COMUNE DI LISSONE Provincia di Monza e Brianza Piano di Governo del Territorio
Comune di Lissone · Monza e della Brianza, Lombardia
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COMUNE DI LISSONE
COMUNE DI LISSONE Provincia di Monza e Brianza Piano di Governo del Territorio PIANO DELLE REGOLE - VARIANTE 2018 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Gruppo di pianificazione Arch. Marco D. Engel Arch. Gian Primo Doro P.T. Giorgio Graj 25 marzo 2019 Adozione con Delibera n° del Approvazione con Delibera n° del Pubblicazione BURL n° del
AVVERTENZA
imo Doro P.T. Giorgio Graj 25 marzo 2019 Adozione con Delibera n° del Approvazione con Delibera n° del Pubblicazione BURL n° del
AVVERTENZA Coerentemente con la struttura del PGT 2012, viene riproposto nella presente Variante un unico testo normativo che raccoglie la disciplina delle tre componenti del PGT: Documento di Piano di Piano, Piano dei Servizi e Piano delle Regole. Il nuovo testo rimane formalmente collocato nel Piano delle Regole ma è ripartito nelle tre
VARIANTE 2018
no dei Servizi e Piano delle Regole. Il nuovo testo rimane formalmente collocato nel Piano delle Regole ma è ripartito nelle tre componenti, che corrispondono ai Titoli II, III e IV della nuova disciplina. Alle tre componenti viene anteposta la parte generale (Titolo I) che contiene le disposizioni comuni a tutte. Per il Documento di Piano il nuovo testo contiene solamente il rimando alle Schede degli Ambiti di Trasformazione contenute nel Documento 2014, senza nulla aggiungere. VARIANTE 2018
VARIANTE 2018
amente il rimando alle Schede degli Ambiti di Trasformazione contenute nel Documento 2014, senza nulla aggiungere. VARIANTE 2018 in tinta rossa le aggiunte al testo vigente in tinta blu con carattere barrato le cancellazioni
Art. 1 Contenuto del Piano di Governo del Territorio pag. 1
INDICE TITOLO I – Generalità Art. 1 Contenuto del Piano di Governo del Territorio pag. 1 Art. 2 Campo di applicazione, prevalenza, difformità e contrasti, deroghe pag. 2 Art. 3 Definizione dei parametri e degli indici edilizi pag. 2 Art. 4 Destinazioni d’uso pag. 6 Art. 5 Aree di pertinenza pag. 9 Art. 6 Parcheggi di pertinenza pag. 9 Art. 7 Attuazione del PGT pag. 10 Art. 8 Salvaguardia delle procedure urbanistiche ed edilizie attivate pag. 11 Art. 9 Tutela dell’ambiente e del paesaggio pag. 11
Art. 9 Tutela dell’ambiente e del paesaggio pag. 11
rt. 8 Salvaguardia delle procedure urbanistiche ed edilizie attivate pag. 11 Art. 9 Tutela dell’ambiente e del paesaggio pag. 11 Art. 10 Vincoli e salvaguardie pag. 12 Art. 11 Aree di interesse archeologico pag. 13 Art. 12 Fasce di rispetto pag. 13 Art. 13 Aree di attenzione delle industrie a rischio di incidente rilevante pag. 14 Art. 14 Aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile pag. 14 TITOLO II - Criteri di Attuazione del Documento di Piano
Art. 15 Attuazione degli Ambiti di Trasformazione pag. 15
t. 14 Aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile pag. 14 TITOLO II - Criteri di Attuazione del Documento di Piano Art. 15 Attuazione degli Ambiti di Trasformazione pag. 15 TITOLO III - Attuazione del Piano dei Servizi Art. 16 Classificazione delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o generale pag. 16 Art. 17 Disciplina delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o generale pag. 17
Art. 17 Disciplina delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o gen
eresse pubblico o generale pag. 16 Art. 17 Disciplina delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o generale pag. 17 Art. 18 Disposizioni per la aree destinate a verde pubblico e ad attrezzature sportive pag. 17 Art. 19 Aree agricole di compensazione ambientale pag. 18 Art. 20 Disposizioni particolari per le aree destinate ad attrezzature religiose pag. 18 Art. 21 Aree per la mobilità pag. 18 Art. 22 Aree per attrezzature cimiteriali pag. 18
Art. 21 Aree per la mobilità pag. 18
stinate ad attrezzature religiose pag. 18 Art. 21 Aree per la mobilità pag. 18 Art. 22 Aree per attrezzature cimiteriali pag. 18 Art. 23 Aree per impianti tecnologici di interesse pubblico pag. 19 Art. 24 Dotazione minima di aree per servizi per gli interventi assoggettati a pianificazione attuativa o permesso di costruire convenzionato pag. 19 Art. 25 Dotazione di aree per parcheggio pubblico pag. 19 Art. 26 Variazione del fabbisogno di aree per servizi pubblici conseguente
Art. 26 Variazione del fabbisogno di aree per servizi pubblici conseguente
25 Dotazione di aree per parcheggio pubblico pag. 19 Art. 26 Variazione del fabbisogno di aree per servizi pubblici conseguente a mutamenti di destinazione d’uso pag. 20 Art. 27 Monetizzazione delle aree per servizi pubblici pag. 20 Art. 28 Regime transitorio delle aree per servizi e spazi pubblici pag. 20 Art. 29 Coordinamento del Piano dei Servizi col programma comunale delle opere pubbliche pag. 21 Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS) pag. 21
Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS) pag. 21
ervizi col programma comunale delle opere pubbliche pag. 21 Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS) pag. 21 TITOLO IV - Disciplina del Piano delle Regole Capo I – Disciplina delle aree Art. 31 Suddivisione del tessuto urbano consolidato in aree omogenee pag. 22 Art. 32 Disposizioni generali per le aree del tessuto urbano consolidato pag. 22 Art. 33 Aree A - Aree centrali pag. 24 Art. 34 Aree B - Aree del tessuto urbano consolidato residenziali e polifunzionali pag. 28
Art. 34 Aree B - Aree del tessuto urbano consolidato residenziali e polifunziona
rt. 33 Aree A - Aree centrali pag. 24 Art. 34 Aree B - Aree del tessuto urbano consolidato residenziali e polifunzionali pag. 28 Art. 34bis Aree a ville e giardini privati pag. 29 Art. 35 Aree D - Tessuto urbano consolidato produttivo e commerciale pag. 30 Art. 36 Aree E - Aree agricole pag. 32 Art. 37 Parco Locale di Interesse Sovracomunale pag. 33 Art. 38 Conservazione del verde pag. 34 Art. 39 Aree non soggette a trasformazione urbanistica pag. 34
Art. 38 Conservazione del verde pag. 34
sse Sovracomunale pag. 33 Art. 38 Conservazione del verde pag. 34 Art. 39 Aree non soggette a trasformazione urbanistica pag. 34 Capo II – Disciplina del commercio e dei pubblici esercizi Art. 40 Attività di commercio al dettaglio e pubblici esercizi pag. 35 Art. 41 Attività di pubblici esercizi e locali di intrattenimento e svago e sale da gioco pag. 36 Art. 42 Contestualità tra le procedure urbanistiche ed edilizie e quelle amministrative commerciali pag. 37
Art. 43 Impianti per la distribuzione del carburante per autotrazione pag. 37
Art. 43 Impianti per la distribuzione del carburante per autotrazione pag. 37 Capo III – Norme finali Art. 44 Edifici in contrasto con le prescrizioni del Piano delle Regole pag. 39 Art. 45 Edifici condonati pag. 39 APPENDICE 1 Documentazione a corredo dei Piani Attuativi pag. 40 2 Schede dei comparti assoggettati a pianificazione attuativa 2.1 Palazzo del Mobile pag. 43 2.2 Piermarini Canonica pag. 45 2.3 Murri Filzi pag. 47
i assoggettati a pianificazione attuativa 2.1 Palazzo del Mobile pag. 43 2.2 Piermarini Canonica pag. 45 2.3 Murri Filzi pag. 47 3 Definizioni Tecniche Uniformi (DTU) – Allegato B alla DGR 24/10/2018, n. XI/695 pag.
Art. 1 Contenuto del Piano di Governo del Territorio
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 1 Titolo I – Generalità Art. 1 Contenuto del Piano di Governo del Territorio Il PGT è costituito dagli elaborati riportati nel seguente elenco nel quale è altresì evidenziato l’atto di approvazione dello strumento dal quale sono ripresi. 1.1 Documento di Piano Tavola DP_1 – Strategie Insediative e Ambientali variante 2014 Tavola DP_2 – Carta delle Istanze variante 2014 Tavola DP_3 – Strategie di Piano variante 2014
iative e Ambientali variante 2014 Tavola DP_2 – Carta delle Istanze variante 2014 Tavola DP_3 – Strategie di Piano variante 2014 Tavola DP_4 – Ambiti di Trasformazione oggetto di Variante variante 2014 Tavola DP_5 – Tavola delle previsioni di Piano variante 2014 Tavola DP_6 – Carta condivisa del Paesaggio variante 2014 Tavola DP_7 – Mappatura delle osservazioni variante 2014 Allegato Schede degli Ambiti di Trasformazione variante 2014 Relazione del Documento di Piano variante 2014 1.2 Piano dei Servizi1
legato Schede degli Ambiti di Trasformazione variante 2014 Relazione del Documento di Piano variante 2014 1.2 Piano dei Servizi1 Tavola PS_1 - Aree di proprietà o di uso pubblico Tavola PS_2 - Atlante dei servizi e degli spazi pubblici Tavola PS_3 - Il disegno della città pubblica Tavola PS_4 - Carta del Piano dei Servizi Relazione illustrativa Schede vol. I – Int. gen. e Assist. - Culto - Cultura - Imp. tecnol. - Istruzione Schede vol. II – Mobilità 1 Schede vol. III – Mobilità 2 - Sanità - Sicurezza
ist. - Culto - Cultura - Imp. tecnol. - Istruzione Schede vol. II – Mobilità 1 Schede vol. III – Mobilità 2 - Sanità - Sicurezza Schede vol. IV – Verde pubblico e Sport 1.3 Piano delle Regole Tavola PR_1 - Destinazione d’uso dei fabbricati e delle aree inedificate Tavola PR_2 - Stato dell’edificazione Tavola PR_3 - Formazione e consumo del territorio Tavola PR_4 - Stato di esecuzione dei piani attuativi Tavola PR_5 - Nuclei di antica formazione: condizioni e valori
territorio Tavola PR_4 - Stato di esecuzione dei piani attuativi Tavola PR_5 - Nuclei di antica formazione: condizioni e valori Tavola PR_6 - Istanze e contributi alla formazione del piano Tavola PR_7 - Disciplina delle aree ( foglio scala 1/5.000) Tavola PR_8 - Disciplina delle aree (n°7 fogli scala 1/2.000) Tavola PR_9 - Disciplina di intervento sugli edifici delle aree A Tavola PR_10 - Vincoli Tavola PR_11 - Classi sensibilità paesaggistica Tavola PR_12 - Prescrizioni della pianificazione provinciale
ola PR_10 - Vincoli Tavola PR_11 - Classi sensibilità paesaggistica Tavola PR_12 - Prescrizioni della pianificazione provinciale Relazione illustrativa Rilievo fotografico dell’area A1 (Allegato alla relazione illustrativa) Componente commerciale - Quadro conoscitivo del territorio comunale Norme Tecniche di Attuazione Abaco delle aree A 1 I quattro volumi delle schede del censimento dei servizi prodotte dal PGT 2012 sono riprodotte con dati verificati e
le aree A 1 I quattro volumi delle schede del censimento dei servizi prodotte dal PGT 2012 sono riprodotte con dati verificati e aggiornati ad eccezione del Vol. IV, rimasto invariato.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 2 1.4 Componenti ulteriori del PGT 1.4.1 Componente geologica idrogeologica e sismica Il PGT è integrato dai documenti che compongono lo Studio geologico, idrogeologico e sismico del territorio comunale e dalle disposizioni normative che lo accompagnano, redatto ai sensi dell’art. 57 della LR 12/2005. 1.4.2 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS)
Art. 2 Campo di applicazione, prevalenza, difformità e contrasti, deroghe
che lo accompagnano, redatto ai sensi dell’art. 57 della LR 12/2005. 1.4.2 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS) Il Piano dei Servizi è integrato dal PUGSS ai sensi dell’art. 9, comma 8, della LR 1272005. 1.4.3 Elaborato ERIR Il Piano dei Servizi è integrato dall’elaborato tecnico rischio di incidente rilevante ai sensi della DGR 3753/2012. Art. 2 Campo di applicazione, prevalenza, difformità e contrasti, deroghe
Art. 2 Campo di applicazione, prevalenza, difformità e contrasti, deroghe
o di incidente rilevante ai sensi della DGR 3753/2012. Art. 2 Campo di applicazione, prevalenza, difformità e contrasti, deroghe 2.1 Le disposizioni di cui alla presente Titolo I sono comuni a tutti gli atti del PGT. 2. 2 In caso di difformità fra le disposizioni contenute nei diversi documenti costituenti il Piano di Governo del Territorio, le stesse dovranno essere considerate prevalenti secondo il seguente ordine:
nti costituenti il Piano di Governo del Territorio, le stesse dovranno essere considerate prevalenti secondo il seguente ordine:
- Disposizioni contenute nel Piano dei Servizi, in ragione della loro preminente finalità pubblica.
- Disposizioni contenute nel Piano delle Regole, per il loro valore conformativo.
- Disposizioni contenute nel Documento di Piano. 2.3 Per quanto non espressamente previsto nelle presenti Norme, si rimanda nell’ordine:
izioni contenute nel Documento di Piano. 2.3 Per quanto non espressamente previsto nelle presenti Norme, si rimanda nell’ordine: • agli strumenti di pianificazione di livello sovracomunale, compresi gli eventuali piani di settore, per le materie di loro specifica competenza; • alle disposizioni delle leggi nazionali e regionali; • alle disposizioni dei regolamenti comunali. 2.4 Sono ammesse deroghe alla previsioni e alle disposizioni del PGT secondo le modalità e le procedure
Art. 3 Definizione dei parametri e degli indici edilizi
ei regolamenti comunali. 2.4 Sono ammesse deroghe alla previsioni e alle disposizioni del PGT secondo le modalità e le procedure stabilite dalle disposizioni legislative statali e regionali. Art. 3 Definizione dei parametri e degli indici edilizi L’edificazione dei suoli è regolata in base all’applicazione degli indici e dei parametri secondo le definizioni di seguito riportate, che sono recepite nel Piano dei Servizi e nel Documento di Piano.
i e dei parametri secondo le definizioni di seguito riportate, che sono recepite nel Piano dei Servizi e nel Documento di Piano. Per i nuclei storici le presenti norme dettano disposizioni specificative o aggiuntive. Non sono assoggettati al rispetto degli indici e parametri di piano gli interventi finalizzati all’adeguamento dei fabbricati esistenti alle disposizioni delle leggi nazionali e regionali relative all’abbattimento delle barriere architettoniche.
bbricati esistenti alle disposizioni delle leggi nazionali e regionali relative all’abbattimento delle barriere architettoniche. Per l’edificazione dei suoli si applicano le Definizioni Tecniche Uniformi (DTU) contenute nell’Allegato B alla DGR 24 ottobre 2018 n. XI/695, riprodotte nell’Appendice 3 alle presenti norme. Qualora, per iniziativa delle istituzioni preposte, dovessero prodursi aggiornamenti ai contenuti di
dice 3 alle presenti norme. Qualora, per iniziativa delle istituzioni preposte, dovessero prodursi aggiornamenti ai contenuti di dette DTU, questi si intendono assunti all’interno della disciplina del presente Piano delle Regole senza necessità di variante allo stesso. 3.1 St (mq) - Superficie territoriale E’ la superficie:
- compresa all’interno del perimetro di un comparto soggetto a Piano Attuativo comprendente, oltre alla superficie fondiaria di cui al punto 3.2, la superficie relativa alle opere di
ggetto a Piano Attuativo comprendente, oltre alla superficie fondiaria di cui al punto 3.2, la superficie relativa alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria; Il calcolo della Superficie territoriale tiene conto delle strade vicinali, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, ed esclude le strade pubbliche o private aperte al pubblico transito nello stato di fatto alla data di prima adozione della presente norma PGT. 3.2 Sf (mq) - Superficie fondiaria
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 3 E’ la superficie edificabile secondo gli atti del PGT per gli interventi soggetti a titolo abilitativo semplice. Nei Piani Attuativi, ivi compresi gli atti di programmazione negoziata con valenza territoriale, la superficie fondiaria è data dalla superficie territoriale detratte le aree per urbanizzazioni primarie e secondarie. Rientrano nella superficie fondiaria anche le aree adibite a parcheggio di uso pubblico in assenza
azioni primarie e secondarie. Rientrano nella superficie fondiaria anche le aree adibite a parcheggio di uso pubblico in assenza di formale asservimento, ancorché indicate come “servizi e spazi pubblici” o come superfici stradali nelle tavole del PGT. 3.3 SLP (mq) - Superficie Lorda di Pavimento Per Superficie Lorda di Pavimento si intende la somma della superficie formalmente agibile di tutti i piani dell’edificio: fuori terra, sottosuolo, sottotetto e soppalchi, misurata entro il profilo esterno delle
agibile di tutti i piani dell’edificio: fuori terra, sottosuolo, sottotetto e soppalchi, misurata entro il profilo esterno delle pareti perimetrali ovvero dei manufatti di tamponamento ad esse assimilabili, calcolata in conformità con quanto disposto dalla vigente legislazione in materia di risparmio energetico. Negli interventi di nuova costruzione e di integrale demolizione e ricostruzione sono computate nella SLP anche le superfici che, qualunque sia la destinazione d’uso loro assegnata in progetto,
e ricostruzione sono computate nella SLP anche le superfici che, qualunque sia la destinazione d’uso loro assegnata in progetto, siano in possesso dei requisiti definiti dal Regolamento Locale di Igiene per l’agibilità. La modalità di calcolo della SLP di seguito esposta deve essere utilizzata anche per la verifica della SLP dei fabbricati esistenti, ove tale verifica risultasse necessaria ai fini dell’attuazione delle indicazioni di Piano e la SLP esistente non fosse desumibile dai titoli abilitativi.
se necessaria ai fini dell’attuazione delle indicazioni di Piano e la SLP esistente non fosse desumibile dai titoli abilitativi. 3.3.1 Sono sempre escluse dal calcolo della SLP: a) le superfici destinate ad autorimesse di pertinenza degli edifici esistenti o previsti; b) per i soli fabbricati di nuova costruzione i locali di servizio interrati per almeno 2/3 dell’altezza netta interna e purché detta altezza non sia superiore a m 2,40; per gli edifici esistenti alla
rati per almeno 2/3 dell’altezza netta interna e purché detta altezza non sia superiore a m 2,40; per gli edifici esistenti alla data di approvazione del presente Piano, i locali di servizio interrati o seminterrati che non abbiano le caratteristiche per essere considerati locali agibili; c) le superfici dei porticati, delle logge, dei balconi, dei ballatoi, dei terrazzi aperti per almeno un lato e dei patii o cavedii a cielo libero;
porticati, delle logge, dei balconi, dei ballatoi, dei terrazzi aperti per almeno un lato e dei patii o cavedii a cielo libero; d) le superfici dei locali necessari alla collocazione degli impianti tecnologici: le cabine di trasformazione dell’energia elettrica di uso pubblico o privato, i vani e gli spazi necessari a contenere le apparecchiature degli impianti idrici, delle centrali termiche, delle centrali di condizionamento dell’aria, delle centraline e dei contatori dell’energia elettrica o del gas, i
rali termiche, delle centrali di condizionamento dell’aria, delle centraline e dei contatori dell’energia elettrica o del gas, i locali macchine degli ascensori, i locali per la raccolta delle immondizie, compresi i relativi spazi di accesso, nonché le serre bioclimatiche in applicazione delle leggi e dei regolamenti in materia; e) la superficie dei locali di proprietà condominiale e di uso comune destinati a ricovero di
eggi e dei regolamenti in materia; e) la superficie dei locali di proprietà condominiale e di uso comune destinati a ricovero di biciclette, motocicli, carrozzine per bambini, di superficie netta massima di mq 15 ogni 800 mq di SLP o loro frazioni; nelle nuove costruzioni detti locali non dovranno possedere le caratteristiche previste dal Regolamento d’Igiene per i locali agibili; f) le superfici corrispondenti alle murature perimetrali ove ricorrano le condizioni di
golamento d’Igiene per i locali agibili; f) le superfici corrispondenti alle murature perimetrali ove ricorrano le condizioni di applicazione della disciplina sul risparmio energetico nazionale e regionale; g) la superficie degli androni e la superficie dei vani scala e dei relativi impianti di sollevamento, ivi compresi atri e pianerottoli di sbarco ai diversi piani degli edifici residenziali al netto della superficie dei muri di confine con le unità immobiliari; rientra invece nel calcolo della SLP la
ici residenziali al netto della superficie dei muri di confine con le unità immobiliari; rientra invece nel calcolo della SLP la superficie delle scale e degli eventuali impianti di sollevamento realizzati all’interno di singole unità immobiliari articolate su più piani o livelli, la cui superficie sarà computata una sola volta come parte integrante della superficie del piano soprastante di ogni coppia di piani;
i superficie sarà computata una sola volta come parte integrante della superficie del piano soprastante di ogni coppia di piani; h) i soppalchi la cui altezza interna, calcolata dall’elemento strutturale più basso, è minore di m 1,50; i) i manufatti necessari all’abbattimento delle barriere architettoniche; l) la superficie dei soppalchi realizzati all’interno degli alloggi fino ad un massimo del 10% della superficie dell’alloggio.
; l) la superficie dei soppalchi realizzati all’interno degli alloggi fino ad un massimo del 10% della superficie dell’alloggio. 3.3.2 Per gli insediamenti industriali e commerciali di vicinato (VIC), oltre ai casi di cui al precedente punto:
- le superfici degli spazi per gli impianti di depurazione;
- le superfici dei silos e dei serbatoi esterni;
- le superfici destinate a depositi o magazzini di pertinenza di unità immobiliari soprastanti,
ei silos e dei serbatoi esterni;
- le superfici destinate a depositi o magazzini di pertinenza di unità immobiliari soprastanti, realizzati al piano interrato o seminterrato e non costituenti unità immobiliari autonomamente utilizzabili, di altezza netta interna non superiore a m 2,40;
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 4
- i soppalchi realizzati all’interno dei fabbricati per attività produttive industriali, artigianali, terziarie e commerciali di vicinato (VIC), che abbiano un’estensione non superiore al 30% della superficie utile dei locali sottostanti, nel rispetto delle disposizioni regolamentari in materia. Nel caso di edifici esistenti alla data di adozione delle presenti norme sono altresì escluse dal calcolo della SLP:
in materia. Nel caso di edifici esistenti alla data di adozione delle presenti norme sono altresì escluse dal calcolo della SLP:
- le superfici delle scale di sicurezza e dei relativi impianti di sollevamento da realizzare in ottemperanza a normative statali o regionali o alle disposizioni impartite da organi pubblici di vigilanza, aggiunte all’esterno di edifici che ne siano sprovvisti;
- depositi o magazzini di pertinenza di unità immobiliari soprastanti, localizzati al piano
di edifici che ne siano sprovvisti;
- depositi o magazzini di pertinenza di unità immobiliari soprastanti, localizzati al piano interrato o seminterrato e non costituenti unità immobiliari autonomamente utilizzabili, indipendentemente dall’altezza netta interna. 3.3.3 Sottotetti La superficie dei sottotetti non è computata ai fini del calcolo della SLP: • quando si tratta di sottotetti considerati non abitabili in sede di rilascio del titolo abilitativo in base al quale sono stati realizzati;
ratta di sottotetti considerati non abitabili in sede di rilascio del titolo abilitativo in base al quale sono stati realizzati; • quando non presentano alcuna delle caratteristiche per l’ottenimento dell’abitabilità prescritte dal Regolamento Locale di Igiene ed in particolare il vano sottotetto presenta una altezza media ponderale inferiore a m 2,00, l’altezza dell’elemento strutturale più basso non superiore a m 1 ed un rapporto aeroilluminante inferiore a 1/20. 3.3 bis Su (mq) - Superficie utile
to strutturale più basso non superiore a m 1 ed un rapporto aeroilluminante inferiore a 1/20. 3.3 bis Su (mq) - Superficie utile Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. 3.4 Sc (mq) - Superficie coperta Per superficie coperta si intende la proiezione sul piano orizzontale dei fabbricati fuori terra,
4 Sc (mq) - Superficie coperta Per superficie coperta si intende la proiezione sul piano orizzontale dei fabbricati fuori terra, comprese le parti non considerate agli effetti del calcolo della SLP e compresi i fabbricati accessori permanenti (depositi, porticati, tettoie). Sono esclusi dal calcolo della Sc: a) le parti aggettanti aperte, sporgenti dal filo dei fabbricati, come balconi, gronde e simili entro una sporgenza massima di m 1,50, come indicato nello schema che segue, mentre
ei fabbricati, come balconi, gronde e simili entro una sporgenza massima di m 1,50, come indicato nello schema che segue, mentre sporgenze maggiori di m 1,50 vengono interamente conteggiate agli effetti della verifica della superficie coperta: b) le tettoie o pensiline a sbalzo a protezione degli ingressi pedonali, sporgenti dall’edificio o realizzate in corrispondenza della recinzione; c) le tettoie realizzate in connessione con fabbricati industriali, artigianali o commerciali, poste
spondenza della recinzione; c) le tettoie realizzate in connessione con fabbricati industriali, artigianali o commerciali, poste a protezione degli accessi pedonali e delle aperture per il carico e lo scarico delle merci, sporgenti per non più di m 5,00; d) le tettoie poste a protezione degli impianti di distribuzione del carburante per autotrazione; e) i pergolati, i gazebo o simili realizzati all’interno delle aree pertinenziali;
istribuzione del carburante per autotrazione; e) i pergolati, i gazebo o simili realizzati all’interno delle aree pertinenziali; f) la superficie delle coperture provvisorie realizzate a temporanea protezione di attività commerciali e di pubblico esercizio; g) i seminterrati purché la loro altezza rispetto alla quota 0,00, determinata come per la misurazione dell’altezza “H”, non superi m 0,80 all’estradosso della relativa copertura,
lla quota 0,00, determinata come per la misurazione dell’altezza “H”, non superi m 0,80 all’estradosso della relativa copertura, ulteriormente elevabile con uno strato di terra inerbita fino alla quota di m 0,90. 3.5 Sd (mq) - Superficie drenante È costituita dalla superficie di terreno scoperta e drenante, come definita dal Regolamento Locale di Igiene. Per essere considerata drenante detta superficie dovrà risultare libera da qualunque edificazione
Regolamento Locale di Igiene. Per essere considerata drenante detta superficie dovrà risultare libera da qualunque edificazione sottosuolo almeno per il 50% della sua estensione e per il restante 50% dovrà presentare, sopra le eventuali edificazioni sottosuolo, uno strato di terreno dello spessore di almeno cm 50.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 5 3.6 SV (mq) - Superficie di vendita 2 Per superficie di vendita di un esercizio commerciale si intende l’area, destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituisce superficie di vendita l’area destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi. La superficie di vendita degli esercizi che hanno a oggetto esclusivamente la vendita di merci
di lavorazione, uffici e servizi. La superficie di vendita degli esercizi che hanno a oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti, non facilmente amovibili e a consegna differita, quali i mobilifici, le concessionarie d’auto e di altri veicoli a motore, le rivendite di legnami, di materiali edili e tipologie simili, e quella degli esercizi che nello stesso locale effettuano la vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio è
tipologie simili, e quella degli esercizi che nello stesso locale effettuano la vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio è computata sulla base delle specifiche norme regionali vigenti in materia (DGR n. X/1193 del 20 dicembre 2013 e successive modificazioni e integrazioni). In tali esercizi non possono essere introdotte e vendute merci diverse da quelle aventi le caratteristiche sopra indicate, salvo che si
esercizi non possono essere introdotte e vendute merci diverse da quelle aventi le caratteristiche sopra indicate, salvo che si chiedano e ottengano le autorizzazioni prescritte dagli artt. 8 e 9 del D.lgs. 114/1998 per l’intera ed effettiva superficie di vendita. Sulla base delle specifiche norme regionali vigenti in materia la superficie di vendita viene inoltre computata nella misura di 1/2 della SLP utilizzata dagli esercizi commerciali che vendono al
superficie di vendita viene inoltre computata nella misura di 1/2 della SLP utilizzata dagli esercizi commerciali che vendono al dettaglio o all’ingrosso determinate categorie di merci. In tali esercizi non possono essere introdotte o vendute merci diverse da quelle aventi le caratteristiche tassativamente indicate dalla disciplina regionale, salvo che si chiedano e ottengano le autorizzazioni prescritte dagli artt. 8 e 9 del D.lgs. 114/1998 per l’intera ed effettiva superficie di
chiedano e ottengano le autorizzazioni prescritte dagli artt. 8 e 9 del D.lgs. 114/1998 per l’intera ed effettiva superficie di vendita comprensiva di ingrosso e minuto. 3.7 V (mc) -Volume Ove necessario ai fini del calcolo del contributo di costruzione o della dotazione di parcheggi pertinenziali il volume delle costruzioni si ricava moltiplicando la SLP per l’altezza convenzionalmente fissata nella misura di m 3,00. Detta definizione si applica per ogni fattispecie
licando la SLP per l’altezza convenzionalmente fissata nella misura di m 3,00. Detta definizione si applica per ogni fattispecie nella quale il concetto di volume sia richiamato da leggi o normative di carattere nazionale o locale. 3.8 H (m) - Altezza dei fabbricati L’altezza si misura dalla quota media del marciapiede stradale o, in assenza di questo, dal colmo della carreggiata lungo il fronte principale fino all’ intradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano abitabile.
