Norme Tecniche di Attuazione
Comune di Guidonia Montecelio · Roma, Lazio
Documento indicizzato il 22 febbraio 2026. 129 sezioni estratte dal PDF originale.
129 sezioni del documento
DATI CATAS TALI FOGLIO 1 9 FOGLIO 3 0 FOGLIO 3 2 FEBBRAIO 2016 E L A B O R A T O
DATI CATAS TALI FOGLIO 1 9 FOGLIO 3 0 FOGLIO 3 2 FEBBRAIO 2016 E L A B O R A T O G 2 CITTA' DI GUIDONIA MONTECELIO AREA IV URBANIS TICA e A. T. PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA in Guidonia via Bordin Pro g ra m m a In t e g ra t o d i In t e rve n t o a i s e n s i d e lla L. R. n . 2 2 / 1 9 9 7 &LWWjGL*XLGRQLD0RQWHFHOLR Pia zza Ma t t e o t t i 2 0 C. F. 0 2 7 7 7 2 0 5 8 0 P. Iva 0 1 1 1 6 2 9 1 0 0 4 S in d a co f. f. Dott. Andrea Di Palma As s e s s o re Are a IV Dott.ssa Federica Ieraci
PROGETTIS TI:
2 0 5 8 0 P. Iva 0 1 1 1 6 2 9 1 0 0 4 S in d a co f. f. Dott. Andrea Di Palma As s e s s o re Are a IV Dott.ssa Federica Ieraci Dirig e n t e Arch. Angelo De Paolis PROTOCOLLO m a rca d a b o llo PROGETTIS TI: Arch. Ludovici Marco Arch. Ludovici Mario NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 1
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 1 CITTA’ DI GUIDONIA MONTECELIO AREA IV URBANISTICA e A.T. Sindaco : Arch. Eligio RUBEIS Assessore Area IV : Massimo CASAVECCHIA Dirigente e R.U.P. : Ing. Umberto FERRUCCI
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Sindaco : Arch. Eligio RUBEIS Assessore Area IV : Massimo CASAVECCHIA Dirigente e R.U.P. : Ing. Umberto FERRUCCI Restituzione grafica: Arch. Raffaella BRACALE – Arch. Flavia DE LISEO - Arch. Roberta DESIDERI – Arch. Mirella SPINELLI Progettisti parte pubblica: Geom. Carlo COCCHIERI – Sig.ra Annamaria D’AURIA Progettisti parte privata : Arch. Marco LUDOVICI – Arch. Mario LUDOVICI NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 2 INDICE
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 2 INDICE ART. 1- Oggetto e Documenti del Piano di Rigenerazione Urbana Via BORDIN…………………………………………………………….…… PAG. 3 ART. 2- Validità del P. R. U…………………………………………… PAG. 4 ART. 3- Rinvio a norme generali…………………………….…… PAG. 5 ART. 4- Definizioni contenute nelle norme……………………… PAG. 5 ART. 5- Attuazione del P.R.U………………………………………… PAG. 7 ART. 6- Disciplina urbanistica del P.R.U. - Zonizzazione…… PAG. 8
……… PAG. 5 ART. 5- Attuazione del P.R.U………………………………………… PAG. 7 ART. 6- Disciplina urbanistica del P.R.U. - Zonizzazione…… PAG. 8 ART. 7- Aree a destinazione pubblica …………………………… PAG. 8 ART. 8- Aree fondiarie per l’edificazione residenziale………… PAG. 10 ART. 9- Aree sature ed unità edilizie esistenti…………………… PAG. 11 ART. 10- Modifiche e norme riguardanti i progetti edilizi ….. PAG. 11 ART. 11- Verde privato di vicinato: definizione, compatibilità e manutenzione…………………………………………………………… PAG. 12
edilizi ….. PAG. 11 ART. 11- Verde privato di vicinato: definizione, compatibilità e manutenzione…………………………………………………………… PAG. 12 ART. 12- Progetto urbano…………………………………..………… PAG. 12 ART. 13- Quota d’imposta degli edifici……………………..……… PAG. 13 ART. 14- Stralci funzionali e cronoprogramma ………………… PAG. 13 ART. 15- Finiture esterne dei fabbricati…………………………… PAG. 13 ART. 16- Recinzioni ………...…………………………………………… PAG. 14 ART. 17- Illuminazione ………………………………………………… PAG. 14
ricati…………………………… PAG. 13 ART. 16- Recinzioni ………...…………………………………………… PAG. 14 ART. 17- Illuminazione ………………………………………………… PAG. 14 ART. 18- Strade private …..…………………………………………… PAG. 14 ART. 19- Impianto di raccolta rifiuti domestici ………………… PAG. 14 ART. 20- Alimentazione della rete di illuminazione pubblica. PAG. 15 ART. 21- Rete di irrigazione delle aree a verde pubblico ed alimentazione da fonte rinnovabile…………………………… PAG. 15 ART. 22- Approvvigionamento energetico…………………… PAG. 15
a verde pubblico ed alimentazione da fonte rinnovabile…………………………… PAG. 15 ART. 22- Approvvigionamento energetico…………………… PAG. 15 ART. 23- Finalità bioedilizia…………………………………………… PAG. 15 ART. 24- Bioedilizia, standard edilizi per l’efficienza energetica (Indicativi e non prescrittivi)………………………………………… PAG. 15 ART. 25- Bioedilizia, risparmio idrico……………………………… PAG. 16 ART. 26- Bioedilizia, impianti per la raccolta e il compostaggio dei rifiuti ………………………..……………………………….…………… PAG. 16
…………… PAG. 16 ART. 26- Bioedilizia, impianti per la raccolta e il compostaggio dei rifiuti ………………………..……………………………….…………… PAG. 16 ART. 27- Bioedilizia, spazi aperti (Indicativi/non prescrittivi) ……………………………………………………………. ……………………… PAG. 17 ART. 28- Gestione dei rifiuti (Progetto Gestione dei Rifiuti), sistemi di raccolta …………………………..…………………………………… PAG. 17 ART. 29- Opere di urbanizzazione primaria…………………… PAG. 17 ART. 30- Soluzioni planovolumetriche ai fini dei distacchi di cui
. 17 ART. 29- Opere di urbanizzazione primaria…………………… PAG. 17 ART. 30- Soluzioni planovolumetriche ai fini dei distacchi di cui all’Art. 9 D.M. n. 1444/68……………………………………………………… PAG. 18
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 3
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 3 ART. 1- Oggetto e Documenti del Piano di Rigenerazione Urbana Via BORDIN L’oggetto del “Piano di Rigenerazione Urbana di Via BORDIN” (P.R.U.) consiste nell’attuazione urbanistica, attraverso strumento attuativo in variazione al P.R.G. ai sensi dell’Art. 4 della Legge Regione Lazio n. 36/1987. Il P.R.U. è costituito dai seguenti elaborati: ELABORATI GENERALI Elab. G1 Relazione illustrativa
ELABORATI GENERALI
egge Regione Lazio n. 36/1987. Il P.R.U. è costituito dai seguenti elaborati: ELABORATI GENERALI Elab. G1 Relazione illustrativa Elab. G2 Norme Tecniche di Attuazione urbanistiche ed edilizie Elab. G3 Cronoprogramma Elab. G4 Inquadramento territoriale, pianificazione sovraordinata e sistema dei servizi generali: Elab. G4-1 Inquadramento Elab. G4-2 Pianificazione esecutiva dell’intorno Elab. G4-3 Vincolistica Elab. G5 Analisi territoriale Usi civici ELABORATI SPECIFICI
ELABORATI SPECIFICI
G4-2 Pianificazione esecutiva dell’intorno Elab. G4-3 Vincolistica Elab. G5 Analisi territoriale Usi civici ELABORATI SPECIFICI Elab. S1 Stato di fatto planimetrico ed altimetrico Elab. S2 Relazione clima acustico e vegetazionale Elab. S3 Relazione geologica Elab. S4 Documentazione fotografica Elab. S5 Relazione finanziaria Elab. S6 Relazione igienico sanitaria Elab. S7 Estratto Catastale ed elenco proprietà: stato di diritto Elab. S8 Planimetria e particellare delle aree pubbliche da cedere
. S7 Estratto Catastale ed elenco proprietà: stato di diritto Elab. S8 Planimetria e particellare delle aree pubbliche da cedere Elab. S9 Schema di impegnativa Elab. S10 Progetto delle urbanizzazioni primarie: Elab. S10-1 Relazione Elab. S10-2 Elenco prezzi Elab. S10-3 Computo Metrico Estimativo Elab. S10-4 Rete stradale – Planimetria rete stradale/Sezioni stradali tipo/Particolari Elab. S10-5 Rete stradale – planimetria stradale su base aerofotogrammetria/Planimetria indicazione p.d.r. profili/ Profili
