Comune di Avellino Piano Urbanistico Comunale NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Comune di Barbara · Ancona, Marche
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565 sezioni del documento
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Comune di Avellino Piano Urbanistico Comunale NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Gregotti Associati Studio (A. Cagnardi, C: Gregotti) Novelnb1"e 200 7 (Elaborato adeguato a seguito della Conferenza di Seivizi)
Gregotti Associati Studio (A. Cagnardi, C: Gregotti) Novelnb1"e 200 7 (Elaborato adeguato a seguito della Conferenza di Seivizi)
Conlune di Avellino Piano Urbanistico Comunale Progetto: Gregotti Associati Studio Augusto Cagnardi Vittorio Gregotti Associati Augusta Mazzarolli Maurizio Trovatelli Collaboratori Gregotti Associati Studio: Britta Bossel Annainaria Cavazzuti Barbara Colombo Stefania Mannironi Ufjcio di Piano: Rosalia I. Baldanza Robertina Festa Salvatore Porreca Consulenti:
Cavazzuti Barbara Colombo Stefania Mannironi Ufjcio di Piano: Rosalia I. Baldanza Robertina Festa Salvatore Porreca Consulenti: Per lo studio geologico: Massimo De Iasi Serena De Tasi Per lo studio agronornico: Antonietta Santoro Ciro Iannaccone Dirigente del1 'Anznzinistruzioneconzurzale: Antonio Fusco Furzzionario responsabile del sei*i)izio Pianzjca-~.zone:' n Pasqualina Carbone
Art. 1 Definizioni
Comune di Avellino Piano Urbanistico Comunale Titolo I Orientamenti per l'applicazione delle Norme Tecniche di Attuazione del PUC A Contenuti del Piano Urbanistico Comunale B Obiettivi da perseguire Titolo 11 Disposizioni generali Art. 1 Definizioni Art. 2 Destinazioni d'uso Art. 3 Categorie di intervento Art. 4 Attuazione degli interventi Art. 5 Procedure di attuazione nelle zone di trasformazione Titolo I11 I1 Piano Art. 6 I1 Patrimonio storico e ambientale Parte I
Art. 6 I1 Patrimonio storico e ambientale
rt. 5 Procedure di attuazione nelle zone di trasformazione Titolo I11 I1 Piano Art. 6 I1 Patrimonio storico e ambientale Parte I Individuazione dei g18uppidi edifici e disciplina degli interventi ammessi sugli edzpci esisterzti Art. 7 Gruppi di edifici e aree di valore storico ambientale Art. 8 Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive Art. 9 Disciplina degli interventi aminessi sugli edifici esistenti Parte 11
Art. 9 Disciplina degli interventi aminessi sugli edifici esistenti
ratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive Art. 9 Disciplina degli interventi aminessi sugli edifici esistenti Parte 11 Disciplina degli interventi di modijkaziorze nelle zone oaz ogenee Art. 10 Zone omogenee: classificazione Capo I Zona A storica Art. 1 1 Zona A. 1 - Collina la Terra e A.2 - Espansioni del nucleo storico Art. 12 Zona A.3 - Borghi storici Capo I1 Zone B di impianto storico Art. 13 Zona B. 1 - Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia Zona B.2 - Via Francesco Tedesco ri n 1' -1t
Art. 13 Zona B. 1 - Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia
ne B di impianto storico Art. 13 Zona B. 1 - Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia Zona B.2 - Via Francesco Tedesco ri n 1' -1t
- 3 - l
Art. 14 Zone B di iinpianto recente
Capo I11 Zone onzogeizee B di inzpiaizto recente Art. 14 Zone B di iinpianto recente Art. 15 Aree di Rinnovo urbano Capo IV Zone di trasformazione Art. 16 Zone di trasforinazione: Zone di sostituzione e ricoinposizione urbana - Ru Zone di riqualificazione - Rq Zone di nuovo ililpianto - Ni Zone di nuovo iinpianto a destinazione turistico - ricettiva - Nit Capo V Zorze per attività terziarie Art. l 7 - Zone per attività terziarie Capo VI Zone D produttive Art. 18 Zona A.S.I. Art. 19 Zone produttive Capo VI1
Art. 18 Zona A.S.I.
terziarie Art. l 7 - Zone per attività terziarie Capo VI Zone D produttive Art. 18 Zona A.S.I. Art. 19 Zone produttive Capo VI1 Zone E agricole Art. 20 Zone E agricole Capo VI11 Zone per servizi di interesse generale Ai-t. 21 Zone per seivizi di interesse generale Art. 22 Parco del Fenestrelle Art. 23 Parco agricolo Capo IX / A ree per servizi e per la viabilità Art. 24 Aree per servizi Art. 25 Aree da trasfoimare per servizi - Ts Art. 26 Aree per la viabilità
Art. 28 Progetti di riqualificazione dello spazio pubblico
Titolo IV Riqualificazione urbana e del paesaggio Ai-t. 27 Ainbiti di riqualificazione urbana Art. 28 Progetti di riqualificazione dello spazio pubblico Art. 29 Ambiti e percorsi di valorizzazione della città e del paesaggio Titolo V Tutela e riqualificazione ambientale Ai-t. 30 N o m e di carattere generale Art. 3 1 Bonifica ambientale Titolo VI Disposizioni finali Art. 32 Fasce di rispetto e vincoli Art. 33 Impianti tecnologici Art. 34 Attività coinmerciali Art. 3 5 Nonne abrogate
Art. 32 Fasce di rispetto e vincoli
ni finali Art. 32 Fasce di rispetto e vincoli Art. 33 Impianti tecnologici Art. 34 Attività coinmerciali Art. 3 5 Nonne abrogate Art. 36 Consultazione delle tavole di Piano Titolo VI1 Elaborati del PUC Art. 37 Elaborati del PUC Allegati Allegato l a Schede nonnative Aree da trasformare in Zona A storica e in Zona B di iinpianto storico; Scheda nonnativa Area Me01 "Mercatone" in Zona B di iinpianto recente Allegato I b Schede nonnative Zone di trasfonnazione Allegato Ic
nonnativa Area Me01 "Mercatone" in Zona B di iinpianto recente Allegato I b Schede nonnative Zone di trasfonnazione Allegato Ic Schede nonnative Aree da trasformare per servizi e Parco del Fenestrelle Allegato 2 Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costsuttive Allegato 3 Studio geologico - tecnico e classificazione dell'utilizzo del territorio Allegaio 4 Schede del Patriinonio storico e ainbientale
Titolo I
Titolo I Orientamenti per l'applicazione delle Norme Tecniche di Attuazione del Puc A. Contenuti del Piano Urbanistico Comunale I1 Puc disciplina gli interventi sugli edifici e sulle aree coinprese nel territorio comunale riconoscendo cinque distinte situazioni:
- il "territorio da salvaguardare"
- la "città da trainandare"
- la "città da migliorare"
- la "città da trasforniare"
- la "città pubblica" 2 I1 ((territorioda salvaguardai-e» è costituito dalle aree con valenza ambientale-paesaggistica quali:
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- la "città pubblica" 2 I1 ((territorioda salvaguardai-e» è costituito dalle aree con valenza ambientale-paesaggistica quali:
- Parchi Urbani, Agricoli e Fluviali;
- Zona Agricola. La "città da trainandare" è l'insieme delle aree ed edifici che rivestono caratteri architettonici, storici e ambientali e costituiscono il "Patriinonio" stoi-ico e ainbientale". Nella "città da tramandare" viene individuata, al fine di tutela e valorizzazione, la zona A storica ulteriormente articolata in:
ella "città da tramandare" viene individuata, al fine di tutela e valorizzazione, la zona A storica ulteriormente articolata in: Zona A l - La Collina la Terra; Zona A2 - Le espansioni del nucleo storico; Zona A3 - I borghi storici (Bellizzi, Picarelli, Ponticelli, Valle) La "città da inigliorare" è l'insieme delle parti di città caratterizzate da insediainenti consolidati, anche di impianto storico, pianificati e non, per le quali il piano promuove interventi di riqualificazione dell'edificato, dello
nche di impianto storico, pianificati e non, per le quali il piano promuove interventi di riqualificazione dell'edificato, dello spazio pubblico e privato. I1 Piano individua al suo interno le seguenti Zone:
- Zone B di iinpianto storico: Zona B1 - Corso Vittorio Einanuele e Viale Italia; Zona B2 - Via Francesco Tedesco;
- Zone ornogeilee B di iinpianto recente: Zona B3 - Zone B di impianto recente; Aree di Rinnovo urbano; r - Zone per Attività terziarie;
- Zone D produttive \i 11 */-
te: Zona B3 - Zone B di impianto recente; Aree di Rinnovo urbano; r - Zone per Attività terziarie;
- Zone D produttive \i 11 */- ,l 5 )\ $kcittà da tra~foiinare~~è costituita dalle aree in cui il Piano proiniiove nterventi di radicale sostituzione o inodificazione della condizione esistente. Essa comprende aree disrnesse o sottoutilizzate in cui procedere a interventi di ristnitturazione urbanistica e di trasformazione, aree inedificate ove realizzare nuovi interventi insediativi e nuovi servizi.
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Nella "città da trasforinare" il Piano individua le seguenti Zone norinative:
- Zone di sostituzione e di ricoinposizione urbana;
- Zone di riqualificazione;
- Zone di nuovo iinpianto;
- Zone di nuovo iinpianto a destinazione turistico - ricettiva. 6 La "città pubblica" è costituita dall'insieine di aree, edifici ed infrastrutture che consentono lo svolgimento di attività d'interesse pubblico in cui il Piano proinuove interventi di riorganizzazione qualitativa e quantitativa delle funzioni esistenti,
interesse pubblico in cui il Piano proinuove interventi di riorganizzazione qualitativa e quantitativa delle funzioni esistenti, nonché l'offerta di nuove opportunità tese a migliorare la condizione pubblica della vita urbana, la fniizione delle funzioni urbane nonché le condizioni dell'ainbiente. Essa coinprende aree ed edifici già pubblici da migliorare, nonché l'acquisizione di nuove aree e la prograinmazione d'interventi rivolti a garantire un'adeguata offerta
ici da migliorare, nonché l'acquisizione di nuove aree e la prograinmazione d'interventi rivolti a garantire un'adeguata offerta di servizi pubblici anche a livello territoriale. Nella "città pubblica" il Piano individua:
- Zone per servizi di interesse generale;
- Aree per servizi e per la viabilità. I1 Piano è costituito dall'insieine delle prescrizioni vincolanti, dei parametri urbanistici ed edilizi attribuiti alle diverse zone e aree normative e le categorie
delle prescrizioni vincolanti, dei parametri urbanistici ed edilizi attribuiti alle diverse zone e aree normative e le categorie di intervento attribuite agli edifici diversamente classificati in relazione al grado di tutela e alle qualità riscontrate.
B. Obiettivi da perseguire Il Piano individua i seguenti obiettivi da perseguire, distinti in rifeiiinento al teriitoiio e alle parti di città individuate al precedente Titolo 1punto "A". Il "tersitoiio da salvaguardare"
- tutelare e tramandare i valori ambientali;
- valoiizzare e tramandare i luoghi di identificazione storica;
- tutelai-e e traniandare le testimonianze edilizie storiche;
- migliorare l'accessibilità pedonale e ciclabile ed i servizi;
a;
- tutelai-e e traniandare le testimonianze edilizie storiche;
- migliorare l'accessibilità pedonale e ciclabile ed i servizi;
- assumere ed approfondire le prescrizioni discendenti da piani sovraordinati;
- tutelare sentieri collinari panoraiiiici, i luoghi panoramici, i percorsi ed i tracciati di valore storico ambientale;
- tutelare l'assetto vegetazionale;
- tutelare le colture come valore paesistico;
- tutelare l'architettura rurale ed i suoi elementi caratterizzanti;
egetazionale;
- tutelare le colture come valore paesistico;
- tutelare l'architettura rurale ed i suoi elementi caratterizzanti;
- subordinare i nuovi interventi edilizi al rispetto dei valori paesaggistici. La "città da tramandare"
- valorizzare il patrimonio storico - ambientale;
- tutelare l'iiiipianto urbanistico storico, riconoscere i valori storici e valorizzare le stsutture insediative;
- tramandare l'edilizia storica;
- tramandare le regole storiche di impianto edilizio e gli antichi caratteri
tture insediative;
- tramandare l'edilizia storica;
- tramandare le regole storiche di impianto edilizio e gli antichi caratteri costsuttivi ove presenti;
- ridare identità agli spazi pubblici;
- consentire la sostituzione degli edifici recenti privi di valore storico;
- disincentivare il traffico veicolare;
- trasferire le funzioni incompatibili con i caratteri storico - ambientali. La "città da migliorare"
- migliorare la città sotto il profilo della sicurezza e della qualità urbana;
ri storico - ambientali. La "città da migliorare"
- migliorare la città sotto il profilo della sicurezza e della qualità urbana;
- valorizzai-e e tutelare il "patrimonio storico e ambientale";
- riqualificare le aree degradate;
- organizzare e valorizzare il verde e gli spazi costruiti;
- consentire gli intesventi di completamento;
- recuperare gli edifici rurali non più utilizzati;
- migliorare la qualità dei servizi;
- aumentare la dotazione dei servizi;
;
- recuperare gli edifici rurali non più utilizzati;
- migliorare la qualità dei servizi;
- aumentare la dotazione dei servizi;
- incentivare la localizzazione di nuove attività produttive;
- mettere in sicurezza gli impianti a rischio industriale;
- favorire l'insediamento di nuove attività nelle aree industriali disinesse o sottoutilizzate;
- favorire la localizzazione di servizi alle attività produttive;
- incentivare il "rinnovo urbano".
La "città da trasformare"
- sostituire il tessuto edilizio degradato e sottoutilizzato;
- costituire nuove centralità urbane;
- inigliorare la dotazione di servizi urbani;
- arricchire la rete infrastmtturale esistente attraverso la realizzazione di importanti tratti di viabilità urbana;
- ridefinire il liinite della configurazione urbana e l'iininagine della città verso la campagna;
- arricchire il tessuto funzionale e dei sesvizi delle aree periferiche;
- inigliorare l'iininagine urbana;
à verso la campagna;
- arricchire il tessuto funzionale e dei sesvizi delle aree periferiche;
- inigliorare l'iininagine urbana;
- realizzare iluovi interventi residenziali e di servizio;
- increinentare la dotazione di sesvizi pubblici;
- inigliorare ed arricchire la dotazione di percorsi pedonali e ciclabili;
- offiire nuove opportunità localizzative per attività industriali ed artigianali;
- increinentare la dotazione di servizi. La città pubblica
ve opportunità localizzative per attività industriali ed artigianali;
- increinentare la dotazione di servizi. La città pubblica
- dotare la città delle aree a servizi necessarie per una migliore qualità della vita in conformità con le disposizioni legislative vigenti;
- ridare nuova identità alla città sotto il profilo della cultura e delle attività collegate all'istruzione universitaria;
- tutelare i corsi d'acqua e riqualificare le sponde;
ilo della cultura e delle attività collegate all'istruzione universitaria;
- tutelare i corsi d'acqua e riqualificare le sponde;
- dare alla città la possibilità di acquisire aree pubbliche con altre procedure in alternativa all'esproprio;
- migliorare la dotazione di servizi a disposizione dei cittadini e dei non residenti che fi-uiscono della città;
- attuare prograinini coinunali e sovracornunali già avviati nel rispetto della nuova configurazione proposta dal Piano;
città;
- attuare prograinini coinunali e sovracornunali già avviati nel rispetto della nuova configurazione proposta dal Piano;
- inigliorare la mobilità all'interno del territorio coinunale;
- sviluppare la rete di trasposto pubblico;
- creare parcheggi di scanibio tra inezzo privato e inezzo pubblico;
- riqualificare le strade storiche urbane;
- realizzare une rete di viabilità pedonale e ciclabile.
Art. 1 Definizioni
Titolo TI Disposizioni generali Art. 1 Definizioni Ai fini dellfapplicazionedelle presenti noime si fa rifei-iinento alle seguenti definizioni: ZONA TERRITORIALE OMOGENEA: parte del territorio coinunale, graficamente individuata nelle tavole di piano, riconosciuta in base alle definizioni e ai disposti del D.M. 2/4/68 n. 1444, disciplinata dal Piano con parametri e nonne di attuazione omogenee. AREA NORMATIVA parte della zona territoriale omogenea graficamente individuata nelle tavole di Piano. COMPARTO:
parte della zona territoriale omogenea graficamente individuata nelle tavole di
azione omogenee. AREA NORMATIVA parte della zona territoriale omogenea graficamente individuata nelle tavole di Piano. COMPARTO: parte di zona, così coine definito all' art. 33, coinina 2 della L.R. no 1612004, coinposta da uno o piu ainbiti territoriali, sottoposta a processi di trasformazione unitaria, 3bis AMBITO parte del Coinparto 4 DESTINAZIONI: l'insieme delle attività aininesse.
- Per destinazioni d'uso di un immobile esistente si intende quella legittimainente in atto.
'insieme delle attività aininesse.
- Per destinazioni d'uso di un immobile esistente si intende quella legittimainente in atto.
- Nel caso in cui non esistano attività in atto si fa riferimento allfultima legittiina~nenteesercitata.
- Per cainbiainento di destinazione d'uso di un'area, di un edificio o di parte di esso, anche se in assenza di opere edilizie, si intende il passaggio da una categoria ad un'altra tra quelle descritte al successivo art. 2; tale
assenza di opere edilizie, si intende il passaggio da una categoria ad un'altra tra quelle descritte al successivo art. 2; tale cainbiainento può avvenire solainente nel rispetto ed in conformità a quanto prescritto dalle presenti norine e dal Regolamento Igienico ed Edilizio e da quanto ulteriormente disciplinato dalla legislazione nazionale e regionale vigente. SUPERFICIE TERRITORIALE (St): area coinplessiva di una porzione di territorio, inisurata in inetri quadrati (inq),
nale vigente. SUPERFICIE TERRITORIALE (St): area coinplessiva di una porzione di territorio, inisurata in inetri quadrati (inq), coinprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli stminenti urbanistici generali ed esecutivi, alle urbanizzazioni priinarie, secondarie ed indotte esistenti e10 previste. SUPERFICIE FONDIARIA (Sf): area del terreno asservita e10 asservibile alle costiuzioni realizzate e10 realizzabili, inisurata in inetri quadrati (mq), al netto delle superfici destinate
asservibile alle costiuzioni realizzate e10 realizzabili, inisurata in inetri quadrati (mq), al netto delle superfici destinate dagli sti-uinenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni priinarie, secondarie e indotte ti e10 previste.
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AREE DI VALORE STORICO AMBIENTALE:
AREE DI VALORE STORICO AMBIENTALE: Aree di pregio, oggetto di tutela da parte di enti sovraordinati o da tutelare per i valori stoi-ico - paesaggistici riconosciuti dal Piano. AREE DI PERTINENZA DEGLI EDIFICI STORICI: Area di pertinenza a tutela degli edifici da tramandare entro cui la sistemazione del suolo ed i manufatti esistenti risultano parte architettonicaineiite integrata all'edificio stesso. AREA DI PERTINENZA DEGLI EDIFICI:
AREA DI PERTINENZA DEGLI EDIFICI:
ed i manufatti esistenti risultano parte architettonicaineiite integrata all'edificio stesso. AREA DI PERTINENZA DEGLI EDIFICI: Superfici territoriali e fondiarie asservite per il calcolo degli indici di edificabilità territoriale e fondiaria. In caso di frazionamento della proprietà di aree si fa riferimento, ai fini del calcolo delle capacità edificatorie, alla situazione esistente alla data di adozione del PUC, tenendo conto degli edifici già esistenti sulle medesime aree. 1O VERDE PRIVATO:
azione esistente alla data di adozione del PUC, tenendo conto degli edifici già esistenti sulle medesime aree. 1O VERDE PRIVATO: area di pertinenza degli edifici sistemata a verde anche su soletta purché ricoperta da uno strato di terreno vegetale non inferiore a 60 cm, anche attrezzata per il gioco, lo sport e lo svago ad esclusivo uso privato. l l PARCHEGGIO PRIVATO: spazi a parcheggio di pertinenza delle costruzioni private. 12 INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA (Uf):
. l l PARCHEGGIO PRIVATO: spazi a parcheggio di pertinenza delle costruzioni private. 12 INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA (Uf): rapporto tra la superficie lorda di pavimento edificata e10 edificabile e la superficie fondiaria (Uf = SLPISf): rappresenta il numero di inetri quadrati di superficie lorda di pavimento edificata e10 edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria (mqlinq). 13 INDICE DI UTILIZZAZIONE TERRITORIALE (Ut):
dificata e10 edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria (mqlinq). 13 INDICE DI UTILIZZAZIONE TERRITORIALE (Ut): rapporto tra la superficie lorda di pavimento edificata e10 edificabile e la superficie territoriale (Ut = SLPISt): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda di pavimento edificata e10 edificabile per ogni metro quadrato, di superficie territoriale (inqlmq). 14 INDICE DI DENSITA' EDILIZIA FONDIARIA (lf)
cata e10 edificabile per ogni metro quadrato, di superficie territoriale (inqlmq). 14 INDICE DI DENSITA' EDILIZIA FONDIARIA (lf) rapporto tra il voluine virtuale edificato e10 edificabile e la superficie fondiaria (lf = VISf): rappresenta il numero di inetri cubi di volume edificato e10 edificabile per ogni inetro quadrato di superficie fondiaria (mclinq). INDICE DI DENSITA' EDILIZIA TERRITORIALE (lt): rapporto tra il volume edificato e10 edificabile e la superficie territoriale (lt =
DICE DI DENSITA' EDILIZIA TERRITORIALE (lt): rapporto tra il volume edificato e10 edificabile e la superficie territoriale (lt = VISt): rappresenta il numero di inetri cubi di volume edificato e10 edificabile per ogni inetro quadrato di superficie territoriale (mclinq).
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INDICE INSEDIATIVO:
INDICE INSEDIATIVO: volume o SLP di riferiinento ai fini del diinensionainento del Piano e delle aree destinate a servizi. E pari a 150 mc per abitante a cui cosrispondono 50 mq di SLP per abitante per gli insediainenti residenziali. UTILIZZAZIONI EDIFICATORIE o volumetsia: prodotto espresso in mq o inc tra la superficie tersitoriale o fondiaria e l'indice di utilizzazione territoriale o fondiasia. QUOTE EDIFICATORIE del Coinparto:
a la superficie tersitoriale o fondiaria e l'indice di utilizzazione territoriale o fondiasia. QUOTE EDIFICATORIE del Coinparto: utilizzazioni edificatorie ripartite tra i proprietari del Coinparto in proporzione alla frazione percentuale da ciascuna di essi detenuta del coinplessivi valore imponibile, accertato ai fini dell'imposta coinunale sugli iininobili, per l'insieme di tutti gli iininobili ricadenti nel coinparto. La superficie necessaria per la realizzazione di attrezzature pubbliche non è
AREA DI CONCENTRAZIONE DELL'EDIFICATO:
e di tutti gli iininobili ricadenti nel coinparto. La superficie necessaria per la realizzazione di attrezzature pubbliche non è computata ai fini della deterininazione delle quote edificatosie AREA DI CONCENTRAZIONE DELL'EDIFICATO: area norinativa all' interno del coinparto edificatorio, nelle zone di trasfoilnazione, su cui realizzare le utilizzazioni edificatosie. FILO STRADALE Linea di liinite della sede o piattaforina stradale coinprendente tutte le sedi
FILO STRADALE
are le utilizzazioni edificatosie. FILO STRADALE Linea di liinite della sede o piattaforina stradale coinprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine o altre strutture laterali alle predette sedi, quando queste siano transitabili, nonché le strutture di deliinitazioni non transitabili (parapetti, arginelle e simili). FILO EDILIZIO o FILO DI EDIFICAZIONE CONTINUA: Proiezione di un piano verticale al quale devono adesire i volumi edilizi.
ALLINEAMENTO VINCOLATO
mili). FILO EDILIZIO o FILO DI EDIFICAZIONE CONTINUA: Proiezione di un piano verticale al quale devono adesire i volumi edilizi. Non sono consentiti volumi in sporgenza. Sono consentiti arsetramenti per esigenze coinpositive, distributive, funzionali. ALLINEAMENTO VINCOLATO Limite della fascia edificabile su cui devono attestarsi gli edifici, ove prescritto. ASSE RETTORE: Asse di tracciato urbano vincolante a cui deve fare riferiinento
ASSE RETTORE:
ui devono attestarsi gli edifici, ove prescritto. ASSE RETTORE: Asse di tracciato urbano vincolante a cui deve fare riferiinento l'organizzazione dello spazio pubblico e dell'edificato là dove prescritto ASSE DI SIMMETRIA Asse di siininetria a cui deve fare rifesimento l'edificazione per la definizione della siininetria dell'iinpianto urbano NUMERO DEI PIANI Numero inassiino dei piani del fabbricato valutati verso spazio pubblico o verso spazio privato se non esistono affacci diretti verso spazio pubblico.
iani del fabbricato valutati verso spazio pubblico o
verso spazio privato se non esistono affacci diretti verso spazio pubblico.
Rispetto al nuinero inassiino dei piani previsti dal PUC in caso di affaccio
verso spazio pubblico, i piani verso affacci secondari non possono superare del
k ~ , ~ ~ ~ n u i n e mde consentiti con un inassiino di piani 2.
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i) - 1 2 -
26 ALTEZZA MASSIMA Altezza inassima del fabbiicato valutata verso spazio pubblico. In caso di affacci verso spazi pubblici a quote diverse si fa siferiinento allo spazio pubblico più iinpostante per qualità e connotazione dell'ainbiente urbano. Rispetto all'altezza inassiina prevista dal PUC ,altezze verso affacci secoildaii non possono superare del 50% l'altezza inassiina consentita con un massiino di int. 7.50. 2 7 SUPERFICIE DI VENDITA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE:
rare del 50% l'altezza inassiina consentita con un massiino di int. 7.50. 2 7 SUPERFICIE DI VENDITA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE: ai sensi dell'ast. 4, comina 1, lettera C),del decreto legislativo n. l1411998 la superficie di vendita di un esercizio coininerciale al dettaglio in sede fissa è l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituiscono superfici di vendita: a) quella dei reparti specificatainente destinata ad esposizione di inerci, non
simili. Non costituiscono superfici di vendita: a) quella dei reparti specificatainente destinata ad esposizione di inerci, non iininediatamente prelevabili e10 consegnabili, con ingombro superiore a inc. 0,25, misurato al lordo dell'iinballo; b) quella riservata a percorsi, strade interne, nonché a collegainenti verticali che garantiscono l'accessibilità a più esercizi coininerciali anche quando tra loro integrati da servizi comuni; C) quella esterna all'area di vendita ed antistante vetrine e casse;
nerciali anche quando tra loro integrati da servizi comuni; C) quella esterna all'area di vendita ed antistante vetrine e casse; d) quella destinata a depositi, magazzini, lavorazioni, uffici e servizi. 28 SLP - SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO: Soininatoria delle superfici di solaio dei piani utilizzabili di un fabbiicato, al netto degli ingombri inurari fino ad un massiino di 40 cm. Non costituisce SLP al fine della verifica dell'indice di utilizzazione
tto degli ingombri inurari fino ad un massiino di 40 cm. Non costituisce SLP al fine della verifica dell'indice di utilizzazione territoriale o fondiasio o della capacità insediativa di PUC:
- i locali sottotetto se collegati alle unità iininobiliari sottostanti e10 pertinenze delle stesse unità;
- cantine, garage e locali di sgombero, questi ultimi posti al priino piano interrato o sernintei-sato collegati alle unità iinmobiliari soprastanti e10 pertinenze delle stesse unità;
osti al priino piano interrato o sernintei-sato collegati alle unità iinmobiliari soprastanti e10 pertinenze delle stesse unità;
- vani scala ed ascensori di uso condoininiale o coinune;
- posticati di uso coinune;
- logge, loggiati, balconi, ballatoi, terrazzi, manufatti ed accessosi leggeri, tettoie aggettanti, nel sispetto delle presciizioni riportate nel Regolamento Edilizio Coinunale. Per le attività turistico ricettive, oltre a quanto elencato al precedente
iizioni riportate nel Regolamento Edilizio Coinunale. Per le attività turistico ricettive, oltre a quanto elencato al precedente capoverso, non costituisce SLP quella destinata ad attività congsessuali, associative, espositive, per lo spettacolo, sportive, per il teinpo libero, convenzionate all'uso pubblico. La superficie lorda di pavimento finalizzata alla realizzazione di servizi a standard urbanistici a livello coinunale non è da coinputare entro le
VOLUME VIRTUALE:
a di pavimento finalizzata alla realizzazione di servizi a standard urbanistici a livello coinunale non è da coinputare entro le utilizzazioni edificatorie dell'area generate dall'applicazione dell'indice territoriale. VOLUME VIRTUALE: Voluine dato dal prodotto della SLP per l'altezza d'inte a in. 3.
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3 O RAPPORTO DI COPERTURA: Percentuale di superficie coperta valutata in relazione alla superficie fondiaria o per le zone di trasformazione, valutate in relazione all'area di concentrazione dell'edificato. 3 1 AREA URBANIZZATA: area dotata di tutte le opere di urbanizzazione psiinaria e secondaria o per le quali esista l'iinpegno alla realizzazione da parte del Comune o dei privati, nel successivo tiiennio. 32 PARAMETRI DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA:
- superficie tenitosiale e fondiaria;
PARAMETRI DI TRASFORMAZIONE EDILIZIA:
Comune o dei privati, nel successivo tiiennio. 32 PARAMETRI DI TRASFORMAZIONE URBANISTICA:
- superficie tenitosiale e fondiaria;
- indice di utilizzazione tessitosiale e fondiaria;
- indice insediativo;
- destinazioni d'uso;
- dotazione di sei-vizi prevista nel Piano;
- aree di concentrazione dell'edificato. PARAMETRI DI TRASFORMAZIONE EDILIZIA:
- rapporto di copertura;
- dotazione di aree a verde pi-ivato;
- altezza degli edifici;
- nuinero di piani consentito;
- distanza dai confini privati;
a;
- dotazione di aree a verde pi-ivato;
- altezza degli edifici;
- nuinero di piani consentito;
- distanza dai confini privati;
- distanza tra gli edifici;
- allineamento vincolato
- filo edilizio o filo di edificazione continua;
- asse rettore;
- spessore del corpo di fabbrica. 34 DIVIDENTI: Linee inserite nelle tavole di PUC (tav. 3 e tav. 4), al fine di migliorare I'individuazione dei gruppi di edifici, di parte degli stessi e delle aree di pertinenza.
av. 3 e tav. 4), al fine di migliorare I'individuazione dei gruppi di edifici, di parte degli stessi e delle aree di pertinenza. 3 5 Per le restanti definizioni si fa riferiinento a quelle contenute nel Regolainento Edilizio Coinunale, approvato con delibera di Consiglio Provinciale no 82 del 21/06/2001 e pubblicato sul B.U.R.C. il 24 giugno 2002. al'
Art. 2 Destinazioni d'uso
Art. 2 Destinazioni d'uso Le destinazioni d'uso sono distinte nelle seguenti categorie, di cui alcune ulterioi~nentearticolate in classi.
- Residenza A) residenze di civile abitazione B) residenze collettive ivi coinprese le residenze per anziani, residenze per studenti La "residenza" è compatibile con la destinazione turistico ricettiva e non viceversa. Sono inclusi nella residenza gli spazi di pertinenza quali: cantine, sottotetti se collegati all'unità iininobiliare sottostante, parcheggi.
nella residenza gli spazi di pertinenza quali: cantine, sottotetti se collegati all'unità iininobiliare sottostante, parcheggi. 2. Artiyianale di servizio attività connesse alla cura della persona (parrucchieri, sarti, calzolai, lavanderie, estetisti, infermieri, etc.) od alla manutenzione di beni di uso personale e coinune, della casa e degli edifici produttivi (idraulici, elettricisti, tappezzieri, inanutentori impianti di riscaldamento, falegname, etc.) o
asa e degli edifici produttivi (idraulici, elettricisti, tappezzieri, inanutentori impianti di riscaldamento, falegname, etc.) o finalizzate alla produzione di sesvizi necessari ad altre funzioni residenziali o produttive (copisterie, iinprese di pulizia, etc.), con l'esclusione delle attività non compatibili con la residenza; 3. Turistico ricettiva a) superfici di unità iinmobiliari edilizie, destinate all'uso abitativo ricettivo,
ili con la residenza; 3. Turistico ricettiva a) superfici di unità iinmobiliari edilizie, destinate all'uso abitativo ricettivo, integrati da locali di soggiorno e servizi di uso coinune, nonché da eventuale ristorante e bar, definiti dalla vigente legislazione di settore come strutture ricettive tusistiche alberghiere, anche se gestite in fonna periodica e10 stagionale, quali: alberghi, motel, villaggi albergo, residenze turistico- alberghiere, nonché pensioni ed esercizi di affittacainere;
nale, quali: alberghi, motel, villaggi albergo, residenze turistico- alberghiere, nonché pensioni ed esercizi di affittacainere; b) superfici destinate ad attrezzature turistiche gestite unitariainente e con contratti di tipo periodico e10 stagionale, definite dalla vigente legislazione di settore anche coine strutture all'aria aperta, costituite prevalenteinente da sediini non edificati ina urbanizzati, con presenza limitata di edifici ad uso
e all'aria aperta, costituite prevalenteinente da sediini non edificati ina urbanizzati, con presenza limitata di edifici ad uso coinune e collettivo (gruppi di servizi, ricezione utenti, etc.), nonché di eventuale ristorante e bar, ovvero campeggi e villaggi turistici. 4. Terziario a. uffici pubblici e privati (studi professionali, agenzie turistiche, iminobiliari, assicurative, istituti bancari, uffici postali, ecc.); b. centri di forinazione;
rofessionali, agenzie turistiche, iminobiliari, assicurative, istituti bancari, uffici postali, ecc.); b. centri di forinazione; Sono aininesse destinazioni accessorie nella inisura inassiina di 200 inq di SLP e coinunque non superiore al 20% della SLP della destinazione principale, attività per la ristorazione e pubblici esercizi, connessi allo svolgiinento dell'attività principale.
