Piano Regolatore Variante Generale, Cenni sull' ...
Comune di Taranto · Taranto, Puglia
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1Indice Colophon Nota editoriale Luigi Piccinato Piano Regolatore Variante Generale 1 - Premessa 2 - Introduzione 3 - Il P.R.G. vigente 4 - Il P.R.G. e il territorio 5 - La Variante Generale 6 - La viabilità 7 - Le attrezzature 8 - I trasporti collettivi 9 - I parcheggi 10 - Dimensionamento del P.R.G. 11 - La normativa 12 - Tempi di esecuzione 13 - Nota conclusiva Tabella 1 Tabella 2 Tabella 3 Tabella 4 Tabella 5 Allegato A - Attrezzature scolastiche Tabella Allegato A
13 - Nota conclusiva Tabella 1 Tabella 2 Tabella 3 Tabella 4 Tabella 5 Allegato A - Attrezzature scolastiche Tabella Allegato A Allegato B - Applicazione degli standard urbanistici Matera P.R.G. Variante Generale - Applicazione standard Tav A - Matera P.R.G.: Viabilità attuale Tav B - Matera Viabilità prevista dal P.R.G. Cenni sull’inquadramento territoriale 1 - Notizie generali 2 - Riferimenti particolari alla situazione di Matera Catalogo Libryd-Scri(le)tture ibride Energheia
ISBN: 978-88-89313-79-4 EDIZIONE A CURA DI DOMENICO SCAVETTA E FELICE LISANTI
2Luigi Piccinato Piano Regolatore Variante Generale Prima edizione digitale dicembre 2022 ISBN: 978-88-89313-79-4 EDIZIONE A CURA DI DOMENICO SCAVETTA E FELICE LISANTI Si ringraziano Michele Morelli per aver messo a disposizione la copia originale da cui è tratta questa riedizione digitale Antezza Tipografi – grafica copertina Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/).
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PIANO REGOLATORE VARIANTE GENERALE
s Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/).
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4Repubblica Italiana Ministero dei Lavori Pubblici Concorso Internazionale per la sistemazione dei «Sassi» di Matera PIANO REGOLATORE VARIANTE GENERALE Arch. Luigi Piccinato Collab. Arch. Vera Consoli1 Nota 1 Vera Consoli, Urbanista, di origine catanese, fu la principale collaboratrice dell’architetto
Collab. Arch. Vera Consoli1 Nota 1 Vera Consoli, Urbanista, di origine catanese, fu la principale collaboratrice dell’architetto Luigi Piccinato. In qualità di Capo Studio, collaborò, sin dagli albori degli anni Sessanta, alla realizzazione di numerosi progetti urbanistici e di opere architettoniche, elaborati dallo studio Piccinato, con sede a Roma. Fu coautrice, tra l’altro, dei progetti per il Piano di Ricostruzione
oniche, elaborati dallo studio Piccinato, con sede a Roma. Fu coautrice, tra l’altro, dei progetti per il Piano di Ricostruzione di Bursa, in Turchia (1960), per il Piano Regolatore di Skopie, in Macedonia (1964), per il Centro Direzionale di Taranto (1973) e, nel 1977, per il Piano Regolatore di Monopoli. In seguito, l’Amministrazione comunale di Monopoli le affidò l’incarico per la progettazione di tre piani di zona: dei Passionisti, del cosiddetto Monte Milone e dell’attuale Polivalente. «Si può
rico per la progettazione di tre piani di zona: dei Passionisti, del cosiddetto Monte Milone e dell’attuale Polivalente. «Si può affermare con certezza che la sua collaborazione alla grande produzione professionale di Luigi Piccinato è stata rilevante» asserisce il prof. Malusardi, che le ha dedicato il volume Luigi
5Piccinato e l’urbanistica moderna, in cui si legge: «L’idea progetto di una raccolta di scritti e di piani urbanistici di Luigi Piccinato viene da lontano. La discutemmo sottovoce, all’approssimarsi degli ottant’anni del maestro, con Vera Consoli, per molto tempo collaboratrice principale dello Studio Piccinato». Era membro dell’ISoCaRP, International Society of City and Regional Planners. Morì in Algeria, nel giugno del 1979, in un incidente d’auto, sulla strada che collega l’aeroporto
f City and Regional Planners. Morì in Algeria, nel giugno del 1979, in un incidente d’auto, sulla strada che collega l’aeroporto di Algeri alla città di Blida, dove era ubicata la sede centrale del “Bureau d’études Luigi Piccinato - Federico Malusardi”, lasciando un figlio. Il Sindaco del tempo, prof. Walter Laganà, così informa testualmente: «Quando si decise d’intitolare una strada a Luigi Piccinato, giunse a Monopoli la notizia della morte della Consoli. L’Amministrazione comunale dell’epoca,
are una strada a Luigi Piccinato, giunse a Monopoli la notizia della morte della Consoli. L’Amministrazione comunale dell’epoca, sensibile ai risvolti umani e professionali, decise d’intitolarle una strada del piano particolareggiato della 167, che ella aveva redatto in sintonia con Piccinato». Il Consiglio comunale di Monopoli, infatti, le intitolò una traversa della strada per Castellana Grotte, assumendo, il 31.8.1983, la Delibera n. 225.
6Nota editoriale In questo testo realizzato nel 1974 dall’architetto Luigi Piccinato, con le collaborazioni degli architetti G. Vera Consoli e Carlo Carreras, vengono indicate le linee guida del Piano Regolatore, Variante Generale per il Concorso Internazionale per la sistemazione dei Sassi di Matera. A questo si sono aggiunte, da parte nostra, alcune foto realizzate da Luigi Piccinato nelle sue diverse visite a Matera che ritraggono alcuni luoghi dei Sassi, oltre a brevi biografie dei suoi collaboratori.
cinato nelle sue diverse visite a Matera che ritraggono alcuni luoghi dei Sassi, oltre a brevi biografie dei suoi collaboratori.
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lle sue diverse visite a Matera che ritraggono alcuni luoghi dei Sassi, oltre a brevi biografie dei suoi collaboratori.
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10Luigi Piccinato Luigi Piccinato (Legnago, 30 ottobre 1899 - Roma, 29 luglio 1983) è stato un architetto, urbanista e accademico italiano. Si laurea in architettura all’Università “La Sapienza” di Roma nel 1923, avviando sin dai primi anni un’intensa attività didattica e professionale, soprattutto nel campo dell’urbanistica. Dimostra subito la sua estrema
primi anni un’intensa attività didattica e professionale, soprattutto nel campo dell’urbanistica. Dimostra subito la sua estrema sensibilità per le matrici storiche del territorio e per l’ambientale. Nell’ambito sempre di una sua vasta visione di soluzioni derivanti da una sintesi quotidiana di tutti i problemi urbanistici, fra i molti suoi interventi per Napoli, è bene ricordare il progetto per la Stazione Centrale e il progetto per il Concorso
ici, fra i molti suoi interventi per Napoli, è bene ricordare il progetto per la Stazione Centrale e il progetto per il Concorso Nazionale per la Facoltà di Medicina e Chirurgia (premio IN/ARCH Domosic) dove esaltò particolarmente il problema dell’ambientamento. Negli stessi anni la sua presenza è segnalata anche a Benevento, dove oltre ad un importante Piano Regolatore del 1932, costruisce anche la sede del Liceo Classico (1938), dallo stile asciutto, severo e privo di accenti decorativi, senza
del 1932, costruisce anche la sede del Liceo Classico (1938), dallo stile asciutto, severo e privo di accenti decorativi, senza dubbio uno dei suoi edifici più rilevanti, sospeso tra metafisica e razionalismo. Dal 1941 si dedica alla conclusione della costruzione del Teatro Salieri, nella sua città natale, ma i lavori secondo il suo progetto non vennero mai completati. Il premio IN/ARCH Domosic gli viene assegnato anche nel 1961 per
ma i lavori secondo il suo progetto non vennero mai completati. Il premio IN/ARCH Domosic gli viene assegnato anche nel 1961 per lo Stadio Adriatico di Pescara. Per quanto concerne l’urbanistica, nel 1954 riceve il Premio Nazionale Olivetti per l’Urbanistica, motivato fra l’altro dall’«equilibrio fecondo» con cui egli seppe cogliere «gli aspetti storico- problematici e creativo-pratici dell’attività urbanistica». La profonda conoscenza delle matrici storiche del territorio gli permette
ematici e creativo-pratici dell’attività urbanistica». La profonda conoscenza delle matrici storiche del territorio gli permette altresì di intervenire con raro equilibrio, nel delicato tessuto di numerosissimi centri urbani in Italia: da Brescia a Matera, da Napoli a Roma, le sue analisi e
11le sue previsioni si sono sempre dimostrate profetiche, come pure la sua fama di grande urbanista lo ha portato ad affrontare temi internazionali prestigiosi. Autore di una vastissima serie di pubblicazioni e di studi nel campo dell’urbanistica, viene chiamato a tenere corsi e conferenze ad altissimo livello scientifico in numerose città, sia italiane che straniere, facendo parte contemporaneamente di Commissioni e Comitati di studio e partecipando a Congressi urbanistici nazionali e internazionali.
parte c
parte contemporaneamente di Commissioni e Comitati di studio e partecipando a Congressi urbanistici nazionali e internazionali. Nel 1942 viene chiamato dalla casa di produzione SAGIF Artisti Associati per la realizzazione delle scenografie del film La fortuna viene dal cielo, girato negli Stabilimenti FERT di Torino, che rappresenta il suo unico lavoro nel campo della cinematografia. Membro di numerose Accademie ed Istituti culturali italiani e stranieri,
nta il suo unico lavoro nel campo della cinematografia. Membro di numerose Accademie ed Istituti culturali italiani e stranieri, quali: l’Accademia Nazionale di San Luca, l’Accademia Ligustica di Genova, la Deutsche Akademie für Städtebau und Landesplanung di Düsseldorf, è stato Vicepresidente dell’INU dal 1952 al 1969. Nel 1945 fonda insieme a Bruno Zevi, Mario Ridolfi e Pier Luigi Nervi l’A.P.A.O. (Associazione Per l’Architettura Organica) per promuovere quel tipo
me a Bruno Zevi, Mario Ridolfi e Pier Luigi Nervi l’A.P.A.O. (Associazione Per l’Architettura Organica) per promuovere quel tipo di architettura derivante dalle opere di Frank Lloyd Wright. Lo stesso anno, insieme a Cino Calcaprina, Bruno Zevi e altri fonda la rivista Metron. Nel 1946-47 Piccinato fu chiamato a Pescara per il progetto del Piano Regolatore per la ricostruzione della città, distrutta dai bombardamenti. Piccinato progettò l’arretramento della strada statale Adriatica che sarebbe
struzione della città, distrutta dai bombardamenti. Piccinato progettò l’arretramento della strada statale Adriatica che sarebbe passata rasente la ferroviaria, anch’essa arretrata verso l’entroterra, prevedendo che Pescara in pochi decenni avrebbe riempito lo spazio lasciato con l’edilizia; progettò la nuova città con ampi viali ortogonali, e aprì lungo il Corso, Piazza della Rinascita, poi Salotto, prevedendo una città sviluppata a forma di T.
ampi viali ortogonali, e aprì lungo il Corso, Piazza della Rinascita, poi Salotto, prevedendo una città sviluppata a forma di T. Malgrado ciò, il Piano fu cambiato e non rispettato dalle Amministrazioni locali, sicché presto ci fu un’urbanizzazione veloce e disordinata di Pescara. Dal 1937 al 1950 svolge attività didattica presso l’Università di Napoli, passando poi, quale Professore Ordinario di Urbanistica, alla Facoltà di Architettura di Venezia, dove rimane fino al 1963, anno in cui si trasferisce alla
ore Ordinario di Urbanistica, alla Facoltà di Architettura di Venezia, dove rimane fino al 1963, anno in cui si trasferisce alla stessa cattedra della Facoltà di Architettura di Roma. Professore emerito dal 1975, la sua carriera universitaria comincia fino dai primi anni di laurea con la Libera Docenza in Urbanistica. È stato consigliere comunale di Roma per il Partito Socialista Italiano dal 1956 al 1960.
