REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE
Comune di Torino · Torino, Piemonte
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REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE
REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI TORINO COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE variante strutturale n.1 di adeguamento al PAI e alla normativa in materia di stabilimenti a rischio di incidente rilevante ai sensi dell'art.17 - 4° comma della Legge Urbanistica Regionale progetto definitivo 2 norme tecniche di attuazione testo coordinato ed integrato con le modifiche apportate dalla variante strutturale n.1 ESTENSORE: Studio Tecnico Associato TETRASTUDIO arch. Giovanni Piero Perucca via Monviso 5 – GROSSO (To)
TETRASTUDIO
ariante strutturale n.1 ESTENSORE: Studio Tecnico Associato TETRASTUDIO arch. Giovanni Piero Perucca via Monviso 5 – GROSSO (To) STUDI GEOLOGICI: Dr. Geol. Marco Balestro ELABORATO TECNICO RIR: IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Ing. Enrico Natalini Ing. Antonella Manzo
COMUNE DI MATHI
data: DICEMBRE 2023
COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 1 LEGENDA • testo inserito o soppresso nella variante strutturale n.1
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ale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 1 LEGENDA • testo inserito o soppresso nella variante strutturale n.1
COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 2 PARTE PRIMA NORME GENERALI art. 1 - APPLICAZIONI ED EFFICACIA DEL P.R.G.C. Il Piano Regolatore Generale Comunale (P.R.G.C.) disciplina l'uso del suolo del territorio comunale mediante norme e prescrizioni contenute nei documenti che lo costituiscono,
) disciplina l'uso del suolo del territorio comunale mediante norme e prescrizioni contenute nei documenti che lo costituiscono, nel rispetto ed ai sensi della L.17/08/42 n.1150 e s.m.i. e L.R. 05/12/77 n. 56 e s.m.i., (la quale per brevità nel prosieguo delle presenti norme è denominata con la dizione: L.U.R.: Legge Urbanistica Regionale). Le prescrizioni del P.R.G.C. sono vincolanti nei confronti dei soggetti pubblici e privati, proprietari ed utenti di immobili.
. Le prescrizioni del P.R.G.C. sono vincolanti nei confronti dei soggetti pubblici e privati, proprietari ed utenti di immobili. La disciplina del PRGC è definita dall’insieme delle prescrizioni di testo e grafiche con- tenute negli elaborati prescrittivi di cui al successivo art.2. Nell’eventuale contrasto fra elaborati in scala diversa prevalgono le indicazioni contenute nell’elaborato a scala maggiormente dettagliata.
le contrasto fra elaborati in scala diversa prevalgono le indicazioni contenute nell’elaborato a scala maggiormente dettagliata. Nell’eventuale contrasto fra le presenti Norme Tecniche di Attuazione (NTA) e le indica- zioni contenute nelle tavole di Piano Regolatore, deve darsi prevalenza alle prime sulle seconde. Le misure di salvaguardia, previste dall'art.58 della L.U.R., si applicano, nei modi previsti dal medesimo con le precisazioni di cui al penultimo comma dell’art.85 della predetta Legge Regionale.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 3 art. 2 - ELABORATI DEL P.R.G.C. Il progetto del P.R.G.C. è costituito dai seguenti elaborati, tra i quali i documenti e le tavole indicate con asterisco (*) sono aggiornati alle osservazioni regionali emesse in sede di approvazione definitiva del P.R.G.C.: 1 - RELAZIONE ILLUSTRATIVA 2 - TAVOLE DI PIANO
le osservazioni regionali emesse in sede di approvazione definitiva del P.R.G.C.: 1 - RELAZIONE ILLUSTRATIVA 2 - TAVOLE DI PIANO Tav. 1: Sintesi intercomunale ................................................................. 1/25.000 Tav. 2: Sintesi comunale ........................................................................ 1/10.000 Tav. 3: Stato di fatto Opere di Urbanizzazione Primarie
- Vincoli ........................................................................................ 1/5.000
banizzazione Primarie
- Vincoli ........................................................................................ 1/5.000 Tav. 4: Stato di fatto Opere di Urbanizzazione Secondarie
- Attività – Collegamenti .............................................................. 1/ 5.000 Tav. 5: Progetto preliminare con osservazioni......................................... 1/ 5.000 Tav.5b: Progetto Definitivo – Zonizzazione ............................................... 1/5.000
.................... 1/ 5.000 Tav.5b: Progetto Definitivo – Zonizzazione ............................................... 1/5.000 Tav. 6: Sviluppo Capoluogo Viabilità – Servizi ......................................... 1/2.000 Tav. 7: Sviluppo Capoluogo Zonizzazione – Servizi ................................ 1/ 2.000 Tav.8: Sviluppo settore nord - Riferimenti alle Tav. 5-6-7 ....................... 1/ 2.000 Tav.9a: Centro Storico - Individuazione degli ambiti edilizi e degli edifici . 1/ 1.000
. 5-6-7 ....................... 1/ 2.000 Tav.9a: Centro Storico - Individuazione degli ambiti edilizi e degli edifici . 1/ 1.000 Tav.9b: Centro Storico - Interventi ammissibili ......................................... 1/ 1.000 Tav.10 : Utilizzazione del suolo ................................................................ 1/ 5.000 3 - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 4 - ALLEGATI TECNICI All.A: indagine geomorfologica All.B: scheda quantitativa dei dati urbani secondo il modello regionale
IONE 4 - ALLEGATI TECNICI
IONE 4 - ALLEGATI TECNICI All.A: indagine geomorfologica All.B: scheda quantitativa dei dati urbani secondo il modello regionale All.C: relazione geologico-tecnica relativa alle aree di nuovo insediamento con alle- gata tavola riassuntiva C/1 (1:5.000) redatta su base cartografica del P.R.G.C. All.C/1: carta dei condizionamenti geomorfologici all'utilizzo del suolo Gli elaborati che costituiscono la Variante Parziale 1 al P.R.G.C. sono i seguenti: 1 - RELAZIONE 2 - TAVOLE
'utilizzo del suolo Gli elaborati che costituiscono la Variante Parziale 1 al P.R.G.C. sono i seguenti: 1 - RELAZIONE 2 - TAVOLE Tav.5b VAR: Progetto Definitivo / Zonizzazione ....................................... 1/5.000 Tav. 6 VAR: Sviluppo Capoluogo / Viabilità – Servizi .............................. 1/2.000 Tav. 7 VAR: Sviluppo Capoluogo / Zonizzazione – Servizi ..................... 1/ 2.000 Tav. 8 VAR: Sviluppo settore nord / Riferimenti alle Tav. 5-6-7 .............. 1/ 2.000
– Servizi ..................... 1/ 2.000 Tav. 8 VAR: Sviluppo settore nord / Riferimenti alle Tav. 5-6-7 .............. 1/ 2.000 3 - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 4 - allegato C/2: relazione geologico-tecnica ex art.14 comma primo, punto 2, lettera b) L.U.R. Gli elaborati che costituiscono la Variante Parziale 5 al P.R.G.C. sono i seguenti: 1 - RELAZIONE ILLUSTRATIVA 2 - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE – testo vigente con evidenziate le modifiche ed integrazioni apportate dalla variate;
USTRATIVA 2 - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE – testo vigente con evidenziate le modifiche ed integrazioni apportate dalla variate; 3c - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE – testo coordinato ed integrato. TAVOLE: • Tav.5/VP5: Destinazione d’uso del territorio - 1/5.000 • Tav.7/VP5: Sviluppo Capoluogo / Zonizzazione – Servizi ..................... 1/ 2.000 • Tav. 11/vp5: individuazione delle localizzazioni e degli addensamenti commer- ciali- scala 1/5000;
ELABORATI URBANISTICI
.................. 1/ 2.000 • Tav. 11/vp5: individuazione delle localizzazioni e degli addensamenti commer- ciali- scala 1/5000; La Variante strutturale n.1 al PRGC si compone dei seguenti elaborati: ELABORATI URBANISTICI
- Relazione Illustrativa.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 4 2. Norme Tecniche di Attuazione – testo coordinato ed integrato con le modifiche ap- portate dalla variante strutturale n.1; 3. Scheda Quantitativa dei Dati Urbani 4. Elaborati grafici: tav.5/v1 – uso del suolo – destinazioni d’uso del territorio - scala 1/5000; tav.7/v1 – uso del suolo - destinazioni d’uso del territorio - scala 1/2000;
ELABORATI GEOLOGICI RELAZIONE ILLUSTRATIVA
– destinazioni d’uso del territorio - scala 1/5000; tav.7/v1 – uso del suolo - destinazioni d’uso del territorio - scala 1/2000; tav.5g/v1 – uso del suolo – destinazioni d’uso del territorio con la sovrapposizione delle classi di pericolosità geologica- scala 1/5000; tav.7g/v1 – uso del suolo - destinazioni d’uso del territorio con la sovrapposizione delle classi di pericolosità geologica - scala 1/2000; ELABORATI GEOLOGICI RELAZIONE ILLUSTRATIVA Allegati (su supporto digitale)
ELABORATI GEOLOGICI RELAZIONE ILLUSTRATIVA
elle classi di pericolosità geologica - scala 1/2000; ELABORATI GEOLOGICI RELAZIONE ILLUSTRATIVA Allegati (su supporto digitale) ALLEGATO 1 - Verifiche idrauliche speditive ALLEGATO 2 - ARPA Processi effetti ALLEGATO 3 – PAI ALLEGATO 4 – PGRA ALLEGATO 5 - Studio Idraulico SRIA ALLEGATO 6 – Mosaicatura TAV 1G Carta geologico - geomorfologica (1:10000) TAV 2G Carta idrogeologica (1:10000) TAV 3G Carta del reticolo idrografico e SICOD (1:10000) TAV 4G Carta delle trasformazioni idrografiche (:10000)
ELABORATO TECNICO RIR
logica (1:10000) TAV 3G Carta del reticolo idrografico e SICOD (1:10000) TAV 4G Carta delle trasformazioni idrografiche (:10000) TAV 5G Carta dell'acclività (1:10000) TAV 6G Carta degli eventi alluvionali (1:10000) TAV 7G Carta di Sintesi e Quadro del dissesto (1:10000) ELABORATO TECNICO RIR Elaborato Tecnico – relazione Relazione di controdeduzione alle osservazioni ricevute durante la 1° Conferenza di Co- pianificazione Esame e analisi osservazioni ricevute Tav.1 - elementi e vulnerabilità territoriali
rante la 1° Conferenza di Co- pianificazione Esame e analisi osservazioni ricevute Tav.1 - elementi e vulnerabilità territoriali Tav.2 - elementi e vulnerabilità ambientali Tav.3 - aree di esclusione e di osservazione art. 3 - ATTUAZIONE DEL P.R.G.C.
- Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale partecipa agli oneri ad essa relativi e l'esecuzione delle opere è subordinata alla esi- stenza di idoneo titolo abilitativo secondo quanto previsto dalle Leggi vigenti.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 5 2. Il P.R.G.C. si attua mediante: a) Strumenti Urbanistici Esecutivi (S.U.E.) così come definiti dal successivo art.4. b) Interventi diretti con permesso di costruire singolo o convenzionato per la trasforma- zione di immobili, aree, edifici, nonché nuove edificazioni per completamenti e per tra-
ngolo o convenzionato per la trasforma- zione di immobili, aree, edifici, nonché nuove edificazioni per completamenti e per tra- sformazioni di destinazione d'uso, nei limiti e nelle forme indicate dagli articoli delle sin- gole aree di intervento. 3. Su richiesta di tutte le proprietà inserite nella zona perimetrata dal PRGC il Consiglio Comunale, sentita la Commissione Edilizia, può consentire l’attuazione degli interventi di nuovo impianto con PdCC.
il Consiglio Comunale, sentita la Commissione Edilizia, può consentire l’attuazione degli interventi di nuovo impianto con PdCC. 4. La richiesta succitata dovrà allegare una proposta progettuale quadro unitaria che, senza pregiudizio della razionalità del disegno urbanistico e della qualità del prodotto edilizio, preveda la cessione delle aree per servizi e la realizzazione delle infrastrutture di urba- nizzazione e dei parcheggi pubblici in modo coordinato al fine di assicurare a tutti i lotti
zione delle infrastrutture di urba- nizzazione e dei parcheggi pubblici in modo coordinato al fine di assicurare a tutti i lotti la totale autonomia per quanto riguarda le condizioni di insediabilità, ivi compresi gli ac- cessi e la dotazione dei servizi prevista dalle presenti NTA; 5. Oltre ai casi previsti dalle normative di zona, il Permesso di Costruire Convenzionato è comunque obbligatorio quando ricorrano le seguenti condizioni:
dalle normative di zona, il Permesso di Costruire Convenzionato è comunque obbligatorio quando ricorrano le seguenti condizioni: • nel caso di nuova edificazione su area avente superficie superiore a mq. 5.000 e non risulti stralciata da un terreno, di superficie maggiore, appartenente alla stessa pro- prietà, posteriormente alla data di adozione del P.R.G. preliminare da parte del Con- siglio Comunale. • Nel caso in cui il lotto oggetto di intervento sia interessato da vincoli che comportano
re da parte del Con- siglio Comunale. • Nel caso in cui il lotto oggetto di intervento sia interessato da vincoli che comportano la cessione di infrastrutture o servizi pubblici; • nel caso di nuova edificazione su area non avente tutte le caratteristiche di cui al successivo art.5. 6. Il Comune potrà comunque fare ricorso al rilascio del Permesso di Costruire convenzio- nato qualora si preveda la realizzazione di opere infrastrutturali eccedenti al semplice
io del Permesso di Costruire convenzio- nato qualora si preveda la realizzazione di opere infrastrutturali eccedenti al semplice allacciamento ai pubblici servizi da realizzarsi a scomputo del contributo di costruzione dovuto o il coordinamento fra operatori pubblici e privati per la realizzazione delle opere di urbanizzazione. 7. L'operatività nel tempo e nello spazio del P.R.G.C. e dei S.U.E. è stata disciplinata dai Programmi Pluriennali di Attuazione predisposti dal Comune in base alle disposizioni
.G.C. e dei S.U.E. è stata disciplinata dai Programmi Pluriennali di Attuazione predisposti dal Comune in base alle disposizioni della L.U.R., fino a che disposizioni regionali (art.36 della L.U.R.) - recepite in sede co- munale - hanno esonerato dall'obbligo di formazione dei P.P.A. e dalla relativa osser- vanza i Comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti, quale risulta essere il Comune di Mathi. 8. Non rientrano nelle attività di trasformazione urbanistica ed edilizia gli interventi di ma-
Art. 4 – STRUMENTI URBANISTICI ESECUTIVI
sulta essere il Comune di Mathi. 8. Non rientrano nelle attività di trasformazione urbanistica ed edilizia gli interventi di ma- nutenzione ordinaria né le modificazioni alle colture agricole in atto. Art. 4 – STRUMENTI URBANISTICI ESECUTIVI
- Si applicano obbligatoriamente in determinate aree del territorio comunale, indicate dalle planimetrie e dalle Schede di Aree di P.R.G.
- Richiedono una progettazione urbanistica di dettaglio intermedia tra il P.R.G. ed il pro-
ie e dalle Schede di Aree di P.R.G. 2. Richiedono una progettazione urbanistica di dettaglio intermedia tra il P.R.G. ed il pro- getto edilizio così come specificato all'art. 39 della L.R. 56/77. Possono essere in ogni caso predisposti dall'Amministrazione Comunale e quindi di iniziativa pubblica od a cura e spese di privati quando previsto dalle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 6 3. Gli Strumenti Urbanistici Esecutivi sono i seguenti: Piano Particolareggiato, PP – (LUR 56/77, artt.38, 39, 40) Piani di recupero del patrimonio edilizio esistente, PdR – (LUR 56/77, artt.41bis e 43) Piani esecutivi convenzionati di libera iniziativa od obbligatori, PEC e PECO – (LUR 56/77, artt.43, 44);
77, artt.41bis e 43) Piani esecutivi convenzionati di libera iniziativa od obbligatori, PEC e PECO – (LUR 56/77, artt.43, 44); Piani per l'edilizia economica popolare, PEEP – (LUR 56/77, art.41); Piani tecnici esecutivi di opere pubbliche, PT – (LUR 56/77, art.47); Piani per insediamenti produttivi, PIP – (LUR 56/77, art.42). Programmi integrati di riqualificazione urbanistica ed ambientale, PI di cui alla L.R. 18/96.
tivi, PIP – (LUR 56/77, art.42). Programmi integrati di riqualificazione urbanistica ed ambientale, PI di cui alla L.R. 18/96. 4. I contenuti, gli elaborati, le procedure per la formazione, approvazione ed efficacia degli strumenti urbanistici sopraindicati, sono definiti dalla normativa vigente, salvo ulteriore specificazione delle presenti NTA, e si intendono qui riportati integralmente. 5. La convenzione urbanistica deve prevedere:
ore specificazione delle presenti NTA, e si intendono qui riportati integralmente. 5. La convenzione urbanistica deve prevedere: • la cessione gratuita, entro i termini stabiliti, delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria; • la predisposizione, a carico del concessionario, del progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione; • la realizzazione delle opere di urbanizzazione nei termini fissati, che non possono
o esecutivo delle opere di urbanizzazione; • la realizzazione delle opere di urbanizzazione nei termini fissati, che non possono essere superiori a quelli per il rilascio della agibilità degli edifici. • le modalità di controllo in corso d’opera della corretta esecuzione delle opere; • i criteri per lo scomputo totale o parziale della quota di contributo di costruzione do- vuta; • le modalità per il collaudo delle opere e per il loro trasferimento al Comune;
la quota di contributo di costruzione do- vuta; • le modalità per il collaudo delle opere e per il loro trasferimento al Comune; • le sanzioni a carico del concessionario in caso di inadempienza a quanto previsto dalla convenzione e dal progetto esecutivo approvato; 6. Ai sensi dell'art. 46 della L.R. 56/77 e s.m.i., in sede di attuazione del P.R.G.C., il Co- mune può, con propria deliberazione, delimitare comparti costituenti unità d'intervento come disciplinati dallo stesso art.46.
mune può, con propria deliberazione, delimitare comparti costituenti unità d'intervento come disciplinati dallo stesso art.46. 7. La delimitazione degli SUE individuata dal PRGC può subire modifiche in sede di forma- zione dei SUE medesimi, in ampliamento, oppure anche in lieve riduzione a condizione, in quest’ultimo caso, che sia finalizzata ad adeguamenti dello stato di fatto e di compro- missione fondiaria esistente.
izione, in quest’ultimo caso, che sia finalizzata ad adeguamenti dello stato di fatto e di compro- missione fondiaria esistente. 8. Su proposta dei proprietari interessati il Comune può articolare le aree delimitate dal PRGC in sub-aree da sottoporre a pianificazione esecutiva, alle seguenti condizioni: a) Venga presentato un programma di intervento esteso alla intera area delimitata dal P.R.G.C. che contenga: • l’elenco delle attuali proprietà inserite nel perimetro della zona;
eso alla intera area delimitata dal P.R.G.C. che contenga: • l’elenco delle attuali proprietà inserite nel perimetro della zona; • lo schema di sistemazione delle aree e della organizzazione distributiva e fun- zionale delle diverse destinazioni d’uso; • un piano tecnico esecutivo delle opere pubbliche e delle infrastrutture previste, con la individuazione degli immobili da dismettere per la realizzazione delle opere medesime.
e e delle infrastrutture previste, con la individuazione degli immobili da dismettere per la realizzazione delle opere medesime. b) le sub-aree oggetto di SUE siano funzionalmente autonome sia per gli interventi strut- turali che infrastrutturali e cioè che la loro attuazione consenta un insieme organico
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 7 di interventi funzionalmente conclusi, salvaguardando la razionalità del disegno urba- nistico. c) che, per quanto riguarda gli interventi da attuare su edifici esistenti, i sub-ambiti siano riferiti a contesti edificati urbanisticamente significativi e che nel loro perimetro siano ricompresi sia gli edifici principali che le loro pertinenze.
cati urbanisticamente significativi e che nel loro perimetro siano ricompresi sia gli edifici principali che le loro pertinenze. 9. Il programma di intervento è notificato dal Comune a tutti i proprietari con l’invito a pre- sentare le proprie osservazioni e proposte ed è approvato contestualmente allo Stru- mento Urbanistico Esecutivo. 10. Qualora la proposta progettuale contenga modifiche o integrazioni alle previsioni del PRGC, anteriormente alla approvazione del SUE dovranno essere esperite le procedure
modifiche o integrazioni alle previsioni del PRGC, anteriormente alla approvazione del SUE dovranno essere esperite le procedure previste dall’art.17 della LUR.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 8 art.5 – CONDIZIONI GENERALI DI EDIFICABILITA’
- Oltre a quelle definite dalla cartografia e dalle presenti Norme di Attuazione sono condi- zioni generali di edificabilità: • l’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria collegate funzionalmente con quelle comunali (idoneo sistema viario pedonale e veicolare; idonea rete di distri-
azione primaria collegate funzionalmente con quelle comunali (idoneo sistema viario pedonale e veicolare; idonea rete di distri- buzione idrica; idonea rete per lo smaltimento dei rifiuti liquidi; reti ed impianti di distribuzione dell'energia elettrica e della pubblica illuminazione) o la previsione dell’attuazione di tali opere da parte del Comune nel successivo triennio, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contem-
arte del Comune nel successivo triennio, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contem- poraneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto del permesso; • il congruo accesso da strada pubblica o gravata d’uso pubblico. Salvo deroga per i tratti di lunghezza inferiore a m.30 o dotate di idonei slarghi di manovra a ca- denza non inferiore alla lunghezza sopramenzionata, la larghezza minima
riore a m.30 o dotate di idonei slarghi di manovra a ca- denza non inferiore alla lunghezza sopramenzionata, la larghezza minima dell’accesso è fissata in m. 4,50 per le destinazioni residenziali di cui al punto “R2” del successivo art.10, e a m.7,50 per le destinazioni produttive; 2. In via generale le succitate condizioni generali di edificabilità non si applicano agli inter- venti conservativi e di ampliamento, purché non facenti parte di interventi soggetti a Stru- mento Urbanistico Esecutivo.
inter- venti conservativi e di ampliamento, purché non facenti parte di interventi soggetti a Stru- mento Urbanistico Esecutivo. 3. Nelle zone sprovviste di rete fognaria pubblica (nel raggio di m.100) ha titolo sostitutivo dell’allacciamento fognario un idoneo sistema individuale o collettivo di smaltimento e depurazione delle acque reflue, riconosciuto idoneo a norma di Legge. 4. Tutti i nuovi insediamenti dovranno prevedere un idoneo sistema di smaltimento delle
e, riconosciuto idoneo a norma di Legge. 4. Tutti i nuovi insediamenti dovranno prevedere un idoneo sistema di smaltimento delle acque bianche con sistema disperdente nel sottosuolo opportunamente dimensionato in relazione alla quantità di acqua da smaltire con sfioratore da convogliare in collettore di pubblica fognatura, o altro corpo ricettore idoneo. 5. Sono fatte salve ed impregiudicate le limitazioni all’attività costruttiva prescritte dalle ana- lisi geomorfologiche e geotecniche.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 9 art.6 – SPECIFICAZIONI ATTINENTI GLI INTERVENTI – UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI
- Nelle aree libere non edificate è vietata la formazione di depositi o accumuli anche tem- poranei di materiali o rottami. Esse vanno convenientemente sistemate a prato, a giar- dino o a verde di isolato o urbano attrezzato.
ei di materiali o rottami. Esse vanno convenientemente sistemate a prato, a giar- dino o a verde di isolato o urbano attrezzato. 2. Contestualmente agli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia è fatto obbligo prevedere gli spazi privati destinati alla collocazione dei contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, secondo le indicazioni impartite dal Comune e alla loro sistemazione. 3. Non rientrano nella verifica degli indici di densità o del rapporto di copertura i manufatti
Comune e alla loro sistemazione. 3. Non rientrano nella verifica degli indici di densità o del rapporto di copertura i manufatti totalmente interrati destinati a locali accessori dell’abitazione (cantine, depositi, autori- messe). 4. Nei casi in cui vengono prescritti sia gli indici di densità edilizia fondiaria che territoriale, va sempre applicato quello dei due che risulti più restrittivo. 5. Sugli edifici o parti di edifici e/o sugli impianti esistenti alla data di adozione del progetto
che risulti più restrittivo. 5. Sugli edifici o parti di edifici e/o sugli impianti esistenti alla data di adozione del progetto preliminare di P.R.G.C. aventi destinazioni d'uso in contrasto con le destinazioni di zona in cui ricadono sono ammessi interventi di trasformazione e mutamento di destinazione d’uso volti all’inserimento di destinazioni d’uso proprie dell’area di appartenenza. 6. In caso di mantenimento delle destinazioni d’uso in contrasto con le destinazioni di
d’uso proprie dell’area di appartenenza. 6. In caso di mantenimento delle destinazioni d’uso in contrasto con le destinazioni di P.R.G.C. sono ammessi esclusivamente gli interventi sotto elencati, fatte salve prescri- zioni più restrittive di altri articoli delle presenti norme: • A) manutenzione ordinaria, • B) manutenzione straordinaria, • C2) risanamento conservativo, • adeguamenti impiantistici e tecnologici e per il superamento delle barriere architet- toniche,
• C2) risanamento conservativo, • adeguamenti impiantistici e tecnologici e per il superamento delle barriere architet- toniche, 7. In ogni caso gli impianti produttivi esistenti agricoli, industriali o artigianali in contrasto con le previsioni del P.R.G. dovranno nel tempo provvedere alla loro rilocalizzazione in aree destinate all'esercizio di tali attività. Le modalità operative per il trasferimento e per il convenzionamento di immobili dismessi sono soggetti a convenzione a norma dell'art.
lità operative per il trasferimento e per il convenzionamento di immobili dismessi sono soggetti a convenzione a norma dell'art. 53 della L.R. n°.56/77. 8. Ai fini della applicazione degli indici di edificabilità previsti per le diverse zone di PRGC sono da escludere dalla verifica: • i bassi fabbricati realizzati in applicazione a precedenti discipline urbanistiche, nei limiti dimensionali e tipologici che tali discipline prevedevano per la realizzazione in deroga agli indici di densità.
che, nei limiti dimensionali e tipologici che tali discipline prevedevano per la realizzazione in deroga agli indici di densità. • i sottotetti che siano stati oggetto di recupero ai sensi della L.R. 21/97. 9. L'utilizzo dei "volumi sovrastanti l'ultimo piano degli edifici compresi nella sagoma di copertura" ai fini abitativi è ammesso in applicazione della L.R. 06/08/98 n.21 e della relativa Circolare P.G.R. 25/01/99 n.1/PET.
ertura" ai fini abitativi è ammesso in applicazione della L.R. 06/08/98 n.21 e della relativa Circolare P.G.R. 25/01/99 n.1/PET. 10. Gli interventi occorrenti per la loro realizzazione sono definiti dalla predetta L.R. 21/98 quali interventi di restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia e per- tanto sono assentibili nelle aree urbanistiche e per gli edifici ove sono ammessi gli inter- venti succitati fatte salve prescrizioni specifiche delle singole aree.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 10 11. Nella valutazione della ammissibilità degli interventi ha titolo prescrittivo la delimitazione delle singole aree contenute negli elaborati grafici e, si assumono come elementi proba- tori, i rilievi dello stato di fatto a firma di professionisti iscritti nei competenti albi profes- sionali.
ome elementi proba- tori, i rilievi dello stato di fatto a firma di professionisti iscritti nei competenti albi profes- sionali. 12. Ai fini del calcolo della capacità edificatoria di un’area libera che sia stata oggetto di intervento edificatorio o di frazionamento in data posteriore all’adozione del Piano Re- golatore vigente (15/07/1988),dovrà essere operata la verifica dell’indice di densità fon- diaria e territoriale dettati dalle presenti Norme, sull’intero lotto originario.
perata la verifica dell’indice di densità fon- diaria e territoriale dettati dalle presenti Norme, sull’intero lotto originario. 13. Le aree libere o parzialmente edificate che siano state oggetto di trasferimento di cuba- tura a favore di altre aree, con convenzione urbanistica o atto pubblico, dovranno ope- rare la verifica della densità fondiaria o territoriale ammessa detraendo la volumetria già ceduta. 14. Il trasferimento di volume edificabile è ammesso unicamente nei seguenti casi:
e ammessa detraendo la volumetria già ceduta. 14. Il trasferimento di volume edificabile è ammesso unicamente nei seguenti casi: a. Nell’ambito di SUE unitari estesi all’intera superficie interessata dal trasferimento di cubatura; b. Nelle aree agricole, secondo quanto previsto dal successivo art.30. c. Fra aree contigue e a medesima destinazione urbanistica a condizione che gli inter- venti siano oggetto di attuazione con unico Permesso di Costruire Convenzionato e
azione urbanistica a condizione che gli inter- venti siano oggetto di attuazione con unico Permesso di Costruire Convenzionato e che il trasferimento di cubatura sia trascritto a cura del titolare il PdCC sul pubblico registro delle proprietà immobiliari.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 11 art. 7 – PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI La disciplina normativa degli interventi da attuarsi nelle aree di intervento individuate dal P.R.G.C. è definita come segue : 7.1 - Superficie territoriale - St (mq) E' l'area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati, compren-
.1 - Superficie territoriale - St (mq) E' l'area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati, compren- dente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali e esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste. 7.2 - Superficie fondiaria - Sf (mq) E' l'area del terreno asservita o asservibile alle costruzioni realizzate o da realizzare,
7.2 - Superficie fondiaria - Sf (mq) E' l'area del terreno asservita o asservibile alle costruzioni realizzate o da realizzare, misurata in metri quadrati, al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali e esecutivi alle urbanizzazioni primarie (strade, percorsi pedonali e/o ciclabili, parcheggi, ecc.), secondarie e indotte esistenti e/o previste. 7.3 Superficie utile lorda della costruzione (Sul)
e/o ciclabili, parcheggi, ecc.), secondarie e indotte esistenti e/o previste. 7.3 Superficie utile lorda della costruzione (Sul)
- La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m2], è la somma delle superfici utili lorde di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano.
- Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande;
. 2. Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande; b) ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: c) ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; d) ai porticati, ai "pilotis", alle logge, ai balconi, ai terrazzi;
ianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; d) ai porticati, ai "pilotis", alle logge, ai balconi, ai terrazzi; e) agli spazi compresi nel corpo principale o a quelli coperti ad esso esterni adibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali; f) ai locali cantina. g) alle soffitte ed ai locali sottotetto non abitabili o agibili. h) ai cavedi.
o comunque pertinenziali; f) ai locali cantina. g) alle soffitte ed ai locali sottotetto non abitabili o agibili. h) ai cavedi. 3. Al fine dell’esclusione dal computo della Sul di cui alle precedenti lettere e) f) g) i locali devono avere le seguenti caratteristiche:
- soffitte e locali di sottotetto, o le parti di essi delimitati da muratura: a) altezza utile media ponderata inferiore a m.2,00; b) pendenza delle falde non superiore al 50%, (fatte salve eventuali particolari geome-
tile media ponderata inferiore a m.2,00; b) pendenza delle falde non superiore al 50%, (fatte salve eventuali particolari geome- trie di copertura che dovranno comunque essere valutate caso per caso). c) superficie finestrata inferiore a 1/20 rispetto alla superficie di pavimento. 2) spazi adibiti al ricovero ed alla manovra degli autoveicoli di cui alla precedente lett.e) e locali cantina di cui alla precedente lett.g):
ti al ricovero ed alla manovra degli autoveicoli di cui alla precedente lett.e) e locali cantina di cui alla precedente lett.g): a) locali totalmente interrati o seminterrati aventi l’estradosso del solaio di copertura non emergente oltre cm. 1,20 dal piano di campagna sistemato. b) Qualora i locali succitati risultino parzialmente o totalmente fuori terra, l’esclusione dal computo della Sul avviene esclusivamente per la destinazione ad autorimessa nei seguenti limiti e condizioni:
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 12 Sul complessiva dei locali non superiore al 50% della Sul a cui sono asservite; altezza fra piano pavimento ed intradosso del solaio non superiore a m.2,40; rapporto aeroilluminante non superiore a 1/20 della superficie del locale, esclu- dendo dal calcolo i portoni di accesso.
,40; rapporto aeroilluminante non superiore a 1/20 della superficie del locale, esclu- dendo dal calcolo i portoni di accesso. 4. Per gli edifici esistenti e realizzati in base a precedenti strumenti urbanistici gli spazi nel sottotetto devono essere scomputati qualora non risultino legittimamente abitati; devono altresì essere scomputati gli spazi sottotetto trasformati all'uso abitativo in applicazione della L.R. 21/98 e s.m.i.
i; devono altresì essere scomputati gli spazi sottotetto trasformati all'uso abitativo in applicazione della L.R. 21/98 e s.m.i. 5. E’ fatta salva l’applicazione delle deroghe di cui all’art.8 della L.R. 28/05/2007 n.13. 7.4 Volume della costruzione (V)
- Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m3], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l’altezza
m3], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l’altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore. 2. Per l'ultimo piano, sottotetto abitabile compreso, l'altezza di cui sopra è quella tra il livello di calpestio e l’estradosso dell'ultimo solaio o in sua assenza l'estradosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzio-
dosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzio- nalmente l'altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al successivo punto 7.5 – comma 6. 7.5 Altezza dei fronti della costruzione (Hf)
- Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, com- presi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura.
e proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, com- presi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2. Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misu- rata in metri [m], tra l'estradosso dell'ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della co- pertura se a quota più elevata rispetto ad esso e la linea di spiccato come definita al comma 5; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non
e la linea di spiccato come definita al comma 5; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 m. 3. L'ultimo solaio è quello che sovrasta l'ultimo spazio abitabile o agibile – ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili – con esclusione dei volumi tecnici.
ti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili – con esclusione dei volumi tecnici. 4. Il filo di gronda è dato dall'intersezione della superficie della facciata con il piano oriz- zontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'interse- zione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale.
opertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'interse- zione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5. La linea di spiccato è data dall'intersezione della superficie del terreno na-turale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 6. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presen-ti andamento
ivata di accesso ai piani interrati. 6. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presen-ti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l'altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il vo- lume dell'ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell'ulti-mo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. punto 7.3), al
degli spessori dei tamponamenti laterali e dell'ulti-mo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. punto 7.3), al netto di eventuali soppalchi; l'altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l'altezza di ciascun fronte.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 13 7. Dal computo dell'altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è neces- sario collocare al di sopra dell'ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscalda- mento e/o la refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative.
niere, antenne, impianti per il riscalda- mento e/o la refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative. 7.6 Altezza della costruzione (H) L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, de- terminate ai sensi del precedente punto 7.5. 7.7 Superficie coperta della costruzione (Sc)
- La superficie coperta è l'area, misurata in metri quadrati (m2), della proiezione orizzon-
cie coperta della costruzione (Sc)
- La superficie coperta è l'area, misurata in metri quadrati (m2), della proiezione orizzon- tale dell’intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i “bow window”, i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture.
- Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi a sbalzo aperti o verandati, aggettanti per non più di 1,50 m. dal
elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi a sbalzo aperti o verandati, aggettanti per non più di 1,50 m. dal filo di fabbricazione. 7.8 Rapporto di copertura (Rc) Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale [%], tra la superficie co- perta dalle costruzioni edificate e/o edificabili e la superficie fondiaria pertinente (Rc = Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla su- perficie fondiaria.
ertinente (Rc = Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla su- perficie fondiaria. 7.9 Superficie utile netta della costruzione (Sun)
- La superficie utile netta, misurata in metri quadrati [m2], è la somma delle superfici utili nette di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile compreso - ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite al precedente punto 7.3 tutte le superfici non destinate al calpestio.
avate deducendo da quelle utili lorde, così come definite al precedente punto 7.3 tutte le superfici non destinate al calpestio. 2. Le soglie di passaggio da un vano all'altro e gli sguinci di porte e finestre sono conven- zionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità mas- sima di 0,50 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profon- dità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio.
fici lorde; soglie e sguinci di profon- dità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. 7.10 - Indice di densità edilizia territoriale (It) L'indice di densità edilizia territoriale è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edifi- cabile e la superficie territoriale (It = V/St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m3]/[m2]. 7.11 - Indice di densità edilizia fondiaria (If)
o e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m3]/[m2]. 7.11 - Indice di densità edilizia fondiaria (If) L'indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato e/o edifica- bile e la superficie fondiaria (If = V/Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m3]/[m2]. 7.12 - Indice di utilizzazione territoriale (Ut)
cato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m3]/[m2]. 7.12 - Indice di utilizzazione territoriale (Ut) L'indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/St): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 14 territoriale [m2]/[m2]. 7.13 - Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) L'indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/Sf): rappresenta il numero di metri qua- drati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m2]/[m2].
metri qua- drati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m2]/[m2]. 7.14 . Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri [m] e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle
o di fabbricazione della costruzione. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi a sbalzo aperti o verandati, aggettanti per non più di 1,50 m. e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 m.; sono inclusi nel perimetro anzi- detto i "bow window", gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani
; sono inclusi nel perimetro anzi- detto i "bow window", gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori. La distanza tra: a) filo di fabbricazione di una costruzione e il filo di fabbricazione di un’altra costruzione frontistante (D), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo ortogonale con- giungente i due fili di fabbricazione; b) filo di fabbricazione di una costruzione e il confine della proprietà (Dc), è rappresen-
ungente i due fili di fabbricazione; b) filo di fabbricazione di una costruzione e il confine della proprietà (Dc), è rappresen- tata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della co- struzione e il confine di proprietà antistante; c) filo di fabbricazione di una costruzione e una strada (Ds), è rappresentata dalla lun- ghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il
strada (Ds), è rappresentata dalla lun- ghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di una strada o, in assenza di questo, il ciglio di una strada.”. E’ fatta salva l’applicazione delle deroghe di cui all’art.8 della L.R. 28/05/2007 n.13. 7.15 - Numero dei piani della costruzione (Np) Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili – compresi
mero dei piani della costruzione (Np) Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili – compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati tali - e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell’edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati.
tto ad uno qualunque dei fronti dell’edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti inte- ramente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1,20 m, misurati dal più alto dei punti dell'intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccato perime- trali (definite dal precedente punto 7.3 nonché gli eventuali soppalchi.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 15 art. 8 - DEFINIZIONI 8.1 – Area di pertinenza di edificio Si definisce area di pertinenza di edificio esistente l’area chiaramente individuabile per la presenza ultraventennale di recinzioni, cortili o altri manufatti, da dimostrare al mo- mento della presentazione della istanza o della DIA. In caso di carenza o di mancanza
li o altri manufatti, da dimostrare al mo- mento della presentazione della istanza o della DIA. In caso di carenza o di mancanza degli elementi succitati può essere considerata l’area catastalmente asservita all’edificio medesimo. Il limite di superficie è comunque pari a 10 volte la superficie coperta. Eventuali deroghe a tale limite sono ammesse soltanto a discrezione della Amministra- zione Comunale in casi particolari opportunamente documentati. 8.2 - Volumi tecnici
sse soltanto a discrezione della Amministra- zione Comunale in casi particolari opportunamente documentati. 8.2 - Volumi tecnici
- sono considerati volumi tecnici quelli impegnati da impianti tecnici necessari al funziona- mento del fabbricato, sia sistemati entro il corpo del medesimo sia al di fuori; In partico- lare devono intendersi per volumi tecnici, ai fini della esclusione dal calcolo della volu- metria ammissibile. i volumi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'ac-
i della esclusione dal calcolo della volu- metria ammissibile. i volumi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'ac- cesso a quelle parti degli impianti tecnici (idrico. termico, elevatorio, televisivo, di para- fulmine, di ventilazione, ecc.) che non possono per esigenze tecniche di funzionalità de- gli impianti stessi, trovare luogo entro il corpo dell'edificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche.
tà de- gli impianti stessi, trovare luogo entro il corpo dell'edificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche. 2. Sono da considerare volumi tecnici quelli strettamente necessari a contenere i serbatoi idrici. l'extracorsa degli ascensori, i vasi di espansione dell'impianto di termosifone, le canne fumarie e di ventilazione, il vano scala al di sopra delle linee di gronda. 3. Non sono invece da intendere come volumi tecnici i bucatai, gli stenditoi coperti, i locali
l di sopra delle linee di gronda. 3. Non sono invece da intendere come volumi tecnici i bucatai, gli stenditoi coperti, i locali di sgombero e simili. In ogni caso la realizzazione dei volumi tecnici non deve costituire pregiudizio per la validità estetica dell'insieme architettonico. 8.3 - Vano scala
- ai fini della determinazione della Superficie Utile Lorda di cui al precedente art.7 p.to 7.3 per vano scala si intende la struttura di collegamento verticale fra 2 o più piani dell’edifi-
cui al precedente art.7 p.to 7.3 per vano scala si intende la struttura di collegamento verticale fra 2 o più piani dell’edifi- cio, al servizio di più unità immobiliari. 2. Le scale interne alle unità immobiliari devono essere delimitate da murature per almeno 3 lati e l’80 % del perimetro in pianta. 3. La superficie del vano scala è calcolata sommando la proiezione sul piano orizzontale delle rampe e dei pianerottoli, oltre agli eventuali muri di delimitazione del vano stesso, se perimetrali.
ul piano orizzontale delle rampe e dei pianerottoli, oltre agli eventuali muri di delimitazione del vano stesso, se perimetrali. 4. Non sono deducibili le superfici delle rampe e dei pianerottoli che eccedono i mq.15 incrementabili di mq.3 per ogni metro di altezza di interpiano superiore a m.3. 8.4 - Ciglio della strada è quello definito dalla vigente normativa statale, v.art.2 del D.M. 1 aprile 1968 n. 1404 che testualmente detta:
o della strada è quello definito dalla vigente normativa statale, v.art.2 del D.M. 1 aprile 1968 n. 1404 che testualmente detta: “Si definisce ciglio della strada la linea di limite della sede o piattaforma stradale com- prendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine od altre strutture laterali alle predette sedi quando queste siano transitabili, nonché le strutture di demolizione non transitabili (parapetti, arginelle e simili).”
