I contenuti del Piano Regolatore Generale PRG
Comune di Pisa · Pisa, Toscana
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54 sezioni del documento
CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Università di Pisa Facoltà di Ingegneria AA 2017/2018 CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA Luisa Santini TECNICA URBANISTICA I Fondamenti di diritto urbanisticoI contenuti del Piano Regolatore Generale PRG La pianificazione urbanisticaStandard urbanistici e misure di salvaguardia
INTRODUCE GLI STRUMENTI
anisticoI contenuti del Piano Regolatore Generale PRG La pianificazione urbanisticaStandard urbanistici e misure di salvaguardia
Gli strumenti urbanistici nella Lg. 1150/1942 Legge Urbanistica Nazionale (LUN) INTRODUCE GLI STRUMENTI PRG, PdF PP ambito: territorio comunale finalità: assetto e sviluppo urbanistico ambito: aree interne al comune finalità: attuazione PRG Introduce il concetto di URBANISTICA come disciplina che si occupa della pianificazione dell’intero territorio comunale PTC
PRG Introduce il concetto di URBANISTICA come disciplina che si occupa della pianificazione dell’intero territorio comunale PTC ambito: area vasta finalità: coordinamento degli interventi a scala sovracomunale PRGI ambito: territori di comuni confinanti finalità: assetto e sviluppo urbanistico
STRUTTURA DEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE PTC PP PRGIPRGPF
STRUTTURA DEL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE PTC PP PRGIPRGPF Legge 1150/1942 LIVELLO COMUNALE LIVELLO SOVRACOMUNALE AREA VASTA LIVELLO SUBCOMUNALE
LA LEGGE 1150/1942 LA LEGGE 1150/1942 CONTIENE DUE MECCANISMI PER COMBATTERE LA RENDITA 1 ESPROPORIO AL PREZZO DEL VALORE AGRICOLO 2 COMPARTO EDIFICATORIO
CONTIENE DUE MECCANISMI PER COMBATTERE LA RENDITA 1 ESPROPORIO AL PREZZO DEL VAL
E 1150/1942 CONTIENE DUE MECCANISMI PER COMBATTERE LA RENDITA 1 ESPROPORIO AL PREZZO DEL VALORE AGRICOLO 2 COMPARTO EDIFICATORIO
LUN E COMPARTO EDIFICATORIO 2 COMPARTO EDIFICATORIO CONSENTE AI PROPRIETARI DI RIUNIRSI IN COMPARTO PER L’ATTUAZIONE DELLE PREVISIONI DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO TUTTI I PRIVATI ALL’INTERNO DI UN’AREA DI ESPANSIONE COSTITUITA IN COMPARTO HANNO LO STESSO DIRITTO DI EDIFICARE (GUADAGNARE), ANCHE SE LE PROPRIE AREE SONO DESTINATE A SERVIZI
IONE COSTITUITA IN COMPARTO HANNO LO STESSO DIRITTO DI EDIFICARE (GUADAGNARE),
IONE COSTITUITA IN COMPARTO HANNO LO STESSO DIRITTO DI EDIFICARE (GUADAGNARE), ANCHE SE LE PROPRIE AREE SONO DESTINATE A SERVIZI LE VOLUMETRIE PRIVATE QUANTIFICATE IN RELAZIONE ALLA SUPERFICIE DI PROPRIETÀ ANDAVANO RICOLLOCATE NELLE AREE EDIFICABILI, MENTRE LE AREE PER I SERVIZI VENIVANO CEDUTE AL COMUNE
OBBLIGATORIO PER I COMUNI CONTENUTI IN UN APPOSITO ELENCO
OBBLIGATORIO PER I COMUNI CONTENUTI IN UN APPOSITO ELENCO CONCERNE L’INTERO TERRITORIO COMUNALE HA LO SCOPO DI PIANIFICARE TALE TERRITORIO Il Piano Regolatore nella LUN
Art 7 lg 1150/1942
N APPOSITO ELENCO CONCERNE L’INTERO TERRITORIO COMUNALE HA LO SCOPO DI PIANIFICARE TALE TERRITORIO Il Piano Regolatore nella LUN
Art 7 lg 1150/1942 DIVISIONE IN ZONE del territorio comunale con la precisazione delle zone destinate all'espansione dell'aggregato urbano e la determinazione dei vincoli e dei caratteri da osservare in ciascuna zona; INDIVIDUAZIONE •rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti;
INDIVIDUAZIONE
una zona; INDIVIDUAZIONE •rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti; •aree destinate a formare spazi di uso pubblico o sottoposte a speciali servitù; •aree da riservare ad edifici pubblici o di uso pubblico nonché ad opere ed impianti di interesse collettivo o sociale; •vincoli da osservare nelle zone a carattere storico, ambientale, paesistico; NORME PER L'ATTUAZIONE DEL PIANO CONTENUTI
LA ZONIZZAZIONE ZONING FUNZIONALE
