CITTÀ di TRANI REGOLAMENTO EDILIZIO Ai sensi della L.R. n.3 del 09.03.2009
Comune di Trani · Barletta-Andria-Trani, Puglia
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3063 sezioni del documento
REGOLAMENTO EDILIZIO
CITTÀ di TRANI REGOLAMENTO EDILIZIO Ai sensi della L.R. n.3 del 09.03.2009 Adeguato allo schema di Regolamento Edilizio Tipo – RET di cui alla D.G.R. n. 2250 del 21/12/2017 PROPOSTA COLLABORATIVA A SEGUITO DI TAVOLO TECNICO SU INVITO DELL’AMMINISTRAZIONE CON L’ORDINE DEGLI ARCHITETTI PPC, COLLEGIO DEI GEOMETRI E DEI GEOMETRI LAUREATI E ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA BARLETTA - ANDRIA - TRANI REFERENTI - REDATTORI Arch. Nicola BISCEGLIE (Coordinatore Tavolo Tecnico - Consigliere delegato OAPPC BAT)
TTA - ANDRIA - TRANI REFERENTI - REDATTORI
TTA - ANDRIA - TRANI REFERENTI - REDATTORI Arch. Nicola BISCEGLIE (Coordinatore Tavolo Tecnico - Consigliere delegato OAPPC BAT) Arch. Salvatore ZINGARELLI (Fiduciario delegato OAPPC BAT) Geom. Massimo Maria NOVELLI (Referente delegato CGeGL BAT) Geom. Michele ANGIULI (Delegato CGeCL BAT) Ing. Arch. Alessandro CERVINO (Consigliere delegato OIBAT)
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 2 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Sommario PREMESSA .....................................................................................................................................4 P A R T E P R I M A ........................................................................................................................6
I M A ........................................................................................................................6 PRINCIPI GENERALI E DISCIPLINA GENERALE DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA ........................................................6 P A R T E S E C O N D A ..................................................................................................................8 DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI COMUNALI IN MATERIA EDILIZIA ..........................................................8
TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI ............................
...........8 DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI COMUNALI IN MATERIA EDILIZIA ..........................................................8 TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI .................................................................8 Capo I – SUE, SUAP e Organismi consultivi ..................................................................................8 Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi .......................................................................... 19
Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi ................................
.8 Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi .......................................................................... 19 TITOLO II - DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI .................................................................... 31 Capo I - Norme procedimentali sull'esecuzione dei lavori ............................................................. 31 Capo II - Norme tecniche sull'esecuzione dei lavori ..................................................................... 35
Capo II - Norme tecniche sull'esecuzione dei lavori ............................
31 Capo II - Norme tecniche sull'esecuzione dei lavori ..................................................................... 35 TITOLO III - DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI .......... 40 Capo I - Disciplina dell'oggetto edilizio ...................................................................................... 40 Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico ..................................................... 57
Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico ............
40 Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico ..................................................... 57 Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente.......................................................................... 66 Capo IV - Infrastrutture e reti tecnologiche ................................................................................ 69 Capo V - Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico ................................ 75
Capo V - Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico ...
............ 69 Capo V - Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico ................................ 75 Capo VI - Elementi costruttivi.................................................................................................. 83 TITOLO IV - VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO ........................................................................... 89
TITOLO IV - VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO ...................................
. 83 TITOLO IV - VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO ........................................................................... 89 TITOLO V - NORME TRANSITORIE ................................................................................................ 91 A L L E G A T I ............................................................................................................................... 92
ALLEGATO B: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE
............................................................................................................................. 92 ALLEGATO A – QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI................................................................... 92 ALLEGATO A-1: MODIFICA DELLE N.T.A. DEL P.U.G. VIGENTE .......................................................... 101 ALLEGATO B: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE
ALLEGATO B: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE
............................................ 101 ALLEGATO B: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA ........................................................ 121 ALLEGATO C: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI REGIONALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA ........................................................ 135
USI E SULLE
USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA ........................................................ 135 ALLEGATO D: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER L’APPROVAZIONE DI UN PIANO URBANISTICO ESECUTIVO (P.U.E.).................................................................................... 149 ALLEGATO E: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER IL RILASCIO DI UN
ALLEGATO E: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER IL RILASCIO
...................................... 149 ALLEGATO E: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER IL RILASCIO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE (P.D.C.) O SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ ALTERNATICA A P.D.C. (S.C.I.A. ALTERNATIVA A P.D.C.) ........................................................................................ 154 ALLEGATO F: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI
ALLEGATO F: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZ
.................................... 154 ALLEGATO F: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI UNA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (S.C.I.A.) ...................................................... 157
ALLEGATO G: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZ
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 3 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ALLEGATO G: AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI UNA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA (C.I.L.A.) ..................................................... 159 ALLEGATO H: AREA URBANISTICA – MODULISTICA RICHIESTA PARERE PREVENTIVO PROGETTO
ALLEGATO H: AREA URBANISTICA – MODULISTICA RICHIESTA PARERE PREVENTIVO PROGETTO
............................................ 159 ALLEGATO H: AREA URBANISTICA – MODULISTICA RICHIESTA PARERE PREVENTIVO PROGETTO URBANISTICO/EDILIZIO............................................................................................................ 161
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 4 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) PREMESSA Il presente REGOLAMENTO EDILIZIO rappresenta l’adeguamento del Regolamento edilizio previgente approvato con DCC n. 109 del 21/12/2007, secondo lo schema approvato nella Conferenza Unificata Stato – Regioni – Comuni del 20/10/2016, recepito con Deliberazione della
secondo lo schema approvato nella Conferenza Unificata Stato – Regioni – Comuni del 20/10/2016, recepito con Deliberazione della Giunta Regionale 11 aprile 2017 n. 554, nonché in conformità alla legge regionale n. 11 del 18/05/2017 e della Deliberazione della Giunta Regionale n. 2250 del 21/12/2017. Detto schema, in attuazione dell’art. 4, comma 1-sexies, del DPR n. 380 del 06/06/2001, ha stabilito i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i
80 del 06/06/2001, ha stabilito i principi e i criteri generali per semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale i regolamenti edilizi comunali, comunque denominati, i cui contenuti costituiscono un livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione.
essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione. Il regolamento edilizio si articola, in particolare, in due Parti: a) nella Prima Parte, denominata “Principi generali e disciplina generale dell’attività edilizia” è richiamata e non riprodotta la disciplina generale dell’attività edilizia operante in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e regionale;
riprodotta la disciplina generale dell’attività edilizia operante in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e regionale; b) nella Seconda Parte, denominata “Disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia” è raccolta la disciplina regolamentare in materia edilizia di competenza comunale, la quale, sempre al fine di assicurare la semplificazione e l’uniformità della disciplina edilizia, è ordinata nel rispetto di una struttura generale uniforme valevole su tutto il territorio statale.
à della disciplina edilizia, è ordinata nel rispetto di una struttura generale uniforme valevole su tutto il territorio statale. In particolare, la Prima Parte, comprende gli allegati A – B – C della DGR n. 554 del 11/04/2017 aggiornati dalla DGR n. 2250 del 21/12/2017 come di seguito specificati: ALLEGATO A: quadro delle definizioni uniformi, con specificazioni operative; ALLEGATO B: ricognizione delle disposizioni statali incidenti sugli usi e sulle trasformazioni del
n specificazioni operative; ALLEGATO B: ricognizione delle disposizioni statali incidenti sugli usi e sulle trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia; ALLEGATO C: ricognizione delle disposizioni regionali incidenti sugli usi e sulle trasformazioni del territorio e sull’attività edilizia; Pertanto, al fine di evitare inutili duplicazioni di disposizioni statali e regionali, la prima parte contiene il richiamo alla disciplina relativa alle materie di seguito elencate, la quale opera
atali e regionali, la prima parte contiene il richiamo alla disciplina relativa alle materie di seguito elencate, la quale opera direttamente senza la necessità di un atto di recepimento nel presente regolamento edilizio: a) le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi; b) le definizioni degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso; c) il procedimento per il rilascio e la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e le modalità di controllo degli stessi;
o; c) il procedimento per il rilascio e la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e le modalità di controllo degli stessi; d) la modulistica unificata edilizia, gli elaborati e la documentazione da allegare alla stessa; e) i requisiti generali delle opere edilizie, attinenti: e.1. ai limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini; e.2. ai rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, dei corsi d’acqua, degli
nza fra i fabbricati e dai confini; e.2. ai rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, dei corsi d’acqua, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo); e.3. alle servitù militari; e.4. agli accessi stradali; e.5. alle zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante; e.6. ai siti contaminati; f) la disciplina relative agli immobili soggetti a vincoli e tutele di ordine paesaggistico, ambientale,
- ai siti contaminati; f) la disciplina relative agli immobili soggetti a vincoli e tutele di ordine paesaggistico, ambientale, storico culturale e territoriale; g) le discipline settoriali aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia, tra cui la normativa sui requisiti tecnici delle opere edilizie e le prescrizioni specifiche stabilite dalla normativa statale e regionale per alcuni insediamenti o impianti.
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 5 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) La Seconda Parte del Regolamento Edilizio, ha per oggetto le norme regolamentari comunali che attengono all’organizzazione e alle procedure interne dell’Ente nonché alla qualità, sicurezza, sostenibilità delle opere edilizie realizzate, dei cantieri e dell’ambiente urbano, anche attraverso
hé alla qualità, sicurezza, sostenibilità delle opere edilizie realizzate, dei cantieri e dell’ambiente urbano, anche attraverso l’individuazione di requisiti tecnici integrativi o complementari, rispetto alla normativa uniforme sovraordinata richiamata nella Prima Parte del regolamento edilizio. I requisiti tecnici integrativi devono essere espressi attraverso norme prestazionali, che fissino risultati da perseguirsi nelle trasformazioni edilizie. Le prestazioni da raggiungere potranno essere
prestazionali, che fissino risultati da perseguirsi nelle trasformazioni edilizie. Le prestazioni da raggiungere potranno essere prescritte in forma quantitativa, ossia attraverso l'indicazione numerica di livelli prestazionali da assolvere, oppure essere espresse attraverso l'enunciazione di azioni e comportamenti progettuali da praticarsi affinché l'intervento persegua l'esito atteso che l’obiettivo prestazionale esprime.
i e comportamenti progettuali da praticarsi affinché l'intervento persegua l'esito atteso che l’obiettivo prestazionale esprime. I Comuni, nella definizione della disciplina regolamentare di cui alla Seconda Parte del Regolamento Edilizio, osservano i seguenti principi generali: a) semplificazione, efficienza e efficacia dell’azione amministrativa; b) perseguire un ordinato sviluppo edilizio riguardo la funzionalità, l’estetica, e l’igiene pubblica; c) incrementare la sostenibilità ambientale e energetica;
po edilizio riguardo la funzionalità, l’estetica, e l’igiene pubblica; c) incrementare la sostenibilità ambientale e energetica; d) armonizzazione della disciplina dei rapporti privati nei rapporti di vicinato; e) applicazione della Progettazione Universale superamento delle barriere architettoniche per garantire una migliore qualità della vita e la piena fruibilità dell'ambiente, costruito e non costruito, per tutte le persone e in particolare per le persone con disabilità e le fasce deboli dei
l'ambiente, costruito e non costruito, per tutte le persone e in particolare per le persone con disabilità e le fasce deboli dei cittadini, quali anziani e bambini, anche secondo l’applicazione dei criteri di Progettazione Universale di cui alla convenzione ONU ratificata con L. 18 del 03/03/2009; f) incrementare la sicurezza pubblica e il recupero urbano, la riqualificazione sociale e funzionale delle aree e/o degli edifici abbandonati e/o dismessi, quale valori di interesse pubblico da
qualificazione sociale e funzionale delle aree e/o degli edifici abbandonati e/o dismessi, quale valori di interesse pubblico da tutelare mediante attività a difesa della qualità urbana, del decoro e dell’incolumità pubblica; g) incentivare lo sviluppo sostenibile, fondato su un rapporto equilibrato tra i bisogni sociali, l'attività economica e l'ambiente; rispetto del paesaggio che rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, anche secondo i principi della Convenzione Europea del
o che rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, anche secondo i principi della Convenzione Europea del Paesaggio 20/10/2000; h) garantire il diritto di accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia edilizia e ambientale, anche secondo i principi stabiliti dalla Convenzione di Århus, Danimarca, 25/06/1998 per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle
rincipi stabiliti dalla Convenzione di Århus, Danimarca, 25/06/1998 per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere.
P A R T E P RI M A
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 6 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) P A R T E P RI M A PRINCIPI GENERALI E DISCIPLINA GENERALE DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA 1.1 – FINALITÀ DEL REGOLAMENTO EDILIZIO Le norme del presente Regolamento sono finalizzate al perseguimento di un ordinato sviluppo edilizio e una migliore qualità di vita, nel rispetto delle esigenze tecnico-estetiche, igienico –
mento di un ordinato sviluppo edilizio e una migliore qualità di vita, nel rispetto delle esigenze tecnico-estetiche, igienico – sanitarie, di sicurezza e di vivibilità degli immobili e delle loro pertinenze, anche da parte di persone disabili, nonché a garantire la tutela di valori architettonici ed ambientali, il decoro e lo sviluppo sostenibile correlati all’attività edilizia perseguendo obiettivi di semplificazione, efficienza e efficacia dell’azione amministrativa.
ile correlati all’attività edilizia perseguendo obiettivi di semplificazione, efficienza e efficacia dell’azione amministrativa. 1.2 – OGGETTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO Il Regolamento Edilizio ha per oggetto la regolamentazione di tutti gli aspetti degli interventi di trasformazione fisica e funzionale degli immobili, nonché le loro modalità attuative e procedurali. In particolare il Regolamento Edilizio, unitamente alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), definisce:
attuative e procedurali. In particolare il Regolamento Edilizio, unitamente alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA), definisce: a) i parametri edilizi ed urbanistici e le modalità della loro misura; b) i tipi d’uso ritenuti significativi ai fini del governo delle trasformazioni funzionali degli immobili; c) le condizioni e i vincoli che ineriscono le trasformazioni degli immobili, ai fini della qualità degli
ionali degli immobili; c) le condizioni e i vincoli che ineriscono le trasformazioni degli immobili, ai fini della qualità degli esiti delle trasformazioni stesse, e ai fini della tutela delle risorse ambientali, paesaggistiche e storico-culturali del territorio, richiamando, a questo proposito, anche le norme derivanti da strumenti legislativi e di pianificazione sovra ordinata; d) le regole e le caratteristiche riguardanti le dotazioni del territorio e le infrastrutture di interesse
zione sovra ordinata; d) le regole e le caratteristiche riguardanti le dotazioni del territorio e le infrastrutture di interesse generale e le dotazioni ambientali e il concorso dei soggetti attuatori degli interventi alle dotazioni stesse; e) le regole urbanistiche che disciplinano gli interventi edilizi; f) le regole riguardanti le competenze, le procedure e gli adempimenti del processo edilizio compreso lo svolgimento delle attività subdelegate al Comune in materia paesaggistica;
e e gli adempimenti del processo edilizio compreso lo svolgimento delle attività subdelegate al Comune in materia paesaggistica; g) i requisiti tecnici delle costruzioni edilizie, ivi compresi i requisiti igienici di particolare interesse edilizio. 1.3 – RINVII A NORME VIGENTI Per tutti gli aspetti di interesse dei procedimenti urbanistici ed edilizi e, in particolare, per le seguenti materie, si intendono qui recepite tutte le disposizioni normative di emanazione statale
lizi e, in particolare, per le seguenti materie, si intendono qui recepite tutte le disposizioni normative di emanazione statale incidenti sugli usi e trasformazioni del territorio, nonché sull’attività edilizia, contenute nell’elenco in ALLEGATO B, e quelle di emanazione regionale, contenute nell’elenco in ALLEGATO C: a) definizioni degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso; b) procedimento per il rilascio e la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e le modalità di controllo degli stessi;
’uso; b) procedimento per il rilascio e la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e le modalità di controllo degli stessi; c) modulistica unificata edilizia, gli elaborati e la documentazione da allegare alla stessa; d) i requisiti generali delle opere edilizie, attinenti: d.1. limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini; d.2. rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, dei corsi d’acqua, degli acquedotti e
fabbricati e dai confini; d.2. rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, dei corsi d’acqua, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo); d.3. servitù militari; d.4. accessi stradali; d.5. zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante; d.6. siti contaminati; e) disciplina relative agli immobili soggetti a vincoli e tutele di ordine paesaggistico, ambientale, storico culturale e territoriale;
iplina relative agli immobili soggetti a vincoli e tutele di ordine paesaggistico, ambientale, storico culturale e territoriale; f) discipline settoriali aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia, tra cui la normativa sui
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 7 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) requisiti tecnici delle opere edilizie e le prescrizioni specifiche stabilite dalla normativa statale e regionale per alcuni insediamenti o impianti. Per le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi, si intendono qui trascritte quelle
ni insediamenti o impianti. Per le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi, si intendono qui trascritte quelle contenute nell’elenco in ALLEGATO A. Tali definizioni modificano quelle già contenute nelle N.T.A. del P.U.G. vigente le cui nuove formulazioni sono state riportate nell’allegato A-1. 1.4 – RINVIO ALLA PIANIFICAZIONE SOVRA ORDINATA S’intendono inoltre qui recepite le definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi, contenute
LA PIANIFICAZIONE SOVRA ORDINATA
LA PIANIFICAZIONE SOVRA ORDINATA S’intendono inoltre qui recepite le definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi, contenute nell’elenco in ALLEGATO A della DGR n. 2250 del 21/12/2017, già statuite dal vigente Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) approvato con DGR n. 176 del 16 febbraio 2015 e da ogni altra pianificazione sovra ordinata vigente o di futura approvazione.
TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 8 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) P A R T E S E CO N D A DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI COMUNALI IN MATERIA EDILIZIA TITOLO I - DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI Capo I – SUE, SUAP e Organismi consultivi 2.1 – SPORTELLO UNICO PER L’EDILIZIA (SUE): COMPOSIZIONE, COMPITI E MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO
MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO
– SUE, SUAP e Organismi consultivi 2.1 – SPORTELLO UNICO PER L’EDILIZIA (SUE): COMPOSIZIONE, COMPITI E MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO Il Comune di Trani ha istituito con apposita Delibera di Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 380/2001, lo Sportello Unico per l’Edilizia (denominato SUE) ed ha recepito la modulistica unificata della Regione Puglia (https://trani.teritorioeambiente.it). COMPITI DEL SUE
COMPITI DEL SUE
ominato SUE) ed ha recepito la modulistica unificata della Regione Puglia (https://trani.teritorioeambiente.it). COMPITI DEL SUE Lo Sportello Unico per l'Edilizia cura tutti i rapporti fra il privato, l’amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all’intervento edilizio oggetto di istanza e svolge le funzioni attribuite ad esso dal D.P.R. n.380/2001 ed in particolare:
dine all’intervento edilizio oggetto di istanza e svolge le funzioni attribuite ad esso dal D.P.R. n.380/2001 ed in particolare: a) eroga servizi informativi in materia urbanistico-edilizia con relativa gestione dei rapporti con gli utenti, sia in forma tradizionale che in modalità telematica a mezzo PEC; b) cura le procedure in tema di accesso ai documenti amministrativi dell’Area Tecnica in favore di chiunque vi abbia interesse ai sensi degli articoli 22 e seguenti della Legge n. 241 del 7 agosto 1990;
rea Tecnica in favore di chiunque vi abbia interesse ai sensi degli articoli 22 e seguenti della Legge n. 241 del 7 agosto 1990; c) acquisisce le istanze per il rilascio del Permesso di Costruire, le Segnalazioni Certificate di Inizio Attività, le Comunicazioni, nonché ogni altro atto di comunicazione e/o di richiesta, comunque denominato, in materia di attività edilizia sia in forma cartacea attraverso gli uffici del protocollo
/o di richiesta, comunque denominato, in materia di attività edilizia sia in forma cartacea attraverso gli uffici del protocollo (in tal caso la ricevuta viene rilasciata a mezzo copia dell’istanza vidimata recante la data e il numero di protocollo), sia in modalità telematica; d) cura i rapporti tra l'Autorità comunale, il privato e le altre Amministrazioni chiamate a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto dell'istanza o della segnalazione;
e le altre Amministrazioni chiamate a pronunciarsi in ordine all'intervento edilizio oggetto dell'istanza o della segnalazione; e) ai fini del perfezionamento del titolo abilitativo, il SUE acquisisce direttamente o tramite conferenza di servizi ai sensi della L. n. 241/1990 e s.m.i., gli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai fini della realizzazione dell’intervento edilizio; f) assicura al richiedente una risposta unica e tempestiva, cartacea o telematica, in luogo degli altri
ell’intervento edilizio; f) assicura al richiedente una risposta unica e tempestiva, cartacea o telematica, in luogo degli altri Settori comunali e di tutte le Amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico artistico o alla tutela della salute, della sicurezza e della pubblica incolumità. Pertanto, le
itoriale, del patrimonio storico artistico o alla tutela della salute, della sicurezza e della pubblica incolumità. Pertanto, le comunicazioni al richiedente sono trasmesse esclusivamente dallo sportello unico: gli altri uffici comunale e le amministrazioni pubbliche diverse dal comune, che sono interessate al procedimento non possono trasmettere al richiedente atti autorizzatori nulla osta, pareri o atti di consenso, anche a contenuto negativo, comunque denominati, e sono tenuti a trasmettere
utorizzatori nulla osta, pareri o atti di consenso, anche a contenuto negativo, comunque denominati, e sono tenuti a trasmettere immediatamente al SUE tutte le segnalazioni, le domande, gli atti e la documentazione ad essi eventualmente presentati, dandone comunicazione al richiedente g) svolge l’attività procedimentale nei tempi e nei modi disciplinati dalla vigente normativa statale e regionale; h) procede al rilascio dei Permessi di Costruire, nonché delle certificazioni attestanti le prescrizioni
va statale e regionale; h) procede al rilascio dei Permessi di Costruire, nonché delle certificazioni attestanti le prescrizioni normative e le determinazioni provvedimentali a carattere urbanistico, paesaggistico- ambientale, edilizio, idrogeologico e di qualsiasi altro tipo comunque rilevanti ai fini degli interventi di trasformazione edilizia del territorio; i) a norma di quanto disposto dal Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 177 del 23
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 9 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) febbraio 2010 (B.U.R.P. n. 42 del 04/03/2010) e s.m.i., emanato in applicazione della Legge Regionale n. 36 del 19/12/2008, lo Sportello Unico dell’Edilizia svolge i compiti e le funzioni di cui all’art. 93, comma 1 e art. 96 del DPR 380/2001 in materia di ricezione istanze e
Edilizia svolge i compiti e le funzioni di cui all’art. 93, comma 1 e art. 96 del DPR 380/2001 in materia di ricezione istanze e presentazione dei progetti di costruzione in zona sismica con trasmissione copia alla Provincia di Barletta Andria Trani; j) cura, ove previsto dalle vigenti disposizioni, la pubblicazione degli atti all’Albo Pretorio o nelle forme previste dalle stesse disposizioni; k) gestisce gli archivi cartacei ed informatizzati del Servizio Edilizia e Urbanistica della Area Urbanistica.
sse disposizioni; k) gestisce gli archivi cartacei ed informatizzati del Servizio Edilizia e Urbanistica della Area Urbanistica. Tutte le pratiche trasmesse devono essere corredate della documentazione minima richiesta come obbligatoria in conformità ai contenuti della modulistica unificata edilizia approvata dalla Regione Puglia. Nel caso di approvazione di un Regolamento Comunale di funzionamento del SUE, le norme del
lizia approvata dalla Regione Puglia. Nel caso di approvazione di un Regolamento Comunale di funzionamento del SUE, le norme del presente articolo s’intendono automaticamente integrate con quelle del detto Regolamento che prevalgono sulle precedenti. 2.2 – SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE (SUAP) Il Comune di Trani ha istituito apposita delibera di Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 447/1998 e del DPR n. 160/2010, lo Sportello Unico per le Attività Produttive (denominato SUAP).
ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 447/1998 e del DPR n. 160/2010, lo Sportello Unico per le Attività Produttive (denominato SUAP). Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), e per esso dal RUP, secondo la normativa vigente, cura tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l'esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione,
i attività produttive e di prestazione di servizi, quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività. Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), come disciplinato dal DPR n.160 del 2010 ed ai sensi dell’articolo 38, comma 3 del DL n.112 del 2008 convertito con modificazioni dalla legge n.133
al DPR n.160 del 2010 ed ai sensi dell’articolo 38, comma 3 del DL n.112 del 2008 convertito con modificazioni dalla legge n.133 del 2008, assicura al richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico- artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità.
mbientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico- artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Il SUAP fornisce informazioni e modulistica attraverso le pagine web dedicate, presenti nel sito internet comunale. Tutte le pratiche trasmesse devono essere corredate della documentazione minima richiesta come obbligatoria in conformità ai contenuti della modulistica unificata vigente. Il SUAP è composto da:
azione minima richiesta come obbligatoria in conformità ai contenuti della modulistica unificata vigente. Il SUAP è composto da: Front Office: per rispondere alle istanze dei cittadini su questioni generiche,procedure, modulistica, stato delle pratiche, assicura lo svolgimento delle funzioni di carattere informativo/promozionale, prende in carico le istanze e consegna le autorizzazioni finali ai soggetti richiedenti; acquisisce, anche con la promozione di conferenze di servizio,
anze e consegna le autorizzazioni finali ai soggetti richiedenti; acquisisce, anche con la promozione di conferenze di servizio, autorizzazioni, certificazioni e nulla osta di enti esterni, necessari ai fini della realizzazione degli interventi edilizi e della utilizzazione dei manufatti edilizi; Back Office: si occupa della catalogazione delle istanze, dell’istruttoria per le autorizzazioni, della individuazione di tutti gli atti strumentali la cui acquisizione è necessaria all’emanazione
ttoria per le autorizzazioni, della individuazione di tutti gli atti strumentali la cui acquisizione è necessaria all’emanazione del provvedimento conclusivo e dell’ottenimento degli stessi anche a mezzo della Conferenza di Servizio di cui all’art. 14 e seguenti della Legge n. 241/1990, della definizione delle procedure specifiche quali schemi di convenzione, ecc.); Segreteria Amministrativa: adempie alle funzioni e competenze di carattere segretariale, svolge
schemi di convenzione, ecc.); Segreteria Amministrativa: adempie alle funzioni e competenze di carattere segretariale, svolge un ruolo di supporto operativo nell’espletamento dei compiti e delle funzioni di competenza del personale della Struttura, cura l’aggiornamento delle informazioni contenute nelle banche dati del SUAP; gestisce i servizi di pubblicazione e notifica degli atti attinenti la gestione del
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 10 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) procedimento; risponde della gestione dei servizi di archiviazione e protocollazione, gestisce l’archivio cartaceo e informatico delle pratiche attivate presso la struttura. Nel caso di approvazione di un Regolamento Comunale di funzionamento del SUAP, il presente
ratiche attivate presso la struttura. Nel caso di approvazione di un Regolamento Comunale di funzionamento del SUAP, il presente articolo s’intende automaticamente integrato o modificato in conformità alle stesse. 2.3 – COMMISSIONE LOCALE PER IL PAESAGGIO (CLP) Il Comune di Trani, ai sensi dell’art. 8 della LR n. 20 del 07.10.2009 “Norme per la pianificazione Paesaggistica”, con apposita deliberazione del Consiglio Comunale ha istituito la Commissione
.2009 “Norme per la pianificazione Paesaggistica”, con apposita deliberazione del Consiglio Comunale ha istituito la Commissione Locale per il Paesaggio e per i procedimenti di VAS (nel seguito denominata CLP). La CLP è un organo collegiale tecnico-consultivo istituito ai sensi dell’art. 148 del D.lgs. n.42/2004 (Codice dei beni culturali) che garantisce la valutazione specifica ed autonoma degli aspetti paesaggistici rispetto a quelli urbanistico edilizi, con riferimento alle competenze delegate al
ifica ed autonoma degli aspetti paesaggistici rispetto a quelli urbanistico edilizi, con riferimento alle competenze delegate al comune in materia di paesaggio ai sensi della L.R. 20/2009 e s.m.i. (Autorizzazione paesaggistica per la trasformazione degli immobili soggetti a tutela paesaggistica) con esclusione degli interventi e delle opere soggette a procedimento autorizzatorio semplificato, ai sensi dell’art. 11, comma 10,
esclusione degli interventi e delle opere soggette a procedimento autorizzatorio semplificato, ai sensi dell’art. 11, comma 10, del D.P.R. n. 31 del 13/02/2017 “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata”. La CLP, come regolata dalla L.R. n. 28 del 26 ottobre 2016 - “Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica” è composta da almeno tre e non più di cinque membri selezionati
isure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica” è composta da almeno tre e non più di cinque membri selezionati dall’ente delegato a seguito di avviso pubblico, anche attraverso elenchi di esperti in possesso di specializzazione universitaria ed esperienza almeno biennale in materie attinenti alla tutela paesaggistica, alla storia dell’arte e dell’architettura, alla pianificazione territoriale, all’archeologia e
inenti alla tutela paesaggistica, alla storia dell’arte e dell’architettura, alla pianificazione territoriale, all’archeologia e alle scienze geologiche, agrarie o forestali. La commissione composta da un numero di membri superiore a tre deve includere una figura professionale priva di titolo universitario purché sia documentata esperienza quinquennale in dette materie e sia iscritta a un albo professionale. Inoltre, ai sensi dell’art. 8, comma 2.d, della LR 25 n. 17/2013 “Disposizioni in materia di beni
ritta a un albo professionale. Inoltre, ai sensi dell’art. 8, comma 2.d, della LR 25 n. 17/2013 “Disposizioni in materia di beni culturali”, nell’ipotesi la commissione fosse composta da cinque componenti, la stessa comprende un membro archeologo, il quale partecipa in via permanente alle sedute dell’organo consultivo. La CLP del Comune di Trani, composta da n. 3 membri, è costituita da: un esperto nella pianificazione paesaggistica (in via esemplificativa: esperto di architettura,
n. 3 membri, è costituita da: un esperto nella pianificazione paesaggistica (in via esemplificativa: esperto di architettura, ingegneria, pianificazione del territorio ad orientamento ambientale, Valutazione Ambientale Strategica); un esperto in scienze della terra e geomorfologia (geologia, ingegneria idraulica, scienze agrarie, scienze forestali); un esperto in progettazione del restauro, recupero e riuso dei beni architettonici culturali, (ingegneria, architettura, tecnica del restauro).
rogettazione del restauro, recupero e riuso dei beni architettonici culturali, (ingegneria, architettura, tecnica del restauro). Il Comune (ai sensi dell’art. 8 della LR n. 19/2015) è tenuto a inserire sul sito web regionale www.sit.puglia.itcopia del provvedimento istitutivo della commissione locale per il paesaggio contenente il nominativo dei singoli membri e i rispettivi curricula professionali, oltre a ogni variazione della composizione della commissione.
inativo dei singoli membri e i rispettivi curricula professionali, oltre a ogni variazione della composizione della commissione. La commissione dura in carica non oltre tre anni e i suoi membri possono parteciparvi per non più di una volta e, non possono essere contestualmente membri della Commissione Edilizia e/o Urbanistica. Alle sedute della Commissione partecipano, senza diritto di voto, il responsabile del procedimento
one Edilizia e/o Urbanistica. Alle sedute della Commissione partecipano, senza diritto di voto, il responsabile del procedimento a cui e demandato il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, con funzioni di segretario, e/o altro personale degli uffici comunali che abbia competenze in una delle discipline indicate dalla L.R.
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 11 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) n.20/2009 e meglio richiamate nella D.G.R. n. 2273 del 24.11.2009 con lo scopo di illustrare le pratiche oggetto di valutazione. Su formale richiesta del Presidente, possono prendere parte alle sedute della Commissione, senza diritto di voto ed esclusivamente a titolo gratuito, esperti delle materie sopra indicate.
alle sedute della Commissione, senza diritto di voto ed esclusivamente a titolo gratuito, esperti delle materie sopra indicate. Il compenso dei componenti della CLP, a valere quale rimborso spese, è disciplinato dall’apposito regolamento comunale. La commissione esprime, nel termine perentorio di venti giorni (20) dalla richiesta, parere autonomo e presupposto, obbligatorio ma non vincolante, nelle seguenti materie: procedure previste dall’art. 146 del d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i.;
gatorio ma non vincolante, nelle seguenti materie: procedure previste dall’art. 146 del d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i.; procedure di compatibilità paesaggistica previste del PPTR approvato dalla Regione Puglia, ad esclusione delle procedure che interessano gli strumenti urbanistici esecutivi interessati da beni o ulteriori contesti paesaggistici in quanto, ai sensi del comma 2 della L.R. n. 19/2015, la competenza a rilasciare il parere di compatibilità paesaggistica è in capo alla Regione;
i del comma 2 della L.R. n. 19/2015, la competenza a rilasciare il parere di compatibilità paesaggistica è in capo alla Regione; procedure ex art. 4, 1° comma, della L.R. 19/2013 (parere tecnico di compatibilità per le opere minori ricadenti nelle aree del Piano di Assetto Idrogeologico); Piani Urbanistici che interessino zone sottoposte a tali tutele e di Piani e/o Programmi soggetti alla Valutazione Ambientale Strategica ai sensi degli artt. 8 e 9, della Legge Regionale 14 dicembre 2012 n. 44 e s.m.i.
oggetti alla Valutazione Ambientale Strategica ai sensi degli artt. 8 e 9, della Legge Regionale 14 dicembre 2012 n. 44 e s.m.i. Le sedute della commissione sono valide con la presenza di oltre la metà dei suoi membri. Nella prima seduta la commissione elegge fra i suoi membri il presidente. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e in caso di parità prevale il voto del presidente. Le sedute della commissione non sono pubbliche. Il presidente, ove lo ritenga opportuno, potrà
à prevale il voto del presidente. Le sedute della commissione non sono pubbliche. Il presidente, ove lo ritenga opportuno, potrà ammettere a partecipare alla seduta il progettista onde consentirgli una più compiuta illustrazione del progetto da esaminare. Il parere della Commissione è reso pubblico sul sito del Comune. Per tutto quanto non espressamente disciplinato nel presente regolamento trova applicazione la normativa nazionale e regionale in materia.
quanto non espressamente disciplinato nel presente regolamento trova applicazione la normativa nazionale e regionale in materia. Nel caso di variazione del Regolamento Comunale per la istituzione, composizione e funzionamento della Commissione locale per il Paesaggio, le norme del presente articolo s’intendono automaticamente integrate con quelle del nuovo Regolamento che prevalgono sulle precedenti. 2.4 – COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE (CEC)
aticamente integrate con quelle del nuovo Regolamento che prevalgono sulle precedenti. 2.4 – COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE (CEC) Il Comune si può avvalere nel governo delle attività edilizie della Commissione edilizia comunale (nel seguito denominata CEC). La CEC, se costituita, è l'organismo consultivo del Comune in materia edilizia. Il parere della Commissione edilizia ha efficacia meramente consultiva e può essere richiesto per: i progetti comportanti il rilascio del PdC;
Commissione edilizia ha efficacia meramente consultiva e può essere richiesto per: i progetti comportanti il rilascio del PdC; i progetti che si attuano per mezzo di PdCU e di loro varianti; gli atti di annullamento di PdC, se esplicitamente richiesti dal dirigente o dal responsabile comunale del provvedimento; i progetti di opere pubbliche o d'interesse pubblico, ancorché autorizzati con determinazioni equivalenti a PdC o PdCU;
mento; i progetti di opere pubbliche o d'interesse pubblico, ancorché autorizzati con determinazioni equivalenti a PdC o PdCU; i PdC di varianti in corso d'opera incidenti sui parametri urbanistici ed edilizi non legittimabili con SCIA; eventuali interpretazioni delle norme del presente RE, su richiesta facoltativa dell'Amministrazione o del dirigente dell'UTC. Nel caso di approvazione del Regolamento Comunale per la istituzione, composizione e
l'Amministrazione o del dirigente dell'UTC. Nel caso di approvazione del Regolamento Comunale per la istituzione, composizione e funzionamento della Commissione locale per il Paesaggio, le norme del presente articolo
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 12 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) s’intendono automaticamente integrate con quelle del nuovo Regolamento che prevalgono sulle precedenti. 2.4.1. Composizione della CEC La Commissione Edilizia Comunale, se istituita, è composta da n. 7 componenti effettivi e tra questi
4.1. Composizione della CEC La Commissione Edilizia Comunale, se istituita, è composta da n. 7 componenti effettivi e tra questi il Presidente, nominati dal Sindaco con provvedimento sindacale. La CEC ha la seguente composizione: il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale (senza diritto di voto); un avvocato, esperto in diritto edilizio – urbanistico; un architetto, esperto di progettazione edilizia; un ingegnere, esperto di progettazione edilizia;
o edilizio – urbanistico; un architetto, esperto di progettazione edilizia; un ingegnere, esperto di progettazione edilizia; un architetto o ingegnere edile, esperto di recupero edilizio; un ingegnere geotecnico o un geologo, esperto di stabilità dei suoli; un geometra o perito edile. I componenti effettivi (avvocato, ingegnere, architetto, geologo, geometra o perito edile) sono scelti in terne di professionisti indicati dai rispettivi ordini o collegi, entro trenta giorni dalla
metra o perito edile) sono scelti in terne di professionisti indicati dai rispettivi ordini o collegi, entro trenta giorni dalla richiesta del Comune, decorsi i quali il Sindaco provvede autonomamente. Alle riunioni della CEC partecipano anche, quali componenti consultivi, senza diritto di voto, cinque esperti, nominati dal Sindaco, in materia di impatto ambientale, geotecnica, agraria, di sicurezza e igiene ambientale, di qualità edilizio – urbanistica. I componenti consultivi possono essere
geotecnica, agraria, di sicurezza e igiene ambientale, di qualità edilizio – urbanistica. I componenti consultivi possono essere convocati, di volta in volta, dal Presidente della stessa commissione, singolarmente o congiuntamente, su temi specialistici. Può essere nominato anche un Vicepresidente vicario, che sostituisce il Presidente in caso di impedimento temporaneo di questi. I componenti della CEC restano in carica per la durata del Consiglio comunale e fino
n caso di impedimento temporaneo di questi. I componenti della CEC restano in carica per la durata del Consiglio comunale e fino all'insediamento del nuovo Consiglio comunale o del Commissario straordinario, in caso di scioglimento del Consiglio. Essi sono nominabili per non più di due volte consecutive, decadono dopo cinque assenze consecutive non giustificate, e sono surrogati non oltre 15 giorni dalla dichiarazione di decadenza. Pari condizioni si prevedono per i componenti subentranti, nominati
rogati non oltre 15 giorni dalla dichiarazione di decadenza. Pari condizioni si prevedono per i componenti subentranti, nominati con il medesimo criterio di quelli sostituiti. Per le incompatibilità valgono le disposizioni dello statuto comunale in materia di nomine. L’atto sindacale di nomina della Commissione va improntato a criteri di trasparenza ed ha la stessa pubblicità delle deliberazioni comunali. Il compenso dei componenti della CEC, per ogni seduta, è disciplinato da apposito regolamento comunale.
deliberazioni comunali. Il compenso dei componenti della CEC, per ogni seduta, è disciplinato da apposito regolamento comunale. 2.4.2. Modalità di funzionamento della CEC La CEC, previa convocazione da parte del suo Presidente, si riunisce presso la sede del Comune mediamente per due sedute al mese, per l'esame e l'espressione di pareri sulle domande di PdC, già istruite dall'UTC, nonché sugli atti di natura edilizia e urbanistica rientranti nelle sue competenze.
sulle domande di PdC, già istruite dall'UTC, nonché sugli atti di natura edilizia e urbanistica rientranti nelle sue competenze. Il parere è espresso e contestualmente trasmesso sollecitamente agli uffici comunali competenti per consentire loro il rispetto del periodo utile per il rilascio del PdC prescritto dal presente RE. Svolge funzioni di Segretario della CEC un funzionario comunale, designato dal Dirigente dell'UTC, che cura: le convocazioni della Commissione disposte dal Presidente;
n funzionario comunale, designato dal Dirigente dell'UTC, che cura: le convocazioni della Commissione disposte dal Presidente; la redazione dei verbali e la loro tenuta e custodia; l’elenco delle pratiche edilizie da sottoporre al parere della CEC in ordine cronologico, secondo il numero di protocollo di trasmissione delle stesse, adeguatamente istruite da parte dell’Utc o dello sportello unico per l'edilizia. Tale elenco dovrà avere adeguata pubblicità o visibilità in
e istruite da parte dell’Utc o dello sportello unico per l'edilizia. Tale elenco dovrà avere adeguata pubblicità o visibilità in modo da essere facilmente consultabile; la vidimazione degli atti amministrativi e tecnici trasmessi alla Commissione;
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 13 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) la sollecita trasmissione dei pareri della Commissione all'ufficio dello sportello unico per l'edilizia o al Dirigente dell'UTC preposto al rilascio dei permessi di costruire, ovvero ad altri uffici comunali che abbiano richiesto pareri su atti programmatici in materie di competenza della Commissione;
, ovvero ad altri uffici comunali che abbiano richiesto pareri su atti programmatici in materie di competenza della Commissione; la sollecita trasmissione all’UTC o allo sportello unico per l'edilizia di richieste d'integrazione documentali o di chiarimenti da parte della CEC; la verbalizzazione dei sopralluoghi che la CEC decida di effettuare per l'acquisizione di elementi indispensabili per l'espressione di pareri.
ione dei sopralluoghi che la CEC decida di effettuare per l'acquisizione di elementi indispensabili per l'espressione di pareri. Per un razionale svolgimento di tali adempimenti, la CEC può stabilire, nel rispetto del presente RE e delle norme processuali amministrative, un proprio protocollo di operatività che, se produce effetti con rilevanza esterna, va pubblicizzato. Per la validità delle riunioni della CEC è necessaria la presenza della metà più uno dei componenti la
sterna, va pubblicizzato. Per la validità delle riunioni della CEC è necessaria la presenza della metà più uno dei componenti la Commissione e che gli stessi siano venuti a conoscenza dell'indispensabile convocazione da parte del Presidente, anche in via breve. Le riunioni sono preventivamente concordate con cadenza temporale costante, in sede d'approvazione del citato protocollo di operatività. L’esame dei progetti è preceduto da una sintetica illustrazione del Presidente o del componente
itato protocollo di operatività. L’esame dei progetti è preceduto da una sintetica illustrazione del Presidente o del componente relatore dallo stesso prescelto, sulla scorta delle relazioni istruttorie trasmesse dal responsabile del procedimento. L’espressione del parere è assunta a maggioranza dei presenti, con prevalenza, in caso di parità, di quello del Presidente. Eventuali valutazioni contrarie al parere preso a maggioranza sono riportate nel processo verbale della seduta.
del Presidente. Eventuali valutazioni contrarie al parere preso a maggioranza sono riportate nel processo verbale della seduta. Non devono essere presenti all'esame e alla formulazione di parere su progetti i componenti della CEC che ne hanno curato la redazione o abbiano interessi soggettivi alla realizzazione delle opere relative. Gli autori dei progetti possono, su richiesta loro o della CEC, essere ascoltati per fornire eventuali chiarimenti, se necessari.
li autori dei progetti possono, su richiesta loro o della CEC, essere ascoltati per fornire eventuali chiarimenti, se necessari. Per progetti edilizi e urbanistici di particolare complessità e rilevanza la CEC può avvalersi della consulenza degli esperti di cui al precedente punto. 2.5 – COMMISSIONE URBANISTICA COMUNALE (CUC) Nel Comune di Trani, ai sensi del T.U.E.L., di cui al D.Lgs. n. 267/2000, e s.m.i., è istituita la
NE URBANISTICA COMUNALE (CUC)
NE URBANISTICA COMUNALE (CUC) Nel Comune di Trani, ai sensi del T.U.E.L., di cui al D.Lgs. n. 267/2000, e s.m.i., è istituita la Commissione Urbanistica Comunale con apposita delibera di Giunta Comunale (nel seguito denominata CUC) per trattare gli argomenti inerenti il governo del territorio ed in particolare la pianificazione urbanistica. Nel caso di variazione del Regolamento Comunale per la istituzione, composizione e funzionamento
la pianificazione urbanistica. Nel caso di variazione del Regolamento Comunale per la istituzione, composizione e funzionamento della CUC, le norme del presente articolo s’intendono automaticamente integrate con quelle del nuovo Regolamento che prevalgono sulle precedenti. 2.5.1. Funzioni della Commissione Urbanistica Comunale (CUC) Il Comune si può avvalere nel governo delle attività di trasformazione urbanistica del territorio, della CUC quale organismo consultivo in materia urbanistica.
overno delle attività di trasformazione urbanistica del territorio, della CUC quale organismo consultivo in materia urbanistica. La Commissione esprime pareri consultivi in merito a: a) tutte le questioni di carattere urbanistico riguardanti il territorio comunale; b) piani e programmi di recupero e di riqualificazione urbana; c) progetti di opere pubbliche o d'interesse pubblico, di rilevanza territoriale; d) varianti generali o parziali del RE; e) PUE di iniziativa privata o pubblica, e loro varianti;
co, di rilevanza territoriale; d) varianti generali o parziali del RE; e) PUE di iniziativa privata o pubblica, e loro varianti; f) varianti del PUG vigente; g) eventuali interpretazioni delle norme delle NTA del PUG dei PUE di ogni tipo; h) valutazioni sulla compatibilità con il PUG e con i PUE o con i programmi di riqualificazione e recupero urbano e ambientale, di piani sovracomunali territoriali e di settore, di patti o intese di
rammi di riqualificazione e recupero urbano e ambientale, di piani sovracomunali territoriali e di settore, di patti o intese di programma, su richiesta facoltativa dell'Amministrazione o del dirigente dell'UTC.
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 14 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) I pareri della CUC relativi agli argomenti di cui alle lettere “e” ed “f” sono obbligatori. 2.5.2 Composizione della CUC La Commissione è composta da numero 10 (dieci) membri, nominati dal Sindaco con provvedimento sindacale, di cui: il Sindaco e/o suo Delegato che la presiede di diritto;
eci) membri, nominati dal Sindaco con provvedimento sindacale, di cui: il Sindaco e/o suo Delegato che la presiede di diritto; un Consigliere Comunale in rappresentanza della Maggioranza; un Consigliere Comunale in rappresentanza della Minoranza; il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale (senza diritto di voto); un ingegnere; un architetto; un geologo; un ingegnere/architetto esperto di paesaggio; un urbanista; un avvocato.
); un ingegnere; un architetto; un geologo; un ingegnere/architetto esperto di paesaggio; un urbanista; un avvocato. Alle riunioni della CUC partecipano anche, quali membri consultivi, senza diritto di voto, cinque esperti, nominati dal Sindaco, in materia di:
- impatto ambientale;
- geotecnica;
- agraria;
- di sicurezza e igiene ambientale;
- di qualità edilizio-urbanistica; che potranno essere convocati, di volta in volta, dal Presidente della stessa commissione,
; 5) di qualità edilizio-urbanistica; che potranno essere convocati, di volta in volta, dal Presidente della stessa commissione, singolarmente o congiuntamente, su temi specialistici. I componenti (avvocato, ingegnere, architetto, geologo) sono scelti in terne di professionisti indicati dai rispettivi ordini o collegi, entro trenta giorni dalla richiesta del Comune, decorsi i quali il Sindaco provvede autonomamente.
rispettivi ordini o collegi, entro trenta giorni dalla richiesta del Comune, decorsi i quali il Sindaco provvede autonomamente. Può essere nominato anche un Vicepresidente vicario, che sostituisce il Presidente in caso di impedimento temporaneo di questi. I componenti della CUC permangono in carica tre anni e comunque non oltre il mandato del Sindaco e fino all'insediamento del nuovo Consiglio comunale o del Commissario straordinario, in caso di scioglimento del Consiglio.
aco e fino all'insediamento del nuovo Consiglio comunale o del Commissario straordinario, in caso di scioglimento del Consiglio. Essi sono nominabili per non più di due volte consecutive, decadono dopo tre assenze consecutive non giustificate, e sono surrogati non oltre 15 giorni dalla dichiarazione di decadenza. Pari condizioni si prevedono per i componenti subentranti, nominati con il medesimo criterio di quelli
chiarazione di decadenza. Pari condizioni si prevedono per i componenti subentranti, nominati con il medesimo criterio di quelli sostituiti. Per le incompatibilità valgono le disposizioni dello statuto comunale in materia di nomine. L’atto sindacale di nomina della Commissione va improntato a criteri di trasparenza ed ha la stessa pubblicità delle deliberazioni comunali. Il compenso dei componenti della CUC, per ogni seduta, è disciplinato da apposito regolamento comunale.
deliberazioni comunali. Il compenso dei componenti della CUC, per ogni seduta, è disciplinato da apposito regolamento comunale. 2.5.3 Modalità di funzionamento della CUC La CUC, previa convocazione di norma in via telematica da parte del suo Presidente, si riunisce presso la sede del Comune mediamente per due sedute al mese, per l'esame e l'espressione di pareri sugli atti di natura edilizia - urbanistica rientranti nelle sue competenze, già istruiti dall'UTC.
me e l'espressione di pareri sugli atti di natura edilizia - urbanistica rientranti nelle sue competenze, già istruiti dall'UTC. Copia dell’avviso di convocazione è affissa all’albo pretorio del Comune. La convocazione della Commissione deve avvenire di norma almeno 5 giorni consecutivi prima della Seduta (compreso il giorno della convocazione ed escluso il giorno della seduta), ovvero in casi di
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 15 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) particolare urgenza almeno 2 giorni consecutivi. Se entro 2 giorni consecutivi dalla data fissata per la riunione pervengono comunicazioni da parte dei componenti di motivata impossibilità di partecipazione, tali da comportare la mancanza di validità della seduta, il Presidente dispone il rinvio ad una data successiva
partecipazione, tali da comportare la mancanza di validità della seduta, il Presidente dispone il rinvio ad una data successiva Il parere espresso dalla commissione è trasmesso sollecitamente agli uffici comunali competenti per consentire il rispetto delle tempistiche di legge. Svolge funzioni di Segretario della CUC un funzionario comunale, designato dal Dirigente dell'UTC, che cura: a. le convocazioni della Commissione disposte dal Presidente; b. la redazione dei verbali e la loro tenuta e custodia;
che cura: a. le convocazioni della Commissione disposte dal Presidente; b. la redazione dei verbali e la loro tenuta e custodia; c. l'elenco delle pratiche edilizie da sottoporre al parere della CEC in ordine cronologico, secondo il numero di protocollo di trasmissione delle stesse, adeguatamente istruite da parte dell’Utc o dello sportello unico per l'edilizia. Tale elenco dovrà avere adeguata pubblicità o visibilità in modo da essere facilmente consultabile;
rtello unico per l'edilizia. Tale elenco dovrà avere adeguata pubblicità o visibilità in modo da essere facilmente consultabile; d. la vidimazione degli atti amministrativi e tecnici trasmessi alla Commissione; e. la sollecita trasmissione dei pareri della Commissione all'ufficio dello sportello unico per l'edilizia o al Dirigente dell'UTC preposto al rilascio dei permessi di costruire, ovvero ad altri uffici comunali che abbiano richiesto pareri su atti programmatici in materie di competenza della
di costruire, ovvero ad altri uffici comunali che abbiano richiesto pareri su atti programmatici in materie di competenza della Commissione; f. la sollecita trasmissione all’UTC o allo sportello unico per l'edilizia di richieste d'integrazione documentali o di chiarimenti da parte della CUC; g. la verbalizzazione dei sopralluoghi che la CUC decida di effettuare per l'acquisizione di elementi indispensabili per l'espressione di pareri. Per un razionale svolgimento di tali adempimenti, la
per l'acquisizione di elementi indispensabili per l'espressione di pareri. Per un razionale svolgimento di tali adempimenti, la CUC può stabilire, nel rispetto del presente RE e delle norme processuali amministrative, un proprio protocollo di operatività che, se produce effetti con rilevanza esterna, va pubblicizzato. In caso di assenza del Segretario, il Presidente può avocare a sé le funzioni del Segretario o può delegare un altro componente della commissione a farne funzione.
il Presidente può avocare a sé le funzioni del Segretario o può delegare un altro componente della commissione a farne funzione. Per la validità delle riunioni della CUC è necessaria la presenza della metà più uno dei componenti la Commissione e che gli stessi siano venuti a conoscenza dell'indispensabile convocazione da parte del Presidente, anche in via breve. Le riunioni sono preventivamente concordate con cadenza temporale costante, in sede d'approvazione del citato protocollo di operatività.
oni sono preventivamente concordate con cadenza temporale costante, in sede d'approvazione del citato protocollo di operatività. L’esame dei progetti è preceduto da una sintetica illustrazione del Presidente o del componente relatore dallo stesso prescelto, sulla scorta delle relazioni istruttorie trasmesse dal responsabile del procedimento. L’espressione del parere è assunta a maggioranza semplice dei presenti, con prevalenza, in caso di
esponsabile del procedimento. L’espressione del parere è assunta a maggioranza semplice dei presenti, con prevalenza, in caso di parità, di quello del Presidente. Eventuali valutazioni contrarie al parere preso a maggioranza sono riportate nel processo verbale della seduta. È prevista la possibilità per i componenti di astenersi dalla votazione. I punti di cui non viene ultimata l’analisi possono essere rimandati a una seduta successiva.
enti di astenersi dalla votazione. I punti di cui non viene ultimata l’analisi possono essere rimandati a una seduta successiva. Non devono essere presenti all'esame e alla formulazione di parere su progetti i componenti della CUC che ne hanno curato la redazione o abbiano interessi soggettivi alla realizzazione delle opere relative. Gli autori dei progetti possono, su richiesta loro o della CUC, essere ascoltati per fornire eventuali
URBANISTICA COMUNALE INTEGRATA (CUCI)
one delle opere relative. Gli autori dei progetti possono, su richiesta loro o della CUC, essere ascoltati per fornire eventuali chiarimenti, se necessari. Per progetti edilizi e urbanistici di particolare complessità e rilevanza, la CUC può avvalersi della consulenza degli esperti di cui al precedente punto. 2.6 – COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE INTEGRATA (CECI) E COMMISSIONE URBANISTICA COMUNALE INTEGRATA (CUCI) Il Comune di Trani, ove ritenuto necessario può procedere alla formazione, della Commissione
BANISTICA COMUNALE INTEGRATA (CUCI)
BANISTICA COMUNALE INTEGRATA (CUCI) Il Comune di Trani, ove ritenuto necessario può procedere alla formazione, della Commissione Edilizia Comunale Integrata (di seguito denominata CECI) e della Commissione Urbanistica Comunale Integrata (di seguito denominata CUCI) con componenti particolarmente esperti nelle
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 16 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) materie storiche, artistiche, ambientali, geologiche, sia in forza di prescrizioni di leggi urbanistiche regionali, contenenti o attribuzioni o deleghe di funzioni nelle predette materie, sia in forza delle leggi regionali di decentramento delle attribuzioni e delle funzioni agli enti locali, quale organo di
terie, sia in forza delle leggi regionali di decentramento delle attribuzioni e delle funzioni agli enti locali, quale organo di consulenza tecnico specialistica dei Comune, nei casi in cui le istanze del PdC e PdCU riguardino opere e interventi ricadenti in zone del territorio comunale dichiarate d'interesse storico, culturale e ambientale ai sensi dei DLgs. n.42/2004, e di piani e/o leggi regionali in materia paesaggistica e ambientale.
rico, culturale e ambientale ai sensi dei DLgs. n.42/2004, e di piani e/o leggi regionali in materia paesaggistica e ambientale. La natura consultiva dei pareri espressi dalla CECI e dalla CUCI é equivalente a quella della CEC e della CUC. Circa gli effetti dei pareri di tale Commissione, questi corrispondono a quelli richiesti dalla legge regionale. La CECI e la CUCI sono costituite dalla CEC e dalla CUC e da tre ulteriori componenti, di nomina del Sindaco, particolarmente esperti in:
la CUCI sono costituite dalla CEC e dalla CUC e da tre ulteriori componenti, di nomina del Sindaco, particolarmente esperti in:
- beni storici, artistici e ambientali;
- verifiche di impatto sull’ecosistema;
- riqualificazione urbana e territoriale. Le funzioni di Presidente e segretario della CECI e della CUCI sono svolte rispettivamente dal Presidente e dal segretario della CEC o della CUC. Le disposizioni per l'incompatibilità alla nomina degli esperti, per la convocazione e la validità e lo
o della CEC o della CUC. Le disposizioni per l'incompatibilità alla nomina degli esperti, per la convocazione e la validità e lo svolgimento delle sedute, per la decadenza dei componenti esperti, per la maggioranza necessaria per l'espressione dei pareri, per il funzionamento della CECI integrata, per le modalità di pagamento degli stessi, sono identiche a quelle previste per la CEC e per la CUC. Le sedute e la verbalizzazione della CECI e della CEC e della CUCI e della CUC sono tenute separate e
e per la CEC e per la CUC. Le sedute e la verbalizzazione della CECI e della CEC e della CUCI e della CUC sono tenute separate e svolte in giorni diversi. 2.7 – MODALITÀ DI COORDINAMENTO TRA SUE, SUAP E ALTRI SETTORI DELL’ENTE Al servizio SUAP competono in via esclusiva e diretta tutti i procedimenti inerenti attività produttive, comprendendo gli adempimenti in materia edilizia e amministrativa, secondo la normativa vigente.
i inerenti attività produttive, comprendendo gli adempimenti in materia edilizia e amministrativa, secondo la normativa vigente. Al servizio SUE competono in via esclusiva e diretta tutti i procedimenti non inerenti attività produttive, comprendendo gli adempimenti in materia edilizia, urbanistica ed amministrativa, secondo la normativa vigente. Tutte le domande e tutti gli atti inerenti attività produttive indirizzate erroneamente allo SUE, ad
condo la normativa vigente. Tutte le domande e tutti gli atti inerenti attività produttive indirizzate erroneamente allo SUE, ad altri Uffici o genericamente all'Ente devono essere trasmesse dagli Uffici riceventi al SUAP entro il giorno successivo al ricevimento. Qualora atti e documenti, necessari agli adempimenti del SUAP, siano depositati presso il SUE o altri Servizi e Uffici dell'Ente questi sono tenuti a dare riscontro al
i adempimenti del SUAP, siano depositati presso il SUE o altri Servizi e Uffici dell'Ente questi sono tenuti a dare riscontro al SUAP, inviando anche copia della documentazione se ritenuta dal SUAP necessaria, entro dieci giorni dalla richiesta. A domanda del SUAP, il SUE, la CLP e gli altri uffici e servizi dell’amministrazione forniscono i pareri e le istruttorie richiesti con la massima celerità possibile, rispettando i tempi procedimentali imposti dalla normativa di settore.
istruttorie richiesti con la massima celerità possibile, rispettando i tempi procedimentali imposti dalla normativa di settore. 2.8 – MODALITÀ DI GESTIONE ANCHE TELEMATICA DELLE PRATICHE EDILIZIE Nell’ambito delle disposizioni del presente Regolamento e delle disposizioni di legge vigenti il Comune esercita funzioni di informazione, gestione e controllo sui procedimenti urbanistico-edilizi. Al fine di semplificare i procedimenti, migliorare la comunicazione col cittadino, facilitare l’'accesso
ti urbanistico-edilizi. Al fine di semplificare i procedimenti, migliorare la comunicazione col cittadino, facilitare l’'accesso alle informazioni, incentivare l’erogazione di servizi per via telematica, il Comune promuove lo sviluppo e il potenziamento della rete civica informatica e, in particolare, del Sistema informativo territoriale (Sit) quale fondamentale interfaccia per le attività urbanistico-edilizie (https://trani- geonav-ai.serviziattivi.it/geonav-ai/webgis/?local=trani).
tale interfaccia per le attività urbanistico-edilizie (https://trani- geonav-ai.serviziattivi.it/geonav-ai/webgis/?local=trani). La modalità di gestione telematica delle pratiche edilizie è la norma. Le specifiche tecniche degli elaborati progettuali, anche ai fini dell’aggiornamento della cartografia comunale, sono definite con apposito Regolamento Comunale.
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 17 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) La gestione dei procedimenti urbanistici ed edilizi si dispiega tra gli atti formali che ne segnano l'inizio (domanda di Piano Urbanistico Esecutivo – PUE, richiesta di permesso di costruire - PdC, deposito di Scia, ecc.) e la conclusione (approvazione di PUE, rilascio/diniego del titolo abilitativo,
esso di costruire - PdC, deposito di Scia, ecc.) e la conclusione (approvazione di PUE, rilascio/diniego del titolo abilitativo, nonché emissione degli atti relativi all’esercizio dei controlli previsti, ecc.). Il Comune predispone e promuove l’utilizzo di mezzi per la presentazione in via telematica di istanze e progetti, secondo le modalità previste dalla legge e dal presente Regolamento e con quelle che saranno eventualmente definite in futuro per la gestione telematica delle pratiche edilizie.
esente Regolamento e con quelle che saranno eventualmente definite in futuro per la gestione telematica delle pratiche edilizie. Nelle more dell’approvazione del regolamento relativo alla gestione telematica delle pratiche edilizie, a ciascuna istanza che comporti demolizioni di corpi di fabbrica esistenti o di parte di essi, ricostruzione di corpi di fabbrica demoliti o nuove costruzioni, in allegato al progetto, saranno trasmessi i file di progetto in formato pdf nativo.
i di fabbrica demoliti o nuove costruzioni, in allegato al progetto, saranno trasmessi i file di progetto in formato pdf nativo. Il Dirigente della Ripartizione Tecnica, con propria determinazione dirigenziale, può modificare il formato richiesto per i file di progetto per adeguarlo alle necessità di aggiornamento della cartografia digitale comunale (SIT comunale). 2.9 – TRASPARENZA E PUBBLICITÀ DEGLI ATTI AUTORIZZATIVI
ità di aggiornamento della cartografia digitale comunale (SIT comunale). 2.9 – TRASPARENZA E PUBBLICITÀ DEGLI ATTI AUTORIZZATIVI Il procedimento istruttorio ed il rilascio degli atti autorizzativi delle attività edilizie sono improntati alla più assoluta trasparenza e semplificazione delle procedure, alla pubblicità degli atti nel rispetto delle norme vigenti (nei limiti imposti dalla privacy), consentendo l'accessibilità agli stessi, oltre che
gli atti nel rispetto delle norme vigenti (nei limiti imposti dalla privacy), consentendo l'accessibilità agli stessi, oltre che nel rispetto delle norme di semplificazione dei procedimenti autorizzativi in materia edilizia. Per la formazione, il rilascio, la tenuta e la conservazione, la gestione, la trasmissione di documenti e atti di organi della pubblica amministrazione, si applicano i criteri di semplificazione prescritti dal
smissione di documenti e atti di organi della pubblica amministrazione, si applicano i criteri di semplificazione prescritti dal TU in materia di documentazione amministrativa, con particolare riferimento a: autenticazioni, invio e sottoscrizione delle dichiarazioni da presentare, certificazioni contestuali, dichiarazioni sostitutive, accertamenti d'ufficio e modalità di controllo. Gli atti autorizzativi relativi ai PdC, ed ai provvedimenti inerenti le attività edilizia, trasformazione e
dalità di controllo. Gli atti autorizzativi relativi ai PdC, ed ai provvedimenti inerenti le attività edilizia, trasformazione e riqualificazione del territorio nonché quelli equiparati, a tutti gli effetti di legge, al PdC, con salvezza della norma regionale disciplinante la materia, (accordi di programma, delibere consiliari/giunta di progetti di opere pubbliche comunali)sono resi pubblici per mezzo dell’affissione all'albo pretorio
elibere consiliari/giunta di progetti di opere pubbliche comunali)sono resi pubblici per mezzo dell’affissione all'albo pretorio comunale per quindici giorni, in modo che risulti facilmente intellegibile il nominativo del titolare, l'oggetto e il luogo dell'intervento. L’affissione, che non fa decorrere il termine per eventuali impugnative del provvedimento da parte di terzi, deve avvenire nei tre giorni successivi alla sottoscrizione dell'atto autorizzativo ad opera del
rovvedimento da parte di terzi, deve avvenire nei tre giorni successivi alla sottoscrizione dell'atto autorizzativo ad opera del dirigente tecnico comunale competente. Il registro su cui sono trascritti, con criteri progressivi, gli estremi degli atti autorizzativi delle attività edilizie e la cartografia del territorio comunale aggiornata con gli interventi concessi, secondo le modalità prescritte, sono accessibili alla pubblica consultazione.
o comunale aggiornata con gli interventi concessi, secondo le modalità prescritte, sono accessibili alla pubblica consultazione. Compatibilmente con il sistema d'informatizzazione della struttura comunale, le comunicazioni d'ufficio per richieste di documentazione integrativa, gli adempimenti di competenza dell’Utc o dello sportello unico, in ordine a chiarimenti sulle istanze prodotte, e a quant'altro necessario per
i di competenza dell’Utc o dello sportello unico, in ordine a chiarimenti sulle istanze prodotte, e a quant'altro necessario per l'istruttoria delle istanze, possono avvenire anche attraverso fax o posta elettronica con l'utilizzo di protocollo telematico; ove l'istante richieda di usufruire di simile sistema di comunicazione, fornisce per le risposte il proprio codice personale o quello dei tecnici da lui incaricati.
di simile sistema di comunicazione, fornisce per le risposte il proprio codice personale o quello dei tecnici da lui incaricati. Gli elementi conoscitivi del predetto registro degli atti autorizzativi concessi e della cartografia aggiornata, possono essere consultabili con strumentazione informatica o via internet, se disponibili, per i quali è fornita la necessaria informativa e accessibilità. 2.10 – REGISTRO “ATTI AUTORIZZATIVI” DELLE ATTIVITÀ EDILIZIE
i, per i quali è fornita la necessaria informativa e accessibilità. 2.10 – REGISTRO “ATTI AUTORIZZATIVI” DELLE ATTIVITÀ EDILIZIE Al fine di mantenere un quadro conoscitivo completo delle attività edilizie legittimamente autorizzate e dello stato di manutenzione del patrimonio edilizio ricadente in ambito comunale, gli estremi e i dati tecnici più significativi di tutti i relativi atti autorizzativi, espressi o taciti, accorpati
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 18 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) per tipologia degli atti relativi all'ultimo decennio, sono riportati in apposito registro, da aggiornarsi con cadenza almeno bimestrale, di libera consultazione. Per avere un permanente governo delle azioni di trasformazione del territorio comunale, gli atti
trale, di libera consultazione. Per avere un permanente governo delle azioni di trasformazione del territorio comunale, gli atti autorizzativi delle attività edilizie comportanti variazioni plano-volumetriche e infrastrutturali, sono graficizzati, con supporti informatici, con particolare campitura, sulle planimetrie, in scala 1:1000- 1:2000, rappresentative dello stato dei luoghi nonché della distribuzione e consistenza
ura, sulle planimetrie, in scala 1:1000- 1:2000, rappresentative dello stato dei luoghi nonché della distribuzione e consistenza dell'edificato. Tale planimetria, con aggiornamento almeno semestrale, è di libera consultazione.
Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 19 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Capo II - Altre procedure e adempimenti edilizi 2.11 – AUTOTUTELA E RICHIESTA DI RIESAME DEI TITOLI ABILITATIVI RILASCIATI O PRESENTATI 2.11.1. Esercizio del potere di autotutela Fatta salva l'ipotesi di errate o false rappresentazioni degli elementi di fatto, per l’annullamento
io del potere di autotutela Fatta salva l'ipotesi di errate o false rappresentazioni degli elementi di fatto, per l’annullamento d’ufficio di un provvedimento amministrativo illegittimo si farà riferimento alle norme della L. n. 241 del 07/08/1990 - Nuove norme sul procedimento amministrativo. La richiesta di annullamento in autotutela di un titolo abilitativo rilasciato ovvero formatosi ai sensi di legge, può essere presentata da Soggetti contro-interessati, da altre Amministrazioni pubbliche,
to ovvero formatosi ai sensi di legge, può essere presentata da Soggetti contro-interessati, da altre Amministrazioni pubbliche, da Enti gestori di servizi a rete o da Soggetti portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati che vi abbiano interesse entro e non oltre il termine massimo di 18 mesi, stabilito dall’art. 21-nonies della Legge 241/1990, a decorrere dalla data di perfezionamento del titolo abilitativo.
i 18 mesi, stabilito dall’art. 21-nonies della Legge 241/1990, a decorrere dalla data di perfezionamento del titolo abilitativo. Il Dirigente dell’Area Urbanistica, valutata l’ammissibilità della richiesta, in quanto motivata e presentata tempestivamente, e la fondatezza dei vizi di legittimità indicati, richiede allo Sportello Unico per l’Edilizia di provvedere al riesame del titolo abilitativo. Dell’avvio del procedimento è data notizia, nelle forme previste dall’art. 8 della legge 241/90, al
same del titolo abilitativo. Dell’avvio del procedimento è data notizia, nelle forme previste dall’art. 8 della legge 241/90, al Soggetto richiedente e al titolare del titolo abilitativo. Il Dirigente dell’Area Urbanistica, nei successivi trenta giorni, avvia una nuova istruttoria al termine della quale, in base alle risultanze del riesame, contesta al titolare del titolo abilitativo i vizi eventualmente riscontrati, assegnando allo stesso un termine di 30 giorni per esprimere le proprie osservazioni
ilitativo i vizi eventualmente riscontrati, assegnando allo stesso un termine di 30 giorni per esprimere le proprie osservazioni Trascorso il termine indicato per la presentazione delle osservazioni da parte del titolare, nei successivi quindici giorni, provvede sulla richiesta, tenuto conto dei seguenti elementi: l’avvenuto accertamento o meno dei vizi di legittimità contestati; la possibilità di sanare i vizi riscontrati;
ti elementi: l’avvenuto accertamento o meno dei vizi di legittimità contestati; la possibilità di sanare i vizi riscontrati; l’esistenza di un interesse concreto ed attuale all’annullamento del titolo abilitativo, tenuto conto sia dell’interesse dei soggetti privati interessati, sia dell’interesse specifico del Comune alla rimozione dell’opera illegittima o della sua parziale modifica; l’interesse dei soggetti privati coinvolti dall’annullamento e l’interesse specifico del Comune
o della sua parziale modifica; l’interesse dei soggetti privati coinvolti dall’annullamento e l’interesse specifico del Comune all’eventuale rimozione dell’opera illegittima o della sua parziale modifica; le osservazioni eventualmente pervenute. 2.11.2. Riesame di procedimenti conclusi o archiviati Qualora siano riscontrati errori materiali contenuti in provvedimenti emanati, si procede alla correzione degli stessi tramite rettifica presentando una nuova istanza con atti e documenti
vvedimenti emanati, si procede alla correzione degli stessi tramite rettifica presentando una nuova istanza con atti e documenti tendenti a rimuovere le cause che hanno comportato l’emanazione dell’atto di diniego. In tal caso viene attivato un nuovo procedimento che, tuttavia, non comporta la reiterazione degli atti la cui validità non risulta inficiata dall’atto di diniego emanato. Qualora siano riscontrati vizi o emergano contrasti con la normativa urbanistico-edilizia,
ficiata dall’atto di diniego emanato. Qualora siano riscontrati vizi o emergano contrasti con la normativa urbanistico-edilizia, l'Amministrazione, o gli altri soggetti interessati al processo edilizio, dopo aver esaminato l'effettiva rilevanza dei vizi sulla definizione dei procedimenti e quindi sui provvedimenti emanati, procedono, ove possibile, alla rimozione dei vizi stessi con la partecipazione dei soggetti interessati.
provvedimenti emanati, procedono, ove possibile, alla rimozione dei vizi stessi con la partecipazione dei soggetti interessati. Se la rimozione dei vizi non può essere o non è conseguita, l'Amministrazione provvede ad annullare integralmente o parzialmente, secondo la rilevanza dei vizi, i provvedimenti emanati I titoli abilitativi edilizi decaduti per decorrenza dei termini o le istanze archiviate per un qualunque
provvedimenti emanati I titoli abilitativi edilizi decaduti per decorrenza dei termini o le istanze archiviate per un qualunque motivo possono essere riattivate con la sola presentazione della domanda di riattivazione/riesame, confermando gli elaborati tecnici agli atti degli uffici, fatta salva la necessità di integrare o modificare quanto già presentato a seguito di eventuali intervenute modifiche normative.
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 20 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) 2.11.3. Errori e carenze In presenza di inesattezza di rappresentazione, di errori o carenze contenuti in denunce o istanze finalizzate al conseguimento di un titolo abilitativo edilizio, l’AC provvede, ove possibile, alla rimozione dei vizi. 2.11.4. Alterazioni degli elementi di fatto
titolo abilitativo edilizio, l’AC provvede, ove possibile, alla rimozione dei vizi. 2.11.4. Alterazioni degli elementi di fatto In presenza di alterazione della rappresentazione degli elementi di fatto, contenuta in denunce o istanze finalizzate al conseguimento di un titolo abilitativo edilizio, decisiva ai fini dell'abilitazione o del rilascio del titolo edilizio, l’AC provvede ad esercitare il potere di autotutela al fine del ripristino
dell'abilitazione o del rilascio del titolo edilizio, l’AC provvede ad esercitare il potere di autotutela al fine del ripristino della legalità violata. L'annullamento interviene secondo i principi generali di autotutela ed è sempre ispirato al principio di necessità. 2.11.5. Sanzioni Le inesattezze, gli errori, le carenze, le alterazioni della rappresentazione degli elementi di fatto costituiscono sempre violazione al presente regolamento e determinano l'applicazione delle
presentazione degli elementi di fatto costituiscono sempre violazione al presente regolamento e determinano l'applicazione delle procedure all’uopo previste dalle leggi vigenti. 2.12 – CERTIFICATO DI DESTINAZIONE URBANISTICA Il certificato di destinazione urbanistica viene rilasciato nel rispetto delle disposizioni di legge statali o regionali in materia. Chiunque ha diritto a ottenere il rilascio del certificato.
rispetto delle disposizioni di legge statali o regionali in materia. Chiunque ha diritto a ottenere il rilascio del certificato. La richiesta di certificato di destinazione urbanistica può riguardare aree libere o già edificate, deve essere accompagnata da estratto di mappa e redatta sul modulo disponibile sul sito web del Comune. l certificato di destinazione urbanistica, come previsto dall’art. 30 – comma 3 del D.P.R. 380/2001
ile sul sito web del Comune. l certificato di destinazione urbanistica, come previsto dall’art. 30 – comma 3 del D.P.R. 380/2001 ed s.m.i., deve essere rilasciato dal dirigente o responsabile del competente ufficio comunale entro il termine perentorio di trenta giorni (30 gg.) dalla presentazione della relativa domanda ed ha la validità prevista dalla predetta norma (un anno dalla data del rilascio) a meno che non
ntazione della relativa domanda ed ha la validità prevista dalla predetta norma (un anno dalla data del rilascio) a meno che non intervengano variazioni agli strumenti urbanistici vigenti; in tal caso é compito dell’Amministrazione Comunale comunicare tale variazione relativamente ai certificati ancora validi, a richiesta dell’interessato. Il Certificato sarà fornito dalla Pubblica Amministrazione, nell’ipotesi di cessione di aree a titolo
ichiesta dell’interessato. Il Certificato sarà fornito dalla Pubblica Amministrazione, nell’ipotesi di cessione di aree a titolo gratuito al Comune. In caso di necessità, l’istante potrà ricevere il certificato nel tempo massimo di giorni 5 previa corresponsione di appositi diritti d’urgenza, come quantificati da apposita delibera comunale. 2.13 – PROROGA, RINNOVO E TRASFERIMENTO DEI TITOLI ABILITATIVI L’esecuzione delle opere deve avvenire nel rispetto del progetto così come assentito e degli
RASFERIMENTO DEI TITOLI ABILITATIVI
RASFERIMENTO DEI TITOLI ABILITATIVI L’esecuzione delle opere deve avvenire nel rispetto del progetto così come assentito e degli obblighi indicati nel titolo abilitativo o discendenti direttamente dalla legge, da convenzioni e atti d’obbligo, nonché dalle eventuali prescrizioni contenute nel titolo stesso. L’efficacia temporale e la decadenza del permesso di costruire sono disciplinati dall’art. 15 del D.P.R. 380/2001 e s.m.i. In particolare i termini per l’inizio e la fine dei lavori sono:
ire sono disciplinati dall’art. 15 del D.P.R. 380/2001 e s.m.i. In particolare i termini per l’inizio e la fine dei lavori sono: Inizio lavori: entro 1 anno dal rilascio del titolo abilitativo; Fine lavori: entro 3 anni dall’inizio dei lavori. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza, venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato.
anne che, anteriormente alla scadenza, venga richiesta una proroga. La proroga può essere accordata, con provvedimento motivato. La proroga viene accordata senza tener conto della conformità del permesso di costruire alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della proroga stessa. La proroga avrà durata massima di un anno, reiterabile, su istanza motivata, per non più di due volte, fino a un massimo complessivo di tre anni.
urata massima di un anno, reiterabile, su istanza motivata, per non più di due volte, fino a un massimo complessivo di tre anni. Per la realizzazione della parte dei lavori non ultimata nel termine di validità del Permesso di Costruire dovrà essere richiesto nuovo permesso di costruire, a meno che i lavori medesimi non
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 21 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) rientrino tra quelli realizzabili con SCIA o CILA; in tal caso dovrà essere presentata una SCIA o una CILA in relazione ai lavori da eseguire, previo ricalcolo del contributo di concessione del nuovo titolo a cui deve essere detratto quanto già versato.
vori da eseguire, previo ricalcolo del contributo di concessione del nuovo titolo a cui deve essere detratto quanto già versato. L’eventuale proroga del termine di fine lavori per la realizzazione di opere di infrastrutturazione del territorio, tenuto conto degli impegni di convenzione del contraente, deve essere assentita con atto esplicito dell'Amministrazione comunale. Nel caso in cui non ricorrano tutti i presupposti sopra indicati, in luogo della proroga, il titolare può
inistrazione comunale. Nel caso in cui non ricorrano tutti i presupposti sopra indicati, in luogo della proroga, il titolare può presentare istanza di rinnovo del titolo abilitativo in conformità alle norme vigenti al momento della richiesta. Per il rinnovo dell’atto abilitante, non sarà dovuto alcun contributo qualora, al momento della scadenza dell’atto abilitante, lo stato dei lavori delle opere sia tale che risultino ancora da realizzare
ora, al momento della scadenza dell’atto abilitante, lo stato dei lavori delle opere sia tale che risultino ancora da realizzare opere per le quali le norme non prevedono la corresponsione di alcun contributo. Il rinnovo può essere richiesto anche successivamente alla scadenza del termine di validità del permesso di costruire originario. All’istanza deve essere allegata la relazione tecnica e gli elaborati descrittivi delle opere che ancora risultano da eseguire compreso un’adeguata documentazione
a relazione tecnica e gli elaborati descrittivi delle opere che ancora risultano da eseguire compreso un’adeguata documentazione fotografica. Il rinnovo è sempre subordinato alla verifica della conformità delle opere medesime alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento del rinnovo stesso. Ai fini del rinnovo del titolo edilizio si considerano già assentite le superfici costruite in vigenza di precedenti norme regolamentari ove l’immobile risulti realizzato almeno per le parti strutturali
perfici costruite in vigenza di precedenti norme regolamentari ove l’immobile risulti realizzato almeno per le parti strutturali (solai, pilastri e/o murature portanti e lastrico o tetto). Per il trasferimento del titolo abilitativo, i successori o aventi causa del titolare, entro sessanta giorni dall’acquisizione del titolo, devono comunicare allo sportello unico per l’edilizia, per iscritto, la modifica dell’intestazione, allegando autocertificazione attestante l’avvenuto trasferimento della
l’edilizia, per iscritto, la modifica dell’intestazione, allegando autocertificazione attestante l’avvenuto trasferimento della proprietà o del godimento e gli estremi del relativo atto o, in alternativa, fotocopia del documento con cui è avvenuto il trasferimento, redatto nelle forme di legge. Il trasferimento del titolo non comporta alcuna modificazione al contenuto del titolo abilitativo. Nel caso di permesso di costruire, verrà rilasciato un nuovo titolo recante l’intestatario subentrato;
o del titolo abilitativo. Nel caso di permesso di costruire, verrà rilasciato un nuovo titolo recante l’intestatario subentrato; se la comunicazione è avvenuta nei termini prescritti, non sono dovuti nuovamente i diritti di segreteria ma saranno apposti i bolli come per legge. 2.14 – SOSPENSIONI DELL’USO E DICHIARAZIONI DI INAGIBILITÀ Si definisce inagibile l’edificio o l’unità immobiliare per la quale venga a mancare almeno uno dei requisiti di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001.
’edificio o l’unità immobiliare per la quale venga a mancare almeno uno dei requisiti di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001. La Segnalazione Certificata di Agibilità non impedisce l’esercizio del potere di dichiarazione di inagibilità di un edificio o di parte di esso ai sensi dell’art. 222 del Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Nei casi in cui possa esserci pregiudizio per la salute e la incolumità degli occupanti, gli Organi
eto 27 luglio 1934, n. 1265. Nei casi in cui possa esserci pregiudizio per la salute e la incolumità degli occupanti, gli Organi preposti, sentito il Responsabile del Servizio di Igiene Pubblica dell’ASL competente o gli uffici tecnici comunali, possono ordinare lo sgombero degli immobili ed impedirne l’uso attraverso opportune misure tecnico-edilizie, l’inagibilità dei locali presuppone la dichiarazione di collabenza catastale. E’ vietato l’uso di locali dichiarati inagibili.