12Piano Regolatore Variante Generale Arch. Luigi Piccinato Collab. Arch. G. Vera Consoli
12Piano Regolatore Variante Generale Arch. Luigi Piccinato Collab. Arch. G. Vera Consoli
131 - Premessa A diciassette anni dalla sua adozione (10 gennaio 1956) appare ben logico affrontare oggi il tema di una verifica del Piano Regolatore Generale di Matera. Nuove emergenti, scaturite nel luogo processo di sviluppo, spingono oggi ad uno studio puntuale di una variante generale, piuttosto che a parziali aggiornamenti. L’organismo previsto e proposto dal P.R.G. trovava la sua base su
una variante generale, piuttosto che a parziali aggiornamenti. L’organismo previsto e proposto dal P.R.G. trovava la sua base su presupposti fondamentali, dettati, in grandissima parte, da una programmazione territoriale di economia agricola, sorretta da una adeguata politica. Da tale programma sono discese le scelte fondamentali del piano regolatore comunale. Alcune previsioni programmatiche si sono avverate; molte altre sono mancate; nuove «emergenti» sembrano presentarsi oggi.
unale. Alcune previsioni programmatiche si sono avverate; molte altre sono mancate; nuove «emergenti» sembrano presentarsi oggi. Sembra necessario, quindi, storicizzare il recente passato, rifacendosi alle tappe della politica, posta vent’anni or sono alla base degli interventi legislativi che servirono di guida al quadro urbanistico.
142 - Introduzione La struttura urbanistica di Matera (ed anche il destino dei «Sassi») erano in grande parte già segnati antecedentemente al «Programma» costituito dal Piano Regolatore Generale, stabilito dalla Legge del 17-5-1952 n. 619. Molto tempo prima, infatti, attraverso gli interventi dell’UNRRA CASAS e dell’Ente Riforma Fondiaria, era già stato dato corso effettivo alla pianificazione dell’Agro Materano, ossia dell’intero territorio comunale del capoluogo e a quelli di altri comuni contermini.
la pianificazione dell’Agro Materano, ossia dell’intero territorio comunale del capoluogo e a quelli di altri comuni contermini. Il programma poggiava sopratutto sulla ristrutturazione dell’agricoltura, ancora per la maggior parte a carattere estensivo, condotta quindi attraverso la lavorazione di latifondi coltivati dal bracciantato, in parte residente nei «Sassi». Giustamente si era escluso, fin da principio, di dar corpo ad una edilizia
ati dal bracciantato, in parte residente nei «Sassi». Giustamente si era escluso, fin da principio, di dar corpo ad una edilizia rurale «sparsa» nelle singole proprietà contadine che si intendeva formare. Una tale struttura, tipica, per esempio, del Veneto, dove il territorio si presenta, però, ricchissimo di infrastrutture e di attrezzature, sarebbe apparsa del tutto assurda nel quadro Lucano semideserto. Il «Programma» decideva pertanto di concentrare le residenze nei «Borghi»
parsa del tutto assurda nel quadro Lucano semideserto. Il «Programma» decideva pertanto di concentrare le residenze nei «Borghi» rurali: La Martella, Santa Lucia, Borgo Venusio, Timmari, Picciano, Torre Spagnuola. In tali borghi rurali avrebbero dovuto trovar posto, non solamente gli assegnatari, ma anche le famiglie contadine da sfollarsi dai «Sassi». Non troppo lontano dalle piccole proprietà agricole dei singoli assegnatari,
che le famiglie contadine da sfollarsi dai «Sassi». Non troppo lontano dalle piccole proprietà agricole dei singoli assegnatari, la Riforma offriva, dentro nel Borgo, l’abitazione con orto, la stalla, il fienile, una vacca, un mulo… Il Borgo stesso veniva dotato di tutti i servizi sociali indispensabili: i contadini, tuttavia, venivano a trovarsi sempre distaccati dalla terra di loro proprietà, per di più, talvolta, frammentata in varie particelle catastali.
ano a trovarsi sempre distaccati dalla terra di loro proprietà, per di più, talvolta, frammentata in varie particelle catastali. Avrebbero dovuto, comunque, spostarsi ogni mattina con il mulo, il concime e le pecore per raggiungere le loro particelle da coltivare. Veniva cosi a perpetuarsi, in certo qual modo, sia pure in forma ridotta, il distacco dalla terra e, ciò che ci sembra più grave, sarebbero venuti meno quella coesione sociale e quei rapporti di collaborazione, allora ancora presenti
che ci sembra più grave, sarebbero venuti meno quella coesione sociale e quei rapporti di collaborazione, allora ancora presenti nella «comunità contadina», della società dei «Sassi». Contro le grandi aziende agricole dei latifondi, coltivate dal bracciantato povero, la nuova struttura urbanistica territoriale rappresentava, certo, un passo in avanti, ma trascinava dei grossi problemi nel quadro economico e sociale dei singoli assegnatari: la morte del mulo o quella della vacca, per
ascinava dei grossi problemi nel quadro economico e sociale dei singoli assegnatari: la morte del mulo o quella della vacca, per esempio, potevano significare per il piccolo assegnatario una catastrofe. La soluzione urbanistico-economica avrebbe dovuto, piuttosto, trovarsi nella creazione di una serie di grandi aziende agricole collettive a gestione cooperativa, con concentrazione abitativa urbana dotata dl tutti i servizi previsti e creati nei borghi, quali: scuole, asili, botteghe centro sociale, chiesa,
15ambulatorio, delegazione comunale; ma con grandi stalle, allevamenti, rimesse, macchine agricole, fienili ecc. ecc., a conduzione collettiva. In altri termini, si sarebbe potuto profittare di quella coerente capacità collaborativa che permeava in particolare la comunità dei «Sassi», per dar vita a organizzazioni aziendali a conduzione collettiva. Con ciò, non si sarebbe certo arrestato il movimento di abbandono della campagna; ma, creando una
ndali a conduzione collettiva. Con ciò, non si sarebbe certo arrestato il movimento di abbandono della campagna; ma, creando una struttura agricola più moderna e più viva si sarebbe qualificata la mano d’opera contadina ad un più alto livello tecnico ed economico: quanto, insomma la regione domandava, nel quadro di una pianificazione territoriale che avrebbe, a questo punto, dovuto riassumere, in unico programma, tutti i settori di
quadro di una pianificazione territoriale che avrebbe, a questo punto, dovuto riassumere, in unico programma, tutti i settori di intervento, dall’industria all’agricoltura, dalle strade al turismo, dalle ferrovie alle residenze. Bisogna comunque riconoscere che il Piano Programmatico dei «Borghi» non ha certo raggiunto lo scopo, prefissato dalla politica, che lo ispirava. Tale Piano Programmatico era già in pieno svolgimento vent’anni fa, prima
lo scopo, prefissato dalla politica, che lo ispirava. Tale Piano Programmatico era già in pieno svolgimento vent’anni fa, prima del P.R.G.: La Martella era già costruita, Picciano in corso di realizzazione, Borgo Venusio esisteva già in embrione, con le case dell’Opera Nazionale Combattenti. La Legge «Risanamento Sassi» n. 619 del 17-5-1952 ed il relativo «Programma» del 16 agosto, a firma dell’Ingegnere Riccardo Lubrano, che hanno costituito la base per il P.R.G. di Matera, confermano appunto il piano
osto, a firma dell’Ingegnere Riccardo Lubrano, che hanno costituito la base per il P.R.G. di Matera, confermano appunto il piano programmatico dei Borghi e su di esso impegnano gli interventi urbanistici e, con esso, li definiscono. La soluzione urbanistica di Matera veniva proposta, in un certo senso, dal di dentro al di fuori, dando anzi, per scontata la soluzione del problema territoriale. Il «Programma» di esecuzione della Legge accertava che, nella zona dei
nzi, per scontata la soluzione del problema territoriale. Il «Programma» di esecuzione della Legge accertava che, nella zona dei «Sassi», su un totale di 3.374 case, solo 43 erano da ritenersi abitabili; 859 suscettibili di riparazione, onde poter essere poi considerate abitabili e ben 2.472, assolutamente inabitabili. Delle 2.581 famiglie abitanti nei «Sassi», 1.653 trovano i loro cespiti da attività connesse con la vita della città stessa: le altre 928 famiglie appartenevano, invece, al ceto rurale.
i loro cespiti da attività connesse con la vita della città stessa: le altre 928 famiglie appartenevano, invece, al ceto rurale. La relazione programmatica disponeva quindi il trasferimento di queste ultime famiglie nei «Borghi» agricoli; le prime, invece, nei nuovi quartieri, da realizzarsi nel quadro urbano del Piano Regolatore. Inoltre la relazione programmatica di cui sopra, constatando che ben 380 famiglie dei «Sassi» traevano il loro sostentamento dal lavoro agricolo, che si
grammatica di cui sopra, constatando che ben 380 famiglie dei «Sassi» traevano il loro sostentamento dal lavoro agricolo, che si svolgeva nelle loro proprietà marginali alla città di Matera, proponeva (e realizzava) un nuovo Borgo semirurale a Matera stessa, a Sud dei Cappuccini, in località Agna. Praticamente, insomma, nei «Sassi» non sarebbe rimasto nessuno! A parte ciò, la predetta Legge 17-5-1952 n. 619 non prevedeva, né offriva la possibilità
ei «Sassi» non sarebbe rimasto nessuno! A parte ciò, la predetta Legge 17-5-1952 n. 619 non prevedeva, né offriva la possibilità di ricomporre unita abitative, accorpando tra loro e ristrutturando in un unico alloggio elementi che, pur essendo contigui, erano stati giudicati inabitabili solo perché, considerati separatamente, non consentivano vani e spazi in
16numero sufficiente a comporre un alloggio, pur essendo abitabili o suscettibili di restauro! E solo dopo un insistente intervento del sottoscritto e dell’allora Provveditore alle OO.PP. Antonino Franco, fu possibile porre riparo alla incongruenza della Legge con l’art. 5 della successiva Legge 21 marzo 1958, n. 299, per il finanziamento per il risanamento dei «Sassi». Nonostante le molte difficoltà, bisogna dar atto che il Provveditorato alle
per il finanziamento per il risanamento dei «Sassi». Nonostante le molte difficoltà, bisogna dar atto che il Provveditorato alle OO.PP. si era adoperato, fin da principio, per affrontare anche il problema del «risanamento» vero e proprio dei «Sassi», accettando la proposta del sottoscritto di formare un apposito ufficio, dotato di architetti, con il compito preciso di effettuare un rilevamento edilizio diretto, preparare un quadro progettuale di interventi, eseguire alcuni interventi di risanamento in via
un rilevamento edilizio diretto, preparare un quadro progettuale di interventi, eseguire alcuni interventi di risanamento in via sperimentale, e ciò anche per saggiare e sperimentare tecniche e costi delle opere. Senonché questa attività non ha avuto seguito, né compiuto svolgimento. Il risanamento conservativo avrebbe dovuto essere sorretto, oltre che da un piano organico, anche da uno svolgimento per fasi successive, con il reinserimento nelle case restaurate delle famiglie che avevano interesse a
anche da uno svolgimento per fasi successive, con il reinserimento nelle case restaurate delle famiglie che avevano interesse a rimanere nel Centro Storico e che, solo provvisoriamente durante le opere di restauro, avrebbero potuto trovar alloggio nei nuovi quartieri. In tal modo sarebbe stato possibile conservare, almeno in parte, la struttura sociale e la coesione del quartiere dei «Sassi». È da dire, peraltro, che era diffuso timore che gli abitanti dei «Sassi» molto
sociale e la coesione del quartiere dei «Sassi». È da dire, peraltro, che era diffuso timore che gli abitanti dei «Sassi» molto difficilmente si sarebbero adattati a vivere nei quartieri di nuova costruzione e non avrebbero voluto mai abbandonare l’antico ambiente sociale e urbano. Nessun tentativo è stato compiuto nel senso di ricomporre le unita abitative dei «Sassi». Il tempo trascorso, invece, ha fatto si che le nuove generazioni
ompiuto nel senso di ricomporre le unita abitative dei «Sassi». Il tempo trascorso, invece, ha fatto si che le nuove generazioni hanno finito per rinnegare gli antichi luoghi ed oggi si pone l’interrogativo come e da chi far abitare i «Sassi»! È mancata, insomma, una compiuta e adeguata politica urbanistica o, meglio, «urbana», necessaria a sorreggere un programma che, per quanto embrionalmente, tuttavia era stato enunciato.
