Piano Urbanistico Comunale - Comune di Ravello
Comune di Ravello · Salerno, Campania
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1816 sezioni del documento
Sindaco Avv. Salvatore Di Martino agg. gennaio 2022 Comune di Ravello Piano Urbanistico Comunale Ravello Relazione generale Proposta definitiva geol. Rosanna MIGLIONICO studi geologici arch. Antonio PACILEO anagrafe edilizia agr. Fabio SORRENTINO studi agronomici e naturalistici ing. Vincenzo DI LAURO Tecno Progetti Integrati studio di zonizzazione acustica arch. Rosa ZECCATO responsabile dell'ufficio di piano e del procedimento
arch. Giovanni INFANTE
ica arch. Rosa ZECCATO responsabile dell'ufficio di piano e del procedimento
arch. Giovanni INFANTE pianificazione urbanistica e valutazione ambientale arch. Valentina TALIERCIO progettazione e valutazione in ambiente gis Ufficio di Piano ing. Gennaro FERRARA geom. Davide LAURIANO arch. Giosuè G. SATURNO E.1 elaborato modificato/integrato in confromità a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n. 88 del 07.08.2020.
Come stabilito nell’ambito del Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 il presente documento è da intendersi integrato e/o modificato dal Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 2020/00100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con
ota prot.n. 2020/00100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, che sono da intendere allegati alla presente e ne costituiscono parte integrante e sostanziale.
Ha collaborato alla redazione della proposta definitiva di Puc, per quanto concerne gli aspetti socio- economici e le strategie attuative, la dott.ssa Daniela Baldi che, in particolare, ha supportato il gruppo di progettazione, per gli aspetti di competenza, e curato la stesura definitiva dei paragrafi: 3.4: Dinamica demografica e struttura della popolazione; 3.5: Il sistema economico; 4.4: Strategie attuative: la pianificazione strategica, il partenariato pubblico privato, le fonti di finanziamento
a economico; 4.4: Strategie attuative: la pianificazione strategica, il partenariato pubblico privato, le fonti di finanziamento europeo. Si ringrazia il dott. Michele Inserra per i dati e le informazioni geografiche relative al sistema della sentieristica comunale e dell’area Costiera Amalfitana / Monti Lattari.
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- Premessa 5
- Introduzione 10 2.1 Finalità 10 2.2 Il quadro di riferimento normativo 10 2.3 Obiettivi e contenuti del Puc 13 2.4 Pianificazione urbanistica e valori paesaggistici 16
- Il Quadro Conoscitivo 18 3.1 I piani, le norme, i vincoli sovraordinati 18 3.1.1 Il Piano Territoriale Regionale (Ptr) 18 3.1.2 Carta dei paesaggi e Linee guida per il Paesaggio 22 3.1.3 Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno 23
Carta dei paesaggi e Linee guida per il Paesaggio 22 3.1.3 Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno 23 3.1.4 Il Piano Urbanistico Territoriale per l’Area Sorrentino-Amalfitana 27 3.1.5 Il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico 36 3.1.6 Le norme di salvaguardia del Parco Regionale dei Monti Lattari 42 3.1.7 I siti della Rete Natura 2000 43 3.1.8 Il Piano Regolatore Generale del 1999 44 3.2 Inquadramento territoriale ed elementi descrittivi 46
lla Rete Natura 2000 43 3.1.8 Il Piano Regolatore Generale del 1999 44 3.2 Inquadramento territoriale ed elementi descrittivi 46 3.2.1 Caratteri del territorio rurale ed aperto 46 3.2.2 Caratteri geologici e geomorfologici 49 3.2.3 Il territorio urbanizzato 52 3.2.4 Il patrimonio edilizio esistente 58 3.3 Cenni storici 62 Sviluppo storico della struttura urbana 63 3.4 Dinamica demografica e struttura della popolazione 66 3.4.1 Andamento demografico storico 66 3.4.2 La popolazione nel periodo 2001-2018 67
emografica e struttura della popolazione 66 3.4.1 Andamento demografico storico 66 3.4.2 La popolazione nel periodo 2001-2018 67 3.4.3 Popolazione per età, sesso e stato civile nell’annualità 2018 73 3.4.4 Popolazione per classe di età scolastica nell’annualità 2018 75 3.4.5 Cittadini stranieri nell’annualità 2019 77 3.4.6 Struttura della Popolazione ed Indici Demografici per il periodo 2002-2019 78 3.5 Il sistema economico 84 3.5.1 Lo scenario provinciale 84 3.5.2 Lo scenario economico locale 85
i per il periodo 2002-2019 78 3.5 Il sistema economico 84 3.5.1 Lo scenario provinciale 84 3.5.2 Lo scenario economico locale 85 3.5.3 Il turismo 89 3.5.4 L’agricoltura 108
4 4. Il Quadro Strategico 111 4.1 Obiettivi, indirizzi strategici e azioni di interv. per il governo del territorio comunale 112 4.1.1 La tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, identitario ed antropico 112 4.1.2 La prevenzione e mitigazione dei fattori di rischio naturale e antropico 116 4.1.3 La tutela, il recupero, la valorizzazione e riorganizzazione della struttura insediativa e del patrimonio culturale 126 4.1.4 Definizione di un sistema di mobilità intermodale e sostenibile 131
a struttura insediativa e del patrimonio culturale 126 4.1.4 Definizione di un sistema di mobilità intermodale e sostenibile 131 4.1.5 Il rafforzamento e l’integrazione delle funzioni e dell’offerta per il turismo per consolidare e potenziare il ruolo di Ravello tra le “eccellenze” di rilievo internazionale 132 4.2 Il dimensionamento del Piano 134 4.2.1 Il Dimensionamento residenziale secondo il Put 134 Fabbisogno derivante da incremento demografico 135
amento del Piano 134 4.2.1 Il Dimensionamento residenziale secondo il Put 134 Fabbisogno derivante da incremento demografico 135 Fabbisogno per la riduzione dell'indice di affollamento 136 Fabbisogno per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili 137 Stima complessiva del fabbisogno residenziale 137 Le scelte operative 138 4.2.2 Il Dimensionamento degli spazi pubblici e di uso collettivo 142 Quota di fabbisogno soddisfatto dalle attrezzature pubbliche esistenti 143
onamento degli spazi pubblici e di uso collettivo 142 Quota di fabbisogno soddisfatto dalle attrezzature pubbliche esistenti 143 Quota di fabbisogno pregresso definita alla luce delle indicazioni del Ptcp 144 Quota di fabbisogno corrispondente all’eventuale incremento di popolazione alla luce delle previsioni del Ptcp 144 Fabbisogno da soddisfare alla luce delle indicazioni del Put 145 Le scelte operative 146 4.2.3 Il dimensionamento delle aree produttive 149 Le scelte operative 151
delle indicazioni del Put 145 Le scelte operative 146 4.2.3 Il dimensionamento delle aree produttive 149 Le scelte operative 151 4.2.4 Il Dimensionamento degli spazi per le attività terziarie 152 4.3 Le azioni del Piano: piani e programmi operativi da realizzare nel breve-medio periodo 154 4.4 Strategie attuative: la pianificazione strategica, il partenariato pubblico privato, le fonti di finanziamento europeo 162 4.4.1. Introduzione 162 4.4.2 La pianificazione strategica 163
tenariato pubblico privato, le fonti di finanziamento europeo 162 4.4.1. Introduzione 162 4.4.2 La pianificazione strategica 163 4.4.3 Il Partenariato Pubblico-Privato 165 Le diverse forme di PPP 168 4.4.4 Fondi europei, nazionali, regionali - possibilità connesse allo sviluppo di Ravello 173 Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Campania 174 Il POR FESR 2014-2020 Campania 178 L’integrazione programmatica delle risorse europee, nazionali e regionali 182 La programmazione 2021-2027 185
-2020 Campania 178 L’integrazione programmatica delle risorse europee, nazionali e regionali 182 La programmazione 2021-2027 185 5. Gli elaborati del Puc 189
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- Premessa Il Piano Regolatore Generale del Comune di Ravello, adeguato al Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino Amalfitana, veniva approvato con Decreto del Presidente della Comunità Montana Penisola Amalfitana pubblicato sul B.U.R.C. n.32 del 11.08.2008.L’efficacia delle previsioni di tale strumento di pianificazione generale è stata pertanto definita a circa 9 anni dalla data di adozione dello stesso (avvenuta
tale strumento di pianificazione generale è stata pertanto definita a circa 9 anni dalla data di adozione dello stesso (avvenuta con deliberazione del Commissario ad Acta n.6 del 16.07.1999), in piena vigenza della nuova legge regionale in materia di governo del territorio (Legge Regionale della Campania n°16 del 22 dicembre 2004) e solo a qualche mese dall’approvazione del Piano Territoriale Regionale (Legge Regionale della Campania n°13 del 13 ottobre 2008).
olo a qualche mese dall’approvazione del Piano Territoriale Regionale (Legge Regionale della Campania n°13 del 13 ottobre 2008). Consapevole della circostanza per la quale con l’entrata in vigore delle nuove norme si fossero ampliati gli obiettivi in materia di governo del territorio e fosse mutata la metodica redazionale ed attuativa della pianificazione urbanistica comunale, il Comune di Ravello, già all’indomani dell’approvazione del P.R.G., con
ed attuativa della pianificazione urbanistica comunale, il Comune di Ravello, già all’indomani dell’approvazione del P.R.G., con deliberazione di Consiglio Comunale n.15 del 30.09.2008 ha definito indirizzi operativi per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, alla luce delle previsioni di cui alla L.R.16/04, stabilendo, in particolare:
- “di avviare l’iter per l’approvazione del piano urbanistico comunale, come prescritto dalla legge regionale
o, in particolare:
- “di avviare l’iter per l’approvazione del piano urbanistico comunale, come prescritto dalla legge regionale n.16/2004 e in coerenza con la pianificazione sovraordinata già approvata o in corso di approvazione …”;
- “ … che i fini che l’Amministrazione si prefigge con l’approvazione del P.U.C. intendono assecondare segnatamente la crescita imprenditoriale, con il conseguente sviluppo economico e sociale, e riqualificare
intendono assecondare segnatamente la crescita imprenditoriale, con il conseguente sviluppo economico e sociale, e riqualificare il tessuto urbano, sia pubblico che privato, con particolare attenzione verso le attività legate all’ospitalità e al turismo culturale, non senza incentivare la pluriattività agricola …”;
- “di istituire l’Ufficio di Piano, costituito dal Responsabile dell’U.T.C. …”; Tale decisione si inserisce in un processo di generale rinnovamento, degli strumenti di pianificazione
ponsabile dell’U.T.C. …”; Tale decisione si inserisce in un processo di generale rinnovamento, degli strumenti di pianificazione territoriale e delle disposizioni regolamentari di settore, che si muove dall’approvazione del Piano Territoriale Regionale (Ptr) - avvenuta, come già detto, nell’ottobre del 2008 -, per passare attraverso l’aggiornamento dei PSAI12, il Regolamento di Attuazione della L.R.16/2004,3 l’approvazione del Piano Territoriale di
attraverso l’aggiornamento dei PSAI12, il Regolamento di Attuazione della L.R.16/2004,3 l’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp) di Salerno4, e che ancora non si è concluso, atteso che il Piano del Parco Regionale dei Monti Lattari ed il nuovo Piano Paesaggistico Regionale, previsto dal D.Lgs.42/04 e dalla L.R.13/08, sono ancora in fase di elaborazione. In tale contesto l’Ufficio di Piano e le diverse Amministrazioni comunali hanno attentamente seguito il
in fase di elaborazione. In tale contesto l’Ufficio di Piano e le diverse Amministrazioni comunali hanno attentamente seguito il processo di rinnovamento normativo e regolamentare in precedenza richiamato, hanno concretamente 1 il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Bacino Destra Sele, già adottato il 17/10/2002 con delibera di Comitato Istituzionale n. 80, è stato aggiornato con Delibera del Comitato Istituzionale n° 10 del 28 marzo 2011, e da ultimo, con delibera del Comitato
. 80, è stato aggiornato con Delibera del Comitato Istituzionale n° 10 del 28 marzo 2011, e da ultimo, con delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele n. 22 del 02.08.2016. 2 il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Bacino del Sarno, già adottato il 28.07.2011 con delibera di Comitato Istituzionale n.
Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del Bacino del Sarno, già adottato il 28.07.2011 con delibera di Comitato Istituzionale n. 4, è stato da ultimo sostituito dal Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (PSAI) AdB Campania Centrale, adottato dal Comitato Istituzionale con Delibera n.1 del 23/02/2015 pubblicata sul B.U.R.C. n.20 del 23/03/2015. 3 pubblicato sul BURC n. 53 del 8 agosto 2011.
nale con Delibera n.1 del 23/02/2015 pubblicata sul B.U.R.C. n.20 del 23/03/2015. 3 pubblicato sul BURC n. 53 del 8 agosto 2011. 4 approvato con deliberazione di Consiglio Provinciale n. 15 del 30.03.2012, pubblicata nel BURC n. 38 del 18.06.2012.
6 partecipato al processo di co-pianificazione promosso dalla Provincia di Salerno a seguito dell’entrata in vigore del Ptcp ed, in particolare, ai lavori della Conferenza di Piano promossa per l’Ambito Identitario denominato “Costiera Amalfitana e centralità di Cava de’ Tirreni”, cercando, tra l’altro, di fornire contributi volti a promuovere un processo di aggiornamento della L.R.35/87 recante il P.U.T. per l’Area Sorrentino-
, di fornire contributi volti a promuovere un processo di aggiornamento della L.R.35/87 recante il P.U.T. per l’Area Sorrentino- Amalfitana. In particolare nell’ambito dell’attività di co-pianificazione richiamata: ▪ con deliberazione di Giunta Comunale n.222 del 22.12.2012 è stato approvato “il dimensionamento di massima della componente abitativa del PUC del Comune di Ravello” predisposta dal Responsabile
approvato “il dimensionamento di massima della componente abitativa del PUC del Comune di Ravello” predisposta dal Responsabile dell’Area Tecnica – Responsabile dell’Ufficio di Piano, da sottoporre ai lavori della Conferenza di Piano promossa per l’Ambito Identitario “Costiera Amalfitana e centralità di Cava de’ Tirreni”; ▪ con deliberazione di Giunta Comunale n.107 del 03.07.2013 è stato approvata la “relazione sul criterio di
i Cava de’ Tirreni”; ▪ con deliberazione di Giunta Comunale n.107 del 03.07.2013 è stato approvata la “relazione sul criterio di dimensionamento delle attività terziarie” del Comune di Ravello,redatta dal Responsabile dell’Area Tecnica – Responsabile dell’Ufficio di Piano, da sottoporre ai lavori della su richiamata Conferenza di Piano. Con deliberazione di Giunta Comunale n.50 del 23.04.2015 l’Amministrazione comunale ha quindi deciso di
ata Conferenza di Piano. Con deliberazione di Giunta Comunale n.50 del 23.04.2015 l’Amministrazione comunale ha quindi deciso di conferire un rinnovato impulso alle attività di formazione della nuova strumentazione edilizia ed urbanistica comunale, attesa la non più procrastinabile esigenza di: ▪ delineare un articolato quadro strategico complessivamente volto a garantire la crescita sociale, economica e culturale della comunità locale, al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di
crescita sociale, economica e culturale della comunità locale, al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità; ▪ individuare puntualmente i principali aspetti problematici connessi alla attuazione del quadro strategico delineato e proporre possibili soluzioni; ▪ incidere ed eventualmente orientare, in uno spirito di collaborazione inter-istituzionale ed in ossequio al principio di sussidiarietà, le scelte della pianificazione e/o programmazione d’area vasta e sovraordinata
ale ed in ossequio al principio di sussidiarietà, le scelte della pianificazione e/o programmazione d’area vasta e sovraordinata in itinere (Piano Paesaggistico Regionale, Piano del Parco, Programmazione investimenti fondi strutturali – POR e PSR 2014/2020) e vigente (in particolare Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico e Piano Urbanistico Territoriale per l’Area Sorrentino – Amalfitana). Con il richiamato deliberato, l’Amministrazione Comunale ha, inoltre, condiviso e confermato la scelta della
tino – Amalfitana). Con il richiamato deliberato, l’Amministrazione Comunale ha, inoltre, condiviso e confermato la scelta della “progettazione interna”, che consente di garantire un processo di elaborazione degli strumenti edilizi ed urbanistici fortemente partecipato dall’Amministrazione comunale e dalla comunità locale sin dalla fase preliminare di definizione degli obiettivi e delle strategie della pianificazione, nonché nella fase della
locale sin dalla fase preliminare di definizione degli obiettivi e delle strategie della pianificazione, nonché nella fase della definizione delle scelte e delle azioni specifiche e di intervento, fermo restante la necessità di avvalersi di professionalità esterne per lo svolgimento di attività specialistiche strettamente connesse alla elaborazione del Ruec, del Puc, degli studi settoriali ad esso connessi, e delle elaborazioni connesse ai procedimenti di
e alla elaborazione del Ruec, del Puc, degli studi settoriali ad esso connessi, e delle elaborazioni connesse ai procedimenti di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza (VI), ed ha destinato al Responsabile dell’U.T.C. – Responsabile dell’Ufficio di Piano l’obiettivo di procedere, nel più breve tempo possibile, alla elaborazione del Ruec, del Puc, degli studi settoriali ad esso connessi, e delle elaborazioni connesse ai procedimenti di Valutazione Ambientale.
Ruec, del Puc, degli studi settoriali ad esso connessi, e delle elaborazioni connesse ai procedimenti di Valutazione Ambientale. Con successiva deliberazione di Giunta Comunale n.73 del 12.06.2015si è stabilito di articolare il processo di elaborazione della nuova strumentazione edilizia ed urbanistica comunale, nel rispetto degli indirizzi strategici e metodologici impartiti dall’Amministrazione Comunale ed in precedenza richiamati, secondo un procedimento suddiviso in tre fasi:
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- la prima, … volta alla definizione delle analisi preliminari, dal punto di vista edilizio, urbanistico, vincolistico, storico-culturale, paesaggistico, ambientale, geo-morfologico, socio-economico, ad una loro prima valutazione ed interpretazione, per poi pervenire alla definizione di una proposta preliminare di piano, corredata del rapporto preliminare (documento di scoping nel processo di VAS), contrassegnata
una proposta preliminare di piano, corredata del rapporto preliminare (documento di scoping nel processo di VAS), contrassegnata da un forte carattere strategico, con cui si pongono sul campo, in modo ampio ed articolato tutte le questioni connesse alla elaborazione del Puc e del Ruec, al fine di promuovere un dibattito di merito, sufficientemente ampio ed articolato, con la comunità locale, gli Enti coinvolti, i portatori di interessi
dibattito di merito, sufficientemente ampio ed articolato, con la comunità locale, gli Enti coinvolti, i portatori di interessi pubblici e privati, ed attivare, contestualmente, il procedimento di consultazione di cui all’art.13, co.1 e 2, del D.Lgs.152/2006 con i Soggetti Competenti in materia Ambientale; 2. la seconda per lo svolgimento:
- del procedimento di consultazione di cui all’art.13, co.1 e 2, del D.Lgs.152/2006 dei Soggetti
la seconda per lo svolgimento:
- del procedimento di consultazione di cui all’art.13, co.1 e 2, del D.Lgs.152/2006 dei Soggetti Competenti in materia Ambientale, e cioè di quei soggetti istituzionali competenti alla tutela dei diversi interessi coinvolti dal processo di pianificazione (settori regionali competenti in materie attinenti al piano; agenzia regionale per l’ambiente; azienda sanitaria locale; enti di gestione di aree protette; Provincia;
ie attinenti al piano; agenzia regionale per l’ambiente; azienda sanitaria locale; enti di gestione di aree protette; Provincia; Comunità Montana; Autorità di bacino; Comuni confinanti; Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e per i beni archeologici), attivando in tal modo il processo di Vas di cui al D.Lgs.152/2006 …;
- della consultazione delle organizzazioni sociali, culturali, economico professionali, sindacali ed
di cui al D.Lgs.152/2006 …;
- della consultazione delle organizzazioni sociali, culturali, economico professionali, sindacali ed ambientaliste, finalizzati ad attivare un processo di partecipazione ampia alla redazione del piano urbanistico comunale, finalizzata a raccogliere ulteriori indicazioni;
- di una serie di incontri e di attività di animazione, divulgazione, confronto, dibattito, approfondimento, con i cittadini e, più in generale, con i soggetti portatori di interessi sia privati che
confronto, dibattito, approfondimento, con i cittadini e, più in generale, con i soggetti portatori di interessi sia privati che pubblici, attuando un vero e proprio processo di governance partecipato, secondo un approccio dal basso verso l’alto (bottom-up) che veda il coinvolgimento di tutti gli stakeholders, sia pubblici che privati, al fine di assicurare il concreto perseguimento di obiettivi di coesione sociale, prosperità
eholders, sia pubblici che privati, al fine di assicurare il concreto perseguimento di obiettivi di coesione sociale, prosperità economica, sostenibilità ambientale, partecipazione dei cittadini alle decisioni, promozione di forme di partenariato pubblico/privato;
- della valutazione dei pareri e dei contributi proposti dagli Sca nel corso dell’attività di consultazione;
- della valutazione dei pareri e dei contributi offerti dalle organizzazioni sociali, culturali, economico
ità di consultazione;
- della valutazione dei pareri e dei contributi offerti dalle organizzazioni sociali, culturali, economico professionali, sindacali ed ambientaliste nonché dal pubblico e dai portatori di interessi coinvolti;
- delle eventuali, necessarie, intese con le autorità e gli enti competenti;
- la terza(la cui durata ed i cui contenuti specifici sono da calibrare sulla base degli esiti dei lavori conseguiti
ompetenti; 3. la terza(la cui durata ed i cui contenuti specifici sono da calibrare sulla base degli esiti dei lavori conseguiti e delle difficoltà riscontrate nell’ambito della prima e seconda fase, e tuttavia d svolgere in un periodo massimo di mesi sette) volta alla definizione della proposta definitiva di Ruec e Puc (corredata, cioè di Rapporto Ambientale/Studio di Incidenza ai fini della Vas-VI e di studi definitivi specialistici e di settore,
orredata, cioè di Rapporto Ambientale/Studio di Incidenza ai fini della Vas-VI e di studi definitivi specialistici e di settore, nonché di eventuali previsioni attuative) per le quali attivare il processo di formazione/approvazione come definito dalla L.R.16/04 e dal suo Regolamento di Attuazione. In ottemperanza all’impostazione metodologica sopra descritta il gruppo di progettazione incaricato ha predisposto la proposta preliminare di PUC, redatta in conformità alle previsioni di cui all’art.2, co.4 del
zione incaricato ha predisposto la proposta preliminare di PUC, redatta in conformità alle previsioni di cui all’art.2, co.4 del Regolamento Regionale 5/2011, accompagnata dal rapporto preliminare ambientale, redatto in conformità alle previsioni di cuiall’art.13 del D.Lgs.152/2006. Tali documenti, consegnati con nota prot.n.2681 del
8 15.03.2016, sono stati successivamente condivisi dall’Amministrazione con deliberazione di Giunta Comunale n. n.34 del 16.03.2016 Considerate le peculiari caratteristiche del territorio comunale, specie per quanto concerne i suoi caratteri paesaggistici e le problematicità idrogeologiche, la proposta preliminare predisposta si configurava quale documento dal preminente carattere strategico, volto prioritariamente a rappresentare le questioni cruciali
si configurava quale documento dal preminente carattere strategico, volto prioritariamente a rappresentare le questioni cruciali della progettazione del Puc ed ad evidenziare le principali problematiche connesse alla pianificazione del territorio comunale, in forme sufficientemente ampie ed articolate perché il senso del Piano che sarebbe seguito risultasse esaustivamente definito, ma anche con i caratteri di generalità ed i margini di apertura
parte della popolazione, degli operatori economici, dei portatori di interessi d
el Piano che sarebbe seguito risultasse esaustivamente definito, ma anche con i caratteri di generalità ed i margini di apertura necessari per raccogliere ulteriori indicazioni di natura strategica ed operativa, tanto da parte degli organi istituzionali competenti alla tutela dei diversi interessi coinvolti dal processo di pianificazione, quanto da parte della popolazione, degli operatori economici, dei portatori di interessi diffusi.
parte della popolazione, degli operatori economici, dei portatori di interessi d
al processo di pianificazione, quanto da parte della popolazione, degli operatori economici, dei portatori di interessi diffusi. Il lavoro è stato successivamente svolto nel rispetto del programma e della metodologia di lavoro definiti. Le attività di consultazione e di partecipazione condotte sulla base degli studi preliminari, che sono dettagliatamente descritte nell’ambito del Rapporto Ambientale allegato al presente Piano, sono state svolte
eliminari, che sono dettagliatamente descritte nell’ambito del Rapporto Ambientale allegato al presente Piano, sono state svolte nel periodo marzo - maggio 2016. Degli esiti di tale attività e delle valutazioni derivanti ne è stato dato conto con appositi verbali, approvati con deliberazione di Giunta Comunale n.19 del 06.02.2017, con la quale, peraltro: • si è approvata definitivamente la proposta preliminare di Puc ed il Rapporto preliminare ambientale,
, con la quale, peraltro: • si è approvata definitivamente la proposta preliminare di Puc ed il Rapporto preliminare ambientale, come predisposti dall’Ufficio di Piano con il supporto dei tecnici specialisti esterni incaricati, e già condivisi con delibera di Giunta Comunale n.34 del 16.03.2016; • si sono approvate le attività condotte e le decisioni assunte dall’Autorità procedente, di concerto con l’Autorità competente, e riportate nel verbale congiunto del 11.05.2016;
sioni assunte dall’Autorità procedente, di concerto con l’Autorità competente, e riportate nel verbale congiunto del 11.05.2016; • si è stabilito che nell’ambito della predisposizione della proposta definitiva di Puc si sarebbe dovuto tener conto degli ulteriori indirizzi strategici, programmatici ed operativi impartiti dall’Amministrazione comunale nell’ambito del medesimo deliberato e, tra l’altro:
- di valutare con la necessaria attenzione tutti gli aspetti problematici connessi all’attuazione delle
liberato e, tra l’altro:
- di valutare con la necessaria attenzione tutti gli aspetti problematici connessi all’attuazione delle strategie di pianificazione, con particolare riferimento alle questioni connesse alle previsioni della strumentazione sovraordinata (PSAI, PUT, ecc.) …;
- di attribuire grande attenzione alle tematiche della mobilità …e in particolare alle tematiche della sosta, della intermodalità, ecc.;
ribuire grande attenzione alle tematiche della mobilità …e in particolare alle tematiche della sosta, della intermodalità, ecc.;
- di valutare tutte le possibili misure attivabili per incentivare la salvaguardia delle aree e dei terrazzamenti agricoli e le connesse attività di conduzione dei fondi (anche quando svolte in economia), …. Inoltre, per tali finalità, si ribadisce il valore strategico da attribuire al miglioramento
nche quando svolte in economia), …. Inoltre, per tali finalità, si ribadisce il valore strategico da attribuire al miglioramento dell’accessibilità nelle aree agricole mediante la realizzazione della necessaria viabilità interpoderale, di impianti a monorotaia, di sistemi e rampe, anche di tipo misto …;
- valutare attentamente l’effettivo fabbisogno (in relazione, cioè, alle reali esigenze della popolazione
anche di tipo misto …;
- valutare attentamente l’effettivo fabbisogno (in relazione, cioè, alle reali esigenze della popolazione residente e dei flussi turistici ,esistenti e previsti) di aree ed attrezzature per l’istruzione, lo sport, il tempo libero, e per i servizi di interesse collettivo, anche al fine di evitare sprechi di risorse pubbliche ed attribuire alle previsioni del Piano la necessaria concretezza ed utilità ….
9 Di conseguenza, a partire dal settembre 2017 sono state avviate le attività specialistiche e settoriali che hanno consentito di integrare/specificare/dettagliare il quadro conoscitivo del Piano, di definirne, conseguentemente, la componente strutturale e quella programmatica/operativa, di elaborare il relativo Rapporto Ambientale, e di pervenire, in tal modo, alla elaborazione della proposta definitiva di Puc.
, di elaborare il relativo Rapporto Ambientale, e di pervenire, in tal modo, alla elaborazione della proposta definitiva di Puc.
10 2. Introduzione 2.1 Finalità Il presente documento è stato redatto sulla base delle principali previsioni di cui alle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, nazionali e regionali, delle analisi e valutazioni effettuate in relazione alle previsioni degli strumenti di pianificazione d’area vasta vigenti, delle analisi conoscitive e valutative
uate in relazione alle previsioni degli strumenti di pianificazione d’area vasta vigenti, delle analisi conoscitive e valutative effettuate in relazione alle strutture ecologico-naturalistiche, alle strutture economico-funzionali, alle strutture storico-culturali, alle strutture semiologiche ed antropologiche che caratterizzano il territorio comunale, nonché sulla base delle indicazioni, degli obiettivi e delle strategie proposti dall’Amministrazione
ano il territorio comunale, nonché sulla base delle indicazioni, degli obiettivi e delle strategie proposti dall’Amministrazione comunale, dei contenuti della proposta preliminare di PUC, definitivamente approvata con deliberazione di Giunta Comunale n.19 del 06.02.2017, e dei contributi e osservazioni pervenuti con riferimento ai contenuti della stessa proposta. La finalità che s’intende perseguire è quella di dotare il Comune di Ravello di un efficace strumento di
della stessa proposta. La finalità che s’intende perseguire è quella di dotare il Comune di Ravello di un efficace strumento di governo del territorio, capace, cioè, di garantire la tutela e la valorizzazione delle straordinarie risorse ecologiche, naturalistiche, geomorfologiche, storiche, culturali, testimoniali, paesaggistiche, e, al tempo stesso, di consentire lo sviluppo sociale ed economico della comunità locale, nel rispetto del principio di sostenibilità.
tempo stesso, di consentire lo sviluppo sociale ed economico della comunità locale, nel rispetto del principio di sostenibilità. Consapevoli, inoltre, della necessità di dover conformare i fabbisogni collettivi alle effettive possibilità di reperimento ed impiego delle risorse finanziarie, il PUC del Comune di Ravello, nella sua componente programmatico-operativa, si configura quale strumento volto a promuovere l’attuazione di forme avanzate
lo, nella sua componente programmatico-operativa, si configura quale strumento volto a promuovere l’attuazione di forme avanzate di partenariato pubblico-privato per il perseguimento di obiettivi e finalità pubbliche e di interesse generale ed, allo stesso tempo, definisce tutti gli elementi necessari per stabilire modalità e tempi per il raggiungimento degli obiettivi strategici e degli obiettivi intermedi configurati, in conformità a quanto
odalità e tempi per il raggiungimento degli obiettivi strategici e degli obiettivi intermedi configurati, in conformità a quanto previsto all’art.25 della L.R.16/2004. In tal senso il presente documento tenta di evidenziare e valorizzare la valenza strategica e programmatica del Puc nel processo di governo del territorio comunale, al fine di assicurare il concreto perseguimento di obiettivi di coesione sociale, prosperità economica, sostenibilità
comunale, al fine di assicurare il concreto perseguimento di obiettivi di coesione sociale, prosperità economica, sostenibilità ambientale, partecipazione dei cittadini alle decisioni, partenariato pubblico/privato. 2.2 Il quadro di riferimento normativo Nel presente paragrafo ci si soffermerà, per brevità di esposizione, esclusivamente sui più recenti riferimenti normativi e regolamentari pertinenti per la redazione del Piano Urbanistico del Comune di Ravello, dando
più recenti riferimenti normativi e regolamentari pertinenti per la redazione del Piano Urbanistico del Comune di Ravello, dando per note, pertanto, le previsioni normative e regolamentari i cui contenuti risultano essere ampiamente consolidati, sia di carattere nazionale (a partire dalla legge 1150/42 per arrivare al D.M.1444/68) che di carattere regionale (una per tutte la L.R.14/82, per gli aspetti tuttora vigenti).
11 La Legge Regionale della Campania n°16 del 22 dicembre 2004, come succ. modificata ed integrata, recante le “Norme sul Governo del Territorio”, prevede un rinnovato sistema di pianificazione territoriale e urbanistica articolato a livello regionale, provinciale e comunale e propone una rinnovata visione disciplinare e normativa per tutti gli aspetti concernenti la disciplina della tutela, degli assetti, delle trasformazioni e delle utilizzazioni
ormativa per tutti gli aspetti concernenti la disciplina della tutela, degli assetti, delle trasformazioni e delle utilizzazioni del territorio, al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità. In particolare la L.R.16/04 specifica che il PUC deve contenere “disposizioni di carattere strutturale e programmatico”. Si tratta di un’impostazione innovativa, già presente in numerose legislazioni regionali in
attere strutturale e programmatico”. Si tratta di un’impostazione innovativa, già presente in numerose legislazioni regionali in materia, che intende distinguere una componente strutturale, relativa alle scelte di lungo termine che non richiedono verifiche o revisioni se non al radicale mutare di condizioni politico-culturali fondamentali5, dalla componente operativa (o ‘programmatica’, in analogia agli strumenti di intervento denominati appunti
turali fondamentali5, dalla componente operativa (o ‘programmatica’, in analogia agli strumenti di intervento denominati appunti ‘programmi’6), riferita a tempi brevi, che necessita perciò di verifiche e rielaborazioni frequenti7 e che si presta elettivamente a pratiche di tipo concertativo-negoziale. In particolare la norma regionale stabilisce che “La pianificazione provinciale e comunale si attua mediante:
rtativo-negoziale. In particolare la norma regionale stabilisce che “La pianificazione provinciale e comunale si attua mediante: a) disposizioni strutturali, con validità a tempo indeterminato, tese a individuare le linee fondamentali della trasformazione a lungo termine del territorio, in considerazione dei valori naturali, ambientali e storico- culturali, dell’esigenza di difesa del suolo, dei rischi derivanti da calamità naturali, dell’articolazione delle reti infrastrutturali e dei sistemi di mobilità;
del suolo, dei rischi derivanti da calamità naturali, dell’articolazione delle reti infrastrutturali e dei sistemi di mobilità; b) disposizioni programmatiche, tese a definire gli interventi di trasformazione fisica e funzionale del territorio in archi temporali limitati, correlati alla programmazione finanziaria dei bilanci annuali e pluriennali delle amministrazioni interessate.”8 Ulteriori precisazioni su tali aspetti e, più in generale, circa i contenuti e la portata dello strumento di
ioni interessate.”8 Ulteriori precisazioni su tali aspetti e, più in generale, circa i contenuti e la portata dello strumento di pianificazione comunale, unitamente ad un rinnovato quadro procedurale per pervenire alla loro predisposizione ed approvazione, sono stati forniti dal Regolamento n.5 del 4 agosto 2011 per il governo del territorio, da ultimo modificato e integrato dal Regolamento 13 settembre 2019, n. 7.
o n.5 del 4 agosto 2011 per il governo del territorio, da ultimo modificato e integrato dal Regolamento 13 settembre 2019, n. 7. La Legge Regionale della Campania n°13 del 13 ottobre 2008, ha approvato il Piano Territoriale Regionale di cui all’art.13 della L.R.16/04, costituente il quadro di riferimento unitario per tutti i livelli della pianificazione territoriale regionale, e le Linee guida per il Paesaggio in Campania, contenenti direttive
tutti i livelli della pianificazione territoriale regionale, e le Linee guida per il Paesaggio in Campania, contenenti direttive specifiche, indirizzi e criteri metodologici per la ricognizione, la salvaguardia e la gestione e valorizzazione del paesaggio, da recepirsi nella pianificazione paesaggistica provinciale e comunale. 5 Dal complesso delle recenti leggi regionali emerge una netta convergenza circa l’inclusione nei contenuti di detta componente delle
complesso delle recenti leggi regionali emerge una netta convergenza circa l’inclusione nei contenuti di detta componente delle tutele e delle scelte di assetto di lungo periodo. 6 Ci si riferisce in particolare ai cosiddetti programmi urbani complessi, dai programmi integrati di intervento, ai Pru, Pri, contratti di quartiere e Prusst, assai noti e molto frequentati negli ultimi anni. Alla scala vasta, possono citarsi i “patti territoriali” e i “progetti
Prusst, assai noti e molto frequentati negli ultimi anni. Alla scala vasta, possono citarsi i “patti territoriali” e i “progetti integrati” in attuazione dei POR per i fondi strutturali europei. 7 In altre leggi regionali il riferimento più frequente è al mandato amministrativo, generalmente quinquennale; nella legge regionale 16/2004 la Campania non si danno indicazioni precise, e tuttavia l’inclusione degli API nell’ambito dei contenuti della componente
/2004 la Campania non si danno indicazioni precise, e tuttavia l’inclusione degli API nell’ambito dei contenuti della componente operativa del Piano (rif. Reg.5/2011) conferma l’assunzione di un riferimento triennale, che enfatizza la connessione con i programmi triennali delle opere pubbliche, non considerando, tuttavia, che un triennio risulta troppo breve come orizzonte temporale di un piano urbanistico, sia pure di impianto programmatico-operativo. 8 Art. 3, comma 3, L.R.16/04.
12 Il maggiore elemento di novità introdotto dalla Legge è rappresentato dalla ridefinizione delle competenze concernenti la pianificazione paesaggistica, per le quali viene sancita e ribadita (anche a seguito delle precisazioni introdotte dal D.Lgs.63/2008) l’eminente titolarità regionale in materia. Con la legge, inoltre, oltre ad approvare definitivamente il Piano Territoriale Regionale, si approva, altresì:
nale in materia. Con la legge, inoltre, oltre ad approvare definitivamente il Piano Territoriale Regionale, si approva, altresì: a) la carta dei paesaggi della Campania, quadro unitario di riferimento per la pianificazione paesaggistica; b) le linee guida per il paesaggio in Campania contenenti direttive specifiche, indirizzi e criteri metodologici per la ricognizione, la salvaguardia e la gestione e valorizzazione del paesaggio da recepirsi nella pianificazione paesaggistica provinciale e comunale.
alvaguardia e la gestione e valorizzazione del paesaggio da recepirsi nella pianificazione paesaggistica provinciale e comunale. E’ solo il caso di accennare in questa sede che le attività di co-pianificazione volte alla predisposizione del piano paesaggistico regionale di cui all’art.135 del d.l.gs.42/04 e s.m.i. ed art.3, lett.c), L.R.13/08 sono ancora in corso; allo stato è stato predisposto un documento preliminare denominato “verso il piano paesaggistico
L.R.13/08 sono ancora in corso; allo stato è stato predisposto un documento preliminare denominato “verso il piano paesaggistico 4.0”9 e non è dato sapere i tempi per la conclusione delle attività e, pertanto, nel territorio interessato dal presente studio risultano ancora pienamente efficaci le previsioni del piano paesaggistico previgente (P.U.T. per l’Area sorrentino-amalfitana). Il comune di Ravello risulta infatti essere sottoposto alle disposizioni del Piano Urbanistico Territoriale
rentino-amalfitana). Il comune di Ravello risulta infatti essere sottoposto alle disposizioni del Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino Amalfitana, approvato ai sensi dell’art. 1/ bis della Legge 8 agosto 1985, n. 431, con la Legge Regionale 27 giugno 1987, n.35 (interessata da succ. mod. ed integr.), che:
- è Piano Territoriale di Coordinamento con specifica considerazione dei valori paesistici e ambientali e sottopone a normativa d' uso il territorio dell' Area Sorrentino – Amalfitana;
nsiderazione dei valori paesistici e ambientali e sottopone a normativa d' uso il territorio dell' Area Sorrentino – Amalfitana;
- prevede norme generali d' uso del territorio dell' area e formula direttive a carattere vincolante alle quali i Comuni devono uniformarsi nella predisposizione dei loro strumenti urbanistici o nell'adeguamento di quelli vigenti. Il comune di Ravello rientra, inoltre, nella perimetrazione del Parco Regionale dei Monti Lattari, è sottoposto
quelli vigenti. Il comune di Ravello rientra, inoltre, nella perimetrazione del Parco Regionale dei Monti Lattari, è sottoposto alle disposizioni del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico e delle Misure di salvaguardia della Costa10 predisposte dall’Autorità di Bacino Destra Sele (oggi Autorità di Bacino Campania Sud ed Interregionale del fiume Sele), ed è interessato dalla presenza di aree della Rete Natura 2000.
torità di Bacino Campania Sud ed Interregionale del fiume Sele), ed è interessato dalla presenza di aree della Rete Natura 2000. Da ultimo, nella predisposizione del Piano Urbanistico Comunale si è tenuto in debito conto delle indicazioni e delle prescrizioni definite dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, approvato con deliberazione di Consiglio Provinciale n.15 del 30 marzo 2012. Al riguardo si ritiene utile evidenziare in questa
approvato con deliberazione di Consiglio Provinciale n.15 del 30 marzo 2012. Al riguardo si ritiene utile evidenziare in questa sede che quando sono state verificate discrepanze tra le previsione del PUT e quelle del PTCP sono state assunte a riferimento quelle più restrittive. Infine, occorre sottolineare che: 9Il documento preliminare denominato “verso il piano paesaggistico 4.0” conclude la prima fase del processo conoscitivo e
e che: 9Il documento preliminare denominato “verso il piano paesaggistico 4.0” conclude la prima fase del processo conoscitivo e progettuale del Piano Paesaggistico avviato con l’intesa istituzionale siglata il 14 luglio 2016 tra Regione Campania e Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. 10Le Misure di Salvaguardia ad oggi hanno perso la loro efficacia regolamentare.
13 • con D.M. del 16 febbraio 1957 “… la zona, sita nel territorio del comune di Ravello, comprendente gli immobili segnati in catasto del comune di Ravello ai fogli di mappa VI, VII e VIII, confinante ad ovest con il comune di Scala, a nord con il foglio V di mappa di Ravello, ad est con il comune di Minori ed il mare e a sud con il mare e col comune di Atrani, …” è stata dichiarata, ai sensi della legge 1497/39, di notevole
i Minori ed il mare e a sud con il mare e col comune di Atrani, …” è stata dichiarata, ai sensi della legge 1497/39, di notevole interesse pubblico, e quindi sottoposto alle disposizioni della legge (oggi Parte Terza e Quarta del D.Lgs.42/04 e s.m.i.), “… “perché' con la sua posizione e configurazione geografica, per la particolare flora, per le pittoresche stradette alpestri e per le rinomate ville, costituisce un incantevole e suggestivo
per la particolare flora, per le pittoresche stradette alpestri e per le rinomate ville, costituisce un incantevole e suggestivo quadro naturale ed offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere l'incomparabile panorama del mare e dei monti da Maiori a Capo d'Orso…”; • con D.M. del 16 giugno 1966“… la parte del territorio del comune di Ravello restante da quella vincolata con decreto ministeriale 16 febbraio 1957, … tale zona è delimitata nel modo seguente: confine con i
estante da quella vincolata con decreto ministeriale 16 febbraio 1957, … tale zona è delimitata nel modo seguente: confine con i comuni di Scala, Gragnano, Lettere, Tramonti e Minori e con la zona già precedentemente vincolata (decreto ministeriale 16 febbraio 1957) …” è stata dichiarata, ai sensi della legge 1497/39, di notevole interesse pubblico, e quindi sottoposto alle disposizioni della legge (oggi Parte Terza e Quarta
ella legge 1497/39, di notevole interesse pubblico, e quindi sottoposto alle disposizioni della legge (oggi Parte Terza e Quarta del D.Lgs.42/04 e s.m.i.), “… perché' costituisce un complesso di eccezionale valore estetico e tradizionale, in quanto alla rigogliosa vegetazione mediterranea si affianca l'inserimento di nuclei rustici di caratteristica architettura locale che hanno assunto valore di spontaneità e di qualificazione ambientale;
di nuclei rustici di caratteristica architettura locale che hanno assunto valore di spontaneità e di qualificazione ambientale; inoltre essa rappresenta un quadro naturale panoramico di incomparabile e rinomata bellezza, godibile da ognuno degli innumerevoli punti di belvedere accessibili al pubblico e rappresentati specie dalla nuova strada panoramica Ravello-Chiunzi che si snoda lungo i crinali del colle San Pietro …”;
blico e rappresentati specie dalla nuova strada panoramica Ravello-Chiunzi che si snoda lungo i crinali del colle San Pietro …”; • con D.M. del 28 marzo 1985, sono stati integrati i Decreti di cui sopra così come tutte le altre dichiarazioni di interesse pubblico interessanti il territorio della Costiera Amalfitana, ponendo un temporaneo vincolo di immodificabilità nelle more dell’emanazione di una adeguata e definitiva disciplina di uso del territorio da adottarsi ai sensi dell’art.5 della legge 1497/39;
l’emanazione di una adeguata e definitiva disciplina di uso del territorio da adottarsi ai sensi dell’art.5 della legge 1497/39; • nel 1997 la Costiera Amalfitana, ivi incluso il territorio del comune di Ravello, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, in quanto straordinario esempio di paesaggio mediterraneo, con eccezionali valori culturali, naturali e paesaggistici, derivanti dalla sua singolare topografia e dalla evoluzione storica. 2.3 Obiettivi e contenuti del Puc
naturali e paesaggistici, derivanti dalla sua singolare topografia e dalla evoluzione storica. 2.3 Obiettivi e contenuti del Puc Alla luce del rinnovato assesto normativo, nonché degli obiettivi e delle strategie definiti dalle disposizioni legislative e dagli strumenti di pianificazione territoriale su richiamati, la formazione del Piano Urbanistico Comunale costituisce il momento centrale per la definizione dell’assetto urbanistico e delle prospettive di
el Piano Urbanistico Comunale costituisce il momento centrale per la definizione dell’assetto urbanistico e delle prospettive di valorizzazione e crescita sociale, economica e culturale del territorio comunale al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità, assicurando il perseguimento degli obiettivi stabiliti dall’art.2 della L.R.16/04 e s.m.i. e dalla L.R. 13/08, che di seguito sinteticamente si richiamano:
o degli obiettivi stabiliti dall’art.2 della L.R.16/04 e s.m.i. e dalla L.R. 13/08, che di seguito sinteticamente si richiamano:
- promozione dell’uso razionale e dello sviluppo ordinato del territorio urbano ed extraurbano mediante il minimo consumo di suolo;
- salvaguardia della sicurezza degli insediamenti umani dai fattori di rischio idrogeologico, sismico e vulcanico;
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- tutela dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio attraverso la valorizzazione delle risorse paesistico-ambientali e storico-culturali, la conservazione degli ecosistemi, la riqualificazione dei tessuti insediativi esistenti e il recupero dei siti compromessi;
- miglioramento della salubrità e della vivibilità dei centri abitati;
- potenziamento dello sviluppo economico locale;
- tutela e sviluppo del paesaggio agricolo e delle attività produttive connesse;
potenziamento dello sviluppo economico locale;
- tutela e sviluppo del paesaggio agricolo e delle attività produttive connesse;
- tutela e sviluppo del paesaggio mare-terra e delle attività produttive e turistiche connesse;
- attuazione degli indirizzi e dei criteri stabiliti dal Piano Territoriale Regionale e dalle Linee Guida per il Paesaggio in Campania;
- attuazione dei principi della Convenzione europea del paesaggio ratificata con legge 9 gennaio 2006, n.14.
saggio in Campania;
- attuazione dei principi della Convenzione europea del paesaggio ratificata con legge 9 gennaio 2006, n.14. Per perseguire in maniera efficace gli obiettivi sopra enunciati e garantire la promozione di forme di sviluppo sostenibile del territorio comunale, è inoltre necessario integrare le considerazioni ambientali fin dalle prime elaborazioni del piano comunale, attuando in tal senso il processo di Valutazione Ambientale Strategica
bientali fin dalle prime elaborazioni del piano comunale, attuando in tal senso il processo di Valutazione Ambientale Strategica previsto dalla direttiva 2001/42/CE del 24.06.2001, dal Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e dall’art.47 della L.R.16/04.A tal fine così come alla proposta preliminare di Puc è stato allegato il Rapporto preliminare ambientale (documento di scoping), alla presente proposta definitiva di Piano sono allegati, costituendone
parte integrante e sostanziale, Rapporto ambientale e Sintesi non tecnica.
Rapporto preliminare ambientale (documento di scoping), alla presente proposta definitiva di Piano sono allegati, costituendone parte integrante e sostanziale, Rapporto ambientale e Sintesi non tecnica. Peraltro, con l’entrata in vigore delle nuove Nome sul Governo del Territorio (L.R.16/04) si sono ampliati gli obiettivi e le competenze ed è mutata la metodica redazionale ed attuativa della pianificazione urbanistica
si sono ampliati gli obiettivi e le competenze ed è mutata la metodica redazionale ed attuativa della pianificazione urbanistica comunale, che si esplica mediante il Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.), articolato in disposizioni di medio- lungo termine (componente strutturale) e di breve periodo (componente operativa), corredato dal Regolamento Edilizio e Urbanistico (R.U.E.C.) e dai Piani Urbanistici Attuativi (P.U.A.), di iniziativa privata e pubblica.
dal Regolamento Edilizio e Urbanistico (R.U.E.C.) e dai Piani Urbanistici Attuativi (P.U.A.), di iniziativa privata e pubblica. E’ del tutto evidente, pertanto, che il Puc si pone quale strumento recante previsioni di assetto, tutela, trasformazione ed utilizzazione del territorio calibrate su di un arco temporale piuttosto lungo, che vanno a configurare un quadro di governo del territorio permanente, nell’ambito ed in coerenza con il quale definire gli interventi di breve periodo.
n quadro di governo del territorio permanente, nell’ambito ed in coerenza con il quale definire gli interventi di breve periodo. Obiettivi e contenuti del Piano Urbanistico Comunale (Puc) sono dettagliatamente definiti dall’art. 23 della Legge Regionale 22 dicembre 2004, n. 16 e s.m.i. recante “Norme sul governo del territorio”. In particolare la citata norma stabilisce che “Il piano urbanistico comunale - Puc - è lo strumento urbanistico
del territorio”. In particolare la citata norma stabilisce che “Il piano urbanistico comunale - Puc - è lo strumento urbanistico generale del Comune e disciplina la tutela ambientale, le trasformazioni urbanistiche ed edilizie dell’intero territorio comunale, anche mediante disposizioni a contenuto conformativo del diritto di proprietà. Il Puc, in coerenza con le disposizioni del Ptr (nonché delle Linee Guida per la Pianificazione paesaggistica in Campania) e del Ptcp:
, in coerenza con le disposizioni del Ptr (nonché delle Linee Guida per la Pianificazione paesaggistica in Campania) e del Ptcp: a) individua gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio comunale e gli indirizzi per l’attuazione degli stessi; b) definisce gli elementi del territorio urbano ed extraurbano raccordando la previsione di interventi di trasformazione con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico ambientali, agro-silvo-
15 pastorali e storico-culturali disponibili, nonché i criteri per la valutazione degli effetti ambientali degli interventi stessi; c) determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle opere di urbanizzazione … ; d) stabilisce la suddivisione del territorio comunale in zone omogenee, individuando le aree non suscettibili di trasformazione; e) indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone, garantendo la tutela e la
li di trasformazione; e) indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone, garantendo la tutela e la valorizzazione dei centri storici nonché lo sviluppo sostenibile del territorio comunale; f) promuove l’architettura contemporanea e la qualità dell’edilizia pubblica e privata, prevalentemente attraverso il ricorso a concorsi di progettazione; g) disciplina i sistemi di mobilità di beni e persone;
ivata, prevalentemente attraverso il ricorso a concorsi di progettazione; g) disciplina i sistemi di mobilità di beni e persone; h) tutela e valorizza il paesaggio agrario attraverso la classificazione dei terreni agricoli, anche vietando l’utilizzazione ai fini edilizi delle aree agricole particolarmente produttive fatti salvi gli interventi realizzati dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli;
agricole particolarmente produttive fatti salvi gli interventi realizzati dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli; i) assicura la piena compatibilità delle previsioni in esso contenute rispetto all’assetto geologico e geomorfologico del territorio comunale, così come risultante da apposite indagini di settore preliminari alla redazione del piano. … Il Puc individua la perimetrazione degli insediamenti abusivi esistenti al 31 dicembre 1993 e oggetto di
redazione del piano. … Il Puc individua la perimetrazione degli insediamenti abusivi esistenti al 31 dicembre 1993 e oggetto di sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, capi IV e V, e ai sensi della legge 23 dicembre 1994, n. 724, articolo 39 … Il Puc definisce le modalità del recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti abusivi, gli interventi obbligatori di riqualificazione e le procedure, anche coattive, per l’esecuzione degli stessi, anche
nti abusivi, gli interventi obbligatori di riqualificazione e le procedure, anche coattive, per l’esecuzione degli stessi, anche mediante la formazione dei comparti edificatori ... Al Puc sono allegate le norme tecniche di attuazione -Nta-, riguardanti la manutenzione del territorio e la manutenzione urbana, il recupero, la trasformazione e la sostituzione edilizia, il supporto delle attività produttive, il mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola e la regolamentazione dell’attività edilizia.
to delle attività produttive, il mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola e la regolamentazione dell’attività edilizia. Fanno parte integrante del Puc i piani di settore riguardanti il territorio comunale, ivi inclusi i piani riguardanti le aree naturali protette e i piani relativi alla prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali ed al contenimento dei consumi energetici”. Inoltre, alla luce del disposto di cui all’art.25 della L.R.16/04 e s.m.i., gli Atti di programmazione degli
onsumi energetici”. Inoltre, alla luce del disposto di cui all’art.25 della L.R.16/04 e s.m.i., gli Atti di programmazione degli interventi, dovranno individuare, in conformità alle previsioni del Puc e senza modificarne i contenuti, la disciplina degli interventi di tutela, valorizzazione, trasformazione e riqualificazione del territorio comunale da realizzare nell’arco temporale di tre anni, specificando, in relazione agli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione:
lizzare nell’arco temporale di tre anni, specificando, in relazione agli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione:
- le destinazioni d’uso e gli indici edilizi;
- le forme di esecuzione e le modalità degli interventi di trasformazione e conservazione dell’assetto urbanistico;
- la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare, nonché degli interventi di reintegrazione territoriale e paesaggistica;
elle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare, nonché degli interventi di reintegrazione territoriale e paesaggistica;
- la quantificazione degli oneri finanziari a carico del comune e di altri soggetti pubblici per la realizzazione delle opere previste, indicandone le fonti di finanziamento.
16 Infine, l’art.9 del Regolamento 5/2011, in attuazione delle previsioni di cui all’art.3 della L.R.16/04, chiarisce e specifica i contenuti della componente strutturale e della componente programmatica del Puc, ed in particolare stabilisce: ▪ Il piano strutturale del PUC, qualora le componenti sono condivise in sede di copianificazione, in attuazione dell’articolo 4 della legge regionale n. 16/2004, coincide con il piano strutturale del PTCP.
di copianificazione, in attuazione dell’articolo 4 della legge regionale n. 16/2004, coincide con il piano strutturale del PTCP. Il piano strutturale del PUC fa riferimento, in sintesi, agli elementi di cui al comma 3 (e di seguito riportati), precisandoli ove necessario: a) l’assetto idrogeologico e della difesa del suolo; b) I centri storici così come definiti e individuati dagli articoli 2 e 4 della legge regionale 18 ottobre2002,
ifesa del suolo; b) I centri storici così come definiti e individuati dagli articoli 2 e 4 della legge regionale 18 ottobre2002, n. 26 (norme e incentivi per la valorizzazione dei centri storici della Campania e per la catalogazione dei beni ambientali di qualità paesistica); c) la perimetrazione indicativa delle aree di trasformabilità urbana; d) la perimetrazione delle aree produttive (aree e nuclei ASI e aree destinate ad insediamenti produttivi)
asformabilità urbana; d) la perimetrazione delle aree produttive (aree e nuclei ASI e aree destinate ad insediamenti produttivi) e destinate al terziario e quelle relative alla media e grande distribuzione commerciale; e) Individuazione aree a vocazione agricola e gli ambiti agricoli e forestali di interesse strategico; f) ricognizione ed individuazione aree vincolate; g) infrastrutture e attrezzature puntuali e a rete esistenti.
esse strategico; f) ricognizione ed individuazione aree vincolate; g) infrastrutture e attrezzature puntuali e a rete esistenti. ▪ La componente programmatica del PUC si traduce in piano operativo. Il piano programmatico del PUC, per la sua natura operativa, contiene, oltre agli elementi di cui all’articolo 3 della legge regionale n. 16/2004, la ulteriore specificazione delle aree indicate al comma 3 (elementi riportati al precedente
3 della legge regionale n. 16/2004, la ulteriore specificazione delle aree indicate al comma 3 (elementi riportati al precedente elenco, punti a/g), nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 (inerenti la precisazione a scala locale degli elementi individuati dal Ptcp), indicando: a) destinazione d’uso; b) indici fondiari e territoriali; c) parametri edilizi e urbanistici; d) standard urbanistici; e) attrezzature e servizi.
’uso; b) indici fondiari e territoriali; c) parametri edilizi e urbanistici; d) standard urbanistici; e) attrezzature e servizi. Il piano programmatico/operativo del PUC, elaborato anche per porzioni di territorio comunale, contiene altresì gli atti di programmazione degli interventi di cui all’articolo 25 della legge regionale n.16/2004. 2.4 Pianificazione urbanistica e valori paesaggistici Attese le peculiarità del territorio comunale, dettagliatamente descritte nei capitoli successivi, nonché i
valori paesaggistici Attese le peculiarità del territorio comunale, dettagliatamente descritte nei capitoli successivi, nonché i vincoli e gli strumenti di pianificazione sovraordinata insistenti su di esso, la predisposizione del Piano Urbanistico del Comune di Ravello tiene fortemente conto dei valori paesaggistici, ambientali, storico- culturali del territorio, nonché della sua fragilità geomorfologia, cercando al tempo stesso di integrare, anche
ntali, storico- culturali del territorio, nonché della sua fragilità geomorfologia, cercando al tempo stesso di integrare, anche in una prospettiva d’ambito o sovracomunale, ipotesi di sviluppo sociale ed economico sostenibili. In particolare la pianificazione comunale posta in essere pone particolare attenzione ai valori del paesaggio, anche al fine di specificarne la valenza identitaria, così come percepita dalla popolazione.
17 Particolare attenzione viene inoltre attribuita alla “componente insediativa” del paesaggio, che costituisce uno dei fattori più innovativi della Convenzione Europea di Firenze ed, anche, del Codice (D.Lgs.42/04 e s.m.i.), sia in riferimento al significato complesso attribuito al paesaggio – ed in particolare alla sua valenza identitaria - sia in considerazione della pervasività con cui le questioni connesse al territorio urbanizzato incidono sui caratteri e sulle dinamiche del paesaggio.
ella pervasività con cui le questioni connesse al territorio urbanizzato incidono sui caratteri e sulle dinamiche del paesaggio. Non ci si limita, dunque, alla conservazione delle aree e dei siti rimasti integri, ma si intende promuovere efficaci azioni di riqualificazione di ambiti degradati, destrutturati, dismessi, ed orientare opportunamente la qualità delle future trasformazioni. Appare evidente che le politiche di tutela del paesaggio, anche in questi casi, per risultare efficaci non
uture trasformazioni. Appare evidente che le politiche di tutela del paesaggio, anche in questi casi, per risultare efficaci non possono non ricomprendere strategie insediative e politiche di sviluppo. A tali fini il piano prevede:
- la definizione di un inquadramento strutturale – comprendente le operazioni conoscitive e valutative relative alle strutture ecologico-naturalistiche, alle strutture economico- funzionali, alle strutture storico- culturali, alle strutture semiologiche ed antropologiche;
istiche, alle strutture economico- funzionali, alle strutture storico- culturali, alle strutture semiologiche ed antropologiche; 2. la considerazione ed interpretazione delle dinamiche di trasformazione; 3. la interpretazione dei caratteri tipologici del paesaggio; 4. la definizione di strategie di valorizzazione, di salvaguardia e gestione. Alla luce delle considerazioni in precedenza esposte ed al fine di costruire uno strumento capace di assicurare
rdia e gestione. Alla luce delle considerazioni in precedenza esposte ed al fine di costruire uno strumento capace di assicurare efficacemente lo sviluppo sostenibile del territorio, la presente proposta definitiva:
- tenta di conseguire la necessaria coerenza tra pianificazione urbanistica, tutela ambientale, sviluppo e sociale ed economico del territorio;
- prova a superare la visione della pianificazione comunale esclusivamente quale piano regolatore
e ed economico del territorio;
- prova a superare la visione della pianificazione comunale esclusivamente quale piano regolatore dell’attività edilizia, introducendo criteri di sostenibilità sociale ed economica del territorio, conseguente da una corretta pianificazione urbanistica;
- delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo socio-economico del territorio del Comune a seguito di una concreta analisi sul funzionamento dell’ambito territoriale, determinando le invarianti di natura
io del Comune a seguito di una concreta analisi sul funzionamento dell’ambito territoriale, determinando le invarianti di natura paesistica, ambientale e storico monumentale, in conformità al quadro della pianificazione regionale e provinciale;
- individua gli obiettivi strategici locali finalizzati allo sviluppo sociale ed economico del territorio;
- tenta di delineare una strumentazione urbanistica generale che rapporti le esigenze socio-economiche
economico del territorio;
- tenta di delineare una strumentazione urbanistica generale che rapporti le esigenze socio-economiche della popolazione alla pianificazione territoriale ed alle linee della programmazione di livello regionale e provinciale, o comunque sovracomunale, ai sensi delle Leggi Regionale n. 16/2004 e 13/2008.
18 3. Il Quadro Conoscitivo Le attività conoscitive sono state finalizzate al reperimento, alla valutazione ed interpretazione di tutti quegli elementi che concorrono alla definizione dei caratteri del territorio comunale, indispensabili per descrivere, delineare, interpretare gli assetti e le dinamiche di trasformazione e, successivamente, per configurare gli elementi strategici della pianificazione, sia con riferimento agli aspetti strutturali che a quelli di natura operativa e programmatica.
strategici della pianificazione, sia con riferimento agli aspetti strutturali che a quelli di natura operativa e programmatica. 3.1 I piani, le norme, i vincoli sovraordinati La presente proposta definitiva di Puc assume le analisi conoscitive ed interpretative, nonché le componenti strutturali dei Piani territoriali sovraordinati, per gli aspetti ovviamente pertinenti al territorio comunale, quali elementi costitutivi del quadro conoscitivo e della componente strutturale della pianificazione
ti al territorio comunale, quali elementi costitutivi del quadro conoscitivo e della componente strutturale della pianificazione urbanistica di Ravello, la cui definizione è stata poi completata, approfondita, precisata e dettagliata, dalle analisi e dagli studi specialistici e settoriali di livello comunale, redatti ed allegati al Puc. 3.1.1 Il Piano Territoriale Regionale (Ptr) La Regione Campania ha approvato con la Legge n.13 del 13 ottobre 2008 il Piano Territoriale Regionale (PTR)
ale Regionale (Ptr) La Regione Campania ha approvato con la Legge n.13 del 13 ottobre 2008 il Piano Territoriale Regionale (PTR) previsto dall’art.13 della L.R.16/04,11unitamente alle “Linee guida per il paesaggio in Campania”, documento integrativo elaborato al fine di conformare la proposta di Ptr agli accordi per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio in Campania.12 Il Piano regionale persegue gli obiettivi generali stabiliti dalla Legge per la promozione dello sviluppo
esaggio in Campania.12 Il Piano regionale persegue gli obiettivi generali stabiliti dalla Legge per la promozione dello sviluppo sostenibile e per la tutela dell’integrità fisica e dell’identità culturale del territorio ed individua gli obiettivi di assetto e le linee principali di organizzazione del territorio regionale, nonché le strategie e le azioni volte alla loro realizzazione; i sistemi infrastrutturali e le attrezzature di rilevanza sovraregionale e regionale, nonché
ioni volte alla loro realizzazione; i sistemi infrastrutturali e le attrezzature di rilevanza sovraregionale e regionale, nonché gli impianti e gli interventi pubblici dichiarati di rilevanza regionale; gli indirizzi e i criteri per la elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale provinciale e per la cooperazione istituzionale. Il Piano Territoriale Regionale si presenta quale documento strategico d’inquadramento, d’indirizzo e di
erazione istituzionale. Il Piano Territoriale Regionale si presenta quale documento strategico d’inquadramento, d’indirizzo e di promozione di azioni integrate, articolato in 5 Quadri territoriali di riferimento (q.t.r.) utili ad attivare una pianificazione d’area vasta concertata. L’obiettivo è di contribuire all’eco-sviluppo, secondo una visione che 11 Al fine di garantire la coerenza degli strumenti di pianificazione territoriale provinciale, la regione approva il piano territoriale
ne di garantire la coerenza degli strumenti di pianificazione territoriale provinciale, la regione approva il piano territoriale regionale -Ptr-, nel rispetto della legislazione statale e della normativa comunitaria vigenti nonché della convenzione europea del paesaggio e dell’accordo Stato-Regioni, in armonia con gli obiettivi fissati dalla programmazione statale e in coerenza con i contenuti della programmazione socio-economica regionali (art.13, co.1, L.R.16/04).
a programmazione statale e in coerenza con i contenuti della programmazione socio-economica regionali (art.13, co.1, L.R.16/04). 12 Si veda la deliberazione di G.R. n.1475 del 04.11.2005.
19 attribuisce al territorio il compito di mediare cognitivamente ed operativamente tra la materia della pianificazione territoriale (comprensiva delle componenti di natura paesistico-ambientale) e quella della promozione e della programmazione dello sviluppo. In tal senso, gli indirizzi strategici proposti dal PTR13 costituiscono tanto un riferimento per la pianificazione territoriale della Regione (piani di settore), delle
proposti dal PTR13 costituiscono tanto un riferimento per la pianificazione territoriale della Regione (piani di settore), delle Province e dei Comuni, quanto un riferimento per politiche integrate di sviluppo, che coinvolgono più complessivamente l’azione degli Enti Locali. Entrando nello specifico del Piano regionale, il 1° Quadro territoriale di riferimento è dedicato alle Reti che attraversano il territorio regionale: la rete ecologica, la rete dell’interconnessione (mobilità e logistica) e la
alle Reti che attraversano il territorio regionale: la rete ecologica, la rete dell’interconnessione (mobilità e logistica) e la rete del rischio ambientale. Dall’articolazione e sovrapposizione spaziale di queste reti s’individuano, per gli altri quadri territoriali, i punti critici sui quali è opportuno concentrare l’attenzione e finalizzare gli interventi. In particolare la pianificazione paesistica viene individuata quale azione integrata nella pianificazione
izzare gli interventi. In particolare la pianificazione paesistica viene individuata quale azione integrata nella pianificazione territoriale ed in tutte le altre attività di programmazione sul territorio che, pertanto, dovranno avere tra i propri obiettivi prioritari le azioni di conservazione, recupero e costruzione del paesaggio. Passando al 2° Quadro territoriale di riferimento, esso descrive ambiti di livello scalare “macro”, sedi delle scelte
paesaggio. Passando al 2° Quadro territoriale di riferimento, esso descrive ambiti di livello scalare “macro”, sedi delle scelte strategiche con tratti di lunga durata (e dei conseguenti interventi “strutturanti”), nei quali si affrontano e avviano a soluzione rilevanti problemi relazionali derivanti dai caratteri strutturali dell’area (ambientali e/o insediativi e/o economico-sociali) che richiedono, nel lungo periodo, la ricerca concertata di assetti più equilibrati di tipo policentrico e reticolare.
-sociali) che richiedono, nel lungo periodo, la ricerca concertata di assetti più equilibrati di tipo policentrico e reticolare. Gli ambienti insediativi sono stati individuati sulla base delle analisi della morfologia territoriale e del quadro ambientale, delle trame insediative, delle reti della mobilità, dei caratteri economico-sociali e delle relative dinamiche in atto, con lo scopo di mettere in evidenza l’emergere di città, distretti, insiemi territoriali con
e delle relative dinamiche in atto, con lo scopo di mettere in evidenza l’emergere di città, distretti, insiemi territoriali con 13 Si riportano di seguito le linee strategiche del PTR, con la riorganizzazione dell’asse B introdotta dalle Linee Guida per il Paesaggio in Campania: A. Interconnessione B. Difesa e recupero della “diversità” ambientale e paesistica B.1. Costruzione della rete ecologica e difesa della biodiversità B.2. Valorizzazione e sviluppo dei territori marginali
sistica B.1. Costruzione della rete ecologica e difesa della biodiversità B.2. Valorizzazione e sviluppo dei territori marginali B.3. Riqualificazione e salvaguardia dei contesti paesistici di eccellenza:: B.3.1 la fascia costiera B.3.2 le isole B.3.3 le morfologie vulcaniche B.4. Valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio B.4.1 delle identità locali attraverso le caratterizzazioni del paesaggio rurale e insediato B.4.2 della leggibilità dei beni paesaggistici di rilevanza storico-culturale
caratterizzazioni del paesaggio rurale e insediato B.4.2 della leggibilità dei beni paesaggistici di rilevanza storico-culturale B.4.3 dei sistemi di beni archeologici e delle testimonianze della storia locale B.5. Recupero delle aree dismesse e in via di dismissione C. Governo del rischio ambientale C.1. Rischio vulcanico C.2. Rischio sismico C.3. Rischio idrogeologico C.4. Rischio incidenti rilevanti nell’industria C.5. Rischio rifiuti C.6. Rischio da attività estrattive
. Rischio idrogeologico C.4. Rischio incidenti rilevanti nell’industria C.5. Rischio rifiuti C.6. Rischio da attività estrattive D. Assetto policentrico ed equilibrato D.1. Rafforzamento del policentrismo D.2. Riqualificazione e “messa a norma” delle città D.3. Attrezzature e servizi regionali E. Attività produttive per lo sviluppo economico regionale
20 diverse esigenze e potenzialità, in una interpretazione della regione plurale formata da aggregati dotati di relativa autonomia, rispetto ai quali la Regione deve porsi come cornice di coordinamento e sostegno. Il Piano individua nell’intera regione 9 ambienti insediativi, i cui confini sono assunti in modo del tutto sfumato; 4 ambienti insediativi investono il territorio della Provincia di Salerno, in particolare: la penisola sorrentino-amalfitana,;
; 4 ambienti insediativi investono il territorio della Provincia di Salerno, in particolare: la penisola sorrentino-amalfitana,; l’Agro sarnese-nocerino; l’area salernitana e la Piana del Sele; l’area del Cilento e del Vallo di Diano; ad essi va aggiunto l’ambiente insediativo n.6 “Avellinese”, che coinvolge parte di alcune aree interne del Salernitano. Il comune di Ravello ricade, evidentemente, nell’ambiente insediativo denominato Penisola Sorrentino Amalfitana, per il quale il Ptr:
mune di Ravello ricade, evidentemente, nell’ambiente insediativo denominato Penisola Sorrentino Amalfitana, per il quale il Ptr: ➢ individua i seguenti aspetti problematici: ▪ in via prioritaria, riassetto idrogeologico e, più in generale la difesa e la salvaguardia dell’ambiente; ▪ la valorizzazione ed il potenziamento delle colture “tipiche” presenti nell’ambito ed in particolare nelle aree collinari, che potrebbero costituire una valida integrazione del sistema economico- turistico della fascia costiera;
nelle aree collinari, che potrebbero costituire una valida integrazione del sistema economico- turistico della fascia costiera; ▪ scarsa offerta di trasporti pubblici collettivi; ▪ insufficiente presenza di viabilità trasversale interna; ▪ scarsa integrazione fra i centri montani e costieri; ▪ carenza di servizi ed attrezzature (quelle esistenti sono concentrate prevalentemente nei centri di Sorrento, Vico Equense, Castellammare di Stabia e Cava dei Tirreni);
le esistenti sono concentrate prevalentemente nei centri di Sorrento, Vico Equense, Castellammare di Stabia e Cava dei Tirreni); ▪ problemi di dissesto idrogeologico, di erosione della costa alta e dei litorali, inadeguatezza delle infrastrutture portuali e carenza dei servizi per la nautica da diporto; ➢ delinea una visione tendenziale caratterizzata da problematiche quali la: ▪ saturazione dei centri costieri; ▪ accentuazione dell’abbandono dei centri montani interni; ▪ inaccessibilità della costa;
la: ▪ saturazione dei centri costieri; ▪ accentuazione dell’abbandono dei centri montani interni; ▪ inaccessibilità della costa; ➢ propone quali elementi guida di una visione da perseguire: ▪ organizzazione della mobilità interna con sistemi intermodali; ▪ sviluppo e potenziamento delle linee del Metrò del Mare e del cabotaggio costiero; ▪ strutturazione delle conurbazioni con la distribuzione di funzioni superiori e rare;
Metrò del Mare e del cabotaggio costiero; ▪ strutturazione delle conurbazioni con la distribuzione di funzioni superiori e rare; ▪ articolazione dell’offerta turistica integrando la fruizione delle risorse costiere con quella delle aree montane interne puntando anche alla valorizzazione delle colture tipiche; ▪ potenziamento del sistema degli approdi anche al fine di integrare il sistema di accessibilità;
zazione delle colture tipiche; ▪ potenziamento del sistema degli approdi anche al fine di integrare il sistema di accessibilità; ▪ completamento, messa in sicurezza e riqualificazione delle strutture ed infrastrutture e di servizi per la nautica da diporto. Il 3° Quadro territoriale di riferimento è invece dedicato ai Sistemi Territoriali di Sviluppo, e propone un primo tentativo di territorializzazione degli indirizzi strategici definiti dal piano.
mi Territoriali di Sviluppo, e propone un primo tentativo di territorializzazione degli indirizzi strategici definiti dal piano. I Sistemi territoriali di sviluppo (STS) sono definiti quali unità territoriali “…delimitate prevalentemente sulla base di programmazione di strategie di intervento sul territorio e di condivisione di obiettivi di sviluppo e valorizzazione di risorse”. Attraverso i STS il Piano si propone l’obiettivo di armonizzare le “…visioni che dal
i di sviluppo e valorizzazione di risorse”. Attraverso i STS il Piano si propone l’obiettivo di armonizzare le “…visioni che dal basso stanno portando a forme di autorappresentazione e identificazione di dimensioni sovracomunali dello sviluppo, con le azioni legate a politiche settoriali … che consentono di registrare effetti territoriali rilevanti”.
21 I STS rappresentano, quindi, dei luoghi di esercizio di visioni strategiche condivise: ambiti di programmazione di interventi sul territorio e di condivisione di obiettivi di sviluppo e valorizzazione di risorse eterogenee. Il PTR individua in Campania 45 STS, di cui 15 nella provincia di Salerno, identificati sulla base della geografia dei processi di auto-riconoscimento delle identità locali e di auto-organizzazione dello sviluppo, confrontando
della geografia dei processi di auto-riconoscimento delle identità locali e di auto-organizzazione dello sviluppo, confrontando il “mosaico” della geografia afferente all’attuazione della programmazione negoziata (patti territoriali, contratti d’area, Leader, P.I. e PIT), con i perimetri dei distretti industriali, dei parchi naturali, delle Comunità montane. Il comune di Ravello rientra nell’STS “F7 – Penisola Amalfitana” a dominante “paesistico – ambientale –
delle Comunità montane. Il comune di Ravello rientra nell’STS “F7 – Penisola Amalfitana” a dominante “paesistico – ambientale – culturale”, unitamente ai comuni di Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare, Cava dei Tirreni, caratterizzato da: ➢ andamento demografico in diminuzione con riduzione della popolazione pari a -2,87% nel periodo ‘81- ’91 e -2,05% nel periodo ‘91-’01;
ento demografico in diminuzione con riduzione della popolazione pari a -2,87% nel periodo ‘81- ’91 e -2,05% nel periodo ‘91-’01; ➢ incremento delle abitazioni occupate dai residenti (in considerazione dell’incremento del numero delle famiglie sia pur in presenza di un decremento della popolazione) nonché del totale delle stesse nel decenni ’91-’01; ➢ incremento delle U.L. (+11,45%) e del numero degli addetti (+ 25,34%), con particolare riferimento ai settori del commercio e dei servizi;
delle U.L. (+11,45%) e del numero degli addetti (+ 25,34%), con particolare riferimento ai settori del commercio e dei servizi; Per ciascun STS è stata quindi definita una matrice degli indirizzi strategici determinanti per lo sviluppo dell’ambito territoriale di riferimento, proposta aperta alla discussione, al contributo di approfondimento e precisazione, in parte avviata nell’ambito della Conferenza di pianificazione per il PTR, che dovrà essere
di approfondimento e precisazione, in parte avviata nell’ambito della Conferenza di pianificazione per il PTR, che dovrà essere ulteriormente sviluppata, di concerto con le realtà locali. Essa, pertanto, va considerata come un quadro di riferimento, che si limita ad una registrazione della presenza di possibili effetti degli indirizzi strategici e ad una prima valutazione della loro incidenza, fornendo indicazioni da correggere e qualificare in base ad ulteriori approfondimenti conoscitivi.
tazione della loro incidenza, fornendo indicazioni da correggere e qualificare in base ad ulteriori approfondimenti conoscitivi. Il Piano approvato individua per il sistema della Costiera amalfitana: ➢ quali indirizzi costituenti scelta strategica prioritaria, da consolidare: ▪ la difesa della biodiversità; ▪ la riqualificazione della costa; ▪ le attività produttive per lo sviluppo agricolo – diversificazione territoriale; ▪ le attività produttive per lo sviluppo turistico;
ttività produttive per lo sviluppo agricolo – diversificazione territoriale; ▪ le attività produttive per lo sviluppo turistico; ➢ quali indirizzi che rivestono un rilevante valore strategico da rafforzare: ▪ il rischio idrogeologico; ▪ le attività produttive per lo sviluppo agricolo – sviluppo delle filiere; ➢ quali indirizzi di valore minore, attuabili mediante interventi mirati di miglioramento ambientale e paesaggistico: ▪ l’interconnessione – accessibilità attuale; ▪ l’interconnessione – programmi;
ati di miglioramento ambientale e paesaggistico: ▪ l’interconnessione – accessibilità attuale; ▪ l’interconnessione – programmi; ▪ rischio sismico; ➢ quali indirizzi di scarsa rilevanza per il territorio: ▪ la valorizzazione dei territori marginali; ▪ la valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio;
22 ▪ il rischio attività estrattive. Il 4° Quadro territoriale e di riferimento è dedicato ai Campi Territoriali Complessi, aree nelle quali la sovrapposizione-intersezione dei precedenti quadri territoriali mette in evidenza degli spazi di particolare criticità (riferibili soprattutto a infrastrutture di interconnessione di particolare rilevanza, oppure ad aree di intensa concentrazione di fattori di rischio) dove si ritiene che occorra promuovere un’azione prioritaria di
oppure ad aree di intensa concentrazione di fattori di rischio) dove si ritiene che occorra promuovere un’azione prioritaria di interventi integrati. Il PTR individua, nel territorio della Provincia di Salerno, quale c.t.c., la Piana del Sele ed in parte la Costiera Amalfitana, congiuntamente alla Penisola Sorrentina, in riferimento alle problematiche connesse al della portualità turistica e di diporto.
congiuntamente alla Penisola Sorrentina, in riferimento alle problematiche connesse al della portualità turistica e di diporto. Il 5° Quadro territoriale di riferimento definisce, infine, degli indirizzi per le intese intercomunali e le buone pratiche di pianificazione, anche in risposta all’art.13, punto 3, lett. d), della L.R. 16/04, dove si stabilisce che il PTR definisca i criteri per l’individuazione, in sede di pianificazione provinciale, degli ambiti territoriali entro
isce che il PTR definisca i criteri per l’individuazione, in sede di pianificazione provinciale, degli ambiti territoriali entro i quali i comuni di minori dimensioni possono espletare l’attività di pianificazione urbanistica in forma associata. 3.1.2 Carta dei paesaggi e Linee guida per il Paesaggio Si è già evidenziato in precedenza che a seguito dell’approvazione del Dlgs n.63/08, la Regione, con la legge
a per il Paesaggio Si è già evidenziato in precedenza che a seguito dell’approvazione del Dlgs n.63/08, la Regione, con la legge regionale 13 ottobre 2008 n.13 di approvazione del PTR, ha ridefinito l’articolazione delle competenze in materia di pianificazione paesaggistica, riservandosi la titolarità delle attività di pianificazione in materia. L’articolo 3 della L.R. 13/08 definisce l’articolazione dell’attività di pianificazione paesaggistica che si esplicita attraverso:
articolo 3 della L.R. 13/08 definisce l’articolazione dell’attività di pianificazione paesaggistica che si esplicita attraverso: a) il quadro unitario di riferimento paesaggistico costituito dalla carta dei paesaggi della Campania; b) le linee guida per il paesaggio in Campania, contenenti direttive specifiche, indirizzi e criteri metodologici per la ricognizione, la salvaguardia e la gestione e valorizzazione del paesaggio, da recepirsi nella pianificazione paesaggistica provinciale e comunale;
lvaguardia e la gestione e valorizzazione del paesaggio, da recepirsi nella pianificazione paesaggistica provinciale e comunale; c) il piano paesaggistico di cui al decreto legislativo n.42/2004, art. 135, limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’art. 143, comma 1, lettere b), c) e d) del citato Decreto, redatto congiuntamente con il Ministero per i beni e le attività culturali ed approvato dal Consiglio regionale;
citato Decreto, redatto congiuntamente con il Ministero per i beni e le attività culturali ed approvato dal Consiglio regionale; d) i piani territoriali di coordinamento provinciali, attuativi della Convenzione europea del paesaggio, finalizzati alla valorizzazione paesaggistica dell’intero territorio regionale, redatti in coerenza con il PTR e concorrenti alla definizione del piano paesaggistico di cui alla lettera c).
ritorio regionale, redatti in coerenza con il PTR e concorrenti alla definizione del piano paesaggistico di cui alla lettera c). Dall’approvazione del piano paesaggistico regionale perdono validità ed efficacia tutti i piani paesistici attualmente vigenti. Con la sottoscrizione, il 14 luglio 2016, dell’Intesa istituzionale tra Regione Campania e Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, che fa seguito all’Intesa istituzionale preliminare del 2006 e a quella successiva del
nistero dei Beni Culturali e del Turismo, che fa seguito all’Intesa istituzionale preliminare del 2006 e a quella successiva del 2008, sono state avviate le attività finalizzate all’attuazione del procedimento previsto dalla L.R. 13/08 e ad oggi è stato predisposto il documento preliminare denominato “verso il piano paesaggistico 4.0” che conclude la prima fase del processo conoscitivo e progettuale del Piano Paesaggistico definito nella richiamata Intesa.
23 Nelle more della predisposizione (e successiva approvazione) del piano paesaggistico redatto congiuntamente da Regione e Ministero, gli indirizzi per la considerazione nel Puc degli aspetti paesaggistici vanno ricercati nella Carta dei paesaggi e nelle Linee guida per il Paesaggio, nel Ptcp oltre che nella Convenzione europea del paesaggio per quanto riguarda i principi ed i criteri generali. La “Carta dei paesaggi della Campania” definisce lo statuto del territorio regionale inteso come quadro
i ed i criteri generali. La “Carta dei paesaggi della Campania” definisce lo statuto del territorio regionale inteso come quadro istituzionale di riferimento del complessivo sistema di risorse fisiche, ecologico-naturalistiche, agro-forestali, storico-culturali e archeologiche, semiologico-percettive, nonché delle rispettive relazioni e della disciplina di uso sostenibile e rappresenta il quadro di riferimento unitario per la pianificazione territoriale e
zioni e della disciplina di uso sostenibile e rappresenta il quadro di riferimento unitario per la pianificazione territoriale e paesaggistica, per la verifica di coerenza e per la valutazione ambientale strategica dei Ptcp e dei Piani urbanistici comunali (PUC) nonché per la redazione dei piani di settore regionali, e ne costituisce la base strutturale. La Carta dei paesaggi è costituita dalle carte delle risorse naturalistiche ed agroforestali, dei
stituisce la base strutturale. La Carta dei paesaggi è costituita dalle carte delle risorse naturalistiche ed agroforestali, dei sistemi del territorio rurale ed aperto, delle strutture storico-archologiche e dallo schema di articolazione dei paesaggi della Campania, questi ultimi individuati sulla base del riconoscimento delle grandi tipologie di risorse e di beni. Le “Linee guida per il paesaggio in Campania” assumono il concetto di paesaggio espresso dalla CEP e
logie di risorse e di beni. Le “Linee guida per il paesaggio in Campania” assumono il concetto di paesaggio espresso dalla CEP e costituiscono il quadro di riferimento unitario, relativo a tutto il territorio regionale, della pianificazione paesaggistica. Esse forniscono i criteri e gli indirizzi di tutela, valorizzazione, salvaguardia e gestione del paesaggio per la pianificazione provinciale e comunale, gli indirizzi per lo sviluppo sostenibile ed i criteri
ia e gestione del paesaggio per la pianificazione provinciale e comunale, gli indirizzi per lo sviluppo sostenibile ed i criteri generali da rispettare nella valutazione dei carichi insediativi ammissibili sul territorio. Il rispetto delle direttive specifiche, degli indirizzi e criteri metodologici contenuti nelle Linee guida è cogente ai soli fini paesaggistici per la verifica di compatibilità dei Ptcp, dei Puc e dei piani di settore, nonché per la valutazione
ai soli fini paesaggistici per la verifica di compatibilità dei Ptcp, dei Puc e dei piani di settore, nonché per la valutazione ambientale strategica. Rinviando alla pianificazione provinciale la trattazione degli aspetti inerenti alla componente insediativa del paesaggio ed ai temi socio-economici, le Linee Guida definiscono articolati indirizzi e disposizioni per la salvaguardia e gestione del territorio rurale e aperto e per il sistema dei beni
cono articolati indirizzi e disposizioni per la salvaguardia e gestione del territorio rurale e aperto e per il sistema dei beni storico-culturali. In particolare, gli indirizzi relativi al territorio rurale ed aperto sono articolati con riferimento alle aree montane, alle aree collinari, ai complessi vulcanici, alle aree di pianura, alla fascia costiera ed alle isole, agli ambiti di più diretta influenza dei sistemi urbani, ai corpi idrici e relative fasce di pertinenza.
costiera ed alle isole, agli ambiti di più diretta influenza dei sistemi urbani, ai corpi idrici e relative fasce di pertinenza. 3.1.3 Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno Il Piano territoriale di coordinamento provinciale, approvato con deliberazione di Consiglio Provinciale n.15 del 30 marzo 2012, è uno strumento di pianificazione di area vasta e definisce gli obiettivi e le strategie di
Provinciale n.15 del 30 marzo 2012, è uno strumento di pianificazione di area vasta e definisce gli obiettivi e le strategie di sviluppo, assetto e tutela del territorio di rilievo provinciale e sovracomunale o che costituiscono attuazione della pianificazione regionale. In tale ruolo, il PTCP è volto: ▪ a governare temi territoriali complessi che non possono essere adeguatamente affrontati alla scala comunale (come ad esempio quelli ambientali);
24 ▪ a coordinare e dare coerenza ai piani di settore ed agli interventi nelle materie di specifica competenza della Provincia (come ad esempio la viabilità ed i trasporti, l’edilizia scolastica per l’istruzione secondaria, ecc.); ▪ ad orientare la pianificazione dei comuni in coerenza con le precedenti finalità ponendosi anche come punto di partenza per promuovere il coordinamento dei PUC ai fini di un assetto equilibrato ed armonico dell’intero territorio provinciale.
rtenza per promuovere il coordinamento dei PUC ai fini di un assetto equilibrato ed armonico dell’intero territorio provinciale. Gli obiettivi generali del PTCP, in coerenza con gli indirizzi e le strategie del Piano Territoriale Regionale, sono lo sviluppo economico e sociale del territorio provinciale, la sostenibilità dell’assetto territoriale e l’attuazione della Convenzione europea del paesaggio. Per perseguire tali obiettivi il PTCP promuove la
l’assetto territoriale e l’attuazione della Convenzione europea del paesaggio. Per perseguire tali obiettivi il PTCP promuove la valorizzazione delle risorse e delle identità locali, orienta lo sviluppo delle competitività in una logica di sostenibilità ambientale e sociale, definisce misure per la salvaguardia delle risorse ambientali e storico- culturali e per la mitigazione dei rischi naturali e la prevenzione di quelli di origine antropica, delinea indirizzi
e storico- culturali e per la mitigazione dei rischi naturali e la prevenzione di quelli di origine antropica, delinea indirizzi per la valorizzazione del paesaggio, fornisce indicazioni per la riqualificazione e l’integrazione degli insediamenti e per il potenziamento del sistema infrastrutturale. Esso guida l’attività di pianificazione locale e di settore per il conseguimento di obiettivi comuni per l’intero territorio provinciale, coordinando le
pianificazione locale e di settore per il conseguimento di obiettivi comuni per l’intero territorio provinciale, coordinando le strategie di carattere sovracomunale che interessano i Piani Urbanistici Comunali ed orientando la pianificazione di settore. Il PTC della provincia di Salerno, ai sensi della L.R. n.16/2004, è articolato in due componenti: componente strutturale, che ha validità a tempo indeterminato, e componente programmatica, che attiene ai programmi
componenti: componente strutturale, che ha validità a tempo indeterminato, e componente programmatica, che attiene ai programmi di intervento da attuarsi in un intervallo di tempo definito (5 anni) ed in correlazione con la programmazione finanziaria. La componente strutturale si articola in disposizioni strutturali e disposizioni strategiche. Le disposizioni strutturali individuano e delimitano le diverse componenti territoriali con riferimento ai
osizioni strategiche. Le disposizioni strutturali individuano e delimitano le diverse componenti territoriali con riferimento ai caratteri ed ai valori naturali (geologici, vegetazionali, faunistici), storico-culturali, paesaggistici, rurali, insediativi e infrastrutturali e ne definiscono le modalità di uso e di manutenzione che ne possano garantire la tutela, la riqualificazione e la valorizzazione sostenibile. Esse inoltre riguardano la mitigazione dei rischi
sano garantire la tutela, la riqualificazione e la valorizzazione sostenibile. Esse inoltre riguardano la mitigazione dei rischi naturali, la prevenzione del rischio antropico e la tutela e gestione delle risorse idriche. Le disposizioni strategiche delineano le scelte di trasformazione di lungo periodo dell’assetto insediativo e infrastrutturale – attraverso indirizzi che orientano il riassetto policentrico dell’organizzazione insediativa e
insediativo e infrastrutturale – attraverso indirizzi che orientano il riassetto policentrico dell’organizzazione insediativa e l’integrazione ed il potenziamento del sistema infrastrutturale –, forniscono indicazioni per perseguire la qualità del paesaggio e per la costruzione della rete ecologica provinciale. In coerenza con le disposizioni strutturali e strategiche, la disciplina integrata definisce per le diverse zone in
provinciale. In coerenza con le disposizioni strutturali e strategiche, la disciplina integrata definisce per le diverse zone in cui viene articolato il territorio provinciale le regole valide a tempo indeterminato che dovranno essere osservate nell’ambito della pianificazione di settore e/o comunale, in conformità anche di tutte le prescrizioni ed in coerenza con tutti gli indirizzi definiti nelle Norme tecniche di attuazione del PTCP che definiscono:
tte le prescrizioni ed in coerenza con tutti gli indirizzi definiti nelle Norme tecniche di attuazione del PTCP che definiscono: ➢ indirizzi e prescrizioni per le diverse articolazioni: ▪ degli spazi aperti naturali e di quelli agricoli;
25 ▪ degli insediamenti di interesse storico-culturale; ▪ degli insediamenti recenti prevalentemente residenziali e delle aree specialistiche; ▪ del sistema della mobilità e della logistica; ➢ gli obiettivi generali ed i principali indirizzi per gli Ambiti di paesaggio in cui viene articolato il territorio provinciale; ➢ gli indirizzi per i piani provinciali di settore, relativamente alle politiche energetiche ed alle politiche dei rifiuti;
ale; ➢ gli indirizzi per i piani provinciali di settore, relativamente alle politiche energetiche ed alle politiche dei rifiuti; ➢ indirizzi e prescrizioni per la pianificazione comunale, attraverso cui sono disciplinati l’articolazione dei PUC in componente strutturale e componente programmatica, il dimensionamento del PUC in rapporto ai carichi insediativi e l’attuazione degli stessi piani comunali attraverso la perequazione; sono inoltre
o del PUC in rapporto ai carichi insediativi e l’attuazione degli stessi piani comunali attraverso la perequazione; sono inoltre definiti criteri che orientano la localizzazione di nuovi insediamenti. Le disposizioni programmatiche del PTCP forniscono, invece, indirizzi e prescrizioni per la pianificazione comunale e definiscono le scelte operative del PTCP. Gli indirizzi e prescrizioni che dovranno essere osservati nella predisposizione dei PUC riguardano il
celte operative del PTCP. Gli indirizzi e prescrizioni che dovranno essere osservati nella predisposizione dei PUC riguardano il dimensionamento del fabbisogno residenziale, degli insediamenti produttivi d’interesse sovralocale e locale, del sistema di attrezzature pubbliche, delle sedi per attività terziarie e turistiche; la mobilità ciclabile e la rete pedonale. Esse inoltre fissano i termini per l’adeguamento dei PUC al PTCP.
ziarie e turistiche; la mobilità ciclabile e la rete pedonale. Esse inoltre fissano i termini per l’adeguamento dei PUC al PTCP. Le scelte operative del PTCP riguardano la rete della mobilità e gli interventi infrastrutturali da realizzare nel quinquennio ed i programmi operativi provinciali ritenuti di rilevanza strategica e quindi prioritari ai fini del perseguimento degli obiettivi del PTCP e per i quali vanno attivate le necessarie intese con le Amministrazioni e gli Enti competenti.
uimento degli obiettivi del PTCP e per i quali vanno attivate le necessarie intese con le Amministrazioni e gli Enti competenti. Il PTCP pone grande rilievo al tema della “valorizzazione del paesaggio della Costiera Amalfitana”, sottolineando obiettivi centrali quali il miglioramento dell’accessibilità sostenibile della fascia costiera e delle aree più interne, il risanamento delle fasce marine e la messa in sicurezza delle scogliere.
ibile della fascia costiera e delle aree più interne, il risanamento delle fasce marine e la messa in sicurezza delle scogliere. Nello specifico il Ptcp, individua, quale “Ambito Identitario”,iI territorio della Costiera Amalfitana, in cui è naturalmente compreso il territorio di Ravello, includendovi la “centralità” di Cava dei Tirreni, ambito che risulta, peraltro, coincidente con il STS F7 del Ptr, a dominante paesistico-ambientale-culturale. Per esso il
rreni, ambito che risulta, peraltro, coincidente con il STS F7 del Ptr, a dominante paesistico-ambientale-culturale. Per esso il Piano provinciale delinea una serie di obiettivi, strategie ed azioni di valorizzazione del territorio secondo il principio di sostenibilità, al fine di garantire, contestualmente, lo sviluppo delle comunità locali e la tutela del patrimonio identitario. Tali scelte non sono elencate ed illustrate in questa sede in quanto fatte proprie dal
i e la tutela del patrimonio identitario. Tali scelte non sono elencate ed illustrate in questa sede in quanto fatte proprie dal PUC di Ravello e, pertanto, le stesse saranno proposte, con i necessari approfondimenti e contestualizzazioni, nell’ambito della descrizione delle scelte strategiche della pianificazione per Ravello, riportate nel seguito del presente documento. Inoltre, nel Ptcp l’ambito identitario di interesse intercetta partizioni territoriali minori definite “Unità di
ente documento. Inoltre, nel Ptcp l’ambito identitario di interesse intercetta partizioni territoriali minori definite “Unità di Paesaggio”, per i quali definisce indirizzi generali volti alla conservazione, alla tutela, alla valorizzazione, al miglioramento, al ripristino dei valori paesaggistici esistenti o alla creazione di nuovi valori paesaggistici. Il territorio del comune di Ravello ricade nell’unità di paesaggio n.1 “Monti Lattari-Costiera Amalfitana”,
alori paesaggistici. Il territorio del comune di Ravello ricade nell’unità di paesaggio n.1 “Monti Lattari-Costiera Amalfitana”, connotata da rilevantissimi valori paesaggistici, in cui la prevalente caratterizzazione naturalistico-ambientale è integrata, in alcune aree, dall’organizzazione complessivamente coerente della rete insediativa.