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 16 8.5 - Confine della strada è quello definito nel testo del D.M. 5 novembre 2001 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade” che testualmente detta: “limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno
atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea.” 8.6 – Sedime viario Si definisce sedime viario la piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine ed altre strutture laterali alle predetti sedi
ndente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine ed altre strutture laterali alle predetti sedi quando queste siano transitabili, nonché le strutture di delimitazione non transitabili (pa- rapetti, cunette e simili); 8.7 – Fascia di rispetto stradale si riporta la seguente definizione del D.M. 5 novembre 2001 “Norme funzionali e geome- triche per la costruzione delle strade”: “Striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli ala realizza-
per la costruzione delle strade”: “Striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli ala realizza- zione, da parte del proprietario del terreno, di scavi, costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili.” 8.8 - Allineamento stradale Limite della fascia non edificabile su cui devono attestarsi gli edifici o le recinzioni, ove prescritto o individuabile dagli allineamenti edilizi precostituiti.
e su cui devono attestarsi gli edifici o le recinzioni, ove prescritto o individuabile dagli allineamenti edilizi precostituiti. Gli allineamenti in atto sono definiti da quella linea parallela al ciglio strada di progetto che definisce la massima sporgenza dei muri perimetrali (balconi esclusi), o il filo esterno delle recinzioni, ed è determinato dalla A.C. conducendo una verifica della posizione dei fabbricati esistenti sulle proprietà confinanti rispetto a quella che si intende edificare,
ndo una verifica della posizione dei fabbricati esistenti sulle proprietà confinanti rispetto a quella che si intende edificare, compresi in un raggio di almeno mt.100, e prospicienti il medesimo ciglio stradale. In sede di esame dei progetti l’Amministrazione Comunale ha la facoltà di definire alli- neamenti diversi da quello risultante dal succitato criterio escludendo dalla verifica gli edifici o i tratti di recinzione in posizione anomala o che comunque definiscano un alli-
criterio escludendo dalla verifica gli edifici o i tratti di recinzione in posizione anomala o che comunque definiscano un alli- neamento che non si intende confermare. 8.9 - Piano di campagna sistemato
- Il piano di campagna sistemato, nel punto in cui interseca la superficie della facciata della costruzione, definisce la linea di spiccato, agli effetti della applicazione dei para- metri edilizi (altezza esterna e volume complessivo) di cui al precedente art.7.
cato, agli effetti della applicazione dei para- metri edilizi (altezza esterna e volume complessivo) di cui al precedente art.7. 2. Qualora l'edificio sia arretrato rispetto al ciglio stradale o ai confini di proprietà, il piano di campagna potrà essere variato nelle seguenti misure: • nelle aree pianeggianti il piano di campagna sistemato deve essere compreso entro una livelletta del 10% rispetto alla quota stradale o al piano di campagna sistemato
mpagna sistemato deve essere compreso entro una livelletta del 10% rispetto alla quota stradale o al piano di campagna sistemato dei lotti adiacenti, se questi è superiore alla quota stradale, con un massimo assoluto di cm.100; • nei terreni in pendenza la livelletta di progetto potrà variare nella misura massima del 10% rispetto a quella originaria nel limite massimo assoluto di cm.100. 3. I limiti suddetti sono riferiti alla mezzeria del fronte dell’edificio.
lla originaria nel limite massimo assoluto di cm.100. 3. I limiti suddetti sono riferiti alla mezzeria del fronte dell’edificio. 4. In ogni caso dovrà essere assicurato un idoneo raccordo con i terreni adiacenti a quello oggetto d’insediamento.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 17 8.10 - Volume preesistente
- spazio geometrico racchiuso da almeno due piani verticali continui (pareti) e da porzioni murarie e/o pilastri in muratura sugli altri lati e coperto da un piano orizzontale o inclinato (copertura), quale stalla, fienile, deposito, porticato, sottotetto, travata, tettoia e similare,
piano orizzontale o inclinato (copertura), quale stalla, fienile, deposito, porticato, sottotetto, travata, tettoia e similare, realizzato in muratura avente carattere di stabilità e permanenza, del quale sia conve- nientemente documentata la preesistenza alla data di adozione della deliberazione pro- grammatica del P.R.G.C. (1983). 2. Sono tassativamente escluse le strutture precarie e/o provvisorie, i manufatti a carattere superfetativo, i ruderi di fabbricato e simili. 8.11– Sagoma dell’edificio
ure precarie e/o provvisorie, i manufatti a carattere superfetativo, i ruderi di fabbricato e simili. 8.11– Sagoma dell’edificio Per sagoma dell’edificio si intende la figura geometrica delimitata in orizzontale dal con- torno dell’edificio, comprese le tettoie, le logge, gli spazi porticati e le altre analoghe strutture, escludendo soltanto i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, ag- gettanti per non più di 1,50 m dal filo di fabbricazione, e in verticale rispettivamente dal
e ed i balconi aperti a sbalzo, ag- gettanti per non più di 1,50 m dal filo di fabbricazione, e in verticale rispettivamente dal piano di campagna sistemato e dall’estradosso della copertura, al netto di eventuali ab- baini e dei volumi tecnici. 8.12 – Superfetazione Manufatto costruito in epoca successiva all’organismo edilizio originale, estraneo ad ogni suo successivo sviluppo coerente, che non riveste alcun interesse storico, artistico, tipo-
edilizio originale, estraneo ad ogni suo successivo sviluppo coerente, che non riveste alcun interesse storico, artistico, tipo- logico, funzionale e contrasta con gli obiettivi del recupero e del risanamento igienico ed edilizio. 8.13 - Bassi Fabbricati Sono tutte le costruzioni a servizio dei fabbricati ad uso residenziale, terziario o produt- tivo compatibile con la residenza destinati a: o autorimesse individuali o collettive;
ad uso residenziale, terziario o produt- tivo compatibile con la residenza destinati a: o autorimesse individuali o collettive; o depositi di materiali non nocivi e non pericolosi, magazzini e simili con esclusione assoluta di uso direttamente residenziale, terziario, produttivo. La realizzazione di tali costruzioni, nei limiti dimensionali e parametrici di cui al succes- sivo art.15 avviene in deroga agli indici di densità fondiaria e territoriale delle diverse zone di PRGC. 8.14 - Tettoie aperte
sivo art.15 avviene in deroga agli indici di densità fondiaria e territoriale delle diverse zone di PRGC. 8.14 - Tettoie aperte Si intendono le costruzioni aperte almeno su tre lati, o comunque per il 60% del perime- tro, destinate ad autorimessa e deposito di materiali non nocivi e non pericolosi. La realizzazione di tali costruzioni, nei limiti dimensionali e parametrici di cui al succes- sivo art.15 avviene in deroga agli indici di densità fondiaria e territoriale delle diverse zone di PRGC.
rici di cui al succes- sivo art.15 avviene in deroga agli indici di densità fondiaria e territoriale delle diverse zone di PRGC. 8.15 – Edifici Condominiali Per edifici condominiali si intendono quegli edifici a configurazione edilizia compatta, con numero di unità immobiliari superiore a 2, dotati di aree pertinenziali, collegamenti verti- cali ed accessi dalla via pubblica comuni.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 18 art.9 - DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI URBANISTICI ED EDILIZI Gli interventi effettuabili all'interno delle aree di P.R.G.C. sono individuati con riferimento alle definizioni dell'art.13 della L.U.R., alle definizioni e precisazioni della Circolare del Presidente della Giunta Regionale 5/SG/URB del 27/04/84, fatte salve le disposizioni e
izioni e precisazioni della Circolare del Presidente della Giunta Regionale 5/SG/URB del 27/04/84, fatte salve le disposizioni e le competenze previste dalla L.01/06/39 n. 1089 e s.m.i. e L. 29/06/39 n.1497 e s.m.i., e risultano definiti e specificati come segue, fatte salve prescrizioni più restrittive delle singole aree. Il presente articolo formula le prescrizioni generali; gli altri articoli delle presenti norme
ù restrittive delle singole aree. Il presente articolo formula le prescrizioni generali; gli altri articoli delle presenti norme e in particolare quelli delle singole aree di intervento formulano le prescrizioni specifiche, le quali, ove più restrittive, preavalgono sui contenuti del presente. Gli interventi sono individuati con riferimento alle componenti e/o parti edilizie sotto spe- cificate: A - FINITURE ESTERNE (intonaci, rivestimenti, tinteggiature, infissi, elementi architet-
C - MURATURE PERIMETRALI, TAMPONAMENTI E APERTURE ESTERNI. D -TRAMEZZI E APERTUR
e/o parti edilizie sotto spe- cificate: A - FINITURE ESTERNE (intonaci, rivestimenti, tinteggiature, infissi, elementi architet- tonici e decorativi, pavimentazioni, manti di copertura). B-ELEMENTI STRUTTURALI (fondazioni, strutture portanti verticali e orizzontali, scale, rampe, copertura). C - MURATURE PERIMETRALI, TAMPONAMENTI E APERTURE ESTERNI. D -TRAMEZZI E APERTURE INTERNE. E - FINITURE INTERNE (tinteggiature, intonaci, rivestimenti, controsoffitti, pavimenti,
ESTERNI. D -TRAMEZZI E APERTURE INTERNE.
ESTERNI. D -TRAMEZZI E APERTURE INTERNE. E - FINITURE INTERNE (tinteggiature, intonaci, rivestimenti, controsoffitti, pavimenti, infissi, elementi architettonici e decorativi). D - IMPIANTI E APPARECCHI IGIENICO-SANITARI. E - IMPIANTI TECNOLOGICI E RELATIVE STRUTTURE E VOLUMI TECNICI (impianti elettrici, di riscaldamento, di condizionamento, del gas, idrici, di scarico, solle- vamento, antincendio;reti e impianti di trattamento, allontanamento e depurazione ri- fiuti liquidi, solidi e aeriformi).
solle- vamento, antincendio;reti e impianti di trattamento, allontanamento e depurazione ri- fiuti liquidi, solidi e aeriformi). a) -MANUTENZIONE ORDINARIA Opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle ne- cessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnici esistenti, purché non comportino la realizzazione di nuovi locali né modifiche alle strutture od all'organismo edilizio.
tecnici esistenti, purché non comportino la realizzazione di nuovi locali né modifiche alle strutture od all'organismo edilizio. Comprende gli interventi sotto descritti, con l'avvertenza che eventuali modificazioni dei caratteri originari dovranno essere realizzate con materiali e tecniche congruenti. A - Riparazione, rinnovamento e sostituzione parziale delle finiture degli edifici, quali quelle sotto elencate a titolo esemplificativo: pulitura delle facciate, riparazione e so-
e delle finiture degli edifici, quali quelle sotto elencate a titolo esemplificativo: pulitura delle facciate, riparazione e so- stituzione parziale di infissi e ringhiere; ripristino parziale della tinteggiature, di into- naci e di rivestimenti; riparazione e sostituzione di grondaie, pluviali, comignoli; ri- parazione, coibentazione e sostituzione parziale del manto di copertura, alle seguenti condizioni:
- conservazione dei caratteri originari;
coibentazione e sostituzione parziale del manto di copertura, alle seguenti condizioni:
- conservazione dei caratteri originari;
- nei casi in cui i caratteri originari siano già stati parzialmente alterati, ripristino dei caratteri originari mediante parziali sostituzioni delle sole parti alterate. B - Riparazione e sostituzione parziale dell'orditura secondaria del tetto, con manteni- mento dei caratteri originari.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 19 C - Riparazione e sostituzione delle finiture, purché nelle parti comuni a più unità immo- biliari (scale, androni, portici, logge, ecc.) siano rispettate le seguenti condizioni:
- conservazione dei caratteri originari;
- nei casi in cui i caratteri originari siano già stati parzialmente alterati, ripristino
conservazione dei caratteri originari;
- nei casi in cui i caratteri originari siano già stati parzialmente alterati, ripristino dei caratteri originari mediante parziali sostituzioni delle sole parti alterate. D - Riparazione, sostituzione e parziale adeguamento di impianti ed apparecchi igie- nico-sanitari E - Riparazione, sostituzione e parziale adeguamento degli impianti e delle relative reti, nonché installazione di impianti (elettrici, telefonici,televisivi e simili)purché tali
to degli impianti e delle relative reti, nonché installazione di impianti (elettrici, telefonici,televisivi e simili)purché tali interventi non comportino alterazione dei locali, e /o delle facciate, aperture nelle facciate, modificazione o realizzazione di volumi tecnici. Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale, artigianale, agricola) riparazione e sostituzione parziale di impianti tecnologici, e realizzazione delle necessarie opere
iale, artigianale, agricola) riparazione e sostituzione parziale di impianti tecnologici, e realizzazione delle necessarie opere edilizie, purché non comportino modifiche dei locali, né aumento delle superfici utili. b) - MANUTENZIONE STRAORDINARIA Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edi- fici, nonché per realizzare o integrare i servizi igienico-sanitari e gli impianti tecnici,
e parti anche strutturali degli edi- fici, nonché per realizzare o integrare i servizi igienico-sanitari e gli impianti tecnici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso. Comprende, oltre a tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, gli interventi sotto descritti, con l'avvertenza che eventuali modificazioni dei caratteri originari dovranno es- sere realizzate con materiali e tecniche congruenti.
avvertenza che eventuali modificazioni dei caratteri originari dovranno es- sere realizzate con materiali e tecniche congruenti. A - Rifacimento e nuova formazione di intonaci,rivestimenti; tinteggiatura, sostituzione di infissi e ringhiere, coibentazione e rifacimento totale del manto di copertura. B - Consolidamento, rinnovamento e sostituzione di parti limitate di elementi strutturali degradati. Rifacimento di parti limitate di muri perimetrali portanti, qualora siano degra-
rti limitate di elementi strutturali degradati. Rifacimento di parti limitate di muri perimetrali portanti, qualora siano degra- dati e ne siano mantenuti il posizionamento e i caratteri originari. C - Rifacimento di parti limitate di tamponamenti esterni qualora siano degradati e ne siano mantenuti il posizionamento e i caratteri originari, senza l'alterazione dei prospetti né l'eliminazione o la realizzazione di aperture
ti il posizionamento e i caratteri originari, senza l'alterazione dei prospetti né l'eliminazione o la realizzazione di aperture D - Realizzazione o eliminazione di aperture interne e di parti limitate delle tramezza- ture,alle seguenti condizioni: • inammissibilità di modifiche della consistenza delle unità immobiliari (mediante frazionamenti o aggregazioni ad altre unità immobiliari); • conservazione dell'assetto distributivo dell'unità immobiliare, ad eccezione di
ti o aggregazioni ad altre unità immobiliari); • conservazione dell'assetto distributivo dell'unità immobiliare, ad eccezione di limitate modifiche distributive purché strettamente connesse alla realizzazione di servizi igienici -sanitari (nonché dei relativi disimpegni) ove questi all'interno dell'unità immobiliari siano mancanti e/o insufficienti. Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale, artigianale, agricola) e commerciale
i siano mancanti e/o insufficienti. Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale, artigianale, agricola) e commerciale esecuzione di modificazioni distributive conseguenti all'installazione degli impianti di cui al punto G e alla realizzazione degli impianti e delle opere necessari al rispetto delle normative sulla tutela dagli inquinamenti, sulla igienicità e sicurezza degli edifici, delle lavorazioni, delle attività. E - Riparazione e sostituzione delle finiture delle parti comuni.
e sicurezza degli edifici, delle lavorazioni, delle attività. E - Riparazione e sostituzione delle finiture delle parti comuni. F - Installazione ed integrazione degli impianti e dei servizi igienico-sanitari.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 20 G - Installazione degli impianti tecnologici e delle relative reti. Realizzazione di volumi tecnici all'interno dell'edificio e senza alterazione dell'impianto strutturale e distributivo dello stesso e senza alterazione delle facciate. Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale e artigianale, agricola) installazione
senza alterazione delle facciate. Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale e artigianale, agricola) installazione degli impianti tecnologici e realizzazione degli impianti e delle opere necessari al rispetto delle normative sulla tutela dagli inquinamenti e sulla igienicità e sicurezza degli edifici e delle lavorazioni e/ delle attività e realizzazione dei relativi volumi tecnici anche all'e- sterno dell'edificio, a condizione che non vengano mutate le destinazioni d'uso né si
e dei relativi volumi tecnici anche all'e- sterno dell'edificio, a condizione che non vengano mutate le destinazioni d'uso né si configurino incrementi delle superfici utili destinate all'attività. In Centro Storico per gli ambiti, al di fuori di quelli assoggettati a P.d.R., per i quali la tav. 9b ammette quale soglia massima di intervento la categoria b) - manutenzione straordi- naria, possono essere consentiti, limitatamente alle fronti interne prospettanti sui cortili,
egoria b) - manutenzione straordi- naria, possono essere consentiti, limitatamente alle fronti interne prospettanti sui cortili, i seguenti interventi, con le condizioni sotto definite: eliminazione di aperture aggiunte tipologicamente disomogenee, per forma e ma- teriali,con l'apparato stilistico dell'edificio e/o contrastanti con le prescrizioni per il Centro Storico di cui al presente articolo; previsione di interventi di manutenzione straordinaria all'interno dell'edificio, ai
ntro Storico di cui al presente articolo; previsione di interventi di manutenzione straordinaria all'interno dell'edificio, ai fini della dotazione, per locali destinati alla permanenza di persone, di superfici di illuminazione e ventilazione adeguate. ripristino di aperture originarie o inserimento di nuove aperture (che devono in tal caso essere necessariamente congruenti con le indicazioni tipologiche del C.S.) solo e limitatamente quando tali interventi si rendano indispensabili, conte-
ongruenti con le indicazioni tipologiche del C.S.) solo e limitatamente quando tali interventi si rendano indispensabili, conte- stualmente alla permanenza di persone, di superfici di illuminazione e ventila- zione adeguate. I progetti per la realizzazione dei sopraindicati interventi dovranno essere supportati dalla rappresentazione grafica completa delle fronti interni su cortile (ivi comprese le fronti o le parti di fronti di proprietà di terzi) al fine di consentire da parte del Comune /C.I.E., la
ortile (ivi comprese le fronti o le parti di fronti di proprietà di terzi) al fine di consentire da parte del Comune /C.I.E., la formulazione di relativo parere. c) - RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO Interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità me- diante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali, e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso anche parzialmente
tto degli elementi tipologici, formali, e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso anche parzialmente o totalmente nuove con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino, ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio.
ementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio. Interventi volti alla conservazione e alla valorizzazione di edifici dei quali si intende: • operare il recupero degli elementi tipologici, architettonici e artistici; • ovvero, procedere all'adeguamento funzionale, e/o a modificazioni dell'orga- nismo edilizio e/o delle destinazioni d'uso, nel rispetto dei caratteri tipologici, formali e strutturali.
ificazioni dell'orga- nismo edilizio e/o delle destinazioni d'uso, nel rispetto dei caratteri tipologici, formali e strutturali. Si distinguono due tipi di interventi: c1) - RISANAMENTO CONSERVATIVO Intervento finalizzato principalmente al recupero igienico e funzionale di edifici per i quali si rendono necessari il consolidamento e l'integrazione degli elementi strutturali e la mo- dificazione dell'assetto planimetrico, anche con l'impiego di materiali e tecniche diverse
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 21 da quelle originari, purché congruenti con i caratteri degli edifici. Comprende gli interventi sotto specificati: A - Ripristino, sostituzione e integrazione delle finiture. B - Ripristino e consolidamento statico degli elementi strutturali. Sostituzione e ricostru- zione di parti degradate e crollate, qualora a causa delle condizione di degrado non sia
i strutturali. Sostituzione e ricostru- zione di parti degradate e crollate, qualora a causa delle condizione di degrado non sia possibile procedere al ripristino e al consolidamento statico. Rifacimento di parti limitate di muri perimetrali portanti, qualora siano degradate o crol- late, purché ne sia mantenuto il posizionamento originale. Modeste integrazioni degli elementi strutturali, in caso di documentate necessità statiche
antenuto il posizionamento originale. Modeste integrazioni degli elementi strutturali, in caso di documentate necessità statiche o mutate esigenze d'uso, anche con la realizzazione di nuovi orizzontamenti purché non comportino aumento della superfici utile. C - Ripristino e valorizzazione dei prospetti, nella loro unitarietà. Parziali modifiche nel rispetto dei caratteri originari. Rifacimento di parti limitate di tamponamenti esterni, qua-
unitarietà. Parziali modifiche nel rispetto dei caratteri originari. Rifacimento di parti limitate di tamponamenti esterni, qua- lora siano degradate o crollate, purché ne sia mantenuto il posizionamento. D - Ripristino e valorizzazione degli ambienti interni, con particolare attenzione per quelli caratterizzati dalla presenza di elementi architettonici e decorativi di pregio, quali: volte, soffitti, pavimenti, affreschi. Modifiche dell'assetto planimetrico, per mutate esigenze funzionali e d'uso, che non
ali: volte, soffitti, pavimenti, affreschi. Modifiche dell'assetto planimetrico, per mutate esigenze funzionali e d'uso, che non interessino gli elementi strutturali, ad eccezione della realizzazione e della eliminazione di aperture nei muri portanti. Aggregazioni e suddivisioni di unità immobiliari purché non alterino l'impianto distributivo dell'edificio, con particolare riguardo per le parti comuni. E - Ripristino di tutte le finiture; rinnovamento e sostituzione delle stesse qualora il ripri-
re riguardo per le parti comuni. E - Ripristino di tutte le finiture; rinnovamento e sostituzione delle stesse qualora il ripri- stino non sia possibile. F - Realizzazione e integrazione degli impianti e dei servizi igienico-sanitari, nel rispetto delle limitazioni di cui ai punti B e D. G - Installazione degli impianti tecnologici e delle relative reti. Realizzazione dei volumi tecnici solo all'interno dell'edificio e senza alterazioni dell'impianto distributivo e struttu-
reti. Realizzazione dei volumi tecnici solo all'interno dell'edificio e senza alterazioni dell'impianto distributivo e struttu- rale dello stesso, senza interventi di alterazione dei prospetti sulle facciate, e di com- promissione statica e/o architettonica in particolare nelle parti comuni (scale, androni, logge, portici, ecc.) Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale e artigianale agricola) installazione
ale, androni, logge, portici, ecc.) Per gli edifici a destinazione produttiva (industriale e artigianale agricola) installazione degli impianti tecnologici e realizzazione degli impianti e delle opere necessari al rispetto delle normative sulla tutela dagli inquinamenti e sulla igienicità e sicurezza degli edifici e delle lavorazioni e/ delle attività e realizzazione dei relativi volumi tecnici anche all'e- sterno dell'edificio, a condizione che non vengano mutate le destinazioni d'uso né si
e dei relativi volumi tecnici anche all'e- sterno dell'edificio, a condizione che non vengano mutate le destinazioni d'uso né si configurino incrementi delle superfici utili destinate all'attività. Tutti gli interventi come sopra specificati devono essere realizzati con le seguenti pre- scrizioni e condizioni: -obbligatorietà di: • impiego di materiali e tecniche congruenti con i caratteri dell'edificio (anche diverse da quelle originarie) volto alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio
gruenti con i caratteri dell'edificio (anche diverse da quelle originarie) volto alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio e alla salvaguardia degli elementi di pregio, con particolare riguardo alle parti comuni; • eliminazione di elementi aggiunti deturpanti e rimozione delle superfetazioni storicamente non significative. -inammissibilità di: • alterazioni tipologiche,
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 22 • impoverimento dell'apparato decorativo, • alterazioni di volume, di sagoma (ad eccezione di quelle relative all'installa- zione degli impianti tecnologici di cui al punto G), e della planimetria nella sua globalità, • alterazioni delle pendenze delle scale, delle quote degli orizzontamenti e delle quote di imposta e di colmo delle coperture. c2) -RESTAURO CONSERVATIVO
ze delle scale, delle quote degli orizzontamenti e delle quote di imposta e di colmo delle coperture. c2) -RESTAURO CONSERVATIVO Intervento finalizzato principalmente alla conservazione, al recupero e alla valorizza- zione dei caratteri degli edifici di interesse storico - artistico, architettonico o ambientale. Intervento rivolto essenzialmente alla conservazione dei caratteri tipologici, strutturali, formali e ornamentali e all'eliminazione delle aggiunte e superfetazioni che ne snaturano
dei caratteri tipologici, strutturali, formali e ornamentali e all'eliminazione delle aggiunte e superfetazioni che ne snaturano il significato artistico e di testimonianza storica. Nelle presenti norme si definiscono gli interventi che connotano l'intervento di restauro conservativo caratterizzato da tecniche del ripristino storico e filologico il quale deve essere eseguito di norma con l'impiego di materiali originari o affini e di tecniche speci-
o storico e filologico il quale deve essere eseguito di norma con l'impiego di materiali originari o affini e di tecniche speci- fiche di ricostruzione, secondo i principi della scienza e dell'arte del restauro. Tutti gli interventi di restauro, compresi quelli proponenti interventi di restauro di tipo innovativo (e cioè non di tipo conservativo) dovranno essere progettati e diretti da ar- chitetto abilitato sulla base delle vigenti disposizioni e regole dell'arte.
vativo) dovranno essere progettati e diretti da ar- chitetto abilitato sulla base delle vigenti disposizioni e regole dell'arte. Comprende gli interventi sotto specificati: A-Restauro e ripristino di tutte le finiture, rifacimento e sostituzione delle stesse qualora non sia possibile il ripristino con impiego di materiali e tecniche originarie, o ad esse affini, volti alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio, senza impoverimento dell'appa- rato decorativo.
inarie, o ad esse affini, volti alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio, senza impoverimento dell'appa- rato decorativo. B-Ripristino e consolidamento statico degli elementi strutturali. Sostituzione di parti de- gradate e crollate, qualora a causa delle condizione di degrado non sia possibile pro- cedere al ripristino e al consolidamento statico. Rifacimento di parti limitate di muri perimetrali portanti, qualora siano degradate o crol-
ristino e al consolidamento statico. Rifacimento di parti limitate di muri perimetrali portanti, qualora siano degradate o crol- late, purché ne sia mantenuto il posizionamento e i caratteri originari. Ricostruzione di parti di elementi strutturali crollate. Ripristino e valorizzazione dei collegamenti originari verticali e orizzontali e di parti co- muni dell'edificio (scale, androni, logge, portici, ecc.) C-Restauro, ripristino e valorizzazione degli elementi originari. Rifacimento di parti limi-
ale, androni, logge, portici, ecc.) C-Restauro, ripristino e valorizzazione degli elementi originari. Rifacimento di parti limi- tate di tamponamenti esterni, qualora siano degradate o crollate, purché ne siano man- tenuti il posizionamento e i caratteri originari. Ripristino di aperture originarie o eliminazione di aperture aggiunte. D-Restauro e ripristino degli ambienti interni, con particolare attenzione per quelli carat-
eliminazione di aperture aggiunte. D-Restauro e ripristino degli ambienti interni, con particolare attenzione per quelli carat- terizzati dalla presenza di elementi architettonici e decorativi di pregio, quali: volte, sof- fitti, pavimenti, affreschi. Realizzazione e demolizione di tramezzi, per mutate esigenze funzionali e d'uso, e rea- lizzazione e eliminazione di aperture-porte nei muri portanti, anche per l'eventuale ag-
ate esigenze funzionali e d'uso, e rea- lizzazione e eliminazione di aperture-porte nei muri portanti, anche per l'eventuale ag- gregazione e suddivisione di unità immobiliari, nel rispetto dei caratteri compositivi degli ambienti, senza alterazione degli elementi architettonici di pregio, né modificazioni dell'impianto distributivo dell'edificio, con particolare riguardo per le parti comuni. E-Restauro e ripristino di tutte le finiture; rinnovamento e sostituzione delle stesse qua-
colare riguardo per le parti comuni. E-Restauro e ripristino di tutte le finiture; rinnovamento e sostituzione delle stesse qua- lora il ripristino non sia possibile.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 23 F-Realizzazione e integrazione degli impianti e dei servizi igienico-sanitari, nel rispetto delle limitazioni di cui ai punti B e D. G-Installazione degli impianti tecnologici e delle relative reti, nel rispetto dei caratteri di- stributivi, compositivi e architettonici degli edifici. Realizzazione dei volumi tecnici solo
ti, nel rispetto dei caratteri di- stributivi, compositivi e architettonici degli edifici. Realizzazione dei volumi tecnici solo all'interno dell'edificio, nel rispetto delle prescrizioni suddette e senza interventi di alte- razione dei prospetti sulle facciate e di compromissione statica e/o architettonica, in particolare nei percorsi orizzontali e verticali e nelle parti comuni (scale, androni, logge, portici, ecc.) Tutti gli interventi come sopra specificati devono essere realizzati con le seguenti pre-
(scale, androni, logge, portici, ecc.) Tutti gli interventi come sopra specificati devono essere realizzati con le seguenti pre- scrizioni e condizioni: obbligatorietà di impiego di materiali e tecniche originarie, o ad esse affini, volti alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio; eliminazione di elementi aggiunti deturpanti e rimozione delle superfetazioni storicamente non significative. inammissibilità di: alterazioni tipologiche; impoverimento dell'apparato decorativo;
tazioni storicamente non significative. inammissibilità di: alterazioni tipologiche; impoverimento dell'apparato decorativo; alterazioni di volume, di sagoma, dei prospetti, e della planimetria nella sua globalità; alterazioni delle pendenze delle scale, delle quote degli orizzontamenti e delle quote di imposta e di colmo delle coperture. d) -RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di
ure. d) -RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare a un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi impianti. In genere gli interventi di ristrutturazione possono essere finalizzati alla modifica della
a e l'inserimento di nuovi impianti. In genere gli interventi di ristrutturazione possono essere finalizzati alla modifica della destinazione d'uso a condizione che la nuova destinazione: sia ammessa dalle presenti norme per l'area di intervento; sia compatibile con i caratteri strutturali degli edifici. Si distinguono le seguenti sottocategorie di intervento: d1)- RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA LEGGERA Comprende: A - Rifacimento e nuova formazione delle finiture, con conservazione e valorizzazione
STRUTTURAZIONE EDILIZIA LEGGERA
STRUTTURAZIONE EDILIZIA LEGGERA Comprende: A - Rifacimento e nuova formazione delle finiture, con conservazione e valorizzazione degli elementi di pregio. B - Consolidamento, sostituzione degli elementi strutturali con tecniche appropriate. Rifacimento di parti limitate, ove degradate o crollate, dei muri portanti perimetrali, pur- ché ne sia mantenuto il posizionamento. Valorizzazione dell'impianto strutturale originario se di pregio. C - Valorizzazione dei caratteri compositivi dei prospetti
to. Valorizzazione dell'impianto strutturale originario se di pregio. C - Valorizzazione dei caratteri compositivi dei prospetti Rifacimento (modificazione e integrazioni) di tamponamenti esterni Modificazioni (realizzazione ed eliminazione) delle aperture nel rispetto dei caratteri compositivi dei prospetti.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 24 D - Modificazioni, per mutate esigenze funzionali e d'uso, dell'assetto planimetrico Aggregazioni, suddivisioni, ricomposizioni delle unità immobiliari, anche con variazione del numero delle stesse. E - Rifacimento e nuova formazione delle finiture con conservazione e valorizzazione degli elementi di pregio.
ero delle stesse. E - Rifacimento e nuova formazione delle finiture con conservazione e valorizzazione degli elementi di pregio. F - Realizzazione e integrazione degli impianti e dei servizi igienico sanitari G - Installazione degli impianti tecnologici e delle relative reti e realizzazione dei volumi tecnici relativi che devono;
- essere realizzati preferibilmente all'interno dell'edificio
- qualora sia necessario realizzarli all'esterno non devono comunque com-
AMPLIAMENTI ALL'INTERNO DEI VOLUMI PREESISTENTI
e realizzati preferibilmente all'interno dell'edificio
- qualora sia necessario realizzarli all'esterno non devono comunque com- portare aumento della superficie utile netta di calpestio. d2) - RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA LEGGERA CON LIMITATI AMPLIAMENTI ALL'INTERNO DEI VOLUMI PREESISTENTI Comprende gli interventi di cui alla Ristrutturazione di tipo d1) e inoltre ampliamenti di unità abitative residenziali esistenti nella misura massima del 20% delle superficie utile
di tipo d1) e inoltre ampliamenti di unità abitative residenziali esistenti nella misura massima del 20% delle superficie utile originaria dell'unità abitativa con il limite massimo di mq 50 di superficie utile netta per unità abitativa. Sono comunque consentiti ampliamenti fino a mq 25 per unità abitativa anche se ecce- dono la quota del 20%, elevabile a mq.35 per le unità immobiliari uni-bifamiliari. Tali ampliamenti sono realizzabili unicamente all'interno di volumi preesistenti come de-
le unità immobiliari uni-bifamiliari. Tali ampliamenti sono realizzabili unicamente all'interno di volumi preesistenti come de- finiti all’art.8 punto 8.10 delle presenti NTA a condizione che si ottengano locali di altezza conformi alle normative vigenti. Le norme relative alle singole aree possono prescrivere che tali ampliamenti siano con- sentiti una sola volta, cioè siano del tipo "una tantum". In tal caso, ai fini di verifica, il
AMPLIAMENTI UNA TANTUM ESTERNI AI VOLUMI PREESISTENTI
e che tali ampliamenti siano con- sentiti una sola volta, cioè siano del tipo "una tantum". In tal caso, ai fini di verifica, il proponente l'intervento deve produrre al Comune una dichiarazione autocertificata e convenientemente documentata che dimostri di non aver usufruito in passato, a partire dalla data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.C., di questo tipo di intervento. d3)-RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA LEGGERA CON LIMITATI AMPLIAMENTI UNA TANTUM ESTERNI AI VOLUMI PREESISTENTI
AMPLIAMENTI UNA TANTUM ESTERNI AI VOLUMI PREESISTENTI
sto tipo di intervento. d3)-RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA LEGGERA CON LIMITATI AMPLIAMENTI UNA TANTUM ESTERNI AI VOLUMI PREESISTENTI Comprende gli interventi di cui alla Ristrutturazione di tipo d1) e inoltre adeguamenti igienico-funzionali attuati attraverso modesti ampliamenti delle unità immobiliari non ec- cedenti il 20% della Sun esistente, con le seguenti specificazioni:
- per la residenza: ampliamenti di unità abitative conseguenti ad adeguamenti igie-
esistente, con le seguenti specificazioni:
- per la residenza: ampliamenti di unità abitative conseguenti ad adeguamenti igie- nico-funzionali nella misura massima del 20% delle superficie utile originaria dell'unità abitativa con il limite massimo di mq. 35 50 di superficie utile. Sono comunque consentiti ampliamenti fino a mq 25 per unita abitativa anche se eccedono la quota del 20%, elevabile a mq.35 per le unità immobiliari uni-bifami- liari.
no a mq 25 per unita abitativa anche se eccedono la quota del 20%, elevabile a mq.35 per le unità immobiliari uni-bifami- liari. Per gli edifici con tipologia condominiale l’ampliamento non potrà comportare in- crementi alla superficie utile delle singole unità immobiliari ma soltanto essere utilizzato per la realizzazione di interventi di abbattimento delle barriere architet- toniche o di adeguamento alle norme di sicurezza. 2. per le unità immobiliari con destinazione commerciale: l’intervento di amplia-
iche o di adeguamento alle norme di sicurezza. 2. per le unità immobiliari con destinazione commerciale: l’intervento di amplia- mento dovrà essere esclusivamente finalizzato all’adeguamento igienico-sanita-
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 25 rio e non dovrà in alcun modo comportare ampliamento della superficie di ven- dita. Il limite di ampliamento ammesso è pari a mq. 25 35. 3. per le unità immobiliari con destinazione produttiva: l’intervento è ammesso, nei limiti di cui al precedente punto 2.,soltanto per gli edifici ubicati in aree di PRGC a specifica destinazione (agricola, artigianale, industriale).
cedente punto 2.,soltanto per gli edifici ubicati in aree di PRGC a specifica destinazione (agricola, artigianale, industriale). Questo tipo di intervento di ristrutturazione con ampliamento è realizzabile "una tantum", cioè può essere realizzato una sola volta a partire dalla data di adozione del vigente PRGC in deroga agli indici di edificabilità (densità territoriale e fondiaria, rapporto di co- pertura) e ai parametri di altezza e numero di piani prescritto, nel rispetto di tutte le altre
ale e fondiaria, rapporto di co- pertura) e ai parametri di altezza e numero di piani prescritto, nel rispetto di tutte le altre prescrizioni normative dettate dalle presenti Norme. L’intervento è consentito una sola volta per le unità immobiliari di cui sia dimostrata la preesistenza da almeno 10 anni e non è cumulativo con gli altri ampliamenti previsti dalle presenti norme, pertanto può essere applicato soltanto in caso di esaurimento delle po- tenzialità di edificazione consentite dal PRGC.
i norme, pertanto può essere applicato soltanto in caso di esaurimento delle po- tenzialità di edificazione consentite dal PRGC. Ai fini di verifica il proponente l'intervento deve produrre al Comune una dichiarazione autocertificata e convenientemente documentata che dimostri di non aver usufruito in passato, a partire dalla data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.C., di questo tipo di intervento. d4) - RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA COMPLETA
la data di adozione del Progetto Preliminare di P.R.G.C., di questo tipo di intervento. d4) - RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA COMPLETA Comprende, oltre agli interventi di cui alla ristrutturazione di tipo d1), i seguenti interventi:
- Rifacimento di parti limitate di muri perimetrali portanti purché ne sia mantenuto il po- sizionamento.
- Modificazione delle quote degli orizzontamenti e delle scale.
- Modificazione delle quote di colmo, di filo gronda, di imposta delle coperture (in senso
e degli orizzontamenti e delle scale.
- Modificazione delle quote di colmo, di filo gronda, di imposta delle coperture (in senso di aumento o diminuzione), nei seguenti limiti: nella misura massima di mt. 1,00, se in aumento, in ogni caso, a condizione che l'intervento riguardi complessi o parti di edifici aventi carattere unitario, ai fine di:
- livellamento con fabbricati contigui disposti a cortina;
- adeguamento delle altezze interne dei locali ai minimi di legge
di:
- livellamento con fabbricati contigui disposti a cortina;
- adeguamento delle altezze interne dei locali ai minimi di legge (D.M.05/07/75 e s.m.i. per i locali abitativi e D.P.R. 303/56 e s.m.i. per i locali adibiti a attività lavorative);.
- ottenimento di locali abitabili al piano di sottotetto; Tale intervento è assen- tibile a condizione che venga accuratamente progettato e realizzato in modo da ottenere il conseguimento di soluzioni appropriate nelle parti a
ione che venga accuratamente progettato e realizzato in modo da ottenere il conseguimento di soluzioni appropriate nelle parti a contatto con altri edifici e questo in particolare nel tessuto edilizio del Centro Storico e nelle aree adiacenti.
- Realizzazione di nuovi elementi strutturali necessari per la trasformazione di organismi edilizi o loro parti, anche qualora ciò comporti la realizzazione di nuove superfici utili.
i per la trasformazione di organismi edilizi o loro parti, anche qualora ciò comporti la realizzazione di nuove superfici utili.
- Realizzazione, in caso di mutate esigenze funzionali e di uso o al fine di conservare l'impianto strutturale originario, di collegamenti verticali (scale, rampe) all'esterno dei fabbricati. Tale intervento potrà essere assentito alle seguenti condizioni e prescrizioni: nel Centro Storico non potrà riguardare fronti prospicienti su vie o spazi pub-
ntito alle seguenti condizioni e prescrizioni: nel Centro Storico non potrà riguardare fronti prospicienti su vie o spazi pub- blici e saranno ammessi solo sulle fronti interne e dovrà comunque essere
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 26 progettato e realizzato in modo da non alterare i caratteri compositivi dei prospetti ovvero in modo da realizzare un rapporto armonico con detti ca- ratteri; nelle altre zone dovrà essere progettato e realizzato in modo da realizzare un rapporto compositivo armonico con i caratteri del fabbricato preesistente
ssere progettato e realizzato in modo da realizzare un rapporto compositivo armonico con i caratteri del fabbricato preesistente ovvero con quelli ridefiniti nell'ambito di una riprogettazione globale.
- Il recupero dei volumi preesistenti è ammesso alle seguenti condizioni, limiti, criteri e prescrizioni, fatte salve specificazioni più restrittive normate nelle singole aree: Verifica della sussistenza delle condizioni di volume preesistente, come definito dall’art.8.10 delle presenti NTA:
gole aree: Verifica della sussistenza delle condizioni di volume preesistente, come definito dall’art.8.10 delle presenti NTA: Riprogettazione compositiva del volume da recuperare con particolare attenzione al contesto in cui è inserito. Ottenimento, a seguito dell'intervento di ristrutturazione, di locali con requisiti di altezza e di dotazioni igienico funzionali adeguati alla destinazione d'uso da rea- lizzare; e)- RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
di altezza e di dotazioni igienico funzionali adeguati alla destinazione d'uso da rea- lizzare; e)- RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA Interventi rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso me- diante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale. f) - COMPLETAMENTO Interventi rivolti alla realizzazione di nuove costruzioni e/o nuovi manufatti, ampliamenti
la rete stradale. f) - COMPLETAMENTO Interventi rivolti alla realizzazione di nuove costruzioni e/o nuovi manufatti, ampliamenti e sopraelevazioni, su porzioni di territorio già parzialmente edificate, disciplinati nelle singole aree di P.R.G.C. con specifiche prescrizioni relative agli allineamenti, alle al- tezze massime, alla tipologia ed alle caratteristiche planovolumetriche (indici e ai rap- porti di copertura) degli edifici. Si distinguono i seguenti sottotipi di intervento:
stiche planovolumetriche (indici e ai rap- porti di copertura) degli edifici. Si distinguono i seguenti sottotipi di intervento:
- AMPLIAMENTO: intervento volto all'aumento della volumetria esistente mediante: estensione in senso orizzontale del fabbricato; chiusura di spazi aperti esistenti all'interno della sagoma, quali scale, por- ticati, ecc. purché siano garantite adeguate condizioni igieniche di aera- zione- illuminazione ai locali retrostanti; realizzazione di volumi interrati.
arantite adeguate condizioni igieniche di aera- zione- illuminazione ai locali retrostanti; realizzazione di volumi interrati.
- SOPRAELEVAZIONE: intervento volto all'aumento della volumetria esistente me- diante: estensione in senso verticale del fabbricato.
- NUOVA COSTRUZIONE: costruzione di nuovi edifici o nuovi manufatti su porzioni di aree non edificate o già parzialmente edificate ancorché comprese in zone urbaniz- zate di P.R.G.C. g)- NUOVO IMPIANTO
rzioni di aree non edificate o già parzialmente edificate ancorché comprese in zone urbaniz- zate di P.R.G.C. g)- NUOVO IMPIANTO Interventi rivolti alla utilizzazione di aree inedificate, disciplinate con apposite norme relative agli allineamenti più importanti, alle altezze, alle confrontanze, alle densità fon- diarie e territoriali, nonché al rapporto di copertura secondo le destinazioni d'uso. Detti interventi saranno di norma realizzati a mezzo di S.U.E., fatte salve prescrizioni
opertura secondo le destinazioni d'uso. Detti interventi saranno di norma realizzati a mezzo di S.U.E., fatte salve prescrizioni specifiche delle presenti norme relative alle singole aree normative.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 27 h) – DEMOLIZIONE E SOSTITUZIONE EDILIZIA Sono ricompresi nella presente categoria: Gli Interventi volti a rimuovere, in tutto o in parte, edifici o manufatti esistenti, qualunque sia l'utilizzazione successiva dell'area risultante o di parti restanti del fabbricato. Gli interventi che contemplano la demolizione e la ricostruzione dell’edificio an-
ultante o di parti restanti del fabbricato. Gli interventi che contemplano la demolizione e la ricostruzione dell’edificio an- che in altra posizione e con diverse geometria, nel rispetto della Sul e del volume esistente. Non sono compresi nella presente categoria i seguenti interventi:
- Le demolizioni connesse con altre categorie di intervento, quali manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ri- strutturazione urbanistica.
uali manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ri- strutturazione urbanistica. 2. Interventi di scavi da eseguirsi nelle aree insediative del P.R.G.C. Nell’ambito della sostituzione edilizia è consentito l’aumento della superficie utile nel ri- spetto del volume lordo esistente, e il recupero dei volumi preesistenti secondo i criteri definiti per la ristrutturazione edilizia di tipo “d2” e “d4”.
sistente, e il recupero dei volumi preesistenti secondo i criteri definiti per la ristrutturazione edilizia di tipo “d2” e “d4”. Nei casi in cui, durante l'esecuzione di interventi su edifici esistenti: si verifichino crolli accidentali totali o parziali del fabbricato; si debba procedere, per motivi di sicurezza e incolumità, all'abbattimento di parti consistenti dell'edificio: la ricostruzione delle parti crollate e/o l'intervento di abbattimento potranno avvenire solo
i parti consistenti dell'edificio: la ricostruzione delle parti crollate e/o l'intervento di abbattimento potranno avvenire solo a seguito di sopralluogo e di nulla-osta dell'Ufficio Tecnico Comunale e, comunque, nel rispetto delle preesistenze. Per gli interventi di sostituzione edilizia è fatto salvo il rispetto di tutti i parametri edilizi ed urbanistici, comprese le norme igienico-sanitarie vigenti e le quantità minime di par-
rispetto di tutti i parametri edilizi ed urbanistici, comprese le norme igienico-sanitarie vigenti e le quantità minime di par- cheggi privati di Legge, con la sola possibilità di deroga agli indici di densità fondiaria e territoriale fissati per le diverse zone di PRGC e nel rispetto del rapporto di copertura limite di 1/2. i) - MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO
- Per destinazione d'uso di un immobile esistente si intende quella legittimamente in atto,
) - MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO
- Per destinazione d'uso di un immobile esistente si intende quella legittimamente in atto, quale risulta da titoli abilitativi rilasciati o in applicazione di disposizioni di legge.