- Coininercio Così coine definite dal Dgl. 114198 e dalla disciplina regionale di adeguainento: -Al - esercizi di vicinato: attività coininerciali al dettaglio, attività per la ristorazione e pubblici esercizi; attività artigianali di sewizio con superficie di vendita sino a 250 mq; -M l AIM - Medie strutture inferiori, per prodotti alimentali o inisti aventi superficie netta di vendita compresa tra 251 e 1.500 mq.; -M1 E - Medie strutture inferiori, per prodotti extraliinentari aventi superficie
netta di vendita compresa tra 251 e 1.500 mq.; -M1 E - Medie strutture inferiori, per prodotti extraliinentari aventi superficie netta di vendita compresa tra 25 1 e 1.500 mq.; -M2 AIM - Medie strutture superiori, anche in foi-ma di centro coininerciale, per prodotti aliinentari o inisti aventi superficie netta di vendita compresa tra 1.501 e 2.500 mq.; -M2 E - Medie stsutture supeliosi, anche in fosma di centro coininerciale, per prodotti extralimentasi aventi superficie netta di
M2 E - Medie stsutture supeliosi, anche in fosma di centro coininerciale, per prodotti extralimentasi aventi superficie netta di vendita compresa tra 1.501 e 2.500 mq.; -G1 AIM - Ipei-mercati: strutture di vendita fino a 5.000 inq. per la vendita di prodotti alimentari e non aliinentari; -G1 E - Strutture di vendita fino a 15.000 inq. per la vendita di soli prodotti non aliinentari; -G2 CQ - Centri cominerciali di quartiere o di interquartiere: stmtture
00 inq. per la vendita di soli prodotti non aliinentari; -G2 CQ - Centri cominerciali di quartiere o di interquartiere: stmtture commerciali di alineno 6 esercizi coininerciali in diretta con~unicazione tra loro, o posti all'intemo di una struttura funzionale unitaria articolata lungo un percorso pedonale di accesso comune, fino a 4.000 mq. di vendita; -G2 CI - Centri coininerciali inferiori: strutture coini~lercialidi alineno 8 esercizi coininerciali con le caratteristiche di cui alla lettera precedente,
li inferiori: strutture coini~lercialidi alineno 8 esercizi coininerciali con le caratteristiche di cui alla lettera precedente, con superficie di vendita fino a 15.000 mq.; -G2 CS - Centri coininerciali superiori: strutture commerciali di alineno 12 esercizi coinmerciali con le caratteristiche di cui alla precedente lettera, con superficie maggiore di 15.000 mq., fino ad un inassiino di 25.000 mq.; -G ACP - Centri coininerciali costituiti da aggregazioni coininerciali
ggiore di 15.000 mq., fino ad un inassiino di 25.000 mq.; -G ACP - Centri coininerciali costituiti da aggregazioni coininerciali polifuilzionali. Dette aggregazioni devono essere costituite da almeno 6 esercizi appartenenti alle grandi e medie strutture ed esercizi di vicinato, con singole superfici di vendita fino a mq. 5.000, nonché da attività produttive artigianali e di servizi. Sono a~ninessedestinazioni accessorie nella misura massima di 200 inq di
nonché da attività produttive artigianali e di servizi. Sono a~ninessedestinazioni accessorie nella misura massima di 200 inq di SLP, comunque, non superiore al 20% della SLP della destinazione principale, uffici, strettainente necessari allo svolgiinento dell'attività principale. Le attività per la ristorazione e i pubblici esercizi sono assiinilabili alla destinazione commerciale disciplinata al coinina 8. 6. Coinmercio all'ingrosso
one e i pubblici esercizi sono assiinilabili alla destinazione commerciale disciplinata al coinina 8. 6. Coinmercio all'ingrosso attività di vendita di beni ad altri coininercianti, grossisti o dettaglianti, comunità od altri utilizzatosi professionali e di deposito di merci coi-relate alla distribuzione.
l 1 7. Ai-tigianale di produzione A l ) artigianale di servizio ed artigianale di produzione; A2) depositi al coperto o all'aperto. B) Attività di ricerca, anche a carattere innovativo, finalizzate alla produzione e fornitura di "beni immateriali", servizi tecnici ed informatici purché fisicainente e funzionalmente connesse con l'attività produttiva insediata. 12 Sono ammesse, entro il limite del 10% della SLP esistente o in progetto,
lmente connesse con l'attività produttiva insediata. 12 Sono ammesse, entro il limite del 10% della SLP esistente o in progetto, destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgiinento dell'attività principale e integrate nell'unità produttiva stessa quali: esercizi di vicinato e uffici. 13 8. Industriale A l ) attività industriali A2) depositi al copei-to o all'aperto. A3) deposito di relitti e rottami e attrezzature per la coinpattazione.
ività industriali A2) depositi al copei-to o all'aperto. A3) deposito di relitti e rottami e attrezzature per la coinpattazione. B) Attività di ricerca, anche a carattere innovativo, finalizzate alla produzione e fornitura di servizi tecnici ed informatici purchè fisicamente e funzionalmente connesse con l'attività produttiva insediata. 14 Sono ammesse, entro il limite del 10% della SLP esistente o in progetto, destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgiinento dell'attività
imite del 10% della SLP esistente o in progetto, destinazioni accessorie strettamente necessarie allo svolgiinento dell'attività principale e integrate nell'unità produttiva stessa quali: esercizi di vicinato e uffici. 9. Agricola- Attività volta alla coltivazione agricola con residenze rurali e attrezzature connesse all'attività agricola. 10. Servizi pubblici i) attrezzature per l'istruzione di ogni ordine e grado; a) attrezzature di interesse comune: servizi sociali, culturali,
bblici i) attrezzature per l'istruzione di ogni ordine e grado; a) attrezzature di interesse comune: servizi sociali, culturali, assistenziali, sanitari, residenze per anziani, residenze per studenti, uffici pubblici, centri civici e attrezzature per il culto; p) parcheggi; v) parchi urbani, giardini, aree verdi per la sosta e il gioco; attrezzature sportive al coperto e all'aperto, attrezzature per il tempo libero; t) impianti tecnologici e relativi servizi;
co; attrezzature sportive al coperto e all'aperto, attrezzature per il tempo libero; t) impianti tecnologici e relativi servizi; z) piazza mercato, aree attrezzate per spettacoli e manifestazioni; u) istruzione universitaria: istituti di ricerca scientifica, tecnologica ivi compresi attività di ricerca anche a carattere innovativo. 12. Attività espositive e congressuali Attrezzature espositive e attività congressuali in sede propria. Sono aininesse, entro il limite del 20% della SLP esistente o in progetto,
e espositive e attività congressuali in sede propria. Sono aininesse, entro il limite del 20% della SLP esistente o in progetto, destinazioni accessorie necessarie allo svolgiinento dell'attività principale quali esercizi di vicinato e uffici. 13. Terziario e ricerca Attività finalizzate alla ricerca scientifica, tecnologie
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inquinanti, anche finalizzate alla produzione e fornitura di beni iminateriali. 20 14. Attività di seivizio alle persone (Servizi alle persone) a. esercizi di vicinato, attività per la ~istorazionee pubblici esercizi; b. attività direzionali quali: sportelli bancail, agenzie assicurative, turistiche; C. attività congressuali, associative, espositive e per lo spettacolo; d. attività artigianali di servizio; e. attività sportive e per il tempo libero; 2 1 15. Autoriinesse e p a r c h e n ~
ttacolo; d. attività artigianali di servizio; e. attività sportive e per il tempo libero; 2 1 15. Autoriinesse e p a r c h e n ~ Autoriinesse e parcheggi pubblici e privati. 22 Le destinazioni d'uso aininesse per ogni zona omogenea sono individuate nelle tavole di Piano denominate "Azzonainento e destinazioni d'uso" e sono così ulteiionnente articolate:
- residenza;
- residenza con piano teira per servizi alle persone Res. inax 100%; Serv. alle pers. max 20%;
- residenza e terziario;
sidenza;
- residenza con piano teira per servizi alle persone Res. inax 100%; Serv. alle pers. max 20%;
- residenza e terziario; Res. max 40%; Terz. inax 100%; Serv. alle pers. inax 15%;
- Servizi alle persone. E' ainmessa la permanenza della destinazione residenziale esistente;
- residenza con giardino;
- attività turistico-ricettive;
- terziario;
- terziario e ricerca; Terz. e ricerca inax 100%; Res. nlax 30%;
- terziario e commercio; Terz. max 50%; Coinin. inax 50%;
- coininercio;
io e ricerca; Terz. e ricerca inax 100%; Res. nlax 30%;
- terziario e commercio; Terz. max 50%; Coinin. inax 50%;
- coininercio;
- artigianale di produzione;
- industriale. 2 3 La destinazione d'uso costituisce prescrizione vincolante per l'attuazione degli interventi.
Art. 3 Categorie d'intervento
Art. 3 Categorie d'intervento 1 Le categorie d'intewento fanno rifesiinento alle definizioni specificate dal DPR 38012001 art. 3 ed ulterioi~nenteprecisate nel Regolainento Urbanistico Edilizio coinunale. L'applicazione delle categoiie d'intervento agli edifici esistenti deve fare riferimento alle opere aininesse sugli edifici stessi, così coine disciplinati ai successivi articoli 7 e 9 ed ultesiorinente specificati nelle diverse zone oiiiogenee.
Art. 4 Attuazione degli interventi
difici stessi, così coine disciplinati ai successivi articoli 7 e 9 ed ultesiorinente specificati nelle diverse zone oiiiogenee.
Art. 4 Attuazione degli interventi I1 Piano si attua mediante: DIA, peimesso di costruire, perinesso di costruire preceduto da apposita convenzione o attraverso piano urbanistico attuativo o altre procedure abilitative stabilite dalle leggi vigenti. Ove non definite dal Piano, le porzioni di ten-itorio da assoggettare alla
procedure abilitative stabilite dalle leggi vigenti. Ove non definite dal Piano, le porzioni di ten-itorio da assoggettare alla preventiva fo~~nazionedi piano urbanistico attuativo sono definite dall'Ainininistrazione Coinunale anche su proposta dei piivati. 2bis I PUA, con riferiinento all'art. 26 della L.R. 16104, ed in rappoi-to a ciascuna area di trasfonnazione si distinguono in:
- per le aree di rinnovo urbano (art. 15 delle presenti nonne) i PUA in
-to a ciascuna area di trasfonnazione si distinguono in:
- per le aree di rinnovo urbano (art. 15 delle presenti nonne) i PUA in relazione al contenuto, hanno valore di piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457;
- per le Zone di Sostituzione e Ricoinposizione Urbana - Ru (art. 16 delle presenti nonne) i PUA in relazione al contenuto, hanno valore di piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457;
- per le Zone di Riqualificazione - Rq (art. 16 delle presenti norme) i PUA
di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457;
- per le Zone di Riqualificazione - Rq (art. 16 delle presenti norme) i PUA in relazione al contenuto, hanno valore di piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, articoli 13 e 28;
- per le Zone di Nuovo Iinpianto - Ni e Nit (art. 16 delle presenti nonne), i PUA in relazione al contenuto, hanno valore di piani particolareggiati e i
inpianto - Ni e Nit (art. 16 delle presenti nonne), i PUA in relazione al contenuto, hanno valore di piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, articoli 13 e 28;
- per le Aree da Trasfonnare per Servizi - Ts (art. 25 delle presenti nonne), i PUA in relazione al contenuto, hanno valore di piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, ai-ticoli 13 e
hanno valore di piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, ai-ticoli 13 e 28. Per la zona A, disciplinata ai successivi art. 11 e 12, l'attuazione degli interventi per tutti gli edifici del Gsuppo 1,2, 3, 4 è diretta senza obbligo di Piano Urbanistico Attuativo, in quanto il PUC fornisce per tali edifici e per le aree di pertinenza l'indicazione dettagliata degli interventi ainrnessi. 4 Nelle zone di trasfoimazione e nelle aree da trasfomare per servizi,
nza l'indicazione dettagliata degli interventi ainrnessi. 4 Nelle zone di trasfoimazione e nelle aree da trasfomare per servizi, individuate nella Tav. 2 "Azzonainento e destinazioni d'uso e nella Tav. 3 "Modalità di intervento", i parametri urbanistici ed edilizi sono definiti nelle %5 schede nonnative allegate. I parcheggi pertinenziali (ex Lege no 122189) devono essere previsti per tutte le destinazioni d'uso e per gli interventi di: nuovo iinpianto, ristrutturazione
ege no 122189) devono essere previsti per tutte le destinazioni d'uso e per gli interventi di: nuovo iinpianto, ristrutturazione edilizia (liinitatamente alle unità iininobiliari aggiunte), ainpliainento (liinitata~nentealla SLP aumentata) secondo le quantità previste dalla legislazione vigente (1 inq ogni 10 inc o 1 inq ogni 3 mq di SLP). I parcheggi a standard devono essere previsti per le destinazioni d'uso: -- coiminerciali, terziarie, turistico - ricettive, attività di servizio alle persone,
ssere previsti per le destinazioni d'uso: -- coiminerciali, terziarie, turistico - ricettive, attività di servizio alle persone, attività espositive, congressuali e fiei-istiche, con riferiinento agli interventi di
aumentata), ai cainbi di destinazione d'uso (liinitatainente alle variazioni di categorie di destinazione d'uso), nelle quantità di linq di parcheggio per l inq di SLP realizzata. Per le attività coininerciali, disciplinate dal Dgl 1 14/98 e dalla disciplina regionale di adeguainento, si deve, inoltre, far riferiinento alle leggi di settore vigenti. L'Amministrazione ha la facoltà di non accettare la cessione di aree nell'ainbito delle Zone di Trasformazione qualora venga ritenuta non
trazione ha la facoltà di non accettare la cessione di aree nell'ainbito delle Zone di Trasformazione qualora venga ritenuta non opportuna dal Comune in relazione alla loro estensione, conforinazione o localizzazione, ovvero in relazione ai Prograinini coinunali di Intervento, il Consiglio Coinunale su proposta della Giunta, può disporre che in luogo del conferiinento (anche parziale) delle aree venga corrisposta una soinina calcolata sul valore degli iininobili, tenendo conto del loro stato di fatto e di
iale) delle aree venga corrisposta una soinina calcolata sul valore degli iininobili, tenendo conto del loro stato di fatto e di diritto, rispetto a quello di aree ricadenti nella stessa zona omogenea. L'intervento edilizio con monetizzazione degli standards potrà essere assentito previo accei-tainento che nella zona di trasforinazione di riferiinento, la riduzione degli standards non risulti inferiore ai valori ininimi fissati per abitante dalla normativa vigente.
riferiinento, la riduzione degli standards non risulti inferiore ai valori ininimi fissati per abitante dalla normativa vigente. E' consentita la inonetizzazione delle aree da destinare a parcheggio a standard e pertinenziali, quando 1'Amininistrazione Coinunale intenda realizzare direttainente o faccia realizzare le relative opere, da eseguirsi entro un periodo non superiore a tre anni dalla data di rilascio del perinesso a costruire ai privati.
ative opere, da eseguirsi entro un periodo non superiore a tre anni dalla data di rilascio del perinesso a costruire ai privati. I parcheggi devono in ogni caso essere già realizzati e fmibili all'atto dell'attivazione della destinazione d'uso per cui viene pagata la inonetizzazione. I1 Piano individua le zone di recupero ex Lege 457178 art. 27 all'intemo delle Zone omogenee senza delimitare ainbiti da assoggettare a piano di recupero.
di recupero ex Lege 457178 art. 27 all'intemo delle Zone omogenee senza delimitare ainbiti da assoggettare a piano di recupero. Gli interventi che interessano beni immobili tutelati dalla ex Lege n01089/39 e dalla ex lege 1497139 (ora D.Lgs. 490199, D.Lgs. 4212004) sono assoggettati alle relative disposizioni e necessitano del preventivo nulla osta da parte degli enti competenti. Gli interventi devono rispettare le indicazioni contenute nella Relazione
preventivo nulla osta da parte degli enti competenti. Gli interventi devono rispettare le indicazioni contenute nella Relazione geologico - tecnica, relazione che costituisce parte integrante del presente PUC. (Allegato 3) Gli inteiventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanainento conservativo e ristiutturazione edilizia sugli edifici esistenti, secondo le definizioni precisate al precedente art.3 coinma 1 , devono garantire il
tturazione edilizia sugli edifici esistenti, secondo le definizioni precisate al precedente art.3 coinma 1 , devono garantire il rispetto dei requisiti di sicurezza così coine disciplinato dalla L.R no 2712002. 12 bis Per gli edifici del Gruppo 4 (edifici recenti) così coine defin successivo art.7, comina 6, sono altresì consentiti interventi nella deinolizione e ricostruzione con la stessa voluinetria e quelli preesistenti fatte salve le sole innovazioni necessarie
ti nella deinolizione e ricostruzione con la stessa voluinetria e quelli preesistenti fatte salve le sole innovazioni necessarie l'adeguainento alla nonnativa antisisinica.
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Per la definizione di sagoina si rimanda a quella contenuta nel Regolamento Urbanistico Edilizio Coinunale. 13 Convenzioni attuative o atti sostitutivi Le convenzioni attuative, nel rispetto dei disposti dell'ast. 37 della L.R. no 1612004 disciplinano: a) l'individuazione delle aree generatrici delle utilizzazioni edificatone da realizzare o da trasferire da interventi di Rinnovo Urbano (art. 15 conlina 3 bis) se previsti, in accordo con le prescrizioni del PUC;
are o da trasferire da interventi di Rinnovo Urbano (art. 15 conlina 3 bis) se previsti, in accordo con le prescrizioni del PUC; b) la cessione gratuita al Comune delle aree destinate alla viabilità ed ai servizi; C) la cessione onerosa da parte del Comune ai privati delle aree di concentrazione dell'edificato e10 delle utilizzazioni edificatorie generate da aree di proprietà pubblica secondo le destinazioni previste dal piano; d) gli oneri di urbanizzazione da cosrispondere in caso di attuazione
rietà pubblica secondo le destinazioni previste dal piano; d) gli oneri di urbanizzazione da cosrispondere in caso di attuazione diretta da paste del Coinune; e) l'iinpegno da paste del privato a realizzare le opere di urbanizzazione priina del rilascio del perinesso a costruire, previo verbale di accei-tainento da parte dell'Amministrazione Comunale della corretta attuazione delle opere di urbanizzazione primaria; f) l'iinpegno da parte dei privati a realizzare i parcheggi pertinenziali Legge no 122189;
lle opere di urbanizzazione primaria; f) l'iinpegno da parte dei privati a realizzare i parcheggi pertinenziali Legge no 122189; g) la durata degli obblighi assunti, i termini di inizio e di ultiinazione degli interventi : teinpi di realizzazione degli interventi privati coordinati con i teinpi di realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e dei sewizi; h) le quote di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, agevolata o convenzionata, così come disciplinate al successivo coinina 15;
ote di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, agevolata o convenzionata, così come disciplinate al successivo coinina 15; i) l'eventuale coiicessione, rilasciata da parte di Enti pubblici, di gestione di servizi pubblici da paste di soggetto privati e10 la gestione dei servizi privati convenzionati all'uso pubblico;
- le garanzie reali e finanziarie da prestare per l'adeinpiinento degli obblighi e le sanzioni per l'inosservanza degli stessi, ivi coinpresa la possibilità di risoluzione contrattuale;
piinento degli obblighi e le sanzioni per l'inosservanza degli stessi, ivi coinpresa la possibilità di risoluzione contrattuale; in) gli elementi progettuali, le garanzie e le modalità di controllo dell' esecuzione delle opere di ui-banizzazione. Le convenzioni attuative possono essere sostituite, nel rispetto delle leggi di settore vigenti, da atti di impegno unilaterale in presenza di titoli abilitativi all'esecuzione delle opere alternative al perniesso a costruire.
a atti di impegno unilaterale in presenza di titoli abilitativi all'esecuzione delle opere alternative al perniesso a costruire. L'An~ininistrazioneComunale, in sede di Atti di prograininazioile e di Pua, determina la quota di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata, convenzionata e agevolata e i criteri per la relativa localizzazione. In ogni caso la quota non può essere, in percentuale, inferiore al 40% riferita al fabbisopo abitativo calcolato nella relazione allegata al PUC.
uota non può essere, in percentuale, inferiore al 40% riferita al fabbisopo abitativo calcolato nella relazione allegata al PUC. Tale quota deve essere localizzata prioritariainente nelle zone di sostituzione e
pubblica. 16 L'attuazione degli inteiventi pubblici e privati all'intemo delle zone di trasfonnazione è disciplinata dall' art. 25 L.R. no 1612004 "Atti di progaininazione degli intesventi", disposti aventi il valore e gli effetti del programma pluriennale di attuazione, ex art. 13 della L 10177 ed art. 5 della L.R. no 1912001. In sede di programinazione degli interventi, i coinparti individuati nel PUC o nei PUA, possono essere suddivisi in ulteriori ambiti.
de di programinazione degli interventi, i coinparti individuati nel PUC o nei PUA, possono essere suddivisi in ulteriori ambiti. 17 Nelle zone di trasforrnazione la trasfonnazione è deinandata a strumento attuativo, gli atti di programinazione degli intei-venti non sono richiesti nei seguenti casi:
- nel caso già esistano tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, diinensionate in misura adeguata, secondo le previsioni di PUC, a sopportare il
e opere di urbanizzazione primaria e secondaria, diinensionate in misura adeguata, secondo le previsioni di PUC, a sopportare il nuovo carico insediativo indotto dalla trasfosmazione;
- nel caso sia prevista la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria nel successivo triennio, da parte del Comune o da parte dei soggetti privati attuatosi. 18 Nella gestione del Piano il Comune potrà affidare le funzioni previste ai
L.R. 14192.
l Comune o da parte dei soggetti privati attuatosi. 18 Nella gestione del Piano il Comune potrà affidare le funzioni previste ai coinini precedenti e quelle previste al successivo art. 5 ad un Soggetto pubblico, o a maggioranza di capitale pubblico, appositamente delegato. 19 Le aree di cessione per servizi di cui all'artt. 16 e 25 saranno utilizzate per l'allocazione di un albero per ogni neonato e10 minore adottato ai sensi della L.R. 14192.
Art. 5 Procedure di attuazione nelle zone di trasformazione
Art. 5 Procedure di attuazione nelle zone di trasformazione Le trasfoi-inazioni previste dal Puc, sono realizzate mediante coinpai-ti edificatosi , nel rispetto delle prescrizioni contenute nelle tavole di Puc e nelle schede noimative. Le schede nonnative, là dove previste, precisano le prescrizioni vincolanti che non possono essere modificate dai privati in sede di proposta, così come precisato al successivo punto B comma 7. In assenza di schede nomative si intendono prescrizioni vincolanti i parametri
osì come precisato al successivo punto B comma 7. In assenza di schede nomative si intendono prescrizioni vincolanti i parametri urbanistico - edilizi della zona in cui è compreso il Comparto. A) Trasfoill~azioneattuata inediante la procedura del Coinparto (vedi artt. 33 e 34 della L.R. no 1612004) nel rispetto di tutti i parametri della zona di Puc e10 dei contenuti quantitativi e planovolumetsici delle schede nomative. I1 coinparto edificatosi0 deve contenere le seguenti prescrizioni:
tenuti quantitativi e planovolumetsici delle schede nomative. I1 coinparto edificatosi0 deve contenere le seguenti prescrizioni: a) aree di concentrazione dell'edificato; b) aree per la viabilità e i servizi e le relative opere di urbanizzazione; C) aree da cedere per servizi; d) le utilizzazioni edificatone (SLP); e) le destinazioni d'uso; f) se specificatainente indicati nelle schede nomative: gli allineainenti, gli assi rettori, la localizzazione delle aree per servizi speciali, gli edifici e gli
nelle schede nomative: gli allineainenti, gli assi rettori, la localizzazione delle aree per servizi speciali, gli edifici e gli iininobili di pregio da salvaguardare, parametri urbanistici, edilizi, di qualità. Eventuali altre prescrizioni sono indicate nelle schede nonnative allegate. Nei casi in cui il Puc fornisce nelle schede e nei relativi "studi di assetto" o nelle tavole di Puc i contenuti di cui al precedente coinina 4, punti a), b), C),
lle schede e nei relativi "studi di assetto" o nelle tavole di Puc i contenuti di cui al precedente coinina 4, punti a), b), C), d), e), f), l'attuazione può avvenire tramite pennesso a costruire convenzionato o altre procedure abilitative, nel rispetto delle leggi di settore vigenti, estese all'intero comparto, a condizione vengano rispettati detti contenuti. La convenzione deve garantire la contestuale realizzazione degli interventi
to, a condizione vengano rispettati detti contenuti. La convenzione deve garantire la contestuale realizzazione degli interventi pubblici (infiastsutture, opere di urbanizzazione primaria e secondaria) e privati (utilizzazioni edificatorie realizzate nelle aree di concentrazione dell'edificato), secondo i contenuti esplicitati al precedente art. 4. B) Trasfonnazione in variante b In relazione alle previsioni riferite all'intero coinpai-to possono essere
al precedente art. 4. B) Trasfonnazione in variante b In relazione alle previsioni riferite all'intero coinpai-to possono essere modificate le prescrizioni non vincolanti delle schede nomative allegate al piano relative a: a) verifica di perirnetrazioni conseguenti alla diversa scala di rappresentazione grafica del Piano ; b) prccisazioni dei tracciati viari; C)modificazione del perin~etrodei Pua resesi neccssasie da esigenze sopravvenute quali ritrovainenti archeologici, limitazioni connesse all'
d)la diversa dislocazione, nel perimetro del Pua, degli insediainenti, dei seivizi, delle infrastrutture e del verde pubblico. In relazione alla previsione riferite all'intero coinparto, non possono essere inodificate le previsioni rifeiite alla schede nonnative allegate al piano relative a: a) utilizzazioni edificatorie inassiine (SLP); b)destinazioni d' uso; C)quantità minima da cedere per servizi; d) fili edilizi, assi rettori, altezze inassiine, localizzazioni delle aree per
d' uso; C)quantità minima da cedere per servizi; d) fili edilizi, assi rettori, altezze inassiine, localizzazioni delle aree per servizi speciali, edifici e imrnobili di pregio da salvaguardare. e) altre prescrizioni vincolanti contenute nelle schede nonnative Le trasfoimazioni in variante, così come precisato al precedente coinina 6, devono seguire la procedura di formazione dei Piani urbanistici attuativi (Pua) (vedi ai-t. 27 L.R. no 1612004).
ente coinina 6, devono seguire la procedura di formazione dei Piani urbanistici attuativi (Pua) (vedi ai-t. 27 L.R. no 1612004). Le convenzioni dei Piani urbanistici attuativi allegate ed attuative delle previsioni delle schede nonnative del coinparto edificatorio, hanno i contenuti esplicitati al precedente art. 4 coinina 13. 1O A prescindere dall'esatta misurazione della superficie territoriale, rilevabile dallo stato di fatto, fa fede, al fine della definizione delle utilizzazioni
surazione della superficie territoriale, rilevabile dallo stato di fatto, fa fede, al fine della definizione delle utilizzazioni edificatorie, la SLP inassima indicata nelle relative schede norrnative.
Art. 6 11 "Patrimonio storico e ambientale"
Titolo I11 Il Piano Art. 6 11 "Patrimonio storico e ambientale" Costituisce il "Patriinonio storico e ainbientale" I'insieine dei caratteri architettonici, storici, naturali, ainbientali, paesaggistici, sociali, che connotano lo spazio urbano e il tenitorio. I1 PUC fornisce, per ciascuno di tali elementi, specifici obiettivi e prescrizioni di tutela e valorizzazione. Vengono individuati, al fine della loro tutela e valorizzazione:
specifici obiettivi e prescrizioni di tutela e valorizzazione. Vengono individuati, al fine della loro tutela e valorizzazione:
- Gli edifici da tutelare (gruppi di edifici 1,2, 3) e le loro pertinenze (art. 7 e ai-t. 9)
- I manufatti di valore storico - docuinentario - Giuppo 1 (art. 7 e art. 9)
- 1 siti archeologici (art. 32)
- Le aree di valore storico - ambientale (art. 7 e art. 30)
- I viali e le alberature storiche (art. 30)
- I1 sistema dei mulini del Fenestrelle (art. 22 e art 29)
ale (art. 7 e art. 30) 5. I viali e le alberature storiche (art. 30) 6. I1 sistema dei mulini del Fenestrelle (art. 22 e art 29) 7. Gli assi ordinatosi della città storica (alt. 28) 8. I1 sistema delle piazze storiche (art. 28) 9. I percorsi ed i tracciati di valore storico - ambientale (art. 29) 10. L'area agricola (art. 20) 1 1. L'area boscata (art. 20) 12. Il parco agricolo (art. 20) 13. Le colture a vigneto di valore storico - paesaggistico (art. 21) 14. I1 Parco del Fenestrelle (alt. 22)
o agricolo (art. 20) 13. Le colture a vigneto di valore storico - paesaggistico (art. 21) 14. I1 Parco del Fenestrelle (alt. 22) 15. I fiumi e i corsi d'acqua (art. 32) 16. Aree percorse dai cunicoli della Collina La Terra Tramandare il "Patrimonio storico e ambientale" nei suoi elementi fondativi costituisce eleinento stsutturale per il raggiungimento degli obiettivi del PUC. L7Ainn~inistrazioneCoinunale, con le procedure del Piano di Recupero, e con
urale per il raggiungimento degli obiettivi del PUC. L7Ainn~inistrazioneCoinunale, con le procedure del Piano di Recupero, e con idonea inotivazione, anche sulla base della disciplina che ha ispirato I'individuazione del "Patriinonio storico e ambientale" e10 su proposta di altri soggetto o Enti, può integrare lo stesso "Patriinonio" individuato dal Piano.
Art. 7 Gruppi di edifici e aree di valore storico ambientale
Parte I Individuazione dei gruppi di edifici e disciplina degli interventi ammessi sugli edifici esistenti Art. 7 Gruppi di edifici e aree di valore storico ambientale 1 Su tutto il territorio e all'interno delle diverse zone omogenee iiconosciute dal PUC, gli interventi sugli edifici esistenti si attuano con modalità rappoi-tate alla qualità e alla tutela espresse dal piano nei confronti dei singoli edifici. I singoli edifici sono stati riconosciuti, studiati e classificati coine appartenenti
l piano nei confronti dei singoli edifici. I singoli edifici sono stati riconosciuti, studiati e classificati coine appartenenti a gruppi con differenti caratteristiche, deiioininati: Gruppi 1 , 2 , 3 , 4 . I gruppi 1 , 2 , 3 , 4 sono individuati nelle tavole "Modalità di intervento" e definiti "Gruppi di edifici". A) Gruppi di edifici Gruppo 1) Edifici di pregio Edifici sottoposti a vincolo Ex Lege 1089139 e quelli caratterizzati da specifiche qualità formali:
- edifici inonuinentali;
gio Edifici sottoposti a vincolo Ex Lege 1089139 e quelli caratterizzati da specifiche qualità formali:
- edifici inonuinentali;
- manufatti di interesse storico;
- chiese. Gruppo 2) Edifici di valore storico Gli edifici che, con la loro architettura, connotano ambienti urbani e rurali e che vengono tutelati in ragione del contributo che forniscono nella costruzione dell'iinrnagine urbana e del tessitorio. Gruppo 3) Edifici di valore documentario
el contributo che forniscono nella costruzione dell'iinrnagine urbana e del tessitorio. Gruppo 3) Edifici di valore documentario Gli edifici le cui qualità costituiscono testimonianza, per le particolari modalità costruttive e di uso dei inateriali, dei inodi di costruzione della città. Gruppo 4) Edifici recenti Gli edifici privi di particolari valori architettonici o d'iininagine ambientale. B) Parti degli edifici Gli edifici appartenenti ai gruppi 1,2, 3 sono disciplinati in relazione alle
o d'iininagine ambientale. B) Parti degli edifici Gli edifici appartenenti ai gruppi 1,2, 3 sono disciplinati in relazione alle seguenti parti a cui fa riferimento l'ammissibilità degli interventi, in relazione agli elementi costitutivi, così coine specificato all'art. 9 delle presenti nom~e: a) Fronte verso spazio pubblico; comprende le konti con i relativi risvolti e raccordi, le coperture (orditura, falde, terrazze, abbaini, sistemi di camini e altri elementi accessori),
i relativi risvolti e raccordi, le coperture (orditura, falde, terrazze, abbaini, sistemi di camini e altri elementi accessori), prospettanti su spazio pubblico o in continuità visiva con esso; androni costituenti dilatazioni spaziali della scena urbana ed elementi di collegainento con spazi di cortile e di giardino privato. b) Fronte verso spazi privati; comprende le fi-onti interne degli edifici con i relativi risvolti e raccordi, le
c) Intei-no dei corpi di fabbrica comprende gli ambienti delimitati dalle fronti interne ed esterne degli edifici e dalla copei-tura. d) Aree di pertinenza degli edifici storici (Gsuppi 1, 2 e 3) (Per la definizione si rimanda all'art. I coinina 9) 8 Aree di valore storico ambientale Le aree di valore stoiico ambientale, così coine definite all'art. 1 coinina 8, individuate nella tavola 3 di P.U.C. "Modalita di intervento", sono inedificabili, anche in sottosuolo.
te all'art. 1 coinina 8, individuate nella tavola 3 di P.U.C. "Modalita di intervento", sono inedificabili, anche in sottosuolo. Tutti gli interventi devono essere finalizzati a trainandare il valore storico - ambientale dell'area. Le aree di valore storico ambientale sono ulteriormente disciplinate al successivo art. 30 coinina l I .