26 Per tale unità, il Piano provinciale prevede i seguenti indirizzi generali di qualità paesaggistica: ➢ azioni di conservazione, orientate al mantenimento ed alla tutela delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie, in particolare attinenti all’integrità strutturale dei caratteri geomorfologici, delle aree e linee di crinale, della rete idrografica, della copertura vegetazionale;
strutturale dei caratteri geomorfologici, delle aree e linee di crinale, della rete idrografica, della copertura vegetazionale; ➢ azioni di conservazione, recupero e valorizzazione sostenibile del patrimonio archeologico e storico e degli insediamenti storici orientate al mantenimento ed alla tutela delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie, con attenzione, per gli insediamenti storici al mantenimento
lle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie, con attenzione, per gli insediamenti storici al mantenimento dell’articolazione complessiva della struttura della rete insediativa storica, alla valorizzazione sostenibile dei caratteri identitari e di centralità degli insediamenti storici, al mantenimento delle relazioni paesaggistiche con il contesto, alla qualificazione delle relazioni tra le formazioni insediative recenti, la
to delle relazioni paesaggistiche con il contesto, alla qualificazione delle relazioni tra le formazioni insediative recenti, la trama insediativa storica ed il contesto paesaggistico-ambientale; ➢ azioni di conservazione orientate al mantenimento ed alla tutela delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie del paesaggio agrario, con particolare attenzione ai terrazzamenti ed ai pendii;
, degli elementi costitutivi e delle morfologie del paesaggio agrario, con particolare attenzione ai terrazzamenti ed ai pendii; ➢ azioni di miglioramento dell’accessibilità, orientate a mantenere o mettere in efficienza le infrastrutture esistenti, consentendo la realizzazione di nuove arterie stradali limitatamente a quelle previste dal PTCP, la cui progettazione deve essere organizzata e valutata anche sotto il profilo paesaggistico;
amente a quelle previste dal PTCP, la cui progettazione deve essere organizzata e valutata anche sotto il profilo paesaggistico; ➢ azioni di manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica e dei tracciati di interesse paesaggistico; ➢ azioni di salvaguardia delle visuali panoramiche dalle strade carrabili e pedonali; ➢ azioni volte all’inserimento paesaggistico delle infrastrutture per la mobilità, la logistica e tecnologiche
abili e pedonali; ➢ azioni volte all’inserimento paesaggistico delle infrastrutture per la mobilità, la logistica e tecnologiche attraverso il miglioramento delle condizioni di compatibilità paesaggistica di quelle esistenti e la considerazione degli aspetti paesaggistici nella progettazione delle nuove infrastrutture; ➢ azioni volte al contrasto della desertificazione dei centri interni montani, orientate a garantire un
le nuove infrastrutture; ➢ azioni volte al contrasto della desertificazione dei centri interni montani, orientate a garantire un adeguato livello di prestazioni sociali di base, a migliorare l’accessibilità ed a promuovere attività economiche compatibili; ➢ azioni di promozione di attività turistiche connesse alla valorizzazione sostenibile delle risorse naturalistiche e storico-culturali, con possibilità di incremento delle attrezzature turistiche e delle
ostenibile delle risorse naturalistiche e storico-culturali, con possibilità di incremento delle attrezzature turistiche e delle strutture ricettive limitatamente alle aree ed alle forme previste dal PTCP; ➢ azioni di ripristino o di realizzazione di nuovi valori paesaggistici nelle aree urbanizzate e nelle componenti paesaggistico-ambientali compromesse, orientate al ripristino delle qualità alterate e di
le aree urbanizzate e nelle componenti paesaggistico-ambientali compromesse, orientate al ripristino delle qualità alterate e di coerenti relazioni tra le diverse componenti e, in particolare, tra le aree di recente edificazione ed il contesto paesaggistico-ambientale. Infine, si ritiene utile richiamare in questa sede, sia pur brevemente ed in maniera del tutto schematica, taluni aspetti delle previsioni del Ptcp ritenute particolarmente significative per le scelte di pianificazione effettuate
tica, taluni aspetti delle previsioni del Ptcp ritenute particolarmente significative per le scelte di pianificazione effettuate con il presente PUC, ed in particolare: ➢ il rilievo attribuito dalla pianificazione provinciale al principio del minor consumo di suolo da attuare in stretta connessione al principio del recupero, esteso sia pur rispettoso dei valori, del patrimonio edilizio esistente, del riuso degli immobili dismessi e della valorizzazione dell’insediato storico;
dei valori, del patrimonio edilizio esistente, del riuso degli immobili dismessi e della valorizzazione dell’insediato storico; ➢ la necessità di prevedere, a scala comunale, un progetto di rete ecologia quale specificazione e parte integrante della rete ecologica provinciale e, poi, regionale; ➢ le norme disciplinanti l’edificazione nelle aree rurali;
27 ➢ le modalità per pervenire alla partizione del territorio comunale al fine della tutela e valorizzazione degli elementi identitari, ed in particolare con riferimento alle aree montane, alle aree di collina, alla fascia costiera, agli aggregati residenziali in contesti agricoli, alle aree archeologiche e di interesse archeologico, ai centri e nuclei storici, agli insediamenti recenti; ➢ le disposizioni da attuare, nell’ambito del Puc, per la tutela delle emergenze geologiche, delle aree ad
insediamenti recenti; ➢ le disposizioni da attuare, nell’ambito del Puc, per la tutela delle emergenze geologiche, delle aree ad elevata naturalità, delle aree boscate, dei corpi idrici, ecc. Si evidenzia, infine, che la presente proposta definitiva di Puc di Ravello assume, quali elementi costitutivi della propria componente strutturale, le analisi, le interpretazioni e le previsioni progettuali di carattere
ementi costitutivi della propria componente strutturale, le analisi, le interpretazioni e le previsioni progettuali di carattere strutturale del Ptcp, in particolare con riferimento alla caratterizzazione naturalistica del territorio (naturalità e biodiversità), alla caratterizzazione morfologica, alle risorse agricole ed agroforestali, ai caratteri paesaggistici, al progetto di rete ecologica e all’organizzazione del territorio rurale ed aperto, preponendone,
i, ai caratteri paesaggistici, al progetto di rete ecologica e all’organizzazione del territorio rurale ed aperto, preponendone, in taluni casi, specificazioni sulla base degli esiti di analisi e valutazioni di maggior dettaglio condotte. 3.1.4 Il Piano Urbanistico Territoriale per l’Area Sorrentino-Amalfitana Il Piano Urbanistico Territoriale (PUT) dell'Area Sorrentino - Amalfitana è stato approvato - ai sensi
rea Sorrentino-Amalfitana Il Piano Urbanistico Territoriale (PUT) dell'Area Sorrentino - Amalfitana è stato approvato - ai sensi dell'articolo 1/ bis della Legge 8 agosto 1985, n. 431 – con la Legge Regionale n.35 del 27.06.1987 (BURC n.40 del 20.07.1987).14 Il Comune di Ravello è uno dei 34 Comuni ricompresi nell’area di competenza del piano ed, in particolare, rientra nella sub-area 5 (art.2). Il Piano Urbanistico Territoriale dell'Area Sorrentino - Amalfitana è Piano Territoriale di Coordinamento con
ub-area 5 (art.2). Il Piano Urbanistico Territoriale dell'Area Sorrentino - Amalfitana è Piano Territoriale di Coordinamento con specifica considerazione dei valori paesistici e ambientali e sottopone a normativa d’uso il territorio dell'Area Sorrentino - Amalfitana. Il Piano Urbanistico Territoriale prevede norme generali d'uso del territorio dell'area e formula direttive a carattere vincolante alle quali i Comuni devono uniformarsi nella predisposizione dei loro strumenti urbanistici
PROPORZIONAMENTO DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE
ula direttive a carattere vincolante alle quali i Comuni devono uniformarsi nella predisposizione dei loro strumenti urbanistici o nell' adeguamento di quelli vigenti…(art.3). In particolare,l’art.8 stabilisce che: Oltre al rispetto della legislazione vigente i Comuni devono, nella formazione dei piani regolatori generali, rispettare le prescrizioni contenute nella presente normativa, e in tutti gli altri elaborati del piano urbanistico territoriale… PROPORZIONAMENTO DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE
PROPORZIONAMENTO DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE
te normativa, e in tutti gli altri elaborati del piano urbanistico territoriale… PROPORZIONAMENTO DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE Nuove residenze (art.9) Il proporzionamento dell'eventuale fabbisogno di nuove residenze va commisurato alla sommatoria delle tre componenti, calcolate come segue: 14 Modificata ed integrata dalle leggi regionali n. 22 del 1.7.2003, n.28 del 23.11.1994, n.11 del 5.4.2000, n.10 del 11.8.2001 (art.31),
cata ed integrata dalle leggi regionali n. 22 del 1.7.2003, n.28 del 23.11.1994, n.11 del 5.4.2000, n.10 del 11.8.2001 (art.31), n.19 del 28.11.2001 art.9), n.15 del 28.11.2000(art. 6), n.24 del 18.11.1995 (art. 7).
28 a) eventuale fabbisogno derivante da incremento demografico: la previsione demografica, da effettuare su di un periodo non superiore a dieci anni, va riferita al tasso medio annuo di variazione globale della popolazione residente fra i dati censimentali degli ultimi dieci anni. Ove in tale periodo il saldo migratorio sia stato positivo (in base ai dati ISTAT) si dovrà assumere il riferimento al solo tasso medio annuo di incremento naturale;
io sia stato positivo (in base ai dati ISTAT) si dovrà assumere il riferimento al solo tasso medio annuo di incremento naturale; b) eventuale fabbisogno per la riduzione dell'indice di affollamento: il fabbisogno dei nuovi vani residenziali necessari per ottenere l' eventuale abbassamento dell'indice di affollamento sino al valore di un abitante per vano (“stanza” ISTAT) deve risultare dalla documentazione dell'anagrafe edilizia di cui al successivo
valore di un abitante per vano (“stanza” ISTAT) deve risultare dalla documentazione dell'anagrafe edilizia di cui al successivo articolo 13, ed il relativo valore deve essere ridotto ad un terzo; c) eventuale fabbisogno per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili: anche tale fabbisogno deve risultare dalla documentazione dell'anagrafe edilizia ed il relativo valore deve essere ridotto ad un terzo.
ale fabbisogno deve risultare dalla documentazione dell'anagrafe edilizia ed il relativo valore deve essere ridotto ad un terzo. Il complessivo fabbisogno di vani residenziali deve essere soddisfatto utilizzando anche la quota relativa al recupero edilizio del patrimonio edilizio esistente e la quota relativa alla edificazione della eventuale zona agricola. Nel caso che, in conseguenza della normativa di attuazione del Piano Urbanistico Territoriale, non sia possibile
zona agricola. Nel caso che, in conseguenza della normativa di attuazione del Piano Urbanistico Territoriale, non sia possibile soddisfare il fabbisogno di nuove residenze all'interno del territorio comunale, esso andrà soddisfatto nel quadro del coordinamento a livello di ciascuna sub - area. Superfici utili terziarie (art.10) Il proporzionamento delle superfici utili lorde da destinare agli usi terziari di proprietà privata - comprensive
iarie (art.10) Il proporzionamento delle superfici utili lorde da destinare agli usi terziari di proprietà privata - comprensive di quelle già esistenti - (commercio, uffici, tempo libero, turismo etc.) non può eccedere un valore pari, in metri quadrati per abitanti (secondo la previsione demografica di cui al precedente articolo 9 lett. a) atre. Nel caso in cui le superfici utili lorde da destinare agli usi terziari, di cui al primo comma, sono ottenute
o 9 lett. a) atre. Nel caso in cui le superfici utili lorde da destinare agli usi terziari, di cui al primo comma, sono ottenute mediante mutamento di destinazione d’uso del patrimonio edilizio esistente, purché la destinazione proposta sia compatibile con quelle previste per le singole zone territoriali omogenee, il dimensionamento di cui al primo comma è elevato a quattro metri quadrati(art.1, co.81, L.R.C.16/2014). Attrezzature pubbliche (art.11)
ionamento di cui al primo comma è elevato a quattro metri quadrati(art.1, co.81, L.R.C.16/2014). Attrezzature pubbliche (art.11) Le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali devono essere pari …: ▪ a metri quadrati ventisette per abitante (secondo la previsione demografica di cui al precedente articolo 9 lett. a); tale quantità va di norma ripartita in:
- 4.5 mq per l' istruzione materna e dell'obbligo;
- 2,0 mq per le attrezzature di interesse comunale;
va di norma ripartita in:
- 4.5 mq per l' istruzione materna e dell'obbligo;
- 2,0 mq per le attrezzature di interesse comunale;
- 18,0 mq per le aree verdi e gli impianti sportivi;
- 2,5 mq per parcheggi; ▪ a metri quadri quindici per ogni venti metri quadrati di superficie utile lorda di residenze stagionali o attrezzature ricettive esistenti e previste: tale quantità va di norma ripartita in:
- 10,0 mq per verde, gioco libero e sport;
- 3,0 mq per parcheggi;
esistenti e previste: tale quantità va di norma ripartita in:
- 10,0 mq per verde, gioco libero e sport;
- 3,0 mq per parcheggi;
- 2,0 mq per attrezzature di interesse comunale;
ATTUAZIONE DEI PIANI REGOLATORI GENERALI (ART.12)
29 Nel caso che non risulti possibile reperire le suddette aree all' interno del territorio comunale, esse andranno reperite nel quadro del coordinamento a livello di ciascuna sub - area. ATTUAZIONE DEI PIANI REGOLATORI GENERALI (ART.12) I Piani Regolatori Generali si attuano mediante i Piani esecutivi previsti dalla legislazione vigente e dei Piani di recupero di cui alla Legge n. 457/ 78 (Piani particolareggiati di esecuzione, Piani di zona ai sensi delle Leggi
e dei Piani di recupero di cui alla Legge n. 457/ 78 (Piani particolareggiati di esecuzione, Piani di zona ai sensi delle Leggi 167/ 62 e 865/ 71, Piani di lottizzazione convenzionata e Piani per insediamenti produttivi ai sensi dell' articolo 27 della Legge 865/ 71). I Comuni sono obbligati, per l'attuazione dei Piani Regolatori Generali relativamente agli interventi residenziali, al rispetto delle seguenti proporzioni tra l'edilizia residenziale pubblica ed il totale previsto:
agli interventi residenziali, al rispetto delle seguenti proporzioni tra l'edilizia residenziale pubblica ed il totale previsto: ▪ per il fabbisogno derivante dall' incremento demografico di cui al precedente articolo 9 lett. a):
- 70% di edilizia pubblica con l' obbligo di riservare l' 80% in volume di tale quota alla cessione in diritto di superficie, ai sensi dell' articolo 35 della Legge 865/ 71;
riservare l' 80% in volume di tale quota alla cessione in diritto di superficie, ai sensi dell' articolo 35 della Legge 865/ 71; ▪ per il fabbisogno relativo alla riduzione dell'indice di affollamento ed alla sostituzione dei vani malsani o fatiscenti di cui al precedente articolo 9 lett. b) e c):
- il 100% di edilizia pubblica, riservandone l' attribuzione ai soli abitanti delle abitazioni malsane da sostituire e delle abitazioni sovraffollate.
VIABILITÀ ED ALTRE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO ED OPERE PUBBLICHE (ART.15)
pubblica, riservandone l' attribuzione ai soli abitanti delle abitazioni malsane da sostituire e delle abitazioni sovraffollate. ▪ per gli interventi di risanamento conservativo all'interno delle zone << A >> di Piano Regolatore Generale devono utilizzarsi esclusivamente interventi pubblici diretti, ai sensi delle Leggi 167/62 e 865/ 71, o concessioni in regime convenzionato ai sensi della Legge 10/77. VIABILITÀ ED ALTRE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO ED OPERE PUBBLICHE (ART.15)
VIABILITÀ ED ALTRE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO ED OPERE PUBBLICHE (ART.15)
i in regime convenzionato ai sensi della Legge 10/77. VIABILITÀ ED ALTRE INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO ED OPERE PUBBLICHE (ART.15) I Piani Regolatori Generali, per quanto attiene alla viabilità ed alle altre infrastrutture di trasporto, dovranno rispettare le indicazioni del Piano Urbanistico Territoriale di cui alla relazione parti 5a e 6a e relativi allegati cartografici. In particolare non sono ammesse aggiunte a quanto previsto dal Piano Urbanistico Territoriale
e relativi allegati cartografici. In particolare non sono ammesse aggiunte a quanto previsto dal Piano Urbanistico Territoriale salvo che relativamente alla viabilità minore (urbana, interpoderale e forestale).Per la viabilità minore, oltre che rispettare le indicazioni specificamente espresse nella relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte 5a, si dovrà ottemperare, per le caratteristiche tecniche, alle prescrizioni del successivo titolo IV. Per quanto riguarda le opere pubbliche:
ttemperare, per le caratteristiche tecniche, alle prescrizioni del successivo titolo IV. Per quanto riguarda le opere pubbliche: … tutte le opere pubbliche … sono riesaminate dalla Giunta Regionale che, su istruttoria dei competenti uffici dell'Assessorato regionale all'Urbanistica, verifica la conformità delle stesse al Piano Urbanistico Territoriale. Le varianti, anche se parziali rispetto al Piano Urbanistico Territoriale, dovranno essere proposte al Consiglio Regionale per la relativa approvazione.
ZONE TERRITORIALI PRESCRITTIVE PER LA FORMAZIONE DEI PIANI REGOLATORI GENERALI (
rziali rispetto al Piano Urbanistico Territoriale, dovranno essere proposte al Consiglio Regionale per la relativa approvazione. ZONE TERRITORIALI PRESCRITTIVE PER LA FORMAZIONE DEI PIANI REGOLATORI GENERALI (ART.17) L'area oggetto del Piano Urbanistico Territoriale … è suddivisa in sedici tipi di << zone territoriali >> che sono prescrittive per la formazione dei Piani Regolatori Generali, secondo i contenuti del presente articolo.
30 Il territorio del Comune di Ravello è interessato dalla presenza di 6 delle 16 zone territoriali previste dal PUT ed in particolare: ▪ Zona Territoriale 1b - Tutela dell' ambiente naturale – 2° grado; ▪ Zona Territoriale 2 - Tutela degli insediamenti antichi accentrati; ▪ Zona Territoriale 3 - Tutela degli insediamenti antichi sparsi o per nucleo; ▪ Zona Territoriale 4 – Riqualificazione insediativa ed ambientale di 1° grado; ▪ Zona Territoriale 8 – Parchi territoriali;
eo; ▪ Zona Territoriale 4 – Riqualificazione insediativa ed ambientale di 1° grado; ▪ Zona Territoriale 8 – Parchi territoriali; ▪ Zona Territoriale 9 – Parchi Speciali. Zona Territoriale 1b - Tutela dell' ambiente naturale – 2° grado che va articolata in zone di Puc, con normativa, nel rispetto delle seguenti direttive. Comprende la parte del territorio prevalentemente a manto boscoso o a pascolo, le incisioni dei corsi di acqua, alcune aree a culture pregiate di altissimo valore ambientale.
nte a manto boscoso o a pascolo, le incisioni dei corsi di acqua, alcune aree a culture pregiate di altissimo valore ambientale. Essa va articolata nei Piani Regolatori Generali in zone di Piano Regolatore, tutte di tutela, ma differenziate in relazione alla preminenza delle istanze in esse contenute o documentate: ▪ a) zona di tutela dei terrazzamenti della costiera amalfitana; ▪ b) zona di tutela agricola; ▪ c) zona di tutela silvo-pastorale; ▪ d) zona di tutela idrogeologica e di difesa del suolo.
ana; ▪ b) zona di tutela agricola; ▪ c) zona di tutela silvo-pastorale; ▪ d) zona di tutela idrogeologica e di difesa del suolo. Le indicazioni e la normativa dei Piani Regolatori Generali in particolare … devono: ▪ assicurare la inedificabilità sia pubblica che privata; ▪ consentire, per l'eventuale edilizia esistente a tutto il 1955, interventi… di:
-
- restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria e demolizione delle superfetazioni;
il 1955, interventi… di:
-
- restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria e demolizione delle superfetazioni;
-
- adeguamento funzionale, una tantum, degli alloggi (ai fini della creazione dei servizi igienici) con i seguenti parametri:
- dimensione minima dell' alloggio per consentire l' intervento: 30,00 mq di superficie utile netta;
- incremento di superficie utile netta, pari al 10% di quella esistente, fino ad un valore massimo di
di superficie utile netta;
- incremento di superficie utile netta, pari al 10% di quella esistente, fino ad un valore massimo di 15,00 mq (per i valori risultanti minori di metri quadrati 6,00 si consente l' arrotondamento sino a tale valore); ▪ consentire, per l' eventuale edilizia esistente e realizzata in epoca successiva al 1955, interventi … di sola manutenzione ordinaria e straordinaria (rif.sent. Corte Costituzionale 529/95); Per le zone di cui alle lettere a) e b) devono:
manutenzione ordinaria e straordinaria (rif.sent. Corte Costituzionale 529/95); Per le zone di cui alle lettere a) e b) devono: ▪ prevedere la realizzazione delle indispensabili strade interpoderali di cui al precedente articolo 15 che dovranno essere progettate e costruite secondo le norme tecniche di cui al successivo titolo IV; ▪ consentire, nel rispetto delle norme tecniche, di cui al successivo titolo IV, rifacimenti dei muri di sostegno
ivo titolo IV; ▪ consentire, nel rispetto delle norme tecniche, di cui al successivo titolo IV, rifacimenti dei muri di sostegno dei terrazzamenti e la costruzione di piccole rampe di collegamento tra i terrazzamenti; ▪ per la zona di cui alla lettera a), … assicurare la immodificabilità degli esistenti ordinamenti colturali; ▪ per la zona di cui alla lettera b) … :
- consentire la sostituzione degli ordinamenti colturali esistenti con altri appartenenti comunque alla tradizione dell' area;
:
- consentire la sostituzione degli ordinamenti colturali esistenti con altri appartenenti comunque alla tradizione dell' area;
- consentire la realizzazione di stalle, porcilaie etc., connesse con la conduzione dei poderi già dotati di case rurali e nella misura del 15% rispetto al volume di detta casa; Per la zona di cui alla lettera c) devono:
31 ▪ prevedere e/ o consentire la realizzazione, secondo le norme tecniche di cui al successivo titolo IV di stradette forestali; ▪ consentire gli interventi di rimboschimento; ▪ consentire la realizzazione delle indispensabili attrezzature per le attività connesse con la zootecnia e per la lavorazione del latte; Per la zona di cui alla lettera d) devono consentire interventi per la difesa del suolo, nel rispetto delle caratteristiche ambientali.
zona di cui alla lettera d) devono consentire interventi per la difesa del suolo, nel rispetto delle caratteristiche ambientali. Zona Territoriale 2 - Tutela degli insediamenti antichi accentrati che può essere direttamente recepita nel Piano Regolatore Generale o articolata, nel rispetto delle seguenti direttive. Comprende gli insediamenti antichi ed accentrati di interesse storico, artistico ed ambientale, perimetrali e
eguenti direttive. Comprende gli insediamenti antichi ed accentrati di interesse storico, artistico ed ambientale, perimetrali e classificati secondo i criteri di cui alla relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte 3a. Essa va trasferita nei Piani Regolatori Generali come zona << A >> di Piano Regolatore, ai sensi del DM 2 aprile 1968, n. 1444, oppure articolata in due zone di cui una classificata << A >> - come sopra - e l' altra di << rispetto ambientale >>.
, n. 1444, oppure articolata in due zone di cui una classificata << A >> - come sopra - e l' altra di << rispetto ambientale >>. La normativa del Piano Regolatore Generale deve: ▪ per la zona << A >>prevedere la redazione obbligatoria di Piani particolareggiati di restauro e risanamento conservativo, da redigere secondo le norme tecniche di cui al successivo titolo IV; fino all'approvazione dei suddetti Piani particolareggiati consentire soltanto interventi di manutenzione
successivo titolo IV; fino all'approvazione dei suddetti Piani particolareggiati consentire soltanto interventi di manutenzione ordinaria e consolidamento statico, entrambi secondo le norme tecniche di cui al successivo titolo IV; ▪ per la zona di << rispetto ambientale >>:
- impedire nuova edificazione privata;
- consentire, per l' eventuale edilizia esistente, …:
- restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria e demolizione delle superfetazioni;
uale edilizia esistente, …:
- restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria e demolizione delle superfetazioni;
- adeguamento funzionale, una tantum, degli alloggi (ai fini della creazione dei servizi igienici) con i seguenti parametri: dimensione minima dell' alloggio per consentire l' intervento: 30,00 mq di superficie utile netta; incremento di superficie utile netta, pari al 10% di quella esistente, fino ad un valore massimo di
q di superficie utile netta; incremento di superficie utile netta, pari al 10% di quella esistente, fino ad un valore massimo di 15,00 mq (per i valori risultanti minori di metri quadrati 6,00 si consente l' arrotondamento sino a tale valore);
- consentire, qualora la zona di << rispetto ambientale >> non interferisca con le visuali prospettive di osservazione degli insediamenti antichi, di cui alla zona << A >>, interventi pubblici per la
isca con le visuali prospettive di osservazione degli insediamenti antichi, di cui alla zona << A >>, interventi pubblici per la realizzazione di scuole materne e dell' obbligo, di attrezzature di interesse comune e di impianti sportivi, il tutto nel rispetto delle caratteristiche ambientali. Zona Territoriale 3 - Tutela degli insediamenti antichi sparsi o per nucleo Comprende gli insediamenti antichi, integrati con la organizzazione agricola del territorio, presenti nella
sparsi o per nucleo Comprende gli insediamenti antichi, integrati con la organizzazione agricola del territorio, presenti nella costiera amalfitana e di notevole importanza paesistica. Essa va trasferita nel Piano Regolatore Generale come zona di <<Tutela Integrata e Risanamento>>. Per essa, con una progettazione estremamente dettagliata, documentata e culturalmente qualificata, il Piano Regolatore Generale fornirà indicazioni e norme … tali da:
32
- individuare gli edifici e i complessi di particolare interesse storico - artistico ed ambientale da assoggettare a soli interventi di restauro conservativo, di cui alle norme tecniche del successivo titolo IV (con particolare riferimento agli edifici rustici coperti a volta);
- consentire per la restante edilizia esistente, gli interventi annessi per la precedente << zona territoriale 1b >> relativamente all' edilizia esistente a tutto il 1955;
ente, gli interventi annessi per la precedente << zona territoriale 1b >> relativamente all' edilizia esistente a tutto il 1955;
- prevedere e/ o consentire interventi per l'adeguamento dell' organizzazione agricola del territorio, secondo quanto previsto per la precedente << zona territoriale 1b >> lettera a);
- impedire ulteriore edificazione, fatta eccezione per:
- le attrezzature pubbliche previste dal Piano Urbanistico Territoriale e quelle a livello di quartiere,
e, fatta eccezione per:
- le attrezzature pubbliche previste dal Piano Urbanistico Territoriale e quelle a livello di quartiere, sempre che l'analisi e la progettazione dettagliata del Piano Regolatore Generale ne dimostrino la compatibilità ambientale;
- eventuali limitatissimi interventi edilizi residenziali e terziari, ove ne sussista il fabbisogno di cui ai precedenti articoli 9 e 10 e sempre che le analisi e la progettazione dettagliata del Piano Regolatore
a il fabbisogno di cui ai precedenti articoli 9 e 10 e sempre che le analisi e la progettazione dettagliata del Piano Regolatore Generale ne dimostrino la compatibilità ambientale. Tanto per le attrezzature pubbliche quanto per gli altri eventuali interventi edilizi il Piano Regolatore Generale prescriverà tipologie, materiale e tecniche costruttive, anche in ottemperanza alle norme tecniche di cui al successivo titolo IV.
escriverà tipologie, materiale e tecniche costruttive, anche in ottemperanza alle norme tecniche di cui al successivo titolo IV. Zona Territoriale 4 – Riqualificazione insediativa ed ambientale di 1° grado che va articolata in zone di Puc, con normativa, nel rispetto delle seguenti direttive. Comprende aree agricole ed insediamenti (spazi, per nuclei o accentrati) di interesse ambientale. Tra gli insediamenti, alcuni possono rivestire anche interesse storico - artistico, altri - di recente realizzazione
ambientale. Tra gli insediamenti, alcuni possono rivestire anche interesse storico - artistico, altri - di recente realizzazione
- risultano privi di qualità ambientale. Per la zona occorre procedere ad una complessa riqualificazione insediativa e delle strutture agricole. Essa, pertanto, va articolata nei Piani Regolatori Generali in zone di Piano Regolatore, che possono essere: ▪ eventuale zona << A >>, per la quale la normativa deve rispondere a quanto detto per la zona << A >>
tore, che possono essere: ▪ eventuale zona << A >>, per la quale la normativa deve rispondere a quanto detto per la zona << A >> derivante dall' articolazione della precedente zona territoriale 2; ▪ zona << B >> di urbanizzazione recente, da considerare satura ai fini residenziali. Per essa la normativa di Piano Regolatore Generale dovrà :
- impedire la edificazione delle residue aree libere, fatta eccezione per le attrezzature pubbliche che
olatore Generale dovrà :
- impedire la edificazione delle residue aree libere, fatta eccezione per le attrezzature pubbliche che coprono una quota degli standards urbanistici di cui al precedente articolo 11;
- consentire, per l' edilizia esistente, esclusivamente interventi di restauro conservativo, manutenzione ordinaria, straordinaria e di ristrutturazione secondo le indicazioni delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV;
zione ordinaria, straordinaria e di ristrutturazione secondo le indicazioni delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV; ▪ eventuale zona << C >> di espansione residenziale quantificata in funzione dell' eventuale fabbisogno di nuovi vani residenziali di cui al precedente articolo 9 per essa la normativa di Piano Regolatore Generale deve prescrivere l' obbligo dei Piani esecutivi (Piano particolareggiato, Piano di zona Legge 167, Piano di
titolo IV;
Regolatore Generale deve prescrivere l' obbligo dei Piani esecutivi (Piano particolareggiato, Piano di zona Legge 167, Piano di lottizzazione convenzionata), che dovranno redigersi nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV; ▪ zona << F >> destinata alla copertura del fabbisogno di attrezzature pubbliche di cui ai precedenti articoli 11 e 16. Per essa la normativa dovrà fornire indicazioni dettagliate sugli indici di fabbricabilità ed altezze
ecedenti articoli 11 e 16. Per essa la normativa dovrà fornire indicazioni dettagliate sugli indici di fabbricabilità ed altezze massime, in rapporto ai tipi di attrezzature nel rispetto delle caratteristiche ambientali;
titolo IV, nonché ad attrezzature turistiche complementari, in aggiunta a quelle
33 ▪ eventuale zona << H >> destinata ad insediamenti turistici ricettivi, compatibili con le prescrizioni della relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte IV, e nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV, nonché ad attrezzature turistiche complementari, in aggiunta a quelle previste dal Piano Urbanistico Territoriale; ▪ eventuale zona << D/ 1 >>, destinata ad insediamenti produttivi artigianali o a piccole industrie (n. max
istico Territoriale; ▪ eventuale zona << D/ 1 >>, destinata ad insediamenti produttivi artigianali o a piccole industrie (n. max nuovi addetti 50) di trasformazione dei prodotti agricoli. In tal caso la normativa di Piano Regolatore deve prescrivere l' obbligo della redazione di Piani produttivi particolareggiati, di cui all' articolo 27 della Legge 865/ 71 e nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV;
rticolareggiati, di cui all' articolo 27 della Legge 865/ 71 e nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV; ▪ zona << E >> - agricola. Per essa, le indicazioni e la normativa dei Piani Regolatore Generali devono:
- prevedere la realizzazione delle indispensabili strade interpoderali, di cui al precedente articolo
- 15 e nel rispetto delle norme tecniche, di cui al successivo titolo IV;
- consentire i rifacimenti dei muri di sostegno nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo
al successivo titolo IV;
- consentire i rifacimenti dei muri di sostegno nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo
- titolo IV;
- consentire la sostituzione degli ordinamenti colturali esistenti, con altri comunque appartenenti alla tradizione dell' area;
- consentire nuova edilizia rurale – quota parte del proporzionamento del fabbisogno di nuovi vani residenziali, di cui al precedente articolo 9 - nel rispetto dell' indice di fabbricabilità fondiario
l fabbisogno di nuovi vani residenziali, di cui al precedente articolo 9 - nel rispetto dell' indice di fabbricabilità fondiario massimo di 0,03 mc/mq e dell' altezza massima di metri 7,50; ai fini dell'adeguamento dei volumi tecnici per la conduzione del fondo (stalle, porcilai, depositi ecc.) consentire edificazioni con l' indice di fabbricabilità fondiario max di 0,03 mc/mq;
- consentire per l' edilizia esistente a tutto il 1955, interventi, nel rispetto delle norme tecniche di cui
max di 0,03 mc/mq;
- consentire per l' edilizia esistente a tutto il 1955, interventi, nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV, di:
- restauro conservativo, manutenzione ordinaria e straordinaria;
- adeguamento funzionale, una tantum, degli alloggi ai fini della creazione dei servizi igienici, con i seguenti parametri: dimensione minima dell' alloggio per consentire l' intervento: 30,00 mq di superficie utile netta;
ci, con i seguenti parametri: dimensione minima dell' alloggio per consentire l' intervento: 30,00 mq di superficie utile netta; incremento di superficie utile netta, pari al 15% di quella esistente, fino ad un valore massimo di 22,00 mq (per i valori risultanti minori di mq 6,00 si consente l' arrotondamento fino a tale valore); ▪ eventuale zona di << rispetto >> in funzione, sia della tutela di valori ambientali, sia della difesa del suolo.
tale valore); ▪ eventuale zona di << rispetto >> in funzione, sia della tutela di valori ambientali, sia della difesa del suolo. Per tale zona la normativa del Piano Regolatore Generale deve prescrivere l'inedificabilità assoluta, sia pubblica che privata. Zona Territoriale 8 - Parchi territoriali Comprende aree generalmente in emergenza o di altopiano e che costituiscono un sistema articolato di parchi tali da soddisfare il fabbisogno di standards al livello di parchi di interesse territoriale.
no un sistema articolato di parchi tali da soddisfare il fabbisogno di standards al livello di parchi di interesse territoriale. Essa va trasferita nei Piani Regolatori Generali come zona di Piano Regolatore: <<Parco territoriale>>. La normativa di Piano Regolatore Generale deve:
- impedire le edificazioni in qualsiasi forma, sia pubblica che privata;
- impedire le modificazioni del suolo di qualsiasi genere;
mpedire le edificazioni in qualsiasi forma, sia pubblica che privata;
- impedire le modificazioni del suolo di qualsiasi genere;
- consentire il più ampio uso pubblico, che dovrà essere regolamentato al fine di salvaguardare l' integrità dell' ambiente naturale ed il permanere delle attività agricole o silvo – pastorali eventualmente esistenti.
34 La Regione fisserà i modi di acquisizione del diritto dell'uso pubblico mediante convenzioni con la proprietà e/o acquisito diretto e/o esproprio e regolamenterà l' esercizio di tale uso pubblico. Tale regolamentazione dovrà :
- essere attenta alle esigenze della vigilanza contro manomissioni ed incendi;
- impedire la caccia e l'estirpazione della flora;
- consentire, nelle aree adatte l'introduzione di allevamenti zootecnici bradi in modo che non intacchino le prescrizioni di cui sopra;
ntire, nelle aree adatte l'introduzione di allevamenti zootecnici bradi in modo che non intacchino le prescrizioni di cui sopra;
- consentire la sistemazione e la realizzazione di percorsi pedonali, aree di sosta, e, mediante progetti unitari, nuclei di piccole attrezzature scoperte per il gioco libero e lo sport dei giovanissimi. Zona Territoriale 9 - Parchi speciali Comprende aree già caratterizzate dall'opera dell'uomo che, in quanto tali, hanno importante valore storico,
9 - Parchi speciali Comprende aree già caratterizzate dall'opera dell'uomo che, in quanto tali, hanno importante valore storico, artistico ed ambientale. Esso include giardini, insiemi di pregio vegetazionale o di interesse archeologico, in posizione topografica particolare o attinenti a monumenti di grande rilievo. Essa va trasferita nei Piani Regolatori Generali come zona di Piano Regolatore: << Parco Speciale >>. La normativa di Piano Regolatore Generale deve:
i Piani Regolatori Generali come zona di Piano Regolatore: << Parco Speciale >>. La normativa di Piano Regolatore Generale deve:
- impedire l'edificazione, in qualsiasi forma, sia pubblica che privata;
- impedire le modificazioni del suolo e della vegetazione arborea;
- impedire l'attraversamento di strade, di elettrodotti o altre vettori;
- consentire l'uso pubblico, che dovrà essere regolamentato al fine di salvaguardare l'integrità del complesso.
PIANI URBANISTICI ESECUTIVI (ART.19)
o altre vettori;
- consentire l'uso pubblico, che dovrà essere regolamentato al fine di salvaguardare l'integrità del complesso. La Regione regolamenterà, mediante convenzione con la proprietà, l'uso pubblico opportunamente vincolato nel tempo e nello spazio, nonché gli obblighi di vigilanza. Nel caso di non collaborazione della proprietà, la Regione procederà, nei dovuti modi di legge, all'esproprio. PIANI URBANISTICI ESECUTIVI (ART.19) I Piani urbanistici esecutivi sono:
PIANI URBANISTICI ESECUTIVI (ART.19)
one procederà, nei dovuti modi di legge, all'esproprio. PIANI URBANISTICI ESECUTIVI (ART.19) I Piani urbanistici esecutivi sono: a) i Piani particolareggiati di esecuzione di cui alla Legge 1150/ 42 e successive modificazioni (di iniziativa pubblica); b) b) i Piani per l' edilizia economica e popolare ai sensi delle Leggi 167/ 62 e 865/ 71(di iniziativa pubblica); c) c) i Piani tecnici di opere, attrezzature ed infrastrutture pubbliche (di iniziativa pubblica);
/ 71(di iniziativa pubblica); c) c) i Piani tecnici di opere, attrezzature ed infrastrutture pubbliche (di iniziativa pubblica); d) d) i Piani produttivi ai sensi dell' articolo 27 della Legge 865/ 71 (di iniziativa pubblica); e) e) i Piani di lottizzazione convenzionata (di iniziativa privata); f) f) i Piani di recupero ai sensi della Legge457/ 78 (di iniziativa pubblica). Nella redazione di Piani esecutivi di edilizia residenziale (zone territoriali 4, 5 e 7) di cui alle lett. a), b), ed e),
lica). Nella redazione di Piani esecutivi di edilizia residenziale (zone territoriali 4, 5 e 7) di cui alle lett. a), b), ed e), dovranno osservarsi i seguenti parametri articolati secondo le diverse sub - aree: ▪ densità residenziale territoriale (espressa in superficie utile lorda di solaio per metro quadrato): minima 0,25 mq/mq, massima0,40 mq/mq; ▪ altezza massima di interpiano 3,30 metri; ▪ aree pubbliche e di uso pubblico:
quadrato): minima 0,25 mq/mq, massima0,40 mq/mq; ▪ altezza massima di interpiano 3,30 metri; ▪ aree pubbliche e di uso pubblico:
- per tutte le sub - aree, vanno riservate a viabilità e spazi per la circolazione da 0,10 e 0,20 mq/mq;
35
- per le attrezzature pubbliche vanno rispettate le quantità minime di cui al precedente articolo 11 (ad 1 abitante corrispondono 30 mq di superficie utile lorda residenziale costruibile);
- altezze massime (da adottare compatibilmente con le situazioni ambientali): da 7,4 a 14,0 metri;
- Le altezze massime su indicate andranno osservate anche per piani esecutivi concernenti zone di Piano Regolatore diverse da quelle di espansione, che ammettono comunque nuove edificazioni o sostituzioni edilizie.
nti zone di Piano Regolatore diverse da quelle di espansione, che ammettono comunque nuove edificazioni o sostituzioni edilizie. Nella redazione dei piani esecutivi di cui alla lettera d) i Comuni osserveranno i seguenti parametri: ▪ numero di addetti per ettaro: minimo = 40; massimo = 60; ▪ rapporto di copertura: minimo = 0,20; massimo = 0,40; ▪ parcheggi pubblici: quantità minima = 0,04 mq/mq. PIANI DI RECUPERO AI SENSI DELLA LEGGE 457/ 78 (ART.20)
,20; massimo = 0,40; ▪ parcheggi pubblici: quantità minima = 0,04 mq/mq. PIANI DI RECUPERO AI SENSI DELLA LEGGE 457/ 78 (ART.20) Per le zone << A >> di Piano Regolatore, risultanti dall' articolazione delle zone territoriali 2, 4, 5, 7 da definirsi come zone di recupero di cui alla Legge 457/ 78, sono ammessi mediante Piani di recupero anche interventi che consentono il restauro ed il risanamento conservativo; sono consentiti altresì Piani di recupero che riguardano l'intera zona.
INTERVENTI PER NUOVA RICETTIVITÀ ALBERGHIERA ED EXTRA ALBERGHIERA (ART.21)
e consentono il restauro ed il risanamento conservativo; sono consentiti altresì Piani di recupero che riguardano l'intera zona. INTERVENTI PER NUOVA RICETTIVITÀ ALBERGHIERA ED EXTRA ALBERGHIERA (ART.21) In applicazione di quanto prescritto nel precedente articolo 17(riguardante le norme prescrittive per le diverse zone) vanno intesi come nuovi insediamenti turistici ricettivi, quelli destinati esclusivamente a: a) alberghi, pensioni, ostelli per la gioventù; b) campeggi, parchi - roulotte.
ci ricettivi, quelli destinati esclusivamente a: a) alberghi, pensioni, ostelli per la gioventù; b) campeggi, parchi - roulotte. Per gli insediamenti di cui alla lettera a), i Piani Regolatori Generali documenteranno la compatibilità economica degli insediamenti previsti (cfr Relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte IV) e preciseranno normative specifiche, tali comunque da garantire il rispetto dei seguenti limiti:
anistico Territoriale parte IV) e preciseranno normative specifiche, tali comunque da garantire il rispetto dei seguenti limiti: ▪ indici di densità fondiaria massima (espressa in superficie utile lorda per mq): 0,5 mq/mq; ▪ altezza massima interpiano: 3,3 metri; ▪ altezza massima: 10,7 metri. Per gli insediamenti di cui alla lettera b), i Piani Regolatori Generali preciseranno normative specifiche tali, comunque, da garantire il rispetto dei seguenti limiti: ▪ densità massima: 300 persone/ ettaro;
ranno normative specifiche tali, comunque, da garantire il rispetto dei seguenti limiti: ▪ densità massima: 300 persone/ ettaro; ▪ indice massimo di densità fondiaria (per servizi igienici, docce e lavabi, lavatoi, spaccio, ristorante):0,025 mq/mq; ▪ altezza massima (per servizi igienici, docce e lavabi, lavatoi, spaccio, ristorante): 4 metri; ▪ ricettività massima complessiva: 400 persone. E solo il caso di accennare in questa sede che le previsioni del Put hanno trovato nel corso degli anni rarissime
: 400 persone. E solo il caso di accennare in questa sede che le previsioni del Put hanno trovato nel corso degli anni rarissime deroghe: tra queste occorre ricordare le previsioni di cui alla L.R. 15/00 come s.m.i., in materia di recupero abitativo di sottotetti esistenti, e le previsioni di cui alla L.R. 19/01 come s.m.i., in materia di parcheggi pertinenziali e di regimi edilizi. Al riguardo giova tuttavia ricordare che a seguito di una serie di
., in materia di parcheggi pertinenziali e di regimi edilizi. Al riguardo giova tuttavia ricordare che a seguito di una serie di pronunciamenti giurisprudenziali, da ultimo, la Corte Costituzionale con 11/2016 ha ribadito, in sostanza, che
36 le norme del PUT non sono derogabili dalla Regione in modo unilaterale, ancorché con legge, e che pertanto tutti gli interventi devono essere conformi con le previsioni del Piano paesaggistico. Si evidenzia, infine, che le norme del Put rimangono in vigore fino all’approvazione del Piano paesaggistico regionale di cui all’art.3, co.1, lett.c), della L.R.13/08, e che le stesse prevalgono sulle previsioni di qualsiasi
esaggistico regionale di cui all’art.3, co.1, lett.c), della L.R.13/08, e che le stesse prevalgono sulle previsioni di qualsiasi altra strumento di pianificazione territoriale e di settore. E’ del tutto comprensibile, pertanto, il rilievo attribuito in questa sede alle previsioni della L.R.35/87 come s.m.i. 3.1.5 Il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico Il territorio del comune di Ravello ricade in parte nell’ambito di competenza dell’ex Autorità di Bacino
l’Assetto Idrogeologico Il territorio del comune di Ravello ricade in parte nell’ambito di competenza dell’ex Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale15(8%) ed in parte in quello dell’ex Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il Bacino idrografico del fiume Sele16 (92%), le cui competenze sono ormai confluite nell’ Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale. Pertanto il territorio comunale è sottoposto
o ormai confluite nell’ Autorità di Bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale. Pertanto il territorio comunale è sottoposto alla disciplina di due differente Piani Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: ▪ il PSAI AdB Campania Centrale, adottato dal Comitato Istituzionale con Delibera n.1 del 23/02/2015 (B.U.R.C. n.20 del 23/03/2015), frutto del lavoro di omogeneizzazione tra i previgenti PSAI dei territori
era n.1 del 23/02/2015 (B.U.R.C. n.20 del 23/03/2015), frutto del lavoro di omogeneizzazione tra i previgenti PSAI dei territori delle ex AdB Sarno PSAI 2011, Autorità di Bacino del Sarno (Delibera C.I. n.4 del 28.07.2011 – Attestato Consiglio Regionale n.199/1 del 24.11.2011 – B.U.R.C. n.74 del 5.12.2011) e ex AdB Nord Occidentale della Campania (Delibera C.I. n.384 del 29.11.2010 – Attestato Consiglio Regionale n.200/2 del 24.11.2011- B.U.R.C. n.74 del 5.12.2011);
mpania (Delibera C.I. n.384 del 29.11.2010 – Attestato Consiglio Regionale n.200/2 del 24.11.2011- B.U.R.C. n.74 del 5.12.2011); ▪ Il PSAI ex AdB Destra Sele, adottato con Delibera di Comitato Istituzionale n. 10 del 28.03.11 (BURC n. 26 del 26 aprile 2011 - Attestato del Consiglio Regionale n° 203/5 del 24.11.2011 di approvazione della D.G.R.C. n° 563 del 29.10.2011).Con delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale
di approvazione della D.G.R.C. n° 563 del 29.10.2011).Con delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele n. 22 del 02.08.2016, è stato poi adottato, in via definitiva, il "Testo Unico delle Norme di Attuazione dei PSAI per il territorio di competenza dell'Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il bacino idrografico
DEFINIZIONI ED OBIETTIVI
PSAI per il territorio di competenza dell'Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il bacino idrografico del fiume Sele", entrato successivamente in vigore dalla data di pubblicazione sulla G.U.R.I. n° 190 del 16 Agosto 2016. DEFINIZIONI ED OBIETTIVI Il Piano per l’Assetto Idrogeologico costituisce Piano Stralcio del Piano di Bacino, ai sensi della vigente normativa in materia di difesa del suolo, ed ha valore di Piano territoriale di settore. Esso, tra l’altro, individua
la vigente normativa in materia di difesa del suolo, ed ha valore di Piano territoriale di settore. Esso, tra l’altro, individua le aree a pericolosità e rischio idrogeologico molto elevato, elevato, medio e moderato, ne determina la perimetrazione e definisce le relative norme di attuazione. 15 In cui è confluita l'Autorità di Bacino Regionale del Sarno unitamente all'Autorità di Bacino Regionale della Campania Nord-
15 In cui è confluita l'Autorità di Bacino Regionale del Sarno unitamente all'Autorità di Bacino Regionale della Campania Nord- Occidentale, nelle more del riordino normativo del settore della difesa del suolo e della conseguente riorganizzazione in ambito regionale, ed in attuazione dell'art.52, comma 3., lett. e), della L.R. n.1 del 27/01/2012. 16 In cui sono confluite l'Autorità di Bacino Regionale del Destra Sele e del Sinistra Sele unitamente all'Autorità di Bacino Interregionale
no confluite l'Autorità di Bacino Regionale del Destra Sele e del Sinistra Sele unitamente all'Autorità di Bacino Interregionale del Sele, nelle more del riordino normativo del settore della difesa del suolo e della conseguente riorganizzazione in ambito regionale, ed in attuazione dell'art.52, comma 3., lett. e), della L.R. n.1 del 27/01/2012.
37 In tutte le aree perimetrate con situazioni di rischio o di pericolo il Psai persegue in particolare gli obiettivi di: a) salvaguardare, al massimo grado possibile, l’incolumità delle persone, l’integrità strutturale e funzionale delle infrastrutture e delle opere pubbliche o d’interesse pubblico, l’integrità degli edifici, la funzionalità delle attività economiche, la qualità dei beni ambientali e culturali;
esse pubblico, l’integrità degli edifici, la funzionalità delle attività economiche, la qualità dei beni ambientali e culturali; b) impedire l’aumento dei livelli attuali di rischio oltre la soglia che definisce il livello di “rischio accettabile” (il livello di rischio medio R2), non consentire azioni pregiudizievoli per la definitiva sistemazione idrogeologica del bacino, prevedere interventi coerenti con la pianificazione di protezione civile;
r la definitiva sistemazione idrogeologica del bacino, prevedere interventi coerenti con la pianificazione di protezione civile; c) prevedere e disciplinare le limitazioni d’uso del suolo, le attività e gli interventi antropici consentiti nelle aree caratterizzate da livelli diversificati di pericolosità e rischio; d) stabilire norme per il corretto uso del territorio e per l’esercizio compatibile delle attività umane a maggior impatto sull’equilibrio idrogeologico del bacino;
so del territorio e per l’esercizio compatibile delle attività umane a maggior impatto sull’equilibrio idrogeologico del bacino; e) porre le basi per l’adeguamento della strumentazione urbanistico-territoriale, con le prescrizioni d’uso del suolo in relazione ai diversi livelli di pericolosità e rischio; f) conseguire condizioni accettabili di sicurezza del territorio mediante la programmazione di interventi non
olosità e rischio; f) conseguire condizioni accettabili di sicurezza del territorio mediante la programmazione di interventi non strutturali e strutturali e la definizione dei piani di manutenzione, completamento ed integrazione dei sistemi di difesa esistenti; g) programmare la sistemazione, la difesa e la regolazione dei corsi d’acqua, anche attraverso la moderazione delle piene e la manutenzione delle opere, adottando modi d’intervento che privilegino la conservazione ed
averso la moderazione delle piene e la manutenzione delle opere, adottando modi d’intervento che privilegino la conservazione ed il recupero delle caratteristiche naturali del territorio; h) prevedere la sistemazione dei versanti e delle aree instabili a protezione degli abitati e delle infrastrutture, adottando modi d’intervento che privilegino la conservazione ed il recupero delle caratteristiche naturali del territorio;
ture, adottando modi d’intervento che privilegino la conservazione ed il recupero delle caratteristiche naturali del territorio; i) indicare le necessarie attività di prevenzione, di allerta e di monitoraggio dello stato dei dissesti. Ai sensi dell’articolo 65 commi 4, 5 e 6 e dell’articolo 68 comma 3 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e dell’articolo 11 della L. R. n. 8/94 gli Enti Territoriali sono tenuti ad adeguare la propria strumentazione urbanistica alle disposizioni del PAI.
DISCIPLINA DELLE AREE A RISCHIO IDRAULICO, DA FRANA E DA COLATA MOLTO ELEVATO (R
lla L. R. n. 8/94 gli Enti Territoriali sono tenuti ad adeguare la propria strumentazione urbanistica alle disposizioni del PAI. DISCIPLINA DELLE AREE A RISCHIO IDRAULICO, DA FRANA E DA COLATA MOLTO ELEVATO (R4) ED ELEVATO (R3) Nelle aree a rischio idraulico e da frana molto elevato (R4) sono consentiti esclusivamente gli interventi e le attività espressamente ammessi. Ferme restando le disposizioni generali per gli interventi ammissibili nelle aree a rischio idraulico e rischio da
ente ammessi. Ferme restando le disposizioni generali per gli interventi ammissibili nelle aree a rischio idraulico e rischio da frana, gli interventi ammessi devono essere attuati senza aumenti di superficie o volume utile, entro e fuori terra, e non devono comportare aumento del carico urbanistico e/o insediativo. Nelle aree a rischio idraulico e da frana molto elevato: • è prioritario perseguire la delocalizzazione in aree a minore o nulla pericolosità o, in alternativa, realizzare
olto elevato: • è prioritario perseguire la delocalizzazione in aree a minore o nulla pericolosità o, in alternativa, realizzare interventi complessivi di messa in sicurezza delle stesse. • fermo restando quanto previsto al precedente punto, sono esclusivamente consentiti, in relazione al patrimonio edilizio esistente:
38 a) demolizione di edifici senza ricostruzione; b) la manutenzione ordinaria; c) la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo, ed interventi di adeguamento igienico-sanitario; d) interventi volti all’adeguamento alla vigente normativa antisismica; e) l’installazione di impianti tecnologici essenziali; f) gli interventi di sistemazione e manutenzione di superfici pertinenziali scoperte appartenenti ad edifici esistenti che non comportano aumento del deflusso superficiale;
ione di superfici pertinenziali scoperte appartenenti ad edifici esistenti che non comportano aumento del deflusso superficiale; g) l’adeguamento degli edifici alle norme vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche ed in materia di sicurezza; h) gli interventi di adeguamento e rifunzionalizzazione della rete scolante artificiale (fossi, cunette stradali, ecc.); i) i manufatti non qualificabili come volumi edilizi;
izzazione della rete scolante artificiale (fossi, cunette stradali, ecc.); i) i manufatti non qualificabili come volumi edilizi; • in relazione alle opere pubbliche o di interesse pubblico, sono ammessi altresì: a) gli interventi necessari per l'adeguamento di opere e infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico; b) gli interventi di adeguamento funzionale e prestazionale degli impianti esistenti di depurazione delle
di interesse pubblico; b) gli interventi di adeguamento funzionale e prestazionale degli impianti esistenti di depurazione delle acque e di smaltimento dei rifiuti, principalmente per aumentarne le condizioni di sicurezza e igienico- sanitarie di esercizio o per acquisire innovazioni tecnologiche; c) la realizzazione di servizi a rete. Nelle aree a rischio idraulico e da frana elevato (R3) oltre agli interventi e le attività previste nelle aree a
servizi a rete. Nelle aree a rischio idraulico e da frana elevato (R3) oltre agli interventi e le attività previste nelle aree a rischio molto elevato, sono consentite, in relazione al patrimonio edilizio esistente: a) gli interventi di ristrutturazione edilizia che non comportino aumento del carico urbanistico e/o insediativo; b) le realizzazioni di manufatti non qualificabili come volumi edilizi;
mportino aumento del carico urbanistico e/o insediativo; b) le realizzazioni di manufatti non qualificabili come volumi edilizi; c) gli interventi di edilizia cimiteriale, a condizione che siano realizzati negli spazi interclusi e nelle porzioni libere degli impianti cimiteriali esistenti. Identiche prescrizioni valgono per le aree a rischio da colata molto elevato (R4) ed elevato (R3) a meno di poche eccezioni scarsamente significative ai nostri fini.
DISCIPLINA DELLE AREE A PERICOLOSITÀ DA FRANA MOLTO ELEVATA E ELEVATA (P4 E P3)
aree a rischio da colata molto elevato (R4) ed elevato (R3) a meno di poche eccezioni scarsamente significative ai nostri fini. DISCIPLINA DELLE AREE A PERICOLOSITÀ DA FRANA MOLTO ELEVATA E ELEVATA (P4 E P3) Nelle aree a pericolosità da frana molto elevata (P4) ed a pericolosità da frana elevata (P3), oltre a quanto specificamente previsto dalle disposizioni generali in relazione a ciascuna classe di pericolo, sono consentiti:
oltre a quanto specificamente previsto dalle disposizioni generali in relazione a ciascuna classe di pericolo, sono consentiti: a) gli interventi di bonifica e di sistemazione delle aree di possibile innesco e sviluppo dei fenomeni di dissesto; b) gli interventi di sistemazione e miglioramento ambientale finalizzati a ridurre la pericolosità dell’area; c) la manutenzione ordinaria e straordinaria di muretti a secco e la realizzazione di manufatti non qualificabili
ità dell’area; c) la manutenzione ordinaria e straordinaria di muretti a secco e la realizzazione di manufatti non qualificabili come volumi edilizi, strettamente connessi alle attività agricole.
DISCIPLINA DELLE AREE A PERICOLOSITÀ DA COLATA MOLTO ELEVATA E ELEVATA (P4 E P3)
39 DISCIPLINA DELLE AREE A PERICOLOSITÀ DA COLATA MOLTO ELEVATA E ELEVATA (P4 E P3) Nelle aree a pericolosità da colata molto elevata (P4) e elevata (P3), oltre agli interventi sempre ammessi nelle aree a pericolosità idrogeologica, sono consentiti: a) interventi di riqualificazione fluviale, sistemazione, regimazione, difesa e manutenzione idraulica e idraulico-forestale, difesa dalle colate, come indicati e disciplinati nell’allegato G punto 2;
COSTRUZIONI IN IPOGEO
ifesa e manutenzione idraulica e idraulico-forestale, difesa dalle colate, come indicati e disciplinati nell’allegato G punto 2; b) opere di miglioramento agrario e fondiario, di rimboschimento, nonché interventi agricoli e forestali comunque tesi alla riduzione del rischio idraulico e/o da colata e che, comunque, non ne determinano un aggravio. COSTRUZIONI IN IPOGEO Le costruzioni in ipogeo esistenti nelle aree a rischio idraulico e da colata, ove agibili, possono conservare la
IONI IN IPOGEO
IONI IN IPOGEO Le costruzioni in ipogeo esistenti nelle aree a rischio idraulico e da colata, ove agibili, possono conservare la precedente destinazione d’uso solo a seguito di adeguamento alle prescrizioni tecniche volte alla mitigazione della vulnerabilità. Nelle aree classificate a pericolosità/rischio da frana, è consentita la realizzazione di opere in sotterraneo ed interrate, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni :
AGGIORNAMENTO VARIAZIONE E MODIFICHE DEL PIANO
da frana, è consentita la realizzazione di opere in sotterraneo ed interrate, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni :
- sia assente qualsiasi tipo di interferenza dell’opera con eventuali superfici di scorrimento di frane e con il reticolo idrografico;
- sia verificata l’interferenza tra gli imbocchi e le altre luci ingredienti i locali interrati o sotterranei, con le eventuali situazioni, dirette ed indirette, di pericolosità/rischio dei versanti. AGGIORNAMENTO VARIAZIONE E MODIFICHE DEL PIANO
AGGIORNAMENTO VARIAZIONE E MODIFICHE DEL PIANO
eventuali situazioni, dirette ed indirette, di pericolosità/rischio dei versanti. AGGIORNAMENTO VARIAZIONE E MODIFICHE DEL PIANO Il PAI può essere aggiornato, integrato e sottoposto a varianti dall’Autorità, anche a seguito d’istanze di altri soggetti pubblici i quali avranno anche il compito di trasmettere le eventuali richieste di soggetti privati, corredate da documentazione e rappresentazioni cartografiche idonee; tali elaborati dovranno essere
chieste di soggetti privati, corredate da documentazione e rappresentazioni cartografiche idonee; tali elaborati dovranno essere sviluppati con le stesse procedure necessarie per la sua adozione ed approvazione, in relazione a: a) studi specifici corredati da indagini ed elementi conoscitivi di maggior dettaglio; b) nuovi eventi idrogeologici in funzione dei quali sia modificato lo scenario della pericolosità/rischio idrogeologico; c) nuove emergenze ambientali;
logici in funzione dei quali sia modificato lo scenario della pericolosità/rischio idrogeologico; c) nuove emergenze ambientali; d) significative modificazioni di tipo agrario-forestale sui versanti o incendi su grandi estensioni boschive; e) realizzazione di interventi di mitigazione che comportano significative variazioni dei livelli di pericolosità/rischio idrogeologico; f) acquisizione di nuove conoscenze in campo scientifico e tecnologico;
MISURE DI SALVAGUARDIA DELLA COSTA
40 MISURE DI SALVAGUARDIA DELLA COSTA Il Psai rinvia, per la salvaguardia e la tutela della fascia costiera alle “Misure di salvaguardia della Costa”, fatta salva l’applicazione, in ogni caso, delle norme del Psai stesso, ove più restrittive. Le Misure si riferiscono alla fascia costiera che dalla linea di riva, per convenzione, si stabilisce proiettata: a. a mare sino alla linea batimetrica – 30m; b. a terra per una profondità di 300 m. In tale area non sono consentiti:
oiettata: a. a mare sino alla linea batimetrica – 30m; b. a terra per una profondità di 300 m. In tale area non sono consentiti:
- interventi che possono comunque comportare l’eliminazione o riduzione dei cordoni dunari costieri;
- attività estrattive dai corsi d’acqua e dagli arenili. In tale area sono consentiti, salvo quanto prevedono le vigenti normative comunitarie, nazionali e regionali in materia di tutela ambientale e/o paesaggistica e/o archeologica e/o sismica:
nti normative comunitarie, nazionali e regionali in materia di tutela ambientale e/o paesaggistica e/o archeologica e/o sismica:
- interventi ed opere tesi alla messa in sicurezza di aree per le quali è improcrastinabile la riduzione o l’eliminazione di condizioni di rischio per la pubblica e privata incolumità, nonché la salvaguardia dei beni esistenti a fronte di eventi pericolosi o situazioni di rischio eccezionali;
privata incolumità, nonché la salvaguardia dei beni esistenti a fronte di eventi pericolosi o situazioni di rischio eccezionali;
- strutture provvisorie amovibili, per l’incremento ed il mantenimento delle attività turistico-balneari che non devono essere in contrasto con il vigente Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.S.A.I.);
- la manutenzione di opere marittime (porti ed opere di difesa della costa);
no Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.S.A.I.);
- la manutenzione di opere marittime (porti ed opere di difesa della costa);
- la realizzazione, l’ampliamento e la riconfigurazione di opere marittime (porti ed opere di difesa della costa) a condizione che siano progettate secondo le indicazioni tecniche e gli indirizzi forniti dalle Misure;
- atti di pianificazione portuale, con i quali vengono, tra l’altro, individuate le infrastrutture idonee sotto il
dalle Misure;
- atti di pianificazione portuale, con i quali vengono, tra l’altro, individuate le infrastrutture idonee sotto il profilo tecnico, socio-economico e di compatibilità ambientale, purché redatti secondo gli indirizzi forniti;
- tutti gli altri interventi e/o attività, diverse da quelle di cui ai precedenti punti ed insistenti nella fascia di 300 m dalla riva, purché consentite dal vigente P.S.A.I. e compatibili con altre previsioni delle Misure
istenti nella fascia di 300 m dalla riva, purché consentite dal vigente P.S.A.I. e compatibili con altre previsioni delle Misure stesse. La progettazione di tali interventi e/o attività, lì dove l’eventuale prossimità alla linea di riva delle stesse faccia temere che esse possano subire danni derivanti dall’azione diretta delle mareggiate, dovrà essere corredata dagli studi previsti dalle Misure. Dove detti studi dovessero confermare l’effettivo
IL RISHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI RAVELLO
ta delle mareggiate, dovrà essere corredata dagli studi previsti dalle Misure. Dove detti studi dovessero confermare l’effettivo pericolo derivante dalle predette fenomenologie, dovranno essere previste opportune opere di difesa della costa;
- tutti gli interventi e/o attività ricadenti all’interno dei bacini portuali. Atteso il tempo intercorso dalla loro adozione, le misure di salvaguardia risultano priva di efficacia regolamentare. IL RISHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI RAVELLO
IL RISHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI RAVELLO
ro adozione, le misure di salvaguardia risultano priva di efficacia regolamentare. IL RISHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI RAVELLO La presente proposta definitiva assume, quali elementi costitutivi del quadro conoscitivo e strategico, le analisi, gli studi, gli indirizzi e le previsioni normative dei Psai in precedenza richiamati. Le perimetrazioni delle aree di rischio e di pericolo geomorfologico definite dai vigenti Psai costituiscono,
edenza richiamati. Le perimetrazioni delle aree di rischio e di pericolo geomorfologico definite dai vigenti Psai costituiscono, pertanto, parte integrante e sostanziale del quadro conoscitivo e, conseguentemente elementi guida
41 (unitamente alle previsioni normative del Psai) della presente proposta definitiva di pianificazione urbanistica comunale. Dall’esame e dalla valutazione della cartografia allegata ai vigenti Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico, relativa alle perimetrazioni delle aree a pericolo/rischio da frana individuate nel comune di Ravello, emerge quanto segue:
- il 49 % dell’intero territorio comunale, è classificato quale area a rischio R3 o R4 da frana;
i Ravello, emerge quanto segue:
- il 49 % dell’intero territorio comunale, è classificato quale area a rischio R3 o R4 da frana;
- il 86 % dell’intero territorio comunale, è classificato quale area a pericolo P3 o P4 da frana. Dai dati su riportati e dalla lettura della cartografia di settore, riproposta nel presente PUC, si evince chiaramente che il pericolo idrogeologico connesso a frana e/o crollo ha una diffusione estesa alla quasi
resente PUC, si evince chiaramente che il pericolo idrogeologico connesso a frana e/o crollo ha una diffusione estesa alla quasi totalità del territorio comunale con livelli quasi sempre elevati o molto elevati. Tale condizione assume un rilievo particolarmente significativo proprio in corrispondenza delle aree antropizzate, tanto che la metà dell’intero territorio comunale è classificato come interessato da fenomeni di rischio da frana al di sopra della
to che la metà dell’intero territorio comunale è classificato come interessato da fenomeni di rischio da frana al di sopra della soglia di rischio comunemente ritenuta accettabile (R2). E’ utile evidenziare, per completezza di esposizione, che sul territorio comunale, risultano già avviati una serie di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, alcuni dei quali anche conclusi; la banca dati del settore difesa suolo della Regione Campania riporta, in dettaglio:
geologico, alcuni dei quali anche conclusi; la banca dati del settore difesa suolo della Regione Campania riporta, in dettaglio: • n.2 interventi con opere idrauliche in località Casa Bianca; • n.2 interventi con opere di versante, lungo il Dragone e lungo la SS 373; • n.2 interventi con opere miste (a Sambuco e Castiglione).
42 3.1.6 Le norme di salvaguardia del Parco Regionale dei Monti Lattari Il Parco regionale dei Monti Lattari è stato istituito, ai sensi della L.R. n. 33/1993 ed in attuazione delle previsioni di cui alla legge 394/91, con deliberazione di Giunta Regionale n. 2777 del 26 settembre 2003. Con tale provvedimento è stato definito, altresì, il perimetro del Parco e la zonizzazione provvisoria dello stesso, e sono state approvate le Norme di Salvaguardia, che restano in vigore fino all’approvazione del Piano del
visoria dello stesso, e sono state approvate le Norme di Salvaguardia, che restano in vigore fino all’approvazione del Piano del Parco (procedimento attualmente in itinere). Con D.P.G.R. Campania n. 781 del 13.11.2003 è stato poi istituito l’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari. Il territorio del Parco, che si estende per circa 160 kmq, comprende i territori della Penisola sorrentina, della Costiera amalfitana e dei Monti Lattari, includendo complessivamente 27 comuni, in parte ricadenti nella
isola sorrentina, della Costiera amalfitana e dei Monti Lattari, includendo complessivamente 27 comuni, in parte ricadenti nella provincia di Napoli (Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sant’Antonio Abate, Vico Equense) e, per la rimanente parte, nella provincia di Salerno (Amalfi, Atrani, Cava de’ Tirreni, Cetara, Conca dei Marini,
Vico Equense) e, per la rimanente parte, nella provincia di Salerno (Amalfi, Atrani, Cava de’ Tirreni, Cetara, Conca dei Marini, Corbara, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Sant’Egidio del Monte Albino, Tramonti, Vietri sul Mare). Le Norme di Salvaguardia prevedono, anzitutto, norme generali di tutela riguardanti:
- il divieto di aperture di nuove cave e discariche e le modalità per l’esercizio provvisorio, la dismissione, il recupero ambientale delle stesse;
rture di nuove cave e discariche e le modalità per l’esercizio provvisorio, la dismissione, il recupero ambientale delle stesse;
- la protezione della fauna, delle singolarità (geologiche, paleontologiche, mineralogiche e i reperti archeologici), della flora e delle attività agronomiche e silvo-pastorali;
- la tutela delle zone boschive, delle risorse idriche e dell’assetto idrogeologico;
- limitazioni e prescrizioni per le infrastrutture di trasporto e quelle impiantistiche, per la circolazione;
tto idrogeologico;
- limitazioni e prescrizioni per le infrastrutture di trasporto e quelle impiantistiche, per la circolazione;
- gli interventi ammissibili sul patrimonio edilizio esistente, le modalità per la loro realizzazione, nonché le tipologie di intervento ammissibili nella strutture insediativa. Il territorio è distinto in relazione a tre tipologie di zone omogenee, per ciascuna delle quali le Norme di Salvaguardia introducono ulteriori elementi di disciplina:
tre tipologie di zone omogenee, per ciascuna delle quali le Norme di Salvaguardia introducono ulteriori elementi di disciplina:
- la zona A, “Area di tutela integrale”, coincidente con quelle parti del territorio di eccezionale valore naturalistico-ambientale ed in cui è pressoché nullo il grado di antropizzazione. In tale area l’obiettivo che si intende perseguire è la conservazione integrale dell’assetto naturalistico e delle sue dinamiche
In tale area l’obiettivo che si intende perseguire è la conservazione integrale dell’assetto naturalistico e delle sue dinamiche evolutive, perseguendo la protezione del suolo, del sottosuolo, delle acque, della flora e della fauna, vietando qualsiasi nuova interferenza antropica che possa minare tale assetto ed ammettendo unicamente interventi per la protezione dell’ambiente e la ricostruzione di valori naturalistici;
are tale assetto ed ammettendo unicamente interventi per la protezione dell’ambiente e la ricostruzione di valori naturalistici;
- la zona B, “Area di riserva generale orientata e di protezione” coincide con quelle parti del territorio per le quali assume valore prioritario l’obiettivo del mantenimento dell’integrità dei luoghi e della conservazione e incentivazione delle attività agricole e silvo-pastorali tradizionali. Nella zona B è pertanto
ei luoghi e della conservazione e incentivazione delle attività agricole e silvo-pastorali tradizionali. Nella zona B è pertanto vietato l’esercizio di attività sportive con veicoli a motore; è ammessa, fuori dai percorsi stradali, la circolazione dei veicoli a motore solo per lo svolgimenti di attività istituzionali del Parco; è tutelata la fauna e la flora e sono protette le attività agronomiche e silvo-pastorali; sono consentiti gli interventi per
co; è tutelata la fauna e la flora e sono protette le attività agronomiche e silvo-pastorali; sono consentiti gli interventi per la conservazione e il ripristino del verde, di restauro e risanamento ambientale con l’eliminazione dei detrattori, la realizzazione di piste ciclabili utilizzando percorsi esistenti; sono ammessi gli adeguamenti
43 igienico funzionali dell’edilizia esistente, le attività agro-silvo-pastorali, per le quali vengono fissate le dimensioni massime dei servizi connessi, le attività agrituristiche e artigianali compatibili con gli equilibri ambientali, la realizzazione di attrezzature pubbliche comunali e territoriali;
- la zona C, “Area di riqualificazione urbana e ambientale e di promozione e sviluppo economico e sociale”,
nali e territoriali;
- la zona C, “Area di riqualificazione urbana e ambientale e di promozione e sviluppo economico e sociale”, comprende le aree urbanizzate e le aree agricole ad esse immediatamente contigue. In tali zone vigono le norme dei piani urbanistici, integrate dalle norme generali di salvaguardia in precedenza richiamate. Il territorio di Ravello rientra per intero nel Parco: esso è interessato, a confine con i comuni limitrofi di
denza richiamate. Il territorio di Ravello rientra per intero nel Parco: esso è interessato, a confine con i comuni limitrofi di Tramonti, Minori e Maiori, da un’area, non molto estesa, classificata quale zona A di circa 24 ha (pari a circa il 3% della s.t.); una più piccola zona A è altresì individuata a confine con il comune di Scala. L’intera struttura urbana (con esclusione di taluni nuclei sparsi e di talune frazioni), le aree comunque urbanizzate, con le aree
intera struttura urbana (con esclusione di taluni nuclei sparsi e di talune frazioni), le aree comunque urbanizzate, con le aree agricole ad esse più contigue, ricadono in zona C, che ha una complessiva estensione di circa 94 ha (pari a circa il 12% della s.t.); la rimanete e maggior estensione del territorio comunale, ivi inclusi i nuclei di Sambuco e Castiglione, ricade, invece, in zona B, di estensione pari a circa 684 ha (pari a circa il 85% della s.t.). 3.1.7 I siti della Rete Natura 2000
cade, invece, in zona B, di estensione pari a circa 684 ha (pari a circa il 85% della s.t.). 3.1.7 I siti della Rete Natura 2000 Natura 2000 è una rete di siti, giudicati di interesse comunitario, creata dall'Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell'Unione europea. I siti appartenenti alla Rete Natura 2000 sono considerati di grande valore in quanto habitat naturali, in virtù
Unione europea. I siti appartenenti alla Rete Natura 2000 sono considerati di grande valore in quanto habitat naturali, in virtù di eccezionali esemplari di fauna e flora ospitati. Le zone protette sono istituite nel quadro della cosiddetta "direttiva Habitat", che comprende anche le zone designate nell'ambito della cosiddetta "direttiva Uccelli". La costituzione della rete ha l'obiettivo di preservare le specie e gli habitat per i quali i siti sono stati
irettiva Uccelli". La costituzione della rete ha l'obiettivo di preservare le specie e gli habitat per i quali i siti sono stati identificati, tenendo in considerazione le esigenze economiche, sociali e culturali regionali in una logica di sviluppo sostenibile; mira a garantire la sopravvivenza a lungo termine di queste specie e habitat e mira, inoltre, a svolgere un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell'Unione europea.
ie e habitat e mira, inoltre, a svolgere un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell'Unione europea. Attraverso i Siti di Importanza Comunitaria (Direttiva CEE n. 43/92 “Habitat”) e le Zone di Protezione Speciale (Direttiva CEE n. 409/79 “Uccelli”) la Commissione europea prevede di realizzare un’infrastruttura ambientale (Rete Natura 2000) di connessione tra tutte le aree protette europee (parchi, riserve e le stesse
e un’infrastruttura ambientale (Rete Natura 2000) di connessione tra tutte le aree protette europee (parchi, riserve e le stesse aree S.I.C e Z.P.S.). Gli obiettivi della Direttiva Habitat sono quelli di: favorire l’integrazione della tutela di habitat e specie animali e vegetali con le attività economiche e con le aspettative di sviluppo delle popolazioni locali; conservare non solo gli habitat naturali meno modificati ma anche quelli seminaturali (come le aree
po delle popolazioni locali; conservare non solo gli habitat naturali meno modificati ma anche quelli seminaturali (come le aree ad agricoltura tradizionale, i boschi produttivi, i pascoli, etc.), per coinvolgere tutte le aree nelle quali la secolare presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali hanno permesso il mantenimento di un equilibrio tra uomo e natura. Dalle schede predisposte dal Ministero dell’Ambiente risultano le caratteristiche principali dei SIC che
brio tra uomo e natura. Dalle schede predisposte dal Ministero dell’Ambiente risultano le caratteristiche principali dei SIC che interessano il territorio di Ravello: • IT8050051 “Valloni della Costiera Amalfitana”: Piccole valli separate, incise da torrenti che decorrono brevemente lungo le pendici sud dei Monti Lattari. Vegetazione rappresentata essenzialmente da boschi misti di caducifoglie e di leccio; prateria ad Ampelodesma. Importante avifauna migratrice (Ficedula
44 albicollis, Falco eleonorae) e nidificante (Falco peregrinus, Sylvia undata, Lanius collurio). Elementi di vulnerabilità: Captazione delle sorgenti a scopi domestici ed irrigui. Eccessiva antropizzazione. • IT8030008“Dorsale dei Monti Lattari”: Rilievi di natura calcarea con ripidi versanti percorsi da brevi corsi d'acqua a regime torrentizio e presenza sparsa di coperture piroclastiche. Presenza di fasce di vegetazione
corsi da brevi corsi d'acqua a regime torrentizio e presenza sparsa di coperture piroclastiche. Presenza di fasce di vegetazione in cui sono rappresentati i principali popolamenti vegetali dell'Appennino meridionale. Significativa presenza di piante endemiche ad arcale puntiforme. Zona interessante per avifauna migratoria e stanziale (Pernis apivorus, Circaedus gallicus, Falco peregrinus, Sylvia undata). Rischi potenziali dovuti ad eccessiva
atoria e stanziale (Pernis apivorus, Circaedus gallicus, Falco peregrinus, Sylvia undata). Rischi potenziali dovuti ad eccessiva antropizzazione, relativo degrado ambientale ed estensione della rete stradale. Rientrano nel SIC IT8050051, la valle del Sambuco - Reginna Minor e la parte terminale della valle del torrente Dragone. Il Sic Dorsale dei Monti Lattari, è invece notevolmente esteso, a cavallo tra le due province di Napoli
le del torrente Dragone. Il Sic Dorsale dei Monti Lattari, è invece notevolmente esteso, a cavallo tra le due province di Napoli e di Salerno, e copre la parte settentrionale del territorio di Minori, tra Ravello, Tramonti e Maiori. Si evidenzia infine che con deliberazione di Giunta Regionale n. 795 del 19.12.2017 pubblicata sul BURC n. 5 del 18.01.2018 sono state adottate le Misure di conservazione dei SIC (Siti di Interesse Comunitario) per la
icata sul BURC n. 5 del 18.01.2018 sono state adottate le Misure di conservazione dei SIC (Siti di Interesse Comunitario) per la designazione delle ZSC (Zone Speciali di Conservazione) della rete Natura 2000 della Regione Campania con cui si fissano misure di conservazione aggiuntive rispetto a quelle definite dalle disposizioni nazionali e regionali in materia di conservazione e tutela della biodiversità, il cui contenuto specifico sarà illustrato e
ioni nazionali e regionali in materia di conservazione e tutela della biodiversità, il cui contenuto specifico sarà illustrato e valutato nell’ambito del Rapporto Ambientale con relazione di Incidenza allegato al presente Puc. 3.1.8 Il Piano Regolatore Generale del 1999 Come già anticipato in premessa, il Comune di Ravello è dotato di Piano Regolatore Generale, adeguato al Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino Amalfitana, approvato con Decreto del Presidente della
Generale, adeguato al Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino Amalfitana, approvato con Decreto del Presidente della Comunità Montana Penisola Amalfitana pubblicato sul B.U.R.C. n.32 del 11.08.2008. Il Piano, la cui redazione aveva avuto inizio nel 1997, è pertanto divenuto efficace a distanza di ben 9 anni dalla data di adozione dello stesso (avvenuta con deliberazione del Commissario ad Acta n.6 del 16.07.1999), in piena vigenza della nuova
a di adozione dello stesso (avvenuta con deliberazione del Commissario ad Acta n.6 del 16.07.1999), in piena vigenza della nuova legge regionale in materia di governo del territorio (Legge Regionale della Campania n°16 del 22 dicembre 2004) e solo a qualche mese dall’approvazione del Piano Territoriale Regionale e delle allegate Linee Guida per la pianificazione paesaggistica in Campania (Legge Regionale della Campania n°13 del 13 ottobre 2008).
allegate Linee Guida per la pianificazione paesaggistica in Campania (Legge Regionale della Campania n°13 del 13 ottobre 2008). Come è possibile evincere dalla lettura delle Relazione di Piano il PRG di Ravello si pone quale obiettivo metodologico prioritario “la conciliazione di istanze di tutela e di sviluppo”, ed in questo quadro fissa gli obiettivi della pianificazione: ▪ “riportare il paese a norma, affrontando i problemi idrogeologici del territorio ed il recupero dell’abusivismo …”;
ficazione: ▪ “riportare il paese a norma, affrontando i problemi idrogeologici del territorio ed il recupero dell’abusivismo …”; ▪ “aumentare la qualità della fruizione, non l’estensione. La stessa risorsa-turismo non va incrementata dal punto di vista numerico, ma semmai meglio distribuita nel tempo”. “… si tratta di innescare, attraverso la tutela delle risorse paesaggistiche ed ambientali, un processo di
stribuita nel tempo”. “… si tratta di innescare, attraverso la tutela delle risorse paesaggistiche ed ambientali, un processo di innalzamento della qualità in grado di produrre effetti complementari sullo sviluppo delle risorse.” In tale ottica il Piano tenta di promuovere politiche volte alla qualificazione e valorizzazione del patrimonio
45 boschivo, al sostegno delle colture tipiche ed al recupero dell’edilizia rurale, al recupero e conservazione del patrimonio edilizio dei nuclei storici, al restauro dei monumenti e dei contenitori per promuovere usi socio- culturali compatibili, il recupero della sentieristica. Allo stesso tempo individua nella scala territoriale, coincidente con la dimensione sovracomunale Costiera amalfitana, l’ambito ottimale per la definizione di un
scala territoriale, coincidente con la dimensione sovracomunale Costiera amalfitana, l’ambito ottimale per la definizione di un sistema integrato di servizi ed infrastrutture, tale da configurare una sorta di “citta policentrica”. In materia di mobilità il PRG afferma innanzitutto la necessità della completa pedonalizzazione del centro storico e, a tal fine, la realizzazione di parcheggi in aree ai margini dell’edificato, da riconnettere mediante la
e del centro storico e, a tal fine, la realizzazione di parcheggi in aree ai margini dell’edificato, da riconnettere mediante la realizzazione di vettori meccanici e l’impiego di mezzi di trasporto collettivo ecologici. Se da un lato sono in avanzato stato di programmazione o di realizzazione i parcheggi al di sotto di p.zza Duomo e al di sotto del campetto di calcio ubicato nel quartiere Lacco, inattuata è rimasta la previsione del parcheggio/terminal bus al di sotto del quartiere Lacco – bivio Ponte.
el quartiere Lacco, inattuata è rimasta la previsione del parcheggio/terminal bus al di sotto del quartiere Lacco – bivio Ponte. In materia di attrezzature collettive il Piano prevedeva l’ampliamento della preesistente area per attrezzature scolastiche e la realizzazione della nuova scuola media, la realizzazione della caserma dei carabinieri, la realizzazione di un auditorium, un anfiteatro, una nuova area cimiteriale e un’area per la localizzazione di
dei carabinieri, la realizzazione di un auditorium, un anfiteatro, una nuova area cimiteriale e un’area per la localizzazione di attrezzature produttive di carattere artigianale; le prime attrezzature risultano in avanzata fase di realizzazione/programmazione (Scuola media – Caserma), l’auditorium è stato completato ed è in uso, inattuate sono rimaste le previsioni per il nuovo impianto cimiteriale, l’anfiteatro e l’area PIP, nonché la previsione del Parco territoriale del monte Brusale.
oni per il nuovo impianto cimiteriale, l’anfiteatro e l’area PIP, nonché la previsione del Parco territoriale del monte Brusale. Il PRG persegue inoltre la tutela e la qualificazione del sistema del verde pubblico e privato, la salvaguardia delle aree agricole periurbane, la qualificazione del sistema degli spazi pubblici. Il Piano urbanistico del 1999 configura, pertanto, un insieme sistematico di obiettivi, strategie ed azioni,
gli spazi pubblici. Il Piano urbanistico del 1999 configura, pertanto, un insieme sistematico di obiettivi, strategie ed azioni, complessivamente volto al recupero ed alla valorizzazione qualitativa del patrimonio ambientale, paesaggistico, storico-culturale ed insediativo, assolutamente condivisibile e da confermare per la parte inattuata (specie con riferimento alla dotazione di attrezzature pubbliche), fatte salve le necessarie precisazioni, integrazioni e/o attualizzazioni.
46 3.2 Inquadramento territoriale ed elementi descrittivi Il territorio del comune di Ravello si estende dal mare verso il sistema montuoso dei monti Lattari, delimitato dalle valli del torrente Dragone e Sambuco (Reggina Minor), confina a nord con Lettere (NA) e Tramonti, ad est con Maiori e Minori, ad ovest con Atrani, Scala e Gragnano (NA) ed a sud con il mar Tirreno. Territorio prevalentemente montuoso, ha una superficie territoriale di circa 805 Ha (8,05 Kmq) con un’altitudine
il mar Tirreno. Territorio prevalentemente montuoso, ha una superficie territoriale di circa 805 Ha (8,05 Kmq) con un’altitudine massima di metri 1.258 s.l.m. Gli abitanti al 01.01.2019 risultano pari a 2.480, per una densità territoriale di 308,07 ab./Kmq. Ubicato al centro della costiera Amalfitana, Ravello dista circa 60 Km da Napoli, 25 Km da Salerno, 7 Km da Amalfi. Le autostrade più vicine sono la A3 Napoli-Salerno e la A-30 Caserta-Roma. Le stazioni ferroviarie più
Salerno, 7 Km da Amalfi. Le autostrade più vicine sono la A3 Napoli-Salerno e la A-30 Caserta-Roma. Le stazioni ferroviarie più vicine, attestazioni delle linee A/V, sono quelle di Salerno e Napoli; gli aeroporti più prossimi quello di Salerno-Pontecagnano e quello di Capodichino; i porti più vicini, quelli di Maiori ed Amalfi (a destinazione turistica e diportistica), e quello di Salerno, con valenza commerciale e crocieristica; va inoltre menzionato
i (a destinazione turistica e diportistica), e quello di Salerno, con valenza commerciale e crocieristica; va inoltre menzionato l’approdo di Minori, idoneo all’attracco di traghetti anche di consistente dimensione. Il sistema delle comunicazioni stradali trova le sue principali articolazioni nella S.S.163, che partendo da Vietri sul Mare si snoda lungo l’intera costa fino ad arrivare a Meta di Sorrento, dalla S.R. 373, che collega la SS.163
endo da Vietri sul Mare si snoda lungo l’intera costa fino ad arrivare a Meta di Sorrento, dalla S.R. 373, che collega la SS.163 con il centro di Ravello, e dalla S.P.1 che da Ravello conduce al Valico di Chiunzi e da questo, attraverso la S.P.2b all’Autostrada A3 Napoli – Salerno. Il centro abitato principale è ubicato su di un’altura rocciosa a circa 350 metri s.l.m. e presenta un impianto di origine medioevale a struttura fusiforme; si registra poi la presenza di alcuni nuclei abitati minori:
e presenta un impianto di origine medioevale a struttura fusiforme; si registra poi la presenza di alcuni nuclei abitati minori: Castiglione, immediatamente a ridosso della costa e dell’adiacente centro di Atrani; Torello, incombente su Minori ed inerpicato a ridosso dei terrazzamenti che discendono dal versante orientale dell’altura su cui è ubicato il nucleo principale di Ravello; Sambuco, frazione situata di fronte alla valle del Reginna Minor e il Monte Forcella.
è ubicato il nucleo principale di Ravello; Sambuco, frazione situata di fronte alla valle del Reginna Minor e il Monte Forcella. La rimanente parte del territorio comunale è caratterizzata da terrazzamenti, diffusamente interessati da coltivazioni tipiche (vite, olivo, agrumi) che si alternano a boschi, castagneti e macchia mediterranea, che, in ogni caso, tendono a caratterizzare le coperture vegetazionali della parte più interna. 17 3.2.1 Caratteri del territorio rurale ed aperto
tendono a caratterizzare le coperture vegetazionali della parte più interna. 17 3.2.1 Caratteri del territorio rurale ed aperto Lineamenti morfologici, pedoclimatici ed agronomici18 Il territorio comunale di Ravello è ricompreso nel “Sistema di terre” dei Rilievi Calcarei della penisola Sorrentino – Amalfitana che “…comprende la sommità ed i versanti ripidi o molto ripidi dei rilievi calcarei della
della penisola Sorrentino – Amalfitana che “…comprende la sommità ed i versanti ripidi o molto ripidi dei rilievi calcarei della 17 Paragrafo modificato/integrato con le parti riportate in grassetto e corsivo in conformità a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazione proposta che segnala errore materiale. 18 Brani tratti dallo studio “I Sistemi di terre della Campania” progetto promosso dalla società Risorsa srl, realizzato nel biennio 2000-
ratti dallo studio “I Sistemi di terre della Campania” progetto promosso dalla società Risorsa srl, realizzato nel biennio 2000- 2001 e pubblicato nel 2002 con il contributo di Regione Campania.
47 penisola Sorrentino – Amalfitana, con coperture pedologiche su depositi da caduta di ceneri e pomici, a quote generalmente comprese tra 0 e 1.100 m slm. Ricopre una superficie di 299 Kmq, pari al 2,2% del territorio regionale. La morfologia è caratterizzata da creste affilate, intercalate a pianori sommitali di modesta estensione, e da versanti a profilo regolare, localmente accidentato (sottosistema B3.1); da conche
pianori sommitali di modesta estensione, e da versanti a profilo regolare, localmente accidentato (sottosistema B3.1); da conche intramontane con versanti da dolcemente inclinati a ripidi, con terrazzamenti antropici (sottosistema B3.2); da versanti bassi su depositi di versante e di conoide, a profilo regolare, da moderatamente ripidi e ripidi, con terrazzamenti antropici (sottosistema B3.3). Nel sottosistema B3.1 l’uso è forestale – zootecnico ed agricolo,
idi e ripidi, con terrazzamenti antropici (sottosistema B3.3). Nel sottosistema B3.1 l’uso è forestale – zootecnico ed agricolo, con prati-pascoli in corrispondenza dei pianori sommitali, boschi cedui di castagno, boscaglie degradate, cespuglieti e praterie xerofile in corrispondenza dei versanti denudati solatii; agrumeti, oliveti, orti arborati e vitati in corrispondenza dei versanti a profilo regolare, con terrazzamenti antropici. Nel sottosistema B3.2
ti, orti arborati e vitati in corrispondenza dei versanti a profilo regolare, con terrazzamenti antropici. Nel sottosistema B3.2 l’uso prevalente è agricolo, con castagneti da frutto, orti arborati e vitati, colture foraggere. Nel sottosistema B3.3 l’uso prevalente è agricolo, con agrumeti, oliveti, orto arborati e vitati”. Nel primo sottosistema (B3.1) è possibile trovare:
- suoli ripidi o molto ripidi, molto profondi, su depositi da caduta di ceneri e pomici, con orizzonti di
) è possibile trovare:
- suoli ripidi o molto ripidi, molto profondi, su depositi da caduta di ceneri e pomici, con orizzonti di superficie molto spessi, a tessitura moderatamente grossolana, con buona disponibilità di ossigeno (Pachi-Vitric Andosols, Molli-Vitric Andosols);
- suoli ripidi o molto ripidi, profondi, su depositi di ceneri da caduta, a tessitura media, con buona disponibilità di ossigeno (Molli-Vitric Andosols);
pidi, profondi, su depositi di ceneri da caduta, a tessitura media, con buona disponibilità di ossigeno (Molli-Vitric Andosols);
- suoli ripidi o molto ripidi, da moderatamente profondi a sottili, rocciosi, pietrosi, su depositi da caduta di ceneri e pomici ricoprenti la roccia calcarea, a tessitura moderatamente grossolana o media, con buona disponibilità di ossigeno, ghiaiosi (Epilepti-Eutrisilic Andosols). Nel secondo sottosistema (B3.2) è possibile trovare:
n buona disponibilità di ossigeno, ghiaiosi (Epilepti-Eutrisilic Andosols). Nel secondo sottosistema (B3.2) è possibile trovare:
- suoli da dolcemente inclinati aripidi, su terrazzamenti antropici, profondi, su depositi da caduta di pomici e ceneri, a tessitura moderatamente grossolana, con buona disponibilità di ossigeno (Pachi- Vitric Andosols). Nel terzo sottosistema (B3.3) è possibile trovare:
- suoli ripidi o molto ripidi, su terrazzamenti antropici, profondi, su depositi da caduta di pomici e ceneri,
ossibile trovare:
- suoli ripidi o molto ripidi, su terrazzamenti antropici, profondi, su depositi da caduta di pomici e ceneri, a tessitura moderatamente grossolana, con buona disponibilità di ossigeno (Vitric Andosols);
- suoli ripidi o molto ripidi, su terrazzamenti antropici, molto profondi, su depositi da caduta di ceneri, a tessitura media, con buona disponibilità di ossigeno (Eutrisilic Andosols). L’uso del suolo, le risorse naturalistiche ed agroforestali, la naturalità e la biodiversità.
di ossigeno (Eutrisilic Andosols). L’uso del suolo, le risorse naturalistiche ed agroforestali, la naturalità e la biodiversità. Dalla consultazione della cartografia di settore allegata al vigente Ptcp ed, in particolare, della carta della naturalità e della carta della biodiversità, per quanto concerne le caratteristiche naturali del territorio, e della carta dell’uso agricolo del suolo e di quella delle risorse naturalistiche ed agroforestali, per quanto concerne
itorio, e della carta dell’uso agricolo del suolo e di quella delle risorse naturalistiche ed agroforestali, per quanto concerne i caratteri rurali, si evince che il territorio del comune di Ravello è caratterizzato: ❖ per quanto concerne l’uso del suolo:
48 • da una notevole estensione di limoneti (interessanti i versanti terrazzati incombenti verso Minori e verso Scala ed Atrani) per un’estensione di circa 97 ha, pari a circa il 12% della superficie territoriale complessiva; • da aree a copertura forestale (boschi, cespuglietti, vegetazione sclerofilla) che costituiscono la quasi totalità delle coperture interessanti il versante più elevato della valle del Sambuco; quest’ultima,
che costituiscono la quasi totalità delle coperture interessanti il versante più elevato della valle del Sambuco; quest’ultima, tuttavia, nella parte più a valle, in prossimità dei confini con il comune di Minori, presenta una estensione di circa 27 ha di sistemi colturali e particellari complessi e circa 91 ha di frutteti; • le aree più interne a monte della valle del Dragone, a partire dal monte Brusale, sono caratterizzate dalla presenza di boschi di latifoglie e di castagneti da frutto;
del Dragone, a partire dal monte Brusale, sono caratterizzate dalla presenza di boschi di latifoglie e di castagneti da frutto; • aree a pascolo naturale e praterie d’alta quota caratterizzano, invece, le coperture delle aree interne a confine ed in prossimità con Tramonti; • in località Passo sono da segnalare aree piuttosto estese caratterizzate dalla presenza di vegetazione rada; • tutta la superficie territoriale più interna e ricompresa tra le valli del Dragone e del Sambuco è
esenza di vegetazione rada; • tutta la superficie territoriale più interna e ricompresa tra le valli del Dragone e del Sambuco è caratterizzata dalla presenza di estese coperture boschive di latifoglie; ❖ per quanto concerne le risorse naturalistiche ed agroforestali: • mosaici agricoli ed agroforestali sono ubicati a corona del centro urbano di Ravello, lungo tutti i versanti degradanti verso mare, per poi risalire lungo tutta la valle del Dragone e caratterizzare
ano di Ravello, lungo tutti i versanti degradanti verso mare, per poi risalire lungo tutta la valle del Dragone e caratterizzare l’ambito più basso della valle del Sambuco, per un’estensione complessiva pari a circa 287 ha, corrispondenti a circa il 36% dell’intera superficie territoriale; • aree boscate caratterizzano i territori più interni, in particolare a partire dalla valle del Sambuco per arrivare alla località Passo, per un’estensione complessiva pari a circa 409 ha, corrispondenti a circa
la valle del Sambuco per arrivare alla località Passo, per un’estensione complessiva pari a circa 409 ha, corrispondenti a circa il 51% dell’intera superficie territoriale; • le aree di prateria sono ubicate sui rilievi più elevati (Cerreto, piani di Sant’Erasmo, località Passo), per un’estensione complessiva pari a circa 41 ha, corrispondenti a circa il 5% dell’intera superficie territoriale. La parte più interna del territorio comunale, ricompresa tra i comuni di Scala, Gragnano, Lettere e Tramonti,
icie territoriale. La parte più interna del territorio comunale, ricompresa tra i comuni di Scala, Gragnano, Lettere e Tramonti, fino a Maiori, è costituita da un ecosistema ad elevata naturalità/ad elevata biodiversità: come visto, le coperture prevalenti sono infatti costituite da boschi di latifoglie, castagneti da frutto, vegetazione sclerofilla e praterie, che configurano un tipico ambiente forestale dei rilievi montani.
lie, castagneti da frutto, vegetazione sclerofilla e praterie, che configurano un tipico ambiente forestale dei rilievi montani. Il rimanente territorio non urbanizzato, presenta coperture pressoché prevalenti ad agrumeto, configuranti una zona cuscinetto, di filtro e connessione tra le aree a maggiore biodiversità. Gli elementi conoscitivi e valutativi in precedenza riportati e derivanti da studi condotti alla scala d’area vasta
iodiversità. Gli elementi conoscitivi e valutativi in precedenza riportati e derivanti da studi condotti alla scala d’area vasta sono stati oggetto di approfondimenti effettuati nel corso della elaborazione della proposta definitiva di Puc, al fine di poter cognitivamente esplicitare le previsioni di carattere strutturale ed operativo del Piano, sia di carattere generale che settoriale. In conformità alle previsioni normative vigenti è stato predisposto specifico
l Piano, sia di carattere generale che settoriale. In conformità alle previsioni normative vigenti è stato predisposto specifico studio di settore (studio agronomico) riferito ai caratteri delle risorse naturalistiche ed agro-forestali insistenti sul territorio comunale e finalizzato alla redazione della carta dell’uso del suolo, della carta delle potenzialità d’uso agricolo specifico, della carta del grado di complessità degli ecosistemi e
’uso del suolo, della carta delle potenzialità d’uso agricolo specifico, della carta del grado di complessità degli ecosistemi e dell’ecocompatibilità delle attività d’uso del territorio comunale, allegati al presente Piano di cui costituiscono parte integrante e sostanziale e alla cui consultazione si rimanda.
