4.1 Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Documento Preliminare REL.
Comune di Furore · Salerno, Campania
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RELAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO
4.1 Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Documento Preliminare REL. Legge Regionale n. 16/2004 "Norme sul governo del territorio" Quadro Conoscitivo RELAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO Elaborato 04 COMUNE DI POSITANO (SA) Marzo 2015 - V1
- 1 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Piano Urbanistico Comunale (PUC) Documento Preliminare Legge Regionale n. 16 del 2004 e s.m.i. Relazione del Quadro Conoscitivo
COMUNE DI POSITANO
Piano Urbanistico Comunale (PUC) Documento Preliminare Legge Regionale n. 16 del 2004 e s.m.i. Relazione del Quadro Conoscitivo
Piano Urbanistico Comunale (PUC) Documento Preliminare RELAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 2 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo COMUNE DI POSITANO Via Marconi, 111 – Positano (SA) Tel. (+39) 089 8122511 Fax (+39) 089 811122 Il Sindaco Michele DE LUCIA Il Segretario Dott. Pasquale MARRAZZO Il Responsabile del Settore Urbanistica
GRUPPO DI LAVORO
1 Fax (+39) 089 811122 Il Sindaco Michele DE LUCIA Il Segretario Dott. Pasquale MARRAZZO Il Responsabile del Settore Urbanistica Ing. Raffaele FATA GRUPPO DI LAVORO Progettisti Architetto Antonio OLIVIERO
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- 3 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Sommario PREMESSA ...................................................................................................................................................4 QUADRO NORMATIVO E DI PIANIFICAZIONE...........................................................................................7
QUADRO NORMATIVO E DI PIANIFICAZIONE...........................................................................................7
- LA STRUMENTAZIONE URBANISTICA SOVRAORDINATA ...........................................................8 1.1 IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE ...................................................................................8 1.2 IL PIANO URBANISTICO TERRITORIALE DELL’AREA SORRENTINO AMALFITANA .........10
.............................................8 1.2 IL PIANO URBANISTICO TERRITORIALE DELL’AREA SORRENTINO AMALFITANA .........10 1.3 IL PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO ............................................................................11 1.4 IL PARCO REGIONALE DEI MONTI LATTARI .......................................................................12 1.5 IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI SALERNO ..........13
...........................................12 1.5 IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI SALERNO ..........13 2. LA STRUMENTAZIONE URBANISTICA COMUNALE ...................................................................21 2.1. IL PIANO REGOLATORE GENERALE VIGENTE ...................................................................21 2.2. I PIANI ATTUATIVI E SETTORIALI .........................................................................................25
2.2. I PIANI ATTUATIVI E SETTORIALI .........................................................................................25 QUADRO AMBIENTALE .............................................................................................................................31 3. IL SISTEMA AMBIENTALE E PAESAGGISTICO ...........................................................................32
.......31 3. IL SISTEMA AMBIENTALE E PAESAGGISTICO ...........................................................................32 4. LE RISORSE TERRITORIALI .........................................................................................................34 4.1. LE RISORSE CON VALENZA PAESAGGISTICA – NATURALISTICA ...................................34 4.2. LE RISORSE CON VALENZA CULTURALE – ARCHEOLOGICA ..........................................36
............................34 4.2. LE RISORSE CON VALENZA CULTURALE – ARCHEOLOGICA ..........................................36 5. IL SISTEMA VINCOLISTICO ..........................................................................................................42 QUADRO ECONOMICO E DEL CAPITALE SOCIALE ..............................................................................43 6. LE DINAMICHE SOCIO – DEMOGRAFICHE .................................................................................44
.....43 6. LE DINAMICHE SOCIO – DEMOGRAFICHE .................................................................................44 6.1. LA POPOLAZIONE RESIDENTE.............................................................................................44 6.2. IL GRADO DI ISTRUZIONE .....................................................................................................53
. IL GRADO DI ISTRUZIONE .....................................................................................................53 6.3. LE ABITAZIONI ........................................................................................................................58 7. LE DINAMICHE SOCIO – ECONOMICHE ......................................................................................62
..58 7. LE DINAMICHE SOCIO – ECONOMICHE ......................................................................................62 QUADRO MORFOLOGICO .........................................................................................................................71 8. IL SISTEMA INSEDIATIVO E RELAZIONALE ................................................................................72
...71 8. IL SISTEMA INSEDIATIVO E RELAZIONALE ................................................................................72 8.1. L’ANALISI DEL SISTEMA INSEDIATIVO ................................................................................72 8.2. L’ANALISI DEGLI STANDARD URBANISTICI.........................................................................74 9. LE INFRASTRUTTURE A RETE ....................................................................................................78
LE INFRASTRUTTURE A RETE ....................................................................................................78 9.1. LA RETE STRADALE ..............................................................................................................78 9.2. LA RETE DELLA MOBILITÀ LENTA........................................................................................78
..78 9.2. LA RETE DELLA MOBILITÀ LENTA........................................................................................78 9.3. LE RETI DEI SERVIZI ..............................................................................................................79
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- 4 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo PREMESSA Il governo del territorio a livello comunale, in Campania, è esercitato, secondo quanto indicato nella Legge Urbanistica Regionale (LUR) n. 16/2004 “Norme sul Governo del Territorio”, LUR che ha innovato i principi e le modalità di pianificazione e le procedure di approvazione degli strumenti di disciplina territoriale e urba-
ato i principi e le modalità di pianificazione e le procedure di approvazione degli strumenti di disciplina territoriale e urba- nistica alle diverse scale. Appare quindi utile fare alcune considerazioni relative alla nuova disciplina urbani- stica che ha portato a sostanziali differenze dei cosiddetti “Piani di ultima generazione” rispetto agli ormai superati Piani Regolatori Generali. Le innovazioni in buona parte presenti nella nuova Legge Regionale, possono così sintetizzarsi:
erati Piani Regolatori Generali. Le innovazioni in buona parte presenti nella nuova Legge Regionale, possono così sintetizzarsi:
- Il passaggio dalla pianificazione territoriale urbanistica alla pianificazione ambientale. Mentre la piani- ficazione tradizionale si preoccupava di misurare i bisogni e li soddisfaceva (con la costante previsione di nuovi manufatti e col conseguente consumo di risorse), la pianificazione moderna antepone alla
va (con la costante previsione di nuovi manufatti e col conseguente consumo di risorse), la pianificazione moderna antepone alla logica additiva ed espansiva quella della riqualificazione. La pianificazione attuale, quindi, non è più orientata agli aspetti quantitativi e alla disciplina del costruito, ma, è attenta agli equilibri ecologici, alla salvaguardia delle risorse e all’interazione tra ambiente naturale e ambiente antropizzato. Nasce
agli equilibri ecologici, alla salvaguardia delle risorse e all’interazione tra ambiente naturale e ambiente antropizzato. Nasce quindi la pianificazione orientata ai principi della tutela ambientale, l’unica strada possibile per territori delicati, nei quali la compresenza di eterogenei rischi sia naturali che antropici e di elevati valori natu- ralistici e paesistici esige un perseguimento dello sviluppo che si combini con un’azione decisa e te-
e di elevati valori natu- ralistici e paesistici esige un perseguimento dello sviluppo che si combini con un’azione decisa e te- nace di tutela e di salvaguardia. L’affermarsi della pianificazione ambientale ha segnato il definitivo abbandono del piano “urbano-centrico”, imperniato sulle esigenze del costruito e dei suoi ampliamenti a scapito delle esigenze di tutela ambientale. Particolare importanza assume, in questa prospettiva, il
o e dei suoi ampliamenti a scapito delle esigenze di tutela ambientale. Particolare importanza assume, in questa prospettiva, il delicato contesto “periurbano” sede di complesse dinamiche interattive, nel quale si fronteggiano il sistema insediativo, il sistema naturale e quello seminaturale delle aree agricole. Adempimento coe- rente con la forte impronta ambientalista della pianificazione è la redazione della Valutazione Ambien- tale Strategica.
to coe- rente con la forte impronta ambientalista della pianificazione è la redazione della Valutazione Ambien- tale Strategica. 2. Il superamento del sistema gerarchico-deduttivo (a cascata), che concepisce il livello sottordinato come discendente concettualmente e cronologicamente da quello sovraordinato. La più attenta pro- duzione legislativa regionale, pur conservando i tre sostanziali livelli di competenza (regionale, provin-
. La più attenta pro- duzione legislativa regionale, pur conservando i tre sostanziali livelli di competenza (regionale, provin- ciale e comunale) punta sulla co-pianificazione, aperta pure agli enti responsabili dei piani di settore. 3. La pianificazione collaborativa - concertativa. La partecipazione nell’impianto legislativo statale (L. 1150/42), la partecipazione del pubblico alla formazione del piano è limitata alla fase delle “osserva-
legislativo statale (L. 1150/42), la partecipazione del pubblico alla formazione del piano è limitata alla fase delle “osserva- zioni”, cioè al momento in cui il piano, essendo stato adottato, ha già raggiunto la sua compiutezza, per cui le proposte di modifiche e/o integrazioni si esprimono a posteriori. In questo modo non sempre le scelte del PRG erano suffragate dalla fattibilità, e questo ha portato spesso a deludenti risultati
In questo modo non sempre le scelte del PRG erano suffragate dalla fattibilità, e questo ha portato spesso a deludenti risultati nell’urbanistica. Le più recenti pratiche di “ascolto”, applicate prima e durante la redazione del piano, consentono invece di accogliere aspettative e contributi in grado di contribuire alla configurazione del piano secondo criteri prestazionali condivisi. All’impostazione prescrittiva è subentrata quella della
e alla configurazione del piano secondo criteri prestazionali condivisi. All’impostazione prescrittiva è subentrata quella della partecipazione e della concertazione che porta a scelte di Piano condivise dall’Amministrazione, dai cittadini, e dagli stakeholders locali. 4. La priorità di riqualificare l’esistente rispetto agli interventi additivi, che producono consumo di suolo (risorsa irriproducibile) in antitesi con i principi di tutela degli equilibri ambientali.
itivi, che producono consumo di suolo (risorsa irriproducibile) in antitesi con i principi di tutela degli equilibri ambientali. 5. L’attenzione al localismo, priorità per la conservazione delle tradizioni, delle vocazioni, delle specificità delle culture locali.
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- 5 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- L’applicazione di modelli perequativi, al fine di ripartire in modo equitativo i vantaggi e gli svantaggi generati dalle destinazioni di piano, attribuendo uguali regole di trasformazione ad immobili che si trovino nelle stesse condizioni di fatto e di diritto.
di piano, attribuendo uguali regole di trasformazione ad immobili che si trovino nelle stesse condizioni di fatto e di diritto. L’art. 23 della legge n. 16/2004 fissa come obiettivi di fondo della pianificazione comunale (in coerenza con gli obiettivi della pianificazione regionale e provinciale): La definizione degli elementi del territorio urbano ed extraurbano raccordando la previsione di inter- venti di trasformazione con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico ambientali,
a previsione di inter- venti di trasformazione con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggistico ambientali, agro-silvo-pastorali e storico-culturali disponibili, nonché i criteri per la valutazione degli effetti ambien- tali degli interventi stessi; La determinazione dei fabbisogni insediativi e le priorità relative alle opere di urbanizzazione; La suddivisione del territorio comunale in zone omogenee, individuando le aree non suscettibili di
le opere di urbanizzazione; La suddivisione del territorio comunale in zone omogenee, individuando le aree non suscettibili di trasformazione, con l’indicazione delle trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone, garantendo la tutela e la valorizzazione dei centri storici nonché lo sviluppo sostenibile del terri- torio comunale; La promozione dell’architettura contemporanea e della qualità dell’edilizia pubblica e privata, preva-
terri- torio comunale; La promozione dell’architettura contemporanea e della qualità dell’edilizia pubblica e privata, preva- lentemente attraverso il ricorso a concorsi di progettazione; La disciplina dei sistemi di mobilità di beni e persone; La tutela e la valorizzazione del paesaggio agrario attraverso la classificazione dei terreni agricoli, anche vietando l’utilizzazione ai fini edilizi delle aree agricole particolarmente produttive fatti salvi gli
terreni agricoli, anche vietando l’utilizzazione ai fini edilizi delle aree agricole particolarmente produttive fatti salvi gli interventi realizzati dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli; La compatibilità delle previsioni contenute rispetto all’assetto geologico e geomorfologico del territorio comunale. Il Quadro Conoscitivo del territorio di Positano rappresenta un documento di carattere analitico ed interpre- tativo, strettamente funzionale alla redazione PUC.
rio di Positano rappresenta un documento di carattere analitico ed interpre- tativo, strettamente funzionale alla redazione PUC. Per Quadro Conoscitivo si intende il complesso delle informazioni necessarie a consentire un’organica rap- presentazione e valutazione dello stato del territorio e dei processi evolutivi che lo caratterizzano, e costitui- sce il riferimento indispensabile per la definizione degli obiettivi e dei contenuti del PUC.
che lo caratterizzano, e costitui- sce il riferimento indispensabile per la definizione degli obiettivi e dei contenuti del PUC. Il Quadro Conoscitivo racchiude tutte le informazioni relative agli aspetti naturali, ambientali, paesaggistici, dei documenti della memoria e della cultura, ma anche degli insediamenti residenziali e produttivi, dei sistemi infrastrutturali e tecnologici, economici e sociali. In esso vengono restituiti i capisaldi della lettura del territorio
sistemi infrastrutturali e tecnologici, economici e sociali. In esso vengono restituiti i capisaldi della lettura del territorio al fine di coglierne l’identità e le potenzialità di crescita, affinché le azioni di conservazione, tutela e trasfor- mazione possano partire dal riconoscimento, dalla salvaguardia e dalla ricostituzione delle relazioni che in- trinsecamente legano elementi e strutture in quelle forme sensibili che noi chiamiamo paesaggio.
tuzione delle relazioni che in- trinsecamente legano elementi e strutture in quelle forme sensibili che noi chiamiamo paesaggio. Il Quadro Conoscitivo è stato composto attraverso l’organizzazione coordinata di: Dati ed informazioni in possesso della Amministrazione Comunale; Dati ed informazioni acquisite direttamente sul campo ed elaborate nella fase di formazione del Piano; Dati ed informazioni in possesso di altri enti.
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- 6 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Nel processo di formazione del Quadro Conoscitivo, e più in generale del Piano stesso, uno spazio rilevante è stato dedicato a momenti di confronto con gli attori locali coinvolti. Tale modalità di lavoro assume il princi- pio dell’apertura del processo di formazione delle decisioni come modalità di massima efficacia per portare
ro assume il princi- pio dell’apertura del processo di formazione delle decisioni come modalità di massima efficacia per portare al tavolo, fin dall’inizio, nodi problematici e questioni che sappiano restituire e trattare gli articolati “punti di vista” dei diversi attori sociali cointeressati, nonché per una discussione intorno alle aspettative e le attese riposte nel PUC. Il presente Quadro Conoscitivo è articolato come segue: Quadro di riferimento normativo e di pianificazione Quadro ambientale
l presente Quadro Conoscitivo è articolato come segue: Quadro di riferimento normativo e di pianificazione Quadro ambientale Quadro strutturale economico e capitale sociale Quadro morfologico Il Quadro di Riferimento Normativo e di Pianificazione analizza a diverse scale tutti gli strumenti programma- tici ed urbanistici, di interesse per il Comune di Positano. L’obiettivo, derivante dalla conoscenza delle occa-
enti programma- tici ed urbanistici, di interesse per il Comune di Positano. L’obiettivo, derivante dalla conoscenza delle occa- sioni, dei vincoli e della disciplina degli strumenti programmatici e sovraordinati, è quello di promuovere non solo uno sviluppo del territorio condiviso e coerente, indirizzato verso una crescita comune, ma anche la possibilità di definire uno scenario di area vasta con il quale interagire e confrontarsi e nel quale, il ruolo del
ma anche la possibilità di definire uno scenario di area vasta con il quale interagire e confrontarsi e nel quale, il ruolo del Comune di Positano possa essere strategico e ben definito. Il Quadro Ambientale analizza il sistema del paesaggio naturale, inteso come risorsa da tutelare e valorizzare nei suoi aspetti fisici, morfologici, vegetazionali ed identitari. L’analisi si pone l’obiettivo di comprendere le
e valorizzare nei suoi aspetti fisici, morfologici, vegetazionali ed identitari. L’analisi si pone l’obiettivo di comprendere le risorse paesaggistico-ambientali, al fine di potenziarne il valore intrinseco mediante la realizzazione di una rete ecologica comunale (tassello di un sistema ecologico di area vasta), e di definirne i fattori di rischio. Il Quadro Strutturale Economico e Capitale Sociale fornisce la conoscenza della storia, delle tradizioni e della
ori di rischio. Il Quadro Strutturale Economico e Capitale Sociale fornisce la conoscenza della storia, delle tradizioni e della cultura del territorio positanese, inoltre, analizza, attraverso l’interpretazione dei dati ISTAT, le dinamiche demografiche, sociali, occupazionali ed economiche che hanno caratterizzato lo scenario comunale negli ultimi vent’anni. La conoscenza dei fenomeni demografici, economici e sociali che hanno determinato la
o scenario comunale negli ultimi vent’anni. La conoscenza dei fenomeni demografici, economici e sociali che hanno determinato la situazione attuale del Paese risulta fondamentale per definire le proiezioni ed i dimensionamenti di crescita che il PUC dovrà governare. Il Quadro Morfologico analizza le caratteristiche strutturanti il sistema infrastrutturale ed il sistema insediativo del territorio positanese al fine di comprenderne le risorse e le criticità, le evoluzioni e logiche insediative, il
insediativo del territorio positanese al fine di comprenderne le risorse e le criticità, le evoluzioni e logiche insediative, il grado di accessibilità e di mobilità.
QUADRO NORMATIVO E DI PIANIFICAZIONE
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- 7 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO NORMATIVO E DI PIANIFICAZIONE
QUADRO NORMATIVO E DI PIANIFICAZIONE
OSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 7 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO NORMATIVO E DI PIANIFICAZIONE
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- 8 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- LA STRUMENTAZIONE URBANISTICA SOVRAORDINATA Per avere un quadro complessivo di quelli che sono gli obiettivi, le strategie, gli indirizzi, i vincoli e le tutele
VRAORDINATA
VRAORDINATA Per avere un quadro complessivo di quelli che sono gli obiettivi, le strategie, gli indirizzi, i vincoli e le tutele che la strumentazione urbanistica vigente prevede e disciplina sul territorio di Positano, è bene indagare la Pianificazione di ambito sovra comunale (Tav. 1.1 – Carta della Pianificazione Sovraordinata). 1.1 IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE Il Piano Territoriale Regionale (PTR) è stato approvato con L.R. n. 13 del 13 ottobre del 2008.
IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE
IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE Il Piano Territoriale Regionale (PTR) è stato approvato con L.R. n. 13 del 13 ottobre del 2008. Il PTR rappresenta il quadro di riferimento unitario per tutti i livelli della pianificazione territoriale regionale ed è assunto quale documento di base per la territorializzazione della programmazione socioeconomica regio- nale nonché per le linee strategiche economiche adottate dal Documento Strategico Regionale (DSR) e dagli
socioeconomica regio- nale nonché per le linee strategiche economiche adottate dal Documento Strategico Regionale (DSR) e dagli altri documenti di programmazione dei fondi comunitari. Il PTR fornisce il quadro di coerenza per disciplinare nei PTCP i settori di pianificazione, al fine di consentire alle Province di promuovere, le intese con ammini- strazioni pubbliche ed organi competenti. Il PTR ha elaborato cinque Quadri Territoriali di Riferimento utili ad attivare una pianificazione d’area vasta
gani competenti. Il PTR ha elaborato cinque Quadri Territoriali di Riferimento utili ad attivare una pianificazione d’area vasta concertata con le Province. I QTR sono: Il Quadro delle reti. La rete ecologica, la rete dell’interconnessione (mobilità e logistica) e la rete del rischio ambientale, che attraversano il territorio regionale. Dalla articolazione e sovrapposizione spa- ziale di queste reti s’individuano per i Quadri Territoriali di Riferimento successivi i punti critici sui quali
pposizione spa- ziale di queste reti s’individuano per i Quadri Territoriali di Riferimento successivi i punti critici sui quali è opportuno concentrare l’attenzione e mirare gli interventi. Il Quadro degli ambienti insediativi. Individuati in numero di nove in rapporto alle caratteristiche mor- fologico-ambientali e alla trama insediativa. Gli ambienti insediativi individuati contengono gli elementi ai quali si connettono i grandi investimenti. Sono ambiti subregionali per i quali vengono costruite delle
ntengono gli elementi ai quali si connettono i grandi investimenti. Sono ambiti subregionali per i quali vengono costruite delle “visioni” cui soprattutto i PTCP, che agiscono all’interno di “ritagli” territoriali definiti secondo logiche di tipo “amministrativo”, ritrovano utili elementi di connessione. Il Quadro dei Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS). I Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) sono indivi-
ti di connessione. Il Quadro dei Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS). I Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) sono indivi- duati sulla base della geografia dei processi di auto-riconoscimento delle identità locali e di auto-orga- nizzazione nello sviluppo, confrontando il “mosaico” dei patti territoriali, dei contratti d’area, dei distretti industriali, dei parchi naturali, delle comunità montane, e privilegiando tale geografia in questa ricogni-
’area, dei distretti industriali, dei parchi naturali, delle comunità montane, e privilegiando tale geografia in questa ricogni- zione rispetto ad una geografia costruita sulla base di indicatori delle dinamiche di sviluppo. Tali si- stemi sono classificati in funzione di dominanti territoriali (naturalistica, rurale-culturale, rurale-indu- striale, urbana, urbano-industriale, paesistico-culturale). Con tali definizioni si registrano solo alcune
lturale, rurale-indu- striale, urbana, urbano-industriale, paesistico-culturale). Con tali definizioni si registrano solo alcune dominanti, senza che queste si traducono automaticamente in indirizzi preferenziali d’intervento. Si sono individuati 45 sistemi con una definizione che sottolinea la componente di sviluppo strategico (Sistemi Territoriali di Sviluppo). Ciascuno di questi STS si colloca all’interno di una matrice di indirizzi
viluppo strategico (Sistemi Territoriali di Sviluppo). Ciascuno di questi STS si colloca all’interno di una matrice di indirizzi strategici specificata all’interno della tipologia delle sei classi suddette. Attraverso adeguati protocolli con le Province e con i soggetti istituzionali e gli attori locali potranno definirsi gli impegni, le risorse e i tempi per la realizzazione dei relativi progetti locali. Il Quadro dei Campi Territoriali Complessi (CTC). Nel territorio regionale vengono individuati alcuni
elativi progetti locali. Il Quadro dei Campi Territoriali Complessi (CTC). Nel territorio regionale vengono individuati alcuni “campi territoriali” nei quali la sovrapposizione-intersezione dei precedenti Quadri Territoriali di Riferi- mento mette in evidenza degli spazi di particolare criticità, dei veri “punti caldi” (riferibili soprattutto a infrastrutture di interconnessione di particolare rilevanza, oppure ad aree di intensa concentrazione di
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- 9 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo fattori di rischio) dove si ritiene la Regione debba promuovere un’azione prioritaria di interventi parti- colarmente integrati. Il Quadro delle Modalità per la Cooperazione Istituzionale e delle Raccomandazioni per lo Svolgimento di “Buone Pratiche”. I processi di “Unione di Comuni” in Italia, che nel 2000 ammontavano appena ad
andazioni per lo Svolgimento di “Buone Pratiche”. I processi di “Unione di Comuni” in Italia, che nel 2000 ammontavano appena ad otto, sono diventati 202 nel 2003. In Campania nel 2003 si registrano solo 5 unioni che coinvolgono 27 Comuni. Il PTR ravvisa l’opportunità di concorrere all’accelerazione di tale processo. Gruppi di comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, caratterizzati da contiguità e reciproca accessibilità,
e processo. Gruppi di comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti, caratterizzati da contiguità e reciproca accessibilità, possono essere incentivati alla collaborazione per quanto attiene al miglioramento delle reti infrastrut- turali e dei sistemi di mobilità. I Quadri Territoriali di Riferimento proposti dal PTR, delineano il carattere di copianificazione presente nel piano. L’intenzione è di poggiare il successo del Piano non tanto sull’adeguamento conformativo degli altri
cazione presente nel piano. L’intenzione è di poggiare il successo del Piano non tanto sull’adeguamento conformativo degli altri piani, ma sui meccanismi di accordi e intese intorno alle grandi materie dello sviluppo sostenibile e delle grandi direttrici di interconnessione. Non si ricerca quindi una diretta interferenza con le previsioni d’uso del suolo, che rimangono di competenza dei piani urbanistici, in raccordo con le previsioni dei piani territoriali di
ioni d’uso del suolo, che rimangono di competenza dei piani urbanistici, in raccordo con le previsioni dei piani territoriali di coordinamento provinciali (PTCP). L’obiettivo è di contribuire all’ecosviluppo, secondo una visione che attri- buisce al territorio il compito di mediare cognitivamente ed operativamente tra la materia della pianificazione territoriale (comprensiva delle componenti di natura paesistico-ambientale) e quella della promozione e della programmazione dello sviluppo.
