regolamento_edilizio.pdf
Comune di La Morra · Cuneo, Piemonte
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511 sezioni del documento
REGIONE PIEMONTE PROVINCIADI CUNEO COMUNE DI LAMORRA R E GOLAME N T O E DI LI ZI
REGIONE PIEMONTE PROVINCIADI CUNEO COMUNE DI LAMORRA R E GOLAME N T O E DI LI ZI O COMUN ALE (Art. 3 - comma 3 – L.R. 8.7.1999 n. 19) SINDACO ILSEGRETARIOCOMUNALE (N.B.: Nel testo le parti aggiunte e/ o modificate sono evidenziate in “grassetto sottolienato”.
Art. 1 O ggetto del Regolamento Edilizio (R.E.)
SINDACO ILSEGRETARIOCOMUNALE (N.B.: Nel testo le parti aggiunte e/ o modificate sono evidenziate in “grassetto sottolienato”.
I N DI CE TITOLOI - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 O ggetto del Regolamento Edilizio (R.E.) Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia TITOLOII - ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.)
Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.)
EMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) Art. 7 Domanda di permesso di costruire e progetto municipale Art. 8 Rilascio di permesso di costruire Art. 9 Diniego di permesso di costruire Art. 10 Comunicazione dell' inizio dei lavori Art. 11 Voltura di permesso di costruire Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agiblità TITOLOIII - PARAMETRI EDINDICI EDILIZI EDURBANISTICI
Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf)
nicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agiblità TITOLOIII - PARAMETRI EDINDICI EDILIZI EDURBANISTICI Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) Art. 14 Altezza della costruzione (H) Art. 15 Numero dei piani della costruzione (Np) Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio stradale (Ds) Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc) Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul)
Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc)
al ciglio stradale (Ds) Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc) Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul) Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) Art. 20 Volume della costruzione (V) Art. 21 Superficie fondiaria (Sf) Art. 22 Superficie territoriale (St) Art. 23 Rapporto di copertura (Rc) Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If)
Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut)
utilizzazione fondiaria (Uf) Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It) Art. 27 bis Disposizione transitoria
Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione
TITOLO IV - INSERIMENTOAMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione Art. 29 Allineamenti Art. 30 Salvaguardia e formazione del verde Art. 31 Requisiti delle costruzioni Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private Art. 34 Interventi urgenti Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione TITOLOV - PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI
Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione
urgenti Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione TITOLOV - PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Art. 36 Altezza interna dei locali abitativi Art. 37 Antenne Art. 38 Chioschi e mezzi pubblicitari Art. 39 Coperture, canali di gronda e pluviali Art. 40 Cortili e cavedi Art. 41 Intercapedini e griglie di aerazione Art. 42 Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni Art. 43 Muri di sostegno Art. 44 Numeri civici Art. 45 Parapetti e ringhiere
Art. 43 Muri di sostegno
contro la penetrazione di animali nelle costruzioni Art. 43 Muri di sostegno Art. 44 Numeri civici Art. 45 Parapetti e ringhiere Art. 46 Passaggi pedonali e marciapiedi Art. 47 Passi carrabili Art. 48 Piste ciclabili Art. 49 Portici e "pilotis" Art. 50 Prefabbricati Art. 51 Rampe Art. 52 Recinzioni e cancelli Art. 53 Serramenti Art. 54 Servitù pubbliche Art. 55 Soppalchi Art. 56 Sporgenze fisse e mobili Art. 57 Strade private Art. 58 Terrazzi TITOLOVI - ESECUZIONE DELLE OPERE Art. 59 Prescrizioni generali
Art. 57 Strade private
Sporgenze fisse e mobili Art. 57 Strade private Art. 58 Terrazzi TITOLOVI - ESECUZIONE DELLE OPERE Art. 59 Prescrizioni generali Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi Art. 61 Disciplina del cantiere Art. 62 O ccupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie
Art. 63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali
Art. 63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali Art. 64 Scavi e demolizioni Art. 65 Rinvenimenti Art. 66 Ripristino del suolo e degli impianti pubblici TITOLOVII - VIGILANZAE SANZIONI Art. 67 Vigilanza e coercizione Art. 68 Violazione del regolamento e sanzioni TITOLOVIII - DISPOSIZIONI FINALI Art. 69 Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali Art. 70 Deroghe ALLEGATI Modello 1 Certificato Urbanistico (C.U.)
Art. 70 Deroghe
crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali Art. 70 Deroghe ALLEGATI Modello 1 Certificato Urbanistico (C.U.) Modello 2 Certificato di Destinazione Urbanistica (C.D.U.) Modello 3 Relazione Illustrativa del Progetto Municipale Modello 4 Permesso di costruire Modello 5 D.I.A. Modello 6 Comunicazione di Inizio dei Lavori Modello 7 Comunicazione di Ultimazione dei Lavori Modello 8 Richiesta della verifica finale e del certificato di abitabilità
APPENDICE ALL'ART. 31
ori Modello 7 Comunicazione di Ultimazione dei Lavori Modello 8 Richiesta della verifica finale e del certificato di abitabilità Modello 9 Atto di Impegno per Interventi Edificatori nelle Zone Agricole Modello 10 Certificato di abitabilità APPENDICE ALL'ART. 31
- Specificazioni delle esigenze indicate all' art. 3 1 .
- Elenco delle principali disposizioni concernenti le esigenze indicate all' art. 3 1 .
- Adempimenti in ottemperanza alle normative di sicurezza, di contenimento dei consumi
ESTREMI DI APPROVAZIONE DELREGOLAMENTO
nti le esigenze indicate all' art. 3 1 . 3. Adempimenti in ottemperanza alle normative di sicurezza, di contenimento dei consumi energetici, di prevenzione degli incendi. ESTREMI DI APPROVAZIONE DELREGOLAMENTO
Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R.E.)
TITOLOI DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento Edilizio (R.E.) 1 . Il Regolamento Edilizio, in conformità con quanto disposto all' art. 2 della legge regionale 8 luglio1 9 9 9 , n. 1 9 (Norme in materia di edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1 9 7 7 , n. 5 6 „Tutela ed uso del suolo‟), disciplina: a) la formazione, le attribuzioni ed il funzionamento della Commissione Edilizia b) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative
della Commissione Edilizia b) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative procedure; c) i parametri e gli indici edilizi ed urbanistici; d) l' inserimento ambientale, i requisiti prestazionali ed il decoro del prodotto edilizio; e) le prescrizioni costruttive e funzionali per i manufatti; f) l' esercizio dell' attività costruttiva e dei cantieri; g) la vigilanza e le sanzioni.
Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia
truttive e funzionali per i manufatti; f) l' esercizio dell' attività costruttiva e dei cantieri; g) la vigilanza e le sanzioni. 2 . Il Regolamento contiene in allegato i modelli secondo i quali devono essere redatti gli atti dei procedimenti. Art. 2 Formazione della Commissione Edilizia 1 . La Commissione Edilizia è l' organo tecnico consultivo comunale nel settore urbanistico ed edilizio.
La nomina della Commissione Edilizia è facoltativa. 2 . La Commissione è composta da cinque membri, ossia dal Presidente e da quattro componenti, tutti eletti dalla Giunta Municipale Consiglio comunale. a. I membri elettivi sono scelti dalla Giunta Municipale Consiglio fra i cittadini di maggiore età, ammessi all' esercizio dei diritti politici, che siano professionalmente competenti per specifica preparazione ed esperienza nelle discipline riguardanti l‟edilizia l‟urbanistica e l‟ambiente;
nalmente competenti per specifica preparazione ed esperienza nelle discipline riguardanti l‟edilizia l‟urbanistica e l‟ambiente; Pertanto la Commissione dovrà essere composta da: 1 Il Presidente eletto dalla Commissione Edilizia; 2 Tre Tecnici di cui due in possesso del titolo di studio (geometra, ingegnere, architetto). 3 . Un esperto con specifica e comprovata competenza nella tutela dei valori ambientali ai sensi dell‟art. 1 4 della L.R. 2 0 / 8 9 .
n esperto con specifica e comprovata competenza nella tutela dei valori ambientali ai sensi dell‟art. 1 4 della L.R. 2 0 / 8 9 . 4 . Non possono far parte della Commissione contemporaneamente i fratelli, gli ascendenti, i discendenti, gli affini di primo grado, l' adottante e l' adottato; parimenti non possono far parte della Commissione i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, O rgani o
arimenti non possono far parte della Commissione i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, O rgani o Istituti, devono esprimere pareri obbligatori sulle stesse pratiche sottoposte alla Commissione. 5 . La Commissione resta in carica fino al rinnovo dell'Organo Consiglio comunale che l' ha eletta: pertanto, al momento dell' insediamento del nuovo Organo Consiglio comunale, la Commissione conserva le sue competenze e le sue facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale
onsiglio comunale, la Commissione conserva le sue competenze e le sue facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale periodo deve essere ricostituita. 6 . I componenti della Commissione possono rassegnare le proprie dimissioni in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al Presidente: in tal caso, restano in carica fino a che l'Organo il Consiglio comunale non li abbia sostituiti. 7 . I componenti della Commissione decadono:
estano in carica fino a che l'Organo il Consiglio comunale non li abbia sostituiti. 7 . I componenti della Commissione decadono: a) per incompatibilità, ove siano accertate situazioni contemplate al precedente comma 4 ; b) per assenza ingiustificata a tre sedute consecutive. 8 . La decadenza è dichiarata dall'Organo Consiglio comunale che ha provveduto alla designazione. 9 . I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro
Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia
e che ha provveduto alla designazione. 9 . I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro quarantacinque giorni dalla data di esecutività della deliberazione che dich iara la decadenza o da quella del ricevimento della lettera di dimissioni. Art. 3 Attribuzioni della Commissione Edilizia
1 . La Commissione esprime parere preventivo, obbligatorio (tranne nei casi in cui le leggi dispongono diversamente), non vincolante, per: a) il rilascio di permesso di costruire e loro varianti, che per complessità o per particolari caratteristiche, queste valutate dal funzionario istruttore e/o dal responsabile del servizio tecnico, possa richiedere una valutazione collegiale da parte della Commissione Edilizia, il rilascio di concessioni cimiteriali per la realizzazione di tombe e monumenti funerari;
da parte della Commissione Edilizia, il rilascio di concessioni cimiteriali per la realizzazione di tombe e monumenti funerari; b) l' assunzione di provvedimenti di annullamento o revoca degli atti di assenso già rilasciati. 2 . Il parere della Commissione Edilizia è consultivo e non costituisce presunzione all'emissione del provvedimento di nulla osta, riservato esclusivamente all'autorità competente. L' Autorità competente
sunzione all'emissione del provvedimento di nulla osta, riservato esclusivamente all'autorità competente. L' Autorità competente all' emanazione del provvedimento, qualora ritenga di doversi pronunciare in difformità dal parere di cui al precedente comma, ha l' obbligo di motivare il proprio dissenso. 3 . Il Sindaco o suo delegato, la Giunta ed il Consiglio comunale - ciascuno nell' ambito delle proprie competenze – ed il Responsabile del Servizio hanno facoltà di richiedere pareri alla
unale - ciascuno nell' ambito delle proprie competenze – ed il Responsabile del Servizio hanno facoltà di richiedere pareri alla Commissione in materia di: a. strumenti urbanistici, generali ed esecutivi, e loro varianti; b. convenzioni; c. programmi pluriennali di attuazione; d. regolamenti edilizi e loro modifiche da parte degli O rgani Comunali; e. supporto eventualmente richiesto dalla Giunta Comunale per assunzione di atti in materia urbanistica ed edilizia; f. Denuncie di Inizio Attività;
Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia
mente richiesto dalla Giunta Comunale per assunzione di atti in materia urbanistica ed edilizia; f. Denuncie di Inizio Attività; g. Varianti a Permessi di Costruire contenenti modificazioni particolarmente rilevanti; h. Qualsiasi istanza che per complessità o per particolari caratteristiche possa richiedere una valutazione collegiale della Commissione Edilizia. Art. 4 Funzionamento della Commissione Edilizia 1 . La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente ogni mese e,
ionamento della Commissione Edilizia 1 . La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente ogni mese e, straordinariamente, ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario; le riunioni della Commissione non sono pubbliche e sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti. 2 . Il Sindaco designa il dipendente chiamato a svolgere le funzioni di segretario verbalizzante della
ggioranza dei componenti. 2 . Il Sindaco designa il dipendente chiamato a svolgere le funzioni di segretario verbalizzante della Commissione, senza diritto di voto. Di norma il Responsabile del Servizio assume le funzioni di segretario verbalizzante. 3 . Assistono ai lavori della Commissione, senza diritto di voto, i tecnici comunali istruttori degli atti sottoposti all' esame della Commissione stessa. 4 . I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi
ella Commissione stessa. 4 . I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi dall' assistere all' esame, alla discussione ed al giudizio, allontanandosi dall' aula; dell' osservanza di tale prescrizione, deve essere fatta menzione nel verbale di cui al successivo comma 9 . E‟ facoltà della Commissione Edilizia richiedere l‟intervento del progettista per illustrare progetti di notevole
parte il progettista; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta di perme
valenza ambientale o ingegneristica, il quale si dovrà allontanare dalla seduta in occasione della votazione; 5 . Vi è interesse all' argomento quando il componente della Commissione partecipi alla progettazione, anche parziale, dell' intervento o sia socio della società di progettazione di cui fa parte il progettista; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta di permesso di costruire; quando sia proprietario o possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in
iesta di permesso di costruire; quando sia proprietario o possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in comunione con altri, di un diritto sull' immobile, tale da fargli trarre concreto e specifico vantaggio dall' intervento sottoposto all' esame della Commissione; quando appalti la realizzazione dell' opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista.
ando appalti la realizzazione dell' opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista. 6 . La Commissione esprime i propri pareri, a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, sulla base di adeguata istruttoria esperita dall' ufficio comunale competente; in caso di parità prevale il voto del Presidente. 7 . La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha
prevale il voto del Presidente. 7 . La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha facoltà di richiedere al Sindaco di poter sentire uno o più esperti in specifiche materie; ha altresì facoltà - con le stesse modalità decisionali - di convocare e sentire i richiedenti le concessioni e i permessi di costruire, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali.
e concessioni e i permessi di costruire, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali. 8 . La Commissione deve sempre motivare l' espressione del proprio parere, anche in relazione alle risultanze della relazione istruttoria. 9 . Il Segretario della Commissione redige il verbale della seduta su registro o su schede preventivamente numerate e vidimate mediante il bollo del Comune e la firma dello stesso Segretario.
uta su registro o su schede preventivamente numerate e vidimate mediante il bollo del Comune e la firma dello stesso Segretario. 1 0 .Il verbale deve indicare il luogo e la data della riunione; il numero e i nominativi dei presenti; il riferimento all' istruttoria della pratica o all' argomento puntuale trattato; il parere espresso con la relativa motivazione o la richiesta di integrazioni o supplementi istruttori; l' esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto.
di integrazioni o supplementi istruttori; l' esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto. 1 1 .Il verbale è firmato dal Segretario estensore, dal Presidente della Commissione, dai membri componenti.
Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.)
TITOLOII ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Art. 5 Certificato urbanistico (C.U.) 1 . La richiesta del certificato urbanistico (C.U.) può essere formulata dal proprietario o dal tit olare di altro diritto che conferisca la facoltà di svolgere attività edilizie; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l' immobile a cui il certificato si riferisce.
lità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l' immobile a cui il certificato si riferisce. 2 . Il certificato urbanistico è rilasciato dall‟ Autorità comunale entro sessanta giorni dalla richiesta e specifica, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l' immobile; b) l' area urbanistica in cui è compreso l' immobile e le destinazioni d' uso ammesse; c) i tipi e le modalità d' intervento consentiti;
Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.)
ea urbanistica in cui è compreso l' immobile e le destinazioni d' uso ammesse; c) i tipi e le modalità d' intervento consentiti; d) le prescrizioni urbanistiche ed edilizie da osservare; e) le eventuali prescrizioni concernenti obblighi amministrativi, in particolare per quanto concerne urbanizzazioni e dismissioni; f) i vincoli incidenti sull' immobile. 3 . Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.)
Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.)
. Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 6 Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 1 . La richiesta del certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) può essere formulata dal proprietario o dal possessore dell' area interessata; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l' immobile a cui il certificato si riferisce.
lità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l' immobile a cui il certificato si riferisce. 2 . Il C.D.U. è rilasciato dall‟Autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l' area interessata, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l' immobile; b) l' area urbanistica in cui è compreso l' immobile e le destinazioni d' uso ammesse;
ia alle quali è assoggettato l' immobile; b) l' area urbanistica in cui è compreso l' immobile e le destinazioni d' uso ammesse; c) le modalità d' intervento consentite; d) la capacità edificatoria consentita; e) i vincoli incidenti sull' immobile.
Art. 7 Richiesta di permesso di costruire e progetto municipale
3 . Il C.D.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento e conserva validità per un anno dalla data del rilascio, salvo che intervengano modificazioni degli strumenti urbanistici. Art. 7 Richiesta di permesso di costruire e progetto municipale 1 . Il proprietario, il titolare di diritto reale che consenta di eseguire trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l' uso o il godimento di entità immobiliari con l' anzidetta
trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l' uso o il godimento di entità immobiliari con l' anzidetta facoltà, richiede all‟Autorità comunale il permesso di costruire per eseguire qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica od edilizia del territorio e degli immobili. 2 . La richiesta di permesso di costruire è composta dei seguenti atti: a) domanda indirizzata all‟Autorità comunale compilata su modello comunale e allegato al presente regolamente e contenente:
tti: a) domanda indirizzata all‟Autorità comunale compilata su modello comunale e allegato al presente regolamente e contenente: 1 ) generalità del richiedente; 2 ) numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; 3 ) estremi catastali, di P.RG.C. e ubicazione dell' immobile sul quale si intende intervenire; b) documento comprovante la proprietà o l' altro titolo che abilita a richiedere l' atto di assenso
uale si intende intervenire; b) documento comprovante la proprietà o l' altro titolo che abilita a richiedere l' atto di assenso edilizio a norma di legge ovvero autocertificazione che attesti il titolo a richiedere il provvedimetno richiesto; c) progetto municipale redatto 3 . Q ualora il richiedente intenda obbligarsi all' esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2 , lett. a), deve essere integrata con una dichiarazione
etta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2 , lett. a), deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti. 4 . Il progetto municipale è formato dai seguenti atti: a) estratto della mappa catastale;
ati dagli organi comunali competenti. 4 . Il progetto municipale è formato dai seguenti atti: a) estratto della mappa catastale; b) estratti degli elaborati del P.R.G. e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l' area d' intervento; d) rappresentazione dello stato di fatto, costituita da una planimetria del sito d' intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento,
imetria del sito d' intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, indicazione della quota di riferimento in loco, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell' esistente ( - 1 :5 0 se necessarie per la corretta descrizione
istenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell' esistente ( - 1 :5 0 se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, 1 :1 0 0 ;), con specificazione delle destinazioni d' uso di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici,
artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica; tavole di raffronto in scala non inferiore a 1 / 1 0 0 con indicati in giallo le demolizioni e in rosso le nuove opere (sovrapposizione quando possibile e obbligatoriamente per gli edifici vincolati); d) specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti; e) documentazione fotografica del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente;
maria esistenti; e) documentazione fotografica del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente; f) simulazione fotografica dell' inserimento del progetto nella situazione esistente nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano; g) planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con
del contesto in cui si collocano; g) planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l' indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, dalle strade ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d' uso di ogni singolo vano, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.);
uso di ogni singolo vano, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.); h) piante, sezioni, prospetti (in scala 1 :1 0 0 ;) e particolari; a discrezione dell‟ufficio tecnico , qual‟ora lo ritenga necessario, (in scala 1 :1 0 ; 1 :2 0 ) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte; gli elaborati devono rispondere ai seguenti requisiti: 1 ) le piante sono redatte per ogni piano, dall' interrato al sottotetto, con indicate le
vono rispondere ai seguenti requisiti: 1 ) le piante sono redatte per ogni piano, dall' interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d' uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura; 2 ) le sezioni, almeno due, indicano le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato; 3 ) i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell' edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui;
sistemato; 3 ) i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell' edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui; 4 ) i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; 5 ) nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l' indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso;
li elaborati riportano l' indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso; 6 ) indicazione del colore e tonalità delle murature perimetrali mediante campionature; i) relazione illustrativa, redatta secondo il modello allegato al presente Regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei
la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici. 5 . Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall' ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità.
iche situazioni tutelate dall' ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità. 6 . Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare la denominazione ed il tipo
dell' intervento, la firma dell' avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. 7 . La richiesta di variante al permesso di costruire segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all' originaria stesura. 8 . Per gli interventi di permesso di costruire e di denuncia di inizio attività il progetto municipale di
Art. 8 Rilascio di permesso di costruire
' originaria stesura. 8 . Per gli interventi di permesso di costruire e di denuncia di inizio attività il progetto municipale di cui al comma 4 è formato da tutti gli atti. Il progetto allegato alla D.I.A. edilizia deve contenere gli elaborati di cui ai commi precedenti, con grado di approfondimento adeguato al tipo di intervento edilizio documentato. Art. 8 Rilascio di permesso di costruire 1 . Il permesso di costruire è rilasciato dall‟Autorità comunale in forma scritta ed è redatto secondo il
permesso di costruire 1 . Il permesso di costruire è rilasciato dall‟Autorità comunale in forma scritta ed è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. 2 . Il permesso di costruire rilasciato è pubblicato all' albo pretorio del Comune ed è annotato nell' apposito registro tenuto ai sensi della legge regionale urbanistica. 3 . Il permesso di costruire deve contenere: a) il riferimento alla domanda (generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione,
di costruire deve contenere: a) il riferimento alla domanda (generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione, numeri di protocollo e del registro pubblico dei permessi di costruire); b) il riferimento agli elaborati tecnici e descrittivi ed agli atti che costituiscono la documentazione allegata alla domanda; un originale di detti elaborati ed atti, vistato dall‟Autorità comunale, è allegato al permesso di costruire, del quale costituisce parte int egrante;
elaborati ed atti, vistato dall‟Autorità comunale, è allegato al permesso di costruire, del quale costituisce parte int egrante; c) l' indicazione del tipo di intervento e delle destinazioni d' uso; d) l' identificazione catastale dell' immobile oggetto dell' intervento, la sua ubicazione (località, via, numero civico), il riferimento all' area urbanistica nella quale l' immobile è situato; e) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l' atto di assenso edilizio;
stica nella quale l' immobile è situato; e) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l' atto di assenso edilizio; f) il riferimento agli eventuali pareri e autorizzazioni vincolanti costituenti presupposto per il rilascio dell' atto; in quest' ultimo devono essere riportate le eventuali condizioni imposte nei provvedimenti preventivi predetti; g) il riferimento ai pareri obbligatori non vincolanti preventivamente espressi, e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti;
l riferimento ai pareri obbligatori non vincolanti preventivamente espressi, e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti; h) negli atti di assenso edilizio onerosi, gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale con le quali sono stabilite le modalità di applicazione del contributo di concessione; i) negli atti di assenso edilizio onerosi, l' entità e le modalità di riscossione del contributo di concessione e la determinazione delle relative garanzie finanziarie;
i, l' entità e le modalità di riscossione del contributo di concessione e la determinazione delle relative garanzie finanziarie; j) negli atti di assenso edilizio non onerosi, la precisa citazione della norma a cui è riferita la motivazione di gratuità; k) il riferimento all' eventuale atto con il quale il richiedente assume l' impegno di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (a scomputo totale o parziale della quota di contributo ad
esse relativa) e l' assenso ad eseguire dette opere; l) le modalità dell' eventuale cessione al Comune, o dell' assoggettamento ad uso pubblico, delle aree necessarie per la realizzazione di opere di urbanizzazione; m) i termini entro i quali i lavori devono essere iniziati ed ultimati; n) le prescrizioni per gli adempimenti preliminari all' inizio dei lavori; o) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere p) le
preliminari all' inizio dei lavori; o) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere p) le condizioni e le modalità esecutive imposte al permesso di costruire; q) il riferimento alla convenzione o all' atto di obbligo, qualora il rilascio dell' atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d' obbligo unilaterale
Art. 9 Diniego di permesso di costruire
ell' atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d' obbligo unilaterale che tenga luogo della stessa; l' atto di impegno richiesto dalla legge per gli interventi edificatori nelle zone agricole è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. Art. 9 Diniego di permesso di costruire 1 . Il diniego del permesso di costruire è assunto dall‟Autorità comunale, previo parere, obbligatorio non vincolante, della Commissione Edilizia.
Art. 10 Comunicazione dell'inizio dei lavori
permesso di costruire è assunto dall‟Autorità comunale, previo parere, obbligatorio non vincolante, della Commissione Edilizia. 2 . Il provvedimento deve essere motivato e deve indicare le disposizioni, di legge o di regolamento, che impediscono il rilascio del permesso di costruire. 3 . Il provvedimento di diniego è comunicato al richiedente. Art. 10 Comunicazione dell'inizio dei lavori 1 . Il titolare del permesso di costruire deve comunicare con atto scritto all‟Autorità comunale la data
dell'inizio dei lavori 1 . Il titolare del permesso di costruire deve comunicare con atto scritto all‟Autorità comunale la data di inizio dei lavori, non oltre l' inizio stesso. 2 . La comunicazione è redatta secondo il modello allegato al presente regolamento e deve menzionare, controfirmata dal Direttore dei lavori: a) la data ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, della pratica inerente alle opere in cemento armato, ove presenti;
ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, della pratica inerente alle opere in cemento armato, ove presenti; b) i nominativi e le qualifiche degli operatori responsabili della direzione, esecuzione e sorveglianza dei lavori. 3 . Q ualsiasi variazione relativa agli operatori deve essere resa nota al Comune, a cura del titolare della concessione o dell' autorizzazione, entro il termine di giorni otto dall' avvenuta variazione.