Art. 8 Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche
Art. 8 Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costru ttive Gli interventi sugli edifici esistenti appartenenti ai gruppi 1,2, 3 , 4 sono attuati nel rispetto delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costiuttive facenti riferimento agli elementi costitutivi degli edifici, così come definiti al successivo art. 9. In riferimento ai gruppi 1,2, 3, le caratteristiche edilizie e le caratteristiche tecnico - costruttive sono precisate nell'Allegato 2, delle presenti Nomie.
Art. 9 Disciplina degli interventi ammessi sugli edifici esistenti
3, le caratteristiche edilizie e le caratteristiche tecnico - costruttive sono precisate nell'Allegato 2, delle presenti Nomie.
Art. 9 Disciplina degli interventi ammessi sugli edifici esistenti 1 Le opere di seguito riportate sono consentite fatte salve disposizioni più specifiche contenute nelle presenti norme in relazione alle zone omogenee di appartenenza. 2 L'elenco analitico delle opere ammesse è riferito ai principali elementi
orme in relazione alle zone omogenee di appartenenza. 2 L'elenco analitico delle opere ammesse è riferito ai principali elementi costitutivi degli edifici dei gruppi 1, 2, 3, disciplinati in relazione alle parti degli edifici stessi definite al punto B, coinina 7 dell'art. 7. A. Esterno degli edifici verso spazio pubblico e privato:
- Murature perimetrali, tamponainenti, aperture esterne, tetti
- Finiture esteine B. Interno dei corpi di fabbrica
e privato:
- Murature perimetrali, tamponainenti, aperture esterne, tetti
- Finiture esteine B. Interno dei corpi di fabbrica
- Fondazioni, strutture portanti verticali e orizzontali, scale e rampe
- Tramezzi e aperture interne
- Finiture interne
- Impianti ed apparecchi igienico-sanitari C. Impianti tecnologici, relative strutture e volumi tecnici D. Aree di pertinenza degli- edifici storici Individuazione delle opere ammesse per Gruppi di edifici:
trutture e volumi tecnici D. Aree di pertinenza degli- edifici storici Individuazione delle opere ammesse per Gruppi di edifici: A. Esterpno degli edifici verso spazio puOOlico e privato
- Murature perimetrali, tamponamenti e aperture esterne, tetti Opere ammesse Restauro, ripristino e valorizzazione degli elementi originari. È ammesso il rifaciinento di parti limitate di tamponamenti esterni qualora siano degradate o crollate, purché ne siano mantenuti il posizionamento, i
nto di parti limitate di tamponamenti esterni qualora siano degradate o crollate, purché ne siano mantenuti il posizionamento, i caratteri originari e con l'impiego di materiali e tecniche originarie o ad esse affini. Non è ammessa l'alterazione dei prospetti; tuttavia è consentito il ripristino di aperture originarie o l'eliminazione di aperture aggiunte. 2) Finiture esterne intonaci, rivestimenti, tinteggiatura, infissi, elementi architettonici e decorativi, pavimentazioni, manto di copertura.
sterne intonaci, rivestimenti, tinteggiatura, infissi, elementi architettonici e decorativi, pavimentazioni, manto di copertura. Opere anzmesse restauro e ripristino di tutte le finiture. Qualora ciò non sia possibile, sono aminessi il rifacimento e la sostituzione delle stesse con l'impiego di materiali e tecniche originarie o ad esse affini, volti alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio.
B. Interno dei coi-pi di fabbrica
- Fondazioni, strutture portanti vei-ticali e orizzontali, scale e rampe, Opere ammesse ripristino e consolidainento statico degli eleinenti strutturali. Qualora ciò non sia possibile a causa delle condizioni di degrado, è aininessa la sostituzione degli stessi limitatamente alle parti degradate, con l'impiego di materiali e tecniche originarie o congruenti con i caratteri dell'edificio. È ainmesso il rifacimento di parti limitate di muri portanti, qualora siano
iginarie o congruenti con i caratteri dell'edificio. È ainmesso il rifacimento di parti limitate di muri portanti, qualora siano degradate, purché ne siano mantenuti il posizionainento e i caratteri originari. Non sono aininesse alterazioni voluinetriche, planiinetsiche, di sagoma e dei prospetti, né alterazioni delle pendenze delle scale, delle quote degli orizzontainenti e delle quote di imposta e di colino delle coperture.
alterazioni delle pendenze delle scale, delle quote degli orizzontainenti e delle quote di imposta e di colino delle coperture. La ricostruzione di parti di eleinenti strutturali crollate deve essere effettuata, in osservanza dei suddetti criteri. Ripristino e valorizzazione dei collegarnenti originari verticali e orizzontali e di parti coinuni dell'edificio. 2) Trainezzi e apei-tureinterne Opere amnzesse restauro e ripristino degli ambienti interni, con particolare attenzione per quelli
Trainezzi e apei-tureinterne Opere amnzesse restauro e ripristino degli ambienti interni, con particolare attenzione per quelli caratterizzati dalla presenza di eleinenti architettonici e decorativi di pregio, quali volte, soffitti, paviinenti, affreschi, stucchi, etc. Tuttavia per mutate esigenze funzionali e d'uso, sono ammesse la realizzazione e la demolizione di tramezzi nonché l'apertura o la chiusura di porte nei muri portanti, anche per l'eventuale aggregazione e suddivisione di
one di tramezzi nonché l'apertura o la chiusura di porte nei muri portanti, anche per l'eventuale aggregazione e suddivisione di unità immobiliari nel rispetto dei caratteri coinpositivi degli ambienti, senza alterare eleinenti architettonici di pregio, né modificare l'impianto distributivo dell'edificio con particolare riguardo per le parti coinuni. 3) Finiture interne tinteggiatura, intonaci e rivestimenti, controsoffitti, pavimenti, infissi, eleinenti architettonici e decorativi. Opere ammesse
tinteggiatura, intonaci e rivestimenti, controsoffitti, pavimenti, infissi, eleinenti architettonici e decorativi. Opere ammesse restauro e ripristino di tutte le finiture. Qualora ciò non sia possibile, sono ammessi il rinnovainento e la sostituzione delle stesse con l'iinpiego di tecniche e materiali originari, tendenti alla valosizzazione dei caratteri dell'edificio, con particolare riguardo allc parti coinuni. Non è coinunque consentito l'impoverimento dell'apparato decorativo.
dell'edificio, con particolare riguardo allc parti coinuni. Non è coinunque consentito l'impoverimento dell'apparato decorativo. 4) Impianti ed apparecchi igienico-sanitari Opere ammesse Realizzazione e integrazione degli iinpianti e dei servizi igienico-sanitari, nel i-ispetto delle limitazioni di cui ai punti precedenti 1 , 2 , 3 e al successivo punto C. C. Impianti tecnologici e relative stiputtur*ee volurni tecnici / P - Opere arnnzesse $I
enti 1 , 2 , 3 e al successivo punto C. C. Impianti tecnologici e relative stiputtur*ee volurni tecnici / P - Opere arnnzesse $I È ainmessa la installazione degli iinpianti tecnologici e delle ;hati,$e reti, nel rispetto dei caratteii distributivi, compositivi e architettonici degl,i!edifici. I voluini tecnici ivi coinpresi gli ascensori e gli elevatosi, devono essere realizzati preferibilinente all'intemo dell'edificio o nel sottosuolo delle aree -7
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pertinenziali, nel rispetto delle prescrizioni suddette e con particolare riguardo per i percorsi osizzontali e vei-ticali e per le parti comuni D. Aree di pertinenza degli edifici di pregio Opere ammesse Costs-uzione di parcheggi pei-tinenziali in sottosuolo. Nelle aree di pertinenza, gli interventi aininessi devono essere eseguiti nel rigoroso rispetto dei valori storici e delle presenze arboree, anche in riferimento ai contenuti nonnativi di cui al successivo art. 30.
rispetto dei valori storici e delle presenze arboree, anche in riferimento ai contenuti nonnativi di cui al successivo art. 30. In particolare le rampe di accesso e le areazioni degli ambienti collocati in sottosuolo non devono contrastare con le preesistenze di valore storico ed ambientale. Deinolizione di modesti manufatti recenti, privi di valore storico ed ambientale e10 in contrasto con l'inlpianto originario dell'edificio e loro ricostruzione a
recenti, privi di valore storico ed ambientale e10 in contrasto con l'inlpianto originario dell'edificio e loro ricostruzione a parità di SLP, da destinare a parcheggi pertinenziali in diversa e più idonea collocazione nell'area di pertinenza Le aree di pertinenza di valore storico ambientale individuate nella tavola 3 di PUC " Modalità di intervento" quali giardini storici o coine verde di tutela degli edifici storici sono inedificabili anche in sottosuolo.
lità di intervento" quali giardini storici o coine verde di tutela degli edifici storici sono inedificabili anche in sottosuolo. Tutti gli interventi devono essere finalizzati a tramandare il valore storico - ambientale dell'area. Gruppo 2 A. Esterno degli edrjci verso spazio pubblico e privato
- Murature perimetrali, tamponainenti e aperture esterne, tetto Opere ammesse Consolidainento, risanasnento, ripristino, rinnovo degli elesnenti originari. Non
inenti e aperture esterne, tetto Opere ammesse Consolidainento, risanasnento, ripristino, rinnovo degli elesnenti originari. Non è ainsnessa l'alterazione dei prospetti; tuttavia è consentito il ripristino di aperture osiginarie o l'eliininazione di aperture aggiunte. Non sono asninesse alterazioni volusnetriche di sagoma, della quota di imposta e di colino della copertura. È consentita la creazione di abbaini; lucernari e prese di luce verso spazio privato e pubblico.
ta e di colino della copertura. È consentita la creazione di abbaini; lucernari e prese di luce verso spazio privato e pubblico. Verso spazio pubblico, da tale opportunità sono esclusi gli edifici che prospettano verso spazi, percorsi storici e viali alberati storici individuati nella tavola "Patriinonio storico e ainbientale". 2) Finiture esterne \ intonaci, rivestimenti, tinteggiatura, infissi, elementi architettonici e decorativi, pavisnentazioni, manto di copertura. Opere ammesse:
rivestimenti, tinteggiatura, infissi, elementi architettonici e decorativi, pavisnentazioni, manto di copertura. Opere ammesse: ripristino di tutte le finiture. Qualora ciò non sia possibile, sono aininessi il rifacimento e la sostituzione delle stesse con I'iinpiego di inateriali e tecniche originarie e ad esse affini, volti alla valorizzazione dei caratteri dell'edificio. Noil è coinunque ailiinesso l'isnpoveriinento dell'apparato decorativo.
B. Interno dei coryi di fabbrica l) Fondazioni, strutture portanti verticali e orizzontali, scale e rampe. Opere anzmesse conservazione, ripristino e sostituzione degli elementi strutturali. Devono essere impiegati inateriali e tecniche congruenti con i caratteri dell'edificio, senza alterazione della tipologia e salvaguardando gli elementi di pregio. Per documentate necessità statiche o per mutate esigenze d'uso, sono ainmesse
tipologia e salvaguardando gli elementi di pregio. Per documentate necessità statiche o per mutate esigenze d'uso, sono ainmesse integrazioni degli elementi stsutturali, purché ililpiegati inateriali e tecniche coinpatibili con i caratteri dell'edificio. È consentita la sostituzione degli orizzontainenti. In caso di parziale modifica dell'iinpianto distributivo dell'edificio deve essere garantita la funzionalità delle parti coniuni non oggetto di modifica. 2) Tramezzi ed aperture interne Opere ammesse
deve essere garantita la funzionalità delle parti coniuni non oggetto di modifica. 2) Tramezzi ed aperture interne Opere ammesse conservazione e ripristino degli ambienti interni, con particolare attenzione per quelli caratterizzati dalla presenza di elementi architettonici e decorativi di pregio, quali volte, soffitti, pavimenti. Sono ammesse, per mutate esigenze funzionali e d'uso, la realizzazione e la deinolizione di tramezzi nonché l'apertura o la chiusura di porte anche per
e esigenze funzionali e d'uso, la realizzazione e la deinolizione di tramezzi nonché l'apertura o la chiusura di porte anche per l'eventuale aggregazione o suddivisione di unità iininobiliari senza alterare elementi architettonici di pregio. 3) Finiture interne tinteggiatura, intonaci e rivestimenti, controsoffitti, pavimenti, infissi, elementi architettonici e decorativi. Opere ammesse conservazione ripristino di tutte le finiture. Qualora ciò non sia possibile, è amnesso il rinnovamento e la sostituzione
mmesse conservazione ripristino di tutte le finiture. Qualora ciò non sia possibile, è amnesso il rinnovamento e la sostituzione delle stesse con l'impiego di materiali e tecniche c o n p e n t i con i caratteri dell'edificio e tendenti alla valorizzazione degli elementi di pregio, con particolare riguardo alle parti comuni. Non è comunque aininesso l'iinpoveriinento dell'apparato decorativo. 4) Impianti ed apparecchi igienico-sanitari Opere ammesse
. Non è comunque aininesso l'iinpoveriinento dell'apparato decorativo. 4) Impianti ed apparecchi igienico-sanitari Opere ammesse realizzazione e integrazione degli impianti e dei servizi igienico-sanitari, nel rispetto delle limitazioni di cui ai precedenti punti 1,2, 3 e al successivo punto C. Impianti tecnologici e relative strutture e volunzi tecnici / Opere anznzesse installazione degli impianti tecnologici e delle relative reti. I volumi tecnici devono essere realizzati prioritariainente all'interno
azione degli impianti tecnologici e delle relative reti. I volumi tecnici devono essere realizzati prioritariainente all'interno dell'edificio o nel sottosuolo dell'area pertinenziale e non devono coinpoitare alterazioni dell'iinpianto strutturale e distributivo dell'edificio. Ascensori, elevatori, volunii tecnici possono essere realizzati all'esterno dell'edificio, solo verso spazio privato, nel rispetto della linea di colmo del tetto e degli elementi di pregio se presenti individuati nelle t{vo>gdi piano.
io privato, nel rispetto della linea di colmo del tetto e degli elementi di pregio se presenti individuati nelle t{vo>gdi piano.
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D. Aree di per-tinerzza degli edifici di valore storico Opere ar~zrnesse:
- costruzione di parcheggi pei-tinenziali in sottosuolo, anche in iifeiiinento ai contenuti nonnativi di cui al successivo art. 30. In pai-ticolare le rainpe di accesso e le areazioni degli ambienti collocati in sottosuolo non devono contrastare con le preesistenze di valore storico ed ainbientale.
- deinolizione di modesti manufatti recenti, privi di valore stosico ed
re con le preesistenze di valore storico ed ainbientale.
- deinolizione di modesti manufatti recenti, privi di valore stosico ed ainbientale e10 in contrasto con l'iinpianto originario dell'edificio e loro ricostiuzione a parità di SLP, da destinare a parcheggi pertinenziali in diversa e più idonea collocazione nell'area di pertinenza
- la costsuzione di parcheggi pertinenziali in soprasuolo deve avvenire nel rigoroso rispetto dell'i~npiantostorico dell'area, delle aree di pertinenza
cheggi pertinenziali in soprasuolo deve avvenire nel rigoroso rispetto dell'i~npiantostorico dell'area, delle aree di pertinenza comuni a più edifici del "Patrimonio storico e ainbientale", degli eleinenti di pregio riscontrati, dei percorsi storici, dell'iinpianto arboreo preesistente se di pregio. Le aree di pertinenza di valore storico ainbientale individuate nella tavola 3 di PUC " Modalità di intesvento" quali giardini storici o come verde di tutela
re storico ainbientale individuate nella tavola 3 di PUC " Modalità di intesvento" quali giardini storici o come verde di tutela degli edifici storici sono inedificabili anche in sottosuolo. Tutti gli interventi devono essere finalizzati a tramandare il valore storico- ainbientale dell'area. Gruppo 3 A. Esterno degli edifici verso spazio pubblico e privato
- Murature periinetrali, tainponainenti e aperture esterne, tetto Opere anzlizesse valorizzazione dei caratteri coinpositivi dei prospetti.
periinetrali, tainponainenti e aperture esterne, tetto Opere anzlizesse valorizzazione dei caratteri coinpositivi dei prospetti. Sono consentite la realizzazione o l'eliminazione di aperture, nonché inodificazioni ed integrazioni dei tainponainenti esterni, relative a strutture rurali, limitate addizioni voluinetriche-planimetriche, dettate da esigenze igienico-funzionali non risolvibili all'interno dell'iininobile, nel rispetto dei parametri forniti dal piano nelle diverse zone.
gienico-funzionali non risolvibili all'interno dell'iininobile, nel rispetto dei parametri forniti dal piano nelle diverse zone. La chiusura di poi-ticati rurali con parete di tainponainento deve consentire la lettura del sistema funzionale e architettonico preesistente. Sono ammesse inodificazioni delle quote degli orizzontainenti e della quota di imposta dei tetti, con un inassiino di in. 0,50 e coinunque non superiore all'altezza degli edifici adiacenti, se appartenenti al "Patriinonio storico e
n inassiino di in. 0,50 e coinunque non superiore all'altezza degli edifici adiacenti, se appartenenti al "Patriinonio storico e ainbientale". *- 2) Finiture esterne intonaci, rivestiinenti, tinteggiatura, infissi, eleinenti architettonici e decorativi, paviinentazioni, inanto di copertura. Opere ammesse rifacimento e nuova forinazione delle finiture, con conservazione e valorizzazione degli elementi caratterizzanti.
B. Interno dei c o ~ y idi-fabbrica
- Fondazioni, stsutture portanti verticali e orizzontali, scale e rainpe. O p e ~ eamnzesse consolidainento, sostituzione ed integrazione degli elementi strutturali con tecniche appropsiate. E' asnsnesso il i-ifaciinentodi parti liinitate di muri portanti qualora siano degradate o crollate. Sono aininesse altresì inodificazioni al posizionainento e alla pendenza delle scale. E' consentita la realizzazione di nuovi eleilienti strutturali necessari per la
al posizionainento e alla pendenza delle scale. E' consentita la realizzazione di nuovi eleilienti strutturali necessari per la trasforinazione di organismi edilizi o di loro parti, anche qualora ciò cosnpotti la realizzazione di nuova SLP. Per mutate esigenze distributive o d'uso, o al fine di conservare l'iinpianto strutturale originario, è consentita la realizzazione di collegainenti verticali all'esterno dei fabbricati verso spazio privato. 2) Tramezzi e aperture interne Opere anzmesse
azione di collegainenti verticali all'esterno dei fabbricati verso spazio privato. 2) Tramezzi e aperture interne Opere anzmesse sono aininesse, per mutate esigenze funzionali o d'uso, modificazioni dell'assetto planimetrico, nonché l'aggregazione o la suddivisione di unità iminobiliari. In zona agricola, nel recupero di strutture mrali non più utilizzate per usi agricoli, è ammessa la creazione di nuove unità iininobiliari e l'ainpliainento
ro di strutture mrali non più utilizzate per usi agricoli, è ammessa la creazione di nuove unità iininobiliari e l'ainpliainento in caso di necessità e purché direttamente utilizzato per la conduzione dei fondo opportunainente documentata, nei limiti e con le prescrizioni esplicitate dalla nonnativa della zona in cui ricade l'edificio. 3) Finiture interne tinteggiatura, intonaci e rivestiinenti, controsoffitti, pavimenti, infissi, elementi architettonici e decorativi. Opere ammesse
tinteggiatura, intonaci e rivestiinenti, controsoffitti, pavimenti, infissi, elementi architettonici e decorativi. Opere ammesse rifacimento e nuova forillazione delle finiture, con conservazione e valorizzazione degli elementi di pregio. 4) Iinpianti ed apparecchi igienico - sanitari Opere ammesse realizzazione ed integrazione degli impianti e dei servizi igienico - sanitari. C. Impianti tecnologici e relative strutture e volumi tecnici Opere ammesse
ne degli impianti e dei servizi igienico - sanitari. C. Impianti tecnologici e relative strutture e volumi tecnici Opere ammesse installazione degli impianti tecnologici e delle relative reti; i voluini tecnici devono essere realizzati prioritariainente all'interno del corpo di fabbrica o nei rustici non più utilizzati per usi agicoli. Possono essere realizzati anche all'estemo dell'edificio verso spazio privato nel rispetto del sistema distributivo tradizionale a ballatoio se presente.
anche all'estemo dell'edificio verso spazio privato nel rispetto del sistema distributivo tradizionale a ballatoio se presente. D. Aree di pertinenza degli ediJici di valore documentario Opere anznzesse i l)
- costruzione di parcheggi pertinenziali in sottosuolo, anchein ri$erimento ai contenuti norinativi di cui al successivo art.30. ,
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In particolare le rampe di accesso e le areazioni degli ambienti collocati in sottosuolo non devono contrastare con le preesistenze di valore storico ed ambientale.
- deinolizione di modesti manufatti recenti, privi di valore storico ed ambientale e10 in contrasto con l'impianto originario dell'edificio e loro ricostruzione a parità di SLP in diversa e più idonea collocazione sull'area di pertinenza. Le aree di pertinenza di valore storico anlbientale individuate nella tavola 3 di
ù idonea collocazione sull'area di pertinenza. Le aree di pertinenza di valore storico anlbientale individuate nella tavola 3 di PUC " Modalità di intervento" quali giardini storici o come verde di tutela degli edifici storici sono inedificabili anche in sottosuolo. Tutti gli interventi devono essere finalizzati a tra~nandareil valore storico- ambientale dell'area. Sono ammesse tutte le categorie di intervento ivi compresi gli interventi di
tra~nandareil valore storico- ambientale dell'area. Sono ammesse tutte le categorie di intervento ivi compresi gli interventi di ristsutturazione edilizia così coine definiti al precedente ast.4 coinina 12 bis. Gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici, che non rientrano nei casi disciplinati al precedente art.4 comina 12 bis, devono rispettare le prescrizioni ed i parametri della Zona nonnativa di appartenenza. D. Aree di pertinenza Opere amnzesse
bis, devono rispettare le prescrizioni ed i parametri della Zona nonnativa di appartenenza. D. Aree di pertinenza Opere amnzesse
- parcheggi pestinenziali in sottosuolo e in soprasuolo nel rispetto delle prescrizioni ed i parainetii della Zona nonnativa di appartenenza Nella zona A storica e nella zona B di impianto stoi-ico le aree di pertinenza sono inedificabili. Sono consentiti solo parcheggi in sottosuolo. Individuazione delle opere ammesse per tutti gli edifici:
enza sono inedificabili. Sono consentiti solo parcheggi in sottosuolo. Individuazione delle opere ammesse per tutti gli edifici: 8 Gli interventi aminessi sugli edifici e sulle aree sono integrati dalle seguenti specificazioni: 9 L'uso abitativo dei sottotetti è regolato nel rispetto della disciplina della L.R. 1512000. La creazione di abbaini è vietata verso le piazze ed i percorsi storici e viali alberati individuati nella tavola "I1 Patrimonio storico e ainbientale".
è vietata verso le piazze ed i percorsi storici e viali alberati individuati nella tavola "I1 Patrimonio storico e ainbientale". Per il gruppo 1 gli interventi sono finalizzati al ripristino filologicainente guidato di ogni paste. Gli interventi coinprendoilo altresì la rimozione di tutti gli elementi incongrui e il ripristino delle strutture originarie. Sono vietati gli interventi eseguiti con tecniche e con materiali incoerenti. edifici aventi valore storico ex ai-t. 21 Lege 1089139, se già
gli interventi eseguiti con tecniche e con materiali incoerenti. edifici aventi valore storico ex ai-t. 21 Lege 1089139, se già oni preesistenti al PUC, deve essere effettuato nel rigoroso etri urbanistico edilizi dell'edificio originario, con l'uso di
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inateriali e tecniche costsuttive congruenti e nel rispetto della legislazione antisisinica. Per gli edifici del gsuppo 2 e 3 gli interventi devono essere finalizzati al inanteniinento e iniglioraineilto dell'iiiimagine verso spazio pubblico, che il Piano intende trainandare e alla riqualificazione dello spazio privato. Particolare attenzione deve essere rivolta alle qualità delle parti del fabbricato fronteggiante lo spazio pubblico, ivi coinpresi androni, intesi coine dilatazione
ivolta alle qualità delle parti del fabbricato fronteggiante lo spazio pubblico, ivi coinpresi androni, intesi coine dilatazione di tale spazio, coperture, aperture (dimensione, scansione), fasce inarcapiano, elementi decorativi e di finitura della facciata, delle aperture e inateriali costsuttivi. 13 Gli interventi devono essere finalizzati all'eliininazione delle parti incongrue alla valorizzazione dei inateriali e tecniche costruttive originarie. Deve inoltre
zzati all'eliininazione delle parti incongrue alla valorizzazione dei inateriali e tecniche costruttive originarie. Deve inoltre essere trainandata la qualità storico - architettonica delle parti esterne e delle altre pai-ti dell'edificio presenti e rilevate nella documentazione da allegare alla pratica coinunale. 14 In tutti gli edifici in cui interventi recenti abbiano coinproinesso in parte caratteri storico - architettonici, le prescrizioni relative si intendono riferite
rventi recenti abbiano coinproinesso in parte caratteri storico - architettonici, le prescrizioni relative si intendono riferite soltanto alle parti dell'edificio che ancora presentano le caratteristiche proprie degli edifici storici. Per le parti coinproinesse, riscontrabili nella docuinentazione di rilievo dello stato attuale, sono aininesse le opere riferite agli edifici recenti, alla condizione che non contrastino con le indicazioni di Piano sulle restanti parti dell'edificio
iferite agli edifici recenti, alla condizione che non contrastino con le indicazioni di Piano sulle restanti parti dell'edificio e concorrano a ripristinare l'iinpianto storico e i caratteri originari dell'edificio. 15 Negli edifici in cui le condizioni di oggettivo degrado ne precludano l'uso, la sicurezza e la funzionalità, sono consentite le opere finalizzate a ripristinare l'originaria condizione di sicurezza e di funzionalità alla condizione che non
no consentite le opere finalizzate a ripristinare l'originaria condizione di sicurezza e di funzionalità alla condizione che non contrastino con le indicazioni di Piano sulle restanti parti dell'edificio e concorrano a ricreare l'iinpianto storico e i caratteri originari dell'edificio. 16 Per gli edifici destinati a sesvizi pubblici o di interesse pubblico gli interventi devono consentire l'utilizzo a fini pubblici, seinpre nel rispetto dell'iinmagine storicainente consolidata.
lico gli interventi devono consentire l'utilizzo a fini pubblici, seinpre nel rispetto dell'iinmagine storicainente consolidata. 17 La realizzazione delle opere dirette al superainento delle barriere architettoniche è consentita ai sensi e nei limiti previsti dalle leggi vigenti in materia; tali opere devono essere attuate nel rispetto delle prescrizioni riportate, per ogni gsuppo di edifici, al presente articolo. Nel caso venga diinostrata, con idonea docuinentazione, l'errata (
riportate, per ogni gsuppo di edifici, al presente articolo. Nel caso venga diinostrata, con idonea docuinentazione, l'errata ( individuazione dell'edificio in relazione al gsuppo di appartenenza, il nuovo gmppo di appartenenza degli edifici deve essere deciso con le procedure del Piano Urbanistico Attuativo . *Tutti gli interventi sugli "Edifici da tutelare" devono rispettare le prescrizioni contenute nell'Allegato 2 "Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle
Art. 10 Zone omogenee: classificazione
Parte I1 Disciplina degli interventi di modificazione nelle zone omogenee Art. 10 Zone omogenee: classificazione 1 Le Zone omogenee sono definite e classificate in relazione alle caratteristiche inorfologiche ed ambientali del territorio, all'epoca di impianto del tessuto edilizio, agli obiettivi di modificazione o di conservazione contenuti nel PUC. Esse sono: 2 Zona storica A: A. 1 - Collina La Terra A.2 - Espansioni del nucleo storico A.3 - Borghi storici 3 Zone omogenee B di impianto storico
torica A: A. 1 - Collina La Terra A.2 - Espansioni del nucleo storico A.3 - Borghi storici 3 Zone omogenee B di impianto storico B. 1 - Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia B.2 - Via Francesco Tedesco 4 Zone onzogenee B di impianto recente B.3 - Zone B di impianto recente Aree di Rinnovo urbano 5 Zone di trasformazione: Zone di sostituzione e ricoinposizione urbana Zone di riqualificazione Zone di nuovo iinpianto Zone di nuovo impianto a destinazione turistico-ricettiva 6 Zone per attività terziarie
riqualificazione Zone di nuovo iinpianto Zone di nuovo impianto a destinazione turistico-ricettiva 6 Zone per attività terziarie 7 Zone D produttive. Zona A.S.I. Zone produttive '59 Zone per servizi di interesse gerzerale
- Zone per seivizi di interesse generale
- Parco del Feilestrelle ,.--' - Parco agricolo L/' L 1O Aree per servizi e per la viabilità ... - Aree per servizi
- Aree da trasformare per servizi
- Aree per la viabilitàd
Art. 11 Zona A.l - Collina La Terra e A.2 - Espansioni del nucleo
Capo I Zona A storica Art. 11 Zona A.l - Collina La Terra e A.2 - Espansioni del nucleo storico La Zona A storica è la parte di tersitorio di più antico insediamento caratterizzata da insediamenti storici e da spazi che qualificano il tessuto urbano. Le tavole di PUC individuano: la Collina La Terra (A. l) e le Espansioni del nucleo storico (A.2). B. Obiettivi Obiettivi del Piano sono:
- la riqualificazione dell'ainbiente costruito,
- il recupero degli edifici degradati,
). B. Obiettivi Obiettivi del Piano sono:
- la riqualificazione dell'ainbiente costruito,
- il recupero degli edifici degradati,
- la valorizzazione degli elementi storico - architettonici,
- il iniglioramento della qualità dello spazio pubblico,
- la qualificazione funzionale delle attività insediate.
- valorizzare i cunicoli della Collina La Terra. C. ModiJicazioizidell'assetto urbano La riqualificazione del tessuto edilizio e dell'ainbiente urbano della zona A. l,
La Terra. C. ModiJicazioizidell'assetto urbano La riqualificazione del tessuto edilizio e dell'ainbiente urbano della zona A. l, la città medioevale, è perseguita attraverso una serie molteplice di possibilità di intervento:
- recupero degli edifici tutelati
- ricoinposizione degli isolati lungo il fi-onte strada
- riqualificazione degli spazi pubblici e privati
- interventi integrativi e di coinpletainento lungo la cortina edilizia.
trada
- riqualificazione degli spazi pubblici e privati
- interventi integrativi e di coinpletainento lungo la cortina edilizia. Tali obiettivi possono essere perseguiti sia con interventi singoli, sia con progetti unitari di iniziativa pubblica o privata con la procedura dei Piani di recupero così come meglio precisato al successivo punto D Modalità attuative. Nella Zona A. 1 e A.2 sono riconoscibili:
- inonumenti ed edifici di pregio (gruppo 1)
- edifici di valore storico (gruppo 2)
e. Nella Zona A. 1 e A.2 sono riconoscibili:
- inonumenti ed edifici di pregio (gruppo 1)
- edifici di valore storico (gruppo 2)
- edifici di valore documentario (giuppo 3)
- edifici non tutelati (gruppo 4)
- edifici per servizi pubblici e privati
- aree per sesvizi
- aree da trasformare
- aree di valore storico-ambientale. Le inodificazioni tendono a riqualificare gli edifici lungo le C isolati, amnlettono la sostituzione degli edifici recenti, i completainenti,
ioni tendono a riqualificare gli edifici lungo le C isolati, amnlettono la sostituzione degli edifici recenti, i completainenti, favoriscono la riqualificazione degli spazi interni agli isolati.
