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Comune di Varese · Varese, Lombardia
Documento indicizzato il 22 febbraio 2026. 633 sezioni estratte dal PDF originale.
633 sezioni del documento
Art. 1 Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) pag. 7
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione INDICE INDICE pag. 1 TITOLO I NORME GENERALI Art. 1 Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) pag. 7 Art. 2 Documenti del Piano pag. 7
- Documento di piano pag. 7
- Piano dei servizi pag. 8
- Piano delle Regole pag. 8
- Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) pag. 8
- Studi di Settore pag. 8 Art. 3 Ambito di applicazione pag. 9 Art. 4 Nomenclatura e simbologia pag. 10 Art. 5 Classificazione del territorio in zone territoriali omogenee pag. 10
Art. 4 Nomenclatura e simbologia pag. 10
ione pag. 9 Art. 4 Nomenclatura e simbologia pag. 10 Art. 5 Classificazione del territorio in zone territoriali omogenee pag. 10
- Ambiti soggetti ad altra regolamentazione pag. 10 Art. 6 Strumenti di attuazione del P.G.T. e del Piano delle Regole pag. 10
- Piani attuativi pag. 11
- Interventi edilizi diretti pag. 11
- Progetto unitario pag. 11
- Strumenti urbanistici in itinere o in corso d’esecuzione pag. 11
- Ambiti di trasformazione pag. 12
- Edifici esistenti in contrasto pag. 12
Art. 7 Definizioni generali, indicazioni ed indici pag. 12
banistici in itinere o in corso d’esecuzione pag. 11
- Ambiti di trasformazione pag. 12
- Edifici esistenti in contrasto pag. 12
- Impatto paesistico pag. 12
- Inquinamento acustico pag. 12 Art. 7 Definizioni generali, indicazioni ed indici pag. 12
- Superficie territoriale S.T. pag. 12
- Superficie fondiaria S.F. pag. 12
- Superficie per opere di urbanizzazione primaria S1 pag. 12
- Superficie per opere di urbanizzazione secondaria S2 pag. 12
- Superficie coperta S.C. pag. 13
anizzazione primaria S1 pag. 12
- Superficie per opere di urbanizzazione secondaria S2 pag. 12
- Superficie coperta S.C. pag. 13
- Superficie lorda di pavimento S.L.P. Zone residenziali pag. 13
- Superficie lorda di pavimento S.L.P. Zone produttive ind. e artigianali pag. 14
- Superficie di vendita S.V. pag. 14
- Indice di edificabilità territoriale I.T. pag. 14
- Indice di edificabilità fondiaria I.F. pag. 14
- Indice di utilizzazione fondiaria U.F. pag. 14
- Rapporto di copertura massima R.C. pag. 14
STUDIO D'ARCHITETTURA
ificabilità fondiaria I.F. pag. 14
- Indice di utilizzazione fondiaria U.F. pag. 14
- Rapporto di copertura massima R.C. pag. 14
- Superficie drenante, permeabile o percolante S.P. pag. 14
- Volume V Zone residenziali pag. 15 P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 1
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- Volume V Zone produttive industriali e artigianali pag. 15
- Volume zone per edifici speciali pag. 15
- Volume dei porticati Vp pag. 15
- Edifici accessori pag. 15
- Nuova costruzione pag. 15
- Sanabilità pag. 15
- Volumi accessori esclusi dal computo della cubatura utile pag. 16
- Pergolati e strutture amovibili da giardino pag. 16
- Edifici/manufatti accessori quali tunnel mobili pag. 17
- Depositi non consentiti pag. 17
utture amovibili da giardino pag. 16
- Edifici/manufatti accessori quali tunnel mobili pag. 17
- Depositi non consentiti pag. 17
- Numero dei piani fuori terra N.P. pag. 17
- Sottotetti pag. 17
- Recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti pag. 17
- Altezza edifici H Zone residenziali pag. 18
- Altezza edifici H Zone produttive industriali ed artigianali pag. 18
- Superficie dei locali e per attività commerciali – Aeroilluminazione pag. 18
- Ciglio stradale pag. 18
Art. 8 Aree di pertinenza pag. 21
ed artigianali pag. 18
- Superficie dei locali e per attività commerciali – Aeroilluminazione pag. 18
- Ciglio stradale pag. 18
- Distanza dal ciglio stradale e calibri stradali pag. 18
- Distanza dai confini D.C. pag. 20
- Distanza tra edifici D.E. pag. 20
- Posto macchina pag. 20
- Autorimesse e pertinenze pag. 20
- Parcheggi privati pag. 21 Art. 8 Aree di pertinenza pag. 21
- Compensazione e Perequazione pag. 21
- Registro dei Diritti edificatori pag. 22
Art. 8 Aree di pertinenza pag. 21
vati pag. 21 Art. 8 Aree di pertinenza pag. 21
- Compensazione e Perequazione pag. 21
- Registro dei Diritti edificatori pag. 22 Art. 9 Definizione delle categorie degli interventi costruttivi e del patrimonio edilizio esistente pag. 22
- Interventi di manutenzione ordinaria pag. 22
- Interventi di manutenzione straordinaria pag. 22
- Interventi di restauro e di risanamento conservativo pag. 22
- Interventi di ristrutturazione edilizia pag. 23
- Interventi di demolizione senza ricostruzione pag. 23
Art. 10 Opere di urbanizzazione pag. 24
o conservativo pag. 22
- Interventi di ristrutturazione edilizia pag. 23
- Interventi di demolizione senza ricostruzione pag. 23
- Interventi di ricomposizione e completamento urbanistico pag. 23
- Interventi di nuova costruzione pag. 23
- Interventi di ristrutturazione urbanistica pag. 24 Art. 10 Opere di urbanizzazione pag. 24
- Urbanizzazione primaria pag. 24
- Urbanizzazione secondaria pag. 24
- Scomputo oneri urbanizzazione pag. 24 Art. 11 Destinazione d'uso pag. 24
Art. 11 Destinazione d'uso pag. 24
primaria pag. 24
- Urbanizzazione secondaria pag. 24
- Scomputo oneri urbanizzazione pag. 24 Art. 11 Destinazione d'uso pag. 24
- Mutamenti di destinazione d’uso pag. 27 Art. 12 Norme per la tutela del verde pag. 28 P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 2
Art. 13 Prescrizioni particolari pag. 29
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- Ambito di applicazione pag. 28
- Misure vietate pag. 28
- Misure prescritte pag. 28
- Eccezioni ed esenzioni pag. 29
- Protezioni degli alberi nel caso di permesso di costruire o Scia pag. 29
- Contravvenzione alle normative pag. 29 Art. 13 Prescrizioni particolari pag. 29
- Sic (Sito d’Interesse Comunitario) Lago di Monate pag. 29
- Rischio geologico, idrogeologico e sismico pag. 30
- Inquinamento elettromagnetico pag. 30
Art. 14 Edifici e beni storico/artistico/monumentali pag. 31
Comunitario) Lago di Monate pag. 29
- Rischio geologico, idrogeologico e sismico pag. 30
- Inquinamento elettromagnetico pag. 30
- Piano di illuminazione per il territorio comunale pag. 30
- Contenimento energetico pag. 30 TITOLO II ORDINAMENTO URBANISTICO DEL TERRITORIO COMUNALE Art. 14 Edifici e beni storico/artistico/monumentali pag. 31
- Criteri d’intervento pag. 32 Art. 15 Zone territoriali omogenee pag. 32
- Definizione pag. 32
- Ambiti di Trasformazione pag. 32
Art. 15 Zone territoriali omogenee pag. 32
Criteri d’intervento pag. 32 Art. 15 Zone territoriali omogenee pag. 32
- Definizione pag. 32
- Ambiti di Trasformazione pag. 32 Art. 16 Aree di valore paesaggistico ambientale pag. 33 Art. 17 Aree non trasformabili pag. 33
- Definizione pag. 33
- Destinazione d’uso pag. 33
- Modalità d’intervento pag. 33 Art. 18 Aree oggetto di tutela e soggette a pianificazione sovraccomunale pag. 33
- Definizione pag. 33
- Destinazione d’uso pag. 33
- Modalità d’intervento pag. 33 Art. 19 Zona ZS-Centro Storico pag. 34
Art. 19 Zona ZS-Centro Storico pag. 34
ag. 33
- Definizione pag. 33
- Destinazione d’uso pag. 33
- Modalità d’intervento pag. 33 Art. 19 Zona ZS-Centro Storico pag. 34
- Definizione pag. 34
- Destinazione d’uso pag. 34
- Modalità d’intervento pag. 34
- Gradi di intervento pag. 34
- Grado 1 - Restauro pag. 34
- Grado 2 – Risanamento Conservativo pag. 35
- Grado 3 – Ristrutturazione Edilizia pag. 36
- Demolizione pag. 36
- Accessori compatibili pag. 36
- Facciate da conservare integralmente pag. 36
- Facciate da conservare parzialmente pag. 37
STUDIO D'ARCHITETTURA
36
- Accessori compatibili pag. 36
- Facciate da conservare integralmente pag. 36
- Facciate da conservare parzialmente pag. 37
- Facciate modificabili pag. 37
- Prospetti di facciata in rapporto al recupero dei sottotetti pag. 37
- Deroga alle norme igienico sanitarie pag. 37 P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 3
Art. 20 Disposizioni particolari per la Zona ZS-Centro Storico pag. 38
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Art. 20 Disposizioni particolari per la Zona ZS-Centro Storico pag. 38
- Sottotetti pag. 38
- Spazi per autorimesse e parcheggi pag. 39
- Manufatti in contrasto con l’ambiente pag. 39
- Elementi di interesse storico-artistico-ambientale pag. 39
- Muri di recinzione pag. 40
- Impianti pag. 40
- Obblighi di vicinato pag. 40 PRESCRIZIONI TIPOLOGICHE pag. 40
- Ambientamento pag. 40
- Coperture pag. 40
- Facciate pag. 41
- Balconi pag. 41
- Aperture finestre pag. 41
Art. 21 Z ONA ZR EDIFICATO RESIDENZIALE C ONTEMPORANEO pag. 43
TIPOLOGICHE pag. 40
- Ambientamento pag. 40
- Coperture pag. 40
- Facciate pag. 41
- Balconi pag. 41
- Aperture finestre pag. 41
- Lucernari pag. 41
- Comignoli-fumaioli-esalatori-camini gas e simili pag. 41
- Opere in pietra e in conglomerato cementizio pag. 41
- Insegne pag. 42
- Vetrine pag. 42
- Tende pag. 42
- Opere ed infissi aggettanti su aree stradali pag. 42
- Sistemazioni esterne pag. 42
- Colori pag. 42
- Materiali vietati pag. 43 Art. 21 Z ONA ZR EDIFICATO RESIDENZIALE C ONTEMPORANEO pag. 43
Art. 21 Z ONA ZR EDIFICATO RESIDENZIALE C ONTEMPORANEO pag. 43
ioni esterne pag. 42
- Colori pag. 42
- Materiali vietati pag. 43 Art. 21 Z ONA ZR EDIFICATO RESIDENZIALE C ONTEMPORANEO pag. 43
- Definizione pag. 43
- Destinazione d’uso pag. 43
- Modalità d’intervento pag. 44
- Indici pag. 44 Art. 22 Z ONA ZPT Z ONA PRODUTTIVA C OMMERCIALE T RASFORMABILE pag. 44
- Definizione pag. 44
- Destinazione d’uso pag. 44
- Modalità d’intervento pag. 45
- Attività produttiva di cui al comma 1 pag. 46
- Cambio di destinazione d’uso o riconversione di cui al comma 2 pag. 46
Art. 23 Z ONA ZP Z ONA PRODUTTIVA pag. 46
pag. 45
- Attività produttiva di cui al comma 1 pag. 46
- Cambio di destinazione d’uso o riconversione di cui al comma 2 pag. 46
- Indici pag. 46 Art. 23 Z ONA ZP Z ONA PRODUTTIVA pag. 46
- Definizione pag. 46
- Destinazione d’uso pag. 46
- Strutture produttive dismesse pag. 47
- Clima acustico pag. 47
- Modalità d’intervento pag. 47
- Indici pag. 48 P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 4
Art. 24 Z ONA ISP I MPIANTI S PORTIVI A GESTIONE PRIVATA pag. 48
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- Soppalchi pag. 48 Art. 24 Z ONA ISP I MPIANTI S PORTIVI A GESTIONE PRIVATA pag. 48
- Definizione pag. 48
- ISP-1 PISTA DA M OTOCROSS pag. 49
- Destinazione d’uso pag. 49
- Modalità d’intervento pag. 49
- Indici pag. 49
- Aree per Servizi Pubblici pag. 49
- ISP-2 CAMPO DA G OLF pag. 50
- Destinazione d’uso pag. 50
- Indici pag. 50
- Aree per Servizi Pubblici pag. 50
- ISP-3 BACINO PESCA SPORTIVA pag. 51
- Destinazione d’uso pag. 51
Art. 25 Z ONA AS AMBITI DI SALVAGUARDIA pag. 52
pag. 50
- Indici pag. 50
- Aree per Servizi Pubblici pag. 50
- ISP-3 BACINO PESCA SPORTIVA pag. 51
- Destinazione d’uso pag. 51
- Modalità d’intervento pag. 51
- Indici pag. 51
- Aree per Servizi Pubblici pag. 51
- ISP-4 CENTRO S PORTIVO T ENNIS pag. 51
- Destinazione d’uso pag. 51
- Modalità d’intervento pag. 51
- Indici pag. 52
- Aree per Servizi Pubblici pag. 52 Art. 25 Z ONA AS AMBITI DI SALVAGUARDIA pag. 52
- Definizione pag. 52
- Destinazione d’uso pag. 52
- Modalità d’intervento pag. 53
Art. 26 Z ONA ZA Z ONA AGRICOLA pag. 53
t. 25 Z ONA AS AMBITI DI SALVAGUARDIA pag. 52
- Definizione pag. 52
- Destinazione d’uso pag. 52
- Modalità d’intervento pag. 53
- Indici pag. 53 Art. 26 Z ONA ZA Z ONA AGRICOLA pag. 53
- Definizione pag. 53
- Destinazione d’uso pag. 53
- Modalità d’intervento pag. 53
- Indici pag. 54
- Recinzioni in zona agricola pag. 54 Art. 27 Z ONA ZB Z ONA BOSCHIVA pag. 55
- Definizione pag. 55
- Destinazione d’uso pag. 55
- Modalità d’intervento pag. 55
- Recinzioni in zona boschiva pag. 56
- Indici pag. 56
Art. 28 Standard qualitativo pag. 56
ione pag. 55
- Destinazione d’uso pag. 55
- Modalità d’intervento pag. 55
- Recinzioni in zona boschiva pag. 56
- Indici pag. 56 Art. 28 Standard qualitativo pag. 56 Art. 29 Recinzioni, muri di sostegno e accessi carrai pag. 56
- Obblighi lungo le strade non comunali pag. 57
- Recinzioni di spazi sportivi pag. 57 P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 5
Art. 30 Spazi di sosta e parcheggi al servizio degli insediamenti pag. 58
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- Recinzioni in zona agricola pag. 57
- Recinzioni in zona boschiva pag. 58 Art. 30 Spazi di sosta e parcheggi al servizio degli insediamenti pag. 58 Art. 31 Isole ecologiche pag. 58 Art. 32 Infrastrutture per la percezione del paesaggio e punti panoramici pag. 59 TITOLO III AREE CON VINCOLO AMBIENTALE Art. 33 Aree di rispetto e protezione delle bellezze naturali pag. 60
- Zone sottoposte a vincolo paesaggistico pag. 60
Art. 33 Aree di rispetto e protezione delle bellezze naturali pag. 60
BIENTALE Art. 33 Aree di rispetto e protezione delle bellezze naturali pag. 60
- Zone sottoposte a vincolo paesaggistico pag. 60
- Zone sottoposte a rete ecologica comunale -REC- pag. 60 TITOLO IV AREE CON VINCOLO SPECIALE Art. 34 Zone per opere di urbanizzazione secondaria pag. 62 Art. 35 Zone soggette a rischio archeologico pag. 62 Art. 36 Zone a vincolo idrogeologico, geologico e sismico pag. 62 Art. 37 Norme geologiche di piano pag. 63 Art. 38 Norme area ex discarica in località Bosco Grosso pag. 63
Art. 37 Norme geologiche di piano pag. 63
ico e sismico pag. 62 Art. 37 Norme geologiche di piano pag. 63 Art. 38 Norme area ex discarica in località Bosco Grosso pag. 63 Art. 39 Acque pubbliche pag. 63 TITOLO V FASCE DI RISPETTO E PERCORSI CICLOPEDONALI Art. 40 Rispetto cimiteriale pag. 64 Art. 41 Rispetto elettrodotti, antenne ed emissioni elettromagnetiche pag. 64
- Elettrodotti pag. 64
- Cabine pag. 64
- Antenne ed emissioni elettromagnetiche pag. 65 Art. 42 Rispetto metanodotti pag. 66 Art. 43 Viabilità e Rispetto stradale pag. 66
Art. 42 Rispetto metanodotti pag. 66
ntenne ed emissioni elettromagnetiche pag. 65 Art. 42 Rispetto metanodotti pag. 66 Art. 43 Viabilità e Rispetto stradale pag. 66
- Stradale pag. 66
- Arretramenti stradali pag. 66
- Calibri stradali pag. 67
- Prescrizioni particolari pag. 67 Art. 44 Rispetto dei corpi idrici pag. 68 Art. 45 Rispetto dei pozzi e/o sorgenti pubbliche ad uso idropotabile pag. 68 Art. 46 Rispetto e risparmio delle risorse idriche pag. 68 Art. 47 Percorsi ed altri sentieri pag. 68
- Percorsi escursionistici pag. 68
Art. 47 Percorsi ed altri sentieri pag. 68
Rispetto e risparmio delle risorse idriche pag. 68 Art. 47 Percorsi ed altri sentieri pag. 68
- Percorsi escursionistici pag. 68
- Percorsi pedonali e ciclabili pag. 69
- Sentieri pag. 69 Art. 48 Criteri di prevalenza pag. 69 P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 6
TITOLO I°
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione TITOLO I° NORME GENERALI ART. 1 PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (P.G.T.) Il nuovo strumento urbanistico Piano di Governo del Territorio (P.G.T.), secondo quanto previsto della L.r. 11 marzo 2005, n. 12 e s.m.i., nelle forme e con le modalità previste regola le attività e le trasformazioni del territorio comunale di Travedona Monate in stretta consonanza con il Piano Provinciale di Coordinamento della Provincia di Varese (P.T.C.P.).
munale di Travedona Monate in stretta consonanza con il Piano Provinciale di Coordinamento della Provincia di Varese (P.T.C.P.). Inoltre in fase di elaborazione del presente PGT è stato approvato il Piano Territoriale Regionale con natura ed effetti di piano paesaggistico. Tale atto è un quadro di riferimento fondamentale per la programmazione e pianificazione comunale. Per quanto riguarda gli aspetti di carattere normativo la Regione Lombardia ha dato
ART. 2 DOCUMENTI DEL PIANO
la programmazione e pianificazione comunale. Per quanto riguarda gli aspetti di carattere normativo la Regione Lombardia ha dato seguito ad una specifica integrazione, (DCR n.276 in data 8.11.2011) su cui il PGT e questo documento si sono confrontati. E’ quindi evidente che il piano prenda in esame il territorio comunale di tutto Travedona Monate secondo quanto indicato negli elaborati e nei documenti che disciplinano e tra loro interagiscono, per le specifiche prerogative. ART. 2 DOCUMENTI DEL PIANO
ART. 2 DOCUMENTI DEL PIANO
i elaborati e nei documenti che disciplinano e tra loro interagiscono, per le specifiche prerogative. ART. 2 DOCUMENTI DEL PIANO Il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.), per la definizione ed attuazione dei suoi obiettivi, sinteticamente si articola nei seguenti atti: Documento di Piano - denominato con la sigla “D.P.”; Piano dei Servizi - denominato con la sigla “P.S.”; Piano delle Regole - denominato con la sigla “P.R.”;
on la sigla “D.P.”; Piano dei Servizi - denominato con la sigla “P.S.”; Piano delle Regole - denominato con la sigla “P.R.”; Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente il piano è sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica “V.A.S.” sulla scorta degli effetti e delle scelte assunte in sede di stesura del P.G.T. Più in generale tutto il piano, in sintonia con la pianificazione sovracomunale tende ai valori di riferimento quali la
DOCUMENTO DI PIANO
l P.G.T. Più in generale tutto il piano, in sintonia con la pianificazione sovracomunale tende ai valori di riferimento quali la valorizzazione ambientale, la salvaguardia dei beni storico-artistici, e desidera minimizzare il consumo del suolo con un’attenzione particolare alla sostenibilità delle azioni antropiche sul territorio. In estrema sintesi i documenti del P.G.T. presentano quindi i seguenti contenuti: DOCUMENTO DI PIANO
DOCUMENTO DI PIANO
antropiche sul territorio. In estrema sintesi i documenti del P.G.T. presentano quindi i seguenti contenuti: DOCUMENTO DI PIANO Tale documento, con le sue azioni, è un vero e proprio atto programmatorio che definisce: il quadro conoscitivo dello sviluppo del Comune; l’approfondimento dell’analisi conoscitiva del territorio comunale; l’acquisizione delle informazioni contenute in atti di programmazione sovracomunale;
STUDIO D'ARCHITETTURA
lisi conoscitiva del territorio comunale; l’acquisizione delle informazioni contenute in atti di programmazione sovracomunale; l’individuazione degli obiettivi di sviluppo, quantitativi e di conservazione strategici connessi con la politica territoriale del comune; l’individuazione degli ambiti di trasformazione. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 7
PIANO DEI SERVIZI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione PIANO DEI SERVIZI La stesura del Piano dei Servizi definisce, con un collegamento agli obiettivi dichiarati dal Documento di Piano:
- l’inquadramento del comune nel contesto territoriale per la fruizione dei servizi;
- l’inventario dei servizi presenti nel territorio comunale;
- la determinazione dello stato dei bisogni e la domanda di servizi;
- la determinazione del progetto e delle priorità di azione;
PIANO DELLE REGOLE
la determinazione dello stato dei bisogni e la domanda di servizi;
- la determinazione del progetto e delle priorità di azione;
- la programmazione e la mappatura delle previsioni del piano dei servizi. PIANO DELLE REGOLE Si vuole rammentare che tale atto sempre modificabile, disciplina l’intero territorio comunale, fatta eccezione per le aree identificate come ambiti di trasformazione riportati nel D.P. Questo terzo documento dà seguito al:
fatta eccezione per le aree identificate come ambiti di trasformazione riportati nel D.P. Questo terzo documento dà seguito al:
- recepimento dei contenuti prescrittivi emergenti dall’analisi e dalle risultanze dei contenuti nei Piani sovracomunali e di settore oltre a quanto emergente dal Documento di Piano stesso e da eventuali ulteriori indagini;
- stesura della normativa tale da garantire le regole prestazionali, i requisiti ed i riferimenti per la progettazione edilizia;
VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (V.A.S.)
- stesura della normativa tale da garantire le regole prestazionali, i requisiti ed i riferimenti per la progettazione edilizia; Il Piano delle Regole inoltre, per gli ambiti interni al tessuto urbano consolidato, fissa i parametri da rispettare negli interventi di nuova edificazione o di sostituzione. VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (V.A.S.) E’ lo strumento che consente la valutazione dello strumento in rapporto agli effetti significativi che si
LE STRATEGICA (V.A.S.)
LE STRATEGICA (V.A.S.) E’ lo strumento che consente la valutazione dello strumento in rapporto agli effetti significativi che si producono nei confronti dell’ambiente e quali potrebbero essere le alternative alla luce degli obiettivi assunti in sede di progetto urbanistico. La V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica), quindi, comporta un nuovo criterio nell’elaborazione del progetto ed, in quanto tale, si offre come MONITORAGGIO nella gestione ed attuazione temporale del piano
o nell’elaborazione del progetto ed, in quanto tale, si offre come MONITORAGGIO nella gestione ed attuazione temporale del piano stesso a partire dai risultati prodotti e dalla possibilità anche di rivedere gli obiettivi che il piano si è dato nel caso in cui questi si discostino dagli elementi di sostenibilità assunti al momento dell’approvazione dello strumento urbanistico. Il controllo dell’attuazione delle ipotesi di Documento di Piano con riferimento agli indicatori assunti,
STUDI DI SETTORE
strumento urbanistico. Il controllo dell’attuazione delle ipotesi di Documento di Piano con riferimento agli indicatori assunti, che confermi la coerenza del processo di realizzazione, va fatto con periodicità quanto meno come dato di pura verifica. STUDI DI SETTORE Ancora fanno parte integrante e complementare al P.G.T. gli studi di settore predisposti per la stesura di tutto il Piano, ed in particolare:
parte integrante e complementare al P.G.T. gli studi di settore predisposti per
parte integrante e complementare al P.G.T. gli studi di settore predisposti per la stesura di tutto il Piano, ed in particolare:
- Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, con le definizioni dei criteri e degli indirizzi di tutela relativi alle “Classi di fattibilità geologica”;
- Disciplina che regola la zonizzazione e le emissioni acustiche;
- Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (P.U.G.S.S.);
- Disciplina urbanistica commerciale.
STUDIO D'ARCHITETTURA
e le emissioni acustiche;
- Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (P.U.G.S.S.);
- Disciplina urbanistica commerciale. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 8
ART. 3 AMBITO DI APPLICAZIONE
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 3 AMBITO DI APPLICAZIONE Il Piano di Governo del Territorio disciplina in base alla vigente legislazione urbanistica, statale e regionale, l’intero territorio comunale, nei modi specificati dai seguenti elaborati, aventi tutti la medesima efficacia obbligatoria: PR-0 Norme Tecniche d’Attuazione – N.T.A. Tav. PR-1a Sistema dei vincoli ambientali scala 1:2.000 Tav. PR-1b Sistema dei vincoli ambientali scala 1:2.000
uazione – N.T.A. Tav. PR-1a Sistema dei vincoli ambientali scala 1:2.000 Tav. PR-1b Sistema dei vincoli ambientali scala 1:2.000 Tav. PR-2 Ambiti di sensibilità paesistica scala 1:5.000 Tav. PR-3 Ambiti non assoggettati a disciplina del Piano delle Regole scala 1:5.000 Tav. PR-4a Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4b Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4c Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4d Quadro urbanistico generale scala 1:2.000
generale scala 1:2.000 Tav. PR-4c Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4d Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4e Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4f Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4g Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-4h Quadro urbanistico generale scala 1:2.000 Tav. PR-5a Grado di intervento edifici Nuclei Antichi – Zone ZS Monate scala 1:500 Tav. PR-5b Grado di intervento edifici Nuclei Antichi – Zone ZS Travedona scala 1:500
uclei Antichi – Zone ZS Monate scala 1:500 Tav. PR-5b Grado di intervento edifici Nuclei Antichi – Zone ZS Travedona scala 1:500 Tav. PR-5c Grado di intervento edifici Nuclei Antichi – Zone ZS Chiossetto, Mulini, Faraona scala 1:500 Nel caso in cui si dovessero riscontrare negli elaborati delle indicazioni contrastanti tra le tavole e le norme, prevalgono le ultime. Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale in soprasuolo e/o in
valgono le ultime. Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale in soprasuolo e/o in sottosuolo è soggetta alle leggi vigenti, deve essere conforme alle prescrizioni del presente Piano, e per quanto non in contrasto con esse, alle disposizioni del regolamento edilizio e degli altri regolamenti comunali. Ogni variazione della destinazione d’uso dei fabbricati esistenti, deve essere conforme alle previsioni del
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egolamenti comunali. Ogni variazione della destinazione d’uso dei fabbricati esistenti, deve essere conforme alle previsioni del presente Piano, e per quanto non in contrasto con esse, anche se non comportano esecuzione di opere edilizie, sono subordinate a preliminare presentazione di opportuna domanda. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 9
ART. 4 NOMENCLATURA E SIMBOLOGIA
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 4 NOMENCLATURA E SIMBOLOGIA Ai fini di un ordinato impianto delle nuove costruzioni e di un eventuale riordino di quelle esistenti il territorio comunale è stato suddiviso in zone urbanistiche definite in base all’omogeneità delle funzioni e delle destinazioni già presenti. Per ogni zona omogenea vigono le norme urbanistico-edilizie contenute nei documenti e nelle tavole
ART. 5 CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO IN ZONE TERRITORIALI OMOGENEE
le destinazioni già presenti. Per ogni zona omogenea vigono le norme urbanistico-edilizie contenute nei documenti e nelle tavole grafiche che costituiscono il Piano di Governo del Territorio. In caso di eventuali mancate corrispondenze tra tavole grafiche a scale diverse, fa sempre testo quella a scala più dettagliata. ART. 5 CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO IN ZONE TERRITORIALI OMOGENEE Il territorio comunale è suddiviso in ambiti territoriali omogenei, di seguito meglio specificati come:
NE TERRITORIALI OMOGENEE
NE TERRITORIALI OMOGENEE Il territorio comunale è suddiviso in ambiti territoriali omogenei, di seguito meglio specificati come: ZONA ZS: Centro Storico Parti del territorio interessate da insediamenti di valore storico, artistico, ambientale. ZONA ZR: Edificato Residenziale Contemporaneo Parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, destinate alla residenza. ZONA ZPT: Zona Produttiva Commerciale Trasformabile
el territorio totalmente o parzialmente edificate, destinate alla residenza. ZONA ZPT: Zona Produttiva Commerciale Trasformabile Parti del territorio totalmente o parzialmente edificato, destinate ad attività industriali, commerciali ed artigianali. ZONA ZP: Zona Produttiva Parti del territorio totalmente o parzialmente edificato, destinate ad attività industriali ed artigianali. ZONA ISP: Impianti Sportivi Privati Parti del territorio destinate ad attività sportive. ZONA AS: Ambiti di Salvaguardia
Parte del territorio da destinare agli usi silvo-pastorali.
ianali. ZONA ISP: Impianti Sportivi Privati Parti del territorio destinate ad attività sportive. ZONA AS: Ambiti di Salvaguardia Parti del territorio soggette a salvaguardia. ZONA ZA: Zona Agricola Parti del territorio da destinare ad usi agricoli. ZONA ZB: Zona Boschiva Parte del territorio da destinare agli usi silvo-pastorali.
- AMBITI SOGGETTI AD ALTRA REGOLAMENTAZIONE Sulle tavole del Piano delle Regole sono inoltre identificate aree e ambiti del territorio comunale la cui
LTRA REGOLAMENTAZIONE
LTRA REGOLAMENTAZIONE Sulle tavole del Piano delle Regole sono inoltre identificate aree e ambiti del territorio comunale la cui disciplina fa riferimento ad altri documenti che compongono il P.G.T. e precisamente: Ambiti Servizi Pubblici (Piano dei Servizi) Ambiti di Trasformazione (Documento di Piano) Ambito Estrattivo ATE c2 (Piano Cave Provinciale) ART. 6 STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEL P.G.T. e DEL PIANO DELLE REGOLE
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di Piano) Ambito Estrattivo ATE c2 (Piano Cave Provinciale) ART. 6 STRUMENTI DI ATTUAZIONE DEL P.G.T. e DEL PIANO DELLE REGOLE Il Piano di Governo del Territorio si attua mediante la legislazione statale, regionale e provinciale, il presente P.G.T. con i piani attuativi, gli atti di programmazione negoziata con valenza territoriale ed i piani di settore, per quanto di loro competenza. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 10
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione In generale:
- PIANI ATTUATIVI: • Programmi Integrati d’Intervento (P.I.I.) di cui all’art. 87 e segg. della L.r. 12/2005 e successive modifiche ed integrazioni, in riferimento anche agli Ambiti di Trasformazione di cui al Documento di Piano; • Programmi di Recupero Urbano (P.R.U.) di cui all’art. 11 della Legge 4 dicembre 1993, n. 493 e successive modifiche ed integrazioni;
rammi di Recupero Urbano (P.R.U.) di cui all’art. 11 della Legge 4 dicembre 1993, n. 493 e successive modifiche ed integrazioni; • Piani Attuativi d’iniziativa Pubblica di cui alla legislazione vigente, prescritti dal Piano o proposti dagli stessi privati; • Piani Attuativi Privati (P.A.), di cui all’art. 28 della Legge 1150/1942, all’art. 8, della Legge 765/1967, all’art. 12 della l.r. 11 marzo 2005 n. 12 e successive modifiche ed integrazioni;
1150/1942, all’art. 8, della Legge 765/1967, all’art. 12 della l.r. 11 marzo 2005 n. 12 e successive modifiche ed integrazioni; • Piani di recupero (P.R.) di cui all’art. 28 della Legge 5 agosto 1978, n. 457.
- I NTERVENTI EDILIZI DIRETTI Il Piano delle Regole si attua tramite: • Permesso di costruire e Denuncia d’Inizio Attività (DIA), secondo quanto stabilito dalla legislazione nazionale e regionale; • Permesso di costruire convenzionato, secondo quanto previsto nelle presenti norme e
dalla legislazione nazionale e regionale; • Permesso di costruire convenzionato, secondo quanto previsto nelle presenti norme e disposto dalla LR 12/2005; • Segnalazione Certificata d’Inizio d’Attività (Scia); • Piani attuativi di iniziativa pubblica o privata, prescritti dal Piano o proposti dai privati; • Programmi Integrati d’Intervento ai sensi della LR 12/2005; fermi restando tutti gli strumenti di legge vigenti in materia.
- PROGETTO UNITARIO
rati d’Intervento ai sensi della LR 12/2005; fermi restando tutti gli strumenti di legge vigenti in materia.