Comune, a cura del titolare della concessione o dell' autorizzazione, entro il termine di giorni otto dall' avvenuta variazione. 4 . Per le nuove costruzioni, gli ampliamenti e le recinzioni, il Comune può effettuare, anche su richiesta degli interessati, apposita visita intesa a verificare tracciati o quote altimetriche e
Art. 11 Voltura di permesso di costruire
planimetriche, prima o al momento dell' inizio dei lavori, fissando, se del caso, appositi capisaldi. 5 . Q ualora sia accertata la violazione dei disposti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, l‟Autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. Art. 11 Voltura di permesso di costruire 1 . Il trasferimento del permesso di costruire ad altro titolare (voltura) deve essere richiesto
oltura di permesso di costruire 1 . Il trasferimento del permesso di costruire ad altro titolare (voltura) deve essere richiesto all‟Autorità comunale contestualmente alla presentazione dei documenti attestanti il titolo per ottenerlo. 2 . L' istanza di voltura è corredata dagli atti che comprovano l' avvenuto trasferimento della qualità di avente titolo al permesso di costruire. 3 . La voltura del permesso di costruire è rilasciato entro 3 0 giorni dal deposito della relativa istanza.
Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di a
rmesso di costruire. 3 . La voltura del permesso di costruire è rilasciato entro 3 0 giorni dal deposito della relativa istanza. 4 . Q ualora sia accertata la violazione del disposto di cui al comma 1 del presente articolo, l‟Autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. 5 . Il rilascio dell‟autorizzazione di voltura non è soggetto a parere della Commissione edilizia. Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di abitabilità
Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di a
a parere della Commissione edilizia. Art. 12 Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di abitabilità 1 . Entro 1 5 giorni dall‟ultimazione dei lavori di finitura, è fatta salva la richiesta di un‟ulteriore permesso di costruire per le opere mancanti, il titolare del permesso di costruire o avente cau sa deve comunicare all‟Autorità Comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori,
sso di costruire o avente cau sa deve comunicare all‟Autorità Comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l‟ultimazione dei lavori di esecuzione dell‟opera assentita e richiedere il certificato di agibilità, con le procedure e gli obblighi stabiliti stabiliti dalle norme vigenti. 2 . La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di agibilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento.
imazione dei lavori e la richiesta del certificato di agibilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento. 3 . La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di agibilità sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento.
Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf)
TITOLOIII PARAMETRI EDINDICI EDILIZI EDURBANISTICI Art. 13 Altezza dei fronti della costruzione (Hf) 1 . Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2 . Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri [m], tra l' estradosso dell' ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più
uota, misurata in metri [m], tra l' estradosso dell' ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso - ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1 ,1 0 m. 3 . L' ultimo solaio è quello che sovrasta l' ultimo spazio abitabile o agibile - ivi compresi i sottotetti che
uale a 1 ,1 0 m. 3 . L' ultimo solaio è quello che sovrasta l' ultimo spazio abitabile o agibile - ivi compresi i sottotetti che posseggano i requisiti tecnico-funzionali per essere considerati abitabili o agibili - con esclusione dei volumi tecnici. 4 . Il filo di gronda è dato dall' intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la
ta con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l' intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5 . La linea di spiccato è data dall' intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti
eno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 6 . Nel caso in cui l' ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l' altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell' ultimo spazio di
i estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell' ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell' ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. art. 1 8 ), al netto di eventuali soppalchi; l' altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l' altezza di ciascun fronte.
fferenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l' altezza di ciascun fronte. 7 . Dal computo dell' altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell' ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/ o la refrigerazione, impianti per l' utilizzo di fonti energetiche alternative.
Art. 14 Altezza della costruzione (H)
Art. 14 Altezza della costruzione (H) 1 . L' altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art. 1 3 . Art. 15 Numero dei piani della costruzione (Np) 1 . Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani abitabili o agibili - compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico -funzionali per essere
o agibili - compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto che posseggano i requisiti tecnico -funzionali per essere considerati tali - e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell' edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 2 . Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente
Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), del
sso ai piani interrati. 2 . Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1 ,2 0 m, misurati dal più alto dei punti dell' intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccat o perimetrali (definite ex art. 1 3 , comma 5 ), nonché gli eventuali soppalchi. Art. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds)
rt. 16 Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) 1 . Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri [m] e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. 2 . Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle
o delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1 ,2 0 m; sono inclusi nel perimetro anzidetto i "bow window", le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaper ti di scale ed ascensori. 3 . La distanza tra: a) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un'altra costruzione (D), è
censori. 3 . La distanza tra: a) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un'altra costruzione (D), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo ortogonale congiunte i due fili di fabbricazione; b) filo di fabbricazione di una costruzione e il confine della proprietà (Dc), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di proprietà antistante;
alla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di proprietà antistante; c) filo di fabbricazione di una costruzione e una strada (Ds), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di una strada o, in assenza di questo, il ciglio di una strada. a) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un' altra costruzione (D),
esto, il ciglio di una strada. a) filo di fabbricazione di una costruzione e filo di fabbricazione di un' altra costruzione (D), b) filo di fabbricazione di una costruzione e linea di confine della proprietà (Dc),
Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc)
c) filo di fabbricazione di una costruzione e confine di una strada o, in assenza di questo, ciglio di una strada (Ds), è rappresentata dal raggio della minima circonferenza avente centro in uno dei due elementi e tangente all‟altro. Art. 17 Superficie coperta della costruzione (Sc) 1 . La superficie coperta è l' area, misurata in metri quadrati [m 2 ], della proiezione orizzontale dell' intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i "bow
Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul)
, della proiezione orizzontale dell' intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i "bow window", i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture. 2 . Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, aggettanti per non più di 1 ,2 0 m dal filo di fabbricazione. Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul)
Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul)
i a sbalzo, aggettanti per non più di 1 ,2 0 m dal filo di fabbricazione. Art. 18 Superficie utile lorda della costruzione (Sul) 1 . La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m2 ], è la somma delle superfici utili lorde di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano. 2 . Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande;
2 . Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande; b) ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: c) ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; d) ai porticati, ai "pilotis", alle logge, ai balconi, ai terrazzi;
ianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; d) ai porticati, ai "pilotis", alle logge, ai balconi, ai terrazzi; e) agli spazi compresi nel corpo principale o a quelli coperti ad esso esterni ad ibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali; f) ai locali cantina, alle soffitte ed ai locali sottotetto non abitabili o agibili; g) ai cavedi.
Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun)
Art. 19 Superficie utile netta della costruzione (Sun) 1 . La superficie utile netta, misurata in metri quadrati [m2 ], è la somma delle superfici utili nette di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto abitabile o agibile compreso - ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite all' art. 1 8 , tutte le superfici non destinate al calpestio. 2 . Le soglie di passaggio da un vano all' altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente
Art. 20 Volume della costruzione (V)
estinate al calpestio. 2 . Le soglie di passaggio da un vano all' altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità massima di 0 , 5 0 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. Art. 20 Volume della costruzione (V)
Art. 20 Volume della costruzione (V)
fondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. Art. 20 Volume della costruzione (V) 1 . Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m3 ], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l' altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore. 2 . Per l' ultimo piano, sottotetto abitabile o agibile compreso, l' altezza di cui sopra è quella tra il
e del piano superiore. 2 . Per l' ultimo piano, sottotetto abitabile o agibile compreso, l' altezza di cui sopra è quella tra il livello di calpestio e l' estradosso dell' ultimo solaio o in sua assenza l‟estradosso della superficie di copertura. 3 . Nel caso in cui l' ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzionalmente l' altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al comma 6 dell' art. 1 3 .
Art. 21 Superficie fondiaria (Sf)
è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al comma 6 dell' art. 1 3 . Art. 21 Superficie fondiaria (Sf) 1 . E' l' area del terreno asservita e/ o asservibile alle costruzioni realizzate e/ o realizzabili, misurata in metri quadrati [m2 ], al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/ o previste. Art. 22 Superficie territoriale (St)
Art. 22 Superficie territoriale (St)
li ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/ o previste. Art. 22 Superficie territoriale (St) 1 . E' l' area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati [m 2 ], comprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/ o previste. Art. 23 Rapporto di copertura (Rc)
Art. 23 Rapporto di copertura (Rc)
rali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/ o previste. Art. 23 Rapporto di copertura (Rc) 1 . Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale [% ], tra la superficie coperta dalle
Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf)
costruzioni edificate e/ o edificabili e la superficie fondiaria pertinente (Rc = Sc/ Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/ o edificabile sulla superficie fondiaria. Art. 24 Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 1 . L' indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/ o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/ Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di
Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut)
icie utile lorda edificata e/ o edificabile e la superficie fondiaria (Uf = Sul/ Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/ o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m2 ]/ [m2 ]. Art. 25 Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 1 . L' indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/ o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/ St): rappresenta il numero di metri quadrati di
Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If)
e utile lorda edificata e/ o edificabile e la superficie territoriale (Ut = Sul/ St): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie lorda edificata e/ o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 2 ]/ [m2 ]. Art. 26 Indice di densità edilizia fondiaria (If) 1 . L' indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato e/ o edificabile e la superficie fondiaria (If = V/ Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/ o
Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It)
edificato e/ o edificabile e la superficie fondiaria (If = V/ Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/ o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m 3 ]/ [m2 ]. Art. 27 Indice di densità edilizia territoriale (It) 1 . L' indice di densità edilizia territoriale è dato dal rapporto tra il volume edificato e/ o edificabile e la superficie territoriale (It = V/ St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/ o
Art. 27 bis Disposizione transitoria
ificato e/ o edificabile e la superficie territoriale (It = V/ St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/ o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m 3 ]/ [m2 ]. Art. 27 bis Disposizione transitoria 1 . Fino all' adeguamento previsto dall' art. 1 2 , comma 5 , della legge regionale 8 luglio 1 9 9 9 , n. 1 9 , in luogo delle definizioni di cui ai precedenti articoli dal 1 3 al 2 7 compresi, continuano ad essere
luglio 1 9 9 9 , n. 1 9 , in luogo delle definizioni di cui ai precedenti articoli dal 1 3 al 2 7 compresi, continuano ad essere vigenti le definizioni contenute nel Piano Regolatore Generale.
Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione
TITOLOIV INSERIMENTOAMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Art. 28 Salubrità del terreno e della costruzione 1 . E' vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come deposito di materiali insalubri (immondizie, letame, residui organici, ecc.) se non dopo aver risanato il sottosuolo corrispondente. 2 . Il giudizio concernente l' opera di risanamento è dato dall' O rgano competente in materia igienico -
osuolo corrispondente. 2 . Il giudizio concernente l' opera di risanamento è dato dall' O rgano competente in materia igienico - sanitaria, previa acquisizione della documentazione e dei pareri tecnici ritenuti necessari, i cui oneri sono a carico del richiedente. 3 . Se il terreno da edificare è umido e/ o soggetto alle infiltrazioni di acque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio e debbono essere adottati gli accorgimenti atti ad
cque sotterranee o superficiali, deve essere operato un sufficiente drenaggio e debbono essere adottati gli accorgimenti atti ad impedire che l' umidità si trasmetta dalle fondazioni alle murature e/ o alle strutture sovrastanti. 4 . In ogni caso devono essere adottate soluzioni costruttive tali da impedire la risalita dell' acqua per capillarità e le parti murarie dei locali sotterranei o seminterrati devono essere protette mediante la posa di manti impermeabili o la realizzazione di intercapedini.
li sotterranei o seminterrati devono essere protette mediante la posa di manti impermeabili o la realizzazione di intercapedini. 5 . I pavimenti non devono appoggiare direttamente sul terreno e l' edificio d eve essere isolato dal suolo mediante vespaio di altezza non inferiore a 0 ,3 0 m, ventilato tramite condotti sfocianti in bocchette di aereazione. 6 . Il pavimento del piano terreno non deve essere, di norma, situato ad una quota inferiore rispetto al piano dell' area esterna alla soglia di accesso.
o terreno non deve essere, di norma, situato ad una quota inferiore rispetto al piano dell' area esterna alla soglia di accesso. 7 . Possono essere ammesse, su conforme parere del Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente in materia ovvero su asseverazione del progettista, soluzioni tecniche diverse da quelle disciplinate nei commi 5 e 6 del presente articolo, atte a conseguire i medesimi risultati circa la
i tecniche diverse da quelle disciplinate nei commi 5 e 6 del presente articolo, atte a conseguire i medesimi risultati circa la protezione dall' umidità e dalle infiltrazioni di acqua, soprattutto nel caso di interventi sul patrimonio edilizio esistente. 8 . Il solaio dei locali, abitabili e non, deve sempre essere posto ad un livello superiore a quello della falda freatica o a quello di massima piena del sistema fognario di scarico.
essere posto ad un livello superiore a quello della falda freatica o a quello di massima piena del sistema fognario di scarico. 9 . E‟ vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che emettono sorgenti radioattive nocive alla salute. E‟ vietato utilizzare materiali che emettono radiazioni in quantità nocive alla salute.
Art. 29 Allineamenti
Art. 29 Allineamenti 1 . L' allineamento con edifici o manufatti preesistenti è quello riferito alla costruzione più arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che, per garantire il rispetto dell' unitarietà compositiva o il mantenimento di caratteri formali, non risulti più conveniente allineare la costruzione in progetto ad una cortina più avanzata. Art. 30 Salvaguardia e formazione del verde 1 . La conservazione, la valorizzazione e la diffusione della vegetazione in genere, sia sulla proprietà
e formazione del verde 1 . La conservazione, la valorizzazione e la diffusione della vegetazione in genere, sia sulla proprietà pubblica sia su quella privata, sono riconosciute quali fattori di qualificazione ambientale. 2 . L‟Autorità comunale, con ordinanza o con esplicita condizione apposta agli atti di assenso relativi a procedimenti edilizi, può imporre la piantumazione di alberi, arbusti, siepi o la creazione di superfici arboree su aree di proprietà privata fronteggianti spazi pubblici.
mazione di alberi, arbusti, siepi o la creazione di superfici arboree su aree di proprietà privata fronteggianti spazi pubblici. 3 . La vegetazione può oltrepassare il limite fra la proprietà ed il sedime stradale solo quando l' aggetto dei rami sia a quota superiore a 4 ,0 0 m rispetto al medesimo. 4 . E' fatto obbligo ai proprietari di alberi, o di altra vegetazione adiacente alla via pubblica, di effettuare i tagli necessari affinché non sia intralciata la viabilità veicolare e pedonale, o compromessa
alla via pubblica, di effettuare i tagli necessari affinché non sia intralciata la viabilità veicolare e pedonale, o compromessa la leggibilità della segnaletica, la visione di eventuali specchi riflettenti e la visibilità della carreggiata. 5 . Q ualora, per qualsiasi causa, cadano sul piano stradale alberi, arbusti o ramaglie afferenti a terreni privati il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile a sue spese, ferma restando la responsabilità degli eventuali danni arrecati.
tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile a sue spese, ferma restando la responsabilità degli eventuali danni arrecati. 6 . L‟Autorità comunale, può imporre, con ordinanza, il taglio di alberi ed arbusti che costituiscano potenziali situazioni di pericolo per l' integrità delle reti impiantistiche o che rappresentino insuperabile ostacolo per la loro realizzazione. 7 . Nel Piano regolatore sono individuati alberi di particolare pregio monumentale essi dovranno
Art. 31 Requisiti delle costruzioni
colo per la loro realizzazione. 7 . Nel Piano regolatore sono individuati alberi di particolare pregio monumentale essi dovranno essere salvaguardati e gli interventi superiori alla manutenzione ordinaria dovranno essere autorizzati dall‟Amministrazione comunale; Art. 31 Requisiti delle costruzioni 1 . Chiunque diriga ed esegua lavori di realizzazione di manufatti edilizi, di costruzione di nuovi fabbricati, di ristrutturazione, restauro e manutenzione di fabbricati esistenti, di installazione o
zi, di costruzione di nuovi fabbricati, di ristrutturazione, restauro e manutenzione di fabbricati esistenti, di installazione o modifica di impianti tecnologici a servizio dei fabbricati, di installazione o modifica di impianti destinati ad attività produttive all' interno dei fabbricati od in aree ad essi pertinenti, deve provvedere,
sotto personale responsabilità, che le opere siano compiute a regola d' arte e rispondano alle norme di sicurezza e di igiene prescritte dalle leggi, dai regolamenti e dalle direttive in vigore. 2 . Le norme di settore alle quali debbono conformarsi i requisiti tecnici e prestazionali degli interventi edilizi sono riferite alle sotto riportate esigenze di: a) resistenza meccanica e stabilità; b) sicurezza in caso di incendio; c) tutela dell' igiene, della salute e dell' ambiente; d) sicurezza nell' impiego;
stabilità; b) sicurezza in caso di incendio; c) tutela dell' igiene, della salute e dell' ambiente; d) sicurezza nell' impiego; e) protezione contro il rumore; f) risparmio energetico e ritenzione del calore; g) facilità di accesso, fruibilità e disponibilità di spazi ed attrezzature. 3 . Se per il soddisfacimento dei requisiti, le vigenti norme impongono di procedere a deposito di atti, approvazione di progetti, collaudi, controlli finali o altro, presso istituzioni pubbliche diverse dal
edere a deposito di atti, approvazione di progetti, collaudi, controlli finali o altro, presso istituzioni pubbliche diverse dal Comune, il professionista incaricato ai fini della conformità ai suddetti requisiti deve comunicare all‟Autorità comunale gli estremi dei relativi atti e la denominazione dell' ufficio pubblico competente. 4 . Nel caso di approvazione condizionata, soggetta a prescrizione, il professionista incar icato ai fini
Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni
o pubblico competente. 4 . Nel caso di approvazione condizionata, soggetta a prescrizione, il professionista incar icato ai fini della conformità al requisito deve produrre copia del documento rilasciato dal pubblico ufficio competente, riportante per esteso le condizioni imposte; il Comune, in sede di controllo, ha facoltà di richiedere copia completa della pratica presentata presso l' ufficio suddetto. Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni
Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni
richiedere copia completa della pratica presentata presso l' ufficio suddetto. Art. 32 Inserimento ambientale delle costruzioni 1 . Su tutto il territorio comunale, a tutela della struttura insediativa e del paesaggio, dovranno essere applicate le seguenti norme: a) O gni intervento edilizio dovrà armonicamente essere inserito nell' ambiente circostante, evitando impatti visivi contrastanti e compromissioni della continuità di percezione e
sere inserito nell' ambiente circostante, evitando impatti visivi contrastanti e compromissioni della continuità di percezione e dell' ampiezza del paesaggio. Nelle aree agricole e nuclei rurali il modo di costruire dovrà essere coerente con quello della struttura agricola tradizionale senza sconvolgere l' assetto delle strade e delle colture. b) Anche le tipologie di nuova costruzione o ricostruzione dovranno rispettare i veri canoni dell‟architettura rurale tradizionale
Anche le tipologie di nuova costruzione o ricostruzione dovranno rispettare i veri canoni dell‟architettura rurale tradizionale Negli strumenti urbanistici attuativi, gli ambiti per le nuove costruzioni, dovranno inserirsi in modo coordinato, armonico fra loro ovvero recinzioni simili , piantumazione a verde per le siepi uguali in tutto il piano attuativo i materiali per le aree comuni dovranno essere un iformi.
piantumazione a verde per le siepi uguali in tutto il piano attuativo i materiali per le aree comuni dovranno essere un iformi. 2 . I fabbricati di nuova costruzione, o soggetti a ricostruzione o a recupero, devono armonizzare nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture con gli edifici circostanti, in
particolare con quelli costituenti matrice ambientale, anche senza essere necessariamente simili a questi, nonché inserirsi convenientemente nell' ambiente urbano o naturale rispettandone le caratteristiche peculiari. 3 . L‟Autorità comunale, sentito il parere della Commissione Edilizia, in sede di rilascio degli atti di assenso all' edificazione, ha facoltà di prescrivere, con congrua motivazione, soluzioni progettuali
e di rilascio degli atti di assenso all' edificazione, ha facoltà di prescrivere, con congrua motivazione, soluzioni progettuali specifiche e di imporre direttive intese ad ottenere specifici risultati di inserimento ambientale. 4 . L‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può altresì disporre la sostituzione o la rimozione di elementi accessori esistenti - quali scritte, insegne, decorazioni, sovrastrutture, ecc. - che non si accordano con le caratteristiche ambientali.
esistenti - quali scritte, insegne, decorazioni, sovrastrutture, ecc. - che non si accordano con le caratteristiche ambientali. 5 . I lavori e le opere necessarie per l' arredo complementare, secondo le prescrizioni imposte negli atti di assenso all' edificazione, devono essere totalmente compiuti allo scadere del periodo fissato. 6. A discrezione del Responsabile del Servizio Tecnico, le istanze di interventi edilizi ricadenti nell'ambito
periodo fissato. 6. A discrezione del Responsabile del Servizio Tecnico, le istanze di interventi edilizi ricadenti nell'ambito della candidatura UNESCO di cui alla delibera C.C. n. 12 del 22 Aprile 2009, potranno essere sottoposti alla valutazione della Commissione Comunale Paesaggistica, al fine di assicurare un corretto inserimento degli stessi nel contesto territoriale. Tale parere pertanto sarà consultivo alla Commissione edilizia ai fini del rilascio del Permesso di Costruire o
Art. 32bis – Pannelli solari.
to territoriale. Tale parere pertanto sarà consultivo alla Commissione edilizia ai fini del rilascio del Permesso di Costruire o per dare inizio ai lavori a seguito di Denuncia di Inizio Attività. Art. 32bis – Pannelli solari.
- Finalità: La presente regolamentazione stabilisce i criteri, le modalità ed i limiti all‟installazione degli impianti solari termici e fotovoltaici, con la finalità di coniugare l‟esigenza ambientale di
d i limiti all‟installazione degli impianti solari termici e fotovoltaici, con la finalità di coniugare l‟esigenza ambientale di captazione dell‟energia solare con l‟esigenza di conservazione dei valori paesaggistici del territorio locale. 2. Definizioni: Ai fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni: a) impianto solare è un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta
algono le seguenti definizioni: a) impianto solare è un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l'effetto fotovoltaico oppure energia termica tramite lo sfruttamento dell‟irraggiamento solare; esso è composto principalmente da un insieme di moduli fotovoltaici o termici, nel seguito denominati anche pannelli solari, collegati ad un sistema di componenti elettrici o ad un sistema di accumulo acqua calda;
guito denominati anche pannelli solari, collegati ad un sistema di componenti elettrici o ad un sistema di accumulo acqua calda; b1) impianto solare non integrato è l'impianto con moduli ubicati al suolo, ovvero con moduli collocati, con modalità diverse dalle tipologie di cui agli allegati 2 e 3, sugli elementi di arredo
urbano e viario, sulle superfici esterne degli involucri di edifici, di fabbricati e strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione; b2) impianto solare parzialmente integrato è l'impianto i cui moduli sono posizionati, secondo le tipologie elencate in allegato 2, su elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione;
ano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione; b3) impianto solare con integrazione architettonica totale è l'impianto i cui moduli sono integrati, secondo le tipologie elencate in allegato 3, in elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione;
ano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione; Ai fini della corretta interpretazione delle definizioni suindicate e della lora pratica applicazione si fa riferimento alla “Guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell‟integrazione architettonica del fotovoltaico” redatta dal GSE (Gestore dei Servizi elettrici – GSE spa) in
l riconoscimento dell‟integrazione architettonica del fotovoltaico” redatta dal GSE (Gestore dei Servizi elettrici – GSE spa) in applicazione del Decreto 19.02.2007 del Ministero dello Sviluppo Economico recante “Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell‟art. 7 del D.Lgs 29.12.2003, n. 387”. Ai fini del presente regolamento, le linee guida sull‟integrazione architettonica redatte dal GSE per il fotovoltaico,
n. 387”. Ai fini del presente regolamento, le linee guida sull‟integrazione architettonica redatte dal GSE per il fotovoltaico, sono valide anche per gli impianti solari termici.i 3. Ambito di applicazione: La presente regolamentazione si applica a tutti gli impianti solari nel territorio del Comune di LA MORRA associato all‟Unione collinare COMUNI DI LANGA E DEL BAROLO di installazione successiva alla sua entrata in vigore. 4. Installazione degli impianti solari:
are COMUNI DI LANGA E DEL BAROLO di installazione successiva alla sua entrata in vigore. 4. Installazione degli impianti solari: Nell‟area di Centro Storico e nelle aree limitrofe delimitate con la perimetrazione indicata nell‟allegato 1, le installazioni devono essere ad integrazione architettonica totale. In tali aree sono vietate le installazioni sulle pareti verticali. In tutto il territorio comunale, nel caso di nuove costruzioni, le installazioni devono essere ad integrazione architettonica totale;
tto il territorio comunale, nel caso di nuove costruzioni, le installazioni devono essere ad integrazione architettonica totale; In tutti gli altri casi sono ammesse le installazioni parzialmente integrate. Gli impianti solari non integrati sono vietati in tutto il territorio comunale e per qualsiasi tipo di intervento. Sono ammesse deroghe al presente comma in caso di oggettiva impossibilità tecnico-funzionale dimostrata dal progetto e valutata dalla Commissione Edilizia. In ogni caso
n caso di oggettiva impossibilità tecnico-funzionale dimostrata dal progetto e valutata dalla Commissione Edilizia. In ogni caso gli impianti non integrati: a) Non dovranno interferire con visuali panoramiche o di pregio storico-architettonico e ambientale; b) Non dovranno interferire con la viabilità e la sicurezza stradale.