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Gli interventi nelle aree da trasfonnare devono rispettare i parainetri esplicitati ilelle schede noilnative allegate. 6 bis La Zona Al - Collina La Tei-sa è di interesse archeologico e pertanto ogni progetto di trasforinazione dei luoghi e degli iininobili deve essere preventivainente autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici ; le indagini archeologiche, negli intei-venti di sostituzione e di ricostmzione degli iininobili staticamente e igienicamente inadeguati, dovranno avvenire nel
li intei-venti di sostituzione e di ricostmzione degli iininobili staticamente e igienicamente inadeguati, dovranno avvenire nel rispetto del D.Lgs. 163106 artt. 95 e 96 e s.1n.i. (Soprintendenza per i Beni Archeologici nota n. 14181/12 del 13.12.2005). CI. Modi@caziolze degli edifici esisteizti Le inodificazioni degli edifici dei Gruppi 1, 2, 3 sono disciplinate ai precedenti Ai-t. 7 e 9. Per gli edifici del Gsuppo 4) Edifici recenti, nel caso di un intewento di totale
3 sono disciplinate ai precedenti Ai-t. 7 e 9. Per gli edifici del Gsuppo 4) Edifici recenti, nel caso di un intewento di totale demolizione e ricostsuzione, fatta eccezione per i casi disciplinati al precedente ai-t.4 coinina 12 bis, o per le aree libere individuate nella tav. 2 "Azzonamento e destinazioni d'uso" e nella tav. 3 "Modalità di intervento" (Aree da trasfonnare), devono essere rispettati i seguenti parametri urbanistici ed edilizi:
- filo edilizio obbligato dell'isolato
ee da trasfonnare), devono essere rispettati i seguenti parametri urbanistici ed edilizi:
- filo edilizio obbligato dell'isolato
- spessore corpo di fabbrica inax in. 12
- altezza non superiore all'altezza massiina degli edifici contigui o in relazione prospettica se appartenenti al Gsuppo 1 , 2 , 3 , in ogni caso da valutarsi in relazione alla larghezza delle strade pubbliche su cui si affacciano. I prospetti dell'edificio non devono contrastare le qualità storico-ambientali
ezza delle strade pubbliche su cui si affacciano. I prospetti dell'edificio non devono contrastare le qualità storico-ambientali dell'area in cui ricade l'intervento.
- distanze tra confini: in aderenza o non superiori a quelle intercorrenti tra i voluini preesistenti computati senza tenere conto di costiuzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico e di pregio ainbientale.
- parcheggi pertinenziali: 1 inq ogni l O inc per i casi disciplinati al precedente art. 4 coinma 5.
co e di pregio ainbientale.
- parcheggi pertinenziali: 1 inq ogni l O inc per i casi disciplinati al precedente art. 4 coinma 5.
- parcheggi di relazione: 100% della Superficie di vendita per nuove destinazioni coininerciali e della SLP per le nuove destinazioni direzionali, terziarie, alberghiere e artigianali di servizio. I parcheggi pei-tinenziali e a standard, qualora non reperibili, possono essere localizzati in un raggio di in. 200 dall'intesvento, distanza misurata lungo il
standard, qualora non reperibili, possono essere localizzati in un raggio di in. 200 dall'intesvento, distanza misurata lungo il percorso più breve dal periinetro del parcheggio proposto. L'Ainininistrazione Coinunale si riserva la facoltà di aininettere distanze maggiori, da definirsi in sede di piani di settore (Piano del traffico, Piano dei parcheggi). In questa zona è, altresì, vietata la realizzazione di iinpianti per la distribuzione del carburaiite e per la telefonia.
eggi). In questa zona è, altresì, vietata la realizzazione di iinpianti per la distribuzione del carburaiite e per la telefonia. C2. Modificazione delle aree di pertilzerzza 1O Le aree libere di pertinenza degli edifici compresi nella Zona A. 1 e A.2 e le aree di valore storico - ainbientale costituenti il "Patriinonio storico e ainbientale", così coine disciplinati ai precedenti artt. 7 e 9, sono inedificabili fatta eccezione per i casi sotto richiamati di cui ai successivi comini 11,12,13,14.
1l I parcheggi pertinenziali e a standard quantificati nel precedente art. 4, qualora non reperibili, possono essere localizzati in un raggio di in. 200 all'interveilto. 12 La realizzazione di parcheggi pubblici, privati convenzionati e privati deve essere eseguita prioritariainente in sottosuolo nel rispetto dell'iinpianto arboreo se di pregio e all'iinmagine storicainente consolidata. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. l912001 art. 6
pregio e all'iinmagine storicainente consolidata. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. l912001 art. 6 coinina 7bis, coi11e introdotto dall'ast. 49 coinma 8 della L.R. 16104 La realizzazione di parcheggi in sottosuolo non è consentita nelle aree di pertinenza di valore storico - arnbieiltale. 13 La creazione di parcheggi in soprasuolo nel rispetto delle prescrizioni relative per i diversi Gruppi di edifici (ast.9) è consentita solo a condizione che non
prasuolo nel rispetto delle prescrizioni relative per i diversi Gruppi di edifici (ast.9) è consentita solo a condizione che non alteri spazi verdi preesistenti, non impedisca l'accessibilità o l'uso di spazi liberi coinuni di pertinenza di edifici del "Patrimonio storico e ambientale", non occulti architetture di pregio. 14 Condizioni specifiche di aminissibilità degli interventi nelle aree di pertinenza, in relazione ai diversi gsuppi di edifici, sono ripostati al precedente A1t.9.
bilità degli interventi nelle aree di pertinenza, in relazione ai diversi gsuppi di edifici, sono ripostati al precedente A1t.9. C3. Aree da trasformare e aree da trasformare per servizi 15 Sono le aree indicate nelle nella tav. 2 "Azzonainento e destinazioni d'uso e nella tav. 3 "Modalità di intervento" per le quali il Piano prevede interventi di riqualificazione dell'ambiente storico, la costruzione di nuovi edifici, la riplasmazione e il riuso di edifici esistenti.
ti di riqualificazione dell'ambiente storico, la costruzione di nuovi edifici, la riplasmazione e il riuso di edifici esistenti. I parainetri di trasformazione edilizi ed urbanistici, gli interventi e le destinazioni d'uso ainmesse sono descritte nelle schede allegate. C4. Aree di valo~destorico ambientale 16 Le aree di valore storico ambientale sono disciplinate all'art. 7 e all'art. 30. C.5. Modijìcazioni alle destinazioni d'uso 17 Le destinazioni d'uso ammesse sono indicate nella tavola "Azzonainento e
'art. 30. C.5. Modijìcazioni alle destinazioni d'uso 17 Le destinazioni d'uso ammesse sono indicate nella tavola "Azzonainento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. Sono consentite a tutti i piani destinazioni alberghiere e per servizi. D. Modalità attuative Perinesso a costruire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di leggi vigenti; Struinenti attuativi per interventi di ristrutturazione edilizia intesa coine
delle opere secondo le procedure di leggi vigenti; Struinenti attuativi per interventi di ristrutturazione edilizia intesa coine deinolizione e ricostruzione su edifici recenti (coinina 8). 11 cambio di destinazione d'uso anche se effettuato senza opere verso destinazioni cominerciali e direzionali, alberghiero e artigianali di servizio, laddove consentite, è comunque subordinato al reperiinento di idonea quantità di parcheggi (vedi art. 4 coinina 6). E. Clussifìcazione
e consentite, è comunque subordinato al reperiinento di idonea quantità di parcheggi (vedi art. 4 coinina 6). E. Clussifìcazione La Zona A "Collina La Tessa" e "Espansioni del nucleo storico " è classificata di categoria A secondo il D.M. 1444168 e di recupero ai sensi della legge 457178.
Art. 12 Zone A.3 - Borghi storici
Art. 12 Zone A.3 - Borghi storici A. Definizione Sono le parti di tessuto edificato urbano ed extraurbano in cui sono ancora chiaranlente leggibili la morfologia del tessuto di impianto e le caratteristiche edilizie dell'edificato stoiico. I1 Piano iiconosce quattro borghi storici:
- Bellizzi
- Picarelli
- Valle
- Ponticelli. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono: 1- la tutela ed il recupero del "Patriinonio storico e ainbientale", 2- la riqualificazione dello spazio pubblico,
l Piano sono: 1- la tutela ed il recupero del "Patriinonio storico e ainbientale", 2- la riqualificazione dello spazio pubblico, 3- la riqualificazione dei coi-tili e degli spazi privati interni agli isolati, 4- la tutela degli spazi verdi privati, 5- il mantenimento dei caratteri edilizi e delle tipologie che costituiscono la matrice originaria del tessuto edificato. C. Modijicazioni dell'assetto urabano Parametrfii urbanistici ed edilizi. Per le aree libere devono essere rispettati i seguenti parametri:
zioni dell'assetto urabano Parametrfii urbanistici ed edilizi. Per le aree libere devono essere rispettati i seguenti parametri:
- Piani: 2;
- h. inax in. 7.50; non può essere superata l'altezza inassima degli edifici degli edifici contigui o in relazione prospettica, se classificati coine appartenenti al "Patrimonio storico e ainbientale";
- Distanza dai confini privati: inl. 5 o aderenza
- Distanza tra fabbricati: inl. 10 o aderenza
- Rapporto di copertura: 40%.
";
- Distanza dai confini privati: inl. 5 o aderenza
- Distanza tra fabbricati: inl. 10 o aderenza
- Rapporto di copertura: 40%.
- Allineamento lungo il filo edilizio preesistente o secondo Ic regole di iinpianto storico
- parcheggi: pertinenziali a standard qualora non reperibili possono essere reperiti in un raggio di in. 200 dall'intervento. n CI. Modificazione degli edifici esistenti Le opere aininesse sugli edifici del "Patriinonio storico e ainbientale" sono
vento. n CI. Modificazione degli edifici esistenti Le opere aininesse sugli edifici del "Patriinonio storico e ainbientale" sono definite in relazione ai diversi gruppi di edifici di appartenenza così coine esplicitato ai precedenti articoli 7 e 9. Tutti gli interventi sugli edifici appartenenti al "Patriinonio storico e ainbienta1e"devono rispettare le prescrizioni contenute nell'allegato 2 "Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costiuttive" ; riferite --a ( i borghi storici.
L'uso abitativo dei sottotetti degli edifici dei gruppi 2 e 3 è regolato nel rispetto della disciplina della L.R. 1512000. La creazione di luceinari e prese di luce verso spazio pubblico e consentita, purché non emergente dalla falda del tetto, con esclusione degli edifici prospettanti gli spazi pubblici in cui tale opportunità non è consentita. Sugli edifici recenti (gruppo 4), in caso di den~olizionee ricostsuzione fatta eccezione per i casi disciplinati al precedente art.4 coinma 12 bis, a parità di
), in caso di den~olizionee ricostsuzione fatta eccezione per i casi disciplinati al precedente art.4 coinma 12 bis, a parità di SLP, devono essere rispettati i parametri edilizi precisati al precedente coinina 4. Per gli edifici uni e bifainiliari sono consentiti interventi di ainpliainento del 20% della SLP esistente per inigliora~nentie adeguainenti igienici e funzionali; 25 inq di SLP sono comunque consentiti. Tale nonna si riferisce
istente per inigliora~nentie adeguainenti igienici e funzionali; 25 inq di SLP sono comunque consentiti. Tale nonna si riferisce agli edifici di borghi storici, come individuati al punto 2, che non siano stati oggetto di interventi di riattazione o riparazione a seguito della L. 219181 e s.m.i. Tali ampliainenti, nel rispetto di tutti i parametri edilizi, possono derogare esclusivainente dal rapporto di copertura e devono essere realizzati verso lo spazio privato.
arametri edilizi, possono derogare esclusivainente dal rapporto di copertura e devono essere realizzati verso lo spazio privato. 1O Per tutti gli edifici sono aininessi gli interventi finalizzati al superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche ed al risparinio energetico. C2. Modificazione delle aree di pei~tinenza l l Il verde esistente deve essere mantenuto, senza alterazioni dell'impianto arboreo, se di pregio. Non devono attenersi a tali prescrizioni gli interventi di ampliamento così
nza alterazioni dell'impianto arboreo, se di pregio. Non devono attenersi a tali prescrizioni gli interventi di ampliamento così come disciplinati al precedente coinina 9. E' seinpre consentita, anche per le aree di cui al precedente coinina, la realizzazione di parcheggi pubblici e privati in sottosuolo purché non comportino alterazioni all'iinpianto arboreo di pregio e all'iminagine storicamente consolidata . Possono altresì essere realizzati parcheggi pertinenziali in superficie e scoperti
io e all'iminagine storicamente consolidata . Possono altresì essere realizzati parcheggi pertinenziali in superficie e scoperti solo nella inisura di l inq ogni 3 mq di SLP, a condizione che essi non alterino le caratteristiche storiche ed ambientali che il Piano vuole trainaildare e non vengano utilizzati materiali bituininosi. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 coinina 7bis, coine introdotto dall'ai-t. 49 coinina 8 della L.R. 16104. i
rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 coinina 7bis, coine introdotto dall'ai-t. 49 coinina 8 della L.R. 16104. i I parcheggi pestinenziali e a standard quantificati al precedente art. 4, qualora non reperibili, possono essere localizzati in un raggio di in. 200 dall'intesvento. Le aree di valore storico-ambientale sono disciplinate all'ast.7 e all'art.30.
C3. Aree da trasformare e aree da t~~asjbrnzareperservizi 15 Sono le aree indicate nelle tavole 2 e 3 di Piano per le quali il Piano prevede intesventi di iiqualificazione dell'ainbiente storico, la costruzione di nuovi edifici, la riplasinazione e il iiuso di edifici esistenti. I parametri di trasfoi-nlazione edilizi ed urbanistici, gli intesventi e le destinazioni d'uso ainiliesse sono descritte nelle schede allegate. C#. Modificazioni alle ~lesti~zaziorzid'uso
intesventi e le destinazioni d'uso ainiliesse sono descritte nelle schede allegate. C#. Modificazioni alle ~lesti~zaziorzid'uso 16 Le destinazioni d'uso sono indicate nella tavola "Azzonainento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. Sono consentite a tutti i piani destinazioni albergliiere e per servizi. D. Modalità attuative 17 Perinesso a costruire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di leggi vigenti.
ive 17 Perinesso a costruire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di leggi vigenti. I1 cambio di destinazione d'uso anche se effettuato senza opere verso destinazioni coiliinesciali, terziarie ed alberghiere, laddove consentito dal PUC, è comunque subordinato al reperimento di idonee quantità di parcheggi (vedi ai-t. 4). E. Classificazione 18 Le Zone A.3 sono classificate di categoria A secondo il D.M. 1444168 e di recupero ai sensi della legge 4.57178.
ssificazione 18 Le Zone A.3 sono classificate di categoria A secondo il D.M. 1444168 e di recupero ai sensi della legge 4.57178. 19 Si riconosce quale contesto paesistico di pertinenza del Borgo Storico di Bellizzi il perimetro del borgo stesso esteso all'ainbito direttainente interferente e coincidente con il perimetro del parco agricolo adiacente, ai sensi delle linee guida punto 6 allegate al PTR.
Art. 13 Zona B.l - Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia e
Capo I1 Zone B di impianto storico Art. 13 Zona B.l - Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia e Zona B.2 - Via Francesco Tedesco A. Defizizione Sono le parti di città di impianto storico nelle quali sono ancora riconoscibili le regole di iinpianto originario (edificazione a cortina, palazzi, ville storiche con parco), in cui sono ancora chiarainente leggibili le caratteristiche edilizie e la morfologia di iinpianto. Tali zone caratterizzano lo spazio urbano e I'iininagine della città.
le caratteristiche edilizie e la morfologia di iinpianto. Tali zone caratterizzano lo spazio urbano e I'iininagine della città. I1 Piano riconosce due distinte zone: Zone B. 1 - Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia Zone B.2 - Via Francesco Tedesco. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono :
- la tutela ed il recupero del "Patriinonio storico e ainbientalenesistente,
- la salvaguardia dell'iininagine complessiva della città storica,
- la riqualificazione dello spazio pubblico,
ntalenesistente,
- la salvaguardia dell'iininagine complessiva della città storica,
- la riqualificazione dello spazio pubblico,
- il coinpletamento delle cortine edilizie,
- il mantenimento dei caratteri edilizi e delle tipologie che costituiscono la inatrice originaria del tessuto edificato. C. Modificazioni del1 'assetto urbarzo Parametri urbanistici ed edilizi. I parametri urbanistici ed edilizi vengono forniti per le diverse Zone B riconosciute dal Piano:
rametri urbanistici ed edilizi. I parametri urbanistici ed edilizi vengono forniti per le diverse Zone B riconosciute dal Piano: Gli interventi nelle aree da trasformare devono rispettare i parametri esplicitati nelle schede nonnative allegate. Zona B l - Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia La riqualificazione del tessuto edilizio e dell'ambiente urbano del " Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia" è perseguita attraverso una serie inolteplice di possibilità di intervento:
urbano del " Corso Vittorio Emanuele e Viale Italia" è perseguita attraverso una serie inolteplice di possibilità di intervento:
- trasformazione inirata degli edifici tutelati del "Patriinonio storico e ainbiental e"
- interventi di riqualificazione dello spazio pubblico
- recupero degli spazi interni alla cortina per parcheggio, giardini pubblici e privati
- interventi integrativi e di coinpletainento Per gli edifici del Gmppo 4) Edifici recenti, nel caso di un intervento di totale
- interventi integrativi e di coinpletainento Per gli edifici del Gmppo 4) Edifici recenti, nel caso di un intervento di totale deinolizione e ricostruzione, fatta eccezione per i casi 4 coinma 12 bis, devono essere rispettati i seguenti p edilizi :
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- filo edilizio obbligato dell'isolato
- spessore corpo di fabbrica inax in. 12
- altezza non supeiiore all'altezza massima degli edifici contigui o in relazione prospettica se appai-tenenti al Gruppo 1,2, 3, in ogni caso da valutarsi in relazione alla larghezza delle strade pubbliche su cui si affacciano. I prospetti dell'edificio non devono contrastare le qualità storico - ambientali dell'area in cui ricade l'intervento
- distanze tra confini: in aderenza o non superiori a quelle intercolrenti tra i
ambientali dell'area in cui ricade l'intervento
- distanze tra confini: in aderenza o non superiori a quelle intercolrenti tra i volumi preesistenti computati senza tenere conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico e di pregio ambientale
- parcheggi pertinenziali: l inq ogni 10 mc, ovvero linq ogni 3inq di SLP, per i casi disciplinati al precedente art. 4 coinina 5 .
- parcheggi a standard: 100% della Superficie di vendita per nuove
SLP, per i casi disciplinati al precedente art. 4 coinina 5 .
- parcheggi a standard: 100% della Superficie di vendita per nuove destinazioni commerciali e della SLP per le nuove destinazioni direzionali, terziarie, alberghiere e artigianali di servizio. I parcheggi pertinenziali e a standard, qualora non reperibili, possono essere localizzati in un raggio di in. 200 dall'intervento, distanza misurata lungo il percorso più breve dal perimetro del parcheggio proposto. L'Ainministrazione
in. 200 dall'intervento, distanza misurata lungo il percorso più breve dal perimetro del parcheggio proposto. L'Ainministrazione Comunale si riseiva la facoltà di ammettere distanze maggiori, da definirsi in sede di piani di settore (Piano del traffico, Piano dei parcheggi). B2 - Via Fl~ancescoTedesco La riqualificazione del tessuto edilizio e dell'ambiente urbano di "Via Francesco Tedesco" è perseguita attraverso una serie molteplice di possibilità di intervento:
zio e dell'ambiente urbano di "Via Francesco Tedesco" è perseguita attraverso una serie molteplice di possibilità di intervento:
- ricoinposizione degli isolati lungo il fronte strada
- interventi integrativi e di coinpletainento solo lungo la cortina edilizia. Per le aree libere individuate nelle tavole "Modalità di intervento" devono essere rispettate i seguenti parametri:
- Piani: 3; Non può in ogni caso essere superata l'altezza massima degli edifici
devono essere rispettate i seguenti parametri:
- Piani: 3; Non può in ogni caso essere superata l'altezza massima degli edifici contigui o in relazione prospettica, se classificati come appartenenti al "Patrimonio stoi-ico e ambientale";
- Spessore corpo fabbrica: ml. 12
- Distanza dai confini privati: inl. 5 o aderenza
- Distanza tra fabbricati: inl. 10 o aderenza
- Rapporto di copertura: 60%
- Allineamento rispetto al filo edilizio preesistente e storicainente consolidato.
l. 10 o aderenza
- Rapporto di copertura: 60%
- Allineamento rispetto al filo edilizio preesistente e storicainente consolidato.
- parcheggi pertinenziali: I mq ogni 10 inc, ovvero linq ogni 3111q di SLP, per i casi disciplinati al precedente art. 4 coinina 5 .
- parcheggi a standard: 100% della Superficie di vendita per nuove destinazioni coininerciali e della SLP per le nuove destinazioni direzionali, terziarie, alberghiere e artigianali di servizio.
destinazioni coininerciali e della SLP per le nuove destinazioni direzionali, terziarie, alberghiere e artigianali di servizio. I parcheggi pertinenziali e a standard, qualora non reperibili, possono essere localizzati in un raggio di m. 200 dall'intervento, distanza misurata lungo il percorso più breve dal periinetro del parcheggio proposto. L'Arnininistrazione Coinunale si riserva la facoltà di ammettere distanze maggiori, da definirsi in
tro del parcheggio proposto. L'Arnininistrazione Coinunale si riserva la facoltà di ammettere distanze maggiori, da definirsi in sede di piani di settore (Piano del traffico, Piano dei parcheggi). Gli interventi di riqualificazione dello spazio pubblico e privato devono essere inpresi in progetti estesi all'intera via o parte significativa della stessa
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secondo indirizzi e criteri unitari di riferimento (art. 27 "Ambiti di iiqualificazione urbana"). CI. Modificazione degli edifici esistenti 1O Le opere ammesse sugli edifici del "Pati-iinonio storico e ambientale" sono definite in relazione ai diversi gruppi di edifici di appartenenza così coine esplicitato ai precedenti articoli 7 e 9. La ricostruzione di edifici aventi valore storico ex art. 21 L. 1089139, se già deciso da disposizioni preesistenti al PUC, deve essere effettuato nel rigoroso
nti valore storico ex art. 21 L. 1089139, se già deciso da disposizioni preesistenti al PUC, deve essere effettuato nel rigoroso rispetto dei parametri urbanistico edilizi dell'edificio originario, con l'uso di materiali e tecniche costruttive congruenti e nel rispetto della legislazione antisismica. l l Tutti gli interventi sugli edifici appartenenti al "Patrimonio storico e ambienta1e"devono rispettare le prescrizioni contenute nell'allegato 2
venti sugli edifici appartenenti al "Patrimonio storico e ambienta1e"devono rispettare le prescrizioni contenute nell'allegato 2 "Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive" riferite alle zone B di impianto storico. 12 L'uso abitativo dei sottotetti degli edifici dei gruppi 2 e 3 è regolato nel rispetto della disciplina della L.R. 1512000. La creazione di lucernari e prese di luce verso spazio pubblico è consentita
o nel rispetto della disciplina della L.R. 1512000. La creazione di lucernari e prese di luce verso spazio pubblico è consentita purché non emergente dalla falda del tetto, con esclusione degli edifici prospettanti gli spazi pubblici elencati all'ait. 6 ed individuati nella tavola "I1 Patrimonio storico e ambientale" in cui tale opportunità non è consentita. Per gli edifici recenti (gruppo 4), in caso di deinolizione e ricostruzione, fatta
le" in cui tale opportunità non è consentita. Per gli edifici recenti (gruppo 4), in caso di deinolizione e ricostruzione, fatta eccezione per i casi disciplinati al precedente art.4 coinina 12 bis, devono essere rispettati i parametri edilizi della zona di appartenenza nel rispetto della SLP massima preesistente. Per tutti gli edifici sono ammessi gli interventi finalizzati al superainento e l'eliminazione delle barriere architettoniche ed al risparmio energetico.
o ammessi gli interventi finalizzati al superainento e l'eliminazione delle barriere architettoniche ed al risparmio energetico. C2. ModiJicaziorze delle aree di perfltiizeizza E' sempre consentita la realizzazione di parcheggi pubblici e privati in sottosuolo purché non comportino alterazioni all'iinpianto arboreo di pregio e all'iininagine storicamente. Possono altresì essere realizzati parcheggi pertinenziali in superficie e scoperti
oreo di pregio e all'iininagine storicamente. Possono altresì essere realizzati parcheggi pertinenziali in superficie e scoperti solo nella misura di 1 mq ogni 3 mq di SLP, a condizione che essi non alterino le caratteristiche storiche ed ambientali che il Piano vuole tramandare. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 comina 7bis, come introdotto dall'art. 49 comina 8 della L.R. 16/04. Le aree di pertinenza di valore storico-ambientale e le aree di valore storico-
trodotto dall'art. 49 comina 8 della L.R. 16/04. Le aree di pertinenza di valore storico-ambientale e le aree di valore storico- ambientale individuate nelle tavole di Piano "Modalità di intervento" sono inedificabili. Tutti gli interventi devono essere finalizzati a trainandare il valore storico- & ambientale riconosciuto all'area.
C3. Aree da trasforulzare e aree da trasformare per servizi 17 Sono le aree indicate nella tav. 2 "Azzona~nentoe destinazioni d'uso" e nella tav. 3 "Modalità di intervento", per le quali il Piano prevede interventi di siqualificazione dell'ainbiente storico, la costruzione di nuovi edifici, la riplasmazione e il iiuso di edifici esistenti. I parainetri di trasformazione edilizi ed urbanistici, gli interventi e le destinazioni d'uso ainmesse sono descritti nelle schede allegate.
di trasformazione edilizi ed urbanistici, gli interventi e le destinazioni d'uso ainmesse sono descritti nelle schede allegate. C#. Aree di valor+estorico ambientale 18 Le aree di valore storico ambientale sono disciplinate all'art. 7 e all'art. 30. C5. Modificaziorzi alle destinaziorz i d'uso 19 Le destinazioni d'uso aininesse sono indicate nella tavola "Azzonainento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. Sono consentite, a tutti i piani, destinazioni alberghiere e per servizi.
nento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. Sono consentite, a tutti i piani, destinazioni alberghiere e per servizi. D. Modalità attuative 20 Perinesso a costiuire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di legge vigenti. I1 cainbio di destinazione d'uso anche se effettuato senza opere verso destinazioni coininerciali, direzionali, alberghiere e artigianali di sesvizio, laddove consentito dal PUC, è comunque subordinato al reperimento di idonee
direzionali, alberghiere e artigianali di sesvizio, laddove consentito dal PUC, è comunque subordinato al reperimento di idonee quantità di parcheggi di cui all'art. 4 coinma 6 delle presenti NTA e nei casi di cainbio di destinazione d'uso verso destinazioni alberghiere l'adeguamento delle superfici a parcheggio a standards è fissato nella inisura di cui all'ai-t. 5 punto 2 del D.M. 1444168, precisando che per le modifiche verso destinazioni
tandards è fissato nella inisura di cui all'ai-t. 5 punto 2 del D.M. 1444168, precisando che per le modifiche verso destinazioni per Sesvizi si applica la disciplina riferita alle quantità previste all'art.4 coinina 6. E. Classificazione Le Zone B del "Patiimonio storico e a~nbientale"sono classificate di categoria B, secondo il D.M. 1444168 e di recupero ai sensi della legge 457178.
Art. 14 Zone B di impianto recente
Capo I11 Zone omogetzee B di inzpia~ztorecente Art. 14 Zone B di impianto recente A. Definizione 1 Insieme di aree edificate con precedenti piani regolatori e10 con piani attuativi pubblici e privati nelle quali si individua l'esigenza di migliorare la qualità urbana, la dotazione dei servizi e coinpletare l'edificazione esistente. In esse sono presenti alcuni edifici del "Patrimonio storico e ainbientale". Il Piano riconosce undici distinte situazioni:
nte. In esse sono presenti alcuni edifici del "Patrimonio storico e ainbientale". Il Piano riconosce undici distinte situazioni: 1- Zone in corso di trasformazione con Piani Attuativi (P.A.) Ut = approvato con P.A. 2- Zone consolidate Residenziali ,miste, terziarie SLP = esistente o assegnata (vedi Quadro sinottico 1) 3- Zone consolidate Residenziali Indice di Coinpletainento Uf = 0,3 snqlsnq 4- Zone consolidate Residenziali Indice di Coinpletainento Uf = 0,7 inqlmq 5- Zone consolidate Residenziali
nto Uf = 0,3 snqlsnq 4- Zone consolidate Residenziali Indice di Coinpletainento Uf = 0,7 inqlmq 5- Zone consolidate Residenziali Indice di Completainento Uf = 1,O mqlmq e Aree di Rinnovo Urbano 6- Zone consolidate Residenziali SLP di coinpletamento = SLP già assentita all'atto di assegnazione dell' area ai privati da parte della pubblica ainininistrazione 7- Zone consolidate con capacità insediativa assegnata, così coine precisato nelle schede normativa allegate al presente quadro sinottico (B. 1- B.2- B.3-
pacità insediativa assegnata, così coine precisato nelle schede normativa allegate al presente quadro sinottico (B. 1- B.2- B.3- B.4- B.5) 8 Zone consolidate per attività Artigianali Indice di Coinpletamento Uf = 0'5 inqlinq 9 Zone consolidate per attività Comsnerciali Indice di Coinpletainento Uf = 0,8 mqlinq 10 Area Mercatone l l Zone per attività turistico-ricettive di previsione Uf.= O. 1 inqlinq B. Obiettivi 2 Gli obiettivi del Piano sono:
- migliorare la qualità dello spazio pubblico e privato
revisione Uf.= O. 1 inqlinq B. Obiettivi 2 Gli obiettivi del Piano sono:
- migliorare la qualità dello spazio pubblico e privato
- migliorare la qualità urbana e la dotazione dei servizi
- consentire coinpletarnenti dell'edilizia esistente
- consentire I'adeguainento degli edifici alle esigenze dell'uso
- tutelare gli edifici di valore storico ainbientale
- incentivare la inessa in sicurezza della città consolidata C. Modificazioni dell'assetto urbano Parametri urbanistico-edilizi
I parainetsi urbanistici ed edilizi vengono forniti per le diverse Zone B ticonosciute dal Piano nelle tabelle norinative allegate al presente articolo. Area "Mercatoize" Per l'area denominata "Me 01 Area Mercatone" ed individuata nella Tav. 2 "Azzonainento e destinazioni d'uso" e nella Tav. 3 "Modalità di intervento" gli intewenti e le destinazioni d'uso ainniesse sono definiti nella scheda normativa allegata. CI. Modificaziolzi degli edifici esistenti
enti e le destinazioni d'uso ainniesse sono definiti nella scheda normativa allegata. CI. Modificaziolzi degli edifici esistenti Per gli edifici esistenti di valore storico appartenenti al "Patriinonio storico e ambientale" valgono le prescrizioni riportate agli astt. 7 e 9. Per gli edifici recenti (gsuppo 4)' in caso di deinolizione e ricostruzione, fatta eccezione per i casi disciplinati al precedente art.4 coinma 12 bis, devono essere rispettati i parametri urbanistico - edilizi precisati nelle tabelle
sciplinati al precedente art.4 coinma 12 bis, devono essere rispettati i parametri urbanistico - edilizi precisati nelle tabelle noimative allegate in relazione alle aree di appartenenza. 6 bis Per gli edifici recenti (gruppo 4) è consentita la chiusura dei posticati esistenti a piano terra nel rispetto dell'indice di coinpletaniento precisato al precedente coinina 1. Le superfici ricavate dalla chiusura dei posticati dovranno essere destinate
coinpletaniento precisato al precedente coinina 1. Le superfici ricavate dalla chiusura dei posticati dovranno essere destinate secondo le previsioni di cui alle Tav "Azzonamento e destinazioni d'uso". Devono, altresì, essere rispettate le prescrizioni di cui al precedente art.4 coinina 6. Per le attività turistico - ricettive esistenti alla data di adozione del presente Piano e riconosciute nella tav. "Azzonamento e destinazioni d'uso" sono
- ricettive esistenti alla data di adozione del presente Piano e riconosciute nella tav. "Azzonamento e destinazioni d'uso" sono ammessi intewenti finalizzati al migliorainento dell'attività in atto e aiiipliainenti nella inisura inassiina del 40% della SLP esistente, anche in deroga ai parainetsi edilizi dell'area nonnativa in cui ricadono, e coinunque nel rispetto dei liiniti inderogabili di cui al D.M. 1444168 artt. 7,8,9 e secondo la procedura stabilita dall'ai-t. 14 del D.P.R. 38012001.
dei liiniti inderogabili di cui al D.M. 1444168 artt. 7,8,9 e secondo la procedura stabilita dall'ai-t. 14 del D.P.R. 38012001. Devono essere soddisfatti i parcheggi pertinenziali e a standard così come precisato al precedente art. 4. 8 La richiesta per interventi di cui al coinma precedente che coniportano ainpliaiiienti delle SLP dovrà essere accoinpagnata da idonea docuinentazione che comprovi l'esigenza di completamento dell'attuale struttura ricettiva,
dovrà essere accoinpagnata da idonea docuinentazione che comprovi l'esigenza di completamento dell'attuale struttura ricettiva, inentre il rilascio del relativo perinesso a costruire dovrà essere accompagnato da apposito atto d'obbligo col quale il concessionario si impegna a mantenere l'attività in atto per tutto il periodo d'esercizio dell'attività stessa e coinunque per un periodo non inferiore a cinque anni. J 9 Nel caso la destinazione turistico - ricettiva venga disattivata, con procedura
per un periodo non inferiore a cinque anni. J 9 Nel caso la destinazione turistico - ricettiva venga disattivata, con procedura regionale se richiesta dalle leggi di settore vigenti, sono consentite-destinazioni /y- residenziali con piano terra per seivizi alle persone (Res. inax 100%' servizio cc-. p?&+-alle persor i.' ì ie inax 20%).