173 - Il P.R.G. vigente L’attuale P.R.G. vigente è scaturito, in parte, da queste premesse già allora in atto: premesse che ha tentato di modificare, spingendo il loro progressivo svolgimento verso una visione globale molto più vasta e puntuale ad un tempo. Il P.R.G. si configura, infatti, quale un piano «aperto», raffigurante il programma di un organismo capace di future ulteriori dimensioni e di rispondere a nuove emergenze, pur conservando la peculiarità di un «piano».
organismo capace di future ulteriori dimensioni e di rispondere a nuove emergenze, pur conservando la peculiarità di un «piano». La storia urbanistica di Matera e la corografia del luogo già aiutavano a comporre gli elementi strutturali di base del Piano. L’assenza di un sistema centrale di piazze (sistema che, invece, tipico delle antiche città «comunali») già suggeriva la configurazione di un sistema longitudinale di strada-piazza, sul quale far gravitare i nuovi settori residenziali
à suggeriva la configurazione di un sistema longitudinale di strada-piazza, sul quale far gravitare i nuovi settori residenziali e le nuove attrezzature urbane; proponeva la creazione di un vero centro direzionale e commerciale, necessario, tra l’altro, anche per annodare tra loro i vari quartieri che, altrimenti, rischiavano di sentirsi distaccati dal contesto. Questo schema «aperto» completato, naturalmente, dalla viabilità esterna di
ti, rischiavano di sentirsi distaccati dal contesto. Questo schema «aperto» completato, naturalmente, dalla viabilità esterna di transito e di penetrazione e dalle necessarie attrezzature collettive, è appunto quello che permette oggi di riprendere in esame il problema di una variante generale. Una rapida analisi del P.R.G. del 1956, confrontando il progetto con quanto di esso è stato effettivamente realizzato, mostra una notevole coerenza tra progetto e realizzazione.
ndo il progetto con quanto di esso è stato effettivamente realizzato, mostra una notevole coerenza tra progetto e realizzazione. Il bilancio, in un certo senso, è positivo. Ma deve essere evidenziata anche una parte negativa. È rappresentata questa dalle conseguenze di una mancata coerenza temporale tra i tempi previsti dal programma e i tempi di esecuzione. La sequenza programmatica dei «tempi» di esecuzione delle opere di significative e valide a qualificare e consolidare l’organismo configurato dal
ammatica dei «tempi» di esecuzione delle opere di significative e valide a qualificare e consolidare l’organismo configurato dal programma del P.R.G., non può essere disattesa senza gravi conseguenze. Il P.R.G. di Matera (come del resto qualunque Piano), si configurava come un organismo polarizzato su alcune «strutture portanti», capaci di catalizzare, a loro volta, la struttura stessa dell’organismo urbano. Alcune di queste strutture prioritarie hanno trovato puntuale realizzazione; altre, invece, sono
a stessa dell’organismo urbano. Alcune di queste strutture prioritarie hanno trovato puntuale realizzazione; altre, invece, sono state disattese. Altri importanti interventi non voluti o previsti dal P.R.G. sono stati, invece, realizzati e costituiscono oggi gravi «emergenze» di cui si deve tener conto. Qualche esempio. Il P.R.G. prevedeva, innanzi tutto, la creazione di un nuovo Centro Direzionale e Commerciale sull’area delle Ferrovie Calabro-Lucane. Tale nuova
va, innanzi tutto, la creazione di un nuovo Centro Direzionale e Commerciale sull’area delle Ferrovie Calabro-Lucane. Tale nuova importante struttura era prevista, non solo per ospitare quelle attrezzature di attività terziarie del tutto carenti nella vecchia struttura, quanto per costituire una necessaria saldatura tra i nuovi quartieri e l’antico nucleo urbano: per dare, insomma, unità all’insieme.
18Non solo il nuovo Palazzo di Giustizia e la Sede Comunale, ma anche altri uffici, sedi di banche, centri di mercato e di attività di commercio, avrebbero dovuto essere localizzati in un settore mediano, rispetto alla formazione, quasi lineare, di Matera. Ma nonostante la buona volontà dimostrata dall’Amministrazione Comunale, il nuovo Centro ha subito un grave ritardo. Nuovi edifici bancari, supermercati e centri di attività commerciali sono
Comunale, il nuovo Centro ha subito un grave ritardo. Nuovi edifici bancari, supermercati e centri di attività commerciali sono venuti, pertanto, ad innestarsi nel Centro Storico, vanificando così, per il momento, quell’elemento indispensabile alla coerenza del Piano Regolatore, sì che il vuoto è rimasto, dando la sensazione di un certo distacco dei nuovi quartieri abitativi dal contesto urbano. Occorre, insomma, affrontare al più presto il tema e riempire lo jato.
stacco dei nuovi quartieri abitativi dal contesto urbano. Occorre, insomma, affrontare al più presto il tema e riempire lo jato. Altro tema disatteso, e che pure era dato nel P.R.G. quale elemento portante, è da identificarsi nella mancata realizzazione della strada tangenziale occidentale, che, da Villa Longo, avrebbe dovuto scorrere marginalmente all’abitato fino al Centro Direzionale Commerciale, e continuare fino ai Cappuccini e ad Agna, sostituendo così, per quanto riguardava i transiti e la
ntro Direzionale Commerciale, e continuare fino ai Cappuccini e ad Agna, sostituendo così, per quanto riguardava i transiti e la distribuzione interna, l’attuale Via Lucana, la quale è tuttora oberata da circolazione di attraversamento, di distribuzione, oltre che da quella locale interna. Altro importante elemento che non ha trovato realizzazione e che, invece, era considerato fondamentale per l’economia di Matera e per il suo inquadramento regionale, era quello della linea ferroviaria Foggia-Matera-
to fondamentale per l’economia di Matera e per il suo inquadramento regionale, era quello della linea ferroviaria Foggia-Matera- Metaponto e della conseguente stazione ferroviaria: progetto che, allo stato delle cose, è da considerarsi completamente abbandonato. Infine, il mancato risanamento dei «Sassi» ed il loro abbandono - di cui si è detto precedentemente - ha costituito un vero vuoto nella compagine urbana, portandovi un notevole squilibrio.
ono - di cui si è detto precedentemente - ha costituito un vero vuoto nella compagine urbana, portandovi un notevole squilibrio. Se questi sono gli elementi che sono venuti meno nella realizzazione del programma, si devono registrare invece degli interventi che, pur non contemplati nel quadro del P.R.G., sono stati realizzati, venendo, così, ad alterarne le strutture funzionali. Anzitutto si deve accennare a qualche deroga alle indicazioni urbanistiche.
venendo, così, ad alterarne le strutture funzionali. Anzitutto si deve accennare a qualche deroga alle indicazioni urbanistiche. In particolare l’annullamento della zona marginale alla Gravina destinata nel P.R.G. ad ospitare il campo «fiera» e altre attrezzature collettive, ma occupata, invece, da un enorme pastificio in via di continuo ingrandimento, il quale, tra l’altro, ha alterato gradatamente il filo urbano. Una ancor più grave deroga al P.R.G. è rappresentata dalla creazione del
, tra l’altro, ha alterato gradatamente il filo urbano. Una ancor più grave deroga al P.R.G. è rappresentata dalla creazione del cementificio sulla Via Appia, SS. n. 7, in località Trasanello, approvata dal Ministro dei Lavori Pubblici dell’epoca, nonostante il parere contrario e sospensivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Tale attività industriale, mentre non offre certo grandi vantaggi nel riguardi dell’aumento dei posti-lavoro, non solo altera il paesaggio prossimo alla
e, mentre non offre certo grandi vantaggi nel riguardi dell’aumento dei posti-lavoro, non solo altera il paesaggio prossimo alla Gravina, con scavi delle cave di calcare e di argilla; ma, altrettanto grave, provoca dei pesanti effetti indotti sulla rete stradale attuale, e su quella prevista dal P.R.G. a causa della inevitabile presenza del traffico pesante generato, che, ove non fosse convogliato altrove, graverebbe proprio su sedi del tutto inadatte.
e presenza del traffico pesante generato, che, ove non fosse convogliato altrove, graverebbe proprio su sedi del tutto inadatte. — Vedi, a proposito, la Nota: «Matera - La Grande Viabilità» della Delegazione
19del Ministero dei Lavori Pubblici, presso la Cassa per il Mezzogiorno del 7 settembre 1970 (n. 156 - CCN: 4/11740). Dobbiamo, tuttavia, come si e detto in principio, concludere queste brevi note senza eccessivo pessimismo: grosso modo, il quadro generale urbano, proposto dal P.R.G., è stato abbastanza rispettato. Le distorsioni più evidenti sono relativamente modeste e tali da non compromettere la coerenza necessaria ai futuri interventi: direi che il fatto negativo più macroscopico è da
deste e tali da non compromettere la coerenza necessaria ai futuri interventi: direi che il fatto negativo più macroscopico è da individuare nel mancato risanamento conservativo dei «Sassi». Ove si consideri, infatti, che l’Italia è l’unico Paese europeo che manca di disposizioni legislative e fiscali in favore dei Centri Storici per la loro conservazione ed il restauro, ma che, invece, proprio Matera ha rappresentato, in proposito, l’unica
Centri Storici per la loro conservazione ed il restauro, ma che, invece, proprio Matera ha rappresentato, in proposito, l’unica eccezione nazionale, non si può non rammaricarsi che, in luogo di procedere immediatamente al risanamento, si sia aspettato una decina di anni per dar luogo, non già a studi e ad opere; ma alla attesa dell’esito di un «concorso di idee».
204 - Il P.R.G. e il territorio Questa variante generale del P.R.G. andrebbe riguardata, anch’essa, nella visione programmatica della regione economica e rapportata ad un quadro piu ampio di quello strettamente comunale. Se, da un lato, la città obbedisce alla formulazione dell’organismo che dovrebbe essere il frutto di una politica del territorio, dall’altro lato la città, a sua volta, contribuisce potentemente a realizzare e a dare significato al territorio stesso, divenendone attrice principale.
, a sua volta, contribuisce potentemente a realizzare e a dare significato al territorio stesso, divenendone attrice principale. A questo punto occorre ricordare come tutte le ipotesi per un assetto territoriale facciano assegnazione su di un forte sviluppo costiero del Metapontino: su di questo si inserirebbe Matera con un ruolo di protagonista. A noi sembra che insistere sempre sulle fasce delle coste, sia Adriatiche, che Tirreniche, che Joniche, con le gravi conseguenti gravitazioni che, alla fine,
mpre sulle fasce delle coste, sia Adriatiche, che Tirreniche, che Joniche, con le gravi conseguenti gravitazioni che, alla fine, svuotano di contenuto l’interno del Paese, non appaia del tutto logico. Occorre, invece, insistere sulla necessità di una più coraggiosa qualificazione dei territori interni, Nel caso specifico, l’irrigazione in atto delle valli del Basentello e del Bradano, nonché quelle dell’Ofanto, potranno essere
, Nel caso specifico, l’irrigazione in atto delle valli del Basentello e del Bradano, nonché quelle dell’Ofanto, potranno essere generatrici di nuovi centri di sviluppo agricolo-industriale. Il nucleo industriale del Basento, quello di Jesce ed altri ancora da creare o da rafforzare nel territorio Materano (Borgo Venusio, La Martella), da qualificarsi, sopratutto in attività manifatturiere e complementari a quelle esistenti, potranno costituire,
o, La Martella), da qualificarsi, sopratutto in attività manifatturiere e complementari a quelle esistenti, potranno costituire, insieme all’agricoltura intensiva e meccanizzata, il vero supporto economico. Il sistema stradale, in corso di creazione o di miglioramento, servirà a dar corpo ad un sistema territoriale che fa capo a Matera e che troverà in questa città, insieme ad Altamura e a Santeramo, un vertice di notevole importanza. Su questa visione organica trova le basi la Variante Generale del P.R.G.