dal colmo della carreggiata lungo il fronte principale fino all’ intradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano abitabile. Ove il solaio di copertura dell’ultimo piano abitabile fosse inclinato, l’altezza si misura fino all’intersezione tra la falda e la muratura perimetrale. 3.9 Distanze (m)3 La distanza si misura prendendo in considerazione le proiezioni ortogonali di tutti i riferimenti sul piano orizzontale.
ze (m)3 La distanza si misura prendendo in considerazione le proiezioni ortogonali di tutti i riferimenti sul piano orizzontale. Sono fatte salve le deroghe disposte dalla disciplina relativa al contenimento dei consumi di energia. 3.9.1 Df (m) - Distanza minima tra i fabbricati È obbligatorio il rispetto della distanza minima tra fabbricati dettata dal DM 2 aprile 1968, n. 1444, come disposto all’art 103 della LR 12/2005, nel rispetto delle seguenti specificazioni.
i dettata dal DM 2 aprile 1968, n. 1444, come disposto all’art 103 della LR 12/2005, nel rispetto delle seguenti specificazioni. Sono da considerare nella verifica delle distanze le parti aggettanti chiuse. Sono esclusi i corpi aggettanti aperti dei balconi aventi una sporgenza massima di m 1,00 e gli elementi costituenti fregi o decori. La distanza Df non potrà essere inferiore a m 10, salvo diversa specificazione nelle norme di zona. 3.9.2 Dc (m) - Distanza minima dei fabbricati dal confine
re inferiore a m 10, salvo diversa specificazione nelle norme di zona. 3.9.2 Dc (m) - Distanza minima dei fabbricati dal confine Per la determinazione delle parti del fabbricato da considerare nella verifica della distanza Dc si applicano le disposizioni contenute al precedente 3.9.1. Non sono assoggettati alla verifica del rispetto dei parametri di distanza le autorimesse ed i manufatti accessori pertinenziali che possono essere realizzati sul confine del lotto purché la loro
istanza le autorimesse ed i manufatti accessori pertinenziali che possono essere realizzati sul confine del lotto purché la loro altezza, misurata al punto più elevato della sagoma esterna del manufatto, non superi i m 2,90. Per le costruzioni in aderenza su lotti finitimi si rimanda alle disposizioni dettate dal Codice Civile agli artt. 873 e seguenti. 2 La definizione della SV è trasferita nell’art. 40.1
nda alle disposizioni dettate dal Codice Civile agli artt. 873 e seguenti. 2 La definizione della SV è trasferita nell’art. 40.1 3 Le modalità di calcolo della distanza sono fissate nelle DTU, n° 30, riportate in Appendice 3; le differenze fra le distanze “Df”, “Dc” e “Ds” sono esposte nell’art. 32.12.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 6 3.9.3 Ds (m) - Distanza minima dei fabbricati dal ciglio stradale Si determina misurando la distanza dell’edificio dal ciglio stradale, come definito dal D.Lgs. 285/92 e successive modificazioni e integrazioni. Per la verifica della distanza Ds si considera edificio qualsiasi manufatto o involucro edilizio chiuso o coperto stabilmente infisso o appoggiato al suolo con esclusione degli arredi da giardino aperti e scoperti.
o edilizio chiuso o coperto stabilmente infisso o appoggiato al suolo con esclusione degli arredi da giardino aperti e scoperti. L’allineamento degli edifici sul ciglio stradale o con gli edifici dei lotti confinanti é ammesso quando finalizzato a mantenere o consolidare gli allineamenti esistenti. La disciplina dell’eventuale aggiunta di isolamenti a “cappotto” sui fronti dei fabbricati in cortina è demandata alle disposizioni del Regolamento Edilizio e dalle ulteriori determinazioni comunali in materia.
bbricati in cortina è demandata alle disposizioni del Regolamento Edilizio e dalle ulteriori determinazioni comunali in materia. 3.10 Ut (mq/mq) - Indice di utilizzazione territoriale Definisce la massima Superficie Lorda di Pavimento (SLP) edificabile per ciascuna unità di superficie territoriale (St). 3.11 Uf (mq/mq) - Indice di utilizzazione fondiaria Definisce la massima Superficie Lorda di Pavimento (SLP) edificabile per ciascuna unità di superficie fondiaria (Sf). 3.12 Rc (%) - Rapporto di copertura
rficie Lorda di Pavimento (SLP) edificabile per ciascuna unità di superficie fondiaria (Sf). 3.12 Rc (%) - Rapporto di copertura Definisce la quantità massima di superficie copribile (Sc) in rapporto alla superficie fondiaria del lotto (Sf), espressa in percentuale. Nei Piani Attuativi e nei Permessi di Costruire convenzionati la verifica del rapporto di copertura terrà conto anche delle aree da cedere per opere di urbanizzazione secondaria. 3.13 Rd (%) - Rapporto di permeabilità
Art. 4 Destinazioni d’uso
copertura terrà conto anche delle aree da cedere per opere di urbanizzazione secondaria. 3.13 Rd (%) - Rapporto di permeabilità Definisce la quota di terreno permeabile da garantire negli interventi di trasformazione edilizia e urbanistica. Per i piani attuativi la verifica del Rd deve essere effettuata con riferimento alla St. Art. 4 Destinazioni d’uso 4.1 Sulla base di quanto stabilito dall’art. 51 comma 1 Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12 e s.m.i.,
Art. 4 Destinazioni d’uso
Art. 4 Destinazioni d’uso 4.1 Sulla base di quanto stabilito dall’art. 51 comma 1 Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12 e s.m.i., configura destinazione d’uso di un’area o di un edificio la funzione o il complesso di funzioni ammesse dagli strumenti di pianificazione per l’area o per l’edificio, ivi comprese quelle derivanti da provvedimenti definitivi di condono edilizio. 4.2 Nei documenti per l’ottenimento del titolo abilitativo o per l’approvazione dei Piani Attuativi, deve
i di condono edilizio. 4.2 Nei documenti per l’ottenimento del titolo abilitativo o per l’approvazione dei Piani Attuativi, deve essere dimostrato il rispetto delle prescrizioni relative alle destinazioni d’uso. Tale obbligo vale anche per gli interventi sugli edifici esistenti. Nelle convenzioni, cui fosse eventualmente subordinato il titolo abilitativo, deve essere incluso l’impegno al rispetto di dette destinazioni. 4.3 Per ciascuna area il PGT identifica:
il titolo abilitativo, deve essere incluso l’impegno al rispetto di dette destinazioni. 4.3 Per ciascuna area il PGT identifica: a) la destinazione principale o specifica, in quanto riconosciuta come prevalente nella condizione di fatto o in quanto rappresenta la vocazione dell’area; b) le destinazioni non ammissibili e pertanto escluse, in quanto in contrasto con la destinazione principale; c) le ulteriori destinazioni d’uso che, in quanto integrative o agevolanti la destinazione d’uso
con la destinazione principale; c) le ulteriori destinazioni d’uso che, in quanto integrative o agevolanti la destinazione d’uso principale, costituiscono le destinazioni complementari o accessorie o compatibili con la destinazione principale. 4.4 Ai fini dell’applicazione della disciplina delle destinazioni d’uso le stesse vengono suddivise nei gruppi funzionali omogenei (Gf) riportati nel seguente prospetto.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 7 Gf 1 Residenza Abitazioni Abitazioni e relative pertinenze (locali di sgombero, autorimesse di pertinenza e relativi spazi di manovra, depositi di biciclette o carrozzine, cantine) nonché spazi ed attrezzature di uso collettivo inseriti negli edifici residenziali. Sono comprese in questo Gruppo funzionale anche le attività professionali quando sono esercitate in alloggi o
fici residenziali. Sono comprese in questo Gruppo funzionale anche le attività professionali quando sono esercitate in alloggi o ambienti ad uso promiscuo, residenziale e lavorativo nonché le strutture ricettive non alberghiere secondo quanto disposto dalla vigente legislazione in materia. Gf 2 Attività produttive Attività di produzione di beni di tipo industriale o artigianale Fanno parte di questo gruppo funzionale le attività di carattere industriale ed
uzione di beni di tipo industriale o artigianale Fanno parte di questo gruppo funzionale le attività di carattere industriale ed artigianale, di seguito più specificamente classificate. Per ogni unità produttiva possono essere realizzati:
- gli eventuali spacci aziendali, secondo la disciplina vigente in materia;
- le superfici per l’attività di ricerca applicata e laboratorio costituente parte integrante del processo di produzione in loco;
le superfici per l’attività di ricerca applicata e laboratorio costituente parte integrante del processo di produzione in loco;
- gli spazi espositivi e di vendita dei beni prodotti dall’unità locale;
- una SLP SL con destinazione residenziale inferiore a quella dell’unità produttiva e comunque per una SLP SL non superiore a mq 200;
- una SLP SL massima con destinazione a uffici, spazi espositivi per le merci di diretta produzione dell’unità locale o con essa affini pari al 30% della SLP SL
zione a uffici, spazi espositivi per le merci di diretta produzione dell’unità locale o con essa affini pari al 30% della SLP SL complessivamente realizzabile. Dette superfici, realizzabili anche in edifici autonomi, sono considerate a tutti gli effetti come parte integrante delle superfici destinate all’uso principale, e saranno gravate da vincolo pertinenziale identificato con apposito atto da trascrivere nei pubblici registri a
uso principale, e saranno gravate da vincolo pertinenziale identificato con apposito atto da trascrivere nei pubblici registri a cura e spese di chi presenta l’istanza per l’ottenimento del titolo abilitativo. Gf 2.1 Attività industriali e artigianali Attività di produzione e trasformazione di beni, di carattere industriale e artigianale, svolte in fabbricati con tipologia e destinazione propria. Gf 2.2 Attività di magazzinaggio e autotrasporto
riale e artigianale, svolte in fabbricati con tipologia e destinazione propria. Gf 2.2 Attività di magazzinaggio e autotrasporto Attività non direttamente connesse alla produzione delle merci, con esclusione di tutte le attività che comportino vendita diretta al pubblico delle merci immagazzinate. Gf 2.3 Logistica Attività specificamente destinata a movimentazione, immagazzinamento, deposito, conservazione, confezionamento e distribuzione di prodotti finiti destinati alla
a a movimentazione, immagazzinamento, deposito, conservazione, confezionamento e distribuzione di prodotti finiti destinati alla lavorazione e di merci destinate alla distribuzione, ivi comprese le lavorazioni finali della logistica integrata, quali l’assemblaggio di parti finite, il confezionamento e l’imballaggio. Gf 2.4 Attività artigianale di servizio Sono comprese in questa categoria le attività dirette alla prestazione di servizi
aggio. Gf 2.4 Attività artigianale di servizio Sono comprese in questa categoria le attività dirette alla prestazione di servizi connessi alla cura della persona, alla manutenzione dei beni di consumo durevoli o degli edifici ed in generale le attività artigianali che non richiedono fabbricati con tipologia propria o interamente dedicati all’attività stessa. Gf 2.5 Attività di commercio all’ingrosso Attività come tali definite all’art. 4, comma 1, lett. a), del D.lgs. 114/98
à stessa. Gf 2.5 Attività di commercio all’ingrosso Attività come tali definite all’art. 4, comma 1, lett. a), del D.lgs. 114/98 Gf 2.6 Impianti di distribuzione del carburante per autotrazione ed attività di servizio e vendita a questi connesse, secondo quanto stabilito dalla legislazione nazionale e regionale in materia. Gf 3 Attività terziarie Attività terziarie di produzione di servizi Rientrano in questa categoria le attività di produzione di servizi, comprese le relative
vità terziarie di produzione di servizi Rientrano in questa categoria le attività di produzione di servizi, comprese le relative pertinenze ed escluse le attività commerciali elencate nel successivo Gruppo funzionale Gf 5. Per ogni unità locale può essere realizzata una SLP SL massima di mq 200 con destinazione residenziale, purché di superficie inferiore a quella dell’unità di produzione di servizi. Detta superficie è considerata a tutti gli effetti come parte integrante delle superfici
la dell’unità di produzione di servizi. Detta superficie è considerata a tutti gli effetti come parte integrante delle superfici destinate all’uso principale, e sarà gravata da vincolo pertinenziale esattamente identificato con apposito atto da trascrivere nei pubblici registri a cura e spese di chi presenta l’istanza per l’ottenimento del titolo abilitativo. Le attività terziarie sono classificate in sottogruppi in ragione della dimensione degli immobili utilizzati.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 8 Gf 3.1 Piccole attività terziarie Le attività terziarie aventi SLP SL ≤ mq 250 sono considerate come presenze connaturate a tutte le aree del contesto urbano, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso e, pertanto, non sono assoggettate ad alcuna particolare disposizione di esclusione, eccezion fatta per l’area agricola. Gf 3.2 Attività terziarie
ono assoggettate ad alcuna particolare disposizione di esclusione, eccezion fatta per l’area agricola. Gf 3.2 Attività terziarie Medie attività: unità immobiliari aventi SLP SL > mq 250; vi rientrano uffici, studi professionali ed agenzie attività direzionali varie pubbliche e private. Gf 3.3 Attività ricettive alberghiere Alberghi, residence e strutture ad essi assimilabili secondo le definizioni contenute nella legislazione nazionale e regionale.
Alberghi, residence e strutture ad essi assimilabili secondo le definizioni contenute nella legislazione nazionale e regionale. Sono comprese in tale Gruppo funzionale le attività che hanno carattere di complementarietà con la funzione ricettiva, come la ristorazione e la convegnistica. Gf 3.4 Impianti sportivi Per impianti sportivi si intendono gli spazi destinati ad attrezzature sportive che richiedano fabbricati con tipologia propria o interamente dedicati all’attività stessa.
i destinati ad attrezzature sportive che richiedano fabbricati con tipologia propria o interamente dedicati all’attività stessa. Gf 3.5 Attrezzature ludico-ricreative Per attrezzature ludico ricreative si intendono gli spazi destinati a ospitare attività dirette alla prestazione di servizi connessi alla cura e al trattenimento e svago della persona non soggette ad atti o provvedimenti abilitativi espressi. Gf 4 Attività di pubblico esercizio, locali di intrattenimento e svago
on soggette ad atti o provvedimenti abilitativi espressi. Gf 4 Attività di pubblico esercizio, locali di intrattenimento e svago Pubblici esercizi, locali di intrattenimento e svago Per pubblici esercizi si intendono gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e altre attività similari come definite e disciplinate dalla legislazione vigente in materia, comprendenti in via esemplificativa ristoranti, trattorie, bar.
e definite e disciplinate dalla legislazione vigente in materia, comprendenti in via esemplificativa ristoranti, trattorie, bar. Per locali di intrattenimento e svago si intendono le attività assoggettate a licenza o ad altro provvedimento abilitativo, anche non espresso, rilasciato ai sensi delle vigenti leggi di Pubblica Sicurezza, comprendenti a titolo esemplificativo, i teatri e le sale cinematografiche, le attività che necessitano di licenza di agibilità di cui all’art. 80
olo esemplificativo, i teatri e le sale cinematografiche, le attività che necessitano di licenza di agibilità di cui all’art. 80 TULPS (discoteche, sale da ballo), le attività di cui agli art. 86 e 88 del TULPS (sale gioco e sale scommesse) e le attività di prestazione di servizio diverse da quelle di cui ai Gf 2.4 e 3.5. Le superfici delle unità locali comprendono sia gli spazi destinati al pubblico sia gli spazi di servizio, di supporto e di magazzino e gli spazi tecnici.
ocali comprendono sia gli spazi destinati al pubblico sia gli spazi di servizio, di supporto e di magazzino e gli spazi tecnici. Per ogni unità locale dei gruppi Gf 4.2 e 4.3 4.4 può essere realizzata una SLP SL massima di mq 200 con destinazione residenziale, purché di superficie inferiore a quella destinata all’attività economica. Detta superficie è considerata a tutti gli effetti come parte integrante delle superfici destinate all’uso principale, e sarà gravata da
perficie è considerata a tutti gli effetti come parte integrante delle superfici destinate all’uso principale, e sarà gravata da vincolo pertinenziale esattamente identificato con apposito atto da trascrivere nei pubblici registri a cura e spese di chi presenta l’istanza per l’ottenimento del titolo abilitativo. Gf 4.1 Pubblici esercizi con SLP SL ≤ mq 250 (PE1) Gf 4.2 Pubblici esercizi con SLP SL > mq 250 (PE2) Gf 4.3 Locali intrattenimento e svago, con SLP SL ≤ mq 250 (PE3)
mq 250 (PE1) Gf 4.2 Pubblici esercizi con SLP SL > mq 250 (PE2) Gf 4.3 Locali intrattenimento e svago, con SLP SL ≤ mq 250 (PE3) Gf 4.4 Locali intrattenimento e svago, con SLP SL > mq 250 (PE4) Gf 5 Attività commerciali Commercio al dettaglio Le tipologie degli esercizi commerciali al dettaglio sono quelle individuate dall’art. 4 del D.Lgs. n. 114/1998. Per ogni unità locale dei gruppi Gf 5.3, 5.4 e 5.5 può essere realizzata una SLP SL
ividuate dall’art. 4 del D.Lgs. n. 114/1998. Per ogni unità locale dei gruppi Gf 5.3, 5.4 e 5.5 può essere realizzata una SLP SL massima di mq 200 con destinazione residenziale, purché di superficie inferiore a quella dell’unità produttiva. Detta superficie è considerata a tutti gli effetti come parte integrante delle superfici destinate all’uso principale, e sarà gravata da vincolo pertinenziale esattamente identificato con apposito atto da trascrivere nei pubblici
l’uso principale, e sarà gravata da vincolo pertinenziale esattamente identificato con apposito atto da trascrivere nei pubblici registri a cura e spese di chi presenta l’istanza per l’ottenimento del titolo abilitativo. Gf 5.1 Esercizi commerciali di vicinato (VIC) Vi rientrano gli esercizi aventi superficie di vendita ≤ mq 250.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 9 Gf 5.2 Medie strutture di vendita di 1° livello (MS1) Vi rientrano gli esercizi aventi superficie di vendita > mq 250 e ≤ mq 600, anche articolate nella forma del centro commerciale, come definito dalle normative vigenti in materia. Gf 5.3 Medie strutture di vendita di 2° livello (MS2) Vi rientrano gli esercizi aventi superficie di vendita > mq 600 e ≤ mq 1.500, anche
die strutture di vendita di 2° livello (MS2) Vi rientrano gli esercizi aventi superficie di vendita > mq 600 e ≤ mq 1.500, anche articolate nella forma del centro commerciale, come definito dalle normative vigenti in materia. Gf 5.4 Medie strutture di vendita di 3° livello (MS3) Vi rientrano gli esercizi aventi superficie di vendita > mq 1.500 e ≤ mq 2.500, anche articolate nella forma del centro commerciale, come definito dalle normative vigenti in materia. Gf 5.5 Grandi Strutture di vendita (GS)
te nella forma del centro commerciale, come definito dalle normative vigenti in materia. Gf 5.5 Grandi Strutture di vendita (GS) Vi rientrano gli esercizi aventi superfici di vendita > mq 2.500, anche articolate nella forma del centro commerciale, come definito dalle normative vigenti in materia. Gf 6 Agricoltura Attività del settore primario (agricoltura) Attività di coltivazione dei fondi agricoli, di allevamento del bestiame, di lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli.
Attività di coltivazione dei fondi agricoli, di allevamento del bestiame, di lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli. Sono comprese in tale Gruppo funzionale anche le attività di agriturismo e di vendita dei prodotti agricoli coerenti con le disposizioni delle leggi nazionali e regionali. 4.5 Mutamenti di destinazione d’uso I mutamenti di destinazione d’uso che non implicano la realizzazione di opere edilizie, se conformi
amenti di destinazione d’uso I mutamenti di destinazione d’uso che non implicano la realizzazione di opere edilizie, se conformi alle previsioni urbanistiche comunali e alla vigente normativa igienico sanitaria, sono ammessi e restano unicamente assoggettati alle disposizioni di cui all’art. 52 della L.R. Lombardia n. 12/2005 e s.m.i. Il Titolo III delle presenti norme definisce in quali casi le modifiche di destinazione d’uso ammissibili
Art. 5 Aree di pertinenza
ia n. 12/2005 e s.m.i. Il Titolo III delle presenti norme definisce in quali casi le modifiche di destinazione d’uso ammissibili in base alle norme di zona, richiedano la verifica della dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale. La verifica della dotazione di parcheggi pertinenziali deve essere effettuata nei casi previsti dalle presenti norme. Art. 5 Aree di pertinenza Si considerano aree di pertinenza dei fabbricati quelle sulla cui superficie sono stati applicati gli
Art. 5 Aree di pertinenza
Art. 5 Aree di pertinenza Si considerano aree di pertinenza dei fabbricati quelle sulla cui superficie sono stati applicati gli indici di edificabilità che li hanno generati. Le aree di pertinenza degli edifici esistenti alla data di adozione del presente Piano delle Regole, o realizzati in attuazione dello stesso, non potranno essere ulteriormente conteggiate a fini edificatori se non per conseguire l’edificabilità massima consentita dal piano.
potranno essere ulteriormente conteggiate a fini edificatori se non per conseguire l’edificabilità massima consentita dal piano. Il vincolo di pertinenza dura con il durare degli edifici. Negli elaborati presentati per l’ottenimento del titolo abilitativo, deve figurare l'individuazione delle aree di pertinenza unitamente alla dichiarazione che le stesse sono libere da precedenti vincoli di asservimento. In assenza di
aree di pertinenza unitamente alla dichiarazione che le stesse sono libere da precedenti vincoli di asservimento. In assenza di documentazione dotata di valore formale, si considera di pertinenza di un fabbricato l’area di sedime dello stesso e l’area circostante che alla data di adozione della presente disciplina risultano della medesima proprietà. Per le trasformazioni edilizie conseguenti l’approvazione di un Piano Attuativo le aree di pertinenza
Art. 6 Parcheggi di pertinenza privati
della medesima proprietà. Per le trasformazioni edilizie conseguenti l’approvazione di un Piano Attuativo le aree di pertinenza coincidono con le superfici individuate dal Piano Attuativo stesso. Art. 6 Parcheggi di pertinenza privati 6.1 Indipendentemente dalla dotazione di spazi pubblici di parcheggio, negli interventi edilizi di nuova edificazione, negli ampliamenti e negli interventi di ristrutturazione edilizia o urbanistica comportanti
venti edilizi di nuova edificazione, negli ampliamenti e negli interventi di ristrutturazione edilizia o urbanistica comportanti la demolizione del fabbricato e la sua ricostruzione, si devono prevedere superfici per parcheggi privati di pertinenza nella misura minima di mq 1 per ogni mc 10 di costruzione, in ottemperanza alle disposizioni della legge 122/89, salvo quanto più oltre specificato. Per la verifica della dotazione di spazi per parcheggi di pertinenza, il volume di riferimento, per
uanto più oltre specificato. Per la verifica della dotazione di spazi per parcheggi di pertinenza, il volume di riferimento, per qualsiasi destinazione d’uso, si ottiene come stabilito al precedente art. 3.7.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 10 Per la verifica della dotazione di spazi per parcheggi di pertinenza, il volume di riferimento è il Volume Urbanistico VU (DTU, n° 45) ricavato moltiplicando la SL per l’Altezza Urbanistica AU fissata dal presente Piano delle Regole nella misura di m. 3, per qualsiasi destinazione d’uso, come disposto all’art.32.11 delle presenti norme. 6.2 Le suddette quantità devono essere reperite:
qualsiasi destinazione d’uso, come disposto all’art.32.11 delle presenti norme. 6.2 Le suddette quantità devono essere reperite: a) nell’ambito delle aree interessate dagli interventi da attuare tramite titolo abilitativo semplice, o anche esternamente al lotto di appartenenza; b) negli interventi subordinati a pianificazione attuativa, all’interno della superficie di pertinenza degli edifici o, qualora non fosse possibile, nel sottosuolo delle aree di urbanizzazione
interno della superficie di pertinenza degli edifici o, qualora non fosse possibile, nel sottosuolo delle aree di urbanizzazione asservite all’uso pubblico, purché non venga pregiudicato l’utilizzo pubblico in superficie. 6.3 Ferme restando le disposizioni di cui ai precedenti comma, per le destinazioni d’uso di seguito indicate si prescrive altresì la verifica che le superfici per parcheggi privati di pertinenza garantiscano le seguenti dotazioni:
dicate si prescrive altresì la verifica che le superfici per parcheggi privati di pertinenza garantiscano le seguenti dotazioni: a) per la residenza (Gf1): almeno 1 posto auto per ciascun alloggio di SLP SL fino a mq 60 e 2 posti auto per alloggi di SLP SL più estesa; b) per SLP SL > 250 mq con destinazione ad attività terziarie del gruppo funzionale Gf3, per SLP SL > 250 mq con destinazione a pubblici esercizi e locali di intrattenimento e svago del
arie del gruppo funzionale Gf3, per SLP SL > 250 mq con destinazione a pubblici esercizi e locali di intrattenimento e svago del gruppo funzionale Gf4, e ad attività commerciali del gruppo Gf5 ad eccezione di Gf5.1, realizzata tramite ampliamenti di fabbricati esistenti: posti macchina (stalli e superfici necessarie per l’accesso e la manovra) per una superficie pari al 30% della SLP SL. Si intende per “posto macchina” una superficie di almeno m 5 x 2,50 dedicata allo stazionamento
rficie pari al 30% della SLP SL. Si intende per “posto macchina” una superficie di almeno m 5 x 2,50 dedicata allo stazionamento del veicolo, al netto delle pareti divisorie e perimetrali e degli spazi di accesso e manovra. Per detti posti macchina dovrà essere documentata l’adeguatezza e la funzionalità degli spazi di accesso e di manovra. 6.4 Nel caso di ampliamenti e di ristrutturazioni di fabbricati esistenti, le prescrizioni relative ai
di accesso e di manovra. 6.4 Nel caso di ampliamenti e di ristrutturazioni di fabbricati esistenti, le prescrizioni relative ai parcheggi pertinenziali vanno verificate con riferimento all’estensione della SLP SL aggiunta. Quando all’intervento di ristrutturazione o al cambio d’uso corrisponde un incremento del numero degli alloggi le prescrizioni relative ai parcheggi pertinenziali vanno verificate con riferimento al numero dei nuovi alloggi realizzati.