L'eventuale SLP realizzata in ampliainento (vedi precedente coinina 7) potrà essere destinata solo a servizi pubblici o a sewizi convenzionati all'uso pubblico. 9 bis Per gli edifici di proprietà IACP azzonati coine "residenza" è consentita, al piano terra la destinazione "seivizi alle persone" previa verifica di conformità alle nonne vigenti e allo stato proprietario. C2. Modificaziorzi delle aree di pertinenza 1O E' consentita la creazione di parcheggi pertinenziali in sottosuolo e in
ietario. C2. Modificaziorzi delle aree di pertinenza 1O E' consentita la creazione di parcheggi pertinenziali in sottosuolo e in soprasuolo, questi ultimi nella misura massiina di 1 inq ogni 3 mq di SLP. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 coinma 7bis, coine introdotto dall'art. 49 comina 8 della L.R. 16/04. l l Le aree destinate a sewizi all'intemo delle lottizzazioni già approvate e le aree destinate a servizi all'intemo delle lottizzazioni ma inonetizzate sono
i all'intemo delle lottizzazioni già approvate e le aree destinate a servizi all'intemo delle lottizzazioni ma inonetizzate sono inedificabili coine da atto di vincolo stipulato a favore del Comune di Avellino e devono essere destinate a verde. 12 Le aree di pertinenza degli edifici storici e le aree di valore storico-ambientale individuate nelle tavole di Piano "Modalità di intervento" sono inedificabili. Tutti gli inteiventi devono essere finalizzati a tramandare il valore storico -
ano "Modalità di intervento" sono inedificabili. Tutti gli inteiventi devono essere finalizzati a tramandare il valore storico - ambientale riconosciuto all'area, così come disciplinato agli artt. 7, 9 e 30. C3. Modificazioni alle destinazioni d'uso 13 Le destinazioni d'uso ammesse sono indicate della tavola "Azzonainento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. 14 E' consentita la pesmanenza di altre attività in atto nel rispetto delle leggi di
tinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. 14 E' consentita la pesmanenza di altre attività in atto nel rispetto delle leggi di settore con specifico riferiinento alle prescrizioni igienico - sanitarie e del Tumore. D. Modalità attuative Perinesso a costruire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di leggi vigenti. E. Classificazione Le Zone B consolidate sono classificate di categoria B secondo il D.M. 2/4/68 n. 1444 e di recupero ai sensi della legge 457178.
1 trasformazione con * * * * * * * * Ut ed i parametri edlilizi Piani Attuativi (P.A.) del Piano Attuativo Zone consolidate ** E' confermata la SLP 2 Residenziali, miste, ** * * * i<* *t ** ** * * * * ed i parametri edilizi terziarie esistenti Zone consolidate L'area di pertinenza deve ' Residenziali \ 0,3 20% 7,50 2 5 10 5 essere destinata a verde e giardini privati Zone consolidate L'area di pertiiienza deve Residenziali \ 0,7 30% 10,50 3 5 10 5 essere destinata a verde e giardini privati
ti Zone consolidate L'area di pertiiienza deve Residenziali \ 0,7 30% 10,50 3 5 10 5 essere destinata a verde e giardini privati Zone consolidate *** Ad esclusione degli 5 Residenziali e Aree di \ 1,0*** 40% 13,50 4 5 10 5 interventi di Rinnovo Rinnovo Urbano Urbano (Art. 15 N.T.A.) Zone consolidate **** Capacità insediativa l residenziali i; già assentita all' atto di 6 **** **** * * i I*** **** **** **** assegnazione dell' area ai i privati da parte della I I pubblica amministrazione Zone coilsolidate
*** * * i I*** **** **** **** assegnazione dell' area ai i privati da parte della I I pubblica amministrazione Zone coilsolidate l ***** Capacità insediativ~ 7 residenziali ***** m** ' x . x ~ r - 8 ~ - ***** +a* ***** * * * * y c assegnata (vedi schede normative allegate B. 1- 1 B.2- B..3- B.4- B.5) Zone coilsolidate per attività Artigianali \ 0 3 50% 7,50 \ 5 10 5 Zone coilsolidate per attività Commerciali \ 0 3 50% 10,jo \ 5 IO 5
oilsolidate per attività Artigianali \ 0 3 50% 7,50 \ 5 10 5 Zone coilsolidate per attività Commerciali \ 0 3 50% 10,jo \ 5 IO 5 10 Area Mercatone Per i parametri edilizi si rimanda alla scheda normativa allegata 11 Zone per attività turistico-ricettive di previsione \ 0, 1 20% 10,50 3 5 10 5
N. 1 2 3 4 5
e Ilorme del PdiZ e L. 122189 Quadro sinottico 2 - Disposizioni relative alle schede di alienazione dei beni di proprietà comunale N. 1 2 3 4 5 N. scheda 6C 6D 9 10 14 Localizzazione Piano di Zona PEEP Q 1IA Piano di Zona PEEP QIIA Piano di Zona PEEP Baccanico (Pref Pesanti) - Area via Tagliamento Piano di Zona PEEP Q 1/A (Coop. Aquilone) Ex. mercatino rionale - Valle Destinazione d'uso della scheda di alienazione Zona per l'edilizia residenziale convenzionata CI1 Zona per l'edilizia residenziale
stinazione d'uso della scheda di alienazione Zona per l'edilizia residenziale convenzionata CI1 Zona per l'edilizia residenziale convenzionata CI1 Zona commerciale e direzionale - Impianto distributore carburante Zona coinmerciale e direzionale - Impianto distributore carburante Zona commerciale Modalità Attuativa Permesso di costsuire o DIA Permesso di costruire o DIA Permesso di costruire o DIA Permesso di costruire o DIA Permesso di costsuire o Indice fondiario 0.5 SLP esistente Altezza Max 7.5 m 7.5 m
i costruire o DIA Permesso di costruire o DIA Permesso di costsuire o Indice fondiario 0.5 SLP esistente Altezza Max 7.5 m 7.5 m Rapporto di copertura 0.5 dell'area N. max piani realizzabili 2 piani f.t. 2 piani int. 2piani £t. Distanza tra fabbricati 10 m 1 0 m 10 m Distanza dai confini stradali e spazi pubblici 5 m 5 m 5 m Superficie dell'area alienata 2.400 mq 1.200 mq 2.500 mq 700 mq 743 mq Volume reale 7.400 mc 4.500 mc 3.000 mc 1.000 mc
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.1 DESCRIZIONE
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.1 DESCRIZIONE Aree situate lungo la strada di nuova realizzazione a nord dell'ainbito urbano denominato "Collina Liquorini" ex P.P. - Q9. OBIETTIVI Coinpletare l'edificazione prevista. La Slp assegnata in codesta scheda è paste della superficie residua legata alle previsioni del Piano Pai-ticolareggiatoQ9. PARAMETRI URBANISTICI Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso:
PARAMETRI EDILIZI
Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso: Residenza con giardino PARAMETRI EDILIZI Slp max inq 2.1 15 No piani max 2 Piani H max mt 7 5 0 Rapporto di copertura 60% max Distanza dai confini 5 int o in aderenza nel rispetto dei diritti acquisiti Distanza dal filo stradale rispetto degli allineainenti esistenti
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.2 DESCRIZIONE
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.2 DESCRIZIONE Area situata lungo la strada di nuova realizzazione a nord dell'ainbito urbano denominato "Collina Liquorini" ex P.P. -Q9. OBIETTIVI Coinpletare l'edificazione prevista. La Slp assegnata in codesta scheda è parte della superficie residua legata alle previsioni del Piano Particolareggiato Q9 PARAMETRI URBANISTICI Zona B di Iinpianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso:
PARAMETRI EDILIZI
Zona B di Iinpianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso: Residenza con giardino PARAMETRI EDILIZI Slp max inq 2.648 No piani max 2 Piani H max mt 7,50 Rapporto di copertura 60% inax Distanza dai confini 5 mt o in aderenza nel rispetto dei diritti acquisiti Distanza dal filo stradale rispetto degli allineainenti esistenti
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.3 DESCRIZIONE
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.3 DESCRIZIONE Area situata lungo la strada di nuova realizzazione a nord dell'aiiibito urbano denominato "Collina Liquorini" ex P.P. -Q9. OBIETTIVI Completare l'edificazione prevista. La Slp assegnata in codesta scheda è parte della superficie residua legata alle previsioni del Piano Particolareggiato Q9 PARAMETRI URBANISTICI Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata. Destinazioni d'uso:
PARAMETRI EDILIZI
Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata. Destinazioni d'uso: Residenza con giardino PARAMETRI EDILIZI Slp max No piani max H max Rapporto di copertura Distanza dai confini Distanza dal filo stradale inq 586 2 Piani int 7,50 60% inax 5 int o in aderenza nel rispetto dei diritti acquisiti rispetto degli allineainenti esistenti
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.4 DESCRIZIONE
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.4 DESCRIZIONE Area situata al centro dell'ainbito urbano denominato "Collina Liquorini" ex P.P. -Q9. OBIETTIVI Coinpletare l'edificazione prevista. La Slp assegnata in codesta scheda è parte della superficie residua legata alle previsioni del Piano Particolareggiato Q9 PARAMETRI URBANISTICI Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso: Residenza con giardino PARAMETRI EDILIZI Slp max mq. 700
PARAMETRI EDILIZI
Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso: Residenza con giardino PARAMETRI EDILIZI Slp max mq. 700 No piani max 2 Piani H max mt 7,50 Rapporto di copertura 60% max Distanza dai confini 5 mt o in aderenza nel rispetto dei diritti acquisiti Distanza dal filo stradale rispetto degli allineainenti esistenti
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.5 DESCRIZIONE
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.5 DESCRIZIONE Area situata in prossimità del nuovo edificio dell'autostazione sulla quale esistono due edifici già concessionati e per i quali si prevede il coinpletainento. OBIETTIVI Completare l'edificazione prevista. PARAMETRI URBANISTICI Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata. Destinazioni d'uso: Residenza e terziario PARAMETRI EDILIZI Volume max inc 28.926'70 No piani max H max 10 Piani int 35.00
PARAMETRI EDILIZI
nata. Destinazioni d'uso: Residenza e terziario PARAMETRI EDILIZI Volume max inc 28.926'70 No piani max H max 10 Piani int 35.00 Rapporto di copertura come da concessioni rilasciate Distanza dai confini in aderenza nel rispetto dei diritti acquisiti Distanza dal filo stradale rispetto degli allineainenti esistenti
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.6 DESCRIZIONE
ZONA CONSOLIDATA RESIDENZIALE - B.6 DESCRIZIONE Area situata nell'ainbito urbano denoininato "Collina Liquorini" ex P.P. -Q9. OBIETTIVI Completare l'edificazione prevista secondo Del. di C.C. n. 32 del 18.04.2005. La Slp assegnata in codesta scheda è parte della superficie residua legata alle previsioni del Piano Particolareggiato Q9. PARAMETRI URBANISTICI Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso:
PARAMETRI EDILIZI
Zona B di Impianto recente Consolidata residenziale 7 - Zone consolidate con capacità insediativa assegnata Destinazioni d'uso: Residenza con p.t sesvizi alle persone PARAMETRI EDILIZI Slp max 1023 inq. No piani max 4 Piani H max int 12,50 Rapporto di copertura 30% max Distanza dai confini 5 int o in aderenza nel rispetto dei diritti acquisiti Distanza dal filo stradale rispetto dell'allineamento del fabbricato di previsione (ex. n. 37 secondo P.P. Q9), ricadente nella N113
Art. 15 Aree di Rinnovo urbano
Art. 15 Aree di Rinnovo urbano A. Definizione Sono le aree consolidate di impianto recente (con Uf = l mqlinq) in cui vengono ipotizzati interventi di rinnovo urbano secondo gli obiettivi di seguito precisati. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- mettere in sicurezza la città;
- inigliorare le relazioni tra le varie pasti dello spazio pubblico;
- creare nuovi percorsi e collegainenti tra gli elementi strutturali del PUC quali i servizi di interesse generale, i parchi urbani, le aree a seivizi che
collegainenti tra gli elementi strutturali del PUC quali i servizi di interesse generale, i parchi urbani, le aree a seivizi che nascono dagli interventi di trasfoi~nazione;
- potenziare gli spazi di relazione;
- realizzare piste ciclabili;
- perseguire il risparmio energetico;
- realizzare un piano del colore;
- inigliorare la qualità dello spazio pubblico e pilvato attraverso: un uso cornetto dei materiali, le alberature, gli spazi verdi, la permeabilità degli spazi scopei-ti;
lico e pilvato attraverso: un uso cornetto dei materiali, le alberature, gli spazi verdi, la permeabilità degli spazi scopei-ti;
- realizzare pasti di città con requisiti di eccellenza sotto il profilo della sicurezza e della qualità urbana;
- creare una nuova offerta residenziale e nuove centralità.
- tutelare il "Patrimonio storico e ambientale" riconosciuto dal Piano C. Modificazioni dell'assetto urbano Parametri urbanistico-edilizi Per interventi di "rinnovo urbano" si intendono interventi di totale
ficazioni dell'assetto urbano Parametri urbanistico-edilizi Per interventi di "rinnovo urbano" si intendono interventi di totale deinolizione e ricostruzione, anche con I'inseriinento di aree destinate alla viabilità e servizi, nel rispetto delle seguenti condizioni:
- St ininiina d'intervento: in sede di atti di prograininazione degli interventi o di PUA, I'Ainininistrazione Coinunale individuerà i perimetri delle aree di recupero, definendo la percentuale di SLP massima che non potrà
inininistrazione Coinunale individuerà i perimetri delle aree di recupero, definendo la percentuale di SLP massima che non potrà essere superiore al 30% ed in ogni caso non superiore ai limiti di densità edilizia di cui al D.M. n. 1444168; i inedesiini stmnenti definiranno le percentuali e le relative destinazioni d'uso;
- Servizi: le aree a servizi afferenti alla quota aggiuntiva di edificazione, che non possono essere reperite sull'area oggetto d'intervento, potranno essere inonetizzate.
quota aggiuntiva di edificazione, che non possono essere reperite sull'area oggetto d'intervento, potranno essere inonetizzate. L'intervento deve garantire aree destinate all'edificazione, anche convenzionata, aree destinate ai servizi e viabilità tali , da consentire, il perseguiinento degli obiettivi elencati al precedente coinina 2. Noi1 possono essere inonetizzate le aree a parcheggio a standard in relazione alla funzione insediata.
al precedente coinina 2. Noi1 possono essere inonetizzate le aree a parcheggio a standard in relazione alla funzione insediata. I parcheggi pestinenziali devono essere realizzati nella misura ininima di 1 inq. ogni 3 mq. di SLP di cui all'ai-t. 4, comma 5 .
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I parametri edilizi devono essere valutati in sede di predisposizione dell'intei-vento nel rispetto degli obiettivi precisati al precedente comma 2. 3 bis Per raggiungere gli obiettivi di cui al precedente coinma 2, eventuali consistenze edilizie preesistenti non reinsediabili all'interno del perimetro d'intervento, possono essere trasferite nelle Zone di trasformazione (art. l 6 coinina 15) e nelle Aree da trasforinazione per Servizi (art. 25 comina 3 bis)
trasferite nelle Zone di trasformazione (art. l 6 coinina 15) e nelle Aree da trasforinazione per Servizi (art. 25 comina 3 bis) iila comunque all'interno della medesima circoscrizione di appartenenza, su aree di proprietà pubblica o privata, da individuarsi con gli Atti di programmazione degli interventi e PUA di cui agli artt. 25 e 26 della L.R. n. 1612004. Gli edifici e le preesistenze di valore storico ambientale individuati nel Piano come "Patrimonio storico e ambienta1e"devono essere mantenuti e sono
sistenze di valore storico ambientale individuati nel Piano come "Patrimonio storico e ambienta1e"devono essere mantenuti e sono soggetti alla disciplina di cui agli art.7, 8, 9 e 30. E' consentito il mantenimento degli edifici esistenti, pubblici o privati, anche se privi di valore storico e ambientale, alle seguenti condizioni:
- che l'edificio sia sicuro dal punto di vista antisisinico;
- che l'edificato che si intende mantenere sia armonico con il disegno urbano di progetto;
curo dal punto di vista antisisinico;
- che l'edificato che si intende mantenere sia armonico con il disegno urbano di progetto;
- che il mantenimento dell'edificato esistente non abbia diritto ad SLP aggiuntiva. C5. Modificazioni alle destinazioni d'uso Le destinazioni d'uso ammesse sono indicate nella tavola "Azzonainento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. Per gli interventi di rinnovo urbano la destinazione d'uso della SLP aggiuntiva
e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. Per gli interventi di rinnovo urbano la destinazione d'uso della SLP aggiuntiva deve essere interamente destinata a Servizi alle persone, come definita all'art. 2 coinina 20 punto 14. D. Modalità attuative Piano attuativo (vedi art. 5) proposto dai privati. I1 Comune o Società all'uopo designata (vedi art. 4) può, in attuazione dei poteri sostitutivi previsti nei Piani urbanistici Attuativi come definiti dall'art.
signata (vedi art. 4) può, in attuazione dei poteri sostitutivi previsti nei Piani urbanistici Attuativi come definiti dall'art. 26, coinina 2 della L.R. 16/04, sostituirsi ai privati. Costituisce presupposto per l'attuazione degli interventi sostitutivi l'individuazione di parti di città o insieme di edifici privi dei requisiti di sicurezza di cui alla L.R. no 27 del 28.10.2002. E. Classificaziolze Le Aree di rinnovo urbano sono classificate di categoria B secondo il D.M. I
Art. 16 Zone di trasformazione:
Capo IV Zone di trasfornzazione Art. 16 Zone di trasformazione: zone di sostituzione e ricomposizione urbana - Ru zone di riqualificazione - Rq zone di nuovo impianto - Ni zone di nuovo impianto a destinazione turistico-ricettiva - Nit All'intemo delle zone di trasfonnazione il Piano riconosce quattro distinte situazioni:
- Zone di sostituzione e ricosnposizione Urbana - Ru
- Zone di Riqualificazione - Rq
- Zone di Nuovo iinpianto - Ni
- Zone di nuovo iinpianto a destinazione turistico-ricettiva - Nit
Zone di Riqualificazione - Rq
- Zone di Nuovo iinpianto - Ni
- Zone di nuovo iinpianto a destinazione turistico-ricettiva - Nit Zone di sostituzione e r.iconzposizione ur~barza- Ru A. Definizione Pasti del territorio poste entro il tessuto urbano esistente, già edificate (interessate prevalenteinente da interventi di ricostruzione post - terreinoto in prefabbricazione) nelle quali si prevedono interventi di demolizione e contestuale ricostruzione.
struzione post - terreinoto in prefabbricazione) nelle quali si prevedono interventi di demolizione e contestuale ricostruzione. Per tali aree sono previsti intewenti di ristrutturazione urbanistica. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- realizzare nuovi intesventi residenziali e nuove attività
- increinentare la dotazione di servizi
- realizzare nuovi centri urbani e snigliorare quelli esistenti
- inettere in sicurezza la città A. Definizione
zione di servizi
- realizzare nuovi centri urbani e snigliorare quelli esistenti
- inettere in sicurezza la città A. Definizione 4 Pasti del territorio poste entro il tessuto urbano esistente, ancora inedificate o prevalentesnente non edificate, pianificate o ineno, nelle quali realizzare intewenti di nuova edificazione. Per tali aree sono previsti interventi di nuova realizzazione. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- realizzare nuovi intesventi
- incresnentare la dotazione di servizi
realizzazione. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- realizzare nuovi intesventi
- incresnentare la dotazione di servizi
- realizzare nuovi centri urbani e snigliorare quelli esistenti
- consentire il coinpletainento in pasti di territorio ancora inedificate
- perequare il trattamento delle aree a servizio con quello delle aree destinate all'edificazione.
Zorze di nuovo inzpiarzto e Zone di rzuovo irnpiarzto a destirzaziorze turistico ricettiva - Ni A. Definizione Parti del tersitorio non edificato nelle quali sono previsti interventi di ristrutturazione urbanistica. B. Obiettivi
- Ridefinire il limite della configurazione urbana
- Realizzare nuovi interventi residenziali, terziari e di servizio
- Perequare il trattamento delle aree a servizi con quello delle aree destinate all' edificazione. C. Modificazione dell'assetto urbano valide per tutte le Zone
aree a servizi con quello delle aree destinate all' edificazione. C. Modificazione dell'assetto urbano valide per tutte le Zone Le tavole "Modalità di intervento", individuano:
- l'assetto infi-astsutturale,le aree di concentrazione dell'edificazione, ovvero gli spazi in cui realizzare le utilizzazioni edificatorie, le aree da cedere per servizi e per la viabilità, le destinazioni d'uso ammesse. 9 Le schede nonnative precisano le regole edilizie, i parametri edilizi ed
zi e per la viabilità, le destinazioni d'uso ammesse. 9 Le schede nonnative precisano le regole edilizie, i parametri edilizi ed urbanistici e le prescrizioni vincolanti. 1O Le schede nomative allegate alle presenti nonne definiscono in particolare:
- le utilizzazioni edificatorie generate dalle aree ricoinprese nel comparto;
- le utilizzazioni edificatorie da realizzare nel comparto, secondo le diverse destinazioni d'uso;
- le aree da cedere per servizi pubblici;
azioni edificatorie da realizzare nel comparto, secondo le diverse destinazioni d'uso;
- le aree da cedere per servizi pubblici;
- le regole edilizie e le prescrizioni vincolanti con l'individuazione delle altezze massime e del nuinero dei piani;
- le destinazioni d'uso ammesse. Le prescrizioni vincolanti che non possono essere modificate in fase attuativa sono precisate al precedente art. 5 coinina 6. I coinparti devono garantire la realizzazione degli interventi e la contestuale
a sono precisate al precedente art. 5 coinina 6. I coinparti devono garantire la realizzazione degli interventi e la contestuale cessione delle aree destinate alla viabilità e ai servizi all'atto di utilizzo della rispettiva capacità edificatoria. È consentita la inonetizzazione per i casi disciplinati al successivo comina 20. 12 I progetti relativi a ciascun intervento edilizio, nel rispetto dei parametri urbanistici ed edilizi precisati nelle schede nonnative, devono evidenziare:
cun intervento edilizio, nel rispetto dei parametri urbanistici ed edilizi precisati nelle schede nonnative, devono evidenziare:
- i caratteri architettonici che sottendono alla unitarietà fonriale dei singoli interventi;
- il rispetto dei parametri urbanistici ed edilizi;
- le destinazioni d'uso previste. D. Modificazioni alle destinazioni d'uso Le destinazioni d'uso, all'intemo delle diverse schede nonnative allegate e disciplinate all'art. 2.
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E. Modalità attuative 14 Per le trasfor~nazionipreviste dal Puc, le utilizzazioni edificatorie riferite al coinparto vengono ripartite in quote edificatorie attribuite ai propi-ietasi pubblici e psivati degli iininobili inclusi nel coinpaito stesso,così coine precisato al precedente ai?. l comina 18. 15 Ulteriori utilizzazioni edificatoi-ie, nella diineilsione massiina del 5% della SLP consentita all'intei-no di ogni Zona, così coine precisato nell'allegato lb,
oi-ie, nella diineilsione massiina del 5% della SLP consentita all'intei-no di ogni Zona, così coine precisato nell'allegato lb, possono essere compatibili se destinati ad ospitare consistenze edilizie provenienti da interventi di Rinnovo Urbano, così coine disciplinati al precedente art. 15 coinina 3 bis. La SLP aggiuntiva deve essere realizzata nel rispetto di tutti i parametri edilizi contenuti nella scheda nonnativa con la sola eccezione del parainetro "rapporto di copertura".
etto di tutti i parametri edilizi contenuti nella scheda nonnativa con la sola eccezione del parainetro "rapporto di copertura". l5bis In ogni Zona e10 Area di Trasforinazione avente destinazione turistico- ricettiva il "rapporto di copertura", coine definito all'ast. 1 coinina 30, non può superare il 25%. 16 L'attuazione degli interventi avviene nel rispetto dei contenuti dell' ast 34 L.R. no 1612004 e degli astt. 4 e 5 delle presenti nonne.
zione degli interventi avviene nel rispetto dei contenuti dell' ast 34 L.R. no 1612004 e degli astt. 4 e 5 delle presenti nonne. La convenzione deve garantire la contestuale realizzazione degli interventi pubblici (infrastrutture, opere di urbanizzazione psiinasia e secondasia) e privati (utilizzazioni edificatorie realizzate nelle aree di concentrazione dell'edificato), secondo i contenuti esplicitati ai precedenti artt. 4 e 5 sopra richiamati.
izzate nelle aree di concentrazione dell'edificato), secondo i contenuti esplicitati ai precedenti artt. 4 e 5 sopra richiamati. 17 Per le aree destinate alla viabilità e ai servizi, è facoltà dell'Amministrazione procedere alla realizzazione degli stessi anche priina della approvazione delle trasfomazioni pi-ivate, attraverso le modalità di espropsio. 18 111 alternativa all'esproprio i proprietari, in caso di cessione gratuita delle aree
te, attraverso le modalità di espropsio. 18 111 alternativa all'esproprio i proprietari, in caso di cessione gratuita delle aree necessarie alla viabilità e ai sewizi, possono rimanere titolari della relativa quota di utilizzazioni edificatorie, da utilizzare in sede di trasfonnazione e per un pei-iodo non superiore a 5 anni dalla data di cessione delle aree. Decorso tale periodo il Coinune acquisisce le utilizzazioni edificatorie secondo le procedure di legge.
di cessione delle aree. Decorso tale periodo il Coinune acquisisce le utilizzazioni edificatorie secondo le procedure di legge. Le utilizzazioni edificatosie definite dal piano, ripartite in quote edificatorie attribuite ai proprietari degli iininobili inclusi nel coinparto, possono essere cedute a terzi anche separatainente dai suoli con apposito atto di asserviinento, da recepirsi in sede di pennesso a costruire convenzionato, in cui sia sancito
nte dai suoli con apposito atto di asserviinento, da recepirsi in sede di pennesso a costruire convenzionato, in cui sia sancito che l'area asservita non può più essere i-itenuta disponibile per ulteriori utilizzazioni edificatorie. Al fine di favorire l'attuazione del Piano, l'Ainininistrazione Coii~unalepuò intervenire nelle aree di cui al presente articolo con piani di iniziativa Le aree acquisite attraverso i piani suddetti o con altre procedure, possono
di cui al presente articolo con piani di iniziativa Le aree acquisite attraverso i piani suddetti o con altre procedure, possono essere utilizzate anche per integrare gli interventi proinossi dai privati carenti centrazione edificatoria o di aree per servizi e per la viabilità, sia
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con la cessione delle aree di concentrazione sia incrementando gli oneri dovuti del costo sostenuto dall'Ainininistrazione per l'acquisizione di pari aree a servizi e per la viabilità. In questo ultiino caso il privato, con la inonetizzazione, acquisisce le utilizzazioni edificatoi-ie, da trasferire sulle proprie aree di concentrazione, delle aree già di proprietà coinunale o delle aree di cui 1'Ainininistrazione preveda l'acquisizione nel successivo triennio. F. Classificazione delle aree
coinunale o delle aree di cui 1'Ainininistrazione preveda l'acquisizione nel successivo triennio. F. Classificazione delle aree 2 1 Le Zone di trasformazione secondo il DM 2.4.1968 n.1444 sono così classificate:
- Zone di sostituzione e ricomposizione urbana: Zone oinogenee B
- Zone di riqualificazione, Zone di nuovo impianto e Zone di nuovo impianto a destinazione turistico ricettiva: Zone oinogenee C
Art.17 Zone per attività terziarie
Capo V Zone per attività terziarie Art.17 Zone per attività terziarie 1 A. Definizione l Pasti del territorio coinunale nelle quali sono insediate attività da potenziare e da riqualificare. I1 Piano riconosce due zone normative:
- Zona coilsolidata residenziale, inista, terziaria esistente (vedi art. 14 coinina 1 punto 2)
- Zona terziaria di trasfonnazione:(vedi art. 16 ) N1 14 : Zona di nuovo impianto RQ10: Zona di riqualificazione B. Obiettivi 3 Gli obiettivi del Piano sono:
zione:(vedi art. 16 ) N1 14 : Zona di nuovo impianto RQ10: Zona di riqualificazione B. Obiettivi 3 Gli obiettivi del Piano sono: consolidare e migliorare le attività esistenti;
- incentivare la riqualificazione delle attività insediate;
- consentire interventi di coinpletainento;
- favorire la creazione di nuovi servizi alle attività terziarie;
- razionalizzare l'assetto della viabilità in funzione delle nuove previsioni di Piano. C. ModiJicazioae dell'assetto urbaizo 4 Parainetri urbanistico - edilizi
viabilità in funzione delle nuove previsioni di Piano. C. ModiJicazioae dell'assetto urbaizo 4 Parainetri urbanistico - edilizi Zona consolidata terziaria esistente: è confermata la SLP esistente Zone N1 x e RQ xx : I.T.: 0,20 inqlmq esteso alle aree nomative così coine individuate nelle schede nonnative allegate. Gli interventi nell'area RQ xx possono, in aggiunta, recuperare la SLP esistente, così coine definito con Del. C.C. n. 1091 del 24.6.1989.
- Zona N1 xx h. inax: 8 in.
- n. piani: 2
- Zona RQ:
la SLP esistente, così coine definito con Del. C.C. n. 1091 del 24.6.1989.
- Zona N1 xx h. inax: 8 in.
- n. piani: 2
- Zona RQ: n. piani: 3 (è aininessa una costiuzione a ponte di collegainento degli edifici indicati nella scheda nonnativa anche a scavalco della viabilità di progetto). :iI: Tutti gli interventi devono considerare le panorainicità dei luoghi e curare il corretto inserinlento ambientale. CI. Modificazione degli edifici esistenti
considerare le panorainicità dei luoghi e curare il corretto inserinlento ambientale. CI. Modificazione degli edifici esistenti Per gli edifici esistenti sono consentiti interventi di inanutenzione, risanainento azione edilizia.
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D. Modificazione delle destirzaziorzi d'uso 6 La destinazione è terziaria per le zone consolidate e di trasformazione RQ10 (vedi ai-t. 2). Per la zona di trasformazione N114 è aininessa solo la destinazione "centri di formazione" (vedi art. 2, coinina 6, punto 4b). Sono comunque seinpre compatibili i servizi pubblici e privati (vedi ai-t. 2 coinina 16 punto 10, liinitatainente alle lettere "p", "v", "t"), autoriinesse e parcheggi (vedi art. 2 coinina 21 punto 15), attività di ristorazione strettainente
alle lettere "p", "v", "t"), autoriinesse e parcheggi (vedi art. 2 coinina 21 punto 15), attività di ristorazione strettainente connesse alla funzione principale. E. Modalità attuative I1 piano si attua, attraverso D.I.A., perinesso di costruire. Gli interventi all'interno della zona consolidata e delle zone di trasformazione, N114 e RQI O devono garantire la realizzazione e la cessione gratuita delle aree destinate alla viabilità, nonché la realizzazione e la cessione gratuita ovvero
realizzazione e la cessione gratuita delle aree destinate alla viabilità, nonché la realizzazione e la cessione gratuita ovvero l'assoggettamento ad uso pubblico delle aree da destinare a verde e a parcheggio denominate Vt e Pt. Le aree da destinare a parcheggio pubblico devono rispettare la inisura ininiina di 1 inq di parcheggio per ogni inq di SLP in progetto. In aggiunta devono essere realizzati i parcheggi di cui alla ex Lege no 122189 nella misura di l inq ogni 3 inq di SLP.
rogetto. In aggiunta devono essere realizzati i parcheggi di cui alla ex Lege no 122189 nella misura di l inq ogni 3 inq di SLP. Le aree a parcheggio possono essere realizzate anche al di sotto delle aree a verde pubblico. Per una quota non superiore al 50% le aree in superficie destinate a verde pubblico possono essere sistemate a parcheggio. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 comina 7bis, come introdotto dall'art. 49 coinina 8 della L.R. 16/04.
ssere rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 comina 7bis, come introdotto dall'art. 49 coinina 8 della L.R. 16/04. Le zone terziarie sono classificate zone di categoria B secondo il D.M. 02.04.68 n.1444.