lari Elab. S10-5 Rete stradale – planimetria stradale su base aerofotogrammetria/Planimetria indicazione p.d.r. profili/ Profili longitudinali tratti stradali Elab. S10-6 Rete stradale – Planimetria segnaletica orizzontale e verticale /Particolari Elab. S10-7 Rete fognante – Planimetria rete fognante / Profili longitudinali/Particolari manufatti Elab. S10-8 Rete idrica – Planimetria rete idrica / Particolari manufatti Elab. S10-9 Rete pubblica illuminazione – Planimetria rete pubblica illuminazione
lanimetria rete idrica / Particolari manufatti Elab. S10-9 Rete pubblica illuminazione – Planimetria rete pubblica illuminazione Elab. S11 Progetto delle urbanizzazioni secondarie: Elab. S11-1 Elenco prezzi Elab. S11-2 Computo Metrico Estimativo Elab. S11-3 Planimetria generale / Particolari Elab. S12 Zonizzazione su base catastale – Scala 1:1000 Elab. S13 Planovolumetrico e profili – Scala 1:1000 Elab. S14 Tipologie edilizie – piante, sezioni, prospetti – Scala 1:500
1000 Elab. S13 Planovolumetrico e profili – Scala 1:1000 Elab. S14 Tipologie edilizie – piante, sezioni, prospetti – Scala 1:500 Elab. S15 Planovolumetrico e profili con emendamenti proposti dalla commissione nella seduta del 02/12/2013
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 4
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 4 ART. 2- Validità del Piano La Convenzione urbanistica, redatta in conformità allo Schema di Impegnativa allegata relativo al Piano in oggetto, stipulata tra il soggetto attuatore e l’Amministrazione Comunale con atto pubblico, a seguito dell’approvazione del P.R.U. stesso, prima del rilascio dei titoli abilitativi alla realizzazione delle opere, rende efficace l’attuazione, determinandone
U. stesso, prima del rilascio dei titoli abilitativi alla realizzazione delle opere, rende efficace l’attuazione, determinandone le modalità e stabilendo i termini di validità del P.R.U. di che trattasi. Nelle presenti Norme Tecniche di Attuazione urbanistiche ed edilizie (NTA) le indicazioni riportate sono divise in due categorie contraddistinte dalla seguente simbologia: (iP) indicazione prescrittiva (il) indicazione non prescrittiva (con carattere di indirizzo per la progettazione definitiva)
(iP) indicazione prescrittiva (il) indicazione non prescrittiva (con carattere di indirizzo per la progettazione definitiva) Salvo quanto diversamente specificato ai sensi del precedente comma, di norma, hanno valore prescrittivo per la realizzazione di quanto previsto dal Piano di Rigenerazione Urbana Via BORDIN: a) le presenti NTA (Elab. G2: Norme Tecniche di Attuazione urbanistiche ed edilizie); b) il perimetro del P.R.U. e quello dei Comparti indicati nelle
lab. G2: Norme Tecniche di Attuazione urbanistiche ed edilizie); b) il perimetro del P.R.U. e quello dei Comparti indicati nelle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale e Elab. G4-1:Inquadramento Territoriale, Pianificazione Sovraordinata e sistema dei servizi generali – Inquadramento –; c) i perimetri dei comparti/lotti, le prescrizioni e le indicazioni di utilizzazione edilizia così come indicato nelle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale ed Elab. S15:
le indicazioni di utilizzazione edilizia così come indicato nelle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale ed Elab. S15: Planovolumetrico e profili con la specificazione di cui agli articoli delle presenti norme; d) le destinazioni d’uso delle aree e i fili fissi di cui alle Tavole: Elab. S12: Zonizzazione su base catastale ed Elab. S15: Planovolumetrico e profili; e) la determinazione delle aree a destinazione pubblica, di proprietà dei proponenti, così come indicato nella Tav.
o e profili; e) la determinazione delle aree a destinazione pubblica, di proprietà dei proponenti, così come indicato nella Tav. Elab. S8: Planimetria e particellare delle aree pubbliche da cedere; f) il Cronoprogramma Tav. Elab. G3 relativamente alle priorità dovendosi considerare invece indicativi i tempi di esecuzione dei singoli interventi; g) le indicazioni progettuali di cui alla Tav. Elab. S10 Progetto delle urbanizzazioni primarie, salvo il caso di verificate
ti; g) le indicazioni progettuali di cui alla Tav. Elab. S10 Progetto delle urbanizzazioni primarie, salvo il caso di verificate impossibilità tecniche cui trovare soluzioni progettuali di analoga funzionalità e di equivalente livello qualitativo; h) i contenuti di cui alla Tav. Elab. S11 Progetto delle urbanizzazioni secondarie, tavola d’unione delle varie polarità di servizi, per quanto concerne la tipologia e
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 5
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 5 l’ubicazione dei servizi Pubblici, come meglio specificato in ogni singola convenzione; i) le tipologie edilizie di cui alla Tav. Elab. S14: Tipologie edilizie, piante, sezioni, prospetti salvo quanto indicato all’art. 5, salvo la libertà di aggregazione da garantire nell’ambito delle sagome di massimo ingombro. Ha di norma valore indicativo: a) l’esemplificazione insediativa rappresentata nella Tav. Elab. S15
sagome di massimo ingombro. Ha di norma valore indicativo: a) l’esemplificazione insediativa rappresentata nella Tav. Elab. S15 Planovolumetrico e profili salvo quanto indicato all’art. 5. ART. 3- Rinvio a norme Generali Per quanto non specificato nelle presenti norme Tecniche, valgono le norme di attuazione del P.R.G. approvato e successive varianti, di cui le presenti norme costituiscono un’ ulteriore specificazione, nonché le norme, le leggi e i regolamenti
cessive varianti, di cui le presenti norme costituiscono un’ ulteriore specificazione, nonché le norme, le leggi e i regolamenti vigenti/sopravvenuti rispetto alle N.T.A. di P.R.G. e Regolamento Edilizio. ART. 4- Definizioni contenute nelle norme Nelle presenti norme ci si avvale delle seguenti definizioni così di seguito specificate: Comprensorio o comparto edilizio (ai sensi dell’art. 23 della L. 1150/42): Costituisce l’ambito territoriale di intervento, oggetto di
nsorio o comparto edilizio (ai sensi dell’art. 23 della L. 1150/42): Costituisce l’ambito territoriale di intervento, oggetto di ogni singolo programma integrato, come perimetrato all’interno dei singoli protocolli di intesa sottoscritti tra Amministrazione comunale e proprietari dei suoli interessati. Lotto saturo: si definisce lotto saturo il lotto ad edificazione ultimata. Comparto saturo: si definisce comparto saturo quella porzione
ro: si definisce lotto saturo il lotto ad edificazione ultimata. Comparto saturo: si definisce comparto saturo quella porzione di territorio edificazione ultimata ovvero il cui volume edilizio esistente ha saturato le relative potenzialità edificatorie consentite dal piano. Macrolotti edificabili: insieme di lotti edificabili i cui fabbricati possono essere autorizzati unitariamente con unico Permesso di Costruire; Lotti edificabili: l’unità minima concessionabile.