49 Lo studio condotto è stato finalizzato alla conoscenza, descrizione ed interpretazione delle condizioni ambientali del territorio comunale ed in particolare alla individuazione e classificazione: della complessità degli ecosistemi presenti; della biodiversità; delle aree agricole in funzione del loro grado di frammentazione/interclusione; delle aree incolte; delle aree a verde ornamentale e delle alberature di
unzione del loro grado di frammentazione/interclusione; delle aree incolte; delle aree a verde ornamentale e delle alberature di pregio; delle colture in atto nelle zone non ancora urbanizzate e nelle restanti parti del territorio comunale; delle colture particolarmente produttive e delle relative aree; delle risorse naturalistiche, agroforestali e silvo pastorali; delle strutture aziendali e delle caratteristiche dello specifico settore economico; ecc. 3.2.2 Caratteri geologici e geomorfologici
e strutture aziendali e delle caratteristiche dello specifico settore economico; ecc. 3.2.2 Caratteri geologici e geomorfologici La dorsale carbonatica Penisola Sorrentina - Monti Lattari, nella quale ricade il territorio comunale di Ravello, rappresenta un alto strutturale allungato trasversalmente rispetto alla Catena Appenninica, ed è delimitato a nord dal graben della Piana Campana e a sud dalla profonda depressione del F.Sele (Calcaterra et alii 1997).
, ed è delimitato a nord dal graben della Piana Campana e a sud dalla profonda depressione del F.Sele (Calcaterra et alii 1997). L’ossatura della dorsale è costituita da una successione calcareo – dolomitica di età compresa tra il Trias superiore ed il Miocene, potente più di mille metri, che nel complesso individua una struttura monoclinalica. Le unità litologiche del substrato pre-quaternario (calcari dolomitici triassici e giurassici, a luoghi brecciati e
noclinalica. Le unità litologiche del substrato pre-quaternario (calcari dolomitici triassici e giurassici, a luoghi brecciati e ben stratificati, sul versante meridionale dell’area salernitana) e (calcari cretacici, sul versante settentrionale napoletano) sono ascrivibili all’Unità dei M.ti Lattari_Picentini, così come si desume dal Foglio CARG “ Sorrento” in scala 1:50.000 . L’unità dei M.ti Lattari_Picentini costituisce un elemento derivante dalla
esume dal Foglio CARG “ Sorrento” in scala 1:50.000 . L’unità dei M.ti Lattari_Picentini costituisce un elemento derivante dalla deformazione dell’unità paleogeografia nota come Piattaforma Campano-Lucana. Le formazioni quaternarie più recenti sono costituite da depositi continentali detritici e piroclastici. I primi riferibili a brecce di versante, ghiaie e conglomerati di conoidi presenti per lo più alle falde dei rilievi, i secondi
I primi riferibili a brecce di versante, ghiaie e conglomerati di conoidi presenti per lo più alle falde dei rilievi, i secondi costituiti da sabbie vulcaniche, pomici e pozzolane di potenza variabile, spesso rimaneggiate e da attribuire a prodotti di caduta collegati alle fasi di attività eruttiva dei complessi vulcanici dei Campi Flegrei e del Somma
- Vesuvio. Tali prodotti ricoprono per gran parte il substrato calcareo ed affiorano lungo i sistemi crinali-
legrei e del Somma
- Vesuvio. Tali prodotti ricoprono per gran parte il substrato calcareo ed affiorano lungo i sistemi crinali- versanti-fascia pedemontana e piana con spessori crescenti da monte verso valle. L’attuale assetto morfostrutturale è stato raggiunto durante il Pleistocene medio con il verificarsi di diverse fasi tettoniche a carattere compressivo (faglie inverse e sovrascorrimenti) datate mio-pliocene, a cui
il verificarsi di diverse fasi tettoniche a carattere compressivo (faglie inverse e sovrascorrimenti) datate mio-pliocene, a cui seguirono fasi distensive (faglie dirette) di età plio-quaternaria. Il susseguirsi di tali eventi tettonici ha sviluppato un fitto reticolo di faglie, per lo più dirette, con rigetti prevalentemente verticali, che hanno variamente disarticolato i Monti Lattari portando alla formazione di alti strutturali, quali il Monte Faito e il
cali, che hanno variamente disarticolato i Monti Lattari portando alla formazione di alti strutturali, quali il Monte Faito e il Monte Pendolo, e depressioni costiere ed intramontane, come il graben di Sorrento e la Piana di Agerola. Pertanto nell’insieme lo stile tettonico che s’individua è quello di una grande struttura monoclinalica in cui i blocchi carbonatici risultano dislocati e ruotati immergendo prevalentemente verso il settore settentrionale (Cinque et alii, 1986; Milia & Torrente, 1997).
50 Fig. estratta da : Evoluzione tettonica della penisola Sorrentina –Milia e Torrente 1997 Dal punto di vista morfologico la penisola Amalfitano - Sorrentina presenta versanti di tipo strutturale a forte acclività (35° – 40°) e l’unità dei ripiani sommitali a pendenze relativamente modeste. Tale acclività dei versanti è presente sia dal lato della Piana del Sarno, dove però il raccordo è reso più dolce dalla presenza di
e acclività dei versanti è presente sia dal lato della Piana del Sarno, dove però il raccordo è reso più dolce dalla presenza di numerose conoidi, sia dal lato mare, dove le ripide scarpate costiere risultano disseccate da brevi e ripide incisioni. I versanti sono spesso orlati da cornici di morfoselezione tipiche delle rocce calcaree. La parte superiore dei pendii si congiunge, superiormente, con terrazzi morfologici, originatisi durante le varie fasi
calcaree. La parte superiore dei pendii si congiunge, superiormente, con terrazzi morfologici, originatisi durante le varie fasi tettoniche che hanno dislocato l’originaria superficie di piattaforma in diversi blocchi. Su queste spianate sono spesso ubicati centri abitati di modeste dimensioni. Nella parte amalfitana della penisola, come già detto, lungo la costa, i versanti sono dissecati, in modo caratteristico, da incisioni a fianchi molto ripidi (forre) originatesi durante l’ultimo periodo glaciale
ono dissecati, in modo caratteristico, da incisioni a fianchi molto ripidi (forre) originatesi durante l’ultimo periodo glaciale (wurmiano). Il territorio comunale di Ravello si estende dalla costa all’entroterra , sviluppandosi sulla stretta dorsale limitata dai corsi del T. Sambuco (ad E) e dal Vallone Reginola (ad W) fino a raggiungere la sommità dei rilievi di Vena Secata (1135m s.l.m) , Costa S.Pietro (911m s.l.m) Montalto (766m s.l.m) e M.te Cerreto 1316m s.l.m.).
mmità dei rilievi di Vena Secata (1135m s.l.m) , Costa S.Pietro (911m s.l.m) Montalto (766m s.l.m) e M.te Cerreto 1316m s.l.m.). La dorsale , invece, su cui si sviluppa l’intero territorio comunale è costituita dai rilievi di Punta del Vento (810 m ) M.te Brusale (647 m slm) e dall’area su cui è ubicato l’abitato di Ravello ( quota media 362m s.l.m.).
51 Le litologie dominanti appartengono alla serie mesozoica calcareo-dolomitica del Sistema dì Piattaforma carbonatica e bacini (CPBS sensu D'argenio et alii 1993). In particolare sono presenti sul territorio comunale la parte alte di tale successione (Giurassico_Cretacico) di natura essenzialmente calcarea, mentre la parte bassa (Trias) di natura prevalentemente dolomitica affiora solo nella parte nord-orientale del territorio. I
ea, mentre la parte bassa (Trias) di natura prevalentemente dolomitica affiora solo nella parte nord-orientale del territorio. I terreni più recenti sono rappresentati dai depositi continentali detritici e alluvionali del Pleistocene e dell’Olocene, oltre che dalle coperture piroclastiche di natura vulcanica. L’assetto morfologico del territorio è il risultato delle fasi di sollevamento tettonico che si sono susseguite;
tura vulcanica. L’assetto morfologico del territorio è il risultato delle fasi di sollevamento tettonico che si sono susseguite; il paesaggio infatti mostra settori di territorio a diverso grado di maturità morfologica. Il ripiano morfologico su cui è ubicato l’abitato di Ravello correlabile al ripiano di Agerola, testimonia una lunga fase di modellamento successiva alla fase surrettiva avvenuta tra la fine del Miocene e l'inizio del
erola, testimonia una lunga fase di modellamento successiva alla fase surrettiva avvenuta tra la fine del Miocene e l'inizio del Pliocene. Tale elemento morfologico assume caratteri ancor più peculiari per essere delimitato ai margini occidentale e meridionale da scarpate litoidi, imponenti, dell'ordine delle diecine di metri di altezza alla cui base spesso sono presenti cospicui accumuli di materiale detritico.
enti, dell'ordine delle diecine di metri di altezza alla cui base spesso sono presenti cospicui accumuli di materiale detritico. L’articolazione morfologica del paesaggio è dovuta anche al differente grado di evoluzione dei versanti carbonatici che cingono il ripiano: più evoluti e arealmente più estesi quelli esposti a sud e ad est, mentre più acclivi e con numerose pareti subverticali quelli esposti ad ovest.
almente più estesi quelli esposti a sud e ad est, mentre più acclivi e con numerose pareti subverticali quelli esposti ad ovest. Ulteriore elemento di modellamento del territorio è rappresentato dalle incisioni torrentizie; il versante orientale della dorsale su cui è ubicato l'abitato di Ravello risulta modellato da numerose incisioni fluviali talvolta con testate vallive molto estese e con notevoli accumuli di materiali incoerenti.
ellato da numerose incisioni fluviali talvolta con testate vallive molto estese e con notevoli accumuli di materiali incoerenti. L’idrografia del territorio si compone di corsi d'acqua principali rappresentati dal vallone Reginola che confluisce nel torrente Dragone e dal T. Sambuco e aste secondarie. I corsi d’acqua principali si sviluppano in direzione N-S. e sono impostate su importanti lineamenti strutturali.
te secondarie. I corsi d’acqua principali si sviluppano in direzione N-S. e sono impostate su importanti lineamenti strutturali. Le linee drenanti secondarie ad andamento prevalente E-W, soprattutto nel tratto medio basso dei due valloni principali, presentano confluenze ortogonali alle aste principali confermando il condizionamento litostrutturale dell'idrografia. Il regime delle portate è di tipo torrenziale , direttamente legato alle precipitazioni meteoriche e alle acque sorgentizie.
ia. Il regime delle portate è di tipo torrenziale , direttamente legato alle precipitazioni meteoriche e alle acque sorgentizie. E’ solo il caso di ricordare in questa sede che nell’effettuare la riclassificazione sismica del territorio regionale, con deliberazione della Giunta Regionale n°5447 del 07 Novembre 2002 il territorio comunale di Ravello, precedentemente “non classificato”, è stato inserito in III categoria e, pertanto, gli è stato attribuito un grado
e di Ravello, precedentemente “non classificato”, è stato inserito in III categoria e, pertanto, gli è stato attribuito un grado di sismicità S=6. Successivamente, con la pubblicazione della nuova Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274 del 20 marzo 2003, recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica",( G.U.
erali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica",( G.U. n. 105 del 8-5-2003 - Suppl.Ordinario n. 72 ), viene riformata ed integrata la classificazione sismica del territorio nazionale, dando ampio spazio alla risposta sismica del suolo. La normativa attuale abbandona il concetto di categoria per assumere quello di zona, sostituendo il coefficiente S con quello di accelerazione
ttuale abbandona il concetto di categoria per assumere quello di zona, sostituendo il coefficiente S con quello di accelerazione probabile. I gruppi restano comunque gli stessi, il “non classificato” della vecchia normativa diviene ora la “zona 4” con ag< 0,05. Nell’ambito di tale riclassificazione del territorio nazionale il comprensorio comunale di Ravello rientra nella zona 3 caratterizzata da:
52 Zona Accelerazione orizzontale con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (ag/g) Accelerazione orizzontale di ancoraggio dello spettro di risposta elastico (ag/g) “3” 0.05-0.15 0.15 Per ulteriori elementi conoscitivi e valutativi si rimanda allo studio di settore (studio geologico) che allegato al presente PUC ne costituisce parte integrante e sostanziale. 3.2.3 Il territorio urbanizzato
e (studio geologico) che allegato al presente PUC ne costituisce parte integrante e sostanziale. 3.2.3 Il territorio urbanizzato La configurazione orografica del territorio, descritta nei paragrafi precedenti, si riflette sulle caratteristiche della struttura insediativa, caratterizzata dal nucleo principale di Ravello, dai nuclei accentrati di Castiglione, Torello e Sambuco, e da una edificazione sparsa che caratterizza i versanti terrazzati.
o, dai nuclei accentrati di Castiglione, Torello e Sambuco, e da una edificazione sparsa che caratterizza i versanti terrazzati. Il sistema delle comunicazioni è costituito dalla S.S.163 che attraversa l’intero ambito costiero, dalla ex SS 373 e dalla SP1, che connettono il centro principale rispettivamente con l’ambito costiero, da un lato, e con il valico di Chiunzi e l’agro nocerino – sarnese dall’altro, su cui si innesta una ridotta viabilità locale, integrata
to, e con il valico di Chiunzi e l’agro nocerino – sarnese dall’altro, su cui si innesta una ridotta viabilità locale, integrata da una fitta rete di percorsi pedonali, spesso costituiti da gradinate che si inerpicano nel fitto abitato e tra i terrazzamenti, connettendosi ai tracciati della sentieristica storica che caratterizza ed attraversa l’intera costiera amalfitana, con percorsi paralleli alla linea di costa ma, soprattutto, con direttrici di connessione con i centri costieri.
era amalfitana, con percorsi paralleli alla linea di costa ma, soprattutto, con direttrici di connessione con i centri costieri. Tra gli elementi più significativi della struttura insediativa vanno certamente menzionati il centro storico di Ravello, ubicato su di un’altura rocciosa, ed i nuclei antichi di Castiglione e Torello, nell’ambito dei quali sono ubicate pregevoli testimonianze di natura archeologica ed architettonica, quest’ultime sia di carattere religioso che di carattere civile, quali:
testimonianze di natura archeologica ed architettonica, quest’ultime sia di carattere religioso che di carattere civile, quali: ❖ Edifici religiosi:
- Chiesa e Monastero di Santa Chiara;
- Chiesa di SS. Filippo e Giacomo;
- Santuario di SS. Cosma e Damiano;
- Chiesa e Convento di San Francesco;
- Chiesa dell’Annunziata;
- Chiesa di Santa Maria delle Grazie;
- Chiesa di San Pietro;
- Chiesa di San Giovanni;
- Chiesa di San Michele Arcangelo;
- Duomo di Ravello – Cattedrale di San Pantaleone;
a di San Pietro;
- Chiesa di San Giovanni;
- Chiesa di San Michele Arcangelo;
- Duomo di Ravello – Cattedrale di San Pantaleone;
- Chiesa di San Giovanni del Toro;
- Chiesa di Sant’Agostino;
- Chiesa di Santa Maria a Gradillo;
- Chiesa di Sant’Angelo (o Santa Maria) dell’Ospedale;
53
- Chiesa di Santa Maria del Lacco;
- Chiesa di san Martino;
- Chiesa di san Trifone;
- Chiesa rupestre di Santa Barbara alle Grotte;
- Chiesa di Santa Maria della Pomice vecchia;
- Chiesa di Santa Maria della Pomice;
- Chiesa di Santa Croce; ❖ Edifici civili:
- Villa Cimbrone con belvedere;
- Villa Rufolo, con giardino e dipendenze;
- Villa Episcopio;
- Palazzo Tolla, oggi sede del municipio e museo Gargaleiro;
- Palazzo Confalone, oggi Hotel Palumbo;
ndenze;
- Villa Episcopio;
- Palazzo Tolla, oggi sede del municipio e museo Gargaleiro;
- Palazzo Confalone, oggi Hotel Palumbo;
- Palazzo sasso, oggi Palazzo Avino a funzione alberghiera;
- Palazzo D’Afflitto, oggi Hotel caruso;
- Complesso architettonico via D’Anna via Rogadeo;
- resti del Palazzo Grisone e Palazzo Margherita;
- Villa Rondinaia;
- Palazzo La Marra;
- Palazzo Rogadeo, oggi Hotel Bonadies; ❖ Architetture difensive:
- Torre di Civita;
- Torre dello Scarpariello;
lazzo La Marra;
- Palazzo Rogadeo, oggi Hotel Bonadies; ❖ Architetture difensive:
- Torre di Civita;
- Torre dello Scarpariello;
- Torre angioina ed ambienti voltati in p.zza Manzi. Al fine di valutare l’evoluzione della struttura urbana e territoriale si è acquisita in ambiente gis e successivamente analizzata, la cartografia storica e quella più recente riferita al territorio comunale (IGM 1870, catastale di impianto 1904, IGM 1956, CTR 1974, 1989, 2004, Ortofoto ORCA 2004, Ortofoto AGEA
al territorio comunale (IGM 1870, catastale di impianto 1904, IGM 1956, CTR 1974, 1989, 2004, Ortofoto ORCA 2004, Ortofoto AGEA 2008 e 2011), nonché la cartografia comunale in scala 1:2.000 risalente all’anno 2001. Le analisi condotte sul sistema insediativo e riportate negli allegati cartografici evidenziano:
- le parti del territorio urbanizzato costituito dalla stratificazione insediativa avvenuta sui centri e i nuclei
i evidenziano:
- le parti del territorio urbanizzato costituito dalla stratificazione insediativa avvenuta sui centri e i nuclei d’impianto storico, includendo quelle parti che risultano edificate, talune con sostanziale continuità, al 1955-57, come documentato dalle cartografie IGM aggiornate a tali date, ed estese a comprendere gli spazi adiacenti ancora liberi, che si configurano come spazi di relazione percettiva e di tutela e che
estese a comprendere gli spazi adiacenti ancora liberi, che si configurano come spazi di relazione percettiva e di tutela e che possono considerarsi parte integrante dei tessuti stessi, nonché gli edifici di recente costruzione realizzati all’interno delle strutture insediative storiche. Nell’ambito di tali aree si è operata distinzione tra le aree di primo impianto, che vanno dalla piazza del Duomo, proseguendo lungo via San Giovanni
ree si è operata distinzione tra le aree di primo impianto, che vanno dalla piazza del Duomo, proseguendo lungo via San Giovanni del Toro, fino alla p.zza Fontana (di superficie complessiva pari a circa 34 ha), le rimanenti parti del territorio storico e storicizzato consolidate (di superficie complessiva pari a circa 150 ha)ed, infine, i nuclei storici sparsi (di superficie complessiva pari a circa 31 ha);
- le zone urbane di recente formazione a destinazione prevalentemente residenziale ed a struttura
mplessiva pari a circa 31 ha);
- le zone urbane di recente formazione a destinazione prevalentemente residenziale ed a struttura consolidata (di superficie complessiva pari a circa 40 ha) o solo in parte consolidata (di superficie
54 complessiva pari a circa 43 ha), coincidenti con gli insediamenti, sviluppatisi prevalentemente a partire dalla seconda metà del secolo scorso con funzioni e tipologie non agricole, caratteri tipologici e morfologici prevalentemente non conformi alle caratteristiche ed al pregio dei luoghi, e che presentano caratteri di densità e/o morfologia e/o attrezzatura piuttosto insoddisfacenti, così da richiedere
dei luoghi, e che presentano caratteri di densità e/o morfologia e/o attrezzatura piuttosto insoddisfacenti, così da richiedere generalmente il contenimento delle volumetrie, e/o interventi specifici di riqualificazione urbana e/o interventi di consolidamento e qualificazione delle funzioni urbane. I complessi di ville e giardini di particolare valenza storico-architettonica (villa Cimbrone e villa Rufolo) occupano complessivamente una superficie territoriale pari a circa 63 ha.
storico-architettonica (villa Cimbrone e villa Rufolo) occupano complessivamente una superficie territoriale pari a circa 63 ha. La reale dotazione di aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive è complessivamente pari a 103.735 mq, ripartiti come nelle tabelle che seguono, con una dotazione pari a 41,8 mq/abitante19: ▪ aree per l'istruzione = 4.589, pari a 1,85 mq/ab; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 18.001 mq, pari a 7,26 mq/ab;
▪ aree per l'istruzione = 4.589, pari a 1,85 mq/ab; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 18.001 mq, pari a 7,26 mq/ab; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 77.398 mq, pari a 31,21 mq/ab; ▪ aree per parcheggio pubblico = 3.746 mq, pari a 1,50 mq/ab. Ai fini della determinazione delle quantità minime prescritte dall’art.3 del D.M.1444/68 ed ai sensi dell’art.4
ri a 1,50 mq/ab. Ai fini della determinazione delle quantità minime prescritte dall’art.3 del D.M.1444/68 ed ai sensi dell’art.4 del medesimo Decreto, le aree destinate a spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, ubicate nell’ambito delle zone A e B20, possono essere computate in misura doppia di quella effettiva e, pertanto, si può assumere che la dotazione: ▪ aree per l'istruzione = 4.589 mq x 2 = 9.178 mq, pari a 3,70 mq/ab;
a effettiva e, pertanto, si può assumere che la dotazione: ▪ aree per l'istruzione = 4.589 mq x 2 = 9.178 mq, pari a 3,70 mq/ab; ▪ aree per parcheggio pubblico = 3.746 mq x 2 = 7.492 mq, pari a 3,02 mq/ab. Aree per l’istruzione Asilo nido, scuola materna, elementare e media TOTALE 4589 mq x 2 = 9.178 mq Aree per attrezzature di interesse comune Religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi e varie TOTALE 18.001 13.001 mq21
Religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi e varie TOTALE 18.001 13.001 mq21 19 Si sono assunti gli abitanti al 01.01.2019 pari a 2.480. 20 Ai sensidell’art.2 del D.M. 1444/68, sono considerate zone territoriali omogenee, ai sensi e per gli effetti dell'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765: A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale
i del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui
del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq;…. 21 Tabella modificata come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel
1 Tabella modificata come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini
istica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento.
55 Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport Parchi, parchi gioco, giardini pubblici, attrezzature sportive TOTALE 77.398 19.389 mq22 comprensive di
- villa Rufolo = 10616 mq;
- villa Cimbrone = 52849 mq. Aree per parcheggi TOTALE 3746 mq x 2 = 7.492 mq Dotazione complessiva spazi pubblici o riservati alla attività collettive, a verde pubblico e parcheggi TOTALE 112.069 49.060 mq pari a 45,19 19,78 mq/ab23 TOTALE senza villa Rufolo e villa Cimbrone 48.624 mq pari a 19,60 mq/ab
eggi TOTALE 112.069 49.060 mq pari a 45,19 19,78 mq/ab23 TOTALE senza villa Rufolo e villa Cimbrone 48.624 mq pari a 19,60 mq/ab Dai dati di cui sopra emergono una serie di indicazioni significative ai fini della definizione della proposta progettuale del Piano: ▪ la dotazione esistente di aree per spazi pubblici o attività collettive è ampiamente idonea a soddisfare lo standard minimo, inderogabile, stabilito dall’art.3 del D.M.1444/68 (45,19 mq/ab > 18maq/ab), ma
piamente idonea a soddisfare lo standard minimo, inderogabile, stabilito dall’art.3 del D.M.1444/68 (45,19 mq/ab > 18maq/ab), ma anche dall’art.11 della L.R.35/87 che fissa, nel caso di Ravello, una dotazione minima di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali pari a 27 mq/ab, a cui aggiungere le dotazioni commisurate alle attrezzature ricettive e turistiche esistenti; ▪ la dotazione di aree per istruzione, ancorché ragguagliata alla luce delle previsioni di cui all’art.4 del
ristiche esistenti; ▪ la dotazione di aree per istruzione, ancorché ragguagliata alla luce delle previsioni di cui all’art.4 del D.M.1444/68, è inferiore alla quantità minima prescritta per legge (-0,80 mq/ab, per un deficit complessivo pari a 1.984 mq). Al riguardo occorre tuttavia considerare che a fronte di una sostanziale stabilità, almeno negli ultimi anni, della popolazione scolastica (fenomeno ben evidenziato nell’ambito
ronte di una sostanziale stabilità, almeno negli ultimi anni, della popolazione scolastica (fenomeno ben evidenziato nell’ambito del successivo paragrafo 3.4), le più generali politiche di revisione della spesa pubblica rendono poco opportuno il perseguimento dell’obiettivo di incrementare la dotazione di aree ed attrezzature per l’istruzione; in tal senso va peraltro interpretato il co.2 del richiamato art.3 del D.M.1444/68 nella parte
ed attrezzature per l’istruzione; in tal senso va peraltro interpretato il co.2 del richiamato art.3 del D.M.1444/68 nella parte in cui stabilisce che la dotazione minima, inderogabile, di standards, pari a mq 18, va ripartita, di norma, nel modo appresso specificato. In ogni caso si ritiene che il Puc di Ravello possa perseguire il soddisfacimento dello standards di legge mediante l’individuazione di aree da asservire allo svolgimento di funzioni ed attività scolastiche (ad es. orti didattici);
gge mediante l’individuazione di aree da asservire allo svolgimento di funzioni ed attività scolastiche (ad es. orti didattici); ▪ più che soddisfacente la dotazione di aree per attrezzature di interesse comune che soddisfano ampiamente i requisiti minimi stabiliti per legge, anche senza computare le stesse in misura doppia, e questo soprattutto grazie al rilevantissimo patrimonio costituito dalle attrezzature religiose, in gran parte, peraltro, di valore storico-architettonico;
al rilevantissimo patrimonio costituito dalle attrezzature religiose, in gran parte, peraltro, di valore storico-architettonico; ▪ insoddisfacente, in termini assoluti (ma non secondo le modalità di calcolo di cui all’art.4 del D.M.1444/68) la dotazione di aree per parcheggi, attesa peraltro la contestuale carenza sia di parcheggi 22 Vedi nota precedente 23 Vedi nota precedente
56 pertinenziali che di parcheggi privati ad uso pubblico, e, soprattutto, in considerazione delle esigenze connesse ai flussi turistici, vista la valenza e la vocazione nello specifico settore di Ravello; ▪ rilevantissima sarebbe infine la carenza, qualora non si considerasse il contributo offerto da Villa Rufolo e Villa Cimbrone, di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente
fferto da Villa Rufolo e Villa Cimbrone, di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili dai residenti, sia alla luce delle prerevisioni del D.M.1444/68 (-3,38 mq/ab), quanto e soprattutto alla luce di quanto stabiliti dall’art.11 della L.R.35/87, che eleva nel caso di Ravello da 9 a 18 mq/ab la dotazione minima, con un deficit che sarebbe pertanto pari a -12,38 mq/ab, per complessivi –
caso di Ravello da 9 a 18 mq/ab la dotazione minima, con un deficit che sarebbe pertanto pari a -12,38 mq/ab, per complessivi – 30.702 mq, senza considerare l’ulteriore quantità commisurata alle attrezzature ricettive e turistiche esistenti. Si riporta di seguito l’elenco delle aree pubbliche e destinate ad attrezzature di interesse collettivo, come desunte dalle elaborazioni effettuate in ambiente gis.24 Tipologia note sup coef. Zona A e B Standard abitanti all'1.01.19 standard pro capite
elaborazioni effettuate in ambiente gis.24 Tipologia note sup coef. Zona A e B Standard abitanti all'1.01.19 standard pro capite (mq) (mq) n. (mq/ab) Aree per l'istruzione Scuola 1.427,84 2,00 2.855,67 Centro Culturale Comunale 3.161,41 2,00 6.322,81 totale 4.589,24 2,00 9.178,48 2.480 3,70 Attrezzature di interesse comune Chiesa dell'Annunziata 442,87 Chiesa Santa Maria delle Grazie 208,90 Villa Episcopio 1.819,85 Sede Fondazione Villa Rufolo 477,81 Municipio e Museo Gargaleiro 929,24
Santa Maria delle Grazie 208,90 Villa Episcopio 1.819,85 Sede Fondazione Villa Rufolo 477,81 Municipio e Museo Gargaleiro 929,24 Auditorium Nyemaier 3.334,23 Chiesa di San Giovanni del Toro 641,74 La Cappella - Ex chiesa di Sant'Agostino 149,82 Chiesa di Santa Maria del Lacco 168,92 Chiesa San Trifone 270,26 Chiesa di San Martino 142,58 Chiesa di Santa Maria della Pomice Vecchia 694,21 Chiesa di Santa Maria della Pomice Nuova 1.177,50
Chiesa di San Martino 142,58 Chiesa di Santa Maria della Pomice Vecchia 694,21 Chiesa di Santa Maria della Pomice Nuova 1.177,50 24 Tabelle modificate come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente
recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come
a dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento.
57 Chiesa di Santi Filippo e Giacomo 118,84 Chiesa di Santa Cosma e Damiano 1.594,27 Chiesa di San Pietro 424,38 Chiesa via Crocelle 114,46 Chiesa di Santa Maria Assunta di Torello 621,05 Cappella loc. la Rotonda 64,89 Cappella rurale loc. Torello 53,30 Cappella rurale 52,10 Chiesa di Santa Chiara 505,91 Chiesa di San Francesco 725,24 Chiesa di Santa Maria a Gradillo 471,74 Chiesa Sant'Angelo dell'Ospedale 38,12 Sede vigili e protocollo 339,52 Cattedrale di San Pantaleone 2.042,44 Area archeologica 376,80
a Sant'Angelo dell'Ospedale 38,12 Sede vigili e protocollo 339,52 Cattedrale di San Pantaleone 2.042,44 Area archeologica 376,80 totale 18.001,0225 18.001,02 2.480 7,26 a detrarre ex art.4 della L.R.9/90 - 5.000,00 totale 13.001,02 13.001,02 2.480 5,24 Aree per parcheggi Parcheggio di piazza Duomo 3.746,21 totale 3.746,21 2,00 7.492,41 2.480 3,02 Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport Villa Rufolo 10.616,05 Villa Cimbrone 52.849,21 Area archeologica Trinità 1.213,44
rezzati a parco e per il gioco e per lo sport Villa Rufolo 10.616,05 Villa Cimbrone 52.849,21 Area archeologica Trinità 1.213,44 Campo di calcetto 522,62 Giardino del Monsignore 3.217,35 Campo di tennis 926,60 Giardini del Municipio 1.232,55 Giardino panoramico 601,54 Piazza Duomo 3.705,70 Piazza Fontana Moresca 1.044,59 Piazza Mansi 410,30 Campetto piazza Mansi 1.058,86 totale 19.389,02 2.480 7,82
za Duomo 3.705,70 Piazza Fontana Moresca 1.044,59 Piazza Mansi 410,30 Campetto piazza Mansi 1.058,86 totale 19.389,02 2.480 7,82 Attrezzature e impianti non computati ai fini della verifica del soddisfacimento degli standards ex art.3 DM 1444/68: Attrezzatura sanitaria Presidio ospedaliero di Castiglione 3.199,33 totale 3.199,33 3.199,33 Impianto cimiteriale Impianto cimiteriale di San Martino 1.614,55 25 La superficie relativa alle sole chiese e cappelle è complessivamente pari a 10.624 mq
58 Impianto cimiteriale di Atrani 4.825,54 Impianto cimiteriale di Minori 2.703,94 totale 9.144,02 9.144,02 Servizi generali e impianti tecnologici Serbatoio 254,79 Impianto di depurazione 2.391,83 totale 2.646,62 2.646,62 3.2.4 Il patrimonio edilizio esistente L’art.13 della L.R.35/87 stabilisce che “Per la completa e documentata conoscenza della consistenza del patrimonio edilizio esistente e delle sue effettive condizioni di utilizzazione, i Comuni devono far riferimento,
onsistenza del patrimonio edilizio esistente e delle sue effettive condizioni di utilizzazione, i Comuni devono far riferimento, per la formazione dei Piani Regolatori Generali, ad una << anagrafe edilizia >> …” che “… dovrà documentare, in modo analitico e per ambiti ben individuati, le abitazioni esistenti e per ciascuna di esse:
- il numero dei vani e dei servizi;
- la destinazione d'uso;
- il titolo d'uso;
- l'epoca di costruzione;
- le condizioni statiche ed igieniche;
vani e dei servizi;
- la destinazione d'uso;
- il titolo d'uso;
- l'epoca di costruzione;
- le condizioni statiche ed igieniche;
- il numero degli occupanti permanenti ed il relativo indice di affollamento”. Alla luce di quanto sopra, in fase di redazione della proposta definitiva di Puc è stato effettuato l’aggiornamento dell’anagrafe edilizia già predisposta dal Comune in occasione della predisposizione del vigente P.R.G. (1998-1999) al fine di:
dell’anagrafe edilizia già predisposta dal Comune in occasione della predisposizione del vigente P.R.G. (1998-1999) al fine di:
- attualizzare i contenuti della stessa a seguito delle modificazioni intervenute;
- integrare le informazioni disponibili con taluni elementi non presi in considerazione nel corso del precedente rilevamento;
- documentare l’eventuale fabbisogno abitativo per la riduzione dell'indice di affollamento, alla luce delle previsioni di cui all’art.9, lett.b, della L.R.35/87 e s.m.i.;
ivo per la riduzione dell'indice di affollamento, alla luce delle previsioni di cui all’art.9, lett.b, della L.R.35/87 e s.m.i.; 4. documentare l’eventuale fabbisogno abitativo per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili, alla luce delle previsioni di cui all’art.9, lett.c, della L.R.35/87 e s.m.i.; 5. effettuare la ricognizione della superficie utile lorda di residenze stagionali e delle attrezzature ricettive esistenti (alberghiere ed extralberghiere);
della superficie utile lorda di residenze stagionali e delle attrezzature ricettive esistenti (alberghiere ed extralberghiere); 6. effettuare la ricognizione della superficie utile lorda di unità a destinazione terziaria (commercio, uffici, tempo libero, turismo – non ricadente nelle attrezzature ricettive di cui al punto precedente, etc.), differenziando tra quelli di natura privata e quelli di natura pubblica. Per le finalità di cui ai precedenti punti 3 e 4 si sono stabiliti i seguenti criteri:
tura privata e quelli di natura pubblica. Per le finalità di cui ai precedenti punti 3 e 4 si sono stabiliti i seguenti criteri: • per quanto concerne le previsioni in merito alla riduzione dell’indice di affollamento degli alloggi stabilite dal Put (più restrittive delle previsioni del Ptcp in merito alle abitazioni non idonee o sovraffollate), si assume che l’indice di affollamento è dato dal rapporto tra il numero di abitanti permanenti nell’alloggio
o sovraffollate), si assume che l’indice di affollamento è dato dal rapporto tra il numero di abitanti permanenti nell’alloggio ed il numero di vani - stanza Istat, che includono tutti i vani compresi nell’abitazione, che abbiano luce
59 ed aria dirette ed un’ampiezza sufficiente a contenere almeno un letto (camere da letto, sale da pranzo, studi, salotti, ecc.), nonché la cucina ed i vani ricavati dalle soffitte, quando abbiano i requisiti di abitabilità. Quando tale indice ha valore superiore ad 1, l’abitazione è da classificare sovraffollata; • per la definizione del numero di vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili, attesa la mancanza
icare sovraffollata; • per la definizione del numero di vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili, attesa la mancanza di specifiche indicazioni da parte del Put,si farà riferimento alla definizione di “alloggi malsani e non recuperabili” del Ptcp: a) gli alloggi interrati per oltre il 35% del perimetro; b) gli alloggi privi di illuminazione e ventilazione diretta nella maggior parte delle stanze;
i per oltre il 35% del perimetro; b) gli alloggi privi di illuminazione e ventilazione diretta nella maggior parte delle stanze; c) gli alloggi ubicati a piano terreno con affaccio solo su strada carrabile di larghezza inferiore a 6 metri; d) gli alloggi privi di servizi e senza possibilità di integrarli. Quando un alloggio ricade in una o più tipologie di cui ai punti precedenti, il numero di vani istat di cui è
ità di integrarli. Quando un alloggio ricade in una o più tipologie di cui ai punti precedenti, il numero di vani istat di cui è costituito detto alloggio o parte di esso è da considerare nel computo dei vani malsani e/o fatiscenti, non recuperabili dell’anagrafe. Inoltre, nel corso del rilevamento, dovranno essere individuati ed evidenziati, per ciascun alloggio, ancorché per lo stesso non ricorrano le condizioni di cui ai punti precedenti, i singoli vani malsani e/o
per ciascun alloggio, ancorché per lo stesso non ricorrano le condizioni di cui ai punti precedenti, i singoli vani malsani e/o fatiscenti e non recuperabili per i quali si siano verificate una o più condizioni di seguito specificate: a) i singoli vani a destinazione abitativa, interrati per oltre il 35% del perimetro; b) i singoli vani a destinazione abitativa, privi di illuminazione e ventilazione diretta;
rrati per oltre il 35% del perimetro; b) i singoli vani a destinazione abitativa, privi di illuminazione e ventilazione diretta; c) i singoli vani a destinazione abitativa, ubicati a piano terreno con affaccio solo su strada carrabile di larghezza inferiore a 6 metri. L’anagrafe è stata poi strutturata come archivio informatico dei dati da cui trarre informazioni relazionate all’immobile di riferimento. In particolare è stato predisposto un database organizzato per tabelle, maschere
azioni relazionate all’immobile di riferimento. In particolare è stato predisposto un database organizzato per tabelle, maschere e report di stampa, compilato sulla base dei dati rilevati sul territorio. I contenuti della scheda di rilevazione (organizzata per edificio e per unità immobiliare), compilata su supporto cartaceo e nel corso dell’accertamento in sito, debitamente datata, firmata e timbrata dal rilevatore, sono stati successivamente inseriti nel database fornito.
amento in sito, debitamente datata, firmata e timbrata dal rilevatore, sono stati successivamente inseriti nel database fornito. I criteri precedentemente enunciati hanno al raggiungimento dei seguenti obiettivi: ▪ semplicità di consultazione dei dati; ▪ organizzazione tematica dei dati rilevati; ▪ possibilità di collegamento dei dati relativi all’edificio rilevato; ▪ visualizzazione su base cartografica dei dati; ▪ possibilità di aggiornamento periodico dei dati.
ativi all’edificio rilevato; ▪ visualizzazione su base cartografica dei dati; ▪ possibilità di aggiornamento periodico dei dati. Inoltre, la fase di rilevamento, che ha interessato l’intero territorio comunale è stata condotta suddividendo gli edifici da rilevare in funzione delle caratteristiche tipologiche di massima, della localizzazione e della complessità, secondo lo schema fornito dall’Ufficio di Piano. Le schede di rilevamento sono state predisposte per la rilevazione delle peculiarità oggettuali più
rnito dall’Ufficio di Piano. Le schede di rilevamento sono state predisposte per la rilevazione delle peculiarità oggettuali più significative, degli elementi storici, architettonici e strutturali degli edifici. I dati richiesti sono stati organizzati, per edificio ED e per unità UI, e si articolano in: • dati di localizzazione (via e civico); • dati catastali;
60 • caratteristiche fisiche dell’edificio (tipologia edilizia, numero di piani, superfici pertinenziali, epoca di costruzione, tipologia costruttiva, stato di conservazione); • valori storici ed architettonici; • destinazioni d’uso; • stato delle unità immobiliari, numero vani, superficie lorda, titolo d’uso, numero occupanti permanenti, ecc. Per ulteriori elementi conoscitivi e valutativi si rimanda allo studio di settore (anagrafe edilizia) che allegata
manenti, ecc. Per ulteriori elementi conoscitivi e valutativi si rimanda allo studio di settore (anagrafe edilizia) che allegata al presente PUC ne costituisce parte integrante e sostanziale. Principali elementi conoscitivi Dalla elaborazione dei dati rilavati emergono i seguenti elementi utili per una completa e documentata conoscenza della consistenza del patrimonio edilizio esistente e delle sue effettive condizioni di utilizzazione.
e documentata conoscenza della consistenza del patrimonio edilizio esistente e delle sue effettive condizioni di utilizzazione. Sul territorio del comune di Ravello sono state rilevate complessivamente n.3.314 unità immobiliari, di cui 1.908 u.i. (pari al 57.57%) a destinazione abitativa. Gli alloggi sovraffollati, per i quali cioè è stato rilevato un indice di affollamento26 maggiore di 1, sono pari a
e abitativa. Gli alloggi sovraffollati, per i quali cioè è stato rilevato un indice di affollamento26 maggiore di 1, sono pari a 43 (il 2,25% del numero complessivo di unità abitative), per complessivi n.122 vani istat con una carenza di 6427. Gli alloggi malsani e/o fatiscenti e non recuperabili, definiti secondo i criteri tratti dal vigente Ptcp28, sono pari a 130 (il 6,81 % del numero complessivo di unità abitative), per complessivi n.348 vani. I singoli vani malsani
tcp28, sono pari a 130 (il 6,81 % del numero complessivo di unità abitative), per complessivi n.348 vani. I singoli vani malsani e/o fatiscenti e non recuperabili, ricadenti in alloggi non complessivamente qualificabili come tali e classificati secondo i criteri in precedenza specificati,29 sono complessivamente 16. I vani malsani e/o fatiscenti e comunque non recuperabili risultano, pertanto, complessivamente pari a 364.
complessivamente 16. I vani malsani e/o fatiscenti e comunque non recuperabili risultano, pertanto, complessivamente pari a 364. Sono stati inoltre rilevati n.50 edifici allo stato di rudere, già edifici rurali a servizio del relativo fondo agricolo. Le rimanenti unità immobiliari, diverse cioè dalla destinazione residenziale, hanno le seguenti destinazioni: 158 u.i. (pari al 4,77%) a destinazione commerciale, 192 u.i. (pari al 5,79%) a destinazione turistico-ricettiva,
destinazioni: 158 u.i. (pari al 4,77%) a destinazione commerciale, 192 u.i. (pari al 5,79%) a destinazione turistico-ricettiva, 7 u.i. (pari allo 0,21%) destinate ad uffici, 13 u.i. (pari allo 0,39%) destinate a servizi da privati, 15 u.i. (pari allo 0,45%) destinate ad attività produttive ed artigianali, 15 u.i. (pari allo 0,45%) destinate a parcheggi, 13 u.i. (pari allo 0,39%) destinate ad attività culturali, 4 u.i. (pari allo 0,12%) destinate ad ospedali e sicurezza,
archeggi, 13 u.i. (pari allo 0,39%) destinate ad attività culturali, 4 u.i. (pari allo 0,12%) destinate ad ospedali e sicurezza, 25 u.i. (pari allo 0,75%) destinati ad edifici di culto, 6 u.i. (pari allo 0,18%) destinate a servizi pubblici, 164 u.i. 26 L’indice di affollamento è dato dal rapporto tra il numero di abitanti permanenti nell’alloggio ed il numero di vani - stanza Istat.
dice di affollamento è dato dal rapporto tra il numero di abitanti permanenti nell’alloggio ed il numero di vani - stanza Istat. 27 Vani - stanza Istat: tutti i vani compresi nell’abitazione, che abbiano luce ed aria dirette ed un’ampiezza sufficiente a contenere almeno un letto (camere da letto, sale da pranzo, studi, salotti, ecc.), nonché la cucina ed i vani ricavati dalle soffitte, quando abbiano i requisiti di abitabilità.
da pranzo, studi, salotti, ecc.), nonché la cucina ed i vani ricavati dalle soffitte, quando abbiano i requisiti di abitabilità. 28 gli alloggi interrati per oltre il 35% del perimetro;gli alloggi privi di illuminazione e ventilazione diretta nella maggior parte delle stanze;gli alloggi ubicati a piano terreno con affaccio solo su strada carrabile di larghezza inferiore a 6 metri;gli alloggi privi di servizi e senza possibilità di integrarli.
faccio solo su strada carrabile di larghezza inferiore a 6 metri;gli alloggi privi di servizi e senza possibilità di integrarli. 29I singoli vani a destinazione abitativa, interrati per oltre il 35% del perimetro; i singoli vani a destinazione abitativa, privi di illuminazione e ventilazione diretta; i singoli vani a destinazione abitativa, ubicati a piano terreno con affaccio solo su strada carrabile di larghezza inferiore a 6 metri.
61 (pari al 4,95%) a destinazione agricola, 550 u.i. (pari al 16,60%) destinate a deposito, 194 u.i. (pari al 5,85%) destinati a parcheggi pertinenziali, 50 u.i. (pari all’1,51%) allo stato di rudere. Nell’ambito delle attività svolte è stato altresì rilevato che: • il 28,85% della superficie complessiva edificata (46.791,28 mq) è destinata ad attività turistico ricettive e, di queste, il 71,04% ( 33.238,75 mq) ha destinazione alberghiera, il 19,77% extralberghiera
a ad attività turistico ricettive e, di queste, il 71,04% ( 33.238,75 mq) ha destinazione alberghiera, il 19,77% extralberghiera (78 case vacanza, per 70149,21 mq; 6 alberghi diffusi per 166 mq; 2 country house per 292,75 mq; n.11 affittacamere per 1.643,88 mq) e il 9,19% è destinata a bed & breakfast (51 strutture per 4.300,69 mq); • il 7,10% della superficie complessiva edificata ha destinazione terziaria di natura privata (12.313,60)
ture per 4.300,69 mq); • il 7,10% della superficie complessiva edificata ha destinazione terziaria di natura privata (12.313,60) e, di queste, il 62,56% di natura commerciale (7.709,06 mq), l’1,22% direzionale (uffici e studi privati per 150,57 mq), il 10,46% è destinato ad altri servizi (banche, ambulatori, ecc. per 1.373,80 mq); • i laboratori artigianali rappresentano solo il 0,74 % della superficie edificata complessiva (per complessivi 1.828,18 mq);
); • i laboratori artigianali rappresentano solo il 0,74 % della superficie edificata complessiva (per complessivi 1.828,18 mq); • i servizi pubblici occupano una percentuale del 2,64% della superficie edificata complessiva, per complessivi 4.272,98 mq, di cui 1.863,98 mq per Attività culturali (43,62%), 1.500 mq destinati ad Ospedali e Sicurezza (35,10%), 909 mq per gli altri servizi presenti (attrezzature sportive, impianti tecnologici, wc pubblici, uffici postali) (21,27%).
10%), 909 mq per gli altri servizi presenti (attrezzature sportive, impianti tecnologici, wc pubblici, uffici postali) (21,27%). Per ulteriori elementi conoscitivi e valutativi si rimanda allo studio di settore (anagrafe edilizia) che allegata al presente PUC ne costituisce parte integrante e sostanziale.
62 3.3 Cenni storici “Probabilmente fondata da coloni romani, spintisi tra quelle zone montuose ritenendole un buon riparo per sfuggire alle distruzioni vandaliche dei barbari, le prime notizie certe su Ravello risalgono al IX sec. quando tutti i centri della costa rientrarono nello Stato amalfitano. Intorno all'anno Mille venne popolata da un gruppo di nobili della Repubblica marinara di Amalfi, ribellatisi
Stato amalfitano. Intorno all'anno Mille venne popolata da un gruppo di nobili della Repubblica marinara di Amalfi, ribellatisi all'autorità del doge. Ravello fu scelta perché sorge su una posizione ben difendibile, sull'alto di un contrafforte che separa il vallone del torrente Dragone da quello del Reginna, alle pendici meridionali dei monti Lattari, a strapiombo sul mare. Ed è proprio ad Amalfi che Ravello deve il suo nome; infatti, pur essendo un possedimento di Amalfi, quando
strapiombo sul mare. Ed è proprio ad Amalfi che Ravello deve il suo nome; infatti, pur essendo un possedimento di Amalfi, quando questa si ribellò ai Normanni, Ravello volle rimanere a questi ultimi fedele e per tale motivo gli amalfitani chiamarono quel luogo “Rebello” da cui Ravello. Grazie ai traffici e alle attività commerciali dei suoi intraprendenti e facoltosi uomini d’affari in tutte le città del Mediterraneo, ove fondarono vere e proprie colonie dette “Rue Ravellenium”, Ravello raggiunse tra il X e
i in tutte le città del Mediterraneo, ove fondarono vere e proprie colonie dette “Rue Ravellenium”, Ravello raggiunse tra il X e il XIII secolo il massimo splendore nel campo economico, commerciale e culturale. Per la fedeltà mostrata verso i Normanni, nel 1086, ad opera di Ruggero di Altavilla, detto Borsa, figlio di Roberto il Guiscardo, fu elevata dal Papa Vittore III a Sede vescovile, col privilegio di essere dipendente direttamente dalla Sede Romana.
Guiscardo, fu elevata dal Papa Vittore III a Sede vescovile, col privilegio di essere dipendente direttamente dalla Sede Romana. Tornata sotto la protezione di Amalfi ed avendola aiutata nel 1135 dando il tempo a Ruggero il Normanno di giungere e sconfiggere gli invasori Pisani, subì per vendetta nel 1137 tre orribili giorni di devastazione e saccheggio da parte degli stessi Pisani che avevano già saccheggiato e distrutto la città di Amalfi.
li giorni di devastazione e saccheggio da parte degli stessi Pisani che avevano già saccheggiato e distrutto la città di Amalfi. Ravello fece sempre parte del ducato di Amalfi seguendone le sorti durante la sua autonomia e anche quando diventò feudo. Alla fine dell'XI secolo contava circa 36.000 abitanti e annoverava 13 parrocchie, 4 monasteri ed un ospedale. Definita "opulentissima, munitissima ed inespugnabile" al pari della vicina Scala, nel XIII
rocchie, 4 monasteri ed un ospedale. Definita "opulentissima, munitissima ed inespugnabile" al pari della vicina Scala, nel XIII secolo fu abitata da un gran numero di nobili - tra questi ricordiamo la famiglia Rufolo che lo stesso Boccaccio nel menzionare Ravello scrive : "nella quale, come oggi v'abbia ricchi uomini, ve n'ebbe già uno il quale fu ricchissimo chiamato Landolfo (probabilmente riferendosi a Lorenzo) Rufolo" - tanto che moltissime persone
e già uno il quale fu ricchissimo chiamato Landolfo (probabilmente riferendosi a Lorenzo) Rufolo" - tanto che moltissime persone "bramarono di essere ascritti al suo Sedile dei Nobili". Dopo il terribile saccheggio operato dai Pisani, la città cominciò a spopolarsi finché verso la fine del XIII secolo essa vide avvicinarsi l'ora della sua decadenza. Era rinomata per le sue tintorie tanto che nel 1294 Carlo II
ne del XIII secolo essa vide avvicinarsi l'ora della sua decadenza. Era rinomata per le sue tintorie tanto che nel 1294 Carlo II concesse ai Ravellesi il monopolio di quell’industria. Tutta la produzione laniera, cotoniera e frustagnera del ducato di Amalfi non poté essere tinta che negli stabilimenti di Ravello. Il privilegio fu confermato da Giovanna II allorché la potente famiglia d'Afflitto cercò di impiantare una tintoria nei pressi di Scala. L'industria della
o da Giovanna II allorché la potente famiglia d'Afflitto cercò di impiantare una tintoria nei pressi di Scala. L'industria della tintoria incominciò a perdere la sua importanza dal XV secolo, per poi scomparire probabilmente per la peste del 1656: vani furono i tentativi del vescovo Chiarelli nel 1750 di farla rivivere; nel 1818 la diocesi di Ravello fu soppressa ed aggregata di nuovo all’arcidiocesi di Amalfi.
iarelli nel 1750 di farla rivivere; nel 1818 la diocesi di Ravello fu soppressa ed aggregata di nuovo all’arcidiocesi di Amalfi. Ai viaggiatori stranieri, che nel secolo XIX ne divulgarono la fama delle bellezze naturali e dei suoi antichi ed artistici monumenti, spetta il merito di aver dato inizio alla rinascita civile, economica e culturale di Ravello.”30 30 Brano tratto dal PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE del Centro Storico e dei Nuclei Antichi Comunali di Ravello, redatto dall’U.T.C.
30 Brano tratto dal PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE del Centro Storico e dei Nuclei Antichi Comunali di Ravello, redatto dall’U.T.C. – arch. Rosa Zeccato, marzo 2006, pagg. 10-11.
63 “Ravello, però, tornò alla ribalta politica nazionale sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Infatti nella cosiddetta Villa Episcopio, proprietà del Principe di Sangro, trovò riparo Vittorio Emanuele III, arrivato qui da Brindisi. Avvenne in questo luogo la firma del passaggio di luogotenenza da Vittorio Emanuele III al figlio Umberto il 12 aprile del 1944 e il giuramento del governo provvisorio, con sede a Salerno, che traghettò l’Italia verso la Repubblica.”31 Sviluppo storico della struttura urbana
governo provvisorio, con sede a Salerno, che traghettò l’Italia verso la Repubblica.”31 Sviluppo storico della struttura urbana “La struttura morfologica urbana di Ravello è quella di un tipico insediamento di crinale a fuso, così ricorrente nell'urbanistica alto-medievale. Infatti la sua origine si fa risalire al VI secolo, a seguito delle invasioni barbariche (Goti), le popolazioni superstiti si rifugiarono nelle zone impervie per ragioni di sicurezza.
eguito delle invasioni barbariche (Goti), le popolazioni superstiti si rifugiarono nelle zone impervie per ragioni di sicurezza. Comunque notizie certe si hanno solo a partire dal sec. XI, che attestano la ribellione di Ravello, allora soggetta ad Amalfi, e la sua sottomissione a Ruggiero il Normanno, per poi essere incorporata nel Ducato di Amalfi (1073). L'analisi storica dei contrastanti rapporti di Ravello e degli altri centri limitrofi (Tramonti, Scala, Minori,
i Amalfi (1073). L'analisi storica dei contrastanti rapporti di Ravello e degli altri centri limitrofi (Tramonti, Scala, Minori, Maiori, Atrani) con Amalfi è di estremo interesse per comprendere la struttura urbana di questi insediamenti. Infatti da essa si evince che il territorio di Amalfi, comprendente anche i castelli di Lettere e Gragnano, era organizzato secondo un sistema policentrico con alcune sedi localizzate al di fuori del maggiore centro
Lettere e Gragnano, era organizzato secondo un sistema policentrico con alcune sedi localizzate al di fuori del maggiore centro cittadino. Così la Cattedrale era decentrata, mentre ad Atrani era la Corte Ducale e le Magistrature del Ducato venivano ivi consacrate a S. Salvatore de Bireto, il corpo di S. Andrea e di S. Trofimena, protettore e protettrice di Amalfi venivano custoditi a Minori; Ravello e Scala, per la posizione ed il clima, venivano prescelte per la
re e protettrice di Amalfi venivano custoditi a Minori; Ravello e Scala, per la posizione ed il clima, venivano prescelte per la residenza delle più antiche famiglie patrizie, mentre a Maiori ed a Minori erano localizzate numerose attività produttive (mulini e cartiere) alimentate dall'energia idraulica dei fiumi Reginna Maiori e Minori. Infine Pogerola, Pastena, Vettica, Praiano e Tovere erano i "Casali" sparsi.
nergia idraulica dei fiumi Reginna Maiori e Minori. Infine Pogerola, Pastena, Vettica, Praiano e Tovere erano i "Casali" sparsi. La storia dunque ci insegna che la costiera può avere uno sviluppo equilibrato soltanto con un assetto territoriale pianificato sulla base di un sistema policentrico con infrastrutture e servizi decentrati e localizzati nel suo ambito, tenendo conto di due importanti fattori: A) La vocazione dei luoghi; B) l'accessibilità e la fruibilità da parte di tutti (residenti ed ospiti).
due importanti fattori: A) La vocazione dei luoghi; B) l'accessibilità e la fruibilità da parte di tutti (residenti ed ospiti). In questa ottica va inquadrato l'assetto urbanistico di Ravello, che, all'interno del sistema policentrico, ha una sua peculiare, importante e già delineata funzione turistica, assunta anche nell'immaginario collettivo come uno dei "luoghi più emblematici" della costiera amalfitana.
a funzione turistica, assunta anche nell'immaginario collettivo come uno dei "luoghi più emblematici" della costiera amalfitana. L'approfondito studio di Giuseppe Gargano, frutto di pazienti ricerche archivistiche e ricognizioni sul campo, è prezioso per la ricostruzione delle vicende urbanistiche e per la individuazione, con buona approssimazione, delle fasi di crescita di Ravello e dei suoi rioni, della cinta muraria difensiva, delle porte urbane, dei castelli e dei casali.
elle fasi di crescita di Ravello e dei suoi rioni, della cinta muraria difensiva, delle porte urbane, dei castelli e dei casali. La sua struttura attuale, malgrado le modifiche e le alterazioni subite, ci ricorda l’impianto caratteristico riconducibile a molte cittadine medievali del nostro paese, i cui caratteri generali sono stati sinteticamente e chiaramente descritti da Gina Fasoli e Francesca Bocchi « ... ... ... le case dei maggiorenti ricchi cittadini erano
ticamente e chiaramente descritti da Gina Fasoli e Francesca Bocchi « ... ... ... le case dei maggiorenti ricchi cittadini erano 31 Brano tratto dal sito istituzionale del Comune di Ravello all’indirizzo http://www.comune.ravello.sa.it/turismo/storia/storia-civile/.
64 concentrate nel cuore della città intorno alla Cattedrale, al Palazzo Vescovile e al Palazzo Comunale, i vari rami delle famiglie più antiche erano sistemati gli uni vicino agli altri e le loro case erano protette materialmente da una torre che apparteneva a tutti, e spiritualmente da una cappella, su cui tutti esercitavano diritto di patronato, ... .... Intorno alle case dei ricchi c'erano case più modeste via via che ci si allontanava dal centro.
o diritto di patronato, ... .... Intorno alle case dei ricchi c'erano case più modeste via via che ci si allontanava dal centro. La Cattedrale non era la sola chiesa della città: c'erano chiese parrocchiali o piccoli oratori, c'erano conventi maschili e femminili, con le loro chiese aperte a tutti i fedeli, c'erano ospizi per i poveri, gli infermi, per gli orfani e i trovatelli ..... Nel reticolato delle strade urbane si aprivano delle piazze; la piazza del mercato quotidiano, quella del mercato settimanale
.. Nel reticolato delle strade urbane si aprivano delle piazze; la piazza del mercato quotidiano, quella del mercato settimanale e per le fiere.» Tutti questi elementi, naturalmente adattati alla morfologia dei luoghi, si ritrovano a Ravello, anche se a differenza, per esempio di molti insediamenti collinari dell'Italia Centrale, in questa struttura si nota un tessuto molto diradato ed una consistente presenza di "vuoti", in effetti aree dismesse, riconvertite
uesta struttura si nota un tessuto molto diradato ed una consistente presenza di "vuoti", in effetti aree dismesse, riconvertite successivamente all'agricoltura con terrazzamenti di muri a secco (le "macerine"), che spesso insistono su preesistenze edilizie. Basta vedere i ruderi del Palazzo Marra, della stessa Villa Rufolo, e del palazzo Tolla (oggi Municipio), ma anche i numerosi resti affioranti nelle aree adiacenti agli attuali fabbricati, che fanno
del palazzo Tolla (oggi Municipio), ma anche i numerosi resti affioranti nelle aree adiacenti agli attuali fabbricati, che fanno appunto supporre l'esistenza di una più compatta densità edilizia. Quasi certamente questo "diradamento" fu causato da distruzioni e devastazioni per eventi bellici e sismici e dal conseguente declino economico di Amalfi. Ricordiamo l'invasione dei Pisani nel 1137, le descrizioni di
i bellici e sismici e dal conseguente declino economico di Amalfi. Ricordiamo l'invasione dei Pisani nel 1137, le descrizioni di Masuccio Salernitano (1476) e di Giuseppe Maria Galanti (1785) sulle cattive condizioni economiche e sul degrado edilizio di Amalfi, dovute nel XV sec. a ragioni principalmente politiche e nel XVIII sec. anche al susseguirsi di una serie di terremoti, che proprio a Ravello causarono ingenti danni.
lmente politiche e nel XVIII sec. anche al susseguirsi di una serie di terremoti, che proprio a Ravello causarono ingenti danni. Infatti nella prima metà del settecento si ha notizia dei crolli dei portici di S. Maria di Gradillo, della Cattedrale e di S.Giovanni del Toro e conseguentemente dei lavori di consolidamento delle chiese e degli edifici, con interventi, che indussero i profonde trasformazioni interne ed esterne.
vori di consolidamento delle chiese e degli edifici, con interventi, che indussero i profonde trasformazioni interne ed esterne. L'insieme dei dati ricavati dalle fonti e l'analisi della struttura attuale, con la presenza, a tutt'oggi, di numerosissime chiese e cappelle, confermano la ipotesi per la città medievale di una consistenza di oltre ventimila abitanti. L'immagine che si può ricostruire è di un insediamento attestato lungo i crinali orientati secondo la direttrice
imila abitanti. L'immagine che si può ricostruire è di un insediamento attestato lungo i crinali orientati secondo la direttrice Nord-Sud, a patire da S. Martino Lacco, Piazza Fontana, Toro, Ponticeto, fino allo Sperone di Cimbrone, difeso a levante e a ponente da mura di cinta e fortificazioni e delimitato dai corsi d'acqua Sambuco e Dragone. Nel medioevo il centro urbano era difeso da mura e fuori erano i casali rurali, tre castelli fortificati erano posti
e Dragone. Nel medioevo il centro urbano era difeso da mura e fuori erano i casali rurali, tre castelli fortificati erano posti a guardia della città: Montaldo dominante la valle di Tramonti, Fratta sul monte Brusara, e Supramonte nella zona ora denominata Civita. La struttura della città medievale, sviluppatasi a partire dal X secolo, nell'età angioina ebbe la massima espansione ed era ripartita, quasi sicuramente, in sette rioni, i cui toponimi si conservano ancora: Toro, Lacco
ebbe la massima espansione ed era ripartita, quasi sicuramente, in sette rioni, i cui toponimi si conservano ancora: Toro, Lacco e S. Martino a Nord, Ponticeto, Pendolo, Costa e Suttribolo a Sud e ad Est. Gli insediamenti erano localizzati sul crinale e sui versanti del promontorio, che solcate dai corsi d'acqua Sambuco e Dragone, sovrasta la costa e si erge protendendosi sul mare. Lungo la cinta muraria esistevano le porte di accesso, di cui tre sono accertate: la porta della Terra e quella
endosi sul mare. Lungo la cinta muraria esistevano le porte di accesso, di cui tre sono accertate: la porta della Terra e quella di S. Martino nelle zone alte e la porta "Dominica" situata più in basso ad Est in corrispondenza della via di comunicazione con Minori;
65 probabilmente una quarta porta era situata in corrispondenza della chiesa dell'ospedale, il cui nome ricorda la presenza accertata di un complesso monastico con funzione di accoglienza anche ospedaliera. Se la struttura morfologica della Ravello medievale, grazie anche agli studi di Gargano, risulta abbastanza definita urbanisticamente e delineata anche sotto l'aspetto edilizio, le fasi storiche successive sono meno
, risulta abbastanza definita urbanisticamente e delineata anche sotto l'aspetto edilizio, le fasi storiche successive sono meno note, non soltanto per le cause dovute al declino di Amalfi ed ai catastrofici eventi sismici del secolo XVIII, ma anche per lo stato di isolamento cui sono stati condannati questi territori fino a tutto il secolo XIX. Notevoli parti dell'edificato sono andate perdute e soltanto un'analisi urbana condotta sufficientemente,
a tutto il secolo XIX. Notevoli parti dell'edificato sono andate perdute e soltanto un'analisi urbana condotta sufficientemente, confrontando le fonti storiche ancora reperibili, con le strutture edilizie, comprese le preesistenze a livello archeologico, potrà consentire ricostruzioni congetturali attendibili della struttura morfologica e tipologica di Ravello nei secoli XVI- XVII e XVIII”32 “In particolare recenti scavi archeologici hanno rimesso in luce i ruderi del convento benedettino della
li XVI- XVII e XVIII”32 “In particolare recenti scavi archeologici hanno rimesso in luce i ruderi del convento benedettino della Santissima Trinità adiacente al convento di San Francesco. I lavori di ristrutturazione della piazza hanno altresì fatto riemergere preesistenze medioevali che sono state salvaguardate per futuri interventi di restauro …”33 32 Brano tratto dalla Relazione del Piano Regolatore Generale di Ravello: “Relazione storico – urbanistica” redatta dal prof.arch. Alberto White, maggio 1999.
e del Piano Regolatore Generale di Ravello: “Relazione storico – urbanistica” redatta dal prof.arch. Alberto White, maggio 1999. 33 Brano tratto dal PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE del Centro Storico e dei Nuclei Antichi Comunali di Ravello, redatto dall’U.T.C. – arch. Rosa Zeccato, marzo 2006, pag. 14.
66 3.4 Dinamica demografica e struttura della popolazione34 3.4.1 Andamento demografico storico I grafici che seguono, elaborati su dati Istat, riportano, rispettivamente: • l’andamento demografico storico dei censimenti della popolazione residente nel comune di Ravello dal 1861 al 2011; • le variazioni della popolazione di Ravello negli anni di censimento espresse in percentuale a confronto con le variazioni della provincia di Salerno e della regione Campania.
li anni di censimento espresse in percentuale a confronto con le variazioni della provincia di Salerno e della regione Campania. I censimenti della popolazione italiana hanno avuto cadenza decennale a partire dal 1861 ad oggi, con l'eccezione del censimento del 1936 che si tenne dopo soli cinque anni per regio decreto n.1503/1930. Inoltre, non furono effettuati i censimenti del 1891 e del 1941 per difficoltà finanziarie il primo e per cause belliche il secondo.
tre, non furono effettuati i censimenti del 1891 e del 1941 per difficoltà finanziarie il primo e per cause belliche il secondo. Le elaborazioni di cui appresso sono aggiornate ai dati del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, che fotografa la popolazione italiana al 9 ottobre 2011. Prendendo in considerazione i dati censuari relativi al periodo 1961– 2011, emerge che il comune di Ravello
a al 9 ottobre 2011. Prendendo in considerazione i dati censuari relativi al periodo 1961– 2011, emerge che il comune di Ravello registra, in mezzo secolo, una variazione negativa della popolazione residente del -5,08 %, con il passaggio dai 2594 abitanti del 1961 ai 2462 del 2011. Tale andamento decrescente, sostanzialmente coerente con la riduzione regionale e provinciale registrata nello stesso periodo (ancorché caratterizzata da saldi positivi), si è espresso nella sua maggiore consistenza
nciale registrata nello stesso periodo (ancorché caratterizzata da saldi positivi), si è espresso nella sua maggiore consistenza nel periodo 1961-81 (-10,75%), con un successivo recupero nel periodo 1981-2001 (+ 7,69%). 34 I dati riportati nella presente sezione, quando non diversamente specificato, sono di fonte Istat 1.400 1.600 1.800 2.000 2.200 2.400 2.600 2.800 1861 1871 1881 1901 1911 1921 1931 1951 1961 1971 1981 1991 2001 2011 popolazione anni censimenti Popolazione residente a Ravello ai censimenti
67 3.4.2 La popolazione nel periodo 2001-2018 I grafici e le tabelle che seguono, elaborati su dati Istat al 31 dicembre di ciascun anno, riportano, rispettivamente: • l’andamento demografico della popolazione residente, del numero e della dimensione media delle famiglie nel comune di Ravello nel periodo 2001-2018; • le variazioni della popolazione di Ravello, nel periodo in considerazione, espresse in percentuali, poi confrontate con le variazioni della provincia di Salerno e della regione Campania.
considerazione, espresse in percentuali, poi confrontate con le variazioni della provincia di Salerno e della regione Campania. -15,00% -10,00% -5,00% 0,00% 5,00% 10,00% 15,00% 20,00% 1871 1881 1901 1911 1921 1931 1951 1961 1971 1981 1991 2001 2011 variazione popolazione anni censimenti Variazione percentuale popolazione ai censimenti Comune di Ravello Provincia di Salerno Regione Campania 2.420 2.440 2.460 2.480 2.500 2.520 2.540 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
ne Campania 2.420 2.440 2.460 2.480 2.500 2.520 2.540 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 popolazione anni Andamento della popolazione residente dati Istat al 31 dicembre di ogni anno
68 Anno Data rilevamento Popolazione residente Variazione assoluta Variazione percentuale% Numero Famiglie Media comp. per famiglia 2001 31 dicembre 2508 - - - - 2002 31 dicembre 2504 -4 -0,16 - - 2003 31 dicembre 2472 -32 -1,28 962 2,55 2004 31 dicembre 2475 +3 +0,12 967 2,54 2005 31 dicembre 2489 +14 +0,57 970 2,55 2006 31 dicembre 2517 +28 +1,12 981 2,55 2007 31 dicembre 2508 -9 -0,36 997 2,50 2008 31 dicembre 2489 -19 -0,76 999 2,48 2009 31 dicembre 2475 -14 -0,56 1005 2,45
2,55 2007 31 dicembre 2508 -9 -0,36 997 2,50 2008 31 dicembre 2489 -19 -0,76 999 2,48 2009 31 dicembre 2475 -14 -0,56 1005 2,45 2010 31 dicembre 2508 +33 +1,33 1012 2,47 2011 31 dicembre 2458 -4 -0,16 1015 2,41 2012 31 dicembre 2452 -6 -0,24 1043 2,34 2013 31 dicembre 2487 +35 +1,43 1050 2,36 2014 31 dicembre 2.500 +13 +0,52 1.062 2,34 2015 31 dicembre 2.490 -10 -0,40 1.070 2,32 2016 31 dicembre 2.490 - - 1.084 2,29 2017 31 dicembre 2.487 -3 -0,12 1.086 2,28 2018 31 dicembre 2.480 -7 -0,28 1.093 2,26 850
2016 31 dicembre 2.490 - - 1.084 2,29 2017 31 dicembre 2.487 -3 -0,12 1.086 2,28 2018 31 dicembre 2.480 -7 -0,28 1.093 2,26 850 900 950 1000 1050 1100 1150 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 numero famiglie anni Andamento numero di famiglie dati Istat al 31 dicembre di ogni anno
69 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 dimensione media famiglie anni Andamento dimensione media famiglie dati Istat al 31 dicembre di ogni anno -2,00% -1,50% -1,00% -0,50% 0,00% 0,50% 1,00% 1,50% 2,00% 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 variazione popolazione anni Variazione percentuale popolazione residente Comune di Ravello Provincia di Salerno Regione Campania 2 2,2 2,4 2,6 2,8 3 2003
ni Variazione percentuale popolazione residente Comune di Ravello Provincia di Salerno Regione Campania 2 2,2 2,4 2,6 2,8 3 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 dimensione media faniglie anni Andamento dimensione media famiglie Comune di Ravello Provincia di Salerno Regione Campania
70 Come già anticipato in precedenza, anche nel periodo preso in esame il comune di Ravello registra una variazione negativa della popolazione residente, con il passaggio dai 2508 abitanti del 2001 ai 2480 del 2018, con una variazione negativa del -1,11%, contrassegnata da un andamento altalenante tra saldi positivi (nel 2003/2006, 2009/2010, 2012/2014) e negativi non sempre allineati agli andamenti demografici registrati negli stessi anni dalla provincia di Salerno e dalla regione Campania.
on sempre allineati agli andamenti demografici registrati negli stessi anni dalla provincia di Salerno e dalla regione Campania. Inoltre, dall’esame dei dati della tabella in precedenza riportata, si evince che, contestualmente al decremento demografico registrato nel periodo considerato, si registra una riduzione della dimensione media della famiglia, che passa dal 2,55 del 2003 al 2,26 del 2018 (riduzione del -11,37%), e un contestuale
ne della dimensione media della famiglia, che passa dal 2,55 del 2003 al 2,26 del 2018 (riduzione del -11,37%), e un contestuale incremento del numero di famiglie, che passa da 962 del 2003 al 1093 del 2018 (incremento del +13,62 %). In sostanza il numero delle famiglie aumenta, nonostante la riduzione della popolazione, quale effetto della riduzione della dimensione media della famiglia stessa. -80 -60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
amiglia stessa. -80 -60 -40 -20 0 20 40 60 80 100 120 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 numero cancellati/iscritti anni Flussi migratori iscritti da altri Comuni iscritti da estero altri iscritti cancellati per altri Comuni cancellati per estero altri cancellati 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 iscritti - cancellati anni Andamento migratorio della popolazione
06 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 iscritti - cancellati anni Andamento migratorio della popolazione dati Istat al 31 dicembre di ogni anno iscritti totali cancellati totali
71 Nel periodo preso in considerazione il numero di trasferimenti di residenza da e verso il comune di Ravello (flusso migratorio della popolazione) è complessivamente positivo, con lievi saldi negativi nelle annualità: 2002-2003-2007-2008-2009-2011 e 2017. I saldi migratori positivi più significativi si registrano nel 2010 (grazie ad un significativo saldo migratorio con l’estero) e nel 2013 (per rettifiche amministrative).
vi si registrano nel 2010 (grazie ad un significativo saldo migratorio con l’estero) e nel 2013 (per rettifiche amministrative). Infatti, i trasferimenti di residenza sono riportati come iscritti e cancellati dall'Anagrafe del comune. Gli iscritti sono relativi a: trasferimenti di residenza da altri comuni, quelli dall’estero, e quelli dovuti ad altri motivi, quali le rettifiche amministrative. Anno 1 gen-31 dic Iscritti Cancellati Saldo Migratorio con l'estero Saldo Migratorio totaleDA altri comuni DA
he amministrative. Anno 1 gen-31 dic Iscritti Cancellati Saldo Migratorio con l'estero Saldo Migratorio totaleDA altri comuni DA estero per altri motivi PER altri comuni PER estero per altri motivi 2002 49 3 0 49 2 2 +1 -1 2003 32 12 0 67 4 3 +8 -30 2004 44 7 0 43 7 0 0 +1 2005 62 6 0 49 2 0 +4 +17 2006 51 2 0 27 7 0 -5 +19 2007 51 8 0 64 1 0 +7 -6 2008 39 8 0 50 1 0 +7 -4 2009 27 14 0 56 2 0 +12 -17 2010 55 23 0 33 0 12 +23 +33 2011 21 10 8 40 1 0 +9 -2 2012 56 14 2 63 3 2 +11 +4
9 8 0 50 1 0 +7 -4 2009 27 14 0 56 2 0 +12 -17 2010 55 23 0 33 0 12 +23 +33 2011 21 10 8 40 1 0 +9 -2 2012 56 14 2 63 3 2 +11 +4 2013 45 12 46 40 1 14 +11 +48 2014 43 4 2 33 3 0 +1 +13 2015 38 11 0 39 3 0 +8 +7 2016 31 4 1 28 3 0 +1 +5 2017 57 3 0 54 7 0 -4 -1 2018 48 6 1 48 4 0 +2 +3 Il movimento naturale di una popolazione in un anno è determinato dalla differenza fra le nascite ed i decessi ed è detto anche saldo naturale. Le due linee del grafico in basso riportano l'andamento delle nascite e dei
ascite ed i decessi ed è detto anche saldo naturale. Le due linee del grafico in basso riportano l'andamento delle nascite e dei decessi negli ultimi anni nel comune di Ravello. L'andamento del saldo naturale è visualizzato dall'area compresa fra le due linee.
72 Anche in questo caso nel periodo preso in considerazione il numero dei decessi è superiore a quello delle nascite, con un saldo pertanto sostanzialmente negativo, con lievi saldi positivi solo nelle annualità 2004, 2006, 2009 e 2011. -40 -30 -20 -10 0 10 20 30 40 50 60 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 differenza saldi naturali e migratori anni Andamento totale della popolazione dati Istat al 31 dicembre di ogni anno
6 2017 2018 differenza saldi naturali e migratori anni Andamento totale della popolazione dati Istat al 31 dicembre di ogni anno saldo migratorio saldo naturale saldo totale 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30 32 34 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 nascite - decessi anni Andamento naturale della popolazione dati Istat al 31 dicembre di ogni anno nascite decessi
73 Anno Bilancio demografico Nascite Decessi Saldo Naturale 2002 1 gennaio-31 dicembre 24 27 -3 2003 1 gennaio-31 dicembre 20 22 -2 2004 1 gennaio-31 dicembre 28 26 +2 2005 1 gennaio-31 dicembre 22 25 -3 2006 1 gennaio-31 dicembre 26 17 +9 2007 1 gennaio-31 dicembre 17 20 -3 2008 1 gennaio-31 dicembre 18 33 -15 2009 1 gennaio-31 dicembre 26 23 +3 2010 1 gennaio-31 dicembre 19 19 0 2011 1 gennaio-31 dicembre 20 19 +1 2012 1 gennaio-31 dicembre 23 33 -10 2013 1 gennaio-31 dicembre 16 29 -13
1 dicembre 19 19 0 2011 1 gennaio-31 dicembre 20 19 +1 2012 1 gennaio-31 dicembre 23 33 -10 2013 1 gennaio-31 dicembre 16 29 -13 2014 1 gennaio-31 dicembre 19 19 0 2015 1 gennaio-31 dicembre 14 31 -17 2016 1 gennaio-31 dicembre 17 22 -5 2017 1 gennaio-31 dicembre 23 25 -2 2018 1 gennaio-31 dicembre 17 27 -10 3.4.3 Popolazione per età, sesso e stato civile nell’annualità 2018 Il grafico in basso, detto piramide delle età, rappresenta la distribuzione della popolazione residente a Ravello
annualità 2018 Il grafico in basso, detto piramide delle età, rappresenta la distribuzione della popolazione residente a Ravello per età, sesso e stato civile al 1° gennaio 2019. La popolazione è riportata per classi quinquennali di età sull'asse Y, mentre sull'asse X sono riportati due grafici a barre a specchio con i maschi (a sinistra) e le femmine (a destra). I diversi colori evidenziano la distribuzione della popolazione per stato civile: celibi e nubili, coniugati, vedovi e divorziati.
diversi colori evidenziano la distribuzione della popolazione per stato civile: celibi e nubili, coniugati, vedovi e divorziati. 120 100 80 60 40 20 0 20 40 60 80 100 120 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99 100+ classi di età Piramide delle Età al 1° gennaio 2019 maschi femmine
74 Dai dati si evidenzia che al 1° gennaio 2019: • la popolazione con età compresa tra 0 e 19 anni, cioè di età scolastica e pre-scolastica, è complessivamente pari al 16,81%; • la popolazione compresa tra i 20 ed i 34 anni è pari al 18,02%; • da quanto sopra, emerge che la popolazione di età inferiore ai 35 anni è pari al 34,83%; • la popolazione compresa tra i 35 ed i 64 anni è pari al 42,02%; • la popolazione ultra sessantacinquenne è pari al 23,15%, e tra questi gli ultra ottantenni sono pari al 7,70%.
pari al 42,02%; • la popolazione ultra sessantacinquenne è pari al 23,15%, e tra questi gli ultra ottantenni sono pari al 7,70%. 1209 49%1271 51% Distribuzione popolazione per sesso maschi femmine 1076 43% 1204 49% 173 7% 23 1% Distribuzione popolazione per stato civile celibi/nubili coniugati/e vedovi/e divorzati/e 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 220 240 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99 100+ classi di età
9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99 100+ classi di età Distribuzione popolazione per stato civile e fasce d'età celibi/nubili coniugati/e vedovi/e divorziati/e
75 Distribuzione della popolazione 2019 - Ravello Età Celibi /Nubili Coniugati /e Vedovi /e Divorziati /e Maschi Femmine Totale % % % 0-4 97 0 0 0 49 50,5 48 49,5 97 3,9 5-9 96 0 0 0 55 57,3 41 42,7 96 3,9 10-14 118 0 0 0 65 55,1 53 44,9 118 4,8 15-19 106 0 0 0 46 43,4 60 56,6 106 4,3 20-24 132 4 0 0 68 50,0 68 50,0 136 5,5 25-29 138 17 0 0 71 45,8 84 54,2 155 6,3 30-34 104 51 0 1 81 51,9 75 48,1 156 6,3 35-39 57 94 0 0 71 47,0 80 53,0 151 6,1 40-44 57 100 1 4 79 48,8 83 51,2 162 6,5
55 6,3 30-34 104 51 0 1 81 51,9 75 48,1 156 6,3 35-39 57 94 0 0 71 47,0 80 53,0 151 6,1 40-44 57 100 1 4 79 48,8 83 51,2 162 6,5 45-49 44 134 1 2 99 54,7 82 45,3 181 7,3 50-54 41 159 6 8 102 47,7 112 52,3 214 8,6 55-59 25 152 6 4 96 51,3 91 48,7 187 7,5 60-64 14 124 6 3 66 44,9 81 55,1 147 5,9 65-69 11 121 21 0 69 45,1 84 54,9 153 6,2 70-74 7 92 16 2 59 50,4 58 49,5 117 4,7 75-79 7 75 28 3 55 48,7 58 51,3 113 4,6 80-84 8 44 35 0 37 42,5 50 57,5 87 3,5 85-89 7 30 30 0 27 40,3 40 59,7 67 2,7
,5 117 4,7 75-79 7 75 28 3 55 48,7 58 51,3 113 4,6 80-84 8 44 35 0 37 42,5 50 57,5 87 3,5 85-89 7 30 30 0 27 40,3 40 59,7 67 2,7 90-94 7 7 22 0 14 38,9 22 61,1 36 1,5 95-99 0 0 0 0 0 0,0 0 0,0 0 0,0 100+ 0 0 1 0 0 0,0 1 100,0 1 0,0 Totale 1076 1204 173 27 1209 48,8 1271 51,3 2480 100,0 3.4.4 Popolazione per classe di età scolastica nell’annualità 2018 Il primo grafico in basso riporta la distribuzione della popolazione di Ravello per classi di età da 0 a 18 anni al
nualità 2018 Il primo grafico in basso riporta la distribuzione della popolazione di Ravello per classi di età da 0 a 18 anni al 1° gennaio 2019, e pertanto la potenziale utenza per le scuole di Ravello, evidenziando con colori diversi i differenti cicli scolastici (asilo nido, scuola dell'infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I e II grado). Il secondo grafico evidenzia una sostanziale omogeneità della consistenza della popolazione scolastica con
ria di I e II grado). Il secondo grafico evidenzia una sostanziale omogeneità della consistenza della popolazione scolastica con riferimento ai diversi cicli di studio (tenendo peraltro conto della durata degli stessi): 114 studenti per la scuola secondaria di II grado, corrispondente al 28,79% della popolazione scolastica; 68 studenti per la scuola secondaria di I grado, pari a circa il 17,17%; 104 alunni per la Scuola Primaria, pari al 26,26%; 52 per la Scuola
per la scuola secondaria di I grado, pari a circa il 17,17%; 104 alunni per la Scuola Primaria, pari al 26,26%; 52 per la Scuola dell’Infanzia, pari al 13,13%; 58 per l’Asilo Nido, pari al 14,65%.
76 D’altro canto, i dati, se confrontati con quelli relativi alle annualità precedenti, confermano, sia in valori assoluti che in termini percentuali, una sostanziale stabilità della popolazione in età scolastica e della distribuzione della stessa in relazione ai diversi cicli scolastici. 0 5 10 15 20 25 30 35 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 età Distribuzione popolazione per classe di età scolastica al 1° gennaio 2019 maschi femmine 0 5 10 15 20 25 30 35 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
zione per classe di età scolastica al 1° gennaio 2019 maschi femmine 0 5 10 15 20 25 30 35 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 età Distribuzione popolazione per classe di età scolastica al 1° gennaio 2019 Scuola Secondaria di II grado Scuola Secondaria di I grado Scuola Primaria Scuola dell'Infanzia Asilo nido
77 Distribuzione della popolazione per età scolastica al 1° gennaio 2019 Età Maschi Femmine Totale 0 8 10 18 1 13 8 21 2 7 12 19 3 14 6 20 4 7 12 19 5 8 5 13 6 13 6 19 7 13 9 22 8 8 8 16 9 13 13 26 10 11 10 21 11 7 9 16 12 19 9 28 13 13 11 24 14 15 14 29 15 7 10 17 16 10 12 22 17 7 11 18 18 14 14 28 3.4.5 Cittadini stranieri nell’annualità 2019 Dal 1 gennaio 2004 al 1 gennaio 2019 il numero di cittadini stranieri, cioè persone di cittadinanza non italiana
’annualità 2019 Dal 1 gennaio 2004 al 1 gennaio 2019 il numero di cittadini stranieri, cioè persone di cittadinanza non italiana ed aventi dimora abituale in Italia, nel comune di Ravello è cresciuto da 31 a 97, e rappresentano il 3,9% della popolazione residente. 31 38 47 45 45 51 58 59 55 69 82 80 85 90 93 97 0 20 40 60 80 100 120 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 popolazione anni Andamento della popolazione con cittadinanza straniera
8 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 popolazione anni Andamento della popolazione con cittadinanza straniera dati Istat al 31 dicembre di ogni anno
78 Gli stranieri residenti a Ravello al 1° gennaio 2019, pari come detto a 97, rappresentano il 3,9% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 23 % di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Bulgaria con il 20% e dall'Ucraina (19%). 3.4.6 Struttura della Popolazione ed Indici Demografici per il periodo 2002-2019 Anno 1° gennaio 0-14 anni 15-64 anni 65+ anni Totale residenti Età media 2002 395 1620 493 2508 40,6
ci per il periodo 2002-2019 Anno 1° gennaio 0-14 anni 15-64 anni 65+ anni Totale residenti Età media 2002 395 1620 493 2508 40,6 2003 377 1625 502 2504 41,1 2004 363 1600 509 2472 41,6 2005 368 1601 506 2475 41,7 2006 372 1610 507 2489 41,8 2007 355 1645 517 2517 42,1 2008 337 1653 518 2508 42,4 2009 333 1646 510 2489 42,6 2010 323 1642 510 2475 42,8 2011 323 1676 509 2508 43,0 2012 312 1621 525 2458 43,5 2013 319 1611 522 2452 43,6 2014 315 1645 527 2487 43,9 2015 321 1.641 538 2.500 44,1
509 2508 43,0 2012 312 1621 525 2458 43,5 2013 319 1611 522 2452 43,6 2014 315 1645 527 2487 43,9 2015 321 1.641 538 2.500 44,1 2016 313 1.639 538 2.490 44,4 2017 315 1.615 560 2.490 44,7 2018 312 1.610 565 2.487 44,9 2019 311 1.595 574 2.480 45,1 18 19% 9 9% 4 4% 20 21% 8 8% 7 7% 6 6% 3 3% 22 23% Distribuzione per paese di provenienza al 1° gennaio 2019 Ucraina Romania Brasile Bulgaria Regno Unito Egitto Sri Lanka (ex Ceylon) Bangladesh Altri
79 L'analisi della struttura per età di una popolazione considera tre fasce di età: giovani 0-14 anni, adulti 15-64 anni e anziani 65 anni ed oltre. Nel periodo preso in considerazione la popolazione giovane è sempre minore della popolazione anziana ed, anzi tale divario è notevolmente incrementato, a favore della popolazione anziana, che nel 2002 rappresentava il 19,66 % della popolazione (a fronte del 15,75 % di quella giovane), mentre nel 2019 è
one anziana, che nel 2002 rappresentava il 19,66 % della popolazione (a fronte del 15,75 % di quella giovane), mentre nel 2019 è aumentata, rappresentando il 23,14% della popolazione, a fronte del 12,54 % di quella giovane. Tali dati sono sintomo di una dinamica evidentemente regressiva. Di conseguenza è notevolmente aumentata anche l’età media che in poco più di quindici anni è cresciuta del 11,08%. 0 500 1000 1500 2000 2500 3000 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
cresciuta del 11,08%. 0 500 1000 1500 2000 2500 3000 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 popolazione anni Struttura della popolazione dati Istat al 1° gennaio di ogni anno giovani: 0-14 anni adulti: 15-64 anni anziani: 65+ anni 40,6 41,1 41,6 41,7 41,8 42,1 42,4 42,6 42,8 43 43,5 43,6 43,9 44,1 44,4 44,7 44,9 45,1 38 39 40 41 42 43 44 45 46 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 popolazione anni
40 41 42 43 44 45 46 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 popolazione anni Andamento età media della popolazione dati Istat al 1° gennaio di ogni anno età media
80 Principali indici demografici calcolati sulla popolazione residente a Ravello Anno Indice di vecchiaia Indice di dipendenza strutturale Indice di ricambio della popolazione attiva Indice di struttura della popolazione attiva Indice di carico di figli per donna feconda Indice di natalità (x 1.000 ab.) Indice di mortalità (x 1.000 ab.) 1° gennaio 1° gennaio 1° gennaio 1° gennaio 1° gennaio 1 gen-31 dic 1 gen-31 dic 2002 124,8 54,8 80,2 82,2 28,0 9,6 10,8 2003 133,2 54,1 76,7 85,1 27,5 8,0 8,8
o 1° gennaio 1° gennaio 1 gen-31 dic 1 gen-31 dic 2002 124,8 54,8 80,2 82,2 28,0 9,6 10,8 2003 133,2 54,1 76,7 85,1 27,5 8,0 8,8 2004 140,2 54,5 82,1 88,7 26,7 11,3 10,5 2005 137,5 54,6 90,1 94,5 24,9 8,9 10,1 2006 136,3 54,6 86,4 99,0 24,4 10,4 6,8 2007 145,6 53,0 83,6 100,1 26,8 6,8 8,0 2008 153,7 51,7 87,7 103,8 25,9 7,2 13,2 2009 153,2 51,2 94,4 105,8 24,3 10,5 9,3 2010 157,9 50,7 93,8 107,8 24,7 7,6 7,6 2011 157,6 49,6 93,6 111,6 25,9 8,1 7,7 2012 168,3 51,6 102,8 115,0 24,5 9,4 13,4
,5 9,3 2010 157,9 50,7 93,8 107,8 24,7 7,6 7,6 2011 157,6 49,6 93,6 111,6 25,9 8,1 7,7 2012 168,3 51,6 102,8 115,0 24,5 9,4 13,4 2013 163,6 52,2 120,8 118,0 21,5 6,5 11,7 2014 167,3 51,2 127,4 119,3 21,9 7,6 7,6 2015 167,6 52,3 151,8 120,9 19,6 5,6 12,4 2016 171,9 51,9 152,3 124,8 19,7 6,8 8,8 2017 177,8 54,2 147,5 122,8 18,5 9,2 10 2018 181,1 54,5 135,1 126,8 16,8 6,8 10,9 2019 184,6 55,5 138,7 126,6 18,2 - -
7 6,8 8,8 2017 177,8 54,2 147,5 122,8 18,5 9,2 10 2018 181,1 54,5 135,1 126,8 16,8 6,8 10,9 2019 184,6 55,5 138,7 126,6 18,2 - - Dalla lettura degli indici riportati nella precedente tabella emergono una serie di elementi fortemente significativi che, nel seguito, si tenterà di illustrare sinteticamente.
81 Il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni (indice di vecchiaia), rappresentativo del grado di invecchiamento di una popolazione, è notevolmente aumentato nel periodo di riferimento, passando dai 124,8 anziani ogni 100 giovani del 2002 ai 184,6 anziani ogni 100 giovani del 2019. Nel giro di poco più di quindi anni il rapporto si è incrementato del 47,92%, evidenziando un chiaro processo di invecchiamento della popolazione.
iù di quindi anni il rapporto si è incrementato del 47,92%, evidenziando un chiaro processo di invecchiamento della popolazione. L’indice di dipendenza strutturale, che rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni) registra nell’annualità 2019 un valore pari a 55,5, sostanzialmente analogo a quello del 2002 (54,8), dopo aver evidenziato un periodo di progressiva riduzione, raggiungendo il minimo di 49,6 nel 2011. 0 20 40
llo del 2002 (54,8), dopo aver evidenziato un periodo di progressiva riduzione, raggiungendo il minimo di 49,6 nel 2011. 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n.65+ / n.<14)% anni Andamento indice di vecchiaia dati Istat al 1° gennaio di ogni anno 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n. 0-14 + n.65+) / (n. 15-64) anni
56 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n. 0-14 + n.65+) / (n. 15-64) anni Andamento indice di dipendenza strutturale dati Istat al 1° gennaio di ogni anno
82 L’indice di ricambio della popolazione attiva rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni). La popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l'indicatore è minore di 100. Nel comune di Ravello nel 2002 l’indice di ricambio era 80,2 e nel 2019 è cresciuto fino a 138,7, con un incremento pari al 72,16%, chiaro
di Ravello nel 2002 l’indice di ricambio era 80,2 e nel 2019 è cresciuto fino a 138,7, con un incremento pari al 72,16%, chiaro segnale che la popolazione in età lavorativa è diventata progressivamente più anziana e, pertanto, di una ridotta prospettiva di ricambio del capitale umano. L’indice di struttura della popolazione attiva rappresenta il grado di invecchiamento della popolazione in età lavorativa ed è dato dal rapporto percentuale tra la parte di popolazione in età lavorativa più anziana (40-
popolazione in età lavorativa ed è dato dal rapporto percentuale tra la parte di popolazione in età lavorativa più anziana (40- 64 anni) e quella più giovane (15-39 anni). Nel comune di Ravello, in riferimento al periodo in esame, si è registrato il progressivo invecchiamento anche della struttura della popolazione attiva, con un incremento del 54,01%. 0 20 40 60 80 100 120 140 160 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n.60-64 / n.15-19)% anni
120 140 160 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n.60-64 / n.15-19)% anni Andamento indice di ricambio popolazione attiva 0 20 40 60 80 100 120 140 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n. 40-64 / n. 15-39)% anni Andamento indice di struttura popolazione attiva
83 Il Carico di figli per donna feconda è il rapporto percentuale tra il numero dei bambini fino a 4 anni ed il numero di donne in età feconda (15-49 anni). Esso stima il carico dei figli in età prescolare per le mamme lavoratrici che passa da 28 del 2002 a 18,2 del 2019, chiaro segnale di una riduzione della frequenza di donne lavoratrici impegnate anche nella cura dei bambini. L’indice di natalità, rappresenta il rapporto percentuale tra il numero delle nascite ed il numero della popolazione residente,
L’indice di natalità, rappresenta il rapporto percentuale tra il numero delle nascite ed il numero della popolazione residente, mentre l’indice di mortalità, rappresenta il rapporto percentuale tra il numero dei decessi ed il numero della popolazione residente. Nel Comune di Ravello, con riferimento al periodo preso in esame, i due indici presentano valori molto altalenanti, con valori medi pari a 8,77% per l’indice di natalità e 10,48% per l’indice di mortalità. Fatte salve talune annualità (2004, 2006,
valori medi pari a 8,77% per l’indice di natalità e 10,48% per l’indice di mortalità. Fatte salve talune annualità (2004, 2006, 2009, 2011) il primo indice è sempre inferiore al secondo, ed infatti l’età media della popolazione è man mano aumentata, passando dal 40,6% del 2002 al 45,1% del 2019. 0 2 4 6 8 10 12 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 n. medio nati/anno anni Andamento indice di natalità 0 2 4 6 8 10 12 14 16 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
015 2016 2017 2018 n. medio nati/anno anni Andamento indice di natalità 0 2 4 6 8 10 12 14 16 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 n.medio morti/anno anni Andamento indice di mortalità 0 5 10 15 20 25 30 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 (n. 0-4 7 n. donne 15-49)% anni Andamento indice di carico di figli per donna feconda
84 3.5 Il sistema economico In mancanza di dati aggiornati all’annualità in corso ed augurandosi che il permanente stato di crisi e recessione in cui ancora versa il nostro paese, ed in particolare, le regioni meridionali, ormai da diversi anni, sia una condizione dalla quale si riesca ad uscire al più presto, si farà riferimento, di seguito, a dati e a valutazioni ad oggi disponibili, che in ogni caso fotografano la realtà economica locale nel periodo in cui si è
ito, a dati e a valutazioni ad oggi disponibili, che in ogni caso fotografano la realtà economica locale nel periodo in cui si è manifestata, con sostanziale stabilità, la generale situazione congiunturale. 3.5.1 Lo scenario provinciale Ai fini del presente lavoro si propone, preliminarmente, un’analisi relativa al contesto provinciale, facendo riferimento al "Rapporto sullo stato dell'Economia provinciale" per l’anno 2017 elaborato dalla Camera di
o provinciale, facendo riferimento al "Rapporto sullo stato dell'Economia provinciale" per l’anno 2017 elaborato dalla Camera di Commercio di Salerno e presentato nel corso dell'evento "Premio Imprese Storiche Salernitane" tenutosi nel maggio 2018. Dalla lettura di tale studio emerge che la ricchezza complessivamente prodotta in provincia di Salerno nel 2017 è di oltre 18 miliardi di euro correnti. Il valore aggiunto pro-capite della provincia di Salerno è di
incia di Salerno nel 2017 è di oltre 18 miliardi di euro correnti. Il valore aggiunto pro-capite della provincia di Salerno è di 16,7mila euro, in linea con il dato medio regionale, ma decisamente inferiore al dato medio nazionale, che raggiunge i 25,4mila euro. Con riferimento alla dinamica imprenditoriale, nel 2017 l'anagrafe delle imprese della provincia di Salerno registra un saldo positivo pari a +1.510 unità, dato dalla differenza tra 7.610 iscrizioni e 6.100 cessazioni. Il
cia di Salerno registra un saldo positivo pari a +1.510 unità, dato dalla differenza tra 7.610 iscrizioni e 6.100 cessazioni. Il tasso di crescita imprenditoriale è dell'1,3%, maggiore del tasso nazionale (0,8%) ma minore di quello della Campania (1,6%). La dinamica 2017 evidenzia risultati positivi per tutti i settori: ✓ prosegue la crescita delle attività dei servizi, in particolare quelli destinati alle imprese (3,4%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (3,2%).;
elle attività dei servizi, in particolare quelli destinati alle imprese (3,4%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (3,2%).; ✓ in crescita, in misura più lieve, la consistenza imprenditoriale del settore agricolo (1,3%); ✓ stabili le attività del commercio (0,2%), del manifatturiero (0,1%) e delle costruzioni (0,4%). Circa il commercio con l'estero, nel 2017 il valore delle esportazioni salernitane di merci risulta pari a 2.483
ruzioni (0,4%). Circa il commercio con l'estero, nel 2017 il valore delle esportazioni salernitane di merci risulta pari a 2.483 milioni di euro, segnando un aumento del 4% rispetto al 2016. Nello stesso periodo, il valore delle importazioni di merci si attesta su 1.684 milioni di euro, con una diminuzione del 2% rispetto all'anno precedente. Si determina così un saldo della bilancia commerciale del valore di quasi 800 milioni di euro.