ggi le prescrizioni relative ai parcheggi pertinenziali vanno verificate con riferimento al numero dei nuovi alloggi realizzati. I parcheggi di pertinenza esistenti, prescritti dalle norme vigenti all’epoca dell’edificazione o ristrutturazione/cambio d’uso degli edifici, devono essere mantenuti e non possono essere riconsiderati al fine della dotazione richiesta per eventuali ampliamenti o per incrementi inerenti il numero di alloggi.
essere riconsiderati al fine della dotazione richiesta per eventuali ampliamenti o per incrementi inerenti il numero di alloggi. Non sono a tal fine considerati ampliamenti o interventi di nuova costruzione gli interventi di recupero dei sottotetti esistenti accessibili unicamente dall’alloggio sottostante e non costituenti nuova unità immobiliare. 6.5 Fatte salve le più specifiche disposizioni dettate per le attività commerciali, nel caso di
ituenti nuova unità immobiliare. 6.5 Fatte salve le più specifiche disposizioni dettate per le attività commerciali, nel caso di ristrutturazioni di fabbricati o di attività esistenti, qualora sia dimostrata l’impossibilità di assolvere l’obbligo sopra enunciato, gli interventi saranno assentiti previo versamento al Comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi, in analogia a
io versamento al Comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi, in analogia a quanto disposto all’art. 64, comma 3, della LR 12/2005 per il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti. Per i nuovi alloggi realizzati tramite interventi di ampliamento, ristrutturazione o cambio d’uso è comunque prescritto il reperimento di un posto auto per ciascun nuovo alloggio. Per il secondo
Art. 7 Attuazione del PGT
ristrutturazione o cambio d’uso è comunque prescritto il reperimento di un posto auto per ciascun nuovo alloggio. Per il secondo posto auto da reperire per gli alloggi di maggiore dimensione, come prescritto al precedente comma 6.3 del presente articolo, potrà essere applicata la modalità indicata al paragrafo precedente. In questi casi la superficie convenzionale dei parcheggi è definita in mq. 12,5 per posto auto. Art. 7 Attuazione del PGT 7.1 Modalità di attuazione Il PGT si attua:
Art. 7 Attuazione del PGT
onale dei parcheggi è definita in mq. 12,5 per posto auto. Art. 7 Attuazione del PGT 7.1 Modalità di attuazione Il PGT si attua:
- con titolo abilitativo semplice secondo quanto stabilito dalla legislazione nazionale e regionale;
- con permesso di costruire convenzionato, nei casi previsti dalle presenti Norme;
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 11
- con Piani Attuativi. 7.2 Attuazione tramite permesso di costruire convenzionato Il Permesso di costruire convenzionato è applicato ai casi indicati dalla legge e la relativa convenzione avrà i contenuti stabiliti dalla legge stessa. 7.3 Attuazione tramite Piani Attuativi 7.3.1 Negli elaborati del PGT sono individuati i comparti assoggettati alla formazione di un Piano
zione tramite Piani Attuativi 7.3.1 Negli elaborati del PGT sono individuati i comparti assoggettati alla formazione di un Piano Attuativo. In sede di presentazione del Piano Attuativo possono essere richieste variazioni del perimetro del comparto per renderlo coerente con le risultanze dei rilievi catastali o dei rilievi sul campo, purché tali variazioni riguardino una superficie non superiore al 5% della superficie del comparto stesso. Variazioni di entità maggiore saranno considerate quali varianti.
icie non superiore al 5% della superficie del comparto stesso. Variazioni di entità maggiore saranno considerate quali varianti. 7.3.2 La misura della SLP SL realizzabile all’interno di ciascun comparto assoggettato a Piano Attuativo si calcola applicando i parametri e gli indici dettati per ciascuna delle zone nelle quali ricadono. Il Comune si riserva la facoltà di promuovere piani attuativi anche per ambiti territoriali per i quali la formazione di detto piano non risulta prescritta dal PGT.
Art. 8 Salvaguardia delle procedure urbanistiche ed edilizie attivate
romuovere piani attuativi anche per ambiti territoriali per i quali la formazione di detto piano non risulta prescritta dal PGT. 7.3.3 La documentazione da produrre a corredo dei piani attuativi è elencata in appendice alle presenti Norme (Appendice 1). Art. 8 Salvaguardia delle procedure urbanistiche ed edilizie attivate 8.1 Salvaguardia dei Piani Attuativi vigenti e adottati In tutte le aree ricomprese nel perimetro di Piani Attuativi adottati o approvati alla data di adozione
ativi vigenti e adottati In tutte le aree ricomprese nel perimetro di Piani Attuativi adottati o approvati alla data di adozione delle presenti norme, anche se non specificamente individuate nelle tavole del Piano delle Regole, continuano a valere le definizioni, le prescrizioni, gli indici ed i rapporti stabiliti in sede di Piano Attuativo e nella relativa convenzione, per tutto il periodo di validità della stessa. 8.2 Varianti dei Piani Attuativi vigenti
Attuativo e nella relativa convenzione, per tutto il periodo di validità della stessa. 8.2 Varianti dei Piani Attuativi vigenti Le modifiche ai piani attuativi vigenti eccedenti quanto indicato all’art. 14, comma 12, della L.R. 12/2005 e pertanto da approvare come varianti ai piani attuativi stessi, saranno considerate in variante anche al presente Piano delle Regole. Le modifiche consistenti esclusivamente nella riduzione della capacità edificatoria prevista da detti
esente Piano delle Regole. Le modifiche consistenti esclusivamente nella riduzione della capacità edificatoria prevista da detti piani attuativi, con corrispondente riduzione della dotazione di aree per servizi e spazi pubblici, saranno invece considerate come varianti ai soli piani attuativi e non anche al Piano delle Regole, purché coerenti con la disciplina delle destinazioni d’uso dettata dallo stesso. 8.3 Piani Attuativi vigenti parzialmente o totalmente inattuati
con la disciplina delle destinazioni d’uso dettata dallo stesso. 8.3 Piani Attuativi vigenti parzialmente o totalmente inattuati Nelle aree ricomprese nel perimetro di Piani Attuativi approvati e con convenzione sottoscritta alla data di adozione della presente normativa, attuati solo in parte e poi decaduti dovrà essere prodotto un atto ricognitivo degli obblighi assolti, della capacità edificatoria già sfruttata e di quella
decaduti dovrà essere prodotto un atto ricognitivo degli obblighi assolti, della capacità edificatoria già sfruttata e di quella residua prevista dalla convenzione. A seguito dell’atto ricognitivo, l’Amministrazione potrà valutare la possibilità di realizzare la residua capacità edificatoria alle condizioni fissate nel piano attuativo decaduto e nella relativa convenzione e sarà autorizzata con permesso di costruire convenzionato.
ni fissate nel piano attuativo decaduto e nella relativa convenzione e sarà autorizzata con permesso di costruire convenzionato. Per i piani attuativi totalmente inattuati alla scadenza della convenzione la realizzazione degli interventi è subordinata all’approvazione di un nuovo piano attuativo da adottare in variante al Piano delle Regole. 8.4 Piani Attuativi eseguiti Per i piani attuativi interamente eseguiti, alle superfici fondiarie si applicano le disposizioni
. 8.4 Piani Attuativi eseguiti Per i piani attuativi interamente eseguiti, alle superfici fondiarie si applicano le disposizioni (capacità edificatoria, rapporto di copertura, altezze e distanze) stabilite dalla convenzione del piano attuativo esaurito. 8.5 Nuova perimetrazione dei Piani Attuativi vigenti Quando il Piano delle Regole individua un nuovo comparto di pianificazione attuativa all’interno del quale ricadono interamente o in parte comparti di piano attuativo vigente e non esaurito, per questi
e attuativa all’interno del quale ricadono interamente o in parte comparti di piano attuativo vigente e non esaurito, per questi ultimi continuano a valere, fino alla definitiva approvazione del piano attuativo del nuovo comparto, le disposizioni contenute nella convenzione vigente.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 12 8.3 8.6 Permessi di costruire Per i permessi di costruire rilasciati prima dell’adozione delle presenti norme per i quali sia già stato formalizzato l’inizio dei lavori, sono integralmente fatte salve le disposizioni del PGT in attuazione del quale i progetti sono stati elaborati. Dette disposizioni si applicano anche in caso di varianti al
Art. 9 Tutela dell’ambiente e del paesaggio
ni del PGT in attuazione del quale i progetti sono stati elaborati. Dette disposizioni si applicano anche in caso di varianti al permesso di costruire che non alterino le caratteristiche tipologiche di impostazione del progetto. Art. 9 Tutela dell’ambiente e del paesaggio 9.1 Nei processi di attuazione del Piano delle Regole trovano applicazione le vigenti disposizioni di legge in materia di ecologia e di valutazione dell’impatto ambientale.
le Regole trovano applicazione le vigenti disposizioni di legge in materia di ecologia e di valutazione dell’impatto ambientale. In particolare per gli interventi da effettuarsi su aree in precedenza utilizzate per attività produttive o di deposito, o per le quali risultino fenomeni di inquinamento del terreno, nei casi previsti dalla legislazione vigente e dal Regolamento Locale di Igiene il proponente gli interventi di
nto del terreno, nei casi previsti dalla legislazione vigente e dal Regolamento Locale di Igiene il proponente gli interventi di trasformazione dovrà produrre, a corredo della documentazione unita alla proposta di Piano Attuativo o, in caso di interventi realizzabili con titolo abilitativo semplice, unita alla richiesta del titolo abilitativo stesso, una indagine preliminare sulla qualità del suolo e del sottosuolo per
parte degli enti competenti.
plice, unita alla richiesta del titolo abilitativo stesso, una indagine preliminare sulla qualità del suolo e del sottosuolo per accertarne la compatibilità con la destinazione dell’area, con riferimento ai limiti disposti dalla legislazione nazionale e regionale in materia, al fine di conseguire le previste autorizzazioni da parte degli enti competenti. 9.2 Ai fini dell’applicazione della disciplina sull’esame paesistico dei progetti, il territorio comunale
degli enti competenti. 9.2 Ai fini dell’applicazione della disciplina sull’esame paesistico dei progetti, il territorio comunale viene ripartito classificato nelle classi di sensibilità dei siti indicate da detta disciplina (DGR 8 novembre 2002 n. 7 /11045 ). Tutti gli interventi che incidono sull’aspetto esteriore degli edifici e dei luoghi sono sottoposti all’esame paesistico in base alla citata disciplina con riferimento particolare ai:
e degli edifici e dei luoghi sono sottoposti all’esame paesistico in base alla citata disciplina con riferimento particolare ai:
- criteri per la determinazione del grado di incidenza paesaggistica del progetto;
- criteri per la determinazione dell’impatto paesistico del progetto;
- contenuti della Relazione Paesistica;
- procedura per la valutazione paesistica dei progetti ivi contemplati. 9.3 In generale tutti gli interventi di trasformazione assoggettati a pianificazione attuativa, compresi gli
ti ivi contemplati. 9.3 In generale tutti gli interventi di trasformazione assoggettati a pianificazione attuativa, compresi gli strumenti di programmazione negoziata, dovranno uniformarsi agli indirizzi contenuti nel Rapporto Ambientale, prodotto in sede di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), concernenti i criteri ambientali di attuazione delle previsioni di piano e le eventuali misure di mitigazione, salve le più
Art. 10 Vincoli e salvaguardie
AS), concernenti i criteri ambientali di attuazione delle previsioni di piano e le eventuali misure di mitigazione, salve le più specifiche prescrizioni contenute nella disciplina nazionale e regionale e nei regolamenti comunali. 9.4 Classificazione degli edifici Il Piano delle Regole è destinato ad essere integrato e completato con l’adozione di un protocollo per la classificazione degli edifici ai fini della sostenibilità. Art. 10 Vincoli e salvaguardie 10.1 Generalità
Art. 10 Vincoli e salvaguardie
i un protocollo per la classificazione degli edifici ai fini della sostenibilità. Art. 10 Vincoli e salvaguardie 10.1 Generalità I vincoli gravanti sul territorio comunale in forza di disposizioni di leggi nazionali o regionali o di strumenti di pianificazione sovracomunale sono riportati nelle tavole di piano. La presenza di vincoli di qualsiasi natura dovrà essere indicata nella documentazione dei Piani Attuativi o di quella da presentare a corredo delle istanze per l’ottenimento dei titoli abilitativi.
a documentazione dei Piani Attuativi o di quella da presentare a corredo delle istanze per l’ottenimento dei titoli abilitativi. 10.2 Immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. 42/2004 Per gli immobili vincolati quali beni culturali ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 42/2004 sono fatti salvi i poteri dell’autorità statale in materia. 10.3 Edifici segnalati Nella tavola “PR 10 - Vincoli” sono individuati gli immobili ed i complessi edilizi di valore storico, testimoniale, identitario.
ella tavola “PR 10 - Vincoli” sono individuati gli immobili ed i complessi edilizi di valore storico, testimoniale, identitario. La realizzazione degli interventi edilizi sugli immobili così individuati eccedenti la manutenzione ordinaria è subordinata alla seguenti condizioni:
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 13
- in sede di richiesta del titolo abilitativo deve essere prodotta una documentazione storico critica corredata dal rilievo dello stato di fatto con particolare cura nella rappresentazione dei fronti prospettanti sugli spazi pubblici, illustrante i caratteri dei fabbricati o delle aree inedificate sulle quali verrà effettuato l’intervento;
sugli spazi pubblici, illustrante i caratteri dei fabbricati o delle aree inedificate sulle quali verrà effettuato l’intervento;
- i complessi edilizi individuati e le relative pertinenze sono collocati nella classe 5a di sensibilità paesistica del sito ai fini della valutazione paesistica dei progetti, i quali sono pertanto assoggettati al parere della Commissione Comunale per il Paesaggio che si esprimerà sull’adeguatezza della documentazione storico critica e delle scelte progettuali.
one Comunale per il Paesaggio che si esprimerà sull’adeguatezza della documentazione storico critica e delle scelte progettuali. 10.4 Rete verde di ricomposizione paesaggistica Nella tavola “PR 10 - Vincoli” è riportata la “Rete verde di ricomposizione paesaggistica” individuata dal PTCP. Alle aree così individuate si applicano le disposizioni contenute agli artt. 31 e 32 delle Norma del PTCP stesso. 10.5 Ambiti di interesse provinciale
Art. 11 Aree di interesse archeologico
uate si applicano le disposizioni contenute agli artt. 31 e 32 delle Norma del PTCP stesso. 10.5 Ambiti di interesse provinciale Agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) individuati nella Tav. PR_12 si applicano le disposizioni dell’art. 34 della normativa del PTCP. Art. 11 Aree di interesse archeologico Nella tavola “PR 10 - Vincoli” sono individuate le aree di interesse archeologico. Ai fini di salvaguardia del patrimonio archeologico, per tutti gli interventi edilizi che comportano
Art. 12 Fasce di rispetto
di interesse archeologico. Ai fini di salvaguardia del patrimonio archeologico, per tutti gli interventi edilizi che comportano l’effettuazione di scavi dovrà essere data tempestivamente comunicazione dell’inizio dei lavori alla competente autorità. Art. 12 Fasce di rispetto 12.1 Disposizioni generali per le fasce di rispetto Le fasce di rispetto stradale e ferroviario hanno l’ampiezza stabilita dalle leggi nazionali e regionali
er le fasce di rispetto Le fasce di rispetto stradale e ferroviario hanno l’ampiezza stabilita dalle leggi nazionali e regionali in materia e la loro precisazione dovrà essere operata nella documentazione da presentare per l’ottenimento del titolo abilitativo o a corredo dello strumento di pianificazione attuativa. Quando la modifica delle infrastrutture viarie e ferroviarie esistenti comporta la modifica delle relative fasce di rispetto, questa si intende recepita negli elaborati del presente Piano.
esistenti comporta la modifica delle relative fasce di rispetto, questa si intende recepita negli elaborati del presente Piano. Ove la fascia di rispetto sia compresa entro il perimetro di un ambito assoggettato a Piano Attuativo, o nei casi di terreni ricadenti nelle fasce di rispetto ma individuati come aree del tessuto urbano consolidato con destinazione residenziale o produttiva, la relativa superficie potrà essere
viduati come aree del tessuto urbano consolidato con destinazione residenziale o produttiva, la relativa superficie potrà essere conteggiata per l’applicazione degli indici di edificabilità o per la verifica della SLP SL esistente, fermo restando che le costruzioni dovranno concentrarsi fuori da detta fascia. Gli edifici regolarmente esistenti all’interno delle fasce di rispetto possono essere oggetto unicamente di interventi di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo,
rispetto possono essere oggetto unicamente di interventi di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, con espresso divieto degli interventi di demolizione e nuova costruzione e di ampliamento. Per gli edifici esistenti all’interno delle fasce di rispetto stradale e ferroviario gli interventi di ristrutturazione, come definita dalla vigente legislazione nazionale e regionale, sono consentiti se
rroviario gli interventi di ristrutturazione, come definita dalla vigente legislazione nazionale e regionale, sono consentiti se accompagnati da atto unilaterale d’obbligo col quale il richiedente il titolo edilizio si impegna a non richiedere in caso di ampliamento dell’infrastruttura un risarcimento maggiore rispetto a quello che sarebbe dovuto per l’edificio esistente prima dell’intervento di ristrutturazione. 12.2 Fascia di rispetto ferroviario
uello che sarebbe dovuto per l’edificio esistente prima dell’intervento di ristrutturazione. 12.2 Fascia di rispetto ferroviario L’edificazione in fascia di rispetto ferroviario, definita in base alla profondità di m 30,00 dal binario più esterno del fascio, è ammessa previo parere favorevole dell’ente gestore del servizio ferroviario stesso.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 14 12.3 Aree per la mobilità e fasce di rispetto stradale L’ampiezza delle fasce di rispetto riportata nelle tavole di piano deve considerarsi indicativa. Le superfici comprese in fascia di rispetto stradale, definite in coerenza con il Codice della Strada, sono inedificabili e destinate alla realizzazione di nuove strade o corsie di servizio, ampliamenti
con il Codice della Strada, sono inedificabili e destinate alla realizzazione di nuove strade o corsie di servizio, ampliamenti delle carreggiate esistenti, sedi di mezzi di trasporto pubblico, relative pensiline e attrezzature, parcheggi pubblici, percorsi pedonali e ciclabili, piantagioni e sistemazioni a verde. È consentita la costruzione di impianti per la distribuzione del carburante per autotrazione, con i relativi eventuali
a verde. È consentita la costruzione di impianti per la distribuzione del carburante per autotrazione, con i relativi eventuali locali di servizio per la manutenzione degli autoveicoli e la vendita di accessori specifici, in base agli indici e parametri dettati dalle presenti norme. All’interno delle fasce di rispetto è consentita la realizzazione di recinzioni se giustificate da motivi di pubblica sicurezza e/o di igiene, nel rispetto delle prescrizioni specifiche del Codice della Strada.
giustificate da motivi di pubblica sicurezza e/o di igiene, nel rispetto delle prescrizioni specifiche del Codice della Strada. 12.4 Fascia di rispetto cimiteriale La superficie compresa in area di rispetto cimiteriale è destinata a garantire la possibilità di integrazioni del cimitero. In essa è ammessa la realizzazione di strutture che abbiano carattere di temporaneità e amovibilità, senza l’incorporazione al terreno, di parcheggi e zone a giardino, di
tture che abbiano carattere di temporaneità e amovibilità, senza l’incorporazione al terreno, di parcheggi e zone a giardino, di edicole per la vendita di fiori e accessori cimiteriali, aventi destinazione di servizio al cimitero e compatibili con il decoro e la riservatezza del luogo, fatte salve le disposizioni del Regolamento Locale di Igiene. In caso di riduzione della fascia di rispetto cimiteriale, ottenuta in base alle procedure di legge, il
amento Locale di Igiene. In caso di riduzione della fascia di rispetto cimiteriale, ottenuta in base alle procedure di legge, il nuovo limite della fascia sarà riportato nei documenti di piano senza necessità di attivare una specifica procedura di variante urbanistica. Per gli interventi sugli edifici esistenti all’interno della fascia di rispetto cimiteriale si applicano le disposizioni contenute all’art. 338 del testo Unico delle Leggi Sanitarie (RD 1265/1934). 12.5 Fascia di rispetto degli elettrodotti
osizioni contenute all’art. 338 del testo Unico delle Leggi Sanitarie (RD 1265/1934). 12.5 Fascia di rispetto degli elettrodotti Nella tavola “PR 10 - Vincoli” sono indicativamente riportate le fasce di rispetto degli elettrodotti. Ai fini dell’ottenimento dei titoli abilitativi dovrà essere esibita l’individuazione delle fasce di rispetto calcolate secondo le indicazioni del DPCM 8 luglio 2003 e del DM 29 maggio 2008 e successive modifiche e integrazioni. 12.6 Fascia di salvaguardia stradale e autostradale
8 luglio 2003 e del DM 29 maggio 2008 e successive modifiche e integrazioni. 12.6 Fascia di salvaguardia stradale e autostradale Nelle tavole di piano è riportata la fascia di salvaguardia stradale e autostradale relativa alla realizzazione dell’Autostrada Pedemontana Lombarda e delle opere a questa connesse. Tutti gli interventi ricadenti all’interno di detta fascia dovranno ottenere il preventivo parare di compatibilità tecnica da parte del concessionario dell’opera.
Art. 13 Aree di attenzione delle industrie a Rischio di Incidente Rilevante
’interno di detta fascia dovranno ottenere il preventivo parare di compatibilità tecnica da parte del concessionario dell’opera. Art. 13 Aree di attenzione delle industrie a Rischio di Incidente Rilevante Nella tavola “PR 10 - Vincoli” sono indicati i vincoli derivanti dall’elaborato RIR (DM 09.05.01 e D.Lgs. 334/99). L’individuazione di una specifica regolamentazione non determina vincoli all’edificabilità dei suoli, ma distanze di sicurezza. Pertanto i suoli interessati dalla
regolamentazione non determina vincoli all’edificabilità dei suoli, ma distanze di sicurezza. Pertanto i suoli interessati dalla regolamentazione non perdono la possibilità di generare diritti edificatori come disposto al punto 3 dell’Allegato al DM 09.05.2001. Tutti gli interventi edificatori all’interno delle fasce come individuate nell’elaborato RIR e i cambi di destinazione d’uso dovranno essere conformi alle indicazioni di cui alla tabella 1 del DM 09.05.01
Art. 14 Aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile
ll’elaborato RIR e i cambi di destinazione d’uso dovranno essere conformi alle indicazioni di cui alla tabella 1 del DM 09.05.01 ed alla disciplina regionale in materia (DGR 3753 dell’11/07/2012). L’estensione delle fasce di vincolo potrà essere ridimensionata in relazione alle disposizioni del documento ERIR. Art. 14 Aree di salvaguardia delle captazioni ad uso idropotabile La componente geologica integrata nel presente PGT individua le aree di tutela assoluta e di
elle captazioni ad uso idropotabile La componente geologica integrata nel presente PGT individua le aree di tutela assoluta e di rispetto dei pozzi pubblici ad uso idropotabile. Le aree di rispetto rappresentate nella cartografia del Piano delle Regole (Tavv. PR 7 e PR 8) hanno valore indicativo ed il loro aggiornamento in coerenza con le disposizioni di legge, realizzato nel contesto della componente geologica del PGT, non costituisce variante al piano stesso.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 1° GENERALITA’ 15 Alle aree così individuate si applica la disciplina dettata all’art. 94 del D.Lgs. 152/2006 e le più specifiche disposizioni contenute nella normativa regionale in materia e nella stessa componente geologica.
Art. 15 Attuazione degli Ambiti di Trasformazione
s. 152/2006 e le più specifiche disposizioni contenute nella normativa regionale in materia e nella stessa componente geologica.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 2° CRITERI DI ATTUAZIONE DEL DOCUMENTO DI PIANO 16 TITOLO II - Criteri di Attuazione del Documento di Piano Art. 15 Attuazione degli Ambiti di Trasformazione Le disposizioni per l’attuazione degli Ambiti di Trasformazione individuati dal Documento di Piano
egli Ambiti di Trasformazione Le disposizioni per l’attuazione degli Ambiti di Trasformazione individuati dal Documento di Piano sono contenute nel fascicolo “Allegato Schede degli Ambiti di Trasformazione” ove sono indicate le modalità per la presentazione dei piani attuativi e sono riportate le capacità edificatorie assegnate unitamente agli altri indici e parametri di piano. Per quanto non disciplinato dal Documento di Piano si applicano negli Ambiti di Trasformazione le
i indici e parametri di piano. Per quanto non disciplinato dal Documento di Piano si applicano negli Ambiti di Trasformazione le disposizioni delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole.
Art. 16 Classificazione delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI 17 TITOLO III - Attuazione del Piano dei Servizi Art. 16 Classificazione delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o generale Le aree per infrastrutture ed attrezzature e servizi sono ripartite nel seguente modo: 16.1 Aree per opere di urbanizzazione primaria: 16.1 Le opere di urbanizzazione primaria e secondaria sono quelle elencate all’art. 44, comma 3,
ere di urbanizzazione primaria: 16.1 Le opere di urbanizzazione primaria e secondaria sono quelle elencate all’art. 44, comma 3, della LR 12/05. Per le finalità del presente piano, le aree per opere di urbanizzazione primaria sono aggregate nelle seguenti 2 categorie: a. Aree stradali destinate alle infrastrutture della viabilità pubblica. b. Aree per impianti tecnologici di interesse pubblico destinate alla realizzazione di impianti pubblici o di interesse pubblico di carattere
mpianti tecnologici di interesse pubblico destinate alla realizzazione di impianti pubblici o di interesse pubblico di carattere tecnologico, quali impianti di depurazione, piattaforme di trattamento o raccolta dei rifiuti, centrali telefoniche, stazioni delle infrastrutture di trasporto dell’energia, serbatoi ed impianti dell’acquedotto nonché delle relative strutture per la manutenzione, impianti per la produzione di energia. 16.2 Aree per opere di urbanizzazione secondaria:
relative strutture per la manutenzione, impianti per la produzione di energia. 16.2 Aree per opere di urbanizzazione secondaria: Le opere di urbanizzazione secondaria sono quelle elencate all’art. 44, comma 4, della LR 12/05. Per le finalità del presente piano, le aree per opere di urbanizzazione secondaria sono aggregate nelle seguenti 4 categorie: a. Aree per l'istruzione destinate ad attrezzature scolastiche, pubbliche o private di uso e interesse pubblico; b. Aree per attrezzature di interesse comune
inate ad attrezzature scolastiche, pubbliche o private di uso e interesse pubblico; b. Aree per attrezzature di interesse comune destinate alle attrezzature culturali, sociali, religiose, assistenziali, ivi compresi gli asili nido, sanitarie, amministrative, associative, ricreative e culturali, nonché i cimiteri; c. Aree a verde attrezzato e per lo sport destinate a parchi e giardini, campi gioco, impianti sportivi e relative strutture di servizio; d. Aree per parcheggi pubblici
t destinate a parchi e giardini, campi gioco, impianti sportivi e relative strutture di servizio; d. Aree per parcheggi pubblici destinate a consentire la sosta temporanea dei veicoli in sede propria, distinguendole dagli spazi di sosta ricavati lungo la carreggiata stradale, che vengono considerati fra le opere di urbanizzazione primaria. Rientrano inoltre fra le aree per servizi e spazi pubblici quelle destinate alla realizzazione di interventi di edilizia sociale, come definiti al DM 22 aprile 2008.
vizi e spazi pubblici quelle destinate alla realizzazione di interventi di edilizia sociale, come definiti al DM 22 aprile 2008. 16.2 Cambio d’suo delle aree a destinazione pubblica Le destinazioni sopra elencate relative alle urbanizzazioni secondarie, riportate con apposita simbologia nella Carta del Piano dei Servizi (Tav. PS 4 - Carta del Piano dei Servizi), hanno valore indicativo. Ai sensi del comma 15 dell’art. 9 della LR 12/05, previa motivata deliberazione del Consiglio
Servizi), hanno valore indicativo. Ai sensi del comma 15 dell’art. 9 della LR 12/05, previa motivata deliberazione del Consiglio Comunale, è ammessa sulle aree individuate dal Piano dei Servizi, pur in assenza di variante dello stesso, la realizzazione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale diverse da quelle indicativamente previste.