(comprensiva delle componenti di natura paesistico-ambientale) e quella della promozione e della programmazione dello sviluppo. Rispetto ai cinque Quadri Territoriali di Riferimento l’analisi svolta mette in evidenza gli obiettivi d’assetto e le linee di organizzazione territoriale, nonché le strategie e le azioni volte alla loro realizzazione inerenti all’Ambito insediativo n°2 Penisola Sorrentino – Amalfitana e al STS F7 – Penisola amalfitana, ambiti nei quali rientra il Comune di Positano.
ediativo n°2 Penisola Sorrentino – Amalfitana e al STS F7 – Penisola amalfitana, ambiti nei quali rientra il Comune di Positano. Gli elementi essenziali per la visioning preferita relativi all’Ambiente Insediativo n°2 sono: Organizzazione della mobilità interna con sistemi intermodali; Sviluppo e potenziamento delle linee del Metro del Mare e del cabotaggio costiero; Strutturazione delle conurbazioni con la distribuzione di funzioni superiori e rare;
Metro del Mare e del cabotaggio costiero; Strutturazione delle conurbazioni con la distribuzione di funzioni superiori e rare; Articolazione dell’offerta turistica integrando la fruizione delle risorse costiere con quella delle aree montane interne puntando anche alla valorizzazione delle colture tipiche; Potenziamento del sistema degli approdi anche al fine di integrare il sistema di accessibilità;
zazione delle colture tipiche; Potenziamento del sistema degli approdi anche al fine di integrare il sistema di accessibilità; Completamento, messa in sicurezza e riqualificazione delle strutture ed infrastrutture e di servizi per la nautica da diporto. Gli indirizzi strategici relativi al STS F7 sono: A.1 – Interconnessione – Accessibilità attuale: la via principale di collegamento è la SS 163 Amalfitana che segue la costa passando per Positano, Praiano, Ravello, Maiori sino a Vietri. L’autostrada A3
gamento è la SS 163 Amalfitana che segue la costa passando per Positano, Praiano, Ravello, Maiori sino a Vietri. L’autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno non attraversa il territorio, ma è molto prossimo al confine nord del sistema territoriale. Gli svincoli più vicini sono Nocera-Pagani, Cava dei Tirreni e Vietri sul Mare, interno al confine. Non vi sono linee ferroviarie che attraversano il territorio, solo la linea delle FS Napoli – Sa-
sul Mare, interno al confine. Non vi sono linee ferroviarie che attraversano il territorio, solo la linea delle FS Napoli – Sa- lerno è molto prossima al confine est e la stazione di Vietri è interna al sistema territoriale. Attualmente l’aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino raggiungibile percorrendo, a partire dallo svincolo di No- cera, circa 40 km di autostrada A3 e di raccordo A1-A3.
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- 10 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo A.2 – Interconnessione – Programmi: Per il sistema ferroviario non sono previsti interventi. In futuro, oltre all’aeroporto di Napoli-Capodichino, anche quello di Pontecagnano, sarà piuttosto vicino al si- stema territoriale. Esso sarà raggiungibile percorrendo, a partire dallo svincolo di Angri, circa 25 km di
uttosto vicino al si- stema territoriale. Esso sarà raggiungibile percorrendo, a partire dallo svincolo di Angri, circa 25 km di autostrada A3 fino allo svincolo di Pontecagnano, più altri 6 km per raggiungere lo scalo, una volta usciti dall’autostrada. Per il sistema stradale i principali invarianti progettuali sono: a) Miglioramento della viabilità in Costiera Amalfitana con la realizzazione delle gallerie di Amalfi e Praiano;
ogettuali sono: a) Miglioramento della viabilità in Costiera Amalfitana con la realizzazione delle gallerie di Amalfi e Praiano; b) Adeguamento della SS 168 e delle strade minori di raccordo con le aree interne (valico di Chiunzi, Passo di Agerola Dragonea, ecc.) B.1 – Difesa della biodiversità; B.2 – Valorizzazione Territori marginali; B.3 – Riqualificazione della costa; B.4 – Valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; C.2 – Rischio sismico; C.3 – Rischio idrogeologico;
costa; B.4 – Valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; C.2 – Rischio sismico; C.3 – Rischio idrogeologico; C.6 – Contenimento del rischio attività estrattive; E.2a – Attività produttive per lo sviluppo- agricolo - Sviluppo delle Filiere; E.2b – Attività produttive per lo sviluppo- agricolo - Diversificazione territoriale; E.3 – Promozione delle attività produttive per lo sviluppo turistico.
r lo sviluppo- agricolo - Diversificazione territoriale; E.3 – Promozione delle attività produttive per lo sviluppo turistico. La diversa intensità di applicazione degli indirizzi strategici è indicata nella matrice strategica con una scala di valori che va da Basso a Elevato. Con tali valori si vogliono indicare non solo le politiche consolidate in tale direzione degli STS, ma anche segnalare dove è necessario intervenire per rafforzarle.
MATRICE DEGLI INDIRIZZI STRATEGICI PER IL STS – F7 PENISOLA AMALFITANA STS F7
non solo le politiche consolidate in tale direzione degli STS, ma anche segnalare dove è necessario intervenire per rafforzarle. MATRICE DEGLI INDIRIZZI STRATEGICI PER IL STS – F7 PENISOLA AMALFITANA STS F7 A1 A2 B1 B2 B3 B4 C2 C3 C6 E2a E2b E3 2 2 4 1 4 1 2 3 1 3 4 4 La matrice degli indirizzi strategici attribuisce: 1 punto (basso) se vi è scarsa rilevanza dell’indirizzo; 2 punti (medio) se l’applicazione dell’indirizzo consiste in interventi mirati di miglioramento ambientale e paesaggistico;
o; 2 punti (medio) se l’applicazione dell’indirizzo consiste in interventi mirati di miglioramento ambientale e paesaggistico; 3 punti (elevato) se l’indirizzo riveste un rilevante valore strategico da rafforzare; 4 punti (forte) se l’indirizzo costituisce una scelta strategica prioritaria da consolidare. 1.2 IL PIANO URBANISTICO TERRITORIALE DELL’AREA SORRENTINO AMALFITANA Il Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino Amalfitana è stato redatto ai sensi della Legge 431 dell’8
INO AMALFITANA
INO AMALFITANA Il Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino Amalfitana è stato redatto ai sensi della Legge 431 dell’8 agosto 1985, ed approvato con la Legge Regionale n. 25 del 27 giugno 1987. Esso nacque nell’intento di fondere in un unico Piano i contenuti finalizzati allo sviluppo e alla tutela del paesaggio di 34 comuni compresi nelle province di Napoli e di Salerno. Il PUT dell’area sorrentina-amalfitana è indirizzato prevalentemente
i 34 comuni compresi nelle province di Napoli e di Salerno. Il PUT dell’area sorrentina-amalfitana è indirizzato prevalentemente verso il costruito come unica minaccia all’ambiente naturale, per cui dominano le prescrizioni quantitative
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- 11 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo tese a limitare l’espansione edilizia. Esso prevede norme generali d’uso del territorio dell’area e formula direttive a carattere vincolante alle quali i Comuni devono uniformarsi nella predisposizione dei loro strumenti urbanistici o nell’adeguamento di quelli vigenti. Tale normativa contiene le prescrizioni che debbono essere
dei loro strumenti urbanistici o nell’adeguamento di quelli vigenti. Tale normativa contiene le prescrizioni che debbono essere rispettate dai Comuni nella formazione dei Piani Regolatori Generali. I 34 comuni furono raggruppati in sei sub-aree distinte per caratteri di omogeneità socio-economica e fisica; il Comune di Positano ricade, assieme ai Comuni di Massalubrense, Sorrento, Sant' Agnello, Piano di Sor- rento, Meta, Vico Equense, nella sub-area 1 del PUT dell’Area Sorrentino Amalfitana.
nse, Sorrento, Sant' Agnello, Piano di Sor- rento, Meta, Vico Equense, nella sub-area 1 del PUT dell’Area Sorrentino Amalfitana. Nel territorio comunale di Positano vigono le prescrizioni delle seguenti Zone Territoriali del PUT: Zona Territoriale 1/a: Tutela dell’ambiente naturale – 1°grado: Comprende le maggiori emergenze tettoniche e morfologiche che si presentano prevalentemente con roccia affiorante o talvolta a vege- tazione spontanea.
mergenze tettoniche e morfologiche che si presentano prevalentemente con roccia affiorante o talvolta a vege- tazione spontanea. Zona Territoriale 1/b: Tutela dell’ambiente naturale – 2°grado. Comprende la parte del territorio pre- valentemente a manto boscoso o a pascolo, le incisioni dei corsi di acqua, alcune aree a culture pre- giate di altissimo valore ambientale. Zona Territoriale 2: Tutela degli insediamenti antichi accentrati. Comprende gli insediamenti antichi ed
mo valore ambientale. Zona Territoriale 2: Tutela degli insediamenti antichi accentrati. Comprende gli insediamenti antichi ed accentrati di interesse storico, artistico ed ambientale, perimetrali e classificati secondo i criteri di cui alla relazione del Piano Urbanistico Territoriale parte 3a. Zona Territoriale 4: Riqualificazione insediativa e ambientale di 1°grado. Comprende aree agricole ed insediamenti (spazi, per nuclei o accentrati) di interesse ambientale. Tra gli insediamenti, alcuni pos-
prende aree agricole ed insediamenti (spazi, per nuclei o accentrati) di interesse ambientale. Tra gli insediamenti, alcuni pos- sono rivestire anche interesse storico - artistico, altri - di recente realizzazione - risultano privi di qualità ambientale. Per la zona occorre procedere ad una complessa riqualificazione insediativa e delle strut- ture agricole. Zona Territoriale 7 Realizzazione insediativa a tutela delle risorse agricole. In tale area l'edificazione
rut- ture agricole. Zona Territoriale 7 Realizzazione insediativa a tutela delle risorse agricole. In tale area l'edificazione è disciplinata, giusta la carta dell’uso agricolo del suolo. Zona Territoriale 8 Parchi territoriali. Comprende aree generalmente in emergenza o di altopiano e che costituiscono un sistema articolato di parchi tali da soddisfare il fabbisogno di standards al livello di parchi di interesse territoriale. 1.3 IL PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO
i da soddisfare il fabbisogno di standards al livello di parchi di interesse territoriale. 1.3 IL PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO Il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) rappresenta l’evoluzione conoscitiva, normativa e tecnico operativa del “Piano Straordinario per l’emergenza idrogeologica”, con il quale sono state pianificate e programmate le azioni, le norme d’uso del suolo e gli interventi riguardanti l’assetto idrogeologico del territorio. Il PAI è
e programmate le azioni, le norme d’uso del suolo e gli interventi riguardanti l’assetto idrogeologico del territorio. Il PAI è sovraordinato ad ogni altro strumento di pianificazione urbana, così come confermato dalla Corte Costituzio- nale (Sentenza n. 85/90), e pertanto all’Autorità di Bacino devono essere preventivamente sottoposte, per un parere obbligatorio sulla compatibilità idrogeologica, i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale, gli
sottoposte, per un parere obbligatorio sulla compatibilità idrogeologica, i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale, gli strumenti urbanistici comunali, i Piani Regolatori delle Aree di Sviluppo Industriale, i Piani Regionali di Settore e i Progetti di realizzazione e/o manutenzione di opere pubbliche localizzate nelle fasce fluviali. Il Comune di Psoitano rientra nell’ambito dell’Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale
nelle fasce fluviali. Il Comune di Psoitano rientra nell’ambito dell’Autorità di Bacino Regionale Campania Sud ed Interregionale per il Bacino Idrografico del fiume Sele, istituita con D.P.G.R. n. 142 del 15/05/2012 (in attuazione della L.R. 4/2011 art. 1 c.255), nata dalla fusione dell’Autorità di Bacino Regionale in Destra Sele e in Sinistra Sele e, l’Autorità Interregionale del fiume Sele. Precedentemente il Comune di Positano rientrava nel perimetro dell’Autorità di Bacino Destra Sele.
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- 12 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Il PAI dell’Autorità di Bacino Destra Sele è stato approvato con Attestato del Consiglio Regionale n. 203/5 del 24/11/2011 di approvazione della D.G.C.R. n. 563 del 29/10/2011, e pubblicato sul BURC della Regione Campania n. 74 del 05/12/2011 1.4 IL PARCO REGIONALE DEI MONTI LATTARI
. 563 del 29/10/2011, e pubblicato sul BURC della Regione Campania n. 74 del 05/12/2011 1.4 IL PARCO REGIONALE DEI MONTI LATTARI Il Parco Regionale dei Monti Lattari è stato istituito il 13 novembre del 2003 con DPGR n. 781, e si estende su una superficie di circa 16.000 ha distribuiti tra i versanti della Penisola Sorrentino-Amalfitana e l’entroterra dell’Agro-Nocerino, e al suo interno rientrano 27 Comuni, di cui 8 comuni della Provincia di Napoli1 e 19 della
a e l’entroterra dell’Agro-Nocerino, e al suo interno rientrano 27 Comuni, di cui 8 comuni della Provincia di Napoli1 e 19 della Provincia di Salerno2. Il Comune di Positano rientra parzialmente nell’area parco. Ad oggi non esiste ancora il Piano del Parco, del quale è stata presentata una proposta con degli schemi di indirizzi normativi; questi schemi definiscono il quadro generale dell'assetto territoriale dell'area, indicando,
egli schemi di indirizzi normativi; questi schemi definiscono il quadro generale dell'assetto territoriale dell'area, indicando, mediante azzonamento, norme e parametri, vincoli e destinazioni da osservarsi sul territorio. L’area del Parco è stata suddivisa nelle seguenti zone: Zona “A” – Area di riserva integrale; Zona “B” – Area di riserva generale orientata e di protezione; Zona “C” – Area di riqualificazione dei centri abitati, di protezione e sviluppo economico e sociale.
ientata e di protezione; Zona “C” – Area di riqualificazione dei centri abitati, di protezione e sviluppo economico e sociale. Figura 1: Zonizzazione del Parco Regionale dei Monti Lattari Ciascuna zona è sottoposta ad un particolare regime di tutela in relazione ai valori naturalistici, ecologici, geomorfologici ed ambientali delle rispettive aree, nonché in rapporto agli usi delle popolazioni locali ed alla situazione della proprietà ed alle forme di tutela già esistenti.
, nonché in rapporto agli usi delle popolazioni locali ed alla situazione della proprietà ed alle forme di tutela già esistenti. 1 Vico Equense, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Pimonte, Gragnano, Lettere, Agerola, Castellamare di Stabia. 2 Vietri, Cetara, Tramonti, Maiori, Minori, Atrani, Amalfi, Scala, Ravello, Furore, Conca dei Marini, Praiano, Cava dei Tirreni, Positano, Angri, Nocera Inferiore, Sant’Egidio del Monte Albino, Pagani e Corbara.
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- 13 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo “Zona A”: comprende aree di eccezionale valore naturalistico – ambientale, nelle quali le esigenze di protezione del suolo, del sottosuolo, della flora e della fauna prevalgono su ogni altra esigenza. In tali aree gli obiettivi consistono nella conservazione integrale dell'assetto naturalistico e delle sue dinami-
tra esigenza. In tali aree gli obiettivi consistono nella conservazione integrale dell'assetto naturalistico e delle sue dinami- che evolutive, con l'eliminazione o la riduzione di ogni interferenza antropica in grado di minacciarle. Gli indirizzi gestionali sono essenzialmente orientati alla salvaguardia ed al mantenimento degli equi- libri biologici ed ambientali in atto, con la prevenzione e l'eliminazione dei fattori di disturbo esterni e
nimento degli equi- libri biologici ed ambientali in atto, con la prevenzione e l'eliminazione dei fattori di disturbo esterni e interni. La fruizione di tali ambiti ha carattere esclusivamente naturalistico, scientifico, didattico e cul- turale, nonché sportivo o ricreativo limitatamente a quelle attività che non comportano interferenze sulle biocenosi presenti. “Zona B”: comprende aree caratterizzate dalla interconnessione tra valori naturalistici-ambientali e
sulle biocenosi presenti. “Zona B”: comprende aree caratterizzate dalla interconnessione tra valori naturalistici-ambientali e peculiari forme di acculturazione. Gli obiettivi principali consistono nella conservazione, il ripristino e la riqualificazione delle attività, degli usi e delle strutture produttive caratterizzanti, insieme con i segni fondamentali del paesaggio naturale e agrario quali gli elementi della struttura geomorfologica ed idro-
ti, insieme con i segni fondamentali del paesaggio naturale e agrario quali gli elementi della struttura geomorfologica ed idro- logica, i terrazzamenti e i sistemi di siepi ed alberature. Gli indirizzi tendono essenzialmente a favorire e sostenere il mantenimento delle forme colturali tradizionali, con particolare riferimento ai vigneti, agli oliveti e ai castagneti, a migliorare la qualità e la leggibilità del paesaggio agrario. Oltre alle utilizzazioni
vigneti, agli oliveti e ai castagneti, a migliorare la qualità e la leggibilità del paesaggio agrario. Oltre alle utilizzazioni produttive tradizionali tali zone possono essere fruiti a scopi turistici, ricreativi, sportivi, didattici, scien- tifici e culturali, purché tali attività non determinino interferenze o sovraccarichi ambientali incompatibili con la conservazione o la riproducibilità delle risorse, o la riconoscibilità e la leggibilità del paesaggio.
tali incompatibili con la conservazione o la riproducibilità delle risorse, o la riconoscibilità e la leggibilità del paesaggio. “Zona C”: comprende aree urbane consolidate ed aree urbane recenti miste ad aree agricole. Due gli obiettivi primari: da una parte la valorizzazione del patrimonio e dell’identità agricola, dall’altro la pro- mozione turistica dei territori al fine di incrementare il benessere economico, sociale ed occupazionale
ola, dall’altro la pro- mozione turistica dei territori al fine di incrementare il benessere economico, sociale ed occupazionale delle popolazioni locali. La disciplina di tali aree, nel rispetto e in conformità con gli obiettivi e le stra- tegie del Parco, è rimandata agli strumenti urbanistici comunali. 1.5 IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI SALERNO Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, introdotto nella legislazione nazionale dall’art.15 della
OVINCIA DI SALERNO
OVINCIA DI SALERNO Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, introdotto nella legislazione nazionale dall’art.15 della L.142/90 e i cui compiti sono stati in seguito sanciti dal D.lgs.112/98 e dettagliatamente disciplinati dalla Legge Regionale n. 16 del 2004, è un atto di programmazione e pianificazione territoriale complessiva e costituisce l’anello di congiunzione tra gli indirizzi programmatici regionali e sovraregionali e le indicazioni di
omplessiva e costituisce l’anello di congiunzione tra gli indirizzi programmatici regionali e sovraregionali e le indicazioni di dettaglio sull’assetto urbano stabilite nei piani di livello comunale. Il PTCP della Provincia di Salerno è stato approvato con D.C.P. n. 15 del 30/03/2012. Il PTCP si fonda sul principio del minor consumo di suolo, da attuarsi mediante il recupero e la riqualificazione
el 30/03/2012. Il PTCP si fonda sul principio del minor consumo di suolo, da attuarsi mediante il recupero e la riqualificazione dei tessuti insediativi esistenti, incentivati da misure premiali, a tutela dell’integrità fisica del territorio e del paesaggio, e si pone l’obiettivo di armonizzare conservazione e sviluppo in un procedimento dinamico, che coinvolga, di volta in volta nelle scelte, dietro l’impulso dell’ente Provincia, i diversi attori che concorrono alla
amico, che coinvolga, di volta in volta nelle scelte, dietro l’impulso dell’ente Provincia, i diversi attori che concorrono alla gestione, alla salvaguardia ed alla trasformazione del territorio. Il Piano, coerentemente con le disposizioni della L.R. n. 16/2004, articola i propri contenuti progettuali in disposizioni di carattere strutturale e programmatico. La componente strutturale è relativa alle scelte di lungo
progettuali in disposizioni di carattere strutturale e programmatico. La componente strutturale è relativa alle scelte di lungo termine che non richiedono verifiche o revisioni, se non al radicale mutare di condizioni politico‐culturali fondamentali. La componente operativa o programmatica è riferita a tempi brevi, necessita di verifiche e rielaborazioni frequenti e si presta elettivamente a pratiche di tipo concertativo‐negoziale. In particolare, la
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- 14 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo componente strutturale del PTCP comprende le disposizioni pertinenti al valore e all’efficacia di piano con- cernenti la grande organizzazione del territorio (aree protette esistenti e proposte, rete ecologica, grandi infrastrutture a rete e puntiformi, polarità e sistemi di centralità, grandi aree specializzate sia industriali – ASI
ca, grandi infrastrutture a rete e puntiformi, polarità e sistemi di centralità, grandi aree specializzate sia industriali – ASI – che terziarie, criteri di dimensionamento dei carichi insediativi, strategie di sviluppo locale). Esse sono ritenute valide a tempo indeterminato o perché riferite a criteri e principi fondamentali assunti come riferimenti costitutivi delle azioni per il governo del territorio o perché assunte come telaio strategico delle azioni di
come riferimenti costitutivi delle azioni per il governo del territorio o perché assunte come telaio strategico delle azioni di riqualificazione e/o trasformazione dell’assetto attuale da perseguire in forme concertate e partecipate nelle politiche dei prossimi decenni. Di conseguenza, nell’ambito delle disposizioni strutturali il PTCP: Delimita ricognitivamente le aree caratterizzate da omogenei livelli di biodiversità, di valore paesaggi- stico, di rischio, con corrispondenti definizioni normative;
tterizzate da omogenei livelli di biodiversità, di valore paesaggi- stico, di rischio, con corrispondenti definizioni normative; Definisce una rete ecologica come sistema di ricomposizione delle aree (individuate tenendo conto delle aree già protette e di quelle da proteggere) che vanno tutelate/valorizzate anche mediante inter- venti trasformativi di rinaturalizzazione totale o parziale per recuperare gradi accettabili di continuità fra le aree verdi; Localizza indicativamente polarità e centralità;
o parziale per recuperare gradi accettabili di continuità fra le aree verdi; Localizza indicativamente polarità e centralità; Definisce criteri di localizzazione e/o delimitazione per i distretti specializzati (aree industriali, grande distribuzione, ecc.); Traccia indicativamente le grandi infrastrutture a rete e localizza indicativamente i grandi impianti in- frastrutturali; Individua gli Ambiti Identitari Territoriali, fondati sulle Unità di Paesaggio e gli STS, per ciascuno dei
in- frastrutturali; Individua gli Ambiti Identitari Territoriali, fondati sulle Unità di Paesaggio e gli STS, per ciascuno dei quali indica gli obiettivi generali di sviluppo e di qualità paesaggistica con gli indirizzi conseguenti che i Comuni recepiranno nei PUC; Propone indirizzi strategici per le politiche locali. La componente programmatica consiste invece nella indicazione dei progetti prioritari da porre in attuazione
e politiche locali. La componente programmatica consiste invece nella indicazione dei progetti prioritari da porre in attuazione a breve termine in ordine alla valorizzazione ambientale ed alla realizzazione delle scelte di assetto, nonché nella individuazione dei riferimenti e delle procedure per la pianificazione comunale e per la costruzione concertata di strategie sostenibili di sviluppo locale. Nell’ambito delle disposizioni programmatiche, pertanto, il PTCP:
uzione concertata di strategie sostenibili di sviluppo locale. Nell’ambito delle disposizioni programmatiche, pertanto, il PTCP: Localizza i progetti, eventualmente concertati con i Comuni e le altre istituzioni necessarie, da realiz- zare nel breve periodo sulla base di scelte di priorità e di una attendibile valutazione di risorse e ca- pacità operative; a ciascuno di essi corrisponderà una scheda contenente lineamenti di studio di fatti-
tazione di risorse e ca- pacità operative; a ciascuno di essi corrisponderà una scheda contenente lineamenti di studio di fatti- bilità progettuale (essa potrebbe costituire il protocollo di base per intese programmatico‐attuative con le istituzioni pubbliche e gli eventuali partner privati); Individua i sottoinsiemi, anche distinti per specifici tematismi (eventuali PIP, PEEP ecc. consortili), in cui i Comuni dovrebbero, attraverso le Conferenze d’Ambito, coordinarsi nella redazione dei PUC.
PIP, PEEP ecc. consortili), in cui i Comuni dovrebbero, attraverso le Conferenze d’Ambito, coordinarsi nella redazione dei PUC. Le strategie di rilievo provinciale individuate secondo un modello “a grappoli” di città che valorizzi il patrimonio urbanistico, ambientale e paesaggistico nel quadro di una politica di costruzione dinamica delle identità ur- bane è costituito da: La valorizzazione, quale sistema policentrico e reticolare, dell’Agro Sarnese – Nocerino, nel quale le
bane è costituito da: La valorizzazione, quale sistema policentrico e reticolare, dell’Agro Sarnese – Nocerino, nel quale le complementarità urbane (da consolidare) potranno avvalersi di nuove dotazioni lungo la direttrice
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- 15 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo nord‐orientale della valle del Sarno‐valle di Codola e Mercato S. Severino – Castel San Giorgio – Sarno; La promozione di una centralità complessa nella integrazione/complementarità dei centri della valle dell’Irno – Solofrana; La promozione del sistema urbano di Salerno – Pontecagnano e delle relazioni metropolitane tra ca-
alle dell’Irno – Solofrana; La promozione del sistema urbano di Salerno – Pontecagnano e delle relazioni metropolitane tra ca- poluogo e margine settentrionale della Piana del Sele, Picentini, Valle dell’Irno‐Solofrana, Cava de Tirreni, Costiera amalfitana; La valorizzazione di Cava de Tirreni quale centralità autonoma e, al tempo stesso, “porta” di accesso al sistema turistico della costa d’Amalfi; Il potenziamento del dipolo urbano Battipaglia – Eboli, città media integrata a cui si connettano le
ico della costa d’Amalfi; Il potenziamento del dipolo urbano Battipaglia – Eboli, città media integrata a cui si connettano le relazioni di raccordo con i “grappoli urbani” dei centri picentini, dei centri del medio Sele e del Tanagro, della Piana del Sele; Il potenziamento della direttrice Campagna – Buccino per funzioni legate alla produzione industriale, artigianale, alla logistica, alla distribuzione commerciale, ai servizi all’impresa;
unzioni legate alla produzione industriale, artigianale, alla logistica, alla distribuzione commerciale, ai servizi all’impresa; La riorganizzazione degli insediamenti del Vallo di Diano come “città del Vallo”, intesa quale sistema urbano reticolare integrato, qualificato dalla complementarità e dall’integrazione delle centralità esi- stenti; La valorizzazione delle centralità locali di Capaccio – Roccadaspide, di Agropoli, di Vallo della Lucania,
ralità esi- stenti; La valorizzazione delle centralità locali di Capaccio – Roccadaspide, di Agropoli, di Vallo della Lucania, di Sapri, come fuochi di sistemi di centri urbani minori organizzati come città poli nucleo; La promozione di azioni integrate volte a contrastare i diffusi fenomeni di desertificazione sociale che accompagnano i territori interni caratterizzati da condizioni di marginalità.
i diffusi fenomeni di desertificazione sociale che accompagnano i territori interni caratterizzati da condizioni di marginalità. Per garantire l’efficace perseguimento degli indirizzi sopra enunciati il Piano prevede inoltre la definizione di strategie volte: Alla riqualificazione degli insediamenti esistenti (recupero e rivitalizzazione degli insediamenti storici, riqualificazione e consolidamento degli insediamenti di recente formazione, contenimento dell’edilizia
gli insediamenti storici, riqualificazione e consolidamento degli insediamenti di recente formazione, contenimento dell’edilizia diffusa e riconfigurazione degli aggregati extraurbani, ripristino della qualità dei paesaggi urbani e creazione di nuovi paesaggi); Al miglioramento della qualità ambientale delle strutture insediative mediante la promozione di azioni di integrazione/connessione tra la rete ecologica ed il verde urbano;
lle strutture insediative mediante la promozione di azioni di integrazione/connessione tra la rete ecologica ed il verde urbano; Alla valorizzazione dei grandi attrattori culturali, degli insediamenti legati alla formazione ed alla ri- cerca, delle eccellenze del sistema produttivo; Al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi per il turismo e per il tempo libero, mediante la defi- nizione di misure ed azioni diversificate in relazione ai diversi contesti territoriali;
per il tempo libero, mediante la defi- nizione di misure ed azioni diversificate in relazione ai diversi contesti territoriali; Alla realizzazione e/o al potenziamento di poli specialistici nei settori dei servizi turistici, della forma- zione e della ricerca, dei servizi pubblici e privati, dell’agroalimentare, della logistica. Le proposte per il sistema ambientale si articolano sulle priorità fondative delle sistemazioni idrogeologiche,
della logistica. Le proposte per il sistema ambientale si articolano sulle priorità fondative delle sistemazioni idrogeologiche, della riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua e delle fasce costiere, della prevenzione del rischio sismico e vulcanico, del controllo del rischio indotto dalle attività estrattive, della tutela e valorizzazione del patrimonio geologico.