2% rispetto all'anno precedente. Si determina così un saldo della bilancia commerciale del valore di quasi 800 milioni di euro. Le esportazioni salernitane del 2017 appaiono in linea con l'andamento delle esportazioni regionali (+4%)e sono costituite principalmente da prodotti dell'attività manifatturiera (90% del valore complessivo). La quota maggiore dell'export manifatturiero è da attribuire ai "prodotti alimentari" (45,2% del totale export); rilevanti
ivo). La quota maggiore dell'export manifatturiero è da attribuire ai "prodotti alimentari" (45,2% del totale export); rilevanti anche i comparti "metalli e prodotti in metallo" (8,2%) e gli "articoli in gomma e plastica" (7,6%). Da segnalare il risultato positivo conseguito dal settore primario che registra un incremento dell'export del 6,7%. Per quanto riguarda la destinazione geografica dei flussi commerciali verso l'estero, l'Europa passa dal 66%
ll'export del 6,7%. Per quanto riguarda la destinazione geografica dei flussi commerciali verso l'estero, l'Europa passa dal 66% dell'export totale salernitano al 64%. Seguono America (16%), gli stati africani (9,5%) e i paesi asiatici (8%). Nel 2017 in provincia di Salerno il numero di occupati risulta pari a 353mila, stabile rispetto a quanto registrato nel 2016. Contestualmente si riducono di circa 8mila le persone in cerca di lavoro, passando in
ile rispetto a quanto registrato nel 2016. Contestualmente si riducono di circa 8mila le persone in cerca di lavoro, passando in valore assoluto da 75mila a 67mila (-10,4% la variazione annua).
85 Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e non profit, genera nella provincia di Salerno, circa 652,3milioni di euro, equivalenti al 3,8% del valore aggiunto provinciale. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull'occupazione, dando lavoro a quasi 15mila persone, che rappresentano il 4% del totale degli occupati in provincia. La cultura è uno dei motori trainanti dell'economia italiana, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la
i in provincia. La cultura è uno dei motori trainanti dell'economia italiana, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del made in Italy. Il valore prodotto dalle filiere del settore "attiva" altri settori dell'economia che beneficiano di cultura e creatività, a cominciare dal turismo. Risultano in aumento il traffico passeggeri e merci del 2017 nel porto di Salerno, mentre calano i passeggeri
ciare dal turismo. Risultano in aumento il traffico passeggeri e merci del 2017 nel porto di Salerno, mentre calano i passeggeri delle navi da crociera. Il traffico merci del porto di Salerno registra nel 2017 incrementi del 17% per quanto riguarda i container movimentati (da 388.572 teus nel 2016 a 454.686 teus nel 2017). Partendo dall'analisi della raccolta bancaria, va evidenziato che nella provincia di Salerno, nel 2017, il totale
eus nel 2017). Partendo dall'analisi della raccolta bancaria, va evidenziato che nella provincia di Salerno, nel 2017, il totale dei depositi bancari e dei risparmi postali raccolti dal sistema bancario ammonta a quasi 18 miliardi di euro. Si tratta di quasi il 20% del totale regionale pari complessivamente a più di 90 miliardi. Dal punto di vista dinamico, si registra una tendenza positiva, visto che negli ultimi dodici mesi, il totale dei depositi raccolti
punto di vista dinamico, si registra una tendenza positiva, visto che negli ultimi dodici mesi, il totale dei depositi raccolti dagli istituti bancari ha registrato un incremento del +2,4%. Sul versante dell'erogazione di finanziamenti si sottolinea come gli impieghi bancari registrino negli ultimi dodici mesi un incremento dell'1,4% in provincia. Alla data del 31 dicembre 2017 le banche hanno messo a
registrino negli ultimi dodici mesi un incremento dell'1,4% in provincia. Alla data del 31 dicembre 2017 le banche hanno messo a disposizione del sistema socio-imprenditoriale salernitano circa 14,9 miliardi di euro. Tale valore risulta, tuttavia, inferiore di circa 3 miliardi di euro rispetto al totale dei depositi presenti in provincia. 3.5.2 Lo scenario economico locale Significativi sono anzitutto i dati derivanti dall’8° Censimento generale e dal 9° Censimento generale
scenario economico locale Significativi sono anzitutto i dati derivanti dall’8° Censimento generale e dal 9° Censimento generale dell’Industria e Servizi, rispettivamente tenuti negli anni 2001 e 2011, dai quali emerge, anzitutto, che nel comune di Ravello nel decennio intercensuario è incrementato del 15,68% il numero di unità locali di imprese attive, passando da 204 a 236, mentre il numero dei relativi addetti passa da 535, nel 2001, a 511, nel 2011, con un decremento del 4,48%.
ssando da 204 a 236, mentre il numero dei relativi addetti passa da 535, nel 2001, a 511, nel 2011, con un decremento del 4,48%. In particolare, con riferimento ai settori più significativi nella realtà comunale, si registra nel decennio intercensuario: • una leggera riduzione del numero di attività manifatturiere (da 20 a 15), con una contestuale, sostanziale, riduzione del numero di addetti (48 nel 2001 – 21 nel 2011);
vità manifatturiere (da 20 a 15), con una contestuale, sostanziale, riduzione del numero di addetti (48 nel 2001 – 21 nel 2011); • un lieve incremento si registra, invece, nel settore delle costruzioni, con un aumento del numero di unità attive che passa da 22, nel 2001, a 29, nel 2011 a cui corrisponde un incremento del numero di addetti, che passa da 62, nel 2001, a 95, nel 2011 (+53,21%); • nel settore del commercio si registra una contrazione del numero di unità locali che passa da 69 a 58, che
nel 2011 (+53,21%); • nel settore del commercio si registra una contrazione del numero di unità locali che passa da 69 a 58, che non comporta sostanziali variazioni del numero di addetti, pari a 110 nel 200, 114nel 2011. In particolare, con riferimento al commercio al dettaglio, che ha un ruolo significativo e preponderante nel settore in esame, il numero di unità passa da 60 a 47 ed il numero di addetti diminuisce da 91 a 70;
icativo e preponderante nel settore in esame, il numero di unità passa da 60 a 47 ed il numero di addetti diminuisce da 91 a 70; • il settore dei servizi della ricettività e della ristorazione vede una crescita del numero delle unità locali che passa dalle 35 del 2001 alle 58 del 2011 (+65,71%) ed una riduzione del numero di addetti, pari a 222 nel 2001 e 172 nel 2011 (-22,52%). In particolare la riduzione del numero di addetti si registra soprattutto
addetti, pari a 222 nel 2001 e 172 nel 2011 (-22,52%). In particolare la riduzione del numero di addetti si registra soprattutto nel settore ricettivo (187 nel 2001 e 129 nel 2011), pur in presenza di un incremento del numero di unità
86 locali che passa da 18 a 35 nel periodo considerato. Viceversa nella ristorazione ad un incremento del numero di unità locali che passa da 17 a 23, corrisponde anche un incremento del numero di addetti che passa da 35 a 43; • le attività professionali, scientifiche e tecniche, crescono, in termini di unità passando dalle 16 del 2001 alle 21 del 2011, ed in termini di addetti, passando dai 20 del 2001 ai 22 del 2011;
termini di unità passando dalle 16 del 2001 alle 21 del 2011, ed in termini di addetti, passando dai 20 del 2001 ai 22 del 2011; • i servizi di noleggio, agenzia di viaggi e servizi di supporto alle imprese crescono nel periodo intercensuario da 6 a 14 in termini di unità e da 13 a 19 in termini di addetti. A conclusione dell’illustrazione degli aspetti più significativi rilavabili dai dati censuari 2001 e 2011 si evidenzia che:
tti. A conclusione dell’illustrazione degli aspetti più significativi rilavabili dai dati censuari 2001 e 2011 si evidenzia che: • il numero di unità locali rilevate nel settore no profit passa da 10 a 12, con due nuove unità nel settore biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali; • nel settore “istituzioni pubbliche” ad una sostanziale stabilità del numero di unità (che passa da 7 a 8), corrisponde un significativo incremento del numero di addetti che passa da 138 nel 2001 a 156 nel 2011
ità (che passa da 7 a 8), corrisponde un significativo incremento del numero di addetti che passa da 138 nel 2001 a 156 nel 2011 (+13,04%). A tale ultimo dato corrisponde una stabilità del numero di addetti nel settore “amministrazione pubblica” (17 nel 2001 e nel 2011), una riduzione nel settore “istruzione” (52 nel 2001, 35 nel 2011) e un importante incremento nel settore dell’”assistenza sanitaria” (65 nel 2001, 104 nel 2011, +60%).
(52 nel 2001, 35 nel 2011) e un importante incremento nel settore dell’”assistenza sanitaria” (65 nel 2001, 104 nel 2011, +60%). Sulla base dei dati comunali forniti dall’ufficio commercio, relativi alle attività ed ai servizi produttivi esistenti nel territorio comunale, è poi possibile trarre delle ulteriori considerazioni. I servizi del commercio al dettaglio, unitamente a quelli concernenti la conduzione di attività extralberghiere,
considerazioni. I servizi del commercio al dettaglio, unitamente a quelli concernenti la conduzione di attività extralberghiere, costituiscono i settori prevalenti, rispettivamente pari al 27% ed al 26% del numero complessivo di unità locali presenti nel territorio comunale. Seguono, nell’ordine, le attività artigianali (18%), gli altri servizi al cittadino e di supporto al turismo (13%), le attività di somministrazione di alimenti e bevande (10%) ed, infine, le attività alberghiere (6%). 92 27% 35 10% 19
mo (13%), le attività di somministrazione di alimenti e bevande (10%) ed, infine, le attività alberghiere (6%). 92 27% 35 10% 19 6% 89 26% 46 13% 60 18% Settori produttivi Attività di commercio al dettaglio Attività di Somministrazione di alimenti e bevande Attività Alberghiere Attività Extralberghiere Altre attività e Servizi al cittadino e di supporto al turismo Attività Artigianali
87 In particolare, nel settore del commercio al dettaglio prevale, nettamente, quello dell’extralimentare (66%, contro il 34% dell’alimentare), nell’ambito del quale si registra una presenza significativa di esercizi di vendita di ceramiche e souvenir (26%) e di oggettistica e preziosi (15%), settori evidentemente, strettamente connessi al turismo. In tal senso occorre leggere anche il dato relativo al settore della somministrazione di alimenti e bevande,
onnessi al turismo. In tal senso occorre leggere anche il dato relativo al settore della somministrazione di alimenti e bevande, nell’ambito del quale il servizio prevalente è quello dei bar (41%), seguito dai ristoranti e bar situati in alberghi (38%), mentre il rimanente 21% è costituito da esercizi che svolgono l’attività prevalente di ristorazione. Per quanto attiene al settore dei servizi al cittadino e di supporto al turismo, l’attività nettamente prevalente
ristorazione. Per quanto attiene al settore dei servizi al cittadino e di supporto al turismo, l’attività nettamente prevalente è quella dell’autonoleggio, per un numero totale di 18 unità, pari al 40% del numero complessivo delle unità di settore, seguito dalle agenzie e servizi (22%), centri benessere e autorimesse/parcheggi, ognuno rappresentativo del 9% del totale delle unità di settore. 16 26% 9 15% 36 59% Commercio Extralimentare ceramiche e souvenir oggettistica e preziosi varie 61 66% 31 34%
unità di settore. 16 26% 9 15% 36 59% Commercio Extralimentare ceramiche e souvenir oggettistica e preziosi varie 61 66% 31 34% Commercio al dettaglio Extralimentare Alimentare 14 41% 7 21% 13 38% Somministrazione di Alimenti e Bevande Bar attività prevalente Ristorante attività prevalente Ristoranti e Bar in Alberghi
88 Nel settore dell’artigianato, le imprese edili rappresentano il 34% dell’offerta di settore, subito seguite dal settore della manutenzione della casa (24%); molto più distanti i settori della produzione di liquori (10%), degli acconciatori e parrucchieri (7%) e tutti gli altri. 4 9% 18 40% 4 9% 1 2% 2 5% 10 22% 6 13% Altre Attività e Servizi al cittadino e di supporto al Turismo Centri Benessere Autonoleggi Autorimesse e Parcheggi Stabilimento balneare Distribuzione carburanti Agenzie e Servizi
al Turismo Centri Benessere Autonoleggi Autorimesse e Parcheggi Stabilimento balneare Distribuzione carburanti Agenzie e Servizi Altre attività 20 34% 3 5%3 5% 3 5% 3 5% 14 24% 3 5% 4 7% 6 10% Attività Artigianali Imprese edili Cantine Produzione liquori Ceramiche Manutenzione auto Manutenzione casa Fotografo Parrucchieri Varie
89 3.5.3 Il turismo La tematica turismo ha un ruolo di grandissima rilevanza nella valutazione dei processi socio economici di Ravello. In tal senso risulta di grande utilità effettuare una preventiva riflessione sul sistema imprenditoriale relativo alla dimensione provinciale. A tal fine si prenderà in considerazione, nel prosieguo, lo studio effettuato dall’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Salerno intitolato “Il sistema imprenditoriale turistico 2011-2016”,
to dall’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Salerno intitolato “Il sistema imprenditoriale turistico 2011-2016”, contenente taluni elementi più aggiornati dello studio considerato nell’ambito della proposta preliminare del PUC di Ravello, costituito dal “Rapporto sullo stato dell’Economia provinciale” per l’anno 2013, elaborato dalla stessa Camera di Commercio di Salerno. Dalla consultazione dello studio su richiamato si evince che nel periodo considerato (2011-2016) si registra
mmercio di Salerno. Dalla consultazione dello studio su richiamato si evince che nel periodo considerato (2011-2016) si registra un rilevante incremento del numero di imprese locali attive nel settore alberghiero e della ristorazione che, nel 2016, risultano essere pari a 8.611 (7.480 nel 2011), con un incremento di circa il 15%. Tale favorevole dinamica provinciale si esplica, nel periodo di interesse, in una variazione media annua (+2,9%) superiore alle
Tale favorevole dinamica provinciale si esplica, nel periodo di interesse, in una variazione media annua (+2,9%) superiore alle altre province campane e quindi al dato regionale (Campania: +2,6%). Per quanto riguarda la distribuzione per forma giuridica, emerge il deciso prevalere, sul tessuto produttivo locale, delle ditte individuali che, nel corso del 2016, rappresentano il 56,3% delle imprese provinciali attive
suto produttivo locale, delle ditte individuali che, nel corso del 2016, rappresentano il 56,3% delle imprese provinciali attive nel settore alberghiero e della ristorazione. Di tutto rilievo risulta, inoltre, il peso rivestito, nel settore turistico della provincia di Salerno, dalle società di persone e dalle società di capitali la cui incidenza si attesta rispettivamente al 25,7% ed al 16,8%. Lo scenario provinciale delineato, mostra notevole coerenza con la
ui incidenza si attesta rispettivamente al 25,7% ed al 16,8%. Lo scenario provinciale delineato, mostra notevole coerenza con la distribuzione, per forma giuridica, emersa a livello regionale, da cui si evince come la maggior quota di imprese attive nel settore alberghiero e della ristorazione sia costituita da ditte individuali (Campania: 49,5%). Ritornando, invece, al “Rapporto sullo stato dell’Economia provinciale” per l’anno 201335 (attesa la carenza
(Campania: 49,5%). Ritornando, invece, al “Rapporto sullo stato dell’Economia provinciale” per l’anno 201335 (attesa la carenza di studi e rilevamenti di settore più aggiornati) , occorre nuovamente evidenziare che l’economia salernitana si basa essenzialmente sul terziario, nell’ambito del quale un ruolo rilevante riveste il settore del turismo, che dispone di un’offerta ricettiva che, al 2013, poteva contare su 3.858 esercizi ricettivi e oltre 100mila posti- letto.
ismo, che dispone di un’offerta ricettiva che, al 2013, poteva contare su 3.858 esercizi ricettivi e oltre 100mila posti- letto. Lo studio evidenzia che persino nel periodo 2009-2012, in piena recessione, il numero di posti-letto ha continuato a crescere con particolare rapidità (+21,1%, a fronte del +9,3% campano e del +3,5% italiano), indicando un trend positivo prospettato dagli operatori locali. In particolare, è il segmento della ricettività
+3,5% italiano), indicando un trend positivo prospettato dagli operatori locali. In particolare, è il segmento della ricettività complementare quello che ha evidenziato la maggiore vivacità, soprattutto in termini di incremento del numero delle strutture (+226%) più che in termini di aumento del numero dei posti-letto, comunque sostenuto. 35 Elaborato dalla Camera di Commercio di Salerno e presentato nel corso della XII Giornata dell’Economia tenutasi il 12 giugno 2014
90 Numero di esercizi ricettivi e posti letto per tipologia ricettiva in Campania e in Italia Anni 2012 e 2009 (valori assoluti e variazioni percentuali) Numero esercizi ricettivi Numero di posti letto Alberghieri Complementari Totale Alberghieri Complementari Totale Valori assoluti Caserta 89 207 296 7.148 7.324 14.472 Benevento 58 482 540 2.492 3.280 5.772 Napoli 951 1.120 2.071 69.359 20.298 89.657 Avellino 79 264 343 3.876 2.092 5.968 Salerno 520 3.338 3.858 32.017 68.744 100.761
CAMPANIA 1.697 5.411 7.108 114.892 101.738 216.630
Napoli 951 1.120 2.071 69.359 20.298 89.657 Avellino 79 264 343 3.876 2.092 5.968 Salerno 520 3.338 3.858 32.017 68.744 100.761 CAMPANIA 1.697 5.411 7.108 114.892 101.738 216.630 ITALIA 33.728 123.500 157.228 2.250.704 2.511.897 4.762.601 Composizione percentuale Caserta 30,1 69,9 100,0 49,4 50,6 100,0 Benevento 10,7 89,3 100,0 43,2 56,8 100,0 Napoli 45,9 54,1 100,0 77,4 22,6 100,0 Avellino 23,0 77,0 100,0 64,9 35,1 100,0 Salerno 13,5 86,5 100,0 31,8 68,2 100,0 CAMPANIA 23,9 76,1 100,0 53,0 47,0 100,0
CAMPANIA 23,9 76,1 100,0 53,0 47,0 100,0 ITALIA 21,5 78,5 100,0 47,3 52,7 100,0
100,0 Avellino 23,0 77,0 100,0 64,9 35,1 100,0 Salerno 13,5 86,5 100,0 31,8 68,2 100,0 CAMPANIA 23,9 76,1 100,0 53,0 47,0 100,0 ITALIA 21,5 78,5 100,0 47,3 52,7 100,0 Variazione percentuale 2009-2012 Caserta -2,2 179,7 79,4 -17,7 15,2 -3,8 Benevento 5,5 6,2 6,1 9,6 4,3 6,5 Napoli -0,3 5,3 2,6 -0,3 -1,1 -0,5 Avellino 0,0 355,2 150,4 -0,7 266,4 33,4 Salerno 5,5 225,7 154,2 6,9 29,2 21,1 CAMPANIA 1,5 102,3 63,5 0,4 21,4 9,3 ITALIA -0,7 10,8 8,1 1,0 5,9 3,5 Fonte: elaborazioni Si.Camera su dati Istat
CAMPANIA 1,5 102,3 63,5 0,4 21,4 9,3 ITALIA -0,7 10,8 8,1 1,0 5,9 3,5
6,9 29,2 21,1 CAMPANIA 1,5 102,3 63,5 0,4 21,4 9,3 ITALIA -0,7 10,8 8,1 1,0 5,9 3,5 Fonte: elaborazioni Si.Camera su dati Istat “Ciò lascia intendere che il settore della ricettività complementare stia crescendo soprattutto grazie a piccole o micro-strutture ricettive, più duttili ed adatte, anche in termini di costi fissi ridotti, a rispondere alle esigenze di un turismo con minori disponibilità economiche, come quello prodotto dalla crisi.
i fissi ridotti, a rispondere alle esigenze di un turismo con minori disponibilità economiche, come quello prodotto dalla crisi. Anche l’offerta alberghiera, comunque, cresce, ed a ritmi più rapidi di quelli campani e nazionali, indicando come vi siano spazi di espansione anche per un turismo più tradizionale. L’incidenza percentuale dell’offerta alberghiera è però non particolarmente rilevante (31,8% dei posti-letto totali, a fronte del 47,3% nazionale, la più bassa fra tutte le campane).
ò non particolarmente rilevante (31,8% dei posti-letto totali, a fronte del 47,3% nazionale, la più bassa fra tutte le campane). La qualità dell’offerta ricettiva alberghiera è di tipo medio-alto, considerando che le strutture con 4 stelle e più rappresentano il 43,4% dell’offerta totale di posti letto, a fronte del 35,6% nazionale, ma meno del 51,5% regionale. … La distribuzione degli esercizi complementari evidenzia una notevole prevalenza degli alloggi in affitto, che
51,5% regionale. … La distribuzione degli esercizi complementari evidenzia una notevole prevalenza degli alloggi in affitto, che rappresentano quasi il 72% del totale delle strutture, un valore molto elevato, dietro il quale probabilmente vi è il rapidissimo incremento del numero di esercizi complementari sopra analizzato. Infatti, gli alloggi in affitto costituiscono la modalità più semplice e meno costosa per offrire ricettività, e possono quindi essere
i, gli alloggi in affitto costituiscono la modalità più semplice e meno costosa per offrire ricettività, e possono quindi essere incrementati, dai titolari di immobili, nel modo più semplice possibile e senza necessità di grande liquidità, che scarseggia in una fase come quella attuale.
91 La seconda modalità di offerta ricettiva complementare, che segue a grande distanza rispetto agli alloggi in affitto, è quella dei bed and breakfast, anche questa una forma di ricettività particolarmente adatta a tempi di crisi, perché non richiede grandi investimenti, e si rivolge ad una clientela low cost, che è diventata particolarmente abbondante.” 36 Infine, si ritiene utile evidenziare in questa sede gli ulteriori elementi conoscitivi che si sono potuti desumere,
ondante.” 36 Infine, si ritiene utile evidenziare in questa sede gli ulteriori elementi conoscitivi che si sono potuti desumere, con riferimento alla tematica in trattazione, dal su richiamato "Rapporto sullo stato dell'Economia provinciale" per l’anno 2017 elaborato dalla Camera di Commercio di Salerno e presentato nel corso dell'evento "Premio Imprese Storiche Salernitane" tenutosi nel maggio 2018.
amera di Commercio di Salerno e presentato nel corso dell'evento "Premio Imprese Storiche Salernitane" tenutosi nel maggio 2018. Sulla base dei dati tratti dall'indagine internazionale sul turismo realizzata dalla Banca d'Italia, il 2016 è stato infatti un anno in ascesa rispetto al precedente, per quanto riguarda i viaggiatori stranieri che si sono diretti in provincia di Salerno, passati dai 469mila del 2015 ai 671mila del 2016 (+43,1%).
i viaggiatori stranieri che si sono diretti in provincia di Salerno, passati dai 469mila del 2015 ai 671mila del 2016 (+43,1%). Risulta cresciuto, sebbene in misura più moderata, anche il numero di pernottamenti dei viaggiatori stranieri, passati da 2,6milioni a 3,3milioni nel 2016 (27,8%). La permanenza media del turista straniero in provincia risulta quindi pari a quasi 5 giornate, superiore alla media nazionale che si attesta a poco più di 3. Nel 2016 i
o in provincia risulta quindi pari a quasi 5 giornate, superiore alla media nazionale che si attesta a poco più di 3. Nel 2016 i viaggiatori stranieri in provincia di Salerno hanno speso complessivamente 379milioni di euro: la spesa giornaliera pro-capite è di euro 115 (media Italia euro 105). Ulteriori considerazioni possono essere effettuate sulla base dei dati forniti dall’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno e riferiti ai movimenti alberghieri ed extralberghieri in Costiera Amalfitana
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ti dall’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno e riferiti ai movimenti alberghieri ed extralberghieri in Costiera Amalfitana relativamente alle annualità che vanno dal 2013 al 2016. Movimenti mensili alberghieri ed extralberghieri in Costiera Amalfitana nelle annualità 2013, 2014, 2015 e 2016 - Fonte: EPT Salerno Mesi Italiani 2013 2014 2015 2016 A P A P A P A P gennaio 1.214 3.888 1.457 5.603 1.548 5.067 1.793 6.092 febbraio 1.254 3.215 1.759 3.782 1.633 2.861 2.073 4.465
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A P A P A P A P gennaio 1.214 3.888 1.457 5.603 1.548 5.067 1.793 6.092 febbraio 1.254 3.215 1.759 3.782 1.633 2.861 2.073 4.465 marzo 5.343 10.542 4.133 8.529 3.130 5.168 4.650 10.565 aprile 12.126 29.357 11.858 28.940 11.340 27.171 11.909 29.604 maggio 12.032 36.176 12.660 32.921 12.550 33.688 10.003 25.745 giugno 16.067 39.258 13.659 35.287 13.063 38.650 15.186 47.289 luglio 17.189 73.458 15.240 58.237 17.766 64.175 17.629 59.569 agosto 23.644 118.052 33.239 179.248 22.086 90.310 21.545 89.317
luglio 17.189 73.458 15.240 58.237 17.766 64.175 17.629 59.569 agosto 23.644 118.052 33.239 179.248 22.086 90.310 21.545 89.317 settembre 18.315 58.566 14.975 49.003 14.754 46.284 9.304 29.418 ottobre 7.843 21.933 9.583 24.093 7.198 21.451 8.106 25.187 novembre 2.674 8.069 2.743 7.442 1.420 3.865 2.710 8.593 dicembre 2.904 7.875 3.806 8.620 3.654 6.901 6.542 15.592 Totale 120.605 410.389 125.112 441.705 110.142 345.591 111.450 351.436
dicembre 2.904 7.875 3.806 8.620 3.654 6.901 6.542 15.592 Totale 120.605 410.389 125.112 441.705 110.142 345.591 111.450 351.436 36“GE Book Salerno 2014 – L’economia locale dal punto di vista della Camera di Commercio”, Rapporto sullo stato dell’Economia provinciale per l’anno 2013, elaborato dalla Camera di Commercio di Salerno e presentato nel corso della XII Giornata dell’Economia tenutasi il 12 giugno 2014, pag.50.
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92 Mesi Stranieri 2013 2014 2015 2016 A P A P A P A P gennaio 809 3.302 2.703 9.714 1.240 4.260 1.267 3.076 febbraio 1.046 2.713 1.473 2.885 1.420 3.649 1.793 3.766 marzo 5.874 18.408 4.548 13.815 5.206 13.735 8.367 24.036 aprile 16.709 57.870 16.611 57.159 20.239 72.848 25.129 83.148 maggio 36.490 142.940 36.017 132.524 37.944 146.027 45.857 171.085 giugno 39.780 160.685 38.044 150.833 45.962 183.377 50.649 200.630 luglio 39.457 179.343 40.537 173.079 47.812 209.917 54.687 221.478
o 39.780 160.685 38.044 150.833 45.962 183.377 50.649 200.630 luglio 39.457 179.343 40.537 173.079 47.812 209.917 54.687 221.478 agosto 35.274 163.063 48.519 214.416 41.875 188.963 46.140 188.843 settembre 72.491 286.917 64.846 261.761 58.879 219.359 46.588 187.018 ottobre 27.957 107.396 31.972 126.462 36.904 154.080 30.372 133.417 novembre 2.425 7.670 3.355 10.061 3.619 15.439 4.283 17.867 dicembre 1.486 4.051 1.440 4.241 1.366 3.780 2.659 8.740
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372 133.417 novembre 2.425 7.670 3.355 10.061 3.619 15.439 4.283 17.867 dicembre 1.486 4.051 1.440 4.241 1.366 3.780 2.659 8.740 Totale 279.798 1.134.358 290.065 1.156.950 301.766 1.215.434 317.791 1.243.104 Mesi Totali 2013 2014 2015 2016 A P A P A P A P gennaio 2.023 7.190 4.160 15.317 2.788 9.327 3.060 9.168 febbraio 2.300 5.928 3.232 6.667 3.053 6.510 3.866 8.231 marzo 11.217 28.950 8.681 22.344 8.336 18.903 13.017 34.601 aprile 28.835 87.227 28.469 86.099 31.579 100.019 37.038 112.752
231 marzo 11.217 28.950 8.681 22.344 8.336 18.903 13.017 34.601 aprile 28.835 87.227 28.469 86.099 31.579 100.019 37.038 112.752 maggio 48.522 179.116 48.677 165.445 50.494 179.715 55.860 196.830 giugno 55.847 199.943 51.703 186.120 58.325 222.027 65.835 247.919 luglio 56.646 252.801 55.777 231.316 65.578 274.092 72.316 281.047 agosto 58.918 281.115 81.758 393.664 63.961 279.273 67.685 278.160 settembre 90.806 345.483 79.821 310.764 73.633 265.643 55.892 216.436
8.918 281.115 81.758 393.664 63.961 279.273 67.685 278.160 settembre 90.806 345.483 79.821 310.764 73.633 265.643 55.892 216.436 ottobre 35.800 129.329 41.555 150.555 44.102 175.531 38.478 158.604 novembre 5.099 15.739 6.098 17.503 5.039 19.304 6.993 26.460 dicembre 4.390 11.926 5.246 12.861 5.020 10.681 9.201 24.332 Totale 400.403 1.544.747 415.177 1.598.655 411.908 1.561.025 429.241 1.594.540 Analizzando i dati sopra riportati, e dalla lettura dei grafici di seguito proposti, emerge, innanzitutto, con
429.241 1.594.540 Analizzando i dati sopra riportati, e dalla lettura dei grafici di seguito proposti, emerge, innanzitutto, con riferimento all'intero ambito della Costiera Amalfitana e nel periodo in considerazione (2013-2016) un leggero incremento degli arrivi (+7,23%) con un contestuale incremento delle presenze (+3,22%), a fronte di una leggera riduzione del soggiorno medio, che passa da 3,86 del 2013 a 3,71 del 2016; tale andamento è il
(+3,22%), a fronte di una leggera riduzione del soggiorno medio, che passa da 3,86 del 2013 a 3,71 del 2016; tale andamento è il risultato di un leggero decremento dei flussi di turisti italiani, a fronte di un incremento di quelli degli stranieri. In particolare, gli arrivi e le presenze degli italiani nel periodo considerato registrano entrambi una riduzione, rispettivamente pari a circa il -7,59% e a circa il -14,36%; al contrario arrivi e presenze degli
strano entrambi una riduzione, rispettivamente pari a circa il -7,59% e a circa il -14,36%; al contrario arrivi e presenze degli stranieri registrano entrambi una crescita rispettivamente del 13,58% e del 9,59%. Peraltro, in termini percentuali, l’incidenza degli stranieri sugli arrivi è pari al 69,87% nel 2013 e al 74,03% nel 2016.
93 ARRIVI in Costiera Amalfitana per le annualità 2013/2014/2015/2016 PRESENZE in Costiera Amalfitana per le annualità 2013/2014/2015/2016 PERMANENZA MEDIA in Costiera Amalfitana per le annualità 2013/2014/2015/2016 0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000 2013 2014 2015 2016 Arrivi in Costiera Amalfitana Italiani Stranieri Totali 0 200.000 400.000 600.000 800.000 1.000.000 1.200.000 1.400.000 1.600.000 2013 2014 2015 2016 Presenze in Costiera Amalfitana Italiani Stranieri Totali 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00
0.000 1.400.000 1.600.000 2013 2014 2015 2016 Presenze in Costiera Amalfitana Italiani Stranieri Totali 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 2013 2014 2015 2016 Permanenza media in Costiera Amalfitana Italiani Stranieri Totali
94 Arrivi in Costiera Amalfitana Presenze in Costiera Amalfitana Permanenza in Costiera Amalfitana Ita Stran Totali 2013 120.605 279.798 400.403 2014 125.112 290.065 415.177 2015 110.142 301.766 411.908 2016 111.450 317.791 429.241 Ita Stran Totali 2013 410.389 1.134.358 1.544.747 2014 441.705 1.156.950 1.598.655 2015 345.591 1.215.434 1.561.025 2016 351.436 1.243.104 1.594.540 Ita Stran Totali 2013 3,40 4,05 3,86 2014 3,53 3,99 3,85 2015 3,14 4,03 3,79 2016 3,15 3,91 3,71
016 351.436 1.243.104 1.594.540 Ita Stran Totali 2013 3,40 4,05 3,86 2014 3,53 3,99 3,85 2015 3,14 4,03 3,79 2016 3,15 3,91 3,71 Inoltre, come è possibile evincere dai grafici di seguito riportati, assolutamente preponderante è la preferenza della soluzione alberghiera rispetto a quella extralberghiera: la prima ha un’incidenza sul totale degli arrivi pari all’82,04% nel 2013 e pari al 75,15% nel 2016.
o a quella extralberghiera: la prima ha un’incidenza sul totale degli arrivi pari all’82,04% nel 2013 e pari al 75,15% nel 2016. Si dà, di seguito, la rappresentazione della stagionalità dei flussi turistici nel periodo in considerazione distinti per arrivi e presenze. 0% 20% 40% 60% 80% 100% 2014 2015 2016 Extralberghieri 74.563 88.591 106.662 Alberghieri 340.614 323.317 322.579 340.614 323.317 322.579 74.563 88.591 106.662 Arrivi in Costiera Amalfitana 0% 20% 40% 60% 80% 100% 2014 2015 2016
3.317 322.579 340.614 323.317 322.579 74.563 88.591 106.662 Arrivi in Costiera Amalfitana 0% 20% 40% 60% 80% 100% 2014 2015 2016 Extralberghiere 260.512 319.719 387.041 Alberghiere 1.338.143 1.241.306 1.207.499 1.338.143 1.241.306 1.207.499 260.512 319.719 387.041 Presenze in Costiera Amalfitana
95 Arrivi mensili alberghieri e extralberghieri in Costiera Amalfitana nelle annualità 2013, 2014, 2015, 2016 Fonte: Ept Salerno Presenze mensili alberghiere e extralberghiere in Costiera Amalfitana nelle annualità 2013, 2014, 2015, 2016 Fonte: Ept Salerno Altra valutazione di un certo rilievo è quella concernente la stagionalità dei flussi turistici che interessano l’ambito in esame: le tabelle e i grafici soprariportate evidenziano che il periodo di minor flusso è quello che
che interessano l’ambito in esame: le tabelle e i grafici soprariportate evidenziano che il periodo di minor flusso è quello che va da novembre a marzo; una leggera ripresa si ha, infatti, dal mese di aprile per poi evidenziare valori più elevati già nella primavera inoltrata e raggiungere i picchi più alti in estate. In tal senso si sottolinea che la permanenza media (annualità 2016) passa dal 3,04 del mese di aprile al 4,11
iù alti in estate. In tal senso si sottolinea che la permanenza media (annualità 2016) passa dal 3,04 del mese di aprile al 4,11 del mese di agosto, mantenendosi su valori piuttosto alti anche negli altri mesi estivi (3,76 a giugno; 3,88 a luglio; 3,87 a settembre). Si ritiene utile evidenziare in questa sede che nel classificare i comuni costieri della Campania in funzione della valenza turistica degli stessi, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.1 commi 114-120della L.R.5/2013, la
in funzione della valenza turistica degli stessi, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.1 commi 114-120della L.R.5/2013, la Regione, con Decreto Dirigenziale n.125 del 29.11.2013,37 ha attribuito al Comune di Ravello un punteggio complessivo pari a 22,67. Tale punteggio è il risultato della valutazione ponderata delle seguenti caratteristiche: capacità di sviluppo turistico, qualità ambientali, balneabilità della costa. Sulla base di tali
delle seguenti caratteristiche: capacità di sviluppo turistico, qualità ambientali, balneabilità della costa. Sulla base di tali valutazioni il Comune di Ravello si attesta al 16° posto nella citata classifica rientrando a pieno titolo nella categoria A ad “alta valenza turistica”. 37 Dipartimento 51 – Dipartimento della Programmazione e dello Sviluppo Economico. Direzione General 1 – Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo. 0 10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 60.000 70.000 gennaio
1 – Direzione Generale per la Programmazione Economica e il Turismo. 0 10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 60.000 70.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Italiani: arrivi mensili in Costiera Amalfitana It 2013 It 2014 It 2015 It 2016 0 20.000 40.000 60.000 80.000 100.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Stranieri: arrivi mens. in Costiera Amalfitana St 2013 St 2014 St 2015 St 2016 0
glio agosto settembre ottobre novembre dicembre Stranieri: arrivi mens. in Costiera Amalfitana St 2013 St 2014 St 2015 St 2016 0 50.000 100.000 150.000 200.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Italiani: presenze mensili in Cost. Amalfitana It 2013 It 2014 It 2015 It 2016 0 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 300.000 350.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
00 200.000 250.000 300.000 350.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Stranieri: presenze mens. in Cost. Amalfitana St 2013 St 2014 St 2015 St 2016
A P A P A P A P A P
96 Si riportano, inoltre, di seguito i dati forniti dall’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, relativamente agli arrivi/presenze nelle strutture alberghiere ed extralberghiere di Ravello nelle annualità 2013/2017. Mesi Italiani 2013 2014 2015 2016 2017 A P A P A P A P A P gennaio 81 155 75 232 48 1.132 217 1.459 101 957 febbraio 24 67 80 261 85 204 90 1.136 92 715 marzo 447 771 429 654 143 256 416 1.794 290 1.466 aprile 1.340 2.595 1.198 2.566 944 1.878 1.131 4.584 1.793 6.920
1.136 92 715 marzo 447 771 429 654 143 256 416 1.794 290 1.466 aprile 1.340 2.595 1.198 2.566 944 1.878 1.131 4.584 1.793 6.920 maggio 1.127 2.325 1.123 2.290 1.070 2.325 793 2.823 765 3.047 giugno 1.457 2.820 1.232 2.604 1.228 3.792 1.157 5.309 1.359 7.006 luglio 1.662 3.607 1.713 4.046 1.980 4.872 2.092 7.304 1.841 9.128 agosto 2.518 8.289 2.722 8.522 2.652 8.765 2.253 10.609 2.262 11.516 settembre 3.804 8.376 1.409 4.288 1.421 4.332 1.164 5.218 1.016 5.063
A P A P A P A P A P
18 8.289 2.722 8.522 2.652 8.765 2.253 10.609 2.262 11.516 settembre 3.804 8.376 1.409 4.288 1.421 4.332 1.164 5.218 1.016 5.063 ottobre 1.017 1.997 878 1.791 806 2.408 960 3.929 1.029 10.494 novembre 165 328 117 188 69 576 109 942 100 826 dicembre 218 535 315 532 143 232 479 1.543 174 4.974 Totale 13.860 31.865 11.291 27.974 10.589 30.772 10.861 46.650 10.822 62.112 Mesi Stranieri 2013 2014 2015 2016 2017 A P A P A P A P A P gennaio 111 502 142 564 93 1.742 97 426 107 571
A P A P A P A P A P
46.650 10.822 62.112 Mesi Stranieri 2013 2014 2015 2016 2017 A P A P A P A P A P gennaio 111 502 142 564 93 1.742 97 426 107 571 febbraio 63 109 99 272 111 295 114 495 146 464 marzo 691 2.128 425 1.419 438 1.230 664 2.374 547 1.771 aprile 2.133 6.883 2.501 8.286 2.775 8.494 2.781 9.937 3.762 12.985 maggio 4.976 15.349 4.808 16.551 5.473 17.234 5.695 20.967 6.131 22.181 giugno 5.181 18.266 5.185 19.048 6.283 23.392 6.332 25.826 4.562 18.030
.349 4.808 16.551 5.473 17.234 5.695 20.967 6.131 22.181 giugno 5.181 18.266 5.185 19.048 6.283 23.392 6.332 25.826 4.562 18.030 luglio 4.821 18.694 4.954 20.079 6.547 24.001 7.158 28.005 7.534 32.875 agosto 4.751 17.831 4.895 19.429 6.302 23.239 6.596 25.172 5.322 25.988 settembre 17.514 63.072 6.501 25.449 7.406 27.192 7.771 27.132 4.267 17.527 ottobre 3.568 13.102 3.925 14.914 4.684 17.372 4.130 17.258 2.740 12.438 novembre 309 995 253 677 198 893 254 1.470 184 1.739
A P A P A P A P A P
27 ottobre 3.568 13.102 3.925 14.914 4.684 17.372 4.130 17.258 2.740 12.438 novembre 309 995 253 677 198 893 254 1.470 184 1.739 dicembre 168 509 84 152 119 297 185 1.066 104 316 Totale 44.286 157.440 33.772 126.840 40.429 145.381 41.777 160.128 35.406 146.885 Mesi Totali 2013 2014 2015 2016 2017 A P A P A P A P A P gennaio 192 657 217 796 141 2.874 314 1.885 208 1.528 febbraio 87 176 179 533 196 499 204 1.631 238 1.179 marzo 1.138 2.899 854 2.073 581 1.486 1.080 4.168 837 3.237
1.885 208 1.528 febbraio 87 176 179 533 196 499 204 1.631 238 1.179 marzo 1.138 2.899 854 2.073 581 1.486 1.080 4.168 837 3.237 aprile 3.473 9.478 3.699 10.852 3.719 10.372 3.912 14.521 5.555 19.905 maggio 6.103 17.674 5.931 18.841 6.543 19.559 6.488 23.790 6.896 25.228 giugno 6.638 21.086 6.417 21.652 7.511 27.184 7.489 31.135 5.921 25.036 luglio 6.483 22.301 6.667 24.125 8.527 28.873 9.250 35.309 9.375 42.003 agosto 7.269 26.120 7.617 27.951 8.954 32.004 8.849 35.781 7.584 37.504
.301 6.667 24.125 8.527 28.873 9.250 35.309 9.375 42.003 agosto 7.269 26.120 7.617 27.951 8.954 32.004 8.849 35.781 7.584 37.504 settembre 21.318 71.448 7.910 29.737 8.827 31.524 8.935 32.350 5.283 22.590 ottobre 4.585 15.099 4.803 16.705 5.490 19.780 5.090 21.187 3.769 22.932 novembre 474 1.323 370 865 267 1.469 363 2.412 284 2.565 dicembre 386 1.044 399 684 262 529 664 2.609 278 5.290 Totale 58.146 189.305 45.063 154.814 51.018 176.153 52.638 206.778 46.228 208.997
97 0 10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 60.000 2013 2014 2015 2016 2017 Arrivi a Ravello Italiani Stranieri Totali 0 50.000 100.000 150.000 200.000 250.000 2013 2014 2015 2016 2017 Presenze a Ravello Italiani Stranieri Totali 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 6,00 2013 2014 2015 2016 2017 Permanenza media a Ravello Italiani Stranieri Totali
tranieri Totali 0,00 1,00 2,00 3,00 4,00 5,00 6,00 2013 2014 2015 2016 2017 Permanenza media a Ravello Italiani Stranieri Totali
98 Nel periodo preso in esame, come è possibile peraltro immediatamente evincere dai grafici in precedenza riportati, si registra a Ravello: • una riduzione totale degli arrivi pari al 4,47%, con un decremento pressoché analogo sia di quelli degli italiani (-21,92%) che di quelli degli stranieri (-20,05 %); gli arrivi di questi ultimi, in ogni caso, sono pari a
quelli degli italiani (-21,92%) che di quelli degli stranieri (-20,05 %); gli arrivi di questi ultimi, in ogni caso, sono pari a circa tre volte quelli degli italiani. Tale decremento, peraltro, è in controtendenza rispetto al dato relativo all’intera costiera che, come visto in precedenza, registra un leggero incremento sia degli arrivi totali che di quelli stranieri; • un incremento totale delle presenze pari al 10,40%, dovuto ad un notevole incremento di quelle italiane
e di quelli stranieri; • un incremento totale delle presenze pari al 10,40%, dovuto ad un notevole incremento di quelle italiane (+94,92) a fronte di una riduzione di quelle straniere (-6,70%). E’ comunque significativo segnalare che, in ogni caso, le presenze di stranieri a Ravello nel 2017 sono pari a più del doppio di quelle italiane; il fenomeno, in questo caso, ha un andamento del tutto analogo a quello registrato nel medesimo periodo nell’intero ambito costiero;
enomeno, in questo caso, ha un andamento del tutto analogo a quello registrato nel medesimo periodo nell’intero ambito costiero; • una incremento della permanenza media che passa da 3,26 nel 2013 a 3,93 nel 2016, fino ad arrivare a 4,52 nel 2017, con un incremento complessivo del 38,65%. Tale fenomeno è comune sia agli stranieri (+16,57%) che soprattutto agli italiani (+149,56%). Arrivi a Ravello Italiani Stranieri Totali 2013 13.860 44.286 58.146 2014 11.291 33.772 45.063 2015 10.589 40.429 51.018
9,56%). Arrivi a Ravello Italiani Stranieri Totali 2013 13.860 44.286 58.146 2014 11.291 33.772 45.063 2015 10.589 40.429 51.018 2016 10.861 41.777 52.638 2017 10.822 35.406 46.228 Presenze a Ravello Italiani Stranieri Totali 2013 31.865 157.440 189.305 2014 27.974 126.840 154.814 2015 30.772 145.381 176.153 2016 46.650 160.128 206.778 2017 62.112 146.885 208.997 Permanenza a Ravello Italiani Stranieri Totali 2013 2,30 3,56 3,26 2014 2,48 3,76 3,44 2015 2,91 3,60 3,45 2016 4,30 3,83 3,93 2017 5,74 4,15 4,52
lo Italiani Stranieri Totali 2013 2,30 3,56 3,26 2014 2,48 3,76 3,44 2015 2,91 3,60 3,45 2016 4,30 3,83 3,93 2017 5,74 4,15 4,52 I fenomeni sopra descritti testimoniano la sostanziale perdurante attrattività turistica di Ravello confermata dall’incremento delle presenze nonostante un lieve calo degli arrivi e tanto per effetto di un prolungamento delle permanenze, specie da parte dei turisti italiani.
99 Inoltre, come è possibile evincere dai grafici di seguito riportati, assolutamente preponderante è la preferenza della soluzione alberghiera rispetto a quella extralberghiera: la prima ha un’incidenza sul totale degli arrivi pari al 81,52 % nel 2014, al 79,75% nel 2015 e al 75,48 % nel 2016. Altra considerazione significativa ai fini del presente studio è quella relativa alla stagionalità dei flussi turistici
el 2016. Altra considerazione significativa ai fini del presente studio è quella relativa alla stagionalità dei flussi turistici che interessano il comune di Ravello. Dai dati relativi alle annualità 2013-2017 si evidenzia che il periodo in cui si registrano i valori minimi è quello compreso tra novembre e febbraio; una lieve ripresa si ha, infatti, solo a partire dal mese di marzo per poi giungere a valori più elevati nella primavera inoltrata e stabilirsi su picchi più alti in estate.
ire dal mese di marzo per poi giungere a valori più elevati nella primavera inoltrata e stabilirsi su picchi più alti in estate. Nei periodi in esame sono sempre preponderanti sia gli arrivi che le presenze degli stranieri, con picchi significativi nel periodo luglio agosto e settembre di ciascuna annualità considerata. 0% 20% 40% 60% 80% 100% 2014 2015 2016 Extralberghieri 8.690 10.327 12.905 Alberghieri 36.373 40.691 39.733 36.373 40.691 39.733 8.690 10.327 12.905 Arrivi a Ravello 0% 20% 40% 60% 80% 100%
10.327 12.905 Alberghieri 36.373 40.691 39.733 36.373 40.691 39.733 8.690 10.327 12.905 Arrivi a Ravello 0% 20% 40% 60% 80% 100% 2014 2015 2016 Extralberghiere 32.209 35.630 46.045 Alberghiere 122.605 140.523 160.733 122.605 140.523 160.733 32.209 35.630 46.045 Presenze a Ravello
TIPOLOGIA (REGIONE CAMPANIA) INDIRIZZO CLASSIFICAZIONE (ISTAT) N. CAMERE N. LETT
100 Arrivi mensili alberghieri ed extralberghieri a Ravello nelle annualità 2013-2017 - Fonte: Ept Salerno Presenze mensili alberghiere ed extralberghiere a Ravello nelle annualità 2013 – 2017 - Fonte: Ept Salerno Strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere a Ravello fonte: Ufficio Tributi – Commercio del Comune di Ravello - 2015 TIPOLOGIA (REGIONE CAMPANIA) INDIRIZZO CLASSIFICAZIONE (ISTAT) N. CAMERE N. LETTI ALBERGO 5 STELLE LUSSO Piazza San Giovanni del Toro 2 ESERCIZO ALBERGHIERO 50 100
ZZO CLASSIFICAZIONE (ISTAT) N. CAMERE N. LETTI
ZZO CLASSIFICAZIONE (ISTAT) N. CAMERE N. LETTI ALBERGO 5 STELLE LUSSO Piazza San Giovanni del Toro 2 ESERCIZO ALBERGHIERO 50 100 ALBERGO 5 STELLE LUSSO Via San Giovanni del Toro, 28 ESERCIZO ALBERGHIERO 43 86 ALBERGO 5 STELLE LUSSO Via San Giovanni del Toro, 16 ESERCIZO ALBERGHIERO 9 19 ALBERGO 5 STELLE Via Santa Chiara, 26 ESERCIZO ALBERGHIERO 19 88 ALBERGO 4 STELLE Piazza Fontana Moresca, 5 ESERCIZO ALBERGHIERO 36 71 ALBERGO 4 STELLE Via Trinità,14 ESERCIZO ALBERGHIERO 16 31
ALBERGO 4 STELLE Piazza Fontana Moresca, 5 ESERCIZO ALBERGHIERO 36 71 ALBERGO 4 STELLE Via Trinità,14 ESERCIZO ALBERGHIERO 16 31 ALBERGO 4 STELLE Via della Repubblica, 8 ESERCIZO ALBERGHIERO 36 99 ALBERGO 4 STELLE Piazza Fontana Moresca, 8 ESERCIZO ALBERGHIERO 9 22 ALBERGO 4 STELLE Via Bizantina, 3 (loc. Marmorata) ESERCIZO ALBERGHIERO 41 77 ALBERGO 4 STELLE Via San Giovanni del Toro, 16 ESERCIZO ALBERGHIERO 7 14 ALBERGO 4 STELLE Via San Francesco, 1 ESERCIZO ALBERGHIERO 34 62
STELLE Via San Giovanni del Toro, 16 ESERCIZO ALBERGHIERO 7 14 ALBERGO 4 STELLE Via San Francesco, 1 ESERCIZO ALBERGHIERO 34 62 ALBERGO 4 STELLE Via San Giovanni del Toro, 18 ESERCIZO ALBERGHIERO 26 60 ALBERGO 4 STELLE Via Santa Chiara, 2 ESERCIZO ALBERGHIERO 16 35 ALBERGO 3 STELLE Via Boccaccio, 4 ESERCIZO ALBERGHIERO 10 24 ALBERGO 3 STELLE Via G.D'Anna, 5 ESERCIZO ALBERGHIERO 19 36 ALBERGO 3 STELLE Via Roma, 16 ESERCIZO ALBERGHIERO 10 24
HIERO 10 24
HIERO 10 24 ALBERGO 3 STELLE Via G.D'Anna, 5 ESERCIZO ALBERGHIERO 19 36 ALBERGO 3 STELLE Via Roma, 16 ESERCIZO ALBERGHIERO 10 24 ALBERGO 3 STELLE Via Carusiello, 2 (loc.Castiglione) ESERCIZO ALBERGHIERO 12 24 ALBERGO 2 STELLE Via dei Fusco, 4 ESERCIZO ALBERGHIERO 14 25 RESIDENZA TURISTICO - ALBERGHIERA 3 STELLE Viale Gioacchino D'Anna 6 ESERCIZO ALBERGHIERO 11 22 Totale 418 919
500 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 3.500 4.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre
919
500 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 3.500 4.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Italiani: arrivi mensili a Ravello It 2013 It 2014 It 2015 It 2016 It 2017
5.000 10.000 15.000 20.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Stranieri: arrivi mensili a Ravello St 2013 St 2014 St 2015 St 2016 St 2017
2.000 4.000 6.000 8.000 10.000 12.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio
2013 St 2014 St 2015 St 2016 St 2017
2.000 4.000 6.000 8.000 10.000 12.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Italiani: presenze mensili a Ravello It 2013 It 2014 It 2015 It 2016 It 2017
10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 60.000 70.000 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Stranieri: presenze mensili a Ravello St 2013 St 2014 St 2015 St 2016 St 2017
TIPOLOGIA (REGIONE CAMPANIA) INDIRIZZO CLASSIFICAZIONE (ISTAT) N. CAMERE N. LETT
101 TIPOLOGIA (REGIONE CAMPANIA) INDIRIZZO CLASSIFICAZIONE (ISTAT) N. CAMERE N. LETTI COUNTRY HOUSE San Cosma, 11 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 6 11 BED AND BREAKFAST Via della Marra, 3 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 BED AND BREAKFAST Via Civita, 4 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 BED AND BREAKFAST Via Casanova,3 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 BED AND BREAKFAST Via Gradoni,14 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 5 BED AND BREAKFAST Via Marino Frezza, 50 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 6
BREAKFAST Via Gradoni,14 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 5 BED AND BREAKFAST Via Marino Frezza, 50 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 6 BED AND BREAKFAST Via Trinità, 10 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 BED AND BREAKFAST Via Traglio ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 6 BED AND BREAKFAST Via dello Scarpariello 3 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 BED AND BREAKFAST Via G. Boccaccio ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 6 BED AND BREAKFAST Via Traglio, 24 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 4 8
AND BREAKFAST Via G. Boccaccio ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 6 BED AND BREAKFAST Via Traglio, 24 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 4 8 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Carusiello 32,34 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 6 12 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via della Repubblica, 2 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 6 12 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Viale Wagner,3 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 3 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Trinità, 37 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 7 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Carusiello, 25 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 10
MERE Via Trinità, 37 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 7 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Carusiello, 25 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 10 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Marmorata, 31 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 5 12 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Cigliano, 8 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 3 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Rampe B.Gambardella ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 6 12 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via dello Scarpariello 7 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4
B.Gambardella ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 6 12 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via dello Scarpariello 7 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Carusiello, 28 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 10 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Casa Pisani, 22 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Marmorata, 2 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Trinità, 10 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 3 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via delle Cartiere 6 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 3 6
ERE Via Trinità, 10 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 3 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via delle Cartiere 6 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 3 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via della Repubblica, 34 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 8 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Crocelle, 23 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 6 12 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Monte Brusara, 32 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Crocelle,23 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Trinità, 33 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4
CASA E APPART. PER VACANZE
TACAMERE Via Crocelle,23 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Trinità, 33 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via della Repubblica ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Trinità, 42 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 4 6 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via San Francesco, 12 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Civita, 11 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 6 CASA E APPART. PER VACANZE
SERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4
SERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 4 ESERCIZI DI AFFITTACAMERE Via Civita, 11 ESERCIZIO RICETTIVO COMPL. 2 6 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Carusiello 32,34 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 5 22 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Trinità, 37 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Torello, ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE
AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE
AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Torello, ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via dei Fusco, 13 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 5 10 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Rampe B. Gambardella ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Valle del Dragone ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 10 28 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata,15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 9
CASA E APPART. PER VACANZE
e ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 10 28 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata,15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 9 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Civita ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 11 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata 18 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata,15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via O.Papice, 4 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 5 8
CASA E APPART. PER VACANZE
a,15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via O.Papice, 4 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 5 8 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via O.Papice 24 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6
CASA E APPART. PER VACANZE
102 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Castiglione 8 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via dei Rufolo, 5 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Trinità, 33 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Trinità, 35 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata 18 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE
ITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE
ITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Marmorata 18 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (IN FORMA IMPR.) Via Carusiello 28 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Monte Brusra, 12 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Civita, 19 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via S.Giovanni alla Costa,2 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4
PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE
PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via S.Giovanni alla Costa,2 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Casanova, 3 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via G. Boccaccio, 1 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via San Cosma, 15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 5 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Roma ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 3
CASA E APPART. PER VACANZE
Cosma, 15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 5 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Roma ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 3 3 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Loggetta, 25 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Lacco ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 5 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via della Repubblica, 4 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Marmorata 21 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2
CASA E APPART. PER VACANZE
4 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Marmorata 21 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Torretta a Marmorata 22 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 1 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via San Martino,6 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Bizantina, 12 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 10 CASA E APPART. PER VACANZE
CASA E APPART. PER VACANZE
1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Bizantina, 12 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 10 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Barisani da Trani,5 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Castiglione 8 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via San Martino, 28 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Marmorata 21 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4
CASA E APPART. PER VACANZE
8 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Marmorata 21 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Bizantina ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Marmorata ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Roma, 54 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via S.Giovanni del Toro 11 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3
PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE
PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via S.Giovanni del Toro 11 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 3 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via G. Boccaccio, 14 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 2 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via OrspoPapice, 15 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Carusiello, 1 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4
CASA E APPART. PER VACANZE
103 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Orso Papice, 4 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 9 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Orso Papice, 14 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 10 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Roma 03 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Casa rossa ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Trinità, 20 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE
TTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE
TTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Trinità, 20 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Marmorata ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 9 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Casa Pisani,8 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Trinità, 26 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Casa Rossa 06 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE
O 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE
O 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via Casa Rossa 06 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 6 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via S.Pietro alla C. 12 ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 1 4 CASA E APPART. PER VACANZE (DA PRIV. A PRIV.) Via della Repubblica ALLOGGIO PRIVATO IN AFFITTO 2 8 Totale 198 526 Gli elenchi riportati in precedenza sono stati forniti dall’ufficio Commercio del Comune di Ravello e propongono l’offerta ricettiva all’annualità 2015.
precedenza sono stati forniti dall’ufficio Commercio del Comune di Ravello e propongono l’offerta ricettiva all’annualità 2015. Sulla base degli stessi sono state effettuate le elaborazioni di seguito riportate, dalle quali si evince quanto segue. Se da un lato, il numero complessivo di strutture ricettive vede la netta prevalenza della tipologia extralberghiera (82%) rispetto a quella alberghiera (18%), in termini di posti letto l’offerta alberghiera (pari a
lla tipologia extralberghiera (82%) rispetto a quella alberghiera (18%), in termini di posti letto l’offerta alberghiera (pari a 919 posti letto, corrispondenti al 64%) è notevolmente superiore a quella extralberghiera (pari a 526 posti letto, corrispondenti al 36%). 919 64% 526 36% Numero di posti letto Alberghieri Extralberghieri 19 18% 89 82% Numero di strutture Alberghiere Extralberghiere
104 L’offerta alberghiera è, per la maggior parte, di livello elevato con una prevalenza di strutture a 5 stelle e superiori e a 4 stelle, sia in termini numerici che in termini di posti letto. Le strutture a 5 stelle e superiori rappresentano il 21% in termini numerici ed il 32% in termini di posti letto; quelle a 4 stelle rappresentano il 48% in termini numerici ed il 51% in termini di posti letto;
l 32% in termini di posti letto; quelle a 4 stelle rappresentano il 48% in termini numerici ed il 51% in termini di posti letto; complessivamente, l’offerta è pari al 69% in termini numerici e, addirittura, all’83% in termini di posti letto. 1 Per quanto riguarda l’offerta extralberghiera, si evidenzia che la stessa è, prevalentemente, costituita da case ed appartamenti per vacanze che rappresentano il 62% in termini numerici ed il 57% in termini di posti
mente, costituita da case ed appartamenti per vacanze che rappresentano il 62% in termini numerici ed il 57% in termini di posti letto. Tale tipologia è gestita principalmente in forma privata (41% in termini numerici e 31% in termini di posti letto) e, subordinatamente, in maniera imprenditoriale (21% in termini numerici e 26% in termini di posti letto). Da menzionare è anche l’offerta di affittacamere (26% in termini numerici e 32% in termini di posti letto) e
COUNTRY HOUSE BED AND BREAKFAST ESERCIZI DI AFFITTACAMERE
ni di posti letto). Da menzionare è anche l’offerta di affittacamere (26% in termini numerici e 32% in termini di posti letto) e di B&B (11% in termini numerici e 9% in termini di posti letto). 11 2% 49 9% 167 32% 137 26% 162 31% Numero letti extra-alberghieri COUNTRY HOUSE BED AND BREAKFAST ESERCIZI DI AFFITTACAMERE CASA E APP. PER VACANZE (IN FORMA IMPREND.) CASA E APP. PER VACANZE (DA PRIVATO A PRIVATO) 4 21% 9 48% 5 26% 1 5% Num. strutture alberghiere 5 stelle 4 stelle 3 stelle 2 stelle 1 stella 293 32%
ZE (DA PRIVATO A PRIVATO) 4
ZE (DA PRIVATO A PRIVATO) 4 21% 9 48% 5 26% 1 5% Num. strutture alberghiere 5 stelle 4 stelle 3 stelle 2 stelle 1 stella 293 32% 471 51% 130 14% 25 3% Num. letti alberghieri 5 stelle 4 stelle 3 stelle 2 stelle 1 stella 1 1% 10 11% 23 26% 19 21% 36 41% Numero strutt. extra-alberghiere COUNTRY HOUSE BED AND BREAKFAST ESERCIZI DI AFFITTACAMERE CASA E APP. PER VACANZE (IN FORMA IMPREND.) CASA E APP. PER VACANZE (DA PRIVATO A PRIVATO)
105 Infine, si propongono, di seguito, talune elaborazioni effettuate al fine di esplicitare l’utilizzazione dei posti letto disponibili nel comune di Ravello. La prima si riferisce all’utilizzazione complessiva dei posti letto disponibili (alberghiero ed extralberghiero) in relazione ai movimenti registrati con riferimento alle annualità 2015, 2016 e 2017. La seconda elaborazione, invece, riguarda l’utilizzazione dei posti letto distinta per
rimento alle annualità 2015, 2016 e 2017. La seconda elaborazione, invece, riguarda l’utilizzazione dei posti letto distinta per alberghiero ed extralberghiero, con riferimento al periodo 2014/2016. Nello specifico, con riferimento alla tematica considerata, si è calcolato: • il tasso di utilizzo lordo (TL): rapporto fra presenze e posti letto disponibili; il tasso lordo è la percentuale di utilizzo medio annuo nell'ipotesi che tutte le strutture ricettive fossero aperte per
nibili; il tasso lordo è la percentuale di utilizzo medio annuo nell'ipotesi che tutte le strutture ricettive fossero aperte per l'intero anno (365 giorni), quindi, senza tener conto delle chiusure stagionali; • l’indice di utilizzazione lorda dei posti letto (IL): rapporto tra le presenze (P) registrate e il numero di giornate letto potenziali (GP) negli esercizi ricettivi (incluse le chiusure stagionali, per
senze (P) registrate e il numero di giornate letto potenziali (GP) negli esercizi ricettivi (incluse le chiusure stagionali, per ristrutturazione o altre chiusure temporanee), dove il numero di giornate letto potenziali è dato dal prodotto tra il numero di giorni del mese (g) o anno (a) per il numero di posti letto (L): IL = P/(Gp) = P/ (g (a) * L)*100; è una misura che rappresenta la probabilità che ha il generico letto di una struttura di essere occupato da un cliente durante il periodo considerato. Mesi
P IL P IL P IL
a la probabilità che ha il generico letto di una struttura di essere occupato da un cliente durante il periodo considerato. Mesi Utilizzazione posti letto alberghieri ed extralberghieri 2015 2016 2017 P IL P IL P IL gennaio 2874 6,42 1885 4,21 1528 3,41 febbraio 499 1,23 1631 4,03 1179 2,91 marzo 1486 3,32 4168 9,30 3237 7,23 aprile 10372 23,93 14521 33,50 19905 45,92 maggio 19559 43,66 23790 53,11 25228 56,32 giugno 27184 62,71 31135 71,82 25036 57,75 luglio 28873 64,46 35309 78,82 42003 93,77
TL 121,91 TL 143,10 TL 144,63
maggio 19559 43,66 23790 53,11 25228 56,32 giugno 27184 62,71 31135 71,82 25036 57,75 luglio 28873 64,46 35309 78,82 42003 93,77 agosto 32004 71,45 35781 79,88 37504 83,72 settembre 31524 72,72 32350 74,63 22590 52,11 ottobre 19780 44,16 21187 47,30 22932 51,19 novembre 1469 3,39 2412 5,56 2565 5,92 dicembre 529 1,18 2609 5,82 5290 11,81 Annue 176153 33,40 206778 39,21 208997 39,63 TL 121,91 TL 143,10 TL 144,63 Anni Utilizzazione posti letto alberghieri e extra alberghieri Alberghieri Extralberghieri Totali
TL 121,91 TL 143,10 TL 144,63
TL 121,91 TL 143,10 TL 144,63 Anni Utilizzazione posti letto alberghieri e extra alberghieri Alberghieri Extralberghieri Totali P IL TL P IL TL P IL TL 2014 122605 36,55 133,41 32209 16,78 61,23 154814 29,35 107,14 2015 140523 41,89 152,91 35630 18,56 67,74 176153 33,40 121,91 2016 160733 47,92 174,90 46045 23,98 87,54 206778 39,21 143,10
106 0 50 100 150 2015 2016 2017 Tasso di utilizzazione 121,91 143,10 144,63 Variazione tasso di utilizzazione 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settemb re ottobre novemb re dicembr e 2015 6,42 1,23 3,32 23,93 43,66 62,71 64,46 71,45 72,72 44,16 3,39 1,18 2016 4,21 4,03 9,30 33,50 53,11 71,82 78,82 79,88 74,63 47,30 5,56 5,82 2017 3,41 2,91 7,23 45,92 56,32 57,75 93,77 83,72 52,11 51,19 5,92 11,81 Andamento mensile indice utilizzazione posti letto 0 10
2017 3,41 2,91 7,23 45,92 56,32 57,75 93,77 83,72 52,11 51,19 5,92 11,81 Andamento mensile indice utilizzazione posti letto 0 10 20 30 40 50 2015 2016 2017 Indice di utilizzazione 33,40 39,21 39,63 Variazione indice di utilizzazione
107 E’ interessante evidenziare che, relativamente alle annualità 2015-2017, si registra un incremento pressoché analogo sia dell’indice (+18,65%) che del tasso di utilizzazione dei posti letto (18,64%). Andando a considerare poi la variazione stagionale dell’indice, si registra che esso inizia ad assumere un rilievo significativo a partire dal mese di aprile (con un valore di 45,93 nell’annualità 2017 corrispondente ad
ad assumere un rilievo significativo a partire dal mese di aprile (con un valore di 45,93 nell’annualità 2017 corrispondente ad un incremento di circa il 92 % rispetto al medesimo periodo dell’anno 2015), per poi raggiungere il massimo nel mese di luglio (con un picco di 93,77 nell’annualità 2017, con un incremento di circa il 45 % rispetto al medesimo periodo dell’anno 2015) e attestarsi ad un valore, ancora di una certa rilevanza, at ottobre pari a
il 45 % rispetto al medesimo periodo dell’anno 2015) e attestarsi ad un valore, ancora di una certa rilevanza, at ottobre pari a 51,19 nel 2017 (sostanzialmente analogo ai valori assunti nelle annualità precedenti). Dai dati sopra riportati emerge, infine, che il settore alberghiero presenta sempre sia un indice che un tasso di utilizzazione annuale sempre superiore al settore extralberghiero, ed entrambi risultano costantemente
un indice che un tasso di utilizzazione annuale sempre superiore al settore extralberghiero, ed entrambi risultano costantemente crescenti nelle annualità prese in considerazione. In particolare nell’annualità 2017 gli indici del settore alberghiero sono pari praticamente al doppio di quello extralberghiero la necessità di promuovere politiche di diversificazione dell’offerta e di potenziamento dei servizi di supporto al turismo che possano favorire la
muovere politiche di diversificazione dell’offerta e di potenziamento dei servizi di supporto al turismo che possano favorire la destagionalizzazione dei flussi o, comunque, l’incremento degli stessi, distribuito su di un arco temporale più esteso nel corso dell’anno. 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 2014 2015 2016 Alberghiero 133,41 152,91 174,90 Extralberghiero 61,23 67,74 87,54 Variazione tasso di utilizzazione 0 10 20 30 40 50 2014 2015 2016 Alberghiero 36,55 41,89 47,92
xtralberghiero 61,23 67,74 87,54 Variazione tasso di utilizzazione 0 10 20 30 40 50 2014 2015 2016 Alberghiero 36,55 41,89 47,92 Extralberghiero 16,78 18,56 23,98 Variazione indice di utilizzazione
108 3.5.4 L’agricoltura Lo stato del settore agricolo e la sua evoluzione nel comune di Ravello può essere fotografato considerando i dati rilevabili dai censimenti ISTAT dell’agricoltura. In particolare, nel presente documento si farà riferimento ai dati rilevabili dal V e dal VI Censimento generale, rispettivamente effettuati nell’anno 2000 e nell’anno 2010, considerando, peraltro, le dinamiche rilevabili dalle variazioni intercorse nel decennio intercensuario.
2000 e nell’anno 2010, considerando, peraltro, le dinamiche rilevabili dalle variazioni intercorse nel decennio intercensuario. Il numero di aziende censite nell’anno 2010 è complessivamente pari a 140 (contro i 332 del 2000), per una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) pari a 139,9 ha (contro i 360,09 ha del 2000), su di una Superficie Agricola Totale (SAT) pari a 280,3 ha (contro i 483,47 ha del 2000). Nel decennio intercensuario si registra, pertanto,
SAT 332 140 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 2000 2010
perficie Agricola Totale (SAT) pari a 280,3 ha (contro i 483,47 ha del 2000). Nel decennio intercensuario si registra, pertanto, una riduzione del 57,83% del numero di aziende, ed una contestuale riduzione del 61,15 % della SAU e del 42,04 % della SAT. 360,09 139,9 483,47 280,3 0 100 200 300 400 500 600 2000 2010 Superficie in ettari Anni censimento Variazione Superficie Agricola SAU SAT 332 140 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 2000 2010 Numero di aziende Anni censimento
SAT 332 140 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 2000 2010
Variazione Superficie Agricola SAU SAT 332 140 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 2000 2010 Numero di aziende Anni censimento Variazione numero aziende agricole numero aziende agricole
109 Sempre nel 2010 la superficie destinata alla coltivazione delle legnose agrarie risulta pari a 85,3 ha (contro i 169,56 ha del 2000), di cui 16,4 ha a vigneti (contro i 34,45 ha del 2000), 12,7 ha ad oliveto (contro i 15,78 ha del 2000), 24,5 ha ad agrumeto (contro i 41,87 ha del 2000), 31,6 ha a frutteto (contro i 43,51 ha del 2000). Nel decennio intercensuario si registra, pertanto, una riduzione di circa 50,00% della superficie destinata alla
1 ha del 2000). Nel decennio intercensuario si registra, pertanto, una riduzione di circa 50,00% della superficie destinata alla coltivazione delle legnose agrarie, ed in particolare una riduzione del 52,39 % delle superfici a vigneto, del 19,36% degli oliveti, del 41,48% degli agrumeti ed, infine, una riduzione del 27,37% delle superfici destinate a frutteto. Ancora nell’anno 2010 si registrano un numero di capi zootecnici complessivamente pari a 573, di cui 13
ci destinate a frutteto. Ancora nell’anno 2010 si registrano un numero di capi zootecnici complessivamente pari a 573, di cui 13 bovini, 4 equini, 166 ovini, 330 caprini, 60 avicoli. Il numero di aziende complessivo nell’annualità 2010 è pari a 140, di cui la maggior parte (128) in proprietà e (135) quali aziende individuali dirette dal coltivatore – (solo 4 aziende hanno salariati). Nel 2000 il numero
- in proprietà e (135) quali aziende individuali dirette dal coltivatore – (solo 4 aziende hanno salariati). Nel 2000 il numero di aziende complessivo è pari a 318, di cui 296 con coltivazione diretta del coltivatore e 21 con salariati. Nel decennio intercensuario si registra, pertanto, una riduzione del 61,44% del numero complessivo di aziende, ed in particolare una riduzione del 58,58% del numero di aziende con coltivazione diretta e del 81,82% di quelle con salariati.
ed in particolare una riduzione del 58,58% del numero di aziende con coltivazione diretta e del 81,82% di quelle con salariati. Nel 2010 il 9,3 % dei capoazienda risultano giovani, il 56,43 % maturi, ed il rimanente 34,23 % anziani; di questi il 32,86 % sono donne ed il rimanete 67,14 % uomini.; il 41,43% non sono in possesso di un titolo di studio completo, il 32,86 % ha la licenza media, il 16,43% è in possesso di un diploma superiore e solo il 9,28 % di titolo di laurea.
completo, il 32,86 % ha la licenza media, il 16,43% è in possesso di un diploma superiore e solo il 9,28 % di titolo di laurea. I dati in precedenza riportati evidenziano un drastico, preoccupante, calo del settore economico in considerazione nel decennio intercensuario di riferimento, con ricadute non solo sulla struttura sociale e produttiva del territorio comunale ma, anche, sulla conformazione e caratterizzazione fisica dello stesso: se
truttura sociale e produttiva del territorio comunale ma, anche, sulla conformazione e caratterizzazione fisica dello stesso: se da un lato si registra un drastico calo delle aziende impegnate nel settore, ridotte di più della metà, dall’altro si registra una altrettanto consistete riduzione sia della superficie agricola utilizzata sia della superficie agricola totale. 34,45 16,4 15,78 12,7 41,87 24,5 43,51 31,6 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Superficie in ettari Tipologie
ficie agricola totale. 34,45 16,4 15,78 12,7 41,87 24,5 43,51 31,6 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 Superficie in ettari Tipologie Variazione delle coltivazioni legnose vigneti 2000 vigneti 2010 oliveti 2000 oliveti 2010 agrumeti 2000 agrumeti 2010 frutteti 2000 frutteti 2010
110 Tale circostanza è un segnale evidente del progressivo abbandono delle aree agricole, anche quelle destinate a colture tipiche e tradizionali, con conseguente progressiva perdita di elementi che caratterizzano fortemente i valori paesaggistici ed ambientali del contesto, ma anche chiaro ed inequivocabile segnale di una drastica riduzione di quegli interventi di manutenzione ordinaria del territorio inedificato, solitamente
ocabile segnale di una drastica riduzione di quegli interventi di manutenzione ordinaria del territorio inedificato, solitamente effettuati contestualmente alla conduzione dei fondi, e che rappresentano un elemento indispensabile per contenere la già rilevante problematica del rischio idrogeologico che caratterizza l’ambito territoriale.
111 4. Il Quadro Strategico Le analisi illustrate nei capitoli precedenti, volte alla esplicitazione e contestualizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari nazionali e regionali, all’analisi e valutazione delle previsioni degli strumenti di pianificazione d’area vasta vigenti, alla conoscenza e valutazione (in taluni casi di natura preliminare, in altri in forma già notevolmente approfondita) delle strutture ecologico-naturalistiche, geo-morfologiche, storico-
eliminare, in altri in forma già notevolmente approfondita) delle strutture ecologico-naturalistiche, geo-morfologiche, storico- culturali, economico-sociali, semiologiche ed antropologiche, insediative – funzionali - infrastrutturali, nonché le indicazioni, generali ed operative, fornite dall’Amministrazione comunale, consentono di definire e delineare, di seguito, gli elementi strutturali della pianificazione comunale che rivestono un rilevante valore
no di definire e delineare, di seguito, gli elementi strutturali della pianificazione comunale che rivestono un rilevante valore strategico per la valorizzazione e la crescita sociale, economica e culturale del territorio, al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità. In tal senso, si ritiene che lo sviluppo sostenibile del territorio e della comunità di Ravello possa essere
o di sostenibilità. In tal senso, si ritiene che lo sviluppo sostenibile del territorio e della comunità di Ravello possa essere complessivamente perseguito declinando un insieme sistematico di strategie e di azioni volte al contestuale raggiungimento dei seguenti, fondamentali, macro - obiettivi: ▪ la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, identitario ed antropico; ▪ la prevenzione e mitigazione dei fattori di rischio naturale ed antropico;
del patrimonio naturale, identitario ed antropico; ▪ la prevenzione e mitigazione dei fattori di rischio naturale ed antropico; ▪ la tutela, il recupero, la valorizzazione e riorganizzazione della struttura insediativa e del patrimonio culturale; ▪ la definizione di un sistema di mobilità intermodale e sostenibile; ▪ il rafforzamento e l’integrazione delle funzioni e dell’offerta per il turismo per consolidare e potenziare il ruolo di Ravello tra le “eccellenze” di rilievo internazionale.
ni e dell’offerta per il turismo per consolidare e potenziare il ruolo di Ravello tra le “eccellenze” di rilievo internazionale. Con riferimento a tali macro - obiettivi sono stati poi definiti una serie di obiettivi specifici, indirizzi strategici, ed azioni di intervento che, sinteticamente, si tenterà di esplicitare nel seguito. Obiettivi, indirizzi e ipotesi di azioni sono definiti ed illustrati, per mera comodità espositiva, nell’ambito del
nel seguito. Obiettivi, indirizzi e ipotesi di azioni sono definiti ed illustrati, per mera comodità espositiva, nell’ambito del macro-obiettivo a cui esse concorrono in maniera più evidente, senza tuttavia trascurarne, il carattere sistemico e, conseguentemente, le molteplici ricadute, le reciproche relazioni, i possibili livelli multipli di efficacia. Tale carattere sistemico comporta, in taluni casi, la necessità, nell’ambito dell’esplicitazione dei
elli multipli di efficacia. Tale carattere sistemico comporta, in taluni casi, la necessità, nell’ambito dell’esplicitazione dei diversi macro-obiettivi, di ripetere/riproporre talune strategie ed azioni di Piano. Si evidenzia che gli obiettivi, gli indirizzi strategici e le azioni di intervento illustrati nel seguito del presente documento trovano la loro esplicitazione sia nella componente strutturale che in quella programmatico- operativa del Puc di Ravello.
mento trovano la loro esplicitazione sia nella componente strutturale che in quella programmatico- operativa del Puc di Ravello. In particolare nell’ambito della componente strutturale il PUC propone sia disposizioni strutturali che disposizioni strategiche. Sono disposizioni strutturali quelle che:
- individuano gli elementi costitutivi del patrimonio territoriale comunale, con riferimento ai caratteri ed
tturali quelle che:
- individuano gli elementi costitutivi del patrimonio territoriale comunale, con riferimento ai caratteri ed ai valori naturali (geologici, vegetazionali, faunistici), storico-culturali, paesaggistici, rurali, insediativi e infrastrutturali e ne definiscono le modalità di uso e di manutenzione tali da garantirne la tutela, la riqualificazione e la valorizzazione sostenibile;
- indicano i territori da preservare da trasformazioni urbanizzativo-infrastrutturali ai fini della realizzazione
e sostenibile;
- indicano i territori da preservare da trasformazioni urbanizzativo-infrastrutturali ai fini della realizzazione della rete ecologica comunale, quale specificazione della rete ecologica provinciale e regionale, e per la
112 tutela e valorizzazione delle aree a vocazione agricola e degli ambiti agricoli e forestali di interesse strategico;
- individuano le aree vincolate e le relative disposizioni di tutela. Sono disposizioni strategiche quelle che:
- delineano le scelte di trasformazione di lungo periodo dell’assetto insediativo e infrastrutturale per il conseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile, eventualmente proponendo una perimetrazione indicativa delle aree di trasformabilità urbana;
obiettivi di sviluppo sostenibile, eventualmente proponendo una perimetrazione indicativa delle aree di trasformabilità urbana;
- individuano le scelte per la valorizzazione delle risorse naturalistiche ed agroforestali, per la promozione dell’agricoltura e delle attività ad essa connesse, per la manutenzione ed il risanamento idrogeologico del territorio, per la individuazione della rete fondamentale dei corridoi ecologici con i quali perseguire la costruzione della rete ecologica comunale;
dividuazione della rete fondamentale dei corridoi ecologici con i quali perseguire la costruzione della rete ecologica comunale;
- definiscono gli indirizzi per la valorizzazione paesaggistica. In coerenza con le disposizioni strutturali e strategiche, le disposizioni programmatico/operative definiscono le regole valide a tempo indeterminato per la pianificazione e la programmazione attuativa e/o settoriale
/operative definiscono le regole valide a tempo indeterminato per la pianificazione e la programmazione attuativa e/o settoriale comunale, la quale in ogni caso dovrà applicare tutte le prescrizioni e tener conto di tutti gli indirizzi del PUC. Inoltre le disposizioni programmatiche definiscono in conformità con le disposizioni strutturali e strategiche:
- i criteri di dimensionamento sostenibile delle trasformazioni insediative, definendo, per ciascun ambito
turali e strategiche:
- i criteri di dimensionamento sostenibile delle trasformazioni insediative, definendo, per ciascun ambito di trasformazione, destinazioni d’uso, indici fondiari e territoriali, parametri edilizi ed urbanistici, standards urbanistici, attrezzature e servizi;
- i Piani Urbanistici Attuavi (PUA), i Progetti di intervento unitari (PIU) e/o i Programmi Operativi comunali Prioritari (POP);
- i criteri di formazione per i piani, progetti o programmi, anche settoriali;
i Programmi Operativi comunali Prioritari (POP);
- i criteri di formazione per i piani, progetti o programmi, anche settoriali;
- gli interventi infrastrutturali e la rete di mobilità da realizzare nel quinquennio;
- la quantificazione, ancorché di massima, degli oneri finanziari a carico del bilancio della Amministrazione Comunale e di altri soggetti pubblici per la realizzazione delle opere previste, indicandone la forma di finanziamento anche con riferimento agli atti di pianificazione economica.
zazione delle opere previste, indicandone la forma di finanziamento anche con riferimento agli atti di pianificazione economica. 4.1 Obiettivi, indirizzi strategici e azioni di intervento per il governo del territorio comunale 4.1.1 La tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, identitario ed antropico Tale macro-obiettivo pone particolare attenzione ai rilevanti valori ambientali ed identitari del territorio,
tario ed antropico Tale macro-obiettivo pone particolare attenzione ai rilevanti valori ambientali ed identitari del territorio, proponendo non solo strategie di conservazione delle aree e dei siti rimasti integri, degli elementi di grande valore culturale e paesaggistico, del territorio rurale ed aperto a partire dalle aree ad elevata naturalità, ma anche efficaci azioni di recupero e riqualificazione degli ambiti degradati, strategie volte a garantire la qualità
turalità, ma anche efficaci azioni di recupero e riqualificazione degli ambiti degradati, strategie volte a garantire la qualità delle necessarie trasformazioni, interventi volti alla valorizzazione delle risorse naturali, ed in particolare:
113 ➢ la salvaguardia della integrità fisica e della connotazione paesaggistica ed ambientale del patrimonio naturalistico – forestale, dei corsi d’acqua e della fascia costiera mediante:
- la tutela delle componenti peculiari geomorfologiche, vegetazionali e paesaggistiche che connotano l’assetto del territorio;
- la riqualificazione e/o la rinaturalizzazione dei siti degradati e/o destrutturati o alterati dalla presenza
o del territorio;
- la riqualificazione e/o la rinaturalizzazione dei siti degradati e/o destrutturati o alterati dalla presenza di attività ed insediamenti o manufatti inconciliabili, prevedendo interventi di ripristino dello stato originario dei luoghi, di creazione di nuovi paesaggi, ovvero interventi di restauro paesaggistico idonei a realizzare l’integrazione tra uomo e ambiente;
- il sostegno alle attività agro-forestali, anche ammettendo la possibilità di calibrati interventi per la
tra uomo e ambiente;
- il sostegno alle attività agro-forestali, anche ammettendo la possibilità di calibrati interventi per la diversificazione/integrazione delle attività stesse (in relazione all’effettiva presenza di tali attività);
- la valorizzazione del patrimonio e delle emergenze naturalistiche, anche a fini didattici e turistici, mediante:
- il ripristino e/o l’adeguamento e/o l’integrazione dei sentieri pedonali esistenti (garantendo il
ttici e turistici, mediante:
- il ripristino e/o l’adeguamento e/o l’integrazione dei sentieri pedonali esistenti (garantendo il pubblico accesso al mare o ai luoghi panoramici), anche per potenziare le possibilità di fruizione del territorio a fini escursionistici e sportivi;
- la localizzazione di nuovi percorsi di servizio, scientifici o didattici;
- la promozione di azioni di recupero e riuso per le costruzioni, rurali e non, dismesse o in via di
o, scientifici o didattici;
- la promozione di azioni di recupero e riuso per le costruzioni, rurali e non, dismesse o in via di dismissione da destinare a centri informazione, rifugi attrezzati, centri servizi per l’escursionismo, centri di documentazione ambientale, etc. o, qualora compatibile con le esigenze di tutela, ad attrezzature turistiche e culturali;
- la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio geologico (geositi – geotopi38), custode di valori
iche e culturali;
- la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio geologico (geositi – geotopi38), custode di valori ambientali e scientifici, anche per favorirne la conoscenza e la fruizione;
- la tutela dei corsi d’acqua principali e minori, delle relative aree di pertinenza, e la riqualificazione delle aree degradate, ammettendo e promuovendo, ove necessario, interventi di bonifica, rinaturalizzazione e messa in sicurezza (ricorrendo a tecniche di ingegneria naturalistica). In
essario, interventi di bonifica, rinaturalizzazione e messa in sicurezza (ricorrendo a tecniche di ingegneria naturalistica). In particolare si prevede la promozione di interventi di manutenzione periodica degli alvei e delle aree ad esso limitrofe, la rimozione degli elementi di superfetazione o comunque determinanti il degrado paesaggistico ed ambientale delle aree ed inconciliabili con le esigenze di tutela e valorizzazione,
que determinanti il degrado paesaggistico ed ambientale delle aree ed inconciliabili con le esigenze di tutela e valorizzazione, anche mediante il coordinamento delle previsioni degli eventuali piani attuativi che dovranno interessare le aree ed i manufatti limitrofi;
- il recupero ambientale, paesaggistico ed idrogeologico del corso del torrente Sambuco e del corso del torrente Dragone e delle aree e dei manufatti adiacenti. In particolare si propone di realizzare, di
nte Sambuco e del corso del torrente Dragone e delle aree e dei manufatti adiacenti. In particolare si propone di realizzare, di concerto con i Comuni limitrofi (Minori da un lato, Scala ed Atrani dall’altro), nonché con tutti gli altri Enti interessati, dei complessi programmi volti a ripristinare l’andamento naturale degli alvei, ricostruire argini e sponde, ripristinare le opere di presidio antropico abbandonate, realizzare gli
mento naturale degli alvei, ricostruire argini e sponde, ripristinare le opere di presidio antropico abbandonate, realizzare gli indispensabili interventi di messa in sicurezza e sistemazione idrogeologica (ricorrendo 38 Secondo W.A.P. Wimbledon un "geosito" può essere qualsiasi località , area o territorio in cui è possibile definire un interesse geologico-geomorfologico per la conservazione, invece il termine geotopo, stando alla definizione del gruppo di lavoro sulla
sse geologico-geomorfologico per la conservazione, invece il termine geotopo, stando alla definizione del gruppo di lavoro sulla protezione dei geotopi nei paesi di lingua tedesca, descrive la più piccola unità spaziale, geograficamente omogenea (parti di paesaggio con caratteri e struttura relativamente uniformi). Sulla base di tale presupposto i geotopi rappresentano quelle parti
paesaggio con caratteri e struttura relativamente uniformi). Sulla base di tale presupposto i geotopi rappresentano quelle parti della geosfera che sono riconoscibili o accessibili sulla superficie terrestre, sono spazialmente limitati e chiaramente distinguibili dalle zone circostanti in relazione a caratteri e processi geologici e morfologici definiti.
114 prevalentemente all’impiego di tecniche dell’ingegneria naturalistica e del restauro). Tali programmi rivestono un ruolo strategico e di carattere prioritario, non solo in relazione agli aspetti più propriamente naturalistici e paesaggistici, ma anche al fine di mitigare le condizioni di rischio idrogeologico incombenti sul territorio e, in particolare, sugli abitati più a valle, ma anche per la promozione di un turismo di eminente valenza naturalistica e culturale;
particolare, sugli abitati più a valle, ma anche per la promozione di un turismo di eminente valenza naturalistica e culturale;
- il divieto di alterazione del regime di apporti sedimentari di origine sia continentale che litoranea, in assenza di studi di settore;
- specie per le coste alte e le falesie, il divieto di alterazione dell’integrità fisica del suolo, dell’alterazione delle dinamiche morfoevolutive, delle condizioni di stabilità delle coltri superficiali
grità fisica del suolo, dell’alterazione delle dinamiche morfoevolutive, delle condizioni di stabilità delle coltri superficiali detritiche e pedologiche e di realizzazione/localizzazione di nuovi interventi antropici che possano compromettere l’integrità di tali componenti (salvo gli interventi necessari alla messa in sicurezza e ad eventuali, limitati, percorsi e attrezzature di servizio a minimo impatto, interventi di recupero ed adeguamento del patrimonio edilizio esistente);
percorsi e attrezzature di servizio a minimo impatto, interventi di recupero ed adeguamento del patrimonio edilizio esistente); ➢ la tutela e valorizzazione dei mosaici agricoli ed agroforestali attraverso il coordinamento di azioni molteplici che ne possano consentire una “tutela attiva”; in particolare il Puc persegue e, nei settori di non diretta competenza, auspica/favorisce/promuove:
- la salvaguardia dell’integrità fisica e della caratterizzazione morfologica, vegetazionale e percettiva dei siti;
ce/promuove:
- la salvaguardia dell’integrità fisica e della caratterizzazione morfologica, vegetazionale e percettiva dei siti;
- la esclusione di nuove quote di edilizia residenziale rurale, fatta eccezione che per le esigenze dell’Imprenditore Agricolo Professionale e da ammettere esclusivamente nelle aree a specifica vocazione rurale;
- la conservazione e la promozione delle colture tipiche e tradizionali (come ad esempio i limoneti, gli
ifica vocazione rurale;
- la conservazione e la promozione delle colture tipiche e tradizionali (come ad esempio i limoneti, gli oliveti ed i vigneti), attraverso il sostegno ad azioni di adeguamento strutturale delle aziende agricole, l’adesione a sistemi di qualità, l’adeguamento agli standard produttivi e l’offerta di servizi di assistenza tecnica (marketing, azioni di commercializzazione, etc.);
- la diversificazione ed integrazione delle attività agricole (lavorazione di produzioni agricole locali;
rcializzazione, etc.);
- la diversificazione ed integrazione delle attività agricole (lavorazione di produzioni agricole locali; allevamento, apicoltura ed attività zootecniche; piccoli laboratori caseari) per i quali è possibile prevedere la realizzazione di manufatti dedicati ex novo solo nell’ambito di zone specificamente individuate. In via generale occorre invece promuovere ed incentivare il recupero di manufatti dimessi o in via di dismissione;
individuate. In via generale occorre invece promuovere ed incentivare il recupero di manufatti dimessi o in via di dismissione;
- la diffusione di programmi di accoglienza rurale, quale offerta turistica integrativa e diversificata e, contemporaneamente, intervento di sostegno ad attività agricole esistenti, da perseguire attraverso la valorizzazione del patrimonio agricolo-naturalistico anche a fini turistici, la promozione di azioni di
perseguire attraverso la valorizzazione del patrimonio agricolo-naturalistico anche a fini turistici, la promozione di azioni di recupero e riuso di manufatti rurali dismessi o in via di dismissione, il potenziamento e/o la realizzazione di servizi per l’escursionismo locale, punti informativi, centri di documentazione ambientale, in grado di configurare, nel complesso, una offerta turistica integrativa e diversificata. In
ntri di documentazione ambientale, in grado di configurare, nel complesso, una offerta turistica integrativa e diversificata. In tal senso il Piano intende promuovere la localizzazione, nell’ambito di edifici rurali, esistenti e/o diruti (di cui sia possibile accertare la preesistente consistenza), di attività quali l’agriturismo o la residenza rurale (country house). A tal fine, e con riferimento all’insediamento di nuove strutture per la
li l’agriturismo o la residenza rurale (country house). A tal fine, e con riferimento all’insediamento di nuove strutture per la ricettività rurale, può essere ammessa la possibilità di ristrutturare gli edifici esistenti e di realizzare, fatta eccezione che nelle aree a più elevata naturalità/biodiversità, limitati incrementi volumetrici e/o nuove strutture (previa verifica dell’impossibilità di utilizzare le strutture esistenti per comprovati
115 motivi strutturali, funzionali e di sicurezza) per i servizi igienici necessari, i volumi tecnici, gli interventi di adeguamento in materia di barriere architettoniche, gli interventi pertinenziali nonché prevedere nuove aree attrezzate per il tempo libero e lo sport, secondo le modalità di cui alla L.R.15/2008 e s.m.i. e di cui al relativo regolamento di attuazione approvato con D.P.G.R. n.18 del 28.12.2009;
lità di cui alla L.R.15/2008 e s.m.i. e di cui al relativo regolamento di attuazione approvato con D.P.G.R. n.18 del 28.12.2009;
- la diffusione dell’agricoltura biologica quale presidio territoriale, fattore di contenimento dei carichi inquinanti ed elemento di valorizzazione dell’offerta agroalimentare;
- la promozione degli interventi volti alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle attività agricole, anche se svolte in economia, che garantiscono la tutela e conservazioni dei mosaici agricoli,
izzazione delle attività agricole, anche se svolte in economia, che garantiscono la tutela e conservazioni dei mosaici agricoli, favorendo la realizzazione di interventi di manutenzione fondiaria, ripristino e rifacimento dei muri di sostegno dei terrazzamenti e la costruzione di piccole rampe di collegamento tra i terrazzamenti stessi, la realizzazione di piccoli capanni per il ricovero attrezzi, materiali, derrate, la realizzazione di
ra i terrazzamenti stessi, la realizzazione di piccoli capanni per il ricovero attrezzi, materiali, derrate, la realizzazione di stalle, porcilaie etc., connesse con la conduzione dei poderi già dotati di case rurali e nella misura del 15% rispetto al volume di detta casa;
- la realizzazione/completamento della indispensabile viabilità interpoderale – stradette forestali che possano garantire una più facile accessibilità alle aree agricole e conseguentemente la conservazioni
– stradette forestali che possano garantire una più facile accessibilità alle aree agricole e conseguentemente la conservazioni delle attività tradizionali che garantiscono il presidio e la manutenzione del territorio, ed al tempo steso, la conservazioni delle colture tradizionali;
- la realizzazione di piccoli vettori meccanici per la movimentazione di prodotti agricoli in fondi non direttamente serviti dalla viabilità ovvero di piccoli impianti di sollevamento, di natura precaria e
otti agricoli in fondi non direttamente serviti dalla viabilità ovvero di piccoli impianti di sollevamento, di natura precaria e volti a soddisfare la necessità contingente di movimentare prodotti agricoli e/o attrezzi agricoli in siti impervi o comunque privi di accessibilità carrabile; ➢ la costruzione della rete ecologica comunale, quale precisazione ed integrazione della rete ecologica provinciale delineata dal Ptcp, per la protezione della biodiversità, la salvaguardia, la valorizzazione e
della rete ecologica provinciale delineata dal Ptcp, per la protezione della biodiversità, la salvaguardia, la valorizzazione e l’implementazione delle aree di valore naturalistico e delle relative aree cuscinetto, per la definizione di corridoi ecologici, da strutturare nel quadro provinciale, regionale e nazionale, concorrendo fattivamente in tal senso alla costruzione delle Rete Natura, ed al perseguimento degli obiettivi della Direttiva CEE n. 43/92 “Habitat”;
nte in tal senso alla costruzione delle Rete Natura, ed al perseguimento degli obiettivi della Direttiva CEE n. 43/92 “Habitat”; ➢ l’istituzione di una serie di parchi urbani e territoriali, che opportunamente connessi tra di loro, vadano effettivamente a costituire la struttura portante della rete ecologica comunale. L’individuazione di tali parchi è stata effettuata:
- privilegiando le aree ubicate in contesti di grande pregio paesaggistico ed ambientale;
one di tali parchi è stata effettuata:
- privilegiando le aree ubicate in contesti di grande pregio paesaggistico ed ambientale;
- possibilmente in aree già facenti parte della rete Natura 2000, al fine di perseguire la loro effettiva tutela e valorizzazione;
116
- recependo le indicazioni vincolanti del Piano Urbanistico Territoriale per l’Area Sorrentino Amalfitana che individua nel territorio comunale n.2 “Parchi speciali”39 coincidenti con i giardini di Villa Cimbrone e di Villa Rufolo e n.1 “Parco Territoriale”40 in un’area situata sul Monte Brusale;
- individuando aree che richiedono l’attuazione di azioni integrate di riqualificazione, valorizzazione e messa in sicurezza (vedi le proposte precedentemente formulate in riferimento ai torrenti Sambuco
alificazione, valorizzazione e messa in sicurezza (vedi le proposte precedentemente formulate in riferimento ai torrenti Sambuco e Dragone);
- tenendo conto dell’esigenza di creare un “sistema” volto a proporre una offerta articolata ed estesa di turismo naturalistico ed escursionistico. Per tali aree si prevedono una serie di azioni di intervento, materiali ed immateriali, da assumere d’intesa con tutti gli Enti interessati, ivi incluso l’Ente di gestione del Parco Regionale e delle aree protette
i, da assumere d’intesa con tutti gli Enti interessati, ivi incluso l’Ente di gestione del Parco Regionale e delle aree protette coinvolte, tese anche, ogni volta che sia possibile, alla realizzazione di percorsi didattici ed escursionistici, aree attrezzate per la fruizione e lo studio, nonché per la messa in rete delle stesse con il sistema dei siti di pregio esistenti nell’intera area del Parco regionale dei Monti Lattari. La pianificazione/progettazione
il sistema dei siti di pregio esistenti nell’intera area del Parco regionale dei Monti Lattari. La pianificazione/progettazione attuativa dovrà poi valutare la possibilità/necessità di prevedere, nell’ambito di tali aree di fruizione pubblica, la realizzazione di mirati programmi di risanamento ambientale, paesaggistico ed idrogeologico, di consentire la sistemazione e la realizzazione di percorsi pedonali, ippo/ciclo percorsi,
ale, paesaggistico ed idrogeologico, di consentire la sistemazione e la realizzazione di percorsi pedonali, ippo/ciclo percorsi, aree di sosta, di nuclei di piccole attrezzature scoperte per il gioco libero e lo sport dei giovanissimi, nonché di individuare, prioritariamente se non esclusivamente mediante il recupero di manufatti edilizi esistenti ubicati anche al di fuori degli specifici ambiti, strutture per la didattica, la cultura, lo sport ed il
fatti edilizi esistenti ubicati anche al di fuori degli specifici ambiti, strutture per la didattica, la cultura, lo sport ed il tempo libero (centri informazione, rifugi attrezzati, centri servizi per l’escursionismo, centri di documentazione/studio ambientale, strutture ludico-didattiche, servizi culturali in genere, con relative attrezzature e servizi complementari e di supporto) necessari per garantire la funzionalità e la sostenibilità, anche economica, degli interventi;
vizi complementari e di supporto) necessari per garantire la funzionalità e la sostenibilità, anche economica, degli interventi; ➢ la riqualificazione dei manufatti e/o degli insediamenti di scarsa qualità ubicati nel territorio rurale ed aperto, prevedendone la completa riqualificazione edilizia/urbanistica con l’attribuzione di nuovi valori architettonici, urbanistici e paesaggistici, nonché di nuove funzioni, lì dove possano contribuire al
tribuzione di nuovi valori architettonici, urbanistici e paesaggistici, nonché di nuove funzioni, lì dove possano contribuire al processo di riqualificazione, ovvero la delocalizzazione. In tale ottica si potrà anche favorire il recupero di quelle quote di manufatti abusivi - comunque interessati da procedimenti di condono edilizio in itinere
- che risultino compatibili con le esigenze di tutela, di valorizzazione e di riqualificazione;
i di condono edilizio in itinere
- che risultino compatibili con le esigenze di tutela, di valorizzazione e di riqualificazione; ➢ la tutela e la valorizzazione degli insediamenti storici e dei nuclei antichi accentrati, quali elementi strutturanti dei valori percettivi e identitari del territorio rurale ed aperto. 4.1.2 La prevenzione e mitigazione dei fattori di rischio naturale e antropico
ivi e identitari del territorio rurale ed aperto. 4.1.2 La prevenzione e mitigazione dei fattori di rischio naturale e antropico 39“…. aree già caratterizzate dall' opera dell'uomo che, in quanto tali, hanno importante valore storico, artistico ed ambientale. Esso include giardini, insiemi di pregio vegetazionale o di interesse archeologico, in posizione topografica particolare o attinenti a monumenti di grande rilievo”.
egio vegetazionale o di interesse archeologico, in posizione topografica particolare o attinenti a monumenti di grande rilievo”. 40“….aree generalmente in emergenza o di altopiano e che costituiscono un sistema articolato di parchi tali da soddisfare il fabbisogno di standards al livello di parchi di interesse territoriale”.