- PROGETTO UNITARIO Il progetto unitario è lo strumento di inquadramento a scala urbanistica degli interventi edilizi di carattere ambientale da attuarsi in situazioni ove non sia necessaria l’approvazione preventiva di uno strumento urbanistico attuativo, ma la sua presentazione fornisce all’Amm. Comunale elementi di conoscenza e
e preventiva di uno strumento urbanistico attuativo, ma la sua presentazione fornisce all’Amm. Comunale elementi di conoscenza e valutazione del contesto entro cui si colloca la proprietà oggetto della pratica edilizia. Usualmente accompagna la documentazione del progetto in fase d’istruttoria, il tutto finalizzato a collocare l’intervento per la singola unità immobiliare nel contesto dell’organismo architettonico o del tessuto edilizio di cui essa fa
e l’intervento per la singola unità immobiliare nel contesto dell’organismo architettonico o del tessuto edilizio di cui essa fa parte. Il ruolo del Progetto Unitario è quello di evidenziare tutte le relazioni (formali, funzionali, ambientali, tipologiche, ecc.) del progetto con il contesto edificato, valutandone la coerenza e le relazioni di varia natura ed in alcuni casi di assumere per tale contesto linee-guida per gli interventi di recupero, da utilizzare in futuro
varia natura ed in alcuni casi di assumere per tale contesto linee-guida per gli interventi di recupero, da utilizzare in futuro come riferimento per la valutazione della coerenza di altri progetti sullo stesso organismo architettonico o sullo stesso tessuto urbano. Il documento in questione è costituito dai seguenti elaborati: planimetria dell’ambito interessato (stato di fatto almeno scala 1:500) con indicazioni attestanti gli spazi
guenti elaborati: planimetria dell’ambito interessato (stato di fatto almeno scala 1:500) con indicazioni attestanti gli spazi pubblici o privati, le tipologie edilizie e le relative destinazioni d’uso; planimetrie di progetto con inserito l’intervento (scala almeno 1:500); eventuali planimetrie in scala 1:200 con le sistemazioni degli spazi scoperti sia pubblici sia privati; prospetti schematici dei fronti principali completi di sezioni;
le sistemazioni degli spazi scoperti sia pubblici sia privati; prospetti schematici dei fronti principali completi di sezioni; documentazione esplicativa dello stato dei luoghi (relazione, fotografie, ecc.); eventuali elaborati specifici ritenuti di particolare interesse per la valutazione della coerenza dell’intervento proposto, il tutto riferito al contesto.
- STRUMENTI URBANISTICI IN ITINERE O IN CORSO D’ ESECUZIONE
la coerenza dell’intervento proposto, il tutto riferito al contesto.
- STRUMENTI URBANISTICI IN ITINERE O IN CORSO D’ ESECUZIONE Il Piano riconferma, per tutte le zone, i Piani Esecutivi d’iniziativa pubblica o privata vigenti e convenzionati, ma non ultimati. Nel caso d’avvenuta scadenza restano confermati tutti gli indici e le destinazioni d’uso a suo tempo definiti in sede di convenzione. In tale ipotesi l’attuazione potrà avvenire esclusivamente per mezzo di nuovo strumento attuativo e
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niti in sede di convenzione. In tale ipotesi l’attuazione potrà avvenire esclusivamente per mezzo di nuovo strumento attuativo e conseguente stipula di nuova convenzione. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 11
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- AMBITI DI TRASFORMAZIONE Gli interventi previsti negli ambiti di trasformazione possono aver seguito con permessi edilizi convenzionati, con piani attuativi, o con Programmi Integrati d’Intervento (P.I.I.). Il tutto dovrà dar seguito agli obiettivi ed ai principi indicati nel D.P.
- IMPATTO PAESISTICO I progetti che per il loro contesto necessitassero d’indagine paesistica prima dei provvedimenti d’attuazione
IMPATTO PAESISTICO
IMPATTO PAESISTICO I progetti che per il loro contesto necessitassero d’indagine paesistica prima dei provvedimenti d’attuazione devono essere preceduti dall’esame d’impatto paesistico in stretto riferimento al grado di sensibilità paesistica dell’ambito entro cui ricade l’intervento. L’analisi riguarda tutti gli elementi che concorrono alla costruzione degli edifici, l’inserimento degli stessi nel contesto, compresi anche tutti gli strumenti attuativi i cui procedimenti di approvazione debbano essere
imento degli stessi nel contesto, compresi anche tutti gli strumenti attuativi i cui procedimenti di approvazione debbano essere preceduti dall’esame della commissione preposta.
- I NQUINAMENTO ACUSTICO Gli interventi proposti in sede d’attuazione devono garantire e rispettare le prescrizioni e le indicazioni contenute nel Piano di Zonizzazione Acustica del Comune per garantire la salvaguardia e porre in essere tutte le cautele tali
ART. 7 DEFINIZIONI GENERALI, INDICAZIONI ED INDICI
ni contenute nel Piano di Zonizzazione Acustica del Comune per garantire la salvaguardia e porre in essere tutte le cautele tali da rispettare i limiti di norma e le condizioni necessarie per contenere l’inquinamento acustico. ART. 7 DEFINIZIONI GENERALI, INDICAZIONI ED INDICI I seguenti indici, con relative descrizioni e definizioni generali, servono a regolare l’organizzazione planivolumetrica, urbanistica e l’edificazione nelle varie zone urbanistiche previste dal presente Piano di
SUPERFICIE TERRITORIALE – S.T.
are l’organizzazione planivolumetrica, urbanistica e l’edificazione nelle varie zone urbanistiche previste dal presente Piano di Governo del Territorio. SUPERFICIE TERRITORIALE – S.T. E’ la superficie totale, espressa in mq, di un “ambito d’intervento” interessato unitariamente da opere edilizie e/o urbanizzazioni, realizzate sia da privati che da enti pubblici. Essa comprende:
- la superficie fondiaria destinata agli interventi edilizi;
ni, realizzate sia da privati che da enti pubblici. Essa comprende:
- la superficie fondiaria destinata agli interventi edilizi;
- la superficie destinata alle opere d’urbanizzazione primaria e secondaria previste, delimitate graficamente dallo strumento urbanistico o che si renda necessario reperire in fase d’attuazione;
- le aree stradali esistenti o di progetto interne o perimetrali, pubbliche oppure private aperte al pubblico transito, compresi i nodi e gli svincoli;
SUPERFICIE FONDIARIA – S.F.
tenti o di progetto interne o perimetrali, pubbliche oppure private aperte al pubblico transito, compresi i nodi e gli svincoli;
- le aree di rispetto d’attrezzature e manufatti pubblici o di pubblico interesse. SUPERFICIE FONDIARIA – S.F. Per superficie fondiaria s’intende l’area del lotto edificabile di proprietà del richiedente la concessione, escluse tutte le aree destinate dal Piano di Governo del Territorio a divenire di proprietà pubblica.
SUPERFICIE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA – S1
ichiedente la concessione, escluse tutte le aree destinate dal Piano di Governo del Territorio a divenire di proprietà pubblica. L’edificabilità fondiaria si calcola al netto delle aree dove sia previsto, dal P.G.T. o da strumenti urbanistici esecutivi, un vincolo d’inedificabilità ovvero sia espressamente indicata la non applicabilità dell’indice fondiario. SUPERFICIE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA – S1
SUPERFICIE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA – S1
vero sia espressamente indicata la non applicabilità dell’indice fondiario. SUPERFICIE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA – S1 Comprende la superficie delle aree destinate ad urbanizzazione primaria, come definita e quantificata dalle presenti norme. SUPERFICI PER OPERE DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA – S2 Comprende le superfici delle aree destinate ad urbanizzazione secondaria, come definita e quantificata dalle presenti norme. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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ione secondaria, come definita e quantificata dalle presenti norme. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 12
SUPERFICIE COPERTA – S.C.
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione SUPERFICIE COPERTA – S.C. La superficie coperta comprende l’area, espressa in mq., risultante dalla proiezione sul piano orizzontale di tutte le strutture realizzate fuori o entro terra. Concorrono alla sua determinazione:
- le parti interrate,
- le strutture chiuse,
- le strutture semichiuse, intendendosi come tali portici, balconi, logge e simili quando siano chiusi su tre lati,
- i porticati.
SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO – S.L.P. ZONE RESIDENZIALI
le strutture semichiuse, intendendosi come tali portici, balconi, logge e simili quando siano chiusi su tre lati,
- i porticati. Le strutture orizzontali a sbalzo (gronde, balconi, sporti aperti, scale aperte, ecc.), nel caso siano chiuse su meno di tre lati, vengono prese in considerazione e concorrono a formare la S.C. nel solo caso la loro sporgenza dal filo di facciata sia superiore a mt. 1,20. SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO – S.L.P. ZONE RESIDENZIALI
SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO – S.L.P. ZONE RESIDENZIALI
o caso la loro sporgenza dal filo di facciata sia superiore a mt. 1,20. SUPERFICIE LORDA DI PAVIMENTO – S.L.P. ZONE RESIDENZIALI E’ la somma delle superfici, espresse in mq., dei singoli piani dell’edificio al lordo delle murature, delimitati dal profilo esterno delle pareti perimetrali compresa la superficie degli eventuali soppalchi. Non concorrono a formare la S.L.P. le superfici relative ad: aggetti aperti, quali terrazze e balconi;
li eventuali soppalchi. Non concorrono a formare la S.L.P. le superfici relative ad: aggetti aperti, quali terrazze e balconi; ai sottotetti aventi le seguenti caratteristiche: un’altezza interna in falda non superiore a metri 0,80, un’altezza interna al colmo non superiore a metri 2,80, una pendenza della copertura non superiore al 35% ed un rapporto aeroilluminante non superiore ad 1/10 della superficie di pavimento del locale stesso;
rtura non superiore al 35% ed un rapporto aeroilluminante non superiore ad 1/10 della superficie di pavimento del locale stesso; i volumi tecnici come definiti dalla Circolare Min. LL.PP. 31 gennaio 1973, n° 2474; il piano interrato, a condizione:
- che abbia destinazioni accessorie a quelle principali del fabbricato. Sono ad esempio considerate destinazioni accessorie alla residenza quelle relative ad autorimesse, cantine, locali tecnici (centrali
ad esempio considerate destinazioni accessorie alla residenza quelle relative ad autorimesse, cantine, locali tecnici (centrali termiche, locali macchine ascensori, locali trattamento aria, locali quadri elettrici e contatori, centrali Telecom, centrali idriche, ecc.), lavanderie, dispense, locali raccolta rifiuti, depositi carrozzine e biciclette, vani scala, ascensore, atri d’ingresso, e simili;
- che i locali presentino altezza netta interna (media) non superiore a metri 2,40 (è consentita un altezza
’ingresso, e simili;
- che i locali presentino altezza netta interna (media) non superiore a metri 2,40 (è consentita un altezza maggiore per i locali autorimessa, i locali tecnici qualora richiesta dalle norme vigenti o dagli enti preposti al controllo come ad esempio il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ai fini della sicurezza);
- che la sua superficie, delimitata dal profilo esterno delle pareti perimetrali, non ecceda la Superficie
ini della sicurezza);
- che la sua superficie, delimitata dal profilo esterno delle pareti perimetrali, non ecceda la Superficie coperta (S.C.) massima ammessa sul lotto (vedi Rapporto di copertura (R.C.) stabilito per ciascuna zona). L’eventuale eccedenza, qualora consentita nella zona dalle presenti norme, concorrerà a formare la S.L.P.. Le autorimesse realizzate al piano seminterrato e al piano terra non concorrono a formare la Superficie lorda
formare la S.L.P.. Le autorimesse realizzate al piano seminterrato e al piano terra non concorrono a formare la Superficie lorda di pavimento (S.L.P.), a condizione che la loro superficie non ecceda la dotazione obbligatoria stabilita dalle presenti norme con un’altezza massima utile interna non superiore a metri 2,70; la superficie eventualmente eccedente tale dotazione verrà invece considerata ai fini del computo della S.L.P. I portici pubblici sono esclusi dal computo volumetrico.
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ale dotazione verrà invece considerata ai fini del computo della S.L.P. I portici pubblici sono esclusi dal computo volumetrico. I portici privati concorrono a formare S.L.P. nelle seguenti percentuali:
- se aperti su due lati, al 50%;
- se aperti su tre lati al 20%;
- se aperti su un solo lato al 100%. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 13
ZONE PRODUTTIVE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ZONE PRODUTTIVE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI E’ la somma delle superfici, espresse in mq., al coperto, chiuse o aperte, destinate ad attività produttive secondarie, ad attività terziario-commerciali e di servizio. Comprende sia i locali destinati al lavoro, che i locali e gli spazi al coperto destinati ad esposizione dei prodotti, al deposito di merci, attrezzi e macchinari o agli impianti tecnici.
gli spazi al coperto destinati ad esposizione dei prodotti, al deposito di merci, attrezzi e macchinari o agli impianti tecnici. Comprende altresì la proiezione orizzontale di tettoie, pensiline, porticati, balconi ed aggetti vari, nel caso siano sporgenti dal filo di facciata oltre mt 1,50. E’ misurata al lordo dei muri e divisori interni e dei muri perimetrali, nonché della proiezione orizzontale degli spazi destinati ai collegamenti verticali quali scale, vani ascensore, montacarichi, ecc.
INDICE DI EDIFICABILITÀ TERRITORIALE – I.T.
ché della proiezione orizzontale degli spazi destinati ai collegamenti verticali quali scale, vani ascensore, montacarichi, ecc.
- SUPERFICIE DI VENDITA – S.V. Si intende come area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili, con esclusione della superficie destinata a magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi. INDICE DI EDIFICABILITÀ TERRITORIALE – I.T. Definisce il volume massimo costruibile per ogni unità di superficie territoriale.
INDICE DI EDIFICABILITÀ TERRITORIALE – I.T.
. INDICE DI EDIFICABILITÀ TERRITORIALE – I.T. Definisce il volume massimo costruibile per ogni unità di superficie territoriale. INDICE DI EDIFICABILITÀ FONDIARIA – I.F. Volume (in mc) massimo costruibile sulla superficie (in mq) del lotto edificabile catastalmente individuato per superficie ed intestazione. Si determina con riferimento alla superficie rilevata e misurata del lotto, al netto delle strade e degli spazi pubblici esistenti.
INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA – U.F.
determina con riferimento alla superficie rilevata e misurata del lotto, al netto delle strade e degli spazi pubblici esistenti. La superficie utilizzata per il computo dovrà essere esattamente delimitata ed evidenziata nelle tavole di progetto. INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA – U.F. E' il rapporto, misurato in percentuale, tra la massima superficie utile di pavimento costruibile e la superficie fondiaria, così come definita nella voce I.F.. RAPPORTO DI COPERTURA MASSIMA – R.C.
RAPPORTO DI COPERTURA MASSIMA – R.C.
ile di pavimento costruibile e la superficie fondiaria, così come definita nella voce I.F.. RAPPORTO DI COPERTURA MASSIMA – R.C. E’ il rapporto, misurato in percentuale, tra la superficie coperta (S. C .) e la superficie fondiaria (S. F.). SUPERFICIE DRENANTE, PERMEABILE O PERCOLANTE – S.P. E' la superficie non interessata da manufatti edilizi (nel sottosuolo o fuori terra), libera da pavimentazioni impermeabili e sistemata a verde. Si misura in percentuale sulla superficie fondiaria.
o fuori terra), libera da pavimentazioni impermeabili e sistemata a verde. Si misura in percentuale sulla superficie fondiaria. In tutti gli interventi, l’area di pertinenza dovrà assicurare una superficie scoperta e drenante, sistemata a verde, da individuarsi sulle tavole progettuali, pari al 30% per interventi edilizi a prevalente destinazione residenziale. La percentuale da applicarsi scende al 15% per gli interventi riferiti ad insediamenti con prevalente destinazione commerciale e produttivi.
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le da applicarsi scende al 15% per gli interventi riferiti ad insediamenti con prevalente destinazione commerciale e produttivi. Tale area non potrà essere adibita a posto macchina. Per calcolare la percentuale delle pavimentazioni in autobloccanti, posati su sabbia, queste vengono computate al 50% e quelle in prato armato su sabbia al 70%. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 14
VOLUME – V - ZONE RESIDENZIALI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Nel caso di elementi che determinano la copertura di porzioni di strutture interrate, queste potranno essere computate al 50% per quanto attiene la S.P., nel caso di messa a dimora di terra di coltivo con uno spessore minimo di 50 cm. VOLUME – V
- ZONE RESIDENZIALI S’intende il volume dell’edificio, espresso in mc., calcolato convenzionalmente moltiplicando la Superficie
- ZONE RESIDENZIALI S’intende il volume dell’edificio, espresso in mc., calcolato convenzionalmente moltiplicando la Superficie lorda di pavimento (S.L.P.) dei singoli piani fuori terra (compresi i sottotetti non aventi le caratteristiche indicate nelle norme relative alla Superficie Lorda di Pavimento) per un altezza convenzionale di interpiano di mt. 3,00. Tuttavia qualora l’altezza effettiva di interpiano sia superiore a mt 3,00 ai fini della determinazione del
erpiano di mt. 3,00. Tuttavia qualora l’altezza effettiva di interpiano sia superiore a mt 3,00 ai fini della determinazione del volume verrà considerata l’altezza effettiva. Il volume del piano seminterrato si calcola moltiplicando la Superficie lorda di pavimento (S.L.P.) del piano stesso per l’altezza media edificata fuori terra, considerata dalla quota naturale del terreno sino all’estradosso della soletta.
tesso per l’altezza media edificata fuori terra, considerata dalla quota naturale del terreno sino all’estradosso della soletta. Nel caso in cui la quota naturale del terreno sia variabile sui vari fronti del fabbricato, si considererà, come altezza media, la media delle altezze medie dei vari fronti. Nel caso in cui le quote del terreno sistemato siano inferiori alle quote naturali dello stesso, per il calcolo dell’altezza media di cui sopra bisognerà fare riferimento alle quote del terreno di progetto.
rali dello stesso, per il calcolo dell’altezza media di cui sopra bisognerà fare riferimento alle quote del terreno di progetto. Si calcola analogamente il volume per i piani interrati o seminterrati regolamentari che comportino permanenza continua di persone e solo per le parti di edificio a ciò destinate. Il volume dell'edificio così determinato si applica ai fini urbanistici ed ai fini amministrativi per il calcolo del contributo per gli oneri di urbanizzazione.
- VOLUME VIRTUALE
a ai fini urbanistici ed ai fini amministrativi per il calcolo del contributo per gli oneri di urbanizzazione.
- VOLUME VIRTUALE S’intende il volume dell’edificio, espresso in mc., calcolato convenzionalmente moltiplicando le Superfici lorde di pavimento (S.L.P.) per un altezza convenzionale di interpiano di mt. 3,00.
- ZONE PRODUTTIVE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI Per gli edifici destinati alla produzione industriale, artigianale e commerciale, nonché per gli edifici di tipo
I E ARTIGIANALI
I E ARTIGIANALI Per gli edifici destinati alla produzione industriale, artigianale e commerciale, nonché per gli edifici di tipo direzionale e commerciali al dettaglio, il volume si calcola da piano di spiccato all'estradosso della copertura piana, a falde od a volta, oppure, se previsto, fino alla quota di estradosso della via di corsa del carroponte. Si considerano volumi anche i serbatoi e ogni altro manufatto connesso con i cicli di lavorazione.
- ZONE PER EDIFICI SPECIALI
EDIFICI ACCESSORI
. Si considerano volumi anche i serbatoi e ogni altro manufatto connesso con i cicli di lavorazione.
- ZONE PER EDIFICI SPECIALI Per gli edifici speciali quali cinema, teatri, sale di riunione e/o di svago e simili, il volume si calcola dal piano di spiccato fino all'estradosso della copertura. EDIFICI ACCESSORI Si intendono come tali, all’interno dello stesso lotto di proprietà, gli edifici pertinenziali non abitabili, a servizio dell'edificio principale.
- NUOVA COSTRUZIONE
llo stesso lotto di proprietà, gli edifici pertinenziali non abitabili, a servizio dell'edificio principale.
- NUOVA COSTRUZIONE E’ ammessa la nuova costruzione di manufatti accessori, nei limiti della cubatura disponibile all’interno del lotto di riferimento, purché compatibili con la destinazione di zona e nel rispetto delle distanze, delle altezze e degli altri parametri previsti dallo strumento urbanistico vigente.
- SANABILITÀ
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e nel rispetto delle distanze, delle altezze e degli altri parametri previsti dallo strumento urbanistico vigente.
- SANABILITÀ All’interno dello stesso lotto di proprietà, è ammessa la sanabilità - nei limiti di volume infra precisati - di un solo edificio accessorio non abitabile già esistente al momento dell’entrata in vigore del PGT, purché con P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 15
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione destinazione compatibile con quella dell’edificio principale, al servizio del quale deve essere asservito, mediante sottoscrizione di atto unilaterale d'obbligo edilizio a favore del Comune. Ai fini della sanabilità, devono essere verificati tutti i seguenti requisiti:
- volume inferiore al 20% del volume dell’edificio principale;
- altezza media interna non superiore a 2,40 metri
- destinazione compatibile con quella dell’edificio principale;
o principale;
- altezza media interna non superiore a 2,40 metri
- destinazione compatibile con quella dell’edificio principale;
- dichiarazione unilaterale del proprietario del lotto di asservire l'edificio accessorio già esistente all’edificio principale. Il rilascio del permesso in sanatoria è subordinato al parere favorevole della Commissione del Paesaggio, nonché al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia.
ole della Commissione del Paesaggio, nonché al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia. Sulla richiesta di permesso in sanatoria, il Dirigente o il Responsabile dell'Area Tecnica si pronuncia con adeguata motivazione entro sessanta giorni, decorsi i quali la richiesta si intende rifiutata, fermo restando l’obbligo per il Comune di precisare, anche successivamente alla decorrenza del predetto termine, i motivi del rigetto della domanda.
VOLUMI ACCESSORI ESCLUSI DAL COMPUTO DELLA CUBATURA UTILE
ligo per il Comune di precisare, anche successivamente alla decorrenza del predetto termine, i motivi del rigetto della domanda. Per ragioni di interesse storico ed architettonico è esclusa la sanabilità degli edifici accessori eseguiti nel centro storico in assenza di provvedimenti autorizzativi (Zona ZS). VOLUMI ACCESSORI ESCLUSI DAL COMPUTO DELLA CUBATURA UTILE Si intendono come tali, all’interno dello stesso lotto di proprietà, i volumi di quelle strutture pertinenziali
A CUBATURA UTILE
A CUBATURA UTILE Si intendono come tali, all’interno dello stesso lotto di proprietà, i volumi di quelle strutture pertinenziali destinate esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato, realizzate in aderenza al confine di proprietà o a tre metri dallo stesso (fatta salva la possibilità tra confinanti di convenzionare distanze inferiori).
confine di proprietà o a tre metri dallo stesso (fatta salva la possibilità tra confinanti di convenzionare distanze inferiori). In ogni lotto di proprietà, é ammessa la costruzione di un'unica struttura per una superficie massima di mq. 20 con altezza media interna non superiore a 2,40 metri. La struttura dovrà avere le seguenti finiture: • senza pareti perimetrali, o con pareti in legno; • orditura di tetto a una o due falde in legno e copertura in laterizio o in lamiera grecata;
erimetrali, o con pareti in legno; • orditura di tetto a una o due falde in legno e copertura in laterizio o in lamiera grecata; • superficie delle aperture, esclusa la porta di accesso, inferiore a mq 2,00; • serramenti in legno. Le strutture sopra descritte potranno essere autorizzate in tutti gli ambiti urbanistici, ad eccezione di quelli non trasformabili e/o vincolati (come - ad esempio - la sponda del Lago di Monate, ovvero in zona boschiva),
eccezione di quelli non trasformabili e/o vincolati (come - ad esempio - la sponda del Lago di Monate, ovvero in zona boschiva), previ rispettivamente parere favorevole della Commissione del Paesaggio e sottoscrizione di atto unilaterale d'obbligo edilizio del proprietario a favore del Comune, attestante il vincolo di destinazione della struttura esclusivamente a ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato.
PERGOLATI E STRUTTURE AMOVIBILI DA GIARDINO, IN FERRO O IN LEGNO, SPROVVISTE DI
a esclusivamente a ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. PERGOLATI E STRUTTURE AMOVIBILI DA GIARDINO, IN FERRO O IN LEGNO, SPROVVISTE DI COPERTURA E DI PAVIMENTAZIONE All’interno dei giardini privati e/o degli spazi esterni degli edifici possono essere realizzati pergolati e/o strutture amovibili - in ferro o in legno - assimilabili ad arredi per aree all'aperto, di modeste dimensioni,
STUDIO D'ARCHITETTURA
ati pergolati e/o strutture amovibili - in ferro o in legno - assimilabili ad arredi per aree all'aperto, di modeste dimensioni, destinati esclusivamente all'utilizzo e alla migliore vivibilità degli spazi esterni. Le predette strutture non devono essere dotate né di copertura, né di pavimentazione, poiché non possono variare né la cubatura né la superficie drenante del lotto. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 16
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione EDIFICI/ MANUFATTI ACCESSORI QUALI TUNNEL MOBILI Nelle zone produttive, industriali artigianali e commerciali è consentita l’installazione di tunnel mobili a soffietto a protezione delle operazioni di carico e scarico direttamente connesse ai fabbricati. Tali elementi dovranno essere sempre mobili e avere comunque caratteristiche di scorrimento a soffietto. Inoltre dovranno avere un altezza massima all’estradosso non superiore a m. 6.00 e dimensioni in pianta
DEPOSITI NON CONSENTITI
scorrimento a soffietto. Inoltre dovranno avere un altezza massima all’estradosso non superiore a m. 6.00 e dimensioni in pianta non superiori a m. 6.00 x 12.00. DEPOSITI NON CONSENTITI Le attività di deposito di materiali provenienti da demolizioni, siano essi ferrosi o non, nonché depositi di autoveicoli da avviare alla demolizione, non sono in alcun modo ammesse sul territorio comunale. Sono ammessi solo in zona industriale depositi temporanei, solo se funzionali alle lavorazioni insediate ed in atto.
NUMERO DEI PIANI FUORI TERRA – N.P.
o comunale. Sono ammessi solo in zona industriale depositi temporanei, solo se funzionali alle lavorazioni insediate ed in atto. Tali depositi, comunque, devono essere recintati con elementi non trasparenti di altezza opportuna ed organizzati in modo da non determinare danni all'ambiente e portare nocumento al decoro cittadino. NUMERO DEI PIANI FUORI TERRA – N.P. Indica il numero totale dei piani fuori terra di un edificio compreso il piano terreno o rialzato ed escluso il piano sottotetto inagibile.
SOTTOTETTI
umero totale dei piani fuori terra di un edificio compreso il piano terreno o rialzato ed escluso il piano sottotetto inagibile. SOTTOTETTI Si definiscono sottotetti i volumi sovrastanti l’ultimo piano degli edifici dei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura. RECUPERO AI FINI ABITATIVI DEI SOTTOTETTI ESISTENTI E’ ammesso il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti, ai sensi e per gli effetti degli articoli 63, 64 e 65
ISTENTI E’ ammesso il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti, ai sensi e per gli effetti degli articoli 63, 64 e 65 della L.R. 12/2005, in particolare nei limiti delle altezze previste dal combinato disposto degli articoli 64 - comma primo - e 63 - comma VI - della predetta L.R. ed in assenza di comprovate ragioni tecniche o igienico-sanitarie che ne impediscano l'agibilità. Quando un soggetto terzo diverso dal richiedente (ad es., proprietario di un edificio adiacente e/o confinante,
ano l'agibilità. Quando un soggetto terzo diverso dal richiedente (ad es., proprietario di un edificio adiacente e/o confinante, ovvero un condomino) dovesse documentalmente comprovare, agli atti del procedimento amministrativo di recupero ai fini abitativi del sottotetto, che la sopraelevazione di quest'ultimo, ancorché nei limiti delle altezze previste dal combinato disposto degli articoli 64 - comma primo - e 63 - comma VI - della predetta L.R.,
ei limiti delle altezze previste dal combinato disposto degli articoli 64 - comma primo - e 63 - comma VI - della predetta L.R., determini lesione del proprio diritto soggettivo al rispetto delle distanze, ovvero violi espressamente un divieto del Regolamento contrattuale di condominio, il titolo abilitativo richiesto dal proprietario del sottotetto potrà essere motivatamente denegato, fino alla definizione civilistica della vertenza tra le parti.
proprietario del sottotetto potrà essere motivatamente denegato, fino alla definizione civilistica della vertenza tra le parti. Il recupero ai fini abitativi dei sottotetti degli edifici in centro storico é consentito esclusivamente nei limiti delle altezze esistenti, esclusa ogni possibilità di sopraelevazione. Tutti gli interventi di recupero ai fini abitativi, di tal genere, sono regolamentati negli articoli della L.R. 12/2005 e s.m.i. e dagli specifici articoli delle zone di PGT.
tivi, di tal genere, sono regolamentati negli articoli della L.R. 12/2005 e s.m.i. e dagli specifici articoli delle zone di PGT. Così come previsto dalla citata legge, di cui all’articolo 64, comma 1: “Gli interventi edilizi finalizzati al recupero volumetrico dei sottotetti possono comportare l’apertura di finestre, lucernari, abbaini e terrazzi per assicurare l’osservanza dei requisiti di aeroilluminazione e per garantire il benessere degli abitanti, nonché,
i e terrazzi per assicurare l’osservanza dei requisiti di aeroilluminazione e per garantire il benessere degli abitanti, nonché, per gli edifici di altezza pari o inferiore al limite di altezza massima posto dallo strumento urbanistico, modificazioni di altezze di colmo e di gronda e delle linee di pendenza delle falde, unicamente al fine di assicurare i parametri di cui all’articolo 63, comma 6. Nei casi di deroga all’altezza massima, l’altezza
unicamente al fine di assicurare i parametri di cui all’articolo 63, comma 6. Nei casi di deroga all’altezza massima, l’altezza minima abitabile non può essere superiore a metri 1,50. All’interno dei centri storici e dei nuclei di antica formazione deve essere assicurato il rispetto dei limiti di altezza massima degli edifici posti dallo strumento urbanistico; in assenza di limiti, l’altezza massima deve intendersi pari all’esistente.”
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ma degli edifici posti dallo strumento urbanistico; in assenza di limiti, l’altezza massima deve intendersi pari all’esistente.” Ed inoltre, come da art. 63, comma 6 :” Il recupero abitativo dei sottotetti è consentito purché sia assicurata per ogni singola unità immobiliare l’altezza media ponderale di metri 2,40,…, calcolata dividendo il volume della parte di sottotetto la cui altezza superi metri 1,50 per la superficie relativa.” P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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tetto la cui altezza superi metri 1,50 per la superficie relativa.” P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 17
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Più in generale, comunque, se volti a realizzare nuove unità immobiliari, sono subordinati all’obbligo di reperimento di spazi a parcheggio o di sosta di un posto per ogni nuova unità. Il rapporto di pertinenza, garantito da un atto da trascriversi nei registri immobiliari, è impegnativo per sé, per i propri successori o aventi causa a qualsiasi titolo.
atto da trascriversi nei registri immobiliari, è impegnativo per sé, per i propri successori o aventi causa a qualsiasi titolo. Qualora sia dimostrata l’impossibilità, per mancata disponibilità di spazi idonei, ad assolvere tale obbligo, gli interventi sono consentiti previo versamento al Comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi da reperire. La realizzazione degli interventi di recupero di cui sopra comporta la corresponsione degli oneri di
per parcheggi da reperire. La realizzazione degli interventi di recupero di cui sopra comporta la corresponsione degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, nonché del contributo commisurato al costo di costruzione, calcolati sulla volumetria o sulla superficie lorda di pavimento resa abitativa secondo le tariffe approvate e vigenti presso il Comune per le opere di nuova costruzione. Il Comune può deliberare l’applicazione di una maggiorazione, nella misura massima del venti per cento del
ALTEZZA EDIFICI – H - ZONE RESIDENZIALI
di nuova costruzione. Il Comune può deliberare l’applicazione di una maggiorazione, nella misura massima del venti per cento del contributo di costruzione dovuto, da destinare obbligatoriamente alla realizzazione di interventi di riqualificazione urbana, di arredo urbano e di valorizzazione del patrimonio comunale di edilizia residenziale. ALTEZZA EDIFICI – H
- ZONE RESIDENZIALI L’altezza degli edifici si misura dal piano di spiccato del marciapiede effettivo o dal piano di campagna fino
ZONE RESIDENZIALI
ZONE RESIDENZIALI L’altezza degli edifici si misura dal piano di spiccato del marciapiede effettivo o dal piano di campagna fino alla quota di intradosso dell’ultimo solaio del piano agibile. Nel caso di solaio inclinato, l’altezza viene calcolata nel punto medio. Nel caso in cui: • l’edificio in progetto risulti composto da vari corpi di fabbrica, la verifica potrà essere effettuata in relazione ai singoli corpi;
ficio in progetto risulti composto da vari corpi di fabbrica, la verifica potrà essere effettuata in relazione ai singoli corpi; • le quote del terreno sistemato siano inferiori alle quote naturali del terreno per la verifica dell’altezza massima si considerano le quote del terreno di progetto.
- ZONE PRODUTTIVE INDUSTRIALI E ARTIGIANALI Per gli edifici di tipo produttivo il calcolo dell’altezza viene fatto fino alla quota di imposta della copertura
E ARTIGIANALI
E ARTIGIANALI Per gli edifici di tipo produttivo il calcolo dell’altezza viene fatto fino alla quota di imposta della copertura (intradosso della trave o capriata di sostegno della copertura), che determina la luce netta effettiva per il transito degli automezzi ingombranti o comunque dell’ultimo solaio. In generale, nel caso in cui si ritenga di modificare l’andamento dei terreni con eventuali riporti, questi, oltre
SUPERFICIE DEI LOCALI DI ABITAZIONE E PER ATTIVITÀ COMMERCIALI - AEROILLUMINAZIO
ltimo solaio. In generale, nel caso in cui si ritenga di modificare l’andamento dei terreni con eventuali riporti, questi, oltre ad essere preventivamente dichiarati per le necessarie approvazioni, non devono produrre danni a terzi. SUPERFICIE DEI LOCALI DI ABITAZIONE E PER ATTIVITÀ COMMERCIALI - AEROILLUMINAZIONE La materia è regolata dalle leggi generali, dallo strumento urbanistico vigente, dal Regolamento Edilizio e dal Regolamento di Igiene. CIGLIO STRADALE
CIGLIO STRADALE
dalle leggi generali, dallo strumento urbanistico vigente, dal Regolamento Edilizio e dal Regolamento di Igiene. CIGLIO STRADALE Con riferimento alla normativa vigente in materia, si definisce ciglio stradale la linea di limite della sede o piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine od altre strutture laterali alle predette sedi quando queste siano transitabili, nonché le strutture di delimitazione non transitabili (parapetti, simili, ecc.).