CRITERI APPLICATIVI E RATEIZZAZIONI
, l’inagibilità dei locali presuppone la dichiarazione di collabenza catastale. E’ vietato l’uso di locali dichiarati inagibili. 2.15 – CONTRIBUTO PER ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE: CRITERI APPLICATIVI E RATEIZZAZIONI L'avente titolo prima del rilascio del PdC o all’atto della presentazione della SCIA alternativa al PdC è tenuto a corrispondere, ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 380/2001 ed s.m.i., un contributo
zione della SCIA alternativa al PdC è tenuto a corrispondere, ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 380/2001 ed s.m.i., un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria UP e secondaria US, nonché commisurato al costo di costruzione. L’importo minimo dovuto a titolo di contributo di costruzione è determinato in base alle tabelle
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 22 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) parametriche approvate dal Consiglio Comunale ed aggiornate periodicamente nelle forme di legge. La riduzione o l’esonero dal versamento del contributo sono regolati dall’art. 17 del D.P.R.380/2001. Il contributo di costruzione è individuato utilizzando, come principio base, i seguenti criteri:
all’art. 17 del D.P.R.380/2001. Il contributo di costruzione è individuato utilizzando, come principio base, i seguenti criteri: costo di costruzione e quota contributo oneri di urbanizzazione (UP – US), il corrispettivo è fissato ai sensi della delibera del commissario straordinario n. 66 del 21/04/2015 avente ad oggetto “Adeguamento al PUG e revisione tabelle parametriche contributo oneri di urbanizzazione primaria e secondaria nonché aggiornamento entità del costo di costruzione” e s.m.i.;
etriche contributo oneri di urbanizzazione primaria e secondaria nonché aggiornamento entità del costo di costruzione” e s.m.i.; Gli oneri di urbanizzazione sono dovuti per gli interventi, anche se senza opere edilizie, che determinano un aumento del carico urbanistico; quota per aree a standard non inferiore al costo di acquisizione delle aree per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, il corrispettivo, definito sul carico urbanistico.
bblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, il corrispettivo, definito sul carico urbanistico. quota per aree a parcheggio privato o di uso pubblico. In caso di mancato pagamento del contributo di costruzione, così come per le somme dovute ad altro titolo, si procede alla riscossione coattiva ai sensi della vigente normativa, comprensiva degli interessi moratori. Mentre, qualora nella fase di verifica risulti accertato un credito a titolo di restituzione di somme
degli interessi moratori. Mentre, qualora nella fase di verifica risulti accertato un credito a titolo di restituzione di somme versate e non dovute, l'amministrazione comunale provvede d'ufficio alla restituzione del credito medesimo senza interessi. Su istanza del richiedente il titolo abilitativo, è consentita la rateizzazione del contributo in quattro rate di pari importo di cui la prima da versare entro la data di rilascio o dell’assunzione di efficacia
l contributo in quattro rate di pari importo di cui la prima da versare entro la data di rilascio o dell’assunzione di efficacia del titolo stesso e le altre tre a cadenza semestrale a partire dalla detta data. In caso di ritardato versamento, per ciascuna rata saranno applicate le sanzioni di cui all’art. 42 del D.P.R. 380/2001 ed s.m.i. L’accoglimento dell’istanza di rateizzazione è subordinata all’effettivo versamento della prima rata
l D.P.R. 380/2001 ed s.m.i. L’accoglimento dell’istanza di rateizzazione è subordinata all’effettivo versamento della prima rata e alla presentazione di un originale della polizza fidejussoria a favore del Comune di Trani di importo pari alla somma delle tre rate dovute maggiorata del 40% a garanzia delle eventuali sanzioni per ritardato pagamento. Tale garanzia può essere prestata, nei confronti del Comune di Trani, da: a) Istituti di credito con Sede nel territorio della Comunità Europea;
ò essere prestata, nei confronti del Comune di Trani, da: a) Istituti di credito con Sede nel territorio della Comunità Europea; b) Compagnie Assicurative con Sede nel territorio della Comunità Europea; c) Intermediari finanziari iscritti nell'apposito albo della Banca d’Italia di cui all'art. 106 del D. Lgs. 385/1993; d) La garanzia finanziaria dovrà contenere le seguenti clausole: d.1) esplicita rinuncia nei confronti della preventiva escussione del debitore principale di cui
contenere le seguenti clausole: d.1) esplicita rinuncia nei confronti della preventiva escussione del debitore principale di cui all'art. 1944 C.C. e sia ai termini di cui all'art. 1957 commi 1 e 2 C.C.; d.2) essere intestata a tutti i titolari della Pratica Edilizia, solidalmente responsabili; d.3) essere irrevocabile senza il consenso del Comune di Trani; d.4) essere valida fino a comunicazione di svincolo o liberatoria da parte del Comune di Trani;
il consenso del Comune di Trani; d.4) essere valida fino a comunicazione di svincolo o liberatoria da parte del Comune di Trani; d.5) essere del tipo “a prima richiesta” del Comune di Trani; precisamente, la rata scaduta dovrà essere escutibile entro 30 (trenta) giorni mediante semplice richiesta scritta da parte del Comune di Trani. In caso contrario saranno attivate le procedure coattive di riscossione ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
di Trani. In caso contrario saranno attivate le procedure coattive di riscossione ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. In caso di pagamento da parte del garante, la quietanza verrà rilasciata per la sola rata saldata, ferma restando la validità della garanzia fino a svincolo o liberatoria da parte del Comune di Trani. In caso di variazione della titolarità della pratica edilizia, tutte le garanzie prestate relative alla
rte del Comune di Trani. In caso di variazione della titolarità della pratica edilizia, tutte le garanzie prestate relative alla pratica stessa dovranno essere volturate tramite presentazione di nuove garanzie finanziarie a
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 23 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) nome del nuovo titolare oppure tramite apposita appendice di variazione del nominativo alle garanzie già presentate. Le nuove garanzie o l’appendice dovranno essere presentate contestualmente alla denuncia di variazione di titolarità.
resentate. Le nuove garanzie o l’appendice dovranno essere presentate contestualmente alla denuncia di variazione di titolarità. Eventuali clausole e/o condizioni di assicurazione e/o appendici riportate nella garanzia, contrastanti con quanto sopra descritto, non saranno accettate con conseguente pagamento in soluzione unica di quanto dovuto. Si fa obbligo di trasmettere al SUE attestazione di pagamento delle singole rate. 2.15.1. Monetizzazione delle aree a standard urbanistici
igo di trasmettere al SUE attestazione di pagamento delle singole rate. 2.15.1. Monetizzazione delle aree a standard urbanistici La monetizzazione è l’alternativa alla cessione diretta al Comune delle aree a standard urbanistici nei casi in cui non risulti possibile il reperimento delle stesse. La procedura per la monetizzazione delle aree da destinare a standard pubblici può essere attivata esclusivamente negli ambiti di saturazione assimilati alle zone A e B già consolidate di cui al D.M.
ubblici può essere attivata esclusivamente negli ambiti di saturazione assimilati alle zone A e B già consolidate di cui al D.M. 1444/68 e come individuate dal PUG. Pertanto, in ossequio ai principi della “qualità dell’abitare” e della “sostenibilità ambientale” delle trasformazioni edilizie, non è ammessa la monetizzazione: per tutti gli interventi che riguardano ambiti di nuova espansione in fase di attuazione o in programmazione;
monetizzazione: per tutti gli interventi che riguardano ambiti di nuova espansione in fase di attuazione o in programmazione; per tutti gli interventi che riguardano l’applicazione del Protocollo Itaca a piani urbanistici esecutivi relativamente all’incremento volumetrico, oltre il massimo consentito dallo strumento urbanistico vigente. In linea generale, le richieste di monetizzazione delle aree a standard (urbanizzazioni primarie e
trumento urbanistico vigente. In linea generale, le richieste di monetizzazione delle aree a standard (urbanizzazioni primarie e secondarie) per spazi pubblici, potranno essere accolte nell’accertata impossibilità progettuale, la non convenienza per l’Amministrazione o l’impossibilità concreta di addivenire all’acquisizione al patrimonio comunale delle aree, essendo le stesse o di esigue dimensioni o di inadeguata localizzazione e/o conformazione planimetrica tali da non risultare idonee agli scopi pubblici
esigue dimensioni o di inadeguata localizzazione e/o conformazione planimetrica tali da non risultare idonee agli scopi pubblici preposti. La proposta di monetizzazione deve essere presentata contestualmente alla richiesta di Permesso di Costruire o SCIA dagli aventi titolo. I proventi incassati dal Comune per la monetizzazione sono da considerarsi fondi a destinazione vincolata da utilizzarsi esclusivamente per l’acquisizione e per la progettazione, realizzazione e
iderarsi fondi a destinazione vincolata da utilizzarsi esclusivamente per l’acquisizione e per la progettazione, realizzazione e allestimento di attrezzature e servizi pubblici, nonché alla realizzazione o riqualificazione di dette opere e servizi, e all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. Le aree oggetto di monetizzazione hanno la destinazione urbanistica di “Verde pubblico o similari” e pertanto non possiedono alcuna potenzialità volumetrica.
ione hanno la destinazione urbanistica di “Verde pubblico o similari” e pertanto non possiedono alcuna potenzialità volumetrica. 2.15.2. Titolo abilitativo edilizio gratuito A norma dell'art. 17 del D.P.R. 380/01 il titolo abilitativo edilizio é gratuito per i seguenti interventi: a) per le opere da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell'imprenditore agricolo e dei dipendenti dell'azienda, ai sensi delle norme regionali;
conduzione del fondo e delle esigenze dell'imprenditore agricolo e dei dipendenti dell'azienda, ai sensi delle norme regionali; b) per gli interventi di ristrutturazione, purché non comportino aumento della superficie di piano e/o mutamento della destinazione d'uso e purché il concessionario si impegni, mediante convenzione od atto unilaterale d'obbligo, a praticare prezzi di vendita e canoni di locazione degli alloggi concordati con l'Autorità Comunale, oltre a concorrere negli oneri di urbanizzazione;
endita e canoni di locazione degli alloggi concordati con l'Autorità Comunale, oltre a concorrere negli oneri di urbanizzazione; c) per gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento (in misura non superiore al 20%) di edifici unifamiliari;
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 24 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) d) per le modifiche interne necessarie per migliorare le condizioni igieniche e statiche delle abitazioni, ancorché comportino l'aggiunta di volumi tecnici in cui installare gli impianti tecnologici; e) per gli impianti, le attrezzature e le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti
li impianti tecnologici; e) per gli impianti, le attrezzature e le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti; nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici; f) per le opere da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità; g) il titolo abilitativo edilizio è altresì gratuito per gli interventi minori che lo richiedono.
seguito di pubbliche calamità; g) il titolo abilitativo edilizio è altresì gratuito per gli interventi minori che lo richiedono. Qualora nei dieci anni dall'ultimazione dei lavori la destinazione d'uso delle opere realizzate con titolo abilitativo edilizio gratuito venga mutata, il concessionario é tenuto a pagare il contributo di titolo abilitativo edilizio nella misura massima dovuta per la nuova destinazione, al momento della convenzione d'uso o del suo accertamento da parte dell'Autorità Comunale.
ima dovuta per la nuova destinazione, al momento della convenzione d'uso o del suo accertamento da parte dell'Autorità Comunale. Il concessionario non é tenuto al pagamento del costo di costruzione nel caso di edilizia convenzionata secondo l'art. 17-18 del D.P.R. 380/2001 e nel caso di interventi riguardanti immobili dello Stato. Il titolo edilizio abilitativo è gratuito per le opere di manutenzione straordinaria, restauro e
guardanti immobili dello Stato. Il titolo edilizio abilitativo è gratuito per le opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, come definiti all'art. 3 del D.P.R. 380/2001. E' inoltre gratuito per: le opere costituenti pertinenze od impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti; le occupazioni di suolo mediante deposito di materiali o esposizione di merci a cielo libero;
rvizio di edifici già esistenti; le occupazioni di suolo mediante deposito di materiali o esposizione di merci a cielo libero; le opere di demolizione, i rinterri e gli scavi che non riguardino la coltivazione di cave o torbiere; tutti gli interventi minori che lo richiedano. 2.15.3. Scomputi e realizzazione diretta delle opere di urbanizzazione Con il termine “opere di urbanizzazione” si indica l’insieme delle opere ed impianti necessari a
a delle opere di urbanizzazione Con il termine “opere di urbanizzazione” si indica l’insieme delle opere ed impianti necessari a rendere un’area e/o una porzione di territorio comunale idonea ad essere utilizzata con le destinazioni stabilite dal PUG vigente. Il PUG, ai sensi dell’art. 4 della legge n. 847 del 29/09/1964 e s.m.i. (così come definite nella tabella “C” della L.R. n. 6 del 12/02/1979) individua come:
della legge n. 847 del 29/09/1964 e s.m.i. (così come definite nella tabella “C” della L.R. n. 6 del 12/02/1979) individua come: urbanizzazioni primarie: strade residenziali piazze, piste pedonali e ciclabili, spazi di sosta o di parcheggio, le fermate del sistema dei trasporti collettivi al diretto servizio dell’insediamento (compreso la segnaletica orizzontale e verticale e elementi di arredo urbano); fognature, rete
iretto servizio dell’insediamento (compreso la segnaletica orizzontale e verticale e elementi di arredo urbano); fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato, cavedi multiservizi e infrastrutture per impianti di telecomunicazione. Le opere di urbanizzazione primaria possono anche essere esterne al perimetro del piano esecutivo o dell’intervento edilizio convenzionato, qualora le stesse abbiano un nesso logico o funzionale
l perimetro del piano esecutivo o dell’intervento edilizio convenzionato, qualora le stesse abbiano un nesso logico o funzionale con l’ambito di intervento; urbanizzazioni secondarie: asili nido, scuole materne, scuole dell’obbligo, strutture per l’istruzione superiore, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie.
edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie. Non si considerano opere di urbanizzazione primaria e secondaria gli allacciamenti alla rete pubblica, di qualsiasi natura compresa la viabilità di esclusivo interesse privato. Le opere di urbanizzazione sono indipendenti dal programma triennale delle opere pubbliche. Nell'ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli
triennale delle opere pubbliche. Nell'ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione del PUG, l’art. 16 comma 2.bis del D.P.R. n. 380/2001, dispone che le opere di urbanizzazione primarie di importo inferiore alla soglia (di cui all’art. 35 comma 1 del
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 25 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) D.Lgs n.50/2016), funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica del territorio, possono essere realizzate, a scomputo degli oneri, direttamente dai soggetti attuatori (singolo o riuniti in consorzio) secondo le modalità e garanzie stabilite dal Comune (in esecuzione uno specifico atto
attuatori (singolo o riuniti in consorzio) secondo le modalità e garanzie stabilite dal Comune (in esecuzione uno specifico atto d’obbligo e/o di convenzione) e, una volta realizzate, acquisite al patrimonio indisponibile del comune. Dette opere dovranno essere realizzate: a scomputo totale o parziale dei corrispondenti oneri tabellari dovuti per legge; su aree di proprietà pubblica (o acquisite dall’ente pubblico) in maniera correlata alle
nti oneri tabellari dovuti per legge; su aree di proprietà pubblica (o acquisite dall’ente pubblico) in maniera correlata alle edificazioni delle aree e tali da garantirne la loro utilizzabilità; in ottemperanza a quanto previsto dal D.lgs. n. 50/2016 e sue modifiche (Codice dei Contratti); dal soggetto attuatore se in possesso dei necessari requisiti di qualificazione, oppure da soggetto in possesso dei predetti requisiti scelto dal suddetto soggetto attuatore.
ssari requisiti di qualificazione, oppure da soggetto in possesso dei predetti requisiti scelto dal suddetto soggetto attuatore. Le casistiche previste, dal D.lgs n. 50/2016 (nuovo codice degli appalti), per l’affidamento e la realizzazione di tali opere a scomputo degli oneri sono le seguenti: opere di urbanizzazione primaria funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio e di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, per le quali non trova
di trasformazione urbanistica del territorio e di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, per le quali non trova applicazione il vigente codice degli appalti e, pertanto, sono eseguite direttamente da parte del soggetto attuatore del piano urbanistico esecutivo o del titolare del permesso di costruire e, per l’affidamento dei lavori non deve essere attuata alcuna procedura di gara ad evidenza pubblica
del permesso di costruire e, per l’affidamento dei lavori non deve essere attuata alcuna procedura di gara ad evidenza pubblica previste dal D.Lgs 50/2016, e ciò ai sensi dell'art. 36 comma 4 del D.Lgs 50/2016. Le stesse devono essere realizzate, anche per importi superiori agli oneri previsti, senza che sia dovuto alcun conguaglio da parte del Comune a favore del titolare del permesso di costruire. Nell’ipotesi, invece, in cui l’importo delle opere realizzate direttamente sia inferiore all’importi
del permesso di costruire. Nell’ipotesi, invece, in cui l’importo delle opere realizzate direttamente sia inferiore all’importi degli oneri dovuti, il titolare del permesso di costruire dovrà corrispondere al Comune la differenza; opere di urbanizzazione primaria (diverse da quelle di cui al precedente punto, cioè non funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica) di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, che sono eseguite da impresa selezionata mediante procedura ordinaria
di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, che sono eseguite da impresa selezionata mediante procedura ordinaria con pubblicazione di avviso o bando di gara e ciò ai sensi dell'art. 36 comma 3 del D.Lgs 50/2016; opere di urbanizzazione secondaria, sia se di importo inferiore che di importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria, che sono eseguite mediante ordinaria procedura aperta o ristretta previa pubblicazione di un bando o avviso di gara.
omunitaria, che sono eseguite mediante ordinaria procedura aperta o ristretta previa pubblicazione di un bando o avviso di gara. L’importo delle opere di cui sopra si intende quello derivante dal Quadro Economico completo dei costi di realizzazione dell’opera e di tutti gli oneri accessori (ad es. Costi di Progettazione, di Pubblicità, Compenso al R.U.P., Procedure di Validazione, ecc). 2.15.4. Procedura per la realizzazione diretta delle opere di urbanizzazione a scomputo
R.U.P., Procedure di Validazione, ecc). 2.15.4. Procedura per la realizzazione diretta delle opere di urbanizzazione a scomputo Il privato in sede di richiesta di piano esecutivo, per una iniziativa edificatoria, ha l’obbligo della presentazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica (necessario per i successivi livelli di progettazione) che definisce le caratteristiche più significative delle opere di urbanizzazione da
o per i successivi livelli di progettazione) che definisce le caratteristiche più significative delle opere di urbanizzazione da eseguire con il calcolo presuntivo afferente gli oneri di urbanizzazione, rapportato alla Su complessiva, nella misura massima prevista dal piano stesso. Il progetto di fattibilità delle opere di urbanizzazione presentato è esaminato dal competente Servizio LL.PP. per il controllo tecnico-economico, dalla Commissione Urbanistica ed è sottoposto
ato è esaminato dal competente Servizio LL.PP. per il controllo tecnico-economico, dalla Commissione Urbanistica ed è sottoposto unitamente al piano esecutivo all’esame dell’organo comunale competente per l’approvazione. Per i permessi di costruire convenzionati, oltre allo schema di convenzione, il privato ha l’obbligo della presentazione dei progetti esecutivi delle opere di urbanizzazione previste a scomputo totale o parziale degli oneri dovuti.
lla presentazione dei progetti esecutivi delle opere di urbanizzazione previste a scomputo totale o parziale degli oneri dovuti. Il permesso di costruire con relativo schema di convenzione e il progetto esecutivo delle urbanizzazioni, vengono: esaminati e validati dal competente Servizio LL.PP. per il controllo tecnico – economico;
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 26 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) in seguito, approvati dalla Giunta Comunale (esclusivamente gli atti progettuali delle urbanizzazioni secondarie). L’impegno ad eseguire le opere di urbanizzazione per conto del Comune sarà assunto mediante stipula di una convenzione urbanistica (o atto unilaterale d'obbligo con gli stessi contenuti) che
Comune sarà assunto mediante stipula di una convenzione urbanistica (o atto unilaterale d'obbligo con gli stessi contenuti) che dovrà essere registrata e trascritta nelle forme di legge a spese del soggetto attuatore e stipulata attraverso atto notarile. La convenzione, inoltre, ai sensi del D.M. n. 1444/68 deve disciplinare la cessione gratuita, delle aree necessarie per le suddette opere di urbanizzazione primaria e secondaria nel rispetto delle
are la cessione gratuita, delle aree necessarie per le suddette opere di urbanizzazione primaria e secondaria nel rispetto delle quantità minime inderogabili fissate dal piano urbanistico. In aggiunta vanno cedute, anche, le aree a standard derivanti dell’incremento volumetrico, oltre il massimo consentito dal PUG, ottenuto con l’applicazione del Protocollo Itaca al piano urbanistico esecutivo. Le aree da cedere al Comune devono essere libere da vincoli, pegni, ipoteche, pesi e gravami di qualsiasi genere.
ico esecutivo. Le aree da cedere al Comune devono essere libere da vincoli, pegni, ipoteche, pesi e gravami di qualsiasi genere. Le aree oggetto di cessione saranno catastalmente definite con apposito frazionamento concordato con il Comune, che suddividerà le aree per tipologia (strade, verde, parcheggi in sede propria, etc…). Il Comune ha la facoltà di richiedere la cessione delle aree destinate alle urbanizzazioni contestualmente alla stipula della convenzione.
ha la facoltà di richiedere la cessione delle aree destinate alle urbanizzazioni contestualmente alla stipula della convenzione. E' fatto divieto di frazionare la titolarità degli obblighi derivanti dalla convenzione urbanistica nell'ipotesi di compravendita, anche di singoli lotti o particelle; tutti gli oneri per l'attuazione degli interventi stabiliti nella convenzione saranno trasferiti all'avente causa. In assenza di interventi comportanti la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria la
anno trasferiti all'avente causa. In assenza di interventi comportanti la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria la corresponsione degli oneri relativi a tale tipologia di opere è sempre dovuta. A garanzia degli obblighi assunti dai soggetti attuatori, la convenzione o l’atto d’obbligo è corredata da apposita fideiussione (o polizza assicurativa contratta con compagnie in possesso dei requisiti
l’atto d’obbligo è corredata da apposita fideiussione (o polizza assicurativa contratta con compagnie in possesso dei requisiti previsti per la costituzione di cauzioni a garanzia di obbligazioni verso lo Stato ed altri enti pubblici) per un importo pari al “valore lordo” delle opere, costituito dal costo delle opere e relativa IVA, le spese tecniche tutte per la progettazione esecutiva, validazione, direzione lavori, sicurezza,
to delle opere e relativa IVA, le spese tecniche tutte per la progettazione esecutiva, validazione, direzione lavori, sicurezza, collaudo e relative IVA, gli oneri per la sicurezza e quant’altro configurabile come costo effettivo nell’ipotesi in cui sia il Comune a sostituirsi al soggetto attuatore nella realizzazione delle opere. Il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, inoltre, è
realizzazione delle opere. Il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, inoltre, è subordinato alla approvazione, tecnica ed economica, del progetto esecutivo, (come definito dal Codice dei Contratti) dagli enti gestori dei pubblici servizi e dopo aver accertato che esse non siano già incluse in programmi comunali di attuazione diretta da parte dell’Autorità Comunale.
dopo aver accertato che esse non siano già incluse in programmi comunali di attuazione diretta da parte dell’Autorità Comunale. Al termine dei lavori, al fine di ottenere la presa in carico delle opere da parte dell’Amministrazione ed il conseguente svincolo delle polizze fideiussorie presentate in sede di convenzione urbanistica a garanzia del completo e puntuale adempimento degli obblighi convenzionali, il titolare del
in sede di convenzione urbanistica a garanzia del completo e puntuale adempimento degli obblighi convenzionali, il titolare del permesso di costruire o, per lui, il direttore dei lavori, dovrà presentare il progetto “AS-BUILT opere realizzate” con la documentazione tecnico contabile prevista dalla vigente normativa in materia di lavori pubblici. 2.16 – PARERI PREVENTIVI Il soggetto legittimato a richiedere il titolo abilitativo edilizio o altro soggetto da questi autorizzato
6 – PARERI PREVENTIVI Il soggetto legittimato a richiedere il titolo abilitativo edilizio o altro soggetto da questi autorizzato può richiedere, anteriormente alla presentazione della relativa domanda per il rilascio del permesso di costruire o del deposito della segnalazione certificata di inizio attività, un parere preventivo sull’ammissibilità di un intervento. Per progetti particolarmente complessi, la modalità di espressione dei pareri preventivi o delle
ammissibilità di un intervento. Per progetti particolarmente complessi, la modalità di espressione dei pareri preventivi o delle attività di consulenza preventiva sono quelle di cui all’articolo 1 del DLgs n. 222 del 25/11/2016 (Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 27 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) attività - SCIA -, silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'art. 5 della L. n. 124 del 7 agosto 2015) o della L. n. 241 del 07.08.1990 (Nuove norme sul procedimento amministrativo).
i dell'art. 5 della L. n. 124 del 7 agosto 2015) o della L. n. 241 del 07.08.1990 (Nuove norme sul procedimento amministrativo). Nel caso in cui la richiesta di parere integri elementi di competenza della Commissione Locale del Paesaggio, il responsabile del procedimento ne acquisisce il parere quale atto endoprocedimentale. L’istanza di parere preventivo come da ALLEGATO H al presente regolamento deve essere corredata da progetto preliminare composto da: relazione illustrativa dell’intervento;
O H al presente regolamento deve essere corredata da progetto preliminare composto da: relazione illustrativa dell’intervento; stralci planimetrici (catastale, P.U.G.); rilievo dell’area e/o edifici; piante di tutti i piani, prospetti e sezioni; scheda edilizia; fotografie. ll parere sull’istanza accompagnata dal progetto preliminare si intende favorevolmente espresso trascorsi 30 (trenta) giorni. Detto termine può essere interrotto:
a dal progetto preliminare si intende favorevolmente espresso trascorsi 30 (trenta) giorni. Detto termine può essere interrotto: una sola volta da una motivata richiesta di documenti necessari alla comprensione e valutazione della richiesta, ovvero dalla presentazione di integrazioni qualora richieste. In tal caso il termine riprende a decorrere dalla data di ricezione della documentazione integrativa; Nel caso in cui la richiesta necessiti di acquisire ulteriori atti di assenso, comunque denominati,
ocumentazione integrativa; Nel caso in cui la richiesta necessiti di acquisire ulteriori atti di assenso, comunque denominati, resi da amministrazioni diverse, si procede ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge n. 241 del 7 agosto 1990. In tal caso il termine riprende a decorrere dalla data di ricezione di detto parere e/o autorizzazione. Ottenuto il parere preventivo il richiedente dovrà ottemperare nella presentazione dell’istanza definitiva.
e/o autorizzazione. Ottenuto il parere preventivo il richiedente dovrà ottemperare nella presentazione dell’istanza definitiva. Il parere preventivo non costituisce titolo abilitativo edilizio, ed in ogni caso sono dovuti i diritti di segreteria e istruttoria. Il relativo intervento edilizio in alternativa al permesso di costruire, potrà essere realizzato presentando una segnalazione certificata di inizio attività. 2.17 – ORDINANZE, INTERVENTI URGENTI E POTERI ECCEZIONALI, IN MATERIA EDILIZIA
una segnalazione certificata di inizio attività. 2.17 – ORDINANZE, INTERVENTI URGENTI E POTERI ECCEZIONALI, IN MATERIA EDILIZIA Possono essere iniziate opere e interventi, senza il necessario titolo abilitativo, nei seguenti casi: opere e interventi da eseguire su ordinanza Sindacale o Dirigenziale per la tutela della pubblica incolumità; opere eseguite in dipendenza di calamità naturali o avversità atmosferiche dichiarate di
la tutela della pubblica incolumità; opere eseguite in dipendenza di calamità naturali o avversità atmosferiche dichiarate di carattere eccezionale. L’ordinanza del Sindaco potrà permettere, oltre alla eliminazione del pericolo, anche l’esecuzione delle opere di ricostruzione della parte di manufatto oggetto di ordinanza; opere e interventi che presentino documentato carattere di assoluta necessità e urgenza e siano
anufatto oggetto di ordinanza; opere e interventi che presentino documentato carattere di assoluta necessità e urgenza e siano poste a salvaguardia della pubblica e privata incolumità. In tal caso, entro tre giorni lavorativi dall’inizio delle opere, il proprietario o il titolare di un diritto reale dell’immobile comunica all’Autorità comunale la descrizione sommaria degli interventi e il nominativo, con relativa firma per accettazione, del tecnico abilitato all’esercizio della professione e responsabile
venti e il nominativo, con relativa firma per accettazione, del tecnico abilitato all’esercizio della professione e responsabile dell’intervento ove necessario. Entro 30 (trenta) giorni dalla data di presentazione della comunicazione, il titolare dell’intervento deve integrarla con regolare richiesta di Permesso di Costruire, oppure con il deposito di SCIA in funzione del tipo di intervento ricorrente. In mancanza della presentazione della richiesta di Permesso di costruire ovvero in caso di mancato
ipo di intervento ricorrente. In mancanza della presentazione della richiesta di Permesso di costruire ovvero in caso di mancato deposito della SCIA, le opere sono considerate come eseguite in assenza di titolo e soggette alle procedure sanzionatorie ai sensi di legge. Nel caso di opere o interventi particolarmente estesi o complessi, il titolare dell’intervento può
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 28 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) depositare elaborati grafici di massima, obbligatoriamente corredati di elaborati fotografici dello stato di fatto e, possibilmente, di quello iniziale riservandosi il deposito di elaborati di dettaglio entro i successivi trenta giorni.
PROCEDIMENTO EDILIZIO
fatto e, possibilmente, di quello iniziale riservandosi il deposito di elaborati di dettaglio entro i successivi trenta giorni. A completa esecuzione delle opere devono essere presentati una relazione finale, i grafici aggiornati, la documentazione fotografica e le certificazioni relative all’intervento realizzato. 2.18 – MODALITÀ E STRUMENTI PER L’INFORMAZIONE E LA TRASPARENZA DEL PROCEDIMENTO EDILIZIO Nell'ambito delle disposizioni del presente Regolamento e delle disposizioni di legge vigenti il
RENZA DEL PROCEDIMENTO EDILIZIO
RENZA DEL PROCEDIMENTO EDILIZIO Nell'ambito delle disposizioni del presente Regolamento e delle disposizioni di legge vigenti il Comune favorisce l’informazione sui procedimenti urbanistico-edilizi. In particolare, ai fini di migliorare la comunicazione col cittadino, facilitare l’accesso alle informazioni, incentivare l’erogazione di servizi per via telematica, il Comune promuove lo sviluppo e il potenziamento del
alle informazioni, incentivare l’erogazione di servizi per via telematica, il Comune promuove lo sviluppo e il potenziamento del Sistema informativo territoriale (Sit), già disponibile sul sito web del Comune di Trani, quale fondamentale interfaccia per le attività urbanistico-edilizie. Le funzioni di informazione con modalità tradizionale sono attribuite al SUE che si raccorda con il SUAP per i procedimenti di competenza di quest’ultimo ai sensi del DPR 160/2010 e s.m.i.
ttribuite al SUE che si raccorda con il SUAP per i procedimenti di competenza di quest’ultimo ai sensi del DPR 160/2010 e s.m.i. Per la trasparenza del procedimento amministrativo: Ai sensi del DL n. 33 del 14.03.2013 (Riordino sulla disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni), verranno pubblicizzati, tramite il Sistema informativo territoriale (Sit - interfaccia per le attività urbanistico-
istrazioni), verranno pubblicizzati, tramite il Sistema informativo territoriale (Sit - interfaccia per le attività urbanistico- edilizie), già disponibile sul sito web del Comune di Trani: le informazioni in materia edilizia sui principali riferimenti normativi urbanistici ed edilizi vigenti, sulle procedure di competenza, sulla modulistica in uso; le procedure inerenti l'attività edilizia sull'intero territorio cittadino relative alla ricezione delle
a modulistica in uso; le procedure inerenti l'attività edilizia sull'intero territorio cittadino relative alla ricezione delle comunicazioni, segnalazioni, denuncia ed istanze, relative istruttorie ed ogni altro adempimento per l'adozione del provvedimento finale; il coordinamento delle funzioni per la gestione delle procedure in materia di edilizia privata relative ai permessi di costruire, ai certificati di agibilità e ai certificati di destinazione urbanistica;
di edilizia privata relative ai permessi di costruire, ai certificati di agibilità e ai certificati di destinazione urbanistica; i titoli abilitativi per l'attività edilizia, anche in sanatoria; le condizioni di ammissibilità e i presupposti di comunicazioni di inizio lavori, delle segnalazioni certificate di inizio attività. Per la trasparenza del procedimento amministrativo: i Permessi di Costruire rilasciati, con specificazione del Titolare e della localizzazione dell'opera
edimento amministrativo: i Permessi di Costruire rilasciati, con specificazione del Titolare e della localizzazione dell'opera da eseguire, sono pubblicati all’Albo Pretorio on-line per quindici giorni consecutivi; all’Albo Pretorio on-line viene affisso, mensilmente, l’elenco delle S.C.I.A. presentate, efficaci in quanto non sospese dal Comune. Per l’accesso agli atti dei procedimenti urbanistico-edilizi si farà riferimento agli articoli 22 e
anto non sospese dal Comune. Per l’accesso agli atti dei procedimenti urbanistico-edilizi si farà riferimento agli articoli 22 e seguenti della Legge 241/1990 al Regolamento approvato con D.P.R. n. 184 del 2006 e al D.Lgs n. 33/2013 in materia di diritto di accesso civico, oltre che al Regolamento comunale per l’accesso agli atti. 2.19 - MODALITÀ DI COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE DEGLI ABITANTI Per la realizzazione di interventi edilizi-urbanistici pubblici e/o privati, oltre alle procedure previste
AZIONE DEGLI ABITANTI
AZIONE DEGLI ABITANTI Per la realizzazione di interventi edilizi-urbanistici pubblici e/o privati, oltre alle procedure previste da specifiche norme statali o regionali, potranno essere sperimentati percorsi di partecipazione degli abitanti ai processi edilizi riguardanti gli interventi e, in particolare, percorsi di progettazione partecipata di spazi e attrezzature pubbliche attraverso un progetto di comunicazione che preveda
are, percorsi di progettazione partecipata di spazi e attrezzature pubbliche attraverso un progetto di comunicazione che preveda l'informazione dei cittadini in tutte le diverse fasi, dall'avvio del percorso di elaborazione ai suoi esiti finali. Per interventi che riguardano spazi aperti e attrezzature pubbliche i percorsi partecipativi
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 29 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) assumono particolare efficacia, soprattutto se orientati anche alla definizione degli usi e della gestione seguente alla realizzazione. L'attivazione di percorsi partecipativi è consigliata in particolare quando gli interventi coinvolgono spazi aperti e attrezzature che concorrono alla
rsi partecipativi è consigliata in particolare quando gli interventi coinvolgono spazi aperti e attrezzature che concorrono alla creazione di centralità, strade centrali e strade prevalentemente destinate al trasporto pubblico, piazze e aree pedonalizzate, aree verdi urbane (di dimensioni consistenti), scuole, sedi per attività culturali, sociali e politiche, altri spazi per i quali i cittadini, in forma organizzata o meno, hanno
cuole, sedi per attività culturali, sociali e politiche, altri spazi per i quali i cittadini, in forma organizzata o meno, hanno espresso interesse, criticità, proposte, ecc. Il percorso partecipativo, quando attivato, deve contribuire, seppur con diversi gradi di incidenza, alla definizione del progetto in tutte le fasi, a partire dall'analisi del contesto e dalla definizione dei criteri guida, includendo le stesure previste
etto in tutte le fasi, a partire dall'analisi del contesto e dalla definizione dei criteri guida, includendo le stesure previste dalla normativa (a livello di preliminare e definitivo), fino al monitoraggio della realizzazione e alla successiva gestione. 2.20 - CONCORSI DI URBANISTICA, ARCHITETTURA E PAESAGGIO Fermo restando la definizione riportata nel Codice dei Contratti Pubblici, ove, per “concorsi di progettazione”, si intendono:
O Fermo restando la definizione riportata nel Codice dei Contratti Pubblici, ove, per “concorsi di progettazione”, si intendono: “le procedure intese a fornire alle stazioni appaltanti, nel settore dell'architettura, dell'ingegneria, del restauro e della tutela dei beni culturali e archeologici, della pianificazione urbanistica e territoriale, paesaggistica, naturalistica, geologica, del verde urbano e del paesaggio forestale agronomico, nonché nel settore della messa in sicurezza e della mitigazione
eologica, del verde urbano e del paesaggio forestale agronomico, nonché nel settore della messa in sicurezza e della mitigazione degli impatti idrogeologici ed idraulici e dell'elaborazione di dati, un piano o un progetto, selezionato da una commissione giudicatrice in base a una gara, con o senza assegnazione di premi, per la realizzazione di piani e programmi di iniziativa pubblica o di opere pubbliche” L’Amministrazione Comunale, ricorrerà sistematicamente a concorsi di idee e di progettazione per
pubblica o di opere pubbliche” L’Amministrazione Comunale, ricorrerà sistematicamente a concorsi di idee e di progettazione per l’elaborazione di tutti i progetti per opere e attrezzature pubbliche e trasformazioni dello spazio pubblico sotto il profilo della qualità architettonica e/o del profilo morfologico ed estetico del paesaggio urbano. Il Comune, in conformità alle norme non cogenti contenute nell’art.9 della L.R. n. 14 del 10 giugno
tetico del paesaggio urbano. Il Comune, in conformità alle norme non cogenti contenute nell’art.9 della L.R. n. 14 del 10 giugno 2008, riserverà a giovani professionisti di età non superiore a quaranta anni e iscritti nell’albo professionale da non più di dieci anni, una quota dei rimborsi spettanti ai progetti risultati non vincitori e, nel caso di concorsi in due fasi, una quota di posti per la fase finale. La procedura del Concorso di progettazione dovrà essere in forma aperta, gestita da un
i, una quota di posti per la fase finale. La procedura del Concorso di progettazione dovrà essere in forma aperta, gestita da un Responsabile Unico del Concorso (RUC) nominato dal proponente l’intervento. Il RUC dovrà, con uno specifico Documento di Concorso, fornire ai concorrenti: le condizioni, le procedure, le regole del Concorso e i criteri di valutazione delle proposte; le regole urbanistico/edilizie vigenti; il quadro dei vincoli e dei condizionamenti eventualmente insistenti nell’area;
ste; le regole urbanistico/edilizie vigenti; il quadro dei vincoli e dei condizionamenti eventualmente insistenti nell’area; la scheda - programma del Concorso (linee guida) nel caso di Piani Attuativi e di interventi edilizi diretti convenzionati, preventivamente presentata agli Uffici competenti e valutata favorevolmente dalla Commissione per il Paesaggio. In fase di Concorso il RUC dovrà garantire l’anonimato dei concorrenti.
utata favorevolmente dalla Commissione per il Paesaggio. In fase di Concorso il RUC dovrà garantire l’anonimato dei concorrenti. Il RUC dovrà garantire adeguata pubblicità e pubblicizzazione al Concorso di progettazione con la pubblicazione in un’apposita pagina del sito web del Comune. La Giuria del Concorso sarà composta da un minimo di uno o due giurati rappresentanti delle categorie degli Ordini e Collegi, che dovranno essere nominati su segnalazione degli iscritti che
e giurati rappresentanti delle categorie degli Ordini e Collegi, che dovranno essere nominati su segnalazione degli iscritti che hanno dato la disponibilità, Il RUC effettua sorteggi fra i nominativi pervenuto per un numero uno o due componenti per ogni categoria rappresentata. Il sorteggio rimane disciplinato in forma pubblica e non prima della scadenza alla presentazione delle proposte progettuale e comunque
Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 30 TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) non dopo l’apertura delle buste. L’esito del Concorso sarà riportato su apposito verbale, sottoscritto da tutti i componenti della Giuria, da allegare alla pratica edilizia o agli elaborati di Convenzione per la verifica da parte degli Uffici competenti.
TITOLO II - DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI
ella Giuria, da allegare alla pratica edilizia o agli elaborati di Convenzione per la verifica da parte degli Uffici competenti.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – TITOLO II - DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI Capo I - Norme procedimentali sull'esecuzione dei lavori COMUNICAZIONI DI INIZIO E DI DIFFERIMENTO DEI LAVORI, SOSTITUZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI SOGGETTI RESPONSABILI PER LA FASE DI ESECUZIONE DEI LAVORI, QUALI L’IMPRESA ESECUTRICE, IL
ZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI
ZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI SOGGETTI RESPONSABILI PER LA FASE DI ESECUZIONE DEI LAVORI, QUALI L’IMPRESA ESECUTRICE, IL DIRETTORE DEI LAVORI, DELLA SICUREZZA ECC.; 2.21 – TITOLI ABILITATIVI EDILIZI CON PIÙ INTE Tutte le dichiarazioni, comunicazioni e adempimenti previsti dal presente Regolamento, riguardanti titoli abilitativi intestati a più soggetti, dovranno essere sottoscritte da tutti gli intestatari. 2.22 – COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI E FORMALIT
ntestati a più soggetti, dovranno essere sottoscritte da tutti gli intestatari. 2.22 – COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI E FORMALIT Il titolare del permesso di costruire (PdC) deve comunicare al SUE, esclusivamente a mezzo di dichiarazione cartacea consegnata all’ufficio protocollo o telematicamente, la data di inizio lavori che non può essere superiore legislative. Ove il titolare del PdC non dia inizio ai lavori entro il termine di un anno dal rilascio del PdC medesimo, lo stesso decade di diritto.
itolare del PdC non dia inizio ai lavori entro il termine di un anno dal rilascio del PdC medesimo, lo stesso decade di diritto. Con la decadenza viene meno il titolo alla delle stesse dovrà essere richiesto un nuovo PdC. Qualora il titolare del PdC decaduto proceda ad una nuova richiesta di PdC si applicano le norme generali, anche di natura territoriale, vigenti al m Per i titoli abilitativi che non prevedono la comunicazione di inizio lavori (
erali, anche di natura territoriale, vigenti al m Per i titoli abilitativi che non prevedono la comunicazione di inizio lavori ( normativi e regolamentari saranno conteggiati a partire dalla data di efficacia del titolo abilitativo che coincide con la presentazione della comunicazione stessa. Nel caso di SCIA in alternativa al permesso di costruire del DPR 380/01, la comunicazione di inizio lavori coincide con la presentazione della segnalazione
tiva al permesso di costruire del DPR 380/01, la comunicazione di inizio lavori coincide con la presentazione della segnalazione certificata di inizio attività e deve essere presentata almeno 30 gg. prima dell’effettivo inizio dei lavori. I lavori possono essere iniziati anche prima dell’efficacia del titolo abilitativo, quando si tratti di opere richieste da urgenti e comprovate r questi casi deve esserne fatta immediata denuncia.
lo abilitativo, quando si tratti di opere richieste da urgenti e comprovate r questi casi deve esserne fatta immediata denuncia. Qualora i lavori assentiti con PdC vengano posticipati rispetto alla data prevista, è facoltà del titolare di presentare una comunicazione di entro i termini di legge. Contestualmente alla comunicazione di inizio lavori, il titolare del PdC depositerà l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di legge e regolamentari perle costru sismica.
tolare del PdC depositerà l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di legge e regolamentari perle costru sismica. Con modalità analoghe alla comunicazione di inizio lavori, verranno trasmesse le comunicazioni relative a eventuali sospensioni e riprese dei lavori. Le comunicazioni di inizio, differimento dei lavori, sostituzione e variazioni per edilizi ai sensi del DPR380/2001 devono essere conformi ai contenuti della modulistica unificata edilizia. 2.23 – COMUNICAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI
PR380/2001 devono essere conformi ai contenuti della modulistica unificata edilizia. 2.23 – COMUNICAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI Contestualmente alla richiesta di PdC è fatto obbligo al titolare dell’istanza di comunicare, utilizzando l’apposito modello unificato, i dati anagrafici e la PEC del Responsabile dei lavori ex art. 89 del D.Lgs. 81/2008 (T.U. s Coordinatore alla sicurezza in fase di progettazione. Per tutti gli altri soggetti coinvolti (impresa esecutrice, direttore dei lavori, progettisti delle
DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI
za in fase di progettazione. Per tutti gli altri soggetti coinvolti (impresa esecutrice, direttore dei lavori, progettisti delle strutture e di opere speciali e ogni altro soggetto coinvolt Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DISCIPLINA DELLA ESECUZIONE DEI LAVORI Norme procedimentali sull'esecuzione dei lavori DI DIFFERIMENTO DEI LAVORI, SOSTITUZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI
DI DIFFERIMENTO DEI LAVORI, SOSTITUZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI
LAVORI Norme procedimentali sull'esecuzione dei lavori DI DIFFERIMENTO DEI LAVORI, SOSTITUZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI SOGGETTI RESPONSABILI PER LA FASE DI ESECUZIONE DEI LAVORI, QUALI L’IMPRESA ESECUTRICE, IL DIRETTORE DEI LAVORI, DELLA SICUREZZA ECC.; TITOLI ABILITATIVI EDILIZI CON PIÙ INTESTATARI Tutte le dichiarazioni, comunicazioni e adempimenti previsti dal presente Regolamento, riguardanti titoli abilitativi intestati a più soggetti, dovranno essere sottoscritte da tutti gli intestatari.
COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI E FORMALITÀ DA ESPERIRE
nte Regolamento, riguardanti titoli abilitativi intestati a più soggetti, dovranno essere sottoscritte da tutti gli intestatari. COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI E FORMALITÀ DA ESPERIRE Il titolare del permesso di costruire (PdC) deve comunicare al SUE, esclusivamente a mezzo di dichiarazione cartacea consegnata all’ufficio protocollo o telematicamente, la data di inizio lavori ad un anno dall’efficacia del titolo, fatte salve le diverse disposizioni
protocollo o telematicamente, la data di inizio lavori ad un anno dall’efficacia del titolo, fatte salve le diverse disposizioni Ove il titolare del PdC non dia inizio ai lavori entro il termine di un anno dal rilascio del PdC medesimo, lo stesso decade di diritto. Con la decadenza viene meno il titolo alla esecuzione delle opere oggetto di PdC e per l'esecuzione essere richiesto un nuovo PdC. Qualora il titolare del PdC decaduto proceda ad una nuova richiesta di PdC si applicano le norme
essere richiesto un nuovo PdC. Qualora il titolare del PdC decaduto proceda ad una nuova richiesta di PdC si applicano le norme generali, anche di natura territoriale, vigenti al momento del rilascio del nuovo PdC. Per i titoli abilitativi che non prevedono la comunicazione di inizio lavori (CILA e SCIA) normativi e regolamentari saranno conteggiati a partire dalla data di efficacia del titolo abilitativo ide con la presentazione della comunicazione stessa.
aranno conteggiati a partire dalla data di efficacia del titolo abilitativo ide con la presentazione della comunicazione stessa. Nel caso di SCIA in alternativa al permesso di costruire, nel rispetto del termine indicato nell'art. 23 la comunicazione di inizio lavori coincide con la presentazione della segnalazione certificata di inizio attività e deve essere presentata almeno 30 gg. prima dell’effettivo inizio dei
tazione della segnalazione certificata di inizio attività e deve essere presentata almeno 30 gg. prima dell’effettivo inizio dei I lavori possono essere iniziati anche prima dell’efficacia del titolo abilitativo, quando si tratti di opere richieste da urgenti e comprovate ragioni di sicurezza e di tutela della pubblica incolumità; in serne fatta immediata denuncia. Qualora i lavori assentiti con PdC vengano posticipati rispetto alla data prevista, è facoltà del
erne fatta immediata denuncia. Qualora i lavori assentiti con PdC vengano posticipati rispetto alla data prevista, è facoltà del titolare di presentare una comunicazione di differimento dell’inizio lavori a nuova data, sempre Contestualmente alla comunicazione di inizio lavori, il titolare del PdC depositerà l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di legge e regolamentari perle costru Con modalità analoghe alla comunicazione di inizio lavori, verranno trasmesse le comunicazioni
COMUNICAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI
egge e regolamentari perle costru Con modalità analoghe alla comunicazione di inizio lavori, verranno trasmesse le comunicazioni relative a eventuali sospensioni e riprese dei lavori. Le comunicazioni di inizio, differimento dei lavori, sostituzione e variazioni per 380/2001 devono essere conformi ai contenuti della modulistica unificata COMUNICAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI Contestualmente alla richiesta di PdC è fatto obbligo al titolare dell’istanza di comunicare,
MUNICAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI
MUNICAZIONE DEI SOGGETTI COINVOLTI Contestualmente alla richiesta di PdC è fatto obbligo al titolare dell’istanza di comunicare, utilizzando l’apposito modello unificato, i dati anagrafici e la PEC del Progettista Responsabile dei lavori ex art. 89 del D.Lgs. 81/2008 (T.U. sulla salute e sicurezza del lavoro) e del oordinatore alla sicurezza in fase di progettazione. Per tutti gli altri soggetti coinvolti (impresa esecutrice, direttore dei lavori, progettisti delle
REGOLAMENTO EDILIZIO 31 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
za in fase di progettazione. Per tutti gli altri soggetti coinvolti (impresa esecutrice, direttore dei lavori, progettisti delle strutture e di opere speciali e ogni altro soggetto coinvolto nel processo edilizio a norma delle REGOLAMENTO EDILIZIO 31 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DI DIFFERIMENTO DEI LAVORI, SOSTITUZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI SOGGETTI RESPONSABILI PER LA FASE DI ESECUZIONE DEI LAVORI, QUALI L’IMPRESA ESECUTRICE, IL
ZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI
ZIONE E VARIAZIONI, ANCHE RELATIVE AI SOGGETTI RESPONSABILI PER LA FASE DI ESECUZIONE DEI LAVORI, QUALI L’IMPRESA ESECUTRICE, IL Tutte le dichiarazioni, comunicazioni e adempimenti previsti dal presente Regolamento, riguardanti titoli abilitativi intestati a più soggetti, dovranno essere sottoscritte da tutti gli intestatari. À DA ESPERIRE Il titolare del permesso di costruire (PdC) deve comunicare al SUE, esclusivamente a mezzo di
À DA ESPERIRE
tti gli intestatari. À DA ESPERIRE Il titolare del permesso di costruire (PdC) deve comunicare al SUE, esclusivamente a mezzo di dichiarazione cartacea consegnata all’ufficio protocollo o telematicamente, la data di inizio lavori dall’efficacia del titolo, fatte salve le diverse disposizioni Ove il titolare del PdC non dia inizio ai lavori entro il termine di un anno dal rilascio del PdC esecuzione delle opere oggetto di PdC e per l'esecuzione
n dia inizio ai lavori entro il termine di un anno dal rilascio del PdC esecuzione delle opere oggetto di PdC e per l'esecuzione Qualora il titolare del PdC decaduto proceda ad una nuova richiesta di PdC si applicano le norme omento del rilascio del nuovo PdC. CILA e SCIA), tutti i termini normativi e regolamentari saranno conteggiati a partire dalla data di efficacia del titolo abilitativo , nel rispetto del termine indicato nell'art. 23
ri saranno conteggiati a partire dalla data di efficacia del titolo abilitativo , nel rispetto del termine indicato nell'art. 23 la comunicazione di inizio lavori coincide con la presentazione della segnalazione certificata di inizio attività e deve essere presentata almeno 30 gg. prima dell’effettivo inizio dei I lavori possono essere iniziati anche prima dell’efficacia del titolo abilitativo, quando si tratti di agioni di sicurezza e di tutela della pubblica incolumità; in
e prima dell’efficacia del titolo abilitativo, quando si tratti di agioni di sicurezza e di tutela della pubblica incolumità; in Qualora i lavori assentiti con PdC vengano posticipati rispetto alla data prevista, è facoltà del differimento dell’inizio lavori a nuova data, sempre Contestualmente alla comunicazione di inizio lavori, il titolare del PdC depositerà l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di legge e regolamentari perle costruzioni in zona
re del PdC depositerà l’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di legge e regolamentari perle costruzioni in zona Con modalità analoghe alla comunicazione di inizio lavori, verranno trasmesse le comunicazioni Le comunicazioni di inizio, differimento dei lavori, sostituzione e variazioni per i diversi interventi 380/2001 devono essere conformi ai contenuti della modulistica unificata Contestualmente alla richiesta di PdC è fatto obbligo al titolare dell’istanza di comunicare,
tenuti della modulistica unificata Contestualmente alla richiesta di PdC è fatto obbligo al titolare dell’istanza di comunicare, rogettista, dell’eventuale ulla salute e sicurezza del lavoro) e del Per tutti gli altri soggetti coinvolti (impresa esecutrice, direttore dei lavori, progettisti delle o nel processo edilizio a norma delle
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – vigenti disposizioni regolamentari o di legge), l’analoga comunicazione, sempre utilizzando l’apposito modello unificato, munita di accettazione dei soggetti interessati, potrà essere fatta unitamente alla dichiarazione di inizio lavori. Con la stessa comunicazione, l’intestatario del titolo abilitativo può eleggere domicilio presso uno dei soggetti coinvolti per tutte le comunicazioni attinenti al procedimento.
itolo abilitativo può eleggere domicilio presso uno dei soggetti coinvolti per tutte le comunicazioni attinenti al procedimento. Per i titoli abilitativi ad efficacia immediata (CILA, SCI soggetti coinvolti dovranno essere indicati alla presentazione del titolo, utilizzando sempre l’apposito modello unificato, unitamente all’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi di legge e regolamentari per le costruzioni in zona sismica, se prevista. 2.23.1. Variazione soggetti responsabili
egli obblighi di legge e regolamentari per le costruzioni in zona sismica, se prevista. 2.23.1. Variazione soggetti responsabili La modifica di uno dei soggetti coinvolti dovrà essere preventivamente comunicata al SUE dall’intestatario del titolo abilitativo con le modalità indicate Le eventuali sostituzioni di progettista, direttore dei lavori, impresa esecutrice, coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altra figura professionale responsabile del progetto e del cantiere, devono
secutrice, coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altra figura professionale responsabile del progetto e del cantiere, devono essere tempestivamente denunciate all’Ufficio Tecnico Comunale dal richiedente e dagli interessati. La comunicazione recherà una descrizione puntuale dello stato dei lavori al momento della sostituzione e l’accettazione del soggetto subentrante. Tutte le comunicazioni di cui al presente articolo saranno effettuate con le stesse modalità indicate
del soggetto subentrante. Tutte le comunicazioni di cui al presente articolo saranno effettuate con le stesse modalità indicate per la comunicazione di inizio lavori. 2.23.2. Mancanza del Direttore dei Lavori o di uno dei soggetti coinvolti Qualora prevengano al Comune le dimissioni del Direttore dei La nella fase di esecuzione delle opere, per rinuncia o altra causa, il committente dovrà provvedere all’immediata sospensione dei lavori e darne tempestiva comunicazione al Comune. Il Dirigente
a, il committente dovrà provvedere all’immediata sospensione dei lavori e darne tempestiva comunicazione al Comune. Il Dirigente dell’Area Urbanistica ordinerà l’immediata sospensione dei lavori fino all’avvenuta comunicazione di sostituzione. 2.23.3. Voltura dei titoli abilitativi all’attività edilizia In caso di variazione del committente, gli interessati devono, entro 60 giorni dall’avvenuto trasferimento della proprietà o della legittimazione ad effettuare i lavori, chiedere al Comune la
entro 60 giorni dall’avvenuto trasferimento della proprietà o della legittimazione ad effettuare i lavori, chiedere al Comune la voltura del permesso di costruire o dare comunicazione del cambiamento, in caso di titolo abilitativo edilizio autocertificato. Tale voltura non comporta rie può essere effettuata oltre il te 2.24 – COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI L’ultimazione dei lavori deve avvenire entro i termini di efficacia del relativo del titolo abilitativo,
ICAZIONE DI FINE LAVORI
ICAZIONE DI FINE LAVORI L’ultimazione dei lavori deve avvenire entro i termini di efficacia del relativo del titolo abilitativo, fatta salva la possibilità di proroga prevista dalla legge. L’intestatario del titolo abilitativo ha l’obbligo di presentare allo Sportello Unico per l’Edilizia la comunicazione di ultimazione lavori, utilizzando l’apposito modello unificato corredato della documentazione prevista dalle normative vigenti, con le stesse modalità indicate per la comunicazione di inizio lavori.
to della documentazione prevista dalle normative vigenti, con le stesse modalità indicate per la comunicazione di inizio lavori. Alla comunicazione di fine lavori deve essere obbligatoriamente allegato il certificato di collaudo finale da parte del progettista o del tecnico abi al progetto presentato, la ricevuta dell'avvenuta denuncia di variazione catastale conseguente alle opere realizzate corredata delle planimetrie catastali, ovvero la dichiarazione che le stesse non
one catastale conseguente alle opere realizzate corredata delle planimetrie catastali, ovvero la dichiarazione che le stesse non hanno comportato modificazioni del classamento, insieme alla restante documentazione prevista dalla normativa nazionale e regionale vigente (AQE, formulari di avvenuto co ecc..). In assenza di tale documentazione si applica la 380/2001. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. vigenti disposizioni regolamentari o di legge), l’analoga comunicazione, sempre utilizzando l’apposito modello unificato, munita di accettazione dei soggetti interessati, potrà essere fatta e di inizio lavori. Con la stessa comunicazione, l’intestatario del titolo abilitativo può eleggere domicilio presso uno dei soggetti coinvolti per tutte le comunicazioni
zione, l’intestatario del titolo abilitativo può eleggere domicilio presso uno dei soggetti coinvolti per tutte le comunicazioni Per i titoli abilitativi ad efficacia immediata (CILA, SCIA, ecc), i dati anagrafici e la PEC di tutti i soggetti coinvolti dovranno essere indicati alla presentazione del titolo, utilizzando sempre l’apposito modello unificato, unitamente all’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi amentari per le costruzioni in zona sismica, se prevista.
, unitamente all’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi amentari per le costruzioni in zona sismica, se prevista. Variazione soggetti responsabili La modifica di uno dei soggetti coinvolti dovrà essere preventivamente comunicata al SUE dall’intestatario del titolo abilitativo con le modalità indicate per la comunicazione di inizio lavori. Le eventuali sostituzioni di progettista, direttore dei lavori, impresa esecutrice, coordinatore per la
azione di inizio lavori. Le eventuali sostituzioni di progettista, direttore dei lavori, impresa esecutrice, coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altra figura professionale responsabile del progetto e del cantiere, devono ivamente denunciate all’Ufficio Tecnico Comunale dal richiedente e dagli interessati. La comunicazione recherà una descrizione puntuale dello stato dei lavori al momento della sostituzione e l’accettazione del soggetto subentrante.
recherà una descrizione puntuale dello stato dei lavori al momento della sostituzione e l’accettazione del soggetto subentrante. di cui al presente articolo saranno effettuate con le stesse modalità indicate per la comunicazione di inizio lavori. Mancanza del Direttore dei Lavori o di uno dei soggetti coinvolti Qualora prevengano al Comune le dimissioni del Direttore dei Lavori o di uno dei soggetti coinvolti nella fase di esecuzione delle opere, per rinuncia o altra causa, il committente dovrà provvedere
di uno dei soggetti coinvolti nella fase di esecuzione delle opere, per rinuncia o altra causa, il committente dovrà provvedere all’immediata sospensione dei lavori e darne tempestiva comunicazione al Comune. Il Dirigente erà l’immediata sospensione dei lavori fino all’avvenuta comunicazione Voltura dei titoli abilitativi all’attività edilizia In caso di variazione del committente, gli interessati devono, entro 60 giorni dall’avvenuto
COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI
i abilitativi all’attività edilizia In caso di variazione del committente, gli interessati devono, entro 60 giorni dall’avvenuto trasferimento della proprietà o della legittimazione ad effettuare i lavori, chiedere al Comune la voltura del permesso di costruire o dare comunicazione del cambiamento, in caso di titolo abilitativo edilizio autocertificato. Tale voltura non comporta riesame del titolo abilitativo e non può essere effettuata oltre il termine di validità dello stesso. COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI
COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI
esame del titolo abilitativo e non può essere effettuata oltre il termine di validità dello stesso. COMUNICAZIONE DI FINE LAVORI L’ultimazione dei lavori deve avvenire entro i termini di efficacia del relativo del titolo abilitativo, i proroga prevista dalla legge. L’intestatario del titolo abilitativo ha l’obbligo di presentare allo Sportello Unico per l’Edilizia la comunicazione di ultimazione lavori, utilizzando l’apposito modello unificato corredato della
Sportello Unico per l’Edilizia la comunicazione di ultimazione lavori, utilizzando l’apposito modello unificato corredato della e prevista dalle normative vigenti, con le stesse modalità indicate per la Alla comunicazione di fine lavori deve essere obbligatoriamente allegato il certificato di collaudo finale da parte del progettista o del tecnico abilitato con il quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato, la ricevuta dell'avvenuta denuncia di variazione catastale conseguente alle
sta la conformità dell'opera al progetto presentato, la ricevuta dell'avvenuta denuncia di variazione catastale conseguente alle opere realizzate corredata delle planimetrie catastali, ovvero la dichiarazione che le stesse non anno comportato modificazioni del classamento, insieme alla restante documentazione prevista dalla normativa nazionale e regionale vigente (AQE, formulari di avvenuto conferimento dei rifiuti, In assenza di tale documentazione si applica la sanzione di cui all'art. 37
REGOLAMENTO EDILIZIO 32 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
AQE, formulari di avvenuto conferimento dei rifiuti, In assenza di tale documentazione si applica la sanzione di cui all'art. 37 REGOLAMENTO EDILIZIO 32 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) vigenti disposizioni regolamentari o di legge), l’analoga comunicazione, sempre utilizzando l’apposito modello unificato, munita di accettazione dei soggetti interessati, potrà essere fatta e di inizio lavori. Con la stessa comunicazione, l’intestatario del titolo
ttazione dei soggetti interessati, potrà essere fatta e di inizio lavori. Con la stessa comunicazione, l’intestatario del titolo abilitativo può eleggere domicilio presso uno dei soggetti coinvolti per tutte le comunicazioni A, ecc), i dati anagrafici e la PEC di tutti i soggetti coinvolti dovranno essere indicati alla presentazione del titolo, utilizzando sempre l’apposito modello unificato, unitamente all’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi
el titolo, utilizzando sempre l’apposito modello unificato, unitamente all’attestazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi La modifica di uno dei soggetti coinvolti dovrà essere preventivamente comunicata al SUE per la comunicazione di inizio lavori. Le eventuali sostituzioni di progettista, direttore dei lavori, impresa esecutrice, coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altra figura professionale responsabile del progetto e del cantiere, devono
secutrice, coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altra figura professionale responsabile del progetto e del cantiere, devono ivamente denunciate all’Ufficio Tecnico Comunale dal richiedente e dagli interessati. La comunicazione recherà una descrizione puntuale dello stato dei lavori al momento della di cui al presente articolo saranno effettuate con le stesse modalità indicate vori o di uno dei soggetti coinvolti
omento della di cui al presente articolo saranno effettuate con le stesse modalità indicate vori o di uno dei soggetti coinvolti nella fase di esecuzione delle opere, per rinuncia o altra causa, il committente dovrà provvedere all’immediata sospensione dei lavori e darne tempestiva comunicazione al Comune. Il Dirigente erà l’immediata sospensione dei lavori fino all’avvenuta comunicazione In caso di variazione del committente, gli interessati devono, entro 60 giorni dall’avvenuto
ori fino all’avvenuta comunicazione In caso di variazione del committente, gli interessati devono, entro 60 giorni dall’avvenuto trasferimento della proprietà o della legittimazione ad effettuare i lavori, chiedere al Comune la voltura del permesso di costruire o dare comunicazione del cambiamento, in caso di titolo same del titolo abilitativo e non L’ultimazione dei lavori deve avvenire entro i termini di efficacia del relativo del titolo abilitativo,
itolo abilitativo e non L’ultimazione dei lavori deve avvenire entro i termini di efficacia del relativo del titolo abilitativo, L’intestatario del titolo abilitativo ha l’obbligo di presentare allo Sportello Unico per l’Edilizia la comunicazione di ultimazione lavori, utilizzando l’apposito modello unificato corredato della e prevista dalle normative vigenti, con le stesse modalità indicate per la Alla comunicazione di fine lavori deve essere obbligatoriamente allegato il certificato di collaudo
sse modalità indicate per la Alla comunicazione di fine lavori deve essere obbligatoriamente allegato il certificato di collaudo litato con il quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato, la ricevuta dell'avvenuta denuncia di variazione catastale conseguente alle opere realizzate corredata delle planimetrie catastali, ovvero la dichiarazione che le stesse non anno comportato modificazioni del classamento, insieme alla restante documentazione prevista nferimento dei rifiuti,
stesse non anno comportato modificazioni del classamento, insieme alla restante documentazione prevista nferimento dei rifiuti, sanzione di cui all'art. 37 - comma 5 del DPR
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Nel caso di omessa comunicazione, farà fede la data dell’accertamento comunale. Nell’ipotesi in cui i lavori non siano ultimati nel tempo di validità dell’atto abilitativo, la comunicazione di fine lavori dovrà essere ugualmente presentata alla scadenza del termine accompagnata da una relazione, con allegati elaborati grafici e fotografici, che attesti lo stato di esecuzione delle opere. Nel caso l’ufficio preposto al controllo, a seguito di comunica
i e fotografici, che attesti lo stato di esecuzione delle opere. Nel caso l’ufficio preposto al controllo, a seguito di comunica l’intervento non è ultimato, lo stesso ne dà comunicazione al Dirigente competente, il quale sospende il rilascio dell’agibilità, sino ad intervenuta ultimazione dei lavori. Nel caso in cui i titoli abilitativi siano scaduti, il Dirigente sospende i lavori fino all’ottenimento di nuovi titoli abi per i restanti lavori.
titoli abilitativi siano scaduti, il Dirigente sospende i lavori fino all’ottenimento di nuovi titoli abi per i restanti lavori. Alla comunicazione di avvenuta ultimazione dei lavori è allegata la dichiarazione sottoscritta dal direttore dei lavori, 2.25 – OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO Quando l’esecuzione delle opere comporta l’occupazione temporanea o permanente di area pubblica o la manomissione di suolo o sottosuolo pubblico, l’intestatario del titolo
occupazione temporanea o permanente di area pubblica o la manomissione di suolo o sottosuolo pubblico, l’intestatario del titolo preventivamente richiedere al Comune la relativa formale autorizzazione con indicazione planimetrica dell’area relativa in scala adeguata. L’autorizzazione viene rilasciata secondo le norme comunali vigenti in materia. Per salvaguardare gli utilizzi pubblici, nei casi di interruzioni delle lavorazioni o di mancato
me comunali vigenti in materia. Per salvaguardare gli utilizzi pubblici, nei casi di interruzioni delle lavorazioni o di mancato completamento dell’opera nei termini di validità del titolo edilizio, le occupazioni di suolo pubblico potranno protrarsi per un tempo non superiore a dodici (12) mesi a partire d cantiere, decorso il quale termine si dovrà procedere alla restituzione degli spazi all’uso pubblico previa effettuazione delle opere di ripristino eventualmente necessarie.
rocedere alla restituzione degli spazi all’uso pubblico previa effettuazione delle opere di ripristino eventualmente necessarie. Fermo restando l’applicazione del Regolamento Comunale in m pubblico, per gli edifici, è in ogni caso consentita l’occupazione permanente del sottosuolo dei marciapiedi per la realizzazione di intercapedini interrate, aerate da grate carrabili poste a livello della pavimentazione del marciapiede, purché dette intercapedini siano state riportate nei grafici
ate carrabili poste a livello della pavimentazione del marciapiede, purché dette intercapedini siano state riportate nei grafici del progetto approvato dell’edificio. La relativa tassazione non è dovuta qualora i marciapiedi interessati siano posti su aree cedute gratuitamente al Comune in attuazione delle pr intercapedini servano edifici realizzati in attuazione dello stesso piano. Può, inoltre, essere concessa, l’occupazione permanente di parti del marciapiede pubblico per la
attuazione dello stesso piano. Può, inoltre, essere concessa, l’occupazione permanente di parti del marciapiede pubblico per la realizzazione di ascensori esterni a condizione che: a) non sia possibile l’inserimento all’interno dell’edificio; b) non costituisca pericolo per la circolazione stradale; c) gli spazi per il transito pedonale sul marciapiede rimangano idon handicap; d) non siano violate le norme sulle distanze fra i fabbricati e l’ascensore;
o pedonale sul marciapiede rimangano idon handicap; d) non siano violate le norme sulle distanze fra i fabbricati e l’ascensore; e) non si costituisca servitù di veduta su proprietà di terzi; f) non vi sia un apprezzabile riduzione di veduta da proprietà g) non sia alterata l’estetica architettonica dell’edificio e/o c La concessione della occupazione permanente di suolo pubblico per l’abbattimento delle barriere architettoniche deve essere deliberata dalla Giunta Comunale ed è soggetta al p relativi oneri.
QUELLE PER AMIANTO, ORDIGNI BELLICI, ECC.
er l’abbattimento delle barriere architettoniche deve essere deliberata dalla Giunta Comunale ed è soggetta al p relativi oneri. 2.26 – COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE QUELLE PER AMIANTO, ORDIGNI BELLICI, ECC. Qualora all’esito di indagini ambientali o in qualunque altra eventualità sia riscontrata la presenza di una potenziale contaminazione Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
qualunque altra eventualità sia riscontrata la presenza di una potenziale contaminazione Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Nel caso di omessa comunicazione, farà fede la data dell’accertamento comunale. Nell’ipotesi in cui i lavori non siano ultimati nel tempo di validità dell’atto abilitativo, la lavori dovrà essere ugualmente presentata alla scadenza del termine
ano ultimati nel tempo di validità dell’atto abilitativo, la lavori dovrà essere ugualmente presentata alla scadenza del termine accompagnata da una relazione, con allegati elaborati grafici e fotografici, che attesti lo stato di Nel caso l’ufficio preposto al controllo, a seguito di comunicazione di fine lavori, verifichi che l’intervento non è ultimato, lo stesso ne dà comunicazione al Dirigente competente, il quale
zione di fine lavori, verifichi che l’intervento non è ultimato, lo stesso ne dà comunicazione al Dirigente competente, il quale sospende il rilascio dell’agibilità, sino ad intervenuta ultimazione dei lavori. Nel caso in cui i titoli duti, il Dirigente sospende i lavori fino all’ottenimento di nuovi titoli abi Alla comunicazione di avvenuta ultimazione dei lavori è allegata la dichiarazione sottoscritta dal direttore dei lavori, delle opere eseguite rispetto al progetto approvato.
OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO
i lavori è allegata la dichiarazione sottoscritta dal direttore dei lavori, delle opere eseguite rispetto al progetto approvato. OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO Quando l’esecuzione delle opere comporta l’occupazione temporanea o permanente di area pubblica o la manomissione di suolo o sottosuolo pubblico, l’intestatario del titolo preventivamente richiedere al Comune la relativa formale autorizzazione con indicazione
uolo pubblico, l’intestatario del titolo preventivamente richiedere al Comune la relativa formale autorizzazione con indicazione planimetrica dell’area relativa in scala adeguata. L’autorizzazione viene rilasciata secondo le norme i utilizzi pubblici, nei casi di interruzioni delle lavorazioni o di mancato completamento dell’opera nei termini di validità del titolo edilizio, le occupazioni di suolo pubblico potranno protrarsi per un tempo non superiore a dodici (12) mesi a partire dalla data di fermo del
occupazioni di suolo pubblico potranno protrarsi per un tempo non superiore a dodici (12) mesi a partire dalla data di fermo del cantiere, decorso il quale termine si dovrà procedere alla restituzione degli spazi all’uso pubblico previa effettuazione delle opere di ripristino eventualmente necessarie. Fermo restando l’applicazione del Regolamento Comunale in materia di occupazioni di suolo pubblico, per gli edifici, è in ogni caso consentita l’occupazione permanente del sottosuolo dei
materia di occupazioni di suolo pubblico, per gli edifici, è in ogni caso consentita l’occupazione permanente del sottosuolo dei marciapiedi per la realizzazione di intercapedini interrate, aerate da grate carrabili poste a livello marciapiede, purché dette intercapedini siano state riportate nei grafici del progetto approvato dell’edificio. La relativa tassazione non è dovuta qualora i marciapiedi interessati siano posti su aree cedute
ogetto approvato dell’edificio. La relativa tassazione non è dovuta qualora i marciapiedi interessati siano posti su aree cedute gratuitamente al Comune in attuazione delle previsioni di un piano urbanistico attuativo e le intercapedini servano edifici realizzati in attuazione dello stesso piano. Può, inoltre, essere concessa, l’occupazione permanente di parti del marciapiede pubblico per la realizzazione di ascensori esterni all’edificio per l’abbattimento di barriere architettoniche a
del marciapiede pubblico per la realizzazione di ascensori esterni all’edificio per l’abbattimento di barriere architettoniche a non sia possibile l’inserimento all’interno dell’edificio; non costituisca pericolo per la circolazione stradale; gli spazi per il transito pedonale sul marciapiede rimangano idonei anche per i portatori di non siano violate le norme sulle distanze fra i fabbricati e l’ascensore; non si costituisca servitù di veduta su proprietà di terzi;
iano violate le norme sulle distanze fra i fabbricati e l’ascensore; non si costituisca servitù di veduta su proprietà di terzi; non vi sia un apprezzabile riduzione di veduta da proprietà di terzi; ta l’estetica architettonica dell’edificio e/o compromessa quella del contesto. La concessione della occupazione permanente di suolo pubblico per l’abbattimento delle barriere architettoniche deve essere deliberata dalla Giunta Comunale ed è soggetta al p
COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE
suolo pubblico per l’abbattimento delle barriere architettoniche deve essere deliberata dalla Giunta Comunale ed è soggetta al p COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE QUELLE PER AMIANTO, ORDIGNI BELLICI, ECC. Qualora all’esito di indagini ambientali o in qualunque altra eventualità sia riscontrata la presenza di una potenziale contaminazione (superamento dei limiti tabellari di cui all’Allegato 5 REGOLAMENTO EDILIZIO 33 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 33 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ento dei limiti tabellari di cui all’Allegato 5 REGOLAMENTO EDILIZIO 33 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Nel caso di omessa comunicazione, farà fede la data dell’accertamento comunale. Nell’ipotesi in cui i lavori non siano ultimati nel tempo di validità dell’atto abilitativo, la lavori dovrà essere ugualmente presentata alla scadenza del termine accompagnata da una relazione, con allegati elaborati grafici e fotografici, che attesti lo stato di zione di fine lavori, verifichi che
nata da una relazione, con allegati elaborati grafici e fotografici, che attesti lo stato di zione di fine lavori, verifichi che l’intervento non è ultimato, lo stesso ne dà comunicazione al Dirigente competente, il quale sospende il rilascio dell’agibilità, sino ad intervenuta ultimazione dei lavori. Nel caso in cui i titoli duti, il Dirigente sospende i lavori fino all’ottenimento di nuovi titoli abilitativi Alla comunicazione di avvenuta ultimazione dei lavori è allegata la dichiarazione di conformità,
nto di nuovi titoli abilitativi Alla comunicazione di avvenuta ultimazione dei lavori è allegata la dichiarazione di conformità, approvato. Quando l’esecuzione delle opere comporta l’occupazione temporanea o permanente di area pubblica o la manomissione di suolo o sottosuolo pubblico, l’intestatario del titolo abilitativo deve preventivamente richiedere al Comune la relativa formale autorizzazione con indicazione
intestatario del titolo abilitativo deve preventivamente richiedere al Comune la relativa formale autorizzazione con indicazione planimetrica dell’area relativa in scala adeguata. L’autorizzazione viene rilasciata secondo le norme i utilizzi pubblici, nei casi di interruzioni delle lavorazioni o di mancato completamento dell’opera nei termini di validità del titolo edilizio, le occupazioni di suolo pubblico alla data di fermo del
to completamento dell’opera nei termini di validità del titolo edilizio, le occupazioni di suolo pubblico alla data di fermo del cantiere, decorso il quale termine si dovrà procedere alla restituzione degli spazi all’uso pubblico ateria di occupazioni di suolo pubblico, per gli edifici, è in ogni caso consentita l’occupazione permanente del sottosuolo dei marciapiedi per la realizzazione di intercapedini interrate, aerate da grate carrabili poste a livello
anente del sottosuolo dei marciapiedi per la realizzazione di intercapedini interrate, aerate da grate carrabili poste a livello marciapiede, purché dette intercapedini siano state riportate nei grafici La relativa tassazione non è dovuta qualora i marciapiedi interessati siano posti su aree cedute evisioni di un piano urbanistico attuativo e le Può, inoltre, essere concessa, l’occupazione permanente di parti del marciapiede pubblico per la ll’edificio per l’abbattimento di barriere architettoniche a
COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE
, l’occupazione permanente di parti del marciapiede pubblico per la ll’edificio per l’abbattimento di barriere architettoniche a ei anche per i portatori di ompromessa quella del contesto. La concessione della occupazione permanente di suolo pubblico per l’abbattimento delle barriere architettoniche deve essere deliberata dalla Giunta Comunale ed è soggetta al pagamento dei COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE
COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE
deliberata dalla Giunta Comunale ed è soggetta al pagamento dei COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLE OPERE RELATIVE A BONIFICA, COMPRESE Qualora all’esito di indagini ambientali o in qualunque altra eventualità sia riscontrata la presenza (superamento dei limiti tabellari di cui all’Allegato 5 - Titolo V -
parte IV D.lgs 152/06 “CSC”),
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – parte IV D.lgs 152/06 “CSC”), responsabile (ai sensi rispettivamente degli artt. 242 e 245 del D.Lgs 152/06 e smi) è tenuto ad adottare tempestivamente le necessarie misure di prevenzione e a darne tempestiva comunicazione a tutti gli Enti compete In caso di esecuzione di attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzioni, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto,
are, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzioni, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bon dell’inizio dei lavori, il datore di lavoro presenta, ai sensi dell’art. 250 del D.Lgs 81/2008, una notifica all’Organo di vigilanza competente per territorio. Tale notifica può essere effe in via telematica. Ai sensi dell’art. 256 dello stesso decreto, il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di
essere effe in via telematica. Ai sensi dell’art. 256 dello stesso decreto, il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, predisp copia all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, fatti salvi casi di urgenza. Per tutte le attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, nel caso in cui, la valutazione del
salvi casi di urgenza. Per tutte le attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, nel caso in cui, la valutazione del rischio inerente la presenza di ordigni bellici inesplosi, effettuata ai sensi dell'art. 28 del D.lgs. n. 81/2008, si concluda individuando come necessaria l’attività di Bonifica Bellica Sistematica Terrestre da ordigni esplosivi residuati bellici, il Committente de specifico iter autorizzativo di cui alla Direttiva Tecnica GEN
rrestre da ordigni esplosivi residuati bellici, il Committente de specifico iter autorizzativo di cui alla Direttiva Tecnica GEN la bonifica bellica sistematica terrestre, emanata, a mente dell’art. 4, comma 2 del D.M. 28/02/2017, dal Ministero della Difesa Armamenti – Direzione dei Lavori e del Demanio. Il soggetto interessato una volta ricevuto il parere vincolante positivo da parte dell’Autorità Militare potrà dare mandato all’impresa sp bonifica.
ato una volta ricevuto il parere vincolante positivo da parte dell’Autorità Militare potrà dare mandato all’impresa sp bonifica. L’impresa potrà iniziare tali attività solo dopo aver notificato a mezzo PEC agli enti preposti, così come indicati nella Direttiva Tecnica, fra cui il Sindaco, la data di inizio, del personale (comprensivo del numero di brevetto BCM attrezzature e degli apparati di ricerca (compresi i numeri di targa/matricola) che saranno impiegati
del numero di brevetto BCM attrezzature e degli apparati di ricerca (compresi i numeri di targa/matricola) che saranno impiegati nello svolgimento dello specifico servizio di bonifica. Una volta ultimate le operazioni di bonifica sistematica terrestre, a conclusione del procedimento di bonifica, il soggetto interessato trasmetterà al Sindaco l’Attestato di Bonifica Bellica, debitamente validato dall’Autorità militare competente.
etto interessato trasmetterà al Sindaco l’Attestato di Bonifica Bellica, debitamente validato dall’Autorità militare competente. Al fine dell’eventuale esercizio dei poteri di cui all’art. 54 del T.U.E.L., le comunicazioni relative all’inizio di attività di cui al presente articolo, anche laddove non espressamente previsto dalla normativa di settore, dovranno esse d’urgenza. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
parte IV D.lgs 152/06 “CSC”), il soggetto responsabile oppure il soggetto intere
e laddove non espressamente previsto dalla normativa di settore, dovranno esse d’urgenza. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. parte IV D.lgs 152/06 “CSC”), il soggetto responsabile oppure il soggetto interessato non responsabile (ai sensi rispettivamente degli artt. 242 e 245 del D.Lgs 152/06 e smi) è tenuto ad adottare tempestivamente le necessarie misure di prevenzione e a darne tempestiva
242 e 245 del D.Lgs 152/06 e smi) è tenuto ad adottare tempestivamente le necessarie misure di prevenzione e a darne tempestiva comunicazione a tutti gli Enti competenti. In caso di esecuzione di attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzioni, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate, prima
dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate, prima dell’inizio dei lavori, il datore di lavoro presenta, ai sensi dell’art. 250 del D.Lgs 81/2008, una notifica all’Organo di vigilanza competente per territorio. Tale notifica può essere effe Ai sensi dell’art. 256 dello stesso decreto, il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture,
prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, predispone un Piano di Lavoro e ne invia copia all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, fatti salvi casi di urgenza. Per tutte le attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, nel caso in cui, la valutazione del
salvi casi di urgenza. Per tutte le attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, nel caso in cui, la valutazione del erente la presenza di ordigni bellici inesplosi, effettuata ai sensi dell'art. 28 del D.lgs. n. 81/2008, si concluda individuando come necessaria l’attività di Bonifica Bellica Sistematica Terrestre da ordigni esplosivi residuati bellici, il Committente dell’attività provvede ad attivare lo
ifica Bellica Sistematica Terrestre da ordigni esplosivi residuati bellici, il Committente dell’attività provvede ad attivare lo specifico iter autorizzativo di cui alla Direttiva Tecnica GEN-BST-001, in vigore dal 23/10/2017, per la bonifica bellica sistematica terrestre, emanata, a mente dell’art. 4, comma 2 del D.M. lla Difesa – Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale Direzione dei Lavori e del Demanio.
t. 4, comma 2 del D.M. lla Difesa – Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale Direzione dei Lavori e del Demanio. Il soggetto interessato una volta ricevuto il parere vincolante positivo da parte dell’Autorità Militare potrà dare mandato all’impresa specializzata, iscritta al relativo albo, di avviare le attività di L’impresa potrà iniziare tali attività solo dopo aver notificato a mezzo PEC agli enti preposti, così
di avviare le attività di L’impresa potrà iniziare tali attività solo dopo aver notificato a mezzo PEC agli enti preposti, così come indicati nella Direttiva Tecnica, fra cui il Sindaco, la data di inizio, nonché l’elenco dettagliato del personale (comprensivo del numero di brevetto BCM – Bonifica Campi Minati), dei mezzi, delle attrezzature e degli apparati di ricerca (compresi i numeri di targa/matricola) che saranno impiegati fico servizio di bonifica.
attrezzature e degli apparati di ricerca (compresi i numeri di targa/matricola) che saranno impiegati fico servizio di bonifica. Una volta ultimate le operazioni di bonifica sistematica terrestre, a conclusione del procedimento di bonifica, il soggetto interessato trasmetterà al Sindaco l’Attestato di Bonifica Bellica, debitamente litare competente. Al fine dell’eventuale esercizio dei poteri di cui all’art. 54 del T.U.E.L., le comunicazioni relative
REGOLAMENTO EDILIZIO 34 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
amente litare competente. Al fine dell’eventuale esercizio dei poteri di cui all’art. 54 del T.U.E.L., le comunicazioni relative all’inizio di attività di cui al presente articolo, anche laddove non espressamente previsto dalla normativa di settore, dovranno essere inviate al Sindaco con congruo anticipo, fatti salvi i casi REGOLAMENTO EDILIZIO 34 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ile oppure il soggetto interessato non
REGOLAMENTO EDILIZIO 34 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
i i casi REGOLAMENTO EDILIZIO 34 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ile oppure il soggetto interessato non responsabile (ai sensi rispettivamente degli artt. 242 e 245 del D.Lgs 152/06 e smi) è tenuto ad adottare tempestivamente le necessarie misure di prevenzione e a darne tempestiva In caso di esecuzione di attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzioni, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto,
are, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto, quali manutenzioni, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, ifica delle aree interessate, prima dell’inizio dei lavori, il datore di lavoro presenta, ai sensi dell’art. 250 del D.Lgs 81/2008, una notifica all’Organo di vigilanza competente per territorio. Tale notifica può essere effettuata anche Ai sensi dell’art. 256 dello stesso decreto, il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di
ica può essere effettuata anche Ai sensi dell’art. 256 dello stesso decreto, il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, one un Piano di Lavoro e ne invia copia all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, fatti salvi casi di urgenza. Per tutte le attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, nel caso in cui, la valutazione del
salvi casi di urgenza. Per tutte le attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, nel caso in cui, la valutazione del erente la presenza di ordigni bellici inesplosi, effettuata ai sensi dell'art. 28 del D.lgs. n. 81/2008, si concluda individuando come necessaria l’attività di Bonifica Bellica Sistematica ll’attività provvede ad attivare lo 001, in vigore dal 23/10/2017, per la bonifica bellica sistematica terrestre, emanata, a mente dell’art. 4, comma 2 del D.M.
lo 001, in vigore dal 23/10/2017, per la bonifica bellica sistematica terrestre, emanata, a mente dell’art. 4, comma 2 del D.M. Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale Il soggetto interessato una volta ricevuto il parere vincolante positivo da parte dell’Autorità Militare ecializzata, iscritta al relativo albo, di avviare le attività di L’impresa potrà iniziare tali attività solo dopo aver notificato a mezzo PEC agli enti preposti, così nonché l’elenco dettagliato
’impresa potrà iniziare tali attività solo dopo aver notificato a mezzo PEC agli enti preposti, così nonché l’elenco dettagliato Bonifica Campi Minati), dei mezzi, delle attrezzature e degli apparati di ricerca (compresi i numeri di targa/matricola) che saranno impiegati Una volta ultimate le operazioni di bonifica sistematica terrestre, a conclusione del procedimento di bonifica, il soggetto interessato trasmetterà al Sindaco l’Attestato di Bonifica Bellica, debitamente
usione del procedimento di bonifica, il soggetto interessato trasmetterà al Sindaco l’Attestato di Bonifica Bellica, debitamente Al fine dell’eventuale esercizio dei poteri di cui all’art. 54 del T.U.E.L., le comunicazioni relative all’inizio di attività di cui al presente articolo, anche laddove non espressamente previsto dalla re inviate al Sindaco con congruo anticipo, fatti salvi i casi
Capo II - Norme tecniche sull'esecuzione dei lavori
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Capo II - Norme tecniche sull'esecuzione dei lavori 2.27 – PRINCIPI GENERALI DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI Le opere edilizie devono essere eseguite indicati nel titolo abilitativo o discendenti e regolamenti aventi incidenza sull’attività edilizia vigente, da convenzioni e atti d’obbligo, nonché dalle eventuali prescrizioni contenute nel Il direttore dei lavori, l'esecutore delle opere e gli altri eventuali soggetti che rivestono
entuali prescrizioni contenute nel Il direttore dei lavori, l'esecutore delle opere e gli altri eventuali soggetti che rivestono responsabilità operative devono adoperarsi, sotto la loro personale e solidale responsabilità, affinché opere ed interventi siano compiuti a regola d'arte e siano rispondenti alle prescrizioni delle leggi, dei regolamenti e delle direttive in vigore. Relativamente ad ogni costruzione devono essere osservate le norme e le prescrizioni fissate dalla
e delle direttive in vigore. Relativamente ad ogni costruzione devono essere osservate le norme e le prescrizioni fissate dalla legislazione vigente in materia di stabilità delle fondazioni e delle costruzioni, nonché di sicure degli impianti tecnologici. I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo che tutte le loro parti mantengano costantement dalle norme vigenti. 2.28 – PUNTI FISSI DI LINEA E DI LIVELLO Il titolare del Permesso di Costr
ro parti mantengano costantement dalle norme vigenti. 2.28 – PUNTI FISSI DI LINEA E DI LIVELLO Il titolare del Permesso di Costr richiedere il controllo sul terreno dei capisaldi planimetrici e altimetrici ai quali deve essere riferita la costruzione. La determinazione dei punti fissi e di livello va effettuata con apposito verbale in duplice esemplare redatto dall’ufficio comunale e sottoscritto dal direttore esecutrice.
o va effettuata con apposito verbale in duplice esemplare redatto dall’ufficio comunale e sottoscritto dal direttore esecutrice. Ove, entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta di cui al comma precedente, il responsabile del procedimento non provveda all’invio dei tecnici comunali, il titolare del permesso di costruire può dare inizio ai lavori nel rispetto del progetto approvato, dell’eventuale piano urbanistico attuativo in cui l’edificio è ubicato e delle quote altimetriche di strade ed edifici esistenti.
ell’eventuale piano urbanistico attuativo in cui l’edificio è ubicato e delle quote altimetriche di strade ed edifici esistenti. 2.29 – CONDUZIONE DEL CANTIERE E RECINZIONI PROVVISORIE In tutti i cantieri dove si esegu esibiti, a richiesta dell’autorità, il permesso di costruire con la copia degli elaborati di progetto vistata dal Dirigente dell’Area Urbanistica e ogni altra documentazione eventualmente ne sensi di legge o del presente regolamento. Nel caso di titolo abilitativo formatosi a norma di legge
mentazione eventualmente ne sensi di legge o del presente regolamento. Nel caso di titolo abilitativo formatosi a norma di legge (CILA, SCIA, ecc.) dovrà essere esibita, a richiesta, copia della comunicazione o segnalazione con il timbro di avvenuto deposito. Il cantiere deve essere adeguatamente delimitato e recintato Le recinzioni provvisorie devono avere aspetto decoroso, altezza di almeno ml. 2,00, risultare non trasparenti, stabili e ben ancorate al suolo, evitando la formazione di ristagni
roso, altezza di almeno ml. 2,00, risultare non trasparenti, stabili e ben ancorate al suolo, evitando la formazione di ristagni ricavate nelle recinzioni provvisorie non devono aprirsi verso l’esterno e devono rimanere chiuse quando i lavori non sono in corso. La recinzione e, in particolare, gli angoli e le sporgenze delle stesse recinzioni o di altre strutture d cantiere devono essere provviste di segnalazioni di ingombro e di pericolo diurno (bande bianche e
nzioni o di altre strutture d cantiere devono essere provviste di segnalazioni di ingombro e di pericolo diurno (bande bianche e rosse) e notturno (luci rosse) e, se del caso, di dispositivi rifrangenti ad integrazio dell’illuminazione stradale. Dovranno essere adottati tutti i pro assicurare il pubblico transito sul fronte strada e lungo i fronti prospicienti gli spazi pubblici, garantendo un adeguato passaggio pedonale a margine, protetto dalla caduta di materiale e
ronti prospicienti gli spazi pubblici, garantendo un adeguato passaggio pedonale a margine, protetto dalla caduta di materiale e utilizzabile anche dai portatori di disabil Quando la recinzione racchiude manufatti che interessino servizi pubblici o accessi a proprietà private deve essere consentito pronto e libero accesso, protetto dalla caduta accidentale di materiali, a tali servizi e alle dette proprietà. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
o, protetto dalla caduta accidentale di materiali, a tali servizi e alle dette proprietà. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Norme tecniche sull'esecuzione dei lavori PRINCIPI GENERALI DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI edilizie devono essere eseguite in modo conforme al progetto assentito e indicati nel titolo abilitativo o discendenti dalla normativa urbanistica – edilizia e
in modo conforme al progetto assentito e indicati nel titolo abilitativo o discendenti dalla normativa urbanistica – edilizia e aventi incidenza sull’attività edilizia vigente, da convenzioni e atti d’obbligo, nonché tuali prescrizioni contenute nel titolo stesso. Il direttore dei lavori, l'esecutore delle opere e gli altri eventuali soggetti che rivestono responsabilità operative devono adoperarsi, sotto la loro personale e solidale responsabilità,
eventuali soggetti che rivestono responsabilità operative devono adoperarsi, sotto la loro personale e solidale responsabilità, nterventi siano compiuti a regola d'arte e siano rispondenti alle prescrizioni delle ti e delle direttive in vigore. Relativamente ad ogni costruzione devono essere osservate le norme e le prescrizioni fissate dalla in materia di stabilità delle fondazioni e delle costruzioni, nonché di sicure
PUNTI FISSI DI LINEA E DI LIVELLO
sservate le norme e le prescrizioni fissate dalla in materia di stabilità delle fondazioni e delle costruzioni, nonché di sicure I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità, sicurezza e decor PUNTI FISSI DI LINEA E DI LIVELLO Il titolare del Permesso di Costruire, tramite il Direttore dei Lavori, prima dell’inizio dei lavori deve
DI LINEA E DI LIVELLO
DI LINEA E DI LIVELLO Il titolare del Permesso di Costruire, tramite il Direttore dei Lavori, prima dell’inizio dei lavori deve terreno dei capisaldi planimetrici e altimetrici ai quali deve essere riferita la costruzione. La determinazione dei punti fissi e di livello va effettuata con apposito verbale in duplice esemplare redatto dall’ufficio comunale e sottoscritto dal direttore dei lavori e dall’impresa giorni dalla richiesta di cui al comma precedente, il responsabile del
CONDUZIONE DEL CANTIERE E RECINZIONI PROVVISORIE
le e sottoscritto dal direttore dei lavori e dall’impresa giorni dalla richiesta di cui al comma precedente, il responsabile del procedimento non provveda all’invio dei tecnici comunali, il titolare del permesso di costruire può el rispetto del progetto approvato, dell’eventuale piano urbanistico attuativo in cui l’edificio è ubicato e delle quote altimetriche di strade ed edifici esistenti. CONDUZIONE DEL CANTIERE E RECINZIONI PROVVISORIE
CONDUZIONE DEL CANTIERE E RECINZIONI PROVVISORIE
l’edificio è ubicato e delle quote altimetriche di strade ed edifici esistenti. CONDUZIONE DEL CANTIERE E RECINZIONI PROVVISORIE In tutti i cantieri dove si eseguano opere edilizie soggette a permesso di costruire devono essere esibiti, a richiesta dell’autorità, il permesso di costruire con la copia degli elaborati di progetto vistata dal Dirigente dell’Area Urbanistica e ogni altra documentazione eventualmente ne
on la copia degli elaborati di progetto vistata dal Dirigente dell’Area Urbanistica e ogni altra documentazione eventualmente ne sensi di legge o del presente regolamento. Nel caso di titolo abilitativo formatosi a norma di legge (CILA, SCIA, ecc.) dovrà essere esibita, a richiesta, copia della comunicazione o segnalazione con il deve essere adeguatamente delimitato e recintato per tutta la sua durata. Le recinzioni provvisorie devono avere aspetto decoroso, altezza di almeno ml. 2,00, risultare non
tato per tutta la sua durata. Le recinzioni provvisorie devono avere aspetto decoroso, altezza di almeno ml. 2,00, risultare non trasparenti, stabili e ben ancorate al suolo, evitando la formazione di ristagni ricavate nelle recinzioni provvisorie non devono aprirsi verso l’esterno e devono rimanere chiuse ndo i lavori non sono in corso. La recinzione e, in particolare, gli angoli e le sporgenze delle stesse recinzioni o di altre strutture d
ori non sono in corso. La recinzione e, in particolare, gli angoli e le sporgenze delle stesse recinzioni o di altre strutture d cantiere devono essere provviste di segnalazioni di ingombro e di pericolo diurno (bande bianche e rosse) e notturno (luci rosse) e, se del caso, di dispositivi rifrangenti ad integrazio Dovranno essere adottati tutti i provvedimenti atti a salvaguardare l’incolumità pubblica e ad assicurare il pubblico transito sul fronte strada e lungo i fronti prospicienti gli spazi pubblici,
REGOLAMENTO EDILIZIO 35
e l’incolumità pubblica e ad assicurare il pubblico transito sul fronte strada e lungo i fronti prospicienti gli spazi pubblici, garantendo un adeguato passaggio pedonale a margine, protetto dalla caduta di materiale e abile anche dai portatori di disabilità motoria. Quando la recinzione racchiude manufatti che interessino servizi pubblici o accessi a proprietà private deve essere consentito pronto e libero accesso, protetto dalla caduta accidentale di servizi e alle dette proprietà. REGOLAMENTO EDILIZIO 35
REGOLAMENTO EDILIZIO 35 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
consentito pronto e libero accesso, protetto dalla caduta accidentale di servizi e alle dette proprietà. REGOLAMENTO EDILIZIO 35 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) l progetto assentito e agli obblighi edilizia e da altre normative aventi incidenza sull’attività edilizia vigente, da convenzioni e atti d’obbligo, nonché Il direttore dei lavori, l'esecutore delle opere e gli altri eventuali soggetti che rivestono
nvenzioni e atti d’obbligo, nonché Il direttore dei lavori, l'esecutore delle opere e gli altri eventuali soggetti che rivestono responsabilità operative devono adoperarsi, sotto la loro personale e solidale responsabilità, nterventi siano compiuti a regola d'arte e siano rispondenti alle prescrizioni delle Relativamente ad ogni costruzione devono essere osservate le norme e le prescrizioni fissate dalla in materia di stabilità delle fondazioni e delle costruzioni, nonché di sicurezza
rvate le norme e le prescrizioni fissate dalla in materia di stabilità delle fondazioni e delle costruzioni, nonché di sicurezza I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo e i requisiti di stabilità, sicurezza e decoro richiesti avori, prima dell’inizio dei lavori deve terreno dei capisaldi planimetrici e altimetrici ai quali deve essere riferita la costruzione. La determinazione dei punti fissi e di livello va effettuata con apposito verbale in
quali deve essere riferita la costruzione. La determinazione dei punti fissi e di livello va effettuata con apposito verbale in dei lavori e dall’impresa giorni dalla richiesta di cui al comma precedente, il responsabile del procedimento non provveda all’invio dei tecnici comunali, il titolare del permesso di costruire può el rispetto del progetto approvato, dell’eventuale piano urbanistico attuativo in cui l’edificio è ubicato e delle quote altimetriche di strade ed edifici esistenti.
