REGIONE MOLISE GIUNTA REGIONALE - Ufficio Tecnico
Comune di Molise · Campobasso, Molise
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REGIONE MOLISE GIUNTA REGIONALE
REGIONE MOLISE GIUNTA REGIONALE Modello B (Atto d’iniziativa delle Strutture dirigenziali che non ha oneri finanziari) Seduta del 25-03-2019 DELIBERAZIONE N. 92 OGGETTO: RECEPIMENTO INTESA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 8, COMMA 6, DELLA LEGGE 5 GIUGNO 2003, N. 131, TRA IL GOVERNO, LE REGIONI E I COMUNI CONCERNENTE L'ADOZIONE DEL REGOLAMENTO EDILIZIO TIPO (RET), DI CUI ALL'ARTICOLO 4, COMMA 1 SEXIES DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 GIUGNO 2001, N. 380, SOTTOSCRITTA IN SEDE DI CONFERENZA
ARTICOLO 4, COMMA 1 SEXIES DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA
ARTICOLO 4, COMMA 1 SEXIES DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 GIUGNO 2001, N. 380, SOTTOSCRITTA IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA IL 20 OTTOBRE 2016. LA GIUNTA REGIONALE Riunitasi il giorno venticinque del mese di Marzo dell’anno duemiladiciannove nella sede dell’Ente con la presenza, come prevista dall’articolo 3 del proprio Regolamento interno di funzionamento, dei Signori: N. Cognome e Nome Carica Presente/Assente 1 TOMA DONATO PRESIDENTE Presente 2 COTUGNO VINCENZO VICE PRESIDENTE Presente
SEGRETARIO: VINCENZO ROSSI
Signori: N. Cognome e Nome Carica Presente/Assente 1 TOMA DONATO PRESIDENTE Presente 2 COTUGNO VINCENZO VICE PRESIDENTE Presente 3 MAZZUTO LUIGI ASSESSORE Presente 4 CAVALIERE NICOLA ASSESSORE Presente 5 DI BAGGIO ROBERTO ASSESSORE Presente 6 NIRO VINCENZO ASSESSORE Presente Partecipa il SOTTOSEGRETARIO alla Presidenza della Giunta regionale PALLANTE QUINTINO SEGRETARIO: VINCENZO ROSSI VISTA la proposta di deliberazione n. 119 inoltrata dal SERVIZIO PIANIFICAZIONE E GESTIONE
E QUINTINO SEGRETARIO: VINCENZO ROSSI
E QUINTINO SEGRETARIO: VINCENZO ROSSI VISTA la proposta di deliberazione n. 119 inoltrata dal SERVIZIO PIANIFICAZIONE E GESTIONE TERRITORIALE E PAESAGGISTICA - TECNICO DELLE COSTRUZIONI; PRESO ATTO del documento istruttorio ad essa allegato, concernente l’argomento in oggetto, che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione; PRESO ATTO, ai sensi dell’art. 7, comma 4, del Regolamento interno di questa Giunta:
e sostanziale della presente deliberazione; PRESO ATTO, ai sensi dell’art. 7, comma 4, del Regolamento interno di questa Giunta: lett. a): del parere, in ordine alla legittimità e alla regolarità tecnico-amministrativa del documento istruttorio, espresso dal Direttore del SERVIZIO PIANIFICAZIONE E GESTIONE TERRITORIALE E PAESAGGISTICA - TECNICO DELLE COSTRUZIONI - GABRIELLA GUACCI, e della dichiarazione, in esso contenuta, in merito agli oneri finanziari dell’atto;
CNICO DELLE COSTRUZIONI - GABRIELLA GUACCI, e della dichiarazione, in esso contenuta, in merito agli oneri finanziari dell’atto; lett. c): del visto, del Direttore del IV DIPARTIMENTO, di coerenza della proposta di deliberazione con gli indirizzi della politica regionale e gli obiettivi assegnati al Dipartimento medesimo e della proposta all’ASSESSORE DI BAGGIO ROBERTO d’invio del presente atto all’esame della Giunta regionale;
partimento medesimo e della proposta all’ASSESSORE DI BAGGIO ROBERTO d’invio del presente atto all’esame della Giunta regionale; 1/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4731
VISTA la legge regionale 23 marzo 2010 n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, nonché la normativa attuativa della stessa; VISTO il Regolamento interno di questa Giunta; Con voto favorevole espresso all’unanimità dei presenti, DELIBERA
- Di recepire l’Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l’adozione del Regolamento Edilizio Tipo (RET), di cui
5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l’adozione del Regolamento Edilizio Tipo (RET), di cui all’articolo 4, comma 1 sexies del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sottoscritta in sede di Conferenza Unificata il 20 ottobre 2016 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 268 del 16 novembre 2016; 2. di approvare i seguenti allegati che formano parte integrante del presente atto:
blica Italiana, n. 268 del 16 novembre 2016; 2. di approvare i seguenti allegati che formano parte integrante del presente atto:
- Schema di Regolamento Edilizio Tipo (Allegato 1);
- Quadro delle definizioni uniformi (Allegato A);
- Ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia, integrata con la normativa regionale (Allegato B);
- di stabilire, come specificato all’articolo 2 dell’Intesa, che il recepimento delle definizioni uniformi non
le (Allegato B); 3. di stabilire, come specificato all’articolo 2 dell’Intesa, che il recepimento delle definizioni uniformi non deve comportare la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dai piani vigenti o adottati alla data di sottoscrizione dell’Intesa; 4. di inserire tra i parametri del Regolamento Edilizio Tipo, seppur non previsto nell’Atto d’Intesa, quello
izione dell’Intesa; 4. di inserire tra i parametri del Regolamento Edilizio Tipo, seppur non previsto nell’Atto d’Intesa, quello del “Rapporto tra altezza dell’edificio e larghezza della strada adiacente” da utilizzarsi da parte dei Comuni che intendono definire nei propri piani urbanistici la corrispondenza che debba intercorrere tra l’altezza dei manufatti edilizi prospicienti un percorso viario e la larghezza di quest’ultimo;
denza che debba intercorrere tra l’altezza dei manufatti edilizi prospicienti un percorso viario e la larghezza di quest’ultimo; 5. di stabilire che i Comuni dovranno, entro 180 giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione, adeguare i propri regolamenti edilizi allo Schema di Regolamento Tipo ed ai relativi allegati; 6. di prendere atto che, ai sensi dell’articolo 2, comma 3 dell’Intesa, ove i Comuni non provvedano nei
ed ai relativi allegati; 6. di prendere atto che, ai sensi dell’articolo 2, comma 3 dell’Intesa, ove i Comuni non provvedano nei 180 giorni dalla predetta pubblicazione, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovino diretta applicazione, prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili; 7. di stabilire che, al fine di limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere, alle
e incompatibili; 7. di stabilire che, al fine di limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere, alle domande di titolo abilitativo edilizio, anche in sanatoria, e comunque a tutti i procedimenti in corso, presentati fino alla data di adozione dei nuovi regolamenti edilizi comunali, e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione della presente, si debba applicare la disciplina previgente;
ilizi comunali, e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione della presente, si debba applicare la disciplina previgente; 8. di stabilire che, al fine del monitoraggio di cui all’articolo 3 dell’Intesa, i Comuni dovranno trasmettere alla Regione una prima relazione sullo stato del recepimento comunale nei rispettivi territori decorsi 90 giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione, e una seconda relazione decorso il termine di 180 giorni;
ri decorsi 90 giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione, e una seconda relazione decorso il termine di 180 giorni; 9. di pubblicare integralmente sul B.U.R.M. e sul sito istituzionale della Regione Molise il presente deliberato e i relativi allegati costituiti da:
- Schema di Regolamento Edilizio Tipo (Allegato 1);
- Quadro delle definizioni uniformi (Allegato A);
- Ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività
uniformi (Allegato A);
- Ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia, integrata con la normativa regionale (Allegato B);
- di notificare la presente deliberazione a tutti i Comuni della Regione Molise in modo che gli stessi procedano, entro 180 giorni dalla pubblicazione, ad adeguare i propri regolamenti edilizi allo Schema di Regolamento Tipo e ai relativi allegati.