Art. 18 Zona A.S.I.
Capo VI Zone D produttive Art. 18 Zona A.S.I. A. Definizione La zona comprende aree nelle quali sono insediate attività produttive e aree libere che il piano intende destinare al coinpletainento del polo produttivo già disciplinato dal Piano Regolatore Territoriale A.S.I. Aggloinerato industriale (art. 2 coinina 1,L.R. 16/04) B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- consolidare e migliorare le condizioni insediative degli impianti esistenti
- incentivare la localizzazione di nuove attività produttive;
re e migliorare le condizioni insediative degli impianti esistenti
- incentivare la localizzazione di nuove attività produttive;
- consentire il coinpletainento delle previsioni insediative
- favorire la localizzazione di servizi alle attività produttive.
- razionalizzare l'assetto della viabilità interna alla zona in funzione delle nuove previsioni infrastrutturali del Piano. C. Modificazioni dell'assetto urbano l) Nuovi edifici ed attività - Parametri urbanistici e edilizi
infrastrutturali del Piano. C. Modificazioni dell'assetto urbano l) Nuovi edifici ed attività - Parametri urbanistici e edilizi Si rimanda alle prescrizioni contenute nelle nonne specifiche, facenti parte del Piano Regolatore Territoriale A.S.I. che costituiscono parte integrante della presente nonnativa. CI. ModiJcazioni degli edifici esistenti Sono consentite tutte le categorie di intervento nel rispetto dei parainetri edilizi di zona e nel rispetto della normativa approvata dalla Giunta Regionale che
ie di intervento nel rispetto dei parainetri edilizi di zona e nel rispetto della normativa approvata dalla Giunta Regionale che qui si intende integralmente riportata. C2. Modificazioizi alle destinazioni d'uso Si rimanda alle prescrizioni contenute nelle nonne specifiche, facenti parte del Piano Regolatore Territoriale A.S.I. che costituiscono parte integrante della presente nonnativa. D. Modalità attuative D.I.A, pennesso a costi-uire e secondo le procedure dclle leggi vigenti e
grante della presente nonnativa. D. Modalità attuative D.I.A, pennesso a costi-uire e secondo le procedure dclle leggi vigenti e disciplinate nel Piano Regolatore Territoriale A.S.I. La "zonizzazione" proposta nel presente P.U.C. in tale ambito è inerainente indicativa, attesa la prevalenza del piano sovraordinato rispetto allo stiuiiiento urbanistico generale; nel1 'eventualità che tale zonizzazione acquisti efficacia, le aree artigianali e periinetrate PIP di nuovo iinpianto devono essere attuate
ualità che tale zonizzazione acquisti efficacia, le aree artigianali e periinetrate PIP di nuovo iinpianto devono essere attuate con la procedura del P.I.P, che in relazione al contenuto ha valore di piano delle aree da destinare ad insediainenti produttivi di cui alla legge 22 ottobre 1971, n. 865, articolo 27. E. Classificazione La Zona A.S.I. è classificata zona tei-sitoriale omogenea D secondo il DM
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Art. 19 Zone produttive
Art. 19 Zone produttive A. Definizione La zona comprende aree nelle quali sono già insediate attività produttive e artigianali che il piano riconfenna e aree di nuovo impianto. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- consolidare e migliorare le condizioni insediative degli impianti esistenti
- consentire il coinpleta~nentodelle attività esistenti
- favorire l'insediamento di nuove attività
- favorire la localizzazione di servizi alle attività produttive. C. Modificazioni dell'assetto urbano
iamento di nuove attività
- favorire la localizzazione di servizi alle attività produttive. C. Modificazioni dell'assetto urbano Parainetri urbanistici ed edilizi:
- Rapporto di copertura: 50%
- Altezza inassiina: rnl 7'50. Gli impianti tecnologici non devono rispettare limiti di altezza
- Distanza dai confini privati: m1 5 o in aderenza
- Distanza dal filo stradale: m1 7
- Distanza tra fabbricati: in1 pari al fabbricato più alto con un inininlo di in1 10 o in aderenza
tanza dal filo stradale: m1 7
- Distanza tra fabbricati: in1 pari al fabbricato più alto con un inininlo di in1 10 o in aderenza
- recinzioni: devono essere eseguite a confine nel rispetto del codice della strada
- parcheggi pertinenziali: 1 mq13 inq di SLP
- parcheggi a standard: 10% della superficie dell'area
- i parcheggi devono essere alberati. CI. Modificaziorzi degli edifici esistenti Sono consentite tutte le categorie di intervento nel rispetto dei parametri edilizi di zona.
ificaziorzi degli edifici esistenti Sono consentite tutte le categorie di intervento nel rispetto dei parametri edilizi di zona. C2. ModiJicaziorzi alle destirzaziorzi d'uso Le destinazioni d'uso aininesse sono indicate della tavola "Azzonainento e destinazioni d'uso" e disciplinate all'art. 2. D. Modalità attuative
- Pennesso a costsuire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di leggi vigenti.
ative
- Pennesso a costsuire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle opere secondo le procedure di leggi vigenti.
- Stsuniento urbanistico esecutivo per le aree di nuovo impianto da attuarsi con la procedura del P.I.P. E. Classificazione Le Zone industriali e artigianali esistenti sono classificate zone territoriali omogenee D secondo il DM 2.4.1968 n. 1444.
Art. 20 Zone E agricole
Capo VI1 Zone E agricole Art. 20 Zone E agricole A. Definizione l La zona è costituita dalle aree collinai-i e fluviali caratterizzate dalla prevalente presenza della coltura del noccioleto e da una rilevante qualità ainbientale e paesaggistica dovuta all'altemanza tra superfici boscate ed ambiente coltivato. B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- salvaguardare e potenziare il patriinonio boschivo in relazione al inigliorainento dell'assetto vegetazionale esistente, al ruolo di eleineilto di
tenziare il patriinonio boschivo in relazione al inigliorainento dell'assetto vegetazionale esistente, al ruolo di eleineilto di stabilizzazione di aree potenzialinente fi-anose ed alla valenza paesaggistica dei luoghi
- favorire gli interventi finalizzati alla sisteinazione idraulica e forestale
- salvaguai-darela tipicità paesaggistica della zona collinare e fluviale
- controllare l'eventuale riduzione delle aree boscate presenti in relazione alle esigenze produttive delle aziende agricole
ale
- controllare l'eventuale riduzione delle aree boscate presenti in relazione alle esigenze produttive delle aziende agricole
- controllare i nuovi insediainenti regolandone le modalità di realizzazione in relazione alla stabilità dei terreni e dei versanti
- consentire l'edificazione delle residenze e delle strutture agricole agli iinprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine modificato dal Decreto Legislativo 10112005, limitandone
i a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine modificato dal Decreto Legislativo 10112005, limitandone l'impatto sul territorio e sul paesaggio.
- consentire iniziative di agriturisino in campagna per agevolare la perinanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali. C. Parametri ambientali ed edilizi Interventi consentiti:
- infì-astrutture priinasie per l'adeguainento dei pubblici servizi;
- impianti tecnici di modesta entità quali cabine elettriche e simili, iinpianti
nasie per l'adeguainento dei pubblici servizi; 2. impianti tecnici di modesta entità quali cabine elettriche e simili, iinpianti di approvvigionainento idrico, irriguo e simili, nonché inodeste piste di servizio non asfaltate di larghezza non superiore a 3 inetri strettainente indispensabili alla gestione e tutela del territorio; 3. consolidainento delle pendici e di quanto altro assimilabilc, da realizzai-si nel rispetto della configurazione naturale dei luoghi, privilegiando l'uso di
ci e di quanto altro assimilabilc, da realizzai-si nel rispetto della configurazione naturale dei luoghi, privilegiando l'uso di tecniche naturali a basso impatto ainbientale con prevalente carattere di biocoinpatibilità; 4. percorsi pedonali, ciclabili ed equestri; 5. strade vicinali, sentieristica e fasce frangifùoco. 6. iniziative agrituristiche intendendo esclusivainente le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli iinprenditori agricoli, attraverso l'utilizzazione della
esclusivainente le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli iinprenditori agricoli, attraverso l'utilizzazione della propria azienda, in rapporto di connessione e coinpleinentarità alle attività di coltivazione del fondo, nel rispetto della legislazione di settore vigente. Ivlterverzti vietati: 1 . la modifica delle quote altiinetriche e dell'andainento naturale del deflusso delle acque superficiali, fatto salvo quanto derivante dalle norinali operazioni
colturali, ivi incluse quelle finalizzate alla riconversione agricola o boschiva, la inodifica degli elementi caratteristici del paesaggio agrario, quali la sentieristica, i manufatti di contenisnento dei terreni, la rete della minuta idrografia superficiale; 2. opere che per caratteristiche, dimensioni e sviluppo siano tali da alterare negativamente l'assetto idrogeologico, paesaggistico, naturalistico e geoinorfologico dei contesti territoriali interessati. Indice fondiario e rapporto di copertur-a
paesaggistico, naturalistico e geoinorfologico dei contesti territoriali interessati. Indice fondiario e rapporto di copertur-a Oltre agli interventi elencati al precedente comsna 3 sono consentite le opere finalizzate alla costiuzione di nuovi edifici ad usi agricoli e residenziali connessi alla conduzione del fondo agricolo da parte degli iinprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine
e del fondo agricolo da parte degli iinprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine modificato dal Decreto Legislativo 10112005, con l'applicazione di indici di fabbricabilità definiti dalla legge regionale n. 14/82 sulla base delle destinazioni colturali in atto. Per gli annessi agricoli l'indice di utilizzazione fondiai-ia è cominisurato alla capacità produttiva del fondo o alle reali necessità connesse; tali necessità
ce di utilizzazione fondiai-ia è cominisurato alla capacità produttiva del fondo o alle reali necessità connesse; tali necessità devono essere dimostrate dal Piano di Sviluppo Aziendale presentato dagli iinprenditori agricoli a titolo professionale. L'unità sniniina, per gli interventi di nuovo impianto, è fissata in 5000 mq. Per le aree che rivestono particolare pregio paesaggistico ed ambientale, valore che il piano intende tramandare, nonché in presenza di vincoli di natura
particolare pregio paesaggistico ed ambientale, valore che il piano intende tramandare, nonché in presenza di vincoli di natura idrogeologica, valgono le ulteriori prescrizioni riportate ai seguenti commi 7 e 8. Per le parti del tessitori0 agricolo connotate dalla presenza di attività agricole, e spazi che rivestono carattere testimoniale del paesaggio agrario nonché destinate ad altri usi connessi o caratterizzati dalla presenza di vincoli
o carattere testimoniale del paesaggio agrario nonché destinate ad altri usi connessi o caratterizzati dalla presenza di vincoli idrogeologici, così come indicato nelle tavole "Modalità di intervento", le opere finalizzate alla costruzione di nuovi edifici ad usi residenziali e agricoli connessi alla conduzione del fondo sono consentite agli imprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine modificato dal Decreto Legislativo 10112005.
tori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine modificato dal Decreto Legislativo 10112005. Per gli annessi agricoli l'indice di utilizzazione fondiaria è pari a 0,015 mqlsnq e comunque cominisurata alla capacità produttiva del fondo o alle reali necessità connesse; tali necessità devono essere diinostrate dal Piano di Sviluppo Aziendale presentato dagli imprenditori agricoli a titolo professionale.
cessità devono essere diinostrate dal Piano di Sviluppo Aziendale presentato dagli imprenditori agricoli a titolo professionale. Per la residenza rurale l'indice di utilizzazione fondiaria è pari a 0,01 mqln~q. I1 rappoi-to di copertura inassiino cosnplessivo (residenza rurale e annessi agricoli) è pari al 2.5%. L'unità sninisna per gli interventi di nuovo impianto è fissata in 10.000 inq. Per le aree del territorio connotate dalla presenza di attività agricole e di altri
i di nuovo impianto è fissata in 10.000 inq. Per le aree del territorio connotate dalla presenza di attività agricole e di altri usi connessi e caratterizzati dalla presenza di vincoli 49011999) quali le aree a bosco e le aree ricadenti nell 150 in dai corsi d'acqua pubblici, così come indicato nell intervento", le opere finalizzate alla costruzione di nuovi connessi alla conduzione del fondo agricolo, consenti
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agi-icoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine inodificato dal Decreto Legislativo 10112005, non possono superare l'indice di utilizzazione fondiaria di 0,001 inqlinq e coinunque è coininisurata alla capacità produttiva del fondo o alle reali necessità connesse; tali necessità devono essere dimostrate dal Piano di Sviluppo Aziendale presentato dagli iinprenditori agricoli a titolo professionale. L'unità ininiina per gli inteiventi di nuovo impianto di intervento è fissata in
iinprenditori agricoli a titolo professionale. L'unità ininiina per gli inteiventi di nuovo impianto di intervento è fissata in 50.000 inq. Per le aree del territorio definite "aree di inedificabilità ad alto rischio idrogeologico", così coine indicato nelle tavole "Modalità di intervento", gli interventi aininessi sono disciplinati nello "Studio geologico - tecnico e classificazione ai fini di utilizzo dei suoli" e nelle relative Nonne di attuazione
iplinati nello "Studio geologico - tecnico e classificazione ai fini di utilizzo dei suoli" e nelle relative Nonne di attuazione che costituiscono parte integsante della presente nonnativa. 1O Altri parailletri edilizi:
- altezza inassiina: 7,5 in1
- nuinero di piani: 2
- distanza da confini privati: in1 5 o aderenza; m1 20 per le attrezzature agricole
- distanza da fabbricati: in1 10 o aderenza
- distanza da strada: nel rispetto del codice della strada
le attrezzature agricole
- distanza da fabbricati: in1 10 o aderenza
- distanza da strada: nel rispetto del codice della strada
- parcheggi pei-tinenziali L.122189: 1 mq ogni 3 mq SLP 11 La capacità insediativa da attribuire alle nuove costruzioni deve essere valutata tenendo conto delle costsuzioni già esistenti o in costruzione alla data di adozione del presente PUC, considerando gli indici di edificabilità definiti ai precedenti coinini 5, 7, 8 e non tenendo conto delle aree già assei-vite alla
nsiderando gli indici di edificabilità definiti ai precedenti coinini 5, 7, 8 e non tenendo conto delle aree già assei-vite alla costruzione di fabbricati, aree individuate nelle tavole "Modalità di intervento", con la voce "Aree già asservite". 11bis Oltre quanto prescritto al coinina 11 nei casi definiti ai precedenti coinmi 5 , 7, 8, laddove è prescritta la redazione del Piano di Sviluppo Aziendale, va altresì ossei-vata la seguente disciplina:
oinmi 5 , 7, 8, laddove è prescritta la redazione del Piano di Sviluppo Aziendale, va altresì ossei-vata la seguente disciplina: La costruzione di annessi agricoli e' consentita qualora risulti cominisurata alla capacità produttiva del fondo o alle reali necessità delle attività connesse; tali esigenze devono essere dimostrate dal piano di sviluppo aziendale presentato da in~prenditoriagricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine inodificato dal Decreto Legislativo 10112005.
toriagricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine inodificato dal Decreto Legislativo 10112005. &CGli inteiventi sono consentiti a seguito dell'approvazione (da parte dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura, previo parere tecnico dello STAPA-CEPICA sezione provinciale coinpetente per territorio) di un piano di sviluppo aziendale, redatto da tecnici abilitati che inetta in evidenza le esigenze di realizzazione degli interventi edilizi o di trasfonnazione
e, redatto da tecnici abilitati che inetta in evidenza le esigenze di realizzazione degli interventi edilizi o di trasfonnazione teiritoriale necessari allo sviluppo aziendale. I1 piano contiene: una descrizione della situazione attuale dell'azienda; una descrizione degli interventi programinati per lo svolgiinento dell'attività agricola e10 delle attività connesse nonché degli altri interventi previsti per la tutela e la gestione
olgiinento dell'attività agricola e10 delle attività connesse nonché degli altri interventi previsti per la tutela e la gestione degli elementi di naturalità e biodiversità (boschi aziendali, filari arborei, siepi, alberi isolati), delle consociazioni tradizionali, delle sisteinazioni agrarie (terrazzainenti, ciglionainenti), anche con riferiinento al Codice di buona pratica agricolagd alle inisure silvoainbientali e agroainbientali contenuti nel
Piano di sviluppo rurale; una descrizione dei fabbricati esistenti e da realizzare e dei relativi fondi collegati agli stessi; la definizione dei tempi e le fasi di realizzazione del prograinina stesso. L'approvazione del prograinina costituisce condizione preliminare per il rilascio del perinesso a costruire. La realizzazione del piano di sviluppo aziendale e' garantita da una apposita convenzione, da registrare e trascrivere a spese del richiedente e a cura del
di sviluppo aziendale e' garantita da una apposita convenzione, da registrare e trascrivere a spese del richiedente e a cura del Comune, che stabilisca in particolare l'obbligo per il richiedente: di effettuare gli interventi previsti dal piano di sviluppo aziendale, in relazione ai quali e' richiesta la realizzazione di nuove costsuzioni rurali; di non inodificare la destinazione d'uso agricola delle costruzioni esistenti o recuperate necessarie
nuove costsuzioni rurali; di non inodificare la destinazione d'uso agricola delle costruzioni esistenti o recuperate necessarie allo svolgiinento delle attività agricole e di quelle connesse per il periodo di validità del prograinina; di non inodificare la destinazione d'uso agricola delle nuove costruzioni rurali eventualmente da realizzare, per alineno 20 anni dall'ultiinazione della costruzione; di non alienare separatainente dalle
urali eventualmente da realizzare, per alineno 20 anni dall'ultiinazione della costruzione; di non alienare separatainente dalle costruzioni il fondo alla cui capacità produttiva sono riferite le stesse; di riinuovere gli annessi agricoli al termine della validità del piano di sviluppo aziendale, in mancanza di sue proroghe o dell'inseriinento degli annessi in un nuovo piano di sviluppo aziendale; di localizzare le eventuali aree di nuova
ue proroghe o dell'inseriinento degli annessi in un nuovo piano di sviluppo aziendale; di localizzare le eventuali aree di nuova edificazione in continuità con i nuclei insediativi esistenti, e coinunque in posizione marginale rispetto agli spazi rurali ed aperti, al fine di controllare la dispersione insediativa e la frarnmentazione dello spazio rurale. 12 Sono siconfennati tutti gli atti di asservimento all'inedificabilità relativi alle
e la frarnmentazione dello spazio rurale. 12 Sono siconfennati tutti gli atti di asservimento all'inedificabilità relativi alle aree e costruzioni realizzate in zone agricole o in altre zone ora ricadenti in zona agricola anche se non individuate nella tavola "Modalità di intervento", con la voce "Aree già asservite". Tali aree sono inedificabili e destinate a verde agricolo. 13 In relazione alle aree già asservite, a prescindere dalle indicazioni
i aree sono inedificabili e destinate a verde agricolo. 13 In relazione alle aree già asservite, a prescindere dalle indicazioni cartogsafiche "Aree già asservite" nelle tavole "Modalità di intervento", prima del rilascio di nuovi perrnessi di costruire, il richiedente deve dichiarare che le aree, da cui provengono le utilizzazioni edificatosie generate dall'applicazione dell'indice fondiario, non sono già state oggetto di precedenti asserviinenti, così coine specificato al successivo coinma 22.
D.P.R. 38012001.
e dell'indice fondiario, non sono già state oggetto di precedenti asserviinenti, così coine specificato al successivo coinma 22. 14 Gli interventi ammessi devono tenere conto delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive così coine disciplinate nell'Allegato 2. CI. Modijìcazioizi degli edifici esistenti
- Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanainento conservativo, ristrutturazione edilizia così come definite dall'art. 3 del D.P.R. 38012001.
D.P.R. 38012001.
raordinaria, restauro e risanainento conservativo, ristrutturazione edilizia così come definite dall'art. 3 del D.P.R. 38012001. 2. Per gli edifici esistenti individuati nel "Patriinonio della città" valgono le prescrizioni riportate agli artt.7 e 9 e nell'Allegato 2. 3. E' arninesso destinare a residenza le pertinenze agricole non più utilizzate ad usi agricoli, nei limiti di cui ai coinini 5, 7 e 8 del presente articolo ed esclusivainente per gli iinprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi
cui ai coinini 5, 7 e 8 del presente articolo ed esclusivainente per gli iinprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 coine modificato 10112005 ovvero dai soggetti di cui all'art. 23 co 16/04.
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16 Per gli edifici esistenti sono ainmessi ainpliainenti fino ad un inassiino di complessivi inc. 500 residenziali (voluinetria esistente più voluinetiia di ainpliainento) per le necessità abitative dell'iinprenditore agricolo a titolo professionale. La voluineti-ia in ainpliainento deve essere garantita da atto di asserviinento di terreni agricoli nel rispetto dei contenuti e delle procedure precisati ai successivi coinini 22 e 23.
atto di asserviinento di terreni agricoli nel rispetto dei contenuti e delle procedure precisati ai successivi coinini 22 e 23. 17 Per edifici rurali che licadono su terreni già asseiviti a capacità insediativa satura sono consentiti, una tantuin, in caso di necessità, interventi di ainpliainento nella inisura del 15% del voluine preesistente e fino ad un inassiino di 25 mq di SLP, esclusivainente ai soggetti di cui all'ai-t. 1.8 della L.R. 14/82.
voluine preesistente e fino ad un inassiino di 25 mq di SLP, esclusivainente ai soggetti di cui all'ai-t. 1.8 della L.R. 14/82. Per gli edifici rurali, ad uso residenziale e non, esistenti nelle fasce di rispetto di cui al punto 1.7 del titolo I1 della L. R. 14/82 sono consentiti, una tantutn, per esigenze igienico - funzionali, interventi di ainpliainento (sul lato opposto dell'infi-astruttura da salvaguardare) nella inisura inassiina del 10% del voluine
interventi di ainpliainento (sul lato opposto dell'infi-astruttura da salvaguardare) nella inisura inassiina del 10% del voluine preesistente e fino ad un inassiino di 25 inq di SLP esclusivainente ai soggetti di cui all'art. 1.8 della L.R. 14/82 e purché stabilmente utilizzati per la conduzione del fondo. 18 Eventuali tettoie, legnaie e altre superfici iinpenneabilizzanti non possono superare il 20% della superficie residenziale coperta preesistente, con un
aie e altre superfici iinpenneabilizzanti non possono superare il 20% della superficie residenziale coperta preesistente, con un inassiino di 35 inq.; tali inanufatti debbono essere realizzati prevalentemente in adiacenza al17edificiopreesistente e comunque all'intemo dell'area di pertinenza dello stesso. Eventuali porticati, fenno restanti i parainetri di superficie precedenti, debbono essere realizzati solo in adiacenza all'edificio residenziale preesistente.
tanti i parainetri di superficie precedenti, debbono essere realizzati solo in adiacenza all'edificio residenziale preesistente. Tutti i inanufatti debbono essere realizzati con tecnologie e materiali rispettosi delle tradizioni locali. 19 Per gli edifici esistenti all'entrata in vigore della L. 122189 è possibile altresì realizzare parcheggi pertinenziali purché coinpletainente interrati e solo in adiacenza dell'edificio preesistente nella inisura di linq ogni 3inq di SLP, con un limite di 50inq.
ainente interrati e solo in adiacenza dell'edificio preesistente nella inisura di linq ogni 3inq di SLP, con un limite di 50inq. 20 Non sono ammesse ulteriori opere di iinperineabilizzazione del suolo se non
- quelle strettainente connesse alla realizzazione dei nuovi edifici e per gli interventi disciplinati ai precedenti coinini. C2. Modificaziorzi alle destinaziolzi d'uso La destinazione d'uso è agricola e per residenze degli aventi diritto così coine
ni. C2. Modificaziorzi alle destinaziolzi d'uso La destinazione d'uso è agricola e per residenze degli aventi diritto così coine definiti dalla L. R. 14/82 al titolo I1 punto 1.8 e art. 23 coinina 2 lettera h della L.R. 16/04. D. Modalità attuative Perinesso a costruire, D.I.A. e procedure abilitative per l'esecuzione delle cedure di leggi vigenti. In caso di nuova realizzazione di
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residenze ed attrezzature agricole e per gli ainpliainenti degli edifici esistenti, esclusi i casi disciplinati al precedente coinina 16, al pennesso a costruire deve essere allegato l'atto di asserviinento registrato e trascritto delle aree da cui provengono le utilizzazioni edificatorie con dichiarazione attestante che le aree non possono essere utilizzate per ulteriori asserviinenti e che le aree stesse non sono inai state asservite per la realizzazione di costruzioni esistenti o in progetto.
ri asserviinenti e che le aree stesse non sono inai state asservite per la realizzazione di costruzioni esistenti o in progetto. 23 Per gli interventi di ainpliainento, disciplinati al precedente coinina 16 al permesso a costruire deve essere, inoltre, allegato atto trascritto con il quale il concessionario si impegna a coltivare o a far coltivare i terreni asserviti secondo le colture precisate in progetto, per una durata non inferiore ad anni venti. E. Classificazione
are i terreni asserviti secondo le colture precisate in progetto, per una durata non inferiore ad anni venti. E. Classificazione 24 Le Zone agricole sono classificate di categoria E secondo il DM 2/4/1968 n. 1444.
Art. 21 Zone per servizi di interesse generale
Capo VI11 Zone per servizi di iirzteresse generale Art. 21 Zone per servizi di interesse generale A. Definizione Pai-ti del territorio coinunale destinate o da destinare ad attrezzature di interesse generale, ivi coinpresi i parchi a valenza territoriale. Il Piano riconosce tre distinte situazioni: Aree per sewizi di interesse generale esistenti Aree per seivizi di interesse generale di progetto Parchi tessitoriali di progetto B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- realizzare nuovi servizi
resse generale di progetto Parchi tessitoriali di progetto B. Obiettivi Gli obiettivi del Piano sono:
- realizzare nuovi servizi
- increinentare la dotazione dei servizi a livello ten-itoriale. C. Modificazione dell'assetto urbano Paraiiietri urbanistico-edilizi I parametri urbanistici ed edilizi sono definiti in sede di progetto di opera pubblica, anche se eseguita da privati. Sugli edifici esistenti sono seinpre aininessi intewenti finalizzati
i progetto di opera pubblica, anche se eseguita da privati. Sugli edifici esistenti sono seinpre aininessi intewenti finalizzati all'adeguainento funzionale nonché all'adeguainento alle nonnative vigenti. Servizi speciali: Scuola Enologica: Collina Cappuccini e Collina Solimene. Sugli edifici esistenti sono consentiti interventi finalizzati all'attivazione del servizio con il inanteniinento, per le parti esterne, dei valori storico- arcliitettonici. Le aree libere sono inedificabili.
el servizio con il inanteniinento, per le parti esterne, dei valori storico- arcliitettonici. Le aree libere sono inedificabili. Devono essere trainandate le colture agricole a vigneto di valore stosico- paesaggistico che connotano il paesaggio agrario storicamente consolidato. D. Modificazione delle destinazioni d'uso La destinazione è per servizi (v. art. 2 punto 10). Sono consentite altresì le attività coininerciali al dettaglio e attività per la
estinazione è per servizi (v. art. 2 punto 10). Sono consentite altresì le attività coininerciali al dettaglio e attività per la ristorazioiie (vedi ai-t. 2 punto 5 - Al), autoriinesse e parcheggi (art. 2 punto 15).
- Stadio Partenio: oltre alle destinazioni precisate al presente capoverso / sono consentite attività di servizio alle persone (art. 2 punto 14). E. Modalità attuative L'inteivento sulle aree a servizio è riservato in via principale alla Pubblica
persone (art. 2 punto 14). E. Modalità attuative L'inteivento sulle aree a servizio è riservato in via principale alla Pubblica Ani~ninistrazioneo agli Enti istituzionalmente competenti ed, inoltre, alle società pubbliche o a prevalente capitale pubblico. E' animesso l'intervento da parte dei privati su aree di proprietà pubblica o pi-ivata, per la realizzazione di seivizi pubblici o di uso pubblico, sulla base f' di perinesso ire da parte dell'Ente pubblico, se proprietario
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dell'area, o di convenzione se aree di proprietà privata, che regolino le inodalità per l'esecuzione, la gestione e l'uso delle opere previste. F. Classificazione Le zone per servizi di interesse generale sono classificate zone di categoria F secondo il D.M. 02.04.68 n.1444
Art. 22 Parco del Fenestrelle
Classificazione Le zone per servizi di interesse generale sono classificate zone di categoria F secondo il D.M. 02.04.68 n.1444
Art. 22 Parco del Fenestrelle A. Definizione Area di proprietà pubblica e privata destinata a parco e a servizi classificata di categoria F, e di categoria E per i casi disciplinati al successivo comina 4 lettera a), secondo il DM 2/4/68 n. 1444 B. Obiettivi
- Tutelare e trainandare i valoii ambientali
- Tutelare l'assetto vegetazionale e le colture coine valore paesistico
. Obiettivi
- Tutelare e trainandare i valoii ambientali
- Tutelare l'assetto vegetazionale e le colture coine valore paesistico
- Tutelare l'architettura rurale e i suoi eleinenti caratterizzanti
- Creare luoghi e percorsi da destinare al loisir e al teinpo libero
- Rinaturalizzare le aree fluviali C. Campo di articolazione delle proposte Nelle aree individuate dal Piano i privati, in alternativa all'esproprio, possono avanzare proposte di cessione gratuita dell'area all'Ainininistrazione
al Piano i privati, in alternativa all'esproprio, possono avanzare proposte di cessione gratuita dell'area all'Ainininistrazione utilizzando una edificabilità generata dall'applicazione di un indice inassiino di 0,1 mq SLP/inq ST nel rispetto delle destinazioni e dei parainetri indicati nelle tavole 2 e 3 e delle precisazioni che seguono: Per gli edifici esistenti, a destinazione residenziale legittiinainente insediata, non di valore storico (gmppo 4) i privati, in altemativa all'esproprio, hanno tre
zione residenziale legittiinainente insediata, non di valore storico (gmppo 4) i privati, in altemativa all'esproprio, hanno tre opportuilità: a) Mantenere l'edificio esistente con le relative aree di pertinenza fino ad un inassiino di mq. 1000. 111 questo caso l'edificio e l'area di pertinenza non generano SLP ai fini della capacità edificatoria. Sugli edifici esistenti (gruppo 4) sono consentiti gli interventi disciplinati all'art. 9 comlna 7.
della capacità edificatoria. Sugli edifici esistenti (gruppo 4) sono consentiti gli interventi disciplinati all'art. 9 comlna 7. Sono aininessi interventi di demolizione e ricostmzione sulla stessa area di sediine, a parità di SLP esistente e nel rispetto degli obiettivi fissati al precedente cornina 2. b) Deinolire l'edificio e contribuire alla realizzazione del Parco con i contenuti di cui al precedente comina 3. In tal caso in aggiunta alla capacità insediativa generata dall'applicazione
arco con i contenuti di cui al precedente comina 3. In tal caso in aggiunta alla capacità insediativa generata dall'applicazione dell'indice tessitoriale inassiino di 0'1 mq. SLPIinq. ST, il privato può utilizzare il 50% della SLP degli edifici esistenti da deinolire e ricadenti sull'area. C) Contribuire alla realizzazione del Parco con i contenuti di cui al precedente coinina 3. In questo caso l'edificio deve essere utilizzato esclusivainente per attività destinate alla h i z i o n e pubblica del Parco.