DIVISIONE IN ZONE (o azzonamento, o zoning) suddivisione di un ambito territoriale in zone e attribuzione a ogni singola zona di proprie specifiche caratteristiche in ordine alle previsioni insediative LA ZONIZZAZIONE ZONING FUNZIONALE Suddivisione in zone, con attribuzione ad esse di specifiche caratteristiche in ordine alla destinazione funzionale ZONING EDILIZIO Suddivisione in zone, con attribuzione ad esse di specifiche caratteristiche in ordine ai connotati fisici dei fabbricati
ILIZIO Suddivisione in zone, con attribuzione ad esse di specifiche caratteristiche in ordine ai connotati fisici dei fabbricati
attività individuate residenze attività commerciali e direzionali grande distribuzione servizi pubblici e privati attività produttive attività industriali attività artigianali attività turistiche La zonizzazione funzionale
La zonizzazione edilizia Zoning qualitativo Tipologie edilizie Palazzi Palazzine Case in linea Case a schiera Ville e Villini Ecc.
GLI ELABORATI
zonizzazione edilizia Zoning qualitativo Tipologie edilizie Palazzi Palazzine Case in linea Case a schiera Ville e Villini Ecc.
GLI ELABORATI Tavola di inquadramento TERRITORIALE regionale o provinciale scala 1:50.000/1:25.000 Stralcio di PTC scala 1:25.000 Descrizione dello stato di fatto (generale) vincoli esistenti scala 1:25.000 edificazione esistente proprietà demaniali particolari impianti e infrastrutture Progetto Piano di azzonamento scala 1:5.000/1:10.000 Piano della viabilità
rietà demaniali particolari impianti e infrastrutture Progetto Piano di azzonamento scala 1:5.000/1:10.000 Piano della viabilità Planimetria dei scala 1:5.000/1:10.000 Piani Attuativi
GLI ELABORATI
GLI ELABORATI Relazione tecnica illustrativa descrizione dello stato di fatto e delle analisi svolte Illustrazione delle problematiche riscontrate e degli obiettivi della pianificazione iperscalare e dell’Amministrazione Descrizione della prospettiva temporale Dimensionamento del Piano Descrizione della metodologia di redazione e delle modalità attuative Norme Tecniche di Attuazione specificazione e dettaglio del piano di azzonamento e Norme di attuazione Computo delle aree e verifiche quantitative
Attuazione specificazione e dettaglio del piano di azzonamento e Norme di attuazione Computo delle aree e verifiche quantitative residenziali, produttive, pubbliche Piano finanziario Stima sommaria dei costi
LA LEGGE PONTE
LA LEGGE PONTE Nel 1967 viene emanata la legge n. 765 detta LEGGE PONTE recante MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LUN Introduce tra le altre cose GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA STANDARD URBANISTICI STANDARD EDILIZI DM N. 1444/1968 REGOLAMETO TECNICO DELLA LEGGE 765
Art. 17, lg 765/1967:
DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA STANDARD URBANISTICI STANDARD EDILIZI DM N. 1444/1968 REGOLAMETO TECNICO DELLA LEGGE 765
Le zone omogenee e gli standard Art. 17, lg 765/1967: “In tutti i Comuni, ai fini della formazione degli strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, devono essere osservati limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati, nonché rapporti massimi fra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi
a, di distanza fra i fabbricati, nonché rapporti massimi fra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi” Standard edilizi: densità edilizia, altezza massima, distanza fra i fabbricati Standard urbanistici: rapporti fra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi
Le zone omogenee Ai fini della verifica del rispetto degli standard, il territorio comunale è diviso in 6 ZONE OMOGENEE centro storicoZona A zona di completamentoZona B zona di espansioneZona C zona per insediamenti produttiviZona D zona agricolaZona E zona per impianti e attrezzature collettiveZona F
Le zone omogenee Edifici e tessuto edilizio di interesse storico e architettonico Zona A Più di 1/8 di superficie è edificata Zona B Meno di 1/8 di superficie è edificataZona C
SERVIZI DI USO COMUNE (SERVIZI
