croce greca non regolare impostata su un ottagono centrale.
pletamente ricostruita nel 1752. L’attuale struttura ha una pianta a croce greca non regolare impostata su un ottagono centrale. L’interno è caratterizzato da decorazioni barocche e da affreschi del Carloni. Si segnalano inoltre alcune tele del Ligari e di Palma il Giovane. La chiesa è collocata su un colle che domina l’abitato e la strada di accesso che attraversa un ambito boscato con castagneti secolari, è stata attrezzata con cappelle come percorso di preghiera. Santuario Madonna del Monte
ambito boscato con castagneti secolari, è stata attrezzata con cappelle come percorso di preghiera. Santuario Madonna del Monte Santelle: non poche sono le santelle rilevate sia all’interno del nucleo di antica formazione che sul resto del territorio edificato e agricolo. Si segnala in centro storico la santella posta all’incrocio tra via Roma e via Novella edificata probabilmente tra il 1600 ed il 1700 da parte della famiglia Cotti
tella posta all’incrocio tra via Roma e via Novella edificata probabilmente tra il 1600 ed il 1700 da parte della famiglia Cotti come ringraziamento per una grazia ricevuta. In seguito ad un restauro sono state cancellate alcune figure originariamente rappresentate. Un ultimo restauro avvenuto tra il 1960 ed il 1975 sono state messe in luce le figure ancora integre della Madonna, di S.Michele e S. Giovanni. Sempre in centro storico si segnala la sentella posta in via Fontana inaugurata nel 1838
la Madonna, di S.Michele e S. Giovanni. Sempre in centro storico si segnala la sentella posta in via Fontana inaugurata nel 1838 raffigurante la Madonna con Bambino e due figure di santi a lato.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 74 Santella in via Fontana Santella via Roma, via Novella Si segnalano inoltre le santelle di via G. Marconi, via Cimavilla (cortile casa Cotti Piccinelli), via della Bilina,via Valeriana, via Broli, via Larga, via Carobe, via Tadini, via del Ceto, via Nazionale, località Roncass presso i Prati di Larice), località Altui, via Cimavilla, località Valle Vedetta.
via del Ceto, via Nazionale, località Roncass presso i Prati di Larice), località Altui, via Cimavilla, località Valle Vedetta. Tra le principali architetture storiche presenti sul territorio comunale vanno ricordate: Edificio ex scuole in via Marconi, segnalato nell’allegato II delle NTA del P.T.C.P. è stato oggetto di profonde trasformazioni che hanno inciso non positivamente sui caratteri architettonici del fabbricato. E’ attualmente in corso un progetto di recupero. architetture e manufatti storici
e sui caratteri architettonici del fabbricato. E’ attualmente in corso un progetto di recupero. architetture e manufatti storici L’attuale municipio (ex Casa Fiorini – Mazzaldi): (segnalato nell’allegato II delle NTA del PTCP) edificio risalente al XVII secolo caratterizzato da un portico con volte a crociera e colonne in arenaria grigia e da un loggiato con esili colonnine in arenaria e archi a tutto sesto. L’edificio è stato oggetto di ampliamento sul lato nord nell’ultimo decennio. L’edificio è segnalato
aria e archi a tutto sesto. L’edificio è stato oggetto di ampliamento sul lato nord nell’ultimo decennio. L’edificio è segnalato nell’allegato II delle NTA del P.T.C.P.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 75 attuale municipio Canonica, (segnalato nell’allegato II delle NTA del PTCP) è collocata lungo via Roma a fianco della Chiesa Parrocchiale di S. Michele. Edificio di origini seicentesche di cui conserva le preziose cornici delle finestre e dei portali in arenaria grigia e gli aggetti dei balconi in elementi monolitici. L’edificio è stato oggetto di restauro nel 1988. canonica
i in arenaria grigia e gli aggetti dei balconi in elementi monolitici. L’edificio è stato oggetto di restauro nel 1988. canonica Fontane: un elemento caratterizzante l’abitato di Gianico è rappresentato dalle fontane collocate in particolare nel nucleo di antica formazione. Segnaliamo la fontana ottagonale in arenaria rossa posta in via Roma (segnalata in allegato II NTA del P.T.C.P.). E’ costituita da elementi monolitici in arenaria sostenuti da pilastrini in granito. Di probabili origini seicentesche.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 76 fontana di via Roma fontana di via Cimavilla pozzo di casa Fiorini fontana di vai Tadini Edificio via Larga-via Roma, si sviluppa tra via Roma e via Larga. E’ costituita da più corpi di fabbrica di origine secentesca che hanno subito nel tempo vari e diversi interventi di recupero legati a proprietà distinte dell’immobile. L’impianto dell’edificio ricalca una tipologia diffusa nel
rsi interventi di recupero legati a proprietà distinte dell’immobile. L’impianto dell’edificio ricalca una tipologia diffusa nel nucleo antico comunale: edifici chiusi sulla viabilità principale che si affacciano su una corte/brolo interna con portici e loggiati ai livelli superiori. Rimane ancora chiaramente leggibile questo impianto e gli elementi architettonici che lo caratterizzano e valorizzano: le colonne in arenaria, i portici con
ggibile questo impianto e gli elementi architettonici che lo caratterizzano e valorizzano: le colonne in arenaria, i portici con volte a crociera, i loggiati con arco a tutto sesto sorretti da esili colonne in arenaria grigia.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 77 Non pochi sono ancora gli edifici che mantengono integri elementi compositivi, tipologici e architettonici ascrivibili alla fattispecie ora descritta. Le schede di rilievo dei fabbricati compresi nel nucleo di antica formazione riporta puntualmente il patrimonio architettonico in essere. Ricordiamo in particolare l’edificio in via Broli n.3, la ex casa Fiorini in via Cimavilla n.15, sempre in
itettonico in essere. Ricordiamo in particolare l’edificio in via Broli n.3, la ex casa Fiorini in via Cimavilla n.15, sempre in via Cimavilla le case al n.26-30-6. Gli elementi di criticità delle architetture e dei manufatti storici evidenziati sul territorio del Comune di Gianico possono essere collegati al loro potenziale degrado, dovuto all’abbandono o ad un uso non compatibile. In realtà, il rischio esiste che la loro leggibilità, in relazione al contesto storico, venga in certa
d un uso non compatibile. In realtà, il rischio esiste che la loro leggibilità, in relazione al contesto storico, venga in certa misura alterata, se non interamente cancellata, a causa dell’espandersi di presenze edilizie intrusive, sia per la loro localizzazione sia, soprattutto, per la loro tipologia architettonica talvolta avulsa dalla realtà del paesaggio storico culturale. Edifici produttivi Non si rilevano manufatti storici legati alle attività produttive insediate sul territorio comunale.
lturale. Edifici produttivi Non si rilevano manufatti storici legati alle attività produttive insediate sul territorio comunale. Componenti del paesaggio urbano (Tavola dp 3f) Le componenti del paesaggio urbano rappresentano l’espressione dei processi di antropizzazione e modellamento del territorio. Oltre agli elementi prettamente urbani, includiamo in tale “categoria” anche le infrastrutture. Nucleo di antica formazione
rio. Oltre agli elementi prettamente urbani, includiamo in tale “categoria” anche le infrastrutture. Nucleo di antica formazione L’abitato del comune di Gianico si sviluppa da un ambito quasi pianeggiante posto in adiacenza alla SP1 verso aree dolcemente acclivi che si attestano sul conoide della Val Vedetta e del Torrente Re. Il nucleo di antica formazione ha visto la sua nascita nella posizione più elevata dell’attuale abitato a Nord della via Valeriana che dall’epoca romana fino alla fine del 1800 ha
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 78 rappresentato la principale via di comunicazione e collegamento fra i comuni della Vallecamonica. Il piccolo nucleo storico risulta ancora ben definito e presenta alcune caratteristiche, sia nella tipologia delle costruzioni, sia nei materiali utilizzati, tipiche della Valle Camonica: edifici di origine rurale con murature in pietrame, balconate in legno organizzati
ali utilizzati, tipiche della Valle Camonica: edifici di origine rurale con murature in pietrame, balconate in legno organizzati secondo uno schema molto flessibile che vede in genere al piano terra la stalla, al piano primo e parzialmente al piano terra i locali abitativi ed al piano sottotetto il fienile. Non rare sono le testimonianze di una tipologia edificatoria che si sviluppa intorno al XVII secolo
piano sottotetto il fienile. Non rare sono le testimonianze di una tipologia edificatoria che si sviluppa intorno al XVII secolo con edifici a corte interna, chiusi sul fronte strada, ma sviluppati su broli e corti interne impreziosite da porticati e loggiati. scorcio via nucleo di antica formazione Il centro storico di Gianico si colloca nella parte edificata più a monte dell’abitato. Risulta urbanisticamente ben definito anche dalla presenza di aree agricole a contorno che ne
dificata più a monte dell’abitato. Risulta urbanisticamente ben definito anche dalla presenza di aree agricole a contorno che ne preservano i connotati di unitarietà. Numerosi sono gli esempi architettonici che tipologicamente conservano intatti i caratteri originari e gli edifici caratterizzati da impianti ed elementi storico architettonici di valore. Aree residenziali Con il tempo, i centri storici hanno subito un progressivo fenomeno di espansione, occupando,
onici di valore. Aree residenziali Con il tempo, i centri storici hanno subito un progressivo fenomeno di espansione, occupando, con nuovi edifici a destinazione abitativa, aree verdi e pertinenze di fabbricati rurali, in prossimità del nucleo. Altri edifici, hanno occupato le aree prospicienti le strade di comunicazione, alterando così l’immagine del paesaggio originario. Gli elementi di criticità che caratterizzano l’area antropizzata-urbanizzata possono essere indicati
e del paesaggio originario. Gli elementi di criticità che caratterizzano l’area antropizzata-urbanizzata possono essere indicati nell’innesto di edifici incoerenti con il sistema insediativo e totalmente avulsi da qualsiasi rapporto con il paesaggio agrario circostante, con una irrimediabile perdita di leggibilità del contesto edilizio storico e nell’inserimento di elementi impropri per tipologia di fabbricati, dimensioni ed uso
leggibilità del contesto edilizio storico e nell’inserimento di elementi impropri per tipologia di fabbricati, dimensioni ed uso dei materiali, che contribuiscono ad una ‘banalizzazione’ dell’insieme, snaturando ineluttabilmente l’immagine percepita. Aree produttive Gli edifici a destinazione produttiva dell’industria e dell’artigianato sono stati eretti, fino ad anni recenti, principalmente in fondovalle e, in larga misura, ad ovest della linea ferroviaria Brescia-
o stati eretti, fino ad anni recenti, principalmente in fondovalle e, in larga misura, ad ovest della linea ferroviaria Brescia- Edolo in area pianeggiante compresa tra la Strada Provinciale Prima e la più recente S.S.42. Un secondo importante insediamento artigianale è sorto negli anni più recenti lungo la SP1 a Est della linea ferroviaria. Ancora di recente formazione è l’ambito a mix funzionale commerciale-
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 79 artigianale che si sviluppa in adiacenza al confine di Darfo B.T. determinando di fatto un continuità edificata tra i due comuni. L’area a destinazione produttiva ed artigianale si mostra ampia e compatta; risulta una presenza forte all’interno del tessuto urbanizzato, ben visibile sia dalla Strada Statale n.42 sia dalla linea ferroviaria. Aree per attrezzature tecnologiche ed elettrodotti
zato, ben visibile sia dalla Strada Statale n.42 sia dalla linea ferroviaria. Aree per attrezzature tecnologiche ed elettrodotti La tavola in esame mette inoltre in evidenza la presenza sul territorio di un’isola ecologica posta in aperta campagna lungo la via Valeriana. Quest’ambito, come pure le strutture tecnologiche aeree degli elettrodotti disegnano in modo significativo il paesaggio urbano ed extra-urbano. Ambiti delle trasformazioni condizionate
degli elettrodotti disegnano in modo significativo il paesaggio urbano ed extra-urbano. Ambiti delle trasformazioni condizionate Per ambiti delle trasformazioni condizionate, l’Art. 83 delle NTA del PTCP di Brescia (Indirizzi generali e ambiti delle trasformazioni condizionate) intende “aree prevalentemente inedificate di immediato rapporto con gli ambiti urbani o di contorno a consistenti fenomeni insediativi”. E
ree prevalentemente inedificate di immediato rapporto con gli ambiti urbani o di contorno a consistenti fenomeni insediativi”. E ancora: “Esse comprendono aree liminari ai sistemi insediativi, sovente caratterizzate da aspetti di compromissione urbanistica, dispersione di frange urbane, infrastrutturazioni, ambiti agrari in via di dismissione e con caratteri di abbandono o di marginalità produttiva. Per tali aree la cartografia
ioni, ambiti agrari in via di dismissione e con caratteri di abbandono o di marginalità produttiva. Per tali aree la cartografia di Piano non presenta precise delimitazioni grafiche. Esse potranno essere utilizzate per localizzare le quote di fabbisogno insediativo aggiuntivo”. Nella cartografia del P.T.C.P. sono indicate le “direzioni precluse finalizzate ad evitare fenomeni di conurbazione o di eccessiva perdita di rilevanza delle componenti paesistiche interessate”.
e finalizzate ad evitare fenomeni di conurbazione o di eccessiva perdita di rilevanza delle componenti paesistiche interessate”. In particolare per il territorio comunale di Gianico, la tavola paesistica provinciale riconosce alcuni ambiti interessati dalla componente in oggetto:
- Tra Gianico ed Artogne negli ambiti a confine lungo la SP1;
- Tra il nucleo di antica formazione di Gianico e la località Miele;
- Tra l’abitato di Gianico posto a monte del canale idroelettrico e gli ambiti residenziali di
di Gianico e la località Miele; 3. Tra l’abitato di Gianico posto a monte del canale idroelettrico e gli ambiti residenziali di più recente formazione posti più a valle. Relativamente all’area a confine con Artogne si evidenzia la previsione dell’attuale PRG di aree di espansione di tipo produttivo. In merito all’ambito di cui al punto 3 l’edificazione residenziale avvenuta negli ultimi anni ha di fatto definito un conurbamento tra le aree a monte e a valle del canale idroelettrico.
denziale avvenuta negli ultimi anni ha di fatto definito un conurbamento tra le aree a monte e a valle del canale idroelettrico. Viabilità esistente e di progetto Il territorio comunale risulta disegnato da elementi lineari, le strade, che definiscono il paesaggio in modo significativo. Analizzando le realtà in essere dal fondovalle segnaliamo:
- la SS 42 che corre parallela al corso del Fiume Oglio, in adiacenza allo stesso; il territorio di
dal fondovalle segnaliamo:
- la SS 42 che corre parallela al corso del Fiume Oglio, in adiacenza allo stesso; il territorio di gianico è interessato dall’intercettazione della direttrice proveniente da Brescia con il ramo proveniente da Bergamo; l’infrastruttura è stata realizzata in rilevato e definisce una netta separazione tra glia ambiti agricoli di fondovalle;
- la SP1 che seguendo la linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo e collega il comune di Gianico con Darfo B.T. a Nord e Artogne a Sud;
a SP1 che seguendo la linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo e collega il comune di Gianico con Darfo B.T. a Nord e Artogne a Sud; 3. dalla SP1 si diparte ortogonalmente la strada comunale (via Marconi) con conduce all’abitato di Gianico; da questa strada si dipartono le numerose strade interne di collegamento; 4. sempre dalla SP1 avviene il collegamento con l’ambito produttivo posto a valle della linea ferroviaria; il traffico di quest’area è organizzato da via Carobe che si innesta sulla SP1
produttivo posto a valle della linea ferroviaria; il traffico di quest’area è organizzato da via Carobe che si innesta sulla SP1 mediante un incrocio a raso con rotatoria;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 80 5. numerose sono le strade campestri che servono gli ambiti agricoli a contorno dell’abitato e delle aree produttive comunali. Significativi sono i progetti a carico delle infrastrutture viabilistiche previste dal Piano.