117 Lo strumento urbanistico comunale intende assumere il ruolo fondamentale, all’interno ed in sinergia con la pianificazione di settore ed, in particolare della pianificazione effettuata dalle competenti Autorità di Bacino per quanto concerne le tematiche idrogeologiche, di garante della sicurezza del territorio e della popolazione, nonché di promotore di corrette politiche di sviluppo. In quest’ottica il presente Piano Urbanistico Comunale intende:
olazione, nonché di promotore di corrette politiche di sviluppo. In quest’ottica il presente Piano Urbanistico Comunale intende: ➢ promuovere strategie per la mitigazione e prevenzione dal rischio sismico, non solo nello svolgimento dell’attività di pianificazione del territorio, ma anche sottolineando e ribadendo, qualora ce ne fosse ancora la necessità, l’utilità di una corretta osservanza delle norme antisismiche per l’edilizia, le
dendo, qualora ce ne fosse ancora la necessità, l’utilità di una corretta osservanza delle norme antisismiche per l’edilizia, le infrastrutture pubbliche ed i siti industriali. Infatti, gli studi di microzonazione sismica del territorio hanno permesso di indirizzare le scelte urbanistiche verso le aree a minore pericolosità; l’applicazione dei criteri antisismici nella progettazione e realizzazione delle costruzioni, previsti dalle vigenti norme
sità; l’applicazione dei criteri antisismici nella progettazione e realizzazione delle costruzioni, previsti dalle vigenti norme tecniche e richiamate in sede regolamentare locale (RUEC), consentiranno di realizzare opere in grado di resistere alle sollecitazioni sismiche e agli effetti locali attesi; ➢ attuare appropriate iniziative di governo dei fattori di rischio ambientale, con particolare riferimento
ffetti locali attesi; ➢ attuare appropriate iniziative di governo dei fattori di rischio ambientale, con particolare riferimento al monitoraggio ed alla mitigazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico. In tal senso si individua il seguente percorso metodologico-operativo: ▪ elaborazione di appropriati approfondimenti e studi di carattere geomorfologico-idrogeologico- idraulico, in modo da poter eventualmente incidere sulla pianificazione di bacino, integrandone e/o
eomorfologico-idrogeologico- idraulico, in modo da poter eventualmente incidere sulla pianificazione di bacino, integrandone e/o modificandone i contenuti. Naturalmente per evitare ripetizioni, ma soprattutto per limitare gli areali di approfondimento si è fatto riferimento non solo ai tematismi di sintesi prodotti dall’Autorità di Bacino ma, soprattutto, alle analisi poste a base delle valutazione di rischio e pericolo, in modo
esi prodotti dall’Autorità di Bacino ma, soprattutto, alle analisi poste a base delle valutazione di rischio e pericolo, in modo da poter integrare in modo mirato le indagini (topografiche e geognostiche ed idrauliche) e pervenire ad un mosaico di maggiore dettaglio. Nella redazione della verifica di compatibilità idraulica ed idrogeologica richiesta dalla normativa del piano stralcio, rispetto alle previsioni
ella verifica di compatibilità idraulica ed idrogeologica richiesta dalla normativa del piano stralcio, rispetto alle previsioni attuative del PUC con le effettive condizioni di dissesto del territorio, si dovrà assumere il principio che l’adeguamento può non significare una semplice riproposizione dei dissesti riportati sulla cartografia del Piano stralcio, ma un’analisi dello stato di fatto che può portare ad un quadro del
dei dissesti riportati sulla cartografia del Piano stralcio, ma un’analisi dello stato di fatto che può portare ad un quadro del dissesto diverso da quello proposto, con la conseguente necessità di modifica sia della cartografia del Piano stralcio, sia delle normative vigenti. In questo caso, la suddetta verifica di compatibilità effettuata alla scala locale, attraverso studi ed analisi di dettaglio, ove porti alla conoscenza di un
erifica di compatibilità effettuata alla scala locale, attraverso studi ed analisi di dettaglio, ove porti alla conoscenza di un quadro diverso da quello prospettato dal Piano stralcio, consentirà di attivare le procedure per una proposta di riperimetrazione; ▪ nel caso in cui, invece, la verifica di compatibilità conduca ad una conferma dello stato di dissesto, è possibile perseguire due diverse strategie per garantire la permanenza di presenze e funzioni
onferma dello stato di dissesto, è possibile perseguire due diverse strategie per garantire la permanenza di presenze e funzioni antropiche nell’area ed attuare le indispensabili scelte di trasformazione urbanistica:
- si può procedere all’individuazione, progettazione e successiva esecuzione di interventi per la messa in sicurezza e/o mitigazione del rischio. Si tratterà quindi di redigere un piano di interventi
118 di mitigazione del rischio, rispettando le indicazioni riportate nel quaderno delle opere–tipo dell’Autorità di Bacino;
- oppure, nel caso in cui gli interventi di mitigazione debbano interessare porzioni di versante e/o areali di notevole estensione, si potranno predisporre piani di emergenza corredati da monitoraggi strumentali, che a seconda delle tipologie di dissesto, faranno riferimento a tecnologie appropriate. In relazione allo specifico scenario di rischio idrogeologico individuato
issesto, faranno riferimento a tecnologie appropriate. In relazione allo specifico scenario di rischio idrogeologico individuato dall’Autorità di Bacino, bisognerà, in pratica, predisporre un piano di emergenza a cui corrisponderanno diverse tipologie di intervento, in una sorta di “albero delle possibilità” che deve essere il più possibile predeterminato. ▪ monitoraggio delle aree interessate da pericolo/rischio idrogeologico elevato o molto elevato ed in
possibile predeterminato. ▪ monitoraggio delle aree interessate da pericolo/rischio idrogeologico elevato o molto elevato ed in particolare di quelle aree incombenti sull’urbanizzato e delle aree devegetate e/o disboscate a causa degli incendi; ➢ promuovere corrette politiche di gestione e manutenzione territoriale finalizzate alla difesa del suolo, anche in vista dei cambiamenti climatici in atto. La sistemazione dei bacini idrografici nelle aree montane e collinari, secondo la legge sulla difesa del
enti climatici in atto. La sistemazione dei bacini idrografici nelle aree montane e collinari, secondo la legge sulla difesa del suolo (L.183/89), prevede un intervento unitario da affrontare con un approccio sistemico, con la coscienza del legame tra le varie parti del bacino e quindi del reciproco condizionamento degli interventi nei vari tratti. Il mancato o inadeguato intervento sui tratti montani dei bacini comporta un incremento
amento degli interventi nei vari tratti. Il mancato o inadeguato intervento sui tratti montani dei bacini comporta un incremento delle portate di piena a valle, unitamente all’aumento del trasporto solido, con conseguente necessità di interventi più impegnativi a valle. Un approccio basato sull’emergenza ha privilegiato, negli ultimi decenni, la realizzazione di opere intensive per la riduzione del rischio nelle pianure ove si trova la maggioranza della popolazione e del
realizzazione di opere intensive per la riduzione del rischio nelle pianure ove si trova la maggioranza della popolazione e del patrimonio pubblico e privato, trascurando spesso un approccio a lungo termine con opere estensive ed intensive nella parte superiore del bacino, ove il fenomeno erosivo inizia a manifestarsi e la sistemazione agisce sulle cause del dissesto. Ne consegue la necessità di cominciare a prevedere interventi nelle parti alte dei bacini, poiché in questi
cause del dissesto. Ne consegue la necessità di cominciare a prevedere interventi nelle parti alte dei bacini, poiché in questi ambiti più estese ed intense sono le azioni erosive; con la consapevolezza che la sistemazione della parte superiore dei bacini idrografici non assume solo un valore intrinseco, ma comporta il miglioramento delle condizioni idrauliche a valle. Peraltro, con interventi di tipo diffuso sul territorio si può ottenere una maggiore efficacia delle misure
idrauliche a valle. Peraltro, con interventi di tipo diffuso sul territorio si può ottenere una maggiore efficacia delle misure di diminuzione del rischio idrogeologico, poiché si agisce sulla riduzione delle probabilità di accadimento dell’evento calamitoso e sulla riduzione dell’intensità dello stesso; il perdurare dell’abbandono della
119 montagna e delle zone agricole, invece, ha come conseguenza un aumento della vulnerabilità e della pericolosità del territorio anche a valle con conseguente richiesta di aumento delle difese passive (argini, casse di espansione ecc.) e notevole incremento dei costi diretti ed indiretti. La manutenzione del territorio a scala di bacino idrografico è quindi uno strumento fondamentale per la riduzione del dissesto idrogeologico e del rischio per le persone, le cose ed il patrimonio ambientale e
nto fondamentale per la riduzione del dissesto idrogeologico e del rischio per le persone, le cose ed il patrimonio ambientale e potrà attuarsi con interventi di ingegneria naturalistica in accordo con quanto indicato nel quaderno delle opere tipo dell’Autorità di Bacino. Il Puc intende promuovere l’attuazione di un programma di manutenzione del territorio attraverso:
- la introduzione di specifiche previsioni normative;
re l’attuazione di un programma di manutenzione del territorio attraverso:
- la introduzione di specifiche previsioni normative;
- l’individuazione di eventuali meccanismi di semplificazione ovvero di prescrizioni volte a favorire la esecuzione, da parte dei privati, di talune tipologie di intervento manutentivo nei fondi ricadenti nelle zone non urbanizzate (agricole e boschive), per restituire al territorio la possibilità di svolgere le proprie funzioni in merito alla difesa del suolo.
ricole e boschive), per restituire al territorio la possibilità di svolgere le proprie funzioni in merito alla difesa del suolo. Tali iniziative devono poi essere accompagnate dalla definizione di un programma di intervento volto alla individuazione degli interventi prioritari da eseguire e delle risorse per essi necessarie. A titolo esemplificativo, ed in prima approssimazione, si riportano di seguito un elenco di interventi che
per essi necessarie. A titolo esemplificativo, ed in prima approssimazione, si riportano di seguito un elenco di interventi che possono attuarsi sui versanti per contrastare l’erosione e la predisposizione al dissesto, da disciplinare, regolamentare e programmare secondo le modalità in precedenza illustrate:
- manutenzione e ripristino delle reti di drenaggio superficiale;
- interventi di regimazione idraulica superficiale attraverso riapertura e/o la sagomatura dei fossi,
di drenaggio superficiale;
- interventi di regimazione idraulica superficiale attraverso riapertura e/o la sagomatura dei fossi, correzioni d'alveo, realizzazione di opere di stabilizzazione dei corsi d'acqua minori (briglie, soglie, difese di sponda);
- sistemazione delle aree in erosione o in frana possibilmente con tecniche di ingegneria naturalistica;
- attività forestali e selvicolturali per il controllo della stabilità dei versanti: messa a dimora di piante
ria naturalistica;
- attività forestali e selvicolturali per il controllo della stabilità dei versanti: messa a dimora di piante arboree ed arbustive, manutenzioni delle piantagioni già effettuate (rinfoltimenti, trasformazione dei boschi cedui in alto fusto, ecc.);
- controllo e manutenzione delle opere (cunette, canali, briglie, muri, viminate vive, ecc.);
- ripristini localizzati dei pascoli degradati, opere a verde;
- manutenzione opere di sostegno e consolidamento delle frane;
);
- ripristini localizzati dei pascoli degradati, opere a verde;
- manutenzione opere di sostegno e consolidamento delle frane;
- realizzazione opere di consolidamento al piede;
- valorizzazione agronomica del suolo attraverso la sistemazione delle strade interpoderali, degli acquedotti rurali;
- manutenzione strade secondarie e forestali;
- rimodellamento e chiusura fessure di taglio;
- disgaggio massi e rimozione volumi instabili;
- estirpazione radici pericolose per apertura giunti;
hiusura fessure di taglio;
- disgaggio massi e rimozione volumi instabili;
- estirpazione radici pericolose per apertura giunti;
- pulizia reti paramassi; ➢ promuovere il coinvolgimento dei cittadini nella prevenzione del rischio naturale. La difesa del territorio inizia dalla conoscenza e si concretizza con l’emanazione di norme per una corretta pianificazione dell’assetto del territorio e con la programmazione di interventi sul territorio per la mitigazione del rischio.
120 Tuttavia è ormai chiaro come la prevenzione sia fortemente legata anche alle caratteristiche delle relazioni e dei comportamenti sociali nei contesti a rischio. Sappiamo bene che in molte situazioni, nonostante l’impiego di risorse finanziarie e umane, permane comunque un livello di rischio residuo. In questi casi la riduzione del danno atteso è legata anche ai comportamenti sociali. Solo migliorando, attraverso un’efficace comunicazione, la conoscenza da parte della popolazione dei rischi esistenti nel
ciali. Solo migliorando, attraverso un’efficace comunicazione, la conoscenza da parte della popolazione dei rischi esistenti nel loro territorio e dei comportamenti da adottare in caso di calamità, si può rendere ancora più efficace l’attività di prevenzione. Una comunità che partecipa alle discussioni sulla tutela del territorio è più sicura e preparata a rispondere ad eventi naturali imprevisti. Il coinvolgimento della comunità locale
tela del territorio è più sicura e preparata a rispondere ad eventi naturali imprevisti. Il coinvolgimento della comunità locale nell’elaborazione di politiche d’intervento può consentire ai cittadini di mettere in campo una particolare expertise, distinta da quella ufficiale e costituita da competenze e informazioni che generalmente non vengono considerate dal modello scientifico-razionale per l’individuazione dei rischi, come aneddoti e
ioni che generalmente non vengono considerate dal modello scientifico-razionale per l’individuazione dei rischi, come aneddoti e percezioni soggettive. L’impiego di queste competenze può, inoltre, portare a un miglioramento delle decisioni, in quanto basate sulle conoscenze proprie di chi su un determinato territorio ci vive da sempre ed è in grado di sollecitare una partecipazione più sentita e meglio orchestrata degli interventi in caso di necessità.
a sempre ed è in grado di sollecitare una partecipazione più sentita e meglio orchestrata degli interventi in caso di necessità. A tali fini la pianificazione comunale intende promuove i principi e le metodologie sviluppate nel Progetto RINAMED (RIschiNAturali nel MEDiterraneo - progetto europeo Interregg III) sulla base dei quali possono essere sviluppati i temi per un percorso di formazione permanente da rendere fruibile ai cittadini di Ravello, sinteticamente elencati di seguito:
i temi per un percorso di formazione permanente da rendere fruibile ai cittadini di Ravello, sinteticamente elencati di seguito: • conoscenze generali sui rischi ambientali; • conoscenza sulla correlazione fra rischio ambientale e attività umana; • consapevolezza dell’impossibilità di un controllo completo dei fenomeni; • consapevolezza della necessità di rispettare le regole per tutelare l’ambiente; • consapevolezza della complessità implicita nella gestione amministrativa del territorio e della
egole per tutelare l’ambiente; • consapevolezza della complessità implicita nella gestione amministrativa del territorio e della necessità di sinergia fra pubblico e privato. Gli strumenti della formazione/informazione potranno essere: • seminari di formazione; • incontri assembleari con la popolazione; • mostre con pannelli; • cd-rom; • video; • gioco di ruolo. L’amministrazione Comunale, attraverso le associazioni di volontariato presenti sul territorio, potrà poi
deo; • gioco di ruolo. L’amministrazione Comunale, attraverso le associazioni di volontariato presenti sul territorio, potrà poi passare alla fase di concretizzazione dei corsi come una necessità di formazione permanente, dunque non limitata alla formazione scolastica, ma aperta alle diverse fasi del corso di vita; ➢ promuovere appropriate iniziative volte a contrastare il fenomeno dell’erosione costiera ed a mitigarne gli effetti; ➢ promuovere la mitigazione e prevenzione dei fattori di rischio antropico.
o dell’erosione costiera ed a mitigarne gli effetti; ➢ promuovere la mitigazione e prevenzione dei fattori di rischio antropico. L’alterazione dei parametri fisico-chimici dell’ambiente è generalmente legata alla produzione, alla gestione e alla distribuzione di beni, servizi o prodotti di processi industriali, derivanti sia dai settori
121 primario e secondario (agricoltura e industria), sia dal settore terziario (cosiddetto “dei servizi”), che possono costituire una causa di incidenti con ricadute nel breve periodo sulla salute della popolazione. Il rischio antropico è connesso, pertanto, con complesse problematiche, molteplici delle quali sono riconducibili ai seguenti temi: • la gestione dei rifiuti e delle materie prime pericolose; • il trasporto di materie pericolose; • l’inquinamento idrico; • la contaminazione dei suoli:
e delle materie prime pericolose; • il trasporto di materie pericolose; • l’inquinamento idrico; • la contaminazione dei suoli: • l’inquinamento da elettrosmog; • la presenza e la cessazione dell’utilizzo dell’amianto; • l’inquinamento chimico dell’aria. Per quanto riguarda i rischi generati dallo sviluppo delle attività umane, in questa sede si passeranno in rassegna solo i fattori di hazard presenti sul territorio, individuando, quando pertinente, le concrete
ta sede si passeranno in rassegna solo i fattori di hazard presenti sul territorio, individuando, quando pertinente, le concrete azioni che potrebbero essere poste in campo per esse, ovvero in che misura può il Piano, anche se indirettamente, influire o promuovere iniziative volte al contenimento e, se possibile, alla riduzione dei diversi fattori di rischio. Tali elementi trovano, peraltro, ulteriore e maggiore esplicitazione nell’ambito
alla riduzione dei diversi fattori di rischio. Tali elementi trovano, peraltro, ulteriore e maggiore esplicitazione nell’ambito del Rapporto Ambientale allegato alla presente proposta definitiva di Puc. • Rischio Incendi Boschivi Ampia parte della superficie del comprensorio comunale di Ravello è ricoperta da boschi ed aree forestali, caratterizzate da un’ampia varietà di specie; il patrimonio forestale comunale costituisce
icoperta da boschi ed aree forestali, caratterizzate da un’ampia varietà di specie; il patrimonio forestale comunale costituisce un'immensa ricchezza per l’ambiente e l’economia, per l’equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. I boschi, inoltre, sono l’habitat naturale di molte specie animali e vegetali. Come risulta dai dati delle aree percorse dal fuoco, estratti dal sit della regione Campania, anche il
pecie animali e vegetali. Come risulta dai dati delle aree percorse dal fuoco, estratti dal sit della regione Campania, anche il comprensorio comunale di Ravello è stato interessato negli ultimi anni da incendi boschivi. Le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema forestale e ambientale molto lunghi. Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo causate dagli
riassetto dell’ecosistema forestale e ambientale molto lunghi. Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo causate dagli incendi favoriscono inoltre i fenomeni di dissesto dei versanti provocando, in caso di piogge intense, lo scivolamento e l'asportazione dello strato di terreno superficiale. I mesi a più elevato rischio sono quelli estivi, quando la siccità, l’alta temperatura ed il forte vento fanno evaporare parte dell’acqua
più elevato rischio sono quelli estivi, quando la siccità, l’alta temperatura ed il forte vento fanno evaporare parte dell’acqua trattenuta dalle piante, determinando condizioni naturali favorevoli all'innesco e allo sviluppo di incendi. La legge-quadro sugli incendi boschivi (Legge n. 353 del 2000), cosi come chiarito nelle linee guida (D.M. 20.12.2001) nasce dalla convinzione che l’approccio più adeguato per perseguire la
), cosi come chiarito nelle linee guida (D.M. 20.12.2001) nasce dalla convinzione che l’approccio più adeguato per perseguire la conservazione del patrimonio boschivo sia quello di promuovere e incentivare le attività di previsione e prevenzione, anziché privilegiare la fase emergenziale legata allo spegnimento degli incendi. Le innovazioni prodotte dalle legge hanno quindi lo scopo di ridurre la cause di innesco d’incendio,
spegnimento degli incendi. Le innovazioni prodotte dalle legge hanno quindi lo scopo di ridurre la cause di innesco d’incendio, utilizzando sia i sistemi di previsione per localizzare e studiare le caratteristiche del pericolo sia iniziative di prevenzione per realizzare un’organica gestione degli interventi e delle azioni mirate a ridurre le conseguente degli incendi. La legge quadro sugli incendi boschivi affida alle Regioni la competenza in materia di previsione,
le conseguente degli incendi. La legge quadro sugli incendi boschivi affida alle Regioni la competenza in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi, mentre allo Stato compete una funzione di indirizzo e di
122 coordinamento di tali attività. In particolare, al Dipartimento della Protezione civile, attraverso il Coau
- Centro Operativo Aereo Unificato, è affidato il coordinamento dei mezzi della flotta aerea antincendio dello Stato. L’art. 10 della legge-quadro sugli incendi boschivi(Legge n. 353 del 2000) sancisce i divieti e le prescrizioni per le aree boscate , in particolare il comma 1 ed il comma 2 recitano testualmente :
- sancisce i divieti e le prescrizioni per le aree boscate , in particolare il comma 1 ed il comma 2 recitano testualmente :
- Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e
quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti
samente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa
ia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla
ie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.
Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia. 2. I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano regionale di cui al comma 1 dell’articolo 3, a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il
oli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente. L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le
mine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni. E’ ammessa la revisione degli elenchi con la cancellazionedelle prescrizioni relative ai divieti di cui al comma 1 solo dopo che siano trascorsi i periodi rispettivamente indicati, per ciascun divieto, dal medesimo comma 1. Per quanto riguarda la prevenzione selvicolturale, l’Amministrazione comunale è tenuta, anche
cun divieto, dal medesimo comma 1. Per quanto riguarda la prevenzione selvicolturale, l’Amministrazione comunale è tenuta, anche avvalendosi della collaborazione del Volontariato AIB e con il sostegno finanziario della Regione, ad attuare : • azioni di manutenzione della sentieristica forestale; • azioni di diradamento delle zone boschive prossime ai centri abitati; • la realizzazione di fasce tagliafuoco e punti acqua, contribuendo a ridurre il rischio di incendio
prossime ai centri abitati; • la realizzazione di fasce tagliafuoco e punti acqua, contribuendo a ridurre il rischio di incendio boschivo, in particolare modo nelle aree di interfaccia urbano/foresta dei territori di propria competenza; • il decespugliamento, allo sfalcio, alla ripulitura e al diserbo ( nel rispetto del codice della strada e delle altre norme vigenti) delle scarpate e dei margini stradali, anche mediante ordinanze da indirizzare ai proprietari frontisti;
123 • attività formative e informative destinate a prevenire comportamenti scorretti e a promuovere la conoscenza del rischio e l’adozione di norme di comportamento corrette, per i turisti ed i frequentatori dei boschi; • il controllo del territorio tramite una costante azione di monitoraggio dello stesso e delle diverse attività umane, sia produttive (allevamento ed agricoltura) che ricreative, anche attraverso la collaborazione delle associazioni di volontariato presenti sul territorio.
o ed agricoltura) che ricreative, anche attraverso la collaborazione delle associazioni di volontariato presenti sul territorio. • Rischio connesso alla gestione rifiuti. Per quanto attiene alla gestione dei rifiuti, attualmente nell’ambito del comune Ravello viene eseguita la raccolta differenziata con conferimento su piattaforma autorizzata. • Rischio connesso all’inquinamento delle falde acquifere e delle acque superficiali è un fenomeno
o su piattaforma autorizzata. • Rischio connesso all’inquinamento delle falde acquifere e delle acque superficiali è un fenomeno da evitare e da tenere sotto controllo perché inquinare l'acqua significa modificarne le caratteristiche in modo tale da renderla inadatta allo scopo a cui è destinata. L’ inquinamento delle acque di falda acquifera e/o del reticolo superficiale può essere di tipo : • civile: quando l’inquinamento deriva dagli scarichi urbani e l'acqua si riversa senza alcun
superficiale può essere di tipo : • civile: quando l’inquinamento deriva dagli scarichi urbani e l'acqua si riversa senza alcun trattamento di depurazione nei fiumi; • industriale: quando le acque vengono contaminate da sostanze legate alle produzioni industriali; • agricolo: legato all'uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e pesticidi, che essendo generalmente idrosolubili, penetrano nel terreno e contaminano le falde acquifere.
tto di fertilizzanti e pesticidi, che essendo generalmente idrosolubili, penetrano nel terreno e contaminano le falde acquifere. In relazione poi alle acque destinate al consumo umano, la cui definizione è più ampia rispetto alla nozione di acqua potabile, intesa quest'ultima come l'acqua che, per le sue caratteristiche chimico- fisiche, organolettiche e batteriologiche, può essere bevuta senza danno per la salute, dovranno essere prese in considerazione le aree di salvaguardia delle risorse idriche.
essere bevuta senza danno per la salute, dovranno essere prese in considerazione le aree di salvaguardia delle risorse idriche. Le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano sono disciplinate dall'art.94 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n.152 e sono distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto. A tali fini il Puc recepirà e farà propria tale previsione normativa. La zona di tutela assoluta è costituita dall'area immediatamente circostante le captazioni o
propria tale previsione normativa. La zona di tutela assoluta è costituita dall'area immediatamente circostante le captazioni o derivazioni: essa, in caso di acque sotterranee e, ove possibile, per le acque superficiali, deve avere un'estensione di almeno dieci metri di raggio dal punto di captazione, deve essere adeguatamente protetta e dev'essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio.
essere adeguatamente protetta e dev'essere adibita esclusivamente a opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. In ordine alle zone di rispetto, l'art.94, D.Lgs. n.152/2006, ai commi 1, 4, 5 e 6, testualmente dispone: " Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano.
- Su proposta delle Autorità d'àmbito, le regioni, per mantenere e migliorare le caratteristiche
ee destinate al consumo umano.
- Su proposta delle Autorità d'àmbito, le regioni, per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse, nonché per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di
onché per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonché, all'interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda, le zone di protezione. ..... ....
124 4. La zona di rispetto è costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d'uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata e può essere suddivisa in zona di rispetto ristretta e zona di rispetto allargata, in relazione alla tipologia dell'opera di presa o captazione e alla situazione locale di vulnerabilità e
di rispetto allargata, in relazione alla tipologia dell'opera di presa o captazione e alla situazione locale di vulnerabilità e rischio della risorsa. In particolare, nella zona di rispetto sono vietati l'insediamento dei seguenti centri di pericolo e lo svolgimento delle seguenti attività: a) dispersione di fanghi e acque reflue, anche se depurati; b) accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi;
attività: a) dispersione di fanghi e acque reflue, anche se depurati; b) accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi; c) spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l'impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche;
a natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche; d) dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche proveniente da piazzali e strade. e) aree cimiteriali; f) apertura di cave che possono essere in connessione con la falda; g) apertura di pozzi ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione dell'estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quali-
stinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione dell'estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quali- quantitative della risorsa idrica; h) gestione di rifiuti; i) stoccaggio di prodotti ovvero, sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive; l) centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli; m) pozzi perdenti; n) pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 170 chilogrammi per ettaro di azoto presente negli
eicoli; m) pozzi perdenti; n) pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 170 chilogrammi per ettaro di azoto presente negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione. É comunque vietata la stabulazione di bestiame nella zona di rispetto ristretta. 5. Per gli insediamenti o le attività di cui al comma 4, preesistenti, ove possibile, e comunque ad eccezione delle aree cimiteriali, sono adottate le misure per il loro allontanamento; in ogni caso deve
possibile, e comunque ad eccezione delle aree cimiteriali, sono adottate le misure per il loro allontanamento; in ogni caso deve essere garantita la loro messa in sicurezza. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto le regioni e le province autonome disciplinano, all'interno delle zone di rispetto, le seguenti strutture o attività: a) fognature; b) edilizia residenziale e relative opere di urbanizzazione;
e zone di rispetto, le seguenti strutture o attività: a) fognature; b) edilizia residenziale e relative opere di urbanizzazione; c) opere viarie, ferroviarie e in genere infrastrutture di servizio; d) pratiche agronomiche e contenuti dei piani di utilizzazione di cui alla lettera c) del comma 4. 6. In assenza dell'individuazione da parte delle regioni o delle province autonome della zona di rispetto ai sensi del comma 1, la medesima ha un'estensione di 200 metri di raggio rispetto al punto di
e autonome della zona di rispetto ai sensi del comma 1, la medesima ha un'estensione di 200 metri di raggio rispetto al punto di captazione o di derivazione. ...". L’approvvigionamento idrico del comprensorio comunale per il consumo umano deriva, prevalentemente, dalla rete del Consorzio Ausino. Per quanto attiene, invece, ai pozzi presenti nel territorio rurale ed aperto, l’uso prevalente della risorsa idrica emunta è per scopi agricoli e/o domestici; anche per questi punti di prelievo saranno
125 individuate misure per la salvaguardia della risorsa idrica sotterranea, secondo le disposizioni normative vigenti. Più in generale è necessario perseguire la prevenzione e riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici superficiali e di falda, nonché delle acque marine, controllando e limitando l’uso di pesticidi ed anticrittogamici, promuovendo il completamento e l’adeguamento del sistemi di depurazione,
ndo e limitando l’uso di pesticidi ed anticrittogamici, promuovendo il completamento e l’adeguamento del sistemi di depurazione, controllando le emissioni provenienti dai cicli produttivi, e regolando il prelievo dalle falde acquifere. • Rischio connesso all’inquinamento da elettrosmog. La normativa quadro sull’inquinamento da elettrosmog è costituita dalla legge n° 36 del 22.02.01 che tra le principali finalità prevede quelle di :
sull’inquinamento da elettrosmog è costituita dalla legge n° 36 del 22.02.01 che tra le principali finalità prevede quelle di : a) assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell’esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici; b) promuovere la ricerca scientifica per la valutazione degli effetti a lungo termine e attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione;
valutazione degli effetti a lungo termine e attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione; c) assicurare la tutela dell’ambiente e del paesaggio e promuovere l’innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l’intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili. Si tratta dunque di una norma che coinvolge sia la popolazione esposta che i lavoratori addetti a
gliori tecnologie disponibili. Si tratta dunque di una norma che coinvolge sia la popolazione esposta che i lavoratori addetti a mansioni specifiche del settore, ed interessa i campi elettromagnetici con frequenze che vanno da 0 Hz a 300 GHz. Dal dettato della legge emergono anche le principali competenze dei Comuni che: a) possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale
competenze dei Comuni che: a) possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, atto a minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici; b) sono inoltre tenuti a realizzare controlli sul territorio di loro competenza al fine di garantire il contenimento delle emissioni entro i limiti fissati dalla legge. Il D.Lgs. 259/2003 stabilisce che l'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica
ssati dalla legge. Il D.Lgs. 259/2003 stabilisce che l'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi e, in specie, l'installazione di torri, di tralicci, di impianti radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e
ttronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonché per reti radio a larga banda punto-multipunto nelle bande di frequenza all'uopo assegnate, viene autorizzata dagli Enti locali, previo accertamento,
ga banda punto-multipunto nelle bande di frequenza all'uopo assegnate, viene autorizzata dagli Enti locali, previo accertamento, da parte dell'Organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, della compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità, stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della citata
lori di attenzione e gli obiettivi di qualità, stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della citata legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione. Per valutare l’eventuale inquinamento da elettrosmog sul territorio comunale, devono essere incrociati i dati relativi a: • ubicazione delle fonti irradianti, tralicci, elettrodotti, centrali elettriche, Antenne radio-base, ripetitori radio-TV (mappa delle fonti irradianti);
irradianti, tralicci, elettrodotti, centrali elettriche, Antenne radio-base, ripetitori radio-TV (mappa delle fonti irradianti); • esposizione della popolazione (mappa della densità della popolazione); • quadro delle compatibilità (mappa delle compatibilità generali).
126 L’elaborato di sintesi derivante dall’incrocio dei dati innanzi richiamati è il Piano di zonizzazione elettromagnetica che suddivide il territorio comunale in tre aree di diversa compatibilità, in funzione della possibilità o meno di localizzare impianti di telefonia e di ricetrasmissione di segnali radio- televisivi e dei vincoli/verifiche imposti all’installazione degli stessi. L’Amministrazione comunale dovrà predisporre ed approvare il Piano in questione (che ha valenza
all’installazione degli stessi. L’Amministrazione comunale dovrà predisporre ed approvare il Piano in questione (che ha valenza regolamentare) in conformità alle previsioni del presente Puc. • Rischio tecnologico. In relazione alle diverse possibili fonti di rischio connesse allo svolgimento di attività produttive il Piano: o prescrive il divieto assoluto di effettuare sondaggi ed eventuali estrazioni di idrocarburi e di
attività produttive il Piano: o prescrive il divieto assoluto di effettuare sondaggi ed eventuali estrazioni di idrocarburi e di attraversamento di condutture di alta pressione – maggiore di 30 bar – nell’intero territorio rurale ed aperto; o prescrive la ricomposizione ambientale di siti estrattivi – anche di piccole e piccolissime dimensioni - mediante il rimodellamento morfologico ambientale e il recupero delle aree in dissesto.
e di piccole e piccolissime dimensioni - mediante il rimodellamento morfologico ambientale e il recupero delle aree in dissesto. 4.1.3 La tutela, il recupero, la valorizzazione e riorganizzazione della struttura insediativa e del patrimonio culturale Il presente macro-obiettivo è volto, sostanzialmente, al recupero qualitativo dell’esistente, alla tutela dei valori storici, archeologici, architettonici e testimoniali, alla valorizzazione degli stessi ed alla riorganizzazione
utela dei valori storici, archeologici, architettonici e testimoniali, alla valorizzazione degli stessi ed alla riorganizzazione funzionale e qualitativa della struttura urbana, perseguendo anzitutto il principio del minor consumo di suolo. In particolare, il Piano mira al raggiungimento degli obiettivi innanzi enunciati prioritariamente senza prevedere alcuna nuova occupazione di territorio inedificato, e, solo in caso di assoluta necessità, la nuova
ritariamente senza prevedere alcuna nuova occupazione di territorio inedificato, e, solo in caso di assoluta necessità, la nuova edificazione è ammessa, si ribadisce, nei limiti strettamente necessari e senza investire aree di valore naturalistico o agricolo, reale o potenziale. Le norme di Piano, infine, incentivano ed, in taluni casi prescrivono, nell’ambito della realizzazione di taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente
, in taluni casi prescrivono, nell’ambito della realizzazione di taluni interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente o di riqualificazione delle aree urbane e semiurbane, la riduzione delle superfici impermeabilizzate ed, in taluni casi, il ripristino delle condizioni di naturalità di aree degradate. Per il raggiungimento di tali obiettivi si delineano le strategie e le azioni di seguito specificate:
uralità di aree degradate. Per il raggiungimento di tali obiettivi si delineano le strategie e le azioni di seguito specificate: ➢ tutela e valorizzazione degli insediamenti storici, dei nuclei antichi accentrati e, in generale, del patrimonio storico, culturale e testimoniale, attraverso:
- la promozione di piani urbanistici attuativi di restauro e risanamento conservativo e recupero, di iniziativa pubblica o da realizzare in regime convenzionato.
ici attuativi di restauro e risanamento conservativo e recupero, di iniziativa pubblica o da realizzare in regime convenzionato. I PUA devono articolare gli interventi ammissibili - che sono quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo, di nuova edificazione, di demolizione senza ricostruzione (limitatamente alle superfetazioni) e adeguamento prospetti, di variazione di
a edificazione, di demolizione senza ricostruzione (limitatamente alle superfetazioni) e adeguamento prospetti, di variazione di destinazione, di attrezzatura del territorio. Sulla base ed in riferimento alle analisi specifica da
127 effettuare, i Pua precisano le unità minime d'intervento e, per ciascuna di esse, gli interventi edilizi previsti tra quelli ammissibili;
- la promozione di interventi sistematici di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, demolizione delle superfetazioni, di elevata qualità progettuale ed esecutiva e volti al recupero dei valori ovvero al ripristino/conferimento di caratteri tipologici, morfologici e compositivi adeguati ai caratteri ed al pregio del contesto;
o al ripristino/conferimento di caratteri tipologici, morfologici e compositivi adeguati ai caratteri ed al pregio del contesto; ➢ riqualificazione delle aree di urbanizzazione e del patrimonio edilizio più recente, attraverso:
- la promozione di piani urbanistici attuativi per la riqualificazione edilizia ed urbanistica delle aree caratterizzate da scarsa qualità insediativa e degli aggregati edilizi caratterizzati da tipologie, morfologie e/o usi non adeguati ai caratteri ed al pregio dei luoghi.
iva e degli aggregati edilizi caratterizzati da tipologie, morfologie e/o usi non adeguati ai caratteri ed al pregio dei luoghi. I PUA devono articolare gli interventi ammissibili - che sono quelli di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di nuova edificazione, di demolizione senza ricostruzione (limitatamente alle superfetazioni) e adeguamento
tturazione edilizia, di nuova edificazione, di demolizione senza ricostruzione (limitatamente alle superfetazioni) e adeguamento prospetti, di variazione di destinazione, di attrezzatura del territorio. Sulla base ed in riferimento alle analisi specificare da effettuare, i Pua precisano le unità minime d'intervento e, per ciascuna di esse, gli interventi edilizi previsti tra quelli ammissibili.
- la promozione, relativamente alle aree di urbanizzazione più recente, di interventi sistematici di
sti tra quelli ammissibili.
- la promozione, relativamente alle aree di urbanizzazione più recente, di interventi sistematici di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, demolizione delle superfetazioni, di interventi di ristrutturazione edilizia, a parità di volume, nonché l’adeguamento igienico sanitario delle unità residenziali esistenti, nei limiti fissati dal Put, impedendo l’occupazione delle residue aree libere, fatta eccezione che per le attrezzature pubbliche;
ei limiti fissati dal Put, impedendo l’occupazione delle residue aree libere, fatta eccezione che per le attrezzature pubbliche; ➢ adeguamento/razionalizzazione funzionale delle unità immobiliari prevalentemente nell’ambito della volumetria esistente; ➢ la valorizzazione del patrimonio culturale, archeologico ed architettonico. Il Piano, oltre a definire le necessarie misure di tutela, promuove un insieme sistematico di azioni
eologico ed architettonico. Il Piano, oltre a definire le necessarie misure di tutela, promuove un insieme sistematico di azioni materiali ed immateriali per la valorizzazione delle “eccellenze” culturali ed al tempo stesso di tutto quel patrimonio minore che, nel suo complesso, configura una struttura di non comune bellezza e testimonianza di pregevoli valori identitari e culturali. Tale obiettivo viene perseguito non solo
tura di non comune bellezza e testimonianza di pregevoli valori identitari e culturali. Tale obiettivo viene perseguito non solo prescrivendo e promuovendo la conservazione ed il recupero del patrimonio esistente mediante progetti qualificati volti alla conservazione dei caratteri architettonici e tipologici ed all’individuazione di funzioni compatibili con le esigenze di tutela, ma anche programmando interventi di riqualificazione delle aree e
ividuazione di funzioni compatibili con le esigenze di tutela, ma anche programmando interventi di riqualificazione delle aree e dei percorsi pubblici (specie del centro storico e dei nuclei antichi accentrati), la istituzione di percorsi turistici e didattici, l’impiego di supporti informatici innovativi (app anche connesse a sistemi gps) per la divulgazione di informazioni turistiche ed approfondimenti culturali, per proporre percorsi guidati in
sse a sistemi gps) per la divulgazione di informazioni turistiche ed approfondimenti culturali, per proporre percorsi guidati in ambito urbano ed extarurbano, ed, infine, la promozione di azioni di marketing; ➢ la riorganizzazione dell’assetto urbano e la promozione della qualità complessiva dello spazio pubblico. Il Puc, il Ruec, ed i piani attuativi definiscono e dovranno definire gli interventi più idonei a conseguire il
spazio pubblico. Il Puc, il Ruec, ed i piani attuativi definiscono e dovranno definire gli interventi più idonei a conseguire il ripristino e l'estensione delle percorribilità pubbliche pedonali, la manutenzione e la riqualificazione
128 delle pavimentazioni, la sistemazione - con l'incremento delle aree alberate e a verde - degli slarghi e delle corti di percorrenza pubblica, il restauro degli arredi (fontane, panchine, paracarri etc.), l'unificazione tipologica e la riqualificazione delle recinzioni, il miglioramento della attrezzatura d'uso (illuminazione, segnaletica, telefoni pubblici, cestini e raccoglitori rifiuti etc.) dei medesimi spazi, le
a attrezzatura d'uso (illuminazione, segnaletica, telefoni pubblici, cestini e raccoglitori rifiuti etc.) dei medesimi spazi, le modalità per la installazione, anche da parte dei privati, sulle facciate degli edifici o comunque in siti visibili dalle vie e strade pubbliche, di impianti tecnologici, tendaggi, tabelle, insegne, vetrine e supporti per l’esposizione di merci, ecc. Le aree inedificate che i Pua non destineranno ad integrazione degli spazi pedonali o ad attrezzature e
posizione di merci, ecc. Le aree inedificate che i Pua non destineranno ad integrazione degli spazi pedonali o ad attrezzature e servizi pubblici sono vincolate alla inedificabilità con conservazione e/o potenziamento degli impianti privati a verde. In particolare, per le aree scoperte private è prescritta la conservazione delle alberature esistenti ed il divieto di impermeabilizzare le aree stesse: a tal fine non e consentita la realizzazione di
ne delle alberature esistenti ed il divieto di impermeabilizzare le aree stesse: a tal fine non e consentita la realizzazione di parcheggi interrati sottostanti aree alberate se la copertura di terreno al di sopra del solaio del parcheggio risultasse di spessore non idoneo. Inoltre, le norme di Piano incentivano, ed in taluni casi prescriveranno, per tali aree la rimozione degli elementi impermeabilizzanti; ➢ realizzazione di una piccola quota di nuova edilizia residenziale pubblica o convenzionata.
degli elementi impermeabilizzanti; ➢ realizzazione di una piccola quota di nuova edilizia residenziale pubblica o convenzionata. Tale previsione, definita sulla base dei dati dell’Anagrafe edilizia e quantificata in conformità alle prescrizioni di cui all’art.9 del Put, è volta esclusivamente a soddisfare esigenze interne quali la sostituzione di vani malsani, insalubri, fatiscenti e/o irrecuperabili; ➢ rafforzamento e integrazione della dotazione attuale di prestazioni e funzioni, tanto con riferimento
enti e/o irrecuperabili; ➢ rafforzamento e integrazione della dotazione attuale di prestazioni e funzioni, tanto con riferimento ai servizi di livello urbano (per le famiglie e le imprese), quanto ai servizi che possano favorire lo sviluppo del sistema economico-produttivo. A tal fine è opportuno ricordare che l’art.10 della Legge Regionale 35/87 stabilisce che il proporzionamento delle superfici utili lorde da destinare agli usi terziari di proprietà privata -
onale 35/87 stabilisce che il proporzionamento delle superfici utili lorde da destinare agli usi terziari di proprietà privata - comprensive di quelle già esistenti - (commercio, uffici, tempo libero, turismo etc.) non può eccedere un valore pari, in metri quadrati per abitanti (secondo la previsione demografica di cui al precedente articolo 9 lett. a) pari a 3. Sulla base del su richiamato parametro di dimensionamento il valore di 3mq/ab risulta essere già stato
colo 9 lett. a) pari a 3. Sulla base del su richiamato parametro di dimensionamento il valore di 3mq/ab risulta essere già stato superato, com’è chiaramente intuibile e rilevabile. Ne deriva che il Puc non potrà prevedere nuove superfici da destinare agli usi terziari di proprietà privata. La sussistenza di tale parametro anacronistico, che almeno nel breve-medio periodo non sembra possa essere oggetto di revisione/adeguamento, comporta certamente problemi nell’attuazione degli obiettivi
o periodo non sembra possa essere oggetto di revisione/adeguamento, comporta certamente problemi nell’attuazione degli obiettivi posti: il potenziamento dei servizi alle famiglie ed alle imprese – che garantiscono la vitalità delle funzioni urbane ed, al tempo stesso la diversificazione dell’economia locale; il potenziamento dell’offerta dei servizi turistici e per il turismo, che in una realtà quale quella di Ravello costituisce settore strategico
to dell’offerta dei servizi turistici e per il turismo, che in una realtà quale quella di Ravello costituisce settore strategico dell’economia che deve essere assolutamente valorizzato e potenziato. D’altro canto si ritiene che la criticità in esame possa essere in parte superata/arginata promuovendo politiche che, nel rispetto delle previsioni normative vigenti e, al tempo stesso, del principio di sostenibilità delle scelte, possano indirizzare parte delle attività di recupero del patrimonio edilizio
tesso, del principio di sostenibilità delle scelte, possano indirizzare parte delle attività di recupero del patrimonio edilizio esistente proprio verso il potenziamento del settore terziario privato;
129 ➢ riorganizzazione funzionale e potenziamento del sistema delle attrezzature e dei servizi di scala locale e sovralocale (questi ultimi valutati in una logica di rete e di complementarietà), anche al fine del soddisfacimento degli standards urbanistici previsti per legge (scuole, attrezzature di interesse comune, impianti sportivi, verde attrezzato parchi urbani e/o territoriali), tenendo conto delle effettive esigenze della comunità e del territorio e nel rispetto delle caratteristiche delle aree.
oriali), tenendo conto delle effettive esigenze della comunità e del territorio e nel rispetto delle caratteristiche delle aree. L’art.11 della Legge Regionale 35/87 stabilisce che le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali devono essere pari …:
- a metri quadrati ventisette per abitante (secondo la previsione demografica …;
- a metri quadri quindici per ogni venti metri quadrati di superficie utile lorda di residenze stagionali o
sione demografica …;
- a metri quadri quindici per ogni venti metri quadrati di superficie utile lorda di residenze stagionali o attrezzature ricettive esistenti e previste… A tal riguardo è solo il caso di evidenziare in questa sede che: ▪ la rigida suddivisione del parametro stesso non trova sempre riscontro nelle effettive esigenze della comunità; a solo titolo esemplificativo sarebbe velleitario ed insensato reperire nuove aree per l’istruzione atteso l’andamento demografico in corso;
o esemplificativo sarebbe velleitario ed insensato reperire nuove aree per l’istruzione atteso l’andamento demografico in corso; ▪ le risorse sempre minori a disposizione degli enti locali, rendono di difficile attuazione le previsioni di Piano ed, in particolare, l’esborso delle somme necessarie al pagamento delle indennità di esproprio o, ancora, all’indennizzo per la riproposizione dei vincoli preordinati all’esproprio. In tal senso il Puc di Ravello:
esproprio o, ancora, all’indennizzo per la riproposizione dei vincoli preordinati all’esproprio. In tal senso il Puc di Ravello: ▪ valuta opportunamente ed in relazione alle effettive esigenze del territorio, la destinazione delle aree da destinare a standards, garantendo comunque il complessivo rispetto del parametro di dimensionamento stabilito dal Put; ▪ privilegia l’apposizione di vincoli conformativi, anziché di vincoli a contenuto espropriativo, non soggetti al termine di decadenza quinquennale;
izione di vincoli conformativi, anziché di vincoli a contenuto espropriativo, non soggetti al termine di decadenza quinquennale; ▪ individua, nell’ambito della componente operativa del Puc, unicamente gli interventi da effettuare nel breve-medio periodo; ➢ realizzazione di area destinata ad insediamenti produttivi artigianali e commerciali. Il comune di Ravello avverte la impellente necessità di realizzare un’area per insediamenti produttivi,
tigianali e commerciali. Il comune di Ravello avverte la impellente necessità di realizzare un’area per insediamenti produttivi, volta ad accogliere il trasferimento delle attività presenti nel centro abitato, o in altre aree del territorio particolarmente sensibili, e non compatibili, in quanto inquinanti (come ad es. fabbri, marmisti, falegnami, meccanici, ecc.) o non consoni alle caratteristiche dei luoghi (ad es. attività commerciali che
es. fabbri, marmisti, falegnami, meccanici, ecc.) o non consoni alle caratteristiche dei luoghi (ad es. attività commerciali che prevedono o necessitano di esporre la merce in aree aperte o visibili dal pubblico), all’insediamento di attività per la trasformazione, lavorazione, la produzione di prodotti agricoli, tipici e/o locali. A tal fine, ed in conformità alle possibilità attribuite dal PUT, si individua una piccola area in località
, tipici e/o locali. A tal fine, ed in conformità alle possibilità attribuite dal PUT, si individua una piccola area in località Sambuco, nell’ambito della quale prevedere anche la possibilità di realizzare dei un piccolo “condomini” di attività produttive/artigianali, oltre che la localizzazione di funzioni quali: commercio all'ingrosso; laboratori, eventualmente con annessa bottega per la vendita, nei settori dell'artigianato; artigianato di manutenzione (dell'auto, della casa e similari), ecc.
nessa bottega per la vendita, nei settori dell'artigianato; artigianato di manutenzione (dell'auto, della casa e similari), ecc. Si ritiene, invece, che le attività artigianali di tipo tradizionale e che non determinano emissioni incompatibili, vanno invece conservate o reinseriate nel centro storico, in quanto testimonianza di valori identitari ed elemento di diversificazione dell’offerta, anche in chiave turistica.
o storico, in quanto testimonianza di valori identitari ed elemento di diversificazione dell’offerta, anche in chiave turistica. Nell'attuazione del pip, la quota dei lotti da assegnare in proprietà sarà in ogni caso riservata al trasferimento di attività presenti nel centro storico; nella relativa convenzione, potrà proporsi la permuta
130 fra il lotto nel pip e la sede di provenienza, salvo conguaglio finanziario in caso di valori economici eccessivamente squilibrati. E’ solo il caso di segnalare in questa sede che l’area in questione è interessata, secondo le indicazioni fornite dal vigente PSAI, da una condizione di pericolo elevato da frana (P3); d’altro canto, come già evidenziato in precedenza le perimetrazioni del PUT non consentono di individuare localizzazioni
a (P3); d’altro canto, come già evidenziato in precedenza le perimetrazioni del PUT non consentono di individuare localizzazioni alternative per l’insediamento de quo. In virtù di tali considerazioni il Puc prescrive che la realizzazione del programma è subordinata alla realizzazione di preventivi interventi di messa in sicurezza dell’area; ➢ declinare e perseguire il modello di eco-smart city. Assumendo quali principi cardine la sostenibilità,
n sicurezza dell’area; ➢ declinare e perseguire il modello di eco-smart city. Assumendo quali principi cardine la sostenibilità, l’innovazione e l’integrazione delle strategie di sviluppo e valorizzazione, sotto i profili ambientale, sociale ed economico, la strategia è finalizzata ad affermare un modello di comunità che utilizza le nuove tecnologie per incrementare le dinamiche cooperative e, in tal modo, migliorare la qualità della vita
nità che utilizza le nuove tecnologie per incrementare le dinamiche cooperative e, in tal modo, migliorare la qualità della vita rendendo più efficaci le politiche e le azioni volte a contenere i consumi di risorse non rinnovabili, a tutelare e valorizzare il patrimonio di cultura, ambiente e paesaggio, a sviluppare in connessione e coerenza con esso opportunità economico-imprenditoriali, a rendere più efficienti i servizi collettivi.
luppare in connessione e coerenza con esso opportunità economico-imprenditoriali, a rendere più efficienti i servizi collettivi. Nell’ambito di questa visione strategica, il Piano, il Ruec definiscono, e gli altri strumenti di programmazione dovranno definire, specifiche misure e linee di azione per la promozione del territorio attraverso l’innovazione sostenibile ed in particolare delineare un modello di smart city che facendo leva
ozione del territorio attraverso l’innovazione sostenibile ed in particolare delineare un modello di smart city che facendo leva sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica possa utilizzare questa ricchezza anche per la promozione e la valorizzazione turistica del territorio. In tal senso, si propongono tre linee di azione: ▪ la definizione di misure volte a promuovere la realizzazione di piccoli impianti da fonti energetiche
ono tre linee di azione: ▪ la definizione di misure volte a promuovere la realizzazione di piccoli impianti da fonti energetiche rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici. Si pensa a piccoli impianti a servizio di edifici ed impianti e che possano contribuire alla generazione distribuita di energia pulita, ricorrendo a tipologie e tecnologie compatibili con le esigenze di tutela del patrimonio naturale e
stribuita di energia pulita, ricorrendo a tipologie e tecnologie compatibili con le esigenze di tutela del patrimonio naturale e testimoniale e culturale (fotovoltaico, solare termico, geotermia, ecc.). Ma si pensa anche a misure volte all’efficientamento delle reti, del patrimonio edilizio esistente (pubblico e privato) e, contemporaneamente, al contenimento della domanda; ▪ la elaborazione di proposte specifiche per promuovere la mobilità sostenibile e migliorare la
, al contenimento della domanda; ▪ la elaborazione di proposte specifiche per promuovere la mobilità sostenibile e migliorare la fruibilità dell’area, riducendo, contestualmente, gli impatti ambientali derivanti dalle emissioni inquinanti degli autoveicoli e migliorando le condizioni di accessibilità per i turisti ed i residenti. Si pensa, in tal senso, oltre che alle misure specificamente citate nel seguito e volte a promuovere
r i turisti ed i residenti. Si pensa, in tal senso, oltre che alle misure specificamente citate nel seguito e volte a promuovere forme di mobilità intermodali, o comunque, razionalizzare il sistema della mobilità (interna ed esterna), anche a misure volte a promuovere ed assistere la mobilità pedonale grazie al ricorso a vettori meccanici e sistemi ettometrici, a incentivare l’uso di auto, bici (con pedalata assistita) ed
onale grazie al ricorso a vettori meccanici e sistemi ettometrici, a incentivare l’uso di auto, bici (con pedalata assistita) ed altri mezzi di trasporto privato o collettivo elettrici, anche mediante l’individuazione di apposite aree attrezzate per la sosta, il noleggio e la ricarica presso specifiche colonnine; ▪ l’applicazione di nuove tecnologie per migliorare le modalità di fruizione turistica delle risorse
resso specifiche colonnine; ▪ l’applicazione di nuove tecnologie per migliorare le modalità di fruizione turistica delle risorse naturalistiche e culturali, proponendo diverse tipologie di itinerari tematici (storico-culturale; naturalistico; produzione di qualità), “assistiti” dalle tecnologie ICT - Information and Communications Technology (nelle diverse componenti: informazione, mobilità, servizi al turista, ecc.);
131 ➢ razionalizzazione funzionale del sistema della mobilità interno, attraverso:
- la possibilità di realizzare, in ampia parte del territorio urbano e nelle aree ad esso immediatamente contigue, con esclusione delle sole aree gravate da vincolo di inedificabilità, parcheggi pertinenziali al di sotto o al piano terra di manufatti esistenti o su aree pertinenziali a manufatti esistenti. Le norme di piano definiscono i requisiti di sostenibilità (ambientale, paesaggistica, ecc.) ed i criteri per la
atti esistenti. Le norme di piano definiscono i requisiti di sostenibilità (ambientale, paesaggistica, ecc.) ed i criteri per la realizzazione di tali interventi;
- la individuazione di aree in cui promuovere interventi per la contestuale realizzazione di parcheggi pubblici e privati (questi ultimi pertinenziali), anche al fine di utilizzare le risorse finanziarie private per la realizzazione di strutture di interesse pubblico;
tinenziali), anche al fine di utilizzare le risorse finanziarie private per la realizzazione di strutture di interesse pubblico;
- la programmazione di un sistema di parcheggi pubblici (privilegiando la tipologia in sotterraneo), finalizzato a soddisfare esigenze interne ed esterne, ubicati in posizioni strategiche rispetto al contesto urbano, a cui dovranno essere connessi mediante percorsi pedonali, sistemi ettometrici,
sizioni strategiche rispetto al contesto urbano, a cui dovranno essere connessi mediante percorsi pedonali, sistemi ettometrici, sistemi di trasporto pubblico di tipo elettrico, in modo da intercettare e limitare la viabilità di attraversamento su gomma (anche e soprattutto dei bus turistici) e contestualmente per eliminare, progressivamente, tutte le esistenti aree di sosta a raso, da restituire alla viabilità carrabile e, preferibilmente, alla fruizione pedonale;
te, tutte le esistenti aree di sosta a raso, da restituire alla viabilità carrabile e, preferibilmente, alla fruizione pedonale;
- la promozione di modalità che favoriscano la mobilità pedonale (percorsi pedonali – scale mobili e/o sistemi ettometrici di diversa tipologie e tecnologia per facilitare l’accessibilità agli insediamenti - servizi di navetta e di trasporto collettivo di tipo elettrico);
- la promozione di misure volte a promuovere l’uso di mezzi di trasporto elettrici (sia privati che
llettivo di tipo elettrico);
- la promozione di misure volte a promuovere l’uso di mezzi di trasporto elettrici (sia privati che collettivi) per la movimentazione di cose e persone;
- l’adeguamento/completamento della viabilità carrabile interna;
- la realizzazione/completamento delle necessarie strade interpoderali, a servizio dei nuclei accentrati e/o sparsi localizzati nel territorio agricolo e periurbano. 4.1.4 Definizione di un sistema di mobilità intermodale e sostenibile
o sparsi localizzati nel territorio agricolo e periurbano. 4.1.4 Definizione di un sistema di mobilità intermodale e sostenibile ➢ messa in sicurezza ed adeguamento dei tracciati esistenti della viabilità di valenza extraurbana ed in particolare dei tracciati della S.S.163, S.S.373, S.P.1, mediante la realizzazione di mirati interventi di messa in sicurezza dei versanti a monte ed a valle ed adeguamento della sezione stradale nei tratti contrassegnati da maggiori criticità;
sicurezza dei versanti a monte ed a valle ed adeguamento della sezione stradale nei tratti contrassegnati da maggiori criticità; ➢ realizzazione del vettore meccanico di collegamento Ravello-Minori, e valutazione circa la possibilità di realizzazione di un collegamento meccanizzato, anche solo per finalità turistiche, tra Atrani e Ravello. L’attuazione di tale programma consentirebbe di configurare un complesso ed esteso
er finalità turistiche, tra Atrani e Ravello. L’attuazione di tale programma consentirebbe di configurare un complesso ed esteso itinerario (percorribile senza l’impiego di mezzi gommati) che connetterebbe ampi territori interni ai centri costieri (Amalfi – Atrani – Scala – Ravello – Minori); ➢ realizzazione di parcheggi pubblici interrati a servizio dei centri abitati e del litorale; ➢ razionalizzazione funzionale del sistema della mobilità interno secondo le modalità illustrate al
ntri abitati e del litorale; ➢ razionalizzazione funzionale del sistema della mobilità interno secondo le modalità illustrate al precedente paragrafo 4.1.3 (adeguamento-completamento viabilità interna; possibilità di realizzare
132 parcheggi di pertinenza a singole unità immobiliari in tutte le aree urbanizzate e nelle aree immediatamente ad esse contigue; individuazione di aree in cui realizzare parcheggi interrati di grossa capacità, da cedere in regime pertinenziale; individuazione di aree in cui realizzare contestualmente parcheggi pubblici e privati – questi ultimi anche di natura pertinenziale; realizzazione/promozione di interventi che favoriscono la mobilità interna pedonale e sostenibile;
nche di natura pertinenziale; realizzazione/promozione di interventi che favoriscono la mobilità interna pedonale e sostenibile; realizzazione/completamento della viabilità interpoderale); ➢ recupero e potenziamento del sistema della sentieristica storica e non, per incentivare il turismo naturalistico ed escursionistico. 4.1.5 Il rafforzamento e l’integrazione delle funzioni e dell’offerta per il turismo per consolidare e potenziare il ruolo di Ravello tra le “eccellenze” di rilievo internazionale
oni e dell’offerta per il turismo per consolidare e potenziare il ruolo di Ravello tra le “eccellenze” di rilievo internazionale Gli obiettivi, le strategie e le azioni definiti nei paragrafi precedenti, concorrono unitariamente e sinergicamente al consolidamento ed al potenziamento dell’attrattività turistica del comune di Ravello. La tutela e la valorizzazione di un patrimonio identitario, naturale ed antropico, già di per sé di valore
el comune di Ravello. La tutela e la valorizzazione di un patrimonio identitario, naturale ed antropico, già di per sé di valore straordinario, connesse alla valorizzazione e riorganizzazione della struttura insediativa ed al potenziamento/adeguamento di un sistema di mobilità, interno ed esterno, ricorrendo all’uso delle diverse modalità possibili, sono certamente le misure più efficaci per garantire il rafforzamento della competitività turistica del territorio sui mercati nazionali ed internazionali.
iù efficaci per garantire il rafforzamento della competitività turistica del territorio sui mercati nazionali ed internazionali. Infine si ritiene utile sottolineare nuovamente in questa sede che per il perseguimento dell’obiettivo strategico in esame il Piano contribuisce, ma tutte le politiche di sviluppo dovranno contribuire, a dare concreta attuazione alle misure di seguito specificate: ➢ potenziamento e diversificazione dell’offerta turistica, sia con riferimento alle strutture per
misure di seguito specificate: ➢ potenziamento e diversificazione dell’offerta turistica, sia con riferimento alle strutture per l’accoglienza (alberghiera ed extralberghiera di qualità, escludendo pertanto seconde case e case vacanza) che ai servizi complementari al turismo, prioritariamente e prevalentemente attraverso il recupero e riconversione di patrimonio edilizio esistente; ➢ promozione dell’insediamento di strutture ricettive (agriturismi, country house, etc.) e servizi per il
io edilizio esistente; ➢ promozione dell’insediamento di strutture ricettive (agriturismi, country house, etc.) e servizi per il potenziamento dell’offerta di turismo rurale o comunque legato alle tradizioni produttive locali artigianali ed agricole, anche ammettendo l’adeguamento delle strutture agricole esistenti (in conformità alle previsioni di legge in materia) per lo svolgimento di tali attività di supporto e sostegno all’agricoltura;
(in conformità alle previsioni di legge in materia) per lo svolgimento di tali attività di supporto e sostegno all’agricoltura; ➢ favorire e consentire la nascita di servizi per la didattica ed il tempo libero, l’escursionismo, l’esercizio di pratiche sportive all’area aperta, al fine di strutturare e promuovere una ricca ed articolata offerta turistica nel settore del turismo naturalistico ed escursionistico;
di strutturare e promuovere una ricca ed articolata offerta turistica nel settore del turismo naturalistico ed escursionistico; ➢ qualificazione della rete di attività commerciali, artigianali e di servizi turistici, quale sistema integrato per il potenziamento dell’economia locale attraverso la promozione delle risorse endogene, nonché
133 motore di riqualificazione e conservazione “attiva” della struttura fisica e dell’identità culturale dei centri storici e dei nuclei antichi accentrati; ➢ la valorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico, culturale, archeologico ed architettonico, anche ricorrendo all’uso di nuove tecnologie per migliorare le modalità di fruizione turistica , in grado di proporre diverse tipologie di itinerari tematici (storico-culturale; naturalistico;
odalità di fruizione turistica , in grado di proporre diverse tipologie di itinerari tematici (storico-culturale; naturalistico; produzione di qualità), “assistiti” dalle tecnologie ICT - Information and Communications Technology (nelle diverse componenti: informazione, mobilità, servizi al turista, ecc.). Si potrebbero in tal modo proporre itinerari culturali e naturalistici, visite presso aziende agricole ed attrezzature turistiche,
potrebbero in tal modo proporre itinerari culturali e naturalistici, visite presso aziende agricole ed attrezzature turistiche, degustazioni, sconti, ma anche, mediante apposita app, informazioni, approfondimenti, mappe, nonché raccogliere e divulgare le esperienze dei turisti.
134 4.2 Il dimensionamento del Piano Come già evidenziato in premessa e nell’ambito della proposta preliminare di PUC, al fine di ottemperare a quanto stabilito dal comma 5, dell’art.58, delle norme di attuazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno41, il Comune di Ravello ha predisposto una proposta preliminare di dimensionamento insediativo comunale, ed in particolare: ▪ con deliberazione di Giunta Comunale n.222 del 22.12.2012 è stato approvato “il dimensionamento di
omunale, ed in particolare: ▪ con deliberazione di Giunta Comunale n.222 del 22.12.2012 è stato approvato “il dimensionamento di massima della componente abitativa del PUC del Comune di Ravello” predisposta dal Responsabile dell’Area Tecnica – Responsabile dell’Ufficio di Piano, da sottoporre ai lavori della Conferenza di Piano promossa per l’Ambito Identitario “Costiera Amalfitana e centralità di Cava de’ Tirreni”;
re ai lavori della Conferenza di Piano promossa per l’Ambito Identitario “Costiera Amalfitana e centralità di Cava de’ Tirreni”; ▪ con deliberazione di Giunta Comunale n.107 del 03.07.2013 è stato approvata la “relazione sul criterio di dimensionamento delle attività terziarie” del Comune di Ravello, redatta dal Responsabile dell’Area Tecnica – Responsabile dell’Ufficio di Piano, da sottoporre ai lavori della su richiamata Conferenza di Piano.
nsabile dell’Area Tecnica – Responsabile dell’Ufficio di Piano, da sottoporre ai lavori della su richiamata Conferenza di Piano. E tuttavia, nell’ambito della Conferenza di pianificazione condotta nel corso del primo semestre dell’anno 2013 per l’Ambito Identitario “La Costiera Amalfitana e la centralità di Cava dei Tirreni”, i cui esiti sono riportati nei verbali del 15 maggio e 8 luglio 2013, si è in sostanza stabilito che per il dimensionamento dei
i cui esiti sono riportati nei verbali del 15 maggio e 8 luglio 2013, si è in sostanza stabilito che per il dimensionamento dei Puc dei comuni sottoposti alle previsioni del Put per l’Area Sorrentino Amalfitana occorre fare riferimento ai criteri ed alle disposizioni della L.R.35/87 e s.m.i., con l’accortezza di riconvertire il fabbisogno residenziale determinato in vani/abitanti, secondo le indicazioni della norma regionale, in alloggi/famiglie,
tire il fabbisogno residenziale determinato in vani/abitanti, secondo le indicazioni della norma regionale, in alloggi/famiglie, coerentemente a quanto stabilito dalle NTA del vigente Ptcp. A tal fine occorre assumere la relazione: un alloggio per ogni famiglia, per la definizione del numero delle quali occorre far riferimento all’andamento della dimensione media della famiglia che, a sua volta, se risultante inferiore alla media provinciale (2,51) deve essere invece assunta pari a quest’ultima.
famiglia che, a sua volta, se risultante inferiore alla media provinciale (2,51) deve essere invece assunta pari a quest’ultima. 4.2.1 Il Dimensionamento residenziale secondo il Put L’art.9 della L.R. 35/87 stabilisce che: “Il proporzionamento dell'eventuale fabbisogno di nuove residenze va commisurato alla sommatoria delle tre componenti, calcolate come segue: a) eventuale fabbisogno derivante da incremento demografico: la previsione demografica, da effettuare su
, calcolate come segue: a) eventuale fabbisogno derivante da incremento demografico: la previsione demografica, da effettuare su di un periodo non superiore a dieci anni, va riferita al tasso medio annuo di variazione globale della popolazione residente fra i dati censimentali degli ultimi dieci anni; Ove in tale periodo il saldo migratorio sia stato positivo (in base ai dati ISTAT) si dovrà assumere il riferimento al solo tasso medio annuo di incremento naturale;
io sia stato positivo (in base ai dati ISTAT) si dovrà assumere il riferimento al solo tasso medio annuo di incremento naturale; b) eventuale fabbisogno per la riduzione dell'indice di affollamento: il fabbisogno dei nuovi vani residenziali necessari per ottenere l' eventuale abbassamento dell'indice di affollamento sino al valore di un abitante 41“I Comuni, entro 180 giorni dalla attivazione delle Conferenze, di cui al comma precedente (Conferenze di piano permanenti per
41“I Comuni, entro 180 giorni dalla attivazione delle Conferenze, di cui al comma precedente (Conferenze di piano permanenti per Ambito Identitario, n.d.r.), dovranno sottoporre alla Provincia, la proposta di dimensionamento insediativo comunale, elaborata in conformità ai criteri operativi dettati nella III parte delle presenti Norme e nella allegata scheda per il “dimensionamento del fabbisogno residenziale”.
135 per vano (“stanza” ISTAT) deve risultare dalla documentazione dell'anagrafe edilizia di cui al successivo articolo 13, ed il relativo valore deve essere ridotto ad un terzo; c) eventuale fabbisogno per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili: anche tale fabbisogno deve risultare dalla documentazione dell' anagrafe edilizia ed il relativo valore deve essere ridotto ad un terzo.
le fabbisogno deve risultare dalla documentazione dell' anagrafe edilizia ed il relativo valore deve essere ridotto ad un terzo. Il complessivo fabbisogno di vani residenziali deve essere soddisfatto utilizzando anche la quota relativa al recupero edilizio del patrimonio edilizio esistente e la quota relativa alla edificazione della eventuale zona agricola. Nel caso che, in conseguenza della normativa di attuazione del Piano Urbanistico Territoriale, non sia possibile
zona agricola. Nel caso che, in conseguenza della normativa di attuazione del Piano Urbanistico Territoriale, non sia possibile soddisfare il fabbisogno di nuove residenze all'interno del territorio comunale, esso andrà soddisfatto nel quadro del coordinamento a livello di ciascuna sub - area.”. Fabbisogno derivante da incremento demografico Si riporta di seguito la previsione demografica effettuata su di un periodo non superiore a dieci anni, riferita
nto demografico Si riporta di seguito la previsione demografica effettuata su di un periodo non superiore a dieci anni, riferita al tasso medio annuo di variazione globale della popolazione residente fra i dati censimentali degli ultimi dieci anni.anno nati morti Tn Tm Tn-Tm Immigrati Emigrati Imm-Emm Saldo Tot Popolaz. 2009 26 23 0,0105 0,00929 0,0012121 41 58 -17 -14 2475 2010 19 19 0,0076 0,00758 0 78 45 33 33 2508 2011 20 19 0,0081 0,00773 0,0004068 39 41 -2 -1 2458
9 0,0012121 41 58 -17 -14 2475 2010 19 19 0,0076 0,00758 0 78 45 33 33 2508 2011 20 19 0,0081 0,00773 0,0004068 39 41 -2 -1 2458 2012 23 33 0,0094 0,01346 -0,004078 72 68 4 -6 2452 2013 16 29 0,0064 0,01166 -0,005227 103 55 48 35 2487 2014 19 19 0,0076 0,00760 0 49 36 13 13 2500 2015 14 31 0,0056 0,01245 -0,006827 49 42 7 -10 2490 2016 17 22 0,0068 0,00884 -0,002008 36 31 5 0 2490 2017 23 25 0,0092 0,01005 -0,000804 60 61 -1 -3 2487 2018 17 27 0,0069 0,01089 -0,004032 55 52 3 -7 2480 2028 2448
6 31 5 0 2490 2017 23 25 0,0092 0,01005 -0,000804 60 61 -1 -3 2487 2018 17 27 0,0069 0,01089 -0,004032 55 52 3 -7 2480 2028 2448 Il metodo utilizzato tiene conto del fatto che la variazione della popolazione non dipende da un insieme omogeneo, infatti considera le variazioni di aspetti particolari all'interno del complesso della popolazione e, in particolare, considera separatamente la variazione dovuta ai fattori naturali e quella dovuta ai fattori sociali.
olazione e, in particolare, considera separatamente la variazione dovuta ai fattori naturali e quella dovuta ai fattori sociali. I dati considerati sono il numero dei nati e il numero morti, dai quali sono stati ricavati i tassi di natalità (Tn) e di mortalità (Tm) cui va sommata la differenza algebrica tra immigrati (I) ed emigrati (E). La formula utilizzata è la seguente: Pt = Pt-1 (1+ Tn - Tm) + I - E iterandola si ha:
136 Pt = Po * (1 + Σ (Tn – Tm))t + Σ (I- E) * t N N Pt= popolazione all’anno d’arrivo, Po= popolazione all’anno di partenza, t = anni della proiezione, N = numero di anni della serie storica considerata, Tn = tasso di natalità (num. dei nati / pop.), Tm = tasso di mortalità = num. dei morti / pop. Come evidenziato dalla proiezione demografica effettuata, nei prossimi dieci anni si prevede la riduzione della popolazione residente, con variazione positiva del saldo migratorio e negativa del saldo naturale.
si prevede la riduzione della popolazione residente, con variazione positiva del saldo migratorio e negativa del saldo naturale. ✓ L’aliquota relativa al fabbisogno derivante da incremento demografico è quindi pari a 0. E’ solo il caso di evidenziare che anche se si fosse considerata una semplice proiezione lineare avremmo ottenuto una proiezione a saldo sostanzialmente prossimo allo zero e, pertanto, ininfluente rispetto alle finalità del presente studio.
o una proiezione a saldo sostanzialmente prossimo allo zero e, pertanto, ininfluente rispetto alle finalità del presente studio. Fabbisogno per la riduzione dell'indice di affollamento In conformità alle previsioni di cui agli artt.9 e 13 della L.R.35/87, l’anagrafe edilizia ha accertato, per ciascuna abitazione esistente, il numero di abitanti permanenti ed il relativo indice di affollamento. L’indice di affollamento è dato dal rapporto tra il numero di abitanti permanenti nell’alloggio ed il numero di
di affollamento. L’indice di affollamento è dato dal rapporto tra il numero di abitanti permanenti nell’alloggio ed il numero di vani - stanza Istat, che includono tutti i vani compresi nell’abitazione, che abbiano luce ed aria dirette ed un’ampiezza sufficiente a contenere almeno un letto (camere da letto, sale da pranzo, studi, salotti, ecc.), nonché la cucina ed i vani ricavati dalle soffitte, quando abbiano i requisiti di abitabilità.
da pranzo, studi, salotti, ecc.), nonché la cucina ed i vani ricavati dalle soffitte, quando abbiano i requisiti di abitabilità. Quando tale indice ha valore superiore ad 1, l’abitazione è classificata sovraffollata ed il numero di vani di cui è costituita concorre a formare il fabbisogno per la riduzione dell’indice di affollamento, il cui dato complessivo va ridotto ad 1/3. I rilevamenti effettuati, i cui esiti sono stati sinteticamente riportati nell’ambito del precedente paragrafo
a ridotto ad 1/3. I rilevamenti effettuati, i cui esiti sono stati sinteticamente riportati nell’ambito del precedente paragrafo 3.2.4 e che sono dettagliatamente illustrati e documentati nelle elaborazioni denominate “Anagrafe edilizia” allegate al presente Piano e che ne costituiscono parte integrante e sostanziale, hanno accertato che gli alloggi sovraffollati, per i quali cioè è stato rilevato un indice di affollamento maggiore di 1, sono pari a 43 (il
ato che gli alloggi sovraffollati, per i quali cioè è stato rilevato un indice di affollamento maggiore di 1, sono pari a 43 (il 2,25% del numero complessivo di unità abitative), per complessivi n.122 vani istat ed un deficit di 64 vani. 2400 2420 2440 2460 2480 2500 2520 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2028 Andamento pregresso Proiezione
137 Pertanto, l’aliquota relativa alla riduzione dell’indice di affollamento è pari a: ✓ 64 VANI/3 = 21,33 VANI PARI A 8 ALLOGGI. Si è pervenuto alla determinazione degli alloggi assumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia. Atteso che utilizzando una funzione di proiezione lineare la dimensione media della famiglia di Ravello
ne media della famiglia. Atteso che utilizzando una funzione di proiezione lineare la dimensione media della famiglia di Ravello risulterebbe al 2028 pari a 2,09, si è assunto, secondo le indicazioni fornite dalla Provincia, il valore medio provinciale pari a 2,51. Alla luce di quanto sopra: 21 vani = 21 abitanti / 2,51 = 8,36 famiglie = arrotondando all’unità inferiore, 8 alloggi. Fabbisogno per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili
tondando all’unità inferiore, 8 alloggi. Fabbisogno per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili In conformità alle previsioni di cui agli artt.9 e 13 della L.R.35/87, l’anagrafe edilizia ha accertato il numero di vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili. Per la definizione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili, attesa la mancanza di specifiche
ue non risanabili. Per la definizione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili, attesa la mancanza di specifiche indicazioni da parte del Put, si rimanda a quanto già detto nell’ambito del paragrafo 3.2.4, nell’ambito del quale sono sinteticamente riportati anche gli esiti dei rilevamenti effettuati (che, invece, sono dettagliatamente illustrati e documentati nelle elaborazioni denominate “Anagrafe edilizia” allegate al
tuati (che, invece, sono dettagliatamente illustrati e documentati nelle elaborazioni denominate “Anagrafe edilizia” allegate al presente Piano e che ne costituiscono parte integrante e sostanziale. Tali rilevamenti hanno accertato che gli alloggi malsani e/o fatiscenti e non recuperabili, definiti secondo i criteri su specificati, sono pari a 130 (il 6,81% del numero complessivo di unità abitative), per complessivi n.348 vani. I singoli vani malsani e/o
ti, sono pari a 130 (il 6,81% del numero complessivo di unità abitative), per complessivi n.348 vani. I singoli vani malsani e/o fatiscenti e non recuperabili, ricadenti in alloggi non complessivamente qualificabili come tali e classificati secondo i criteri in precedenza specificati, sono complessivamente 16. I vani malsani e/o fatiscenti e comunque non recuperabili risultano, pertanto, complessivamente pari a 364. Tale numero deve poi essere ridotto di 1/3, come di seguito specificato.
abili risultano, pertanto, complessivamente pari a 364. Tale numero deve poi essere ridotto di 1/3, come di seguito specificato. Pertanto, l’aliquota relativa alla sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili è pari a: ✓ 364 VANI/3 = 121 VANI PARI A 48 ALLOGGI.42 Stima complessiva del fabbisogno residenziale Il fabbisogno residenziale è determinato, al 2028, sulla base delle seguenti tre componenti:
lessiva del fabbisogno residenziale Il fabbisogno residenziale è determinato, al 2028, sulla base delle seguenti tre componenti: ▪ fabbisogno residenziale derivante da incremento demografico, come stimato in precedenzaè pari a: 42 Si è pervenuto alla determinazione degli alloggi assumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia.
sumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia. Atteso che utilizzando una funzione di proiezione lineare la dimensione media della famiglia di Ravello risulterebbe al 2028 pari a 2.09, si è assunto, secondo le indicazioni fornite dalla Provincia, il valore medio provinciale pari a 2,51. Alla luce di quanto sopra: 121 vani = 121 abitanti / 2,51 = 48,20 famiglie = arrotondando all’unità inferiore, 48 alloggi.
2,51. Alla luce di quanto sopra: 121 vani = 121 abitanti / 2,51 = 48,20 famiglie = arrotondando all’unità inferiore, 48 alloggi. Nota modificata/integrata con le parti riportate in grassetto e corsivo in conformità a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazione proposta che segnala errore materiale.
138 ✓ 0 VANI; ✓ EQUIVALENTE A = 0 ALLOGGI; ▪ fabbisogno residenziale per la riduzione dell'indice di affollamento, come valutato in precedenza: ✓ 21 VANI; ✓ EQUIVALENTE A = 8 ALLOGGI. ▪ fabbisogno residenziale per la sostituzione dei vani malsani e/o fatiscenti, comunque non risanabili, come valutato nel precedente paragrafo 4.2.4: ✓ 121 VANI; ✓ EQUIVALENTE A = 48 ALLOGGI. Alla luce di quanto sopra il fabbisogno residenziale al 2028 è quantificato come di seguito specificato: ▪ 0 + 21 + 121= 142 VANI;
la luce di quanto sopra il fabbisogno residenziale al 2028 è quantificato come di seguito specificato: ▪ 0 + 21 + 121= 142 VANI; ▪ 0 + 8 + 48 = 56 ALLOGGI. Ai sensi dell’art.12 della L.R.35/87 il fabbisogno di cui in precedenza deve e sarà soddisfatto mediante la sola realizzazione di interventi di Edilizia Residenziale sovvenzionata o convenzionata, riservando l’attribuzione dei nuovi alloggi ai soli aventi diritto. Le scelte operative
idenziale sovvenzionata o convenzionata, riservando l’attribuzione dei nuovi alloggi ai soli aventi diritto. Le scelte operative Nell’ambito della componente operativa/programmatica del Piano si è prevista la realizzazione, nell’arco temporale del prossimo quinquennio, di n.33 16 43 35 alloggi di edilizia residenziale convenzionata 44 cosi ripartiti: • N.16 ALLOGGI PER L’ATi_5, corrispondenti, ad es., a 13 alloggi, ciascuno di superfice lorda abitabile pari a 75 mq ovvero a 10alloggi di SUL = 100mq;
i_5, corrispondenti, ad es., a 13 alloggi, ciascuno di superfice lorda abitabile pari a 75 mq ovvero a 10alloggi di SUL = 100mq; • N.19 ALLOGGI PER L’ATi_6, corrispondenti, ad es., a 16 alloggi, ciascuno di superfice lorda abitabile pari a 75 mq ovvero a 12 alloggi di SUL = 100mq.45 Si tratta di interventi, compiutamente illustrati nell’ambito delle schede operative della Serie 3 del presente Piano e da allegare agli Atti di Programmazione degli Interventi, che si richiamano brevemente e
tive della Serie 3 del presente Piano e da allegare agli Atti di Programmazione degli Interventi, che si richiamano brevemente e sinteticamente nel seguito. 46 Codice: Titolo Parametri dimensionali Descrizione ATi_4: 47 Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia 17 alloggi, ciascuno di superficie lorda abitabile pari a 75 mq 43 Modifica introdotta per effetto della eliminazione della previsione operativa di cui all’ATi_4 in conformità a quanto stabilito con
ifica introdotta per effetto della eliminazione della previsione operativa di cui all’ATi_4 in conformità a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte. 44 Atteso che le previsioni di cui all’ATi_5 ad oggi (sett. 2020) non sono ancora operative nel senso che ancora non è stato dato concreto inizio all’attuazione dell’intervento, il numero complessivo di alloggi previsto dalla componente operativa di PUC per il prossimo
izio all’attuazione dell’intervento, il numero complessivo di alloggi previsto dalla componente operativa di PUC per il prossimo quinquennio è da considerare pari a 29. 45 Modifiche ed integrazioni introdotte dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente
recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come
a dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento. 46 Vedi nota precedente. 47 Previsione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
139 Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica (equivalenti ad es. a 13 alloggi di SUL = 100mq), per una Superficie Lorda Edificabile complessiva massima pari a 1.300,00 mq. Il programma riguarda un comparto edificatorio di tipo compensativo nell’ambito del quale è prevista la realizzazione di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale). ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di
dilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale). ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP- 16 alloggi, ciascuno di superficie lorda abitabile pari a 75 mq (equivalenti ad es. a 12 alloggi di SUL = 100mq), per una Superficie Lorda Edificabile complessiva massima pari a 1.200,00 mq. 48
equivalenti ad es. a 12 alloggi di SUL = 100mq), per una Superficie Lorda Edificabile complessiva massima pari a 1.200,00 mq. 48 Il programma riguarda un comparto edificatorio di tipo compensativo nell’ambito del quale è prevista la realizzazione di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale). Le previsioni strutturali di Puc prevedono, inoltre, talune possibilità di intervento diretto (per la
E.R.S. – Housing sociale). Le previsioni strutturali di Puc prevedono, inoltre, talune possibilità di intervento diretto (per la realizzazioni di residenze rurali, la ricostruzione di edifici diruti, la variazione di destinazione di immobili esistenti, ecc.) realizzabili nei limiti del dimensionamento stabilito nel precedente paragrafo. Si riportano, di seguito, delle valutazioni, precisazioni, prescrizioni integrative ai contenuti della presente Relazione,
rafo. Si riportano, di seguito, delle valutazioni, precisazioni, prescrizioni integrative ai contenuti della presente Relazione, come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 e in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n.
di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento.