nteresse storico e architettonico Zona A Più di 1/8 di superficie è edificata Zona B Meno di 1/8 di superficie è edificataZona C
Gli standard urbanistici Tipologie di SERVIZI DI LIVELLO LOCALE: servizi primari distribuiti capillarmente sul territorio SERVIZI SCOLASTICI (SCUOLA DELL’OBBLIGO: nido, materna, elementare, media) SERVIZI DI USO COMUNE (SERVIZI COLLETTIVI: sanitari, culturali, sociali) PARCHEGGI VERDE PUBBLICO (verde sportivo, parchi e giardini, verde attrezzato, verde di arredo,
DOTAZIONE DI SERVIZI AD ABITANTE
I: sanitari, culturali, sociali) PARCHEGGI VERDE PUBBLICO (verde sportivo, parchi e giardini, verde attrezzato, verde di arredo, verde di rispetto) DOTAZIONE DI SERVIZI AD ABITANTE
ZONA C ESPANSIONE 4,5 2 2,5 9 18
Gli standard urbanistici SCOLASTICI COMUNITARI PARCHEGGI VERDE tot mq/ab mq/ab mq/ab mq/ab mq/ab ZONA A CENTRO STORICO C/2 C/2 C/2 C/2 C/2 ZONA B COMPLETAMENTO C/2 C/2 C/2 C/2 C/2 ZONA C ESPANSIONE 4,5 2 2,5 9 18 ZONA D INDUSTRIALE * * * 10% Sup tot ZONA E AGRICOLA * * 6 ZONA F SERVIZI SUPERIORI 1,5 scuola superiore 1 ospedali 15 parchi 17,5
ZONA F SERVIZI SUPERIORI 1,5
NA D INDUSTRIALE * * * 10% Sup tot ZONA E AGRICOLA * * 6 ZONA F SERVIZI SUPERIORI 1,5 scuola superiore 1 ospedali 15 parchi 17,5
Gli standard edilizi Vincoli relativi alle caratteristiche fisiche dell’edilizia DENSITÀ EDILIZIA: rapporto tra superficie edificata e superficie libera, rapporto tra volume edificato e superficie ALTEZZA massima dei fabbricati Misurata dalla quota del terreno fino all’intradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano abitabile DISTANZA fra i fabbricati
surata dalla quota del terreno fino all’intradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano abitabile DISTANZA fra i fabbricati Tra pareti chiuse, tra pareti finestrate, dalla strada
ANALISI SINTESI E VALUTAZIONE PROGETTO
PRG di San Giuliano Terme ANALISI SINTESI E VALUTAZIONE PROGETTO Quadro Conoscitivo obiettivi normativa
PRG di San Giuliano Terme Indice della RELAZIONE al PS
PRG di San Giuliano Terme
PRG di San Giuliano Terme PARTICOLARE DELLA NORMATIVA
PRG di San Giuliano Terme Indice delle NTA del PS
PARTICOLARE DELLA NORMATIVA
di San Giuliano Terme
PRG di San Giuliano Terme PARTICOLARE DELLA NORMATIVA
PRG di San Giuliano Terme Indice delle NTA del PS
Calcolo della crescita media della popolazione CALCOLO DELLA POPOLAZIONE TOTALE PREVISTA Standards urbanistici applicando le quantità minime di STANDARD URBANISTICI prescritte dal DM1444/68 Quantità di standards prevista dal DM 1444/68 Calcolo di standards previsti dal Piano Strutturale Fabbisogno abitativo Ipotesi composizione media del nucleo familiare
DIMENSIONAMENTO TEORICO DEL PIANO (CALCOLO CUBATURA PREVISTA)
1444/68 Calcolo di standards previsti dal Piano Strutturale Fabbisogno abitativo Ipotesi composizione media del nucleo familiare Ipotesi composizione dell'alloggio medio (n. vani e n. vani/ab) Ipotesi volume medio alloggio tipo e calcolo dotazione procapite ad abitante ASSUNZIONE DI UN PARAMETRO di dotazione procapite (MC/AB) PER IL DIMENSIONAMENTO TEORICO DEL PIANO (CALCOLO CUBATURA PREVISTA) LA CUBATURA PREVISTA VIENE REPERITA TRAMITE A) Recupero e riqualificazione edificato storico recente
PREVISTA) LA CUBATURA PREVISTA VIENE REPERITA TRAMITE
(CALCOLO CUBATURA PREVISTA) LA CUBATURA PREVISTA VIENE REPERITA TRAMITE A) Recupero e riqualificazione edificato storico recente B) Nuovi interventi urbanistici ed edilizi PRG di San Giuliano Terme: dimensionamento
PRG di Pisa: Regolamento Urbanistico (centro storico)
PRG di Pisa: Regolamento Urbanistico (centro storico)
PRG di Pisa: Regolamento Urbanistico (fuori dal centro storico)
Articolo 1.2.1.1. - Ambiti di impianto pre-urbano originari (C1a)
storico)
PRG di Pisa: Regolamento Urbanistico (centro storico)
PRG di Pisa: Regolamento Urbanistico (fuori dal centro storico)