180 giorni dalla pubblicazione, ad adeguare i propri regolamenti edilizi allo Schema di Regolamento Tipo e ai relativi allegati. La presente deliberazione non comporta oneri a carico del bilancio regionale. Avverso l’atto deliberativo è ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo entro 60 giorni dalla pubblicazione ovvero ricorso al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. 2/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4732
DOCUMENTO ISTRUTTORIO
DOCUMENTO ISTRUTTORIO OGGETTO: Recepimento Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l’adozione del Regolamento Edilizio Tipo (RET), di cui all’articolo 4, comma 1 sexies del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sottoscritta in sede di Conferenza Unificata il 20 ottobre 2016. VISTI - il Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, “Testo unico delle
renza Unificata il 20 ottobre 2016. VISTI - il Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” e successive modifiche e integrazioni;
- in particolare, il disposto dell'articolo 4, comma 1 sexies, del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come inserito dall'articolo 17 bis, comma 1, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164, ai sensi del quale il “Governo, le
2 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni dalla Legge 11 novembre 2014, n. 164, ai sensi del quale il “Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l'adozione di
creto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l'adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza
m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai Comuni nei termini fissati dai suddetti accordi,
n particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai Comuni nei termini fissati dai suddetti accordi, comunque entro i termini previsti dall'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni”; CONSIDERATO CHE, in applicazione del citato articolo 4, comma 1 sexies del D.P.R. n. 380 del 2001, nella seduta del 20 ottobre 2016 della Conferenza Unificata è stata sottoscritta
o 4, comma 1 sexies del D.P.R. n. 380 del 2001, nella seduta del 20 ottobre 2016 della Conferenza Unificata è stata sottoscritta l’Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l’adozione del Regolamento Edilizio Tipo (di seguito RET), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, n. 268 del 16 novembre 2016;
po (di seguito RET), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, n. 268 del 16 novembre 2016;
- ai sensi dell’articolo 1 dell’Intesa sono stati approvati lo Schema di RET e i relativi allegati recanti le Definizioni uniformi e la Raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia, che formano parte integrante dell’Intesa;
- lo Schema di RET e i relativi allegati costituiscono, ai sensi del medesimo articolo 4,
formano parte integrante dell’Intesa;
- lo Schema di RET e i relativi allegati costituiscono, ai sensi del medesimo articolo 4, comma 1 sexies, del D.P.R. n. 380 del 2001, livelli essenziali delle prestazioni concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
- ai sensi dell’articolo 2 dell’Intesa, entro il termine di 180 giorni dall’adozione della stessa le Regioni a statuto ordinario devono provvedere a:
olo 2 dell’Intesa, entro il termine di 180 giorni dall’adozione della stessa le Regioni a statuto ordinario devono provvedere a:
- recepire lo Schema di RET, con la possibilità, nel rispetto della struttura generale uniforme dello schema approvato, di specificare e/o semplificare l’indice;
- recepire le Definizioni uniformi, con la possibilità di individuare, alla luce della normativa regionale vigente, le definizioni aventi incidenza sulle previsioni dimensionali
ilità di individuare, alla luce della normativa regionale vigente, le definizioni aventi incidenza sulle previsioni dimensionali contenute negli strumenti urbanistici e di dettare, ove necessario e in via transitoria, indicazioni tecniche di dettaglio ai fini della corretta interpretazione di tali definizioni uniformi in fase di prima applicazione;
- integrare e modificare, in conformità alla normativa regionale vigente, la
definizioni uniformi in fase di prima applicazione;
- integrare e modificare, in conformità alla normativa regionale vigente, la raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia, raccolta che dovrà essere pubblicata sul sito web istituzionale e periodicamente aggiornata;
- stabilire i metodi, le procedure e i tempi, comunque non superiori a 180 giorni, da seguire per l’adeguamento comunale, ivi comprese specifiche norme transitorie volte a
i, comunque non superiori a 180 giorni, da seguire per l’adeguamento comunale, ivi comprese specifiche norme transitorie volte a limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere; PRESO ATTO CHE, come specificato all’articolo 2 dell’Intesa, il recepimento delle definizioni uniformi non deve comportare la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dai piani vigenti o adottati alla data di sottoscrizione
degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dai piani vigenti o adottati alla data di sottoscrizione dell’Intesa stessa;
- entro il termine stabilito dalla Regione, e comunque non oltre 180 giorni, i Comuni dovranno adeguare i propri regolamenti edilizi per conformarli allo Schema di Regolamento Tipo ed ai relativi allegati; VERIFICATO che la quasi totalità dei 136 Comuni della Regione Molise ha in vigenza propri
olamento Tipo ed ai relativi allegati; VERIFICATO che la quasi totalità dei 136 Comuni della Regione Molise ha in vigenza propri Regolamenti Edilizi e che circa il 25% dei Comuni hanno adottato il “Regolamento Edilizio Tipo” redatto nel 1968 dallo IASM “Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo del Mezzogiorno” mentre i restanti Comuni hanno adottato specifici Regolamenti redatti da professionisti all’uopo incaricati;
po del Mezzogiorno” mentre i restanti Comuni hanno adottato specifici Regolamenti redatti da professionisti all’uopo incaricati; EVIDENZIATO che i parametri ora da adottare differiscono da quelli che sono in genere in uso;
- non si riscontra nella tecnica urbanistica e nella pratica applicativa una correlazione biunivoca tra i parametri;
- che per quanto suddetto non è possibile stabilire la capacità insediativa in termini
a correlazione biunivoca tra i parametri;
- che per quanto suddetto non è possibile stabilire la capacità insediativa in termini assoluti per un certo sito e per un certo lotto (Ad esempio il quantitativo di volumetria ammessa 3/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4733
dalle Norme Tecniche di Attuazione può non essere realizzata completamente poiché l’edificio non deve essere alto più di un tot.); PRESO ATTO che in definitiva l’uniformare gli strumenti urbanistici presenti sul territorio regionale ai parametri stabiliti dall’Intesa non inficia le previsioni dimensionali in essi contenute;
- i Comuni devono verificare che l’adozione delle nuove definizioni non comporti la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti;
e l’adozione delle nuove definizioni non comporti la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti; ASSICURATO che le strutture del Servizio regionale proponente forniranno ogni possibile supporto, anche in incontri appositamente organizzati; RIBADITO che i Comuni debbano procedere all’adeguamento entro 180 giorni dalla pubblicazione di questo atto giuntale; CONSIDERATO CHE le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, di cui al D.M. Infrastrutture
pubblicazione di questo atto giuntale; CONSIDERATO CHE le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, di cui al D.M. Infrastrutture 14 gennaio 2008, nel Paragrafo 7.2.2, apportando modifiche alla norma concernente l’altezza dei fabbricati in relazione alla larghezza della strada contenuta al punto C3 del Decreto del Ministro dei LL.PP. 16 gennaio 1996, hanno stabilito che i Regolamenti Edilizi e le Norme Tecniche di Attuazione dei singoli strumenti urbanistici possano introdurre restrizioni alla misura
golamenti Edilizi e le Norme Tecniche di Attuazione dei singoli strumenti urbanistici possano introdurre restrizioni alla misura in verticale degli edifici commisurandola all’ampiezza del sedime stradale. (Tale rapporto non è, dunque, più univocamente determinato non valendo ormai , la regola generale presente nelle precedenti disposizioni in materia sismica);
- il D.M. 14 gennaio 2008 rende facoltativo fissare una regolamentazione che rimandi
recedenti disposizioni in materia sismica);
- il D.M. 14 gennaio 2008 rende facoltativo fissare una regolamentazione che rimandi alla pianificazione urbanistica e ritiene opportuno inserire tra i parametri del Regolamento Edilizio Tipo, seppur non previsto nell’Atto d’Intesa, quello del “Rapporto tra altezza dell’edificio e larghezza della strada adiacente” da utilizzarsi da parte dei Comuni che intendano definire nei
orto tra altezza dell’edificio e larghezza della strada adiacente” da utilizzarsi da parte dei Comuni che intendano definire nei propri piani urbanistici la corrispondenza tra l’altezza dei manufatti edilizi prospicienti un percorso viario e la larghezza di quest’ultimo;
- ai sensi dell’articolo 2, comma 3, dell’Intesa, ove i Comuni non provvedano al predetto adeguamento nei 180 giorni concessi, le definizioni uniformi e le disposizioni
l’Intesa, ove i Comuni non provvedano al predetto adeguamento nei 180 giorni concessi, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovino comunque diretta applicazione prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili; RITENUTO che, al fine di limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere, alle domande di titolo abilitativo edilizio, anche in sanatoria, e a tutti i procedimenti in corso,
sui procedimenti in itinere, alle domande di titolo abilitativo edilizio, anche in sanatoria, e a tutti i procedimenti in corso, presentati fino alla data di adozione dei nuovi regolamenti edilizi comunali, e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione del presente atto giuntale, si debba applicare la disciplina previgente;
- al fine del monitoraggio di cui all’articolo 3 dell’Intesa, i Comuni debbano trasmettere
a applicare la disciplina previgente;
- al fine del monitoraggio di cui all’articolo 3 dell’Intesa, i Comuni debbano trasmettere alla Regione una prima relazione sullo stato del recepimento comunale nei rispettivi territori ,decorsi novanta giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione ed una seconda relazione decorso il termine di centottanta giorni; TENUTO CONTO degli esiti degli incontri interlocutori svolti sul territorio molisano con le
so il termine di centottanta giorni; TENUTO CONTO degli esiti degli incontri interlocutori svolti sul territorio molisano con le amministrazioni comunali, gli Ordini Professionali, l’ANCI Molise; l’ANCE Molise e l’ ACEM del Molise, nei quali è stata fornita informativa sui tempi e le modalità di adozione, nonché sulle fasi di attuazione del Regolamento Edilizio Tipo; TUTTO CIO’ PREMESSO, SI PROPONE ALLA GIUNTA REGIONALE Per le motivazioni espresse in premessa e costituenti parte integrante e sostanziale del