Art. 17 Disciplina delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o gen
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI 18 Art. 17 Disciplina delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico o generale 17.1 Vincolo ablativo Tutte le aree destinate dal presente piano alle urbanizzazioni primarie e secondarie potranno essere utilizzate per la realizzazione di opere e servizi pubblici e vengono assoggettate, ai sensi dell’art. 9, comma 12, della LR 12/05, a vincolo ablativo per la cui efficacia temporale valgono le
ngono assoggettate, ai sensi dell’art. 9, comma 12, della LR 12/05, a vincolo ablativo per la cui efficacia temporale valgono le disposizioni di cui all’art. 9, comma 12, D.P.R. n. 327/2001 ed al secondo periodo del sopra citato comma della LR 12/05, salvo quanto disposto al comma successivo. 17.2 Realizzazione di attrezzature di uso e interesse pubblico da parte dei privati Sulle aree destinate dal presente Piano alla realizzazione di opere e attrezzature e servizi
resse pubblico da parte dei privati Sulle aree destinate dal presente Piano alla realizzazione di opere e attrezzature e servizi relativi all’urbanizzazione secondaria, fino a quando non interverrà la dichiarazione di pubblica utilità finalizzata ad opere la cui realizzazione viene su di esse promossa dal Comune, se non risulteranno interessate da previsioni del programma triennale delle opere pubbliche o di piani
esse promossa dal Comune, se non risulteranno interessate da previsioni del programma triennale delle opere pubbliche o di piani attuativi approvati aventi ad oggetto la realizzazione di attrezzature e servizi pubblici, potrà essere prospettata dai proprietari, sempre ai sensi del comma 12 dell’art 9 della LR 12/05, la realizzazione di attrezzature private di interesse pubblico o generale. Nelle more del’acquisizione delle aree da parte del Comune possono sulle stesse essere
private di interesse pubblico o generale. Nelle more del’acquisizione delle aree da parte del Comune possono sulle stesse essere sviluppate attività diverse di coltivazione, comprese le attività florovivaistiche, purché in sede di rilascio dei titoli abilitativi eventualmente necessari il conduttore si impegni a non richiedere al momento dell’acquisizione da parte del Comune il risarcimento delle spese sostenute per la realizzazione delle strutture.
ere al momento dell’acquisizione da parte del Comune il risarcimento delle spese sostenute per la realizzazione delle strutture. Il Comune, con deliberazione della Giunta Comunale, potrà dichiarare ammissibile detta realizzazione oppure motivatamente escluderla. Nell’ipotesi di accoglimento della richiesta, il progetto relativo all’attrezzatura privata da realizzare sarà accompagnato da bozza di convenzione il cui testo andrà concordemente definito con i competenti uffici comunali.
realizzare sarà accompagnato da bozza di convenzione il cui testo andrà concordemente definito con i competenti uffici comunali. 17.3 Disposizioni applicabili dopo la scadenza del vincolo ablativo I proprietari delle aree di cui al presente articolo, anche dopo la scadenza del termine di efficacia quinquennale del vincolo ablativo, potranno chiedere l’applicazione delle disposizioni relative alla realizzazione di attrezzature private di interesse pubblico o generale.
Art. 18 Disposizioni per le aree destinate a verde pubblico e ad attrezzature sp
chiedere l’applicazione delle disposizioni relative alla realizzazione di attrezzature private di interesse pubblico o generale. Art. 18 Disposizioni per le aree destinate a verde pubblico e ad attrezzature sportive 18.1 Aree di verde pubblico attrezzato In generale nelle aree destinate a verde pubblico non è ammessa alcuna edificazione. Potranno esservi realizzati manufatti per il gioco dei bambini e dei ragazzi e chioschi per il ricovero di attrezzi e materiali.
Potranno esservi realizzati manufatti per il gioco dei bambini e dei ragazzi e chioschi per il ricovero di attrezzi e materiali. La realizzazione nelle aree di verde pubblico di eventuali ulteriori attrezzature o servizi, anche a gestione privata, quali chioschi bar e ristoranti, dovrà essere oggetto di specifica procedura di evidenza pubblica, nel rispetto delle disposizioni di legge, previa deliberazione del Consiglio Comunale. 18.2 Aree per attrezzature sportive
lica, nel rispetto delle disposizioni di legge, previa deliberazione del Consiglio Comunale. 18.2 Aree per attrezzature sportive La realizzazione degli impianti per il gioco e lo sport dovrà avvenire di norma sulla base di un progetto generale di organizzazione dell'area, che conterrà la distribuzione ed il dimensionamento delle attrezzature sportive coperte e scoperte ed il disegno della sistemazione a verde. 18.3 Parcheggi
ne ed il dimensionamento delle attrezzature sportive coperte e scoperte ed il disegno della sistemazione a verde. 18.3 Parcheggi I progetti per la realizzazione delle aree destinate a verde pubblico ed attrezzature sportive, siano essi di iniziativa pubblica o privata, devono essere accompagnati dalla specifica verifica del fabbisogno di spazi per parcheggio pertinenziale e pubblico e dalla dimostrazione delle modalità di reperimento delle relative aree.
Art. 19 Aree agricole di compensazione ambientale
Comune di Lissone - PGT 19 Art. 19 Aree agricole di compensazione ambientale Nelle tavole di piano sono individuati i tracciati lungo i quali ricavare le “Aree di compensazione prioritaria”. Dette aree sono equiparate alle aree per servizi e spazi pubblici e dovranno essere cedute o asservite all’uso pubblico nonché attrezzate secondo il seguente schema funzionale Art. 20 Disposizioni particolari per le aree destinate ad attrezzature
Art. 20 Disposizioni particolari per le aree destinate ad attrezzature
o nonché attrezzate secondo il seguente schema funzionale Art. 20 Disposizioni particolari per le aree destinate ad attrezzature Nelle aree destinate all'attività religiosa e di culto é consentita la realizzazione, con titolo abilitativo semplice, degli edifici di culto, della residenza del personale addetto e delle altre attrezzature di proprietà e gestione dell'Ente is (catechistica, ricreativa, sociale, culturale, educativa).
detto e delle altre attrezzature di proprietà e gestione dell'Ente is (catechistica, ricreativa, sociale, culturale, educativa). La servitù di uso pubblico di tali attrezzature é soddisfatta mediante l'attività di servizio di interesse pubblico che gli enti religiosi e di culto forniscono alla comunità in adempimento dei propri fini di istituto: pertanto la realizzazione e la gestione delle attrezzature non è assoggettata alla stipula di alcuna convenzione. Per quanto non trattato dalle presenti norme
Art. 21 Aree per la mobilità
gestione delle attrezzature non è assoggettata alla stipula di alcuna convenzione. Per quanto non trattato dalle presenti norme disposizioni degli articoli da 70 a 73 della LR 12/05. Art. 21 Aree per la mobilità Nelle tavole di piano sono indicate le nuove sedi viarie e le rotatorie da realizzare. La rappresentazione grafica delle strade e delle intersezioni stradali, contenuta nelle tavole di Piano ha valore di massima fino alla redazione dei relativi progetti definitivi.
Art. 22 Aree per attrezzature cimiteriali
ntersezioni stradali, contenuta nelle tavole di Piano ha valore di massima fino alla redazione dei relativi progetti definitivi. Art. 22 Aree per attrezzature cimiteriali Le aree interessate dai cimiteri esistenti e previs strutture cimiteriali. Le aree circostanti, costituenti le relative fasce di rispetto, sono destinate al loro ampliamento e alla salvaguardia igienico ambientale. In tali aree, oltre alle opere cimiteriali, sono c
, sono destinate al loro ampliamento e alla salvaguardia igienico ambientale. In tali aree, oltre alle opere cimiteriali, sono c complementari, quali parcheggi e spazi di manovra, sistemazioni a verde, recinzioni, piccole attrezzature di servizio quali chioschi per la vendita di fiori o di immagini sacre, nonché uffici amministrativi inerenti la custodia e gestione dell’attrezzatura principale. È vietata la costruzione di nuovi edifici o strutture, anche se di modeste dimensioni, destinate
e dell’attrezzatura principale. È vietata la costruzione di nuovi edifici o strutture, anche se di modeste dimensioni, destinate ad usi diversi da quelli sopra indicati, che presentino requisiti di durata, inamovibilità e di incorporamento col terreno come disposto dalla vigente disciplina di legge. PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI Aree agricole di compensazione ambientale
legge. PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI Aree agricole di compensazione ambientale Nelle tavole di piano sono individuati i tracciati lungo i quali ricavare le “Aree di compensazione Dette aree sono equiparate alle aree per servizi e spazi pubblici e dovranno essere cedute o asservite all’uso pubblico nonché attrezzate secondo il seguente schema funzionale Disposizioni particolari per le aree destinate ad attrezzature religiose
nonché attrezzate secondo il seguente schema funzionale Disposizioni particolari per le aree destinate ad attrezzature religiose Nelle aree destinate all'attività religiosa e di culto é consentita la realizzazione, con titolo abilitativo semplice, degli edifici di culto, della residenza del personale addetto e delle altre attrezzature di proprietà e gestione dell'Ente istituzionalmente competente, connesse all'attività religiosa e di culto (catechistica, ricreativa, sociale, culturale, educativa).
ituzionalmente competente, connesse all'attività religiosa e di culto (catechistica, ricreativa, sociale, culturale, educativa). La servitù di uso pubblico di tali attrezzature é soddisfatta mediante l'attività di servizio di interesse enti religiosi e di culto forniscono alla comunità in adempimento dei propri fini di istituto: pertanto la realizzazione e la gestione delle attrezzature non è assoggettata alla stipula di
mento dei propri fini di istituto: pertanto la realizzazione e la gestione delle attrezzature non è assoggettata alla stipula di Per quanto non trattato dalle presenti norme si applicano, alle aree per attrezzature religiose le disposizioni degli articoli da 70 a 73 della LR 12/05. Nelle tavole di piano sono indicate le nuove sedi viarie e le rotatorie da realizzare. grafica delle strade e delle intersezioni stradali, contenuta nelle tavole di
le nuove sedi viarie e le rotatorie da realizzare. grafica delle strade e delle intersezioni stradali, contenuta nelle tavole di Piano ha valore di massima fino alla redazione dei relativi progetti definitivi. Aree per attrezzature cimiteriali Le aree interessate dai cimiteri esistenti e previsti sono destinate alla realizzazione delle strutture cimiteriali. Le aree circostanti, costituenti le relative fasce di rispetto, sono destinate al loro ampliamento e alla salvaguardia igienico ambientale.
costanti, costituenti le relative fasce di rispetto, sono destinate al loro ampliamento e alla salvaguardia igienico ambientale. In tali aree, oltre alle opere cimiteriali, sono consentite esclusivamente quelle ad esse complementari, quali parcheggi e spazi di manovra, sistemazioni a verde, recinzioni, piccole attrezzature di servizio quali chioschi per la vendita di fiori o di immagini sacre, nonché uffici la custodia e gestione dell’attrezzatura principale.
TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI
o quali chioschi per la vendita di fiori o di immagini sacre, nonché uffici la custodia e gestione dell’attrezzatura principale. È vietata la costruzione di nuovi edifici o strutture, anche se di modeste dimensioni, destinate ad usi diversi da quelli sopra indicati, che presentino requisiti di durata, inamovibilità e di mento col terreno come disposto dalla vigente disciplina di legge. TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI
TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI
inamovibilità e di mento col terreno come disposto dalla vigente disciplina di legge. TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI Nelle tavole di piano sono individuati i tracciati lungo i quali ricavare le “Aree di compensazione Dette aree sono equiparate alle aree per servizi e spazi pubblici e dovranno essere cedute o asservite all’uso pubblico nonché attrezzate secondo il seguente schema funzionale: religiose
ubblici e dovranno essere cedute o asservite all’uso pubblico nonché attrezzate secondo il seguente schema funzionale: religiose Nelle aree destinate all'attività religiosa e di culto é consentita la realizzazione, con titolo abilitativo semplice, degli edifici di culto, della residenza del personale addetto e delle altre attrezzature di tituzionalmente competente, connesse all'attività religiosa e di culto
denza del personale addetto e delle altre attrezzature di tituzionalmente competente, connesse all'attività religiosa e di culto La servitù di uso pubblico di tali attrezzature é soddisfatta mediante l'attività di servizio di interesse enti religiosi e di culto forniscono alla comunità in adempimento dei propri fini di istituto: pertanto la realizzazione e la gestione delle attrezzature non è assoggettata alla stipula di si applicano, alle aree per attrezzature religiose le
azione e la gestione delle attrezzature non è assoggettata alla stipula di si applicano, alle aree per attrezzature religiose le Nelle tavole di piano sono indicate le nuove sedi viarie e le rotatorie da realizzare. grafica delle strade e delle intersezioni stradali, contenuta nelle tavole di Piano ha valore di massima fino alla redazione dei relativi progetti definitivi. ti sono destinate alla realizzazione delle
e di Piano ha valore di massima fino alla redazione dei relativi progetti definitivi. ti sono destinate alla realizzazione delle strutture cimiteriali. Le aree circostanti, costituenti le relative fasce di rispetto, sono destinate al onsentite esclusivamente quelle ad esse complementari, quali parcheggi e spazi di manovra, sistemazioni a verde, recinzioni, piccole attrezzature di servizio quali chioschi per la vendita di fiori o di immagini sacre, nonché uffici
a verde, recinzioni, piccole attrezzature di servizio quali chioschi per la vendita di fiori o di immagini sacre, nonché uffici la custodia e gestione dell’attrezzatura principale. È vietata la costruzione di nuovi edifici o strutture, anche se di modeste dimensioni, destinate ad usi diversi da quelli sopra indicati, che presentino requisiti di durata, inamovibilità e di mento col terreno come disposto dalla vigente disciplina di legge.
Art. 23 Aree per impianti tecnologici di interesse pubblico
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI 20 Art. 23 Aree per impianti tecnologici di interesse pubblico Sono le aree destinate alla realizzazione di impianti pubblici o di interesse pubblico di carattere tecnologico, quali impianti di depurazione, piattaforme di trattamento o raccolta dei rifiuti, centrali telefoniche, stazioni delle infrastrutture di trasporto dell’energia, serbatoi ed impianti
ento o raccolta dei rifiuti, centrali telefoniche, stazioni delle infrastrutture di trasporto dell’energia, serbatoi ed impianti dell’acquedotto nonché delle relative strutture per la manutenzione, impianti per la produzione di energia, nonché delle relative strutture per la manutenzione. All’interno di dette aree sono consentiti gli interventi di ampliamento e nuova installazione di impianti e quanto altro necessario all’ammodernamento ed al buon funzionamento degli impianti tecnologici stessi.
Art. 24 Dotazione minima di aree per servizi per gli interventi assoggettati a p
stallazione di impianti e quanto altro necessario all’ammodernamento ed al buon funzionamento degli impianti tecnologici stessi. Tali aree sono equiparate a quelle destinate alla realizzazione delle urbanizzazioni primarie. Art. 24 Dotazione minima di aree per servizi per gli interventi assoggettati a pianificazione attuativa o permesso di costruire convenzionato Il Piano dei Servizi individua la seguenti dotazioni minime di aree destinate a servizi pubblici o
so di costruire convenzionato Il Piano dei Servizi individua la seguenti dotazioni minime di aree destinate a servizi pubblici o di uso pubblico che devono essere assicurate con i piani attuativi e con gli interventi soggetti a permesso di costruire convenzionato per le diverse destinazioni d’uso ripartite secondo la classificazione operata al Titolo I, art. 4 delle presenti Norme, fatta salva la possibilità di monetizzazione prevista dall’articolo 46, comma 1, lettera a) della LR 12/05:
elle presenti Norme, fatta salva la possibilità di monetizzazione prevista dall’articolo 46, comma 1, lettera a) della LR 12/05: Dotazione Gruppi funzionali a) per la SLP SL destinata a residenza e funzioni accessorie, ivi compreso il commercio di vicinato e le medie strutture di vendita di primo livello (MS1): 50% della SLP SL; Gf1; Gf2.4; Gf3.1; Gf4.1; Gf5.1; Gf5.2 b) per la SLP SL con destinazione industriale o artigianale: 20% della SLP SL; Gf2, escluso Gf2.4
.4; Gf3.1; Gf4.1; Gf5.1; Gf5.2 b) per la SLP SL con destinazione industriale o artigianale: 20% della SLP SL; Gf2, escluso Gf2.4 c) per la SLP SL con destinazione terziaria: 100% della SLP SL, salvo le più specifiche indicazioni per le strutture commerciali dettate al paragrafo successivo; Gf3, escluso Gf3.1 d) per la SLP SL delle medie strutture di vendita (MS2, MS3) e dei pubblici esercizi (PE2, PE3, PE4): 100% della SLP SL. Gf4.2 e Gf4.3; e Gf4.4 Gf5.3 e Gf5.4
Art. 25 Dotazione di aree per parcheggio pubblico
strutture di vendita (MS2, MS3) e dei pubblici esercizi (PE2, PE3, PE4): 100% della SLP SL. Gf4.2 e Gf4.3; e Gf4.4 Gf5.3 e Gf5.4 Eccezion fatta per l’insediamento delle strutture commerciali (punto “d”), le dotazioni di cui sopra sono ridotte del 50% per gli interventi all’interno dei nuclei di antica formazione (Aree A) di cui al successivo art. 33, ferma restando la dotazione di aree per parcheggio pubblico di cui all’articolo seguente. Art. 25 Dotazione di aree per parcheggio pubblico
Art. 25 Dotazione di aree per parcheggio pubblico
ndo la dotazione di aree per parcheggio pubblico di cui all’articolo seguente. Art. 25 Dotazione di aree per parcheggio pubblico Nei Piani Attuativi e nei Permessi di Costruire convenzionati, in applicazione delle disposizioni del precedente art. 24, dovrà essere assicurata una dotazione minima di parcheggi pubblici o di uso pubblico pari al 50% della suddetta dotazione. Detta superficie comprende lo spazio necessario allo stazionamento dei veicoli e quello di accesso e manovra.
Art. 26 Variazione del fabbisogno di aree per servizi pubblici conseguente a mut
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI 21 Art. 26 Variazione del fabbisogno di aree per servizi pubblici conseguente a mutamenti di destinazione d’uso 26.1 Disposizioni generali Per mutamenti di destinazione d’uso, ammissibili in base alle norme di piano, connessi all’esecuzione di opere edilizie, la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale deve essere integrata nei seguenti casi:
zie, la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale deve essere integrata nei seguenti casi: a) ove si configuri una nuova destinazione ad attività terziaria dei sottogruppi funzionali Gf3.2, Gf3.3; a) ove si configuri una nuova destinazione a pubblici esercizi e locali di intrattenimento e svago dei sottogruppi funzionali Gf4.2, Gf4.3 e Gf4.4; b) ove si configuri una nuova destinazione ad attività di commercio al dettaglio del sottogruppo funzionale Gf5.3 o superiore.
; b) ove si configuri una nuova destinazione ad attività di commercio al dettaglio del sottogruppo funzionale Gf5.3 o superiore. La dotazione di aree per servizi e spazi pubblici non deve essere integrata per i mutamenti della destinazione consistenti nel passaggio dalle destinazioni indicate alla lettera “a)” a quelle indicate alla lettera “b)” e vice versa. Si considera come nuova destinazione a pubblici esercizi o commercio quella realizzata a
ndicate alla lettera “b)” e vice versa. Si considera come nuova destinazione a pubblici esercizi o commercio quella realizzata a partire da una destinazione diversa da queste, non quella realizzata tramite il passaggio dall’una all’altra delle stesse due destinazioni, ossia da commercio a pubblici esercizi o vice versa. Quando il mutamento della destinazione d’uso non è connesso all’esecuzione di opere edilizie, la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale deve essere
all’esecuzione di opere edilizie, la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale deve essere garantita solamente nel caso contemplato al paragrafo c) b) del primo comma del presente articolo. In tutti i casi di mutamento della destinazione d’uso contemplati al presente articolo la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale dovrà essere commisurata
al presente articolo la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale dovrà essere commisurata al fabbisogno generato dalla nuova destinazione, calcolato secondo il prospetto contenuto al precedente art. 24, dedotte le aree per servizi e spazi pubblici eventualmente già cedute in coerenza con la destinazione d’uso precedente. 26.2 Disposizioni specifiche per il commercio al dettaglio e i pubblici esercizi
Art. 27 Monetizzazione delle aree per servizi pubblici
coerenza con la destinazione d’uso precedente. 26.2 Disposizioni specifiche per il commercio al dettaglio e i pubblici esercizi È considerato alla stregua di cambio d’uso anche il passaggio da una classe dimensionale ad altra superiore per i gruppi funzionali Gf4 e Gf5 comportante incremento della superficie di vendita (Sv) (SV) o della superficie dei locali (SLP) (SL) aventi le destinazioni citate. Art. 27 Monetizzazione delle aree per servizi pubblici
Art. 27 Monetizzazione delle aree per servizi pubblici
) o della superficie dei locali (SLP) (SL) aventi le destinazioni citate. Art. 27 Monetizzazione delle aree per servizi pubblici Quando la cessione delle aree non risulti possibile oppure, per la loro conformazione, o la loro localizzazione o per altre ragioni, non sia ritenuta opportuna dal Comune, la convenzione relativa all’esecuzione del Piano Attuativo o connessa ad un permesso di costruire può prevedere, in alternativa totale o parziale alla cessione, la corresponsione di una somma
nnessa ad un permesso di costruire può prevedere, in alternativa totale o parziale alla cessione, la corresponsione di una somma determinata in applicazione dell’art. 46, primo comma, lett. a) della LR 12/05. Quando il Piano Attuativo o il permesso di costruire convenzionato hanno ad oggetto la realizzazione di medie strutture di vendita (Gf5.3, Gf5.4) o di pubblici esercizi di grande dimensione e di locali di intrattenimento e svago (Gf4.2, Gf4.3) il fabbisogno di parcheggi
Art. 28 Regime transitorio delle aree per servizi e spazi pubblici
.4) o di pubblici esercizi di grande dimensione e di locali di intrattenimento e svago (Gf4.2, Gf4.3) il fabbisogno di parcheggi pubblici, di cui al precedente art. 25, dovrà essere interamente soddisfatto individuando e mettendo a disposizione le aree necessarie anche all’esterno del comparto. Art. 28 Regime transitorio delle aree per servizi e spazi pubblici Nelle more dell'acquisizione delle aree per attrezzature pubbliche, è vietata la realizzazione su
e per servizi e spazi pubblici Nelle more dell'acquisizione delle aree per attrezzature pubbliche, è vietata la realizzazione su di esse di qualsiasi manufatto edilizio, anche precario, nonché la formazione di discariche o depositi all'aperto. Sugli edifici esistenti all’interno di dette aree sono consentiti gli interventi conservativi previsti dalla legge per gli edifici non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione.
Art. 29 Attuazione del Piano dei Servizi
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 3° ATTUAZIONE DEL PIANO DEI SERVIZI 22 Art. 29 Attuazione del Piano dei Servizi 29.1 Piani di settore Il Piano dei Servizi è destinato ad essere integrato e attuato attraverso i piani di settore di seguito elencati: a) Piano dei Tempi e degli Orari b) Piano e Regolamento Comunale del verde c) Piano del Decoro e dell’Arredo Urbano d) Piano della ciclabilità e) Piano dei Parcheggi
iano e Regolamento Comunale del verde c) Piano del Decoro e dell’Arredo Urbano d) Piano della ciclabilità e) Piano dei Parcheggi I piani di settore saranno approvati dal Consiglio Comunale come documenti integrativi del Programma Triennale delle Opere Pubbliche e potranno prevedere la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico e generale diverse da quelle previste dal Piano dei Servizi, come disposto all’art. 9, comma 15 della LR 12/05.
teresse pubblico e generale diverse da quelle previste dal Piano dei Servizi, come disposto all’art. 9, comma 15 della LR 12/05. 29.2 Coordinamento del Piano dei Servizi col programma comunale delle opere pubbliche In sede di formazione del Bilancio comunale e di approvazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche si dovrà procedere alla verifica dello stato di attuazione del presente Piano dei Servizi ed al suo eventuale adeguamento.
Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS)
liche si dovrà procedere alla verifica dello stato di attuazione del presente Piano dei Servizi ed al suo eventuale adeguamento. La realizzazione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale, diverse da quelle indicativamente previste dal Piano dei Servizi è possibile nel rispetto delle disposizioni contenute nel precedente art. 17 e dell’art. 9, comma 15 della LR 12/05. Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS)
Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS)
nute nel precedente art. 17 e dell’art. 9, comma 15 della LR 12/05. Art. 30 Piano Urbano Generale dei Servizi Sottosuolo (PUGSS) Il presente Piano dei Servizi è integrato con le disposizioni del PUGSS che ne costituisce parte integrante. Saranno del pari integrate nel presente Piano dei Servizi le successive integrazioni e varianti del PUGSS stesso.
Art. 31 Suddivisione del tessuto urbano consolidato in aree omogenee
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 23 Titolo IV – Disciplina del Piano delle Regole Capo I - Disciplina delle Aree Art. 31 Suddivisione del tessuto urbano consolidato in aree omogenee 31.1 Il Piano delle Regole ripartisce il tessuto urbano consolidato nelle seguenti classi aventi caratteristiche omogenee per morfologia, densità edilizie, vocazioni funzionali: Aree A - Aree centrali;
seguenti classi aventi caratteristiche omogenee per morfologia, densità edilizie, vocazioni funzionali: Aree A - Aree centrali; Aree B - Aree del tessuto urbano consolidato residenziali e polifunzionali; Aree a ville e giardini privati Aree D - Aree del tessuto urbano consolidato a vocazione produttiva e commerciale. Il Piano delle Regole individua inoltre gli ambiti riservati all’attività agricola. 31.2 Per ognuna delle classi sopra elencate le presenti norme definiscono destinazioni d’uso, indici e
Art. 32 Disposizioni generali per le aree del tessuto urbano consolidato
ti all’attività agricola. 31.2 Per ognuna delle classi sopra elencate le presenti norme definiscono destinazioni d’uso, indici e parametri regolatori dell’edificabilità. Art. 32 Disposizioni generali per le aree del tessuto urbano consolidato 32.1 Salvaguardia delle SLP SL esistenti Il Piano delle Regole consente la conservazione della SLP SL esistente nei casi in cui le presenti norme ammettono la sostituzione degli edifici esistenti con nuovi edifici tramite interventi di
ente nei casi in cui le presenti norme ammettono la sostituzione degli edifici esistenti con nuovi edifici tramite interventi di demolizione e ricostruzione, comunque classificabili, ad eccezione degli edifici ricadenti in aree divenute inedificabili per effetto di vincoli sopravvenuti, apposti in applicazione di disposizioni di legge nazionale o regionale. La SLP SL esistente prima degli interventi di demolizione dovrà essere quantificata, dimostrata e
i legge nazionale o regionale. La SLP SL esistente prima degli interventi di demolizione dovrà essere quantificata, dimostrata e asseverata dal richiedente il titolo abilitativo secondo i criteri di calcolo delle presenti norme. Per gli interventi di sostituzione di edifici esistenti:
- ove detti edifici comprendano sottotetti recuperabili ma non ancora recuperati fini abitativi, nel nuovo edificio potrà essere realizzata una superficie abitabile in sottotetto nella quantità
cora recuperati fini abitativi, nel nuovo edificio potrà essere realizzata una superficie abitabile in sottotetto nella quantità che sarebbe stata realizzabile negli edifici esistenti prima della demolizione.