- Procedimento di autorizzazione. L‟installazione di impianti solari è soggetta a presentazione al Comune di progetto architettonico redatto da professionista abilitato, completo di relazione tecnica, planimetrie, prospetti, sezioni e documentazione fotografica nel quale vanno evidenziati i particolari di integrazione con l‟edificio e/o con l‟ambiente circostante. Il responsabile del procedimento potrà graduare il livello di approfondimento del progetto in relazione all‟entità dell‟intervento.
responsabile del procedimento potrà graduare il livello di approfondimento del progetto in relazione all‟entità dell‟intervento. In ogni caso è fatto obbligo di presentare una dichiarazione sottoscritta dal richiedente, che attesti il grado di integrazione di cui al comma 2 lettere b1, b2 o b3; Nel caso di installazione di impianti solari su fabbricati di nuova costruzione il progetto di cui al comma 1 costituirà allegato al progetto del nuovo edificio sottoposto a permesso di costruire;
costruzione il progetto di cui al comma 1 costituirà allegato al progetto del nuovo edificio sottoposto a permesso di costruire; Nel caso di installazione di impianti solari nell‟ambito di interventi edilizi di recupero tale progetto costituirà allegato al progetto dell‟intervento sottoposto a DIA o permesso di costruire; Nel caso di installazione di impianti solari al di fuori di altri interventi edilizi il progetto
a DIA o permesso di costruire; Nel caso di installazione di impianti solari al di fuori di altri interventi edilizi il progetto costituirà allegato a DIA, salvo che l‟opera rientri tra gli interventi di nuova costruzione definiti dalla lettera e, dell‟art.3 del DPR 380/2001 e s.m.i., soggetti a permesso di costruire. In ogni caso tutti gli interventi di installazione di impianti solari, siano essi sottoposti a DIA o Permesso di costruire, possono essere assoggettati al preventivo parere della Commissione
solari, siano essi sottoposti a DIA o Permesso di costruire, possono essere assoggettati al preventivo parere della Commissione Edilizia comunale, ove il responsabile del procedimento lo valuti necessario in relazione all‟entità e importanza dell‟intervento. E‟ invece obbligatorio il parere della Commissione Edilizia nel caso di deroghe di cui al comma 4. 6. Monitoraggio Una copia del progetto autorizzato dell‟impianto solare è trasmessa, entro 30 giorni dal rilascio,
Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private
i al comma 4. 6. Monitoraggio Una copia del progetto autorizzato dell‟impianto solare è trasmessa, entro 30 giorni dal rilascio, al Gruppo Tecnico per le Energie Rinnovabili istituito presso l‟Unione Collinare Colline di Langa e del Barolo. Tale organismo valuta eventuali proposte di modifica del presente regolamento per meglio aderire alle finalità di cui al punto 1. Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private
Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private
lamento per meglio aderire alle finalità di cui al punto 1. Art. 33 Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private 1 . Le costruzioni, le singole parti delle stesse e le aree di pertinenza debbono essere mantenute efficienti, per quanto attiene alla sicurezza, all' estetica, al decoro, all' igiene. 2 . E' prescritta la conservazione degli elementi architettonici aventi caratteristiche storico-artistiche di
pregio, nonché interesse di testimonianza storica, quali fontane, esedre, lapidi, bassorilievi, edicole sacre, antiche targhe,piloni votivi e simili. Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle pitture interne ed esterne del pittore locale “ Giovanni Savio” o di altri decoratori-artisti che abbiano operato in La Morra anche recentemente, le quali dovranno essere preservate. 3 . Il proprietario ha l' obbligo di eseguire i lavori di manutenzione, di riparazione e di ripristino
vranno essere preservate. 3 . Il proprietario ha l' obbligo di eseguire i lavori di manutenzione, di riparazione e di ripristino necessari, nonché quelli di intonacatura e ritinteggiatura delle costruzioni deterioratesi e di eventuali particolari architettonici e pittorici di pregio. 4 . I prospetti architettonicamente unitari debbono essere tinteggiati salvo casi particolari da valutarsi con i tecnici del Comune e/ o quando richiesto dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e culturali del Piemonte;
valutarsi con i tecnici del Comune e/ o quando richiesto dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e culturali del Piemonte; 5 . La scelta del colore della tinteggiatura di edifici non soggetti a specifico vincolo di tutela, è sottoposta all' approvazione degli uffici comunali competenti presso i quali deve essere esibita e depositata specifica campionatura possibilmente con riferimento ad una tabella colore.
enti presso i quali deve essere esibita e depositata specifica campionatura possibilmente con riferimento ad una tabella colore. 6 . Le aree libere inedificate, a destinazione non agricola o di pertinenza delle costruzioni, devono essere convenientemente mantenute e recintate: è vietato procurarne o consentirne lo stato di abbandono ed è altresì vietato l' accumulo e l' abbruciamento di materiali o di rifiuti.
to procurarne o consentirne lo stato di abbandono ed è altresì vietato l' accumulo e l' abbruciamento di materiali o di rifiuti. 7 . O ve le condizioni delle costruzioni e delle singole parti delle stesse o lo stato delle aree siano degradati tanto da arrecare pregiudizio all' ambiente o alla sicurezza ed alla salute delle persone, l‟Autorità comunale ha facoltà di ingiungere, entro un termine prestabilito, al proprietario o al
ed alla salute delle persone, l‟Autorità comunale ha facoltà di ingiungere, entro un termine prestabilito, al proprietario o al possessore dell' immobile l' esecuzione dei lavori necessari per rimuovere ogni inconveniente; in caso di inottemperanza, totale o parziale, l‟Autorità comunale può disporre l' esecuzione d' ufficio a spese dell' inadempiente; tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto,
Art. 34 Interventi urgenti
ne d' ufficio a spese dell' inadempiente; tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, esse sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 1 4 aprile 1 9 1 0 , n. 6 3 9 . Art. 34 Interventi urgenti 1 . Nei casi in cui ricorrano condizioni di pericolo per la stabilità delle costruzioni o si manifestino
. 34 Interventi urgenti 1 . Nei casi in cui ricorrano condizioni di pericolo per la stabilità delle costruzioni o si manifestino situazioni di emergenza con possibile compromissione per l' integrità dell' ambiente e rischio per l' incolumità delle persone, il proprietario degli immobili interessati procede mediante un "intervento urgente" alle operazioni necessarie per rimuovere la situazione di pericolo, sotto personale
ati procede mediante un "intervento urgente" alle operazioni necessarie per rimuovere la situazione di pericolo, sotto personale responsabilità sia per quanto attiene la valutazione dello stato di pericolo sia per l' effettiva consistenza delle operazioni medesime. 2 . E' comunque fatto obbligo al proprietario di dare immediata comunicazione dei lavori all‟Autorità comunale nonché agli eventuali O rgani di Tutela, nel caso di edifici gravati da specifici vincoli, e di
dei lavori all‟Autorità comunale nonché agli eventuali O rgani di Tutela, nel caso di edifici gravati da specifici vincoli, e di presentare nel minor tempo possibile, comunque non oltre 3 0 giorni, istanza per ottenere gli atti di
Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione
assenso necessari nelle normali condizioni di intervento. 3 . O gni abuso in materia è sanzionato ai sensi dell' art. 6 8 , fatto salvo l' eventuale accertamento di fatti e comportamenti penalmente rilevanti e perseguibili. Art. 35 Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione 1 . Le strade, le piazze, i suoli pubblici o assoggettati ad uso pubblico, all' interno del centro abitato, devono essere provvisti di pavimentazione idonea allo scolo delle acque meteoriche e di mezzi per lo
interno del centro abitato, devono essere provvisti di pavimentazione idonea allo scolo delle acque meteoriche e di mezzi per lo smaltimento delle stesse, sistemati nel sottosuolo. 2 . E' vietata la formazione di nuovi frontespizi ciechi (se non preordinati alla successiva costruzione in aderenza) visibili da spazi pubblici o assoggettati all' uso pubblico; in caso di preesistenza degli stessi sul confine di proprietà, l‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può imporre l' edificazione
istenza degli stessi sul confine di proprietà, l‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può imporre l' edificazione in aderenza, ove questa sia tra le soluzioni previste dalle N.T.A. dello S.U. vigente, ovvero ingiungere al proprietario del frontespizio di sistemarlo in modo conveniente. 3 . Chiunque intenda occupare porzioni di suolo pubblico per attività temporanee, per eseguire lavori o per depositarvi materiali deve chiedere al Comune la specifica concession e, indicando l' uso, la
poranee, per eseguire lavori o per depositarvi materiali deve chiedere al Comune la specifica concession e, indicando l' uso, la superficie che intende occupare e le opere che intende eseguire; l' occupazione delle sedi stradali è comunque regolata dalle leggi vigenti. 4 . Salve restando le disposizioni di carattere tributario, il rilascio della concessione può essere subordinato alla corresponsione di un canone per l' uso, da disciplinare con apposito regolamento ed
ella concessione può essere subordinato alla corresponsione di un canone per l' uso, da disciplinare con apposito regolamento ed al versamento di un deposito cauzionale per la rimessa in pristino del suolo. 5 . Il permesso di costruire contiene le prescrizioni da seguire per l' occupazione del suolo pubblico e indica il termine finale della medesima. 6 . Scaduto il termine di cui al precedente comma, senza che ne sia stato disposto il rinnovo, il titolare
inale della medesima. 6 . Scaduto il termine di cui al precedente comma, senza che ne sia stato disposto il rinnovo, il titolare del permesso a costruire ha l' obbligo di sgomberare il suolo occupato ripristinando le condizioni ambientali preesistenti. 7 . In caso di inottemperanza, il ripristino è eseguito dall' Amministrazione a spese del concessionario; tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto, salve restando
spese del concessionario; tali spese devono essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, esse sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 1 4 aprile 1 9 1 0 , n. 6 3 9 . 8 . I passi carrabili sono consentiti, in conformità alle norme di legge e con l' osservanza degli obblighi fissati nell' art. 4 7 , sempre che non costituiscano pericolo per la circolazione.
di legge e con l' osservanza degli obblighi fissati nell' art. 4 7 , sempre che non costituiscano pericolo per la circolazione. 9 . I ponteggi prospicienti gli spazi pubblici dovranno essere recintati da reti in grado di contenere i calcinacci della picconatura, con aspetto decoroso, preferibilmente riportante la fotografia o il disegno
del fabbricato coperto. In alternativa potranno essere di colore uniforme in tonalità verde scuro, sono ammesse decorazioni grafiche raffiguranti l‟intervento stesso approvate in sede di esame progettuale. E‟ tassativamente vietato l‟uso delle reti in colori sgargianti e disuniforme.
Art. 36 Altezza interna dei locali abitativi
to stesso approvate in sede di esame progettuale. E‟ tassativamente vietato l‟uso delle reti in colori sgargianti e disuniforme.
TITOLOV PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Art. 36 Altezza interna dei locali abitativi 1 . Ai fini del presente regolamento è definita altezza interna di un locale la distanza tra pavimento finito e soffitto finito, misurata in metri [m] sulla perpendicolare ad entrambe le superfici;
locale la distanza tra pavimento finito e soffitto finito, misurata in metri [m] sulla perpendicolare ad entrambe le superfici; 2 . Nel caso in cui il soffitto non presenti andamento orizzontale o il locale sia articolato in parti a differenti sezioni verticali, la misura dell' altezza interna si ottiene, convenzionalmente, dividendo il volume del locale per l' area netta del pavimento ricavata escludendo le soglie di passaggio da un vano
ionalmente, dividendo il volume del locale per l' area netta del pavimento ricavata escludendo le soglie di passaggio da un vano all' altro e gli sguinci di porte e finestre, fino ad una profondità massima di 0 ,5 0 m. 3 . La misura minima dell' altezza interna dei locali adibiti ad abitazione (m.l 2 ,7 0 ) e dei vani accessori (m. 2 ,4 0 ) è fissata dalle vigenti leggi statali (D.M. 5 luglio 1 9 7 5 e nell‟art. 4 3 della Legge 5 Agosto
ei vani accessori (m. 2 ,4 0 ) è fissata dalle vigenti leggi statali (D.M. 5 luglio 1 9 7 5 e nell‟art. 4 3 della Legge 5 Agosto 1 9 7 8 n. 4 5 7 , in particolare, comma 2 , lettera b) ed ultimo comma) e, per quanto in esse specificamente disposto, in funzione della loro destinazione secondo quanto di seguito specificato: a) Sono locali di abitazione permanente: a1 -soggiorni, pranzo, cucine e camere dal letto, posti in edifici di abitazione sia individuale che collettiva;
one permanente: a1 -soggiorni, pranzo, cucine e camere dal letto, posti in edifici di abitazione sia individuale che collettiva; -uffici, studi e sale di lettura, gabinetti medici; a2 -negozi di vendita e di artigianato, sale di esposizione, sale di riunione, sale da gioco, palestre, bar e ristoranti: a3 -laboratori scientifici-tecnici, officine meccaniche, laboratori industriali in cui si svolga attività lavorativa, cucine collettive;
ratori scientifici-tecnici, officine meccaniche, laboratori industriali in cui si svolga attività lavorativa, cucine collettive; -parti di autorimesse ove vengano effettuate riparazioni, lavaggi, controlli, vendite; -magazzini, depositi o archivi dove la permanenza delle persone è prolungata oltre le operazion i di carico, scarico e pulizia; a4 -aule scolastiche. b) Sono locali accessori: b1 -servizi igienici di uso collettivo (scuole, ospedali, attrezzature sportive, industrie, alberghi, ecc.);
o locali accessori: b1 -servizi igienici di uso collettivo (scuole, ospedali, attrezzature sportive, industrie, alberghi, ecc.); b2 -servizi igienici e bagni a servizio di una abitazione; b3 -servizi igienici individuali negli alberghi, b4 - a) scale che collegano più di due piani; b) corridoio e disimpegni comunicanti quando superano i 1 2 mq. di superficie o 8 metri di lunghezza; c) magazzini e depositi in genere, interni al fabbricato, di superficie super iore a 1 5 mq.;
superficie o 8 metri di lunghezza; c) magazzini e depositi in genere, interni al fabbricato, di superficie super iore a 1 5 mq.; d) autorimesse, interne al fabbricato, per la parte di solo parcheggio; e) vani di macchinari che necessitano di scarsa sorveglianza;
f) lavanderia, stenditoi e simili; b5 - a) disimpegni inferiori a 1 0 mq.; b) ripostigli o magazzini inferiori a 5 mq.; c) vani scala colleganti solo due piani; d) sale macchine con funzionamento automatico, salve particolari norme dagli Enti preposti alla sorveglianza di impianto e gestione. I locali non espressamente elencati vengono classificati per analogia. -Altezza interna dei locali: Le altezze minime misurate tra il pavimento finito ed il soffitto di locali di tipo a) e b) di cui agli
ezza interna dei locali: Le altezze minime misurate tra il pavimento finito ed il soffitto di locali di tipo a) e b) di cui agli articoli precedenti sono le seguenti, salvo maggiori altezze minime fissate per legge o in regolamenti speciali 1 ) Locali di tipo a1 m. 2 ,7 0 2 ) Locali di tipo a2 situati al piano terreno
- in piani superiori al piano terreno m. 2 ,7 0 m. 2 ,7 0 3 ) Locali di tipo a3 ed a4 m. 3 ,0 0 4 ) Locali di tipo b1 -b2 -b3 -b4 -b5 m. 2 ,4 0 Caratteristiche dei locali: superfici e cubature
cali di tipo a3 ed a4 m. 3 ,0 0 4 ) Locali di tipo b1 -b2 -b3 -b4 -b5 m. 2 ,4 0 Caratteristiche dei locali: superfici e cubature Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a mq. 1 4 per i primi 4 abitanti e mq. 1 0 per ciascuno dei successivi. Le stanze da letto debbono avere una superficie minima di mq. 9 , se per una persona, e mq. 1 4 se per 2 persone. O gni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno 1 4 mq.
, se per una persona, e mq. 1 4 se per 2 persone. O gni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno 1 4 mq. L‟alloggio monostanza per una persona deve avere una superficie minima, comprensiva dei servizi, non inferiore a mq. 2 8 e non inferiore a 3 8 se per due persone. Le camere di albergo avranno una cubatura minima di 2 2 mc. Per un posto letto e 4 0 mc. Per due posti letto. 4 . Sono quindi consentite misure minime dell' altezza interna inferiori a quelle prescritte dalle leggi
c. Per due posti letto. 4 . Sono quindi consentite misure minime dell' altezza interna inferiori a quelle prescritte dalle leggi statali: a) per le nuove costruzioni, nei casi di: 1 ) ricostruzione di edificio di valore storico e/ o artistico e/ o ambientale, che deve necessariamente mantenere le caratteristiche originarie; 2 ) inserimento di nuovo edificio a completamento di costruzioni di valore storico e/ o
mantenere le caratteristiche originarie; 2 ) inserimento di nuovo edificio a completamento di costruzioni di valore storico e/ o artistico e/ o ambientale, disposte a cortina, per cui è richiesto l' allineamento con gli orizzontamenti contigui e preesistenti; 3 ) ampliamento di edificio di valore storico e/ o artistico e/ o ambientale, per cui è richiesto
l' allineamento con gli orizzontamenti preesistenti; b) per le costruzioni esistenti, nei casi di: 1 ) interventi edilizi volti al recupero di costruzioni in cui è in atto una funzione abitativa; 2 ) interventi edilizi volti al recupero di costruzioni in cui non è in atto una funzione abitativa, ma di valore storico e/ o artistico e/ o ambientale, per cui sia necessario il mantenimento delle caratteristiche originarie.
a, ma di valore storico e/ o artistico e/ o ambientale, per cui sia necessario il mantenimento delle caratteristiche originarie. 5 . In tutti i casi menzionati al comma precedente, il rilascio del certificato di agibilità è comunque subordinato al rispetto degli altri requisiti igienico sanitari prescritti dalle leggi vigenti o all' adozione di misure compensative indicate nel progetto, anche offerte dalle attuali tecnologie, giudicate idonee dal responsabile del servizio sanitario competente.
Art. 37 Antenne
icate nel progetto, anche offerte dalle attuali tecnologie, giudicate idonee dal responsabile del servizio sanitario competente. 6 . Ferme restando le prescrizioni di cui ai commi 2 e 3 , nei locali di nuova costruzione destinati ad uso abitativo non è consentita, in alcun punto, una altezza tra pavimento e soffitto inferiore a 2 .0 0 m. per i locali abitativi e mt. 1 .7 0 per bagni ripostigli ecc… Art. 37 Antenne
Art. 37 Antenne
zza tra pavimento e soffitto inferiore a 2 .0 0 m. per i locali abitativi e mt. 1 .7 0 per bagni ripostigli ecc… Art. 37 Antenne 1 . Nelle nuove costruzioni ed in quelle soggette a ristrutturazione o recupero, - i cui atti di assenso edilizio sono rilasciati dopo l' entrata in vigore del presente Regolamento - con più di un' unità immobiliare o nelle quali comunque possono essere installati più apparecchi radio o televisivi riceventi
- con più di un' unità immobiliare o nelle quali comunque possono essere installati più apparecchi radio o televisivi riceventi con necessità di collegamento ad antenna, è obbligatoria la posa in opera di una antenna centralizzata sia essa terrestre o satellitare, per ogni tipo di ricezione tale da richiederla; per esigenze di tute la dell' arredo urbano, le antenne paraboliche debbono avere colorazione armonica con il contesto dell' ambiente in cui sono installate.
arredo urbano, le antenne paraboliche debbono avere colorazione armonica con il contesto dell' ambiente in cui sono installate. 2 . Sono vietati i collegamenti tra gli apparecchi riceventi e le antenne mediante cavi volanti; i cavi devono essere canalizzati nelle pareti interne o esterne delle costruzioni e la dimensione delle canalizzazioni deve essere tale da consentire eventuali futuri potenziamenti dell' impianto.
e costruzioni e la dimensione delle canalizzazioni deve essere tale da consentire eventuali futuri potenziamenti dell' impianto. 3 . L‟Autorità comunale ha facoltà di richiedere, in ogni momento, per motivi di sicurezza pubblica o di tutela dell' arredo urbano, l' installazione di impianti centralizzati di antenne radio -televisive e l' eliminazione delle antenne individuali, senza contrastare il diritto all' informazione.
izzati di antenne radio -televisive e l' eliminazione delle antenne individuali, senza contrastare il diritto all' informazione. 4 . L' installazione di antenne o ripetitori per impianti rice-trasmittenti di qualunque tipo è soggetta alle specifiche disposizioni delle vigenti leggi di settore. L'altezza massima del traliccio non potrà superare i mt. 35,00 dal piano di campagna esistente (eventuali deroghe dovranno essere valutate e preventivamente
cio non potrà superare i mt. 35,00 dal piano di campagna esistente (eventuali deroghe dovranno essere valutate e preventivamente autorizzate dal Consiglio Comunale e sottoposte a convenzione). 5 . Le apparecchiature tecnologiche (es. Antenne satellitari ecc… ) sui tetti o a ridosso dei balconi devono essere ubicate in parti non visibili dagli spazi pubblici e se ciò non fosse possibile devono
Art. 38 Chioschi e mezzi pubblicitari
essere di colore simile alle parti su cui si installa Art. 38 Chioschi e mezzi pubblicitari 1 . L' installazione di chioschi, edicole od altre strutture similari, anche a carattere provvisorio, è autorizzata dal Comune, in conformità alle norme dettate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione. 2 . Le definizioni, le caratteristiche e le modalità di installazione di mezzi pubblicitari quali insegne,
ione e di attuazione. 2 . Le definizioni, le caratteristiche e le modalità di installazione di mezzi pubblicitari quali insegne, sorgenti luminose, cartelli (esclusi quelli di cantiere), manifesti, striscioni, locandine, stendardi, segni reclamistici, impianti di pubblicità o propaganda, sono normate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione; per quanto di competenza comunale valgono le disposizioni del presente articolo.
suo regolamento di esecuzione e di attuazione; per quanto di competenza comunale valgono le disposizioni del presente articolo. 3 . L' installazione di chioschi e mezzi pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento per l' ambiente circostante. 4 . Il rilascio dei provvedimenti comunali autorizzativi alla installazione è subordinato alla presentazione di domanda corredata di estratti planimetrici dello strumento urbanistico e di disegni di progetto in scala non inferiore a 1 :5 0 .
omanda corredata di estratti planimetrici dello strumento urbanistico e di disegni di progetto in scala non inferiore a 1 :5 0 . 5 . Il rilascio dei provvedimenti autorizzativi per aree o edifici soggetti a specifici vincoli, è subordinato all' acquisizione del parere favorevole dell' organo di tutela del vincolo medesimo per la fattispecie richiesta. 6 . I provvedimenti di cui al comma 4 sono temporanei e rinnovabili; possono essere revocati in
mo per la fattispecie richiesta. 6 . I provvedimenti di cui al comma 4 sono temporanei e rinnovabili; possono essere revocati in qualsiasi momento se lo richiedono ragioni di interesse pubblico o di decoro. 7 . Nel caso in cui sia concessa l' occupazione di suolo pubblico per l' installazione di chioschi o mezzi pubblicitari, valgono le disposizioni di cui all' art. 3 5 , commi 4 , 5 , 6 , 7 . 8 . L‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, ha facoltà di definire spazi idonei per la posa,
Art. 39 Coperture, canali di gronda e pluviali
commi 4 , 5 , 6 , 7 . 8 . L‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, ha facoltà di definire spazi idonei per la posa, l' installazione e l' affissione di mezzi pubblicitari all' interno del centro abitato fissandone, di volta in volta, la distanza dal limite delle carreggiate stradali, nel rispetto della legge vigente. Art. 39 Coperture, canali di gronda e pluviali 1 . Tutti gli edifici devono essere provvisti di idonee coperture piane o inclinate, munite di canali di
li di gronda e pluviali 1 . Tutti gli edifici devono essere provvisti di idonee coperture piane o inclinate, munite di canali di gronda e pluviali per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche. 2 . Le coperture ed i volumi da esse sporgenti (comignoli, abbaini, volumi tecnici, ecc.) sono considerati elementi architettonici della costruzione e la loro realizzazione deve rispondere a precise
previsioni di progetto, in particolare per quanto riguarda l' aspetto formale e la compatibilità dei materiali impiegati. 3 . I canali di gronda ed i pluviali devono essere previsti tanto verso il suolo pubblico quanto verso i cortili interni e gli altri spazi scoperti e devono convogliare le acque meteoriche nelle fognature; n on sono ammessi scarichi liberi a livello del piano marciapiede o del piano stradale o comunque sul suolo
che nelle fognature; n on sono ammessi scarichi liberi a livello del piano marciapiede o del piano stradale o comunque sul suolo pubblico mentre sono ammessi scarichi in cortili, giardini, cisterne o appositi pozzi perdenti. 4 . Nei canali di gronda e nei pluviali è vietato immettere acque diverse da quelle meteoriche. 5 . Verso gli spazi pubblici o assoggettati all‟uso pubblico, i pluviali delle nuove costruzioni devono
se da quelle meteoriche. 5 . Verso gli spazi pubblici o assoggettati all‟uso pubblico, i pluviali delle nuove costruzioni devono essere incassati ad una altezza minima di 2 ,5 0 m dal piano marciapiede o stradale; negli altri casi, è consentito installare i pluviali totalmente all' esterno delle pareti degli edifici realizzando il terminale inferiore in gambali di ghisa, per almeno 2 ,0 0 m. 6 . Idonei pozzetti d' ispezione forniti di chiusura idraulica devono essere installati nei punti delle
Art. 40 Cortili e cavedi
sa, per almeno 2 ,0 0 m. 6 . Idonei pozzetti d' ispezione forniti di chiusura idraulica devono essere installati nei punti delle condutture interrate in cui si verifichi un cambiamento di direzione o la confluenza con altre condutture; un pozzetto finale di ispezione, posto ai limiti della proprietà, deve precedere l' allacciamento alla pubblica fognatura, nel censtro storico il chiusino deve essere in ghisa sferoidale carrbile. Art. 40 Cortili e cavedi
Art. 40 Cortili e cavedi
ento alla pubblica fognatura, nel censtro storico il chiusino deve essere in ghisa sferoidale carrbile. Art. 40 Cortili e cavedi 1 . I cortili, intendendosi per tali anche gli spazi limitati da tre soli fronti di una costruzione, qualora ciascuno di essi sia di larghezza superiore a 4 ,0 0 m, devono essere dimensionati in modo che la luce libera, misurata sulla perpendicolare ad ogni prospetto finestrato, rispetti le prescrizioni delle vigenti leggi.
do che la luce libera, misurata sulla perpendicolare ad ogni prospetto finestrato, rispetti le prescrizioni delle vigenti leggi. 2 . Agli effetti di quanto sopra, la misura della luce libera è al netto delle proiezioni orizzontali di ballatoi, balconi, pensiline e di qualsiasi altra sporgenza posta all' interno del cortile, nei limiti di cui all' art. 1 7 , 2 ° comma. 3 . La realizzazione di cavedi, intendendosi per tali gli spazi interni delimitati da prospetti di larghezza
t. 1 7 , 2 ° comma. 3 . La realizzazione di cavedi, intendendosi per tali gli spazi interni delimitati da prospetti di larghezza inferiore o uguale a 4 ,0 0 m ed aperti in alto per l' intera superficie, è ammessa esclusivamente per la diretta illuminazione e ventilazione di servizi igienici, scale, disimpegni, ambienti di servizio, ripostigli. 4 . Nelle nuove costruzioni, in rapporto all' altezza dei prospetti, i cavedi devono essere così dimensionati:
izio, ripostigli. 4 . Nelle nuove costruzioni, in rapporto all' altezza dei prospetti, i cavedi devono essere così dimensionati:
- altezza fino a 1 0 ,0 0 m, lato min. 2 ,5 0 m, sup. min. 6 ,0 0 m 2 ;
- altezza fino a 1 5 ,0 0 m, lato min. 3 ,0 0 m, sup. min. 9 ,0 0 m 2 ;
- altezza oltre 1 5 ,0 0 m, lato min. 4 ,0 0 m, sup. min. 1 6 ,0 0 m 2 .