PRG di Pisa: NTA RU Trasformazioni ammesse Centro Storico Articolo 1.2.1.1. - Ambiti di impianto pre-urbano originari (C1a) i complessi insediativi, composti da unità edilizie e da unità di spazio scoperto concluso, di impianto pre-urbano, che conservano le originarie caratteristiche morfologiche. è prescritta la conservazione, od il ripristino per quanto alterato,
che conservano le originarie caratteristiche morfologiche. è prescritta la conservazione, od il ripristino per quanto alterato, dell'assetto morfologico originario complessivo, delle unità edilizie che li compongono, e del sistema degli spazi liberi, con particolare riferimento alla corte, od al cortile, od all'aia, e delle relative caratteristiche dimensionali e formali. Le trasformazioni fisiche ammissibili negli spazi scoperti comuni (corti, o
lle relative caratteristiche dimensionali e formali. Le trasformazioni fisiche ammissibili negli spazi scoperti comuni (corti, o cortili, od aie) sono volte alla conservazione delle relative caratteristiche dimensionali e formali, anche attraverso la eliminazione delle superfetazioni Negli spazi scoperti comuni (corti, o cortili, od aie) è prescritta la conservazione integrale degli elementi di arredo caratteristici e la sostituzione, loro o di loro parti, ove irrecuperabili, con gli stessi materiali.
Articolo 1.2.1.1. - Ambiti di impianto pre-urbano originari (C1a)
PRG di Pisa: NTA RU Destinazioni ammesse Centro Storico Articolo 1.2.1.1. - Ambiti di impianto pre-urbano originari (C1a) sono compatibili le seguenti utilizzazioni: A) a tutti i piani:
- abitazioni rurali;
- abitazioni ordinarie:
- abitazioni collettive (conventi e simili, collegi, alloggi studenti, ospizi)
- attività ricettive (alberghi;residenze turistico-alberghiere;ostelli)
- attività direzionali
- erogazioni dirette di servizi (uffici privati;studi professionali)
- strutture per l'istruzione
stelli)
- attività direzionali
- erogazioni dirette di servizi (uffici privati;studi professionali)
- strutture per l'istruzione
- strutture associative, B) esclusivamente al piano terra
- Manifatture (artigianato di produzione di beni artistici o connessi con le persone e le abitazioni;artigianato di servizio);
- commercio al dettaglio (esercizi di vicinato, con superficie di vendita non superiore a 100 metri quadrati; servizi di pertinenza degli esercizi di vicinato;
izi di vicinato, con superficie di vendita non superiore a 100 metri quadrati; servizi di pertinenza degli esercizi di vicinato;
- pubblici esercizi (bar, caffè, gelaterie, bottiglierie ed enoteche con somministrazione, con superficie di vendita non superiore a 100 metri quadrati; servizi di pertinenza dei pubblici esercizi)
Articolo 1.2.2.7. - Assetti urbani recenti suscettibili di
PRG di Pisa: NTA RU Trasformazioni ammesse Zone di ampliamento Articolo 1.2.2.7. - Assetti urbani recenti suscettibili di incrementi del carico insediativo e di nuova edificazione (Q3e) Si considerano lotti edificabili gli spazi scoperti autonomi che presentano i seguenti requisiti:
- posizione in fregio a strada (o piazza) pubblica o privata di uso pubblico esistente dotata di sottoservizi o dotabile di sottoservizi con oneri assunti a carico dell’intervento edificatorio medesimo, per la quota parte;
di sottoservizi o dotabile di sottoservizi con oneri assunti a carico dell’intervento edificatorio medesimo, per la quota parte;
- dimensioni planimetriche tali da consentire la edificazione di edifici di tipologia e dimensioni analoghe a quelli dei lotti circostanti e comunque con lato fronte strada, misurato in corrispondenza dell’allineamento del fabbricato in progetto, non inferiore a ml S+2Dc, ove S è lo spessore del corpo di fabbrica e Dc la distanza dal confine, come di seguito disciplinate:
non inferiore a ml S+2Dc, ove S è lo spessore del corpo di fabbrica e Dc la distanza dal confine, come di seguito disciplinate: S non inferiore a:
- ml 12 per edifici mono-bifamiliari, isolati
- ml 10 per edifici condominiali multipiano ;
- ml 7 per elementi di schiera.