- ove la ricostruzione rispetti la sagoma e il sedime dell’edificio preesistente é ammesso, oltre al mantenimento delle SLP SL, anche la conferma dei rapporti di copertura, delle altezze e delle distanze esistenti prima della demolizione, anche se non conformi agli indici e
dei rapporti di copertura, delle altezze e delle distanze esistenti prima della demolizione, anche se non conformi agli indici e parametri dettati per ciascuna delle aree omogenee. 32.2 Trasferimento di volumetria È consentito il trasferimento dell'edificabilità di pertinenza di un'area su altra area adiacente e ricadente nella zona avente la medesima destinazione e lo stesso indice di edificabilità fondiaria a
a su altra area adiacente e ricadente nella zona avente la medesima destinazione e lo stesso indice di edificabilità fondiaria a condizione che la conseguente concentrazione volumetrica avvenga nel rispetto degli altri indici e parametri di zona (Rc IC, H, Dc, Df, Ds). 32.3 Individuazione della superficie fondiaria di pertinenza Per l’individuazione del lotto di pertinenza possono essere conteggiate nella superficie fondiaria
ficie fondiaria di pertinenza Per l’individuazione del lotto di pertinenza possono essere conteggiate nella superficie fondiaria anche le aree non azzonate nella tavola di piano (PR 7 ed PR 8 - Disciplina delle aree) risultanti dall’arretramento delle recinzioni in corrispondenza dei parcheggi privati realizzati fuori recinzione, purché la proprietà delle aree sia dimostrata nella documentazione presentata per l’ottenimento del titolo abilitativo.
inzione, purché la proprietà delle aree sia dimostrata nella documentazione presentata per l’ottenimento del titolo abilitativo. 32.4 Disciplina del recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti Gli interventi edilizi volti al recupero dei sottotetti per scopi abitativi sono consentiti nel rispetto dei presupposti e dei limiti dettati dalla LR 12/05 e s.m.i. Possono essere recuperati a fini abitativi i sottotetti che presentano almeno in parte le
limiti dettati dalla LR 12/05 e s.m.i. Possono essere recuperati a fini abitativi i sottotetti che presentano almeno in parte le caratteristiche per essere considerati “superficie accessoria” ai sensi delle Definizioni Tecniche Uniformi. Il recupero dei sottotetti a fini abitativi:
Comune di Lissone - PGT - 24
- deve prevedere la dotazione di parcheggi pertinenziali secondo quanto stabilito all’art. 6 delle presenti Norme;
- deve, rispettare i limiti di altezza degli edifici come stabiliti dalle presenti Norme. Nell’ipotesi di edifici a cortina, come individuati nelle tavole di piano, le quote di gronda e di colmo di un singolo edificio, o più edifici oggetto a raggiungere le altezze interne necessarie a conseguire l’agibilità dei locali di abitazione
lo edificio, o più edifici oggetto a raggiungere le altezze interne necessarie a conseguire l’agibilità dei locali di abitazione 32.5 Salvaguardia del verde privato Fatte salve le più specifiche disposizioni contenute nei regolamenti comunali in materia, ogni richiesta di titolo abilitativo che comporti trasformazione di aree inedificate deve essere corredata dal rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché dal
he comporti trasformazione di aree inedificate deve essere corredata dal rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché dal sistemazione, con l’indicazione delle specie arboree sostitutive o di nuovo impianto, delle zone a giardino o a orto, delle opere accessorie di pavimentazione, recinzione, arredo fisso. 32.6 Servizi e attrezzature pubblic In generale i servizi pubblici o di interesse pubblico o generale, come definiti all’art
so. 32.6 Servizi e attrezzature pubblic In generale i servizi pubblici o di interesse pubblico o generale, come definiti all’art della LR 12/05, possono essere realizzati in tutte le aree del tessuto urbano consolidato L’applicazione degli indici di edificab edificatoria delle aree al netto delle eventuali di uso pubblico regolate da apposita convenzione o regolamento d’uso. La servizi non può comunque eccedere il limite del 30% della dell’indice di edificabilità previsto dalle presenti norme.
d’uso. La servizi non può comunque eccedere il limite del 30% della dell’indice di edificabilità previsto dalle presenti norme. 32.7 Edificazioni a confine L’edificazione a confine è consentita nei seguenti casi: a) quando il PGT indica l’obiettivo di preservare o realizzare la continuità della cortina edilizia stradale; b) negli interventi di demolizione e ricostruzione, comunque classificati, che prevedano la riedificazione di un fabbricato preesistente collocato sul confine;
one e ricostruzione, comunque classificati, che prevedano la riedificazione di un fabbricato preesistente collocato sul confine; c) nel caso della realizzazione di box o locali accessori punto più elevato della sagoma esterna del manufatto c) quando il lotto adiacente presenta un fabbricato edificato sul confine (costruzione i aderenza). Non sono da considerare nella verifica delle distanze integrati nel muro di recinzione, come indicato nello schema che segue, la cui altezza misurata al
nella verifica delle distanze integrati nel muro di recinzione, come indicato nello schema che segue, la cui altezza misurata al punto più alto dell’involucro esterno non superi inferiore all’altezza di detto muro Salvo il caso della costruzione in aderenza, per la realizzazione di costruzioni a confine dell’ottenimento del titolo abilitativo dei lotti confinanti, trascritto nei registri immobiliari. 32.8 Precisazioni in merito all’applicazione dei parametri
bilitativo dei lotti confinanti, trascritto nei registri immobiliari. 32.8 Precisazioni in merito all’applicazione dei parametri Il rapporto massimo di copertura definito nelle norme di ciascuna delle aree prevalente destinazione residenziale potrà essere superato, dotare dei parcheggi privati (autorimesse, box, posti auto coperti) nelle quantità prescritte dalle presenti norme, gli edifici esistenti che ne r sopralzi, purché non venga superato di più del 30% il parametro (ad es: RC IC = 50% + 30% =
orme, gli edifici esistenti che ne r sopralzi, purché non venga superato di più del 30% il parametro (ad es: RC IC = 50% + 30% = Per interventi su edifici esistenti non è ammessa la riduzione della limiti dettati dal Regolamento Locale di Igiene o quando risulterebbe inferiore a detti limiti in conseguenza della riduzione. 32.9 Zone di confine tra aree residenziali e produttive Negli interventi riguardanti zone di confine tra aree residenziali (A e B) e produttive (D) dovrà
aree residenziali e produttive Negli interventi riguardanti zone di confine tra aree residenziali (A e B) e produttive (D) dovrà essere garantita una adeguata fascia di interposizione fra i relativi fabbricati adottando i Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE deve prevedere la dotazione di parcheggi pertinenziali secondo quanto stabilito all’art. 6 presenti Norme; deve, rispettare i limiti di altezza degli edifici come stabiliti dalle presenti Norme. Nell’ipotesi
all’art. 6 presenti Norme; deve, rispettare i limiti di altezza degli edifici come stabiliti dalle presenti Norme. Nell’ipotesi di edifici a cortina, come individuati nelle tavole di piano, le quote di gronda e di colmo di un singolo edificio, o più edifici oggetto di intervento contestuale, potranno essere innalzate fino a raggiungere le altezze interne necessarie a conseguire l’agibilità dei locali di abitazione Salvaguardia del verde privato
ino a raggiungere le altezze interne necessarie a conseguire l’agibilità dei locali di abitazione Salvaguardia del verde privato Fatte salve le più specifiche disposizioni contenute nei regolamenti comunali in materia, ogni richiesta di titolo abilitativo che comporti trasformazione di aree inedificate deve essere corredata dal rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché dal progetto dettagliato della nuova
e inedificate deve essere corredata dal rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché dal progetto dettagliato della nuova sistemazione, con l’indicazione delle specie arboree sostitutive o di nuovo impianto, delle zone a giardino o a orto, delle opere accessorie di pavimentazione, recinzione, arredo fisso. Servizi e attrezzature pubbliche o di uso pubblico In generale i servizi pubblici o di interesse pubblico o generale, come definiti all’art
ttrezzature pubbliche o di uso pubblico In generale i servizi pubblici o di interesse pubblico o generale, come definiti all’art della LR 12/05, possono essere realizzati in tutte le aree del tessuto urbano consolidato L’applicazione degli indici di edificabilità stabiliti dalle presenti norme definisce la capacità edificatoria delle aree al netto delle eventuali SLP SL destinate a servizi e attrezzature pubbliche o di uso pubblico regolate da apposita convenzione o regolamento d’uso. La
i SLP SL destinate a servizi e attrezzature pubbliche o di uso pubblico regolate da apposita convenzione o regolamento d’uso. La rvizi non può comunque eccedere il limite del 30% della SLP SL ricavata dall’applicazione dell’indice di edificabilità previsto dalle presenti norme. L’edificazione a confine è consentita nei seguenti casi: indica l’obiettivo di preservare o realizzare la continuità della cortina edilizia negli interventi di demolizione e ricostruzione, comunque classificati, che prevedano la
re la continuità della cortina edilizia negli interventi di demolizione e ricostruzione, comunque classificati, che prevedano la riedificazione di un fabbricato preesistente collocato sul confine; nel caso della realizzazione di box o locali accessori, purché la loro altezza più elevato della sagoma esterna del manufatto, non superi i m 2,90; quando il lotto adiacente presenta un fabbricato edificato sul confine (costruzione i Non sono da considerare nella verifica delle distanze dai confini (Dc e Df)
a un fabbricato edificato sul confine (costruzione i Non sono da considerare nella verifica delle distanze dai confini (Dc e Df) integrati nel muro di recinzione, come indicato nello schema che segue, la cui altezza misurata al punto più alto dell’involucro esterno non superi l’altezza la misura di m. 2,90 e comunque risulti detto muro. Salvo il caso della costruzione in aderenza, per la realizzazione di costruzioni a confine
. 2,90 e comunque risulti detto muro. Salvo il caso della costruzione in aderenza, per la realizzazione di costruzioni a confine dell’ottenimento del titolo abilitativo deve essere prodotto l’atto convenzionale stipulato tra i titolari trascritto nei registri immobiliari. Precisazioni in merito all’applicazione dei parametri Rc IC ed Sd SP Il rapporto massimo di copertura definito nelle norme di ciascuna delle aree
erito all’applicazione dei parametri Rc IC ed Sd SP Il rapporto massimo di copertura definito nelle norme di ciascuna delle aree prevalente destinazione residenziale potrà essere superato, una tantum, esclusivamente al fine di dotare dei parcheggi privati (autorimesse, box, posti auto coperti) nelle quantità prescritte dalle presenti norme, gli edifici esistenti che ne risultino sprovvisti e i loro eventuali ampliamenti e
lle quantità prescritte dalle presenti norme, gli edifici esistenti che ne risultino sprovvisti e i loro eventuali ampliamenti e sopralzi, purché non venga superato di più del 30% il parametro Rc IC stabilito per ciascuna area = 50% + 30% = Rc IC 65%). Per interventi su edifici esistenti non è ammessa la riduzione della Sd SP limiti dettati dal Regolamento Locale di Igiene o quando risulterebbe inferiore a detti limiti in conseguenza della riduzione. ee residenziali e produttive
TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE
nto Locale di Igiene o quando risulterebbe inferiore a detti limiti in conseguenza della riduzione. ee residenziali e produttive Negli interventi riguardanti zone di confine tra aree residenziali (A e B) e produttive (D) dovrà essere garantita una adeguata fascia di interposizione fra i relativi fabbricati adottando i TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE deve prevedere la dotazione di parcheggi pertinenziali secondo quanto stabilito all’art. 6
4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE deve prevedere la dotazione di parcheggi pertinenziali secondo quanto stabilito all’art. 6 deve, rispettare i limiti di altezza degli edifici come stabiliti dalle presenti Norme. Nell’ipotesi di edifici a cortina, come individuati nelle tavole di piano, le quote di gronda e di colmo di un di intervento contestuale, potranno essere innalzate fino a raggiungere le altezze interne necessarie a conseguire l’agibilità dei locali di abitazione.
e, potranno essere innalzate fino a raggiungere le altezze interne necessarie a conseguire l’agibilità dei locali di abitazione. Fatte salve le più specifiche disposizioni contenute nei regolamenti comunali in materia, ogni richiesta di titolo abilitativo che comporti trasformazione di aree inedificate deve essere corredata progetto dettagliato della nuova sistemazione, con l’indicazione delle specie arboree sostitutive o di nuovo impianto, delle zone a
getto dettagliato della nuova sistemazione, con l’indicazione delle specie arboree sostitutive o di nuovo impianto, delle zone a giardino o a orto, delle opere accessorie di pavimentazione, recinzione, arredo fisso. In generale i servizi pubblici o di interesse pubblico o generale, come definiti all’art. 9, comma 10, della LR 12/05, possono essere realizzati in tutte le aree del tessuto urbano consolidato. ilità stabiliti dalle presenti norme definisce la capacità
no essere realizzati in tutte le aree del tessuto urbano consolidato. ilità stabiliti dalle presenti norme definisce la capacità destinate a servizi e attrezzature pubbliche o di uso pubblico regolate da apposita convenzione o regolamento d’uso. La SLP SL destinata a ricavata dall’applicazione indica l’obiettivo di preservare o realizzare la continuità della cortina edilizia negli interventi di demolizione e ricostruzione, comunque classificati, che prevedano la purché la loro altezza, misurata al
zia negli interventi di demolizione e ricostruzione, comunque classificati, che prevedano la purché la loro altezza, misurata al , non superi i m 2,90; quando il lotto adiacente presenta un fabbricato edificato sul confine (costruzione in Dc e Df) i fabbricati accessori integrati nel muro di recinzione, come indicato nello schema che segue, la cui altezza misurata al m. 2,90 e comunque risulti Salvo il caso della costruzione in aderenza, per la realizzazione di costruzioni a confine ai fini
al m. 2,90 e comunque risulti Salvo il caso della costruzione in aderenza, per la realizzazione di costruzioni a confine ai fini deve essere prodotto l’atto convenzionale stipulato tra i titolari Il rapporto massimo di copertura definito nelle norme di ciascuna delle aree omogenee a , esclusivamente al fine di dotare dei parcheggi privati (autorimesse, box, posti auto coperti) nelle quantità prescritte dalle isultino sprovvisti e i loro eventuali ampliamenti e stabilito per ciascuna area
i auto coperti) nelle quantità prescritte dalle isultino sprovvisti e i loro eventuali ampliamenti e stabilito per ciascuna area SP quando già inferiore ai limiti dettati dal Regolamento Locale di Igiene o quando risulterebbe inferiore a detti limiti in Negli interventi riguardanti zone di confine tra aree residenziali (A e B) e produttive (D) dovrà essere garantita una adeguata fascia di interposizione fra i relativi fabbricati adottando i
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 25 provvedimenti necessari a proteggere le residenze dalle eventuali emissioni di fumi, rumori e polveri (dossi, pareti verdi, vegetazione, ecc.). L’adeguatezza di detti provvedimenti sarà asseverata dal progettista in sede di presentazione della documentazione del Piano Attuativo o per l’ottenimento del titolo abilitativo. 32.10 Ricoveri attrezzi
de di presentazione della documentazione del Piano Attuativo o per l’ottenimento del titolo abilitativo. 32.10 Ricoveri attrezzi Ad eccezione delle zone A1, all’interno dei giardini è consentita l’installazione di capanni amovibili per il ricovero di attrezzi e materiali, della dimensione massima di circa mq 6 in pianta e m 2,90 di altezza dell’involucro esterno, purché non stabilmente infissi nel terreno, anche quando eccedano il limite determinato dall’applicazione degli indici Uf IF ed Rc IC.
non stabilmente infissi nel terreno, anche quando eccedano il limite determinato dall’applicazione degli indici Uf IF ed Rc IC. 32.11 Volume urbanistico In tutti i casi nei quali si rendesse necessario misurare la capacità edificatoria adottando la misura del volume anziché della Superficie lorda SL, per la determinazione di detto volume (Volume Urbanistico -. VU) si applicherà alla SL l’altezza Urbanistica (AU) fissata dal presente piano delle Regole nella misura di m. 3. 32.12 Distanze (m)4
applicherà alla SL l’altezza Urbanistica (AU) fissata dal presente piano delle Regole nella misura di m. 3. 32.12 Distanze (m)4 Le distanze si misurano come disposto nelle DTU riportate nell’Appendice 3 alle presenti Norme. Nella verifica delle distanze sono fatte salve le deroghe disposte dalla disciplina relativa al contenimento dei consumi di energia. 32.12.1 Df (m) - Distanza minima tra i fabbricati È obbligatorio il rispetto della distanza minima tra fabbricati dettata dal DM 2 aprile 1968, n. 1444,
a minima tra i fabbricati È obbligatorio il rispetto della distanza minima tra fabbricati dettata dal DM 2 aprile 1968, n. 1444, come disposto all’art 103 della LR 12/2005, nel rispetto delle seguenti specificazioni. 32.12.2 Dc (m) - Distanza minima dei fabbricati dal confine Non sono assoggettati alla verifica del rispetto dei parametri di distanza le autorimesse ed i manufatti accessori pertinenziali che possono essere realizzati sul confine del lotto purché la loro
istanza le autorimesse ed i manufatti accessori pertinenziali che possono essere realizzati sul confine del lotto purché la loro altezza, misurata al punto più elevato della sagoma esterna del manufatto, non superi i m 2,90. Per le costruzioni in aderenza su lotti finitimi si rimanda alle disposizioni dettate dal Codice Civile agli artt. 873 e seguenti. 32.12.3 Ds (m) - Distanza minima dei fabbricati dal ciglio stradale
sizioni dettate dal Codice Civile agli artt. 873 e seguenti. 32.12.3 Ds (m) - Distanza minima dei fabbricati dal ciglio stradale Si determina misurando la distanza dell’edificio dal ciglio stradale, come definito dal D.Lgs. 285/92 e successive modificazioni e integrazioni. Per la verifica della distanza Ds si considera edificio qualsiasi manufatto o involucro edilizio chiuso o coperto stabilmente infisso o appoggiato al suolo con esclusione degli arredi da giardino aperti e scoperti.
o edilizio chiuso o coperto stabilmente infisso o appoggiato al suolo con esclusione degli arredi da giardino aperti e scoperti. L’allineamento degli edifici sul ciglio stradale o con gli edifici dei lotti confinanti é ammesso quando finalizzato a mantenere o consolidare gli allineamenti esistenti. La disciplina dell’eventuale aggiunta di isolamenti a “cappotto” sui fronti dei fabbricati in cortina è demandata alle disposizioni del Regolamento Edilizio e dalle ulteriori determinazioni comunali in materia.
bbricati in cortina è demandata alle disposizioni del Regolamento Edilizio e dalle ulteriori determinazioni comunali in materia. 32.13 Altezza Per ciascuna area è indicata con la lettera “H” l’altezza massima consentita per i fabbricati, per la cui definizione si applicano le DTU individuate coi numeri 27 e 28, riportate nell’Appendice 3 alle presenti norme. 32.14 Cabine di trasformazione dell’energia elettrica e di decompressione del gas
iportate nell’Appendice 3 alle presenti norme. 32.14 Cabine di trasformazione dell’energia elettrica e di decompressione del gas Dette cabine, destinate a contenere gli impianti serventi di una costruzione principale o di un complesso edilizio, non sono da considerare alla stregua di “costruzioni” e non sono da assumere per la verifica dell’applicazione dei parametri di distanza.5 4 Si tratta del precedente art 3.9 emendato solamente per quanto in contrasto con la DTU n° 30.
ione dei parametri di distanza.5 4 Si tratta del precedente art 3.9 emendato solamente per quanto in contrasto con la DTU n° 30. 5 Sentenza TAR veneto TAR Veneto, sez. II, sent. 9 maggio 2018 n. 503
Art. 33 Aree A - Aree centrali
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 26 Art. 33 Aree A - Aree centrali 33.1 Definizioni e obiettivi Nelle tavole di piano sono individuati i nuclei di antica formazione delle frazioni e del capoluogo e, per quest’ultimo, il tessuto edilizio della città centrale che lo contorna. Gli edifici che vi sono compresi costituiscono, individualmente o nel rapporto col contesto, un valore testimoniale o identitario per l’intera collettività urbana.
stituiscono, individualmente o nel rapporto col contesto, un valore testimoniale o identitario per l’intera collettività urbana. Ai sensi dell’art. 27 della legge 5 agosto 1978, n. 457, le aree A sono classificate come zona di recupero del patrimonio edilizio esistente. Nelle aree A gli interventi devono tendere prioritariamente alla conservazione degli edifici esistenti individuati come meritevoli di conservazione ed al ripristino e alla valorizzazione delle loro qualità architettoniche o tipologiche.
iduati come meritevoli di conservazione ed al ripristino e alla valorizzazione delle loro qualità architettoniche o tipologiche. 33.2 Ripartizione in sottoclassi 33.2.1 Area A1 - Nuclei di antica formazione Comprende gli insediamenti antichi di interesse storico, architettonico, paesaggistico. L’area A1 e assimilata all’omonima zona di cui al D.M. 2 aprile 1968, n. 1444. Sono classificati come area A1, come individuati nella tavola di piano: • il nucleo di antica formazione di Lissone;
8, n. 1444. Sono classificati come area A1, come individuati nella tavola di piano: • il nucleo di antica formazione di Lissone; • il nucleo storico della frazione di Santa Margherita; • la corte della cascina Bini a Santa Margherita; • la corte della cascina Aliprandi a Santa Margherita; • la corte della cascina Baldironi - San Mauro; • la corte della cascina Convenio. 33.2.2 Area A2 - Tessuto edilizio della città centrale
e della cascina Baldironi - San Mauro; • la corte della cascina Convenio. 33.2.2 Area A2 - Tessuto edilizio della città centrale Comprende i tessuti urbani di più recente costituzione che mantengono un forte carattere unitario col nucleo di antica formazione. 33.3 Destinazioni d’uso Destinazioni principale e complementari La destinazione d’uso principale è la residenza (Gruppo funzionale Gf1). Sono con essa compatibili le attività terziarie (Gf3), e le attività di
d’uso principale è la residenza (Gruppo funzionale Gf1). Sono con essa compatibili le attività terziarie (Gf3), e le attività di pubblico esercizio del Gf4.1 (PE1 con SLP SL ≤ mq 250). Destinazioni escluse Sono escluse le attività di magazzinaggio e autotrasporto (Gf 2.2) e logistica (Gf 2.3). Sono inoltre escluse le attività classificate come insalubri di prima classe in applicazione del DM 5/9/94 e successive modificazioni e integrazioni.
le attività classificate come insalubri di prima classe in applicazione del DM 5/9/94 e successive modificazioni e integrazioni. Commercio Ferma restando la facoltà di introdurre attività commerciali di vicinato (Gf5.1), le altre attività di commercio al dettaglio (Gf5), sono compatibili alle condizioni di cui al Capo II del presente Titolo. 33.4 Definizione degli interventi edilizi Ai fini del conseguimento degli obiettivi particolari di tutela e riqualificazione degli insediamenti di
egli interventi edilizi Ai fini del conseguimento degli obiettivi particolari di tutela e riqualificazione degli insediamenti di interesse storico architettonico, la definizione degli interventi edilizi di ristrutturazione contenuta nella legislazione nazionale e regionale viene specificata come segue. 33.4.1 Ristrutturazione edilizia conservativa Sono gli interventi di ristrutturazione edilizia rivolti alla riabilitazione dell’edificio esistente. Ricadono
izia conservativa Sono gli interventi di ristrutturazione edilizia rivolti alla riabilitazione dell’edificio esistente. Ricadono in questa categoria gli interventi di ristrutturazione che non modificano l’impianto tipologico e non comportano la modifica sostanziale delle facciate prospettanti sullo spazio pubblico identificate nelle tavole di piano come “cortine edilizie”. Gli interventi di ristrutturazione conservativa possono consistere anche nella demolizione e fedele
ano come “cortine edilizie”. Gli interventi di ristrutturazione conservativa possono consistere anche nella demolizione e fedele ricostruzione del fabbricato esistente e possono comportare incrementi della SLP SL, purché compatibili con la capacità edificatoria assegnata o con le modalità di intervento consentite sul fabbricato.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 27 33.4.2 Ristrutturazione edilizia sostitutiva Sono gli interventi di ristrutturazione edilizia volti al rinnovo dell’edificio, fino alla sua parziale o totale demolizione e ricostruzione non fedele alla sagoma preesistente. 33.5 Modalità di intervento Gli interventi di manutenzione straordinaria e quelli che non comportano alcun incremento della
nte. 33.5 Modalità di intervento Gli interventi di manutenzione straordinaria e quelli che non comportano alcun incremento della SLP esistente sono sempre autorizzati con titolo abilitativo semplice. In particolare gli interventi di trasformazione sono soggetti a diversa procedura abilitativa in relazione all’entità delle trasformazioni stesse come indicato nel seguente prospetto. Procedura Tipo intervento Capacità edificatoria H a Titolo abilitativo semplice Ristrutturazione conservativa
eguente prospetto. Procedura Tipo intervento Capacità edificatoria H a Titolo abilitativo semplice Ristrutturazione conservativa SLP esistente esistente b Permesso di costruire Ristrutturazione sostitutiva o nuova edificazione SLP esistente o indice esistente c Piano Attuativo Ristrutturazione urbanistica SLP esistente o indice m 10,50 33.6 Prescrizioni specifiche per le Aree A1: Nuclei di antica formazione 33.6.1 Categorie di intervento
istente o indice m 10,50 33.6 Prescrizioni specifiche per le Aree A1: Nuclei di antica formazione 33.6.1 Categorie di intervento Nella Tav. PR 9 “Disciplina di intervento sugli edifici delle aree A” è indicata la categoria assegnata a ciascun edificio in base all’elenco riportato di seguito: EVM Edificio di Valore Monumentale (vincolati ai sensi del D.Lgs. 42/04 e altri edifici monumentali); EVS Edificio di Valore Storico; EIA Edificio di Interesse Architettonico o Ambientale;
.Lgs. 42/04 e altri edifici monumentali); EVS Edificio di Valore Storico; EIA Edificio di Interesse Architettonico o Ambientale; EFA Edificio o Fabbricato Accessorio; EEC Edificio Estraneo al Contesto. Ferma restando la possibilità di realizzare interventi di manutenzione straordinaria per tutti gli edifici, nel prospetto che segue sono indicati gli indirizzi da applicare a ciascuna categoria di intervento: . Cat. Descrizione Indirizzi Restauro e Risanamento conservativo Manutenzione straordinaria
a ciascuna categoria di intervento: . Cat. Descrizione Indirizzi Restauro e Risanamento conservativo Manutenzione straordinaria Ristrutturazione edilizia conservativa Ristrutturazione edilizia sostitutiva Sostituzione edilizia EVM Edificio di valore monumentale (vincolo DLgs 42/04 e altri edifici) Conservazione integrale dell’involucro esterno si si no no no EVS Edificio di valore storico Conservazione dell'involucro esterno, anche con fedele ricostruzione si si si no no EIA Edificio di interesse
di valore storico Conservazione dell'involucro esterno, anche con fedele ricostruzione si si si no no EIA Edificio di interesse architettonico o ambientale Conservazione degli allineamenti e dell'altezza massima esistente nell'edificio oggetto di intervento e del linguaggio architettonico originario si si si si no
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 28 EFA Edificio o fabbricato accessorio Mantenimento delle superfici coperte senza recupero della SLP SL no si si si si EEC Edificio estraneo al contesto Ricostruzione senza vincolo di sagoma no si si si si 33.6.2 Indici e parametri La capacità edificatoria assegnata alle aree A1 è pari all’esistente, con le specificazioni e le aggiunte di seguito indicate.
i La capacità edificatoria assegnata alle aree A1 è pari all’esistente, con le specificazioni e le aggiunte di seguito indicate. La verifica della SLP SL esistente, da assumere come riferimento per la realizzazione degli interventi, deve avvenire in base alle disposizioni contenute all’art. 3.3 delle presenti norme alle specificazioni contenute nelle DTU (n° 13 Superficie Lorda e n° 15 Superficie accessoria) riprodotte nell’Appendice 3 alle presenti norme.
ioni contenute nelle DTU (n° 13 Superficie Lorda e n° 15 Superficie accessoria) riprodotte nell’Appendice 3 alle presenti norme. I fabbricati accessori individuati nella tavola “PR 9 - Disciplina di intervento sugli edifici delle aree A”, ai quali è attribuita la categoria di intervento EFA, che non concorrono al conteggio della SLP SL esistente, possono essere oggetto di interventi di demolizione e ricostruzione ma dovrà esserne
orrono al conteggio della SLP SL esistente, possono essere oggetto di interventi di demolizione e ricostruzione ma dovrà esserne mantenuto l’uso attuale e la relativa superficie non potrà essere sommata alla SLP SL dei fabbricati principali ai fini della determinazione della capacità edificatoria. Rc IC = H = Dc = esistente Df = Ds = I parametri Dc, Df, Ds possono essere derogati quando tale deroga si renda necessaria alla conservazione o al ripristino della cortina stradale.