ì come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento. Le indagini effettuate per la elaborazione dell’anagrafe edilizia hanno evidenziato la presenza, nel territorio comunale, di: ✓ 364 vani pari a 145 alloggi49 malsani e/o fatiscenti e comunque non risanabili ✓ 64 vani pari a 25 alloggi 50sovraffollati Per sopperire a tali condizioni di disagio si stabilisce, in larga misura, il prevalente ricorso ad interventi di recupero e
ati Per sopperire a tali condizioni di disagio si stabilisce, in larga misura, il prevalente ricorso ad interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente (adeguamento igienico sanitario, limitato ampliamento, mutamento di destinazione d’uso, ricostruzione di edifici in tutto o in parte diruti; ecc.), senza che tale circostanza vada di fatto a determinare consumo di suolo in edificato e, nella maggior parte dei casi, incremento del carico insediativo.
za vada di fatto a determinare consumo di suolo in edificato e, nella maggior parte dei casi, incremento del carico insediativo. In via del tutto cautelativa e al solo fine di verificare la sostenibilità ambientale delle scelte da effettuare, si ipotizza che gli interventi previsti e/o ammessi dal PUC, al fine di sopperire al disagio abitativo rilevato, vadano astrattamente a determinare (circostanza che si ribadisce non rientra tra le effettive previsioni del PUC che, peraltro, riduce tale
attamente a determinare (circostanza che si ribadisce non rientra tra le effettive previsioni del PUC che, peraltro, riduce tale fabbisogno ad 1/3) l’insediamento di n.145 nuove famiglie, per complessivi 364 nuovi abitanti insediati51 (complessivamente pari al numero oggi esistente di alloggi malsani e fatiscenti, strutturalmente non recuperabili per finalità abitative). 48 Vedi nota precedente.
gi esistente di alloggi malsani e fatiscenti, strutturalmente non recuperabili per finalità abitative). 48 Vedi nota precedente. 49 Si è pervenuti alla determinazione degli alloggi assumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia. Atteso che utilizzando una funzione di proiezione lineare la dimensione media della famiglia di Ravello risulterebbe al 2028 pari a
eso che utilizzando una funzione di proiezione lineare la dimensione media della famiglia di Ravello risulterebbe al 2028 pari a 2.09, si è assunto, secondo le indicazioni fornite dalla Provincia, il valore medio provinciale pari a 2,51. 50 Vedi nota precedente 51Si è assunto ancora una volta il rapporto fissato dal Ptcp, 1 famiglia = 1 alloggio, e il rapporto fissato dal PUT, un vano = 1 abitante
140Sup. Territ. ha Carico urb. residenz. valore attuale numero di famiglie Densità Territor. Attuale famiglie/ha Grado di Naturalit à Grado di Antropiz zazione Grado di pregio paesaggi stico Grado di Urbanizz azione (primari a) Carico urb. residenz. max ammissibile numero di famiglie Densità Territor. max famiglie/ha Increme nto da PSC Increme nto da POC Increm ento Totale variazione variazione variazion variazion variazion 391,00 37 0,09 Alto Basso Alto Basso 37 0,09 0 0 0 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00%
azione variazione variazion variazion variazion 391,00 37 0,09 Alto Basso Alto Basso 37 0,09 0 0 0 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 180,68 8 0,04 Alto Basso Alto Basso 8 0,04 0 0 0 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 61,26 331 5,40 Medio /Alto Medio /Basso Alto Medio /Basso 341 5,57 10 0 10 3,02% 3,02% 3,02% 0,00% 3,02% 80,10 315 3,93 Medio /Alto Medio /Basso Alto Medio /Basso 325 4,06 10 0 10 3,17% 3,17% 3,17% 0,00% 3,17% 10,32 106 10,27 Medio Medio Alto Medio /Basso 111 10,76 5 0 5 4,72% 4,72% 4,72% 0,00% 4,72%
0 0 10 3,17% 3,17% 3,17% 0,00% 3,17% 10,32 106 10,27 Medio Medio Alto Medio /Basso 111 10,76 5 0 5 4,72% 4,72% 4,72% 0,00% 4,72% 10,70 118 11,02 Medio /Basso Medio Medio /Alto Medio 142 13,27 7 17 24 20,34% 20,34% 5,93% 14,41% 20,34% 1,49 13 8,72 Medio /Basso Medio /Basso Medio Medio 16 10,73 3 0 3 23,08% 23,08% 23,08% 0,00% 23,08% Tra7 le aree agricole e i terrazzamenti ricadenti in z.t. 4 del P.U.T. Tra4 le aree di tutela agricola e dei terrazzamenti ≡ le aree agricole ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra5
Z.O. DESCRIZIONE
in z.t. 4 del P.U.T. Tra4 le aree di tutela agricola e dei terrazzamenti ≡ le aree agricole ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra5 le aree agricole di rispetto ambientale degli insediamenti antichi accentrati ricadenti in z.t. 2 del P.U.T.; Tra6 le aree agricole di tutela integrata e di risanamento ≡ le aree agricole e i terrazzamenti ricadenti in z.t. 3 del P.U.T. Z.O. DESCRIZIONE gli spazi aperti boscati di tutela ecologica ≡ le aree boscate ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra1
Z.O. DESCRIZIONE
del P.U.T. Z.O. DESCRIZIONE gli spazi aperti boscati di tutela ecologica ≡ le aree boscate ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra1 gli spazi aperti naturali di tutela ecologica, idrogeologica e di difesa del suolo ≡ le aree naturali ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra2 Tra3 le aree di tutela dei terrazzamenti ≡ le aree agricole di rilievo paesaggistico ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tale variazione di carico insediativo determinerebbe un incremento:
ole di rilievo paesaggistico ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tale variazione di carico insediativo determinerebbe un incremento: • di 29.000 metri cubi annui del fabbisogno idrico, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete idrica di adduzione gestita dal Consorzio Ausino; • di 111.650smc/annui di gas, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete di distribuzione dell’Amalfitana Gas;
o; • di 111.650smc/annui di gas, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete di distribuzione dell’Amalfitana Gas; • di 435.000 kwh/annui di elettricità, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete di distribuzione di Terna; • di complessivi 277,88 t/anno di rifiuti urbani, di cui 179,85 t/anno differenziabili, il cui smaltimento è assicurabile dall’esistente sistema di raccolta differenziata che nel 2019 ha raggiunto il 64,72%;
ziabili, il cui smaltimento è assicurabile dall’esistente sistema di raccolta differenziata che nel 2019 ha raggiunto il 64,72%; • di 6.552 mq del fabbisogno, ex art.3 DM 1444/68, di aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi. Anche tale fabbisogno risulta essere ampiamente soddisfatto dalle dotazioni esistenti, pari a poco più di 100.000 mq, a fronte di un fabbisogno attuale quantificabile in poco meno di 45.000 mq.
dotazioni esistenti, pari a poco più di 100.000 mq, a fronte di un fabbisogno attuale quantificabile in poco meno di 45.000 mq. In ottemperanza a quanto previsto dall’art.125, co.7, delle NTA del Ptcp tale incremento complessivo di carico urbanistico residenziale è stato poi verificato, nella sua incidenza, in relazione alle capacità territoriali riferite alle diverse qualificazioni delle aree, andando a definire, per ciascuna di esse il carico urbanistico massimo ammissibile.
rite alle diverse qualificazioni delle aree, andando a definire, per ciascuna di esse il carico urbanistico massimo ammissibile. La verifica tiene, innanzitutto, in conto delle caratteristiche intrinseche delle aree stesse (estensione, grado di naturalità, livello di antropizzazione, sussistenza di condizioni di rischio idrogeologico, caratterizzazione paesaggistica, esistenza e caratteristiche delle urbanizzazioni primarie).
ondizioni di rischio idrogeologico, caratterizzazione paesaggistica, esistenza e caratteristiche delle urbanizzazioni primarie). Gli esiti delle valutazioni in precedenza descritte/enunciate sono riportate nella tabella che segue. Carico urbanistico massimo ammissibile per le diverse aree del territorio
141Sup. Territ. ha Carico urb. residenz. valore attuale numero di famiglie Densità Territor. Attuale famiglie/ha Grado di Naturalit à Grado di Antropiz zazione Grado di pregio paesaggi stico Grado di Urbanizz azione (primari a) Carico urb. residenz. max ammissibile numero di famiglie Densità Territor. max famiglie/ha Increme nto da PSC Increme nto da POC Increm ento Totale variazione variazione variazion variazion variazion 16,81 257 15,29 Basso Alto Alto Alto 281 16,72 12 12 24
C Increm ento Totale variazione variazione variazion variazion variazion 16,81 257 15,29 Basso Alto Alto Alto 281 16,72 12 12 24 9,34% 9,34% 4,67% 4,67% 9,34% 3,60 36 10,00 Medio Medio Medio /Alto Medio 40 11,11 4 0 4 11,11% 11,11% 11,11% 0,00% 11,11% 0,61 21 34,61 Basso Alto Alto Medio /Alto 23 37,91 2 0 2 9,52% 9,52% 9,52% 0,00% 9,52% 1,39 54 38,94 Medio Alto Alto Medio /Alto 60 43,26 6 0 6 11,11% 11,11% 11,11% 0,00% 11,11% 1,07 12 11,22 Basso Medio Alto Medio /Alto 14 13,09 2 0 2
Alto Alto Medio /Alto 60 43,26 6 0 6 11,11% 11,11% 11,11% 0,00% 11,11% 1,07 12 11,22 Basso Medio Alto Medio /Alto 14 13,09 2 0 2 16,67% 16,67% 16,67% 0,00% 16,67% 1,65 46 27,80 Basso Medio /Alto Medio Medio 50 30,21 4 0 4 8,70% 8,70% 8,70% 0,00% 8,70% 4,78 60 12,56 Basso Medio Medio Medio /Alto 66 13,81 6 0 6 10,00% 10,00% 10,00% 0,00% 10,00% 2,82 72 25,53 Medio /Basso Medio /Alto Medio Medio /Alto 78 27,66 6 0 6 8,33% 8,33% 8,33% 0,00% 8,33% 0,24 10 41,32 Basso Alto Medio /Basso Medio /Alto 12 49,58 2 0 2
Medio Medio /Alto 78 27,66 6 0 6 8,33% 8,33% 8,33% 0,00% 8,33% 0,24 10 41,32 Basso Alto Medio /Basso Medio /Alto 12 49,58 2 0 2 20,00% 20,00% 20,00% 0,00% 20,00% 3,51 32 9,11 Basso Medio Medio /Basso Medio 67 19,08 0 35 35 109,38% 109,38% 0,00% 109,38% 109,38% 2,60 14 5,39 Basso Alto Medio Medio /Alto 16 6,16 2 0 2 14,29% 14,29% 14,29% 0,00% 14,29% 774,62 1542 1,99 1687 2,18 93 52 145 9,40% 9,40% 6,03% 3,37% 9,40% Ir4 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 4 del
52 145 9,40% 9,40% 6,03% 3,37% 9,40% Ir4 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 4 del P.U.T. Ir5 tessuto residenziale realizzato nell'ambito del piano per l'edilizia economica e popolare ex lege 167/62 e ricadente nella z.t. 4 del P.U.T. Ir6 tessuti a prevalente destinazione turistico – ricettiva, di recente edificazione, ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T. Ir1 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 1b del P.U.T. Ir2
nella z.t. 3 del P.U.T. Ir1 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 1b del P.U.T. Ir2 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 2 del P.U.T. Ir3 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T.; Is3 tessuti storici ricadenti nella z.t. 1b del P.U.T. Is4 tessuti e complessi edilizi storici ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T. Is5 il borgo di Castiglione
TOTALE Z.O. DESCRIZIONE
i nella z.t. 1b del P.U.T. Is4 tessuti e complessi edilizi storici ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T. Is5 il borgo di Castiglione Is1 tessuti storici ricadenti nella z.t. 2 del P.U.T. Is2 zone di rispetto ambientale dei tessuti storici ricadenti nella z.t. 2 del P.U.T. TOTALE Z.O. DESCRIZIONE Infine, atteso che la dismissione del patrimonio edilizio rilevato quale inadeguato, deve essere un obiettivo da
.O. DESCRIZIONE Infine, atteso che la dismissione del patrimonio edilizio rilevato quale inadeguato, deve essere un obiettivo da perseguire in maniera tendenziale in un arco di tempo piuttosto lungo, in conformità alle previsioni di PUT si ritiene ammissibile, nell’ambito del dimensionamento decennale previsto dal PUC, una quota max di nuova edificazione residenziale pari a 1/3 delle esigenze rilevate dall’Anagrafe Edilizia.
le previsto dal PUC, una quota max di nuova edificazione residenziale pari a 1/3 delle esigenze rilevate dall’Anagrafe Edilizia. Di, conseguenza, il PUC prescrive che gli interventi finalizzati alla realizzazione di nuove unità residenziali (fatta eccezione che per quelle derivanti dal frazionamento di unità esistenti, che non incidono sul carico insediativo complessivo) potranno essere realizzati in attuazione diretta (variazione di destinazione,
142 recupero di immobili diruti, nuova costruzione, ecc.) ovvero previsti nell’ambito del POC, nei limiti dei carichi insediativi max sopra individuati per ciascuna zona e, comunque, entro i limiti di dimensionamento complessivo del PUC, secondo una procedura a sportello. 4.2.2 Il Dimensionamento degli spazi pubblici e di uso collettivo Ai fini del dimensionamento delle aree da riservare a “Standard per gli spazi pubblici ed altre dotazioni ad
e di uso collettivo Ai fini del dimensionamento delle aree da riservare a “Standard per gli spazi pubblici ed altre dotazioni ad uso collettivo” l’art.126 delle norme tecniche del Ptcp stabilisce:
- I Comuni nella redazione dei PUC dovranno calcolare il complessivo fabbisogno di spazi pubblici e di uso collettivo sulla base delle previsioni demografiche di cui al precedente Capo I, adottando gli standard urbanistici minimi ai sensi della normativa vigente. Tale fabbisogno va articolato nella quota che può
I, adottando gli standard urbanistici minimi ai sensi della normativa vigente. Tale fabbisogno va articolato nella quota che può considerarsi soddisfatta in rapporto alle attrezzature pubbliche esistenti, alla quota di fabbisogno corrispondente all’eventuale incremento di popolazione previsto ed alla eventuale quota di fabbisogno pregresso. 2. Potranno essere considerate, ai fini del soddisfacimento degli standard urbanistici, anche aree private i cui
ogno pregresso. 2. Potranno essere considerate, ai fini del soddisfacimento degli standard urbanistici, anche aree private i cui proprietari stipulano con il Comune specifiche convenzioni, eventualmente incentivate: a) per realizzare e gestire a proprie spese parcheggi e impianti sportivi, recuperando i costi di investimento e di esercizio e manutenzione attraverso i ricavi di gestione con l’applicazione di tariffe convenzionate, che ne garantiscano la natura di servizi pubblici;
attraverso i ricavi di gestione con l’applicazione di tariffe convenzionate, che ne garantiscano la natura di servizi pubblici; b) per consentire la fruizione pubblica – disciplinata negli orari e nelle forme – degli spazi verdi. 3. Per i privati che realizzano quote di standards pubblici, con i meccanismi di cui al precedente comma 2, è consentito prevedere misure aggiuntive, potendosi interpretare la quota di standards pubblici che verrà ad
precedente comma 2, è consentito prevedere misure aggiuntive, potendosi interpretare la quota di standards pubblici che verrà ad essere così realizzata quale “moneta urbanistica” da utilizzarsi, mediante metodo perequativo, per possibili trasformazioni urbanistiche. 4. Per recuperare il deficit di standards urbanistici e consentire la messa a norma dei centri abitati, i PUC potranno prevedere azioni per incentivare progetti per la realizzazione di parcheggi d’uso pubblico e di
i centri abitati, i PUC potranno prevedere azioni per incentivare progetti per la realizzazione di parcheggi d’uso pubblico e di parcheggi pertinenziali privati interrati; questi ultimi concorrono alla formazione di una quota degli standards urbanistici privati per le costruzioni, non comportano aggravio del carico urbanistico, non costituiscono nuova costruzione e la loro realizzazione, in aree di tutela, potrà essere consentita previo ottenimento dei necessari nulla osta.
ova costruzione e la loro realizzazione, in aree di tutela, potrà essere consentita previo ottenimento dei necessari nulla osta. 5. I PUC potranno prevedere altresì premialità per chi realizza parcheggi pertinenziali privati con quote che potranno essere asservite, entro un congruo limite temporale che verrà stabilito dai Comuni, sia ad edifici esistenti che ad interventi di trasformazione del patrimonio edilizio, potendosi in questo ultimo caso
ai Comuni, sia ad edifici esistenti che ad interventi di trasformazione del patrimonio edilizio, potendosi in questo ultimo caso interpretare quale “moneta urbanistica” la quota di standards privati. La L.R.14/82, per la parte ancora vigente, rimanda, per le tipologie di comuni quale quello in esame, allo standard minimo per abitante di cui all’art.3 del Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n.1444 che stabilisce:
ello in esame, allo standard minimo per abitante di cui all’art.3 del Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n.1444 che stabilisce: “Rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi”
- Per gli insediamenti residenziali, i rapporti massimi di cui all'art. 17, penultimo comma, della legge n. 765,
o a parcheggi”
- Per gli insediamenti residenziali, i rapporti massimi di cui all'art. 17, penultimo comma, della legge n. 765, penultimo comma, della legge n. 765 sono fissati in misura tale da assicurare per ogni abitante - insediato o da insediare - la dotazione minima, inderogabile, di mq 18 per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie.
143 2. Tale quantità complessiva va ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: a) mq 4,50 di aree per l'istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo; b) mq 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre; c) mq 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente
zione civile, ecc.) ed altre; c) mq 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade; d) mq 2,50 di aree per parcheggi (in aggiunta alle superfici a parcheggio previste dall'art. 18 della legge n. 765. 18 della legge n. 765): tali aree - in casi speciali - potranno essere distribuite su diversi livelli.
t. 18 della legge n. 765. 18 della legge n. 765): tali aree - in casi speciali - potranno essere distribuite su diversi livelli. 3. Ai fini dell'osservanza dei rapporti suindicati nella formazione degli strumenti urbanistici, si assume che, salvo diversa dimostrazione, ad ogni abitante insediato o da insediare corrispondano mediamente 25 mq di superficie lorda abitabile (pari a circa 80 mc vuoto per pieno), eventualmente maggiorati di una quota
ndano mediamente 25 mq di superficie lorda abitabile (pari a circa 80 mc vuoto per pieno), eventualmente maggiorati di una quota non superiore a 5 mq (pari a circa 20 mc vuoto per pieno) per le destinazioni non specificamente residenziali ma strettamente connesse con le residenze (negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali, ecc.). L’art.11 della Legge Regionale 35/87 stabilisce che le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature
fessionali, ecc.). L’art.11 della Legge Regionale 35/87 stabilisce che le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali devono essere pari …: ▪ a metri quadrati ventisette per abitante (secondo la previsione demografica di cui al precedente articolo 9 lett. a); tale quantità va di norma ripartita in:
- 4.5 mq per l' istruzione materna e dell'obbligo;
- 2,0 mq per le attrezzature di interesse comunale;
- 18,0 mq per le aree verdi e gli impianti sportivi;
- 2,5 mq per parcheggi;
- 2,0 mq per le attrezzature di interesse comunale;
- 18,0 mq per le aree verdi e gli impianti sportivi;
- 2,5 mq per parcheggi; ▪ a metri quadri quindici per ogni venti metri quadrati di superficie utile lorda di residenze stagionali o attrezzature ricettive esistenti e previste: tale quantità va di norma ripartita in:
- 10,0 mq per verde, gioco libero e sport;
- 3,0 mq per parcheggi;
- 2,0 mq per attrezzature di interesse comunale;
ipartita in:
- 10,0 mq per verde, gioco libero e sport;
- 3,0 mq per parcheggi;
- 2,0 mq per attrezzature di interesse comunale; Nel caso che non risulti possibile reperire le suddette aree all' interno del territorio comunale, esse andranno reperite nel quadro del coordinamento a livello di ciascuna sub - area. Quota di fabbisogno soddisfatto dalle attrezzature pubbliche esistenti Come evidenziato nel paragrafo 3.2.3, la quota di fabbisogno di aree per spazi pubblici o riservati alle attività
iche esistenti Come evidenziato nel paragrafo 3.2.3, la quota di fabbisogno di aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive soddisfatto dalle attrezzature pubbliche esistenti è complessivamente pari a 112.069 49.060 mq,52 ripartita nel modo appresso indicato: ▪ aree per l'istruzione = 9.178 mq; 52 Modifiche introdotte come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel
Modifiche introdotte come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini
istica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento.
144 ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 18.001 13.001 mq; 53 ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 77.398 19.389 mq; 54 ▪ aree per parcheggio pubblico = 7.492 mq. Quota di fabbisogno pregresso definita alla luce delle indicazioni del Ptcp Atteso che la popolazione residente al 1 gennaio 2019 è pari a 2.480 abitanti, la dotazione minima, inderogabile per spazi pubblici o riservati alle attività collettive da soddisfare è complessivamente pari a:
dotazione minima, inderogabile per spazi pubblici o riservati alle attività collettive da soddisfare è complessivamente pari a: 18 mq/ab. x 2.480 ab. = 44.640 mq, Tale quantità complessiva è ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: ▪ aree per l'istruzione = 4,5 mq/ab. x 2.480 ab. = 11.160 mq; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 2,0 mq/ab. x 2.480 ab. = 4.960 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 9,0 mq/ab. x 2.480ab. = 22.320 mq;
.480 ab. = 4.960 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 9,0 mq/ab. x 2.480ab. = 22.320 mq; ▪ aree per parcheggio pubblico = 2,50 mq/ab. x 2.480 ab. = 6.200 mq; Considerate le quote di fabbisogno già soddisfatte dalle attrezzature pubbliche esistenti quantificate nel precedente paragrafo, al fine di soddisfare il fabbisogno pregresso sarebbe necessario prevedere la realizzazione di: ▪ aree per l'istruzione = 11.160 - 9.178 = 1.982 mq;
e il fabbisogno pregresso sarebbe necessario prevedere la realizzazione di: ▪ aree per l'istruzione = 11.160 - 9.178 = 1.982 mq; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 0 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 0 22.320 – 19.389 = 2.931 mq; 55 ▪ aree per parcheggio pubblico = 0 mq. E’ solo il caso di evidenziare nuovamente in questa sede che la dotazione di parcheggi pubblici, nonostante
gio pubblico = 0 mq. E’ solo il caso di evidenziare nuovamente in questa sede che la dotazione di parcheggi pubblici, nonostante formalmente sia soddisfatto lo standard minimo di legge è assolutamente insoddisfacente, attesa peraltro la contestuale carenza sia di parcheggi pertinenziali che di parcheggi privati ad uso pubblico, e, soprattutto, in considerazione delle esigenze connesse ai flussi turistici, vista la valenza e la vocazione nello specifico settore di Ravello.
considerazione delle esigenze connesse ai flussi turistici, vista la valenza e la vocazione nello specifico settore di Ravello. Inoltre, stante la progressiva riduzione della popolazione scolastica e le contestuali politiche volte alla concentrazione delle attività e dei servizi di settore, assolutamente anacronistica sarebbe l’individuazione di nuove, ulteriori, superfici destinate alla realizzazione di nuove attrezzature connesse all’istruzione scolastica.
viduazione di nuove, ulteriori, superfici destinate alla realizzazione di nuove attrezzature connesse all’istruzione scolastica. Quota di fabbisogno corrispondente all’eventuale incremento di popolazione alla luce delle previsioni del Ptcp La previsione demografica della popolazione residente all’anno 2028 effettuata in precedenza (paragrafo 4.2.1) prevede un decremento del numero complessivo degli abitanti (2448 contro i 2480 attuali). 53 Vedi nota precedente 54 Vedi nota precedente 55 Vedi nota precedente
145 Pertanto la quota di fabbisogno di aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive connesso all’incremento della popolazione è nullo. Fabbisogno da soddisfare alla luce delle indicazioni del Put Atteso che la popolazione residente all’anno 2024 è stimata pari a 2448 abitanti, in via precauzionale si assume il numero di abitanti al 1 gennaio 2019 pari a 2480, e pertanto le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali devono essere pari complessivamente a:
, e pertanto le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali devono essere pari complessivamente a: 27 mq/ab. x 2480 ab. = 66.960 mq,. Tale quantità complessiva è ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: ▪ aree per l'istruzione = 4,5 mq/ab. x 2480 ab. = 11.160 mq; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 2,0 mq/ab. x 2480 ab. = 4.960 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 18,0 mq/ab. x 2480 ab. = 44.640 mq;
480 ab. = 4.960 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 18,0 mq/ab. x 2480 ab. = 44.640 mq; ▪ aree per parcheggio pubblico = 2,50 mq/ab. x 2480 ab. = 6.200 mq. A tali aree vanno aggiunte quelle commisurate alla superficie utile lorda di residenze stagionali o attrezzature ricettive esistenti e previste, quantificate dall’Anagrafe Edilizia allegata al presente Piano in 46.791 mq.
nali o attrezzature ricettive esistenti e previste, quantificate dall’Anagrafe Edilizia allegata al presente Piano in 46.791 mq. Pertanto, le superfici aggiunte commisurate alla superficie utile lorda di residenze stagionali o attrezzature ricettive esistenti, devono essere pari a: 46.791 mq/ 20x15 = 35.093 mq. Tale quantità complessiva è ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 46.791 mq/20 x 2 = 4.679 mq;
va è ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 46.791 mq/20 x 2 = 4.679 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 46.791 mq/20 x 10 = 23.395 mq; ▪ aree per parcheggio pubblico = 46.791 mq/20 x 3 = 7.019 mq. Pertanto, le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali determinate secondo le previsioni di cui all’art.11 della L.R.35/87 sono pari a 102.053 mq, ripartite, di norma, nel modo
munali determinate secondo le previsioni di cui all’art.11 della L.R.35/87 sono pari a 102.053 mq, ripartite, di norma, nel modo appresso indicato: ▪ aree per l'istruzione = 11.160 mq; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 4.960 mq + 4.679 mq = 9.639 mq; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 44.640 mq + 23.395 mq = 68.035 mq; ▪ aree per parcheggio pubblico = 6.200 mq + 7.019 mq = 13.219 mq.
e per il gioco e lo sport = 44.640 mq + 23.395 mq = 68.035 mq; ▪ aree per parcheggio pubblico = 6.200 mq + 7.019 mq = 13.219 mq. Considerate le quote di fabbisogno già soddisfatte dalle attrezzature pubbliche esistenti quantificate in precedenza, le quantità minime di progetto di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali, dovranno essere pari a: 56 56 Modifiche introdotte come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel
Modifiche introdotte come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini
istica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento.
146 ▪ aree per l'istruzione = 11.160 mq – 9.178 mq = 1.982 mq; ▪ aree per attrezzature di interesse comune = 9.639mq – 18.001 13.001 mq = - 8.362 3.362 mq = 0 mq di progetto; ▪ aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 68.035 mq – 77.398 19.389 mq = - 9.363mq = 0 48.646 mq di progetto; ▪ aree per parcheggio pubblico = 13.219 mq – 7.492 mq = 5.727 mq. Le scelte operative Nell’ambito della componente operativa/programmatica del Piano sono stati previsti, al fine di soddisfare le
Le scelte operative Nell’ambito della componente operativa/programmatica del Piano sono stati previsti, al fine di soddisfare le esigenze di aree ed attrezzature pubbliche in precedenza specificate e, più in generale, al fine di potenziare tali dotazioni, anche al di là degli standards minimi stabiliti per legge, un insieme sistematico di interventi, compiutamente illustrati nell’ambito delle schede operative della Serie 3 del presente Piano e da allegare agli
o di interventi, compiutamente illustrati nell’ambito delle schede operative della Serie 3 del presente Piano e da allegare agli Atti di Programmazione degli Interventi, che si richiamano brevemente nel seguito, suddividendo gli stessi in relazione della tipologia di standard che essi contribuiscono a soddisfare. Interventi finalizzati a soddisfare l’esigenza di aree per l’istruzione: Codice: Titolo Descrizione Nuove Superfici La componente operativo/programmatico del PUC non prevede specifici
per l’istruzione: Codice: Titolo Descrizione Nuove Superfici La componente operativo/programmatico del PUC non prevede specifici interventi volti a colmare il deficit di dotazione minima di aree per l’istruzione, pari a 1.892 mq come in precedenza individuato, atteso che la esistente dotazione di aree è assolutamente idonea a soddisfare le esigenze locali, presenti e future, alla luce della progressiva riduzione della popolazione scolastica e della più volte evidenziata tendenza a concentrare
future, alla luce della progressiva riduzione della popolazione scolastica e della più volte evidenziata tendenza a concentrare i servizi per l’istruzione dell’obbligo, al fine di ridurre gli sprechi e qualificare la spesa pubblica. Peraltro sia il DM1444/68 che l’art.11della L.R.35/87 richiedono che venga complessivamente soddisfatta la dotazione complessiva di standard, rispettivamente fissata a 18 e 27 mq/ab. (prescrizione che nel caso di
vamente soddisfatta la dotazione complessiva di standard, rispettivamente fissata a 18 e 27 mq/ab. (prescrizione che nel caso di Ravello è ampiamente soddisfatta), stabilendo poi una loro ripartizione “di norma”, che non ha valore assolutamente prescrittivo. Individuare nuove aree inedificate non è pertanto necessario e sarebbe inutile, sia in termini economici che in considerazione alle esigenze di contenimento del consumo di suolo. Peraltro, esistono alcune attrezzature sportive di proprietà comunale,
zione alle esigenze di contenimento del consumo di suolo. Peraltro, esistono alcune attrezzature sportive di proprietà comunale, conteggiate nell’ambito delle attività ricognitive effettuate quali “aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport” (per le quali la dotazione del comune di Ravello è ampiamente superiore ai minimi di legge), e che possono essere / devono essere a servizio delle attrezzature scolastiche comunali: Campo da tennis in adiacenza alla casa comunale 926,60 mq
re / devono essere a servizio delle attrezzature scolastiche comunali: Campo da tennis in adiacenza alla casa comunale 926,60 mq Campo di calcetto piazza A. Manzi 1.058,80 mq totale aree integrative per/ a servizio dell’istruzione 1.985,40 mq
147 Interventi finalizzati ad incrementare le aree per attrezzature di interesse comune: si parla, infatti, di incremento in quanto non vi è una esigenza specifica di aree al fine di soddisfare le quantità minime stabilite per legge. Codice: Titolo Descrizione Nuove Superfici ATi_4: 57 Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica
ubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica Trattasi di comparto edificatorio di tipo compensativo (art.33 L.R.16/2004; art.12 Reg.Reg.5/2011) che prevede la cessione gratuita a favore del Comune del 50% della St per la realizzazione di standards urbanistici (verde attrezzato e attrezzature di interesse pubblico) 1.000 mq quantità stimata ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una
interesse pubblico) 1.000 mq quantità stimata ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP Trattasi di comparto edificatorio di tipo compensativo (art.33 L.R.16/2004; art.12 Reg.Reg.5/2011) che prevede la cessione gratuita a favore del Comune del 50% della St per la realizzazione di standards urbanistici (verde
- che prevede la cessione gratuita a favore del Comune del 50% della St per la realizzazione di standards urbanistici (verde attrezzato e attrezzature di interesse pubblico) 1.125 mq quantità stimata ATi_13: Riqualificazione dell’area e dei manufatti che accolgono gli impianti comunali di primo trattamento in località Cigliano e localizzazione di attrezzature di interesse collettivo 3.204 mq POC_4: Riqualificazione della galleria Boccaccio 600 mq
gliano e localizzazione di attrezzature di interesse collettivo 3.204 mq POC_4: Riqualificazione della galleria Boccaccio 600 mq POC_5: Realizzazione di Servizi pubblici insistenti sul belvedere Boccaccio 36 mq POC_7: Qualificazione e potenziamento del cimitero comunale di San Martino Ampliamento attrezzatura esistente 934 mq POC_19: Depuratore consortile in località Marmorata 1.085 mq POC_20: Nuovo cimitero in località Sambuco 6.656 mq
sistente 934 mq POC_19: Depuratore consortile in località Marmorata 1.085 mq POC_20: Nuovo cimitero in località Sambuco 6.656 mq POC_30 Localizzazione servizi pubblici nei locali esistenti sottostanti piazzetta Gradillo 55 mq totale aree di progetto per/ a servizio dell’istruzione 14.695 mq 13.695 mq 58 57 Previsione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
evisione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte. 58 Modifica determinata dall’eliminazione del programma operativo denominato ATi_4 decisa con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
148 Interventi finalizzati ad incrementare le aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport: si parla, ancora una volta, di incremento in quanto non vi è una esigenza specifica di aree al fine di soddisfare le quantità minime stabilite per legge. Codice: Titolo Descrizione Nuove Superfici ATi_2: Valorizzazione delle aree di Palazzo La Marra 1.500 mq quantità stimata ATi_4: 59 Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una
Palazzo La Marra 1.500 mq quantità stimata ATi_4: 59 Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica 1.000 mq quantità stimata ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP 1.300 mq quantità stimata
a Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP 1.300 mq quantità stimata ATi_7: Riqualificazione/recupero paesaggistico e ambientale delle aree inedificate dell’ambito ex PEEP e adeguamento dell’accessibilità 400 mq quantità stimata POC_1: Riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche 2.000 mq ATsu_6: Realizzazione del parco urbano di via Cappella 4.560 mq
e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche 2.000 mq ATsu_6: Realizzazione del parco urbano di via Cappella 4.560 mq ATsu_7: Realizzazione dell’area di verde attrezzato di San Trifone 380 mq totale aree di progetto per/ a servizio dell’istruzione 11.140 mq 10.140 mq60 In aggiunta alle quantità di cui sopra va considerata la superficie dei Giardini di Villa Cimbrone, di fatto già aperti al pubblico, per i quali va stipulata la Convenzione di cui all’art.17 della L.R.35/87 riproposta anche
one, di fatto già aperti al pubblico, per i quali va stipulata la Convenzione di cui all’art.17 della L.R.35/87 riproposta anche dall’art. 53 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano. Pertanto, il totale delle aree di progetto per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport è pari a 10.140 + 52.849 = 62.989 mq > 48.646 mq. 61 59 Previsione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
evisione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte. 60 Modifica determinata dall’eliminazione del programma operativo denominato ATi_4 decisa con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte. 61 Precisazione introdotta come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel
cisazione introdotta come stabilito dal Parere Motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/2006 in conformità a quanto previsto nel Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini
istica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011, approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18.06.2021, così come integrato, precisato e rettificato dalla nota prot.n. 12751 del 07/09/2021, integralmente allegati al presente documento.
149 Interventi finalizzati a soddisfare l’esigenza di aree per parcheggio pubblico: Codice: Titolo Descrizione Nuove Superfici POC_1: Riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche 5.000 mq APOC_8: Realizzazione di parcheggio interrato, in parte a rotazione d’uso, su S.P.1 in prossimità del Cimitero e all’altezza di via San Trifone 600 mq POC_9: Realizzazione di parcheggio interrato, prevalentemente a destinazione
el Cimitero e all’altezza di via San Trifone 600 mq POC_9: Realizzazione di parcheggio interrato, prevalentemente a destinazione pertinenziale, su S.P.1 all’altezza di via San Martino 400 mq POC_14: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, nei pressi del presidio ospedaliero di Castiglione 600 mq POC_21: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.P.1 in prossimità degli incroci con via Sambuco e via 25 Aprile 2.500 mq
21: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.P.1 in prossimità degli incroci con via Sambuco e via 25 Aprile 2.500 mq POC_25: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, su via Parco della Rimembranza 800 mq POC_26: Realizzazione di parcheggio pubblico su via Monte Brusara 450 mq POC_29 Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.S. 163 in prossimità del centro abitato di Atrani 2.500 mq
ara 450 mq POC_29 Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.S. 163 in prossimità del centro abitato di Atrani 2.500 mq totale aree di progetto per/ a servizio dell’istruzione 12.850 mq Si evidenzia infine, che per quanto riguarda gli interventi previsti dalle disposizioni operative – programmatiche che prevedono nuova edificazione, il soddisfacimento dei necessari standards avviene attraverso le trasformazioni unitarie dell’ambito. 4.2.3 Il dimensionamento delle aree produttive
ei necessari standards avviene attraverso le trasformazioni unitarie dell’ambito. 4.2.3 Il dimensionamento delle aree produttive Ai fini del dimensionamento delle aree per “Insediamenti produttivi” l’art.127 delle norme tecniche del Ptcp stabilisce: “ …. 3. Per gli ambiti produttivi di livello comunale il calcolo del dimensionamento andrà documentato sulla base di specifiche analisi, estese anche ai comuni confinati, le cui risultanze dovranno essere riportate in Conferenza di Ambito e documentate nei PUC.
si, estese anche ai comuni confinati, le cui risultanze dovranno essere riportate in Conferenza di Ambito e documentate nei PUC. 4. In particolare le analisi di cui al comma che precede dovranno:
150 a) esaminare la domanda di attività produttive da parte di aziende da accogliere anche attraverso avvisi pubblici e/o attraverso le ricognizioni effettuate da Associazioni industriali e BIC; b) verificare l’esistenza di lotti ancora disponibili in aree PIP esistenti; c) analizzare il patrimonio edilizio esistente (cubature e superfici fondiarie e territoriali) con destinazione produttiva, valutando l’eventuale patrimonio non utilizzato, sottoutilizzato o dismesso e verificando i motivi
con destinazione produttiva, valutando l’eventuale patrimonio non utilizzato, sottoutilizzato o dismesso e verificando i motivi della non utilizzazione. 5. Sulla base delle analisi propedeutiche di cui ai precedenti comma, il dimensionamento delle aree produttive dovrà essere effettuato tenendo conto dei seguenti criteri progettuali: a) il fabbisogno di aree produttive va calcolato tenendo conto della domanda individuata secondo i criteri
criteri progettuali: a) il fabbisogno di aree produttive va calcolato tenendo conto della domanda individuata secondo i criteri precedenti e da questo va sottratto il fabbisogno che è possibile soddisfare in aree produttive esistenti, dismesse o sottoutilizzate; b) nel dimensionamento vanno calcolate, oltre alle aree per impianti tecnologici, anche le aree verdi di compensazione e mitigazione ambientale da dimensionare sulla base di un congruo “standard di sicurezza
i, anche le aree verdi di compensazione e mitigazione ambientale da dimensionare sulla base di un congruo “standard di sicurezza ambientale” che dovrà essere dimensionato nei PUC, adeguato a ridurre cospicuamente gli impatti degli inquinamenti prodotti dalle attività da insediare; i PUC dovranno infatti prevedere, nella attuazione dei PIP, l’obbligo per i privati di piantumare le aree verdi con specie arboree ed arbustive autoctone; le aree di
la attuazione dei PIP, l’obbligo per i privati di piantumare le aree verdi con specie arboree ed arbustive autoctone; le aree di compensazione non dovranno essere frammentate e per quanto possibile dovranno essere realizzate in continuità con aree verde esistenti o programmate nell’intorno dell’area destinata al PIP; ….”. Nel dimensionamento di tali aree si deve inoltre tener conto della necessità di soddisfare i rapporti massimi
inata al PIP; ….”. Nel dimensionamento di tali aree si deve inoltre tener conto della necessità di soddisfare i rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti produttivi e gli spazi pubblici destinati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi di cui all’art.5 del Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n.1444 che stabilisce: “l rapporti massimi di cui all'art 17 della legge n 765, per gli insediamenti produttivi, sono definiti come appresso:
abilisce: “l rapporti massimi di cui all'art 17 della legge n 765, per gli insediamenti produttivi, sono definiti come appresso:
- nei nuovi insediamenti di carattere industriale o ad essi assimilabili compresi nelle zone D) la superficie da destinare a spazi pubblici o destinata ad attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi (escluse le sedi viarie) non può essere inferiore al 10% dell'intera superficie destinata a tali insediamenti;
ico o a parcheggi (escluse le sedi viarie) non può essere inferiore al 10% dell'intera superficie destinata a tali insediamenti; 2) nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e direzionale, a 100 mq di superficie lorda di pavimento di edifici previsti, deve corrispondere la quantità minima di 80 mq di spazio, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi (in aggiunta a quelli di cui all'art. 18 della legge n.
zio, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi (in aggiunta a quelli di cui all'art. 18 della legge n. 765); tale quantità, per le zone A) e B) è ridotta alla metà, purché siano previste adeguate attrezzature integrative.”. La L.R.35/87 non introduce prescrizioni per il dimensionamento delle aree produttive, ed ammette nell’ambito dell’art.17, nella z.t.4, l’individuazione di una eventuale zona << D/ 1 >>, destinata ad
ree produttive, ed ammette nell’ambito dell’art.17, nella z.t.4, l’individuazione di una eventuale zona << D/ 1 >>, destinata ad insediamenti produttivi artigianali o a piccole industrie (n. max nuovi addetti 50) di trasformazione dei prodotti agricoli. In tal caso la normativa di Piano Regolatore deve prescrivere l' obbligo della redazione di Piani produttivi particolareggiati, di cui all'articolo 27 della Legge 865/ 71 e nel rispetto delle norme tecniche di cui al titolo IV.
151 Le scelte operative Nell’ambito della componente operativa/programmatica del Piano si è prevista la realizzazione, nell’arco temporale del prossimo quinquennio, di calibrati interventi al fine di consentire la delocalizzazione di attività artigianali ubicate in contesti incompatibili ovvero per la localizzazione di nuove attività artigianali. Si tratta di interventi, compiutamente illustrati nell’ambito delle schede operative della Serie 3 del presente
ità artigianali. Si tratta di interventi, compiutamente illustrati nell’ambito delle schede operative della Serie 3 del presente Piano e da allegare agli Atti di Programmazione degli Interventi, che si richiamano brevemente e sinteticamente nel seguito. Codice: Titolo Parametri dimensionali Descrizione ATi_11: Realizzazione di un P.I.P. prevalentemente destinato al settore agricolo-alimentare in località Sambuco Il Piano interessa una Superficie complessiva pari a 8.400 mq.
ente destinato al settore agricolo-alimentare in località Sambuco Il Piano interessa una Superficie complessiva pari a 8.400 mq. Il programma prevede la realizzazione di un Piano per Insediamenti Produttivi, ex art.27 legge 865/71, al fine di:
- insediare nuove attività produttive ed artigianali, anche e soprattutto nei settori della lavorazione e/o trasformazione di prodotti agricoli, tipici e/o locali;
- accogliere il trasferimento delle attività presenti nel centro abitato, o in altre aree del territorio
oli, tipici e/o locali;
- accogliere il trasferimento delle attività presenti nel centro abitato, o in altre aree del territorio particolarmente sensibili, e non compatibili, perché inquinanti (come ad es. fabbri, marmisti, falegnami, meccanici, ecc.) o non consoni alle caratteristiche dei luoghi (ad es. attività commerciali che prevedono o necessitano di esporre la merce in aree aperte o visibili dal pubblico). ATi_14: Riqualificazione dell’area produttiva in località Ponte
ano di esporre la merce in aree aperte o visibili dal pubblico). ATi_14: Riqualificazione dell’area produttiva in località Ponte per la realizzazione di condominio produttivo, stazione di rifornimento carburante e terminal bus connesso con quartiere Lacco Il Programma interessa una Superficie complessiva pari a 3.204 mq. Il programma prevede l’attuazione di un comparto di trasformazione di tipo compensativo finalizzato a:
- dotare la struttura urbana di un’infrastruttura
ttuazione di un comparto di trasformazione di tipo compensativo finalizzato a:
- dotare la struttura urbana di un’infrastruttura privata convenzionata, idonea ad accogliere funzioni produttive, di tipo artigianale, favorendone la delocalizzazione da ambiti urbani, e di interesse pubblico (distributore carburante);
- dotare la struttura urbana di un terminal bus per turisti, con adeguati servizi di accoglienza, connesso a mezzo di collegamento meccanico con il sovrastante centro storico (infrastruttura
on adeguati servizi di accoglienza, connesso a mezzo di collegamento meccanico con il sovrastante centro storico (infrastruttura pubblica).
152 4.2.4 Il Dimensionamento degli spazi per le attività terziarie Ai fini del dimensionamento delle aree per “attività terziarie” l’art.128 delle norme tecniche del Ptcp stabilisce: “1. I Comuni in fase di redazione dei PUC dovranno procedere al calcolo del fabbisogno di spazi ed aree per le attività terziarie di interesse locale (commercio, servizi alle famiglie ed alle imprese, uffici, attrezzature private sportive e ricreative, attività turistiche) attraverso le seguenti analisi:
miglie ed alle imprese, uffici, attrezzature private sportive e ricreative, attività turistiche) attraverso le seguenti analisi: a) della consistenza attuale e delle dinamiche dell’ultimo decennio – in termini di unità locali ed addetti – dei diversi comparti di attività, eventualmente articolata per ambiti subcomunali; per le attività turistiche, analisi decennali dei flussi turistici (arrivi e presenze) e calcolo dei coefficienti di occupazione della ricettività esistente per tipologie e categoria;
i turistici (arrivi e presenze) e calcolo dei coefficienti di occupazione della ricettività esistente per tipologie e categoria; b) del patrimonio edilizio esistente (cubature e superfici fondiarie e territoriali) con destinazione non residenziale e valutazione dell’eventuale patrimonio non utilizzato, sottoutilizzato o dismesso e verifica dei motivi della non utilizzazione; c) stima del fabbisogno aggiuntivo di spazi per le attività terziarie da condursi sulla base delle precedenti
non utilizzazione; c) stima del fabbisogno aggiuntivo di spazi per le attività terziarie da condursi sulla base delle precedenti analisi, delle previsioni di crescita delle occupazioni terziarie e sulla base di documentati programmi di promozione e di investimento. 2. Nel calcolo del fabbisogno andranno computate, oltre alle superfici per gli impianti tecnologici, anche le superfici da destinare alle aree verdi di compensazione e mitigazione ambientale …”.
fici per gli impianti tecnologici, anche le superfici da destinare alle aree verdi di compensazione e mitigazione ambientale …”. L’art.10 della Legge Regionale 35/87 stabilisce che il proporzionamento delle superfici utili lorde da destinare agli usi terziari di proprietà privata - comprensive di quelle già esistenti - (commercio, uffici, tempo libero, turismo etc.) non può eccedere un valore pari, in metri quadrati per abitanti (secondo la
ti - (commercio, uffici, tempo libero, turismo etc.) non può eccedere un valore pari, in metri quadrati per abitanti (secondo la previsione demografica di cui al precedente articolo 9 lett. a) pari a 3. Alla luce della richiamata previsione del Put, le superfici utili lorde da destinare agli usi terziari di proprietà privata - comprensive di quelle già esistenti, non potranno essere superiori a:
- 3 mq/ab. x 2480 abitanti = 7.440 mq.
proprietà privata - comprensive di quelle già esistenti, non potranno essere superiori a:
- 3 mq/ab. x 2480 abitanti = 7.440 mq. Come in precedenza riferito nell’ambito del paragrafo 3.2.4, dalle verifiche effettuate nell’ambito dell’aggiornamento dell’Anagrafe Edilizia comunale, i parametri su richiamati sono già stati ampiamente superati: l’Anagrafe Edilizia attesta, infatti, la presenza di Superficie Utile Lorda a destinazione terziaria di
ati ampiamente superati: l’Anagrafe Edilizia attesta, infatti, la presenza di Superficie Utile Lorda a destinazione terziaria di natura privata pari a 12.313 mq, di cui 7.709 mq a destinazione commerciale (pari al 74,65 %) e i rimanenti 2.617 mq destinati a servizi. In tale computo non sono considerate le superfici destinate ad attività stagionali e ricettive, complessivamente pari ad ulteriori 46.791 mq. 62
non sono considerate le superfici destinate ad attività stagionali e ricettive, complessivamente pari ad ulteriori 46.791 mq. 62 Ne deriva che il Puc non potrà prevedere nuove superfici da destinare agli usi terziari di proprietà privata. La sussistenza di tale parametro anacronistico comporta certamente problemi nell’attuazione degli obiettivi posti: il potenziamento dei servizi alle famiglie ed alle imprese – che garantiscono la vitalità delle funzioni
degli obiettivi posti: il potenziamento dei servizi alle famiglie ed alle imprese – che garantiscono la vitalità delle funzioni urbane e, al tempo stesso la diversificazione dell’economia locale; il potenziamento dell’offerta dei servizi 62 Periodo modificato/integrato con le parti riportate in grassetto e corsivo in conformità a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazione proposta che segnala errore materiale.
153 turistici e per il turismo, che in una realtà quale quella di Ravello costituisce settore strategico dell’economia che deve essere assolutamente valorizzato e potenziato. D’altro canto si ritiene che la criticità in esame possa essere in parte superata/arginata promuovendo politiche che, nel rispetto delle previsioni normative vigenti e, al tempo stesso, del principio di sostenibilità delle scelte, possano indirizzare parte delle attività di recupero del patrimonio edilizio esistente proprio verso
sostenibilità delle scelte, possano indirizzare parte delle attività di recupero del patrimonio edilizio esistente proprio verso il potenziamento del settore terziario privato. In particolare, ai sensi dell’art.1, co.81 della L.R.16/14, il presente PUC stabilisce la possibilità di ottenere superfici utili lorde da destinare agli usi terziari mediante mutamento di destinazione d’uso del patrimonio edilizio esistente, purché la destinazione proposta sia
gli usi terziari mediante mutamento di destinazione d’uso del patrimonio edilizio esistente, purché la destinazione proposta sia compatibile con quelle previste per le singole zone territoriali omogenee, per una quantità pari a 2.480 mq. Un discorso a parte meritano gli interventi volti all’adeguamento, qualificazione e potenziamento dei servizi turistici esistenti, in particolare quelli previsti dalle norme strutturali del Puc con riferimento alla ricettività turistica a rotazione d’uso.
ti, in particolare quelli previsti dalle norme strutturali del Puc con riferimento alla ricettività turistica a rotazione d’uso. L’art.17 della L.R.35/87 stabilisce, per quanto concerne la zona territoriale 4 del PUT – una delle poche in cui è possibile prevedere aree di sviluppo e trasformazione - la possibilità di individuare una eventuale zona << H >> destinata ad insediamenti turistici ricettivi, compatibili con le prescrizioni della relazione del Piano
eventuale zona << H >> destinata ad insediamenti turistici ricettivi, compatibili con le prescrizioni della relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte IV, e nel rispetto delle norme tecniche di cui al successivo titolo IV, nonché ad attrezzature turistiche complementari, in aggiunta a quelle previste dal Piano Urbanistico Territoriale. Tale previsione non fa alcun cenno al parametro di dimensionamento del fabbisogno di cui all’art.10, mentre
istico Territoriale. Tale previsione non fa alcun cenno al parametro di dimensionamento del fabbisogno di cui all’art.10, mentre invece, in un precedente passaggio la medesima norma si richiama, per il dimensionamento di una eventuale zona di espansione residenziale, il parametro di fabbisogno di cui all’art.9. Inoltre l’art.21 del Put, recante norma disciplinante gli Interventi per nuova ricettività alberghiera ed extra alberghiera precisa che:
l’art.21 del Put, recante norma disciplinante gli Interventi per nuova ricettività alberghiera ed extra alberghiera precisa che: In applicazione di quanto prescritto nel precedente articolo 17 vanno intesi come nuovi insediamenti turistici ricettivi, quelli destinati esclusivamente a: a) alberghi, pensioni, ostelli per la gioventù ; b) campeggi, parchi - roulotte. Per gli insediamenti di cui alla lettera a), i Piani Regolatori Generali documenteranno la compatibilità
ggi, parchi - roulotte. Per gli insediamenti di cui alla lettera a), i Piani Regolatori Generali documenteranno la compatibilità economica degli insediamenti previsti (cfr Relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte IV) e preciseranno normative specifiche, tali comunque da garantire il rispetto dei seguenti limiti:
- indici di densità fondiaria massima (espressa in superficie utile lorda per mq): 0,5 mq/mq;
- altezza massima interpiano: 3,3 metri;
- altezza massima: 10,7 metri.
(espressa in superficie utile lorda per mq): 0,5 mq/mq;
- altezza massima interpiano: 3,3 metri;
- altezza massima: 10,7 metri. Per gli insediamenti di cui alla lettera b), i Piani Regolatori Generali preciseranno normative specifiche tali, comunque, da garantire il rispetto dei seguenti limiti:
- densità massima: 300 persone/ ettaro;
- indice massimo di densità fondiaria (per servizi igienici, docce e lavabi, lavatoi, spaccio, ristorante):0,025 mq/mq;
ettaro;
- indice massimo di densità fondiaria (per servizi igienici, docce e lavabi, lavatoi, spaccio, ristorante):0,025 mq/mq;
- altezza massima (per servizi igienici, docce e lavabi, lavatoi, spaccio, ristorante): 4 metri;
- ricettività massima complessiva: 400 persone. La norma, ancora una volta, non fa alcun riferimento al parametro di cui all’art.10.
154 Alla luce di quanto sopra, si ritiene che il Piano urbanistico del Comune di Ravello può legittimamente ammettere, nell’ambito delle previsioni strutturali, interventi per l’adeguamento e la qualificazione dei servizi per il turismo esistenti (mediante la realizzazione di interventi pertinenziali o la variazione di destinazioni di manufatti esistenti), senza che gli stessi siano sottoposti ad alcuna forma di contingentamento. 4.3 Le azioni del Piano: piani e programmi operativi da realizzare nel
ssi siano sottoposti ad alcuna forma di contingentamento. 4.3 Le azioni del Piano: piani e programmi operativi da realizzare nel breve-medio periodo Nell’ambito della componente programmatico-operativa il Puc definisce gli interventi di trasformazione fisica e funzionale del territorio programmati entro il periodo di validità degli Atti di Programmazione degli Interventi (API) di cui al comma 1 dell’articolo 25 della legge regionale 16/2004, correlati alla
i Atti di Programmazione degli Interventi (API) di cui al comma 1 dell’articolo 25 della legge regionale 16/2004, correlati alla programmazione finanziaria dei bilanci annuali e pluriennali dell’Amministrazione. In particolare nell’ambito della componente operativa il Puc definisce, in conformità con le disposizioni strutturali, gli ambiti di intervento strategico, gli ambiti di trasformazione insediativa, gli interventi
à con le disposizioni strutturali, gli ambiti di intervento strategico, gli ambiti di trasformazione insediativa, gli interventi infrastrutturali, la rete di mobilità, le opere pubbliche puntuali da realizzare nel quinquennio mediante la predisposizione di Piani Urbanistici Attuavi (PUA), Progetti di Intervento Unitari (PIU) e/o Programmi Operativi Comunali (POC) prioritari, singoli progetti di opera pubblica. Tali interventi sono dettagliatamente
IU) e/o Programmi Operativi Comunali (POC) prioritari, singoli progetti di opera pubblica. Tali interventi sono dettagliatamente definiti nelle schede di approfondimento della Serie 3 del presente Piano, da includere negli Atti di Programmazione degli Interventi (API). Gli Ambiti di Trasformazione individuati nella componente operativa/programmatica sono, pertanto, quelle parti del territorio di nuovo impianto o di riconfigurazione e riutilizzo, nelle quali il Piano promuove interventi
anto, quelle parti del territorio di nuovo impianto o di riconfigurazione e riutilizzo, nelle quali il Piano promuove interventi orientati a definire nuove relazioni, fisiche e funzionali, con le altre componenti del sistema insediativo, ambientale e/o infrastrutturale, e a costruire nuove opportunità di riqualificazione del contesto territoriale nel suo complesso. Gli Ambiti di Trasformazione si articoleranno in due famiglie:
di riqualificazione del contesto territoriale nel suo complesso. Gli Ambiti di Trasformazione si articoleranno in due famiglie: ➢ gli Ambiti di trasformazione per standard urbanistici (ATsu), individuati sulla base delle vocazioni e delle effettive necessità della struttura insediativa e delle sue diverse parti, destinati prioritariamente all’acquisizione pubblica dei suoli e alla realizzazione di attrezzature rientranti negli standard
i, destinati prioritariamente all’acquisizione pubblica dei suoli e alla realizzazione di attrezzature rientranti negli standard urbanistici di cui al D.M. 1444/1968, anche attraverso la demolizione senza ricostruzione di edifici esistenti; rientrano all’interno di tali ambiti anche quelli destinati ad incrementare le dotazioni di aree pubbliche per realizzare aree verdi e parchi di interesse urbano e territoriale; ➢ gli Ambiti di trasformazione per insediamenti integrati (ATi), destinati alla
rdi e parchi di interesse urbano e territoriale; ➢ gli Ambiti di trasformazione per insediamenti integrati (ATi), destinati alla riqualificazione/completamento di tessuti urbanistici ed edilizi recenti, incompleti e dequalificati o alla riconversione di aree e manufatti produttivi dismessi, anche attraverso la demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, o alla realizzazione di nuovi tessuti urbanistici e insediamenti.
ttraverso la demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, o alla realizzazione di nuovi tessuti urbanistici e insediamenti. Specifiche Schede per gli API sono state poi definite per i programmi complessi che prevedono la realizzazione di un insieme integrato di piani, singoli interventi di natura strategica, pubblici e privati, e/o attrezzature pubbliche (Progetti di Intervento Unitario – PIU). Tali schede:
155
- individuano le parti e/o i sub-ambiti per i quali prevedere una specifica pianificazione attuativa e di dettaglio, quali ad esempio piani di recupero, piani particolareggiati di esecuzione, piani di lottizzazione, piani per insediamenti produttivi o per la riqualificazione integrata;
- descrivono i singoli interventi previsti ed attuabili in modo diretto, definendone finalità, natura, parametri localizzativi e dimensionali, parametri edilizi ed urbanistici (se del caso);
o diretto, definendone finalità, natura, parametri localizzativi e dimensionali, parametri edilizi ed urbanistici (se del caso);
- definiscono gli eventuali interventi di recupero paesaggistico e gli eventuali interventi volti alla riduzione/mitigazione delle condizioni di pericolo e, quindi, di rischio idrogeologico;
- precisano le modalità di attuazione. La coerenza ed il coordinamento dell’insieme delle previsioni contenute nei Progetti di Intervento Unitari
dalità di attuazione. La coerenza ed il coordinamento dell’insieme delle previsioni contenute nei Progetti di Intervento Unitari (PIU) definiti dal PUC sono garantite dal PUC stesso e dalle relative previsioni strutturali e operative. Nel rispetto dei principi e dei criteri precedentemente enunciati e, soprattutto, al fine di perseguire la concreta realizzazione di un insieme sistematico di servizi e attrezzature, pubbliche e private, a vantaggio
ne di perseguire la concreta realizzazione di un insieme sistematico di servizi e attrezzature, pubbliche e private, a vantaggio dell’intera collettività, il Puc individua, nell’ambito degli elaborati del quadro strategico, i seguenti programmi complessi. PIU_A Valorizzazione della Piazza Duomo e delle aree adiacenti Obiettivi Il Programma di Intervento Unitario prevede la valorizzazione dell’ambito di piazza Duomo, comprensivo delle aree adiacenti, mediante:
gramma di Intervento Unitario prevede la valorizzazione dell’ambito di piazza Duomo, comprensivo delle aree adiacenti, mediante: ▪ la qualificazione del patrimonio architettonico presente nell’ambito; ▪ il recupero e la riqualificazione delle aree inedificate versanti in condizioni di fatiscenza e degrado; ▪ il potenziamento delle attrezzature e dei servizi pubblici, delle aree aperte attrezzate, del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC
delle attrezzature e dei servizi pubblici, delle aree aperte attrezzate, del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC ATi_1: Piano Urbanistico Attuativo per il recupero e la riqualificazione delle cortine edilizie insistenti sulla piazza e sulle principali arterie carrabili e pedonali nell’intorno ATi_2: Piano Urbanistico Attuativo per la valorizzazione delle aree di “Palazzo La Marra” POC_1: Programma operativo per la riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e
e delle aree di “Palazzo La Marra” POC_1: Programma operativo per la riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche POC_2: Programma operativo per la realizzazione di nuova rampa di collegamento con via Trinità e adeguamento viabilità pedonale fino a villa Cimbrone POC_3: Programma operativo pedonalizzazione e sistemazione via Boccaccio e del piazzale belvedere POC_4: Progetto per la riqualificazione della galleria Boccaccio
izzazione e sistemazione via Boccaccio e del piazzale belvedere POC_4: Progetto per la riqualificazione della galleria Boccaccio POC_5: Progetto per la realizzazione di Servizi pubblici insistenti sul belvedere Boccaccio.
156 PIU_B Valorizzazione del borgo medioevale di Torello Obiettivi Il Programma di Intervento Unitario prevede la valorizzazione del borgo medioevale di Torello, comprensivo delle aree adiacenti, mediante: ▪ la qualificazione del patrimonio architettonico presente nell’ambito; ▪ il potenziamento delle attrezzature e dei servizi pubblici, delle aree aperte attrezzate, del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC
delle attrezzature e dei servizi pubblici, delle aree aperte attrezzate, del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC ATi_3: Piano Urbanistico Attuativo per il recupero e la riqualificazione del borgo medioevale di Torello ATi_4: Piano Urbanistico Attuativo volto all’attuazione di un programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica 63
liche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica 63 POC_6: Progetto per la realizzazione di una rampa carrabile di collegamento tra via Repubblica e la chiesa di San Michele ATsu_6: Programma operativo per la realizzazione del parco urbano di via Cappella PIU_C Qualificazione urbanistica, paesaggistica e ambientale dell’ambito ex PEEP e delle sue aree adiacenti
bano di via Cappella PIU_C Qualificazione urbanistica, paesaggistica e ambientale dell’ambito ex PEEP e delle sue aree adiacenti Obiettivi Il Programma di Intervento Unitario prevede la riqualificazione morfologico-spaziale, funzionale, paesaggistica e ambientale dell’ambito mediante: ▪ il superamento della monofunzionalità (residenziale) che caratterizza il tessuto urbanistico esistente favorendo la localizzazione di servizi, pubblici e/o di uso pubblico, e attrezzature: aree
izza il tessuto urbanistico esistente favorendo la localizzazione di servizi, pubblici e/o di uso pubblico, e attrezzature: aree di parcheggio, adeguata viabilità, verde attrezzato, servizi alla persona, attrezzature di quartiere; ▪ mitigazione della condizione di isolamento (carrabile e pedonale) rispetto al contiguo e più vitale insediamento storico; ▪ assunzione di iniziative volte al ripristino dei valori paesaggistici e ambientali degradati e all’attribuzione di nuovi valori al fine di:
di iniziative volte al ripristino dei valori paesaggistici e ambientali degradati e all’attribuzione di nuovi valori al fine di:
- mitigare l’impatto di soluzioni insediative di tipo urbanistico e, di sovente, di tipo architettonico, totalmente estranee ai luoghi;
- riqualificare le aree inedificate interne all’edificato, o a contorno, che hanno completamente perso la loro originaria vocazione agricola e che risultano oggi caratterizzate dalla presenza di una incongruente vegetazione spontanea. ATsu ATi POC
ia vocazione agricola e che risultano oggi caratterizzate dalla presenza di una incongruente vegetazione spontanea. ATsu ATi POC ATi_5: realizzazione alloggi di ERP già previsti dal previgente PEEP e PRG ATi_6: Piano Urbanistico Attuativo volto alla attuazione di un programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP
e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP 63 Previsione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
157 ATi_7: Piano Urbanistico Attuativo volto alla riqualificazione/recupero paesaggistico e ambientale delle aree inedificate dell’ambito ex PEEP e adeguamento dell’accessibilità PIU_D Valorizzazione dei nuclei storici di San Martino e di Lacco Obiettivi Il Programma di Intervento Unitario prevede la valorizzazione dei nuclei storici di San Martino e di Lacco, comprensivi delle aree adiacenti, mediante: ▪ la qualificazione del patrimonio architettonico presente nell’ambito;
e di Lacco, comprensivi delle aree adiacenti, mediante: ▪ la qualificazione del patrimonio architettonico presente nell’ambito; ▪ il potenziamento delle attrezzature e dei servizi pubblici, delle aree aperte attrezzate, del sistema della mobilità e della sosta, a servizio dei quartieri ma anche della struttura urbana complessiva. ATsu ATi POC ATi_8: piano urbanistico attuativo per il recupero e la riqualificazione dei rioni storici di San Martino e Lacco
. ATsu ATi POC ATi_8: piano urbanistico attuativo per il recupero e la riqualificazione dei rioni storici di San Martino e Lacco POC_7: progetto per la qualificazione e il potenziamento del cimitero comunale di San Martino POC_8: progetto per la realizzazione di parcheggio pubblico interrato, in parte a rotazione d’uso, su S.P.1 in prossimità del Cimitero e all’altezza di via San Trifone POC_9: progetto per la realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a
mitero e all’altezza di via San Trifone POC_9: progetto per la realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a destinazione pertinenziale, su S.P.1 all’altezza di via San Martino ATsu_7: programma operativo per la realizzazione dell’area di verde attrezzato di San Trifone POC_10: programma operativo per la riqualificazione della piazza Andrea Mansi, dell’attiguo impianto sportivo all’aperto e realizzazione di sottostanti parcheggi pertinenziali
ione della piazza Andrea Mansi, dell’attiguo impianto sportivo all’aperto e realizzazione di sottostanti parcheggi pertinenziali POC_11: progetto per la riqualificazione del belvedere di via Lacco, previa realizzazione al di sotto dello stesso di parcheggio pertinenziale con accesso dalla S.P.1 ATi_9: programma operativo per la delocalizzazione distributore carburante insistente su via Boccaccio-SP1 e bonifica area. PIU_E Recupero e valorizzazione della frazione Sambuco
distributore carburante insistente su via Boccaccio-SP1 e bonifica area. PIU_E Recupero e valorizzazione della frazione Sambuco Obiettivi Il Programma di Intervento Unitario prevede la qualificazione urbanistica e funzionale, e il risanamento ambientale dell’ambito mediante: ▪ la mitigazione della condizione di isolamento rispetto al contiguo tessuto urbano mediante adeguamento della viabilità; ▪ l’integrazione funzionale mediante la localizzazione di servizi e attrezzature, pubbliche e/o di uso pubblico;
ella viabilità; ▪ l’integrazione funzionale mediante la localizzazione di servizi e attrezzature, pubbliche e/o di uso pubblico; ▪ la valorizzazione della vocazione rurale favorendo la localizzazione di attrezzature produttive dedicate al primo trattamento (preordinato alla commercializzazione) e/o alla trasformazione dei prodotti agricoli integrato alla costituzione di un vero e proprio “Parco agricolo”; ▪ il risanamento dei valori ambientali dell’intero ambito.
li integrato alla costituzione di un vero e proprio “Parco agricolo”; ▪ il risanamento dei valori ambientali dell’intero ambito. POC_12: Programma operativo per l’adeguamento di via Sambuco e delle relative connessioni
158 ATsu ATi POC ATi_10: Programma operativo per la valorizzazione e potenziamento del complesso di Santa Maria la Pomice quale centro religioso e civico di aggregazione e servizi ATi_11: Piano Urbanistico Attuativo per l’attuazione di un insediamento artigianale prevalentemente destinato al settore agricolo-alimentare ATsu_4: Piano Urbanistico Attuativo per il Parco Territoriale Intercomunale del Sambuco POC_13: Programma operativo per il risanamento idrogeologico di ampia parte dell’ambito
o Territoriale Intercomunale del Sambuco POC_13: Programma operativo per il risanamento idrogeologico di ampia parte dell’ambito territoriale di Sambuco PIU_F Valorizzazione della frazione Castiglione Obiettivi Il Programma di Intervento Unitario prevede la valorizzazione della frazione Castiglione, comprensiva delle aree adiacenti, mediante: ▪ la qualificazione del patrimonio architettonico presente nell’ambito e dell’impianto urbanistico storico;
adiacenti, mediante: ▪ la qualificazione del patrimonio architettonico presente nell’ambito e dell’impianto urbanistico storico; ▪ il potenziamento delle attrezzature e dei servizi pubblici, del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC ATi_12: Piano Urbanistico Attuativo volto al recupero e alla valorizzazione dell’insediamento storico di Castiglione e del tessuto storicizzato al contorno POC_14: Progetto per la realizzazione di un parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a
el tessuto storicizzato al contorno POC_14: Progetto per la realizzazione di un parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, nei pressi del presidio ospedaliero di Castiglione POC_15: Programma operativo volto alla valorizzazione del presidio ospedaliero di Castiglione POC_16: Programma operativo volto all’adeguamento del sistema di accessibilità esistente al nucleo storico di Castiglione POC_17: Programma operativo volto alla valorizzazione del sistema della sentieristica a contorno di
ucleo storico di Castiglione POC_17: Programma operativo volto alla valorizzazione del sistema della sentieristica a contorno di Castiglione e a collegamento con Atrani Il Sistema dei Parchi Obiettivi Definire un insieme di aree ed infrastrutture ambientali che opportunamente interconnesse, anche con le attrezzature esistenti, sia dal punto di vista ecologico che dal punto di vista della gestione e fruizione
onnesse, anche con le attrezzature esistenti, sia dal punto di vista ecologico che dal punto di vista della gestione e fruizione (ad esempio mediante il potenziamento del sistema della sentieristica), contribuiscano fattivamente alla costruzione della Rete Ecologica Comunale e, al tempo stesso, al potenziamento, alla qualificazione ed alla valorizzazione dell’offerta nel settore del turismo naturalistico, escursionistico e culturale. ATsu ATi POC ATsu_1: il Parco Territoriale del Monte Brusale
nel settore del turismo naturalistico, escursionistico e culturale. ATsu ATi POC ATsu_1: il Parco Territoriale del Monte Brusale ATsu_2: il Parco Intercomunale del Passo ATsu_3: il Parco periurbano di cintura ATsu_4: il Parco Intercomunale del Sambuco ATsu_5: il Parco Intercomunale del Dragone
159 Ambiti per attrezzature e servizi Obiettivi Completare la dotazione delle necessarie attrezzature e servizi pubblici e privati ad uso pubblico. ATsu ATi POC ATi_13: Riqualificazione dell’area e dei manufatti che accolgono gli impianti comunali di primo trattamento in località Cigliano e localizzazione di attrezzature di interesse collettivo ATi_14: Riqualificazione dell’area produttiva in località Ponte per la realizzazione di condominio
ature di interesse collettivo ATi_14: Riqualificazione dell’area produttiva in località Ponte per la realizzazione di condominio produttivo, stazione di rifornimento carburante e terminal bus connesso con quartiere Lacco POC_18: Recupero e riqualificazione paesaggistica e ambientale dell’area di pertinenza SS 373 in località Cigliano POC_19: Depuratore consortile in località Marmorata POC_20: Nuovo cimitero in località Sambuco
nenza SS 373 in località Cigliano POC_19: Depuratore consortile in località Marmorata POC_20: Nuovo cimitero in località Sambuco POC_30: Localizzazione di Servizi pubblici nei locali sottostanti piazzetta Gradillo Attrezzature per la mobilità e la sosta Obiettivi Completare la dotazione delle necessarie attrezzature pubbliche e private ad uso pubblico e degli interventi per la riorganizzazione e la qualificazione del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC
o pubblico e degli interventi per la riorganizzazione e la qualificazione del sistema della mobilità e della sosta. ATsu ATi POC ATi_13: Riqualificazione dell’area e dei manufatti che accolgono gli impianti comunali di primo trattamento in località Cigliano e localizzazione di attrezzature di interesse collettivo POC_21: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.P.1 in prossimità degli incroci con via Sambuco e via 25 Aprile POC_22: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Scala – Atrani
in prossimità degli incroci con via Sambuco e via 25 Aprile POC_22: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Scala – Atrani POC_23: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Minori POC_24: Realizzazione di un’area di sosta sulla S.P.1 – via Boccaccio a servizio della stazione del vettore Ravello - Minori POC_25: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, su via Parco della Rimembranza POC_26: Realizzazione di parcheggio pubblico su via Monte Brusara
valentemente a rotazione d’uso, su via Parco della Rimembranza POC_26: Realizzazione di parcheggio pubblico su via Monte Brusara POC_27: Completamento della viabilità interpoderale comunale POC_28: Adeguamento SS.SS. 163 e 373 POC_29: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.S.163 in prossimità del centro abitato di Atrani Riassumendo, il Puc individua, nell’ambito della componente programmatico/operativa: ✓ PROGRAMMI DI INTERVENTO UNITARI
di Atrani Riassumendo, il Puc individua, nell’ambito della componente programmatico/operativa: ✓ PROGRAMMI DI INTERVENTO UNITARI PIU_A: Valorizzazione della Piazza Duomo e delle aree adiacenti
160 PIU_B: Valorizzazione del borgo medioevale di Torello PIU_C: Qualificazione urbanistica, paesaggistica e ambientale dell’ambito ex PEEP e delle sue aree adiacenti PIU_D: Valorizzazione dei nuclei storici di San Martino e di Lacco PIU_E: Recupero e valorizzazione della frazione Sambuco PIU_F: Valorizzazione della frazione Castiglione ✓ AMBITI DI TRASFORMAZIONE PER STANDARD URBANISTICI ATsu_1: Il Parco Territoriale del Monte Brusale ATsu_2: Il Parco Intercomunale del Passo
TRASFORMAZIONE PER STANDARD URBANISTICI
TRASFORMAZIONE PER STANDARD URBANISTICI ATsu_1: Il Parco Territoriale del Monte Brusale ATsu_2: Il Parco Intercomunale del Passo ATsu_3: Il Parco periurbano di cintura ATsu_4: Il Parco Intercomunale del Sambuco ATsu_5: Il Parco Intercomunale del Dragone ATsu_6: Realizzazione del parco urbano di via Cappella ATsu_7: Realizzazione dell’area di verde attrezzato di San Trifone ✓ AMBITI DI TRASFORMAZIONE PER INSEDIAMENTI INTEGRATI
appella ATsu_7: Realizzazione dell’area di verde attrezzato di San Trifone ✓ AMBITI DI TRASFORMAZIONE PER INSEDIAMENTI INTEGRATI ATi_1: Recupero e riqualificazione delle cortine edilizie insistenti sulla piazza Duomo e sulle principali arterie carrabili e pedonali nell’intorno ATi_2: Valorizzazione delle aree di Palazzo La Marra ATi_3: Recupero e riqualificazione del borgo medioevale di Torello ATi_4: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia
borgo medioevale di Torello ATi_4: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica 64 ATi_5: Alloggi di ERP già previsti dal previgente PEEP e PRG ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP
e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP ATi_7: Riqualificazione/recupero paesaggistico e ambientale delle aree inedificate dell’ambito ex PEEP e adeguamento dell’accessibilità ATi_8: Recupero e riqualificazione dei rioni San Martino e Lacco ATi_9: Delocalizzazione distributore carburante e bonifica area ATi_10: Valorizzazione e potenziamento del complesso di Santa Maria la Pomice quale centro religioso
carburante e bonifica area ATi_10: Valorizzazione e potenziamento del complesso di Santa Maria la Pomice quale centro religioso e civico di aggregazione e servizi ATi_11: Realizzazione di un P.I.P. prevalentemente destinato al settore agricolo-alimentare ATi_12: Recupero e valorizzazione della frazione di Castiglione ATi_13: Riqualificazione dell’area e dei manufatti che accolgono gli impianti comunali di primo trattamento in località Cigliano e localizzazione di attrezzature di interesse collettivo
colgono gli impianti comunali di primo trattamento in località Cigliano e localizzazione di attrezzature di interesse collettivo ATi_14: Riqualificazione dell’area produttiva in località Ponte per la realizzazione di condominio produttivo, stazione di rifornimento carburante e terminal bus connesso con quartiere Lacco 64 Previsione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
161 ✓ PROGRAMMI OPERATIVI COMUNALI POC_1: Riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche POC_2: Realizzazione di nuova rampa di collegamento con via Trinità e adeguamento viabilità pedonale fino a villa Cimbrone POC_3: Pedonalizzazione e sistemazione via Boccaccio e del piazzale belvedere POC_4: Riqualificazione della galleria Boccaccio POC_5: Realizzazione di Servizi pubblici insistenti sul belvedere Boccaccio
ere POC_4: Riqualificazione della galleria Boccaccio POC_5: Realizzazione di Servizi pubblici insistenti sul belvedere Boccaccio POC_6: Realizzazione di una rampa carrabile di collegamento tra via Repubblica e la chiesa di San Michele POC_7: Qualificazione e potenziamento del cimitero comunale di San Martino POC_8: Realizzazione di parcheggio interrato, in parte a rotazione d’uso, su S.P.1 in prossimità del Cimitero e all’altezza di via San Trifone
azione di parcheggio interrato, in parte a rotazione d’uso, su S.P.1 in prossimità del Cimitero e all’altezza di via San Trifone POC_9: Realizzazione di parcheggio interrato, prevalentemente a destinazione pertinenziale, su S.P.1 all’altezza di via San Martino POC_10: Riqualificazione della piazza Andrea Mansi, dell’attiguo impianto sportivo all’aperto e realizzazione di sottostanti parcheggi pertinenziali POC_11: Riqualificazione del belvedere di via Lacco previa realizzazione al di sotto dello stesso di
nti parcheggi pertinenziali POC_11: Riqualificazione del belvedere di via Lacco previa realizzazione al di sotto dello stesso di parcheggio pertinenziale con accesso dalla S.P.1 POC_12: Adeguamento di via Sambuco e delle relative connessioni POC_13: Risanamento idrogeologico di ampia parte dell’ambito territoriale di Sambuco POC_14: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, nei pressi del presidio ospedaliero di Castiglione
zzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, nei pressi del presidio ospedaliero di Castiglione POC_15: Valorizzazione del presidio ospedaliero di Castiglione POC_16: Adeguamento del sistema di accessibilità esistente al nucleo storico di Castiglione POC_17: Valorizzazione del sistema della sentieristica a contorno di Castiglione e a collegamento con Atrani POC_18: Recupero e riqualificazione paesaggistica e ambientale dell’area di pertinenza SS 373 in località Cigliano
to con Atrani POC_18: Recupero e riqualificazione paesaggistica e ambientale dell’area di pertinenza SS 373 in località Cigliano POC_19: Depuratore consortile in località Marmorata POC_20: Nuovo cimitero in località Sambuco POC_21: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.P.1 in prossimità degli incroci con via Sambuco e via 25 Aprile POC_22: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Scala – Atrani POC_23: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Minori
OC_22: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Scala – Atrani POC_23: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Minori POC_24: Realizzazione di un’area di sosta sulla S.P.1 – via Boccaccio a servizio della stazione del vettore Ravello - Minori POC_25: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, su via Parco della Rimembranza POC_26: Realizzazione di parcheggio pubblico su via Monte Brusara POC_27: Completamento della viabilità interpoderale comunale
a POC_26: Realizzazione di parcheggio pubblico su via Monte Brusara POC_27: Completamento della viabilità interpoderale comunale POC_28: Adeguamento SS.SS. 163 e 373 POC_29: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.S.163 in prossimità del centro abitato di Atrani
162 POC_30: Localizzazione di Servizi pubblici nei locali sottostanti piazzetta Gradillo E’ solo il caso di evidenziare in questa sede che la componente operativo/programmatica del PUC individua specifiche iniziative, ritenute coerenti con le previsioni strutturali e strategiche e con i criteri di compatibilità paesaggistica e ambientale definiti dal PUC stesso e dai principali strumenti di pianificazione e
con i criteri di compatibilità paesaggistica e ambientale definiti dal PUC stesso e dai principali strumenti di pianificazione e programmazione provinciali e regionali, e tuttavia risultanti in contrasto con specifiche previsioni definite da strumenti di pianificazione di settore sovraordinati, per i quali è stata più volta evidenziata e stabilita la necessità di adeguamento e attualizzazione, ad oggi rimasta non attuata.
er i quali è stata più volta evidenziata e stabilita la necessità di adeguamento e attualizzazione, ad oggi rimasta non attuata. In forza del principio di flessibilità e di sussidiarietà affermati dalla legge 16/04 la realizzazione di tali specifiche iniziative resta subordinata (come esplicitamente evidenziato, se del caso, in ciascuna scheda relative alla singola proposta programmatica) alla positiva definizione di specifica procedura di accordo di
in ciascuna scheda relative alla singola proposta programmatica) alla positiva definizione di specifica procedura di accordo di programma, volta a modificare contrastanti disposizioni sovraordinate, ovvero, in caso di esclusivo contrasto con le disposizioni del P.U.T. di cui alla Legge Regionale 35/87, alla positiva definizione del procedimento di cui all’art.13 della L.R.C. 19 gennaio 2007, n.1. 4.4 Strategie attuative: la pianificazione strategica, il partenariato
ento di cui all’art.13 della L.R.C. 19 gennaio 2007, n.1. 4.4 Strategie attuative: la pianificazione strategica, il partenariato pubblico privato, le fonti di finanziamento europeo 4.4.1. Introduzione Tenendo conto dell’attuale contesto di riferimento, quale emerge anche nell’analisi alla base del presente lavoro, non si può non riservare una particolare attenzione alle strategie da porre in essere per l’attuazione degli obiettivi di Piano.
non si può non riservare una particolare attenzione alle strategie da porre in essere per l’attuazione degli obiettivi di Piano. Si opera in un momento storico caratterizzato, in maniera oramai strutturata, da una sempre minore disponibilità di risorse pubbliche dovuta, da un lato, all’esigenza di rispettare gli accordi assunti in sede comunitaria in materia di stabilizzazione del bilancio dello Stato e, dall’altro, alla profonda condizione di crisi
unti in sede comunitaria in materia di stabilizzazione del bilancio dello Stato e, dall’altro, alla profonda condizione di crisi finanziaria ed economica che ha afflitto negli ultimi anni, e che per molti versi continua ad interessare, l’area euro; pertanto, cresce la necessità di individuare modalità diversificate, e per certi aspetti “innovative”, per attuare il programma o, comunque, per reperire le risorse finanziarie indispensabili all’attuazione delle
etti “innovative”, per attuare il programma o, comunque, per reperire le risorse finanziarie indispensabili all’attuazione delle previsioni di Piano. La graduale diminuzione/scarsità di risorse pubbliche ha, infatti, oggi determinato la consapevolezza che la convergenza di fattori economici, finanziari, giuridici e amministrativi, oltre che tecnici e culturali, naturalmente, rappresenti un elemento fondamentale per garantire la sostenibilità, l’efficienza e
oltre che tecnici e culturali, naturalmente, rappresenti un elemento fondamentale per garantire la sostenibilità, l’efficienza e l’efficacia di una politica culturale e, soprattutto, di politiche di governo del territorio. Va evidenziato che ogni programma d’azione deve, anzitutto, tendere alla ricerca delle massime sinergie partendo, attraverso una analisi olistica e multidisciplinare del territorio, dall’individuazione delle diverse
massime sinergie partendo, attraverso una analisi olistica e multidisciplinare del territorio, dall’individuazione delle diverse problematiche. Conseguentemente, al fine di ottimizzare le ipotesi progettuali e promuovere un processo di riconoscimento e ricostruzione del territorio, si ritiene necessario favorire il coinvolgimento diretto dei soggetti locali, pubblici e privati, attivi nell’ambito di riferimento.
163 Alla base del successo di ogni attività di programmazione vi deve essere, pertanto, la capacità di coordinare e gestire gli iter decisionali ed amministrativi, instaurando un rapporto di collaborazione e concertazione tra le realtà istituzionali locali ed i privati, in modo da garantire una partecipazione attiva dei cittadini ai processi di trasformazione e sviluppo sostenibile del territorio, stimolando ed agevolando l’attuazione dei contenuti del programma stesso.
trasformazione e sviluppo sostenibile del territorio, stimolando ed agevolando l’attuazione dei contenuti del programma stesso. Al fine di raggiungere una fase di piena attuabilità operativa dei piani, occorre definire in modo unitario e specifico i progetti di trasformazione del territorio, con particolare riguardo ai contenuti di qualità - architettonica ed ambientale - individuare le possibili forme di finanziamento, coordinare la gestione
ai contenuti di qualità - architettonica ed ambientale - individuare le possibili forme di finanziamento, coordinare la gestione pubblica, snellire, ogni volta che è possibile, le prassi burocratiche. L’approccio gestionale dell’ente pubblico deve essere innovativo e multi-disciplinare; il “processo di amministrazione delle risorse”, e più in generale di assunzione delle decisioni, occupa, nell’attuale contesto, sicuramente, un ruolo rilevante ed imprescindibile.
iù in generale di assunzione delle decisioni, occupa, nell’attuale contesto, sicuramente, un ruolo rilevante ed imprescindibile. Bisogna puntare ad elementi conoscitivi idonei ad individuare ed illustrare formule e modalità organizzative e funzionali che siano in grado di: ▪ indirizzare le istituzioni pubbliche su percorsi di efficienza; ▪ massimizzare l’uso delle risorse pubbliche; ▪ garantire l’efficacia delle politiche pubbliche cui sono destinate.
efficienza; ▪ massimizzare l’uso delle risorse pubbliche; ▪ garantire l’efficacia delle politiche pubbliche cui sono destinate. Al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi enunciati, il Puc di Ravello ha avviato con la proposta preliminare di Puc un percorso di confronto e condivisione, tentando di trasporre anche nell’ambito dei processi di formazione degli strumenti di governo del territorio e per gli aspetti compatibili, il modello della
nell’ambito dei processi di formazione degli strumenti di governo del territorio e per gli aspetti compatibili, il modello della pianificazione strategica, auspicando, contestualmente, il ricorso, ogni volta che è possibile, a forme di partecipazione e di partenariato pubblico privato, prestando grande attenzione alle possibilità connesse ai cicli della programmazione finanziaria europea, nazionale e regionale. 4.4.2 La pianificazione strategica
ossibilità connesse ai cicli della programmazione finanziaria europea, nazionale e regionale. 4.4.2 La pianificazione strategica Il Puc di uno specifico territorio non può più essere considerato stricto sensu come il piano urbanistico dell'area di riferimento, ma deve, oggigiorno, assolutamente essere letto nell'accezione innovativa e moderna di principale ed unitario strumento di governo del territorio comunale che disegna le tappe di
ll'accezione innovativa e moderna di principale ed unitario strumento di governo del territorio comunale che disegna le tappe di sviluppo della città e del suo territorio in una visione di medio e lungo periodo, realizzato anche ricorrendo a un metodo e un processo – la pianificazione strategica – finalizzati ad aggregare e a coinvolgere tutta la comunità locale e tutti i soggetti portatori di interessi in una riflessione sul futuro della comunità e sulle azioni e i progetti per realizzarlo.
utti i soggetti portatori di interessi in una riflessione sul futuro della comunità e sulle azioni e i progetti per realizzarlo. La pianificazione strategica per lo sviluppo dei territori è uno dei temi su cui le amministrazioni pubbliche locali hanno posto maggiore attenzione negli ultimi anni. L’idea di fondo è che a livello locale occorre saper leggere il proprio territorio, selezionare le priorità di intervento sostenibili e guidare intorno a queste priorità
corre saper leggere il proprio territorio, selezionare le priorità di intervento sostenibili e guidare intorno a queste priorità le risorse pubbliche e private. In questo processo le amministrazioni pubbliche svolgono un ruolo di regia nel
164 garantire la costruzione di una visione condivisa e la realizzazione di un percorso che tenga conto dell’interesse generale della comunità di riferimento, sta di fatto che il piano strategico a livello locale non è il piano dell’istituzione che lo promuove, bensì il piano del territorio di cui sono titolari e artefici tutti i soggetti che vi operano.65 La pianificazione strategica costituisce, pertanto, un’attività volontaria, messa in atto dai diversi attori locali
i operano.65 La pianificazione strategica costituisce, pertanto, un’attività volontaria, messa in atto dai diversi attori locali pubblici e privati allo scopo di definire dei percorsi di sviluppo locale, attraverso l’individuazione di obiettivi, strumenti e modalità operative di medio-lungo periodo e costituisce un importante strumento di governance per regolamentare i rapporti tra i diversi attori pubblici e privati chiamati in causa nel rispondere ai problemi di sviluppo dei territori.
ntare i rapporti tra i diversi attori pubblici e privati chiamati in causa nel rispondere ai problemi di sviluppo dei territori. Tale approccio di governance territoriale, fondato su processi partecipativi e inclusivi di tutte le forze presenti sul territorio, è stato assunto nell’ambito del procedimento di formazione del Puc di Ravello (elaborazione della proposta preliminare di Puc e successiva attività di consultazione e partecipazione attivata sulla base
ello (elaborazione della proposta preliminare di Puc e successiva attività di consultazione e partecipazione attivata sulla base dei contenuti della stessa) quale elemento qualificante e caratterizzante la formazione del nuovo strumento di governo del territorio che potrà, in tal senso, configurarsi come un efficace incubatore di politiche e strategie di sviluppo condivise, in grado di promuovere significative trasformazioni economiche, sociali e ambientali.
litiche e strategie di sviluppo condivise, in grado di promuovere significative trasformazioni economiche, sociali e ambientali. Il cambiamento in atto, soprattutto a livello economico ed istituzionale, mette al centro delle riflessioni i "territori", i quali hanno un ruolo decisivo nel definire il disegno politico di sviluppo locale, nel medio e lungo periodo, coinvolgendo, nel processo decisionale, gli operatori privati e la società civile allo scopo di valorizzare le risorse territoriali.
volgendo, nel processo decisionale, gli operatori privati e la società civile allo scopo di valorizzare le risorse territoriali. La pianificazione strategica fornisce, come già precisato, una risposta razionale e percorribile alla c.d. "crisi del piano", nella sua accezione tradizionale; essa, infatti, consente di abbandonare, da un lato, la contrapposizione fra limiti di carattere cognitivo e rigidità di carattere attuativo della pianificazione
donare, da un lato, la contrapposizione fra limiti di carattere cognitivo e rigidità di carattere attuativo della pianificazione "regolativa", e dall'altro, le irresponsabilità in termini di interesse collettivo delle pratiche puramente de- regolative. Infatti, nel momento in cui la pianificazione strategica accetta e stimola la massima apertura alla progettualità privata riconosce, di fatto, progetti "condivisi" e coerenti, favorendo una visione collettiva del
a apertura alla progettualità privata riconosce, di fatto, progetti "condivisi" e coerenti, favorendo una visione collettiva del futuro, in modo tale da far coesistere interesse privato e interesse pubblico, in una costruttiva integrazione, anziché nella tradizionale contrapposizione. 65Fonte: Manuale a cura del Dipartimento per la funzione Pubblica - La pianificazione strategica per lo sviluppo dei territori ANALISI E STRUMENTI PER L’INNOVAZIONE.
165 In sostanza, la pianificazione strategica non è, e non deve essere, la semplice somma algebrica di progetti casuali, valutati separatamente in sequenza, ma è un metodo ed uno strumento per affermare un percorso virtuoso, volto a realizzare la massima sinergia fra progetti differenti e valutare la loro coerenza territoriale complessiva. In mancanza di adeguate strategie di programmazione e specifici strumenti, le politiche di intervento
territoriale complessiva. In mancanza di adeguate strategie di programmazione e specifici strumenti, le politiche di intervento rischierebbero di essere "calate dall'alto"; il nuovo sistema di governance attuabile mediante la pianificazione strategica si orienta, invece, verso forme di partenariato pubblico-privato, di partecipazione attiva dei cittadini, di costruzione partecipata di strategie, così come di visioni e progetti condivisi. 4.4.3 Il Partenariato Pubblico-Privato
dini, di costruzione partecipata di strategie, così come di visioni e progetti condivisi. 4.4.3 Il Partenariato Pubblico-Privato Una forte motivazione al rilancio del partenariato pubblico privato proviene dalla politica di coesione 2014- 2020, che propone, come mai prima, attraverso la nuova regolamentazione, uno sviluppo locale di tipo partecipativo66 che includa, a pieno titolo, strategie che necessariamente coinvolgeranno il partenariato
viluppo locale di tipo partecipativo66 che includa, a pieno titolo, strategie che necessariamente coinvolgeranno il partenariato pubblico privato nella realizzazione di opere, dove il funding pubblico non è capiente e dove i fatti gestionali possono essere compiutamente seguiti da operatori privati. 66Il Regolamento UE 1303/2013 - Art.32: “Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è sostenuto dal FEASR, denominato sviluppo locale
l Regolamento UE 1303/2013 - Art.32: “Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è sostenuto dal FEASR, denominato sviluppo locale CLLD (Community Led Local Development), e può essere sostenuto dal FESR, dal FSE o dal FEAMP. Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è: a) concentrato su territori subregionali specifici; b) gestito da gruppi d'azione locali composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici sia privati, nei quali,
da gruppi d'azione locali composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici sia privati, nei quali, a livello decisionale, né le autorità pubbliche, quali definite conformemente alle norme nazionali, né alcun singolo gruppo di interesse rappresentano più del 49% degli aventi diritto al voto; c) attuato attraverso strategie territoriali di sviluppo locale integrate e multisettoriali;
l 49% degli aventi diritto al voto; c) attuato attraverso strategie territoriali di sviluppo locale integrate e multisettoriali; d) concepito tenendo conto dei bisogni e delle potenzialità locali, e comprende elementi innovativi nel contesto locale, attività di creazione di reti e, se del caso, di cooperazione”. Il successivo articolo 33 evidenzia come deve essere costruita una strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo che includa,
successivo articolo 33 evidenzia come deve essere costruita una strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo che includa, evidentemente, un piano d’azione capace di tradurre gli obiettivi in azioni concrete e un piano di finanziamento per la strategia.Sistema sociale Sistema fisico (naturale e costruito) Sistema economico Efficienza territoriale Qualità territoriale Identità territoriale
166 In tal senso, la Commissione europea ha lanciato messaggi molto chiari che individuano nel partenariato pubblico privato la strategia vincente per lo sviluppo. Del resto, anche i programmi a gestione diretta della stessa Commissione, quali, ad esempio, Horizon 2020, prevedono linee specifiche di aiuto a forme di partenariato pubblico privato nell’ambito del pilastro “industrial leadership”. Alla luce di quanto evidenziato, pertanto, un altro elemento qualificante della proposta progettuale del Puc
strial leadership”. Alla luce di quanto evidenziato, pertanto, un altro elemento qualificante della proposta progettuale del Puc di Ravello è rappresentato proprio dall’attenzione attribuita, nell’ambito delle previsioni della componente operativo – programmatica, alle diverse forme di “partenariato pubblico privato” (PPP), attraverso le quali le competenze e le risorse del pubblico e del privato si integrano, per garantire il finanziamento, la
PPP), attraverso le quali le competenze e le risorse del pubblico e del privato si integrano, per garantire il finanziamento, la progettazione, la costruzione e la gestione di opere pubbliche o la fornitura di un servizio. Con la locuzione "Partenariato Pubblico Privato" viene indicata una vasta gamma di modelli di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato. Da un punto di vista normativo, il PPP, che in precedenza trovava la sua unica definizione nell’art. 3, comma
e quello privato. Da un punto di vista normativo, il PPP, che in precedenza trovava la sua unica definizione nell’art. 3, comma 15 ter, del D.Lgs. 163/2006,67 ha ricevuto una più specifica ed esaustiva definizione nel nuovo codice degliappalti, il D. Lgs. n. 50 del 18.4.2016, entrato in vigore lo stesso giorno della pubblicazione in G.U. del 19 aprile scorso. Le principali novità introdotte dalla nuova norma in materia di lavori, forniture e servizi pubblici, hanno riguardato, sostanzialmente:
ipali novità introdotte dalla nuova norma in materia di lavori, forniture e servizi pubblici, hanno riguardato, sostanzialmente: ✓ la possibilità che vi sia un’aggregazione di una pluralità dei soggetti, dal lato della domanda pubblica (amministrazioni aggiudicatrici e enti aggiudicatori), per soddisfare la domanda di bacini ben perimetrati e dal lato dell’offerta, si ribadisce la possibilità di affidare la "concessione" (di cui si dirà nel prosieguo) a
n perimetrati e dal lato dell’offerta, si ribadisce la possibilità di affidare la "concessione" (di cui si dirà nel prosieguo) a raggruppamenti di imprese, utile in casi di offerte complesse; 67i «contratti di partenariato pubblico privato» sono contratti aventi per oggetto una o più prestazioni quali la progettazione, la costruzione, la gestione o la manutenzione di un’opera pubblica o di pubblica utilità, oppure la fornitura di un servizio, compreso in
zione, la gestione o la manutenzione di un’opera pubblica o di pubblica utilità, oppure la fornitura di un servizio, compreso in ogni caso il finanziamento totale o parziale a carico di privati, anche in forme diverse, di tali prestazioni, con allocazione dei rischi ai sensi delle prescrizioni e degli indirizzi comunitari vigenti. Rientrano, a titolo esemplificativo, tra i contratti di partenariato pubblico
prescrizioni e degli indirizzi comunitari vigenti. Rientrano, a titolo esemplificativo, tra i contratti di partenariato pubblico privato la concessione di lavori, la concessione di servizi, la locazione finanziaria, il contratto di disponibilità, l’affidamento di lavori mediante finanza di progetto, le società miste. Possono rientrare altresì tra le operazioni di partenariato pubblico privato
ori mediante finanza di progetto, le società miste. Possono rientrare altresì tra le operazioni di partenariato pubblico privato l’affidamento a contraente generale ove il corrispettivo per la realizzazione dell’opera sia in tutto o in parte posticipato e collegato alla disponibilità dell’opera per il committente o per utenti terzi.
167 ✓ contenuto necessario di un contratto di concessione è il trasferimento al concessionario di un rischio operativo (art.3 co. 1, lett.zz) inteso come il rischio legato alla gestione dei lavori o dei servizi sul lato della domanda o sul lato dell’offerta o di entrambi; ✓ per le concessioni, poco importa la titolarità dell’opera costruita, che può rimanere privata anche al termine della concessione, mentre, piuttosto, assume rilievo determinante l’esercizio del servizio pubblico in capo al privato,
termine della concessione, mentre, piuttosto, assume rilievo determinante l’esercizio del servizio pubblico in capo al privato, ✓ l'equilibrio economico finanziario68 rappresenta il presupposto per la corretta allocazione dei rischi operativi in capo al concessionario o al promotore; ✓ scompare, di fatto, lo “studio di fattibilità” inteso quale documento preliminare alla progettazione con cui definire le modalità per il soddisfacimento di fabbisogni e, di conseguenza, l’inclusione nell’elenco
alla progettazione con cui definire le modalità per il soddisfacimento di fabbisogni e, di conseguenza, l’inclusione nell’elenco annuale di lavori di importo superiore a 1 milione di euro può avvenire solo a seguito dell’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica (ex progetto preliminare); ✓ è introdotta una serie di modifiche volte a perseguire la valorizzazione della fase progettuale negli appalti
to preliminare); ✓ è introdotta una serie di modifiche volte a perseguire la valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, promuovendo la qualità architettonica e tecnico-funzionale, limitando radicalmente il ricorso all’appalto integrato e prevedendo di norma la messa a gara del progetto esecutivo; esclusione dell’affidamento dei lavori sulla base della sola progettazione preliminare;
la messa a gara del progetto esecutivo; esclusione dell’affidamento dei lavori sulla base della sola progettazione preliminare; esclusione dell'affidamento di servizi tecnici sulla base del solo prezzo più basso; ✓ utilizzo, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, per l'aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell'offerta
di parità di trattamento, per l'aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita e includendo il «miglior rapporto qualità/prezzo» valutato con criteri oggettivi sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all'oggetto dell'appalto pubblico o del contratto di concessione;
base degli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all'oggetto dell'appalto pubblico o del contratto di concessione; ✓ razionalizzazione ed estensione delle forme di PPP, con particolare riferimento alla finanza di progetto ed alla locazione finanziaria di opere pubbliche e di pubbliche utilità, favorendo il ricorso a strumenti di carattere finanziario innovativi e specifici e il supporto tecnico alle stazioni appaltanti, garantendo tuttavia la trasparenza e la pubblicità degli atti.
ativi e specifici e il supporto tecnico alle stazioni appaltanti, garantendo tuttavia la trasparenza e la pubblicità degli atti. Il nuovo Codice rilancia, pertanto, l'istituto del Partenariato Pubblico Privato, proponendo, all'art.3, lett. eee), la seguente definizione di contratto di PPP: "Il contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto con il quale una o più stazioni appaltanti conferiscono a uno o più operatori economici per un periodo determinato in
r iscritto con il quale una o più stazioni appaltanti conferiscono a uno o più operatori economici per un periodo determinato in funzione della durata dell'ammortamento dell'investimento o delle modalità di finanziamento fissate, un complesso di attività consistenti nella realizzazione, trasformazione, manutenzione e gestione operativa di un'opera in cambio della sua disponibilità, o del suo sfruttamento economico, o della fornitura di un servizio
ione operativa di un'opera in cambio della sua disponibilità, o del suo sfruttamento economico, o della fornitura di un servizio connessa all'utilizzo dell'opera stessa, con assunzione di rischio secondo modalità individuate nel contratto, da parte dell'operatore privato ...". 68art.3, lett.fff) D. Lgs. n. 50/2016:«EQUILIBRIO ECONOMICO E FINANZIARIO»lacontemporanea presenza delle condizioni di
ato ...". 68art.3, lett.fff) D. Lgs. n. 50/2016:«EQUILIBRIO ECONOMICO E FINANZIARIO»lacontemporanea presenza delle condizioni di convenienza economica e sostenibilità finanziaria. Per convenienza economica si intende la capacità del progetto di creare valore nell’arco dell'efficacia del contratto e di generare un livello di redditività adeguato per il capitale investito; per sostenibilità finanziaria
fficacia del contratto e di generare un livello di redditività adeguato per il capitale investito; per sostenibilità finanziaria si intende la capacità del progetto di generare flussi di cassa sufficienti a garantire il rimborso del finanziamento.