ell’eventuale piano urbanistico attuativo in cui l’edificio è ubicato e delle quote altimetriche di strade ed edifici esistenti. soggette a permesso di costruire devono essere esibiti, a richiesta dell’autorità, il permesso di costruire con la copia degli elaborati di progetto vistata dal Dirigente dell’Area Urbanistica e ogni altra documentazione eventualmente necessaria ai sensi di legge o del presente regolamento. Nel caso di titolo abilitativo formatosi a norma di legge
eventualmente necessaria ai sensi di legge o del presente regolamento. Nel caso di titolo abilitativo formatosi a norma di legge (CILA, SCIA, ecc.) dovrà essere esibita, a richiesta, copia della comunicazione o segnalazione con il per tutta la sua durata. Le recinzioni provvisorie devono avere aspetto decoroso, altezza di almeno ml. 2,00, risultare non trasparenti, stabili e ben ancorate al suolo, evitando la formazione di ristagni d’acqua. Le porte
lmeno ml. 2,00, risultare non trasparenti, stabili e ben ancorate al suolo, evitando la formazione di ristagni d’acqua. Le porte ricavate nelle recinzioni provvisorie non devono aprirsi verso l’esterno e devono rimanere chiuse La recinzione e, in particolare, gli angoli e le sporgenze delle stesse recinzioni o di altre strutture di cantiere devono essere provviste di segnalazioni di ingombro e di pericolo diurno (bande bianche e
zioni o di altre strutture di cantiere devono essere provviste di segnalazioni di ingombro e di pericolo diurno (bande bianche e rosse) e notturno (luci rosse) e, se del caso, di dispositivi rifrangenti ad integrazione vvedimenti atti a salvaguardare l’incolumità pubblica e ad assicurare il pubblico transito sul fronte strada e lungo i fronti prospicienti gli spazi pubblici, garantendo un adeguato passaggio pedonale a margine, protetto dalla caduta di materiale e
ronti prospicienti gli spazi pubblici, garantendo un adeguato passaggio pedonale a margine, protetto dalla caduta di materiale e Quando la recinzione racchiude manufatti che interessino servizi pubblici o accessi a proprietà private deve essere consentito pronto e libero accesso, protetto dalla caduta accidentale di
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – La recinzione provvisoria deve essere mantenuta in efficienza e in condizioni decorose per tutta la durata del cantiere. All’ingresso del cantiere deve essere indicato il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. Nelle or non lavorative e in specie di notte, nei giorni festivi, di sospensione dei lavori, deve essere assicurata una costante e sicura chiusura dell’accesso.
cie di notte, nei giorni festivi, di sospensione dei lavori, deve essere assicurata una costante e sicura chiusura dell’accesso. Il carico e scarico di materiali deve essere effettuato all’interno del cantiere. Qualora ciò non sia possibile e si rendesse necessario occupare superfici aperte al pubblico transito, l’occupazione deve essere limitata agli spazi e tempi strettamente necessari, deve essere assicurato il transito dei pedoni e dei veicoli e, se necessario, il suolo deve ess
e tempi strettamente necessari, deve essere assicurato il transito dei pedoni e dei veicoli e, se necessario, il suolo deve ess carico, lo scarico e il deposito temporaneo dei materiali, devono sottostare alle disposizioni del Regolamento di Polizia Urbana, alle norme per l'occupazione del suolo pubblico, nonché le leggi vigenti in materia di circolazione stradale. Inoltre, i mezzi adoperati dovranno essere tali da evitare che il materiale si sparga durante il
teria di circolazione stradale. Inoltre, i mezzi adoperati dovranno essere tali da evitare che il materiale si sparga durante il trasporto. Quando si verifichi un qualsiasi spargimento di materiale, il trasportatore deve immediatamente provvedere alla pulizia spargimento. Le emissioni sonore dei cantieri edili dovranno essere contenute nei limiti previsti dalle vigenti normative in materia di inquinamento acustico richiamate nella parte prima del present
ntenute nei limiti previsti dalle vigenti normative in materia di inquinamento acustico richiamate nella parte prima del present regolamento. Fermo restando le norme fissate nel Regolamento di Polizia Urbana, le sole attività di cantiere che comportino l’utilizzo di macchinari e attrezzature rumorose potranno svolgersi nei seguenti orari, giusta Ordinanza Sindacale n. 41/1964 del dal 1° aprile al 31 ottobre di ogni anno, dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno,
iusta Ordinanza Sindacale n. 41/1964 del dal 1° aprile al 31 ottobre di ogni anno, dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno, Il passaggio dal periodo estivo a quello invernale è definito dal passaggio dall’ora legale all’ora solare e viceversa. Le deroghe alle fasce orarie innanzi riportate o ai limiti di emissione, potranno essere concesse dall’Amministrazione Comunale. La doma informazioni tecniche necessarie, va presentata al Comune presso l’Ufficio Ambiente almeno 30
’Amministrazione Comunale. La doma informazioni tecniche necessarie, va presentata al Comune presso l’Ufficio Ambiente almeno 30 giorni prima dell’inizio della attività temporanea. L’autorizzazione sarà rilasciata dal Dirigente della Ripartizione presso la quale è incardinato l’Ufficio Ambiente. Le attività di gestione dei rifiuti prodotti nei cantieri dovrà avvenire in conformità alle disposizioni contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e smi
fiuti prodotti nei cantieri dovrà avvenire in conformità alle disposizioni contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e smi bonifica dei siti inquinati, nonché nel rispetto del “Regolamento regionale per la gestione dei materiali edili” 12 giugno 2006, n. 6, Bollettino Ufficiale della Regione Puglia 2.30 - CARTELLI DI CANTIERE Il cantiere, ai sensi dell’art. 72 del DPR 380/2001, dimensioni adeguate riportante le seguenti informazioni: indicazione dell’opera da realizzare;
dell’art. 72 del DPR 380/2001, dimensioni adeguate riportante le seguenti informazioni: indicazione dell’opera da realizzare; gli estremi del titolo abilitativo; nominativi/o del titolare; nominativi/o del progettista architettonico; nominativi/o del progettista strutturale nominativi/o del progettista degli impianti nominativi/o del direttore dei lavori; nominativi/o del responsabile dei lavori; nominativi/o del coordinatore per la progettazione (in
o del direttore dei lavori; nominativi/o del responsabile dei lavori; nominativi/o del coordinatore per la progettazione (in nominativi/o del coordinatore per l’esecuzione (in materia di sicurezza); nominativi/o del certificatore di sostenibilità ambientale (ove dovuto); l’impresa o le imprese esecutrici nominativi/o dei responsabili In mancanza, l’autorità preposta procederà ai sensi dell’art. 27, comma 4, del D.P.R. n. 380/2001 e Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
a, l’autorità preposta procederà ai sensi dell’art. 27, comma 4, del D.P.R. n. 380/2001 e Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. La recinzione provvisoria deve essere mantenuta in efficienza e in condizioni decorose per tutta la All’ingresso del cantiere deve essere indicato il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. Nelle or
ni decorose per tutta la All’ingresso del cantiere deve essere indicato il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. Nelle or non lavorative e in specie di notte, nei giorni festivi, di sospensione dei lavori, deve essere una costante e sicura chiusura dell’accesso. Il carico e scarico di materiali deve essere effettuato all’interno del cantiere. Qualora ciò non sia possibile e si rendesse necessario occupare superfici aperte al pubblico transito, l’occupazione deve
tiere. Qualora ciò non sia possibile e si rendesse necessario occupare superfici aperte al pubblico transito, l’occupazione deve essere limitata agli spazi e tempi strettamente necessari, deve essere assicurato il transito dei pedoni e dei veicoli e, se necessario, il suolo deve essere immediatamente ripulito. In ogni caso il carico, lo scarico e il deposito temporaneo dei materiali, devono sottostare alle disposizioni del
nte ripulito. In ogni caso il carico, lo scarico e il deposito temporaneo dei materiali, devono sottostare alle disposizioni del Regolamento di Polizia Urbana, alle norme per l'occupazione del suolo pubblico, nonché le leggi ia di circolazione stradale. Inoltre, i mezzi adoperati dovranno essere tali da evitare che il materiale si sparga durante il trasporto. Quando si verifichi un qualsiasi spargimento di materiale, il trasportatore deve
he il materiale si sparga durante il trasporto. Quando si verifichi un qualsiasi spargimento di materiale, il trasportatore deve immediatamente provvedere alla pulizia della parte del suolo pubblico su cui si è verificato lo Le emissioni sonore dei cantieri edili dovranno essere contenute nei limiti previsti dalle vigenti normative in materia di inquinamento acustico richiamate nella parte prima del present regolamento. Fermo restando le norme fissate nel Regolamento di Polizia Urbana, le sole attività di
ella parte prima del present regolamento. Fermo restando le norme fissate nel Regolamento di Polizia Urbana, le sole attività di cantiere che comportino l’utilizzo di macchinari e attrezzature rumorose potranno svolgersi nei , giusta Ordinanza Sindacale n. 41/1964 del 01/07/1964: dal 1° aprile al 31 ottobre di ogni anno, dalle 07:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno, dalle 07:00 alle 14:00 e dalle 15:3
ni anno, dalle 07:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno, dalle 07:00 alle 14:00 e dalle 15:3 Il passaggio dal periodo estivo a quello invernale è definito dal passaggio dall’ora legale all’ora Le deroghe alle fasce orarie innanzi riportate o ai limiti di emissione, potranno essere concesse dall’Amministrazione Comunale. La domanda di autorizzazione in deroga, completa delle informazioni tecniche necessarie, va presentata al Comune presso l’Ufficio Ambiente almeno 30
zzazione in deroga, completa delle informazioni tecniche necessarie, va presentata al Comune presso l’Ufficio Ambiente almeno 30 giorni prima dell’inizio della attività temporanea. L’autorizzazione sarà rilasciata dal Dirigente della one presso la quale è incardinato l’Ufficio Ambiente. Le attività di gestione dei rifiuti prodotti nei cantieri dovrà avvenire in conformità alle disposizioni contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e smi - Norme in materia di gestione dei rifiuti
CARTELLI DI CANTIERE
in conformità alle disposizioni contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e smi - Norme in materia di gestione dei rifiuti , nonché nel rispetto del “Regolamento regionale per la gestione dei materiali edili” 12 giugno 2006, n. 6, Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 74 del 16/06/2006. CARTELLI DI CANTIERE dell’art. 72 del DPR 380/2001, deve essere provvisto di tabella ben visibile e di dimensioni adeguate riportante le seguenti informazioni: pera da realizzare;
deve essere provvisto di tabella ben visibile e di dimensioni adeguate riportante le seguenti informazioni: pera da realizzare; gli estremi del titolo abilitativo; del progettista architettonico; nominativi/o del progettista strutturale; nominativi/o del progettista degli impianti; del direttore dei lavori; nominativi/o del responsabile dei lavori; nominativi/o del coordinatore per la progettazione (in materia di sicurezza); nominativi/o del coordinatore per l’esecuzione (in materia di sicurezza);
REGOLAMENTO EDILIZIO 36 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
natore per la progettazione (in materia di sicurezza); nominativi/o del coordinatore per l’esecuzione (in materia di sicurezza); nominativi/o del certificatore di sostenibilità ambientale (ove dovuto); l’impresa o le imprese esecutrici; nominativi/o dei responsabili delle imprese subappaltatrici In mancanza, l’autorità preposta procederà ai sensi dell’art. 27, comma 4, del D.P.R. n. 380/2001 e REGOLAMENTO EDILIZIO 36 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 36 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
dell’art. 27, comma 4, del D.P.R. n. 380/2001 e REGOLAMENTO EDILIZIO 36 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) La recinzione provvisoria deve essere mantenuta in efficienza e in condizioni decorose per tutta la All’ingresso del cantiere deve essere indicato il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. Nelle ore non lavorative e in specie di notte, nei giorni festivi, di sospensione dei lavori, deve essere
non addetti ai lavori. Nelle ore non lavorative e in specie di notte, nei giorni festivi, di sospensione dei lavori, deve essere Il carico e scarico di materiali deve essere effettuato all’interno del cantiere. Qualora ciò non sia possibile e si rendesse necessario occupare superfici aperte al pubblico transito, l’occupazione deve essere limitata agli spazi e tempi strettamente necessari, deve essere assicurato il transito dei ere immediatamente ripulito. In ogni caso il
a agli spazi e tempi strettamente necessari, deve essere assicurato il transito dei ere immediatamente ripulito. In ogni caso il carico, lo scarico e il deposito temporaneo dei materiali, devono sottostare alle disposizioni del Regolamento di Polizia Urbana, alle norme per l'occupazione del suolo pubblico, nonché le leggi Inoltre, i mezzi adoperati dovranno essere tali da evitare che il materiale si sparga durante il trasporto. Quando si verifichi un qualsiasi spargimento di materiale, il trasportatore deve
he il materiale si sparga durante il trasporto. Quando si verifichi un qualsiasi spargimento di materiale, il trasportatore deve della parte del suolo pubblico su cui si è verificato lo Le emissioni sonore dei cantieri edili dovranno essere contenute nei limiti previsti dalle vigenti normative in materia di inquinamento acustico richiamate nella parte prima del presente regolamento. Fermo restando le norme fissate nel Regolamento di Polizia Urbana, le sole attività di
lla parte prima del presente regolamento. Fermo restando le norme fissate nel Regolamento di Polizia Urbana, le sole attività di cantiere che comportino l’utilizzo di macchinari e attrezzature rumorose potranno svolgersi nei :00 alle 21:00; 30 alle 20:30. Il passaggio dal periodo estivo a quello invernale è definito dal passaggio dall’ora legale all’ora Le deroghe alle fasce orarie innanzi riportate o ai limiti di emissione, potranno essere concesse nda di autorizzazione in deroga, completa delle
asce orarie innanzi riportate o ai limiti di emissione, potranno essere concesse nda di autorizzazione in deroga, completa delle informazioni tecniche necessarie, va presentata al Comune presso l’Ufficio Ambiente almeno 30 giorni prima dell’inizio della attività temporanea. L’autorizzazione sarà rilasciata dal Dirigente della Le attività di gestione dei rifiuti prodotti nei cantieri dovrà avvenire in conformità alle disposizioni di gestione dei rifiuti e di
tività di gestione dei rifiuti prodotti nei cantieri dovrà avvenire in conformità alle disposizioni di gestione dei rifiuti e di , nonché nel rispetto del “Regolamento regionale per la gestione dei n. 74 del 16/06/2006. deve essere provvisto di tabella ben visibile e di materia di sicurezza); In mancanza, l’autorità preposta procederà ai sensi dell’art. 27, comma 4, del D.P.R. n. 380/2001 e
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – s.m.i. “Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, gli altri casi di presunta violazione urbanistico all'autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti”. 2.31 – CRITERI DA OSSERVARE PER SCAVI E DEMOLIZIONI
tro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti”. 2.31 – CRITERI DA OSSERVARE PER SCAVI E DEMOLIZIONI Gli scavi all’interno del lotto di proprietà dovranno essere sempre eseguiti all’interno di una recinzione di cantiere; gli scavi in corso su suolo pubblico o di uso pubblico dovranno essere racchiusi con apposito recinto e convenientemente illuminati e se In ogni caso i lavori di scavo devono essere eseguiti in modo da impedire rovine e franamenti e da
venientemente illuminati e se In ogni caso i lavori di scavo devono essere eseguiti in modo da impedire rovine e franamenti e da non compromettere la sicurezza degli edifici, delle infrastrutture e degli vicinanze. Gli scavi non debbono inoltre impedire o disturbare l’ordinario uso degli spazi stradali e pubblici: l’eventuale indispensabile occupazione di tali aree deve essere formalmente autorizzata a norma del vigente Regolamento Comunale. Per la sicurezza degli operatori, si rich
ali aree deve essere formalmente autorizzata a norma del vigente Regolamento Comunale. Per la sicurezza degli operatori, si rich II, Sezione III del D.lgs. n. 81/2008 ( La gestione dei materiali provenienti da opere di scavo dovrà essere conforme alle norme contenute nel D.P.R. 13 giugno 2017, n. 120 gestione delle terre e rocce da scavo Le opere di demolizione di fabbricati o di parti di essi che possono determinare grave situazione igienico – sanitaria, devono esser
pere di demolizione di fabbricati o di parti di essi che possono determinare grave situazione igienico – sanitaria, devono esser nel tempo ripetuti, secondo necessità. In ogni caso devono essere adottate tutte le necessarie precauzioni allo scopo di garantire l’igiene degli ambienti di vita circostanti, con particolar riferimento alle protezioni dalle polveri e dai rumor Le aree risultanti dalla demolizione dei fabbricati devono essere tenute pulite ed in ordine a cura dei proprietari.
e dai rumor Le aree risultanti dalla demolizione dei fabbricati devono essere tenute pulite ed in ordine a cura dei proprietari. Il deposito temporaneo e lo smaltimento del materiale di risulta proveniente da o demolizione saranno conformi alle norme contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei In ogni caso, particolare attenzione dovrà essere prestata al rischio di i
in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei In ogni caso, particolare attenzione dovrà essere prestata al rischio di i 2.31.1. Gestione bilancio di produzione dei materiali da demolizione o costruzione La gestione dei materiali derivanti da attività di demolizione o costruzione sensi dell’articolo 183, c. 4, lett. b), del TUA e possono e ciclo produttivo previo preventivo test di cessione degli stessi, in conformità al DM 5 febbraio 1998
t. b), del TUA e possono e ciclo produttivo previo preventivo test di cessione degli stessi, in conformità al DM 5 febbraio 1998 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt. 31 e 33 del Dlgs n. 22 del 5 febbraio 1997) all’ambiente. I progetti riferiti alla costruzione, al rifacimento, alla ristrutturazione ed alla manutenzione straordinaria di opere, sia di interesse pubblico che rilascio di PdC o la presentazione CILA
trutturazione ed alla manutenzione straordinaria di opere, sia di interesse pubblico che rilascio di PdC o la presentazione CILA indichi il bilancio di produzione (espresso in m rifiuti, indicando specificatamente: le quantità di materiale da scavo e materiali che risultano da demolizione e costruzione che verranno destinati al riutilizzo all’interno del cantiere; le quantità di materiale da scavo in eccedenza da avviare ad altri utilizzi;
destinati al riutilizzo all’interno del cantiere; le quantità di materiale da scavo in eccedenza da avviare ad altri utilizzi; le quantità di rifiuti non riutilizzati in cantiere da avviare al recupero presso centri di riciclaggio o, in ultima analisi, in discarica, indicandone la destinazione (ubica Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. “Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione
CRITERI DA OSSERVARE PER SCAVI E DEMOLIZIONI
rescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all'autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio nale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti CRITERI DA OSSERVARE PER SCAVI E DEMOLIZIONI Gli scavi all’interno del lotto di proprietà dovranno essere sempre eseguiti all’interno di una
SSERVARE PER SCAVI E DEMOLIZIONI
SSERVARE PER SCAVI E DEMOLIZIONI Gli scavi all’interno del lotto di proprietà dovranno essere sempre eseguiti all’interno di una recinzione di cantiere; gli scavi in corso su suolo pubblico o di uso pubblico dovranno essere racchiusi con apposito recinto e convenientemente illuminati e segnalati durante le ore notturne. In ogni caso i lavori di scavo devono essere eseguiti in modo da impedire rovine e franamenti e da non compromettere la sicurezza degli edifici, delle infrastrutture e degli
eseguiti in modo da impedire rovine e franamenti e da non compromettere la sicurezza degli edifici, delle infrastrutture e degli bbono inoltre impedire o disturbare l’ordinario uso degli spazi stradali e pubblici: l’eventuale indispensabile occupazione di tali aree deve essere formalmente autorizzata a norma del vigente Regolamento Comunale. Per la sicurezza degli operatori, si richiamano, in particolare, le norme contenute nel titolo IV, Capo
te Regolamento Comunale. Per la sicurezza degli operatori, si richiamano, in particolare, le norme contenute nel titolo IV, Capo II, Sezione III del D.lgs. n. 81/2008 (T.U. sulla salute e sicurezza sul lavoro). La gestione dei materiali provenienti da opere di scavo dovrà essere conforme alle norme 3 giugno 2017, n. 120 - Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo e s.m.i.
orme 3 giugno 2017, n. 120 - Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo e s.m.i. Le opere di demolizione di fabbricati o di parti di essi che possono determinare grave situazione sanitaria, devono essere precedute da adeguati interventi di derattizzazione che saranno nel tempo ripetuti, secondo necessità. In ogni caso devono essere adottate tutte le necessarie precauzioni allo scopo di garantire l’igiene degli ambienti di vita circostanti, con particolar
ere adottate tutte le necessarie precauzioni allo scopo di garantire l’igiene degli ambienti di vita circostanti, con particolar riferimento alle protezioni dalle polveri e dai rumori. Le aree risultanti dalla demolizione dei fabbricati devono essere tenute pulite ed in ordine a cura Il deposito temporaneo e lo smaltimento del materiale di risulta proveniente da o demolizione saranno conformi alle norme contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.
ale di risulta proveniente da o demolizione saranno conformi alle norme contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati. In ogni caso, particolare attenzione dovrà essere prestata al rischio di incendio. Gestione bilancio di produzione dei materiali da demolizione o costruzione La gestione dei materiali derivanti da attività di demolizione o costruzione sono rifiuti speciali ai
demolizione o costruzione La gestione dei materiali derivanti da attività di demolizione o costruzione sono rifiuti speciali ai dell’articolo 183, c. 4, lett. b), del TUA e possono essere riutilizzati nello stesso od in diverso ciclo produttivo previo preventivo test di cessione degli stessi, in conformità al DM 5 febbraio 1998 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi
ità al DM 5 febbraio 1998 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi artt. 31 e 33 del Dlgs n. 22 del 5 febbraio 1997), in modo da non recare pregiudizio I progetti riferiti alla costruzione, al rifacimento, alla ristrutturazione ed alla manutenzione straordinaria di opere, sia di interesse pubblico che privato, per la cui realizzazione è previsto il rilascio di PdC o la presentazione CILA - SCIA, devono allegare alla domanda un elaborato che
la cui realizzazione è previsto il rilascio di PdC o la presentazione CILA - SCIA, devono allegare alla domanda un elaborato che indichi il bilancio di produzione (espresso in m3) di materiale da scavo e/o da demolizione e/o di tamente: le quantità di materiale da scavo e materiali che risultano da demolizione e costruzione che lizzo all’interno del cantiere; le quantità di materiale da scavo in eccedenza da avviare ad altri utilizzi;
REGOLAMENTO EDILIZIO 37 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
e e costruzione che lizzo all’interno del cantiere; le quantità di materiale da scavo in eccedenza da avviare ad altri utilizzi; antità di rifiuti non riutilizzati in cantiere da avviare al recupero presso centri di riciclaggio o, in ultima analisi, in discarica, indicandone la destinazione (ubicazione e tipologie di impianto). REGOLAMENTO EDILIZIO 37 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) “Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere
AUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
AUREATI BAT (REV. 02.05.2019) “Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti edilizia, ne danno immediata comunicazione all'autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio nale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti
e e al dirigente del competente ufficio nale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti Gli scavi all’interno del lotto di proprietà dovranno essere sempre eseguiti all’interno di una recinzione di cantiere; gli scavi in corso su suolo pubblico o di uso pubblico dovranno essere gnalati durante le ore notturne. In ogni caso i lavori di scavo devono essere eseguiti in modo da impedire rovine e franamenti e da
lati durante le ore notturne. In ogni caso i lavori di scavo devono essere eseguiti in modo da impedire rovine e franamenti e da non compromettere la sicurezza degli edifici, delle infrastrutture e degli impianti posti nelle bbono inoltre impedire o disturbare l’ordinario uso degli spazi stradali e pubblici: l’eventuale indispensabile occupazione di tali aree deve essere formalmente autorizzata a norma iamano, in particolare, le norme contenute nel titolo IV, Capo
upazione di tali aree deve essere formalmente autorizzata a norma iamano, in particolare, le norme contenute nel titolo IV, Capo La gestione dei materiali provenienti da opere di scavo dovrà essere conforme alle norme disciplina semplificata della Le opere di demolizione di fabbricati o di parti di essi che possono determinare grave situazione e precedute da adeguati interventi di derattizzazione che saranno nel tempo ripetuti, secondo necessità. In ogni caso devono essere adottate tutte le necessarie
ti di derattizzazione che saranno nel tempo ripetuti, secondo necessità. In ogni caso devono essere adottate tutte le necessarie precauzioni allo scopo di garantire l’igiene degli ambienti di vita circostanti, con particolare Le aree risultanti dalla demolizione dei fabbricati devono essere tenute pulite ed in ordine a cura Il deposito temporaneo e lo smaltimento del materiale di risulta proveniente da opere di
ssere tenute pulite ed in ordine a cura Il deposito temporaneo e lo smaltimento del materiale di risulta proveniente da opere di demolizione saranno conformi alle norme contenute nella parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. - ncendio. Gestione bilancio di produzione dei materiali da demolizione o costruzione sono rifiuti speciali ai ssere riutilizzati nello stesso od in diverso ciclo produttivo previo preventivo test di cessione degli stessi, in conformità al DM 5 febbraio 1998
nello stesso od in diverso ciclo produttivo previo preventivo test di cessione degli stessi, in conformità al DM 5 febbraio 1998 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi , in modo da non recare pregiudizio I progetti riferiti alla costruzione, al rifacimento, alla ristrutturazione ed alla manutenzione privato, per la cui realizzazione è previsto il SCIA, devono allegare alla domanda un elaborato che
razione ed alla manutenzione privato, per la cui realizzazione è previsto il SCIA, devono allegare alla domanda un elaborato che ) di materiale da scavo e/o da demolizione e/o di le quantità di materiale da scavo e materiali che risultano da demolizione e costruzione che antità di rifiuti non riutilizzati in cantiere da avviare al recupero presso centri di riciclaggio zione e tipologie di impianto).
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.32 – MISURE DI CANTIERE E EVENTUALI
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.32 – MISURE DI CANTIERE E EVENTUALI TOLLERANZE Le misure di cantiere devono corrispondere agli elaborati scritto approvati e/o riportati in allegato ai relativi titoli edilizi abilitativi. Possono essere tollerate, ai sensi dell'art. 34, comma 2 ter del DPR 3 di cantiere rispetto agli elaborati scritto 2% delle misure progettuali, relativamente locali, distanze e distacchi. Ov summenzionato articolo non è richiesta variante
itto 2% delle misure progettuali, relativamente locali, distanze e distacchi. Ov summenzionato articolo non è richiesta variante Nell’ambito di eventuali procedure di controllo da parte dell’Ufficio, le misure di prese in contraddittorio con il direttore dei lavori. 2.33 – SICUREZZA E CONTROLLO NEI CANTIERI RISCHI NELLE FASI DI REALIZZAZIONE DELL’OPERA In tutti i cantieri dove si eseguono lavori di costruzione, manutenzione, riparazione o demolizione di
REALIZZAZIONE DELL’OPERA In tutti i cantieri dove si eseguono lavori di costruzione, manutenzione, riparazione o demolizione di opere edilizie (in qualunque materiale esse siano eseguite), elettriche, stradali, ferroviarie, idrauliche, idroelettriche, ecc. vanno rispettate le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni con particolare riferimento alle norme dettate dal norme di settore vigenti.
nzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni con particolare riferimento alle norme dettate dal norme di settore vigenti. Sono tenuti all’osservanza di tali norme di prevenzione infortuni tutti coloro che esercitano le attività di cui sopra e, per quanto loro spetti e competa, ai direttori dei lavori, i preposti ed i lavoratori. Oltre alle norme già citate, si richiamano espressamente: a) le norme di prevenzione incendi e, in particolare, il Decreto del Ministero dell’Interno
citate, si richiamano espressamente: a) le norme di prevenzione incendi e, in particolare, il Decreto del Ministero dell’Interno 10/03/1998 e s.m.i. – Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro; b) le responsabilità relative a danni a persone e cose sia pubbliche sia private; c) l’obbligo da parte del costruttore e del titolare del titolo abilitativo di assicurare ai lavoratori idonei servizi igienici e forniture di acqua potabile.
E PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA E DI RITROVAMENTI DI ORDIGNI BELLICI
ruttore e del titolare del titolo abilitativo di assicurare ai lavoratori idonei servizi igienici e forniture di acqua potabile. In ogni lavoro devono essere prese tutte le precauzioni necessarie a garantire l’incolumità non solo dei lavoratori addetti, ma anche degli altri cittadini e deve essere tutelato il pubblico interesse. 2.34 – ULTERIORI DISPOSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI E PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA E DI RITROVAMENTI DI ORDIGNI BELLICI
OSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
OSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI E PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA E DI RITROVAMENTI DI ORDIGNI BELLICI Nel caso in cui, nel corso dell'esecuzione dei lavori, vengano effettuati ritrovamenti di presumibile interesse archeologico, storico o artistico, l’impresa esecutrice deve immediatamente sospendere i lavori, per lasciare intatte le cose ritrovate dandone comunicazione all’intestatario del titolo abilitativo, al Direttore dei lavori nonché al Dirigente della Ripar
ritrovate dandone comunicazione all’intestatario del titolo abilitativo, al Direttore dei lavori nonché al Dirigente della Ripar sua volta, richiederà l’intervento della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Quando esistano motivi per ritenere probabile il ritrovamento di cose di interesse archeologico, storico o artistico, a richiesta della succitata Soprintendenza o del Dirigente della Ripartizione
se di interesse archeologico, storico o artistico, a richiesta della succitata Soprintendenza o del Dirigente della Ripartizione Tecnica, il proprietario dell’area interessata, prima di procedere ad una adeguata campagna di sondaggi preventivi sui terreni preordinati agli scavi, può produrre una relazione preventiva dell’interesse archeologico, così come prevista dall’art. 25 del D.Lgs. n. 50/2016, per dimostrare l’insussistenza dell'interesse archeologico ne
cheologico, così come prevista dall’art. 25 del D.Lgs. n. 50/2016, per dimostrare l’insussistenza dell'interesse archeologico ne Sull’esito finale si pronuncia la Soprintendenza Archeol richiesta del Dirigente della Ripartizione Tecnica. Sono in ogni caso applicabili le norme in materia contenute nel D.Lgs. n. 42 del 22 dei beni culturali e del paesaggio. Per gli interventi di bonifica e di ritrovamenti di ordigni bellici si veda il precedente articolo
MISURE DI CANTIERE E EVENTUALI TOLLERANZE
ni culturali e del paesaggio. Per gli interventi di bonifica e di ritrovamenti di ordigni bellici si veda il precedente articolo 2.35 – RIPRISTINO DEL SUOLO E DEGLI IMPIANTI PUBBLICI A FINE LAVORI Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. MISURE DI CANTIERE E EVENTUALI TOLLERANZE sure di cantiere devono corrispondere agli elaborati scritto – grafici presentati
REV. MISURE DI CANTIERE E EVENTUALI TOLLERANZE
REV. MISURE DI CANTIERE E EVENTUALI TOLLERANZE sure di cantiere devono corrispondere agli elaborati scritto – grafici presentati approvati e/o riportati in allegato ai relativi titoli edilizi abilitativi. Possono essere tollerate, ai sensi dell'art. 34, comma 2 ter del DPR 380/01, difformità di cantiere rispetto agli elaborati scritto – grafici che non eccedano, per singola unità i 2% delle misure progettuali, relativamente a volumi, superfici, altezze fabbricati, altezze interne dei
SICUREZZA E CONTROLLO NEI CANTIERI - MISURE PER LA PREVENZIONE DEI
ano, per singola unità i 2% delle misure progettuali, relativamente a volumi, superfici, altezze fabbricati, altezze interne dei locali, distanze e distacchi. Ove le tolleranze non supera in valore assoluto quanto indicato nel summenzionato articolo non è richiesta variante. Nell’ambito di eventuali procedure di controllo da parte dell’Ufficio, le misure di direttore dei lavori. SICUREZZA E CONTROLLO NEI CANTIERI - MISURE PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI NELLE FASI DI REALIZZAZIONE DELL’OPERA
SICUREZZA E CONTROLLO NEI CANTIERI - MISURE PER LA PREVENZIONE DEI
ore dei lavori. SICUREZZA E CONTROLLO NEI CANTIERI - MISURE PER LA PREVENZIONE DEI RISCHI NELLE FASI DI REALIZZAZIONE DELL’OPERA In tutti i cantieri dove si eseguono lavori di costruzione, manutenzione, riparazione o demolizione di izie (in qualunque materiale esse siano eseguite), elettriche, stradali, ferroviarie, idrauliche, idroelettriche, ecc. vanno rispettate le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni con particolare riferimento alle norme dettate dal D.Lgs n. 81/2008 e dalle
enzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni con particolare riferimento alle norme dettate dal D.Lgs n. 81/2008 e dalle Sono tenuti all’osservanza di tali norme di prevenzione infortuni tutti coloro che esercitano le attività di cui sopra e, per quanto loro spetti e competa, ai direttori dei lavori, i preposti ed i Oltre alle norme già citate, si richiamano espressamente: le norme di prevenzione incendi e, in particolare, il Decreto del Ministero dell’Interno
ià citate, si richiamano espressamente: le norme di prevenzione incendi e, in particolare, il Decreto del Ministero dell’Interno Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza le responsabilità relative a danni a persone e cose sia pubbliche sia private; l’obbligo da parte del costruttore e del titolare del titolo abilitativo di assicurare ai lavoratori idonei servizi igienici e forniture di acqua potabile.
ULTERIORI DISPOSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
ruttore e del titolare del titolo abilitativo di assicurare ai lavoratori idonei servizi igienici e forniture di acqua potabile. In ogni lavoro devono essere prese tutte le precauzioni necessarie a garantire l’incolumità non solo dei lavoratori addetti, ma anche degli altri cittadini e deve essere tutelato il pubblico interesse. ULTERIORI DISPOSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI E PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA E DI RITROVAMENTI DI ORDIGNI BELLICI
OSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
OSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI E PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA E DI RITROVAMENTI DI ORDIGNI BELLICI Nel caso in cui, nel corso dell'esecuzione dei lavori, vengano effettuati ritrovamenti di presumibile e archeologico, storico o artistico, l’impresa esecutrice deve immediatamente sospendere i lavori, per lasciare intatte le cose ritrovate dandone comunicazione all’intestatario del titolo
eve immediatamente sospendere i lavori, per lasciare intatte le cose ritrovate dandone comunicazione all’intestatario del titolo abilitativo, al Direttore dei lavori nonché al Dirigente della Ripartizione Tecnica del Comune che, a sua volta, richiederà l’intervento della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Quando esistano motivi per ritenere probabile il ritrovamento di cose di interesse archeologico, a richiesta della succitata Soprintendenza o del Dirigente della Ripartizione
il ritrovamento di cose di interesse archeologico, a richiesta della succitata Soprintendenza o del Dirigente della Ripartizione Tecnica, il proprietario dell’area interessata, prima di procedere ad una adeguata campagna di sondaggi preventivi sui terreni preordinati agli scavi, può produrre una relazione preventiva dell’interesse archeologico, così come prevista dall’art. 25 del D.Lgs. n. 50/2016, per dimostrare l’insussistenza dell'interesse archeologico nell’area interessata dai lavori.
dall’art. 25 del D.Lgs. n. 50/2016, per dimostrare l’insussistenza dell'interesse archeologico nell’area interessata dai lavori. Sull’esito finale si pronuncia la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente su richiesta del Dirigente della Ripartizione Tecnica. Sono in ogni caso applicabili le norme in materia contenute nel D.Lgs. n. 42 del 22 dei beni culturali e del paesaggio. nifica e di ritrovamenti di ordigni bellici si veda il precedente articolo
RIPRISTINO DEL SUOLO E DEGLI IMPIANTI PUBBLICI A FINE LAVORI REGOLAMENTO EDILIZI
Lgs. n. 42 del 22 dei beni culturali e del paesaggio. nifica e di ritrovamenti di ordigni bellici si veda il precedente articolo RIPRISTINO DEL SUOLO E DEGLI IMPIANTI PUBBLICI A FINE LAVORI REGOLAMENTO EDILIZIO 38 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) grafici presentati al SUE ed 80/01, difformità nelle misure dano, per singola unità immobiliare, il a volumi, superfici, altezze fabbricati, altezze interne dei non supera in valore assoluto quanto indicato nel
MISURE PER LA PREVENZIONE DEI
à immobiliare, il a volumi, superfici, altezze fabbricati, altezze interne dei non supera in valore assoluto quanto indicato nel Nell’ambito di eventuali procedure di controllo da parte dell’Ufficio, le misure di cantiere saranno MISURE PER LA PREVENZIONE DEI In tutti i cantieri dove si eseguono lavori di costruzione, manutenzione, riparazione o demolizione di izie (in qualunque materiale esse siano eseguite), elettriche, stradali, ferroviarie,
manutenzione, riparazione o demolizione di izie (in qualunque materiale esse siano eseguite), elettriche, stradali, ferroviarie, idrauliche, idroelettriche, ecc. vanno rispettate le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro D.Lgs n. 81/2008 e dalle altre Sono tenuti all’osservanza di tali norme di prevenzione infortuni tutti coloro che esercitano le attività di cui sopra e, per quanto loro spetti e competa, ai direttori dei lavori, i preposti ed i
tti coloro che esercitano le attività di cui sopra e, per quanto loro spetti e competa, ai direttori dei lavori, i preposti ed i le norme di prevenzione incendi e, in particolare, il Decreto del Ministero dell’Interno Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza l’obbligo da parte del costruttore e del titolare del titolo abilitativo di assicurare ai lavoratori In ogni lavoro devono essere prese tutte le precauzioni necessarie a garantire l’incolumità non solo
ULTERIORI DISPOSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
di assicurare ai lavoratori In ogni lavoro devono essere prese tutte le precauzioni necessarie a garantire l’incolumità non solo dei lavoratori addetti, ma anche degli altri cittadini e deve essere tutelato il pubblico interesse. ULTERIORI DISPOSIZIONI PER LA SALVAGUARDIA DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI E PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA E DI RITROVAMENTI DI ORDIGNI BELLICI Nel caso in cui, nel corso dell'esecuzione dei lavori, vengano effettuati ritrovamenti di presumibile
VAMENTI DI ORDIGNI BELLICI
VAMENTI DI ORDIGNI BELLICI Nel caso in cui, nel corso dell'esecuzione dei lavori, vengano effettuati ritrovamenti di presumibile e archeologico, storico o artistico, l’impresa esecutrice deve immediatamente sospendere i lavori, per lasciare intatte le cose ritrovate dandone comunicazione all’intestatario del titolo tizione Tecnica del Comune che, a sua volta, richiederà l’intervento della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e
o tizione Tecnica del Comune che, a sua volta, richiederà l’intervento della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Quando esistano motivi per ritenere probabile il ritrovamento di cose di interesse archeologico, a richiesta della succitata Soprintendenza o del Dirigente della Ripartizione Tecnica, il proprietario dell’area interessata, prima di procedere ad una adeguata campagna di sondaggi preventivi sui terreni preordinati agli scavi, può produrre una relazione di verifica
edere ad una adeguata campagna di sondaggi preventivi sui terreni preordinati agli scavi, può produrre una relazione di verifica preventiva dell’interesse archeologico, così come prevista dall’art. 25 del D.Lgs. n. 50/2016, per ll’area interessata dai lavori. ogia, Belle Arti e Paesaggio competente su Sono in ogni caso applicabili le norme in materia contenute nel D.Lgs. n. 42 del 22/01/2004 - Codice nifica e di ritrovamenti di ordigni bellici si veda il precedente articolo 2.26.
RIPRISTINO DEL SUOLO E DEGLI IMPIANTI PUBBLICI A FINE LAVORI
tenute nel D.Lgs. n. 42 del 22/01/2004 - Codice nifica e di ritrovamenti di ordigni bellici si veda il precedente articolo 2.26. RIPRISTINO DEL SUOLO E DEGLI IMPIANTI PUBBLICI A FINE LAVORI
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Ove per l’esecuzione di opere edilizie sia necessaria l’occupazione temporanea o permanente o la manomissione di suolo o sottosuolo pubblico, l’interessato allegherà all’apposita domanda un’adeguata documentazione fotografica attestante con chiarezza lo stato dei luoghi preesistente all’occupazione o alla manutenzione. La rimessa in pristino deve essere effett suolo, salvo rinnovo, in conformità alla situazione preesistente al momento dell’occupazione. Il
in pristino deve essere effett suolo, salvo rinnovo, in conformità alla situazione preesistente al momento dell’occupazione. Il Dirigente della dell’Area Urbanistica del Comune, qualora vi sia un rilevante interesse pubblico, può richiedere la rimessa in pristino anche nel caso di prolungata sospensione dei lavori. Qualora sia previsto dal vigente Regolamento Comunale per l’applicazione della Tassa di Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche, è facoltà del predetto Dirigente richiedere
ento Comunale per l’applicazione della Tassa di Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche, è facoltà del predetto Dirigente richiedere forma di polizza fideiussoria per l’importo presunto dei lavori di messa in pristino. 2.36 - VIGILANZA SUGLI INTERVENTI, VIOLAZIONI, SANZIONI Il Comune esercita il controllo su tutte le attività edilizie e sulle azioni di trasformazione territorio comunale, comportanti atti autorizzativi espliciti, impliciti e ad essi assimilati, attraverso i propri uffici all'uopo delegati e abil
e, comportanti atti autorizzativi espliciti, impliciti e ad essi assimilati, attraverso i propri uffici all'uopo delegati e abil I controlli (ai sensi dell’art. 27 del DPR n. 380/2001 e s sono effettuati con criteri sistematici in modo da prevenire e contrastare ogni for edilizio. Le verifiche sono effettuate per constatare: la tenuta in cantiere dell'atto autorizzativo edilizio dell'interv equivalente) e degli allegati grafici di progetto, delle autorizzazioni connesse con i lavori,
utorizzativo edilizio dell'interv equivalente) e degli allegati grafici di progetto, delle autorizzazioni connesse con i lavori, l'installazione a norma del cartello di cantiere l'esecuzione delle opere in conformità del progetto grafico allegato al difformità. Dell’esito delle verifiche è redatto processo verbale, sottoscritto in contraddittorio dai tecnici comunali verificatori, dalla direzione dei lavori, dall'impresa appaltatrice e, se del ca progettista dell'opera.
io dai tecnici comunali verificatori, dalla direzione dei lavori, dall'impresa appaltatrice e, se del ca progettista dell'opera. Se la verifica ha esito non positivo, il verbale è trasmesso al dirigente tecnico del comune che adotterà, ove le difformità non siano sanabili con atti autorizzativi in sanatoria, in rapporto alla natura delle difformità, i provvedim delle norme previste in materia di sanzioni, a cominciare dalla sospensione dei lavori. Ove le
ura delle difformità, i provvedim delle norme previste in materia di sanzioni, a cominciare dalla sospensione dei lavori. Ove le difformità riguardino l'esecuzione di opere, manufatti o impianti il cui controllo compete ad altri enti ed uffici, il dirigente tecnico comunale responsabile provvede, sollecitamente, ad informarli trasmettendo loro il richiamato pro Nell'ipotesi di opere realizzate in difformità non sanabile, in difformità essenziale o in difformità
ndo loro il richiamato pro Nell'ipotesi di opere realizzate in difformità non sanabile, in difformità essenziale o in difformità totale o di interventi edilizi eseguiti in mancanza di atti autorizzativi espressi o taciti, ovvero in presenza di opere comunque illegittime, il dirigente tecnico comunale dà comunicazione dell'illecito all'autorità giudiziaria; nel caso di opere abusive si procederà all Per il frazionamento di terreni in lotti, seguiti o meno da vendita, se non derivante da divisione
pere abusive si procederà all Per il frazionamento di terreni in lotti, seguiti o meno da vendita, se non derivante da divisione successoria, ove prefigurante la fattispecie di lottizzazione abusiva, si applicano le disposizioni dell'art. 44 del D.P.R. n. 380/200 amministrative, civili e penali. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Ove per l’esecuzione di opere edilizie sia necessaria l’occupazione temporanea o permanente o la one di suolo o sottosuolo pubblico, l’interessato allegherà all’apposita domanda un’adeguata documentazione fotografica attestante con chiarezza lo stato dei luoghi preesistente all’occupazione o alla manutenzione.
eguata documentazione fotografica attestante con chiarezza lo stato dei luoghi preesistente all’occupazione o alla manutenzione. La rimessa in pristino deve essere effettuata allo scadere della concessione dell’occupazione del suolo, salvo rinnovo, in conformità alla situazione preesistente al momento dell’occupazione. Il Dirigente della dell’Area Urbanistica del Comune, qualora vi sia un rilevante interesse pubblico, può richiedere la rimessa in pristino anche nel caso di prolungata sospensione dei lavori.
VIGILANZA SUGLI INTERVENTI, VIOLAZIONI, SANZIONI
sia un rilevante interesse pubblico, può richiedere la rimessa in pristino anche nel caso di prolungata sospensione dei lavori. Qualora sia previsto dal vigente Regolamento Comunale per l’applicazione della Tassa di Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche, è facoltà del predetto Dirigente richiedere forma di polizza fideiussoria per l’importo presunto dei lavori di messa in pristino. VIGILANZA SUGLI INTERVENTI, VIOLAZIONI, SANZIONI
VIGILANZA SUGLI INTERVENTI, VIOLAZIONI, SANZIONI
di polizza fideiussoria per l’importo presunto dei lavori di messa in pristino. VIGILANZA SUGLI INTERVENTI, VIOLAZIONI, SANZIONI Il Comune esercita il controllo su tutte le attività edilizie e sulle azioni di trasformazione territorio comunale, comportanti atti autorizzativi espliciti, impliciti e ad essi assimilati, attraverso i propri uffici all'uopo delegati e abilitati all'accesso sui cantieri. art. 27 del DPR n. 380/2001 e smi - Vigilanza sull’attività urbanistico
all'uopo delegati e abilitati all'accesso sui cantieri. art. 27 del DPR n. 380/2001 e smi - Vigilanza sull’attività urbanistico effettuati con criteri sistematici in modo da prevenire e contrastare ogni for sono effettuate per constatare: la tenuta in cantiere dell'atto autorizzativo edilizio dell'intervento (PdC, SCIA e/o equivalente) e degli allegati grafici di progetto, delle autorizzazioni connesse con i lavori, del cartello di cantiere;
CIA e/o equivalente) e degli allegati grafici di progetto, delle autorizzazioni connesse con i lavori, del cartello di cantiere; l'esecuzione delle opere in conformità del progetto grafico allegato al Dell’esito delle verifiche è redatto processo verbale, sottoscritto in contraddittorio dai tecnici comunali verificatori, dalla direzione dei lavori, dall'impresa appaltatrice e, se del ca Se la verifica ha esito non positivo, il verbale è trasmesso al dirigente tecnico
lavori, dall'impresa appaltatrice e, se del ca Se la verifica ha esito non positivo, il verbale è trasmesso al dirigente tecnico che adotterà, ove le difformità non siano sanabili con atti autorizzativi in sanatoria, in rapporto alla natura delle difformità, i provvedimenti conseguenziali di competenza in applicazione delle norme previste in materia di sanzioni, a cominciare dalla sospensione dei lavori. Ove le
ali di competenza in applicazione delle norme previste in materia di sanzioni, a cominciare dalla sospensione dei lavori. Ove le difformità riguardino l'esecuzione di opere, manufatti o impianti il cui controllo compete ad altri ici, il dirigente tecnico comunale responsabile provvede, sollecitamente, ad informarli trasmettendo loro il richiamato processo verbale. Nell'ipotesi di opere realizzate in difformità non sanabile, in difformità essenziale o in difformità
chiamato processo verbale. Nell'ipotesi di opere realizzate in difformità non sanabile, in difformità essenziale o in difformità rventi edilizi eseguiti in mancanza di atti autorizzativi espressi o taciti, ovvero in presenza di opere comunque illegittime, il dirigente tecnico comunale dà comunicazione dell'illecito all'autorità giudiziaria; nel caso di opere abusive si procederà alle sanzioni prescritte. Per il frazionamento di terreni in lotti, seguiti o meno da vendita, se non derivante da divisione
REGOLAMENTO EDILIZIO 39 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
erà alle sanzioni prescritte. Per il frazionamento di terreni in lotti, seguiti o meno da vendita, se non derivante da divisione successoria, ove prefigurante la fattispecie di lottizzazione abusiva, si applicano le disposizioni 380/2001 e s.m.i., o di equivalente norma regionale, con relative sanzioni REGOLAMENTO EDILIZIO 39 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Ove per l’esecuzione di opere edilizie sia necessaria l’occupazione temporanea o permanente o la
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Ove per l’esecuzione di opere edilizie sia necessaria l’occupazione temporanea o permanente o la one di suolo o sottosuolo pubblico, l’interessato allegherà all’apposita domanda un’adeguata documentazione fotografica attestante con chiarezza lo stato dei luoghi preesistente uata allo scadere della concessione dell’occupazione del suolo, salvo rinnovo, in conformità alla situazione preesistente al momento dell’occupazione. Il
oncessione dell’occupazione del suolo, salvo rinnovo, in conformità alla situazione preesistente al momento dell’occupazione. Il Dirigente della dell’Area Urbanistica del Comune, qualora vi sia un rilevante interesse pubblico, può richiedere la rimessa in pristino anche nel caso di prolungata sospensione dei lavori. Qualora sia previsto dal vigente Regolamento Comunale per l’applicazione della Tassa di Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche, è facoltà del predetto Dirigente richiedere una cauzione in
r l’applicazione della Tassa di Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche, è facoltà del predetto Dirigente richiedere una cauzione in forma di polizza fideiussoria per l’importo presunto dei lavori di messa in pristino. Il Comune esercita il controllo su tutte le attività edilizie e sulle azioni di trasformazione del territorio comunale, comportanti atti autorizzativi espliciti, impliciti e ad essi assimilati, attraverso i ull’attività urbanistico-edilizia)
unale, comportanti atti autorizzativi espliciti, impliciti e ad essi assimilati, attraverso i ull’attività urbanistico-edilizia) effettuati con criteri sistematici in modo da prevenire e contrastare ogni forma di abusivismo SCIA e/o provvedimento equivalente) e degli allegati grafici di progetto, delle autorizzazioni connesse con i lavori, PdC e le eventuali Dell’esito delle verifiche è redatto processo verbale, sottoscritto in contraddittorio dai tecnici
i lavori, PdC e le eventuali Dell’esito delle verifiche è redatto processo verbale, sottoscritto in contraddittorio dai tecnici comunali verificatori, dalla direzione dei lavori, dall'impresa appaltatrice e, se del caso, dal Se la verifica ha esito non positivo, il verbale è trasmesso al dirigente tecnico dell’area urbanistica che adotterà, ove le difformità non siano sanabili con atti autorizzativi in sanatoria, in enti conseguenziali di competenza in applicazione
, ove le difformità non siano sanabili con atti autorizzativi in sanatoria, in enti conseguenziali di competenza in applicazione delle norme previste in materia di sanzioni, a cominciare dalla sospensione dei lavori. Ove le difformità riguardino l'esecuzione di opere, manufatti o impianti il cui controllo compete ad altri ici, il dirigente tecnico comunale responsabile provvede, sollecitamente, ad informarli
pianti il cui controllo compete ad altri ici, il dirigente tecnico comunale responsabile provvede, sollecitamente, ad informarli Nell'ipotesi di opere realizzate in difformità non sanabile, in difformità essenziale o in difformità rventi edilizi eseguiti in mancanza di atti autorizzativi espressi o taciti, ovvero in presenza di opere comunque illegittime, il dirigente tecnico comunale dà comunicazione dell'illecito scritte.
taciti, ovvero in presenza di opere comunque illegittime, il dirigente tecnico comunale dà comunicazione dell'illecito scritte. Per il frazionamento di terreni in lotti, seguiti o meno da vendita, se non derivante da divisione successoria, ove prefigurante la fattispecie di lottizzazione abusiva, si applicano le disposizioni , o di equivalente norma regionale, con relative sanzioni
TITOLO III - DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – TITOLO III - DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Capo I - Disciplina dell'oggetto edilizio 2.37 – CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E FUNZIONALI, DEGLI EDIFICI Al fine di assicurare una corretta funzionalità degli edifici, oltre a quanto in precedenza elencato e fatte salve eventuali norme di settore maggiormente seguenti prescrizioni di dettaglio. 2.38 – REQUISITI PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ
AL CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI E IDRICI
ettore maggiormente seguenti prescrizioni di dettaglio. 2.38 – REQUISITI PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, ALL’EFFICIENZA ENERGETICA E AL COMFORT ABITATIVO, FINALIZZATI AL CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI E IDRICI RINNOVABILI E DI MATERIALI ECOCOMPATIBILI, ALLA RIDUZIONE ELLE EMISSIONI INQUINANTI O CLIMA ALTERANTI, ALLA RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DEL CONSUMO DI SUOLO Le opere di costruzione, nel complesso e nelle loro singole parti, in conformità al Regolamento U.E.
IUTI E DEL CONSUMO DI SUOLO
IUTI E DEL CONSUMO DI SUOLO Le opere di costruzione, nel complesso e nelle loro singole parti, in conformità al Regolamento U.E. n. 305/2011 (Allegato I – Requisiti di base delle opere di costruzioni), cui sono destinate, tenendo conto in particolare della salute e della sicurezza delle persone interessate durante l’intero ciclo di vita delle opere. Fatta salva l’ordinaria manutenzione, le opere di costruzione devono soddisfare i presenti requisiti
ciclo di vita delle opere. Fatta salva l’ordinaria manutenzione, le opere di costruzione devono soddisfare i presenti requisiti tecnici (essenziali per gli edifici, in senso globale e fruitivo) di base delle opere di costruzione per una durata di servizio economicamente adeguata. A tal fine devono essere conseguiti i seguenti requisiti prestazionali fondamentali: A. Resistenza meccanica e stabilità Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi a cui possono
esistenza meccanica e stabilità Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi a cui possono essere sottoposti durante la realizzazione e il crollo, totale o parziale, della costruzione; gravi ed inammissibili deformazioni; danni ad altre parti delle opere di costruzione, o a impianti principali o accessori, in seguito a una grave deformazione degli elementi portanti; danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati. B. Sicurezza in caso di incendio
one degli elementi portanti; danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati. B. Sicurezza in caso di incendio Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che, in caso di incendio: la capacità portante dell’edificio sia garantita per un periodo la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno delle opere siano limitate; la propagazione del fuoco ad opere vicine sia limitata;
pagazione del fuoco e del fumo all’interno delle opere siano limitate; la propagazione del fuoco ad opere vicine sia limitata; gli occupanti possano lasciare l’opera in sicurezza o essere soccorsi altrimenti; sia presa in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso. C. Igiene, salute e ambiente Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo da non rappresentare, durante il loro intero ciclo di vita, una minaccia per l’igiene o la
essere concepite e realizzate in modo da non rappresentare, durante il loro intero ciclo di vita, una minaccia per l’igiene o la degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita, sulla qualità dell’ambiente o sul clima, durante la loro costruzione, uso e demolizione, in particolare a causa di uno dei seguenti eventi: sviluppo di gas tossici; emissione di sostanze pericolose, composti organici volatili (VOC), gas a effetto serra o
DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI
i eventi: sviluppo di gas tossici; emissione di sostanze pericolose, composti organici volatili (VOC), gas a effetto serra o Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Disciplina dell'oggetto edilizio CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E FUNZIONALI, DEGLI EDIFICI
COSTRUTTIVE E FUNZIONALI
, PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Disciplina dell'oggetto edilizio CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E FUNZIONALI, DEGLI EDIFICI Al fine di assicurare una corretta funzionalità degli edifici, oltre a quanto in precedenza elencato e norme di settore maggiormente restrittive, devono essere rispettate le eguenti prescrizioni di dettaglio. REQUISITI PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, ALL’EFFICIENZA ENERGETICA E AL COMFORT ABITATIVO, FINALIZZATI
RESTAZIONALI DEGLI EDIFICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ
RESTAZIONALI DEGLI EDIFICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, ALL’EFFICIENZA ENERGETICA E AL COMFORT ABITATIVO, FINALIZZATI DEI CONSUMI ENERGETICI E IDRICI ALL’UTILIZZO DI FONTI RINNOVABILI E DI MATERIALI ECOCOMPATIBILI, ALLA RIDUZIONE ELLE EMISSIONI INQUINANTI O CLIMA ALTERANTI, ALLA RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DEL CONSUMO DI Le opere di costruzione, nel complesso e nelle loro singole parti, in conformità al Regolamento U.E. Requisiti di base delle opere di costruzioni), devono essere adatte all’uso
oro singole parti, in conformità al Regolamento U.E. Requisiti di base delle opere di costruzioni), devono essere adatte all’uso cui sono destinate, tenendo conto in particolare della salute e della sicurezza delle persone tero ciclo di vita delle opere. salva l’ordinaria manutenzione, le opere di costruzione devono soddisfare i presenti requisiti (essenziali per gli edifici, in senso globale e fruitivo) di base delle opere di costruzione per una durata di servizio economicamente adeguata.
gli edifici, in senso globale e fruitivo) di base delle opere di costruzione per una durata di servizio economicamente adeguata. ine devono essere conseguiti i seguenti requisiti prestazionali fondamentali: Resistenza meccanica e stabilità Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi a cui possono essere sottoposti durante la realizzazione e l'uso non provochino: il crollo, totale o parziale, della costruzione; gravi ed inammissibili deformazioni;
e la realizzazione e l'uso non provochino: il crollo, totale o parziale, della costruzione; gravi ed inammissibili deformazioni; danni ad altre parti delle opere di costruzione, o a impianti principali o accessori, in seguito a una grave deformazione degli elementi portanti; danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati. Sicurezza in caso di incendio Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che, in caso di incendio:
ti. Sicurezza in caso di incendio Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che, in caso di incendio: la capacità portante dell’edificio sia garantita per un periodo di tempo determinato; la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno delle opere siano limitate; la propagazione del fuoco ad opere vicine sia limitata; gli occupanti possano lasciare l’opera in sicurezza o essere soccorsi altrimenti;
azione del fuoco ad opere vicine sia limitata; gli occupanti possano lasciare l’opera in sicurezza o essere soccorsi altrimenti; sia presa in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso. Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo da non rappresentare, durante il loro intero ciclo di vita, una minaccia per l’igiene o la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita,
REGOLAMENTO EDILIZIO 40 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
icurezza dei lavoratori, degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita, sulla qualità dell’ambiente o sul clima, durante la loro costruzione, uso e demolizione, in particolare uno dei seguenti eventi: emissione di sostanze pericolose, composti organici volatili (VOC), gas a effetto serra o REGOLAMENTO EDILIZIO 40 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI
GOLAMENTO EDILIZIO 40 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
GOLAMENTO EDILIZIO 40 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DISPOSIZIONI PER LA QUALITA' URBANA, PRESCRIZIONI CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E FUNZIONALI, DEGLI EDIFICI Al fine di assicurare una corretta funzionalità degli edifici, oltre a quanto in precedenza elencato e restrittive, devono essere rispettate le REQUISITI PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, ALL’EFFICIENZA ENERGETICA E AL COMFORT ABITATIVO, FINALIZZATI ALL’UTILIZZO DI FONTI
FICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ
FICI RIFERITI ALLA COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, ALL’EFFICIENZA ENERGETICA E AL COMFORT ABITATIVO, FINALIZZATI ALL’UTILIZZO DI FONTI RINNOVABILI E DI MATERIALI ECOCOMPATIBILI, ALLA RIDUZIONE ELLE EMISSIONI INQUINANTI O CLIMA ALTERANTI, ALLA RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DEL CONSUMO DI Le opere di costruzione, nel complesso e nelle loro singole parti, in conformità al Regolamento U.E. devono essere adatte all’uso cui sono destinate, tenendo conto in particolare della salute e della sicurezza delle persone
U.E. devono essere adatte all’uso cui sono destinate, tenendo conto in particolare della salute e della sicurezza delle persone salva l’ordinaria manutenzione, le opere di costruzione devono soddisfare i presenti requisiti (essenziali per gli edifici, in senso globale e fruitivo) di base delle opere di costruzione per ine devono essere conseguiti i seguenti requisiti prestazionali fondamentali: Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi a cui possono
iti prestazionali fondamentali: Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi a cui possono danni ad altre parti delle opere di costruzione, o a impianti principali o accessori, in seguito a una Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che, in caso di incendio: di tempo determinato; la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno delle opere siano limitate;
di incendio: di tempo determinato; la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno delle opere siano limitate; gli occupanti possano lasciare l’opera in sicurezza o essere soccorsi altrimenti; Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo da non rappresentare, salute e la sicurezza dei lavoratori, degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita,
icurezza dei lavoratori, degli occupanti o dei vicini e da non esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro ciclo di vita, sulla qualità dell’ambiente o sul clima, durante la loro costruzione, uso e demolizione, in particolare emissione di sostanze pericolose, composti organici volatili (VOC), gas a effetto serra o
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – particolato pericoloso nell'aria interna o esterna; emissioni di radiazioni pericolose; dispersione di sostanze per superficie o nel suolo; dispersione di sostanze pericolose o di sostanze aventi un impatto negativo sull'acqua potabile; scarico scorretto di acque reflue, emissione di gas di combustione o rifiuti solidi o liquidi; umidità in parti o sulle superfici delle opere di costruzione. D. Sicurezza e accessibilità nell’uso
rifiuti solidi o liquidi; umidità in parti o sulle superfici delle opere di costruzione. D. Sicurezza e accessibilità nell’uso Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che il loro funzionamento o uso non comporti rischi inaccettabili di incidenti o danni, come scivolamenti, cadute, collisioni, ustioni, folgorazioni, ferimenti a seguito di esplosioni o furti. In particolare, le opere di costruzione devono essere progettate e realizzate tenendo conto dell'ac persone disabili.
i o furti. In particolare, le opere di costruzione devono essere progettate e realizzate tenendo conto dell'ac persone disabili. E. Protezione contro il rumore Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che il rumore cui sono sottoposti gli occupanti e le persone situate in prossimità si mantenga a liv alla loro salute e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di lavoro. F. Risparmio energetico e ritenzione del calore
e e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di lavoro. F. Risparmio energetico e ritenzione del calore Le opere di costruzione e i relativi impianti di riscaldamento, raffreddamento, illuminazio aerazione devono essere concepiti e realizzati in modo che il consumo di energia richiesto durante l'uso sia moderato, tenuto conto degli occupanti e delle condizioni climatiche del luogo. Le opere di costruzione devono inoltre essere efficienti sotto
to conto degli occupanti e delle condizioni climatiche del luogo. Le opere di costruzione devono inoltre essere efficienti sotto e demolizione deve essere utilizzata quanta meno energia possibile. G. Uso sostenibile delle risorse naturali Le opere di costruzione devono essere concepite, realizzate e demolite in modo che l'uso delle risorse naturali sia sostenibile e garantisca in particolare quanto segue:
cepite, realizzate e demolite in modo che l'uso delle risorse naturali sia sostenibile e garantisca in particolare quanto segue: il riutilizzo o la riciclabilità delle opere di costruzione, dei loro materiali e delle loro parti dopo la demolizione; la durabilità delle opere di costruzione; l’uso, nelle opere di costruzione, di materie prime e secondarie ecologicamente compatibili. I requisiti prestazionali di cui al sopracitato Regolamento UE 305/2011 s’intendono conseguiti con il
cologicamente compatibili. I requisiti prestazionali di cui al sopracitato Regolamento UE 305/2011 s’intendono conseguiti con il pieno rispetto di tutte le norme cogenti, nazionali e regionali, aventi inciden così come riportate negli ALLEGATI B e C Per tutti gli edifici e, in particolare, per gli edifici speciali (edifici con destinazione diversa da quella residenziale e commerciale), oltre i r conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti.
ziale e commerciale), oltre i r conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti. Per tutti gli edifici e, in particolare, per gli edifici destinazione diversa da quella commerciale, oltre ai requisiti fondamentali in precedenza richiamati, vanno comunque conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescrit Si richiama, infine, quanto disciplinato dalla L.R. 13 del e dal Protocollo ITACA.
SOGGETTI A FLESSIBILITÀ PROGETTUALE
iori requisiti, prestazionali e non, prescrit Si richiama, infine, quanto disciplinato dalla L.R. 13 del e dal Protocollo ITACA. 2.39 – REQUISITI E PARAMETRI PRESTAZIONALI INTEGRATIVI DEGLI EDIFICI SOGGETTI A FLESSIBILITÀ PROGETTUALE S’intende per flessibilità progettuale l’adozione di misure che favoriscano Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. particolato pericoloso nell'aria interna o esterna;
PC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
PC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. particolato pericoloso nell'aria interna o esterna; emissioni di radiazioni pericolose; dispersione di sostanze pericolose nelle falde acquifere, nelle acque marine, nelle acque di dispersione di sostanze pericolose o di sostanze aventi un impatto negativo sull'acqua potabile; scarico scorretto di acque reflue, emissione di gas di combustione o scorretta eliminazione di umidità in parti o sulle superfici delle opere di costruzione.
flue, emissione di gas di combustione o scorretta eliminazione di umidità in parti o sulle superfici delle opere di costruzione. Sicurezza e accessibilità nell’uso Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che il loro funzionamento o comporti rischi inaccettabili di incidenti o danni, come scivolamenti, cadute, collisioni, ustioni, folgorazioni, ferimenti a seguito di esplosioni o furti. In particolare, le opere di costruzione
i, cadute, collisioni, ustioni, folgorazioni, ferimenti a seguito di esplosioni o furti. In particolare, le opere di costruzione devono essere progettate e realizzate tenendo conto dell'accessibilità e dell'utilizzo da parte di Protezione contro il rumore Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che il rumore cui sono sottoposti gli occupanti e le persone situate in prossimità si mantenga a livelli che non nuocciano
modo che il rumore cui sono sottoposti gli occupanti e le persone situate in prossimità si mantenga a livelli che non nuocciano alla loro salute e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di lavoro. Risparmio energetico e ritenzione del calore Le opere di costruzione e i relativi impianti di riscaldamento, raffreddamento, illuminazio aerazione devono essere concepiti e realizzati in modo che il consumo di energia richiesto durante
, raffreddamento, illuminazio aerazione devono essere concepiti e realizzati in modo che il consumo di energia richiesto durante l'uso sia moderato, tenuto conto degli occupanti e delle condizioni climatiche del luogo. Le opere di costruzione devono inoltre essere efficienti sotto il profilo energetico e durante la loro costruzione e demolizione deve essere utilizzata quanta meno energia possibile. Uso sostenibile delle risorse naturali
e la loro costruzione e demolizione deve essere utilizzata quanta meno energia possibile. Uso sostenibile delle risorse naturali Le opere di costruzione devono essere concepite, realizzate e demolite in modo che l'uso delle risorse naturali sia sostenibile e garantisca in particolare quanto segue: il riutilizzo o la riciclabilità delle opere di costruzione, dei loro materiali e delle loro parti dopo la la durabilità delle opere di costruzione;
iciclabilità delle opere di costruzione, dei loro materiali e delle loro parti dopo la la durabilità delle opere di costruzione; di costruzione, di materie prime e secondarie ecologicamente compatibili. I requisiti prestazionali di cui al sopracitato Regolamento UE 305/2011 s’intendono conseguiti con il pieno rispetto di tutte le norme cogenti, nazionali e regionali, aventi incidenza sull’attività edilizia, ALLEGATI B e C, aventi attinenza con ciascuno di essi.
cogenti, nazionali e regionali, aventi incidenza sull’attività edilizia, ALLEGATI B e C, aventi attinenza con ciascuno di essi. Per tutti gli edifici e, in particolare, per gli edifici speciali (edifici con destinazione diversa da quella residenziale e commerciale), oltre i requisiti fondamentali in precedenza elencati, vanno comunque conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti.
edenza elencati, vanno comunque conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti. Per tutti gli edifici e, in particolare, per gli edifici destinazione diversa da quella commerciale, oltre ai requisiti fondamentali in precedenza richiamati, vanno comunque conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti. anto disciplinato dalla L.R. 13 del 10/06/2008 (Norme per l’abitare sostenibile)
REQUISITI E PARAMETRI PRESTAZIONALI INTEGRATIVI DEGLI EDIFICI SOGGETTI A FLESSIB
e non, prescritti da norme settoriali cogenti. anto disciplinato dalla L.R. 13 del 10/06/2008 (Norme per l’abitare sostenibile) REQUISITI E PARAMETRI PRESTAZIONALI INTEGRATIVI DEGLI EDIFICI SOGGETTI A FLESSIBILITÀ PROGETTUALE S’intende per flessibilità progettuale l’adozione di misure che favoriscano l’adattabilità di un edificio REGOLAMENTO EDILIZIO 41 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) icolose nelle falde acquifere, nelle acque marine, nelle acque di
IO 41 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
IO 41 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) icolose nelle falde acquifere, nelle acque marine, nelle acque di dispersione di sostanze pericolose o di sostanze aventi un impatto negativo sull'acqua potabile; scorretta eliminazione di Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che il loro funzionamento o comporti rischi inaccettabili di incidenti o danni, come scivolamenti, cadute, collisioni,
e in modo che il loro funzionamento o comporti rischi inaccettabili di incidenti o danni, come scivolamenti, cadute, collisioni, ustioni, folgorazioni, ferimenti a seguito di esplosioni o furti. In particolare, le opere di costruzione cessibilità e dell'utilizzo da parte di Le opere di costruzione devono essere concepite e realizzate in modo che il rumore cui sono elli che non nuocciano alla loro salute e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di lavoro.
cui sono elli che non nuocciano alla loro salute e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di lavoro. Le opere di costruzione e i relativi impianti di riscaldamento, raffreddamento, illuminazione e aerazione devono essere concepiti e realizzati in modo che il consumo di energia richiesto durante l'uso sia moderato, tenuto conto degli occupanti e delle condizioni climatiche del luogo. Le opere di il profilo energetico e durante la loro costruzione
o conto degli occupanti e delle condizioni climatiche del luogo. Le opere di il profilo energetico e durante la loro costruzione Le opere di costruzione devono essere concepite, realizzate e demolite in modo che l'uso delle il riutilizzo o la riciclabilità delle opere di costruzione, dei loro materiali e delle loro parti dopo la di costruzione, di materie prime e secondarie ecologicamente compatibili. I requisiti prestazionali di cui al sopracitato Regolamento UE 305/2011 s’intendono conseguiti con il
cologicamente compatibili. I requisiti prestazionali di cui al sopracitato Regolamento UE 305/2011 s’intendono conseguiti con il za sull’attività edilizia, Per tutti gli edifici e, in particolare, per gli edifici speciali (edifici con destinazione diversa da quella equisiti fondamentali in precedenza elencati, vanno comunque conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti.
REQUISITI E PARAMETRI PRESTAZIONALI INTEGRATIVI DEGLI EDIFICI
edenza elencati, vanno comunque conseguiti gli ulteriori requisiti, prestazionali e non, prescritti da norme settoriali cogenti. Per tutti gli edifici e, in particolare, per gli edifici destinazione diversa da quella residenziale e commerciale, oltre ai requisiti fondamentali in precedenza richiamati, vanno comunque conseguiti (Norme per l’abitare sostenibile) REQUISITI E PARAMETRI PRESTAZIONALI INTEGRATIVI DEGLI EDIFICI l’adattabilità di un edificio
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – a usi diversi durante la sua esistenza. L’obiettivo di una natura economica ma ha anche portata demolizione e ricostruzione è sic La flessibilità progettuale si ottiene concependo la distribuzione degli spazi e le costruttive dell’edificio, in particolare quelle strutturali e impiantistiche, in modo che non d’ostacolo ad una riconversione dell’edificio stesso, ciò in I parametri prestazionali fondamentali raccomandati per conseguire una buona
o ad una riconversione dell’edificio stesso, ciò in I parametri prestazionali fondamentali raccomandati per conseguire una buona progettuale sono i seguenti: adottare, in particolare per il d’uso; adottare maglie strutturali il più possibile regolari con luci ampie; evitare forme dei solai irregolari; utilizzare carichi utili compatibili con quelle destinazioni ritenute con la forma e la tipologia dell’edificio; dimensionare con larghezza i collegamenti verticali;
n quelle destinazioni ritenute con la forma e la tipologia dell’edificio; dimensionare con larghezza i collegamenti verticali; utilizzare, se possibile, pareti attrezzate o divisori facilmente smontabili (in utilizzare il più possibile, per l’alloggiamento delle montanti verticali degli impianti,la soluzione di cave di facilmente accessibili, superdimensionati e posti,possibilmente, nelle parti comuni; utilizzare il più possibile, per l’alloggiamento dei collettori di distribuzione
EDIFICABILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO
ti e posti,possibilmente, nelle parti comuni; utilizzare il più possibile, per l’alloggiamento dei collettori di distribuzione impianti, la soluzione di controsoffitti, false pareti e pavimenti adottare sistemi centralizzati di produzione di calore e di condizionamento relative macchine sui lastrici solari; adottare per l’impianto elettric utilizzando, se possibile, un sotto 2.40 – INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDIFICABILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO
EDIFICABILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO
le, un sotto 2.40 – INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDIFICABILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO COMUNALE) FINALIZZATI ALL’INNALZAMENTO DELLA SOSTENIBILITÀ ENERGETICO AMBIENTALE DEGLI EDIFICI, DELLA QUALITÀ E DELLA SICUREZ AI PARAMETRI COGENTI Fatti salvi gli incentivi previsti dalle vigenti norme nazionali, per i quali non vi è discrezionalità per i comuni, per il conseguimento dell’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli
li non vi è discrezionalità per i comuni, per il conseguimento dell’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli edifici, e dei corrispondenti aumenti volumetrici e di superficie, a livello regionale si richiamano le disposizioni previste dalle: L.R. n. 13 del 10/06/2008 - Norme per l'abitare sostenibile L.R. n. 14 del 30/07/2009 - miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale; L.R. n. 21 del 29/07/2008 - Norme per la rigenerazione urbana.
glioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale; L.R. n. 21 del 29/07/2008 - Norme per la rigenerazione urbana. Il Comune di Trani riconosce la riduzione degli oneri di urbanizzazione, i premi di edificabili deroghe ai parametri urbanistico parametri edilizi previsti dalla Legge Regionale n. 13 del sostenibile” così come disciplinati dalla deliberazione della Giunta Comunale rinvia. 2.40.1. Fase di richiesta del titolo abilitativo
ibile” così come disciplinati dalla deliberazione della Giunta Comunale rinvia. 2.40.1. Fase di richiesta del titolo abilitativo Alla richiesta di titolo abilitativo (PdC o SCIA), in aggiunta agli elaborati pro documentazione richiesta dal regolamento edilizio, deve essere alleg documentazione: relazione tecnica esplicativa delle scelte progettuali che determinano il punteggio di cui al Sistema di Valutazione approvato con deliberazioni della Giunta Regionale n. 2272/2009 e n. 2290/2017 e
o il punteggio di cui al Sistema di Valutazione approvato con deliberazioni della Giunta Regionale n. 2272/2009 e n. 2290/2017 e Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. a usi diversi durante la sua esistenza. L’obiettivo di una progettazione flessibile non ha soltanto natura economica ma ha anche portata sociale poiché l’impatto ambientale di un intervento di
ttazione flessibile non ha soltanto natura economica ma ha anche portata sociale poiché l’impatto ambientale di un intervento di sicuramente superiore a quello generato da una ristrutturazione. La flessibilità progettuale si ottiene concependo la distribuzione degli spazi e le costruttive dell’edificio, in particolare quelle strutturali e impiantistiche, in modo che non d’ostacolo ad una riconversione dell’edificio stesso, ciò in particolare per gli edifici pubblici.
piantistiche, in modo che non d’ostacolo ad una riconversione dell’edificio stesso, ciò in particolare per gli edifici pubblici. I parametri prestazionali fondamentali raccomandati per conseguire una buona adottare, in particolare per il piano terra, altezze di piano che si adattino a diverse destinazioni adottare maglie strutturali il più possibile regolari con luci ampie; evitare forme dei solai irregolari;
a diverse destinazioni adottare maglie strutturali il più possibile regolari con luci ampie; evitare forme dei solai irregolari; utilizzare carichi utili compatibili con quelle destinazioni ritenute conciliabili con la collocazione, la forma e la tipologia dell’edificio; dimensionare con larghezza i collegamenti verticali; utilizzare, se possibile, pareti attrezzate o divisori facilmente smontabili (in cartongesso e simili); per l’alloggiamento delle montanti verticali degli impianti,la soluzione di
ori facilmente smontabili (in cartongesso e simili); per l’alloggiamento delle montanti verticali degli impianti,la soluzione di facilmente accessibili, superdimensionati e posti,possibilmente, nelle parti comuni; utilizzare il più possibile, per l’alloggiamento dei collettori di distribuzione impianti, la soluzione di controsoffitti, false pareti e pavimenti sopraelevati; adottare sistemi centralizzati di produzione di calore e di condizionamento relative macchine sui lastrici solari;
INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI
sopraelevati; adottare sistemi centralizzati di produzione di calore e di condizionamento relative macchine sui lastrici solari; adottare per l’impianto elettrico e per gli impianti ausiliari una configurazione a utilizzando, se possibile, un sotto-quadro per ogni zona. INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDIFICABILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO-EDILIZI, FISCALITÀ COMUNALE) FINALIZZATI ALL’INNALZAMENTO DELLA SOSTENIBILITÀ ENERGETICO
ILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO-EDILIZI, FISCALITÀ
ILITÀ, DEROGHE AI PARAMETRI URBANISTICO-EDILIZI, FISCALITÀ COMUNALE) FINALIZZATI ALL’INNALZAMENTO DELLA SOSTENIBILITÀ ENERGETICO AMBIENTALE DEGLI EDIFICI, DELLA QUALITÀ E DELLA SICUREZZA EDILIZIA, RISPETTO Fatti salvi gli incentivi previsti dalle vigenti norme nazionali, per i quali non vi è discrezionalità per i comuni, per il conseguimento dell’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli e dei corrispondenti aumenti volumetrici e di superficie, a livello regionale si richiamano le
ilità energetico ambientale degli e dei corrispondenti aumenti volumetrici e di superficie, a livello regionale si richiamano le Norme per l'abitare sostenibile; Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale; Norme per la rigenerazione urbana. Il Comune di Trani riconosce la riduzione degli oneri di urbanizzazione, i premi di edificabili
rme per la rigenerazione urbana. Il Comune di Trani riconosce la riduzione degli oneri di urbanizzazione, i premi di edificabili deroghe ai parametri urbanistico-edilizi e alla fiscalità comunale e il calcolo degli indici e dei previsti dalla Legge Regionale n. 13 del 10/06/2008 – “ così come disciplinati dalla deliberazione della Giunta Comunale Fase di richiesta del titolo abilitativo Alla richiesta di titolo abilitativo (PdC o SCIA), in aggiunta agli elaborati pro
REGOLAMENTO EDILIZIO 42 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
unale Fase di richiesta del titolo abilitativo Alla richiesta di titolo abilitativo (PdC o SCIA), in aggiunta agli elaborati pro richiesta dal regolamento edilizio, deve essere alleg relazione tecnica esplicativa delle scelte progettuali che determinano il punteggio di cui al Sistema di Valutazione approvato con deliberazioni della Giunta Regionale n. n. 2290/2017 e s.m.i.; REGOLAMENTO EDILIZIO 42 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) progettazione flessibile non ha soltanto
REGOLAMENTO EDILIZIO 42 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
.m.i.; REGOLAMENTO EDILIZIO 42 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) progettazione flessibile non ha soltanto sociale poiché l’impatto ambientale di un intervento di uramente superiore a quello generato da una ristrutturazione. La flessibilità progettuale si ottiene concependo la distribuzione degli spazi e le caratteristiche costruttive dell’edificio, in particolare quelle strutturali e impiantistiche, in modo che non siano particolare per gli edifici pubblici.
e dell’edificio, in particolare quelle strutturali e impiantistiche, in modo che non siano particolare per gli edifici pubblici. I parametri prestazionali fondamentali raccomandati per conseguire una buona flessibilità piano terra, altezze di piano che si adattino a diverse destinazioni ciliabili con la collocazione, cartongesso e simili); per l’alloggiamento delle montanti verticali degli impianti,la soluzione di facilmente accessibili, superdimensionati e posti,possibilmente, nelle parti comuni;
INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDILIZI, FISCALITÀ
ti verticali degli impianti,la soluzione di facilmente accessibili, superdimensionati e posti,possibilmente, nelle parti comuni; utilizzare il più possibile, per l’alloggiamento dei collettori di distribuzione orizzontale degli adottare sistemi centralizzati di produzione di calore e di condizionamento posizionando le o e per gli impianti ausiliari una configurazione a stella ramificata, INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDILIZI, FISCALITÀ
INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDILIZI, FISCALITÀ
usiliari una configurazione a stella ramificata, INCENTIVI (RIDUZIONE DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PREMI DI EDILIZI, FISCALITÀ COMUNALE) FINALIZZATI ALL’INNALZAMENTO DELLA SOSTENIBILITÀ ENERGETICO ZA EDILIZIA, RISPETTO Fatti salvi gli incentivi previsti dalle vigenti norme nazionali, per i quali non vi è discrezionalità per i comuni, per il conseguimento dell’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli
li non vi è discrezionalità per i comuni, per il conseguimento dell’innalzamento della sostenibilità energetico ambientale degli e dei corrispondenti aumenti volumetrici e di superficie, a livello regionale si richiamano le dell'attività edilizia e per il Il Comune di Trani riconosce la riduzione degli oneri di urbanizzazione, i premi di edificabilità, edilizi e alla fiscalità comunale e il calcolo degli indici e dei “Norme per l’abitare
urbanizzazione, i premi di edificabilità, edilizi e alla fiscalità comunale e il calcolo degli indici e dei “Norme per l’abitare così come disciplinati dalla deliberazione della Giunta Comunale a cui per brevità si Alla richiesta di titolo abilitativo (PdC o SCIA), in aggiunta agli elaborati progettuali e alla richiesta dal regolamento edilizio, deve essere allegata la seguente relazione tecnica esplicativa delle scelte progettuali che determinano il punteggio di cui al
, deve essere allegata la seguente relazione tecnica esplicativa delle scelte progettuali che determinano il punteggio di cui al Sistema di Valutazione approvato con deliberazioni della Giunta Regionale n. 1471/2009, n.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti applicando il Sistema di Valutazione, in formato cartaceo ed elettronico, debitamente compilate, timbrate e firmate dal tecnico abilitato; elaborati tecnici, sia grafici che di calcolo idonei a dimostrare il punteggio delle schede tecniche di valutazione dell’indice di sostenibilità; attestato di Conformità del Progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione a
he di valutazione dell’indice di sostenibilità; attestato di Conformità del Progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione a deliberazione di GR 1471/2009 e s.m.i., redatto in conformità al modello deliberazione di GR 2290/2017 e polizza fideiussoria pari al doppio del valore della riduzione del costo di costruzione che costituisce l’incentivo, da svincolarsi dopo verifica e monitoraggio tecnico da parte dell’AC. E’ obbligatorio, nel rispetto della deliberazione di GR 2272/2009 e s.m.i., allegare alla
monitoraggio tecnico da parte dell’AC. E’ obbligatorio, nel rispetto della deliberazione di GR 2272/2009 e s.m.i., allegare alla comunicazione di inizio dei lavori il nominativo del La mancata presentazione dei succitati elaborati allegati all’stanza di richiesta di PdC o della presentazione della SCIA, ai sensi della L.R. n. 13/2008, comporta la non applicazione degli incentivi previsti. Quando il rilascio del titolo abilitativo è subordinato all’app
13/2008, comporta la non applicazione degli incentivi previsti. Quando il rilascio del titolo abilitativo è subordinato all’app suddetta documentazione dovrà essere allegata agli elaborati richiesti ai fini dell’approvazione del piano esecutivo stesso. La delibera con la quale il consiglio comunale o la giunta comunale approva il piano esecutivo d contenere esplicita e puntuale indicazione degli incentivi e agevolazioni concessi, nonché le
unale approva il piano esecutivo d contenere esplicita e puntuale indicazione degli incentivi e agevolazioni concessi, nonché le specifiche condizioni necessarie per mantenere dette agevolazioni nelle successive fasi dell’iter procedurale, in aggiunta a quelle a quelle previste dalla L. Giunta Regionale n. 1471/2009 e n. 2272/2009 e s.m.i 2.40.2. Controlli L’amministrazione Comunale, avvalendosi di tecnici interni ed esterni, ef controlli: In fase istruttoria al fine di
Controlli L’amministrazione Comunale, avvalendosi di tecnici interni ed esterni, ef controlli: In fase istruttoria al fine di dal presente regolamento con conseguente rispetto dei requisiti prestazionali richiesti, nonché la corretta assegnazione dei punteggi. La stessa si conclude con la determinazione del p finale e l’assegnazione degli incentivi economici previsti dal pre In fase di realizzazione, prevede sopralluoghi, in funzione dell’intervento progettato, al fine di
economici previsti dal pre In fase di realizzazione, prevede sopralluoghi, in funzione dell’intervento progettato, al fine di accertare l’assoluta coerenza tra ciò che viene proget Nell’ipotesi siano riscontrate difformità progettuali o difetti costruttivi, l’Ufficio Tecnico, per il tramite del suo Responsabile, provvederà ad ingiungere, ai privati richiedenti la certificazione, di provvedere al loro rimedio entro un congruo termine perentorio, in modo da assicurare la
ivati richiedenti la certificazione, di provvedere al loro rimedio entro un congruo termine perentorio, in modo da assicurare la rispondenza dei lavori al progetto approvato. Nell’ipotesi di inadempienza, mantenuta anche dopo la eventuale reiterazione della diffida, l'Autorità Comunale provvederà ad eliminare i benefici rilasciati, nel rispetto di della LR n.13/2008. 2.40.3. Conclusione dei lavori Alla fine dei lavori unitamente alla comunicazione di fine lavori, il direttore dei lavori e il titolare del
clusione dei lavori Alla fine dei lavori unitamente alla comunicazione di fine lavori, il direttore dei lavori e il titolare del titolo abilitativo presentano: l’Attestato di Qualificazione l’Attestato di Prestazione Energetica direzione lavori dovrà essere presentato alla richiesta di agibilità; il Certificato di Sostenibilità Ambientale previsti dalla normativa vigente, certificando quindi la corretta attuazione delle azioni previste.
di Sostenibilità Ambientale previsti dalla normativa vigente, certificando quindi la corretta attuazione delle azioni previste. Il Certificato di Sostenibilità, deve essere trasmesso, dal Soggetto Cert Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti applicando il
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti applicando il Sistema di Valutazione, in formato cartaceo ed elettronico, debitamente compilate, timbrate e firmate dal tecnico abilitato; elaborati tecnici, sia grafici che di calcolo idonei a dimostrare il punteggio delle schede tecniche e dell’indice di sostenibilità; attestato di Conformità del Progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione a
e schede tecniche e dell’indice di sostenibilità; attestato di Conformità del Progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione a deliberazione di GR 1471/2009 e s.m.i., redatto in conformità al modello 2290/2017 e s.m.i.; polizza fideiussoria pari al doppio del valore della riduzione del costo di costruzione che da svincolarsi dopo verifica e monitoraggio tecnico da parte dell’AC. E’ obbligatorio, nel rispetto della deliberazione di GR 2272/2009 e s.m.i., allegare alla
monitoraggio tecnico da parte dell’AC. E’ obbligatorio, nel rispetto della deliberazione di GR 2272/2009 e s.m.i., allegare alla comunicazione di inizio dei lavori il nominativo del Soggetto Certificatore. tazione dei succitati elaborati allegati all’stanza di richiesta di PdC o della presentazione della SCIA, ai sensi della L.R. n. 13/2008, comporta la non applicazione degli incentivi Quando il rilascio del titolo abilitativo è subordinato all’approvazione di un piano esecutivo la
n applicazione degli incentivi Quando il rilascio del titolo abilitativo è subordinato all’approvazione di un piano esecutivo la suddetta documentazione dovrà essere allegata agli elaborati richiesti ai fini dell’approvazione del La delibera con la quale il consiglio comunale o la giunta comunale approva il piano esecutivo d contenere esplicita e puntuale indicazione degli incentivi e agevolazioni concessi, nonché le
unale approva il piano esecutivo d contenere esplicita e puntuale indicazione degli incentivi e agevolazioni concessi, nonché le specifiche condizioni necessarie per mantenere dette agevolazioni nelle successive fasi dell’iter procedurale, in aggiunta a quelle a quelle previste dalla L.R. n. 13/2008 e dalle deliberazioni della 1/2009 e n. 2272/2009 e s.m.i. L’amministrazione Comunale, avvalendosi di tecnici interni ed esterni, ef
lle deliberazioni della 1/2009 e n. 2272/2009 e s.m.i. L’amministrazione Comunale, avvalendosi di tecnici interni ed esterni, ef al fine di accertare la corretta applicazione delle misure e delle azioni previste dal presente regolamento con conseguente rispetto dei requisiti prestazionali richiesti, nonché la corretta assegnazione dei punteggi. La stessa si conclude con la determinazione del p finale e l’assegnazione degli incentivi economici previsti dal presente regolamento;
ssa si conclude con la determinazione del p finale e l’assegnazione degli incentivi economici previsti dal presente regolamento; , prevede sopralluoghi, in funzione dell’intervento progettato, al fine di accertare l’assoluta coerenza tra ciò che viene progettato e ciò che viene realizzato. Nell’ipotesi siano riscontrate difformità progettuali o difetti costruttivi, l’Ufficio Tecnico, per il tramite del suo Responsabile, provvederà ad ingiungere, ai privati richiedenti la certificazione, di
, l’Ufficio Tecnico, per il tramite del suo Responsabile, provvederà ad ingiungere, ai privati richiedenti la certificazione, di o entro un congruo termine perentorio, in modo da assicurare la rispondenza dei lavori al progetto approvato. Nell’ipotesi di inadempienza, mantenuta anche dopo la eventuale reiterazione della diffida, l'Autorità Comunale provvederà ad eliminare i benefici a LR n.13/2008. Conclusione dei lavori
ntuale reiterazione della diffida, l'Autorità Comunale provvederà ad eliminare i benefici a LR n.13/2008. Conclusione dei lavori Alla fine dei lavori unitamente alla comunicazione di fine lavori, il direttore dei lavori e il titolare del l’Attestato di Qualificazione Energetica – AQE - a firma del Direttore dei Lavori mentre l’Attestato di Prestazione Energetica – APE - a firma di un tecnico estraneo alla progettazione e direzione lavori dovrà essere presentato alla richiesta di agibilità;
REGOLAMENTO EDILIZIO 43 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
APE - a firma di un tecnico estraneo alla progettazione e direzione lavori dovrà essere presentato alla richiesta di agibilità; tà Ambientale a firma del Soggetto Certificatore avente i requisiti previsti dalla normativa vigente, certificando quindi la corretta attuazione delle Il Certificato di Sostenibilità, deve essere trasmesso, dal Soggetto Certificatore al competente REGOLAMENTO EDILIZIO 43 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 43 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
messo, dal Soggetto Certificatore al competente REGOLAMENTO EDILIZIO 43 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti applicando il Sistema di Valutazione, in formato cartaceo ed elettronico, debitamente compilate, timbrate e elaborati tecnici, sia grafici che di calcolo idonei a dimostrare il punteggio delle schede tecniche attestato di Conformità del Progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione approvato con
re il punteggio delle schede tecniche attestato di Conformità del Progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione approvato con deliberazione di GR 1471/2009 e s.m.i., redatto in conformità al modello allegato alla polizza fideiussoria pari al doppio del valore della riduzione del costo di costruzione che da svincolarsi dopo verifica e monitoraggio tecnico da parte dell’AC. E’ obbligatorio, nel rispetto della deliberazione di GR 2272/2009 e s.m.i., allegare alla
monitoraggio tecnico da parte dell’AC. E’ obbligatorio, nel rispetto della deliberazione di GR 2272/2009 e s.m.i., allegare alla tazione dei succitati elaborati allegati all’stanza di richiesta di PdC o della presentazione della SCIA, ai sensi della L.R. n. 13/2008, comporta la non applicazione degli incentivi rovazione di un piano esecutivo la suddetta documentazione dovrà essere allegata agli elaborati richiesti ai fini dell’approvazione del
ne di un piano esecutivo la suddetta documentazione dovrà essere allegata agli elaborati richiesti ai fini dell’approvazione del La delibera con la quale il consiglio comunale o la giunta comunale approva il piano esecutivo deve contenere esplicita e puntuale indicazione degli incentivi e agevolazioni concessi, nonché le specifiche condizioni necessarie per mantenere dette agevolazioni nelle successive fasi dell’iter R. n. 13/2008 e dalle deliberazioni della
condizioni necessarie per mantenere dette agevolazioni nelle successive fasi dell’iter R. n. 13/2008 e dalle deliberazioni della L’amministrazione Comunale, avvalendosi di tecnici interni ed esterni, effettuerà i necessari accertare la corretta applicazione delle misure e delle azioni previste dal presente regolamento con conseguente rispetto dei requisiti prestazionali richiesti, nonché la corretta assegnazione dei punteggi. La stessa si conclude con la determinazione del punteggio sente regolamento;
esti, nonché la corretta assegnazione dei punteggi. La stessa si conclude con la determinazione del punteggio sente regolamento; , prevede sopralluoghi, in funzione dell’intervento progettato, al fine di ciò che viene realizzato. Nell’ipotesi siano riscontrate difformità progettuali o difetti costruttivi, l’Ufficio Tecnico, per il tramite del suo Responsabile, provvederà ad ingiungere, ai privati richiedenti la certificazione, di o entro un congruo termine perentorio, in modo da assicurare la
derà ad ingiungere, ai privati richiedenti la certificazione, di o entro un congruo termine perentorio, in modo da assicurare la rispondenza dei lavori al progetto approvato. Nell’ipotesi di inadempienza, mantenuta anche dopo la eventuale reiterazione della diffida, l'Autorità Comunale provvederà ad eliminare i benefici Alla fine dei lavori unitamente alla comunicazione di fine lavori, il direttore dei lavori e il titolare del a firma del Direttore dei Lavori mentre
unitamente alla comunicazione di fine lavori, il direttore dei lavori e il titolare del a firma del Direttore dei Lavori mentre a firma di un tecnico estraneo alla progettazione e a firma del Soggetto Certificatore avente i requisiti previsti dalla normativa vigente, certificando quindi la corretta attuazione delle misure e delle ificatore al competente
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ufficio Regionale e deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione, edilizia ed impiantistico, che modifichi la prestazione ambientale dell’edificio. L’attestazione finale deve essere: accompagnata da una esaustiva do svolgimento dei lavori e riconducibile alla specificità del cantiere oggetto di domanda, attestante anche l’utilizzo di quei materiali o tecniche non visibili o comunque non ispezionabili a fine lavori;
to di domanda, attestante anche l’utilizzo di quei materiali o tecniche non visibili o comunque non ispezionabili a fine lavori; corredata dalle certificazioni tecniche rilasciate dai produttori o fornitori dei singoli materiali utilizzati, al fine di attestare i loro requisiti prestazionali che dovranno essere pari o migliori a quelli dichiarati in fase di domanda. Nel caso in cui, possibile allegare le certificazioni anzidette, sarà cura del direttore dei lavori fornire gli elementi
omanda. Nel caso in cui, possibile allegare le certificazioni anzidette, sarà cura del direttore dei lavori fornire gli elementi tecnici prestazionali di riferimento, attraverso idonea documentazione tecnica in ogni caso corredata da letteratura in materia. 2.40.4. Varianti e opere difformi Le varianti a PdC ovvero a SCIA che, pur non rilevanti ai fini tali da influire, per differenza di punteggio, sugli incentivi già prima della loro esecuzione.