i possono essere autorizzati unitariamente con unico Permesso di Costruire; Lotti edificabili: l’unità minima concessionabile. Il titolo edilizio abilitativo può essere esteso all’intero comparto come individuato nelle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale e Elab. S15: Planovolumetrico e profili. E’ possibile comunque avanzare richiesta per ottenimento di permessi di costruzione anche limitatamente a singoli lotti, così come individuato dalle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale e
costruzione anche limitatamente a singoli lotti, così come individuato dalle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale e Elab. S15: Planovolumetrico e profili, a condizione che siano preventivamente cedute le aree destinate agli standard pubblici, alla viabilità di progetto e agli altri proprietari cosi come definito dalla tavola Elab. S15: Planovolumetrico e profili.
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 6
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 6 E’ inoltre possibile spostare liberamente la cubatura tra comparti, purché rimangano invariate la volumetria totale e le relative destinazioni indicate all’interno delle Tavole Elab. S12: “Zonizzazione su base catastale e Elab. S15: Planovolumetrico e profili, a condizione che detti trasferimenti di cubatura avvengano in forma di atto d’obbligo sottoscritto dalle parti. Superficie Utile Lorda (S.U.L.): misura in mq l’insieme delle
a avvengano in forma di atto d’obbligo sottoscritto dalle parti. Superficie Utile Lorda (S.U.L.): misura in mq l’insieme delle superfici lorde, comprese entro il perimetro esterno delle murature, di tutti i livelli fuori terra degli edifici, qualunque sia la loro destinazione d’uso. È esclusa dal computo della SUL e di conseguenza del volume la superficie di: a) vani corsa degli ascensori, vani scala, androni e cavedi verticali, in misura non eccedente la superficie coperta dell’unità edilizia;
orsa degli ascensori, vani scala, androni e cavedi verticali, in misura non eccedente la superficie coperta dell’unità edilizia; b) locali o volumi tecnici, per le sole parti emergenti della linea di gronda o dell’estradosso dell’ultimo solaio con altezza interna inferiore a ml. 2,40; c) spazi non interamente chiusi anche se coperti, quali logge, balconi, terrazzi coperti, altane, porticati al piano terra; d) locali completamente interrati o emergenti non oltre ml 0,8 fuori
alconi, terrazzi coperti, altane, porticati al piano terra; d) locali completamente interrati o emergenti non oltre ml 0,8 fuori terra, misurati fino all’intradosso del solaio, qualora destinati a funzioni accessorie (quali locali tecnici, cantine, autorimesse, parcheggi) asservite alle unità edilizie o immobiliari. Nel piano ubicato immediatamente sotto il piano terra, potranno essere sistemate autorimesse (comuni o singoli box), cantine, sale condominiali,wc igienici, locali tecnici e magazzini.
otranno essere sistemate autorimesse (comuni o singoli box), cantine, sale condominiali,wc igienici, locali tecnici e magazzini. e) parcheggi pertinenziali coperti, anche localizzati fuori terra; f) ingombro dei solai per le parti eccedenti i cm 30 di spessore; g) Superfici tamponate relative agli spazi pedonali, le gallerie (mall), i percorsi per le uscite di emergenza, purché aperti al pubblico transito nelle ore di attività degli esercizi commerciali.
ll), i percorsi per le uscite di emergenza, purché aperti al pubblico transito nelle ore di attività degli esercizi commerciali. Volume (V): Il volume viene calcolato come prodotto tra la Superficie Utile Lorda (S.U.L.) di ciascun livello per l’altezza del piano, misurata con le modalità di cui all’art. 12 L.R. 6/2008, all’estradosso del solaio di copertura; Altezza degli edifici (H): misura la differenza in ogni punto tra la quota di sistemazione esterna e la quota della linea di gronda; la
degli edifici (H): misura la differenza in ogni punto tra la quota di sistemazione esterna e la quota della linea di gronda; la quota di sistemazione esterna è stabilita nel progetto allegato al titolo abilitativo; la linea di gronda è data dall’intersezione tra l’intradosso del solaio di copertura (a falda inclinata o a terrazzo) e il piano verticale di facciata. L’ altezza massima di piano fissata per il P.R.U. è di 21,00 m. Distanza dai confini (DC): rappresenta la lunghezza, valutata
L’ altezza massima di piano fissata per il P.R.U. è di 21,00 m. Distanza dai confini (DC): rappresenta la lunghezza, valutata in senso radiale, del segmento minimo congiungente il punto esterno del muro perimetrale dell’edificio e/o manufatti (con esclusione delle canne fumarie e degli elementi decorativi) ed il confine. La distanza minima nel P.R.U. è di Mt. 5,00.
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 7
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 7 Distanza degli edifici dalle strade (DS): rappresenta la lunghezza del segmento minimo congiungente il punto più esterno del muro perimetrale dell’edificio e/o manufatto (con esclusione delle canne fumarie e degli elementi decorativi) ed il ciglio che delimita la sede stradale prospiciente. Distanza fuori terra tra edifici (DE): rappresenta la distanza minima, fuori terra, tra il muro esterno perimetrale dell’edificio (con
za fuori terra tra edifici (DE): rappresenta la distanza minima, fuori terra, tra il muro esterno perimetrale dell’edificio (con esclusione delle canne fumarie e degli elementi decorativi), ed il muro perimetrale di un edificio prospiciente. Superficie territoriale (ST): Superficie catastale dell’intero Comprensorio, espressa in mq, alla quale si applica l’indice di fabbricabilità territoriale, (ET), ai fini della determinazione delle quantità edificatorie insediabili massime.
ica l’indice di fabbricabilità territoriale, (ET), ai fini della determinazione delle quantità edificatorie insediabili massime. Indice di edificabilità territoriale (ET): rappresenta il rapporto, espresso in mc/mq, fra la quantità di superficie S.U.L. (o Volumetria (V)) massima di edificazione realizzabile e della S.T. Superficie viabilità (SV): superficie pubblica destinata al transito veicolare e pedonale che può comprendere aree complementari, anche non pavimentate, quali aiuole, piazzali, slarghi
al transito veicolare e pedonale che può comprendere aree complementari, anche non pavimentate, quali aiuole, piazzali, slarghi ecc. Superficie per standard urbanistici (SS): Superficie pubblica destinata alla realizzazione delle dotazioni territoriali di standard urbanistici: aree verdi, parcheggi pubblici o ad uso pubblico, attrezzature collettive. Superficie fondiaria (SF): Quota parte della superficie territoriale del comprensorio, suddivisa (se si ha pluralità di comparti)
uperficie fondiaria (SF): Quota parte della superficie territoriale del comprensorio, suddivisa (se si ha pluralità di comparti) in comparti unitari, destinata alla realizzazione dell’edificazione e relative pertinenze, nelle quantità edificatorie complessive determinate attraverso l’indice territoriale ET applicato alla ST; la SF è complementare alle superfici per gli standard urbanistici e per la viabilità pubblica rispetto all’intera superficie territoriale ST.