DISTANZA DAL CIGLIO STRADALE E CALIBRI STRADALI
predette sedi quando queste siano transitabili, nonché le strutture di delimitazione non transitabili (parapetti, simili, ecc.). DISTANZA DAL CIGLIO STRADALE E CALIBRI STRADALI La presente norma stabilisce la distanza minima ammessa, espressa in metri, tra il perimetro dell’edificio e il ciglio stradale, in funzione della larghezza della strada (eventuale calibro stradale in progetto). P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 18
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione E' la distanza minima degli edifici dal ciglio strada e si misura sulla normale linea di confine, prevista fra la proprietà privata e quella pubblica nella proiezione orizzontale. Come in precedenza detto per ciglio stradale si intende il limite del calibro stradale comprendendo all’interno del calibro: gli eventuali allargamenti interessanti i tratti individuati, svincoli e snodi stradali e possibili parcheggi laterali;
bro: gli eventuali allargamenti interessanti i tratti individuati, svincoli e snodi stradali e possibili parcheggi laterali; i marciapiedi esistenti, di progetto o allargamenti connessi. Ai fini dell'applicazione della presente norma in mancanza di indicazioni specifiche, il calibro stradale da assumere è quello che in prevalenza caratterizza il tratto stradale considerato, senza tenere conto degli eventuali allargamenti interessanti i limitati tratti, di svincoli, snodi stradali o parcheggi laterali.
enza tenere conto degli eventuali allargamenti interessanti i limitati tratti, di svincoli, snodi stradali o parcheggi laterali. Le nuove costruzioni o ampliamenti, il tutto riferito a strade pubbliche, dovranno rispettare i calibri previsti e considerare da questi la distanza minima di mt. 5,00. Il calibro verrà considerato: per le strade private sulla divisione di confine di proprietà; sulle pubbliche vie l’effettiva mezzeria stradale valutata dai responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale.
nfine di proprietà; sulle pubbliche vie l’effettiva mezzeria stradale valutata dai responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale. Per le strade private esistenti gli allineamenti di eventuali nuovi edifici, ampliamenti, o nuove recinzioni dovranno essere rispettate le distanze minime dalla originaria dividente dei mappali frontisti con calibro minimo di mt. 5,00. Per gli interventi riguardanti le recinzioni, le aperture dei cancelli ed i passi carrai questi sono regolamentati da specifico articolo.
nterventi riguardanti le recinzioni, le aperture dei cancelli ed i passi carrai questi sono regolamentati da specifico articolo. Tali lavori, se nuovi, dovranno rispettare le distanze previste dal presente Piano delle Regole. E’ permesso andare in deroga solo per le opere di manutenzione ordinaria o che riguardino la semplice sostituzione di paline e rete metallica. Per la presentazione di pratiche, inerenti nuovi edifici, che comprendano eventuali nuove recinzioni, di
aline e rete metallica. Per la presentazione di pratiche, inerenti nuovi edifici, che comprendano eventuali nuove recinzioni, di queste dovrà essere presentato specifico progetto. E’ consentita la costruzione a confine o a distanza inferiore rispetto ai limiti di zona dai cigli stradali, di fabbricati accessori costituiti da tettoie aperte da almeno tre lati a condizione che il calibro stradale sia superiore a m. 6.00.
bbricati accessori costituiti da tettoie aperte da almeno tre lati a condizione che il calibro stradale sia superiore a m. 6.00. Non sono considerati ai fini del calcolo della distanza i balconi aperti e normali aggetti (gronde, pensiline, elementi decorativi) sino a una sporgenza di m 1,20. Sono identificati sulle tavole del Piano delle Regole i calibri stradali richiesti indicanti le misura minima da adottare. Per le strade inserite in Ambiti di Trasformazione si fa riferimento alle specifiche schede.
canti le misura minima da adottare. Per le strade inserite in Ambiti di Trasformazione si fa riferimento alle specifiche schede. Si identificano i seguenti casi: TIPO 1 calibro mt. 4,50 – senso unico – corsia mt. 3,00 + marciapiede da mt. 1,50; TIPO 2 calibro mt. 6,00 – doppio senso – corsia mt. 2,75 + banchina da mt. 0,50; TIPO 3 calibro mt. 6,50 – doppio senso – corsia mt. 2,75 + percorso pedonale da mt. 1,00; TIPO 4 calibro mt. 7,50 – doppio senso – corsia mt. 3,00 + marciapiede da mt. 1,50;
ia mt. 2,75 + percorso pedonale da mt. 1,00; TIPO 4 calibro mt. 7,50 – doppio senso – corsia mt. 3,00 + marciapiede da mt. 1,50; TIPO 5 calibro mt. 9,00 – doppio senso – corsia mt. 3,75 + marciapiede da mt. 1,50. Negli ambiti di completamento, oggetto di strumento attuativo corredato da specifica convenzione, solo a seguito di approfondito studio di analisi dei flussi di traffico che certifichi il corretto assetto della circolazione,
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, solo a seguito di approfondito studio di analisi dei flussi di traffico che certifichi il corretto assetto della circolazione, per le strade identificate con calibri da 6,00 e da 6,50 sarà possibile la determinazione della marcia a senso unico, riducendo il calibro a mt. 4,50 (definibile con corsia di mt. 3,00 + marciapiede da mt. 1,50). P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 19
DISTANZA DAI CONFINI – D.C.
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Al di fuori del centro abitato e degli insediamenti previsti da P.G.T., si applica la specifica normativa prevista dal Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e s.m.i.). DISTANZA DAI CONFINI – D.C. E’ la distanza, misurata in proiezione orizzontale, di un edificio dai confini con i terreni contigui, di proprietà di terzi.
C. E’ la distanza, misurata in proiezione orizzontale, di un edificio dai confini con i terreni contigui, di proprietà di terzi. La misurazione viene effettuata sulla perpendicolare alla linea di confine, con esclusione di balconi aperti e sporgenze di normali aggetti. In genere, salvo diverse e specifiche prescrizioni di zona, le distanze minime dei confini devono essere: a) mt. 0,00 in tutte le zone, qualora esista una convenzione stipulata tra i proprietari confinanti con l’impegno
devono essere: a) mt. 0,00 in tutte le zone, qualora esista una convenzione stipulata tra i proprietari confinanti con l’impegno reciproco e contestuale di edificare in aderenza o qualora sul confine già sorga il fabbricato del lotto vicino, allo scopo di eliminare il frontespizio nudo; b) mt. 5,00 minimo, quando l’edificio non ricade nel caso a), abbia pareti, finestrate e non, in modo che l’analogo distacco rispettato dall’edificante sul lotto attiguo, porti la distanza complessiva tra i due edifici a
, in modo che l’analogo distacco rispettato dall’edificante sul lotto attiguo, porti la distanza complessiva tra i due edifici a mt. 10,00 (art. 9 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 17 della Legge 6 agosto 1967, n. 765); c) pari alla metà dell'altezza del fabbricato, qualora questi superi l’altezza di mt. 10,00 e qualora il lotto attiguo risulti inedificato (art. 9 del D.M. 2 aprile 1968). Per la costruzione su fondi di cui uno o più lati costituiscano delimitazioni tra zone in cui sono ammesse le
DISTANZA TRA GLI EDIFICI – D.E.
M. 2 aprile 1968). Per la costruzione su fondi di cui uno o più lati costituiscano delimitazioni tra zone in cui sono ammesse le costruzioni a confine e zone in cui non sono ammesse, le rispettive porzioni devono essere realizzate alle distanze dai confini e tra le costruzioni fissate per le relative zone in cui non è ammessa la costruzione a confine. Le costruzioni totalmente interrate non sono da computarsi al fine della distanza dai confini con le proprietà private. DISTANZA TRA GLI EDIFICI – D.E.
DISTANZA TRA GLI EDIFICI – D.E.
te interrate non sono da computarsi al fine della distanza dai confini con le proprietà private. DISTANZA TRA GLI EDIFICI – D.E. E’ la distanza misurata in proiezione orizzontale tra i fronti, finestrati e non, di due edifici o tra gli spigoli degli stessi, con esclusione di balconi aperti e sporgenze di normali aggetti, come specificato al punto precedente. Di norma la distanza tra gli edifici di nuova costruzione non deve essere inferiore a mt. 10,00.
POSTO MACCHINA
pecificato al punto precedente. Di norma la distanza tra gli edifici di nuova costruzione non deve essere inferiore a mt. 10,00. Nel caso che il lotto attiguo risulti edificato, con un edificio posto ad una distanza inferiore alla minima prescritta dal P.G.T., chi edificherà successivamente all’entrata in vigore delle presenti norme dovrà mantenere una distanza dall’edificio già costruito pari all'altezza dell’edificio più alto, con un minimo di mt. 10,00. POSTO MACCHINA
POSTO MACCHINA
ere una distanza dall’edificio già costruito pari all'altezza dell’edificio più alto, con un minimo di mt. 10,00. POSTO MACCHINA Esprime la superficie necessaria alla sosta dei veicoli e non può essere inferiore a 12 mq al netto degli spazi di manovra. AUTORIMESSE E PERTINENZE Per i nuovi fabbricati residenziali ogni accessorio o autorimesse deve essere reperito all’interno del lotto di proprietà.
NENZE Per i nuovi fabbricati residenziali ogni accessorio o autorimesse deve essere reperito all’interno del lotto di proprietà. Limitatamente al centro storico la possibilità di box esterni è limitata solo al caso in cui sia preesistente una struttura accessoria, entro cui sia inseribile il box stesso. E’ inoltre consentita la costruzione di autorimesse interrate nelle aree libere. Sono vietate costruzioni in lamiera, chiusure e serramenti di tipo precario o provvisorio, comunque dovranno
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nelle aree libere. Sono vietate costruzioni in lamiera, chiusure e serramenti di tipo precario o provvisorio, comunque dovranno essere rispettate le caratteristiche tipologiche e costruttive dell’edificio principale a cui fare diretto riferimento. L’Ufficio tecnico, sentito il parere della Commissione per il Paesaggio, ha facoltà di imporre prescrizioni particolari al fine di garantire opportune condizioni di rispetto ambientale. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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i al fine di garantire opportune condizioni di rispetto ambientale. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 20
PARCHEGGI PRIVATI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione PARCHEGGI PRIVATI Nelle nuove costruzioni ed in occasione di interventi di recupero con cambi di destinazione, nelle ricostruzioni devono essere riservati appositi spazi pertinenziali per parcheggi privati, comprensivi degli spazi di manovra: per la residenza: almeno 1 mq. ogni 10 mc e comunque almeno un posto auto per ogni unità immobiliare; per gli uffici privati e spazi direzionali: 1 posto macchina ogni 50 mq. di Slp,
eno un posto auto per ogni unità immobiliare; per gli uffici privati e spazi direzionali: 1 posto macchina ogni 50 mq. di Slp, per attrezzature ricettive e di ristorazione: 1 posto macchina ogni 50 mq. di Slp, per attività terziario/direzionale: 1 posto macchina ogni 50 mq. di Slp, per attività produttivo/artigianale di servizio: 1 posto macchina ogni 100 mq. di Slp, per scuole: 1 posto macchina per ogni aula, per attività di spettacolo, cultura e simili: 1 posto macchina ogni 100 mq. di Slp,
ART. 8 AREE DI PERTINENZA
er scuole: 1 posto macchina per ogni aula, per attività di spettacolo, cultura e simili: 1 posto macchina ogni 100 mq. di Slp, per attività sanitarie ed ospedaliere e simili: 1 posto macchina ogni 100 mq. di Slp. ART. 8 AREE DI PERTINENZA Le aree di pertinenza e le relative superfici individuate dagli elaborati tecnici di attuazione del Piano di Governo del Territorio costituiscono, rispettivamente, la superficie territoriale e fondiaria dell’intervento o
one del Piano di Governo del Territorio costituiscono, rispettivamente, la superficie territoriale e fondiaria dell’intervento o degli edifici realizzati al momento dell’entrata in vigore del presente P.G.T. Un area di pertinenza si definisce satura quando gli edifici costruiti hanno utilizzato al massimo le superfici o la cubatura edificabile consentita dai rispettivi indici all’atto dell’avvenuta approvazione del presente PGT.
mo le superfici o la cubatura edificabile consentita dai rispettivi indici all’atto dell’avvenuta approvazione del presente PGT. In caso di acquisto di terreni che comportino l’aumento della superficie fondiaria successivi a tale data, questi produrranno specifica volumetria. I fondi necessari per l’osservanza dei rapporti di sfruttamento per le nuove costruzioni, non possono essere derivati, con frazionamenti successivi alla data di adozione del P.G.T., da fondi di pertinenza di edifici esistenti.
ono essere derivati, con frazionamenti successivi alla data di adozione del P.G.T., da fondi di pertinenza di edifici esistenti. Le aree di pertinenza sature e non sature saranno, a cura dell’Amministrazione, riportate su apposita mappa catastale, messa a disposizione dei cittadini e di tutti gli interessati ad atti di compravendita e di edificazione. Detto vincolo di pertinenza dura con il durare degli edifici e può subire variazioni derivanti solo dalle
COMPENSAZIONE E PEREQUAZIONE
ita e di edificazione. Detto vincolo di pertinenza dura con il durare degli edifici e può subire variazioni derivanti solo dalle modifiche della disciplina urbanistica prevista dal Piano di Governo del Territorio. Non è ammessa la cessione di cubatura tra aree urbane adiacenti. COMPENSAZIONE E PEREQUAZIONE Secondo quanto previsto dall’art. 11 della L.R. 12/2005, il Documento di Piano non ha stabilito le modalità e i limiti di attuazione consentibili con l’applicazione della perequazione urbanistica.
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o di Piano non ha stabilito le modalità e i limiti di attuazione consentibili con l’applicazione della perequazione urbanistica. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 21
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Per questo in fase di elaborazione del piano per le proprie capacità insediative si è assunta l’attribuzione di un unico indice di edificabilità territoriale come parametro per uno sviluppo corretto degli Ambiti di Trasformazione e quelli di completamento del Tessuto Urbano Consolidato. Nell’ipotesi in cui si ricada in ambiti interessati per la realizzazione di interventi di interesse pubblico generale
nsolidato. Nell’ipotesi in cui si ricada in ambiti interessati per la realizzazione di interventi di interesse pubblico generale non è prevista la compensazione dei diritti edificatori trasferibili su aree edificabili diverse dall’ambito di attuazione e previste dal presente P.G.T. Le possibilità di applicazione dell’art. 11 (Legge R.12/2005) non sono state ritenute neppure ammissibili per eventuali interventi di trasformazione che identifichino strutture o aree ricadenti in ambiti oggetto di
REGISTRO DEI DIRITTI EDIFICATORI
neppure ammissibili per eventuali interventi di trasformazione che identifichino strutture o aree ricadenti in ambiti oggetto di intervento di carattere pubblico. REGISTRO DEI DIRITTI EDIFICATORI Come previsto dalla L.R. 12/05 e s.m.i. l’Amministrazione Comunale istituirà un registro delle concessioni dei diritti edificatori rilasciati, sempre aggiornato, reso pubblico ed attestante gli atti unilaterali sottoscritti. Ogni intervento di tal genere dovrà essere corredato da:
iornato, reso pubblico ed attestante gli atti unilaterali sottoscritti. Ogni intervento di tal genere dovrà essere corredato da: titolarità dei diritti edificatori; pertinenze fondiarie dell’edificio per il quale si richiede l’attuazione riportato su apposito registro; diritti edificatori utilizzati riportati su apposito registro dei diritti edificatori; le aree divenute prive di diritti edificatori per l’avvenuta cessione degli stessi.
ART. 9 DEFINIZIONE DELLE CATEGORIE DEGLI INTERVENTI COSTRUTTIVI E DEL PATRIMONIO
apposito registro dei diritti edificatori; le aree divenute prive di diritti edificatori per l’avvenuta cessione degli stessi. Va rammentato che, nel caso di decadenza o di non godimento di tale diritto edificatorio, questo torna ad essere utilizzabile. ART. 9 DEFINIZIONE DELLE CATEGORIE DEGLI INTERVENTI COSTRUTTIVI E DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE Ai sensi di quanto stabilito dall’Art. 12 della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12 e successive modificazioni,
ILIZIO ESISTENTE
ILIZIO ESISTENTE Ai sensi di quanto stabilito dall’Art. 12 della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12 e successive modificazioni, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente sono cosi definiti: INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA Consistono nelle opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e in quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, anche con l’impiego di materiali diversi,
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA
necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, anche con l’impiego di materiali diversi, purché i predetti materiali risultino compatibili con le norme ed i regolamenti comunali vigenti. Più in generale sono di manutenzione ordinaria gli interventi che hanno luogo esclusivamente su elementi edilizi esistenti e che sono richiesti a causa del normale processo di usura o da normali esigenze di civile utilizzazione. INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA
ti a causa del normale processo di usura o da normali esigenze di civile utilizzazione. INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA Consistono nelle opere riguardanti il consolidamento, il rinnovamento e la sostituzione di parti anche strutturali degli edifici, la realizzazione ed integrazione dei servizi igienico sanitari e tecnologici, nonché le modificazioni dell’assetto distributivo di singole unità immobiliari.
one dei servizi igienico sanitari e tecnologici, nonché le modificazioni dell’assetto distributivo di singole unità immobiliari. Sono di manutenzione straordinaria anche gli interventi che comportino la trasformazione di una singola unità immobiliare in due o più unità immobiliari o l’aggregazione di due o più unità immobiliari in un’unità immobiliare. Gli interventi di manutenzione straordinaria non prevedono né consentono, in via assoluta, l’alterazione dei volumi.
INTERVENTI DI RESTAURO E DI RISANAMENTO CONSERVATIVO
mmobiliare. Gli interventi di manutenzione straordinaria non prevedono né consentono, in via assoluta, l’alterazione dei volumi. INTERVENTI DI RESTAURO E DI RISANAMENTO CONSERVATIVO Si intendono gli interventi edilizi rivolti a conservare e a recuperare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili.
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o degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 22
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio. Per restauro, in particolare, si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni
INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
organismo edilizio. Per restauro, in particolare, si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale. INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale. INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Si definiscono di ristrutturazione edilizia, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio,
iverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione parziale e totale nel rispetto della volumetria preesistente e della sagoma fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica.
INTERVENTI DI DEMOLIZIONE SENZA RICOSTRUZIONE
volumetria preesistente e della sagoma fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. INTERVENTI DI DEMOLIZIONE SENZA RICOSTRUZIONE Consistono nella semplice demolizione di un manufatto edilizio, demolizione alla quale non sia previsto né consentito che faccia seguito la sua ricostruzione. Tale categoria riguarda quei manufatti edilizi non originari, derivanti da aggiunte utilitarie o storicamente
INTERVENTI DI RICOMPOSIZIONE E COMPLETAMENTO URBANISTICO
sua ricostruzione. Tale categoria riguarda quei manufatti edilizi non originari, derivanti da aggiunte utilitarie o storicamente false, la cui permanenza è giudicata in contrasto con i caratteri del tessuto edilizio circostante e di cui il piano dispone la demolizione. INTERVENTI DI RICOMPOSIZIONE E COMPLETAMENTO URBANISTICO Sono di ricomposizione e completamento urbanistico gli interventi rivolti ad eliminare discontinuità
E COMPLETAMENTO URBANISTICO
E COMPLETAMENTO URBANISTICO Sono di ricomposizione e completamento urbanistico gli interventi rivolti ad eliminare discontinuità incompatibili con il tessuto urbano esistente o a completare situazioni rimaste incompiute e perciò pregiudizievoli dell’immagine e del decoro urbano. Sono compresi in tali interventi ampliamenti, normalmente di modesta entità, di edifici esistenti. INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE
INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE
no compresi in tali interventi ampliamenti, normalmente di modesta entità, di edifici esistenti. INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE Sono di nuova costruzione, quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite precedentemente citate e precisamente:
- la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della
mente:
- la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto al successivo capoverso numero 5;
- gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dall’Amm. Comunale,
- la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche di pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
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infrastrutture e di impianti, anche di pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
- l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 23
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- interventi pertinenziali che gli atti di pianificazione territoriale ed i regolamenti edilizi, anche in relazione al pregio ambientale paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
- la realizzazione di depositi di merci e di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto
ncipale;
- la realizzazione di depositi di merci e di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;
- gli interventi di integrale sostituzione edilizia degli immobili esistenti, mediante demolizione e ricostruzione anche con diversa localizzazione nel lotto e con diversa sagoma, con mantenimento della medesima volumetria dell'immobile sostituito.
INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
con diversa localizzazione nel lotto e con diversa sagoma, con mantenimento della medesima volumetria dell'immobile sostituito. INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA Si definiscono di ristrutturazione urbanistica gli interventi rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico- edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale. ART. 10 OPERE DI URBANIZZAZIONE
ART. 10 OPERE DI URBANIZZAZIONE URBANIZZAZIONE PRIMARIA
edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale. ART. 10 OPERE DI URBANIZZAZIONE URBANIZZAZIONE PRIMARIA Le opere di urbanizzazione primaria sono quelle costituite da quanto previsto dall’art. 4 della legge 847/1964 e secondo quanto previsto dall’art. 44, comma 2, di cui alla L.r. 12/2005 e successive modificazioni. Tali opere, se dovute, devono essere eseguite durante l’esecuzione dei lavori siano essi pubblici o privati ed
URBANIZZAZIONE SECONDARIA
ve modificazioni. Tali opere, se dovute, devono essere eseguite durante l’esecuzione dei lavori siano essi pubblici o privati ed ultimate entro la fine dei lavori stessi. Il tutto dovrà dar seguito anche ad eventuali convenzioni o atti analoghi sottoscritti. URBANIZZAZIONE SECONDARIA Le opere di urbanizzazione secondaria sono quelle previste dall’art. 44, comma 4, di cui alla L.r. 12/2005 e successive modificazioni. SCOMPUTO ONERI URBANIZZAZIONE
SCOMPUTO ONERI URBANIZZAZIONE
a sono quelle previste dall’art. 44, comma 4, di cui alla L.r. 12/2005 e successive modificazioni. SCOMPUTO ONERI URBANIZZAZIONE A totale o parziale scomputo dei contributi dovuti per le opere di urbanizzazione, l’Amm. Comunale può consentire la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria o secondaria nel pieno rispetto e nella regolarità di lavori assimilabili ad interventi di opere pubbliche e nel caso dovranno essere presentati gli elaborati progettuali necessari.
lavori assimilabili ad interventi di opere pubbliche e nel caso dovranno essere presentati gli elaborati progettuali necessari. L’Amministrazione Comunale indicherà i criteri di valutazione con tutte le necessarie garanzie economico- finanziarie. Solo a collaudo avvenuto le opere in questione potranno essere prese in carico ed inserite a pieno titolo nelle proprietà comunali. Non possono essere oggetto di scomputo le opere espressamente riservate, nel programma triennale delle
ART. 11 DESTINAZIONE D'USO
nelle proprietà comunali. Non possono essere oggetto di scomputo le opere espressamente riservate, nel programma triennale delle opere pubbliche, alla realizzazione diretta da parte del Comune. ART. 11 DESTINAZIONE D'USO La destinazione d’uso del territorio comunale è definita per singole zone dalle tavole grafiche del P.G.T.. Le tavole del Piano delle Regole classificano il territorio comunale in differenti zone, per ciascuna delle quali
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he del P.G.T.. Le tavole del Piano delle Regole classificano il territorio comunale in differenti zone, per ciascuna delle quali le presenti norme stabiliscono la destinazione d’uso ammessa per le aree e gli edifici (attrezzature ed edifici pubblici e di uso pubblico, residenza, attività produttive agricole, attività produttive industriali ed artigianali, conservazione e valorizzazione dell’ambiente, mobilità veicolare e ciclopedonale, ecc.). P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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izzazione dell’ambiente, mobilità veicolare e ciclopedonale, ecc.). P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 24
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione La destinazione d’uso di un’area o di un edificio, la sua funzione o il complesso di funzioni ammesse dagli strumenti di pianificazione per l’area o per gli edifici è disciplinata dalla L.r. 12/2005 e s.m.i.. A tal proposito si dice “principale” la destinazione d’uso qualificante e “complementare” od “accessoria” o “compatibile” la/le destinazioni d’uso che integrano o rendono possibile la destinazione d’uso principale.
re” od “accessoria” o “compatibile” la/le destinazioni d’uso che integrano o rendono possibile la destinazione d’uso principale. Di conseguenza la destinazione d’uso indicata dal P.G.T. per ciascuna zona del territorio comunale è da intendersi come destinazione principale, intendendosi consentite anche tutte quelle destinazioni che risultino ad essa complementari od accessorie e con essa compatibili.
ntendendosi consentite anche tutte quelle destinazioni che risultino ad essa complementari od accessorie e con essa compatibili. Non si considerano compatibili quelle attività che per dimensioni, differente tipologia, area d’influenza, per l’influenza esercitata sulla viabilità circostante e per le caratteristiche della sistemazione esterna (parcheggi, verde, ecc.) si configurano come estranee alla destinazione prevalente nella zona.
stiche della sistemazione esterna (parcheggi, verde, ecc.) si configurano come estranee alla destinazione prevalente nella zona. Il PGT, nelle zone del territorio comunale, oggetto di intervento con i suoi atti può definire e fissare quantità, percentuali, limitazioni e proporzioni di destinazioni d’uso ammissibili in una pluralità di indirizzo organico all’ipotesi progettuale di piano. Nelle specifiche schede di valutazione degli Ambiti di Intervento sono indicate invece le prescrizioni
esi progettuale di piano. Nelle specifiche schede di valutazione degli Ambiti di Intervento sono indicate invece le prescrizioni particolari di ciascun ambito. I progetti attraverso le loro attuazioni devono dar seguito a tali norme. A titolo esemplificativo si possono precisare le classi funzionali e le loro specificità, così come di seguito descritte: nelle zone residenziali sono ammesse, oltre alle abitazioni private e pubbliche, le attività complementari
seguito descritte: nelle zone residenziali sono ammesse, oltre alle abitazioni private e pubbliche, le attività complementari ed accessorie alla residenza e con essa compatibili, come:
- negozi per la vendita al dettaglio;
- unità commerciali di vicinato entro il limite di 150 mq. di superficie di vendita;
- esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
- sportelli bancari;
- attività ricettive e ristoranti;
- sale di spettacolo;
- agenzie;
- studi professionali;
- uffici;
vande;
- sportelli bancari;
- attività ricettive e ristoranti;
- sale di spettacolo;
- agenzie;
- studi professionali;
- uffici;
- attività artigianali oggi già esistenti e quelle di servizio alla residenza che non risultino nocive o moleste nei confronti di quest’ultima e che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) né comunque appositi fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; è fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti;
positi fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; è fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti;
- magazzini e depositi di raccolta di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) né comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; è fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti;
- autorimesse di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili)
bricati esistenti;
- autorimesse di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) né comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; è fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti;
- centri culturali, sociali e religiosi;
- cabine di trasformazione dell’energia elettrica;
- centrali telefoniche. nelle zone in cui si prevedano attività terziarie sono consentite:
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sformazione dell’energia elettrica;
- centrali telefoniche. nelle zone in cui si prevedano attività terziarie sono consentite:
- attrezzature terziarie di produzione di servizi comprese le relative pertinenze con SLP inf. a 150 mq. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 25
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- amministrative e direzionali, laboratori ecc. di medie dimensioni; nelle zone in cui si prevedano attività turistico ricettive in genere, compresi gli agriturismi, sono consentite:
- attrezzature ricettive, alberghi, residence, case albergo, ostelli, ecc., comprendenti preparazioni e somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande, unità commerciali di vicinato per la vendita al
comprendenti preparazioni e somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande, unità commerciali di vicinato per la vendita al dettaglio, spazi per locali per lo spettacolo, l’intrattenimento, lo svago, convegni, il tutto in edifici e strutture aventi tipologia propria o attività insediabili in edifici ad uso esclusivo; nelle zone in cui si prevedano attività commerciali sono consentite:
- il commercio al dettaglio con una superficie massima di 250 mq;
zone in cui si prevedano attività commerciali sono consentite:
- il commercio al dettaglio con una superficie massima di 250 mq;
- le medie strutture di vendita di prossimità da 250 mq a 1.500 mq di superficie di vendita;
- il commercio all’ingrosso; nelle zone in cui si prevedano attività produttive sono consentite le attività di:
- attrezzature produttive artigianali e industriali;
- deposito ed esposizioni di merci al coperto ed a cielo aperto con o senza attività commerciale
tive artigianali e industriali;
- deposito ed esposizioni di merci al coperto ed a cielo aperto con o senza attività commerciale all’ingrosso eccettuato l’accatastamento di rottami;
- magazzino e commercio all’ingrosso con eventuali spacci aziendali;
- esposizione dei prodotti e manufatti connessi con l’attività produttiva svolta;
- vendita dei prodotti e manufatti connessi con l’attività produttiva svolta;
- uffici ove abbiano sede le funzioni direzionali dell’azienda;
- laboratori di ricerca;
nessi con l’attività produttiva svolta;
- uffici ove abbiano sede le funzioni direzionali dell’azienda;
- laboratori di ricerca;
- centri di calcolo e centri di servizio destinati all’industria e all’artigianato;
- impianti, cabine di trasformazione ed impianti di depurazione;
- abitazioni destinate al titolare o al custode entro il limite stabilito dal P.G.T. per ciascuna zona. Sono consentite altresì le attività di commercio all’ingrosso, anche se esercitate congiuntamente al
l P.G.T. per ciascuna zona. Sono consentite altresì le attività di commercio all’ingrosso, anche se esercitate congiuntamente al commercio al dettaglio, purché risulti prevalente l’attività all’ingrosso. Infine sono consentite tutte quelle attività di commercio al dettaglio che, in quanto comportanti l’impiego di tipologie edilizie industriali (tettoie, capannoni, ecc.), lo stoccaggio all’aperto di merci, manufatti ed
portanti l’impiego di tipologie edilizie industriali (tettoie, capannoni, ecc.), lo stoccaggio all’aperto di merci, manufatti ed attrezzature, l’adozione di lavorazioni moleste, risultino incompatibili con le zone residenziali normalmente destinate ad accogliere il commercio al dettaglio. A titolo di esempio, si possono citare: rivendite di materiali per l’edilizia, depositi di acque, vini e bevande esitati col sistema della vendita a domicilio, autosaloni, rivendite di piante, rivendite di animali.
i di acque, vini e bevande esitati col sistema della vendita a domicilio, autosaloni, rivendite di piante, rivendite di animali. nelle zone agricole, oltre agli edifici adibiti al ricovero degli animali, degli attrezzi e al deposito dei prodotti agricoli, sono consentite l’abitazione del coltivatore o del conduttore, nei limiti e con le modalità stabilite dalla L.r. n. 12/2005 e successive modificazioni, oltre ad attività accessorie di lavorazione, coltivazione e vendita dei prodotti stessi;
n. 12/2005 e successive modificazioni, oltre ad attività accessorie di lavorazione, coltivazione e vendita dei prodotti stessi; nelle zone boschive, sono consentiti solo gli edifici adibiti alla conduzione dei fondi, nel rispetto assoluto nei limiti e con le modalità stabilite dalla L.r. n. 12/2005 e successive modificazioni. Più in generale si specifica che per quanto riguarda le destinazioni d’uso in precedenza citate:
005 e successive modificazioni. Più in generale si specifica che per quanto riguarda le destinazioni d’uso in precedenza citate:
- non sono comunque ammesse residenze in zone produttive (agricole, boschive e secondarie), se non annesse e strettamente complementari alle unità produttive stesse;
- la destinazione d’uso delle aree e dei fabbricati e, all’interno di questi, di ciascuna unità funzionale
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tà produttive stesse;
- la destinazione d’uso delle aree e dei fabbricati e, all’interno di questi, di ciascuna unità funzionale deve risultare sia dalle tavole di progetto, allegate alla Segnalazione certificata d’inizio di attività (Scia) o permesso di costruire, sia dagli elaborati degli strumenti di pianificazione attuativa; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 26
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- ogni variazione della destinazione d’uso di aree o di fabbricati o di parte di questi ultimi costituenti unità funzionale (intendendosi come tale un complesso di locali organizzati per una fruizione unitaria ed autonoma) è soggetta, ancorché non conseguita per mezzo di opere edilizie, ad autorizzazione nelle forme consentite dalla legge. Mutamenti di destinazione d’uso
on conseguita per mezzo di opere edilizie, ad autorizzazione nelle forme consentite dalla legge. Mutamenti di destinazione d’uso I mutamenti di destinazione, conformi ai dettami del presente strumento urbanistico ed ai dettami delle leggi, non comportanti esecuzione di opere edilizie, fatte salve le previsioni inderogabili di legge che richiedano procedimenti diversi, sono soggetti a preventiva comunicazione da parte del richiedente, ai sensi e per gli
legge che richiedano procedimenti diversi, sono soggetti a preventiva comunicazione da parte del richiedente, ai sensi e per gli effetti dell'art. 52 - comma secondo - della L.R. 12/2005 (oltre a s.m.i.), nel rispetto del regolamento tributi comunale e, pertanto, dell’eventuale corresponsione delle somme da quest’ultimo previste per l’adeguamento dell’immobile alla nuova destinazione. Qualora la destinazione d’uso sia comunque modificata nei dieci anni successivi all’ultimazione dei lavori, il
ova destinazione. Qualora la destinazione d’uso sia comunque modificata nei dieci anni successivi all’ultimazione dei lavori, il contributo di costruzione è dovuto nella misura massima corrispondente alla nuova destinazione, determinata con riferimento al momento dell’intervenuta variazione. Sono fatte salve le previsioni dell’articolo 20 - comma primo - del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali.
oni dell’articolo 20 - comma primo - del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. I mutamenti di destinazione d’uso di immobili, anche non comportanti la realizzazione di opere edilizie, finalizzati alla creazione di luoghi di culto e luoghi destinati a centri sociali, sono assoggettati a permesso di costruire. Nel caso in cui la destinazione d’uso degli immobili e di aree in questione determini un mutamento di quella
messo di costruire. Nel caso in cui la destinazione d’uso degli immobili e di aree in questione determini un mutamento di quella originale, dovranno essere sempre e comunque rispettate e verificate le eventuali maggiori quantità di aree destinate a servizi, attrezzature pubbliche o parcheggi. Il maggior fabbisogno dovrà essere sempre soddisfatto o all’interno dell’area interessata dal cambio oppure in altra area ritenuta idonea dall’Amministrazione Comunale, il tutto in diretta correlazione con lo stesso
ta dal cambio oppure in altra area ritenuta idonea dall’Amministrazione Comunale, il tutto in diretta correlazione con lo stesso Piano dei Servizi. In alternativa alla cessione di dette aree, solo l’Amministrazione Comunale può consentire la possibilità di corresponsione di un pagamento in denaro pari al valore economico di mercato relativo all’area che si sarebbe dovuta acquisire. E' fatto salvo il disposto dell'art. 54 - comma primo - lettera a) della L.R. 12/2005.
all’area che si sarebbe dovuta acquisire. E' fatto salvo il disposto dell'art. 54 - comma primo - lettera a) della L.R. 12/2005. Qualora il mutamento di destinazione d’uso con opere edilizie risulti in difformità dalle previsioni urbanistiche comunali, si applicano le sanzioni amministrative previste dalla vigente legislazione per la realizzazione di opere in assenza o in difformità dal permesso di costruire, ovvero in assenza o in difformità dalla denuncia di inizio attività.
opere in assenza o in difformità dal permesso di costruire, ovvero in assenza o in difformità dalla denuncia di inizio attività. Qualora il mutamento di destinazione d’uso senza opere edilizie, ancorché comunicato ai sensi dell’articolo 52 - comma 2 - della L.R. 12/2005, risulti in difformità dalle vigenti previsioni urbanistiche comunali, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari all’aumento del valore venale dell’immobile o sua parte,
istiche comunali, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari all’aumento del valore venale dell’immobile o sua parte, oggetto di mutamento di destinazione d’uso, accertato in sede tecnica e comunque non inferiore a mille euro. Il mutamento di destinazione d’uso con opere edilizie effettuato in assenza di atto unilaterale d’obbligo, ove previsto, o di convenzione, ovvero in difformità dai medesimi, comporta l’applicazione di una sanzione
nilaterale d’obbligo, ove previsto, o di convenzione, ovvero in difformità dai medesimi, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio degli oneri di urbanizzazione dovuti per l’intervento e comunque non inferiore a mille euro. Gli importi corrisposti a titolo di sanzione amministrativa sono impiegati dal Comune per incrementare, realizzare o riqualificare la dotazione di aree, servizi ed infrastrutture.