168 Il ricorso al PPP può essere previsto, pertanto, in tutti i casi in cui una pubblica amministrazione intenda affidare, ad un operatore privato, l’attuazione di un progetto per la realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità e per la gestione dei relativi servizi nell’ambito di una cooperazione di lungo termine. Il contesto di riferimento e la congiuntura economico-sociale implicano la necessità di monitorare
ooperazione di lungo termine. Il contesto di riferimento e la congiuntura economico-sociale implicano la necessità di monitorare costantemente le opportunità ed avviare il maggior numero di accordi, iniziative e progetti per l’attuazione del complesso sistema degli interventi previsti dagli studi preliminari e dalle strategie di azione proposte dagli strumenti di programmazione e di governo del territorio, tra cui il Piano Urbanistico Comunale; in tale
di azione proposte dagli strumenti di programmazione e di governo del territorio, tra cui il Piano Urbanistico Comunale; in tale contesto, il PPP può contribuire a migliorare la qualità di realizzazione delle strutture pubbliche e della gestione dei servizi. E’ solo il caso di evidenziare in questa sede che per il concreto perseguimento di forme di partenariato pubblico privato occorre porre l’accento su tre tematiche fondamentali:
e per il concreto perseguimento di forme di partenariato pubblico privato occorre porre l’accento su tre tematiche fondamentali:
- affrontare, con determinazione, il complesso tema delle competenze a cui sono chiamati gli enti territoriali promotori di progetti;
- attribuire il giusto rilievo alla redazione della progettazione dell'intervento, ed in particolare, della progettazione definitiva da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di concessione, o del
, ed in particolare, della progettazione definitiva da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di concessione, o del progetto di fattibilità tecnica ed economica da porre a base di gara nelle procedure di finanza di progetto; 3. curare la redazione del piano economico-finanziario con riferimento alla strutturazione ed al funzionamento delle diverse tipologie di PPP, in uno alla Valutazione di Congruità del contributo pubblico. Le diverse forme di PPP
zionamento delle diverse tipologie di PPP, in uno alla Valutazione di Congruità del contributo pubblico. Le diverse forme di PPP Per concludere, e senza la pretesa di poter essere esaustivi, si riportano, di seguito, alcune note esplicative con riferimento alle principali forme di partenariato pubblico privato attivabili per la realizzazione di opere pubbliche, per l’affidamento di servizi, per l’attuazione di previsioni di trasformazione urbanistica e, più in
zazione di opere pubbliche, per l’affidamento di servizi, per l’attuazione di previsioni di trasformazione urbanistica e, più in generale, per il perseguimento degli obiettivi della pianificazione e programmazione territoriale. Esistono, come detto, molteplici forme di PPP previste dal nostro ordinamento, rientranti sia nella tipologia di PPP contrattuale – disciplinate principalmente dal Nuovo Codice degli Appalti, D. Lgs. n. 50 del
169 18/4/2016), sia nella tipologia di PPP istituzionalizzato - disciplinate dal Testo Unico degli EE.LL. (D. Lgs. 267/2000 e ss.mm.ii.). All' Art. 180 co. 8 del nuovo Codice degli Appalti troviamo indicate le diverse tipologie di PPP: ➢ la finanza di progetto, ➢ la concessione di costruzione e gestione, ➢ la concessione di servizi, ➢ la locazione finanziaria di opere pubbliche, ➢ il contratto di disponibilità
truzione e gestione, ➢ la concessione di servizi, ➢ la locazione finanziaria di opere pubbliche, ➢ il contratto di disponibilità e qualunque altra procedura di realizzazione in partenariato di opere o servizi che presentino le caratteristiche di cui ai commi precedenti. ✓ La finanza di progetto La finanza di progetto o project financing rientra tra le forme di partenariato pubblico-privato di tipo contrattuale (PPPC) per la realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità.
orme di partenariato pubblico-privato di tipo contrattuale (PPPC) per la realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità. La relativa disciplina è stata introdotta per la prima volta nell’ordinamento italiano con la Legge 11 novembre 1998, n.415, cd. legge Merloni-ter (che modificava la Legge 11 febbraio 1994, n.109 – “Legge quadro in materia di lavori pubblici” e introduceva la nuova disciplina agli artt. 37-bis e seguenti) e in prosieguo più
“Legge quadro in materia di lavori pubblici” e introduceva la nuova disciplina agli artt. 37-bis e seguenti) e in prosieguo più volte modificata, da un lato per rendere l’istituto più flessibile e dall’altro per scongiurare procedure di infrazione comunitaria, per dubbi di compatibilità dell’istituto con il mercato concorrenziale. Oggi la disciplina della finanza di progetto è proposta dall’art. 183 del nuovo Codice degli appalti (D. Lgs. 50/2016).
enziale. Oggi la disciplina della finanza di progetto è proposta dall’art. 183 del nuovo Codice degli appalti (D. Lgs. 50/2016). L’espressione “finanza di progetto” identifica un sistema di realizzazione di lavori pubblici attraverso l’opera ed il finanziamento privato. Si tratta di un sistema che consente l’affidamento della progettazione, della realizzazione e della gestione di un’opera pubblica mediante il concorso di un investitore privato, il cui
progettazione, della realizzazione e della gestione di un’opera pubblica mediante il concorso di un investitore privato, il cui capitale sarà remunerato da entrate derivanti, in linea di principio, dalla gestione dell’opera per un arco temporale contrattualmente determinato. ✓ Forme di Concessione La concessione di lavori pubblici- disciplinata Parte III - contratti di concessione, Titolo i - principi generali e
Concessione La concessione di lavori pubblici- disciplinata Parte III - contratti di concessione, Titolo i - principi generali e situazioni specifiche, Capo i - principi generali del D. Lgs. n. 50 del 18/4/2016, ha per oggetto di regola la progettazione esecutiva - o anche solo il completamento della progettazione o la sua revisione, qualora la stazione appaltante disponga del progetto esecutivo - e l’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità,
sione, qualora la stazione appaltante disponga del progetto esecutivo - e l’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità, nonché la loro gestione funzionale ed economica, per un arco temporale definito contrattualmente, che non può essere superiore al periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti da parte del concessionario individuato sulla base di criteri di ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale
menti da parte del concessionario individuato sulla base di criteri di ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale investito, tenuto conto degli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi contrattuali specifici come risultante dal piano economico-finanziario. L'art. 3, comma 1, lett.uu) del D. Lgs. n. 50/2016 definisce la «CONCESSIONE DI LAVORI» come ilcontratto a titolo oneroso stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni appaltanti affidano l'esecuzione di
me ilcontratto a titolo oneroso stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni appaltanti affidano l'esecuzione di lavori ad uno o più operatori economici riconoscendo a titolo di corrispettivo unicamente il diritto di gestire le opere oggetto del contratto o tale diritto accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo al concessionario del rischio operativo legato alla gestione delle opere:
170 L'art. 3, comma 1, lett.vv) del D. Lgs. n. 50/2016 definisce la «CONCESSIONE DI SERVIZI», come ilcontratto a titolo oneroso stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni appaltanti affidano a uno o più operatori economici la fornitura e la gestione di servizi diversi dall'esecuzione di lavori di cui alla lettera ll) riconoscendo a titolo di corrispettivo unicamente il diritto di gestire i servizi oggetto del contratto o tale diritto
ttera ll) riconoscendo a titolo di corrispettivo unicamente il diritto di gestire i servizi oggetto del contratto o tale diritto accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo al concessionario del rischio operativo legato alla gestione dei servizi – es. concessione del servizio smaltimento rifiuti per un ambito sovracomunale. ✓ Società Miste La costituzione di una società a capitale misto, pubblico e privato, rientra nell’ambito del cosiddetto
omunale. ✓ Società Miste La costituzione di una società a capitale misto, pubblico e privato, rientra nell’ambito del cosiddetto partenariato pubblico-privato istituzionalizzato (PPPI) inteso come cooperazione tra partner pubblici e privati che costituiscono un’entità a capitale misto, dotato di personalità giuridica propria, per la realizzazione e/o gestione di un’opera pubblica o di un servizio. L’apporto privato consiste nel conferimento di capitali o
r la realizzazione e/o gestione di un’opera pubblica o di un servizio. L’apporto privato consiste nel conferimento di capitali o altri beni e nella partecipazione attiva all’esecuzione dei compiti assegnati all’entità a capitale misto e/o nella gestione di tale entità. Le società miste rappresentano una novità introdotta nell’ordinamento degli enti locali dall’art. 22 della L. 8 giugno 1990, n. 142 che, nell’ambito delle diverse modalità tipizzate di gestione dei servizi pubblici locali, ha
22 della L. 8 giugno 1990, n. 142 che, nell’ambito delle diverse modalità tipizzate di gestione dei servizi pubblici locali, ha introdotto inizialmente lo strumento della società per azioni pubblico-privata a prevalente capitale pubblico locale. Precedentemente alla L.142/90, all’ente locale era invece consentito di partecipare a società di capitali insieme a partner privati, sulla base del generale riconoscimento in capo all’ente di una capacità negoziale di diritto comune.
insieme a partner privati, sulla base del generale riconoscimento in capo all’ente di una capacità negoziale di diritto comune. Attualmente le società miste sono utilizzate sia per l’esercizio di servizi pubblici, che per la realizzazione di infrastrutture e dotazioni pubbliche, anche nell’ambito di processi di trasformazione urbana. ✓ Le Società di Trasformazione Urbana (STU) Le Società di Trasformazione Urbana (STU) sono società per azioni miste di scopo, aventi la finalità di
sformazione Urbana (STU) Le Società di Trasformazione Urbana (STU) sono società per azioni miste di scopo, aventi la finalità di progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana e, come tali, rappresentano una forma di partenariato pubblico-privato istituzionalizzato (PPPI). L’istituto della STU è stato introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 17, comma 59, della Legge 15 maggio 1997, n. 127 (cd. Legge “Bassanini-bis”), il cui dettato è stato successivamente integralmente riprodotto
della Legge 15 maggio 1997, n. 127 (cd. Legge “Bassanini-bis”), il cui dettato è stato successivamente integralmente riprodotto dall’art. 120 del D.Lgs. 167/2000 (Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali o T.U.E.L.), ed ha trovato una sua parziale fonte interpretativa nella Circolare del Ministero LL.PP. dell’11 dicembre 2000, Prot. 622/Segr. Si tratta di società a capitale misto pubblico-privato, costituite su iniziativa di comuni o città metropolitane
Prot. 622/Segr. Si tratta di società a capitale misto pubblico-privato, costituite su iniziativa di comuni o città metropolitane ed aperte alla partecipazione di regioni e provincie, finalizzate a realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti, attraverso un’attività di acquisizione preventiva degli immobili interessati dall’intervento, alla trasformazione e commercializzazione degli stessi.
à di acquisizione preventiva degli immobili interessati dall’intervento, alla trasformazione e commercializzazione degli stessi. L’istituto della STU, pensato dal legislatore come strumento ulteriore e distinto da quelli già noti per dare soluzioni a problemi giuridici ed economici legati all’attuazione dei piani urbanistici, presenta una potenziale attitudine a divenire mezzo per il governo del territorio, favorendo una logica di collaborazione stabile tra pubblico e privato.
ttitudine a divenire mezzo per il governo del territorio, favorendo una logica di collaborazione stabile tra pubblico e privato. In regione Campania l’istituto della STU è altresì regolato dall’art.36 della L.R. n.16 del 22.12.2004 (n.d.r.)
171 ✓ Gli accordi urbanistici tra pubblico e privato Una forma di partenariato pubblico-privato, di grande diffusione nel nostro Paese, è la cosiddetta urbanistica negoziata (PPP di tipo negoziale). Tale forma partenariale si realizza quando un Comune, tramite la negoziazione delle norme del Piano urbanistico con i soggetti privati interessati alla trasformazione di immobili di proprietà, ottiene la
ne delle norme del Piano urbanistico con i soggetti privati interessati alla trasformazione di immobili di proprietà, ottiene la realizzazione di opere di interesse pubblico, senza esborso di risorse finanziarie e senza ricorrere a strumenti coercitivi per acquisire la proprietà delle aree. Con l’introduzione dei Programmi Integrati di Intervento nella legislazione nazionale (legge 179 del 1992) sono stati concessi alle amministrazioni comunali margini più ampi di negoziazione con soggetti privati
ale (legge 179 del 1992) sono stati concessi alle amministrazioni comunali margini più ampi di negoziazione con soggetti privati proponenti, per arrivare alla definizione di Accordi Urbanistici che prevedessero la realizzazione di dotazioni pubbliche, anche di rilevanza territoriale, con risorse private. Alla legge nazionale sono succeduti opportuni provvedimenti regionali che hanno declinato e dettagliato lo strumento del PII. (In Campania lalegge
le sono succeduti opportuni provvedimenti regionali che hanno declinato e dettagliato lo strumento del PII. (In Campania lalegge regionale 19 febbraio 1996, n. 3 e la legge regionale 18 ottobre 2002, n. 26, n.d.r.). La definizione di un PII resta comunque un ambito di negoziazione della trasformazione urbana relativamente aperto, in cui l’amministrazione pubblica può compiere scelte improntate alla risoluzione di problemi contingenti e ottenere la realizzazione di interventi considerati strategici.
ere scelte improntate alla risoluzione di problemi contingenti e ottenere la realizzazione di interventi considerati strategici. Per completezza della presente trattazione menzioniamo, inoltre, le tipologie di seguito richiamate. ✓ Il Baratto Amministrativo - Partenariato Sociale Tale istituto è stato introdotto dall'art. 190 - D.Lgs.50/2016 con il quale si stabilisce che gli enti territoriali definiscono con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di contratti di partenariato
enti territoriali definiscono con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione ad un preciso ambito territoriale. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e
strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati. In relazione alla tipologia degli interventi, gli enti territoriali individuano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla comunità
nzioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla comunità di riferimento in un'ottica di recupero del valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa. ✓ Permesso di costruire convenzionato Disciplinato dall'art. 28-bis del D.P.R. n. 380/01, come modificato dall'art. 17, comma 1, lettera q), legge n. 164 del 2014), prevede:
inato dall'art. 28-bis del D.P.R. n. 380/01, come modificato dall'art. 17, comma 1, lettera q), legge n. 164 del 2014), prevede:
- Qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte con una modalità semplificata, è possibile il rilascio di un permesso di costruire convenzionato.
- La convenzione, approvata con delibera del consiglio comunale, salva diversa previsione regionale, specifica
e convenzionato. 2. La convenzione, approvata con delibera del consiglio comunale, salva diversa previsione regionale, specifica gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio del titolo edilizio, il quale resta la fonte di regolamento degli interessi. 3. Sono, in particolare, soggetti alla stipula di convenzione: a) la cessione di aree anche al fine dell'utilizzo di diritti edificatori;
172 b) la realizzazione di opere di urbanizzazione fermo restando quanto previsto dall'articolo 32, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; c) le caratteristiche morfologiche degli interventi; d) la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. 4. La convenzione può prevedere modalità di attuazione per stralci funzionali, cui si collegano gli oneri e le opere di urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie.
i attuazione per stralci funzionali, cui si collegano gli oneri e le opere di urbanizzazione da eseguire e le relative garanzie. 5. Il termine di validità del permesso di costruire convenzionato può essere modulato in relazione agli stralci funzionali previsti dalla convenzione. Dalla breve disamina delle diverse forme di PPP illustrate che, come detto, non ha la pretesa di essere esaustiva, bensì mira a fornire strumenti guida utili nelle scelte strategiche del Comune, emerge la
non ha la pretesa di essere esaustiva, bensì mira a fornire strumenti guida utili nelle scelte strategiche del Comune, emerge la consapevolezza che per affrontare le sfide della globalizzazione e la crescente concorrenza che ne deriva è imprescindibile la cooperazione tra il settore pubblico e quello privato, attraverso i PPP, che portano vantaggi per entrambe le parti e che hanno l’obiettivo di migliorare la vita della comunità e incidere
averso i PPP, che portano vantaggi per entrambe le parti e che hanno l’obiettivo di migliorare la vita della comunità e incidere sul benessere economico-sociale dei cittadini, che sono i destinatari finali dei servizi da erogare. Come ci insegnano i migliori esempi di Smart Cities europee, il ricorso a PPP per lo Sviluppo di Progetti Strategici di trasformazione dei centri urbani, lungi dal costituire il principio di un processo irreversibile di
po di Progetti Strategici di trasformazione dei centri urbani, lungi dal costituire il principio di un processo irreversibile di privatizzazione della cosa pubblica, rappresenta invece la soluzione vincente per l’elaborazione di Progetti maggiormente gestibili e sostenibili nel tempo, che vedono il contributo di competenze complementari ed esperienze diversificate che, diversamente, non sarebbe possibile definire.
173 4.4.4 Fondi europei, nazionali, regionali - possibilità connesse allo sviluppo di Ravello Al fine di attribuire al Piano Urbanistico Comunale di Ravello una valenza fortemente strategica, coerentemente con quanto già ampiamente evidenziato nell’ambito dei paragrafi precedenti, la proposta preliminare di piano si è lungamente e diffusamente soffermata, anche e soprattutto in considerazione del momento in cui la stessa veniva elaborata (dicembre 2016), nell’esplicitare i contenuti dei principali
tto in considerazione del momento in cui la stessa veniva elaborata (dicembre 2016), nell’esplicitare i contenuti dei principali programmi di coesione promossi dall’UE e sui contenuti dei programmi operativi nazionali e regionali di loro attuazione. In particolare, nell’ottica di intercettare tutte le possibili opportunità di sviluppo esistenti, a diversi livelli, si è tentato di fornire un quadro chiaro ed esaustivo di tutte le opportunità connesse al ciclo di
esistenti, a diversi livelli, si è tentato di fornire un quadro chiaro ed esaustivo di tutte le opportunità connesse al ciclo di programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020, sia con riferimento alle fonti di finanziamento indiretto (Fondi strutturali), ed in particolare al FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale), con i relativi programmi operativi regionali (POR - FESR e PSR Campania), sia con riferimento ai fondi diretti. PRIORITÀ
PRIORITÀ EUROPA 2020
urale), con i relativi programmi operativi regionali (POR - FESR e PSR Campania), sia con riferimento ai fondi diretti. PRIORITÀ EUROPA 2020 Obiettivi tematici Crescita intelligente sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione 1) rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; 2) migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime;
; 2) migliorare l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché l'impiego e la qualità delle medesime; 3) promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell'acquacoltura; Crescita sostenibile promuovere un’economia più efficace sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva 4) sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;
rse, più verde e più competitiva 4) sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori; 5) promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi; 6) tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse; 7) promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete; Crescita inclusiva promuove un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la
lle principali infrastrutture di rete; Crescita inclusiva promuove un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesionesociale e territoriale 8) promuovere l'occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori; 9) promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà; 10) investire nelle competenze, nell'istruzione e nell'apprendimento permanente; 11) rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un'amministrazione pubblica efficiente.
174 Il Puc di Ravello ha pertanto inteso, sin dalla fase di elaborazione preliminare, porre massima attenzione alle possibilità offerte dai programmi comunitari, nazionali e regionali per lo sviluppo, esporne e sintetizzare i principali contenuti di quelli ritenuti più significativi (per le evidenti opportunità divulgative, conoscitive ed attuative che ne discendono). In particolare sono state prese in considerazione i fondi di finanziamento indiretto ed in particolare quelli del:
discendono). In particolare sono state prese in considerazione i fondi di finanziamento indiretto ed in particolare quelli del: ✓ FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) – di cui al POR Campania; ✓ FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) – di cui al PSR Campania; con riferimento ai quali si è ritento di dover evidenziare le possibilità connesse a finanziamenti in settori strategici quali quelli: dell’agricoltura e, in particolar modo, delle filiere agroalimentari connesse alle
nziamenti in settori strategici quali quelli: dell’agricoltura e, in particolar modo, delle filiere agroalimentari connesse alle produzioni tipiche e di qualità; delle Tecnologie delle Informazione e della Comunicazione e dell’Agenda Digitale; del potenziamento del sistema produttivo ed in particolare di quello connesso al turismo ed al suo indotto, all’impresa culturale e creativa; dell’Energia sostenibile; della prevenzione dei rischi naturali ed
turismo ed al suo indotto, all’impresa culturale e creativa; dell’Energia sostenibile; della prevenzione dei rischi naturali ed antropici; della tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale; della mobilità sostenibile; dell’inclusione sociale. Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Campania Il PSR Campania 2014/2020 è stato approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(2015) 8315 del 20 novembre 2015. Esso mette a disposizione significative risorse pubbliche attivando investimenti
on Decisione C(2015) 8315 del 20 novembre 2015. Esso mette a disposizione significative risorse pubbliche attivando investimenti complessivi per circa 3 miliardi. Il PSR 2014/2020 identifica 6 Priorità di intervento, che si articolano a loro volta in 18 focus area e 39 misure, per utilizzare la somma di € 1.836 milioni (circa € 1.110 milioni di budget comunitario e € 726 milioni di cofinanziamento nazionale e regionale). Priorità 1:
.836 milioni (circa € 1.110 milioni di budget comunitario e € 726 milioni di cofinanziamento nazionale e regionale). Priorità 1: Promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali Denominazione della Misura Valore (€) M 01 - Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione (art. 14) 29.000.000 M 02 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art. 15) 14.000.000
.000.000 M 02 - Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole (art. 15) 14.000.000 M 16 - Cooperazione (art. 35) 57.500.000 Totale 100.500.000 Priorità 2: Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell'agricoltura, promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste Denominazione della Misura Valore (€) M 4.1.1 - Supporto per gli investimenti nelle aziende agricole 217.000.000
e delle foreste Denominazione della Misura Valore (€) M 4.1.1 - Supporto per gli investimenti nelle aziende agricole 217.000.000 M 4.1.2 - Investimenti per il ricambio generazionale nelle aziende agricole e l’inserimento di giovani agricoltori qualificati 174.000.000 M 4.3.1 - Viabilità agro-silvo-pastorale e infrastrutture accessorie a supporto delle attività di esbosco 25.000.000
175 M 6.1.1 - Riconoscimento del premio per giovani agricoltori che per la prima volta si insediano come capo azienda agricola 75.000.000 M 6.4.1 - Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole 62.000.000 M 8.6.1 - Sostegno investimenti tecnologie forestali e trasformazione, movimentazione e commercializzazione dei prodotti forestali 8.700.000 Totale 561.700.000 Priorità 3:
forestali e trasformazione, movimentazione e commercializzazione dei prodotti forestali 8.700.000 Totale 561.700.000 Priorità 3: Promuovere l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo Denominazione della Misura Valore (€) M 3.1.1 - Sostegno alla nuova adesione ai regimi di qualità 3.000.000 M 3.2.1 - Sostegno per attività di informazione e promozione svolte da associazioni di produttori nel mercato interno 5.000.000
M 3.2.1 - Sostegno per attività di informazione e promozione svolte da associazioni di produttori nel mercato interno 5.000.000 M 4.2.1 - Trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli nelle aziende agro-industriali 70.000.000 M 5.1.1 - Prevenzione danni da avversità atmosferiche e da erosione suoli agricoli in ambito aziendale ed extra-aziendale 5.500.000 M 5.2.1 - Ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici
0 M 5.2.1 - Ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici 5.000.000 M 9.1.1 - Costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori nei settori agricolo e forestale 5.000.000 M 14.1.1 - Benessere animale 2.000.000 Totale 95.500.000 Priorità 4: Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla silvicoltura Denominazione della Misura Valore (€)
re, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla silvicoltura Denominazione della Misura Valore (€) M 4.4 - Sostegno ad investimenti non produttivi connessi all'adempimento degli obiettivi agroclimatico-ambientali 37.000.000 M 7.1.1 - Sostegno per la stesura e l'aggiornamento dei Piani di tutela e di gestione dei siti Natura 2000 6.000.000 M 8.3.1 - Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici 77.000.000
.3.1 - Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici 77.000.000 M 8.4.1 - Sostegno al ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici 14.400.000 M 8.5.1 - Sostegno agli investimenti destinati ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali 38.000.000 M 10.1 - Pagamento per impegni agroclimatico- Ambientali 220.000.000
176 M 10.2.1 - Conservazione delle risorse genetiche autoctone a tutela della biodiversità 5.000.000 M 11 - Agricoltura biologica 35.000.000 M 13 - Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici 220.416.000 M 15 - Servizi silvo-climatico-ambientali e salvaguardia della foresta 33.000.000 Totale 685.816.000 Priorità 5: incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al
riorità 5: incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale Denominazione della Misura Valore (€) M 4.1.3 - Investimenti finalizzati alla riduzione delle emissioni gassose negli allevamenti zootecnici, dei gas serra e ammoniaca 11.000.000 M 4.1.4 - Gestione della risorsa idrica per scopi irrigui nelle aziende agricole 15.000.000
dei gas serra e ammoniaca 11.000.000 M 4.1.4 - Gestione della risorsa idrica per scopi irrigui nelle aziende agricole 15.000.000 M 4.3.2 - Invasi di accumulo ad uso irriguo in aree collinari 20.000.000 M 7.2.2 - Investimenti finalizzati alla realizzazione di impianti pubblici per la produzione di energia da fonti rinnovabili 10.000.000 M 8.1.1 - Imboschimento di superfici agricole e non agricole 35.000.000 Totale 91.000.000 Priorità 6:
nti rinnovabili 10.000.000 M 8.1.1 - Imboschimento di superfici agricole e non agricole 35.000.000 Totale 91.000.000 Priorità 6: adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali Denominazione della Misura Valore (€) M 6.2.1 - Aiuto all’avviamento d’impresa per attività extra agricole in zone rurali 12.000.000 M 6.4.2 - Creazione e sviluppo di attività extra-agricole nelle aree rurali 16.000.000
extra agricole in zone rurali 12.000.000 M 6.4.2 - Creazione e sviluppo di attività extra-agricole nelle aree rurali 16.000.000 M 7.2.1 - Sostegno ad investimenti finalizzati alla viabilità comunale nelle aree rurali per migliorare il valore paesaggistico 15.000.000 M 7.3.1 - Realizzazione di infrastrutture di accesso in fibra ottica 20.500.000 M 7.4.1 - Investimenti per l'introduzione, il miglioramento, l'espansione di servizi di base per la popolazione rurale 39.000.000
7.4.1 - Investimenti per l'introduzione, il miglioramento, l'espansione di servizi di base per la popolazione rurale 39.000.000 M 7.5.1 - Sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative e turistiche su piccola scala 20.000.000 M 7.6.1 - Riqualificazione del patrimonio architettonico dei borghi rurali nonché sensibilizzazione ambientale 42.500.000 M 19 - Sostegno allo sviluppo locale LEADER - (SLTP - sviluppo locale di tipo partecipativo) 101.778.557 Totale 266.778.557
177 Ricapitolando: 1 Promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali € 100.500.000,00 5,47% 2 Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell'agricoltura, promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste € 561.700.000,00 30,59% 3 Promuovere l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo
3 Promuovere l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo € 95.500.000,00 5,20% 4 Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla silvicoltura € 685.816.000,00 37,35% 5 incentivare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale € 91.000.000,00 4,96%
o a un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale € 91.000.000,00 4,96% 6 adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali € 266.778.556,96 4,53% A Assistenza Tecnica € 32.000.000,00 1,74% B Misura 113 - Prepensionamento € 2.961.641,39 0,16% Come risulta dal “Rapporto sulla programmazione delle risorse aggiuntive della Regione Campania 2014-
mento € 2.961.641,39 0,16% Come risulta dal “Rapporto sulla programmazione delle risorse aggiuntive della Regione Campania 2014- 2020”, al 31.12.2018 il PSR Campania ha raggiunto l’obiettivo finanziario N+3 superando i target finanziari previsti e sono state liquidate 105.562 domande di pagamento a favore di 26.938 beneficiari. 1 5% 2 31% 3 5%4 37% 5 5% 6 15% A 2% B 0% Ripartizione risorse
178 Il POR FESR 2014-2020 Campania Nel Documento Strategico Regionale la Campania, tenendo conto dell’analisi SWOT, della Smart Specialization Strategy, del confronto con il partenariato economico e sociale e dei documenti di valutazione prodotti dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici, ha declinato le politiche europee e la strategia nazionale in tre linee di intervento: ✓ Campania Regione Innovativa, che punta allo sviluppo dell’innovazione con azioni di rafforzamento del
tre linee di intervento: ✓ Campania Regione Innovativa, che punta allo sviluppo dell’innovazione con azioni di rafforzamento del sistema pubblico/privato di ricerca e al sostegno della competitività attraverso il superamento dei fattori critici dello sviluppo imprenditoriale; ✓ Campania Regione Verde, finalizzata al sostanziale cambiamento dei sistemi energetico, agricolo, dei trasporti e delle attività marittime, oltre che ad un diverso assetto paesaggistico sia in termini di
energetico, agricolo, dei trasporti e delle attività marittime, oltre che ad un diverso assetto paesaggistico sia in termini di rivalutazione sia in termini di cura; ✓ Campania Regione Solidale, che mira alla costituzione di un sistema di welfare orientato all’inclusione e alla partecipazione, innalzando il livello della qualità della vita attraverso il riordino e la riorganizzazione del sistema sanitario, lo sviluppo e la promozione dei servizi alla persona, le azioni che promuovono
dino e la riorganizzazione del sistema sanitario, lo sviluppo e la promozione dei servizi alla persona, le azioni che promuovono l’occupazione, l’inclusione sociale e il livello di istruzione. Il Programma operativo del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale POR FESR 2014-2020 della Regione Campania è stato approvato dalla Commissione europea il 1 dicembre 2015 con decisione C(2015) 8578 La strategia del POR FESR 2014-2020 della Regione Campania declina le indicazioni del Documento Strategico
ecisione C(2015) 8578 La strategia del POR FESR 2014-2020 della Regione Campania declina le indicazioni del Documento Strategico Regionale tenendo conto di tre specifiche esigenze:
- assicurare la continuità con le azioni poste in essere nell’ambito della programmazione 2007-2013, al fine di salvaguardare gli investimenti avviati;
- rispondere alle esigenze territoriali relative alla qualità della vita ed al benessere della popolazione con
timenti avviati; 2. rispondere alle esigenze territoriali relative alla qualità della vita ed al benessere della popolazione con particolare attenzione alle tematiche ambientali, dell’inclusione sociale, dell’edilizia scolastica e dello sviluppo dei servizi sanitari territoriali; 3. attuare la strategia regionale di Smart Specialization e rendere coerente il Programma operativo agli obiettivi di Europa 2020.
attuare la strategia regionale di Smart Specialization e rendere coerente il Programma operativo agli obiettivi di Europa 2020. Il POR FESR si sviluppa attraverso 10 Assi prioritari, 9 tematici e 1 a declinazione territoriale, che declinano le priorità degli Obiettivi Tematici individuati dai Regolamenti comunitari e rappresentano le priorità di sviluppo della Regione Campania. Ogni Asse a sua volta si articola in una serie di Obiettivi Specifici e Azioni
o le priorità di sviluppo della Regione Campania. Ogni Asse a sua volta si articola in una serie di Obiettivi Specifici e Azioni che rimandano ai Risultati Attesi definiti nell’Accordo di Partenariato e alle Categorie di Intervento (attività specifiche) finanziabili nell’ambito del nuovo quadro strategico comunitario. La totale dotazione finanziaria è pari a 4.113.545.843 euro ripartita secondo le seguenti direttrici strategiche ed assi d’intervento.
179 Direttrice Strategica: Innovazione e sostegno alla competitività 1.216.221.088 30% ASSE I – ricerca e innovazione Potenziare le infrastrutture di ricerca e valorizzare il ruolo di sintesi dei Distretti ad alta tecnologia anche per garantire una valorizzazione diffusa del sistema regionale dell’innovazione e lo sviluppo di mercati emergenti. Favorire l’agglomerazione di soggetti in una logica di filiera tecnologica 514.760.960 13% ASSE II – ICT e Agenda digitale
enti. Favorire l’agglomerazione di soggetti in una logica di filiera tecnologica 514.760.960 13% ASSE II – ICT e Agenda digitale Promuovere lo sviluppo - attraverso il miglioramento della produttività delle imprese e dell’efficienza della pubblica amministrazione - e supportare l’inclusione sociale - attraverso la partecipazione diffusa ai benefici della società della conoscenza. Favorire Migliorare le capacità di utilizzo da parte di cittadini, imprese e PA delle tecnologie dell’informazione 349.083.667 8%
ASSE III –
avorire Migliorare le capacità di utilizzo da parte di cittadini, imprese e PA delle tecnologie dell’informazione 349.083.667 8% ASSE III – competitività del sistema produttivo Consolidare le realtà produttive esistenti e rinnovare la base produttiva, per sviluppare il sistema produttivo garantendo la riduzione degli impatti ambientali del sistema produttivo, la valorizzazione degli asset naturali e culturali e l’incremento della competitività delle destinazioni turistiche 352.376.461 9%
valorizzazione degli asset naturali e culturali e l’incremento della competitività delle destinazioni turistiche 352.376.461 9% Direttrice Strategica: Ambiente, Patrimonio Culturale e Trasporti 2.206.227.662 53% ASSE IV – energia sostenibile Massimizzare il risparmio energetico complessivo: riducendo i consumi negli edifici e nelle strutture pubbliche o a uso pubblico, anche residenziali; attuando una riqualificazione energetica degli impianti e delle strutture produttive, promuovendo la
bblico, anche residenziali; attuando una riqualificazione energetica degli impianti e delle strutture produttive, promuovendo la sostituzione degli impianti e dei macchinari con modelli più nuovi ed efficienti. Razionalizzare la crescita delle fonti diffuse di energia rinnovabile dotando le reti di distribuzione di tecnologie intelligenti (smartgrids). Potenziare i servizi di mobilità sostenibile e sistemi di interscambio 616.414.844 15% ASSE V – Prevenzione rischi naturali e antropici
are i servizi di mobilità sostenibile e sistemi di interscambio 616.414.844 15% ASSE V – Prevenzione rischi naturali e antropici Mettere in sicurezza la popolazione a rischio sismico e vulcanico e prevenire il rischio idrogeologico attraverso azioni di messa in sicurezza degli edifici e di sviluppo di sistemi di prevenzione con particolare riferimento alle aree interne e con interventi di messa in sicurezza del territorio, di contrasto all’erosione delle coste e di
riferimento alle aree interne e con interventi di messa in sicurezza del territorio, di contrasto all’erosione delle coste e di manutenzione straordinaria dei reticoli idraulici 369.651.395 9% ASSE VI – Tutela e Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale Completare la gestione del ciclo rifiuti; migliorare il servizio idrico integrato regionale - riducendo gli sprechi e innalzando il livello di qualità dei corpi idrici, per assicurare i servizi ambientali necessari ad un
- riducendo gli sprechi e innalzando il livello di qualità dei corpi idrici, per assicurare i servizi ambientali necessari ad un contesto produttivo e di cittadinanza adeguati. Valorizzare il territorio regionale a fini turistici attraverso la protezione delle aree protette e della biodiversità, la valorizzazione del patrimonio culturale e storico regionale 996.652.788 24%
ASSE VII –
180 ASSE VII – Trasporti Rafforzare il sistema dei trasporti regionali; garantire l’accessibilità di persone e merci all’intero territorio regionale; migliorare l’interconnessione dei Sistemi Territoriali Locali con quelli nazionali, interregionali e infraregionali; migliorare il sistema portuale ed interportuale campano; realizzare sistemi alternativi di trasporto per aree sensibili 223.508.635 5% Direttrice Strategica: Welfare 301.719.042 8% ASSE VIII – inclusione sociale
ASSE VIII –
tivi di trasporto per aree sensibili 223.508.635 5% Direttrice Strategica: Welfare 301.719.042 8% ASSE VIII – inclusione sociale Sostenere le fasce disagiate e sviluppare i servizi socio- sanitari innovativi superando la logica assistenziale e puntando a stimolare la capacità di progettazione, sensibilità e azione per i temi dell’inclusione sociale del terzo settore, rafforzando i servizi per l’infanzia e l’integrazione dei servizi socio-sanitari per gli anziani non autosufficienti anche
tore, rafforzando i servizi per l’infanzia e l’integrazione dei servizi socio-sanitari per gli anziani non autosufficienti anche al fine di sostenere il lavoro femminile. Incrementare gli alloggi sociali e le forme innovative di residenzialità. Riorganizzare i servizi socio-sanitari in termini di innovazione sociale e di territorialità 152142349 4% ASSE IX – Infrastrutture per il sistema regionale dell’istruzione Rafforzare l’attrattività e la funzionalità degli istituti
4% ASSE IX – Infrastrutture per il sistema regionale dell’istruzione Rafforzare l’attrattività e la funzionalità degli istituti scolastici al fine di ridurre il tasso di abbandono scolastico e facilitare l’accesso al mercato del lavoro attraverso interventi di riqualificazione degli edifici 149576693 4% Direttrice Strategica: Sviluppo urbano sostenibile 286030268 7% ASSE X – Sviluppo urbano sostenibile Azioni di modernizzazione delle funzioni dei servizi
iluppo urbano sostenibile 286030268 7% ASSE X – Sviluppo urbano sostenibile Azioni di modernizzazione delle funzioni dei servizi urbani, potenziare, sostenere e attrarre l’insediamento di segmenti locali pregiati di filiere produttive globali, favorire la crescita di servizi avanzati e sviluppare le potenzialità culturali 286030268 7% Assistenza Tecnica 103347783 2% ASSE XI – Assistenza Tecnica Sostegno e supporto alle strutture di presidio della programmazione 103347783 2%
181 Ricapitolando: Piano di Attuazione POR Campania FESR 2014 – 2020 Asse Priorità di Investimento / Obiettivo Specifico Dotazione finanz. complessiva Risorse programmate Delta programmabile 1 ASSE 1 – Ricerca e Innovazione € 514.760.960,00 € 5.739.408,37 € 509.021.551,63 2 ASSE 2 – ICT e Agenda Digitale € 349083666,67 € 147.542.213,41 € 201.541.453,26 3 ASSE 3 – Competitività del sistema produttivo € 352.376.461,33 € 30.000.076,00 € 322.376.385,33
47.542.213,41 € 201.541.453,26 3 ASSE 3 – Competitività del sistema produttivo € 352.376.461,33 € 30.000.076,00 € 322.376.385,33 4 ASSE 4 – Energia sostenibile € 616.414.844,00 € 196.159.223,09 € 420.255.620,91 5 ASSE 5 – Prevenzione rischi naturali e antropici € 369.651.394,67 € 332.558.107,72 € 37.093.286,95 6 ASSE 6 – Tutela e valorizz. del patr.nat. e cult. € 996.652.788,00 € 892.914. 321,98 € 103.736.466,02 7 ASSE 7 – Trasporti € 223.508.634,67 € 206.127.339,59 € 17.381.295,08
cult. € 996.652.788,00 € 892.914. 321,98 € 103.736.466,02 7 ASSE 7 – Trasporti € 223.508.634,67 € 206.127.339,59 € 17.381.295,08 8 ASSE 8 – Inclusione Sociale € 152.142.349,33 € 58.653.322,20 € 93.489.027,13 9 ASSE 9 – Infrastr. per il sist. reg. dell’istruzione € 149.576.693,33 € 19.593.602,73 € 129.983.090,60 10 ASSE 10 – Sviluppo Urbano Sostenibile € 286.030.268,00 € 12.291.836,69 € 273.738.461,31 AT ASSE AT – Assistenza Tecnica € 103.347.783,00 € 9.200.000,00 € 94.147.783,00 TOTALE € 4.113.545.843, 00
6,69 € 273.738.461,31 AT ASSE AT – Assistenza Tecnica € 103.347.783,00 € 9.200.000,00 € 94.147.783,00 TOTALE € 4.113.545.843, 00 € 1.910.779.451,7 8 € 2.202.766.391,2 2 1 - Direttrice Strategica:Innovazione e sostegno alla competitività 1.216.221.088 30% 2 - Direttrice Strategica:Ambiente, Patrimonio Culturale e Trasporti 2.206.227.662 53% 3 - Direttrice Strategica:Welfare 301.719.042 8% 4 - Direttrice Strategica:Sviluppo urbano sostenibile 286030268 7% 5 - Assistenza Tecnica 103347783 2% 30% 54% 7% 7% 2%
9.042 8% 4 - Direttrice Strategica:Sviluppo urbano sostenibile 286030268 7% 5 - Assistenza Tecnica 103347783 2% 30% 54% 7% 7% 2% Ripartizione risorse per direttrici strategiche Innovazione e sostegno alla competività Ambiente, patrimonio culturale e trasporti Welfare Sviluppo Urbano sostenibile Assistenza tecnica
182 Come risulta dal “Rapporto sulla programmazione delle risorse aggiuntive della Regione Campania 2014- 2020”, al 31.12.2018 il POR-FESR Campania ha raggiunto l’obiettivo finanziario N+3 superando i target finanziari previsti e sono selezionati 1.453 interventi e aperti 1.331 cantieri. Gli assi più perforanti risultano:
- Asse 6: Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale;
- Asse 4: Energia sostenibile;
- Asse 7: Trasporti.
tano:
- Asse 6: Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale;
- Asse 4: Energia sostenibile;
- Asse 7: Trasporti. Un importante contributo è stato fornito anche dall’Asse 5: Prevenzione rischi naturale e antropici e dall’Asse 9: Infrastrutture per il sistema regionale dell’istruzione. Sulla base dei risultati emersi la proposta di riprogrammazione di recente presentata tende a premiare gli
nale dell’istruzione. Sulla base dei risultati emersi la proposta di riprogrammazione di recente presentata tende a premiare gli assi maggiormente performanti e a porre la necessaria attenzione alle criticità emerse, in particolare nella gestione della programmazione dell’Asse 10 relativo allo sviluppo urbano sostenibile. E’ il caso di evidenziare che gli assi del POR FESR più performanti corrispondono ad ambiti di intervento
po urbano sostenibile. E’ il caso di evidenziare che gli assi del POR FESR più performanti corrispondono ad ambiti di intervento strategici della Regione su cui sono state concentrate ulteriori risorse a valere sui diversi strumenti comunitari e nazionali, ed in particolare:
- Energia sostenibile - per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e in particolare degli edifici scolastici, la realizzazione di reti per la metanizzazione, la realizzazione di impianti a biomassa e l’uso
colare degli edifici scolastici, la realizzazione di reti per la metanizzazione, la realizzazione di impianti a biomassa e l’uso della smart grid per l’efficientamento della produzione di energia (prevalentemente a valere sul PSR);
- Prevenzione rischi naturali e antropici – per il ripristino di strade dissestate in seguito a frane, ripristino e adeguamento funzionale degli alvei, interventi strutturali di difesa suolo, interventi di prevenzione e
to a frane, ripristino e adeguamento funzionale degli alvei, interventi strutturali di difesa suolo, interventi di prevenzione e mitigazione e azioni di miglioramento del sistema di gestione del rischio;
- Tutela dell’ambiente – in particolare con riferimento all’emergenza rifiuti, alla bonifica dei siti inquinati, alla realizzazione di impianti per lo smaltimento della frazione organica, ecc;
- Patrimonio culturale e turismo – dall’incentivo alle imprese culturali e creative all’artigianato artistico,
ne organica, ecc;
- Patrimonio culturale e turismo – dall’incentivo alle imprese culturali e creative all’artigianato artistico, dalle opportunità offerte dall’ITC con la digitalizzazione del patrimonio culturale, archivistico e bibliotecario alla valorizzazione dei BB.CC., ecc.;
- Trasporti e mobilità – nell’ambito del quale ruolo significativo riveste il “Piano Strade” per la messa in sicurezza di strade comunali e provinciali;
nell’ambito del quale ruolo significativo riveste il “Piano Strade” per la messa in sicurezza di strade comunali e provinciali;
- Scuola e università – con la previsione di un complesso piano di interventi di adeguamento delle infrastrutture di edilizia scolastica e universitaria, cui si è unito un articolato programma di sostegno alla formazione e all’innalzamento delle competenze nel sistema dell’istruzione scolastica e universitaria, prioritariamente nei domini della RIS III;
innalzamento delle competenze nel sistema dell’istruzione scolastica e universitaria, prioritariamente nei domini della RIS III;
- Imprese e professionisti – che prevede una serie di misure per il miglioramento della competitività del sistema produttivo della Campania. L’integrazione programmatica delle risorse europee, nazionali e regionali Al fine di rendere realmente efficace la strategia di sviluppo delineata dagli strumenti di programmazione
nazionali e regionali Al fine di rendere realmente efficace la strategia di sviluppo delineata dagli strumenti di programmazione approvati dalla Commissione Europea e tentare di far sì che l’impiego delle risorse comunitarie potesse essere l’effettivo volano per promuovere lo sviluppo del territorio e delle comunità locali, la Regione
183 Campania ha cercato di costruire un unitario quadro logico di interfaccia tra i principali programmi e strumenti finanziari comunitari, nazionali e ordinari connessi al ciclo di programmazione 2014/2020, al fine di utilizzare in maniera integrata tutte le risorse disponibili. Secondo tali principi, e definendo linee di intervento coerenti e connesse agli 11 obiettivi tematici della strategia Europa 2020 in precedenza richiamati, sono stati elaborati i seguenti ulteriori strumenti di programmazione:
ici della strategia Europa 2020 in precedenza richiamati, sono stati elaborati i seguenti ulteriori strumenti di programmazione: ✓ il Piano Operativo Complementare (POC) 2014/2020, programma finanziato con le risorse del Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183, ed omologo al PO FESR 2014-2020, ponendosi in funzione complementare a quest'ultimo; ✓ il c.d. Patto per il Sud, esempio di integrazione e ricerca di complementarietà tra strumenti, che si pone
are a quest'ultimo; ✓ il c.d. Patto per il Sud, esempio di integrazione e ricerca di complementarietà tra strumenti, che si pone quale programma operativo destinato a consolidare le linee di azione e sviluppo che la Regione Campania intende perseguire negli anni 2016-2020. I Programmi Operativi Complementari (POC) hanno l'obiettivo di garantire il completamento degli interventi avviati nel ciclo 2007-2013 e di avviare nuove azioni relative al periodo 2014-2020 e sono, come detto,
tamento degli interventi avviati nel ciclo 2007-2013 e di avviare nuove azioni relative al periodo 2014-2020 e sono, come detto, finanziati da una quota delle risorse del Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183-1987 destinate al cofinanziamento nazionale. Piano di Attuazione POC 2014 – 2020 Assi Dotazione finanz. complessiva Risorse programmate Delta programmabile 1.1 Completamenti € 496.539.429,22 € 496.539.429,22 € 2.1 Trasporti e Mobilità € 390.250.000,00 € 243.649.780,52 € 146.600.219,48
.1 Completamenti € 496.539.429,22 € 496.539.429,22 € 2.1 Trasporti e Mobilità € 390.250.000,00 € 243.649.780,52 € 146.600.219,48 2.2 Attività Produttive € 142.973.336,77 € 60.311.824,68 € 82.661.512,09 2.3 Ambiente e Territorio € 294.732.000,00 € 207.473.794,91 € 87.258.205,09 2.4 Rigenerazione urbana, Politiche per il Turismo e Cultura € 216.758.000,00 € 112.847.958,59 € 103.910.041,41 2.5 Capitale umano, Lavoro e Politiche Giovanili € 187.000.000,00 € 24.184.846,71 € 162.815.153,29
2.847.958,59 € 103.910.041,41 2.5 Capitale umano, Lavoro e Politiche Giovanili € 187.000.000,00 € 24.184.846,71 € 162.815.153,29 Capacità Amministrativa e Assistenza Tecnica € 4.500.000,00 € € 4.500.000,00 Completamenti FSE 2007/2013 € € 1.844.852,67 € Misure di Salvaguardia € € 388.513.530,85 € TOTALE € 1.732.752.765,99 € 1.535.366.018,15 € 587.745.131,36 In sostanza, quindi, il Programma Operativo Complementare contiene l'indicazione degli obiettivi strategici
,15 € 587.745.131,36 In sostanza, quindi, il Programma Operativo Complementare contiene l'indicazione degli obiettivi strategici che il Governo regionale ritiene di primaria rilevanza per lo sviluppo socio-economico della Campania, come definiti nell'ambito del Piano Strategico della Regione Campania elaborato per la predisposizione
184 del Patto del Sud per la regione Campania stessa, in coerenza con gli obiettivi strategici già definiti nell’ambito degli strumenti di programmazione per l’utilizzo dei fondi SIE per il periodo 2014-2020. Il Patto per lo sviluppo della Regione Campania definisce gli interventi di primaria rilevanza da realizzare per lo sviluppo socio-economico della Campania, nell'ambito della definizione del Masterplan per il Mezzogiorno.
a da realizzare per lo sviluppo socio-economico della Campania, nell'ambito della definizione del Masterplan per il Mezzogiorno. Il Patto, a firma del Governo e del Presidente della Regione Campania, si articola nei seguenti obiettivi strategici: ✓ Infrastrutture ✓ Ambiente ✓ Sviluppo economico e produttivo ✓ Scuola, Università e Lavoro ✓ Turismo e Cultura ✓ Sicurezza e Cultura della Legalità . Area di Intervento Costo totale interventi Mln/euro Risorse esistenti Mln/euro Risorse FSC 2014/2020 Mln/euro
a della Legalità . Area di Intervento Costo totale interventi Mln/euro Risorse esistenti Mln/euro Risorse FSC 2014/2020 Mln/euro Altre Risorse Mln/euro Risorse finanziarie FSC al 2017 Mln/euro Infrastrutture 3.517.270.000,00 1.797.440.000,00 1.191.600.000,00 528.230.000,00 54.640.000,00 Ambiente 2.291.430.000,00 496.400.000,00 1.036.400.000,00 758.630.000,00 306.400.000,00 Sviluppo economico e produttivo 3.030.000.000,00 82.000.000,00 398.000.000,00 2.550.000.000,00 121.000.000,00 Scuola, Università e
iluppo economico e produttivo 3.030.000.000,00 82.000.000,00 398.000.000,00 2.550.000.000,00 121.000.000,00 Scuola, Università e Lavoro 258.800.000,00 84.000.000,00 20.000.000,00 154.800.000,00 10.000.000,00 Turismo e Cultura 444.644.000,00 93.310.000,00 134.000.000,00 217.334.000,00 19.000.000,00 Sicurezza e Cultura della legalità 16.100.000,00 16.100.000,00 TOTALE costi e risorse 9.558.244.000,00 2.533.150.000,00 2.780.000.000,00 4.225.094.000,00 511.040.000,00
0.000,00 16.100.000,00 TOTALE costi e risorse 9.558.244.000,00 2.533.150.000,00 2.780.000.000,00 4.225.094.000,00 511.040.000,00 In conclusione, le risorse a disposizione della programmazione regionale per il periodo in considerazione sono complessivamente quantificabili in circa 14 miliardi di euro afferenti alle: ▪ risorse comunitarie dei Fondi SIE (POR-FESR, PO-FSE e PRS-FEARS); ▪ risorse nazionali del POC 2014/2020; ▪ risorse nazionali del Patto per il sud (parte FSC);
SIE (POR-FESR, PO-FSE e PRS-FEARS); ▪ risorse nazionali del POC 2014/2020; ▪ risorse nazionali del Patto per il sud (parte FSC); ▪ risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) che il Governo nazionale deve ancora programmare A tali risorse si aggiungono quelle regionali.
185 Le richiamate risorse sono state quindi concentrate sui seguenti settori prioritari e priorità strategiche trasversali. Linee di Azione POR FESR Mln/euro POR FSE Mln/euro PRS Mln/euro POC Mln/euro FSC Patto SUD Mln/euro Trasporti e Mobilità (OT7, OT4) 617,2 40,0 434,76 1.196,06 Ambiente e Territorio (AT5, OT6) 1.182,7 878,5 544,36 1.086,4 Patrimonio Culturale (OT6) 183,6 42,5 83,30 70 Rigenerazione Urbana e Politiche per il Turismo (OT3, OT4, OT6, OT8, OT9) 613,1 48,0 321,38 20
OT3) 1.216,2 652,7 225,75 408,0
lturale (OT6) 183,6 42,5 83,30 70 Rigenerazione Urbana e Politiche per il Turismo (OT3, OT4, OT6, OT8, OT9) 613,1 48,0 321,38 20 Capitale Umano e Lavoro e Politiche Giovanili (OT8, OT9, OT10) 816,2 139,5 1118,7 Attività Produttive e Innovazione (OT1, OT2, OT3) 1.216,2 652,7 225,75 408,0 Capacità Amministrativa e Assistenza Tecnica (OT11) 130,3 21,0 32,0 4,5 TOTALE 4.113,5 837,2 1.836,25 1.732,74 2.780,46 La programmazione 2021-2027
TOTALE 4.113,5 837,2 1.836,25 1.732,74 2.780,46
tiva e Assistenza Tecnica (OT11) 130,3 21,0 32,0 4,5 TOTALE 4.113,5 837,2 1.836,25 1.732,74 2.780,46 La programmazione 2021-2027 Nel marzo 2019 hanno preso avvio, presso il Dipartimento per le politiche di coesione costituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, i lavori per la programmazione della politica di coesione in Italia per il periodo 2021‐2027 che coinvolgono, nel rispetto del Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 sul Codice
i coesione in Italia per il periodo 2021‐2027 che coinvolgono, nel rispetto del Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 sul Codice europeo di condotta sul partenariato, tutti i soggetti del partenariato istituzionale ed economico-sociale del Paese. Il confronto è stato articolato in cinque Tavoli tematici, uno per ciascuno degli Obiettivi di policy oggetto della proposta di Regolamento (UE) recante le disposizioni comuni sui fondi: ✓ Tavolo 1: un’Europa più intelligente ✓ Tavolo 2: un’Europa più verde
egolamento (UE) recante le disposizioni comuni sui fondi: ✓ Tavolo 1: un’Europa più intelligente ✓ Tavolo 2: un’Europa più verde ✓ Tavolo 3: un’Europa più connessa ✓ Tavolo 4: un’Europa più sociale ✓ Tavolo 5: un’Europa più vicina ai cittadini I lavori dei Tavoli devono tener conto degli “Orientamenti in materia di investimenti finanziati dalla politica di coesione 2021-2027 per l'Italia” espressi nell’Allegato D al Country Report 2019, che costituisce la base per
dalla politica di coesione 2021-2027 per l'Italia” espressi nell’Allegato D al Country Report 2019, che costituisce la base per il dialogo tra l'Italia e i Servizi della Commissione in materia. Per orientare tale lavoro il Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe) ha proposto quattro “temi unificanti”: ✓ lavoro di qualità; ✓ territorio e risorse naturali per le generazioni future;
186 ✓ omogeneità e qualità dei servizi per i cittadini; ✓ cultura veicolo di coesione economica e sociale; che rappresentano altrettante sfide che l’Italia deve affrontare per concorrere al raggiungimento degli Obiettivi europei, e i cui elementi essenziali sono contenuti nel documento “La programmazione della politica di coesione 2021 - 2027 ‐ Documento preparatorio per il confronto partenariale”, predisposto dal DPCoe e diffuso al partenariato istituzionale ed economico-sociale nell’aprile 2019.
il confronto partenariale”, predisposto dal DPCoe e diffuso al partenariato istituzionale ed economico-sociale nell’aprile 2019. In particolare, il richiamato allegato D alla Relazione 2019 relativa all'Italia - COM(2019) 150 final - espone le opinioni preliminari della Commissione sui settori d'investimento prioritari e sulle condizioni quadro per l'attuazione efficace della politica di coesione 2021-2027 e costituisce la base per il dialogo tra l'Italia e i
ioni quadro per l'attuazione efficace della politica di coesione 2021-2027 e costituisce la base per il dialogo tra l'Italia e i Servizi della Commissione in vista della programmazione dei fondi della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo Plus). Si riporta di seguito uno stralcio degli orientamenti forniti e dei settori di investimento prioritari indicati. Obiettivo 1: un'Europa più intelligente - trasformazione industriale intelligente e innovativa
investimento prioritari indicati. Obiettivo 1: un'Europa più intelligente - trasformazione industriale intelligente e innovativa ✓ rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e la diffusione di tecnologie avanzate:
- accrescere il numero e le dimensioni delle imprese innovative nei settori ad alta intensità di conoscenza con il maggiore potenziale di crescita;
- promuovere gli scambi di conoscenze tra gli organismi di ricerca e le imprese, specialmente le piccole
potenziale di crescita;
- promuovere gli scambi di conoscenze tra gli organismi di ricerca e le imprese, specialmente le piccole e medie imprese innovative, in particolare attraverso partenariati collaborativi e formazioni;
- sostenere servizi innovativi per gli organismi di ricerca e le imprese che cooperano al fine di trasformare nuove idee in imprese innovative sostenibili dal punto di vista commerciale ✓ promuovere la digitalizzazione di cittadini, imprese ed amministrazioni pubbliche, in particolare
l punto di vista commerciale ✓ promuovere la digitalizzazione di cittadini, imprese ed amministrazioni pubbliche, in particolare per:
- aumentare le competenze digitali nelle piccole e medie imprese e l'adozione nelle stesse di soluzioni tecnologiche digitali, compresi il commercio elettronico, i pagamenti elettronici, i servizi di cloud computing, e anche l'Internet delle cose, la ciber sicurezza e l'intelligenza artificiale;
menti elettronici, i servizi di cloud computing, e anche l'Internet delle cose, la ciber sicurezza e l'intelligenza artificiale;
- migliorare la diffusione dei servizi pubblici digitali sia per i cittadini che per le imprese, così come gli appalti elettronici, al fine di sostenere l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. ✓ migliorare la crescita e la competitività delle piccole e medie imprese, in particolare per:
delle pubbliche amministrazioni. ✓ migliorare la crescita e la competitività delle piccole e medie imprese, in particolare per:
- incentivare strategie che consentano di aumentare la crescita e la produttività attraverso la promozione dell'imprenditorialità, delle competenze manageriali e finanziarie, delle competenze relative alla transizione industriale (ad esempio, efficienza energetica ed economia circolare) e l'integrazione delle catene del valore;
alla transizione industriale (ad esempio, efficienza energetica ed economia circolare) e l'integrazione delle catene del valore;
- sostenere l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese per posizionarsi nelle catene globali del valore, anche attraverso l'adesione a reti di cooperazione e cluster interregionali;
- facilitare l'accesso ai finanziamenti e appianare le disparità regionali mediante l'uso bilanciato di
cluster interregionali;
- facilitare l'accesso ai finanziamenti e appianare le disparità regionali mediante l'uso bilanciato di sovvenzioni e strumenti finanziari nelle regioni meno sviluppate e un più ampio ricorso agli strumenti finanziari nelle regioni più sviluppate.
187 Obiettivo 2: un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio - transizione verso un'energia pulita ed equa, investimenti verdi e blu, economia circolare, adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi ✓ promuovere interventi di efficienza energetica e investimenti prioritari a favore delle energie rinnovabili, in particolare per:
- promuovere l'efficienza energetica mediante la ristrutturazione degli alloggi sociali e degli edifici pubblici;
rticolare per:
- promuovere l'efficienza energetica mediante la ristrutturazione degli alloggi sociali e degli edifici pubblici;
- promuovere le tecnologie rinnovabili innovative e meno mature, in particolare per il riscaldamento e il raffreddamento, negli edifici pubblici, nell'edilizia sociale e nei processi industriali nelle piccole e medie imprese;
- promuovere tecnologie come lo stoccaggio di energia per integrare più energia rinnovabile nel
i nelle piccole e medie imprese;
- promuovere tecnologie come lo stoccaggio di energia per integrare più energia rinnovabile nel sistema e aumentare la flessibilità e l'ammodernamento della rete, anche accrescendo l'integrazione settoriale in ambito energetico. ✓ promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza alle catastrofi, in particolare per:
- rafforzare misure di prevenzione e prontezza che aumentino la resilienza idrogeologica in un
e catastrofi, in particolare per:
- rafforzare misure di prevenzione e prontezza che aumentino la resilienza idrogeologica in un approccio integrato di bacino e dell'ecosistema;
- promuovere la resilienza sismica, concentrandosi sugli edifici pubblici, come le scuole e gli ospedali;
- realizzare infrastrutture verdi finalizzate al ripristino dell'ecosistema e all'adattamento climatico nelle aree urbane più vulnerabili ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e all'inquinamento atmosferico.
imatico nelle aree urbane più vulnerabili ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e all'inquinamento atmosferico. ✓ promuovere una gestione sostenibile delle acque e dei rifiuti e l'economia circolare, in particolare per:
- affrontare il problema dell'accesso all'acqua, del suo riutilizzo e trattamento, dell'acqua potabile e delle perdite di acqua;
- sostenere la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti con infrastrutture adeguate, mirando
le perdite di acqua;
- sostenere la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti con infrastrutture adeguate, mirando alle azioni più in alto nella gerarchia dei rifiuti, come i sistemi di raccolta differenziata;
- sostenere le piccole e medie imprese nell'attuazione di soluzioni innovative in materia di economia circolare e di altre soluzioni in materia di economia verde. Obiettivo 3: un'Europa più connessa - Mobilità, informazione regionale e connettività delle tecnologie della comunicazione
erde. Obiettivo 3: un'Europa più connessa - Mobilità, informazione regionale e connettività delle tecnologie della comunicazione ✓ migliorare la connettività digitale:
- tra l’altro, realizzare reti a banda larga ad altissima capacità. ✓ sviluppare una rete transeuropea di trasporto sostenibile, resiliente al clima, intelligente, sicura e intermodale ✓ sviluppare una mobilità regionale sostenibile, resiliente al clima, intelligente e intermodale, mediante, tra l’altro:
rmodale ✓ sviluppare una mobilità regionale sostenibile, resiliente al clima, intelligente e intermodale, mediante, tra l’altro:
- elettrificazione delle ferrovie regionali;
- miglioramento dei sistemi di gestione del traffico, eliminazione dei passaggi a livello non automatizzati e non controllati e miglioramento dell'accesso al trasporto ferroviario per le persone a mobilità ridotta;
- attraverso piattaforme intermodali (biciclette, car sharing, ecc.) nelle vicinanze delle stazioni ferroviarie regionali.
188 ✓ promuovere una mobilità urbana sostenibile, e tra l’altro:
- sostenere le piattaforme intermodali e promuovere forme di mobilità attiva e innovativa (come le biciclette);
- sostenere infrastrutture di trasporto pulite (ad esempio metropolitana, tram, metropolitana leggera);
- promuovere l'ampliamento dell'infrastruttura per la mobilità elettrica;
- promuovere soluzioni di trasporto intelligenti per migliorare l'uso delle infrastrutture e la qualità dei servizi.
elettrica;
- promuovere soluzioni di trasporto intelligenti per migliorare l'uso delle infrastrutture e la qualità dei servizi. Obiettivo 4: un'Europa più sociale - attuazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali ✓ investimenti per migliorare l'accesso all'occupazione, modernizzare le istituzioni del mercato del lavoro e promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro ✓ migliorare la qualità, l'accessibilità, l'efficacia e la rilevanza per il mercato del lavoro dell'istruzione
ercato del lavoro ✓ migliorare la qualità, l'accessibilità, l'efficacia e la rilevanza per il mercato del lavoro dell'istruzione e della formazione e al fine di promuovere l'apprendimento permanente ✓ promuovere l'integrazione socioeconomica delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale, far fronte alla deprivazione materiale, migliorare l'accessibilità, l'efficacia e la resilienza dell'assistenza sanitaria e dell'assistenza a lungo termine per ridurre le disuguaglianze in materia di salute
a e la resilienza dell'assistenza sanitaria e dell'assistenza a lungo termine per ridurre le disuguaglianze in materia di salute Obiettivo 5: un'Europa più vicina ai cittadini attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere e delle iniziative locali tra l’altro:
- le aree funzionali metropolitane devono affrontare le sfide legate alla povertà, causate anche dall'effetto "agglomerazione" e dalle tendenze demografiche;
itane devono affrontare le sfide legate alla povertà, causate anche dall'effetto "agglomerazione" e dalle tendenze demografiche;
- le aree urbane medie devono sviluppare modalità innovative di cooperazione per migliorare il loro potenziale economico, sociale e ambientale, tenendo conto dei gruppi più vulnerabili;
- le zone interne che si trovano ad affrontare le sfide demografiche e la povertà devono migliorare la qualità dei servizi di interesse generale
e che si trovano ad affrontare le sfide demografiche e la povertà devono migliorare la qualità dei servizi di interesse generale
- nel contesto delle strategie territoriali sono anche necessari investimenti per promuovere il patrimonio culturale e dare sostegno alle imprese nel settore culturale e creativo, con particolare attenzione ai sistemi di produzione locali e ai posti di lavoro radicati nel territorio.
189 5. Gli elaborati del Puc E.1 Relazione generale gennaio 2020 agg. settembre 2020 agg. gennaio 2022 E.2 Norme Tecniche di Attuazione gennaio 2020 agg. settembre 2020 agg. gennaio 2022 1.1.0 Inquadramento territoriale scala. 1:25.000 gennaio 2020 1.1.1.a Il Piano Territoriale Regionale: i Quadri Territoriali di Riferimento scala 1:200.000 gennaio 2020 1.1.1.b Il Piano Territoriale Regionale: Carta dei Paesaggi della Campania scala 1:100.000 gennaio 2020 1.1.2 Il Piano Territoriale di Coordinamento
ritoriale Regionale: Carta dei Paesaggi della Campania scala 1:100.000 gennaio 2020 1.1.2 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale: Elementi conoscitivi e strategie alla scala provinciale scala 1:75.000 scala 1:120.000 gennaio 2020 1.1.3 Il Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino – Amalfitana scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.4 Misure di salvaguardia del Parco Regionale dei Monti Lattari scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.5.a Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico:
alvaguardia del Parco Regionale dei Monti Lattari scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.5.a Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: Carta della Pericolosità da Frana scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.5.b Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: Carta del Rischio da Frana scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.5.c Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: Carta della Pericolosità da Colata scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.5.d Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: Carta del Rischio da Colata scala 1:5.000
Colata scala 1:5.000 gennaio 2020 1.1.5.d Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: Carta del Rischio da Colata scala 1:5.000 gennaio 2020 1.2.1.A La Carta dei Vincoli: Beni paesaggistici e culturali, aree della Rete Natura 2000 e vincoli ambientali – quadrante sud scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 1.2.1.B La Carta dei Vincoli: Beni paesaggistici e culturali, aree della Rete Natura 2000 e vincoli ambientali – quadrante nord scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020
ci e culturali, aree della Rete Natura 2000 e vincoli ambientali – quadrante nord scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 1.2.2.A La Carta dei Vincoli: le fasce di rispetto – quadrante sud scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 1.2.2.B La Carta dei Vincoli: le fasce di rispetto – quadrante nord scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 2.1.1. La disciplina del territorio comunale – quadrante unico scala 1:5.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020
gg. settembre 2020 2.1.1. La disciplina del territorio comunale – quadrante unico scala 1:5.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 2.1.1.A La disciplina del territorio comunale – quadrante sud scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 2.1.1.B La disciplina del territorio comunale – quadrante nord scala 1:2.000 gennaio 2020 2.2.1 La Rete Ecologica Comunale scala 1:5.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020
190 3.1.1. Disposizioni programmatiche: gli ambiti di trasformazione – quadrante unico scala 1:5.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 3.1.1.A Disposizioni programmatiche: gli ambiti di trasformazione – quadrante sud scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 3.1.1.B Disposizioni programmatiche: gli ambiti di trasformazione – quadrante nord scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 3.2.1 Disposizioni programmatiche: le schede operative scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 agg. gennaio 2022
bre 2020 3.2.1 Disposizioni programmatiche: le schede operative scala 1:2.000 gennaio 2020 agg. settembre 2020 agg. gennaio 2022 3.2.1 bis quadr. SUD Disposizioni programmatiche: sovrapposizione con le aree a pericolo idrogeologico elevato e molto elevato scala 1:2.000 agg. settembre 2021 3.2.1 bis quadr. NORD Disposizioni programmatiche: sovrapposizione con le aree a pericolo idrogeologico elevato e molto elevato scala 1:2.000 agg. settembre 2021 ✓ Allegato A: Rapporto Ambientale
con le aree a pericolo idrogeologico elevato e molto elevato scala 1:2.000 agg. settembre 2021 ✓ Allegato A: Rapporto Ambientale
- A.1 – Rapporto Ambientale (gennaio 2020; agg. settembre 2020; agg. gennaio 2022)
- Allegato 1 al Rapporto Ambientale: Sovrapposizione delle Zone Speciali di Conservazione al Piano - scala 1:5.000
- A.2 – Sintesi non tecnica (gennaio 2020; agg. settembre 2020) ✓ Allegato B: Studio geologico
- B.1 - Relazione geologica
- B.1.2 - Tabelle e grafici indagini geognostiche
gg. settembre 2020) ✓ Allegato B: Studio geologico
- B.1 - Relazione geologica
- B.1.2 - Tabelle e grafici indagini geognostiche
- B.2.1 - Carta di inquadramento geologico
- B.2.2 - Carta geolitologica
- B.2.2.1 - Carta degli spessori dei terreni di copertura
- B.2.3 - Carta geomorfologica
- B.2.4 - Carta idrogeologica
- B.2.5 - Carta del reticolo idrografico e dei sottobacini idrografici
- B.2.6 – Carta delle fasce altimetriche
- B.2.6.1 - Carta delle pendenze
del reticolo idrografico e dei sottobacini idrografici
- B.2.6 – Carta delle fasce altimetriche
- B.2.6.1 - Carta delle pendenze
- B.2.6.2 – Carta della esposizione dei versanti
- B.2.7 - Carta ubicazione indagini geognostiche
- B.2.8 - Carta della franosità e della stabilità
- B.2.9 – Carta geologico-tecnica
- B.2.10 - Carta delle Microzone Omogenee Pericolosità Sismica – agg. settembre 2021 ✓ Allegato C: Studio agronomico
- C.1 Relazione agronomica ed ambientale
- C.2.1 Carta dell’uso del suolo - 1:5.000
ttembre 2021 ✓ Allegato C: Studio agronomico
- C.1 Relazione agronomica ed ambientale
- C.2.1 Carta dell’uso del suolo - 1:5.000
- C.2.2 Carta delle risorse naturalistiche ed agroforestali - 1:5.000
- C.2.3 Carta della Biodiversità - 1:5.000
191 ✓ Allegato D: Anagrafe Edilizia
- D.1.1 Relazione esplicativa aggiornamento anagrafe del patrimonio edilizio
- D.1.2 Documentazione fotografica del patrimonio edilizio
- D.1.3 Schede riepilogative dei dati raccolti in fase di censimento del patrimonio edilizio (agg. settembre
- D.2.1 Sintesi cartografica: ambiti di rilevamento ed individuazione degli edifici
- D.2.2 Sintesi cartografica: edifici per epoca di costruzione
- D.2.3 Sintesi cartografica: individuazione alloggi malsani e sovraffollati
tesi cartografica: edifici per epoca di costruzione
- D.2.3 Sintesi cartografica: individuazione alloggi malsani e sovraffollati
- D.2.4 Sintesi cartografica: edifici per uso prevalente ✓ Allegato E: Piano di zonizzazione acustica
- E.1 Relazione e Norme Tecniche di Attuazione
- E.2 Zonizzazione Acustica del territorio comunale
1 / 25 Oggetto: PIANO URBANISTICO COMUNALE DI RAVELLO Documento recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica
- Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011 Con riferimento all’oggetto;
02000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011 Con riferimento all’oggetto; in riscontro alla nota della Provincia di Salerno, Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, prot.n.100308 del 16.12.2020, acquisita in pari data al prot. del Comune al n.16758, si redige il presente documento contenente chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione agli aspetti
Comune al n.16758, si redige il presente documento contenente chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione agli aspetti evidenziati dal Settore provinciale ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011 dell’adottato PUC di Ravello. Si dà atto, preliminarmente, che con riferimento ai contenuti di cui alla nota di codesto spett.le Settore, prot.n. 90876 del 27.11.2020, questo Comune ha prodotto chiarimenti con nota 16613 del 14/12/2020 e che
odesto spett.le Settore, prot.n. 90876 del 27.11.2020, questo Comune ha prodotto chiarimenti con nota 16613 del 14/12/2020 e che con riferimento al successivo parere fornito ex art.13, co.5, D.L.gs. 152/2006, nella qualità di Soggetto Competente in Materia Ambientale, e di cui alla nota 102190 del 23.12.2020, acquisita al prot. del Comune in data 24.12.2020 al n. 17196, saranno effettuate le consequenziali valutazioni in sede di espressione del
al prot. del Comune in data 24.12.2020 al n. 17196, saranno effettuate le consequenziali valutazioni in sede di espressione del parere motivato di cui all’art.15 del D.Lgs.152/06; quest’ultimo, unitamente alle osservazioni formulate dagli Enti preposti, sarà trasmesso al Consiglio Comunale per le consequenziali decisioni (ex art.16 D.lgs.152/2006 – art.3, co.5, Reg.Reg.5/2011). Con riferimento alle criticità evidenziate nella nota in oggetto, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui
eg.Reg.5/2011). Con riferimento alle criticità evidenziate nella nota in oggetto, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 del Reg.Reg.5/2011, si forniscono, di seguito e rispettando il punto elenco con cui sono state rassegnate le stesse, i richiesti chiarimenti e/o le necessarie integrazioni.
- Si rimettono, in allegato alla presente. − All.1: la relazione proposta dal gruppo di progettazione richiamata e fatta propria dalla delibera di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020;
relazione proposta dal gruppo di progettazione richiamata e fatta propria dalla delibera di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020; − All.2: la richiesta tavola riportante la localizzazione delle osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione del piano. 2. Si rimette, altresì, in allegato alla presente: − All.3: proposta di Atti di Programmazione degli Interventi da sottoporre al Consiglio Comunale unitamente al PUC e da approvare, appunto, contestualmente all’approvazione dello strumento urbanistico.
e al Consiglio Comunale unitamente al PUC e da approvare, appunto, contestualmente all’approvazione dello strumento urbanistico. Con riferimento al tema API e alle criticità evidenziate si contro deduce e rappresenta quanto segue.
2 / 25 2.1. L’art.25 della L.R.16/04 evidenzia, chiaramente, la valenza autonoma degli Atti di Programmazione degli Interventi, aventi valore ed effetti di programma pluriennale di attuazione che, per la prima volta, vengono approvati contestualmente all’approvazione del PUC ma che, ovviamente, non costituiscono parte integrante dello stesso; la loro approvazione segue, peraltro, un procedimento del tutto autonomo, demandato al solo Consiglio Comunale senza bisogno di acquisire alcun parere
egue, peraltro, un procedimento del tutto autonomo, demandato al solo Consiglio Comunale senza bisogno di acquisire alcun parere o verifica preventiva (in considerazione della conformità delle loro previsioni con quelle del PUC) e attesa la necessità di procedere a successive revisioni, in considerazione dell’arco temporale della programmazione considerato (triennale) e della contestuale necessità di coordinamento con la programmazione triennale dei ll.pp.
programmazione considerato (triennale) e della contestuale necessità di coordinamento con la programmazione triennale dei ll.pp. A conferma di tali circostanze si sottolinea che anche l’art.12 della legge regionale in materia di governo del territorio, al co.1, prevede la possibilità di ricorrere alla procedura dell’accordo di programma per l’attuazione, tra l’altro, dei piani urbanistici comunali – PUC – e degli atti di
e alla procedura dell’accordo di programma per l’attuazione, tra l’altro, dei piani urbanistici comunali – PUC – e degli atti di programmazione degli interventi di cui all’art.25, evidenziando la natura autonoma, ancorché complementare, degli strumenti. La richiamata previsione di cui all’art.9 del Reg.Reg.5/2011 va pertanto intesa nel senso che il Piano Operativo Comunale contiene altresì (anche) gli API, che conservano una natura autonoma,
pertanto intesa nel senso che il Piano Operativo Comunale contiene altresì (anche) gli API, che conservano una natura autonoma, ancorché coordinata e conforme con le previsioni di PUC, non potendo di certo una previsione regolamentare incidere o modificare quanto stabilito dalla legge. In tal senso vanno intesi, altresì, i rinvii agli API contenuti nelle schede operative del PUC di Ravello, su cui si ci si soffermerà al punto successivo.
altresì, i rinvii agli API contenuti nelle schede operative del PUC di Ravello, su cui si ci si soffermerà al punto successivo. 2.2. Le schede operative previste dal PUC di Ravello costituisco, di fatto, il Piano Operativo Comunale di cui all’art.9 del Reg.Reg.5/2011, elaborato anche per porzioni di territorio comunale, e le stesse rinviano agli API (a giudizio di chi scrive del tutto coerentemente con la previsione regolamentare:
torio comunale, e le stesse rinviano agli API (a giudizio di chi scrive del tutto coerentemente con la previsione regolamentare: “contiene altresì”) proprio al fine di definire le modalità attuative delle previsioni di breve-medio periodo, in considerazione del valore ed effetti attribuiti dall’art.25 della L.R.16/04. In particolare, il comma 4 del più volte richiamato art.25 stabilisce che “Per le opere pubbliche o di
l’art.25 della L.R.16/04. In particolare, il comma 4 del più volte richiamato art.25 stabilisce che “Per le opere pubbliche o di interesse pubblico la delibera di approvazione degli atti di programmazione degli interventi comporta la dichiarazione di pubblica utilità, di indifferibilità e urgenza dei lavori previsti negli stessi, nel rispetto degli strumenti di partecipazione procedimentale stabiliti dalla normativa vigente”. Da
vori previsti negli stessi, nel rispetto degli strumenti di partecipazione procedimentale stabiliti dalla normativa vigente”. Da cui deriva che, stante le previsioni di cui al DPR 327/01, dalla data della deliberazione di cui sopra decorrono i termini per l’emissione del decreto di esproprio. E, peraltro, la necessità di programmare la successione temporale degli interventi mediante l’approvazione di più API, nell’ambito del periodo di efficacia del Piano Urbanistico, è confermata
le degli interventi mediante l’approvazione di più API, nell’ambito del periodo di efficacia del Piano Urbanistico, è confermata dalle previsioni di cui all’art.26, co.1, 27, co.1, lett. c) e d) della legge regionale in materia di governo del territorio, a cui si rinvia, nonché dalla già richiamata previsione di norma che attribuisce agli API valore ed effetti del programma pluriennale di attuazione disciplinato dalla legge 28 gennaio 1977,
rma che attribuisce agli API valore ed effetti del programma pluriennale di attuazione disciplinato dalla legge 28 gennaio 1977, n. 10, articolo 13, e dalla legge regionale 28 novembre 2001, n. 19, articolo 5, la cui portata è riferibile non solo alle opere pubbliche, ma anche alle opere private di interesse pubblico e comportanti trasformazione integrata del territorio inedificato. Da qui la necessità e l’opportunità di coordinare le previsioni di POC e, quindi, l’attuazione dei singoli
rritorio inedificato. Da qui la necessità e l’opportunità di coordinare le previsioni di POC e, quindi, l’attuazione dei singoli programmi descritti dalle schede operative, con gli API e, in tal senso va letto il rinvio effettuato nella descrizione delle modalità di attuazione contenuto nelle schede stesse. Viceversa, se tutte le previsioni operative fossero immediatamente efficaci o, peggio, se tutti gli interventi fossero
e stesse. Viceversa, se tutte le previsioni operative fossero immediatamente efficaci o, peggio, se tutti gli interventi fossero immediatamente inclusi negli API, i termini di attuazione degli stessi, perlomeno ai fini espropriativi,
3 / 25 sarebbero destinati a prematura decadenza, ben più breve rispetto alla ordinaria programmazione urbanistica. 3. Con riferimento ancora alle API e alla definizione del carico urbanistico massimo ammissibile per le diverse aree del territorio. 3.1. L’art.64, co.7, delle NTA prevede che gli API possono effettuare le precisazioni e modifiche che l’art. 26, co.3, della L.R.16/04 consente ai PUA senza considerare le stesse varianti al PUC:
re le precisazioni e modifiche che l’art. 26, co.3, della L.R.16/04 consente ai PUA senza considerare le stesse varianti al PUC: precisare il perimetro degli ambiti di intervento, adeguandolo alla diversa scala di rappresentazione grafica del piano; precisare i tracciati delle reti infrastrutturali e viarie; modificare il perimetro degli ambiti in conseguenza di esigenze sopravvenute relative a ritrovamenti archeologici, modifica o
e; modificare il perimetro degli ambiti in conseguenza di esigenze sopravvenute relative a ritrovamenti archeologici, modifica o imposizione di vincoli, problemi geologici; modificare la localizzazione degli insediamenti, dei servizi, delle infrastrutture e del verde pubblico senza aumento delle quantità e dei pesi insediativi e nel rispetto dei contenuti essenziali della morfologia progettuale. In aggiunta ammette la possibilità,
e dei pesi insediativi e nel rispetto dei contenuti essenziali della morfologia progettuale. In aggiunta ammette la possibilità, conformemente alle attribuzioni proprie degli API, di articolare l’ambito in più unità minime di intervento o più lotti funzionali, in relazione alla programmazione temporale degli interventi. Si ritiene che tali previsioni siano del tutto coerenti con le disposizioni normative vigenti e con i
emporale degli interventi. Si ritiene che tali previsioni siano del tutto coerenti con le disposizioni normative vigenti e con i contenuti propri degli API previsti per il PUC di Ravello, che richiamano e fanno proprie le schede operative di Piano, contenenti, a loro volta e di sovente, previsioni grafiche e cartografiche di massima. E, peraltro, se è possibile per il PUA, approvato dalla Giunta Comunale, apportare le
sioni grafiche e cartografiche di massima. E, peraltro, se è possibile per il PUA, approvato dalla Giunta Comunale, apportare le modifiche/precisazioni su richiamate, senza che le stesse costituiscano variante, per quale motivo analoghe previsioni ratificate dal Consiglio Comunale (in sede di approvazione degli API e delle relative schede) dovrebbero invece essere considerati quali variazioni dello strumento urbanistico?
provazione degli API e delle relative schede) dovrebbero invece essere considerati quali variazioni dello strumento urbanistico? Al riguardo è solo il caso di ricordare ancora in questa sede che, qualora il PUA contenesse disposizioni contrastanti con gli API l’approvazione del Piano è demandata al Consiglio Comunale, stante le previsioni di cui all’art.27, co.7, della L.R.16/04, secondo un processo logico del tutto coerente con il ragionamento sin ora svolto e con le previsioni di NTA in trattazione.
/04, secondo un processo logico del tutto coerente con il ragionamento sin ora svolto e con le previsioni di NTA in trattazione. In tale logica si muove anche la previsione di cui al comma 3 dell’art.5 delle NTA per la quale, sulla base dei rilievi mossi, si prevede la modifica/precisazione di seguito indicata: I perimetri e le localizzazioni contenuti negli elaborati di progetto del PUC, a meno di quelli riferiti
ne di seguito indicata: I perimetri e le localizzazioni contenuti negli elaborati di progetto del PUC, a meno di quelli riferiti alle tutele e ai vincoli, non hanno valore univocamente prescrittivo. Compete esclusivamente agli Atti di Programmazione e agli strumenti di attuazione del PUC l’esatta delimitazione la precisazione delle aree, già individuate dagli altri elaborati di Piano, nelle quali esso si attua e l’attribuzione dei
zione la precisazione delle aree, già individuate dagli altri elaborati di Piano, nelle quali esso si attua e l’attribuzione dei consequenziali diritti e/o oneri, così come specificato nei successivi articoli. 3.2. L’art.125 delle NTA del vigente Ptcp rientra nell’ambito delle previsioni di cui al Titolo V delle norme del Piano provinciale (recanti Indirizzi operativi per il dimensionamento dei PUC), ed in particolare di
al Titolo V delle norme del Piano provinciale (recanti Indirizzi operativi per il dimensionamento dei PUC), ed in particolare di quelle di cui al Capo I (recanti Indirizzi operativi per il dimensionamento residenziale). In particolare, l’art.125 in parola è rubricato “Il fabbisogno aggiuntivo” e, per i primi 5 commi, definisce le modalità per pervenire alla quantificazione di tale fabbisogno nell’ambito del dimensionamento del PUC, su
5 commi, definisce le modalità per pervenire alla quantificazione di tale fabbisogno nell’ambito del dimensionamento del PUC, su base decennale e assumendo il rapporto 1 alloggio = 1 famiglia. Il successivo comma 6 precisa poi le modalità per soddisfare tale fabbisogno (nuovi alloggi negli ambiti di espansione, riqualificazione,
4 / 25 completamento e nuovi alloggi derivanti dal recupero del patrimonio edilizio esistente). Per ultimo, il co.7, stabilisce quanto segue: Nel PUC i Comuni dovranno, per le diverse aree del territorio, indicare il carico urbanistico massimo ammissibile, quale dato strutturale calcolato in relazione alle capacità territoriali riferite alle diverse qualificazioni delle aree ed altresì alle determinazioni del processo di Valutazione Ambientale
rritoriali riferite alle diverse qualificazioni delle aree ed altresì alle determinazioni del processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), al quale tutti i PUC, e relative varianti, sono assoggetati così come disciplinato dalla normativa statale e regionale di riferimento. Il dimensionamento dei Piani dovrà quindi essere accompagnato dalla verifica della capacità delle risorse del territorio di sostenere i carichi aggiuntivi.
i dovrà quindi essere accompagnato dalla verifica della capacità delle risorse del territorio di sostenere i carichi aggiuntivi. Da un punto di vista strettamente operativo, la determinazione della capacità di carico dovrà prendere avvio dalla completa ricognizione delle risorse stesse e da una accurata ricostruzione del quadro conoscitivo, a cui viene quindi affidato il compito di organizzare un sistema di conoscenze
na accurata ricostruzione del quadro conoscitivo, a cui viene quindi affidato il compito di organizzare un sistema di conoscenze non limitato all’uso del suolo, ma esteso e mirato alla descrizione di stato e disponibilità delle risorse quali quelle idriche, energetiche, etc. Analogamente, ai termini in cui viene espresso il dimensionamento del piano dovranno essere affiancate unità di misura direttamente rapportabili al consumo delle risorse ambientali.
ensionamento del piano dovranno essere affiancate unità di misura direttamente rapportabili al consumo delle risorse ambientali. La richiamata norma prescrive, pertanto, la necessità di esplicitare carico urbanistico massimo ammissibile per le diverse aree del territorio comunale in relazione alla componente residenziale e, di conseguenza, di verificare la sostenibilità dei carichi residenziali aggiuntivi previsti.
one alla componente residenziale e, di conseguenza, di verificare la sostenibilità dei carichi residenziali aggiuntivi previsti. In considerazione del fatto che già l’art.9 della L.R.35/87 definisce, di fatto, una sorta di carico massimo ammissibile (in termini di nuovi vani residenziali) per il territorio comunale, andando a ridurre di 2/3 il dimensionamento del fabbisogno per l’adeguamento/sostituzione del patrimonio abitativo esistente non idoneo, ed attesa la modestia delle trasformazioni previste dalla
deguamento/sostituzione del patrimonio abitativo esistente non idoneo, ed attesa la modestia delle trasformazioni previste dalla componente operativa di PUC per la realizzazione di edilizia residenziale di nuova costruzione, ulteriormente limitata, a seguito dell’accoglimento di osservazioni, a soli due ambiti di trasformazione (di cui uno già previsto dal previgente PRG ed in avanzatissimo stato di attuazione),
zioni, a soli due ambiti di trasformazione (di cui uno già previsto dal previgente PRG ed in avanzatissimo stato di attuazione), non si era ritenuto, in prima approssimazione, di dover esplicitare dati intrinsechi nell’ambito del quadro conoscitivo e strutturale di Puc che, invece, si propongono nel prosieguo e che devono essere assunti quale parte integrante del PUC e del relativo rapporto ambientale. Le indagini effettuate per la elaborazione dell’anagrafe edilizia hanno evidenziato la presenza, nel
lativo rapporto ambientale. Le indagini effettuate per la elaborazione dell’anagrafe edilizia hanno evidenziato la presenza, nel territorio comunale, di: ✓ 364 vani pari a 145 alloggi1 malsani e/o fatiscenti e comunque non risanabili ✓ 64 vani pari a 25 alloggi 2sovraffollati Per sopperire a tali condizioni di disagio si stabilisce, in larga misura, il prevalente ricorso ad interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente (adeguamento igienico sanitario,
evalente ricorso ad interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente (adeguamento igienico sanitario, limitato ampliamento, mutamento di destinazione d’uso, ricostruzione di edifici in tutto o in parte 1 Si è pervenuto alla determinazione degli alloggi assumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia.
sumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia. Atteso che utilizzando una funzione di proiezione lineare la dimensione media della famiglia di Ravello risulterebbe al 2028 pari a 2.09, si è assunto, secondo le indicazioni fornite dalla Provincia, il valore medio provinciale pari a 2,51. 2 Vedi nota 1
5 / 25 diruti; ecc.), senza che tale circostanza vada di fatto a determinare consumo di suolo inedificato e, nella maggior parte dei casi, incremento del carico insediativo. In via del tutto cautelativa e al solo fine di verificare la sostenibilità ambientale delle scelte da effettuare, si ipotizza che gli interventi previsti e/o ammessi dal PUC, al fine di sopperire al disagio abitativo rilevato, vadano astrattamente a determinare (circostanza che si ribadisce non rientra tra
ine di sopperire al disagio abitativo rilevato, vadano astrattamente a determinare (circostanza che si ribadisce non rientra tra le effettive previsioni del PUC che, peraltro, riduce tale fabbisogno ad 1/3) l’insediamento di n.145 nuove famiglie, per complessivi 364 nuovi abitanti insediati3 (complessivamente pari al numero oggi esistente di alloggi malsani e fatiscenti, strutturalmente non recuperabili per finalità abitative). Tale variazione di carico insediativo determinerebbe un incremento:
i, strutturalmente non recuperabili per finalità abitative). Tale variazione di carico insediativo determinerebbe un incremento: • di 29.000 metri cubi annui del fabbisogno idrico, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete idrica di adduzione gestita dal Consorzio Ausino; • di 111.650 smc/annui di gas, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete di distribuzione dell’Amalfitana Gas; • di 435.000 kwh/annui di elettricità, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza
i distribuzione dell’Amalfitana Gas; • di 435.000 kwh/annui di elettricità, che può essere ampiamente soddisfatto dall’esistenza rete di distribuzione di Terna; • di complessivi 277,88 t/anno di rifiuti urbani, di cui 179,85 t/anno differenziabili, il cui smaltimento è assicurabile dall’esistente sistema di raccolta differenziata che nel 2019 ha raggiunto il 64,72%; • di 6.552 mq del fabbisogno, ex art. 3 DM 1444/68, di aree per spazi pubblici o riservati alle
nel 2019 ha raggiunto il 64,72%; • di 6.552 mq del fabbisogno, ex art. 3 DM 1444/68, di aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi. Anche tale fabbisogno risulta essere ampiamente soddisfatto dalle dotazioni esistenti, pari a poco più di 100.000 mq, a fronte di un fabbisogno attuale quantificabile in poco meno di 45.000 mq. In ottemperanza a quanto previsto dall’art.125, co.7, delle NTA del Ptcp tale incremento complessivo
in poco meno di 45.000 mq. In ottemperanza a quanto previsto dall’art.125, co.7, delle NTA del Ptcp tale incremento complessivo di carico urbanistico residenziale è stato poi verificato, nella sua incidenza, in relazione alle capacità territoriali riferite alle diverse qualificazioni delle aree, andando a definire, per ciascuna di esse il carico urbanistico massimo ammissibile. La verifica tiene, innanzitutto, in conto delle caratteristiche intrinseche delle aree stesse (estensione,
massimo ammissibile. La verifica tiene, innanzitutto, in conto delle caratteristiche intrinseche delle aree stesse (estensione, grado di naturalità, livello di antropizzazione, sussistenza di condizioni di rischio idrogeologico, caratterizzazione paesaggistica, esistenza e caratteristiche delle urbanizzazioni primarie). Gli esiti delle valutazioni in precedenza descritte/enunciate sono riportate nella tabella che segue.
urbanizzazioni primarie). Gli esiti delle valutazioni in precedenza descritte/enunciate sono riportate nella tabella che segue. 3 Si è assunto ancora una volta il rapporto fissato dal Ptcp, 1 famiglia = 1 alloggio, e il rapporto fissato dal PUT, un vano = 1 abitante
6 / 25 Carico urbanistico massimo ammissibile per le diverse aree del territorio (elaborazione integrativa al dimensionamento di cui al par. 4.2.1 della Relazione illustrativa)Sup. Territ. ha Carico urb. residenz. valore attuale numero di famiglie Densità Territor. Attuale famiglie/ha Grado di Naturalit à Grado di Antropiz zazione Grado di pregio paesaggi stico Grado di Urbanizz azione (primari a) Carico urb. residenz. max ammissibile numero di famiglie Densità Territor. max famiglie/ha Increme nto da PSC
azione (primari a) Carico urb. residenz. max ammissibile numero di famiglie Densità Territor. max famiglie/ha Increme nto da PSC Increme nto da POC Increm ento Totale variazione variazione variazion variazion variazion 391,00 37 0,09 Alto Basso Alto Basso 37 0,09 0 0 0 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 180,68 8 0,04 Alto Basso Alto Basso 8 0,04 0 0 0 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 61,26 331 5,40 Medio /Alto Medio /Basso Alto Medio /Basso 341 5,57 10 0 10 3,02% 3,02% 3,02% 0,00% 3,02% 80,10 315 3,93 Medio /Alto
26 331 5,40 Medio /Alto Medio /Basso Alto Medio /Basso 341 5,57 10 0 10 3,02% 3,02% 3,02% 0,00% 3,02% 80,10 315 3,93 Medio /Alto Medio /Basso Alto Medio /Basso 325 4,06 10 0 10 3,17% 3,17% 3,17% 0,00% 3,17% 10,32 106 10,27 Medio Medio Alto Medio /Basso 111 10,76 5 0 5 4,72% 4,72% 4,72% 0,00% 4,72% 10,70 118 11,02 Medio /Basso Medio Medio /Alto Medio 142 13,27 7 17 24 20,34% 20,34% 5,93% 14,41% 20,34% 1,49 13 8,72 Medio /Basso Medio /Basso Medio Medio 16 10,73 3 0 3 23,08% 23,08% 23,08% 0,00% 23,08%
% 20,34% 5,93% 14,41% 20,34% 1,49 13 8,72 Medio /Basso Medio /Basso Medio Medio 16 10,73 3 0 3 23,08% 23,08% 23,08% 0,00% 23,08% Tra7 le aree agricole e i terrazzamenti ricadenti in z.t. 4 del P.U.T. Tra4 le aree di tutela agricola e dei terrazzamenti ≡ le aree agricole ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra5 le aree agricole di rispetto ambientale degli insediamenti antichi accentrati ricadenti in z.t. 2 del P.U.T.; Tra6 le aree agricole di tutela integrata e di risanamento ≡ le aree agricole e i
Z.O. DESCRIZIONE
chi accentrati ricadenti in z.t. 2 del P.U.T.; Tra6 le aree agricole di tutela integrata e di risanamento ≡ le aree agricole e i terrazzamenti ricadenti in z.t. 3 del P.U.T. Z.O. DESCRIZIONE gli spazi aperti boscati di tutela ecologica ≡ le aree boscate ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra1 gli spazi aperti naturali di tutela ecologica, idrogeologica e di difesa del suolo ≡ le aree naturali ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra2 Tra3 le aree di tutela dei terrazzamenti ≡ le aree
e di difesa del suolo ≡ le aree naturali ricadenti in z.t. 1b del P.U.T. Tra2 Tra3 le aree di tutela dei terrazzamenti ≡ le aree agricole di rilievo paesaggistico ricadenti in z.t. 1b del P.U.T.
7 / 25 Infine, atteso che la dismissione del patrimonio edilizio rilevato quale inadeguato, deve essere un obiettivo da perseguire in maniera tendenziale in un arco di tempo piuttosto lungo, in conformità alle previsioni di PUT si ritiene ammissibile, nell’ambito del dimensionamento decennale previsto dal PUC, una quota max di nuova edificazione residenziale pari a 1/3 delle esigenze rilevate dall’Anagrafe Edilizia.Sup. Territ. ha Carico urb. residenz. valore attuale numero di famiglie Densità Territor.
igenze rilevate dall’Anagrafe Edilizia.Sup. Territ. ha Carico urb. residenz. valore attuale numero di famiglie Densità Territor. Attuale famiglie/ha Grado di Naturalit à Grado di Antropiz zazione Grado di pregio paesaggi stico Grado di Urbanizz azione (primari a) Carico urb. residenz. max ammissibile numero di famiglie Densità Territor. max famiglie/ha Increme nto da PSC Increme nto da POC Increm ento Totale variazione variazione variazion variazion variazion
or. max famiglie/ha Increme nto da PSC Increme nto da POC Increm ento Totale variazione variazione variazion variazion variazion 16,81 257 15,29 Basso Alto Alto Alto 281 16,72 12 12 24 9,34% 9,34% 4,67% 4,67% 9,34% 3,60 36 10,00 Medio Medio Medio /Alto Medio 40 11,11 4 0 4 11,11% 11,11% 11,11% 0,00% 11,11% 0,61 21 34,61 Basso Alto Alto Medio /Alto 23 37,91 2 0 2 9,52% 9,52% 9,52% 0,00% 9,52% 1,39 54 38,94 Medio Alto Alto Medio /Alto 60 43,26 6 0 6 11,11% 11,11% 11,11% 0,00% 11,11%
1 2 0 2 9,52% 9,52% 9,52% 0,00% 9,52% 1,39 54 38,94 Medio Alto Alto Medio /Alto 60 43,26 6 0 6 11,11% 11,11% 11,11% 0,00% 11,11% 1,07 12 11,22 Basso Medio Alto Medio /Alto 14 13,09 2 0 2 16,67% 16,67% 16,67% 0,00% 16,67% 1,65 46 27,80 Basso Medio /Alto Medio Medio 50 30,21 4 0 4 8,70% 8,70% 8,70% 0,00% 8,70% 4,78 60 12,56 Basso Medio Medio Medio /Alto 66 13,81 6 0 6 10,00% 10,00% 10,00% 0,00% 10,00% 2,82 72 25,53 Medio /Basso Medio /Alto Medio Medio /Alto 78 27,66 6 0 6 8,33% 8,33% 8,33% 0,00% 8,33%
10,00% 10,00% 0,00% 10,00% 2,82 72 25,53 Medio /Basso Medio /Alto Medio Medio /Alto 78 27,66 6 0 6 8,33% 8,33% 8,33% 0,00% 8,33% 0,24 10 41,32 Basso Alto Medio /Basso Medio /Alto 12 49,58 2 0 2 20,00% 20,00% 20,00% 0,00% 20,00% 3,51 32 9,11 Basso Medio Medio /Basso Medio 67 19,08 0 35 35 109,38% 109,38% 0,00% 109,38% 109,38% 2,60 14 5,39 Basso Alto Medio Medio /Alto 16 6,16 2 0 2 14,29% 14,29% 14,29% 0,00% 14,29% 774,62 1542 1,99 1687 2,18 93 52 145 9,40% 9,40% 6,03% 3,37% 9,40% Ir4
dio /Alto 16 6,16 2 0 2 14,29% 14,29% 14,29% 0,00% 14,29% 774,62 1542 1,99 1687 2,18 93 52 145 9,40% 9,40% 6,03% 3,37% 9,40% Ir4 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 4 del P.U.T. Ir5 tessuto residenziale realizzato nell'ambito del piano per l'edilizia economica e popolare ex lege 167/62 e ricadente nella z.t. 4 del P.U.T. Ir6 tessuti a prevalente destinazione turistico – ricettiva, di recente edificazione, ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T. Ir1
U.T. Ir6 tessuti a prevalente destinazione turistico – ricettiva, di recente edificazione, ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T. Ir1 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 1b del P.U.T. Ir2 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 2 del P.U.T. Ir3 tessuti prevalentemente residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T.; Is3 tessuti storici ricadenti nella z.t. 1b del P.U.T.