ementare alle superfici per gli standard urbanistici e per la viabilità pubblica rispetto all’intera superficie territoriale ST. Sagoma massimo ingombro: rappresenta l’area, delimitata da apposito perimetro negli elaborati grafici, entro la quale devono essere contenuti gli edifici; possono aggettare dalla sagoma tutti gli elementi aperti che non costituiscono S.U.L. (balconi, pensiline, tetti, ecc.) Densità arborea (DA): rappresenta il numero di alberi ad alto
i che non costituiscono S.U.L. (balconi, pensiline, tetti, ecc.) Densità arborea (DA): rappresenta il numero di alberi ad alto fusto da mettere a dimora per ogni metro quadrato di superficie di riferimento specificata dalle N.T.A. ART. 5- Attuazione del P.R.U. L’attuazione del P.R.U. è prevista a carico delle proprietà interessate secondo quanto stabilito nella convenzione urbanistica approvata e sottoscritta ai sensi dell’art. 2 delle presenti NTA.
ressate secondo quanto stabilito nella convenzione urbanistica approvata e sottoscritta ai sensi dell’art. 2 delle presenti NTA. Il P.R.U. individua le opere e le infrastrutture pubbliche che saranno realizzate dai privati per essere successivamente cedute al
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 8
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 8 Comune a scomputo totale o parziale degli oneri concessori, secondo quanto stabilito nella Convenzione. A seguito dell’approvazione ai sensi dell’art. 4 della L.R. 22/97, l’attuazione del P.R.U avviene in forma diretta mediante rilascio di Permessi di Costruire (P.d.C.) o presentazione di S.C.I.A ex art. 22 comma 3 nei limiti disciplinati dal D.P.R. 380/2001 e nel rispetto dei
Costruire (P.d.C.) o presentazione di S.C.I.A ex art. 22 comma 3 nei limiti disciplinati dal D.P.R. 380/2001 e nel rispetto dei comparti individuati dal Programma medesimo. L’attuazione tramite S.C.I.A. è ammessa solo nel caso in cui il progetto edilizio sia conforme alle tipologie edilizie, alle aggregazioni, nonché al posizionamento dei fabbricati come determinati negli elaborati S15 e S14 ; in tal caso le indicazioni di detti elaborati e le presenti N.T.A. assumo valore prescrittivo.
inati negli elaborati S15 e S14 ; in tal caso le indicazioni di detti elaborati e le presenti N.T.A. assumo valore prescrittivo. ART. 6- Disciplina urbanistica del P.R.U. - Zonizzazione Le aree, in funzione della loro destinazione, secondo le indicazioni degli elaborati del piano (Tav. Elab. S12: Zonizzazione su base catastale), si suddividono come segue: a) aree a destinazione pubblica per parcheggi e piazze, verde pubblico attrezzato , servizi tecnologici, scuole, e servizi collettivi;
e a destinazione pubblica per parcheggi e piazze, verde pubblico attrezzato , servizi tecnologici, scuole, e servizi collettivi; b) aree per l’edificazione residenziale privata. ART. 7- Aree a destinazione pubblica Le aree a destinazione pubblica previste dal P.R.U., comprendono le aree per i pubblici servizi di livello cittadino oltre alle aree per pubblici servizi di livello locale. In funzione della loro destinazione le aree pubbliche comprendono:
adino oltre alle aree per pubblici servizi di livello locale. In funzione della loro destinazione le aree pubbliche comprendono:
- Aree per servizi pubblici di quartiere: (vedi nota precedente). a) Aree destinate a servizi pubblici di quartiere, : a1) Attrezzature di interesse comune (Sa) (attrezzature sanitarie di interesse pubblico); a2) Verde pubblico (Sv) (parchi naturali, giardini ed aree per il gioco dei ragazzi e dei bambini e per il tempo libero degli adulti:
erde pubblico (Sv) (parchi naturali, giardini ed aree per il gioco dei ragazzi e dei bambini e per il tempo libero degli adulti: eventualmente attrezzati con chioschi, punti di ristoro, servizi igienici con esclusione del verde pubblico di arredo stradale; orti urbani sociali, secondo la definizione di cui all’art. 69, comma 1, nota 15, in misura non superiore al 5%); a3) Parcheggi pubblici (Sp) (parcheggi pubblici da realizzarsi a raso); a4) Attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (St)
cheggi pubblici (Sp) (parcheggi pubblici da realizzarsi a raso); a4) Attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (St) (Sistemi per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, servizio "porta a porta");
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 9
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 9 2) Aree per servizi pubblici di interesse locale: a) Aree per la viabilità e parcheggio Le aree destinate a viabilità pubblica e a parcheggio pubblico sono indicate nella Tav. Elab. S10: “Progetto delle urbanizzazioni primarie”. In sede di progettazione esecutiva saranno determinati i tracciati definitivi che potranno subire lievi rettifiche, invece le quote ed i profili
ttazione esecutiva saranno determinati i tracciati definitivi che potranno subire lievi rettifiche, invece le quote ed i profili altimetrici potranno essere variati solo in funzione della ottimizzazione della percorribilità. Le strade di nuova realizzazione e le esistenti da adeguare dovranno essere dotate di filari di alberi, posti ogni 10 m, salvo che in prossimità delle intersezioni per garantire la massima visibilità come previsto dal Regolamento attuativo al Nuovo Codice della Strada, su
delle intersezioni per garantire la massima visibilità come previsto dal Regolamento attuativo al Nuovo Codice della Strada, su entrambi i lati con essenze tipiche dell’unità fitoclimatica, adeguate al contesto urbano, come definite dalla relazione vegetazionale di altezza, all’impianto, non inferiore a 3 m. (iP) I filari di alberi dovranno essere posizionati anche in corrispondenza delle aree verdi dei parcheggi pubblici. I parcheggi di uso pubblico potranno, in sede di definizione degli
he in corrispondenza delle aree verdi dei parcheggi pubblici. I parcheggi di uso pubblico potranno, in sede di definizione degli accessi, essere modificati nella loro posizione planimetrica ferma restando la quantità complessiva prevista dal P.R.U. senza che ciò costituisca variante. I parcheggi di uso pubblico potranno essere realizzati con idonea pavimentazione drenante. b) Aree destinate a verde pubblico attrezzato, parco urbano (Sv): Nella Tav. Elab. S8: ”Planimetria e particellare delle aree
e. b) Aree destinate a verde pubblico attrezzato, parco urbano (Sv): Nella Tav. Elab. S8: ”Planimetria e particellare delle aree pubbliche da cedere, sono indicate le aree destinate a parco urbano (1_Sv_1, 3_SV_1+4_SV_1), che dovrà essere piantumata, con essenze tipiche dell’unità fitoclimatica, adeguate all’area verde in contesto urbano, come definite dalla relazione vegetazionale, e con pini solo se collocati a una distanza non inferiore a 10 m dalle aree
urbano, come definite dalla relazione vegetazionale, e con pini solo se collocati a una distanza non inferiore a 10 m dalle aree pavimentate, con una densità arborea (DA), di quattro esemplari, fra alto fusto e arbusti, ogni 200 mq di area a verde di cui almeno uno di alto fusto (iP). La disposizione delle essenze arboree, nel rispetto della suddetta densità media, salvo particolari situazioni compositive o per aree minori, deve prediligere un disegno di tipo naturalistico
tta densità media, salvo particolari situazioni compositive o per aree minori, deve prediligere un disegno di tipo naturalistico prevedendo aree libere a prato ed altre con maggiore densità di impianto. Nei parchi urbani succitati è consentita la realizzazione di attrezzature per il tempo libero e lo sport che non comportino volumetrie ad eccezione di piccoli manufatti di servizio alle attrezzature stesse: attrezzature per il gioco, chioschi bar, edicole,