- In primo luogo il completamento dell’allargamento di via Broli che consente la deviazione del traffico dell’abitato di nuova edificazione da via Marconi.
amento dell’allargamento di via Broli che consente la deviazione del traffico dell’abitato di nuova edificazione da via Marconi. 2. L’ampliamento della viabilità di accesso al santuario della Madonna del Monte finalizzato in particolare ad una migliore fruibilità del sito e quindi ad un incentivo alla fruibilità turistica del sito. 3. Il completamento dell’allargamento di via Novella con la previsione di un collegamento
vo alla fruibilità turistica del sito. 3. Il completamento dell’allargamento di via Novella con la previsione di un collegamento tra l’attuale viabilità urbana e la SP1 in corrispondenza dell’ambito produttivo. La nuova strada si innesta con la via Valeriana mediante un incrocio con rotatoria a raso. La nuova previsione consente il trasferimento di parte del traffico in ingresso e uscita dall’abitato oggi transitante unicamente su via Marconi.
ne consente il trasferimento di parte del traffico in ingresso e uscita dall’abitato oggi transitante unicamente su via Marconi. 4. Il completamento di via Carobe all’interno dell’area produttiva finalizzato a garantire un secondo innesto sulla SP1. Sono previsti interventi di tipo viabilistico che riguardano allargamenti di tracciati già esistenti e la realizzazione della viabilità che consente l’accesso agli ambiti di trasformazione. Il piano prevede
racciati già esistenti e la realizzazione della viabilità che consente l’accesso agli ambiti di trasformazione. Il piano prevede inoltre la riorganizzazione di alcuni tratti della rete stradale con realizzazione di percorsi ciclabili oltre che pedonali. Aree impegnate dal PRG Lo stato di diritto non ancora attuato dato dalla pianificazione in essere è rappresentato dalla carta condivida del paesaggio “paesaggio urbano”. In sostanza il PGT conferma tali previsioni
ne in essere è rappresentato dalla carta condivida del paesaggio “paesaggio urbano”. In sostanza il PGT conferma tali previsioni rappresentate da aree edificabili a destinazione d’uso residenziali e produttive distribuite su tutto l’edificato. Dal punto di vista residenziale si tratta di alcuni ambiti interclusi nel tessuto edificato o a contorno dello stesso che non hanno trovato attuazione nel periodo di validità del PRG previgente. Sono
el tessuto edificato o a contorno dello stesso che non hanno trovato attuazione nel periodo di validità del PRG previgente. Sono aree per le quali lo strumento urbanistico previgente ha previsto un’edificazione di tipo residenziale o la realizzazione di servizi. Sempre in merito agli ambiti residenziali pregressi la tavola individua puntualmente gli ambiti di espansione già oggetto di convenzionamento con l’Amministrazione Comunale ma non ancora completamente attuati.
LA FASE VALUTATIVA
nte gli ambiti di espansione già oggetto di convenzionamento con l’Amministrazione Comunale ma non ancora completamente attuati. Tra le aree produttive impegnate dal PRG vigente segnaliamo il vasto ambito posto a confine con il Comune di Artogne, in adiacenza all’area produttiva già edificata che non hanno trovato attuazione nel periodo di validità del PRG previgente. Sono aree per le quali lo strumento urbanistico ha previsto un’edificazione di tipo produttivo. LA FASE VALUTATIVA
LA FASE VALUTATIVA
G previgente. Sono aree per le quali lo strumento urbanistico ha previsto un’edificazione di tipo produttivo. LA FASE VALUTATIVA Nel percorso di costruzione del piano, tra la fase ricognitiva e quella dispositiva o programmatica, è necessariamente presente un momento di interpretazione e valutazione, cioè di esplicitazione dei valori e delle qualità del paesaggio riconosciuti. Si tratta in sostanza di arrivare ad una
utazione, cioè di esplicitazione dei valori e delle qualità del paesaggio riconosciuti. Si tratta in sostanza di arrivare ad una descrizione interpretativa che ponga in evidenza i caratteri paesaggistici qualificanti e rilevanti. Sono stati, pertanto, predisposti due elaborati che mettono in evidenza le valutazioni effettuate sulla cartografia di indagine; in particolare sono state predisposte una carta che riassume la
videnza le valutazioni effettuate sulla cartografia di indagine; in particolare sono state predisposte una carta che riassume la valutazione circa il valore agro-forestale e paesistico-ambientale dei suoli ed una carta di valutazione della valenza percettiva e storico testimoniale del territorio. Valore agro-forestale e paesistico-ambientale dei suoli
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 81 (Tavola dp 3g) La valutazione del valore agro-forestale dei suoli è stata condotta seguendo l’impostazione metodologica del procedimento Metland (Metropolitan landscape planning model) basato sull’approccio parametrico della pianificazione territoriale. Il procedimento di valutazione della produttività agricolo-forestale ha comportato la definizione,
pianificazione territoriale. Il procedimento di valutazione della produttività agricolo-forestale ha comportato la definizione, sulla base della “Carta della Capacità d’uso del suolo”, della vocazione dei suoli nei confronti dell’attività agricolo-forestale e il grado di riduzione della vocazione in funzione degli usi attuali del suolo. Alle varie tipologie di uso del suolo sono stati assegnati diversi valori di riduzione in funzione sia
li usi attuali del suolo. Alle varie tipologie di uso del suolo sono stati assegnati diversi valori di riduzione in funzione sia della compromissione della naturale potenzialità agricolo-forestale, determinata dagli usi attuali, sia della possibilità di riconversione all’uso agricolo dei suoli attualmente destinati ad altre attività ed usi, sia dello sforzo da sostenersi per una tale operazione, quando possibile.
suoli attualmente destinati ad altre attività ed usi, sia dello sforzo da sostenersi per una tale operazione, quando possibile. Ai suoli totalmente compromessi dal punto di vista agricolo, in quanto urbanizzati od occupati da aree industriali o da infrastrutture, è stato attribuito il più alto valore di riduzione, fino a definirne il valore agro-forestale nullo, in quanto risulta socialmente ed economicamente impossibile che
e di riduzione, fino a definirne il valore agro-forestale nullo, in quanto risulta socialmente ed economicamente impossibile che questi suoli siano di nuovo disponibili per l’esercizio delle attività agricole o forestali. Una riduzione è stata assegnata anche alle superfici attualmente ad uso agricolo per le quali la vicinanza o l’interclusione in aree urbanizzate e residenziali impone restrizioni alle pratiche agronomiche per
per le quali la vicinanza o l’interclusione in aree urbanizzate e residenziali impone restrizioni alle pratiche agronomiche per ragioni igienico-sanitarie, conseguenti al traffico e all’inquinamento atmosferico e acustico determinato dall’utilizzo dei mezzi agricoli e all’impiego dei fertilizzanti e dei biocidi. La figura evidenzia in blu le superfici agricole alle quali sono state attribuite riduzioni della valenza produttiva agricolo- forestale per vicinanza o interclusione in aree urbanizzate.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 82 estratto tavola dp 3g estratto tavola dp 3g Il procedimento ha permesso di distinguere i suoli di Gianico nelle seguenti cinque classi: Valore agro-forestale nullo. Nella classe rientrano i suoli che, indipendentemente dalla capacità d’uso, presentano un uso attuale che ne impedisce il ritorno all’esercizio dell’attività agricola.
ipendentemente dalla capacità d’uso, presentano un uso attuale che ne impedisce il ritorno all’esercizio dell’attività agricola. Valore agro-forestale basso. Alla classe sono assegnati i suoli con capacità d’uso rientranti nelle classi con notevoli limitazioni (VI-VII-VIII) che attualmente presentano usi agricoli a pascolo o uso forestale. Nella classe rientrano anche i suoli per i quali si impongono limitazioni all’uso agricolo conseguenti alla vicinanza/interclusione con aree urbanizzate e residenziali.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 83 Valore agro-forestale moderatamente basso. Alla classe sono assegnati i suoli con capacità d’uso rientranti nelle classi con notevoli limitazioni (VI-VII-VIII) che attualmente presentano usi agricoli non a pascolo e i suoli della IV classe di capacità d’uso attualmente ad uso forestale. Valore agro-forestale moderatamente alto. Alla classe sono assegnati i suoli di III e IV classe,
o attualmente ad uso forestale. Valore agro-forestale moderatamente alto. Alla classe sono assegnati i suoli di III e IV classe, secondo la capacità d’uso, attualmente destinati ad attività agricola e non interclusi in aree a destinazione residenziale e/o produttiva. Valore agro-forestale alto. Nel territorio del Comune di Gianico non sono presenti suoli appartenenti alla classe. Il rilievo diretto degli usi attuali del suolo ha permesso di assegnare a ciascuna area un valore per
appartenenti alla classe. Il rilievo diretto degli usi attuali del suolo ha permesso di assegnare a ciascuna area un valore per diversi parametri di significato paesistico, ecologico e naturalistico, permettendo la valutazione delle valenze paesaggistico-ambientali e l’individuazione dei seguenti ambiti di rilevanza. Ambiti di rilevanza paesaggistica a conduzione agricola tradizionale: La tavola individua ambiti di rilevanza paesaggistica nelle aree a conduzione agricola più o
a conduzione agricola tradizionale: La tavola individua ambiti di rilevanza paesaggistica nelle aree a conduzione agricola più o meno intensiva (anche a conduzione familiare), poste a monte e a Sud dell’abitato. In questi ambiti la rilevante valenza paesaggistica è attribuita in quanto l’insieme costituito dalle diverse colture tradizionali (vite, orti, seminativi, frutteti, ecc.), dalle sistemazioni agrarie pedemontane,
costituito dalle diverse colture tradizionali (vite, orti, seminativi, frutteti, ecc.), dalle sistemazioni agrarie pedemontane, dalla tessitura dell’appoderamento fondiario, dalla viabilità interpoderale, dai castagneti da frutto in attualità di coltura e dalle presenze arboree isolate o a filare, determina un quadro paesistico di rilevanza sovra locale. Ambiti di rilevanza ecologico-ambientale: Nel territorio di Gianico gli ambiti di rilevanza ecologico-ambientale individuati sono le superfici
vanza ecologico-ambientale: Nel territorio di Gianico gli ambiti di rilevanza ecologico-ambientale individuati sono le superfici che per posizione, usi del suolo e interconnessione con altri ambiti naturali, costituiscono elementi di reti ecologiche. In particolare sono stati individuati come ambiti di rilevanza ecologico- ambientale le aree verdi nei pressi dell’alveo del fiume Oglio e del Torrente Re di Gianico.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 84 Ambiti di rilevanza naturalistica: Tale rilevanza è stata attribuita a tutte le aree boscate e a quelle con usi agricoli estensivi, più propriamente ai prati e prati-pascoli del piano montano e sub montano. Si tratta di superfici caratterizzate da un elevato grado di naturalità in cui, nonostante il disturbo dovuto allo
COMPONENTI IDENTIFICATIVE, PERCETTIVE E VALORIZZATIVE DEL PAESAGGIO
sub montano. Si tratta di superfici caratterizzate da un elevato grado di naturalità in cui, nonostante il disturbo dovuto allo sfruttamento antropico, le componenti biologiche naturali trovano modo di svilupparsi e costituire ecosistemi complessi e stabili. Componenti identificative, percettive e valorizzative del paesaggio - visualità (Tavola dp 3h) COMPONENTI IDENTIFICATIVE, PERCETTIVE E VALORIZZATIVE DEL PAESAGGIO
COMPONENTI IDENTIFICATIVE, PERCETTIVE E VALORIZZATIVE DEL PAESAGGIO
ive e valorizzative del paesaggio - visualità (Tavola dp 3h) COMPONENTI IDENTIFICATIVE, PERCETTIVE E VALORIZZATIVE DEL PAESAGGIO La Carta condivisa del Paesaggio tavola dp 3h “Rilevanza percettiva - visualità” individua gli elementi valorizzativi del paesaggio in relazione alla rilevanza percettiva e di visualità, storico testimoniale, e di fruizione degli stessi. Nello specifico sulla cartografia sono rappresentati: − ambiti di elevato valore percettivo;
niale, e di fruizione degli stessi. Nello specifico sulla cartografia sono rappresentati: − ambiti di elevato valore percettivo; − luoghi di rilevanza paesistica e percettiva caratterizzati da beni storici puntuali; − itinerari e strade di fruizione e valenza paesistica; − elementi di visualità. Ambiti di elevato valore percettivo, connotati dalla presenza congiunta di fattori fisico - ambientali e storico culturali che ne determinano la qualità nell’insieme.
onnotati dalla presenza congiunta di fattori fisico - ambientali e storico culturali che ne determinano la qualità nell’insieme. Tali ambiti svolgono un ruolo essenziale per la riconoscibilità del sistema dei beni storico – culturali e delle permanenze insediative, nonché per la salvaguardia di quadri paesistici d’elevata significatività. Sono gli ambiti che per rapporto di reciprocità percettiva, per relazioni strutturali di
i paesistici d’elevata significatività. Sono gli ambiti che per rapporto di reciprocità percettiva, per relazioni strutturali di natura storico-culturale o ambientale costituiscono quadri paesistici caratterizzati da omogeneità d’insieme, spesso sovraccomunali e, pertanto, richiedono una tutela specifica dell’ integrità e della fruizione visiva. La reciprocità del rapporto di percezione che dipende, oltre che da fattori
specifica dell’ integrità e della fruizione visiva. La reciprocità del rapporto di percezione che dipende, oltre che da fattori oggettivi del quadro percepito, da condizioni di natura soggettiva, nonché di contesto del fruitore. La componente in oggetto è segnalata dal P.T.C.P. interessa l’ambito del conoide che si interpone tra l’edificato di Gianico e quello di Artogne.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 85 Luoghi di rilevanza paesistica e percettiva caratterizzati da beni storici puntuali (land marks Il P.T.C.P. individua, un’importante serie di luoghi del paesaggio di grande rilevanza percettiva caratterizzati dalla presenza di edifici e manufatti che per caratteristiche tipologiche, architettoniche, costruttive, di collocazione e storiche, contribuiscono in modo determinante alla
caratteristiche tipologiche, architettoniche, costruttive, di collocazione e storiche, contribuiscono in modo determinante alla riconoscibilità ed alla significatività del territorio. La tutela e la valorizzazione ed il miglioramento delle condizioni di fruibilità di tale patrimonio documentale, unitamente alla sua integrazione, costituisce uno dei mandati principali che il P.T.C.P. assegna ai piani paesistici comunali.