- Nel caso in cui la destinazione d'uso non risulti da tali atti, si fa riferimento a documen- tazione probatoria, quale il classamento catastale o altra.
- Costituisce mutamento di destinazione d'uso subordinato al rilascio di titolo abilitativo il
l classamento catastale o altra. 3. Costituisce mutamento di destinazione d'uso subordinato al rilascio di titolo abilitativo il passaggio, anche senza opere edilizie, dall'una all'altra delle seguenti categorie: a) destinazioni residenziali; b) destinazioni produttive, industriali o artigianali; c) destinazioni commerciali, terziarie e direzionali; d) destinazioni turistico-ricettive; e) destinazioni agricole; f) servizi di interesse pubblico.
ciali, terziarie e direzionali; d) destinazioni turistico-ricettive; e) destinazioni agricole; f) servizi di interesse pubblico. nonché delle categorie ammesse all’interno della sottocategoria “R2” di cui al punto a.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 28 del successivo art.10. 4. Costituisce inoltre mutamento di destinazione d’uso, da subordinare a DIA, il passaggio, anche in assenza di opere edilizie, dall'una all'altra delle sottocategorie indicate al suc- cessivo art.10, p.ti b), c) d) purchè compatibili con le previsioni di zona. 5. Sono fatti salvi i mutamenti di destinazione d'uso senza opere degli immobili relativi ad
patibili con le previsioni di zona. 5. Sono fatti salvi i mutamenti di destinazione d'uso senza opere degli immobili relativi ad unità non superiori a 700 mc., che siano compatibili con le norme di PRGC, i quali non sono subordinati al rilascio di alcun titolo abilitativo ma soltanto a comunicazione pre- ventiva all’Ufficio Tecnico Comunale. 6. I mutamenti di destinazione d’uso di immobili di cui al precedente comma 3 verso le
re- ventiva all’Ufficio Tecnico Comunale. 6. I mutamenti di destinazione d’uso di immobili di cui al precedente comma 3 verso le destinazioni commerciali e turistico-ricettive debbono comunque verificare la dotazione minima di parcheggi pubblici di cui al successivo art.33.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 29 art.10 - DESTINAZIONI D'USO Il P.R.G.C. definisce e classifica le seguenti destinazioni d'uso, la cui ammissibilità e il cui diniego sono disciplinati dagli articoli delle presenti norme riferiti alle singole aree di intervento: a. - destinazioni residenziali (R): R1) residenza. R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza quali:
to: a. - destinazioni residenziali (R): R1) residenza. R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza quali: • attività terziarie di cui al successivo punto C7; • attività artigianali di servizio alla residenza di cui al successivo punto P2; • attività turistico-ricettive di cui al successivo punto T1; nel limite di mq.300 di s.u.l. per ogni attività insediata. b. - destinazioni produttive, industriali o artigianali (P): P1) attività produttive artigianali ed industriali.
vità insediata. b. - destinazioni produttive, industriali o artigianali (P): P1) attività produttive artigianali ed industriali. P2) attività artigianali di servizio non moleste e non inquinanti, compatibili con la resi- denza (es: servizi per l’igiene e la pulizia, parrucchieri, idraulici, elettricisti, tap- pezzieri, calzolai, panettieri, riparazione auto, ed altre attività similari). P3) attività artigianali di servizio di cui alla destinazione P2) e di produzione che svol-
e auto, ed altre attività similari). P3) attività artigianali di servizio di cui alla destinazione P2) e di produzione che svol- gano un servizio diretto al tessuto residenziale urbano locale, che siano svolte da imprese con non più di 15 addetti e il cui tipo di lavorazione praticata non deter- mini alcuna molestia agli insediamenti circostanti in rapporto ai fattori di inquina- mento acustico, dell’aria, dello smaltimento delle acque reflue, dell’uso della via- bilità e dei parcheggi.
fattori di inquina- mento acustico, dell’aria, dello smaltimento delle acque reflue, dell’uso della via- bilità e dei parcheggi. Per tutte le attività produttive sono ammesse le attività di ricerca e direzionali di sup- porto alla produzione di beni nonché la realizzazione della residenza del titolare o del custode, quest’ultima nel limite del 30% della Sul con un massimo di mq. 150 per ogni unità produttiva. c. - destinazioni commerciali, terziarie e direzionali (C);
l 30% della Sul con un massimo di mq. 150 per ogni unità produttiva. c. - destinazioni commerciali, terziarie e direzionali (C); C1) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari; C2) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi non alimentari; C3) attività commerciali connesse ad attività produttive per la vendita al dettaglio dei soli prodotti dell’azienda; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la vendita al dettaglio
aglio dei soli prodotti dell’azienda; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la vendita al dettaglio di generi non alimentari con esclusione: • dei prodotti di cui ai successivi punti C5 e C6; • di combustibili e prodotti chimici; C5) attività commerciali per la vendita all’ingrosso e per la vendita al dettaglio di generi non alimentari che trattano merci ingombranti quali mobilifici, concessionarie
’ingrosso e per la vendita al dettaglio di generi non alimentari che trattano merci ingombranti quali mobilifici, concessionarie auto, macchine e attrezzi per l’industria e l’artigianato, legnami, materiali per l’edi- lizia, e simili; C6) commercializzazione di attrezzi e prodotti agricoli, quali: macchine e attrezzi per l’agricoltura, concimi e sementi, legname, bestiame vivo. C7) attività terziarie di servizio a gestione privata (uffici, studi professionali, istituti di
sementi, legname, bestiame vivo. C7) attività terziarie di servizio a gestione privata (uffici, studi professionali, istituti di credito ed assicurativi, agenzie di mediazione; sedi di Enti ed associazioni, servizi
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 30 per l'igiene e la pulizia; rimesse per auto e caravan, pubblici esercizi; attività di servizio socio-assistenziali, sanitarie, per l’istruzione, la cultura, lo spettacolo, lo sport e il tempo libero, il culto.) C8) sedi direzionali. E’ ammessa la destinazione residenziale connessa con le destinazioni insediate o inse-
libero, il culto.) C8) sedi direzionali. E’ ammessa la destinazione residenziale connessa con le destinazioni insediate o inse- diabili, da intendersi esclusivamente quali unità abitative per il titolare e/o il gestore e/o il custode dell'attività, nella misura massima di 1/5 della superficie utile netta di ciascuna attività insediata con il massimo di mq 150 di superficie utile netta residenziale (Sun). d. - destinazioni turistico-ricettive (T);
vità insediata con il massimo di mq 150 di superficie utile netta residenziale (Sun). d. - destinazioni turistico-ricettive (T); T1) oltre l’attività alberghiera nelle sue diverse forme comprende le attività di ristora- zione, bar e circoli privati; T2) campeggi; Sono comprese le destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgi- mento dell’attività principale ed integrate alla struttura ricettiva stessa (residenza del custode e/o del titolare, uffici, autorimesse); e. destinazioni agricole (E).
MEDIE STRUTTURE DI VENDITA
ate alla struttura ricettiva stessa (residenza del custode e/o del titolare, uffici, autorimesse); e. destinazioni agricole (E). f. Servizi di interesse pubblico, compresi impianti tecnologici (S). In conformità agli artt.5, 7 e 8 D.C.R. n.653/13414 gli esercizi commerciali si articolano inoltre nelle seguenti tipologie distributive: ESERCIZI DI VICINATO: superficie di vendita fino a mq. 150; MEDIE STRUTTURE DI VENDITA
- offerta alimentare e/o mista: M-SAM1: superficie di vendita da mq. 151 a mq. 250
MEDIE STRUTTURE DI VENDITA
ta fino a mq. 150; MEDIE STRUTTURE DI VENDITA
- offerta alimentare e/o mista: M-SAM1: superficie di vendita da mq. 151 a mq. 250 M-SAM2: superficie di vendita da mq. 251 a mq. 900 M-SAM3: superficie di vendita da mq. 901 a mq. 1.500
- offerta extralimentare: M-SE1: superficie di vendita da mq. 151 a mq. 250 M-SE2: superficie di vendita da mq. 401 a mq. 900 M-SE3: superficie di vendita da mq. 901 a mq. 1.500 GRANDI STRUTTURE DI VENDITA offerta commerciale e/o mista
GRANDI STRUTTURE DI VENDITA
mq. 401 a mq. 900 M-SE3: superficie di vendita da mq. 901 a mq. 1.500 GRANDI STRUTTURE DI VENDITA offerta commerciale e/o mista G-SM1: superficie di vendita da mq. 1.501 a mq. 4.500 G-SM2: superficie di vendita da 4.501 mq a 7.500 mq. G-SM3: superficie di vendita da 7.501 mq a 12.000 mq. G-SM4: superficie di vendita oltre 12.000 mq. offerta commerciale extralimentare G-SE1: superficie di vendita da mq. 1.501 a mq. 3.500 G-SE2: superficie di vendita da 3.501 mq a 4.500 mq.
CENTRI COMMERCIALI
rciale extralimentare G-SE1: superficie di vendita da mq. 1.501 a mq. 3.500 G-SE2: superficie di vendita da 3.501 mq a 4.500 mq. G-SE3: superficie di vendita da 4.501 mq a 6.000 mq. G-SE4: superficie di vendita oltre 6.000 mq. CENTRI COMMERCIALI medie strutture di vendita M-CC: superficie di vendita da mq. 151 a mq. 1500 grandi strutture di vendita (oltre i limiti massimi di cui sopra) G-CC1: superficie di vendita fino a 6.000 mq. G-CC2: superficie di vendita da 6.001 mq a 12.000 mq.
limiti massimi di cui sopra) G-CC1: superficie di vendita fino a 6.000 mq. G-CC2: superficie di vendita da 6.001 mq a 12.000 mq. G-CC3: superficie di vendita da 12.001 mq a 18.000 mq. G-CC4: superficie di vendita oltre i 18.000 mq.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 31 L’insediamento delle attività commerciali è vincolato alla verifica di compatibilità della relativa tipologia con la tabella delle compatibilità territoriali dello sviluppo. La modifica o l’aggiunta di un settore merceologico ad un esercizio commerciale in sede fissa e il passaggio da una classe dimensionale all’altra sono soggetti alle norme stabilite
ad un esercizio commerciale in sede fissa e il passaggio da una classe dimensionale all’altra sono soggetti alle norme stabilite per le nuove autorizzazioni relative al trasferimento e alla variazione delle superficie di cui all’art.4 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 32 PARTE SECONDA NORME PARTICOLARI art. 11- VIABILITA' PUBBLICA E PRIVATA 11.1 – Viabilità Pubblica La possibilità di apertura di nuove strade è determinata dalle indicazioni delle tavole di P.R.G.C. e può essere altresì consentita nell'ambito di strumenti urbanistici esecutivi o piani tecnici.
cazioni delle tavole di P.R.G.C. e può essere altresì consentita nell'ambito di strumenti urbanistici esecutivi o piani tecnici. In sede di progetto esecutivo e/o nella redazione di strumenti urbanistici esecutivi il trac- ciato delle strade individuato nel progetto di P.R.G.C. potrà subire delle variazioni senza che queste comportino variante al P.R.G.C. stesso, purché tali variazioni avvengano all'interno delle fasce di rispetto e/o all'interno dell'area assoggettata alla formazione di
, purché tali variazioni avvengano all'interno delle fasce di rispetto e/o all'interno dell'area assoggettata alla formazione di strumento urbanistico esecutivo (S.U.E.) e che, a insindacabile giudizio della Ammini- strazione Comunale, il nuovo tracciato risulti migliorativo e comunque non pregiudichi la razionalità del disegno urbanistico. In sede di formazione degli S.U.E. l’Amministrazione Comunale potrà richiedere che le
hi la razionalità del disegno urbanistico. In sede di formazione degli S.U.E. l’Amministrazione Comunale potrà richiedere che le previsioni di viabilità si estendano anche ad aree esterne a quelle oggetto di intervento al fine di garantire l’interconnessione con gli ambiti adiacenti e adeguati innesti con la viabilità esistente. In tutte le aree di intervento del P.R.G.C. le nuove strade pubbliche o private gravate di uso pubblico dovranno avere le seguenti caratteristiche:
sezione minima utile della carreggiata: al netto dei marciapiedi non inferiore a
intervento del P.R.G.C. le nuove strade pubbliche o private gravate di uso pubblico dovranno avere le seguenti caratteristiche: a - in aree a prevalente destinazione residenziale: sezione minima utile della carreggiata: al netto dei marciapiedi non inferiore a mt 6,00 comprensiva di due marciapiedi laterali di larghezza minima di mt 1,50 non inferiore a mt. 9,00. In assenza di specifiche indicazioni cartografiche, nell’ambito di S.U.E. fatte salve la
sezione minima di carreggiata di m.6,00 e la previsione di almeno un marciapiede
ma di mt 1,50 non inferiore a mt. 9,00. In assenza di specifiche indicazioni cartografiche, nell’ambito di S.U.E. fatte salve la sezione minima di carreggiata di m.6,00 e la previsione di almeno un marciapiede di m.1,50, potranno essere motivate soluzioni diverse in funzione delle specificità del S.U.E. stesso. b - in aree a prevalente destinazione industriale, artigianale, terziaria: Sezione minima utile della carreggiata:al netto dei marciapiedi non inferiore a m.9,00,
Sezione minima utile della carreggiata:al netto dei marciapiedi non inferiore a
one industriale, artigianale, terziaria: Sezione minima utile della carreggiata:al netto dei marciapiedi non inferiore a m.9,00, comprensiva di due marciapiedi laterali di larghezza minima di m.1,50 cadauno, non inferiore a m.12,00. In alternativa, per giustificati motivi migliorativi, potrà essere previsto un solo marciapiede di dimensioni doppie. c - in aree agricole : sezione minima utile tutte le strade al servizio della attività agricola non inferiore a m.4,00, escluse banchine e fossi laterali.
ione minima utile tutte le strade al servizio della attività agricola non inferiore a m.4,00, escluse banchine e fossi laterali. Ai sensi dell'art.28 della L.U.R. non possono essere autorizzate, di norma, opere rela- tive ad accessi veicolari diretti sulle strade provinciali, per tratti lungo i quali queste at- traversano parti di territorio destinato ad uso agricolo o di tutela ambientale; detti accessi potranno avere solo a mezzo di deviazioni, adeguatamente attrezzate e opportunamente
icolo o di tutela ambientale; detti accessi potranno avere solo a mezzo di deviazioni, adeguatamente attrezzate e opportunamente distanziate dall’asse stradale provinciale. Sulla strada provinciale non possono inoltre essere autorizzati accessi veicolari diretti a
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 33 servizio di singoli edifici né l'apertura di deviazioni stradali di servizio a gruppi di edifici se non per mezzo di opportuno organico progetto di sistemazione veicolare. Tutte le strade a fondo cieco, ad eccezione di quelle agricole, dovranno avere uno slargo in cui sia inscrivibile un cerchio di mt 15,00 di diametro minimo se in aree a destinazione
agricole, dovranno avere uno slargo in cui sia inscrivibile un cerchio di mt 15,00 di diametro minimo se in aree a destinazione residenziale e di m.20,00 se in aree a diversa destinazione. Tale slargo dovrà essere previsto anche ad intervalli non superiori a m.100 di tracciato stradale. 11.2 – Viabilità Privata Fatto salvo quanto previsto al precedente art.5, le strade private al servizio di oltre 4 unità immobiliari con destinazione residenziale o in presenza di unità immobiliari con
le strade private al servizio di oltre 4 unità immobiliari con destinazione residenziale o in presenza di unità immobiliari con destinazioni diverse dalla residenza dovranno avere sezione minima di m.5,00. La se- zione minima è elevata a m.7,50 nel caso in cui la strada sia al servizio di unità immobi- liari con destinazione produttiva. Le strade private a fondo cieco dovranno avere lo slargo indicato al precedente punto 11.1.
liari con destinazione produttiva. Le strade private a fondo cieco dovranno avere lo slargo indicato al precedente punto 11.1. Si può prescindere dalla realizzazione della piazzola di manovra nel caso di strada al servizio di unità immobiliari destinate alla residenza in numero non superiore a 2 o avente le seguenti caratteristiche:
- sviluppo inferiore a m.30 con sezione di almeno m.6
- sviluppo inferiore a m.60 con sezione di almeno m.9.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 34 art. 12 - ALLINEAMENTI E ARRETRAMENTI SUI CIGLI STRADALI Gli allineamenti e gli arretramenti degli edifici dai cigli stradali sono individuati sulle tavole di P.R.G.C.. In difetto di indicazioni specifiche valgono le seguenti norme, articolate per diversi tipi di intervento: a) per interventi su edifici esistenti in ambiti consolidati vanno osservati gli allineamenti in atto;
versi tipi di intervento: a) per interventi su edifici esistenti in ambiti consolidati vanno osservati gli allineamenti in atto; b) per interventi di nuovo impianto, completamento, ampliamento, ristrutturazione, de- molizioni e conseguenti ricostruzioni, la distanza minima dal ciglio strada, (come definito all’art.8.4) è di norma: per strade di larghezza fino a mt. 7,00 – distanza di mt. 5,00; per strade di larghezza compresa fra 7,00 e 15,00 – distanza di mt. 7,50;
di larghezza fino a mt. 7,00 – distanza di mt. 5,00; per strade di larghezza compresa fra 7,00 e 15,00 – distanza di mt. 7,50; per aree a destinazione produttiva, industriale, artigianale, terziaria: distanza di mt. 10,00; Ove gli interventi sono soggetti a S.U.E., può essere consentita la deroga a tale misura per particolari e giustificati motivi architettonici o di composizione urbanistica, sempreché relativa alla viabilità secondaria interna all'insediamento;
cati motivi architettonici o di composizione urbanistica, sempreché relativa alla viabilità secondaria interna all'insediamento; c) per gli interventi in aree agricole si applicano i disposti degli artt.4 e 5 del D.M. 01/04/68 n.1404, qui richiamati: strade di tipo C – distanza di mt. 30,00 strade di tipo D – distanza di mt. 20,00. Interventi consentiti nelle fasce di rispetto: Nelle fasce di rispetto sono consentiti unicamente: percorsi pedonali e ciclabili;
erventi consentiti nelle fasce di rispetto: Nelle fasce di rispetto sono consentiti unicamente: percorsi pedonali e ciclabili; piantumazioni e sistemazioni a verde, conservazione dello stato di natura o delle coltivazioni agricole; recinzioni (secondo i disposti e le prescrizioni di cui al successivo articolo 13); parcheggi pubblici o di uso pubblico esclusivamente nella forma a raso (con esclusione di realizzazione di strutture in elevazione o in sottosuolo);
di uso pubblico esclusivamente nella forma a raso (con esclusione di realizzazione di strutture in elevazione o in sottosuolo); realizzazione di chioschi e limitate attrezzature prefabbricate a servizio della cir- colazione (circ. n.1350 del 10/10/68 del Ministero LL.PP.- Direzione Generale A.N.A.S.) cabine elettriche di trasformazione di cui al precedente art.10 nonché attrezza- ture di rete per la erogazione di pubblici servizi a condizione che siano garantiti
di cui al precedente art.10 nonché attrezza- ture di rete per la erogazione di pubblici servizi a condizione che siano garantiti adeguati spazi di sosta per gli automezzi di servizio, all’esterno della carreggiata stradale. Impianti a titolo precario per la distribuzione del carburante, opportunamente in- tervallati. Per gli edifici esistenti nelle fasce di rispetto e di arretramento di cui al presente articolo sono ammessi interventi di cat. A – B – C - D del precedente art.9.
ce di rispetto e di arretramento di cui al presente articolo sono ammessi interventi di cat. A – B – C - D del precedente art.9. Gli interventi di sostituzione edilizia sono consentiti a condizione che la ricostruzione
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 35 dell’edificio avvenga interamente all’esterno della fascia di rispetto o di arretramento pre- vista. Gli impianti per la distribuzione di carburante esistenti lungo la strada provinciale rica- denti in adiacenza alle aree sature del capoluogo e alle aree sature esterne sono con- fermati nella loro ubicazione e appositamente identificati con apposita sigla "Dc". In essi
e alle aree sature esterne sono con- fermati nella loro ubicazione e appositamente identificati con apposita sigla "Dc". In essi valgono le norme di settore e sono ammesse le destinazioni d'uso sotto indicate e gli interventi volti alla realizzazione e alla manutenzione delle medesime, da attuarsi me- diante concessione edilizia o altra forma di assentibilità ove prevista dalle vigenti leggi: distribuzione di carburanti o altre sostanze combustibili;
ia o altra forma di assentibilità ove prevista dalle vigenti leggi: distribuzione di carburanti o altre sostanze combustibili; manutenzione e assistenza per gli autoveicoli per non più di 150 mq; lavaggio manuale e/o automatico degli autoveicoli; spazi funzionali per la commercializzazione di accessori per autoveicoli in misura non superiore a100 mq. per impianto; uffici e servizi igienici funzionali all'impianto in misura non superiore a mq 50.
misura non superiore a100 mq. per impianto; uffici e servizi igienici funzionali all'impianto in misura non superiore a mq 50. Tutti gli interventi realizzati o esistenti nelle fasce di rispetto dovranno comunque garan- tire condizioni di visibilità e sicurezza connesse alla circolazione stradale.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 36 art. 13 - RECINZIONI Nel termine “recinzioni” si intendono anche le siepi arboree continue aventi lo scopo di delimitare una proprietà o parte di essa. Non si considerano “recinzioni” ai fini della applicazione delle norme contenute nel pre- sente articolo, le opere di delimitazione di un fondo quando si tratti di semplici misure
cazione delle norme contenute nel pre- sente articolo, le opere di delimitazione di un fondo quando si tratti di semplici misure protettive della proprietà privata prive di rilevanza urbanistico - edilizia ed inidonee a determinare una trasformazione durevole del fondo quali: siepi vive (o siepi morte, in legno) anche a carattere stagionale, tenute ad altezza non superiore a m.1,00; opere precarie quali barriere trasparenti realizzate mediante fili metallici o mate-
tenute ad altezza non superiore a m.1,00; opere precarie quali barriere trasparenti realizzate mediante fili metallici o mate- riali similari, su pali in legno semplicemente infissi nel terreno, forniti di segnala- zione visiva idonea ad impedire incidenti. Le delimitazioni di cui al precedente comma, nei tratti fronteggianti strade pubbliche o di uso pubblico, devono in ogni caso rispettare la distanza minima di m.1,00 dal confine stradale (art.8.5 delle presenti NTA).
di uso pubblico, devono in ogni caso rispettare la distanza minima di m.1,00 dal confine stradale (art.8.5 delle presenti NTA). Le caratteristiche tipologiche delle recinzioni sono definite dal Regolamento Edilizio. E' facoltà della Civica Amministrazione, richiedere in sede di esame dei progetti di recin- zione opportune modifiche dimensionali e/o tipologiche tali da omogeneizzare l'inter- vento richiesto con l'ambiente circostante oppure per coordinarlo a soluzioni di arredo
pologiche tali da omogeneizzare l'inter- vento richiesto con l'ambiente circostante oppure per coordinarlo a soluzioni di arredo urbano in fase di elaborazione. Rientra nelle facoltà di cui sopra la richiesta relativa ad eventuali smussi negli incroci tra strade di interesse pubblico. I progetti per la realizzazione di recinzioni in fregio alle strade provinciali dovranno otte- nere l'approvazione dei competenti uffici della Provincia di Torino.
recinzioni in fregio alle strade provinciali dovranno otte- nere l'approvazione dei competenti uffici della Provincia di Torino. Nelle aree agricole la realizzazione dello zoccolo è ammesso soltanto per la delimita- zione di aree di pertinenza di fabbricati esistenti, secondo la definizione di cui al prece- dente art.8 punto 8.1. 13.1 Arretramenti
- In via generale, in assenza di prescrizioni più specifiche fissate dal PRGC e fatti salvi
art.8 punto 8.1. 13.1 Arretramenti
- In via generale, in assenza di prescrizioni più specifiche fissate dal PRGC e fatti salvi maggiori arretramenti determinati dalle prescrizioni in materia di parcheggi e di dismis- sioni di servizi pubblici, l’arretramento minimo delle recinzioni dal confine delle strade pubbliche è prescritto in mt 3,00 per le strade comunali e mt. 5,00 per le strade provin- ciali;
- Si può derogare alle succitate distanze nei tratti insistenti all’interno dei centri abitati,
00 per le strade provin- ciali; 2. Si può derogare alle succitate distanze nei tratti insistenti all’interno dei centri abitati, come delimitati ai sensi dell’art.4 del codice della strada, qualora preesista un allinea- mento consolidato in atto che, su proposta documentata e motivata dell’Ufficio Tecnico, l’Amministrazione C.le intende confermare. 3. In ogni caso devono essere garantite le larghezze complessive minime delle strade pre-
ministrazione C.le intende confermare. 3. In ogni caso devono essere garantite le larghezze complessive minime delle strade pre- viste al precedente articolo 12, ai cui disposti qui di seguito sinteticamente richiamati, si rimanda: mt 9,00 per strade in aree a prevalente destinazione residenziale; mt 12,00 per strade in aree a prevalente destinazione industriale, artigianale. ter- ziaria: 4. Nei casi in cui la sezione stradale esistente non raggiunga le dimensioni minime soprac-
dustriale, artigianale. ter- ziaria: 4. Nei casi in cui la sezione stradale esistente non raggiunga le dimensioni minime soprac- citate il riferimento è al centro strada esistente o a quello previsto dal Comune, se diverso
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 37 da questi, e la distanza da tenere è pari alla metà della sezione minima stradale soprain- dicata. 5. Le nuove recinzioni dovranno inoltre rispettare le seguenti distanze minime: dalla linea ferroviaria: mt.6,00 dalla più vicina rotaia e comunque a mt. 2,00 dal ciglio degli sterri o dal piede dei rilevati, a norma del tit. III del D.P.R. 11/07/1980
vicina rotaia e comunque a mt. 2,00 dal ciglio degli sterri o dal piede dei rilevati, a norma del tit. III del D.P.R. 11/07/1980 n.753 fatte salve eventuali deroghe che possano essere autorizzate dall’Ente in- teressato. dalle sponde dei torrenti: mt. 5,00, salvo diverse e più restrittive disposizioni det- tate dalle presenti norme in relazione alle risultanze dell’indagine geologica;. 13.2 - Accessi carrai
- Ai sensi dell'art.28 L.R. n.56/77 e s.m.i. non possono essere autorizzate opere relative
ne geologica;. 13.2 - Accessi carrai
- Ai sensi dell'art.28 L.R. n.56/77 e s.m.i. non possono essere autorizzate opere relative ad accessi veicolari diretti sulle strade provinciali, per tratti lungo i quali queste attraver- sano parti di territorio destinato ad uso agricolo o di tutela ambientale; detti accessi, nelle aree urbanizzate, adeguatamente attrezzati e distanziati dagli assi stradali provinciali, potranno avvenire solo a mezzo di derivazioni nei modi previsti dalle disposizioni del
tanziati dagli assi stradali provinciali, potranno avvenire solo a mezzo di derivazioni nei modi previsti dalle disposizioni del nuovo codice della strada. 2. In tutto il territorio comunale non possono inoltre essere autorizzati accessi veicolari di- retti su strade provinciali di singoli edifici, né l'apertura di derivazioni stradali di servizio a gruppi di edifici se non per mezzo di opportuno organico progetto di sistemazione vei- colare, congruente con le norme del citato nuovo codice della strada.
mezzo di opportuno organico progetto di sistemazione vei- colare, congruente con le norme del citato nuovo codice della strada. 3. Gli accessi carrai dovranno essere arretrati delle sottoindicate misure dal ciglio stradale, ed avere idoneo invito a sguincio su entrambi i lati. per gli insediamenti residenziali ed agricoli: m.5. per gli insediamenti produttivi e commerciali m.8 ed avere una larghezza minima di m.6. 4. Possono essere ammesse specifiche deroghe ai succitati arretramenti, a condizione che
8 ed avere una larghezza minima di m.6. 4. Possono essere ammesse specifiche deroghe ai succitati arretramenti, a condizione che venga prevista l’installazione di un cancello con apertura automatica, nei seguenti casi: Nuovi accessi carrai al servizio di edifici esistenti, realizzati anteriormente alla adozione del PRGC vigente, per i quali esistano oggettive situazioni di incompa- tibilità con la preesistenza, opportunamente documentate e motivate, e sia ac-
i quali esistano oggettive situazioni di incompa- tibilità con la preesistenza, opportunamente documentate e motivate, e sia ac- certata la impossibilità di rispettare l’arretramento previsto; Nel Centro Storico.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 38 art. 14 VERANDE In tutte le aree di PRGC, ad esclusione del Centro Storico e degli edifici di valore storico o documentario, è ammessa la realizzazione di strutture di protezione climatica perma- nente denominate verande, per la chiusura di balconi, logge, terrazzi, alle seguenti con- dizioni: la realizzazione di verande è ammessa nel limite di una per ogni unità immobiliare
ogge, terrazzi, alle seguenti con- dizioni: la realizzazione di verande è ammessa nel limite di una per ogni unità immobiliare residenziale; per gli edifici con tipologia diversa dalla unifamiliare isolata venga preventiva- mente presentato un progetto unitario esteso a tutto l’edificio al quale ogni suc- cessivo intervento sarà tenuto a informarsi; impiego di materiali e soluzioni progettuali coerenti con i materiali e la tipologia
sivo intervento sarà tenuto a informarsi; impiego di materiali e soluzioni progettuali coerenti con i materiali e la tipologia dell'edificio esistente o in progetto e in particolare impiego di elementi strutturali leggeri e tamponamenti in vetro o altro materiale trasparente; la superficie in pianta non può superare i mq. 9,00 e la profondità dovrà essere compresa nel limite di m. 2,00; La superficie finestrata di ciascun locale interno apribile sulla veranda non deve
ovrà essere compresa nel limite di m. 2,00; La superficie finestrata di ciascun locale interno apribile sulla veranda non deve essere inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento del locale stesso e la su- perficie finestrata della veranda apribile verso l'esterno non inferiore ad 1/8 della somma delle superfici dei pavimenti della veranda e di tutti i locali aprentisi sulla medesima. Le cucine o i locali con posto di cottura e i servizi igienici che si aprono sulle
di tutti i locali aprentisi sulla medesima. Le cucine o i locali con posto di cottura e i servizi igienici che si aprono sulle verande siano muniti di un adeguato impianto di aspirazione forzata con scarico diretto all'esterno. Non vengano eliminate le chiusure interposte tra la veranda e i locali interni che su essa si affacciano. Non vengano installati nelle verande corpi od apparecchi riscaldanti di qualsiasi tipo, apparecchi igienico-sanitari, impianti di cucine ed altre apparecchiature od
corpi od apparecchi riscaldanti di qualsiasi tipo, apparecchi igienico-sanitari, impianti di cucine ed altre apparecchiature od arredi atti a mutare le caratteristiche di volume tecnico accessorio a servizio dell'unità immobiliare interessata. Qualora siano presenti all'interno delle verande tubazioni di distribuzione del gas a monte dei misuratori o i misuratori stessi, la veranda sia resa direttamente o permanentemente comunicante con l'esterno mediante una apertura priva di ve-
suratori stessi, la veranda sia resa direttamente o permanentemente comunicante con l'esterno mediante una apertura priva di ve- tro situata nella parte superiore ed avente superficie non inferiore ad 1/30 della superficie del pavimento della veranda con un minimo di mq 0,2. Tubazioni e misuratore potranno anche essere collocati in un settore della ve- randa separato dalla restante parte con apposita parete divisoria purché esso sia
anche essere collocati in un settore della ve- randa separato dalla restante parte con apposita parete divisoria purché esso sia ventilato con le stesse modalità di cui sopra e reso accessibile per l'ispezione.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 39 art. 15 BASSI FABBRICATI E TETTOIE La realizzazione di bassi fabbricati e tettoie aperte è ammessa in tutte le aree di PRGC ad esclusione delle zone destinate ad attrezzature e servizi pubblici, esclusivamente al servizio di edifici esistenti aventi destinazioni residenziali. Nel Centro Storico sono ammesse nel rispetto dei limiti dettati dal successivo art.22;
istenti aventi destinazioni residenziali. Nel Centro Storico sono ammesse nel rispetto dei limiti dettati dal successivo art.22; La realizzazione di tali manufatti può avvenire in deroga agli indici di densità fondiaria e/o territoriale e ai rapporti di copertura previsti per ciascuna zona urbanistica, qualora rispettino i seguenti limiti:
- Destinazioni d'uso: Accessorie alla residenza, quali: autorimesse, lavanderie, ripostigli, deposito attrezzi, serre, ricovero animali domestici a da cortile, ecc….
residenza, quali: autorimesse, lavanderie, ripostigli, deposito attrezzi, serre, ricovero animali domestici a da cortile, ecc…. Nel caso di ricovero animali domestici e/o da cortile, rispetto di tutte le norme igienico sanitarie vigenti proprie e nei confronti di terzi. -Superficie coperta: dei bassi fabbricati esistenti e in progetto non superiore ad 1/10 del volume delle unità immobiliari di cui costituiscono pertinenza, nel limite del rapporto di
in progetto non superiore ad 1/10 del volume delle unità immobiliari di cui costituiscono pertinenza, nel limite del rapporto di copertura di 1/10 della superficie libera da costruzioni. In deroga ai rapporti sopraccitati è consentita una dotazione minima di mq.20 per ogni unità immobiliare; -Altezza (da computarsi con gli stessi criteri assunti per i fabbricati principali di cui al precedente art.7):
- mt. 4,00 al colmo, e m. 2,50 alla gronda (art.7.5 delle NTA), se copertura a falde;
ti principali di cui al precedente art.7):
- mt. 4,00 al colmo, e m. 2,50 alla gronda (art.7.5 delle NTA), se copertura a falde;
- mt 2,50 all'estradosso del solaio, se copertura piana, Coperture:
- in via prioritaria, coperture a falde inclinate con il manto in tegole di cotto o di cemento; Nei casi in cui sia dimostrata la impossibilità di realizzare la copertura con pendenza minima del 25% è ammessa la possibilità di impiegare materiali alternativi aventi caratteristiche estetiche similari alle tegole.
inima del 25% è ammessa la possibilità di impiegare materiali alternativi aventi caratteristiche estetiche similari alle tegole.
- in via subordinata (solo per i bassi fabbricati), coperture piane, limitatamente nei casi di situazioni ambientali nelle quali siano già presenti ovvero di progetto architettonico unitario e coordinato con i fabbricati principali.
- Materiali uniformati con quelli dei fabbricati esistenti adiacenti e con gli stessi armoniz-
nato con i fabbricati principali.
- Materiali uniformati con quelli dei fabbricati esistenti adiacenti e con gli stessi armoniz- zati e inammissibilità dell'impiego di materiali e/o soluzioni di chiusura e tamponamento di tipo precario che contrastino con il comune senso estetico.
- Possibilità di realizzazione:
- in adiacenza ai fabbricati principali, purché ne risulti costituito un complesso architettonico organico o se in presenza di costruzioni a schiera, e nel rispetto
ali, purché ne risulti costituito un complesso architettonico organico o se in presenza di costruzioni a schiera, e nel rispetto delle prescrizioni rispetto alle distanze dai confini di cui al presente articolo;
- in zona urbanistica diversa da quella su cui insiste l’edificio principale purchè insistente su area di pertinenza dell’edificio medesimo (art.8.1 delle presenti NTA) o a contatto con questa.
- con tipologia isolata, quando non siano possibili realizzazioni in adiacenza, alle seguenti condizioni:
a contatto con questa.