metrie ad eccezione di piccoli manufatti di servizio alle attrezzature stesse: attrezzature per il gioco, chioschi bar, edicole, servizi igienici, piccoli punti ristoro, ecc. Tali strutture, non concorrenti alla quantificazione della volumetria complessiva dell’intervento, sono esplicitamente indicate negli elaborati del P.R.U., possono essere demandate alla gestione di privati definendone la disciplina in sede di
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 10
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 10 convenzione del P.R.U. o con successiva convenzione da sottoscrivere con il Comune sulla scorta dello schema approvato con DCC n. ____ del //_____. Le indicazioni prescrittive in ordine a tali strutture e i relativi criteri progettuali sono determinati nella Tav. Elab. S11: Progetto delle urbanizzazioni secondarie. c) Essenze arboree: Nella Tav. Elab. G4-2: Inquadramento Territoriale, Pianificazione
Progetto delle urbanizzazioni secondarie. c) Essenze arboree: Nella Tav. Elab. G4-2: Inquadramento Territoriale, Pianificazione Sovraordinata e Sistema dei Servizi Generali – Vincolistica - e Tav. Elab. S11:Progetto delle urbanizzazioni secondarie sono state individuate tre diverse tipologie di impianti: Alberi esistenti da mantenere, (iI): Sulla base delle aerofoto e apposita ricognizione sul sito, con l’ausilio di tecnico abilitato in sede di
ti da mantenere, (iI): Sulla base delle aerofoto e apposita ricognizione sul sito, con l’ausilio di tecnico abilitato in sede di relazione vegetazionale, sono individuati gli esemplari arborei e arbustivi da conservare, indicati negli elaborati progettuali (G4-2). Alberi di progetto, (iI): Per le alberature individuate nella tav. Elab. S11: “Progetto urbanizzazione secondaria”, dovrà essere garantita la presenza in quanto prescritta dalle presenti NTA mentre la
S11: “Progetto urbanizzazione secondaria”, dovrà essere garantita la presenza in quanto prescritta dalle presenti NTA mentre la loro distribuzione risulta indicativa, salvo specifiche indicazioni acquisite in sede approvativa o autorizzativa. Filari alberati, (iP): Le strade di nuova realizzazione e le esistenti da adeguare dovranno essere dotate di filari secondo quanto prescritto al punto 2) lettera a) del presente articolo. ART. 8- Aree fondiarie per l’edificazione residenziale
i secondo quanto prescritto al punto 2) lettera a) del presente articolo. ART. 8- Aree fondiarie per l’edificazione residenziale Nelle Tavole Elab. S12: Zonizzazione su base catastale ed Elab. S15 Planovolumetrico e profili sono indicati i Comparti fondiari, destinati alla costruzione di edifici, nonché i parametri urbanistici per la loro edificazione, desumibili dalla tabella inserita nella tavola (S15). Il Permesso di Costruzione o SCIA può essere esteso all’intero
ificazione, desumibili dalla tabella inserita nella tavola (S15). Il Permesso di Costruzione o SCIA può essere esteso all’intero comparto come individuato nella Tav. Elab. S15 Planovolumetrico e profili (iP). Gli edifici, qualora aventi dimensioni e posizione differente da quella individuata nelle Tavole Elab. S15 Planovolumetrico e profili ed Elab. S14 Tipologie edilizie- piante, sezioni, prospetti, dovranno in ogni caso essere contenuti entro le sagome di massimo ingombro indicate negli elaborati grafici.
sezioni, prospetti, dovranno in ogni caso essere contenuti entro le sagome di massimo ingombro indicate negli elaborati grafici. Qualora sia proposta in sede di P.d.C. una definizione planovolumetrica differente da quella individuata nella Tavola Elab. S15 Planovolumetrico e profili, tra edifici fronteggiantisi con almeno un fronte finestrato, dovrà essere garantito un distacco almeno pari all’altezza del fabbricato più alto, con un minimo di Mt. 10,00 anche tra facce non finestrate.
arantito un distacco almeno pari all’altezza del fabbricato più alto, con un minimo di Mt. 10,00 anche tra facce non finestrate. La volumetria non residenziale, prevista in applicazione del D. M. 1444 /68, art. 3 comma 3, qualora ammissibile, potrà essere utilizzata per tutte quelle destinazioni connesse con la residenza, quali:
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 11
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 11 (commercio, servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali, palestre ecc.). Sono consentite costruzioni a confine previo accordo tra confinanti e progetto unitario presentato dalle parti aderenti (tale accordo non sarà necessario nei casi di aderenza già previsti nella tavola Elab. S15: Planovolumetrico e profili). Per i lotti parzialmente interessati dagli standards urbanistici con destinazione verde pubblico,
DESTINATA AD ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI INTERESSE
: Planovolumetrico e profili). Per i lotti parzialmente interessati dagli standards urbanistici con destinazione verde pubblico, è consentito un distacco nella misura minima di ml. 3,00 salvo il rapporto civilistico con un eventuale corpo di fabbrica pubblico. Al lotto censito al Catasto Terreni al Foglio 32, Particella 114, costituente il Comparto 6, viene attribuita zona omogenea F10 “ZONA DESTINATA AD ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI INTERESSE
DESTINATA AD ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI INTERESSE
ella 114, costituente il Comparto 6, viene attribuita zona omogenea F10 “ZONA DESTINATA AD ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI INTERESSE GENERALE” con un indice di fabbricabilità pari a 4,3 mc/mq da poter usufruire per la realizzazione di una struttura sanitaria privata e/o convenzionata. E’ ammesso un cambio di destinazione d’uso da sanitario a commerciale e/o uffici. Sono ammesse, altresì, residenze fino ad un massimo del 20% della cubatura totale ammessa.
a sanitario a commerciale e/o uffici. Sono ammesse, altresì, residenze fino ad un massimo del 20% della cubatura totale ammessa. Detto lotto potrà essere edificato eseguendo i piani in aggetto sopra la carreggiata stradale di progetto (Tav. Elab. S14: Tipologie edilizie – piante, sezioni, prospetti) potendo realizzare dei pilastri di supporto nello spartitraffico della carreggiata stessa. Al Piano Terra dello stesso fabbricato potranno essere edificate
stri di supporto nello spartitraffico della carreggiata stessa. Al Piano Terra dello stesso fabbricato potranno essere edificate strutture commerciali afferenti l’ambito sanitario (farmacie, bar, tavola calda, etc.). ART. 9- Area satura ed unità edilizie esistenti – zona B1 In relazione alle unità edilizie esistenti sono individuate le relative aree pertinenziali, (in riferimento ai disposti del D.M. 1444/1968), individuati dal P.R.U. come aree sature, nella Tav. Elab. S12:
e pertinenziali, (in riferimento ai disposti del D.M. 1444/1968), individuati dal P.R.U. come aree sature, nella Tav. Elab. S12: Zonizzazione su base catastale. Su tali lotti è possibile realizzare tutti gli interventi di cui al T.U. dell’edilizia, purché non comportino aumento delle cubature e di S.U.L. esistenti. Le demolizioni e ricostruzioni o cambi di destinazione d’uso nei limiti dell’80% di residenziale e del 20% di commerciale sono consentiti solo monetizzando gli standards
destinazione d’uso nei limiti dell’80% di residenziale e del 20% di commerciale sono consentiti solo monetizzando gli standards non allocati in quota parte prescindendo dall’attuale destinazione d’uso. Nella Tav. Elab. S1: ”Stato di fatto planimetrico ed altimetrico, sono altresì individuati immobili esistenti eventualmente da demolire e ricostruire. ART. 10- Modifiche e norme riguardanti i progetti edilizi Il P.R.U. ipotizza tipi edilizi (iI), sia per le destinazioni residenziali sia
Modifiche e norme riguardanti i progetti edilizi Il P.R.U. ipotizza tipi edilizi (iI), sia per le destinazioni residenziali sia per quelle non residenziali; gli elaborati definiscono gli aspetti edilizi e tipologici di ogni intervento.