PRG di Pisa: NTA RU Trasformazioni ammesse Zone di ampliamento In tali lotti sono ammissibili le trasformazioni fisiche di nuova edificazione, anche di più edifici nel medesimo lotto, nel rispetto dei seguenti parametri: a) indice di utilizzazione fondiaria: 0,5 mq/mq; b) indice fondiario di copertura: 0,40 mq/mq; c) altezza massima degli edifici: pari alla media delle altezze degli edifici esistenti nei due lotti contigui lato strada, ove presenti. Nel caso che sia
difici: pari alla media delle altezze degli edifici esistenti nei due lotti contigui lato strada, ove presenti. Nel caso che sia definibile o presente un unico lotto contiguo edificato, si assume come altezza massima quella dell’edificio ivi esistente. In ogni caso si assume il massimo di 15 ml; d) dotazione minima di spazi scoperti di pertinenza sistemati a verde: 30 per cento della superficie fondiaria; e) distanza dai confini: non inferiore a metà dell’altezza del fabbricato in
i a verde: 30 per cento della superficie fondiaria; e) distanza dai confini: non inferiore a metà dell’altezza del fabbricato in progetto e comunque a 5 metri, oppure, nei casi di interventi in base a progetti unitari riferiti ad edifici insistenti in lotti contigui, ovvero in presenza di costruzioni sul confine, pari a 0 (costruzione in aderenza); f) distanza dalle strade, rispettivamente:
- in allineamento con i fabbricati contigui, ove tale allineamento sia riconoscibile,
f) distanza dalle strade, rispettivamente:
- in allineamento con i fabbricati contigui, ove tale allineamento sia riconoscibile,
- non inferiore alla metà dell'altezza della parete prospiciente e comunque a 5 metri, nei casi diversi dal precedente.
Articolo 1.2.3.1. - Ambiti della trasformazione: trasformazioni previste
PRG di Pisa: NTA RU Trasformazioni previste Zone di nuova edificazione Articolo 1.2.3.1. - Ambiti della trasformazione: trasformazioni previste e prescritte è prevista la nuova urbanizzazione ed edificazione, oppure è prescritta la trasformazione dell'assetto urbano, mediante la modificazione:
- della maglia insediativa,
- della giacitura e della larghezza degli elementi viari, salva espressa diversa disposizione del presente strumento di pianificazione urbanistica,
- dell'impianto fondiario,
enti viari, salva espressa diversa disposizione del presente strumento di pianificazione urbanistica,
- dell'impianto fondiario,
- del sistema degli spazi scoperti, nonché dei rapporti tra spazi scoperti, spazi coperti e volumi edificati,
- degli edifici esistenti, ovvero di quote rilevanti degli stessi. Tali trasformazioni sono attuate solamente in conformità alla disciplina dettata da piani attuativi, ognuno dei quali, salvo diversa disposizione
ni sono attuate solamente in conformità alla disciplina dettata da piani attuativi, ognuno dei quali, salvo diversa disposizione espressa nelle schede-norma costituenti l’allegato F2, deve essere riferito all'interezza di uno degli ambiti della trasformazione, in quanto tale compreso entro il perimetro di uno degli ambiti di progettazione unitaria definiti dal presente strumento di pianificazione urbanistica.