215 - La Variante Generale La struttura aperta del P.R.G. del 1956 permette di operare organicamente senza procedere a pesanti riforme, rispetto a quanto è stato realizzato e consolidato. La città può, insomma, recepire la nuova misura richiesta dalle «emergenti», rafforzando anzi il precedente organismo. Naturalmente in questo processo occorre tener presente la necessità dl intervenire anche su molti settori, già realizzati o in corso di realizzazione, allo scopo di adeguare
presente la necessità dl intervenire anche su molti settori, già realizzati o in corso di realizzazione, allo scopo di adeguare l’organismo agli standard, oggetto del D.I. 2 aprile 1968, n. 1404. Proprio il contenuto di questo dispositivo di legge costituisce, di per se stesso, una notevole «emergente», forse la più cospicua. La Variante Generale, pertanto, conserva l’attuale struttura urbana lineare: anzi se ne serve per rafforzare e dimensionare l’intero organismo.
erale, pertanto, conserva l’attuale struttura urbana lineare: anzi se ne serve per rafforzare e dimensionare l’intero organismo. Anzitutto insiste sulla qualificazione del nuovo Centro Direzionale e Commerciale, già indicato nel Piano vigente, e che viene a costituire la vera saldatura tra i vari settori residenziali. In secondo luogo trova nelle vaste aree ancora libere, che il Piano del 1965 destinava a impianti sportivi, lo spazio per
parte della Serra Rifusa per edilizia estensiva, destinandone, anzi, una parte
ziali. In secondo luogo trova nelle vaste aree ancora libere, che il Piano del 1965 destinava a impianti sportivi, lo spazio per una nuova edilizia residenziale molto centrale, che viene cosi a saldare in modo coerente, tra loro, i vari settori. In terzo luogo provvede verso Nord, a consolidare il sistema edilizio di Villa Longo e di San Giacomo, utilizzando parte della Serra Rifusa per edilizia estensiva, destinandone, anzi, una parte
parte della Serra Rifusa per edilizia estensiva, destinandone, anzi, una parte
izio di Villa Longo e di San Giacomo, utilizzando parte della Serra Rifusa per edilizia estensiva, destinandone, anzi, una parte cospicua per un futuro centro ospedaliero, che si renderà utile nel prossimo quindicennio. Verso Sud, invece, il nuovo Piano dispone il rafforzamento dei quartieri dei Cappuccini e di Agna, proponendo, anzi, per quest’ultimo una trasformazione della attuale edilizia semirurale che non ha mai risposto alle necessità reali.
nendo, anzi, per quest’ultimo una trasformazione della attuale edilizia semirurale che non ha mai risposto alle necessità reali. Questo, grosso modo, il quadro degli interventi residenziali nuovi: va però anche sottolineata l’indicazione di riforma e di ristrutturazione per la zona di Piccianello che, migliorata nella sua edilizia popolare e liberata da capannoni e depositi, può assumere un significato più aderente al settore urbano in cui si viene a trovare.
polare e liberata da capannoni e depositi, può assumere un significato più aderente al settore urbano in cui si viene a trovare. Inutile dire come ogni quartiere ed ogni settore appaia nel P.R.G. dotato di tutti i servizi indispensabili: Asili, Scuole elementari, medie e dell’obbligo, campi da gioco per i bambini, zone verdi… sono stati ricavati dovunque era possibile, rispondendo così agli standard richiesti. Altrettanto dicasi per i centri
one verdi… sono stati ricavati dovunque era possibile, rispondendo così agli standard richiesti. Altrettanto dicasi per i centri di quartiere e le loro attrezzature, nonché per i centri di commercio. (Vedi allegati A e B). Il Piano provvede, anche, ad una necessaria precisazione dei mercati rionali (oggi concentrati nell’unico insufficiente mercatino di Piazza Persio), disponendo tre nuovi mercati rionali: uno a Sud, adiacente alla Via Lucana;
ell’unico insufficiente mercatino di Piazza Persio), disponendo tre nuovi mercati rionali: uno a Sud, adiacente alla Via Lucana; uno presso la Via Gattini; un terzo nel nuovo quartiere Nord-Ovest, nei pressi di Via Dante. Il Piano, dispone, naturalmente, alcuni importanti settori di servizio e di produzione.
22Accenniamo qui ad un notevole settore per l’artigianato, dotato dei necessari servizi, disposto lungo la Via della Martella, vicino alla Masseria Santa Lucia; e ad un altro settore artigianale ad Agna, deciso in sede amministrativa comunale. Una vera e propria notevole zona destinata all’industria (circa 140 ettari), è stata disposta non lontano dalla Martella; un’altra minore zona industriale completa quella esistente a Borgo Venusio.
ttari), è stata disposta non lontano dalla Martella; un’altra minore zona industriale completa quella esistente a Borgo Venusio. Queste zone industriali, insieme a quella di Jesce, che si sviluppa, in parte nel territorio di Santeramo, a quella del Basento e al Cementificio, costituiscono altrettanti importanti elementi, necessari, come si è detto, a rafforzare e a precisare l’economia della Lucania e, sopratutto, a configurare il
rtanti elementi, necessari, come si è detto, a rafforzare e a precisare l’economia della Lucania e, sopratutto, a configurare il quadro funzionale di Matera stessa, oltre che a dare un significato ai «Borghi», oggi quasi disabitati. Questo quadro si completa con la destinazione ad «Autotrasporto» di una vasta zona, per smistamento prodotti, che il P.R.G. individua nella zona cosiddetta Pantano. In altri termini, a parere del sottoscritto, non è creando dei singoli «poli di
P.R.G. individua nella zona cosiddetta Pantano. In altri termini, a parere del sottoscritto, non è creando dei singoli «poli di sviluppo» (come si proponeva, un tempo, lo Stato di intervenire per il Mezzogiorno), ma piuttosto disponendo e strutturando il territorio «per direttrici di sviluppo» che conviene operare. Le zone industriali, di cui sopra (la Basentana, la Martella, quella per l’artigianato, Borgo Venusio, Jesce), insieme
operare. Le zone industriali, di cui sopra (la Basentana, la Martella, quella per l’artigianato, Borgo Venusio, Jesce), insieme alle operazioni di irrigazione del Bradano, costituiscono altrettanti elementi formativi di fasce o direttrici di sviluppo, nelle quali la città di Matera trova il suo logico inserimento e la sua funzione terziaria. A questo proposito è molto importante ricordare come appaia urgente profittare dell’enorme interesse che la Lucania offre nel quadro paesaggistico,
è molto importante ricordare come appaia urgente profittare dell’enorme interesse che la Lucania offre nel quadro paesaggistico, in quello storico culturale e, infine, in quello turistico. È pensabile che dando mano (e se ne parla da sempre!) al rimboschimento, al ripopolamento forestale, al risanamento idrogeologico… gli stupendi centri storici del territorio, ora in via di spopolamento, anche a causa dei dissesti, diventino mete turistiche e centri culturali.
ri storici del territorio, ora in via di spopolamento, anche a causa dei dissesti, diventino mete turistiche e centri culturali. In questa più vasta visione, il nuovo P.R.G. inserisce la possibilità di usufruire del lago di San Giuliano, quale centro turistico alberghiero, con attrezzature sportive e per il tempo libero, completate da Verde pubblico. Parimenti viene indicata la zona collinare e boschiva quale settore adatto a recepire una edilizia residenziale estiva, in località di Timmari.
236 - La viabilità Ed ora una nota sul sistema delle comunicazioni viarie e ferroviarie. Lo schema viario si configura con estrema chiarezza. In esso si distinguono con esattezza le arterie a seconda le specifiche funzioni: grande viabilità regionale di transito; arterie marginali o tangenziali di distribuzione e di collegamento; tronchi di penetrazione nei vari settori urbani; arterie centrali. La funzione di raccordo tra i vari centri della Regione è affidata ad un
penetrazione nei vari settori urbani; arterie centrali. La funzione di raccordo tra i vari centri della Regione è affidata ad un sistema esterno, composto da Nord a Sud, dal rifacimento, completamento moderno ed aggiornato della S.S. n. 7 e della S.S. n. 99 in corso di opera, le quali statale, ancora oggi, in mancanza della realizzazione della tangenziale marginale prevista dal P.R.G. del 1956, attraversano, in pieno, il centro urbano con tutti i traffici pesanti intercomunali e interregionali.
vista dal P.R.G. del 1956, attraversano, in pieno, il centro urbano con tutti i traffici pesanti intercomunali e interregionali. Da questo asse tangenziale Nord-Sud, si diparte a Ovest un nuovo tronco superstradale, fino a Candela (collegando, così, Matera con Napoli, attraverso la Autostrada) e da Nord, si diparte la continuazione della S.S. n. 7 verso Laterza e Taranto. Questo sistema si completa con la Basentana, in corso di ristrutturazione.
ontinuazione della S.S. n. 7 verso Laterza e Taranto. Questo sistema si completa con la Basentana, in corso di ristrutturazione. Matera diventa nodo di comunicazione e dl distribuzione regionale in diretta connessione con Taranto, Bari, Napoli, Potenza, Cosenza. Questo sistema di distribuzione marginale e di scorrimento, avvicinato com’è allo sviluppo urbano longitudinale di Matera, permette una serie di nodi di penetrazione nei vari settori urbani, senza quindi, interferire, come oggi, con
udinale di Matera, permette una serie di nodi di penetrazione nei vari settori urbani, senza quindi, interferire, come oggi, con la circolazione locale interna. Da Sud a Nord, infatti, un primo nodo consente di raggiungere la zone Cappuccini ed Agna; un secondo nodo consente di penetrare direttamente nel nuovo Centro Commerciale e Direzionale, nonché alla Martella; un terzo nodo serve per raggiungere il settore di Villa Longo; un
nuovo Centro Commerciale e Direzionale, nonché alla Martella; un terzo nodo serve per raggiungere il settore di Villa Longo; un quarto, più a Nord, consente di entrare direttamente al Viale Dante; un quinto, infine, sul nuovo tronco della statale per Taranto, consente la penetrazione diretta da Nord-Est. Questo sistema viario, in gran parte in corso di realizzazione ad opera della Cassa per il Mezzogiorno e dell’A.N.A.S., esige, tuttavia, la urgente immediata
n parte in corso di realizzazione ad opera della Cassa per il Mezzogiorno e dell’A.N.A.S., esige, tuttavia, la urgente immediata creazione da parte dell’A.N.A.S. del nuovo tronco della Statale n. 7 dalla Statale n. 99, a monte del cimitero, almeno fino a Torre Spagnola, onde permettere la continuità e la fluidità del grande traffico pesante industriale sia del Cementificio, che della zona industriale di Jesce. Altrettanto necessario e urgente è provvedere al rifacimento e alla rimessa in
ementificio, che della zona industriale di Jesce. Altrettanto necessario e urgente è provvedere al rifacimento e alla rimessa in funzione dell’importantissimo tronco stradale che unisce il centro di Matera con La Martella. Tale strada, oggi è chiusa al traffico a causa di un dissesto idrogeologico al quale, però, occorre, ed è ben possibile, porre rimedio con adatte opere, anche a costo di modificarne i dettagli del tracciato. Sgravato completamente della circolazione pesante e di transito, alleggerito
he a costo di modificarne i dettagli del tracciato. Sgravato completamente della circolazione pesante e di transito, alleggerito della circolazione di distribuzione, il sistema stradale interno acquista, così, il
24suo vero significato nei riguardi della circolazione locale. Il Viale Dante assume il suo esatto valore di nuovo asse a Nord e, insieme all’Annunziatella e a Via XX Settembre, si prolunga sia nel Corso Umberto e Via Ridola, sia nella Via Lucana, costituendo il sistema longitudinale della «Via-Piazza» che caratterizza Matera. Né è da dimenticare come la recente creazione della strada marginale dai Cappuccini a Viale Europa, scorrente intorno e esternamente al rione La
are come la recente creazione della strada marginale dai Cappuccini a Viale Europa, scorrente intorno e esternamente al rione La Nera, risolve il problema della circolazione locale marginale, evitando così l’eventuale appesantimento degli assi centrali locali. Ed è proprio lungo questi assi centrali e tra di essi che si distribuiscono le residenze, i servizi principali, il commercio, l’Amministrazione, le attività terziarie, i centri culturali. Ed è a questi assi che dovranno far capo i «Sassi»
, il commercio, l’Amministrazione, le attività terziarie, i centri culturali. Ed è a questi assi che dovranno far capo i «Sassi» dopo l’opera di risanamento conservativo, proposta dal concorso e fino ad oggi attesa invano.