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 12
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 12 Per quanto riguarda gli edifici privati, residenziali e non residenziali, in sede di richiesta dei singoli titoli abilitativi edilizi potranno essere apportate variazioni, rispetto ai progetti approvati unitamente al Piano, relativamente alla organizzazione tipologica, alla localizzazione sull’area compresa entro il macrolotto, restando invariate le volumetrie e S.U.L. massime individuate per ogni singolo macrolotto (iP).
ea compresa entro il macrolotto, restando invariate le volumetrie e S.U.L. massime individuate per ogni singolo macrolotto (iP). Non verranno considerate, ai fini del calcolo delle cubature di progetto e dei distacchi, le eventuali volumetrie così come definite nell’art. 4 lettera D. ART. 11- Verde privato di vicinato: definizione, compatibilità e manutenzione. Il Verde Privato di vicinato V3 è lo spazio a verde privato ad esclusivo servizio dei singoli edifici. Tale verde deve essere realizzato
Privato di vicinato V3 è lo spazio a verde privato ad esclusivo servizio dei singoli edifici. Tale verde deve essere realizzato su terreni a superficie permeabile come sotto descritta. La Superficie Permeabile verde è contraddistinta dalle seguenti caratteristiche:
- per almeno il 50% deve essere priva di manufatti sia superficiali sia interrati sia di pavimentazione, (iP);
- Nelle aree libere di pertinenza degli edifici le parti pavimentate,
ia superficiali sia interrati sia di pavimentazione, (iP);
- Nelle aree libere di pertinenza degli edifici le parti pavimentate, anche se di uso carrabile, devono garantire la permeabilità dei suoli. (iP).
- Densità arborea (DA), (iP): Le aree a verde condominiale e verde privato saranno adeguatamente dotate di essenze arboree tipiche dell’unità fitoclimatica, adeguate al contesto urbano, come definite dalla relazione vegetazionale nella misura minima di quattro esemplari, fra
limatica, adeguate al contesto urbano, come definite dalla relazione vegetazionale nella misura minima di quattro esemplari, fra quelli di alto fusto e quelli arbustivi, di cui almeno una di alto fusto, ogni 200 mq di area a verde, di altezza, all’impianto, non inferiore a 3 Mt. per quelle d’alto fusto, saranno esclusi pini ed eucalipti in modo da garantire il manto erboso anche sotto e essenze piantate. ART. 12- Progetto urbano La progettazione, in termini spaziali, si è posta l’obiettivo
to erboso anche sotto e essenze piantate. ART. 12- Progetto urbano La progettazione, in termini spaziali, si è posta l’obiettivo primario di produrre elementi vari indirizzati a determinare opportuni livelli qualitativi e relazioni formali ,inducenti una riconoscibilità dello spazio urbano come tale, correttamente dotato di spazi pubblici, il tutto volto ad una migliore vivibilità sia in termini funzionali che simbolici:
- definizione di una rete viaria principale articolata indirizzata a
igliore vivibilità sia in termini funzionali che simbolici:
- definizione di una rete viaria principale articolata indirizzata a ricucire la porzione periurbana destrutturata sulla quale si aggrega tutto l’intervento e la sua maglia distributiva;
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 13
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 13
- ricerca di un rapporto dialettico con le diverse parti costituenti la maglia incompleta di aree, di fatto urbane, ma non riconducibile ad un ordine spaziale funzionale riconoscibile con la finalità della ricostruzione di un brano di città compiuto, ove i vuoti qualificano i pieni esistenti, completandoli, e quelli di progetti con i quali si organizza un più intenso rapporto organico e funzionale;
o i pieni esistenti, completandoli, e quelli di progetti con i quali si organizza un più intenso rapporto organico e funzionale;
- individuazione di una varietà tipologica ampia di spazi pubblici con funzione di ricucitura, fruizione, abbellimento, percorribilità alternativa, con la peculiarità di obiettivo riferibile all’ampliamento degli spazi funzionali delle strutture esistenti dedicate all’educazione e al culto in funzione di una riqualificazione dell’intero settore urbano di afferenza;
utture esistenti dedicate all’educazione e al culto in funzione di una riqualificazione dell’intero settore urbano di afferenza;
- previsione di alcuni allineamenti guida (fili fissi di appoggio obbligatorio vedi Elab. S. 13 Planovolumetrico e profili) che garantiscano la definizione formale degli spazi. ART. 13- Quote d’imposta degli edifici Le quote d’imposta, vanno intese come la quota di imposta del calpestio del solaio del piano terra sollevato fino ad un massimo di m.
ote d’imposta, vanno intese come la quota di imposta del calpestio del solaio del piano terra sollevato fino ad un massimo di m. 0,80 oltre lo spessore del solaio, dal terreno a sistemazione avvenuta. Il piano interrato dovrà comunque avere almeno il 50 % della superficie delle pareti esterne interrata. In caso di modifica delle quote altimetriche delle reti stradali, in fase esecutiva, le quote di imposta dei fabbricati potranno subire conseguentemente la medesima variazione.
le reti stradali, in fase esecutiva, le quote di imposta dei fabbricati potranno subire conseguentemente la medesima variazione. ART. 14- Stralci funzionali e cronoprogramma. L’attuazione del P.R.U. sarà effettuata per stralci funzionali e sulla base del Cronoprogramma di attuazione (Elab. G3: “Cronoprogramma). Le opere di urbanizzazione e gli interventi nei diversi comparti fondiari saranno realizzati secondo la temporizzazione prevista nel
pere di urbanizzazione e gli interventi nei diversi comparti fondiari saranno realizzati secondo la temporizzazione prevista nel cronoprogramma, del quale sono indicativi i tempi di realizzazione e prescrittive le priorità, in particolare: gli stralci funzionali individuano le opere di urbanizzazione primaria che debbono essere realizzate affinché gli edifici previsti nei comparti interessati possano essere dotati di tutte le opere necessarie al loro
ere realizzate affinché gli edifici previsti nei comparti interessati possano essere dotati di tutte le opere necessarie al loro funzionamento e pertanto possano essere successivamente dichiarati agibili. Non potrà essere avviato il successivo stralcio funzionale se prima non vengono completate le opere di urbanizzazione relative allo stralcio funzionario in corso di attuazione. È consentita la deroga nel caso in cui più stralci funzionali vengano eseguiti in modo coordinato
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 14
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 14 garantendo la funzionalità delle singole opere di urbanizzazione e quella complessiva dell’intervento. ART. 15- Finiture esterne dei fabbricati. Le facciate degli edifici non residenziali potranno essere trattate sia con materiali naturali sia artificiali contenendo l’uso del cemento armato a faccia vista. Le facciate degli edifici residenziali potranno essere trattate a
rtificiali contenendo l’uso del cemento armato a faccia vista. Le facciate degli edifici residenziali potranno essere trattate a mattoni stilati faccia vista o con il rivestimento lapideo o con intonaci traspiranti colorati con ossidi di terra e/o silicati e altri materiali traspiranti con esclusione di intonaci e vernici al quarzo plastico. È fatto obbligo di montare un’antenna centralizzata TV e satellitare per ogni corpo scala della stessa unità minima di intervento, con
o obbligo di montare un’antenna centralizzata TV e satellitare per ogni corpo scala della stessa unità minima di intervento, con esclusione di montaggio di antenne per singoli appartamenti. Il divieto di antenne per singole utenze andrà tassativamente trascritto nel regolamento condominiale. ART. 16- Recinzioni. Le recinzioni, per garantire un buon decoro degli spazi aperti, dovranno essere omogenee: in mattoni stilati a faccia vista con copertina in travertino e/o in peperino o in materiali lapidei o in
ranno essere omogenee: in mattoni stilati a faccia vista con copertina in travertino e/o in peperino o in materiali lapidei o in muratura intonacata con ringhiere. Le ringhiere ed i cancelli dovranno essere i profilati metallici con disegno. I muri faranno anche da parapetto continuo per i giardini e potranno raggiungere un’altezza massima dal livello del giardino sistemato di cm 70. Le ringhiere metalliche potranno avere un’altezza di cm 150 al fine di ottenere una recinzione pari a cm 220 di altezza
i cm 70. Le ringhiere metalliche potranno avere un’altezza di cm 150 al fine di ottenere una recinzione pari a cm 220 di altezza massima dal livello del giardino sistemato. ART. 17- Illuminazione. Gli apparecchi illuminanti, i lampioni a stelo alto e/o basso dovranno avere caratteristiche tecniche ed estetiche identiche per tutti i Comparti fondiari, la stessa indicazione vale per l’illuminazione dei porticati, ingressi e logge. Tutte le illuminazioni esterne, sia degli spazi pubblici che privati
e vale per l’illuminazione dei porticati, ingressi e logge. Tutte le illuminazioni esterne, sia degli spazi pubblici che privati dovranno avere i requisiti tecnici e prestazionali stabiliti dalla L. R. 23/2000 e del Regolamento Regionale 18 aprile 2005 per la riduzione e prevenzione dell’inquinamento luminoso. ART. 18- Strade private. Le strade private che saranno previste in sede esecutiva per i singoli Comparti saranno gravate da servitù per la canalizzazione dei
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 15
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 15 servizi pubblici; in sede di progettazione esecutiva le sezioni stradali dovranno garantire la circolazione di mezzi di servizio (Vigili, Raccolta rifiuti, Soccorso, ecc.). La loro manutenzione è affidata ai proprietari del comparto di appartenenza. ART. 19- Impianto di raccolta rifiuti domestici. Dovranno essere previsti appositi punti di raccolta condominiali per la raccolta porta a porta, che saranno definiti in fase autorizzativa.