, unitamente alla sua integrazione, costituisce uno dei mandati principali che il P.T.C.P. assegna ai piani paesistici comunali. La tavola paesistica individua quali luoghi appartenenti alla componente in oggetto il santuario della Madonna del Monte. itinerari e strade di fruizione e valenza paesistica Come accennato precedentemente, i tracciati viari, costituenti la trama relazionale minore ma paesisticamente significativa del territorio provinciale, spesso coincidono con percorsi di elevato
trama relazionale minore ma paesisticamente significativa del territorio provinciale, spesso coincidono con percorsi di elevato valore panoramico; il grado di visualità dipende dalla possibilità o meno di fruire di visuali o scorci visivi paesaggisticamente significativi per profondità e ampiezza, verso territori dotati di particolari valenze naturali o storico-culturali. In coerenza con il piano sentieristico provinciale ed il progetto provinciale di pista ciclopedonale
turali o storico-culturali. In coerenza con il piano sentieristico provinciale ed il progetto provinciale di pista ciclopedonale lungo Oglio, al piede del tracciato in rilevato della superstrada la tavola segnala il tracciato della pista ciclopedonale di collegamento tra i comuni della Vallecamonica. La cartografia di piano riporta, inoltre, il tracciato della Strada Valeriana. Elementi di visualità Particolarmente significativo per quanto riguarda la presenza di punti e visuali panoramiche, è il
eriana. Elementi di visualità Particolarmente significativo per quanto riguarda la presenza di punti e visuali panoramiche, è il tracciato che conduce al santuario della Madonna del Monte. La passeggiata costituisce un momento privilegiato di fruizione del paesaggio circostante, in particolare verso il fondvalle; rappresenta un percorso di interesse ambientale e storico, fornendo la possibilità di godere di un belvedere non accessibile da altri percorsi.
percorso di interesse ambientale e storico, fornendo la possibilità di godere di un belvedere non accessibile da altri percorsi. Anche il tracciato dell’antica via Valeriana nel tratto che collega Gianico con Artogne, consente ancora di godere delle peculiarità proprie dell’ambito agricolo circostante. Tra le componenti di visualità, la tavola individua i crinali, le cime ed i poggi quali emergenze visuali facilmente percepibili sia nel contesto più specifico sia a scala più ampia.
LA FASE DI SINTESI
crinali, le cime ed i poggi quali emergenze visuali facilmente percepibili sia nel contesto più specifico sia a scala più ampia. Cime e crinali sono la massima espressione di visuale del paesaggio montano, in quanto ne indicano il profilo (sky-line) e rappresentano lo spartiacque delle valli principali e secondarie. Il territorio del Comune di Gianico non è caratterizzato in modo significativo da crinali. LA FASE DI SINTESI
LA FASE DI SINTESI
pali e secondarie. Il territorio del Comune di Gianico non è caratterizzato in modo significativo da crinali. LA FASE DI SINTESI Sulla scorta dei passaggi ricognitivi e interpretativi sopradescritti, è stato possibile passare alla definizione della carta della “sensibilità paesistica” dei luoghi, che individua nel territorio comunale gli ambiti, gli elementi e i sistemi a maggiore o minore sensibilità/vulnerabilità dal punto
e individua nel territorio comunale gli ambiti, gli elementi e i sistemi a maggiore o minore sensibilità/vulnerabilità dal punto di vista paesaggistico. Questa carta costituisce la sintesi del percorso di lettura/valutazione del paesaggio in essere. Carta delle sensibilità paesaggistiche dei luoghi (Tavola dp 3i)
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 86 Sulla base degli elementi emersi dalle analisi precedenti, si riassume di seguito la valutazione qualitativa sintetica della sensibilità paesistica del territorio comunale di Gianico). Metodologia di valutazione In conformità con quanto indicato dal P.T.C.P. e dalle Norme Tecniche del P.T.P.R. e sulla traccia
). Metodologia di valutazione In conformità con quanto indicato dal P.T.C.P. e dalle Norme Tecniche del P.T.P.R. e sulla traccia delle linee guida fornite dal Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia – 21 Novembre 2002 – 2° supplemento straordinario al n.47, la valutazione è stata formulata in base ai tre modi previsti: morfologico strutturale, vedutistico e simbolico. In particolare, nelle Linee Guida per l’esame paesistico dei progetti (ai sensi dell’art. 30 delle
ale, vedutistico e simbolico. In particolare, nelle Linee Guida per l’esame paesistico dei progetti (ai sensi dell’art. 30 delle Norme di Attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale), 3. Criterio per la determinazione della classe di sensibilità paesistica del sito, si legge: “…In definitiva, il giudizio complessivo circa la sensibilità di un paesaggio tiene conto di tre differenti modi di valutazione: • morfologico; • vedutistico; • simbolico. Modo di valutazione morfologico-strutturale
to di tre differenti modi di valutazione: • morfologico; • vedutistico; • simbolico. Modo di valutazione morfologico-strutturale Questo modo di valutazione considera la sensibilità del sito in quanto appartenente a uno o più “sistemi” che strutturano l’organizzazione di quel territorio e di quel luogo, assumendo che tale condizione implichi determinate regole o cautele per gli interventi di trasformazione…. Modo di valutazione vedutistico
che tale condizione implichi determinate regole o cautele per gli interventi di trasformazione…. Modo di valutazione vedutistico …Il modo di valutazione vedutistico si applica là dove si consideri di particolare valore questo aspetto in quanto si stabilisce tra osservatore e territorio un rapporto di significativa fruizione visiva per ampiezza (panoramicità), per qualità del quadro paesistico percepito, per particolarità delle relazioni visive tra due o più luoghi…. Modo di valutazione simbolico
à del quadro paesistico percepito, per particolarità delle relazioni visive tra due o più luoghi…. Modo di valutazione simbolico Questo modo di valutazione non considera tanto le strutture materiali o le modalità di percezione, quanto il valore simbolico che le comunità locali e sovralocali attribuiscono al luogo, ad esempio, in quanto teatro di avvenimenti storici o leggendari, o in quanto oggetto di celebrazioni letterarie, pittoriche o di culto popolare…”
nto teatro di avvenimenti storici o leggendari, o in quanto oggetto di celebrazioni letterarie, pittoriche o di culto popolare…” La Tavola, sulla base degli elementi emersi dalle Tavole precedenti e messi in luce sotto vari aspetti nella presente Relazione, riassume graficamente la valutazione qualitativa sintetica della sensibilità paesistica del territorio comunale di Gianico. L’esame dell’intero territorio comunale ha mostrato come, per aree e zone diverse, diverse siano -
rritorio comunale di Gianico. L’esame dell’intero territorio comunale ha mostrato come, per aree e zone diverse, diverse siano - nella formulazione di un giudizio, sia sintetico, sia complessivo- le opportunità di applicazione dei tre modi citati. Sempre secondo le indicazioni previste dai documenti sopra menzionati, le classi di sensibilità paesistica utilizzate sono quattro. Nell’ordine: sensibilità paesistica molto alta (5);
pra menzionati, le classi di sensibilità paesistica utilizzate sono quattro. Nell’ordine: sensibilità paesistica molto alta (5); sensibilità paesistica alta (4); sensibilità paesistica media (3); sensibilità paesistica bassa (2). Come risulta evidente dalla lettura della Tavola, ad ogni classe è stato assegnato un diverso colore specificato in legenda. Prima di entrare nel merito dei diversi livelli di sensibilità paesistica, dei modi di valutazione e delle
ecificato in legenda. Prima di entrare nel merito dei diversi livelli di sensibilità paesistica, dei modi di valutazione e delle chiavi di lettura adottati, va sottolineato come, in nessun caso, l’uno o l’altro di tali criteri sia sufficiente, da solo, a spiegare la complessità del fenomeno. Nella stragrande maggioranza dei casi, il giudizio complessivo è frutto di una combinazione articolata di tali elementi, formulata secondo canoni inevitabilmente soggettivi e, quindi, pur sempre opinabili.
a combinazione articolata di tali elementi, formulata secondo canoni inevitabilmente soggettivi e, quindi, pur sempre opinabili. In ragione di quanto sopra, la Tavola dp 3i riconosce le diverse componenti del paesaggio urbanizzato e non urbanizzato nelle diverse classi di sensibilità come di seguito sintetizzato:
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 87
- classe di sensibilità molto alta: • crinali; • zona a protezione speciale “Foresta val Grigna”; • elementi lineari di valenza ecologica (fiume Oglio, torrente Re); • lago Rondeneto e relativo vincolo ambientale ; • nuclei di antica formazione; • ambito di contesto del Santuario Madonna del Monte;
- classe di sensibilità alta: • ambito dei versanti;
di antica formazione; • ambito di contesto del Santuario Madonna del Monte;
- classe di sensibilità alta: • ambito dei versanti; • areali interessati da boschi di latifoglie e di conifere; • areali interessati da paesaggio agrario; • ambiti di rilevanza ecologico-ambientale (lungo sponda destra fiume Oglio, sponda torrente Re);
- classe di sensibilità media: • aree edificate prevalentemente residenziali a valle del centro storico e lungo via Marconi; • fascia a valle dell’area artigianale e produttiva;
revalentemente residenziali a valle del centro storico e lungo via Marconi; • fascia a valle dell’area artigianale e produttiva;
- classe di sensibilità bassa: • aree edificate produttive e artigianali/commerciali lungo la Strada Provinciale n.1 e la linea ferroviaria. La Carta della sensibilità paesistica dei luoghi riporta i beni paesaggistici vincolati D.Lgs. n. 42/2004, nello specifico:
- gli ambiti in vincolo fluviale (D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.);
a i beni paesaggistici vincolati D.Lgs. n. 42/2004, nello specifico:
- gli ambiti in vincolo fluviale (D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.);
- gli ambiti in vincolo “territori contermini a laghi” (D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.);
- gli ambiti in vincolo “territori alpini e appenninici – 1600 m s.l.m (D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.);
- ambiti di elevata naturalità – art17. PTPR. Le norme di attuazione degli atti di P.G.T. prescrivono l’obbligo di esame di impatto
mbiti di elevata naturalità – art17. PTPR. Le norme di attuazione degli atti di P.G.T. prescrivono l’obbligo di esame di impatto paesaggistico delle trasformazioni non solo rispetto ad interventi che ricadono in zone di specifica tutela (aree sottoposte a vincolo ai sensi del D.Lgs. n.42 del 2004 e del P.T.P.R. ) ma anche per interventi di tipo diverso. Le indicazioni della carta della sensibilità paesistica dei luoghi
004 e del P.T.P.R. ) ma anche per interventi di tipo diverso. Le indicazioni della carta della sensibilità paesistica dei luoghi e l’Allegato alle N.T.A. “Modalità per l’esame dell’impatto paesaggistico delle trasformazioni” rappresentano strumenti fondamentali per il corretto adempimento delle funzioni amministrative comunali in materia paesaggistica.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 88 Il presente capitolo riguarda lo studio per la definizione della componente geologica, idrogeologica, sismica e acustica del Territorio del Comune di Gianico che costituisce parte integrante e sostanziale del PGT. Si rimanda agli studi specifici per un approfondimento delle tematiche trattate.
ituisce parte integrante e sostanziale del PGT. Si rimanda agli studi specifici per un approfondimento delle tematiche trattate. Definizione dell’assetto geologico Dal punto di vista geologico lo studio geologico, esteso a tutto il territorio, ha messo in evidenza la presenza nel territorio di Gianico, di aree a differente sensibilità nei confronti delle problematiche geologiche ed e idrogeologiche. Si evidenzia in particolare la presenza di ampie aree comprese nella L.R. 267/98 che interessano il
logiche ed e idrogeologiche. Si evidenzia in particolare la presenza di ampie aree comprese nella L.R. 267/98 che interessano il bacino della Val Vedetta ed il Bacino del Torrente Re. Sono in corso studi di approfondimento finalizzati alla definizione delle condizioni di rischio ed alla definizione di interventi specifici per la riduzione del rischio stesso. Dal punto di vista geologico le analisi effettuate dallo studio hanno portato alla definizione di
riduzione del rischio stesso. Dal punto di vista geologico le analisi effettuate dallo studio hanno portato alla definizione di “….più classi di fattibilità in riferimento ai “Criteri ed indirizzi relativi alla componente geologica nella pianificazione comunale” e delle indicazioni di carattere generale per lo svolgimento delle indagini necessarie alla valutazione della fattibilità dei singoli interventi e, per ciascuna classe, la
er lo svolgimento delle indagini necessarie alla valutazione della fattibilità dei singoli interventi e, per ciascuna classe, la descrizione dei fattori geologici limitanti ritenuti influenti sulla destinazione d’uso delle singole aree. In ragione delle condizioni geologiche locali si sono individuate aree interessate dalla sovrapposizione di più fattori limitanti”. CLASSE 4 - FATTIBILITA’ CON GRAVI LIMITAZIONI Questa classe comprende aree nelle quali sono state riscontrate gravi limitazioni per la modifica
IBILITA’ CON GRAVI LIMITAZIONI Questa classe comprende aree nelle quali sono state riscontrate gravi limitazioni per la modifica delle destinazioni d’uso del territorio. L'alta pericolosità/vulnerabilità comporta gravi limitazioni all'utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica della destinazione d'uso dell'area. Deve essere esclusa qualsiasi nuova edificazione, se non opere tese al consolidamento o alla sistemazione idrogeologica per la messa in sicurezza dei siti.
si nuova edificazione, se non opere tese al consolidamento o alla sistemazione idrogeologica per la messa in sicurezza dei siti. Nel Comune di Gianico ricadono in particolare in questa classe le aree coincidenti con l’alveo e le sponde del torrente Re. Vengono incluse nella classe di fattibilità 4 le zone di tutela assoluta di opere di captazione ad uso idropotabile che dovranno essere tutelate come previsto dal D.L.vo. 3 aprile2006, n.152 (art. 94). CLASSE 3 - FATTIBILITA’ CON CONSISTENTI LIMITAZIONI
nno essere tutelate come previsto dal D.L.vo. 3 aprile2006, n.152 (art. 94). CLASSE 3 - FATTIBILITA’ CON CONSISTENTI LIMITAZIONI La classe comprende le zone nelle quali sono state riscontrate consistenti limitazioni all'utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica delle destinazioni d'uso dei terreni per l'entità e la natura dei rischi individuati nell'area di studio o nell'immediato intorno. Nel Comune di Gianico ricadono in particolare in questa classe parte delle aree a ridosso
ea di studio o nell'immediato intorno. Nel Comune di Gianico ricadono in particolare in questa classe parte delle aree a ridosso dell’alveo del torrente Re: in particolare le aree poste sulla destra idrografica del torrente. Sempre in questa classe ricadono le aree poste lungo il conoide della Val Vedetta e gli ambiti a valle del canale idroelettrico. CLASSE 2: FATTIBILITA’ CON MODESTE LIMITAZIONI In questa classe ricadono aree dove sono state rilevate puntuali o ridotte condizioni limitative alla
A’ CON MODESTE LIMITAZIONI In questa classe ricadono aree dove sono state rilevate puntuali o ridotte condizioni limitative alla modifica delle destinazioni d'uso dei terreni per la presenza di limitata acclività dei versanti, di spessori discontinui delle coltri superficiali moreniche e/o colluviali e per la possibile presenza, a
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 89 monte delle opere, di fasce di instabilità ad elevata acclività o per la residua possibilità di rischio idrogeologico dovuta a modesti flussi residui. In particolare sono raggruppate in questa classe le aree poste lungo il conoide alluvionale del torrente Re, sulla sponda idrografica sinistra che risultano protette dall’argine in rilevato. Definizione dell’assetto idrico
l torrente Re, sulla sponda idrografica sinistra che risultano protette dall’argine in rilevato. Definizione dell’assetto idrico Lo studio relativo ai corsi d’acqua presenti sul territorio comunale ai sensi della D.G.R. n° 7/7868 25.01.2001 non risulta ad oggi redatto. Non è quindi possibile in questa sede analizzare le criticità specifiche legate alle realtà fluviali e torrentizie presenti sul territorio comunale.