257 - Le attrezzature Questo sistema longitudinale assiale interno, con le varie penetrazioni dal sistema tangenziale esterno, permette, non solo collegamenti diretti, ma anche una chiara distribuzione delle attività e delle attrezzature collettive. Un breve accenno a queste: il Centro Amministrativo e Commerciale, l’Ospedale, gli uffici provinciali, il Palazzo di Giustizia, gli uffici postali, i mercati rionali, il Convitto Nazionale, i Vigili del Fuoco, le grandi istituzioni
il Palazzo di Giustizia, gli uffici postali, i mercati rionali, il Convitto Nazionale, i Vigili del Fuoco, le grandi istituzioni scolastiche, la Casa di Ricovero, un nuovo futuro ospedale sulla Serra Rifusa, il nuovo grande Polisportivo, l’Autoporto… fanno capo a questo sistema interno, pur avendo diretti accessi dall’esterno. Questo vale specialmente per il Centro Direzionale, il quale ha una larga funzione provinciale, oltre che locale; per gli
terno. Questo vale specialmente per il Centro Direzionale, il quale ha una larga funzione provinciale, oltre che locale; per gli impianti sportivi che abbisognano della prossimità di grandi arterie di smistamento regionale per gli occasionali afflussi di spettatori e che sono stati ubicati nella località Pantano; per l’autoporto, che deve essere collegato direttamente con il sistema stradale regionale.
268 - I trasporti collettivi Qui torna acconcio accennare anche al tema dei trasporti collettivi, che in uno schema lineare trovano certo la soluzione più facile, ove siano qualificati tecnicamente. Matera, fino ad oggi, non ha mai potuto sfruttare seriamente la presenza della ferrovia Calabro-Lucana, sopratutto per molte deficienze, sia di tracciato, che di armamento. La «Calabro-Lucana» era, (ed è ancora), una struttura ibrida, insufficiente
olte deficienze, sia di tracciato, che di armamento. La «Calabro-Lucana» era, (ed è ancora), una struttura ibrida, insufficiente sia ad assolvere il compito imposto dalle grandi distanze, che quello dei trasporti locali e urbani. Conscia di dover affrontare questi temi con una più vasta visione, la Direzione della Società, in stretta collaborazione con l’urbanista e la Amministrazione Comunale, ha accettato un progetto molto vasto e tale da risolvere, innanzitutto, il problema del trasporto urbano.
inistrazione Comunale, ha accettato un progetto molto vasto e tale da risolvere, innanzitutto, il problema del trasporto urbano. Il progetto, già corso di realizzazione, propone la trasformazione dell’attuale linea da Borgo Venusio ad Agna in un tronco di «metropolitana», in parte a cielo aperto, in parte in sotterranea, risolvendo l’attuale passaggio a livello dell’Annunziatella e creando una speciale stazione di testa ad Agna. Questo tronco di ben 10 chilometri di lunghezza permette di congiungere
atella e creando una speciale stazione di testa ad Agna. Questo tronco di ben 10 chilometri di lunghezza permette di congiungere Agna con Borgo Venusio, con fermate intermedie a Rondinella (Scuole), a Villa Longo (Serra Rifusa), a Piccianello, a Via Santo Stefano, al Centro Direzionale e all’Ospedale (La Nera). Questo programma permette l’abolizione dell’attuale stazione ed una migliore utilizzazione pubblica delle aree, oggi occupate dai
uesto programma permette l’abolizione dell’attuale stazione ed una migliore utilizzazione pubblica delle aree, oggi occupate dai binari. La stazione di Serra Rifusa-Villa Longo viene ad assumere, a sua volta, alcuni compiti assolti oggi dalla stazione centrale: smistamento posta e merci, depositi materiale rotabile, officina ricambi, ecc. I vantaggi di questa «metropolitana» per la città di Matera, riguardo anche alla conformazione urbanistica della città, sono evidenti: notevole velocità
tropolitana» per la città di Matera, riguardo anche alla conformazione urbanistica della città, sono evidenti: notevole velocità commerciale, notevole frequenza di treni, notevole capacità… Qualche linea di autobus, in connessione con le fermate del metrò sarà sufficiente ad assolvere il compito degli smistamenti e dei collegamenti locali, nonché quelli con La Martella, con Picciano e con altri settori. L’argomento ferroviario non sarebbe completo se il P.R.G. non affrontasse
lli con La Martella, con Picciano e con altri settori. L’argomento ferroviario non sarebbe completo se il P.R.G. non affrontasse anche il problema territoriale dei trasporti. Caduta l’ipotesi presentata dal Piano vigente, di una linea ferroviaria F.S. da Foggia a Metaponto e quella della relativa stazione, ipotesi ora scartata dal Ministero competente, la Società della Calabro-Lucana propone l’ipotesi, dopo di aver realizzato la massima parte delle trasformazioni e delle rettifiche nel
età della Calabro-Lucana propone l’ipotesi, dopo di aver realizzato la massima parte delle trasformazioni e delle rettifiche nel tratto Bari-Matera, di continuare fino alla zona industriale del Basento, e poi verso Potenza, con un nuovo tronco ferroviario di fondo valle, dalla stazione di Borgo Venusio, con stazione nei pressi della zona artigianale prevista dal nuovo P.R.G., a servizio della città di Matera. Si realizzerebbe così, oltre che una
pressi della zona artigianale prevista dal nuovo P.R.G., a servizio della città di Matera. Si realizzerebbe così, oltre che una importante struttura per la città, anche una notevole possibilità di reciproche comunicazioni delle zone industriali (Martella, Artigianato, Borgo Venusio, Basento), con la città stessa di Matera.
27Il nuovo P.R.G., pertanto, mentre recepisce questa proposta indicandone il tracciato (che potrà subire qualche variante, in funzione di un ulteriore studio di dettaglio), insiste sulla creazione del sistema F.S. da Foggia a Metaponto, via Matera, utilizzando, in tal caso, sia la stazione prevista che, con questa ipotesi che il P.R.G. prospetta, il tronco Nord da Foggia dovrà essere studiato ex novo, non potendo certo aver inizio da Bari via Borgo Venusio. È da osservare,
il tronco Nord da Foggia dovrà essere studiato ex novo, non potendo certo aver inizio da Bari via Borgo Venusio. È da osservare, comunque, che il tracciato indicato verso Sud nel P.R.G. evita quella zona difficile a causa di dissesto geologico, che ha rappresentato, a suo tempo, una remora per la ferrovia.
289 - I parcheggi Questo capitolo relativo alle infrastrutture viarie e di trasporto collettivo non sarebbe completo ove non si accennasse anche ad un altro grosso problema: quello della sosta e dei parcheggi. Il reperimento delle aree necessarie, richieste dal decreto sugli standard urbanistici, non e stata una facile impresa. Va da sé che per i futuri edifici, a destinazione speciale, od anche destinati ad abitazione dovrà essere provveduto nelle singole aree
é che per i futuri edifici, a destinazione speciale, od anche destinati ad abitazione dovrà essere provveduto nelle singole aree fondiarie; ma, per venire incontro alle impellenti necessità funzionali urbane, il P.R.G. provvede a indicare sia i grandi e medi parcheggi, sia gli autosilos, necessari questi ultimi, dove scarseggiano le aree libere. Il Piano Regolatore, tenendo conto della struttura urbana prevista, destina ampie aree nei punti nevralgici, ove sia necessaria la sosta o, anche, dove sia
o conto della struttura urbana prevista, destina ampie aree nei punti nevralgici, ove sia necessaria la sosta o, anche, dove sia possibile usufruire di mezzi di trasporto collettivo. Grandi parcheggi, quindi, nei punti di accesso al Centro Direzionale e Commerciale; nello stesso Centro; presso le più importanti istituzioni (Ospedali, stazioni, centri sportivi, ecc). Grosso modo il P.R.G. dispone una superficie di parcheggio per un totale di
ituzioni (Ospedali, stazioni, centri sportivi, ecc). Grosso modo il P.R.G. dispone una superficie di parcheggio per un totale di mq. 353.580, ossia per una capacità complessiva di circa 18.000 vetture.
2910 - Dimensionamento del P.R.G. Il nuovo P.R.G. è dimensionato, grosso modo, sul fabbisogno di un ventennio. Un tale calcolo, comunque, non può essere che approssimativo, giacché esso è legato a molti parametri che, a loro volta, se sono dipendenti da «determinanti» che fino ad oggi si possono assumere come valide, d’altro lato inevitabilmente possono essere soggetti a imprevedibili «emergenti». Questo limite di incertezza impone, pertanto, una articolazione del Piano
e possono essere soggetti a imprevedibili «emergenti». Questo limite di incertezza impone, pertanto, una articolazione del Piano «aperta» tale da consentire una realizzazione a tappe e di poter far fronte a quanto le «emergenti» potranno suggerire, pur conservando nella flessibilità, una organicità al Piano stesso. Assumere a dimensionamento del Piano, stesso i parametri che scaturiscono dai dati dell’incremento degli ultimi anni, non è certamente sufficiente;
namento del Piano, stesso i parametri che scaturiscono dai dati dell’incremento degli ultimi anni, non è certamente sufficiente; pertanto gli elementi che sono stati assunti per l’inquadramento dimensionale del Piano si possono così riassumere: a) dati risultanti dall’andamento della popolazione nell’ultimo decennio; b) dati risultanti dall’andamento della popolazione nell’ultimo triennio; c) dati sul movimento naturale della popolazione; d) dati sul movimento migratorio;
ento della popolazione nell’ultimo triennio; c) dati sul movimento naturale della popolazione; d) dati sul movimento migratorio; e) dati sulla struttura della popolazione secondo l’età; f) dati sulla della popolazione per occupazione; g) indice di affollamento ab/vano; h) struttura socio-economica del territorio; i) altri fattori di correzione.
Applicando ai dati statistici (esposti nelle tabelle allegate) le usuali formule
territorio; i) altri fattori di correzione.
Applicando ai dati statistici (esposti nelle tabelle allegate) le usuali formule relative all’incremento della popolazione nel ventennio, si rileva che negli anni precedenti, l’incremento annuo è stato di circa 700 unità. Applicando pertanto la stessa media in un ventennio, si avrebbe un aumento di circa 14.000 unità. Ma si tratta chiaramente di cifre del tutto indicative, ed è chiaro che
ventennio, si avrebbe un aumento di circa 14.000 unità. Ma si tratta chiaramente di cifre del tutto indicative, ed è chiaro che qualsiasi ipotesi sull’evoluzione demografica può essere invalidata da una somma di fattori e di decisioni. Proseguendo comunque nell’analisi dei dati statistici allegati, appare come il movimento naturale della popolazione, determini un fenomeno di «ringiovanimento» nella struttura della popolazione; il movimento migratorio
aturale della popolazione, determini un fenomeno di «ringiovanimento» nella struttura della popolazione; il movimento migratorio denuncia un saldo positivo di circa 2.000 unità nell’ultimo decennio. La composizione della popolazione per occupazione, dimostra una tendenza all’aumento dell’attività terziaria e secondaria; infatti, il reddito agricolo che nel 1961 rappresentava circa il 60% del reddito totale, nel 1967 si è ridotto al 23%,
30mentre si sono incrementati gli altri settori, sopratutto l’industria, poi il commercio, il credito, i trasporti, e infine la pubblica Amministrazione. I dati evidenziano che nel decennio 1951-1961 il numero degli attivi in agricoltura è diminuito a Matera del 26%, mentre il numero degli attivi nelle industrie è aumentato del 57%; il numero degli attivi nelle attività terziarie è aumentato del 40%. Per quanto riguarda l’attività edilizia, a Matera dal 1963 al 1967, si è
li attivi nelle attività terziarie è aumentato del 40%. Per quanto riguarda l’attività edilizia, a Matera dal 1963 al 1967, si è costruito un totale di 7.101 vani con una media di 1.421 vani l’anno. Questi dati, pur non avendo agli effetti del calcolo dei fabbisogni un valore assoluto, danno una dimensione quantitativa del fenomeno. Si può pertanto, tenendo conto dei risultati negativi e positivi scaturiti dall’analisi dei vari elementi su elencati, interpolando una immaginaria curva
conto dei risultati negativi e positivi scaturiti dall’analisi dei vari elementi su elencati, interpolando una immaginaria curva che rappresenti il volume del movimento turistico, degli impianti industriali e artigianali, raggiunge una conclusione per il dimensionamento del P.R.G.. È ovvio che in presenza di vari elementi, alcuni dei quali legati a determinanti, che sono oggi all’inizio del loro sviluppo, non è facile giungere a delle previsioni dimensionali del tutto sicure.
eterminanti, che sono oggi all’inizio del loro sviluppo, non è facile giungere a delle previsioni dimensionali del tutto sicure. Sembra lecito, comunque, tenendo fisso l’obbiettivo finale del Piano al 1993 raggiungere la cifra di circa 84.000 abitanti a Matera centro urbano; 9.000 circa nei borghi e nelle case sparse, contro gli attuali 45.000. Ciò con un margine prudenziale che può, tuttavia, essere corretto durante le tappe di esecuzione del Piano stesso.
tuali 45.000. Ciò con un margine prudenziale che può, tuttavia, essere corretto durante le tappe di esecuzione del Piano stesso. La localizzazione dei 40.000 abitanti prevedibili nel ventennio comporta uno studio onde consentire, non già una uniforme distribuzione omogenea, ma al contrario, una localizzazione qualificata sia quantitativamente, che qualitativamente. La identificazione dei settori e delle attrezzature deve essere tale, come già
cata sia quantitativamente, che qualitativamente. La identificazione dei settori e delle attrezzature deve essere tale, come già accennalo, da permettere la necessaria realizzazione per successive tappe, a seconda del programma, delle necessità, conservando (e ciò è di somma importanza) la organicità del quadro urbanistico generale. Le zone in cui è strutturato il Piano e i tipi edilizi che ad esse fanno riferimento, sono state, pertanto, opportunamente proporzionate.
n cui è strutturato il Piano e i tipi edilizi che ad esse fanno riferimento, sono state, pertanto, opportunamente proporzionate. Le scelte di localizzazione considerano sviluppi per settori e danno la certezza che, attraverso la politica dei Piani Particolareggiati, sarà possibile graduare programmaticamente gli sviluppi stessi. Vedi Tabella dal 1 a 5, inserite nel testo.