5 . Nei cavedi non è ammessa alcuna sporgenza. 6 . I cavedi debbono essere dotati di facile accesso nella parte inferiore per agevolare le operazioni di pulizia. 7 . Cortili e cavedi debbono essere pavimentati o sistemati a giardino privato e comunque provvisti di scarico delle acque meteoriche realizzato in modo da evitare ristagni: è vietato, in detto scarico, versare acque nere o materiale di rifiuto. 8 . E' vietata qualsiasi opera edilizia alla quale risulti conseguente un peggioramento delle condizioni
Art. 41 Intercapedini e griglie di aerazione
o materiale di rifiuto. 8 . E' vietata qualsiasi opera edilizia alla quale risulti conseguente un peggioramento delle condizioni igieniche dei cortili e dei cavedi esistenti. Art. 41 Intercapedini e griglie di aerazione 1 . Ai fini del presente regolamento è definito "intercapedine" il vano situato sotto il livello del suolo e compreso tra il muro perimetrale di una costruzione ed i muri di sostegno del terreno circostante,
sotto il livello del suolo e compreso tra il muro perimetrale di una costruzione ed i muri di sostegno del terreno circostante, appositamente realizzati; l' intercapedine ha la finalità di consentire l' illuminazione indiretta, l' aerazione e la protezione dall' umidità dei locali interrati, nonché la possibilità di accedere a condutture e canalizzazioni di impianti eventualmente in essa contenute. 2 . Fuori dagli allineamenti individuati dal filo di fabbricazione delle costruzioni, ed anche
eventualmente in essa contenute. 2 . Fuori dagli allineamenti individuati dal filo di fabbricazione delle costruzioni, ed anche inferiormente al suolo pubblico, può essere consentita ai proprietari frontisti la realizzazione di intercapedini di servizio o di isolamento, protette da griglie di copertura antisdrucciolevoli, ispezionabili, praticabili e dotate di cunetta e scarico per il deflusso sia delle acque meteoriche sia di quelle utilizzate per la pulizia.
i, praticabili e dotate di cunetta e scarico per il deflusso sia delle acque meteoriche sia di quelle utilizzate per la pulizia. 3 . Il fondo dell' intercapedine deve risultare almeno 0 ,2 0 m al di sotto del livello di calpestio dei locali interrati attigui. 4 . La costruzione delle intercapedini è a totale carico dei proprietari che debbono altresì provvedere alla loro manutenzione ed è, in ogni caso, effettuata previo provvedimento di assenso da parte del Comune.
Art. 42 Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni
no altresì provvedere alla loro manutenzione ed è, in ogni caso, effettuata previo provvedimento di assenso da parte del Comune. Art. 42 Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni 1 . Nelle nuove costruzioni ed in quelle soggette a ristrutturazione o recupero devono essere adottati accorgimenti tecnici per evitare la penetrazione di ratti, volatili ed animali in genere. 2 . Tutte le aperture presenti nelle cantine, nei sottotetti e nei vespai con intercapedine ventilata
tili ed animali in genere. 2 . Tutte le aperture presenti nelle cantine, nei sottotetti e nei vespai con intercapedine ventilata debbono essere protette da idonee reti indeformabili a maglia fitta e le connessure fra superfici verticali ed orizzontali debbono essere debitamente stuccate.
3 . Gli imbocchi delle canne di aspirazione debbono essere protetti con reti indeformabili a maglia fitta e le suddette canne non debbono presentare forature o interstizi comunicanti con il corpo della muratura. 4 . Le canalizzazioni contenenti cablaggi di ogni tipo debbono risultare stagne e prive di qualsiasi comunicazione con il corpo della muratura: ove possibile debbono essere inseriti appositi elementi tronco-conici o tronco piramidali per impedire la risalita dei ratti.
a: ove possibile debbono essere inseriti appositi elementi tronco-conici o tronco piramidali per impedire la risalita dei ratti. 5 . I cornicioni e gli aggetti esposti al posarsi dei volatili debbono presentare superfici in pendenza con inclinazione tale da costituire idoneo mezzo di dissuasione. 6 . E' vietata la realizzazione di canne di caduta per i rifiuti: l‟Autorità comunale, sentito il Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente per territorio, può imporre la sigillatura di
Art. 43 Muri di sostegno
orità comunale, sentito il Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente per territorio, può imporre la sigillatura di quelle esistenti ove siano accertate condizioni nocive per la salute degli utenti. Art. 43 Muri di sostegno
- I muri di sostegno e di contenimento del terreno devono avere altezza non superiore a 250 m, In casi eccezionali e motivati le predette altezze potranno essere superate previo idoneo intervento di
a non superiore a 250 m, In casi eccezionali e motivati le predette altezze potranno essere superate previo idoneo intervento di mascheramento che dovrà essere definito con specifica proposta progettuale da sottoporre preventivamente alle procedure di verifica comunale di cui al precedente art. 60 al fine di consentire all‟Amministrazione Comunale di escludere opere che per emergenza, sviluppo o particolari caratteristiche e localizzazione
ntire all‟Amministrazione Comunale di escludere opere che per emergenza, sviluppo o particolari caratteristiche e localizzazione possano comunque configurarsi in contrasto con le esigenze di tutela del paesaggio. Tutti i muri di contenimento che per effettive esigenze superano l‟altezza di mt 1.5 devono essere realizzati o rivestiti con materiale lapideo locale o in laterizio a vista 2 . Q uando i muri di sostegno sono di altezza superiore a 2 ,5 0 m, è richiesto il rispetto delle vigenti
in laterizio a vista 2 . Q uando i muri di sostegno sono di altezza superiore a 2 ,5 0 m, è richiesto il rispetto delle vigenti norme di legge in materia di distanze dalle pareti finestrate e dai confini. 3 . Per i muri di sostegno disposti lungo le sedi stradali valgono le prescrizioni delle leggi vigenti e dei loro regolamenti di esecuzione e di attuazione; in ogni caso, al piede dei muri che si affacciano su
i delle leggi vigenti e dei loro regolamenti di esecuzione e di attuazione; in ogni caso, al piede dei muri che si affacciano su spazi pubblici deve essere prevista una canalina di raccolta delle acque di scorrimento superficiali e di quelle provenienti dalle aperture di drenaggio ricavate nei muri stessi, che devono essere convogliate alla rete di smaltimento. Nel centro storico le canaline dovranno essere in pietra ciottoli di fiume o materiali simili a quelli già esistenti
maltimento. Nel centro storico le canaline dovranno essere in pietra ciottoli di fiume o materiali simili a quelli già esistenti 4 . I muri di sostegno di sottoscarpa e di controripa, esposti alla pubblica vista, debbono essere realizzati o rivestiti in pietre a spacco naturale o sovrapposizione di elementi prefabbricati atti alla piantumazione di vegetazioni o ricoperti totalmente da idonea vegetazione permanente.
izione di elementi prefabbricati atti alla piantumazione di vegetazioni o ricoperti totalmente da idonea vegetazione permanente. 5 . Per i muri di sostegno isolati, l‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può richiedere l' uso dello stesso materiale di rifinitura dell' edificio realizzato sulla proprietà o l' uso del materiale tradizionale prevalente in altri muri della zona o il materiale ritenuto più opportuno per l' armonico
Art. 44 Numeri civici
inserimento nell' ambiente naturale. 6 . L‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può condizionare il rilascio del provvedimento di assenso necessario per la realizzazione dei muri di sostegno all' adozione di specifiche soluzioni progettuali motivate da ragioni di sicurezza e/ o di tutela dell' ambiente: può altresì imporre il mascheramento di detti muri con arbusti, alberate o, comunque, con l' impiego di vegetazione sempre verde tipica della flora locale. Art. 44 Numeri civici
Art. 44 Numeri civici
i con arbusti, alberate o, comunque, con l' impiego di vegetazione sempre verde tipica della flora locale. Art. 44 Numeri civici 1 . Il Comune assegna i numeri civici ed eventuali subalterni degli stessi che devono essere apposti, a spese dei proprietari dei fabbricati, in corrispondenza degli accessi da aree pubblich e o degli accessi con le stesse funzionalmente collegati e dalle stesse direttamente raggiungibili.
gli accessi da aree pubblich e o degli accessi con le stesse funzionalmente collegati e dalle stesse direttamente raggiungibili. 2 . Il numero civico deve essere collocato a fianco dell' accesso - a destra e ad una altezza variabile da 1 ,5 0 m a 3 ,0 0 m - e deve essere mantenuto perfettamente visibile e leggibile a cura del possessore dell' immobile. 3 . Le eventuali variazioni della numerazione civica, sono notificate al proprietario dell' immobile interessato e sono attuate a spese dello stesso.
Art. 45 Parapetti e ringhiere
azioni della numerazione civica, sono notificate al proprietario dell' immobile interessato e sono attuate a spese dello stesso. 5 . In caso di demolizione di un fabbricato senza ricostruzione o di eliminazione di porte esterne di accesso, il proprietario deve riconsegnare al Comune i numeri civici, affinchè siano soppressi. Art. 45 Parapetti e ringhiere 1 . Parapetti e ringhiere devono essere posizionati laddove sussista pericolo di caduta da uno spazio
. 45 Parapetti e ringhiere 1 . Parapetti e ringhiere devono essere posizionati laddove sussista pericolo di caduta da uno spazio praticabile, indipendentemente dalla funzione di quest' ultimo. 2 . I manufatti di cui sopra devono: a) avere altezza non inferiore a 1 ,0 0 m e non superiore a 1 ,2 0 m; b) presentare notevole resistenza agli urti ed alla spinta in conformità alle vigenti leggi in materia; non devono: c) essere scalabili;
ntare notevole resistenza agli urti ed alla spinta in conformità alle vigenti leggi in materia; non devono: c) essere scalabili; d) presentare aperture o interspazi di larghezza libera superiore a 0 ,1 0 m.
Art. 46 Passaggi pedonali e marciapiedi
3 . Per la realizzazione di parapetti e ringhiere sono ammessi i seguenti materiali: LEGNO ferro e muratura intonacata non è ammesso il Cemento armato a vista; il vetro è ammesso solo in presenza di requisiti di resistenza e di non frammentazione agli urti, debitamente certificati. Art. 46 Passaggi pedonali e marciapiedi 1 . Nel centro abitato, tutte le vie di nuova formazione e, per quanto possibile, quelle esistenti devono
pedonali e marciapiedi 1 . Nel centro abitato, tutte le vie di nuova formazione e, per quanto possibile, quelle esistenti devono essere munite di marciapiede o comunque di passaggio pedonale pubblico, realizzati in conformità alle norme di legge sull' eliminazione delle barriere architettoniche. 2 . L' esecuzione dei marciapiedi, sia a raso che rialzati, se effettuata dai proprietari delle unità immobiliari che li fronteggiano, deve essere realizzata con modalità, materiali, livellette ed
tuata dai proprietari delle unità immobiliari che li fronteggiano, deve essere realizzata con modalità, materiali, livellette ed allineamenti indicati di volta in volta dal Comune. 3 . I marciapiedi ed i passaggi pedonali di cui al primo comma, ancorchè realizzati su area privata, sono gravati di servitù di pubblico passaggio. 4 . I marciapiedi di nuova costruzione devono essere realizzati con larghezza minima di 1 ,5 0 m, dislivello non superiore a 0 ,1 5 m e pendenza massima non superiore all' 8 % .
ere realizzati con larghezza minima di 1 ,5 0 m, dislivello non superiore a 0 ,1 5 m e pendenza massima non superiore all' 8 % . 5 . Eventuali dislivelli per interruzioni localizzate, dovuti a raccordi con il livello stradale o ad intersezioni con passi carrabili, devono essere superati con rampe di pendenza non superiore al 1 2 % . 6 . Q ualora, per situazioni ambientali o dipendenti dal traffico veicolare, possano risultare situazioni di
uperiore al 1 2 % . 6 . Q ualora, per situazioni ambientali o dipendenti dal traffico veicolare, possano risultare situazioni di pericolo, l' Amministrazione Comunale dispone che i marciapiedi ed i passaggi pedonali siano protetti con barriere metalliche idonee allo scopo. 7 . E' consentita l' apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma precedente, in conformità alle disposizioni del "Codice della Strada" e del suo regolamento di esecuzione e di attuazione.
Art. 47 Passi carrabili
comma precedente, in conformità alle disposizioni del "Codice della Strada" e del suo regolamento di esecuzione e di attuazione. Art. 47 Passi carrabili 1 . L' accesso dei veicoli alle aree di pertinenza delle costruzioni è consentito tramite passi carrabili, la cui realizzazione deve essere autorizzata dall' Ente proprietario delle strade o degli spazi da cui si accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione.
i accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione. 2 . O ve la costruzione fronteggi più spazi pubblici, l' accesso è consentito da quello a minor traffico. 3 . L' accesso ad uno spazio privato tramite più passi carrabili può essere concesso quando sia
giustificato da esigenze di viabilità interna ed esterna. 4 . Nelle nuove costruzioni la larghezza del passo carrabile non deve essere inferiore a 2 ,2 0 m e superiore a 8 ,0 0 m, la distanza da un altro passo carrabile non deve essere inferiore a 1 ,0 0 m e la distanza dal confine con proprietà private non deve essere inferiore a 1 ,5 0 m. 5 . Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la
re inferiore a 1 ,5 0 m. 5 . Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la carreggiata o tra quest' ultima e le livellette inclinate delle rampe di collegamento a spazi interrati o comunque situati a livello inferiore a quello di accesso, deve essere non inferiore a 5 ,0 0 m. 6 . L' uscita dai passi carrabili verso il suolo pubblico deve essere sempre realizzata adottando tutti gli
nferiore a 5 ,0 0 m. 6 . L' uscita dai passi carrabili verso il suolo pubblico deve essere sempre realizzata adottando tutti gli accorgimenti funzionali ad una buona visibilità, eventualmente anche con l' ausilio di specchi o telecamere opportunamente disposti a cura dei proprietari delle costruzioni. 7 . Gli accessi carrabili esistenti che non rispondono ai requisiti di cui ai comm i 4 e 5 sono mantenuti nella situazione di fatto; nel caso di interventi di trasformazione dei fabbricati, che implichino il
omm i 4 e 5 sono mantenuti nella situazione di fatto; nel caso di interventi di trasformazione dei fabbricati, che implichino il rifacimento dei prospetti e/ o delle recinzioni nei quali si aprono i passi carrabili, possono essere richiesti adeguamenti, anche parziali, alle norme regolamentari, compatibilmente con la reale fattibilità e commisurando il sacrificio che ne deriva al vantaggio ricavato in termini di sicurezza per la circolazione.
Art. 48 Piste ciclabili
reale fattibilità e commisurando il sacrificio che ne deriva al vantaggio ricavato in termini di sicurezza per la circolazione. 8 . Sono fatte salve le possibilità di deroga di cui al comma 4 dell' art. 4 6 del D.P.R. 1 6 dicembre 1 9 9 2 , n. 4 9 5 , così come modificato dall' art. 3 6 , punto c, del D.P.R. 1 6 settembre 1 9 9 6 , n. 6 1 0 . Art. 48 Piste ciclabili 1 . Il comune favorisce la realizzazione di itinerari ciclabili.
Art. 48 Piste ciclabili
P.R. 1 6 settembre 1 9 9 6 , n. 6 1 0 . Art. 48 Piste ciclabili 1 . Il comune favorisce la realizzazione di itinerari ciclabili. 2 . In caso di nuova edificazione e di ristrutturazione edilizia ed urbanistica ed in tutti i luoghi previsti dall‟art. 7 della l.r. 3 3 / 1 9 9 0 sono previsti parcheggi per le biciclette. Art. 49 Portici 1 . I nuovi portici, destinati a pubblico passaggio devono avere dimensioni non inferiori a 2 ,0 0 m di
Art. 49 Portici
iclette. Art. 49 Portici 1 . I nuovi portici, destinati a pubblico passaggio devono avere dimensioni non inferiori a 2 ,0 0 m di larghezza e 3 ,0 0 m di altezza misurata all' intradosso del solaio di copertura; in caso di coperture a volta, il Comune si riserva di fissare misure diverse. 2 . Se lo spazio porticato si estende su strade pubbliche aperte al traffico veicolare , l' altezza della luce libera non deve essere inferiore a 4 ,5 0 m. 3 . Non è ammessa la tipologia a "pilotis".
Art. 50 Prefabbricati
Art. 50 Prefabbricati 1 . Le costruzioni prefabbricate devono rispettare tutte le disposizioni previste per la normale fabbricazione e, nei limiti delle loro caratteristiche tecnologiche, risultare inseribili armonicamente nell‟ambiente circostante, sia per i requisiti formali che per i materiali impiagati. 2 . Non è ammessa l‟utilizzazione di prefabbricati normalmente impiegati per la realizzazione di costruzioni industriali per i bassi fabbricati e tettoie; questi dovranno presentare elementi formali
Art. 51 Rampe
ti per la realizzazione di costruzioni industriali per i bassi fabbricati e tettoie; questi dovranno presentare elementi formali nonché materiali consoni all‟ambiente. Art. 51 Rampe 1 . Si definisce rampa la superficie inclinata carrabile o pedonale atta al superamento di dislivelli. 2 . Le rampe carrabili per il transito dei veicoli all' interno o all' esterno degli edifici non devono avere pendenza superiore al 2 0 % se rettilinee; negli altri casi la pendenza non può essere superiore al 1 5 % .
ici non devono avere pendenza superiore al 2 0 % se rettilinee; negli altri casi la pendenza non può essere superiore al 1 5 % . 3 . La larghezza minima della carreggiata delle rampe è: a) 3 ,0 0 m nei casi di rampa rettilinea a senso unico o a doppio senso di marcia alternato regolato da semaforo; b) 5 ,0 0 m nel caso di rampa rettilinea a doppio senso di marcia permanente; c) 3 ,5 0 m nei casi di rampa curvilinea a senso unico o a doppio senso di marcia alternato regolato da semaforo;
ia permanente; c) 3 ,5 0 m nei casi di rampa curvilinea a senso unico o a doppio senso di marcia alternato regolato da semaforo; d) 6 ,5 0 m nel caso di rampa curvilinea a doppio senso di marcia permanente. 4 . Nel caso di rampe carrabili con tracciato curvilineo, il raggio di curvatura, misurato alla m ezzeria della carreggiata, deve essere non inferiore a: a) 6 ,7 5 m nei casi di rampa a senso unico o a doppio senso di marcia alternato regolato da semaforo;
e essere non inferiore a: a) 6 ,7 5 m nei casi di rampa a senso unico o a doppio senso di marcia alternato regolato da semaforo; b) 8 ,2 5 m nel caso di rampa a doppio senso di marcia permanente. 5 . Le rampe carrabili devono essere realizzate in materiale antisdrucciolevole, con apposite scanalature per il deflusso delle acque; almeno da un lato, deve essere prevista l' installazione di un corrimano all' altezza di 0 ,9 0 m e la realizzazione di un percorso pedonale di servizio, a fianco della carreggiata,
one di un corrimano all' altezza di 0 ,9 0 m e la realizzazione di un percorso pedonale di servizio, a fianco della carreggiata, sistemato a gradoni, di larghezza non inferiore a 0 ,9 0 m.
Art. 52 Recinzioni e cancelli
6 . Tutte le rampe pedonali esterne o interne alle costruzioni, escluse quelle di servizio di cui al comma precedente, debbono rispettare le prescrizioni delle leggi e d elle direttive di settore per il superamento e l' eliminazione delle barriere architettoniche. 7 . Le rampe esistenti sono mantenute nella situazione di fatto. Art. 52 Recinzioni e cancelli 1 . I muri di recinzione, le recinzioni ad inferriate o a rete e i cancelli esposti in tutto in parte alla
Recinzioni e cancelli 1 . I muri di recinzione, le recinzioni ad inferriate o a rete e i cancelli esposti in tutto in parte alla pubblica vista, debbono rispettare le norme generali di decoro dettate per le costruzioni di cui agli artt. 3 2 . 2 . Le recinzioni non devono ostacolare la visibilità o pregiudicare la sicurezza della circolazione; l‟Autorità comunale, in sede di rilascio degli atti di assenso edilizio, può dettare condizioni particolari
della circolazione; l‟Autorità comunale, in sede di rilascio degli atti di assenso edilizio, può dettare condizioni particolari per conseguire tali finalità e per il migliore inserimento ambientale. 3 . Le recinzioni di nuova costruzione tra le proprietà o verso spazi pubblici possono essere realizzate: a) Nelle aree di Centro Storico sono prescritte la conservazione ed il recupero delle recinzioni e degli accessi carrai con portali, aventi carattere di pregio o che concorrono a caratterizzare
ed il recupero delle recinzioni e degli accessi carrai con portali, aventi carattere di pregio o che concorrono a caratterizzare morfologicamente il contesto storico ambientale, prospicienti strade ed aree pubbliche. In caso di parziale rifacimento, di sostituzione o di completamento esse dovranno uniformarsi alle preesistenti in caso di significativo valore storico-documentario, ovvero dovranno essere realizzate in muratura
niformarsi alle preesistenti in caso di significativo valore storico-documentario, ovvero dovranno essere realizzate in muratura rifinita ad intonaco o, preferibilmente, in pietra a vista o costituite da semplice rete metallica con siepe; dovranno presentare comunque coerenza stilistica con le preesistenze riconoscibili all‟intorno. Non sono ammesse nuove recinzioni nelle aree che risultano avere funzioni cortilizie o di spazio
enze riconoscibili all‟intorno. Non sono ammesse nuove recinzioni nelle aree che risultano avere funzioni cortilizie o di spazio unitario o di passaggio. Per gli accessi carrai, privi di valore documentario, aventi larghezza netta inferiore a m. ,8 0 o per quelli affacciatisi su strade con larghezza inferiore a m. 2 ,5 0 , è co nsentita la formazione di nuovi accessi carrai di misura adeguata allo svolgimento della manovra, con la tipologia tipica del contesto ambientale.
ione di nuovi accessi carrai di misura adeguata allo svolgimento della manovra, con la tipologia tipica del contesto ambientale. b) Nella aree residenziali esistenti, di completamento e di nuovo impianto, salvo particolari e giustificate ragioni ambientali, le recinzioni devono essere realizzate:
- con disegno semplice e lineare, con basamento in muratura o calcestruzzo a vista o intonacato, per un‟altezza massima di m. 0 ,5 0 , dalla linea di spiccato o di marciapiede, e sovrastante cancellata o rete
ta o intonacato, per un‟altezza massima di m. 0 ,5 0 , dalla linea di spiccato o di marciapiede, e sovrastante cancellata o rete metallica, per un‟altezza non superiore a m. 1 ,3 0 ; -Gli elementi sovrastanti il basamento possono altresì essere dotati di siepi sempreverdi, tali da raggiungere l‟altezza della recinzione stessa ed incorporarla; fanno eccezione i casi derivanti da necessità di visibilità della circolazione stradale.
- L‟altezza viene sempre misurata a partire dalla quota di spiccato più bassa.
essità di visibilità della circolazione stradale.
- L‟altezza viene sempre misurata a partire dalla quota di spiccato più bassa.
- I muri di sostegno tra proprietà e diverso livello di terreno, non potranno avere un‟altezza superiore a m. 2 ,0 0 , salvo motivi dimostrabili di forza maggiore, con sovrastante cancellata o rete metallica o staccionata non superiore a m. 1 ,0 0 .