le in questa sede analizzare le criticità specifiche legate alle realtà fluviali e torrentizie presenti sul territorio comunale. E’ auspicabile la redazione a breve termine di uno studio che definisca anche specifiche norme di attuazione in riferimento alle seguenti tematiche:
- Tutela dei corsi d’acqua
- Lavori vietati
- Interventi su edifici compresi nelle fasce di rispetto
- I corsi d’acqua intubati
- Variazioni dei tracciati dei corsi d’acqua
- Scarichi nei corsi d’acqua
- Autorizzazione paesistica
- I corsi d’acqua intubati
- Variazioni dei tracciati dei corsi d’acqua
- Scarichi nei corsi d’acqua
- Autorizzazione paesistica L’idrografia comunale è caratterizzata dalla presenza dei seguenti corsi d’acqua superficiali:
- Fiume Oglio che scorre sul fondovalle in direzione Nord-Sud
- Val Vedetta che interessa il territorio comunale in prossimità dell’abitato posto a sud-ovest; il corso d’acqua è caratterizzato dalla presenza di briglie e da arginatura in rilevato; dal
ità dell’abitato posto a sud-ovest; il corso d’acqua è caratterizzato dalla presenza di briglie e da arginatura in rilevato; dal 2003 è in corso uno studio di approfondimento sulle problematiche di tipo idro-geologico legate alla Val Vedetta attraverso un sistema di monitoraggio con utilizzo di piezometro, inclinometro, analisi delle precipitazioni. 3. Torrente Re di Artogne che corre lungo il confine con il comune di Artogne; il corso
linometro, analisi delle precipitazioni. 3. Torrente Re di Artogne che corre lungo il confine con il comune di Artogne; il corso d’acqua è caratterizzato dalla presenza di briglie e da arginatura in rilevato ed in calcestruzzo. Relativamente ai rischi idraulici e idrogeologici rilevati sul territorio lo studio specifico riporta il quadro del dissesto risultante su tutto il territorio comunale finalizzato all’aggiornamento del
lo studio specifico riporta il quadro del dissesto risultante su tutto il territorio comunale finalizzato all’aggiornamento del quadro del dissesto del PAI esteso a tutto il territorio comunale. La redazione è stata fatta in riferimento ai risultati complessivi dell’indagine geologica che ha consentito di individuare le aree soggette ad instabilità dei versanti ed i fenomeni connessi all'attività dei conoidi alluvionali oltre alle fasce fluviali del fiume Oglio già individuate dal PAI stesso.
fenomeni connessi all'attività dei conoidi alluvionali oltre alle fasce fluviali del fiume Oglio già individuate dal PAI stesso. Il Piano Straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato (PS 267) individua sul territorio comunale due ambiti specifici: Zona 1 e Zona 2 lungo il conoide del Torrente Re e della Val Vedetta.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 90 PAI 267 Val Vedetta PAI 267 Torrente Re 4. Lago Naturale di Rondeneto posto in ambito montano ad una quota di 1970 m.s.l.m.. Il lago non risulta compreso nella Z.P.S. della Val Grigna. 5. Il territorio comunale è inoltre attraversato dal Canale artificiale Italsider che scorre in direzione Nord-Sud e definisce una netta separazione tra l’abitato di più recente
dal Canale artificiale Italsider che scorre in direzione Nord-Sud e definisce una netta separazione tra l’abitato di più recente edificazione e le aree a contorno del nucleo antico. Il territorio comunale è inoltre interessato dal punto di vista idrografico dalla presenza di vaste aree a bassa soggiacenza della falda:
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 91 • nella fascia compresa tra la via Valeriana e SP 1, si registra una falda idrica sospesa subaffiorante (1,00-2,00 m). • nella zona di fondovalle, ai lati della SP1 dove si colloca l’ambito produttivo comunale il livello della falda idrica, alimentata dal fiume Oglio e dal versante, è posto a bassa profondità (4-7m). definizione dell’assetto sismico
lla falda idrica, alimentata dal fiume Oglio e dal versante, è posto a bassa profondità (4-7m). definizione dell’assetto sismico Gli approfondimenti relativi alla componente sismica sono riferiti alle classificazioni sismiche definite dal D.M. 14/01/2008 “Approvazione delle nuove Norme tecniche per le costruzioni” che sostituisce il precedente D.M. 14/09/2005 “Norme tecniche per le costruzioni”. “Secondo la classificazione in vigore con il D.M. 14/09/2005 (che ha ancora valore dal punto di
me tecniche per le costruzioni”. “Secondo la classificazione in vigore con il D.M. 14/09/2005 (che ha ancora valore dal punto di vista amministrativo e individua l’ambito di applicazione dei livelli di approfondimento in fase pianificatoria ai sensi della d.g.r. 28/05/2008 n. 8/7374), il territorio del Comune di Gianico ricade in zona sismica 4”. In base alla nuova normativa dal 1° luglio 2009 la progettazione antisismica, per
l Comune di Gianico ricade in zona sismica 4”. In base alla nuova normativa dal 1° luglio 2009 la progettazione antisismica, per tutte le zone sismiche e per tutte le tipologie di edifici, è regolata dal D.M. 14/01/2008 secondo il quale la determinazione delle azioni sismiche in fase di progettazione non è più valutata riferendosi a zone sismiche territorialmente definite, ma sito per sito, secondo i valori riportati nell’allegato B al D.M. 14/01/2008 stesso. definizione dell’assetto acustico
inite, ma sito per sito, secondo i valori riportati nell’allegato B al D.M. 14/01/2008 stesso. definizione dell’assetto acustico Il comune è dotato di Zonizzazione acustica del territorio comunale approvata con deliberazione di Consiglio Comunale n.29 del 5 giugno 2006, redatto ai sensi dell’articolo 2 del D.P.C.M. 1 marzo 1991 e dell’articolo 6 della legge 26 ottobre 1995 n° 447 e s.i.m., con l'intento di:
- conoscere le principali cause di inquinamento acustico presenti sul territorio comunale;
95 n° 447 e s.i.m., con l'intento di:
- conoscere le principali cause di inquinamento acustico presenti sul territorio comunale;
- prevenire il deterioramento di zone non inquinate dal punto di vista acustico;
- risanare le zone dove attualmente sono riscontrabili livelli di rumorosità ambientale che potrebbero comportare effetti negativi sulla salute della popolazione residente;
- coordinare la pianificazione generale urbanistica del proprio territorio con l'esigenza di
salute della popolazione residente;
- coordinare la pianificazione generale urbanistica del proprio territorio con l'esigenza di garantire la massima tutela della popolazione da episodi di inquinamento acustico;
- valutare gli interventi di risanamento e di bonifica da mettere in atto in relazione al punto precedente, nei modi e nei tempi previsti dalla legislazione vigente in materia di inquinamento acustico. Il Piano ha individuato sul territorio comunale i seguenti ambiti:
lla legislazione vigente in materia di inquinamento acustico. Il Piano ha individuato sul territorio comunale i seguenti ambiti: Classe I Aree particolarmente Protette Cimitero, scuola elementare e scuola media di via Marconi, scuola materna via Marconi, aree boschive ad est dell’abitato. Classe II Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale Aree residenziali dell’abitato, fascia di transizione tra le aree boschive e le aree agricole di
so prevalentemente residenziale Aree residenziali dell’abitato, fascia di transizione tra le aree boschive e le aree agricole di fondovalle, fascia di transizione al confine con il comune di Darfo Boario Terme. Classe III Aree di tipo misto Aree agricole incluse tra le zone montuose e la Provinciale n.1 Aree agricole comprese tra la zone produttive e la SS. n.42 Aree agricole comprese tra SS. n.42 ed il fiume Oglio Piccola area agricola situata a nord ovest del territorio comunale
S. n.42 Aree agricole comprese tra SS. n.42 ed il fiume Oglio Piccola area agricola situata a nord ovest del territorio comunale Classe IV Aree di intensa attività umane Zone artigianali e commerciali S.S.42 ed aree ad esse pertinenti
Parte di territorio avente distanza minore o uguale di 100m (misurati a partire
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 92 Fascia di transizione tra aree agricole e comune di Darfo Boario Terme. Classe V Aree prevalentemente industriali Aree produttive Classe VI Aree esclusivamente industriali Fascia “A” di pertinenza delle infrastrutture ferroviarie Parte di territorio avente distanza minore o uguale di 100m (misurati a partire dalla mezzeria dal
Parte di territorio avente distanza minore o uguale di 100m (misurati a partire
le infrastrutture ferroviarie Parte di territorio avente distanza minore o uguale di 100m (misurati a partire dalla mezzeria dal binario esterno) su entrambi i lati della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo Fascia “B” di pertinenza delle infrastrutture ferroviarie Parte di territorio avente distanza maggiore di 100m e minore o uguale a 250m (misurati a partire dalla mezzeria dal binario esterno) su entrambi i lati della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo.
le a 250m (misurati a partire dalla mezzeria dal binario esterno) su entrambi i lati della linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo. Si rimanda allo studio specifico per un approfondimento delle tematiche richiamate e per un’analisi degli aspetti di dettaglio. altre aree a rischio Le verifiche e le indagini conoscitive effettuate non hanno rilevato la presenza sul territorio comunale di Gianico di aree a rischio di incidente rilevante, di rischio archeologico o altro rischio.
a presenza sul territorio comunale di Gianico di aree a rischio di incidente rilevante, di rischio archeologico o altro rischio. Si segnala comunque la presenza di vaste aree comprese ed a contorno dell’ambito produttivo in essere in cui è in corso un Piano di caratterizzazione del terreno (inizio indagini anno 2003). Gli ambiti in oggetto riguardano aree interessate da impianti produttivi dismessi che nel corso
eno (inizio indagini anno 2003). Gli ambiti in oggetto riguardano aree interessate da impianti produttivi dismessi che nel corso dell’attività produttiva hanno prodotto scorie, nello spessore variabile da 2,00 m a 6,00 m. Tale pregresso nonché la presenza nell’ambito di una falda idrica molto superficiale hanno definito la necessità di indagare il substrato per rilevare la presenza di sostanze pericolose. Censimento aree dismesse Comunità Montana 2004 Area 1 Area 2 Area 3 Area 4
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 93 alternative per lo sviluppo del comune L’elaborazione degli obiettivi di Piano ispirati ai principi espressi nel paragrafo seguente, derivano da una valutazione preliminare di più strategie di sviluppo socio-economico-ambientale del Comune attraverso un’attenta valutazione di alcuni aspetti:
liminare di più strategie di sviluppo socio-economico-ambientale del Comune attraverso un’attenta valutazione di alcuni aspetti:
- l’approfondimento delle componenti ambientali in base alle nuove normative per la tutela del paesaggio che completano quanto già analizzato in sede di verifica di compatibilità della variante al PRG con il PTCP;
- l’approfondimento del quadro conoscitivo dell’intero territorio;
- l’approfondimento delle norme di tutela e valorizzazione del territorio.
imento del quadro conoscitivo dell’intero territorio;
- l’approfondimento delle norme di tutela e valorizzazione del territorio. In particolare in fase di attivazione degli studi di base e di settore per l’estensione del PGT l’Amministrazione Comunale ha espresso attraverso specifico documento, le proprie linee guida che sono state definite nell’enunciazione degli obiettivi descritti nei paragrafi precedenti. Gli obiettivi sopra riportati derivano di fatto da una attenta analisi di quanto il PRG vigente ha
tti nei paragrafi precedenti. Gli obiettivi sopra riportati derivano di fatto da una attenta analisi di quanto il PRG vigente ha determinato sul territorio e la loro definizione di fatto non può non tenere conto delle trasformazioni indotte e definite anche dagli ambiti non ancora attuati. Le politiche di trasformazione del territorio formulate sulla scorta degli obiettivi richiamati, sono state poi selezionate mediante l’individuazione ed il confronto tra alcune potenziali alternative.
li obiettivi richiamati, sono state poi selezionate mediante l’individuazione ed il confronto tra alcune potenziali alternative. Scenari alternativi per lo sviluppo comunale Scenario n.1 stralcio delle previsioni in essere del P.R.G. non ancora attuate
- Stralcio delle previsioni edificatorie di PRG pre-vigente non ancora attuate, siano essi ambiti soggetti a piano esecutivo o aree di espansione sottoposte ad intervento edilizio diretto Scenario n.2 riconferma delle sole previsioni in essere del P.R.G. non
e di espansione sottoposte ad intervento edilizio diretto Scenario n.2 riconferma delle sole previsioni in essere del P.R.G. non ancora attuate Attuazione complessiva delle previsioni non ancora attuate del PRG pre-vigente:
- riconoscimento e completamento delle trasformazioni introdotte dalla pianificazione urbanistica vigente in coerenza con le nuove disposizioni introdotte dalla L.R. 12/05 e s.m.i.;
- nessun nuovo ambito di trasformazione di tipo residenziale;
- conferma dell’ambito produttivo esistente;
L.R. 12/05 e s.m.i.;
- nessun nuovo ambito di trasformazione di tipo residenziale;
- conferma dell’ambito produttivo esistente;
- conferma sostanziale delle aree agricole e di rispetto dell’abitato previste dal PRG pre-vigente. Scenario n.3 Incremento delle previsioni edificatorie rispetto al PRG vigente nel rispetto della vincolistica e della tutela del territorio attraverso la salvaguardia delle aree identificate a prato o boscate; recupero di aree dismesse
ca e della tutela del territorio attraverso la salvaguardia delle aree identificate a prato o boscate; recupero di aree dismesse Attuazione complessiva delle previsioni non ancora attuate del PRG pre-vigente riconoscimento delle richieste dei cittadini attraverso un incremento delle aree edificabili:
- conferma e completamento delle trasformazioni introdotte dalla pianificazione urbanistica vigente in coerenza con le nuove disposizioni introdotte dalla L.R. 12/05 e s.m.i.;
introdotte dalla pianificazione urbanistica vigente in coerenza con le nuove disposizioni introdotte dalla L.R. 12/05 e s.m.i.;
- introduzione di nuovi ambiti di trasformazione di tipo residenziale;
- conferma dell’area produttiva in essere;
- conferma sostanziale delle aree agricole e di rispetto dell’abitato previste dal PRG pre-vigente;
- Introduzione di criteri di compensazione e risparmio energetico nelle aree di trasformazione che presentano le maggiori criticità ambientali;
di criteri di compensazione e risparmio energetico nelle aree di trasformazione che presentano le maggiori criticità ambientali;
- Introduzione dell’esame di impatto paesaggistico per gli ambiti di trasformazione. Il processo di Valutazione Ambientale strategica ha valutato nel dettaglio i potenziali effetti dell’attuazione degli scenari sulle diverse componenti ambientali arrivando alle seguenti conclusioni:
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 94 Scenario n.1 salvaguardia globale: l’attuazione di questo scenario alternativo determina la totale non trasformabilità del territorio comunale quale recepimento dell’attuale uso dei suoli. La sua concretizzazione consente la tutela di tutti gli ambiti non ancora interessati da trasformazioni di tipo edilizio, ma al contempo:
ncretizzazione consente la tutela di tutti gli ambiti non ancora interessati da trasformazioni di tipo edilizio, ma al contempo:
- non consente azioni di valorizzazione delle risorse rilevate sul territorio;
- non consente l’attivazione di interventi volti al miglioramento ed alla risoluzione di problematiche di tipo insediativo, infrastrutturale, dei servizi;
- impedisce ogni espansione di tipo economico;
- risponde in modo negativo a tutte le richieste provenienti dalla cittadinanza.