- con tipologia isolata, quando non siano possibili realizzazioni in adiacenza, alle seguenti condizioni:
- Distanza minima di mt. 5,00 dai fabbricati principali, sia ricadenti sullo stesso lotto sia ricadenti sui lotti confinanti, fatto salvo il rispetto della distanza minima di m.3,00 di cui all’art.19.2;
- Distanza minima dai confini: mt 1,50.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 40 E’ ammessa la costruzione direttamente sul confine di proprietà per altezze non superiori a m. 3,00 misurati da qualsiasi punto dell’estradosso della copertura ricadente in una fascia posta a m.3,00 dal confine di proprietà rispetto al piano di campagna del terreno confinante e a condizione che lo sviluppo del basso fabbricato sul confine sia inferiore a
etto al piano di campagna del terreno confinante e a condizione che lo sviluppo del basso fabbricato sul confine sia inferiore a m. 12,00, salvo deroghe in caso di assenso della proprietà confinante. art. 16 - FABBRICATI E MANUFATTI PERTINENZIALI
- Si definiscono pertinenze i fabbricati accessori, i manufatti e gli impianti funzionalmente connessi e di servizio esclusivo, nell'uso, all'edificio principale e alle unità immobiliari di
ti e gli impianti funzionalmente connessi e di servizio esclusivo, nell'uso, all'edificio principale e alle unità immobiliari di cui è costituito, e che comunque non comportino aggravio sulle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. 2. Le strutture pertinenziali devono sempre essere riferite all'unità immobiliare principale, della quale costituiscono elemento di completamento della funzione primaria e non pos- sono essere utilizzate disgiuntamente dall’unità medesima né per destinazioni d’uso di-
mento della funzione primaria e non pos- sono essere utilizzate disgiuntamente dall’unità medesima né per destinazioni d’uso di- verse da quelle per cui ne è stata concessa l’edificazione. Inoltre non possono essere frazionate dall’edificio a cui sono asservite né cedute disgiuntamente dall’edificio mede- simo. 3. La documentazione tecnica allegata alla istanza o alla DIA con la quale viene richiesta l’edificazione di tali manufatti deve chiaramente indicare l’unità immobiliare alla quale le
la DIA con la quale viene richiesta l’edificazione di tali manufatti deve chiaramente indicare l’unità immobiliare alla quale le pertinenze sono legate da vincolo. 4. Salvo eventuali specifiche deroghe riportate sulle presenti norme, le pertinenze devono comunque giacere sull’area asservita all’edificio principale intendendosi per tale quella definita all’art.8 delle presenti norme. 5. Le strutture pertinenziali sono le seguenti:
principale intendendosi per tale quella definita all’art.8 delle presenti norme. 5. Le strutture pertinenziali sono le seguenti: a) I bassi fabbricati e le tettoie destinati a deposito ed autorimessa, aventi le caratteri- stiche e nei limiti di superficie indicati al precedente art.15; b) I fabbricati interrati destinati a cantina, autorimessa, deposito ed altri usi comunque accessori all’abitazione, nel limite della superficie coperta dell’edificio principale in-
messa, deposito ed altri usi comunque accessori all’abitazione, nel limite della superficie coperta dell’edificio principale in- crementata del 50%. Si considerano interrati i fabbricati totalmente interrati da al- meno 3 lati. c) I volumi tecnici di cui al precedente art.8; d) I porticati e le pensiline realizzate in adiacenza agli edifici esistenti, nel limite del 25% della superficie coperta dell’edificio medesimo, fatto salvo il rispetto del rap- porto di copertura ammesso.
nel limite del 25% della superficie coperta dell’edificio medesimo, fatto salvo il rispetto del rap- porto di copertura ammesso. e) Le recinzioni, i muri di contenimento e le cancellate (art.13 delle presenti NTA); f) Le pavimentazioni esterne, delle aree di pertinenza di edifici esistenti, a condizione che sia previsto un idoneo sistema di smaltimento delle acque meteoriche; g) Le serre domestiche per la protezione di piante, fiori e ortaggi limitatamente alle
ma di smaltimento delle acque meteoriche; g) Le serre domestiche per la protezione di piante, fiori e ortaggi limitatamente alle superfici occorrenti per la produzione destinata all’autoconsumo, che complessiva- mente, non possono superare il 50% della superficie coperta dell’edificio, al netto dei porticati. h) Impianti all’aperto per la pratica di attività sportive o del tempo libero (es: piscine, campi da tennis, calcetto, bocce, ecc…) realizzati ad uso esclusivo dei residenti,
ità sportive o del tempo libero (es: piscine, campi da tennis, calcetto, bocce, ecc…) realizzati ad uso esclusivo dei residenti, qualora non comportino la realizzazione di fabbricati, né di strutture emergenti oltre m.3 dal piano di campagna. i) Altri impianti ed infrastrutture quali: trivellazione di pozzi ad uso domestico, installa- zione di serbatoi e impianti esterni per la produzione di energia, (impianti fotovoltaici
e di pozzi ad uso domestico, installa- zione di serbatoi e impianti esterni per la produzione di energia, (impianti fotovoltaici e a pannelli solari), impianti per il trattamento e lo smaltimento delle acque reflue e
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 41 relative reti di scarico; linee di allacciamento alle reti infrastrutturali (acquedottisti- che, fognarie, elettriche, telefoniche, del gas), impianti di illuminazione esterna. j) Altri manufatti quali: forni, barbecue, fontane, fioriere, pergole, gazebi, nel limite di superficie coperta complessiva pari al 25% dell’edificio a cui sono asserviti.
fontane, fioriere, pergole, gazebi, nel limite di superficie coperta complessiva pari al 25% dell’edificio a cui sono asserviti. 6. Nelle zone di Centro Storico e Nuclei Rurali le strutture pertinenziali debbono rispettare le caratteristiche riportate nella normativa di zona e le opere di cui ai precedenti punti 1) 3) 4) 5) 7) 8) 9) 10), eventualmente consentite dalle presenti norme, sono da considerarsi nuova costruzione, ai sensi dell’art.3 del D.P.R. 6/6/2001 n.380.
ualmente consentite dalle presenti norme, sono da considerarsi nuova costruzione, ai sensi dell’art.3 del D.P.R. 6/6/2001 n.380. 7. Tutti i manufatti pertinenziali citati nel presente articolo non concorrono alla verifica degli indici di densità fondiaria e territoriale prescritti dal PRGC.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 42 art. 17 - PARCHEGGI PRIVATI
- Fatta salva la dotazione di parcheggi pubblici costituenti standard urbanistico a norma dell’art.21 della L.R. n.56/77, tutti gli interventi di nuova costruzione, completamento, ristrutturazione edilizia con recupero di volumi o incremento delle unità immobiliari e so-
di nuova costruzione, completamento, ristrutturazione edilizia con recupero di volumi o incremento delle unità immobiliari e so- stituzione edilizia sono subordinati alla disponibilità delle seguenti quantità minime di superfici destinate a parcheggi privati: a) per la destinazione residenziale: 1 mq. ogni 10 mc. di costruzione; b) per le destinazioni direzionale, commerciale, terziaria, turistico - ricettiva: 1 mq. ogni 3,5 mq. di Superficie Lorda di Pavimento.
le destinazioni direzionale, commerciale, terziaria, turistico - ricettiva: 1 mq. ogni 3,5 mq. di Superficie Lorda di Pavimento. c) per la destinazione produttiva: 10 mq. per ogni addetto teorico; Per gli interventi di Nuovo Impianto e sostituzione edilizia la dotazione minima non può comunque essere inferiore al 10% della superficie fondiaria. 2. La dotazione minima di posti auto è determinata dividendo per 20 la superficie di cui al
e al 10% della superficie fondiaria. 2. La dotazione minima di posti auto è determinata dividendo per 20 la superficie di cui al precedente comma 1 e arrotondando per eccesso il risultato; Deve essere comunque garantita una dotazione minima di 1 posto auto per ogni unità immobiliare, elevabile a 2 posti auto nel caso di interventi di nuova costruzione con destinazione residenziale. 3. Gli addetti teorici sono calcolati secondo il parametro di mq.75/addetto di superficie lorda di pavimento.
ione residenziale. 3. Gli addetti teorici sono calcolati secondo il parametro di mq.75/addetto di superficie lorda di pavimento. 4. Sono esonerati dall’obbligo di reperimento della dotazione di cui al comma 1 gli interventi da attuarsi nelle zone di Centro Storico e Nuclei Rurali che non siano soggetti a forma- zione di SUE qualora sia dimostrata l’impossibilità di individuare le superfici occorrenti. 5. Le superfici di cui al comma 1 devono essere reperite in aree adiacenti alle costruzioni
individuare le superfici occorrenti. 5. Le superfici di cui al comma 1 devono essere reperite in aree adiacenti alle costruzioni di cui costituiscono pertinenza e la loro localizzazione deve essere individuata sull’ela- borato grafico allegato alla istanza di rilascio del titolo abilitativo. 6. Per gli interventi di nuova costruzione e sostituzione edilizia che non prevedano già il reperimento degli standard a parcheggi pubblici, almeno la metà della dotazione deve
tituzione edilizia che non prevedano già il reperimento degli standard a parcheggi pubblici, almeno la metà della dotazione deve essere localizzata all’esterno delle recinzioni.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 43 art.18 - CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE DI INSEDIAMENTO COMMERCIALE E INDIVIDUAZIONE DELLA COMPATIBILITA’ TERRITORIALE DI SVILUPPO DELLE STRUTTURE DISTRIBUTIVE La tav.”2/C” di Piano Regolatore “Individuazione delle localizzazioni e degli addensamenti commerciali” (scala 1/5000) individua, in conformità a quanto disposto dall’art.4 della L.R.
localizzazioni e degli addensamenti commerciali” (scala 1/5000) individua, in conformità a quanto disposto dall’art.4 della L.R. n.28/1999, i seguenti addensamenti e localizzazioni commerciali: Addensamento storico rilevante “A1” (Centro Storico); Addensamento Minore “A4”; n. 2 localizzazioni commerciali urbane non addensate “L1”; I perimetri dell’addensamento A1 e delle localizzazioni delimitano le aree all’interno delle
merciali urbane non addensate “L1”; I perimetri dell’addensamento A1 e delle localizzazioni delimitano le aree all’interno delle quali sono insediabili gli esercizi commerciali che dovranno essere totalmente ricadenti all’interno della delimitazione cartograficamente individuata, comprese le pertinenze. L’addensamento “A4” è individuato dai fronti strada su via Circonvallazione e su via To- rino; La compatibilità territoriale dello sviluppo di ciascuna delle tipologie di strutture distributive
vallazione e su via To- rino; La compatibilità territoriale dello sviluppo di ciascuna delle tipologie di strutture distributive è riportata nei criteri commerciali adottati dal Consiglio Comunale ai sensi della DCR n. 59-10831/2006. La verifica di compatibilità territoriale dello sviluppo è vincolante ed inderogabile in sede di nuova apertura, di variazione di superficie di vendita, di trasferimento di esercizi com-
vincolante ed inderogabile in sede di nuova apertura, di variazione di superficie di vendita, di trasferimento di esercizi com- merciali, di modifica o di aggiunta di settore merceologico e di rilascio di titolo abilitativo edilizio relativo a insediamenti commerciali. Ai sensi dell’art.22, comma 2, della D.C.R. n.563/13414 del 29/10/1999, le localizzazioni commerciali “L1”, non espressamente individuate sulla tav.n. .”2/C” sono eventualmente
3/13414 del 29/10/1999, le localizzazioni commerciali “L1”, non espressamente individuate sulla tav.n. .”2/C” sono eventualmente riconoscibili, in sede di esame delle istanze, attraverso il rispetto di tutti i seguenti criteri e parametri: Y.1 Ampiezza della perimetrazione per il calcolo dei residenti ml. 500 X.1 Numero dei residenti entro il raggio di cui il parametro Y.1 min n.1.000 J.1 Distanza stradale massima dalla perimetrazione del nucleo resi- denziale ml.500
l raggio di cui il parametro Y.1 min n.1.000 J.1 Distanza stradale massima dalla perimetrazione del nucleo resi- denziale ml.500 M.1 Dimensione massima della localizzazione mq. 20.000 Il parametro X.1 s’intende soddisfatto anche con valori ridotti di non più del 20%. I parametri Y.1 e J.1 si possono modificare del 40% con motivazioni. L’insediamento degli esercizi di vicinato, fatte salve le prescrizioni di cui al successivo
modificare del 40% con motivazioni. L’insediamento degli esercizi di vicinato, fatte salve le prescrizioni di cui al successivo art.4, è consentito anche esternamente agli addensamenti e alle localizzazioni commer- ciali, compatibilmente con la destinazione d’uso riconosciuta dal Piano Regolatore Gene- rale e dagli Strumenti Urbanistici Esecutivi approvati. L’insediamento delle medie e grandi strutture di vendita sono consentite esclusivamente
rumenti Urbanistici Esecutivi approvati. L’insediamento delle medie e grandi strutture di vendita sono consentite esclusivamente negli addensamenti e nelle localizzazioni commerciali sopra indicati, compatibilmente con la destinazione d’uso riconosciuta dal Piano Regolatore Generale e dagli Strumenti Ur- banistici Esecutivi approvati.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 44 art.19 - MODALITÀ APPLICATIVE DI ALCUNI PARAMETRI EDILIZI 19.1 – Distanza dai confini
- La distanza minima da rispettare per gli interventi di nuova edificazione, ampliamento e sopraelevazione, sostituzione edilizia di edifici dai confini di proprietà è pari alla metà dell'altezza con un minimo di m.5,00.
opraelevazione, sostituzione edilizia di edifici dai confini di proprietà è pari alla metà dell'altezza con un minimo di m.5,00. 2. L'edificazione a distanza inferiore potrà avvenire unicamente nel caso ricorra una delle seguenti condizioni: a. Per i locali seminterrati ad uso accessorio alle abitazioni a condizione che l’altezza in estradosso del solaio sistemato non sia maggiore di mt 0,70 rispetto al piano di campagna del terreno confinante.
e l’altezza in estradosso del solaio sistemato non sia maggiore di mt 0,70 rispetto al piano di campagna del terreno confinante. b. esista accordo tra i proprietari confinanti sancito con atto di vincolo; c. in presenza di edifici progettati unitariamente nell’ambito di Strumenti Urbanistici Esecutivi o Permesso di Costruire Convenzionato. d. preesista sul confine di proprietà un edificio con parete non finestrata; nel qual caso
Permesso di Costruire Convenzionato. d. preesista sul confine di proprietà un edificio con parete non finestrata; nel qual caso il nuovo edificio o l’ampliamento da realizzare potrà andare in adiacenza alla parete esistente nei limiti di sagoma della parete medesima; e. per le lievi sopraelevazioni consentite nell’ambito dell’intervento di ristrutturazione edilizia e per la formazione di abbaini nelle falde di tetto;
vazioni consentite nell’ambito dell’intervento di ristrutturazione edilizia e per la formazione di abbaini nelle falde di tetto; f. per i fabbricati e manufatti pertinenziali alle condizioni e nei limiti di cui al precedente art.16; g. per gli interventi nel Nucleo Storico; h. per gli interventi diretti alla eliminazione delle barriere architettoniche ai sensi dell’art.3 della Legge 9 gennaio 1989 n.13. 3. Per tutti i casi di deroga previsti dai punti a) e), f), g) succitati valgono comunque le norme
la Legge 9 gennaio 1989 n.13. 3. Per tutti i casi di deroga previsti dai punti a) e), f), g) succitati valgono comunque le norme del Codice Civile. 4. I manufatti di pertinenza delle abitazioni quali forni, barbecue, gazebo, ecc...di cui al precedente art.16 comma 5 punto j), ancorché prefabbricati e/o semplicemente appog- giati al suolo, devono rispettare la distanza minima dai confini di proprietà di m.1,50, fatte salve eventuali deroghe tra i confinanti per distanze inferiori e comunque nel rispetto di
confini di proprietà di m.1,50, fatte salve eventuali deroghe tra i confinanti per distanze inferiori e comunque nel rispetto di ogni altra normativa in materia di igiene e sicurezza. 19.2 – Distanza fra fabbricati
- Fra pareti finestrate è prescritta la distanza minima pari all’altezza del fabbricato più alto con un minimo di m.10.
- E’ ammessa la deroga alla distanza di cui sopra per le pareti facenti parte di edifici che
to più alto con un minimo di m.10. 2. E’ ammessa la deroga alla distanza di cui sopra per le pareti facenti parte di edifici che formano un unico corpo a condizione che venga garantita una distanza minima di m.6. 3. Le distanze di cui ai commi precedenti sono da rispettare anche in caso di sostituzione edilizia e di sopraelevazione e quando una sola delle pareti sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a m.12.
aelevazione e quando una sola delle pareti sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a m.12. 4. La distanza minima inderogabile fra pareti non finestrate di edifici è comunque fissata in m.6. 5. La distanza minima fra bassi fabbricati e tettoie di cui al precedente art.15 è fissata in m.3.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 45 6. Le distanze minime tra fabbricati - tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli, debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di: • m. 5 per lato, per strade di larghezza inferiore a m. 7; • m. 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra m. 7 e m. 15; • m. 10 per lato, per strade di larghezza superiore a m. 15.
. 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra m. 7 e m. 15; • m. 10 per lato, per strade di larghezza superiore a m. 15. 7. La distanza non può essere comunque inferiore all'altezza del fabbricato più alto, senza considerare ciminiere, esalatori, torrette, ecc... 8. Per gli interventi conservativi, compresa la ristrutturazione edilizia con totale ricostru- zione, da attuarsi su edifici ubicati in Centro Storico le distanze fra edifici sono quelle
azione edilizia con totale ricostru- zione, da attuarsi su edifici ubicati in Centro Storico le distanze fra edifici sono quelle intercorrenti fra i volumi edificati preesistenti computati senza tenere conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore artistico, storico e ambientale; 9. Sono comunque soggetti al rispetto delle distanze minime i volumi che siano oggetto di recupero nell’ambito dell’intervento di ristrutturazione edilizia, ad esclusione delle desti-
nime i volumi che siano oggetto di recupero nell’ambito dell’intervento di ristrutturazione edilizia, ad esclusione delle desti- nazioni accessorie alla abitazione. 19.3 – Altezza e numero dei piani della costruzione.
- I limiti dell’altezza della costruzione e del numero dei piani indicato sulle schede di zona si applica a tutti gli interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia, completamento (ampliamento e sopraelevazione).
na si applica a tutti gli interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia, completamento (ampliamento e sopraelevazione). 2. E’ ammessa la deroga per i seguenti interventi su edifici esistenti, a condizione che non contemplino in nessun caso un incremento del numero di piani preesistente: • recupero del sottotetto ai sensi della L.R. 21/98; • ampliamento rientrante nei limiti di cui all’art.9 punto d.3 delle presenti NTA o per il completamento della Sul dell’ultimo piano anche finalizzata a dare coe-
i di cui all’art.9 punto d.3 delle presenti NTA o per il completamento della Sul dell’ultimo piano anche finalizzata a dare coe- renza tipologica all’edificio; • che prevedono la dotazione di nuovi collegamenti verticali. 3. E’ fatta salva l’applicazione delle deroghe di cui all’art.8 della L.R. 28/05/2007 n.13.
Art. 20 - AREE DI TUTELA E RISPETTO - ZONE VINCOLATE
COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 46 Art. 20 - AREE DI TUTELA E RISPETTO - ZONE VINCOLATE
- Il P.R.G.C. individua a livello cartografico e normativo le aree di salvaguardia e di rispetto nonché le zone e gli edifici soggetti a vincolo particolare; per quanto non è contenuto e prescritto nelle norme e cartografie del presente P.R.G.C., si fa riferimento ai disposti
ticolare; per quanto non è contenuto e prescritto nelle norme e cartografie del presente P.R.G.C., si fa riferimento ai disposti degli artt. 24, 27, 28, 29, 30, 31 della L.U.R. ed alla L. 08/08/1985 n.431. 2. In sede di formazione degli strumenti urbanistici esecutivi o, se ammessa, in sede di richiesta di singola concessione, le indicazioni cartografiche relative ai vincoli ed alle fasce di rispetto dovranno essere verificate e, se del caso, corrette in relazione a muta-
ografiche relative ai vincoli ed alle fasce di rispetto dovranno essere verificate e, se del caso, corrette in relazione a muta- menti naturali e/o artificiali, sulla natura del vincolo, intervenuti o previsti. 20.1 - Parco Naturale della Stura di Lanzo
- Il settore territoriale corrispondente all'ambito soggetto a vincolo idrogeologico situato tra il capoluogo e i confini comunali di Cafasse, comprensivo anche dell'area per servizi
ggetto a vincolo idrogeologico situato tra il capoluogo e i confini comunali di Cafasse, comprensivo anche dell'area per servizi S1-9 di P.R.G.C., è da intendersi individuato quale "Zona di Salvaguardia dello Stura di Lanzo" e vincolato al regime previsto dalla L.R.14/06/1993 n. 27. 2. Nell'area sono comprese: zone agricole, seminativi, prati, impiantamenti arborei; attività ricreative in corrispondenza del laghetto artificiale ricadente nella zona S.Ap;
ativi, prati, impiantamenti arborei; attività ricreative in corrispondenza del laghetto artificiale ricadente nella zona S.Ap; impianti e installazioni di carattere industriale relativi alle attività produttive esistenti insediante nelle aree adiacenti contigue ai canali industriali di deriva- zione della Stura. 3. Con riferimento ai disposti della citata L.R.27/93, sugli edifici e impianti esistenti po- tranno essere assentiti interventi di categoria a), b), c1), c2).
della citata L.R.27/93, sugli edifici e impianti esistenti po- tranno essere assentiti interventi di categoria a), b), c1), c2). 4. In base ai disposti dell'art.6 comma 5 della citata L.R.27/93, fino all'approvazione del Piano di Area, l'esecuzione di interventi che eccedano la categoria c2) e che comportino la modificazione dello stato dei luoghi sono sottoposti a preventiva autorizzazione ai sensi della L.08/08/1985 n.431 e s.m.i.
o la modificazione dello stato dei luoghi sono sottoposti a preventiva autorizzazione ai sensi della L.08/08/1985 n.431 e s.m.i. 5. Per quanto non indicato nel presente articolo si demanda alla citata L.R. 27 del 14/06/93 "Istituzione dell'Area Attrezzata del Ponte del Diavolo e della Zona di salvaguardia della Stura di Lanzo", nonché al conseguente (in quanto previsto dalla predetta legge art.9) "Piano di Area della Zona di salvaguardia della Stura di Lanzo" (adottato in data 03/10/97
previsto dalla predetta legge art.9) "Piano di Area della Zona di salvaguardia della Stura di Lanzo" (adottato in data 03/10/97 e in attesa di approvazione regionale) e alle indicazioni prescrizioni del "Piano stralcio delle fasce fluviali del bacino del Po" approvato con D.P.C.M. 24/07/98. 20.2 Aree di rispetto cimiteriale. Nell'ambito di tali aree non sono ammesse sia nuove costruzioni sia l'ampliamento di quelle esistenti. Sono ammessi gli interventi di tipo a), b), d1), d2) nonché la realizza-
uove costruzioni sia l'ampliamento di quelle esistenti. Sono ammessi gli interventi di tipo a), b), d1), d2) nonché la realizza- zione di parcheggi, di parchi pubblici e di colture arboree industriali.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 47 20.3 Prescrizioni del Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) 20.3.1 Classi di sintesi e limitazioni alle trasformazioni edilizie ed urbani- stiche Con riferimento alle tavv.5/V1 e 7/V1 riportanti le perimetrazioni delle classi di pericolo- sità geomorfologica e della idoneità all’utilizzazione urbanistica risultanti dalla carta di
etrazioni delle classi di pericolo- sità geomorfologica e della idoneità all’utilizzazione urbanistica risultanti dalla carta di Sintesi (tav.7G) allegata allo studio geologico per l’adeguamento alle previsioni del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico – P.A.I. predisposto dall’Autorità di Bacino del Fiume Po, si riportano, di seguito, le limitazioni alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche sud- divise per classi di pericolosità.
Parte I - Punto 6 e Parte II Punto 7).
o, si riportano, di seguito, le limitazioni alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche sud- divise per classi di pericolosità. Per le classi III gli interventi consentiti sono stati definiti facendo riferimento alle indica- zioni sul concetto di carico antropico di cui agli "Indirizzi procedurali e tecnici in materia di difesa del suolo e pianificazione urbanistica" (DGR 07 aprile 2014 n°64-7417, Allegato, Parte I - Punto 6 e Parte II Punto 7).
Parte I - Punto 6 e Parte II Punto 7).
i difesa del suolo e pianificazione urbanistica" (DGR 07 aprile 2014 n°64-7417, Allegato, Parte I - Punto 6 e Parte II Punto 7). Sono comunque fatte salve le eventuali modifiche ai succitati indirizzi o alle vigenti nor- mative in materia che saranno emanate dai competenti soggetti istituzionali e che pre- varranno sulle disposizioni riportate nelle presenti norme. CLASSE I Pericolosità: nulla o trascurabile Porzioni di territorio dove le condizioni di pericolosità geomorfologica sono tali da non
SOTTOCLASSE II1
E I Pericolosità: nulla o trascurabile Porzioni di territorio dove le condizioni di pericolosità geomorfologica sono tali da non porre limitazioni alle scelte urbanistiche Idoneità all’utilizzazione urbanistica: Gli interventi sia pubblici che privati sono di norma consentiti nel rispetto delle prescri- zioni di cui al successivo par.20.3.2. CLASSE II Pericolosità: moderata SOTTOCLASSE II1 Aree pianeggianti o a moderata acclività con presenza di terreni superficiali general-
SOTTOCLASSE II1
II Pericolosità: moderata SOTTOCLASSE II1 Aree pianeggianti o a moderata acclività con presenza di terreni superficiali general- mente scadenti sotto il profilo geotecnico; area a valle del Canale di Grosso potenzial- mente soggetta a modesti fenomeni di allagamento. Idoneità all’utilizzazione urbanistica Porzioni di territorio nelle quali le condizioni di pericolosità geomorfologica possono es- sere agevolmente superate attraverso l’adozione ed il rispetto di modesti accorgimenti
SOTTOCLASSE II2
i pericolosità geomorfologica possono es- sere agevolmente superate attraverso l’adozione ed il rispetto di modesti accorgimenti tecnici realizzabili a livello di progetto esecutivo esclusivamente nell’ambito del singolo lotto edificatorio o dell’intorno significativo; tali interventi non devono in alcun modo inci- dere negativamente sulle aree limitrofe, né condizionarne la propensione all’edificabilità. SOTTOCLASSE II2 Aree potenzialmente inondabili per fenomeni a bassa energia, o ubicate a margine di
SOTTOCLASSE II2
opensione all’edificabilità. SOTTOCLASSE II2 Aree potenzialmente inondabili per fenomeni a bassa energia, o ubicate a margine di aree inondabili e potenzialmente condizionabili per effetto combinato della rete idrica minore e del drenaggio ritardato connesso alla superficialità della falda. Idoneità alla utilizzazione urbanistica: È preclusa la realizzazione di locali interrati; la quota di imposta del piano di calpestio
eità alla utilizzazione urbanistica: È preclusa la realizzazione di locali interrati; la quota di imposta del piano di calpestio dovrà essere definita in funzione dei fenomeni attesi e delle condizioni plano-altimetriche locali, e comunque sopraelevata di almeno 50 cm rispetto al piano di campagna. Qualora il lotto sia ubicato in prossimità di strade, la quota di imposta succitata dovrà comunque
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 48 risultare a quota superiore di almeno 15 cm. rispetto al piano stradale; sono fatte salve eventuali deroghe autorizzate dal Comune nel caso di particolari situazioni orografiche. Nel caso di interventi nei locali al piano terreno degli edifici esistenti, dovranno essere valutati gli accorgimenti tecnici eventualmente necessari (sopraelevazione del piano di
CLASSE IIIA
degli edifici esistenti, dovranno essere valutati gli accorgimenti tecnici eventualmente necessari (sopraelevazione del piano di calpestio, realizzazione vespaio, etc.) CLASSE IIIA Pericolosità: elevata o molto elevata Porzioni di territorio inedificate o con eventuale presenza di edifici sparsi che presentano caratteri geomorfologici o idrogeologici che le rendono inidonee a nuovi insediamenti. Sono individuate due sottoclassi: SOTTOCLASSE IIIa1:
eomorfologici o idrogeologici che le rendono inidonee a nuovi insediamenti. Sono individuate due sottoclassi: SOTTOCLASSE IIIa1: aree inondabili o interessate dalla dinamica torrentizia lungo il F. Stura di Lanzo, il T. Banna e il reticolo minore; settori di scarpata o di versante ad elevata acclività potenzialmente instabili Idoneità all’utilizzazione urbanistica: Porzioni di territorio inidonee a nuovi insediamenti; per gli eventuali edifici sparsi non
oneità all’utilizzazione urbanistica: Porzioni di territorio inidonee a nuovi insediamenti; per gli eventuali edifici sparsi non individuati vale quanto previsto per la Classe IIIb3. Sono in generale ammessi, previa verifica di compatibilità, utilizzi del suolo che non comportino l’insediamento di strutture fisse significative, quali ad esempio quelli legati ad attività turistico - ricreative o sportive (es. percorsi ginnici o naturalistici, ciclabili, aree pic-nic etc.). Sono consentiti gli interventi
ico - ricreative o sportive (es. percorsi ginnici o naturalistici, ciclabili, aree pic-nic etc.). Sono consentiti gli interventi di difesa, consolidamento, sistemazione e manutenzione idrogeologica e idraulica. Per le aziende agricole esistenti sono consentiti anche interventi di ristrutturazione, am- pliamento e nuova costruzione se non altrimenti localizzabili in area a minor pericolosità; tali interventi dovranno comunque essere supportati da uno studio geologico e/o idrau-
calizzabili in area a minor pericolosità; tali interventi dovranno comunque essere supportati da uno studio geologico e/o idrau- lico di dettaglio che ne attesti la fattibilità, e subordinati alla sottoscrizione dell’atto libe- ratorio di cui al successivo par.20.3.2; sono esclusi gli ambiti ricadenti nella Fascia A del T. Stura di Lanzo, nei dissesti attivi perimetrati o in presenza di indizi di dissesto inci- piente. SOTTOCLASSE IIIa2:
ia A del T. Stura di Lanzo, nei dissesti attivi perimetrati o in presenza di indizi di dissesto inci- piente. SOTTOCLASSE IIIa2: aree inedificate o comprendenti porzioni di edifici e di aree pertinenziali ricadenti nelle fasce di rispetto della Gora di Mathi, del Canale di Grosso e del Canale di Nole. Idoneità all’utilizzazione urbanistica: Non sono ammessi interventi di nuova edificazione o ampliamento con occupazione di suolo inedificato.
utilizzazione urbanistica: Non sono ammessi interventi di nuova edificazione o ampliamento con occupazione di suolo inedificato. Per la presenza porzioni di edifici e relative aree pertinenziali sono comunque da preve- dersi interventi di riassetto territoriale di carattere pubblico a tutela del patrimonio urba- nistico esistente da attuarsi nell’ambito di cronoprogrammi di mitigazione del rischio. Per gli edifici o le porzioni di edifici esistenti sono in generale ammessi interventi che
programmi di mitigazione del rischio. Per gli edifici o le porzioni di edifici esistenti sono in generale ammessi interventi che prevedano una diminuzione della vulnerabilità e comunque migliorativi rispetto alla pre- senza della fascia di rispetto del canale in riferimento alla pericolosità e al rischio geoi- drologico (ad esempio demolizione, arretramento, innalzamento della quota di calpestio al piano terreno). Al piano terreno non è ammesso l’aumento del carico antropico; non è
o, innalzamento della quota di calpestio al piano terreno). Al piano terreno non è ammesso l’aumento del carico antropico; non è ammessa la realizzazione di locali interrati. Interventi consentiti in assenza delle opere di riassetto territoriale: • Manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 49 • Adeguamento igienico funzionale con ampliamento fino ad un massimo di 25 mq. senza incremento in pianta della sagoma edilizia esistente; l’ampliamento non è ammesso per i piani terra. • Ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione, alla condizione, in quest’ultimo caso, che l’intervento preveda una diminuzione della vulnerabilità
demolizione e ricostruzione, alla condizione, in quest’ultimo caso, che l’intervento preveda una diminuzione della vulnerabilità e comunque risulti migliorativo rispetto alla presenza della fascia di rispetto. • Recupero dei sottotetti e ampliamento in sopraelevazione. • Cambio di destinazione d’uso e frazionamento ad esclusione dei piani terra. • Utilizzo dei piani terra esistenti per la realizzazione di locali accessori (autori- messe, locali di sgombero, ecc.). • Demolizione.
zzo dei piani terra esistenti per la realizzazione di locali accessori (autori- messe, locali di sgombero, ecc.). • Demolizione. Ulteriori interventi consentiti a seguito della realizzazione delle opere di riassetto territo- riale: • Adeguamento igienico funzionale anche oltre 25 mq. • Cambio di destinazione d'uso. • Frazionamento. • Sostituzione edilizia e ampliamenti non superiori al 20% per un massimo di 200 mc. senza occupazione di suolo inedificato.
CLASSE IIIB
to. • Sostituzione edilizia e ampliamenti non superiori al 20% per un massimo di 200 mc. senza occupazione di suolo inedificato. Per gli edifici sottopassati da canalizzazioni, gli interventi di natura edilizio/urbanistica possibili sono quelli previsti per gli edifici in Classe IIIb4 (tabella punto 7.1, Parte II, Alle- gato A alla DGR 64-7417 del 07/04/2014); per le aree produttive vale quanto previsto all’Art. 20.3.1 punto b). CLASSE IIIB
CLASSE IIIB
Alle- gato A alla DGR 64-7417 del 07/04/2014); per le aree produttive vale quanto previsto all’Art. 20.3.1 punto b). CLASSE IIIB Porzioni di territorio edificate caratterizzate da condizioni di pericolosità da elevata a molto elevata tali da richiedere interventi di riassetto territoriale di carattere pubblico a tutela del patrimonio urbanistico esistente, da attuarsi nell’ambito di cronoprogrammi di mitigazione del rischio:
re pubblico a tutela del patrimonio urbanistico esistente, da attuarsi nell’ambito di cronoprogrammi di mitigazione del rischio: • aree inondabili o interessate dalla dinamica torrentizia lungo il F. Stura di Lanzo, il T. Banna e il reticolo minore; • settori di scarpata e versanti ad elevata acclività potenzialmente instabili; Idoneità all’utilizzazione urbanistica Gli interventi consentiti sono specificamente indicati per ognuna delle due sottoclassi
SOTTOCLASSE IIIB2
; Idoneità all’utilizzazione urbanistica Gli interventi consentiti sono specificamente indicati per ognuna delle due sottoclassi individuate. Nell’ambito del cronoprogramma degli interventi di mitigazione del rischio potranno essere ridefiniti nel dettaglio gli interventi consentiti e gli aspetti prescrittivi spe- cifici. Gli strumenti attuativi del riassetto idrogeologico e il Piano Comunale di Protezione Civile devono essere reciprocamente coerenti. SOTTOCLASSE IIIB2
SOTTOCLASSE IIIB2
vi del riassetto idrogeologico e il Piano Comunale di Protezione Civile devono essere reciprocamente coerenti. SOTTOCLASSE IIIB2 A seguito della realizzazione delle opere di riassetto sarà possibile la realizzazione di nuove edificazioni, ampliamenti o completamenti. Interventi consentiti in assenza delle opere di riassetto territoriale: • Manutenzione ordinaria e straordinaria e restauro e risanamento conservativo senza cambio di destinazione d'uso.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 50 • Adeguamento igienico funzionale con ampliamento fino ad un massimo di 25 mq senza incremento in pianta della sagoma edilizia esistente. L’ampliamento non è ammesso per i piani terra. • Recupero dei sottotetti esistenti senza incremento delle unità abitative; • Demolizione; • Utilizzo dei piani terra esistenti per la realizzazione di locali accessori (autori-
nto delle unità abitative; • Demolizione; • Utilizzo dei piani terra esistenti per la realizzazione di locali accessori (autori- messe, locali di sgombero, ecc.) e realizzazione di bassi fabbricati pertinenziali (box, tettoie, ricovero attrezzi, etc.). Ulteriori interventi consentiti a seguito della realizzazione delle opere di riassetto territo- riale: • Adeguamento igienico funzionale; • Ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione e/o fraziona- mento;
SOTTOCLASSE IIIB3
iale: • Adeguamento igienico funzionale; • Ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione e/o fraziona- mento; • Recupero dei sottotetti esistenti anche con incremento di unità abitative; • Ampliamenti e nuove costruzioni • Sostituzione edilizia; • Ristrutturazione urbanistica; • Cambio di destinazione d'uso; SOTTOCLASSE IIIB3 A seguito della realizzazione delle opere di riassetto sarà possibile solo un modesto in-
SOTTOCLASSE IIIB3
destinazione d'uso; SOTTOCLASSE IIIB3 A seguito della realizzazione delle opere di riassetto sarà possibile solo un modesto in- cremento del carico antropico. Da escludersi nuove unità abitative e completamenti. Interventi consentiti in assenza delle opere di riassetto territoriale:
- Manutenzione ordinaria e straordinaria.
- Restauro e risanamento conservativo senza cambio di destinazione d'uso.
- Adeguamento igienico funzionale con ampliamento fino ad un massimo di 25
ento conservativo senza cambio di destinazione d'uso.
- Adeguamento igienico funzionale con ampliamento fino ad un massimo di 25 mq senza incremento in pianta della sagoma edilizia esistente. L’intervento non è ammesso per i piani terra.
- Recupero dei sottotetti esistenti senza incremento delle unità abitative
- Demolizione. Ulteriori interventi consentiti a seguito della realizzazione delle opere di riassetto territo- riale:
- Ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione e recupero di
azione delle opere di riassetto territo- riale:
- Ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione e recupero di volumi esistenti; il frazionamento è assentibile solo a seguito degli approfon- dimenti di cui al Par. 6, Parte I dell'ALLEGATO alla DGR 64-7417 del 07/04/2014 (Approfondimenti di carattere edilizio e, se del caso, strutturale, al fine di valutare la vulnerabilità dei beni esposti in relazione all’intensità
carattere edilizio e, se del caso, strutturale, al fine di valutare la vulnerabilità dei beni esposti in relazione all’intensità dell’evento atteso, sulla base dei quali possono essere dettagliate e specifi- cate ulteriori tipologie d’intervento e cambi di destinazione d’uso).
- Recupero dei sottotetti esistenti anche con incremento delle unità abitative;
- Ampliamento in pianta (non superiore al 20% per un massimo di 200 mc, senza incremento delle unità abitative) e in sopraelevazione;
liamento in pianta (non superiore al 20% per un massimo di 200 mc, senza incremento delle unità abitative) e in sopraelevazione;
- Cambio di destinazione d'uso solo a seguito degli approfondimenti di cui al Par. 6, Parte I dell'allegato alla DGR 64-7417 del 07/04/14 (Approfondimenti di carattere edilizio e, se del caso, strutturale, al fine di valutare la vulnerabilità dei beni esposti in relazione all’intensità dell’evento atteso, sulla base dei quali
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 51 possono essere dettagliate e specificate ulteriori tipologie d’intervento e cambi di destinazione d’uso).
- Utilizzo dei piani terra esistenti per la realizzazione di locali accessori (autori- messe, locali di sgombero, ecc) e realizzazione di bassi fabbricati pertinenziali (box, tettoie, ricovero attrezzi, ecc). 20.3.2 - Aspetti prescrittivi
ro, ecc) e realizzazione di bassi fabbricati pertinenziali (box, tettoie, ricovero attrezzi, ecc). 20.3.2 - Aspetti prescrittivi Di seguito sono individuati gli aspetti prescrittivi di carattere generale per le varie classi e sottoclassi. a) Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC2018) In tutte le classi e sottoclassi, gli interventi consentiti sia pubblici che privati, dovranno attenersi a quanto previsto dal D.M. 17/01/2018 “Aggiornamento delle Norme Tecniche
onsentiti sia pubblici che privati, dovranno attenersi a quanto previsto dal D.M. 17/01/2018 “Aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni” e s.m.i.; gli elaborati progettuali dovranno contemplare la “Relazione Geologica” e la “Relazione Geotecnica” compresa la risposta sismica locale, supportate da adeguate indagini in sito. La “Relazione Geologica” avrà per oggetto il modello geologico e la fattibilità dell’inter-
ortate da adeguate indagini in sito. La “Relazione Geologica” avrà per oggetto il modello geologico e la fattibilità dell’inter- vento in funzione della pericolosità, dei vincoli e degli eventuali condizionamenti di ca- rattere geologico, e dovrà accompagnare gli elaborati progettuali sin dalle prime fasi dell’iter autorizzativo; l’elaborato dovrà fare specifico riferimento agli studi geologici del PRG ed individuare l’intervento su stralci della cartografia allegata.
dovrà fare specifico riferimento agli studi geologici del PRG ed individuare l’intervento su stralci della cartografia allegata. La “Relazione Geotecnica”, avrà per oggetto la caratterizzazione fisico-meccanica del sottosuolo, il modello geotecnico e le verifiche della sicurezza e delle prestazioni geo- tecniche attese del complesso opera - terreno di fondazione; la relazione, supportata da opportune indagini, dovrà far riferimento al progetto strutturale e alla Relazione Geolo- gica.
one; la relazione, supportata da opportune indagini, dovrà far riferimento al progetto strutturale e alla Relazione Geolo- gica. Ai sensi del D.M. 17/01/2018 la risposta sismica locale si valuta mediante specifiche analisi o, in alternativa, con l’approccio semplificato che si basa sulle categorie di sotto- suolo in funzione delle velocità di propagazione delle onde di taglio Vs ottenute con spe- cifiche prove o tramite relazioni empiriche di comprovata affidabilità con i risultati di altre prove in sito.
ottenute con spe- cifiche prove o tramite relazioni empiriche di comprovata affidabilità con i risultati di altre prove in sito. Nel caso di interventi in prossimità del ciglio o del piede delle scarpate principali dovrà essere mantenuta una adeguata distanza da valutarsi sulla base di specifiche verifiche geotecniche supportate da indagini in sito. b) Fasce di rispetto del reticolo idrografico Lungo il reticolo idrografico minore naturale sono definite le seguenti fasce di rispetto di
i rispetto del reticolo idrografico Lungo il reticolo idrografico minore naturale sono definite le seguenti fasce di rispetto di inedificabilità assoluta che si applicano anche ai tratti intubati: • Torrenti Banna e Fisca, Rio Asse, Rio Prasecco, Rio Bannetta, Rivo di Cenca e Rio Destorba: come rappresentato nelle Tavv. 7G, 5/V1 e 7/V1 (Classe IIIa1) con un minimo di 10 m da entrambe le sponde; • Bealera di Grosso, Canale di Nole, Canale di Campo San Maurizio, Gora di Ma-
Ia1) con un minimo di 10 m da entrambe le sponde; • Bealera di Grosso, Canale di Nole, Canale di Campo San Maurizio, Gora di Ma- thi: 5 m da entrambe le sponde nelle aree edificate, 10 m nelle aree non edificate. La rappresentazione grafica delle fasce nelle Tavv. 7G, 5/V1 e 7/V1 è solo indicativa e la precisione connessa alla scala di rappresentazione; nel caso di discrepanze e comun- que nel caso di interventi in prossimità dei corsi d’acqua, l’ampiezza della fascia dovrà
ione; nel caso di discrepanze e comun- que nel caso di interventi in prossimità dei corsi d’acqua, l’ampiezza della fascia dovrà essere puntualmente verificata mediante rilievo di dettaglio e rappresentata a scala ade- guata sulle tavole di progetto.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 52 Lungo la Bealera di Grosso, il Canale di Nole e la Gora di Mathi, nelle fasce di rispetto ricadenti all’interno delle aree produttive, saranno eventualmente ammessi interventi re- lativi ad impianti tecnologici, previo parere dell’Ente gestore del canale. c) Rii e canali Per i rii e i canali, pubblici o privati, sono vietati gli interventi di intubamento; altri interventi
l canale. c) Rii e canali Per i rii e i canali, pubblici o privati, sono vietati gli interventi di intubamento; altri interventi di condizionamento (ivi compresi gli attraversamenti), non devono comportare restringi- mento della sezione o ostacolo al deflusso. d) Fossi e impluvi minori Dovrà essere garantita l’efficienza degli impluvi e dei fossi minori (irrigui e/o di scolo, anche se non individuati dalla cartografia di piano) e delle opere eventualmente esistenti
i fossi minori (irrigui e/o di scolo, anche se non individuati dalla cartografia di piano) e delle opere eventualmente esistenti (paratoie, derivazioni, etc.). Eventuali interventi di spostamento del tracciato, condizio- namento o intubamento potranno essere concordati con l’Amministrazione comunale, prevedendo comunque gli accorgimenti necessari per le attività di pulizia e manuten- zione. e) Invarianza idraulica Ogni intervento che provochi una significativa variazione di permeabilità superficiale (su-
uten- zione. e) Invarianza idraulica Ogni intervento che provochi una significativa variazione di permeabilità superficiale (su- periore a mq.500) dovrà prevedere misure compensative volte e mantenere costante il coefficiente udometrico secondo il principio dell’”invarianza idraulica” (ai sensi del punto 1.7, parte II dell’Allegato A della D.G.R. n°64-7417 del 07-04-2014). Dovranno essere valutate le portate meteoriche in funzione del grado di impermeabilizzazione dell'area
°64-7417 del 07-04-2014). Dovranno essere valutate le portate meteoriche in funzione del grado di impermeabilizzazione dell'area interessata e delle intensità di precipitazione; dovrà inoltre essere indicato il sistema di smaltimento previsto con relativo dimensionamento (es. immissione nella rete fognaria o in corsi d'acqua, sistemi a tenuta e/o di dispersione nel sottosuolo, etc...). f) Strutture interrate Nelle aree soggette o potenzialmente soggette ad allagamenti (EeA ed EmA) e nelle
el sottosuolo, etc...). f) Strutture interrate Nelle aree soggette o potenzialmente soggette ad allagamenti (EeA ed EmA) e nelle zone ricadenti in Classe “II2” non è ammessa la realizzazione di locali interrati. Negli altri casi la fattibilità è subordinata all’accertamento delle condizioni idrogeologiche locali nell’ambito della Relazione Geologica di cui al punto a), comprendente eventuali solu- zioni ed accorgimenti tecnici da adottarsi in sede esecutiva (ad es. sistemi di impermea-
punto a), comprendente eventuali solu- zioni ed accorgimenti tecnici da adottarsi in sede esecutiva (ad es. sistemi di impermea- bilizzazione e drenaggio, collocazione impianti tecnici). g) PAI, PGRA e Atto liberatorio Nelle aree classificate in dissesto vale quanto indicato nelle “Norme di attuazione” del PAI, Titolo I, Art.9.. Nelle ricadenti nelle Fasce Fluviali vale quanto indicato nelle “Norme di attuazione” del PAI, Titolo II, Artt. 29, 30 e 31. Nelle aree ricadenti negli scenari del PGRA vale quanto
icato nelle “Norme di attuazione” del PAI, Titolo II, Artt. 29, 30 e 31. Nelle aree ricadenti negli scenari del PGRA vale quanto previsto dal Titolo V delle NTA del PAI. Nelle aree ricadenti nello scenario “H” del PGRA (ove più ampio della Fascia A), vale comunque quanto indicato nelle “Norme di attua- zione” del PAI all’Art. 29. In conformità con quanto previsto all’art. 18 comma 7 delle N.d.A. del P.A.I., nelle classi
i attua- zione” del PAI all’Art. 29. In conformità con quanto previsto all’art. 18 comma 7 delle N.d.A. del P.A.I., nelle classi IIIa, IIIb2, e IIIb3, gli eventuali interventi comportanti aumento del carico antropico do- vranno essere accompagnati da un atto liberatorio sottoscritto da parte dei soggetti at- tuatori, che escluda ogni responsabilità dell’amministrazione pubblica in ordine ad even- tuali futuri danni a cose e a persone. h) Opere di interesse pubblico in zone soggette a pericolosità geologica
ordine ad even- tuali futuri danni a cose e a persone. h) Opere di interesse pubblico in zone soggette a pericolosità geologica Per “opere d’interesse pubblico” s’intendono le infrastrutture lineari o a rete e relative opere accessorie riferite a servizi pubblici essenziali (ad es. strade, acquedotti, fognature ed impianti di depurazione, opere di attraversamento, canali / condotte e opere di deri- vazione, linee elettriche e telefoniche, ecc.). Nel territorio comunale di Mathi per “zone
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 53 soggette a pericolosità geologica” sono da intendersi tutte quelle ricadenti nelle classi IIIa e IIIb rappresentate nella Tav. 7G (comprendenti le aree in dissesto). Compete all’Amministrazione comunale dichiarare che l’opera non è altrimenti localizza- bile sotto il profilo tecnico-economico, in quanto non sono individuabili alternative alla
e l’opera non è altrimenti localizza- bile sotto il profilo tecnico-economico, in quanto non sono individuabili alternative alla localizzazione dell’opera medesima al di fuori delle zone soggette a pericolosità geolo- gica elevata e molto elevata. In ogni caso la compatibilità dell’opera con le locali condizioni di pericolosità dovrà es- sere accertata nell’ambito di uno studio di fattibilità che comprenda l’analisi di dettaglio
ondizioni di pericolosità dovrà es- sere accertata nell’ambito di uno studio di fattibilità che comprenda l’analisi di dettaglio di tutti gli aspetti di carattere geologico, geomorfologico ed idraulico e le possibili interfe- renze con le strutture in progetto; qualora previste dovranno essere richieste le neces- sarie autorizzazioni agli enti competenti (es. vincolo idrogeologico L.R 45/89, nulla osta idraulico ai sensi del T.U. 523/1904, etc.).