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strativa sono impiegati dal Comune per incrementare, realizzare o riqualificare la dotazione di aree, servizi ed infrastrutture. Per gli edifici conformi per destinazione all'epoca della loro costruzione, ma difformi al momento dell'entrata in vigore del P.G.T., sono ammesse le manutenzioni ordinaria e straordinaria. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 27
ART. 12 NORME PER LA TUTELA DEL VERDE AMBITO DI APPLICAZIONE
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 12 NORME PER LA TUTELA DEL VERDE AMBITO DI APPLICAZIONE La presente normativa si applica alla protezione degli alberi nelle zone edificate e sono oggetto di opportuna autorizzazione. Sono oggetto di protezione gli alberi con una circonferenza del tronco di almeno 80 cm., misurata da un’altezza dal suolo di 100 cm.. Se l’attaccatura della chioma è inferiore a tale altezza, la misura viene effettuata immediatamente sotto l’attaccatura della chioma.
attaccatura della chioma è inferiore a tale altezza, la misura viene effettuata immediatamente sotto l’attaccatura della chioma. Nel caso di alberi con più tronchi, si misura la somma delle circonferenze dei singoli tronchi. Le alberature (viali, filari....) debbono essere rigorosamente conservate. Qualora dovessero deperire per cause naturali o per qualsiasi altra causa dovranno essere ripristinate nel più breve tempo possibile.
ra dovessero deperire per cause naturali o per qualsiasi altra causa dovranno essere ripristinate nel più breve tempo possibile. La potatura delle alberature dovrà essere effettuata con la tecnica del taglio di ritorno, in modo che i tagli siano aderenti al punto di inserzione dei rami, sotto la direzione lavori di un dottore agronomo-forestale. La capitozzatura delle branchie e dei rami è ammessa solo per ragioni fitosanitarie.
ne lavori di un dottore agronomo-forestale. La capitozzatura delle branchie e dei rami è ammessa solo per ragioni fitosanitarie. Ai parchi privati che presentano una composizione dendrologica di tipo naturale devono mantenere questa loro caratteristica. Inoltre per quanto riguarda i giardini esistenti che presentano una memoria storico-ambientale dovranno essere riconfermati eventuali filari della medesima specie eventualmente da sostituire.
una memoria storico-ambientale dovranno essere riconfermati eventuali filari della medesima specie eventualmente da sostituire. Ogni abbattimento di alberi dovrà pertanto essere denunciato all'Autorità competente. In ogni caso negli orti e nei giardini la vegetazione deve essere consona all'ambiente con essenze tipiche o autoctone della zona ad esclusione di quelle anomale. Non sono soggetti alla presente normativa gli alberi da frutta. Escono dalla presente normativa anche gli alberi e
MISURE VIETATE
elle anomale. Non sono soggetti alla presente normativa gli alberi da frutta. Escono dalla presente normativa anche gli alberi e gruppi di alberi per i quali sono state stabilite particolari forme di protezione in base alle leggi vigenti. MISURE VIETATE Nell’ambito di applicazione della presente normativa è vietato rimuovere, distruggere, danneggiare o modificare in modo essenziale la struttura degli alberi protetti. Tra le misure vietate non rientrano le abituali
danneggiare o modificare in modo essenziale la struttura degli alberi protetti. Tra le misure vietate non rientrano le abituali misure di manutenzione e conservazione; le misure nel quadro di un’ordinaria gestione di vivai e giardini, le misure per un'ordinata formazione e manutenzione di superfici a verde pubblico, nonché l’ordinato sfruttamento dei boschi. Sono inoltre consentite le misure improrogabili per l'allontanamento di un pericolo immediato; esse devono essere subito notificate al Comune.
onsentite le misure improrogabili per l'allontanamento di un pericolo immediato; esse devono essere subito notificate al Comune. Come danneggiamento ai sensi del paragrafo precedente si considerano anche disturbi alle radici, in particolare mediante:
- pavimentazione della superficie con un manto impermeabile (ad es. asfalto, calcestruzzo);
- scavi o ammassi di materiali;
- deposito o versamento di sali, oli, acidi;
- fuoriuscita di gas ed altre sostanze da condutture.
MISURE PRESCRITTE
scavi o ammassi di materiali;
- deposito o versamento di sali, oli, acidi;
- fuoriuscita di gas ed altre sostanze da condutture. I precedenti commi non valgono per alberi su strade pubbliche, qualora si adottino in altro modo precauzioni per evitare la morte degli alberi. MISURE PRESCRITTE Il Comune può prescrivere che:
- la domanda, presentata da parte del proprietario o avente titolo, di taglio o di modifica di essenze arboree venga corredata con studio o relazione agronomica;
del proprietario o avente titolo, di taglio o di modifica di essenze arboree venga corredata con studio o relazione agronomica;
- il proprietario di un lotto adotti determinate misure per la cura, conservazione e difesa degli alberi, come previsto dalla presente normativa; ciò vale in particolare quando si devono predisporre od eseguire misure edilizie;
- il proprietario consenta l’esecuzione di determinate misure di cura e conservazione di alberi protetti, che il
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isure edilizie;
- il proprietario consenta l’esecuzione di determinate misure di cura e conservazione di alberi protetti, che il proprietario stesso non è in grado di eseguire. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 28
ECCEZIONI ED ESENZIONI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ECCEZIONI ED ESENZIONI Ad eventuali divieti si devono ammettere eccezioni quando:
- il proprietario, in base a prescrizioni di diritto pubblico, sia obbligato a rimuovere o a modificare gli alberi e non si possa liberare in alcun modo di tale obbligo;
- un’utilizzazione ammessa secondo le norme urbanistiche non possa essere altrimenti realizzata o possa esserlo solo con limitazioni essenziali;
ne ammessa secondo le norme urbanistiche non possa essere altrimenti realizzata o possa esserlo solo con limitazioni essenziali;
- dall’albero provengono pericoli per persone o cose e tali pericoli non possano essere rimossi in altro modo e con una spesa ammissibile;
- l'albero sia ammalato e la sua conservazione, anche previa considerazione del pubblico interesse, non sia possibile con una spesa tollerabile;
mmalato e la sua conservazione, anche previa considerazione del pubblico interesse, non sia possibile con una spesa tollerabile;
- la rimozione dell’albero sia urgentemente necessaria per prevalenti interessi pubblici non altrimenti realizzabili. Si possono, in singoli casi, ammettere esenzioni quando:
- il divieto condurrebbe ad un rigore imprevisto e l’esenzione è conciliabile con l’interesse pubblico;
- l’esenzione è richiesta per il bene della collettività.
gore imprevisto e l’esenzione è conciliabile con l’interesse pubblico;
- l’esenzione è richiesta per il bene della collettività. Il riconoscimento di un’eccezione o esenzione deve essere richiesta per iscritto al Comune, previa illustrazione delle motivazioni ed allegando in duplice copia una planimetria in scala. In casi singoli si può prescindere dalla presentazione della planimetria, se in altro modo (ad es. fotografie) possono essere rappresentati con sufficiente
cindere dalla presentazione della planimetria, se in altro modo (ad es. fotografie) possono essere rappresentati con sufficiente precisione gli alberi protetti, la loro localizzazione, specie, altezza e circonferenza. Il permesso in base ad un’eccezione o esenzione richiesta viene concesso in forma scritta. Esso può essere legato a disposizioni accessorie. In particolare al richiedente può essere imposto di piantare e mantenere a sue
Esso può essere legato a disposizioni accessorie. In particolare al richiedente può essere imposto di piantare e mantenere a sue spese alberi di determinate specie e dimensioni in sostituzione degli alberi rimossi. PROTEZIONE DEGLI ALBERI NEL CASO DI PERMESSO DI COSTRUIRE O SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO DI ATTIVITÀ ( SCIA) Nel caso in cui si richieda un permesso di costruire o Segnalazione certificata di inizio di attività (Scia) per un
VITÀ ( SCIA)
VITÀ ( SCIA) Nel caso in cui si richieda un permesso di costruire o Segnalazione certificata di inizio di attività (Scia) per un lotto che ricade nel campo di applicazione della presente normativa, si devono riportare nella planimetria gli alberi esistenti protetti, la loro locazione, la specie, la circonferenza del tronco e della chioma. Se si chiede un permesso di costruire o Segnalazione certificata di inizio di attività (Scia) per un progetto la cui
CONTRAVVENZIONE ALLE NORMATIVE
lla chioma. Se si chiede un permesso di costruire o Segnalazione certificata di inizio di attività (Scia) per un progetto la cui realizzazione comporta la rimozione, la distruzione, il danneggiamento o la modifica degli alberi protetti (se dichiarati tali), si deve allegare la richiesta del permesso e la documentazione descritta precedentemente. CONTRAVVENZIONE ALLE NORMATIVE Contravviene alle norme colui che, intenzionalmente o per negligenza, senza permesso rimuove, distrugge,
VENZIONE ALLE NORMATIVE
VENZIONE ALLE NORMATIVE Contravviene alle norme colui che, intenzionalmente o per negligenza, senza permesso rimuove, distrugge, danneggia o modifica in modo essenziale la struttura di alberi protetti, ovvero non adempie a prescrizioni e condizioni o altre disposizioni nel quadro di un permesso concesso. ART.13 PRESCRIZIONI PARTICOLARI SIC (SITO DI INTERESSE COMUNITARIO) DEL LAGO DI MONATE L’Amministrazione ha intrapreso l’azione di riconoscimento del SIC del Lago di Monate, che comprende anche
parte del territorio comunale.
O) DEL LAGO DI MONATE L’Amministrazione ha intrapreso l’azione di riconoscimento del SIC del Lago di Monate, che comprende anche parte del territorio comunale. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 29
RISCHIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione RISCHIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO Tutti gli interventi di nuova edificazione devono essere sottoposti a verifica con lo studio redatto secondo quanto stabilito dalla L.R. 24 novembre 1997 n. 41 ed alle indagini come da D.M. 11.3.88. Tutta la rete idrica superficiale dovrà essere comunque mantenuta: non si dovranno eseguire sbarramenti e le eventuali tombinature di attraversamento dovranno avere idonea luce.
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
munque mantenuta: non si dovranno eseguire sbarramenti e le eventuali tombinature di attraversamento dovranno avere idonea luce. In aree critiche per l’esondabilità, per eventuali opere di arginatura e risistemazione si dovranno prediligere interventi con tecniche di ingegneria naturalistica. INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO Per la tutela della salute, mediante l’analisi ed il controllo eseguita da un tecnico, è fatto obbligo la verifica dell’impatto elettromagnetico come previsto per legge.
alisi ed il controllo eseguita da un tecnico, è fatto obbligo la verifica dell’impatto elettromagnetico come previsto per legge. Questo per quanto riguarda gli insediamenti residenziali in cui vi sia presenza continuativa di persone, nelle cui vicinanze si trovano già installati impianti di radio telecomunicazione (SRB per telefonia, Radio e Tv). La presente verifica va fatta anche per eventuali nuovi volumi che dovessero essere insediati e che
per telefonia, Radio e Tv). La presente verifica va fatta anche per eventuali nuovi volumi che dovessero essere insediati e che interagiscano con il rispetto per i valori d’attenzione di campi elettromagnetici, così da determinare l’eventuale insorgenza di incompatibilità. PIANO D’ ILLUMINAZIONE PER IL TERRITORIO COMUNALE Tutti gli impianti di illuminazione esistenti e di supporto sia alla nuova viabilità veicolare, ciclopedonale, aree di
COMUNALE Tutti gli impianti di illuminazione esistenti e di supporto sia alla nuova viabilità veicolare, ciclopedonale, aree di parcheggio, e verde pubblico, sia alle opere di illuminazione esterna asservite alle strutture residenziali e produttive dovranno essere eseguite secondo le indicazioni descritte nell’art. 9 della L.R. 17/00 (modificata dalla L.R. 38/04) relative alle zone tutelate ed i criteri applicativi aggiuntivi per le fasce di rispetto previste
CONTENIMENTO ENERGETICO
(modificata dalla L.R. 38/04) relative alle zone tutelate ed i criteri applicativi aggiuntivi per le fasce di rispetto previste nell’art. 8 dell’allegato A della D.G.R. 20 settembre n. 7/6162, al fine di ridurre l’inquinamento luminoso, con gli effetti, i vantaggi in termini economici e di risparmio energetico. CONTENIMENTO ENERGETICO Come indicato dalla DLg 20.10.2007 n. 16188 “Linee orientative per l’incentivazione al riutilizzo delle aree
ENIMENTO ENERGETICO
ENIMENTO ENERGETICO Come indicato dalla DLg 20.10.2007 n. 16188 “Linee orientative per l’incentivazione al riutilizzo delle aree urbane compromesse attraverso la promozione dell’edilizia sostenibile” gli obiettivi che il presente PGT si è dato ai fini dell’efficienza energetica sono coerenti con quelli inseriti nel PAES (Piano d’Azione Energia Sostenibile). Infatti Travedona Monate aderisce al "Patto dei Sindaci", denominazione italiana dell'iniziativa
d’Azione Energia Sostenibile). Infatti Travedona Monate aderisce al "Patto dei Sindaci", denominazione italiana dell'iniziativa dell'Unione Europea con la quale le amministrazioni locali si impegnano volontariamente a ridurre le proprie emissioni di CO2 almeno del 20% entro il 2020. Tale documento riporta le azioni che il comune intende intraprendere nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi prefissati in accordo con gli impegni sottoscritti.
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comune intende intraprendere nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi prefissati in accordo con gli impegni sottoscritti. Inoltre comprende non solo le azioni attualmente pianificate, ma include ulteriori azioni segnalate per essere valutate in fasi successive. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 30
TITOLO II°
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione TITOLO II° ORDINAMENTO URBANISTICO DEL TERRITORIO COMUNALE Secondo quanto previsto dalla L.r. 12/2005 e successive modificazioni, si individuano gli ambiti e le aree soggette a specifica disciplina che prende in esame: edifici e beni storico/artistico/monumentali; il Tessuto Urbano Consolidato – denominato con la sigla T.U.C.; gli Ambiti di Trasformazione; gli ambiti per i servizi pubblici; le aree destinate ad attività agricola; le aree boscate;
gli Ambiti di Trasformazione; gli ambiti per i servizi pubblici; le aree destinate ad attività agricola; le aree boscate; le fasce di rispetto; le aree con vincolo speciale. ART. 14 EDIFICI E BENI STORICO/ARTISTICO/MONUMENTALI I beni culturali e gli immobili assoggettati a tutela sono soggetti alla vigente legislazione nazionale e regionale riguardante la normativa inerente ai beni storico/artistico/monumentali.
oggetti alla vigente legislazione nazionale e regionale riguardante la normativa inerente ai beni storico/artistico/monumentali. Sono da considerarsi e ricordare, in tal senso, le più significative presenze sul territorio per le alte qualità paesaggistiche, di interesse storico, artistico, archeologico, militare, ville, giardini, parchi, edifici riconducibili nella dizione di archeologia industriale con tutte le memorie storiche e culturali di questo comune come:
edifici riconducibili nella dizione di archeologia industriale con tutte le memorie storiche e culturali di questo comune come: le zone soggette a rischio e quindi sottoposte a tutela archeologica, opportunamente identificate quali i centri storici, la zona a lago, la Fornace Romana (I° secolo), la Palafitta dell’Occhio ed il Masso Erratico Sassone. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) individua inoltre insediamenti di carattere storico inseriti nel Repertorio Paesaggio.
e di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) individua inoltre insediamenti di carattere storico inseriti nel Repertorio Paesaggio. Gli agglomerati opportunamente censiti e catalogati nelle tavole di Piano sono i seguenti: a Monate: Chiesa con campanile – XIV° secolo; Villa – XIX° secolo; Castello – XII° secolo; a Travedona: Villa – XIX° secolo; in Zona ai Monti: Villa – XIX° secolo. L’elenco ricordato riassume le eventuali emergenze desunte dai Repertori Paesaggio del PTCP.
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na ai Monti: Villa – XIX° secolo. L’elenco ricordato riassume le eventuali emergenze desunte dai Repertori Paesaggio del PTCP. Inoltre in generale il P.G.T. tutela le costruzioni inserite nei centri storici delle quali, per ogni singolo edificio, si è definito il grado d'intervento (tra I a III), di eventuali prescrizioni sulle singole facciate e di eventuali prescrizioni specifiche. Per tutto ciò si rimanda alle tavole allegate al piano. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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specifiche. Per tutto ciò si rimanda alle tavole allegate al piano. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 31
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione CRITERI D’ INTERVENTO. Sui beni che sono oggetto di vincolo sono ammesse esclusivamente attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché lavori di restauro e risanamento conservativo, purché salvaguardino i caratteri storico- architettonici degli edifici, i materiali con le loro finiture, nel rispetto della memoria del bene compresi gli eventuali giardini o parchi storici.
edifici, i materiali con le loro finiture, nel rispetto della memoria del bene compresi gli eventuali giardini o parchi storici. Ove applicabili, sono fatte salve le previsioni dell’articolo 20 - comma primo - del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. Le modifiche alle destinazioni d’uso originali, quando ammissibili, devono essere valutate attentamente in rapporto alle nuove funzioni, nel pieno rispetto dell’ambito entro cui ricadono.
ART. 15 ZONE TERRITORIALI OMOGENEE DEFINIZIONE
ssibili, devono essere valutate attentamente in rapporto alle nuove funzioni, nel pieno rispetto dell’ambito entro cui ricadono. ART. 15 ZONE TERRITORIALI OMOGENEE DEFINIZIONE Gli ambiti di seguito riassunti costituiscono l’insieme delle parti del territorio su cui è già avvenuta l’edificazione o la trasformazione dei suoli, comprendendo al suo interno le aree del centro storico, gli ambiti
è già avvenuta l’edificazione o la trasformazione dei suoli, comprendendo al suo interno le aree del centro storico, gli ambiti residenziali di più recente realizzazione, i lotti di terreno interclusi nel tessuto edilizio liberi da edificazione, le aree per attività produttive (industriali, artigianali, commerciali e servizi) e gli ambiti oggetto di trasformazione. Sono state individuate inoltre le aree destinate a servizi pubblici (parcheggi, aree a verde, attrezzature
to di trasformazione. Sono state individuate inoltre le aree destinate a servizi pubblici (parcheggi, aree a verde, attrezzature sportive, strutture di interesse comune e per l’istruzione), la cui normativa ed attuazione è demandata al Piano dei Servizi. Quanto detto genericamente è così suddiviso: ZONA ZS : Centro Storico ZONA ZR : Edificato Residenziale Contemporaneo ZONA ZPT : Zona Produttiva Commerciale Trasformabile ZONA ZP : Zona Produttiva ZONA ISP : Impianti Sportivi Privati
AMBITI DI TRASFORMAZIONE
ontemporaneo ZONA ZPT : Zona Produttiva Commerciale Trasformabile ZONA ZP : Zona Produttiva ZONA ISP : Impianti Sportivi Privati ZONA AS : Ambiti di Salvaguardia ZONA ZA : Zona Agricola ZONA ZB : Zona Boschiva In generale, gli interventi nelle zone sopra citate si attuano con permesso di costruire, D.I.A., Segnalazione certificata di Inizio di Attività (Scia), Piani di Recupero, Piani Attuativi o ristrutturazione urbanistica. AMBITI DI TRASFORMAZIONE
AMBITI DI TRASFORMAZIONE
ficata di Inizio di Attività (Scia), Piani di Recupero, Piani Attuativi o ristrutturazione urbanistica. AMBITI DI TRASFORMAZIONE All’interno ed all’esterno del perimetro del T.U.C. sono presenti le aree del territorio comunale, definite e segnalate da opportuna schedatura, per le quali l’operatività edificatoria, le destinazioni d’uso e le specifiche attività sono fissate dal Documento di Piano. Comunque, si rammenta e si ribadisce che non sono consentite le destinazioni d’uso, anche se
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ono fissate dal Documento di Piano. Comunque, si rammenta e si ribadisce che non sono consentite le destinazioni d’uso, anche se complementari, che producano molestia, attività nocive inquinanti, rumorose, o incompatibili con le destinazioni principali di zona. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 32
ART. 16 AREE DI VALORE PAESAGGISTICO AMBIENTALE
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 16 AREE DI VALORE PAESAGGISTICO AMBIENTALE Le tavole del Piano delle Regole identificano le porzioni di territorio comunale soggette a normativa specifica. L’argomento viene trattato più dettagliatamente negli articoli dedicati alle zone sottoposte a vincolo. Inoltre nelle zone ZS – CENTRO STORICO e negli ambiti definiti di Valore Paesaggistico-Ambientale,
PARERE DELLA C OMMISSIONE PER IL P AESAGGIO. ART. 17 AREE NON TRASFORMABILI DEFI
le zone sottoposte a vincolo. Inoltre nelle zone ZS – CENTRO STORICO e negli ambiti definiti di Valore Paesaggistico-Ambientale, ricadenti nella casistica di CLASSE DI SENSIBILITÀ 5, GLI EVENTUALI INTERVENTI SONO COMUNQUE SOTTOPOSTI AL PARERE DELLA C OMMISSIONE PER IL P AESAGGIO. ART. 17 AREE NON TRASFORMABILI DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio in parte interessate da agglomerati e da edificazione sparsa, meritevoli di
EFINIZIONE
EFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio in parte interessate da agglomerati e da edificazione sparsa, meritevoli di particolare attenzione dal punto di vista ambientale, nonché le aree libere da edificazione che, per ragioni oggettive, sono sottratte a forme di utilizzazione che comportino una modifica urbanistica significativa rispetto allo stato di fatto. Rientrano in queste zone le sponde del lago di Monate, la zona definita come roggia (ambito umido) ed alcuni parchi di ville.
MODALITÀ DI INTERVENTO
o. Rientrano in queste zone le sponde del lago di Monate, la zona definita come roggia (ambito umido) ed alcuni parchi di ville. DESTINAZIONE D’ USO Le destinazioni d’uso ammesse sono quelle esistenti e quelle ad esse complementari ed accessorie. MODALITÀ DI INTERVENTO Sono ammesse esclusivamente per il patrimonio edilizio esistente l’ordinaria, la straordinaria manutenzione, il restauro e risanamento conservativo. Non é consentita la realizzazione di altri volumi, neppure accessori.
aria manutenzione, il restauro e risanamento conservativo. Non é consentita la realizzazione di altri volumi, neppure accessori. Non é ammessa la realizzazione di strutture pertinenziali, neppure da destinare esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. In tali aree sono consentiti tutti gli interventi di carattere pubblico previsti nel Piano dei Servizi.
ART. 18 AREE OGGETTO DI TUTELA E SOGGETTE A PIANIFICAZIONE SOVRACOMUNALE DEFINIZ
zione del verde privato. In tali aree sono consentiti tutti gli interventi di carattere pubblico previsti nel Piano dei Servizi. ART. 18 AREE OGGETTO DI TUTELA E SOGGETTE A PIANIFICAZIONE SOVRACOMUNALE DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio in parte interessate da agglomerati e da edificazione sparsa meritevoli di particolare attenzione dal punto di vista ambientale, nonché le aree libere da edificazione che per ragioni
sparsa meritevoli di particolare attenzione dal punto di vista ambientale, nonché le aree libere da edificazione che per ragioni oggettive sono sottratte a forme di utilizzazione che comportino una modifica urbanistica significativa rispetto allo stato di fatto. Rientrano in queste zone:
- la zona definita come dal Piano Provinciale Cave: Ambito Territoriale Estrattivo (ATE) c2, come opportunamente perimetrato nelle tavole PR4-f, PR4-g, PR4-h (scala 1:2.000).
Cave: Ambito Territoriale Estrattivo (ATE) c2, come opportunamente perimetrato nelle tavole PR4-f, PR4-g, PR4-h (scala 1:2.000). Sono consentite tutte le attività secondo quanto previsto dalle convenzioni valide ed efficaci stipulate con l’Amministrazione Comunale di Travedona Monate, il tutto derivante dall’applicazione delle leggi regionali in materia, dagli interventi finalizzati alla bonifica e quanto previsto dal vigente Piano Cave Provinciale. DESTINAZIONE D’ USO
MODALITÀ DI INTERVENTO
in materia, dagli interventi finalizzati alla bonifica e quanto previsto dal vigente Piano Cave Provinciale. DESTINAZIONE D’ USO Le destinazioni d’uso ammesse sono esclusivamente quelle previste nei piani sovracomunali vigenti. MODALITÀ DI INTERVENTO In tali aree sono consentiti tutti gli interventi di carattere gestionale siano essi di studio, di bonifica o ripristino ambientale previsti negli specifici studi o piani definiti dagli Enti di Gestione. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
STUDIO D'ARCHITETTURA
istino ambientale previsti negli specifici studi o piani definiti dagli Enti di Gestione. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 33
ART. 19 ZONA ZS – CENTRO STORICO DEFINIZIONE
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 19 ZONA ZS – CENTRO STORICO DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio interessate da agglomerati e da insediamenti urbani di antico impianto e formazione, aventi carattere storico ed ambientale, nonché la aree libere da edificazione poste in stretta connessione visuale con l’edificato e meritevoli di particolare attenzione per un recupero urbanistico. DESTINAZIONE D’ USO
MODALITÀ DI INTERVENTO
etta connessione visuale con l’edificato e meritevoli di particolare attenzione per un recupero urbanistico. DESTINAZIONE D’ USO Le destinazioni d’uso ammesse sono quella residenziale e quelle ad essa complementari ed accessorie e con essa compatibili. MODALITÀ DI INTERVENTO I gradi d'intervento e le eventuali prescrizioni relative alle aree libere, alle facciate ed ai manufatti isolati sono riportati nelle tavole specifiche in scala 1:500.
crizioni relative alle aree libere, alle facciate ed ai manufatti isolati sono riportati nelle tavole specifiche in scala 1:500. Gli interventi all'interno dei centri storici saranno attuati tramite permessi di costruire, D.I.A., S.C.I.A., Piani di Recupero o ristrutturazione urbanistica con preventiva approvazione di strumento attuativo, ove previsto dalle tavole di Piano, il tutto in conformità alla normativa vigente e nel rispetto delle prescrizioni e delle direttive del presente strumento urbanistico.
TRAVEDONA, MONATE, CHIOSSETTO, M ULINI E F ARAONA.
tto in conformità alla normativa vigente e nel rispetto delle prescrizioni e delle direttive del presente strumento urbanistico. Il P.G.T. fissa il perimetro dei centri storici degli abitati di: TRAVEDONA, MONATE, CHIOSSETTO, M ULINI E F ARAONA. Non sono consentite, salvo diversa specifica indicazione:
- modifiche della rete viaria, del perimetro degli isolati, della conformazione delle corti, della composizione delle cortine edilizie;
iche della rete viaria, del perimetro degli isolati, della conformazione delle corti, della composizione delle cortine edilizie;
- nuove costruzioni, neppure accessorie, su aree inedificate, modifiche planivolumetriche di edifici esistenti o semplici demolizioni, se non per la sistemazione a verde dell'area;
- modifiche della tipologia urbanistica ed edilizia, e dei caratteri distintivi e distributivi dell'impianto strutturale esistente.
PER IL PAESAGGIO.
odifiche della tipologia urbanistica ed edilizia, e dei caratteri distintivi e distributivi dell'impianto strutturale esistente. Sono fatte salve le disposizioni e le indicazioni contenute nei piani attuativi già convenzionati e non ancora scaduti al momento dell’adozione del presente P.G.T. T UTTI GLI INTERVENTI RICADENTI IN ZONA ZS CENTRO STORICO SONO SOTTOPOSTI AL PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL PAESAGGIO.
PER IL PAESAGGIO.
e P.G.T. T UTTI GLI INTERVENTI RICADENTI IN ZONA ZS CENTRO STORICO SONO SOTTOPOSTI AL PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL PAESAGGIO. Gli interventi in zona ZS devono rispettare le prescrizioni contenute nelle tavole in scala 1:500 e nelle presenti Norme. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) individua insediamenti di carattere storico inseriti nel Repertorio Paesaggio, tali agglomerati o edifici sono stati opportunamente censiti e catalogati nelle tavole di
GRADI DI INTERVENTO
ico inseriti nel Repertorio Paesaggio, tali agglomerati o edifici sono stati opportunamente censiti e catalogati nelle tavole di Piano, peraltro in precedenza ricordati. In generale, il P.G.T. tutela gli edifici nei centri storici attraverso l'apposizione, su ogni singolo edificio, di un grado d'intervento tra I a III, di eventuali prescrizioni sulle singole facciate e di eventuali prescrizioni specifiche di cui si rimanda alle tavole allegate. GRADI DI INTERVENTO
GRADI DI INTERVENTO
izioni sulle singole facciate e di eventuali prescrizioni specifiche di cui si rimanda alle tavole allegate. GRADI DI INTERVENTO I gradi d'intervento e le prescrizioni relative alle singole facciate sono i seguenti: GRADO 1 – RESTAURO E' finalizzato alla salvaguardia dell'edificio e delle sue pertinenze attraverso il restauro degli esterni ed il restauro e/o la ricostruzione degli interni e del contesto: gli interventi dovranno essere supportati da adeguate analisi condotti con criteri filologici.
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one degli interni e del contesto: gli interventi dovranno essere supportati da adeguate analisi condotti con criteri filologici. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 34
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Sono ammessi i seguenti interventi:
- il restauro delle facciate con divieto di formazione di nuove aperture e/o di modifica delle esistenti. I davanzali, le spalle, le architravi in pietra o in laterizio, le inferriate tradizionali devono essere conservate limitando l'intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e
vate limitando l'intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e non recuperabili. Sono ammessi il ripristino di aperture chiaramente preesistenti e recentemente chiuse purché coerenti con i caratteri attuali della facciata ed il riadattamento, in coerenza ai caratteri compositivi della facciata, di quelle recentemente alterate; è prescritta la conservazione di marcapiani, fasce, zoccolature,
ri compositivi della facciata, di quelle recentemente alterate; è prescritta la conservazione di marcapiani, fasce, zoccolature, balconi e ballatoi compresi i parapetti, portoni di legno e in genere tutti gli elementi decorativi di facciata, limitando l'intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e non recuperabili; è vietata la chiusura di portici, loggiati, balconi, nonché la formazione di nuovi
rme delle parti degradate e non recuperabili; è vietata la chiusura di portici, loggiati, balconi, nonché la formazione di nuovi balconi, scale esterne, pensiline, tettoie, corpi aggettanti;
- nel restauro delle coperture si dovrà mantenere la sporgenza di gronda, l'imposta e l'inclinazione delle falde esistenti con divieto di formazione di volumi tecnici emergenti dalla copertura, di abbaini, lucernari e terrazzi in falda;
alde esistenti con divieto di formazione di volumi tecnici emergenti dalla copertura, di abbaini, lucernari e terrazzi in falda;
- il consolidamento statico, anche attraverso la sostituzione con materiali compatibili alle strutture esistenti delle parti non recuperabili, senza modifica delle quote e delle posizioni degli elementi strutturali e tipologici quali solai, volte, murature portanti, scale, collegamenti orizzontali;
delle posizioni degli elementi strutturali e tipologici quali solai, volte, murature portanti, scale, collegamenti orizzontali;
- la modifica delle divisioni interne ,0purché in coerenza con i caratteri tipologici ed architettonici dell'edificio; è comunque vietata la suddivisione o alterazione di spazi interni significativi quali locali voltati, saloni, elementi distributivi orizzontali e verticali, ecc.;
o alterazione di spazi interni significativi quali locali voltati, saloni, elementi distributivi orizzontali e verticali, ecc.;
- la composizione delle facciate dovrà essere rispettata in rapporto con il ritmo delle aperture (porte, finestre, vani d’ingresso, ecc.), recuperando le coloriture e gli eventuali decori originali, nel caso in cui vengano reperite tracce;
- l'inserimento di servizi igienici e di impianti tecnologici, ponendo adeguata cura alla tutela complessiva dell'organismo edilizio;
nserimento di servizi igienici e di impianti tecnologici, ponendo adeguata cura alla tutela complessiva dell'organismo edilizio;
- il cambio di destinazione d'uso a condizione che la nuova destinazione sia compatibile con la tipologia originaria del manufatto, fatte salve - ove applicabili - le previsioni dell’articolo 20, comma primo, del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali;
GRADO 2 – RISANAMENTO CONSERVATIVO
sioni dell’articolo 20, comma primo, del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali;
- l'eliminazione delle aggiunte incongrue rispetto all'impianto originario ed alle sue stratificazioni coerenti. GRADO 2 – RISANAMENTO CONSERVATIVO E' finalizzato al mantenimento dell'involucro esterno dell'edificio, anche con modifica delle aperture. Sono ammessi i seguenti interventi:
ato al mantenimento dell'involucro esterno dell'edificio, anche con modifica delle aperture. Sono ammessi i seguenti interventi:
- il mantenimento delle murature perimetrali con sola soppressione, aggiunta o modifica delle aperture nel rispetto dell'eventuale ordine compositivo delle facciate, fermo restando il mantenimento, ove esistenti, delle aperture e/o degli elementi di valore storico-documentario, della scansione dei volumi, porticati, vuoti
o, ove esistenti, delle aperture e/o degli elementi di valore storico-documentario, della scansione dei volumi, porticati, vuoti compositivi degli edifici; in caso di strutture-murarie particolarmente degradate o prive di valore storico documentario è ammessa la loro parziale sostituzione; è vietata la formazione di nuovi balconi, scale esterne, pensiline, tettoie, corpi aggettanti;
- il rifacimento delle coperture che dovranno mantenere l'imposta e l'inclinazione delle falde esistenti con divieto
aggettanti;
- il rifacimento delle coperture che dovranno mantenere l'imposta e l'inclinazione delle falde esistenti con divieto di volumi tecnici emergenti dalla copertura; è ammessa la formazione di lucernari complanari nella falda mentre rimane vietata la realizzazione di abbaini e la formazione di terrazzi nelle falde;
- gli interventi di ristrutturazione interna con mantenimento degli eventuali spazi interni particolarmente
errazzi nelle falde;
- gli interventi di ristrutturazione interna con mantenimento degli eventuali spazi interni particolarmente significativi (locali voltati, elementi distributivi verticali e/o orizzontali, ecc.);
- il cambio di destinazione d'uso a condizione che la nuova destinazione sia compatibile con la tipologia originaria del manufatto, fatte salve - ove applicabili - le previsioni dell’articolo 20, comma primo, del D.Lgs.