. impedisce ogni espansione di tipo economico; 4. risponde in modo negativo a tutte le richieste provenienti dalla cittadinanza. Scenario n.2. Questo scenario prevede l’attuazione complessiva delle previsioni del PRG pre- vigente con il riconoscimento ed il completamento delle trasformazioni introdotte dalla pianificazione urbanistica in essere riconfermando sostanzialmente il dimensionamento del piano effettuato in sede di redazione del PRG.
azione urbanistica in essere riconfermando sostanzialmente il dimensionamento del piano effettuato in sede di redazione del PRG. Scenario n.3 Questo scenario vede come obiettivo principale la tutela e la valorizzazione del territorio attraverso la salvaguardia di ampie aree identificate in modo specifico e suscettibili di specifici studi di analisi, promozione e valorizzazione. Al contempo prevede la riconferma delle previsioni del PRG che vengono completate con nuovi ambiti residenziali di trasformazione.
contempo prevede la riconferma delle previsioni del PRG che vengono completate con nuovi ambiti residenziali di trasformazione. Alla luce delle analisi svolte in merito ai possibili scenari di sviluppo del territorio comunale si è optato per l’approfondimento dello scenario n. 3. obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione Prima di introdurre l’analisi degli obiettivi di sviluppo del PGT di Gianico si ritiene opportuno
miglioramento e conservazione Prima di introdurre l’analisi degli obiettivi di sviluppo del PGT di Gianico si ritiene opportuno puntualizzare i principi di base della Nuova Legge Regionale n.12/2005: la nuova normativa non si propone infatti come semplice normativa urbanistica, ma come documento strategico di programmazione delle azioni politiche che possono interagire sul territorio. Il Piano di Governo del Territorio rappresenta lo strumento pianificatore comunale per il
che possono interagire sul territorio. Il Piano di Governo del Territorio rappresenta lo strumento pianificatore comunale per il raggiungimento di obiettivi di tipo socio-economico e ambientale attraverso alcuni fondamentali principi:
- principio di partecipazione
- principio di sostenibilità
- recupero e riqualificazione urbanistica
- trasformazione con minore consumo di suolo. L’applicazione di tali principi costituisce l’ossatura della pianificazione finalizzata all’ottenimento
minore consumo di suolo. L’applicazione di tali principi costituisce l’ossatura della pianificazione finalizzata all’ottenimento di particolari finalità: • favorire un migliore sviluppo socio economico del paese nel contesto della Vallecamonica e della Provincia di Brescia; • conservare e valorizzare i caratteri paesistico ambientali del territorio; • conservare e valorizzare le risorse ambientali, storiche, artistiche e architettoniche; • migliorare e potenziare la rete viabilistica esistente;
IL PRINCIPIO DI PARTECIPAZIONE
rizzare le risorse ambientali, storiche, artistiche e architettoniche; • migliorare e potenziare la rete viabilistica esistente; • migliorare e potenziare le reti tecnologiche esistenti; • migliorare e potenziare i servizi a carattere locale e sovraccomunale. IL PRINCIPIO DI PARTECIPAZIONE
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 95 In ottemperanza ai principi ispiratori della Legge Regionale richiamata (art.1 comma 2) ed a quanto previsto dall’art.2 comma 5 punto b il PGT promuove la partecipazione della cittadinanza e degli enti interessati. Nei paragrafi precedenti è stato descritto l’iter che ha consentito la partecipazione diretta dei cittadini all’avvio al procedimento di redazione del PGT.
stato descritto l’iter che ha consentito la partecipazione diretta dei cittadini all’avvio al procedimento di redazione del PGT. La fase immediatamente successiva alle conferenze di Valutazione Ambientale Strategica si caratterizza per un ulteriore confronto tra l’Amministrazione Comunale e le varie associazioni, commissioni e cittadinanza finalizzato all’illustrazione del lavoro svolto sulla base degli obiettivi espressi in sede di avvio al procedimento. IL PRINCIPIO DI SOSTENIBILITA’
strazione del lavoro svolto sulla base degli obiettivi espressi in sede di avvio al procedimento. IL PRINCIPIO DI SOSTENIBILITA’ L’idea di sostenibilità rappresenta uno dei principi ispiratori della L.R. 12/05 (art.1 comma 2-3) che abbraccia un concetto più ampio finalizzato alla salvaguardia dei diritti delle generazioni future attraverso la certezza di una crescita del benessere comune uguale per tutti i cittadini. Pertanto il concetto di sostenibilità comparirà in più livelli di studio del PGT:
benessere comune uguale per tutti i cittadini. Pertanto il concetto di sostenibilità comparirà in più livelli di studio del PGT: Nella Valutazione ambientale Strategica del piano: è fondamentale la verifica della compatibilità ambientale di tutti i processi di trasformazione del territorio che è stata effettuata attraverso il controllo della coerenza del Documento di Piano con le problematiche presenti sul territorio
he è stata effettuata attraverso il controllo della coerenza del Documento di Piano con le problematiche presenti sul territorio nonché con le previsioni del PTCP. Il Documento di Piano del PGT è quindi redatto con la finalità di tutelare al meglio l’ambiente garantendo la salvaguardia di quelle parti del territorio particolarmente sensibili e proponendo un consumo di suolo limitato. Nella valutazione dei costi relativi all’attuazione del Piano dei Sevizi: in fase di studio del Piano dei
umo di suolo limitato. Nella valutazione dei costi relativi all’attuazione del Piano dei Sevizi: in fase di studio del Piano dei Sevizi il Comune determina con molta attenzione l’insieme delle attrezzature da realizzare a servizio delle funzioni già insediate e da insediare sul proprio territorio effettuando specifiche analisi in merito alla sostenibilità economica dei vari progetti. Tale verifica potrà avvenire attraverso l’elaborazione dei piani triennali delle opere pubbliche e mediante il dirottamento
tti. Tale verifica potrà avvenire attraverso l’elaborazione dei piani triennali delle opere pubbliche e mediante il dirottamento della realizzazione di parte degli interventi sui privati. Parte degli obiettivi di Piano di seguito riportati ritrovano completa copertura finanziaria nel Piano Triennale delle opere pubbliche 2008- 2010. Nella valutazione della compatibilità del PGT con il PTCP: in fase di stesura del PGT è
ennale delle opere pubbliche 2008- 2010. Nella valutazione della compatibilità del PGT con il PTCP: in fase di stesura del PGT è fondamentale la verifica (sostenibilità) continua con i principi espressi dal PTCP, in particolare agli aspetti prescrittivi:
- sostenibilità ambientale delle trasformazioni del territorio;
- sostenibilità ambientale dello sviluppo socio economico;
- sostenibilità circa la collocazione di infrastrutture legate alla mobilità;
ibilità ambientale dello sviluppo socio economico;
- sostenibilità circa la collocazione di infrastrutture legate alla mobilità;
- sostenibilità circa l’individuazione delle aree agricole e delle norme di tutela e valorizzazione relative; Nella redazione del Piano delle Regole: in seguito alla valutazione dei rischi geologici, idrogeologici e sismici presenti sul territorio, il Piano delle Regole individua le aree vulnerabili e
RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA
one dei rischi geologici, idrogeologici e sismici presenti sul territorio, il Piano delle Regole individua le aree vulnerabili e pericolose che sono assoggettate a specifica normativa circa gli interventi di trasformazione. All’interno di tali ambiti sono anche individuate aree da sottoporre ad eventuali interventi di demolizione e recupero urbano, ambientale e riqualificazione finalizzati ad uno sviluppo sostenibile del territorio. RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA
RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA
o, ambientale e riqualificazione finalizzati ad uno sviluppo sostenibile del territorio. RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA Il tema proposto può essere facilmente ricompreso nei contenuti del paragrafo precedente, in particolare in merito al rapporto tra gli insediamenti esistenti di tipo tecnologico e produttivo, e l’ambiente circostante. E’ evidente l’importanza dell’argomento ancor più se riferito, in particolare, ad un contesto urbano in cui la valenza paesistica assume una forte connotazione.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 96 La tematica è stata esaminata in sede di Valutazione Ambientale Strategica degli obiettivi del Piano, successivamente all’individuazione delle varie classi di sensibilità paesistica presenti sul territorio, coerentemente a quanto espresso dagli studi geologici ed idrogeologici specifici. Per quanto riguarda l’individuazione di eventuali nuovi ambiti di trasformazione destinati alle
TRASFORMAZIONE CON MINORE CONSUMO DI SUOLO
gici ed idrogeologici specifici. Per quanto riguarda l’individuazione di eventuali nuovi ambiti di trasformazione destinati alle attività produttive, è stata in primo luogo attentamente analizzata la “vocazione” territoriale all’insediamento di tali strutture e sono state descritte le pressioni che le trasformazioni proposte porteranno sul territorio. TRASFORMAZIONE CON MINORE CONSUMO DI SUOLO Il tema proposto è strettamente correlato all’obiettivo volto alla salvaguardia e valorizzazione
ONE CON MINORE CONSUMO DI SUOLO
ONE CON MINORE CONSUMO DI SUOLO Il tema proposto è strettamente correlato all’obiettivo volto alla salvaguardia e valorizzazione delle aree agricole, delle aree verdi nonché al recupero dei nuclei di antica formazione.
CAP. VI LE DETERMINAZIONI DI PIANO: PROPOSTE DI PIANIFICAZIONE
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 97 CAP. VI LE DETERMINAZIONI DI PIANO: PROPOSTE DI PIANIFICAZIONE Sulla scorta delle analisi e dei principi strategici illustrati nei paragrafi precedenti sono stati formulati i seguenti obiettivi e azioni di Piano che sono stati oggetto di analisi in sede di Valutazione ambientale Strategica al fine di valutarne la sostenibilità ambientale.
che sono stati oggetto di analisi in sede di Valutazione ambientale Strategica al fine di valutarne la sostenibilità ambientale. Gli obiettivi e le azioni di Piano sono stati raggruppati all’interno di quattro sistemi:
- il sistema delle infrastrutture
- il sistema dei servizi
- il sistema insediativo
- il sistema paesistico-ambientale e delle aree agricole. Gli obiettivi generali sono approfonditi all’interno degli elaborati specifici del Piano dei Servizi e
le e delle aree agricole. Gli obiettivi generali sono approfonditi all’interno degli elaborati specifici del Piano dei Servizi e del Piano delle Regole e trovano concretizzazione attraverso l’enunciazione di obiettivi specifici ed azioni di piano. Risulta evidente che l’attuazione degli obiettivi attraverso le azioni di piano individuate in specifici sistemi porta pressioni, positive e/o negative anche in altri settori pertanto il processo di
di piano individuate in specifici sistemi porta pressioni, positive e/o negative anche in altri settori pertanto il processo di Valutazione Ambientale strategica valuta le potenziali sinergie indotte dall’attuazione di uno specifico obiettivo all’interno di sistemi paralleli. Si rimanda al Rapporto Ambientale per un’approfondita valutazione di tali aspetti. determinazione degli obiettivi qualitativi Vengono di seguito descritti i principali obiettivi che l’Amministrazione Comunale intende trattare
SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE
degli obiettivi qualitativi Vengono di seguito descritti i principali obiettivi che l’Amministrazione Comunale intende trattare nel periodo di pianificazione strategica del Documento di Piano all’interno di quattro sistemi principali che si sviluppano con frequenti sovrapposizioni. SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE Obiettivi RISOLVERE LE PROBLEMATICHE DELLA VIABILITA’ ESISTENTE
- ipotizzare il completamento di via Novella almeno fino all’incrocio con via Valeriana (rotonda zona S.