utorizzazioni agli enti competenti (es. vincolo idrogeologico L.R 45/89, nulla osta idraulico ai sensi del T.U. 523/1904, etc.). Fatto salvo quanto potrà essere valutato nel dettaglio solo nell’ambito di un “Progetto di fattibilità tecnica ed economica”, di seguito si forniscono alcune indicazioni e prescrizioni di carattere generale:
- in assenza di dissesti perimetrati sono ammesse in linea generale tutte le ti- pologie di opere; nella progettazione dovranno essere previsti gli accorgimenti
rati sono ammesse in linea generale tutte le ti- pologie di opere; nella progettazione dovranno essere previsti gli accorgimenti tecnici necessari per minimizzare l’impatto sull’equilibrio idrogeologico delle aree interessate;
- nelle aree di versante o scarpate dovranno essere eseguite le indagini neces- sarie per una esaustiva valutazione delle condizioni di stabilità; dovranno es- sere preferite soluzioni progettuali che limitino, per quanto possibile, la realiz-
delle condizioni di stabilità; dovranno es- sere preferite soluzioni progettuali che limitino, per quanto possibile, la realiz- zazione di sbancamenti e riporti, e che prevedano una sistemazione finale comprendente la corretta regimazione delle acque superficiali al fine di inibire fenomeni di ruscellamento, ristagno ed infiltrazione nel sottosuolo;
- nelle aree inondabili dovranno essere evitati interventi in rilevato che possano
to, ristagno ed infiltrazione nel sottosuolo;
- nelle aree inondabili dovranno essere evitati interventi in rilevato che possano interferire con il deflusso; laddove possibile saranno da preferirsi le soluzioni progettuali che interessano i settori più distanti dal corso d’acqua; nel caso di opere di particolare importanza dovrà essere effettuato uno studio idraulico approfondito. i) Cronoprogrammi Il meccanismo attuativo degli interventi di riassetto per l’eliminazione e/o minimizzazione
lico approfondito. i) Cronoprogrammi Il meccanismo attuativo degli interventi di riassetto per l’eliminazione e/o minimizzazione della pericolosità in Classe IIIa2 e IIIb è il cronoprogramma. La procedura che porterà alla realizzazione delle opere per la mitigazione del rischio (progettazione, realizzazione e collaudo) potrà essere gestita direttamente dall’Ammini- strazione Comunale o da altri soggetti pubblici o privati. In entrambi i casi, completate le
e gestita direttamente dall’Ammini- strazione Comunale o da altri soggetti pubblici o privati. In entrambi i casi, completate le opere e fatte salve le procedure di approvazione da parte delle autorità competenti, spet- terà responsabilmente all’Amministrazione Comunale verificare che le stesse abbiano raggiunto l’obbiettivo di minimizzazione del rischio ai fini della fruibilità urbanistica delle aree interessate. Per le indicazioni sulle fasi attuative e le tipologie di cronoprogramma si rimanda alla
ità urbanistica delle aree interessate. Per le indicazioni sulle fasi attuative e le tipologie di cronoprogramma si rimanda alla relazione illustrativa degli allegati geologici al PRGC. 20.3bis - Aree di protezione idrografica. Il P.R.G.C., per le fasce di protezione idrografica, assume integralmente le disposizioni dell'art.29 della L.U.R. In particolare indica una fascia di protezione idrografica pari a mt 100 per ciascun lato,
disposizioni dell'art.29 della L.U.R. In particolare indica una fascia di protezione idrografica pari a mt 100 per ciascun lato, per corsi d'acqua naturali ad uso irriguo e non, che risultano essere: lo Stura, il Banna, il Fisca ed il Rio Assa.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 54 Nelle fasce di protezione è vietata ogni edificazione ad eccezione di attrezzature pubbli- che e/o private quali: • piantumazioni, sistemazione a verde, percorsi ciclabili e pedonali; • aree per parcheggi pubblici; • attrezzature sportive e ludiche; • opere per la conservazione dello stato di natura delle coltivazioni agricole.
ggi pubblici; • attrezzature sportive e ludiche; • opere per la conservazione dello stato di natura delle coltivazioni agricole. Tutti i fabbricati esistenti alla data di adozione del progetto preliminare di P.R.G.C. e ricadenti in dette aree, potranno essere interessati esclusivamente da interventi di cate- goria a), b), c), d1). 20.4 - Zone a vincolo idrogeologico. Sono le aree soggette a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.30/12/23 n.3267 della L.R.09/08/89 n.45.
a vincolo idrogeologico. Sono le aree soggette a vincolo idrogeologico ai sensi del R.D.30/12/23 n.3267 della L.R.09/08/89 n.45. Ogni intervento è subordinato ad autorizzazione ai sensi della L.R.09/08/89 n.45, della DD n. 368 del 07/02/2018 e della Circolare n. 3/AMB del 31/08/2018. 20.5 - Zone a vincolo di inedificabilità. Sono vietate comunque nuove costruzioni edilizie ed opere di urbanizzazione nelle aree boscate ed inedificabili a norma dell'ultimo comma dell'art.30 della L.U.R., di seguito elencate :
di urbanizzazione nelle aree boscate ed inedificabili a norma dell'ultimo comma dell'art.30 della L.U.R., di seguito elencate :
- aree di boschi d'alto fusto e/o di rimboschimento;
- aree di boschi che assolvono funzione di salubrità ambientale o di difesa dei terreni;
- aree soggette a dissesto, a pericolo di alluvioni od esondazioni, o che comunque pre- sentino caratteri geomorfologici idonei a nuove opere ed insediamenti.
pericolo di alluvioni od esondazioni, o che comunque pre- sentino caratteri geomorfologici idonei a nuove opere ed insediamenti. Per l'individuazione delle aree di cui ai precedenti punti 1), 2) e 3) si rimanda alla carta dell'uso del suolo (tav.4) ed alla carta dei condizionamenti geomorfologici all'utilizzo del suolo (allegato C/1). Oltre alle predette limitazioni d'intervento, per quanto riguarda le aree poste in fregio agli
tilizzo del suolo (allegato C/1). Oltre alle predette limitazioni d'intervento, per quanto riguarda le aree poste in fregio agli ambiti individuati quali "Orlo della scarpata di erosione principale" ed "Orlo della scarpata di erosione secondaria" dalla carta geomorfologica (tav.1), si stabilisce che dovranno in ogni caso essere previsti arretramenti sia a monte sia a valle della scarpata, la cui entità, da definirsi in sede di indagine ex D.M.11/03/88, dovrà risultare proporzionale all'altezza
valle della scarpata, la cui entità, da definirsi in sede di indagine ex D.M.11/03/88, dovrà risultare proporzionale all'altezza della scarpata stessa e comunque non inferiore a mt 15-20. Le limitazioni di intervento e le prescrizioni operative individuate in sede di indagini geomorfologiche e geolo- gico-tecniche (Allegati A e C) sono da intendersi acquisite come parte integrante delle prescrizioni delle presenti norme e pertanto vincolanti.
llegati A e C) sono da intendersi acquisite come parte integrante delle prescrizioni delle presenti norme e pertanto vincolanti. Per quanto riguarda le zone “S1”, “S2”, “Sc14”, “S.Ap”, e la fascia di rispetto del Canale di San Maurizio, si richiamano integralmente le limitazioni e le prescrizioni dettate dalla relazione geologica allegata alla Variante Parziale n.4. 20.5bis Fasce di rispetto per impianti tecnologici ed impianti industriali.
zione geologica allegata alla Variante Parziale n.4. 20.5bis Fasce di rispetto per impianti tecnologici ed impianti industriali. Per le opere di presa degli acquedotti, i depuratori fognari, le pubbliche discariche, gli edifici industriali, i depositi di materiali insalubri, è richiesta una fascia di rispetto, lungo il perimetro di territorio occupato dagli impianti stessi, di profondità come appresso indi- cato e con obbligo di piantumazione di essenze d'alto fusto a foglia caduca.
impianti stessi, di profondità come appresso indi- cato e con obbligo di piantumazione di essenze d'alto fusto a foglia caduca.
- Opere di presa di acquedotti: fascia di rispetto di raggio di mt 200, a norma e modalità
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 55 del D.P.R.24/05/88 n.236. Eventuali riduzioni potranno essere applicate nel caso di acquisizione dei prescritti pareri favorevoli delle competenti Autorità.
- Depuratori: fascia di rispetto di raggio di m. 100.
- Impianti industriali: m. 20, fatti salvi ulteriori arretramenti prescritti dalle leggi relative
rispetto di raggio di m. 100.
- Impianti industriali: m. 20, fatti salvi ulteriori arretramenti prescritti dalle leggi relative alla sicurezza degli impianti e tutela della salute pubblica nonché dalle norme in materia di stabilimenti a rischio di incidente rilevante. 20.6 Fasce di rispetto della ferrovia. Entro le fasce di rispetto della ferrovia Torino-Lanzo definite in m.30 dalla più vicina ro- taia, fermo restando le eccezioni dal D.P.R.11/07/1980 n.753, non sono ammesse nuove
Lanzo definite in m.30 dalla più vicina ro- taia, fermo restando le eccezioni dal D.P.R.11/07/1980 n.753, non sono ammesse nuove costruzioni destinate ad abitazione o ad attrezzature pubbliche o di uso pubblico. 20.7 normativa in materia di stabilimenti a rischio di incidente rilevante. 20.7.1 – disposizioni di carattere generale
- Si richiamano la Variante “Seveso” al Piano Territoriale di Coordinamento della Città Metropolitana di Torino di seguito, per brevità, denominata “variante Seveso al PTC” e il
ritoriale di Coordinamento della Città Metropolitana di Torino di seguito, per brevità, denominata “variante Seveso al PTC” e il documento tecnico RIR allegato alla variante strutturale n.1 al PRGC costituito dai se- guenti elaborati:
- Elaborato Tecnico Allegati: 1 Elenco Attività Commerciali e Produttive 2 Caratterizzazione degli elementi territoriali puntuali secondo i criteri del DM 9 maggio 2001 3 Misure di prevenzione adottate dagli stabilimenti a rischio di incidente rilevante
uali secondo i criteri del DM 9 maggio 2001 3 Misure di prevenzione adottate dagli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (Linee Guida del PTCP “Variante di Adeguamento al d.m. 9 maggio 2001” - Tab. 4) 4 Aree di danno stabilimento Ahlstrom Italia S.p.A. 5 Dati acquisiti da aziende
- Tavola I: Elementi e vulnerabilità territoriali
- Tavola II: Elementi e vulnerabilità ambientali
- Tavola III: Aree di esclusione e osservazione
ti e vulnerabilità territoriali
- Tavola II: Elementi e vulnerabilità ambientali
- Tavola III: Aree di esclusione e osservazione
- Nel documento tecnico RIR è individuato l’insediamento produttivo “AHLSTROM” sito in Via Stura n. 98 per la produzione di carta e cartone, classificato quale stabilimento a rischio di incidente rilevante ai sensi della normativa vigente nonché le relative aree di danno, l’area di esclusione e l’area di osservazione.
ente rilevante ai sensi della normativa vigente nonché le relative aree di danno, l’area di esclusione e l’area di osservazione. 3. La perimetrazione delle aree di danno, dell’area di esclusione e dell’area di osservazione è riportata nel documento di Piano Regolatore tavv. 5.V1 e 7V1. 4. Nel caso di proposta di insediamento di un nuovo stabilimento a rischio di incidente rile- vante ovvero nel caso di modifica di uno stabilimento a rischio di incidente rilevante esi-
limento a rischio di incidente rile- vante ovvero nel caso di modifica di uno stabilimento a rischio di incidente rilevante esi- stente deve essere condotta la valutazione: • di compatibilità territoriale rispetto agli elementi vulnerabili presenti o in previsione dal Piano Regolatore prevista dall’articolo 10 della Variante “Seveso” al Piano Territoriale di Coordinamento della Città Metropolitana di Torino.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 56 • di compatibilità ambientale rispetto agli elementi vulnerabili presenti o in previsione dal Piano Regolatore secondo i criteri e in base alle limitazioni previsti dall’articolo 15 della Variante “Seveso” al Piano Territoriale di Coordinamento della Città Metropoli- tana di Torino. 5. Si riporta di seguito la tabella 1 allegata al DM 9 maggio 2001: CATEGORIA A:
CATEGORIA A:
inamento della Città Metropoli- tana di Torino. 5. Si riporta di seguito la tabella 1 allegata al DM 9 maggio 2001: CATEGORIA A:
- Aree con destinazione prevalentemente residenziale, per le quali l'indice fondiario di edificazione sia superiore a 4,5 m³/m².
- Luoghi di concentrazione di persone con limitata capacità di mobilità - ad esempio ospedali, case di cura, ospizi, asili, scuole inferiori, ecc. (oltre 25 posti letto o 100 persone presenti).
CATEGORIA B:
bilità - ad esempio ospedali, case di cura, ospizi, asili, scuole inferiori, ecc. (oltre 25 posti letto o 100 persone presenti). 3. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante all'aperto - ad esempio mercati stabili o altre destinazioni commerciali, ecc. (oltre 500 persone presenti). CATEGORIA B:
- Aree con destinazione prevalentemente residenziale, per le quali l'indice fondiario di edificazione sia compreso tra 1,5 e 4,5 m³/m².
con destinazione prevalentemente residenziale, per le quali l'indice fondiario di edificazione sia compreso tra 1,5 e 4,5 m³/m². 2. Luoghi di concentrazione di persone con limitata capacità di mobilità - ad esempio ospedali, case di cura, ospizi, asili, scuole inferiori, ecc. (fino a 25 posti letto o 100 persone presenti). 3. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante all'aperto - ad esempio mercati stabili o altre destinazioni commerciali, ecc. (fino a 500 persone presenti).
llamento rilevante all'aperto - ad esempio mercati stabili o altre destinazioni commerciali, ecc. (fino a 500 persone presenti). 4. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante al chiuso - ad esempio centri commer- ciali, terziari e direzionali, per servizi, strutture ricettive, scuole superiori, università, ecc. (oltre 500 persone presenti). 5. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante con limitati periodi di esposizione al ri-
CATEGORIA C:
sità, ecc. (oltre 500 persone presenti). 5. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante con limitati periodi di esposizione al ri- schio - ad esempio luoghi di pubblico spettacolo, destinati ad attività ricreative, spor- tive, culturali, religiose, ecc. (oltre 100 persone presenti se si tratta di luogo all'a- perto, oltre 1.000 al chiuso). 6. Stazioni ferroviarie ed altri nodi di trasporto (movimento passeggeri superiore a 1.000 persone/ giorno). CATEGORIA C:
CATEGORIA C:
iuso). 6. Stazioni ferroviarie ed altri nodi di trasporto (movimento passeggeri superiore a 1.000 persone/ giorno). CATEGORIA C:
- Aree con destinazione prevalentemente residenziale, per le quali l'indice fondiario di edificazione sia compreso tra 1 e 1,5 m³/m².
- Luoghi soggetti ad affollamento rilevante al chiuso - ad esempio centri commer- ciali, terziari e direzionali, per servizi, strutture ricettive, scuole superiori, università, ecc. (fino a 500 persone presenti).
ali, terziari e direzionali, per servizi, strutture ricettive, scuole superiori, università, ecc. (fino a 500 persone presenti). 3. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante con limitati periodi di esposizione al ri- schio - ad esempio luoghi di pubblico spettacolo, destinati ad attività ricreative, spor- tive, culturali, religiose, ecc. (fino a 100 persone presenti se si tratta di luogo all'a- perto, fino a 1.000 al chiuso; di qualunque dimensione se la frequentazione è al massimo settimanale).
CATEGORIA D:
si tratta di luogo all'a- perto, fino a 1.000 al chiuso; di qualunque dimensione se la frequentazione è al massimo settimanale). 4. Stazioni ferroviarie ed altri nodi di trasporto (movimento passeggeri fino a 1.000 persone/giorno). CATEGORIA D:
- Aree con destinazione prevalentemente residenziale, per le quali l'indice fondiario di edificazione sia compreso tra 0,5 e 1 m³/m².
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 57 2. Luoghi soggetti ad affollamento rilevante, con frequentazione al massimo mensile
- ad esempio fiere, mercatini o altri eventi periodici, cimiteri, ecc. CATEGORIA E:
- Aree con destinazione prevalentemente residenziale, per le quali l'indice fondiario di edificazione sia inferiore a 0,5 m³/m².
- Insediamenti industriali, artigianali, agricoli, e zootecnici. CATEGORIA F:
CATEGORIA F:
diario di edificazione sia inferiore a 0,5 m³/m². 2. Insediamenti industriali, artigianali, agricoli, e zootecnici. CATEGORIA F:
- Area entro i confini dello stabilimento.
- Area limitrofa allo stabilimento, entro la quale non sono presenti manufatti o strut- ture in cui sia prevista l'ordinaria presenza di gruppi di persone. 20.7.2 Disposizioni per l’insediamento di nuove attività produttive perico- lose
- L’insediamento di nuove attività che ricadono nel campo di applicazione del d.lgs
o di nuove attività produttive perico- lose
- L’insediamento di nuove attività che ricadono nel campo di applicazione del d.lgs 105/2015 è condizionato all’esito positivo della verifica della compatibilità territoriale e ambientale ai sensi delle disposizioni normative comunitarie, nazionali e regionali vi- genti.
- E’ consentito l’insediamento di nuovi stabilimenti che ricadono nel campo di applicazione del d.lgs 105/2015 o nel campo di applicazione dell’articolo 19 della variante Seveso al
che ricadono nel campo di applicazione del d.lgs 105/2015 o nel campo di applicazione dell’articolo 19 della variante Seveso al PTC esclusivamente nelle aree “Ap” compatibilmente al rispetto della normativa vigente. 3. Per l’insediamento, la modifica e la trasformazione di altre attività che comportino la de- tenzione di sostanze pericolose così come definite e individuate al comma 1 dell’articolo 19 della Variante “Seveso” al PTC vigono le limitazioni di cui al comma 3, al comma 4 e
e e individuate al comma 1 dell’articolo 19 della Variante “Seveso” al PTC vigono le limitazioni di cui al comma 3, al comma 4 e al comma 5 dell’articolo 19 stesso. 4. Nelle stesse aree è consentita la trasformazione di attività esistenti in attività soggette al d.lgs 105/2015 o nel campo di applicazione dell’articolo 19 della variante Seveso al PTC compatibilmente al rispetto della normativa vigente; 5. In relazione alla presenza di acquiferi profondi, in tutto il territorio comunale non è am-
rispetto della normativa vigente; 5. In relazione alla presenza di acquiferi profondi, in tutto il territorio comunale non è am- messo l’insediamento di nuove attività che detengano o impieghino sostanze a ricaduta ambientale definite dal D.lgs 105/2015 con le categorie: • E1 Pericoloso per l’ambiente acquatico, categoria di tossicità acuta 1 o di tossi- cità cronica 1. • E2 Pericoloso per l’ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2. per le quali valgono le seguenti regole:
cronica 1. • E2 Pericoloso per l’ambiente acquatico, categoria di tossicità cronica 2. per le quali valgono le seguenti regole:
- Non ammissibilità dell’insediamento di attività con indice I maggiore o uguale a 1, calcolato ai sensi della DGR 12-6441
- Ammissibilità dell’insediamento di attività con indice I maggiore o uguale a 0,20 e inferiore a 1, calcolato ai sensi della DGR 12-6441 subordinata al rispetto delle seguenti condizioni: a) predisposizione di un programma di controllo e manutenzione dello
12-6441 subordinata al rispetto delle seguenti condizioni: a) predisposizione di un programma di controllo e manutenzione dello stato di integrità dei recipienti, dei sistemi di contenimento e delle tu- bazioni, comprese le linee interrate e quelle fognarie, degli organi di tenuta e dei sistemi di intercettazione; b) mantenimento in efficienza di un sistema di raccolta immediata dei piccoli versamenti (materiale assorbente e/o decontaminante posto
enimento in efficienza di un sistema di raccolta immediata dei piccoli versamenti (materiale assorbente e/o decontaminante posto in punti sicuri e facilmente accessibili, panne assorbenti, ...) anche
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 58 attraverso la protezione dei punti a maggiore vulnerabilità (tombini, pozzi, caditoie, ...); c) conoscenza aggiornata sulla posizione e sulle caratteristiche dei re- cettori ambientali presenti nelle immediate vicinanze dello stabili- mento, attraverso il periodico contatto con le autorità competenti; d) rispetto di tempi di intervento tali da escludere il raggiungimento dei
rso il periodico contatto con le autorità competenti; d) rispetto di tempi di intervento tali da escludere il raggiungimento dei bersagli e la propagazione degli inquinanti attraverso l’adozione di azioni efficaci ai fini della rimozione degli stessi oppure grazie ad ade- guate misure impiantistiche che garantiscano il contenimento quali: la compartimentazione delle aree potenzialmente interessate da versamenti (serbatoi di stoccaggio, aree travaso, magazzini di de-
a compartimentazione delle aree potenzialmente interessate da versamenti (serbatoi di stoccaggio, aree travaso, magazzini di de- posito liquidi in contenitori mobili, aree sottostanti tubazioni di mo- vimentazione liquidi, impianti di produzione specie all’aperto, ...) con idonei sistemi di convogliamento e raccolta; la separazione delle linee di raccolta degli effluenti provenienti dalle aree potenzialmente interessate da versamenti da quelle de-
eparazione delle linee di raccolta degli effluenti provenienti dalle aree potenzialmente interessate da versamenti da quelle de- putate all’allontanamento delle acque meteoriche, fermo, per que- ste ultime, quanto disposto dallo specifico regolamento regionale; • l’organizzazione delle superfici in modo da rendere minime le sud- dette aree, specie all’aperto, e garantirne la specifica protezione (coperture, linee/grigliati di convogliamento e pozzetti di raccolta
ee, specie all’aperto, e garantirne la specifica protezione (coperture, linee/grigliati di convogliamento e pozzetti di raccolta ad hoc, pavimentazione impermeabile adatta ai liquidi trattati, ...); • la disposizione di sistemi, collegati ad allarme interno, atti ad evi- denziare l’inatteso calo di livello nei serbatoi o l’eccessivo riempi- mento degli stessi o di ogni altro sistema finalizzato a rilevare pre- cocemente ogni occasione di perdita di prodotto;
riempi- mento degli stessi o di ogni altro sistema finalizzato a rilevare pre- cocemente ogni occasione di perdita di prodotto; • la sostituzione o il risanamento dei serbatoi interrati datati, utiliz- zando le migliori tecnologie disponibili e nel rispetto della norma- tiva vigente; • eliminazione del pericolo di veicolazione preferenziale attraverso la sigillatura della testa pozzo dei pozzi sia in esercizio che in di- suso; verifica delle caratteristiche di completamento dei pozzi sia
tura della testa pozzo dei pozzi sia in esercizio che in di- suso; verifica delle caratteristiche di completamento dei pozzi sia in esercizio che in disuso e della loro conformità all’art. 2 co. 6 della L.R. 22/1996, in caso di non conformità e necessario proce- dere immediatamente al ricondizionamento o alla sostituzione dei pozzi non conformi; • regimazione delle acque di prima pioggia provenienti dalle aree potenzialmente interessate da contaminazioni, secondo quanto di-
regimazione delle acque di prima pioggia provenienti dalle aree potenzialmente interessate da contaminazioni, secondo quanto di- sposto dallo specifico regolamento regionale, tenendo anche pre- sente l’eventualità di contaminazioni incidentali e la necessita di allontanare e raccogliere i prodotti conseguenti le operazioni di spegnimento incendi; • predisposizione in prossimità dei punti di possibile impiego dei di- spositivi di emergenza (materiale assorbente, tappetini polimerici
osizione in prossimità dei punti di possibile impiego dei di- spositivi di emergenza (materiale assorbente, tappetini polimerici da sistemare sulle caditoie, cuscinetti gonfiabili da introdurre nelle linee fognarie, ecc...) teli da impedire che l’inquinante raggiunga le fognature attraverso le caditoie o i pozzetti di ispezione;
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 59 • disposizione di sistemi per l’intercettazione automatica dello sca- rico qualora sia rilevata la presenza anomala di inquinanti a monte del punto di immissione nel corpo idrico ricettore; e) le generali caratteristiche idrogeologiche del sito determinano un’ele- vata probabilità di inquinamento su elementi vulnerabili ambientali e
aratteristiche idrogeologiche del sito determinano un’ele- vata probabilità di inquinamento su elementi vulnerabili ambientali e territoriali nel caso si verifichi un evento incidentale. Per limitare gli eventuali impatti conseguenti ad un evento incidentale si rende quindi necessario: • valutare le principali caratteristiche idrogeologiche puntuali (soggiacenza, direzione di deflusso, permeabilità idraulica e gradiente, ecc…) in prossimità del centro di pericolo, in
puntuali (soggiacenza, direzione di deflusso, permeabilità idraulica e gradiente, ecc…) in prossimità del centro di pericolo, in modo da poter definire gli interventi necessari al conteni- mento di un eventuale inquinamento tenendo in debito conto i punti di sensibilità del territorio circostante (pozzi idropotabili, canali irrigui, corsi d’acqua, ecc…) e attivare immediatamente le misure previste; • provvedere alla stima dei tempi per il raggiungimento dei
, corsi d’acqua, ecc…) e attivare immediatamente le misure previste; • provvedere alla stima dei tempi per il raggiungimento dei bersagli della contaminazione da parte degli inquinanti; • predisporre, qualora gli esiti delle predette valutazioni lo giudichino opportuno, gli essenziali sistemi di messa in si- curezza di emergenza in modo da poter garantire l’imme- diata operatività ed efficacia degli interventi al verificarsi dell’incidente (es.: barriera idraulica);
poter garantire l’imme- diata operatività ed efficacia degli interventi al verificarsi dell’incidente (es.: barriera idraulica); • impiegare serbatoi fuori terra in luogo di quelli interrati; • realizzare la copertura dell’area destinata alla nuova atti- vità con uno strato di adeguata potenza di materiale litoide non permeabile; • impiegare tubature aeree in luogo di quelle interrate. 6. Al fine di verificare l’’ottemperanza del precedente punto, all’atto dell’insediamento di
aeree in luogo di quelle interrate. 6. Al fine di verificare l’’ottemperanza del precedente punto, all’atto dell’insediamento di una nuova attività produttiva, indipendentemente dal fatto che comporti opere edilizie e/o la necessità di titolo abilitativo edilizio o di altro genere, il gestore dell’attività dovrà fornire le informazioni preliminari relative alla tipologia di lavorazioni eseguite ed alle sostanze detenute, nonché, se applicabile, il calcolo dell’indice I.
ari relative alla tipologia di lavorazioni eseguite ed alle sostanze detenute, nonché, se applicabile, il calcolo dell’indice I. 7. Tali informazioni saranno desunte dalla compilazione delle schede informative riportate nel documento tecnico RIR o in alternativa da una dichiarazione del rappresentante le- gale dell’azienda che attesta l’assenza di sostanze o lavorazioni pericolose. 8. La creazione o modifica di aree produttive deve comportare un’analisi dello sviluppo
za di sostanze o lavorazioni pericolose. 8. La creazione o modifica di aree produttive deve comportare un’analisi dello sviluppo delle infrastrutture di trasporto. Deve essere vincolante per le nuove aree presentare un’accessibilità che permetta di usufruire di accessi alternativi per emergenze. 9. Nelle aree ad altissima vulnerabilità ambientale di cui all’articolo 13.1 della Variante “Se- veso” al PTC e di seguito riportate non è ammesso l’insediamento di stabilimenti soggetti al d.lgs.105/2015:
della Variante “Se- veso” al PTC e di seguito riportate non è ammesso l’insediamento di stabilimenti soggetti al d.lgs.105/2015:
- aree naturali protette (nazionali, regionali, provinciali) istituite o in previsione;
- siti Natura 2000 ex Direttiva 92/43/CEE “Habitat”;
- aree di interesse paesaggistico ai sensi del d.lgs.42/2004 s.m.i. art. 142, lettere b, (fascia di 300 m intorno ai laghi, da non intendersi limitata ai soli laghi naturali si-
lgs.42/2004 s.m.i. art. 142, lettere b, (fascia di 300 m intorno ai laghi, da non intendersi limitata ai soli laghi naturali si- gnificativi o di rilevante interesse ambientale citati nelle Linee guida), d (montagne sopra i 1600 m) ed m (zone di interesse archeologico);
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 60 4. fasce A e B, zone RME, aree in dissesto idrogeologico a pericolosità molto elevata (Fa, Ee, Ca) ed elevata (Fq, Eb, Cp,Va) da PAI, o individuate dagli strumenti urba- nistici locali qualora maggiormente cautelativi; 5. frane (progetto IFFI), movimenti gravitativi e fasce di rispetto fluviali ad alta proba-
li qualora maggiormente cautelativi; 5. frane (progetto IFFI), movimenti gravitativi e fasce di rispetto fluviali ad alta proba- bilità di inondazione, indicate dagli studi della Provincia anche in relazione ai loro futuri aggiornamenti; 6. abitati da trasferire e consolidare classificati ai sensi della legge 9 luglio 1908 n. 445 e s.m.i. 10. Nelle aree a rilevante vulnerabilità ambientale di cui all’articolo 13.2 della variante “Se- veso” al PTC, punti 3, 4, 8, 11, 12 e 13, di seguito riportate:
rabilità ambientale di cui all’articolo 13.2 della variante “Se- veso” al PTC, punti 3, 4, 8, 11, 12 e 13, di seguito riportate:
- aree di interesse paesaggistico ai sensi del d.lgs.42/2004 s.m.i., art. 142, let. g (aree boscate);
- aree soggette a vincolo idrogeologico ex l.r. 45/1989 e aree boscate ex artt. 5.5 e 5.7 delle NdA del PTC;
- sistemi dell’agricoltura specializzata e/o vitale (vigneti specializzati, colture di pro-
artt. 5.5 e 5.7 delle NdA del PTC; 3. sistemi dell’agricoltura specializzata e/o vitale (vigneti specializzati, colture di pro- dotti tipici, frutteti, ecc...) individuati dagli strumenti urbanistici o da altri studi o stru- menti di pianificazione 4. acquiferi sotterranei ad alta/elevata vulnerabilità; 5. zone di ricarica delle falde; 6. territori con soggiacenza inferiore a 3 metri dal p.c.; si applicano i seguenti divieti di insediamento di stabilimenti soggetti al d.lgs.105/2015:
acenza inferiore a 3 metri dal p.c.; si applicano i seguenti divieti di insediamento di stabilimenti soggetti al d.lgs.105/2015: I. per gli stabilimenti a pericolo di eventi incidentali di tipo energetico, non è am- messa nei casi di cui ai punti 3 e 4 del precedente articolo 13.2; II. per gli stabilimenti a pericolo di eventi incidentali di tipo tossico, non è ammessa nei casi di cui al punto 8 del precedente articolo 13.2;
limenti a pericolo di eventi incidentali di tipo tossico, non è ammessa nei casi di cui al punto 8 del precedente articolo 13.2; III. per gli stabilimenti a pericolo di eventi incidentali a ricaduta ambientale, non è ammessa nei casi di cui ai punti 11,12, 13 del precedente articolo 13.2; IV. per gli stabilimenti a pericolo di eventi incidentali di tipo energetico, tossico, o a ricaduta ambientale, fatti salvi i casi di cui ai punti precedenti:
icolo di eventi incidentali di tipo energetico, tossico, o a ricaduta ambientale, fatti salvi i casi di cui ai punti precedenti: • l’ammissibilità è condizionata alle risultanze delle verifiche di cui al capitolo 8.2.2 delle Linee guida. • la localizzazione di stabilimenti nuovi tiene espressamente conto della di- rettiva di cui all’art. 10.4.1. del vigente PTC, ed in particolare privilegia, fatta salva la compatibilità territoriale, le aree produttive situate nel comune inte-
igente PTC, ed in particolare privilegia, fatta salva la compatibilità territoriale, le aree produttive situate nel comune inte- ressato, su cui già insistono edificati di tipo industriale non più in uso ri- spetto alle aree non edificate. 11. Nei casi in cui lo stabilimento presenti pericolo di eventi incidentali di diverse tipologie, o l’area appartenga a più categorie, si applicano le disposizioni più cautelative.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 61 20.7.3 Modifiche ad attività esistenti
- Il presente paragrafo si applica ad attività già operative sul territorio ricadenti nel campo di applicazione del d.lgs 105/2015 o dell’articolo 19 della Variante “Seveso” al PTC che subiscono modifiche tali da variare la loro condizione di rischio verso l’esterno.
rticolo 19 della Variante “Seveso” al PTC che subiscono modifiche tali da variare la loro condizione di rischio verso l’esterno. 2. Ricadono nel campo di applicazione di tale paragrafo anche le attività esistenti ad oggi non sono soggette ai vincoli del d.lgs 105/2015 o dell’articolo 19 della Variante “Seveso” al PTC, ma che a seguito della modifica ricadranno anch’esse nel campo di applicazione. 3. Per le attività esistenti la modifica non deve causare un aggravio delle condizioni di ri-
ch’esse nel campo di applicazione. 3. Per le attività esistenti la modifica non deve causare un aggravio delle condizioni di ri- schio, ossia le nuove aree di vincolo (aree di esclusione e di osservazione) generate dalla modifica dell’attività non devono creare situazioni di incompatibilità con elementi territoriali o ambientali vulnerabili. 4. Per le attività esistenti che a seguito di modifica ricadono nell’ambito del rischio di inci-
riali o ambientali vulnerabili. 4. Per le attività esistenti che a seguito di modifica ricadono nell’ambito del rischio di inci- dente rilevante valgono i vincoli riportati al paragrafo 20.7.2 con l’esclusione del vincolo di insediamento nelle aree Ap. 5. Nelle zone ad altissima vulnerabilità ambientale non sono consentite modifiche di stabi- limenti esistenti che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di rischio (art.18 d.lgs.105/2015).
iche di stabi- limenti esistenti che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di rischio (art.18 d.lgs.105/2015). 6. Qualora la modifica dello stabilimento sia autorizzata, gli esiti delle valutazioni, se ne- cessario, saranno integrate nell’Elaborato RIR. 7. Per la modifica o trasformazione delle attività esistenti, nei limiti delle destinazioni d'uso consentite dalle NTA di PRG, che per l’effetto delle variazioni ricadono nei casi sopra riportati, si applicano le disposizioni seguenti:
e dalle NTA di PRG, che per l’effetto delle variazioni ricadono nei casi sopra riportati, si applicano le disposizioni seguenti:
- il richiedente dichiara al comune, all’atto della presentazione dell’istanza volta all’otte- nimento dei titoli abilitativi necessari, in quale delle suddette categorie ricade l’attività ovvero di non rientrare in nessuna delle stesse e presenta, su eventuale richiesta dell’Au- torità, la relativa documentazione giustificativa;
rientrare in nessuna delle stesse e presenta, su eventuale richiesta dell’Au- torità, la relativa documentazione giustificativa;
- l’appartenenza ad una delle suddette categorie è altresì preventivamente dichiarata dal gestore che intende apportare le modifiche o le trasformazioni delle attività anche nei casi in cui non sia necessario il rilascio di titoli abilitativi;
- la modifica o la trasformazione, non sono ammessi qualora siano presenti elementi
ecessario il rilascio di titoli abilitativi;
- la modifica o la trasformazione, non sono ammessi qualora siano presenti elementi territoriali vulnerabili ricadenti nelle categorie A e B della tabella 1 dell’allegato al d.m. 9 maggio 2001 entro una distanza misurata dal perimetro pari a 200 metri, per le attività di cui alla lettera a), e pari a 100 metri, per le attività di cui alle lettere b) e c);
- qualora la realizzazione risulti ammessa in base al criterio di cui al punto precedente,
attività di cui alle lettere b) e c);
- qualora la realizzazione risulti ammessa in base al criterio di cui al punto precedente, l’area individuata dalle distanze come ivi definite rappresenta vincolo all’insediamento delle medesime categorie A e B;
- l’ammissibilità è condizionata alla trasmissione, da parte del richiedente, di dichiara- zione, a firma di professionista abilitato iscritto all’ordine competente, che attesti e de-
parte del richiedente, di dichiara-
parte del richiedente, di dichiara- zione, a firma di professionista abilitato iscritto all’ordine competente, che attesti e de- scriva l’adozione delle misure in conformità ai punti I e II della tabella 4 delle Linee Guida del PTCP; 9. sono comunque fatte salve norme più restrittive stabilite dai piani di settore o dai piani comunali vigenti. 20.7.4 - Prescrizioni nelle Aree di danno
- Sono definite a seguire le azioni di pianificazione per le aree esterne al perimetro dell’at-
rescrizioni nelle Aree di danno
- Sono definite a seguire le azioni di pianificazione per le aree esterne al perimetro dell’at- tività Ahlstrom Italia soggetta al d.lgs 105/2015, interessate dagli effetti generati dai cer- chi di danno.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 62 2. Le aree interessante sono quelle in adiacenza allo stabilimento, dato che le aree di danno fuoriescono dallo stabilimento per poche decine di metri. 3. Nella tabella a seguire si riportano i vincoli definiti secondo i criteri stabiliti dal DM 09/05/01 Area PRGC Categorie territoriali non ammesse (DM 09/05/2001) Ap 3.2 A - B - C - D - E S.Ap A - B - C - D SS2 A - B - C
SS2 A - B - C
09/05/01 Area PRGC Categorie territoriali non ammesse (DM 09/05/2001) Ap 3.2 A - B - C - D - E S.Ap A - B - C - D SS2 A - B - C Area Satura A - B - C 20.7.5 - Prescrizioni nelle Aree di Esclusione
- Al contorno degli stabilimenti Ahlstrom, Megadyne e Rocchietti Sisto sono presenti aree di vincolo denominate aree di esclusione con un’ampiezza rispettivamente di m. 300, m. 200 e m. 100.
- Le aree sono sagomate in base alle destinazioni d’uso delle aree definite da PRGC in
pettivamente di m. 300, m. 200 e m. 100. 2. Le aree sono sagomate in base alle destinazioni d’uso delle aree definite da PRGC in maniera tale che nessuna area risulti parzialmente interessata dal vincolo. 3. All’interno di tali aree non risulta ammissibile l’insediamento di elementi territoriali appar- tenenti alle categorie A e B di cui alla tabella 1 del DM 9 maggio 2001. 4. Negli Ambiti territoriali inclusi nelle aree di esclusione valgono le seguenti principali pre- scrizioni progettuali:
o 2001. 4. Negli Ambiti territoriali inclusi nelle aree di esclusione valgono le seguenti principali pre- scrizioni progettuali:
- le aree con elevata frequentazione di pubblico all’aperto (grandi parcheggi, aree di svago, ecc.) devono essere localizzate preferibilmente in posizione protetta rispetto all’attività produttiva a rischio, in modo tale che queste siano separate da una barriera fisica di tipo strutturale (muro, edificio, ecc.);
produttiva a rischio, in modo tale che queste siano separate da una barriera fisica di tipo strutturale (muro, edificio, ecc.); 2. nel caso di edifici direttamente confinanti con le attività Seveso elencate nell’elaborato tecnico RIR si dovrà inoltre: • prevedere un muro di separazione sul lato del confinante con l’attività di altezza di m.2,50; • devono essere minimizzate le aperture degli edifici (porte e finestre) sul lato affacciato all’attività;
di altezza di m.2,50; • devono essere minimizzate le aperture degli edifici (porte e finestre) sul lato affacciato all’attività; • si dovrà verificare e nel caso prevedere l’accessibilità sull’area confinante l’attività di mezzi di soccorso, nonché l’installazione di idonei sistemi di antincendio (quali ad esem- pio idranti ed attacchi per motopompe). 5. All’interno delle aree di esclusione qualora venga previsto un intervento conforme al vi-
idranti ed attacchi per motopompe). 5. All’interno delle aree di esclusione qualora venga previsto un intervento conforme al vi- gente PRG e volto all’insediamento di una nuova area produttiva, artigianale e commer- ciale o al completamento-ampliamento di una esistente occorrerà:
- garantire un’adeguata viabilità interna ed esterna; la viabilità dovrà permettere di ac- cedere all’area mediante 2 direttrici e soprattutto dovrà essere possibile sfollare dall’area
viabilità dovrà permettere di ac- cedere all’area mediante 2 direttrici e soprattutto dovrà essere possibile sfollare dall’area secondo una via di fuga in direzione opposta alla fonte di rischio. La viabilità dovrà inoltre essere adeguata al potenziale numero di persone da evacuare. 2. dotare l’area produttiva di servizi comuni per la gestione delle emergenze (ad esempio la rete antincendio, i sistemi di allertamento, ecc.).
produttiva di servizi comuni per la gestione delle emergenze (ad esempio la rete antincendio, i sistemi di allertamento, ecc.). 6. Le summenzionate prescrizioni dovranno essere attuate a cura dell’intestatario del titolo abilitativo necessario alla realizzazione degli interventi.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 63 7. In generale dovrà essere attuata preventivamente una attenta valutazione e progetta- zione degli elementi edilizi e di trasformazione territoriale così da minimizzare e proteg- gere l’intervento dai rischi derivanti dalla presenza di aziende a rischio di incidente rile- vante. 20.7.6 - Prescrizioni nell’Area di Osservazione
i rischi derivanti dalla presenza di aziende a rischio di incidente rile- vante. 20.7.6 - Prescrizioni nell’Area di Osservazione
- La viabilità al servizio di elementi territoriali vulnerabili di cui alle categorie A e B presenti nell’area deve essere separata da quella per l’accesso all’area in cui è insediata la fonte di rischio da cui discende l’area di osservazione.