sere previsti appositi punti di raccolta condominiali per la raccolta porta a porta, che saranno definiti in fase autorizzativa. ART. 20- Alimentazione della rete di illuminazione pubblica. La rete di illuminazione pubblica del nuovo insediamento dovrà essere preferibilmente alimentata con impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile (fotovoltaico) e ciò solo nel caso che l’Ente gestore degli impianti del Comune di Guidonia Montecelio, lo
da fonte rinnovabile (fotovoltaico) e ciò solo nel caso che l’Ente gestore degli impianti del Comune di Guidonia Montecelio, lo consentirà al momento della redazione del progetto esecutivo. ART. 21- Rete irrigazione delle aree a verde pubblico e alimentazione da fonte rinnovabile. Al fine di minimizzare i consumi idrici e quelli energetici dovrà essere previsto per l’irrigazione del verde pubblico un impianto di irrigazione per le essenze arboree ed arbustive fino ad attecchimento,
visto per l’irrigazione del verde pubblico un impianto di irrigazione per le essenze arboree ed arbustive fino ad attecchimento, alimentato da un sistema per la raccolta, stoccaggio e distribuzione delle acque piovane. Tale opera sarà da prevedersi, se accettata dall’Ente gestore dei parchi e dei giardini pubblici, al momento della redazione del progetto esecutivo. ART. 22- Approvvigionamento energetico. Gli immobili dovranno essere dotati di collettori solari termici per il
getto esecutivo. ART. 22- Approvvigionamento energetico. Gli immobili dovranno essere dotati di collettori solari termici per il riscaldamento di acqua sanitaria (dovrà in ogni caso essere rispettato quanto disposto dalla L. R. 6/2008). ART. 23- Finalità bioedilizia. Dovrà essere realizzato il “progetto edilizio” ovvero il programma delle azioni finalizzate alla realizzazione di sistemi tecnologici e impiantistici in grado di migliorare le prestazioni ambientali degli edifici.
izzate alla realizzazione di sistemi tecnologici e impiantistici in grado di migliorare le prestazioni ambientali degli edifici. Gli edifici dovranno essere realizzati secondo i criteri della bioedilizia e della bioarchitettura, ossia in modo da minimizzare le emissioni di inquinanti atmosferici e gas climalteranti. ART. 24- Bioedilizia, standard edilizi per l’efficienza energetica (Indicativi e non prescrittivi).
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 16
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 16 Dovranno essere assunti gli standard di efficienza energetica degli edifici individuati con Legge regionale 6/2008. Dovranno essere attuate soluzioni tecniche e costruttive per ridurre il fabbisogno energetico quali, in particolare, il corretto orientamento e la caratterizzazione degli edifici, privilegiano l’orientamento SE/NO o E/O e riducendo i blocchi costruttivi orientati a
ento e la caratterizzazione degli edifici, privilegiano l’orientamento SE/NO o E/O e riducendo i blocchi costruttivi orientati a SO/NE o N/S dove il sovrariscaldamento è più significativo. Si dovrà provvedere al posizionamento delle alberature davanti alle facciate degli edifici dove non è desiderabile l’incidenza diretta dei raggi solari nei mesi caldi (SO). Dovrà esser previsto un ombreggiamento attraverso adeguate soluzioni architettoniche. L’illuminazione artificiale dovrà essere alimentata anche con
o un ombreggiamento attraverso adeguate soluzioni architettoniche. L’illuminazione artificiale dovrà essere alimentata anche con sistemi fotovoltaici. Dovrà essere garantita la ventilazione naturale interna agli edifici. Dovranno essere eliminati i ponti termici che causano perdite di calore attraverso gli elementi strutturali di un edificio e sono causa di condense interne, macchie, muffe col conseguente deterioramento delle parti costruttive.
utturali di un edificio e sono causa di condense interne, macchie, muffe col conseguente deterioramento delle parti costruttive. Dovranno essere installati sistemi solari passivi e dovrà essere garantito l’aumento della prestazione termica dell’involucro degli edifici, l’integrazione architettonica di superfici generatrici di energia solare. Dovrà essere assicurato il controllo e la riduzione dei livelli di rumore esterno, attraverso soluzioni che aumentino la possibilità di
ssere assicurato il controllo e la riduzione dei livelli di rumore esterno, attraverso soluzioni che aumentino la possibilità di utilizzare la ventilazione naturale degli spazi urbani. In fase di progetto si dovrà prevedere l’uso di materiali realizzati a partire da materie prime naturali, locali, rinnovabili e riciclabili che aumentino la prestazione energetica complessiva dell’edificio, dovranno essere ottimizzati i sistemi costruttivi evitando il
che aumentino la prestazione energetica complessiva dell’edificio, dovranno essere ottimizzati i sistemi costruttivi evitando il sovradimensionamento degli elementi che richiedono manutenzione successiva e dovrà essere facilitata la sostituzione di elementi che richiedono un elevato costo ambientale di manutenzione. Dovrà essere studiata la possibilità di riciclaggio locale degli scarti delle opere e dei residui derivanti dall’uso e dovranno essere preferiti materiali in base al ciclo di vita degli stessi.