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- 16 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Il Comune di Positano rientra nell’Ambito Identitario “La Costiera Amalfitana e la centralità di Cava de Tirreni” di cui si riportano gli obiettivi del PTCP. Figura 2: La Costiera Amalfitana e la centralità di Cava de Tirreni
SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO PAESAGGIO NATU- RALE
Cava de Tirreni” di cui si riportano gli obiettivi del PTCP. Figura 2: La Costiera Amalfitana e la centralità di Cava de Tirreni
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- 17 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO PAESAGGIO NATU- RALE SALVAGUARDIA DELLA CARATTERIZZAZIONE E DELLA CONNOTAZIONE PAESAGGISTICA ED AM- BIENTALE DEL PATRIMONIO NATURALISTICO E FO- RESTALE
LVAGUARDIA DELLA CARATTERIZZAZIONE E DELLA CONNOTAZIONE PAESAGGISTICA ED AM-
LVAGUARDIA DELLA CARATTERIZZAZIONE E DELLA CONNOTAZIONE PAESAGGISTICA ED AM- BIENTALE DEL PATRIMONIO NATURALISTICO E FO- RESTALE Tutela delle componenti peculiari geomorfologiche, vegetazionali e paesaggistiche che ne connotano l’assetto Programmazione per la riqualificazione e/o la rinaturalizzazione dei siti che presentano caratteri di de- grado Sostegno alle attività agro-forestali, prevedendo anche interventi per la diversificazione/integrazione delle stesse
i de- grado Sostegno alle attività agro-forestali, prevedendo anche interventi per la diversificazione/integrazione delle stesse Valorizzazione del patrimonio naturalistico, anche a fini turistici, mediante il ripristino e/o l’adeguamento dei sentieri e percorsi pedonali esistenti, la predisposizione di una idonea segnaletica, la localizzazione di nuovi percorsi di servizio, scientifici o didattici, la promozione di azioni di recupero e riuso per le co-
la localizzazione di nuovi percorsi di servizio, scientifici o didattici, la promozione di azioni di recupero e riuso per le co- struzioni dismesse o in via di dismissione da destinare a centri informazione, rifugi attrezzati, centri ser- vizi per l’escursionismo, centri di documentazione ambientale, etc. o, qualora compatibile con le esi- genze di salvaguardia, ad attrezzature turistiche, culturali e di archeologia dell’industrializzazione
SALVAGUARDIA DELLA CONNOTAZIONE PAESAG- GISTICA ED AMBIENTALE DELLA FASCIA COSTI
a compatibile con le esi- genze di salvaguardia, ad attrezzature turistiche, culturali e di archeologia dell’industrializzazione Tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio geologico (geositi), custode di valori scientifici, am- bientali, culturali e turistico-ricreativi, per favorire la conoscenza, la fruizione e l’utilizzo didattico dei luo- ghi di interesse geologico, delle grotte e dei paesaggi geologici SALVAGUARDIA DELLA CONNOTAZIONE PAESAG- GISTICA ED AMBIENTALE DELLA FASCIA COSTIERA
SALVAGUARDIA DELLA CONNOTAZIONE PAESAG- GISTICA ED AMBIENTALE DELLA FASCIA COSTI
ogico, delle grotte e dei paesaggi geologici SALVAGUARDIA DELLA CONNOTAZIONE PAESAG- GISTICA ED AMBIENTALE DELLA FASCIA COSTIERA Misure di salvaguardia del regime di apporti sedimentari di origine sia continentale che litoranea Preservazione fisica delle coste alte e delle falesie limitando la realizzazione di nuovi interventi invasivi, salvo quelli necessari per la messa in sicurezza, consolidamento, manutenzione e riqualificazione delle
ovi interventi invasivi, salvo quelli necessari per la messa in sicurezza, consolidamento, manutenzione e riqualificazione delle aree da realizzarsi mediante l’uso di tecniche e attrezzature a minimo impatto ambientale Misure di salvaguardia delle dinamiche morfoevolutive e delle condizioni di stabilità delle coltri superficiali Previsione di azioni finalizzate alla manutenzione, riqualificazione e protezione del patrimonio naturali-
e coltri superficiali Previsione di azioni finalizzate alla manutenzione, riqualificazione e protezione del patrimonio naturali- stico, paesaggistico ed ambientale, nonché degli elementi del paesaggio umano storicamente presenti Definizione di un sistema integrato di interventi per contrastare o mitigare il fenomeno dell’erosione co- stiera Recupero ambientale e paesaggistico dei siti degradati, destrutturati, o alterati dalla presenza di attività
erosione co- stiera Recupero ambientale e paesaggistico dei siti degradati, destrutturati, o alterati dalla presenza di attività ed insediamenti o manufatti inconciliabili con le esigenze di tutela, riqualificazione, valore storico ed iden- titario, prevedendo interventi per il ripristino dello stato originario dei luoghi ovvero interventi di restauro paesaggistico nonché di sviluppo economico identitario idonei a realizzare l’integrazione tra uomo e am-
interventi di restauro paesaggistico nonché di sviluppo economico identitario idonei a realizzare l’integrazione tra uomo e am- biente; in particolare, per le cave dismesse e/o degradate, il recupero, restauro del paesaggio e ricompo- sizione ambientale saranno attuati con interventi consistenti in ciglionamenti/terrazzamenti dei fronti di cava, riporto di terreno sciolto sui ripiani così realizzati ed adeguata piantumazione con specie arbustive
amenti dei fronti di cava, riporto di terreno sciolto sui ripiani così realizzati ed adeguata piantumazione con specie arbustive ed arboree, anche fruttifere, coerenti con la flora e con le coltivazioni agricole locali, riqualificandone i siti
SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO
Piano Urbanistico Comunale (PUC) Documento Preliminare RELAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 18 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO con la previsione di servizi e attrezzature per la città ed il territorio, la allocazione di funzioni sportive, ri- creative, turistiche, culturali, commerciali, o la conversione in impianti per l’impiego di risorse energetiche dolci PROGRAMMAZIONE DI AZIONI PER IL POTENZIA-
PROGRAMMAZIONE DI AZIONI PER IL POTENZIA- MENTO DEGLI INTERVENTI DI PREVENZIONE
, commerciali, o la conversione in impianti per l’impiego di risorse energetiche dolci PROGRAMMAZIONE DI AZIONI PER IL POTENZIA- MENTO DEGLI INTERVENTI DI PREVENZIONE E MITI- GAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO NATURALE ED ANTROPICO Azioni di intervento connesse a fenomeni franosi o di esondazione, nonché all’inquinamento dei corpi idrici, superficiali e sotterranei, e delle acque marine PROGRAMMAZIONE E ATTUAZIONE DI INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLO- GICO NELLE AREE DEVEGETATE E/O DISBOSCATE
PROGRAMMAZIONE E ATTUAZIONE DI INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL DISSESTO IDROGE
e PROGRAMMAZIONE E ATTUAZIONE DI INTERVENTI PER LA MITIGAZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLO- GICO NELLE AREE DEVEGETATE E/O DISBOSCATE Azioni di intervento (quali il consolidamento dei versanti, il rimboschimento, etc.) in zone ad elevato ri- schio idrogeologico PAESAGGIO AN- TROPIZZATO VALORIZZAZIONE DEI MOSAICI AGRICOLI ED AGROFORESTALI Salvaguardia della caratterizzazione morfologica, vegetazionale e percettiva dei siti
IONE DEI MOSAICI AGRICOLI ED AGROFORESTALI
IONE DEI MOSAICI AGRICOLI ED AGROFORESTALI Salvaguardia della caratterizzazione morfologica, vegetazionale e percettiva dei siti Salvaguardia e la promozione delle colture tipiche e tradizionali, quali limoneti, vigneti, etc., attraverso la promozione e il sostegno di azioni di adeguamento strutturale delle aziende agricole esistenti, di sistemi di qualità, di costante miglioramento degli standard produttivi e di offerta di servizi di supporto e promo- zione
i, di sistemi di qualità, di costante miglioramento degli standard produttivi e di offerta di servizi di supporto e promo- zione Integrazione e la diversificazione delle attività agricole con azioni di recupero e riuso delle costruzioni ru- rali dismesse o in via di dismissione da destinarsi ad offerta turistica integrativa e diversificata rispetto a quella già localizzata lungo il versante costiero promuovendo lavorazioni artigianali - quali produzioni
iversificata rispetto a quella già localizzata lungo il versante costiero promuovendo lavorazioni artigianali - quali produzioni agricole locali, allevamento, apicoltura ed attività zootecniche, piccoli laboratori caseari, accoglienza ru- rale - nonché di prodotti identitari Diffusione dell’agricoltura biologica quale presidio territoriale, fattore di contenimento dei carichi inqui- nanti ed elemento di valorizzazione dell’offerta agroalimentare
VALORIZZAZIONE DEGLI ASPETTI PAESAGGISTICI ED IDENTITARI DERIVANTI DALL'AZIONE D
residio territoriale, fattore di contenimento dei carichi inqui- nanti ed elemento di valorizzazione dell’offerta agroalimentare Promozione di programmi di adeguamento, manutenzione, risanamento conservativo e/o ripristino dei terrazzamenti agricoli mediante opere di sostegno delle terrazze coltivate, opere di VALORIZZAZIONE DEGLI ASPETTI PAESAGGISTICI ED IDENTITARI DERIVANTI DALL'AZIONE DI FAT- TORI NATURALI, UMANI E DALLE LORO INTERRELA- ZIONI CON AZIONI DI RECUPERO AMBIENTALE E
IDENTITARI DERIVANTI DALL'AZIONE DI FAT- TORI NATURALI, UMANI E DALLE LORO INTER
IDENTITARI DERIVANTI DALL'AZIONE DI FAT- TORI NATURALI, UMANI E DALLE LORO INTERRELA- ZIONI CON AZIONI DI RECUPERO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO NONCHÉ RIQUALIFICAZIONE E PROTEZIONE DEL FRONTE DI MARE NELLE AREE URBANIZZATE Recupero, risanamento, riqualificazione e restauro del territorio in presenza di interventi dell’uomo Recupero, adeguamento e riqualificazione dell’accessibilità e fruizione pubblica della costa e del mare,
di interventi dell’uomo Recupero, adeguamento e riqualificazione dell’accessibilità e fruizione pubblica della costa e del mare, prevedendo anche opere e infrastrutture per la difesa della costa da realizzarsi con tecniche a basso im- patto ambientale Recupero, adeguamento e riqualificazione paesistico-ambientale delle strutture esistenti purché rappre- sentative dell’identità territoriale Recupero, riqualificazione e adeguamento dell’accessibilità e dei percorsi
i purché rappre- sentative dell’identità territoriale Recupero, riqualificazione e adeguamento dell’accessibilità e dei percorsi Previsione delle necessarie sistemazioni idrogeologiche
SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO
Piano Urbanistico Comunale (PUC) Documento Preliminare RELAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 19 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO Adeguamento degli standard anche in considerazione dei flussi turistici e della crescita economica del territorio RECUPERO E VALORIZZAZIONE SOSTENIBILE DEI CENTRI STORICI E DEI NUCLEI ANTICHI ACCEN- TRATI, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE AREE INTERNE
E VALORIZZAZIONE SOSTENIBILE DEI CENTRI STORICI E DEI NUCLEI ANTICHI ACCEN-
E VALORIZZAZIONE SOSTENIBILE DEI CENTRI STORICI E DEI NUCLEI ANTICHI ACCEN- TRATI, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE AREE INTERNE Potenziamento della offerta turistica destagionalizzata, della produzione e commercializzazione di pro- dotti artigianali ed agricoli locali RECUPERO, ADEGUAMENTO E RIQUALIFICAZIONE PAESISTICO-AMBIENTALE DI ATTIVITÀ, IMPIANTI ED ATTREZZATURE FINALIZZATI ALLA PRODUZIONE E TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI E DELLE RI- SORSE LEGATE AL TERRITORIO
IVITÀ, IMPIANTI ED ATTREZZATURE FINALIZZATI ALLA PRODUZIONE E
IVITÀ, IMPIANTI ED ATTREZZATURE FINALIZZATI ALLA PRODUZIONE E TRASFORMAZIONE DEI PRODOTTI E DELLE RI- SORSE LEGATE AL TERRITORIO Valorizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati e coerenti, rispondenti a criteri di qualità e sostenibi- lità RIQUALIFICAZIONE DEI MANUFATTI E DEGLI INSE- DIAMENTI DI SCARSA QUALITÀ Ristrutturazione edilizia/urbanistica con l’attribuzione di nuovi valori architettonici, urbanistici e paesaggi-
SCARSA QUALITÀ
SCARSA QUALITÀ Ristrutturazione edilizia/urbanistica con l’attribuzione di nuovi valori architettonici, urbanistici e paesaggi- stici, nonché di nuove funzioni, lì dove possano contribuire al processo di riqualificazione anche me- diante il recupero di quelle quote di manufatti abusivi, regolarmente condonati, che risultino compatibili con le esigenze di tutela, di valorizzazione e di riqualificazione dei siti, prevedendo invece la demoli-
CONSERVAZIONE E POTENZIAMENTO DEI SERVIZI DI SCALA LOCALE E SOVRALOCALE, IN UNA
risultino compatibili con le esigenze di tutela, di valorizzazione e di riqualificazione dei siti, prevedendo invece la demoli- zione, e successiva ricomposizione, dei manufatti non recuperabili e/o inconciliabili con i valori paesaggi- stici dei siti. CONSERVAZIONE E POTENZIAMENTO DEI SERVIZI DI SCALA LOCALE E SOVRALOCALE, IN UNA LO- GICA DI RETE E COMPLEMENTARITÀ REALIZZAZIONE DI NUOVI, CALIBRATI, INSEDIA- MENTI NEI TERRITORI PIÙ INTERNI
VRALOCALE, IN UNA LO- GICA DI RETE E COMPLEMENTARITÀ REALIZZAZIONE DI NUOVI, CAL
VRALOCALE, IN UNA LO- GICA DI RETE E COMPLEMENTARITÀ REALIZZAZIONE DI NUOVI, CALIBRATI, INSEDIA- MENTI NEI TERRITORI PIÙ INTERNI Piccole quote residenziali che possano contribuire ai fabbisogni interni Calibrate funzioni ricettive e di servizio turistico di pregio Calibrate funzioni produttive comprensoriali per la localizzazione di attività artigianali e per la lavora- zione, la produzione e la vendita anche di prodotti tipici e/o locali, da dimensionare sulla base di docu- mentate analisi dei fabbisogni
produzione e la vendita anche di prodotti tipici e/o locali, da dimensionare sulla base di docu- mentate analisi dei fabbisogni Servizi pubblici e privati di rango locale e sovracomunale, al fine di introdurre relazioni di complementa- rità ed integrabilità con i centri costieri e, allo stesso tempo, migliorare la qualità della vita delle quote di popolazioni insediate nei territori marginali, con progetti concordati in scala sovracomunale
qualità della vita delle quote di popolazioni insediate nei territori marginali, con progetti concordati in scala sovracomunale Impianti per produzione di energia mediante l’impiego di fonti rinnovabili (solare, biomasse), da dimen- sionare e localizzare compatibilmente con le esigenze di tutela dei valori paesaggistici Promozione della realizzazione di sistemi di accessibilità ai siti pubblici e privati al fine di garantire il su- peramento delle barriere architettoniche, la sicurezza e le vie di fuga
SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO
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- 20 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SISTEMA OBIETTIVO GENERALE OBIETTIVO SPECIFICO CENTRALITA’ DI CAVA DEI TIRRENI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AMBIENTALE, STORICO-CULTURALE E RIQUALIFICAZIONE DEI VALORI INSEDIATIVI Tutela delle risorse naturalistiche esistenti lungo i versanti montani/collinari
URALE E RIQUALIFICAZIONE DEI VALORI INSEDIATIVI
URALE E RIQUALIFICAZIONE DEI VALORI INSEDIATIVI Tutela delle risorse naturalistiche esistenti lungo i versanti montani/collinari Potenziamento della centralità del comune di Cava de’ Tirreni, per il ruolo che svolge per la Costiera amalfitana di porta di accesso e polo funzionale per servizi di rango superiore, nonché quale cerniera strategica tra l’area metropolitana di Salerno e la “città dell’Agro” Ridefinizione dei parametri urbanistici e delle norme d’uso nelle aree vincolate, mediante la previsione
QUALIFICAZIONE
e la “città dell’Agro” Ridefinizione dei parametri urbanistici e delle norme d’uso nelle aree vincolate, mediante la previsione della modifica dei parametri imposti dal PUT e la proposizione di norme d’uso, anche per aree vincolate, maggiormente rispondenti alla situazione di fatto e agli indirizzi strategici dettati per lo sviluppo dell’area QUALIFICAZIONE DELL’OFFERTA TU- RISTICA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE TERRITORIALI ESISTENTI E POTENZIAMENTO DI UN SISTEMA D’ECCELLENZA DI RILIEVO INTERNAZIONALE
RISTICA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE TERRITORIALI ESISTENTI E POTENZIAMENTO DI U
RISTICA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE TERRITORIALI ESISTENTI E POTENZIAMENTO DI UN SISTEMA D’ECCELLENZA DI RILIEVO INTERNAZIONALE Riqualificazione e razionalizzazione della infrastrutturazione costiera per la mobilità e per i servizi turistici Articolazione dell’offerta turistica integrando la fruizione delle funzioni costiere con quella delle aree mon- tane, puntando alla valorizzazione delle colture tipiche.
grando la fruizione delle funzioni costiere con quella delle aree mon- tane, puntando alla valorizzazione delle colture tipiche. Riqualificazione delle preesistenti strutture turistico ricettive, con la creazione di pertinenze per i richiesti adeguamenti normativi o per servizi annessi, che mirino al miglioramento del servizio offerto Promozione di un’offerta integrativa e diversificata nelle aree interne
POTENZIAMENTO DEL SISTEMA DELLA MOBILITÀ INTERMODALITÀ TERRA-MARE ED EFFICIENTI
nnessi, che mirino al miglioramento del servizio offerto Promozione di un’offerta integrativa e diversificata nelle aree interne Qualificazione della rete di attività commerciali, artigianali e di servizi turistici, quale sistema integrato per il potenziamento dell’economia locale Riqualificazione, potenziamento ed adeguamento degli approdi costieri POTENZIAMENTO DEL SISTEMA DELLA MOBILITÀ INTERMODALITÀ TERRA-MARE ED EFFICIENTI SI- STEMI DI INTERSCAMBIO PER UNA SOSTENIBILE FRUIZIONE DEI SITI
L SISTEMA DELLA MOBILITÀ INTERMODALITÀ TERRA-MARE ED EFFICIENTI SI-
L SISTEMA DELLA MOBILITÀ INTERMODALITÀ TERRA-MARE ED EFFICIENTI SI- STEMI DI INTERSCAMBIO PER UNA SOSTENIBILE FRUIZIONE DEI SITI Potenziamento del sistema della mobilità su gomma Individuazione di un polo attrezzato nei comuni di Tramonti/Maiori in prossimità della S.P.2 Potenziamento del sistema della Circumsalernitana anche attraverso l’inserimento di 2 nuove stazioni metropolitane a Cava de’ Tirreni, in aggiunta alla stazione delle FF.SS. esistente
attraverso l’inserimento di 2 nuove stazioni metropolitane a Cava de’ Tirreni, in aggiunta alla stazione delle FF.SS. esistente Realizzazione di vettori meccanici di collegamento tra i centri costieri ed i nuclei interni Realizzazione di un terminal intermodale (ferro/gomma/vie del mare) a Vietri sul Mare Realizzazione di elisuperfici per il servizio di elisoccorso, protezione civile ed a scopi turistici di mobilità
Vietri sul Mare Realizzazione di elisuperfici per il servizio di elisoccorso, protezione civile ed a scopi turistici di mobilità Riorganizzazione delle “vie del mare” attraverso il potenziamento della rete dei porti e degli approdi Realizzazione delle azioni immateriali per il governo e la regolazione della domanda di accesso previste dal Piano di Riassetto della Mobilità Sostenibile in Costiera Amalfitana della Comunità Montana
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- 21 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- LA STRUMENTAZIONE URBANISTICA COMUNALE Nel presente capitolo viene analizzata la strumentazione urbanistica di livello comunale presente nel territorio comunale di Positano (Tav. 1.2 – Carta della Pianificazione Comunale vigente). 2.1. IL PIANO REGOLATORE GENERALE VIGENTE
ritorio comunale di Positano (Tav. 1.2 – Carta della Pianificazione Comunale vigente). 2.1. IL PIANO REGOLATORE GENERALE VIGENTE Il Piano Regolatore Generale (PRG) vigente nel Comune di Positano è stato adottato con deliberazione del Commissario ad acta n.1/P.R.G./99 del 04/02/1999 ed approvato con deliberazione della G.E. della Comu- nità Montana Penisola Amalfitana il 26/03/2003, munito dell’ammissione al visto di conformità reso con
ne della G.E. della Comu- nità Montana Penisola Amalfitana il 26/03/2003, munito dell’ammissione al visto di conformità reso con D.P.G.R. n.91 del 11/03/2004, e pubblicato sul B.U.R.C. n.34 del 19/07/2004 Il PRG recepisce le prescrizioni del PUT e le sei zone le articola successivamente in zone omogenee; di seguito si riporta una sintesi della zonizzazione: Zona territoriale 1a – Zone di tutela naturale. Comprende le maggiori emergenze tettoniche e morfo-
intesi della zonizzazione: Zona territoriale 1a – Zone di tutela naturale. Comprende le maggiori emergenze tettoniche e morfo- logiche e si presenta prevalentemente con roccia affiorante e talvolta a vegetazione spontanea. Inte- ressa il 90% del territorio di Positano con l’esclusione delle aree del centro urbano principale e dei nuclei di Montepertuso e Nocelle. Ricadono all’interno di tale zona le aree edificate poste lungo la
tro urbano principale e dei nuclei di Montepertuso e Nocelle. Ricadono all’interno di tale zona le aree edificate poste lungo la strada di collegamento con Montepertuso, e i nuclei edificati sorti lungo la costiera: Le Agavi verso Meta, Laurito e l’edificato sparso lungo la costiera, verso Praiano. Tra i principi essenziali del piano è stato fin dall’inizio evidenziato quello di riconoscere nel paesaggio di Positano la eccezionale simbiosi
essenziali del piano è stato fin dall’inizio evidenziato quello di riconoscere nel paesaggio di Positano la eccezionale simbiosi tra morfologia ed insediamenti. Questo carattere non trova nella zonizzazione del Put un sufficiente presupposto normativo adatto ad assicurare una tutela integrata, a causa della sommaria distinzione tra zona 1a e zona 2 e per la labile definizione del concetto di restauro del paesaggio contenuto nel
titolo IV della legge 35/1987. In particolare, per quanto riguarda i manufatti e
della sommaria distinzione tra zona 1a e zona 2 e per la labile definizione del concetto di restauro del paesaggio contenuto nel titolo IV della legge 35/1987. In particolare, per quanto riguarda i manufatti edilizi esistenti, gli unici interventi ammessi sono di manutenzione straordinaria e di restauro conservativo; sono previsti inter- venti finalizzati alla difesa del suolo e alla difesa idraulica, al ripristino e alla manutenzione dei percorsi
previsti inter- venti finalizzati alla difesa del suolo e alla difesa idraulica, al ripristino e alla manutenzione dei percorsi pedonali, per attività escursionistiche, ricreative, di osservazione e di studio e per l’accesso ai luoghi panoramici. Considerata l’ampiezza delle aree interessate, la presenza di nuclei abitati, in taluni casi consistenti come quello di Laurito, si è posta particolare attenzione alle utilizzazioni consentite e con-
itati, in taluni casi consistenti come quello di Laurito, si è posta particolare attenzione alle utilizzazioni consentite e con- siderate compatibili con le finalità di tutela prescritte dal Put. Zona territoriale 1b – Zone di tutela Silvo – Pastorale. Comprende la parte del territorio prevalente- mente a manto boscoso o a pascolo, le incisioni dei corsi d’acqua, alcune aree a colture pregiate di altissimo valore ambientale. Il territorio di Positano è interessato da questa zona per una piccolissima
e a colture pregiate di altissimo valore ambientale. Il territorio di Positano è interessato da questa zona per una piccolissima parte (0,5% del territorio comunale) sita nell’area al confine con il comune di Pimonte nei pressi del Monte S. Michele; essa è stata trasferita nel PRG come zona di tutela silvo-pastorale. Zona territoriale 2 - Tutela degli insediamenti antichi accentrati. Comprende gli insediamenti di inte-
utela silvo-pastorale. Zona territoriale 2 - Tutela degli insediamenti antichi accentrati. Comprende gli insediamenti di inte- resse storico, artistico ed ambientale, perimetrati e classificati secondo i criteri dettati dal Put; tale zona comprende il centro urbano principale (7,1% del territorio comunale). La possibilità consentita dal Put di articolare la zona territoriale 2 all’interno del PRG come zona A e come zona di rispetto ambientale
ilità consentita dal Put di articolare la zona territoriale 2 all’interno del PRG come zona A e come zona di rispetto ambientale è stata utilizzata per assicurare quella continuità di paesaggio, tra la zona 1a con più accentuati carat- teri di naturalità e le parti di territorio interne all’abitato che conservano gli stessi caratteri. Zone di rispetto ambientale, rappresentano le parti del territorio ancora allo stato naturale in con-
no gli stessi caratteri. Zone di rispetto ambientale, rappresentano le parti del territorio ancora allo stato naturale in con- nessione con la contigua zona 1a. In particolare, le aree sono localizzate su alcuni versanti medio bassi (al di sopra dei nuclei di Fornillo e di Liparlati), lungo le profonde incisioni dei fossi (nel fosso
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- 22 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo di Fornillo, nella valle dei Mulini, nel fosso di Liparlati), nelle aree in continuità con la fascia costiera (spiaggia di Fornillo, la spiaggia di Arienzo e La Porta) e parti intercluse nell’insediamento (sul versante che divide la contrada di Liparlati dall’area centrale). Per alcune aree a prevalente carat-
use nell’insediamento (sul versante che divide la contrada di Liparlati dall’area centrale). Per alcune aree a prevalente carat- tere naturale, ma in stretta connessione con l’abitato, si è preferito inserirle all’interno delle zone A. La progettazione esecutiva prevista per tale zona permetterà di agire contestualmente inte- grando negli interventi di trasformazione del tessuto edilizio gli aspetti ambientali. Nella zona di
agire contestualmente inte- grando negli interventi di trasformazione del tessuto edilizio gli aspetti ambientali. Nella zona di rispetto ambientale non è prevista la nuova edificazione, ma è concesso, qualora non si interferisca con le visuali prospettiche di osservazione degli insediamenti antichi di cui alla zona A, di realizzare interventi pubblici per la localizzazione di attrezzature di interesse comune e di impianti sportivi, il tutto nel rispetto delle caratteristiche ambientali.