Gli accessi carrai dovranno essere arretrati di una distanza, dal ciglio stradale dei progetto desunto dal piano generale della viabilità non inferiore a m. 5 ,0 0 , salvo casi particolari di preesistenze. c) Nelle aree destinate ad impianti produttivi le recinzioni, confinanti con aree a destinazione omogenea, possono essere realizzate per un‟altezza fino a m. 2 ,0 0
- da basamento in muratura o calcestruzzo a vista o intonacato, per un‟altezza massima di m. 0 ,5 0 ,
n‟altezza fino a m. 2 ,0 0
- da basamento in muratura o calcestruzzo a vista o intonacato, per un‟altezza massima di m. 0 ,5 0 , dalla linea di spiccato o di marciapiede, e sovrastante cancellata o staccionata o rete metallica per un‟altezza non superiore a m. 1 ,5 0
- da c.s.l. a vista o in mattoni intonacati sui due lati e tinteggiati, in caso di protezione acustica per cui è prescritto l‟uso di materiale fonoassorbente con caratteristiche tecniche conformi alle norme vigenti.
ezione acustica per cui è prescritto l‟uso di materiale fonoassorbente con caratteristiche tecniche conformi alle norme vigenti.
- Gli accessi carrai dovranno essere arretrati di una distanza, dal ciglio stradale di progetto desunto dal piano generale della viabilità non inferiore a m. 5 ,0 0 . Lungo i lati confinanti con la viabilità pubblica valgono le norme delle aree residenziali. d) Nelle aree agricole sono consentite le recinzioni a difesa di colture attive esistenti o di attività
delle aree residenziali. d) Nelle aree agricole sono consentite le recinzioni a difesa di colture attive esistenti o di attività zootecniche o di fabbricati residenziali esistenti; i materiali utilizzabili sono: siepe con eventuale rete metallica o con palizzata in legno, o con basamento in muratura a vista o intonacata o in c.l.s., per un‟altezza massima di m. 0 ,5 0 , e sovrastante cancellata o rete metallica. L‟altezza complessiva on deve essere superiore m. 2 ,0 0 dalla linea di spiccato.
0 , e sovrastante cancellata o rete metallica. L‟altezza complessiva on deve essere superiore m. 2 ,0 0 dalla linea di spiccato. 4 . Recinzioni e zoccolature di altezza diversa possono altresì essere ammesse per conseguire l‟allineamento con quelle contigue, al fine di mantenere l‟unità compositiva. Le recinzioni esistenti non conformi possono essere oggetto solo di manutenzione ordinaria (compreso il completamento
mpositiva. Le recinzioni esistenti non conformi possono essere oggetto solo di manutenzione ordinaria (compreso il completamento uniforme di parti mancanti), mentre nel caso di rifacimento è fatto obbligo di adeguarsi alle presenti indicazioni. 5 . Lungo le vie collinari di valenza paesaggistica, le recinzioni, di qualsiasi materiale costituite (cancellate, reti, siepi), non dovranno superare l‟altezza massima di m. 1 ,5 0 dal piano del
di qualsiasi materiale costituite (cancellate, reti, siepi), non dovranno superare l‟altezza massima di m. 1 ,5 0 dal piano del marciapiede, in modo da consentire a chi transita a piedi sulla via pubblica di osservare liberamente il paesaggio. 6 . I materiali consentiti per la realizzazione dei muri, dei muretti e dei cordoli sono: mattoni intonacati o a faccia a vista, pietra a spacco naturale, sovrastante copertina in mattoni o in pietra di forma tradizionale; conglomerato cementizio solo per i cordoli.
Art. 53 Serramenti
spacco naturale, sovrastante copertina in mattoni o in pietra di forma tradizionale; conglomerato cementizio solo per i cordoli. 7 . I materiali consentiti per la realizzazione sono: ferro non scatolato. 8 . Sopra i muri di sostegno è ammessa la realizzazione i recinzioni dei tipi b), c) e d) di cui al comma 3 , con altezza calcolata dalla linea di spiccato dei muri medesimi. Art. 53 Serramenti 1 . Le porte di accesso alle costruzioni dalle strade e dagli spazi pubblici o di uso pubblico devono
Art. 53 Serramenti
desimi. Art. 53 Serramenti 1 . Le porte di accesso alle costruzioni dalle strade e dagli spazi pubblici o di uso pubblico devono essere dotate di serramenti che si aprono verso l' interno o a scorrimento, senza invadere gli spazi medesimi, fatta eccezione per i serramenti la cui apertura è prescritta verso l' esterno da norme di
sicurezza, in tal caso saranno posti arretrati rispetto allo spazio pubblico ove possibile. 2 . I serramenti delle finestre prospicienti spazi pubblici o di uso pubblico possono aprire verso l' esterno solo se siti ad un' altezza di 2 ,2 0 m dal piano del marciapiede o ad un' altezza di 4 ,0 0 m dal piano stradale, per le strade prive di marciapiedi; in nessun caso l' apertura delle ante deve invadere il sedime stradale impegnato dal transito dei veicoli.
prive di marciapiedi; in nessun caso l' apertura delle ante deve invadere il sedime stradale impegnato dal transito dei veicoli. 3 . In sede di rilascio degli atti di assenso edilizio, l‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, può imporre la realizzazione dei serramenti con specifici materiali e coloriture. 4 . I serramenti esistenti che non rispondono ai requisiti di cui al comma 2 sono mantenuti nella
Art. 54 Servitù pubbliche
cifici materiali e coloriture. 4 . I serramenti esistenti che non rispondono ai requisiti di cui al comma 2 sono mantenuti nella situazione di fatto; nel caso di interventi di trasformazione dei fabbricati che implichino il rifacimento dei prospetti, è richiesto l' adeguamento alle norme regolamentari. Art. 54 Servitù pubbliche 1 . Il Comune ha facoltà di applicare o fare applicare e mantenere sui fronti delle costruzioni, previo
rt. 54 Servitù pubbliche 1 . Il Comune ha facoltà di applicare o fare applicare e mantenere sui fronti delle costruzioni, previo avviso alla proprietà, apparecchi indicatori, tabelle e altri oggetti di pubblica utilità quali: a) targhe della toponomastica urbana e numeri civici; b) piastrine e tabelle per indicazioni planimetriche ed altimetriche, di tracciamento, di idranti e simili; c) apparecchi e tabelle di segnalazione stradale;
dicazioni planimetriche ed altimetriche, di tracciamento, di idranti e simili; c) apparecchi e tabelle di segnalazione stradale; d) cartelli indicatori relativi al transito, alla viabilità, ai pubblici servizi; e) sostegni per gli impianti dei pubblici servizi con targhe ed apparecchi relativi; g) lapidi commemorative; h) ogni altro apparecchio od impianto che si renda necessario a fini di pubblica utilità. 2 . Gli indicatori e gli apparecchi di cui al comma precedente possono essere applicati sul fronte di
fini di pubblica utilità. 2 . Gli indicatori e gli apparecchi di cui al comma precedente possono essere applicati sul fronte di costruzioni soggette a specifici vincoli, soltanto se non esistono ragionevoli alternative e, comunque, previo parere dell' organo di tutela. 3 . La manutenzione degli oggetti, elencati al comma 1 , nonché delle parti di facciata da essi direttamente interessate, è a carico degli enti o dei privati installatori.
al comma 1 , nonché delle parti di facciata da essi direttamente interessate, è a carico degli enti o dei privati installatori. 4 . L' installazione deve essere effettuata producendo il minor danno e disagio alla proprietà privata, compatibilmente con il soddisfacimento dell' esigenza pubblica per cui è effettuata.
5 . I proprietari, i possessori e i detentori degli immobili hanno l' obbligo di non rimuovere gli oggetti di cui al comma 1 , di non sottrarli alla pubblica vista, di ripristinarli a loro cura e spese, quando siano stati distrutti o danneggiati per fatti a loro imputabili. 6 . Gli interventi edilizi sugli edifici ove sono installati gli oggetti di cui al comma 1 , debbono essere effettuati garantendo le opere necessarie per il mantenimento del servizio pubblico; tali oggetti
Art. 55 Soppalchi
ui al comma 1 , debbono essere effettuati garantendo le opere necessarie per il mantenimento del servizio pubblico; tali oggetti dovranno essere rimessi debitamente in posizione qualora, per l' esecuzione dei lavori, sia stato indispensabile rimuoverli. Art. 55 Soppalchi 1 . Ai fini del presente regolamento è definita "soppalco" la superficie ottenuta mediante l' interposizione parziale di una struttura orizzontale in uno spazio delimitato da pareti quando la
uperficie ottenuta mediante l' interposizione parziale di una struttura orizzontale in uno spazio delimitato da pareti quando la superficie soprastante e quella sottostante alla struttura menzionata non vengono chiuse per ricavare nuovi vani; la superficie netta del soppalco, anche se distribuita su più livelli, non può superare 1 / 2 della superficie netta del vano in cui esso è ricavato. 2 . La realizzazione del soppalco è: a) soggetta alle ordinarie procedure autorizzative;
netta del vano in cui esso è ricavato. 2 . La realizzazione del soppalco è: a) soggetta alle ordinarie procedure autorizzative; b) consentita nel rispetto dei requisiti di illuminazione e ventilazione prescritti dalle leggi vigenti e, in caso di destinazione ad uso lavorativo, anche di tutte le specifiche norme che regolano l' attività esercitata. 3 . E' comunque richiesto il rispetto delle seguenti prescrizioni:
utte le specifiche norme che regolano l' attività esercitata. 3 . E' comunque richiesto il rispetto delle seguenti prescrizioni: a) la parte superiore del soppalco deve essere munita di balaustra di altezza non inferiore a 1 ,0 0 m; b) l' altezza tra il pavimento finito del soppalco ed il punto più basso del soffitto finito deve risultare non inferiore a 2 ,0 0 m con media di 2 .7 0 m.; 4 . Il soppalco non è conteggiato nel numero dei piani (Np) ai sensi dell' art. 1 5 : come tale non ha
Art. 56 Sporgenze fisse e mobili
m con media di 2 .7 0 m.; 4 . Il soppalco non è conteggiato nel numero dei piani (Np) ai sensi dell' art. 1 5 : come tale non ha effetto ai fini del computo del volume (V) di cui all' art. 2 0 , anche se la superficie del suo piano di calpestio costituisce incremento della superficie utile lorda (Sul) ai sensi dell' art. 1 8 . Art. 56 Sporgenze fisse e mobili 1 . Dal filo di fabbricazione delle costruzioni prospettanti su spazi pubblici o di uso pubblico sono
ammesse sporgenze per elementi decorativi, cornici, davanzali, soglie, copertine, gocciolatoi, zoccolature, inferriate, vetrine, pensiline, balconi, tende ed altri corpi aggettanti; le verande e gli elementi portanti verticali in risalto costituiscono filo di fabbricazione ai sensi dell' art. 1 6 , comma 2 . 2 . O ve non escluse o limitate dall' applicazione delle vigenti leggi e dei loro regolamenti di attuazione, sono ammesse le seguenti sporgenze massime:
imitate dall' applicazione delle vigenti leggi e dei loro regolamenti di attuazione, sono ammesse le seguenti sporgenze massime: a) 1 / 4 della larghezza della sede stradale, con un massimo di 1 ,0 0 m per balconi e pensiline che devono comunque essere posti ad una altezza non inferiore a 4 ,5 0 m dal piano stradale; b) 1 ,0 0 m per tende parasole che non possono comunque superare la larghezza del marciapiede e devono avere il bordo inferiore ad una altezza minima di 2 ,5 0 m dal piano medio del marciapiede
Art. 57 Strade private
la larghezza del marciapiede e devono avere il bordo inferiore ad una altezza minima di 2 ,5 0 m dal piano medio del marciapiede medesimo o del suolo. c) 0 ,8 0 m per altri corpi aggettanti compresi nel tratto verticale misurato a partire dal piano medio del marciapiede o del suolo fino all' altezza di 4 ,5 0 m. 3 . La collocazione di tende parasole aggettanti su aree pubbliche può essere vietata dall‟Autorità comunale per motivi di inserimento ambientale e decoro urbano. Art. 57 Strade private
Art. 57 Strade private
pubbliche può essere vietata dall‟Autorità comunale per motivi di inserimento ambientale e decoro urbano. Art. 57 Strade private 1 . La costruzione di strade private è soggetta alle ordinarie procedure autorizzative e di controllo previste dall' ordinamento vigente. 2 . Gli enti o i soggetti proprietari delle strade debbono provvedere: a) alla pavimentazione, se l' Amministrazione Comunale la ritiene necessaria; b) alla manutenzione e pulizia; c) all' apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta;
Comunale la ritiene necessaria; b) alla manutenzione e pulizia; c) all' apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta; d) all' efficienza del sedime e del manto stradale; e) alla realizzazione e manutenzione delle opere di raccolta e scarico delle acque meteoriche, fino alla loro immissione nei collettori comunali; f) all' illuminazione, nei casi di cui al comma 7 . 3 . Le strade private a servizio di residenze con più unità abitative devono avere larghezza minima di
casi di cui al comma 7 . 3 . Le strade private a servizio di residenze con più unità abitative devono avere larghezza minima di 5 ,0 0 m, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 7 ,5 0 m. e, se
cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l' agevole inversione di marcia degli autoveicoli. 4 . Le strade private a servizio di residenze con una sola unità abitativa devono avere larghezza minima di 3 ,5 0 m e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 6 ,7 5 m. 5 . Le strade private a servizio di insediamenti produttivi, (anche destinati alla trasformazione di
, non inferiore a 6 ,7 5 m. 5 . Le strade private a servizio di insediamenti produttivi, (anche destinati alla trasformazione di prodotti agricoli) e commerciali devono avere larghezza minima di 4 .0 0 m nel caso di un unico senso di marcia, e di 7 ,0 0 m nel caso di doppio senso di marcia, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 1 0 ,0 0 m e, se cieche, devono terminare in uno spazio di
curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 1 0 ,0 0 m e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l' agevole inversione di marcia degli autoveicoli e dei veicoli da trasporto. 6 . Le prescrizioni di cui ai commi 3 , 4 , 5 si applicano alle nuove costruzioni: nel caso di interventi di ristrutturazione o recupero o riordino, possono essere richiesti adeguamenti, anche parziali, alle norme regolamentari, compatibili con la reale fattibilità.
riordino, possono essere richiesti adeguamenti, anche parziali, alle norme regolamentari, compatibili con la reale fattibilità. 7 . Le strade private di lunghezza superiore a 2 5 ,0 0 m, poste all' interno del centro abitato, debbono essere dotate di impianto di illuminazione in grado di fornire un illuminamento medio non inferiore di 4 lx (lux) sul piano stradale. 8 . O ve occorra, le strade private sono aperte al transito dei veicoli di soccorso e di pubblica sicurezza.
Art. 5 8 Terrazzi
sul piano stradale. 8 . O ve occorra, le strade private sono aperte al transito dei veicoli di soccorso e di pubblica sicurezza. 9 L‟innesto della strada privata con la strada pubblica dovrà essere dotato di idonea griglia per la raccolta delle acque meteorica al fine di preservare l‟efficienza della strada pubblica. Art. 5 8 Terrazzi 1 . Sono definite "terrazzi" le parti di costruzione con piano di calpestio pubblico o privato, recintate
Art. 5 8 Terrazzi
ica. Art. 5 8 Terrazzi 1 . Sono definite "terrazzi" le parti di costruzione con piano di calpestio pubblico o privato, recintate o meno da parapetto e lasciate a cielo aperto, la cui soletta di pavim ento costituisce copertura di costruzione sottostante, di portico, di corso d' acqua, di suolo. 2 . O ve siano sistemate a terrazzo parti di tetto, e in tutti i casi ove sussista pericolo di caduta, è obbligatoria l' applicazione di parapetto di altezza non inferiore a 1 ,0 0 m.
n tutti i casi ove sussista pericolo di caduta, è obbligatoria l' applicazione di parapetto di altezza non inferiore a 1 ,0 0 m. 3 . Nel caso in cui il terrazzo sovrasti ambienti abitabili o comunque utilizzabili è prescritta l' impermeabilizzazione a manti multipli e devono essere poste in opera adeguate coibentazioni: in alternativa, deve essere realizzato un doppio solaio con interposta camera d' aria. 4 . Le pendenze del manto di copertura non devono essere inferiori allo 0 ,5 % .
un doppio solaio con interposta camera d' aria. 4 . Le pendenze del manto di copertura non devono essere inferiori allo 0 ,5 % . 5 Nel centro storico i terrazzi non potranno superare 3 0 mq di superficie utile e obbligatoriamente arredati a verde anche su pergole aa discrezione dell‟Amministrazione Comunale.
Art. 59 Prescrizioni generali
TITOLOVI ESECUZIONE DELLE OPERE Art. 59 Prescrizioni generali 1 . Le opere edilizie devono essere eseguite in modo conforme agli atti progettuali comunque assentiti. 2 . Il direttore dei lavori, l' esecutore delle opere e gli altri eventuali soggetti che rivestono responsabilità operative devono adoperarsi, sotto la loro personale e solidale responsabilità, affinchè opere ed interventi siano compiuti a regola d' arte e siano rispondenti alle prescrizioni de lle leggi, dei
Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi
onsabilità, affinchè opere ed interventi siano compiuti a regola d' arte e siano rispondenti alle prescrizioni de lle leggi, dei regolamenti e delle direttive in vigore. 3 . Per l' installazione e l' esercizio dei cantieri, devono essere rispettate le disposizioni del "Codice della Strada" e del suo regolamento di attuazione e di esecuzione; le norme del presente regolamento si intendono integrate e, ove occorra, sostituite dalle disposizioni sopra indicate. Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi
Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi
si intendono integrate e, ove occorra, sostituite dalle disposizioni sopra indicate. Art. 60 Richiesta e consegna di punti fissi 1 . Prima di iniziare i lavori per interventi di nuova costruzione, l' avente titolo è tenuto a richiedere al Comune, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, la ricognizione della linea di confine tra gli spazi pubblici e l' area privata interessata dall' intervento; l' istanza deve precisare il nominativo del direttore dei lavori.
spazi pubblici e l' area privata interessata dall' intervento; l' istanza deve precisare il nominativo del direttore dei lavori. 2 . Prima dell‟inizio dei lavori il direttore lavori provvede: a) ad assegnare sul terreno i capisaldi altimetrici e planimetrici cui deve essere riferita la posizione dell' opera da realizzare già indicati sulle planimetrie di progetto; b) ad indicare i punti di immissione degli scarichi nella fognatura comunale ed i punti di presa
Art. 61 Disciplina del cantiere
sulle planimetrie di progetto; b) ad indicare i punti di immissione degli scarichi nella fognatura comunale ed i punti di presa dell' acquedotto e di tutti gli altri impianti relativi alle opere di urbanizzazione primaria; 3 . Ultimata l‟operazione il direttore lavori informa con comunicazione scritta il Civico ufficio tecnico che potrà effettuare insindacabilmente le verifiche che ritiene opportune. Art. 61 Disciplina del cantiere
Art. 61 Disciplina del cantiere
ivico ufficio tecnico che potrà effettuare insindacabilmente le verifiche che ritiene opportune. Art. 61 Disciplina del cantiere 1 . Nei cantieri edili deve essere affisso, in vista del pubblico, un cartello chiaramente leggibile di dimensioni non inferiori a 0 ,7 0 m x 1 ,0 0 m, con l' indicazione:
a) del tipo dell' opera in corso di realizzazione; b) degli estremi della concessione o dell' autorizzazione edilizia o della denuncia di inizio dell' attività e del nome del titolare della stessa; c) della denominazione dell' impresa assuntrice dei lavori; d) dei nominativi del progettista, del direttore dei lavori, del responsabile del cantiere, del responsabile della sicurezza e degli impiantisti; tale cartello è esente dal pagamento della tassa sulle pubbliche affissioni.
l responsabile della sicurezza e degli impiantisti; tale cartello è esente dal pagamento della tassa sulle pubbliche affissioni. 2 . Nel cantiere debbono essere tenute a disposizione la concessione edilizia o l' autorizzazione edilizia corredate degli elaborati progettuali con il visto originale di approvazione (o loro copie autentiche) nonché la comunicazione dell' inizio dei lavori, la notifica preliminare ove necessaria e il progetto della sicurezza D.Lgs 4 9 4 / 9 4 .
comunicazione dell' inizio dei lavori, la notifica preliminare ove necessaria e il progetto della sicurezza D.Lgs 4 9 4 / 9 4 . 3 . I cantieri edili a lunga permanenza (oltre trenta giorni), debbono essere dotati di impianti di acqua potabile e di fognatura allacciati alle reti comunali; in caso di impossibilità dovuta a ragioni tecniche, si provvede con mezzi sostitutivi riconosciuti idonei dal Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente per territorio.
i provvede con mezzi sostitutivi riconosciuti idonei dal Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica competente per territorio. 4 . Le costruzioni provvisorie realizzate nei cantieri edili, destinate alla permanenza di persone, compresi i servizi igienici, debbono rispondere alle vigenti norme di legge. 5 . E' fatto obbligo all' assuntore dei lavori di essere presente in cantiere o di assicurarvi l' intervento di persona idonea che lo rappresenti (responsabile di cantiere).
Art. 62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie
i di essere presente in cantiere o di assicurarvi l' intervento di persona idonea che lo rappresenti (responsabile di cantiere). 6 . L‟Autorità comunale, in caso di violazione delle disposizioni del presente articolo, può ordinare la sospensione dei lavori. 7 . I cantieri che ricadono all‟interno del centro storico devono utilizzare ponteggi e recinzioni come prescritto al punto 4 dell‟art. 3 4 . Art. 62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie
Art. 62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie
ponteggi e recinzioni come prescritto al punto 4 dell‟art. 3 4 . Art. 62 Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie 1 . O ve i lavori comportino la manomissione del suolo pubblico o interessino impianti pubblici, il costruttore è tenuto a richiedere all' ente interessato le prescrizioni del caso, intese ad evitare danni al suolo ed agli impianti predetti, nonché a garantire l' esercizio di questi ultimi, specificando ubicazione, durata e scopo dell' intervento.
i impianti predetti, nonché a garantire l' esercizio di questi ultimi, specificando ubicazione, durata e scopo dell' intervento. 2 . O ve sia indispensabile occupare con il cantiere porzioni di suolo pubblico, il titolare dell' atto di
assenso edilizio o il costruttore devono preventivamente richiedere all‟Autorità comunale la relativa concessione ai sensi dell' art. 3 5 ; all' istanza deve essere allegato un elaborato grafico recante l' indicazione planimetrica dell' area da includere nel cantiere. 3 . Il titolare della concessione o dell' autorizzazione edilizia, prima di dar corso ad interventi su aree poste in fregio a spazi pubblici o aperti al pubblico, deve, previa denuncia all‟Autorità comunale,
corso ad interventi su aree poste in fregio a spazi pubblici o aperti al pubblico, deve, previa denuncia all‟Autorità comunale, recingere provvisoriamente l' area impegnata dai lavori o, comunque, adottare i più idonei accorgimenti tecnici intesi a garantire la sicurezza, anche in conformità alle prescrizioni impartite dal Comune; la denuncia deve essere corredata del nulla-osta degli enti esercenti le condutture ed i cavi aerei e/ o sotterranei interessati.
a denuncia deve essere corredata del nulla-osta degli enti esercenti le condutture ed i cavi aerei e/ o sotterranei interessati. 4 . In ogni caso, devono essere adottate le misure atte a salvaguardare l' incolumità pubblica, ad assicurare il pubblico transito e ad evitare la formazione di ristagni d' acqua. 5 . Le recinzioni provvisorie devono avere aspetto decoroso, essere alte almeno 2 ,0 0 m ed essere realizzate con materiale resistente; gli angoli sporgenti di tali recinzioni debbono essere dipinti per
lmeno 2 ,0 0 m ed essere realizzate con materiale resistente; gli angoli sporgenti di tali recinzioni debbono essere dipinti per tutta la loro altezza a strisce bianche e rosse con vernice riflettente e muniti di segnalazione luminosa a luce rossa fissa, accesa dal tramonto al levar del sole; per recinzioni di lunghezza superiore a 1 0 ,0 0 m, che sporgano sui marciapiedi o sul sedime stradale, devono essere installate lungo il perimetro luci
zza superiore a 1 0 ,0 0 m, che sporgano sui marciapiedi o sul sedime stradale, devono essere installate lungo il perimetro luci rosse fisse distanti tra loro non più di 1 0 ,0 0 m, integrate da eventuali piastrine rifrangenti, di colore rosso e di superficie minima di 5 0 ,0 0 cm2 , disposte "a bandiera" rispetto al flusso veicolare. 6 . Le porte ricavate nelle recinzioni provvisorie non devono aprirsi verso l' esterno e devono rimanere
to al flusso veicolare. 6 . Le porte ricavate nelle recinzioni provvisorie non devono aprirsi verso l' esterno e devono rimanere chiuse quando i lavori non sono in corso; se la recinzione racchiude manufatti che interessano servizi pubblici, deve comunque essere consentito - salvo casi eccezionali - il libero accesso a tali manufatti, ed in ogni caso il pronto accesso degli addetti ai servizi interessati. 7 . L' Amministrazione Comunale, previo consenso del concessionario, ha facoltà di servirsi delle
ddetti ai servizi interessati. 7 . L' Amministrazione Comunale, previo consenso del concessionario, ha facoltà di servirsi delle recinzioni prospettanti su spazi pubblici per le pubbliche affissioni, senza che sia dovut o per tale uso alcun corrispettivo. 8 . Per gli interventi edilizi che richiedono lavori di durata non superiore a 1 0 giorni, la delimitazione del cantiere può assumere una configurazione semplificata da definirsi, caso per caso, secondo le prescrizioni del Comune.