scarti delle opere e dei residui derivanti dall’uso e dovranno essere preferiti materiali in base al ciclo di vita degli stessi. ART. 25- Bioedilizia, risparmio idrico. In ossequio alla Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque e con la Comunicazione COM(2007) 414 definitivo del 18.7.2007, “Affrontare il problema carenza idrica e
aria in materia di acque e con la Comunicazione COM(2007) 414 definitivo del 18.7.2007, “Affrontare il problema carenza idrica e della siccità nell’Unione Europea”, dovrà essere predisposto un sistema per la raccolta delle acque piovane, per l’impiego di sistemi di
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 17
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 17 riduzione di flusso e per l’impiego di sistemi di controllo di portata e di sistemi di controllo della temperatura. ART. 26- Bioedilizia, impianti per la raccolta e il compostaggio dei rifiuti. In ciascun condominio dovranno essere previsti piccoli impianti di minicompostaggio per i residui di manutenzione del verde condominiale. ART. 27- Bioedilizia, spazi aperti (Indicativi e non prescrittivi).
taggio per i residui di manutenzione del verde condominiale. ART. 27- Bioedilizia, spazi aperti (Indicativi e non prescrittivi). Negli spazi pubblici dovrà disporsi di un adeguato ombreggiamento con la previsione di alcuni elementi architettonici – come ad esempio pergolati e tettoie. Dovrà essere garantita la presenza di superfici di acqua in vari punti della maglia urbana e di una grande massa permeabile nel parco. Dovrà essere previsto un sistema vegetazionale che permetta la
i della maglia urbana e di una grande massa permeabile nel parco. Dovrà essere previsto un sistema vegetazionale che permetta la creazione di un vero e proprio polmone verde, alcuni elementi che favoriscono il raffreddamento evaporativo in superfici esposte incorporando sistemi vegetazionali e coperture verdi in diversi punti dell’area, dovranno essere utilizzati materiali naturali ad elevata permeabilità e ridotta energia incorporata, percorsi pedonali o ciclovie.
vranno essere utilizzati materiali naturali ad elevata permeabilità e ridotta energia incorporata, percorsi pedonali o ciclovie. Per il comfort ambientale negli spazi privati dovranno essere realizzati edifici lungo gli assi paralleli distanziati in modo da assicurare un maggior periodo di soleggia mento degli edifici e dovrà essere ridotta la percentuale di suolo permeabilizzata permettendo una maggiore ritenzione idrica e gestione. ART. 28- Gestione dei rifiuti (Progetto Gestione dei Rifiuti),
abilizzata permettendo una maggiore ritenzione idrica e gestione. ART. 28- Gestione dei rifiuti (Progetto Gestione dei Rifiuti), sistemi di raccolta. Saranno realizzate all’interno dell’area residenziale una o più isole ecologiche multi raccolta. Per ridurre al minimo possibile il ricorso alla discarica indifferenziata, sarà previsto poi un sistema di raccolta porta a porta e di compostaggio domestico (verde condominiale). ART. 29- Opere di urbanizzazione primaria.
n sistema di raccolta porta a porta e di compostaggio domestico (verde condominiale). ART. 29- Opere di urbanizzazione primaria. Sono opere di urbanizzazione primaria, quelle indicate nell’art. 4 della Legge n. 847/1964, e cioè: • le strade a servizio degli insediamenti, compresi gli allacciamenti alla viabilità principale dei lotti edificabili (S 10-4);
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 18
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 18 • gli spazi necessari per la sosta e il parcheggio degli autoveicoli, in relazione alle caratteristiche degli insediamenti (S 10-4); • i condotti idonei alla raccolta ed allo scarico delle acque luride (nere) ed i relativi allacciamenti alla rete principale urbana (S 10-7); • la rete idrica, costituita dalle condotte per l’erogazione dell’acqua potabile e relative opere per la captazione, il sollevamento
rete idrica, costituita dalle condotte per l’erogazione dell’acqua potabile e relative opere per la captazione, il sollevamento ed accessorio, nonché dai necessari condotti d’allacciamento alla rete principale urbana (S 10-8); • la rete per l’erogazione e la distribuzione dell’energia elettrica per usi domestici e industriali comprese le cabine secondarie; • la rete del gas combustibile per uso domestico ed i relativi condotti d’allacciamento;
ustriali comprese le cabine secondarie; • la rete del gas combustibile per uso domestico ed i relativi condotti d’allacciamento; • la rete telefonica, comprese le centraline telefoniche a servizio degli edifici, le reti a fibre ottiche, internet ed assimilabili; • la pubblica illuminazione comprendente le reti e gli impianti per l’illuminazione delle aree e delle strade pubbliche e d’uso pubblico (S 10-9); • gli spazi di verde attrezzato, le aree a servizio dei singoli edifici
aree e delle strade pubbliche e d’uso pubblico (S 10-9); • gli spazi di verde attrezzato, le aree a servizio dei singoli edifici mantenute a verde con alberature ed eventuali attrezzature. Alle opere d’urbanizzazione primaria sono equiparati: • i parcheggi realizzati nel sottosuolo o nei locali siti al piano terreno dei fabbricati esistenti (art. 11, legge n. 122/1989); Dette opere dovranno essere realizzate nel rispetto della normativa tecnica di riferimento, come ad esempio quella relativa alla
Dette opere dovranno essere realizzate nel rispetto della normativa tecnica di riferimento, come ad esempio quella relativa alla viabilità che dovrà essere rispettosa dei parametri dimensionali di cui al Codice della Strada approvato con D. Lgs. n. 285/1992. Esse, inoltre, dovranno rispettare le prescrizioni dei relativi enti gestori (ACEA SpA, ENEL SOLE, TELECOM, ITALGAS, ecc.). La realizzazione delle citate opere potrà avvenire per il tramite di
enti gestori (ACEA SpA, ENEL SOLE, TELECOM, ITALGAS, ecc.). La realizzazione delle citate opere potrà avvenire per il tramite di tecniche ordinarie ovvero alternative, del tipo dei cunicoli intelligenti, dei corridoi interrati o cavidotti schermati, metodo dello spingitubo; ogni opera di manutenzione dovrà avvenire con il metodo dello spingitubo ovvero, in relazione alla complessità della stessa e previa autorizzazione del Comune,con metodi ordinari.
todo dello spingitubo ovvero, in relazione alla complessità della stessa e previa autorizzazione del Comune,con metodi ordinari. Le opere relative alla viabilità e connessi, ai parcheggi e le altre opere pertinenti, dovranno essere assoggettate alla normative sul superamento delle barriere architettoniche pubbliche. I marciapiedi, dovranno avere una larghezza minima di m 1,50 e mai ad essa inferiore se interposta tra un palo di illuminazione ed una
iapiedi, dovranno avere una larghezza minima di m 1,50 e mai ad essa inferiore se interposta tra un palo di illuminazione ed una alberatura di qualunque dimensione del fusto. Essi dovranno essere realizzati con ciglio in travertino e finitura orizzontale calpestabile. Dette opere sono state riportate nell’ elaborato S 10-4. ART. 30- Soluzioni planovolumetriche ai fini dei distacchi di cui all’Art. 9 D.M. n. 1444/68 Nel caso fosse necessario, in deroga a quanto previsto dalle
olumetriche ai fini dei distacchi di cui all’Art. 9 D.M. n. 1444/68 Nel caso fosse necessario, in deroga a quanto previsto dalle norme vigenti ai fini del rispetto o meno del distacco di 10,00 m tra
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 19
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIANO DI RIGENERAZIONE URBANA VIA BORDIN 19 pareti finestrate, detta deroga, nella forma di soluzione planovolumetrica di comparto, potrà essere approvata con determinazione dirigenziale.
Smetti di sfogliare PDF. Fai domande.
Registrati gratis per accedere al documento completo e interrogarlo direttamente con l'AI. Risposte con citazioni precise agli articoli, verifica conformità e generazione documenti tecnici. 50 domande incluse.
Nessuna carta di credito richiesta · 50 domande AI incluse