A che, pur non rilevanti ai fini tali da influire, per differenza di punteggio, sugli incentivi già prima della loro esecuzione. Il PdC in variante viene rilasciata con riferimento agli incentivi derivanti dal nuovo calcolo del punteggio maturato. Eventuali conguagli del contributo di concessione, se dovuti, sono richiest dall’Amministrazione comunale prima del rilascio della variante medesima. La mancata rispondenza di quanto realizzato rispetto al progetto approvato rende difformi le opere realizzate.
ariante medesima. La mancata rispondenza di quanto realizzato rispetto al progetto approvato rende difformi le opere realizzate. Le opere realizzate, anche se difformi, possono essere sanabili o non sanabili: opere SANABILI In caso di parziale realizzazione delle misure di sostenibilità ambientale oggetto dell’assegnazione degli incentivi volumetrici e/o economici previsti, il Comune ingiunge al committente di effettuare i lavori necessari per rendere conforme
tivi volumetrici e/o economici previsti, il Comune ingiunge al committente di effettuare i lavori necessari per rendere conforme ed assentito, oppure il Direttore dei Lavori, con riferimento a quanto realizzato, è tenuto a ripresentare la scheda e ad indica Nel caso in cui il punteggio finale sia inferiore rispetto a quel provvederà a ricalcolare gli incentivi attribuibili e il versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’aliquota dell’importo scomputato pari alla somma scomputata
tribuibili e il versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’aliquota dell’importo scomputato pari alla somma scomputata opere NON SANABILI La Regione provvede alla revoca della certificazione di sostenibilità rilasciata, il Comune provvede alla revoca di eventuali altri incentivi La mancata attuazione di quanto previsto entro la sc del PdC o della SCIA, ovvero accertata dal Comune in sede di vigilanza s comporta: revoca da parte della Regione della certificazio la dichiarazione, da parte
tata dal Comune in sede di vigilanza s comporta: revoca da parte della Regione della certificazio la dichiarazione, da parte versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’importo scomputato e l’applicazione di una penale aggiuntiva pari al Se si è beneficiato di incrementi volume abilitativo rilasciato e per il maggiore volume realizzato si applicano le procedure del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., inerente l’Ordinanza di demolizione e/o acqui comunale. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ure del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., inerente l’Ordinanza di demolizione e/o acqui comunale. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. ufficio Regionale e deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione, edilizia ed impiantistico, che modifichi la prestazione ambientale dell’edificio. L’attestazione finale deve essere: accompagnata da una esaustiva documentazione fotografica relativa alle varie fasi di
dificio. L’attestazione finale deve essere: accompagnata da una esaustiva documentazione fotografica relativa alle varie fasi di svolgimento dei lavori e riconducibile alla specificità del cantiere oggetto di domanda, attestante anche l’utilizzo di quei materiali o tecniche non visibili o comunque non ispezionabili a fine corredata dalle certificazioni tecniche rilasciate dai produttori o fornitori dei singoli materiali
que non ispezionabili a fine corredata dalle certificazioni tecniche rilasciate dai produttori o fornitori dei singoli materiali utilizzati, al fine di attestare i loro requisiti prestazionali che dovranno essere pari o migliori a quelli dichiarati in fase di domanda. Nel caso in cui, per alcuni materiali utilizzati, non sia possibile allegare le certificazioni anzidette, sarà cura del direttore dei lavori fornire gli elementi
iali utilizzati, non sia possibile allegare le certificazioni anzidette, sarà cura del direttore dei lavori fornire gli elementi tecnici prestazionali di riferimento, attraverso idonea documentazione tecnica in ogni caso ratura in materia. Varianti e opere difformi Le varianti a PdC ovvero a SCIA che, pur non rilevanti ai fini edilizi, comportino modifiche alle azioni tali da influire, per differenza di punteggio, sugli incentivi già concessi, devono essere
izi, comportino modifiche alle azioni tali da influire, per differenza di punteggio, sugli incentivi già concessi, devono essere Il PdC in variante viene rilasciata con riferimento agli incentivi derivanti dal nuovo calcolo del punteggio maturato. Eventuali conguagli del contributo di concessione, se dovuti, sono richiest e comunale prima del rilascio della variante medesima. La mancata rispondenza di quanto realizzato rispetto al progetto approvato rende difformi le opere
scio della variante medesima. La mancata rispondenza di quanto realizzato rispetto al progetto approvato rende difformi le opere Le opere realizzate, anche se difformi, possono essere sanabili o non sanabili: In caso di parziale realizzazione delle misure di sostenibilità ambientale oggetto dell’assegnazione degli incentivi volumetrici e/o economici previsti, il Comune ingiunge al committente di effettuare i lavori necessari per rendere conforme l’edificio a quanto dichiarato
previsti, il Comune ingiunge al committente di effettuare i lavori necessari per rendere conforme l’edificio a quanto dichiarato ed assentito, oppure il Direttore dei Lavori, con riferimento a quanto realizzato, è tenuto a ripresentare la scheda e ad indicare il nuovo punteggio maturato; Nel caso in cui il punteggio finale sia inferiore rispetto a quello originariamente assegnato, si provvederà a ricalcolare gli incentivi attribuibili e il versamento del conguaglio dovuto,
quello originariamente assegnato, si provvederà a ricalcolare gli incentivi attribuibili e il versamento del conguaglio dovuto, liquota dell’importo scomputato e l’applicazione di una penale aggiuntiva ta da conguagliare; La Regione provvede alla revoca della certificazione di sostenibilità rilasciata, il Comune a di eventuali altri incentivi diversi dalle volumetrie aggiuntive. La mancata attuazione di quanto previsto entro la scheda di valutazione, attestata dal titolare
rsi dalle volumetrie aggiuntive. La mancata attuazione di quanto previsto entro la scheda di valutazione, attestata dal titolare del PdC o della SCIA, ovvero accertata dal Comune in sede di vigilanza s revoca da parte della Regione della certificazione di sostenibilità rilasciata; iarazione, da parte del Comune, di decadenza totale degli incentivi economici, il versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’importo scomputato e l’applicazione
REGOLAMENTO EDILIZIO 44
za totale degli incentivi economici, il versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’importo scomputato e l’applicazione di una penale aggiuntiva pari alla somma a suo tempo scomputata; Se si è beneficiato di incrementi volumetrici il Comune, previa diffida, revoca il titolo abilitativo rilasciato e per il maggiore volume realizzato si applicano le procedure del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., inerente l’Ordinanza di demolizione e/o acquisizione al patrimonio REGOLAMENTO EDILIZIO 44
REGOLAMENTO EDILIZIO 44 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ocedure del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., inerente l’Ordinanza di demolizione e/o acquisizione al patrimonio REGOLAMENTO EDILIZIO 44 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ufficio Regionale e deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione, edilizia ed cumentazione fotografica relativa alle varie fasi di svolgimento dei lavori e riconducibile alla specificità del cantiere oggetto di domanda, attestante
relativa alle varie fasi di svolgimento dei lavori e riconducibile alla specificità del cantiere oggetto di domanda, attestante anche l’utilizzo di quei materiali o tecniche non visibili o comunque non ispezionabili a fine corredata dalle certificazioni tecniche rilasciate dai produttori o fornitori dei singoli materiali utilizzati, al fine di attestare i loro requisiti prestazionali che dovranno essere pari o migliori a per alcuni materiali utilizzati, non sia
fine di attestare i loro requisiti prestazionali che dovranno essere pari o migliori a per alcuni materiali utilizzati, non sia possibile allegare le certificazioni anzidette, sarà cura del direttore dei lavori fornire gli elementi tecnici prestazionali di riferimento, attraverso idonea documentazione tecnica in ogni caso edilizi, comportino modifiche alle azioni concessi, devono essere autorizzate Il PdC in variante viene rilasciata con riferimento agli incentivi derivanti dal nuovo calcolo del
si, devono essere autorizzate Il PdC in variante viene rilasciata con riferimento agli incentivi derivanti dal nuovo calcolo del punteggio maturato. Eventuali conguagli del contributo di concessione, se dovuti, sono richiesti La mancata rispondenza di quanto realizzato rispetto al progetto approvato rende difformi le opere In caso di parziale realizzazione delle misure di sostenibilità ambientale oggetto dell’assegnazione degli incentivi volumetrici e/o economici previsti, il Comune ingiunge al
di sostenibilità ambientale oggetto dell’assegnazione degli incentivi volumetrici e/o economici previsti, il Comune ingiunge al l’edificio a quanto dichiarato ed assentito, oppure il Direttore dei Lavori, con riferimento a quanto realizzato, è tenuto a lo originariamente assegnato, si provvederà a ricalcolare gli incentivi attribuibili e il versamento del conguaglio dovuto, e l’applicazione di una penale aggiuntiva La Regione provvede alla revoca della certificazione di sostenibilità rilasciata, il Comune
pplicazione di una penale aggiuntiva La Regione provvede alla revoca della certificazione di sostenibilità rilasciata, il Comune si dalle volumetrie aggiuntive. heda di valutazione, attestata dal titolare del PdC o della SCIA, ovvero accertata dal Comune in sede di vigilanza sull’attività edilizia, ne di sostenibilità rilasciata; di decadenza totale degli incentivi economici, il versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’importo scomputato e l’applicazione
za totale degli incentivi economici, il versamento del conguaglio dovuto, rappresentato dall’importo scomputato e l’applicazione trici il Comune, previa diffida, revoca il titolo abilitativo rilasciato e per il maggiore volume realizzato si applicano le procedure del D.P.R. sizione al patrimonio
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.41 - PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE PER L’ADOZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE DEL RISCHIO GAS RADON La Regione Puglia si è dotata della Legge Regionale n. 30 del 03 della Legge Regionale n. 36 del 09 esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente chiuso” L’art. 3 comma 5 della norma citata impone che: “ attuativi deve essere preceduta da stu
nte dal gas ‘radon’ in ambiente chiuso” L’art. 3 comma 5 della norma citata impone che: “ attuativi deve essere preceduta da stu particolari tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche di attuazione, ovvero con prescrizioni in materia di costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in sede di progettazion del sistema di ventilazione degli interrati e seminterrati, nonché idonee prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica
rrati, nonché idonee prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica Pertanto, in attuazione della predetta previsione, i piani corredati con apposita relazione, a firma congiunta dei progettisti del piano e di un dottore geologo (per la parte caratterizzante il suolo), che riporti un abaco dei materiali da costruzione da evitare e delle soluzioni costruttive da adottare per ridurre il rischio da Radon; tali soluzioni dovranno essere
costruzione da evitare e delle soluzioni costruttive da adottare per ridurre il rischio da Radon; tali soluzioni dovranno essere richiamate nelle norme tecniche d’attuazione del piano. Al fine di evitare inutili duplicazioni, la parte relativa alla caratterizzazione del suolo, con espresso riferimento alla problematica del Radon, potrà essere inserita anche nella relazione geologica prodotta per ottenere il parere ex art. 89 del D.P.R. 380/2001. In tal caso, la relazione sulle tecniche
lla relazione geologica prodotta per ottenere il parere ex art. 89 del D.P.R. 380/2001. In tal caso, la relazione sulle tecniche costruttive da adottare potrà essere a sola firma dei pro Per le nuove costruzioni e per interventi di demolizione e ricostruzione, in attuazione delle previsioni dell’art. 3 comma 2 della L.R. 30/2016, il progetto edilizio sarà corredato di un’apposita relazione, a firma congiunta del progett
l’art. 3 comma 2 della L.R. 30/2016, il progetto edilizio sarà corredato di un’apposita relazione, a firma congiunta del progett suolo), contenente i dati richiesti dalla predetta norma. Per evitare inutili duplicazioni, la firma del geologo sulla relazione non è necessaria qualora le indicazioni della tipologia di suolo con espresso riferimento alla problematica del Radon, siano già state inserite nella relazione
icazioni della tipologia di suolo con espresso riferimento alla problematica del Radon, siano già state inserite nella relazione prevista dall’art. 93 comma 4 del D.P.R. n. 380/2001 e riprese dal progettista nella sua relazione e sempre che la relazione di cui all’art. 93 com un dottore geologo e depositata presso lo Sportello Unico per la trasmissione agli uffici competenti. Per i luoghi di lavoro si rimanda agli adempimenti previsti dal Capo III 230 del 17/03/1995 e s.m.i.
one agli uffici competenti. Per i luoghi di lavoro si rimanda agli adempimenti previsti dal Capo III 230 del 17/03/1995 e s.m.i. Al fine di ottenere un adeguato livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di matrice ambientale, configurate da concentrazioni di gas radon, nella costruzione di nuovi edifici
’attività dei radionuclidi di matrice ambientale, configurate da concentrazioni di gas radon, nella costruzione di nuovi edifici residenziali e non residenziali e in tutti gli interventi su edifici esistenti in cui sia previsto un rifacimento totale dell’orizzontamento a contatto con il suolo, si r più delle seguenti tecniche costruttive, atte a controllare la migrazione, l’ingresso e la permanenza di tale gas negli ambienti chiusi, fermo restando che sarà cura del progettista individuare le
zione, l’ingresso e la permanenza di tale gas negli ambienti chiusi, fermo restando che sarà cura del progettista individuare le soluzioni che riterrà necessarie per conseguire il requisito di concentrazione previsto dalla legge regionale: sigillatura delle canalizzazioni verticali, crepe, giunti, impianti; pavimentazione delle cantine e/o impermeabilizzazione della pavimentazione esistente; ventilazione naturale o forzata del vespaio; ventilazione delle cantine e dei
eabilizzazione della pavimentazione esistente; ventilazione naturale o forzata del vespaio; ventilazione delle cantine e dei estrazione dell'aria da intercapedine sotto il pavimento; depressurizzazione del suolo mediante pozzetti ra depressurizzazione del suolo mediante pozzetti radon collocati esternamente ventilazione delle condutture di drenaggio; pressurizzazione del suolo sotto l'edificio; pressurizzazione dell'intero edificio; ventilazione naturale o forzata degli ambienti interni;
e del suolo sotto l'edificio; pressurizzazione dell'intero edificio; ventilazione naturale o forzata degli ambienti interni; ventilazione forzata degli ambienti interni con l'impiego di sistemi di climatizzazione e recupero Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE PER L’ADOZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE
NE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
NE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE PER L’ADOZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE La Regione Puglia si è dotata della Legge Regionale n. 30 del 03/11/2016, come innovata dall’art. 25 della Legge Regionale n. 36 del 09/08/2017, avente ad oggetto “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente chiuso” L’art. 3 comma 5 della norma citata impone che: “L’approvazione dei piani urbanistici generali e
gas ‘radon’ in ambiente chiuso” L’art. 3 comma 5 della norma citata impone che: “L’approvazione dei piani urbanistici generali e attuativi deve essere preceduta da studi preliminari del suolo e del sottosuolo, in grado di definire particolari tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche di attuazione, ovvero con prescrizioni materia di costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in sede di progettazion
iche di attuazione, ovvero con prescrizioni materia di costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in sede di progettazion del sistema di ventilazione degli interrati e seminterrati, nonché idonee prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica Pertanto, in attuazione della predetta previsione, i piani urbanistici attuativi dovranno essere corredati con apposita relazione, a firma congiunta dei progettisti del piano e di un dottore geologo
attuativi dovranno essere corredati con apposita relazione, a firma congiunta dei progettisti del piano e di un dottore geologo (per la parte caratterizzante il suolo), che riporti un abaco dei materiali da costruzione da evitare e ioni costruttive da adottare per ridurre il rischio da Radon; tali soluzioni dovranno essere ecniche d’attuazione del piano. Al fine di evitare inutili duplicazioni, la parte relativa alla caratterizzazione del suolo, con espresso
’attuazione del piano. Al fine di evitare inutili duplicazioni, la parte relativa alla caratterizzazione del suolo, con espresso iferimento alla problematica del Radon, potrà essere inserita anche nella relazione geologica prodotta per ottenere il parere ex art. 89 del D.P.R. 380/2001. In tal caso, la relazione sulle tecniche costruttive da adottare potrà essere a sola firma dei progettisti del piano. Per le nuove costruzioni e per interventi di demolizione e ricostruzione, in attuazione delle
a firma dei progettisti del piano. Per le nuove costruzioni e per interventi di demolizione e ricostruzione, in attuazione delle previsioni dell’art. 3 comma 2 della L.R. 30/2016, il progetto edilizio sarà corredato di un’apposita relazione, a firma congiunta del progettista e di un dottore geologo (per la parte caratterizzante il suolo), contenente i dati richiesti dalla predetta norma. Per evitare inutili duplicazioni, la firma del
arte caratterizzante il suolo), contenente i dati richiesti dalla predetta norma. Per evitare inutili duplicazioni, la firma del geologo sulla relazione non è necessaria qualora le indicazioni della tipologia di suolo con espresso riferimento alla problematica del Radon, siano già state inserite nella relazione prevista dall’art. 93 comma 4 del D.P.R. n. 380/2001 e riprese dal progettista nella sua relazione e
te inserite nella relazione prevista dall’art. 93 comma 4 del D.P.R. n. 380/2001 e riprese dal progettista nella sua relazione e sempre che la relazione di cui all’art. 93 comma 4 del D.P.R. n. 380/2001 sia stata firmata anche da un dottore geologo e depositata presso lo Sportello Unico per la trasmissione agli uffici competenti. Per i luoghi di lavoro si rimanda agli adempimenti previsti dal Capo III-bis del Decreto Legisla
issione agli uffici competenti. Per i luoghi di lavoro si rimanda agli adempimenti previsti dal Capo III-bis del Decreto Legisla Al fine di ottenere un adeguato livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di ntale, configurate da concentrazioni di gas radon, nella costruzione di nuovi edifici
aturali e all’attività dei radionuclidi di ntale, configurate da concentrazioni di gas radon, nella costruzione di nuovi edifici residenziali e non residenziali e in tutti gli interventi su edifici esistenti in cui sia previsto un rifacimento totale dell’orizzontamento a contatto con il suolo, si raccomanda l’adozione di una o più delle seguenti tecniche costruttive, atte a controllare la migrazione, l’ingresso e la permanenza
omanda l’adozione di una o più delle seguenti tecniche costruttive, atte a controllare la migrazione, l’ingresso e la permanenza di tale gas negli ambienti chiusi, fermo restando che sarà cura del progettista individuare le rie per conseguire il requisito di concentrazione previsto dalla legge sigillatura delle canalizzazioni verticali, crepe, giunti, impianti; pavimentazione delle cantine e/o della pavimentazione esistente; naturale o forzata del vespaio;
icali, crepe, giunti, impianti; pavimentazione delle cantine e/o della pavimentazione esistente; naturale o forzata del vespaio; ventilazione delle cantine e dei locali interrati non occupati; tercapedine sotto il pavimento; depressurizzazione del suolo mediante pozzetti radon collocati sotto l'edificio; l suolo mediante pozzetti radon collocati esternamente delle condutture di drenaggio; one del suolo sotto l'edificio; izzazione dell'intero edificio; forzata degli ambienti interni;
REGOLAMENTO EDILIZIO 45 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
e delle condutture di drenaggio; one del suolo sotto l'edificio; izzazione dell'intero edificio; forzata degli ambienti interni; ventilazione forzata degli ambienti interni con l'impiego di sistemi di climatizzazione e recupero REGOLAMENTO EDILIZIO 45 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE PER L’ADOZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE 2016, come innovata dall’art. 25 rme in materia di riduzione dalle
SCRIZIONI COSTRUTTIVE PER L’ADOZIONE DI MISURE DI PREVENZIONE 2016, come innovata dall’art. 25 rme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente chiuso”. L’approvazione dei piani urbanistici generali e di preliminari del suolo e del sottosuolo, in grado di definire particolari tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche di attuazione, ovvero con prescrizioni
olo, in grado di definire particolari tecniche costruttive, imposte con le norme tecniche di attuazione, ovvero con prescrizioni materia di costruzione dei manufatti edilizi, da considerare in sede di progettazione dei vespai, del sistema di ventilazione degli interrati e seminterrati, nonché idonee prescrizioni sull’uso di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica”. urbanistici attuativi dovranno essere
so di materiali contaminati e cementi pozzolanici, ovvero materiali di origine vulcanica”. urbanistici attuativi dovranno essere corredati con apposita relazione, a firma congiunta dei progettisti del piano e di un dottore geologo (per la parte caratterizzante il suolo), che riporti un abaco dei materiali da costruzione da evitare e ioni costruttive da adottare per ridurre il rischio da Radon; tali soluzioni dovranno essere
teriali da costruzione da evitare e ioni costruttive da adottare per ridurre il rischio da Radon; tali soluzioni dovranno essere Al fine di evitare inutili duplicazioni, la parte relativa alla caratterizzazione del suolo, con espresso iferimento alla problematica del Radon, potrà essere inserita anche nella relazione geologica prodotta per ottenere il parere ex art. 89 del D.P.R. 380/2001. In tal caso, la relazione sulle tecniche
lla relazione geologica prodotta per ottenere il parere ex art. 89 del D.P.R. 380/2001. In tal caso, la relazione sulle tecniche Per le nuove costruzioni e per interventi di demolizione e ricostruzione, in attuazione delle previsioni dell’art. 3 comma 2 della L.R. 30/2016, il progetto edilizio sarà corredato di un’apposita ista e di un dottore geologo (per la parte caratterizzante il suolo), contenente i dati richiesti dalla predetta norma. Per evitare inutili duplicazioni, la firma del
arte caratterizzante il suolo), contenente i dati richiesti dalla predetta norma. Per evitare inutili duplicazioni, la firma del geologo sulla relazione non è necessaria qualora le indicazioni della tipologia di suolo e sottosuolo, con espresso riferimento alla problematica del Radon, siano già state inserite nella relazione prevista dall’art. 93 comma 4 del D.P.R. n. 380/2001 e riprese dal progettista nella sua relazione e ma 4 del D.P.R. n. 380/2001 sia stata firmata anche da
4 del D.P.R. n. 380/2001 e riprese dal progettista nella sua relazione e ma 4 del D.P.R. n. 380/2001 sia stata firmata anche da un dottore geologo e depositata presso lo Sportello Unico per la trasmissione agli uffici competenti. bis del Decreto Legislativo n. Al fine di ottenere un adeguato livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di
ica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di ntale, configurate da concentrazioni di gas radon, nella costruzione di nuovi edifici residenziali e non residenziali e in tutti gli interventi su edifici esistenti in cui sia previsto un accomanda l’adozione di una o più delle seguenti tecniche costruttive, atte a controllare la migrazione, l’ingresso e la permanenza
omanda l’adozione di una o più delle seguenti tecniche costruttive, atte a controllare la migrazione, l’ingresso e la permanenza di tale gas negli ambienti chiusi, fermo restando che sarà cura del progettista individuare le rie per conseguire il requisito di concentrazione previsto dalla legge sigillatura delle canalizzazioni verticali, crepe, giunti, impianti; pavimentazione delle cantine e/o don collocati sotto l'edificio; l suolo mediante pozzetti radon collocati esternamente all'edificio;
entazione delle cantine e/o don collocati sotto l'edificio; l suolo mediante pozzetti radon collocati esternamente all'edificio; ventilazione forzata degli ambienti interni con l'impiego di sistemi di climatizzazione e recupero
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – del calore. 2.42 – SPECIFICAZIONI SULLE DOTAZIONI IGIENICO SANITARIE DEI SERVIZI E DEI LOCALI AD USO ABITATIVO E COMMERCIALE Per gli edifici residenziali e commerciali (compresi gli uffici e studi professionali), il requisito prestazionale relativo a “igiene e salute” s’intende conseguito quando, oltre agli obiettivi indicati nel Regolamento UE 305/2011, sono soddisfatte, con le seguenti specificazioni, le pr D.Min. Sanità del 05/07/1975 per i locali d’abitazione
ento UE 305/2011, sono soddisfatte, con le seguenti specificazioni, le pr D.Min. Sanità del 05/07/1975 per i locali d’abitazione 166 del 27.05.1975), quelle dell’all ulteriori seguenti requisiti. 2.42.1 Qualità dell’abitare: configurazione degli spazi 2.42.1.1 Dimensione e dotazione minima degli alloggi Fermo restando le dimensioni fissate dal D.M. Sanità del 05 costruzione debbono avere un posto-letto; a 14 mq/letto da due a quattro posti letto e Le camere da letto devono avere:
à del 05 costruzione debbono avere un posto-letto; a 14 mq/letto da due a quattro posti letto e Le camere da letto devono avere: se singole, superficie minima pari a mq. 9,00 e il lato minore non inferiore a m 2,40; se doppie e/o matrimoniali, superficie minima pari a mq. 14,00 e minore non inferiore a m 3,00. Ogni alloggio deve essere dotato di un ambiente soggiorno con superficie almeno uno spazio cottura con adeguata aspirazione sui fornelli, oppure di cucina abitabile superficie minima di mq. 9,00.
ficie almeno uno spazio cottura con adeguata aspirazione sui fornelli, oppure di cucina abitabile superficie minima di mq. 9,00. Per quanto concerne la composizione e la superficie minima, ogni alloggio avente 1 o più camere da letto deve essere costituito almeno dai seguenti locali: 1 soggiorno, una cucina o cucinino, un servizio igienico completo, un ingresso o disimpegno. I monolocali (cioè gli alloggi costituiti da un vano utile più servizi) devono avere una superficie
o, un ingresso o disimpegno. I monolocali (cioè gli alloggi costituiti da un vano utile più servizi) devono avere una superficie utile minima di mq 28,00, se per una persona e/o posto e/o due posti-letto. Per interventi su edifici esistenti, con esclusione della conservazione degli ambienti con superficie inferiore ai minimi prescritti dal presente regolamento purché non in contrasto con la vigente normativa sulla tutela della salute. Sono ammesse tali "dimensioni rido
sente regolamento purché non in contrasto con la vigente normativa sulla tutela della salute. Sono ammesse tali "dimensioni rido regolamentari comportino soluzioni esteticamente non va 2.42.1.2 Distribuzione e destinazione degli spazi I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali soggiorno, sala da cucina; è consentita la comunicazione attraverso una zona disimpegno/antibagno. Negli edifici unifamiliari e in quelli ad essi tipologicamente assimilabili, gli ambienti a piano
una zona disimpegno/antibagno. Negli edifici unifamiliari e in quelli ad essi tipologicamente assimilabili, gli ambienti a piano seminterrato, anche se collegati attraverso scala interna all’unità i possono essere destinati alla funzione abitativa nel rispetto delle nuove disposizioni sulla definizione di volume, della L.R. 33 del 15.11. di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate)
finizione di volume, della L.R. 33 del 15.11. di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate) locali abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc.) rispettino i requisiti previsti dalle norme sovraordinate e dal presente regolamento, oltre che: altezza interna non inferiore a metri 2,70; aperture per la ventilazione naturale diretta non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento,
non inferiore a metri 2,70; aperture per la ventilazione naturale diretta non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento, ovvero realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio d'aria almeno pari a quello richiesto per la ventilazione naturale; rispetto della normativa vigente in materia di consumi energetici, sicurezza del lavoro e di impiantistica antincendio; Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
SPECIFICAZIONI SULLE DOTAZIONI IGIENICO SANITARIE DEI SERVIZI E DEI
te in materia di consumi energetici, sicurezza del lavoro e di impiantistica antincendio; Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. SPECIFICAZIONI SULLE DOTAZIONI IGIENICO SANITARIE DEI SERVIZI E DEI LOCALI AD USO ABITATIVO E COMMERCIALE commerciali (compresi gli uffici e studi professionali), il requisito prestazionale relativo a “igiene e salute” s’intende conseguito quando, oltre agli obiettivi indicati
ofessionali), il requisito prestazionale relativo a “igiene e salute” s’intende conseguito quando, oltre agli obiettivi indicati nel Regolamento UE 305/2011, sono soddisfatte, con le seguenti specificazioni, le pr 1975 per i locali d’abitazione (vedasi anche artt. 18, 19 e 20 della Legge , quelle dell’all. IV del D.Lgs 81 del 09/04/2008 per i luoghi di lavoro e gli Qualità dell’abitare: configurazione degli spazi a destinazione abitativa 2.42.1.1 Dimensione e dotazione minima degli alloggi
i Qualità dell’abitare: configurazione degli spazi a destinazione abitativa 2.42.1.1 Dimensione e dotazione minima degli alloggi Fermo restando le dimensioni fissate dal D.M. Sanità del 05/07/1975, gli alloggi in edifici di nuova costruzione debbono avere una superficie utile abitabile non inferiore mq 28 se hanno un solo letto; a 14 mq/letto da due a quattro posti letto e a 10 mq/letto per ciascuno dei successivi. e camere da letto devono avere:
o letto; a 14 mq/letto da due a quattro posti letto e a 10 mq/letto per ciascuno dei successivi. e camere da letto devono avere: se singole, superficie minima pari a mq. 9,00 e il lato minore non inferiore a m 2,40; se doppie e/o matrimoniali, superficie minima pari a mq. 14,00 e minore non inferiore a m Ogni alloggio deve essere dotato di un ambiente soggiorno con superficie minima di mq. 14,00, almeno uno spazio cottura con superficie minima di mq 4,00 dotato di areazione diretta o di
con superficie minima di mq. 14,00, almeno uno spazio cottura con superficie minima di mq 4,00 dotato di areazione diretta o di adeguata aspirazione sui fornelli, oppure di cucina abitabile (dotate cioè di spazio pranzo) superficie minima di mq. 9,00. concerne la composizione e la superficie minima, ogni alloggio avente 1 o più camere da letto deve essere costituito almeno dai seguenti locali: 1 soggiorno, una cucina o cucinino, un leto, un ingresso o disimpegno.
letto deve essere costituito almeno dai seguenti locali: 1 soggiorno, una cucina o cucinino, un leto, un ingresso o disimpegno. gli alloggi costituiti da un vano utile più servizi) devono avere una superficie utile minima di mq 28,00, se per una persona e/o posto-letto, e di mq 38,00 se per due persone Per interventi su edifici esistenti, con esclusione della demolizione e ricostruzione, è consentita la conservazione degli ambienti con superficie inferiore ai minimi prescritti dal presente
lizione e ricostruzione, è consentita la conservazione degli ambienti con superficie inferiore ai minimi prescritti dal presente regolamento purché non in contrasto con la vigente normativa sulla tutela della salute. Sono ammesse tali "dimensioni ridotte" anche negli interventi di ampliamento quando quelle regolamentari comportino soluzioni esteticamente non valide. Distribuzione e destinazione degli spazi I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali soggiorno, sala da
Distribuzione e destinazione degli spazi I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali soggiorno, sala da cucina; è consentita la comunicazione attraverso una zona disimpegno/antibagno. Negli edifici unifamiliari e in quelli ad essi tipologicamente assimilabili, gli ambienti a piano seminterrato, anche se collegati attraverso scala interna all’unità immobiliare di piano rialzato, possono essere destinati alla funzione abitativa nel rispetto delle nuove disposizioni sulla
nità immobiliare di piano rialzato, possono essere destinati alla funzione abitativa nel rispetto delle nuove disposizioni sulla izione di volume, della L.R. 33 del 15.11.2007 e s.m.i. (Recupero dei sottotetti, dei porticati, enti esistenti e di aree pubbliche non autorizzate) locali abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc.) rispettino i requisiti previsti dalle norme sovraordinate e dal presente regolamento, oltre che: altezza interna non inferiore a metri 2,70;
REGOLAMENTO EDILIZIO 46
requisiti previsti dalle norme sovraordinate e dal presente regolamento, oltre che: altezza interna non inferiore a metri 2,70; aperture per la ventilazione naturale diretta non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento, ovvero realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio d'aria almeno o per la ventilazione naturale; rispetto della normativa vigente in materia di consumi energetici, sicurezza del lavoro e di impiantistica antincendio; REGOLAMENTO EDILIZIO 46
REGOLAMENTO EDILIZIO 46 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
normativa vigente in materia di consumi energetici, sicurezza del lavoro e di impiantistica antincendio; REGOLAMENTO EDILIZIO 46 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) SPECIFICAZIONI SULLE DOTAZIONI IGIENICO SANITARIE DEI SERVIZI E DEI commerciali (compresi gli uffici e studi professionali), il requisito prestazionale relativo a “igiene e salute” s’intende conseguito quando, oltre agli obiettivi indicati
ofessionali), il requisito prestazionale relativo a “igiene e salute” s’intende conseguito quando, oltre agli obiettivi indicati nel Regolamento UE 305/2011, sono soddisfatte, con le seguenti specificazioni, le prescrizioni del (vedasi anche artt. 18, 19 e 20 della Legge 2008 per i luoghi di lavoro e gli a destinazione abitativa 1975, gli alloggi in edifici di nuova mq 28 se hanno un solo per ciascuno dei successivi. se singole, superficie minima pari a mq. 9,00 e il lato minore non inferiore a m 2,40;
anno un solo per ciascuno dei successivi. se singole, superficie minima pari a mq. 9,00 e il lato minore non inferiore a m 2,40; se doppie e/o matrimoniali, superficie minima pari a mq. 14,00 e minore non inferiore a m minima di mq. 14,00, superficie minima di mq 4,00 dotato di areazione diretta o di (dotate cioè di spazio pranzo) con una concerne la composizione e la superficie minima, ogni alloggio avente 1 o più camere
o di (dotate cioè di spazio pranzo) con una concerne la composizione e la superficie minima, ogni alloggio avente 1 o più camere da letto deve essere costituito almeno dai seguenti locali: 1 soggiorno, una cucina o cucinino, un gli alloggi costituiti da un vano utile più servizi) devono avere una superficie letto, e di mq 38,00 se per due persone demolizione e ricostruzione, è consentita la conservazione degli ambienti con superficie inferiore ai minimi prescritti dal presente
lizione e ricostruzione, è consentita la conservazione degli ambienti con superficie inferiore ai minimi prescritti dal presente regolamento purché non in contrasto con la vigente normativa sulla tutela della salute. tte" anche negli interventi di ampliamento quando quelle I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali soggiorno, sala da pranzo e cucina; è consentita la comunicazione attraverso una zona disimpegno/antibagno.
tamente con i locali soggiorno, sala da pranzo e cucina; è consentita la comunicazione attraverso una zona disimpegno/antibagno. Negli edifici unifamiliari e in quelli ad essi tipologicamente assimilabili, gli ambienti a piano mmobiliare di piano rialzato, possono essere destinati alla funzione abitativa nel rispetto delle nuove disposizioni sulla (Recupero dei sottotetti, dei porticati, enti esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), a condizione che i
posizioni sulla (Recupero dei sottotetti, dei porticati, enti esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), a condizione che i locali abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc.) rispettino i requisiti dimensionali aperture per la ventilazione naturale diretta non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento, ovvero realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio d'aria almeno
1/8 della superficie del pavimento, ovvero realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio d'aria almeno rispetto della normativa vigente in materia di consumi energetici, sicurezza del lavoro e di
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – accessibilità totale garantita anche ai soggetti con ridotta capacità motoria; rispetto del rapporto tra interessato secondo quanto disposto dalla legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393).
ico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393). 2.42.1.3 Altezza netta minima dei locali L’altezza minima interna utile per i locali di abita ecc.) è fissata a m. 2,70, riducibile a m. 2,40 per i vani accessori in genere (corridoi, ingressi e disimpegni in genere, ripostigli, L’altezza netta minima in corrispondenza di scale interne è fissata a 2,10 m.
idoi, ingressi e disimpegni in genere, ripostigli, L’altezza netta minima in corrispondenza di scale interne è fissata a 2,10 m. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del volume. Per vani coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della monta. Per vani coperti da volte si considera pari a quella dell’imposta più l’80% della monta.
la dell’imposta più il 50% della monta. Per vani coperti da volte si considera pari a quella dell’imposta più l’80% della monta. Negli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione é ammessa, per i locali d'abitazione, un'altezza interna utile minore di quella regolam 2,40 che può ulteriormente ridursi a m 2,10 per i locali sussidiari (disimpegni, corridoi, bagni, gabinetti e ripostigli). Negli interventi di restauro o di rinnovamento funzionale di fabbricati vincolati ai sensi del
, bagni, gabinetti e ripostigli). Negli interventi di restauro o di rinnovamento funzionale di fabbricati vincolati ai sensi del n. 42 del 22 gennaio 2004 e s.m.i. anche se inferiore al valore minimo predetto. Per interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) in edifici costruiti antecedentemente alla data del 18 qualora il progetto garantisca, in relazione al numero degli occupanti, condizioni igienico
ti antecedentemente alla data del 18 qualora il progetto garantisca, in relazione al numero degli occupanti, condizioni igienico globali dell’alloggio migliori di quelle preesistenti attraverso un aumento dei vani abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc..), ferme restando le relative condizioni di illuminazione e aerazione previste dal presente regolamento, in deroga al D.M. 05.07.1975, gli ambienti destinati ad
ndizioni di illuminazione e aerazione previste dal presente regolamento, in deroga al D.M. 05.07.1975, gli ambienti destinati ad possono avere altezza netta minima pari a 2,10 m. Se il vano ottenuto con il soppalco ha comunicazione di aria e luce con il vano sottostante, la zona soppalcata de deve: avere superficie non maggiore del 65% di quella totale e la zona non soppalcat avere larghezza minima di 2,00 m.
ta de deve: avere superficie non maggiore del 65% di quella totale e la zona non soppalcat avere larghezza minima di 2,00 m. I vani ottenuti possono essere destinati a vani abitabili a condizione che l’altezza netta del vano sia di almeno 2,40 m. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, ove consentiti, i piani attuativi comunque denominati possono derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali e non generali. 2.42.1.4 Aerazione e illuminazione
o derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali e non generali. 2.42.1.4 Aerazione e illuminazione Tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani scala e rispostigli, debbono fruire di illuminazione naturale diretta adeguata alla destinazione d’uso. Per ciascun locale di abitazione l’ampiezza della finestra assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie
ione l’ampiezza della finestra assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Ai fini del rispetto dei requisiti d’abitazione, possono essere conteggiati anche i lucernai, rispettivamente apribili e fissi, per un Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. accessibilità totale garantita anche ai soggetti con ridotta capacità motoria; volumi e superfici di parcheggio da realizzare all’interno del lotto interessato secondo quanto disposto dalla legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché
24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché ioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393). Altezza netta minima dei locali L’altezza minima interna utile per i locali di abitazione (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni,
netta minima dei locali L’altezza minima interna utile per i locali di abitazione (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc.) è fissata a m. 2,70, riducibile a m. 2,40 per i vani accessori in genere (corridoi, ingressi e disimpegni in genere, ripostigli, bagni e antibagni, lavanderie). corrispondenza di scale interne è fissata a 2,10 m. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del
interne è fissata a 2,10 m. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del volume. Per vani coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della nta. Per vani coperti da volte si considera pari a quella dell’imposta più l’80% della monta. Negli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione é ammessa, per i locali
imposta più l’80% della monta. Negli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione é ammessa, per i locali d'abitazione, un'altezza interna utile minore di quella regolamentare, purché non inferiore a m. 2,40 che può ulteriormente ridursi a m 2,10 per i locali sussidiari (disimpegni, corridoi, bagni, Negli interventi di restauro o di rinnovamento funzionale di fabbricati vincolati ai sensi del
ari (disimpegni, corridoi, bagni, Negli interventi di restauro o di rinnovamento funzionale di fabbricati vincolati ai sensi del n. 42 del 22 gennaio 2004 e s.m.i., è consentito mantenere l'altezza interna utile preesistente, anche se inferiore al valore minimo predetto. Per interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della icostruzione) in edifici costruiti antecedentemente alla data del 18
mento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della icostruzione) in edifici costruiti antecedentemente alla data del 18 qualora il progetto garantisca, in relazione al numero degli occupanti, condizioni igienico globali dell’alloggio migliori di quelle preesistenti attraverso un aumento globale della superficie dei vani abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc..), ferme restando le relative
to globale della superficie dei vani abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc..), ferme restando le relative condizioni di illuminazione e aerazione previste dal presente regolamento, in deroga al D.M. 1975, gli ambienti destinati ad usi accessori, ottenuti mediante la costruzione di soppalchi, possono avere altezza netta minima pari a 2,10 m. Se il vano ottenuto con il soppalco ha comunicazione di aria e luce con il vano sottostante, la zona soppalcata del vano su cui si affaccia
ottenuto con il soppalco ha comunicazione di aria e luce con il vano sottostante, la zona soppalcata del vano su cui si affaccia avere superficie non maggiore del 65% di quella totale e la zona non soppalcat avere larghezza minima di 2,00 m. I vani ottenuti possono essere destinati a vani abitabili a condizione che l’altezza netta del vano venti di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, ove consentiti, i piani attuativi comunque denominati possono derogare alle norme del presente regolamento solo con
zone A e B, ove consentiti, i piani attuativi comunque denominati possono derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali e non generali. Aerazione e illuminazione ali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani scala e rispostigli, debbono fruire di illuminazione naturale diretta adeguata alla destinazione Per ciascun locale di abitazione l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da
retta adeguata alla destinazione Per ciascun locale di abitazione l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Ai fini del rispetto dei requisiti normativi riguardanti l’aerazione e l’illuminazione degli ambienti
REGOLAMENTO EDILIZIO 47 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
superficie del pavimento. Ai fini del rispetto dei requisiti normativi riguardanti l’aerazione e l’illuminazione degli ambienti d’abitazione, possono essere conteggiati anche i lucernai, rispettivamente apribili e fissi, per un REGOLAMENTO EDILIZIO 47 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) accessibilità totale garantita anche ai soggetti con ridotta capacità motoria; volumi e superfici di parcheggio da realizzare all’interno del lotto
e garantita anche ai soggetti con ridotta capacità motoria; volumi e superfici di parcheggio da realizzare all’interno del lotto interessato secondo quanto disposto dalla legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché ioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393).
ico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393). zione (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc.) è fissata a m. 2,70, riducibile a m. 2,40 per i vani accessori in genere (corridoi, ingressi e Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del volume. Per vani coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della
tezza media di compenso del volume. Per vani coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della nta. Per vani coperti da volte si considera pari a quella dell’imposta più l’80% della monta. Negli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione é ammessa, per i locali entare, purché non inferiore a m. 2,40 che può ulteriormente ridursi a m 2,10 per i locali sussidiari (disimpegni, corridoi, bagni,
are, purché non inferiore a m. 2,40 che può ulteriormente ridursi a m 2,10 per i locali sussidiari (disimpegni, corridoi, bagni, Negli interventi di restauro o di rinnovamento funzionale di fabbricati vincolati ai sensi del D.Lgs. consentito mantenere l'altezza interna utile preesistente, Per interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della icostruzione) in edifici costruiti antecedentemente alla data del 18/07/1975,
servativo e ristrutturazione (con esclusione della icostruzione) in edifici costruiti antecedentemente alla data del 18/07/1975, qualora il progetto garantisca, in relazione al numero degli occupanti, condizioni igienico-sanitarie globale della superficie dei vani abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc..), ferme restando le relative condizioni di illuminazione e aerazione previste dal presente regolamento, in deroga al D.M. usi accessori, ottenuti mediante la costruzione di soppalchi,
e e aerazione previste dal presente regolamento, in deroga al D.M. usi accessori, ottenuti mediante la costruzione di soppalchi, possono avere altezza netta minima pari a 2,10 m. Se il vano ottenuto con il soppalco ha l vano su cui si affaccia avere superficie non maggiore del 65% di quella totale e la zona non soppalcata; I vani ottenuti possono essere destinati a vani abitabili a condizione che l’altezza netta del vano
le e la zona non soppalcata; I vani ottenuti possono essere destinati a vani abitabili a condizione che l’altezza netta del vano venti di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, ove consentiti, i piani attuativi comunque denominati possono derogare alle norme del presente regolamento solo con ali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani scala e rispostigli, debbono fruire di illuminazione naturale diretta adeguata alla destinazione
ici, disimpegni, corridoi, vani scala e rispostigli, debbono fruire di illuminazione naturale diretta adeguata alla destinazione deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. normativi riguardanti l’aerazione e l’illuminazione degli ambienti
dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. normativi riguardanti l’aerazione e l’illuminazione degli ambienti d’abitazione, possono essere conteggiati anche i lucernai, rispettivamente apribili e fissi, per un
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – massimo del 50% della superficie richiesta. I requisiti di illuminazione e aerazione si affaccino su verande provviste di chiusure vetrate apribili per una superficie non inferiore a 1/8 della somma delle superfici utili del locale principale e di quella della veranda e comunque non inferiori al 30% della superficie di pavimento della veranda. La presente norma non si applica ai
a della veranda e comunque non inferiori al 30% della superficie di pavimento della veranda. La presente norma non si applica ai bagni per i quali, in questo caso, dovrà prevedersi un sistema di aerazione forzata comunicante direttamente all’esterno. Sono ammessi cucinini (privi cioè di che siano dotati di finestra apribile di superficie non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Sono inoltre ammesse cabine di cottura prive di aerazione naturale purché dotate di idoneo
a 1/8 della superficie del pavimento. Sono inoltre ammesse cabine di cottura prive di aerazione naturale purché dotate di idoneo impianto di aspirazione forzata di fumi e vapori e connesse ad uno spazio pranzo o soggiorno, dotato di idonea aerazione naturale, con un varco, anche dotato di porta, di larghezza almeno pari a 1,40 m. Ove l’alloggio sia dotato di due ambienti bagno, l’altro il ricambio d’aria deve essere assicurato con sistema di aspirazione meccanica e in esso non
tato di due ambienti bagno, l’altro il ricambio d’aria deve essere assicurato con sistema di aspirazione meccanica e in esso non possono essere installati apparecchi a fiamma libera. I bagni, se non dotati di un idoneo sistema di apribile di superficie non inferiore a 1/10 di quella del locale, con un minimo di 0,40 mq. Per i bagni ciechi, l’aerazione artificiale può essere ottenuta mediante un impianto di ventilazione
, con un minimo di 0,40 mq. Per i bagni ciechi, l’aerazione artificiale può essere ottenuta mediante un impianto di ventilazione forzata che assicuri un coefficiente di ricambio minimo di 5 volumi/ora o utilizzando una canna di ventilazione di sezione adeguata, anche del tipo shunt, che sfoci sul lastrico. Limitatamente agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conserv e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione)
manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conserv e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) omogenee A1, A2 e B dello strumento urbanistico generale oppure su edifici costruiti antecedentemente a settembre 1967 contenuta nel primo comma dell’art. 6 del D.M. Sanità del 05 “se le caratteristiche tipologiche dell’alloggio non consentono di fruire di ventilazione naturale in alcuni ambienti o di raggiungere appieno il requisito r
giche dell’alloggio non consentono di fruire di ventilazione naturale in alcuni ambienti o di raggiungere appieno il requisito r sistemi di ventilazione meccanica immettendo aria captata direttamente dall’esterno requisiti igienici confacenti”; In tal caso l’illuminazione naturale potrà avvenire anche da aperture vetrate su altri vani a condizione che la superficie vetrata sia non inferiore ad 1/8 della superficie del vano illuminato
rture vetrate su altri vani a condizione che la superficie vetrata sia non inferiore ad 1/8 della superficie del vano illuminato indirettamente e che la superficie vetrata del vano dotato di illuminazione diretta sia non inferiore ad 1/10 della somma delle superfici di entrambi i vani. I soli servizi igienici potranno essere privi di illuminazione naturale. Le norme derogatorie di cui al presente punto si applicano anche al caso in cui il raggiungimento
ivi di illuminazione naturale. Le norme derogatorie di cui al presente punto si applicano anche al caso in cui il raggiungimento del livello prestazionale ordinario in materia di illuminazione e aerazione richieda contrastanti con gli obiettivi di tutela e conservazione di edifici soggetti a vincoli di interesse storico o paesaggistico a norma del vigente P.P.T.R. o dello strumento urbanistico generale o di piani attuativi comunque denominati. In tal caso
istico a norma del vigente P.P.T.R. o dello strumento urbanistico generale o di piani attuativi comunque denominati. In tal caso prestazionali ridotti fino al 50% rispetto a quelli standard adottando, a supporto, un idoneo impianto di immissione/ estrazione dell’aria. Le circostanze che giustificano l’applicazione delle norme derogatorie del dovranno risultare da circostanziata relazione asseverata dal progettista, allegata agli atti
azione delle norme derogatorie del dovranno risultare da circostanziata relazione asseverata dal progettista, allegata agli atti progettuali depositati in Comune per il perfezionamento del titolo edilizio. Per l'areazione ed illuminazione da pozzi luce e/o chiostrine si appl 2.92. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. massimo del 50% della superficie richiesta.
ITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (
ITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. massimo del 50% della superficie richiesta. I requisiti di illuminazione e aerazione si intendono soddisfatti anche nel caso in cui le finestre si affaccino su verande provviste di chiusure vetrate apribili per una superficie non inferiore a 1/8 della somma delle superfici utili del locale principale e di quella della veranda e comunque non
superficie non inferiore a 1/8 della somma delle superfici utili del locale principale e di quella della veranda e comunque non nferiori al 30% della superficie di pavimento della veranda. La presente norma non si applica ai bagni per i quali, in questo caso, dovrà prevedersi un sistema di aerazione forzata comunicante Sono ammessi cucinini (privi cioè di spazio pranzo) di superficie inferiore a 9,00 mq a condizione
aerazione forzata comunicante Sono ammessi cucinini (privi cioè di spazio pranzo) di superficie inferiore a 9,00 mq a condizione che siano dotati di finestra apribile di superficie non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Sono inoltre ammesse cabine di cottura prive di aerazione naturale purché dotate di idoneo impianto di aspirazione forzata di fumi e vapori e connesse ad uno spazio pranzo o soggiorno,
e naturale purché dotate di idoneo impianto di aspirazione forzata di fumi e vapori e connesse ad uno spazio pranzo o soggiorno, dotato di idonea aerazione naturale, con un varco, anche dotato di porta, di larghezza almeno pari Ove l’alloggio sia dotato di due ambienti bagno, uno deve essere aerato e ventilato, mentre per l’altro il ricambio d’aria deve essere assicurato con sistema di aspirazione meccanica e in esso non possono essere installati apparecchi a fiamma libera.
deve essere assicurato con sistema di aspirazione meccanica e in esso non possono essere installati apparecchi a fiamma libera. I bagni, se non dotati di un idoneo sistema di aerazione artificiale, devono avere una finestra apribile di superficie non inferiore a 1/10 di quella del locale, con un minimo di 0,40 mq. Per i bagni ciechi, l’aerazione artificiale può essere ottenuta mediante un impianto di ventilazione sicuri un coefficiente di ricambio minimo di 5 volumi/ora o utilizzando una canna di
tenuta mediante un impianto di ventilazione sicuri un coefficiente di ricambio minimo di 5 volumi/ora o utilizzando una canna di ventilazione di sezione adeguata, anche del tipo shunt, che sfoci sul lastrico. Limitatamente agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conserv (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nelle omogenee A1, A2 e B dello strumento urbanistico generale oppure su edifici costruiti
e ricostruzione) su edifici esistenti nelle omogenee A1, A2 e B dello strumento urbanistico generale oppure su edifici costruiti a settembre 1967 per le altre zone del territorio, è applicabile la norma contenuta nel primo comma dell’art. 6 del D.M. Sanità del 05.07.1975: se le caratteristiche tipologiche dell’alloggio non consentono di fruire di ventilazione naturale in alcuni ambienti o di raggiungere appieno il requisito richiesto, si potrà ricorrere a idonei
fruire di ventilazione naturale in alcuni ambienti o di raggiungere appieno il requisito richiesto, si potrà ricorrere a idonei sistemi di ventilazione meccanica immettendo aria captata direttamente dall’esterno requisiti igienici confacenti”; In tal caso l’illuminazione naturale potrà avvenire anche da aperture vetrate su altri vani a ndizione che la superficie vetrata sia non inferiore ad 1/8 della superficie del vano illuminato
perture vetrate su altri vani a ndizione che la superficie vetrata sia non inferiore ad 1/8 della superficie del vano illuminato indirettamente e che la superficie vetrata del vano dotato di illuminazione diretta sia non inferiore ad 1/10 della somma delle superfici di entrambi i vani. potranno essere privi di illuminazione naturale. Le norme derogatorie di cui al presente punto si applicano anche al caso in cui il raggiungimento
ivi di illuminazione naturale. Le norme derogatorie di cui al presente punto si applicano anche al caso in cui il raggiungimento del livello prestazionale ordinario in materia di illuminazione e aerazione richieda contrastanti con gli obiettivi di tutela e conservazione di edifici soggetti a vincoli di interesse storico o paesaggistico a norma del vigente P.P.T.R. o dello strumento urbanistico generale o di piani attuativi comunque denominati. In tal caso si potranno comunque conseguire livelli
llo strumento urbanistico generale o di piani attuativi comunque denominati. In tal caso si potranno comunque conseguire livelli prestazionali ridotti fino al 50% rispetto a quelli standard adottando, a supporto, un idoneo impianto di immissione/ estrazione dell’aria. Le circostanze che giustificano l’applicazione delle norme derogatorie del dovranno risultare da circostanziata relazione asseverata dal progettista, allegata agli atti
REGOLAMENTO EDILIZIO 48 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
azione delle norme derogatorie del dovranno risultare da circostanziata relazione asseverata dal progettista, allegata agli atti progettuali depositati in Comune per il perfezionamento del titolo edilizio. Per l'areazione ed illuminazione da pozzi luce e/o chiostrine si applica quanto REGOLAMENTO EDILIZIO 48 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) intendono soddisfatti anche nel caso in cui le finestre si
EDILIZIO 48 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
EDILIZIO 48 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) intendono soddisfatti anche nel caso in cui le finestre si affaccino su verande provviste di chiusure vetrate apribili per una superficie non inferiore a 1/8 della somma delle superfici utili del locale principale e di quella della veranda e comunque non nferiori al 30% della superficie di pavimento della veranda. La presente norma non si applica ai
la della veranda e comunque non nferiori al 30% della superficie di pavimento della veranda. La presente norma non si applica ai bagni per i quali, in questo caso, dovrà prevedersi un sistema di aerazione forzata comunicante spazio pranzo) di superficie inferiore a 9,00 mq a condizione che siano dotati di finestra apribile di superficie non inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Sono inoltre ammesse cabine di cottura prive di aerazione naturale purché dotate di idoneo
a 1/8 della superficie del pavimento. Sono inoltre ammesse cabine di cottura prive di aerazione naturale purché dotate di idoneo impianto di aspirazione forzata di fumi e vapori e connesse ad uno spazio pranzo o soggiorno, dotato di idonea aerazione naturale, con un varco, anche dotato di porta, di larghezza almeno pari uno deve essere aerato e ventilato, mentre per l’altro il ricambio d’aria deve essere assicurato con sistema di aspirazione meccanica e in esso non
ato e ventilato, mentre per l’altro il ricambio d’aria deve essere assicurato con sistema di aspirazione meccanica e in esso non aerazione artificiale, devono avere una finestra apribile di superficie non inferiore a 1/10 di quella del locale, con un minimo di 0,40 mq. Per i bagni ciechi, l’aerazione artificiale può essere ottenuta mediante un impianto di ventilazione sicuri un coefficiente di ricambio minimo di 5 volumi/ora o utilizzando una canna di
tenuta mediante un impianto di ventilazione sicuri un coefficiente di ricambio minimo di 5 volumi/ora o utilizzando una canna di Limitatamente agli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo su edifici esistenti nelle zone omogenee A1, A2 e B dello strumento urbanistico generale oppure su edifici costruiti rio, è applicabile la norma se le caratteristiche tipologiche dell’alloggio non consentono di fruire di ventilazione naturale ichiesto, si potrà ricorrere a idonei
aratteristiche tipologiche dell’alloggio non consentono di fruire di ventilazione naturale ichiesto, si potrà ricorrere a idonei sistemi di ventilazione meccanica immettendo aria captata direttamente dall’esterno e con In tal caso l’illuminazione naturale potrà avvenire anche da aperture vetrate su altri vani a ndizione che la superficie vetrata sia non inferiore ad 1/8 della superficie del vano illuminato indirettamente e che la superficie vetrata del vano dotato di illuminazione diretta sia non
della superficie del vano illuminato indirettamente e che la superficie vetrata del vano dotato di illuminazione diretta sia non Le norme derogatorie di cui al presente punto si applicano anche al caso in cui il raggiungimento del livello prestazionale ordinario in materia di illuminazione e aerazione richieda interventi contrastanti con gli obiettivi di tutela e conservazione di edifici soggetti a vincoli di interesse
erazione richieda interventi contrastanti con gli obiettivi di tutela e conservazione di edifici soggetti a vincoli di interesse storico o paesaggistico a norma del vigente P.P.T.R. o dello strumento urbanistico generale o di si potranno comunque conseguire livelli prestazionali ridotti fino al 50% rispetto a quelli standard adottando, a supporto, un idoneo Le circostanze che giustificano l’applicazione delle norme derogatorie del presente punto
ndard adottando, a supporto, un idoneo Le circostanze che giustificano l’applicazione delle norme derogatorie del presente punto dovranno risultare da circostanziata relazione asseverata dal progettista, allegata agli atti ica quanto previsto all’art.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.42.2. Uffici, studi professionali e locali commerciali Fatte salve eventuali normative di settore maggiormente restrittive aventi natura cogente, sono prescritti i requisiti indicati di seguito: 2.42.2.1 Distribuzione e destinazione degli spazi: I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali destinati ad uffici, studi professionali, zone di vendita e zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande dei
locali destinati ad uffici, studi professionali, zone di vendita e zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande dei locali commerciali; è consentita la comunicazione attraverso un locale antibagno che, nel caso di separazione con zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande, dovrà essere dotato di autonomo impianto di ventilazione forzata. I locali a piano interrato e seminterrato articolo a condizione che il titolare dell’attività ottenga l’autorizzazione prevista dal comma 3
piano interrato e seminterrato articolo a condizione che il titolare dell’attività ottenga l’autorizzazione prevista dal comma 3 dell’art. 65 del D.Lgs n. 81/2008 e comunque nel ris 2.42.2.2 Altezza netta minima: I locali a piano terra degli edifici residenziali e non, destinati ad uso botteghe, negozi, sale di esposizione laboratori sale da gioco, palestre e pubblici servizi devono avere altezza minima interna utile, misurata tra pavimento e dell’altezza in chiave, pari a m. 3,00.
e e pubblici servizi devono avere altezza minima interna utile, misurata tra pavimento e dell’altezza in chiave, pari a m. 3,00. I locali destinati ad attività artigianali o di servizio, ad ufficio e a studi professionali (con esclusione dei locali accessori) e la zona vendita dei locali co devono avere, di norma, un’altezza minima interna utile di 3,00 m; l’altezza netta minima è, invece, pari a 2,70 m se i locali sono posti a piano rialzato o ai piani superiori.
a utile di 3,00 m; l’altezza netta minima è, invece, pari a 2,70 m se i locali sono posti a piano rialzato o ai piani superiori. Per i locali accessori l’altezza minima è fissata in m. 2,70 riducibile fino a m. 2,40. L’altezza netta minima in corrispondenza di scale interne è fissata a 2,10 m. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del volume. Per vani coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della
tezza media di compenso del volume. Per vani coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della monta. Per vani coperti da volte si calcola pari a quella dell’imposta più l’80% della monta. Per interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione demolizione e ricostruzione) urbanistico generale oppure costruiti antecedentemente territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico
antecedentemente territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico costruzione di soppalchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzate minori altezze comunque non inferiori a 2,40 m per i locali destinati ad ufficio e a studi professionali e per la zona vendita dei locali commerciali e a 2,10 m per i locali accessori. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, i piani attuativi comunque
a 2,10 m per i locali accessori. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, i piani attuativi comunque denominati possono derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali e non generali. 2.42.2.3 Aerazione e illuminazione: I locali destinati ad ufficio e a studi professionali (con esclusione dei locali accessori) e la sola zona vendita dei locali commerciali devono essere dotati di aerazione e illuminazione naturale diretta
cali accessori) e la sola zona vendita dei locali commerciali devono essere dotati di aerazione e illuminazione naturale diretta da spazi esterni e devono essere provvisti di infissi apribili tali da consentire un’uniforme distribuzione della luce e dell’aria nell’ambiente. Le superfici d’illuminazion naturale richieste per soddisfare questo requisito sono precisate, per le varie attività, nel Regolamento di Igiene e Sanità (in mancanza, valgono le norme per le abitazioni). A tal fine
ecisate, per le varie attività, nel Regolamento di Igiene e Sanità (in mancanza, valgono le norme per le abitazioni). A tal fine possono essere conteggiati anche i lucernai, rispetti 50% della superficie richiesta. Sono, in ogni caso ammessi, i bagni ciechi, purché dotati di adeguato impianto di ventilazione artificiale conforme alle norme in precedenza dettate per i locali d’abitazione. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ilazione artificiale conforme alle norme in precedenza dettate per i locali d’abitazione. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Uffici, studi professionali e locali commerciali al dettaglio Fatte salve eventuali normative di settore maggiormente restrittive aventi natura cogente, sono prescritti i requisiti indicati di seguito: Distribuzione e destinazione degli spazi:
te restrittive aventi natura cogente, sono prescritti i requisiti indicati di seguito: Distribuzione e destinazione degli spazi: I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali destinati ad uffici, studi professionali, zone di vendita e zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande dei nsentita la comunicazione attraverso un locale antibagno che, nel caso di separazione con zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande, dovrà essere dotato
locale antibagno che, nel caso di separazione con zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande, dovrà essere dotato di autonomo impianto di ventilazione forzata. I locali a piano interrato e seminterrato possono essere destinati alle attività di cui al presente articolo a condizione che il titolare dell’attività ottenga l’autorizzazione prevista dal comma 3 dell’art. 65 del D.Lgs n. 81/2008 e comunque nel rispetto della L.R. 33/2007 e Altezza netta minima:
azione prevista dal comma 3 dell’art. 65 del D.Lgs n. 81/2008 e comunque nel rispetto della L.R. 33/2007 e Altezza netta minima: I locali a piano terra degli edifici residenziali e non, destinati ad uso botteghe, negozi, sale di esposizione laboratori sale da gioco, palestre e pubblici servizi devono avere altezza minima interna utile, misurata tra pavimento e soffitto, o all’intradosso della volta valutata a 2/3 dell’altezza in chiave, pari a m. 3,00.
na utile, misurata tra pavimento e soffitto, o all’intradosso della volta valutata a 2/3 dell’altezza in chiave, pari a m. 3,00. I locali destinati ad attività artigianali o di servizio, ad ufficio e a studi professionali (con esclusione dei locali accessori) e la zona vendita dei locali commerciali o di servizio, se ubicati a piano terra, devono avere, di norma, un’altezza minima interna utile di 3,00 m; l’altezza netta minima è,
servizio, se ubicati a piano terra, devono avere, di norma, un’altezza minima interna utile di 3,00 m; l’altezza netta minima è, invece, pari a 2,70 m se i locali sono posti a piano rialzato o ai piani superiori. ezza minima è fissata in m. 2,70 riducibile fino a m. 2,40. L’altezza netta minima in corrispondenza di scale interne è fissata a 2,10 m. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del
interne è fissata a 2,10 m. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della monta. Per vani coperti da volte si calcola pari a quella dell’imposta più l’80% della monta. Per interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento
conservativo e ristrutturazione (con demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento urbanistico generale oppure costruiti antecedentemente a settembre 1967 territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, previo parere della competente ASL in merito alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico–sanitari degli ambienti, a seguito della costruzione di soppalchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzate minori altezze comunque
egli ambienti, a seguito della costruzione di soppalchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzate minori altezze comunque a 2,40 m per i locali destinati ad ufficio e a studi professionali e per la zona vendita dei locali commerciali e a 2,10 m per i locali accessori. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, i piani attuativi comunque sono derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali 2.42.2.3 Aerazione e illuminazione:
vi comunque sono derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali 2.42.2.3 Aerazione e illuminazione: I locali destinati ad ufficio e a studi professionali (con esclusione dei locali accessori) e la sola zona ali commerciali devono essere dotati di aerazione e illuminazione naturale diretta da spazi esterni e devono essere provvisti di infissi apribili tali da consentire un’uniforme distribuzione della luce e dell’aria nell’ambiente. Le superfici d’illuminazion
infissi apribili tali da consentire un’uniforme distribuzione della luce e dell’aria nell’ambiente. Le superfici d’illuminazion naturale richieste per soddisfare questo requisito sono precisate, per le varie attività, nel Regolamento di Igiene e Sanità (in mancanza, valgono le norme per le abitazioni). A tal fine possono essere conteggiati anche i lucernai, rispettivamente apribili e fissi, per un massimo del 50% della superficie richiesta. Sono, in ogni caso ammessi, i bagni ciechi, purché dotati di
REGOLAMENTO EDILIZIO 49 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
pribili e fissi, per un massimo del 50% della superficie richiesta. Sono, in ogni caso ammessi, i bagni ciechi, purché dotati di adeguato impianto di ventilazione artificiale conforme alle norme in precedenza dettate per i REGOLAMENTO EDILIZIO 49 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Fatte salve eventuali normative di settore maggiormente restrittive aventi natura cogente, sono I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali destinati ad uffici, studi
ttive aventi natura cogente, sono I servizi igienici non possono comunicare direttamente con i locali destinati ad uffici, studi professionali, zone di vendita e zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande dei nsentita la comunicazione attraverso un locale antibagno che, nel caso di separazione con zone di preparazione e somministrazione di cibi e bevande, dovrà essere dotato possono essere destinati alle attività di cui al presente
preparazione e somministrazione di cibi e bevande, dovrà essere dotato possono essere destinati alle attività di cui al presente articolo a condizione che il titolare dell’attività ottenga l’autorizzazione prevista dal comma 3 s.m.i. I locali a piano terra degli edifici residenziali e non, destinati ad uso botteghe, negozi, sale di esposizione laboratori sale da gioco, palestre e pubblici servizi devono avere altezza minima soffitto, o all’intradosso della volta valutata a 2/3
ori sale da gioco, palestre e pubblici servizi devono avere altezza minima soffitto, o all’intradosso della volta valutata a 2/3 I locali destinati ad attività artigianali o di servizio, ad ufficio e a studi professionali (con esclusione mmerciali o di servizio, se ubicati a piano terra, devono avere, di norma, un’altezza minima interna utile di 3,00 m; l’altezza netta minima è, ezza minima è fissata in m. 2,70 riducibile fino a m. 2,40.
un’altezza minima interna utile di 3,00 m; l’altezza netta minima è, ezza minima è fissata in m. 2,70 riducibile fino a m. 2,40. Ai fini del presente articolo, per coperture non piane, va calcolata l’altezza media di compenso del coperti da falde triangolari si calcola pari a quella dell’imposta più il 50% della monta. Per vani coperti da volte si calcola pari a quella dell’imposta più l’80% della monta. (con esclusione della su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento
quella dell’imposta più l’80% della monta. (con esclusione della su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento a settembre 1967 per le altre zone del previo parere della competente ASL in merito sanitari degli ambienti, a seguito della costruzione di soppalchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzate minori altezze comunque a 2,40 m per i locali destinati ad ufficio e a studi professionali e per la zona vendita
ere autorizzate minori altezze comunque a 2,40 m per i locali destinati ad ufficio e a studi professionali e per la zona vendita Per gli interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, i piani attuativi comunque sono derogare alle norme del presente regolamento solo con prescrizioni puntuali I locali destinati ad ufficio e a studi professionali (con esclusione dei locali accessori) e la sola zona ali commerciali devono essere dotati di aerazione e illuminazione naturale diretta
clusione dei locali accessori) e la sola zona ali commerciali devono essere dotati di aerazione e illuminazione naturale diretta da spazi esterni e devono essere provvisti di infissi apribili tali da consentire un’uniforme distribuzione della luce e dell’aria nell’ambiente. Le superfici d’illuminazione e d’aerazione naturale richieste per soddisfare questo requisito sono precisate, per le varie attività, nel Regolamento di Igiene e Sanità (in mancanza, valgono le norme per le abitazioni). A tal fine
ecisate, per le varie attività, nel Regolamento di Igiene e Sanità (in mancanza, valgono le norme per le abitazioni). A tal fine vamente apribili e fissi, per un massimo del 50% della superficie richiesta. Sono, in ogni caso ammessi, i bagni ciechi, purché dotati di adeguato impianto di ventilazione artificiale conforme alle norme in precedenza dettate per i
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) omogenee A e B dello strumento urbanistico generale oppure costruiti antece settembre 1967 per le altre zone del territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, previo parere della competente ASL in merito alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico
tivata istanza di deroga, previo parere della competente ASL in merito alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico sanitari degli ambienti, a seguito della costruzio essere autorizzati interventi che prevedano adeguate misure sostitutive dell’illuminazione e ventilazione naturale. Per l’aerazione e illuminazione da spazi interni agli edifici, valgono le norme dettate per l abitazioni. 2.42.3 Ulteriori disposizioni comuni a: e professionali – commercio di dettaglio 2.42.3.1 Scale
norme dettate per l abitazioni. 2.42.3 Ulteriori disposizioni comuni a: e professionali – commercio di dettaglio 2.42.3.1 Scale Le rampe delle scale avranno pedate consecutive in numero non superiore a 15 e alzate non superiori a 17 cm. La profondità del pianerottolo di riposo sarà pari alla larghezza delle rampe con un minimo di 1,20 m. La profondità di quelli di piano non sarà inferiore a 1,50 m indipendentemente dal fatto che essi costituiscano o meno piattaforma di
ofondità di quelli di piano non sarà inferiore a 1,50 m indipendentemente dal fatto che essi costituiscano o meno piattaforma di all’ascensore. La larghezza delle rampe dovrà essere non inferiore a 1,20 mt. Le norme di cui al precedente periodo non si applicano a scale di accesso ai lastrici solari e ai vani tecnici e a scale che non costituiscano parte comune caso l’alzata non potrà essere comunque superiore a 20 cm, la profondità dei pianerottoli di
che non costituiscano parte comune caso l’alzata non potrà essere comunque superiore a 20 cm, la profondità dei pianerottoli di riposo non potrà essere inferiore alla larghezza delle rampe e la profondità dei pianerottoli di piano non potrà essere inferiore a 1,20 m o a 1,50 m se costituiscono piattaforma di distribuzione di ascensori o piattaforme elevatrici. È consentita la deroga alle norme del presente punto per ricostruzione di scale esistenti o per l’inserimento di impianti elevatori in edifi
la deroga alle norme del presente punto per ricostruzione di scale esistenti o per l’inserimento di impianti elevatori in edifi possibile l’adeguamento. In ogni caso la larghezza delle rampe delle scale non potrà essere inferiore ad 80 cm. 2.42.3.2 Corridoi I corridoi di disimpegno devono avere larghezza minima netta pari a 1,20 m. corridoi a servizio esclusivo di cantine, vani tecnici, ecc. per i quali la larghezza minima è demandata alla scelta progettuale fatto salvo il rispetto di eventu
antine, vani tecnici, ecc. per i quali la larghezza minima è demandata alla scelta progettuale fatto salvo il rispetto di eventu ammessa la presenza di sporgenze localizzate che riducano la larghezza a non meno di 1,00 m. Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e omogenee A1, A2 e B del PUG del territorio, tale larghezza può essere ridotta a 1,00 m. In tutti gli spazi accessibili (camminamenti a piano ter
e B del PUG del territorio, tale larghezza può essere ridotta a 1,00 m. In tutti gli spazi accessibili (camminamenti a piano ter gli arretramenti della muratura rispetto al filo di facciata dovranno avere una larghezza non inferiore alla profondità. 2.42.3.3 Veranda La veranda, secondo la definizione uniforme n. 42 dell’allegato A (Quadr uniformi), è un locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o
n. 42 dell’allegato A (Quadr uniformi), è un locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili. Titolo edilizio: PdC (Permesso di Costruire) in quanto una modifica della sua sagoma. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. r interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento urbanistico generale oppure costruiti antece per le altre zone del territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, previo
o urbanistico generale oppure costruiti antece per le altre zone del territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, previo parere della competente ASL in merito alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico sanitari degli ambienti, a seguito della costruzione di soppalchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzati interventi che prevedano adeguate misure sostitutive dell’illuminazione e Per l’aerazione e illuminazione da spazi interni agli edifici, valgono le norme dettate per l
e sostitutive dell’illuminazione e Per l’aerazione e illuminazione da spazi interni agli edifici, valgono le norme dettate per l 2.42.3 Ulteriori disposizioni comuni a: edifici destinati ad abitazioni commercio di dettaglio Le rampe delle scale avranno pedate consecutive in numero non superiore a 15 e alzate non superiori a 17 cm. La profondità del pianerottolo di riposo sarà pari alla larghezza delle rampe con un minimo di 1,20 m. La profondità di quelli di piano non sarà inferiore a 1,50 m
iposo sarà pari alla larghezza delle rampe con un minimo di 1,20 m. La profondità di quelli di piano non sarà inferiore a 1,50 m indipendentemente dal fatto che essi costituiscano o meno piattaforma di distribuzione davanti all’ascensore. La larghezza delle rampe dovrà essere non inferiore a 1,20 mt. Le norme di cui al precedente periodo non si applicano a scale di accesso ai lastrici solari e ai vani tecnici e a scale che non costituiscano parte comune e non siano d’uso pubblico; in quest’ultimo
so ai lastrici solari e ai vani tecnici e a scale che non costituiscano parte comune e non siano d’uso pubblico; in quest’ultimo caso l’alzata non potrà essere comunque superiore a 20 cm, la profondità dei pianerottoli di riposo non potrà essere inferiore alla larghezza delle rampe e la profondità dei pianerottoli di inferiore a 1,20 m o a 1,50 m se costituiscono piattaforma di distribuzione di ascensori o piattaforme elevatrici.
anerottoli di inferiore a 1,20 m o a 1,50 m se costituiscono piattaforma di distribuzione di ascensori o piattaforme elevatrici. È consentita la deroga alle norme del presente punto per ricostruzione di scale esistenti o per l’inserimento di impianti elevatori in edifici esistenti, qualora, per ragioni di spazio, non fosse possibile l’adeguamento. In ogni caso la larghezza delle rampe delle scale non potrà essere I corridoi di disimpegno devono avere larghezza minima netta pari a 1,20 m.
a larghezza delle rampe delle scale non potrà essere I corridoi di disimpegno devono avere larghezza minima netta pari a 1,20 m. corridoi a servizio esclusivo di cantine, vani tecnici, ecc. per i quali la larghezza minima è demandata alla scelta progettuale fatto salvo il rispetto di eventuali normative di settore. È ammessa la presenza di sporgenze localizzate che riducano la larghezza a non meno di 1,00 m. Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e
e riducano la larghezza a non meno di 1,00 m. Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nelle del PUG o costruiti antecedentemente a settembre 1967 del territorio, tale larghezza può essere ridotta a 1,00 m. In tutti gli spazi accessibili (camminamenti a piano terra, balconi, verande, bow
o, tale larghezza può essere ridotta a 1,00 m. In tutti gli spazi accessibili (camminamenti a piano terra, balconi, verande, bow gli arretramenti della muratura rispetto al filo di facciata dovranno avere una larghezza non la definizione uniforme n. 42 dell’allegato A (Quadr locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente
REGOLAMENTO EDILIZIO 50 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
he di loggiato, balcone, terrazza o chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente PdC (Permesso di Costruire) in quanto determina un aumento della volumetria dell’edificio sagoma. REGOLAMENTO EDILIZIO 50 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) r interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento urbanistico generale oppure costruiti antecedentemente a
vativo e su edifici esistenti nella zone omogenee A e B dello strumento urbanistico generale oppure costruiti antecedentemente a per le altre zone del territorio, a seguito di motivata istanza di deroga, previo parere della competente ASL in merito alla sussistenza di complessivi idonei requisiti igienico– ne di soppalchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzati interventi che prevedano adeguate misure sostitutive dell’illuminazione e
alchi o di piani aggiunti, potranno essere autorizzati interventi che prevedano adeguate misure sostitutive dell’illuminazione e Per l’aerazione e illuminazione da spazi interni agli edifici, valgono le norme dettate per le difici destinati ad abitazioni – uffici – studi Le rampe delle scale avranno pedate consecutive in numero non superiore a 15 e alzate non superiori a 17 cm. La profondità del pianerottolo di riposo sarà pari alla larghezza delle rampe con
superiore a 15 e alzate non superiori a 17 cm. La profondità del pianerottolo di riposo sarà pari alla larghezza delle rampe con un minimo di 1,20 m. La profondità di quelli di piano non sarà inferiore a 1,50 m distribuzione davanti Le norme di cui al precedente periodo non si applicano a scale di accesso ai lastrici solari e ai vani e non siano d’uso pubblico; in quest’ultimo caso l’alzata non potrà essere comunque superiore a 20 cm, la profondità dei pianerottoli di
ano d’uso pubblico; in quest’ultimo caso l’alzata non potrà essere comunque superiore a 20 cm, la profondità dei pianerottoli di riposo non potrà essere inferiore alla larghezza delle rampe e la profondità dei pianerottoli di inferiore a 1,20 m o a 1,50 m se costituiscono piattaforma di distribuzione È consentita la deroga alle norme del presente punto per ricostruzione di scale esistenti o per ci esistenti, qualora, per ragioni di spazio, non fosse
alle norme del presente punto per ricostruzione di scale esistenti o per ci esistenti, qualora, per ragioni di spazio, non fosse possibile l’adeguamento. In ogni caso la larghezza delle rampe delle scale non potrà essere I corridoi di disimpegno devono avere larghezza minima netta pari a 1,20 m. Fanno eccezioni i corridoi a servizio esclusivo di cantine, vani tecnici, ecc. per i quali la larghezza minima è ali normative di settore. È
oni i corridoi a servizio esclusivo di cantine, vani tecnici, ecc. per i quali la larghezza minima è ali normative di settore. È ammessa la presenza di sporgenze localizzate che riducano la larghezza a non meno di 1,00 m. Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ione) su edifici esistenti nelle zone a settembre 1967 per le altre zone ra, balconi, verande, bow-window e simili),
servativo e ione) su edifici esistenti nelle zone a settembre 1967 per le altre zone ra, balconi, verande, bow-window e simili), gli arretramenti della muratura rispetto al filo di facciata dovranno avere una larghezza non la definizione uniforme n. 42 dell’allegato A (Quadro delle definizioni locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente
he di loggiato, balcone, terrazza o chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente determina un aumento della volumetria dell’edificio e
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – La realizzazione di verande attraverso la logge/loggiati e tettoie posti sui lati degli edifici prospicienti le pubbliche nella zona A1, mentre nelle altre zone anche nel caso in cui essa sia realizzata con infissi trasparenti con la sola eccezion invernali a rullo (anti-pioggia e anti vetrati è comunque consentita balconi, pensiline, logge/loggiati che non prospettino sulle pubbliche strade.