Df, Ds possono essere derogati quando tale deroga si renda necessaria alla conservazione o al ripristino della cortina stradale. 33.6.3 Recupero dei sottotetti a fini abitativi Il recupero a fini abitativi dei sottotetti è consentito limitatamente agli interventi che prevedano la conservazione della sagoma esistente, ossia delle quote di gronda e di colmo e delle linee di pendenza delle falde, con esclusione della realizzazione di nuovi abbaini sul fronte verso lo spazio pubblico.
e delle linee di pendenza delle falde, con esclusione della realizzazione di nuovi abbaini sul fronte verso lo spazio pubblico. Il recupero del sottotetto a fini abitativi non produce effetti sulla verifica del rispetto dell’altezza “H” assegnata alla zona. 33.7 Prescrizioni specifiche per le aree Aree A2: Tessuto edilizio della città centrale 33.7.1 Indici e parametri Per gli interventi di ristrutturazione conservativa e di ristrutturazione sostitutiva
a città centrale 33.7.1 Indici e parametri Per gli interventi di ristrutturazione conservativa e di ristrutturazione sostitutiva In tutti gli interventi che prevedono il mantenimento dell’involucro esterno o la sua fedele ricostruzione la capacità edificatoria è pari all’esistente ma è consentita la realizzazione di una maggiore SLP SL quando questa sia ricavabile senza che venga modificato detto involucro. Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica, di nuova edificazione ovvero di demolizione e
ga modificato detto involucro. Per gli interventi di ristrutturazione urbanistica, di nuova edificazione ovvero di demolizione e ricostruzione con sedime e sagoma diversi dall’esistente La capacità edificatoria può essere pari alla SLP SL esistente, oppure determinata dall’applicazione dell’indice di utilizzazione edificabilità fondiaria. Uf IF = 0,40 mq/mq Altri parametri Rc IC = 60% H = m 10,50 Dc = H/2, minimo m 5 Df = minimo m 10 salvo per le edificazioni a cortina
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 29 Ds = m 5 33.7.2 Recupero dei sottotetti a fini abitativi Il recupero a fini abitativi dei sottotetti è consentito anche quando comporti la modifica delle quote di gronda e di colmo della copertura, ferma restando l’esclusione della realizzazione di nuovi abbaini sul fronte verso lo spazio pubblico. Il recupero del sottotetto a fini abitativi non produce effetti sulla verifica del rispetto dell’altezza “H”
lo spazio pubblico. Il recupero del sottotetto a fini abitativi non produce effetti sulla verifica del rispetto dell’altezza “H” assegnata alla zona quando riguarda edifici fino 3 piani fuori terra o quando non comporta modifica delle quote di colmo e di gronda e dell’inclinazione delle falde. 33.7.3 Deroga alla distanza dei fabbricati esistenti dai confini La distanza dei fabbricati esistenti dal confine può essere inferiore a quella indicata al comma
abbricati esistenti dai confini La distanza dei fabbricati esistenti dal confine può essere inferiore a quella indicata al comma 33.7.1 del presente articolo quando venga stipulata fra i confinanti una convenzione che contenga l’assenso a detta riduzione e l’impegno ad arretrare le eventuali edificazioni sui lotti vicini in modo da rispettare le distanze minime di legge, fatte salve le disposizioni del Codice Civile e gli eventuali ulteriori diritti di terzi.
ispettare le distanze minime di legge, fatte salve le disposizioni del Codice Civile e gli eventuali ulteriori diritti di terzi. 33.8 Piani di Recupero del patrimonio edilizio esistente È facoltà dei privati di proporre, sia per le aree A1 che per le aree A2, l’adozione di Piani di Recupero estesi almeno ad un singolo edificio, come tale individuato per tipologia ed architettura. Per gli immobili ricadenti nella sottozona A1 detti piani potranno prevedere una disciplina di
to per tipologia ed architettura. Per gli immobili ricadenti nella sottozona A1 detti piani potranno prevedere una disciplina di intervento diversa da quella assegnata in base al prospetto riportato nel precedente paragrafo 33.6.1, salva restando la misura della capacità edificatoria. In sede di Piano Attuativo alla capacità edificatoria determinata dalla SLP SL esistente o dall’applicazione dell’indice Uf IF sarà sommata quella determinata dall’applicazione di un incentivo
a dalla SLP SL esistente o dall’applicazione dell’indice Uf IF sarà sommata quella determinata dall’applicazione di un incentivo pari al 10% della capacità edificatoria determinata dall’applicazione dell’indice Uf IF stesso. 33.9 Norme morfologiche 33.9.1 Cortine edilizie Nella tavola “PR 9 - Disciplina di intervento sugli edifici delle aree A” sono indicate le cortine edilizie da mantenere, ripristinare o completare allineando i fabbricati sulla cortina e realizzando ove
ono indicate le cortine edilizie da mantenere, ripristinare o completare allineando i fabbricati sulla cortina e realizzando ove possibile l’edificazione in aderenza agli eventuali frontespizi ciechi. In tali casi non si applicano i parametri di distanza minima di cui all’art. 3.9. In tali casi non sono da rispettare le distanze minime, come descritto al precedente art. 32.12. Negli interventi di demolizione e ricostruzione, di sopralzo o di recupero dei sottotetti a fini abitativi,
ecedente art. 32.12. Negli interventi di demolizione e ricostruzione, di sopralzo o di recupero dei sottotetti a fini abitativi, l’altezza dei fabbricati della cortina edilizia potrà essere elevata fino a raggiungere l’altezza interna minima dei locali abitabili purché in coerenza con le disposizioni dei regolamenti comunali. Rimangono vincolati al rispetto dell’altezza dei fabbricati esistenti gli interventi sugli edifici ricadenti
golamenti comunali. Rimangono vincolati al rispetto dell’altezza dei fabbricati esistenti gli interventi sugli edifici ricadenti nelle aree A1 e sugli edifici delle cortine edilizie individuate nella Tav. PR 9, ricadenti nelle aree A2 fronteggianti le aree A1. È inoltre consentita l’edificazione a cortina quando questa sia funzionale alla realizzazione o al ripristino della continuità della cortina stessa, quando siano presenti fabbricati a cortina sui lotti
e alla realizzazione o al ripristino della continuità della cortina stessa, quando siano presenti fabbricati a cortina sui lotti adiacenti, anche per i fronti non evidenziati nella Tav. PR_9. 33.9.2 Portici Nella tavola “PR 9 - Disciplina di intervento sugli edifici delle aree A” sono indicate le strade per le quali si promuove la formazione di nuovi portici.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 30 Gli interventi di ristrutturazione sostitutiva, di demolizione e ricostruzione e di nuova edificazione ove consentiti dalla disciplina di piano come indicato nella Tav. PR_09, riguardanti edifici della cortina stradale dovranno prevedere la realizzazione di portici lungo il fronte prospettante sullo spazio pubblico.
difici della cortina stradale dovranno prevedere la realizzazione di portici lungo il fronte prospettante sullo spazio pubblico. I portici dovranno essere asserviti all’uso pubblico e dovranno avere una profondità non inferiore a m 2,50. 33.9.3 Abaco delle aree A L’Abaco descrive le modalità di approccio alla progettazione degli interventi sugli edifici dell’area centrale. La coerenza degli interventi edilizi progettati con le indicazioni contenute nell’Abaco dovrà
sugli edifici dell’area centrale. La coerenza degli interventi edilizi progettati con le indicazioni contenute nell’Abaco dovrà essere argomentata nella documentazione prodotta a corredo dei progetti edilizi, la quale pertanto deve essere integrata come indicato al comma successivo. Le indicazioni contenute nell’Abaco hanno valore orientativo e potranno essere progressivamente integrate in base ai pronunciamenti dalla Commissione comunale per il paesaggio. 33.9.4 Documentazione di progetto
gressivamente integrate in base ai pronunciamenti dalla Commissione comunale per il paesaggio. 33.9.4 Documentazione di progetto Per l’attuazione degli interventi sui fabbricati ricadenti nelle aree A la documentazione prodotta a corredo del progetto per l’ottenimento del titolo abilitativo deve essere integrata con elaborati che documentino e dimostrino:
- lo stato dell'edificio e la coerenza dell'intervento progettato con il contesto e con i caratteri tipologici ed architettonici dell'edificio stesso;
io e la coerenza dell'intervento progettato con il contesto e con i caratteri tipologici ed architettonici dell'edificio stesso;
- la cura prestata, oltre che ai caratteri dell’ambiente e dell’architettura, anche ai valori riconoscibili nella permanenza dei tracciati stradali e alla conservazione delle aree inedificate connotate da giardini storici o importanti per la percezione visiva dei beni vincolati o di valore storico - architettonico.
Art. 34 Aree B - Aree del tessuto urbano consolidato residenziali e polifunziona
ate connotate da giardini storici o importanti per la percezione visiva dei beni vincolati o di valore storico - architettonico. Art. 34 Aree B - Aree del tessuto urbano consolidato residenziali e polifunzionali 34.1 Definizione Sono le aree del tessuto edificato organizzate in isolati urbani a destinazione residenziale o con presenza di attività lavorative diverse, anche collocate in edifici con tipologia specifica.
i a destinazione residenziale o con presenza di attività lavorative diverse, anche collocate in edifici con tipologia specifica. Rientrano in questa classificazione anche i lotti residenziali caratterizzati dalla presenza significativa di giardini privati per i quali vengano dettate specifiche disposizioni di tutela. 34.2 Destinazioni d'uso La destinazione principale di queste aree è la residenza (Gf1) ma sono considerate complementari
tutela. 34.2 Destinazioni d'uso La destinazione principale di queste aree è la residenza (Gf1) ma sono considerate complementari e compatibili tutte le altre destinazioni d’uso elencate all’art. 4 ad eccezione di quelle riportate di seguito. Sono escluse le funzioni attinenti le attività di magazzinaggio e autotrasporto (Gf2.2) e logistica (Gf 2.3). Sono inoltre escluse le attività classificate come insalubri di prima classe in applicazione del D.M. 5/9/94 e successive modificazioni e integrazioni.
attività classificate come insalubri di prima classe in applicazione del D.M. 5/9/94 e successive modificazioni e integrazioni. Le attività di commercio al dettaglio (Gf5), i pubblici esercizi ed i locali di intrattenimento e svago (Gf4), sono considerate compatibili alle condizioni di cui al Capo II del presente Titolo. 34.3. Modalità di attuazione
- Titolo abilitativo semplice.
- Piano Attuativo per gli interventi di ristrutturazione urbanistica e per gli interventi su lotti di
tolo abilitativo semplice.
- Piano Attuativo per gli interventi di ristrutturazione urbanistica e per gli interventi su lotti di estensione superiore a mq 3.000. È inoltre consentito per una sola volta l’ampliamento degli edifici esistenti fino ad un massimo del 20% della SLP SL esistente e per una nuova SLP SL non superiore a mq 50, anche in difformità rispetto agli indici Uf IF ed Rc IC. Detta facoltà di ampliamento non si applica agli immobili che ne
mq 50, anche in difformità rispetto agli indici Uf IF ed Rc IC. Detta facoltà di ampliamento non si applica agli immobili che ne abbiano già usufruito in applicazione delle disposizioni del PRG 1999 o del PGT 2012. In sede di Piano Attuativo alla capacità edificatoria determinata dalla SLP SL esistente o dall’applicazione dell’indice Uf IF sarà sommata quella determinata dall’applicazione di un incentivo pari al 10% della capacità edificatoria determinata dall’applicazione dell’indice Uf IF stesso.
all’applicazione di un incentivo pari al 10% della capacità edificatoria determinata dall’applicazione dell’indice Uf IF stesso. Nelle tavole di piano (PR 07 e PR 08) sono indicati gli ambiti per i quali la realizzazione degli
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 31 interventi edilizi è assoggetta alla preventiva approvazione di un piano attuativo unitario ovvero al rilascio di un unico permesso di costruire convenzionato. 34.4 Indici e parametri Salva la facoltà della conservazione delle SLP SL esistenti disposta all’art. 32.1, l’edificazione dei lotti liberi e la riedificazione o l’ampliamento degli edifici esistenti dovrà avvenire nel rispetto dei
2.1, l’edificazione dei lotti liberi e la riedificazione o l’ampliamento degli edifici esistenti dovrà avvenire nel rispetto dei seguenti indici e parametri. Uf IF (mq/mq) 0,40 Rc IC (%) 50 H (m) 13,50 Dc (m) H/2 - minimo m 5 Df (m) minimo m 10 Ds (m) m 5,00 con l’eccezione delle edificazioni a cortina 34.5 Recupero ad altro uso della SLP SL esistente con interventi di demolizione e ricostruzione Il recupero a residenza della SLP SL esistente con diversa destinazione nello stato di fatto,
nti di demolizione e ricostruzione Il recupero a residenza della SLP SL esistente con diversa destinazione nello stato di fatto, effettuato tramite interventi di demolizione e ricostruzione, è condizionato al rispetto dei parametri H, Dc, Df e Ds ed alla verifica che il rapporto Rc IC non risulti superiore al parametro di zona o al rapporto determinato dai fabbricati esistenti prima dell’intervento, regolarmente autorizzati.
periore al parametro di zona o al rapporto determinato dai fabbricati esistenti prima dell’intervento, regolarmente autorizzati. Gli interventi di demolizione e ricostruzione possono prevedere, in sostituzione del rispetto della distanza “Ds”, l’edificazione a cortina sul filo stradale quando esistano edificazioni a cortina sui lotti adiacenti. 34.6 Ampliamento delle attività produttive esistenti I fabbricati destinati alla produzione manifatturiera (Gf2.1 e Gf2.4) possono essere oggetto di
le attività produttive esistenti I fabbricati destinati alla produzione manifatturiera (Gf2.1 e Gf2.4) possono essere oggetto di ampliamenti anche quando eccedano il limite della SLP SL consentita in base all’applicazione dell’indice di zona. Detti ampliamenti possono essere finalizzati esclusivamente all’adeguamento igienico sanitario e tecnologico, sono consentiti fino ad un massimo del 20% della SLP SL esistente, per una superficie (SLP) (SL) non superiore a mq 50.
ologico, sono consentiti fino ad un massimo del 20% della SLP SL esistente, per una superficie (SLP) (SL) non superiore a mq 50. L’ampliamento può essere realizzato purché vengano rispettati i parametri H, Dc, Df, Ds ed il parametro Rc IC = 60%. 34.7 Deroga alla distanza dei fabbricati dai confini La distanza dei fabbricati dal confine può essere inferiore a quella indicata al comma 34.4 del presente articolo quando venga stipulata fra i confinanti una convenzione che contenga l’assenso a
la indicata al comma 34.4 del presente articolo quando venga stipulata fra i confinanti una convenzione che contenga l’assenso a detta riduzione e l’impegno ad arretrare le eventuali edificazioni sui lotti vicini in modo da rispettare le distanze minime di legge, fatte salve le disposizioni del Codice Civile e gli eventuali ulteriori diritti di terzi. 34bis Aree a ville e giardini privati Sono le aree caratterizzate dalla presenza di ville isolate al centro di ampi giardini. Rientrano in
a ville e giardini privati Sono le aree caratterizzate dalla presenza di ville isolate al centro di ampi giardini. Rientrano in questa categoria anche singoli lotti interamente a verde. A dette aree si applicano le seguenti disposizioni particolari in sostituzione di quelle dettate sulla stessa materia dal precedente art. 34. 34bis.1 Destinazioni d’uso La destinazione principale di queste aree è la residenza (Gf1); sono escluse tutte le altre funzioni. Destinazioni principale e complementari
ne principale di queste aree è la residenza (Gf1); sono escluse tutte le altre funzioni. Destinazioni principale e complementari La destinazione d’uso principale è la residenza (Gruppo funzionale Gf1). Sono con essa compatibili le attività terziarie (Gf3), e le attività di pubblico esercizio del Gf4.1 (PE1 con SL ≤ mq 250). Destinazioni escluse Sono escluse le attività produttive del gruppo Gf 2 ad eccezione dell’artigianato di servizio (Gf 2.4). Sono inoltre escluse le attività del
le attività produttive del gruppo Gf 2 ad eccezione dell’artigianato di servizio (Gf 2.4). Sono inoltre escluse le attività del gruppo Gf 4, ad eccezione del Gf 4.1 sopra indicato e le attività commerciali (gruppo Gf 5). Sono comunque escluse le attività classificate come insalubri di prima classe in applicazione del DM 5/9/94 e successive modificazioni e integrazioni.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 32 34bis.2 Capacità edificatoria Salva la facoltà della conservazione delle SLP SL esistenti disposta all’art. 32.1, l’edificazione dovrà avvenire nel rispetto dei seguenti indici e parametri. Uf IF(mq/mq) 0,20 Rc IC (%) 20 H (m) 10,50 Dc (m) H/2, minimo m 5 Df (m) minimo m 10 Ds (m) m 5,00 con l’eccezione delle edificazioni a cortina
20 Rc IC (%) 20 H (m) 10,50 Dc (m) H/2, minimo m 5 Df (m) minimo m 10 Ds (m) m 5,00 con l’eccezione delle edificazioni a cortina È inoltre consentito per una sola volta l’ampliamento degli edifici esistenti fino ad un massimo del 20% della SLP SL esistente e per una nuova SLP SL non superiore a mq 50, anche in difformità rispetto agli indici Uf IF ed Rc IC. Detta facoltà di ampliamento non si applica agli immobili che ne abbiano già usufruito in applicazione delle disposizioni del PRG 1999 o del PGT 2012.
amento non si applica agli immobili che ne abbiano già usufruito in applicazione delle disposizioni del PRG 1999 o del PGT 2012. 34bis.3 Tutela del verde La documentazione presentata per l’ottenimento del titolo abilitativo dovrà essere integrata col rilievo delle alberature esistenti ed il progetto della sistemazione paesaggistica sottoscritti da un tecnico abilitato. L’eventuale taglio di piante d’alto fusto dovrà essere adeguatamente motivato.
Art. 35 Aree D - Aree del tessuto urbano consolidato a vocazione produttiva e co
esaggistica sottoscritti da un tecnico abilitato. L’eventuale taglio di piante d’alto fusto dovrà essere adeguatamente motivato. Art. 35 Aree D - Aree del tessuto urbano consolidato a vocazione produttiva e commerciale 35.1 Definizione Sono le aree occupate da attività:
- di produzione industriale - artigianale di beni materiali;
- di servizi terziario - direzionali;
- di servizi commerciali. In base alla differente localizzazione e alla diversa vocazione funzionale le aree D sono ripartite in
- di servizi commerciali. In base alla differente localizzazione e alla diversa vocazione funzionale le aree D sono ripartite in due sottoclassi: Aree D1 – Aree per attività prevalentemente rivolte alla produzione di beni e servizi; Aree D2 – Aree per attività prevalentemente commerciali. 35.2 Aree D1 per attività prevalentemente rivolte alla produzione di beni e servizi 35.2.1 Destinazioni d’uso
- La destinazione d’uso principale è l’attività di produzione di beni di tipo industriale o artigianale
5.2.1 Destinazioni d’uso
- La destinazione d’uso principale è l’attività di produzione di beni di tipo industriale o artigianale (Gruppo funzionale Gf2).
- E’ complementare l’attività del Gruppo funzionale Gf3 (Attività terziaria di produzione di servizi).
- E’ esclusa la funzione residenziale (Gruppo funzionale Gf1).
- Le attività di commercio al dettaglio (Gruppo funzionale Gf5), sono compatibili alle condizioni di cui al Capo II del presente Titolo.
ività di commercio al dettaglio (Gruppo funzionale Gf5), sono compatibili alle condizioni di cui al Capo II del presente Titolo. La destinazione d’uso residenziale è esclusa con l’eccezione della residenza di servizio, la cui realizzazione deve avvenire contestualmente o successivamente a quella delle superfici destinate all’attività produttiva, nel rispetto dei limiti di cui all’art. 4.4. Ogni progetto di nuovo insediamento produttivo o di ampliamento di insediamenti esistenti o di
o dei limiti di cui all’art. 4.4. Ogni progetto di nuovo insediamento produttivo o di ampliamento di insediamenti esistenti o di modifica delle destinazioni d’uso originariamente autorizzate deve essere accompagnato da una chiara identificazione delle SLP SL destinate rispettivamente:
- a produzione di beni materiali di tipo industriale o artigianale (Gruppo funzionale Gf2);
- a uffici o altre attività terziarie (Gruppo funzionale Gf3, Attività terziarie di produzione di servizi,
uppo funzionale Gf2);
- a uffici o altre attività terziarie (Gruppo funzionale Gf3, Attività terziarie di produzione di servizi, e Gruppo funzionale Gf4, Pubblici esercizi, locali di intrattenimento e svago);
- Gf5 attività commerciali. 35.2.2 Prescrizioni particolari per le attività di produzione manifatturiera La destinazione di parte della SLP SL a uffici, spazi espositivi per le merci di diretta produzione
di produzione manifatturiera La destinazione di parte della SLP SL a uffici, spazi espositivi per le merci di diretta produzione dell’unità locale o con essa affini, è ammessa entro il limite del 30% della SLP SL , come indicato all’art. 4.4 nella definizione della destinazione d’uso del settore secondario (Gruppo funzionale Gf2).
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 33 Nel caso di insediamenti composti da più edifici distinti, detto limite percentuale, fermo restando il vincolo del rapporto pertinenziale, potrà essere verificato con riferimento alla SLP SL complessiva, ammettendosi altresì la concentrazione delle funzioni compatibili in edifici autonomi con tipologia specifica.
P SL complessiva, ammettendosi altresì la concentrazione delle funzioni compatibili in edifici autonomi con tipologia specifica. Nel caso in cui la parte di un’unità immobiliare destinata alle funzioni terziarie sia superiore al 30% della SLP SL complessiva realizzata, o non sia pertinenza di un’attività produttiva industriale o artigianale, detta parte sarà considerata a tutti gli effetti come SLP SL a destinazione terziaria
vità produttiva industriale o artigianale, detta parte sarà considerata a tutti gli effetti come SLP SL a destinazione terziaria (Gruppo funzionale Gf3). In tal caso dovranno essere rispettate le seguenti prescrizioni:
- per interventi di cambiamento della destinazione d’uso da altra attività a quella terziaria il rilascio del titolo abilitativo è subordinato alla verifica della dotazione di parcheggi privati pertinenziali, nella quantità minima prevista dalle presenti norme;
bordinato alla verifica della dotazione di parcheggi privati pertinenziali, nella quantità minima prevista dalle presenti norme; 2) è obbligatoria la dotazione di parcheggi pubblici nella misura del 50% della SLP SL, ovvero la monetizzazione della stessa superficie finalizzata al miglioramento della dotazione complessiva di aree per il parcheggio pubblico. Nel caso di interventi che riguardano una parte di un edificio esistente ovvero un suo ampliamento,
per il parcheggio pubblico. Nel caso di interventi che riguardano una parte di un edificio esistente ovvero un suo ampliamento, la prescrizione relativa alla dotazione di parcheggi privati pertinenziali deve essere ottemperata senza riduzione della dotazione complessiva in essere. 35.2.3 Indici e parametri Gli interventi devono rispettare i seguenti indici e parametri: Uf IF = 1,00 mq/mq Rc IC = 70% H = m 12,00 Dc = H/2, con un minimo di m 5 Df = m 10
no rispettare i seguenti indici e parametri: Uf IF = 1,00 mq/mq Rc IC = 70% H = m 12,00 Dc = H/2, con un minimo di m 5 Df = m 10 Ds = m 5, salvo il mantenimento degli allineamenti stradali. 35.2.4 Modalità di intervento Gli interventi sono subordinati a:
- Titolo abilitativo semplice nei casi di demolizione e ricostruzione comportanti la conservazione della SLP SL esistente o di ampliamento fino al raggiungimento dell’indice di piano;
ricostruzione comportanti la conservazione della SLP SL esistente o di ampliamento fino al raggiungimento dell’indice di piano;
- Permesso di C. convenzionato: ove la SF interessata dall’intervento sia superiore a 5.000 mq;
- Piano Attuativo: nei casi di “ristrutturazione urbanistica”, come definiti all’art. 27, comma 1, paragrafo “f”, della LR 12/2005, ove la SF interessata dall’intervento sia superiore a 10.000 mq, o quando l’intervento di riuso dell’area o dei fabbricati comporti
la SF interessata dall’intervento sia superiore a 10.000 mq, o quando l’intervento di riuso dell’area o dei fabbricati comporti l’integrale conversione della destinazione d’uso da un gruppo funzionale principale ad uno complementare o compatibile. Ai Piani Attuativi è da applicare un indice di utilizzazione edificabilità territoriale (Ut) (IT) pari all’indice fondiario di edificabilità fondiaria (IF). I Piani Attuativi dovranno prevedere una dotazione
itoriale (Ut) (IT) pari all’indice fondiario di edificabilità fondiaria (IF). I Piani Attuativi dovranno prevedere una dotazione di parcheggi privati nella misura prevista dalle presenti norme e la cessione al Comune delle aree per servizi e spazi pubblici nella misura stabilita dal Piano dei Servizi. 35.2.5 Disposizioni particolari per l’applicazione di indici e parametri Per gli insediamenti produttivi esistenti e attivi per i quali l’indice Uf IF o il rapporto Rc IC
icazione di indici e parametri Per gli insediamenti produttivi esistenti e attivi per i quali l’indice Uf IF o il rapporto Rc IC consentono ampliamenti inferiori al 10% della SLP SL e della Sc SCOP esistenti, ovvero non li consentono affatto, in deroga a tali indice e rapporto sono ammissibili “una tantum” incrementi massimi della SLP SL e della Sc SCOP pari al 10% dell’edificabilità risultante dall’applicazione dell’indice di zona.
incrementi massimi della SLP SL e della Sc SCOP pari al 10% dell’edificabilità risultante dall’applicazione dell’indice di zona. È inoltre consentito, entro il limite di un ulteriore 20% della SLP SL esistente, l’incremento della SLP SL realizzato all’interno dei fabbricati esistenti, purché non comporti aumento della superficie coperta. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione é consentito il mantenimento, oltre che delle
umento della superficie coperta. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione é consentito il mantenimento, oltre che delle destinazioni d’uso e delle SLP SL esistenti, anche del rapporto di copertura esistente, purché sia garantito il rispetto degli altri indici e parametri. Altezze maggiori di quelle indicate sono consentite, sulla base di necessità funzionali dell’attività produttiva o per la presenza di particolari impianti tecnologici o di magazzini verticali automatici,
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 34 solamente nei lotti non adiacenti ad aree residenziali e garantendo una distanza dal confine del lotto di pertinenza non inferiore alla metà dell’altezza di detti impianti o magazzini. Le attività commerciali sono soggette alle disposizioni di cui al Capo II del presente Titolo. 35.3 Aree D2 per attività prevalentemente commerciali 35.3.1 Definizione
lle disposizioni di cui al Capo II del presente Titolo. 35.3 Aree D2 per attività prevalentemente commerciali 35.3.1 Definizione Sono le aree prevalentemente occupate da attività commerciali di media e grande struttura. 35.3.2 Destinazioni d’uso
- La destinazione d’uso principale è l’attività del gruppo funzionale Gf5 (Attività commerciali, commercio al dettaglio) alle condizioni di cui al successivo Capo II del presente Titolo.
funzionale Gf5 (Attività commerciali, commercio al dettaglio) alle condizioni di cui al successivo Capo II del presente Titolo.