. In questo caso l'edificio deve essere utilizzato esclusivainente per attività destinate alla h i z i o n e pubblica del Parco. Gli edifici di valore storico devono essere mantenuti. I1 privato può attivare l'oppoi-tunità disciplinata al precedente comina 4 punto a) o, in alternativa, convenzionarsi per destinazioni coinpatibili alla fmizione del Parco. In tal caso la SLP dell'edificio non viene computata al fine del calcolo della
Il progetto del Parco deve individuare l'organizzazione dell'edificato esistente e previsto in relazione alla fìizione pubblica del Parco stesso, con specifico riferimento al sistema dei Mulini e degli edifici di valore storico. D. Condizioni specifiche di accettabilità L'edificazione deve essere realizzata conformemente alle indicazioni ed ai parailletri contenuti nelle schede nosmative allegate. La destinazione da attribuire alle utilizzazioni edificatosie è indicata nelle schede nonnative.
elle schede nosmative allegate. La destinazione da attribuire alle utilizzazioni edificatosie è indicata nelle schede nonnative. I manufatti devono essere realizzati con tecnologie e materiali nel rispetto delle tradizioni locali. Per gli edifici esistenti di cui ai precedenti coini~~i4 e 5 è ammessa la prosecuzione della destinazione in atto. Sono comunque seilipre ammesse la destinazione residenziale e le attività di servizio alle persone, così coine disciplinate al precedente art. 2, queste ultime
la destinazione residenziale e le attività di servizio alle persone, così coine disciplinate al precedente art. 2, queste ultime solo se legate alla fi-uizionedel Parco. E. Modalità attuative Le proposte possono essere attuate per comparti con la procedura e le modalità esplicitate al precedente Art. 5 . Gli interventi sono attuati con piano attuativo o permesso a costruire convenzionato all'interno del quale vengono cedute gratuitainente le aree destinate a servizi.
attuativo o permesso a costruire convenzionato all'interno del quale vengono cedute gratuitainente le aree destinate a servizi. La convenzione deve garantire la realizzazione delle utilizzazioni edificatorie e la contestuale cessione-realizzazione delle aree a parco, nel rispetto dei contenuti esplicitati agli artt. 4 e 5. Le aree già asservite non generano SLP ai fini del calcolo della capacità edificatoria. Si riconosce quale contesto paesistico di pertinenza dei beni storico-
rano SLP ai fini del calcolo della capacità edificatoria. Si riconosce quale contesto paesistico di pertinenza dei beni storico- architettonici extraurbani il perimetro del Parco del Fenestrelle, ai sensi delle linee guida punto 6 allegate al PTR. In tale ambito è prevalente, limitatamente alle previsioni variate, la Variante Urbanistica approvata con Delibera di C.C. n. 70 del 08.08.2007 e relativi elaborati grafici
Art. 23 Parco agricolo
Art. 23 Parco agricolo A. Definizione 1 Aree collinari connotate dalla presenza di attività agricole che rivestono carattere testimoniale del paesaggio agrario. B. Obiettivi
- Tutelare e trainandare i valori ambientali
- Tutelare l'assetto vegetazionale e le colture coine valore paesistico
- Tutelare l'architettura rurale e i suoi elementi caratterizzanti
- Creare luoghi e percorsi da destinare al loisir e al tempo libero
- consentire l'edificazione di strutture connesse alle colture in atto agli
e percorsi da destinare al loisir e al tempo libero
- consentire l'edificazione di strutture connesse alle colture in atto agli iinprenditori agricoli a titolo professionale ai sensi del Decreto Legislativo 9912004 come modificato dal Decreto Legislativo 10112005, limitandone I'iinpatto sul ten-itorio e sul paesaggio
- consentire iniziative di agriturisino in campagna per agevolare la peilnanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali C. Modificazione dell'assetto territoriale
no in campagna per agevolare la peilnanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali C. Modificazione dell'assetto territoriale E' consentita la realizzazione delle seguenti opere: a) infrastrutture primarie per l'adeguainento dei pubblici servizi; b) iinpianti tecnici di modesta entità quali cabine elettriche e simili, iinpianti di approvvigionamento idi-ico, irriguo e simili, nonché modeste piste di sesvizio non asfaltate di larghezza non superiore a 3
i di approvvigionamento idi-ico, irriguo e simili, nonché modeste piste di sesvizio non asfaltate di larghezza non superiore a 3 metri strettainente indispensabili alla gestione e tutela del territorio; C) consolida~nentodelle pendici e di quanto altro assimilabile, da realizzarsi nel rispetto della configurazione naturale dei luoghi, privilegiando l'uso di tecniche naturali a basso impatto ambientale con prevalente carattere di biocompatibilità; d) percorsi pedonali, ciclabili ed equestri;
e naturali a basso impatto ambientale con prevalente carattere di biocompatibilità; d) percorsi pedonali, ciclabili ed equestri; e) strade vicinali, sentieristica e fasce frangifuoco f) opere finalizzate alla costruzione di nuovi edifici ad usi residenziali e agi-icoli connessi alla conduzione del fondo agricolo, da parte degli aventi diritto così coine definiti dalla L. R. 14182 al titolo I1 punto 1.8 e art. 23 coinina 2 lettera
agricolo, da parte degli aventi diritto così coine definiti dalla L. R. 14182 al titolo I1 punto 1.8 e art. 23 coinina 2 lettera h della L.R. 16/04, con l'applicazione dell'indice di utilizzazione tei-sitoriale di 0,02 inqlinq. L'unità ininima di intervento è fissata in 10.000 inq. La capacità insediativa da attribuire alle nuove costruzioni deve essere valutata tenendo conto delle costsuzioni già esistenti o in costruzione alla data di adozione del PUC, considerando i nuovi indici di
ata tenendo conto delle costsuzioni già esistenti o in costruzione alla data di adozione del PUC, considerando i nuovi indici di i edificabilità sopra definiti, e non tenendo conto dei suoli già asserviti alla costruzione di fabbricati. g) iniziative agrituristiche intendendo esclusivainente le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli iinprenditori agricoli, attraverso l'utilizzazione della propria azienda, in rappoi-to di connessione e coinpleinentarità alle attività di
ori agricoli, attraverso l'utilizzazione della propria azienda, in rappoi-to di connessione e coinpleinentarità alle attività di coltivazione del fondo, nel rispetto della legislazione di settore vigente. "\4 Per i privati che, d'intesa con l'ainiiiinistrazione coinunale, orientario la propria attività verso la forinazione di parchi agricoli, con la gestione di terreni aperti disponibili per attività ricreative, sportive, didattiche e di
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ricerca, l'indice di utilizzazione territoriale inassin~odi 0,02 inqlinq può essere destinato a tali usi purché funzionali al progetto di sistemazione e alla gestione del parco stesso, di cui l'indice di utilizzazione fondiaria per gli annessi agricoli è commisurato alla capacità produttiva del fondo o alle reali necessità connesse; tali necessità devono essere dimostrate dal Piano di Sviluppo Aziendale presentato dagli imprenditori agricoli a titolo professionale.
ecessità devono essere dimostrate dal Piano di Sviluppo Aziendale presentato dagli imprenditori agricoli a titolo professionale. I1 progetto di sistemazione del parco agricolo, esteso alle aree di proprietà pubblica e di privati aderenti all'iniziativa, definisce le modalità di utilizzo delle aree pubbliche e private e le eventuali nuove opere previste. Tale progetto può essere proposto anche da privati, per la parte di loro propiietà, e viene approvato con specifico atto deliberativo accompagnato
essere proposto anche da privati, per la parte di loro propiietà, e viene approvato con specifico atto deliberativo accompagnato da una convenzione che precisa i tempi e le modalità di attuazione degli interventi, gli impegni assunti da parte dei privati aderenti all'iniziativa. Non sono comunque ammessi interventi in contrasto con la destinazione d'uso agricola e a parco. Parametri edilizi e prescrizioni costruttive per gli interventi di nuova costruzione, sostituzione, ampliainento. Altezza inax: m. 7'50
ri edilizi e prescrizioni costruttive per gli interventi di nuova costruzione, sostituzione, ampliainento. Altezza inax: m. 7'50 Numero piani: 2 Distanza dal confine: in. 5'00 o in aderenza Gli interventi devono rispettare le seguenti caratteristiche costruttive:
- materiali delle tradizioni locali
- posizionamento dell'edificio in prossimità di altri edifici. I nuovi volumi devono porsi se;ondo sistemi aggregativi storicamente consolidati; perpendicolarmente, parallelamente o in prosecuzione degli
mi devono porsi se;ondo sistemi aggregativi storicamente consolidati; perpendicolarmente, parallelamente o in prosecuzione degli assi ordinatori delle architetture preesistenti. Tutti gli interventi devono essere eseguiti nel rigoroso rispetto dei valori ambientali e dell'orografia dei luoghi. Per gli edifici esistenti del "Patriinonio storico e ambientale" sono esclusivainente ammessi gli interventi disciplinati al precedente art. 9 nel
istenti del "Patriinonio storico e ambientale" sono esclusivainente ammessi gli interventi disciplinati al precedente art. 9 nel rigoroso rispetto delle qualità riscontrate sulle parti dell'edificio, così come deve risultare dal rilievo allegato al progetto di intervento. Gli interventi relativi alle parti esterne devono essere eseguiti con materiali e tecniche costruttive congmenti con l'impianto storico dell'edificio e nel rispetto delle prescrizioni riportate nell'Allegato 2 "Individuazione delle
congmenti con l'impianto storico dell'edificio e nel rispetto delle prescrizioni riportate nell'Allegato 2 "Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive" riferite ai Borghi storici. 8bis Per le aree del territorio definite "aree di inedificabilità ad alto rischio idrogeologico", così coine indicato nelle tavole "Modalità di intervento", gli interventi aminessi sono disciplinati nello "Studio geologico - tecnico e
ne indicato nelle tavole "Modalità di intervento", gli interventi aminessi sono disciplinati nello "Studio geologico - tecnico e classificazione ai fini di utilizzo dei suoli" e nelle relative Nonne di attuazione che costituiscono parte integrante della presente normativa. D. Modificazione della destinazione d'uso 9 La destinazione è agricola.
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Sono aininesse attività legate alla fruizione del parco, quali attività culturali, ricreative e per il teinpo libero, servizi pubblici e di uso pubblico. Sono ainniesse destinazioni accessorie, quali attività per la ristorazione e pubblici esercizi (SLP njax 150 inq) connesse all'attività di fmizione del parco. E. Modalità attuative 1O I1 piano si attua attraverso D.I.A. o pei-rnesso a costruire o secondo le procedure delle leggi vigenti.
. Modalità attuative 1O I1 piano si attua attraverso D.I.A. o pei-rnesso a costruire o secondo le procedure delle leggi vigenti. 11 E' richiesto il pemesso a costruire per la creazione di nuove attrezzature e residenze agricole a cui deve essere allegato un atto di impegno registrato e trascritto a cura del richiedente in cui viene sancito che il terreno asservito alla costruzione agricola non può essere usato per ulteriori utilizzazioni
iedente in cui viene sancito che il terreno asservito alla costruzione agricola non può essere usato per ulteriori utilizzazioni edificatorie, con i contenuti esplicitati al precedente ai-t. 20 coinina 22. E' richiesto il permesso a costruire nel caso di creazione di nuove unità iinmobiliari ad uso residenziale, ricettivo o altre attività legate alla fmizione del parco. La convenzione disciplina, in relazione alla destinazione d'uso prevista, le
parte del privato proponente con cessione o asserviinento all'uso pubblico
vo o altre attività legate alla fmizione del parco. La convenzione disciplina, in relazione alla destinazione d'uso prevista, le opere di urbanizzazione priinarie e secondarie previste, da eseguirsi da parte del privato proponente con cessione o asserviinento all'uso pubblico delle aree destinate o da destinarsi a percorso pedonale o ciclabile all'intei-no del parco o attrezzature legate alla fruizione pubblica del parco. F. Classificazione dell'area
edonale o ciclabile all'intei-no del parco o attrezzature legate alla fruizione pubblica del parco. F. Classificazione dell'area 13 L'area è classificata di categoria E per le aree di proprietà privata; di categoria F per le aree di proprietà pubblica o destinate ad usi pubblici, e per le aree di proprietà privata aperte all'uso pubblico, secondo il DM 2/4/1968, n. 1444.
Art. 24 Aree per servizi
Capo IX Aree per servizi e per la viabilità Art. 24 Aree per servizi A. Definizioni l I1 PUC individua nella tav. 2 "Azzonainento e destinazioni d'uso" e nella tav. 3 "Modalità di intervento" le aree per servizi esistenti e in progetto con le relative destinazioni. B. Obiettivi 2 Gli obiettivi del Piano sono:
- migliorare la dotazione e la qualità dei servizi urbani
- integrare le diverse aree a servizi
- favorire la riqualificazione urbana e del territorio. C. Parametri urbanistico edilizi
i
- integrare le diverse aree a servizi
- favorire la riqualificazione urbana e del territorio. C. Parametri urbanistico edilizi 3 Parainetri urbanistico-edilizi I parametri urbanistici ed edilizi per sesvizi pubblici o convenzionati all'uso pubblico sono definiti in sede di progetto di opera pubblica o di progetto da parte di Enti istituzionalinente competenti. 4 Nelle aree a verde sono ammesse unicamente le aree a parcheggio in
di progetto da parte di Enti istituzionalinente competenti. 4 Nelle aree a verde sono ammesse unicamente le aree a parcheggio in fregio a sedi stradali, le attrezzature sportive e le attività quali chioschi e edicole per attività di tipo commerciale. Tali interventi devono essere compresi in progetti per la riqualificazione dello spazio pubblico che pesmetta di valutare il corretto inserimento dell'intesvento rispetto all'ainbiente circostante ed essere particolarmente
co che pesmetta di valutare il corretto inserimento dell'intesvento rispetto all'ainbiente circostante ed essere particolarmente attenti a non alterare le caratteristiche se di pregio. Chioschi e edicole per attività di tipo coininerciale sono sempre aininessi all'intemo di aree a sesvizi esistenti o previsti nel rispetto di tipologie edilizie decise dall'Amininistrazione all'intemo di regolamenti comunali di settore (Regolainento urbanistico edilizio comunale, Regolamento di Polizia urbana, ecc.).
all'intemo di regolamenti comunali di settore (Regolainento urbanistico edilizio comunale, Regolamento di Polizia urbana, ecc.). 5 Sugli edifici esistenti, ricadenti in tutto o in parte in aree destinate a servizio pubblico, sono aininessi esclusivainente interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanainento consesvativo, senza cainbio di destinazione d'uso. 5 bis Servizi privati esistenti: è consentito l'intei-vento diretto con un indice di utilizzazione fondiaria
destinazione d'uso. 5 bis Servizi privati esistenti: è consentito l'intei-vento diretto con un indice di utilizzazione fondiaria massimo pari a 0.1 inq/mq e con un rapporto di copertura coinplessivo per le attrezzature pari al 50%. D. Modificazione delle destinazioni d'uso 6 I simboli indicati in cartografia fanno riferimento alle d progetto.
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Ulteriori destinazioni possono essere insediate in sede di approvazione del progetto di opera pubblica o di opera proposta da ente istituzionalmente competente o in sede di convenzione, se proposta da privati. Per i servizi privati esistenti la destinazione d'uso è indicata nelle tavole 2 e 3 di PUC, sono consentite ulteriori attività solo se strettamente connesse alla destinazione d'uso principale. E. Modalità di attuazione L'intervento sulle aree a servizio è riservato in via principale alla
a destinazione d'uso principale. E. Modalità di attuazione L'intervento sulle aree a servizio è riservato in via principale alla Pubblica Ainrninistrazione o agli Enti istituzionalmente coinpetenti. E' aininesso l'intervento da parte dei privati su aree di proprietà pubblica o piivata, per la realizzazione di servizi pubblici o di uso pubblico, sulla base di pemesso a costruire da parte dell'Ente pubblico, se proprietario dell'area, o di convenzione se aree di propsietà privata,
se di pemesso a costruire da parte dell'Ente pubblico, se proprietario dell'area, o di convenzione se aree di propsietà privata, che regolino le modalità per l'esecuzione, la gestione e l'uso delle opere previste. Per i servizi privati esistenti non è richiesta la convenzione di cui al precedente capoverso. 7 bis Gli interventi in aree ubicate sulla collina dei Liguorini nel Quartiere 9 di interesse archeologico devono essere preceduti dalla esplorazione preventiva
cate sulla collina dei Liguorini nel Quartiere 9 di interesse archeologico devono essere preceduti dalla esplorazione preventiva ai sensi del D.Lgs. 163106 artt. 95 e 96 e s.m.i. (Soprintendenza per i Beni Archeologici nota n. 1418 1/12 del 13.12.2005) F. Classificazione 8 Le aree a seivizi sono classificate secondo le zone di appartenenza, di cui costituiscono aree a standard F, secondo il DM 2/4/1968 n. 1444.
Art. 25 Aree da trasformare per servizi - Ts
Art. 25 Aree da trasformare per servizi - Ts A. Definizione Aree di proprietà privata destinate a verde e a servizi e così classificate secondo il DM 2/4/68 n. 1444 e leggi regionali di recepiinento. B. Campo di articolazione delle proposte Le aree individuate dal Piano sono acquisite dall'Alnininistrazione secondo le procedure delle leggi vigenti. I privati in alternativa all'esproprio possono avanzare proposte di cessione gsatuita dell'area all'Ainininistrazione utilizzando una edificabilità massima
l'esproprio possono avanzare proposte di cessione gsatuita dell'area all'Ainininistrazione utilizzando una edificabilità massima valutata in SLP così coine indicato nelle schede nonnative allegate e calcolata applicando un indice tewitoriale massimo di 0,1 mq SLPInlq ST. In presenza di edifici esistenti, in aggiunta alla capacità insediativa generata dall'applicazione dell'indice territoriale di 0'1 mq. SLPImq. ST, il privato può utilizzare il 50% della SLP degli edifici esistenti da deinolire e ricadenti
territoriale di 0'1 mq. SLPImq. ST, il privato può utilizzare il 50% della SLP degli edifici esistenti da deinolire e ricadenti sull'area. Gli edifici di valore storico devono essere mantenuti e la relativa SLP si aggiunge alla capacità insediativa dell'area generata dall'applicazione dell'indice territoriale di 0'1 inq SLPImq ST. 3 bis Ulteriori utilizzazioni edificatorie, nella dimensione massima del 5% della SLP consentita all'intemo di ogni Area, così come precisato nell'allegato 1C,
dificatorie, nella dimensione massima del 5% della SLP consentita all'intemo di ogni Area, così come precisato nell'allegato 1C, possono essere compatibili se destinati ad ospitare consistenze edilizie provenienti da interventi di Rinnovo Urbano, così come disciplinati al precedente art. 15 c o l m a 3 bis. La SLP aggiuntiva deve essere realizzata nel rispetto di tutti i parametri edilizi contenuti nella scheda normativa con la sola eccezione del parametro "rapporto di copertura".
petto di tutti i parametri edilizi contenuti nella scheda normativa con la sola eccezione del parametro "rapporto di copertura". La cessione gratuita delle aree per servizi non può essere inferiore al 80% della ST dell'area stessa. Sulle aree disinesse per la realizzazione del sesvizio si applicano i contenuti esplicitati al precedente art. 24. C. Condizioni specifiche di accettabilità delle proposte private L'edificazione privata deve essere realizzata sull'area stessa conformemente
specifiche di accettabilità delle proposte private L'edificazione privata deve essere realizzata sull'area stessa conformemente alle indicazioni contenute nelle schede nonnative allegate e nelle tavole 2 e 3 o, in assenza di scheda normativa, dei seguenti parametri edilizi:
- piani no 3
- h. in. 10
- distanza da confini: in. 5 o aderenza
- filo edilizio preesistente.
, dei seguenti parametri edilizi:
- piani no 3
- h. in. 10
- distanza da confini: in. 5 o aderenza
- filo edilizio preesistente. Nel caso in cui non sia identificabile un filo edilizio di riferimento, lo stesso l 1deve essere individuato in sede di piano attuativo, studio unitario o di perinesso a costi-uire convenzionato. La destinazione è indicata nelle schede normative. i In assenza di scheda nonnativa la destinazione è residenSi 1).
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6 bis Nell'ainbito della TS 19, ricoinpresa nell'area di attenzione di cui alla nota n. 1418 1112 del 13.12.2005 della Sopsintendenza per i Beni Archeologici, individuata nella Tav. 7 del P.U.C., gli interventi di progetto devono essere preceduti da esplorazione preventiva ai sensi del D.Lgs. 163106 artt. 95 e 96 e s.1n.i.. D. Modalità attuative Gli interventi sono attuati con piano attuativo o perinesso a costruire convenzionato.
95 e 96 e s.1n.i.. D. Modalità attuative Gli interventi sono attuati con piano attuativo o perinesso a costruire convenzionato. Gli interventi possono essere attuati per comparti o riferiti a più aree con la procedura e le inodalità esplicitate al precedente Art. 5. La convenzione deve garantire la realizzazione delle utilizzazioni edificatorie e la contestuale cessione delle aree a servizi ed essere redatta nel rispetto dei contenuti esplicitati agli artt. 4 e 5. F. Classificazione
uale cessione delle aree a servizi ed essere redatta nel rispetto dei contenuti esplicitati agli artt. 4 e 5. F. Classificazione Le aree da cedere servizi sono classificate coine Zone oinogenee F, secondo il DM 21411968, n. 1444. Le aree di concetrazione dell'edificato sono classificate coine Zone oinogenee C, secondo il DM 2/4/1968, n. 1444.
Art. 26 Aree per la viabilità
Art. 26 Aree per la viabilità A. Definizioni Le tavole di PUC riportano le aree destinate alla viabilità esistente e in progetto, i percorsi ciclabili e pedonali. B. Parametri urbanistico edilizi Nelle aree destinate alla viabilità è ammessa la realizzazione di parcheggi, così come indicati in cartogsafia. In sede di progetto esecutivo di opera pubblica i tracciati indicati nelle tavole di Piano possono essere parzialmente modificati, senza che questo
esecutivo di opera pubblica i tracciati indicati nelle tavole di Piano possono essere parzialmente modificati, senza che questo costituisca variante al PUC, qualora sussistano impedimenti di carattere tecnico o preesistenze da salvaguardare. Non costituisce variante al PUC l'adeguainento funzionale di sezione e di tracciato di strade rurali in zona agricola finalizzati a una migliore fi-uizione dell'infi-astruttura con specifico riferimento allo sviluppo
trade rurali in zona agricola finalizzati a una migliore fi-uizione dell'infi-astruttura con specifico riferimento allo sviluppo rurale del tessitorio, alla fruizione delle risorse paesaggistiche ambientali e naturalistiche in esso presenti. I1 PUC indica, per la viabilità di progetto, le sezioni più significative, le cui specifiche destinazioni e quote (se indicate) devono essere rispettate nel progetto esecutivo. Qualora si ritenesse opportuno per mutate
he destinazioni e quote (se indicate) devono essere rispettate nel progetto esecutivo. Qualora si ritenesse opportuno per mutate esigenze di pubblica utilità le specifiche potranno essere modificate previa approvazione di PUA, così come stabilito dall'art. 26 comma 3 della L.R. 16/04. E' ammessa la realizzazione di parcheggi pubblici e privati in sottosuolo. È aminesso il posizionamento di chioschi ed edicole per attività di tipo coininerciale secondo le procedure e con le carattei-isticheesplicitate nel
onamento di chioschi ed edicole per attività di tipo coininerciale secondo le procedure e con le carattei-isticheesplicitate nel RUEC. E' ammessa la realizzazione di opere finalizzate alla sosta e alla fomitura di sesvizi. In ogni caso dovrà essere rispettato quanto previsto dalla L.R. 1912001 art. 6 coinina 7bis, coine introdotto dall'art. 49 coinma 8 della L.R. 16/04. La realizzazione della nuova viabilità o la riqualificazione di quella esistente e
dotto dall'art. 49 coinma 8 della L.R. 16/04. La realizzazione della nuova viabilità o la riqualificazione di quella esistente e dei parcheggi deve inserirsi arinonicainente nel contesto circostante nel rispetto delle eventuali caratteristiche storiche e ambientali presenti e deve valutare l'opportunità di realizzare contestualmente percorsi ciclo-pedonali. Per le aree e per gli elementi (viali alberati) costituenti il "Patrimonio storico e
re contestualmente percorsi ciclo-pedonali. Per le aree e per gli elementi (viali alberati) costituenti il "Patrimonio storico e ambientale", gli interventi devono essere finalizzati al mantenimento o alla 1 ,- riqualificazione dell'irnmagine storicainente consolidata e dello pubblico. Nell'area fei-soviaria per i fabbricati esistenti è consentito il manfie'Liinento dell'attività in atto.
Art. 27 Ambiti di riqualificazione urbana
Titolo IV Riqualificazione urbana e del paesaggio Art. 27 Ambiti di riqualificazione urbana A. Definizione Il PUC indica ambiti di iiqualificazione urbana in aree di impianto storico, in luoghi centrali ed in ainbiti degradati della città o in cui sia necessario inigliorare la qualità urbana. Gli obiettivi da perseguire consistono nel riqualificare lo spazio pubblico e inigliorare la qualità urbana, favorire l'integrazione delle preesistenze storiche
istono nel riqualificare lo spazio pubblico e inigliorare la qualità urbana, favorire l'integrazione delle preesistenze storiche con il tessuto consolidato, inigliorare la qualità della vita di parti di città introducendo servizi, attività pubbliche e private in grado di ridurne l'isolainento. Il progetto di riqualificazione coordina gli interventi previsti e valuta gli interventi stessi in relazione alla disciplina delle zone nonnative incluse nel periinetro e il conetto inseriinento di funzioni quali:
nti stessi in relazione alla disciplina delle zone nonnative incluse nel periinetro e il conetto inseriinento di funzioni quali:
- servizi
- artigianato di servizio
- attività di servizio alle persone
- attività terziarie e coininerciali I1 progetto di riqualificazione urbana, definisce l'ambito di riqualificazione urbana ed ha i contcnuti e segue le procedure di foimazione e approvazione di uno strumento usbanistico attuativo. Sulla base dei suoi contenuti, vengono realizzate le opere previste.
Art. 28 Progetti di riqualificazione dello spazio pubblico
Art. 28 Progetti di riqualificazione dello spazio pubblico A. Definizione LIAinininistrazione Coinunale proinuove progetti di iiqualificazione dello spazio pubblico nei luoghi centrali o in altre aree da individuare. L'obiettivo perseguito consiste nel migliorare la qualità dello spazio pubblico attraverso il coordinainento degli interventi pubblici con gli interventi privati, l'integrazione degli spazi pubblici esistenti con quelli di nuova acquisizione diretta o derivata da trasforrnazioni.
i privati, l'integrazione degli spazi pubblici esistenti con quelli di nuova acquisizione diretta o derivata da trasforrnazioni. Con specifico riferimento al "sisteina delle piazze storiche" e agli "assi ordinatori della città storica", il progetto di riqualificazione consiste altresì nell'incentivare la riqualificazione del tessuto edilizio e nel inigliorare la qualità degli ambienti storici. B. Modalità di attuazione LIAmininistrazione o i privati (nella predisposizione degli struinenti attuativi
gli ambienti storici. B. Modalità di attuazione LIAmininistrazione o i privati (nella predisposizione degli struinenti attuativi di iniziativa privata) redigono progetti di riqualificazione dello spazio pubblico negli ainbiti di riqualificazione urbana, nelle aree per la viabilità e in ambiti di volta in volta definiti, anche estesi ad aree a servizi contigue o prossiine, in particolare in caso di realizzazione di importanti opere pubbliche sul suolo o
estesi ad aree a servizi contigue o prossiine, in particolare in caso di realizzazione di importanti opere pubbliche sul suolo o nel sottosuolo, o nel caso di interventi su aree soggette a interventi di nuova realizzazione o ristrutturazione urbanistica secondo gli indirizzi seguenti:
- riqualificare spazi pubblici: strade, viali, corsi e piazze, marciapiedi e spazi pubblici e servizi;
- organizzare e valorizzare il verde e gli spazi non costruiti;
viali, corsi e piazze, marciapiedi e spazi pubblici e servizi; 2) organizzare e valorizzare il verde e gli spazi non costruiti; 3) localizzare eventuali parcheggi pertinenziali e di relazione con l'indicazione delle rampe di accesso e di uscita su suolo pubblico e la definizione delle opere di arredo e verde necessarie per migliorarne l'inseriinento nell'ainbiente; 4) rispetto e valorizzazione delle visuali prospettiche dell'edificato e salvaguardia di vedute su bellezze panoramiche o tipici ambienti
to e valorizzazione delle visuali prospettiche dell'edificato e salvaguardia di vedute su bellezze panoramiche o tipici ambienti caratterizzanti il tessuto storico e ambientale; 5 ) scelta dei materiali di impiego nelle costruzioni, dei colori delle facciate, delle coperture, delle insegne, anche attraverso regolamenti di via o di ambiente storico. In carenza del progetto di riqualificazione dello spazio pubblico si possono coinunque attuare le previsioni del PUC.
e storico. In carenza del progetto di riqualificazione dello spazio pubblico si possono coinunque attuare le previsioni del PUC. Gli interventi previsti sono approvati con delibera della Giunta Coinunale o del Consiglio Comunale qualora in variante al PUC, realizzati direttainente dall'Ainininistrazione Comunale ovvero da privati o con altre procedure stabilite dall'Ainininistrazione Comunale. l Al fine di assicurare la piena coinpatibilità con gli atti di pianificazione
cedure stabilite dall'Ainininistrazione Comunale. l Al fine di assicurare la piena coinpatibilità con gli atti di pianificazione territoriale sovraordinati, sia i progetti che i Piani Attuativi, di iniziativa pubblica o privata, dovranno contenere uno studio di dettaglio specifico, relativo alla tutela degli aspetti che riguardano il recupero dei tracciati, la conservazione degli elementi tradizionali quali selciati, alberature, siepi, etc. qualora esistenti.
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Art. 29 Ambiti e percorsi di valorizzazione della città e del paesaggio
Art. 29 Ambiti e percorsi di valorizzazione della città e del paesaggio A. Definizione I Ambienti urbani e naturali aventi diverse caratteristiche funzionali, stoi-iche, architettoniche, naturalistiche attraversati e collegati da percorsi di valorizzazione finalizzati alla fruizione del territorio e della città nel tempo del non-lavoro individuati nelle schede nonnative e10 negli studi di assetto allegati al PUC. B. Obiettivi 2 Gli obiettivi del Piano sono:
voro individuati nelle schede nonnative e10 negli studi di assetto allegati al PUC. B. Obiettivi 2 Gli obiettivi del Piano sono:
- creare luoghi di identificazione collettiva per lo svago, il loisir, la contemplazione, lo sport;
- favorire la fruizione turistica del territorio in relazione alle coinponenti storiche, culturali, ambientali. C. Individuazione degli ambiti e dei percorsi 3 I1 Piano individua all'interno degli ambiti di pregio i seguenti percorsi e
ali. C. Individuazione degli ambiti e dei percorsi 3 I1 Piano individua all'interno degli ambiti di pregio i seguenti percorsi e tracciati di valore storico-ambientale in riferimento alla schedatura del "Patriinonio Storico e Ambientale":
- Via S. Salvatore/Via Breccelle - Borgo Picarelli;
- Strada Coinunale Borgo Ponticelli (tratto intei-no al Borgo);
- Via Palazzo-Borgo Valle;
- Via Cortiglio I- Borgo Valle;
- Via Pantano- Borgo Valle;
- Via Ponte I- Borgo Valle (tratto interno al Borgo);
orgo Valle; 4. Via Cortiglio I- Borgo Valle; 5. Via Pantano- Borgo Valle; 6. Via Ponte I- Borgo Valle (tratto interno al Borgo); 7. Via Montessori-C.da Sei-roni; 8. Viale interno alla Scuola Enologica fino a Villa Solilnene- C.da Serroni; 9. Vicolo Giardinetto tra C.so Europa e C.so Vittorio Emanuele; 10. Passaggio di Palazzo Caracciolo su Piazza Libertà; 11. Via Strettola della Corte; 12. Passaggio a Largo Triggio; 13. Percorso all'Orologio da Corso Uinberto; 14. Vicolo Lungo dei Greci-Collina La Terra;
Corte; 12. Passaggio a Largo Triggio; 13. Percorso all'Orologio da Corso Uinberto; 14. Vicolo Lungo dei Greci-Collina La Terra; 15. Scalone alla Fontana di Grinioaldo o de "i tre cannuoli" a C.so Uinberto; 16. Rainpa ai Macelli; 17. Passaggio a S. Maria di Costantinopoli; 18. Gratelle ai Miracoli-Collina La Terra; 19. Rampa Tofara-Collina La Terra; 20. Via Tintiere-Via F. Tedesco; 21. Gradelle alle Tintiere -Via F. Tedesco; 22. Cupa dei Muti- Via F. Tedesco; 23. Passaggio su Via F. Tedesco;
-Via F. Tedesco; 21. Gradelle alle Tintiere -Via F. Tedesco; 22. Cupa dei Muti- Via F. Tedesco; 23. Passaggio su Via F. Tedesco; 24. Passaggio su Via F. Tedesco; 25. Via Selve-Borgo Bellizzi; 26. Via Oratorio-Borgo Bellizzi; 27. Passaggio su Via Giancola-Borgo Bellizzi. 28. Cunicoli della Collina La Terra
CI. Parametri urbanistico-edilizi Il progetto dei percorsi deve descrivere le diverse situazioni, contenere gli elementi per la definizione degli interventi e delle destinazioni d'uso da attribuire agli stessi, prevederne l'attuazione nel tempo da parte di soggetti pubblici o privati, secondo i tracciati indicati nella tavola 4 di Piano, "Patrimonio Storico e Ambientale". I1 progetto può prevedere la realizzazione di spazi per attrezzature pubbliche o
4 di Piano, "Patrimonio Storico e Ambientale". I1 progetto può prevedere la realizzazione di spazi per attrezzature pubbliche o di uso pubblico, la valorizzazione dei siti archeologici e delle testimonianze degli edifici storici, luoghi per la ristorazione, pubblici esercizi, strutture da destinare alla fmizione storica, naturalistica, attrezzature agrituristiche e turistico-ricettive interconnesse al percorso pedonale o ciclabile, privilegiando il riutilizzo di strutture edilizie esistenti.
turistico-ricettive interconnesse al percorso pedonale o ciclabile, privilegiando il riutilizzo di strutture edilizie esistenti. Eventuali ampliamenti e nuovi interventi, nel rispetto dei parametri edilizi della Zona in cui ricade l'intervento devono essere valutati all'interno del progetto coinplessivo del percorso. C2. Modificazioni delle destinazioni d'uso In alternativa alle destinazioni d'uso proprie della zona di appartenenza, per gli
o. C2. Modificazioni delle destinazioni d'uso In alternativa alle destinazioni d'uso proprie della zona di appartenenza, per gli interventi da attuarsi lungo i percorsi, sono consentite attività per servizi pubblici e privati, attività turistico-ricettive, di ristorazione, pubblici esercizi, strutture agrituristiche. D. Modalità attuative I1 progetto dei percorsi viene promosso dall'Amministrazione comunale o da privati, viene approvato dalla Giunta Comunale o dal Consiglio Comunale
rcorsi viene promosso dall'Amministrazione comunale o da privati, viene approvato dalla Giunta Comunale o dal Consiglio Comunale qualora in variante al PUC, e può essere attuato per parti. A tale progetto, nel caso di iniziativa privata, deve essere allegata una convenzione programma all'interno della quale soggetti pubblici e privati si impegnano circa le modalità ed i tempi di realizzazione degli interventi. Nel caso di progetto promosso dall'Ainministrazione è approvato come
a le modalità ed i tempi di realizzazione degli interventi. Nel caso di progetto promosso dall'Ainministrazione è approvato come progetto di opera pubblica per la cui attuazione i privati possono aderire tramite convenzione. Al fine di assicurare la piena compatibilità con gli atti di pianificazione territoriale sovraordinati, sia i progetti che i Piani Attuativi, di iniziativa pubblica o privata, dovranno contenere uno studio di dettaglio specifico,
i, sia i progetti che i Piani Attuativi, di iniziativa pubblica o privata, dovranno contenere uno studio di dettaglio specifico, relativo alla tutela degli aspetti che riguardano il recupero dei tracciati, la conservazione degli elementi tradizionali quali selciati, alberature, siepi, etc. qualora esistenti.