calizzazione di attrezzature di interesse comune e di impianti sportivi, il tutto nel rispetto delle caratteristiche ambientali. Le zone A riguardano tutto il resto del territorio, per lo più edificato, all’interno della zona 2 del Put. Ogni intervento è subordinato alla redazione di piani particolareggiati (in tutto sette in tale zona); L’individuazione dei piani particolareggiati ha tenuto conto della stretta connessione degli aspetti
tutto sette in tale zona); L’individuazione dei piani particolareggiati ha tenuto conto della stretta connessione degli aspetti ambientali e morfologici, che sono di fatto la condizione strutturante sia del tessuto urbano che delle tipologie edilizie. I nuclei storici dell’insediamento sono ancora oggi riconoscibili, tra le pro- fonde incisioni naturali. L’evoluzione storica dell’abitato consente una prima distinzione delle unità
iconoscibili, tra le pro- fonde incisioni naturali. L’evoluzione storica dell’abitato consente una prima distinzione delle unità edilizie originarie, di quelle parzialmente trasformate e di quelle di recente edificazione, ed è la base del percorso conoscitivo che i piani particolareggiati dovranno completare. Fino all'approva- zione di questi è consentita in zona A solo la manutenzione ordinaria e il consolidamento statico.
completare. Fino all'approva- zione di questi è consentita in zona A solo la manutenzione ordinaria e il consolidamento statico. Potranno essere attuati esclusivamente “interventi pubblici diretti ai sensi delle leggi 167/62 e 865/71 o concessioni in regime convenzionato ai sensi della legge 10/77” (art.12). Zona territoriale 4 - Riqualificazione insediativa ed ambientale di 1° grado. Comprende le aree agricole
egge 10/77” (art.12). Zona territoriale 4 - Riqualificazione insediativa ed ambientale di 1° grado. Comprende le aree agricole e gli insediamenti (sparsi, per nuclei o accentrati) di interesse ambientale. Per il comune di Positano tale zona comprende il nucleo di Montepertuso (1,2% del territorio comunale). Il perimetro, oltre al nucleo originario di Montepertuso, comprende l’area occupata dello stadio fino alla strada per Nocelle.
. Il perimetro, oltre al nucleo originario di Montepertuso, comprende l’area occupata dello stadio fino alla strada per Nocelle. Sono escluse le aree edificate di via S. Croce e delle Selvetelle che ricadono nella zona territoriale 1a. Secondo quanto previsto dal PUT la zona 4 è stata suddivisa nelle zone A, C, D, E di PRG. Il PRG non individua zone B in quanto non sono presenti aree di “urbanizzazione recente da considerare
e zone A, C, D, E di PRG. Il PRG non individua zone B in quanto non sono presenti aree di “urbanizzazione recente da considerare sature ai fini residenziali” come indicato dal PUT. La carta dell’evoluzione storica del tessuto edilizio mostra le trasformazioni operate sull’edificato dell’impianto originario e le realizzazioni più recenti, per le quali sono necessari interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica; a tal fine il perimetro della
ni più recenti, per le quali sono necessari interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica; a tal fine il perimetro della zona C comprende anche parti già edificate le cui trasformazioni possono essere condotte unitaria- mente a quelle di nuova edificazione al fine di ottenere configurazioni parzialmente o totalmente di- verse da quelle attuali considerate insoddisfacenti. Per il nucleo di Montepertuso è prevista la reda-
ialmente o totalmente di- verse da quelle attuali considerate insoddisfacenti. Per il nucleo di Montepertuso è prevista la reda- zione di un unico piano particolareggiato che possa perseguire l’integrazione tra gli interventi indivi- duati nelle diverse zone. Le zone A individuano quella parte dell'insediamento in cui si riconoscono prevalenti i caratteri dell'impianto originario. L'edificato perimetrato comprende sia le realizzazioni precedenti al 1956,
cono prevalenti i caratteri dell'impianto originario. L'edificato perimetrato comprende sia le realizzazioni precedenti al 1956, anche parzialmente trasformate, sia quelle più recenti edificate comunque sul “sedime” dell'im- pianto storico. Il tessuto edilizio è in parte abbandonato: qui si registra, infatti, la maggiore incidenza di unità edilizie in pessime condizioni; gli interventi recenti sono improntati alla provvisorietà e rea-
la maggiore incidenza di unità edilizie in pessime condizioni; gli interventi recenti sono improntati alla provvisorietà e rea- lizzati spesso con materiali estranei al contesto. Il piano particolareggiato potrà articolare gli inter- venti differenziando le trasformazioni prescritte dal restauro conservativo alla demolizione delle parti incongrue.
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- 23 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Le zone C di espansione residenziale prevedono interventi di nuova edificazione con caratteristiche di consolidamento dell'insediamento piuttosto che di vera espansione. La presenza dell’edificato esistente, nel perimetro della zona, così come la contiguità con l’edificato della zona A, conferisce
La presenza dell’edificato esistente, nel perimetro della zona, così come la contiguità con l’edificato della zona A, conferisce infatti alle quattro aree individuate, anche se in modi e con significato diversi, il carattere di inter- venti di completamento e di riqualificazione dell’esistente. Due delle aree individuate, poste nei punti di accesso a Montepertuso venendo da Positano centro e da Nocelle, si relazionano con la strada carrabile e con i percorsi pedonali di impianto storico.
o venendo da Positano centro e da Nocelle, si relazionano con la strada carrabile e con i percorsi pedonali di impianto storico. La zona D/1 destinata a insediamenti produttivi artigianali o a piccoli laboratori è stata localizzata lungo la strada carrabile verso Nocelle. L'area, posta oltre la fascia verde di rispetto ambientale individuata lungo il fosso, è direttamente connessa con la zona agricola, e offre il vantaggio di
a verde di rispetto ambientale individuata lungo il fosso, è direttamente connessa con la zona agricola, e offre il vantaggio di essere sufficientemente distante dal nucleo abitato, per non arrecare disturbo, e nello stesso tempo strettamente connessa a esso da percorsi carrabili e pedonali. Le zone E, destinate all'attività agricola, sono state individuate nelle aree dove la coltivazione rap- presenta il carattere prevalente da mantenere e potenziare. In particolare per la zona a monte
le aree dove la coltivazione rap- presenta il carattere prevalente da mantenere e potenziare. In particolare per la zona a monte dell’abitato, la zona E individua le parti di territorio coperte a vigneto o a vigneto consociato con le colture ortive. Nella parte restante, le zone E individuano in prevalenza la copertura del suolo a oliveto o a oliveto consociato con colture ortive. Le zone E coincidono, in buona sostanza, con le
enza la copertura del suolo a oliveto o a oliveto consociato con colture ortive. Le zone E coincidono, in buona sostanza, con le parti residue dell’attività agricola che ha segnato e costruito nel tempo il territorio e il paesaggio di Positano, e che sono minacciate oggi dall’abbandono e soprattutto dall’attività edilizia abusiva. Anche qui la continuità dei caratteri con la contigua zona 1a ha suggerito di perseguire l’obiettivo
’attività edilizia abusiva. Anche qui la continuità dei caratteri con la contigua zona 1a ha suggerito di perseguire l’obiettivo della tutela della integrità fisica in modo coerente con il carattere della zona 1a, limitando a esempio le possibilità edificatorie in zona agricola. Le zone di rispetto, in cui si prescrive la inedificabilità assoluta, sia pubblica che privata, sono state individuate lungo l'area del fosso, oggi in parte coperto dall'edificio del campo sportivo. Si ricono-
a che privata, sono state individuate lungo l'area del fosso, oggi in parte coperto dall'edificio del campo sportivo. Si ricono- scono per quest'area qualità ambientali da tutelare e soprattutto una funzione di salvaguardia dal rischio idrogeologico. Zona territoriale 7 - Razionalizzazione insediativa e tutela delle risorse agricole. La zona riguarda il nucleo abitato di Nocelle (0,65% del territorio comunale). E’ prevista una complessiva razionalizza-
ricole. La zona riguarda il nucleo abitato di Nocelle (0,65% del territorio comunale). E’ prevista una complessiva razionalizza- zione degli insediamenti, tutelando nella misura massima possibile le attuali destinazioni agricole delle aree inedificate. Qui la superficie edificata è di poco superiore ad un ettaro e sono presenti ampie aree agricole all’interno dell’insediamento; Ciò caratterizza l’impianto sia dimensionalmente che tipologica-
ono presenti ampie aree agricole all’interno dell’insediamento; Ciò caratterizza l’impianto sia dimensionalmente che tipologica- mente e lo integra allo scenario ambientale. La zona 7 è stata articolata nel PRG come la zona 4 del Put, e la mancata individuazione di porzioni di zona B segue le medesime ragioni esposte per la zona 4. Anche per il nucleo di Nocelle si prevede la redazione di un unico piano particolareggiato.
esime ragioni esposte per la zona 4. Anche per il nucleo di Nocelle si prevede la redazione di un unico piano particolareggiato. Le zone A individuano quella parte dell'insediamento in cui si riconoscono i caratteri dell'impianto originario. L'edificato così perimetrato comprende sia quello realizzato entro il 1956, anche parzial- mente trasformato, sia le realizzazioni più recenti edificate comunque sul “sedime” dell'impianto
entro il 1956, anche parzial- mente trasformato, sia le realizzazioni più recenti edificate comunque sul “sedime” dell'impianto storico. Il piano particolareggiato consentirà il recupero del patrimonio edilizio esistente distin- guendo tra gli edifici originari da recuperare e restaurare, anche prevedendo opportuni adegua- menti funzionali, e gli edifici di recente costruzione che, se legittimi, devono essere adeguati nei materiali e nelle strutture alle caratteristiche del luogo.
di recente costruzione che, se legittimi, devono essere adeguati nei materiali e nelle strutture alle caratteristiche del luogo. Le zone C di espansione residenziale comprendono due aree di nuova edificazione. Anche qui, come per Montepertuso, le aree di nuova espansione assumono carattere di completamento e di riqualificazione.
Piano Urbanistico Comunale (PUC) Documento Preliminare RELAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 24 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Le zone E destinate all'attività agricola sono state individuate in ampie aree in continuità con la zona 1a. La copertura principale del suolo agricolo è rappresentata dai vigneti anche consociati con le colture ortive (nella parte a nord e a sud dell’abitato), e da seminativo arborato (nella zona
i vigneti anche consociati con le colture ortive (nella parte a nord e a sud dell’abitato), e da seminativo arborato (nella zona alle spalle della chiesa) e da oliveto anche consociato con colture ortive nelle parti più esterne dell’abitato. Il carattere agricolo prevalente dell’area, da mantenere e potenziare, e il recupero del patrimonio edilizio esistente devono relazionarsi con la fruizione turistica a carattere naturalistico
nziare, e il recupero del patrimonio edilizio esistente devono relazionarsi con la fruizione turistica a carattere naturalistico dell’area stessa. A questo scopo si sono previste aree di sosta nei punti più significativi e aree a verde attrezzato in prossimità dell’abitato quali attestamenti dei percorsi pedonali e dei sentieri naturalistici. Le zone di rispetto, in cui si prescrive la inedificabilità assoluta, sia pubblica che privata, sono state
ieri naturalistici. Le zone di rispetto, in cui si prescrive la inedificabilità assoluta, sia pubblica che privata, sono state individuate lungo l'area che affaccia sul vallone Porto. Vi si riconoscono qualità ambientali da tute- lare dovute alla particolare orografia del sito che si affaccia quasi a strapiombo sul vallone Porto e anche alla presenza di bosco misto. Zona territoriale 8 – Parchi territoriali. Comprende aree generalmente in emergenza o di altopiano che
resenza di bosco misto. Zona territoriale 8 – Parchi territoriali. Comprende aree generalmente in emergenza o di altopiano che dovrebbero costituire un sistema articolato di parchi per soddisfare il relativo standard a livello territo- riale. Per il comune di Positano l’area interessata riguarda solo una piccola porzione di territorio (0,55 % del territorio comunale) situata al confine con il comune di Vico Equense, nei pressi della località di
ne di territorio (0,55 % del territorio comunale) situata al confine con il comune di Vico Equense, nei pressi della località di Croce della Conocchia. Tale area è stata trasferita nel PRG come “Parco territoriale”. La normativa di PRG impedisce l’edificazione in qualsiasi forma, sia pubblica che privata e le modificazioni del suolo di qualsiasi genere, mentre consente il più ampio uso pubblico, che dovrà essere regolamentato al
ZONA PUT ZTO SUPERFICIE (MQ) 1A TUTELA NATURALE 7.572.823,57 1B TUTELA SILVO-PAS
a e le modificazioni del suolo di qualsiasi genere, mentre consente il più ampio uso pubblico, che dovrà essere regolamentato al fine di salvaguardare l’integrità dell’ambiente naturale e il permanere delle attività agricole. E’ deman- dato alla regione il compito di fissare le modalità dell’uso pubblico delle aree. La tabella seguente riporta le Zone Territoriali Omogenee che strutturano il PRG vigente: ZONA PUT ZTO SUPERFICIE (MQ) 1A TUTELA NATURALE 7.572.823,57 1B TUTELA SILVO-PASTORALE 32.010,10 2
ZONA PUT ZTO SUPERFICIE (MQ) 1A TUTELA NATURALE 7.572.823,57 1B TUTELA SILVO-PAS
e strutturano il PRG vigente: ZONA PUT ZTO SUPERFICIE (MQ) 1A TUTELA NATURALE 7.572.823,57 1B TUTELA SILVO-PASTORALE 32.010,10 2 A 366.374,25 F 65.935,31 RISPETTO AMBIENTALE 192.452,46 4 A 35.975,61 C 9.733,20 D1 2.614,61 E 38.193,41 F 20.363,38 RISPETTO 5.196,89 7 A 21.125,20 C 5.718,20 E 18.263,52 F 3.575,53 RISPETTO 9.069,51 8 PARCO TERRITORIALE 24.929,60 Le ZTO (esclusa la “Tutela Naturale”) hanno la seguente distribuzione sul territorio comunale:
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- 25 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo 2.2. I PIANI ATTUATIVI E SETTORIALI Sul territorio Comunale di Positano gli strumenti attuativi e settoriali approvati sono: Programma Integrato di Riqualificazione Urbanistica, Edilizia ed Ambientale (approvato con D.G.C. n.96/2010); Piano Urbanistico Attuativo n. 5 BIS “Spiaggia Grande – Villa Marittima” (approvato con D.G.C.
pprovato con D.G.C. n.96/2010); Piano Urbanistico Attuativo n. 5 BIS “Spiaggia Grande – Villa Marittima” (approvato con D.G.C. n.13/2013); Piano Urbano Parcheggi; Piano di Zonizzazione Acustica; Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile. 2.2.1. PROGRAMMA INTEGRATO DI RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA, EDILIZIA ED AMBIENTALE L’ambito di intervento del Programma Integrato è quello previsto dal PRG vigente del Comune di Positano
, EDILIZIA ED AMBIENTALE L’ambito di intervento del Programma Integrato è quello previsto dal PRG vigente del Comune di Positano come PUE n.1 “Fornillo” e PUE n. 2 “Punta Reginella”; gli ambiti individuati comprendono quelle porzioni urbane, appositamente perimetrate, composte da volumi edificati, spazi liberi, manufatti di interesse storico- culturale e viabilità interna, caratterizzate da una formazione di origine antica, ricadenti nella Zona Territoriale
se storico- culturale e viabilità interna, caratterizzate da una formazione di origine antica, ricadenti nella Zona Territoriale 2 del PUT ed individuati dal PRG come Zona “A” o Zona di “Rispetto Ambientale”. Il Programma si pone come obiettivo la riqualificazione e la rivitalizzazione degli ambiti Fornillo e Punta Re- ginella, e, quindi, definisce gli indirizzi ai quali devono essere improntati i progetti e gli interventi al fine di:
Punta Re- ginella, e, quindi, definisce gli indirizzi ai quali devono essere improntati i progetti e gli interventi al fine di: a) Promuovere la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale, attraverso la salvaguardia della presenza antropica, in quanto presupposto per la conservazione dell’identità sto- rico-culturale dei centri stessi; b) Perseguire la riqualificazione e il recupero strutturale, ambientale e conservativo, nonché l’adegua-
ZONE DI TUTELA SILVO-PASTORALE ZONA PARCO TERRITORIALE ZONA DI RISPETTO AMBIENTA
rale dei centri stessi; b) Perseguire la riqualificazione e il recupero strutturale, ambientale e conservativo, nonché l’adegua- mento degli standard di qualità abitativa dei centri storici, anche attraverso un complesso integrato e organico di interventi riguardanti le funzioni e i servizi urbani; 3% 3% 21% 2% 47% 2% 0% 6% 16% ZONE DI TUTELA SILVO-PASTORALE ZONA PARCO TERRITORIALE ZONA DI RISPETTO AMBIENTALE ZONA DI RISPETTO ZONE A ZONE C ZONE D1 ZONE E ZONE F
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- 26 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo c) Utilizzare forme e procedure di attuazione e gestione diretta dei programmi di recupero, attraverso l’intervento pubblico e privato, nel rispetto della normativa vigente in materia. Il Programma Integrato detta delle linee di indirizzo progettuali per il sistema dell’edificato, il sistema degli
te in materia. Il Programma Integrato detta delle linee di indirizzo progettuali per il sistema dell’edificato, il sistema degli spazi pubblici, il sistema dell’accessibilità ed il sistema dei trasporti. Da un’attenta analisi dell’edificato presente negli ambiti di intervento, il Programma individua e definisce, per ognuna delle singole unità minime di intervento, gli interventi specifici da applicarsi per riqualificare/ripristi-
finisce, per ognuna delle singole unità minime di intervento, gli interventi specifici da applicarsi per riqualificare/ripristi- nare gli originari caratteri tipologici e decorativi degli edifici, compatibilmente con quanto prescritto nelle Norme del vigente PRG, in quelle del PUT e delle altre leggi, nazionali e regionali, del settore. Per ciò che riguarda il sistema degli spazi pubblici, il Programma prende atto di alcune iniziative già in corso,
, del settore. Per ciò che riguarda il sistema degli spazi pubblici, il Programma prende atto di alcune iniziative già in corso, e fornisce una serie di indicazioni di carattere generale (riportate nel Manuale delle Tecniche di Intervento e dei Materiali), nonché, una serie di indicazioni puntuali (riportate nelle specifiche schede elaborate per alcuni spazi significativi); l’obiettivo è stato quello di recuperare quanto più possibile spazi alla percorribilità pedo-
e per alcuni spazi significativi); l’obiettivo è stato quello di recuperare quanto più possibile spazi alla percorribilità pedo- nale (riducendo la sezione della strada carrabile interna al tessuto urbano), restituendole sia il ruolo di ele- mento connettivo nel sistema dei percorsi (insieme al resto delle gradonate e percorsi pedonali), sia quello di luogo dal quale poter ammirare il paesaggio senza doversi districare tra le macchine in sosta ai lati della strada.
ia quello di luogo dal quale poter ammirare il paesaggio senza doversi districare tra le macchine in sosta ai lati della strada. Per quanto riguarda il sistema dell’accessibilità il Programma conferma i parcheggi previsti nel PRG presenti nel suo perimetro, e precisamente: P1 – Fornillo, parcheggio pluripiano automatizzato per 200 posti auto, di cui 50 pertinenziali; P2 – Corvo, parcheggio interrato pluripiano automatizzato per 162 posti auto, di cui 50 pertinenziali;
i cui 50 pertinenziali; P2 – Corvo, parcheggio interrato pluripiano automatizzato per 162 posti auto, di cui 50 pertinenziali; P3 – Chiesa Nuova, parcheggio in roccia pluripiano automatizzato per 250 posti auto di cui 50 perti- nenziali. Oltre questi parcheggi se ne prevedono altri ai margini del tessuto edificato, esterni agli ambiti oggetto del presente Programma; alcuni di tali parcheggi, inoltre, sono direttamente connessi ad un sistema di collega-
i ambiti oggetto del presente Programma; alcuni di tali parcheggi, inoltre, sono direttamente connessi ad un sistema di collega- menti meccanizzati, nonché ad un nuovo sistema di trasporto pubblico, basato su pulmini elettrici, che serve l’intero abitato. L’idea è quella di istituire una linea circolare nel percorso via Pasitea, via Colombo, via Mar- coni con una frequenza di circa dieci minuti, in grado di supportare le esigenze di mobilità e di accessibilità
olombo, via Mar- coni con una frequenza di circa dieci minuti, in grado di supportare le esigenze di mobilità e di accessibilità dei residenti e di tutti i soggetti in arrivo-partenza. Coerentemente con quanto già previsto dal PRG, il Programma Integrato ha ulteriormente sviluppato una ipotesi di trasporto pubblico ecocompatibile utilizzando mezzi pubblici alimentati ad energia elettrica, prove- niente quest’ultima non da fonti tradizionali (rete di distribuzione), ma da impianti fotovoltaici posizionati in
ttrica, prove- niente quest’ultima non da fonti tradizionali (rete di distribuzione), ma da impianti fotovoltaici posizionati in copertura di pensiline e ricoveri dei mezzi disposti presso i capolinea della linea urbana. 2.2.2. PIANO URBANISTICO ATTUATIVO N. 5 BIS “SPIAGGIA GRANDE – VILLA MARITTIMA” Il P.U.A. n° 5 bis “Spiaggia Grande – Villa Marittima” comprendente l’intera spiaggia (dal Fosso dei Mulini
E – VILLA MARITTIMA” Il P.U.A. n° 5 bis “Spiaggia Grande – Villa Marittima” comprendente l’intera spiaggia (dal Fosso dei Mulini alla località ‘Grotte dell’Incanto’) e la sua immediata prosecuzione verso l’alto (Via del Brigantino, Via Mulini, Piazza del Saracino, Via Rampa Teglia, Via Vito Savino, Piazza Flavio Gioia). Si tratta di un’area di notevole valore scenico e paesaggistico costituita dal versante costiero (sistema
Piazza Flavio Gioia). Si tratta di un’area di notevole valore scenico e paesaggistico costituita dal versante costiero (sistema mare/spiaggia/pareti e scarpate rocciose) su cui insiste parte del nucleo urbano di Positano. Tale sito sorge su un’area pianeggiante proprio alla foce della cosiddetta “Forra dei Mulini” una sorta di vallone naturale a
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- 27 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo ridosso del litorale. La compenetrazione di quelli che possiamo, quindi, definire due “sistemi” territoriali, uno insediativo, l’altro naturalistico ha determinato l’inclusione di tale area nella zona 2 del PUT che tutela gli insediamenti antichi accentrati ed in particolare quegli insediamenti di interesse storico/artistico ed ambien-
T che tutela gli insediamenti antichi accentrati ed in particolare quegli insediamenti di interesse storico/artistico ed ambien- tale. Il PRG ha provveduto a suddividere l’area in questione in due zone: la zona A (il centro storico) e la Zona di Rispetto Ambientale caratterizzata da quella parte di territorio ancora allo stato naturale ma in stretta connessione con il centro abitato: appartiene a tale zonizzazione la parte est della Spiaggia Grande.