- Negli Ambiti territoriali inclusi nelle aree di osservazione delle aziende classificate quali
iscende l’area di osservazione. 2. Negli Ambiti territoriali inclusi nelle aree di osservazione delle aziende classificate quali “Seveso” valgono le seguenti principali prescrizioni progettuali. 3. All’interno delle aree definite di osservazione, come determinate negli elaborati RIR, oc- corre che la nuova attività valuti, nella redazione della compatibilità ambientale e territo- riale, la presenza di una viabilità da destinare prevalentemente all’azienda e che non coinvolga in nuclei più urbanizzati.
ito- riale, la presenza di una viabilità da destinare prevalentemente all’azienda e che non coinvolga in nuclei più urbanizzati. 4. In linea generale occorrerà procedere ad una attenta valutazione e progettazione di ele- menti edilizi e di trasformazione territoriale che comportano un elevato carico antropico (tale da collocarsi in categoria territoriale A o B ai sensi del DM 151/2001). 5. Il vincolo imposto sulle attività commerciali potrà essere trasposto in termini di superfici
A o B ai sensi del DM 151/2001). 5. Il vincolo imposto sulle attività commerciali potrà essere trasposto in termini di superfici di vendita secondo quanto previsto dalla regola tecnica del Ministero degli Interni di cui al dm 27 luglio 2010. 6. Per le attività commerciali si preveda una massima superficie di vendita consentita de- terminata come segue con riferimento alla regola tecnica del Ministero degli Interni di cui al d.m. 27/07/2010: • Attività commerciali al dettaglio:
con riferimento alla regola tecnica del Ministero degli Interni di cui al d.m. 27/07/2010: • Attività commerciali al dettaglio: o A) aree adibite alla vendita settore alimentare o misto: - 0,4 persone/m2 per attività con superficie di vendita fino a 2500 m2 - 0,2 persone /m2 per attività con superficie di vendita superiore a 2500 m2 o B) aree adibite alla vendita settore non alimentare 0,2: persone/m2 o C) aree adibite ad uffici e servizi: persone dichiarate dal titolare + 20%.
lla vendita settore non alimentare 0,2: persone/m2 o C) aree adibite ad uffici e servizi: persone dichiarate dal titolare + 20%. • Attività commerciali all’ingrosso: o A) aree adibite alla vendita 0,1 persone/m2 ; o B) aree adibite ad uffici e servizi: persone dichiarate dal titolare + 20%. • Negozi specialistici che trattano una specifica gamma merceologica (non alimentare) con superficie di vendita non superiore a 1000 m2 : 0,1 per- sone/m2 .
rattano una specifica gamma merceologica (non alimentare) con superficie di vendita non superiore a 1000 m2 : 0,1 per- sone/m2 . 7. Nei centri commerciali l’affollamento complessivo è determinato sommando quello pre- visto nelle singole attività commerciali, applicando le densità di affollamento in funzione del settore di vendita (alimentare/misto o non alimentare), e considerando per le parti comuni frequentate dal pubblico una densità di affollamento non inferiore a 0,2 per- sone/m2 .
are), e considerando per le parti comuni frequentate dal pubblico una densità di affollamento non inferiore a 0,2 per- sone/m2 . 8. Per le aree adibite a ristorazione si applica una densità di affollamento di 0,7 persone/m2;
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 64 art. 21- NORME DI TUTELA AMBIENTALE
- Il P.R.G.C. individua il nucleo centrale, come perimetrato in cartografia, quale insedia- mento urbano avente carattere storico ed ambientale e ne disciplina gli interventi con la normativa e le prescrizioni riportate all'art.22 - CENTRO STORICO (Cs)-.
ico ed ambientale e ne disciplina gli interventi con la normativa e le prescrizioni riportate all'art.22 - CENTRO STORICO (Cs)-. 2. Nel quadro delle prescrizioni inerenti le caratteristiche dell'area e della disciplina di inter- vento di cui all'art.22, il P.R.G.C. definisce pertanto il Centro Storico quale "zona di re- cupero" ai sensi del 1° comma dell'art.27 della L.457/78. 3. All'interno del Centro Storico, il P.R.G.C. individua, con apposito simbolo grafico, sulla
comma dell'art.27 della L.457/78. 3. All'interno del Centro Storico, il P.R.G.C. individua, con apposito simbolo grafico, sulla cartografia 1:1000 (tavv.9a- 9b), edifici e parti di essi che sono riconoscibili quali testi- monianze storico-artistiche e/o ambientali o documentarie e per i quali, ancorché non siano vincolati ai sensi della Legge 1089/39, disciplina gli interventi con la normativa e le prescrizioni di cui all'art.22.
on siano vincolati ai sensi della Legge 1089/39, disciplina gli interventi con la normativa e le prescrizioni di cui all'art.22. 4. Per tutti i singoli edifici o parti di edifici, segnalati sulla cartografia quali testimonianze storico documentaria, sono ammessi soltanto interventi di categoria c) restauro e risa- namento conservativo, indipendentemente dal loro inserimento all'interno di un contesto in cui siano consentiti interventi di altre categorie.
vativo, indipendentemente dal loro inserimento all'interno di un contesto in cui siano consentiti interventi di altre categorie. 5. Negli interventi sull'edilizia esistente in qualsiasi parte del territorio comunale, qualora emergano, dal rilievo e documentazione preliminare fotografica, elementi decorativi o architettonici di pregio, in quanto testimonianza documentaria o storico architettonica, quali: affreschi, meridiane, camini, volte, parti di tessitura muraria, ecc., sarà obbligo del
entaria o storico architettonica, quali: affreschi, meridiane, camini, volte, parti di tessitura muraria, ecc., sarà obbligo del Comune, al momento in cui ne viene a conoscenza, prescrivere i conseguenti approfon- dimenti progettuali specialistici per la loro conservazione, restauro o recupero. 6. Il P.R.G.C. ai sensi dell'art.24, comma 4, punto a) della L.U.R., stabilisce che gli interventi edilizi che riguardano edifici o parti di essi ecc., riconosciuti Beni culturali, non possano
.R., stabilisce che gli interventi edilizi che riguardano edifici o parti di essi ecc., riconosciuti Beni culturali, non possano eccedere la categoria c), fatta salva ogni disposizione più restrittiva dettata dalle presenti norme, dovendo le stesse operazioni di restauro e di risanamento conservativo risultare conformi all'8° comma dell'art.24 della L.U.R.-. 7. Per ogni controversia che insorgesse fra il Comune ed il Privato cittadino e/o Ente sull'in-
comma dell'art.24 della L.U.R.-. 7. Per ogni controversia che insorgesse fra il Comune ed il Privato cittadino e/o Ente sull'in- terpretazione delle disposizioni del precedente articolo deve essere richiesto il parere della Commissione regionale per la tutela dei Beni culturali ed ambientali di cui all'art.91 bis della L.U.R. e ciò a partire dalla data di costituzione della Commissione stessa. Aree verde privato di tutela ambientale.
1 bis della L.U.R. e ciò a partire dalla data di costituzione della Commissione stessa. Aree verde privato di tutela ambientale. 8. Ai sensi dell'art.24 della L.U.R. il P.R.G.C. delimita aree verdi private aventi elevato in- teresse ambientale, libere da edificazioni, considerandole inedificabili, come previsto all'art.13 punto 7 della L.U.R. 9. Tutti i progetti di intervento riguardanti gli edifici ubicati nel Centro Storico e quelli che il
art.13 punto 7 della L.U.R. 9. Tutti i progetti di intervento riguardanti gli edifici ubicati nel Centro Storico e quelli che il PRGC indica di valore storico, architettonico o documentario, dovranno essere corredati da una completa e dettagliata documentazione fotografica che evidenzi le caratteristiche tipologiche, decorative, e ambientali dell'esistente. 10. Qualora da tale documentazione risultino testimonianze storico documentare e/o cultu-
corative, e ambientali dell'esistente. 10. Qualora da tale documentazione risultino testimonianze storico documentare e/o cultu- rali, meritevoli di conservazione, sarà obbligo del Comune, su proposta della C.I.E., pre- scrivere gli appropriati interventi di conservazione, restauro o recupero, con riferimento agli interventi ammessi dalle presenti norme per l'ambito in cui sono inscritte. 11. Alle richieste di interventi che comportino operazioni di sostituzione e/o rifacimento e/o
r l'ambito in cui sono inscritte. 11. Alle richieste di interventi che comportino operazioni di sostituzione e/o rifacimento e/o integrazione delle strutture portanti verticali e/o orizzontali va allegata opportuna docu- mentazione illustrativa delle tecniche strutturali da adottarsi al fine di impedire crolli e/o lesioni ai manufatti oggetto di intervento e/o ad essi adiacenti.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 65 12. Tale documentazione, stilata da tecnico abilitato, comporta la piena responsabilità del progettista per le soluzioni proposte, e del proprietario per le realizzazioni. 13. Nel caso non siano oggettivamente rispettate le opportune cautele e/o non siano suffi- cientemente approfondite le indagini e le soluzioni non si potrà procedere alla ricostru-
opportune cautele e/o non siano suffi- cientemente approfondite le indagini e le soluzioni non si potrà procedere alla ricostru- zione delle parti crollate poiché non si verificano le condizioni di cui all'art. 12 punto h) delle presenti norme. 14. Al fine di conseguire o ripristinare l'unità stilistica delle fronti esterne, anche nei casi di interventi su porzioni limitate di fronti, il Comune ha facoltà di prescrivere agli interventi
fronti esterne, anche nei casi di interventi su porzioni limitate di fronti, il Comune ha facoltà di prescrivere agli interventi da realizzare di uniformarsi a soluzioni già realizzate su porzioni contigue e/o adiacenti ovvero a prescrizioni definite appositamente nell'atto autorizzativo. 15. Tali prescrizioni, a cui, per quanto sotto specificato, è fatto obbligo di attenersi già in sede progettuale, e che sono da intendersi quali integrative e complementari di quelle
cato, è fatto obbligo di attenersi già in sede progettuale, e che sono da intendersi quali integrative e complementari di quelle delle singole categorie di intervento, riguardano in particolare:
- Rivestimenti: materiali, colori, modalità di posa;
- Tinteggiature: materiali, colori;
- Serramenti: materiali, colori; *inammissibilità di installazione di controserramenti esterni volti all'annullamento delle profondità del vano apertura.
- Elementi architettonici e decorativi;
- Manti di copertura
esterni volti all'annullamento delle profondità del vano apertura.
- Elementi architettonici e decorativi;
- Manti di copertura *impiego di manti in laterizio simili a quelli circostanti (con esclusione di marsigliesi o altri materiali); *impiego obbligatorio di "coppi" o equivalenti (anche fissabili mediante ancore di ac- ciaio inox antiscivolamento e con nasello per fissaggio al listello trasversale) nei casi in cui le parti dell'edificio oggetto di intervento o degli edifici adiacenti, testimonino una
al listello trasversale) nei casi in cui le parti dell'edificio oggetto di intervento o degli edifici adiacenti, testimonino una presenza maggioritaria di "coppi".
- Canali di gronda, pluviali, ecc.: impiego esclusivo di lamiera di rame.
- Cancelli, parapetti, ringhiere, inferriate: *impiego esclusivo di ferro colore scuro;
- Pavimentazioni: *impiego di masselli di porfido e/o di masselli in cls. caratterizzati da forme, geometria e sistema di posa adeguati al contesto ambientale.
asselli di porfido e/o di masselli in cls. caratterizzati da forme, geometria e sistema di posa adeguati al contesto ambientale.
- Illuminazione esterna: materiali e apparecchi illuminanti
- Recinzioni.
- Insegne pubblicitarie.
- Tende esterne con funzione di schermatura solare, sia per unità abitative che per esercizi commerciali, e simili.
- Possono essere consentiti, previa valutazione delle proposta di intervento in sede di
he per esercizi commerciali, e simili. 16. Possono essere consentiti, previa valutazione delle proposta di intervento in sede di C.I.E. l'impiego di tecniche e materiali differenti rispetto a quelli tradizionali quando tale impiego sia previsto all'interno di un progetto globale di ristrutturazione a livello di isolato e mai quanto riguardi interventi episodici e casuali di sostituzione riferiti ai singoli com- ponenti architettonici o strutturali.
ai quanto riguardi interventi episodici e casuali di sostituzione riferiti ai singoli com- ponenti architettonici o strutturali. 17. Il Comune ha facoltà di predisporre Piani di disciplina coordinata, ovvero Piani di Re- cupero Urbano (ex. L.R. 09/04/96 n.18) tesi a: disciplinare le operazioni di intervento edilizio sulle facciate; eliminare gli elementi deturpanti e fatiscenti;
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 66 evidenziare le caratteristiche ambientali e determinare le metodologie di valutazione dei profili, delle sagome, dei ritmi, dei materiali e del colore degli edifici nonché delle coperture; regolamentare gli accessi e la viabilità e l'arredo urbano. 18. Ove detti piani vengano approvati le prescrizioni in essi contenute saranno prevalenti sui
e la viabilità e l'arredo urbano. 18. Ove detti piani vengano approvati le prescrizioni in essi contenute saranno prevalenti sui contenuti del presente articolo punto 2.5. 19. Il recupero e l’utilizzo ai fini abitativi dei “volumi sovrastanti l’ultimo piano degli edifici compresi nella sagoma di copertura” è ammesso in applicazione dei disposti della L.R. 06/08/98 n.21 e della relativa circolare P.R.G.C. 25/01/1999 n.1/PET, con l’osservanza delle seguenti prescrizioni:
i della L.R. 06/08/98 n.21 e della relativa circolare P.R.G.C. 25/01/1999 n.1/PET, con l’osservanza delle seguenti prescrizioni: • le eventuali aperture che si rendano indispensabili, ai fini della dotazione di su- perfici di illuminazione e ventilazione adeguate per locali destinati alla perma- nenza di persone (L.R. 21/98 art.1 comma 2 lett.a) devono essere definite all'in- terno di un progetto unitario esteso all’intero edificio;
rsone (L.R. 21/98 art.1 comma 2 lett.a) devono essere definite all'in- terno di un progetto unitario esteso all’intero edificio; • per gli ambiti assoggettati a P.d.R., (ove il medesimo non sia stato ancora appro- vato) non devono configurarsi anche interventi correlati che, nelle restanti parti dell’edificio, eccedano la categoria b) e/o, nell’edificio in genere, producano alte- razioni e/o compromissioni della situazione statica.
cio, eccedano la categoria b) e/o, nell’edificio in genere, producano alte- razioni e/o compromissioni della situazione statica. 20. Le attività commerciali si svolgono nel rigoroso rispetto dei beni culturali e ambientali individuati ai sensi dell’art.24 della L.R. 56/77 e s.m.i.; 21. La nuova apertura, il trasferimento di sede, la variazione della superficie di vendita di esercizi commerciali in sede fissa che comportino interventi edilizi su edifici classificati
ione della superficie di vendita di esercizi commerciali in sede fissa che comportino interventi edilizi su edifici classificati come Beni Culturali Ambientali dal P.R.G.C. sono assoggettati alle disposizioni conte- nute nelle NTA del PRGC medesimo e alla verifica della corretta integrazione nel conte- sto tipologico degli edifici adiacenti con particolare attenzione all’inserimento degli spazi vetrina e degli accessi.
el conte- sto tipologico degli edifici adiacenti con particolare attenzione all’inserimento degli spazi vetrina e degli accessi. 22. In particolare dovranno essere conservate le vetrine di particolare interesse storico e documentario e la progettazione degli interventi, ivi comprese le insegne, dovrà attenta- mente valutare gli effetti derivanti dall’impatto architettonico sull’edificio, anche per quanto riguarda la tipologia, i materiali e le dimensioni, al fine di evitare l’alterazione degli
onico sull’edificio, anche per quanto riguarda la tipologia, i materiali e le dimensioni, al fine di evitare l’alterazione degli elementi architettonici e decorativi originari. 23. I relativi elaborati progettuali dovranno contenere una puntuale analisi delle preesistenze oltrechè lo sviluppo esecutivo di dettaglio delle proposte di intervento.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 67 PARTE TERZA AREE DI INTERVENTO art.22 - CENTRO STORICO (Cs) descrizione L'area come risulta perimetrata nella cartografia, è caratterizzata dagli insediamenti più antichi sul tracciato viario originario. La perimetrazione peraltro non comprende solo il nucleo più antico ma interseca anche aree e tessuti marginali nei quali non è più rico-
etrazione peraltro non comprende solo il nucleo più antico ma interseca anche aree e tessuti marginali nei quali non è più rico- noscibile la conservazione dell'originario insieme ambientale. L'area presenta caratteri eterogenei nei quali accanto a episodi che vengono segnalati quale testimonianza storica documentaria si trova una diffusa situazione di edilizia di modesta qualità architettonica, in termini di tecniche costruttive e materiali, ritmi e sistemi decorativi e
ione di edilizia di modesta qualità architettonica, in termini di tecniche costruttive e materiali, ritmi e sistemi decorativi e di facciata, che in molti casi sono stati modificati dagli interventi av- venuti negli ultimi 50 anni. Il carattere ambientale complessivo che si può ancora leggere è do- vuto alla estensione del tessuto edilizio che si è conservato attraverso il tempo sugli originari insediamenti. Il P.R.G.C. formula i criteri per salvaguardare le testimonianze stori-
ervato attraverso il tempo sugli originari insediamenti. Il P.R.G.C. formula i criteri per salvaguardare le testimonianze stori- che e documentarie esistenti e segnalate, le unità ambientali ove siano riconoscibili, e i criteri per disciplinare negli altri casi gli inter- venti appropriati all'esistente e tuttavia compatibili con un obiettivo di rinnovato uso degli edifici e del tessuto edilizio in genere. Gli interventi sono finalizzati alla conservazione attiva degli edifici e alle loro rivi-
fici e del tessuto edilizio in genere. Gli interventi sono finalizzati alla conservazione attiva degli edifici e alle loro rivi- talizzazione funzionale, nella loro unità strutturale e formale, ove que- ste siano ancora presenti, al recupero dei volumi ex agricoli all'uso residenziale o ad altro ammesso dalle presenti norme, al recupero e alla valorizzazione dei loro caratteri architettonici, al ripristino delle parti alterate o degradate, alla eliminazione delle superfetazioni, alla
dei loro caratteri architettonici, al ripristino delle parti alterate o degradate, alla eliminazione delle superfetazioni, alla definizione, in mancanza di elementi caratterizzanti, di soluzioni pro- gettuali e realizzative compatibili con l'esistente. Il P.R.G.C. individua alcune testimonianza definite "storico- documen- tarie" meritevoli di tutela, prescrivendo che vengano conservate, con appropriati interventi di restauro e risanamento e ancorché si trovino
evoli di tutela, prescrivendo che vengano conservate, con appropriati interventi di restauro e risanamento e ancorché si trovino all'interno di aree in cui siano ammessi altri tipi di intervento. Tali testimonianze sono individuate nella cartografia in scala 1:1000 (tavv. 9a e 9b). Non si riscontrano invece edifici o parti di edifici che debbano essere sottoposti al vincolo della L.1039/39.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 68 Interventi ammessi (art.9) Negli ambiti assoggettati a P.d.R. si ammettono le categorie di inter- vento sotto indicate e specificate: -in assenza di P.d.R. e fino all'approvazione del medesimo, interventi di categoria: -a) -manutenzione ordinaria; -b) -manutenzione straordinaria; -c1)-restauro; -c2)-risanamento conservativo; -d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1;
naria; -b) -manutenzione straordinaria; -c1)-restauro; -c2)-risanamento conservativo; -d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1; -d2)-ristrutturazione edilizia di tipo d2; -in presenza di P.d.R., sono ammessi anche gli interventi di catego- ria: -d4) -ristrutturazione edilizia di tipo d4; -h) -demolizione e sostituzione edilizia - solo se e in quanto finaliz- zate alla realizzazione degli interventi di cui alle atre categorie e nell'ambito di un progetto di riorganizzazione planovolumetrica dell'a-
lizzazione degli interventi di cui alle atre categorie e nell'ambito di un progetto di riorganizzazione planovolumetrica dell'a- rea assoggettata a P.d.R. L'attuazione dei singoli P.d.R. potrà avve- nire anche per parti purché comprese in volumi e/o superfici funzio- nali. Per l’ambito individuato con il n.21 sulla tav. 9b, con insediamenti di tipo misto residenziale-artigianale, oltre al recupero dei volumi pree- sistenti in deroga alla definizione di volume preesistente, (art.8.10
sidenziale-artigianale, oltre al recupero dei volumi pree- sistenti in deroga alla definizione di volume preesistente, (art.8.10 delle presenti NTA) è ammessa la sostituzione edilizia della esistente struttura aperta, già destinate ad attività produttiva, nel limite di mq.183 di s.u.l. ,a condizione che l’intervento avvenga nel rispetto delle dei caratteri tipologico-formali ricorrenti nel centro Storico e che contestualmente all’intervento si realizzi una riqualificazione urbani-
i tipologico-formali ricorrenti nel centro Storico e che contestualmente all’intervento si realizzi una riqualificazione urbani- stica dell’intero comparto. In assenza di PdR gli interventi di categoria d1) e d2) sono ammessi soltanto alle seguenti condizioni: • Venga preventivamente inoltrato uno studio storico-filologico predisposto e sottoscritto da professionista abilitato che documenti lo stato di fatto e che individui le categorie di intervento ammissibili sugli edifici oggetto di inter-
abilitato che documenti lo stato di fatto e che individui le categorie di intervento ammissibili sugli edifici oggetto di inter- vento e che tale studio venga approvato dalla Amministrazione Comunale, sentita la Commissione Edilizia. • Gli interventi proposti siano compatibili e coerenti con le risultanze del suc- citato studio ed inoltre non impediscano o pregiudichino la futura attuazione del Piano di Recupero sui restanti edifici o porzioni di essi.
o ed inoltre non impediscano o pregiudichino la futura attuazione del Piano di Recupero sui restanti edifici o porzioni di essi. • Contestualmente alla realizzazione degli interventi previsti dovrà essere at- tuata una riqualificazione tipologica dell’edificio, eliminando le eventuali su- perfetazioni e gli elementi architettonici e tipologici incoerenti. Al di fuori degli ambiti assoggettati a P.d.R., e con riferimento alle in- dividuazioni di cui alla tav.9b di P.R.G.C., si ammettono le categorie
ambiti assoggettati a P.d.R., e con riferimento alle in- dividuazioni di cui alla tav.9b di P.R.G.C., si ammettono le categorie di intervento sotto indicate e specificate: -a) -manutenzione ordinaria; -b) -manutenzione straordinaria; -c1)-restauro; -c2)-risanamento conservativo; -d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1; -d2)-ristrutturazione edilizia di tipo d2; -d4)-ristrutturazione edilizia di tipo d4; (con l'ammissibilità di interventi di sostituzione in termini di demoli-
di tipo d2; -d4)-ristrutturazione edilizia di tipo d4; (con l'ammissibilità di interventi di sostituzione in termini di demoli- zione parziale e ricostruzione solo se e in quanto finalizzati all' inter- vento della categoria stessa). Le categorie individuate sulla tavola 9b sono intese quale soglia mas- sima di intervento nella quale sono compresi e ammessi interventi di categoria inferiore. I progetti per la realizzazione di interventi a partire dalla categoria d1)
ompresi e ammessi interventi di categoria inferiore. I progetti per la realizzazione di interventi a partire dalla categoria d1) dovranno essere riferiti all'intera proprietà immobiliare del proponente l'istanza di titolo abilitativo.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 69 Destinazioni d’uso (art.10) Le destinazioni d'uso ammesse sono quelle di seguito indicate con riferimento all'art.10 delle presenti norme e alle limitazioni, prescri- zioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza (atti- vità terziarie C7; attività artigianali di servizio alla residenza P2; attività
di servizio compatibili con la residenza (atti- vità terziarie C7; attività artigianali di servizio alla residenza P2; attività turistico-ricettive T1, nel limite di mq.300 di s.u.l. per ogni attività inse- diata). P2) artigianali di servizio; C1) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; E' data espressa facoltà alla C.A. di escludere, nei casi specifici, mo-
per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; E' data espressa facoltà alla C.A. di escludere, nei casi specifici, mo- difiche che possano indurre situazioni non appropriate sotto il profilo del coerenza ambientale con l'intorno del tessuto storico, e/o non ade- guate sotto l'aspetto della sicurezza e dell'accessibilità. In ogni caso sono tassativamente escluse le attività nocive o moleste rispetto al tessuto residenziale circostante specie in relazione alla
o sono tassativamente escluse le attività nocive o moleste rispetto al tessuto residenziale circostante specie in relazione alla formazione di vapori, fumi, odori e rumori sgradevoli, e pertanto alla C.A. è riservata la facoltà di escludere, in casi specifici, attività che seppure comprese nella elencazione sopra riportata, diano origine ai fenomeni sopra descritti. Le destinazioni d'uso preesistenti alla data di adozione delle presenti norme e non comprese nell'elencazione di cui sopra si intendono am-
ioni d'uso preesistenti alla data di adozione delle presenti norme e non comprese nell'elencazione di cui sopra si intendono am- messe fino alla cessazione o al rilascio della relativa attività. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) Gli interventi ammessi dovranno rispettare i limiti di densità fondia- ria, di altezza e le confrontanze di cui agli artt.7-8-9 del D.M. 02/04/68 n.1444 per le zone di tipo A. Prescrizioni particolari Nel Centro Storico il P.R.G.C. individua con la cartografia di sviluppo
8 n.1444 per le zone di tipo A. Prescrizioni particolari Nel Centro Storico il P.R.G.C. individua con la cartografia di sviluppo (tavole 9a e 9b) gli ambiti edilizi normativi per i quali si prescrive l'as- soggettamento a P.d.R. Il P.R.G.C. individua i P.d.R. che per la loro rilevanza di carattere urba- nistico e/o architettonico ambientale sono di iniziativa pubblica. I P.d.R. individuati dal P.R.G.C. dovranno di norma riferiti alle unità
o architettonico ambientale sono di iniziativa pubblica. I P.d.R. individuati dal P.R.G.C. dovranno di norma riferiti alle unità minime di intervento perimetrate dal P.R.G.C.e predisposti in forma uni- taria. Sarà facoltà del Comune esaminare preventivamente alla forma- zione dei P.d.R. una perimetrazione ridotta e/o modificata rispetto a quella indicata dal P.R.G.C., in presenza di variazioni di perimetro rife- rite alle proprietà catastali ovvero in caso di motivate e obiettive diffi- coltà realizzative.
di variazioni di perimetro rife- rite alle proprietà catastali ovvero in caso di motivate e obiettive diffi- coltà realizzative. La perimetrazione ridotta e/o modificata potrà essere assentita a con- dizione che interessi un ambito comunque significativo e nel quale gli interventi di P.d.R. siano efficacemente attuabili. Sulle porzioni di tes- suto edilizio comprese nel perimetro di P.d.R. che risultassero escluse dall'ambito riperimetrato, rimane in vigore la disciplina normativa delle presenti norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 70 Prescrizioni particolari Nei casi in cui le categorie di intervento individuate sulla tav. 9b non siano ritenute adeguate allo stato di fatto dell'immobile, è data facoltà al Comune di esaminare mo- tivate istanze volte a proposte di P.d.R., nelle quali lo stato di fatto sia documentato nei modi che seguono:
di esaminare mo- tivate istanze volte a proposte di P.d.R., nelle quali lo stato di fatto sia documentato nei modi che seguono: documentazione catastale (dati e schede grafiche) dell' immobile storicamente accertato; documentazione storica; documentazione fotografica completa di tutti particolari caratteristici e di detta- glio; rilievo particolareggiato; analisi della consistenza statica e relazione redatta da professionista abilitato
di detta- glio; rilievo particolareggiato; analisi della consistenza statica e relazione redatta da professionista abilitato con analisi dei carichi e delle strutture e verifica delle possibilità di intervento rispetto ai fabbricati contigui. attestazione, asseverata, della non avvenuta realizzazione di interventi nel pe- riodo intercorrente tra la data di approvazione del P.R.G.C. e la data di ado- zione delle presenti norme.
di interventi nel pe- riodo intercorrente tra la data di approvazione del P.R.G.C. e la data di ado- zione delle presenti norme. Ove il Comune ritenga motivata e esaustiva la documentazione di cui sopra potrà variare la categoria di intervento ammissibile o assentire la formazione di un P.d.R. a condizione che l'ambito coincida almeno con l'intera proprietà dell'istante la propo- sta di P.d.R., ovvero con l'ambito cartografico perimetrato, e che la proposta di P.d.R.
intera proprietà dell'istante la propo- sta di P.d.R., ovvero con l'ambito cartografico perimetrato, e che la proposta di P.d.R. non configuri in nessun modo interventi di categoria e). L'intervento finalizzato all'uso per autorimesse private di locali a piano terreno pro- spettanti sui cortili interni e da questi convenientemente accessibili, secondo quanto al precedente punto 1), è consentito: • a partire dalla categoria c.1 (risanamento conservativo), In tal caso è ammesso il
uanto al precedente punto 1), è consentito: • a partire dalla categoria c.1 (risanamento conservativo), In tal caso è ammesso il recupero delle corrispondenti superfici e volumetrie, contestualmente all'inter- vento, in altra parte del fabbricato o porzione di fabbricato, purché contiguo o compenetrato e anche in eccedenza al limiti previsti per la categoria d2). • In forma contestuale ad interventi di cat.b); In tutti i casi l’allargamento delle aperture esistenti, necessario per ragioni funzionali,
contestuale ad interventi di cat.b); In tutti i casi l’allargamento delle aperture esistenti, necessario per ragioni funzionali, dovrà essere definito all’interno di un progetto come indicato al presente articolo – capitolo 2 – e secondo criteri consoni alle prescrizioni tipologiche e di materiali di cui al presente articolo. In presenza di P.d.R. è inoltre ammessa la realizzazione di bassi fabbricati e tettoie nei limiti di cui al precedente art.15 alle seguenti condizioni:
inoltre ammessa la realizzazione di bassi fabbricati e tettoie nei limiti di cui al precedente art.15 alle seguenti condizioni:
- non sono ammessi nei cortili ed aie comuni;
- sono da costruirsi prioritariamente in aderenza a fabbricati o recinzioni a parete piena esistenti;
- si deve procedere, contestualmente, alla eliminazione di qualsiasi struttura edi- lizia esistente al piano cortile o sporgente dai profili degli edifici, con carattere di superfetazione o di precarietà;
ra edi- lizia esistente al piano cortile o sporgente dai profili degli edifici, con carattere di superfetazione o di precarietà; 4) devono avere caratteristiche tipologiche rigorosamente coerenti con il contesto architettonico in cui si collocano; in particolare: le coperture saranno obbliga- toriamente a falde inclinate, con la pendenza riscontrabile nel fabbricato prin- cipale, con orditura in legno e tegole curve.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 71 art. 23 - AREE SATURE DEL CAPOLUOGO (Asc) descrizione Sono aree caratterizzate da un tessuto edilizio di più recente forma- zione con tipologie prevalentemente isolate e da destinazioni d'uso prevalentemente residenziali e/o agricola e ex agricole in via di tra- sformazione residenziale. Si tratta di aree compromesse che necessitano del recupero del tes-
icola e ex agricole in via di tra- sformazione residenziale. Si tratta di aree compromesse che necessitano del recupero del tes- suto edilizio e dell'impianto urbanistico ad una più elevata qualità dell'ambiente attraverso l'eliminazione dei fabbricati ad uso improprio, fatiscenti o altro, il recupero di quelli preesistenti, nelle quali gli inter- venti di completamento eventualmente ammissibili devono essere ne- cessariamente contenuti al fino di non aggravare la già parcellizzata situazione urbanistica.
ente ammissibili devono essere ne- cessariamente contenuti al fino di non aggravare la già parcellizzata situazione urbanistica. Sono aree con classificazione in zona B ai sensi del D.M. 02/04/68 n.1444. Interventi am- messi (art.9) Sugli edifici esistenti e nelle aree ad essi asservite, sono ammessi i seguenti interventi:
- a) -manutenzione ordinaria;
- b) -manutenzione straordinaria;
- c1)-restauro;
- c2)-risanamento conservativo;
- d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1;
a;
- b) -manutenzione straordinaria;
- c1)-restauro;
- c2)-risanamento conservativo;
- d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1;
- d2)-ristrutturazione edilizia di tipo d2 con limitati ampliamenti una tantum delle unità abitative all'interno dei volumi preesistenti;
- d3)-ristrutturazione edilizia di tipo d3 con limitati ampliamenti una tantum delle unità abitative all'esterno dei volumi preesistenti;
- d4)-ristrutturazione edilizia di tipo d4
- f)- completamento
- h) - demolizione e sostituzione edilizia,
volumi preesistenti;
- d4)-ristrutturazione edilizia di tipo d4
- f)- completamento
- h) - demolizione e sostituzione edilizia,
- i) - mutamenti di destinazione d'uso, nell'ambito delle destinazioni d'uso ammesse. Destinazioni d’uso (art.10) Le destinazioni ammesse sono quelle di seguito indicate con riferi- mento all'art.10 delle presenti norme e alle limitazioni, prescrizioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza P2) artigianali di servizio;
ioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza P2) artigianali di servizio; C1) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; Le attività rurali in atto, secondo quanto disposto dal P.R.G.C., de- vono essere trasferite e/o rilocalizzate. Sugli edifici o parti di edifici adibiti a dette attività sono ammessi i soli
.C., de- vono essere trasferite e/o rilocalizzate. Sugli edifici o parti di edifici adibiti a dette attività sono ammessi i soli interventi di categoria a) e b). A seguito del trasferimento di dette attività, sugli edifici o parti di edifici rilasciati potranno essere ammessi gli interventi di cui al presente ar- ticolo.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 72 Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- I.F.: 0,70 mc/mq per l’ampliamento di edifici esistenti (da verificarsi sulla base di adeguata documentazione catastale e di dettagliato ri- lievo planovolumetrico); Le eventuali aree libere non potranno supe- rare l’indice fondiario di 0,40 mc/mq. In ogni caso le unità immobiliari non potranno essere incrementate in
non potranno supe- rare l’indice fondiario di 0,40 mc/mq. In ogni caso le unità immobiliari non potranno essere incrementate in misura superiore a 2 unità aventi ciascuna una superficie massima di 150 mq. di Sul;
- rapporto di copertura 1/3
- allineamenti in atto o, in difetto, mt 8,00 dall'asse stradale, sempre- ché la cartografia di progetto non imponga maggiori arretramenti;
- distanze dai confini mt 5,00
- altezza massima: mt.10.50
- n. piani f.t: 3 Prescrizioni particolari
nga maggiori arretramenti;
- distanze dai confini mt 5,00
- altezza massima: mt.10.50
- n. piani f.t: 3 Prescrizioni particolari Gli interventi riguardanti edifici o parti di edifici a diretto contatto con il Centro Storico e caratterizzati da tipologie edilizie apparentabili a quelle del tessuto storico dovranno essere progettati nel rispetto delle prescrizioni di cui all’art.21 delle presenti norme. In particolare al Comune è data la facoltà di cui al predetto art.21 in
lle prescrizioni di cui all’art.21 delle presenti norme. In particolare al Comune è data la facoltà di cui al predetto art.21 in ordine alle prescrizioni particolari sugli interventi. In presenza di edifici ove si svolgano attività da rilocalizzare sono am- messi interventi di categoria d) - e) e h), senza incremento della volu- metria esistente, solo ed esclusivamente in forma subordinata alla for- mazione di S.U.E. estesi ad ambiti territoriali che la C.A. perimetrerà di volta in volta.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 73 art. 24- AREE SATURE ESTERNE (Ase) descrizione Sono aree interessate da nuclei residenziali sorti in conformità al pre- cedente strumento urbanistico, per le quali il P.R.G.C. ha confermato la prioritaria vocazione residenziale. Interventi am- messi (art.9) Gli interventi ammessi sono esclusivamente quelli volti all'utilizzo, al
ia vocazione residenziale. Interventi am- messi (art.9) Gli interventi ammessi sono esclusivamente quelli volti all'utilizzo, al riuso, alla ristrutturazione dei fabbricati esistenti con l'applicazione dei parametri edilizi di seguito indicati. Non è ammesso alcun nuovo intervento residenziale. Sono ammessi interventi di categoria: -a) -manutenzione ordinaria; -b) -manutenzione straordinaria; -c1)-restauro; -c2)-risanamento conservativo; -d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1;
naria; -b) -manutenzione straordinaria; -c1)-restauro; -c2)-risanamento conservativo; -d1)-ristrutturazione edilizia di tipo d1; -d2)-ristrutturazione edilizia di tipo d2 -d3)-ristrutturazione edilizia di tipo d3 -d4)-ristrutturazione edilizia di tipo d4 -h)- demolizione, e sostituzione edilizia, -i)-mutamenti di destinazione d'uso, nell'ambito delle destinazioni d'uso ammesse. Destinazioni d’uso (art.10) Le destinazioni d'uso ammesse sono le seguenti:
d'uso, nell'ambito delle destinazioni d'uso ammesse. Destinazioni d’uso (art.10) Le destinazioni d'uso ammesse sono le seguenti: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza P2) artigianali di servizio; C1) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
ibili con il territorio urbano, per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- I.F.: in atto da verificarsi sulla superficie fondiaria del lotto di pro- prietà alla data di adozione delle presenti norme sulla base di ade- guata documentazione catastale e di dettagliato rilievo planovolu- metrico; -allineamenti: in atto -distanze dai confini: mt 5,00 -altezza massima: mt.10.50 Prescrizioni particolari
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 74 art.25 – AREE DI COMPLETAMENTO (Ac) descrizione Sono aree del territorio urbanizzato dotato di adeguata infrastruttura- zione, di modeste dimensioni, inedificate o sottoutilizzate alla data di adozione del P.R.G.C., nelle quali una nuova edificazione - in termini di intervento di completamento - è ancora possibile senza che siano
el P.R.G.C., nelle quali una nuova edificazione - in termini di intervento di completamento - è ancora possibile senza che siano compromesse le esigenze di riassetto urbanistico. Tali aree sono classificate quale zona B ai sensi del D.M. 02/04/68 n.1444. Interventi am- messi (art.9) Nelle aree Ac sono ammessi interventi di categoria f) completamento, comprensivo della realizzazione di nuove costruzioni. Per gli edifici esistenti sono consentiti i seguenti interventi:
etamento, comprensivo della realizzazione di nuove costruzioni. Per gli edifici esistenti sono consentiti i seguenti interventi: -a) b) - manutenzione ordinaria e straordinaria; -c1) c2) - restauro e risanamento conservativo; -d1) - ristrutturazione edilizia di tipo d1; -d2) - ristrutturazione edilizia di tipo d2 -d3) - ristrutturazione edilizia di tipo d3 -h) - demolizione e sostituzione edilizia. -i) - mutamenti di destinazione d'uso. L’ampliamento funzionale di cui alla categoria d2 è ammesso soltanto
stituzione edilizia. -i) - mutamenti di destinazione d'uso. L’ampliamento funzionale di cui alla categoria d2 è ammesso soltanto per gli edifici ultimati da almeno 5 anni. Destinazioni d’uso (art.10) Nelle aree Ac sono ammesse le destinazioni d'uso sotto indicate con le specificazioni di cui all'art.10 delle presenti norme e alle esemplifi- cazioni, prescrizioni, limitazioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza.
zioni, prescrizioni, limitazioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza. C1) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) -Densità fondiaria I.F. = 0,50 mc/mq -distanze dai confini: minimo mt 5,00;
- rapporto di copertura: 1/3
ed urbanistici (art.7) -Densità fondiaria I.F. = 0,50 mc/mq -distanze dai confini: minimo mt 5,00;
- rapporto di copertura: 1/3 -altezza massima: mt 7,50 per le aree Ac ricadenti nei settori urbani posti a sud della linea ferroviaria e nella zona compresa tra le vie Mar- tiri della Libertà, Stura e la predetta ferrovia;
- mt 10,50 per le restanti aree Ac; Prescrizioni particolari
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 75 art. 26 - AREE DI NUOVO IMPIANTO (An) descrizione Sono aree prive di edificazione o con edificazione rarefatta, contigue ad aree urbanizzate, o di cui si prevede l'urbanizzazione, delle quali costituiscono un evidente completamento. Tali aree sono compren- sive dei lotti già attuati e/o in corso di attuazione in base al disposti
ono un evidente completamento. Tali aree sono compren- sive dei lotti già attuati e/o in corso di attuazione in base al disposti del P.R.G.C. e degli strumenti di programmazione comunale (P.P.A.) precedentemente vigenti. -Aree An2: aree con P.E.C. approvati, per le quali valgono le condi- zioni previste dalle singole convenzioni approvate. -Aree An2*: aree per cui alla data di formazione della Variante par- ziale non risultano essere stati proposti progetti di intervento e/o che
ree per cui alla data di formazione della Variante par- ziale non risultano essere stati proposti progetti di intervento e/o che sono interessate dalle modifiche e/o definizioni cartografiche e nor- mative della Variante stessa. Area An2** area precedentemente compresa dal P.R.G.C. in area satura del capoluogo, nella quale insistono fabbricati (realizzati in epoca anteriore alla formazione P.R.G.C.) adibiti precedentemente ad attività artigianali oggi rilocalizzate e per la quale gli interventi di
re alla formazione P.R.G.C.) adibiti precedentemente ad attività artigianali oggi rilocalizzate e per la quale gli interventi di nuovo impianto sono subordinati alla preliminare demolizione degli edifici preesistenti. Interventi ammessi (art.9) Per tutte le aree di nuovo impianto sono ammessi interventi di cate- goria g) (nuovo impianto) attuabili mediante la preventiva formazione di S.U.E. Per le aree An2* aventi superficie complessiva inferiore a mq. 3.000 è ammessa l’attuazione con PdCC.
ntiva formazione di S.U.E. Per le aree An2* aventi superficie complessiva inferiore a mq. 3.000 è ammessa l’attuazione con PdCC. Per gli edifici esistenti, in assenza di SUE, potranno essere consentiti i seguenti tipi di intervento: a) - manutenzione ordinaria; b) - manutenzione straordinaria; c1)- risanamento conservativo; c2)- restauro d1)- ristrutturazione edilizia leggera; -d3)-ristrutturazione edilizia di tipo d3 -h)- demolizione, e sostituzione edilizia,
uro d1)- ristrutturazione edilizia leggera; -d3)-ristrutturazione edilizia di tipo d3 -h)- demolizione, e sostituzione edilizia, -i)-mutamenti di destinazione d'uso, nell'ambito delle destinazioni d'uso ammesse. Gli SUE da attuare su aree già parzialmente compromesse dovranno operare una riqualificazione urbanistica dell’ambito interessato, an- che prevedendo interventi di demolizione e/o sostituzione edilizia e, comunque dovranno verificare, anche per gli edifici e i manufatti esi-
do interventi di demolizione e/o sostituzione edilizia e, comunque dovranno verificare, anche per gli edifici e i manufatti esi- stenti, il rispetto delle normative del PRGC vigenti. Destinazioni d’uso (art.10) Nelle aree An sono ammesse, per le varie tipologie di aree le desti- nazioni d’uso sotto indicate con riferimento all’art.10 delle presenti norme e delle esemplificazioni, prescrizioni, limitazioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza
azioni, prescrizioni, limitazioni e condizioni ivi contenute: R2) residenza ed attività di servizio compatibili con la residenza C1) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari; C4) attività commerciali compatibili con il territorio urbano, per la ven- dita al dettaglio di generi non alimentari; In generale le destinazioni d'uso non residenziali di cui al presente punto si intendono ammesse, sia in termini di previsione di progetto
e le destinazioni d'uso non residenziali di cui al presente punto si intendono ammesse, sia in termini di previsione di progetto di S.U.E. sia in termini di mutamento di destinazioni d'uso di parti già realizzate, solo in quanto inseribili nella tipologia edilizia residenziale senza alterazione delle sue caratteristiche funzionali.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 76 Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- densità territoriale: Aree An1: mc/mq 1,00 Aree An2: mc/mq 0,75 Aree An3: mc/mq 0,75 Aree An4: mc/mq 1,00
- rapporto di copertura: 1/3
- altezza massima e n. piani f.t.:
- per le aree An2* comprese tra le vie Borgonuovo, M.Ausiliatrice, Cafasse, Reposa, S.Lucia: mt 7,50 e 2 p.f.t. per tutte le altre zone: mt 10,50 e 3 p.f.t.
tra le vie Borgonuovo, M.Ausiliatrice, Cafasse, Reposa, S.Lucia: mt 7,50 e 2 p.f.t. per tutte le altre zone: mt 10,50 e 3 p.f.t. Prescrizioni particolari Nelle aree An sotto specificate aventi superficie territoriale superiore a mq.3000, si stabilisce che in presenza di SUE debba essere riservata una quota ad interventi di edilizia convenzionata, ai sensi degli artt. 7 e 8 della L.10/77, nelle seguenti misure riferite alla capacità edificatoria ottenuta moltiplicando l'indice di densità territoriale
della L.10/77, nelle seguenti misure riferite alla capacità edificatoria ottenuta moltiplicando l'indice di densità territoriale proprio di ciascuna area per l'intera superficie dell'area perimetrata nel P.R.G.C. as- soggettata a S.U.E.:
- An1: 45% della capacità edificatoria;
- An2 e An2* e An2**: 25% della capacità edificatoria; La zona An3 è destinata alla realizzazione di interventi di Edilizia Economico-Popo- lare. Per le aree An2* soggette a S.U.E. ove il reperimento della quota destinata a edilizia
erventi di Edilizia Economico-Popo- lare. Per le aree An2* soggette a S.U.E. ove il reperimento della quota destinata a edilizia convenzionata determini volumetrie non funzionali, è data facoltà alla C.A. di conce- dere la monetizzazione sulla base di importi definiti dalla Amministrazione Comunale medesima. La convenzione dovrà avere validità non inferiore a 20 anni e potrà prevedere l’uti- lizzo delle unità immobiliari da parte richiedente la concessione, oppure dei parenti
feriore a 20 anni e potrà prevedere l’uti- lizzo delle unità immobiliari da parte richiedente la concessione, oppure dei parenti in primo grado, quale prima abitazione.