SCHEDA NORMA
PRG di Pisa SCHEDA NORMA
PRG di Pisa SCHEDA NORMA
PRG di Pisa SCHEDA NORMA
SCHEDA NORMA
PRG di Pisa SCHEDA NORMA
PRG di Pisa SCHEDA NORMA
PRG di Pisa SCHEDA NORMA
PROCEDURA E ITER
- in origine al Ministero dei Lavori Pubblici Adozione da parte del Consiglio Comunale Pubblicazione all’Albo Pretorio e deposito per 30 giorni in segreteria comunale Presentazione osservazioni (30+30 giorni) Recepimento osservazioni da parte del C.C. (180 GIORNI) in caso di accoglimento, modifica il P.R.G. in caso di non accoglimento, lo lascia inalterato Trasmissione alla Regione (prima Ministero Lavori
glimento, modifica il P.R.G. in caso di non accoglimento, lo lascia inalterato Trasmissione alla Regione (prima Ministero Lavori Pubblici) 30 GIORNI Redazione da parte di ufficio tecnico comunale o di professionista incaricato1 2 3 4 5 6
PROCEDURA E ITER
- in origine il Ministero dei Lavori Pubblici Recepimento da parte della Giunta Regionale del PRG alla normativa sovraordinata (PIT e PTC) 180 giorni Approvazione e Pubblicazione della delibera della GR sul B.U.R. ed entrata in vigore non lo approva, motivando il rigetto riprende da punto 1 apporta modifiche non sostanziali e lo modifica apporta modifiche sostanziali, e lo ritrasmette al Comune per le opportune correzioni, riprende da punto 1 7 8 PROCEDURA E ITER
PROCEDURA E ITER LE MISURE DI SALVAGUARDIA
apporta modifiche sostanziali, e lo ritrasmette al Comune per le opportune correzioni, riprende da punto 1 7 8 PROCEDURA E ITER
LE MISURE DI SALVAGUARDIA Fra ADOZIONE e APPROVAZIONE trascorre inevitabilmente un lasso temporale nel quale le trasformazioni del territorio comunale sono soggette al vecchio PRG, che resta in vigore fino all’approvazione del nuovo POTREBBERO ESSERCI PREVISIONI DEL PRG VIGENTE DIFFORMI RISPETTO AL PRG IN ITINERE
POTREBBERO ESSERCI PREVISIONI DEL PRG VIGENTE DIFFORMI RISPETTO AL PRG IN ITINER
esta in vigore fino all’approvazione del nuovo POTREBBERO ESSERCI PREVISIONI DEL PRG VIGENTE DIFFORMI RISPETTO AL PRG IN ITINERE
LE MISURE DI SALVAGUARDIA Il Sindaco ha la facoltà di sospendere ogni determinazione su richieste di licenza edilizia conformi al PRG vigente ma difformi rispetto al PRG in itinere (Lg1902/1952) Le misure di salvaguardia decorrono dalla data della deliberazione comunale di adozione per la durata di 5 anni dalla data di adozione tale facoltà diventa un obbligo con la legge
a deliberazione comunale di adozione per la durata di 5 anni dalla data di adozione tale facoltà diventa un obbligo con la legge 765/1967
LE VARIANTI
LE VARIANTI Un PRG resta in vigore a tempo indeterminato, e comunque per una durata normalmente superiore ai 10-15 anni Nel corso della validità di un PRG è frequente l’esigenza di introdurre modifiche, anche significative, alle previsioni in esso comprese, a seguito di fatti imprevisti che modifichino la dinamica evolutiva degli insediamenti Ogni significativa trasformazione delle previsioni di un PRG avviene tramite la redazione di una VARIANTE AL PRG
LE VARIANTI LA VARIANTE AL PRG È ADOTTATA DEPOSITATA OSSERVATA E APPROVATA DA PA
li insediamenti Ogni significativa trasformazione delle previsioni di un PRG avviene tramite la redazione di una VARIANTE AL PRG
L’ITER di approvazione della VARIANTE è lo stesso dell’approvazione del PRG Dal 1985 (legge 47) Non è più richiesta l’approvazione da parte della Regione LE VARIANTI LA VARIANTE AL PRG È ADOTTATA DEPOSITATA OSSERVATA E APPROVATA DA PARTE DEL COMUNE STESSO
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