MESSO, SI PROPONE ALLA GIUNTA REGIONALE
MESSO, SI PROPONE ALLA GIUNTA REGIONALE Per le motivazioni espresse in premessa e costituenti parte integrante e sostanziale del presente provvedimento:
- di recepire l’Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l’adozione del Regolamento Edilizio Tipo (RET), di cui all’articolo 4, comma 1 sexies del decreto del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sottoscritta in sede di
Edilizio Tipo (RET), di cui all’articolo 4, comma 1 sexies del decreto del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, sottoscritta in sede di Conferenza Unificata il 20 ottobre 2016 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 268 del 16 novembre 2016; 2. di approvare i seguenti allegati che formano parte integrante del presente atto:
- Schema di Regolamento Edilizio Tipo (Allegato 1);
- Quadro delle definizioni uniformi (Allegato A);
egrante del presente atto:
- Schema di Regolamento Edilizio Tipo (Allegato 1);
- Quadro delle definizioni uniformi (Allegato A);
- Ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia, integrata con la normativa regionale (Allegato B);
- di stabilire, come specificato all’articolo 2 dell’Intesa, che il recepimento delle definizioni uniformi non deve comportare la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che
elle definizioni uniformi non deve comportare la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dai piani vigenti o adottati alla data di sottoscrizione dell’Intesa; 4. di inserire tra i parametri del Regolamento Edilizio Tipo, seppur non previsto nell’Atto d’Intesa, quello del “Rapporto tra altezza dell’edificio e larghezza della strada adiacente” da utilizzarsi da parte dei
ll’Atto d’Intesa, quello del “Rapporto tra altezza dell’edificio e larghezza della strada adiacente” da utilizzarsi da parte dei Comuni che intendono definire nei propri piani urbanistici la corrispondenza che debba intercorrere tra l’altezza dei manufatti edilizi prospicienti un percorso viario e la larghezza di quest’ultimo; 5. di stabilire che i Comuni dovranno, entro 180 giorni dalla pubblicazione della deliberazione
e la larghezza di quest’ultimo; 5. di stabilire che i Comuni dovranno, entro 180 giorni dalla pubblicazione della deliberazione 4/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4734
scaturente dal presente documento istruttorio, adeguare i propri regolamenti edilizi allo Schema di Regolamento Tipo ed ai relativi allegati; 6. di prendere atto che, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, dell’Intesa, ove i Comuni non provvedano nei centottanta giorni dalla predetta pubblicazione. le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovino diretta applicazione prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili;
ni sovraordinate in materia edilizia trovino diretta applicazione prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili; 7. di stabilire che al fine di limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere, alle domande di titolo abilitativo edilizio, anche in sanatoria, e comunque a tutti i procedimenti in corso, presentati fino alla data di adozione dei nuovi regolamenti edilizi comunali, e comunque non oltre 180
i procedimenti in corso, presentati fino alla data di adozione dei nuovi regolamenti edilizi comunali, e comunque non oltre 180 giorni dalla predetta pubblicazione, si debba applicare la disciplina previgente; 8. di stabilire che, al fine del monitoraggio di cui all’articolo 3 dell’Intesa, i Comuni dovranno trasmettere alla Regione una prima relazione sullo stato del recepimento comunale nei rispettivi territori decorsi 90
i dovranno trasmettere alla Regione una prima relazione sullo stato del recepimento comunale nei rispettivi territori decorsi 90 giorni dalla pubblicazione della deliberazione scaturente dal presente documento istruttorio, ed una seconda relazione decorso il termine di 180 giorni; 9. di pubblicare integralmente sul B.U.R.M. e sul sito istituzionale della Regione Molise il deliberato scaturente dal presente documento istruttorio e i relativi allegati costituiti da:
ituzionale della Regione Molise il deliberato scaturente dal presente documento istruttorio e i relativi allegati costituiti da:
- Schema di Regolamento Edilizio Tipo (Allegato 1);
- Quadro delle definizioni uniformi (Allegato A);
- Ricognizione delle disposizioni incidenti sugli usi e le trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia, integrata con la normativa regionale (Allegato B);
- di notificare l’atto deliberativo scaturente dal presente documento istruttorio a tutti i Comuni della
gionale (Allegato B); 10. di notificare l’atto deliberativo scaturente dal presente documento istruttorio a tutti i Comuni della Regione Molise in modo che gli stessi procedono, entro 180 giorni dalla pubblicazione, ad adeguare i propri regolamenti edilizi allo Schema di Regolamento Tipo ed ai relativi allegati. L’atto deliberativo scaturente dal presente documento istruttorio non comporta oneri a carico del bilancio regionale.
SERVIZIO PIANIFICAZIONE E GESTIONE TERRITORIALE E PAESAGGISTICA - TECNICO DELLE
allegati. L’atto deliberativo scaturente dal presente documento istruttorio non comporta oneri a carico del bilancio regionale. Avverso l’atto deliberativo è ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo entro 60 giorni dalla pubblicazione ovvero ricorso al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. SERVIZIO PIANIFICAZIONE E GESTIONE TERRITORIALE E PAESAGGISTICA - TECNICO DELLE COSTRUZIONI L’Istruttore/Responsabile d’Ufficio EMILIO GALUPPO Il Direttore GABRIELLA GUACCI
ALE E PAESAGGISTICA - TECNICO DELLE COSTRUZIONI
ALE E PAESAGGISTICA - TECNICO DELLE COSTRUZIONI L’Istruttore/Responsabile d’Ufficio EMILIO GALUPPO Il Direttore GABRIELLA GUACCI 5/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4735
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE VINCENZO ROSSI DONATO TOMA
Il presente verbale, letto e approvato, viene sottoscritto come in appresso: IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE VINCENZO ROSSI DONATO TOMA Documento informatico sottoscritto con firma digitale ai sensi dell’Art.24 del D.Lgs. 07/03/2005, 82 6/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4736
ALLEGATO 1 SCHEMA DI REGOLAMENTO EDILIZIO TIPO
l D.Lgs. 07/03/2005, 82 6/6DGR N. 92 DEL 25-03-201930.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4736
ALLEGATO 1 SCHEMA DI REGOLAMENTO EDILIZIO TIPO
- Il presente schema, in attuazione dell’art. 4, comma 1-sexies, del decreto del presidente della repubblica 6 giugno 2001, n. 380, stabilisce i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali, comunque denominati.
eri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali, comunque denominati. 2. I Comuni sono tenuti a conformare i regolamenti edilizi comunali al presente Schema, entro i termini e con le modalità che saranno stabilite dalle Regioni in attuazione dell’Accordo con il quale è approvato il presente Schema, i cui contenuti costituiscono un livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela
ale è approvato il presente Schema, i cui contenuti costituiscono un livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione. 3. Il regolamento edilizio si articola, in particolare, in due Parti: a) nella Prima Parte, denominata “Principi generali e disciplina generale dell’attività edilizia” è
n particolare, in due Parti: a) nella Prima Parte, denominata “Principi generali e disciplina generale dell’attività edilizia” è richiamata e non riprodotta la disciplina generale dell’attività edilizia operante in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e regionale; b) nella Seconda Parte, denominata “Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia” è raccolta la disciplina regolamentare in materia edilizia di competenza comunale, la quale, sempre al
nali in materia edilizia” è raccolta la disciplina regolamentare in materia edilizia di competenza comunale, la quale, sempre al fine di assicurare la semplificazione e l’uniformità della disciplina edilizia, deve essere ordinata nel rispetto di una struttura generale uniforme valevole su tutto il territorio statale, secondo quanto specificato al successivo paragrafo 10; 4. In particolare, la Prima Parte dei regolamenti edilizi, al fine di evitare inutili duplicazioni di disposizioni
paragrafo 10; 4. In particolare, la Prima Parte dei regolamenti edilizi, al fine di evitare inutili duplicazioni di disposizioni statali e regionali, si deve limitare a richiamare, con apposita formula di rinvio, la disciplina relativa alle materie di seguito elencate, la quale pertanto opera direttamente senza la necessità di un atto di recepimento nei regolamenti edilizi: a) le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi; b) le definizioni degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso;
efinizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi; b) le definizioni degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso; c) il procedimento per il rilascio e la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e le modalità di controllo degli stessi; d) la modulistica unificata edilizia, gli elaborati e la documentazione da allegare alla stessa; e) i requisiti generali delle opere edilizie, attinenti: e.1. ai limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini;
erali delle opere edilizie, attinenti: e.1. ai limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini; e.2. ai rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, dei corsi d’acqua, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo); e.3. alle servitù militari; e.4. agli accessi stradali; e.5. alle zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante; e.6. ai siti contaminati;
- agli accessi stradali; e.5. alle zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante; e.6. ai siti contaminati; f) la disciplina relative agli immobili soggetti a vincoli e tutele di ordine paesaggistico, ambientale, storico culturale e territoriale; g) le discipline settoriali aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia, tra cui la normativa sui requisiti tecnici delle opere edilizie e le prescrizioni specifiche stabilite dalla normativa statale e
tra cui la normativa sui requisiti tecnici delle opere edilizie e le prescrizioni specifiche stabilite dalla normativa statale e regionale per alcuni insediamenti o impianti.30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4737
- Le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi, di cui al punto 4, lettera a), e la ricognizione della disciplina generale dell’attività edilizia vigente, di cui alle restanti lettere del punto 4, sono contenute rispettivamente degli Allegati A e B dell’Accordo con il quale è approvato il presente Schema e saranno specificati e aggiornati entro i termini e con le modalità previste dagli articoli 2 e 3 del medesimo Accordo.