Art. 63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali
zione del cantiere può assumere una configurazione semplificata da definirsi, caso per caso, secondo le prescrizioni del Comune. 9 . In caso di violazione delle norme di cui ai commi 1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 , 8 del presente articolo si applica il disposto dell' ultimo comma del precedente articolo 6 1 . Art. 63 Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali 1 . O gni cantiere deve essere mantenuto libero da materiali dannosi o inutili, per tutta la durata dei lavori.
2 . Tutte le strutture provvisionali del cantiere edilizio (ponteggi di servizio, impalcature, rampe, scale, parapetti e simili) devono avere requisiti di resistenza e di stabilità, devono essere dotate di protezioni per garantire l' incolumità delle persone e l' integrità delle cose e devono altresì conformarsi alle vigenti disposizioni di legge per la prevenzione degli infortuni e la sicurezza del lavoro; le fronti dei ponteggi
formarsi alle vigenti disposizioni di legge per la prevenzione degli infortuni e la sicurezza del lavoro; le fronti dei ponteggi verso strada devono essere provviste di opportune difese di trattenuta nonché di idonei strumenti per lo scarico dei materiali. Il riferimento normativo specifico per quanto concerne le prescrizioni di sicurezza e di salute per i cantieri è il Decreto Legislativo 1 4 Agosto 1 9 9 6 , n. 4 9 4 e s.m.i..
oncerne le prescrizioni di sicurezza e di salute per i cantieri è il Decreto Legislativo 1 4 Agosto 1 9 9 6 , n. 4 9 4 e s.m.i.. 3 . Le scale aeree, i ponti mobili o gli apparecchi di sollevamento non possono essere posti in esercizio se non sono muniti di certificato di omologazione rilasciato dalle autorità compete nti; ogni altro macchinario impiegato nei cantieri edili deve rispondere alle norme di legge e alle prescrizioni degli enti cui è affidata la vigilanza in materia.
to nei cantieri edili deve rispondere alle norme di legge e alle prescrizioni degli enti cui è affidata la vigilanza in materia. 4 . In caso di interruzione dei lavori, devono essere eseguite le opere necessarie a garantire la sicurezza, l' igiene, il decoro e la stabilità della parti già costruite; in difetto, l‟Autorità comunale ordina al costruttore e/ o al titolare della concessione o dell' autorizzazione, gli adempimenti necessari
, l‟Autorità comunale ordina al costruttore e/ o al titolare della concessione o dell' autorizzazione, gli adempimenti necessari e, in caso di inottemperanza, dispone gli interventi sostitutivi a spese degli inadempienti. 5 . Nel corso dei lavori di soprelevazione devono essere adottate tutte le misure idonee a tutelare gli eventuali occupanti della parte sottostante dell' edificio. 6 . I tecnici comunali, nell' effettuare sopralluoghi, verificano l' osservanza delle disposizioni del
Art. 64 Scavi e demolizioni
ttostante dell' edificio. 6 . I tecnici comunali, nell' effettuare sopralluoghi, verificano l' osservanza delle disposizioni del presente regolamento o delle altre norme vigenti in materia, informando, in caso di violazione, gli organi competenti a perseguire le infrazioni riscontrate ed a disporre i rimedi più opportuni. 7 . O ve del caso, l‟Autorità comunale adotta i provvedimenti a tutela della pubblica incolumità. Art. 64 Scavi e demolizioni
Art. 64 Scavi e demolizioni
i. 7 . O ve del caso, l‟Autorità comunale adotta i provvedimenti a tutela della pubblica incolumità. Art. 64 Scavi e demolizioni 1 . La stabilità degli scavi, verificata in sede progettuale secondo quanto richiesto dalla normativa vigente, deve essere assicurata con mezzi idonei a contenere la spinta del terreno circostante e a garantire la sicurezza degli edifici e degli impianti posti nelle vicinanze. 2 . Gli scavi non devono impedire od ostacolare l' ordinario uso degli spazi pubblici, ed in specie di
ti posti nelle vicinanze. 2 . Gli scavi non devono impedire od ostacolare l' ordinario uso degli spazi pubblici, ed in specie di quelli stradali; ove risulti peraltro necessaria l' occupazione di tali spazi, deve essere richiesta al riguardo concessione all‟Autorità comunale. 3 . Nei cantieri ove si procede a demolizioni, restando salve le altre disposizioni del presente Regolamento, si deve provvedere affinché i materiali di risulta vengano fatti scendere a mezzo di
ltre disposizioni del presente Regolamento, si deve provvedere affinché i materiali di risulta vengano fatti scendere a mezzo di apposite trombe o di idonei recipienti atti ad evitare imbrattamenti e pericoli alle persone e alle cose; se del caso, si deve effettuare la preventiva bagnatura dei materiali medesimi allo scopo di evitare l' eccessivo sollevamento di polveri. 4 . Per i cantieri ove si procede a demolizioni mediante magli od altri macchinari a braccio meccanico,
è data facoltà all‟Autorità comunale di disporre, oltre alla bagnatura, ulteriori accorgimenti allo scopo di evitare polverosità ed inquinamento acustico. 5 . Il materiale di risulta dalle demolizioni e dagli scavi, ove non diversamente utilizzato, deve essere trasportato e smaltito in una discarica autorizzata a norma di legge, nel risp etto delle disposizioni vigenti; è fatto obbligo al titolare della concessione o dell' autorizzazione di conservare la relativa documentazione.
Art. 65 Rinvenimenti
osizioni vigenti; è fatto obbligo al titolare della concessione o dell' autorizzazione di conservare la relativa documentazione. 6 . La rimozione di parti in cemento amianto è soggetta alle procedure individuate dalla legge che disciplina la materia. 7 . Si applica il disposto dell' ultimo comma del precedente art. 6 1 . Art. 65 Rinvenimenti 1 . I ritrovamenti di presumibile interesse archeologico, storico o artistico devono essere posti a
Art. 65 Rinvenimenti
. 6 1 . Art. 65 Rinvenimenti 1 . I ritrovamenti di presumibile interesse archeologico, storico o artistico devono essere posti a disposizione degli enti competenti, mediante immediata comunicazione all‟Autorità comunale del reperimento; l‟Autorità comunale richiede l' intervento degli enti predetti, senza dilazione; i lavori, per la parte interessata dai ritrovamenti, devono essere sospesi in modo da lasciare intatte le cose
senza dilazione; i lavori, per la parte interessata dai ritrovamenti, devono essere sospesi in modo da lasciare intatte le cose ritrovate, fermo restando l' obbligo di osservare le prescrizioni delle leggi speciali vigenti in materia. 2 . Nel caso di rinvenimento di resti umani, chi ne faccia la scoperta deve, ai sensi delle vigenti leggi, informare immediatamente l‟Autorità comunale, la quale ne dà subito comunicazione all' Autorità
Art. 66 Ripristino del suolo e degli impianti pubblici
e, ai sensi delle vigenti leggi, informare immediatamente l‟Autorità comunale, la quale ne dà subito comunicazione all' Autorità Giudiziaria e a quella di Pubblica Sicurezza e dispone i necessari accertamenti per il rilascio del nulla osta per la sepoltura. 3 . Si applica il disposto dell' ultimo comma del precedente articolo 6 1 . Art. 66 Ripristino del suolo e degli impianti pubblici 1 . Ultimati i lavori, il costruttore e il titolare della concessione o dell' autorizzazione sono tenuti a
gli impianti pubblici 1 . Ultimati i lavori, il costruttore e il titolare della concessione o dell' autorizzazione sono tenuti a garantire l' integrale ripristino, a regola d' arte, delle aree e degli impianti ed attrezzature pubbliche; la riconsegna, a ripristino effettuato, avviene in contraddittorio fra le parti, con la redazione di apposito verbale. 2 . In caso di inottemperanza, il ripristino è eseguito dal Comune a spese del costruttore e, in solido
one di apposito verbale. 2 . In caso di inottemperanza, il ripristino è eseguito dal Comune a spese del costruttore e, in solido con questi, del titolare della concessione o dell' autorizzazione edilizia ovvero della denuncia di inizio dell' attività; tali spese dovranno essere rimborsate entro quindici giorni dalla richiesta; in difetto, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, esse sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 1 4 aprile 1 9 1 0 , n. 6 3 9 .
Art. 67 Vigilanza e coercizione
TITOLOVII VIGILANZAE SANZIONI Art. 67 Vigilanza e coercizione 1 . L‟Autorità comunale esercita la vigilanza sull' attività urbanistica ed edilizia ai sensi del Testo unico dell‟edilizia DPR 3 8 0 / 2 0 0 1 e s.m.i., e dell' articolo 5 9 della legge regionale 5 dicembre 1 9 7 7 , n. 5 6 , e loro successive modificazioni ed integrazioni. 2 . L‟Autorità comunale esercita la vigilanza organizzando le forme di controllo ritenute più efficienti.
zioni ed integrazioni. 2 . L‟Autorità comunale esercita la vigilanza organizzando le forme di controllo ritenute più efficienti. 3 . Il rispetto e l' applicazione del regolamento edilizio sono assicurati, ove occorra, mediante il potere di coercizione, esercitato attraverso apposite motivate ordinanze. 4 . O ve il rispetto e l' applicazione del regolamento edilizio comportino l' esecuzione di opere od attività, l‟Autorità comunale ordina la realizzazione delle stesse entro un termine congruo in rapporto
' esecuzione di opere od attività, l‟Autorità comunale ordina la realizzazione delle stesse entro un termine congruo in rapporto alla natura delle opere o attività da eseguire; decorso inutilmente tale termine, le opere o le attività sono eseguite dall' Amministrazione a spese del contravventore. 5 . L‟Autorità comunale notifica al contravventore l' ammontare delle spese sostenute, ingiungendo al medesimo di rimborsare al Comune le stesse entro quindici giorni dalla notifica; ove tale termine
Art. 68 Violazione del regolamento e sanzioni
pese sostenute, ingiungendo al medesimo di rimborsare al Comune le stesse entro quindici giorni dalla notifica; ove tale termine decorra inutilmente, salve restando eventuali disposizioni speciali di legge, le spese sono riscosse coattivamente con la procedura di cui al R.D. 1 4 aprile 1 9 1 0 , n. 6 3 9 . Art. 68 Violazione del regolamento e sanzioni
- Fatte salve le sanzioni amministrative e penali derivanti dalla legislazione urbanistica ed edilizia, la
golamento e sanzioni
- Fatte salve le sanzioni amministrative e penali derivanti dalla legislazione urbanistica ed edilizia, la violazione delle disposizioni del regolamento edilizio comporta l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dall'art. 11 della legge regionale .8 luglio 1999, n. 19, previa eliminazione, ove occorra, del motivo che ha dato luogo all'infrazione.
- Per quanto non disciplinato, in ordine alle sanzioni, dalla legge regionale di cui al comma 1, si applicano
o all'infrazione. 2. Per quanto non disciplinato, in ordine alle sanzioni, dalla legge regionale di cui al comma 1, si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689.
Art. 69 Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad even
TITOLO VIII DISPOSIZIONI FINALI Art. 69 Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali
- E' facoltà dell‟Autorità comunale, sentita la Commissione Edilizia, consentire la ricostruzione, anche in contrasto con le prescrizioni del Piano Regolatore, di edifici accidentalmente crollati, in tutto o in parte, a causa di eventi naturali eccezionali o di fatti o atti accertati, dolosi o colposi, non imputabili al proprietario del bene o all'avente titolo.
naturali eccezionali o di fatti o atti accertati, dolosi o colposi, non imputabili al proprietario del bene o all'avente titolo. 2. La ricostruzione può essere consentita con le preesistenti destinazioni d'uso, volumetrie, altezze, sagome, superfici coperte, confrontanze e distanze dai confini; è comunque facoltà dell'Amministrazione imporre che: a) siano applicati particolari accorgimenti, sia a riguardo dei materiali impiegati sia per quanto
'Amministrazione imporre che: a) siano applicati particolari accorgimenti, sia a riguardo dei materiali impiegati sia per quanto concerne eventuali allineamenti, atti a conseguire un miglior inserimento ambientale ed un miglior assetto urbanistico; b) siano applicate limitazioni, rispetto alla preesistente situazione, per quanto concerne tutti od alcuni parametri edilizi. 3. L'assenso alla ricostruzione, con o senza limitazioni, deve essere sempre ampiamente motivato per
d alcuni parametri edilizi. 3. L'assenso alla ricostruzione, con o senza limitazioni, deve essere sempre ampiamente motivato per quanto attiene alle ragioni, specialmente connesse alle caratteristiche ambientali, che rendono opportuno agire, nel singolo caso, in contrasto con lo strumento urbanistico vigente. 4. La disposizione di cui al presente articolo non si applica ai crolli dolosamente causati dal proprietario o
Art. 70 Deroghe
anistico vigente. 4. La disposizione di cui al presente articolo non si applica ai crolli dolosamente causati dal proprietario o dall'avente titolo o comunque verificatisi, in corso d'opera, per imperizia o trascuratezza dello stesso o dell'assuntore dei lavori. Art. 70 Deroghe
- L‟Autorità comunale, previa autorizzazione del Consiglio Comunale e nulla osta della Giunta Regionale, può derogare alle disposizioni del presente Regolamento e delle Norme di Attuazione dello strumento
osta della Giunta Regionale, può derogare alle disposizioni del presente Regolamento e delle Norme di Attuazione dello strumento urbanistico generale vigente - limitatamente ai casi di edifici ed impianti pubblici o di pubblico interesse - applicando le disposizioni, le procedure ed i criteri fissati dalle leggi e dalle direttive vigenti. La procedura per il rilascio di permesso di costruire in deroga si ricava dal complesso di disposizioni
dalle direttive vigenti. La procedura per il rilascio di permesso di costruire in deroga si ricava dal complesso di disposizioni costituito dagli articoli 3 delle Legge 21 dicembre 1955, n. 1357, 41 quater della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e s.m.i., 7 secondo comma della Legge 22 ottobre 1971 n. 865 e del D.P.P., 15 gennaio 1972, n. 8 e dalle istruzioni fornite con circolare P.G.R. 30 dicembre 1991, n. 21/URE, pubblicata sul B.U.R. n. 2 del 8 gennaio 1992.
SEGUO NO ALLEGATI:
SEGUO NO ALLEGATI: a) N. 1 0 modelli da usare proposti dalla Regione con note esplicative. b) Appendice all‟Art. 3 1 per le specifiche esigenze da rispettare durante la costruzione con le leggi del settore.
CERTIFICATOURBANISTICO(C.U.)
esplicative. b) Appendice all‟Art. 3 1 per le specifiche esigenze da rispettare durante la costruzione con le leggi del settore.
modello 1 Comune di ................................ (Provincia di .....) CERTIFICATOURBANISTICO(C.U.) Richiesto da ....................................... .....in qualità di (1 )........................... ........................................................................... per l' immobile sito in
)........................... ........................................................................... per l' immobile sito in ............................................ ..................... n. ......... , descritto al catasto al foglio ............. particelle ............................... L' immobile sopra descritto è assoggettato alle seguenti
- Disposizioni generali, urbanistiche ed edilizie, vigenti od operanti in salvaguardia (2 )
critto è assoggettato alle seguenti
- Disposizioni generali, urbanistiche ed edilizie, vigenti od operanti in salvaguardia (2 ) Disposizioni di legge, statali o regionali, o regolamentari eventualmente riguardanti l' immobile ..................................................................... Piani Territoriali ............................................................ Piano Regolatore Generale o Variante ......... ................. Strumenti urbanistici esecutivi ......................................
egolatore Generale o Variante ......... ................. Strumenti urbanistici esecutivi ...................................... Regolamento Edilizio .................................................... Altri regolamenti comunali ............................................ Altri piani ...................................................................... Programma Pluriennale di Attuazione (3 ) ..................... 2. Prescrizioni urbanistiche ed edilizie, vigenti od operanti in salvaguardia.
riennale di Attuazione (3 ) ..................... 2. Prescrizioni urbanistiche ed edilizie, vigenti od operanti in salvaguardia. Area urbanistica in cui è compreso l' immobile, e sua destinazione prevalente .......................................................................................
Destinazioni d' uso ammesse ......................................... Tipi di intervento ammessi ..................................... ...... Indice di densità edilizia territoriale (It)........................ Indice di densità edilizia fondiaria (If)......................... Distanza dai confini (Dc)............................................. Distanza dalle costruzioni (D)...................................... Distanza dal ciglio stradale (Ds)..................................
dalle costruzioni (D)...................................... Distanza dal ciglio stradale (Ds).................................. Altezza massima (H) .................................................. Numero dei piani (Np)................................................ Rapporto di copertura (Rc)......................................... Altre prescrizioni ....................................................... Urbanizzazioni esistenti (4)........................................
oni ....................................................... Urbanizzazioni esistenti (4)........................................ Urbanizzazioni da realizzare ...................................... 3 . Vincoli incidenti sull' immobile Espropriativi............................................................... Comportanti l'inedificabilità ......................................
Comportanti speciali autorizzazioni .......................... Allegati -Estratto planimetria P.R.G. ................................. -Altri eventuali ...................................................... Data L’Autorità comunale NOTE (1)Proprietario o titolare di altro diritto che conferisce la facoltà di svolgere attività edilizie. (2)Indicare gli estremi del testo normativo, dell'atto o del provvedimento e descriverlo sinteticamente.
gere attività edilizie. (2)Indicare gli estremi del testo normativo, dell'atto o del provvedimento e descriverlo sinteticamente. (3)Specificare se il Comune è obbligato a dotarsi di PPA; se esiste un PPAvigente e la data della sua scadenza; se l'area o l'immobile sono inseriti o meno nel PPA; per quali interventi è obbligatorio l'inserimento in PPA. (4)Fruibili con semplice allacciamento.
CERTIFICATO DI DESTINAZIO NE URBANISTICA (C.D.U.)
modello 2 Comune di ................................(Provincia di ......) CERTIFICATO DI DESTINAZIO NE URBANISTICA (C.D.U.) Richiesto da (1) ......................................................................................... per l'immobile sito in .......................................................... n. ................. descritto al catasto al foglio .................particelle ................. L'immobile sopra descritto è assoggettato alle seguenti
ritto al catasto al foglio .................particelle ................. L'immobile sopra descritto è assoggettato alle seguenti 1 . Disposizioni generali, urbanistiche ed edilizie, vigenti od operanti in salvaguardia (2) Disposizioni di legge, statali o regionali, o regolamentari eventualmente riguardanti l'immobile .................................................................... Piani Territoriali ...........................................................
Piano Regolatore Generale o Variante ......................... Strumenti urbanistici esecutivi ..................................... Regolamento Edilizio ................................................... Programma Pluriennale di Attuazione (3) ................... 2 . Prescrizioni urbanistiche ed edilizie vigenti od operanti in salvaguardia Tipo di area urbanistica in cui è compreso il terreno, e destinazioni d'uso ammesse
edilizie vigenti od operanti in salvaguardia Tipo di area urbanistica in cui è compreso il terreno, e destinazioni d'uso ammesse ....................................................................................... Modalità di intervento consentite ................................. Volume delle costruzioni consentito (V).(4)................. Superficie utile lorda delle costruzioni consentita (Sul).(4).................................
3 . Vincoli incidenti sull' immobile Espropriativi............................................................................. Comportanti l'inedificabilità .................................................... Comportanti speciali autorizzazioni ........................................ Allegati
- Estratto planimetria P.R.G. ................................................
- Altri eventuali...................................................................... Data L’Autorità comunale
...............
- Altri eventuali...................................................................... Data L’Autorità comunale
NOTE (1) Indicare le generalità del richiedente e la condizione dello stesso rispetto all'immobile: proprietario o altro titolo. (2) Indicare gli estremi del testo normativo dell'atto, o del provvedimento e descriverlo sinteticamente. (3) Specificare se il Comune è obbligato a dotarsi di PPA; se esiste un PPA vigente e la data della sua
criverlo sinteticamente. (3) Specificare se il Comune è obbligato a dotarsi di PPA; se esiste un PPA vigente e la data della sua scadenza; se l'area o l'immobile sono inseriti o meno nel PPA; per quali interventi è obbligatorio l'inserimento in PPA. (4) Il volume o la superficie utile lorda complessivi consentiti per le costruzioni sono ricavati applicando gli indici di densità edilizia (If) o di utilizzazione (Uf) fondiari alla superficie fondiaria (Sf) del terreno: nel
applicando gli indici di densità edilizia (If) o di utilizzazione (Uf) fondiari alla superficie fondiaria (Sf) del terreno: nel caso di terreni sui quali insistano costruzioni esistenti, possono essere distinti il volume o la superficie utile lorda già realizzati e quelli ancora realizzabili.
COMPORTANTI TRASFORMAZIONE URBANISTICAEDEDILIZIA.
modello 3 DOMANDAPER L’OTTENIMENTODELPERMESSODI COSTRUIRE COMPORTANTI TRASFORMAZIONE URBANISTICAEDEDILIZIA. OGGETTO: DOMANDA DI PERMESSO DI COSTRUIRE__________________________________(1) ( _ ) Al Signor SINDACO di LA MORRA __ sottoscritt_ 1 ________________________________________________ C.F. |_||| residente in - Via/Piazza ___________________________________ n. _______ in qualità di(2) –
- Via/Piazza ___________________________________ n. _______ in qualità di__________(2) – 2 ________________________________________________ C.F. |_||| residente in - Via/Piazza ___________________________________ n. _______ in qualità di(2) ai sensi della vigente legge urbanistica, presenta il progetto per lavori di_______________________________
(2) ai sensi della vigente legge urbanistica, presenta il progetto per lavori di______________
______________________________________________________________________________da eseguire in questo comune in Via ___________________________________ __________ __________
PERMESSODI COSTRUIRE
______________________da eseguire in questo comune in Via ___________________________________ __________ __________ Foglio ____ Particell ___________ Zona di PRGC. e per quanto sopra rivolg rispettosa domanda al fine di ottenere il rilascio del PERMESSODI COSTRUIRE A tal fine si allega alla presente la seguente documentazione: Elaborati tecnici in triplice copia debitamente timbrati e firmati da tecnico abilitato; in caso di varianti,
te documentazione: Elaborati tecnici in triplice copia debitamente timbrati e firmati da tecnico abilitato; in caso di varianti, manutenzioni straordinarie e ristrutturazioni gli elaborati dovranno essere debitamente colorati: giallo = demolizione, rosso = nuova opera; Relazione tecnico-illustrativa; Documentazione fotografica interna ed esterna (non a sviluppo immediato);
DESCRIZIONE DELLE OPERE
rna ed esterna (non a sviluppo immediato);
DESCRIZIONE DELLE OPERE Struttura verticale portante: _________________________________________________________ O rizzontamenti _______________________________________________________________ Murature perimetrali _______________________________________________________________
Murature perimetrali _______________________________________________________________ Rivestimento murario _______________________________________________________________ Divisione interna _______________________________________________________________
Tipologia del tetto _______________________________________________________________ Cornicioni _______________________________________________________________ Manto di copertura _______________________________________________________________ Parapetti /ringhiere _______________________________________________________________ Zoccolatura _______________________________________________________________ Serramenti _______________________________________________________________
ZONA DI PRGC: TABELLA DI AREA ARTT. DELLE N.T.A. PARAMETRO MASSIMA CONSENTIT A P
Serramenti _______________________________________________________________ Tinteggiatura _______________________________________________________________ LUOGOE CARATTERISTICADELL’OPERAIN RIFERIMENTOALPRGC ZONA DI PRGC: TABELLA DI AREA ARTT. DELLE N.T.A. PARAMETRO MASSIMA CONSENTIT A PREVISTA IN PROGETTO SUPERFICIE TERRITORIALE MQ. SUPERFICIE FONDIARIA MQ INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA MQ/MQ INDICE DI FABBRICABILITA’ FONDIARIA MC/MQ
FICIE TERRITORIALE MQ. SUPERFICIE FONDIARIA MQ
FICIE TERRITORIALE MQ. SUPERFICIE FONDIARIA MQ INDICE DI UTILIZZAZIONE FONDIARIA MQ/MQ INDICE DI FABBRICABILITA’ FONDIARIA MC/MQ RAPPORTO DI COPERTURA MQ/MQ PARCHEGGIO PRIVATO AREA A SERVIZI (STANDARD ART. 21 LR 56/77) ALTEZZA N.RO PIANI FUORI TERRA DISTANZE DAI CONFINI DISTANZE DALLA STRADA DISTANZE DAI FABBRICATI GESTIONE DATI TECNICI PER IL CALCOLO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE 01 - UNITA’ IMMOBILIARI N. __________ 02 - SUPERFICIE UTILE RESIDENZIALE MQ.__________
IL CALCOLO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE
IL CALCOLO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE 01 - UNITA’ IMMOBILIARI N. __________ 02 - SUPERFICIE UTILE RESIDENZIALE MQ.__________ 03 - SUPERFICIE UTILE NON RESIDENZIALE MQ.__________ 04 - SUPERFICIE UTILE DI INTERVENTO MQ.__________ 05 - VOLUME TOTALE FUORI TERRA MC.__________ Impianti produttivi: 06 - SUPERFICIE TOTALE DELL’AZIENDA MQ._________ 07 - SUPERFICIE DI INTERVENTO MQ._________ 08 - N.RO ADDETTI N. __________
ivi: 06 - SUPERFICIE TOTALE DELL’AZIENDA MQ._________ 07 - SUPERFICIE DI INTERVENTO MQ._________ 08 - N.RO ADDETTI N. __________ RIFERIMENTO AD ALTRI INTERVENTI: Specificare se esistono altri interventi realizzati sull’immobile in oggetto – come risultano dai Registri depositati – o pratiche di Condono Edilizio. SI () NO () In caso affermativo specificare gli intestatari e gli esatti estremi identificativi delle medesime:_________________________
() In caso affermativo specificare gli intestatari e gli esatti estremi identificativi delle medesime:________________________ SMALTIMENTO RIFIUTI LIQUIDI: Acque di fogna__________________________________ Acque piovane _______ __________________________ APPROVVIGIONAMENTO IDRICO: ____________________________________________________
PROGETTISTA DELLE OPERE:
PROGETTISTA DELLE OPERE: |_____|||__|__|_______ cognome titolo nome codice fiscale
sede ufficio tecnico via/piazza e numero civico DESTINAZIO NE D‟USO : ( _ ) RESIDENZIALE ( _ ) PRODUTTIVA INDUSTRIALE O ARTIGIANLE ( _ ) COMMERCIALE ( _ ) TURISTICO-RICETTIVA ( _ ) DIREZIONALE ( _ ) AGRICOLA
IDENZIALE ( _ ) PRODUTTIVA INDUSTRIALE O ARTIGIANLE ( _ ) COMMERCIALE ( _ ) TURISTICO-RICETTIVA ( _ ) DIREZIONALE ( _ ) AGRICOLA I sottoscritti dichiarano che il progetto allegato alla presente, sarà fedelmente eseguito salvo l’introduzione di quelle varianti che l’Autorità Comunale avesse a prescrivere e saranno osservate tutte le norme di edilizia e di igiene in qualunque modo possano da origine a diritti o interessi legittimi dei terzi, sollevando il Comune da ogni responsabilità al riguardo.