Art. 30 Norme di carattere generale
Titolo V Tutela e riqualificazione ambientale Art. 30 Norme di carattere generale Le nonne del presente asticolo si applicano su tutto il teil-ito~io comunale. Nelle aree collinari le recinzioni delle proprietà, sia su fronte stradale (pubblica o privata) sia sui confini laterali, devono essere preferibilmente forinate con siepi vive da piano stradale con interposta eventuale rete metallica oppure con cancellata, con zoccolatura limitata (minore o uguale a cm. 80), provvista di idonei scoli per le acque per
metallica oppure con cancellata, con zoccolatura limitata (minore o uguale a cm. 80), provvista di idonei scoli per le acque per un7altezza coinplessiva non superiore a metri 1,50. E' consentito il mantenimento dei muri di cinta esistenti a parete piena, che possono essere oggetto di parziali rifacimenti quando le condizioni statiche del manufatto lo rendano indispensabile. Nuovi inusi di sostegno, quando necessari, sono aininessi, anche di
condizioni statiche del manufatto lo rendano indispensabile. Nuovi inusi di sostegno, quando necessari, sono aininessi, anche di accesso alle autoriinesse interrate, con un'altezza inassiina di in. 2. Nei casi in cui sia necessaria una maggiore altezza, essi devono essere spezzati in gradoni di larghezza non inferiore a m. 2, opportunainente mascherati da arbusti e alberature o rivestiti con pietre e mattoni vecchi o tinteggiati di colori tipici dei luoghi.
tunainente mascherati da arbusti e alberature o rivestiti con pietre e mattoni vecchi o tinteggiati di colori tipici dei luoghi. E' consentito il inantenimento degli esistenti muri di sostegno, anche di maggiore altezza, che possono essere oggetto di rifacimenti parziali con materiali e tecniche congruenti quando le condizioni statiche del manufatto lo rendano indispensabile; anche in tal caso le caratteristiche tecniche sono definite dal progetto esecutivo dell'opera che deve
o rendano indispensabile; anche in tal caso le caratteristiche tecniche sono definite dal progetto esecutivo dell'opera che deve rispettare le condizioni e10 prescrizioni della nonnativa geologica. 7 In caso di realizzazione di autorimesse intessate pubbliche o piivate o di altri servizi pubblici nel sottosuolo, il progetto deve prevedere la 4% sistemazione del soprasuolo destinato a servizi secondo le destinazioni di piano. In particolare nelle aree che il piano destina a verde pubblico, la
asuolo destinato a servizi secondo le destinazioni di piano. In particolare nelle aree che il piano destina a verde pubblico, la realizzazione di parcheggi in sottosuolo é alninessa e deve garantire un riposto di tessa non inferiore a int. l ,O0 sufficiente alla realizzazione del verde e delle alberature. Ogni progetto edilizio relativo ad interventi di nuova costruzione deve prevedere la sisteinazione dell'area non edificata con pai-ticolare attenzione alle aree verdi.
Tutela delle alberature e del verde in genere In tutti i progetti presentati, le alberature d'alto fusto esistenti devono essere rigorosamente rilevate, indicate nelle planiinetrie e documentate fotograficamente. I progetti edilizi, anche per le parti in sottosuolo, devono essere studiati in modo da rispettare le alberature-pregiate esistenti, avendo cura di non offendere gli apparati radicali. Devono essere mantenute e ripristinate in caso di inorte o sostituzione le
, avendo cura di non offendere gli apparati radicali. Devono essere mantenute e ripristinate in caso di inorte o sostituzione le piante costituenti i viali alberati storici. 1O Parte integrante di ogni progetto edilizio sarà il progetto dettagliato della sistemazione degli spazi aperti, e quindi anche delle aree alberate, a prato, a giardino, compresa la eventuale deliiilitazione delle zone a coltivo e la dettagliata definizione, anche per quanto riguarda i materiali impiegati, delle zone pavimentate.
ione delle zone a coltivo e la dettagliata definizione, anche per quanto riguarda i materiali impiegati, delle zone pavimentate. Aree di valore storico ambientale 11 Le aree di valore storico ambientale sono inedificabili. Tutti gli interventi sono finalizzati a tutelare e a tramandare il valore storico ambientale dell'area. Sono vietati:
- gli interventi eseguiti con materiali bituininosi o cementizi o, in generale, con materiali incoerenti in relazione al valore storico-ambientale dell'area;
materiali bituininosi o cementizi o, in generale, con materiali incoerenti in relazione al valore storico-ambientale dell'area;
- gli interventi di riduzione delle superfici a verde;
- l'abbattiinento degli alberi di alto fusto con caratteristiche di pregio;
- l'alterazione dell'ixnpianto storico dei giardini, costituito dall'insieme delle essenze arboree e dal disegno degli spazi aperti. 12 Aree percorse da cunicoli della Collina La Terra
tituito dall'insieme delle essenze arboree e dal disegno degli spazi aperti. 12 Aree percorse da cunicoli della Collina La Terra In tutti i progetti presentati, i cunicoli della Collina La Terra esistenti devono essere rigorosainente rilevati, indicati nelle planimetrie e documentati fotograficamente. I progetti edilizi, anche per le parti in sottosuolo, devono essere studiati in modo da tutelare i cunicoli esistenti e pesmettere il ripristino di eventuali tratti danneggiati o mancanti.
essere studiati in modo da tutelare i cunicoli esistenti e pesmettere il ripristino di eventuali tratti danneggiati o mancanti. Riduzione della impermeabilizzazione I nuovi spazi pubblici e le aree di pertinenza per interventi di nuova realizzazione e ristmtturazione urbanistica devono essere realizzati con modalità costmttive che consentano l'infiltrazione o ritenzione anche temporanea delle acque. Tuttavia per motivi di sicurezza quali le esigenze statiche in relazione a carichi
ne o ritenzione anche temporanea delle acque. Tuttavia per motivi di sicurezza quali le esigenze statiche in relazione a carichi stradali particolarmente gravosi e in rapporto alle caratteristiche geotecniche dei terreni, in relazione ad esigenze di prevenzione della contaminazione del suolo da sversamenti di sostanze inquinanti, è possibile procedere alla messa in opera di coperture del suolo imperineabili. J Regolamenti specifici o di settore che dettino no ettaglio,
rocedere alla messa in opera di coperture del suolo imperineabili. J Regolamenti specifici o di settore che dettino no ettaglio, sulle precedenti disposizioni, qualora in contrasto.
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Art. 31 Bonifica ambientale
Art. 31 Bonifica ambientale Su tutte le aree già interessate da attività produttive o utilizzate da cave e discaiiche, ogni trasfoi~nazionedeve essere preceduta dalla bonifica ambientale. A tale fine deve fare parte integrante della docuinentazione da allegarsi alla richiesta di piano attuativo o di pemesso a costruire una valutazione della qualità ailibientale sottoscritta e giurata da tecnici abilitati in materia e vidiinata da Enti competenti, che raccolga i risultati di indagini specifiche
critta e giurata da tecnici abilitati in materia e vidiinata da Enti competenti, che raccolga i risultati di indagini specifiche sulla qualità del suolo, del sottosuolo, sulle condizioni di eventuale inquinamento della falda e indichi le azioni e le opere di bonifica e ripristino ambientale necessarie per garantire l'attuabilità delle previsioni del Piano urbanistico comunale. La convenzione allegata al piano attuativo, i peimessi a costruire
'attuabilità delle previsioni del Piano urbanistico comunale. La convenzione allegata al piano attuativo, i peimessi a costruire convenzionati o il pennesso a costi-uire regolano le modalità e i tempi di attuazione delle opere di bonifica e di ripristino ambientale. Tali opere costituiscono condizione preliminare alla realizzazione delle trasformazioni edilizie e sono a coinpleto carico dei soggetti attuatori la trasformazione.
Art. 32 Fasce di rispetto e vincoli
Titolo VI Disposizioni finali Art. 32 Fasce di rispetto e vincoli Il P.U.C. individua le fasce di rispetto ed i vincoli nelle tavole 2 "Azzonainento e destinazioni d'uso", 3 "Modalità di intervento" e 7 "Vincoli e fasce di rispetto". Le aree ricadenti in fasce di rispetto assumono l'indice di edificabilità delle Zone omogenee in cui ricadono che può essere utilizzato al di fuori dell'area vincolata secondo i parametri e le procedure della zona stessa.
in cui ricadono che può essere utilizzato al di fuori dell'area vincolata secondo i parametri e le procedure della zona stessa. Nelle aree soggette a vincolo ciiniteriale (fascia di rispetto pari a 100 in. dal perimetro dei cimiteri come previsto al punto 1.7 della L.R. 14/82) non sono ammesse nuove costruzioni, è aininessa l'installazione di chioschi non perinanenti a servizio del cimitero aventi caratteristiche costiuttive e di immagine definite dall' Ainininistrazione comunale con successivi
servizio del cimitero aventi caratteristiche costiuttive e di immagine definite dall' Ainininistrazione comunale con successivi provvedimenti, e sono consentiti intesventi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici esistenti nonché la realizzazione di strade e parcheggi coine previsto al punto 1.7 della L.R. 14/82. Nelle fasce di rispetto stradale sono consentite, nel rispetto delle nonne di zona, le seguenti opere:
- ampliamento degli edifici esistcnti fino ad un massimo di 50 mq SLP, previo
l rispetto delle nonne di zona, le seguenti opere:
- ampliamento degli edifici esistcnti fino ad un massimo di 50 mq SLP, previo nulla osta dell'Ente proprietario della strada, per interventi di miglioramento igienico - sanitario, purché realizzato in sopraelevazione o sulla parte retrostante l'edificio rispetto all'asse viario;
- impianti di distribuzione di carburante con le relative opere accessorie nel rispetto delle nonne del Piano di progsaininazione e razionalizzazione della
di carburante con le relative opere accessorie nel rispetto delle nonne del Piano di progsaininazione e razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti;
- pensiline di ingresso di edifici ed a protezione di aree a parcheggio;
- recinzioni a giorno che non ostruiscano la visibilità;
- nell'interrato: cabine elettriche e relativi volumi tecnici. Nelle fasce di rispetto stradale, indipendentemente dalla individuazione cartografica, sono cogenti le prescrizioni del D.L. n.285192, D.P.R. n.495192,
stradale, indipendentemente dalla individuazione cartografica, sono cogenti le prescrizioni del D.L. n.285192, D.P.R. n.495192, D.P.R. n.147193 sulla base delle determinazioni assunte dall'Ainininistrazione Coinunale per la delimitazione dei centri abitati di cui all'art. 4 D.L. n.285192, e le ulteriori prescrizioni di cui al punto 1.7 della L.R. 14/82. 5bis Nelle fasce di rispetto delle Ferrovie, fesmi restando i divieti di cui all' art. 235
di cui al punto 1.7 della L.R. 14/82. 5bis Nelle fasce di rispetto delle Ferrovie, fesmi restando i divieti di cui all' art. 235 della legge 20 marzo 1965, n. 2248 e successive modifiche ed integsazioni, non sono ammesse nuove costruzioni destinate ad abitazioni o ad attrezzature pubbliche o di uso pubblico come previsto al punto 1.7 della L.R. 14/82; per i fabbricati esistenti in tale fascia di rispetto è consentito il mantenimento \ / dell'attività in atto.
6 Nelle tavole "Modalità di intervento" sono indicati i perimetri delle aree e i corsi d'acqua gravati da probleinatiche di carattere geologico ed idraulico, definiti "aree di inedificabilità ad alto rischio idrogeologico". 6bis Nelle fasce di sispetto di corsi d'acqua sono consentite la inanutenzione ordinaria e straordinaria e la ristrutturazione, senza aumento di volume, degli edifici esistenti, nonché la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, parchi
rutturazione, senza aumento di volume, degli edifici esistenti, nonché la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, parchi pubblici, la coltivazione agricola e la sisternazione a verde, nel rispetto della conseivazione dello stato della natura. Lungo le sponde dei fiuini, dei ton-enti, nonché dei canali è vietata ogni nuova edificazione, oltre che le relative opere di urbanizzazione per una fascia di profondità del limite del demanio di (L.R. 14/82 punto 1.7):
ne, oltre che le relative opere di urbanizzazione per una fascia di profondità del limite del demanio di (L.R. 14/82 punto 1.7):
- per i fiuini int. 50 al di sotto della quota di 500 slm;
- lungo i torrenti a scarsa portata ~ n t .10;
- dai limiti degli argini maestri int. 50. I1 Piano disciplina la rilocalizzazione in zone di trasformazione (vedi scheda Ni08) delle abitazioni localizzate in aree ad alto rischio per gli insediainenti
zzazione in zone di trasformazione (vedi scheda Ni08) delle abitazioni localizzate in aree ad alto rischio per gli insediainenti umani così come individuate nelle "carte della zonizzazione" idrogeologica e definite "probabili aree di l O distacco interessate da colate rapide di fango e detriti". 7bis Per le sorgenti sono cogenti le prescrizioni del D.L.vo n. 15212006 8 Siti archeologici Sono le aree individuate ai sensi della ex L. 1089139 e del D.Lgs. n. 16312006,
zioni del D.L.vo n. 15212006 8 Siti archeologici Sono le aree individuate ai sensi della ex L. 1089139 e del D.Lgs. n. 16312006, in quanto oggetto di possibili ritrovamenti archeologici. 9 Gli interventi su queste aree devono essere preventivainente autorizzati dagli Enti competenti alla tutela del vincolo. 1O A carattere generale sia per i "centri e agglomerati storici" di cui all'art. 12 delle presenti noi-me che per i "beni storico-aschitettonici extraurbani" di cui
entri e agglomerati storici" di cui all'art. 12 delle presenti noi-me che per i "beni storico-aschitettonici extraurbani" di cui all'art. 22 delle presenti nonne, laddove Enti sovraordinati introducessero vincolo ambientale, il Comune recepirà tale vincolo.
Art. 33 Impianti tecnologici
Art. 33 Impianti tecnologici Su tutto il territorio comunale, indipendenteinente dalle destinazioni d'uso delle zone stabilite dallo strumento urbanistico generale vigente e dalle relative prescrizioni normative, è consentita l'installazione di impianti tecnologici di interesse collettivo e di infrastrutture energetiche e di comunicazioni (cavi e condotti a rete necessari per la distribuzione dei servizi canalizzati pubblici telefonici, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, fognatura,
a rete necessari per la distribuzione dei servizi canalizzati pubblici telefonici, gasdotti, oleodotti, elettrodotti, fognatura, acquedotto) necessarie all'attraversa~nento,allacciainento e10 distribuzione di tali infrastrutture, nonché dei relativi manufatti per l'esercizio degli stessi. I1 Coinune potrà proporre eventuali ubicazioni diverse da quella richiesta, ed il titolo abilitativo per l'esecuzione delle opere potrà essere condizionato
ventuali ubicazioni diverse da quella richiesta, ed il titolo abilitativo per l'esecuzione delle opere potrà essere condizionato dall'osservanza di particolari adeinpimenti, modalità o limitazioni che assicurino la massima compatibilità delle opere con le caratteristiche delle aree interessate. Nelle zone dello strumento urbanistico riconosciute, di particolare pregio ambientale e paesaggistico, il progetto deve essere accoinpagnato da:
strumento urbanistico riconosciute, di particolare pregio ambientale e paesaggistico, il progetto deve essere accoinpagnato da: a) descrizione delle opere progettate con riferimento alle aree interessate; b) descrizione dei lavori necessari alla realizzazione del progetto, con particolare riferiinento ad aree da occupare, opere prowisoiie, tempi e modalità di attuazione, ecc.; C) analisi delle componenti naturali e ambientali dei territori interessati;
e prowisoiie, tempi e modalità di attuazione, ecc.; C) analisi delle componenti naturali e ambientali dei territori interessati; d) valutazione degli effetti prodotti o indotti sulle diverse componenti naturali ed ambientali (vegetazionali, faunistici, ecc.); e) descrizione degli accorgimenti e delle inisure da adottare per annullare gli effetti negativi prodotti o indotti dalla realizzazione del progetto. Per gli impianti tecnici di interesse generale per l'erogazione di servizi
prodotti o indotti dalla realizzazione del progetto. Per gli impianti tecnici di interesse generale per l'erogazione di servizi pubblici o di interesse pubblico, in contrasto con le destinazioni di piano, sono consentiti interventi motivati da esigenze funzionali riconosciute dall'Ainininistrazione Coinunale per l'adeguainento funzionale e lo svolgiinento dell'attività in atto. L'installazione di tralicci, antenne, impianti radiotrasinettitori per la gestione
nale e lo svolgiinento dell'attività in atto. L'installazione di tralicci, antenne, impianti radiotrasinettitori per la gestione della telefonia mobile è disciplinata dal piano di settore redatto dall'Ainininistrazione Coinunale.
Art. 34 Attività commerciali
Art. 34 Attività commerciali Nelle zone omogenee in cui sono aininesse le destinazioni d'uso commerciali si possono insediare nuove attività coininerciali, nel sispetto delle prescrizioni iinpaitite dal piano di adeguamento coinmerciale, delle disposizioni del DL 114/98 e della legislazione regionale di settore nel rispetto delle definizioni fornite al precedente art. 2 punto 5. Nelle diverse zone oinogenee, laddove è coinpatibile una nuova attività
delle definizioni fornite al precedente art. 2 punto 5. Nelle diverse zone oinogenee, laddove è coinpatibile una nuova attività coi~linercialedi categosia diinensionale supeiiore, sono coinunque amnesse le categorie dimensionali di ordine infesiore. Nelle zone omogenee di categoria A e B, in presenza di edifici o porzioni di edifici aventi destinazione d'uso cominerciale alla data di adozione del PUC non coinpatibile con la destinazione d'uso di PUC, sono ainrnessi gli
tinazione d'uso cominerciale alla data di adozione del PUC non coinpatibile con la destinazione d'uso di PUC, sono ainrnessi gli intewenti sino alla ristmtturazione edilizia finalizzati al mantenimento della destinazione d'uso coininerciale. Per gli edifici del "Patriinonio storico e ambientale" gli interventi devono rispettare le prescrizioni riportate al precedente art. 9.
Art. 35 Norme abrogate
Art. 35 Norme abrogate Con l'entrata in vigore del presente PUC sono abrogate le disposizioni del PRG precedente ed di ogni piano attuativo dello stesso non recepito dal presente PUC. I piani attuativi coine definiti dall'art. 26, comma 2 della L.R..16/04, ancora vigenti restano validi fino alla loro scadenza temporale. Le eventuali varianti ai PUA, da sottoporre all'esaine del della Giunta Comunale, dovranno rispettare i contenuti del presente piano.
Art. 36 Consultazione delle tavole di Piano
entuali varianti ai PUA, da sottoporre all'esaine del della Giunta Comunale, dovranno rispettare i contenuti del presente piano.
Art. 36 Consultazione delle tavole di Piano 1 Nelle rappresentazioni grafiche delle tavole di piano prevale l'informazione delle tavole di dettaglio e per le aree di trasforinazione, ove presenti, le relative schede nonnative sulle tavole di scala d'insieme.
Art. 37 Elaborati del PUC
avole di dettaglio e per le aree di trasforinazione, ove presenti, le relative schede nonnative sulle tavole di scala d'insieme.
Titolo VII Elaborati del PUC Art. 37 Elaborati del PUC Materiali A~zalitici
- ATLANTE URBANO Schede dell'Atlante dell'area urbana e delle frazioni rurali Schede in scala 1: 1.1000 - n. 10 raccoglitori in forinato A3 Uso del suolo e destinazione in atto al p.t. degli edifici Scala 1 : 2.000 n.24 fogli a colori Uso prevalente degli edifici Scala 1: 2.000 n.24 fogli a colori
n atto al p.t. degli edifici Scala 1 : 2.000 n.24 fogli a colori Uso prevalente degli edifici Scala 1: 2.000 n.24 fogli a colori Uso del suolo e destinazione in atto al p.t. degli edifici Scala 15.000 n.3 fogli a coloi-i formato raster 2. PRG VIGENTE I1 PRG vigente Quaderno in formato A3 n. l tavola allegata scala 1:20.000 PRG vigente Scala 1: 10.000 n. 1 foglio a colori Attuazione del PRG vigente Scala 1: 10.000 n. 1 foglio a colori 3. IL PATRIMONIO STORICO Il Patrimonio storico documentario
lori Attuazione del PRG vigente Scala 1: 10.000 n. 1 foglio a colori 3. IL PATRIMONIO STORICO Il Patrimonio storico documentario Quaderno in forinato A3 e n.7 tavole a colori allegate in scala 1: 20.000 Censimento degli edifici di valore documentario Scala 1: 10.000 n. 1 foglio a colori Cronologia dell'edificato Scala 1: 10.000 n. 1 foglio a colori Schede degli immobili di pregio n. 74 schede in scala 1:1.O00 - n. 1 raccoglitore in forinato A3 4. ANALISI SOCIO-ECONOMICA Indagine socio-economica
i di pregio n. 74 schede in scala 1:1.O00 - n. 1 raccoglitore in forinato A3 4. ANALISI SOCIO-ECONOMICA Indagine socio-economica Quaderno in formato A3 e n.5 tavole a colori allegate in scala 1: 20.000 Analisi della volumetria residenziale della città di Avellino Scala 1: 10.000 n. l foglio a colori 5. ANALISI SUI SERVIZI Indagine sui servizi Quaderno in formato A3 Analisi delle attrezzature per servizi pubblici Scala 1: 10.000 n. l foglio a colori Analisi del servizio Istruzione
formato A3 Analisi delle attrezzature per servizi pubblici Scala 1: 10.000 n. l foglio a colori Analisi del servizio Istruzione Scala 1: 10.000 n. 1 foglio a colori Indagine sul servizio istruzione n. 55 schede - quaderno in foi~natoA3
- ANALISI DELLE PROPRIETÀ PUBBLICHE Individuazione cartografia delle aree di proprietà del Comune Quaderno in forinato A3 Indagine catastale sulle aree di proprietà comunale Schede in scala 1 : 2.000 - 11.2 raccoglitoii in foi~natoA3 Schede degli edifici di proprietà comunale n.3 raccoglitoii in formato A4
- INDAGINE SUI VINCOLI PREORDINATI Fasce di rispetto e vincoli Scala 1: 10.000 n. l foglio a colori Elenco degli immobili e dei beni vincolati ai sensi del testo unico D.L. 490190
o e vincoli Scala 1: 10.000 n. l foglio a colori Elenco degli immobili e dei beni vincolati ai sensi del testo unico D.L. 490190 8. PIANIFICAZIONE DI AREA VASTA Sintesi delle previsioni urbanistiche Scala 1: 25.000 n. l foglio a coloii Vincoli di natura ambientale alla scala provinciale Scala 1: 25.000 n. 1 foglio a colori 9. INDAGINE GEOLOGICA A SUPPORTO DEL PUC COMUNALE Studio geologico - tecnico e allegate tavole in scala 1: 5.000 10. INDAGINE AGRONOMICA Relazione tecnica
PPORTO DEL PUC COMUNALE
PPORTO DEL PUC COMUNALE Studio geologico - tecnico e allegate tavole in scala 1: 5.000 10. INDAGINE AGRONOMICA Relazione tecnica Carta dell'uso agricolo e delle attività colturali in atto Scala 1: 5.000 n. 5 fogli a colori 11. RETI TECNOLOGICHE E INFRASTRUTTURE PRIMARIE Indagine sui sottoservizi del comune di Avellino Quaderno in formato A3 e n2 tavole a colori allegate in scala 1:20.000 Gestione dell'igiene urbana Quaderno in forinato A3 I1 sistema della mobilità Quaderno in forinato A3
allegate in scala 1:20.000 Gestione dell'igiene urbana Quaderno in forinato A3 I1 sistema della mobilità Quaderno in forinato A3 12. MAPPA CATASTALE DEL TERRITORIO COMUNALE Scala 1: 5.0 n. 3 fogli p0
TAV. 1: AVELLINO E I COMUNI CONTERMINI -
Tavole di Piaizo TAV. 1: AVELLINO E I COMUNI CONTERMINI - Sintesi delle previsioni urbanistiche Scala 1: 25.000 - n. 1 foglio a colori TAV. 2: AZZONAMENTO E DESTINAZIONI D'USO Scala 1: 5.000 - n. 3 fogli a colori e relativa Legenda - n. 1 foglio a colori TAV. 2A: AZZONAMENTO E DESTINAZIONI D'USO Scala 1: 2.000 - n. 24 fogli a colori e relativa Legenda - n. l foglio a colori TAV. 3: MODALITA' DI INTERVENTO Scala 1: 5.000 - n. 3 fogli a colori e relativa Legenda - n. 1 foglio a colori
TAV. 3: MODALITA' DI INTERVENTO
l foglio a colori TAV. 3: MODALITA' DI INTERVENTO Scala 1: 5.000 - n. 3 fogli a colori e relativa Legenda - n. 1 foglio a colori TAV. 3A: MODALITA' DI INTERVENTO Scala 1: 2.000 - n. 24 fogli a colori e relativa Legenda - n.1 foglio a colori TAV. 4: I L PATRIMONIO STORICO E AMBIENTALE Scala 1: 5.000 - n. 3 fogli a colori TAV. 5: I L SISTEMA DEI SERVIZI Scala 1: 5.000 - n. 3 fogli a colori TAV. 6: SCHEMA DELLA VIABILITA' URBANA Scala 1: 10.000 - n. 1 foglio a colori TAV. 7: VINCOLI E FASCE DI RISPETTO
TAV. 6: SCHEMA DELLA VIABILITA' URBANA
fogli a colori TAV. 6: SCHEMA DELLA VIABILITA' URBANA Scala 1: 10.000 - n. 1 foglio a colori TAV. 7: VINCOLI E FASCE DI RISPETTO Scala 1: 10.000 - n. 1 foglio a colori TAV. 8: I L TERRITORIO NON URBANIZZATO: Uso agricolo e attività colturali in atto Scala 1: 10.000 - n. l foglio a colori TAV. 9: CARTA DI SINTESI DELLA PERICOLOSITA' GEOMORFOLOGICA E DELLE IDONEITA' ALLE UTILIZZAZIONI EDIFICATORIE Scala 1: 5.000 - n. 3 fogli a colori
Allegati tecnici (li Piano ALLEGATO l a Schede normative Aree da trasformare in Zona A storica e in Zona B di impianto storico; Scheda normativa Area Me 01 "Mercatone" in Zona B di impianto recente. Quaderno in forinato A4 ALLEGATO 1 b Schede normative Zone di trasformazione Quadei-no in fonnato A3 Schede delle Zone di Sostituzione e ricomposizione urbana - Ru Schede delle Zone di Riqualificazione Urbana - Rq Schede delle Zone di Nuovo Impianto - Ni
ALLEGATO 2
ituzione e ricomposizione urbana - Ru Schede delle Zone di Riqualificazione Urbana - Rq Schede delle Zone di Nuovo Impianto - Ni Ogni scheda si coilipone di n. 3 tavole a colori forinato A3: Paranzetri urbarzistici ed edilizi Azzonamerzto e regole edilizie Plarzivolunzetria ALLEGATO l c Schede normative Aree da trasformare per servizi e Parco del Fenestrelle Quaderno in fomato A3 ALLEGATO 2 Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive Quaderno in formato A4
ALLEGATO 2
aderno in fomato A3 ALLEGATO 2 Individuazione delle caratteristiche edilizie e delle tecniche costruttive Quaderno in formato A4 STUDI DI ASSETTO URBANO SDA1. Centro storico e aree urbane centrali scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDA2a Centro storico: Planimetria generale e piante parcheggi Scala 1 :1.O0011 5 0 0 - n. 1 foglio a colori SDA2b Collina di Terra: Sezioni e Profili Scala 1:200 - n. I foglio a colori SDA3 Campetto S. Rita: Planimetria generale e piante parcheggi
na di Terra: Sezioni e Profili Scala 1:200 - n. I foglio a colori SDA3 Campetto S. Rita: Planimetria generale e piante parcheggi Scala 1:1.O0011 :500 - n. 1 foglio a colori SDA4 Piazza Icennedy: Planimetria generale e piante parcheggi Scala 1:1 .O0011 :500 - n. 1 foglio a colori SDAS Giardini Fontanelle: Planimetria generale e piante parcheggi/ Scala 1:1.O0011:500- n. 1 foglio a colori A SDA6a Nuovo Parco Urbano: Planivolumetria Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori
eggi/ Scala 1:1.O0011:500- n. 1 foglio a colori A SDA6a Nuovo Parco Urbano: Planivolumetria Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDA6b Nuovo Parco Urbano: Comparti di intervento Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDA7 Orto Botanico: Edificio a parcheggio e Belvedere Scala 1:1 .O0011:500 - n. 1 foglio a colori del Fenestrelle: Planimetria generale 1:5.000 - n. 1 foglio a colori
- 104 -
ALLEGATO 3
SDA8b Parco del Fenestrelle: Schema di indirizzo Scala 1 :2.000 - n. 1 foglio a colori SDA8c Parco del Fenestrelle: Schema di indirizzo Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a coloii SDA9a Strada Parco Sud Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDA9b Strada Parco Bagnoli Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDA9c Strada Parco Nord Scala 1 :2.000 - n. l foglio a colori SDA9d Strada Parco Est Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDAlO Corso Vittorio Emanuele Scale 1:500/ 1:10011 :50 - n. 1 foglio a colori ALLEGATO 3
ALLEGATO 3
st Scala 1:2.000 - n. 1 foglio a colori SDAlO Corso Vittorio Emanuele Scale 1:500/ 1:10011 :50 - n. 1 foglio a colori ALLEGATO 3 Studio geologico tecnico e classificazione dell'utilizzo del territorio Quaderno in fonnato A4 ALLEGATO 4 Schede del Patrimonio storico e ambientale n. 3 17 schede in scala 1: 1.O00 - raccoglitori in formato A4 ALLEGATO 5 Valutazione ambientale comprensiva del rapporto ambientale (art. 47 C. 2 L.R. 1612002) e della relazione illustrativa (art. 47 C. 4 L,R, 1612002 )
ALLEGATO 6
tale comprensiva del rapporto ambientale (art. 47 C. 2 L.R. 1612002) e della relazione illustrativa (art. 47 C. 4 L,R, 1612002 ) Quaderno in formato A4 ALLEGATO 6 Piano di Zonizzazione Acustica (Delibera di C.C. n. 71 del 30/07/2003) Quaderno in formato A4 n. 3 fogli in scala 1:5000 Elaborati testuali
- RELAZIONE ILLUSTRATIVA Quaderno in fonnato A3
- NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Quaderno in fonnato A4
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