Schema e saranno specificati e aggiornati entro i termini e con le modalità previste dagli articoli 2 e 3 del medesimo Accordo. 6. Per favorire la conoscibilità della disciplina generale dell’attività edilizia avente diretta e uniforme applicazione, i Comuni provvedono alla pubblicazione del link nel proprio sito web istituzionale. 7. La Seconda Parte dei Regolamenti Edilizi, ha per oggetto le norme regolamentari comunali che
proprio sito web istituzionale. 7. La Seconda Parte dei Regolamenti Edilizi, ha per oggetto le norme regolamentari comunali che attengono all’organizzazione e alle procedure interne dell’ente nonché alla qualità, sicurezza, sostenibilità delle opere edilizie realizzate, dei cantieri e dell’ambiente urbano, anche attraverso l’individuazione di requisiti tecnici integrativi o complementari, rispetto alla normativa uniforme sovraordinata richiamata nella Prima Parte del regolamento edilizio.
tegrativi o complementari, rispetto alla normativa uniforme sovraordinata richiamata nella Prima Parte del regolamento edilizio. 8. I requisiti tecnici integrativi devono essere espressi attraverso norme prestazionali, che fissino risultati da perseguirsi nelle trasformazioni edilizie. Le prestazioni da raggiungere potranno essere prescritte in forma quantitativa, ossia attraverso l'indicazione numerica di livelli prestazionali da assolvere, oppure essere
e prescritte in forma quantitativa, ossia attraverso l'indicazione numerica di livelli prestazionali da assolvere, oppure essere espresse attraverso l'enunciazione di azioni e comportamenti progettuali da praticarsi affinché l'intervento persegua l'esito atteso che l’obiettivo prestazionale esprime. 9. I Comuni, nella definizione della disciplina regolamentare di cui alla Seconda Parte del Regolamento Edilizio, osservano i seguenti principi generali:
zione della disciplina regolamentare di cui alla Seconda Parte del Regolamento Edilizio, osservano i seguenti principi generali: a) semplificazione, efficienza e efficacia dell’azione amministrativa; b) perseguire un ordinato sviluppo edilizio riguardo la funzionalità, l’estetica, e l’igiene pubblica; c) incrementare la sostenibilità ambientale e energetica; d) armonizzazione della disciplina dei rapporti privati nei rapporti di vicinato;
tare la sostenibilità ambientale e energetica; d) armonizzazione della disciplina dei rapporti privati nei rapporti di vicinato; e) applicazione della Progettazione Universale superamento delle barriere architettoniche per garantire una migliore qualità della vita e la piena fruibilità dell'ambiente, costruito e non costruito, per tutte le persone e in particolare per le persone con disabilità e le fasce deboli dei cittadini, quali anziani e
costruito, per tutte le persone e in particolare per le persone con disabilità e le fasce deboli dei cittadini, quali anziani e bambini, anche secondo l’applicazione dei criteri di Progettazione Universale di cui alla convenzione ONU ratificata con L. 18 del 3 marzo 2009; f) incrementare la sicurezza pubblica e il recupero urbano, la riqualificazione sociale e funzionale delle aree e/o degli edifici abbandonati e/o dismessi, quale valori di interesse pubblico da tutelare
zione sociale e funzionale delle aree e/o degli edifici abbandonati e/o dismessi, quale valori di interesse pubblico da tutelare mediante attività a difesa della qualità urbana, del decoro e dell’incolumità pubblica; g) incentivare lo sviluppo sostenibile, fondato su un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l'attività economica e l'ambiente; rispetto del paesaggio che rappresenta un elemento chiave del benessere
ra i bisogni sociali, l'attività economica e l'ambiente; rispetto del paesaggio che rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, anche secondo i principi della Convenzione Europea del Paesaggio 20 ottobre 2000; h) garantire il diritto di accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia edilizia e ambientale, anche secondo i principi stabiliti dalla Convenzione di Århus,
ubblico ai processi decisionali in materia edilizia e ambientale, anche secondo i principi stabiliti dalla Convenzione di Århus, Danimarca, 25 giugno 1998 per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere. 10. Le disposizioni regolamentari di competenza comunale devono essere ordinate secondo il seguente
a salute e il suo benessere. 10. Le disposizioni regolamentari di competenza comunale devono essere ordinate secondo il seguente indice generale, per semplificarne la consultazione e garantirne l’uniformità di impianto. Le amministrazioni comunali, nella propria autonomia, possono individuare requisiti tecnici integrativi e30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4738
complementari, non disciplinati dalla normativa uniforme sovraordinata operante sul territorio nazionale e regionale di competenza, anche attraverso ulteriori specificazioni e dettagli, nei limiti previsti dalla normativa sovraordinata. I requisiti tecnici integrativi e complementari sono espressi anche attraverso norme prestazionali che fissano risultati da perseguirsi nelle trasformazioni edilizie. Le prestazioni da
ressi anche attraverso norme prestazionali che fissano risultati da perseguirsi nelle trasformazioni edilizie. Le prestazioni da raggiungere sono prescritte in forma quantitativa, ossia attraverso l'indicazione numerica di livelli prestazionali da assolvere, o attraverso l'enunciazione di azioni e comportamenti progettuali da praticarsi affinché l'intervento persegua l'esito atteso che l’obiettivo prestazionale esprime. Eventuali tematiche ed
TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI
ttuali da praticarsi affinché l'intervento persegua l'esito atteso che l’obiettivo prestazionale esprime. Eventuali tematiche ed elementi non espressamente indicati nell’indice possono essere inseriti nelle parti che presentano la maggiore analogia. INDICE PARTE PRIMA - PRINCIPI GENERALI E DISCIPLINA GENERALE DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA PARTE SECONDA - DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI COMUNALI IN MATERIA EDILIZIA TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI Capo I - SUE, SUAP e organismi consultivi
TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI
NTARI COMUNALI IN MATERIA EDILIZIA TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI Capo I - SUE, SUAP e organismi consultivi contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- la composizione, i compiti e le modalità di funzionamento, dello Sportello unico per l’edilizia, della Commissione edilizia se prevista, comunque denominata, e di ogni altro organo, consultivo o di amministrazione attiva, costituito secondo la disciplina vigente, ivi compresa quella statutaria locale;
organo, consultivo o di amministrazione attiva, costituito secondo la disciplina vigente, ivi compresa quella statutaria locale; 2. le modalità di gestione anche telematica delle pratiche edilizie, con specifiche tecniche degli elaborati progettuali anche ai fini dell’aggiornamento della cartografia comunale; 3. Le modalità di coordinamento con il SUAP. E’ prevista la possibilità di rimandare ad apposito regolamento comunale che tratti la materia
Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi
ità di coordinamento con il SUAP. E’ prevista la possibilità di rimandare ad apposito regolamento comunale che tratti la materia telematica in modo specifico. ( ove possibile in forma di allegato allo stesso Regolamento Edilizio). Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- autotutela e richiesta di riesame dei titoli abilitativi rilasciati o presentati;
- certificato di destinazione urbanistica;
- proroga e rinnovo dei titoli abilitativi;
li abilitativi rilasciati o presentati; 2. certificato di destinazione urbanistica; 3. proroga e rinnovo dei titoli abilitativi; 4. sospensione dell’uso e dichiarazione di inagibilità; 5. contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione: criteri applicativi e rateizzazioni; 6. Pareri preventivi; 7. Ordinanze, interventi urgenti e poteri eccezionali, in materia edilizia; 8. modalità e strumenti per l’informazione e la trasparenza del procedimento edilizio;
TITOLO II – DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI
poteri eccezionali, in materia edilizia; 8. modalità e strumenti per l’informazione e la trasparenza del procedimento edilizio; 9. coinvolgimento e partecipazione degli abitanti; 10. concorsi di urbanistica e di architettura, ove possibili. TITOLO II – DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI Capo I - Norme procedimentali sull’esecuzione dei lavori contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- comunicazioni di inizio e di differimento dei lavori, sostituzione e variazioni, anche relative ai soggetti
tari riguardanti:
- comunicazioni di inizio e di differimento dei lavori, sostituzione e variazioni, anche relative ai soggetti responsabili per la fase di esecuzione dei lavori, quali l’impresa esecutrice, il direttore dei lavori, della sicurezza ecc.;30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4739
Capo II - Norme tecniche sull’esecuzione dei lavori
- comunicazioni di fine lavori;
- occupazione di suolo pubblico;
- comunicazioni di avvio delle opere relative a bonifica, comprese quelle per amianto, ordigni bellici ecc. Capo II - Norme tecniche sull’esecuzione dei lavori contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- principi generali dell’esecuzione dei lavori;
- punti fissi di linea e di livello;
- conduzione del cantiere e recinzioni provvisorie;
- cartelli di cantiere;
- criteri da osservare per scavi e demolizioni;
; 3. conduzione del cantiere e recinzioni provvisorie; 4. cartelli di cantiere; 5. criteri da osservare per scavi e demolizioni; 6. misure di cantiere e eventuali tolleranze; 7. sicurezza e controllo nei cantieri misure per la prevenzione dei rischi nelle fasi di realizzazione dell’opera; 8. ulteriori disposizioni per la salvaguardia dei ritrovamenti archeologici e per gli interventi di bonifica e di ritrovamenti di ordigni bellici; 9. ripristino del suolo e degli impianti pubblici a fine lavori.