SICUREZZA DEGLI IMPIANTI
nque modo possano da origine a diritti o interessi legittimi dei terzi, sollevando il Comune da ogni responsabilità al riguardo. Dichiarando inoltre la veridicità dei dati esposti, che faranno parte integrante del progetto, la corrispondenza alle norme di carattere urbanistico e civilistico, ognuno per la propria competenza ne assumono la completa responsabilità. La Morra, lì ______________ IL PROGETTISTA __ SOTTOSCRITT_ (timbro e firma) SICUREZZA DEGLI IMPIANTI
SICUREZZA DEGLI IMPIANTI
la completa responsabilità. La Morra, lì ______________ IL PROGETTISTA __ SOTTOSCRITT_ (timbro e firma) SICUREZZA DEGLI IMPIANTI In relazione alla Legge 05.03.1990 n. 46 –Norme per la sicurezza degli impianti, e successivo regolamento di attuazione DPR 06.12.1991, n. 447 si attesta che gli impianti : ( _ ) Elettrico ( _ ) Radiotelevisivo - elettronico in genere ( _ ) Riscaldamento e climatizzazione (tipo previsto :___________________________________) ( _ ) Idrosanitario
tronico in genere ( _ ) Riscaldamento e climatizzazione (tipo previsto :___________________________________) ( _ ) Idrosanitario ( _ ) Trasporto e utilizzazione del gas ( _ ) Impianto di sollevamento persone o cose ( _ ) Protezione antincendio da installare nel fabbricato indicato in oggetto NON RICHIEDONO la presentazione del progetto al Comune ai sensi della Legge 5/3/90 n. 46 e regolamento DPR 447/91; Si impegnano tuttavia a trasmettere la dichiarazione di conformità degli
SUPERAMENTO ED ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
ensi della Legge 5/3/90 n. 46 e regolamento DPR 447/91; Si impegnano tuttavia a trasmettere la dichiarazione di conformità degli impianti medesimi , contestualmente alla presentazione della domanda di abitabilità/usabilità IL PROGETTISTA __ RICHIEDENT_ (timbro e firma) SUPERAMENTO ED ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE Il sottoscritto progettista, professionista abilitato ad attestare la conformità degli elaborati tecnici relativi alla realizzazione dell’ opera oggetto della richiesta che precede:
ad attestare la conformità degli elaborati tecnici relativi alla realizzazione dell’ opera oggetto della richiesta che precede: DICHIARA che l’opera è stata progettata nel rispetto delle norme di cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13 recante : Disposizioni per favorire il superamento de l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, come modificata dalla legge 27 febbraio 1989, n. 62 e nel rispetto del D.M. 14 giugno 1989 n. 236 che detta le prescrizioni tecniche necessarie a garantire
IL PROGETTISTA
27 febbraio 1989, n. 62 e nel rispetto del D.M. 14 giugno 1989 n. 236 che detta le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, la visitabilità e l’adattabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche. IL PROGETTISTA (timbro e firma)
DICHIARAZIONE AI SENSI DELLALEGGE 675/96:TUTELADELLAPRIVACY in relazione alla legislazione vigente che tende alla TUTELA DELLA PRIVACY, si dichiara di essere informati del fatto che i dati trasmessi con la presente richiesta, al fine di rispondere alle esigenze del richiedente e del professionista che lo rappresenta, sono trattati in banche dati cartacee ed informatiche e potranno essere comunicati agli eventi diritto ai sensi della normativa vigente. IL PROGETTISTA __ RICHIEDENT_ (timbro e firma)
potranno essere comunicati agli eventi diritto ai sensi della normativa vigente. IL PROGETTISTA __ RICHIEDENT_ (timbro e firma) titolo a richiedere il permesso di costruire DICHIARAZIONE SOSTITUTIVADELL’ATTODI NOTORIETÀ (art. 47, D.P.R n.445/2000) l sottoscritt_ ______________________________________________________________________ il ..____ resident__ a ________________________________ Via ______________n.
_____________________________ il ..____ resident__ a ________________________________ Via __________n. Consapevole delle sanzioni penali previste per il caso di dichiarazione mendace, come stabilito dall’art. 76 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000; a conoscenza di quanto previsto dall’art. 75 DPR 445/2000; DICHIAR Di avere titolo per richiedere la presente concessione/autorizzazione avendo il titolo di ____________________
2000; DICHIAR____ Di avere titolo per richiedere la presente concessione/autorizzazione avendo il titolo di ____________________ in forza di rogito in data ..____ rep._______ Not._______ovvero den. di successione in data .. La Morra, lì ___________ L SOTTOSCRITT 1 Si allega fotocopia della carta di identità o documento equipollente 2 Si attesta l‟identità del dichiarante:……………………………………………………………………………… (Timbro e firma del dipendente addetto) conformità alle norme igienico sanitarie
del dichiarante:……………………………………………………………………………… (Timbro e firma del dipendente addetto) conformità alle norme igienico sanitarie DICHIARAZIONE SOSTITUTIVADELL’ATTODI NOTORIETÀ (art. 47, D.P.R n.445/2000-art. 20, D.P.R. 380/2001) l sottoscritt_ ________________________________________tecnico incaricato e abilitato,consapevole delle sanzioni penali previste per il caso di dichiarazione mendace, come stabilito dall’art. 76 D.P.R. n. 445 del
IL PROFESSIONISTA
o,consapevole delle sanzioni penali previste per il caso di dichiarazione mendace, come stabilito dall’art. 76 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000; a conoscenza di quanto previsto dall’art. 75 DPR 445/2000; DICHIARA La corrispondenza alle norme igienico sanitarie delle opere previste in progetto La Morra, lì ___________ IL PROFESSIONISTA Timbro e firma
(1) GRATUITA / ONEROSA / CONVENZIONATA. (2) PROPRIETARIO/ LEGALE RAPPRESENTANTE /AVENTE TITOLOGENERICO(Affittuario, usufruttuario)
COMUNE DI LA MORRA
) GRATUITA / ONEROSA / CONVENZIONATA. (2) PROPRIETARIO/ LEGALE RAPPRESENTANTE /AVENTE TITOLOGENERICO(Affittuario, usufruttuario)
modello 4 €. ……………per diritti di segreteria pagato in data ……/……/200….. Ric. n ……… COMUNE DI LA MORRA Provincia di Cuneo Registro Protocollo : / Protocollo Generale: SERVIZIO EDILIZIA PRIVATA-URBANISTICA permesso di costruire / Commissione Edilizia del PERMESSO DI COSTRUIRE CON CONTRIBUTO IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
A-URBANISTICA
A-URBANISTICA permesso di costruire / Commissione Edilizia del PERMESSO DI COSTRUIRE CON CONTRIBUTO IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Vista la domanda presentata in data rubricata al n. di protocollo da: c.f. res. in , n. - ; c.f. res. in , n. - ; c.f. res. in , n. - ; , con la quale veniva richiesto il permesso di costruire per l'esecuzione dei lavori di: sull'area o sull'immobile distinto a Catasto al Foglio mappali nn.: in destinazione d’uso prevista del quale il richiedente può disporre a titolo di:
bile distinto a Catasto al Foglio mappali nn.: in destinazione d’uso prevista del quale il richiedente può disporre a titolo di: Visto il progetto dei lavori allegato alla domanda stessa; Visto il parere della Commissione Igienico-Edilizia espresso nella seduta del Visto il parere dell’A.S.L in data a norma dell’Art. 220 T.U. Leggi Sanitarie approvato in data 27-7-1934,con R.D. n.1265; Visti i Regolamenti Comunali di Edilizia, Igiene e Polizia Urbana;
Leggi Sanitarie approvato in data 27-7-1934,con R.D. n.1265; Visti i Regolamenti Comunali di Edilizia, Igiene e Polizia Urbana; Visto il D.P.R. n.380 del 06/06/2001 e successive modificazioni; Visto il codice dei beni culturali n. 42/2004; Vista la legge 9-1-1991 n.10 ed il D.p.r. 16-12-1992 n.412 in merito al consumo energetico; Vista la Legge 11.05.1999, n.152 recante norme per la disciplina delle acque reflue; Vista la Legge Regionale 5-12-1977,n.56, e successive modificazioni;
, n.152 recante norme per la disciplina delle acque reflue; Vista la Legge Regionale 5-12-1977,n.56, e successive modificazioni; Vista la Legge Regionale del 03-04-1989 n. 20; Vista la Legge 11.05.1999, n.152 recante norme per la disciplina delle acque reflue; Vista la Legge Regionale 5-12-1977,n.56, e successive modificazioni; Vista la Legge Regionale del 03-04-1989 n. 20; Visto il Nulla-Osta del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di _____ pratica pos. n. del ;
egge Regionale del 03-04-1989 n. 20; Visto il Nulla-Osta del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di _____ pratica pos. n. del ; Visto il vigente strumento urbanistico approvato;
Vista l’autorizzazione LR 20/89 n. in data ; Viste le dichiarazioni del progettista allegate alle domande Vista l’autorizzazione allo svincolo idrogeologico L.R. 45/89 n. ……….del ; Vista la quietanza della Tesoreria comunale n.__ in data ______ comprovante il versamento della somma di Euro quale quota di contributo per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria; Visto che l’intestatario ha provveduto con quietanza n. _____ in data _______ del al versamento della somma di Euro
E' PERMESSO
secondaria; Visto che l’intestatario ha provveduto con quietanza n. _____ in data _______ del al versamento della somma di Euro quale quota commisurata al costo di costruzione ; DISPONE A : c.f. res. a in n. c.f. res. a in n. c.f. res. a in n. E' PERMESSO alle condizioni appresso indicate e fatti salvi ed impregiudicati tutti i diritti , azioni e ragioni che competono, o possono competere, al Comune come a terzi, la facoltà di eseguire lavori di:
tutti i diritti , azioni e ragioni che competono, o possono competere, al Comune come a terzi, la facoltà di eseguire lavori di: secondo il progetto che si allega quale parte integrante del presente atto. Il proprietario, l’assuntore ed il direttore delle opere sono responsabili in solido della piena osservanza di norme e convenzioni e della fedele esecuzione dei lavori secondo i progetti depositati, nonché dell’esecuzione delle
servanza di norme e convenzioni e della fedele esecuzione dei lavori secondo i progetti depositati, nonché dell’esecuzione delle ordinanze di sospensione dei lavori e/o di demolizione delle opere come pure della rimessa in pristino di suolo e sottosuolo pubblico e relativi manufatti. OBBLIGHI E RESPONSABILITA’ Nell’attuazione dei lavori devono essere osservate le disposizioni, le leggi ed i regolamenti locali in vigore, nonché le seguenti modalità esecutive:
vori devono essere osservate le disposizioni, le leggi ed i regolamenti locali in vigore, nonché le seguenti modalità esecutive: i lavori siano eseguiti nelle forme e quantità riportate nel progetto approvato; che siano rispettate le destinazioni d’uso e le unità immobiliari individuate nel progetto stesso; che durante lo scavo delle fondazioni e comunque prima dell’inizio della costruzione dei muri in elevazione è
l progetto stesso; che durante lo scavo delle fondazioni e comunque prima dell’inizio della costruzione dei muri in elevazione è fatto obbligo all’interessato di richiedere con apposita domanda scritta il tracciamento in luogo delle linee planimetriche ed altimetriche stradali alle quali dovrà essere uniformata la nuova costruzione; dell’avvenuto sopralluogo è redatto apposito verbale. Conseguentemente nell’esecuzione dell’opera devono essere rispettate le linee planimetriche ed altimetriche
to apposito verbale. Conseguentemente nell’esecuzione dell’opera devono essere rispettate le linee planimetriche ed altimetriche tracciate in luogo, e consegnate all’incaricato del Comune. Nel cantiere deve essere affissa in vista al pubblico una tabella chiaramente leggibile nella quale siano indicati:
- il nome e cognome dell’intestatario e l’indicazione della pubblica amministrazione dalla quale dipende il lavoro;
- nome e cognome del progettista e del direttore dei lavori;
OPERE IN CEMENTO ARMATO
ione della pubblica amministrazione dalla quale dipende il lavoro; 2) nome e cognome del progettista e del direttore dei lavori; 3) la ditta (o le ditte) esecutrice dei lavori; 4) la data e in numero del presente permesso; OPERE IN CEMENTO ARMATO Qualora si intenda dare esecuzione a strutture in cemento armato indicate nell’art.1 della legge 5-11-1971, n.1086, il costruttore è tenuto all’osservanza di tutte le norme contenute nella menzionata legge ed in particolare
e 5-11-1971, n.1086, il costruttore è tenuto all’osservanza di tutte le norme contenute nella menzionata legge ed in particolare a provvedere alla denuncia all’ufficio della Regione Piemonte di cui all’art.4 prima dell’inizio dei lavori. Al termine dei lavori le opere dovranno essere sottoposte al collaudo statico previsto dall’art.7 della succitata legge e detto collaudo dovrà essere vidimato dall’ufficio della Regione Piemonte competente.
previsto dall’art.7 della succitata legge e detto collaudo dovrà essere vidimato dall’ufficio della Regione Piemonte competente. Qualora non siano state eseguite opere in cemento armato, deve essere presentata unita alla domanda di abitabilità una dichiarazione come la quale il direttore dei lavori e il costruttore attestino che nella esecuzione dell’opera a cui si riferisce il presente permesso non sono state attuate strutture in cemento armato.
TERMINI DI INIZIO E ULTIMAZIONE DEI LAVORI
TERMINI DI INIZIO E ULTIMAZIONE DEI LAVORI I lavori debbono essere iniziati entro una anno dalla data del rilascio del provvedimento abilitativo alla edificazione (permesso di costruire ovvero provvedimento conclusivo per le pratiche di sportello unico) ed ultimati in ogni loro parte, sì da essere totalmente funzionanti le opere stesse, le strutture, gli impianti, per poter adempiere alla loro funzione entro massimo tre anni con l’eventuale eccezione di cui al 3° comma dell’art.4 legge n.10/1977).
er adempiere alla loro funzione entro massimo tre anni con l’eventuale eccezione di cui al 3° comma dell’art.4 legge n.10/1977). L’inosservanza dei predetti termini comporta la decadenza del permesso così come comporta lo stesso effetto l’entrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche, con le quali il permesso stesso sia in contrasto, salvo che i lavori siano stati iniziati e vengano completati entro tre anni dalla data di inizio.
messo stesso sia in contrasto, salvo che i lavori siano stati iniziati e vengano completati entro tre anni dalla data di inizio. Il termine per l’ultimazione può essere, comunque, prorogato eccezionalmente se durante l’esecuzione dei lavori sopravvengano fatti estranei alla volontà dell’intestatario, opportunamente documentati. Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito l’intestatario deve presentare istanza diretta ad ottenere un nuovo
PRESCRIZIONI SPECIALI
i. Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito l’intestatario deve presentare istanza diretta ad ottenere un nuovo provvedimento; in tal caso il nuovo permesso concerne la parte non ultimate. L’inizio dei lavori deve essere denunciato dal titolare del permesso, dal direttore dei lavori e dall’impresa a mezzo di apposito modulo rilasciato dall’Ufficio Tecnico Comunale. Dovrà del pari essere denunciato dal titolare la data dell’avvenuta ultimazione dei lavori. PRESCRIZIONI SPECIALI
PRESCRIZIONI SPECIALI
nico Comunale. Dovrà del pari essere denunciato dal titolare la data dell’avvenuta ultimazione dei lavori. PRESCRIZIONI SPECIALI
- Nessuna variante può essere apportata al progetto durante il corso dei lavori, senza il preventivo permesso comunale.
- Dovranno essere inoltre osservate, le norme di cui alla legge 30-04-1974, n.373 sul contenimento dei consumi energetici e relativo regolamento di cui al D.P.R. 28-06-1977, n.1052 mediante denuncia al
4, n.373 sul contenimento dei consumi energetici e relativo regolamento di cui al D.P.R. 28-06-1977, n.1052 mediante denuncia al comune dell’impianto termico e dichiarazione congiunta sulle caratteristiche di isolamento della costruzione. 3) L’impianto di combustione per il riscaldamento dovrà essere eseguito in conformità alle norme della legge 13/07/1966, n.615 e relativo regolamento. 4) Si dovranno rispettare le norme previste dalle leggi e regolamenti per gli scarichi e gli allacciamenti idrici.
regolamento. 4) Si dovranno rispettare le norme previste dalle leggi e regolamenti per gli scarichi e gli allacciamenti idrici. 5) Il fabbricato non potrà essere abitato senza la prevista autorizzazione del Sindaco, previo parere dell’Ufficiale Sanitario e del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale e, se del caso, senza il certificato di prevenzione incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e l’attestazione
e del caso, senza il certificato di prevenzione incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e l’attestazione dell’avvenuto collaudo delle opere in cemento armato normale, precompresso ed a struttura metallica recante il visto dell’Ufficio della Regione Piemonte competente. 6) Dovranno essere osservate, in quanto applicabili: a) le norme di cui al D.M. 23-11-1982 e sue modificazioni riguardanti il contenimento del consumo
ervate, in quanto applicabili: a) le norme di cui al D.M. 23-11-1982 e sue modificazioni riguardanti il contenimento del consumo energetico per la termoventilazione e la climatizzazione degli edifici industriali ed artigianali; b) le norme tecniche di cui al D.M. 21-01-1981 riguardanti le indagini sui terreni di fondazione sulle rocce e sulle strutture di fondazione degli edifici. c) le norme di cui alla legge n.46 del 05-03-1990 (norme per la sicurezza degli impianti) e relativo regolamento di esecuzione;
c) le norme di cui alla legge n.46 del 05-03-1990 (norme per la sicurezza degli impianti) e relativo regolamento di esecuzione; d) tutte le norme in materia di prevenzione incendi e di sicurezza delle costruzioni; e) il luogo dei lavori dovrà essere chiuso con assito lungo i lati prospicienti le vie e gli spazi pubblici, richiedendo apposita autorizzazione comunale per l’eventuale occupazione di suolo pubblico. Agli assiti
ie e gli spazi pubblici, richiedendo apposita autorizzazione comunale per l’eventuale occupazione di suolo pubblico. Agli assiti od altri ripari dovranno essere apposti, durante la notte opportuni segnali luminosi in modo da indicare l’ingombro; dovranno comunque essere adottati tutti gli accorgimenti previsti dal vigente codice della strada; f) le norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro; g) per i lavori di scavo dovranno adottarsi tutte le cautele richieste per impedire qualsiasi scoscendimento;
ortuni sul lavoro; g) per i lavori di scavo dovranno adottarsi tutte le cautele richieste per impedire qualsiasi scoscendimento; h) per la rottura di suolo pubblico, dovranno essere osservate tutte le norme contenute nel regolamento comunale per la rottura o manomissione di suolo pubblico; i) ogni altra disposizione in materia di edilizia ed urbanistica qui non espressamente richiamata od emanata in data successiva al rilascio del presente atto.
materia di edilizia ed urbanistica qui non espressamente richiamata od emanata in data successiva al rilascio del presente atto. 7) Il rilascio del permesso non vincola il Comune per eventuali futuri lavori che il comune stesso intendesse eseguire per migliorare i propri servizi in conseguenza dei quali il titolare del seguente permesso non potrà pretendere rimborsi o indennità salvo quanto previsto dalle leggi o regolamenti
vigenti. 8) Il direttore dei lavori ha l’obbligo di presentare in duplice copia, la dichiarazione per l’iscrizione al catasto dell’immobile, di cui all’art.52 della legge 28-2-1985 n.47, immediatamente dopo l’ultimazione dei lavori di finitura e comunque entro 30 giorni dalla installazione degli infissi, ai sensi dell’art. 3 del d.p.r. 425/94. 9) il fabbricato non potra’ essere abitato senza la preventiva autorizzazione di abitabilità/Agibilità. La
3 del d.p.r. 425/94. 9) il fabbricato non potra’ essere abitato senza la preventiva autorizzazione di abitabilità/Agibilità. La relativa istanza dovra’ essere presentata all’Ufficio Tecnico comunale ,allegando ad essa il certificato di collaudo ed apposita dichiarazione del direttore dei lavori, in ordine a quanto stabilito dal d.p.r. 22-4- 1994 n.425. Va altresi’ allegata tutta la documentazione prevista in ordine al collaudo degli impianti installati ai sensi dell’art.11 della legge 5-3-1990 n.46.
tutta la documentazione prevista in ordine al collaudo degli impianti installati ai sensi dell’art.11 della legge 5-3-1990 n.46. 10) Per la realizzazione delle opere vengano osservati i disposti dell’art. 63 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRGC ovvero rispettato l’uso dei materiali di copertura tradizionali (coppi) 11) I rifiuti inerti provenienti da costruzioni e demolizioni devono essere conferiti a soggetti debitamente
radizionali (coppi) 11) I rifiuti inerti provenienti da costruzioni e demolizioni devono essere conferiti a soggetti debitamente autorizzati all’esercizio di operazioni di recupero o smaltimento, nel rispetto della LR 24/02 e D.L.gs. 22/97; 12) L’Amministrazione Comunale si riserva di imporre tutte le tasse, diritti, oneri e canoni che risulteranno, ai sensi dei regolamenti vigenti, applicabili ad opere ultimate.
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
porre tutte le tasse, diritti, oneri e canoni che risulteranno, ai sensi dei regolamenti vigenti, applicabili ad opere ultimate. Il sottoscritto intestatario si obbliga all’esecuzione delle prestazioni ed all’osservanza di tutte le prescrizioni contenute nel presente permesso. Dal Municipio, Addì IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO (ROSSI geom. Giuseppe) RELATA DI NOTIFICA Il sottoscritto Agente notificatore del Comune di LA MORRA dichiara di aver oggi notificato il presente permesso
ATA DI NOTIFICA
ATA DI NOTIFICA Il sottoscritto Agente notificatore del Comune di LA MORRA dichiara di aver oggi notificato il presente permesso a: consegnandone copia con gli annessi disegni a mani di______________________________________ La Morra, addì ______________ IL RICEVENTE L’AGENTE NOTIFICATORE
COMUNICAZIONE DI INIZIODEI LAVORI
modello 6 COMUNICAZIONE DI INIZIODEI LAVORI Comune di .............................. (Provincia di ...... ) Il sottoscritto ............................... legale rappresentante di (1 ) ......................... , in qualità di titolare della concessione/ autorizzazione edilizia numero ...... del ........, relativa all' intervento (2 ) ................................... sito in .................................. n. ........, individuato a catasto (3 )
ento (2 ) ................................... sito in .................................. n. ........, individuato a catasto (3 ) ................... F. n. .......... particelle n. ............. comunica ai sensi dell' articolo ..... del Regolamento Edilizio Comunale di aver iniziato i lavori relativi al descritto intervento in data ..................... A tal fine dichiara: 1 ) di aver depositato gli atti relativi alle opere in cemento armato al ....... ............................(4 ) in
e dichiara: 1 ) di aver depositato gli atti relativi alle opere in cemento armato al ....... ............................(4 ) in data .................. protocollo n ................... 2 ) che i lavori sono affidati all' impresa .................... (oppure eseguiti in economia) per la quale è responsabile del cantiere il Sig. .................... ................... che il direttore dei lavori è il Sig. ..............................
l cantiere il Sig. .................... ................... che il direttore dei lavori è il Sig. .............................. 3 ) di aver preso atto di tutte le prescrizioni generali e particolari contenute nella concessione/ autorizzazione edilizia. 4 ) ..................................................................................................... Allega: D.U.R.C. dell‟impresa esecutrice ……………………………………… Data ........................... Il Titolare NO TE (1 ) Ragione sociale, se del caso.
C. dell‟impresa esecutrice ……………………………………… Data ........................... Il Titolare NO TE (1 ) Ragione sociale, se del caso. (2 ) Tipo di intervento assentito. (3 ) Terreni/ fabbricati.
(4 ) Indicare la denominazione dell' ufficio competente. (5 ) Ad esempio: relazione tecnica di cui all' art. 2 8 della L. 9 gennaio 1 9 9 1 , n. 1 0 , ove non presentata in precedenza.
COMUNICAZIONE DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI
(5 ) Ad esempio: relazione tecnica di cui all' art. 2 8 della L. 9 gennaio 1 9 9 1 , n. 1 0 , ove non presentata in precedenza.
modello 7 COMUNICAZIONE DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI Comune di .............................. (Provincia di ...... ) Il sottoscritto ............................... legale rappresentante di (1 ) ......................... , in qualità di titolare della concessione/ autorizzazione edilizia n. ....... in data ............., relativa all' intervento (2 )
n qualità di titolare della concessione/ autorizzazione edilizia n. ....... in data ............., relativa all' intervento (2 ) .............................................................................. sito in ........................................ ... n. ...........individuato a catasto (3 ) ........... F. n. ...... particelle n. ....... comunica ai sensi dell' articolo ....... del Regolamento Edilizio Comunale di aver ultimato i lavori relativi al descritto intervento in data .....................