anti-pioggia e anti vetrati è comunque consentita balconi, pensiline, logge/loggiati che non prospettino sulle pubbliche strade. dovranno sempre essere verificate le condizioni di aerazione a cui i vani e le verande così ottenute si riferiscono e le norme relative alle distanze, alle alte 2.42.3.4 Loggia La loggia, diversamente dalla veranda, delimitato da pareti, pilastri o altri elementi della costruzione Non sono qualificabili come logg
, diversamente dalla veranda, delimitato da pareti, pilastri o altri elementi della costruzione Non sono qualificabili come logg quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: Almeno un lato sia aperto suscettibili di determinare un vano chiuso; Almeno 1/3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri
3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri Ad ogni modo, la superficie della loggia (arretrata rispetto al filo facciata) che eccede il 15% della superficie chiusa del piano di riferimento (esclusa la superficie della veranda stessa) è da considerarsi volume a tutti gli effetti 2.42.3.5 Gazebo e/o Pergolat Elemento edilizio di arredo permanente e/o provvisorio, realizzato in struttura in legno o altro
ti 2.42.3.5 Gazebo e/o Pergolat Elemento edilizio di arredo permanente e/o provvisorio, realizzato in struttura in legno o altro materiale durevole costituito solo da montanti verticali e sostenere piante rampicanti stoffa o similari removibili o retrattili con quello della facciata o del t sull’edificio. Tali strutture possono essere fisse o mobili e comunque devono rispondere rigidamente al requisito fondamentale di non essere dotate di delimitazione chiuse (fatte salve le
e comunque devono rispondere rigidamente al requisito fondamentale di non essere dotate di delimitazione chiuse (fatte salve le murature perimetrali dell’edificio); gli eventuali pilastri o elementi verticali di sostegno dovranno distare almeno 1,50 m. dal limite di proprietà degli edifici confinanti e il pergolato non potrà sporgere rispetto al filo dell’area pertinenziale che copre. È consentita la realizzazione di pergolati e gazebo, terrazze, lastrici solari, giardini e simili senza
pertinenziale che copre. È consentita la realizzazione di pergolati e gazebo, terrazze, lastrici solari, giardini e simili senza alterare il decoro degli spazi pubblici, condominiali e privati. Il pergolato è aperto su almeno tre lati e nella parte superiore. Il gazebo è una è una struttura leggera, non aderente al fabbricato, coperta nella parte superiore ed aperta ai lati. Limiti dimensionali: non dovranno superare, per lo sviluppo in pianta, il immobiliare; non dovranno avere altezza all’estr
. Limiti dimensionali: non dovranno superare, per lo sviluppo in pianta, il immobiliare; non dovranno avere altezza all’estr Titolo edilizio: CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) se la superficie in pianta non supera il 2 della superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente quando si esclude la natura pertinenziale, necessita di P Attività). Il pergolato quando è coperto, nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una
tinenziale, necessita di P Attività). Il pergolato quando è coperto, nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una struttura non facilmente amovibile, realizzata con qualsiasi materiale, è assoggettato alle regole dettate per la realizzazione delle tettoie. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. realizzazione di verande attraverso la chiusura stabile, anche parziale, di balconi, pensiline,
METRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
METRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. realizzazione di verande attraverso la chiusura stabile, anche parziale, di balconi, pensiline, e posti sui lati degli edifici prospicienti le pubbliche vie , mentre nelle altre zone dovranno essere sottoposte al parere della CLP anche nel caso in cui essa sia realizzata con infissi trasparenti con la sola eccezion pioggia e anti-vento) del tipo trasparente. La chiusura stabile con infissi
lizzata con infissi trasparenti con la sola eccezion pioggia e anti-vento) del tipo trasparente. La chiusura stabile con infissi vetrati è comunque consentita -sempre con l’eccezione della “zona A1” in cui resta vietata balconi, pensiline, logge/loggiati che non prospettino sulle pubbliche strade. dovranno sempre essere verificate le condizioni di aerazione a cui i vani e le verande così ottenute si riferiscono e le norme relative alle distanze, alle altezze e al volume degli edifici.
cui i vani e le verande così ottenute si riferiscono e le norme relative alle distanze, alle altezze e al volume degli edifici. La loggia, diversamente dalla veranda, è uno spazio coperto prospettante direttamente all’esterno delimitato da pareti, pilastri o altri elementi della costruzione. li come logge e vanno pertanto considerati a tutti gli effetti locali chiusi (e quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle seguenti caratteristiche:
ati a tutti gli effetti locali chiusi (e quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: o verso l’esterno, senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi suscettibili di determinare un vano chiuso; Almeno 1/3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi suscettibili di determinare un vano chiuso.
ente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi suscettibili di determinare un vano chiuso. Ad ogni modo, la superficie della loggia (arretrata rispetto al filo facciata) che eccede il 15% della superficie chiusa del piano di riferimento (esclusa la superficie della veranda stessa) è da erarsi volume a tutti gli effetti. ergolato permanente e/o provvisorio, realizzato in struttura in legno o altro
da stessa) è da erarsi volume a tutti gli effetti. ergolato permanente e/o provvisorio, realizzato in struttura in legno o altro materiale durevole costituito solo da montanti verticali e traverse orizzontali e/o (o altro tipo di vegetazione), lamelle fisse e/o orientabili o teli di stoffa o similari removibili o retrattili. I teli ombreggianti e simili dovranno essere di colore in tono con quello della facciata o del tutto simile a quello di altre strutture analoghe già esistenti
ovranno essere di colore in tono con quello della facciata o del tutto simile a quello di altre strutture analoghe già esistenti sull’edificio. Tali strutture possono essere fisse o mobili e comunque devono rispondere rigidamente al requisito fondamentale di non essere dotate di delimitazione chiuse (fatte salve le ure perimetrali dell’edificio); gli eventuali pilastri o elementi verticali di sostegno dovranno distare almeno 1,50 m. dal limite di proprietà degli edifici confinanti e il pergolato non potrà
verticali di sostegno dovranno distare almeno 1,50 m. dal limite di proprietà degli edifici confinanti e il pergolato non potrà sporgere rispetto al filo dell’area pertinenziale che copre. consentita la realizzazione di pergolati e gazebo, terrazze, lastrici solari, giardini e simili senza alterare il decoro degli spazi pubblici, condominiali e privati. aperto su almeno tre lati e nella parte superiore. struttura leggera, non aderente al fabbricato, coperta nella parte superiore
aperto su almeno tre lati e nella parte superiore. struttura leggera, non aderente al fabbricato, coperta nella parte superiore non dovranno superare, per lo sviluppo in pianta, il 25% della superficie lorda dell’unità non dovranno avere altezza all’estradosso superiore a m. 3,00. (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) se la superficie in pianta non supera il 2 della superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente quando si esclude la natura
REGOLAMENTO EDILIZIO 51 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
la superficie in pianta non supera il 2 della superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente quando si esclude la natura pertinenziale, necessita di PdC (Permesso di costruire) o SCIA (Segnalazione quando è coperto, nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una struttura non facilmente amovibile, realizzata con qualsiasi materiale, è assoggettato alle regole dettate per la realizzazione delle tettoie. REGOLAMENTO EDILIZIO 51 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 51 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ole dettate per la realizzazione delle tettoie. REGOLAMENTO EDILIZIO 51 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) chiusura stabile, anche parziale, di balconi, pensiline, vie è sempre vietata dovranno essere sottoposte al parere della CLP e ciò anche nel caso in cui essa sia realizzata con infissi trasparenti con la sola eccezione di tende vento) del tipo trasparente. La chiusura stabile con infissi ” in cui resta vietata- per
sparenti con la sola eccezione di tende vento) del tipo trasparente. La chiusura stabile con infissi ” in cui resta vietata- per balconi, pensiline, logge/loggiati che non prospettino sulle pubbliche strade. In ogni caso dovranno sempre essere verificate le condizioni di aerazione a cui i vani e le verande così ottenute degli edifici. è uno spazio coperto prospettante direttamente all’esterno ertanto considerati a tutti gli effetti locali chiusi (e
gli edifici. è uno spazio coperto prospettante direttamente all’esterno ertanto considerati a tutti gli effetti locali chiusi (e quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: verso l’esterno, senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi Almeno 1/3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno elementi suscettibili di determinare un vano chiuso.
perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno elementi suscettibili di determinare un vano chiuso. Ad ogni modo, la superficie della loggia (arretrata rispetto al filo facciata) che eccede il 15% della superficie chiusa del piano di riferimento (esclusa la superficie della veranda stessa) è da permanente e/o provvisorio, realizzato in struttura in legno o altro traverse orizzontali e/o inclinate, atti a , lamelle fisse e/o orientabili o teli di
o, realizzato in struttura in legno o altro traverse orizzontali e/o inclinate, atti a , lamelle fisse e/o orientabili o teli di I teli ombreggianti e simili dovranno essere di colore in tono utto simile a quello di altre strutture analoghe già esistenti sull’edificio. Tali strutture possono essere fisse o mobili e comunque devono rispondere rigidamente al requisito fondamentale di non essere dotate di delimitazione chiuse (fatte salve le
e comunque devono rispondere rigidamente al requisito fondamentale di non essere dotate di delimitazione chiuse (fatte salve le ure perimetrali dell’edificio); gli eventuali pilastri o elementi verticali di sostegno dovranno distare almeno 1,50 m. dal limite di proprietà degli edifici confinanti e il pergolato non potrà consentita la realizzazione di pergolati e gazebo, terrazze, lastrici solari, giardini e simili senza struttura leggera, non aderente al fabbricato, coperta nella parte superiore
terrazze, lastrici solari, giardini e simili senza struttura leggera, non aderente al fabbricato, coperta nella parte superiore % della superficie lorda dell’unità (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) se la superficie in pianta non supera il 20% della superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente quando si esclude la natura dC (Permesso di costruire) o SCIA (Segnalazione certificata di Inizio quando è coperto, nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una
truire) o SCIA (Segnalazione certificata di Inizio quando è coperto, nella parte superiore, anche per una sola porzione, con una struttura non facilmente amovibile, realizzata con qualsiasi materiale, è assoggettato alle regole
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.42.3.6 Pergotenda Struttura di arredo, leggera e amovibile atmosferici, che consente una migliore scorrevole di colore in tono con quello della facciata o del tutto simile a quel analoghe già esistenti sull’edificio, altezza massima di 3,00 m, altezza minima d almeno 1,50 m dal limite di proprietà delle unità immobiliari confinanti sul piano e non potr sporgere rispetto al filo dell’area pertinenziale che coprono. pergotende, salvo che nella “zona A
nfinanti sul piano e non potr sporgere rispetto al filo dell’area pertinenziale che coprono. pergotende, salvo che nella “zona A 2.42.3.7 Pensilina La pensilina, richiamata la definizione uniforme uniformi), è un elemento edilizi prospetto dell’edificio, realizzato da elementi portanti orizzontali (priv impermeabile. La pensilina ha la funzione di protezione dal soleggiamento e Titolo edilizio: SCIA (Segnalazione certificata di Inizio Attività) se la pro uguale a m. 1,50. Pertanto, r
al soleggiamento e Titolo edilizio: SCIA (Segnalazione certificata di Inizio Attività) se la pro uguale a m. 1,50. Pertanto, r Quadro delle definizioni uniformi e gli sporti superiori a 1,50 m PdC (Permesso di Costruire) se la profondità dell’aggetto è maggiore di m. 1,50. Pertanto, è soggetta al rispetto delle distanze minime dai fabbricati 2.42.3.8 Tettoia La tettoia, richiamata la definizione uniforme n. 41 dell’allegato A (Quadro delle definizioni uniformi), è un elemento edilizi
La tettoia, richiamata la definizione uniforme n. 41 dell’allegato A (Quadro delle definizioni uniformi), è un elemento edilizi intelaiata prevalentemente in legno o altro materiale, costituta da elementi portanti verticali e traverse orizzontali e/o inclinate tra loro collegati strutturalmente La tettoia ha la funzione di protezione spazio vivibile all’esterno dell’unità immobiliare Le tettoie devono essere autoportanti, fissate alla base con staffe eviti e aperte su tutti i lati o
erno dell’unità immobiliare Le tettoie devono essere autoportanti, fissate alla base con staffe eviti e aperte su tutti i lati o fissate in aderenza per un lato La tettoia non potrà sporgere oltre 50 cm rispetto al filo dell’area pertinenziale che copre. Nel rispetto delle norme sulle distanze fra i fabbricati e dai fondi confinanti e dei parametri urbanistici ed edilizi previsti dal PUG copertura di spazi esterni direttamente accessibili dall’unità immobiliare, la realizzazione di
tici ed edilizi previsti dal PUG copertura di spazi esterni direttamente accessibili dall’unità immobiliare, la realizzazione di tettoie, anche con coperture costituite da pannelli fotovoltaici. Limiti dimensionali: non dovrà superare, per lo immobiliare; non dovranno avere altezza media all’intradosso superiore a m. 3,00. Titolo edilizio: SCIA (Segnalazione certificata di Inizio Attività) se la superficie in pianta non supera superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente
ione certificata di Inizio Attività) se la superficie in pianta non supera superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente pertinenziale, in ossequio ai combinati disposti degli artt. 3 del DPR n. 380/2001 e smi, Per tutti gli elementi previsti dal presente punto, ubicati nelle zone A dalle vigenti norme di tutela, le strutture dovranno essere realizzate esclusivamente in legno (compreso le coperture delle tettoie) e gli elementi om da teli di colore chiaro; nelle zone A
ealizzate esclusivamente in legno (compreso le coperture delle tettoie) e gli elementi om da teli di colore chiaro; nelle zone A all’estradosso delle coperture e se non visibili da spazi pubblici o soggetti a pubblico passaggio. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. leggera e amovibile, con la funzione di protezione dal sole e dagli agenti che consente una migliore fruizione dello spazio esterno. È
a e amovibile, con la funzione di protezione dal sole e dagli agenti che consente una migliore fruizione dello spazio esterno. È di colore in tono con quello della facciata o del tutto simile a quel analoghe già esistenti sull’edificio, altezza massima di 3,00 m, altezza minima d m dal limite di proprietà delle unità immobiliari confinanti sul piano e non potr sporgere rispetto al filo dell’area pertinenziale che coprono. E’ consentita
e unità immobiliari confinanti sul piano e non potr sporgere rispetto al filo dell’area pertinenziale che coprono. E’ consentita salvo che nella “zona A1”, esclusivamente a copertura di balconi e terrazze. ichiamata la definizione uniforme n. 38 dell’allegato A (Quadro delle definizioni edilizio di arredo permanente e/o provvisorio, posto in aggetto al realizzato con struttura in legno o altro materiale durevole rtanti orizzontali (priva di montanti verticali di sostegno) e con copertura
o con struttura in legno o altro materiale durevole rtanti orizzontali (priva di montanti verticali di sostegno) e con copertura La pensilina ha la funzione di protezione dal soleggiamento e di riparo dalla pioggia. (Segnalazione certificata di Inizio Attività) se la profondità dell’aggetto è inferiore o Pertanto, richiamando la definizione n. 18 e n. 30 Quadro delle definizioni uniformi (ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti
la definizione n. 18 e n. 30 Quadro delle definizioni uniformi (ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m) non è soggetta al rispetto delle distanze minime dai fabbricati PdC (Permesso di Costruire) se la profondità dell’aggetto è maggiore di m. 1,50. Pertanto, è soggetta al rispetto delle distanze minime dai fabbricati. richiamata la definizione uniforme n. 41 dell’allegato A (Quadro delle definizioni
ispetto delle distanze minime dai fabbricati. richiamata la definizione uniforme n. 41 dell’allegato A (Quadro delle definizioni edilizio di arredo permanente e/o provvisorio realizzato intelaiata prevalentemente in legno o altro materiale, costituta da elementi portanti verticali e traverse orizzontali e/o inclinate tra loro collegati strutturalmente e con copertura impermeabile. funzione di protezione dal soleggiamento e riparo dalla pioggia ed aumenta lo spazio vivibile all’esterno dell’unità immobiliare
funzione di protezione dal soleggiamento e riparo dalla pioggia ed aumenta lo spazio vivibile all’esterno dell’unità immobiliare Le tettoie devono essere autoportanti, fissate alla base con staffe eviti e aperte su tutti i lati o fissate in aderenza per un lato o due all’edificio cui accedono. La tettoia non potrà sporgere oltre 50 cm rispetto al filo dell’area pertinenziale che copre. Nel rispetto delle norme sulle distanze fra i fabbricati e dai fondi confinanti e dei parametri
ll’area pertinenziale che copre. Nel rispetto delle norme sulle distanze fra i fabbricati e dai fondi confinanti e dei parametri dal PUG, afferenti alla zona omogenea di intervento, è consentita, a copertura di spazi esterni direttamente accessibili dall’unità immobiliare, la realizzazione di tettoie, anche con coperture costituite da pannelli fotovoltaici. non dovrà superare, per lo sviluppo in pianta, il 25% della superficie lorda dell’unità
ure costituite da pannelli fotovoltaici. non dovrà superare, per lo sviluppo in pianta, il 25% della superficie lorda dell’unità non dovranno avere altezza media all’intradosso superiore a m. 3,00. (Segnalazione certificata di Inizio Attività) se la superficie in pianta non supera superficie lorda dell’unità immobiliare, diversamente quando si esclude la natura , in ossequio ai combinati disposti degli artt. 3 – comma 1 e dell’art. 10 comma 1.c
e, diversamente quando si esclude la natura , in ossequio ai combinati disposti degli artt. 3 – comma 1 e dell’art. 10 comma 1.c del DPR n. 380/2001 e smi, necessita di PdC (Permesso di costruire) Per tutti gli elementi previsti dal presente punto, ubicati nelle zone A1, fatti salvi i pareri previsti dalle vigenti norme di tutela, le strutture dovranno essere realizzate esclusivamente in legno (compreso le coperture delle tettoie) e gli elementi ombreggianti saranno costituiti esclusivamente
REGOLAMENTO EDILIZIO 52 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
zate esclusivamente in legno (compreso le coperture delle tettoie) e gli elementi ombreggianti saranno costituiti esclusivamente da teli di colore chiaro; nelle zone A1, l’uso di pannelli fotovoltaici è consentito solo se integrati all’estradosso delle coperture e se non visibili da spazi pubblici o soggetti a pubblico passaggio. REGOLAMENTO EDILIZIO 52 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) protezione dal sole e dagli agenti costituita da tenda
ENTO EDILIZIO 52 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ENTO EDILIZIO 52 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) protezione dal sole e dagli agenti costituita da tenda di colore in tono con quello della facciata o del tutto simile a quello di altre strutture analoghe già esistenti sull’edificio, altezza massima di 3,00 m, altezza minima di 2,40 m, e distare m dal limite di proprietà delle unità immobiliari confinanti sul piano e non potrà E’ consentita l’installazione di ni e terrazze. n. 38 dell’allegato A (Quadro delle definizioni
confinanti sul piano e non potrà E’ consentita l’installazione di ni e terrazze. n. 38 dell’allegato A (Quadro delle definizioni , posto in aggetto al struttura in legno o altro materiale durevole costituito solo di montanti verticali di sostegno) e con copertura dalla pioggia. fondità dell’aggetto è inferiore o e n. 30 dell’allegato “A” del ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti non è soggetta al rispetto delle distanze minime dai fabbricati;
ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti non è soggetta al rispetto delle distanze minime dai fabbricati; PdC (Permesso di Costruire) se la profondità dell’aggetto è maggiore di m. 1,50. Pertanto, è richiamata la definizione uniforme n. 41 dell’allegato A (Quadro delle definizioni realizzato con struttura intelaiata prevalentemente in legno o altro materiale, costituta da elementi portanti verticali e e con copertura impermeabile. dalla pioggia ed aumenta lo
in legno o altro materiale, costituta da elementi portanti verticali e e con copertura impermeabile. dalla pioggia ed aumenta lo Le tettoie devono essere autoportanti, fissate alla base con staffe eviti e aperte su tutti i lati o La tettoia non potrà sporgere oltre 50 cm rispetto al filo dell’area pertinenziale che copre. Nel rispetto delle norme sulle distanze fra i fabbricati e dai fondi confinanti e dei parametri zona omogenea di intervento, è consentita, a
delle norme sulle distanze fra i fabbricati e dai fondi confinanti e dei parametri zona omogenea di intervento, è consentita, a copertura di spazi esterni direttamente accessibili dall’unità immobiliare, la realizzazione di % della superficie lorda dell’unità (Segnalazione certificata di Inizio Attività) se la superficie in pianta non supera il 20% della quando si esclude la natura 1 e dell’art. 10 comma 1.c , fatti salvi i pareri previsti
erficie in pianta non supera il 20% della quando si esclude la natura 1 e dell’art. 10 comma 1.c , fatti salvi i pareri previsti dalle vigenti norme di tutela, le strutture dovranno essere realizzate esclusivamente in legno breggianti saranno costituiti esclusivamente , l’uso di pannelli fotovoltaici è consentito solo se integrati all’estradosso delle coperture e se non visibili da spazi pubblici o soggetti a pubblico passaggio.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.42.3.9 Tettoie e/o porticati in zona agricola Le tettoie e/o i porticati annesse alle costruzioni in zona agricola non dovranno superare il (cento per cento) della superficie coperta dalla costruzi d’ombra, esclusivamente permeabili, potranno essere realizzate in aggiunta alle tettoie e/o pergolati. 2.42.4 Edifici destinati ad altri usi Le caratteristiche costruttive e funzionali da rispettare sono quelle derivanti dall’applicazione delle
i destinati ad altri usi Le caratteristiche costruttive e funzionali da rispettare sono quelle derivanti dall’applicazione delle normative specifiche di settore. Si adotteranno, in quanto applicabili, le prescrizioni del precedente articolo. 2.42.5 Norme di dettaglio riguardanti gli interventi pertinenziali Non sono da considerare come nuove costruzioni ai sensi dell’art. 3, comma 380/2001 e s.m.i., pertanto, i relativi volumi e superfici non sono computabili ai fini del calcolo delle
nsi dell’art. 3, comma 380/2001 e s.m.i., pertanto, i relativi volumi e superfici non sono computabili ai fini del calcolo delle quantità edificabili, le seguenti costruzioni a. devono essere pertinenza di un edificio preesis nel medesimo lotto, pertanto non possono essere ceduti separatamente dall’edificio principale, al quale sono connessi da vincolo di pertinenzialità; b. la volumetria complessiva non può superare il 20% del volu
principale, al quale sono connessi da vincolo di pertinenzialità; b. la volumetria complessiva non può superare il 20% del volu immobiliare che abbia proprietà esclusiva dell'area su cui realizzare la pertinenza. Questa prescrizione si applica al volume complessivo di tutte le costruzioni pertinenziali presenti sul lotto; c. costituiscono un servizio al fabbricato principale e non un ampliamento per cui non possono avere accesso diretto da esso; d. non devono avere accesso esclusivo dalla pubblica via;
non un ampliamento per cui non possono avere accesso diretto da esso; d. non devono avere accesso esclusivo dalla pubblica via; e. non devono avere allaccio autonomo alla fognatura, alle utenze idrica ed elettrica e non possono essere allacciati alla rete gas o essere dotati di impianto di riscaldamento di qualsiasi natura; f. devono essere realizzati e collocati in modo da non pregiudicare il decoro del bene principale rispettandone le caratteristiche estetiche. Se collocati in zon
locati in modo da non pregiudicare il decoro del bene principale rispettandone le caratteristiche estetiche. Se collocati in zon conseguimento dei pareri previsti dalle vigenti normative di tutela, dovranno essere realizzati in legno; g. devono rispettare le norme sulle distanze. Per gli edifici residenziali, sono da considerarsi costruzioni pertinenzi da giardino posti in maniera isolata negli spazi pertinenziali scoperti delle abitazioni, le tettoie, anche per ricovero di autovetture, bici e moto
maniera isolata negli spazi pertinenziali scoperti delle abitazioni, le tettoie, anche per ricovero di autovetture, bici e moto Le costruzioni pertinenziali dovranno comunque rispettare i seguenti para 2.42.5.1 Box per ricovero attrezzi da giardino: superficie lorda massima pari a mq 5,00; sporgenza massima della copertura: 20 cm; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a m 2,40; se possibile, installazione nel retro degli immobili.
ta nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a m 2,40; se possibile, installazione nel retro degli immobili. 2.42.5.2 Tettoie per ricovero autovetture, bici e moto: superficie coperta massima pari a mq 15,00 per unità abitativa. È ammessa la sporgenza massima di 20 cm per lato in eccedenza rispetto alla super altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a metri 2,60; Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
terna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a metri 2,60; Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Tettoie e/o porticati in zona agricola Le tettoie e/o i porticati annesse alle costruzioni in zona agricola non dovranno superare il (cento per cento) della superficie coperta dalla costruzione con un minimo di 12 mq
ni in zona agricola non dovranno superare il (cento per cento) della superficie coperta dalla costruzione con un minimo di 12 mq d’ombra, esclusivamente permeabili, potranno essere realizzate in aggiunta alle tettoie e/o Edifici destinati ad altri usi Le caratteristiche costruttive e funzionali da rispettare sono quelle derivanti dall’applicazione delle normative specifiche di settore. Si adotteranno, in quanto applicabili, le prescrizioni del precedente
i dall’applicazione delle normative specifiche di settore. Si adotteranno, in quanto applicabili, le prescrizioni del precedente Norme di dettaglio riguardanti gli interventi pertinenziali Non sono da considerare come nuove costruzioni ai sensi dell’art. 3, comma 1, punto e.6 del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., pertanto, i relativi volumi e superfici non sono computabili ai fini del calcolo delle quantità edificabili, le seguenti costruzioni pertinenziali a condizione che:
ici non sono computabili ai fini del calcolo delle quantità edificabili, le seguenti costruzioni pertinenziali a condizione che: devono essere pertinenza di un edificio preesistente edificato legittimamente ed essere ubicati nel medesimo lotto, pertanto non possono essere ceduti separatamente dall’edificio principale, al quale sono connessi da vincolo di pertinenzialità; la volumetria complessiva non può superare il 20% del volume dell’edificio principale o dell'unità
a vincolo di pertinenzialità; la volumetria complessiva non può superare il 20% del volume dell’edificio principale o dell'unità immobiliare che abbia proprietà esclusiva dell'area su cui realizzare la pertinenza. Questa prescrizione si applica al volume complessivo di tutte le costruzioni pertinenziali presenti sul rvizio al fabbricato principale e non un ampliamento per cui non possono avere accesso diretto da esso; non devono avere accesso esclusivo dalla pubblica via;
e e non un ampliamento per cui non possono avere accesso diretto da esso; non devono avere accesso esclusivo dalla pubblica via; non devono avere allaccio autonomo alla fognatura, alle utenze idrica ed elettrica e non essere allacciati alla rete gas o essere dotati di impianto di riscaldamento di qualsiasi devono essere realizzati e collocati in modo da non pregiudicare il decoro del bene principale rispettandone le caratteristiche estetiche. Se collocati in zona omogenea A
do da non pregiudicare il decoro del bene principale rispettandone le caratteristiche estetiche. Se collocati in zona omogenea A conseguimento dei pareri previsti dalle vigenti normative di tutela, dovranno essere realizzati in devono rispettare le norme sulle distanze. , sono da considerarsi costruzioni pertinenziali i box per ricovero attrezzi da giardino posti in maniera isolata negli spazi pertinenziali scoperti delle abitazioni, le tettoie, anche per ricovero di autovetture, bici e moto.
maniera isolata negli spazi pertinenziali scoperti delle abitazioni, le tettoie, anche per ricovero di autovetture, bici e moto. Le costruzioni pertinenziali dovranno comunque rispettare i seguenti parametri e dimensioni: Box per ricovero attrezzi da giardino: superficie lorda massima pari a mq 5,00; sporgenza massima della copertura: 20 cm; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore se possibile, installazione nel retro degli immobili.
REGOLAMENTO EDILIZIO 53
erna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore se possibile, installazione nel retro degli immobili. Tettoie per ricovero autovetture, bici e moto: superficie coperta massima pari a mq 15,00 per unità abitativa. È ammessa la sporgenza massima di 20 cm per lato in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore REGOLAMENTO EDILIZIO 53
REGOLAMENTO EDILIZIO 53 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
onsentita; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore REGOLAMENTO EDILIZIO 53 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Le tettoie e/o i porticati annesse alle costruzioni in zona agricola non dovranno superare il 100% one con un minimo di 12 mq. Le zone d’ombra, esclusivamente permeabili, potranno essere realizzate in aggiunta alle tettoie e/o
one con un minimo di 12 mq. Le zone d’ombra, esclusivamente permeabili, potranno essere realizzate in aggiunta alle tettoie e/o Le caratteristiche costruttive e funzionali da rispettare sono quelle derivanti dall’applicazione delle normative specifiche di settore. Si adotteranno, in quanto applicabili, le prescrizioni del precedente 1, punto e.6 del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., pertanto, i relativi volumi e superfici non sono computabili ai fini del calcolo delle
, punto e.6 del D.P.R. 380/2001 e s.m.i., pertanto, i relativi volumi e superfici non sono computabili ai fini del calcolo delle tente edificato legittimamente ed essere ubicati nel medesimo lotto, pertanto non possono essere ceduti separatamente dall’edificio principale, me dell’edificio principale o dell'unità immobiliare che abbia proprietà esclusiva dell'area su cui realizzare la pertinenza. Questa prescrizione si applica al volume complessivo di tutte le costruzioni pertinenziali presenti sul
ealizzare la pertinenza. Questa prescrizione si applica al volume complessivo di tutte le costruzioni pertinenziali presenti sul rvizio al fabbricato principale e non un ampliamento per cui non possono non devono avere allaccio autonomo alla fognatura, alle utenze idrica ed elettrica e non essere allacciati alla rete gas o essere dotati di impianto di riscaldamento di qualsiasi devono essere realizzati e collocati in modo da non pregiudicare il decoro del bene principale a omogenea A1, fermo restando il
devono essere realizzati e collocati in modo da non pregiudicare il decoro del bene principale a omogenea A1, fermo restando il conseguimento dei pareri previsti dalle vigenti normative di tutela, dovranno essere realizzati in ali i box per ricovero attrezzi da giardino posti in maniera isolata negli spazi pertinenziali scoperti delle abitazioni, le tettoie, metri e dimensioni: altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore
i, le tettoie, metri e dimensioni: altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore superficie coperta massima pari a mq 15,00 per unità abitativa. È ammessa la sporgenza ficie coperta consentita; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che fotovoltaici; eventuali serbatoi edifici. Per gli edifici ad uso diverso da quello residenziale tettoie poste a protezione delle aree a parcheggio pertinenziale, le tettoie per r nelle attività commerciali, le costruzioni per il controllo degli accessi al lotto. Eventuali altre destinazioni sono soggette alla valutazione dell’autorità competente che, fermo restando il limite
ssi al lotto. Eventuali altre destinazioni sono soggette alla valutazione dell’autorità competente che, fermo restando il limite volumetrico, in considerazione della tip elencate. 2.42.5.3 Tettoie poste a protezione delle aree a parcheggio pertinenziale: la struttura potrà coprire unicamente le parti di piazzale destinate alla sosta, e non le corsie di transito; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a metri 2,60;
orsie di transito; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a metri 2,60; sono consentite realizzazioni di tensostrutture; la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. 2.42.5.4 Tettoie per ricovero carrelli nelle attività commerciali:
cumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. 2.42.5.4 Tettoie per ricovero carrelli nelle attività commerciali: superficie massima coperta per tettoia pari a mq 10,00. È ammessa la sporgenza massima di 20 cm per lato in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore a metri 2,60 circa; la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti
lla copertura, non superiore a metri 2,60 circa; la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. 2.42.5.5 Locali di controllo per l’accesso ai lotti superficie massima coperta pari a mq 12,00. È ammessa la sporgenza massima di 50 cm per lato in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza netta massima non superiore a metri 2,70;
di 50 cm per lato in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza netta massima non superiore a metri 2,70; in deroga alle norme generali il locale può essere realizzato con strutture e chiusure perimetrali permanenti; la struttura può inoltre essere cop fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. il locale può essere dotato di impianto di riscaldamento. 2.42.5.6 Tettoie di protezione alle aree d
ll’interno degli edifici. il locale può essere dotato di impianto di riscaldamento. 2.42.5.6 Tettoie di protezione alle aree d Le suddette tettoie devono avere altezza massima m 2,40 e devono essere della dimensione necessaria per ospitare i secchielli, cassonetti ecc. 2.43 – DISPOSITIVI DI AGGANCIO ORIZZONTALI FLESSIBILI SUI TETTI (C.D. “LINEE VITA”); Si definisce dispositivo di aggancio o dispositivo di ancoraggio, l’elemento o la serie di elementi o
TETTI (C.D. “LINEE VITA”); Si definisce dispositivo di aggancio o dispositivo di ancoraggio, l’elemento o la serie di elementi o componenti contenente uno o più punti di ancoraggio, destinato ad essere utilizzato per il collegamento di componenti di un sistema di protezione individu conformità alla norma UNI EN 363. Le norme del presente articolo si applicano agli interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione e in quelli in cui, comunque, si proceda all’integrale rifacimento dei manti s
di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione e in quelli in cui, comunque, si proceda all’integrale rifacimento dei manti s delle coperture a "tetto". Le misure progettate ed installate ai sensi del presente regolamento devono poter essere utilizzate Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che
IO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
IO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che fotovoltaici; eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici ad uso diverso da quello residenziale, sono da considerarsi costruzioni pertinenziali le tettoie poste a protezione delle aree a parcheggio pertinenziale, le tettoie per r nelle attività commerciali, le costruzioni per il controllo degli accessi al lotto. Eventuali altre
tinenziale, le tettoie per r nelle attività commerciali, le costruzioni per il controllo degli accessi al lotto. Eventuali altre destinazioni sono soggette alla valutazione dell’autorità competente che, fermo restando il limite volumetrico, in considerazione della tipologia, potrà derogare alle norme generali in precedenza Tettoie poste a protezione delle aree a parcheggio pertinenziale: la struttura potrà coprire unicamente le parti di piazzale destinate alla sosta, e non le corsie di
a parcheggio pertinenziale: la struttura potrà coprire unicamente le parti di piazzale destinate alla sosta, e non le corsie di ezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore sono consentite realizzazioni di tensostrutture; la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che . Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. Tettoie per ricovero carrelli nelle attività commerciali:
toi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. Tettoie per ricovero carrelli nelle attività commerciali: superficie massima coperta per tettoia pari a mq 10,00. È ammessa la sporgenza massima di 20 lato in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti
di massima altezza della copertura, non superiore la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. Locali di controllo per l’accesso ai lotti superficie massima coperta pari a mq 12,00. È ammessa la sporgenza massima di 50 cm per o in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza netta massima non superiore a metri 2,70;
ssima di 50 cm per o in eccedenza rispetto alla superficie coperta consentita; altezza netta massima non superiore a metri 2,70; in deroga alle norme generali il locale può essere realizzato con strutture e chiusure la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. il locale può essere dotato di impianto di riscaldamento.
toi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. il locale può essere dotato di impianto di riscaldamento. Tettoie di protezione alle aree di stoccaggio dei rifiuti: Le suddette tettoie devono avere altezza massima m 2,40 e devono essere della dimensione e i secchielli, cassonetti ecc. DISPOSITIVI DI AGGANCIO ORIZZONTALI FLESSIBILI SUI TETTI (C.D. “LINEE Si definisce dispositivo di aggancio o dispositivo di ancoraggio, l’elemento o la serie di elementi o
ILI SUI TETTI (C.D. “LINEE Si definisce dispositivo di aggancio o dispositivo di ancoraggio, l’elemento o la serie di elementi o componenti contenente uno o più punti di ancoraggio, destinato ad essere utilizzato per il collegamento di componenti di un sistema di protezione individuale contro le cadute dall’alto in conformità alla norma UNI EN 363. Le norme del presente articolo si applicano agli interventi di nuova costruzione, demolizione e
REGOLAMENTO EDILIZIO 54 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
onformità alla norma UNI EN 363. Le norme del presente articolo si applicano agli interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione e in quelli in cui, comunque, si proceda all’integrale rifacimento dei manti s Le misure progettate ed installate ai sensi del presente regolamento devono poter essere utilizzate REGOLAMENTO EDILIZIO 54 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che
E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli , sono da considerarsi costruzioni pertinenziali le tettoie poste a protezione delle aree a parcheggio pertinenziale, le tettoie per ricovero carrelli nelle attività commerciali, le costruzioni per il controllo degli accessi al lotto. Eventuali altre
ettoie per ricovero carrelli nelle attività commerciali, le costruzioni per il controllo degli accessi al lotto. Eventuali altre destinazioni sono soggette alla valutazione dell’autorità competente che, fermo restando il limite ologia, potrà derogare alle norme generali in precedenza la struttura potrà coprire unicamente le parti di piazzale destinate alla sosta, e non le corsie di ezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore
tinate alla sosta, e non le corsie di ezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che . Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. superficie massima coperta per tettoia pari a mq 10,00. È ammessa la sporgenza massima di 20 altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore
ammessa la sporgenza massima di 20 altezza massima esterna, misurata nel punto di massima altezza della copertura, non superiore la struttura può inoltre essere coperta con pannelli solari, sia per impianti termici che fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. superficie massima coperta pari a mq 12,00. È ammessa la sporgenza massima di 50 cm per in deroga alle norme generali il locale può essere realizzato con strutture e chiusure
ammessa la sporgenza massima di 50 cm per in deroga alle norme generali il locale può essere realizzato con strutture e chiusure erta con pannelli solari, sia per impianti termici che fotovoltaici. Eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati all’interno degli edifici. Le suddette tettoie devono avere altezza massima m 2,40 e devono essere della dimensione DISPOSITIVI DI AGGANCIO ORIZZONTALI FLESSIBILI SUI TETTI (C.D. “LINEE
re altezza massima m 2,40 e devono essere della dimensione DISPOSITIVI DI AGGANCIO ORIZZONTALI FLESSIBILI SUI TETTI (C.D. “LINEE Si definisce dispositivo di aggancio o dispositivo di ancoraggio, l’elemento o la serie di elementi o componenti contenente uno o più punti di ancoraggio, destinato ad essere utilizzato per il ale contro le cadute dall’alto in Le norme del presente articolo si applicano agli interventi di nuova costruzione, demolizione e
le contro le cadute dall’alto in Le norme del presente articolo si applicano agli interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione e in quelli in cui, comunque, si proceda all’integrale rifacimento dei manti superficiali Le misure progettate ed installate ai sensi del presente regolamento devono poter essere utilizzate
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ai sensi degli articoli 15, 111 e 115 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 dell’articolo 1 della legge n. 123 del 03.08. luoghi di lavoro). Sono esclusi dal campo di applicazione del presente articolo: a) i pergolati, i gazebi e simili e le coperture di manufatti aventi carattere temporaneo; b) le coperture che non espongono ad un rischio di caduta dall’alto da un’altezza maggiore di 2 metri misurata dal punto più elevato rispetto al piano sottostante;
d un rischio di caduta dall’alto da un’altezza maggiore di 2 metri misurata dal punto più elevato rispetto al piano sottostante; c) le coperture prive di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia, in cui il dislivello tra il più elevato della copertura ed il piano di campagna naturale o artificiale sottostante non sia superiore a 4 metri; d) coperture piane o a falda inclinata dotate di parapetto perimetrale o ringhiera continui di altezza almeno pari a 100 cm rispetto al caduta.
ane o a falda inclinata dotate di parapetto perimetrale o ringhiera continui di altezza almeno pari a 100 cm rispetto al caduta. Ai fini del presente articolo eventuali parti della copertura non calpestabili per il rischio di sfondamento della superficie di calpestio sono assimilate a vuoti. Le opere e i manufatti installati ai sensi del presente articolo, nella misura strettamente necessaria a garantire l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza,
strettamente necessaria a garantire l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza, non sono considerate nelle verifiche di conformità urbanistico volume, la superficie utile, l’altezza massima delle costruzioni, il rapporto di copertura e la distanza minima da confini e fasce di rispetto. Sui tetti, lastrici e spazi ad essi assimilabili che rientrano nel campo d’ap articolo, andranno installati dispositivi di ancoraggio destinati ad essere installati in modo
bili che rientrano nel campo d’ap articolo, andranno installati dispositivi di ancoraggio destinati ad essere installati in modo permanente, conformi alla norma UNI 11578:2015. Se soggetti a corrosione, i dispositivi metallici devono essere protetti mediante adeguat In allegato all’istanza per la formazione del titolo abilitativo edilizio sarà prodotto un elaborato, costituito da relazione e grafico in scala adeguata, a firma del coordinatore alla sicurezza in fase di progettazione o del progettista se
da relazione e grafico in scala adeguata, a firma del coordinatore alla sicurezza in fase di progettazione o del progettista se dettagliatamente la soluzione adottata. Qualora la conformazione della copertura o dei sistemi di ancoraggio subiscano significative modifiche in corso di esecuzione, un analogo elaborato, a firma del coordinatore alla sicurezza in fase d’esecuzione o del direttore dei lavori se la figura del
, un analogo elaborato, a firma del coordinatore alla sicurezza in fase d’esecuzione o del direttore dei lavori se la figura del coordinatore non è prevista, sarà allegato alla comunicazione di ultimazione dei lavori. Nei casi di esclusione previsti dal presente articolo, l’elaborato sarà s progettista. Le dichiarazioni di conformità dei dispositivi d’ancoraggio alla norma UNI 11578:2015, rilasciate dal produttore, se non già allegate alla relazione di cui al comma che precede, saranno presentate
ma UNI 11578:2015, rilasciate dal produttore, se non già allegate alla relazione di cui al comma che precede, saranno presentate unitamente alla segnalazione certificata di agibilità di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001. 2.44 – PRESCRIZIONI PER LE SALE DA GIOCO L’ISTALLAZIONE DI APPARECCHIATURE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E LA RACCOLTA DELLA SCOMMESSA Per le sale da gioco si confermano del 13.12.2013 “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP) nel regolamento comunale approvato con
confermano del 13.12.2013 “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP) nel regolamento comunale approvato con dalle seguenti disposizioni: a) l’elenco dei luoghi indicati al comma “musei e cimitero”; b) è vietata la localizzazione di sale da gioco in tutta la zona omogenea A e nella zona omogenea E del PUG; c) i locali adibiti a sale giochi devono avere destinazione commerciale, artigianale e terziario;
nella zona omogenea E del PUG; c) i locali adibiti a sale giochi devono avere destinazione commerciale, artigianale e terziario; d) in nessun caso è consentita l’installazione di apparecchi da gioco all’esterno dei locali; e) le vetrine dei locali devono essere trattate in modo che non sia vis L'apertura della "Sala da Gioco" deve comunque ottenere il parere favorevole del Comando di Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
apertura della "Sala da Gioco" deve comunque ottenere il parere favorevole del Comando di Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. ai sensi degli articoli 15, 111 e 115 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 legge n. 123 del 03.08.2007, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei Sono esclusi dal campo di applicazione del presente articolo:
3.08.2007, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei Sono esclusi dal campo di applicazione del presente articolo: i pergolati, i gazebi e simili e le coperture di manufatti aventi carattere temporaneo; coperture che non espongono ad un rischio di caduta dall’alto da un’altezza maggiore di 2 metri misurata dal punto più elevato rispetto al piano sottostante; le coperture prive di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia, in cui il dislivello tra il
rispetto al piano sottostante; le coperture prive di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia, in cui il dislivello tra il più elevato della copertura ed il piano di campagna naturale o artificiale sottostante non sia coperture piane o a falda inclinata dotate di parapetto perimetrale o ringhiera continui di altezza almeno pari a 100 cm rispetto al piano di camminamento in corrispondenza dei possibili punti di
o ringhiera continui di altezza almeno pari a 100 cm rispetto al piano di camminamento in corrispondenza dei possibili punti di Ai fini del presente articolo eventuali parti della copertura non calpestabili per il rischio di sfondamento della superficie di calpestio sono assimilate a vuoti. i installati ai sensi del presente articolo, nella misura strettamente necessaria a garantire l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza,
strettamente necessaria a garantire l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza, non sono considerate nelle verifiche di conformità urbanistico- edilizia riferite a parametri quali il volume, la superficie utile, l’altezza massima delle costruzioni, il rapporto di copertura e la distanza minima da confini e fasce di rispetto. Sui tetti, lastrici e spazi ad essi assimilabili che rientrano nel campo d’applicazione del presente
onfini e fasce di rispetto. Sui tetti, lastrici e spazi ad essi assimilabili che rientrano nel campo d’applicazione del presente articolo, andranno installati dispositivi di ancoraggio destinati ad essere installati in modo permanente, conformi alla norma UNI 11578:2015. Se soggetti a corrosione, i dispositivi metallici devono essere protetti mediante adeguati trattamenti. In allegato all’istanza per la formazione del titolo abilitativo edilizio sarà prodotto un elaborato,
ante adeguati trattamenti. In allegato all’istanza per la formazione del titolo abilitativo edilizio sarà prodotto un elaborato, costituito da relazione e grafico in scala adeguata, a firma del coordinatore alla sicurezza in fase di progettazione o del progettista se la figura del coordinatore non è prevista, che illustri dettagliatamente la soluzione adottata. Qualora la conformazione della copertura o dei sistemi di
e non è prevista, che illustri dettagliatamente la soluzione adottata. Qualora la conformazione della copertura o dei sistemi di ancoraggio subiscano significative modifiche in corso di esecuzione, un analogo elaborato, a firma coordinatore alla sicurezza in fase d’esecuzione o del direttore dei lavori se la figura del coordinatore non è prevista, sarà allegato alla comunicazione di ultimazione dei lavori. Nei casi di
dei lavori se la figura del coordinatore non è prevista, sarà allegato alla comunicazione di ultimazione dei lavori. Nei casi di esclusione previsti dal presente articolo, l’elaborato sarà sostituito da una certificazione del Le dichiarazioni di conformità dei dispositivi d’ancoraggio alla norma UNI 11578:2015, rilasciate dal produttore, se non già allegate alla relazione di cui al comma che precede, saranno presentate alla segnalazione certificata di agibilità di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001.
i al comma che precede, saranno presentate alla segnalazione certificata di agibilità di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001. PRESCRIZIONI PER LE SALE DA GIOCO L’ISTALLAZIONE DI APPARECCHIATURE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E LA RACCOLTA DELLA SCOMMESSA Per le sale da gioco si confermano le prescrizioni contenute nell’art. 7 della Legge Regionale n. 43 Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP) provato con apposita deliberazione del Consiglio Comunale,
n. 43 Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP) provato con apposita deliberazione del Consiglio Comunale, l’elenco dei luoghi indicati al comma 2 dell’art. 7 della L.R. 43/2013 è integrato dai seguenti: è vietata la localizzazione di sale da gioco in tutta la zona omogenea A e nella zona omogenea E i locali adibiti a sale giochi devono avere destinazione commerciale, artigianale e terziario; in nessun caso è consentita l’installazione di apparecchi da gioco all’esterno dei locali;
REGOLAMENTO EDILIZIO 55 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
commerciale, artigianale e terziario; in nessun caso è consentita l’installazione di apparecchi da gioco all’esterno dei locali; le vetrine dei locali devono essere trattate in modo che non sia visibile l’interno della sala. L'apertura della "Sala da Gioco" deve comunque ottenere il parere favorevole del Comando di REGOLAMENTO EDILIZIO 55 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ai sensi degli articoli 15, 111 e 115 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione
M. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
M. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ai sensi degli articoli 15, 111 e 115 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione , in materia di tutela della salute e della sicurezza nei i pergolati, i gazebi e simili e le coperture di manufatti aventi carattere temporaneo; coperture che non espongono ad un rischio di caduta dall’alto da un’altezza maggiore di 2 le coperture prive di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia, in cui il dislivello tra il punto
un’altezza maggiore di 2 le coperture prive di impianti tecnologici di qualsivoglia tipologia, in cui il dislivello tra il punto più elevato della copertura ed il piano di campagna naturale o artificiale sottostante non sia coperture piane o a falda inclinata dotate di parapetto perimetrale o ringhiera continui di altezza piano di camminamento in corrispondenza dei possibili punti di Ai fini del presente articolo eventuali parti della copertura non calpestabili per il rischio di
pondenza dei possibili punti di Ai fini del presente articolo eventuali parti della copertura non calpestabili per il rischio di i installati ai sensi del presente articolo, nella misura strettamente necessaria a garantire l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori sulle coperture in condizioni di sicurezza, zia riferite a parametri quali il volume, la superficie utile, l’altezza massima delle costruzioni, il rapporto di copertura e la distanza plicazione del presente
volume, la superficie utile, l’altezza massima delle costruzioni, il rapporto di copertura e la distanza plicazione del presente articolo, andranno installati dispositivi di ancoraggio destinati ad essere installati in modo permanente, conformi alla norma UNI 11578:2015. Se soggetti a corrosione, i dispositivi metallici In allegato all’istanza per la formazione del titolo abilitativo edilizio sarà prodotto un elaborato,
e, i dispositivi metallici In allegato all’istanza per la formazione del titolo abilitativo edilizio sarà prodotto un elaborato, costituito da relazione e grafico in scala adeguata, a firma del coordinatore alla sicurezza in fase di la figura del coordinatore non è prevista, che illustri dettagliatamente la soluzione adottata. Qualora la conformazione della copertura o dei sistemi di ancoraggio subiscano significative modifiche in corso di esecuzione, un analogo elaborato, a firma
la copertura o dei sistemi di ancoraggio subiscano significative modifiche in corso di esecuzione, un analogo elaborato, a firma coordinatore alla sicurezza in fase d’esecuzione o del direttore dei lavori se la figura del coordinatore non è prevista, sarà allegato alla comunicazione di ultimazione dei lavori. Nei casi di ostituito da una certificazione del Le dichiarazioni di conformità dei dispositivi d’ancoraggio alla norma UNI 11578:2015, rilasciate dal
da una certificazione del Le dichiarazioni di conformità dei dispositivi d’ancoraggio alla norma UNI 11578:2015, rilasciate dal produttore, se non già allegate alla relazione di cui al comma che precede, saranno presentate alla segnalazione certificata di agibilità di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 380/2001. PRESCRIZIONI PER LE SALE DA GIOCO L’ISTALLAZIONE DI APPARECCHIATURE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E LA RACCOLTA DELLA SCOMMESSA le prescrizioni contenute nell’art. 7 della Legge Regionale n. 43
ATURE DEL GIOCO D’AZZARDO LECITO E LA RACCOLTA DELLA SCOMMESSA le prescrizioni contenute nell’art. 7 della Legge Regionale n. 43 Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)” e quelle contenute erazione del Consiglio Comunale, integrate 2 dell’art. 7 della L.R. 43/2013 è integrato dai seguenti: è vietata la localizzazione di sale da gioco in tutta la zona omogenea A e nella zona omogenea E i locali adibiti a sale giochi devono avere destinazione commerciale, artigianale e terziario;
mogenea A e nella zona omogenea E i locali adibiti a sale giochi devono avere destinazione commerciale, artigianale e terziario; in nessun caso è consentita l’installazione di apparecchi da gioco all’esterno dei locali; ibile l’interno della sala. L'apertura della "Sala da Gioco" deve comunque ottenere il parere favorevole del Comando di
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Polizia Locale Municipale, confermato dal Sindaco. Resta nella facoltà del Comune procedere di modificare la norma di questo articolo modifica al Regolamento Comunale sulle sale da gioco che disciplina compiutamente la materia. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Polizia Locale Municipale, confermato dal Sindaco.
PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Polizia Locale Municipale, confermato dal Sindaco. Resta nella facoltà del Comune procedere di modificare la norma di questo articolo a al Regolamento Comunale sulle sale da gioco che disciplina compiutamente la materia. REGOLAMENTO EDILIZIO 56 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Resta nella facoltà del Comune procedere di modificare la norma di questo articolo attraverso la
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Resta nella facoltà del Comune procedere di modificare la norma di questo articolo attraverso la a al Regolamento Comunale sulle sale da gioco che disciplina compiutamente la materia.
Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Capo II - Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico Gli interventi sugli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico, devono concorrer contesto urbano, favorire la socializzazione ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini degli spazi pubblici e della visuale pubblica, proponendo un giusto rapporto tra ambiente naturale e costruito. La realizzazione di opere, sia pubbliche che private, di sistemazione esterna, di urbanizzazione
ambiente naturale e costruito. La realizzazione di opere, sia pubbliche che private, di sistemazione esterna, di urbanizzazione primaria, di rifacimento dei manti stradali, dei corpi illuminanti o di elementi di arredo urbano, è subordinata alla predisposizione di un progetto coordinato che riguardi la prog elementi di definizione degli spazi aperti, sia pubblici che privati. 2.45 – STRADE Le strade, le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono
blici che privati. 2.45 – STRADE Le strade, le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono garantire il passeggio, la sosta e l'incontro delle persone senza intralci con veicoli di qualsiasi genere. A tale scopo devono essere previsti delle nette sepa da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto ed elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto
ed elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto pubblico, queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare attenzione deve posta per la mobilità di soggetti diversamente abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed anziani. Per le strade veicolari con marciapiedi va garantita la alcun intralcio da parte dei veicoli.
a sicurezza di bambini ed anziani. Per le strade veicolari con marciapiedi va garantita la alcun intralcio da parte dei veicoli. Le strade destinate alla mobilità veicolare dovranno avere larghezza e pendenza adeguate secondo le norme del "Codice della strada" e relativi regolamenti attuativi, nonch e funzionale statale e regionale inerente la viabilità. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti
vranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti dei rifiuti solidi urbani. Le nuove strade devono prevedere marciapiedi o percorsi pedonali protetti di larghezza libera non inferiore a 1,50 m con piste ciclabili dedicate. Per le pavimentazioni stradali devono essere utilizzati prevalentemente asfalti fonoassorbenti e drenanti. Per le strade interne ai centri storici e nelle zone di vincolo ambientale, le pavimentazioni
asfalti fonoassorbenti e drenanti. Per le strade interne ai centri storici e nelle zone di vincolo ambientale, le pavimentazioni originarie vanno conservate e restaurate. Gli eventuali rifacimenti, laddove non sia possibile recuperare e/o documentarne i materiali originari, devono essere realizzati alle caratteristiche tipo-morfologiche del contesto. Per le strade esterne alle aree urbane particolare cura deve essere dedicata all’inserimento ambientale mediante:
del contesto. Per le strade esterne alle aree urbane particolare cura deve essere dedicata all’inserimento ambientale mediante: piantumazione di essenze vegetali locali o naturalizzate e non in vegetali esotiche invasive e/o idro realizzazione di muri di contenimento o di recinzione in pietra o rivestiti in pietra o siepi. Per tutti gli interventi deve essere assicurato un idoneo smaltimento delle acque p evitare ristagni d'acqua e infiltrazioni, favorendo il recupero delle acque meteoriche,
rato un idoneo smaltimento delle acque p evitare ristagni d'acqua e infiltrazioni, favorendo il recupero delle acque meteoriche, opportunamente trattate, per l’irrigazione delle essenze limitrofe. Le griglie di raccolta delle acque, i pozzetti e le canaline devono essere realizzate in Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della luce notturna, in modo da assicurare la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la
tensità e la diffusione della luce notturna, in modo da assicurare la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la qualità e l'estetica dei corp progettazione organica. Dovranno essere altresì rispettate le prescrizioni di cui alle Linee Guida 4.4.4. (Linee guida per la tutela, il restauro e gli interventi sulle strutture in pietra a secc 4.4.5 (Linee guida per la qualificazione paesaggistica e ambientale delle infrastrutture) del PPTR vigente.
ure in pietra a secc 4.4.5 (Linee guida per la qualificazione paesaggistica e ambientale delle infrastrutture) del PPTR vigente. La segnaletica deve essere, di regola, contenuta entro gli spazi appositamente destinati in sede di progettazione e, comunque, non deve alterare la struttura architettonica degli edifici né l'assetto dell'ambiente. Non sono ammesse scritte o "zebrature" a vernice dipinte sui muri; mentre è Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ell'ambiente. Non sono ammesse scritte o "zebrature" a vernice dipinte sui muri; mentre è Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Disciplina degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico Gli interventi sugli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico, devono concorrere alla valorizzazione del contesto urbano, favorire la socializzazione ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini degli
e alla valorizzazione del contesto urbano, favorire la socializzazione ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini degli spazi pubblici e della visuale pubblica, proponendo un giusto rapporto tra ambiente naturale e pere, sia pubbliche che private, di sistemazione esterna, di urbanizzazione primaria, di rifacimento dei manti stradali, dei corpi illuminanti o di elementi di arredo urbano, è subordinata alla predisposizione di un progetto coordinato che riguardi la prog
pi illuminanti o di elementi di arredo urbano, è subordinata alla predisposizione di un progetto coordinato che riguardi la prog elementi di definizione degli spazi aperti, sia pubblici che privati. Le strade, le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono garantire il passeggio, la sosta e l'incontro delle persone senza intralci con veicoli di qualsiasi genere. A tale scopo devono essere previsti delle nette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti
on veicoli di qualsiasi genere. A tale scopo devono essere previsti delle nette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto ed elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare attenzione deve posta
strade veicolari o dedicate al trasporto queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare attenzione deve posta per la mobilità di soggetti diversamente abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed Per le strade veicolari con marciapiedi va garantita la piena sicurezza ed agibilità dei pedoni senza alcun intralcio da parte dei veicoli. Le strade destinate alla mobilità veicolare dovranno avere larghezza e pendenza adeguate secondo
intralcio da parte dei veicoli. Le strade destinate alla mobilità veicolare dovranno avere larghezza e pendenza adeguate secondo le norme del "Codice della strada" e relativi regolamenti attuativi, nonché ogni altra norma tecnica e funzionale statale e regionale inerente la viabilità. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti
vranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti e strade devono prevedere marciapiedi o percorsi pedonali protetti di larghezza libera non inferiore a 1,50 m con piste ciclabili dedicate. Per le pavimentazioni stradali devono essere utilizzati prevalentemente asfalti fonoassorbenti e rade interne ai centri storici e nelle zone di vincolo ambientale, le pavimentazioni
ti prevalentemente asfalti fonoassorbenti e rade interne ai centri storici e nelle zone di vincolo ambientale, le pavimentazioni originarie vanno conservate e restaurate. Gli eventuali rifacimenti, laddove non sia possibile recuperare e/o documentarne i materiali originari, devono essere realizzati con materiali adeguati morfologiche del contesto. Per le strade esterne alle aree urbane particolare cura deve essere dedicata all’inserimento ambientale mediante:
del contesto. Per le strade esterne alle aree urbane particolare cura deve essere dedicata all’inserimento ambientale mediante: piantumazione di essenze vegetali locali o naturalizzate e non invasive, escludendo le essenze vegetali esotiche invasive e/o idro-esigenti; realizzazione di muri di contenimento o di recinzione in pietra o rivestiti in pietra o siepi. Per tutti gli interventi deve essere assicurato un idoneo smaltimento delle acque p
one in pietra o rivestiti in pietra o siepi. Per tutti gli interventi deve essere assicurato un idoneo smaltimento delle acque p evitare ristagni d'acqua e infiltrazioni, favorendo il recupero delle acque meteoriche, opportunamente trattate, per l’irrigazione delle essenze limitrofe. Le griglie di raccolta delle acque, i pozzetti e le canaline devono essere realizzate in ferro, ghisa o pietra. Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della
n ferro, ghisa o pietra. Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della luce notturna, in modo da assicurare la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la qualità e l'estetica dei corpi illuminanti in modo da costituire un ulteriore elemento di Dovranno essere altresì rispettate le prescrizioni di cui alle Linee Guida 4.4.4. (Linee guida per la
e un ulteriore elemento di Dovranno essere altresì rispettate le prescrizioni di cui alle Linee Guida 4.4.4. (Linee guida per la tutela, il restauro e gli interventi sulle strutture in pietra a secco della Puglia) e alle Linee Guida 4.4.5 (Linee guida per la qualificazione paesaggistica e ambientale delle infrastrutture) del PPTR essere, di regola, contenuta entro gli spazi appositamente destinati in sede di e, comunque, non deve alterare la struttura architettonica degli edifici né l'assetto
REGOLAMENTO EDILIZIO 57 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
i spazi appositamente destinati in sede di e, comunque, non deve alterare la struttura architettonica degli edifici né l'assetto dell'ambiente. Non sono ammesse scritte o "zebrature" a vernice dipinte sui muri; mentre è REGOLAMENTO EDILIZIO 57 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) e alla valorizzazione del contesto urbano, favorire la socializzazione ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini degli
e alla valorizzazione del contesto urbano, favorire la socializzazione ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini degli spazi pubblici e della visuale pubblica, proponendo un giusto rapporto tra ambiente naturale e pere, sia pubbliche che private, di sistemazione esterna, di urbanizzazione primaria, di rifacimento dei manti stradali, dei corpi illuminanti o di elementi di arredo urbano, è subordinata alla predisposizione di un progetto coordinato che riguardi la progettazione di tutti gli
ementi di arredo urbano, è subordinata alla predisposizione di un progetto coordinato che riguardi la progettazione di tutti gli Le strade, le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono garantire il passeggio, la sosta e l'incontro delle persone senza intralci con veicoli di qualsiasi razioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto ed elementi architettonici
ercorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto ed elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare attenzione deve posta per la mobilità di soggetti diversamente abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed piena sicurezza ed agibilità dei pedoni senza
oggetti diversamente abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed piena sicurezza ed agibilità dei pedoni senza Le strade destinate alla mobilità veicolare dovranno avere larghezza e pendenza adeguate secondo é ogni altra norma tecnica e funzionale statale e regionale inerente la viabilità. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti
vranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti e strade devono prevedere marciapiedi o percorsi pedonali protetti di larghezza libera non Per le pavimentazioni stradali devono essere utilizzati prevalentemente asfalti fonoassorbenti e rade interne ai centri storici e nelle zone di vincolo ambientale, le pavimentazioni originarie vanno conservate e restaurate. Gli eventuali rifacimenti, laddove non sia possibile
olo ambientale, le pavimentazioni originarie vanno conservate e restaurate. Gli eventuali rifacimenti, laddove non sia possibile con materiali adeguati morfologiche del contesto. Per le strade esterne alle aree urbane vasive, escludendo le essenze realizzazione di muri di contenimento o di recinzione in pietra o rivestiti in pietra o siepi. Per tutti gli interventi deve essere assicurato un idoneo smaltimento delle acque piovane, per
ra o rivestiti in pietra o siepi. Per tutti gli interventi deve essere assicurato un idoneo smaltimento delle acque piovane, per evitare ristagni d'acqua e infiltrazioni, favorendo il recupero delle acque meteoriche, opportunamente trattate, per l’irrigazione delle essenze limitrofe. Le griglie di raccolta delle acque, Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della
di raccolta delle acque, Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della luce notturna, in modo da assicurare la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la i illuminanti in modo da costituire un ulteriore elemento di Dovranno essere altresì rispettate le prescrizioni di cui alle Linee Guida 4.4.4. (Linee guida per la o della Puglia) e alle Linee Guida
essere altresì rispettate le prescrizioni di cui alle Linee Guida 4.4.4. (Linee guida per la o della Puglia) e alle Linee Guida 4.4.5 (Linee guida per la qualificazione paesaggistica e ambientale delle infrastrutture) del PPTR essere, di regola, contenuta entro gli spazi appositamente destinati in sede di e, comunque, non deve alterare la struttura architettonica degli edifici né l'assetto dell'ambiente. Non sono ammesse scritte o "zebrature" a vernice dipinte sui muri; mentre è
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – consentita l'applicazione di scritte, decorazioni e cartelli pubblicitari aspo La costruzione di strade private è soggetta alle ordinarie procedure autorizzative e di controllo previste dall'ordinamento vigente. I soggetti proprietari delle strade debbono provvedere: alla realizzazione della pavimentazione; alla manutenzione e pulizia; all'apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta; all’efficienza del sedime e del manto stradale;
ione e pulizia; all'apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta; all’efficienza del sedime e del manto stradale; alla realizzazione e manutenzione delle opere di raccolta e scarico delle acque meteoriche, fino alla loro immissione nei collettori comunali; all’illuminazione, nei casi previsti. Le strade private a servizio di residenze con più unità abitative devono avere carreggiata di larghezza minima di 6,00 m, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carr
unità abitative devono avere carreggiata di larghezza minima di 6,00 m, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carr inferiore a 9,00 m. e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l’agevole inversione di marcia degli autoveicoli. Le strade private a servizio di residenze con una sola unità abitativa devono avere carreggiata di larghezza minima di 4,00 m e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 6,00 m.
reggiata di larghezza minima di 4,00 m e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 6,00 m. Le strade private a servizio di insediamenti produttivi, (anche destinati alla trasformazione di prodotti agricoli) e commerciali devono a senso di marcia, e di 8,00 m nel caso di doppio senso di marcia, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 10,00 m e, se cieche, devono terminare in uno spazio di
di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 10,00 m e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l'agevole inversione di marcia degli autoveicoli e dei veicoli da trasporto. Ove occorra, le strade private sono aperte al transito dei veicoli di soccorso e di pubblica sicurezza. 2.46 – PORTICI Fermo restando la definizione un nelle zone in cui è prevista la edificazione su pilastri liberi (detta "a pilotis") i porticati che si
estando la definizione un nelle zone in cui è prevista la edificazione su pilastri liberi (detta "a pilotis") i porticati che si vengono a formare sono spazi privati che devono essere decorosamente sistemati e manu L’altezza libera dei “pilotis” non potrà essere inferiore a m. 2,50. In caso di integrazioni a porticati esistenti, dimensioni, tipologie e caratteristiche, sia del fronte esterno che del percorso interno, sono determinati in funzione della premine adeguata integrazione al sito.
iche, sia del fronte esterno che del percorso interno, sono determinati in funzione della premine adeguata integrazione al sito. Nei porticati non possono prospettare locali di abitazione a piano terra o rialzato. I portici, le gallerie pedonali, i piani pilotis ed altri luoghi privati aperti al pubblico passaggio, devono avere altezza libera non inferiore a (antiscivolo) ed appropriato all’ambiente, alla funzione e sempre debitamente illuminati.
o avere altezza libera non inferiore a (antiscivolo) ed appropriato all’ambiente, alla funzione e sempre debitamente illuminati. L’Autorità comunale, in sede di formazione del titolo abilitativo edilizio può prescriver specifici materiali e coloriture per le pavimentazioni, le zoccolature, i rivestimenti, le tinteggiature, al fine della necessaria integrazione con gli spazi pubblici, così come disciplinati dal presente Regolamento.
le tinteggiature, al fine della necessaria integrazione con gli spazi pubblici, così come disciplinati dal presente Regolamento. Nelle zone di espansione, i porticati su strada o area pubblica e le gallerie delle nuove costruzioni devono essere architettonicamente dimensionati in rapporto alle altre parti dell’edificio, alle caratteristiche della strada e dell’ambiente circostante; inoltre, deve essere ass
rapporto alle altre parti dell’edificio, alle caratteristiche della strada e dell’ambiente circostante; inoltre, deve essere ass collegamento di tutti i loro elementi con quelli dei porticati o delle gallerie eventualmente contigui. Essi sono sottoposti, senza indennizzo di sorta, a servitù pubblica. Non sono ricompresi nel computo del volume totale e della superficie cop i portici, privati o ad uso pubblico, purché aperti per almeno la metà del perimetro esterno, o su
tale e della superficie cop i portici, privati o ad uso pubblico, purché aperti per almeno la metà del perimetro esterno, o su due lati in caso di porticato di collegamento. Non sono comunque ricompresi nel computo del volume totale dell'edificio: Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. consentita l'applicazione di scritte, decorazioni e cartelli pubblicitari asportabili sui frontespizi nudi.
. LAUREATI BAT (REV. consentita l'applicazione di scritte, decorazioni e cartelli pubblicitari asportabili sui frontespizi nudi. La costruzione di strade private è soggetta alle ordinarie procedure autorizzative e di controllo previste dall'ordinamento vigente. I soggetti proprietari delle strade debbono provvedere: pavimentazione; alla manutenzione e pulizia; all'apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta; all’efficienza del sedime e del manto stradale;
tenzione e pulizia; all'apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta; all’efficienza del sedime e del manto stradale; alla realizzazione e manutenzione delle opere di raccolta e scarico delle acque meteoriche, fino loro immissione nei collettori comunali; all’illuminazione, nei casi previsti. Le strade private a servizio di residenze con più unità abitative devono avere carreggiata di larghezza minima di 6,00 m, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carr
unità abitative devono avere carreggiata di larghezza minima di 6,00 m, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carr inferiore a 9,00 m. e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l’agevole inversione di marcia degli autoveicoli. Le strade private a servizio di residenze con una sola unità abitativa devono avere carreggiata di larghezza minima di 4,00 m e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non
iva devono avere carreggiata di larghezza minima di 4,00 m e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non Le strade private a servizio di insediamenti produttivi, (anche destinati alla trasformazione di prodotti agricoli) e commerciali devono avere larghezza minima di 5,50 m., nel caso di un unico senso di marcia, e di 8,00 m nel caso di doppio senso di marcia, raggio di curvatura, misurato nella
50 m., nel caso di un unico senso di marcia, e di 8,00 m nel caso di doppio senso di marcia, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 10,00 m e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l'agevole inversione di marcia degli autoveicoli e dei veicoli da Ove occorra, le strade private sono aperte al transito dei veicoli di soccorso e di pubblica sicurezza.
veicoli e dei veicoli da Ove occorra, le strade private sono aperte al transito dei veicoli di soccorso e di pubblica sicurezza. Fermo restando la definizione uniforme n. 39 dell’allegato A del Quadro delle definizioni uniformi, nelle zone in cui è prevista la edificazione su pilastri liberi (detta "a pilotis") i porticati che si vengono a formare sono spazi privati che devono essere decorosamente sistemati e manu L’altezza libera dei “pilotis” non potrà essere inferiore a m. 2,50.
zi privati che devono essere decorosamente sistemati e manu L’altezza libera dei “pilotis” non potrà essere inferiore a m. 2,50. In caso di integrazioni a porticati esistenti, dimensioni, tipologie e caratteristiche, sia del fronte esterno che del percorso interno, sono determinati in funzione della premine Nei porticati non possono prospettare locali di abitazione a piano terra o rialzato. I portici, le gallerie pedonali, i piani pilotis ed altri luoghi privati aperti al pubblico passaggio, devono
terra o rialzato. I portici, le gallerie pedonali, i piani pilotis ed altri luoghi privati aperti al pubblico passaggio, devono a libera non inferiore a m. 3,00 ed essere pavimentati con materiale idoneo (antiscivolo) ed appropriato all’ambiente, alla funzione e sempre debitamente illuminati. L’Autorità comunale, in sede di formazione del titolo abilitativo edilizio può prescriver specifici materiali e coloriture per le pavimentazioni, le zoccolature, i rivestimenti, le tinteggiature,
dilizio può prescriver specifici materiali e coloriture per le pavimentazioni, le zoccolature, i rivestimenti, le tinteggiature, al fine della necessaria integrazione con gli spazi pubblici, così come disciplinati dal presente , i porticati su strada o area pubblica e le gallerie delle nuove costruzioni devono essere architettonicamente dimensionati in rapporto alle altre parti dell’edificio, alle caratteristiche della strada e dell’ambiente circostante; inoltre, deve essere ass
rapporto alle altre parti dell’edificio, alle caratteristiche della strada e dell’ambiente circostante; inoltre, deve essere ass collegamento di tutti i loro elementi con quelli dei porticati o delle gallerie eventualmente contigui. Essi sono sottoposti, senza indennizzo di sorta, a servitù pubblica. Non sono ricompresi nel computo del volume totale e della superficie coperta dell’edificio: i portici, privati o ad uso pubblico, purché aperti per almeno la metà del perimetro esterno, o su
REGOLAMENTO EDILIZIO 58 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
rficie coperta dell’edificio: i portici, privati o ad uso pubblico, purché aperti per almeno la metà del perimetro esterno, o su due lati in caso di porticato di collegamento. Non sono comunque ricompresi nel computo del volume totale dell'edificio: REGOLAMENTO EDILIZIO 58 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) rtabili sui frontespizi nudi. La costruzione di strade private è soggetta alle ordinarie procedure autorizzative e di controllo
rtabili sui frontespizi nudi. La costruzione di strade private è soggetta alle ordinarie procedure autorizzative e di controllo alla realizzazione e manutenzione delle opere di raccolta e scarico delle acque meteoriche, fino Le strade private a servizio di residenze con più unità abitative devono avere carreggiata di larghezza minima di 6,00 m, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 9,00 m. e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire
a mezzeria della carreggiata, non inferiore a 9,00 m. e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire Le strade private a servizio di residenze con una sola unità abitativa devono avere carreggiata di larghezza minima di 4,00 m e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non Le strade private a servizio di insediamenti produttivi, (anche destinati alla trasformazione di vere larghezza minima di 5,50 m., nel caso di un unico
vizio di insediamenti produttivi, (anche destinati alla trasformazione di vere larghezza minima di 5,50 m., nel caso di un unico senso di marcia, e di 8,00 m nel caso di doppio senso di marcia, raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a 10,00 m e, se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l'agevole inversione di marcia degli autoveicoli e dei veicoli da
, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l'agevole inversione di marcia degli autoveicoli e dei veicoli da Ove occorra, le strade private sono aperte al transito dei veicoli di soccorso e di pubblica sicurezza. iforme n. 39 dell’allegato A del Quadro delle definizioni uniformi, nelle zone in cui è prevista la edificazione su pilastri liberi (detta "a pilotis") i porticati che si vengono a formare sono spazi privati che devono essere decorosamente sistemati e manutenuti.
tta "a pilotis") i porticati che si vengono a formare sono spazi privati che devono essere decorosamente sistemati e manutenuti. In caso di integrazioni a porticati esistenti, dimensioni, tipologie e caratteristiche, sia del fronte esterno che del percorso interno, sono determinati in funzione della preminente esigenza di Nei porticati non possono prospettare locali di abitazione a piano terra o rialzato.
ti in funzione della preminente esigenza di Nei porticati non possono prospettare locali di abitazione a piano terra o rialzato. I portici, le gallerie pedonali, i piani pilotis ed altri luoghi privati aperti al pubblico passaggio, devono m. 3,00 ed essere pavimentati con materiale idoneo (antiscivolo) ed appropriato all’ambiente, alla funzione e sempre debitamente illuminati. L’Autorità comunale, in sede di formazione del titolo abilitativo edilizio può prescrivere l'impiego di
debitamente illuminati. L’Autorità comunale, in sede di formazione del titolo abilitativo edilizio può prescrivere l'impiego di specifici materiali e coloriture per le pavimentazioni, le zoccolature, i rivestimenti, le tinteggiature, al fine della necessaria integrazione con gli spazi pubblici, così come disciplinati dal presente , i porticati su strada o area pubblica e le gallerie delle nuove costruzioni devono essere architettonicamente dimensionati in rapporto alle altre parti dell’edificio, alle
gallerie delle nuove costruzioni devono essere architettonicamente dimensionati in rapporto alle altre parti dell’edificio, alle caratteristiche della strada e dell’ambiente circostante; inoltre, deve essere assicurato il collegamento di tutti i loro elementi con quelli dei porticati o delle gallerie eventualmente contigui. erta dell’edificio: i portici, privati o ad uso pubblico, purché aperti per almeno la metà del perimetro esterno, o su
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – le gallerie pedonali; i piani Pilotis; gli spazi del tutto o in parte fuori Nel caso in cui le aree porticate o a "pilotis" e le gallerie pedonali non siano soggette a servitù di uso pubblico, ne è ammessa la delimitazione con cancellate, grigliati od altri tamponamenti semiaperti. Gli interventi manutentivi dei porticati e/o gallerie, costantemente aperti al pubblico passaggio, sono a carico dei privati. 2.47 – PISTE CICLABILI
entivi dei porticati e/o gallerie, costantemente aperti al pubblico passaggio, sono a carico dei privati. 2.47 – PISTE CICLABILI Per pista ciclabile si intende lo spazio dedicato al transito esclusivo delle biciclette. In sede di redazione dei Piani Urbanistici Esecutivi delle zone di espansione è obbligatorio individuare i tracciati per connessioni viarie ciclabili, i cui itinerari dovranno disposizioni della L.R. n. 1/2013 e s.m.i. (Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica)
ui itinerari dovranno disposizioni della L.R. n. 1/2013 e s.m.i. (Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica) favorendo la interconnessione delle stesse con i percorsi ciclo turistici esistenti e/o pianificati nei territori circostanti dovranno prevedersi idonei spazi comuni e attrezzati, negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive nonché nelle strutture pubbliche, per la sosta e/o il deposito di biciclette, nonché idonea cartellonistica esplicativa
oduttive nonché nelle strutture pubbliche, per la sosta e/o il deposito di biciclette, nonché idonea cartellonistica esplicativa cicloturistico al quale è connessa. In prossimità della sede della stazione ferroviaria e di altri snodi nevralgici di accesso di mezzi di trasporto plurimo di persone saranno previste, in coerenza con il Piano Urbano della Mobilit Sostenibile, la realizzazione di velostazioni, ovvero di adeguati centri per il deposito custodito di
Piano Urbano della Mobilit Sostenibile, la realizzazione di velostazioni, ovvero di adeguati centri per il deposito custodito di cicli, l’assistenza tecnica e l’eventuale annesso servizio di noleggio biciclette. Nelle aree urbane i percorsi ciclabili potranno essere realizzati nel marciapiedi compresi, oppure nell'ambito di interventi di riqualificazione della viabilità urbana, nonché nelle aree destinate a servizi di quartiere. In ogni caso, i percorsi ciclabili devono essere separati da percorsi pedonali
nché nelle aree destinate a servizi di quartiere. In ogni caso, i percorsi ciclabili devono essere separati da percorsi pedonali opportunamente segnalate. Per le nuove edificazioni e per gli interventi di ristrutturazione edilizia ed urbanistica, le piste ciclabili devono avere le seguenti caratteristiche minime: Nastro continuo con sezione minima per corsia pari a m. 1,50; tale larghezza è riducibile a 1,25 m. nel caso di tratti con due corsie contigue dello stesso ed opposto senso di marcia;
1,50; tale larghezza è riducibile a 1,25 m. nel caso di tratti con due corsie contigue dello stesso ed opposto senso di marcia; Per piste ciclabili in sede propria o per quelle su corsie riservate ubicate su per marciapiedi la larghezza delle corsie ciclabili può essere eccezionalmente ridotta ad 1 m; Nel caso siano ubicate nei tratti attigui alla viabilità ordinaria, oltre la banchina, i tracciati delle piste ciclabili devono essere separati dalle autovetture, possibilmente di natura vegetale;
oltre la banchina, i tracciati delle piste ciclabili devono essere separati dalle autovetture, possibilmente di natura vegetale; La pavimentazione deve essere realizzata con l’impiego di materiale antisdrucciolevole, compatto ed omogeneo; La pavimentazione della pista c dalle contigue parti di sede stradale destinate ai veicoli e ai pedoni. In mancanza di tale diversificazione, la pista medesima dovrà essere provvista di appositi simboli e scritte orizzon
ai pedoni. In mancanza di tale diversificazione, la pista medesima dovrà essere provvista di appositi simboli e scritte orizzon che ne distinguano l’uso specialistico, e dovrà, in ogni caso, essere realizzata con materiali coerenti con il contesto in cui il percorso si inserisce. Per le piste ciclabili in area urbana va perseguita la continuità della rete e la sua integrazion strade e sistemi del trasporto pubblico.
te ciclabili in area urbana va perseguita la continuità della rete e la sua integrazion strade e sistemi del trasporto pubblico. Per le piste ciclabili in area extraurbana, allo scopo di favorire l’attività di cicloturismo e ricreazione, occorre che esse diventino elemento di qualificazione e strumento di fruizione dello spazio agricolo. Negli interventi di nuova costruzione e di ri Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
rumento di fruizione dello spazio agricolo. Negli interventi di nuova costruzione e di ri Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. gli spazi del tutto o in parte fuori terra destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli. Nel caso in cui le aree porticate o a "pilotis" e le gallerie pedonali non siano soggette a servitù di ne è ammessa la delimitazione con cancellate, grigliati od altri tamponamenti
gallerie pedonali non siano soggette a servitù di ne è ammessa la delimitazione con cancellate, grigliati od altri tamponamenti Gli interventi manutentivi dei porticati e/o gallerie, costantemente aperti al pubblico passaggio, ciclabile si intende lo spazio dedicato al transito esclusivo delle biciclette. In sede di redazione dei Piani Urbanistici Esecutivi delle zone di espansione è obbligatorio individuare i
ivo delle biciclette. In sede di redazione dei Piani Urbanistici Esecutivi delle zone di espansione è obbligatorio individuare i tracciati per connessioni viarie ciclabili, i cui itinerari dovranno essere realizzati in coerenza con le disposizioni della L.R. n. 1/2013 e s.m.i. (Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica) favorendo la interconnessione delle stesse con i percorsi ciclo turistici esistenti e/o pianificati nei
lla mobilità ciclistica) favorendo la interconnessione delle stesse con i percorsi ciclo turistici esistenti e/o pianificati nei i circostanti dovranno prevedersi idonei spazi comuni e attrezzati, negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive nonché nelle strutture pubbliche, per la sosta e/o il deposito di biciclette, nonché idonea cartellonistica esplicativa multilingue del percorso cicloturistico al quale è connessa.
l deposito di biciclette, nonché idonea cartellonistica esplicativa multilingue del percorso cicloturistico al quale è connessa. In prossimità della sede della stazione ferroviaria e di altri snodi nevralgici di accesso di mezzi di trasporto plurimo di persone saranno previste, in coerenza con il Piano Urbano della Mobilit Sostenibile, la realizzazione di velostazioni, ovvero di adeguati centri per il deposito custodito di cicli, l’assistenza tecnica e l’eventuale annesso servizio di noleggio biciclette.
adeguati centri per il deposito custodito di cicli, l’assistenza tecnica e l’eventuale annesso servizio di noleggio biciclette. Nelle aree urbane i percorsi ciclabili potranno essere realizzati nelle sedi viarie esistenti, marciapiedi compresi, oppure nell'ambito di interventi di riqualificazione della viabilità urbana, nonché nelle aree destinate a servizi di quartiere. In ogni caso, i percorsi ciclabili devono essere separati da percorsi pedonali e dal traffico veicolare e le interferenze devono essere
caso, i percorsi ciclabili devono essere separati da percorsi pedonali e dal traffico veicolare e le interferenze devono essere Per le nuove edificazioni e per gli interventi di ristrutturazione edilizia ed urbanistica, le piste ciclabili devono avere le seguenti caratteristiche minime: nuo con sezione minima per corsia pari a m. 1,50; tale larghezza è riducibile a 1,25 m. nel caso di tratti con due corsie contigue dello stesso ed opposto senso di marcia;
1,50; tale larghezza è riducibile a 1,25 m. nel caso di tratti con due corsie contigue dello stesso ed opposto senso di marcia; Per piste ciclabili in sede propria o per quelle su corsie riservate ubicate su per marciapiedi la larghezza delle corsie ciclabili può essere eccezionalmente ridotta ad 1 m; Nel caso siano ubicate nei tratti attigui alla viabilità ordinaria, oltre la banchina, i tracciati delle piste ciclabili devono essere separati dal piano viabile mediante elementi divisori non valicabili
a banchina, i tracciati delle piste ciclabili devono essere separati dal piano viabile mediante elementi divisori non valicabili dalle autovetture, possibilmente di natura vegetale; La pavimentazione deve essere realizzata con l’impiego di materiale antisdrucciolevole, La pavimentazione della pista ciclabile deve essere contraddistinta (diversi colori e/o materiali) dalle contigue parti di sede stradale destinate ai veicoli e ai pedoni. In mancanza di tale
tinta (diversi colori e/o materiali) dalle contigue parti di sede stradale destinate ai veicoli e ai pedoni. In mancanza di tale diversificazione, la pista medesima dovrà essere provvista di appositi simboli e scritte orizzon che ne distinguano l’uso specialistico, e dovrà, in ogni caso, essere realizzata con materiali coerenti con il contesto in cui il percorso si inserisce. Per le piste ciclabili in area urbana va perseguita la continuità della rete e la sua integrazion
REGOLAMENTO EDILIZIO 59
cui il percorso si inserisce. Per le piste ciclabili in area urbana va perseguita la continuità della rete e la sua integrazion strade e sistemi del trasporto pubblico. Per le piste ciclabili in area extraurbana, allo scopo di favorire l’attività di cicloturismo e ricreazione, occorre che esse diventino elemento di qualificazione e strumento di fruizione dello spazio agricolo. Negli interventi di nuova costruzione e di riqualificazione di tracciati esistenti, la progettazione e la REGOLAMENTO EDILIZIO 59
REGOLAMENTO EDILIZIO 59 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
egli interventi di nuova costruzione e di riqualificazione di tracciati esistenti, la progettazione e la REGOLAMENTO EDILIZIO 59 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) terra destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli. Nel caso in cui le aree porticate o a "pilotis" e le gallerie pedonali non siano soggette a servitù di ne è ammessa la delimitazione con cancellate, grigliati od altri tamponamenti
gallerie pedonali non siano soggette a servitù di ne è ammessa la delimitazione con cancellate, grigliati od altri tamponamenti Gli interventi manutentivi dei porticati e/o gallerie, costantemente aperti al pubblico passaggio, ciclabile si intende lo spazio dedicato al transito esclusivo delle biciclette. In sede di redazione dei Piani Urbanistici Esecutivi delle zone di espansione è obbligatorio individuare i essere realizzati in coerenza con le
zione dei Piani Urbanistici Esecutivi delle zone di espansione è obbligatorio individuare i essere realizzati in coerenza con le disposizioni della L.R. n. 1/2013 e s.m.i. (Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica) favorendo la interconnessione delle stesse con i percorsi ciclo turistici esistenti e/o pianificati nei i circostanti dovranno prevedersi idonei spazi comuni e attrezzati, negli edifici adibiti a
istici esistenti e/o pianificati nei i circostanti dovranno prevedersi idonei spazi comuni e attrezzati, negli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive nonché nelle strutture pubbliche, per la sosta e/o il multilingue del percorso In prossimità della sede della stazione ferroviaria e di altri snodi nevralgici di accesso di mezzi di trasporto plurimo di persone saranno previste, in coerenza con il Piano Urbano della Mobilità
nevralgici di accesso di mezzi di trasporto plurimo di persone saranno previste, in coerenza con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, la realizzazione di velostazioni, ovvero di adeguati centri per il deposito custodito di le sedi viarie esistenti, marciapiedi compresi, oppure nell'ambito di interventi di riqualificazione della viabilità urbana, nonché nelle aree destinate a servizi di quartiere. In ogni caso, i percorsi ciclabili devono essere
one della viabilità urbana, nonché nelle aree destinate a servizi di quartiere. In ogni caso, i percorsi ciclabili devono essere e dal traffico veicolare e le interferenze devono essere Per le nuove edificazioni e per gli interventi di ristrutturazione edilizia ed urbanistica, le piste nuo con sezione minima per corsia pari a m. 1,50; tale larghezza è riducibile a 1,25 m. nel caso di tratti con due corsie contigue dello stesso ed opposto senso di marcia;
1,50; tale larghezza è riducibile a 1,25 m. nel caso di tratti con due corsie contigue dello stesso ed opposto senso di marcia; Per piste ciclabili in sede propria o per quelle su corsie riservate ubicate su percorsi pedonali o su marciapiedi la larghezza delle corsie ciclabili può essere eccezionalmente ridotta ad 1 m; Nel caso siano ubicate nei tratti attigui alla viabilità ordinaria, oltre la banchina, i tracciati delle dal piano viabile mediante elementi divisori non valicabili
tigui alla viabilità ordinaria, oltre la banchina, i tracciati delle dal piano viabile mediante elementi divisori non valicabili La pavimentazione deve essere realizzata con l’impiego di materiale antisdrucciolevole, iclabile deve essere contraddistinta (diversi colori e/o materiali) dalle contigue parti di sede stradale destinate ai veicoli e ai pedoni. In mancanza di tale diversificazione, la pista medesima dovrà essere provvista di appositi simboli e scritte orizzontali
pedoni. In mancanza di tale diversificazione, la pista medesima dovrà essere provvista di appositi simboli e scritte orizzontali che ne distinguano l’uso specialistico, e dovrà, in ogni caso, essere realizzata con materiali Per le piste ciclabili in area urbana va perseguita la continuità della rete e la sua integrazione con Per le piste ciclabili in area extraurbana, allo scopo di favorire l’attività di cicloturismo e ricreazione,
ua integrazione con Per le piste ciclabili in area extraurbana, allo scopo di favorire l’attività di cicloturismo e ricreazione, occorre che esse diventino elemento di qualificazione e strumento di fruizione dello spazio agricolo. qualificazione di tracciati esistenti, la progettazione e la
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – realizzazione devono garantire: la separazione dagli altri flussi quando la pista è affiancata ai principali assi stradali extraurbani; essere definite con apposito segno grafico, diversificazione della pavimentazione e, ove possibile, con cordoli o altri elementi di separazione e protezione per i ciclisti; individuare itinerari significativi anche utilizzando strade poderali, argini di t sentieri o tracciati dismessi;
i ciclisti; individuare itinerari significativi anche utilizzando strade poderali, argini di t sentieri o tracciati dismessi; prevedere, ove possibile, spazi attrezzati per la sosta e il ristoro. Per le pavimentazioni delle piste ciclabili sia in area urbana che in area agricola devono essere utilizzati materiali coerenti con il Per la realizzare di piste ciclabili attenersi alle prescrizioni ed alle indicazioni tecniche contenute
ateriali coerenti con il Per la realizzare di piste ciclabili attenersi alle prescrizioni ed alle indicazioni tecniche contenute nelle leggi dello Stato 28 giugno 1991, n. 208, 19 ottobre 1998, n. 366 e s. s.m.i. 2.48 – AREE PER PARCHEGGIO Le aree di parcheggio pubblico realizzate nell’ambito degli interventi di urbanizzazione primaria sono necessarie a soddisfare esigenze elementari di mobilità e di sosta all'interno del sistema urbano. La localizzazione delle generale ed attuativa.