3111 - La normativa Un Piano Regolatore, è chiaro, si esprime alla fine con la sua «terza dimensione»: le «norme di attuazione» rappresentano, appunto, quest’ultima. È opportuno qui chiarire come sia stato indispensabile aggiornare le norme del Piano vigente e, in gran parte, rinnovarle del tutto. Non dobbiamo dimenticare come questi ultimi anni abbiano registrato qualche cambiamento ed anche delle vere conquiste in tema di normativa urbanistica.
e come questi ultimi anni abbiano registrato qualche cambiamento ed anche delle vere conquiste in tema di normativa urbanistica. Innanzi tutto, il concetto di «risanamento conservativo» appena adombrato nelle vecchie normative per i «centri storici» ha trovato una più viva e precisa definizione sia attraverso la «Carta del Restauro», redatta dal Consiglio Superiore Antichità e Belle Arti, sia nelle varie disposizioni legislative urbanistiche, che recentemente hanno fatto seguilo alla Legge del 1942.
à e Belle Arti, sia nelle varie disposizioni legislative urbanistiche, che recentemente hanno fatto seguilo alla Legge del 1942. Antecedentemente a questa nuova normativa mirante alla conservazione ambientale, la norma usuale per i centri storici si limitava a prescrivere le altezze in rapporto alle larghezze stradali. Oggi, invece, la normativa per le zone in parola impone piani particolareggiati di risanamento, ossia una serie di
zze stradali. Oggi, invece, la normativa per le zone in parola impone piani particolareggiati di risanamento, ossia una serie di interventi programmati nel dettaglio, anche attraverso studi di carattere socio- economico, oltre che architettonico. Altra importante conquista nella normativa urbanistica è costituita dall’ammissione (dopo l’approvazione del Piano Regolatore di Roma del 1962), della destinazione di uso del suolo e dalla sua indicazione in sede di P.R.G.
provazione del Piano Regolatore di Roma del 1962), della destinazione di uso del suolo e dalla sua indicazione in sede di P.R.G. Un terzo passo in avanti è rappresentato dalla obbligatorietà di operare, non solo attraverso Piani Particolareggiati, ma anche attraverso Piani di Lottizzazione Convenzionali, evitando in tal modo il disordine conseguente alle iniziative edilizie singole. Un quarto passo si può raffigurare nelle disposizioni per l’acquisizione delle aree destinate alle abitazioni popolari.
singole. Un quarto passo si può raffigurare nelle disposizioni per l’acquisizione delle aree destinate alle abitazioni popolari. Ed, infine, la «Legge Ponte» e i decreti sugli standard hanno contribuito notevolmente a chiarire il concetto di densità abitativa e a ridurre i pesi, imponendo attrezzature e servizi che incidono sulla progettazione edilizia, lasciando pero, nel contempo, una più ampia libertà compositiva. Le norme che accompagnano la presente Variante Generale del P.R.G.
ciando pero, nel contempo, una più ampia libertà compositiva. Le norme che accompagnano la presente Variante Generale del P.R.G. hanno tenuto conto precisamente di queste nuove esigenze: più che specificare le tipologie edilizie, fanno riferimento alle specifiche destinazioni e al quadro generale edilizio, in rapporto all’ambiente.
3212 - Tempi di esecuzione Se la «normativa» raffigura la «terza dimensione» di un P.R.G., la sequenza programmatica dei «tempi» si identifica addirittura con la «quarta dimensione». E bisogna confessare che mantener fede al programma dei tempi è impresa non facile, giacche essa coinvolge aspetti della politica stessa amministrativa. Dobbiamo qui ripetere, e non dovrebbe essere necessario, come l’avverarsi di un programma urbanistico, quale il Piano Regolatore, sia strettamente
ere, e non dovrebbe essere necessario, come l’avverarsi di un programma urbanistico, quale il Piano Regolatore, sia strettamente connesso con i «tempi» e la sequenza ragionata di questi ultimi. Vi è, infatti, un rapporto di causa ad effetto che lega i vari interventi, i quali rappresentano i veri fattori capaci di produrre importantissimi effetti indotti. Né è pensabile invertire l’ordine temporale di questi fattori, senza provocare un cambio di «prodotto»!
tissimi effetti indotti. Né è pensabile invertire l’ordine temporale di questi fattori, senza provocare un cambio di «prodotto»! Nel caso specifico di Matera occorre non dimenticare come gli attori che «fanno» la città siano molti e non sempre organizzati, in modo da agire in un concorde piano programmatico: Stato, Comune, Provincia, A.N.A.S., Cassa del Mezzogiorno, Ente Riforma… Per dare una logica sequenza alle opere di attuazione dovremmo disporle nell’ordine prioritario seguente In una prima tappa:
ma… Per dare una logica sequenza alle opere di attuazione dovremmo disporle nell’ordine prioritario seguente In una prima tappa: a) la realizzazione del nuovo tronco della Statale n. 7, dalla Statale n. 99 almeno fino a Torre Spagnola, di competenza dell’A.N.A.S., assolutamente urgente ed indispensabile per la circolazione pesante del Cementificio e della zona industriale di Jesce; b) un serio programma esecutivo di Piano Particolareggiato per iniziare al più presto il risanamento conservativo dei «Sassi».
; b) un serio programma esecutivo di Piano Particolareggiato per iniziare al più presto il risanamento conservativo dei «Sassi». c) il prolungamento della metropolitana fino al capolinea di Agna e l’interramento del tronco centrale, nonché le prime opere per il Centro Direzionale. In una seconda tappa: a) l’impostazione delle zone industriali e artigianali, onde dar vita a La Martella e a Borgo Venusio; b) la creazione dei mercati rionali;
azione delle zone industriali e artigianali, onde dar vita a La Martella e a Borgo Venusio; b) la creazione dei mercati rionali; c) il ripristino del tronco viario dal Centro Direzionale a La Martella, ora inagibile a causa del dissesto idrogeologico. In una terza tappa: le attrezzature che si renderanno necessarie a causa dell’incremento sia della popolazione, che dell’attività secondaria e terziaria. Più precisamente: l’Autoporto, il centro polisportivo, alcuni uffici
ella popolazione, che dell’attività secondaria e terziaria. Più precisamente: l’Autoporto, il centro polisportivo, alcuni uffici amministrativi del Centro Direzionale, il nuovo centro ospedaliero… Si deve ricordare, comunque, che se le opere indicate nelle tappe rispondono ad una logica programmatica, occorre che ad essa sia
33costantemente e contemporaneamente presente una continua operatività edilizia e urbanistica, concomitante con il quotidiano sviluppo. Insieme all’edilizia popolare convenzionata e al Centro Direzionale, occorre affrontare la creazione delle zone di parcheggio e gli autosilos (particolarmente quelli di Piazza Firrao e di Via Ridola), l’edilizia scolastica e, in ogni modo, il risanamento conservativo dei «Sassi», operazione delicata che richiede accurati
dola), l’edilizia scolastica e, in ogni modo, il risanamento conservativo dei «Sassi», operazione delicata che richiede accurati rilievi, lunghe attività e una organizzazione estremamente impegnativa. In breve, si deve riconoscere esplicitamente come una «politica di piano» sia altrettanto importante quanto il «piano» stesso, rappresentando, essa, la forza vera per la conduzione esecutiva del programma che il Piano rappresenta.
3413 - Nota conclusiva Ove si volesse giungere alla conclusione di queste note circa il panorama che offre la presente Variante Generale del P.R.G. sarebbe utile riassumere in poche parole il tema. Matera ha avuto da parte dello Stato e degli Enti Statali e Parastatali tutte le possibilità di uscire dall’antica sua situazione di sottosviluppo: studi; ricerche; analisi; azione dell’Ente Riforma con il primo programma di ristrutturazione
a sua situazione di sottosviluppo: studi; ricerche; analisi; azione dell’Ente Riforma con il primo programma di ristrutturazione dell’economia agricola; il primo Piano Regolatore; l’edilizia economica e popolare… La città ha accettato il programma e ha partecipato, forse, parzialmente alla sua realizzazione. Il periodo che la città sta attraversando ora non è certo di crisi, ma trae le sue origini dai dubbi inevitabili nel momento nel quale la
o che la città sta attraversando ora non è certo di crisi, ma trae le sue origini dai dubbi inevitabili nel momento nel quale la società materana ha acquistato una nuova coscienza. Affiorano oggi tutte le spinte che un tempo non esistevano: attività terziarie, attività secondarie, speculazione fondiaria, speculazione edilizia, mobilità della popolazione sono tutti elementi che spingono a porre, oggi, un nuovo programma urbanistico per il domani.
ilizia, mobilità della popolazione sono tutti elementi che spingono a porre, oggi, un nuovo programma urbanistico per il domani. Ed è su questo programma urbanistico che si pongono a confronto e si riscontrano le tendenze ed è su questo che si compone così la «cultura» della città. Matera, un tempo città in attesa di un suo avvenire, scopre ora tante cose buone e tante cose cattive che, un tempo non premevano. Se da un lato si svegliano gli appetiti per ottenere un aumento degli indici di
tante cose cattive che, un tempo non premevano. Se da un lato si svegliano gli appetiti per ottenere un aumento degli indici di fabbricazione, dall’altro lato si va facendo strada la coscienza che il problema non è già solo la città, ma l’intero territorio e che Matera può avere il suo vero significato se si inquadra la sua attività nel mondo della produzione; se essa accetta di contribuire allo sviluppo del mondo economico che la circonda; se
la sua attività nel mondo della produzione; se essa accetta di contribuire allo sviluppo del mondo economico che la circonda; se acquista la coscienza dell’importanza culturale dei suoi monumenti, dei «Sassi», delle antiche masserie; se infine accetta di divenire essa stessa protagonista di sé stessa. In questo senso il nuovo Piano Regolatore intende essere, non solo programma, ma uno stimolo.