- Aree An2: Per l’area An2 posta su via Piave è data facoltà alla C.A. di esaminare proposte di variante al P.E.C. approvato, finalizzate alla progettazione e alla attrez- zatura, mediante l'esecuzione delle occorrenti opere di urbanizzazione, della conti-
nalizzate alla progettazione e alla attrez- zatura, mediante l'esecuzione delle occorrenti opere di urbanizzazione, della conti- gua area per servizi; in tal caso dovranno essere proposte inoltre soluzioni di viabilità adeguate, da verificarsi anche da quelle dipendenti dall'intervento nell'area An2* po- sta su via Piave.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 77 art. 27 - AREE AD URBANIZZAZIONE DIFFERITA (Ud) Sono aree a contatto di quelle periferiche edificate, sono a temporanea destinazione agricola, con divieto di ogni tipo di edificazione stabile o temporanea fatta salva la pos- sibilità di realizzazione di bassi fabbricati pertinenziali secondo quanto previsto
one stabile o temporanea fatta salva la pos- sibilità di realizzazione di bassi fabbricati pertinenziali secondo quanto previsto dall’art.15 c.3 delle presenti NTA, in quanto tali interventi potrebbero pregiudicare future scelte urbanistiche. Il P.R.G.C., tenendo conto dei limiti di capacità insediativa imposti e rilevando contem- poraneamente la vocazione all'uso residenziale, con apposita variante potrà ammettere nuovi insediamenti residenziali mediante S.U.E..
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 78 art. 28 - AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DI COMPLETAMENTO (Ap1) descrizione Si tratta di impianti produttivi industriali esistenti e attivi che possono essere oggetto di interventi di completamento Interventi am- messi (art.9) a) - manutenzione ordinaria; b) - manutenzione straordinaria; c) - restauro e risanamento conservativo; d) - ristrutturazione edilizia;
nutenzione ordinaria; b) - manutenzione straordinaria; c) - restauro e risanamento conservativo; d) - ristrutturazione edilizia; f) – completamento; h) – demolizione e sostituzione edilizia. Per gli edifici esistenti in contrasto con la destinazione di zona (vedi successivo par. “destinazioni d’uso”) non sono ammessi interventi di completamento. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia d4), completamento f), de- molizione e sostituzione edilizia h), nonché di riordino, devono essere
di ristrutturazione edilizia d4), completamento f), de- molizione e sostituzione edilizia h), nonché di riordino, devono essere predisposti progetti di interventi riferiti all'intera area di proprietà o all'intera area urbanistica laddove questa coincida con l'area di pro- prietà. Tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia e di completamento che comportano l’ampliamento o la ridistribuzione delle superfici lorde di pavimento o coperte di almeno mq.50 devono essere attuati mediante
o l’ampliamento o la ridistribuzione delle superfici lorde di pavimento o coperte di almeno mq.50 devono essere attuati mediante titolo abilitativo convenzionato a norma dell’art.49 c.5° della L.U.R.. La medesima procedura riguarda l'insediamento di nuove attività e il conseguente riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e ces- sazione parziale delle attività in atto. Nel caso di totale cessazione dell’attività in atto gli interventi sono su- bordinati alla formazione di S.U.E. Destinazioni
to. Nel caso di totale cessazione dell’attività in atto gli interventi sono su- bordinati alla formazione di S.U.E. Destinazioni d’uso (art.10) sono ammesse le destinazioni P1 – C3 – C5. Per la zona Ap1.4 è ammessa anche la destinazione d’uso C7 Non sono ammesse attività che possano risultare nocive o moleste nei confronti delle circostanti aree residenziali. Gli edifici con destinazioni diverse da quelle ammesse (residenza, ter- ziario) già esistenti e legittimate alla data di approvazione del PRGC
n destinazioni diverse da quelle ammesse (residenza, ter- ziario) già esistenti e legittimate alla data di approvazione del PRGC vigente possono mantenere tali destinazioni. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- altezza massima: mt 7,00 per i fabbricati destinati esclusivamente a uffici e residenze, se distinti da fabbricati a destinazione industriale;
- rapporto di copertura: 66%;
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 79 Prescrizioni particolari Tutti gli interventi soggetti alla formazione di S.U.E. o al rilascio di titolo abilitativo convenzionato devono prevedere la dismissione per attrezzature di servizio agli impianti produttivi di cui all’art. 33 delle presenti norme. In sede di formazione di SUE la verifica della dotazione di servizi (10% della Sf) è
vi di cui all’art. 33 delle presenti norme. In sede di formazione di SUE la verifica della dotazione di servizi (10% della Sf) è operata sulla superficie complessiva dell’insediamento mentre, per gli interventi sog- getti a titolo abilitativo convenzionato, la verifica è operata limitatamente alla superfi- cie asservita all’intervento. Le aree per servizi potranno in alternativa e/o su richiesta del Comune essere mone- tizzate per la parte eccedente la dotazione minima a parcheggio pubblico che non
nativa e/o su richiesta del Comune essere mone- tizzate per la parte eccedente la dotazione minima a parcheggio pubblico che non potrà risultare inferiore al 50% delle aree per servizi complessive richieste dal P.R.G.C. La medesima dismissione di aree per servizi, senza possibilità di monetizzazione, è prevista per tutti gli interventi conseguenti all’insediamento di nuove attività e al riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e cessazione parziale o totale delle atti- vità in atto.
ove attività e al riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e cessazione parziale o totale delle atti- vità in atto. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di completamento nelle aree Ap1 che comportano l’ampliamento o la ridistribuzione delle superfici lorde di pavimento o co- perte non superiori mq.500 per i quali sia dimostrata la oggettiva difficoltà di dismis- sione delle aree per servizi può essere ammessa la monetizzazione totale delle aree
imostrata la oggettiva difficoltà di dismis- sione delle aree per servizi può essere ammessa la monetizzazione totale delle aree medesime a condizione che la dotazione di parcheggi di cui al comma precedente venga comunque individuata in aree private con vincolo di destinazione e di sistema- zione. Le aree per servizi cartograficamente individuate potranno essere oggetto di una dif- ferente localizzazione all'interno delle medesime aree Ap1, a condizione che la do-
ividuate potranno essere oggetto di una dif- ferente localizzazione all'interno delle medesime aree Ap1, a condizione che la do- tazione complessiva di aree per servizi non risulti inferiore ai minimi richiesti e la localizzazione risulti determinata nell'ambito di proposte progettuali di riassetto e/o di riordino riguardanti l'intera area e venga ritenuta idonea dal Comune in relazione alle situazioni di viabilità di accesso e di contorno.
riguardanti l'intera area e venga ritenuta idonea dal Comune in relazione alle situazioni di viabilità di accesso e di contorno. Nel caso di interventi di recupero e di riordino potrà essere richiesta l'individuazione di superfici a verde privato, con funzione di protezione ambientale e/o schermatura e/o arredo, da sistemarsi mediante creazione di tappeto erboso e piantumazione di alberature, nella misura massima del 5% della superficie fondiaria del lotto di perti- nenza alla singola attività.
tumazione di alberature, nella misura massima del 5% della superficie fondiaria del lotto di perti- nenza alla singola attività. Non sono ammessi impianti di incenerimento, di smaltimento di rifiuti civili e industriali e simili. Per gli impianti esistenti e di servizio esclusivo alle attività già esistenti (attive alla data di adozione del progetto preliminare di P.R.G.C. e dallo stesso censite) è viceversa obbligatoria la predisposizione, in conformità alle disposizioni normative di
re di P.R.G.C. e dallo stesso censite) è viceversa obbligatoria la predisposizione, in conformità alle disposizioni normative di legge del settore, degli interventi di adeguamento tecnologico necessari al fine di evitare qualsiasi effetto nocivo o molesto. Si richiamano le disposizioni in materia di industrie a rischio di incidente rilevante riportate all’art. 20.7 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 80 Prescrizioni di zona Area Ap1.7 Gli interventi, in particolare quelli di completamento e di riordino dell’attività produttiva insediata nella parte di area posta sulla strada di sottovia devono essere definiti all’in- terno di un progetto unitario ai fini dell’ottenimento di una concessione convenzionata
sottovia devono essere definiti all’in- terno di un progetto unitario ai fini dell’ottenimento di una concessione convenzionata a norma dell’art. 49 c.5° della L.U.R., nel quale sia adeguatamente salvaguardato il contesto ambientale della Cappella di S.Lucia, con l’osservanza delle seguenti indi- cazioni relative all'intorno della medesima:
- -i limiti del perimetro di area;
- -l'esecuzione di eventuali recinzioni secondo tipologie appropriate e a distanza
medesima:
- -i limiti del perimetro di area;
- -l'esecuzione di eventuali recinzioni secondo tipologie appropriate e a distanza non inferiore a mt 10,00 dall'edificio della Cappella;
- -l'individuazione di superfici a parcheggi pubblici (o di uso pubblico) e/o a verde in adiacenza alla Cappella. Area Ap1.8 La soppressione dei tratti stradali di via Stura e del parcheggio pubblico “ex P10” e il loro effettivo accorpamento nell’area industriale “Ap1.8” può essere attuata soltanto
ra e del parcheggio pubblico “ex P10” e il loro effettivo accorpamento nell’area industriale “Ap1.8” può essere attuata soltanto previa stipula di convenzioni con la Amministrazione Comunale che prevedano lo svincolo del pubblico utilizzo, la acquisizione delle aree su cui insistono le infrastrut- ture, la cessione al Comune rispettivamente dei tracciati stradali alternativi e del nuovo parcheggio “P10” indicati sulle tavole di Piano Regolatore nonché la realizza-
te dei tracciati stradali alternativi e del nuovo parcheggio “P10” indicati sulle tavole di Piano Regolatore nonché la realizza- zione e collaudo delle opere necessarie per rendere funzionanti le infrastrutture me- desime.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 81 art. 28bis - AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DI COMPLETAMENTO (Ap2) descrizione Si tratta di impianti produttivi industriali esistenti e attivi che possono essere oggetto di interventi di completamento Interventi am- messi (art.9) a) - manutenzione ordinaria; b) - manutenzione straordinaria; c) - restauro e risanamento conservativo; d) - ristrutturazione edilizia;
nutenzione ordinaria; b) - manutenzione straordinaria; c) - restauro e risanamento conservativo; d) - ristrutturazione edilizia; f) – completamento; h) – demolizione e sostituzione edilizia. Per gli edifici esistenti in contrasto con la destinazione di zona (vedi successivo par. “destinazioni d’uso”) non sono ammessi interventi di completamento. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia d4), completamento f), de- molizione e sostituzione edilizia h), nonché di riordino, devono essere
di ristrutturazione edilizia d4), completamento f), de- molizione e sostituzione edilizia h), nonché di riordino, devono essere predisposti progetti di interventi riferiti all'intera area di proprietà o all'intera area urbanistica laddove questa coincida con l'area di pro- prietà. Tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia e di completamento che comportano l’ampliamento o la ridistribuzione delle superfici lorde di pavimento o coperte di almeno mq.50 devono essere attuati mediante
o l’ampliamento o la ridistribuzione delle superfici lorde di pavimento o coperte di almeno mq.50 devono essere attuati mediante titolo abilitativo convenzionato a norma dell’art.49 c.5° della L.U.R.. La medesima procedura riguarda l'insediamento di nuove attività e il conseguente riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e ces- sazione parziale delle attività in atto. Nel caso di totale cessazione dell’attività in atto gli interventi sono su- bordinati alla formazione di S.U.E. Destinazioni
to. Nel caso di totale cessazione dell’attività in atto gli interventi sono su- bordinati alla formazione di S.U.E. Destinazioni d’uso (art.10) Con riferimento alle classificazioni di cui all'art.10 le presenti norme, sono ammesse le destinazioni P1 – C3 – C5. Non sono ammesse attività che possano risultare nocive o moleste nei confronti delle circostanti aree residenziali. Per le aree Ap2.1 - Ap2.2 (poste lungo strada provinciale) è ammessa la possibilità di insediamento di attività commerciali C1 – C2
le aree Ap2.1 - Ap2.2 (poste lungo strada provinciale) è ammessa la possibilità di insediamento di attività commerciali C1 – C2 Gli edifici con destinazioni diverse da quelle ammesse (residenza, ter- ziario) già esistenti e legittimate alla data di approvazione del PRGC vigente possono mantenere tali destinazioni. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- altezza massima: mt 7,00 per i fabbricati destinati esclusiva- mente a uffici e residenze, se distinti da fabbricati a destinazione industriale;
mt 7,00 per i fabbricati destinati esclusiva- mente a uffici e residenze, se distinti da fabbricati a destinazione industriale;
- rapporto di copertura: 66%;
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 82 Prescrizioni particolari Tutti gli interventi soggetti alla formazione di S.U.E. o al rilascio di titolo abilitativo convenzionato devono prevedere la dismissione per attrezzature di servizio agli impianti produttivi di cui all’art. 33 delle presenti NTA In sede di formazione di SUE la verifica della dotazione di servizi (10% della Sf) è
ttivi di cui all’art. 33 delle presenti NTA In sede di formazione di SUE la verifica della dotazione di servizi (10% della Sf) è operata sulla superficie complessiva dell’insediamento mentre, per gli interventi sog- getti a titolo abilitativo convenzionato, la verifica è operata limitatamente alla superfi- cie asservita all’intervento. Le aree per servizi potranno in alternativa e/o su richiesta del Comune essere mone- tizzate per la parte eccedente la dotazione minima a parcheggio pubblico che non
nativa e/o su richiesta del Comune essere mone- tizzate per la parte eccedente la dotazione minima a parcheggio pubblico che non potrà risultare inferiore al 50% delle aree per servizi complessive richieste dal P.R.G.C. La medesima dismissione di aree per servizi, senza possibilità di monetizzazione, è prevista per tutti gli interventi conseguenti all’insediamento di nuove attività e al riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e cessazione parziale o totale delle atti- vità in atto.
ove attività e al riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e cessazione parziale o totale delle atti- vità in atto. Nel caso di interventi di recupero e di riordino potrà essere richiesta l'individuazione di superfici a verde privato, con funzione di protezione ambientale e/o schermatura e/o arredo, da sistemarsi mediante creazione di tappeto erboso e piantumazione di alberature, nella misura massima del 5% della superficie fondiaria del lotto di perti- nenza alla singola attività.
tumazione di alberature, nella misura massima del 5% della superficie fondiaria del lotto di perti- nenza alla singola attività. Non sono ammessi impianti di incenerimento, di smaltimento di rifiuti civili e industriali e simili. Per gli impianti esistenti e di servizio esclusivo alle attività già esistenti (attive alla data di adozione del progetto preliminare di P.R.G.C. e dallo stesso censite) è viceversa obbligatoria la predisposizione, in conformità alle disposizioni normative di
re di P.R.G.C. e dallo stesso censite) è viceversa obbligatoria la predisposizione, in conformità alle disposizioni normative di legge del settore, degli interventi di adeguamento tecnologico necessari al fine di evitare qualsiasi effetto nocivo o molesto.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 83 art.28ter - INSEDIAMENTI PRODUTTIVI SU AREE LIBERE (Ap3) descrizione Aree libere destinati a nuovi insediamenti produttivi Interventi am- messi (art.9) f) - completamento, ove le aree siano parte di complessi adiacenti; g) - nuovo impianto. Tali interventi si attuano mediante S.U.E. con ambito esteso all'intera
siano parte di complessi adiacenti; g) - nuovo impianto. Tali interventi si attuano mediante S.U.E. con ambito esteso all'intera area e possibilità di realizzazione per parti ove si prevedano insedia- menti di più unità produttive. Nelle aree espressamente individuate sulla cartografia di PRGC gli interventi di completamento delle attività produttive esistenti in adia- cenza possono attuati con permesso di costruire singolo convenzio- nato secondo la specifica normativa prevista per le zone Ap1.
cenza possono attuati con permesso di costruire singolo convenzio- nato secondo la specifica normativa prevista per le zone Ap1. Ad avvenuta attuazione degli interventi di categoria f) e g) nelle aree Ap3 potranno essere assentiti interventi di: a) b) - manutenzione ordinaria e straordinaria; c) - restauro e risanamento conservativo; d) - ristrutturazione edilizia; f) – completamento Gli interventi in tali aree dovranno garantire la realizzazione della via- bilità indicata sulla cartografia del PRGC.
letamento Gli interventi in tali aree dovranno garantire la realizzazione della via- bilità indicata sulla cartografia del PRGC. Destinazioni d’uso (art.10) Con riferimento alle classificazioni di cui all'art.10 le presenti norme, sono ammesse le destinazioni P1 – C3 – C5. Non sono ammesse attività che possano risultare nocive o moleste nei confronti delle circostanti aree residenziali. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) -altezza massima: mt 7,00 per i fabbricati destinati esclusivamente a
ree residenziali. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) -altezza massima: mt 7,00 per i fabbricati destinati esclusivamente a uffici e residenze, se distinti da fabbricati a destinazione industriale; -rapporto di copertura: 50% dell'intera area assoggettata a S.U.E.; Prescrizioni particolari Le aree per servizi (20% della St) dovranno essere reperite integral- mente nelle aree stesse o in altre contigue e/o adiacenti. Per gli interventi di completamento delle attività produttive adiacenti,
te nelle aree stesse o in altre contigue e/o adiacenti. Per gli interventi di completamento delle attività produttive adiacenti, da attuarsi con permesso di costruire singolo convenzionato, è am- messa la monetizzazione delle aree per servizi eccedenti la dotazione minima per parcheggi, pari al 5% della superficie fondiaria. E’ prescritta l'individuazione di superfici a verde privato, con funzione di protezione ambientale, schermatura e arredo, da sistemarsi me-
ta l'individuazione di superfici a verde privato, con funzione di protezione ambientale, schermatura e arredo, da sistemarsi me- diante formazione di tappeto erboso e piantumazione di alberature, nella misura del 5% della superficie territoriale. Non sono ammessi impianti di incenerimento, di smaltimento di rifiuti civili e industriali e simili. Si richiamano le disposizioni in materia di industrie a rischio di inci- dente rilevante riportate all’art. 20.7 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 84 art.28quater - IMPIANTI PRODUTTIVI DA SOTTOPORRE A RECUPERO (Ap4) descrizione Complesso produttivo “Santa Lucia” già oggetto di Piano di recupero di iniziativa pubblica Interventi ammessi (art.9) -in assenza di P.d.R., esclusivamente interventi di categoria a) - b) – c1) – c2) – d1) – d2). -in presenza di P.d.R., anche interventi di categoria d3) – d4) - e) -h).
terventi di categoria a) - b) – c1) – c2) – d1) – d2). -in presenza di P.d.R., anche interventi di categoria d3) – d4) - e) -h). Destinazioni d’uso (art.10) Sono ammesse le destinazioni P1 – C3 – C5 – C6; è inoltre ammesso l’utilizzo degli edifici compresi in tale area in forma mista con infra- strutture di carattere pubblico, di cui al punto 2 del presente articolo. E’ consentito il mantenimento della destinazione residenziale R1 già preesistente alla data di adozione del presente PRGC Parametri edilizi ed
il mantenimento della destinazione residenziale R1 già preesistente alla data di adozione del presente PRGC Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) -altezza massima: mt 7,00 per i fabbricati destinati esclusivamente a uffici e residenze, se distinti da fabbricati a destinazione industriale; -rapporto di copertura: 66% della superficie fondiaria; Prescrizioni particolari Tutti gli interventi di completamento che comportano l’ampliamento delle superfici di
rficie fondiaria; Prescrizioni particolari Tutti gli interventi di completamento che comportano l’ampliamento delle superfici di almeno mq.50 devono prevedere la dismissione per attrezzature di servizio agli im- pianti produttivi di cui all’art.21 della L.U.R. pari ad almeno il 10% della superficie fondiaria. La medesima dismissione di aree per servizi è prevista per tutti gli interventi conse- guenti all’insediamento di nuove attività e al riuso degli edifici esistenti conseguenti
revista per tutti gli interventi conse- guenti all’insediamento di nuove attività e al riuso degli edifici esistenti conseguenti al rilascio e cessazione parziale o totale delle attività in atto. Le aree per servizi dovranno essere reperite integralmente nelle aree stesse o in altre contigue e/o adiacenti, senza possibilità di monetizzazione. Nel caso di interventi di recupero e di riordino potrà essere richiesta l'individuazione
i, senza possibilità di monetizzazione. Nel caso di interventi di recupero e di riordino potrà essere richiesta l'individuazione di superfici a verde privato, con funzione di protezione ambientale e/o schermatura e/o arredo, da sistemarsi mediante creazione di tappeto erboso e piantumazione di alberature, nella misura massima del 5% della superficie fondiaria del lotto di perti- nenza alla singola attività. Non sono ammessi impianti di incenerimento, di smaltimento di rifiuti civili e indu-
otto di perti- nenza alla singola attività. Non sono ammessi impianti di incenerimento, di smaltimento di rifiuti civili e indu- striali e simili. Per gli impianti esistenti e di servizio esclusivo alle attività già esistenti (attive alla data di adozione del progetto preliminare di P.R.G.C. e dallo stesso cen- site) è viceversa obbligatoria la predisposizione, in conformità alle disposizioni nor- mative di legge del settore, degli interventi di adeguamento tecnologico necessari al
ione, in conformità alle disposizioni nor- mative di legge del settore, degli interventi di adeguamento tecnologico necessari al fine di evitare qualsiasi effetto nocivo o molesto. Si richiamano le disposizioni in materia di industrie a rischio di incidente rilevante riportate all’art. 20.7 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 85 art.29 - AREE PER ATTIVITA' TERZIARIE E COMMERCIALI (At1) descrizione Aree caratterizzate dalla presenza di fabbricati utilizzati da attività ter- ziarie - commerciali Interventi ammessi (art.9) sono ammessi interventi di categoria: a) - b) - c1) - c2) - d1) - d2) - d3) - d.4) - h); Destinazioni d’uso (art.10)
ssi (art.9) sono ammessi interventi di categoria: a) - b) - c1) - c2) - d1) - d2) - d3) - d.4) - h); Destinazioni d’uso (art.10) C2) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi non ali- mentari; C5) attività commerciali per la vendita all’ingrosso e per la vendita al dettaglio di generi non alimentari che trattano merci ingombranti C7) attività terziarie di servizio; Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- Rapporto di copertura 1/2
ttano merci ingombranti C7) attività terziarie di servizio; Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- Rapporto di copertura 1/2
- Densità fondiaria: in atto (mantenimento e/o recupero e/o ricostru- zione dei volumi esistenti senza alcun incremento)
- Altezze: in atto (in caso di interventi di sostituzione h max mt 7,50) Prescrizioni parti- colari Nelle aree At1 in caso di rilascio o cessazione dell’attività, gli interventi di qualunque categoria, finalizzati all’insediamento di nuove attività
so di rilascio o cessazione dell’attività, gli interventi di qualunque categoria, finalizzati all’insediamento di nuove attività saranno condizionati all’ottenimento di una concessione convenzio- nata a norma dell’art.49 comma 5 della L.U.R.. A partire dalla categoria d4), dovranno essere individuate superfici per parcheggi privati e per servizi pubblici (80 % della superficie lorda di pavimento), con le seguenti prescrizioni specifiche:
- L'intera dotazione conseguente al soddisfacimento dei minimi di
lorda di pavimento), con le seguenti prescrizioni specifiche:
- L'intera dotazione conseguente al soddisfacimento dei minimi di legge dovrà essere reperita quale superficie a parcheggio, senza pos- sibilità di monetizzazione.
- Il Comune potrà consentire il reperimento di superfici a parcheggi in aree contigue o immediatamente adiacenti, previa stipula di appo- sita convenzione che ne disciplini modalità di acquisizione e di ese- cuzione.
immediatamente adiacenti, previa stipula di appo- sita convenzione che ne disciplini modalità di acquisizione e di ese- cuzione. Si richiamano le disposizioni in materia di industrie a rischio di inci- dente rilevante riportate all’art. 20.7 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 86 art.29bis - AREE PER ATTIVITA' TERZIARIE E ARTIGIANALI (Ata1) descrizione Aree caratterizzate dalla presenza di fabbricati utilizzati da attività ar- tigianali e terziarie e in parte non utilizzati in conseguenza della ces- sata attività dei preesistenti insediamenti industriali e artigianali. Interventi am- messi (art.9) Sono ammessi interventi di categoria:
vità dei preesistenti insediamenti industriali e artigianali. Interventi am- messi (art.9) Sono ammessi interventi di categoria: a) - b) - c1) - c2) - d1) - d2) - d3) - d4) - h) con la prescrizione che, qualunque tipo di intervento tra quelli ammessi, ad eccezione degli interventi manutentivi a) e b) deve essere conforme al P.d.R. appro- vato. Destinazioni d’uso (art.10) C1) – C2) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari e non alimentari;
o. Destinazioni d’uso (art.10) C1) – C2) attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari e non alimentari; C5) attività commerciali per la vendita all’ingrosso e per la vendita al dettaglio di generi non alimentari che trattano merci ingombranti C7) attività terziarie di servizio; P3) attività artigianali di servizio e di produzione:. Le destinazioni d'uso relative ad attività produttive sono ammesse solo tra quelle rientranti nella Classe II del D.M. 05/09/1994 (attività
ioni d'uso relative ad attività produttive sono ammesse solo tra quelle rientranti nella Classe II del D.M. 05/09/1994 (attività che possono essere ubicate negli agglomerati, ma che esigono spe- ciali cautele per l'incolumità del vicinato). Attività ricadenti nella classe I di cui al sopraccitato D.M. eventual- mente presenti potranno essere mantenute in via transitoria fino alla cessazione o al rilascio dell'attività. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- Rapporto di copertura 1/2
ansitoria fino alla cessazione o al rilascio dell'attività. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- Rapporto di copertura 1/2
- Densità fondiaria: in atto (mantenimento e/o recupero e/o ricostru- zione dei volumi esistenti senza alcun incremento)
- Altezze: in atto (in caso di interventi di sostituzione h max mt 7,50) Prescrizioni particolari Contestualmente alla elaborazione del P.d.R. (per interventi di qualunque categoria),
ne h max mt 7,50) Prescrizioni particolari Contestualmente alla elaborazione del P.d.R. (per interventi di qualunque categoria), dovranno essere individuate superfici per parcheggi privati e aree per servizi pubblici nelle misure previste dall’art.33 delle presenti NTA L'intera dotazione conseguente al soddisfacimento dei minimi di legge dovrà essere reperita quale superficie a parcheggio, senza possibilità di monetizzazione.
al soddisfacimento dei minimi di legge dovrà essere reperita quale superficie a parcheggio, senza possibilità di monetizzazione. L'eventuale reperimento di superfici da destinarsi a verde servizi sportivi e/o sociali, mense e attrezzature varie, sarà demandata alle singole necessità di intervento e non rientrerà nel computo delle superfici a servizi. Il Comune potrà consentire il reperimento di superfici a parcheggi in aree contigue o
erà nel computo delle superfici a servizi. Il Comune potrà consentire il reperimento di superfici a parcheggi in aree contigue o immediatamente adiacenti, previa stipula di apposita convenzione che ne disciplini modalità di acquisizione e di esecuzione.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 87 art.29ter - AREE PER ATTIVITA' TERZIARIE E ARTIGIANALI (Ata2) descrizione Aree caratterizzate dalla presenza di fabbricati utilizzati da attività ar- tigianali e terziarie e in parte non utilizzati in conseguenza della ces- sata attività dei preesistenti insediamenti industriali e artigianali. Interventi am- messi (art.9) sono ammessi interventi di categoria
ività dei preesistenti insediamenti industriali e artigianali. Interventi am- messi (art.9) sono ammessi interventi di categoria a) - b) - c1) - c2) - d1) - d2) - d3) - d4) - h) con le prescrizioni e le condizioni di seguito indicate. a) Gli interventi di cat.d3) – d4) o che comunque comportano muta- menti di destinazione d’uso, sono subordinati alla presentazione di un P.d.R. con la preliminare individuazione dell'ambito di rife- rimento;
inazione d’uso, sono subordinati alla presentazione di un P.d.R. con la preliminare individuazione dell'ambito di rife- rimento; b) Le aree libere esistenti sono inedificabili e possono essere utiliz- zate solo per percorsi di accesso e di distribuzione interna, par- cheggi privati e parcheggi pubblici. Non sono in nessun caso ammessi:
- il recupero e/o la traslazione di superfici conseguenti a demoli- zioni, sulle aree per servizi definite cartograficamente;
i:
- il recupero e/o la traslazione di superfici conseguenti a demoli- zioni, sulle aree per servizi definite cartograficamente;
- il recupero, conseguente a demolizioni, di superfici corrispon- denti a strutture funzionali e/o provvisorie e/o precarie e/o im- proprie quali carri-ponte, pensiline, tettoie, passerelle, impianti, incavallature metalliche e simili. Destinazioni d’uso (art.10) Sono ammesse le destinazioni d'uso sotto elencate con riferimento
incavallature metalliche e simili. Destinazioni d’uso (art.10) Sono ammesse le destinazioni d'uso sotto elencate con riferimento all'art.13 delle presenti norme e alle esemplificazioni, prescrizioni, li- mitazioni e condizioni ivi contenute e con le prescrizioni più restrittive di cui al presente articolo: C1) – C2 attività commerciali per la vendita al dettaglio di generi alimentari e non alimentari; C5) attività commerciali per la vendita all’ingrosso e per la vendita al
ita al dettaglio di generi alimentari e non alimentari; C5) attività commerciali per la vendita all’ingrosso e per la vendita al dettaglio di generi non alimentari che trattano merci ingom- branti; C7) attività terziarie di servizio. C8) direzionale; P3) attività artigianali di servizio e di produzione; T1) Turistico-ricettiva. Le destinazioni d'uso relative a attività produttive sono ammesse solo tra quelle rientranti nella Classe II del D.M. 05/09/1994 (attività che
i d'uso relative a attività produttive sono ammesse solo tra quelle rientranti nella Classe II del D.M. 05/09/1994 (attività che possono essere ubicate negli agglomerati, ma che esigono speciali cautele per l'incolumità del vicinato).Attività ricadenti nella classe I di cui al sopraccitato D.M. eventualmente presenti potranno essere mantenute in via transitoria fino alla cessazione o al rilascio dell'atti- vità. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- Rapporto di copertura 1/2
sitoria fino alla cessazione o al rilascio dell'atti- vità. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- Rapporto di copertura 1/2
- Densità fondiaria: in atto (mantenimento e/o recupero e/o ricostru- zione dei volumi esistenti senza alcun incremento)
- Altezze: in atto (in caso di interventi di sostituzione h max mt 7,50)
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 88 Prescrizioni particolari Non consentiti accessi diretti dalla strada provinciale. Gli accessi all'area dovranno essere risolti con il mantenimento e/o il potenziamento di quelli esistenti dalla viabilità interna comunale (via Torino e via Beria). In caso di interventi sui fabbricati prospettanti sulla strada provinciale e su via Beria
rna comunale (via Torino e via Beria). In caso di interventi sui fabbricati prospettanti sulla strada provinciale e su via Beria e accessibili da via Beria, il Comune potrà richiedere la definizione dell'innesto via Beria/strada provinciale, anche con l'esecuzione di interventi che comportino la de- molizione di porzioni di fabbricati. In ogni caso qualunque intervento che interessi la strada provinciale, e/a la fascia di rispetto della medesima, e/o l'innesto da via Beria deve essere preventivamente as-
essi la strada provinciale, e/a la fascia di rispetto della medesima, e/o l'innesto da via Beria deve essere preventivamente as- sentito dai competenti uffici della Provincia. Per attività da insediare, contestualmente alla elaborazione del P.d.R. riferito all’am- bito funzionale di attività (per interventi di qualunque categoria) e per attività inse- diate, contestualmente alla definizione dell’ambito funzionale dovranno essere indi-
i qualunque categoria) e per attività inse- diate, contestualmente alla definizione dell’ambito funzionale dovranno essere indi- viduate superfici per parcheggi privati e per servizi pubblici nelle misure previste dal successivo art.33, con la prescrizione che l'intera dotazione conseguente al soddi- sfacimento dei minimi di legge dovrà essere reperita quale superficie a parcheggio, senza possibilità di monetizzazione. Le aree per servizi dovranno essere reperite all’interno del perimetro di area e all’in-
o, senza possibilità di monetizzazione. Le aree per servizi dovranno essere reperite all’interno del perimetro di area e all’in- terno dell’ambito funzionale di attività individuato, ovvero nelle aree per servizi appo- sitamente individuate in cartografia. Il Comune potrà consentire il reperimento di superfici a parcheggi in aree contigue o immediatamente adiacenti, previa stipula di apposita convenzione che ne disciplini modalità di acquisizione e di esecuzione.
e o immediatamente adiacenti, previa stipula di apposita convenzione che ne disciplini modalità di acquisizione e di esecuzione. Le aree per servizi individuate cartograficamente, anche se eventualmente superiori alle dotazioni minime richieste, non potranno essere utilizzate per altri usi se non per la realizzazione di tracciati viari di accesso o interni all'area e dovranno essere libe- rate da strutture improprie eventualmente su di esse insistenti (tettoie, passerelle, impianti e simili).
dovranno essere libe- rate da strutture improprie eventualmente su di esse insistenti (tettoie, passerelle, impianti e simili). Si richiamano le disposizioni in materia di industrie a rischio di incidente rilevante riportate all’art. 20.7 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 89 art. 30 - AREE AGRICOLE (E) ED AREE PER AZIENDE AGRICOLE ESISTENTI descrizione Le aree di cui al presente articolo sono aree destinate esclusivamente ad usi agricoli con presenza di edifici rurali e residenze funzionali all'attività agricola, La cartografia di P.R.G.C. individua le aree e/o gli edifici come sotto specificato: -AREE AGRICOLE -AREE PER AZIENDE AGRICOLE
ESISTENTI (E)
, La cartografia di P.R.G.C. individua le aree e/o gli edifici come sotto specificato: -AREE AGRICOLE -AREE PER AZIENDE AGRICOLE ESISTENTI (E) Interventi am- messi (art.9) Gli interventi sotto elencati sono ammessi mediante singola concessione, con le spe- cificazioni e le prescrizioni di seguito indicate; a) manutenzione ordinaria; b) manutenzione straordinaria; c) restauro e risanamento conservativo; d) ristrutturazione edilizia; f) completamento. h) demolizioni e sostituzione edilizia;
c) restauro e risanamento conservativo; d) ristrutturazione edilizia; f) completamento. h) demolizioni e sostituzione edilizia; i) modifica di destinazione d'uso di volumi diversamente destinati a destina- zioni funzionali all'attività agricola e alla residenza rurale. Sugli edifici esistenti a destinazione non rurale, che alla data di adozione delle pre- senti norme risultino disabitati od inutilizzati sono ammessi: interventi di categoria a),
che alla data di adozione delle pre- senti norme risultino disabitati od inutilizzati sono ammessi: interventi di categoria a), b), c), d1),d2),d3), d4), h), i) a condizione che siano ridestinati all'attività agricola (compresa la residenza rurale) oppure al deposito, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e che ciò risulti da apposito atto di obbligo. Destinazioni d’uso (art.10) Oltre alla destinazione agricola è ammessa la destinazione C6 oltre a quelle preesi-
tto di obbligo. Destinazioni d’uso (art.10) Oltre alla destinazione agricola è ammessa la destinazione C6 oltre a quelle preesi- stenti alla data di adozione delle presenti norme. Oltre agli interventi e alle destinazioni d'uso descritti nei precedenti punti, ai sensi dell'art.30 della L.R. 22/02/77 n.15 e della L.R. 17/05/83 n.217, nelle aree agricole possono essere proposti progetti di recupero edilizio allo scopo di incentivare l'atti- vità agro-turistica.
nelle aree agricole possono essere proposti progetti di recupero edilizio allo scopo di incentivare l'atti- vità agro-turistica. Per queste destinazioni non potranno essere previste nuove costruzioni, bensì l'uso di edifici preesistenti e per i quali è ammessa la modifica di destinazione d'uso. Gli interventi saranno possibili solo in presenza di P.d.R. e saranno a carattere one- roso, compresa la sola variazione di destinazione d'uso.
saranno possibili solo in presenza di P.d.R. e saranno a carattere one- roso, compresa la sola variazione di destinazione d'uso. Per tutto quanto non indicato dalle presenti norme, si richiamano in ogni caso i di- sposti di cui alle seguenti leggi regionali: -L.R. 15 del 22/02/1977 (Attuazione delle direttive CEE per la riforma dell'agricol- tura); -L.R.217del17/05/1983 (Legge quadro per il turismo e interventi per il poten-
direttive CEE per la riforma dell'agricol- tura); -L.R.217del17/05/1983 (Legge quadro per il turismo e interventi per il poten- ziamento e la qualificazione dell'offerta turistica); -L.R. 31 del 15/04/85 (Disciplina strutture ricettive extra-alberghiere) -L.R. 38 del 23/03/95 (Disciplina dell'agrituri- smo) Parametri edilizi ed urbanistici (art.7)
- altezza massima per le residenze rurali m.7,50; Le distanze minime previste per gli edifici e le attrezzature ad uso agricolo sono le seguenti:
per le residenze rurali m.7,50; Le distanze minime previste per gli edifici e le attrezzature ad uso agricolo sono le seguenti:
- m.30 tra edifici residenziali, che non hanno attinenza con le attività agricole e che si configurano come residenze in zona impropria, e le eventuali attrezza- ture ad uso agricolo;
- m.30 tra gli edifici ricadenti in zona agricola (residenziali e non) e gli edifici ricadenti in aree contigue a destinazioni non agricole;
li edifici ricadenti in zona agricola (residenziali e non) e gli edifici ricadenti in aree contigue a destinazioni non agricole;
- m.25 tra gli edifici adibiti a stalle e/o deposito di materiali inquinanti (concimaie e simili) e gli edifici residenziali dell'azienda;
- m.50 dagli edifici residenziali di terzi;
- rapporto di copertura, definito tra sommatoria delle superfici coperte residenziali e
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 90 delle attrezzature e la superficie fondiaria complessiva dell'azienda, massimo 1/20; Per gli allevamenti intensivi eventualmente già insediati il rapporto di copertura è pari a 1/3 dell'area direttamente asservita (art.25 dellaL.U.R. 2° comma lettera h);
- densità fondiaria calcolata secondo il disposto dell'art.25 L.R.56/77 Prescrizioni particolari
ellaL.U.R. 2° comma lettera h);
- densità fondiaria calcolata secondo il disposto dell'art.25 L.R.56/77 Prescrizioni particolari Per interventi di nuova edificazione rurale, ai fini del computo delle superfici e delle volumetrie realizzabili, è ammesso l'accorpamento di tutti i terreni componenti l'a- zienda, anche non contigui e/o ricadenti sul territorio dei comuni limitrofi, a condizione che la cubatura residenziale realizzabile non superi mc.750.
gui e/o ricadenti sul territorio dei comuni limitrofi, a condizione che la cubatura residenziale realizzabile non superi mc.750. L'accorpamento delle aree, ai fini del calcolo della densità fondiaria, deve risultare da apposito atto di vincolo, regolarmente trascritto, che regoli il trasferimento della cu- batura e contemporaneamente sancisca la non edificabilità di tutti i terreni che hanno ceduto la loro cubatura. Con lo stessi atto di vincolo deve essere sancito l'impegno
edificabilità di tutti i terreni che hanno ceduto la loro cubatura. Con lo stessi atto di vincolo deve essere sancito l'impegno del richiedente e dei suoi aventi causa a mantenere all'immobile edificando la desti- nazione agricola. Identico impegno deve essere esteso all'area di pertinenza del cen- tro aziendale che è in tal modo definitivamente asservita al centro stesso. La densità fondiaria si calcola al lordo dei fabbricati esistenti con esclusione di tutti
itivamente asservita al centro stesso. La densità fondiaria si calcola al lordo dei fabbricati esistenti con esclusione di tutti quei fabbricati, nuovi oppure vecchi, destinati alle attrezzature agricole ed agli im- pianti di conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Non sono consentiti nuovi insediamenti di allevamenti di tipo industriale. Gli allevamenti eventualmente esistenti devono comunque adeguarsi alle seguenti condizioni:
di allevamenti di tipo industriale. Gli allevamenti eventualmente esistenti devono comunque adeguarsi alle seguenti condizioni: non sia superato il rapporto di q.40 di peso di bestiame d'allevamento per ha. di superficie aziendale e comunque non superiore ai 50 capi; l'insediamento sia ubicato ad una distanza non inferiore a m.15,00 dall'a- bitazione rurale e a m.50,00 dalle abitazioni di terzi; per allevamenti di bovini superiori a 50 capi, suini, ovini, la distanza dalle
e rurale e a m.50,00 dalle abitazioni di terzi; per allevamenti di bovini superiori a 50 capi, suini, ovini, la distanza dalle abitazioni di terzi non sarà inferiore a m.150,00. Il titolo abilitativo per gli interventi edificatori nelle zone agricole è rilasciato ai soggetti previsti dall’art.25 c.3 della L.R., 56/77 con le modalità previste dal medesimo arti- colo. E' consentito il mutamento di destinazione d'uso nei casi previsti dal 10° comma dell'art.25 della L.U.R..
medesimo arti- colo. E' consentito il mutamento di destinazione d'uso nei casi previsti dal 10° comma dell'art.25 della L.U.R.. Per il predetto mutamento di destinazione d'uso deve essere richiesta concessione, che verrà rilasciata a titolo oneroso. Non comporta in ogni caso mutamento di destinazione d'uso la prosecuzione dell'u- tilizzazione dell'abitazione da parte degli aventi causa, purché in possesso dei requi- siti del primitivo concessionario.