STUDIO D'ARCHITETTURA
n la tipologia originaria del manufatto, fatte salve - ove applicabili - le previsioni dell’articolo 20, comma primo, del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 35
GRADO 3 - RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- in rapporto all'entità dell’intervento richiesto dovrà essere valutata con attenzione il mantenimento o la rimozione di eventuali elementi in contrasto con l’organismo edilizio. GRADO 3 - RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E' finalizzato alla trasformazione degli edifici, nel rispetto della coerenza con il contesto, mediante ristrutturazione degli edifici esistenti e/o demolizione e ricostruzione totale e parziale senza spostamento o traslazione dei
e ristrutturazione degli edifici esistenti e/o demolizione e ricostruzione totale e parziale senza spostamento o traslazione dei volumi e nel rispetto delle sagome esistenti. Sono ammessi i seguenti interventi:
- fino alla demolizione e la ricostruzione totale o parziale entro i limiti di giacitura, altezza, volumetria e sagoma esistenti previa apposizione dei punti fiduciari;
- per le ristrutturazioni edilizie su edifici senza vincoli di sorta, qualora i lavori riguardino una porzione di
nti fiduciari;
- per le ristrutturazioni edilizie su edifici senza vincoli di sorta, qualora i lavori riguardino una porzione di unità edilizia e si desiderino alterare o modificare gli aspetti formali, le quote di gronda e di colmo del manto di copertura, dovrà preventivamente essere redatto un progetto unitario esteso all’intera unità da sottoporre al parere della commissione del Paesaggio (per porzione di unità edilizia si intende una realtà immobiliare
unità da sottoporre al parere della commissione del Paesaggio (per porzione di unità edilizia si intende una realtà immobiliare facente parte di un complesso più ampio, continuo planimetricamente o un aggregato architettonico organico avente caratteristiche morfologiche significative ed armonico linguaggio edilizio);
- gli interventi, anche tramite ricostruzione, sulle murature perimetrali con soppressione, aggiunta o modifica delle aperture;
- gli interventi, anche tramite ricostruzione, sulle murature perimetrali con soppressione, aggiunta o modifica delle aperture;
- il rifacimento delle coperture con ordinaria e straordinaria manutenzione, ferma restando la quota d'imposta e di colmo esistente con divieto di volumi tecnici emergenti dalla copertura; è ammessa la formazione di lucernari complanari nella falda, mentre rimane vietata la realizzazione di abbaini;
- gli interventi di ristrutturazione interna.
cernari complanari nella falda, mentre rimane vietata la realizzazione di abbaini;
- gli interventi di ristrutturazione interna. Non sono comunque ammesse modifiche planivolumetriche di edifici esistenti o semplici demolizioni (se non per la sistemazione a verde dell'area), modifiche della tipologia urbanistica ed edilizia, nonché dei caratteri distintivi e distributivi dell'impianto strutturale esistente.
DEMOLIZIONE
che della tipologia urbanistica ed edilizia, nonché dei caratteri distintivi e distributivi dell'impianto strutturale esistente. E' ammesso per il recupero abitativo degli spazi esistenti anche il cambiamento della destinazione d'uso originaria, previo adeguamento tipologico, fatte salve - ove applicabili - le previsioni dell’articolo 20, comma primo, del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. DEMOLIZIONE
DEMOLIZIONE
rticolo 20, comma primo, del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. DEMOLIZIONE E' finalizzato a liberare un’area da costruzioni o da parti di esse, prive di valore storico o ambientale ed in contrasto con il tessuto storico. Per detti edifici e manufatti censiti nelle tavole di Piano – fino alla loro demolizione – saranno ammesse solo opere di ordinaria manutenzione. ACCESSORI COMPATIBILI
ACCESSORI COMPATIBILI
nelle tavole di Piano – fino alla loro demolizione – saranno ammesse solo opere di ordinaria manutenzione. ACCESSORI COMPATIBILI Per i manufatti riportati nelle tavole di Piano con opportuna grafia, sono consentite opere di ordinaria e straordinaria manutenzione che non comportino aumento volumetrico, aumento della superficie coperta, la chiusura perimetrale e neppure cambio di destinazione d’uso. FACCIATE DA CONSERVARE INTEGRALMENTE
FACCIATE DA CONSERVARE INTEGRALMENTE
o della superficie coperta, la chiusura perimetrale e neppure cambio di destinazione d’uso. FACCIATE DA CONSERVARE INTEGRALMENTE Negli edifici di grado 1 le facciate sono da conservare integralmente e sono previste le seguenti modalità di intervento:
- è vietata la formazione di nuove aperture o la modifica delle esistenti: i davanzali, le spalle, le architravi in pietra o in laterizio, le inferiate tradizionali devono essere conservate limitando l'intervento al solo ripristino con
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travi in pietra o in laterizio, le inferiate tradizionali devono essere conservate limitando l'intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e non recuperabili; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 36
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- sono ammessi il ripristino di aperture chiaramente preesistenti e recentemente chiuse, purché coerenti con caratteri attuali della facciata e il riadattamento, in coerenza ai caratteri compositivi della facciata, di quelle recentemente alterate;
- è prescritta la conservazione di marcapiani, fasce, zoccolature, balconi e ballatoi compresi i parapetti, portoni
te alterate;
- è prescritta la conservazione di marcapiani, fasce, zoccolature, balconi e ballatoi compresi i parapetti, portoni di legno e in genere tutti gli elementi decorativi di facciata, limitando l’intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali a forme delle parti degradate e non recuperabili;
- è vietata la formazione di nuovi balconi, scale esterne, pensiline, tettoie, corpi aggettanti;
FACCIATE DA CONSERVARE PARZIALMENTE
i degradate e non recuperabili;
- è vietata la formazione di nuovi balconi, scale esterne, pensiline, tettoie, corpi aggettanti;
- è prescritta l'eliminazione delle aggiunte incongrue rispetto all’impianto originario ed alle sue stratificazioni coerenti e/o il riambientamento degli elementi in contrasto. FACCIATE DA CONSERVARE PARZIALMENTE Negli edifici di grado 2 e 3 sono individuate con apposito segno grafico le facciate che sono da conservare
SERVARE PARZIALMENTE
SERVARE PARZIALMENTE Negli edifici di grado 2 e 3 sono individuate con apposito segno grafico le facciate che sono da conservare parzialmente per le quali sono previste le seguenti modalità di intervento:
- è vietata la modifica delle aperture esistenti: i davanzali, le spalle, le architravi in pietra o in laterizio, le inferiate tradizionali devono essere conservate limitando l'intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con
zio, le inferiate tradizionali devono essere conservate limitando l'intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e non recuperabili; è ammessa in coerenza con i caratteri compositivi della facciata la formazione di nuove singole aperture;
- sono ammessi, in coerenza con i caratteri compositivi della facciata il ripristino delle aperture chiuse e di quelle recentemente alterate, la formazione di nuove singole aperture e la chiusura;
ta il ripristino delle aperture chiuse e di quelle recentemente alterate, la formazione di nuove singole aperture e la chiusura;
- è prescritta la conservazione di marcapiani, fasce, zoccolature, balconi e ballatoi compresi i parapetti, portoni in legno e in genere tutti gli elementi decorativi di facciata limitando l’intervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e non recuperabili;
FACCIATE MODIFICABILI
ntervento al solo ripristino con eventuale sostituzione con identici materiali e forme delle parti degradate e non recuperabili;
- è vietata la formazione di nuovi balconi, scale esterne, pensiline, tettoie, corpi aggettanti;
- è prescritta l'eliminazione degli elementi recenti e contrastanti. FACCIATE MODIFICABILI Negli edifici di grado 2 e 3 le facciate non individuate con alcun segno grafico possono essere modificate
FACCIATE MODIFICABILI
FACCIATE MODIFICABILI Negli edifici di grado 2 e 3 le facciate non individuate con alcun segno grafico possono essere modificate con soppressione, aggiunta o modifica delle aperture nel rispetto degli eventuali allineamenti e partiture originarie di facciata. PROSPETTI DI FACCIATA IN RAPPORTO AL RECUPERO DEI SOTTOTETTI Il recupero ai fini abitativi dei sottotetti degli edifici in centro storico é consentito esclusivamente nei limiti delle altezze esistenti, esclusa ogni possibilità di sopraelevazione.
i in centro storico é consentito esclusivamente nei limiti delle altezze esistenti, esclusa ogni possibilità di sopraelevazione. Nel caso di edifici identificati in cartografia per i quali è previsto l’obbligo del mantenimento dei prospetti di facciata, il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti di cui alla L.R. 11 marzo 2005 n. 12 e successive modificazioni, sarà consentito solo nel caso in cui non vengano alterate o modificate le caratteristiche formali
DEROGA ALLE NORME IGIENICO SANITARIE
12 e successive modificazioni, sarà consentito solo nel caso in cui non vengano alterate o modificate le caratteristiche formali (aperture, gronde, modanature, decorazioni, ecc.) oggi presenti sul fronte dell’immobile. Né potrà essere modificata la linea di gronda esistente. DEROGA ALLE NORME IGIENICO SANITARIE Per gli edifici nei centri storici e gli edifici di valore storico artistico e ambientale all'esterno dei centri storici è
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TARIE Per gli edifici nei centri storici e gli edifici di valore storico artistico e ambientale all'esterno dei centri storici è ammessa la deroga alle norme igienico sanitarie, sentito il parere dell’A.S.L. competente. I locali d'abitazione esistenti che hanno altezza inferiore a quella consentita dalle norme vigenti sono confermati all’uso residenziale con le altezze esistenti, così come previsto dall’art. 1 del D.M. della Sanità 9 giugno 1999. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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così come previsto dall’art. 1 del D.M. della Sanità 9 giugno 1999. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 37
ART. 20 DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA ZONA ZS – CENTRO STORICO
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 20 DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LA ZONA ZS – CENTRO STORICO Ogni variazione di destinazione d'uso con esecuzione di opere edilizie nell'ambito della stessa categoria urbanistica è soggetta ad autorizzazione edilizia. Sono da considerarsi irrilevanti i mutamenti di destinazione d'uso operanti nell'ambito della stessa categoria urbanistica eseguiti senza esecuzione di opere edilizie, purché
i destinazione d'uso operanti nell'ambito della stessa categoria urbanistica eseguiti senza esecuzione di opere edilizie, purché previamente comunicati all'Amministrazione ai sensi e per gli effetti dell’articolo 52 - comma 2 - della L.R. 12/2005 e fatte salve - ove applicabili - le previsioni dell’articolo 20, comma 1, del D.Lgs. 42/2004 in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali.
previsioni dell’articolo 20, comma 1, del D.Lgs. 42/2004 in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. La destinazione d'uso dei suoli e dei fabbricati deve essere indicata in tutti i progetti di intervento edilizio, così come nelle convenzioni e negli atti d'obbligo. In caso di intervento sull'edificato con modifiche di destinazione d'uso, ove non sia possibile assicurare le relative dotazioni di standard, sarà ammessa la loro
to con modifiche di destinazione d'uso, ove non sia possibile assicurare le relative dotazioni di standard, sarà ammessa la loro monetizzazione, commisurata all'utilità economica conseguita per effetto della mancata cessione, comunque non inferiore al costo di acquisizione di altre aree, in conformità alle previsioni del piano dei servizi. Per gli edifici conformi per destinazione all'epoca della loro costruzione, ma difformi al momento dell'entrata
ano dei servizi. Per gli edifici conformi per destinazione all'epoca della loro costruzione, ma difformi al momento dell'entrata in vigore del P.G.T., sono ammesse le manutenzioni ordinaria e straordinaria. E’ ammessa la trasformazione d'uso residenziale in destinazione d'uso commerciale, direzionale, artigianale, o terziario, purché avvenga conformemente alle previsioni di legge e del presente piano delle regole, ed a
zionale, artigianale, o terziario, purché avvenga conformemente alle previsioni di legge e del presente piano delle regole, ed a condizione che non si tratti di attività nocive o di disturbo alla quiete pubblica ed alle caratteristiche preminentemente residenziali della zona ZS centro storico. E’ ammessa la trasformazione di funzioni non residenziali in altre non residenziali, purché avvenga conformemente alle previsioni di legge e del presente piano delle regole, e a condizione che non si tratti di
SOTTOTETTI
li, purché avvenga conformemente alle previsioni di legge e del presente piano delle regole, e a condizione che non si tratti di attività nocive o contrastanti con la preminente funzione residenziale o con il contesto ambientale. SOTTOTETTI Il recupero ai fini abitativi dei sottotetti degli edifici in centro storico é consentito esclusivamente nei limiti delle altezze esistenti, essendo esclusa ogni sopraelevazione. L'altezza massima dei fabbricati é quella esistente.
e nei limiti delle altezze esistenti, essendo esclusa ogni sopraelevazione. L'altezza massima dei fabbricati é quella esistente. L'intervento non deve alterare i caratteri architettonici peculiari dell'edificio, né modificare il profilo altimetrico originario delle coperture. L'apertura di lucernari deve rispettare le quote e la continuità delle gronde, delle falde per un'adeguata altezza, le tecniche i materiali e le finiture di tipo tradizionale. Tutti gli interventi di recupero ai fini abitativi, se
uata altezza, le tecniche i materiali e le finiture di tipo tradizionale. Tutti gli interventi di recupero ai fini abitativi, se volti a realizzare nuove unità immobiliari, sono subordinati all’obbligo di reperimento di spazi a parcheggio o di sosta di un posto per ogni nuova unità e con un minimo di un metro quadrato ogni dieci metri cubi della volumetria resa abitativa. Il rapporto di pertinenza, garantito da un atto da trascriversi nei registri immobiliari, è impegnativo per sé per
sa abitativa. Il rapporto di pertinenza, garantito da un atto da trascriversi nei registri immobiliari, è impegnativo per sé per i propri successori o aventi causa a qualsiasi titolo. Qualora sia dimostrata l’impossibilità, per mancata disponibilità di spazi idonei, ad assolvere tale obbligo, gli interventi sono consentiti previo versamento al Comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi da reperire.
evio versamento al Comune di una somma pari al costo base di costruzione per metro quadrato di spazio per parcheggi da reperire. La realizzazione degli interventi di recupero di cui sopra comporta la corresponsione degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, nonché del contributo commisurato al costo di costruzione, calcolati sulla volumetria o sulla superficie lorda di pavimento resa abitativa secondo le tariffe approvate e vigenti presso il Comune per le opere di nuova costruzione.
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cie lorda di pavimento resa abitativa secondo le tariffe approvate e vigenti presso il Comune per le opere di nuova costruzione. Il Comune può deliberare l’applicazione di una maggiorazione, nella misura massima del venti per cento del contributo di costruzione dovuto, da destinare obbligatoriamente alla realizzazione di interventi di riqualificazione urbana, di arredo urbano e di valorizzazione del patrimonio comunale di edilizia residenziale. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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di valorizzazione del patrimonio comunale di edilizia residenziale. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 38
SPAZI PER AUTORIMESSE E PARCHEGGI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione SPAZI PER AUTORIMESSE E PARCHEGGI Negli interventi di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione, e negli interventi di recupero con cambio di destinazione d’uso la formazione delle autorimesse sarà consentita, nei limiti previsti dalle disposizioni di legge vigenti, anche all'interno delle volumetrie ammesse. Negli edifici e nelle aree di loro pertinenza, esclusi eventuali giardini vincolati per legge, è consentita la
lumetrie ammesse. Negli edifici e nelle aree di loro pertinenza, esclusi eventuali giardini vincolati per legge, è consentita la realizzazione di autorimesse interrate compatibilmente con la salvaguardia delle caratteristiche funzionali della rete viaria di collegamento dell'assetto edilizio/urbanistico della proprietà e del contesto edificato. Anche nel caso di corti comuni sono consentite autorimesse interrate attraverso un intervento “unitario” con unico accesso per tutte le proprietà.
corti comuni sono consentite autorimesse interrate attraverso un intervento “unitario” con unico accesso per tutte le proprietà. Nelle ristrutturazioni, con demolizione e ricostruzione la formazione delle autorimesse sarà di norma obbligatoria nei limiti previsti dalle disposizioni di legge vigenti, quando il progetto di recupero ne dimostri la compatibilità con le caratteristiche ambientali dei luoghi interessati. Le autorimesse ed i parcheggi in
recupero ne dimostri la compatibilità con le caratteristiche ambientali dei luoghi interessati. Le autorimesse ed i parcheggi in sottosuolo non devono di norma sporgere più di 50 cm, dal piano stradale e la copertura, praticabile, deve essere ricoperta da uno spessore di terreno attrezzato a verde non inferiore a 50 cm, o sistemate secondo le richieste dell'Amministrazione. Nel caso in cui l’intervento proposto necessitasse di posto macchina o autorimessa, quanto previsto non
te dell'Amministrazione. Nel caso in cui l’intervento proposto necessitasse di posto macchina o autorimessa, quanto previsto non dovrà essere necessariamente coperto, ma solo esplicitamente delimitato sul posto, senza dissuasori o catenelle di sorta. Solo nel caso della Zona ZS Centro Storico il posto macchina: potrà essere localizzato anche su aree non adiacenti a condizione che sia vincolato ed asservito, con
MANUFATTI IN CONTRASTO CON L' AMBIENTE
Storico il posto macchina: potrà essere localizzato anche su aree non adiacenti a condizione che sia vincolato ed asservito, con atto trascritto, all’alloggio del quale costituirà pertinenza e che sia posto, in linea d’aria, a distanza inferiore a mt. 200 dell’alloggio medesimo; potrà essere oggetto di monetizzazione solo nel caso in cui sia dimostrata l’oggettiva impossibilità di reperire gli spazi a parcheggio richiesti. MANUFATTI IN CONTRASTO CON L' AMBIENTE
MANUFATTI IN CONTRASTO CON L' AMBIENTE
ui sia dimostrata l’oggettiva impossibilità di reperire gli spazi a parcheggio richiesti. MANUFATTI IN CONTRASTO CON L' AMBIENTE E' obbligatorio, in sede di nuovo intervento edilizio, la rimozione e la demolizione di tutti gli elementi, manufatti e superfetazioni in contrasto con l'ambiente che, a seguito di interventi successivi, abbiano alterato i prospetti interni ed esterni degli edifici. ELEMENTI DI INTERESSE STORICO - ARTISTICO - AMBIENTALE
ELEMENTI DI INTERESSE STORICO - ARTISTICO - AMBIENTALE
uccessivi, abbiano alterato i prospetti interni ed esterni degli edifici. ELEMENTI DI INTERESSE STORICO - ARTISTICO - AMBIENTALE Negli edifici di valore Storico, artistico, documentario e nelle aree libere pubbliche e private, anche quando non specificatamente indicate per la zona ZS, sono vincolati alla conservazione in loco ed al ripristino tutti gli elementi di interesse storico ed artistico, anche se non segnalati specificatamente nelle tavole di Piano.
ripristino tutti gli elementi di interesse storico ed artistico, anche se non segnalati specificatamente nelle tavole di Piano. Nelle zone ZS dovrà essere posta particolare attenzione per gli elementi architettonici d’interesse che fossero rilevati, riportati nelle tavole di progetto ed opportunamente documentati anche fotograficamente. In particolare sono soggetti a vincolo di conservazione i seguenti elementi:
- ELEMENTI DECORATIVI DI FACCIATA:
otograficamente. In particolare sono soggetti a vincolo di conservazione i seguenti elementi:
- ELEMENTI DECORATIVI DI FACCIATA: affreschi, stemmi e stucchi, scritte, decorazioni pittoriche in genere, sia all'interno che all'esterno degli edifici.
- TIPI EDILIZI IN PIETRA, LEGNO O LATERIZIO: balconi, scale, portali, portoni, porte, finestre, contorni di finestre e davanzali.
- ELEMENTI ARCHITETTONICI: colonne, loggiati, androni, portici, le volte, gli archi, solai di legno di pregevole fattura.
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nzali.
- ELEMENTI ARCHITETTONICI: colonne, loggiati, androni, portici, le volte, gli archi, solai di legno di pregevole fattura.
- ELEMENTI D’ ARREDO: panchine, sedute in pietra, fontane, ringhiere, decorazioni e paracarri. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 39
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- PAESAGGIO URBANO: le murature di edifici e muri alti, recinzioni tradizionali eseguiti in ciottoli, mattoni di pregevole fattura.
- MANUFATTI STORICI IN FERRO: infferiate, parapetti, cancelli, recinzioni, lampade e pali illuminazione di qualità ecc.
- ALTRO: ponti, camini, meridiane, forni, accessi carrai e pedonali.
- PAVIMENTAZIONI: in ciottoli, in pietra, lastricati, lastre irregolari, in porfido, “trottatoi” o in altro materiale di pregio.
MURI DI RECINZIONE
- PAVIMENTAZIONI: in ciottoli, in pietra, lastricati, lastre irregolari, in porfido, “trottatoi” o in altro materiale di pregio. MURI DI RECINZIONE E' prescrittivo conservare e ripristinare i tradizionali muri in pietra locale o in mattoni intonacati, sia di recinzione che di contenimento esistenti. Anche in caso di ricostruzione o nuova costruzione devono essere impiegati materiali e lavorazioni tradizionali, con esclusione di recinzioni di tipo prefabbricato in cemento, in
devono essere impiegati materiali e lavorazioni tradizionali, con esclusione di recinzioni di tipo prefabbricato in cemento, in cotto, in acciaio inox o pvc. Eventuali recinzioni di ferro dovranno essere a disegno lineare senza grazie. IMPIANTI Le tubazioni dell'acquedotto, le linee elettriche, telefoniche e simili e le apparecchiature complementari devono essere eliminate e sostituite con impianti incassati, comunque non in vista, ferma restando
apparecchiature complementari devono essere eliminate e sostituite con impianti incassati, comunque non in vista, ferma restando l'osservanza delle Norme di Sicurezza. E’ fatto obbligo durante l’esecuzione dei lavori, predisporre gli impianti tecnologici e le tubazioni necessarie per permettere l'allacciamento alle reti di urbanizzazione (fognatura, acquedotto, elettriche, telefoniche, gas e altro), che verranno richieste dall’Amministrazione
OBBLIGHI DI VICINATO
eti di urbanizzazione (fognatura, acquedotto, elettriche, telefoniche, gas e altro), che verranno richieste dall’Amministrazione Comunale ed altri Enti preposti (ENEL, ecc.) per motivi di carattere pubblico. OBBLIGHI DI VICINATO Negli interventi di recupero in genere è d'obbligo l'esecuzione di opere murarie di consolidamento, nonché ogni altro accorgimento tecnico idoneo a garantire la statica degli edifici attigui. Devono essere rispettate le
damento, nonché ogni altro accorgimento tecnico idoneo a garantire la statica degli edifici attigui. Devono essere rispettate le norme vigenti per i rapporti di vicinato, in particolar modo per quanto riguarda le servitù di veduta, di passaggio, il rispetto delle distanze di legge per costruzioni in adiacenza, per le tubazioni e per gli impianti ed in generale per la regolamentazione di tutti i rapporti che verranno necessariamente a costruire in conseguenza delle realizzazioni progettuali.
PRESCRIZIONI TIPOLOGICHE AMBIENTAMENTO
la regolamentazione di tutti i rapporti che verranno necessariamente a costruire in conseguenza delle realizzazioni progettuali. PRESCRIZIONI TIPOLOGICHE AMBIENTAMENTO Si deve, in linea generale, ricercare il migliore ambientamento con gli edifici adiacenti e con la tipologia tradizionale locale. Si deve perseguire l'integrazione con l'ambiente preesistente, specie per quanto riguarda raccordi di gronda e coperture, intonazione di colori e materiali, ritmi di aperture e di sporti. COPERTURE
per quanto riguarda raccordi di gronda e coperture, intonazione di colori e materiali, ritmi di aperture e di sporti. COPERTURE Le coperture devono essere realizzate con tegole di cotto (colore naturale) del tipo coppo a canale o portoghese o marsigliese. Non è consentito l'impiego di tegole di cemento e l'impiego di coperture in ondulux, acciaio o similari. l comignoli devono essere di tipo semplice in cotto o di tipo tradizionale.
impiego di coperture in ondulux, acciaio o similari. l comignoli devono essere di tipo semplice in cotto o di tipo tradizionale. l canali di gronda (in rame o lamiera zincata) devono essere preferibilmente a sagoma rotonda e di colore scuro, i pluviali esterni devono avere sezione circolare. Sono vietate falde: le gronde in c.l.s. a vista; con pendenze diverse e con caratteristiche diverse dall'esistente. Le gronde devono essere mantenute nelle tipologie tradizionali, in particolare quelle lignee.
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teristiche diverse dall'esistente. Le gronde devono essere mantenute nelle tipologie tradizionali, in particolare quelle lignee. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 40
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione FACCIATE L'intonaco deve essere di tipo liscio ovvero rustico tradizionale fine, deve essere mantenuta la muratura in pietra a vista esistente e non sono consentite zoccolature in ceramica, in metallo, in piastrelle di pietra, applicazioni di rivestimenti anomali (pietra ricostruita). Sono invece fatti salvi materiali aventi le caratteristiche della pietra tradizionale, di adeguata dimensione e spessore, da valutarsi a cura della Commissione per il Paesaggio.
APERTURE E FINESTRE
teristiche della pietra tradizionale, di adeguata dimensione e spessore, da valutarsi a cura della Commissione per il Paesaggio. BALCONI Le ringhiere devono essere realizzate in legno o in ferro di tipo semplice. Sono escluse false imitazioni di ringhiere tradizionali di tipo elaborato, salvo che per edifici che stilisticamente li richiedano. Sono esclusi parapetti in muratura, ove già non inseriti nella sagoma o nel volume originari dell’edificio esistente. APERTURE E FINESTRE
APERTURE E FINESTRE
usi parapetti in muratura, ove già non inseriti nella sagoma o nel volume originari dell’edificio esistente. APERTURE E FINESTRE Le aperture devono essere di norma strette ed alte secondo la tipologia locale ed in modo da consentire l’uso di gelosie. E' escluso l'uso di tapparelle, di antoni esterni pieni, di griglie o antoni scorrevoli all'esterno dei muri. Eventuali inferiate devono essere eseguite con lo stesso criterio delle ringhiere.
lie o antoni scorrevoli all'esterno dei muri. Eventuali inferiate devono essere eseguite con lo stesso criterio delle ringhiere. Sia i serramenti sia le ante a ventola devono essere in legno al naturale, tinto noce o verniciati. Sono esclusi serramenti all'inglese, monoblocco, scorrevoli all'esterno o a ghigliottina. Sono esclusi vetri stampati di tipo giardiniera. Le porte esterne devono essere in legno, come sopra, a disegno semplice.
ttina. Sono esclusi vetri stampati di tipo giardiniera. Le porte esterne devono essere in legno, come sopra, a disegno semplice. Particolare cura si deve porre per le grandi aperture delle vetrine dei negozi. l serramenti di vetrina devono essere in ferro e in legno. LUCERNARI Eventuali lucernari a parete inclinata devono essere di tipo tradizionale. Inoltre devono rispettare le quote e la continuità delle gronde e l'unitarietà delle falde per un’adeguata altezza. Sono vietate cupole in metalli o
COMIGNOLI - FUMAIOLI - ESALATORI - CAMINI GAS E SIMILI
ttare le quote e la continuità delle gronde e l'unitarietà delle falde per un’adeguata altezza. Sono vietate cupole in metalli o lastre ondulate traslucide o trasparenti. COMIGNOLI - FUMAIOLI - ESALATORI - CAMINI GAS E SIMILI I comignoli o fumaioli esistenti devono essere conservati, ripuliti, o ricostruiti identici se si presentano coevi all'edificio su cui sorgono e/o presentano caratteristiche di buona forma architettonica.
truiti identici se si presentano coevi all'edificio su cui sorgono e/o presentano caratteristiche di buona forma architettonica. Dovranno essere in cotto o in lamiera/rame (comignoli detti anche torrini); oppure in muratura di mattoni da intonacare a vista nelle forme e tipi tradizionali con cappello in pietra o cemento cotto. l camini per gas ed esalatori in genere dovranno essere di dimensioni contenute e materiali tali da non essere in contrasto con
OPERE IN PIETRA E IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO
l camini per gas ed esalatori in genere dovranno essere di dimensioni contenute e materiali tali da non essere in contrasto con l'ambiente, fermo restando l'osservanza delle norme igieniche e di sicurezza vigenti. Sono vietati i comignoli prefabbricati in cls. OPERE IN PIETRA E IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO Eventuali contorni per finestre, porte d’ingresso ecc., se di pietra (serizzo, granito, beola) devono essere di
ERATO CEMENTIZIO
ERATO CEMENTIZIO Eventuali contorni per finestre, porte d’ingresso ecc., se di pietra (serizzo, granito, beola) devono essere di grosso spessore, martellinate, frullonate o a taglio di sega. Sono vietati contorni “cassetta” con pietra chiara, tagliata in lastre sottili, posate con sporto rispetto alla facciata. Sono ammessi davanzali e contorni di finestra in conglomerato cementizio a semplice sezione rettangolare con grosso spessore o, per i davanzali, a
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zali e contorni di finestra in conglomerato cementizio a semplice sezione rettangolare con grosso spessore o, per i davanzali, a sguscia, se in accordo con sagome precedenti o adiacenti. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 41
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione INSEGNE Eventuali insegne per negozi devono essere inserite nel corpo delle vetrine ed essere realizzate con materiali non vistosi, ispirati a tipi tradizionali, ovvero realizzate con materiali ambientati nel contesto dell'edificio. Sono consentite insegne a bandiera purché realizzate con forme e materiali consoni all'ambiente e di limitata entità. Sono tassativamente vietate le scritte pubblicitarie anche se applicate su sporti esistenti quali balconi,
e di limitata entità. Sono tassativamente vietate le scritte pubblicitarie anche se applicate su sporti esistenti quali balconi, gronde, aggetti in genere o comunque dovranno essere inserite all’interno delle proprietà (giardini ecc.) Le insegne pubblicitarie di norma non devono essere provviste di luci abbaglianti o colori tali da disturbare l’insieme dell’ambiente del centro storico. Si propongono insegne tradizionali in ferro verniciate con fattura semplice. Potranno invece essere
ambiente del centro storico. Si propongono insegne tradizionali in ferro verniciate con fattura semplice. Potranno invece essere consentite, di limitata entità, opportune scritte sui fronti di facciata con colori adeguati al decoro dell’edificio. Non fanno eccezione a questa regola gli sportelli e le sedi bancarie. VETRINE Si prescrive che i serramenti dei negozi non vengano fatti in alluminio anodizzato. Per l’eventuale
e le sedi bancarie. VETRINE Si prescrive che i serramenti dei negozi non vengano fatti in alluminio anodizzato. Per l’eventuale formazione di nuove vetrine non si dovranno alterare le aperture esistenti per poter ricavare congrue luci, ma che le facciate rimangano inalterate nelle loro qualità formali. Se necessario i negozi potranno essere provvisti di serrande a maglia e non con chiusure intere in lamiera. Non fanno eccezione a questa regola
negozi potranno essere provvisti di serrande a maglia e non con chiusure intere in lamiera. Non fanno eccezione a questa regola anche gli sportelli e le sedi bancarie con l’unica eccezione per aspetti direttamente connessi con la sicurezza. TENDE Le tende da sole devono essere inserite entro il vano delle vetrine, non devono sovrapporsi agli elementi architettonici del fronte ed in ogni caso non potranno avere nel punto più basso un'altezza inferiore a ml 2.20
si agli elementi architettonici del fronte ed in ogni caso non potranno avere nel punto più basso un'altezza inferiore a ml 2.20 dal piano del marciapiede e comunque dovranno avere una sporgenza non superiore alla larghezza del marciapiede stesso. Più in generale su tutti gli edifici gli elementi oscuranti dovranno essere eseguiti in tela e non materiale plastico, essere in tinta unica e non fantasia. Inoltre non sono consentite le cappottine e
OPERE ED INFISSI AGGETTANTI SU AREE STRADALI
ere eseguiti in tela e non materiale plastico, essere in tinta unica e non fantasia. Inoltre non sono consentite le cappottine e neppure veneziane o apparecchi oscuranti su alcun edificio che siano posti all’esterno del serramento. Ogni tenda dovrà essere retrattile e permeabile. OPERE ED INFISSI AGGETTANTI SU AREE STRADALI Nei fabbricati posti in fregio ad aree stradali (comprese piazze, parcheggi, ecc..) pubbliche o comunque
TTANTI SU AREE STRADALI
TTANTI SU AREE STRADALI Nei fabbricati posti in fregio ad aree stradali (comprese piazze, parcheggi, ecc..) pubbliche o comunque aperte al pubblico transito, sono vietate nuove sporgenze (balconi, aggetti, sporti, pensiline, ecc.). In ogni caso sono vietati nuovi volumi aggettanti su strada e spazi pubblici. SISTEMAZIONI ESTERNE La pavimentazione di cortili, anditi ecc., deve essere preferibilmente in ciottoli o in pietra a lastre regolari,
AZIONI ESTERNE
AZIONI ESTERNE La pavimentazione di cortili, anditi ecc., deve essere preferibilmente in ciottoli o in pietra a lastre regolari, con esclusione di materiali non tradizionali. Devono essere conservate le sistemazioni esterne esistenti e tutti gli elementi di arredo di isolati: muri di cinta in pietrame, pavimentazioni in ciottoli, cordoli e gradini in sasso, cornici, portali, colonnati, pozzi, esedre, lapidi, affreschi, scalinate, cappelle, ecc. COLORI
oli, cordoli e gradini in sasso, cornici, portali, colonnati, pozzi, esedre, lapidi, affreschi, scalinate, cappelle, ecc. COLORI Le gamme dei colori da impiegare sono quelle inserite nella gamma delle terre dovrà trovare opportuno accostamento con riferimento a tutti gli aspetti di decoro e di finitura che dovessero andare a concorrere alla stesura del progetto. Negli interventi sulle facciate, caratterizzate da una colorazione storica, dovranno essere mantenuti i colori
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ura del progetto. Negli interventi sulle facciate, caratterizzate da una colorazione storica, dovranno essere mantenuti i colori ed i modelli decorativi originari, con materiali e tecniche tradizionali, in base a tracce riscontrabili in sito o a P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 42
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione documenti storici oggettivi (documenti d'archivio, progetti, foto e dipinti d'epoca, ecc.) o in analogia con quelli accertati per le stesse tipologie costruttive, nel caso in cui non esistessero tracce o documenti specifici. Nel caso invece di edifici recenti intonacati, colorati o tinteggiati ed inseriti nel tessuto edilizio storico si dovrà tenere in debito conto il cromatismo e gli accostamenti proposti con le tabelle colore allegate.