TITOLO III – DISPOSIZIONI PER LA QUALITÀ URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E
li interventi di bonifica e di ritrovamenti di ordigni bellici; 9. ripristino del suolo e degli impianti pubblici a fine lavori. TITOLO III – DISPOSIZIONI PER LA QUALITÀ URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI. Capo I - Disciplina dell’oggetto edilizio contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- caratteristiche costruttive e funzionali, degli edifici;
- requisiti prestazionali degli edifici, riferiti alla compatibilità ambientale, all’efficienza energetica e al
degli edifici; 2. requisiti prestazionali degli edifici, riferiti alla compatibilità ambientale, all’efficienza energetica e al comfort abitativo, finalizzati al contenimento dei consumi energetici e idrici, all’utilizzo di fonti rinnovabili e di materiali ecocompatibili, alla riduzione delle emissioni inquinanti o clima alteranti, alla riduzione dei rifiuti e del consumo di suolo; 3. requisiti e parametri prestazionali integrativi degli edifici soggetti a flessibilità progettuale;
ti e del consumo di suolo; 3. requisiti e parametri prestazionali integrativi degli edifici soggetti a flessibilità progettuale; 4. incentivi (riduzione degli oneri di urbanizzazione, premi di edificabilità, deroghe ai parametri urbanistico-edilizi, fiscalità comunale) finalizzati all’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli edifici, della qualità e della sicurezza edilizia, rispetto ai parametri cogenti;
ella sostenibilità energetico ambientale degli edifici, della qualità e della sicurezza edilizia, rispetto ai parametri cogenti; 5. prescrizioni costruttive per l’adozione di misure di prevenzione del rischio gas radon; 6. specificazioni sulle dotazioni igienico sanitarie dei servizi e dei locali ad uso abitativo e commerciale; 7. dispositivi di aggancio orizzontali flessibili sui tetti (c.d. “linee vita”);
Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico
zi e dei locali ad uso abitativo e commerciale; 7. dispositivi di aggancio orizzontali flessibili sui tetti (c.d. “linee vita”); 8. prescrizioni per le sale da gioco l’istallazione di apparecchiature del gioco d’azzardo lecito e la raccolta della scommessa. Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- strade;
- portici;
- piste ciclabili;
- aree per parcheggio;
- piazze e aree pedonalizzate;
- passaggi pedonali e marciapiedi;
ade; 2. portici; 3. piste ciclabili; 4. aree per parcheggio; 5. piazze e aree pedonalizzate; 6. passaggi pedonali e marciapiedi; 7. passi carrai ed uscite per autorimesse; 8. chioschi/dehors su suolo pubblico; 9. servitù pubbliche di passaggio sui fronti delle costruzioni e per chioschi/gazebi/dehors posizionati su suolo pubblico e privato;30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4740
Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente
- recinzioni;
- numerazione civica. Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente contenente disposizioni regolamentari riguardanti le regole tecniche e i requisiti qualitativi per la realizzazione e la salvaguardia di:
- aree verdi;
- parchi urbani e giardini di interesse storico e documentale;
- orti urbani;
- parchi e percorsi in territorio rurale;
- sentieri;
- tutela del suolo e del sottosuolo;
Capo IV infrastrutture e reti tecnologiche
ico e documentale; 3. orti urbani; 4. parchi e percorsi in territorio rurale; 5. sentieri; 6. tutela del suolo e del sottosuolo; E’ prevista la possibilità di rimandare ad apposito regolamento comunale che tratti la materia del verde pubblico e privato, in modo specifico e coordinato con tutte le altre norme vigenti di settore, ( ove possibile in forma di allegato allo stesso Regolamento Edilizio). Capo IV infrastrutture e reti tecnologiche
Capo IV infrastrutture e reti tecnologiche
i di settore, ( ove possibile in forma di allegato allo stesso Regolamento Edilizio). Capo IV infrastrutture e reti tecnologiche contenente disposizioni regolamentari relative alle reti e impianti di:
- approvvigionamento idrico;
- depurazione e smaltimento delle acque;
- raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati;
- distribuzione dell’energia elettrica;
- distribuzione del gas;
- ricarica dei veicoli elettrici;
Capo V Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico
fiuti urbani e assimilati; 4. distribuzione dell’energia elettrica; 5. distribuzione del gas; 6. ricarica dei veicoli elettrici; 7. produzione di energie da fonti rinnovabili, da cogenerazione e reti di teleriscaldamento; 8. telecomunicazioni. Capo V Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico contenente ulteriori indicazioni operative per il recupero e la riqualificazione dei luoghi e per la
e inserimento paesaggistico contenente ulteriori indicazioni operative per il recupero e la riqualificazione dei luoghi e per la promozione e la salvaguardia del decoro urbano e la sicurezza pubblica, da coordinare con le particolari disposizione di settore e norme di piano:
- pubblico decoro, manutenzione e sicurezza delle costruzioni e dei luoghi;
- facciate degli edifici ed elementi architettonici di pregio;
- elementi aggettanti delle facciate, parapetti e davanzali;
- allineamenti;
gli edifici ed elementi architettonici di pregio; 3. elementi aggettanti delle facciate, parapetti e davanzali; 4. allineamenti; 5. piano del colore; 6. coperture degli edifici; 7. illuminazione pubblica; 8. griglie ed intercapedini; 9. antenne e impianti di condizionamento a servizio degli edifici e altri impianti tecnici; 10. serramenti esterni degli edifici; 11. insegne commerciali, mostre, vetrine, tende, targhe; 12. cartelloni pubblicitari; 13. muri di cinta; 14. beni culturali e edifici storici;
mmerciali, mostre, vetrine, tende, targhe; 12. cartelloni pubblicitari; 13. muri di cinta; 14. beni culturali e edifici storici; 15. cimiteri monumentali e storici; 16. progettazione dei requisiti di sicurezza per i luoghi pubblici urbani.30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4741
Capo VI Elementi costruttivi
Capo VI Elementi costruttivi contenente disposizioni regolamentari riguardanti :
- superamento barriere architettoniche e rampe e altre misure per l’abbattimento di barriere architettoniche;
- serre bioclimatiche;
- impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili a servizio degli edifici;
- coperture, canali di gronda e pluviali;
- strade e passaggi privati e cortili;
- cavedi, pozzi luce e chiostrine;
- intercapedini e griglie di aerazione;
- recinzioni;
TITOLO IV – VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO
strade e passaggi privati e cortili; 6. cavedi, pozzi luce e chiostrine; 7. intercapedini e griglie di aerazione; 8. recinzioni; 9. materiali, tecniche costruttive degli edifici , 10. disposizioni relative alle aree di pertinenza; 11. piscine; 12. altre opere di corredo agli edifici. TITOLO IV – VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo delle trasformazioni e usi del territorio;
TITOLO V -NORME TRANSITORIE
zioni regolamentari riguardanti:
- esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo delle trasformazioni e usi del territorio;
- vigilanza durante l’esecuzione dei lavori;
- sanzioni per violazioni delle norme regolamentari. TITOLO V -NORME TRANSITORIE contenente disposizioni regolamentari riguardanti:
- aggiornamento del regolamento edilizio;
- disposizioni transitorie.30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4742
ALLAGATO A QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI VOCI ACRONIMO DESCRIZIONE
ALLAGATO A QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI VOCI ACRONIMO DESCRIZIONE 1 - Superficie territoriale ST Superficie reale di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. 2 - Superficie fondiaria SF Superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni
ione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. 3 - Indice di edificabilità territoriale IT Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, comprensiva dell’edificato esistente. 4 - Indice di edificabilità fondiaria IF Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata
to esistente. 4 - Indice di edificabilità fondiaria IF Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie fondiaria, comprensiva dell’edificato esistente. 5 - Carico urbanistico CU Fabbisogno di dotazioni territoriali di un determinato immobile o insediamento in relazione alla sua entità e destinazione d’uso. Costituiscono variazione del carico urbanistico l’aumento o la riduzione di tale fabbisogno conseguenti all’attuazione di interventi urbanistico-edilizi
del carico urbanistico l’aumento o la riduzione di tale fabbisogno conseguenti all’attuazione di interventi urbanistico-edilizi ovvero a mutamenti di destinazione d’uso. 6 – Dotazioni Territoriali DT Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale, paesaggistica, socio-economica e territoriale) prevista dalla legge o dal piano. 7 - Sedime Impronta a terra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla
territoriale) prevista dalla legge o dal piano. 7 - Sedime Impronta a terra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla localizzazione dello stesso sull’area di pertinenza. 8 - Superficie coperta SC Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. 9 - Superficie permeabile SP Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di
ti inferiori a 1,50 m. 9 - Superficie permeabile SP Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda acquifera. 10 - Indice di permeabilità IPT/IPF Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria). 11 - Indice di copertura
icie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria). 11 - Indice di copertura IC Rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria. 12 - Superficie totale ST Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio. 13 - Superficie lorda SL Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie.
L Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie. 14 - Superficie utile SU Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. 15 - Superficie accessoria SA Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al
degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria può ricomprendere, per esempio: • i portici e le gallerie pedonali; • i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; • le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della
re a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile; • le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di servizio; • i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali
ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; • i vani scala interni alle unità immobiliari compu tati in proiezione orizzontale, a terra, una sola volta;30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4743
• spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale; • le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi. Gli spazi comuni di collegamento verticale e gli androni condominiali sono esclusi dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile. 16- Superficie complessiva
oni condominiali sono esclusi dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile. 16- Superficie complessiva SC Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). 17- Superficie calpestabile Superficie risultante dalla somma delle superfici utili (SU) e delle superfici accessorie (SA) di pavimento. 18 - Sagoma Conformazione planivolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno
anivolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m. 19 - Volume totale o volumetria complessiva Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda. 20 - Piano fuori terra
ostruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda. 20 - Piano fuori terra Piano dell’edificio il cui livello di calpestio sia collocato in ogni sua parte ad una quota pari o superiore a quella del terreno posto in aderenza all’edificio. 21 - Piano seminterrato Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del terreno posto in aderenza all’edificio e il cui
cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del terreno posto in aderenza all’edificio e il cui soffitto si trova ad una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio. 22 - Piano interrato Piano di un edificio il cui soffitto si trova ad una quota inferiore rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio. 23 - Sottotetto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del solaio del piano sottostante.