isfare esigenze elementari di mobilità e di sosta all'interno del sistema urbano. La localizzazione delle generale ed attuativa. I parcheggi e le aree di sosta devono: essere sistemati con accessi e uscite in modo che non compromettano la regolarità del traffico veicolare e pedonale delle strade e perseguire l’obiettivo di attenuazione dell’inquinamento visivo rispettare le prescrizioni e indicazioni del Codice della Strada e del regolamento di attuazione.
one dell’inquinamento visivo rispettare le prescrizioni e indicazioni del Codice della Strada e del regolamento di attuazione. Le superfici pavimentate realizzate con tecnologie acque piovane. Ai margini delle aree a parcheggio e delle aree a verde è raccomandata la realizzazione un reticolo di raccolta delle acque meteoriche da far confluire nella rete pluviale, secondo la normativa vigente. Per autorimesse pubbliche o d’uso pubblico si intendono tutti i ricoveri per autoveicoli al chiuso,
econdo la normativa vigente. Per autorimesse pubbliche o d’uso pubblico si intendono tutti i ricoveri per autoveicoli al chiuso, interrati o meno, aperti al pubblico, che vengano utilizzati, anche parzialmente, a rotazion oraria o giornaliera. Le autorimesse pubbliche o d’uso pubblico devono essere realizzate nel rispetto di tutte le norme igieniche, di sicurezza e di prevenzione incendi dettate dalle vigent I varchi di accesso e di uscita devono essere sistemati in modo compatibile co
zza e di prevenzione incendi dettate dalle vigent I varchi di accesso e di uscita devono essere sistemati in modo compatibile co svolgimento del traffico veicolare e pedonale sulla viabilità e spazi pubblici al contorno, oltre che con caratteristiche co-struttive e formali compatibili con la qualità del contesto urbano edificato. L’accesso agli spazi destinati al avere le seguenti caratteristiche: a) rampe di accesso antisdrucciolevoli di pendenza non superiore al
o agli spazi destinati al avere le seguenti caratteristiche: a) rampe di accesso antisdrucciolevoli di pendenza non superiore al b) dimensioni minime della carreggiata pari a 5,50 m nei tratti rettilinei a doppio senso di marcia; 6,00 m in curva e nei raccordi fra tratti rettilinei a doppio senso di marcia, comunque inseriti nella corona circolare compresa tra il raggio interno minimo di 3,50 m e il raggio esterno mimino di 9,50 m;
, comunque inseriti nella corona circolare compresa tra il raggio interno minimo di 3,50 m e il raggio esterno mimino di 9,50 m; c) percorsi pedonali larghi almeno 0,90 m adiacenti alle rampe, scalinati o dentati per il transito dei pedoni; questa prescrizione è ovviabile qualora l’edificio sia dotato di scale o di ascensori alternativi posti nelle adiacenze; d) tratti in piano lunghi almeno 4.50 m per il collegamento con lo spazio pubblico aperto o con altro spazio riservato ai pedoni;
) tratti in piano lunghi almeno 4.50 m per il collegamento con lo spazio pubblico aperto o con altro spazio riservato ai pedoni; e) rampe e percorsi destinati ai pedoni nonché tratti piani di collegamento protetti da opportuni Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. realizzazione devono garantire: la separazione dagli altri flussi quando la pista è affiancata ai principali assi stradali extraurbani;
azione devono garantire: la separazione dagli altri flussi quando la pista è affiancata ai principali assi stradali extraurbani; essere definite con apposito segno grafico, diversificazione della pavimentazione e, ove possibile, con cordoli o altri elementi di separazione e protezione per i ciclisti; individuare itinerari significativi anche utilizzando strade poderali, argini di t sentieri o tracciati dismessi; prevedere, ove possibile, spazi attrezzati per la sosta e il ristoro.
trade poderali, argini di t sentieri o tracciati dismessi; prevedere, ove possibile, spazi attrezzati per la sosta e il ristoro. Per le pavimentazioni delle piste ciclabili sia in area urbana che in area agricola devono essere utilizzati materiali coerenti con il contesto in cui il percorso si inserisce. Per la realizzare di piste ciclabili attenersi alle prescrizioni ed alle indicazioni tecniche contenute nelle leggi dello Stato 28 giugno 1991, n. 208, 19 ottobre 1998, n. 366 e s.m.i., e L.R. n. 1/2013 e
AREE PER PARCHEGGIO
icazioni tecniche contenute nelle leggi dello Stato 28 giugno 1991, n. 208, 19 ottobre 1998, n. 366 e s.m.i., e L.R. n. 1/2013 e AREE PER PARCHEGGIO Le aree di parcheggio pubblico realizzate nell’ambito degli interventi di urbanizzazione primaria sono necessarie a soddisfare esigenze elementari di mobilità e di sosta all'interno del sistema urbano. La localizzazione delle aree di parcheggio è definita dalla pianificazione urbanistica I parcheggi e le aree di sosta devono:
o. La localizzazione delle aree di parcheggio è definita dalla pianificazione urbanistica I parcheggi e le aree di sosta devono: essere sistemati con accessi e uscite in modo che non compromettano la regolarità del traffico veicolare e pedonale delle strade e degli spazi pubblici adiacenti; perseguire l’obiettivo di attenuazione dell’inquinamento visivo-ambientale; rispettare le prescrizioni e indicazioni del Codice della Strada e del regolamento di attuazione.
nquinamento visivo-ambientale; rispettare le prescrizioni e indicazioni del Codice della Strada e del regolamento di attuazione. realizzate con tecnologie drenanti dovranno garantire il recupero delle Ai margini delle aree a parcheggio e delle aree a verde è raccomandata la realizzazione un reticolo di raccolta delle acque meteoriche da far confluire nella rete pluviale, secondo la normativa Per autorimesse pubbliche o d’uso pubblico si intendono tutti i ricoveri per autoveicoli al chiuso,
uviale, secondo la normativa Per autorimesse pubbliche o d’uso pubblico si intendono tutti i ricoveri per autoveicoli al chiuso, interrati o meno, aperti al pubblico, che vengano utilizzati, anche parzialmente, a rotazion che o d’uso pubblico devono essere realizzate nel rispetto di tutte le norme igieniche, di sicurezza e di prevenzione incendi dettate dalle vigenti leggi, decreti e regolamenti. I varchi di accesso e di uscita devono essere sistemati in modo compatibile co
ttate dalle vigenti leggi, decreti e regolamenti. I varchi di accesso e di uscita devono essere sistemati in modo compatibile co svolgimento del traffico veicolare e pedonale sulla viabilità e spazi pubblici al contorno, oltre che struttive e formali compatibili con la qualità del contesto urbano edificato. ’accesso agli spazi destinati al ricovero dei veicoli è assicurato tramite rampe e re le seguenti caratteristiche: rampe di accesso antisdrucciolevoli di pendenza non superiore al 20%;
assicurato tramite rampe e re le seguenti caratteristiche: rampe di accesso antisdrucciolevoli di pendenza non superiore al 20%; dimensioni minime della carreggiata pari a: 5,50 m nei tratti rettilinei a doppio senso di marcia; 6,00 m in curva e nei raccordi fra tratti rettilinei a doppio senso di marcia, comunque inseriti nella corona circolare compresa tra il raggio interno minimo di 3,50 m e il raggio esterno
io senso di marcia, comunque inseriti nella corona circolare compresa tra il raggio interno minimo di 3,50 m e il raggio esterno percorsi pedonali larghi almeno 0,90 m adiacenti alle rampe, scalinati o dentati per il transito dei pedoni; questa prescrizione è ovviabile qualora l’edificio sia dotato di scale o di ascensori alternativi posti nelle adiacenze; nghi almeno 4.50 m per il collegamento con lo spazio pubblico aperto o con altro
REGOLAMENTO EDILIZIO 60 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
di ascensori alternativi posti nelle adiacenze; nghi almeno 4.50 m per il collegamento con lo spazio pubblico aperto o con altro rampe e percorsi destinati ai pedoni nonché tratti piani di collegamento protetti da opportuni REGOLAMENTO EDILIZIO 60 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) la separazione dagli altri flussi quando la pista è affiancata ai principali assi stradali extraurbani; essere definite con apposito segno grafico, diversificazione della pavimentazione e, ove possibile,
i assi stradali extraurbani; essere definite con apposito segno grafico, diversificazione della pavimentazione e, ove possibile, individuare itinerari significativi anche utilizzando strade poderali, argini di torrenti e canali, Per le pavimentazioni delle piste ciclabili sia in area urbana che in area agricola devono essere Per la realizzare di piste ciclabili attenersi alle prescrizioni ed alle indicazioni tecniche contenute m.i., e L.R. n. 1/2013 e
Per la realizzare di piste ciclabili attenersi alle prescrizioni ed alle indicazioni tecniche contenute m.i., e L.R. n. 1/2013 e Le aree di parcheggio pubblico realizzate nell’ambito degli interventi di urbanizzazione primaria sono necessarie a soddisfare esigenze elementari di mobilità e di sosta all'interno del sistema di parcheggio è definita dalla pianificazione urbanistica essere sistemati con accessi e uscite in modo che non compromettano la regolarità del traffico
dalla pianificazione urbanistica essere sistemati con accessi e uscite in modo che non compromettano la regolarità del traffico rispettare le prescrizioni e indicazioni del Codice della Strada e del regolamento di attuazione. dovranno garantire il recupero delle Ai margini delle aree a parcheggio e delle aree a verde è raccomandata la realizzazione un reticolo di raccolta delle acque meteoriche da far confluire nella rete pluviale, secondo la normativa
ndata la realizzazione un reticolo di raccolta delle acque meteoriche da far confluire nella rete pluviale, secondo la normativa Per autorimesse pubbliche o d’uso pubblico si intendono tutti i ricoveri per autoveicoli al chiuso, interrati o meno, aperti al pubblico, che vengano utilizzati, anche parzialmente, a rotazione su base che o d’uso pubblico devono essere realizzate nel rispetto di tutte le norme i leggi, decreti e regolamenti.
a rotazione su base che o d’uso pubblico devono essere realizzate nel rispetto di tutte le norme i leggi, decreti e regolamenti. I varchi di accesso e di uscita devono essere sistemati in modo compatibile con il regolare svolgimento del traffico veicolare e pedonale sulla viabilità e spazi pubblici al contorno, oltre che struttive e formali compatibili con la qualità del contesto urbano edificato. coli è assicurato tramite rampe e i manufatti devono
ruttive e formali compatibili con la qualità del contesto urbano edificato. coli è assicurato tramite rampe e i manufatti devono 6,00 m in curva e nei raccordi fra tratti rettilinei a doppio senso di marcia, comunque inseriti nella corona circolare compresa tra il raggio interno minimo di 3,50 m e il raggio esterno percorsi pedonali larghi almeno 0,90 m adiacenti alle rampe, scalinati o dentati per il transito dei pedoni; questa prescrizione è ovviabile qualora l’edificio sia dotato di scale o di ascensori
nati o dentati per il transito dei pedoni; questa prescrizione è ovviabile qualora l’edificio sia dotato di scale o di ascensori nghi almeno 4.50 m per il collegamento con lo spazio pubblico aperto o con altro rampe e percorsi destinati ai pedoni nonché tratti piani di collegamento protetti da opportuni
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ripari verticali; f) dimensione minima dei corselli d 6,00 m per l’accesso ai box 5,50 m per l'accesso ai pos Per quanto non previsto ai punti precedenti si applica la vigente normativa in materia di Codice della Strada, di sicurezza per le costruzioni e l’esercizio di autorimesse e simili. Nei parcheggi a rotazione con accesso dalle strade di rilevante traffico essere approntati spazi di attesa, siti tra l’accesso dalla pubblica via e la sbarra d’ingresso al
strade di rilevante traffico essere approntati spazi di attesa, siti tra l’accesso dalla pubblica via e la sbarra d’ingresso al parcheggio ovvero alla zona di prelevamento automatizzato nel caso di parcheggi meccanizzati, di ampiezza tale da ricevere un numero comunque non inferiore a due veicoli, al fine di evitare ripercussioni sulla rete viaria. Nella realizzazione di parcheggi pubblici o di uso pubblico, è ammesso l’accesso tramite sistemi di
rcussioni sulla rete viaria. Nella realizzazione di parcheggi pubblici o di uso pubblico, è ammesso l’accesso tramite sistemi di movimentazione meccanizzata e automatizzata, quando la conformazione morfologica degli elementi strutturali di un organismo edilizio o le dimensioni dell’area fondiaria non consentano la formazione di spazi di manovra sufficienti affinché il movimento veicola sicurezza. Negli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione di edifici pubblici o di uso pubblico, il
vimento veicola sicurezza. Negli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione di edifici pubblici o di uso pubblico, il collegamento pedonale tra i piani destinati al ricovero dei veicoli e quello degli ingressi deve essere assicurato tramite ascensori accessibili. Fermo restando le leggi e i regolamenti nazionali e regionali in materia, gli stalli dei parcheggi pubblici devono essere realizzati con pavimentazione del tipo drenante e permeabile. In ogni area di parcheggio vanno previs
ggi pubblici devono essere realizzati con pavimentazione del tipo drenante e permeabile. In ogni area di parcheggio vanno previs delimitazione dei viali di smistamento o di gruppi di spazi di sosta. Le alberature devono essere previste con un numero minimo di un albero ogni quattro stalli. In ogni area di parcheggio vanno altresì previste adeguate aree di sosta per motocicli, nonch biciclette. Nelle aree a parcheggio pubblico deve essere prevista l’installazione di infrastrutture elettriche per
ocicli, nonch biciclette. Nelle aree a parcheggio pubblico deve essere prevista l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli, idonee a permettere l Tali parcheggi dovranno essere dimensionati, coerentemente con le previsioni previste dalla L.R. 1/2013 e s.m.i., e dalla L.R. 13/2008 “Norme per l’abitare Sostenibile”, in modo da raggiungere almeno la prestazione sufficiente, 2.49 – PIAZZE E AREE PEDONALI
/2008 “Norme per l’abitare Sostenibile”, in modo da raggiungere almeno la prestazione sufficiente, 2.49 – PIAZZE E AREE PEDONALI Le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono garantire il passeggio, la sosta e l'incontro delle persone, devono garantire la persona mediante punti di riferimento riconoscibili e discriminabili fra loro. Sono favoriti studi attenti anche per l’inserimento di fontane ornamentali ed ancor più di sculture artistiche che
ili fra loro. Sono favoriti studi attenti anche per l’inserimento di fontane ornamentali ed ancor più di sculture artistiche che caratterizzino e completino tali spazi. Il tutto improntato ai più alti livelli di sostenibilità ambientale, con un attento studio del contesto urbano antropizzato e non, del soleggiamento e delle ombre, delle essenze arboree, della regimentazione e recupero delle acque meteoriche (c drenanti e di accumulo), dell’illuminazione pubblica autoalimentata (fotovoltaico, microeolico,
cupero delle acque meteoriche (c drenanti e di accumulo), dell’illuminazione pubblica autoalimentata (fotovoltaico, microeolico, geotermico), ecc. Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura identificabile, senza intralci con v biciclette a passo d’uomo A tale scopo devono essere previsti delle nette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto
e nette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto pubblico, queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare attenzione deve essere posta per la mobilità di sog per la sicurezza di bambini ed anziani. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente
re posta per la mobilità di sog per la sicurezza di bambini ed anziani. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti dei rifiuti solidi urbani. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. dimensione minima dei corselli di distribuzione interna pari a: 6,00 m per l’accesso ai box;
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. dimensione minima dei corselli di distribuzione interna pari a: 6,00 m per l’accesso ai box; 5,50 m per l'accesso ai posti macchina tracciati a vernice. Per quanto non previsto ai punti precedenti si applica la vigente normativa in materia di Codice della Strada, di sicurezza per le costruzioni e l’esercizio di autorimesse e simili. Nei parcheggi a rotazione con accesso dalle strade di rilevante traffico automobilistico, devono
rcizio di autorimesse e simili. Nei parcheggi a rotazione con accesso dalle strade di rilevante traffico automobilistico, devono essere approntati spazi di attesa, siti tra l’accesso dalla pubblica via e la sbarra d’ingresso al parcheggio ovvero alla zona di prelevamento automatizzato nel caso di parcheggi meccanizzati, di ampiezza tale da ricevere un numero di veicoli pari al 2% della prevista capacità di parcamento e comunque non inferiore a due veicoli, al fine di evitare ripercussioni sulla rete viaria.
ella prevista capacità di parcamento e comunque non inferiore a due veicoli, al fine di evitare ripercussioni sulla rete viaria. Nella realizzazione di parcheggi pubblici o di uso pubblico, è ammesso l’accesso tramite sistemi di imentazione meccanizzata e automatizzata, quando la conformazione morfologica degli elementi strutturali di un organismo edilizio o le dimensioni dell’area fondiaria non consentano la formazione di spazi di manovra sufficienti affinché il movimento veicolare avvenga in condizioni di
fondiaria non consentano la formazione di spazi di manovra sufficienti affinché il movimento veicolare avvenga in condizioni di Negli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione di edifici pubblici o di uso pubblico, il collegamento pedonale tra i piani destinati al ricovero dei veicoli e quello degli ingressi deve essere tramite ascensori accessibili. Fermo restando le leggi e i regolamenti nazionali e regionali in materia, gli stalli dei parcheggi
ramite ascensori accessibili. Fermo restando le leggi e i regolamenti nazionali e regionali in materia, gli stalli dei parcheggi pubblici devono essere realizzati con pavimentazione del tipo drenante e permeabile. In ogni area di parcheggio vanno previste adeguate alberature e arbusti di tipo autoctono a delimitazione dei viali di smistamento o di gruppi di spazi di sosta. Le alberature devono essere previste con un numero minimo di un albero ogni quattro stalli. In ogni area di parcheggio vanno
ta. Le alberature devono essere previste con un numero minimo di un albero ogni quattro stalli. In ogni area di parcheggio vanno previste adeguate aree di sosta per motocicli, nonché per l'installazione di rastrelliere per Nelle aree a parcheggio pubblico deve essere prevista l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli, idonee a permettere la connessione delle vetture. Tali parcheggi dovranno essere dimensionati, coerentemente con le previsioni previste dalla L.R.
PIAZZE E AREE PEDONALI
e la connessione delle vetture. Tali parcheggi dovranno essere dimensionati, coerentemente con le previsioni previste dalla L.R. 1/2013 e s.m.i., e dalla L.R. 13/2008 “Norme per l’abitare Sostenibile”, in modo da raggiungere iente, di cui al criterio A.3.4 del Protocollo ITACA PUGLIA. PIAZZE E AREE PEDONALI Le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono garantire il passeggio, la sosta e l'incontro delle persone, devono garantire la possibilità di orientamento della
donale devono garantire il passeggio, la sosta e l'incontro delle persone, devono garantire la possibilità di orientamento della persona mediante punti di riferimento riconoscibili e discriminabili fra loro. Sono favoriti studi attenti anche per l’inserimento di fontane ornamentali ed ancor più di sculture artistiche che tali spazi. Il tutto improntato ai più alti livelli di sostenibilità ambientale, con un attento studio del contesto urbano antropizzato e non, del soleggiamento e delle ombre,
elli di sostenibilità ambientale, con un attento studio del contesto urbano antropizzato e non, del soleggiamento e delle ombre, delle essenze arboree, della regimentazione e recupero delle acque meteoriche (c drenanti e di accumulo), dell’illuminazione pubblica autoalimentata (fotovoltaico, microeolico, Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura identificabile, senza intralci con veicoli di qualsiasi genere, consentendone il transito solo a
acoli, ordinate e con struttura identificabile, senza intralci con veicoli di qualsiasi genere, consentendone il transito solo a biciclette a passo d’uomo A tale scopo devono essere previsti delle nette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o
n integrate nel contesto elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto pubblico, queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare attenzione deve essere posta per la mobilità di soggetti diversamente abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed anziani. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente
REGOLAMENTO EDILIZIO 61 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed anziani. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti dei rifiuti solidi REGOLAMENTO EDILIZIO 61 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Per quanto non previsto ai punti precedenti si applica la vigente normativa in materia di Codice automobilistico, devono
5.2019) Per quanto non previsto ai punti precedenti si applica la vigente normativa in materia di Codice automobilistico, devono essere approntati spazi di attesa, siti tra l’accesso dalla pubblica via e la sbarra d’ingresso al parcheggio ovvero alla zona di prelevamento automatizzato nel caso di parcheggi meccanizzati, di di veicoli pari al 2% della prevista capacità di parcamento e comunque non inferiore a due veicoli, al fine di evitare ripercussioni sulla rete viaria.
ella prevista capacità di parcamento e comunque non inferiore a due veicoli, al fine di evitare ripercussioni sulla rete viaria. Nella realizzazione di parcheggi pubblici o di uso pubblico, è ammesso l’accesso tramite sistemi di imentazione meccanizzata e automatizzata, quando la conformazione morfologica degli elementi strutturali di un organismo edilizio o le dimensioni dell’area fondiaria non consentano la re avvenga in condizioni di
elementi strutturali di un organismo edilizio o le dimensioni dell’area fondiaria non consentano la re avvenga in condizioni di Negli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione di edifici pubblici o di uso pubblico, il collegamento pedonale tra i piani destinati al ricovero dei veicoli e quello degli ingressi deve essere Fermo restando le leggi e i regolamenti nazionali e regionali in materia, gli stalli dei parcheggi
lo degli ingressi deve essere Fermo restando le leggi e i regolamenti nazionali e regionali in materia, gli stalli dei parcheggi pubblici devono essere realizzati con pavimentazione del tipo drenante e permeabile. te adeguate alberature e arbusti di tipo autoctono a delimitazione dei viali di smistamento o di gruppi di spazi di sosta. Le alberature devono essere previste con un numero minimo di un albero ogni quattro stalli. In ogni area di parcheggio vanno per l'installazione di rastrelliere per
con un numero minimo di un albero ogni quattro stalli. In ogni area di parcheggio vanno per l'installazione di rastrelliere per Nelle aree a parcheggio pubblico deve essere prevista l’installazione di infrastrutture elettriche per Tali parcheggi dovranno essere dimensionati, coerentemente con le previsioni previste dalla L.R. 1/2013 e s.m.i., e dalla L.R. 13/2008 “Norme per l’abitare Sostenibile”, in modo da raggiungere del Protocollo ITACA PUGLIA.
.R. 1/2013 e s.m.i., e dalla L.R. 13/2008 “Norme per l’abitare Sostenibile”, in modo da raggiungere del Protocollo ITACA PUGLIA. Le piazze, i percorsi e le aree urbane ad esclusivo o prevalente uso pedonale devono garantire il possibilità di orientamento della persona mediante punti di riferimento riconoscibili e discriminabili fra loro. Sono favoriti studi attenti anche per l’inserimento di fontane ornamentali ed ancor più di sculture artistiche che
ili fra loro. Sono favoriti studi attenti anche per l’inserimento di fontane ornamentali ed ancor più di sculture artistiche che tali spazi. Il tutto improntato ai più alti livelli di sostenibilità ambientale, con un attento studio del contesto urbano antropizzato e non, del soleggiamento e delle ombre, delle essenze arboree, della regimentazione e recupero delle acque meteoriche (con tecnologie drenanti e di accumulo), dell’illuminazione pubblica autoalimentata (fotovoltaico, microeolico,
acque meteoriche (con tecnologie drenanti e di accumulo), dell’illuminazione pubblica autoalimentata (fotovoltaico, microeolico, Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura eicoli di qualsiasi genere, consentendone il transito solo a biciclette a passo d’uomo A tale scopo devono essere previsti delle nette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto ed
ette separazioni con i percorsi veicolari, costituiti da marciapiedi o gradonature o da recinzioni ben integrate nel contesto ed elementi architettonici di arredo stabilmente infissi. In caso di attraversamento di strade veicolari o dedicate al trasporto pubblico, queste devono essere nettamente segnalate e protette. Particolare getti diversamente abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed anziani. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente
abili, ipovedenti, audiolesi e per la sicurezza di bambini ed anziani. Inoltre dovranno prevedersi idonei spazi, opportunamente delimitati ed integrati nel contesto urbano, per il posizionamento dei cassonetti dei rifiuti solidi
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – I materiali e le modalità costruttive, in presenza di servizi nel sottosuolo, devono consentire lo svolgimento delle operazioni di ispezione e di ripristino, in modo semplice ed economico. Le strade, le piazze e le aree pedonali in genere, devono essere sa deflusso e la raccolta delle acque meteoriche, al fine di evitare i ristagni d’acqua. A tale scopo si potrà prevedere la realizzazione di parti di pavimentazione realizzate con tecnologie drenanti.
istagni d’acqua. A tale scopo si potrà prevedere la realizzazione di parti di pavimentazione realizzate con tecnologie drenanti. I progetti devono garantire riferimento riconoscibili e discriminabili fra loro. Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura identificabile. Le pavimentazioni, gli arredi, l'illuminazione, le eventuali aiuole, le recinzioni, devono concorrere a
truttura identificabile. Le pavimentazioni, gli arredi, l'illuminazione, le eventuali aiuole, le recinzioni, devono concorrere a definire una elevata qualità urbana con particolare riguardo all’uso di materiali tradizionali. In particolare le pavimentazioni devono essere curate nel disegno, nei colori e nella du della migliore fruizione. Non va escluso, in via subordinata, in contesti contemporanei, purché omogenei a loro volta, il ricorso a materiali della tradizione pugliese (travertini, pietra di Trani,
esti contemporanei, purché omogenei a loro volta, il ricorso a materiali della tradizione pugliese (travertini, pietra di Trani, Apricena, pietra serena, pietra lavica ed delle acque, i pozzetti e le canaline saranno realizzate in ferro, ghisa o pietra. Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della luce notturna, in modo da assicurare la sicurezza e la fruizione in funzione delle attività previste, ma
à e la diffusione della luce notturna, in modo da assicurare la sicurezza e la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la qualità e l'estetica dei corpi illuminanti in modo da costituire un ulteriore elemento di progettazione organica. Particolare cura deve essere post fontane, vasche, chioschi, ma anche di pali, cordoli, muretti ed ogni altra opera analoga. Anche in questo caso l'intervento deve rispondere a criteri unitar 2.50 – PASSAGGI PEDONA
, muretti ed ogni altra opera analoga. Anche in questo caso l'intervento deve rispondere a criteri unitar 2.50 – PASSAGGI PEDONA Nel contesto urbano, tutte le vie di nuova formazione e, per quanto possibile, quelle esistenti devono essere munite di marciapiede o comunque di passaggio pedonale pubblico, realizzati in conformità alle norme di legge sull'eliminazione d L'esecuzione dei marciapiedi, sia a raso che rialzati, se effettuata dai proprietari delle unità
me di legge sull'eliminazione d L'esecuzione dei marciapiedi, sia a raso che rialzati, se effettuata dai proprietari delle unità immobiliari che li fronteggiano, deve essere realizzata con modalità, materiali, livellette ed allineamenti indicati da apposito tipo, ed essi saranno sempre e comunque gravati di servitù di pubblico passaggio. Alla fine dei predetti lavori il progettista e direttore dei lavori dovrà rilasciare idoneo collaudo delle ope
bblico passaggio. Alla fine dei predetti lavori il progettista e direttore dei lavori dovrà rilasciare idoneo collaudo delle ope eseguite con allegata documentazione fotografica dell'intervento effettuato. I marciapiedi ed i camminamenti cordone in pietra di sezione 30 abachi. I marciapiedi ed i passaggi pedonali realizzati su area privata non recintata sono gravati di servitù di pubblico passaggio. I marciapiedi di nuova costruzione devono essere realizzati con dislivello
intata sono gravati di servitù di pubblico passaggio. I marciapiedi di nuova costruzione devono essere realizzati con dislivello transito veicolare di non oltre 15 cm, seguenti larghezze minime (valori abachi delle strade tipo): per vie larghe m. 12: marciapiedi di m.2,50; per vie larghe m. 15: marciapiedi di m.3,00; per vie larghe m. 18: marciapiedi di m.3,50; per vie larghe m. 20 ed oltre: marciapiedi di m. 4,00.
: marciapiedi di m.3,00; per vie larghe m. 18: marciapiedi di m.3,50; per vie larghe m. 20 ed oltre: marciapiedi di m. 4,00. Eventuali dislivelli per interruzioni localizzate, dovuti a raccordi con il livello stradale o ad intersezioni con passi carrabili, devono essere superati con rampe di pendenza non superiore al 12%, ed in ogni caso deve essere garantita una superficie in p inferiore a m. 1,50. Qualora, per ragioni tecniche o di salvaguardia storico
ogni caso deve essere garantita una superficie in p inferiore a m. 1,50. Qualora, per ragioni tecniche o di salvaguardia storico all'interno dei locali pubblici o privati aperti al pubblico, gli adeguamenti alle norme Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. I materiali e le modalità costruttive, in presenza di servizi nel sottosuolo, devono consentire lo
RI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
RI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. I materiali e le modalità costruttive, in presenza di servizi nel sottosuolo, devono consentire lo svolgimento delle operazioni di ispezione e di ripristino, in modo semplice ed economico. Le strade, le piazze e le aree pedonali in genere, devono essere sagomate in modo da favorire il deflusso e la raccolta delle acque meteoriche, al fine di evitare i ristagni d’acqua. A tale scopo si
ate in modo da favorire il deflusso e la raccolta delle acque meteoriche, al fine di evitare i ristagni d’acqua. A tale scopo si potrà prevedere la realizzazione di parti di pavimentazione realizzate con tecnologie drenanti. I progetti devono garantire la possibilità di orientamento della persona mediante punti di riferimento riconoscibili e discriminabili fra loro. Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura
noscibili e discriminabili fra loro. Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura 'illuminazione, le eventuali aiuole, le recinzioni, devono concorrere a definire una elevata qualità urbana con particolare riguardo all’uso di materiali tradizionali. In particolare le pavimentazioni devono essere curate nel disegno, nei colori e nella du della migliore fruizione. Non va escluso, in via subordinata, in contesti contemporanei, purché
l disegno, nei colori e nella du della migliore fruizione. Non va escluso, in via subordinata, in contesti contemporanei, purché omogenei a loro volta, il ricorso a materiali della tradizione pugliese (travertini, pietra di Trani, Apricena, pietra serena, pietra lavica ed ogni altra materia prima naturale). Le griglie di raccolta delle acque, i pozzetti e le canaline saranno realizzate in ferro, ghisa o pietra.
teria prima naturale). Le griglie di raccolta delle acque, i pozzetti e le canaline saranno realizzate in ferro, ghisa o pietra. Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della notturna, in modo da assicurare la sicurezza e la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la qualità e l'estetica dei corpi illuminanti in modo da costituire un ulteriore elemento di
PASSAGGI PEDONALI E MARCIAPIEDI
e delle attività previste, ma anche la qualità e l'estetica dei corpi illuminanti in modo da costituire un ulteriore elemento di progettazione organica. Particolare cura deve essere posta nella realizzazione di panchine o sedute, fontane, vasche, chioschi, ma anche di pali, cordoli, muretti ed ogni altra opera analoga. Anche in questo caso l'intervento deve rispondere a criteri unitari ed organici di progettazione. PASSAGGI PEDONALI E MARCIAPIEDI
PASSAGGI PEDONALI E MARCIAPIEDI
nche in questo caso l'intervento deve rispondere a criteri unitari ed organici di progettazione. PASSAGGI PEDONALI E MARCIAPIEDI Nel contesto urbano, tutte le vie di nuova formazione e, per quanto possibile, quelle esistenti devono essere munite di marciapiede o comunque di passaggio pedonale pubblico, realizzati in conformità alle norme di legge sull'eliminazione delle barriere architettoniche. L'esecuzione dei marciapiedi, sia a raso che rialzati, se effettuata dai proprietari delle unità
delle barriere architettoniche. L'esecuzione dei marciapiedi, sia a raso che rialzati, se effettuata dai proprietari delle unità immobiliari che li fronteggiano, deve essere realizzata con modalità, materiali, livellette ed allineamenti indicati da apposito Regolamento comunale completo di Abachi delle sezioni stradali tipo, ed essi saranno sempre e comunque gravati di servitù di pubblico passaggio. Alla fine dei
di Abachi delle sezioni stradali tipo, ed essi saranno sempre e comunque gravati di servitù di pubblico passaggio. Alla fine dei predetti lavori il progettista e direttore dei lavori dovrà rilasciare idoneo collaudo delle ope eseguite con allegata documentazione fotografica dell'intervento effettuato. camminamenti, devono essere pavimentati con materiale adatto e delimitati da 30 x 25 cm salvo diverse disposizioni dei competent
camminamenti, devono essere pavimentati con materiale adatto e delimitati da 30 x 25 cm salvo diverse disposizioni dei competent . I marciapiedi ed i passaggi pedonali realizzati su area privata non recintata sono gravati di I marciapiedi di nuova costruzione devono essere realizzati con dislivello to veicolare di non oltre 15 cm, pendenza massima non superiore all'8% e ed avere le seguenti larghezze minime (valori indicativi e non prescrittivi, nelle more dell’approvazione degli
periore all'8% e ed avere le seguenti larghezze minime (valori indicativi e non prescrittivi, nelle more dell’approvazione degli per vie larghe m. 12: marciapiedi di m.2,50; per vie larghe m. 15: marciapiedi di m.3,00; per vie larghe m. 18: marciapiedi di m.3,50; oltre: marciapiedi di m. 4,00. Eventuali dislivelli per interruzioni localizzate, dovuti a raccordi con il livello stradale o ad intersezioni con passi carrabili, devono essere superati con rampe di pendenza non superiore al
REGOLAMENTO EDILIZIO 62 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
rdi con il livello stradale o ad intersezioni con passi carrabili, devono essere superati con rampe di pendenza non superiore al 12%, ed in ogni caso deve essere garantita una superficie in piano sul marciapiede di larghezza non Qualora, per ragioni tecniche o di salvaguardia storico-architettonica, non sia possibile realizzare all'interno dei locali pubblici o privati aperti al pubblico, gli adeguamenti alle norme REGOLAMENTO EDILIZIO 62 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 62 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
aperti al pubblico, gli adeguamenti alle norme REGOLAMENTO EDILIZIO 62 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) I materiali e le modalità costruttive, in presenza di servizi nel sottosuolo, devono consentire lo svolgimento delle operazioni di ispezione e di ripristino, in modo semplice ed economico. gomate in modo da favorire il deflusso e la raccolta delle acque meteoriche, al fine di evitare i ristagni d’acqua. A tale scopo si
ate in modo da favorire il deflusso e la raccolta delle acque meteoriche, al fine di evitare i ristagni d’acqua. A tale scopo si potrà prevedere la realizzazione di parti di pavimentazione realizzate con tecnologie drenanti. la possibilità di orientamento della persona mediante punti di Le vie di percorrenza devono essere evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura 'illuminazione, le eventuali aiuole, le recinzioni, devono concorrere a
evidenti e libere da ostacoli, ordinate e con struttura 'illuminazione, le eventuali aiuole, le recinzioni, devono concorrere a definire una elevata qualità urbana con particolare riguardo all’uso di materiali tradizionali. In particolare le pavimentazioni devono essere curate nel disegno, nei colori e nella durabilità ai fini della migliore fruizione. Non va escluso, in via subordinata, in contesti contemporanei, purché
olori e nella durabilità ai fini della migliore fruizione. Non va escluso, in via subordinata, in contesti contemporanei, purché omogenei a loro volta, il ricorso a materiali della tradizione pugliese (travertini, pietra di Trani, ogni altra materia prima naturale). Le griglie di raccolta Per gli impianti di illuminazione esterna deve essere curata non solo l'intensità e la diffusione della notturna, in modo da assicurare la sicurezza e la fruizione in funzione delle attività previste, ma
ensità e la diffusione della notturna, in modo da assicurare la sicurezza e la fruizione in funzione delle attività previste, ma anche la qualità e l'estetica dei corpi illuminanti in modo da costituire un ulteriore elemento di a nella realizzazione di panchine o sedute, fontane, vasche, chioschi, ma anche di pali, cordoli, muretti ed ogni altra opera analoga. Anche in i ed organici di progettazione. Nel contesto urbano, tutte le vie di nuova formazione e, per quanto possibile, quelle esistenti
i ed organici di progettazione. Nel contesto urbano, tutte le vie di nuova formazione e, per quanto possibile, quelle esistenti devono essere munite di marciapiede o comunque di passaggio pedonale pubblico, realizzati in L'esecuzione dei marciapiedi, sia a raso che rialzati, se effettuata dai proprietari delle unità immobiliari che li fronteggiano, deve essere realizzata con modalità, materiali, livellette ed Regolamento comunale completo di Abachi delle sezioni stradali
no, deve essere realizzata con modalità, materiali, livellette ed Regolamento comunale completo di Abachi delle sezioni stradali tipo, ed essi saranno sempre e comunque gravati di servitù di pubblico passaggio. Alla fine dei predetti lavori il progettista e direttore dei lavori dovrà rilasciare idoneo collaudo delle opere devono essere pavimentati con materiale adatto e delimitati da x 25 cm salvo diverse disposizioni dei competenti uffici comunali ed
ono essere pavimentati con materiale adatto e delimitati da x 25 cm salvo diverse disposizioni dei competenti uffici comunali ed . I marciapiedi ed i passaggi pedonali realizzati su area privata non recintata sono gravati di I marciapiedi di nuova costruzione devono essere realizzati con dislivello rispetto al piano di za massima non superiore all'8% e ed avere le indicativi e non prescrittivi, nelle more dell’approvazione degli
etto al piano di za massima non superiore all'8% e ed avere le indicativi e non prescrittivi, nelle more dell’approvazione degli Eventuali dislivelli per interruzioni localizzate, dovuti a raccordi con il livello stradale o ad intersezioni con passi carrabili, devono essere superati con rampe di pendenza non superiore al iano sul marciapiede di larghezza non architettonica, non sia possibile realizzare all'interno dei locali pubblici o privati aperti al pubblico, gli adeguamenti alle norme
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – sull'eliminazione delle barriere architettoniche degli ingressi, è consentita, previo parere degli Uffici competenti, la realizzazione di rampe esterne opportunamente raccordate a condizione che lo spazio libero di marciapiede o percorso pedonale non sia inferio opportunamente segnalate e dotate di idonee protezioni o transenne di sicurezza. Dette installazioni non sono soggette al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico.
zioni o transenne di sicurezza. Dette installazioni non sono soggette al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico. Con riferimento a situazioni in cui il traffico veicolare possa determinare situazioni di pericolo o per motivazioni di carattere ambientale, l'Amministrazione Comunale può disporre che marciapiedi e passaggi pedonali siano protetti con barriere metalliche È consentita l’apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma
rotetti con barriere metalliche È consentita l’apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma precedente, in conformità alle disposizioni del " esecuzione e di attuazione, nonché del Regolamento comunale sugli impianti 2.51 – PASSI CARRAI ED USCITE PER AUTORIMESSE Si considerano passi carrabili quelle modificazioni praticate ai marciapiedi o alla pavimentazione stradale, oppure alle aree private gravate da servitù di pubblico passaggio, onde permettere o
marciapiedi o alla pavimentazione stradale, oppure alle aree private gravate da servitù di pubblico passaggio, onde permettere o facilitare l'accesso con veicoli alla proprietà privata. La realizzazione dei passi carrai spazi da cui si accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione. Ove la costruzione fronteggi più spazi pubblici, l'accesso è consentito da quello a minor traffi fatti salvi i casi di comprovata impossibilità.
ne fronteggi più spazi pubblici, l'accesso è consentito da quello a minor traffi fatti salvi i casi di comprovata impossibilità. Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la carreggiata pubblica, deve essere non inferiore a 4,50 m. e la larghezza dello stesso non deve essere inferiore a m. 2,50. Per quanto attiene le modalità per l’ottenimento dell’autorizzazione relative ai "passi carrabili" si fa riferimento al Regolamento comunale sulla T.O.S.A.P
tà per l’ottenimento dell’autorizzazione relative ai "passi carrabili" si fa riferimento al Regolamento comunale sulla T.O.S.A.P Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la carreggiata pubblica, deve essere non inferiore a L’uscita dai passi carrabili verso il suolo pubblico deve accorgimenti funzionali ad una buona visibilità, eventualmente anche con l'ausilio di specchi o telecamere opportunamente disposti a cura dei proprietari delle costruzioni.
ità, eventualmente anche con l'ausilio di specchi o telecamere opportunamente disposti a cura dei proprietari delle costruzioni. Gli accessi carrabili esistenti posson di loro modifica, gli stessi dovranno essere adeguati alla presente norma. Sono ammesse deroghe nei casi in cui si dimostri l’impossibilita di eseguire le modifiche necessarie, ovvero laddove sia necessario il rispetto dei canoni compositivi di facciata per immobili ricadenti nel centro storico oppure di riconosciuto valore storico
o il rispetto dei canoni compositivi di facciata per immobili ricadenti nel centro storico oppure di riconosciuto valore storico Nel caso di interventi su edifici esistenti, se i cancelli o le porte di accesso veicolare prosp direttamente sulla pubblica strada senza disporre dello spazio utile alla manovra di ingresso/uscita dei veicoli, gli stessi dovranno essere automatizzati con comando di apertura a distanza e dotati di dispositivi atti a garantire la sicurezza degli
ssi dovranno essere automatizzati con comando di apertura a distanza e dotati di dispositivi atti a garantire la sicurezza degli L’esecuzione dell’accesso carrabile e/o la sua rimozione in caso di rinuncia è posta a carico del richiedente ha l’obbligo di ripavimentare a proprie spese il suolo pubblico e di renderlo idoneo a sopportare il traffico che vi s'intende svolgere. Nei nuovi insediamenti produttivi deve essere in ogni caso garantita, ed idoneamente dimostrata in
co che vi s'intende svolgere. Nei nuovi insediamenti produttivi deve essere in ogni caso garantita, ed idoneamente dimostrata in sede progettuale, la capacita di passaggio dei mezzi pesanti inerenti l’attività produttiva. Nei casi in cui la riconversione o l’eventuale modifica della tipologia produttiva o di vendita di un immobile terziario o produttivo, ovvero il subentro di attività lavorative comportino un maggiore impatto sul traffico di autovetture o mezzi pesanti si determina la necessità d
ro di attività lavorative comportino un maggiore impatto sul traffico di autovetture o mezzi pesanti si determina la necessità d dei passi carrabili esistenti alle previsioni del presente regolamento e del “Codice della Strada” con i relativi decreti attuativi. E’ ammesso l’accesso agli spazi destinati al ricovero degli autoveicoli tramite sistemi di elevazion movimentazione meccanizzata ed automatizzata; gli spazi di attesa antistanti il dispositivo di
coli tramite sistemi di elevazion movimentazione meccanizzata ed automatizzata; gli spazi di attesa antistanti il dispositivo di prelevamento meccanizzato delle autovetture debbono essere dimensionati in modo tale da non Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. liminazione delle barriere architettoniche degli ingressi, è consentita, previo parere degli Uffici
I E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
I E GEOM. LAUREATI BAT (REV. liminazione delle barriere architettoniche degli ingressi, è consentita, previo parere degli Uffici competenti, la realizzazione di rampe esterne opportunamente raccordate a condizione che lo spazio libero di marciapiede o percorso pedonale non sia inferiore a m. 2,00 e che le rampe siano opportunamente segnalate e dotate di idonee protezioni o transenne di sicurezza. Dette installazioni non sono soggette al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico.
zioni o transenne di sicurezza. Dette installazioni non sono soggette al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico. Con riferimento a situazioni in cui il traffico veicolare possa determinare situazioni di pericolo o per motivazioni di carattere ambientale, l'Amministrazione Comunale può disporre che marciapiedi e passaggi pedonali siano protetti con barriere metalliche o dissuasori idonei allo scopo. apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma
PASSI CARRAI ED USCITE PER AUTORIMESSE
ere metalliche o dissuasori idonei allo scopo. apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma precedente, in conformità alle disposizioni del "Codice della Strada" e del suo regolamento di nché del Regolamento comunale sugli impianti pubblicitari PASSI CARRAI ED USCITE PER AUTORIMESSE Si considerano passi carrabili quelle modificazioni praticate ai marciapiedi o alla pavimentazione
RAI ED USCITE PER AUTORIMESSE
RAI ED USCITE PER AUTORIMESSE Si considerano passi carrabili quelle modificazioni praticate ai marciapiedi o alla pavimentazione stradale, oppure alle aree private gravate da servitù di pubblico passaggio, onde permettere o facilitare l'accesso con veicoli alla proprietà privata. dei passi carrai deve essere autorizzata dall’Ente proprietario delle strade o degli spazi da cui si accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione.
i accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione. one fronteggi più spazi pubblici, l'accesso è consentito da quello a minor traffi fatti salvi i casi di comprovata impossibilità. Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la eve essere non inferiore a 4,50 m. e la larghezza dello stesso non deve
tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la eve essere non inferiore a 4,50 m. e la larghezza dello stesso non deve le modalità per l’ottenimento dell’autorizzazione relative ai "passi carrabili" si fa mento comunale sulla T.O.S.A.P. (http://www.comune.trani.bt.it Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la deve essere non inferiore a 5,50 m.
uove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la deve essere non inferiore a 5,50 m. L’uscita dai passi carrabili verso il suolo pubblico deve essere sempre realizzata adottando tutti gli accorgimenti funzionali ad una buona visibilità, eventualmente anche con l'ausilio di specchi o telecamere opportunamente disposti a cura dei proprietari delle costruzioni. Gli accessi carrabili esistenti possono essere conservati nello stato in cui si trovano; tuttavia, in caso
ri delle costruzioni. Gli accessi carrabili esistenti possono essere conservati nello stato in cui si trovano; tuttavia, in caso di loro modifica, gli stessi dovranno essere adeguati alla presente norma. Sono ammesse deroghe nei casi in cui si dimostri l’impossibilita di eseguire le modifiche necessarie, dove sia necessario il rispetto dei canoni compositivi di facciata per immobili ricadenti nel centro storico oppure di riconosciuto valore storico-monumentale.
dei canoni compositivi di facciata per immobili ricadenti nel centro storico oppure di riconosciuto valore storico-monumentale. caso di interventi su edifici esistenti, se i cancelli o le porte di accesso veicolare prosp direttamente sulla pubblica strada senza disporre dello spazio utile alla manovra di ingresso/uscita dei veicoli, gli stessi dovranno essere automatizzati con comando di apertura a distanza e dotati di
manovra di ingresso/uscita dei veicoli, gli stessi dovranno essere automatizzati con comando di apertura a distanza e dotati di dispositivi atti a garantire la sicurezza degli utenti della strada (specchi, telecamere, ecc.). L’esecuzione dell’accesso carrabile e/o la sua rimozione in caso di rinuncia è posta a carico del obbligo di ripavimentare a proprie spese il suolo pubblico e di renderlo idoneo a e il traffico che vi s'intende svolgere.
o del obbligo di ripavimentare a proprie spese il suolo pubblico e di renderlo idoneo a e il traffico che vi s'intende svolgere. Nei nuovi insediamenti produttivi deve essere in ogni caso garantita, ed idoneamente dimostrata in sede progettuale, la capacita di passaggio dei mezzi pesanti inerenti l’attività produttiva. nversione o l’eventuale modifica della tipologia produttiva o di vendita di un immobile terziario o produttivo, ovvero il subentro di attività lavorative comportino un maggiore
produttiva o di vendita di un immobile terziario o produttivo, ovvero il subentro di attività lavorative comportino un maggiore impatto sul traffico di autovetture o mezzi pesanti si determina la necessità di adeguare le aperture dei passi carrabili esistenti alle previsioni del presente regolamento e del “Codice della Strada” con i E’ ammesso l’accesso agli spazi destinati al ricovero degli autoveicoli tramite sistemi di elevazion
REGOLAMENTO EDILIZIO 63 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
“Codice della Strada” con i E’ ammesso l’accesso agli spazi destinati al ricovero degli autoveicoli tramite sistemi di elevazion movimentazione meccanizzata ed automatizzata; gli spazi di attesa antistanti il dispositivo di prelevamento meccanizzato delle autovetture debbono essere dimensionati in modo tale da non REGOLAMENTO EDILIZIO 63 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) liminazione delle barriere architettoniche degli ingressi, è consentita, previo parere degli Uffici
UREATI BAT (REV. 02.05.2019)
UREATI BAT (REV. 02.05.2019) liminazione delle barriere architettoniche degli ingressi, è consentita, previo parere degli Uffici competenti, la realizzazione di rampe esterne opportunamente raccordate a condizione che lo re a m. 2,00 e che le rampe siano opportunamente segnalate e dotate di idonee protezioni o transenne di sicurezza. Dette installazioni non sono soggette al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico.
zioni o transenne di sicurezza. Dette installazioni non sono soggette al pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico. Con riferimento a situazioni in cui il traffico veicolare possa determinare situazioni di pericolo o per motivazioni di carattere ambientale, l'Amministrazione Comunale può disporre che marciapiedi e o dissuasori idonei allo scopo. apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma " e del suo regolamento di pubblicitari.
copo. apposizione di messaggi pubblicitari sulle transenne parapedonali di cui al comma " e del suo regolamento di pubblicitari. Si considerano passi carrabili quelle modificazioni praticate ai marciapiedi o alla pavimentazione stradale, oppure alle aree private gravate da servitù di pubblico passaggio, onde permettere o deve essere autorizzata dall’Ente proprietario delle strade o degli spazi da cui si accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo
ietario delle strade o degli spazi da cui si accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal "Codice della Strada" e dal suo one fronteggi più spazi pubblici, l'accesso è consentito da quello a minor traffico, Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la eve essere non inferiore a 4,50 m. e la larghezza dello stesso non deve le modalità per l’ottenimento dell’autorizzazione relative ai "passi carrabili" si fa http://www.comune.trani.bt.it).
o non deve le modalità per l’ottenimento dell’autorizzazione relative ai "passi carrabili" si fa http://www.comune.trani.bt.it). Nelle nuove costruzioni, la distanza minima tra i cancelli di accesso agli spazi di pertinenza e la essere sempre realizzata adottando tutti gli accorgimenti funzionali ad una buona visibilità, eventualmente anche con l'ausilio di specchi o o essere conservati nello stato in cui si trovano; tuttavia, in caso
visibilità, eventualmente anche con l'ausilio di specchi o o essere conservati nello stato in cui si trovano; tuttavia, in caso Sono ammesse deroghe nei casi in cui si dimostri l’impossibilita di eseguire le modifiche necessarie, dove sia necessario il rispetto dei canoni compositivi di facciata per immobili ricadenti nel caso di interventi su edifici esistenti, se i cancelli o le porte di accesso veicolare prospettano
ta per immobili ricadenti nel caso di interventi su edifici esistenti, se i cancelli o le porte di accesso veicolare prospettano direttamente sulla pubblica strada senza disporre dello spazio utile alla manovra di ingresso/uscita dei veicoli, gli stessi dovranno essere automatizzati con comando di apertura a distanza e dotati di utenti della strada (specchi, telecamere, ecc.). L’esecuzione dell’accesso carrabile e/o la sua rimozione in caso di rinuncia è posta a carico del
a (specchi, telecamere, ecc.). L’esecuzione dell’accesso carrabile e/o la sua rimozione in caso di rinuncia è posta a carico del obbligo di ripavimentare a proprie spese il suolo pubblico e di renderlo idoneo a Nei nuovi insediamenti produttivi deve essere in ogni caso garantita, ed idoneamente dimostrata in sede progettuale, la capacita di passaggio dei mezzi pesanti inerenti l’attività produttiva. nversione o l’eventuale modifica della tipologia produttiva o di vendita di un
dei mezzi pesanti inerenti l’attività produttiva. nversione o l’eventuale modifica della tipologia produttiva o di vendita di un immobile terziario o produttivo, ovvero il subentro di attività lavorative comportino un maggiore i adeguare le aperture dei passi carrabili esistenti alle previsioni del presente regolamento e del “Codice della Strada” con i E’ ammesso l’accesso agli spazi destinati al ricovero degli autoveicoli tramite sistemi di elevazione e
dice della Strada” con i E’ ammesso l’accesso agli spazi destinati al ricovero degli autoveicoli tramite sistemi di elevazione e movimentazione meccanizzata ed automatizzata; gli spazi di attesa antistanti il dispositivo di prelevamento meccanizzato delle autovetture debbono essere dimensionati in modo tale da non
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – comportare ostacolo ai flussi di traffico veicolare sulla pubblic I parcheggi pubblici e privati aventi capacita di parcamento maggiore di 50 posti auto dovranno essere dotati di adeguati spazi di attesa, disposti tra l’accesso dalla strada pubblica e l’inizio della rampa, dimensionati in maniera tale da evitare r 2.52 – CHIOSCHI/DEHORS SU SUOLO PUBBLICO Per “dehor” si intende, anche riferendosi al relativo Regolamento Comunale approvato,
r 2.52 – CHIOSCHI/DEHORS SU SUOLO PUBBLICO Per “dehor” si intende, anche riferendosi al relativo Regolamento Comunale approvato, degli elementi (mobili, smontabili o facilmente rimovibili) posti in modo funzion sullo spazio pubblico, privato o privato gravato da servitù di pubblico passaggio, che costituisce, delimita ed arreda lo spazio per ristoro all somministrazione di alimenti e bevande. L’installazione di chioschi/dehors è disciplinata da apposito Regolamento comunale per
l somministrazione di alimenti e bevande. L’installazione di chioschi/dehors è disciplinata da apposito Regolamento comunale per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche approvato con deliberazione consiliare In ogni caso, il collocamento dei chioschi/dehors su suolo pubblico ha di norma caratter provvisorio, pertanto l’autorizzazione può pertanto essere revocata quando ragioni di carattere pubblico lo richiedano. 2.53 – SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER
ata quando ragioni di carattere pubblico lo richiedano. 2.53 – SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER CHIOSCHI/GAZEBI/DEHORS POSIZIONATI SU SUOLO PUBBLICO E PRIVA Al fine di garantire uniformità nella fruizione generale, per gli spazi privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sui fronti delle costruzioni ovvero circostanti a chioschi/dehors si applica la disciplina di cui agli articoli precedenti.
ggio sui fronti delle costruzioni ovvero circostanti a chioschi/dehors si applica la disciplina di cui agli articoli precedenti. Pertanto le scelte relative a materiali e finiture devono essere effettuate d'intesa con l’Autorità comunale, nel rispetto del Regolamento Gli oneri della manutenzione degli spazi privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sono a carico dei proprietari anche se l'utilizzo è esteso al pubblico. 2.54 – RECINZIONI E CANCELLI
rvitù pubblica di passaggio sono a carico dei proprietari anche se l'utilizzo è esteso al pubblico. 2.54 – RECINZIONI E CANCELLI Fatte salve eventuali prescrizioni derivanti da specifiche normative di settore sovraordinate, le recinzioni degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico devono essere r caratteristiche costruttive enunciate armonizzarsi con il contesto edificato circostante. In prossimità degli incroci stradali o delle curve cieche la vegetazione e le recinzioni debbon
contesto edificato circostante. In prossimità degli incroci stradali o delle curve cieche la vegetazione e le recinzioni debbon effettuate in modo da non ostacolare la visibilità e da non pregiudicare la sicurezza del traffico (arretramenti nelle intersezioni viarie sanciti nel D.M. 1444 del 1968 dettare, caso per caso, obblighi particolari per co Le recinzioni tra le proprietà possono essere anche realizzate con rete e siepe, con sola siepe, con
obblighi particolari per co Le recinzioni tra le proprietà possono essere anche realizzate con rete e siepe, con sola siepe, con muro pieno, nel rispetto dei limiti dimensionali e tipologici suddetti, del Codice Civile e del presente Regolamento Edilizio. Le recinzioni da realizzare in zona agricola dovranno essere del tipo a secco o similari, tracciati storici, con ringhiere in ferro a disegni semplici e lineari. L’altezza massima delle recinzioni non dovrà superare 2,00 m. costituita da
con ringhiere in ferro a disegni semplici e lineari. L’altezza massima delle recinzioni non dovrà superare 2,00 m. costituita da dalla parete superiore aperta “a giorno”. E’ fatto obbligo per le nuove recinzioni di uniformarsi a quelle attigue esistenti in sito, ove queste ultime siano conformi alla presente normativa. Sono comunque fatte salve eventuali norme più restrittive per edifici di particolare interesse storico-architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale.
ittive per edifici di particolare interesse storico-architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale. I cancelli pedonali e carrabili inseriti nelle recinzioni possono presentare altezza 2,20; non devono aprirsi verso la pubblica via e devono essere arretrati rispetto al filo della recinzione di 3,00 m, nel rispetto delle prescrizioni del Codice della strada. Inoltre, si richiamano le Linee Guida 4.4.4 strutture in pietra a secco della Puglia)
elle prescrizioni del Codice della strada. Inoltre, si richiamano le Linee Guida 4.4.4 strutture in pietra a secco della Puglia) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. comportare ostacolo ai flussi di traffico veicolare sulla pubblica via. I parcheggi pubblici e privati aventi capacita di parcamento maggiore di 50 posti auto dovranno
co veicolare sulla pubblica via. I parcheggi pubblici e privati aventi capacita di parcamento maggiore di 50 posti auto dovranno essere dotati di adeguati spazi di attesa, disposti tra l’accesso dalla strada pubblica e l’inizio della rampa, dimensionati in maniera tale da evitare ripercussioni sul traffico veicolare. CHIOSCHI/DEHORS SU SUOLO PUBBLICO , anche riferendosi al relativo Regolamento Comunale approvato, degli elementi (mobili, smontabili o facilmente rimovibili) posti in modo funzion
si al relativo Regolamento Comunale approvato, degli elementi (mobili, smontabili o facilmente rimovibili) posti in modo funzion sullo spazio pubblico, privato o privato gravato da servitù di pubblico passaggio, che costituisce, delimita ed arreda lo spazio per ristoro all’aperto, annesso ad un locale di pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. L’installazione di chioschi/dehors è disciplinata da apposito Regolamento comunale per
SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER
i somministrazione di alimenti e bevande. L’installazione di chioschi/dehors è disciplinata da apposito Regolamento comunale per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche approvato con deliberazione consiliare In ogni caso, il collocamento dei chioschi/dehors su suolo pubblico ha di norma caratter l’autorizzazione può pertanto essere revocata quando ragioni di carattere SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER CHIOSCHI/GAZEBI/DEHORS POSIZIONATI SU SUOLO PUBBLICO E PRIVA
SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER
e SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER CHIOSCHI/GAZEBI/DEHORS POSIZIONATI SU SUOLO PUBBLICO E PRIVA Al fine di garantire uniformità nella fruizione generale, per gli spazi privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sui fronti delle costruzioni ovvero circostanti a chioschi/dehors si applica la disciplina di cui agli articoli precedenti. Pertanto le scelte relative a materiali e finiture devono essere effettuate d'intesa con l’Autorità
RECINZIONI E CANCELLI
ui agli articoli precedenti. Pertanto le scelte relative a materiali e finiture devono essere effettuate d'intesa con l’Autorità comunale, nel rispetto del Regolamento comunale. Gli oneri della manutenzione degli spazi privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sono a carico proprietari anche se l'utilizzo è esteso al pubblico. RECINZIONI E CANCELLI Fatte salve eventuali prescrizioni derivanti da specifiche normative di settore sovraordinate, le
RECINZIONI E CANCELLI
ubblico. RECINZIONI E CANCELLI Fatte salve eventuali prescrizioni derivanti da specifiche normative di settore sovraordinate, le recinzioni degli spazi aperti, pubblici o di uso pubblico devono essere realizzate secondo le caratteristiche costruttive enunciate nel presente Regolamento Edilizio, dovendo sempre armonizzarsi con il contesto edificato circostante. In prossimità degli incroci stradali o delle curve cieche la vegetazione e le recinzioni debbon
contesto edificato circostante. In prossimità degli incroci stradali o delle curve cieche la vegetazione e le recinzioni debbon effettuate in modo da non ostacolare la visibilità e da non pregiudicare la sicurezza del traffico (arretramenti nelle intersezioni viarie sanciti nel D.M. 1444 del 1968); l'Autorità Comunale può dettare, caso per caso, obblighi particolari per conseguire le suddette finalità. Le recinzioni tra le proprietà possono essere anche realizzate con rete e siepe, con sola siepe, con
guire le suddette finalità. Le recinzioni tra le proprietà possono essere anche realizzate con rete e siepe, con sola siepe, con muro pieno, nel rispetto dei limiti dimensionali e tipologici suddetti, del Codice Civile e del presente Le recinzioni da realizzare in zona agricola dovranno essere del tipo a secco o similari, tracciati storici, con ringhiere in ferro a disegni semplici e lineari. L’altezza massima delle recinzioni costituita da una parte basamentale cieca non superiore a m. 1,00 e
segni semplici e lineari. L’altezza massima delle recinzioni costituita da una parte basamentale cieca non superiore a m. 1,00 e e superiore aperta “a giorno”. E’ fatto obbligo per le nuove recinzioni di uniformarsi a quelle attigue esistenti in sito, ove queste ultime siano conformi alla presente normativa. nque fatte salve eventuali norme più restrittive per edifici di particolare interesse architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale.
iù restrittive per edifici di particolare interesse architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale. I cancelli pedonali e carrabili inseriti nelle recinzioni possono presentare altezza 2,20; non devono aprirsi verso la pubblica via e devono essere arretrati rispetto al filo della recinzione di 3,00 m, nel rispetto delle prescrizioni del Codice della strada. Inoltre, si richiamano le Linee Guida 4.4.4 (Linee guida per la tutela, il restauro e gli interventi sulle
REGOLAMENTO EDILIZIO 64 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
Codice della strada. Inoltre, si richiamano le Linee Guida 4.4.4 (Linee guida per la tutela, il restauro e gli interventi sulle strutture in pietra a secco della Puglia) del PPTR. REGOLAMENTO EDILIZIO 64 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) I parcheggi pubblici e privati aventi capacita di parcamento maggiore di 50 posti auto dovranno essere dotati di adeguati spazi di attesa, disposti tra l’accesso dalla strada pubblica e l’inizio della ipercussioni sul traffico veicolare.
di adeguati spazi di attesa, disposti tra l’accesso dalla strada pubblica e l’inizio della ipercussioni sul traffico veicolare. , anche riferendosi al relativo Regolamento Comunale approvato, l’insieme degli elementi (mobili, smontabili o facilmente rimovibili) posti in modo funzionale ed armonico sullo spazio pubblico, privato o privato gravato da servitù di pubblico passaggio, che costituisce, aperto, annesso ad un locale di pubblico esercizio di
ivato o privato gravato da servitù di pubblico passaggio, che costituisce, aperto, annesso ad un locale di pubblico esercizio di L’installazione di chioschi/dehors è disciplinata da apposito Regolamento comunale per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche approvato con deliberazione consiliare. In ogni caso, il collocamento dei chioschi/dehors su suolo pubblico ha di norma carattere l’autorizzazione può pertanto essere revocata quando ragioni di carattere
SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER
hioschi/dehors su suolo pubblico ha di norma carattere l’autorizzazione può pertanto essere revocata quando ragioni di carattere SERVITÙ PUBBLICHE DI PASSAGGIO SUI FRONTI DELLE COSTRUZIONI E PER CHIOSCHI/GAZEBI/DEHORS POSIZIONATI SU SUOLO PUBBLICO E PRIVATO Al fine di garantire uniformità nella fruizione generale, per gli spazi privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sui fronti delle costruzioni ovvero circostanti a chioschi/dehors si applica la
privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sui fronti delle costruzioni ovvero circostanti a chioschi/dehors si applica la Pertanto le scelte relative a materiali e finiture devono essere effettuate d'intesa con l’Autorità Gli oneri della manutenzione degli spazi privati soggetti a servitù pubblica di passaggio sono a carico Fatte salve eventuali prescrizioni derivanti da specifiche normative di settore sovraordinate, le ealizzate secondo le el presente Regolamento Edilizio, dovendo sempre
vanti da specifiche normative di settore sovraordinate, le ealizzate secondo le el presente Regolamento Edilizio, dovendo sempre In prossimità degli incroci stradali o delle curve cieche la vegetazione e le recinzioni debbono essere effettuate in modo da non ostacolare la visibilità e da non pregiudicare la sicurezza del traffico ); l'Autorità Comunale può Le recinzioni tra le proprietà possono essere anche realizzate con rete e siepe, con sola siepe, con
); l'Autorità Comunale può Le recinzioni tra le proprietà possono essere anche realizzate con rete e siepe, con sola siepe, con muro pieno, nel rispetto dei limiti dimensionali e tipologici suddetti, del Codice Civile e del presente Le recinzioni da realizzare in zona agricola dovranno essere del tipo a secco o similari, rispettose dei tracciati storici, con ringhiere in ferro a disegni semplici e lineari. L’altezza massima delle recinzioni una parte basamentale cieca non superiore a m. 1,00 e
in ferro a disegni semplici e lineari. L’altezza massima delle recinzioni una parte basamentale cieca non superiore a m. 1,00 e E’ fatto obbligo per le nuove recinzioni di uniformarsi a quelle attigue esistenti in sito, ove queste nque fatte salve eventuali norme più restrittive per edifici di particolare interesse architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale. I cancelli pedonali e carrabili inseriti nelle recinzioni possono presentare altezza non superiore m.
saggistica e/o ambientale. I cancelli pedonali e carrabili inseriti nelle recinzioni possono presentare altezza non superiore m. 2,20; non devono aprirsi verso la pubblica via e devono essere arretrati rispetto al filo della tutela, il restauro e gli interventi sulle
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Sono comunque fatte salve eventuali norme più restrittive per edifici di particolare interesse storico-architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggist 2.55 – NUMERAZIONE CIVICA Ogni accesso che, dallo spazio pubblico di circolazione immetta all’interno di aree o locali privati ovvero di fabbricati di qualsiasi genere, viene contraddistinto con un proprio numero civico. Spetta all'Autorità Comunale assegnare il numero civico ed i relativi subalterni. L
ontraddistinto con un proprio numero civico. Spetta all'Autorità Comunale assegnare il numero civico ed i relativi subalterni. L numero civico è fatta a cura e come la riapposizione conseguente a variazioni della numerazione n Comunale. In particolari zone di pregio che l’Amministrazione comunale intende salvaguardare, l’indicatore del numero civico può essere fornito da quest’ultima, obbligatoriamente con spese a carico del proprietario beneficiario.
catore del numero civico può essere fornito da quest’ultima, obbligatoriamente con spese a carico del proprietario beneficiario. Il numero civico deve essere collocato al lato della porta di ingresso spazio pubblico, in posizione ben visibile, ad un’altezza compresa tra i 2,00 ed i 3,00 metri. Esso deve essere mantenuto perfettamente visibile e leggibil Nei casi di demolizione di fabbricati o di soppressione di porte di accesso dalla pubblica via il
fettamente visibile e leggibil Nei casi di demolizione di fabbricati o di soppressione di porte di accesso dalla pubblica via il proprietario, a demolizione o soppressione avvenuta, deve dare comunicazione al Comune del numero o dei numeri civici che sono stati aboliti e/o ricollocati. Nel caso di realizzazione di nuovi fabbricati o di aperture di nuovi vani d’ingresso in fabbricati esistenti, i proprietari devono fare richiesta al Comune, di attribuzione dei numeri civici, da
vi vani d’ingresso in fabbricati esistenti, i proprietari devono fare richiesta al Comune, di attribuzione dei numeri civici, da collocarsi in corrispondenza dei vani di ingresso dei predetti fabbricati. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Sono comunque fatte salve eventuali norme più restrittive per edifici di particolare interesse architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale.
NUMERAZIONE CIVICA
iù restrittive per edifici di particolare interesse architettonico e per le aree soggette a tutela paesaggistica e/o ambientale. NUMERAZIONE CIVICA dallo spazio pubblico di circolazione immetta all’interno di aree o locali privati ovvero di fabbricati di qualsiasi genere, viene contraddistinto con un proprio numero civico. all'Autorità Comunale assegnare il numero civico ed i relativi subalterni. L cura e spese del proprietario o dell’amministratore del condominio
munale assegnare il numero civico ed i relativi subalterni. L cura e spese del proprietario o dell’amministratore del condominio come la riapposizione conseguente a variazioni della numerazione notifi In particolari zone di pregio che l’Amministrazione comunale intende salvaguardare, l’indicatore del numero civico può essere fornito da quest’ultima, obbligatoriamente con spese a carico del Il numero civico deve essere collocato al lato della porta di ingresso a destra di chi guarda dallo
mente con spese a carico del Il numero civico deve essere collocato al lato della porta di ingresso a destra di chi guarda dallo spazio pubblico, in posizione ben visibile, ad un’altezza compresa tra i 2,00 ed i 3,00 metri. Esso deve essere mantenuto perfettamente visibile e leggibile a cura del possessore dell’immobile. Nei casi di demolizione di fabbricati o di soppressione di porte di accesso dalla pubblica via il proprietario, a demolizione o soppressione avvenuta, deve dare comunicazione al Comune del
REGOLAMENTO EDILIZIO 65 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
orte di accesso dalla pubblica via il proprietario, a demolizione o soppressione avvenuta, deve dare comunicazione al Comune del he sono stati aboliti e/o ricollocati. Nel caso di realizzazione di nuovi fabbricati o di aperture di nuovi vani d’ingresso in fabbricati esistenti, i proprietari devono fare richiesta al Comune, di attribuzione dei numeri civici, da ndenza dei vani di ingresso dei predetti fabbricati. REGOLAMENTO EDILIZIO 65 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 65 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
a dei vani di ingresso dei predetti fabbricati. REGOLAMENTO EDILIZIO 65 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Sono comunque fatte salve eventuali norme più restrittive per edifici di particolare interesse ica e/o ambientale. dallo spazio pubblico di circolazione immetta all’interno di aree o locali privati ovvero di fabbricati di qualsiasi genere, viene contraddistinto con un proprio numero civico.
l’interno di aree o locali privati ovvero di fabbricati di qualsiasi genere, viene contraddistinto con un proprio numero civico. all'Autorità Comunale assegnare il numero civico ed i relativi subalterni. L’apposizione del o dell’amministratore del condominio, così otificategli dall'Autorità In particolari zone di pregio che l’Amministrazione comunale intende salvaguardare, l’indicatore del numero civico può essere fornito da quest’ultima, obbligatoriamente con spese a carico del a destra di chi guarda dallo
tore del numero civico può essere fornito da quest’ultima, obbligatoriamente con spese a carico del a destra di chi guarda dallo spazio pubblico, in posizione ben visibile, ad un’altezza compresa tra i 2,00 ed i 3,00 metri. Esso e a cura del possessore dell’immobile. Nei casi di demolizione di fabbricati o di soppressione di porte di accesso dalla pubblica via il proprietario, a demolizione o soppressione avvenuta, deve dare comunicazione al Comune del
orte di accesso dalla pubblica via il proprietario, a demolizione o soppressione avvenuta, deve dare comunicazione al Comune del Nel caso di realizzazione di nuovi fabbricati o di aperture di nuovi vani d’ingresso in fabbricati esistenti, i proprietari devono fare richiesta al Comune, di attribuzione dei numeri civici, da
Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente 2.56 – AREE VERDI Per la progettazione delle aree a verde e la scelta delle essenze si rinvia alla parte II perseguire la qualità dell'assetto Fermo restando l'indice di permeabilità (definizione uniforme n. 10 dell’allegato A definizioni uniformi) stabilito nel presente Regolamento, in tutti gli inter devono essere previste adeguate aree
ell’allegato A definizioni uniformi) stabilito nel presente Regolamento, in tutti gli inter devono essere previste adeguate aree In tal caso la percentuale di superficie fondiaria permeabile in modo profondo alle acque, così come disciplinato dalle NTA per le diverse zone con essenze vegetali locali o naturalizzate e non invasive. E' da evitare l'uso di essenze vegetali esotiche invasive e/o idro esigenti. Il progetto delle sistemazioni delle NTA del PUG (Piantumazione delle aree scoperte),
etali esotiche invasive e/o idro esigenti. Il progetto delle sistemazioni delle NTA del PUG (Piantumazione delle aree scoperte), piante da porre a dimora e a quali interventi devono essere sottopo Le aree a parcheggio all'aperto non devo sopra descritte, anche nel caso di pavimentazioni con materiali che consentano la crescita del manto erboso e sistemate con arbusti/alberature varie tra gli stalli. Fermo restando la normativa specif emanare un proprio Regolamento Comunale del Verde Pubblico e Privato.
e varie tra gli stalli. Fermo restando la normativa specif emanare un proprio Regolamento Comunale del Verde Pubblico e Privato. Fino alla approvazione di detto regolamento l sulla base delle indicazioni fornite dalle indicazioni per una pianificazione sostenibile” elaborate dal Ministero dell’Ambiente in attuazione della legge 10/2013(http://www.comune.trani.bt.it 2.57 – PARCHI URBANI E GIARDINI DI INTERESSE STORICO E DOCUMENTALE
attuazione della legge 10/2013(http://www.comune.trani.bt.it 2.57 – PARCHI URBANI E GIARDINI DI INTERESSE STORICO E DOCUMENTALE Nei parchi e giardini di interesse storico e monumentale l'utilizzo di materiali ed consentire il mantenimento delle caratteristiche di monumentalità e comunque salve le norme di tutela paesaggistica e/o e s.m.i. Qualsiasi modifica delle aree verdi di cui sopra deve avvenire nel rispetto di quanto previsto nel presente regolamento e previa presentazione di u
delle aree verdi di cui sopra deve avvenire nel rispetto di quanto previsto nel presente regolamento e previa presentazione di u patrimonio vegetale accompagnato da adeguata documentazione tecnica. Inoltre si richiamano le raccomandazioni contenute nella approvata a Firenze il 12 settembre 1981. 2.58 – ORTI URBANI Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno, di proprietà comunale, destinati compatibilmente con
mbre 1981. 2.58 – ORTI URBANI Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno, di proprietà comunale, destinati compatibilmente con le finalità sociali, educative, ricreative o terapeutiche, alla coltivazione di piante da frutto, ortaggi, erbe aromatiche, fiori, che vengono dei cittadini interessati a svolgere tale attività seguenti obiettivi: natura sociale, sensibilizzando le generazioni più giovani e meno giovani più sostenibile e più green; introdurre elementi di arredo nel sistema
nsibilizzando le generazioni più giovani e meno giovani più sostenibile e più green; introdurre elementi di arredo nel sistema pubblica fruizione, integrando l’aspetto paesaggistico e quello sociale; costituire una sorta di costante utilizzo o al vandalismo; favorire attività all’aria aperta, avvicinando la persona alla conoscenza della natura e dandole nel contempo, l’opportunità di sviluppare la socialità, intrecciare amicizie, stimolare il senso di appartenenza ad un gruppo attivo;
Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente
ontempo, l’opportunità di sviluppare la socialità, intrecciare amicizie, stimolare il senso di appartenenza ad un gruppo attivo; contrastare i fenomeni di debilitazione psico Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Capo III Tutela degli spazi verdi e dell’ambiente Per la progettazione delle aree a verde e la scelta delle essenze si rinvia alla parte II
tela degli spazi verdi e dell’ambiente Per la progettazione delle aree a verde e la scelta delle essenze si rinvia alla parte II perseguire la qualità dell'assetto urbano" contenuta nel DRAG/PUE. Fermo restando l'indice di permeabilità (definizione uniforme n. 10 dell’allegato A definizioni uniformi) stabilito nel presente Regolamento, in tutti gli interventi di nuova edificazione devono essere previste adeguate aree a verde possibilmente arborato.
Regolamento, in tutti gli interventi di nuova edificazione devono essere previste adeguate aree a verde possibilmente arborato. di superficie fondiaria permeabile in modo profondo alle acque, così come per le diverse zone territoriali omogenee del PUG, deve essere piantumat con essenze vegetali locali o naturalizzate e non invasive. E' da evitare l'uso di essenze vegetali esigenti. Il progetto delle sistemazioni destinate a verde deve prevedere, così come definito dall’art. 5.06
di essenze vegetali esigenti. Il progetto delle sistemazioni destinate a verde deve prevedere, così come definito dall’art. 5.06 delle NTA del PUG (Piantumazione delle aree scoperte), il numero, le essenze e le dimensione delle piante da porre a dimora e a quali interventi devono essere sottoposte le piante Le aree a parcheggio all'aperto non devono essere conteggiate nelle zone sistemate a verde, come sopra descritte, anche nel caso di pavimentazioni con materiali che consentano la crescita del
elle zone sistemate a verde, come sopra descritte, anche nel caso di pavimentazioni con materiali che consentano la crescita del manto erboso e sistemate con arbusti/alberature varie tra gli stalli. Fermo restando la normativa specifica di settore, l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere un proprio Regolamento Comunale del Verde Pubblico e Privato. to regolamento la realizzazione di aree verdi dovrà essere sviluppata zioni fornite dalle “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime
PARCHI URBANI E GIARDINI DI INTERESSE STORICO E DOCUMENTALE
la realizzazione di aree verdi dovrà essere sviluppata zioni fornite dalle “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” elaborate dal Ministero dell’Ambiente in attuazione http://www.comune.trani.bt.it). PARCHI URBANI E GIARDINI DI INTERESSE STORICO E DOCUMENTALE Nei parchi e giardini di interesse storico e monumentale l'utilizzo di materiali ed consentire il mantenimento delle caratteristiche di monumentalità e storicità dei luoghi, fatte
ntale l'utilizzo di materiali ed consentire il mantenimento delle caratteristiche di monumentalità e storicità dei luoghi, fatte comunque salve le norme di tutela paesaggistica e/o storico-architettonica di cui al D.Lgs. 42/2004 Qualsiasi modifica delle aree verdi di cui sopra deve avvenire nel rispetto di quanto previsto nel presente regolamento e previa presentazione di un progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio vegetale accompagnato da adeguata documentazione tecnica.
presentazione di un progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio vegetale accompagnato da adeguata documentazione tecnica. Inoltre si richiamano le raccomandazioni contenute nella "Carta italiana dei giardini storici" approvata a Firenze il 12 settembre 1981. Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno, di proprietà comunale, destinati compatibilmente con le finalità sociali, educative, ricreative o terapeutiche, alla coltivazione di piante da frutto, ortaggi,
i compatibilmente con le finalità sociali, educative, ricreative o terapeutiche, alla coltivazione di piante da frutto, ortaggi, erbe aromatiche, fiori, che vengono messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale a favore dei cittadini interessati a svolgere tale attività (coltivatori non professionisti) natura sociale, sensibilizzando le generazioni più giovani e meno giovani verso idee di una città introdurre elementi di arredo nel sistema-parco o in aree non idonee ad essere attrezzate per la
giovani verso idee di una città introdurre elementi di arredo nel sistema-parco o in aree non idonee ad essere attrezzate per la pubblica fruizione, integrando l’aspetto paesaggistico e quello sociale; costituire una sorta di costante presidio nelle stesse aree, inibendone l’abbandono all’improprio favorire attività all’aria aperta, avvicinando la persona alla conoscenza della natura e dandole nel contempo, l’opportunità di sviluppare la socialità, intrecciare relazioni, creare nuove
REGOLAMENTO EDILIZIO 66 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
la conoscenza della natura e dandole nel contempo, l’opportunità di sviluppare la socialità, intrecciare relazioni, creare nuove amicizie, stimolare il senso di appartenenza ad un gruppo attivo; contrastare i fenomeni di debilitazione psico-fisica, di disgregazione e di disagio; REGOLAMENTO EDILIZIO 66 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Per la progettazione delle aree a verde e la scelta delle essenze si rinvia alla parte II^ "Criteri per
TI BAT (REV. 02.05.2019)
TI BAT (REV. 02.05.2019) Per la progettazione delle aree a verde e la scelta delle essenze si rinvia alla parte II^ "Criteri per Fermo restando l'indice di permeabilità (definizione uniforme n. 10 dell’allegato A – Quadro delle venti di nuova edificazione di superficie fondiaria permeabile in modo profondo alle acque, così come deve essere piantumata con essenze vegetali locali o naturalizzate e non invasive. E' da evitare l'uso di essenze vegetali definito dall’art. 5.06
mata con essenze vegetali locali o naturalizzate e non invasive. E' da evitare l'uso di essenze vegetali definito dall’art. 5.06 il numero, le essenze e le dimensione delle ste le piante esistenti. no essere conteggiate nelle zone sistemate a verde, come sopra descritte, anche nel caso di pavimentazioni con materiali che consentano la crescita del ica di settore, l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere ad a realizzazione di aree verdi dovrà essere sviluppata
PARCHI URBANI E GIARDINI DI INTERESSE STORICO E DOCUMENTALE
rescita del ica di settore, l’Amministrazione Comunale dovrà provvedere ad a realizzazione di aree verdi dovrà essere sviluppata “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” elaborate dal Ministero dell’Ambiente in attuazione PARCHI URBANI E GIARDINI DI INTERESSE STORICO E DOCUMENTALE Nei parchi e giardini di interesse storico e monumentale l'utilizzo di materiali ed arredi dovrà storicità dei luoghi, fatte architettonica di cui al D.Lgs. 42/2004
torico e monumentale l'utilizzo di materiali ed arredi dovrà storicità dei luoghi, fatte architettonica di cui al D.Lgs. 42/2004 Qualsiasi modifica delle aree verdi di cui sopra deve avvenire nel rispetto di quanto previsto nel n progetto di tutela e valorizzazione del "Carta italiana dei giardini storici", Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno, di proprietà comunale, destinati compatibilmente con
aliana dei giardini storici", Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno, di proprietà comunale, destinati compatibilmente con le finalità sociali, educative, ricreative o terapeutiche, alla coltivazione di piante da frutto, ortaggi, messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale a favore (coltivatori non professionisti), per conseguire i verso idee di una città parco o in aree non idonee ad essere attrezzate per la presidio nelle stesse aree, inibendone l’abbandono all’improprio
na città parco o in aree non idonee ad essere attrezzate per la presidio nelle stesse aree, inibendone l’abbandono all’improprio favorire attività all’aria aperta, avvicinando la persona alla conoscenza della natura e dandole relazioni, creare nuove fisica, di disgregazione e di disagio;
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – favorire ed incentivare la nascita di associazioni nel settore orticolo; promuovere e/o sostenere eventi di educazione ambientale, legati alle pratiche agricole rivolte in particolar modo ai bambini della scuola dell’infanzia; orientare le colture verso buone pratiche agricole, di sostenere e diffondere metodologie (biologico, biodinamico, permacultura, orti sinergici, ecc…) maggiormente rispettose
cole, di sostenere e diffondere metodologie (biologico, biodinamico, permacultura, orti sinergici, ecc…) maggiormente rispettose dell’ambiente e della salute e di contribuire a salvaguardare la biodiversità agricola; promuovere la cultura dell’alimentazione tradizionale, della riscoperta delle varietà tipiche; consolidare il rapporto di fiducia e di co La Giunta Comunale, sulla base delle previsioni e delle compatibilità con il PUG, individua le aree da destinare a tale finalità.
a Giunta Comunale, sulla base delle previsioni e delle compatibilità con il PUG, individua le aree da destinare a tale finalità. La suddetta individuazione potrà essere oggetto di aggiorn mutamento delle condizioni di fatto dei terreni di che trattasi o nel caso aree. Al fine di una corretta ed ottimale localizzazione degli orti urbani e periurbani cadere la scelta su di una giacitura ottimale in relazione al contesto micro
imale localizzazione degli orti urbani e periurbani cadere la scelta su di una giacitura ottimale in relazione al contesto micro quella che possa permettere l’alternanza di ore di luce e di buio in un rapporto variabile in correlazione con l’alternanza delle stagioni. L'accesso agli orti urbani e periurb garantito sia ai proprietari, diretti interessati alla coltivazione, sia all’esterno per gli eventuali fruitori. È auspicabile uno o più accessi sia pedonali che carrabili, anche per i soggetti diversamente
sterno per gli eventuali fruitori. È auspicabile uno o più accessi sia pedonali che carrabili, anche per i soggetti diversamente abili, corredati da segnaletica o indicare chiaramente gli orari di apertura e chiusura dell’area di accesso ai fruitori e la merce disponibile quel giorno, le eventuali specie ortiflorofrutticole disponibili in quel dete periodo dell’anno o il piano di distribuzione settimanale dei prodotti.
uali specie ortiflorofrutticole disponibili in quel dete periodo dell’anno o il piano di distribuzione settimanale dei prodotti. La superficie necessaria dipende ovviamente dallo spazio disponibile e dalle singole esigenze: indicativamente, 40 mq di terreno correttamente coltivati riescono a soddisfare, di piena produzione, le esigenze di una famiglia composta da 4 persone. Le recinzioni dei terreni da adibire ad orti urbani devono essere realizzate nel rispetto delle
famiglia composta da 4 persone. Le recinzioni dei terreni da adibire ad orti urbani devono essere realizzate nel rispetto delle caratteristiche riportate nel presente regolamento per le aree agri In nessun caso l’assegnazione degli orti può essere finalizzata allo svolgimento di lucro. Inoltre si richiamano le raccomandazioni contenute nelle guida per il patto città campagna: riqual La concessione ha durata quadriennale ed è personale e come tale non può essere ceduta a terzi.
il patto città campagna: riqual La concessione ha durata quadriennale ed è personale e come tale non può essere ceduta a terzi. Non è ammessa delega di conduzione ad altre persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare. In caso di decesso o rinuncia, per gravi motivi, del concessionario un altro componente del nucleo familiare maggiorenne e residente nel territorio comunale potrà esercitare la facoltà di subentro entro il termine di 30 giorni dalla ricezione d
enne e residente nel territorio comunale potrà esercitare la facoltà di subentro entro il termine di 30 giorni dalla ricezione d Alla scadenza della concessione il concessionario dovrà liberare l’area destinata ad orto dalle strutture connesse alla coltivazione, ove installate. 2.59 – PARCHI E PERCORSI IN TERRITORIO RURALE Ogni eventuale nuovo progetto di trasformazione ricadente in aree rurali deve essere coerente con il disegno di insieme e con la trama del paesaggio e quindi corredato da idonee analisi
in aree rurali deve essere coerente con il disegno di insieme e con la trama del paesaggio e quindi corredato da idonee analisi paesaggistiche che dimostrino la volontà di salvaguardare e valorizzare le relaz presenti, ecologico-ambientali, funzionali, storiche, visive e percettive, così come stabilito nelle Linee Guida del PPTR: 4.4.1 – 4.4.3 2.60 – TRATTURI E PERCORSI DELLA MOBILITÀ DOLCE In base al P.P.T.R. i “tratturi” costituiscono ulteriori contesti paesaggistici ai sensi dell’art 143,
ORSI DELLA MOBILITÀ DOLCE
ORSI DELLA MOBILITÀ DOLCE In base al P.P.T.R. i “tratturi” costituiscono ulteriori contesti paesaggistici ai sensi dell’art 143, comma 1, lett. e, del Dlgs 42/2004 P.P.T.R. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. favorire ed incentivare la nascita di associazioni nel settore orticolo; re e/o sostenere eventi di educazione ambientale, legati alle pratiche agricole rivolte
ta di associazioni nel settore orticolo; re e/o sostenere eventi di educazione ambientale, legati alle pratiche agricole rivolte in particolar modo ai bambini della scuola dell’infanzia; orientare le colture verso buone pratiche agricole, di sostenere e diffondere metodologie ico, permacultura, orti sinergici, ecc…) maggiormente rispettose dell’ambiente e della salute e di contribuire a salvaguardare la biodiversità agricola;
sinergici, ecc…) maggiormente rispettose dell’ambiente e della salute e di contribuire a salvaguardare la biodiversità agricola; promuovere la cultura dell’alimentazione tradizionale, della riscoperta delle varietà tipiche; are il rapporto di fiducia e di collaborazione con le istituzioni. La Giunta Comunale, sulla base delle previsioni e delle compatibilità con il PUG, individua le aree da La suddetta individuazione potrà essere oggetto di aggiornamento, in caso d
delle compatibilità con il PUG, individua le aree da La suddetta individuazione potrà essere oggetto di aggiornamento, in caso d mutamento delle condizioni di fatto dei terreni di che trattasi o nel caso di reperimento di altre etta ed ottimale localizzazione degli orti urbani e periurbani di una giacitura ottimale in relazione al contesto micro ambientale in essere, quella che possa permettere l’alternanza di ore di luce e di buio in un rapporto variabile in
ntesto micro ambientale in essere, quella che possa permettere l’alternanza di ore di luce e di buio in un rapporto variabile in correlazione con l’alternanza delle stagioni. L'accesso agli orti urbani e periurb garantito sia ai proprietari, diretti interessati alla coltivazione, sia all’esterno per gli eventuali fruitori. È auspicabile uno o più accessi sia pedonali che carrabili, anche per i soggetti diversamente
sterno per gli eventuali fruitori. È auspicabile uno o più accessi sia pedonali che carrabili, anche per i soggetti diversamente abili, corredati da segnaletica orizzontale e verticale. Ai rispettivi accessi alcune bacheche devono indicare chiaramente gli orari di apertura e chiusura dell’area di accesso ai fruitori e la merce disponibile quel giorno, le eventuali specie ortiflorofrutticole disponibili in quel dete periodo dell’anno o il piano di distribuzione settimanale dei prodotti.
uali specie ortiflorofrutticole disponibili in quel dete periodo dell’anno o il piano di distribuzione settimanale dei prodotti. La superficie necessaria dipende ovviamente dallo spazio disponibile e dalle singole esigenze: indicativamente, 40 mq di terreno correttamente coltivati riescono a soddisfare, di piena produzione, le esigenze di una famiglia composta da 4 persone. Le recinzioni dei terreni da adibire ad orti urbani devono essere realizzate nel rispetto delle
famiglia composta da 4 persone. Le recinzioni dei terreni da adibire ad orti urbani devono essere realizzate nel rispetto delle caratteristiche riportate nel presente regolamento per le aree agricole. In nessun caso l’assegnazione degli orti può essere finalizzata allo svolgimento di Inoltre si richiamano le raccomandazioni contenute nelle Linee guida 4.4.3 del PPTR Puglia (Linee guida per il patto città campagna: riqualificazione delle periferie e delle aree agricole periurbane).