ssuto edilizio storico si dovrà tenere in debito conto il cromatismo e gli accostamenti proposti con le tabelle colore allegate. Come nei casi riguardanti edifici di multiproprietà o costruzioni che presentano una definizione unitaria oggetto di sistemazione di copertura o casi analoghi, anche le facciate e le conseguenti coloriture dovranno avere uniformità di scelta nei materiali, nei toni di colore e per tutte le finiture che dovessero concorrere alla manutenzione dello stabile.
tà di scelta nei materiali, nei toni di colore e per tutte le finiture che dovessero concorrere alla manutenzione dello stabile. Dovrà essere salvaguardata l’unitarietà tipologica delle costruzioni ed essere riconoscibile. Infine particolare attenzione e sensibilità dovrà essere posta per la continuità del costruito, negli edifici tra loro addossati, i fronti di facciata all’interno delle corti e sui fronti strada. Per questi fatti la gamma cromatica dovrà
tra loro addossati, i fronti di facciata all’interno delle corti e sui fronti strada. Per questi fatti la gamma cromatica dovrà presentarsi il più omogenea possibile, senza bruschi accostamenti. In particolare sono vietati contrasti e fratture nella sottolineatura di scansioni architettoniche ed ambientali. Sono vietati nuovi impianti di tinte plastiche ed al quarzo ed in ogni caso sono vietate le tinte epossidiche, gli
d ambientali. Sono vietati nuovi impianti di tinte plastiche ed al quarzo ed in ogni caso sono vietate le tinte epossidiche, gli spatolati e i graffiati acrilici ed ogni altra tinta sintetica. Più in generale comunque per le tinteggiature dovranno adottarsi tinte che non deturpino l'aspetto dell'abitato, l'ambiente urbano e il paesaggio. In caso di lavori che comportino tinteggiature di facciata, per l’esecuzione di tali lavori dovranno essere
MATERIALI VIETATI
bano e il paesaggio. In caso di lavori che comportino tinteggiature di facciata, per l’esecuzione di tali lavori dovranno essere predisposti adeguati campioni di resa dei materiali e di coloriture direttamente sugli edifici di dimensioni sufficienti e tali da poter essere oggetto di specifico esame. MATERIALI VIETATI Sono vietati il fibrocemento ondulato, ondulati plastilucidi traslucidi, alluminio, acciaio inox, lamiere ondulate
RIALI VIETATI
RIALI VIETATI Sono vietati il fibrocemento ondulato, ondulati plastilucidi traslucidi, alluminio, acciaio inox, lamiere ondulate (zincate o smaltate), marmi colorati lucidi, rivestimenti ceramici, mattoni faccia a vista, salvo che in comignoli o fregi di tipo tradizionale, ed in genere tutti i materiali d’aspetto lucido o vistoso. ART. 21 ZONA ZR – EDIFICATO RESIDENZIALE CONTEMPORANEO DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio comunale già parzialmente o interamente edificate ed interessate dalle
NEO DEFINIZIONE
NEO DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio comunale già parzialmente o interamente edificate ed interessate dalle espansioni edilizie delle epoche più recenti con tipologie di case uni o bifamiliari circondate da giardini o da semplici aree verdi, la cui destinazione prevalente è quella residenziale. DESTINAZIONE D’ USO
- residenza;
- negozi per la vendita al dettaglio;
- esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
- sportelli bancari;
- ristoranti;
a vendita al dettaglio;
- esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
- sportelli bancari;
- ristoranti;
- sale di spettacolo;
- agenzie;
- studi professionali;
- uffici;
- attività artigianali di servizio alla residenza che non risultino nocive o moleste nei confronti di quest’ultima, che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili), né comunque appositi fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei
simili), né comunque appositi fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti e nel pieno rispetto delle norme igenico-sanitarie;
- magazzini e depositi di raccolta di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili), né comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la
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lizie di tipo produttivo (capannoni e simili), né comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti e nel pieno rispetto delle norme igenico-sanitarie; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 43
MODALITÀ DI INTERVENTO
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- autorimesse di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili), né comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti e nel pieno rispetto delle norme igenico-sanitarie;
- attività ricettive di limitata entità, nel rispetto degli indici di zona previsti;
- centri culturali, sociali e religiosi. MODALITÀ DI INTERVENTO
MODALITÀ DI INTERVENTO
di limitata entità, nel rispetto degli indici di zona previsti;
- centri culturali, sociali e religiosi. MODALITÀ DI INTERVENTO Nelle zone ZR sono consentite: ristrutturazioni, nuove costruzioni, ampliamenti, sopralzi e la sostituzione, previa demolizione degli edifici esistenti. INDICI I.F. = 0,50 mc/mq H max = con un massimo di mt. 7,50 per edifici di nuova costruzione su lotti liberi ed eventuali ampliamenti R.C. = con un massimo di 60 % per edifici di nuova costruzione su lotti liberi
uzione su lotti liberi ed eventuali ampliamenti R.C. = con un massimo di 60 % per edifici di nuova costruzione su lotti liberi S.P. =con un minimo di 40 % per edifici di nuova costruzione su lotti liberi D.C. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 5 D.E. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 10 Parcheggio inerente la costruzione non inferiore ad 1 mq/10 mc., comunque almeno un posto auto per ogni unità immobiliare.
10 Parcheggio inerente la costruzione non inferiore ad 1 mq/10 mc., comunque almeno un posto auto per ogni unità immobiliare. I volumi per il ricovero degli autoveicoli dovranno essere ricavati all’interno delle volumetrie esistenti o di quelle ammesse o all’interno del lotto di proprietà. In conformità a quanto prescritto dalle norme generali del presente piano delle regole, subordinatamente alla
otto di proprietà. In conformità a quanto prescritto dalle norme generali del presente piano delle regole, subordinatamente alla verifica di tutte le condizioni ivi previste, é consentita in zona ZR la realizzazione di edifici accessori, nonché dei volumi accessori esclusi dal computo della cubatura utile e, quindi, delle strutture pertinenziali da destinare esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato.
ART. 22 ZONA ZPT: ZONA PRODUTTIVA COMMERCIALE TRASFORMABILE DEFINIZIONE
esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. ART. 22 ZONA ZPT: ZONA PRODUTTIVA COMMERCIALE TRASFORMABILE DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio comunale caratterizzate dalla presenza di immobili destinati ad attività produttive industriali, artigianali e commerciali sparse, operanti o dismesse, per i quali il presente PGT propone la possibilità di riconvertire a residenza.
anali e commerciali sparse, operanti o dismesse, per i quali il presente PGT propone la possibilità di riconvertire a residenza.
- Le attività produttive possono permanere e/o trasformarsi. Il tutto nei limiti di accettabilità fissati dal Regolamento di Igiene e dalle vigenti norme e leggi in materia di compatibilità con le strutture residenziali circostanti. Le stesse costruzioni entro cui sono insediate le attività potranno essere oggetto di interventi anche
residenziali circostanti. Le stesse costruzioni entro cui sono insediate le attività potranno essere oggetto di interventi anche adeguandosi di servizi appropriati, tali da rispondere correttamente alle vigenti norme igienico sanitarie. Una attività è da considerarsi esistente quanto si configurano le seguenti condizioni:
- permanenza continuativa,
- continuativa con cambio di ragione sociale;
- continuativa con cambio di tabelle merceologiche;
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ni:
- permanenza continuativa,
- continuativa con cambio di ragione sociale;
- continuativa con cambio di tabelle merceologiche;
- cessazione d’attività, comunque corrispondente all’ultima attività esercitata nella proprietà; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 44
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione
- si considerano attività esistenti anche quelle che, pur non essendo esercitate, risultano ancora esistenti dal punto di vista giuridico ed iscritte nei registri della CCIAA e Enti similari. Sono inoltre ammessi gli uffici aziendali, nonché l'abitazione del proprietario o dirigente o del custode (max mq 150 escluso box-auto), purché funzionali urbanisticamente alle attività produttive insediate.
- In assenza di attività produttiva in essere.
ox-auto), purché funzionali urbanisticamente alle attività produttive insediate. 2) In assenza di attività produttiva in essere. Tale possibilità, è comprovata con la trasmissione di opportuna documentazione, in precedenza ricordata ed accertata dall'Amministrazione mediante esame dei provvedimenti e delle licenze ai propri atti, nonché con ogni ulteriore approfondimento che dovesse essere ritenuto necessario e/o opportuno da parte del Comune.
propri atti, nonché con ogni ulteriore approfondimento che dovesse essere ritenuto necessario e/o opportuno da parte del Comune. Le destinazioni d’uso ammesse sono quelle specificate di seguito:
- residenza;
- negozi per la vendita al dettaglio, esercizi di vicinato, servizi e di interesse generale;
- pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande;
- sportelli bancari;
- ristoranti;
- sale di spettacolo;
- agenzie;
- studi professionali;
- uffici. Ed inoltre:
enti e bevande;
- sportelli bancari;
- ristoranti;
- sale di spettacolo;
- agenzie;
- studi professionali;
- uffici. Ed inoltre:
- attività artigianali di servizio alla residenza che non risultino nocive o moleste nei confronti di quest’ultima, che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) ne comunque appositi fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei
e simili) ne comunque appositi fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti e nel pieno rispetto delle norme igenico-sanitarie;
- magazzini e depositi di raccolta di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) ne comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la
ilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) ne comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti e nel pieno rispetto delle norme igenico-sanitarie;
- autorimesse di piccola entità che non richiedano tipologie edilizie di tipo produttivo (capannoni e simili) ne comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei
MODALITÀ DI INTERVENTO
apannoni e simili) ne comunque fabbricati autonomi e distinti da quelli residenziali; fatta salva la possibilità di utilizzo dei fabbricati esistenti e nel pieno rispetto delle norme igenico-sanitarie;
- attività ricettive di limitata entità;
- centri culturali, sociali e religiosi. MODALITÀ DI INTERVENTO Come in precedenza detto in questi comparti, inseriti nella zona, sono consentite le attività esistenti e la riconversione a redidenza. In generale:
etto in questi comparti, inseriti nella zona, sono consentite le attività esistenti e la riconversione a redidenza. In generale:
- per i fabbricati con attività insediata o cessata, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione, nonché la ristrutturazione, anche con permesso di costruire semplice o denuncia di inizio di attività (D.I.A.);
- per i fabbricati con attività cessata e cambio di destinzione d’uso, la parziale demolizione, la
inizio di attività (D.I.A.);
- per i fabbricati con attività cessata e cambio di destinzione d’uso, la parziale demolizione, la costruzione, l’ampliamento e la ricostruzione previa demolizione, a mezzo di strumento attuativo da assoggettare a convenzione. Nel caso in cui gli eventuali interventi coinvolgano giardini o spazi a verde oggi esistenti, questi dovranno salvaguardare le essenze di alberature di alto fusto di particolare interesse dal punto di vista paesaggistico;
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questi dovranno salvaguardare le essenze di alberature di alto fusto di particolare interesse dal punto di vista paesaggistico; Tutti gli interventi ricadenti nella presente zona dovranno essere sottoposti alla valutazione della Commissione del Paesaggio. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 45
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ATTIVITA’ PRODUTTIVE DI CUI AL COMMA 1 I NDICI U.F. = pari all’esistente; H max = pari all’esistente; R.C. = pari all’esistente; S.P. = pari all’esistente; D.C. = pari all’esistente; Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 5,00. D.S. = pari all’esistente. Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 10,00. D.E. = pari all’esistente.
Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 10,00. D.E. = pari all’esistente. Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 10,00. Parcheggio: Per l’attività produttiva il parcheggio inerente la costruzione non dovrà essere inferiore ad 1 mq ogni 5 mq di S.L.P. CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO O RICONVERSIONE DI CUI AL COMMA 2 I NDICI U.F. = nel caso di riconversione l’indice è pari a 0,7 mc/mq.
DI DESTINAZIONE D’USO O RICONVERSIONE DI CUI AL COMMA 2 I NDICI U.F. = nel caso di riconversione l’indice è pari a 0,7 mc/mq. H max = in caso di riconversione pari a mt. 7,50; R.C. = in caso di riconversione pari al 60%; S.P. = in caso di riconversione pari al 40%; D.C. = pari all’esistente; Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 5,00. D.S. = pari all’esistente.
Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 5,00. D.S. = pari all’esistente. Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 10,00. D.E. = pari all’esistente. Nell’ipotesi di parziale o totale demolizione e ricostruzione la distanza minima è pari a m. 10,00. Parcheggio: nel caso di cambio di destinazione d’uso la superficie non potrà essere inferiore ad 1mq/10 mc., con
ART. 23 ZONA ZP – ZONA PRODUTTIVA DEFINIZIONE
a m. 10,00. Parcheggio: nel caso di cambio di destinazione d’uso la superficie non potrà essere inferiore ad 1mq/10 mc., con almeno un posto auto per ogni unità immobiliare. ART. 23 ZONA ZP – ZONA PRODUTTIVA DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio comunale già interessate da attività produttive industriali ed artigianali in genere caratterizzate dalla presenza di immobili destinati a strutture di rilevanza locale del settore oltre
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i ed artigianali in genere caratterizzate dalla presenza di immobili destinati a strutture di rilevanza locale del settore oltre alle aree inserite negli strumenti attuativi in fase di realizzazione. DESTINAZIONE D’ USO Per questi ambiti di P.G.T. si conferma la situazione insediativa esistente, permettendo eventuali espansioni alle aziende presenti nel rispetto degli indici di zona e l’inserimento di nuove attività che consentano negli P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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dici di zona e l’inserimento di nuove attività che consentano negli P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 46
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione edifici esistenti anche attività di tipo commerciale, magazzini di vendita e depositi in genere, artigianato di servizio non molesto. Sono ammesse esclusivamente attività nel rispetto di tutte le normative di tutela ambientale vigenti al momento della richiesta del nulla-osta di inizio attività e che rispettino le normative vigenti in materia riguardanti gli scarichi civili o ad essi assimilabili, emissioni in atmosfera nei limiti prescritti, e la rumorosità
in materia riguardanti gli scarichi civili o ad essi assimilabili, emissioni in atmosfera nei limiti prescritti, e la rumorosità entro i limiti fissati dalla zona acustica come da legislazione statale e regionale. Inoltre eventuali insediamenti delle industrie insalubri di prima classe dovranno essere esterni al perimetro del “centro edificato” e comunque lontano dalle abitazioni per evitare possibili fenomeni di molestia alla popolazione ed eventuali problematiche di salute pubblica.
tano dalle abitazioni per evitare possibili fenomeni di molestia alla popolazione ed eventuali problematiche di salute pubblica. E’ appena il caso di rammentare che sono consentite solo attività industriali ed artigianali non inquinanti, sono invece vietate quelle a Rischio d’Incidente Rilevante. La presumibile presenza di siti inquinati: (industrie ed attività estrattive dismesse, discariche abusive o dismesse, ecc) richiede necessariamente
za di siti inquinati: (industrie ed attività estrattive dismesse, discariche abusive o dismesse, ecc) richiede necessariamente la loro bonifica ed il ripristino ambientale ai sensi del D. Lgs. N.152/2006 e della D.G.R. n.6/17252 del 01.08.1996, con il conseguente recupero di dette aree in tema di salubrità delle aree edificabili; dovrà essere previsto il pieno rispetto come da normativa vigente in tema di bonifica e smaltimento delle strutture contenenti amianto.
STRUTTURE PRODUTTIVE DISMESSE
ssere previsto il pieno rispetto come da normativa vigente in tema di bonifica e smaltimento delle strutture contenenti amianto. Sono inoltre ammessi: laboratori di ricerca e uffici strettamente funzionali al servizio della produzione, mense, servizi sociali. STRUTTURE PRODUTTIVE DISMESSE Per eventuali aree interessate da interventi di recupero o risanamento con trasformazione devono essere preventivamente verificate le caratteristiche di salubrità dei suoli dove verranno realizzate le nuove
sformazione devono essere preventivamente verificate le caratteristiche di salubrità dei suoli dove verranno realizzate le nuove opere vincolando la riconversione ed i nuovi progetti all’effettuazione di specifici accertamenti di carattere ambientale atti a verificare il rispetto o meno delle concentrazioni di soglia di contaminazione (CSC), delle matrici ambientali interessate e l’individuazione di potenziali forme di inquinamento, trascorse e/o
CLIMA ACUSTICO
contaminazione (CSC), delle matrici ambientali interessate e l’individuazione di potenziali forme di inquinamento, trascorse e/o presenti, il tutto in conformità con le previsioni della parte quarta - Titolo V - del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. CLIMA ACUSTICO Per le eventuali possibilità d’intervento edificatorie adiacenti alle vie di traffico (SP53 e SP44), localizzate all’interno delle fasce di pertinenza acustica stradale (DPR n. 142/04), vige l’obbligo prescritto dall’art. 8
MODALITÀ DI INTERVENTO
P44), localizzate all’interno delle fasce di pertinenza acustica stradale (DPR n. 142/04), vige l’obbligo prescritto dall’art. 8 della L.R. 447/95 e dall’art. 5 della L.R. 13/2001 è fatto l’obbligo di presentazione d’idonea documentazione di previsione di clima acustico per le nuove costruzioni. MODALITÀ DI INTERVENTO In queste zone sono ammessi:
- per i fabbricati con attività insediata, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione, nonché la ristrutturazione,
ono ammessi:
- per i fabbricati con attività insediata, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione, nonché la ristrutturazione, l’ampliamento e/o la nuova costruzione, se consentiti in base agli indici di zona, anche con permesso di costruire semplice o denuncia di inizio di attività (D.I.A.);
- per i fabbricati con attività cessata, la parziale demolizione, la costruzione, l’ampliamento e la ricostruzione previa demolizione, a mezzo di strumento attuativo da assoggettare a convenzione.
costruzione, l’ampliamento e la ricostruzione previa demolizione, a mezzo di strumento attuativo da assoggettare a convenzione. Possono essere realizzati manufatti edilizi accessori ai volumi principali come: macchinari, serbatoi, silos, da valutarsi sempre e comunque ai fini del calcolo della superficie coperta e con l’obbligo di efficaci mitigazioni di carattere ambientale. E’ obbligatoria la sistemazione:
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lcolo della superficie coperta e con l’obbligo di efficaci mitigazioni di carattere ambientale. E’ obbligatoria la sistemazione: delle aree lasciate a verde sia pubbliche che private dovranno prevedere essenze arboree autoctone a foglia caduca d’alto fusto; P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 47
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione gli spazi scoperti pavimentati dovranno essere congrui con quanto stabilito e nel pieno rispetto delle quantità minime di superficie filtrante senza alcuna deroga di sorta. E’ fatto divieto assoluto di stoccaggio di rifiuti e di scorie di lavorazione che non siano state regolarmente autorizzate dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Lo stoccaggio di inerti che produce alterazioni alla
n siano state regolarmente autorizzate dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Lo stoccaggio di inerti che produce alterazioni alla morfologia dei luoghi, anche se per una permanenza limitata, deve essere preceduto da regolare autorizzazione attestante le quantità che si intendono depositare. INDICI U.F. = 1 mq/mq H max = m. 9,00 R.C. = 50% D.C. = minimo m. 5,00 D.S. = minimo m. 10,00 D.E. = minimo m. 10,00 Parcheggio inerente la costruzione non inferiore ad 1 mq ogni 5 mq di S.L.P..
D.S. = minimo m. 10,00 D.E. = minimo m. 10,00 Parcheggio inerente la costruzione non inferiore ad 1 mq ogni 5 mq di S.L.P.. La superficie residuale dovrà essere lasciata a verde permeabile, opportunamente piantumata, per una percentuale minima del 25% della superficie del lotto. Potranno essere ammesse altezze superiori unicamente per attrezzature necessarie agli impianti tecnologici. E’ ammesso l’alloggio per il custode e/o proprietario, purché funzionale urbanisticamente all'attività
gli impianti tecnologici. E’ ammesso l’alloggio per il custode e/o proprietario, purché funzionale urbanisticamente all'attività produttiva, per una superficie totale del 10% della SLP produttiva consentita e, comunque, fino ad un massimo di mq 150,00, nel rispetto dei parametri relativi alle distanze di cui sopra. SOPPALCHI In situazioni sature dal punto di vista dell’utilizzazione fondiaria è possibile dar seguito alla realizzazione di
ART. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA DEFINIZIONE
ra. SOPPALCHI In situazioni sature dal punto di vista dell’utilizzazione fondiaria è possibile dar seguito alla realizzazione di soppalchi, all’interno di edifici, senza modifica alcuna della sagoma fino ad un limite massimo della Superficie Lorda di Pavimento (S.L.P.) del 30%. Le due nuove altezze create e sovrapposte dovranno possedere i requisiti minimi previsti dalle normative vigenti per le destinazioni d’uso consentite. ART. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA DEFINIZIONE
ART. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA DEFINIZIONE
alle normative vigenti per le destinazioni d’uso consentite. ART. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA DEFINIZIONE Il PGT individua le aree con impianti sportivi a gestione privata. I volumi esistenti al momento dell’approvazione del presente PGT sono funzionali alla sola attività sportiva. Nelle zone ISP non sono ammesse trasformazioni. In generale, le aree a parcheggio, da verificare quantitativamente in base agli indici previsti per ciascuna
sse trasformazioni. In generale, le aree a parcheggio, da verificare quantitativamente in base agli indici previsti per ciascuna specifica zona, dovranno essere opportunamente piantumate, rese permeabili, con esclusione delle porzioni di suolo adibite a spazio di sosta dei veicoli, ed opportunamente inserite nel contesto, anche attraverso fasce arboree e siepi. Le aree a parcheggio dovranno essere asservite ad uso pubblico. Gli interventi consentiti dovranno comunque:
ce arboree e siepi. Le aree a parcheggio dovranno essere asservite ad uso pubblico. Gli interventi consentiti dovranno comunque:
- conservare le morfologie naturali con particolare riguardo ai terrazzi ed agli avvallamenti necessari allo scolo delle acque;
- conservare le aree boscate residue. Nel caso si renda necessario l'abbattimento di piante, queste dovranno essere sostituite con nuovi individui della medesima specie qualora endemica o con altre specie endemiche. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
STUDIO D'ARCHITETTURA
con nuovi individui della medesima specie qualora endemica o con altre specie endemiche. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 48
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Nuove piantumazioni dovranno essere realizzate con specie endemiche. Eventuali sistemazioni di versante o degli alvei torrentizi dovranno essere realizzate con interventi di ingegneria naturalistica con utilizzo di specie arboree ed arbustive endemiche. Andrà limitato l'utilizzo di presidi fitosanitari e di concimi chimici entro le dosi massime riportate sulle confezioni dei produttori e sulla base di reali necessità ai fini agronomici.
ISP-1 PISTA DA MOTOCROSS
cimi chimici entro le dosi massime riportate sulle confezioni dei produttori e sulla base di reali necessità ai fini agronomici. In queste zone il PGT evidenzia i seguenti ambiti: ISP-1 pista da motocross; ISP-2 campo da golf; ISP-3 bacino pesca sportiva; ISP-4 centro sportivo tennis. ISP-1 PISTA DA MOTOCROSS DESTINAZIONE D’ USO In tale ambito è consentita esclusivamente l’attività sportiva di motocross.
ISP-1 PISTA DA MOTOCROSS
ennis. ISP-1 PISTA DA MOTOCROSS DESTINAZIONE D’ USO In tale ambito è consentita esclusivamente l’attività sportiva di motocross. Sono consentite unicamente strutture permanenti e temporanee funzionali all'organizzazione e alla gestione dell’attività sportiva in oggetto (da destinare esclusivamente a reception, spogliatoi, locali impianti e depositi). MODALITÀ DI INTERVENTO Nella zona ISP-1 sono consentite costruzioni, anche temporanee, ad esclusivo servizio della funzione
MODALITÀ DI INTERVENTO
ti). MODALITÀ DI INTERVENTO Nella zona ISP-1 sono consentite costruzioni, anche temporanee, ad esclusivo servizio della funzione sportiva in oggetto, da autorizzare esclusivamente mediante Permesso di Costruire Convenzionato (PCC). INDICI I.F. = slp attribuita pari a 250 mq. di strutture permanenti (da destinare esclusivamente a reception, spogliatoi, locali impianti e depositi), purché funzionali soltanto alla gestione dell’attività sportiva in
vamente a reception, spogliatoi, locali impianti e depositi), purché funzionali soltanto alla gestione dell’attività sportiva in oggetto. Per quelle temporanee a stretto servizio delle manifestazioni sportive dovrà essere richiesta opportuna preventiva autorizzazione con la quale si definiranno gli utilizzi, le funzioni, le superfici ed il limite temporale massimo consentito. H max = esistente, con un massimo di mt. 3,50 per i nuovi interventi; R.C. = demandato al Permesso di costruire convenzionato;
H max = esistente, con un massimo di mt. 3,50 per i nuovi interventi; R.C. = demandato al Permesso di costruire convenzionato; S.P. = esistente, con un minimo del 95% comprensiva degli edifici, di tutti gli accessori e delle strutture sportive annesse, fatta eccezione per la pista o il campo gara; D.C. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 5; D.E. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 10; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P..
minimo mt. 5; D.E. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 10; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P.. Le aree a parcheggio dovranno essere asservite ad uso pubblico. La superficie non interessata da manufatti edilizi, dovrà essere libera da pavimentazioni impermeabili e sistemata a verde, così come i parcheggi dovranno essere realizzati con prato armato, o calcestre naturale, e nel rispetto delle prescrizioni sopra indicate al presente art. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A
AREE PER SERVIZI PUBBLICI
rmato, o calcestre naturale, e nel rispetto delle prescrizioni sopra indicate al presente art. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA (Definizione). AREE PER SERVIZI PUBBLICI 20% SLP attribuita. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 49
ISP-2 CAMPO DA GOLF
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Nell’ipotesi in cui all’interno del presente ambito non si riscontri la necessità dell’identificazione delle superfici sopra specificate, queste potranno essere opportunamente monetizzate. ISP-2 CAMPO DA GOLF DESTINAZIONE D’ USO Il presente PGT conferma la presenza delle aree destinate alla pratica sportiva del golf. L’area a golf individuata come Impianto Sportivo a Gestione Privata dovrà essere mantenuta nelle attuali condizioni di prevalente naturalità.
individuata come Impianto Sportivo a Gestione Privata dovrà essere mantenuta nelle attuali condizioni di prevalente naturalità. E' ammessa esclusivamente la funzione sportiva esistente. Non sono ammesse altre destinazioni d’uso e/o funzioni compatibili, ad eccezione di quella di ristorazione esistente. Non sono ammesse attività di trasformazione, di nuova costruzione, di ampliamento e/o di ristrutturazione,
storazione esistente. Non sono ammesse attività di trasformazione, di nuova costruzione, di ampliamento e/o di ristrutturazione, ad eccezione della dotazione volumetrica, ulteriore rispetto a quella esistente, di complessivi mq. 500, da destinare unicamente - con un progetto unitario da attuare mediante piano attuativo - all’attività sportiva da golf. La predetta volumetria potrà essere utilizzata per la creazione di nuovi spazi funzionali esclusivamente
ività sportiva da golf. La predetta volumetria potrà essere utilizzata per la creazione di nuovi spazi funzionali esclusivamente all’attività sportiva in oggetto (da destinare, quindi, soltanto a reception, spogliatoi, locali impianti e/o depositi) in ampliamento o in aderenza a quelli esistenti, non essendo ammissibile la realizzazione di nuovi spazi in corpo staccato. Qualora il suddetto ampliamento dovesse avvenire in prossimità dell’elettrodotto, si dovranno rispettare le
i in corpo staccato. Qualora il suddetto ampliamento dovesse avvenire in prossimità dell’elettrodotto, si dovranno rispettare le norme vigenti in materia e le opere in progetto dovranno essere comunque preventivamente sottoposte all'esame degli uffici tecnici competenti per la verifica di compatibilità. INDICI I.F. = slp attribuita pari a 500 mq., esclusivamente per interventi in ampliamento e/o in aderenza agli edifici esistenti; H max = esistente; R.C. = demandata allo strumento attuativo;
erventi in ampliamento e/o in aderenza agli edifici esistenti; H max = esistente; R.C. = demandata allo strumento attuativo; D.C. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 5; D.E. = in aderenza; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P. La superficie non interessata da manufatti edilizi, dovrà essere libera da pavimentazioni impermeabili e sistemata a verde così come i parcheggi dovranno essere realizzati con prato armato, o calcestre
AREE PER SERVIZI PUBBLICI
a pavimentazioni impermeabili e sistemata a verde così come i parcheggi dovranno essere realizzati con prato armato, o calcestre naturale, e nel rispetto delle prescrizioni sopra indicate al presente art. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA (Definizione). AREE PER SERVIZI PUBBLICI 20% SLP attribuita. Nell’ipotesi in cui all’interno del presente ambito non si riscontri la necessità dell’identificazione delle superfici sopra specificate, queste potranno essere opportunamente monetizzate.
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iscontri la necessità dell’identificazione delle superfici sopra specificate, queste potranno essere opportunamente monetizzate. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 50
ISP-3 BACINO PESCA SPORTIVA
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ISP-3 BACINO PESCA SPORTIVA DESTINAZIONE D’ USO In tale ambito è consentita esclusivamente l’attività di pesca sportiva. Sono consentite unicamente strutture permanenti e temporanee funzionali all'organizzazione e alla gestione dell’attività sportiva in oggetto. MODALITÀ DI INTERVENTO Nella zona ISP-3, sono consentite costruzioni permanenti e temporanee, ad esclusivo servizio della funzione
DALITÀ DI INTERVENTO
DALITÀ DI INTERVENTO Nella zona ISP-3, sono consentite costruzioni permanenti e temporanee, ad esclusivo servizio della funzione sportiva in oggetto, da autorizzare esclusivamente mediante Permesso di Costruire Convenzionato (PCC). Solo sull’edificio principale è consentita la manutenzione ordinaria e straordinaria con intervento diretto. INDICI I.F. = SLP attribuita pari a 250 mq. di strutture permanenti, purché funzionali alla gestione dell’attività
to diretto. INDICI I.F. = SLP attribuita pari a 250 mq. di strutture permanenti, purché funzionali alla gestione dell’attività sportiva in oggetto. Per quelle temporanee a stretto servizio delle manifestazioni sportive dovrà essere richiesta opportuna preventiva autorizzazione, con la quale si definiranno gli utilizzi, le funzioni, le superfici ed il limite temporale massimo consentito. H max = mt. 7 con un numero massimo di piani pari a 2; R.C. = demandata al Permesso di costruire convenzionato;
consentito. H max = mt. 7 con un numero massimo di piani pari a 2; R.C. = demandata al Permesso di costruire convenzionato; S.P. = esistente, con un minimo del 40% comprensiva degli edifici, di tutti gli accessori e delle strutture sportive annesse; D.C. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 5; D.E. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 10; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P..
AREE PER SERVIZI PUBBLICI
minimo mt. 5; D.E. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 10; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P.. La superficie non interessata da manufatti edilizi, dovrà essere libera da pavimentazioni impermeabili e sistemata a verde, così come i parcheggi dovranno essere realizzati con prato armato, o calcestre naturale, e nel rispetto delle prescrizioni sopra indicate al presente art. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA (Definizione). AREE PER SERVIZI PUBBLICI
AREE PER SERVIZI PUBBLICI
ioni sopra indicate al presente art. 24 ZONE ISP – IMPIANTI SPORTIVI A GESTIONE PRIVATA (Definizione). AREE PER SERVIZI PUBBLICI 20% SLP attribuita. Nell’ipotesi in cui all’interno del presente ambito non si riscontri la necessità dell’identificazione delle superfici sopra specificate, queste potranno essere opportunamente monetizzate. ISP-4 CENTRO SPORTIVO EX-TENNIS DESTINAZIONE D’ USO In tale ambito, in cui é attualmente assente ogni attività, è consentito soltanto l’insediamento di attività
MODALITÀ DI INTERVENTO
DESTINAZIONE D’ USO In tale ambito, in cui é attualmente assente ogni attività, è consentito soltanto l’insediamento di attività sportive, da attuare mediante Permesso di Costruire Convenzionato. Sono ammesse unicamente strutture permanenti e temporanee funzionali all'organizzazione e alla gestione dell’attività sportiva da insediare. MODALITÀ DI INTERVENTO Nella zona ISP-4, l’insediamento di attività sportive è soggetto a Permesso di Costruire Convenzionato. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
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-4, l’insediamento di attività sportive è soggetto a Permesso di Costruire Convenzionato. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 51
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione La fruizione dell’area agli utilizzatori dovrà essere garantita attraverso idoneo accesso, da realizzarsi da Largo V Alpini; dalla via Brugnoni (cancello attuale) sarà consentito solo l’accesso secondario per l’esercizio dell’attività e/o un passaggio pedonale. INDICI I.F. = SLP attribuita pari a 200 mq. di strutture permanenti, purché funzionali alla gestione dell’attività
o pedonale. INDICI I.F. = SLP attribuita pari a 200 mq. di strutture permanenti, purché funzionali alla gestione dell’attività sportiva. Per quelle temporanee a stretto servizio delle manifestazioni sportive dovrà essere richiesta opportuna preventiva autorizzazione, con la quale si definiranno gli utilizzi, le funzioni, le superfici ed il limite temporale massimo consentito; H max = mt. 7 con un numero massimo di piani pari a 2; R.C. = demandata al Permesso di costruire convenzionato;
AREE PER SERVIZI PUBBLICI
consentito; H max = mt. 7 con un numero massimo di piani pari a 2; R.C. = demandata al Permesso di costruire convenzionato; S.P. = demandata al Permesso di costruire convenzionato; D.C. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 5; D.E. = esistente, per interventi edilizi ammessi minimo mt. 10; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P.. AREE PER SERVIZI PUBBLICI 20% SLP attribuita.