..... del Regolamento Edilizio Comunale di aver ultimato i lavori relativi al descritto intervento in data ..................... Data ..................... Il Titolare ........................................ Il Direttore dei Lavori ............................................ NO TE (1 ) Ragione sociale, se del caso.
(2 ) Tipo di intervento assentito. (3 ) Terreni/ fabbricati.
RICHIESTADELLAVERIFICAFINALE E DELCERTIFICATODI ABITABILITA'
(2 ) Tipo di intervento assentito. (3 ) Terreni/ fabbricati.
modello 8 RICHIESTADELLAVERIFICAFINALE E DELCERTIFICATODI ABITABILITA' Il sottoscritto ............................................... in qualità di proprietario dell' immobile in teressato dall' intervento di trasformazione urbanistica/ edilizia di cui alla concessione/ autorizzazione n. ...... in data ............ relativa all' intervento sito in ................................... n. ......... individuato a catasto
... in data ............ relativa all' intervento sito in ................................... n. ......... individuato a catasto (1 ) .......... F. n. ........ particelle n. .......... richiede ai sensi dell' art. ..... del Regolamento Edilizio Comunale: a) il compimento della verifica finale sull' opera realizzata; b) il rilascio del certificato di abitabilità. A tal fine dichiara: 1 ) di essere in possesso delle dichiarazioni, delle certificazioni e degli atti previsti dalle vigenti leggi,
al fine dichiara: 1 ) di essere in possesso delle dichiarazioni, delle certificazioni e degli atti previsti dalle vigenti leggi, di cui allega copia (2 ); 2 ) .......................................................... Data ........................ Il Proprietario ................................ NO TE
(1 ) Terreni/ fabbricati. (2 ) Riferimento al D.P.R. 2 2 aprile 1 9 9 4 , n. 4 2 5 , art. 4 , 1 ° comma.
ATTOD'IMPEGNOPER INTERVENTI EDIFICATORI NELLE ZONE AGRICOLE
(1 ) Terreni/ fabbricati. (2 ) Riferimento al D.P.R. 2 2 aprile 1 9 9 4 , n. 4 2 5 , art. 4 , 1 ° comma.
modello 9 ATTOD'IMPEGNOPER INTERVENTI EDIFICATORI NELLE ZONE AGRICOLE Repubblica Italiana Comune di ............................ (Provincia di......... ) L' anno ................, il giorno ....................... del mese di ...... .............. davanti a me (1 ) .......................... è personalmente comparso, il Sig. ............................. nato a ....................... il
1 ) .......................... è personalmente comparso, il Sig. ............................. nato a ....................... il ..................., residente in ..................................., Via ...............,........ di professione .................. Codice Fiscale ........................ Detto comparente, (2 ) .................................., con il presente atto si obbliga come segue: premesso che il Sig. ........................................
....................., con il presente atto si obbliga come segue: premesso che il Sig. ........................................ a) è proprietario del terreno sito in ........................ distinto al catasto terreni al Foglio ........... mappali .................; fra le coerenze ..............., sul quale intende realizzare .................................................; b) ha presentato istanza per il rilascio di concessione edilizia al Comune di ........................ in data
................; b) ha presentato istanza per il rilascio di concessione edilizia al Comune di ........................ in data ..................... prot. n. .......... per la costruzione di quanto sopra; c) ha documentato, ai sensi di legge, le classi di colture in atto ed in progetto. dato atto che il Comune predetto, ai fini del rilascio della concessione edilizia, richiede (ai sensi dell' articolo 2 5 ,
etto. dato atto che il Comune predetto, ai fini del rilascio della concessione edilizia, richiede (ai sensi dell' articolo 2 5 , commi settimo, ottavo e nono, della legge regionale n. 5 6 del 5 .1 2 .1 9 7 7 , e successive modificazioni ed integrazioni) un atto di impegno dell' avente diritto, che preveda il mantenimento della destinazione dell' immobile al servizio dell' attività agricola, il vincolo di trasferimento di cubatura, e le sanzioni per l' inosservanza degli impegni assunti.
Tutto ciò premesso il Sig. ................................ si obbliga, per sé, e per i suoi eredi ed aventi causa a qualsiasi titolo: 1 ) a mantenere la destinazione degli immobili di cui in premessa al servizio dell' attività agricola; 2 ) a vincolare a favore della erigenda costruzione, al fine di garantire alla stessa il rispetto dell' indice fondiario, i seguenti terreni: (3 ) ........................... I terreni vincolati, indicati anche nella
rispetto dell' indice fondiario, i seguenti terreni: (3 ) ........................... I terreni vincolati, indicati anche nella planimetria che si allega al presente atto, restano quindi inedificabili, salvo intervengano modifiche normative che ripristinino in tutto o in parte la loro edificabilità; 3 ) a versare al Comune di ......................, quale sanzione, in caso di inosservanza degli impegni assunti, una somma pari al doppio del valore venale degli immobili, valutata dal Comune in base alla
inosservanza degli impegni assunti, una somma pari al doppio del valore venale degli immobili, valutata dal Comune in base alla nuova destinazione, oltre alle sanzioni eventualmente previste dalle leggi urbanistiche statali e regionali vigenti. Saranno in ogni caso dovuti gli oneri di urbanizzazione e il contributo sul costo di costruzione relativi alla nuova destinazione d' uso. Il dichiarante autorizza la trascrizione del presente atto presso la Conservatoria dei Registri immobiliari
destinazione d' uso. Il dichiarante autorizza la trascrizione del presente atto presso la Conservatoria dei Registri immobiliari competente a favore del Comune di .......................... esonerando il Conser vatore dei Registri Immobiliari da ogni responsabilità a riguardo. Le spese del presente atto e quelle conseguenti sono a carico del dichiarante stesso. Data .......................... Firma .............................. NO TE (1 ) Notaio.
ti sono a carico del dichiarante stesso. Data .......................... Firma .............................. NO TE (1 ) Notaio. (2 ) Consuete clausole sulla presenza dei testimoni o sulla rinuncia agli stessi. (3 ) Identificare i terreni con gli estremi catastali.
CERTIFICATODI ABITABILITA'
modello 1 0 CERTIFICATODI ABITABILITA' Comune di ............................... (Provincia di ......) L‟AUTO RITÀ CO MUNALE Vista la domanda presentata da .......................cod. fisc. .................. ..... partita IVA ......................... residente in ............................., registrata al protocollo generale al numero ........, in data ...................... per conseguire il rilascio dell' autorizzazione all' uso del seguente
enerale al numero ........, in data ...................... per conseguire il rilascio dell' autorizzazione all' uso del seguente immobile: (1 ) ............................................................... Visti i seguenti atti, allegati alla domanda, a norma di legge: (2 ) .............................................................................................................. ..............................................................................................................
................. .............................................................................................................. Vista la concessione/ autorizzazione n. ..........., rilasciata il .................................. Vista la comunicazione di ultimazione dei lavori presentata il ................... e registrata al protocollo generale n. .......... Vista la dichiarazione di conformità al progetto approvato, della avvenuta prosciugatura dei muri e
collo generale n. .......... Vista la dichiarazione di conformità al progetto approvato, della avvenuta prosciugatura dei muri e della salubrità degli ambienti, redatta dal Direttore dei Lavori (3 ) .............................................................................................................. Visto il certificato di collaudo statico delle opere in cemento armato ................................................................................. .............................
n cemento armato ................................................................................. ............................. Vista la dichiarazione presentata per l' iscrizione a catasto dell' immobile, restituita dagli uffici catastali con l' attestazione dell' avvenuta presentazione .................................. Visto il verbale di verifica degli impianti di cui alla L. 4 6 / 9 0 , redatto in ottemperanza alle disposizioni
............... Visto il verbale di verifica degli impianti di cui alla L. 4 6 / 9 0 , redatto in ottemperanza alle disposizioni dell' art. 4 , comma 1 , del D.P.R. 3 9 2 / 9 4 (4 ), in data .............. eseguito da ............................................................... Visto il verbale di verifica finale in data ........................ eseguito da ..............................................................................................................
..... eseguito da .............................................................................................................. Ritenuta l' esistenza dei presupposti per l' emanazione del presente provvedimento, certifica
l' abitabilità dell' immobile descritto, con decorrenza dal .................. Data .......................... L‟AUTO RITÀ CO MUNALE NO TE (1 ) Descrivere l' immobile in modo completo, anche dal punto di vista localizzativo e per quanto attiene alle destinazioni d' uso. (2 ) Esempi di atti richiesti dalle vigenti norme:
- edilizia antisismica;
- atti relativi agli impianti termici;
- certificazione impianti;
- nulla osta V.V.F.F. per aziende produttive, locali di pubblico spettacolo, etc.;
impianti termici;
- certificazione impianti;
- nulla osta V.V.F.F. per aziende produttive, locali di pubblico spettacolo, etc.;
- autorizzazione per gli scarichi soggetti alla L. 3 1 9 / 7 6 e 6 5 0 / 7 9 ;
- ricevute di pagamento di tasse e diritti;
- certificati ed autorizzazioni di competenza di altre Amministrazioni e istituti se dovuti;
- domanda per l' indicazione del numero civico, ove del caso. (3 ) Indicare le generalità.
Amministrazioni e istituti se dovuti;
- domanda per l' indicazione del numero civico, ove del caso. (3 ) Indicare le generalità. (4 ) La verifica è richiesta solo nei Comuni aventi più di 1 0 .0 0 0 abitanti ed in misura non inferiore al 1 0 % del numero dei certificati di abitabilità rilasciati annualmente.
b) APPENDICE ALL'ART. 31
- SPECIFICAZIONI DELLE ESIGENZE INDICATE ALL'ART. 31 a) RESISTENZAMECCANICAE STABILITA' 1 . Resistenza meccanica alle sollecitazioni statiche e dinamiche di esercizio 2 . Resistenza meccanica alle sollecitazioni accidentali 3 . Resistenza meccanica alle vibrazioni b) SICUREZZAIN CASODI INCENDIO 1 . Resistenza al fuoco 2 . Reazione al fuoco e assenza di emissioni di sostanze nocive in caso di incendio 3 . Limitazione dei rischi di generazione e propagazione di incendio
assenza di emissioni di sostanze nocive in caso di incendio 3 . Limitazione dei rischi di generazione e propagazione di incendio 4 . Evacuazione in caso di emergenza e accessibilità ai mezzi di soccorso c) TUTELADELL'IGIENE, DELLASALUTE E DELL'AMBIENTE 1 . Assenza di emissione di sostanze nocive 2 . Q ualità dell' aria: smaltimento dei gas di combustione, portata delle canne di esalazione e delle reti di smaltimento degli aeriformi 3 . Temperatura di uscita dei fumi
di combustione, portata delle canne di esalazione e delle reti di smaltimento degli aeriformi 3 . Temperatura di uscita dei fumi 4 . Portata e alimentazione delle reti di distribuzione acqua per uso idrosanitario 5 . Portata delle reti di scarico; smaltimento delle acque domestiche e fecali e delle acque reflue industriali 6 . Smaltimento delle acque meteoriche 7 . Tenuta all' acqua; impermeabilità 8 . Illuminazione naturale 9 . O scurabilità 1 0 . Temperatura dell' aria interna
teoriche 7 . Tenuta all' acqua; impermeabilità 8 . Illuminazione naturale 9 . O scurabilità 1 0 . Temperatura dell' aria interna 1 1 . Temperatura superficiale 1 2 . Ventilazione 1 3 . Umidità relativa 1 4 . Protezione dalle intrusioni d) SICUREZZANELL'IMPIEGO 1 . Sicurezza contro le cadute 2 . Sicurezza di circolazione (attrito dinamico) 3 . Limitazione dei rischi di ustione 4 . Resistenza meccanica agli urti ed allo sfondamento 5 . Sicurezza elettrica 6 . Sicurezza degli impianti e) PROTEZIONE DALRUMORE
Resistenza meccanica agli urti ed allo sfondamento 5 . Sicurezza elettrica 6 . Sicurezza degli impianti e) PROTEZIONE DALRUMORE 1 . Controllo della pressione sonora: benessere uditivo f) RISPARMIOENERGETICOE RITENZIONE DELCALORE
1 . Contenimento dei consumi energetici 2 . Temperatura dell' aria interna 3 . Temperatura dell' acqua g) FACILITA' DI ACCESSO, FRUIBILITA' E DISPONIBILITA' DI SPAZI EDATTREZZATURE 1 . Accessibilità, visitabilità, adattabilità 2 . Disponibilità di spazi minimi.
ILITA' E DISPONIBILITA' DI SPAZI EDATTREZZATURE
ILITA' E DISPONIBILITA' DI SPAZI EDATTREZZATURE 1 . Accessibilità, visitabilità, adattabilità 2 . Disponibilità di spazi minimi.
- ELENCODELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI RIFERIBILI ALLE ESIGENZE INDICATE ALL'ART. 31 a) RESISTENZAMECCANICAE STABILITA'
- Legge 5 novembre 1971, n. 1086: "Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica".
- Legge 2 febbraio 1974, n. 64: "Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le
ed a struttura metallica".
- Legge 2 febbraio 1974, n. 64: "Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche".
- D.M. 20 novembre 1987, "Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento".
- D.M. 11 marzo 1988: "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l' esecuzione
cce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l' esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione".
- D.M. 9 gennaio 1996: "Norme tecniche per il calcolo, l' esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche".
- D.M. 16 gennaio 1996: Norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza
per le strutture metalliche".
- D.M. 16 gennaio 1996: Norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi".
- D.M. 16 gennaio 1996: Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.
- Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 15 ottobre 1996, n. 252: "Istruzioni per l' applicazione delle norme tecniche per il calcolo, l' esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato
"Istruzioni per l' applicazione delle norme tecniche per il calcolo, l' esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche di cui al decreto ministeriale 9 gennaio 1 9 9 6 ". b) SICUREZZAIN CASODI INCENDIO
- D.P.R. 26 maggio 1959, n. 689: "Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione degli incendi, al controllo del Comando del Corpo dei Vigili del Fuoco".
iende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione degli incendi, al controllo del Comando del Corpo dei Vigili del Fuoco".
- Circolare del Ministero dell'Interno 14 settembre 1961, n. 91 "Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio ad uso civile".
- Circolare del Ministero dell'Interno 25 novembre 1969, n. 68: "Norme di sicurezza per impianti termici a gas di rete".
ivile".
- Circolare del Ministero dell'Interno 25 novembre 1969, n. 68: "Norme di sicurezza per impianti termici a gas di rete".
- D.P.R. 22 dicembre 1970, n. 1391: "Regolamento per l' esecuzione della legge 1 3 luglio 1 9 6 6 , n. 6 1 5 , recante provvedimenti contro l' inquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli impianti termici".
- D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577 "Approvazione del Regolamento concernente l' espletamento dei servizi antincendi".
-
D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577 "Approvazione del Regolamento concernente l' espletamento dei servizi antincendi".
-
D.M. 1° febbraio 1986: "Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l' esercizio di autorimesse e simili".
-
D.M. 16 maggio 1987, n. 246: "Norme di sicurezza per gli edifici di civile abitazione". c) TUTELADELL'IGIENE, DELLASALUTE E DELL'AMBIENTE
-
Legge 6 dicembre 1971, n. 1083: "Norme per la sicurezza dell' impiego del gas combustibile".
IENE, DELLASALUTE E DELL'AMBIENTE
IENE, DELLASALUTE E DELL'AMBIENTE
- Legge 6 dicembre 1971, n. 1083: "Norme per la sicurezza dell' impiego del gas combustibile".
- D.M. 23 novembre 1972: "Approvazione tabella UNI - CIG di cui alla legge 6 dicembre 1 9 7 1 , n. 1 0 8 3 , sulle norme per la sicurezza dell' impiego del gas combustibile".
- D.M. 5 luglio 1975, art. 5: "Modificazioni alle istruzioni ministeriali 2 0 giugno 1 8 9 6 relativamente all' altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali d' abitazione".
ali 2 0 giugno 1 8 9 6 relativamente all' altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali d' abitazione".
- Legge 10 maggio 1976, n. 319: "Norme per la tutela della acque dall' inquinamento".
- Deliberazione del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall'inquinamento del 21 febbraio
- Allegati 4 e 5 .
- Legge 5 agosto 1978, n. 457: "Norme per l' edilizia residenziale".
- D.M. 23 novembre 1982: "Direttive per il contenimento del consumo di energia relativo alla
orme per l' edilizia residenziale".
- D.M. 23 novembre 1982: "Direttive per il contenimento del consumo di energia relativo alla termoventilazione ed alla climatizzazione di edifici industriali ed artigianali".
- D.M. 21 dicembre 1990, n. 443: "Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili".
- Legge 9 gennaio 1991, n. 10: "Norme per l' attuazione del piano energetico nazionale in materia
domestico di acque potabili".
- Legge 9 gennaio 1991, n. 10: "Norme per l' attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell' energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia".
- D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 4 4 7 : "Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1 9 9 0 , n. 4 6 , in materia di sicurezza degli impianti".
- Legge 27 marzo 1992, n. 257: "Norme relative alla cessazione dell' impiego dell' amianto".
teria di sicurezza degli impianti".
- Legge 27 marzo 1992, n. 257: "Norme relative alla cessazione dell' impiego dell' amianto".
- D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412: "Regolamento recante norme per la progettazione, l' installazione, l' esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell' art. 4 , comma 4 ° , della legge 9 gennaio 1 9 9 1 , n. 1 0 ". d) SICUREZZANELL'IMPIEGO
consumi di energia, in attuazione dell' art. 4 , comma 4 ° , della legge 9 gennaio 1 9 9 1 , n. 1 0 ". d) SICUREZZANELL'IMPIEGO
- D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547: "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro".
- Legge 5 marzo 1990, n. 46: "Norme per la sicurezza degli impianti".
- D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447: "Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1 9 9 0 , n. 4 6 , in materia di sicurezza degli impianti".
- Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626: "Attuazione delle direttive 8 9 / 3 9 1 / CEE, 8 9 / 6 5 4 / CEE, 8 9 / 6 5 5 / CEE, 8 9 / 6 5 6 / CEE, 9 0 / 2 6 9 / CEE, 9 0 / 2 7 0 / CEE, 9 0 / 3 9 4 / CEE e
3 9 1 / CEE, 8 9 / 6 5 4 / CEE, 8 9 / 6 5 5 / CEE, 8 9 / 6 5 6 / CEE, 9 0 / 2 6 9 / CEE, 9 0 / 2 7 0 / CEE, 9 0 / 3 9 4 / CEE e 9 0 / 6 7 9 / CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
- Decreto Legislativo 14 agosto 1996, n. 493: "Attuazione della Direttiva 9 2 / 5 8 / CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/ o di salute sul luogo di lavoro".
irettiva 9 2 / 5 8 / CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/ o di salute sul luogo di lavoro".
- Decreto Legislativo 14 agosto 1996, n. 494: "Attuazione della Direttiva 9 2 / 5 7 / CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili". e) PROTEZIONE DALRUMORE
- DPCM1° marzo 1991 "Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell' ambiente esterno".
ZIONE DALRUMORE
ZIONE DALRUMORE
- DPCM1° marzo 1991 "Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell' ambiente esterno".
- Legge 26 ottobre 1995, n. 447: "Legge quadro sull' inquinamento acustico". f) RISPARMIOENERGETICOE RITENZIONE DELCALORE
- Legge 30 aprile 1976, n. 373: "Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici".
- D.M. 23 novembre 1982: "Direttive per il contenimento del consumo di energia relativo alla
ico per usi termici negli edifici".
- D.M. 23 novembre 1982: "Direttive per il contenimento del consumo di energia relativo alla termoventilazione ed alla climatizzazione di edifici industriali ed artigianali".
- Legge 9 gennaio 1991, n. 10 "Norme per l' attuazione del Piano Energetico nazionale in materia di uso razionale dell' energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia".
- D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 "Regolamento recante norme per la progettazione, l' installazione
fonti rinnovabili di energia".
- D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 "Regolamento recante norme per la progettazione, l' installazione l' esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione all' art. 4 , comma 4 , della legge 9 gennaio 1 9 9 1 , n. 1 0 ". g) FACILITA' DI ACCESSO, FRUIBILITA' E DISPONIBILITA' DI SPAZI EDATTREZZATURE
- Legge 30 marzo 1971, n. 118: "Conversione in legge del D.L. 3 0 gennaio 1 9 7 1 , n. 5 e nuove norme in favore di mutilati ed invalidi civili".
- Legge 9 gennaio 1989, n. 13: "Disposizioni per favorire il superamento e l' eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati".
- D.M. 14 giugno 1989, n. 236: "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l' accessibilità, l' adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed
e l' accessibilità, l' adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, ai fini del superamento e dell' eliminazione delle barriere architettoniche".
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104: "Legge-quadro per l' assistenza, l' integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".
- D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503: "Regolamento recante norme per l' eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici".
DI CONTENIMENTODEI CONSUMI ENERGETICI, DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI
- ADEMPIMENTI IN OTTEMPERANZAALLE NORMATIVE DI SICUREZZA, DI CONTENIMENTODEI CONSUMI ENERGETICI, DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI a) Legge 5 marzo 1990, n. 46: "Norme per la sicurezza degli impianti" e suo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 6 dicembre 1 9 9 1 , n. 4 4 7 Deposito presso gli uffici comunali del progetto degli impianti di seguito elencati, contestualmente alla presentazione del progetto edilizio, (art. 6 , comma 3 , lettera b): sì no
- Impianti elettrici
o elencati, contestualmente alla presentazione del progetto edilizio, (art. 6 , comma 3 , lettera b): sì no
- Impianti elettrici art. 1 , comma 1 , lett. a) della L. 4 6 / 9 0 art. 4 , comma 1 , lett. a), lett. b), lett. c) del D.P.R. 4 4 7 / 9 1
- Impianti radiotelevisivi ed elettronici
- Impianti di protezione da scariche atmosferiche art. 1 , comma 1 , lett. b) della L. 4 6 / 9 0 art. 4 , comma 1 , lett. d) del D.P.R. 4 4 7 / 9 1
- Impianti di canne fumarie collettive
comma 1 , lett. b) della L. 4 6 / 9 0 art. 4 , comma 1 , lett. d) del D.P.R. 4 4 7 / 9 1
- Impianti di canne fumarie collettive
- Impianti di climatizzazione > 40.000 Frig/h art. 1 , comma 1 , lett. c) della L. 4 6 / 9 0 art. 4 , comma 1 , lett. e) del D.P.R. 4 4 7 / 9 1
- Impianti di trasporto e utilizzazione di gas combustibili con P> 34,8 KW. art. 1 , comma 1 , lett. e) della L. 4 6 / 9 0 art. 4 , comma 1 , lett. f) del D.P.R. 4 4 7 / 9 1
- Impianti di protezione antincendio
art. 1 , comma 1 , lett. g) della L. 4 6 / 9 0 art. 4 , comma 1 , lett. g) del D.P.R. 4 4 7 / 9 1 b) Legge 9 gennaio 1991, n. 10: "Norme per l' attuazione del Piano Energetico nazionale in materia di uso razionale dell' energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia". Presentazione della relazione tecnica e del progetto di cui all' art. 2 8 al momento della comunicazione di inizio dei lavori (da intendersi come termine ultimo); la relazione è redatta sui
ll' art. 2 8 al momento della comunicazione di inizio dei lavori (da intendersi come termine ultimo); la relazione è redatta sui modelli approvati con D.M. 1 3 dicembre 1 9 9 3 .
- Progetto dell'impianto Modello A per opere relative ad edifici di nuova costruzione o a ristrutturazione di edifici. Modello B per opere relative agli impianti termici di nuova installazione in edifici esistenti e opere relative alla ristrutturazione degli impianti termici. Modello C
nti termici di nuova installazione in edifici esistenti e opere relative alla ristrutturazione degli impianti termici. Modello C per opere relative alla sostituzione di generatori di calore con P > 3 5 KW. c) D.M. 1 dicembre 1975: "Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione". Denuncia dell' impianto termico con P > 3 0 .0 0 0 Kcal/ h all' ISPESL di settore (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), prima dell' inizio dei lavori, ai sensi
ll' ISPESL di settore (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), prima dell' inizio dei lavori, ai sensi dell' art. 1 8 del D.M. citato, del D.P.R. 3 1 luglio 1 9 8 0 , n. 6 1 9 e dell' art. 2 della L. 1 2 agosto 1 9 8 2 , n. 5 9 7 . d) D.M. 16 febbraio 1982: "Modificazioni del D.M. 2 7 settembre 1 9 6 5 concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi".
sì no Presentazione del progetto al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, contestualmente alla domanda del provvedimento autorizzativo edilizio, per l' insediamento di attività elencate nell' Allegato B del decreto stesso. Specificare attività: ....................................................... ................................................ .......................................................................................................
........................ ....................................................................................................... ..................................................................................................... ..
ESTREMI DI APPROVAZIONE DELREGOLAMENTO
ESTREMI DI APPROVAZIONE DELREGOLAMENTO Il presente Regolamento è stato approvato con:
- deliberazione del C.C. n. .............. in data ....................
- divenuta esecutiva in data ........................
- pubblicata per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. .............. in data .......................... ................................ lì ........................... Visto: Il Sindaco Il Segretario Comunale
....................... ................................ lì ........................... Visto: Il Sindaco Il Segretario Comunale i La Guida all’integrazione architettonica è reperibile all’inidirizzo http://www.gsel.it/ita/fotovoltaico/Fotovoltaico.asp
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