35TABELLA 1 Popolazione residente nel Comune dal 1956 ad oggi Popolazione residente nei seguenti Rioni e Borghi:
36Popolazione residente nelle seguenti zone:
37TABELLA 2 Popolazione residente
38TABELLA 3 Movimento naturale della popolazione negli ultimi 20 anni: natalità, mortalità, mobilità
39TABELLA 4 Popolazione residente per classe di età nel Comune ai Censimenti 1951 e 1961
40TABELLA 5 Popolazione attiva al 1961 Indice di affollamento al 31.12.1969 Abitanti 44.635/vani 42.379, pari a 1,05 ab/vano
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40TABELLA 5 Popolazione attiva al 1961 Indice di affollamento al 31.12.1969 Abitanti 44.635/vani 42.379, pari a 1,05 ab/vano
41Allegato A - Attrezzature scolastiche La necessità di affrontare alla base una politica rispondente al fabbisogno per l’istruzione, impegna ad una visione precisa e puntuale dell’intero problema e, di conseguenza, allo studio di dettaglio a completamento e verifica di quanto indicato nel P.R.G.. Tutto ciò in conformità ai principi cui sono ispirate le disposizioni
a completamento e verifica di quanto indicato nel P.R.G.. Tutto ciò in conformità ai principi cui sono ispirate le disposizioni legislative vigenti, adottando rapporti ottimali tra popolazione da servire e attrezzature medesime. La tavola 5 e le allegate tabelle chiariscono i criteri sulla base dei quali sono state formulate le previsioni riguardanti le attrezzature in parola. Esse sono state previste in rapporto al loro raggio di influenza, al numero di abitanti e di
uardanti le attrezzature in parola. Esse sono state previste in rapporto al loro raggio di influenza, al numero di abitanti e di alunni da servire, al rapporto area-abitante e area-alunno. Il territorio è stato suddiviso in comprensori, all’interno dei quali la popolazione è riferimento a quella prevista dal Piano. Si è proceduto ad un rilievo di tutte le scuole esistenti, quindi, si è ricavato il fabbisogno di aule e di superfici per ogni tipo di scuola. ln qualche caso le
utte le scuole esistenti, quindi, si è ricavato il fabbisogno di aule e di superfici per ogni tipo di scuola. ln qualche caso le attrezzature non sono risultate sufficienti a servire la popolazione del comprensorio in cui esse sono comprese, e questo sopratutto nelle zone già saturate di edilizia; si è perciò disposto che detta popolazione possa usufruire delle attrezzature ubicate nei comprensori adiacenti. Tali attrezzature sono state, pertanto, dimensionate in modo tale da poter
delle attrezzature ubicate nei comprensori adiacenti. Tali attrezzature sono state, pertanto, dimensionate in modo tale da poter accogliere sia la popolazione del comprensorio di cui fanno parte, sia quella del comprensorio deficitario: comunque tutto ciò, sempre nei limiti delle percorrenze massime ammissibili. Per gli insediamenti sparsi, dove ovviamente non possibile applicare la normale regolamentazione, si è previsto che la popolazione scolastica possa
i sparsi, dove ovviamente non possibile applicare la normale regolamentazione, si è previsto che la popolazione scolastica possa raggiungere le attrezzature ubicate nei Borghi più vicini.
42TABELLA ALLEGATO A
43N.B.
- La popolazione scolastica deve essere desunta dalla percentuale della popolazione in età scolastica, con coefficienti di correzione per quanto riguarda le scuole materne e le scuole superiori.
- Colonna da riempire nel caso in cui la scuola serva zone limitrofe già urbanizzate, ma esterne al comprensorio. L’ubicazione di queste attrezzature sarà individuata in sede di Piano Particolareggiato.
rbanizzate, ma esterne al comprensorio. L’ubicazione di queste attrezzature sarà individuata in sede di Piano Particolareggiato.
44Allegato B - Applicazione degli standard urbanistici D.I. n. 1404 del 2 aprile 1968 Il Decreto n. 1404 del 2-4-1968, stabilisce i rapporti minimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi, da applicare nella
esidenziali produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi, da applicare nella formazione dei nuovi strumenti urbanistici o nella revisione di quelli esistenti. Pertanto, nella elaborazione della Variante Generale al P.R.G. di Matera, sono state applicate le disposizioni vigenti. È stato suddiviso il territori in comprensori (vedi tavole allegate) all’interno dei quali, attraverso la identificazione delle zone omogenee è stato possibile,
n comprensori (vedi tavole allegate) all’interno dei quali, attraverso la identificazione delle zone omogenee è stato possibile, infatti, rendersi conto del significato funzionale edilizio dei vari settori, delle carenze dei relativi servizi, del dimensionamento ottimale necessario a sopperire le deficienze. Attraverso questo studio applicativo, i cui risultati sono evidenziati nella tavola 4 e nelle tabelle allegate, è stato approntato l’esatto proporzionamento
licativo, i cui risultati sono evidenziati nella tavola 4 e nelle tabelle allegate, è stato approntato l’esatto proporzionamento dell’intero Piano, soddisfacendo le disposizioni delle leggi vigenti.
Ai fini del computo della popolazione si è assunto che ad ogni abitante insediato o da insediare, corrispondono mediamente mc. 80 di costruzione, vuoto per pieno, fatta eccezione per la popolazione da insediare nella zona «5» e «5 bis» di P.R.G., per la quale è stato assunto che ad ogni abitante
eccezione per la popolazione da insediare nella zona «5» e «5 bis» di P.R.G., per la quale è stato assunto che ad ogni abitante corrispondano mc. 100 di costruzione vuoto per pieno.
Nel «centro storico» zona «1» di P.R.G., la popolazione è stata desunta dall’attuale situazione esistente, e pertanto non si è fatto alcun riferimento alla cubatura. In detta zona, inoltre, si è considerato che quasi tutti i piani terreni delle residenze siano occupati da negozi, bar, cinema, esercizi pubblici, ecc.,
si è considerato che quasi tutti i piani terreni delle residenze siano occupati da negozi, bar, cinema, esercizi pubblici, ecc., attribuendo questa superficie a locali destinati ad attrezzature di interesse comune.
La superficie fondiaria relativa alle zone residenziali è stata ottenuta sottraendo dalla superficie del settore, come delimitato nella tavola 4 di P.R.G.,
45una quantità pari al 20% del totale, da attribuire alla viabilità esistente o di progetto, all’interno del settore stesso. Tale sottrazione non è stata operata nella zona «5 bis» di P.R.G., considerato il carattere estensivo di essa.
46Matera P.R.G. Variante Generale - Applicazione standard
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55Tav A - Matera P.R.G.: Viabilità attuale
56Tav B - Matera Viabilità prevista dal P.R.G.
dard
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55Tav A - Matera P.R.G.: Viabilità attuale
56Tav B - Matera Viabilità prevista dal P.R.G.
57Repubblica Italiana Ministero dei Lavori Pubblici Concorso Internazionale per la sistemazione dei «Sassi» di Matera CENNI SULL’INQUADRAMENTO TERRITORIALE Arch. Carlo Carreras
ici Concorso Internazionale per la sistemazione dei «Sassi» di Matera CENNI SULL’INQUADRAMENTO TERRITORIALE Arch. Carlo Carreras
58Cenni sull’inquadramento territoriale Architetto Carlo Carreras1 Nota 1 Carlo Carreras, Architetto, è Docente Associato presso la Facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma, dove insegna, oltre alla Geometria descrittiva, Cartografia tematica e disegno. Nato a Cava de’ Tirreni nel 1943, è autore di diverse pubblicazioni tra cui Il
tria descrittiva, Cartografia tematica e disegno. Nato a Cava de’ Tirreni nel 1943, è autore di diverse pubblicazioni tra cui Il manifesto pubblicitario, riferimenti poetico-figurativi con “le arti maggiori” pubblicato da Bardi editore, 1979; e “Se in città tutto bene non va a chi dare la responsabilità. Quaderno didattico per una coscienza dell’ambiente urbano”, Armando editore, 1980. Nella seconda metà degli anni ‘80 collabora con Costantino Dardi a numerosi progetti tra cui due isolati
Armando editore, 1980. Nella seconda metà degli anni ‘80 collabora con Costantino Dardi a numerosi progetti tra cui due isolati residenziali nell’area suburbana di Napoli, a Mianella e Pianura. Fedele alla figura professionale teorizzata da Giovannoni, Carlo Carreras intende l’architetto come un maestro d’orchestra in grado di occuparsi dei più diversi settori disciplinari, affrontando così all’interno della sua carriera progetti ex-novo sia alla scala urbana che architettonica, recuperi e restauri.
affrontando così all’interno della sua carriera progetti ex-novo sia alla scala urbana che architettonica, recuperi e restauri. Proprio l’esperienza maturata con il restauro di Villa Blanc a Roma, lo porta a pubblicare l’opera “Un recupero dis…perso, Villa Blanc. Cronaca di una ricerca perduta”, edito da Aracne nel 2012.
591 - Notizie generali La legislazione italiana prevede, fin dal 1942 - oltre ai Piani Urbanistici comunali, che sono obbligatori - anche la formazione di Piani Territoriali di coordinamento, Piani dei quali, intorno al 1953 venne disposta dal Ministero dei lavori Pubblici, la formazione, facendo coincidere l’estensione di essi con i confini di ciascuna Regione. Tale forma di pianificazione «dall’alto» non ebbe peraltro successo, sia perché non comportava una sufficiente partecipazione delle Amministrazioni
ficazione «dall’alto» non ebbe peraltro successo, sia perché non comportava una sufficiente partecipazione delle Amministrazioni locali, sia perché ben presto ci si rese conto che i metodi di pianificazione, fino ad allora riconosciuti idonei per definire la disciplina urbanistica dei territori comunali, non potevano estendersi ad intere Regioni per la complessità dei problemi da affrontare e per la conseguente difficoltà e lentezza nel definire le soluzioni sulle carte topografiche.
essità dei problemi da affrontare e per la conseguente difficoltà e lentezza nel definire le soluzioni sulle carte topografiche. Nel frattempo si era riconosciuta la necessità di dare un grande sviluppo all’economia del Mezzogiorno e si vennero elaborando, per le Regioni meridionali e per le isole, dei grandi programmi settoriali per risolvere i problemi fondamentali delle infrastrutture (acquedotti per uso irriguo e potabile, strade ed autostrade, ferrovie, energia elettrica, scuole, opere
li delle infrastrutture (acquedotti per uso irriguo e potabile, strade ed autostrade, ferrovie, energia elettrica, scuole, opere igieniche), nonché per costruire delle fonti di reddito per le popolazioni locali, allo scopo di ridurre, per quanto possibile, se non eliminare completamente, il flusso migratorio verso le Regioni industrializzate del Nord Italia e verso l’estero. Ebbe così inizio, negli anni ’60 la politica dei «poli di sviluppo», in ordine
ndustrializzate del Nord Italia e verso l’estero. Ebbe così inizio, negli anni ’60 la politica dei «poli di sviluppo», in ordine alla quale furono costituite delle Aree di Sviluppo industriale entro le quali si individuarono «agglomerati industriali» atti a dare impiego alle popolazioni insediate entro un certo raggio degli agglomerati stessi. Negli ultimi anni, peraltro, il suddetto indirizzo ha subito una evoluzione dovuta alla constatazione che, da una parte, le concentrazioni industriali
altro, il suddetto indirizzo ha subito una evoluzione dovuta alla constatazione che, da una parte, le concentrazioni industriali accentuano, sia pure localmente, i movimenti migratori, causando l’addensamento della popolazione presso le fonti di lavoro così costituite e lo spopolamento delle zone interne; d’altronde, si è constatato che i servizi per l’industrializzazione (acquedotti, elettrodotti, oleodotti, ecc.) devono, nella maggior parte dei casi, essere portati da lontano alle località sedi di
acquedotti, elettrodotti, oleodotti, ecc.) devono, nella maggior parte dei casi, essere portati da lontano alle località sedi di agglomerati. Si è quindi individuato un criterio di localizzazione delle iniziative industriali più aderente alle effettive esigenze della Nazione e consistente nel riconoscimento di alcune «direttrici di sviluppo prioritario» ce collegano le principali zone produttive. Tali «direttrici», per lo più, coincidono con fasci
ettrici di sviluppo prioritario» ce collegano le principali zone produttive. Tali «direttrici», per lo più, coincidono con fasci infrastrutturali complessi, costituiti da: autostrade o strade a scorrimento veloce, integrate dalla viabilità sussidiaria, da ferrovie, nonché da acquedotti, elettrodotti ed oleodotti o metanodotti, con il completamento delle suddette reti di attrezzature (che comunque è necessario realizzare per il collegamento delle
60principali e più popolose zone produttive), si renderà facile servire lungo le dette direttrici i complessi industriali che si verranno a formare in luoghi idonei e prossimi ai centri abitati esistenti. Tralasciando di descrivere i provvedimenti a favore dell’agricoltura (anch’essi intesi a favorire la permanenza delle popolazioni nei luoghi di origine), hanno grande rilievo, ai fini dello sviluppo economico del Mezzogiorno, anche i Piani di sviluppo turistico e per l’impiego del tempo libero.
rilievo, ai fini dello sviluppo economico del Mezzogiorno, anche i Piani di sviluppo turistico e per l’impiego del tempo libero. Il naturale supporto alle anzidette attività è costituito dallo sviluppo delle attrezzature sociali e culturali che non potrà essere limitato alle esigenze civili delle popolazione, ma dovrà avere carattere promozionale, per contribuire al pieno inserimento del Mezzogiorno nella vita del Paese. Infine, nei recenti programmi economici governativi è stata inclusa anche la
o inserimento del Mezzogiorno nella vita del Paese. Infine, nei recenti programmi economici governativi è stata inclusa anche la progettazione di numerosi parchi nazionali, per costituire un primo nucleo di zone soggette alla salvaguardia ecologica.