AREE PER SERVIZI PUBBLICI
ti edilizi ammessi minimo mt. 10; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P.. AREE PER SERVIZI PUBBLICI 20% SLP attribuita. Nell’ipotesi in cui all’interno del presente ambito non si riscontri la necessità dell’identificazione delle superfici sopra specificate, queste potranno essere opportunamente monetizzate. ART. 25 ZONA AS – AMBITO DI SALVAGUARDIA DEFINIZIONE Il PGT individua le aree e gli edifici attinenti la proprietà definibile come “Villa la Motta”.
BITO DI SALVAGUARDIA DEFINIZIONE
BITO DI SALVAGUARDIA DEFINIZIONE Il PGT individua le aree e gli edifici attinenti la proprietà definibile come “Villa la Motta”. Nel presente ambito, sono ammessi esclusivamente il restauro ed il risanamento conservativo degli edifici esistenti. Tutti gli interventi di restauro e di risanamento conservativo dovranno conservare e mantenere lo stato complessivo dei luoghi con particolare riguardo alle aree boscate.
namento conservativo dovranno conservare e mantenere lo stato complessivo dei luoghi con particolare riguardo alle aree boscate. Nel caso si renda necessario l'abbattimento di piante per motivi fitosanitari, queste dovranno essere sostituite con nuovi individui della medesima specie qualora endemica o con altre specie endemiche. Nuove piantumazioni dovranno essere realizzate con specie endemiche. Eventuali sistemazioni di versante o degli alvei torrentizi dovranno essere realizzate con interventi di
e con specie endemiche. Eventuali sistemazioni di versante o degli alvei torrentizi dovranno essere realizzate con interventi di ingegneria naturalistica con utilizzo di specie arboree ed arbustive endemiche. Trattandosi di proprietà inserita in “Aree di valore Paesaggistico-Ambientale” (Sensibilità classe 5 P.T.R.) tutti gli interventi dovranno essere sottoposti alla valutazione della Commissione del Paesaggio. DESTINAZIONE D’ USO
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5 P.T.R.) tutti gli interventi dovranno essere sottoposti alla valutazione della Commissione del Paesaggio. DESTINAZIONE D’ USO In tale ambito sono consentite le seguenti destinazioni d’uso: turistico-ricettivo, residenza, residenza turistica, ristorazione. Sono fatte salve - ove applicabili - le previsioni dell’articolo 20, comma primo, del D.Lgs. 42/2004, in ordine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA
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rdine alle limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 52
MODALITÀ DI INTERVENTO
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione MODALITÀ DI INTERVENTO Nella zona AS non sono ammessi interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione e/o di trasformazione, nonché di manutenzione straordinaria, essendo unicamente consentiti il restauro ed il risanamento conservativo. INDICI I.F. = slp all’esistente; H max = all’esistente; R.C. = all’esistente; S.P. = all’esistente; D.C. = all’esistente; D.E. = all’esistente; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P..
ART. 26 ZONA ZA – ZONA AGRICOLA DEFINIZIONE
stente; S.P. = all’esistente; D.C. = all’esistente; D.E. = all’esistente; Parcheggio: almeno 1 mq. ogni 1 mq. di S.L.P.. ART. 26 ZONA ZA – ZONA AGRICOLA DEFINIZIONE In tali zone, appositamente contrassegnate nelle tavole di piano, si dà specifico seguito all’attività agricola. Questi ambiti sono costituiti dalle parti del territorio non interessati da fenomeni insediativi e che offrono ancora un buon potenziale agricolo produttivo o un interesse alla cultura silvo/pastorale anche in funzione di
ivi e che offrono ancora un buon potenziale agricolo produttivo o un interesse alla cultura silvo/pastorale anche in funzione di un’adeguata salvaguardia ambientale e paesaggistica. Il tutto è regolato dalla L.r. 11 marzo 2005 n. 12 e successive modificazioni. E’ possibile operare lavori finalizzati al riutilizzo funzionale dei volumi, come il consolidamento e la sostituzione di elementi strutturali, l’installazione di impianti tecnologici, avendo particolare cura e sensibilità
amento e la sostituzione di elementi strutturali, l’installazione di impianti tecnologici, avendo particolare cura e sensibilità al loro inserimento in rapporto alle qualità formali degli stabili. Le stesse eventuali superfetazioni, seppur necessarie, dovranno armonizzarsi al contesto. Comunque la definizione e la destinazione degli interventi possibili non dovranno essere in contrasto ed essere strettamente attinienti con quanto previsto dagli articoli 59 e 60 della L.R. 12/2005. DESTINAZIONE D’ USO
n contrasto ed essere strettamente attinienti con quanto previsto dagli articoli 59 e 60 della L.R. 12/2005. DESTINAZIONE D’ USO Sono consentite:
- nuove attività produttive oltre a quelle già esistenti alla data di approvazione del presente P.G.T., il tutto avente come funzione principale gli impianti e le attrezzature per attività agricole;
- funzioni secondarie compatibili quali la residenza dell’imprenditore agricolo e dei dipendenti dell’azienda,
MODALITÀ DI INTERVENTO
ttività agricole;
- funzioni secondarie compatibili quali la residenza dell’imprenditore agricolo e dei dipendenti dell’azienda, quando le esigenze abitative non possono essere soddisfatte attraverso interventi sul patrimonio edilizio esistente;
- locali per la lavorazione, la conservazione e l’eventuale vendita dei prodotti agricoli, secondo i criteri e le modalità previsti dall’articolo 60 della L.R. 12/2005;
- attività agrituristiche. MODALITÀ DI INTERVENTO
MODALITÀ DI INTERVENTO
secondo i criteri e le modalità previsti dall’articolo 60 della L.R. 12/2005;
- attività agrituristiche. MODALITÀ DI INTERVENTO Nella zona in oggetto sono ammissibili esclusivamente gli interventi consentiti dalla L.R. 12/2005, a condizione che sussistano i presupposti soggettivi ed oggettivi previsti dall’art. 60 della predetta Legge. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 53
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Sono ammessi altresì, ai sensi dell’art. 7 (Volumi accessori esclusi dal computo della cubatura utile) del presente piano delle regole, i volumi di quelle strutture pertinenziali destinate esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato, realizzate nello stesso lotto di proprietà, in aderenza al confine o a tre metri dallo stesso (fatta salva la possibilità tra
o, realizzate nello stesso lotto di proprietà, in aderenza al confine o a tre metri dallo stesso (fatta salva la possibilità tra confinanti di convenzionare distanze inferiori). In tali zone sono anche ammesse attività di agriturismo, secondo quanto consentito dalla disciplina regionale e valorizzazione del territorio. Per gli edifici, non allo stretto servizio delle attività agricole, conformi per destinazione all'epoca della loro
l territorio. Per gli edifici, non allo stretto servizio delle attività agricole, conformi per destinazione all'epoca della loro costruzione, ma difformi al momento dell'entrata in vigore del P.G.T., sono ammesse le manutenzioni ordinaria e straordinaria. Inoltre nel caso di interventi di manutenzione straordinaria questi dovranno essere sottoposti alla valutazione della Commissione del Paesaggio con particolare riferimento ai materiali da utilizzarsi. Indici
sere sottoposti alla valutazione della Commissione del Paesaggio con particolare riferimento ai materiali da utilizzarsi. Indici I.F. = 0,06 mc/mq per la residenza su terreni a coltura orticola o floricola specializza; I.F. = 0,03 mc/mq per la residenza sugli altri terreni. H max = pari all’esistente, 7,50 mt per i nuovi interventi H max serre = 4 mt R.C. = 40% dell’intera sup. aziendale per le serre su terreni a coltura orticola o floricola specializzata
H max serre = 4 mt R.C. = 40% dell’intera sup. aziendale per le serre su terreni a coltura orticola o floricola specializzata R.C. = 10% dell’intera sup. aziendale per le altre attrezzature agricole compresa la residenza D.C.= minimo m 5,00 D.S. = minimo m 5,00 D.E. = minimo m 10,00 minimo m 20,00 m. tra le abitazioni circostanti e gli ambienti di ricovero del bestiame. Le unità di vendita di eventuali prodotti dell’azienda agricola non dovranno avere una superficie superiore a
vero del bestiame. Le unità di vendita di eventuali prodotti dell’azienda agricola non dovranno avere una superficie superiore a 250 mq. comprensivi di magazzini e spazi di lavorazione. Le attività agrituristiche non dovranno avere una superficie superiore al 40% della S.L.P. residenziale di pertinenza dell’azienda stessa e in ogni modo non dovranno essere superati 500 mq. e gli interventi in questione non dovranno essere in contrasto ed essere strettamente attinienti con quanto previsto dagli
0 mq. e gli interventi in questione non dovranno essere in contrasto ed essere strettamente attinienti con quanto previsto dagli articoli 59 e 60 della L.R. 12/2005. Le attrezzature e le infrastrutture necessarie all’esercizio dell’attività agricola non sono sottoposte a limiti volumetrici. Esse comunque non possono superare il rapporto di copertura del 10 per cento dell'intera superficie aziendale, salvo che per le aziende orto-floro-vivaistiche per le quali tale rapporto non può
0 per cento dell'intera superficie aziendale, salvo che per le aziende orto-floro-vivaistiche per le quali tale rapporto non può superare il 20% e per le serre per le quali tale rapporto non può superare il 40% della predetta superficie; le tipologie costruttive dovranno essere congruenti al paesaggio rurale. E’ considerata serra ogni impianto che realizzi un ambiente artificiale per l’esercizio di colture agricole e che
saggio rurale. E’ considerata serra ogni impianto che realizzi un ambiente artificiale per l’esercizio di colture agricole e che sia costituito da strutture stabilmente ancorate al suolo a da altre costruzioni laterali abitualmente infisse. Per quanto attiene invece alle prescrizioni per concimaie si demanda ogni aspetto alle norme e disposizioni previste dal vigente Regolamento Edilizio. Recinzioni in zona agricola
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ncimaie si demanda ogni aspetto alle norme e disposizioni previste dal vigente Regolamento Edilizio. Recinzioni in zona agricola Solo per gli edifici residenziali esistenti ricadenti in zona agricola, per problemi di protezione o sicurezza, sono consentite nuove recinzioni con le prescrizioni di seguito descritte. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 54
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Queste nuove recinzioni non potranno comunque superale la distanza massima di m 10,00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe proteggere. In particolare è permesso intervenire con rete metallica e paline aventi plinti interrati tra loro separati o con semplici staccionate in legno. L’altezza totale non potrà superare i mt.1,50 e la rete dovrà essere sollevata dal terreno di almeno 30 cm.
taccionate in legno. L’altezza totale non potrà superare i mt.1,50 e la rete dovrà essere sollevata dal terreno di almeno 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere murarie. Si rammenta che in ogni caso i terreni, una volta recintati e ricadenti in zona agricola, dovranno continuare a mantenere l'utilizzo di tale zona. In tali zone per delimitare il terreno nelle aree adibite ad attività agricole finalizzate al mantenimento del
zzo di tale zona. In tali zone per delimitare il terreno nelle aree adibite ad attività agricole finalizzate al mantenimento del bestiame stesso o ad utilizzo di pascolo, sono ammesse solo recinzioni costituite da staccionate di legno o metallo, con altezza non superiore a mt.1,50, integrata obbligatoriamente da siepi e arbusti, da realizzare in ogni modo con attenzione alla continuità ecologica ed al deflusso delle acque.
ART. 27 ZONA ZB – ZONA BOSCHIVA DEFINIZIONE
gatoriamente da siepi e arbusti, da realizzare in ogni modo con attenzione alla continuità ecologica ed al deflusso delle acque. In generale per le recinzioni preesistenti, nel caso di difformità dalle presenti norme, è consentita la sola manutenzione ordinaria. ART. 27 ZONA ZB – ZONA BOSCHIVA DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio di valore ecologico ambientale e paesistico in funzione di salvaguardia
VA DEFINIZIONE
VA DEFINIZIONE Sono così definite le parti di territorio di valore ecologico ambientale e paesistico in funzione di salvaguardia che contribuiscono alla gestione dei boschi, al loro verde direttamente legato anche ad aspetti naturalistici ed idrogeologici. In tali zone, si persegue il mantenimento dei caratteri originali del paesaggio, l’eventuale ripristino del degrado naturale, il potenziamento del paesaggio con le stesse risorse naturali.
inali del paesaggio, l’eventuale ripristino del degrado naturale, il potenziamento del paesaggio con le stesse risorse naturali. Il Piano Generale d’Indirizzo forestale (PIF), attualmente in fase d’elaborazione e studio, sviluppa i criteri dettati dalla Regione Lombardia, individua gli scenari, le strategie e gli indirizzi per rilanciare tutto il settore forestale le norme procedurali e selvicolturali. Quando approvato in sede provinciale determinerà nello
anciare tutto il settore forestale le norme procedurali e selvicolturali. Quando approvato in sede provinciale determinerà nello specifico gli aspetti di gestione operativa, gli interventi consentiti, di prescrizione e vincoli; il tutto è legato all’utilizzo ed alla trasformazione dei boschi con i conseguenti interventi compensativi DESTINAZIONE D’ USO attività connesse alla cura, al mantenimento e all’uso anche produttivo del patrimonio boschivo e naturale
DESTINAZIONE D’ USO attività connesse alla cura, al mantenimento e all’uso anche produttivo del patrimonio boschivo e naturale esistente: taglio culturale, rimboschimento, opere di bonifica o antincendio e di conservazione previsti e autorizzati in base alle norme vigenti in materia. sono escluse in tali zone tutte le alterazioni e manutenzioni del suolo e del patrimonio naturale che non siano finalizzate a quanto previsto ai precedenti punti. Non è consentita l'autorizzazione di opere
MODALITÀ DI INTERVENTO
patrimonio naturale che non siano finalizzate a quanto previsto ai precedenti punti. Non è consentita l'autorizzazione di opere connesse all’apertura e all’esercizio di nuove cave. MODALITÀ DI INTERVENTO In zona boschiva non é ammesso alcun intervento. Non é ammessa la realizzazione di strutture pertinenziali, neppure da destinare esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
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e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 55
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Recinzioni in zona boschiva Le recinzioni potranno essere consentite unicamente per gli edifici residenziali esistenti unicamente per problemi di protezione o sicurezza. Queste nuove recinzioni non potranno comunque superare la distanza massima di mt 10.00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe
ima di mt 10.00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe proteggere. E’ permesso intervenire solo con rete metallica e paline aventi plinti interrati tra loro separati. L’altezza totale non potrà superare i mt.1,50 e la rete dovrà essere sollevata dal terreno di almeno 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere
o di almeno 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere murarie. Si rammenta che in ogni caso i terreni, una volta recintati e ricadenti in zona agricola, dovranno continuare a mantenere l'utilizzo di tale zona. Per gli edifici conformi per destinazione all'epoca della loro costruzione, ma difformi al momento dell'entrata in vigore del P.G.T., sono ammesse le manutenzioni ordinaria e straordinaria. INDICI
ART. 28 STANDARD QUALITATIVO
uzione, ma difformi al momento dell'entrata in vigore del P.G.T., sono ammesse le manutenzioni ordinaria e straordinaria. INDICI Per le costruzioni eventualmente esistenti in zona (purché conformi per destinazione almeno all'epoca della loro costruzione, ancorché difformi al momento dell'entrata in vigore del P.G.T.) sono consentite soltanto le manutenzioni ordinaria e straordinaria. ART. 28 STANDARD QUALITATIVO
ART. 28 STANDARD QUALITATIVO
l'entrata in vigore del P.G.T.) sono consentite soltanto le manutenzioni ordinaria e straordinaria. ART. 28 STANDARD QUALITATIVO In tutti gli strumenti attuativi previsti dal PGT, potrà essere richiesto dall'Amministrazione - in aggiunta allo standard previsto in base agli indici di zona - uno standard qualitativo, da negoziare convenzionalmente con l'operatore a titolo compensativo, tenuto conto delle dimensioni, della tipologia e dell'impatto dell'intervento da realizzare.
ART. 29 RECINZIONI, MURI DI SOSTEGNO E ACCESSI CARRAI
l'operatore a titolo compensativo, tenuto conto delle dimensioni, della tipologia e dell'impatto dell'intervento da realizzare. ART. 29 RECINZIONI, MURI DI SOSTEGNO E ACCESSI CARRAI Le recinzioni saranno costituite da zoccolo in muratura, alto non più di 0,50 m dal terreno interno sistemato (privato) e sovrastante cancellata di ferro o altro materiale che assicuri la vista di quanto trovasi nella parte
erno sistemato (privato) e sovrastante cancellata di ferro o altro materiale che assicuri la vista di quanto trovasi nella parte retrostante; per le zone industriali ed artigianali è ammessa la recinzione cieca (non trasparente) avente un’altezza massima di m. 2,30. E’ in facoltà dell’Amministratore Comunale richiedere che le aree di pertinenza in fregio a spazi pubblici siano chiuse con opere di recinzione decorosa, da sottoporre alle necessarie approvazioni. Tali recinzioni
egio a spazi pubblici siano chiuse con opere di recinzione decorosa, da sottoporre alle necessarie approvazioni. Tali recinzioni non dovranno mai superare l’altezza di m. 2,30. Nel caso sia richiesto il permesso per la realizzazione o il rifacimento della recinzione esistente, l’Amministrazione Comunale può richiedere l’arretramento di un tratto della stessa per il posteggio di cassonetti stradali per la raccolta delle immondizie.
uò richiedere l’arretramento di un tratto della stessa per il posteggio di cassonetti stradali per la raccolta delle immondizie. Le aperture dei cancelli e di passi carrabili, fatti salvi i casi di comprovata impossibilità e di conservazione di allineamenti architettonici di facciata devono essere arretrati di regola almeno, m. 3,00 dalla cordonatura del marciapiede o dal ciglio stradale previsto dagli strumenti urbanistici. Per le strade non definite dagli strumenti
rdonatura del marciapiede o dal ciglio stradale previsto dagli strumenti urbanistici. Per le strade non definite dagli strumenti urbanistici, l’arretramento si misura dall’allineamento prescritto per le recinzioni. Tale piazzola di sosta dovrà essere sempre in piano nei confronti della sezione stradale prospiciente. Le acque meteoriche di eventuali rampe o percorsi interni alle proprietà non potranno in alcun modo defluire sulle strade antistanti.
que meteoriche di eventuali rampe o percorsi interni alle proprietà non potranno in alcun modo defluire sulle strade antistanti. Le ante dei cancelli non dovranno in alcun modo aprirsi verso l’esterno ne tantomeno sugli spazi di stallo previsti a di fuori delle proprietà. I nuovi cancelli pedonali dovranno essere arretrati di m 1,00 rispetto al filo di recinzione ed essere in possesso di tutti i requisiti necessari per il superamento delle barriere architettoniche. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
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ossesso di tutti i requisiti necessari per il superamento delle barriere architettoniche. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 56
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione I muri di sostegno, dichiaratamente indispensabili agli effetti delle recinzioni per documentata difficoltà, non possono comunque avere altezza superiore a m 2,00; qualora il dislivello da sostenere sia superiore, i muri di sostegno dovranno essere alternati o integrati con scarpate a pendenza naturale, oppure con terrazzamenti di larghezza non inferiore a m 1,00, e comunque ogni aspetto specifico verrà valutato caso per
aturale, oppure con terrazzamenti di larghezza non inferiore a m 1,00, e comunque ogni aspetto specifico verrà valutato caso per caso in stretta correlazione ed in funzione della situazione specifica del luogo. In caso di murature con funzione sia di contenimento che di recinzione, le altezze consentite ammissibili sono quelle precedentemente richiamate oltre la quota naturale del terreno. Sono consentiti muri di sostegno
sentite ammissibili sono quelle precedentemente richiamate oltre la quota naturale del terreno. Sono consentiti muri di sostegno oltre l’altezza massima di m 2,00 per corselli di manovra, transiti ad accessi interni ad edifici privati o rampe carrabili. E’ comunque esplicito che le misure minime e massime fin qui riportate sono da riferirsi al terreno naturale senza alcun riporto di materiale. Si rammenta che è obbligatoria la conservazione dei muri di cinta con caratteristiche storiche in muratura di
orto di materiale. Si rammenta che è obbligatoria la conservazione dei muri di cinta con caratteristiche storiche in muratura di pietrame, intonacata oppure a vista. In fase di progetto dovrà essere specificatamente documentata la presenza della finitura, le dimensioni ed ogni particolare costruttivo. Nel caso di eventuali ricostruzioni o arretramenti saranno riutilizzati i materiali preesistenti salvaguardando la memoria del manufatto.
di eventuali ricostruzioni o arretramenti saranno riutilizzati i materiali preesistenti salvaguardando la memoria del manufatto. Le coperture dei cancelli pedonali e carrabili non potranno coprire pubblici transiti (marciapiedi, strade, ecc.) ed eventuali smaltimenti delle acque meteoriche dovranno essere convenientemente smaltite all’interno della proprietà per subirrigazione. Da ultimo in merito ai presenti lavori si veda anche l’articolo relativo alle distanze dal ciglio stradale e
OBBLIGHI LUNGO STRADE NON COMUNALI
per subirrigazione. Da ultimo in merito ai presenti lavori si veda anche l’articolo relativo alle distanze dal ciglio stradale e secondo quanto identificato dalle specifiche riportate nelle tavole. OBBLIGHI LUNGO STRADE NON COMUNALI Le recinzioni lungo le Strade Provinciali o di pertinenza di Enti sovraccomunali e gli incroci in corrispondenza delle stesse, saranno sistemati secondo le prescrizioni vigenti per dette strade, come fissate dagli Enti interessati.
RECINZIONI DI SPAZI SPORTIVI
spondenza delle stesse, saranno sistemati secondo le prescrizioni vigenti per dette strade, come fissate dagli Enti interessati. A tale proposito il progetto dovrà preventivamente passare al vaglio del parere preventivo e vincolante della Polizia Locale per la sola congruità riferita al Codice della Strada. RECINZIONI DI SPAZI SPORTIVI Le recinzioni degli spazi sportivi, purché funzionali alle esigenze delle attività praticate e finalizzate alle condizioni
RECINZIONI IN ZONA AGRICOLA
RTIVI Le recinzioni degli spazi sportivi, purché funzionali alle esigenze delle attività praticate e finalizzate alle condizioni di sicurezza degli utenti degli spazi circostanti, sono ammesse secondo dimensioni superiori a quelle prescritte normalmente, purché siano di tipologia “aperta” e adeguatamente inserite nell'ambito circostante. RECINZIONI IN ZONA AGRICOLA Come già detto solo per gli edifici residenziali esistenti ricadenti in zona agricola, per problemi di
CINZIONI IN ZONA AGRICOLA
CINZIONI IN ZONA AGRICOLA Come già detto solo per gli edifici residenziali esistenti ricadenti in zona agricola, per problemi di protezione o sicurezza, sono consentite nuove recinzioni con le prescrizioni di seguito descritte. Queste nuove recinzioni non potranno comunque superare la distanza massima di m 10,00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe proteggere.
,00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe proteggere. In particolare è permesso intervenire solo con rete metallica e paline aventi plinti interrati tra loro separati. L’altezza totale non potrà superare i mt.1,50 e la rete dovrà essere sollevata dal terreno di almeno 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere murarie.
no 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere murarie. Si rammenta che in ogni caso i terreni, una volta recintati e ricadenti in zona agricola, dovranno continuare a mantenere l'utilizzo di tale zona. In tali zone per delimitare il terreno nelle aree adibite ad attività agricole finalizzate al mantenimento del bestiame stesso o ad utilizzo di pascolo, sono ammesse solo recinzioni costituite da staccionate di legno o
al mantenimento del bestiame stesso o ad utilizzo di pascolo, sono ammesse solo recinzioni costituite da staccionate di legno o metallo, con altezza non superiore a mt.1,50, integrata obbligatoriamente da siepi e arbusti, da realizzare in ogni modo con attenzione alla continuità ecologica ed al deflusso delle acque. In generale per le recinzioni preesistenti, nel caso di difformità dalle presenti norme, è consentita la sola manutenzione ordinaria. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
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nel caso di difformità dalle presenti norme, è consentita la sola manutenzione ordinaria. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 57
RECINZIONI IN ZONA BOSCHIVA
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione RECINZIONI IN ZONA BOSCHIVA Come già detto le uniche recinzioni consentite sono quelle di edifici residenziali esistenti unicamente per problemi di protezione o sicurezza. Queste nuove recinzioni non potranno comunque superale la distanza massima di m 10.00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe
sima di m 10.00 (misurata geometricamente) dai fabbricati stessi o dall’insieme del “complesso residenziale” che si intenderebbe proteggere. E’ permesso intervenire solo con rete metallica e paline aventi plinti interrati tra loro separati. L’altezza totale non potrà superare i mt.1,50 e la rete dovrà essere sollevata dal terreno di almeno 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere
ART. 30 SPAZI DI SOSTA E PARCHEGGI AL SERVIZIO DEGLI INSEDIAMENTI
o di almeno 30 cm. Gli eventuali cancelli d’ingresso dovranno essere provvisti di semplici pilastrini escludendo ulteriori opere murarie. Si rammenta che in ogni caso i terreni, una volta recintati e ricadenti in zona boscata, continueranno comunque a mantenere l'utilizzo di tale zona. ART. 30 SPAZI DI SOSTA E PARCHEGGI AL SERVIZIO DEGLI INSEDIAMENTI Per le nuove costruzioni, ricostruzioni e per gli ampliamenti, devono essere previsti spazi privati necessari,
EGLI INSEDIAMENTI
EGLI INSEDIAMENTI Per le nuove costruzioni, ricostruzioni e per gli ampliamenti, devono essere previsti spazi privati necessari, per la sosta manovra e accesso degli autoveicoli. Nei casi di edifici con destinazioni d'uso plurime la dotazione di aree parcheggio dovrà corrispondere per ogni singola porzione a quanto indicato nelle specifiche zone alle quali si rimanda, sottolineando che i posti macchina risultanti dall’applicazione delle norme in questione possono essere realizzati anche all’interno
olineando che i posti macchina risultanti dall’applicazione delle norme in questione possono essere realizzati anche all’interno delle costruzioni stesse. I posti auto esterni per eventuali visitatori, se richiesti al momento della presentazione della pratica, pur di proprietà condominiale, dovranno rimanere di uso comune e non potranno essere ceduti ai singoli futuri acquirenti. I parcheggi in questione, da evidenziarsi nelle tavole di progetto, non potranno essere preclusi
i ai singoli futuri acquirenti. I parcheggi in questione, da evidenziarsi nelle tavole di progetto, non potranno essere preclusi con catenelle o dissuasori di alcun genere. Nel caso invece la superficie a parcheggio sia di pertinenza di unità funzionali aventi destinazione tale da comportare sensibile affluenza di pubblico (ad esempio negozi, esercizi pubblici ed uffici), essa dovrà essere accessibile al pubblico stesso.
ART. 31 ISOLE ECOLOGICHE
sibile affluenza di pubblico (ad esempio negozi, esercizi pubblici ed uffici), essa dovrà essere accessibile al pubblico stesso. I posti macchina veri e propri dovranno essere indicati sulle tavole di progetto con le relative dimensioni. Nel computo dei parcheggi non possono essere considerati gli spazi di manovra. ART. 31 ISOLE ECOLOGICHE In agglomerati abitativi, costruzioni o edifici che superino n. 3 unità abitative, i progetti edilizi dovranno
ISOLE ECOLOGICHE
ISOLE ECOLOGICHE In agglomerati abitativi, costruzioni o edifici che superino n. 3 unità abitative, i progetti edilizi dovranno prevedere ed essere predisposte opportune isole ecologiche aperte e poste all’esterno dei fabbricati ed in stretta aderenza con le recinzioni. I manufatti o gli spazi aperti in questione dovranno consentire la raccolta, il facile conferimento dei rifiuti e permettere di ubicare gli eventuali contenitori in numero e quantità sufficienti. Tali “strutture”:
e conferimento dei rifiuti e permettere di ubicare gli eventuali contenitori in numero e quantità sufficienti. Tali “strutture”:
- rimarranno di proprietà condominiale il cui mantenimento dovrà essere sempre assicurato dalla proprietà stessa;
- dovranno sempre e comunque garantire una perfetta tenuta sia dal punto di vista igienico sanitario sia per quanto riguarda il pubblico decoro;
- dovranno essere aperte su tutti i lati, potranno essere costituite da strutture leggere, provviste di
arda il pubblico decoro;
- dovranno essere aperte su tutti i lati, potranno essere costituite da strutture leggere, provviste di coperture ed anche eventualmente mascherate con siepi;
- dovranno essere rivolte verso l’esterno (strada, pubblico transito ecc.), provviste di pavimentazione e non presentare ostacoli di alcun genere durante le fasi di raccolta dei rifiuti. L’intervento in questione dovrà armonizzarsi con l’edificio principale e dovrà essere sempre rispondente sia
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ccolta dei rifiuti. L’intervento in questione dovrà armonizzarsi con l’edificio principale e dovrà essere sempre rispondente sia alle caratteristiche igienico-sanitarie sia alle prescrizioni assunte dall’Amministrazione Comunale in ordine alla tenuta ed al conferimento dei rifiuti solido-urbani. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 58
ART. 32 INFRASTRUTTURE PER LA PERCEZIONE DEL PAESAGGIO E PUNTI PANORAMICI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 32 INFRASTRUTTURE PER LA PERCEZIONE DEL PAESAGGIO E PUNTI PANORAMICI Tali ambiti sono di particolare rilevanza paesaggistica, ambientale e panoramica. Le situazioni oggetto di specifica cautela sono identificate nelle tavole (dalla PR4a alla PR4h) con appositi simboli grafici. In generale tali zone presentano interesse in situazioni territoriali e naturali che necessitano di una attenta
simboli grafici. In generale tali zone presentano interesse in situazioni territoriali e naturali che necessitano di una attenta salvaguardia tale da mantenere libera da ostacoli visivi la visuale sull’ambiente circostante. In queste circostanze dovrà essere evitata la saldatura delle parti urbanizzate ed il posizionamento di eventuali infrastrutture dovrà presentare particolare attenzione, ponendo in essere, tutte le necessarie
ed il posizionamento di eventuali infrastrutture dovrà presentare particolare attenzione, ponendo in essere, tutte le necessarie mitigazioni, così da determinare il minor impatto possibile, sia esso fisico che visivo. Dovranno essere posizionati in modo tale che non intralcino i coni visuali verso l’ambiente circostante: • I cartelli pubblicitari, • gli impianti tecnologici, • i cartelli segnaletici stradali, • le recinzioni, • tutto quello che possa ostacolare la percezione corretta del paesaggio.
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i, • i cartelli segnaletici stradali, • le recinzioni, • tutto quello che possa ostacolare la percezione corretta del paesaggio. Alla Commissione del Paesaggio è demandata la valutazione dei progetti che ricadono in questi ambiti. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 59
TITOLO III°
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione TITOLO III° AREE CON VINCOLO AMBIENTALE ART. 33 AREE DI RISPETTO E PROTEZIONE DELLE BELLEZZE NATURALI ( CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO - D.L. 22 GENNAIO 2004, N. 42 ) ZONE SOTTOPOSTE A VINCOLO PAESAGGISTICO Ai sensi di quanto disposto dal D.L. 22 gennaio 2004 n. 42 e fino alla redazione dei piani paesaggistici o di una specifica normativa d’uso e di valorizzazione ambientale da parte della Regione Lombardia nelle aree comprendenti:
tici o di una specifica normativa d’uso e di valorizzazione ambientale da parte della Regione Lombardia nelle aree comprendenti: le zone di particolare interesse paesistico (ex Legge 1497/39) di cui al precedente D.M. 1.12.1961; le acque pubbliche come i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, e
i dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 mt. ciascuna ( Art.142 lettera c); le aree boscate ( Art.142 lettera g); le zone sopra gli 800 mt. s.l.m. (D.lg. 431/85 Art.1/TER ); Per gli interventi che non riguardino opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento
.lg. 431/85 Art.1/TER ); Per gli interventi che non riguardino opere di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo senza alterazione dello stato dei luoghi e dell’aspetto esteriore degli edifici, nonché per l’esercizio dell’attività agricola e silvicola che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi per costruzioni edilizie o altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino
llo stato dei luoghi per costruzioni edilizie o altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio, è necessaria specifica autorizzazione paesaggistica ai sensi di quanto stabilito dal D.L. 22 gennaio 2004 n. 42 con le modifiche previste dalla L.r. 54/84 e n. 32/92 e seguenti modifiche e/o integrazioni. Le aree di cui al presente articolo possono essere computate ai fini edificatori di zona sui lotti contigui non
ZONE SOTTOPOSTE A RETE ECOLOGICA COMUNALE -REC-
/o integrazioni. Le aree di cui al presente articolo possono essere computate ai fini edificatori di zona sui lotti contigui non compresi dal vincolo. Nelle zone in oggetto, non é ammessa la realizzazione di strutture pertinenziali, neppure da destinare esclusivamente al ricovero di attrezzi e/o macchinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. ZONE SOTTOPOSTE A RETE ECOLOGICA COMUNALE -REC-
ZONE SOTTOPOSTE A RETE ECOLOGICA COMUNALE -REC-
hinari per l'agricoltura, il giardinaggio e/o la manutenzione del verde privato. ZONE SOTTOPOSTE A RETE ECOLOGICA COMUNALE -REC- Gli ambiti ricadenti nella Rete Ecologica Comunale (REC) sono di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale. In generale presentano interesse in situazioni territoriali e naturali che necessitano di una salvaguardia tale da mantenere libera da ostacoli visivi la visuale sull’ambiente circostante. Anche questo caso
essitano di una salvaguardia tale da mantenere libera da ostacoli visivi la visuale sull’ambiente circostante. Anche questo caso dovrà essere evitata la saldatura delle parti urbanizzate e le eventuali necessarie infrastrutture dovranno presentare particolare attenzione ponendo in essere tutte le necessarie mitigazioni, così da determinare il minor impatto possibile, sia esso fisico che visivo. Tutti gli interventi, ipotizzati nella Rete Ecologica, che in qualche modo interferiscono dovranno essere
sso fisico che visivo. Tutti gli interventi, ipotizzati nella Rete Ecologica, che in qualche modo interferiscono dovranno essere preventivamente assoggettati al parere obbligatorio della Commissione del Paesaggio. Anche l’esecuzione di infrastrutture, previsti nelle aree perimetrate, E’dovranno avere e presentare una particolare cura verso la percezione del paesaggio ponendo in essere tutte le eventuali mitigazioni.