- E’ complementare l’attività del gruppo funzionale Gf2 (Attività produttive) e quella del Gruppo funzionale Gf3 (Attività terziaria di produzione di servizi.
- È escluso l’insediamento di nuove grandi strutture di vendita (Gf5.5), salvo diversa disposizione contenuta nelle “Schede” riportate nell’Appendice 2.
- È esclusa la funzione residenziale (Gruppo funzionale Gf1).
disposizione contenuta nelle “Schede” riportate nell’Appendice 2.
- È esclusa la funzione residenziale (Gruppo funzionale Gf1). La destinazione d’uso residenziale (Gf1) è esclusa con l’eccezione della residenza di servizio, la cui realizzazione deve avvenire contestualmente o successivamente a quella delle superfici destinate all’attività terziaria, nel rispetto dei limiti di cui all’art. 4.4. Ogni progetto di nuovo insediamento o di ampliamento di insediamenti esistenti o di modifica delle
i limiti di cui all’art. 4.4. Ogni progetto di nuovo insediamento o di ampliamento di insediamenti esistenti o di modifica delle destinazioni d’uso originariamente autorizzate deve essere accompagnato da una chiara identificazione delle destinazioni d’uso degli immobili esistenti e previsti. 35.3.3 Indici e parametri Gli interventi devono rispettare i seguenti indici e parametri: Uf IF = 1,0 mq/mq Rc IC = 60% H = m 16,00 Dc = H/2, con un minimo di m 5 Df = m 10
ono rispettare i seguenti indici e parametri: Uf IF = 1,0 mq/mq Rc IC = 60% H = m 16,00 Dc = H/2, con un minimo di m 5 Df = m 10 Ds = m 5, salvo il mantenimento degli allineamenti stradali. 35.3.4 Modalità di intervento È sempre soggetta a piano attuativo la trasformazione dei lotti liberi di estensione superiore a mq 5.000. Negli altri casi per la realizzazione delle destinazioni d’uso diverse dal commercio sono da applicare le disposizioni contenute al precedente comma 35.2.4.
izzazione delle destinazioni d’uso diverse dal commercio sono da applicare le disposizioni contenute al precedente comma 35.2.4. Per la realizzazione delle destinazioni d’uso commerciali gli interventi di trasformazione o nuovo insediamento, coerentemente con quanto disposto al successivo art. 40 delle presenti norme, sono subordinati a:
- Titolo abilitativo semplice: per le attività commerciali di vicinato (Gf5.1) e per le medie strutture di primo livello (MS1 - Gf5.2);
o abilitativo semplice: per le attività commerciali di vicinato (Gf5.1) e per le medie strutture di primo livello (MS1 - Gf5.2);
- Permesso di costruire convenzionato: per le medie strutture di secondo livello (MS2 - Gf5.3);
- Piano Attuativo: per le medie strutture di terzo livello (MS3 - Gf5.4) e per le grandi strutture di vendita (Gf5.5). 35.3.5 Disposizioni particolari per l’applicazione di indici e parametri
- Gf5.4) e per le grandi strutture di vendita (Gf5.5). 35.3.5 Disposizioni particolari per l’applicazione di indici e parametri Per gli insediamenti commerciali esistenti e attivi per i quali l’indice Uf IF o il rapporto Rc IC consentono ampliamenti inferiori al 10% della SLP SL e della Sc SCOP esistenti, ovvero non li consentono affatto, in deroga a tali indice e rapporto sono ammissibili “una tantum” incrementi
Sc SCOP esistenti, ovvero non li consentono affatto, in deroga a tali indice e rapporto sono ammissibili “una tantum” incrementi massimi della SLP SL e della Sc SCOP pari al 10% dell’edificabilità risultante dall’applicazione dell’indice di zona. Altezze maggiori di quelle indicate sono consentite, sulla base di necessità funzionali dell’attività commerciale o per la presenza di particolari impianti tecnologici, solamente nei lotti non adiacenti ad aree residenziali.
ività commerciale o per la presenza di particolari impianti tecnologici, solamente nei lotti non adiacenti ad aree residenziali. Ai comparti assoggettati a pianificazione attuativa, individuati con apposito perimetro nella Tavola della “Disciplina delle aree”, si applicano, salvo diversa prescrizione disposta nelle schede riportate nell’Appendice 2 delle presenti norme, gli indici ed i parametri disposti al precedente 35.3.3 con l’eccezione dell’indice Uf IF che viene sostituito dall’indice
Art. 36 Aree E - Aree agricole
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 35 Ut IT = 0,60 mq/mq Art. 36 Aree E - Aree agricole 36.1 Definizione La aree agricole comprendono il territorio riservato allo svolgimento dell'attività agricola, anche in funzione del mantenimento di condizioni di equilibrio naturale e paesaggistico. Le aree agricole sono ripartite in due distinte categorie: E1 Aree agricole di interesse comunale E2 Aree per l’attività agricola di interesse strategico
artite in due distinte categorie: E1 Aree agricole di interesse comunale E2 Aree per l’attività agricola di interesse strategico 36.2 Destinazioni d'uso La destinazione principale di queste aree è l’attività agricola (Gf6) eventualmente accompagnata da attività di trasformazione dei prodotti agricoli e da attività agrituristiche, secondo le disposizioni della legislazione nazionale e regionale in materia. Sono escluse tutte le altre destinazioni d’uso.
he, secondo le disposizioni della legislazione nazionale e regionale in materia. Sono escluse tutte le altre destinazioni d’uso. 36.3 Disposizioni per l’edificazione funzionale all’attività agricola Le edificazioni sono ammesse alle condizioni di cui alla Parte II, Titolo III della LR 12/05. 36.4 Disposizioni per l’intervento sul patrimonio edilizio esistente Per gli edifici ed i complessi edilizi ricadenti in queste aree al momento dell'adozione del presente
rimonio edilizio esistente Per gli edifici ed i complessi edilizi ricadenti in queste aree al momento dell'adozione del presente Piano delle Regole aventi destinazione diversa dall’agricoltura, sono consentiti gli interventi volti alla conservazione dell'esistente, compresi gli interventi di ristrutturazione, come definiti dalla vigente legislazione in materia. 36.5 Disposizioni particolari per le aree E2 - Ambiti per l’attività agricola di interesse strategico
e legislazione in materia. 36.5 Disposizioni particolari per le aree E2 - Ambiti per l’attività agricola di interesse strategico Alle aree E2 si applica la disciplina dettata dalle Norme di Attuazione del PTCP, ferma restando l’applicazione delle disposizioni in materia di edificazione contenute nelle leggi nazionali e regionali. 36.6 Orti famigliari Nelle aree E1 è consentito l’allestimento di orti famigliari. Gli orti famigliari, quando realizzati in
li. 36.6 Orti famigliari Nelle aree E1 è consentito l’allestimento di orti famigliari. Gli orti famigliari, quando realizzati in forma organizzata, possono essere recintati e comportare l’installazione di capanni amovibili per il ricovero di attrezzi e materiali, della dimensione massima di circa m 2,50 x m 2,50 in pianta e m 2,50 di altezza dell’involucro esterno per ciascun orto, salve eventuali più specifiche disposizioni dettate dai regolamenti comunali in materia.
Art. 37 Parco locale di interesse sovracomunale
ell’involucro esterno per ciascun orto, salve eventuali più specifiche disposizioni dettate dai regolamenti comunali in materia. Art. 37 Parco locale di interesse sovracomunale Nelle tavole di piano é individuato il perimetro del costituendo Parco locale di interesse sovracomunale, del quale richiedere il riconoscimento ai sensi dell’art. 34 della LR 86/83. riconosciuto dalla Provincia di Monza e Brianza. Alle aree del costituendo parco si applicano le seguenti disposizioni di salvaguardia.
ciuto dalla Provincia di Monza e Brianza. Alle aree del costituendo parco si applicano le seguenti disposizioni di salvaguardia. 37.1 Vegetazione e boschi Salva l’applicazione delle specifiche disposizioni dettate dal vigente Piano di Indirizzo Forestale, sono da salvaguardare: • i filari, le fasce alberate e le siepi, che, in caso di eliminazione, dovranno essere reimpiantati anche in posizione differente da quella originaria;
erate e le siepi, che, in caso di eliminazione, dovranno essere reimpiantati anche in posizione differente da quella originaria; • le piante d’alto fusto eventualmente esistenti, se portatrici di elevati significati storico testimoniali, paesistici o naturalistici, che dovranno essere conservate salvo se deperenti o pericolanti; • in generale le piante d’alto fusto, il cui eventuale abbattimento deve essere autorizzato dal Comune.
deperenti o pericolanti; • in generale le piante d’alto fusto, il cui eventuale abbattimento deve essere autorizzato dal Comune. I nuovi impianti arborei e la sostituzione delle piante esistenti saranno realizzati preferibilmente con specie autoctone, escludendo comunque l’uso di specie infestanti.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 36 37.2 Fruizione del parco Le strade, i sentieri o percorsi pubblici o di uso pubblico anche di proprietà privata esistenti, sono considerati nel loro complesso di interesse paesistico ambientale. Deve pertanto esserne conservato il tracciato, salvo gi interventi necessari alla eliminazione di fattori di rischio per la circolazione dei veicoli e delle persone o di difesa ambientale.
rventi necessari alla eliminazione di fattori di rischio per la circolazione dei veicoli e delle persone o di difesa ambientale. Al fine di favorire la libera circolazione pedonale non ne è ammessa la chiusura, la soppressione, l’interruzione, la deviazione operata con qualsiasi mezzo, ivi compresi cartelli o segnalazioni. L’eventuale utilizzazione del territorio a fini ludico ricreativi non deve comportare modifiche della
i cartelli o segnalazioni. L’eventuale utilizzazione del territorio a fini ludico ricreativi non deve comportare modifiche della morfologia dei luoghi o compromettere la funzionalità ai fini della destinazione agro-forestale. Sono inoltre vietati l’allestimento di campeggi stabili e l’allestimento e l’esercizio di percorsi per attività sportive da esercitarsi con mezzi motorizzati. Lungo i tracciati viari è vietata l’apposizione di cartelli pubblicitari. 37.3 Recinzioni
da esercitarsi con mezzi motorizzati. Lungo i tracciati viari è vietata l’apposizione di cartelli pubblicitari. 37.3 Recinzioni È vietata la realizzazione di nuove recinzioni in muratura. Le eventuali nuove recinzioni saranno realizzate con siepi Sono consentite esclusivamente le recinzioni eseguite senza opere murarie, costituite da siepi o da semplice rete metallica sorretta da paletti in ferro infissi nel terreno, che non incidono in modo permanente sull'assetto edilizio del territorio. .
ca sorretta da paletti in ferro infissi nel terreno, che non incidono in modo permanente sull'assetto edilizio del territorio. . È inoltre consentita la realizzazione di recinzioni temporanee a protezione delle attività di allevamento o coltivazione specializzata e a protezione delle aree di rimboschimento. Sono inoltre consentite le recinzioni, anche in muratura, strettamente pertinenti gli insediamenti. 37.4 Aree a vocazione agricola o boschiva provvisoriamente destinate ad altro uso
ura, strettamente pertinenti gli insediamenti. 37.4 Aree a vocazione agricola o boschiva provvisoriamente destinate ad altro uso Per le aree adibite ad usi regolarmente autorizzati diversi dall’attività agricola, ricadenti all’interno del perimetro del parco, è consentita la prosecuzione dell’attività in atto senza alcun incremento della SLP SL e della Sc SCOP esistenti, anche quando detto incremento dovesse risultare
’attività in atto senza alcun incremento della SLP SL e della Sc SCOP esistenti, anche quando detto incremento dovesse risultare necessario per l’installazione di nuovi impianti produttivi o per l’adeguamento degli impianti esistenti. Inoltre non è consentito l’ampliamento dell’area occupata dagli impianti stessi o adibita al deposito all’aperto di mezzi e materiali. Alla cessazione dell’attività in atto le aree dovranno essere ricondotte alla destinazione agricola o boschiva.
Art. 38 Conservazione del verde
zzi e materiali. Alla cessazione dell’attività in atto le aree dovranno essere ricondotte alla destinazione agricola o boschiva. Art. 38 Conservazione del verde Salve le più specifiche prescrizioni del vigente Piano di Indirizzo Forestale e le indicazioni contenute nelle norme di zona, al fine di tutelare il patrimonio verde é fatto obbligo:
- di piantumazione delle aree scoperte con almeno un albero ad alto fusto ogni 100 mq di superficie scoperta;
Art. 39 Aree non soggette a trasformazione urbanistica
e é fatto obbligo:
- di piantumazione delle aree scoperte con almeno un albero ad alto fusto ogni 100 mq di superficie scoperta;
- di conservazione delle piante alte, ovvero della loro sostituzione con piante mature ad alto fusto possibilmente della stessa specie. La disciplina delle opere a verde di manutenzione e di nuovo impianto è demandata al “Piano e Regolamento comunale del verde” previsto all’art. 29 delle presenti Norme. Art. 39 Aree non soggette a trasformazione urbanistica
Art. 39 Aree non soggette a trasformazione urbanistica
egolamento comunale del verde” previsto all’art. 29 delle presenti Norme. Art. 39 Aree non soggette a trasformazione urbanistica Nelle tavole di piano sono individuate le aree non soggette a trasformazione urbanistica, come definite all’art.10 della LR 12/05. Per gli edifici esistenti in dette aree sono fatte salve la SLP SL e la destinazione d’uso in atto, e sono consentiti gli interventi entro il limite della manutenzione ordinaria. Nelle aree non soggette a trasformazione sono ammessi:
o consentiti gli interventi entro il limite della manutenzione ordinaria. Nelle aree non soggette a trasformazione sono ammessi:
- gli interventi connessi all’attività agricola;
- la realizzazione delle infrastrutture, dei servizi e delle attrezzature pubbliche, di uso pubblico o di interesse generale coerenti con le previsioni del Piano dei Servizi o con il Programma Triennale delle Opere Pubbliche, ivi compresa la nuova viabilità, prevedendo eventuali
del Piano dei Servizi o con il Programma Triennale delle Opere Pubbliche, ivi compresa la nuova viabilità, prevedendo eventuali mitigazioni e compensazioni agro-forestali o ambientali, prioritariamente finalizzate all’equipaggiamento delle aree inedificate a ridosso delle infrastrutture sovralocali della mobilità.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 37
Art. 40 Attività di commercio al dettaglio
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 37
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 38 Capo II – Disciplina del commercio e dei pubblici esercizi Art. 40 Attività di commercio al dettaglio 40.1 Definizioni Ai fini delle disposizioni del presente articolo valgono le seguenti definizioni. SV (mq) - Superficie di vendita
.1 Definizioni Ai fini delle disposizioni del presente articolo valgono le seguenti definizioni. SV (mq) - Superficie di vendita Per superficie di vendita di un esercizio commerciale si intende l’area, destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituisce superficie di vendita l’area destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi. La superficie di vendita degli esercizi che hanno a oggetto esclusivamente la vendita di merci
di lavorazione, uffici e servizi. La superficie di vendita degli esercizi che hanno a oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti, non facilmente amovibili e a consegna differita, quali i mobilifici, le concessionarie d’auto e di altri veicoli a motore, le rivendite di legnami, di materiali edili e tipologie simili, e quella degli esercizi che nello stesso locale effettuano la vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio è
tipologie simili, e quella degli esercizi che nello stesso locale effettuano la vendita congiunta all’ingrosso e al dettaglio è computata sulla base delle specifiche norme regionali vigenti in materia (DGR n. X/1193 del 20 dicembre 2013 e successive modificazioni e integrazioni). In tali esercizi non possono essere introdotte e vendute merci diverse da quelle aventi le caratteristiche sopra indicate, salvo che si
esercizi non possono essere introdotte e vendute merci diverse da quelle aventi le caratteristiche sopra indicate, salvo che si chiedano e ottengano le autorizzazioni prescritte dagli artt. 8 e 9 del D.lgs. 114/1998 per l’intera ed effettiva superficie di vendita. Sulla base delle specifiche norme regionali vigenti in materia la superficie di vendita viene inoltre computata nella misura di 1/2 della SLP SL utilizzata dagli esercizi commerciali che vendono al
erficie di vendita viene inoltre computata nella misura di 1/2 della SLP SL utilizzata dagli esercizi commerciali che vendono al dettaglio o all’ingrosso determinate categorie di merci. In tali esercizi non possono essere introdotte o vendute merci diverse da quelle aventi le caratteristiche tassativamente indicate dalla disciplina regionale, salvo che si chiedano e ottengano le autorizzazioni prescritte dagli artt. 8 e 9 del D.lgs. 114/1998 per l’intera ed effettiva superficie di
chiedano e ottengano le autorizzazioni prescritte dagli artt. 8 e 9 del D.lgs. 114/1998 per l’intera ed effettiva superficie di vendita comprensiva di ingrosso e minuto6. Settore merceologico Per Settore merceologico si intende il settore alimentare e quello non alimentare come previsto dal Decreto Legislativo 31/3/1998 n°114; sono considerati come ricompresi nel settore merceologico principale anche le attività che utilizzano una superficie di vendita inferiore al 5% di quella
ompresi nel settore merceologico principale anche le attività che utilizzano una superficie di vendita inferiore al 5% di quella complessivamente autorizzata per la vendita dei prodotti del settore merceologico secondario Commercio al dettaglio Per commercio al dettaglio si intende l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale.
proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale. L’articolazione delle attività di commercio al dettaglio (Gruppo Funzionale Gf5) è definita all’art. 4.4 della presente normativa. Centro o parco commerciale (strutture di vendita organizzate in forma unitaria) Per centro o parco commerciale si intende una media o grande struttura di vendita nella quale più
organizzate in forma unitaria) Per centro o parco commerciale si intende una media o grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. La superficie di vendita di queste strutture è quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti. 40.2 Ammissibilità delle attività commerciali
lla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti. 40.2 Ammissibilità delle attività commerciali 40.2.1 Attività di vicinato e medie strutture di vendita Ferma restando la disciplina contemplata dalle presenti norme per le diverse aree omogenee, per l’insediamento degli esercizi commerciali si applicano le disposizioni riportate nei seguenti prospetti. 6 Testo estratto dall’art. 3, cancellato con la presente variante.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 39 Ammissibilità del commercio al dettaglio Procedura per il titolo abilitativo VIC MS1 MS2 MS3 GS VIC-MS1 Titolo abilitativo semplice Aree A1 X X - - - MS2 Permesso di costruire convenzionato Aree A2 X X - - - MS3 Piano Attuativo Aree B X X X - - Aree D1 X X X - - Aree D2 X X X X - Aree E - - - - - Nel rispetto della SLP SL massima ammessa, le medie strutture di vendita già attive potranno
Aree D2 X X X X - Aree E - - - - - Nel rispetto della SLP SL massima ammessa, le medie strutture di vendita già attive potranno ampliarsi nel limite di Sv SV e con le procedure definite nel precedente prospetto. 40.2.2 Grandi strutture di vendita Le grandi strutture di vendita esistenti all’entrata in vigore della presente disciplina sono confermate nella condizione di fatto salva la facoltà di ampliamento entro il limite di edificabilità
a presente disciplina sono confermate nella condizione di fatto salva la facoltà di ampliamento entro il limite di edificabilità dell’area. L’eventuale ampliamento è assoggettato al rilascio di permesso di costruire convenzionato. 40.3 Piani di Inquadramento Operativo per la qualificazione delle aste commerciali Nelle tavole di piano sono perimetrati gli ambiti che dovranno essere oggetto di speciali Piani di Inquadramento Operativo (PIO) finalizzati a valutare le condizioni di ammissibilità delle nuove
ere oggetto di speciali Piani di Inquadramento Operativo (PIO) finalizzati a valutare le condizioni di ammissibilità delle nuove medie strutture di vendita aventi SV > mq 600. Detti piani saranno equiparati a strumenti attuativi di iniziativa pubblica e conseguentemente gli interventi con questi coerenti potranno essere assentiti con permesso di costruire convenzionato. I PIO dovranno presentare di massima i seguenti contenuti: • individuazione delle proprietà interessate;
ostruire convenzionato. I PIO dovranno presentare di massima i seguenti contenuti: • individuazione delle proprietà interessate; • condizioni di accessibilità e circolazione all’interno dell’area e nell’immediato intorno; • presenza di aree per parcheggio pubblico o di uso pubblico; • valutazione delle quantità edilizie esistenti ripartite nelle diverse destinazioni d’uso in atto; • ripartizione dell’area in unità minime di intervento;
à edilizie esistenti ripartite nelle diverse destinazioni d’uso in atto; • ripartizione dell’area in unità minime di intervento; • entità e distribuzione di massima delle capacità edificatorie e delle superfici destinabili ad attività commerciale ripartite nelle diverse classi dimensionali; • criteri per la determinazione delle aree per servizi e spazi pubblici ed in particolare dei parcheggi di uso pubblico; • individuazione di massima degli interventi di adeguamento della rete viaria e delle
particolare dei parcheggi di uso pubblico; • individuazione di massima degli interventi di adeguamento della rete viaria e delle infrastrutture sottosuolo. Fino all’approvazione dei PIO, all’interno degli ambiti perimetrati l’insediamento delle nuove medie strutture di vendita delle classi MS2 ed MS3 sarà consentita a condizione che sia prevista la cessione o l’asservimento all’uso pubblico di almeno il 50% dell’area da destinare a parcheggio
a condizione che sia prevista la cessione o l’asservimento all’uso pubblico di almeno il 50% dell’area da destinare a parcheggio pubblico in applicazione dell’art. 25 delle presenti norme. Il restante 50% della dotazione disposta dall’articolo citato potrà essere monetizzata. I proventi relativi saranno raccolti in un fondo destinato alla realizzazione delle opere e delle infrastrutture pubbliche che verranno previste dai PIO.
no raccolti in un fondo destinato alla realizzazione delle opere e delle infrastrutture pubbliche che verranno previste dai PIO. All’interno delle aree assoggettate al Piano di Inquadramento Operativo (PIO) è sono individuati due un comparti di pianificazione attuativa per i quali il relativo strumento attuativo può essere presentato in pendenza dell’approvazione del PIO stesso. Le prescrizioni per detti piani attuativi sono esposte nelle schede riportate in Appendice alle presenti norme (Appendice 2).
o. Le prescrizioni per detti piani attuativi sono esposte nelle schede riportate in Appendice alle presenti norme (Appendice 2). 40.4 Dotazione di aree per servizi e spazi pubblici Coerentemente con quanto disposto al precedente art. 24, per gli interventi di nuova costruzione su aree libere da edificazione o rese tali tramite demolizione e ricostruzione, subordinati a Piano Attuativo o Permesso di Costruire convenzionato, la dotazione minima di aree destinate a servizi
ostruzione, subordinati a Piano Attuativo o Permesso di Costruire convenzionato, la dotazione minima di aree destinate a servizi pubblici o di uso pubblico deve essere pari al:
- 50% della SLP SL per le medie strutture di vendita di primo livello (MS1);
- 100% della SLP SL per le altre medie strutture di vendita (MS2 e MS3). Per gli esercizi commerciali che hanno a oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti e
utture di vendita (MS2 e MS3). Per gli esercizi commerciali che hanno a oggetto esclusivamente la vendita di merci ingombranti e per quelle che effettuano la vendita congiunta all’ingrosso ed al minuto, le percentuali e le dotazioni sopra definite si applicheranno come se la SLP SL complessivamente impegnata fosse ridotta rispettivamente a 1/8 ed a 1/2.
Art. 41 Attività di pubblici esercizi, locali di intrattenimento e svago e sale
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 40 Art. 41 Attività di pubblici esercizi, locali di intrattenimento e svago e sale da gioco 41.1 Pubblici esercizi e locali di intrattenimento e svago L’articolazione dell’attività di pubblici esercizi e locali di intrattenimento e svago è definita all’art. 4.4, gruppo funzionale Gf4, della presente normativa. Per l’insediamento dei pubblici esercizi e dei locali di intrattenimento e svago si applicano le
Gf4, della presente normativa. Per l’insediamento dei pubblici esercizi e dei locali di intrattenimento e svago si applicano le disposizioni riportate nel seguente prospetto. Ammissibilità dei pubblici esercizi e dei locali di intrattenimento e svago Procedura per il titolo abilitativo PE1 PE2 PE3 PE4 PE1 Titolo abilitativo semplice Aree A X X PE2 Permesso di costruire convenzionato Aree B X X X PE3 Permesso di costruire convenzionato Aree D1 X X X X Aree D2 X X X X 41.2 Sale da gioco
costruire convenzionato Aree B X X X PE3 Permesso di costruire convenzionato Aree D1 X X X X Aree D2 X X X X 41.2 Sale da gioco L’apertura di sale da gioco, come definite dalla vigente legislazione in materia, nonché l’utilizzo di apparecchi per il gioco d’azzardo potrà avvenire solamente nei limiti ed alle condizioni fissati dalle disposizioni di leggi nazionali e regionali e dalle deliberazioni assunte in materia dalla Regione e dal Comune.
Art. 42 Contestualità tra le procedure urbanistiche ed edilizie e quelle amminis
i fissati dalle disposizioni di leggi nazionali e regionali e dalle deliberazioni assunte in materia dalla Regione e dal Comune. Art. 42 Contestualità tra le procedure urbanistiche ed edilizie e quelle amministrative commerciali Qualora per l’apertura di attività commerciali o di pubblici esercizi sia necessaria l’esecuzione di opere edilizie soggette a rilascio di un titolo abilitativo semplice o a SCIA, la domanda di rilascio di
essaria l’esecuzione di opere edilizie soggette a rilascio di un titolo abilitativo semplice o a SCIA, la domanda di rilascio di detto titolo questi deve essere presentata contestualmente alla domanda di autorizzazione amministrativa commerciale o alla SCIA per l’avvio dell’attività commerciale o di pubblico esercizio, allegando copia della domanda; i lavori possono essere iniziati nel rispetto dei tempi previsti dalle normative vigenti.
rcizio, allegando copia della domanda; i lavori possono essere iniziati nel rispetto dei tempi previsti dalle normative vigenti. Le autorizzazioni rilasciate per le medie strutture di vendita dovranno essere attivate, a pena di revoca, entro 12 mesi dalla data di ultimazione dei lavori. Nei casi in cui l’intervento edilizio per l’insediamento di attività di commercio al dettaglio o di un pubblico esercizio necessiti di preventiva approvazione di Piano Attuativo:
amento di attività di commercio al dettaglio o di un pubblico esercizio necessiti di preventiva approvazione di Piano Attuativo:
- l’avvio del procedimento pianificatorio deve essere contestuale all’avvio del procedimento di rilascio dell’autorizzazione commerciale o per pubblico esercizio, previa presentazione della domanda;
- la verifica di ammissibilità urbanistica ai fini del rilascio dell’autorizzazione amministrativa
presentazione della domanda;
- la verifica di ammissibilità urbanistica ai fini del rilascio dell’autorizzazione amministrativa commerciale è limitata ai profili di compatibilità localizzativa e dimensionale della struttura commerciale o pubblico esercizio. I termini per l’inizio dell’attività di vendita fissati all’art.22, comma 4, D.Lgs. n. 114/98 prenderanno a decorrere dalla data di approvazione del Piano Attuativo medesimo, essi potranno essere
comma 4, D.Lgs. n. 114/98 prenderanno a decorrere dalla data di approvazione del Piano Attuativo medesimo, essi potranno essere prorogati, previa motivata richiesta, in relazione alla tempistiche dei relativi titoli abilitativi edilizi, il tutto fatto salvo eventuali disposizioni legislative sopravvenute. Il permesso di costruire per la realizzazione di opere dirette all’apertura di medie strutture di vendita deve di norma essere rilasciato contestualmente all’autorizzazione amministrativa
tte all’apertura di medie strutture di vendita deve di norma essere rilasciato contestualmente all’autorizzazione amministrativa commerciale. L’esito negativo dell’esame della domanda di rilascio dell’autorizzazione commerciale comporta effetti di provvedimento negativo anche sotto il profilo edilizio.