LA VIABILITA’ ESISTENTE
- ipotizzare il completamento di via Novella almeno fino all’incrocio con via Valeriana (rotonda zona S. Rocco vecchia) e prevedere un ulteriore completamento fino alla ex SP1
- realizzare rotonda Via Valeriana – Via San Rocco Vecchio
- realizzare allargamento stradale con nuovo marciapiede su via Novella
- valutare l’opportunità di moderare e limitare il traffico in CS
- realizzazione di nuova strada tra l’area produttiva ed il fiume Oglio
e l’opportunità di moderare e limitare il traffico in CS
- realizzazione di nuova strada tra l’area produttiva ed il fiume Oglio
- allargamento stradale via Broli (parte a valle)
- realizzazione di marciapiede via Chiesa SFRUTTARE LE POTENZIALITA’ PRESENTI SUL TERRITORIO
- Realizzazione di pista ciclabile lungo la via Valeriana
- Valorizzare la strada in selciato che conduce al santuario della Madonnina con realizzazione di nuovi parcheggi
via Valeriana
- Valorizzare la strada in selciato che conduce al santuario della Madonnina con realizzazione di nuovi parcheggi
- Riqualificazione strada comunale delle processioni con realizzazione di arredo urbano
- Individuazione, potenziamento e recupero dei sentieri pubblici
- Progetti di riqualificazione viabilità montana (accordo di Programma Area Vasta Valgrigna)
SISTEMA DEI SERVIZI
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 98 SISTEMA DEI SERVIZI Obiettivi INCREMENTARE E RIQUALIFICARE LE AREE DI INTERESSE PUBBLICO
- Realizzare area PIC-NIC in località Plagnoli
- Riqualificazione a verde dell’area Girella all’ingresso del paese
- Sistemare Piazza Alpini
- Realizzare marciapiede Via Chiesa
- Valorizzare i tracciati pedonali di accesso a beni puntuali di valenza culturale e storica, riqualificare
RIQUALIFICARE E POTENZIARE IL POLO SPORTIVO
rciapiede Via Chiesa
- Valorizzare i tracciati pedonali di accesso a beni puntuali di valenza culturale e storica, riqualificare strade di accesso al santuario; RIQUALIFICARE E POTENZIARE IL POLO SPORTIVO
- Riqualificare e riconvertire bocciodromo
- Ampliare palestra Scuole Elementari
- Riqualificare piattaforma polifunzionale POTENZIARE LA DOTAZIONE DI AREE PER LA SOSTA ED IL PARCHEGGIO
- Realizzare nuovi parcheggi nell’ambito produttivo (via Carobe, via Pasture)
LA DOTAZIONE DI AREE PER LA SOSTA ED IL PARCHEGGIO
LA DOTAZIONE DI AREE PER LA SOSTA ED IL PARCHEGGIO
- Realizzare nuovi parcheggi nell’ambito produttivo (via Carobe, via Pasture)
- Nuovi parcheggi per garantire accessibilità al centro storico
- Nuovi parcheggi per garantire accessibilità al Santuario della Madonna Valvedetta-Processione RIFIUTI
- Migliorare ambito isola ecologica RETI DEL SOTTOSUOLO: FOGNATURE
- Dotare il nucleo di antica formazione di reti tecnologiche adeguate in fase di rifacimento delle pavimentazioni
OLO: FOGNATURE
OLO: FOGNATURE
- Dotare il nucleo di antica formazione di reti tecnologiche adeguate in fase di rifacimento delle pavimentazioni
- Realizzare nuovo tronco di fognatura in via Tezze (a valle della Località Miele) RETI DEL SOTTOSUOLO: ACQUEDOTTO
- Porre particolare attenzione alla zona delle vecchie prese della Val Vedetta
- Adeguamento e manutenzione di alcuni tratti della rete con sostituzione delle tubazioni
- Realizzazione serbatoio di riserva idrica per l’inverno in località Larice
RETE ELETTRICA
tratti della rete con sostituzione delle tubazioni
- Realizzazione serbatoio di riserva idrica per l’inverno in località Larice
- Razionalizzazione del metodo di trattenimento come vasca di accumulo (Campelli) RETE ELETTRICA
- Completare elettrificazione delle malghe (Campelli – Baite)
- Realizzazione nuova centralina idroelettrica su torrente Re (progetto approvato opera di presa quota 750m s.l.m., posizione Centrale quota 270m s.l.m)
STRUTTURE CIMITERIALI
ntralina idroelettrica su torrente Re (progetto approvato opera di presa quota 750m s.l.m., posizione Centrale quota 270m s.l.m)
- Incentivazione di utilizzo di energie alternative nelle nuove costruzioni STRUTTURE CIMITERIALI
- Realizzazione di nuovi loculi EDILIZIA ECONOMICO POPOLARE
- Realizzazione di comparto per l’Edilizia Economico Popolare (modello area ex-Alessi) SISTEMA INSEDIATIVO
AREE PREGRESSE
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 99 Obiettivi AREE PREGRESSE
- Valutare l’opportunità di intervenire sull’indice e sulla tipologia per evitare l’utilizzo intensivo delle aree (in particolare evitare lo sfruttamento intensivo del suolo agendo sugli indici edificatori, verificare l’effettiva possibilità di attuazione delle lottizzazioni previste dal PRG in funzione della viabilità in essere)
RIQUALIFICAZIONE DEL TESSUTO URBANIZZATO
ri, verificare l’effettiva possibilità di attuazione delle lottizzazioni previste dal PRG in funzione della viabilità in essere) RIQUALIFICAZIONE DEL TESSUTO URBANIZZATO
- Prevedere la nuova edificazione in spazi di “risulta” di precedenti costruzioni o comunque adiacenti a conglomerati esistenti per contenere l’espansione dell’abitato verso zone non ancora urbanizzate
- Favorire le ricuciture del tessuto urbanistico
- Disincentivare insediamento medie e grandi strutture di vendita
TUTELA AMBIENTALE-PAESISTICA E DEL PATRIMONIO ESISTENTE
a urbanizzate
- Favorire le ricuciture del tessuto urbanistico
- Disincentivare insediamento medie e grandi strutture di vendita
- Riqualificare e riorganizzare l’area industriale esistente (anche in base ai risultati del piano di caratterizzazione ed all’iter di bonifica) con particolare attenzione alle attività da accogliere (pulite, non moleste) ed alla dotazione a verde e parcheggi in relazione alla previsione dei nuovi insediamenti. TUTELA AMBIENTALE-PAESISTICA E DEL PATRIMONIO ESISTENTE
TUTELA AMBIENTALE-PAESISTICA E DEL PATRIMONIO ESISTENTE
a verde e parcheggi in relazione alla previsione dei nuovi insediamenti. TUTELA AMBIENTALE-PAESISTICA E DEL PATRIMONIO ESISTENTE
- Promuovere l’inserimento ambientale –paesistico delle trasformazioni secondo le indicazioni della carta della sensibilità paesistica del documento di piano
- Incentivare l’utilizzo di energia rinnovabile (individuare gli incentivi da proporre: riduzione oneri, costi di costruzione, fornitura di legname)
izzo di energia rinnovabile (individuare gli incentivi da proporre: riduzione oneri, costi di costruzione, fornitura di legname)
- Predisporre Regolamento Edilizio e normativa che entrino nel dettaglio di tipologie, colori, materiali
- Favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente (indagine dettagliata patrimonio del centro storico) ed individuazione degli edifici da tutelare
- Favorire il recupero di tutto il patrimonio edilizio esistente ed in particolare agevolare quello nei nuclei
SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE
ifici da tutelare
- Favorire il recupero di tutto il patrimonio edilizio esistente ed in particolare agevolare quello nei nuclei di antica formazione (zone A) mantenendo e promuovendo incentivazioni: recupero pari al 100% dei costi di costruzione esenzione dagli oneri di urbanizzazione attribuzione gratuita (in bosco) del legname per la realizzazione di coperture e balconate SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE Obiettivi
SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 100 SISTEMA PAESISTICO AMBIENTALE Obiettivi AREE DISMESSE
- Piano di Caratterizzazione e iter di bonifica AMBITI AGRICOLI
- Attenta individuazione di aree a vocazione agricola con possibilità di insediamenti rurali connessi
- Riduzione dell’esposizione a fattori inquinanti (indicazione delle fasce di rispetto degli allevamenti) evitando l’edificazione in tali zone
ESPOSIZIONE A FATTORI INQUINANTI
ll’esposizione a fattori inquinanti (indicazione delle fasce di rispetto degli allevamenti) evitando l’edificazione in tali zone ESPOSIZIONE A FATTORI INQUINANTI
- Rappresentazione linee elettriche media ed alta tensione ed individuazione delle relative fasce di rispetto
- Interramento linee in centro storico (progressivo interramento su tutto il territorio comunale) AREE A RISCHIO
- Individuazione aree a rischio elevato: recepimento PAI e studio geologico
AREE A RISCHIO
ento su tutto il territorio comunale) AREE A RISCHIO
- Individuazione aree a rischio elevato: recepimento PAI e studio geologico
- Realizzazione di opere di regimazione sul torrente Re con l’obiettivo di ridurre rischio esondazioni
- In corso interventi di sistemazione idraulico-forestale lungo tutta l’asta della Val Vedetta SENSIBILIZZARE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA VALUTARE PRESENZA AMBITI DI ELEVATO VALORE NATURALISTICO
- Individuare e censire le aree ad elevato valore naturalistico
ENZIATA VALUTARE PRESENZA AMBITI DI ELEVATO VALORE NATURALISTICO
ENZIATA VALUTARE PRESENZA AMBITI DI ELEVATO VALORE NATURALISTICO
- Individuare e censire le aree ad elevato valore naturalistico
- Conservare l’integrità degli Habitat presenti Predisposizione studio di incidenza (ZPS Foresta Demaniale Val Grigna – gestita da ERSAF - IT 2070303) [Delibera di Giunta Regionale 13 dicembre 2006 n.8/3798]
- Recepire Valutazione Incidenza e parere provinciale TERRITORIO AGRICOLO: DI FONDOVALLE, MONTANO E BOSCHIVO
TERRITORIO AGRICOLO: DI FONDOVALLE, MONTANO E BOSCHIVO
mbre 2006 n.8/3798]
- Recepire Valutazione Incidenza e parere provinciale TERRITORIO AGRICOLO: DI FONDOVALLE, MONTANO E BOSCHIVO
- Valorizzare la fruizione della montagna individuando e operando per la manutenzione dei sentieri e della viabilità di accesso alle malghe
- Mantenere e migliorare le aree boscate
- Valorizzare la fruizione del laghetto Rondeneto (interventi di bonifica) realizzando sentiero turistico
- Norme specifiche per la realizzazione di accessori in zona E1, E2
VALORIZZAZIONE DI PARTICOLARI ELEMENTI NEGLI AMBITI AGRICOLI
neto (interventi di bonifica) realizzando sentiero turistico
- Norme specifiche per la realizzazione di accessori in zona E1, E2
- Valutare modalità di recupero delle cascine esistenti VALORIZZAZIONE DI PARTICOLARI ELEMENTI NEGLI AMBITI AGRICOLI
- Valorizzazione Argine Austriaco lungo il torrente Re: realizzazione di percorso pedonale lungo l’argine e connessione con il nucleo di antica formazione
- Valorizzazione strada “processione” Santuario della Madonnina
lungo l’argine e connessione con il nucleo di antica formazione
- Valorizzazione strada “processione” Santuario della Madonnina
- Recupero e riqualificazione della strada militare Todt lungo tutto il territorio comunale La formulazione di alcuni obiettivi di pianificazione è stata effettuata in sinergia con progetti e studi a livello sovra-locale (puntualmente analizzati nei paragrafi precedenti) finalizzati alla definizione di obiettivi ed azioni strategiche condivise dai comuni contermini.
zzati nei paragrafi precedenti) finalizzati alla definizione di obiettivi ed azioni strategiche condivise dai comuni contermini. determinazione degli obiettivi quantitativi L’intento principale dell’amministrazione comunale nella determinazione degli obiettivi di pianificazione è stato quello di rispondere positivamente alle richieste dei cittadini e delle varie associazioni. Tale finalità ha trovato una diretta mediazione con l’intento di produrre sul territorio
i cittadini e delle varie associazioni. Tale finalità ha trovato una diretta mediazione con l’intento di produrre sul territorio un consumo di suolo non eccessivo, sia in base ai principi espressi dal PTCP, sia perseguendo obiettivi di salvaguardia e di tutela del territorio, sia incentivando il recupero dell’abitato esistente ed in particolare del nucleo di antica formazione. Le analisi di seguito riportate riguardano il calcolo della potenzialità edificatoria prevista dal PGT
leo di antica formazione. Le analisi di seguito riportate riguardano il calcolo della potenzialità edificatoria prevista dal PGT ottenuta sommando al valore degli abitanti presenti (dicembre 2008) il potenziale teorico (abitanti) derivante dai lotti liberi e dalle aree di trasformazione. Il potenziale teorico viene
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 101 calcolato considerando l’equivalenza tra n.1 abitante teorico ogni 150 mc edificabili. Le valutazioni svolte hanno trovato un diretto confronto con le analisi demografiche (crescita della popolazione, saldo naturale, saldo migratorio) e urbanistiche (territorio urbanizzato, richieste dei cittadini) riferite all’ultimo decennio. I risultati generali del dimensionamento sono i seguenti:
io urbanizzato, richieste dei cittadini) riferite all’ultimo decennio. I risultati generali del dimensionamento sono i seguenti: Abitanti attuali (dicembre 2008) n. abitanti 2.204,00 Potenziale degli ambiti di trasformazione: ambiti residenziali soggetti a Piano Attuativo It = 0.30 mq 12.672,80 x 0,30 x h 3,0 m = mc 11.405,52/150mc/ab n. abitanti 76,04 ambiti residenziali soggetti a Convenzionamento If = 0.40 mq .23.410,16 x 0,40 x h3,0 m = mc 28.092,20/150mc/ab n. abitanti 187,29
biti residenziali soggetti a Convenzionamento If = 0.40 mq .23.410,16 x 0,40 x h3,0 m = mc 28.092,20/150mc/ab n. abitanti 187,29 ambiti residenziali soggetti a P.E.C. It = 0.50 mq .3.580,60 x 0,50 x h 3,0 m = mc 5.370,90/150mc/ab n. abitanti 35,81 Abitanti teorici n. abitanti 299,14 Potenziale dei lotti liberi zone B2 mq 6.991,15 x 0,3 x h3,0 m = mc 6.292,04/150mc/ab n. abitanti 41,94 Potenziale a Volumetria Definita (P.A. già convenzionati) Via Marconi mc 4.574,50/100 n. abitanti 45,74
TABELLA RIASSUNTIVA AMBITI ABITANTI TEORICI
0mc/ab n. abitanti 41,94 Potenziale a Volumetria Definita (P.A. già convenzionati) Via Marconi mc 4.574,50/100 n. abitanti 45,74 Via Geroni mc 1.800,00/100 n. abitanti 18,00 Via Broli mc 2.676,00/100 n. abitanti 26,76 Via Broli mc 5.094,00/100 n. abitanti 50,91 Abitanti teorici n. abitanti 141,41 TABELLA RIASSUNTIVA AMBITI ABITANTI TEORICI Ambiti di Trasformazione 299,14 Lotti Liberi B2 41,94 Ambiti a Volumetria Definita (VD) 141,41 TOTALE 482,49
TI ABITANTI TEORICI
TI ABITANTI TEORICI Ambiti di Trasformazione 299,14 Lotti Liberi B2 41,94 Ambiti a Volumetria Definita (VD) 141,41 TOTALE 482,49 Abitanti attuali (31 dicembre 2008) 2.204 + potenziale teorico PGT 482 = 2.686 abitanti L’analisi del potenziale teorico del PGT definito dall’incremento insediativo sopra descritto è stata confrontata con gli obiettivi quantitativi di sviluppo stabiliti dall’art.141 delle N.T.A. del PTCP “Stima convenzionale di consumo di suolo per fabbisogno endogeno ed esogeno”.
luppo stabiliti dall’art.141 delle N.T.A. del PTCP “Stima convenzionale di consumo di suolo per fabbisogno endogeno ed esogeno”. Le valutazioni effettuate, descritte dettagliatamente negli elaborati grafici dp7- dp8- dp9 “Dimensionamento del Piano” e relative tabelle illustrative di calcolo, prendono in esame i seguenti aspetti: • la situazione demografica del decennio di riferimento (1999-2008): popolazione, famiglie, saldo naturale, componenti medi per famiglia;
azione demografica del decennio di riferimento (1999-2008): popolazione, famiglie, saldo naturale, componenti medi per famiglia; • le aree non ancora attuate del PRG previgente; • il suolo urbanizzato; • il suolo urbanizzabile;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 102 • il consumo di suolo previsto. Relativamente agli ambiti produttivi il Piano propone il completamento degli ambiti esistenti riconfermando parte delle previsioni del PRG previgente e introducendo un nuovo ambito di trasformazione secondo le seguenti quantità: Ambiti produttivi in essere (soggetti a PA) mq 71.250,85 Ambiti produttivi aggiuntivi (non soggetti a PA) mq 1.681,90
quantità: Ambiti produttivi in essere (soggetti a PA) mq 71.250,85 Ambiti produttivi aggiuntivi (non soggetti a PA) mq 1.681,90 Ambiti produttivi complessivi da attuare mq 72.932,75 !"" #$ $!%!"$! &% !"" &% ! %%% !"" &% ''!#$ # !( ( !"" &% ! %%% # !( ( !"" &% ''!#$
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TABELLA MODIFICATA IN SEDE DI CONCERTAZIONE CON LA PROVINCIA DI BRESCIA
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 103 TABELLA MODIFICATA IN SEDE DI CONCERTAZIONE CON LA PROVINCIA DI BRESCIA SISTEMA URBANO SOVRACCOMUNALE N° 2 - VALLECAMONICA GIANICO A B C D E F G H I L M N O P Q R S T popolazion e residente 1999 popolazione residente 2008 famiglie 1999 famiglie 2008 saldo naturale componenti per famiglia famiglie endogene crescita endogena crescita endogena % crescita esogena crescita esogena % crescita
SUOLO URBANIZZABILE COMPLESSIVO - T
ale componenti per famiglia famiglie endogene crescita endogena crescita endogena % crescita esogena crescita esogena % crescita esogena media % crescita esogena media urbanizzato consumo di suolo per famiglia PTCP Endogeno (verifica di compatibilità con PTCP) Esogeno (intesa con Provincia) B/D (A+E)/F G-C (=>20) (H/C)100 D-G (L/C)100 M medio (CN)/100 (=>50) stima (P/D)0,8 QH QO R+S 94 2,50 805 85 11,8 77 10,7 1,2 50 627.838 569 48.499 28.473 76.972 SUOLO URBANIZZABILE COMPLESSIVO - T
SUOLO URBANIZZABILE COMPLESSIVO - T
H Q*O R+S 94 2,50 805 85 11,8 77 10,7 1,2 50 627.838 569 48.499 28.473 76.972 SUOLO URBANIZZABILE COMPLESSIVO - T 130.098 76.972 = 53.126 (calcolato sui 10 anni) suolo urbanizzabile nel 1° quinquennio = complessivo / 2 = 38.486 mq 130.098 - 38.486 = 91.612 urbaniz da PGT - (calcolato sui 5 anni)
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 104 Dai dati riportati si evince che le proposte di PGT non rientrano nei parametri di riferimento dell’art. 141 del PTCP. La discrasia è fondamentalmente attribuibile alla consistente presenza sul territorio comunale di ambiti edificabili previsti dal Piano Regolatore Generale previgente approvato nel 1985 che, nel
enza sul territorio comunale di ambiti edificabili previsti dal Piano Regolatore Generale previgente approvato nel 1985 che, nel corso del decennio non hanno trovato completa attuazione. Tali aree sono state riproposte nel Documento di Piano come ambiti di trasformazione che, se non attivati nei prossimi 5 anni, potranno avere diversa destinazione offrendo disponibilità ad altre aree residenziali. Non dimentichiamo comunque che il disegno della pianificazione urbanistica si articola attraverso
tà ad altre aree residenziali. Non dimentichiamo comunque che il disegno della pianificazione urbanistica si articola attraverso diverse tipologie edificatorie: oltre all’individuazione degli ambiti di trasformazione e di completamento il Piano interviene proponendo ed incentivando il recupero del patrimonio edilizio in essere in particolare nei nuclei di antica formazione. L’attuazione di tale azione consentirà il
pero del patrimonio edilizio in essere in particolare nei nuclei di antica formazione. L’attuazione di tale azione consentirà il miglioramento degli standard abitativi in essere all’interno del centro storico evitando in parte il consumo di nuovo suolo. La verifica circa il rapporto tra il potenziale teorico proposto dal Documento di Piano e l’individuazione di servizi è stata effettuata all’interno del piano dei servizi cui si rimanda per un approfondimento del tema.