ato naturale ma in stretta connessione con il centro abitato: appartiene a tale zonizzazione la parte est della Spiaggia Grande. L’area identificata come Spiaggia Grande/Villa Marittima rappresenta il nucleo propulsore, il centro dinamico della città in cui si concentrano tutte le principali attività socio/economiche e culturali: dal turismo al commer- cio, all’artigianato; dalle attività di balneazione al turismo nautico e diportistico, alle principali manifestazioni
al commer- cio, all’artigianato; dalle attività di balneazione al turismo nautico e diportistico, alle principali manifestazioni culturali. La sua particolare orografia ha fatto sì che si costituisse un sistema di percorsi fatto di gradinate e rampe che connette un tessuto di notevole valore storico/architettonico e che trova il suo fulcro nella Catte- drale e nel borgo compatto circostante. L’obiettivo strategico del PUA è il ripristino della completa integrazione tra il sistema insediativo ed il sistema
circostante. L’obiettivo strategico del PUA è il ripristino della completa integrazione tra il sistema insediativo ed il sistema naturalistico. Mentre il sistema insediativo ha conservato le sue connotazioni e le sue caratteristiche di insediamento di interesse storico artistico, anche se alterate dal tempo e da una manutenzione non sempre adeguata e con- dotta a buon fine, il sistema naturalistico è risultato fortemente degradato e compromesso dalla mancanza
sempre adeguata e con- dotta a buon fine, il sistema naturalistico è risultato fortemente degradato e compromesso dalla mancanza di una corretta pianificazione dello sviluppo dei servizi legati a quello che è il principale indotto dell’economia positanese e cioè quello turistico. Per tale motivo gli interventi proposti per l’area di intervento riguarderanno: Per il sistema insediativo azioni di generale riqualificazione che rafforzino la tutela e la conservazione
ento riguarderanno: Per il sistema insediativo azioni di generale riqualificazione che rafforzino la tutela e la conservazione dei valori di identità storico/culturale dell’insediamento al fine di migliorare il suo standard qualitativo. Per il sistema naturalistico azioni che possano avviare un modello di destagionalizzazione turistica e consolidare ulteriormente la posizione di Positano nei circuiti turistici di qualità nazionali ed internazio-
azione turistica e consolidare ulteriormente la posizione di Positano nei circuiti turistici di qualità nazionali ed internazio- nali ed al contempo di perseguire la tutela dell’integrità fisica e ambientale del territorio. L’integrazione tra sistema insediativo e naturalistico è affidata alla realizzazione ed al recupero di un sistema di spazi pubblici per esigenze funzionali e per valorizzare il patrimonio culturale, architettonico e ambientale di Positano. 2.2.3. PIANO URBANO PARCHEGGI
nze funzionali e per valorizzare il patrimonio culturale, architettonico e ambientale di Positano. 2.2.3. PIANO URBANO PARCHEGGI Il Programma Urbano dei Parcheggi (PUP) è stato introdotto dalla L. n. 122/1989 come strumento di pro- grammazione attuativa e finanziaria a complemento della pianificazione urbanistica, ma non ha il potere di costituire automaticamente variante degli strumenti urbanistici vigenti, che in caso di difformità devono es- sere oggetto di apposite preventive varianti.
variante degli strumenti urbanistici vigenti, che in caso di difformità devono es- sere oggetto di apposite preventive varianti. La strategia del PUP di Positano ha come finalità fermare le macchine lungo la strada statale e riservare l’accesso all’interno dell’abitato ai soli residenti. Una strategia che si sostanzia nell’immagine di una sorta di insularità di Positano. Per muovere in questa direzione il nuovo modello di accessibilità e di sosta che si
gine di una sorta di insularità di Positano. Per muovere in questa direzione il nuovo modello di accessibilità e di sosta che si propone opera alcune scelte di fondo che sono riassumibili in: Realizzazione di un sistema di parcheggi di relazione lungo la strada costiera in connessione con i percorsi pedonali, anche assistiti, di collegamento con le aree centrali; Riconversione dei parcheggi attualmente esistenti nell’area centrale per i soli residenti;
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- 28 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Riservare una quota della sosta offerta dal sistema dei parcheggi di relazione, per i parcheggi perti- nenziali dei nuclei abitati adiacenti. I principali interventi di qualità urbana, legati ad un diverso assetto della sosta, interessano le vie interne di
ti adiacenti. I principali interventi di qualità urbana, legati ad un diverso assetto della sosta, interessano le vie interne di Positano (Via Pasitea e Via Colombo) e la traversa urbana della S.S. 163 Amalfitana, denominata in ambito urbano Via Marconi, rispetto alle quali il Piano propone, attraverso l'eliminazione progressiva della sosta da realizzarsi in tempi medio-lunghi e a seguito dei nuovi interventi, il totale recupero, a uso quasi esclusiva- mente pedonale, della passeggiata.
mpi medio-lunghi e a seguito dei nuovi interventi, il totale recupero, a uso quasi esclusiva- mente pedonale, della passeggiata. Il PUP assume quali riferimenti metodologici complessivi, oltre a quanto indicato nel P.R.G., gli “Studi e Proposte per la Mobilità Sostenibile in Costiera Amalfitana”, attuando, di questi ultimi, soltanto gli interventi previsti dal P.R.G. coerenti con il P.U.T. Attualmente la dotazione di posti auto nel territorio comunale è pari a 1.269 posti auto in sede propria e 720
PARCHEGGIO PERTINENZIALE DI DESTINAZIONE TOTALE
nti con il P.U.T. Attualmente la dotazione di posti auto nel territorio comunale è pari a 1.269 posti auto in sede propria e 720 stalli ricavati nelle carreggiate delle strade interne al centro abitato, distinti come segue: PARCHEGGIO PERTINENZIALE DI DESTINAZIONE TOTALE Via Marconi (su strada) 230 230 460 Via Pasitea e Via Colombo (su strada) 78 182 260 Privati ad uso pubblico per: Alberghi Residenti Addetti Sosta oraria 385 200 0 0 0 0 70 95 385 200 70 95
TOTALE 1.412 577 1.989
ad uso pubblico per: Alberghi Residenti Addetti Sosta oraria 385 200 0 0 0 0 70 95 385 200 70 95 Privati ad uso privato 213 213 Parcheggi degli alberghi 306 306 TOTALE 1.412 577 1.989 Per il calcolo complessivo del fabbisogno di posti auto, si è tenuto conto di alcuni parametri tra di loro incro- ciati e verificati; in particolare si è tenuto conto de: La popolazione residente; Il numero di autovetture immatricolate presenti sul territorio comunale (fonte ACI);
uto conto de: La popolazione residente; Il numero di autovetture immatricolate presenti sul territorio comunale (fonte ACI); Le superfici destinate ad attrezzature turistico ricettive (fonte anagrafe edilizia aggiornata ad oggi) e quindi delle presenze turistiche (fonte ISTAT); Le presenze costituite da lavoratori che quotidianamente vengono a lavorare a Positano (fonte ISTAT). Utilizzando questi parametri si sono definiti i differenti fabbisogni che nel loro complesso hanno definito l’in-
DOMANDA SEZIONE DI CENSIMENTO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 12 19 21 22 TOTALE
(fonte ISTAT). Utilizzando questi parametri si sono definiti i differenti fabbisogni che nel loro complesso hanno definito l’in- tera domanda di sosta. In sintesi il fabbisogno di sosta viene determinato sommando i dati che derivano dall’analisi del: DOMANDA SEZIONE DI CENSIMENTO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 12 19 21 22 TOTALE Residenziale 184 190 187 173 77 120 250 45 49 14 34 157 178 - 1.657 Di destinazione 32 123 53 16 5 139 - - - 16 5 11 - - 401 Turistica 80 307 133 40 13 347 50 - - 40 13 27 - - 1.050
TOTALE 296 619 374 229 96 606 300 45 49 70 52 195 178 - 3.108
57 178 - 1.657 Di destinazione 32 123 53 16 5 139 - - - 16 5 11 - - 401 Turistica 80 307 133 40 13 347 50 - - 40 13 27 - - 1.050 TOTALE 296 619 374 229 96 606 300 45 49 70 52 195 178 - 3.108
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- 29 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo In totale, quindi, il numero di posti auto occorrenti per soddisfare la domanda complessiva di sosta ammonta ad un numero di 3.108 stalli; quindi detratti i 1.269 posti auto esistenti in sede propria, il totale di nuovi posti auto occorrenti per soddisfare la domanda risulta pari a 1.839 posti auto.
PARCHEGGIO TIPOLOGIA POSTI AUTO QUOTA PERTINENZIALE FATTIBILITÀ TECNICA CONVENIE
o esistenti in sede propria, il totale di nuovi posti auto occorrenti per soddisfare la domanda risulta pari a 1.839 posti auto. In base alle analisi sopradescritte si è proceduti al dimensionamento dei parcheggi: PARCHEGGIO TIPOLOGIA POSTI AUTO QUOTA PERTINENZIALE FATTIBILITÀ TECNICA CONVENIENZA ECONOMICA P1 - Fornillo Interrato pluripiano automatizzato 200 50 Media Alta P2 - Corvo Interrato pluripiano automatizzato 162 50 Media Alta P3 - Chiesa Nuova In roccia pluripiano automatizzato 250 50 Media Media
rvo Interrato pluripiano automatizzato 162 50 Media Alta P3 - Chiesa Nuova In roccia pluripiano automatizzato 250 50 Media Media P4 - Liparlati nord In roccia pluripiano automatizzato 280 50 Media Bassa P5 - Liparlati In roccia pluripiano automatizzato 200 50 Media Alta P6 - Cimitero In roccia pluripiano automatizzato 130 30 Alta Alta P7 - Area di sosta di Arienzo A raso tradizionale 23 Bassa Media P8 – Monsignor Cinque A raso tradizionale 29 29 Media Media P9 – Monsignor
TOTALE 1.517 414 2.2.4. PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA
i sosta di Arienzo A raso tradizionale 23 Bassa Media P8 – Monsignor Cinque A raso tradizionale 29 29 Media Media P9 – Monsignor Talamo A raso tradizionale 40 40 Media Media P10 – Via Co- lombo Seminterrato a raso 20 Alta Alta P11 – Monsignor Cinque Interrato pluripiano automatizzato 98 40 Media Media P12 - Area Hotel Margherita In roccia pluripiano automatizzato 85 25 Alta Alta TOTALE 1.517 414 2.2.4. PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA
TOTALE 1.517 414 2.2.4. PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA
Area Hotel Margherita In roccia pluripiano automatizzato 85 25 Alta Alta TOTALE 1.517 414 2.2.4. PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA Il piano di zonizzazione acustica è uno strumento finalizzato a controllare nel medio, breve e lungo periodo, il grado di rumorosità ambientale delle diverse zone comunali. La classificazione in zone acustiche del terri- torio prevede l’assegnazione di limiti massimi di accettabilità per il rumore alle diverse parti del territorio, in funzione della loro destinazione d’uso.
e di limiti massimi di accettabilità per il rumore alle diverse parti del territorio, in funzione della loro destinazione d’uso. L’obiettivo del piano è quello stabilire un quadro di riferimento per capire quali aree sono da salvaguardare, quali presentano livelli di rumore accettabili, quali sono inquinate, dove è permesso lo sviluppo di attività rumorose e dove è necessario preventivare interventi di risanamento ambientale.
CLASSI DI DESTINAZIONE
quinate, dove è permesso lo sviluppo di attività rumorose e dove è necessario preventivare interventi di risanamento ambientale. Pertanto il territorio comunale è stato suddiviso in VI classi indicati altrettante tipologie di zone acustiche: CLASSI DI DESTINAZIONE D’USO DEL TERRITORIO TEMPI DI RIFERIMENTO DIURNO (06:00 – 22:00) NOTTURNO (22:00 – 06:00) I – Aree Particolarmente Protette 45 35 II – Aree prevalentemente residenziali 50 40 III – Aree di tipo misto 55 45
CLASSI DI DESTINAZIONE
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- 30 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo CLASSI DI DESTINAZIONE D’USO DEL TERRITORIO TEMPI DI RIFERIMENTO DIURNO (06:00 – 22:00) NOTTURNO (22:00 – 06:00) IV – Aree di intensa attività umana 60 50 V – Aree prevalentemente industriali 65 55 VI – Aree esclusivamente industriali 65 65
IV – Aree di intensa attività umana 60 50 V – Aree prevalentemente industriali 65 55 VI – Aree esclusivamente industriali 65 65 Tutte le perimetrazioni sopra esposte dovranno essere oggetto di verifica ed adeguamento rispetto alle nuove disposizioni del PUC. 2.2.5. IL PIANO DI EMERGENZA COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE Il Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile (redatto con il metodo “Augustus”) contiene tutte le
LE DI PROTEZIONE CIVILE
LE DI PROTEZIONE CIVILE Il Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile (redatto con il metodo “Augustus”) contiene tutte le strutture e le risorse per la gestione dell’emergenza sul territorio comunale a prescindere dalla tipologia di rischio: Centro Operativo Comunale, Area di attesa, Area di accoglienza, cancelli, presidi medici, ecc., con i percorsi per raggiungerle dalle principali vie di comunicazione.
QUADRO AMBIENTALE
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- 31 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO AMBIENTALE
ONE DEL QUADRO CONOSCITIVO
ONE DEL QUADRO CONOSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 31 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO AMBIENTALE
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- 32 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- IL SISTEMA AMBIENTALE E PAESAGGISTICO Il territorio del Comune di Positano appartiene alla Costiera Amalfitana, un’area che si estende per 11.231 ettari tra il Golfo di Napoli e il Golfo
mune di Positano appartiene alla Costiera Amalfitana, un’area che si estende per 11.231 ettari tra il Golfo di Napoli e il Golfo di Salerno e comprende 16 Comuni della provincia di Salerno: Amalfi, Atrani, Cava de' Tirreni, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Raito, Ravello, Sant'Egidio del Monte Al- bino, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare. Prende il nome dalla città di Amalfi, nucleo centrale della Co- stiera non solo geograficamente, ma anche storicamente.
ul Mare. Prende il nome dalla città di Amalfi, nucleo centrale della Co- stiera non solo geograficamente, ma anche storicamente. Figura 3: Veduta della Costiera Amalfitana La Costiera Amalfitana è un ambiente unico, tutelato dall'Unesco in quanto perfetto esempio di paesaggio mediterraneo con eccezionali valori scenografici naturali e culturali risultanti dalla sua teatrale topografia e dall’evoluzione storica. Quello che oggi possiamo ammirare, quindi, è il ri-
ulturali risultanti dalla sua teatrale topografia e dall’evoluzione storica. Quello che oggi possiamo ammirare, quindi, è il ri- sultato di due componenti, quella naturale e quella storica, in un processo virtuoso che non ha alterato l’equilibrio dei numerosi elementi che compongono il territorio (vegetazione, acqua, fauna) ma ha creato un sistema in cui il paesaggio è frutto di trasforma- zioni continue finalizzate a conseguire un vantaggio (i contadini che nell’XI secolo hanno realizzato le ter-
utto di trasforma- zioni continue finalizzate a conseguire un vantaggio (i contadini che nell’XI secolo hanno realizzato le ter- razze lo facevano per ricavare terra coltivabile), ma sempre compatibili e sempre caratterizzate da uno sfruttamento intelligente delle risorse locali.. La Costiera Amalfitana offre in ogni stagione un par- ticolare spettacolo legato alla natura. Dalla fioritura primaverile degli alberi di limoni o dei primi pampini delle viti, al verde intenso del bosco ed al blu lucci-
. Dalla fioritura primaverile degli alberi di limoni o dei primi pampini delle viti, al verde intenso del bosco ed al blu lucci- cante del mare in estate, ai colori caldi dell’autunno con i castagneti carichi di frutti, al bianco delle onde del mare invernale o allo spettacolo della montagna e delle colline: ogni stagione ha un suo colore ma sempre affascinante e tale da incuriosire anche il viaggiatore più distratto.
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- 33 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo A completamento di questa offerta ci sono alcune oasi con elevati valori naturalistici: la Valle delle Ferriere tra Scala e Amalfi con la riserva naturale dove cresce la Woodwardia radicans, il Vallone Porto di Positano, dove la natura è influenzata dall’alto gradiente di umidità, la macchia mediterranea di Capodorso a Maiori, la
orto di Positano, dove la natura è influenzata dall’alto gradiente di umidità, la macchia mediterranea di Capodorso a Maiori, la commistione di natura e architettura nel Fiordo di Furore, il panorama sull’intera Costiera dal Sentiero degli Dei. “La Costiera amalfitana è un’importante area culturale in cui lo stile di vita si tramanda di generazione in generazione contribuendo a mantenere intatte le tradizioni. La ricchezza paesaggistica, frutto sia dell’inter-
di generazione in generazione contribuendo a mantenere intatte le tradizioni. La ricchezza paesaggistica, frutto sia dell’inter- vento dell’uomo sia della mano benevola della natura, la rende inoltre un luogo ricco di fascino e suggestione dove il mare e la montagna, passando attraverso gli ampi spazi aperti delle coltivazioni, si fondono in perfetta armonia”; con la seguente motivazione dal 1997 la Costiera Amalfitana è entrata a far parte dell’UNESCO.
si fondono in perfetta armonia”; con la seguente motivazione dal 1997 la Costiera Amalfitana è entrata a far parte dell’UNESCO. Il territorio comunale di Positano mostra lo stesso andamento morfologico dell’intera costiera amalfitana, con le cime più elevate che fanno da spartiacque con il versante Sorrentino e le pendici degradanti rapidamente verso il mare. Figura 4: Veduta di Positano Figura 5: Veduta di Positano dal mare
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- 34 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- LE RISORSE TERRITORIALI Le risorse (Tav. 2.1 – Carta delle Risorse) rappresentano tutti quei beni di natura ambientale, paesaggistica, storico – culturale che abbiano un “valore” riconosciuto sia dal punto di vista normativo che percettivo –
ntale, paesaggistica, storico – culturale che abbiano un “valore” riconosciuto sia dal punto di vista normativo che percettivo – identitario. L’accezione di risorsa è molto ampia: essa racchiude in sé il valore intrinseco del territorio e delle sue potenzialità di sviluppo. Di seguito vengono analizzate le risorse suddivise in risorse con valenza paesaggistica – naturalistica, e risorse con valenza culturale – archeologica. 4.1. LE RISORSE CON VALENZA PAESAGGISTICA – NATURALISTICA
stica – naturalistica, e risorse con valenza culturale – archeologica. 4.1. LE RISORSE CON VALENZA PAESAGGISTICA – NATURALISTICA L’intero territorio comunale di Positano è vincolato con D.M. del 21/09/1984 (Pubblicato sulla Gazzetta Uffi- ciale nr. 98 del 26/04/1985) è stato decretato di notevole interesse paesaggistico “perché, oltre a costituire con la sua spiaggia e le sue caratteristiche case variopinte che si affacciano digradanti sul mare, un quadro
oltre a costituire con la sua spiaggia e le sue caratteristiche case variopinte che si affacciano digradanti sul mare, un quadro panoramico di singolare bellezza, offre con le sue strade dei punti di vista dai quali si abbraccia la visione di tutta una ridente e festosa conca ricca di agrumeti e di giardini;”. Nel territorio di Positano spicca tra le emergenze naturalistiche il Parco Regionale dei Monti Lattari, che si
e di giardini;”. Nel territorio di Positano spicca tra le emergenze naturalistiche il Parco Regionale dei Monti Lattari, che si estende su una superficie di circa 16.000 ettari distribuiti tra i versanti della Penisola Sorrentino-Amalfitana e l’entroterra dell’Agro-Nocerino, e abbraccia 27 comuni. Il Comune di Positano è parzialmente compreso nel territorio del Parco. La struttura paesaggistico-ambientale che lo caratte- rizza è interessata da una parte dell’Appennino carbo-
rritorio del Parco. La struttura paesaggistico-ambientale che lo caratte- rizza è interessata da una parte dell’Appennino carbo- natico campano, sistema che segna il confine tra i golfi di Napoli e Salerno, su cui si affaccia la costiera sorren- tino-amalfitana, e dall’altra dagli ambienti carsici nei quali si alternano i terrazzamenti coltivabili dediti alla produzione dell’ulivo e degli agrumi. Queste coltivazioni hanno permesso di dare slancio all’economia agricola
abili dediti alla produzione dell’ulivo e degli agrumi. Queste coltivazioni hanno permesso di dare slancio all’economia agricola locale grazie al riconoscimento DOP per l’ “Olio Peni- sola Sorrentina” e l’IGP per il “Limone Costa di Amalfi” e per il “Limone di Sorrento”. Le specie vegetazionali presenti nel territorio del Parco variano dai tipici ceppi di macchia mediterranea alle specie rare o endemiche: da una parte macchia mediterranea, leccete, boschi misti (con acero, orniello,
acchia mediterranea alle specie rare o endemiche: da una parte macchia mediterranea, leccete, boschi misti (con acero, orniello, roverella, ontano napoletano, carpino) alternati a boschi cedui di castagno, e caratteristici nuclei relitti di betulla (Betula pendula); dall’altra crespolina napoletana (Santolina neapolitana), le felci degli ambienti caldo- umidi (Pteris cretica, Pteris vittata, Woodwardia radicans), la carnivora erba unta amalfitana (Pinguicola hir-
ambienti caldo- umidi (Pteris cretica, Pteris vittata, Woodwardia radicans), la carnivora erba unta amalfitana (Pinguicola hir- tiflora). La fauna comprende specie comuni ma anche esemplari delle specie ornitiche e la rarissima sala- mandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata). L'interesse naturalistico dell’area risiede non solo nella ricchezza della flora e della fauna, ma anche nella concentrazione nel suo territorio di specie di notevole valore biogeografico in quanto endemismi locali, pre-
na, ma anche nella concentrazione nel suo territorio di specie di notevole valore biogeografico in quanto endemismi locali, pre- senti cioè esclusivamente sulla dorsale dei Monti Lattari, o di specie endemiche della Campania oppure dell’Appennino meridionale, ma anche di specie molto rare, alcune delle quali a rischio di estinzione o in via di scomparsa. Ciò è riconducibile alle esposizioni favorevoli delle vallate rivolte a sud, alle elevate pluviome-
zione o in via di scomparsa. Ciò è riconducibile alle esposizioni favorevoli delle vallate rivolte a sud, alle elevate pluviome- trie non frequenti nei contesti mediterranei e alle condizioni di buona umidità nel fondo dei valloni. Questa eterogeneità permette di definire questo territorio come un’area – rifugio per numerosi frammenti di comunità.
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- 35 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo All’interno del territorio comunale ricadono poi le seguenti aree appartenenti alla Rete Natura 2000: Il SIC “Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano” (IT8030006), che presenta ripide scogliere (falesie) di natura calcarea con presenza di piccoli valloni, separati, incisi da torrenti che decorrono brevemente
de scogliere (falesie) di natura calcarea con presenza di piccoli valloni, separati, incisi da torrenti che decorrono brevemente dai Monti Lattari. Gli elementi di particolare qualità ed importanza sono la vegetazione rappresentata essenzialmente da boschi misti di caducifoglie e da boschi di leccio. Interessante è la vegetazione delle rupi costiere, nonché, l’avifauna migratoria e nidificante, e la chirotterofauna.
di leccio. Interessante è la vegetazione delle rupi costiere, nonché, l’avifauna migratoria e nidificante, e la chirotterofauna. Il SIC “Dorsale dei Monti Lattari” (IT8030008), che presenta rilievi di natura calcarea con ripidi versanti percorsi da brevi corsi d'acqua a regime torrentizio e presenza sparsa di coperture piroclastiche. Gli elementi di particolare qualità ed importanza sono la presenza di fasce di vegetazione in cui sono
coperture piroclastiche. Gli elementi di particolare qualità ed importanza sono la presenza di fasce di vegetazione in cui sono rappresentati i principali popolamenti vegetali dell'Appennino meridionale, la significativa presenza di piante endemiche ad arcale puntiforme, l’interessante avifauna migratoria e stanziale. Il SIC “Fondali marini di Punta Campanella e Capri” (IT 8030011), che coincide anche con la omonima
na migratoria e stanziale. Il SIC “Fondali marini di Punta Campanella e Capri” (IT 8030011), che coincide anche con la omonima ZPS, che presenta fondali carbonatici del Mar Tirreno in continuazione con la Penisola Sorrentina. Gli elementi di particolare qualità ed importanza sono le praterie di fanerogame marine, la presenza di Cnidari Gorgonacei (Corallium rubrum, etc.), i siti popolati da Lithophaga, la zona di migrazione per Larus Audouinii.
esenza di Cnidari Gorgonacei (Corallium rubrum, etc.), i siti popolati da Lithophaga, la zona di migrazione per Larus Audouinii. Il SIC “Valloni della Costiera Amalfitana” (IT8050051), che presenta piccole valli separate, incise da torrenti che decorrono brevemente lungo le pendici sud dei Monti Lattari. Gli elementi di particolare qualità sono la vegetazione (rappresentata essenzialmente da boschi misti di caducifoglie e di leccio),
elementi di particolare qualità sono la vegetazione (rappresentata essenzialmente da boschi misti di caducifoglie e di leccio), la prateria ad Ampelodesma, l’importante avifauna migratrice e nidificante. Il SIC “Isolotti Li Galli” (IT8050018), piccoli isolotti carbonatici prospicienti in versante meridionale della costa Amalfitana. Gli elementi di particolare qualità sono la vegetazione rappresentata in prevalenza
versante meridionale della costa Amalfitana. Gli elementi di particolare qualità sono la vegetazione rappresentata in prevalenza da macchia mediterranea e da steppe litoranee con nuclei di lecceta, l’avifauna nidificante (Falco pe- regrinus), la Lucertola endemica (Podarcis sicula gallensis). Prospiciente lo specchio di mare di Positano vi è l’area naturale marina protetta di “Punta Campanella” una riserva marina istituita con D.M. n. 46 del 12/12/1997 successivamente modificato con D.M. del 13/06/2000.