ll'u- tilizzazione dell'abitazione da parte degli aventi causa, purché in possesso dei requi- siti del primitivo concessionario. Per gli interventi sulle aree ed edifici ricadenti all’interno delle classi geologiche IIIa e IIIb si devono rispettare le prescrizioni dettate dall’art.20 paragrafi.20.3.1 e 20.3.2 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 91 art. 30bis – CASE SPARSE descrizione Residenze in zona impropria. Interventi am- messi (art.9) Sugli edifici a destinazione residenziale esistenti nelle aree agricole, al di fuori delle aree "E" e "Er" sono ammessi i seguenti interventi: a) b) manutenzione ordinaria e straordinaria; c) restauro e risanamento conservativo; d1) ristrutturazione edilizia leggera;
ti: a) b) manutenzione ordinaria e straordinaria; c) restauro e risanamento conservativo; d1) ristrutturazione edilizia leggera; d2) ristrutturazione edilizia leggera con limitati ampliamenti una tan- tum all'interno dei volumi preesistenti. d3) ristrutturazione edilizia leggera con limitati ampliamenti una tan- tum all'esterno dei volumi preesistenti. d4) ristrutturazione edilizia completa; h) demolizione e sostituzione edilizia. Destinazioni d’uso (art.10)
volumi preesistenti. d4) ristrutturazione edilizia completa; h) demolizione e sostituzione edilizia. Destinazioni d’uso (art.10) Nelle case sparse è ammessa esclusivamente la destinazione resi- denziale. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) Prescrizioni particolari Per gli interventi sugli edifici ricadenti all’interno delle classi geologi- che IIIa e IIIb si devono rispettare le prescrizioni dettate dall’art.20 paragrafi.20.3.1 e 20.3.2 delle presente Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 92 art. 31 - NUCLEI RURALI (Er) descrizione Sono nuclei formati da residenze o strutture rurali raggruppate od in serie allineata, costituenti ambiente architettonicamente tipico. Interventi am- messi (art.9) Sugli edifici esistenti, nei limiti di cui alle precedenti prescrizioni, sono ammesse gli interventi di categoria: a) - manutenzione ordinaria;
sistenti, nei limiti di cui alle precedenti prescrizioni, sono ammesse gli interventi di categoria: a) - manutenzione ordinaria; b) - manutenzione straordinaria; c) - restauro e risanamento conservativo; d1) - ristrutturazione edilizia leggera; d2) - ristrutturazione edilizia leggera con limitati ampliamenti all'in- terno dei volumi preesistenti. d3) ristrutturazione edilizia leggera con limitati ampliamenti una tan- tum all'esterno dei volumi preesistenti. Destinazioni d’uso (art.10)
urazione edilizia leggera con limitati ampliamenti una tan- tum all'esterno dei volumi preesistenti. Destinazioni d’uso (art.10) Non è ammesso alcun nuovo insediamento residenziale. Sono ammesse le residenze rurali nuove con l'osservanza delle pre- scrizioni e dei vincoli del precedente art.30. Sono consentite le attività rurali preesistenti. Le destinazioni d'uso ammesse sono quelle proprie e accessorie alla residenza e alla residenza rurale.
vità rurali preesistenti. Le destinazioni d'uso ammesse sono quelle proprie e accessorie alla residenza e alla residenza rurale. Negli edifici esistenti con destinazioni improprie ovvero in contrasto con quelle di zona possono essere assentite modifiche di destina- zione d'uso esclusivamente in senso residenziale abitativo a condi- zione che l'unità immobiliare oggetto di modifica non sia superiore a mq 200 di superficie lorda complessiva. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) Prescrizioni particolari
ca non sia superiore a mq 200 di superficie lorda complessiva. Parametri edilizi ed urbanistici (art.7) Prescrizioni particolari L'edificazione è soggetta alla verifica della tutela ambientale. Nell'ambito dei nuclei preesistenti è fatto divieto di modificare, di norma, i caratteri ambientali della trama viaria ed edilizia nonché i ma- nufatti, ancorché isolati, che ne costituiscano testimonianza tradizio- nale. In sede di verifica della ammissibilità degli interventi di ampliamento
lati, che ne costituiscano testimonianza tradizio- nale. In sede di verifica della ammissibilità degli interventi di ampliamento connessi con la categoria d1 e d2 e di nuova costruzione rurale do- vranno essere valutate e rispettate anche le eventuali limitazioni di intervento derivanti dall'applicazione di quanto stabilito dal prece- dente art.30. Al fine di conseguire o ripristinare l'unità stilistica delle fronti esterne, anche nei casi di interventi su porzioni limitate di fronti, il Comune ha
ripristinare l'unità stilistica delle fronti esterne, anche nei casi di interventi su porzioni limitate di fronti, il Comune ha facoltà di prescrivere agli interventi da realizzare di uniformarsi a so- luzioni già realizzate su porzioni contigue e/o adiacenti ovvero a pre- scrizioni definite appositamente nell'atto autorizzativo, le quali sa- ranno formulate con specifico riferimento a quanto indicato per il Cen- tro Storico art.20 punto 2.5, e alle quali, per quanto indicato nel pre-
con specifico riferimento a quanto indicato per il Cen- tro Storico art.20 punto 2.5, e alle quali, per quanto indicato nel pre- detto punto 2.5, è fatto obbligo di attenersi già in sede progettuale. Per gli interventi sugli edifici ricadenti all’interno delle classi geologi- che IIIa e IIIb si devono rispettare le prescrizioni dettate dall’art.20 paragrafi.20.3.1 e 20.3.2 delle presenti Norme.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 93 art. 32 - POTERI DI DEROGA I poteri di deroga alle norme e prescrizioni del P.R.G.C. possono essere esercitati limi- tatamente ai casi di edifici ed impianti pubblici e sempre con l'osservanza dell'art.3 della L.21/12/55 n.1357. Il potere di deroga è esercitato dal Sindaco previa deliberazione del Consiglio Comunale.
za dell'art.3 della L.21/12/55 n.1357. Il potere di deroga è esercitato dal Sindaco previa deliberazione del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda condizioni di ammissibilità, procedure e documentazione per l'e- sercizio dell'istituto in oggetto, si richiamano i contenuti della Circolare del Presidente della Giunta Regionale del 30/12/1994 n.21/URE.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 94 art. 33 - AREE PER SERVIZI - STANDARDS URBANISTICI 33.1 aree per servizi Il P.R.G.C. individua in cartografia le aree per servizi e per ciascuna area indica la rela- tiva destinazione: Si: - aree per istruzione; Sc: - aree per attrezzature di interesse comune; S: - Aree attrezzate a parco fluviale; Sa: - spazi pubblici attrezzati per giochi;
- aree per attrezzature di interesse comune; S: - Aree attrezzate a parco fluviale; Sa: - spazi pubblici attrezzati per giochi; Sp: spazi pubblici attrezzati a Parco SS: -spazi pubblici per lo sport; P : -parcheggi pubblici; S.Ap: - servizi per le attività produttive; Il Comune in sede di attuazione provvede al reperimento delle aree e alla esecuzione delle opere e strutture necessarie. Le opere e le attrezzature a carattere sociale e di uso pubblico concorrono al soddisfa-
one delle opere e strutture necessarie. Le opere e le attrezzature a carattere sociale e di uso pubblico concorrono al soddisfa- cimento degli standards al servizio della residenza sia che vengano realizzate su aree espressamente vincolate dal P.R.G.C. o previste all'interno di S.U.E., sia che vengano realizzate su aree private, secondo il disposto dell'art. 21 comma 1 punto 1 della L.U.R. Gli interventi possono essere realizzati dal Comune, da enti pubblici o di diritto pubblico,
rt. 21 comma 1 punto 1 della L.U.R. Gli interventi possono essere realizzati dal Comune, da enti pubblici o di diritto pubblico, da enti istituzionalmente competenti, o da privati e, in tal caso, sempre previa stipula di convenzione che sancisca l’uso pubblico dell’opera. L'edificazione è soggetta alle norme costruttive nazionali e regionali di settore. E' fatta salva l'applicazione dell'art.47 della L.U.R. 33.2 standards urbanistici
costruttive nazionali e regionali di settore. E' fatta salva l'applicazione dell'art.47 della L.U.R. 33.2 standards urbanistici
- Il PRGC assicura una dotazione minima complessiva di aree per servizi sociali, com- prendenti attrezzature pubbliche e private di uso pubblico, esistenti ed in progetto, com- misurate all'entità degli insediamenti ed alla capacità insediativa residenziale teorica nel rispetto dei parametri dettati dall’art.21 della L.R. 56/77.
insediamenti ed alla capacità insediativa residenziale teorica nel rispetto dei parametri dettati dall’art.21 della L.R. 56/77. 2. La dotazione di servizi pubblici è assicurata mediante: a) aree espressamente vincolate, individuate cartograficamente, per le quali sono vin- colanti la localizzazione e conformazione planimetrica riportata in cartografia, la su- perficie ed il tipo di attrezzature riportata nelle tabelle allegate;
onformazione planimetrica riportata in cartografia, la su- perficie ed il tipo di attrezzature riportata nelle tabelle allegate; b) aree indirettamente vincolate, da reperire nelle zone assoggettate a Permesso di Costruire Convenzionato o a Strumento Urbanistico Esecutivo, in relazione alle spe- cifiche prescrizioni dettate dalle presenti norme. 3. Si indicano di seguito le dotazioni minime prescritte, in relazione alle diverse destinazioni d’uso, precisando:
senti norme. 3. Si indicano di seguito le dotazioni minime prescritte, in relazione alle diverse destinazioni d’uso, precisando: • che, in caso di intervento che preveda più destinazioni, la dotazione minima è rica- vata sommando le quantità di servizi riferite a ogni singola destinazione; • che la dotazione di parcheggi deve essere verificata anche in caso di mutamento di destinazione d’uso eseguito in assenza di Strumento Urbanistico Esecutivo, secondo quanto previsto dal precedente art.8 p.to G).
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 95 • che, ai fini della verifica degli standards di cui al presente articolo, sono computabili anche le aree private per le quali è previsto l’assoggettamento ad uso pubblico disci- plinato con convenzione, con manutenzione a carico della proprietà. • Che le aree per servizi dovranno essere convenientemente sistemate, a cura e
zione, con manutenzione a carico della proprietà. • Che le aree per servizi dovranno essere convenientemente sistemate, a cura e spese dei proponenti, a scomputo del contributo di costruzione, secondo quanto pre- visto dalla convenzione di cui al precedente art.4. 33.3 - Insediamenti residenziali: 4. La dotazione di servizi pubblici è assicurata mediante a) aree espressamente vincolate, individuate cartograficamente, per le quali sono vin-
di servizi pubblici è assicurata mediante a) aree espressamente vincolate, individuate cartograficamente, per le quali sono vin- colanti la localizzazione e conformazione planimetrica riportata in cartografia, la su- perficie ed il tipo di attrezzature riportata nella tabella allegata alle presenti NTA; b) aree indirettamente vincolate, da reperire nelle zone assoggettate a Concessone Convenzionata o a Strumento Urbanistico Esecutivo, in relazione alle specifiche pre- scrizioni dettate dalle presenti norme.
one Convenzionata o a Strumento Urbanistico Esecutivo, in relazione alle specifiche pre- scrizioni dettate dalle presenti norme. 5. Per queste ultime si precisa: • che, in assenza di specifiche prescrizioni di zona, la dotazione minima è fissata in mq. 25/ab.; • che la monetizzazione è ammessa, su richiesta della Amministrazione Comu- nale, nei limiti dettati dalle prescrizioni di zona; • che non sono in ogni caso monetizzabili le dotazioni di aree verdi e di parcheggi (15,00 mq. /ab.).
alle prescrizioni di zona; • che non sono in ogni caso monetizzabili le dotazioni di aree verdi e di parcheggi (15,00 mq. /ab.). • che la loro localizzazione deve avvenire in modo corretto senza pregiudizio per la razionalità dell’ubicazione delle attrezzature previste. • che, a discrezione della A.C., in alternativa alla monetizzazione, possono es- sere cedute aree esterne ai S.U.E. all'interno di zone assoggettate dal P.R.G.C. a vincolo specifico, di cui al precedente comma a - punto a).
ee esterne ai S.U.E. all'interno di zone assoggettate dal P.R.G.C. a vincolo specifico, di cui al precedente comma a - punto a). 6. Ai fini del calcolo della capacità insediativa teorica l’indice residenziale da assumere a riferimento per la determinazione degli abitanti insediabili è fissato nella misura di 90 mc/ab. 33.4 - Insediamenti produttivi: 7. Ai sensi dell'art.21.2 L.R. 56/77 e s.m.i. la dotazione minima di aree per servizi ed attrez-
33.4 - Insediamenti produttivi: 7. Ai sensi dell'art.21.2 L.R. 56/77 e s.m.i. la dotazione minima di aree per servizi ed attrez- zature funzionali agli insediamenti produttivi è stabilita nelle seguenti misure: • interventi di nuovo impianto su aree di nuovo insediamento (zone Ap3): 20% della superficie territoriale destinata a tali insediamenti. • Interventi di riordino e completamento su impianti esistenti confermati nella loro ubicazione (zone Ap1 – Ap2 – Ap4): 10% della superficie fondiaria.
o e completamento su impianti esistenti confermati nella loro ubicazione (zone Ap1 – Ap2 – Ap4): 10% della superficie fondiaria. 8. Almeno la metà di tali aree dovrà essere destinata a parcheggi pubblici. 9. Fatte salve eventuali specificazioni dettati dalle prescrizioni normative di zona, la mone- tizzazione è ammessa soltanto per gli interventi sugli edifici esistenti e limitatamente alla dotazione non afferente i parcheggi pubblici (50% della dotazione complessiva). 33.5 - Insediamenti commerciali:
itatamente alla dotazione non afferente i parcheggi pubblici (50% della dotazione complessiva). 33.5 - Insediamenti commerciali: In conformità a quanto previsto dall’art.21 – 1° comma p.to 3) della L.R. 56/77, per le
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 96 nuove aperture, gli ampliamenti, i trasferimenti di esercizi commerciali in sede fissa, (nonché per le modifiche o aggiunta di settore merceologico nei casi previsti dal prece- dente art.4), sono da verificare i seguenti standard urbanistici: aree di nuovo impianto: 100% della superficie lorda di pavimento di cui almeno la metà da destinare a parcheggi pubblici;
ici: aree di nuovo impianto: 100% della superficie lorda di pavimento di cui almeno la metà da destinare a parcheggi pubblici; interventi all’interno del Centro Storico ovvero interventi di ristrutturazione urbanistica e di completamento: 80% della superficie lorda di pavimento di cui almeno la metà da destinare a parcheggi pubblici; Per gli esercizi commerciali al dettaglio aventi superficie di vendita superiore a mq.400
età da destinare a parcheggi pubblici; Per gli esercizi commerciali al dettaglio aventi superficie di vendita superiore a mq.400 dovrà inoltre essere verificato il fabbisogno totale dei posti a parcheggio di cui all’art.21 – 2° comma – della L.R. 56/77 e alla D.C.R. n.563-13414/99, determinato secondo i parametri della tabella successiva, applicando il maggiore fra quelli previsti al comma precedente e quelli previsti dal presente comma, con la precisazione:
ssiva, applicando il maggiore fra quelli previsti al comma precedente e quelli previsti dal presente comma, con la precisazione: che il fabbisogno totale di posti a parcheggio pubblico è determinato nella mi- sura del 50% del fabbisogno di posti a parcheggio e conseguente superficie ottenuto dalla applicazione dei parametri della tabella che segue, la restante quota può essere reperita in aree private; che il coefficiente di trasformazione in superficie di ciascun posto a parcheggio è pari a:
ò essere reperita in aree private; che il coefficiente di trasformazione in superficie di ciascun posto a parcheggio è pari a: a) 26 mq., comprensivi della viabilità interna e di accesso, qualora situati al piano di campagna; b) 28 mq., comprensivi della viabilità interna e di accesso, qualora situati nella struttura degli edifici o in apposite strutture multi- piano; tipologie delle strutture distributive superficie di vendita (S) Metodo di calcolo del numero di posti parcheggio (N)
ti- piano; tipologie delle strutture distributive superficie di vendita (S) Metodo di calcolo del numero di posti parcheggio (N) M-SAM2 da 400 a 900 N = 35+0,05 (S-400) M-SAM3 da 901 a 1500 N = 60+0,10 (S-900) M-SE2 / M-SE3 da 400 a 1500 N = 0,045 x S M-CC / G-CC1 / G-CC2 da 151 a 12000 NCC = N + N’ G-SM1 da 1501 a 4500 N = 245+0,20 (S-1500) G-SM2 / G-SM3 / G-SM4 da 4501 a oltre 12000 N = 645+0,25 (S-4500) G-SE1 / G-SE2 / G-SE3 / G-SE4 da 1501 a oltre 6000 N = 40+0,08 (S-900)
G-SM3 / G-SM4 da 4501 a oltre 12000 N = 645+0,25 (S-4500) G-SE1 / G-SE2 / G-SE3 / G-SE4 da 1501 a oltre 6000 N = 40+0,08 (S-900) G-CC3 / G-CC4 da 12001 a oltre 18000 NCC = (N+N’)x1,5 N’ = 0,12xS’, dove S’ è il totale della superficie di vendita degli altri negozi presenti nel centro. Per i centri commerciali al cui interno sono previsti pubblici esercizi o impianti destinati allo svago e al tempo libero, per una superficie utile complessiva non superiore al 20 per
ubblici esercizi o impianti destinati allo svago e al tempo libero, per una superficie utile complessiva non superiore al 20 per cento della superficie di vendita del centro, il fabbisogno di posti a parcheggio e la rela- tiva superficie non subisce incrementi. Per superfici eccedenti il suddetto 20 per cento è stabilito un incremento di 1 posto a parcheggio ogni 20 mq. Per gli esercizi di vicinato e per le medie strutture, compresi i centri commerciali la cui
di 1 posto a parcheggio ogni 20 mq. Per gli esercizi di vicinato e per le medie strutture, compresi i centri commerciali la cui dimensione sia conforme alla tabella dell’articolo 3, ubicati nell’addensamento storico rilevante (A.1.), non è richiesto il soddisfacimento di fabbisogno di posti parcheggio pre- visto dal precedente comma 2; è comunque fatto salvo quanto prescritto dall'articolo 21, primo comma, numero 3) della l.r. 56/1977, come sostituito dalla legge regionale sul commercio.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 97 La quota di posti a parcheggio e relativa superficie non soggetta alle norme di cui all’art.21, primo e secondo comma della L.R. 56/77 è reperita in aree private per il sod- disfacimento delle norme dell’art.2 della Legge n.122/1989. I parcheggi e le autorimesse private devono essere individuati in sede di rilascio del titolo abilitativo, pena l’illegittimità
I parcheggi e le autorimesse private devono essere individuati in sede di rilascio del titolo abilitativo, pena l’illegittimità dell’atto, e concorrono al rispetto del fabbisogno totale di posti auto. Nel caso di nuove autorizzazioni commerciali in locali esistenti ad uso commerciale, senza incremento di s.l.p. o di superficie di vendita e senza modifica del settore merceo- logico (alimentare, non alimentare, misto), il fabbisogno di parcheggi si considera già soddisfatto.
odifica del settore merceo- logico (alimentare, non alimentare, misto), il fabbisogno di parcheggi si considera già soddisfatto. Fatto salvo il rispetto dei parametri edilizi, dei vincoli e delle eventuali particolari e diverse prescrizioni indicate dal P.R.G.C. per le diverse aree normative, in sede di rilascio del titolo abilitativo a costruire nonché nelle fattispecie soggette a comunicazione al Sindaco o a Denuncia di Inizio Attività valgono le seguenti prescrizioni: a) esercizi di vicinato:
e soggette a comunicazione al Sindaco o a Denuncia di Inizio Attività valgono le seguenti prescrizioni: a) esercizi di vicinato: a1) per interventi riferiti a singoli esercizi commerciali, anche facenti parte di centri commerciali naturali, esclusi quelli organizzati in medie o grandi strutture di ven- dita: • per le zone “Cs” Centro Storico; la dismissione di servizi pubblici ex art.21 L.R. 56/77 (80% della s.l.p. di cui la metà a parcheggi pubblici) si intende già verificata;
sione di servizi pubblici ex art.21 L.R. 56/77 (80% della s.l.p. di cui la metà a parcheggi pubblici) si intende già verificata; • per le medesime zone succitate, qualora l’intervento sia soggetto alla formazione di Strumento Urbanistico Esecutivo o a Titolo abili- tativo convenzionato con obbligo di dismissione di servizi espressa- mente prevista dalle N.T.A. del Piano Regolatore: la dismissione di servizi pubblici ex art.21 L.R. 56/77 si intende già verificata al 50%;
sta dalle N.T.A. del Piano Regolatore: la dismissione di servizi pubblici ex art.21 L.R. 56/77 si intende già verificata al 50%; Per la rimanente quota del 50% è ammessa la monetizzazione, salvo diverse particolari prescrizioni espresse dalle normative di zona; • per tutte le altre zone del P.R.G.C, escluse le zone di espansione ed agricole: la dismissione di servizi è soggetta alle prescrizioni di cui al punto precedente.
C, escluse le zone di espansione ed agricole: la dismissione di servizi è soggetta alle prescrizioni di cui al punto precedente. a2) per interventi riferiti a singoli esercizi commerciali organizzati in forma di me- die o grandi strutture di vendita: • per la zona “Cs” Centro Storico è ammessa la monetizzazione della complessiva dotazione di servizi prescritta, a discrezione della Am- ministrazione Comunale. • Per tutte le altre zone del P.R.G.C. la monetizzazione non è mai am- messa.
a, a discrezione della Am- ministrazione Comunale. • Per tutte le altre zone del P.R.G.C. la monetizzazione non è mai am- messa. b) medie strutture di vendita: • ricomprese all’interno dell’addensamento “A1”: la dismissione di ser- vizi pubblici ex art.21 L.R. 56/77 (80% della s.l.p. di cui almeno la metà a parcheggi pubblici) si intende già verificata al 50%; Per la rimanente quota del 50% è ammessa la monetizzazione, salvo di- verse particolari prescrizioni espresse dalle normative di zona;
rimanente quota del 50% è ammessa la monetizzazione, salvo di- verse particolari prescrizioni espresse dalle normative di zona; Per gli esercizi organizzati in forma di centri commerciali valgono le prescrizioni di cui al precedente punto a2). • ricomprese all’interno di localizzazioni “L1”: la dismissione di servizi pubblici è prevista nella misura del 100% della s.l.p. di cui almeno il
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 98 50% da destinare a parcheggi pubblici; Le superfici a parcheggio devono essere realizzate, all’interno dell’area in cui è ubicato l’eser- cizio commerciale, per almeno il 50% a raso e per la restante quota anche in strutture multipiano. Non è ammesso il reperimento della dotazione prescritta in locali interrati. La monetizzazione è ammessa
n strutture multipiano. Non è ammesso il reperimento della dotazione prescritta in locali interrati. La monetizzazione è ammessa limitatamente alla quota del 50% non vincolata a parcheggi pubblici. Per gli esercizi commerciali ricavati ex – novo in edifici di consistenza volumetrica supe- riore a mc. 700 che sono oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia con recupero di volumi o di sostituzione edilizia, non è ammessa la possibilità di monetizzazione della dotazione di servizi prescritta.
pero di volumi o di sostituzione edilizia, non è ammessa la possibilità di monetizzazione della dotazione di servizi prescritta. Per gli esercizi commerciali superiori a 400 mq. la dotazione minima di parcheggi pubblici è comunque elevata al 70%, senza possibilità di monetizzazione e dovrà verificarsi inol- tre il fabbisogno totale di posti a parcheggio di cui al 2° comma del presente articolo; Per gli interventi da attuarsi nelle zone “Cs” Centro Storico; “Asc” “Ase” Aree sature ca-
ui al 2° comma del presente articolo; Per gli interventi da attuarsi nelle zone “Cs” Centro Storico; “Asc” “Ase” Aree sature ca- poluogo ed esterne; le superfici a parcheggio devono essere reperite in prossimità dell’esercizio commerciale, o comunque ad una distanza dal medesimo non superiore a m.150, se l’ubicazione e la conformazione delle medesime è ritenuta funzionale dalla A.C., e possono anche essere realizzate interrate o in strutture multipiano.
rmazione delle medesime è ritenuta funzionale dalla A.C., e possono anche essere realizzate interrate o in strutture multipiano. Le attività commerciali ubicate nelle localizzazioni commerciali urbane ed extraurbane devono dimostrare, oltre la disponibilità di posti a parcheggio di cui ai precedenti commi, anche di spazi destinati alla movimentazione delle merci e di aree di sosta per gli auto- mezzi pesanti in attesa di scarico.
i, anche di spazi destinati alla movimentazione delle merci e di aree di sosta per gli auto- mezzi pesanti in attesa di scarico. I proventi della monetizzazione dei parcheggi di cui al presente paragrafo – p.ti a) e b) sono utilizzati dalla Amministrazione Comunale per l’acquisto e la sistemazione di aree a parcheggio e di viabilità al servizio degli insediamenti commerciali ubicati nel Centro Storico e nelle altre zone di completamento.
heggio e di viabilità al servizio degli insediamenti commerciali ubicati nel Centro Storico e nelle altre zone di completamento. Nei casi di interventi di nuova costruzione o ampliamento, in aggiunta ai parcheggi pub- blici dovranno essere previsti parcheggi ed autorimesse private nella misura di almeno 1 mq. ogni 10 mc. di nuova costruzione, a norma dell’art.2 della L.122/89. 33.6 - MONETIZZAZIONI In caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente, attuati mediante strumenti urbani-
ella L.122/89. 33.6 - MONETIZZAZIONI In caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente, attuati mediante strumenti urbani- stici esecutivi, è ammesso procedere alla monetizzazione delle aree per servizi al fine di poter soddisfare gli standards urbanistici nei seguenti casi: a) comprovata impossibilità di reperire in tutto od in parte, le aree per servizi sull'area in proprietà o sull'area oggetto di intervento;
ta impossibilità di reperire in tutto od in parte, le aree per servizi sull'area in proprietà o sull'area oggetto di intervento; b) comprovata impossibilità di reperire tali aree su aree adiacenti a quella in proprietà o a quella oggetto di intervento, anche se appositamente destinate dal vigente P.R.G.C.; c) impegno del proponente a corrispondere gli importi delle aree da monetizzare prima del ritiro delle concessioni edilizie o prima della stipula della convenzione.
ndere gli importi delle aree da monetizzare prima del ritiro delle concessioni edilizie o prima della stipula della convenzione. Gli importi così riscossi verranno utilizzati dall’Amministrazione Comunale per il reperi- mento e la realizzazione di aree per servizi, mediante appositi progetti, nei punti apposi- tamente individuati dal P.R.G.C. ed urbanisticamente idonei.
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 99 art. 34 – RIEPILOGO DEI SERVIZI E DELLE ZONE OMOGENEE tipo di servizio SIGLA DI AREA DESTINAZIONE SPECIFICA UBICAZIONE superfici dichiarate dal PRGC vigente superfici variante n.1 al PRGC SI1 Via San Giovanni 1.480 1.418 SI2 Via Stura / Ferrov ia 2.560 2.774 SI3 Scuole (Mat, Elem, Media) Via Gatti / Via Borla 4.850 4.405 SI4 Via Torino 3.800 3.508
SI2 Via Stura / Ferrov ia 2.560 2.774 SI3 Scuole (Mat, Elem, Media) Via Gatti / Via Borla 4.850 4.405 SI4 Via Torino 3.800 3.508 SI5 Via Torino / Via B.Nuov o 8.000 5.536 SI6 fronte Stazione Ferrov iaria 2.280 2.327 22.970 18.550 4,58 3,70 SC1 Casa di Riposo Via Martiri / v .d. Chiesa 5.700 2.624 SC2 Municipio e aree adiac. Via Borla 6.856 6.683 SC3 Via Martiri / Via d.Chiesa 400 400 SC4 Teatro Parrocchiale Piazza Teatro 400 400 SC5 Chiesa S.Mauro V.della Chiesa 8.500 7.792
3 Via Martiri / Via d.Chiesa 400 400 SC4 Teatro Parrocchiale Piazza Teatro 400 400 SC5 Chiesa S.Mauro V.della Chiesa 8.500 7.792 SC6 Chiesa S.Rocco P.za Caporossi 280 280 SC7 Caserma Carabinieri Via Torino 2.240 2.371 SC8 Centro Polifunzionale V.S.Lucia 2.262 2.276 SC9 Via Gatti / Via della Chiesa 1.000 1.000 SC10 Deposito Comunale Via Gatti 630 1.750 SC11 Cappella S. Lucia V.S.Lucia 330 480 SC12 Via Balangero 2.002 2.002 SC13 Via Balangero 1.650 1.707 SC14 canile sanitario v ia Formace 1.253 1.815
a V.S.Lucia 330 480 SC12 Via Balangero 2.002 2.002 SC13 Via Balangero 1.650 1.707 SC14 canile sanitario v ia Formace 1.253 1.815 33.503 31.580 6,68 6,30 SA1 Via Santa Lucia 2.930 3.047 SA2 Via San Giorgio 4.176 4.038 SA3 Via San Giorgio 3.550 1.735 SP1 Strada Prov inciale 1.600 1.463 SP2 Via Piav e 1.880 1.020 SP3 Via Torino / Str.Prov inciale 3.324 3.293 SP4 Str.Prov inciale / Via Beria 2.096 1.917 SP5 Via Sant'Ignazio 1.350 1.877 SP6 v ia Selv a 750 959 SS1 Via Balangero 18.877 18.411
SERVIZI PER LA RESIDENZA
tr.Prov inciale / Via Beria 2.096 1.917 SP5 Via Sant'Ignazio 1.350 1.877 SP6 v ia Selv a 750 959 SS1 Via Balangero 18.877 18.411 SS2 campo di calcio Via Santa Lucia 13.085 14.762 S1 Via Banna 9.000 5.097 S2 loc. Grangia Rocchietti 1.330 1.255 63.948 58.874 12,75 11,74 TOTALE b) c) verde attrezzato, gioco, sport TOTALE c) SERVIZI PER LA RESIDENZA TOTALE a) a) istruzione standard a) mq./ab b) attrezzature di interesse comune standard b) mq./ab standard c) mq./ab
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COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 100 tipo di servizio SIGLA DI AREA DESTINAZIONE SPECIFICA UBICAZIONE superfici dichiarate dal PRGC vigente superfici PRGC vigente rilevate su nuova cartografia digitale superfici variante n.1 al PRGC P1 Via Martiri 1.240 1.138 1.138 P2 Via Martiri 520 484 484 P3 Strada Prov inciale 920 817 817 P4 Parcheggio - a. mercatale Via piav e /Via della Chiesa 2.020 2.083 2.083
rtiri 520 484 484 P3 Strada Prov inciale 920 817 817 P4 Parcheggio - a. mercatale Via piav e /Via della Chiesa 2.020 2.083 2.083 P5 Strada Prov inciale 440 441 441 P6 Via Beria 932 942 942 P7 Str.Prov inciale / Via Torino 456 601 601 P8 Piazza C.L.N. ( Teatro) 150 150 150 P9 Piazza Caporossi 1.650 1.650 1.650 P10 v . S.Giorgio 1.872 1.814 1.814 P11 Via Borla 750 750 750 P12 Via Santa Lucia 1.414 1.371 1.371 P13 Via Torino / Str.Prov inciale 1.200 1.289 1.289 P14 v . Selv a 1.180 1.695 1.695
SERVIZI PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE SIGLA DI AREA DESTINAZIONE
0 750 P12 Via Santa Lucia 1.414 1.371 1.371 P13 Via Torino / Str.Prov inciale 1.200 1.289 1.289 P14 v . Selv a 1.180 1.695 1.695 P15 v . S. Giov anni 1.418 14.744 15.225 16.643 2,93 3,03 3,31 An1 4.175 4.175 4.175 4.275 4.275 4.275 13.475 13.475 13.475 An3 2.250 2.250 2.250 An4 5.150 5.150 5.150 29.325 29.325 29.325 5,85 5,85 5,85 164.490 163.243 154.972 32,73 32,49 30,84 SERVIZI PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE SIGLA DI AREA DESTINAZIONE SPECIFICA UBICAZIONE superfici dichiarate dal PRGC vigente superfici PRGC
PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE SIGLA DI AREA DESTINAZIONE
PER LE ATTIVITA' PRODUTTIVE SIGLA DI AREA DESTINAZIONE SPECIFICA UBICAZIONE superfici dichiarate dal PRGC vigente superfici PRGC vigente rilevate su nuova cartografia superfici variante n.1 al PRGC S.Ap art.21 - p.to 2 - L.R. 56/77 area Fluviale Stura di Lanzo 14.360 13.995 13.995 LEGENDA : SI Aree per l'istruzione SC Aree per attrezzature di interesse comune SA Spazi pubblici attrezzati per giochi SP Spazi pubblici attrezzati a parco SS Spazi pubblici attrezzati per lo sport
SUPERFICIE TOTALE COMPLESSIVA
se comune SA Spazi pubblici attrezzati per giochi SP Spazi pubblici attrezzati a parco SS Spazi pubblici attrezzati per lo sport S Aree attrezzate a parco fluviale P Parcheggio TOTALE STANDARD complessivo mq./ab Aree a Servizi in An2 Aree a Servizi in An2*An2** Aree a Servizi in An3 Aree a Servizi in An4 SUPERFICIE TOTALE COMPLESSIVA servizi da rep. SUE standard SUE mq./ab standard d) mq./ab d) parcheggi Aree a Servizi in An1 An2 TOTALE d)
COMUNE DI MATHI
COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 101 CODICE ZONA DEFINIZIONE E - agricole R1 - residenziale R2 - residenziale e altre P1 - produttive P2 - artigianali di servizio P3 - artigianali di produizione C1 - commerciale alimentare C2 - commerciale non alimentare C3 - commerciale / att. Produttiva C4 - commerciale / terr urbano C5 - commerciali ingrosso C6 - commerciali / agricoli C7 - terziario C8 - direzionale
Produttiva C4 - commerciale / terr urbano C5 - commerciali ingrosso C6 - commerciali / agricoli C7 - terziario C8 - direzionale T1 - turistico ricettive T2 - turistico ricettive campeggi S - servizi pubb. Residenza Sd - servizi pubblici produttivo A) - manut. ordin. B) - manut. straord.. C1) - restauro C2) - risanamento conservativo D1) - ristrutturaz. Edi.A D2) - ristruttuaz. Edil. B D3) - ristrutturaz. Edi.A D4) - ristrutturaz. Edi.A E) - ristrutturazione urbanistica F) completamento G) nuovo impianto
ARTICOLO N.T.A. CODICE ZONA
Edil. B D3) - ristrutturaz. Edi.A D4) - ristrutturaz. Edi.A E) - ristrutturazione urbanistica F) completamento G) nuovo impianto H) demolizione e sostituz. Edilizia ARTICOLO N.T.A. CODICE ZONA Cs CENTRO STORICO ▪ ▪ R2 ▪ P2 ▪ C1 ▪ ▪ C4 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D4 H 22 Cs Asc AREE SATURE CAPOLUOGO ▪ ▪ R2 ▪ P2 ▪ C1 ▪ ▪ C4 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 F H 23 Asc Ase AREE STAURE ESTERNE ▪ ▪ R2 ▪ P2 ▪ C1 ▪ ▪ C4 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 24 Ase
A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 F H 23 Asc Ase AREE STAURE ESTERNE ▪ ▪ R2 ▪ P2 ▪ C1 ▪ ▪ C4 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 24 Ase Ac AREE DI COMPLETAMENTO ▪ ▪ R2 ▪ ▪ ▪ C1 ▪ ▪ C4 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 F H 25 Ac An AREE DI NUOVO IMPIANTO ▪ ▪ R2 ▪ ▪ ▪ C1 ▪ ▪ C4 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D3 E G H 26 An Ap1 AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ P1 ▪ ▪ ▪ ▪ C3 ▪ C5 ▪ C7 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D3 D4 F H 28.1 Ap1
C2 D1 D3 E G H 26 An Ap1 AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ P1 ▪ ▪ ▪ ▪ C3 ▪ C5 ▪ C7 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D3 D4 F H 28.1 Ap1 Ap2 AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ P1 ▪ ▪ C3 C3 C3 ▪ C5 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 F H 28.2 Ap2 Ap3 AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ P1 ▪ ▪ ▪ ▪ C3 ▪ C5 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 F G 28.3 Ap3 Ap4 AREE PER ATTIVITA’ PRODUTTIVE ▪ R1 ▪ P1 ▪ ▪ ▪ ▪ C3 ▪ C5 C6 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 E H 28.4 Ap4
D3 D4 F G 28.3 Ap3 Ap4 AREE PER ATTIVITA’ PRODUTTIVE ▪ R1 ▪ P1 ▪ ▪ ▪ ▪ C3 ▪ C5 C6 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 E H 28.4 Ap4 At1 AREE PER ATTIVITA’ TERZIARIE E COMMERCIALI ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ C2 ▪ ▪ C5 ▪ C7 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 29.1 At1 Ata1 AREE PER ATTIVITA’ TERZIARIE E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ P3 C1 C2 ▪ ▪ C5 ▪ C7 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 29.2 Ata1 Ata2 AREE PER ATTIVITA’ TERZIARIE E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ P3 C1 C2 ▪ ▪ C5 ▪ C7 C8 T1 ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 29.3 Ata2
ta1 Ata2 AREE PER ATTIVITA’ TERZIARIE E ARTIGIANALI ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ P3 C1 C2 ▪ ▪ C5 ▪ C7 C8 T1 ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 29.3 Ata2 E AREE AGRICOLE E ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ C6 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 F H 30 E E CASE SPARSE IN ZONA AGRICOLA E R1 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ C6 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 D4 H 30bis E Er NUCLEI RURALI E R1 ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 31 Er S SERVIZI DI INTERESSE PUBBLICO ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ S Sd 34 S
DESTINAZIONI D'USO CATEGORIE INTERVENTO
▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ A B C1 C2 D1 D2 D3 31 Er S SERVIZI DI INTERESSE PUBBLICO ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ ▪ S Sd 34 S legenda R2 codice destinazione d'uso ammissibile categorie di intervento ammissibili C3 codice destinazione d'uso ammissibile in casi particolari E categorie di intervento ammissibili in casi particolari ▪ destinazione d'uso non ammissibile categorie di intervento non ammissibili DESTINAZIONI D'USO CATEGORIE INTERVENTO
COMUNE DI MATHI
COMUNE DI MATHI PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE – Variante Strutturale n.1 progetto definitivo - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 102 INDICE PARTE PRIMA ............................................................................................................................................................................2 NORME GENERALI ....................................................................................................................................................................2
...............................................................................................................................2 art. 1 - APPLICAZIONI ED EFFICACIA DEL P.R.G.C. .....................................................................................................................2 art. 2 - ELABORATI DEL P.R.G.C...........................................................................................................................................3
Art. 4 – STRUMENTI URBANISTICI ESECUTIVI .......................................
...............................................................................................................................3 art. 3 - ATTUAZIONE DEL P.R.G.C..................................................................................................................................................4 Art. 4 – STRUMENTI URBANISTICI ESECUTIVI .............................................................................................................................5
I .............................................................................................................................5 art.5 – CONDIZIONI GENERALI DI EDIFICABILITA’ .......................................................................................................................8 art.6 – SPECIFICAZIONI ATTINENTI GLI INTERVENTI – UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI ...........................................................9
PECIFICAZIONI ATTINENTI GLI INTERVENTI – UTILIZZAZIONE DEGLI INDICI ...........................................................9 art. 7 – PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI ............................................................................................................................11 art. 8 - DEFINIZIONI .......................................................................................................................................................................15
..............................................................................................................................15 art.9 - DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI URBANISTICI ED EDILIZI ..........................................................................................18 art.10 - DESTINAZIONI D'USO.......................................................................................................................................................29
..............................................................................................................................29 PARTE SECONDA ....................................................................................................................................................................32 NORME PARTICOLARI ............................................................................................................................................................32
..............................................................................................................................32 art. 11- VIABILITA' PUBBLICA E PRIVATA ....................................................................................................................................32 art. 12 - ALLINEAMENTI E ARRETRAMENTI SUI CIGLI STRADALI ................................................................................................34
RETRAMENTI SUI CIGLI STRADALI ................................................................................................34 art. 17 - PARCHEGGI PRIVATI ......................................................................................................................................................42 art.18 - CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE DI INSEDIAMENTO COMMERCIALE E INDIVIDUAZIONE DELLA
.......................................42 art.18 - CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE DI INSEDIAMENTO COMMERCIALE E INDIVIDUAZIONE DELLA COMPATIBILITA’ TERRITORIALE DI SVILUPPO DELLE STRUTTURE DISTRIBUTIVE ............................................................43 art.19 - MODALITÀ APPLICATIVE DI ALCUNI PARAMETRI EDILIZI ................................................................................................44
Art. 20 - AREE DI TUTELA E RISPETTO - ZONE VINCOLATE ...........................
E DI ALCUNI PARAMETRI EDILIZI ................................................................................................44 Art. 20 - AREE DI TUTELA E RISPETTO - ZONE VINCOLATE .........................................................................................................46 art. 21- NORME DI TUTELA AMBIENTALE ...................................................................................................................................64
..............................................................................................................................64 PARTE TERZA ..........................................................................................................................................................................67 AREE DI INTERVENTO ............................................................................................................................................................67
..............................................................................................................................67 art.22 - CENTRO STORICO (Cs) ...................................................................................................................................................67 art. 23 - AREE SATURE DEL CAPOLUOGO (Asc) ........................................................................................................................71
(Asc) ........................................................................................................................71 art. 24- AREE SATURE ESTERNE (Ase) .......................................................................................................................................73 art.25 – AREE DI COMPLETAMENTO (Ac) ...................................................................................................................................74
..............................................................................................................................74 art. 26 - AREE DI NUOVO IMPIANTO (An) ....................................................................................................................................75 art. 27 - AREE AD URBANIZZAZIONE DIFFERITA (Ud) ...............................................................................................................77
DIFFERITA (Ud) ...............................................................................................................77 art. 28 - AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DI COMPLETAMENTO (Ap1)...............................................................................78 art. 28bis - AREE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DI COMPLETAMENTO (Ap2) ..........................................................................81
EE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DI COMPLETAMENTO (Ap2) ..........................................................................81 art.28ter - INSEDIAMENTI PRODUTTIVI SU AREE LIBERE (Ap3) ...............................................................................................83 art.28quater - IMPIANTI PRODUTTIVI DA SOTTOPORRE A RECUPERO (Ap4) ........................................................................84
- IMPIANTI PRODUTTIVI DA SOTTOPORRE A RECUPERO (Ap4) ........................................................................84 art.29 - AREE PER ATTIVITA' TERZIARIE E COMMERCIALI (At1) ..............................................................................................85 art.29bis - AREE PER ATTIVITA' TERZIARIE E ARTIGIANALI (Ata1) .................................................................................................86
RZIARIE E ARTIGIANALI (Ata1) .................................................................................................86 art.29ter - AREE PER ATTIVITA' TERZIARIE E ARTIGIANALI (Ata2) ...............................................................................................87 art. 30 - AREE AGRICOLE (E) ED AREE PER AZIENDE AGRICOLE ESISTENTI .......................................................................89
EE AGRICOLE (E) ED AREE PER AZIENDE AGRICOLE ESISTENTI .......................................................................89 art. 30bis – CASE SPARSE ............................................................................................................................................................91 art. 31 - NUCLEI RURALI (Er) ........................................................................................................................................................92
..............................................................................................................................92 art. 32 - POTERI DI DEROGA ........................................................................................................................................................93 art. 33 - AREE PER SERVIZI - STANDARDS URBANISTICI ........................................................................................................94
STANDARDS URBANISTICI ........................................................................................................94 art. 34 – RIEPILOGO DEI SERVIZI E DELLE ZONE OMOGENEE ...............................................................................................99
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