.3 del PPTR Puglia (Linee guida per il patto città campagna: riqualificazione delle periferie e delle aree agricole periurbane). La concessione ha durata quadriennale ed è personale e come tale non può essere ceduta a terzi. Non è ammessa delega di conduzione ad altre persone che non appartengono allo stesso nucleo In caso di decesso o rinuncia, per gravi motivi, del concessionario un altro componente del nucleo
PARCHI E PERCORSI IN TERRITORIO RURALE
partengono allo stesso nucleo In caso di decesso o rinuncia, per gravi motivi, del concessionario un altro componente del nucleo familiare maggiorenne e residente nel territorio comunale potrà esercitare la facoltà di subentro entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della relativa comunicazione da parte del Comune. Alla scadenza della concessione il concessionario dovrà liberare l’area destinata ad orto dalle strutture connesse alla coltivazione, ove installate. PARCHI E PERCORSI IN TERRITORIO RURALE
PARCHI E PERCORSI IN TERRITORIO RURALE
rare l’area destinata ad orto dalle strutture connesse alla coltivazione, ove installate. PARCHI E PERCORSI IN TERRITORIO RURALE uale nuovo progetto di trasformazione ricadente in aree rurali deve essere coerente con il disegno di insieme e con la trama del paesaggio e quindi corredato da idonee analisi paesaggistiche che dimostrino la volontà di salvaguardare e valorizzare le relaz ambientali, funzionali, storiche, visive e percettive, così come stabilito nelle 4.4.3 – 4.4.4 – 4.4.6.
TRATTURI E PERCORSI DELLA MOBILITÀ DOLCE
e e valorizzare le relaz ambientali, funzionali, storiche, visive e percettive, così come stabilito nelle 4.4.3 – 4.4.4 – 4.4.6. TRATTURI E PERCORSI DELLA MOBILITÀ DOLCE In base al P.P.T.R. i “tratturi” costituiscono ulteriori contesti paesaggistici ai sensi dell’art 143, 1, lett. e, del Dlgs 42/2004 e sono definiti all’art. 76 punto 2 lett. b) delle N.T.A. dello stesso REGOLAMENTO EDILIZIO 67 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 67 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
. 76 punto 2 lett. b) delle N.T.A. dello stesso REGOLAMENTO EDILIZIO 67 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) re e/o sostenere eventi di educazione ambientale, legati alle pratiche agricole rivolte orientare le colture verso buone pratiche agricole, di sostenere e diffondere metodologie ico, permacultura, orti sinergici, ecc…) maggiormente rispettose dell’ambiente e della salute e di contribuire a salvaguardare la biodiversità agricola;
sinergici, ecc…) maggiormente rispettose dell’ambiente e della salute e di contribuire a salvaguardare la biodiversità agricola; promuovere la cultura dell’alimentazione tradizionale, della riscoperta delle varietà tipiche; La Giunta Comunale, sulla base delle previsioni e delle compatibilità con il PUG, individua le aree da amento, in caso di intervenuto di reperimento di altre etta ed ottimale localizzazione degli orti urbani e periurbani è preferibile far ambientale in essere,
o di reperimento di altre etta ed ottimale localizzazione degli orti urbani e periurbani è preferibile far ambientale in essere, quella che possa permettere l’alternanza di ore di luce e di buio in un rapporto variabile in correlazione con l’alternanza delle stagioni. L'accesso agli orti urbani e periurbani deve essere garantito sia ai proprietari, diretti interessati alla coltivazione, sia all’esterno per gli eventuali
e periurbani deve essere garantito sia ai proprietari, diretti interessati alla coltivazione, sia all’esterno per gli eventuali fruitori. È auspicabile uno o più accessi sia pedonali che carrabili, anche per i soggetti diversamente rizzontale e verticale. Ai rispettivi accessi alcune bacheche devono indicare chiaramente gli orari di apertura e chiusura dell’area di accesso ai fruitori e la merce disponibile quel giorno, le eventuali specie ortiflorofrutticole disponibili in quel determinato
accesso ai fruitori e la merce disponibile quel giorno, le eventuali specie ortiflorofrutticole disponibili in quel determinato La superficie necessaria dipende ovviamente dallo spazio disponibile e dalle singole esigenze: indicativamente, 40 mq di terreno correttamente coltivati riescono a soddisfare, nel periodo estivo Le recinzioni dei terreni da adibire ad orti urbani devono essere realizzate nel rispetto delle
a soddisfare, nel periodo estivo Le recinzioni dei terreni da adibire ad orti urbani devono essere realizzate nel rispetto delle In nessun caso l’assegnazione degli orti può essere finalizzata allo svolgimento di attività a scopo di del PPTR Puglia (Linee ificazione delle periferie e delle aree agricole periurbane). La concessione ha durata quadriennale ed è personale e come tale non può essere ceduta a terzi. Non è ammessa delega di conduzione ad altre persone che non appartengono allo stesso nucleo
tale non può essere ceduta a terzi. Non è ammessa delega di conduzione ad altre persone che non appartengono allo stesso nucleo In caso di decesso o rinuncia, per gravi motivi, del concessionario un altro componente del nucleo familiare maggiorenne e residente nel territorio comunale potrà esercitare la facoltà di subentro ella relativa comunicazione da parte del Comune. Alla scadenza della concessione il concessionario dovrà liberare l’area destinata ad orto dalle
municazione da parte del Comune. Alla scadenza della concessione il concessionario dovrà liberare l’area destinata ad orto dalle uale nuovo progetto di trasformazione ricadente in aree rurali deve essere coerente con il disegno di insieme e con la trama del paesaggio e quindi corredato da idonee analisi paesaggistiche che dimostrino la volontà di salvaguardare e valorizzare le relazioni del paesaggio ambientali, funzionali, storiche, visive e percettive, così come stabilito nelle
ardare e valorizzare le relazioni del paesaggio ambientali, funzionali, storiche, visive e percettive, così come stabilito nelle In base al P.P.T.R. i “tratturi” costituiscono ulteriori contesti paesaggistici ai sensi dell’art 143, lle N.T.A. dello stesso
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Essi costituiscono testimonianza dell economica e locale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e testimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca. Nei tratturi deve essere evitata o compatibile con le finalità di salvaguardia e deve essere perseguita la riqualificazione del contesto assicurando le migliori condizioni di conservazione e fruizione pubblica del demanio
perseguita la riqualificazione del contesto assicurando le migliori condizioni di conservazione e fruizione pubblica del demanio È fatto obbligo ai proprietari frontisti di tenere puliti e praticabili i sentieri poderali di loro competenza ed i percorsi all'interno delle aree prative o boschive del territorio. I tratturi sono sottoposti a tutela ai sensi della Legge Il territorio comunale è interessato dal Grumo. 2.61 – TUTELA DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO
ottoposti a tutela ai sensi della Legge Il territorio comunale è interessato dal Grumo. 2.61 – TUTELA DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO Tutti gli edifici devono garantire opportuna protezione del suolo e del sostanze nocive. In particolare deve essere garantito, con opportuni sistemi di isolamento, la separazione tra il suolo-sottosuo costruire e le norme del Regolamento d’Igiene vigente. Ogni intervento deve rispettare le eventuali prescrizioni della relazione geologica.
le norme del Regolamento d’Igiene vigente. Ogni intervento deve rispettare le eventuali prescrizioni della relazione geologica. Nel caso di nuove costruzioni da realizzare in zona agricola, il rapporto tra superficie impermeabile e la superficie totale del lotto non de Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Essi costituiscono testimonianza della stratificazione insediativa in quanto monumento della storia
I E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
I E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Essi costituiscono testimonianza della stratificazione insediativa in quanto monumento della storia economica e locale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e testimonianza archeologica di insediamenti di varia epoca. Nei tratturi deve essere evitata ogni alterazione della integrità visuale e ogni destinazione d'uso non compatibile con le finalità di salvaguardia e deve essere perseguita la riqualificazione del contesto
gni destinazione d'uso non compatibile con le finalità di salvaguardia e deve essere perseguita la riqualificazione del contesto assicurando le migliori condizioni di conservazione e fruizione pubblica del demanio È fatto obbligo ai proprietari frontisti di tenere puliti e praticabili i sentieri poderali di loro competenza ed i percorsi all'interno delle aree prative o boschive del territorio. I tratturi sono sottoposti a tutela ai sensi della Legge regionale n. 4 del 5 febbraio2013 e smi.
TUTELA DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO
ive o boschive del territorio. I tratturi sono sottoposti a tutela ai sensi della Legge regionale n. 4 del 5 febbraio2013 e smi. Il territorio comunale è interessato dal Tratturello via Traiana e dal Regio Tratturo Barletta TUTELA DEL SUOLO E DEL SOTTOSUOLO Tutti gli edifici devono garantire opportuna protezione del suolo e del sottosuolo da immissioni di sostanze nocive. In particolare deve essere garantito, con opportuni sistemi di isolamento, la
e del sottosuolo da immissioni di sostanze nocive. In particolare deve essere garantito, con opportuni sistemi di isolamento, la sottosuolo e le strutture dell'edificio secondo le buone regole dell’arte del Regolamento d’Igiene vigente. Ogni intervento deve rispettare le eventuali prescrizioni della relazione geologica. Nel caso di nuove costruzioni da realizzare in zona agricola, il rapporto tra superficie impermeabile lotto non deve superare il 5%, ove non diversamente previsto dalle NTA.
REGOLAMENTO EDILIZIO 68 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
n zona agricola, il rapporto tra superficie impermeabile lotto non deve superare il 5%, ove non diversamente previsto dalle NTA. REGOLAMENTO EDILIZIO 68 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) a stratificazione insediativa in quanto monumento della storia economica e locale del territorio pugliese interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e gni alterazione della integrità visuale e ogni destinazione d'uso non
se interessato dalle migrazioni stagionali degli armenti e gni alterazione della integrità visuale e ogni destinazione d'uso non compatibile con le finalità di salvaguardia e deve essere perseguita la riqualificazione del contesto assicurando le migliori condizioni di conservazione e fruizione pubblica del demanio armentizio. È fatto obbligo ai proprietari frontisti di tenere puliti e praticabili i sentieri poderali di loro competenza ed i percorsi all'interno delle aree prative o boschive del territorio.
iti e praticabili i sentieri poderali di loro competenza ed i percorsi all'interno delle aree prative o boschive del territorio. regionale n. 4 del 5 febbraio2013 e smi. Regio Tratturo Barletta sottosuolo da immissioni di sostanze nocive. In particolare deve essere garantito, con opportuni sistemi di isolamento, la buone regole dell’arte del Ogni intervento deve rispettare le eventuali prescrizioni della relazione geologica.
i isolamento, la buone regole dell’arte del Ogni intervento deve rispettare le eventuali prescrizioni della relazione geologica. Nel caso di nuove costruzioni da realizzare in zona agricola, il rapporto tra superficie impermeabile %, ove non diversamente previsto dalle NTA.
Capo IV - Infrastrutture e reti tecnologiche
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Capo IV - Infrastrutture e reti tecnologiche 2.62 – IMPIANTI TECNOLOGICI Gli edifici vanno dotati d'impianti permanenti idonei ad assicurare il benessere delle persone ed i servizi necessari alla loro igiene, alla loro sicurezza ed alle loro attività. Gli impianti od i loro componenti comuni a più punti di utilizzazione, compresi i contatori, debbono essere ubicati in locali appositi, opportunamente dimensionati e rifiniti, facilmente accessib persone autorizzate.
ori, debbono essere ubicati in locali appositi, opportunamente dimensionati e rifiniti, facilmente accessib persone autorizzate. Gli impianti saranno progettati e realizzati in modo che tutti i componenti compresi tra i punti di allacciamento alle reti urbane ed i punti di utilizzazione, siano facilmente agibili per la conduzione, la manutenzione, la sostituzione e la rimozione. Le sedi degli allacciamenti degli impianti alle reti urbane e delle diramazioni ai punti di utilizzazione
uzione e la rimozione. Le sedi degli allacciamenti degli impianti alle reti urbane e delle diramazioni ai punti di utilizzazione ed i punti di utilizzazione medesimi, non debbono permettere la diffusione di esalazioni né l'accesso, negli edifici e nei loro locali, di animali e d'insetti indesiderabili. La centralizzazione dei servizi tecnologici di uno o più edifici, va attuata nei casi in cui contribuisca al raggiungimento di maggiore confortevolezza, funzionalità, salubrità, sicurezza.
fici, va attuata nei casi in cui contribuisca al raggiungimento di maggiore confortevolezza, funzionalità, salubrità, sicurezza. 2.63 – APPROVVIGIONAMENTO IDRICO E’ fatto obbligo per ogni edificio a destinazione residenziale, o ad esso assimilabile, o comunque produttivo, di dotarsi di regolare approvvigionamento idrico per fini potabili e igienico sanitari, proveniente dall' acquedotto comunale ovvero da un acquedotto o pozzo privato.
nto idrico per fini potabili e igienico sanitari, proveniente dall' acquedotto comunale ovvero da un acquedotto o pozzo privato. In tale ultimo caso, la potabilità deve essere garantita da un certificato rilasciato dal Laboratorio provinciale di Igiene e Profilassi e l'uso deve essere consentito dall'Ufficiale sanitario. Ogni unità immobiliare deve proporzionale al numero dei locali e degli utilizzatori previsti, secondo le disposizioni legislative vigenti e tenuto conto del maggiore fabbisogno estivo.
locali e degli utilizzatori previsti, secondo le disposizioni legislative vigenti e tenuto conto del maggiore fabbisogno estivo. Al fine della sussistenza delle condizioni di agibilità l’insufficienza di dotazione di acqua potabile è causa di inagibilità. Nel caso di fabbricati multipiano, l'impianto centralizzato di acqua potabile deve essere munito di autoclave per servire adeguatamente, anche nel peri dell'edificio.
mpianto centralizzato di acqua potabile deve essere munito di autoclave per servire adeguatamente, anche nel peri dell'edificio. Gli impianti per la distribuzione interna dell'acqua potabile debbono essere costruiti a regola d'arte e conformemente alle prescrizioni di legge o regolamento. I contatori della rete idrica, negli edific essere riuniti in locale facilmente accessibile da parte degli addetti al servizio. 2.64 – DEPURAZIONE E SMALTIMENTO DELLE ACQUE
essere riuniti in locale facilmente accessibile da parte degli addetti al servizio. 2.64 – DEPURAZIONE E SMALTIMENTO DELLE ACQUE Gli edifici vanno dotati d'impianti permanenti che possano assicu raccolta ed allontanamento delle acque meteoriche, delle acque usate, dei liquami e dei rifiuti solidi. Le acque reflue domestiche o ad esse assimilate debbono essere convogliate nella fognatura comunale secondo le vigenti no dall'inquinamento.
lue domestiche o ad esse assimilate debbono essere convogliate nella fognatura comunale secondo le vigenti no dall'inquinamento. E' vietato immettere nei pluviali acque di scarico di gabinetti, acquai, lavatoi, bagni e simili. Gli impianti per la raccolta e smaltimento delle acque reflue domestiche regola d'arte e conformemente alle prescrizioni di legge o regolamento. A tal proposito si farà riferimento al Regolamento Regionale n. 7 del 26.05.
ormemente alle prescrizioni di legge o regolamento. A tal proposito si farà riferimento al Regolamento Regionale n. 7 del 26.05. Le acque meteoriche non devono essere immesse nelle reti di smaltimento d fognanti, ma negli appositi collettori di fognatura pluviale. Dove non esiste la fognatura bianca è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
IMPIANTI TECNOLOGICI
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Infrastrutture e reti tecnologiche IMPIANTI TECNOLOGICI Gli edifici vanno dotati d'impianti permanenti idonei ad assicurare il benessere delle persone ed i alla loro igiene, alla loro sicurezza ed alle loro attività. Gli impianti od i loro componenti comuni a più punti di utilizzazione, compresi i contatori, debbono
ezza ed alle loro attività. Gli impianti od i loro componenti comuni a più punti di utilizzazione, compresi i contatori, debbono essere ubicati in locali appositi, opportunamente dimensionati e rifiniti, facilmente accessib Gli impianti saranno progettati e realizzati in modo che tutti i componenti compresi tra i punti di allacciamento alle reti urbane ed i punti di utilizzazione, siano facilmente agibili per la conduzione, stituzione e la rimozione.
lacciamento alle reti urbane ed i punti di utilizzazione, siano facilmente agibili per la conduzione, stituzione e la rimozione. Le sedi degli allacciamenti degli impianti alle reti urbane e delle diramazioni ai punti di utilizzazione ed i punti di utilizzazione medesimi, non debbono permettere la diffusione di esalazioni né loro locali, di animali e d'insetti indesiderabili. La centralizzazione dei servizi tecnologici di uno o più edifici, va attuata nei casi in cui contribuisca al
APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
tti indesiderabili. La centralizzazione dei servizi tecnologici di uno o più edifici, va attuata nei casi in cui contribuisca al raggiungimento di maggiore confortevolezza, funzionalità, salubrità, sicurezza. APPROVVIGIONAMENTO IDRICO E’ fatto obbligo per ogni edificio a destinazione residenziale, o ad esso assimilabile, o comunque produttivo, di dotarsi di regolare approvvigionamento idrico per fini potabili e igienico sanitari, comunale ovvero da un acquedotto o pozzo privato.
i di regolare approvvigionamento idrico per fini potabili e igienico sanitari, comunale ovvero da un acquedotto o pozzo privato. In tale ultimo caso, la potabilità deve essere garantita da un certificato rilasciato dal Laboratorio provinciale di Igiene e Profilassi e l'uso deve essere consentito dall'Ufficiale sanitario. immobiliare deve essere regolarmente rifornita di acqua potabile in quantità proporzionale al numero dei locali e degli utilizzatori previsti, secondo le disposizioni legislative
acqua potabile in quantità proporzionale al numero dei locali e degli utilizzatori previsti, secondo le disposizioni legislative vigenti e tenuto conto del maggiore fabbisogno estivo. nza delle condizioni di agibilità l’insufficienza di dotazione di acqua potabile è Nel caso di fabbricati multipiano, l'impianto centralizzato di acqua potabile deve essere munito di autoclave per servire adeguatamente, anche nel periodo di maggior consumo, i piani alti
di acqua potabile deve essere munito di autoclave per servire adeguatamente, anche nel periodo di maggior consumo, i piani alti Gli impianti per la distribuzione interna dell'acqua potabile debbono essere costruiti a regola d'arte e conformemente alle prescrizioni di legge o regolamento. I contatori della rete idrica, negli edifici di nuova costruzione con più alloggi, devono possibilmente essere riuniti in locale facilmente accessibile da parte degli addetti al servizio.
DEPURAZIONE E SMALTIMENTO DELLE ACQUE
uzione con più alloggi, devono possibilmente essere riuniti in locale facilmente accessibile da parte degli addetti al servizio. DEPURAZIONE E SMALTIMENTO DELLE ACQUE Gli edifici vanno dotati d'impianti permanenti che possano assicurare in misura sufficiente la raccolta ed allontanamento delle acque meteoriche, delle acque usate, dei liquami e dei rifiuti Le acque reflue domestiche o ad esse assimilate debbono essere convogliate nella fognatura
cque usate, dei liquami e dei rifiuti Le acque reflue domestiche o ad esse assimilate debbono essere convogliate nella fognatura comunale secondo le vigenti normative inerenti il trattamento delle acque reflue e la protezione E' vietato immettere nei pluviali acque di scarico di gabinetti, acquai, lavatoi, bagni e simili. Gli impianti per la raccolta e smaltimento delle acque reflue domestiche debbono essere costruiti a
ai, lavatoi, bagni e simili. Gli impianti per la raccolta e smaltimento delle acque reflue domestiche debbono essere costruiti a regola d'arte e conformemente alle prescrizioni di legge o regolamento. A tal proposito si farà golamento Regionale n. 7 del 26.05.2016. Le acque meteoriche non devono essere immesse nelle reti di smaltimento d fognanti, ma negli appositi collettori di fognatura pluviale. Dove non esiste la fognatura bianca è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando
REGOLAMENTO EDILIZIO 69 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ettori di fognatura pluviale. Dove non esiste la fognatura bianca è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando REGOLAMENTO EDILIZIO 69 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Gli edifici vanno dotati d'impianti permanenti idonei ad assicurare il benessere delle persone ed i Gli impianti od i loro componenti comuni a più punti di utilizzazione, compresi i contatori, debbono
enessere delle persone ed i Gli impianti od i loro componenti comuni a più punti di utilizzazione, compresi i contatori, debbono essere ubicati in locali appositi, opportunamente dimensionati e rifiniti, facilmente accessibili alle Gli impianti saranno progettati e realizzati in modo che tutti i componenti compresi tra i punti di allacciamento alle reti urbane ed i punti di utilizzazione, siano facilmente agibili per la conduzione,
compresi tra i punti di allacciamento alle reti urbane ed i punti di utilizzazione, siano facilmente agibili per la conduzione, Le sedi degli allacciamenti degli impianti alle reti urbane e delle diramazioni ai punti di utilizzazione ed i punti di utilizzazione medesimi, non debbono permettere la diffusione di esalazioni né La centralizzazione dei servizi tecnologici di uno o più edifici, va attuata nei casi in cui contribuisca al
ne di esalazioni né La centralizzazione dei servizi tecnologici di uno o più edifici, va attuata nei casi in cui contribuisca al E’ fatto obbligo per ogni edificio a destinazione residenziale, o ad esso assimilabile, o comunque produttivo, di dotarsi di regolare approvvigionamento idrico per fini potabili e igienico sanitari, comunale ovvero da un acquedotto o pozzo privato. In tale ultimo caso, la potabilità deve essere garantita da un certificato rilasciato dal Laboratorio
cquedotto o pozzo privato. In tale ultimo caso, la potabilità deve essere garantita da un certificato rilasciato dal Laboratorio provinciale di Igiene e Profilassi e l'uso deve essere consentito dall'Ufficiale sanitario. essere regolarmente rifornita di acqua potabile in quantità proporzionale al numero dei locali e degli utilizzatori previsti, secondo le disposizioni legislative nza delle condizioni di agibilità l’insufficienza di dotazione di acqua potabile è
previsti, secondo le disposizioni legislative nza delle condizioni di agibilità l’insufficienza di dotazione di acqua potabile è Nel caso di fabbricati multipiano, l'impianto centralizzato di acqua potabile deve essere munito di odo di maggior consumo, i piani alti Gli impianti per la distribuzione interna dell'acqua potabile debbono essere costruiti a regola d'arte i di nuova costruzione con più alloggi, devono possibilmente rare in misura sufficiente la
bono essere costruiti a regola d'arte i di nuova costruzione con più alloggi, devono possibilmente rare in misura sufficiente la raccolta ed allontanamento delle acque meteoriche, delle acque usate, dei liquami e dei rifiuti Le acque reflue domestiche o ad esse assimilate debbono essere convogliate nella fognatura rmative inerenti il trattamento delle acque reflue e la protezione E' vietato immettere nei pluviali acque di scarico di gabinetti, acquai, lavatoi, bagni e simili. debbono essere costruiti a
one E' vietato immettere nei pluviali acque di scarico di gabinetti, acquai, lavatoi, bagni e simili. debbono essere costruiti a regola d'arte e conformemente alle prescrizioni di legge o regolamento. A tal proposito si farà Le acque meteoriche non devono essere immesse nelle reti di smaltimento delle acque reflue Dove non esiste la fognatura bianca è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – però che da ciò conseguano danni alle fondazioni degli edifici; non è consent piano di marciapiede. In nessun caso potranno essere immesse acque meteoriche nelle reti di smaltimento delle acque reflue fognanti, in ogni caso, per quanto non espressamente disposto, si applicherà il Regolamen Regionale n. 26 del 09.05.2013 e s.m.i. I liquami, le acque usate e le acque di scarico industriale, non assimilate a quelle domestiche,
e n. 26 del 09.05.2013 e s.m.i. I liquami, le acque usate e le acque di scarico industriale, non assimilate a quelle domestiche, devono essere smaltiti nel rispetto della normativa vigente in materia. In mancanza di rete fognante lo smaltimento dei liquami prove avvenire mediante la costruzione, a cura e spese dei concessionari, di appositi impianti, con l'osservanza dei criteri, metodi e norme tecniche stabilite al riguardo dalle norme vigenti. L'immissione di nuovi condotti
con l'osservanza dei criteri, metodi e norme tecniche stabilite al riguardo dalle norme vigenti. L'immissione di nuovi condotti dopo aver ottenuto apposita autorizzazione dal Comune. Qualora in mancanza di reti pubbliche l'avente titolo non avesse provveduto alla realizzazione degli appositi impianti di cui sopra, a seguito di diffida del Settore Comunale competente, previo parere dell'Ufficiale Sanitario o del Medico Provinciale, l'unità edilizia in oggetto dovrà essere considerata inagibile.
previo parere dell'Ufficiale Sanitario o del Medico Provinciale, l'unità edilizia in oggetto dovrà essere considerata inagibile. 2.65 – RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI Nel caso di progetti di nuove costruzioni o di demolizione e ricostruzione, devono essere individuati spazi destinati esclusivamente all’ubicazione dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani all'interno degli edifici e nelle relati
all’ubicazione dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani all'interno degli edifici e nelle relati L’ubicazione, il dimensionamento e le caratteristiche tecniche di tali spazi, in relazione alla destinazione d’uso dell’immobile e al numero di utenti previsti e/o insediati, devono essere concordati in fase progettuale con l’ente ge mitigati al fine di nascondere, per quanto possibile, alla vista i contenitori, in relazione alle
fase progettuale con l’ente ge mitigati al fine di nascondere, per quanto possibile, alla vista i contenitori, in relazione alle caratteristiche architettoniche e/o del contesto di inserimento, anche ricorrendo all’utilizzo di specie vegetali. La superficie necessaria, in misura massima di 10 mq per i locali condominiali o di 1 mq per gli spazi ricavati all’interno degli alloggi (su balconi, logge, verande o terrazze), non concorrerà alla formazione del volume o superficie edificabile.
terno degli alloggi (su balconi, logge, verande o terrazze), non concorrerà alla formazione del volume o superficie edificabile. 2.66 – DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti elettrici sono regolati dalla legislazione vigente in merito. Gli edifici ed i loro impianti vanno progettati, realizzati, accessori vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti.
vanno progettati, realizzati, accessori vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti. In particolare, tutte le unità immobiliari adibite ad abitazione e/o a luoghi di lavoro devono essere dotate di dispositivi di sicurezza 2.67 – DISTRIBUZIONE DEL GAS La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono regolati dalla legislazione vigente in materia.
ione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono regolati dalla legislazione vigente in materia. Gli edifici ed i loro impianti vanno progettati, realizzati, accessoriati e condotti in modo che non vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti per legge. Tutti gl'impianti di riscaldamento, centralizzati per edifici o per gruppi di edifici, muniti di sistemi di regolazione automatica in funzione della temperatura esterna, onde ridurre i
ifici o per gruppi di edifici, muniti di sistemi di regolazione automatica in funzione della temperatura esterna, onde ridurre i Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. però che da ciò conseguano danni alle fondazioni degli edifici; non è consentito lo sbocco radente al In nessun caso potranno essere immesse acque meteoriche nelle reti di smaltimento delle acque
è consentito lo sbocco radente al In nessun caso potranno essere immesse acque meteoriche nelle reti di smaltimento delle acque reflue fognanti, in ogni caso, per quanto non espressamente disposto, si applicherà il Regolamen 2013 e s.m.i. I liquami, le acque usate e le acque di scarico industriale, non assimilate a quelle domestiche, devono essere smaltiti nel rispetto della normativa vigente in materia. In mancanza di rete fognante lo smaltimento dei liquami provenienti dall'interno degli edifici deve
ormativa vigente in materia. In mancanza di rete fognante lo smaltimento dei liquami provenienti dall'interno degli edifici deve avvenire mediante la costruzione, a cura e spese dei concessionari, di appositi impianti, con l'osservanza dei criteri, metodi e norme tecniche stabilite al riguardo dalle norme vigenti. di scarico nelle fognature e nei canali pubblici deve avvenire soltanto dopo aver ottenuto apposita autorizzazione dal Comune.
RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
. di scarico nelle fognature e nei canali pubblici deve avvenire soltanto dopo aver ottenuto apposita autorizzazione dal Comune. Qualora in mancanza di reti pubbliche l'avente titolo non avesse provveduto alla realizzazione degli pra, a seguito di diffida del Settore Comunale competente, previo parere dell'Ufficiale Sanitario o del Medico Provinciale, l'unità edilizia in oggetto dovrà essere considerata RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
Medico Provinciale, l'unità edilizia in oggetto dovrà essere considerata RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI caso di progetti di nuove costruzioni o di demolizione e ricostruzione, devono essere individuati spazi destinati esclusivamente all’ubicazione dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani all'interno degli edifici e nelle relative aree pertinenziali. L’ubicazione, il dimensionamento e le caratteristiche tecniche di tali spazi, in relazione alla
lle relative aree pertinenziali. L’ubicazione, il dimensionamento e le caratteristiche tecniche di tali spazi, in relazione alla destinazione d’uso dell’immobile e al numero di utenti previsti e/o insediati, devono essere concordati in fase progettuale con l’ente gestore del servizio e devono essere opportunamente mitigati al fine di nascondere, per quanto possibile, alla vista i contenitori, in relazione alle caratteristiche architettoniche e/o del contesto di inserimento, anche ricorrendo all’utilizzo di
contenitori, in relazione alle caratteristiche architettoniche e/o del contesto di inserimento, anche ricorrendo all’utilizzo di La superficie necessaria, in misura massima di 10 mq per i locali condominiali o di 1 mq per gli spazi ricavati all’interno degli alloggi (su balconi, logge, verande o terrazze), non concorrerà alla formazione del volume o superficie edificabile. DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA
e, verande o terrazze), non concorrerà alla formazione del volume o superficie edificabile. DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti elettrici sono regolati dalla legislazione vigente in merito. Gli edifici ed i loro impianti vanno progettati, realizzati, accessoriati e condotti in modo che non vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti.
DISTRIBUZIONE DEL GAS
accessoriati e condotti in modo che non vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti. In particolare, tutte le unità immobiliari adibite ad abitazione e/o a luoghi di lavoro devono essere dotate di dispositivi di sicurezza in grado di salvaguardare l'incolumità degli utenti. DISTRIBUZIONE DEL GAS La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono regolati dalla legislazione vigente in materia.
REGOLAMENTO EDILIZIO 70
ione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono regolati dalla legislazione vigente in materia. vanno progettati, realizzati, accessoriati e condotti in modo che non vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti per legge. Tutti gl'impianti di riscaldamento, centralizzati per edifici o per gruppi di edifici, muniti di sistemi di regolazione automatica in funzione della temperatura esterna, onde ridurre i REGOLAMENTO EDILIZIO 70
REGOLAMENTO EDILIZIO 70 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ifici, muniti di sistemi di regolazione automatica in funzione della temperatura esterna, onde ridurre i REGOLAMENTO EDILIZIO 70 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ito lo sbocco radente al In nessun caso potranno essere immesse acque meteoriche nelle reti di smaltimento delle acque reflue fognanti, in ogni caso, per quanto non espressamente disposto, si applicherà il Regolamento I liquami, le acque usate e le acque di scarico industriale, non assimilate a quelle domestiche,
o, si applicherà il Regolamento I liquami, le acque usate e le acque di scarico industriale, non assimilate a quelle domestiche, nienti dall'interno degli edifici deve avvenire mediante la costruzione, a cura e spese dei concessionari, di appositi impianti, con l'osservanza dei criteri, metodi e norme tecniche stabilite al riguardo dalle norme vigenti. di scarico nelle fognature e nei canali pubblici deve avvenire soltanto
RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
orme tecniche stabilite al riguardo dalle norme vigenti. di scarico nelle fognature e nei canali pubblici deve avvenire soltanto Qualora in mancanza di reti pubbliche l'avente titolo non avesse provveduto alla realizzazione degli pra, a seguito di diffida del Settore Comunale competente, previo parere dell'Ufficiale Sanitario o del Medico Provinciale, l'unità edilizia in oggetto dovrà essere considerata RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
Medico Provinciale, l'unità edilizia in oggetto dovrà essere considerata RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI caso di progetti di nuove costruzioni o di demolizione e ricostruzione, devono essere individuati spazi destinati esclusivamente all’ubicazione dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti L’ubicazione, il dimensionamento e le caratteristiche tecniche di tali spazi, in relazione alla
ccolta differenziata dei rifiuti L’ubicazione, il dimensionamento e le caratteristiche tecniche di tali spazi, in relazione alla destinazione d’uso dell’immobile e al numero di utenti previsti e/o insediati, devono essere store del servizio e devono essere opportunamente mitigati al fine di nascondere, per quanto possibile, alla vista i contenitori, in relazione alle caratteristiche architettoniche e/o del contesto di inserimento, anche ricorrendo all’utilizzo di
contenitori, in relazione alle caratteristiche architettoniche e/o del contesto di inserimento, anche ricorrendo all’utilizzo di La superficie necessaria, in misura massima di 10 mq per i locali condominiali o di 1 mq per gli spazi ricavati all’interno degli alloggi (su balconi, logge, verande o terrazze), non concorrerà alla La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti elettrici sono regolati ati e condotti in modo che non
gettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti elettrici sono regolati ati e condotti in modo che non vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti. In particolare, tutte le unità immobiliari adibite ad abitazione e/o a luoghi di lavoro devono essere in grado di salvaguardare l'incolumità degli utenti. La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono regolati
l'incolumità degli utenti. La progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono regolati vanno progettati, realizzati, accessoriati e condotti in modo che non vengano superati i consumi energetici e le emissioni di sostanze inquinanti consentiti per legge. Tutti gl'impianti di riscaldamento, centralizzati per edifici o per gruppi di edifici, debbono essere muniti di sistemi di regolazione automatica in funzione della temperatura esterna, onde ridurre i
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – consumi energetici. 2.68 – INFRASTRUTTURE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI Ai sensi della normativa vigente in materia, il progetto di n predisposizione all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica di veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali e non.
one di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali e non. Negli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 mq e gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, nonché per gli interventi di ristrutturazione degli stessi dovrà essere prevista, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio la predisposizione all'allaccio per la possibile
ovrà essere prevista, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio la predisposizione all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, le infrastrutture elettriche devono essere predisposte per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.
TELERISCALDAMENTO
tture elettriche devono essere predisposte per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali. Le infrastrutture elettriche dovranno uniformarsi alle prescrizioni tecniche di cui al D. Lgs. 16 dicembre 2016, n. 257. 2.69 – PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI TELERISCALDAMENTO La produzione di energia da fonti rinnovabili per tutti gli residenziale deve avvenire obbligatoriamente nella misura minima prevista dalla vigente normativa
onti rinnovabili per tutti gli residenziale deve avvenire obbligatoriamente nella misura minima prevista dalla vigente normativa di riferimento. Le leggi e i regolamenti regionali stabiliscono le modalità di ottenimento delle prescritte autorizzazioni per le diverse tipologie di infrastrutture tecnologiche che si intende realizzare per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché la compatibilità di queste ultime con i siti di installazione. Se l’ubicazione dell’immobile rende inefficace l’ins
bili, nonché la compatibilità di queste ultime con i siti di installazione. Se l’ubicazione dell’immobile rende inefficace l’ins rinnovabili o ad alta efficienza, le prescrizioni di cui al precedente comma possono essere omesse. L’eventuale omissione dovrà essere dettagliatamente documentata nella relazione tecnica e si dovrà dimostrare di non essere in grado di ottemperare alle prescrizioni tramite il ricorso ad alcun sistema alimentato a fonti rinnovabili o ad alta efficienza.
grado di ottemperare alle prescrizioni tramite il ricorso ad alcun sistema alimentato a fonti rinnovabili o ad alta efficienza. Nello specifico, per la realizzazione di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti di edifici esistenti, nell’ambito del progetto si deve prevedere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo principi minimi di integrazione. Nei nuovi piani urbanistici esecutivi è possibile
i elettricità e per il raffrescamento secondo principi minimi di integrazione. Nei nuovi piani urbanistici esecutivi è possibile della progettazione delle opere di urbanizzazione, a servizio dei nuovi insediamenti, secondo le tecnologie previste dalle direttive comunitarie e dalle leggi e regolamenti nazionali e regionali vigenti. Gli impianti energetici da fonti rinnovabili sono classificabili in:
- Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzato su edificio e avente le seguenti caratteristiche:
sono classificabili in:
- Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzato su edificio e avente le seguenti caratteristiche: 1.1. Impianti aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazion orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi; 1.2. La superficie dell'impianto non è superiore a quella del tetto su cui viene realizzato; Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
INFRASTRUTTURE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI
. La superficie dell'impianto non è superiore a quella del tetto su cui viene realizzato; Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. INFRASTRUTTURE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI Ai sensi della normativa vigente in materia, il progetto di nuove costruzioni deve prevedere la predisposizione all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica di
ni deve prevedere la predisposizione all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica di veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto ciascun box per auto, siano essi pertinenziali e non. Negli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 mq e gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative,
idenziale con superficie utile superiore a 500 mq e gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, er gli interventi di ristrutturazione degli stessi dovrà essere prevista, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio la predisposizione all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, le
PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI
e per la ricarica dei veicoli. Relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, le infrastrutture elettriche devono essere predisposte per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali. lettriche dovranno uniformarsi alle prescrizioni tecniche di cui al D. Lgs. 16 PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI La produzione di energia da fonti rinnovabili per tutti gli edifici di tipo residenziale e non
NOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI
NOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI La produzione di energia da fonti rinnovabili per tutti gli edifici di tipo residenziale e non residenziale deve avvenire obbligatoriamente nella misura minima prevista dalla vigente normativa Le leggi e i regolamenti regionali stabiliscono le modalità di ottenimento delle prescritte per le diverse tipologie di infrastrutture tecnologiche che si intende realizzare per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché la compatibilità di queste ultime con i siti di
si intende realizzare per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché la compatibilità di queste ultime con i siti di Se l’ubicazione dell’immobile rende inefficace l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili o ad alta efficienza, le prescrizioni di cui al precedente comma possono essere omesse. L’eventuale omissione dovrà essere dettagliatamente documentata nella relazione tecnica e si on essere in grado di ottemperare alle prescrizioni tramite il ricorso ad alcun
tamente documentata nella relazione tecnica e si on essere in grado di ottemperare alle prescrizioni tramite il ricorso ad alcun sistema alimentato a fonti rinnovabili o ad alta efficienza. Nello specifico, per la realizzazione di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti di sistenti, nell’ambito del progetto si deve prevedere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo principi minimi di
o di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo principi minimi di Nei nuovi piani urbanistici esecutivi è possibile prevedere sistemi di teleriscaldamento nell’ambito della progettazione delle opere di urbanizzazione, a servizio dei nuovi insediamenti, secondo le tecnologie previste dalle direttive comunitarie e dalle leggi e regolamenti nazionali e regionali li impianti energetici da fonti rinnovabili sono classificabili in:
REGOLAMENTO EDILIZIO 71
omunitarie e dalle leggi e regolamenti nazionali e regionali li impianti energetici da fonti rinnovabili sono classificabili in: Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzato su edificio e avente le seguenti Impianti aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazion orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi; La superficie dell'impianto non è superiore a quella del tetto su cui viene realizzato; REGOLAMENTO EDILIZIO 71
REGOLAMENTO EDILIZIO 71 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
edifici stessi; La superficie dell'impianto non è superiore a quella del tetto su cui viene realizzato; REGOLAMENTO EDILIZIO 71 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) uove costruzioni deve prevedere la predisposizione all'allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica di veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto
elettriche per la ricarica di veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto Negli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 mq e gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, er gli interventi di ristrutturazione degli stessi dovrà essere prevista, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio la predisposizione all'allaccio per la possibile
PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI
ovrà essere prevista, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio la predisposizione all'allaccio per la possibile Relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, le infrastrutture elettriche devono essere predisposte per un numero di spazi a parcheggio e box auto lettriche dovranno uniformarsi alle prescrizioni tecniche di cui al D. Lgs. 16 PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI edifici di tipo residenziale e non
PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI
iche di cui al D. Lgs. 16 PRODUZIONE DI ENERGIE DA FONTI RINNOVABILI, COGENERAZIONE E RETI DI edifici di tipo residenziale e non residenziale deve avvenire obbligatoriamente nella misura minima prevista dalla vigente normativa Le leggi e i regolamenti regionali stabiliscono le modalità di ottenimento delle prescritte per le diverse tipologie di infrastrutture tecnologiche che si intende realizzare per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché la compatibilità di queste ultime con i siti di
si intende realizzare per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché la compatibilità di queste ultime con i siti di tallazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili o ad alta efficienza, le prescrizioni di cui al precedente comma possono essere omesse. L’eventuale omissione dovrà essere dettagliatamente documentata nella relazione tecnica e si on essere in grado di ottemperare alle prescrizioni tramite il ricorso ad alcun
tamente documentata nella relazione tecnica e si on essere in grado di ottemperare alle prescrizioni tramite il ricorso ad alcun Nello specifico, per la realizzazione di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti di sistenti, nell’ambito del progetto si deve prevedere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo principi minimi di prevedere sistemi di teleriscaldamento nell’ambito
di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo principi minimi di prevedere sistemi di teleriscaldamento nell’ambito della progettazione delle opere di urbanizzazione, a servizio dei nuovi insediamenti, secondo le tecnologie previste dalle direttive comunitarie e dalle leggi e regolamenti nazionali e regionali Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzato su edificio e avente le seguenti Impianti aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazione e lo stesso
dificio e avente le seguenti Impianti aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi; La superficie dell'impianto non è superiore a quella del tetto su cui viene realizzato;
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2. Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzato su edificio caratteristiche: 2.1. Moduli collocati sugli edifici; 2.2. La superficie complessiva dei moduli fotovoltaici dell'impianto non sia superiore a quella del tetto dell'edificio sul quale i moduli sono collocati. 3. Impianto fotovoltaico e/o solare differenti da quelle 1) e 2); 4. Impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo;
llocati. 3. Impianto fotovoltaico e/o solare differenti da quelle 1) e 2); 4. Impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo; 5. Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo con micro generazione realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei
no le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; 6. Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo su edifici o sulle loro pertinenze, con modalità differenti da quelle 5); 7. Impianti alimentati da biomasse alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;
uelle 5); 7. Impianti alimentati da biomasse alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas; 8. Impianti eolici installati sui tetti degli edifici esistenti con singoli generatori eolici di altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro; 9. Impianti per mini-eolico con aereo generatori di altezza co con un diametro del rotore non superiore a 18 metri;
e a 1 metro; 9. Impianti per mini-eolico con aereo generatori di altezza co con un diametro del rotore non superiore a 18 metri; 10.Impianti idroelettrici e geotermoelettrici realizzati in edifici esistenti, sempre, che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazi strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; 11.Alimentati a fonte idraulica.
mento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; 11.Alimentati a fonte idraulica. L’installazione degli impianti tecnologici alimen nazionali, dai regolamenti regionali specifici per materia, in conformità con le indicazioni contenute nelle Linee Guida 4.4.1 – parte prima ( energie rinnovabili) e 4.4.1. – rinnovabili) del PPTR, e dovrà comunque rispettare le seguenti prescrizioni:
4.1 – parte prima ( energie rinnovabili) e 4.4.1. – rinnovabili) del PPTR, e dovrà comunque rispettare le seguenti prescrizioni:
- Negli interventi di nuova edificazione, sostituzione edilizia e ristrutturazione ur l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici deve essere prevista all’interno di un progetto organico e coerente che coinvolga l’edificio nella sua totalità, anche in rapporto all’ambiente circostante; l’installazione è con
ganico e coerente che coinvolga l’edificio nella sua totalità, anche in rapporto all’ambiente circostante; l’installazione è con alterate le caratteristiche del pergolato. Le soluzioni progettuali saranno rivolte a minimizzare i dimensionamenti e l’impatto visivo, al fine di ottimizzare l’integrazione dell’impianto con i caratteri dell’edificio e del paesaggio; 2. Salvo l’applicazione delle norme nazionali e regionali si precisa che nella zona A1 “Centro
ri dell’edificio e del paesaggio; 2. Salvo l’applicazione delle norme nazionali e regionali si precisa che nella zona A1 “Centro Antico”, come individuata dal PUG e nelle aree soggette a vincoli paesistici ed ambientali l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnova dell’acquisizione del preventivo parere favorevole da parte rispettivamente della Soprintendenza o dell’Amministrazione Comunale ove previsto da propri regolamenti. Inoltre detti impianti possono essere ammessi solo se integra
dell’Amministrazione Comunale ove previsto da propri regolamenti. Inoltre detti impianti possono essere ammessi solo se integra realizzati a condizione che: 2.1. L’impatto visivo dei pannelli sia assimilabile ai lucernai e che eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati in appositi locali; 2.2. Le superfici non siano riflettenti; 2.3. Venga dimostrato che detti impianti non siano visibili dall’ambiente circostante mediante
superfici non siano riflettenti; 2.3. Venga dimostrato che detti impianti non siano visibili dall’ambiente circostante mediante l’installazione dei componenti nella parte centrale della copertura o comunque nella parte meno visibile dal piano stradale ed evitando l'ombreggiam 2.4. Il mini eolico deve essere comunque oggetto di valutazione tecnico Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzato su edificio e avente le seguenti Moduli collocati sugli edifici; La superficie complessiva dei moduli fotovoltaici dell'impianto non sia superiore a quella del tetto dell'edificio sul quale i moduli sono collocati. Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzati su edifici o sulle loro pertinenze, con modalità
le i moduli sono collocati. Impianto fotovoltaico e/o solare termico realizzati su edifici o sulle loro pertinenze, con modalità Impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo; Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo con micro generazione i esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non
olumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo su edifici o sulle loro pertinenze, con modalità differenti da quelle 5); Impianti alimentati da biomasse alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di
modalità differenti da quelle 5); Impianti alimentati da biomasse alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di Impianti eolici installati sui tetti degli edifici esistenti con singoli generatori eolici di altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro; eolico con aereo generatori di altezza complessiva non superiore a 30 metri o con un diametro del rotore non superiore a 18 metri;
lico con aereo generatori di altezza complessiva non superiore a 30 metri o con un diametro del rotore non superiore a 18 metri; Impianti idroelettrici e geotermoelettrici realizzati in edifici esistenti, sempre, che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; Alimentati a fonte idraulica.
aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; Alimentati a fonte idraulica. L’installazione degli impianti tecnologici alimentati da fonti rinnovabili è disciplinata dalle norme nazionali, dai regolamenti regionali specifici per materia, in conformità con le indicazioni contenute parte prima (Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti – parte seconda (Componenti di paesaggio e impianti di energie
ima (Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti – parte seconda (Componenti di paesaggio e impianti di energie ) del PPTR, e dovrà comunque rispettare le seguenti prescrizioni: Negli interventi di nuova edificazione, sostituzione edilizia e ristrutturazione ur l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici deve essere prevista all’interno di un progetto organico e coerente che coinvolga l’edificio nella sua totalità, anche in rapporto
ve essere prevista all’interno di un progetto organico e coerente che coinvolga l’edificio nella sua totalità, anche in rapporto all’ambiente circostante; l’installazione è con-sentita anche su pergolati, sempre che non siano alterate le caratteristiche del pergolato. Le soluzioni progettuali saranno rivolte a minimizzare i dimensionamenti e l’impatto visivo, al fine di ottimizzare l’integrazione dell’impianto con i o e del paesaggio;
a minimizzare i dimensionamenti e l’impatto visivo, al fine di ottimizzare l’integrazione dell’impianto con i o e del paesaggio; Salvo l’applicazione delle norme nazionali e regionali si precisa che nella zona A1 “Centro Antico”, come individuata dal PUG e nelle aree soggette a vincoli paesistici ed ambientali l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili è ammessa solo a seguito dell’acquisizione del preventivo parere favorevole da parte rispettivamente della
i a fonti rinnovabili è ammessa solo a seguito dell’acquisizione del preventivo parere favorevole da parte rispettivamente della Soprintendenza o dell’Amministrazione Comunale ove previsto da propri regolamenti. Inoltre detti impianti possono essere ammessi solo se integrati o parzialmente integrati (aderenti) e L’impatto visivo dei pannelli sia assimilabile ai lucernai e che eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati in appositi locali; riflettenti;
REGOLAMENTO EDILIZIO 72
i sia assimilabile ai lucernai e che eventuali serbatoi di accumulo dovranno essere posizionati in appositi locali; riflettenti; Venga dimostrato che detti impianti non siano visibili dall’ambiente circostante mediante l’installazione dei componenti nella parte centrale della copertura o comunque nella parte meno visibile dal piano stradale ed evitando l'ombreggiamento sulle proprietà confinanti; Il mini eolico deve essere comunque oggetto di valutazione tecnico-estetiche. REGOLAMENTO EDILIZIO 72
REGOLAMENTO EDILIZIO 72 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ulle proprietà confinanti; Il mini eolico deve essere comunque oggetto di valutazione tecnico-estetiche. REGOLAMENTO EDILIZIO 72 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) e avente le seguenti La superficie complessiva dei moduli fotovoltaici dell'impianto non sia superiore a quella del termico realizzati su edifici o sulle loro pertinenze, con modalità Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo con micro generazione
ici o sulle loro pertinenze, con modalità Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo con micro generazione i esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo su edifici o sulle loro
biliari e non implichino incremento dei Impianti alimentati da biomasse operanti in assetto cogenerativo su edifici o sulle loro Impianti alimentati da biomasse alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di Impianti eolici installati sui tetti degli edifici esistenti con singoli generatori eolici di altezza mplessiva non superiore a 30 metri o Impianti idroelettrici e geotermoelettrici realizzati in edifici esistenti, sempre, che non alterino i oni di uso, non riguardino le parti
droelettrici e geotermoelettrici realizzati in edifici esistenti, sempre, che non alterino i oni di uso, non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non tati da fonti rinnovabili è disciplinata dalle norme nazionali, dai regolamenti regionali specifici per materia, in conformità con le indicazioni contenute Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti di Componenti di paesaggio e impianti di energie
icazioni contenute Linee guida sulla progettazione e localizzazione di impianti di Componenti di paesaggio e impianti di energie Negli interventi di nuova edificazione, sostituzione edilizia e ristrutturazione urbanistica l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici deve essere prevista all’interno di un progetto organico e coerente che coinvolga l’edificio nella sua totalità, anche in rapporto nche su pergolati, sempre che non siano
getto organico e coerente che coinvolga l’edificio nella sua totalità, anche in rapporto nche su pergolati, sempre che non siano alterate le caratteristiche del pergolato. Le soluzioni progettuali saranno rivolte a minimizzare i dimensionamenti e l’impatto visivo, al fine di ottimizzare l’integrazione dell’impianto con i Salvo l’applicazione delle norme nazionali e regionali si precisa che nella zona A1 “Centro Antico”, come individuata dal PUG e nelle aree soggette a vincoli paesistici ed ambientali
si precisa che nella zona A1 “Centro Antico”, come individuata dal PUG e nelle aree soggette a vincoli paesistici ed ambientali bili è ammessa solo a seguito dell’acquisizione del preventivo parere favorevole da parte rispettivamente della Soprintendenza o dell’Amministrazione Comunale ove previsto da propri regolamenti. Inoltre ti o parzialmente integrati (aderenti) e L’impatto visivo dei pannelli sia assimilabile ai lucernai e che eventuali serbatoi di accumulo
zialmente integrati (aderenti) e L’impatto visivo dei pannelli sia assimilabile ai lucernai e che eventuali serbatoi di accumulo Venga dimostrato che detti impianti non siano visibili dall’ambiente circostante mediante l’installazione dei componenti nella parte centrale della copertura o comunque nella parte ento sulle proprietà confinanti; estetiche.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 3. In generale, i pannelli solari termici e fotovoltaici installati sulle coperture inclinate devono essere aderenti o integrati nei tetti con falda; tali pannelli devono inoltre essere realizzati con superfici di colore simile a quello della copertura oppure scure non riflettenti, in modo da determinare un impatto visivo assimilabile ai lucernari; l’impianto dovrà avere una forma quanto più possibile regolare e compatibile con il
un impatto visivo assimilabile ai lucernari; l’impianto dovrà avere una forma quanto più possibile regolare e compatibile con il disegno architettonico della copertura; 4. Per i pannelli solari termici è vietata la collocazione di sistemi di accumulo a vista sui tetti inclinati degli edifici. Le tubazioni di collegamento dovranno essere non in vista o celate in modo opportuno; 5. Nel caso di impianti a terra dovranno comunque essere previsti opportuni accorgimenti e
in vista o celate in modo opportuno; 5. Nel caso di impianti a terra dovranno comunque essere previsti opportuni accorgimenti e schermature affinché la presenza dell’impianto non alteri le prospettive visibili dai limitrofi più significativi. L’installazione di impianti fotovoltaici a terra, laddove consentita dagli strumenti urbanistici, deve soddisfare le seguenti modalità di realizzazione: 5.1. Installazione su elementi appartenenti all’arredo da giar
banistici, deve soddisfare le seguenti modalità di realizzazione: 5.1. Installazione su elementi appartenenti all’arredo da giar case di legno, purché integrate nella struttura che dovrà essere del tipo facilmente rimovibile; 5.2. Il limite massimo di copertura non potrà superare il 50% dell’area di intervento (la vegetazione presente dovrà essere el 5.3. Dovranno essere messe in atto misure di 5.4. Le strutture dovranno essere poste ad una distanza minima di ml. 1,5
essere el 5.3. Dovranno essere messe in atto misure di 5.4. Le strutture dovranno essere poste ad una distanza minima di ml. 1,5 proprietà e comunque tale da rispettare il 5.5. La superficie non drenante dovrà eventualmente essere limitata alla struttura di ancoraggio dei pannelli e le aree interessate dall’intervento non potranno in alcuno modo essere pavimentate e rese impermeabili; 5.6. Tutte le infrastrutture necessarie al funzionamento dell’impianto dovranno essere limitate
pavimentate e rese impermeabili; 5.6. Tutte le infrastrutture necessarie al funzionamento dell’impianto dovranno essere limitate allo stretto necessario e dimensiona 6. È consentita, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni di settore, l’installazione di impianti geo-termici a pompa di calore con e senza prelievo di fluido; 7. Nel caso di installazione di pompe di calore, le caratteristiche del terreno o della falda devono
e senza prelievo di fluido; 7. Nel caso di installazione di pompe di calore, le caratteristiche del terreno o della falda devono essere tali da non pregiudicare il funzionamento di impianti analoghi preesistenti. Il sistema di prelievo del calore deve essere progettato in modo da limitare l’impoverimento termico del terreno e i fenomeni che ne conseguono. Tale verifica andrà opportunamente documentata e asseverata da una figura professionale competente in materia;
he ne conseguono. Tale verifica andrà opportunamente documentata e asseverata da una figura professionale competente in materia; 8. In tutti gli ambiti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico”, è consentita l’installazione di impianti eolici con potenza nominale complessiva inferiore a 5 kW. I singoli generatori eolici installati su strutture autonome non dovranno superare complessivamente gli edi oltre m 1,5 comunque non potranno avere un diametro superiore a 1 metro;
autonome non dovranno superare complessivamente gli edi oltre m 1,5 comunque non potranno avere un diametro superiore a 1 metro; 9. In tutti gli ambiti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico” e delle aree soggette a vincolo ambientale e paesaggistico, è consentita l’installazione di impianti 60 kW. Qualora installati a terra non vi sono vincoli su diametro ma l’altezza complessiva, comprensiva della struttura di supporto, non può superare di m 1,5 quella degli edifici adiacenti.
tro ma l’altezza complessiva, comprensiva della struttura di supporto, non può superare di m 1,5 quella degli edifici adiacenti. In caso di assenza di edifici, l’ eventuali edifici circostanti e dai confini deve essere pari ad almeno due volte l’altezza complessiva del sistema; 10.L’installazione di impianti eolici con potenza maggiore di 60 kW è consentita, ottenimento delle autorizzazioni previste per legge. 2.70 – TELECOMUNICAZIONI
eolici con potenza maggiore di 60 kW è consentita, ottenimento delle autorizzazioni previste per legge. 2.70 – TELECOMUNICAZIONI L’installazione e la modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti radioelettrici e, in particolare, l’installazione di torri, di tralicci, di impianti radi comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale
nicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. In generale, i pannelli solari termici e fotovoltaici installati sulle coperture inclinate devono
TRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
TRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. In generale, i pannelli solari termici e fotovoltaici installati sulle coperture inclinate devono essere aderenti o integrati nei tetti con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda; tali pannelli devono inoltre essere realizzati con superfici di colore simile a quello della copertura oppure scure non riflettenti, in modo da determinare un impatto visivo assimilabile ai nari; l’impianto dovrà avere una forma quanto più possibile regolare e compatibile con il
nare un impatto visivo assimilabile ai nari; l’impianto dovrà avere una forma quanto più possibile regolare e compatibile con il disegno architettonico della copertura; Per i pannelli solari termici è vietata la collocazione di sistemi di accumulo a vista sui tetti ubazioni di collegamento dovranno essere non in vista o celate in modo Nel caso di impianti a terra dovranno comunque essere previsti opportuni accorgimenti e schermature affinché la presenza dell’impianto non alteri le prospettive visibili dai
e essere previsti opportuni accorgimenti e schermature affinché la presenza dell’impianto non alteri le prospettive visibili dai limitrofi più significativi. L’installazione di impianti fotovoltaici a terra, laddove consentita dagli strumenti urbanistici, deve soddisfare le seguenti modalità di realizzazione: Installazione su elementi appartenenti all’arredo da giardino, quali per esempio gazebo o case di legno, purché integrate nella struttura che dovrà essere del tipo facilmente
edo da giardino, quali per esempio gazebo o case di legno, purché integrate nella struttura che dovrà essere del tipo facilmente Il limite massimo di copertura non potrà superare il 50% dell’area di intervento (la vegetazione presente dovrà essere eliminata meccanicamente e non con diserbanti); Dovranno essere messe in atto misure di mitigazione dell’impatto visivo; Le strutture dovranno essere poste ad una distanza minima di ml. 1,5 proprietà e comunque tale da rispettare il Codice della Strada;
trutture dovranno essere poste ad una distanza minima di ml. 1,5 proprietà e comunque tale da rispettare il Codice della Strada; La superficie non drenante dovrà eventualmente essere limitata alla struttura di ancoraggio dei pannelli e le aree interessate dall’intervento non potranno in alcuno modo essere pavimentate e rese impermeabili; astrutture necessarie al funzionamento dell’impianto dovranno essere limitate allo stretto necessario e dimensionate in conformità alle normative;
rie al funzionamento dell’impianto dovranno essere limitate allo stretto necessario e dimensionate in conformità alle normative; È consentita, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni di settore, l’installazione di termici a pompa di calore con e senza prelievo di fluido; Nel caso di installazione di pompe di calore, le caratteristiche del terreno o della falda devono essere tali da non pregiudicare il funzionamento di impianti analoghi preesistenti. Il sistema di
l terreno o della falda devono essere tali da non pregiudicare il funzionamento di impianti analoghi preesistenti. Il sistema di elievo del calore deve essere progettato in modo da limitare l’impoverimento termico del terreno e i fenomeni che ne conseguono. Tale verifica andrà opportunamente documentata e asseverata da una figura professionale competente in materia; iti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico”, è consentita l’installazione di
na figura professionale competente in materia; iti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico”, è consentita l’installazione di impianti eolici con potenza nominale complessiva inferiore a 5 kW. I singoli generatori eolici installati su strutture autonome non dovranno superare complessivamente gli edi oltre m 1,5 comunque non potranno avere un diametro superiore a 1 metro; In tutti gli ambiti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico” e delle aree soggette a vincolo
n diametro superiore a 1 metro; In tutti gli ambiti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico” e delle aree soggette a vincolo ambientale e paesaggistico, è consentita l’installazione di impianti eolici con potenza inferiore a 60 kW. Qualora installati a terra non vi sono vincoli su diametro ma l’altezza complessiva, comprensiva della struttura di supporto, non può superare di m 1,5 quella degli edifici adiacenti.
TELECOMUNICAZIONI
tro ma l’altezza complessiva, comprensiva della struttura di supporto, non può superare di m 1,5 quella degli edifici adiacenti. In caso di assenza di edifici, l’altezza complessiva non potrà superare m 15. La distanza agli eventuali edifici circostanti e dai confini deve essere pari ad almeno due volte l’altezza L’installazione di impianti eolici con potenza maggiore di 60 kW è consentita, ottenimento delle autorizzazioni previste per legge. TELECOMUNICAZIONI
TELECOMUNICAZIONI
pianti eolici con potenza maggiore di 60 kW è consentita, ottenimento delle autorizzazioni previste per legge. TELECOMUNICAZIONI L’installazione e la modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti radioelettrici e, in particolare, l’installazione di torri, di tralicci, di impianti radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili
REGOLAMENTO EDILIZIO 73 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
nti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale ti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, REGOLAMENTO EDILIZIO 73 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) In generale, i pannelli solari termici e fotovoltaici installati sulle coperture inclinate devono
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) In generale, i pannelli solari termici e fotovoltaici installati sulle coperture inclinate devono la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda; tali pannelli devono inoltre essere realizzati con superfici di colore simile a quello della copertura oppure scure non riflettenti, in modo da determinare un impatto visivo assimilabile ai nari; l’impianto dovrà avere una forma quanto più possibile regolare e compatibile con il
nare un impatto visivo assimilabile ai nari; l’impianto dovrà avere una forma quanto più possibile regolare e compatibile con il Per i pannelli solari termici è vietata la collocazione di sistemi di accumulo a vista sui tetti ubazioni di collegamento dovranno essere non in vista o celate in modo Nel caso di impianti a terra dovranno comunque essere previsti opportuni accorgimenti e schermature affinché la presenza dell’impianto non alteri le prospettive visibili dai coni ottici
visti opportuni accorgimenti e schermature affinché la presenza dell’impianto non alteri le prospettive visibili dai coni ottici limitrofi più significativi. L’installazione di impianti fotovoltaici a terra, laddove consentita dagli dino, quali per esempio gazebo o case di legno, purché integrate nella struttura che dovrà essere del tipo facilmente Il limite massimo di copertura non potrà superare il 50% dell’area di intervento (la iminata meccanicamente e non con diserbanti);
limite massimo di copertura non potrà superare il 50% dell’area di intervento (la iminata meccanicamente e non con diserbanti); mitigazione dell’impatto visivo; Le strutture dovranno essere poste ad una distanza minima di ml. 1,50 dal confine di La superficie non drenante dovrà eventualmente essere limitata alla struttura di ancoraggio dei pannelli e le aree interessate dall’intervento non potranno in alcuno modo essere astrutture necessarie al funzionamento dell’impianto dovranno essere limitate
dall’intervento non potranno in alcuno modo essere astrutture necessarie al funzionamento dell’impianto dovranno essere limitate È consentita, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni di settore, l’installazione di Nel caso di installazione di pompe di calore, le caratteristiche del terreno o della falda devono essere tali da non pregiudicare il funzionamento di impianti analoghi preesistenti. Il sistema di elievo del calore deve essere progettato in modo da limitare l’impoverimento termico del
ti analoghi preesistenti. Il sistema di elievo del calore deve essere progettato in modo da limitare l’impoverimento termico del terreno e i fenomeni che ne conseguono. Tale verifica andrà opportunamente documentata e iti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico”, è consentita l’installazione di impianti eolici con potenza nominale complessiva inferiore a 5 kW. I singoli generatori eolici installati su strutture autonome non dovranno superare complessivamente gli edifici adiacenti di
kW. I singoli generatori eolici installati su strutture autonome non dovranno superare complessivamente gli edifici adiacenti di oltre m 1,5 comunque non potranno avere un diametro superiore a 1 metro; In tutti gli ambiti, ad esclusione della zona A1 “Centro Antico” e delle aree soggette a vincolo eolici con potenza inferiore a 60 kW. Qualora installati a terra non vi sono vincoli su diametro ma l’altezza complessiva,
ncolo eolici con potenza inferiore a 60 kW. Qualora installati a terra non vi sono vincoli su diametro ma l’altezza complessiva, comprensiva della struttura di supporto, non può superare di m 1,5 quella degli edifici adiacenti. altezza complessiva non potrà superare m 15. La distanza agli eventuali edifici circostanti e dai confini deve essere pari ad almeno due volte l’altezza L’installazione di impianti eolici con potenza maggiore di 60 kW è consentita, previo
essere pari ad almeno due volte l’altezza L’installazione di impianti eolici con potenza maggiore di 60 kW è consentita, previo L’installazione e la modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti radioelettrici e, in trasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale
nicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale ti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile,
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – nonché per reti radio a larga banda punto vengono autorizzate dall’Autorità Comunale, ovvero soggette alla disciplina d Segnalazione Certificata di inizio Attività nei casi previsti, previo rilascio di parere tecnico preventivo favorevole da parte dell’ARPA Puglia della legge n. 36 del 22.02.2001 limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello
n. 36 del 22.02.2001 limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della citata Legge Quadro e dal DPCM obiettivi di qualità fissati dalla Regione Puglia. L’installazione e la modifica degli impianti di telecomunicazione è disciplinata dal Regolamento Regionale n. 7 del 19.06.2006, Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
pianti di telecomunicazione è disciplinata dal Regolamento Regionale n. 7 del 19.06.2006, Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. nonché per reti radio a larga banda punto-multipunto nelle bande di frequenza all’uopo assegnate, vengono autorizzate dall’Autorità Comunale, ovvero soggette alla disciplina della Comunicazione o
frequenza all’uopo assegnate, vengono autorizzate dall’Autorità Comunale, ovvero soggette alla disciplina della Comunicazione o Segnalazione Certificata di inizio Attività nei casi previsti, previo rilascio di parere tecnico preventivo favorevole da parte dell’ARPA Puglia – competente ad effettuare i controlli di cui all’articolo 14 2001 (Legge Quadro) – in ordine alla compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello
REGOLAMENTO EDILIZIO 74 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
tà del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della citata Legge Quadro e dal DPCM 08.07. obiettivi di qualità fissati dalla Regione Puglia. L’installazione e la modifica degli impianti di telecomunicazione è disciplinata dal Regolamento del 19.06.2006, e s.m.i. REGOLAMENTO EDILIZIO 74 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 74 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
linata dal Regolamento del 19.06.2006, e s.m.i. REGOLAMENTO EDILIZIO 74 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) multipunto nelle bande di frequenza all’uopo assegnate, ella Comunicazione o Segnalazione Certificata di inizio Attività nei casi previsti, previo rilascio di parere tecnico preventivo competente ad effettuare i controlli di cui all’articolo 14 in ordine alla compatibilità del progetto con i
e tecnico preventivo competente ad effettuare i controlli di cui all’articolo 14 in ordine alla compatibilità del progetto con i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità stabiliti uniformemente a livello 08.07.2003, nonché con gli L’installazione e la modifica degli impianti di telecomunicazione è disciplinata dal Regolamento
Capo V - Recupero urbano, qualità
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Capo V - Recupero urbano, qualità 2.71 – PUBBLICO DECORO, MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI E DEI LUOGHI Le attività edilizie disciplinate dal presente RE (con o senza nuova edificazione) devono conseguire obiettivi di riqualificazione dell'ambiente urbano costruito attraverso coerenti azioni di integrazione con le preesistenze di contesto, di tutela dei valori storico ricerca della qualità dell'edilizia, di salvaguardia del contesto naturalistico
stenze di contesto, di tutela dei valori storico ricerca della qualità dell'edilizia, di salvaguardia del contesto naturalistico che l'intera area, formata sia da quella interessata direttamente dall'intervento che da quella d'influenza del contesto urbano o territoriale, consegua una nuova o rinnovata qualità, dal punto di vista formale, funzionale, infrastru In particolare gli edifici di nuova costruzione (sia pubblici che privati) devono armonizzarsi nelle
male, funzionale, infrastru In particolare gli edifici di nuova costruzione (sia pubblici che privati) devono armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con gli edifici circostanti Vanno inoltre preferibilmente rispettati gli allineamenti delle fronti stradali esistenti se non diversamente stabilito dalle norme tecniche dello strumento urbanistico generale comunale. Gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento, gli edifici oltre ad
dello strumento urbanistico generale comunale. Gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento, gli edifici oltre ad nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti devono tener conto della presenza di edifici di notevole importanza artistica, avuto riguardo delle caratteristiche dell'abitato e dell'ambiente urbano in cui essi vengono ad inserirsi. Devono, in ogni caso, essere mantenute le colorazioni preesistenti salvo esplicita autorizzazione
cui essi vengono ad inserirsi. Devono, in ogni caso, essere mantenute le colorazioni preesistenti salvo esplicita autorizzazione dell'Autorità comunale a richiesta motivata di parte. Le tubazioni del gas, telefoniche ed elettriche non in appositi incassi, tali da consentire una idonea soluzione architettonica. Ogni proprietario ha l'obbligo di mantenere il proprio edificio e tutte le sue parti in stato di normale
luzione architettonica. Ogni proprietario ha l'obbligo di mantenere il proprio edificio e tutte le sue parti in stato di normale conservazione, non solo per quanto attiene la sicurezza ma anche per ciò che concerne l'estetica, il decoro, l’igiene. Il proprietario ha l'obbligo di eseguire i lavori di riparazione, di ripristino, d'intonacatura e di ritinteggiatura delle facciate delle case, deteriorate dal intemperie.
lavori di riparazione, di ripristino, d'intonacatura e di ritinteggiatura delle facciate delle case, deteriorate dal intemperie. Quando tali condizioni vengano meno, i proprietari debbono provvedere alle opportune riparazioni ed ai necessari rifacimenti munendosi del necessario titolo abilitativo edilizio. Se le condizioni delle facciate, visibili in tutto deturpare l'ambiente ovvero determinino pericolo per la pubblica e privata incolumità, il Sindaco ha
facciate, visibili in tutto deturpare l'ambiente ovvero determinino pericolo per la pubblica e privata incolumità, il Sindaco ha la facoltà di ordinare al proprietario i necessari lavori di ripristino, fissando un congruo termi tempo, trascorso inutilmente il quale può fare eseguire d'ufficio i necessari lavori, recuperando poi le somme nei modi previsti dalla legge. L’Autorità comunale può fare eseguire, anche su richiesta di parte interessata, ispezioni dal
mme nei modi previsti dalla legge. L’Autorità comunale può fare eseguire, anche su richiesta di parte interessata, ispezioni dal personale del Comune o da altro personale qualificato, per accertare le condizioni di abitabilità e di decoro degli edifici. 2.72 – FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI DI PREGIO I prospetti degli edifici, per il loro impatto visivo diretto sugli spazi cir pubblici e su vie private o che sono comunque da questi visibili) devono essere curati nel loro
o visivo diretto sugli spazi cir pubblici e su vie private o che sono comunque da questi visibili) devono essere curati nel loro aspetto architettonico e devono soddisfare le esigenze del decoro urbano, tanto per la corretta armonia delle linee architettoniche q dislocazione di finestre, balconi, rientranze e aggetti, per il numero di piani, per eventuali elementi decorativi e particolari costruttivi, per gli elementi e i materiali di finitura a vista e per
di piani, per eventuali elementi decorativi e particolari costruttivi, per gli elementi e i materiali di finitura a vista e per Sulle facciate prospettanti su strade, spazi pubblici e/o privati, dell'ambiente urbano, sistemare canne fumarie e di ventilazione, alimentazioni dei gas metano o canalizzazioni in genere. Quando tali impianti non possono essere sistemati in cavedi ventilati, sono sistemati o su pareti di
o canalizzazioni in genere. Quando tali impianti non possono essere sistemati in cavedi ventilati, sono sistemati o su pareti di cortili interni oppure, in mancanza, su pareti non visibili da spazi pubblici. Le antenne di qualsiasi tipo, non producenti inquinamento elettromagnetico pericoloso, sono sistemate esclusivamente in Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
PUBBLICO DECORO, MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI E DEI
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Recupero urbano, qualità architettonica e inserimento paesaggistico PUBBLICO DECORO, MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI E DEI Le attività edilizie disciplinate dal presente RE (con o senza nuova edificazione) devono conseguire dell'ambiente urbano costruito attraverso coerenti azioni di integrazione
RE (con o senza nuova edificazione) devono conseguire dell'ambiente urbano costruito attraverso coerenti azioni di integrazione con le preesistenze di contesto, di tutela dei valori storico-artistici dell'edificato consolidato, di ricerca della qualità dell'edilizia, di salvaguardia del contesto naturalistico e ambientale, in modo che l'intera area, formata sia da quella interessata direttamente dall'intervento che da quella
uralistico e ambientale, in modo che l'intera area, formata sia da quella interessata direttamente dall'intervento che da quella d'influenza del contesto urbano o territoriale, consegua una nuova o rinnovata qualità, dal punto di vista formale, funzionale, infrastrutturale, ambientale e di relazioni. In particolare gli edifici di nuova costruzione (sia pubblici che privati) devono armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con gli edifici circostanti
vono armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con gli edifici circostanti preferibilmente rispettati gli allineamenti delle fronti stradali esistenti se non diversamente stabilito dalle norme tecniche dello strumento urbanistico generale comunale. Gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento, gli edifici oltre ad armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti
ad armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti devono tener conto della presenza di edifici di notevole importanza artistica, avuto riguardo delle dell'ambiente urbano in cui essi vengono ad inserirsi. Devono, in ogni caso, essere mantenute le colorazioni preesistenti salvo esplicita autorizzazione dell'Autorità comunale a richiesta motivata di parte.
ssere mantenute le colorazioni preesistenti salvo esplicita autorizzazione dell'Autorità comunale a richiesta motivata di parte. Le tubazioni del gas, telefoniche ed elettriche non devono essere poste sulle pareti esterne se non in appositi incassi, tali da consentire una idonea soluzione architettonica. Ogni proprietario ha l'obbligo di mantenere il proprio edificio e tutte le sue parti in stato di normale o per quanto attiene la sicurezza ma anche per ciò che concerne l'estetica, il
edificio e tutte le sue parti in stato di normale o per quanto attiene la sicurezza ma anche per ciò che concerne l'estetica, il decoro, l’igiene. Il proprietario ha l'obbligo di eseguire i lavori di riparazione, di ripristino, d'intonacatura e di ritinteggiatura delle facciate delle case, deteriorate dal Quando tali condizioni vengano meno, i proprietari debbono provvedere alle opportune riparazioni ed ai necessari rifacimenti munendosi del necessario titolo abilitativo edilizio.
debbono provvedere alle opportune riparazioni ed ai necessari rifacimenti munendosi del necessario titolo abilitativo edilizio. Se le condizioni delle facciate, visibili in tutto od in parte da spazi pubblici, sono tanto indecorose da deturpare l'ambiente ovvero determinino pericolo per la pubblica e privata incolumità, il Sindaco ha la facoltà di ordinare al proprietario i necessari lavori di ripristino, fissando un congruo termi
ata incolumità, il Sindaco ha la facoltà di ordinare al proprietario i necessari lavori di ripristino, fissando un congruo termi tempo, trascorso inutilmente il quale può fare eseguire d'ufficio i necessari lavori, recuperando poi le somme nei modi previsti dalla legge. L’Autorità comunale può fare eseguire, anche su richiesta di parte interessata, ispezioni dal Comune o da altro personale qualificato, per accertare le condizioni di abitabilità e di
FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI DI PREGIO
sta di parte interessata, ispezioni dal Comune o da altro personale qualificato, per accertare le condizioni di abitabilità e di FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI DI PREGIO I prospetti degli edifici, per il loro impatto visivo diretto sugli spazi circostanti (su vie, su spazi pubblici e su vie private o che sono comunque da questi visibili) devono essere curati nel loro aspetto architettonico e devono soddisfare le esigenze del decoro urbano, tanto per la corretta
i) devono essere curati nel loro aspetto architettonico e devono soddisfare le esigenze del decoro urbano, tanto per la corretta armonia delle linee architettoniche quanto per la configurazione dei paramenti esterni, per la dislocazione di finestre, balconi, rientranze e aggetti, per il numero di piani, per eventuali elementi decorativi e particolari costruttivi, per gli elementi e i materiali di finitura a vista e per
di piani, per eventuali elementi decorativi e particolari costruttivi, per gli elementi e i materiali di finitura a vista e per Sulle facciate prospettanti su strade, spazi pubblici e/o privati, non è consentito, per il decoro sistemare canne fumarie e di ventilazione, tubazioni fecali, idriche e di metano o canalizzazioni in genere. Quando tali impianti non possono essere sistemati in cavedi ventilati, sono sistemati o su pareti di
REGOLAMENTO EDILIZIO 75 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
o canalizzazioni in genere. Quando tali impianti non possono essere sistemati in cavedi ventilati, sono sistemati o su pareti di cortili interni oppure, in mancanza, su pareti non visibili da spazi pubblici. Le antenne di qualsiasi enti inquinamento elettromagnetico pericoloso, sono sistemate esclusivamente in REGOLAMENTO EDILIZIO 75 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) architettonica e inserimento paesaggistico PUBBLICO DECORO, MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI E DEI
T (REV. 02.05.2019)
T (REV. 02.05.2019) architettonica e inserimento paesaggistico PUBBLICO DECORO, MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI E DEI Le attività edilizie disciplinate dal presente RE (con o senza nuova edificazione) devono conseguire dell'ambiente urbano costruito attraverso coerenti azioni di integrazione artistici dell'edificato consolidato, di e ambientale, in modo che l'intera area, formata sia da quella interessata direttamente dall'intervento che da quella
lidato, di e ambientale, in modo che l'intera area, formata sia da quella interessata direttamente dall'intervento che da quella d'influenza del contesto urbano o territoriale, consegua una nuova o rinnovata qualità, dal punto di In particolare gli edifici di nuova costruzione (sia pubblici che privati) devono armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con gli edifici circostanti.
ono armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con gli edifici circostanti. preferibilmente rispettati gli allineamenti delle fronti stradali esistenti se non diversamente stabilito dalle norme tecniche dello strumento urbanistico generale comunale. armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti
le. armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti devono tener conto della presenza di edifici di notevole importanza artistica, avuto riguardo delle dell'ambiente urbano in cui essi vengono ad inserirsi. Devono, in ogni caso, essere mantenute le colorazioni preesistenti salvo esplicita autorizzazione non devono essere poste sulle pareti esterne se non in appositi incassi, tali da consentire una idonea soluzione architettonica.
non devono essere poste sulle pareti esterne se non in appositi incassi, tali da consentire una idonea soluzione architettonica. Ogni proprietario ha l'obbligo di mantenere il proprio edificio e tutte le sue parti in stato di normale o per quanto attiene la sicurezza ma anche per ciò che concerne l'estetica, il decoro, l’igiene. Il proprietario ha l'obbligo di eseguire i lavori di riparazione, di ripristino, d'intonacatura e di ritinteggiatura delle facciate delle case, deteriorate dal tempo e dalle
vori di riparazione, di ripristino, d'intonacatura e di ritinteggiatura delle facciate delle case, deteriorate dal tempo e dalle Quando tali condizioni vengano meno, i proprietari debbono provvedere alle opportune riparazioni od in parte da spazi pubblici, sono tanto indecorose da deturpare l'ambiente ovvero determinino pericolo per la pubblica e privata incolumità, il Sindaco ha la facoltà di ordinare al proprietario i necessari lavori di ripristino, fissando un congruo termine di
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ncolumità, il Sindaco ha la facoltà di ordinare al proprietario i necessari lavori di ripristino, fissando un congruo termine di tempo, trascorso inutilmente il quale può fare eseguire d'ufficio i necessari lavori, recuperando poi L’Autorità comunale può fare eseguire, anche su richiesta di parte interessata, ispezioni dal Comune o da altro personale qualificato, per accertare le condizioni di abitabilità e di FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI DI PREGIO costanti (su vie, su spazi
FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI DI PREGIO
certare le condizioni di abitabilità e di FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI ARCHITETTONICI DI PREGIO costanti (su vie, su spazi pubblici e su vie private o che sono comunque da questi visibili) devono essere curati nel loro aspetto architettonico e devono soddisfare le esigenze del decoro urbano, tanto per la corretta uanto per la configurazione dei paramenti esterni, per la dislocazione di finestre, balconi, rientranze e aggetti, per il numero di piani, per eventuali elementi
aramenti esterni, per la dislocazione di finestre, balconi, rientranze e aggetti, per il numero di piani, per eventuali elementi decorativi e particolari costruttivi, per gli elementi e i materiali di finitura a vista e per i cromatismi. non è consentito, per il decoro tubazioni fecali, idriche e di Quando tali impianti non possono essere sistemati in cavedi ventilati, sono sistemati o su pareti di cortili interni oppure, in mancanza, su pareti non visibili da spazi pubblici. Le antenne di qualsiasi
sistemati o su pareti di cortili interni oppure, in mancanza, su pareti non visibili da spazi pubblici. Le antenne di qualsiasi enti inquinamento elettromagnetico pericoloso, sono sistemate esclusivamente in
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – copertura degli edifici. Per gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento sul tessuto consolidato specificatamente previsto da pianificazione di secon linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti devono tener conto dell’eventuale vicinanza di edifici di particolare pregio architettonico, dell caratteristiche dell'abitato e dell'ambiente urbano in cui essi vengono a inserirsi.
di particolare pregio architettonico, dell caratteristiche dell'abitato e dell'ambiente urbano in cui essi vengono a inserirsi. Negli edifici appartenenti a più proprietari, delle facciate, le cornici, le fasce e tutti gli elementi architet architettonico unitario e non le singole proprietà. Chi intenda eseguire sulle facciate degli edifici esposte alla pubblica vista elementi pittorici di qualunque genere o restaurare quelle esistenti, deve munirsi di specif
edifici esposte alla pubblica vista elementi pittorici di qualunque genere o restaurare quelle esistenti, deve munirsi di specif Negli interventi sugli edifici esistenti, in Zona omogenea A1, A2 e B di PUG, devono essere conservati gli elementi lapidei di facciata che non dovranno essere tinteggiati. 2.73 – ELEMENTI AGGETTANTI DELLE FACCIATE, PARAPETTI Negli edifici e sui muri fronteggianti il suolo pubblico o di uso pubblico, sono vietati:
I AGGETTANTI DELLE FACCIATE, PARAPETTI
I AGGETTANTI DELLE FACCIATE, PARAPETTI Negli edifici e sui muri fronteggianti il suolo pubblico o di uso pubblico, sono vietati: a) aggetti e sporgenze superiori a cm 5 fino all’altezza di m 2,20 dal piano del marciapiede, e aggetti superiori a cm 30 fino alla quota consentita per i balconi; b) porte, gelosie e persiane che si aprono all’esterno ad un’altezza inferiore a m 2,20 dal piano stradale, se la strada è fornita di marciapiede, ed a m 2.50 se la strada ne è priva. Fanno
altezza inferiore a m 2,20 dal piano stradale, se la strada è fornita di marciapiede, ed a m 2.50 se la strada ne è priva. Fanno eccezione le porte di uscita di sicurezza imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di uso pubblico. Tale divieto vale anche nel caso di aggetti di tipo parasole, porte, gelosie e persiane; fanno eccezione le porte di uscita di sicurezza imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di uso pubblico. Fermo restando le norme sulle distanze fra fabbricati, in
za imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di uso pubblico. Fermo restando le norme sulle distanze fra fabbricati, in sporgenti su marciapiede o altro spazio pubblico o soggetto a pubblico passaggio, la sporgenza rispetto al filo della proprietà pubblica o soggetta a pubblico passaggio non potrà superare 1,50 m. In ogni caso l’aggetto (balconi, pensiline e simili) dovrà distare non meno di 50 cm dal filo
ssaggio non potrà superare 1,50 m. In ogni caso l’aggetto (balconi, pensiline e simili) dovrà distare non meno di 50 cm dal filo dell’eventuale carreggiata stradale e non meno di 6,00 m dall’edificio posto da parte opposta della carreggiata stradale o dello spazio pubblico o di uso pubblico. In ogni caso l’altezza minima netta fra l’intradosso dell’aggetto, in ogni suo punto, e il piano di marciapiede non può essere inferiore a m 3,00.
ezza minima netta fra l’intradosso dell’aggetto, in ogni suo punto, e il piano di marciapiede non può essere inferiore a m 3,00. Nel caso in cui l’altezza minima netta tra il piano di marciapiede e l’intradosso dell’aggetto (in ogni suo punto, sia pari a m. 4,00, ferma restando la distanza prescritta dall’edificio di parte opposta, la sporgenza stessa potrà essere pari alla più piccola fra le seguenti dimensioni: a) larghezza del piano di marciapiede ridotta di 50 cm; b) m. 2,50.
trà essere pari alla più piccola fra le seguenti dimensioni: a) larghezza del piano di marciapiede ridotta di 50 cm; b) m. 2,50. Per i bow-windows (balconi chiu profilo del bow-windows ricada comunque in area di proprietà privata, ancorché soggetta a pubblico passaggio. Per le pensiline di cancelli di ingresso ai lotti, sporgenti non oltre di 50 cm pensiline di protezione dei portoni purché non sporgenti dal filo di facciata più di 50 cm, la predetta altezza potrà essere ridotta a 2,40 m.
rotezione dei portoni purché non sporgenti dal filo di facciata più di 50 cm, la predetta altezza potrà essere ridotta a 2,40 m. Per nuove realizzazioni in edifici esistenti, l’altezza della sporgenza potrà essere inf precedenza fissata e pari a quella preesistente solo in presenza, nello stesso edificio, di altre sporgenze sullo stesso camminamento. Per interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, l’altezza della sporgenza potrà esser
sullo stesso camminamento. Per interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, l’altezza della sporgenza potrà esser inferiore a 3,00 m solo nel caso in cui gli edifici contigui da entrambi i lati abbiano sporgenze, sullo stesso fronte, aventi altezza inferiore a tale limite, nel qual caso si adotterà la maggiore delle due altezze esistenti, comunque non inferiore a 2, Per gli edifici pubblici o di notevole interesse o pregio artistico e architettonico, l’autorità
ti, comunque non inferiore a 2, Per gli edifici pubblici o di notevole interesse o pregio artistico e architettonico, l’autorità competente può consentire sporgenze maggiori di quelle fissate e anche occupazione di suolo Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Per gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento sul tessuto consolidato
LEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
LEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Per gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento sul tessuto consolidato specificatamente previsto da pianificazione di secondo livello - gli edifici oltre ad armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti devono tener conto dell’eventuale vicinanza di edifici di particolare pregio architettonico, dell
, con i fabbricati circostanti devono tener conto dell’eventuale vicinanza di edifici di particolare pregio architettonico, dell caratteristiche dell'abitato e dell'ambiente urbano in cui essi vengono a inserirsi. Negli edifici appartenenti a più proprietari, (specie in caso di manutenzione straordinaria) delle facciate, le cornici, le fasce e tutti gli elementi architettonici debbono seguire un partito architettonico unitario e non le singole proprietà.
ici, le fasce e tutti gli elementi architettonici debbono seguire un partito architettonico unitario e non le singole proprietà. Chi intenda eseguire sulle facciate degli edifici esposte alla pubblica vista elementi pittorici di qualunque genere o restaurare quelle esistenti, deve munirsi di specifica autorizzazione comunale. Negli interventi sugli edifici esistenti, in Zona omogenea A1, A2 e B di PUG, devono essere conservati gli elementi lapidei di facciata che non dovranno essere tinteggiati.