23 - Sottotetto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del solaio del piano sottostante. 24 - Soppalco Partizione orizzontale interna praticabile, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura portante orizzontale in uno spazio chiuso. 25 - Numero dei piani E’ il numero di tutti i livelli dell’edificio che concorrono, anche parzialmente, al computo della superficie lorda (SL).
piani E’ il numero di tutti i livelli dell’edificio che concorrono, anche parzialmente, al computo della superficie lorda (SL). 26 - Altezza lorda Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del soffitto o della copertura. 27 - Altezza del fronte L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata:
del soffitto o della copertura. 27 - Altezza del fronte L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata:
- all’estremità inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio prevista dal progetto;
- all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali, per le coperture piane. 28- Altezza dell'edificio
tura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali, per le coperture piane. 28- Altezza dell'edificio Altezza massima tra quella dei vari fronti. 29 - Altezza utile Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata.
rali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata. 30 - Distanze Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza prescritta. 31 - Volume tecnico Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed
ispetti la distanza prescritta. 31 - Volume tecnico Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, ecc.). 32 - Edificio Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre
bile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo.30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4744
33 - Edificio Unifamiliare Per edificio unifamiliare si intende quello riferito ad un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. 34 - Pertinenza Opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di
ata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di dimensioni modeste o comunque rapportate al carattere di accessorietà. 35 - Balcone Elemento edilizio praticabile e aperto su almeno due lati, a sviluppo orizzontale in aggetto, munito di ringhiera o parapetto e direttamente accessibile da uno o più locali interni. 36 - Ballatoio Elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anche in aggetto, che
sibile da uno o più locali interni. 36 - Ballatoio Elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anche in aggetto, che si sviluppa lungo il perimetro di una muratura con funzione di distribuzione, munito di ringhiera o parapetto. 37 – Loggia/ Loggiato Elemento edilizio praticabile coperto, non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più vani interni.
non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più vani interni. 38 - Pensilina Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno. 39 - Portico/ Porticato Elemento edilizio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su uno o più lati verso i fronti esterni dell’edificio.
l piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su uno o più lati verso i fronti esterni dell’edificio. 40 - Terrazza Elemento edilizio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti dell’edificio, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più locali interni. 41 - Tettoia Elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali.
o aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali. 42 - Veranda Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili.30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4745
ALLEGATO B RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI INCIDENTI SUGLI USI E LE
ALLEGATO B RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI INCIDENTI SUGLI USI E LE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA A. DISCIPLINA DEI TITOLI ABILITATIVI, DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI E DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia ) A.1 Edilizia residenziale L.R. Legge Regione Molise 9 settembre 2011 n. 25 (Procedure per l’autorizzazione sismica degli
lizia ) A.1 Edilizia residenziale L.R. Legge Regione Molise 9 settembre 2011 n. 25 (Procedure per l’autorizzazione sismica degli interventi edilizi e la relativa vigilanza, nonché per la prevenzione del rischio sismico mediante la pianificazione urbanistica). L.R. Legge Regione Molise 11 dicembre 2009 n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di
regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica). L.R. Legge Regione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati). L.R. Legge Regione Molise 8 novembre 2002 n. 36. (Modalità di calcolo di parametri urbanistico-
i e seminterrati dei porticati). L.R. Legge Regione Molise 8 novembre 2002 n. 36. (Modalità di calcolo di parametri urbanistico- edilizi finalizzati a migliorare la qualità funzionale degli edifici ed a contenere il consumo energetico). L.R Legge Regione Molise 6 giugno 1996, n. 20 (Nuove norme per lo snellimento delle procedure di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 in attuazione dell'articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n.741). A.2 Edilizia non residenziale
legge 2 febbraio 1974, n. 64 in attuazione dell'articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n.741). A.2 Edilizia non residenziale DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, n. 160 (Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133)
rticolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 marzo 2013, n. 59 (Regolamento recante la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto-
cole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto- legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) L.R. Legge Regione Molise 9 settembre 2011 n. 25 (Procedure per l’autorizzazione sismica degli interventi edilizi e la relativa vigilanza, nonché per la prevenzione del rischio sismico mediante la pianificazione urbanistica).
terventi edilizi e la relativa vigilanza, nonché per la prevenzione del rischio sismico mediante la pianificazione urbanistica). L.R. Legge Regione Molise 11 dicembre 2009 n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica).
ernative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica). L.R. Legge Regione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati). L.R. Legge Regione Molise 8 novembre 2002 n. 36. (Modalità di calcolo di parametri urbanistico- edilizi finalizzati a migliorare la qualità funzionale degli edifici ed a contenere il consumo energetico).
rametri urbanistico- edilizi finalizzati a migliorare la qualità funzionale degli edifici ed a contenere il consumo energetico). L.R. Legge Regione Molise 6 giugno 1996, n. 20 (Nuove norme per lo snellimento delle procedure di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 in attuazione dell'articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n.741). A.3 Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva2001/77/CE
la produzione di energia da fonti rinnovabili DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4746
DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 10 settembre 2010 (Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili) DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE) D.C.R. Delibera di Consiglio Regionale n. 133 del 11/07/2017 - Approvazione del Piano Energetico Ambientale Regionale"
03/30/CE) D.C.R. Delibera di Consiglio Regionale n. 133 del 11/07/2017 - Approvazione del Piano Energetico Ambientale Regionale" L.R. Legge Regione Molise 16 dicembre 2014, n. 23 (Misure urgenti in materia di energie rinnovabili). D.G.R. Delibera di Giunta Regionale n. 621 del 4 agosto 2011 (Linee Guida per lo svolgimento del procedimento unico di cui all'art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 per l'autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
/2003 per l'autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sul territorio della Regione Molise). L.R. Legge Regione Molise 23 dicembre 2010, n. 23 (Modifiche ed Integrazioni alla Legge Regionale 7 agosto 2009, n. 22 (Nuova Disciplina degli insediamenti degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel territorio della Regione Molise).
degli insediamenti degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel territorio della Regione Molise). L.R. Legge Regione Molise 7 agosto 2009, n. 22 (Nuova disciplina degli insediamenti degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel territorio della Regione Molise). L.R. Legge Regione Molise 21 maggio 2008, n. 15 (Disciplina degli insediamenti degli impianti eolici e fotovoltaici sul territorio della Regione Molise).
21 maggio 2008, n. 15 (Disciplina degli insediamenti degli impianti eolici e fotovoltaici sul territorio della Regione Molise). A.4 Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 90, comma 9, lettere a), b) e c) e 99
ia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 90, comma 9, lettere a), b) e c) e 99 DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 1989, n. 322 (Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'art. 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400) in particolare l’articolo 7 (circa l’obbligo di fornire dati statistici sui permessi di costruire, DIA, SCIA, e dell’attività ediliz ia delle pubbliche
lo 7 (circa l’obbligo di fornire dati statistici sui permessi di costruire, DIA, SCIA, e dell’attività ediliz ia delle pubbliche amministrazioni (art. 7 DPR n. 380/2001), il cui rilevamento è stato stabilito, da ultimo, dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 2011 “Approvazione del Programma Statistico Nazionale 2011-2013 Edilizia Pubblica) L.R. Legge Regione Molise 11 dicembre 2009 n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a
ionale 2011-2013 Edilizia Pubblica) L.R. Legge Regione Molise 11 dicembre 2009 n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica). L.R. Legge Regione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati).
B. REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA
ione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati). B. REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL’ATTIVITÀ EDILIZIA B.1 I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità
ltezza, distanza fra i fabbricati e dai confini DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del
a formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967). CODICE CIVILE, in particolare articoli 873, 905, 906 e 907 D.M. 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni), in particolare paragrafo 8.4.1. LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), in particolare articolo 41-sexies LEGGE 24 marzo 1989, n.122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale
istica), in particolare articolo 41-sexies LEGGE 24 marzo 1989, n.122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393), in particolare articolo 9 DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n. 115 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE
iugno 1959, n. 393), in particolare articolo 9 DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n. 115 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4747
L.R. Legge Regione Molise 11 dicembre 2009 n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica). L.R. Legge Regione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati).