Punta Campanella” una riserva marina istituita con D.M. n. 46 del 12/12/1997 successivamente modificato con D.M. del 13/06/2000. È situata nelle province di Napoli e Salerno, in Campania, e si estende su una superficie in mare di oltre 1500 ettari, tra il comune di Massa Lubrense e il comune di Positano. La riserva protegge circa 40 km di costa ed il mare antistante. È classificata come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo. Figura 6: Isolotti Li Galli Figura 7: Punta Campanella
FOCE (O SBOCCO) LIMITI (ENTRO I QUALI SI RITIENE PUBBLICO IL CORSO D'ACQUA)
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- 36 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Altro elemento di valenza paesaggistica – naturalistica è rappresentato dai corsi d’acqua pubblici. Questi sono stati individuati tramite i Regi Decreti in cui sono inseriti. ELENCO N° DENOMINAZIONE (DA VALLE VERSO MONTE) FOCE (O SBOCCO) LIMITI (ENTRO I QUALI SI RITIENE PUBBLICO IL CORSO D'ACQUA) 1° Elenco R. D. 07/05/1899
NE (DA VALLE VERSO MONTE) FOCE (O SBOCCO) LIMITI (ENTRO I QUALI SI RITIENE
NE (DA VALLE VERSO MONTE) FOCE (O SBOCCO) LIMITI (ENTRO I QUALI SI RITIENE PUBBLICO IL CORSO D'ACQUA) 1° Elenco R. D. 07/05/1899 22 Vallone Candeloro Tirreno Dalla foce al suo ultimo opificio. 23 Vallone D'Arienzo Tirreno Dalla foce al suo ultimo opificio. 4.2. LE RISORSE CON VALENZA CULTURALE – ARCHEOLOGICA Sul territorio di Positano sono presenti due immobili sottoposti a vincolo ai sensi del D. Lgs. 42/2004. Essi sono: a) La Villa dei Fisici, vincolata con D.M. 04/10/1985,
ue immobili sottoposti a vincolo ai sensi del D. Lgs. 42/2004. Essi sono: a) La Villa dei Fisici, vincolata con D.M. 04/10/1985, è una residenza storica del XVIII sec. b) L’arcipelago “Li Galli” vincolato con D.S.R. n.271 del 27/02/2004. Situato a tre miglia di distanza dalla costa è un piccolo arcipelago, composto da tre isolotti; il Gallo lungo, la Rotonda e il Castelluccio, ritenuto, da sempre, mitica dimora delle ammalianti Sirene e divenute in questi ultimi tempi rifugio degli artisti
Castelluccio, ritenuto, da sempre, mitica dimora delle ammalianti Sirene e divenute in questi ultimi tempi rifugio degli artisti Massine e Nurejev. c) Il Mulino D'Arienzo, vincolato con D.D.R. n. 16 del 30/01/2007. Troviamo poi i seguenti beni culturali di interesse religioso: a) La Cattedrale Santa Maria Assunta, la cui sto- ria è legata a quella del monastero benedet- tino di Santa Maria, che secondo una tradi- zione non documentata sarebbe stato eretto in occasione dell'arrivo a Positano dell'icona
di Santa Maria, che secondo una tradi- zione non documentata sarebbe stato eretto in occasione dell'arrivo a Positano dell'icona bizantina della Madonna, ancor oggi venerata nella Chiesa. Più verosimilmente, invece l'ab- bazia fu fondata nella seconda metà del sec. X; il primo cenno documentale di essa lo ritro- viamo in un manoscritto della fine del sec. XI. La Chiesa così come oggi si presenta risale ai lavori compiuti tra il 1777 e il 1782.
in un manoscritto della fine del sec. XI. La Chiesa così come oggi si presenta risale ai lavori compiuti tra il 1777 e il 1782. L'interno è diviso in tre navate con cinque archi ai quali corrispondono, lungo le navate laterali, altrettante cappelle per ciascun lato. Procedendo dall'ingresso verso l'altare maggiore, si susseguono a destra le cappelle di San Biagio, Immacolata, Sant'Antonio e Sant'Anna; all'estremità destra vi è l'altare della Cir-
sseguono a destra le cappelle di San Biagio, Immacolata, Sant'Antonio e Sant'Anna; all'estremità destra vi è l'altare della Cir- concisione con un bel dipinto opera di Fabrizio Santafede datato 1599. A destra dell'altare maggiore vi è
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- 37 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo la cappella di Santo Stefano all'interno della quale è custodita la statua lignea settecentesca della Ma- donna con Bambino. Sopra l'altare maggiore si erge il tempietto con l'icona bizantina recentemente re- staurata; ai lati dell'abside vi è il coro in noce massiccia alle cui estremità due nicchie custodiscono l'Ad-
recentemente re- staurata; ai lati dell'abside vi è il coro in noce massiccia alle cui estremità due nicchie custodiscono l'Ad- dolorata ed un pregevole Cristo alla colonna opera di Michele Trillocco del 1798. A sinistra dell'altare maggiore c'è la cappella del SS. Sacramento quindi, all'estremità del transetto, l'altare della Madonna del Carmine con un bel dipinto proveniente dalla Certosa di Serra San Bruno in Calabria. Proseguendo verso
'altare della Madonna del Carmine con un bel dipinto proveniente dalla Certosa di Serra San Bruno in Calabria. Proseguendo verso l'uscita, lungo la navata sinistra si trovano le cappelle del Crocefisso, dell'Annunziata, di San Vito e di San Nicola di Bari. Uscendo sul sagrato, a pochi passi dalla Chiesa si erge il campanile, edificato nel 1707 per opera di uno sconosciuto frate cappuccino ricordato in un frammento di lapide che si trova attualmente
e, edificato nel 1707 per opera di uno sconosciuto frate cappuccino ricordato in un frammento di lapide che si trova attualmente murata sulla parete esterna della Chiesa lungo la via Vito Savino. b) La Chiesa nuova, nata dalla ricostruzione della cappella del XI secolo dedicata al S.S. Sacramento. Dopo i lavori di rifacimento, ef- fettuati nella seconda metà del ‘700, la chiesa fu ufficialmente dedicata alla Madonna delle Grazie e ribattezzata dal popolo Chiesa nuova, denominazione che tuttora conserva.
fu ufficialmente dedicata alla Madonna delle Grazie e ribattezzata dal popolo Chiesa nuova, denominazione che tuttora conserva. Con la sua pianta ellittica e copertura a ca- lotta, resta uno dei più interessanti e rilevanti monumenti del periodo “Barocco”. L’ingresso principale, posto lungo l’asse maggiore est- ovest, permette una immediata comprensione e leggibilità dello spazio architettonico. Si resta colpiti dal corredo pittorico, dalle splendide decorazione parietali e dalla luminosità dell’ambiente.
architettonico. Si resta colpiti dal corredo pittorico, dalle splendide decorazione parietali e dalla luminosità dell’ambiente. Le cappelle disposte radialmente lungo il perimetro, danno maggior risalto alla cappella dell’altare mag- giore, alla quale fanno da corona. Le cappelle, dedicate rispettivamente a S. Giuseppe, a S. Alfonso dei Liguori, a S. Michele, alla SS.ma Annunziata e a S. Pietro, sono coperte con volta a tutto sesto e arredate
pe, a S. Alfonso dei Liguori, a S. Michele, alla SS.ma Annunziata e a S. Pietro, sono coperte con volta a tutto sesto e arredate con altari in commesso marmoreo. Bellissime e preziosissime tele del ‘700 adornano le cappelle In due nicchie ricavate nei rinfianchi dell’altare maggiore, sono allogate le statue lignee della Madonna delle Grazie e del Redentore. Interessantissimo per la sua bellezza e leggiadria è l’originale e prezioso pavi-
ee della Madonna delle Grazie e del Redentore. Interessantissimo per la sua bellezza e leggiadria è l’originale e prezioso pavi- mento in maioliche (riggiole 20x20 decorate a mano) policrome che conclude lo spazio architettonico. c) La Chiesa di San Giovanni che si incontra scen- dendo per le strade che dalla Chiesa nuova con- ducono alla Spiaggia grande. Essa è costituita da un vano rettangolare, di limitate dimensioni, co- perto con volta a botte lunettata e con finestre sul
nde. Essa è costituita da un vano rettangolare, di limitate dimensioni, co- perto con volta a botte lunettata e con finestre sul solo lato esterno al quale è addossata la sacre- stia. Oltre agli stucchi decorativi, diversi da tutte le altre chiese di Positano, questa chiesa è inte- ressante per il pavimento, per il pregevole paliotto dell’altare e per un’urna cineraria romana murata in sacrestia. Il pavimento, in cotto campano parzialmente maiolicato, tecnica adottata dai maestri reggiolari vietresi, è
murata in sacrestia. Il pavimento, in cotto campano parzialmente maiolicato, tecnica adottata dai maestri reggiolari vietresi, è decorato con una rosa dei venti a ricordo del restauro eseguito, nella seconda metà del 700, da padroni
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- 38 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo marittimi e da marinai. Il paliotto dell’altare e l’altra fascia decorata posta al di sopra dell’altare, differiscono da tutti gli altri paliotti ed elementi decorativi delle chiese di Positano; quasi certamente sono elementi di spoglio di un’altra chiesa qui portati quando anche questa cappella venne ristrutturata.
tano; quasi certamente sono elementi di spoglio di un’altra chiesa qui portati quando anche questa cappella venne ristrutturata. d) La Chiesa di San Matteo, che si incontra scendendo dalla Chiesa Nuova, nei pressi di Via Monte. Di forma rettangolare con volta a botte lunettata, fu restaurata una prima volta nel 1797, come ricorda una lapide inse- rita nel leggiadro e pregevole pavimento a memoria dell’evento, ed una seconda volta nel 1897. Le pareti sono ornate con stucchi a rilievo e lesene. Al di sopra
avimento a memoria dell’evento, ed una seconda volta nel 1897. Le pareti sono ornate con stucchi a rilievo e lesene. Al di sopra della chiave degli archi vi sono angioletti di stucco ana- loghi a quelli posti in chiave degli archi della navata cen- trale della Chiesa dell’Assunta e della chiesa di Santa Margherita. Analoghi anche i capitelli pseudo-compositi delle lesene. Sul lato sinistro entrando è murata un’ac- quasantiera di porfido rosso. In questa chiesa, fino al
seudo-compositi delle lesene. Sul lato sinistro entrando è murata un’ac- quasantiera di porfido rosso. In questa chiesa, fino al secolo scorso, era conservata un’antica lastra di marmo, reperto forse della villa romana ed ora al Museo Nazionale di Napoli, raffigurante un uomo con una cesta di frutta circondato da suonatori di pive. e) La Chiesa del S.S. Rosario che sorge nella Piazzetta dei Mulini. Questa chiesa, l’unica che ha l’altare rivolto ad ovest e non ad est, è quanto resta dell’antico mona-
lla Piazzetta dei Mulini. Questa chiesa, l’unica che ha l’altare rivolto ad ovest e non ad est, è quanto resta dell’antico mona- stero che si estendeva tutt’intorno e al di sotto dell’at- tuale livello stradale. Era ricca d’opere d’arte, andate di- strutte o disperse. Alcune lapidi sepolcrali e, sul lato si- nistro dell’ingresso, un sarcofago romano con la rappre- sentazione del mito di Bacco sono le uniche, residue te- stimonianze del suo antico splendore. Le origini di que-
con la rappre- sentazione del mito di Bacco sono le uniche, residue te- stimonianze del suo antico splendore. Le origini di que- sta chiesa si perdono nei meandri della storia, si sa che nel 1614 venne donata ai frati benedettini che vi fonda- rono un monastero, soppresso nel 1652 da papa Cle- mente X per il limitato numero di frati e perché il crollo del costone di tufo su cui sorgeva aveva fatto rovinare anche l’ala sinistra, come evidenziano i resti di strutture
hé il crollo del costone di tufo su cui sorgeva aveva fatto rovinare anche l’ala sinistra, come evidenziano i resti di strutture murarie parzialmente sepolte, rendendolo insicuro. La chiesa, spogliata di gran parte dei suoi tesori, fu trasfor- mata in tribunale. In seguito, restituita al culto, divenne sede della congrega del SS. Rosario. E’ composta da un’unica navata rettangolare con volta a botte lunettata con finestre in alto. L’abside
congrega del SS. Rosario. E’ composta da un’unica navata rettangolare con volta a botte lunettata con finestre in alto. L’abside semicircolare è sormontata da un tamburo e da una cupola sulla quale si eleva una lanternina cieca in tufo. Ammirevole è il frontone principale e il portale laterale, entrambi in tufo pipernoide con decorazioni a rilievo. A destra dell’ingresso, un capitello composito ed altri elementi di spoglio del prospetto seicente-
e con decorazioni a rilievo. A destra dell’ingresso, un capitello composito ed altri elementi di spoglio del prospetto seicente- sco della chiesa Madre, fanno da base ad una croce nera posta a memoria di missioni di padri passionisti.
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- 39 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo f) La Chiesa di Santa Margherita che s’incontra lungo le rampe che conducono alla spiaggia di Fornillo. Costruita forse nel sec.XVI o sec. XVII venne restaurata nella seconda metà del ‘700. Essa è di forma quadrangolare ad una sola na- vata con due altari laterali e volta a botte lunet- tata; sull’ingresso vi è la cantoria con l’organo,
rangolare ad una sola na- vata con due altari laterali e volta a botte lunet- tata; sull’ingresso vi è la cantoria con l’organo, ora fuori uso, e sul lato sinistro la sacrestia. Al di sopra dell’altare maggiore in commesso marmo- reo, in una nicchia, è custodita la statua di santa Margherita. Tra le altre opere custodite in questo tempio vi sono una statuetta dell’arcangelo Raffaele e una dell’Ad- dolorata. Pregevole è il pavimento in cotto campano, parzialmente maiolicato, decorato con motivi floreali
ffaele e una dell’Ad- dolorata. Pregevole è il pavimento in cotto campano, parzialmente maiolicato, decorato con motivi floreali analoghi a quelli del pavimento maiolicato della Chiesa nuova che fanno desumere che i lavori siano stati eseguiti dagli stessi maestri decoratori g) Chiesa di Santa Caterina che si incontra percor- rendo viale Pasitea. La chiesa fu eretta da mer- canti marittimi che commerciavano con Alessan- dria d’Egitto, dove la santa era molto venerata.
tea. La chiesa fu eretta da mer- canti marittimi che commerciavano con Alessan- dria d’Egitto, dove la santa era molto venerata. Divenuta cadente, fu restaurata dalla famiglia Cinque e poi, negli anni trenta, dopo la costru- zione dell’attuale Viale Pasitea, fu ricostruita nell’attuale forma in stile neogotico a cura degli abitanti del rione. L’altare settecentesco in com- messo marmoreo è l’unico elemento superstite della vecchia cappella. h) La Chiesa di San Giacomo Apostolo nel rione Li-
in com- messo marmoreo è l’unico elemento superstite della vecchia cappella. h) La Chiesa di San Giacomo Apostolo nel rione Li- parlati, una delle più antiche di Positano. Fondata nel XII secolo, in onore di Santiago de Compo- stela (S. Giacomo del Campo di stelle) dalla fami- glia Parrata che aveva interessi commerciali con la Spagna, è il cuore intorno al quale ha preso forma e si è sviluppato l’antico borgo medievale. Alcune decorazioni a carattere religioso, rinve-
ore intorno al quale ha preso forma e si è sviluppato l’antico borgo medievale. Alcune decorazioni a carattere religioso, rinve- nute sulle mura di vecchie case parzialmente di- rute e prossime alla chiesa, fanno ritenere che vi fosse aggregato un cenobio di cui si è persa me- moria. Come la maggior parte delle chiese minori, è ad una sola navata con copertura a volta lunettata con quattro oblò, per poter meglio illuminare l’interno con i due altari. L’altare principale, in commesso mar-
volta lunettata con quattro oblò, per poter meglio illuminare l’interno con i due altari. L’altare principale, in commesso mar- moreo, ha, al di sopra, in una cornice, un quadro di S. Giacomo. Sul secondo altare in muratura, sulla destra, vi è un dipinto che rappresenta l’ultima cena. In una nicchia di fronte al secondo altare sono custodite le statue di rappresentanti delle varie etnie convertite al Cristianesimo. Sull’ingresso vi è la
l secondo altare sono custodite le statue di rappresentanti delle varie etnie convertite al Cristianesimo. Sull’ingresso vi è la cantoria accessibile dalla sacrestia. Fu la prima chiesa positanese ad essere restaurata, nel sec.XVIII, a
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- 40 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo cura di Giovanni Cimmini e dei suoi marinai, scampati ad un naufragio. All’esterno, ai lati dell’ingresso, sono murate due formelle in marmo con incise le figure degli apostoli S. Giacomo e S. Giovanni. L’ele- mento peculiare che caratterizza la chiesa e con essa l’intero rione, è il campanile con la caratteristica
e S. Giovanni. L’ele- mento peculiare che caratterizza la chiesa e con essa l’intero rione, è il campanile con la caratteristica cupoletta a cipolla rivestita con ambrogette colorate. i) La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, che sorge sul pianoro che domina l’abitato di Montepertuso. La sua semplice e sobria architettura esterna con l’abside e le cappelle laterali semicircolari riporta alla memoria analoghi esempi d’architettura reli- giosa rinascimentale. L’interno pseudo-barocco è
aterali semicircolari riporta alla memoria analoghi esempi d’architettura reli- giosa rinascimentale. L’interno pseudo-barocco è a tre navate, divise da tre archi, con transetto e abside ai lati del quale sono dipinti i Santi Pietro e Paolo. Sopra l’ingresso vi è la cantoria con l’or- gano. La copertura della navata principale è a volta a botte lunettata con otto luci. Nella parte superiore dell’abside vi è un’apertura circolare che, quando è illuminata dai raggi solari, dona
tata con otto luci. Nella parte superiore dell’abside vi è un’apertura circolare che, quando è illuminata dai raggi solari, dona a tutto l’ambiente un fascino particolarissimo. Sul lato destro, addossato alla chiesa, si eleva il campanile con la sua caratteristica cuspide ottagonale irregolare. Non è nota la data della sua fondazione, che deve essere stata di poco successiva a quella della Chiesa Madre di Positano. j) La Chiesa di Santa Croce che sorge nell’abitato
deve essere stata di poco successiva a quella della Chiesa Madre di Positano. j) La Chiesa di Santa Croce che sorge nell’abitato di Nocelle. Fu edificata nel 1834 da Giuseppe Ca- sola e dagli abitanti del borgo in sostituzione della più antica chiesetta, divenuta cappella del cimi- tero. E’ ad una sola navata con volta a botte ri- bassata e abside con un altare molto semplice al di sopra del quale vi è, custodito in una nicchia, un quadro del Seicento rappresentante la depo-
on un altare molto semplice al di sopra del quale vi è, custodito in una nicchia, un quadro del Seicento rappresentante la depo- sizione di Cristo o la Pietà. Anche qui la sacrestia, composta da due stanze, funge da mini museo d’arte religiosa ed etnografico. Il reperto più pre- zioso che vi è custodito, è un’urna cineraria di marmo bianco, murata in una parete e adibita, in passato, a lavacro. Le sue dimensioni sono ana- loghe alle altre due urne di Positano. k) La Cappella di San Pietro a Lau-
a, in passato, a lavacro. Le sue dimensioni sono ana- loghe alle altre due urne di Positano. k) La Cappella di San Pietro a Lau- rito, fu edificata da Filippo Ta- lamo nella parte alta dopo il crollo della precedente più pros- sima alla spiaggia, è a pianta ret- tangolare ad una sola navata con copertura a botte, è priva di particolari pregi architettonici.
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- 41 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo l) La Chiesa di Santa Lucia. m) La Chiesa dell'Oratorio. Per quel che riguarda le risorse di tipo archeologico, nel territorio comunale è presente la Villa Romana. Di questa villa, utilizzata, come le altre lungo la Costa, per la villeggiatura di ricchi romani, si hanno notizie a
lla Romana. Di questa villa, utilizzata, come le altre lungo la Costa, per la villeggiatura di ricchi romani, si hanno notizie a partire dal 1758, quando ad una profondità di 6,50 m furono rinvenuti, poco lontano dalla Collegiata, fortui- tamente degli ambienti. L’ispezione dei vani, effettuata poi anche nel 1931, portò alla scoperta di un peristilio di cui si indagarono tre lati, la cui lunghezza era di 32,00 m. Colonne di laterizi, coperte da stucchi, ornavano
un peristilio di cui si indagarono tre lati, la cui lunghezza era di 32,00 m. Colonne di laterizi, coperte da stucchi, ornavano questa struttura, a N della quale fu individuato dagli archeologi un ampio giardino. Recenti lavori, che hanno interessato la cripta della vicina Collegiata, hanno permesso di acqui- sire nuovi dati archeologici, in quanto sono stati scavati tratti di muri, pertinenti alla stessa strut- tura, rivestiti da un paramento in opera reticolata
, in quanto sono stati scavati tratti di muri, pertinenti alla stessa strut- tura, rivestiti da un paramento in opera reticolata e da un affresco riproducente un “ippocampo”. La storiografia locale ricorda che il rivestimento pa- vimentale marmoreo del presbiterio della Colle- giata e alcune colonne vendute alla Chiesa di S. Teresa a Napoli provenivano da questa struttura sepolta. Figura 8: Il peristilio della villa romana dopo lo sgrottamento nel banco tufa- ceo effettuato negli anni Venti
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- 42 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- IL SISTEMA VINCOLISTICO Nel presente Capitolo vengono analizzate le aree vincolate con limitazioni/inibizioni alla trasformazione del territorio (Tav. 2.2 – Carta dei Vincoli). Per vincoli vengono intesi tutti quegli elementi di natura fisica (torrenti,
ione del territorio (Tav. 2.2 – Carta dei Vincoli). Per vincoli vengono intesi tutti quegli elementi di natura fisica (torrenti, cimiteri, depuratori, ecc.) che generano una fascia di rispetto, finalizzata alla salvaguardia dell’elemento e degli effetti di rischio che esso può generare. Per la definizione del PUC si sono presi in considerazione i vincoli gravanti sul territorio comunale, aree critiche che determinano fonti di pericolosità evidenti o latenti per l’ambiente e per l’uomo. I vincoli considerati
unale, aree critiche che determinano fonti di pericolosità evidenti o latenti per l’ambiente e per l’uomo. I vincoli considerati sono: Vincoli di carattere idrogeologico in riferimento al PAI; Fascia di rispetto cimiteriale pari a 200 m (Regio Decreto n. 1265 del 1934 come modificato dall’art. 28 della L. 166 del 1/8/2002); Fascia di rispetto dai punti di captazione di acque potabili pari a 200 m (D. Lgs. 152/99).
rt. 28 della L. 166 del 1/8/2002); Fascia di rispetto dai punti di captazione di acque potabili pari a 200 m (D. Lgs. 152/99). Fascia di rispetto dai depuratori pari a 100 m (Secondo la Deliberazione 4 febbraio 1977 del Comitato dei Ministri per la Tutela delle acque dall’inquinamento, Allegato 4, “Norme tecniche generali per la regolamentazione dell’installazione e dell’esercizio degli impianti di fognatura e depurazione”).
Norme tecniche generali per la regolamentazione dell’installazione e dell’esercizio degli impianti di fognatura e depurazione”). Aree per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) connessi al funzionamento e all’esercizio degli elettrodotti (D.P.C.M. 8 Luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione
.M. 8 Luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti” e Decreto 29 maggio 2008 “Approvazione della metodologia di calcolo per la deter- minazione delle fasce di rispetto per gli elettrodotti”).
QUADRO ECONOMICO E DEL CAPITALE SOCIALE
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- 43 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO ECONOMICO E DEL CAPITALE SOCIALE
QUADRO ECONOMICO E DEL CAPITALE SOCIALE
TIVO Comune di Positano (SA)
- 43 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO ECONOMICO E DEL CAPITALE SOCIALE
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- 44 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- LE DINAMICHE SOCIO – DEMOGRAFICHE Nel presente capitolo, mediante i dati forniti dall’ISTAT, vengono analizzate i dati demografici del territorio
O – DEMOGRAFICHE
O – DEMOGRAFICHE Nel presente capitolo, mediante i dati forniti dall’ISTAT, vengono analizzate i dati demografici del territorio positanese, nonché i dati sul grado di istruzione e sulle abitazioni. 6.1. LA POPOLAZIONE RESIDENTE Per meglio comprendere le caratteristiche e la dinamica della dimensione socio-demografica occorre effet- tuare una comparazione dei dati comunali con quelli provinciali e regionali.
a della dimensione socio-demografica occorre effet- tuare una comparazione dei dati comunali con quelli provinciali e regionali. La popolazione complessiva in Campania al 31/12/2013 risulta essere pari a 5.769.750 abitanti3, mentre nel 2001 ammontava a 5.701.389 abitanti4, con una variazione positiva di circa l’1%, e rappresenta circa il 9,6% della popolazione italiana. La distribuzione della popolazione interessa in ordine decrescente i comuni della provincia di Napoli con
popolazione italiana. La distribuzione della popolazione interessa in ordine decrescente i comuni della provincia di Napoli con 3.055.339 abitanti (53%), Salerno con 1.093.453 abitanti (19%), Caserta con 908.784 abitanti (16%), Avellino con 428.523 abitanti (7%), Benevento con 283.651 abitanti (5%). Per quel che riguarda il territorio del Comune di Positano, al 31/12/2013 risultano 3.950 residenti (circa lo 0,4 % della popolazione a livello provinciale).
itorio del Comune di Positano, al 31/12/2013 risultano 3.950 residenti (circa lo 0,4 % della popolazione a livello provinciale). Analizzando la dinamica naturale è bene osservare che dal 2001 al 2013 l’andamento della popolazione è stato altalenante con un valore medio di 3.885 abitanti, ed un aumento rispetto al 2001 dell’1,8%; si registra una crescita costante solo negli ultimi tre anni, e questo grazie ad un saldo migratorio positivo.
l 2001 dell’1,8%; si registra una crescita costante solo negli ultimi tre anni, e questo grazie ad un saldo migratorio positivo. Negli ultimi anni tende a crescere sensibilmente la popolazione residente con età compresa tra i 45 e i 64 anni, a discapito soprattutto della fascia di età tra 15 e i 44 anni; l’indice di vecchiaia è abbastanza elevato, ed è quasi quadruplicato rispetto a quello registrato nel 1981.
tra 15 e i 44 anni; l’indice di vecchiaia è abbastanza elevato, ed è quasi quadruplicato rispetto a quello registrato nel 1981. L’analisi di lungo periodo sui nuclei familiari rivela che nel periodo compreso dal 2001 ad oggi, con l’aumento degli abitanti si è avuto anche un aumento delle famiglie (al 2013 sono 1.545) il cui nucleo è composto in media da 2,6 componenti. L’ultimo punto alla nostra attenzione riguarda la presenza di stranieri; nel periodo dal 2003 ad oggi la pre-
da 2,6 componenti. L’ultimo punto alla nostra attenzione riguarda la presenza di stranieri; nel periodo dal 2003 ad oggi la pre- senza di stranieri si è più che duplicata (+131%), con la maggioranza di stranieri presenti provenienti da paesi Europei (62%). Si riportano di seguito i risultati delle analisi condotte basate su fonte dati DEMO ISTAT (aggiornati al 31/12/2013) e dei Censimenti della Popolazione e delle Abitazioni dal 1981 al 2011. 3 Fonte dati DEMO ISTAT
ISTAT (aggiornati al 31/12/2013) e dei Censimenti della Popolazione e delle Abitazioni dal 1981 al 2011. 3 Fonte dati DEMO ISTAT 4 Fonte dati 14° Censimento ISTAT della Popolazione e delle Abitazioni.