Art. 43 - Impianti per la distribuzione del carburante per autotrazione
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 41 Art. 43 - Impianti per la distribuzione del carburante per autotrazione Gli impianti per la distribuzione di carburante per autoveicoli (gruppo funzionale Gf2.6), ivi compresi i relativi locali accessori (depositi, impianti per autolavaggio o simili realizzati al coperto, costruzioni di servizio per la manutenzione degli autoveicoli e la vendita di accessori specifici, di SLP SL
lizzati al coperto, costruzioni di servizio per la manutenzione degli autoveicoli e la vendita di accessori specifici, di SLP SL complessiva non superiore a mq 200) e sono ammessi nelle aree D e nelle fasce di rispetto stradale. Ogni struttura e apparecchiatura solidale col terreno deve trovarsi a una distanza minima di m 5,50 dal ciglio della strada, ivi compreso l’eventuale marciapiedi, ad esclusione dello sbalzo della
a una distanza minima di m 5,50 dal ciglio della strada, ivi compreso l’eventuale marciapiedi, ad esclusione dello sbalzo della pensilina a copertura degli impianti di erogazione carburanti e del palo recante l’insegna. Gli impianti di distribuzione dei carburanti sono in ogni caso soggetti al rispetto di quanto previsto dalla legge regionale Lombardia 7 agosto 2008 n. 25 e dai successivi provvedimenti attuativi.
tti al rispetto di quanto previsto dalla legge regionale Lombardia 7 agosto 2008 n. 25 e dai successivi provvedimenti attuativi. Le autorizzazioni alle installazioni di impianti di distribuzione di carburanti e delle relative costruzioni accessorie vanno considerate di natura precaria e possono essere revocate in ogni tempo per apprezzabili e fondati motivi di pubblico interesse. Per le attrezzature realizzate anteriormente all’entrata in vigore delle presenti norme e che si
i motivi di pubblico interesse. Per le attrezzature realizzate anteriormente all’entrata in vigore delle presenti norme e che si trovino in contrasto con queste, sono consentiti unicamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e intesi a garantire la sicurezza degli impianti, con esclusione di qualsiasi ampliamento degli impianti stessi. L’utilizzo delle possibilità edificatorie stabilite dal Piano per l’area
lusione di qualsiasi ampliamento degli impianti stessi. L’utilizzo delle possibilità edificatorie stabilite dal Piano per l’area nella quale ricadono gli impianti è subordinato alla completa dismissione degli impianti stessi. Le disposizioni di cui al presente articolo, non si applicano agli impianti di distributori carburante ad uso privato che possono installarsi presso sedi di aziende private o nelle loro pertinenze nel
nti di distributori carburante ad uso privato che possono installarsi presso sedi di aziende private o nelle loro pertinenze nel rispetto delle disposizioni, delle caratteristiche e delle procedure previste dalla L.R. 7 agosto 2008 n. 25 e dai successivi provvedimenti attuativi.
Art. 44 Edifici in contrasto con le prescrizioni del Piano delle Regole
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - TITOLO 4° DISCIPLINA DEL PIANO DELLE REGOLE 42 Capo III – Norme finali Art. 44 Edifici in contrasto con le prescrizioni del Piano delle Regole Gli edifici che alla data di adozione del Piano delle Regole risultassero in contrasto con quanto stabilito dal Piano stesso per quanto attiene la loro destinazione d’uso, possono essere oggetto unicamente di interventi atti ad adeguarvisi.
Piano stesso per quanto attiene la loro destinazione d’uso, possono essere oggetto unicamente di interventi atti ad adeguarvisi. Nel caso di interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione é ammesso il mantenimento delle destinazioni d’uso in atto alla data di adozione del Piano, anche se in contrasto con le prescrizioni dettate per le diverse aree. È inoltre consentito il subentro di nuove attività
Art. 45 Edifici condonati
Piano, anche se in contrasto con le prescrizioni dettate per le diverse aree. È inoltre consentito il subentro di nuove attività economiche nei fabbricati occupati da attività presenti alla data di adozione del presente Piano delle Regole. Le destinazioni d’uso in atto alla data di adozione del Piano delle Regole saranno dimostrate o dichiarate con atto pubblico in sede di procedura abilitativa. Art. 45 Edifici condonati
Art. 45 Edifici condonati
Piano delle Regole saranno dimostrate o dichiarate con atto pubblico in sede di procedura abilitativa. Art. 45 Edifici condonati Sugli edifici condonati ai sensi della legge 47/1985 e successive leggi in materia, sono consentiti tutti gli interventi che non comportano modifica della destinazione d’uso né incremento di SLP SL, di V e di Sc SCOP, anche in deroga alle norme vigenti del Regolamento Edilizio e del Regolamento Locale d’Igiene quando costituiscono un adeguamento a prescrizioni edilizie ed
igenti del Regolamento Edilizio e del Regolamento Locale d’Igiene quando costituiscono un adeguamento a prescrizioni edilizie ed igienico sanitarie vigenti o sono volte a conseguire un obbiettivo miglioramento delle condizioni di abitabilità, nel rispetto dei limiti di altezza e distanza fra fabbricati.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 43 Appendice 1 - DOCUMENTAZIONE A CORREDO DEI PIANI ATTUATIVI 1 Prescrizioni generali Tutti i Piani Attuativi dovranno essere corredati da documentazione fotografica a colori, che rappresenti da più punti di vista lo stato di fatto dell’area d’intervento e documenti le caratteristiche ambientali della stessa ed i rapporti intercorrenti con le aree circostanti e dovranno riportare:
e documenti le caratteristiche ambientali della stessa ed i rapporti intercorrenti con le aree circostanti e dovranno riportare: • il quadro sinottico dei vincoli di natura amministrativa, infrastrutturale, ambientale o geologica, compresi i vincoli connessi al reticolo idrico minore, gravanti sull’area di intervento; • il calcolo della superficie territoriale da determinarsi mediante rilievo strumentale riferito quindi ad un caposaldo certo opportunamente indicato;
erficie territoriale da determinarsi mediante rilievo strumentale riferito quindi ad un caposaldo certo opportunamente indicato; • le opere infrastrutturali di carattere generali esistenti, quali reti fognarie; reti elettriche; acquedotti; ect., indicandone le modalità e le possibilità di allaccio; • il progetto delle urbanizzazioni primarie (in riferimento alla normativa vigente in materia di esecuzione di opere di urbanizzazione di cui al D.Lgs. 163/06 e s.m.i.) riguardante in particolare la
tiva vigente in materia di esecuzione di opere di urbanizzazione di cui al D.Lgs. 163/06 e s.m.i.) riguardante in particolare la viabilità veicolare, pedonale e ciclabile con relativa connessione alle infrastrutture viarie esistenti. Nei casi in cui il Piano Attuativo preveda edifici o attività che costituiscono una sorgente sonora che possa disturbare ricettori sensibili, ovvero preveda edifici che costituiscono ricettori sensibili ubicati in
orgente sonora che possa disturbare ricettori sensibili, ovvero preveda edifici che costituiscono ricettori sensibili ubicati in prossimità di sorgenti sonore disturbanti, deve essere presentata la relazione previsionale di impatto ovvero di clima acustico redatta secondo le indicazioni della L.R. 13/2001, della DGR 08/03/2002 n. 7/8313 e, in ogni caso, della normativa regionale vigente. In presenza di elettrodotti si dovranno corredare i Piani Attuativi con l’individuazione delle fasce di
ativa regionale vigente. In presenza di elettrodotti si dovranno corredare i Piani Attuativi con l’individuazione delle fasce di rispetto dei medesimi calcolate secondo le indicazioni del DPCM 8 luglio 2003 e del DM 29 maggio 2008 e successive modifiche e integrazioni. Di seguito sono riportati gli elenchi della documentazione minima da produrre a corredo dei Piani Attuativi siano essi di iniziativa pubblica o privata, fatte salve le più specifiche prescrizioni contenute nei regolamenti comunali.
tivi siano essi di iniziativa pubblica o privata, fatte salve le più specifiche prescrizioni contenute nei regolamenti comunali. 2 Piani Attuativi in aree libere a) Relazione riguardante i caratteri e l’entità dell’intervento, dalla quale risulti la dimostrazione della conformità dell’intervento con le disposizioni del presente Piano. b) Stralcio della “Carta della disciplina delle aree”, con l’individuazione delle aree interessate, e stralcio delle presenti norme contenente la disciplina delle aree stesse.
aree”, con l’individuazione delle aree interessate, e stralcio delle presenti norme contenente la disciplina delle aree stesse. c) Estratto catastale con l’indicazione delle aree interessate e con l’elenco delle proprietà. d) Planimetria dello stato di fatto della zona interessata, almeno in scala 1:500, con l’individuazione delle curve di livello, dei capisaldi di riferimento, degli eventuali vincoli apposti in
no in scala 1:500, con l’individuazione delle curve di livello, dei capisaldi di riferimento, degli eventuali vincoli apposti in forza della vigente legislazione, con adeguata estensione al territorio circostante per consentire una opportuna conoscenza del contesto di intervento. e) Progetto planivolumetrico, almeno in scala 1:500, definito nelle sue componenti tipologiche e di destinazione d’uso con indicazione delle sagome di ingombro, delle distanze tra i fabbricati e il
ue componenti tipologiche e di destinazione d’uso con indicazione delle sagome di ingombro, delle distanze tra i fabbricati e il confine stradale, e delle coperture dei singoli edifici, con identificazione certa delle prescrizioni vincolanti e degli indirizzi non prescrittivi; il progetto dovrà altresì individuare le aree di uso pubblico, le aree da cedere in proprietà al Comune nonché le opere di sistemazione delle aree libere.
individuare le aree di uso pubblico, le aree da cedere in proprietà al Comune nonché le opere di sistemazione delle aree libere. Rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché progetto dettagliato della nuova sistemazione, con l’indicazione delle specie arboree sostitutive o di nuovo impianto, delle zone a giardino o a orto, delle opere accessorie di pavimentazione, recinzione, arredo fisso. f) Progetto definitivo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, completo degli elaborati
, recinzione, arredo fisso. f) Progetto definitivo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, completo degli elaborati necessari per l’appalto delle opere con procedure di evidenza pubblica. g) Schema di convenzione contenente l’impegno per la cessione gratuita delle aree per l’urbanizzazione primaria e secondaria, e per l’esecuzione delle opere relative a carico del lottizzante o per l’assunzione degli oneri sostitutivi; la determinazione dell’importo da versare a
opere relative a carico del lottizzante o per l’assunzione degli oneri sostitutivi; la determinazione dell’importo da versare a garanzia delle urbanizzazioni; le modalità e i tempi di attuazione.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 44 3 Piani Attuativi in aree edificate a) Relazione riguardante i caratteri e l’entità dell’intervento, dalla quale risulti la dimostrazione della conformità dell’intervento con le disposizioni del presente Piano. b) Stralcio delle tavole di piano con l’individuazione delle aree interessate, e stralcio delle presenti norme contenente la disciplina delle aree stesse.
i piano con l’individuazione delle aree interessate, e stralcio delle presenti norme contenente la disciplina delle aree stesse. c) Estratto catastale con l’indicazione delle aree interessate e con l’elenco delle proprietà. d) Planimetria quotata dello stato di fatto dell’area e degli edifici esistenti, almeno in scala 1:500. e) Profili dello stato di fatto verso gli spazi pubblici e sezioni progressive schematiche, almeno in
ti, almeno in scala 1:500. e) Profili dello stato di fatto verso gli spazi pubblici e sezioni progressive schematiche, almeno in scala 1:500, estesi all’edificato in diretta relazione con l’ambito del Piano Attuativo. f) Progetto urbanistico - architettonico definito nelle componenti tipologiche e di destinazione d’uso, nelle masse e nelle altezze delle costruzioni, con identificazione certa delle prescrizioni vincolanti e degli indirizzi non prescrittivi; il progetto dovrà contenere altresì le indicazioni
zione certa delle prescrizioni vincolanti e degli indirizzi non prescrittivi; il progetto dovrà contenere altresì le indicazioni relative agli spazi riservati ad opere ed impianti di interesse pubblico o di uso pubblico, nonché gli edifici destinati a demolizione o ricostruzione ovvero soggetti a restauro e risanamento conservativo ed a ristrutturazione edilizia. Rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché progetto dettagliato della nuova
onservativo ed a ristrutturazione edilizia. Rilievo delle eventuali alberature esistenti nonché progetto dettagliato della nuova sistemazione, con l’indicazione delle specie arboree sostitutive o di nuovo impianto, delle zone a giardino o a orto, delle opere accessorie di pavimentazione, recinzione, arredo fisso. g) Progetto definitivo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie, completo degli elaborati necessari per l’appalto delle opere con procedure di evidenza pubblica.
zzazione primarie e secondarie, completo degli elaborati necessari per l’appalto delle opere con procedure di evidenza pubblica. h) Profili regolatori verso gli spazi pubblici, almeno in scala 1:500. i) Nel caso di piano di iniziativa privata deve essere allegato lo schema di convenzione contenente l’impegno per la cessione gratuita delle aree per l’urbanizzazione primaria e secondaria, e per l’esecuzione delle opere relative a carico del lottizzante o per l’assunzione
per l’urbanizzazione primaria e secondaria, e per l’esecuzione delle opere relative a carico del lottizzante o per l’assunzione degli oneri sostitutivi, la determinazione dell’importo da versare a garanzia delle urbanizzazioni; le modalità e i tempi di attuazione. l) Nel caso in cui l’area o parte dell’area oggetto di Piano Attuativo abbia ospitato attività manifatturiere industriali o artigianali, deve essere prodotta l’indagine preliminare del sito con
ativo abbia ospitato attività manifatturiere industriali o artigianali, deve essere prodotta l’indagine preliminare del sito con indicazione delle attività svolte, ricostruendo i cicli produttivi e l’elenco delle materie prime impiegate. Dovranno essere individuati i luoghi di potenziale pericolo con particolare riferimento a strutture o impianti interrati che possano aver dato luogo a inquinamento del suolo, al fine di valutare la necessità di procedere a un progetto di bonifica ai sensi del DM 471/1999.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 45 Appendice 2 – SCHEDE DEI COMPARTI ASSOGGETTATI A PIANIFICAZIONE ATTUATIVA
ne - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 45 Appendice 2 – SCHEDE DEI COMPARTI ASSOGGETTATI A PIANIFICAZIONE ATTUATIVA
46 2.1 - SCHEDA PIANO ATTUATIVO “PALAZZO DEL MOBILE”
- Localizzazione e caratteri del sito Il comparto assoggettato a piano attuativo corrisponde all’area occupata dal “Palazzo (palazzo “Centofirme”): simbolo riconosciuto della storia dell’attività artigianale mobiliera degli ultimi 60 anni della città di Lissone.
Centofirme”): simbolo riconosciuto della storia dell’attività artigianale mobiliera degli ultimi 60 anni della città di Lissone. Il sito fruisce di un elevato livello di accessibilità garantita dallo svincolo della strada statale SS Valassina corrispondente alla via Carducci. 2. Obiettivi di intervento 2.1 Conservare l’edificio esistente per il suo valore simbolico e quale testimonianza della cultura industriale lissonese. 2.2 Restituire vitalità al fabbricato ed al suo intorno
ore simbolico e quale testimonianza della cultura industriale lissonese. 2.2 Restituire vitalità al fabbricato ed al suo intorno valorizzarne le caratteristiche. 3. Destinazioni d’uso 3.1 Sono ammesse le destinazioni d’uso consentite per le zone D2 (art. 35.3.2) 3.2 Sono considerati complementari 3.3 È esclusa la residenza (Gf 1) eccezione delle grandi strutture di vendita. 3.4 Attività commerciali: sono ammesse tutte le attività commerciali comprese le grandi strutture di vendita
rutture di vendita. 3.4 Attività commerciali: sono ammesse tutte le attività commerciali comprese le grandi strutture di vendita del solo settore non alimentare ed entro il limite massimo di mq 3.500 di Non è ammessa la formazione di un centro commerciale anche per Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione SCHEDA PIANO ATTUATIVO “PALAZZO DEL MOBILE” Localizzazione e caratteri del sito Il comparto assoggettato a piano attuativo corrisponde all’area occupata dal “Palazzo
OBILE” Localizzazione e caratteri del sito Il comparto assoggettato a piano attuativo corrisponde all’area occupata dal “Palazzo (palazzo “Centofirme”): simbolo riconosciuto della storia dell’attività artigianale mobiliera degli ultimi 60 Il sito fruisce di un elevato livello di accessibilità garantita dallo svincolo della strada statale SS Valassina corrispondente alla via Carducci. Conservare l’edificio esistente per il suo valore simbolico e quale testimonianza della cultura
orrispondente alla via Carducci. Conservare l’edificio esistente per il suo valore simbolico e quale testimonianza della cultura Restituire vitalità al fabbricato ed al suo intorno favorendo l’insediamento di attività in grado di valorizzarne le caratteristiche. le destinazioni d’uso consentite per le zone D2 (art. 35.3.2) complementari i pubblici esercizi e le attività di intrattenimento e svago (Gf 4) la residenza (Gf 1), le destinazioni d’uso non consentite nelle zone D2 (art. 35.3.2) ad
ività di intrattenimento e svago (Gf 4) la residenza (Gf 1), le destinazioni d’uso non consentite nelle zone D2 (art. 35.3.2) ad eccezione delle grandi strutture di vendita. : sono ammesse tutte le attività commerciali comprese le grandi strutture di vendita del solo settore non alimentare ed entro il limite massimo di mq 3.500 di Sv SV Non è ammessa la formazione di un centro commerciale anche per Sv SV < mq 3.500. Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI
Sv SV Non è ammessa la formazione di un centro commerciale anche per Sv SV < mq 3.500. Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI Il comparto assoggettato a piano attuativo corrisponde all’area occupata dal “Palazzo del mobile” (palazzo “Centofirme”): simbolo riconosciuto della storia dell’attività artigianale mobiliera degli ultimi 60 Il sito fruisce di un elevato livello di accessibilità garantita dallo svincolo della strada statale SS36
iliera degli ultimi 60 Il sito fruisce di un elevato livello di accessibilità garantita dallo svincolo della strada statale SS36 Conservare l’edificio esistente per il suo valore simbolico e quale testimonianza della cultura favorendo l’insediamento di attività in grado di i pubblici esercizi e le attività di intrattenimento e svago (Gf 4) le destinazioni d’uso non consentite nelle zone D2 (art. 35.3.2) ad : sono ammesse tutte le attività commerciali comprese le grandi strutture di vendita SV. < mq 3.500.
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 47 4 Capacità edificatoria Il solo intervento ammesso consiste nel recupero del fabbricato esistente; conseguentemente la capacità edificatoria corrisponde alla SLP SL esistente. Per lo stesso motivo non sono disposti altri indici e parametri da rispettare. La superficie coperta può essere incrementata esclusivamente per la realizzazione dei collegamenti
ci e parametri da rispettare. La superficie coperta può essere incrementata esclusivamente per la realizzazione dei collegamenti verticali, anche dei parcheggi sottosuolo, tramite scale o ascensori compresi i relativi spazi di sbarco, nonché per la realizzazione dei parcheggi coperti che possono occupare l’intera superficie del comparto, salvo il rispetto della SP minima. 5 Dotazione di aree per servizi e spazi pubblici
o occupare l’intera superficie del comparto, salvo il rispetto della SP minima. 5 Dotazione di aree per servizi e spazi pubblici In applicazione della disposizione di cui all’art. 150, comma 5, della LR 6/2010, Per le grandi strutture di vendita (GF 5.5) la dotazione di parcheggi pubblici deve essere pari al 100% della SLP SL del fabbricato. Detta superficie dovrà essere interamente reperita all’interno dell’area di pertinenza. Le
al 100% della SLP SL del fabbricato. Detta superficie dovrà essere interamente reperita all’interno dell’area di pertinenza. Le ulteriori aree per servizi e spazi pubblici richieste in base al citato provvedimento di legge potranno essere monetizzate. Per le altre destinazioni d’uso si applicano le disposizioni contenute all’art. 24 delle presenti norme. In ragione dell’obiettivo prioritario del recupero del Palazzo del Mobile non sono previste utilità
rt. 24 delle presenti norme. In ragione dell’obiettivo prioritario del recupero del Palazzo del Mobile non sono previste utilità pubbliche ulteriori o aggiuntive rispetto alla dotazione “standard” di aree per servizi e spazi pubblici. 6 Pianificazione attuativa l’intero comparto perimetrato dovrà essere oggetto di un unico piano attuativo. scala 1 . 2.000
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 48 2.2 - SCHEDA PIANO ATTUATIVO PIERMARINI CANONICA
- Localizzazione e caratteri del sito Il comparto assoggettato a piano attuativo corrisponde all’area occupata da una grande struttura di vendita contornata da aree in larga parte adibite a parcheggio. Il sito fruisce di un elevato livello di accessibilità garantita dalla vicinanza dello svincolo della strada statale SS36 Valassina e dalla relativa strada di arroccamento.
essibilità garantita dalla vicinanza dello svincolo della strada statale SS36 Valassina e dalla relativa strada di arroccamento. 2. Obiettivi di intervento 2.1 Favorire il consolidamento dell’attività commerciale esistente. 2.2 Migliorare la dotazione di spazi per verde e parcheggi. 3. Destinazioni d’uso 3.1 La destinazione d’uso principale è l’attività del gruppo funzionale Gf5 (Attività commerciali, commercio al dettaglio), comprese le grandi strutture di vendita.
è l’attività del gruppo funzionale Gf5 (Attività commerciali, commercio al dettaglio), comprese le grandi strutture di vendita. 3.2 Sono complementari le attività dei gruppi funzionali Gf2 (Attività produttive), Gf3 (Attività terziaria di produzione di servizi) e Gf 4 (Attività di pubblico esercizio). 3.2 È esclusa la funzione residenziale (Gruppo funzionale Gf1).
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 49 4 Capacità edificatoria All’area individuata nello schema seguente si applicano gli indici e i parametri dettati dalle presenti norme per le aree “D2” (art. 35.3.3) ad eccezione dell’indice di edificabilità territoriale che è stabilito nella misura di: UT IT = 0,40 mq/mq 5 Dotazione di aree per servizi e spazi pubblici Per le grandi strutture di vendita (GF 5.5) la dotazione di parcheggi pubblici deve essere pari al 100%
servizi e spazi pubblici Per le grandi strutture di vendita (GF 5.5) la dotazione di parcheggi pubblici deve essere pari al 100% della SLP SL del fabbricato. Le ulteriori aree per servizi e spazi pubblici potranno essere monetizzate. Per le altre destinazioni d’uso si applicano le disposizioni contenute all’art. 24 delle presenti norme. 6 Pianificazione attuativa l’intero comparto perimetrato dovrà essere oggetto di un unico piano attuativo. scala 1 : 2.000
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 50 2.3 - SCHEDA PIANO ATTUATIVO via Murri – via Filzi
- Localizzazione e caratteri del sito Il comparto assoggettato a piano attuativo corrisponde all’isolato inedificato contornato dalle via Murri, Filzi, San Giovanni Bosco e Francesco d’Assisi.
- Obiettivi di intervento 2.1 Ricavare lo spazio necessario a dotare il quartiere di attrezzature per il gioco sportivo informale.
Obiettivi di intervento 2.1 Ricavare lo spazio necessario a dotare il quartiere di attrezzature per il gioco sportivo informale. 2.2 Realizzare un intervento unitario coerente con la morfologia del contesto. 3. Destinazioni d’uso 3.1 Sono ammesse le destinazioni d’uso consentite per le zone B (art. 34.2) 3.2 Sono del pari escluse le destinazioni d’uso non consentite nelle zone B (art. 34.2). 3.3 Attività commerciali: sono ammesse esclusivamente le attività commerciali di vicinato (Gf 5.1).
te nelle zone B (art. 34.2). 3.3 Attività commerciali: sono ammesse esclusivamente le attività commerciali di vicinato (Gf 5.1). 4 Capacità edificatoria All’area individuata come superficie fondiaria nello schema seguente, pari al 50% dell’estensione dell’intero comparto, si applicano gli indici e i parametri dettati dalle presenti norme per le aree “B” (art. 34.4).
51 5 Dotazione di aree per servizi e spazi pubblici Per conseguire le finalità di cui al punto 2 della presente scheda, il 50% della superficie del comparto sarà ceduta gratuitamente al C nella Tavola della Disciplina delle Aree (PR 7 6 Pianificazione attuativa L’intero comparto perimetrato dovrà essere oggetto di un unico piano attuativo assoggettato al rilascio di un permesso di costruire convenzionato. La convenzione dovrà prevedere la messa a dimora di un albero d’alto fusto ogni 50 mq di superfice
o di costruire convenzionato. La convenzione dovrà prevedere la messa a dimora di un albero d’alto fusto ogni 50 mq di superfice edificata (SL) su aree messe a disposizione allo scopo dal Comune. Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione Dotazione di aree per servizi e spazi pubblici conseguire le finalità di cui al punto 2 della presente scheda, il 50% della superficie del comparto tuitamente al Comune nel contesto dell’attuazione del comparto
nto 2 della presente scheda, il 50% della superficie del comparto tuitamente al Comune nel contesto dell’attuazione del comparto nella Tavola della Disciplina delle Aree (PR 7 - PR 8). ’intero comparto perimetrato dovrà essere oggetto di un unico piano attuativo al rilascio di un permesso di costruire convenzionato. convenzione dovrà prevedere la messa a dimora di un albero d’alto fusto ogni 50 mq di superfice edificata (SL) su aree messe a disposizione allo scopo dal Comune.
sa a dimora di un albero d’alto fusto ogni 50 mq di superfice edificata (SL) su aree messe a disposizione allo scopo dal Comune. Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI conseguire le finalità di cui al punto 2 della presente scheda, il 50% della superficie del comparto omune nel contesto dell’attuazione del comparto stesso, come indicato ’intero comparto perimetrato dovrà essere oggetto di un unico piano attuativo ovvero sarà
one del comparto stesso, come indicato ’intero comparto perimetrato dovrà essere oggetto di un unico piano attuativo ovvero sarà convenzione dovrà prevedere la messa a dimora di un albero d’alto fusto ogni 50 mq di superfice scala 1 : 1.000
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 52 Appendice 3 – DEFINIZIONI TECNICHE UNIVOCHE Allegato B alla DGR 24 ottobre 2018, n° XI/965, estratto dal BURL Serie ordinaria n° 44, del 31 ottobre 2018
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Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 54
Comune di Lissone - PGT - Norme Tecniche di Attuazione - APPENDICI 55
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