ione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati). L.R. Legge Regione Molise 17 febbraio 2000,ì n. 10 - art. 8 - (Disciplina del sistema regionale di protezione civile). B.2 Rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo) B.2.1 Fasce di rispetto stradali
acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo) B.2.1 Fasce di rispetto stradali DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articoli 16, 17 e 18 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495(Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in particolare articoli 26, 27 e 28 DECRETO INTERMINISTERIALE 1 aprile 1968, n. 1404 (Distanze minime a protezione del
strada), in particolare articoli 26, 27 e 28 DECRETO INTERMINISTERIALE 1 aprile 1968, n. 1404 (Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui all'art. 19 della legge n. 765 del 1967) DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli
imiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17della legge n. 765 del 1967), in particolare articolo 9 per distanze minime tra fabbricati tra i quali siano
i sensi dell'art. 17della legge n. 765 del 1967), in particolare articolo 9 per distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico veicolare. B.2.2 Rispetti ferroviari (tramvie, ferrovie metropolitane e funicolari terrestri su rotaia) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 luglio 1980, n. 753 (Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60
rezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60 B.2.3 Fasce di rispetto degli aeroporti e aerodromi REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articoli 714 e 715 B.2.4 Rispetto cimiteriale REGIO DECRETO 27.07.1934 n. 1265 (testo unico leggi sanitarie), in particolare art. 338, come modificato dall’articolo 28 della legge 1 agosto 2002, n. 166
1265 (testo unico leggi sanitarie), in particolare art. 338, come modificato dall’articolo 28 della legge 1 agosto 2002, n. 166 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 agosto 1990, n. 285 (Approvazione del Nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria), in particolare articolo 57 B.2.5 Fascia di rispetto dei corsi d’acqua (e altre acque pubbliche) REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno
ei corsi d’acqua (e altre acque pubbliche) REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie) In particolare articolo 96, comma primo, lettera f) B.2.6 Fascia di rispetto acquedotti (aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 94, 134 e 163 B.2.7. Fascia di rispetto dei depuratori
DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE
aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 94, 134 e 163 B.2.7. Fascia di rispetto dei depuratori DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO 4 febbraio 1977 (Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento), in particolare punto 1.2 dell’Allegato 4
L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento), in particolare punto 1.2 dell’Allegato 4 B.2.8 Distanze dalle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici LEGGE 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI dell’8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la
MINISTRI dell’8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti) DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE 10 settembre 1998, n.381 (Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute
10 settembre 1998, n.381 (Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana) (si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte dal Ministero dell’Ambiente)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4748
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 29 maggio 2008 (Approvazione della metodologia di calcolo per la
INISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E
INISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 29 maggio 2008 (Approvazione della metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto degli elettrodotti) DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2007 n. 257 (Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici - campi elettromagnetici) B.2.9 Fascia di rispetto dei metanodotti
izione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici - campi elettromagnetici) B.2.9 Fascia di rispetto dei metanodotti DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 24 novembre 1984 (Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8) (A decorrere dalla data di entrata in vigore (cioè 4.11.2008) dei DD.M.Svil.Econ. del 16/04/2008 e del 17/04/2008 sono abrogate le seguenti
Sezione 3 (Condotte con pressione massima di esercizio non superiore a 5 bar), l
e dalla data di entrata in vigore (cioè 4.11.2008) dei DD.M.Svil.Econ. del 16/04/2008 e del 17/04/2008 sono abrogate le seguenti parti:- le prescrizioni di cui alla parte prima e quarta, per quanto inerente agli impianti di trasporto, ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 17/04/2008,- la Sezione 1 (Disposizioni generali), la Sezione 3 (Condotte con pressione massima di esercizio non superiore a 5 bar), la Sezione 4 (Impianti di riduzione della pressione), la Sezione 5 (installazioni interne alle utenze
io non superiore a 5 bar), la Sezione 4 (Impianti di riduzione della pressione), la Sezione 5 (installazioni interne alle utenze industriali) e le Appendici: «Attraversamento in tubo di protezione» e «Cunicolo di protezione» ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 16/04/2008). DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 16 aprile 2008 (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e
PPO ECONOMICO 16 aprile 2008 (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con densità non superiore a 0,8) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 17 aprile 2008 (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8)
e, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8) B.2.10 Fascia di rispetto del demanio marittimo REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articolo 55 Reg. Regolamento Regionale 7 gennaio 2005, n. 1. (Regolamento per la determinazione dei termini entro i quali adottare i provvedimenti di competenza della Regione in materia di demanio marittimo a finalità turistico-ricreative).
o i quali adottare i provvedimenti di competenza della Regione in materia di demanio marittimo a finalità turistico-ricreative). B.2.11 Gestione Rifiuti D.C.R. Delibera di Consiglio Regionale 1 marzo 2016 n. 100 del 01/03/2016 ( Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Approvazione. B.3 Servitù militari DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare),in particolare il Libro II, Titolo VI , articolo 320 e ss. (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa)
e),in particolare il Libro II, Titolo VI , articolo 320 e ss. (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo VI (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa)
a legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo VI (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa) DECRETO MINISTERIALE 20 aprile 2006 (Applicazione della parte aeronautica del Codice di navigazione, di cui al D.Lgs. 9 maggio 2005, n. 96, e successive modificazioni.) B.4 Accessi stradali DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articolo 22 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495
, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articolo 22 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in particolare articoli 44, 45 e 46 DECRETO DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 5 novembre 2001 (Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade) B.5 Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante
funzionali e geometriche per la costruzione delle strade) B.5 Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante DECRETO LEGISLATIVO 17 agosto 1999, n. 334 (Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose). DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 9 maggio 2001 (Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da
9 maggio 2001 (Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4749
C. VINCOLI E TUTELE
B.6 Siti contaminati DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte Quarta Titolo V “Bonifica di siti contaminati” DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE 25 ottobre 1999, n.471 (Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni) C. VINCOLI E TUTELE
Capo I
dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni) C. VINCOLI E TUTELE C.1 Beni culturali (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte II, Titolo I, Capo I C.2 Beni paesaggistici
Capo I
o, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte II, Titolo I, Capo I C.2 Beni paesaggistici DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte III DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 (Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve
9 luglio 2010, n. 139 (Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio) [abrogato e sostituito dal DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 febbraio 2017, n. 31 (in Gazz. Uff., 22 marzo 2017, n. 68). - Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione
, n. 31 (in Gazz. Uff., 22 marzo 2017, n. 68). - Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata]. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 dicembre 2005 (Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio)
sti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio) DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 febbraio 2011 (Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008) D.G.R. Delibera di Giunta Regionale n. 100 del 22 febbraio 2010 (Codice dei beni Culturali e del
trasporti del 14 gennaio 2008) D.G.R. Delibera di Giunta Regionale n. 100 del 22 febbraio 2010 (Codice dei beni Culturali e del paesaggio - Requisiti di competenza tecnico-scientifica e di organizzazione per l’esercizio della funzione amministrativa di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte degli enti di cui alla L.R. 12 dicembre 1994, n. 16). L.R. Legge Regione Molise 5 maggio 2005 n. 19 (Promozione, tutela e valorizzazione del
i cui alla L.R. 12 dicembre 1994, n. 16). L.R. Legge Regione Molise 5 maggio 2005 n. 19 (Promozione, tutela e valorizzazione del patrimonio tratturale e della civiltà della transumanza nella regione Molise). L.R. Legge Regione Molise 20 ottobre 2004 n. 23 (Realizzazione e gestione delle aree naturali protette. L.R. Legge Regione Molise 12 aprile 1995 n. 14 (Norme urgenti per lo snellimento delle procedure e per le deleghe in materia urbanistica, lavori pubblici e trasporti).
5 n. 14 (Norme urgenti per lo snellimento delle procedure e per le deleghe in materia urbanistica, lavori pubblici e trasporti). L.R. Legge Regione Molise 12 settembre 1994 n. 16 (Subdeleghe ai comuni in materia di rilascio nulla-osta ai sensi della Legge 29 giugno 1939, n. 1497). L.R. Legge Regione Molise 1 dicembre 1989 n. 24 (Disciplina dei Piani Territoriali Paesistico Ambientali). C.3 Vincolo idrogeologico REGIO DECRETO LEGGE 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della
i Paesistico Ambientali). C.3 Vincolo idrogeologico REGIO DECRETO LEGGE 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) REGIO DECRETO 16 maggio 1926, n. 1126 (Approvazione del regolamento per l'applicazione del RDL 30 dicembre 1923, n. 3267 , concernente il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani.) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in
slazione in materia di boschi e di terreni montani.) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articolo 61, comma 1, lettera g), e comma 5 C.4 Vincolo idraulico DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articolo 115 REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico sulle opere idrauliche) in particolare articolo 9830.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4750
REGIO DECRETO 8 maggio 1904, n. 368 (Regolamento per la esecuzione del T.U. della L. 22 marzo 1900, n. 195, e della L. 7 luglio 1902,n. 333, sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi) in particolare TITOLO VI, Capo I (Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e loro pertinenze) DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge
erimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), in particolare articolo 89 (Funzioni conferite alle Regioni e agli Enti locali) C.5 Aree naturali protette Legge 6 dicembre 1991, n. 394 (legge quadro sulle aree protette) L.R. Legge Regione Molise 20 ottobre 2004, n. 23 (Realizzazione e gestione delle aree naturali protette). C.6 Siti della Rete Natura 2000
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
e Regione Molise 20 ottobre 2004, n. 23 (Realizzazione e gestione delle aree naturali protette). C.6 Siti della Rete Natura 2000 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3 settembre 2002 (Linee guida per la gestione dei siti della Rete Natura 2000)
STERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
STERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3 settembre 2002 (Linee guida per la gestione dei siti della Rete Natura 2000) C.7 Interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) in particolare Parti Prima e Seconda L.R. Legge Regione Molise 24 marzo 2000 n. 21 (Disciplina della procedura di impatto ambientale). D. NORMATIVA TECNICA D.1 Requisiti igienico-sanitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro)
D. NORMATIVA TECNICA
a di impatto ambientale). D. NORMATIVA TECNICA D.1 Requisiti igienico-sanitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) DECRETO DEL MINISTERO DELLA SANITÀ 5 luglio 1975 (Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione), come modificato dal Decreto del Ministero della Sanità 9 giugno 1999 (Modificazioni in materia dell'altezza minima e dei requisiti igienicosanitari
Decreto del Ministero della Sanità 9 giugno 1999 (Modificazioni in materia dell'altezza minima e dei requisiti igienicosanitari principali dei locali di abitazione) REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo unico delle leggi sanitarie), inparticolare articoli 218 e 344 DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63. 65, Allegato IV e Allegato XIII
eria di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63. 65, Allegato IV e Allegato XIII L.R. Legge Regione Molise 18 luglio 2008 n. 25 (Interventi per il recupero dei sottotetti, dei locali interrati e seminterrati dei porticati). L.R. legge Regione Molise 11 dicembre 2009, n. 30 (Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di
regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l'utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l'edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l'edilizia scolastica). D.2 Sicurezza statica e normativa antisismica ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20.03.2003 n. 3274 (Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio
LIO DEI MINISTRI 20.03.2003 n. 3274 (Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica) in particolare Allegato 1 (Criteri per l'individuazione delle zone sismiche individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone) Allegato A (classificazione sismica dei comuni italiani) recepito con DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE 21 luglio 2003, n. 1435 (Prime disposizioni di
cazione sismica dei comuni italiani) recepito con DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE 21 luglio 2003, n. 1435 (Prime disposizioni di attuazione dell'ordinanza del PCM n. 3274/2003 recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica") DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni)
ismica") DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni) CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 2 febbraio 2009, n. 617 (Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico
e per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4751
DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 15 maggio 1985 (Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di idoneità statica delle costruzioni abusive (art. 35, comma 4, Legge 28 febbraio 1985 n. 47), come modificato dal Decreto del M. LL. PP. 20 settembre 1985 L.R. Legge Regione Molise 6 giugno 1996, n. 20 (Nuove norme per lo snellimento delle procedure di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 in attuazione dell'articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n.741).