l’individuazione di servizi è stata effettuata all’interno del piano dei servizi cui si rimanda per un approfondimento del tema. confronto fra le criticità e le potenzialità emerse I principi/obiettivi guida sopra descritti si devono direttamente confrontare con le criticità e con le potenzialità che sono scaturite dall’analisi del quadro conoscitivo del territorio. Questo confronto diretto fra obiettivi e criticità non deve necessariamente concludersi con la
uadro conoscitivo del territorio. Questo confronto diretto fra obiettivi e criticità non deve necessariamente concludersi con la risoluzione delle problematiche emerse: il PGT dichiara apertamente le problematiche rilevate in sede programmatica e non risolte, e quelle derivanti dalla nuova trasformazione del suolo e oggetto di risoluzione nel tempo. Il Piano di Governo del Territorio è quindi costituito da una serie di strumenti non rigidi, fine a se
di risoluzione nel tempo. Il Piano di Governo del Territorio è quindi costituito da una serie di strumenti non rigidi, fine a se stessi, ma elementi dinamici in continua evoluzione con la trasformazione del territorio e con le problematiche che in esso emergono: il PGT evolve con l’evoluzione, la modifica, la conclusione e la nascita delle varie problematiche. Il Processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) analizza le potenziali ricadute di ogni
ascita delle varie problematiche. Il Processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) analizza le potenziali ricadute di ogni singolo obiettivo dell’Amministrazione Comunale sulle varie componenti ambientali attivando al contempo un sistema di monitoraggio che consenta un periodico controllo di quanto sta avvenendo sul territorio comunale in fase di attuazione dei singoli obiettivi. In particolare:
- in sede di analisi delle richieste di trasformazione del suolo portate avanti dai singoli
singoli obiettivi. In particolare:
- in sede di analisi delle richieste di trasformazione del suolo portate avanti dai singoli cittadini, attraverso la VAS è stato possibile ponderare le potenziali problematiche che l’accoglimento delle stesse avrebbe portato sul territorio; da queste valutazioni e dall’analisi dei vincoli presenti è stata effettuata una selezione delle richieste stesse ed è venuta a crearsi l’ossatura di base per la proposta di trasformazione del territorio;
una selezione delle richieste stesse ed è venuta a crearsi l’ossatura di base per la proposta di trasformazione del territorio; 2. la scelta degli ambiti di trasformazione è avvenuta valutando le potenziali criticità presenti sul territorio; questi elementi sono esplicitati all’interno del Rapporto ambientale che puntualmente prende in esame le potenziali problematiche implicite nella trasformazione delle aree fornendo anche indicazione relative per un migliore inserimento del nuovo
roblematiche implicite nella trasformazione delle aree fornendo anche indicazione relative per un migliore inserimento del nuovo intervento sul territorio dal punto di vista ambientale e paesistico (sistemi di scarico in fognatura, eventuali interventi di compensazione ecologica, qualità energetica).
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 105 La VAS costituisce quindi uno strumento non solo di valutazione preliminare dei programmi strategici, ma rende anche possibile una verifica costante delle strategie messe in atto dal PGT. Per un’analisi approfondita delle tematiche di cui sopra si rimanda agli elaborati grafici e testuali che costituiscono la VAS ed in particolare al Rapporto Ambientale quale documento che
rimanda agli elaborati grafici e testuali che costituiscono la VAS ed in particolare al Rapporto Ambientale quale documento che racchiude le diverse fasi di lavoro e consultazione svolte. indirizzi per la stesura del piano dei servizi, piano delle regole e piani attuativi Indirizzi per il Piano Dei Servizi Infrastrutture: • limitare il traffico all’interno dei nuclei di antica formazione attraverso:
- la realizzazione di zone a parcheggio a corona dei nuclei stessi
fico all’interno dei nuclei di antica formazione attraverso:
- la realizzazione di zone a parcheggio a corona dei nuclei stessi
- la realizzazione di parcheggi interrati • potenziare il sistema del trasporto pubblico mediante:
- il potenziamento e la realizzazione di nuove fermate per il trasporto pubblico
- la collocazione di aree a parcheggio in collocazione strategica per creare sinergia tra il trasporto su strada e su ferrovia; Ambito insediativo:
i aree a parcheggio in collocazione strategica per creare sinergia tra il trasporto su strada e su ferrovia; Ambito insediativo: • migliorare la sostenibilità ambientale e la funzionalità urbanistica attraverso:
- la migliore manutenzione ed utilizzo delle aree e delle proprietà pubbliche;
- l’utilizzo di occasioni come il recupero di aree dismesse o l’attuazione di Piani Esecutivi per attuare progetti di riqualificazione urbana;
i occasioni come il recupero di aree dismesse o l’attuazione di Piani Esecutivi per attuare progetti di riqualificazione urbana; 3. la migliore connessione attraverso il sistema della mobilità dei servizi presenti sul territorio: ad esempio rendere accessibili i servizi con percorsi ciclo-pedonali; 4. la migliore sinergia tra le diverse tipologie di trasporto locale: strada, ferrovia • creare ambiti con una migliore distribuzione dei servizi mediante la realizzazione e
gie di trasporto locale: strada, ferrovia • creare ambiti con una migliore distribuzione dei servizi mediante la realizzazione e distribuzione su tutto il territorio di servizi di tipo culturale, per il tempo libero, per il trasporto pubblico • recepire le richieste degli operatori e dei cittadini • rinnovare, recuperare e valorizzare le realtà commerciali urbane esistenti • migliorare l’inserimento ambientale-paesistico delle trasformazioni attraverso l’analisi della
tà commerciali urbane esistenti • migliorare l’inserimento ambientale-paesistico delle trasformazioni attraverso l’analisi della carte condivise del paesaggio allegate alla presente programmazione: le carte consentono di individuare i valori naturalistici e del paesaggio che sono da tutelare • operare per il massimo contenimento del consumo di suolo attraverso:
- la tutela delle aree agricole
- consentire un migliore utilizzo delle aree già urbanizzate e dei servizi esistenti
traverso:
- la tutela delle aree agricole
- consentire un migliore utilizzo delle aree già urbanizzate e dei servizi esistenti • favorire interventi di recupero sia residenziale che produttivo • tutelare il patrimonio storico architettonico Ambito naturale: • operare per la diminuzione del rischio di esondazione delle aree limitrofe ai corsi d’acqua attraverso la realizzazione dei sistemi di arginatura mancanti, il miglioramento degli esistenti e la corretta manutenzione, pulizia degli alvei;
lizzazione dei sistemi di arginatura mancanti, il miglioramento degli esistenti e la corretta manutenzione, pulizia degli alvei; • operare per la realizzazione di un sistema continuo di aree verdi attraverso:
- la salvaguardia dei varchi non edificati e la realizzazione dei corridoi ecologici;
- la creazione di connessioni tra le aree verdi interne agli abitati; • mantenere e migliorare le aree boscate
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 106 • individuare e censire le aree ad elevato valore naturalistico: attraverso la promozione di progetti per la valorizzazione di tali aree • tutelare e valorizzare le colture locali • tutelare, recuperare e valorizzare il patrimonio paesistico ambientale • tutelare, recuperare e valorizzare il patrimonio storico artistico e architettonico Indirizzi per il Piano delle Regole Infrastrutture:
e, recuperare e valorizzare il patrimonio storico artistico e architettonico Indirizzi per il Piano delle Regole Infrastrutture: • contenere il traffico nei nuclei di antica formazione • promuovere la formulazione di indicatori per l’analisi progettuale dei nuovi interventi per garantire un corretto inserimento ambientale degli stessi Ambito insediativo: • favorire la sostenibilità ambientale e la funzionalità urbanistica
- dando priorità a tutti gli interventi di trasformazione con recupero del caratteri
à ambientale e la funzionalità urbanistica
- dando priorità a tutti gli interventi di trasformazione con recupero del caratteri ambientali
- tutelando e favorendo l’utilizzo delle aree non edificate • favorire l’immissione sul mercato di edilizia economico-popolare attraverso l’individuazione urbanistica di aree di trasformazione con tale tipologia edificatoria • tutelare e favorire lo sviluppo dei sistemi commerciali urbani di vicinato promuovendo il recupero urbanistico dei contesti urbani
telare e favorire lo sviluppo dei sistemi commerciali urbani di vicinato promuovendo il recupero urbanistico dei contesti urbani • garantire un corretto inserimento paesistico delle trasformazioni • favorire la riconversione delle aree dismesse • favorire le ricuciture del tessuto urbano evitando la realizzazione di fabbricati isolati non in relazione con il contesto urbano e promuovendo la realizzazione di infrastrutture che consentano di ridisegnare l’ambito edificato
lazione con il contesto urbano e promuovendo la realizzazione di infrastrutture che consentano di ridisegnare l’ambito edificato • tutelare e valorizzare il patrimonio storico artistico architettonico mediante il censimento del patrimonio stesso e un’attenta regolamentazione degli interventi a suo carico Ambito naturale: • favorire il diffondersi di tecnologie innovative per il riscaldamento degli edifici promuovendo l’utilizzo di fonti rinnovabili (pannelli solari, fotovoltaici)
ologie innovative per il riscaldamento degli edifici promuovendo l’utilizzo di fonti rinnovabili (pannelli solari, fotovoltaici) • migliorare la rete degli elettrodotti e di altri impianti attraverso l’interramento delle reti che interagiscono negativamente con l’ambiente urbano o con ambienti di particolare valenza naturalistica e paesaggistica; • controllare e contenere i rischi derivanti da attività industriali nocive mediante la verifica
naturalistica e paesaggistica; • controllare e contenere i rischi derivanti da attività industriali nocive mediante la verifica della compatibilità ambientale e l’introduzione di norme restrittive per l’insediamento di industrie a rischio; • ridurre l’esposizione a fattori inquinanti atmosferici, acustici e da campi elettromagnetici mediante:
- l’aggiornamento costante della zonizzazione acustica e la verifica dei parametri inquinanti a livello edilizio;
ici mediante:
- l’aggiornamento costante della zonizzazione acustica e la verifica dei parametri inquinanti a livello edilizio;
- promuovere piani di risanamento acustico nelle aree critiche;
- promuovere i controlli per la riduzione degli agenti inquinanti in atmosfera;
- regolamentare l’installazione di fonti produttrici di onde elettromagnetiche (antenne radio); • migliorare la gestione dei rifiuti e la loro raccolta attraverso l’educazione ambientale e la
ettromagnetiche (antenne radio); • migliorare la gestione dei rifiuti e la loro raccolta attraverso l’educazione ambientale e la sensibilizzazione cittadina alla minore produzione di rifiuti;
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 107 • migliorare la gestione dei rifiuti pericolosi e/o ingombranti mediante l’ampliamento e la realizzazione di piattaforme ecologiche; • contenere il rischio di esondazione attraverso l’applicazione delle norme di cui allo studio del reticolo idrico. E’ fondamentale contenere il processo di impermeabilizzazione del suolo; • contenere il rischio geologico;
del reticolo idrico. E’ fondamentale contenere il processo di impermeabilizzazione del suolo; • contenere il rischio geologico; • valorizzare gli ambiti fluviali e torrentizi come corridoi naturalistici verso il lago e verso gli ambiti agricoli Indirizzi per Piani Attuativi Ambito insediativo: • favorire la sostenibilità ambientale e la funzionalità urbanistica 3. dando priorità a tutti gli interventi di trasformazione con recupero del caratteri ambientali
e e la funzionalità urbanistica 3. dando priorità a tutti gli interventi di trasformazione con recupero del caratteri ambientali 4. tutelando e favorendo l’utilizzo delle aree non edificate non avulse dal contesto urbanizzato • favorire lo sviluppo dei sistemi commerciali urbani di vicinato • garantire un corretto inserimento paesistico delle trasformazioni:
- avendo cura nella dotazione di aree verdi e nella loro connessione reciproca e con altri servizi
istico delle trasformazioni:
- avendo cura nella dotazione di aree verdi e nella loro connessione reciproca e con altri servizi
- prestando attenzione nell’inserimento del nuovo edificato nel contesto urbano (altezza edifici, densità edilizia)
- creando luoghi polifunzionali: residenza, attrezzature collettive, commerciali, tempo libero • favorire la riconversione delle aree dismesse • favorire le ricuciture del tessuto urbanistico evitando la realizzazione di fabbricati isolati non
ersione delle aree dismesse • favorire le ricuciture del tessuto urbanistico evitando la realizzazione di fabbricati isolati non in relazione con il contesto urbano e promuovendo la realizzazione di infrastrutture che consentano di ridisegnare l’ambito edificato • contenere il consumo di suolo libero attraverso la riqualificazione degli ambiti urbani non costruiti a contorno dell’edificato, piantumazione delle aree residuali, miglioramento della fruizione degli spazi liberi Ambito naturale:
a contorno dell’edificato, piantumazione delle aree residuali, miglioramento della fruizione degli spazi liberi Ambito naturale: • favorire il diffondersi di tecnologie innovative per il riscaldamento degli edifici promuovendo l’utilizzo di fonti rinnovabili (pannelli solari e fotovoltaici) • migliorare la rete degli elettrodotti e di altri impianti attraverso l’interramento delle reti che interagiscono negativamente con l’ambiente urbano o con ambienti di particolare valenza naturalistica e paesaggistica
e reti che interagiscono negativamente con l’ambiente urbano o con ambienti di particolare valenza naturalistica e paesaggistica • ridurre l’esposizione a fattori inquinanti atmosferici, acustici, da campi elettromagnetici mediante la promozione di una corretta progettazione architettonica dei nuovi edifici • favorire la creazione di un sistema continuo di aree verdi attraverso il recupero di elementi visivi propri del paesaggio agrario locale (filari, siepi, macchie boscate, terrazzamenti)
di attraverso il recupero di elementi visivi propri del paesaggio agrario locale (filari, siepi, macchie boscate, terrazzamenti) Dalla trattazione effettuata risulta evidente che le politiche di Governo del Territorio richiedono interventi molto complessi che necessitano della sinergia di più figure amministrative: l’attuazione del programma riguarda infatti il settore economico, sociale, urbanistico, ambiente, sport e tempo libero, agricoltura.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 108 Molti interventi richiedono inoltre la collaborazione dei vari enti e delle varie amministrazioni a livello sovraccomunale e intercomunale. L’attuazione di tali politiche avverrà a breve e medio termine secondo gli schemi espressi dall’Amministrazione pubblica anche mediante accordi di programma, progetti sovraccomunali e
termine secondo gli schemi espressi dall’Amministrazione pubblica anche mediante accordi di programma, progetti sovraccomunali e attraverso l’approvazione dei Programmi triennali e quinquennali delle opere pubbliche. criteri di perequazione ed incentivazione L’applicazione dei principi del presente articolo avviene ai sensi dell’art.11 della L.R. 12/2005 (per le parti non in contrasto con le norme nazionali e comunitarie vigenti).