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anno avere e presentare una particolare cura verso la percezione del paesaggio ponendo in essere tutte le eventuali mitigazioni. E’ indubbio che anche gli stessi cartelli pubblicitari, gli impianti tecnologici ed i cartelli segnaletici stradali, non altrimenti collocabili, dovranno essere posizionati in modo tale che non intralcino i coni visuali verso l’ambiente circostante. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 60
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Disciplina CORE AREAS DI I° LIVELLO E’ vietata ogni trasformazione che possa determinare la riduzione di biodiversità o costituire qualsiasi impedimento per le specie animali e vegetali esistenti. E’ vietato realizzare qualsiasi manufatto che produca ostacolo o interruzione alla continuità della Rete Ecologica. Per permettere la manutenzione e la fruizione del territorio è consentita la realizzazione di percorsi privi di pavimentazione.
CORRIDOI E VARCHI
Per permettere la manutenzione e la fruizione del territorio è consentita la realizzazione di percorsi privi di pavimentazione. FASCE TAMPONE DI I° LIVELLO E’ vietata la soppressione di specie vegetali autoctone o ambientate esistenti. E’ vietata qualsiasi modifica alla permeabilità dei suoli ed ogni mutamento dello scorrimento superficiale delle acque. Per permettere la manutenzione e la fruizione del territorio è consentita la realizzazione di percorsi privi di pavimentazione. CORRIDOI E VARCHI
CORRIDOI E VARCHI
manutenzione e la fruizione del territorio è consentita la realizzazione di percorsi privi di pavimentazione. CORRIDOI E VARCHI Sono da favorire il ripristino vegetazionale del territorio con fine di connessione tra aree naturali, di spostamento della fauna e di riduzione della vulnerabilità delle aree. E’ consentito:
- il mantenimento e la conduzione dei beni oltre alla realizzazione di percorsi totalmente privi di pavimentazione
’ consentito:
- il mantenimento e la conduzione dei beni oltre alla realizzazione di percorsi totalmente privi di pavimentazione che non consentano il normale deflusso e assorbimento delle acque da parte del terreno;
- la manutenzione straordinaria di manufatti esistenti come pavimentazioni e recinzioni permettendo idonei varchi o attraversamenti che assicurino il miglioramento delle condizioni ambientali;
mentazioni e recinzioni permettendo idonei varchi o attraversamenti che assicurino il miglioramento delle condizioni ambientali;
- qualsiasi intervento tale da conservare il grado di biodiversità esistente o che ne migliori lo stato in essere. Dovrà essere posta particolare attenzione ad evitare la saldatura dell’area urbanizzata garantendo tra i due fronti dei diversi corridoi ecologici adeguati spazi naturali.
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d evitare la saldatura dell’area urbanizzata garantendo tra i due fronti dei diversi corridoi ecologici adeguati spazi naturali. Dovranno essere previsti progetti di naturalizzazione tali da migliorare, in modo significativo, le condizioni ambientali dei varchi ecologici, facilitando e predisponendo programmi di rimboschimento in tali aree. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 61
TITOLO IV°
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione TITOLO IV° AREE CON VINCOLO SPECIALE ART. 34 ZONE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA Per opere di urbanizzazione secondaria si intendono quelle previste dall’art. 44, comma 4, di cui alla L.r. 12/2005 e successive modificazioni, tali da dotare la zona per le fondamentali attrezzature urbane e da soddisfare le esigenze sociali dell’insediamento in conformità con le previsioni di P.G.T. per la cui attuazione si demanda al Piano dei Servizi.
ART. 35 ZONE SOGGETTE A RISCHIO ARCHEOLOGICO
genze sociali dell’insediamento in conformità con le previsioni di P.G.T. per la cui attuazione si demanda al Piano dei Servizi. ART. 35 ZONE SOGGETTE A RISCHIO ARCHEOLOGICO Per zone soggette a rischio e quindi sottoposte a tutela archeologica, opportunamente identificate quali i centri storici, la zona a lago, la Fornace Romana (I° secolo), la Palafitta dell’Occhio ed il Masso Erratico Sassone eventuali progetti che comportino scavi e movimentazioni di terra si prevede una preventiva
’Occhio ed il Masso Erratico Sassone eventuali progetti che comportino scavi e movimentazioni di terra si prevede una preventiva comunicazione alla competente Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia per poter valutare ogni possibile interferenza con presenze archeologiche ed eseguire un controllo sul cantiere stesso. La comunicazione preventiva dovrà essere effettuata dal proprietario o dall’impresa appaltatrice dei lavori di
ART. 36 ZONE A VINCOLO IDROGEOLOGICO, GEOLOGICO E SISMICO
cantiere stesso. La comunicazione preventiva dovrà essere effettuata dal proprietario o dall’impresa appaltatrice dei lavori di scavo sia per lavori in proprietà pubblica sia privata con un anticipo di 15 giorni lavorativi rispetto all’inizio dei lavori di scavo. ART. 36 ZONE A VINCOLO IDROGEOLOGICO, GEOLOGICO E SISMICO Nelle zone soggette a vincolo idrogeologico di cui all'art. 7 del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, Permesso di
EOLOGICO E SISMICO
EOLOGICO E SISMICO Nelle zone soggette a vincolo idrogeologico di cui all'art. 7 del R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, Permesso di costruire o Segnalazione Certificata d’Inizio d’Attività (Scia) sono concessi dagli organi competenti sovraordinati. Nelle predette zone sono vietate nuove costruzioni ed opere d’urbanizzazione. Nelle zone soggette a vincolo idrogeologico è consentita soltanto l’apertura di strade al servizio di attività agro-silvo-pastorali, previa l’autorizzazione di cui sopra.
o è consentita soltanto l’apertura di strade al servizio di attività agro-silvo-pastorali, previa l’autorizzazione di cui sopra. Tali strade dovranno comunque essere chiuse al traffico ordinario, e le loro dimensione non eccedenti le esigenze di transito per i mezzi di servizio. Possono invece essere realizzate: opere che abbiano conseguito la dichiarazione di pubblica utilità quali;
- opere pubbliche da eseguirsi su terreno appartenente al demanio o al patrimonio dello Stato o degli Enti Locali;
tilità quali;
- opere pubbliche da eseguirsi su terreno appartenente al demanio o al patrimonio dello Stato o degli Enti Locali;
- opere attinenti al regime idraulico, alla derivazione d’acqua o ad impianti di depurazione, previa autorizzazione degli organi competenti. L’utilizzazione dei terreni è sottoposta alla disciplina delle disposizioni vigenti in materia, e qualunque attività che comporti un mutamento di destinazione ovvero di trasformazione d’uso dei terreni è soggetta alle
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teria, e qualunque attività che comporti un mutamento di destinazione ovvero di trasformazione d’uso dei terreni è soggetta alle prescrizioni della sopra citata legge. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 62
ART. 37 NORME GEOLOGICHE DI PIANO
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 37 NORME GEOLOGICHE DI PIANO Ogni fattibilità d’intervento è disciplinata dallo specifico studio redatto in occasione della stesura del presente P.G.T. Tali norme integrano e specificano il presente P.R. e per gli argomenti in questione si demanda a specifico allegato. ART. 38 NORME AREA EX DISCARICA IN LOCALITA’ BOSCO GROSSO L’unica area di degrado è stata identificata in Località Bosco Grosso, via Giovanni XXII a Travedona è stata
ART. 39 ACQUE PUBBLICHE
ALITA’ BOSCO GROSSO L’unica area di degrado è stata identificata in Località Bosco Grosso, via Giovanni XXII a Travedona è stata rilevata una ex discarica. Nella zona in questione può essere consentito e fatto solo quanto riportato dal documento operativo denominato “Risultati del Piano di Caratterizzazione e Progetto di messa in sicurezza e ripristino ambientale dell’ex discarica in località Bosco Grosso a Travedona Monate” a cui si demanda. ART. 39 ACQUE PUBBLICHE
ART. 39 ACQUE PUBBLICHE
e ripristino ambientale dell’ex discarica in località Bosco Grosso a Travedona Monate” a cui si demanda. ART. 39 ACQUE PUBBLICHE Per quanto riguarda le acque pubbliche si fa riferimento a quanto previsto dal R.D. 523/1904 e R.D. 1740/33. Relativamente alla salvaguardia delle captazioni d’acque sotterranee destinate al consumo umano si rimanda alle disposizioni alla Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, parte integrante del presente P.G.T.
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oni alla Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, parte integrante del presente P.G.T. Anche in questo caso gli interventi edilizi possibili e la normativa di riferimento sono strettamente connessi allo studio per la componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 63
TITOLO V°
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione TITOLO V° FASCE DI RISPETTO E PERCORSI CICLOPEDONALI Per le limitazioni di seguito richiamate, valgono le norme nazionali e regionali vigenti in materia le cui fasce di rispetto sono state riportate opportunamente nelle tavole di piano; in particolare si sottolinea che dovranno essere tenute in debita considerazione i dispositivi, le limitazioni, gli obblighi ed i vincoli inseriti nel Regolamento d’Igiene Regionale ed il Regolamento Edilizio Comunale.
ART. 40 RISPETTO CIMITERIALE
tivi, le limitazioni, gli obblighi ed i vincoli inseriti nel Regolamento d’Igiene Regionale ed il Regolamento Edilizio Comunale. Più in particolare: ART. 40 RISPETTO CIMITERIALE Tali aree, individuate nel Piano Regolatore Generale con apposito perimetro, sono soggette al vincolo “non ædificandi” di cui all’art. 338 del T.U. delle Leggi sanitarie 28 luglio 1934, 1265 e della Legge 17 ottobre 1957 n. 983.
o “non ædificandi” di cui all’art. 338 del T.U. delle Leggi sanitarie 28 luglio 1934, 1265 e della Legge 17 ottobre 1957 n. 983. Si osserva che nelle zone di rispetto cimiteriale è vietata ogni nuova costruzione di carattere permanente, è consentita la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, l'installazione di chioschi, edicole florovivaistiche, punti di vendita di fiori o lapidi, tutti subordinati a convenzione annuale, eventualmente rinnovabile.
dicole florovivaistiche, punti di vendita di fiori o lapidi, tutti subordinati a convenzione annuale, eventualmente rinnovabile. Per eventuali edifici esistenti nelle zone di rispetto cimiteriale sono consentiti interventi di recupero edilizio, d’ordinaria e straordinaria manutenzione senza alcun incremento volumetrico. Le zone di rispetto cimiteriale quando interessano aree ad uso agricolo possono essere computate ai fini dell'edificabilità rurale dell’azienda di cui fanno parte.
ART. 41 RISPETTO ELETTRODOTTI, ANTENNE ED EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE ELETTRODOT
ndo interessano aree ad uso agricolo possono essere computate ai fini dell'edificabilità rurale dell’azienda di cui fanno parte. ART. 41 RISPETTO ELETTRODOTTI, ANTENNE ED EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE ELETTRODOTTI Sulle aree sottostanti elettrodotti ad alta tensione, il permesso di costruire o la Segnalazione certificata d’inizio d’attività (Scia) dovranno avvenire nel pieno rispetto della legislazione vigente e delle norme
egnalazione certificata d’inizio d’attività (Scia) dovranno avvenire nel pieno rispetto della legislazione vigente e delle norme riguardanti la protezione dall’elettrosmog come previsto dalla legge quadro n.36 del 22.01.2001 dal D.lgvo 01.08.2003 n.259 Testo Unico delle Comunicazioni Elettroniche ed al DPCM 08.07.2003 ed eventuali successive modifiche. Le stesse aree possano essere computate ai fini edificatori di zona sui lotti contigui non compresi dal vincolo. CABINE
difiche. Le stesse aree possano essere computate ai fini edificatori di zona sui lotti contigui non compresi dal vincolo. CABINE Per la costruzione delle cabine di trasformazione dell’energia elettrica valgono le seguenti norme speciali:
- il volume delle cabine non viene computato ai fini della densità edilizia;
- la superficie coperta delle cabine non viene computata ai fini del rapporto di copertura;
- le cabine possono essere costruite a confine di proprietà, in deroga alle distanze minime previste, con
rapporto di copertura;
- le cabine possono essere costruite a confine di proprietà, in deroga alle distanze minime previste, con altezza massima fuori terra non superiore a mt. 3,50 salvo casi eccezionali di maggiore altezza imposta di comprovati motivi tecnici per i quali l’Amministratore Comunale valuterà di volta in volta. Per quanto riguarda gli impianti elettrici nei piani attuativi, ci si dovrà attenere a quanto disposto in merito dalla legislazione vigente. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014
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i attuativi, ci si dovrà attenere a quanto disposto in merito dalla legislazione vigente. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 64
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione In particolare l’attuatore dovrà esibire alle Autorità comunali, all'atto della presentazione della documentazione relativa alla convenzione, una dichiarazione dell'azienda elettrica che attesti l'avvenuto accordo in merito alla dislocazione degli impianti relativi alla rete di distribuzione di energia elettrica ed alle eventuali cabine di trasformazione; per queste ultime l'Amministrazione Comunale esprimerà il proprio
ANTENNE ED EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE
energia elettrica ed alle eventuali cabine di trasformazione; per queste ultime l'Amministrazione Comunale esprimerà il proprio parere per quanto riguarda l'inserimento e l'aspetto della costruzione nella zona interessata. Possono essere costruite nelle fasce di rispetto stradale, come previsto dalla Circolare del Ministero dei LL.PP. n. 5980 del 30 dicembre 1970. ANTENNE ED EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE
ANTENNE ED EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE
ale, come previsto dalla Circolare del Ministero dei LL.PP. n. 5980 del 30 dicembre 1970. ANTENNE ED EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE In generale nel territorio comunale è consentita l’installazione di antenne per la telefonia mobile e per le telecomunicazioni in genere. Gli impianti relativi alla ricezione telefonica e radiotelevisiva saranno installati con permesso rilasciato dal Comune solo nelle posizioni individuate dalla stessa Amm. Comunale.
diotelevisiva saranno installati con permesso rilasciato dal Comune solo nelle posizioni individuate dalla stessa Amm. Comunale. A tale proposito si darà seguito ad un accordo tra l’Amm. Comunale e l’ente stesso proprio in rapporto alle necessarie garanzie a protezione delle emissioni di onde verso gli ambiti residenziali, pubblici o di interesse pubblico. Per queste strutture le specifiche tecniche e funzionali dovranno essere tali da salvaguardare le
blici o di interesse pubblico. Per queste strutture le specifiche tecniche e funzionali dovranno essere tali da salvaguardare le caratteristiche ambientali ed i valori naturali dei luoghi, nonché quanto stabilito e come consentito dalla legislazione vigente in materia. L’installazione di questo tipo d’impianti (antenne, tralicci, parabole e manufatti di tal genere) è soggetto al parere obbligatorio da parte dell’Ente competente che dovrà esprimersi in merito, attraverso la propria
al genere) è soggetto al parere obbligatorio da parte dell’Ente competente che dovrà esprimersi in merito, attraverso la propria Commissione del Paesaggio, sugli aspetti paesaggistico-ambientali per ridurre il più possibile gli eventuali impatti visivi e/o paesaggistici oltre ad offrire le misure di massima cautela nei confronti della salute pubblica. Gli eventuali accessori annessi dovranno essere totalmente interrati o, se verificata la reale impossibilità, del
lute pubblica. Gli eventuali accessori annessi dovranno essere totalmente interrati o, se verificata la reale impossibilità, del tutto mascherati da siepi con essenze arboree autoctone sempreverdi. L’area di pertinenza dovrà essere sempre mantenuta in ordine, sgombra da vegetazione infestante e da materiale d’uso necessario all’impianto. E’ consentita la recinzione dei soli manufatti allo scopo di proteggere e salvaguardare gli impianti insediati.
io all’impianto. E’ consentita la recinzione dei soli manufatti allo scopo di proteggere e salvaguardare gli impianti insediati. La delimitazione dell’area dovrà essere costituita da semplici paletti e rete metallica. Non dovrà essere costruito alcun muretto di recinzione. Non sono ammesse deroghe d’alcun genere. In stretto rapporto all’emissione di campi elettromagnetici, gli impianti di telecomunicazione sono vietati:
ghe d’alcun genere. In stretto rapporto all’emissione di campi elettromagnetici, gli impianti di telecomunicazione sono vietati:
- nei tessuti consolidati a prevalente funzione residenziale o a servizi collettivi e in una fascia di rispetto di 200 metri dal perimetro dei tessuti consolidati;
- in aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali, scolastiche religiose e sportive;
- su edifici scolastici, socio-sanitari, classificati di interesse storico-architettonico e monumentale, o di
igiose e sportive;
- su edifici scolastici, socio-sanitari, classificati di interesse storico-architettonico e monumentale, o di pregio storico, culturale e testimoniale ed in un perimetro di 75 mt. da tali edifici. Nelle isopercettive sono comunque vietate verticalità isolate. Gli impianti fissi per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione, idonei a produrre campi elettromagnetici ai sensi della normativa statale e regionale vigente, sono installati in coerenza con le previsioni di
re campi elettromagnetici ai sensi della normativa statale e regionale vigente, sono installati in coerenza con le previsioni di localizzazione dettate dall’Amministrazione Comunale, preferenzialmente su aree pubbliche e nel rispetto delle esigenze di copertura universale delle reti, alle seguenti condizioni minime:
- stipula di una convenzione con l’ente proprietario dell’area;
- sottoposizione dell’impianto a periodiche campagne di rilevamento delle emissioni;
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venzione con l’ente proprietario dell’area;
- sottoposizione dell’impianto a periodiche campagne di rilevamento delle emissioni;
- impegno alla sostituzione immediata dell’impianto in caso di disponibilità di una miglior tecnologia. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 65
ART. 42 RISPETTO METANODOTTI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione ART. 42 RISPETTO METANODOTTI Sulle aree eventualmente interessate dal tracciato del metanodotto qualsiasi intervento edilizio può essere autorizzato solo previo assenso degli Enti che gestiscono tale servizio. Per la costruzione delle cabine di decompressione del gas valgono le seguenti norme speciali:
- il volume delle cabine non viene computato ai fini della densità edilizia;
essione del gas valgono le seguenti norme speciali:
- il volume delle cabine non viene computato ai fini della densità edilizia;
- la superficie coperta delle cabine non viene computata ai fini del rapporto di copertura;
- le cabine possono essere costruite a confine di proprietà, in deroga alle distanze minime previste, con altezza massima fuori terra non superiore a mt. 3,50 salvo casi eccezionali di maggiore altezza imposta
nze minime previste, con altezza massima fuori terra non superiore a mt. 3,50 salvo casi eccezionali di maggiore altezza imposta di comprovati motivi tecnici per i quali l’Amministratore Comunale valuterà di volta in volta. Per quanto riguarda gli impianti inseriti in eventuali zone edificabili quanto proposto in sede progettuale potrà essere attuato solo dopo l’ottenimento dell’autorizzazione degli Organismi preposti e comunque essere in regola con la legislazione vigente.
to solo dopo l’ottenimento dell’autorizzazione degli Organismi preposti e comunque essere in regola con la legislazione vigente. Nella zona di rispetto delle linee di metanodotto, comunque nell’osservanza della normativa vigente in materia di gasdotti, non possono essere realizzati interventi edilizi a distanze inferiori a mt. 8,00 dall’asse della linea fatto salvo quanto diversamente determinato dall’ente gestore. ART. 43 VIABILITA’, RISPETTO STRADALE E CALIBRI STRADALI VIABILITÀ
atto salvo quanto diversamente determinato dall’ente gestore. ART. 43 VIABILITA’, RISPETTO STRADALE E CALIBRI STRADALI VIABILITÀ La viabilità in quanto tale comprende le sedi stradali, le pertinenze, i nodi stradali, gli allargamenti. Le fasce di rispetto laterali alla maglia viaria fondamentale a livello sovraccomunale e comunale, sono definite graficamente sulle tavole di P.G.T. Il sistema viario è così definito:
entale a livello sovraccomunale e comunale, sono definite graficamente sulle tavole di P.G.T. Il sistema viario è così definito:
- per le strade localizzate in aree esterne al perimetro dei centri abitati e degli insediamenti previsti dal P.G.T. secondo le disposizioni del Codice della Strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada);
- per le aree interne al centro abitato o comprese negli insediamenti, in virtù delle previsioni di Piano,
codice della strada);
- per le aree interne al centro abitato o comprese negli insediamenti, in virtù delle previsioni di Piano, secondo le misure prescritte per le diverse zone urbanistiche. Le nuove strade private dovranno essere di sezione non inferiore a 6 mt. salvo casi particolari, in cui tale misura potrà essere ridotta fino a mt.4,00. Le strade a fondo cieco dovranno essere provviste d’idoneo spazio di manovra per l’inversione di marcia. La distanza da osservarsi per le recinzioni dovrà essere:
ssere provviste d’idoneo spazio di manovra per l’inversione di marcia. La distanza da osservarsi per le recinzioni dovrà essere:
- viabilità con funzioni sovraccomunali, m. 3,00 da ciglio strada o comunque dal limite di proprietà dell’ente;
- negli altri casi è possibile, salvo diversa indicazione delle tavole di P.G.T., edificare le recinzioni secondo le prescrizioni specifiche dettate dagli organi superiori.
ARRETRAMENTI STRADALI
a indicazione delle tavole di P.G.T., edificare le recinzioni secondo le prescrizioni specifiche dettate dagli organi superiori. Sugli edifici esistenti al momento dell’adozione del presente P.G.T. all’interno dei previsti arretramenti e delle fasce di rispetto previste, potranno essere previsti solo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, comunque che non comportino incrementi di volume o di superficie utile. ARRETRAMENTI STRADALI
ARRETRAMENTI STRADALI
enzione ordinaria e straordinaria, comunque che non comportino incrementi di volume o di superficie utile. ARRETRAMENTI STRADALI Il Piano delle Regole definisce le indicazioni specifiche nel rispetto del D.M. 2.04.1968 n.1444 e del Nuovo Codice della Strada D.P.R. 16.12.1992 n.495. I calibri stradali presentano carattere prescrittivo, durante l’eventuale progettazione esecutiva; l’Amministrazione comunale potrà indicare larghezze differenti, in funzione delle esigenze del traffico sia
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ettazione esecutiva; l’Amministrazione comunale potrà indicare larghezze differenti, in funzione delle esigenze del traffico sia veicolare che pedonale. Potrà inoltre imporre maggiori arretramenti anche delle recinzioni per motivi d’interesse pubblico. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 66
CALIBRI STRADALI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Le fasce di rispetto si misurano dal ciglio della strada o dal bordo più esterno della sezione stradale. CALIBRI STRADALI Le strade, come da tavola DP-12 sono classificate come segue:
- Strada Statale di categoria “C”
- Strada Provinciale di categoria “C”
- Strada Provinciale di categoria “F”
- Strade Locali (pavimentate e bianche) di categoria “F” Si osserva che le strade Statali e Provinciali sono di pertinenza di organismi superiori.
avimentate e bianche) di categoria “F” Si osserva che le strade Statali e Provinciali sono di pertinenza di organismi superiori. Le strade secondarie urbane e strade di collegamento con altri Comuni, al di fuori del perimetro del Centro Abitato, devono avere la sezione minima di m 11. Le strade interessate sono: Vie Cadorna - De Gasperi - Vittorio Veneto - Matteotti - Somarè. Le strade di connettivo di media importanza devono avere le sezione minima di m 9. Le strade interessate sono:
tteotti - Somarè. Le strade di connettivo di media importanza devono avere le sezione minima di m 9. Le strade interessate sono: Via XXV Aprile da incrocio via IV Novembre fino alla fine - Vie C.Battisti - Bosco delle Piane - F.Brugnoni - Carducci - C.Colombo - Ai Ronchi - Faraona entro il perimetro degli insediamenti - S.Francesco - Foscolo - Volta - Marconi - Martiri della Libertà - Mazzini - Monteggia - Stazione - Don Sturzo - Tamborini - Trieste - Verdi - Verga.
o - Volta - Marconi - Martiri della Libertà - Mazzini - Monteggia - Stazione - Don Sturzo - Tamborini - Trieste - Verdi - Verga. Le strade locali di minore importanza devono avere la sezione minima di m 6. Le strade interessate sono: Vie Ai Monti - Dante Alighieri - Degli Alpini - XXV Aprile fino incrocio con via IV Novembre - Ai Mulini - Bellini
- Binda A. - Bocchetta - S.G.Bosco - Michelangelo - Dei Castagni - S.Caterina - Cavour - Chiosetto - L.Da
- Ai Mulini - Bellini
- Binda A. - Bocchetta - S.G.Bosco - Michelangelo - Dei Castagni - S.Caterina - Cavour - Chiosetto - L.Da Vinci - M.Davi - Dei Peschi - A.Diaz - Trento - Donizetti - E.Fermi - Giuliani - Villaggio Ignis strade interne - Vie Leopardi - I° Maggio - Manzoni - Marcobi - Mascagni - Moncucco - Montello - Moro - IV Novembre - Pascoli - Petrarca - Piave - Pio X - Pirandello - Puccini - Roma - Rossini. Le strade pedonali devono avere la sezione minima di m 3.00.
- Petrarca - Piave - Pio X - Pirandello - Puccini - Roma - Rossini. Le strade pedonali devono avere la sezione minima di m 3.00. Le strade ciclabili devono avere la sezioni minima di m 4.50. Le sezioni stradali dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche tecniche:
- corsie di scorrimento: m 3 ciascuna
- corsie di sosta: m 2,50 per posizione parallela all’asse m 5 per posizioni perpendicolari all’asse m 4,5 per posizioni a spina di pesce
- corsie pedonali: m 0,75 min ciascuna, o multipli
PRESCRIZIONI PARTICOLARI
5 per posizioni perpendicolari all’asse m 4,5 per posizioni a spina di pesce
- corsie pedonali: m 0,75 min ciascuna, o multipli
- corsie ciclabili: m 1,20 min ciascuna, o multipli
- corsie riservate al trasporto pubblico: m 3,50 segnaletica esclusa. PRESCRIZIONI PARTICOLARI Nelle fasce o zone di rispetto stradale, non è consentita alcuna nuova edificazione salvo che per l'installazione di impianti di distribuzione di carburante.
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o stradale, non è consentita alcuna nuova edificazione salvo che per l'installazione di impianti di distribuzione di carburante. Le aree comprese in tali zone possono essere computate ai fini del calcolo delle volumetrie, del rapporto di copertura e delle superfici lorde, salva diversa indicazione delle tavole di zonizzazione del P.G.T. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 67
ART. 44 RISPETTO DEI CORPI IDRICI
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione In tali fasce o zone di rispetto sono di conseguenza vietati depositi di rifiuti, cimiteri di automobili, impianti pubblicitari tridimensionali e tutto quanto non confacente con il decoro urbano. Dette fasce dovranno essere opportunamente piantumate, a cura e spese del proprietario, nel caso in cui non vi insistano gli impianti e le attrezzature sopra descritte e nel rispetto dell’art. 1 del R.D. 1740/33. ART. 44 RISPETTO DEI CORPI IDRICI
ART. 44 RISPETTO DEI CORPI IDRICI
no gli impianti e le attrezzature sopra descritte e nel rispetto dell’art. 1 del R.D. 1740/33. ART. 44 RISPETTO DEI CORPI IDRICI Sono cosi denominate le aree destinate al rispetto dei corsi d’acqua, indicate sulle tavole del P.G.T. Tali aree sono destinate alla salvaguardia dei corsi d’acqua e conseguentemente su di esse è vietata ogni tipo di edificazione. Per gli edifici eventualmente esistenti su tali aree alla data di approvazione del P.G.T. sono ammesse la manutenzione ordinaria e straordinaria.
ventualmente esistenti su tali aree alla data di approvazione del P.G.T. sono ammesse la manutenzione ordinaria e straordinaria. Per quanto riguarda specificatamente le aree di pertinenza dei corpi idrici si demanda alla Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, parte integrante del presente P.G.T. ART. 45 RISPETTO DEI POZZI E/O SORGENTI PUBBLICHE AD USO IDROPOTABILE
verno del Territorio, parte integrante del presente P.G.T. ART. 45 RISPETTO DEI POZZI E/O SORGENTI PUBBLICHE AD USO IDROPOTABILE Sono da tenere in debita considerazione le zone di tutela assoluta, di rispetto e di protezione dei pozzi e/o sorgenti pubbliche ad uso idropotabile attive, nonché tutti i pozzi e/o sorgenti censite ad uso idropotabile sia pubbliche che private, anche se non attive o comunque presenti sul territorio.
ozzi e/o sorgenti censite ad uso idropotabile sia pubbliche che private, anche se non attive o comunque presenti sul territorio. In particolare i pozzi perdenti, le fosse settiche, i bacini d’accumulo di liquami e gli impianti di depurazione posti all’interno dell’are4a di rispetto di captazione di acquifero non protetto sono vietati e che eventuali realizzazioni di fognatura dovranno essere costruite a tenuta bidirezionale e con le altre caratteristiche
ART. 46 RISPETTO E RISPARMIO DELLE RISORSE IDRICHE
etati e che eventuali realizzazioni di fognatura dovranno essere costruite a tenuta bidirezionale e con le altre caratteristiche contenute nella D.G.R. 10.04.2003 n.7/12693 per proteggere la falda idrica. Ai sensi dell’art.94 del D.Lgs. n.152/06 all’interno delle suddette aree di rispetto è vietato disperdere nel sottosuolo le acque meteoriche provenienti da piazzali e strade. ART. 46 RISPETTO E RISPARMIO DELLE RISORSE IDRICHE
ART. 46 RISPETTO E RISPARMIO DELLE RISORSE IDRICHE
sperdere nel sottosuolo le acque meteoriche provenienti da piazzali e strade. ART. 46 RISPETTO E RISPARMIO DELLE RISORSE IDRICHE Specificatamente per le nuove costruzioni devono essere seguite le norme inserite nel Regolamento Regionale n.2 del 24.03.2006 e quanto indicato dal vigente Regolamento Edilizio Comunale riguardante il risparmio ed il recupero delle risorse idriche. ART. 47 PERCORSI ED ALTRI SENTIERI PERCORSI ESCURSIONISTICI
ART. 47 PERCORSI ED ALTRI SENTIERI PERCORSI ESCURSIONISTICI
unale riguardante il risparmio ed il recupero delle risorse idriche. ART. 47 PERCORSI ED ALTRI SENTIERI PERCORSI ESCURSIONISTICI Nel territorio di Travedona Monate negli elaborati grafici di progetto del P.G.T. sono indicati tracciati ipotizzati e definiti come:
- “Sentiero delle Pesche” (VVL-H1) si diparte da Cadrezzate, attraversa gli abitati di Travedona e Monate e si rivolge verso Biandronno, in zona della stazione;
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- si diparte da Cadrezzate, attraversa gli abitati di Travedona e Monate e si rivolge verso Biandronno, in zona della stazione;
- “Sentiero europeo E1” dal Comune di Biandronno, dalla stazione di Faraona, costeggia la cava e si rivolge verso Comabbio. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 68
Piano delle Regole Norme Tecniche d’Attuazione Di norma il calibro di tali piste non potrà essere inferiore a mt. 2,50 oltre alle banchine laterali di larghezza variabile in funzione dell’orografia dei terreni attraversati. A salvaguardia della loro realizzazione nessuna recinzione potrà essere eseguita a distanza inferiore di m 5,00 dall’asse del percorso. L’esatta localizzazione e consistenza dovrà avvenire attraverso la redazione dei progetti esecutivi. Nella realizzazione delle opere,
PERCORSI PEDONALI E CICLABILI
tta localizzazione e consistenza dovrà avvenire attraverso la redazione dei progetti esecutivi. Nella realizzazione delle opere, specie nell’attraversamento di ambiti di valenza naturalistica, ci si atterrà a criteri di progettazione di ingegneria naturalistica ed a soluzioni di mitigazione ambientale. PERCORSI PEDONALI E CICLABILI L’amministrazione Comunale, con propri atti, ha la facoltà di dar seguito alla formazione di nuovi percorsi sia
NALI E CICLABILI
NALI E CICLABILI L’amministrazione Comunale, con propri atti, ha la facoltà di dar seguito alla formazione di nuovi percorsi sia pedonali che ciclabili, oltre a quelli identificati dal presente P.G.T. per promuovere percorsi alternativi, recuperare tracciati storici il tutto eventualmente segnalato anche da cartelli indicatori. Gli interventi potranno ricadere sia su spazi pubblici come su spazi privati opportunamente definiti e studiati in sede di progetto esecutivo.
potranno ricadere sia su spazi pubblici come su spazi privati opportunamente definiti e studiati in sede di progetto esecutivo. Potranno essere identificati ulteriori percorsi oltre a quelli inseriti attualmente nel piano che l’Amm. Comunale, con maggiori approfondimenti, ritenga dover attuare. SENTIERI Su tutto il territorio comunale è vietata la soppressione e l’interruzione dei sentieri pubblici esistenti, in
ART. 48 CRITERIO DI PREVALENZA
attuare. SENTIERI Su tutto il territorio comunale è vietata la soppressione e l’interruzione dei sentieri pubblici esistenti, in particolar modo negli aggregati storici, nelle zone agricole o boscate il tutto per favorire una circolazione sostenibile dal punto di vista ambientale. La modifica, la realizzazione, o il miglioramento degli stessi è subordinata alle necessarie autorizzazioni comunali. ART. 48 CRITERIO DI PREVALENZA
ART. 48 CRITERIO DI PREVALENZA
izzazione, o il miglioramento degli stessi è subordinata alle necessarie autorizzazioni comunali. ART. 48 CRITERIO DI PREVALENZA In caso di difformità degli indici e di quanto altro previsto nelle tavole di piano rispetto alle presenti norme, devono sempre intendersi prevalenti ed applicabili le previsioni contenute nel piano delle regole. P.G.T. Comune di Travedona Monate 2014 STUDIO D'ARCHITETTURA Dott. Arch. Giorgio Vassalli - Via Como,22 - 21100 Varese 69
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