TOTALE Z.O. DESCRIZIONE
e residenziali di recente edificazione ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T.; Is3 tessuti storici ricadenti nella z.t. 1b del P.U.T. Is4 tessuti e complessi edilizi storici ricadenti nella z.t. 3 del P.U.T. Is5 il borgo di Castiglione Is1 tessuti storici ricadenti nella z.t. 2 del P.U.T. Is2 zone di rispetto ambientale dei tessuti storici ricadenti nella z.t. 2 del P.U.T. TOTALE Z.O. DESCRIZIONE
8 / 25 Di, conseguenza, il PUC prescrive che gli interventi finalizzati alla realizzazione di nuove unità residenziali (fatta eccezione che per quelle derivanti dal frazionamento di unità esistenti, che non incidono sul carico insediativo complessivo) potranno essere realizzati in attuazione diretta (variazione di destinazione, recupero di immobili diruti, nuova costruzione, ecc.) ovvero previsti nell’ambito del POC, nei limiti dei carichi insediativi max sopra individuati per ciascuna zona e,
uzione, ecc.) ovvero previsti nell’ambito del POC, nei limiti dei carichi insediativi max sopra individuati per ciascuna zona e, comunque, entro i limiti di dimensionamento complessivo del PUC, secondo una procedura a sportello. Da tutto quanto sopra esplicitato ed argomentato si evince che: • l’individuazione di aree di trasformazione per finalità residenziali (Ati_5 e Ati_6), ricadenti nelle z.o. Ir5 è perfettamente coerente con la definizione dei carichi max ammissibili su richiamata;
(Ati_5 e Ati_6), ricadenti nelle z.o. Ir5 è perfettamente coerente con la definizione dei carichi max ammissibili su richiamata; • per quanto concerne la verifica della capacità delle risorse del territorio di sostenere i carichi aggiuntivi (residenziali, ndr), il fabbisogno di nuove abitazioni previsto dal PUC di Ravello, volto (come meglio sarà precisato nel prosieguo della presente) a favorire le condizioni per la progressiva dismissione del patrimonio edilizio esistente caratterizzato da condizioni di
sente) a favorire le condizioni per la progressiva dismissione del patrimonio edilizio esistente caratterizzato da condizioni di sovraffollamento, ma soprattutto da una condizione di non idoneità igienico sanitaria, tanto da aver determinato la classificazione dello stesso nell’ambito degli alloggi malsani e fatiscenti e non recuperabili, non determina alcuna significativa variazione del carico urbanistico né alcun ulteriore impiego di risorse idriche, energetiche, ecc., trattandosi, nella stragrande
ariazione del carico urbanistico né alcun ulteriore impiego di risorse idriche, energetiche, ecc., trattandosi, nella stragrande maggioranza dei casi, di mera sostituzione. Pertanto, si ritiene che il PUC di Ravello e il relativo Rapporto Ambientale hanno complessivamente valutato correttamente le previsioni strutturali e operative effettuate e, tuttavia, per maggior chiarezza si ritiene che le valutazioni sopra proposte e riportate in corsivo vadano assunte quali
uate e, tuttavia, per maggior chiarezza si ritiene che le valutazioni sopra proposte e riportate in corsivo vadano assunte quali integrazioni/precisazioni ai contenuti del par. 4.2.1 della Relazione illustrativa e al cap. 5 del Rapporto Ambientale. 4. Con riferimento al dimensionamento del fabbisogno residenziale e, in particolare all’indicazione del numero di nuovi alloggi previsto dalla componente operativa di piano e alla dimensione degli stessi.
icolare all’indicazione del numero di nuovi alloggi previsto dalla componente operativa di piano e alla dimensione degli stessi. 4.1. La previsione di cui all’ATi_5 rappresenta un programma di intervento già previsto dal previgente PRG e dal relativo PEEP, che al momento della conclusione della elaborazione di Piano era già in una fase avanzata di programmazione: risale al settembre del 2019 la determinazione di positiva
elaborazione di Piano era già in una fase avanzata di programmazione: risale al settembre del 2019 la determinazione di positiva conclusione della conferenza di servizi indetta ex art.14-ter legge 241/90; tale intervento è stato riportato nella componente operativa di PUC solo in via prudenziale, in caso di ritardo nel rilascio del PdC ovvero nell’effettivo inizio dei lavori. Andando ad adeguare la relazione di piano con riferimento alle osservazioni pervenute ed accolte
ll’effettivo inizio dei lavori. Andando ad adeguare la relazione di piano con riferimento alle osservazioni pervenute ed accolte e, in particolare, nell’andare a stralciare la previsione operativa di cui all’ATi_4, si è ritenuto di mantenere il criterio in precedenza adottato, e si pertanto sottratto dal totale di nuovi alloggi precedentemente previsto (pari a n.33), quelli relativi allo stralciato ATi_4 (pari a n.17). Tuttavia,
l totale di nuovi alloggi precedentemente previsto (pari a n.33), quelli relativi allo stralciato ATi_4 (pari a n.17). Tuttavia, considerato che ad oggi non è stato ancora formalizzato il procedimento espropriativo in relazione all’Ati_5 e, di conseguenza, non è stato rilasciato ancora il Permesso di Costruire per la realizzazione dell’intervento, nella nota a piè di pagina n.39 è stato evidenziato, in grassetto, che: “Atteso che le
ire per la realizzazione dell’intervento, nella nota a piè di pagina n.39 è stato evidenziato, in grassetto, che: “Atteso che le previsioni di cui all’ATi_5 ad oggi (sett. 2020) non sono ancora operative nel senso che ancora non è
9 / 25 stato dato concreto inizio all’attuazione dell’intervento, il numero complessivo di alloggi previsto dalla componente operativa di PUC per il prossimo quinquennio è da considerare pari a 29”. Si sottolinea che tale precisazione è stata effettuata, ancora una volta, in via del tutto prudenziale atteso che l’intervento di cui all’ATi_5 andrebbe considerato già programmato, volto a soddisfare esigenze pregresse e in corso di attuazione al momento dell’adozione del nuovo PUC, in
erato già programmato, volto a soddisfare esigenze pregresse e in corso di attuazione al momento dell’adozione del nuovo PUC, in considerazione, peraltro, che ai sensi dell’art.14-quater, co.1, legge 241/90 “La determinazione motivata di conclusione della conferenza, adottata dall'amministrazione procedente all'esito della stessa, sostituisce a ogni effetto tutti gli atti di assenso, comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e dei gestori di beni o servizi pubblici interessati”.
atti di assenso, comunque denominati, di competenza delle amministrazioni e dei gestori di beni o servizi pubblici interessati”. 4.2. Il dimensionamento del fabbisogno residenziale, in ottemperanza a quanto stabilito dall’art.9 della L.R.35/87, è stato effettuato per vani sulla base delle analisi condotte in sede di elaborazione dell’Anagrafe Edilizia; di seguito, in ottemperanza a quanto stabilito dal Ptcp e in adesione a quanto
e in sede di elaborazione dell’Anagrafe Edilizia; di seguito, in ottemperanza a quanto stabilito dal Ptcp e in adesione a quanto richiesto in sede di Conferenza di Piano, tale fabbisogno è stato quantificato in alloggi assumendo, quale parametro di raccordo della relazione 1vano/1abitante – 1 alloggio/1famiglia, la dimensione media della famiglia, a sua volta fissata pari al valore medio provinciale (2,51), in luogo del valore
/1famiglia, la dimensione media della famiglia, a sua volta fissata pari al valore medio provinciale (2,51), in luogo del valore stimato, per Ravello, pari a 2,09. Alla luce di quanto in precedenza esposto si è stabilito: 142 vani = 142 abitanti / 2,51 = 56,57 famiglie = arrotondando all’unità inferiore, 56 alloggi. Di seguito, nell’andare ad effettuare il dimensionamento di ciascuna previsione operativa, si è
all’unità inferiore, 56 alloggi. Di seguito, nell’andare ad effettuare il dimensionamento di ciascuna previsione operativa, si è attribuito a ciascun comparto un Indice di Utilizzazione edilizia territoriale (Ut), a cui corrisponde una Superfice Lorda Edificabile complessiva per destinazioni residenziali univocamente definita. In relazione a tale quantità sono state poi indicate le possibili pezzature di alloggi realizzabili (di tre
ivocamente definita. In relazione a tale quantità sono state poi indicate le possibili pezzature di alloggi realizzabili (di tre vani e 75 mq per famiglie di tre persone; di 4 vani e 100 mq per famiglie di 4 persone), che di certo non possono essere preventivamente definite dal Piano, mantenendo coerente il rapporto fissato dall’art.3 del DM 1444/68 ed assumendo quale limite di verifica effettiva il cogente parametro di
o coerente il rapporto fissato dall’art.3 del DM 1444/68 ed assumendo quale limite di verifica effettiva il cogente parametro di dimensionamento definito dal PUT espresso in numero max di vani, che costituisce il vero limite da rispettare, coerentemente con i criteri definiti dalla vigente Legge Regionale per la quantificazione del fabbisogno in argomento. Si prende atto, tuttavia, di quanto ritenuto dall’Ufficio provinciale in merito alla necessità di
e del fabbisogno in argomento. Si prende atto, tuttavia, di quanto ritenuto dall’Ufficio provinciale in merito alla necessità di coerenza tra alloggio medio e numero medio di componenti familiari utilizzato per la quantificazione e, pertanto, si assume quale parametro di riferimento l’alloggio idoneo ad una famiglia di dimensione media pari a 2,51, di superficie lorda abitabile pari a 62,75 mq (2,51 ab x 25 mq/ab); di
o idoneo ad una famiglia di dimensione media pari a 2,51, di superficie lorda abitabile pari a 62,75 mq (2,51 ab x 25 mq/ab); di conseguenza si procede alla precisazione di quanto riportato nella Relazione illustrativa del Puc come si seguito indicato: Nell’ambito della componente operativa/programmatica del Piano si è prevista la realizzazione, nell’arco temporale del prossimo quinquennio, di n.35 alloggi di edilizia residenziale convenzionata, così ripartiti:
izzazione, nell’arco temporale del prossimo quinquennio, di n.35 alloggi di edilizia residenziale convenzionata, così ripartiti: • N.16 ALLOGGI PER L’ATi_5, corrispondenti, ad es., a 13 alloggi, ciascuno di superfice lorda abitabile pari a 75 mq ovvero a 10 alloggi di SUL = 100mq; • N.19 ALLOGGI PER L’ATi_6, corrispondenti, ad es., a 16 alloggi, ciascuno di superfice lorda abitabile pari a 75 mq ovvero a 12 alloggi di SUL = 100mq.
_6, corrispondenti, ad es., a 16 alloggi, ciascuno di superfice lorda abitabile pari a 75 mq ovvero a 12 alloggi di SUL = 100mq. 5. Con riferimento alle tematiche relative al dimensionamento del fabbisogno di edilizia residenziale del Puc al punto 5 della nota che si riscontra si affrontano due diverse tematiche: la prima relativa al tema
10 / 25 del cambio di destinazione d’uso, richiamato diffusamente anche nell’ambito di punti successivi; la seconda si riferisce alla previsione di “interventi di nuova costruzione” proposta nell’ambito di alcune schede operative. 5.1. In relazione al tema della variazione della destinazione d’uso degli immobili esistenti, tutti gli strumenti urbanistici, del presente e del passato, si limitano, semplicemente, ad individuare, per
immobili esistenti, tutti gli strumenti urbanistici, del presente e del passato, si limitano, semplicemente, ad individuare, per ciascuna zona omogenea in cui è ripartito il territorio comunale, le destinazioni d’uso compatibili, facendo peraltro salve le destinazioni legittimamente esistenti e che non risultino in contrasto con specifiche esigenze di zona (attività insalubri, attività incompatibili per decoro, ecc.) per le quali può
tino in contrasto con specifiche esigenze di zona (attività insalubri, attività incompatibili per decoro, ecc.) per le quali può essere auspicata, incentivata, favorita la delocalizzazione, ma non di certo imposta, se non in casi di rilevantissimo interesse pubblico e previa attivazione delle necessarie procedure espropriative con connesso indennizzo, a valere sulle risorse pubbliche, generalmente limitatissime.
delle necessarie procedure espropriative con connesso indennizzo, a valere sulle risorse pubbliche, generalmente limitatissime. La variazione di destinazione d’uso o la destinazione da imprimere ad immobile, diversa da quelle legittimamente preesistente alla data di adozione del PUC, non può di certo essere autoritativamente attribuita dal Piano (se non, anche in questo caso, previa individuazione di un rilevante interesse pubblico e riconoscimento di adeguata indennità espropriativa) ma è
questo caso, previa individuazione di un rilevante interesse pubblico e riconoscimento di adeguata indennità espropriativa) ma è liberamente scelta dal privato in conformità alle destinazione ammesse per la zona e nel rispetto delle norme edilizie ed igienico sanitarie vigenti. Tale attività è genericamente ricondotta dall’art.3 del DPR 380/01 e s.m.i., nel novero degli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, ivi incluso il restauro e risanamento
80/01 e s.m.i., nel novero degli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, ivi incluso il restauro e risanamento conservativo, tipologia di intervento sempre realizzabile, come più volte sancito dai principali orientamenti giurisprudenziali, tra cui la pronuncia della Corte Costituzionale 529/1995 proprio in merito a talune previsioni del PUT. In considerazione della particolare fragilità del territorio e delle specifiche previsioni normative
talune previsioni del PUT. In considerazione della particolare fragilità del territorio e delle specifiche previsioni normative vigenti per lo stesso, il PUC ha stabilito di contingentare tali variazioni, qualora riguardino destinazioni residenziali (o terziarie private), in luogo di vietarle completamente (circostanza non condivisa dal punto di vista strategico e che sarebbe stata di facile censura di carattere
etarle completamente (circostanza non condivisa dal punto di vista strategico e che sarebbe stata di facile censura di carattere giurisdizionale) ovvero di liberalizzarle totalmente (come di fatto avviene nella maggior parte dei Comuni, anche quelli interessati da Piani di più recente elaborazione). Tale contingentamento può essere anche affidato, nel caso di variazione finalizzata alla realizzazione di una nuova autonoma
e). Tale contingentamento può essere anche affidato, nel caso di variazione finalizzata alla realizzazione di una nuova autonoma unità residenziale, al rispetto dei carichi insediativi ammissibili per zona come in precedenza riportati e, comunque, così come già oggi stabilito dal PUC, al rispetto delle soglie di contingentamento massimo stabilite in ottemperanza alle previsioni di cui all’art.9 della L.R.35/87, nel caso dell’edilizia residenziale in trattazione.
stabilite in ottemperanza alle previsioni di cui all’art.9 della L.R.35/87, nel caso dell’edilizia residenziale in trattazione. 5.2. Le schede operative, solo ed esclusivamente con riferimento a n.3 Piani di Recupero, specificamente ed esplicitamente previsti e prescritti in via prioritaria per il territorio comunale - per il borgo medioevale di Torello (ATi_3), i rioni San Martino e Lacco (ATi_8) e Castiglione (ATi_12) - formulano
io comunale - per il borgo medioevale di Torello (ATi_3), i rioni San Martino e Lacco (ATi_8) e Castiglione (ATi_12) - formulano la seguente previsione: “Qualora sulla base di documentati fabbisogni dovesse emergere l’esigenza di prevedere limitatissimi interventi di “nuova costruzione”, prevalentemente per finalità di adeguamento del patrimonio edilizio esistente o per la localizzazione di attrezzature pubbliche,
prevalentemente per finalità di adeguamento del patrimonio edilizio esistente o per la localizzazione di attrezzature pubbliche, occorrerà specificare i parametri edificatori tenendo presente le previsioni di dimensionamento complessivo stabilite dal PUC”. Tale indicazione è del tutto coerente con quanto stabilito dagli artt. 27 e 28 della L.457/78 ed ammette, in sede di elaborazione della pianificazione di dettaglio, la possibilità di previsione di
11 / 25 limitatissimi interventi di “nuova costruzione”, oltre che per la localizzazione di attrezzature pubbliche (non soggette ad alcun limite di dimensionamento e che non determina di certo nuovo carico insediativo), solo per l’adeguamento del patrimonio edilizio esistente che, in taluni casi può essere oggetto di contingentamento. Il Piano attuativo può infatti valutare la necessità (sulla base di documentati fabbisogni, appunto) di prevedere interventi di adeguamento di immobili esistenti
lutare la necessità (sulla base di documentati fabbisogni, appunto) di prevedere interventi di adeguamento di immobili esistenti e a destinazione residenziale (alloggi malsani e/o fatiscenti o, ancora, sovraffollati) o di immobili a destinazioni terziaria privata, comportanti incrementi di superficie utile e di volume, da prevedere, pertanto, nell’ambito dei parametri di dimensionamento complessivi definiti dal PUC, se ancora disponibili al momento della elaborazione ed attuazione del Piano attuativo.
nsionamento complessivi definiti dal PUC, se ancora disponibili al momento della elaborazione ed attuazione del Piano attuativo. 6. Con riferimento alla tematica del rapporto tra dimensionamento del fabbisogno di nuove residenze, carichi insediativi massimi ammissibili e previsioni attuative di Piano, si rappresenta quanto segue. 6.1. La componente programmatico-operativa del PUC:
- prevede, come evidenziato nell’ambito del precedente punto 4, una quota limitatissima di nuove
rogrammatico-operativa del PUC:
- prevede, come evidenziato nell’ambito del precedente punto 4, una quota limitatissima di nuove costruzioni, da destinare ai soli aventi diritto, eseguibili mediante interventi di edilizia convenzionata o ERS;
- definisce i Piani di Recupero di primaria importanza (per Torello, Castiglione e i rioni San Martino e Lacco) che in nessun caso prevedono o potranno prevedere la realizzazione di significative
, Castiglione e i rioni San Martino e Lacco) che in nessun caso prevedono o potranno prevedere la realizzazione di significative nuove quote di edilizia residenziale (in termini di nuove unità), ma unicamente interventi di risanamento del patrimonio abitativo esistente (eventualmente anche, ove opportuno e possibile, in termini di sostituzione edilizia) e/o adeguamento igienico-sanitario-funzionale (che, tuttavia, non determinerà la formazione di nuovi alloggi e, di conseguenza, incremento del
o igienico-sanitario-funzionale (che, tuttavia, non determinerà la formazione di nuovi alloggi e, di conseguenza, incremento del preesistente carico urbanistico di zona). Come già detto la generica possibilità di prevedere nuove costruzioni è, pertanto, riferibile, come evidenziato nell’ambito del precedente punto 5, pressoché esclusivamente alle previsioni di interventi di sostituzione edilizia qualificabili come
mbito del precedente punto 5, pressoché esclusivamente alle previsioni di interventi di sostituzione edilizia qualificabili come tali, ancorché a parità di carico insediativo, ovvero alle previsioni di attrezzature e servizi pubblici e/o di uso e interesse pubblico. La componente strutturale di PUC prevede, invece, la possibilità in determinate z.o. di realizzare, in attuazione diretta: a) modesti interventi di adeguamento igienico-sanitario-funzionale (che, tuttavia, non
.o. di realizzare, in attuazione diretta: a) modesti interventi di adeguamento igienico-sanitario-funzionale (che, tuttavia, non determinano la formazione di nuovi alloggi e, di conseguenza, incremento del preesistente carico urbanistico di zona); b) variazione di destinazione d’uso di porzioni di immobili esistenti per finalità anche di natura residenziale, qualora ne ricorrano le condizioni. Molteplici di tali interventi saranno realizzati
per finalità anche di natura residenziale, qualora ne ricorrano le condizioni. Molteplici di tali interventi saranno realizzati per adeguare unità residenziali esistenti, e, in quanto tali, non determineranno incremento del carico urbanistico esistente; in taluni casi si potrebbe verificare la realizzazione di nuove unità, di dimensione max pari a 75 mq (dimensione alloggio idoneo alla famiglia media di tre persone), attuabile nei limiti di dimensionamento del fabbisogno definito dal PUC (sia in
ggio idoneo alla famiglia media di tre persone), attuabile nei limiti di dimensionamento del fabbisogno definito dal PUC (sia in termini di alloggio, come previsto dal Ptcp, sia in termini di vani, come previsto dal PUT per l’Area sorrentino amalfitana). In caso di realizzazione di nuove unità per le stesse andrà precisato l’obbligo di stipula con il Comune di convenzione disciplinante prezzi di vendita e canoni di locazione a favore degli aventi diritto; tale precisazione da riportare nelle NTA
ne disciplinante prezzi di vendita e canoni di locazione a favore degli aventi diritto; tale precisazione da riportare nelle NTA andrà a costituire parte integrante e sostanziale del PUC da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale;
12 / 25 c) la ricostruzione di edifici diruti, genericamente riconducibile alla categoria normativa della ristrutturazione edilizia, e che in via prudenziale il PUC riconduce alla qualificazione della nuova costruzione, al fine di coordinare le previsioni normative vigenti in materia edilizia (art.3 DPR 380/01) alle definizioni della L.R.35/87. In tali casi la norma di Piano prevede esplicitamente la necessità di convenzione per disciplinare prezzi di vendita e canoni di
In tali casi la norma di Piano prevede esplicitamente la necessità di convenzione per disciplinare prezzi di vendita e canoni di locazione a favore degli aventi diritto nel caso in cui si vada a configurare una nuova destinazione residenziale; d) la realizzazione di eventuali interventi di edilizia residenziale rurale (solitamente non ricompresa negli ordinari processi di dimensionamento del fabbisogno residenziale) volta a
residenziale rurale (solitamente non ricompresa negli ordinari processi di dimensionamento del fabbisogno residenziale) volta a soddisfare le esigenze insediative dell’imprenditore agricolo, ammissibile nella sola zona Tra7 di PUC in presenza di un lotto minimo pari almeno a 8.000 mq, dimensione piuttosto significativa in considerazione della parcellizzazione della proprietà fondiaria rilevabile. Ebbene, come già evidenziato nell’ambito del precedente punto 3.2, atteso il dato piuttosto modesto
prietà fondiaria rilevabile. Ebbene, come già evidenziato nell’ambito del precedente punto 3.2, atteso il dato piuttosto modesto del fabbisogno abitativo previsto dal PUC in ottemperanza alle previsioni (ben più restrittive rispetto al Ptcp) di cui all’all’art. 9 della L.R.35/87 e s.m.i., non si era ritenuto, in prima approssimazione, di dover esplicitare il Carico urbanistico massimo ammissibile per le diverse aree del territorio. Lo
in prima approssimazione, di dover esplicitare il Carico urbanistico massimo ammissibile per le diverse aree del territorio. Lo stesso, tuttavia, è stato proposto in precedenza quale elaborazione integrativa per il PUC, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale, unitamente alla specificazione che gli interventi di nuova edilizia residenziale potranno essere realizzati in attuazione diretta ovvero
te alla specificazione che gli interventi di nuova edilizia residenziale potranno essere realizzati in attuazione diretta ovvero previsti nell’ambito del POC, nei limiti dei carichi individuati per ciascuna zona e, comunque, entro i limiti di dimensionamento complessivo del PUC, secondo una procedura a sportello. 6.2. Per quanto concerne la verifica della capacità delle risorse del territorio di sostenere i carichi
a procedura a sportello. 6.2. Per quanto concerne la verifica della capacità delle risorse del territorio di sostenere i carichi aggiuntivi si evidenzia, ancora una volta, che il fabbisogno previsto dal PUC di Ravello è volto (come meglio sarà precisato anche nel prosieguo della presente) a favorire le condizioni per la progressiva dismissione del patrimonio edilizio esistente caratterizzato da condizioni di sovraffollamento, ma
condizioni per la progressiva dismissione del patrimonio edilizio esistente caratterizzato da condizioni di sovraffollamento, ma soprattutto da una condizione di non idoneità igienico sanitaria, tanto da aver determinato la classificazione dello stesso nell’ambito degli alloggi malsani e fatiscenti e non recuperabili, come attestato dall’Anagrafe Edilizia. Pertanto la realizzazione degli interventi in trattazione, di per sé,
e non recuperabili, come attestato dall’Anagrafe Edilizia. Pertanto la realizzazione degli interventi in trattazione, di per sé, non determinerebbe alcuna variazione del carico urbanistico né alcun ulteriore impiego di risorse idriche, energetiche, ecc., trattandosi nella stragrande maggioranza dei casi, di mera sostituzione. Peraltro, come già evidenziato in precedenza, anche a voler astrattamente considerare che una
parte degli alloggi realizzabili/ottenibili (ad es. la quota non realizzata negl
za dei casi, di mera sostituzione. Peraltro, come già evidenziato in precedenza, anche a voler astrattamente considerare che una parte degli alloggi realizzabili/ottenibili (ad es. la quota non realizzata negli ambiti di trasformazione appositamente individuati per la localizzazione di nuova edilizia residenziale) consentano l’insediamento di nuove famiglie (circostanza che come ampiamente dimostrato in precedenza e nel
ilizia residenziale) consentano l’insediamento di nuove famiglie (circostanza che come ampiamente dimostrato in precedenza e nel prosieguo della presente trattazione non corrisponde alla realtà), si dovrebbe andare a considerare un potenziale incremento del carico urbanistico assolutamente sostenibile sotto il profilo urbanistico, ambientale, e dell’impiego delle risorse non rinnovabili. 6.3. Per quanto concerne poi il rinvio alla previsione di cui all’art.12 della L.R.35/87 e alla contestuale
parte dei vani malsani e fatiscenti (selezionata con quali criteri?) debba esser
rse non rinnovabili. 6.3. Per quanto concerne poi il rinvio alla previsione di cui all’art.12 della L.R.35/87 e alla contestuale richiesta di univoca definizione del destino degli alloggi malsani e fatiscenti, non recuperabili, si ritiene francamente inattuabile un modello di intervento che preveda che la sostituzione di una parte dei vani malsani e fatiscenti (selezionata con quali criteri?) debba essere unitariamente
parte dei vani malsani e fatiscenti (selezionata con quali criteri?) debba esser
eveda che la sostituzione di una parte dei vani malsani e fatiscenti (selezionata con quali criteri?) debba essere unitariamente realizzata con interventi di sola iniziativa pubblica e con risorse completamente pubbliche, espropriando i vani-alloggi malsani e fatiscenti e non recuperabili, trasferendo d’imperio le famiglie
13 / 25 ivi residenti in alloggi di edilizia economica e popolare, variamente realizzati mediante recuperi, sostituzioni edilizie, (anch’esse da espropriare) o interventi di nuova costruzione. Si tratta di modalità evidentemente inattuabili e che comunemente non sono più perseguite da decenni dalla prassi urbanistica che tende sempre più di sovente a creare condizioni favorevoli alla realizzazione degli interventi di risanamento e a sollecitare l’investimento di risorse private anche
condizioni favorevoli alla realizzazione degli interventi di risanamento e a sollecitare l’investimento di risorse private anche per la realizzazione di interventi pubblici e/o di interesse pubblico, specie nei centri storici (vedi in tal senso anche le previsioni di cui all’art.91, co.5, delle nta del Ptcp). Peraltro il PUT stabilisce che soltanto 1/3 dei vani malsani e fatiscenti e non recuperabili e dei vani
.5, delle nta del Ptcp). Peraltro il PUT stabilisce che soltanto 1/3 dei vani malsani e fatiscenti e non recuperabili e dei vani sovraffollati possa rientrare nella quantificazione del fabbisogno decennale, con l’evidente intento di creare le condizioni volte a favorire la progressiva dismissione di tale patrimonio ritenuto non idoneo e non di certo con l’intento di sostituire lo stesso con un irrealizzabile (per evidenti motivazioni, economiche, sociali, storico-culturali) atto d’imperio pubblico.
uire lo stesso con un irrealizzabile (per evidenti motivazioni, economiche, sociali, storico-culturali) atto d’imperio pubblico. Nella pratica urbanistica corrente e in tutti i piani approvati e giudicati conformi al PUT, nel corso degli ultimi decenni, risulta sistematico il ricorso ad interventi di edilizia residenziale convenzionata, nonché, da ultimo, anche alla tipologia dell’edilizia sociale, comunemente assimilate, unitamente
ia residenziale convenzionata, nonché, da ultimo, anche alla tipologia dell’edilizia sociale, comunemente assimilate, unitamente all’edilizia residenziale sovvenzionata, alla categoria dell’edilizia residenziale pubblica. La stipula di apposita convenzione volta a disciplinare i prezzi di vendita e/o di locazione a favore dei soli aventi diritto costituisce la garanzia per il perseguimento dell’obiettivo fissato e per favorire, appunto, la
a favore dei soli aventi diritto costituisce la garanzia per il perseguimento dell’obiettivo fissato e per favorire, appunto, la progressiva dismissione di un patrimonio non idoneo o, quando possibile, per il suo adeguamento. Sono questi gli obiettivi che persegue il PUC di Ravello in luogo di inverosimili e/o anacronistiche procedure dirigistiche, ancor più inattuabili in un contesto quale quello della Costiera amalfitana e
osimili e/o anacronistiche procedure dirigistiche, ancor più inattuabili in un contesto quale quello della Costiera amalfitana e dei terrazzamenti di Ravello dove è improponibile qualsiasi ulteriore intervento di densificazione e/o completamento. Proprio per tali motivi il PUC attribuisce, invece, anche agli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, esplicitati in modo del tutto coerente con le previsioni di
anche agli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, esplicitati in modo del tutto coerente con le previsioni di cui all’art.15 delle nta del Ptcp (recanti norme per La riqualificazione e rivitalizzazione dei centri storici e dei quartieri della tradizione), anche con riferimento alle tematiche della variazione della destinazione d’uso, il compito di perseguire, nel rigoroso rispetto dei parametri di dimensionamento definiti dal PUT, il compito per la progressiva dismissione abitativa di un
l rigoroso rispetto dei parametri di dimensionamento definiti dal PUT, il compito per la progressiva dismissione abitativa di un patrimonio edilizio non adeguato allo svolgimento di funzioni residenziali e a cui ogni proprietario potrà attribuire una destinazione conforme alle previsioni degli strumenti edilizi ed urbanistici vigenti e nei limiti degli eventuali contingentamenti fissati. 6.4. In tal senso, e anche alla luce di quanto in precedenza evidenziato nella trattazione del punto 5.1 in
ngentamenti fissati. 6.4. In tal senso, e anche alla luce di quanto in precedenza evidenziato nella trattazione del punto 5.1 in merito al cambio di destinazione d’uso, non si ritiene che il Piano possa o debba attribuire destinazioni specifiche ad immobili oggetto di riconversione, da effettuare, invece, su scelta della proprietà, nel rispetto delle destinazioni ammissibili per zona, dei requisiti tecnico-funzionali e dei parametri di dimensionamento, nei settori contingentati.
stinazioni ammissibili per zona, dei requisiti tecnico-funzionali e dei parametri di dimensionamento, nei settori contingentati. Peraltro, si ritiene che il rispetto del carico urbanistico max sia garantito dall’insieme delle misure in precedenza richiamate, così come integrate in accoglimento di osservazioni proposte da codesto Spett.le Ufficio, mentre nulla debba o possa essere previsto con riferimento ad eventuali mutamenti
rvazioni proposte da codesto Spett.le Ufficio, mentre nulla debba o possa essere previsto con riferimento ad eventuali mutamenti dell’esigenza di dotazione di standards urbanistici, comunemente rientrante nelle ordinarie attività di aggiornamento delle previsioni di Piano da effettuare con cadenza quinquennale (in sede di aggiornamento della componente operativa) o, tuttalpiù, decennale, atteso essere questo l’arco temporale a cui riferire il dimensionamento secondo quanto previsto dalla L.R.35/87.
più, decennale, atteso essere questo l’arco temporale a cui riferire il dimensionamento secondo quanto previsto dalla L.R.35/87. A conferma di quanto appena rappresentato si evidenzia che:
14 / 25 • le isolate destinazioni non residenziali ammissibili nell’ambito degli insediamenti residenziali, per funzioni quali negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali, ecc., usufruiscono delle dotazioni previste ex art.3 DM1444/68 in relazione al numero di abitanti insediato/insediabile nell’ambito territoriale preso in considerazione; • le previsioni di cui all’art.5 del DM. 1444/68 sono riferibili a “nuovi insediamenti” di carattere
le preso in considerazione; • le previsioni di cui all’art.5 del DM. 1444/68 sono riferibili a “nuovi insediamenti” di carattere commerciale e direzionale e non, di certo, a singoli, minimali, interventi, che, peraltro, anche cumulativamente (e cioè per tutti i 2.480 mq ammessi e sui cui si tornerà nel prosieguo) determinerebbe un fabbisogno di standards (nell’ordine dell’80%, riducibile di un ulteriore 50%) ampiamente soddisfatto dalle dotazioni esistenti;
fabbisogno di standards (nell’ordine dell’80%, riducibile di un ulteriore 50%) ampiamente soddisfatto dalle dotazioni esistenti; • altra questione è quella dei “nuovi insediamenti” commerciali/direzionali per i quali prevedere, in caso di attuazione diretta appunto, un regime convenzionato per la cessione (ed eventualmente realizzazione) degli standards necessari o, tuttalpiù, la monetizzazione di quelle aree eccessivamente parcellizzate e/o non utili a soddisfare il fabbisogno della collettività. Tali
la monetizzazione di quelle aree eccessivamente parcellizzate e/o non utili a soddisfare il fabbisogno della collettività. Tali circostanze vengono contemplate sia dal PUC che dal RUEC di Ravello: il primo prevede specifici ambiti di trasformazione volti alla riqualificazione e riconversione del patrimonio edilizio esistente, per l’attuazione dei quali è prevista la redazione di specifico PUA che preveda le eventuali nuove aree da destinare a dotazioni pubbliche; il secondo ammette la possibilità,
ione di specifico PUA che preveda le eventuali nuove aree da destinare a dotazioni pubbliche; il secondo ammette la possibilità, qualora il nuovo insediamento richieda la individuazione e cessione di aree a standards, qualora le stesse non siano motivatamente ritenuti utili dall’Amministrazione comunale, di procedere alla monetizzazione del valore delle stesse, in conformità a quanto stabilito anche dal Regolamento tipo previsto dalla Provincia di Salerno.
azione del valore delle stesse, in conformità a quanto stabilito anche dal Regolamento tipo previsto dalla Provincia di Salerno. Non direttamente connessa alle competenze del Piano è, invece, la qualificazione tecnico giuridica degli interventi di mutazione di destinazione, la individuazione dei casi in cui la stessa risulta urbanisticamente rilevante e, di conseguenza, si renda necessaria l’approvazione di un progetto convenzionato e/o la
ssa risulta urbanisticamente rilevante e, di conseguenza, si renda necessaria l’approvazione di un progetto convenzionato e/o la eventuale quantificazione degli oneri da corrispondere per contribuire alla realizzazione delle opere di urbanizzazioni primaria e secondaria connesse alla nuova destinazione attribuita, che risultano regolate dalle vigenti disposizioni normative e regolamentari nazionali, regionali e comunali.
nazione attribuita, che risultano regolate dalle vigenti disposizioni normative e regolamentari nazionali, regionali e comunali. 7. Con riferimento al computo delle attrezzature pubbliche esistenti (c.d. standards urbanistici) effettuato nell’ambito del paragrafo 3.2.3 della Relazione generale, e poi considerato per il successivo dimensionamento effettuato nel par.4.2.2 , si evidenzia quanto segue: • le piazze (piazza Duomo, piazza della Fontana Moresca e piazza Mansi) sono state considerate nel
, si evidenzia quanto segue: • le piazze (piazza Duomo, piazza della Fontana Moresca e piazza Mansi) sono state considerate nel computo effettuato in quanto camere urbane di rilevante valore storico e culturale, che svolgono, di fatto, funzioni di aggregazione assimilabili a quelle degli spazi attrezzati a parco, per il gioco e per lo sport. In accoglimento dell’osservazione proposta se ne dispone tuttavia lo stralcio dal computo della specifica tipologia di standard esistente;
mento dell’osservazione proposta se ne dispone tuttavia lo stralcio dal computo della specifica tipologia di standard esistente; • l’unica villa privata considerata negli standards esistenti è villa Cimbrone, ed in particolare i giardini della villa, notoriamente aperti al pubblico. Tale funzione pubblica è esplicitamente prevista nell’ambito delle previsioni di cui all’art.17 della L.R.35/87 con riferimento alla z.t. 9 “Parchi speciali”,
citamente prevista nell’ambito delle previsioni di cui all’art.17 della L.R.35/87 con riferimento alla z.t. 9 “Parchi speciali”, che nel caso specifico (villa Cimbrone e villa Rufolo) hanno valenza urbana e, pertanto, rientrano a pieno titolo nelle aree pubbliche e private, destinate ad uso pubblico, quali Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport. Tale caratterizzazione è peraltro precisata, stabilita e
ee per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport. Tale caratterizzazione è peraltro precisata, stabilita e disciplinata, anche dall’art. 53 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano;
15 / 25 • si procede inoltre, in ottemperanza alle previsioni di cui all’art.4 della L.R.9/90, allo stralcio, dal computo della dotazione esistente di aree per attrezzature di interesse comune, della quantità minima di aree destinate ad attrezzature religiose prescritta dall’art.1 della medesima legge e pari a 5.000 mq. Tale previsione risulta, tuttavia, a giudizio di chi scrive, formalmente in contrasto con le
a medesima legge e pari a 5.000 mq. Tale previsione risulta, tuttavia, a giudizio di chi scrive, formalmente in contrasto con le previsioni di cui all’art.3 del DM1444/68, atteso peraltro che le strutture religiose, ed in particolar modo le parrocchie di quartiere, svolgono, di fatto, un indiscutibile ruolo quale spazio di interesse comune; • nel computo degli standards effettuati, riportato come complessivamente pari a 112.069 mq, non
ale spazio di interesse comune; • nel computo degli standards effettuati, riportato come complessivamente pari a 112.069 mq, non sono state computate le zone F, né i cimiteri, né gli impianti tecnologici esistenti (depuratore consortile, serbatoio, ecc.). Alla luce di quanto sopra si propone, di seguito il calcolo delle attrezzature riportato nel paragrafo 3.2.3 con le correzioni derivanti dalle osservazioni prodotte e di cui sopra si è detto: Tipologia note sup coef. Zona A e B Standard abitanti
orrezioni derivanti dalle osservazioni prodotte e di cui sopra si è detto: Tipologia note sup coef. Zona A e B Standard abitanti all'1.01.19 standard pro capite (mq) (mq) n. (mq/ab) Aree per l'istruzione Scuola 1.427,84 2,00 2.855,67 Centro Culturale Comunale 3.161,41 2,00 6.322,81 totale 4.589,24 2,00 9.178,48 2.480 3,70 Attrezzature di interesse comune Chiesa dell'Annunziata 442,87 Chiesa Santa Maria delle Grazie 208,90 Villa Episcopio 1.819,85 Sede Fondazione Villa Rufolo 477,81 Municipio e Museo
ata 442,87 Chiesa Santa Maria delle Grazie 208,90 Villa Episcopio 1.819,85 Sede Fondazione Villa Rufolo 477,81 Municipio e Museo Gargaleiro 929,24 Auditorium Nyemaier 3.334,23 Chiesa di San Giovanni del Toro 641,74 La Cappella - Ex chiesa di Sant'Agostino 149,82 Chiesa di Santa Maria del Lacco 168,92 Chiesa San Trifone 270,26 Chiesa di San Martino 142,58 Chiesa di Santa Maria della Pomice Vecchia 694,21 Chiesa di Santa Maria della Pomice Nuova 1.177,50 Chiesa di Santi Filippo e Giacomo 118,84
nta Maria della Pomice Vecchia 694,21 Chiesa di Santa Maria della Pomice Nuova 1.177,50 Chiesa di Santi Filippo e Giacomo 118,84 Chiesa di Santa Cosma e Damiano 1.594,27 Chiesa di San Pietro 424,38 Chiesa via Crocelle 114,46 Chiesa di Santa Maria Assunta di Torello 621,05
16 / 25 Cappella loc. la Rotonda 64,89 Cappella rurale loc. Torello 53,30 Cappella rurale 52,10 Chiesa di Santa Chiara 505,91 Chiesa di San Francesco 725,24 Chiesa di Santa Maria a Gradillo 471,74 Chiesa Sant'Angelo dell'Ospedale 38,12 Sede vigili e protocollo 339,52 Cattedrale di San Pantaleone 2.042,44 Area archeologica 376,80 totale 18.001,024 18.001,02 2.480 7,26 a detrarre ex art.4 della L.R.9/90 - 5.000,00 totale 13.001,02 13.001,02 2.480 5,24 Aree per parcheggi Parcheggio di piazza Duomo 3.746,21
ex art.4 della L.R.9/90 - 5.000,00 totale 13.001,02 13.001,02 2.480 5,24 Aree per parcheggi Parcheggio di piazza Duomo 3.746,21 totale 3.746,21 2,00 7.492,41 2.480 3,02 Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport Villa Rufolo 10.616,05 Villa Cimbrone 52.849,21 Area archeologica Trinità 1.213,44 Campo di calcetto 522,62 Giardino del Monsignore 3.217,35 Campo di tennis 926,60 Giardini del Municipio 1.232,55 Giardino panoramico 601,54 Piazza Duomo 3.705,70
del Monsignore 3.217,35 Campo di tennis 926,60 Giardini del Municipio 1.232,55 Giardino panoramico 601,54 Piazza Duomo 3.705,70 Piazza Fontana Moresca 1.044,59 Piazza Mansi 410,30 Campetto piazza Mansi 1.058,86 totale 72.238,23 2.480 29,12 Attrezzature e impianti non computati ai fini della verifica del soddisfacimento degli standards ex art.3 DM 1444/68 Attrezzatura sanitaria Presidio ospedaliero di Castiglione 3.199,33 totale 3.199,33 3.199,33 Impianto cimiteriale Impianto cimiteriale di
ura sanitaria Presidio ospedaliero di Castiglione 3.199,33 totale 3.199,33 3.199,33 Impianto cimiteriale Impianto cimiteriale di San Martino 1.614,55 Impianto cimiteriale di Atrani 4.825,54 Impianto cimiteriale di Minori 2.703,94 totale 9.144,02 9.144,02 Servizi generali e impianti tecnologici Serbatoio 254,79 4La superficie relativa alle sole chiese è cappelle è complessivamente pari a 10.624 mq
17 / 25 Impianto di depurazione 2.391,83 totale 2.646,62 2.646,62 Di conseguenza avremo: Aree per l’istruzione Asilo nido, scuola materna, elementare e media TOTALE 9.178 mq Aree per attrezzature di interesse comune Religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi e varie TOTALE 13.001 mq Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport Parchi, parchi gioco, giardini pubblici, attrezzature sportive TOTALE 72.238 mq comprensive di
rco e per il gioco e per lo sport Parchi, parchi gioco, giardini pubblici, attrezzature sportive TOTALE 72.238 mq comprensive di
- villa Rufolo = 10616 mq;
- villa Cimbrone = 52849 mq. Aree per parcheggi TOTALE 7.492 mq Dotazione complessiva spazi pubblici o riservati alla attività collettive, a verde pubblico e parcheggi TOTALE 101.909 mq pari a 41,09 mq/ab TOTALE senza villa Rufolo e villa Cimbrone 38.444 mq pari a 15,50 mq/ab
ubblico e parcheggi TOTALE 101.909 mq pari a 41,09 mq/ab TOTALE senza villa Rufolo e villa Cimbrone 38.444 mq pari a 15,50 mq/ab Le rettifiche su riportate costituiranno parte integrante e sostanziale del PUC sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale e non hanno alcuna incidenza sul dimensionamento degli spazi pubblici e delle attrezzature di uso collettivo riportato nell’ambito del paragrafo 4.2.2 della Relazione di Piano che,
li spazi pubblici e delle attrezzature di uso collettivo riportato nell’ambito del paragrafo 4.2.2 della Relazione di Piano che, tuttavia, sarà corretto in relazione a quanto in precedenza evidenziato e precisato. 8. Con riferimento alle tematiche relative al dimensionamento delle aree produttive previste dal PUC, ad integrazione del paragrafo 4.2.3 della Relazione di Piano, si rappresenta quanto segue. 8.1. L’intervento di cui alle previsioni operative di PUC rubricato ATi_14 interessa un’area produttiva
appresenta quanto segue. 8.1. L’intervento di cui alle previsioni operative di PUC rubricato ATi_14 interessa un’area produttiva esistente ubicata in località Ponte, per la quale il Piano stabilisce una esigenza di riqualificazione prevedendo il parziale mantenimento della funzione produttiva e, per quota parte, la riconversione per l’accoglimento di funzioni e attrezzature di interesse pubblico (ad es. terminal
uttiva e, per quota parte, la riconversione per l’accoglimento di funzioni e attrezzature di interesse pubblico (ad es. terminal bus). La funzione produttiva prevista consentirebbe il mantenimento dell’attività oggi esistente, qualora l’intervento fosse realizzato dall’attuale proprietà in regime convenzionato, ovvero la
18 / 25 localizzazione di più attività artigianali e la localizzazione di una stazione di rifornimento carburanti (anche quale delocalizzazione dell’esistente ubicata in ambito urbano), qualora l’intervento fosse promosso dall’Amministrazione comunale. L’attuazione del programma, subordinato peraltro alla preventiva variazione delle previsioni del PUT (ricadendo l’impianto esistente in parte in z.t. 1b), non determinerebbe la realizzazione di nuove superfici a destinazione produttiva, anzi ne potrebbe
istente in parte in z.t. 1b), non determinerebbe la realizzazione di nuove superfici a destinazione produttiva, anzi ne potrebbe comportare la riduzione, attesa la contestuale esigenza di localizzare nell’area, complessivamente pari a poco più di 3.200 mq, attrezzature pubbliche e/o di interesse pubblico. 8.2. L’intervento di cui alle previsioni operative di PUC rubricato ATi_11 si configura, invece, quale vera e propria nuova area produttiva con tale destinazione specifica, la sola presente/programmata
1 si configura, invece, quale vera e propria nuova area produttiva con tale destinazione specifica, la sola presente/programmata nel territorio comunale e nei comuni limitrofi: • estesa ad una superficie territoriale sostanzialmente contenuta e pari a poco più di 8.400 mq; • da attuare secondo le previsioni di cui all’art.27 della legge 865/71; • destinata dal PUC ad accogliere l’insediamento di attività produttive ed artigianali, anche e
i all’art.27 della legge 865/71; • destinata dal PUC ad accogliere l’insediamento di attività produttive ed artigianali, anche e soprattutto nei settori della lavorazione e/o trasformazione di prodotti agricoli, tipici e/o locali, nonché ad accogliere, in quota parte il trasferimento delle attività presenti nel centro abitato, o in altre aree del territorio particolarmente sensibili, e non compatibili, perché inquinanti (come
resenti nel centro abitato, o in altre aree del territorio particolarmente sensibili, e non compatibili, perché inquinanti (come ad es. fabbri, marmisti, falegnami, meccanici, ecc.) o non consoni alle caratteristiche dei luoghi (ad es. attività commerciali che prevedono o necessitano di esporre la merce in aree aperte o visibili dal pubblico). Pertanto, il programmato PIP è stato innanzitutto dimensionato per accogliere iniziative
n aree aperte o visibili dal pubblico). Pertanto, il programmato PIP è stato innanzitutto dimensionato per accogliere iniziative produttive legate all’agricoltura e alle produzioni tipiche locali che, come anche segnalato dalle indagini condotte (anagrafe edilizia, dati camerali, censimento agricoltura, ecc.), costituisce un settore strategico da valorizzare al fine di consentire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di tipo
ecc.), costituisce un settore strategico da valorizzare al fine di consentire lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di tipo sostenibile. Sviluppo di iniziative da intendersi per la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, quanto soprattutto per lo sviluppo di attività già esistenti (nel settore della produzione/distribuzione dell’olio, vino, agrumi, castagne, ecc.). In tal senso occorre leggere anche le osservazioni formulate
produzione/distribuzione dell’olio, vino, agrumi, castagne, ecc.). In tal senso occorre leggere anche le osservazioni formulate dal proprietario di una significativa estensione delle aree interessate dal programma, titolare di azienda agricola ubicata nei luoghi in trattazione, sostanzialmente finalizzate a confermare le previsioni di Piano confermando in prima persona interesse specifico all’attuazione delle stesse.
te finalizzate a confermare le previsioni di Piano confermando in prima persona interesse specifico all’attuazione delle stesse. Allo stesso tempo l’esigenza di nuove aree per la delocalizzazione di attività produttive oggi ubicate in aree e manufatti esistenti ed incompatibili con gli stessi è confermata, in modo inoppugnabile, dai dati forniti dall’anagrafe edilizia e, allo stesso tempo, dai contenuti di molte osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione del Piano.
l’anagrafe edilizia e, allo stesso tempo, dai contenuti di molte osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione del Piano. Peraltro e in considerazione di quanto evidenziato, le aree individuate dal PUC sono state anche notevolmente sottodimensionate rispetto ad una effettiva esigenza, alla luce del regime vincolistico vigente nel territorio comunale che non consente di destinare nessuna altra superficie territoriale o altro ambito a tali destinazioni.
nel territorio comunale che non consente di destinare nessuna altra superficie territoriale o altro ambito a tali destinazioni. 8.3. Alla luce di quanto sopra evidenziato, si attesta, pertanto che il dimensionamento delle aree produttive operato dal PUC è stato effettuato: • esaminando la domanda reale e/o potenziale rilevabile dall’analisi dei dati dell’Anagrafe Edilizia, delle indagini e rilevamenti di settore, dalle manifestazioni di interesse raccolte in via informale
ati dell’Anagrafe Edilizia, delle indagini e rilevamenti di settore, dalle manifestazioni di interesse raccolte in via informale e/o in sede di consultazione preliminare e confermate anche successivamente in sede di osservazioni;
19 / 25 • accertando l’insussistenza di ulteriori aree PIP e, pertanto, di lotti disponibili per l’accoglimento di tali funzioni ed attività; • a valle di una dettagliata analisi delle caratteristiche del patrimonio e delle aree produttive esistenti con destinazione produttiva, individuando dettagliatamente tutte le cause che non consentono la prosecuzione nell’uso dello stesso ovvero il suo potenziamento; • calcolando, oltre alle aree per impianti tecnologici e le aree destinate ad accogliere gli standards
ero il suo potenziamento; • calcolando, oltre alle aree per impianti tecnologici e le aree destinate ad accogliere gli standards previsti per legge, anche i necessari interventi di compensazione e mitigazione ambientale. 8.4. Infine, per quanto concerne le destinazioni da attribuire ad immobili ed aree dismesse ci si riporta a quanto precedentemente argomentato in merito alle possibilità di attribuzione di destinazioni
i ed aree dismesse ci si riporta a quanto precedentemente argomentato in merito alle possibilità di attribuzione di destinazioni compatibili con le destinazioni di zona stabiliste dal PUC, eventualmente nei limiti di eventuale contingentamento previsto e, comunque, nel rispetto delle norme edilizie, igienico sanitarie e di sicurezza vigenti, nonché a quanto diffusamente prescritto dalla norma di piano circa la necessità di riqualificazione ambientale di aree ed impianti dismessi in quanto incompatibili.
tto dalla norma di piano circa la necessità di riqualificazione ambientale di aree ed impianti dismessi in quanto incompatibili. 9. Con riferimento alle tematiche relative al dimensionamento delle aree terziarie private previste dal PUC, di cui al paragrafo 4.2.4 della Relazione di Piano, si rappresenta quanto segue. L’art.1, co.81, della L.R.16/14 eleva di 1 mq/abitante il parametro di dimensionamento, già definito
i rappresenta quanto segue. L’art.1, co.81, della L.R.16/14 eleva di 1 mq/abitante il parametro di dimensionamento, già definito dall’art.10 della L.R.35/87, delle superfici utili lorde da destinare agli usi terziari a condizione che tali ulteriori superfici siano ottenute mediante mutamento di destinazione d’uso del patrimonio edilizio esistente, purché la destinazione proposta sia compatibile con quelle previste per le singole zone
d’uso del patrimonio edilizio esistente, purché la destinazione proposta sia compatibile con quelle previste per le singole zone territoriali omogenee. In sostanza, l’innovazione introdotta dalla più recente legge regionale alle previsioni del PUT consiste nell’aggiungere al previgente parametro di dimensionamento delle superfici terziarie private, pari a 3mq/ab (comprensive di esistenti e di nuove), un ulteriore parametro pari a
sionamento delle superfici terziarie private, pari a 3mq/ab (comprensive di esistenti e di nuove), un ulteriore parametro pari a 1mq/ab, ammissibile/utilizzabile esclusivamente mediante il cambio di destinazione d’uso di edifici esistenti. La circostanza che l’attuale dotazione di superfici terziarie private di Ravello, come rilevata dall’Anagrafe edilizia, sia eccedente rispetto alle quantità fissate dall’art.10 della L.R.35/87 non consente, come
ome rilevata dall’Anagrafe edilizia, sia eccedente rispetto alle quantità fissate dall’art.10 della L.R.35/87 non consente, come esplicitamente stabilito dal PUC, la previsione di nuove costruzioni destinate, in tutto o in parte, ad attività direzionali, servizi privati, commercio, ecc.; allo stesso tempo, del tutto legittimamente è invece possibile prevedere una quota minimale (1 mq/ab) di nuove superfici terziarie private derivanti dal
utto legittimamente è invece possibile prevedere una quota minimale (1 mq/ab) di nuove superfici terziarie private derivanti dal recupero e riconversione del patrimonio edilizio esistente mediante mutamento di destinazione d’uso. E’ solo il caso di evidenziare che tale impostazione è stata recentemente condivisa da codesto spett.le Ente, sia dalla Città metropolitana di Napoli, in sede di valutazione di coerenza alle strategie a scala sovra
codesto spett.le Ente, sia dalla Città metropolitana di Napoli, in sede di valutazione di coerenza alle strategie a scala sovra comunale (ax art.3, co.3, Reg.Reg.5/2011) del PUC di Cava de Tirreni e del PUC di Gragnano. Peraltro, se così non fosse, la previsione di cui alla richiamata LR 16/14 sarebbe del tutto incomprensibile e si sarebbe semplicemente potuta limitare ad incrementare i parametri di cui al co.1 dell’art.10 della L.R.35/87.
comprensibile e si sarebbe semplicemente potuta limitare ad incrementare i parametri di cui al co.1 dell’art.10 della L.R.35/87. Con riferimento poi alla questione del carico urbanistico indotto e alla necessità di connessi nuovi standards, ci si riporta, integralmente a quanto in precedenza rappresentato, in particolare al punto 6.4. In ogni caso si evidenzia che la realizzazione di superfici terziarie private mediante variazione di
n particolare al punto 6.4. In ogni caso si evidenzia che la realizzazione di superfici terziarie private mediante variazione di destinazione d’uso di immobili esistenti, è consentita dal PUC per una quantità massima complessiva pari a 2.480 mq, al massimo corrispondenti a n. 16 nuove unità di superficie lorda massima pari a 150mq (corrispondente alla dimensione max di un esercizio commerciale di vicinato o ad un ufficio o studio
lorda massima pari a 150mq (corrispondente alla dimensione max di un esercizio commerciale di vicinato o ad un ufficio o studio professionale o, ancora, ad una piccola palestra o a un centro estetico) distribuite nel tessuto edificato.
20 / 25 Le stesse, del tutto evidentemente, non determineranno alcun impatto apprezzabile di natura urbanistica e/o ambientale, né alcuna variazione nell’impiego di risorse rinnovabili che non possa essere considerata ampiamente sostenibile, né alcun incremento della fruizione di servizi essenziali che non possa soddisfatto sulla base delle dotazioni esistenti. Per le stesse, anche volendo applicare le previsioni
essenziali che non possa soddisfatto sulla base delle dotazioni esistenti. Per le stesse, anche volendo applicare le previsioni di cui all’art.5 del DM1444/68 (non pertinenti al caso alla luce di quanto già in precedenza evidenziato), sarebbe necessaria una dotazione di standards pari a complessivi 1.984 mq, riducibili a complessivi 992 mq (in considerazione che ci troviamo in zone prevalentemente classificabili quali A e B), quantità ampiamente soddisfatta dalle dotazioni esistenti e programmate dal PUC.
ne prevalentemente classificabili quali A e B), quantità ampiamente soddisfatta dalle dotazioni esistenti e programmate dal PUC. 10. Le schede operative di Piano indicano, nella sezione “Attuazione”, gli interventi in contrasto con specifiche previsioni sovra ordinate e per la cui attuazione è necessario ricorrere alle procedure di deroga invocate in forza del principio di flessibilità e di sussidiarietà affermati dalla legge 16/04.
correre alle procedure di deroga invocate in forza del principio di flessibilità e di sussidiarietà affermati dalla legge 16/04. Tali circostanze sono, peraltro, state ampiamente descritte, illustrate, precisate ed argomentate nell’ambito del RA e, in particolare, nell’ambito del Cap.6 dello stesso Resta inteso che la realizzazione di tali specifiche iniziative resta subordinata (come esplicitamente evidenziato, quando necessario, in ciascuna scheda relative alla singola proposta programmatica) alla
inata (come esplicitamente evidenziato, quando necessario, in ciascuna scheda relative alla singola proposta programmatica) alla positiva definizione di specifica procedura di accordo di programma, volta a modificare contrastanti disposizioni sovraordinate, ovvero, in caso di esclusivo contrasto con le disposizioni del P.U.T. di cui alla Legge Regionale 35/87, alla positiva definizione del procedimento di cui all’art.13 della L.R.C. 19 gennaio 2007, n.1.
cui alla Legge Regionale 35/87, alla positiva definizione del procedimento di cui all’art.13 della L.R.C. 19 gennaio 2007, n.1. Si riporta, di seguito, l’elenco dei programmi operativi di PUC per i quali è necessaria la preventiva attivazione della procedura derogatoria, la cui positiva definizione costituisce condizione indispensabili all’attuazione del programma stesso. Per ciascun programma sarò evidenziato lo strumento/previsione da derogare.
indispensabili all’attuazione del programma stesso. Per ciascun programma sarò evidenziato lo strumento/previsione da derogare. − ATi_10: Valorizzazione e potenziamento del complesso di Santa Maria la Pomice quale centro religioso e civico di aggregazione e servizi: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di
n riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari; − ATi_14: Riqualificazione dell’area produttiva in località Ponte per la realizzazione di condominio produttivo, stazione di rifornimento carburante e terminal bus connesso con quartiere Lacco:
parte coinvolta dall’intervento;
per la realizzazione di condominio produttivo, stazione di rifornimento carburante e terminal bus connesso con quartiere Lacco: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari per la piccola parte coinvolta dall’intervento;
parte coinvolta dall’intervento;
de l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari per la piccola parte coinvolta dall’intervento; − POC_1: Riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni
olo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricadono minima parte delle aree coinvolte; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari per la piccola parte coinvolta dall’intervento; − POC_7: Qualificazione e potenziamento del cimitero comunale di San Martino: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale
21 / 25 realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricadono minima parte delle aree in ampliamento. − POC_12: Adeguamento di via Sambuco e delle relative connessioni: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricadono
involte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricadono minima parte delle aree in ampliamento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari − POC_14: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato, prevalentemente a rotazione d’uso, nei pressi del presidio ospedaliero di Castiglione: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a
entemente a rotazione d’uso, nei pressi del presidio ospedaliero di Castiglione: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari per la parte coinvolta dall’intervento.
cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari per la parte coinvolta dall’intervento. − POC_15: Valorizzazione del presidio ospedaliero di Castiglione: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento.
via contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento. − POC_16: Adeguamento del sistema di accessibilità esistente al nucleo storico di Castiglione: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento.
via contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento. − POC_17: Programma operativo volto alla valorizzazione del sistema della sentieristica a contorno di Castiglione e a collegamento con Atrani: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento.
via contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento. − POC_21: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.P.1 in prossimità degli incroci con via Sambuco e via 25 Aprile: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni
olo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari . − POC_22: Realizzazione del vettore meccanico Ravello – Scala – Atrani: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale
Atrani: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari . − POC_26: Realizzazione di parcheggio pubblico su via Monte Brusara: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale
Brusara: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona in cui ricade l’intervento. − POC_29: Realizzazione di parcheggio pubblico interrato su S.S.163 in prossimità del centro abitato di Atrani: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte
ossimità del centro abitato di Atrani: previsioni del PSAI con riferimento alle aree a pericolo/rischio da frana in minima parte coinvolte, previa contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza; previsioni del PUT per la zona 1b in cui ricade l’intervento; norme di salvaguardia per la zona B del Parco dei Monti Lattari. L’eventuale mancata positiva definizione del procedimento di deroga/variante alle previsioni
zona B del Parco dei Monti Lattari. L’eventuale mancata positiva definizione del procedimento di deroga/variante alle previsioni sovraordinate di quei pochi programmi su richiamati e considerati dal presente PUC per il soddisfacimento
22 / 25 delle quantità minime di aree a standard definite dalle vigenti disposizioni (ad es. il PIU_4) costituirà implicita attestazione dell’impossibilità di reperire tali aree nel territorio comunale e della conseguente necessità di reperire le stesse nel quadro del coordinamento a livello di ciascuna sub – area, così come stabilito dall’ultimo comma dell’art.11 della L.R.35/87. 11. Con riferimento alle osservazioni formulate in relazione a taluni contenuti delle NTA, si evidenzia quanto segue.
L.R.35/87. 11. Con riferimento alle osservazioni formulate in relazione a taluni contenuti delle NTA, si evidenzia quanto segue. 11.1. Art.13, co.6: condizioni per la edificabilità delle pertinenze agricole. Il comma 6 in argomento, stabilisce, in via generale e ferme restanti le singole previsioni per ciascuna zona del territorio rurale ed aperto, le condizioni necessarie per consentire l’edificabilità rurale, conformemente a quanto
una zona del territorio rurale ed aperto, le condizioni necessarie per consentire l’edificabilità rurale, conformemente a quanto stabilito dal Ptr, dalle Linee Guida per la pianificazione paesaggistica in Campania, dal Ptcp e dalla L.R.14/82. Nessuna di tale norme, stante quanto risulta, prescrive la definizione di un lotto minimo, tantomeno per le pertinenze rurali. La quantificazione e la indispensabilità delle stesse deve essere certificata dal prescritto Piano di Sviluppo Aziendale.
urali. La quantificazione e la indispensabilità delle stesse deve essere certificata dal prescritto Piano di Sviluppo Aziendale. 11.2. Art.13, co.8: sulla delocalizzazione delle attività incompatibili. Il Piano non da una indicazione sulla delocalizzazione delle attività incompatibili in quanto nel territorio comunale non sono presenti oggi aree, nella disponibilità dell’Amministrazione, destinate a tale scopo, infrastrutturate ed
orio comunale non sono presenti oggi aree, nella disponibilità dell’Amministrazione, destinate a tale scopo, infrastrutturate ed urbanizzate. Anche le aree pochissime aree previste dal PUC e utilizzabili per le finalità indicate potranno essere disponibili solo a valle di complesse procedure tecnico amministrative e a seguito del reperimento di rilevantissime risorse finanziarie. Il comma in trattazione riconosce tale esigenze
mministrative e a seguito del reperimento di rilevantissime risorse finanziarie. Il comma in trattazione riconosce tale esigenze e pone quale alternativa la dismissione o la delocalizzazione che può essere effettuata anche in aree disponibili al di fuori del confine comunale. 11.3. Art.13, co.10-bis: in merito alla variazione di destinazione d’uso. Nel merito ci si riporta a quanto in precedenza evidenziato sull’argomento, precisando, tuttavia, che ai sensi del co.7 del
uso. Nel merito ci si riporta a quanto in precedenza evidenziato sull’argomento, precisando, tuttavia, che ai sensi del co.7 del medesimo articolo le residenze ordinarie sono ammesse solo se preesistenti e che nel territorio rurale ed aperto non è ammessa alcuna destinazione terziaria privata; peraltro, ai sensi del successivo co.9 è esplicitamente vietato anche l’esercizio di vicinato. 11.4. Artt. 26 e succ.: precisazione operative per la perimetrazione e l’attuazione dei PUA.
tato anche l’esercizio di vicinato. 11.4. Artt. 26 e succ.: precisazione operative per la perimetrazione e l’attuazione dei PUA. I PUA previsti dagli artt. 26 e succ. delle NTA per il sistema Insediativo, quando non diversamente precisato e specificamente individuati nell’ambito della componente operativa di PUC, sono i Piano di Recupero di cui agli artt. 27 e 28 della legge 457/78. Alcuni di tali piani sono espressamente individuati, perimetrati e definiti nelle modalità attuative
27 e 28 della legge 457/78. Alcuni di tali piani sono espressamente individuati, perimetrati e definiti nelle modalità attuative nell’ambito delle Schede operative di PUC: ci si riferisce, in particolare, ai PUA previsti per le cortine edilizie insistenti sulla Piazza Duomo e sulle principali arterie carrabili e pedonali nell’intorno (Ati_1), le aree di Palazzo “La Marra” (ATi_2) borgo medioevale di Torello (ATi_3), i rioni San Martino e Lacco
ali nell’intorno (Ati_1), le aree di Palazzo “La Marra” (ATi_2) borgo medioevale di Torello (ATi_3), i rioni San Martino e Lacco (ATi_8) e Castiglione (ATi_12). Per essi, la inclusione negli Atti di Programmazione degli Interventi comporta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle previsioni di lavori pubblici o interesse pubblico previsti dagli stessi, così come stabilito dall’art. 25, co.4, della L.R.16/04
23 / 25 Per le rimanenti parti del territorio comunale per il quale le NTA prescrivono la redazione dei Piani di Recupero, e cioè le parti delle zone omogenee Is non ricomprese negli ambiti su richiamati, con esclusione della z.o. Is3 per la quale il PUC si attua per intervento diretto, la perimetrazione e l’attuazione dei diversi PUA sarà effettuata dall’Amministrazione comunale (come prioritariamente previsto dal PUT) o ad iniziativa dei privati aventi titolo (in conformità a quanto stabilito dall’art.28,
come prioritariamente previsto dal PUT) o ad iniziativa dei privati aventi titolo (in conformità a quanto stabilito dall’art.28, co.5, della legge 457/78). Al fine di evitare che ampie parti del territorio comunale non siano interessate da una pianificazione attuativa di dettaglio volta alla conservazione, recupero e valorizzazione dei valori storici e culturali, ad es. per mancanza di risorse in primo luogo di natura finanziaria, ma anche al fine di evitare che
valori storici e culturali, ad es. per mancanza di risorse in primo luogo di natura finanziaria, ma anche al fine di evitare che le previsioni siano riferite ad ambiti eccessivamente estesi o, al contrario, troppo parcellizzati e tali da non assicurare una visione ed una strategia complessiva, le norme di Piano introducono una certa flessibilità: − nell’individuazione dell’estensione del singolo PUA, esteso all’intero ambito (porzione continua
ucono una certa flessibilità: − nell’individuazione dell’estensione del singolo PUA, esteso all’intero ambito (porzione continua dell’area omogenea cartografata, ndr) o sottoinsiemi dello stesso di adeguata dimensione, comunque almeno coincidente con un isolato racchiuso fra strade aperte al pubblico transito o linee di confine d’ambito; − nella possibilità di proposta ed attuazione, riconducibile sia al privato interessato che al pubblico.
ee di confine d’ambito; − nella possibilità di proposta ed attuazione, riconducibile sia al privato interessato che al pubblico. Anche per tali iniziative di Pianificazione Attuativa le norme di Piano prescrivono il successivo inserimento negli API al fine della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle previsioni di lavori pubblici o interesse pubblico previsti dagli stessi. Peraltro, il progressivo inserimento dei singoli programmi nelle API, anche e soprattutto sulla base
lico previsti dagli stessi. Peraltro, il progressivo inserimento dei singoli programmi nelle API, anche e soprattutto sulla base delle risorse finanziarie, pubbliche e/o private, disponibili, consentirebbe di far coincidere “la “individuazione”, di cui al comma 3 dell’art.27 della legge 457/78, con la data di approvazione dell’API che include lo specifico PdR e, di conseguenza, di computare da tale ultima data il termine triennale, di cui al co.3 dell’art.28 della stessa legge, per la loro approvazione.
di computare da tale ultima data il termine triennale, di cui al co.3 dell’art.28 della stessa legge, per la loro approvazione. Per quanto concerne le previsioni in materia di variazione di destinazione d’uso ci si riporta a quanto in precedenza lungamente rappresentato. 11.5. Art.64: Ambito di Trasformazione – Contenuti degli API. Ci si riporta alle argomentazioni proposte al precedente punto 3.1. 12. Con riferimento alle osservazioni formulate in relazione alle schede operative del PUC, si evidenzia
l precedente punto 3.1. 12. Con riferimento alle osservazioni formulate in relazione alle schede operative del PUC, si evidenzia quanto segue. 12.1. Le quantità di standards aggiuntivi rispetto alle dotazioni esistenti sono riportate, per ciascuna previsione operativa di PUC che ne prevede la realizzazione, nell’ambito della Relazione di Piano e, in particolare, nelle “scelte operative” di cui al paragrafo 4.2.2. 12.2. Ci si riporta integralmente a quanto evidenziato al precedente punto 5.2 in merito alle
rative” di cui al paragrafo 4.2.2. 12.2. Ci si riporta integralmente a quanto evidenziato al precedente punto 5.2 in merito alle previsioni di “nuove costruzioni” nell’ambito ATi_3. Attesa la natura delle stesse e la circostanza che
24 / 25 le stesse non incidono sui parametri contingentati del dimensionamento del PUC e sui carichi urbanistici esistenti, si ritiene che i parametri edificatori previsti nella scheda, segnatamente alla voce “parametri di intervento”, siano sufficienti e del tutto coerenti con quanto prescritto alle lett.b) e c) dell’art.9, co.6, del Reg.Reg.5/2011 atteso che forniscono indicazioni in termini di densità fondiarie max ammissibili, altezze, distanze.
, co.6, del Reg.Reg.5/2011 atteso che forniscono indicazioni in termini di densità fondiarie max ammissibili, altezze, distanze. 12.3. L’ATi_6 prevede una superficie fondiaria destinata alla localizzazione di attrezzature pubbliche (standards urbanistici) complessivamente pari a 2.425 mq. La stessa ATi_6 prede la possibilità di insediamento di 48 nuovi abitanti (25 mq/ab * 48 ab = 1.200 mq di s.l.e. max realizzabile)
stessa ATi_6 prede la possibilità di insediamento di 48 nuovi abitanti (25 mq/ab * 48 ab = 1.200 mq di s.l.e. max realizzabile) L’ATi_5 può prevedere, al max. l’insediamento di 40 nuovi abitanti (25 mq/ab * 40 ab = 1.000 mq di s.l.e. max realizzabile) La quantità di nuovi abitanti insediabili , pertanto, è complessivamente stimabile in 88 ab (48+40). La dotazione di standards indotti dalla trasformazione ex art.3 DM1444/68 sarebbe pari a: 88 ab * 18 mq/ab = 1.584 mq < 2.425 complessivamente previsti.
s indotti dalla trasformazione ex art.3 DM1444/68 sarebbe pari a: 88 ab * 18 mq/ab = 1.584 mq < 2.425 complessivamente previsti. La quantità di standards indotti dalla trasformazione ex art. 11 L.R.35/87 sarebbe pari a: 88 ab * 27 mq/ab = 2.376 mq < 2.425 complessivamente previsti. 12.4. Ci si riporta integralmente a quanto evidenziato al precedente punto 5.2 in merito alle previsioni di “nuove costruzioni” nell’ambito ATi_8. Attesa la natura delle stesse e la circostanza che
punto 5.2 in merito alle previsioni di “nuove costruzioni” nell’ambito ATi_8. Attesa la natura delle stesse e la circostanza che le stesse non incidono sui parametri contingentati del dimensionamento del PUC e sui carichi urbanistici esistenti, si ritiene che i parametri edificatori previsti nella scheda, segnatamente alla voce “parametri di intervento”, siano sufficienti e del tutto coerenti con quanto prescritto alle lett.b)
eda, segnatamente alla voce “parametri di intervento”, siano sufficienti e del tutto coerenti con quanto prescritto alle lett.b) e c) dell’art.9, co.6, del Reg.Reg.5/2011 atteso che forniscono indicazioni in termini di densità fondiarie max ammissibili, altezze, distanze. 12.5. L’ATsu_7 prevede la realizzazione di un’area di verde attrezzato nel giardino di pertinenza della cappella di San Trifone. Si tratta di un’area verde inserita in un contesto storico, adiacente un
l giardino di pertinenza della cappella di San Trifone. Si tratta di un’area verde inserita in un contesto storico, adiacente un bene di indubbio interesse storico culturale, che si intende destinare ad uso e fruizione pubblica. Per tale area, così come per le aree immediatamente contigue, le previsioni strutturali di PUC consentono la realizzazione di quanto previsto dalla disposizione programmatica in trattazione.
le previsioni strutturali di PUC consentono la realizzazione di quanto previsto dalla disposizione programmatica in trattazione. L’individuazione effettuata dal PUC è relativa alla sola area immediatamente pertinenziale al complesso di San Trifone per la quale si ritiene sussistano ragioni di rilevante interesse pubblico per la sua destinazione ad area di verde attrezzato. Il Piano, in tal modo, vincola tale area pertinenziale,
interesse pubblico per la sua destinazione ad area di verde attrezzato. Il Piano, in tal modo, vincola tale area pertinenziale, di soli 384 mq, apponendo, con riferimento alla stessa, vincolo preordinato all’esproprio. La scheda operativa ammette, del tutto legittimamente, in quanto tale previsione è conforme alle previsioni strutturali di Piano, di estendere, in accordo con i proprietari e, pertanto, senza dover attivare alcuna
nforme alle previsioni strutturali di Piano, di estendere, in accordo con i proprietari e, pertanto, senza dover attivare alcuna procedura di tipo espropriativo, la realizzazione dell’area di verde attrezzato, pubblica o a uso pubblico, anche ad eventuali terrazzamenti contermini. Tale circostanza non costituisce, in alcun modo, variante al PUC e non si condivide il rinvio alla previsione di cui all’art.26, co.3, della L.R.16/04
ostituisce, in alcun modo, variante al PUC e non si condivide il rinvio alla previsione di cui all’art.26, co.3, della L.R.16/04 atteso che non è il Piano Attuativo, ovvero nel caso in trattazione il progetto dell’opera pubblica (o il progetto convenzionato di opera di interesse pubblico), a modificare le previsioni di Piano ma è lo
25 / 25 stesso Piano che lo consente, senza determinare alcuna modifica del carico urbanistico, ma anzi incrementando le dotazioni di attrezzature e servizi di interesse comune. 12.6. Con riferimento alla previsione di cui all’Ati_9 il percorso attuativo è dettagliatamente definito nell’ambito del paragrafo denominato “Attuazione”. Al momento il Comune non è nella disponibilità di area pubblica idonea (per condizioni urbanistiche, paesaggistiche ed ambientali) ad
mento il Comune non è nella disponibilità di area pubblica idonea (per condizioni urbanistiche, paesaggistiche ed ambientali) ad accogliere l’impianto, la cui assegnazione peraltro dovrebbe essere il risultato sempre di una procedura di evidenza pubblica. Una previsione è stata effettuata nell’ambito dell’ATi_14 relativo alla riqualificazione dell’insediamento esistente in località Ponte; altre localizzazioni potrebbero
ambito dell’ATi_14 relativo alla riqualificazione dell’insediamento esistente in località Ponte; altre localizzazioni potrebbero essere effettuate in altri ambiti di trasformazione (ad es. ATi_11, il PIP in località Sambuco) ovvero mediante previsione diretta ai sensi dell’art.62 delle NTA. Si ritiene che al fine di evitare fraintendimenti la denominazione dell’ATi_9 potrebbe essere parzialmente modificata come di seguito indicato: “Delocalizzazione/dismissione distributore carburante e bonifica area”.
essere parzialmente modificata come di seguito indicato: “Delocalizzazione/dismissione distributore carburante e bonifica area”. 12.7. Il programma relativo all’ATi_14 prevede la cessione gratuita a favore del Comune del 50% della St per la realizzazione di standards urbanistici e attrezzature pubbliche (aree di parcheggio pubblico, terminal bus, collegamento meccanico con quartiere Lacco). In conclusione si precisa, che i chiarimenti e le proposte di integrazione formulati in precedenza,
canico con quartiere Lacco). In conclusione si precisa, che i chiarimenti e le proposte di integrazione formulati in precedenza, preventivamente condivise ed approvate dalla Giunta Comunale, saranno sottoposte all’approvazione del Consiglio Comunale quali parti integranti e sostanziali del PUC di Ravello. per gruppo di progettazione arch. Giovanni Infante L’Autorità competente in materia ambientale arch. Loredana Tarallo Il Responsabile del Procedimento Autorità procedente arch. Rosa Zeccato
1 / 11 COMUNE DI Stazione di Soggiorno e Turismo - Città della Musica PROVINCIA DI SALERNO - Via San Giovanni del Toro, n.1 - 84010 Ravello (SA) Spett.le Provincia di Salerno Settore Ambiente e Urbanistica Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio archiviogenerale@pec.provincia.salerno.it Oggetto: PIANO URBANISTICO COMUNALE DI RAVELLO Precisazioni, integrazioni e chiarimenti ai contenuti del Documento approvato con
Oggetto: PIANO URBANISTICO COMUNALE DI RAVELLO Precisazioni, integrazioni e chiarimenti ai contenuti del Documento approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18/06/2021, recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011
erritorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011 Con riferimento all’oggetto, si propongono di seguito talune precisazioni, integrazioni e chiarimenti ai contenuti del Documento approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18/06/2021, recante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e
ecante chiarimenti, precisazioni, integrazioni in relazione ai rilievi formulati dalla Provincia di Salerno - Settore Ambiente e Urbanistica - Servizio Pareri e Controlli in materia di Governo del Territorio, con nota prot.n. 202000100308 del 16.12.2020, ai fini della dichiarazione di coerenza di cui all’art.3 Reg.Reg.5/2011. Quanto di seguito riportato costituisce integrazione, precisazione e, se del caso, rettifica dei contenuti del
3 Reg.Reg.5/2011. Quanto di seguito riportato costituisce integrazione, precisazione e, se del caso, rettifica dei contenuti del citato Documento approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18/06/2021, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale quali parti integranti e sostanziali del PUC, ex art.3, co.5, Reg.Reg.5/2011. Ad integrazione, precisazione e rettifica di quanto riportato al punto 6.1 del Documento approvato con
, co.5, Reg.Reg.5/2011. Ad integrazione, precisazione e rettifica di quanto riportato al punto 6.1 del Documento approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18/06/2021, per la parte in cui si forniscono chiarimenti in merito alle possibilità di interventi in attuazione diretta, nello specifico in relazione alla variazione di destinazione d’uso, si stabilisce che l’art.13, co.10-bis, l’art.26, co.6-bis, l’art.32, co.5-bis, l’art.41, co.5-bis, delle NTA
destinazione d’uso, si stabilisce che l’art.13, co.10-bis, l’art.26, co.6-bis, l’art.32, co.5-bis, l’art.41, co.5-bis, delle NTA (elab. R2) saranno integrati con le previsioni di seguito riportate in grassetto e corsivo: “La variazione di destinazione d’uso nell’ambito delle categorie in precedenza specificate, quando ammessa dalle norme dei successivi articoli in relazione ai singoli edifici e per le diverse zone territoriali
ecificate, quando ammessa dalle norme dei successivi articoli in relazione ai singoli edifici e per le diverse zone territoriali omogenee, potrà essere effettuata, per quanto concerne i settori contingentati ammissibili (residenziale e terziario privato), nei limiti di dimensionamento del PUC, e non può riguardare superfici edificate esistenti superiori a 75 mq, in caso di destinazioni residenziali, o superiori a 150 mq, in caso di destinazioni
2 / 11 terziarie, per ciascuna unità immobiliare, o porzione di essa, esistente alla data di adozione del PUC. In caso di realizzazione di nuove unità a destinazione residenziale per le stesse andrà obbligatoriamente stipulata con il Comune apposita convenzione volta a stabilire che l’eventuale vendita o locazione deve essere effettuata ai soli aventi diritto e con prezzi e/o canoni concordati e calmierati”.
l’eventuale vendita o locazione deve essere effettuata ai soli aventi diritto e con prezzi e/o canoni concordati e calmierati”. Ad integrazione, precisazione e rettifica di quanto riportato al punto 7 del Documento approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18/06/2021, relativamente al computo delle attrezzature pubbliche esistenti (c.d. standards urbanistici) effettuato nell’ambito del paragrafo 3.2.3 della Relazione generale,
trezzature pubbliche esistenti (c.d. standards urbanistici) effettuato nell’ambito del paragrafo 3.2.3 della Relazione generale, e poi considerato per il successivo dimensionamento effettuato nel par.4.2.2 , si da atto che la superficie territoriale relativa ai giardini di Villa Cimbrone, attesa l’assenza, al momento, di convenzione disciplinate l’uso pubblico degli stessi, va scorporata dalla quantificazione delle aree esistenti per spazi
nto, di convenzione disciplinate l’uso pubblico degli stessi, va scorporata dalla quantificazione delle aree esistenti per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport ed va, invece, computata quale standard di progetto, attesa la previsione di PUT e di PUC per la sua attuazione. Alla luce di quanto sopra si propone, di seguito il calcolo delle attrezzature riportato nel paragrafo 3.2.3 con le correzioni derivanti dalle osservazioni prodotte e di si è detto: Tipologia note sup coef. Zona
rtato nel paragrafo 3.2.3 con le correzioni derivanti dalle osservazioni prodotte e di si è detto: Tipologia note sup coef. Zona A e B Standard abitanti all'1.01.19 standard pro capite (mq) (mq) n. (mq/ab) Aree per l'istruzione Scuola 1.427,84 2,00 2.855,67 Centro Culturale Comunale 3.161,41 2,00 6.322,81 totale 4.589,24 2,00 9.178,48 2.480 3,70 Attrezzature di interesse comune Chiesa dell'Annunziata 442,87 Chiesa Santa Maria delle Grazie 208,90 Villa Episcopio 1.819,85 Sede Fondazione Villa Rufolo 477,81
hiesa dell'Annunziata 442,87 Chiesa Santa Maria delle Grazie 208,90 Villa Episcopio 1.819,85 Sede Fondazione Villa Rufolo 477,81 Municipio e Museo Gargaleiro 929,24 Auditorium Nyemaier 3.334,23 Chiesa di San Giovanni del Toro 641,74 La Cappella - Ex chiesa di Sant'Agostino 149,82 Chiesa di Santa Maria del Lacco 168,92 Chiesa San Trifone 270,26 Chiesa di San Martino 142,58 Chiesa di Santa Maria della Pomice Vecchia 694,21 Chiesa di Santa Maria della Pomice Nuova 1.177,50 Chiesa di Santi Filippo e
58 Chiesa di Santa Maria della Pomice Vecchia 694,21 Chiesa di Santa Maria della Pomice Nuova 1.177,50 Chiesa di Santi Filippo e Giacomo 118,84
3 / 11 Chiesa di Santa Cosma e Damiano 1.594,27 Chiesa di San Pietro 424,38 Chiesa via Crocelle 114,46 Chiesa di Santa Maria Assunta di Torello 621,05 Cappella loc. la Rotonda 64,89 Cappella rurale loc. Torello 53,30 Cappella rurale 52,10 Chiesa di Santa Chiara 505,91 Chiesa di San Francesco 725,24 Chiesa di Santa Maria a Gradillo 471,74 Chiesa Sant'Angelo dell'Ospedale 38,12 Sede vigili e protocollo 339,52 Cattedrale di San Pantaleone 2.042,44 Area archeologica 376,80 totale 18.001,021 18.001,02 2.480 7,26
vigili e protocollo 339,52 Cattedrale di San Pantaleone 2.042,44 Area archeologica 376,80 totale 18.001,021 18.001,02 2.480 7,26 a detrarre ex art.4 della L.R.9/90 - 5.000,00 totale 13.001,02 13.001,02 2.480 5,24 Aree per parcheggi Parcheggio di piazza Duomo 3.746,21 totale 3.746,21 2,00 7.492,41 2.480 3,02 Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport Villa Rufolo 10.616,05 Villa Cimbrone 52.849,21 Area archeologica Trinità 1.213,44 Campo di calcetto 522,62
gioco e per lo sport Villa Rufolo 10.616,05 Villa Cimbrone 52.849,21 Area archeologica Trinità 1.213,44 Campo di calcetto 522,62 Giardino del Monsignore 3.217,35 Campo di tennis 926,60 Giardini del Municipio 1.232,55 Giardino panoramico 601,54 Piazza Duomo 3.705,70 Piazza Fontana Moresca 1.044,59 Piazza Mansi 410,30 Campetto piazza Mansi 1.058,86 totale 19.389,02 2.480 7,82 Attrezzature e impianti non computati ai fini della verifica del soddisfacimento degli standards ex art.3 DM 1444/68
2.480 7,82 Attrezzature e impianti non computati ai fini della verifica del soddisfacimento degli standards ex art.3 DM 1444/68 Attrezzatura sanitaria Presidio ospedaliero di Castiglione 3.199,33 totale 3.199,33 3.199,33 Impianto cimiteriale Impianto cimiteriale di San Martino 1.614,55 1La superficie relativa alle sole chiese è cappelle è complessivamente pari a 10.624 mq
4 / 11 Impianto cimiteriale di Atrani 4.825,54 Impianto cimiteriale di Minori 2.703,94 totale 9.144,02 9.144,02 Servizi generali e impianti tecnologici Serbatoio 254,79 Impianto di depurazione 2.391,83 totale 2.646,62 2.646,62 Di conseguenza avremo: Aree per l’istruzione Asilo nido, scuola materna, elementare e media TOTALE 9.178 mq Aree per attrezzature di interesse comune Religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi e varie TOTALE 13.001 mq
se comune Religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi e varie TOTALE 13.001 mq Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport Parchi, parchi gioco, giardini pubblici, attrezzature sportive TOTALE 19.389 mq comprensiva di
- villa Rufolo = 10616 mq; Aree per parcheggi TOTALE 7.492 mq Dotazione complessiva spazi pubblici o riservati alla attività collettive, a verde pubblico e parcheggi TOTALE 49.060 mq pari a 19,78 mq/ab
omplessiva spazi pubblici o riservati alla attività collettive, a verde pubblico e parcheggi TOTALE 49.060 mq pari a 19,78 mq/ab Alla luce di quanto sopra si propongono, di seguito, le consequenziali rettifiche da apportare al paragrafo 4.2.2.: …………. Quota di fabbisogno soddisfatto dalle attrezzature pubbliche esistenti Come evidenziato nel paragrafo 3.2.3, la quota di fabbisogno di aree per spazi pubblici o riservati alle attività
iche esistenti Come evidenziato nel paragrafo 3.2.3, la quota di fabbisogno di aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive soddisfatto dalle attrezzature pubbliche esistenti è complessivamente pari a 112.069 49.060 mq, ripartita nel modo appresso indicato: aree per l'istruzione = 9.178 mq; aree per attrezzature di interesse comune = 18.001 13.001 mq;
5 / 11 aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 77.398 19.389 mq; aree per parcheggio pubblico = 7.492 mq. Quota di fabbisogno pregresso definita alla luce delle indicazioni del Ptcp Atteso che la popolazione residente al 1 gennaio 2019 è pari a 2.480 abitanti, la dotazione minima, inderogabile per spazi pubblici o riservati alle attività collettive da soddisfare è complessivamente pari a: 18 mq/ab. x 2.480 ab. = 44.640 mq,
spazi pubblici o riservati alle attività collettive da soddisfare è complessivamente pari a: 18 mq/ab. x 2.480 ab. = 44.640 mq, Tale quantità complessiva è ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: aree per l'istruzione = 4,5 mq/ab. x 2.480 ab. = 11.160 mq; aree per attrezzature di interesse comune = 2,0 mq/ab. x 2.480 ab. = 4.960 mq; aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 9,0 mq/ab. x 2.480ab. = 22.320 mq;
.480 ab. = 4.960 mq; aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 9,0 mq/ab. x 2.480ab. = 22.320 mq; aree per parcheggio pubblico = 2,50 mq/ab. x 2.480 ab. = 6.200 mq; Considerate le quote di fabbisogno già soddisfatte dalle attrezzature pubbliche esistenti quantificate nel precedente paragrafo, al fine di soddisfare il fabbisogno pregresso sarebbe necessario prevedere la realizzazione di: aree per l'istruzione = 11.160 - 9.178 = 1.982 mq;
e il fabbisogno pregresso sarebbe necessario prevedere la realizzazione di: aree per l'istruzione = 11.160 - 9.178 = 1.982 mq; aree per attrezzature di interesse comune = 0 mq; aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 22.320 – 19.389 = 2.931 mq; aree per parcheggio pubblico = 0 mq. …………. Fabbisogno da soddisfare alla luce delle indicazioni del Put …………. Pertanto, le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali determinate
lle indicazioni del Put …………. Pertanto, le quantità minime di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali determinate secondo le previsioni di cui all’art.11 della L.R.35/87 sono pari a 102.053 mq, ripartite, di norma, nel modo appresso indicato: aree per l'istruzione = 11.160 mq; aree per attrezzature di interesse comune = 4.960 mq + 4.679 mq = 9.639 mq; aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 44.640 mq + 23.395 mq = 68.035 mq;
4.679 mq = 9.639 mq; aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 44.640 mq + 23.395 mq = 68.035 mq; aree per parcheggio pubblico = 6.200 mq + 7.019 mq = 13.219 mq. Considerate le quote di fabbisogno già soddisfatte dalle attrezzature pubbliche esistenti quantificate in precedenza, le quantità minime di progetto di aree da destinare alle attrezzature pubbliche comunali, dovranno essere pari a : aree per l'istruzione = 11.160 mq – 9.178 mq = 1.982 mq;
tinare alle attrezzature pubbliche comunali, dovranno essere pari a : aree per l'istruzione = 11.160 mq – 9.178 mq = 1.982 mq; aree per attrezzature di interesse comune = 9.639mq – 18.001 13.001 mq = - 8.362 3.362 mq = 0 mq di progetto;
6 / 11 aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport = 68.035 mq – 77.398 19.389 mq = - 9.363mq = 0 48.646 mq di progetto; aree per parcheggio pubblico = 13.219 mq – 7.492 mq = 5.727 mq. Le scelte operative …………. Interventi finalizzati ad incrementare le aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport: si parla, ancora una volta, di incremento in quanto non vi è una esigenza specifica di aree al fine di soddisfare le quantità minime stabilite per legge.
a, di incremento in quanto non vi è una esigenza specifica di aree al fine di soddisfare le quantità minime stabilite per legge. Codice: Titolo Descrizione Nuove Superfici ATi_2: Valorizzazione delle aree di Palazzo La Marra 1.500 mq quantità stimata ATi_4: 2 Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica 1.000 mq quantità stimata
Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in via della Repubblica 1.000 mq quantità stimata ATi_6: Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata (in alternativa E.R.S. – Housing sociale) in prossimità dell’area ex PEEP 1.300 mq quantità stimata ATi_7: Riqualificazione/recupero paesaggistico e ambientale delle aree inedificate dell’ambito ex PEEP e adeguamento dell’accessibilità 400 mq
ficazione/recupero paesaggistico e ambientale delle aree inedificate dell’ambito ex PEEP e adeguamento dell’accessibilità 400 mq quantità stimata POC_1: Riorganizzazione delle aree di parcheggio di Piazza Duomo e realizzazione di nuove aree e attrezzature pubbliche 2.000 mq ATsu_6: Realizzazione del parco urbano di via Cappella 4.560 mq ATsu_7: Realizzazione dell’area di verde attrezzato di San Trifone 380 mq totale aree di progetto per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport 11.140 mq
trezzato di San Trifone 380 mq totale aree di progetto per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport 11.140 mq 10.140 3 2 Previsione operativa eliminata con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte. 3 Modifica determinata dall’eliminazione del programma operativo denominato ATi_4 decisa con deliberazione di Giunta Comunale n.88 del 07.08.2020, in accoglimento di osservazioni proposte.
7 / 11 In aggiunta alle quantità di cui sopra va considerata la superficie dei Giardini di Villa Cimbrone, di fatto già aperti al pubblico, per i quali va stipulata la Convenzione di cui all’art.17 della L.R.35/87 riproposta anche dall’art. 53 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano. Pertanto, il totale delle aree di progetto per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport è pari a 10.140 + 52.849 = 62.989 mq > 48.646 mq ………….
progetto per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport è pari a 10.140 + 52.849 = 62.989 mq > 48.646 mq …………. Ad integrazione, precisazione e rettifica di quanto riportato al punto 12.3 del Documento approvato con deliberazione di G.C. n. 64 del 18/06/2021, per la parte in cui si forniscono chiarimenti in relazione alle previsioni di cui alle schede operative delle ATi_6 e Ati_5, si evidenzia quanto segue.
forniscono chiarimenti in relazione alle previsioni di cui alle schede operative delle ATi_6 e Ati_5, si evidenzia quanto segue. L’ATi_5 (intervento gia previsto dal PRG e in itinere) ha una Sup fondiaria di 1838,50 mq e per essa stabilisce un If = 0,6 mq/mq. Di conseguenza la Superficie max edificabile è pari a 1.103,10 mq. Gli abitanti insediabili stante le previsioni di cui all’art.3 del DM 1444/68 sono quindi pari a 37
bile è pari a 1.103,10 mq. Gli abitanti insediabili stante le previsioni di cui all’art.3 del DM 1444/68 sono quindi pari a 37 (1103,10 mq/30 mq/ab) con un massimo di 44 (1103,10 mq/25 mq/ab) qualora non si andassero a considerare destinazioni non specificamente residenziali.4 L’ATi_6, comparto compensativo, ha una Sup territoriale di 4.850 mq e per essa stabilisce per finalità residenziali un Ut = 0,25 mq/mq. Di conseguenza la Superficie max residenziale è pari a 1.212,50 mq.
a stabilisce per finalità residenziali un Ut = 0,25 mq/mq. Di conseguenza la Superficie max residenziale è pari a 1.212,50 mq. Gli abitanti insediabili stante le previsioni di cui all’art.3 del DM 1444/68 sono quindi pari a 40 (1212,50 mq/30 mq/ab) con un massimo di 48 (1.212,50 mq/25 mq/ab) qualora non si andassero a considerare destinazioni non specificamente residenziali. Gli abitanti che al massimo si possono considerare insediabili nei due comparti sono pertanto pari a 92.
camente residenziali. Gli abitanti che al massimo si possono considerare insediabili nei due comparti sono pertanto pari a 92. La dotazione di standards indotti dalla trasformazione ex art.3 DM1444/68 sarebbe pari a: 92 ab * 18 mq/ab = 1.5656 mq < 2.425 complessivamente previsti nel solo ATi_6. La quantità di standards indotti dalla trasformazione ex art. 11 L.R.35/87 sarebbe pari a: 92 ab * 27 mq/ab = 2.484 mq < 2.425 complessivamente previsti nel solo ATi_6.
sformazione ex art. 11 L.R.35/87 sarebbe pari a: 92 ab * 27 mq/ab = 2.484 mq < 2.425 complessivamente previsti nel solo ATi_6. Il soddisfacimento della piccola discrepanza, pari a 59 mq (di verde attrezzato, a cui si riferisce la maggior quantità stabilita dal PUT) è complessivamente soddisfatta dalle previsioni di PUC che prevedono circa 10.000 mq di nuove superfici a verde pubblico. 4 Ai fini dell'osservanza dei rapporti suindicati nella formazione degli strumenti urbanistici, si assume che,
a verde pubblico. 4 Ai fini dell'osservanza dei rapporti suindicati nella formazione degli strumenti urbanistici, si assume che, salvo diversa dimostrazione, ad ogni abitante insediato o da insediare corrispondano mediamente 25 mq di superficie lorda abitabile (pari a circa 80 mc vuoto per pieno), eventualmente maggiorati di una quota non superiore a 5 mq (pari a circa 20 mc vuoto per pieno) per le destinazioni non specificamente residenziali ma
ti di una quota non superiore a 5 mq (pari a circa 20 mc vuoto per pieno) per le destinazioni non specificamente residenziali ma strettamente connesse con le residenze (negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali, ecc.). Art.3 DM1444/68
8 / 11 Si riportano, infine, di seguito stralci delle tavv. 3.1.1.b e 3.2.1 della componente operativa del PUC adottato con del. Di GC n.18 del 13.02.2020 e riportanti la localizzazione dell’Ati_4 “Programma integrato per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di una quota di Edilizia Residenziale Convenzionata in via della Repubblica”, programma poi eliminato in ottemperanza a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n. 88 del 07/08/2020 in accoglimento di osservazioni.
to in ottemperanza a quanto stabilito con deliberazione di Giunta Comunale n. 88 del 07/08/2020 in accoglimento di osservazioni.
9 / 11 Stralcio Tav 3.1.1. b della componente operativa di PUC adottato con del. Di GC n.18 del 13.02.2020
10 / 11 Stralcio Tav 3.2.1 della componente operativa di PUC adottato con del. Di GC n.18 del 13.02.2020
GC n.18 del 13.02.2020
10 / 11 Stralcio Tav 3.2.1 della componente operativa di PUC adottato con del. Di GC n.18 del 13.02.2020
11 / 11 Si allegano infine alla presente, unicamente in modalità telematica, le tavole 3.1.1 b e 3.2.1 b della componente operativa di PUC adottato con del. di GC n.18 del 13.02.2020. Si coglie, inoltre, l’occasione per trasmettere anche gli shape files del PUC. Distinti saluti per il gruppo di progettazione arch. Giovanni Infante il Responsabile del Procedimento
gli shape files del PUC. Distinti saluti per il gruppo di progettazione arch. Giovanni Infante il Responsabile del Procedimento arch. Rosa Zeccato il Sindaco Salvatore Di Martino
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