lo avviene ai sensi dell’art.11 della L.R. 12/2005 (per le parti non in contrasto con le norme nazionali e comunitarie vigenti). Principio di perequazione: tale strumento trova applicazione all’interno di ambiti residenziali o produttivi soggetti a piano attuativo attraverso l’applicazione dello stesso indice edificatorio all’intera area definita da specifica perimetrazione. Le volumetrie derivanti dall’applicazione di
lo stesso indice edificatorio all’intera area definita da specifica perimetrazione. Le volumetrie derivanti dall’applicazione di detto indice verranno realizzate sulle aree effettivamente edificabili definite all’interno delle schede degli ambiti di trasformazione. Principio di incentivazione: tale strumento trova applicazione negli interventi di nuova edificazione, ristrutturazione, manutenzione degli edifici nonché in sede di attuazione dei Piani Attuativi ed è identificabile nelle seguenti tipologie:
zione, manutenzione degli edifici nonché in sede di attuazione dei Piani Attuativi ed è identificabile nelle seguenti tipologie: a. Agevolazioni per la realizzazione di impianti di riscaldamento, in caso di nuova edificazione e ristrutturazione, con prestazioni superiori (in termini di efficienza energetica) rispetto a quanto richiesto dalla normativa nazionale vigente; b. Altri tipi di agevolazioni legate all’utilizzo di energie alternative, mitigazione di edifici fortemente impattanti con l’ambiente ecc;
ipi di agevolazioni legate all’utilizzo di energie alternative, mitigazione di edifici fortemente impattanti con l’ambiente ecc; c. Incentivi legati alla diversa classificazione energetica degli edifici; d. Agevolazioni per il recupero di edifici in centro storico; e. In sede di convenzionamento dei Piani Attuativi è consentita l’applicazione del principio di incentivazione secondo le modalità di seguito riportate: un incremento edificatorio massimo del 10% del volume ammissibile qualora il proponente,
condo le modalità di seguito riportate: un incremento edificatorio massimo del 10% del volume ammissibile qualora il proponente, in aggiunta agli oneri concessori dovuti, proponga all’ Amministrazione Comunale la realizzazione diretta o la partecipazione alla realizzazione di servizi aggiuntivi supplementari sia primari che secondari da individuarsi all’esterno del perimetro del Piano Attuativo in esame. Tale proposta può riguardare la realizzazione sia di servizi che di attrezzature, anche
perimetro del Piano Attuativo in esame. Tale proposta può riguardare la realizzazione sia di servizi che di attrezzature, anche comprese nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, in conformità alle vigenti normative nazionali e comunitarie in termini di lavori pubblici e appalti. Le proposte di realizzazione di nuovi servizi e attrezzature dovranno trovare riscontro nei programmi e nelle effettive intenzioni dell’ A.C.. Nell’ambito della convenzione urbanistica da stipulare ai sensi
riscontro nei programmi e nelle effettive intenzioni dell’ A.C.. Nell’ambito della convenzione urbanistica da stipulare ai sensi dell’art.46 della L.R. 12/2005 e s.m.i. l’A.C. potrà proporre ulteriori accordi a garanzia dell’ottimale realizzazione e fruibilità del servizio e delle pubbliche attrezzature. Le modalità di applicazione dei criteri di incentivazione saranno definiti al’interno del Regolamento Edilizio approvato in seguito all’entrata in vigore del presente PGT.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 109 %3 contenuti La tavola dp10 “Previsioni di Piano” rappresenta graficamente le politiche di sviluppo che l’Amministrazione Comunale intende attuare sul proprio territorio attraverso la trasformazione dei suoli. In particolare sulla tavola in esame vengono analizzate le seguenti tematiche:
erritorio attraverso la trasformazione dei suoli. In particolare sulla tavola in esame vengono analizzate le seguenti tematiche: IL CONFINE COMUNALE: al fine di individuare chiaramente l’ambito territoriale oggetto di pianificazione viene evidenziato con una campitura specifica il confine comunale. In fase ricognitiva dalle planimetrie catastali è emersa un’incongruenza nel tracciato in corrispondenza del confine con i Comuni di Darfo B.T., Esine, Artogne in particolare in territorio montano. Verranno
racciato in corrispondenza del confine con i Comuni di Darfo B.T., Esine, Artogne in particolare in territorio montano. Verranno pertanto attivate le procedure previste dalla normativa vigente al fine di adeguare i dati riportati nel volo aerofotogrammetrico con il confine reale. GLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE: si rappresentano sulla tavola gli ambiti soggetti a trasformazione urbanistica di tipo residenziale, produttivo e per servizi.
: si rappresentano sulla tavola gli ambiti soggetti a trasformazione urbanistica di tipo residenziale, produttivo e per servizi. Ad una rappresentazione generica che individua, nelle tavole di Documento di Piano, il solo perimetro degli ambiti di trasformazione, corrisponde, all’interno delle Norme Tecniche di Attuazione, specifica e puntuale trattazione: ogni Piano attuativo e ambito di trasformazione è oggetto di approfondimento attraverso una scheda di analisi che ne definisce i parametri
IL TESSUTO URBANO CONSOLIDATO: IL NUCLEO DI ANTICA FORMAZIONE, GLI AMBITI RESIDE
attuativo e ambito di trasformazione è oggetto di approfondimento attraverso una scheda di analisi che ne definisce i parametri urbanistico edilizi, prescrizioni per la progettazione, raccomandazioni di carattere paesistico ambientale. IL TESSUTO URBANO CONSOLIDATO: IL NUCLEO DI ANTICA FORMAZIONE, GLI AMBITI RESIDENZIALI, GLI AMBITI PRODUTTIVI. Attento e dettagliato è stato il lavoro di rilievo e schedatura delle realtà
NE, GLI AMBITI RESIDENZIALI,
NE, GLI AMBITI RESIDENZIALI, GLI AMBITI PRODUTTIVI. Attento e dettagliato è stato il lavoro di rilievo e schedatura delle realtà edificate e non presenti nei nuclei di antica formazione. Il Piano delle Regole utilizza tale rilievo per valutare ed analizzare la consistenza del patrimonio abitativo storico proponendo specifiche Norme Tecniche di Attuazione finalizzate alla tutela, alla valorizzazione ed alla promozione del recupero degli edifici.
cifiche Norme Tecniche di Attuazione finalizzate alla tutela, alla valorizzazione ed alla promozione del recupero degli edifici. Il PGT conferma le aree di completamento comprese negli ambiti urbanizzati sia di tipo residenziale che produttivo. Relativamente agli ambiti agricoli il PGT propone l’introduzione di un’area di rispetto dell’abitato a corona dell’edificato che, pur mantenendo la valenza agricola non ammette l’edificazione di strutture produttive.
dell’abitato a corona dell’edificato che, pur mantenendo la valenza agricola non ammette l’edificazione di strutture produttive. LE AREE ADIBITE E SERVIZI ED IMPIANTI TECNOLOGICI. La tavola di riferimento rappresenta nel complesso le aree esistenti e di progetto destinate a servizi. Le realtà attualmente in essere nel comune sono state dettagliatamente rilevate e catalogate in specifiche schede dal Piano dei Servizi che ne valuta la consistenza non solo in merito agli aspetti dimensionali ma, anche e
in specifiche schede dal Piano dei Servizi che ne valuta la consistenza non solo in merito agli aspetti dimensionali ma, anche e soprattutto, il peso qualitativo. Detta analisi costituisce l’ossatura per la valutazione fatta dal Piano stesso circa le carenze e le future necessità di servizi da individuare sul territorio. LE AREE DESTINATE ALL’AGRICOLTURA e AREE AGRICOLE DI VALENZA PAESAGGISTICA La definizione delle aree destinate all’agricoltura e delle aree di rilevanza paesistica a conduzione
E DI VALENZA PAESAGGISTICA
E DI VALENZA PAESAGGISTICA La definizione delle aree destinate all’agricoltura e delle aree di rilevanza paesistica a conduzione agricola è stata effettuata analizzando più aspetti: • i caratteri fisici dei suoli, i caratteri ambientali e paesaggistici nonché il valore agroforestale degli stessi. Il sistema agricolo forestale comunale interessa la maggior parte del territorio (91,80%), ed è caratterizzato dalla rilevanza delle superfici forestali.
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 110 Il sistema agricolo (che riguarda il 26% del territorio) risulta incentrato principalmente sulla zootecnia anche se le aree coltivate a foraggio hanno visto negli anni una progressiva diminuzione a causa del minore numero di attività di allevamento. La porzione boscata, che va ad invadere la aree precedentemente coltivate, è caratterizzata da
umero di attività di allevamento. La porzione boscata, che va ad invadere la aree precedentemente coltivate, è caratterizzata da conifere nelle quote più elevate e da latifoglie nelle aree più temperate. Prevalgono sui versanti di bassa quota i faggeti ed i castagneti per la cui coltivazione si assiste ad un interesse rinnovato. Medesima evoluzione sta avvenendo per la coltivazione della vite la cui coltivazione, fino al
assiste ad un interesse rinnovato. Medesima evoluzione sta avvenendo per la coltivazione della vite la cui coltivazione, fino al decennio passato, era limitata ad alcuni ambiti interni all’abitato. Le aree un tempo coltivate a vigneto sono oggi interessate da frutteti ma si rilevano anche nuove coltivazioni a vite in particolare sui versanti meglio esposti al soleggia mento. I VINCOLI E LE CLASSI DI FATTIBILITÀ GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA : la tavola di sintesi recepisce la
LE AREE A RISCHIO DI COMPROMISSIONE E DEGRADO, A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
lio esposti al soleggia mento. I VINCOLI E LE CLASSI DI FATTIBILITÀ GEOLOGICA, IDROGEOLOGICA : la tavola di sintesi recepisce la vincolistica derivante dallo studio geologico idrogeologico e sismico rappresentando i limiti delle classi di fattibilità geologica, le aree di rispetto del reticolo idrico principale e minore, le classi di fattibilità sismica, e ne verifica la coerenza con la programmazione urbanistica del Piano. LE AREE A RISCHIO DI COMPROMISSIONE E DEGRADO, A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE ED A
LE AREE A RISCHIO DI COMPROMISSIONE E DEGRADO, A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
on la programmazione urbanistica del Piano. LE AREE A RISCHIO DI COMPROMISSIONE E DEGRADO, A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE ED A RISCHIO ARCHEOLOGICO: si rilevano sul territorio comunale aree a rischio di compromissione e degrado in alcuni ambiti all’interno del tessuto produttivo pregresso che il Piano definisce attraverso specifica perimetrazione come ambiti di trasformazione e completamento. In fase di
VISUALIZZAZIONE SINTETICA E FUNZIONALE DELLE PRINCIPALI AZIONI STRATEGICHE DI PI
o pregresso che il Piano definisce attraverso specifica perimetrazione come ambiti di trasformazione e completamento. In fase di ricognizione sono stati individuati altri ambiti in situazioni di degrado che sono risultati coincidenti con cantieri edili aperti. Lo stato di degrado è risultato quindi di tipo temporaneo. Non sono state individuate attività a rischio di incidente rilevante o a rischio archeologico. VISUALIZZAZIONE SINTETICA E FUNZIONALE DELLE PRINCIPALI AZIONI STRATEGICHE DI PIANO.
VISUALIZZAZIONE SINTETICA E FUNZIONALE DELLE PRINCIPALI AZIONI STRATEGICHE DI PI
cidente rilevante o a rischio archeologico. VISUALIZZAZIONE SINTETICA E FUNZIONALE DELLE PRINCIPALI AZIONI STRATEGICHE DI PIANO. La tavola delle previsioni di piano identifica le principali azioni strategiche del PGT: all’interno del Piano dei servizi e del Piano delle Regole, gli elaborati grafici e testuali focalizzeranno la propria attenzione sugli obiettivi generali enunciati dal Documento di Piano proponendo obiettivi ed azioni
li focalizzeranno la propria attenzione sugli obiettivi generali enunciati dal Documento di Piano proponendo obiettivi ed azioni specifici per il proprio ambito di analisi. Si rimanda quindi a detti elaborati per un approfondimento delle previsioni trattate in modo macroscopico nella tavola delle previsioni di piano contenuta nel Documento di Piano. I tecnici estensori esine, aprile 2010
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 111 Allegato tavola dp 7 Dimensionamento del Piano: superfici e dimensionamento ambiti #$#, *+,0/+0/ #$#, 2/,.2011
#$#, 2/,.2011 #$#, ),0044/ &$## & % * 5 # $!$& ( # % (%!" & 4 !&% ( !# 6$5 " $!% 7,,8
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 112 #$# *.,2414)
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Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 113 #$#, +4,/1-/ #$# 41,)+/+1 #$#, 4,)-401 #$#, 42-,+2221 #$#, ,/-/ #$#, /-,0/0)1 5 # ( # 6$5 " $!% $(## $''%## 5 # % (%!" & (
#$#, ,/-*/ #$#, /-,0/0)1 5 # ( # 6$5 " $!% $(## $''%## 5 # % (%!" & ( 5 # $!$& ( # $(## (4 5 # ( # 6$5 " $!% % " 5 # $!$& ( # $(## ( &$## & % (
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TABELLA MODIFICATA IN SEDE DI CONCERTAZIONE CON LA PROVINCIA
Comune di Gianico–PGT– studio di architettura e urbanistica arch. claudio nodari - DdP - “Relazione illustrativa” 115 Allegato tavola dp 9 Dimensionamento del Piano: consumo di suolo TABELLA MODIFICATA IN SEDE DI CONCERTAZIONE CON LA PROVINCIA $& %(% #% %(%&&%( %## %%& # & ,#,,,( % &&%' #$ 9# %&& # 5 $!%!" $! &%( $!5$( $&$ 6, &$&$ ( # $%$ %$ $%$ %$ !$ "&! '%$ $%$
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