to delle procedure di cui alla legge 2 febbraio 1974, n. 64 in attuazione dell'articolo 20 della legge 10 dicembre 1981, n.741). D.3 Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) in particolare articoli 53, 58, 59, 60, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76)
gislative e regolamentari in materia edilizia) in particolare articoli 53, 58, 59, 60, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76) D.4 Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati pubblici e privati aperti al pubblico DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia ) in particolare Parte II, Capo III
2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia ) in particolare Parte II, Capo III LEGGE 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) in particolare articolo 24 LEGGE 28 febbraio 1986, n. 41 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 1986), in particolare articolo 32, comma 20, secondo periodo
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 1986), in particolare articolo 32, comma 20, secondo periodo DECRETO DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento
e dell'eliminazione delle barriere architettoniche) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici) CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO 1 marzo 2002, n 4 (Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) L.R. Legge Regione Molise 8 novembre 2002, n. 35 (Eliminazione delle barriere architettoniche).
siano presenti persone disabili) L.R. Legge Regione Molise 8 novembre 2002, n. 35 (Eliminazione delle barriere architettoniche). L.R. Legge Regione Molise 18 ottobre 2002, n. 25 (Norme sull'entrata in vigore della legge regionale 18 ottobre 2002 n. 25, ad oggetto: "Eliminazione delle barriere architettoniche). D.5 Sicurezza degli impianti DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 gennaio 2008, n. 37 (Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a)
LUPPO ECONOMICO 22 gennaio 2008, n. 37 (Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 aprile 1999, n. 162 (Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione
30 aprile 1999, n. 162 (Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte quinta (Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni
(Norme in materia ambientale), in particolare Parte quinta (Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera), Titolo I (Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività) e Titolo II (Impianti termici civili) D.6 Prevenzione degli incendi e degli infortuni DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 agosto 2011, n. 151 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli
ICA 1 agosto 2011, n. 151 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) DECRETO DEL MINISTERO DELL'INTERNO 7 agosto 2012 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e
sto 2012 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151) DECRETO LEGISLATIVO 8 marzo 2006, n. 139 (Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della
delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4752
DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 10 marzo 1998 (Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 22 febbraio 2006 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici).
la tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici). DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 settembre 2002 (Regola Tecnica prevenzione incendi strutture sanitarie) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 15 settembre 2005 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi)
evenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 marzo 2012 (Piano straordinario biennale adottato ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del decreto-legge 29 dicembre
TERNO 16 marzo 2012 (Piano straordinario biennale adottato ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernente l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico- alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, che non abbiano completato l'adeguamento
nti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, che non abbiano completato l'adeguamento alle suddette disposizioni di prevenzione incendi) D.7 Demolizione o rimozione dell’amianto DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) in particolare articolo 256 DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 2006, n. 257 (Attuazione della direttiva 2003/18/CE
luoghi di lavoro) in particolare articolo 256 DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 2006, n. 257 (Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro) L.R. Legge Regione Molise 7 maggio 2003, n. 20 (Interventi urgenti per la bonifica dell'amianto). D.8 Contenimento del consumo energetico degli edifici DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva2002/91/CE
ntenimento del consumo energetico degli edifici DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59 (Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia)
eto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli
ICA 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10), in quanto compatibile con la DAL n. 156/2008 (vedi punto 3.2. della medesima DAL) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento
DAL n. 156/2008 (vedi punto 3.2. della medesima DAL) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192)
da per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) L.R. Legge Regione Molise 8 novembre 2002, n. 36 (Modalità di calcolo di parametri urbanistico- edilizi finalizzati a migliorare la qualità funzionale degli edifici ed a contenere il consumo energetico). D.9 Isolamento acustico (attivo e passivo) degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo 1991 (Limiti di
9 Isolamento acustico (attivo e passivo) degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo 1991 (Limiti di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 1997 (Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 1997
1997 (Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 1997 (Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4753
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA19 ottobre 2011, n. 227 (Regolamento per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.) in particolare l’art. 4 D.10 Produzione di materiali da scavo DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia)
4 D.10 Produzione di materiali da scavo DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia) convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98., in particolare articoli art. 41 e 41-bis DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006 N. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 184-bis, comma 2-bis, 185, comma 1, lettera c), 186 e 266, comma 7. DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E
, comma 2-bis, 185, comma 1, lettera c), 186 e 266, comma 7. DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 10 agosto 2012, n. 161 (Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo) D.11 Tutela delle acque dall'inquinamento (scarichi idrici domestici) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte terza, Sezione II (Tutela delle acque dall'inquinamento) D.12 Prevenzione inquinamento luminoso
E. REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANT
mbientale), in particolare Parte terza, Sezione II (Tutela delle acque dall'inquinamento) D.12 Prevenzione inquinamento luminoso E. REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI E.1 Strutture commerciali E.2 Strutture ricettive E.3 Strutture per l’agriturismo LEGGE 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), in particolare articolo 5 L.R. Legge Regione Molise 22 marzo 2010, n. 9 (Disciplina delle attività agrituristiche).
griturismo), in particolare articolo 5 L.R. Legge Regione Molise 22 marzo 2010, n. 9 (Disciplina delle attività agrituristiche). E.4 Impianti di distribuzione del carburante E.5 Sale cinematografiche E.6 Scuole e servizi educativi DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 18 dicembre 1975 (Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica)
i gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica) DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 22 maggio 1967, n. 3150 (criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici) L.R. Legge Regione Molise 22 Agosto 1973, n.18 (Norme per la costruzione, la gestione ed il controllo del servizio sociale degli Asili-Nido). E.7 Associazioni di promozione sociale
e per la costruzione, la gestione ed il controllo del servizio sociale degli Asili-Nido). E.7 Associazioni di promozione sociale E.8 Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e bevande DECRETO LEGISLATIVO 6 novembre 2007, n. 193 (Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di
e dei regolamenti comunitari nel medesimo settore) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), in particolare articoli 28 e 30. REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del
ATTO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE
ntari e delle bevande), in particolare articoli 28 e 30. REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29/04/2004 (sull’ igiene dei prodotti alimentari), e successiva rettifica pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 226/3 del 25 giugno 2004 ATTO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59
LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE
LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59 (Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome relativo a "Linee guida applicative del Regolamento n. 85212004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei prodotti alimentari") E.9 Impianti sportivi DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la
DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
iene dei prodotti alimentari") E.9 Impianti sportivi DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi) come modificato e integrato dal Decreto ministeriale 6 giugno 2005 DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI 25 giugno 2008, n. 1379 (Norme CONI per l'impiantistica sportiva) DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
gno 2008, n. 1379 (Norme CONI per l'impiantistica sportiva) DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano relativo agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio)30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4754
E.10 Strutture Termali E.11 Strutture Sanitarie DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), in particolare l’articolo 8- bis (Autorizzazione, accreditamento e accordi contrattuali) e l’Articolo8-ter(Autorizzazioni alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 gennaio 1997 (Approvazione dell’atto di
parte delle strutture pubbliche e private)
cizio di attività sanitarie e sociosanitarie) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 gennaio 1997 (Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private) E.12 Strutture veterinarie
parte delle strutture pubbliche e private)
zzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private) E.12 Strutture veterinarie E.13 Strutture per il trattamento dei rifiuti30.04.2019BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 14 - PARTE PRIMA4755
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