POPOLAZIONE RESIDENTE
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- 45 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo POPOLAZIONE RESIDENTE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE: Residenti registrati all’anagrafe al 31 dicembre di ogni anno [Numero] VALORE DELL’INDICATORE: Residenti al 31/12/2013: 3.950 ANDAMENTO STORICO: 3 488 3 638 3 882 3 897 3 891 3 901 3 882 3 872 3 868 3 890 3 880 3 855 3 860 3 904 3 950 3 200 3 300 3 400 3 500 3 600 3 700 3 800 3 900 4 000
82 3 897 3 891 3 901 3 882 3 872 3 868 3 890 3 880 3 855 3 860 3 904 3 950 3 200 3 300 3 400 3 500 3 600 3 700 3 800 3 900 4 000 1981 1991 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
SALDO NATURALE
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- 46 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SALDO NATURALE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Differenza tra il numero di nati residenti e il numero di morti residenti [Numero] VALORE DELL’INDICATORE Saldo al 31/12/2013: -3 ANDAMENTO STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 SAL_NAT 27 11 14 -5 18 -12 7 6 -1 3 4 -3 -20 -10 0 10 20 30
STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 SAL_NAT 27 11 14 -5 18 -12 7 6 -1 3 4 -3 -20 -10 0 10 20 30
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- 47 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SALDO MIGRATORIO DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Differenza tra il numero di iscritti in anagrafe e il numero di cancellati dall’anagrafe di ogni anno [Numero] VALORE DELL’INDICATORE Saldo al 31/12/2013: +49
ANDAMENTO STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
critti in anagrafe e il numero di cancellati dall’anagrafe di ogni anno [Numero] VALORE DELL’INDICATORE Saldo al 31/12/2013: +49 ANDAMENTO STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 SAL_MIG -12 -17 -4 -14 -28 8 15 -16 -24 2 40 49 -40 -30 -20 -10 0 10 20 30 40 50 60
SALDO TOTALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE
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- 48 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SALDO TOTALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Differenza tra il numero dei residenti di ogni anno ed il numero dei residenti dell’anno precedente. Corri- sponde alla somma del saldo naturale e del saldo migratorio [Numero] VALORE DELL’INDICATORE Saldo al 31/12/2013: +46 ANDAMENTO STORICO:
ANDAMENTO STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
alla somma del saldo naturale e del saldo migratorio [Numero] VALORE DELL’INDICATORE Saldo al 31/12/2013: +46 ANDAMENTO STORICO: 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 SAL_TOT 15 -6 10 -19 -10 -4 22 -10 -25 5 44 46 -30 -20 -10 0 10 20 30 40 50
POPOLAZIONE RESIDENTE PER CLASSI DI ETÀ
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- 49 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo POPOLAZIONE RESIDENTE PER CLASSI DI ETÀ DESCRIZIONE DELL’INDICATORE: Residenti registrati all’anagrafe al 31 dicembre per classi di età [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 31/12/2013: ANDAMENTO STORICO: 400 300 200 100 100 200 300 400 MENO DI 5 5-9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 75 E PIÙ FEMMINE MASCHI 256 301 325
ICO: 400 300 200 100 100 200 300 400 MENO DI 5 5-9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54
ICO: 400 300 200 100 100 200 300 400 MENO DI 5 5-9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 75 E PIÙ FEMMINE MASCHI 256 301 325 586 530 468 403 277 239 103 256 200 245 631 607 490 437 371 235 166 213 243 237 468 602 609 494 453 336 227 168 191 215 462 476 583 570 484 395 314 167 174 225 458 469 582 631 490 398 356 0 100 200 300 400 500 600 700 MENO DI 5 5-9 10-14 15-24 25-34 35-44 45-54 55-64 65-74 75 E PIÙ 1981 1991 2001 2011 2013
INDICE DI VECCHIAIA
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- 50 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo INDICE DI VECCHIAIA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE: Rapporto tra popolazione anziana (65 anni e più) e popolazione in età giovanile (0-14 anni) al 31 dicembre di ogni anno [anziani/100 giovani] VALORE DELL’INDICATORE: Indice di vecchiaia al 31/12/2013: 133,22 ANDAMENTO STORICO: 38,78 57,20 81,24 131,81 133,22 0,00 20,00 40,00 60,00 80,00
ANDAMENTO STORICO: 38,78 57,20 81,24 131,81 133,22 0,00 20,00 40,00 60,00 80,00
ATORE: Indice di vecchiaia al 31/12/2013: 133,22 ANDAMENTO STORICO: 38,78 57,20 81,24 131,81 133,22 0,00 20,00 40,00 60,00 80,00 100,00 120,00 140,00 1981 1991 2001 2011 2013
FAMIGLIE PER NUMERO DI COMPONENTI
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- 51 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo FAMIGLIE PER NUMERO DI COMPONENTI DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Famiglie residenti classificate secondo il numero di componenti al 31 dicembre di ogni anno [Numero] VALORE DELL’INDICATORE Famiglie residenti al 31/12/2013: 1.545 Numero medio di componenti per famiglia al 31/12/2013: 2,56 ANDAMENTO STORICO 168 171 188 262 131 104
ANDAMENTO STORICO 168 171 188 262 131 104 236 236 245 280 127 64 393 296 275 319
denti al 31/12/2013: 1.545 Numero medio di componenti per famiglia al 31/12/2013: 2,56 ANDAMENTO STORICO 168 171 188 262 131 104 236 236 245 280 127 64 393 296 275 319 120 31 486 298 288 291 96 42 0 100 200 300 400 500 600 1 2 3 4 5 6 E PIÙ 1981 1991 2001 2011
STRANIERI RESIDENTI
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- 52 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo STRANIERI RESIDENTI DESCRIZIONE DELL’INDICATORE: Stranieri residenti al 31 dicembre di ogni anno [Numero] VALORE DELL’INDICATORE: Stranieri residenti al 31/12/2012: 146 ANDAMENTO STORICO: Paesi Europei 62% Africa 5% Asia 11% America 21% Oceania 1% 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Oceania 3 3 3 3 4 4 4 4 3 1
opei 62% Africa 5% Asia 11% America 21% Oceania 1% 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Oceania 3 3 3 3 4 4 4 4 3 1 America 19 21 21 21 22 24 27 33 27 30 Asia 3 2 2 3 9 11 10 13 13 16 Africa 0 3 2 1 4 6 8 7 7 8 Paesi Europei 38 38 46 46 52 60 58 64 76 91 0 20 40 60 80 100 120 140 160
COD. SCUOLA DENOMINAZIONE TIPOLOGIA SCUOLA INDIRIZZO STATALE
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- 53 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo 6.2. IL GRADO DI ISTRUZIONE Nel Comune di Positano sono presenti cinque istituti scolastici così suddivisi: COD. SCUOLA DENOMINAZIONE TIPOLOGIA SCUOLA INDIRIZZO STATALE SA1A19900L Scuola dell'infanzia “Luigi Rossiente” Scuola dell'infanzia Via Chiesa nuova 5 Paritaria SAAA873001 Istituto Comprensivo Posi-
L Scuola dell'infanzia “Luigi Rossiente” Scuola dell'infanzia Via Chiesa nuova 5 Paritaria SAAA873001 Istituto Comprensivo Posi- tano “L. Porzio” Scuola dell'infanzia Via Pasitea 308 Statale SAAA873012 Montepertuso Scuola dell'infanzia Via Gradoni Statale SAAA873034 Positano Capoluogo Scuola dell'infanzia Via Pasitea 37 Statale SAEE873017 Positano Capoluogo P.P. Scuola primaria Via Pasitea, 37 Statale SAEE873028 Montepertuso Scuola primaria Via Montepertuso Statale
Positano Capoluogo P.P. Scuola primaria Via Pasitea, 37 Statale SAEE873028 Montepertuso Scuola primaria Via Montepertuso Statale SAMM873016 Positano Scuola secondaria di I grado Via Pasitea 308 Statale Per quanto riguarda il livello di istruzione, dai dati del censimento ISTAT del 2011 risultano essere 41 le persone analfabete, e 3.288 le persone con un titolo di studio. Tra le persone con titolo di studio, per le quali si fa riferimento alle persone da 6 anni in su, l’8% è in possesso
di studio. Tra le persone con titolo di studio, per le quali si fa riferimento alle persone da 6 anni in su, l’8% è in possesso di una laurea, il 35% un diploma di scuola secondaria superiore, il 35% una licenza di scuola media, mentre, il 22% della popolazione è in possesso della sola licenza elementare. Si riportano di seguito i risultati delle analisi condotte basate sulla base dei dati dei Censimenti della Popo-
nza elementare. Si riportano di seguito i risultati delle analisi condotte basate sulla base dei dati dei Censimenti della Popo- lazione e delle Abitazioni dal 1981 al 2011, e i dati forniti dal Ministero dell’Istruzione.
POPOLAZIONE PER GRADO DI ISTRUZIONE
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- 54 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo POPOLAZIONE PER GRADO DI ISTRUZIONE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Popolazione residente con età superiore ai sei anni per grado di istruzione alla data del Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011 ANDAMENTO STORICO 11 333 629 540 138 30 391 510 607 140 0 200 400 600 800 1 000 1 200
ANDAMENTO STORICO 11 333 629 540 138 30 391 510 607 140 0 200 400 600 800 1 000
i. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011 ANDAMENTO STORICO 11 333 629 540 138 30 391 510 607 140 0 200 400 600 800 1 000 1 200 1 400 ANALFABETI LICENZA ELEMENTARE LICENZA MEDIA DIPLOMA LAUREA Maschi Femmine 66 1 174 816 352 7861 1 021 1 199 547 4733 877 1 142 944 242 0 200 400 600 800 1 000 1 200 1 400 ANALFABETI LICENZA ELEMENTARE LICENZA MEDIA DIPLOMA LAUREA 1981 1991 2001
SCUOLE PER TIPOLOGIA
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- 55 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SCUOLE PER TIPOLOGIA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Scuole presenti nel Comune al 31 dicembre suddivise per tipologia [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011 Scuole presenti al 31/12/2012 per tipologia: SCUOLE STATALE NON STATALE PRIVATA INFANZIA 2 1 ELEMENTARI 2 SECONDARIA DI I GRADO 1 ANDAMENTO STORICO INFANZIA_Stat INFANZIA_No
SCUOLE STATALE NON STATALE PRIVATA INFANZIA 2 1 ELEMENTARI 2 SECONDARIA DI I GRA
SCUOLE STATALE NON STATALE PRIVATA INFANZIA 2 1 ELEMENTARI 2 SECONDARIA DI I GRADO 1 ANDAMENTO STORICO INFANZIA_Stat INFANZIA_No Stat INFANZIA_Priv ELEMENTARI _Stat ELEMENTARI _No Stat ELEMENTARI _Priv MEDIE_Stat MEDIE_No Stat MEDIE_Priv 2005 2 0 1 2 0 0 1 0 0 2010 2 0 1 2 0 0 1 0 0 2011 2 0 1 2 0 0 1 0 0
CLASSI PER TIPOLOGIA DI SCUOLA
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- 56 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo CLASSI PER TIPOLOGIA DI SCUOLA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Classi presenti nel Comune al 31 dicembre suddivisi per tipologia di scuola [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011 Classi presenti al 31/12/2012 per tipologia di scuola: CLASSI STATALE NON STATALE PARITARIA INFANZIA 4 2 ELEMENTARI 12 SECONDARIA DI I GRADO 6 ANDAMENTO STORICO
CLASSI STATALE NON STATALE PARITARIA INFANZIA 4 2 ELEMENTARI 12 SECONDARIA DI I
r tipologia di scuola: CLASSI STATALE NON STATALE PARITARIA INFANZIA 4 2 ELEMENTARI 12 SECONDARIA DI I GRADO 6 ANDAMENTO STORICO INFANZIA_Stat INFANZIA_No Stat INFANZIA_Priv ELEMENTARI _Stat ELEMENTARI _No Stat ELEMENTARI _Priv MEDIE_Stat MEDIE_No Stat MEDIE_Priv 2005 4 0 2 14 0 0 6 0 0 2010 4 0 2 13 0 0 6 0 0 2011 4 0 2 12 0 0 6 0 0
ALUNNI PER TIPOLOGIA DI SCUOLA
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- 57 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo ALUNNI PER TIPOLOGIA DI SCUOLA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Alunni presenti nel Comune al 31 dicembre suddivisi per tipologia di scuola [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011 Alunni presenti al 31/12/2012 per tipologia di scuola: ALUNNI STATALE NON STATALE PARITARIA INFANZIA 66 55 ELEMENTARI 184 SECONDARIA DI I GRADO 119 ANDAMENTO STORICO
ALUNNI STATALE NON STATALE PARITARIA INFANZIA 66 55 ELEMENTARI 184 SECONDARIA DI
ologia di scuola: ALUNNI STATALE NON STATALE PARITARIA INFANZIA 66 55 ELEMENTARI 184 SECONDARIA DI I GRADO 119 ANDAMENTO STORICO INFANZIA_Stat INFANZIA_No Stat INFANZIA_Priv ELEMENTARI _Stat ELEMENTARI _No Stat ELEMENTARI _Priv MEDIE_Stat MEDIE_No Stat MEDIE_Priv 2005 89 0 46 231 0 0 131 0 0 2010 64 0 40 217 0 0 134 0 0 2011 60 0 38 197 0 0 129 0 0
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- 58 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo 6.3. LE ABITAZIONI Molto interessante è la lettura dei dati sulle abitazioni presenti nel territorio comunale. Al 2001 sono censite 1.826 abitazioni, di cui il 52% costruite prima del 1945. Figura 9: Abitazione per epoca di costruzione. Elaborazione personale su fonte dati “14° Censimento della Popolazione e delle abitazioni”
Abitazione per epoca di costruzione. Elaborazione personale su fonte dati “14° Censimento della Popolazione e delle abitazioni” Delle 1.415 abitazioni occupate al 2001 la maggioranza hanno 3 stanze, ed il 72% risultano essere abitazioni di proprietà. Per quanto riguarda la condizione generale di affollamento si evidenzia un indice di affollamento (rapporto fra il numero di abitanti delle case abitate e il numero di stanze abitabili disponibili) pari a 0,71.
di affollamento (rapporto fra il numero di abitanti delle case abitate e il numero di stanze abitabili disponibili) pari a 0,71. Al 2011 le abitazioni sono lievitate a 2.049, di cui 564 risultano essere non occupate; le abitazioni occupate hanno una superficie totale di 132.848 mq che significa circa 89 mq/abitazione, Si riportano di seguito i risultati delle analisi condotte basate sulla base dei dati dei Censimenti della Popo- lazione e delle Abitazioni dal 1981 al 2011. 35% 18% 14% 13% 12% 6%
ndotte basate sulla base dei dati dei Censimenti della Popo- lazione e delle Abitazioni dal 1981 al 2011. 35% 18% 14% 13% 12% 6% 2% Prima del 1919 1919-1945 1946-1961 1962-1971 1972-1981 1982-1991 Dopo 1991
ABITAZIONI PRESENTI
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- 59 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo ABITAZIONI PRESENTI DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Abitazioni presenti nel Comune alla data del Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: 2.049 ANDAMENTO STORICO 985 1 182 1 415 1 485 485 634 411 564 0 500 1 000 1 500 2 000 2 500 1981 1991 2001 2011
ICATORE AL 2011: 2.049 ANDAMENTO STORICO 985 1 182 1 415 1 485 485 634 411 564 0
ICATORE AL 2011: 2.049 ANDAMENTO STORICO 985 1 182 1 415 1 485 485 634 411 564 0 500 1 000 1 500 2 000 2 500 1981 1991 2001 2011 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate
SUPERFICIE DELLE ABITAZIONI OCCUPATE
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- 60 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo SUPERFICIE DELLE ABITAZIONI OCCUPATE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Superficie delle abitazioni occupate nel Comune alla data del Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni. [Mq] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: 132.848 mq ANDAMENTO STORICO 69 125 105 156 130 528 132 848 0 20 000 40 000 60 000 80 000 100 000 120 000 140 000
ANDAMENTO STORICO 69 125 105 156 130 528 132 848 0 20 000 40 000 60 000 80 000 1
ATORE AL 2011: 132.848 mq ANDAMENTO STORICO 69 125 105 156 130 528 132 848 0 20 000 40 000 60 000 80 000 100 000 120 000 140 000 1981 1991 2001 2011
ABITAZIONI OCCUPATE DA RESIDENTI PER NUMERO DI STANZE
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- 61 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo ABITAZIONI OCCUPATE DA RESIDENTI PER NUMERO DI STANZE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Abitazioni occupate suddivise per numero di stanze presenti nel Comune alla data del Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2001: 6.936 Stanze ANDAMENTO STORICO 31 222 408 397 204 153 0 50 100 150 200 250
ANDAMENTO STORICO 31 222 408 397 204 153 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450
Abitazioni. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2001: 6.936 Stanze ANDAMENTO STORICO 31 222 408 397 204 153 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450 1 STANZA 2 STANZE 3 STANZE 4 STANZE 5 STANZE 6 O PIÙ STANZE 1 stanza 2 stanze 3 stanze 4 stanze 5 stanze 6 o più stanze 1981 44 183 305 239 114 100 1991 31 144 322 355 184 146 2001 31 222 408 397 204 153 0 50 100 150 200 250 300 350 400 450
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- 62 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- LE DINAMICHE SOCIO – ECONOMICHE Tramite i Censimenti dell’Industria e dei servizi dell’ISTAT si è analizzata la situazione Socio-Economica nel Comune di Positano. Dai dati emerge che la forza lavoro è formata da 1.648 unità, mentre, la popolazione occupata, formata da
el Comune di Positano. Dai dati emerge che la forza lavoro è formata da 1.648 unità, mentre, la popolazione occupata, formata da 1.559 unità; la popolazione occupata è in prevalenza di sesso maschile e sono occupati come dipendenti prevalentemente nel settore terziario. Le persone in cerca di occupazione sono 89. Sono presenti in totale 448 Unità Locali (con 1.089 addetti), e di queste 418 sono Imprese (con 1.019 addetti).
pazione sono 89. Sono presenti in totale 448 Unità Locali (con 1.089 addetti), e di queste 418 sono Imprese (con 1.019 addetti). Le imprese presenti sono per lo più attività commerciali, all’ingrosso e al dettaglio, servizi di alloggio e risto- razione e costruzioni. Si riportano di seguito i risultati delle analisi condotte basate sulla base dei dati del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi dal 1981 al 2011.