612 - Riferimenti particolari alla situazione di Matera I punti del quadro generale sopra tracciato che più particolarmente interessano Matera sono facilmente deducibili dalla lettura della carta schematica in scala 1:500.000 che forma parte integrante del presente allegato. Matera, è situata in un altopiano, nel retroterra del Golfo di Taranto, al centro di esso, ed ha facilità di comunicazioni lungo la costa, verso le Puglie - da Foggia a Lecce - e verso Potenza.
ranto, al centro di esso, ed ha facilità di comunicazioni lungo la costa, verso le Puglie - da Foggia a Lecce - e verso Potenza. In applicazione della politica dei poli di sviluppo, sono stati costituiti, a non grande distanza dalla città, gli agglomerati della media Valle del Basento, anche in conseguenza del ritrovamento del metano a Ferrandina. Peraltro, le più recenti determinazioni hanno individuato la necessità di un diretto
a del ritrovamento del metano a Ferrandina. Peraltro, le più recenti determinazioni hanno individuato la necessità di un diretto collegamento fra la Penisola Salentina (Lecce) e il Nord, in modo da favorire lo sviluppo delle zone interne, evitando la congestione della zona costiera, da Bari a Barletta; si è quindi individuata, fra le «direttrici di sviluppo prioritarie», quella della Fossa Bradanica, che da Lecce, passando per Taranto, risale
dividuata, fra le «direttrici di sviluppo prioritarie», quella della Fossa Bradanica, che da Lecce, passando per Taranto, risale l’altopiano murgico, in prossimità di Matera e la Valle del Bradano, congiungendosi a Candela con la direttrice Napoli-Canosa. Deriverà da questo indirizzo un notevole impulso all’economia della città. Matera è in prossimità della pianura costiera di Metaponto, riconosciuta idonea per attività turistiche di massa che si stanno infatti costituendo.
ità della pianura costiera di Metaponto, riconosciuta idonea per attività turistiche di massa che si stanno infatti costituendo. Abbondano nell’interno zone di sviluppo turistico. Tutta la Regione lucana, la Puglia e tutto l’arco del Golfo di Taranto, sono ricchi delle preesistenze archeologiche della Magna Grecia e preistoriche, nonché di monumenti medievali e più recenti. I Sassi di Matera sono un complesso unico in Europa e il loro grande interesse culturale costituisce un richiamo eccezionale che può
ssi di Matera sono un complesso unico in Europa e il loro grande interesse culturale costituisce un richiamo eccezionale che può trarre incremento dalle prospettive di sviluppo dell’ampia area sopra descritte nella organizzazione del Golfo di Taranto, anche come cerniera verso le zone interne. Infine, la sua posizione baricentrica e la facilità di accesso da varie direttrici, possono favorire lo sviluppo di iniziative culturali e sociali inerenti alla vasta area sopra descritta.
62Catalogo Libryd-Scri(le)tture ibride Raffaele Giura Longo, Lamisco, 2015 (1999) Luigi De Fraja, Il convitto nazionale di Matera, 2016 (1923) Luigi De Fraja, Il nostro bel San Giovanni, 2016 (1926) Francesco Paolo Festa, Notizie storiche della città di Matera, 2016 (1875) Barone Pio Battista Firrao, Narrazione descrittiva della festività per la solenne coronazione di Maria SS.ma della Bruna protettrice della città di Matera, 2016 (1843) Giuseppe Gattini, La Cattedrale illustrata, 2016 (1913)
i Maria SS.ma della Bruna protettrice della città di Matera, 2016 (1843) Giuseppe Gattini, La Cattedrale illustrata, 2016 (1913) Domenico Ridola e la ricerca archeologica a Timmari. Forma e linguaggi, 2016 Francesco Paolo Volpe, Cenno storico della Chiesa Metropolitana di Matera, 2016 (1847) Francesco Paolo Volpe, Saggio intorno agli schiavoni stabiliti in Matera nel secolo XV, 2016 (1852) Maria Stella Calò Mariani, Carla Gugliemi Faddi, Claudio Strinati, La
i schiavoni stabiliti in Matera nel secolo XV, 2016 (1852) Maria Stella Calò Mariani, Carla Gugliemi Faddi, Claudio Strinati, La Cattedrale di Matera dal Medioevo al Rinascimento, 2017 (1978) Giuseppe Pupillo e Operatori C.R.S.E.C. BA_7, Altamura, Immagini e Descrizioni Storiche, 2017 (2007) Francesco Paolo Volpe, Memorie storiche, profane e religiose sulla città di Matera, 2017 (1818) Archivio Storiografico di Raffaele Giura Longo, 2017 Raffaele Giura Longo, Società e storiografia degli ultimi 150 anni a
(1818) Archivio Storiografico di Raffaele Giura Longo, 2017 Raffaele Giura Longo, Società e storiografia degli ultimi 150 anni a Matera, 2017 (1967) Raffaele Giura Longo, Per una storia del movimento cattolico in Basilicata, 2017 (1966-1967) Raffaele Giura Longo, Note storiche sulla Banca Popolare del Materano, 2018 (1967) Raffaele Giura Longo, Una inesistente lucanità, 2018 (1991, 2006) AA. VV., Fiori spontanei di Murgia, 2018 (2006) Raffaele Giura Longo, Le origini del Liceo E. Duni, 2018 (1965)
63Domenico Ridola, Le grandi trincee preistoriche di Matera, 2018 (1926) Raffaele Giura Longo, I Sassi: da museo a città, 2018 (2001) Giacomo Racioppi, Origini storiche basilicatesi investigate nei nomi geografici, 2018 (1876) Francesco Nitti, Scuola e cultura a Matera dall’Ottocento a oggi, 2018 (1956) Raffaele Lamacchia, I cinquant’anni della Biblioteca Provinciale di Matera, 2019 (1987) Mutual Security Agency Special Mission to Italy, Il villaggio La Martella a Matera, 2019 (1953)
ovinciale di Matera, 2019 (1987) Mutual Security Agency Special Mission to Italy, Il villaggio La Martella a Matera, 2019 (1953) Cristina Foti, Angeli Santi e Dèmoni nelle chiese materane tra Medioevo ed Età Barocca, 2019 (1998) Giuseppe Gattini, S. Eustachio principal patrono della città di Matera, 2019 (1917) Giuseppe Gattini, Vita di S. Eustachio, 2019 (1991) Daniela Giovinazzi, La “legenda” greca di S. Eustazio, 2019 (1995) Giacomo Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, 2020
nazzi, La “legenda” greca di S. Eustazio, 2019 (1995) Giacomo Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, 2020 (1902, 2a ed.) Francesco Nitti, Le Giornate di Matera-Settembre 1943, 2020 (1954) Francesco Paolo Volpe, Esposizione di talune iscrizioni esistenti a Matera e delle vicende degli Ebrei nel nostro Reame, 2020 (1844) Giuseppe Siggillino, Monsignor Di Macco. Un Arcivescovo onorato dal popolo e dimenticato dal clero, 2020
stro Reame, 2020 (1844) Giuseppe Siggillino, Monsignor Di Macco. Un Arcivescovo onorato dal popolo e dimenticato dal clero, 2020 Francesco Paolo Volpe, Descrizione ragionata di alcune Chiese de’ tempi rimoti esistenti nel suolo campestre di Matera, 2020 (1842) Eustachio Verricelli, Cronica de la Città di Matera nel Regno di Napoli (1595 e 1596), 2020 La città – Rivista di Architettura, Urbanistica, Politica – N. 1 – Luglio 1959 Federico Bilò e Ettore Vadini, Matera e Adriano Olivetti. Conversazioni
Architettura, Urbanistica, Politica – N. 1 – Luglio 1959 Federico Bilò e Ettore Vadini, Matera e Adriano Olivetti. Conversazioni con Albino Sacco e Leonardo Sacco, 2021 (2013) Vincenzo Baldoni, Palazzo Lanfranchi. Appunti sui rinvenimenti nel corso del restauro, 2021 (1990)
64Michele Valente, Evoluzione socio economica dei Sassi di Matera nel XX secolo, 2021 (2007) Lupo Protospata, Breve Chronicon, 2021 Antonella Manupelli, Archivio di Stato di Matera, 1955-1988, 2021 (1988) Rossella Villani, Pittura murale in Basilicata. Dal Tardo Antico al Rinascimento, 2022 Raffaele Sarra, La Civita ed i Sassi di Matera, 2022 (1939) Gruppo di Studio per l’inventario del Patrimonio storico-artistico- urbanistico della provincia di Matera, Il centro storico di Matera, 2022 (1973)
r l’inventario del Patrimonio storico-artistico- urbanistico della provincia di Matera, Il centro storico di Matera, 2022 (1973) Alberto Rizzi, Gli affreschi delle Chiese Rupestri, 2022 (1973) Pietro Antonio Ridola, Memoria genealogico-istorica della famiglia Gattini da Matera, 2022 (1887) Autori Vari, Giambattista Pentasuglia. Un materano alla Spedizione dei Mille, 2022 Domenico Ridola, Brevi Note sulla Stazione Preistorica della Grotta dei Pipistrelli e della vicina Grotta Funeraria, 2022 (1912)
Domenico Ridola, Brevi Note sulla Stazione Preistorica della Grotta dei Pipistrelli e della vicina Grotta Funeraria, 2022 (1912) Eleonora Bracco, Le ricerche archeologiche nell’Agro di Matera, 1938- 1950, 2022 Comune di Matera, Concorso internazionale per il restauro urbanistico- ambientale dei Rioni Sassi di Matera, 2022 (1978)
65Energheia Energheia — Ενέργεια, termine greco con cui Aristotele indicava la manifestazione dell’essere, l’atto — è nata nel 1989 svolgendo l’attività di produzione culturale nell’ambito della ricerca e della realizzazione di iniziative legate a nuovi strumenti di espressione giovanile. Accanto all’omonimo Premio letterario, diffuso su tutto il territorio nazionale, con le sue diverse sezioni — arrivato, nel 2022, alla sua XXVIII
mo Premio letterario, diffuso su tutto il territorio nazionale, con le sue diverse sezioni — arrivato, nel 2022, alla sua XXVIII edizione — l’associazione ha allargato i suoi confini nazionali, promuovendo il Premio Energheia Europa nei Paesi europei e il Premio Africa Teller rivolto ai Paesi africani, con l’intento di confrontarsi con le “altre culture”, in un percorso inverso al generale flusso di informazioni. L’associazione annovera tra le sue produzioni culturali la pubblicazione
un percorso inverso al generale flusso di informazioni. L’associazione annovera tra le sue produzioni culturali la pubblicazione delle antologie I racconti di Energheia e Africa Teller, ovvero la silloge dei racconti finalisti delle varie edizioni del Premio in Italia e in Africa. Il sodalizio materano, inoltre, pone fondamentale risalto alla produzione di cortometraggi — tratti dai racconti designati dalle Giurie del Premio nel corso degli anni — dove la parola scritta si trasforma in suoni e immagini.
i dai racconti designati dalle Giurie del Premio nel corso degli anni — dove la parola scritta si trasforma in suoni e immagini. Onde Lunghe, guida all’ascolto della musica raccontata, le Escursioni di Energheia, tra natura e cultura e Libryd-Scri(le)tture Ibride, sono le ultime attività intraprese. Il simbolo dell’Associazione raffigura la fibula a occhiali, antico monile fabbricato in diversi metalli in uso nelle civiltà pre-elleniche della Lucania e risalente all’età del ferro IX-VII secolo a. C.
fabbricato in diversi metalli in uso nelle civiltà pre-elleniche della Lucania e risalente all’età del ferro IX-VII secolo a. C. Libryd-Scri(le)tture ibride Associazione Culturale Energheia – Matera Via Lucana, 79 – Fax: 0835.264232 sito internet: www.energheia.org e-mail: energheia@energheia.org facebook.com: premio energheia twitter: PremioEnergheia
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