LEGENDA ATECO 2007 A B C D E F G I H J
sultati delle analisi condotte basate sulla base dei dati del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi dal 1981 al 2011. Per ciò che riguarda le imprese, sono state raggruppate tutte secondo i codici ATECO 2007 di cui si riporta la legenda: LEGENDA ATECO 2007 A B C D E F G I H J Agricol- tura, sil- vicoltura e pesca Attività estrattiva Attività manifat- turiere Fornitura di energia elettrica, gas, va- pore e aria Fornitura di acqua; reti fognarie, at- tività di trat- tamento dei rifiuti e risa-
K L M N O P Q R S T U
ra di energia elettrica, gas, va- pore e aria Fornitura di acqua; reti fognarie, at- tività di trat- tamento dei rifiuti e risa- namento Costru- zioni Commercio all’ingrosso e al detta- glio; ripara- zione di au- toveicoli e motocicli Servizi di al- loggio e risto- razione Trasporto e magazzi- naggio Servizi di informa- zione e comuni- cazione K L M N O P Q R S T U Attività finanzia- rie e as- sicura- tive Attività immobi- liari Attività profes- sionali, scientifi- che e tecniche Attività ammini- strative
zia- rie e as- sicura- tive Attività immobi- liari Attività profes- sionali, scientifi- che e tecniche Attività ammini- strative e di ser- vizi di sup- porto Ammini- strazione pubblica e difesa; as- sicura- zione so- ciale ob- bligatoria Istruzione Sanità e assi- stenza sociale Attività arti- stiche, di in- tratteni- mento e di- vertimento Altre attività di ser- vizi Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per perso- nale dome- stico Attività di organiz- zazioni e organi- smi ex- traterri-
famiglie e convivenze come datori di lavoro per perso- nale dome- stico Attività di organiz- zazioni e organi- smi ex- traterri- toriali
FORZA LAVORO
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- 63 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo FORZA LAVORO DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Persone da 15 anni in su che lavorano o dichiarano di essere in cerca di prima occupazione alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: FORZA LAVORO MASCHI FEMMINE Occupati 922 637 In cerca di occupazione 58 31 TOTALE 980 668
FORZA LAVORO MASCHI FEMMINE
umero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: FORZA LAVORO MASCHI FEMMINE Occupati 922 637 In cerca di occupazione 58 31 TOTALE 980 668 ANDAMENTO STORICO Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine 1981 1991 2001 2011 In cerca di occupazione 92 89 60 71 87 67 58 31 Occupati 736 350 768 418 845 485 922 637 0 200 400 600 800 1 000 1 200
NON FORZA LAVORO
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- 64 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo NON FORZA LAVORO DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Persone da 15 anni in su che non sono in condizione professionale alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: NON FORZA LAVORO MASCHI FEMMINE Studenti 125 135 Casalinghe 9 427 Ritirati dal lavoro 312 322 In altra condizione 177 129
NON FORZA LAVORO MASCHI FEMMINE
2011: NON FORZA LAVORO MASCHI FEMMINE Studenti 125 135 Casalinghe 9 427 Ritirati dal lavoro 312 322 In altra condizione 177 129 TOTALE 623 1.013 ANDAMENTO STORICO Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine 1981 1991 2001 2011 In altra condizione 461 440 430 406 250 198 177 129 Ritirati dal lavoro 202 160 220 189 241 181 312 322 Casalinghe 0 559 0 546 2 562 9 427 Studenti 116 106 110 127 142 129 125 135 0 200 400 600 800 1 000 1 200 1 400
POPOLAZIONE OCCUPATA
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- 65 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo POPOLAZIONE OCCUPATA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Popolazione occupata alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2001: POPOLAZIONE OCCUPATA MASCHI FEMMINE Imprenditore e libero professionista 111 66 Lavoratore in proprio 170 75 Socio di coperativa 32 7 Coadiuvante familiare 30 15
TOTALE 845 485 ANDAMENTO STORICO
NE Imprenditore e libero professionista 111 66 Lavoratore in proprio 170 75 Socio di coperativa 32 7 Coadiuvante familiare 30 15 Dipendente o altra posizione subordinata 502 322 TOTALE 845 485 ANDAMENTO STORICO Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine 1981 1991 2001 Dipendente o altra posizione subordinata 472 141 577 286 502 322 Coadiuvante familiare 63 48 26 35 30 15 Socio di cooperativa 96 65 57 11 32 7 Lavoratore in proprio 194 113 202 98 170 75
02 322 Coadiuvante familiare 63 48 26 35 30 15 Socio di cooperativa 96 65 57 11 32 7 Lavoratore in proprio 194 113 202 98 170 75 Imprenditore e libero professionista 53 18 123 64 111 66 0 200 400 600 800 1 000 1 200
POPOLAZIONE OCCUPATA PER SETTORE
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- 66 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo POPOLAZIONE OCCUPATA PER SETTORE DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Popolazione occupata per sesso e per settore alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2001: POPOLAZIONE OCCUPATA MASCHI FEMMINE Agricoltura 21 17 Industria 218 83 Altro 606 385 TOTALE 845 485 ANDAMENTO STORICO
E AL 2001: POPOLAZIONE OCCUPATA MASCHI FEMMINE
E AL 2001: POPOLAZIONE OCCUPATA MASCHI FEMMINE Agricoltura 21 17 Industria 218 83 Altro 606 385 TOTALE 845 485 ANDAMENTO STORICO Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine 1981 1991 2001 Altro 538 207 548 262 606 385 Industria 282 88 384 196 218 83 Agricoltura 58 29 53 36 21 17 0 200 400 600 800 1 000 1 200
IMPRESE PER TIPOLOGIA
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- 67 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo IMPRESE PER TIPOLOGIA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Numero di imprese per tipologia alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO 1 0 52 0 0 31 115 97 23 3 5 5 30 14 0 0 8 20 14 0 0 A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U A B C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U
A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U A B C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S
0 0 31 115 97 23 3 5 5 30 14 0 0 8 20 14 0 0 A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U A B C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U 1981 3 0 102 0 21 112 71 26 0 4 0 0 0 24 0 0 1991 0 0 80 0 10 105 75 12 1 11 2 0 4 19 0 0 2001 0 0 71 0 19 108 77 20 3 27 1 0 6 34 0 0 2011 1 0 52 0 31 115 97 26 5 49 0 0 8 34 0 0 0 20 40 60 80 100 120 140
ADDETTI ALLE IMPRESE PER TIPOLOGIA
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- 68 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo ADDETTI ALLE IMPRESE PER TIPOLOGIA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Numero di addetti per tipologia di impresa alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO 1 0 166 0 0 138 233 306 57 9 5 8 41 15 0 0 11 12 17 0 0 A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U
ORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO 1 0 166 0 0 138 233 306 57 9 5 8 41 15 0 0 11 12
ORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO 1 0 166 0 0 138 233 306 57 9 5 8 41 15 0 0 11 12 17 0 0 A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U A B C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U 1981 10 0 292 0 107 274 515 41 0 11 0 0 0 56 0 0 1991 0 0 442 0 54 270 438 46 1 33 47 0 4 33 0 0 2001 0 0 346 0 97 246 729 99 3 55 57 0 7 51 0 0 2011 1 0 166 0 138 233 306 66 5 64 0 0 11 29 0 0 0 100 200 300 400 500 600 700 800
UNITÀ LOCALI PER TIPOLOGIA
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- 69 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo UNITÀ LOCALI PER TIPOLOGIA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Unità locali di impresa5, di istituzione dell’industria e di imprese non profit alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO
ANDAMENTO STORICO
rofit alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Numero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO 5 Si intende per unità locale il luogo fisico nel quale un’unità giuridico-economica (impresa, istituzione) esercita una o più attività economiche. 1 0 53 0 0 31 122 102 24 4 9 5 30 17 0 5 10 20 15 0 0 A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U A B C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U 1981 0 0 91 0 20 132 83 23 6 30 3 4 9 35 0 0 1991 0 0 102 0 13 126 84 16 4 13 4 4 4 20 0 0
C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U 1981 0 0 91 0 20 132 83 23 6 30 3 4 9 35 0
C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U 1981 0 0 91 0 20 132 83 23 6 30 3 4 9 35 0 0 1991 0 0 102 0 13 126 84 16 4 13 4 4 4 20 0 0 2001 0 0 91 0 20 132 83 23 6 30 3 4 9 35 0 0 2011 1 0 53 0 31 122 102 28 9 52 0 5 10 35 0 0 0 20 40 60 80 100 120 140
ADDETTI ALLE UNITÀ LOCALI PER TIPOLOGIA
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- 70 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo ADDETTI ALLE UNITÀ LOCALI PER TIPOLOGIA DESCRIZIONE DELL’INDICATORE Persone occupate come lavoratori indipendenti o dipendenti nelle unità locali di impresa o istituzione dell’in- dustria, del commercio e di altri servizi alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Nu- mero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011:
ANDAMENTO STORICO 1 0 163 0 0 138 217 311 65 11 22 8 41 14 0 52 15 12 19 0 0
io e di altri servizi alla data del Censimento Generale dell’Industria e dei Servizi. [Nu- mero] VALORE DELL’INDICATORE AL 2011: ANDAMENTO STORICO 1 0 163 0 0 138 217 311 65 11 22 8 41 14 0 52 15 12 19 0 0 A B C D E F G I H J K L M N O P Q R S T U A B C D-E F G I H-J K L-M-N O P Q R-S T U 1981 10 0 304 0 122 239 528 57 10 24 2 80 5 81 0 0 1991 0 0 428 0 69 278 444 76 16 33 32 41 4 33 0 0 2001 0 0 316 0 98 244 750 102 17 57 58 79 11 51 0 0 2011 1 0 163 0 138 217 311 76 22 63 0 52 15 31 0 0 0 100 200 300 400
33 0 0 2001 0 0 316 0 98 244 750 102 17 57 58 79 11 51 0 0 2011 1 0 163 0 138 217 311 76 22 63 0 52 15 31 0 0 0 100 200 300 400 500 600 700 800
QUADRO MORFOLOGICO
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- 71 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO MORFOLOGICO
NE DEL QUADRO CONOSCITIVO
NE DEL QUADRO CONOSCITIVO Comune di Positano (SA)
- 71 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo QUADRO MORFOLOGICO
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- 72 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- IL SISTEMA INSEDIATIVO E RELAZIONALE Il sistema insediativo e relazionale (Tavola 3.1 “Carta del sistema insediativo e relazionale”) è composto da
TIVO E RELAZIONALE
TIVO E RELAZIONALE Il sistema insediativo e relazionale (Tavola 3.1 “Carta del sistema insediativo e relazionale”) è composto da tutti quegli elementi fisici (strade, piazze, edifici, verde urbano ecc..), funzionali (attrezzature pubbliche, atti- vità commerciali e per lo svago e il tempo libero ecc..) ed immateriali (identità, cultura e tradizioni, senso di appartenenza, riconoscibilità, ecc..), che, aggregati in una logica sistemica, determinano uno spazio urba-
tradizioni, senso di appartenenza, riconoscibilità, ecc..), che, aggregati in una logica sistemica, determinano uno spazio urba- nizzato capace di rendere possibile l’”insediamento” (dove insediare non vuol dire “abitare” ma “vivere”). Nel quadro del sistema insediativo sono state individuate le componenti del patrimonio edilizio presente sul territorio, nonché le attrezzature ed i servizi pubblici o di uso pubblico. 8.1. L’ANALISI DEL SISTEMA INSEDIATIVO
presente sul territorio, nonché le attrezzature ed i servizi pubblici o di uso pubblico. 8.1. L’ANALISI DEL SISTEMA INSEDIATIVO Al fine di comprendere l’evoluzione e lo sviluppo del tessuto edilizio del Comune di Positano è stata effettuata un’analisi storica volta ad evidenziare le principali espansioni che hanno determinato l’assetto attuale del paese. Il processo di evoluzione storica è stato ricostruito attraverso l’utilizzo di diverse fonti cartografiche. Figura 10: Cartografia I.G.M. 1954
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- 73 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Figura 11: Cartografia IGM 1984 Figura 12: Foto satellitare 2014
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- 73 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Figura 11: Cartografia IGM 1984 Figura 12: Foto satellitare 2014
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- 74 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Dalle analisi condotte si è potuto scindere il sistema insediativo del Comune di Positano individuando le seguenti tipologie insediative:
lisi condotte si è potuto scindere il sistema insediativo del Comune di Positano individuando le seguenti tipologie insediative: Nuclei storici di primo impianto che formano il centro storico positanese, e strutturano il territorio con il loro carattere morfologico ed i connotati storico-identitari. Il centro storico comprende gli edifici pree- sistenti al 1957 ed è generalmente caratterizzato da edifici aggregati tra loro che conservano i caratteri
nde gli edifici pree- sistenti al 1957 ed è generalmente caratterizzato da edifici aggregati tra loro che conservano i caratteri originari. Nel centro storico si trovano edifici storici di rilievo ma anche un tessuto diffuso meritevole di tutela e valorizzazione, d’interesse soprattutto per la configurazione tipo-morfologica ed il rapporto tra pieni e vuoti, in gran parte conservato. Insediamenti storici di espansione che costituiscono l’ampliamento del nucleo storico, e comprendono
in gran parte conservato. Insediamenti storici di espansione che costituiscono l’ampliamento del nucleo storico, e comprendono gli edifici esistenti al 1957 anch’essi caratterizzati da edifici aggregati tra loro che conservano i caratteri originari. Insediamenti prevalentemente consolidati che racchiudono l’espansione edilizia sviluppatasi preva- lentemente fra il 1957 e la metà degli anni ‘80. Essi si presentano con impianto compiuto e prevalen- temente compatti e/o saturi.
ntemente fra il 1957 e la metà degli anni ‘80. Essi si presentano con impianto compiuto e prevalen- temente compatti e/o saturi. Insediamenti prevalentemente recenti che racchiudono l’espansione edilizia sviluppatasi prevalente- mente dalla metà degli anni ‘80 ad oggi. Essi sono caratterizzati dalla presenza di superfici interne e/o spazi interstiziali ancora liberi. Standard urbanistici che racchiudono gli standard urbanistici presenti sul territorio positanese, che,
stiziali ancora liberi. Standard urbanistici che racchiudono gli standard urbanistici presenti sul territorio positanese, che, integrati con la componente dell’edilizia residenziale, determinano il grado di mixitè funzionale e, di conseguenza, la qualità insediativa del territorio. Inoltre è stata condotta un’analisi sull’epoca del tessuto edificato che ha permesso di classificarlo in base alle seguenti tipologie Aree edificate al 1956;
lisi sull’epoca del tessuto edificato che ha permesso di classificarlo in base alle seguenti tipologie Aree edificate al 1956; Aree edificate successivamente al 1956 su suolo in parte edificato o come rifusione di edifici esistenti; Aree edificate successivamente al 1956 su suolo libero; Aree edificate successivamente al 1994. 8.2. L’ANALISI DEGLI STANDARD URBANISTICI Negli anni più recenti il tema della pianificazione dei servizi è divenuto uno dei settori più importanti dell’atti-
URBANISTICI
URBANISTICI Negli anni più recenti il tema della pianificazione dei servizi è divenuto uno dei settori più importanti dell’atti- vità programmatoria di livello locale. All’Ente comunale spetta il compito di soddisfare la domanda di attrez- zature di servizio espressa dalla popolazione residente. In questo momento però il problema non è tanto e soltanto quello di reperire generiche aree per soddisfare una possibile domanda, quanto quello di razionaliz-
lema non è tanto e soltanto quello di reperire generiche aree per soddisfare una possibile domanda, quanto quello di razionaliz- zare un sistema di attrezzature a partire non solo dalla individuazione e disponibilità della quantità di aree, ma dalla loro qualità e della reale capacità da parte del Comune di poter realizzare concretamente quanto previsto e/o necessario in termini urbanistici. E’ con questo obiettivo che è stata svolta un’attenta disamina
cretamente quanto previsto e/o necessario in termini urbanistici. E’ con questo obiettivo che è stata svolta un’attenta disamina del fabbisogno di attrezzature, dei servizi, in modo da soddisfare non solo una domanda di quantità ma anche di qualità urbana. L’analisi è stata finalizzata ad una valutazione del complesso delle risposte fornite dall’ente pubblico rispetto al quadro dei fabbisogni, alla loro tipologia, alle relative dinamiche e distribuzione territoriale.
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- 75 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo 8.2.1. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO I riferimenti normativi per l’analisi degli standard urbanistici sono il D.M. 1444/68 e la L.R. 14/1982. Il D.M. 1444/1968 fissa un rapporto standard/abitante pari a 18 mq/ab per gli standard di livello locale, e 17,5 mq/ab
STANDARD DI LIVELLO LOCALE DOTAZIONE
14/1982. Il D.M. 1444/1968 fissa un rapporto standard/abitante pari a 18 mq/ab per gli standard di livello locale, e 17,5 mq/ab per gli standard di livello territoriale; la L.R. 14/1982 eleva la quantità di standard di livello locale per i comuni costieri con popolazione non superiore a 50.000 abitanti lo standard per verde pubblico, per il gioco e lo sport a 18 mq/abitante. Incrociando le due norme avremo la seguente ripartizione degli standard: STANDARD DI LIVELLO LOCALE DOTAZIONE
STANDARD DI LIVELLO LOCALE DOTAZIONE
a 18 mq/abitante. Incrociando le due norme avremo la seguente ripartizione degli standard: STANDARD DI LIVELLO LOCALE DOTAZIONE (MQ/AB) STANDARD DI LIVELLO TERRITORIALE DOTAZIONE (MQ/AB) Aree per attrezzature di interesse co- mune 2,50 Parchi pubblici urbani e territoriali 15,00 Aree per l’istruzione 5,00 Attrezzature per l’istruzione superiore all’obbligo 1,50 Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport 18,00 Attrezzature sanitarie ed ospedaliere 1,00 Aree per parcheggi 2,50
i pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport 18,00 Attrezzature sanitarie ed ospedaliere 1,00 Aree per parcheggi 2,50 La L.R. 9/1990, inoltre, fissa per le attrezzature religiose, nei Comuni con popolazione non superiore a 10.000 abitanti, un estensione delle aree non inferiore a mq 5.000. 8.2.2. IL BILANCIO DEGLI STANDARD URBANISTICI Nello schema, di seguito riportato, si evidenzia il percorso metodologico con il quale si è proceduto nelle
STANDARD URBANISTICI
STANDARD URBANISTICI Nello schema, di seguito riportato, si evidenzia il percorso metodologico con il quale si è proceduto nelle operazioni di verifica delle aree destinate a standard urbanistici. Come si evince, la prima operazione ha in- teressato l’analisi delle risorse esistenti e delle loro caratteristiche; ciò comporta la lettura degli strumenti urbanistici vigenti, per definire la localizzazione di tutte le aree a standard previste, e il rilievo delle attrez-
i strumenti urbanistici vigenti, per definire la localizzazione di tutte le aree a standard previste, e il rilievo delle attrez- zature esistenti attraverso un’indagine di- retta condotta con i competenti Uffici Co- munali. Successivamente sono state valutate le quantità in termini di superficie complessive (mq esistenti) e di ele- menti minimi d’uso costituenti le attrezzature, infine la verifica dei rapporti esistenti a quelli previsti in base alla normativa che li disciplina.
stituenti le attrezzature, infine la verifica dei rapporti esistenti a quelli previsti in base alla normativa che li disciplina. Il P.R.G. vigente disciplina le aree a servizi suddividendole in: Zona F – Istruzione; Zona F – Interesse comune;
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- 76 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo Zona F – Aree verdi e impianti sportivi; Zona F – Cimitero; Zona F – Parcheggi; Zona F – Parco Territoriale. Le tabelle seguenti riportano le informazioni incrociata tra gli standard che il PRG, nel rispetto della normativa
STANDARD DI LIVELLO LOCALE PREVISIONE PRG (MQ) RILEVATI (MQ) DIFFERENZA (MQ)
Territoriale. Le tabelle seguenti riportano le informazioni incrociata tra gli standard che il PRG, nel rispetto della normativa vigente, prevedeva per il territorio di Positano e la verifica delle attrezzature e dei servizi ad oggi esistenti. Tale operazione persegue due obiettivi: da una parte evidenziare la quantità di standard presenti rispetto ad ogni singola categoria, dall’altra verificarne lo stato di attuazione. STANDARD DI LIVELLO LOCALE PREVISIONE PRG (MQ) RILEVATI (MQ) DIFFERENZA (MQ)
STANDARD DI LIVELLO LOCALE PREVISIONE PRG (MQ) RILEVATI (MQ) DIFFERENZA (MQ)
ria, dall’altra verificarne lo stato di attuazione. STANDARD DI LIVELLO LOCALE PREVISIONE PRG (MQ) RILEVATI (MQ) DIFFERENZA (MQ) Aree per attrezzature di inte- resse comune Interesse comune Cimitero 70.834,19 12.871,21 -57.962,98 Aree per l’istruzione Istruzione 3.649,86 3.712,43 62,57 Aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per lo sport Aree verdi e impianti sportivi 59.310,15 16.182,36 -43.127,79 Aree per parcheggi Parcheggi 2.217,79 1.828,14 -389,65 TOTALE 136.011,99 34.594,14 -101.417,85
TOTALE 136.011,99 34.594,14 -101.417,85
59.310,15 16.182,36 -43.127,79 Aree per parcheggi Parcheggi 2.217,79 1.828,14 -389,65 TOTALE 136.011,99 34.594,14 -101.417,85 STANDARD DI LIVELLO TERRITORIALE PREVISIONE PRG (MQ) RILEVATI (MQ) DIFFERENZA (MQ) Parchi pubblici urbani e territoriali 24.929,60 0,00 -24.929,60 Attrezzature per l’istruzione superiore all’obbligo 0,00 0,00 0,00 Attrezzature sanitarie ed ospedaliere 0,00 0,00 0,00 TOTALE 24.929,60 0,00 -24.929,60
TOTALE 24.929,60 0,00 -24.929,60
zione superiore all’obbligo 0,00 0,00 0,00 Attrezzature sanitarie ed ospedaliere 0,00 0,00 0,00 TOTALE 24.929,60 0,00 -24.929,60 Come si evince dalle tabelle precedenti, il PRG prevedeva 136.011,99 mq di standard di livello locale, e ad oggi ne sono presenti 33.273,89 mq con una differenza di ben -102.738,10 mq; gli standard di livello territo- riale non sono stati attuati. Nella tabella seguente è riportata la dotazione di standard (di livello locale e di livello territoriale) nell’intero
STANDARD DI LIVELLO LOCALE PRESENTI FABBISOGNO DA L.R.
i attuati. Nella tabella seguente è riportata la dotazione di standard (di livello locale e di livello territoriale) nell’intero territorio comunale evidenziando il grado di carenza/surplus rispetto al fabbisogno richiesto dalla normativa: STANDARD DI LIVELLO LOCALE PRESENTI FABBISOGNO DA L.R. 14/1982 GRADO DI CARENZA/SURPLUS MQ MQ/AB MQ MQ/AB MQ MQ/AB Aree per attrezzature di interesse co- mune 12.871,21 3,25 9.885,89 2,50 2.985,32 0,75 Aree per l’istruzione 3.712,43 0,95 19.520,00 5,00 -15.807,57 -4,05
TOTALE 34.594,14 8,86 109.312,00 28,00 -74.717,86 -19,14
nteresse co- mune 12.871,21 3,25 9.885,89 2,50 2.985,32 0,75 Aree per l’istruzione 3.712,43 0,95 19.520,00 5,00 -15.807,57 -4,05 Aree per spazi pubblici attrezzati 16.182,36 4,09 71.178,41 18,00 -54.996,05 -13,91 Aree per parcheggi 1.828,14 0,46 9.885,89 2,50 -8.057,75 -2,04 TOTALE 34.594,14 8,86 109.312,00 28,00 -74.717,86 -19,14
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- 77 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo La consistenza di standard di livello locale di Positano risulta essere gravemente deficitaria; infatti a fronte dei 28 mq/ab previsti dalla L.R. 14/1982, nel territorio di Positano si ha una dotazione di standard di appena 8,41 mq/ab. Le aree per le attrezzature di interesse comune rappresentano l’unico standard in surplus. I
e di standard di appena 8,41 mq/ab. Le aree per le attrezzature di interesse comune rappresentano l’unico standard in surplus. I restanti standard registrano gravi deficit.
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- 78 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo
- LE INFRASTRUTTURE A RETE Il Comune di Positano è attraversato dalla S.S. 163 “Amalfitana” che serve la direttrice Positano – Amalfi – Vietri sul Mare. La grande viabilità passa invece ad una certa distanza dal territorio comunale, e precisa- mente:
no – Amalfi – Vietri sul Mare. La grande viabilità passa invece ad una certa distanza dal territorio comunale, e precisa- mente: A circa 35 km verso nord-est, percorrendo la Strada Statale 163 “Amalfitana”, giunti nel Comune di Vietri sul Mare, si incrocia l’Autostrada A3 Salerno – Napoli, direzione Napoli; A circa 32 km verso nord, percorrendo la Strada Statale 163 “Amalfitana”, si attraversa il Comune di
Napoli, direzione Napoli; A circa 32 km verso nord, percorrendo la Strada Statale 163 “Amalfitana”, si attraversa il Comune di Vico Equense (Na) e giunti a Castellammare di Stabia (Na), si incrocia ancora l’Autostrada A3 Salerno – Napoli, in entrambe le direzioni Il trasporto collettivo su gomma è rappresentato dalle linee della SITA Sud con l’autolinea Amalfi – Positano – Sorrento. La mobilità collettiva su ferro non è altrettanto immediata: le stazioni ferroviarie di Trenitalia di
lfi – Positano – Sorrento. La mobilità collettiva su ferro non è altrettanto immediata: le stazioni ferroviarie di Trenitalia di riferimento sono quelle di Napoli o di Salerno; la stazione della Circumvesuviana più vicina è quella di Sor- rento che dista circa 18 km. Il Comune di Positano è inoltre raggiungibile tramite le “vie del mare” nel periodo che va dalla primavera all’autunno. Il sistema delle infrastrutture a rete (Tavola 3.2 “Carta delle infrastrutture a rete”) è composto da tutti gli
era all’autunno. Il sistema delle infrastrutture a rete (Tavola 3.2 “Carta delle infrastrutture a rete”) è composto da tutti gli elementi strutturanti la rete stradale e la rete dei servizi e sottoservizi. 9.1. LA RETE STRADALE La rete delle infrastrutture viarie è caratterizzata dalla presenza di strade classificate come rete locale. Nell’ambito della rete locale sono distinte due livelli di funzionalità:
dalla presenza di strade classificate come rete locale. Nell’ambito della rete locale sono distinte due livelli di funzionalità: Rete di collegamento territoriale costituita dalla Strada Statale 163 “Amalfitana” che funge da collega- mento con i comuni limitrofi di Vico Equense e di Praiano. L’asse ha inizio a Meta e si conclude a Vietri sul Mare con un percorso lungo circa 50 km che presenta parecchie curve e tornanti ed è a una sola
a Meta e si conclude a Vietri sul Mare con un percorso lungo circa 50 km che presenta parecchie curve e tornanti ed è a una sola corsia, piuttosto ristretta, per ogni senso di marcia. Tale rete è caratterizzata da un flusso stabile, con notevoli punti di crisi per l’elevato afflusso di veicoli specie nei periodi estivi, comfort di marcia e livelli di sicurezza spesso inadeguati. Rete di distribuzione, formata dai collegamenti primari con carattere di distribuzione, formata da strade
a spesso inadeguati. Rete di distribuzione, formata dai collegamenti primari con carattere di distribuzione, formata da strade che servono le frazioni comunali (Montepertuso e Nocelle), e l’area della Spiaggia Grande. Tale rete è caratterizzata da un flusso instabile e comfort di marcia e livelli di sicurezza inadeguati. 9.2. LA RETE DELLA MOBILITÀ LENTA Data la complessità dell’orografia del territorio positanese rivestono una notevole importanza i percorsi pe-
LLA MOBILITÀ LENTA
LLA MOBILITÀ LENTA Data la complessità dell’orografia del territorio positanese rivestono una notevole importanza i percorsi pe- donali che tagliano il territorio dalla parte montana al mare, e permettono la connessione dei nuclei esistenti con il resto del Comune. Essi rivestono una primaria importanza per i collegamenti, si pensi che alla frazione di Nocelle si accede solo attraverso questi percorsi, anche se non sono molto agevoli, essendo formati per
nsi che alla frazione di Nocelle si accede solo attraverso questi percorsi, anche se non sono molto agevoli, essendo formati per lo più da lunghe scalinate che permettono considerevoli salti di quota. Numerosi sono anche i sentieri presenti sul territorio comunale, e tra questi spicca il sentiero degli Dei, che congiunge Agerola (frazione di Bomerano) a Positano (frazione di Nocelle).
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- 79 - 12 marzo 2015 REL 4.1 - Relazione Quadro Conoscitivo 9.3. LE RETI DEI SERVIZI Il Comune di Positano fa parte dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 4 “Sele”, costituito dalla Regione Campania ai sensi della L.R. 14/1997, che comprende complessivamente 144 comuni, di cui 141 ricadenti nella Pro-
o dalla Regione Campania ai sensi della L.R. 14/1997, che comprende complessivamente 144 comuni, di cui 141 ricadenti nella Pro- vincia di Salerno, compreso lo stesso capoluogo, uno nella provincia di Napoli (Agerola) e due nella provincia di Avellino (Senerchia e Calabritto). Nell’A.T.O. 4 ricadono i territori di pertinenza del Consorzio di Bonifica di Paestum, del Consorzio di Velia Alento, del Consorzio di Bonifica Destra Sele e del Consorzio di Bonifica
nsorzio di Bonifica di Paestum, del Consorzio di Velia Alento, del Consorzio di Bonifica Destra Sele e del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano. Il territorio dell’ATO 4 è suddivisibile dal punto di vista sia geografico che di rapporto socioeconomici in quattro aree principali ovvero Area Metropolitana di Salerno – Costiera Amalfitana (di cui fa parte Positano), Piana del Sele, Cilento e Vallo di Diano.
ovvero Area Metropolitana di Salerno – Costiera Amalfitana (di cui fa parte Positano), Piana del Sele, Cilento e Vallo di Diano. L’Azienda Servizi Idrici Integrati Ausino ha in gestione gli acquedotti esterni di alimentazione, ovvero di inte- grazione di altre risorse idriche alimentati dal gruppo sorgentizio dell’Ausino in Acerno e dalla galleria dre- nante del Cernicchiara in Salerno. Inoltre l’azienda gestisce il ciclo integrato delle acque in 12 Comuni tra cui
galleria dre- nante del Cernicchiara in Salerno. Inoltre l’azienda gestisce il ciclo integrato delle acque in 12 Comuni tra cui quello di Positano. Il sistema di adduzione idrica è alimentato dalle sorgenti Ausino, Ausinetto, Avella ed Olevano. Uno dei quattro sistemi di adduzione presenti prevede il servizio idropotabile della Costiera Amal- fitana e di Cava de’ Tirreni realizzato nel 1970 distinto in più rami, tra i quali il tratto Serbatoio di Iaconti –
stiera Amal- fitana e di Cava de’ Tirreni realizzato nel 1970 distinto in più rami, tra i quali il tratto Serbatoio di Iaconti – Positano (in acciaio con DN da 550 a 200 mm). La rete di distribuzione idrica è gestita dall’ASIIA, ha uno sviluppo di 15,23 km e serve il 100% dei residenti, con delle perdite in rete stimate pari al 62%. Nel territorio comunale sono presenti quattro sorgenti idropotabili, un pozzo, sei serbatoi piezometrici, e tre impianti di sollevamento.
torio comunale sono presenti quattro sorgenti idropotabili, un pozzo, sei serbatoi piezometrici, e tre impianti di sollevamento. La rete fognaria, gestita dal Comune di Positano, è costituita da due reti che hanno uno sviluppo di 13,6 km e servono il 99% dei residenti. Nel territorio comunale è presente un impianto di depurazione, ubicato in via dei Mulini, dimensionato per la capacità di 15.000 abitanti equivalenti, che serve il sub ambito 1-A formato
one, ubicato in via dei Mulini, dimensionato per la capacità di 15.000 abitanti equivalenti, che serve il sub ambito 1-A formato dai Comuni di Conca dei Marini, Furore, Agerola, Praiano, Positano. Attraversano il territorio comunale, al confine Nord – Ovest, due elettrodotti gestiti dalla società Terna.
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