ELEMENTI AGGETTANTI DELLE FACCIATE, PARAPETTI E DAVANZALI
Zona omogenea A1, A2 e B di PUG, devono essere conservati gli elementi lapidei di facciata che non dovranno essere tinteggiati. ELEMENTI AGGETTANTI DELLE FACCIATE, PARAPETTI E DAVANZALI Negli edifici e sui muri fronteggianti il suolo pubblico o di uso pubblico, sono vietati: aggetti e sporgenze superiori a cm 5 fino all’altezza di m 2,20 dal piano del marciapiede, e aggetti superiori a cm 30 fino alla quota consentita per i balconi;
cm 5 fino all’altezza di m 2,20 dal piano del marciapiede, e aggetti superiori a cm 30 fino alla quota consentita per i balconi; porte, gelosie e persiane che si aprono all’esterno ad un’altezza inferiore a m 2,20 dal piano stradale, se la strada è fornita di marciapiede, ed a m 2.50 se la strada ne è priva. Fanno ne le porte di uscita di sicurezza imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di Tale divieto vale anche nel caso di aggetti di tipo mobile o provvisorio quali ad esempio tende
revenzione incendi dei locali di Tale divieto vale anche nel caso di aggetti di tipo mobile o provvisorio quali ad esempio tende parasole, porte, gelosie e persiane; fanno eccezione le porte di uscita di sicurezza imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di uso pubblico. Fermo restando le norme sulle distanze fra fabbricati, in presenza di balconi, pensiline e simili sporgenti su marciapiede o altro spazio pubblico o soggetto a pubblico passaggio, la sporgenza
za di balconi, pensiline e simili sporgenti su marciapiede o altro spazio pubblico o soggetto a pubblico passaggio, la sporgenza rispetto al filo della proprietà pubblica o soggetta a pubblico passaggio non potrà superare 1,50 m. tto (balconi, pensiline e simili) dovrà distare non meno di 50 cm dal filo dell’eventuale carreggiata stradale e non meno di 6,00 m dall’edificio posto da parte opposta della carreggiata stradale o dello spazio pubblico o di uso pubblico.
e non meno di 6,00 m dall’edificio posto da parte opposta della carreggiata stradale o dello spazio pubblico o di uso pubblico. ltezza minima netta fra l’intradosso dell’aggetto, in ogni suo punto, e il piano di marciapiede non può essere inferiore a m 3,00. Nel caso in cui l’altezza minima netta tra il piano di marciapiede e l’intradosso dell’aggetto (in ogni m. 4,00, ferma restando la distanza prescritta dall’edificio di parte opposta, la
rciapiede e l’intradosso dell’aggetto (in ogni m. 4,00, ferma restando la distanza prescritta dall’edificio di parte opposta, la sporgenza stessa potrà essere pari alla più piccola fra le seguenti dimensioni: larghezza del piano di marciapiede ridotta di 50 cm; windows (balconi chiusi) valgono le precedenti norme con l’ulteriore condizione che il windows ricada comunque in area di proprietà privata, ancorché soggetta a
le precedenti norme con l’ulteriore condizione che il windows ricada comunque in area di proprietà privata, ancorché soggetta a Per le pensiline di cancelli di ingresso ai lotti, sporgenti non oltre di 50 cm sul marciapiede e per le pensiline di protezione dei portoni purché non sporgenti dal filo di facciata più di 50 cm, la predetta altezza potrà essere ridotta a 2,40 m. Per nuove realizzazioni in edifici esistenti, l’altezza della sporgenza potrà essere inf
altezza potrà essere ridotta a 2,40 m. Per nuove realizzazioni in edifici esistenti, l’altezza della sporgenza potrà essere inf precedenza fissata e pari a quella preesistente solo in presenza, nello stesso edificio, di altre sporgenze sullo stesso camminamento. Per interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, l’altezza della sporgenza potrà esser inferiore a 3,00 m solo nel caso in cui gli edifici contigui da entrambi i lati abbiano sporgenze, sullo
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a sporgenza potrà esser inferiore a 3,00 m solo nel caso in cui gli edifici contigui da entrambi i lati abbiano sporgenze, sullo stesso fronte, aventi altezza inferiore a tale limite, nel qual caso si adotterà la maggiore delle due altezze esistenti, comunque non inferiore a 2,70 m. Per gli edifici pubblici o di notevole interesse o pregio artistico e architettonico, l’autorità competente può consentire sporgenze maggiori di quelle fissate e anche occupazione di suolo REGOLAMENTO EDILIZIO 76
REGOLAMENTO EDILIZIO 76 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
, l’autorità competente può consentire sporgenze maggiori di quelle fissate e anche occupazione di suolo REGOLAMENTO EDILIZIO 76 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Per gli interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento sul tessuto consolidato - ove non gli edifici oltre ad armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti
ad armonizzarsi nelle linee, nei materiali di rivestimento, nelle tinteggiature e nelle coperture, con i fabbricati circostanti devono tener conto dell’eventuale vicinanza di edifici di particolare pregio architettonico, delle caratteristiche dell'abitato e dell'ambiente urbano in cui essi vengono a inserirsi. (specie in caso di manutenzione straordinaria) la tinta tonici debbono seguire un partito Chi intenda eseguire sulle facciate degli edifici esposte alla pubblica vista elementi pittorici di
E DAVANZALI
i debbono seguire un partito Chi intenda eseguire sulle facciate degli edifici esposte alla pubblica vista elementi pittorici di ica autorizzazione comunale. Negli interventi sugli edifici esistenti, in Zona omogenea A1, A2 e B di PUG, devono essere E DAVANZALI Negli edifici e sui muri fronteggianti il suolo pubblico o di uso pubblico, sono vietati: aggetti e sporgenze superiori a cm 5 fino all’altezza di m 2,20 dal piano del marciapiede, e
co o di uso pubblico, sono vietati: aggetti e sporgenze superiori a cm 5 fino all’altezza di m 2,20 dal piano del marciapiede, e porte, gelosie e persiane che si aprono all’esterno ad un’altezza inferiore a m 2,20 dal piano stradale, se la strada è fornita di marciapiede, ed a m 2.50 se la strada ne è priva. Fanno ne le porte di uscita di sicurezza imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di mobile o provvisorio quali ad esempio tende
e porte di uscita di sicurezza imposte da norme di prevenzione incendi dei locali di mobile o provvisorio quali ad esempio tende parasole, porte, gelosie e persiane; fanno eccezione le porte di uscita di sicurezza imposte da presenza di balconi, pensiline e simili sporgenti su marciapiede o altro spazio pubblico o soggetto a pubblico passaggio, la sporgenza rispetto al filo della proprietà pubblica o soggetta a pubblico passaggio non potrà superare 1,50 m.
ico passaggio, la sporgenza rispetto al filo della proprietà pubblica o soggetta a pubblico passaggio non potrà superare 1,50 m. tto (balconi, pensiline e simili) dovrà distare non meno di 50 cm dal filo dell’eventuale carreggiata stradale e non meno di 6,00 m dall’edificio posto da parte opposta della ltezza minima netta fra l’intradosso dell’aggetto, in ogni suo punto, e il piano di Nel caso in cui l’altezza minima netta tra il piano di marciapiede e l’intradosso dell’aggetto (in ogni
suo punto, e il piano di Nel caso in cui l’altezza minima netta tra il piano di marciapiede e l’intradosso dell’aggetto (in ogni m. 4,00, ferma restando la distanza prescritta dall’edificio di parte opposta, la si) valgono le precedenti norme con l’ulteriore condizione che il windows ricada comunque in area di proprietà privata, ancorché soggetta a sul marciapiede e per le pensiline di protezione dei portoni purché non sporgenti dal filo di facciata più di 50 cm, la predetta
sul marciapiede e per le pensiline di protezione dei portoni purché non sporgenti dal filo di facciata più di 50 cm, la predetta Per nuove realizzazioni in edifici esistenti, l’altezza della sporgenza potrà essere inferiore a quella in precedenza fissata e pari a quella preesistente solo in presenza, nello stesso edificio, di altre Per interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, l’altezza della sporgenza potrà essere
stesso edificio, di altre Per interventi di demolizione e ricostruzione nelle zone A e B, l’altezza della sporgenza potrà essere inferiore a 3,00 m solo nel caso in cui gli edifici contigui da entrambi i lati abbiano sporgenze, sullo stesso fronte, aventi altezza inferiore a tale limite, nel qual caso si adotterà la maggiore delle due Per gli edifici pubblici o di notevole interesse o pregio artistico e architettonico, l’autorità
adotterà la maggiore delle due Per gli edifici pubblici o di notevole interesse o pregio artistico e architettonico, l’autorità competente può consentire sporgenze maggiori di quelle fissate e anche occupazione di suolo
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – pubblico con zoccoli, basamenti di colonne, gradini, corpi ag definita in sede di pianificazione urbanistica generale attuativa o con le procedure del titolo abilitativo in deroga. All’interno di aree private non soggette a pubblico passaggio, l’altezza fra piano di camminamento o marciapiede e intradosso dell’elemento aggettante è ridotta a 2,40 m con la sola eccezione della
zza fra piano di camminamento o marciapiede e intradosso dell’elemento aggettante è ridotta a 2,40 m con la sola eccezione della pensilina che protegge l’ingresso al portone, per la quale detta altezza può essere ulteriormente ridotta a 2,20 m. I parapetti o le ringhiere dei balconi e devono avere un’altezza minima finitura del parapetto (o all’estradosso 1,20; devono presentare notevole resistenza agli urti e alla spinta in conformità materia;
ura del parapetto (o all’estradosso 1,20; devono presentare notevole resistenza agli urti e alla spinta in conformità materia; non devono essere scalabili ovvero presentare punti di appoggio che ne favoriscano lo scavalcamento. Per le parti comuni o di uso pubblico, i vuoti superare la larghezza di 10 cm. Nel caso di uso di pannelli di vetro, questi devono essere certificati idonei alla protezione dal rischio di caduta nel vuoto in base alle vigenti norme UNI in materia. 2.74 – ALLINEAMENTI
ertificati idonei alla protezione dal rischio di caduta nel vuoto in base alle vigenti norme UNI in materia. 2.74 – ALLINEAMENTI Gli allineamenti degli edifici sono, di norma, individuati dal PUG e nei Piani Urbanistici Esecutivi In mancanza di esatte previsioni urbanistiche, l'allineamento è determinato dai fronti degli edifici contigui o dall'allineamento prevalen vie. Nel caso di intervento diretto, gli allineamenti dei nuovi edifici e la ricostruzione di edifici esistenti
eamento prevalen vie. Nel caso di intervento diretto, gli allineamenti dei nuovi edifici e la ricostruzione di edifici esistenti dovranno essere armonizzati col tessuto urbano esistente. L’Autorità Comunale competente allineamenti stradali degli edifici o dei manufatti diversi da quelli esistenti, qualora lo consiglino ragioni estetiche, ambientali, di traffico e urbanistiche in genere. 2.75 – PIANO DEL COLORE Il progetto cromatico (scelta della colorazione
tiche, ambientali, di traffico e urbanistiche in genere. 2.75 – PIANO DEL COLORE Il progetto cromatico (scelta della colorazione architettonici di prospetto deve essere attuata in conformità alle prescrizioni contenute nella pianificazione attuativa del PUG omogenea A. In mancanza, o nelle more della redazione e adozione del piano del colore deve tener conto delle quinte murarie esistenti al fine di salvaguardare l'unita dell'esistente, in modo da mantenere inalterata la gradevolezza del loro insieme.
rie esistenti al fine di salvaguardare l'unita dell'esistente, in modo da mantenere inalterata la gradevolezza del loro insieme. Gli interventi di colorazione dei prospetti, su strada pubblica e/o di uso pubblico, dovranno interessare l’intero manufatto La finitura delle facciate dovrà essere eseguita con materiali adatti allo scopo e durevoli. l’utilizzo di materiali plastici e vernici protettive trasparenti a elevata lucentezza.
materiali adatti allo scopo e durevoli. l’utilizzo di materiali plastici e vernici protettive trasparenti a elevata lucentezza. Per quanto riguarda gli immobili e le zone tutelati ai sensi del DLgs. n.42/2004, il colore delle facciate dovrà preferibilmente essere ricondotto a quello originario o originale, derivante da approfondite indagini la cui approvazione seguirà l’iter normativo previsto per legge. Le operazioni di rintonacatura e di tinteggiatura degli edifici esistenti non dovranno arrecare
er normativo previsto per legge. Le operazioni di rintonacatura e di tinteggiatura degli edifici esistenti non dovranno arrecare pregiudizio alla leggibilità di preesistenti decorazioni, rilievi, fregi e altri elementi decorativi architettonici e/o pittorici di pre valorizzati. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. pubblico con zoccoli, basamenti di colonne, gradini, corpi aggettanti, ecc.. Tale possibilità viene definita in sede di pianificazione urbanistica generale attuativa o con le procedure del titolo All’interno di aree private non soggette a pubblico passaggio, l’altezza fra piano di camminamento
o con le procedure del titolo All’interno di aree private non soggette a pubblico passaggio, l’altezza fra piano di camminamento o marciapiede e intradosso dell’elemento aggettante è ridotta a 2,40 m con la sola eccezione della pensilina che protegge l’ingresso al portone, per la quale detta altezza può essere ulteriormente dei balconi e delle finestre, che proteggano da caduta, avere un’altezza minima, misurata da piano pavimento all’estradosso dell’elemento di
e delle finestre, che proteggano da caduta, avere un’altezza minima, misurata da piano pavimento all’estradosso dell’elemento di o all’estradosso del corrimano)non inferiore a m 1,10 e non superiore a m presentare notevole resistenza agli urti e alla spinta in conformità non devono essere scalabili ovvero presentare punti di appoggio che ne favoriscano lo Per le parti comuni o di uso pubblico, i vuoti o interspazi nell’elemento di protezione non devono superare la larghezza di 10 cm.
r le parti comuni o di uso pubblico, i vuoti o interspazi nell’elemento di protezione non devono superare la larghezza di 10 cm. Nel caso di uso di pannelli di vetro, questi devono essere certificati idonei alla protezione dal rischio di caduta nel vuoto in base alle vigenti norme UNI in materia. Gli allineamenti degli edifici sono, di norma, individuati dal PUG e nei Piani Urbanistici Esecutivi In mancanza di esatte previsioni urbanistiche, l'allineamento è determinato dai fronti degli edifici
Piani Urbanistici Esecutivi In mancanza di esatte previsioni urbanistiche, l'allineamento è determinato dai fronti degli edifici contigui o dall'allineamento prevalente nell'isolato, lungo l'intero fronte stradale compreso tra due Nel caso di intervento diretto, gli allineamenti dei nuovi edifici e la ricostruzione di edifici esistenti dovranno essere armonizzati col tessuto urbano esistente. competente, con provvedimento motivato, potrà consentire o imporre
nti dovranno essere armonizzati col tessuto urbano esistente. competente, con provvedimento motivato, potrà consentire o imporre allineamenti stradali degli edifici o dei manufatti diversi da quelli esistenti, qualora lo consiglino ragioni estetiche, ambientali, di traffico e urbanistiche in genere. L COLORE scelta della colorazione) per la valorizzazione delle facciate e degli elementi architettonici di prospetto deve essere attuata in conformità alle prescrizioni contenute nella
delle facciate e degli elementi architettonici di prospetto deve essere attuata in conformità alle prescrizioni contenute nella del PUG, con particolare riferimento ai Piani di Recupero per la zona , o nelle more della redazione e adozione del piano del colore, la buona pratica edilizia deve tener conto delle quinte murarie esistenti al fine di salvaguardare l'unita dell'esistente, in modo da mantenere inalterata la gradevolezza del loro insieme.
rie esistenti al fine di salvaguardare l'unita dell'esistente, in modo da mantenere inalterata la gradevolezza del loro insieme. Gli interventi di colorazione dei prospetti, su strada pubblica e/o di uso pubblico, dovranno architettonico, prescindendo dalle divisioni proprietarie o catastali. La finitura delle facciate dovrà essere eseguita con materiali adatti allo scopo e durevoli. l’utilizzo di materiali plastici e vernici protettive trasparenti a elevata lucentezza.
materiali adatti allo scopo e durevoli. l’utilizzo di materiali plastici e vernici protettive trasparenti a elevata lucentezza. immobili e le zone tutelati ai sensi del DLgs. n.42/2004, il colore delle facciate dovrà preferibilmente essere ricondotto a quello originario o originale, derivante da approfondite indagini la cui approvazione seguirà l’iter normativo previsto per legge. Le operazioni di rintonacatura e di tinteggiatura degli edifici esistenti non dovranno arrecare
REGOLAMENTO EDILIZIO 77 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
er normativo previsto per legge. Le operazioni di rintonacatura e di tinteggiatura degli edifici esistenti non dovranno arrecare pregiudizio alla leggibilità di preesistenti decorazioni, rilievi, fregi e altri elementi decorativi itettonici e/o pittorici di pregio esistenti sulle facciate, che devono essere conservati e REGOLAMENTO EDILIZIO 77 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) gettanti, ecc.. Tale possibilità viene
REGOLAMENTO EDILIZIO 77 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ervati e REGOLAMENTO EDILIZIO 77 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) gettanti, ecc.. Tale possibilità viene definita in sede di pianificazione urbanistica generale attuativa o con le procedure del titolo All’interno di aree private non soggette a pubblico passaggio, l’altezza fra piano di camminamento o marciapiede e intradosso dell’elemento aggettante è ridotta a 2,40 m con la sola eccezione della
zza fra piano di camminamento o marciapiede e intradosso dell’elemento aggettante è ridotta a 2,40 m con la sola eccezione della pensilina che protegge l’ingresso al portone, per la quale detta altezza può essere ulteriormente , devono: all’estradosso dell’elemento di 1,10 e non superiore a m presentare notevole resistenza agli urti e alla spinta in conformità alle vigenti leggi in non devono essere scalabili ovvero presentare punti di appoggio che ne favoriscano lo nell’elemento di protezione non devono
in non devono essere scalabili ovvero presentare punti di appoggio che ne favoriscano lo nell’elemento di protezione non devono Nel caso di uso di pannelli di vetro, questi devono essere certificati idonei alla protezione dal rischio Gli allineamenti degli edifici sono, di norma, individuati dal PUG e nei Piani Urbanistici Esecutivi. In mancanza di esatte previsioni urbanistiche, l'allineamento è determinato dai fronti degli edifici te nell'isolato, lungo l'intero fronte stradale compreso tra due
nistiche, l'allineamento è determinato dai fronti degli edifici te nell'isolato, lungo l'intero fronte stradale compreso tra due Nel caso di intervento diretto, gli allineamenti dei nuovi edifici e la ricostruzione di edifici esistenti potrà consentire o imporre allineamenti stradali degli edifici o dei manufatti diversi da quelli esistenti, qualora lo consiglino delle facciate e degli elementi architettonici di prospetto deve essere attuata in conformità alle prescrizioni contenute nella
delle facciate e degli elementi architettonici di prospetto deve essere attuata in conformità alle prescrizioni contenute nella , con particolare riferimento ai Piani di Recupero per la zona , la buona pratica edilizia deve tener conto delle quinte murarie esistenti al fine di salvaguardare l'unitarietà cromatica dell'esistente, in modo da mantenere inalterata la gradevolezza del loro insieme. Gli interventi di colorazione dei prospetti, su strada pubblica e/o di uso pubblico, dovranno
la gradevolezza del loro insieme. Gli interventi di colorazione dei prospetti, su strada pubblica e/o di uso pubblico, dovranno e divisioni proprietarie o catastali. La finitura delle facciate dovrà essere eseguita con materiali adatti allo scopo e durevoli. E’ escluso l’utilizzo di materiali plastici e vernici protettive trasparenti a elevata lucentezza. immobili e le zone tutelati ai sensi del DLgs. n.42/2004, il colore delle
e vernici protettive trasparenti a elevata lucentezza. immobili e le zone tutelati ai sensi del DLgs. n.42/2004, il colore delle facciate dovrà preferibilmente essere ricondotto a quello originario o originale, derivante da approfondite indagini la cui approvazione seguirà l’iter normativo previsto per legge. Le operazioni di rintonacatura e di tinteggiatura degli edifici esistenti non dovranno arrecare pregiudizio alla leggibilità di preesistenti decorazioni, rilievi, fregi e altri elementi decorativi
tenti non dovranno arrecare pregiudizio alla leggibilità di preesistenti decorazioni, rilievi, fregi e altri elementi decorativi ciate, che devono essere conservati e
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.76 – COPERTURE DEGLI EDIFICI
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 2.76 – COPERTURE DEGLI EDIFICI Le coperture, piane o inclinate, e i loro aggetti devono considerarsi elemento architettonico di conclusione dell'edificio e, pertanto, la loro realizzazione deve rispondere progetto e coordinarsi all’involucro edilizio. Nel rispetto dei caratteri tipologici del tessuto urbano I fabbricati di nuova costruzion ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo debbono armonizzarsi, nelle coperture, con
fabbricati di nuova costruzion ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo debbono armonizzarsi, nelle coperture, con gli edifici circostanti, particolarmente con quelli di notevole importanza artistica, avuto riguardo delle caratteristiche dell'abitato e dell'ambie Negli interventi sugli edifici esistenti, in Zona omogenea A e B del PUG elementi lapidei di copertura che non dovranno essere tinteggiati. Sulle coperture è ammessa l'installazione secondo le disposizioni normative vigenti
pertura che non dovranno essere tinteggiati. Sulle coperture è ammessa l'installazione secondo le disposizioni normative vigenti dall'inserimento dell'impianto con le in copertura, e nel caso di tetti a falde, sono disposti quanto più possibile s stesse. 2.77 – ILLUMINAZIONE PUBBLICA Il Comune persegue gli obiettivi della tutela dei valori ambientali finalizzati allo sviluppo sostenibile, promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al
zzati allo sviluppo sostenibile, promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al fine di conservare e proteggere l’ambiente, attraverso la razionalizzazione degli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati. Tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, devono essere realizzati in conformità ai criteri antinquinamento luminoso e delle prescrizioni impartite dalla società AMET spa I progetti, i materiali e gli impia
tà ai criteri antinquinamento luminoso e delle prescrizioni impartite dalla società AMET spa I progetti, i materiali e gli impia ambientale, per il risparmio energetico e per prevenire l’inquinamento luminoso devono prevedere: a) apparecchi che, nella loro posizione di installazione, devono avere una distribuzione dell’intensità luminosa massima per g flusso luminoso totale emesso; a tale fine, in genere, le lampade devono essere recesse nel vano ottico superiore dell’apparecchio stesso;
inoso totale emesso; a tale fine, in genere, le lampade devono essere recesse nel vano ottico superiore dell’apparecchio stesso; b) lampade ad avanzata tecnologia quelle con efficienza luminosa inferiore. E’ cromatica superiore a Ra=65 ed efficienza comunque non inferiore ai 90 lm/w, esclusivamente nell’illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di comprovato valore culturale e/o sociale ad uso pedonale;
di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di comprovato valore culturale e/o sociale ad uso pedonale; c) luminanza media mantenuta delle superfici da illuminare ed illuminamenti non superiore ai livelli minimi previsti dalle normative tecniche di sicurezza; d) Impiego di dispositivi in grado di ridurre, entro le ore 24.00, l’emissione di luce in misura superiore al 30% rispetto alla situazione di regime, a condizione di non compromettere la sicurezza.
emissione di luce in misura superiore al 30% rispetto alla situazione di regime, a condizione di non compromettere la sicurezza. Nel rispetto minimo dei criteri di cui privata anche non funzionalmente dedicata alla circolazione stradale, non deve costituire elemento di disturbo per gli automobilisti o costituire fonte di intrusione nelle p ogni fenomeno di illuminazione molesta o di abbagliamento deve essere limitato ai valori minimi previsti dalle norme tecniche e di sicurezza italiane ed europee.
lesta o di abbagliamento deve essere limitato ai valori minimi previsti dalle norme tecniche e di sicurezza italiane ed europee. Al fine di migliorare la sicurezza stradale si incentiva l’utiliz (quali catarifrangenti e cat-eyes) o attivi (a LED fissi o intermittenti, indicatori di prossimità, linee di luce, etc..) ove l’illuminazione tradizionale potrebbe essere controproducente (tracciati pericolosi, svincoli, nebbia, etc..), in quanto insufficiente o eccessiva.
COPERTURE DEGLI EDIFICI
dizionale potrebbe essere controproducente (tracciati pericolosi, svincoli, nebbia, etc..), in quanto insufficiente o eccessiva. Nei centri storici e nelle vie commerciali saranno rispettate le seguenti prescrizioni: Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. COPERTURE DEGLI EDIFICI Le coperture, piane o inclinate, e i loro aggetti devono considerarsi elemento architettonico di
T (REV. COPERTURE DEGLI EDIFICI
T (REV. COPERTURE DEGLI EDIFICI Le coperture, piane o inclinate, e i loro aggetti devono considerarsi elemento architettonico di conclusione dell'edificio e, pertanto, la loro realizzazione deve rispondere a precise prescrizioni di progetto e coordinarsi all’involucro edilizio. tipologici del tessuto urbano dovranno essere preferite le tipologie piane. I fabbricati di nuova costruzione ricadenti in zona omogenea A e B
tessuto urbano dovranno essere preferite le tipologie piane. I fabbricati di nuova costruzione ricadenti in zona omogenea A e B ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo debbono armonizzarsi, nelle coperture, con gli edifici circostanti, particolarmente con quelli di notevole importanza artistica, avuto riguardo delle caratteristiche dell'abitato e dell'ambiente urbano in cui essi vengono ad inserirsi. esistenti, in Zona omogenea A e B del PUG, devono essere conservati gli
e dell'ambiente urbano in cui essi vengono ad inserirsi. esistenti, in Zona omogenea A e B del PUG, devono essere conservati gli elementi lapidei di copertura che non dovranno essere tinteggiati. Sulle coperture è ammessa l'installazione d’impianti per la captazione di energia alternativa secondo le disposizioni normative vigenti ed in rapporto alla compatibilità degli effetti derivanti ianto con le caratteristiche formali dell'edificato. I pannelli sono sistemati
ILLUMINAZIONE PUBBLICA
pporto alla compatibilità degli effetti derivanti ianto con le caratteristiche formali dell'edificato. I pannelli sono sistemati in copertura, e nel caso di tetti a falde, sono disposti quanto più possibile secondo l'inclinata delle ILLUMINAZIONE PUBBLICA Il Comune persegue gli obiettivi della tutela dei valori ambientali finalizzati allo sviluppo sostenibile, promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al
zzati allo sviluppo sostenibile, promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al fine di conservare e proteggere l’ambiente, attraverso la razionalizzazione degli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati. i illuminazione esterna, pubblici e privati, devono essere realizzati in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed al ridotto consumo energetico e nel rispetto rtite dalla società AMET spa.
in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed al ridotto consumo energetico e nel rispetto rtite dalla società AMET spa. I progetti, i materiali e gli impianti per l’illuminazione pubblica e privata a più basso impatto ambientale, per il risparmio energetico e per prevenire l’inquinamento luminoso devono apparecchi che, nella loro posizione di installazione, devono avere una distribuzione nsità luminosa massima per g ≥ 90°, compresa tra 0,00 e 0,49 candele per 1000 lumen di
allazione, devono avere una distribuzione nsità luminosa massima per g ≥ 90°, compresa tra 0,00 e 0,49 candele per 1000 lumen di flusso luminoso totale emesso; a tale fine, in genere, le lampade devono essere recesse nel vano ottico superiore dell’apparecchio stesso; lampade ad avanzata tecnologia ed elevata efficienza luminosa, quali lampade a LED ficienza luminosa inferiore. E’ consentito l’impiego di lampade con indice resa
elevata efficienza luminosa, quali lampade a LED ficienza luminosa inferiore. E’ consentito l’impiego di lampade con indice resa cromatica superiore a Ra=65 ed efficienza comunque non inferiore ai 90 lm/w, esclusivamente nell’illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di comprovato valore culturale e/o sociale ad uso pedonale; luminanza media mantenuta delle superfici da illuminare ed illuminamenti non superiore ai visti dalle normative tecniche di sicurezza;
nza media mantenuta delle superfici da illuminare ed illuminamenti non superiore ai visti dalle normative tecniche di sicurezza; Impiego di dispositivi in grado di ridurre, entro le ore 24.00, l’emissione di luce in misura superiore al 30% rispetto alla situazione di regime, a condizione di non compromettere la imo dei criteri di cui al presente articolo, ogni forma d’illuminazione pubblica o privata anche non funzionalmente dedicata alla circolazione stradale, non deve costituire elemento
ma d’illuminazione pubblica o privata anche non funzionalmente dedicata alla circolazione stradale, non deve costituire elemento di disturbo per gli automobilisti o costituire fonte di intrusione nelle proprietà private. A tal fine ogni fenomeno di illuminazione molesta o di abbagliamento deve essere limitato ai valori minimi previsti dalle norme tecniche e di sicurezza italiane ed europee. Al fine di migliorare la sicurezza stradale si incentiva l’utilizzo di sistemi di segnalazione passivi
REGOLAMENTO EDILIZIO 78
ezza italiane ed europee. Al fine di migliorare la sicurezza stradale si incentiva l’utilizzo di sistemi di segnalazione passivi eyes) o attivi (a LED fissi o intermittenti, indicatori di prossimità, linee di luce, etc..) ove l’illuminazione tradizionale potrebbe essere controproducente (tracciati pericolosi, i, nebbia, etc..), in quanto insufficiente o eccessiva. Nei centri storici e nelle vie commerciali saranno rispettate le seguenti prescrizioni: REGOLAMENTO EDILIZIO 78
REGOLAMENTO EDILIZIO 78 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
nte o eccessiva. Nei centri storici e nelle vie commerciali saranno rispettate le seguenti prescrizioni: REGOLAMENTO EDILIZIO 78 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Le coperture, piane o inclinate, e i loro aggetti devono considerarsi elemento architettonico di a precise prescrizioni di dovranno essere preferite le tipologie piane. e ricadenti in zona omogenea A e B ovvero soggetti a ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo debbono armonizzarsi, nelle coperture, con
mogenea A e B ovvero soggetti a ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo debbono armonizzarsi, nelle coperture, con gli edifici circostanti, particolarmente con quelli di notevole importanza artistica, avuto riguardo nte urbano in cui essi vengono ad inserirsi. , devono essere conservati gli d’impianti per la captazione di energia alternativa compatibilità degli effetti derivanti caratteristiche formali dell'edificato. I pannelli sono sistemati econdo l'inclinata delle
compatibilità degli effetti derivanti caratteristiche formali dell'edificato. I pannelli sono sistemati econdo l'inclinata delle Il Comune persegue gli obiettivi della tutela dei valori ambientali finalizzati allo sviluppo sostenibile, promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al fine di conservare e proteggere l’ambiente, attraverso la razionalizzazione degli impianti di i illuminazione esterna, pubblici e privati, devono essere realizzati in
ente, attraverso la razionalizzazione degli impianti di i illuminazione esterna, pubblici e privati, devono essere realizzati in energetico e nel rispetto nti per l’illuminazione pubblica e privata a più basso impatto ambientale, per il risparmio energetico e per prevenire l’inquinamento luminoso devono apparecchi che, nella loro posizione di installazione, devono avere una distribuzione 0,49 candele per 1000 lumen di
noso devono apparecchi che, nella loro posizione di installazione, devono avere una distribuzione 0,49 candele per 1000 lumen di flusso luminoso totale emesso; a tale fine, in genere, le lampade devono essere recesse nel vano lampade a LED, in luogo di consentito l’impiego di lampade con indice resa cromatica superiore a Ra=65 ed efficienza comunque non inferiore ai 90 lm/w, esclusivamente nell’illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di
inferiore ai 90 lm/w, esclusivamente nell’illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e centri storici in zone di luminanza media mantenuta delle superfici da illuminare ed illuminamenti non superiore ai Impiego di dispositivi in grado di ridurre, entro le ore 24.00, l’emissione di luce in misura superiore al 30% rispetto alla situazione di regime, a condizione di non compromettere la presente articolo, ogni forma d’illuminazione pubblica o
ispetto alla situazione di regime, a condizione di non compromettere la presente articolo, ogni forma d’illuminazione pubblica o privata anche non funzionalmente dedicata alla circolazione stradale, non deve costituire elemento roprietà private. A tal fine ogni fenomeno di illuminazione molesta o di abbagliamento deve essere limitato ai valori minimi zo di sistemi di segnalazione passivi eyes) o attivi (a LED fissi o intermittenti, indicatori di prossimità, linee di
ori minimi zo di sistemi di segnalazione passivi eyes) o attivi (a LED fissi o intermittenti, indicatori di prossimità, linee di luce, etc..) ove l’illuminazione tradizionale potrebbe essere controproducente (tracciati pericolosi, Nei centri storici e nelle vie commerciali saranno rispettate le seguenti prescrizioni:
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – a) i centri luminosi, in presenza di alberature, devono essere posizionati in modo da evitare che il flusso verso le superfici da illuminare sia intercettato significativamente dalla chioma degli alberi stessi; b) l’illuminazione dei centri storici deve essere realizzata con apparecchi consoni al contesto architettonico. E’ vietata l’installazione di impianti di pubblica disturbo alla fauna nelle eventuali aree di vegetazione naturale limitrofe al centro urbano.
stallazione di impianti di pubblica disturbo alla fauna nelle eventuali aree di vegetazione naturale limitrofe al centro urbano. L’installazione e la modifica degli impianti pubblica illuminazione è disciplinata dal Regolamento Regionale n. 13 del 22 agosto 2006 luminoso e per il risparmio energetico”. Sul lungomare sarà utilizzata un’unica tipologia di palo di illuminazione pubblica, dal disegno semplice e poco impattante e di alt 2.78 – GRIGLIE ED INTERCAPEDINI
ica tipologia di palo di illuminazione pubblica, dal disegno semplice e poco impattante e di alt 2.78 – GRIGLIE ED INTERCAPEDINI Si definisce "intercapedine" il vano situato sotto il livello del suolo e compreso tra il muro perimetrale di una costruzione ed i muri di sostegno del terreno circostante, appositamente realizzati; l’intercapedine ha la finalità di consentire l’illuminazione indiretta, l’aerazione e la protezione dall’umidità dei locali interrati, nonché la possibilità di accedere a condutture e
zione indiretta, l’aerazione e la protezione dall’umidità dei locali interrati, nonché la possibilità di accedere a condutture e canalizzazioni di impianti eventualmente in essa contenute. Fuori dagli allineamenti individuati dal filo di fabbricazione delle costruzioni, ed inferiormente al suolo pubblico, può essere consentita ai proprietari frontisti la realizzazione di intercapedini di servizio o di isolamento, protette da robuste griglie di copertura antisdr
ietari frontisti la realizzazione di intercapedini di servizio o di isolamento, protette da robuste griglie di copertura antisdr praticabili e dotate di cunetta e scarico per il deflusso sia delle acque meteoriche sia di quelle utilizzate per la pulizia. La costruzione delle intercapedini su suolo pubblico è a totale carico dei proprietari, che debbono altresì provvedere alla loro manutenzione, ed è sempre effettuata previo provvedimento autorizzativo da parte del Comune.
ebbono altresì provvedere alla loro manutenzione, ed è sempre effettuata previo provvedimento autorizzativo da parte del Comune. Nei marciapiedi, oltre alle chiusure delle intercapedini da realizzarsi con griglie a superficie piana la cui solidità deve corrispondere alle esigenze di pubblico transito, possono essere realizzati lucernari con copertura in lastre di vetro antiscivolo, di adeguato spessore opportunamente certificato per l’uso, eventualmente integrata da traverse metalliche per impedire incon
ALTRI IMPIANTI TECNICI
lo, di adeguato spessore opportunamente certificato per l’uso, eventualmente integrata da traverse metalliche per impedire incon pedoni. 2.79 – ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E ALTRI IMPIANTI TECNICI Al fine di salvaguardare la qualità architettonica degli edifici gli elementi esterni degli impianti tecnologici devono essere integrati centralizzazione degli stessi. Le antenne ricettive, parabole e simili ad uso privato, singolo o condominiale, devono essere poste
ntralizzazione degli stessi. Le antenne ricettive, parabole e simili ad uso privato, singolo o condominiale, devono essere poste sulle coperture degli edifici, ove possibile. Ogni impianto deve garantire la totale mancanza di interferenza in materia di microonde e emissioni elettromag Per edifici plurifamiliari di nuova costruzione e negli interventi di demolizione e ricostruzione è ammesso, sia per le antenne che per le parabole, un solo impianto centralizzato.
gli interventi di demolizione e ricostruzione è ammesso, sia per le antenne che per le parabole, un solo impianto centralizzato. Gli impianti di condizionamento fissi da porre all’aperto devono a) dovranno essere prioritariamente posti sulla copertura degli edifici, lungo facciate interne o secondarie, all'interno dei balconi dietro i parapetti integrati con il prospetto del b) laddove sia inevitabile l’installazione su facciate principali o prospicienti la pubblica via,
integrati con il prospetto del b) laddove sia inevitabile l’installazione su facciate principali o prospicienti la pubblica via, l’impianto dovrà essere opportunamente mascherato con soluzioni architettoniche o colorazioni che ne favoriscano l’integrazione dell’edificio. Il committente dovrà conservare apposita dichiarazione da parte dell’installatore circa il corretto montaggio ai fini della tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ca il corretto montaggio ai fini della tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. i centri luminosi, in presenza di alberature, devono essere posizionati in modo da evitare che il e superfici da illuminare sia intercettato significativamente dalla chioma degli alberi l’illuminazione dei centri storici deve essere realizzata con apparecchi consoni al contesto
tivamente dalla chioma degli alberi l’illuminazione dei centri storici deve essere realizzata con apparecchi consoni al contesto E’ vietata l’installazione di impianti di pubblica illuminazione ad alta potenza che possono creare disturbo alla fauna nelle eventuali aree di vegetazione naturale limitrofe al centro urbano. L’installazione e la modifica degli impianti pubblica illuminazione è disciplinata dal Regolamento del 22 agosto 2006e s.m.i. – “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento
GRIGLIE ED INTERCAPEDINI
illuminazione è disciplinata dal Regolamento del 22 agosto 2006e s.m.i. – “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico”. Sul lungomare sarà utilizzata un’unica tipologia di palo di illuminazione pubblica, dal disegno semplice e poco impattante e di altezza contenuta. GRIGLIE ED INTERCAPEDINI Si definisce "intercapedine" il vano situato sotto il livello del suolo e compreso tra il muro
GRIGLIE ED INTERCAPEDINI
ntenuta. GRIGLIE ED INTERCAPEDINI Si definisce "intercapedine" il vano situato sotto il livello del suolo e compreso tra il muro perimetrale di una costruzione ed i muri di sostegno del terreno circostante, appositamente apedine ha la finalità di consentire l’illuminazione indiretta, l’aerazione e la protezione dall’umidità dei locali interrati, nonché la possibilità di accedere a condutture e canalizzazioni di impianti eventualmente in essa contenute.
i locali interrati, nonché la possibilità di accedere a condutture e canalizzazioni di impianti eventualmente in essa contenute. enti individuati dal filo di fabbricazione delle costruzioni, ed inferiormente al suolo pubblico, può essere consentita ai proprietari frontisti la realizzazione di intercapedini di servizio o di isolamento, protette da robuste griglie di copertura antisdrucciolevoli, ispezionabili, praticabili e dotate di cunetta e scarico per il deflusso sia delle acque meteoriche sia di quelle
drucciolevoli, ispezionabili, praticabili e dotate di cunetta e scarico per il deflusso sia delle acque meteoriche sia di quelle La costruzione delle intercapedini su suolo pubblico è a totale carico dei proprietari, che debbono tresì provvedere alla loro manutenzione, ed è sempre effettuata previo provvedimento autorizzativo da parte del Comune. Nei marciapiedi, oltre alle chiusure delle intercapedini da realizzarsi con griglie a superficie piana la
ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E
o da parte del Comune. Nei marciapiedi, oltre alle chiusure delle intercapedini da realizzarsi con griglie a superficie piana la corrispondere alle esigenze di pubblico transito, possono essere realizzati lucernari con copertura in lastre di vetro antiscivolo, di adeguato spessore opportunamente certificato per l’uso, eventualmente integrata da traverse metalliche per impedire inconvenienti al transito dei ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E
ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E
traverse metalliche per impedire inconvenienti al transito dei ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E Al fine di salvaguardare la qualità architettonica degli edifici gli elementi esterni degli impianti integrati con le facciate e le coperture degli stessi, privilegiando la Le antenne ricettive, parabole e simili ad uso privato, singolo o condominiale, devono essere poste sulle coperture degli edifici, ove possibile. Ogni impianto deve garantire la totale mancanza di
ndominiale, devono essere poste sulle coperture degli edifici, ove possibile. Ogni impianto deve garantire la totale mancanza di interferenza in materia di microonde e emissioni elettromagnetiche. Per edifici plurifamiliari di nuova costruzione e negli interventi di demolizione e ricostruzione è ammesso, sia per le antenne che per le parabole, un solo impianto centralizzato. Gli impianti di condizionamento fissi da porre all’aperto devono rispettare le seguenti condizioni:
solo impianto centralizzato. Gli impianti di condizionamento fissi da porre all’aperto devono rispettare le seguenti condizioni: dovranno essere prioritariamente posti sulla copertura degli edifici, lungo facciate interne o secondarie, all'interno dei balconi dietro i parapetti e ove possibile in appositi vani tecnici integrati con il prospetto dell’edificio; laddove sia inevitabile l’installazione su facciate principali o prospicienti la pubblica via,
REGOLAMENTO EDILIZIO 79
i con il prospetto dell’edificio; laddove sia inevitabile l’installazione su facciate principali o prospicienti la pubblica via, essere opportunamente mascherato con soluzioni architettoniche o colorazioni che ne favoriscano l’integrazione e non alterino il decoro architettonico della facciata . Il committente dovrà conservare apposita dichiarazione da parte dell’installatore circa il corretto montaggio ai fini della tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità REGOLAMENTO EDILIZIO 79
REGOLAMENTO EDILIZIO 79 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
nstallatore circa il corretto montaggio ai fini della tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità REGOLAMENTO EDILIZIO 79 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) i centri luminosi, in presenza di alberature, devono essere posizionati in modo da evitare che il e superfici da illuminare sia intercettato significativamente dalla chioma degli alberi l’illuminazione dei centri storici deve essere realizzata con apparecchi consoni al contesto
tivamente dalla chioma degli alberi l’illuminazione dei centri storici deve essere realizzata con apparecchi consoni al contesto illuminazione ad alta potenza che possono creare disturbo alla fauna nelle eventuali aree di vegetazione naturale limitrofe al centro urbano. L’installazione e la modifica degli impianti pubblica illuminazione è disciplinata dal Regolamento “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento
ifica degli impianti pubblica illuminazione è disciplinata dal Regolamento “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento Sul lungomare sarà utilizzata un’unica tipologia di palo di illuminazione pubblica, dal disegno Si definisce "intercapedine" il vano situato sotto il livello del suolo e compreso tra il muro perimetrale di una costruzione ed i muri di sostegno del terreno circostante, appositamente apedine ha la finalità di consentire l’illuminazione indiretta, l’aerazione e la
sostegno del terreno circostante, appositamente apedine ha la finalità di consentire l’illuminazione indiretta, l’aerazione e la protezione dall’umidità dei locali interrati, nonché la possibilità di accedere a condutture e enti individuati dal filo di fabbricazione delle costruzioni, ed inferiormente al suolo pubblico, può essere consentita ai proprietari frontisti la realizzazione di intercapedini di ucciolevoli, ispezionabili,
suolo pubblico, può essere consentita ai proprietari frontisti la realizzazione di intercapedini di ucciolevoli, ispezionabili, praticabili e dotate di cunetta e scarico per il deflusso sia delle acque meteoriche sia di quelle La costruzione delle intercapedini su suolo pubblico è a totale carico dei proprietari, che debbono tresì provvedere alla loro manutenzione, ed è sempre effettuata previo provvedimento
ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E
totale carico dei proprietari, che debbono tresì provvedere alla loro manutenzione, ed è sempre effettuata previo provvedimento Nei marciapiedi, oltre alle chiusure delle intercapedini da realizzarsi con griglie a superficie piana la corrispondere alle esigenze di pubblico transito, possono essere realizzati lucernari con copertura in lastre di vetro antiscivolo, di adeguato spessore opportunamente certificato per venienti al transito dei ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E
ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E
pessore opportunamente certificato per venienti al transito dei ANTENNE E IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO A SERVIZIO DEGLI EDIFICI E Al fine di salvaguardare la qualità architettonica degli edifici gli elementi esterni degli impianti e le coperture degli stessi, privilegiando la Le antenne ricettive, parabole e simili ad uso privato, singolo o condominiale, devono essere poste sulle coperture degli edifici, ove possibile. Ogni impianto deve garantire la totale mancanza di
ndominiale, devono essere poste sulle coperture degli edifici, ove possibile. Ogni impianto deve garantire la totale mancanza di Per edifici plurifamiliari di nuova costruzione e negli interventi di demolizione e ricostruzione è ammesso, sia per le antenne che per le parabole, un solo impianto centralizzato. rispettare le seguenti condizioni: dovranno essere prioritariamente posti sulla copertura degli edifici, lungo facciate interne o e ove possibile in appositi vani tecnici
o essere prioritariamente posti sulla copertura degli edifici, lungo facciate interne o e ove possibile in appositi vani tecnici laddove sia inevitabile l’installazione su facciate principali o prospicienti la pubblica via, essere opportunamente mascherato con soluzioni architettoniche o colorazioni oro architettonico della facciata . Il committente dovrà conservare apposita dichiarazione da parte dell’installatore circa il corretto montaggio ai fini della tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità;
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – c) le emissioni rumorose provenien accettabilità presso i ricettori esposti, prescritti dalla vigente normativa; d) le canalette della raccolta di acque di condensa devono essere opportunamente raccordate ai canali di gronda o alla rete fognaria. L’installazione di una canna fumaria è sempre possibile salvo che il regolamento condominiale non lo vieti espressamente. La canna fumaria può essere realizzata solo nel rispetto del decoro architettonico della facciata e
non lo vieti espressamente. La canna fumaria può essere realizzata solo nel rispetto del decoro architettonico della facciata e del diritto di tutti i condomini di fruire del muro del fabbricato. Essa non può impedire che anche altri condomini ne costruiscano una e non può alterare la destinazione della facciata. Le canne fumarie devono anche rispettare le norme del codice civile (art. 890) in materia di
are la destinazione della facciata. Le canne fumarie devono anche rispettare le norme del codice civile (art. 890) in materia di immissioni intollerabili; i fumi emessi non devono infatti risultare nocivi alla salute e pregiudicare i diritti dei vicini. Fermo restando quanto stabilito dal D.P.R. n. 412/1993, e più nello specifico il comma 9 dell'art. 5, lo sbocco deve avvenire al di sopra della copertura dell’edificio (piana, inclinata o curva) alla quota
il comma 9 dell'art. 5, lo sbocco deve avvenire al di sopra della copertura dell’edificio (piana, inclinata o curva) alla quota minima di un metro oltre il punto di sbocco o dal parapetto più vicino se esistente e a 10 mt di distanza da ogni apertura allo stesso livello o sovrastante. In ogni caso la costru fumarie deve avvenire nel rispetto delle norme tecniche UNI 106 2.80 – SERRAMENTI ESTERNI DEGLI EDIFICI
. In ogni caso la costru fumarie deve avvenire nel rispetto delle norme tecniche UNI 106 2.80 – SERRAMENTI ESTERNI DEGLI EDIFICI I serramenti posti sulla via pubblica o di uso pubblico o su altri spazi destinati al pubblico transito devono aprirsi, di norma, verso l’interno dell’edificio. Quando ciò non sia possibile, ovvero quando debbano aprirsi verso l’esterno per motivi di sicurezza o per il rispetto di normative specifiche, le porte devono essere, ove possibile, debitamente
l’esterno per motivi di sicurezza o per il rispetto di normative specifiche, le porte devono essere, ove possibile, debitamente arretrate rispetto al filo della facciata, in modo tale da non costituire intralcio alla libera circolazione di veicoli e pedoni (è ammissibile una sporgenza massima di 20 cm rispetto al filo di facciata). Le persiane, gli avvolgibili con apparato a sporgere e simi quando la loro parte inferiore si trovi ad altezza di almeno m 2,20 dalla quota del terreno, del
con apparato a sporgere e simi quando la loro parte inferiore si trovi ad altezza di almeno m 2,20 dalla quota del terreno, del marciapiede, o della pavimentazione, posti in aderenza all’edificio. La colorazione degli infissi dovrà armonizzarsi co È inoltre obbligatorio che tutti gli infissi esterni di un edificio rispettino la stessa tipologia e abbiano la medesima tinta e tonalità e disegno del particolare Per interventi di manutenzione
o rispettino la stessa tipologia e abbiano la medesima tinta e tonalità e disegno del particolare Per interventi di manutenzione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nelle zone omoge PUG potranno essere conservate le condizioni esistenti ancorché non conformi a quelle presente punto. 2.81 – INSEGNE COMMERCIALI, MOSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE Chiunque intenda fare iscrizioni sui muri o collocarvi stemmi od affissi pubblicitari, dev'esserne
OSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE
OSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE Chiunque intenda fare iscrizioni sui muri o collocarvi stemmi od affissi pubblicitari, dev'esserne autorizzato dall'Autorità Comunale presentando il disegno od il testo nel sugli impianti pubblicitari. L'apposizione anche provvisoria di insegne, mostre, vetrine di botteghe e cartelloni indicanti ditte ed esercizi di arti, mestieri, professioni ed industrie, può essere autorizzata dall'AC purché non alterino gli elementi architettonici dell'edificio
mestieri, professioni ed industrie, può essere autorizzata dall'AC purché non alterino gli elementi architettonici dell'edificio L'installazione deve essere fatta, in ogni caso, in modo da permettere la massima facilità di pulizia e manutenzione. Salvo nei casi esplicitamente esclusi, pu sporgenza massima pari alla larghezza del marciapiede diminuita di cm 50 e comunque non superiore a m 1,20, purché il loro bordo inferiore sia ad un'altezza dal suolo non minore di m
diminuita di cm 50 e comunque non superiore a m 1,20, purché il loro bordo inferiore sia ad un'altezza dal suolo non minore di m sempreché non rechino pregiudizio alla visibilità ed al decoro dell'ambiente. vietato in assenza di marciapiede. In caso di riparazioni o modifiche di marciapiedi o del piano stradale, che richiedano la temporanea Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. le emissioni rumorose provenienti da tali apparecchiature debbono rispettare i valori di accettabilità presso i ricettori esposti, prescritti dalla vigente normativa; le canalette della raccolta di acque di condensa devono essere opportunamente raccordate ai fognaria. L’installazione di una canna fumaria è sempre possibile salvo che il regolamento condominiale non
amente raccordate ai fognaria. L’installazione di una canna fumaria è sempre possibile salvo che il regolamento condominiale non La canna fumaria può essere realizzata solo nel rispetto del decoro architettonico della facciata e condomini di fruire del muro del fabbricato. Essa non può impedire che anche altri condomini ne costruiscano una e non può alterare la destinazione della facciata. devono anche rispettare le norme del codice civile (art. 890) in materia di
a e non può alterare la destinazione della facciata. devono anche rispettare le norme del codice civile (art. 890) in materia di immissioni intollerabili; i fumi emessi non devono infatti risultare nocivi alla salute e pregiudicare i Fermo restando quanto stabilito dal D.P.R. n. 412/1993, e più nello specifico il comma 9 dell'art. 5, i sopra della copertura dell’edificio (piana, inclinata o curva) alla quota minima di un metro oltre il punto di sbocco o dal parapetto più vicino se esistente e a 10 mt di
SERRAMENTI ESTERNI DEGLI EDIFICI
, inclinata o curva) alla quota minima di un metro oltre il punto di sbocco o dal parapetto più vicino se esistente e a 10 mt di distanza da ogni apertura allo stesso livello o sovrastante. In ogni caso la costru fumarie deve avvenire nel rispetto delle norme tecniche UNI 10683 e UNI 7129 SERRAMENTI ESTERNI DEGLI EDIFICI sulla via pubblica o di uso pubblico o su altri spazi destinati al pubblico transito aprirsi, di norma, verso l’interno dell’edificio.
via pubblica o di uso pubblico o su altri spazi destinati al pubblico transito aprirsi, di norma, verso l’interno dell’edificio. Quando ciò non sia possibile, ovvero quando debbano aprirsi verso l’esterno per motivi di sicurezza o per il rispetto di normative specifiche, le porte devono essere, ove possibile, debitamente rispetto al filo della facciata, in modo tale da non costituire intralcio alla libera circolazione di veicoli e pedoni (è ammissibile una sporgenza massima di 20 cm rispetto al filo di
tituire intralcio alla libera circolazione di veicoli e pedoni (è ammissibile una sporgenza massima di 20 cm rispetto al filo di Le persiane, gli avvolgibili con apparato a sporgere e simili possono aprirsi verso l'esterno solo quando la loro parte inferiore si trovi ad altezza di almeno m 2,20 dalla quota del terreno, del marciapiede, o della pavimentazione, posti in aderenza all’edificio. La colorazione degli infissi dovrà armonizzarsi con la tinteggiatura della facciata.
mentazione, posti in aderenza all’edificio. La colorazione degli infissi dovrà armonizzarsi con la tinteggiatura della facciata. È inoltre obbligatorio che tutti gli infissi esterni di un edificio rispettino la stessa tipologia e abbiano e disegno del particolare costruttivo. Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nelle zone omoge
INSEGNE COMMERCIALI, MOSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE
namento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nelle zone omoge potranno essere conservate le condizioni esistenti ancorché non conformi a quelle INSEGNE COMMERCIALI, MOSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE Chiunque intenda fare iscrizioni sui muri o collocarvi stemmi od affissi pubblicitari, dev'esserne autorizzato dall'Autorità Comunale presentando il disegno od il testo nel rispetto del regolamento
ssi pubblicitari, dev'esserne autorizzato dall'Autorità Comunale presentando il disegno od il testo nel rispetto del regolamento L'apposizione anche provvisoria di insegne, mostre, vetrine di botteghe e cartelloni indicanti ditte ed esercizi di arti, mestieri, professioni ed industrie, può essere autorizzata dall'AC purché non terino gli elementi architettonici dell'edificio quali sono installate o l'ambiente
e, può essere autorizzata dall'AC purché non terino gli elementi architettonici dell'edificio quali sono installate o l'ambiente L'installazione deve essere fatta, in ogni caso, in modo da permettere la massima facilità di pulizia e Salvo nei casi esplicitamente esclusi, può essere consentita l'apposizione di insegne a bandiera sporgenza massima pari alla larghezza del marciapiede diminuita di cm 50 e comunque non , purché il loro bordo inferiore sia ad un'altezza dal suolo non minore di m
REGOLAMENTO EDILIZIO 80 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
a del marciapiede diminuita di cm 50 e comunque non , purché il loro bordo inferiore sia ad un'altezza dal suolo non minore di m hé non rechino pregiudizio alla visibilità ed al decoro dell'ambiente. Tale tipo d’insegne è vietato in assenza di marciapiede. In caso di riparazioni o modifiche di marciapiedi o del piano stradale, che richiedano la temporanea REGOLAMENTO EDILIZIO 80 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ti da tali apparecchiature debbono rispettare i valori di
O EDILIZIO 80 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
O EDILIZIO 80 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ti da tali apparecchiature debbono rispettare i valori di le canalette della raccolta di acque di condensa devono essere opportunamente raccordate ai L’installazione di una canna fumaria è sempre possibile salvo che il regolamento condominiale non La canna fumaria può essere realizzata solo nel rispetto del decoro architettonico della facciata e condomini di fruire del muro del fabbricato. Essa non può impedire che anche
rispetto del decoro architettonico della facciata e condomini di fruire del muro del fabbricato. Essa non può impedire che anche altri condomini ne costruiscano una e non può alterare la destinazione della facciata. devono anche rispettare le norme del codice civile (art. 890) in materia di immissioni intollerabili; i fumi emessi non devono infatti risultare nocivi alla salute e pregiudicare i Fermo restando quanto stabilito dal D.P.R. n. 412/1993, e più nello specifico il comma 9 dell'art. 5,
la salute e pregiudicare i Fermo restando quanto stabilito dal D.P.R. n. 412/1993, e più nello specifico il comma 9 dell'art. 5, i sopra della copertura dell’edificio (piana, inclinata o curva) alla quota minima di un metro oltre il punto di sbocco o dal parapetto più vicino se esistente e a 10 mt di distanza da ogni apertura allo stesso livello o sovrastante. In ogni caso la costruzione delle canne 83 e UNI 7129 e s.m.i. sulla via pubblica o di uso pubblico o su altri spazi destinati al pubblico transito
truzione delle canne 83 e UNI 7129 e s.m.i. sulla via pubblica o di uso pubblico o su altri spazi destinati al pubblico transito Quando ciò non sia possibile, ovvero quando debbano aprirsi verso l’esterno per motivi di sicurezza o per il rispetto di normative specifiche, le porte devono essere, ove possibile, debitamente rispetto al filo della facciata, in modo tale da non costituire intralcio alla libera circolazione di veicoli e pedoni (è ammissibile una sporgenza massima di 20 cm rispetto al filo di
tituire intralcio alla libera circolazione di veicoli e pedoni (è ammissibile una sporgenza massima di 20 cm rispetto al filo di li possono aprirsi verso l'esterno solo quando la loro parte inferiore si trovi ad altezza di almeno m 2,20 dalla quota del terreno, del n la tinteggiatura della facciata. È inoltre obbligatorio che tutti gli infissi esterni di un edificio rispettino la stessa tipologia e abbiano straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione
INSEGNE COMMERCIALI, MOSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE
rni di un edificio rispettino la stessa tipologia e abbiano straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nelle zone omogenee A e B del potranno essere conservate le condizioni esistenti ancorché non conformi a quelle del INSEGNE COMMERCIALI, MOSTRE, VETRINE, TENDE, TARGHE Chiunque intenda fare iscrizioni sui muri o collocarvi stemmi od affissi pubblicitari, dev'esserne rispetto del regolamento
RGHE Chiunque intenda fare iscrizioni sui muri o collocarvi stemmi od affissi pubblicitari, dev'esserne rispetto del regolamento L'apposizione anche provvisoria di insegne, mostre, vetrine di botteghe e cartelloni indicanti ditte ed esercizi di arti, mestieri, professioni ed industrie, può essere autorizzata dall'AC purché non o l'ambiente circostante. L'installazione deve essere fatta, in ogni caso, in modo da permettere la massima facilità di pulizia e
l'ambiente circostante. L'installazione deve essere fatta, in ogni caso, in modo da permettere la massima facilità di pulizia e ò essere consentita l'apposizione di insegne a bandiera di sporgenza massima pari alla larghezza del marciapiede diminuita di cm 50 e comunque non , purché il loro bordo inferiore sia ad un'altezza dal suolo non minore di m 2,50 e Tale tipo d’insegne è In caso di riparazioni o modifiche di marciapiedi o del piano stradale, che richiedano la temporanea
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – rimozione di mostre, vetrine o altri oggetti occupanti il suolo o lo spazio pubblico, gli interessati sono obbligati a eseguire la rimozione e la ricollocazione in pristino, con le modifiche resesi necessarie dalle nuove condizioni del piano stradale o del marciapiede, a loro spese responsabilità. Ove non ottemperino, il Sindaco può ordinare la rimozione d'ufficio a loro spese.
del marciapiede, a loro spese responsabilità. Ove non ottemperino, il Sindaco può ordinare la rimozione d'ufficio a loro spese. Nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni, risanamento e opere di manutenzione straordinaria di quelle esistenti, ove siano previste destinazione d'uso anc ambulatori, ecc.) il progetto deve individuare appositi spazi per la collocazione di mostre, insegne, targhe e simili in maniera organica e unitaria. L’eventuale installazione di insegne, mostre, vetrine di botteghe
stre, insegne, targhe e simili in maniera organica e unitaria. L’eventuale installazione di insegne, mostre, vetrine di botteghe storico-artistico o ambientale e o per i complessi architettonici di particolare importanza dovrà garantire la tutela del bene e del paesaggio ed è soggetta a specifica autorizzazione subordinata all'acquisizione del parere favorevole dell'organo di tutela del vincolo per la fattispecie richiesta. Non sono consentite opere di "placcaggio" su edifici aventi valenza storico
di tutela del vincolo per la fattispecie richiesta. Non sono consentite opere di "placcaggio" su edifici aventi valenza storico L’Autorizzazione comunale è rilasciata in conformità al Regolamento sugli impianti pubblici vigente (http://www.comune.trani.bt.it 2.82 – CARTELLONI PUBBLICITARI Le definizioni, le caratteristiche e le modalità di installazione di mezzi pubblicitari quali insegne, sorgenti luminose, cartelli (esclusi quelli di cantiere), manifesti, strisc
i installazione di mezzi pubblicitari quali insegne, sorgenti luminose, cartelli (esclusi quelli di cantiere), manifesti, strisc segni reclamistici, impianti di pubblicità o propaganda, sono normate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione; per quanto di competenza comunale valgono le disposizioni del Regolamento sugli In ogni caso l'installazione di impianti pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento
oni del Regolamento sugli In ogni caso l'installazione di impianti pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento per l'ambiente circostante: in particolare gli impianti luminosi e la cartellonistica non devono provocare alcun disturbo ai locali adiacenti e prospicienti. Fuori dal centro abitato, il collocamento di cartelli e di altri mezzi pubblicitari, lungo le strade o in vista di esse, è soggetto anche ad autorizzazione da parte dell'Ente proprietario della strada.
bblicitari, lungo le strade o in vista di esse, è soggetto anche ad autorizzazione da parte dell'Ente proprietario della strada. Il rilascio dei provvedimenti autorizzativi per aree o edifici soggetti a specifici vincoli, è subordinato all'acquisizione del nulla-osta dell'organo di tutela del vincolo medesimo per la fattispecie richiesta. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari ch del Regolamento sugli impianti pubblicitari
medesimo per la fattispecie richiesta. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari ch del Regolamento sugli impianti pubblicitari dell’autorizzazione entro il termine, che comunque non può superare i quindici giorni, stabilito n diffida dall'Ente proprietario della strada o dall'Ente concedente, e dal Sindaco. Decorso inutilmente il termine stabilito nella diffida, la rimozione è eseguita dall'Ente a spese del titolare dell’autorizzazione. Dette norme afferiscono in genere a
o nella diffida, la rimozione è eseguita dall'Ente a spese del titolare dell’autorizzazione. Dette norme afferiscono in genere a realizzato abusivamente (senza le necessarie autorizzazioni). Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari senza autorizzazione ovvero viola le disposizioni del presente articolo, incorre nelle sanzioni previste dalla legislazione vigente. 2.83 - MURI DI CINTA I muri di cinta che costituiscono recinzione degli spazi aperti devono uniformarsi alle caratteristiche
te. 2.83 - MURI DI CINTA I muri di cinta che costituiscono recinzione degli spazi aperti devono uniformarsi alle caratteristiche architettoniche degli edifici circostanti. Per essi valgono le disposizioni delle “recinzioni” c nell’articolo 2.54 in quanto applicabili. 2.84 – BENI CULTURALI E EDIFICI STORICI Per qualsiasi modifica dell'aspetto esterno o interno d’immobili d’interesse artistico, monumentale, storico, archeologico, vincolati ai sensi del D.Lgs n.42/2004,
esterno o interno d’immobili d’interesse artistico, monumentale, storico, archeologico, vincolati ai sensi del D.Lgs n.42/2004, S.U.E. nel rispetto della specifica normativa per l’acquisizione dei pareri degli Enti interessati. Gli eventuali ritrovamenti di carattere artistico e storico dovranno essere prontamente segnalati agli Uffici Comunali competenti. Sono comunque fatte salve le disposizioni di cui alla Parte II del D.Lgs 42/2004 e smi.
gnalati agli Uffici Comunali competenti. Sono comunque fatte salve le disposizioni di cui alla Parte II del D.Lgs 42/2004 e smi. Nell’esecuzione di qualsiasi lavoro negli edifici aventi carattere storico e artistico dovrà aversi Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. e o altri oggetti occupanti il suolo o lo spazio pubblico, gli interessati
RI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
RI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. e o altri oggetti occupanti il suolo o lo spazio pubblico, gli interessati sono obbligati a eseguire la rimozione e la ricollocazione in pristino, con le modifiche resesi necessarie dalle nuove condizioni del piano stradale o del marciapiede, a loro spese responsabilità. Ove non ottemperino, il Sindaco può ordinare la rimozione d'ufficio a loro spese. Nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni, risanamento e opere di manutenzione straordinaria di
mozione d'ufficio a loro spese. Nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni, risanamento e opere di manutenzione straordinaria di quelle esistenti, ove siano previste destinazione d'uso anche non residenziali (commerciali, studi, ambulatori, ecc.) il progetto deve individuare appositi spazi per la collocazione di mostre, insegne, targhe e simili in maniera organica e unitaria. L’eventuale installazione di insegne, mostre, vetrine di botteghe, sui muri di edifici d'interesse
maniera organica e unitaria. L’eventuale installazione di insegne, mostre, vetrine di botteghe, sui muri di edifici d'interesse artistico o ambientale e o per i complessi architettonici di particolare importanza dovrà garantire la tutela del bene e del paesaggio ed è soggetta a specifica autorizzazione subordinata e favorevole dell'organo di tutela del vincolo per la fattispecie richiesta. Non sono consentite opere di "placcaggio" su edifici aventi valenza storico-ambientale.
CARTELLONI PUBBLICITARI
el vincolo per la fattispecie richiesta. Non sono consentite opere di "placcaggio" su edifici aventi valenza storico-ambientale. L’Autorizzazione comunale è rilasciata in conformità al Regolamento sugli impianti pubblici http://www.comune.trani.bt.it). CARTELLONI PUBBLICITARI Le definizioni, le caratteristiche e le modalità di installazione di mezzi pubblicitari quali insegne, sorgenti luminose, cartelli (esclusi quelli di cantiere), manifesti, striscioni, locandine, stendardi,
bblicitari quali insegne, sorgenti luminose, cartelli (esclusi quelli di cantiere), manifesti, striscioni, locandine, stendardi, segni reclamistici, impianti di pubblicità o propaganda, sono normate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione; per quanto di competenza comunale valgono le disposizioni del Regolamento sugli impianti pubblicitari vigente. In ogni caso l'installazione di impianti pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento
nti pubblicitari vigente. In ogni caso l'installazione di impianti pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento per l'ambiente circostante: in particolare gli impianti luminosi e la cartellonistica non devono ai locali adiacenti e prospicienti. Fuori dal centro abitato, il collocamento di cartelli e di altri mezzi pubblicitari, lungo le strade o in vista di esse, è soggetto anche ad autorizzazione da parte dell'Ente proprietario della strada.
bblicitari, lungo le strade o in vista di esse, è soggetto anche ad autorizzazione da parte dell'Ente proprietario della strada. Il rilascio dei provvedimenti autorizzativi per aree o edifici soggetti a specifici vincoli, è subordinato dell'organo di tutela del vincolo medesimo per la fattispecie richiesta. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari che non siano conformi alle disposizioni del presente articolo e del Regolamento sugli impianti pubblicitari devono essere rimossi, a cura e spese del titolare
posizioni del presente articolo e del Regolamento sugli impianti pubblicitari devono essere rimossi, a cura e spese del titolare dell’autorizzazione entro il termine, che comunque non può superare i quindici giorni, stabilito n diffida dall'Ente proprietario della strada o dall'Ente concedente, e dal Sindaco. Decorso inutilmente il termine stabilito nella diffida, la rimozione è eseguita dall'Ente a spese del titolare
e, e dal Sindaco. Decorso inutilmente il termine stabilito nella diffida, la rimozione è eseguita dall'Ente a spese del titolare dell’autorizzazione. Dette norme afferiscono in genere a tutto il patrimonio esistente che è stato realizzato abusivamente (senza le necessarie autorizzazioni). Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari senza autorizzazione ovvero viola le disposizioni del presente articolo, incorre nelle viste dalla legislazione vigente.
BENI CULTURALI E EDIFICI STORICI
icitari senza autorizzazione ovvero viola le disposizioni del presente articolo, incorre nelle viste dalla legislazione vigente. I muri di cinta che costituiscono recinzione degli spazi aperti devono uniformarsi alle caratteristiche architettoniche degli edifici circostanti. Per essi valgono le disposizioni delle “recinzioni” c in quanto applicabili. BENI CULTURALI E EDIFICI STORICI Per qualsiasi modifica dell'aspetto esterno o interno d’immobili d’interesse artistico, monumentale,
CULTURALI E EDIFICI STORICI
CULTURALI E EDIFICI STORICI Per qualsiasi modifica dell'aspetto esterno o interno d’immobili d’interesse artistico, monumentale, storico, archeologico, vincolati ai sensi del D.Lgs n.42/2004, è necessario avviare l’iter di assenso al S.U.E. nel rispetto della specifica normativa per l’acquisizione dei pareri degli Enti interessati. Gli eventuali ritrovamenti di carattere artistico e storico dovranno essere prontamente segnalati
REGOLAMENTO EDILIZIO 81 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
pareri degli Enti interessati. Gli eventuali ritrovamenti di carattere artistico e storico dovranno essere prontamente segnalati unali competenti. Sono comunque fatte salve le disposizioni di cui alla Parte II del Nell’esecuzione di qualsiasi lavoro negli edifici aventi carattere storico e artistico dovrà aversi REGOLAMENTO EDILIZIO 81 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) e o altri oggetti occupanti il suolo o lo spazio pubblico, gli interessati
LEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
LEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) e o altri oggetti occupanti il suolo o lo spazio pubblico, gli interessati sono obbligati a eseguire la rimozione e la ricollocazione in pristino, con le modifiche resesi necessarie dalle nuove condizioni del piano stradale o del marciapiede, a loro spese e responsabilità. Ove non ottemperino, il Sindaco può ordinare la rimozione d'ufficio a loro spese. Nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni, risanamento e opere di manutenzione straordinaria di
mozione d'ufficio a loro spese. Nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni, risanamento e opere di manutenzione straordinaria di he non residenziali (commerciali, studi, ambulatori, ecc.) il progetto deve individuare appositi spazi per la collocazione di mostre, insegne, , sui muri di edifici d'interesse artistico o ambientale e o per i complessi architettonici di particolare importanza dovrà garantire la tutela del bene e del paesaggio ed è soggetta a specifica autorizzazione subordinata
i particolare importanza dovrà garantire la tutela del bene e del paesaggio ed è soggetta a specifica autorizzazione subordinata e favorevole dell'organo di tutela del vincolo per la fattispecie richiesta. ambientale. L’Autorizzazione comunale è rilasciata in conformità al Regolamento sugli impianti pubblicitari Le definizioni, le caratteristiche e le modalità di installazione di mezzi pubblicitari quali insegne, ioni, locandine, stendardi,
definizioni, le caratteristiche e le modalità di installazione di mezzi pubblicitari quali insegne, ioni, locandine, stendardi, segni reclamistici, impianti di pubblicità o propaganda, sono normate dal "Codice della Strada" e dal suo regolamento di esecuzione e di attuazione; per quanto di competenza comunale valgono le In ogni caso l'installazione di impianti pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento
tenza comunale valgono le In ogni caso l'installazione di impianti pubblicitari non deve essere fonte di molestia o di nocumento per l'ambiente circostante: in particolare gli impianti luminosi e la cartellonistica non devono Fuori dal centro abitato, il collocamento di cartelli e di altri mezzi pubblicitari, lungo le strade o in vista di esse, è soggetto anche ad autorizzazione da parte dell'Ente proprietario della strada.
bblicitari, lungo le strade o in vista di esse, è soggetto anche ad autorizzazione da parte dell'Ente proprietario della strada. Il rilascio dei provvedimenti autorizzativi per aree o edifici soggetti a specifici vincoli, è subordinato dell'organo di tutela del vincolo medesimo per la fattispecie richiesta. e non siano conformi alle disposizioni del presente articolo e devono essere rimossi, a cura e spese del titolare
cie richiesta. e non siano conformi alle disposizioni del presente articolo e devono essere rimossi, a cura e spese del titolare dell’autorizzazione entro il termine, che comunque non può superare i quindici giorni, stabilito nella diffida dall'Ente proprietario della strada o dall'Ente concedente, e dal Sindaco. Decorso inutilmente il termine stabilito nella diffida, la rimozione è eseguita dall'Ente a spese del titolare tutto il patrimonio esistente che è stato
ermine stabilito nella diffida, la rimozione è eseguita dall'Ente a spese del titolare tutto il patrimonio esistente che è stato realizzato abusivamente (senza le necessarie autorizzazioni). Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari senza autorizzazione ovvero viola le disposizioni del presente articolo, incorre nelle I muri di cinta che costituiscono recinzione degli spazi aperti devono uniformarsi alle caratteristiche
articolo, incorre nelle I muri di cinta che costituiscono recinzione degli spazi aperti devono uniformarsi alle caratteristiche architettoniche degli edifici circostanti. Per essi valgono le disposizioni delle “recinzioni” contenute Per qualsiasi modifica dell'aspetto esterno o interno d’immobili d’interesse artistico, monumentale, è necessario avviare l’iter di assenso al S.U.E. nel rispetto della specifica normativa per l’acquisizione dei pareri degli Enti interessati.
avviare l’iter di assenso al S.U.E. nel rispetto della specifica normativa per l’acquisizione dei pareri degli Enti interessati. Gli eventuali ritrovamenti di carattere artistico e storico dovranno essere prontamente segnalati unali competenti. Sono comunque fatte salve le disposizioni di cui alla Parte II del Nell’esecuzione di qualsiasi lavoro negli edifici aventi carattere storico e artistico dovrà aversi
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – particolare cura di conservare in loco quanto anco Nuove costruzioni, ristrutturazioni, risanamenti e opere di manutenzione straordinaria di prospetti d’immo-bili esistenti, posti in prossimità di edifici aventi carattere monumentale o f ambienti d’interesse storico o ambientale, possono essere autorizzate con particolari prescrizioni, allo scopo di non alterare o turbare la visuale, la prospettiva, la luce e il carattere dei monumenti o del complesso ambientale.
llo scopo di non alterare o turbare la visuale, la prospettiva, la luce e il carattere dei monumenti o del complesso ambientale. 2.85 – CIMITERI MONUMENTALI E STORICI L’area cimiteriale monumentale e del Cimitero prospiciente via Barletta della città, è attraversata da viali certo pregio, anche risalenti ai primi anni del novecento Nella zona monumentale e storica gli interventi devono tendere al mantenimento delle caratteristiche di storicità e monu Essi sono disciplinati dal Piano Cimiteriale.
nterventi devono tendere al mantenimento delle caratteristiche di storicità e monu Essi sono disciplinati dal Piano Cimiteriale. 2.86 – PROGETTAZIONE DEI REQUISITI DI SICUREZZA PER I LUOGHI PUBBLICI URBANI I luoghi pubblici urbani sono progettati n Titolo e delle norme di sicurezza specifiche di settore. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. particolare cura di conservare in loco quanto ancora di pregevole esiste. Nuove costruzioni, ristrutturazioni, risanamenti e opere di manutenzione straordinaria di prospetti bili esistenti, posti in prossimità di edifici aventi carattere monumentale o f o ambientale, possono essere autorizzate con particolari prescrizioni,
CIMITERI MONUMENTALI E STORICI
in prossimità di edifici aventi carattere monumentale o f o ambientale, possono essere autorizzate con particolari prescrizioni, allo scopo di non alterare o turbare la visuale, la prospettiva, la luce e il carattere dei monumenti o CIMITERI MONUMENTALI E STORICI monumentale e storica di Trani, accessibile dall’ingresso monumentale sul Viale Barletta, contenente la “zona monumentale”, primo nucleo cimiteriale
a di Trani, accessibile dall’ingresso monumentale sul Viale Barletta, contenente la “zona monumentale”, primo nucleo cimiteriale città, è attraversata da viali, anche alberati, lungo i quali si allineano cappelle gentilizie di un certo pregio, anche risalenti ai primi anni del novecento, fino al secondo dopoguerra. Nella zona monumentale e storica gli interventi devono tendere al mantenimento delle ità e monumentalità della zona.
PROGETTAZIONE DEI REQUISITI DI SICUREZZA PER I LUOGHI PUBBLICI URBANI
dopoguerra. Nella zona monumentale e storica gli interventi devono tendere al mantenimento delle ità e monumentalità della zona. Essi sono disciplinati dal Piano Regolatore Cimiteriale e successivi Piani di Ampliamento della Sede PROGETTAZIONE DEI REQUISITI DI SICUREZZA PER I LUOGHI PUBBLICI URBANI I luoghi pubblici urbani sono progettati nel rispetto di quanto contenuto nel Capo II del presente Titolo e delle norme di sicurezza specifiche di settore. REGOLAMENTO EDILIZIO 82
REGOLAMENTO EDILIZIO 82 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
to di quanto contenuto nel Capo II del presente Titolo e delle norme di sicurezza specifiche di settore. REGOLAMENTO EDILIZIO 82 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Nuove costruzioni, ristrutturazioni, risanamenti e opere di manutenzione straordinaria di prospetti bili esistenti, posti in prossimità di edifici aventi carattere monumentale o facenti parte di o ambientale, possono essere autorizzate con particolari prescrizioni,
i edifici aventi carattere monumentale o facenti parte di o ambientale, possono essere autorizzate con particolari prescrizioni, allo scopo di non alterare o turbare la visuale, la prospettiva, la luce e il carattere dei monumenti o , accessibile dall’ingresso monumentale sul Viale , contenente la “zona monumentale”, primo nucleo cimiteriale o i quali si allineano cappelle gentilizie di un , fino al secondo dopoguerra. Nella zona monumentale e storica gli interventi devono tendere al mantenimento delle
PROGETTAZIONE DEI REQUISITI DI SICUREZZA PER I LUOGHI PUBBLICI URBANI
tilizie di un , fino al secondo dopoguerra. Nella zona monumentale e storica gli interventi devono tendere al mantenimento delle Ampliamento della Sede PROGETTAZIONE DEI REQUISITI DI SICUREZZA PER I LUOGHI PUBBLICI URBANI el rispetto di quanto contenuto nel Capo II del presente
Capo VI - Elementi costruttivi
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Capo VI - Elementi costruttivi 2.87 – SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER L’ABBATTIMENTO DI BARRIERE ARCHITETTONICHE Le barriere architettoniche sono favorire il superamento e l'eliminazione delle dall'articolo 2 del D.M. n. 236 l'accessibilità, l'adattabilità e la sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione architettoniche".
36 l'accessibilità, l'adattabilità e la sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione architettoniche". La costruzione di nuovi edifici, ovvero la ristrutturazione di edifici esistenti, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, deve assicurare le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità contenute nella normativa specifica di cui al C.
cniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità contenute nella normativa specifica di cui al C. Per accessibilità si intende la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed Per visitabilità si intende la possibilità anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità
nte e di fruire di spazi ed Per visitabilità si intende la possibilità anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico d unità immobiliare. Per spazi di relazione s'intende gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio privato e quelli corrispondenti del luogo di lavoro, servizio e incontro. In altre parole, la persona può accedere in maniera limitata alla struttura, fondamentale.
luogo di lavoro, servizio e incontro. In altre parole, la persona può accedere in maniera limitata alla struttura, fondamentale. Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito, intervenendo senza costi eccessivi, per rendere completamente e agevolmente fruibile lo stabile o una parte esso anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. E' raccomandata l'applicazione dei criteri di Progettazione Universale di cui alla convenzione ONU
apacità motoria o sensoriale. E' raccomandata l'applicazione dei criteri di Progettazione Universale di cui alla convenzione ONU ratificata con Legge n. 18 del 3 marzo 2009. La progettazione deve comunque prevedere: accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l'accesso ai compresi i servoscala; idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari; almeno un accesso in piano, rampe
rvoscala; idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari; almeno un accesso in piano, rampe l'installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini. È fatto obbligo di allegare al progetto la d progetto alle disposizioni adottate I progetti che riguardano immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, devono essere approvati dalla competen
I progetti che riguardano immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, devono essere approvati dalla competen Il rilascio del titolo abilitativo, da parte del Dirigente o la modificazione di edifici e attrezzature, nonché per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria (spazi verdi e di parcheggio, per verifica tecnica, da parte delle Commissioni Comunali Competenti, che il progetto norme, di cui alla vigente legislazione. L’agibilità è condizionata alla verifica
mmissioni Comunali Competenti, che il progetto norme, di cui alla vigente legislazione. L’agibilità è condizionata alla verifica ottemperato a quanto contenuto nel progetto approvato, anche sotto l'aspetto in questione. 2.88 – SERRE BIOCLIMATICHE La serra bioclimatica o serra solare delle definizioni uniformi), è un vano integrato o confinante con l’abitazione avente pareti vetrate su almeno tre lati e con copertura che può essere trasparente o opaca a seconda della latitudine e
SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER
tazione avente pareti vetrate su almeno tre lati e con copertura che può essere trasparente o opaca a seconda della latitudine e delle esigenze termiche. Essa deve essere Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Elementi costruttivi SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER L’ABBATTIMENTO DI BARRIERE ARCHITETTONICHE
SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER
Elementi costruttivi SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER L’ABBATTIMENTO DI BARRIERE ARCHITETTONICHE Le barriere architettoniche sono normate dalla Legge n. 13 del 09 gennaio 1989 favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati." e n. 236 del 14 giugno 1989 - "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire essibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica
he necessarie a garantire essibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione La costruzione di nuovi edifici, ovvero la ristrutturazione di edifici esistenti, ivi compresi quelli di blica, sovvenzionata ed agevolata, deve assicurare le prescrizioni tecniche l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici,
nzionata ed agevolata, deve assicurare le prescrizioni tecniche l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici, contenute nella normativa specifica di cui al punto D.4 dell’allegato B ed al pu si intende la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
iari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. si intende la possibilità anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico d unità immobiliare. Per spazi di relazione s'intende gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio privato e quelli corrispondenti del luogo di lavoro, servizio e incontro. In altre parole, la persona
rno o pranzo dell'alloggio privato e quelli corrispondenti del luogo di lavoro, servizio e incontro. In altre parole, la persona può accedere in maniera limitata alla struttura, ma comunque le consente ogni si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito, intervenendo senza costi eccessivi, per rendere completamente e agevolmente fruibile lo stabile o una parte esso anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
agevolmente fruibile lo stabile o una parte esso anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. E' raccomandata l'applicazione dei criteri di Progettazione Universale di cui alla convenzione ONU n Legge n. 18 del 3 marzo 2009. omunque prevedere: accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l'accesso ai idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari;
la installazione di meccanismi per l'accesso ai idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari; almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento; l'installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini. È fatto obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del professionista abilitato di conformità
ante rampe prive di gradini. È fatto obbligo di allegare al progetto la dichiarazione del professionista abilitato di conformità alle disposizioni adottate ai sensi del presente articolo. I progetti che riguardano immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, devono essere approvati dalla competente autorità di tutela. Il rilascio del titolo abilitativo, da parte del Dirigente dell’UTC, per la costruzione, la ristrutturazione
autorità di tutela. Il rilascio del titolo abilitativo, da parte del Dirigente dell’UTC, per la costruzione, la ristrutturazione o la modificazione di edifici e attrezzature, nonché per le opere di urbanizzazione primaria e parcheggio, percorsi pedonali, ecc.), è subordinato ad una effettiva verifica tecnica, da parte delle Commissioni Comunali Competenti, che il progetto norme, di cui alla vigente legislazione. L’agibilità è condizionata alla verifica
SERRE BIOCLIMATICHE
mmissioni Comunali Competenti, che il progetto norme, di cui alla vigente legislazione. L’agibilità è condizionata alla verifica ottemperato a quanto contenuto nel progetto approvato, anche sotto l'aspetto in questione. SERRE BIOCLIMATICHE serra bioclimatica o serra solare, richiamata la definizione uniforme n. 51 dell’allegato A (Quadro zioni uniformi), è un vano integrato o confinante con l’abitazione avente pareti vetrate
REGOLAMENTO EDILIZIO 83 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
uniforme n. 51 dell’allegato A (Quadro zioni uniformi), è un vano integrato o confinante con l’abitazione avente pareti vetrate su almeno tre lati e con copertura che può essere trasparente o opaca a seconda della latitudine e Essa deve essere in grado di captare l’energia solare e di veicolarla REGOLAMENTO EDILIZIO 83 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER del 09 gennaio 1989 - "Disposizioni per
TI BAT (REV. 02.05.2019) SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MI
TI BAT (REV. 02.05.2019) SUPERAMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E RAMPE E ALTRE MISURE PER del 09 gennaio 1989 - "Disposizioni per barriere architettoniche negli edifici privati." e definite "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere La costruzione di nuovi edifici, ovvero la ristrutturazione di edifici esistenti, ivi compresi quelli di
inazione delle barriere La costruzione di nuovi edifici, ovvero la ristrutturazione di edifici esistenti, ivi compresi quelli di blica, sovvenzionata ed agevolata, deve assicurare le prescrizioni tecniche degli edifici, attualmente punto D.3 dell’allegato si intende la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi adeguata sicurezza e autonomia.
ensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi adeguata sicurezza e autonomia. si intende la possibilità anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Per spazi di relazione s'intende gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio privato e quelli corrispondenti del luogo di lavoro, servizio e incontro. In altre parole, la persona
rno o pranzo dell'alloggio privato e quelli corrispondenti del luogo di lavoro, servizio e incontro. In altre parole, la persona ma comunque le consente ogni tipo di relazione si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito, intervenendo senza costi eccessivi, per rendere completamente e agevolmente fruibile lo stabile o una parte di esso anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
volmente fruibile lo stabile o una parte di esso anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. E' raccomandata l'applicazione dei criteri di Progettazione Universale di cui alla convenzione ONU accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l'accesso ai piani superiori, ivi prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento; l'installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala
mezzi di sollevamento; l'installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala ichiarazione del professionista abilitato di conformità del I progetti che riguardano immobili vincolati ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004, devono , per la costruzione, la ristrutturazione o la modificazione di edifici e attrezzature, nonché per le opere di urbanizzazione primaria e donali, ecc.), è subordinato ad una effettiva
azione di edifici e attrezzature, nonché per le opere di urbanizzazione primaria e donali, ecc.), è subordinato ad una effettiva verifica tecnica, da parte delle Commissioni Comunali Competenti, che il progetto sia conforme alle norme, di cui alla vigente legislazione. L’agibilità è condizionata alla verifica tecnica che sia stato ottemperato a quanto contenuto nel progetto approvato, anche sotto l'aspetto in questione. , richiamata la definizione uniforme n. 51 dell’allegato A (Quadro
o nel progetto approvato, anche sotto l'aspetto in questione. , richiamata la definizione uniforme n. 51 dell’allegato A (Quadro zioni uniformi), è un vano integrato o confinante con l’abitazione avente pareti vetrate su almeno tre lati e con copertura che può essere trasparente o opaca a seconda della latitudine e gia solare e di veicolarla
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – all’interno dell’edificio contribuendo al riscaldamento dello stesso riducendone i consumi energetici. Non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi le serre solari aventi le seguenti caratteristiche: superficie massima non superiore al 15% della superficie utile (SU) dell’unità abitativa e deve essere dotata di atto di vincolo circa tale destinazione essere uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetr
otata di atto di vincolo circa tale destinazione essere uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetr alla costruzione con una o due aperture, eventualmente apribili; la copertura può essere vetrata o opaca a seconda della latitu deve essere realizzata con elementi trasparenti con superficie disperdente almeno il 50%; Deve essere apribile e ventilabile per una superficie pari ad almeno un terz dell’involucro;
rficie disperdente almeno il 50%; Deve essere apribile e ventilabile per una superficie pari ad almeno un terz dell’involucro; deve essere dotate di schermature o dispositivi mobili o rimovibili, per evitare il surriscaldamento estivo, atte a ri periodo estivo; non deve essere dotata di impianto di riscaldamento o di raffrescamento E’ consentita la realizzazione di serre bioclimatiche/solari con due lati ciechi (non vetrati) purché la
nto o di raffrescamento E’ consentita la realizzazione di serre bioclimatiche/solari con due lati ciechi (non vetrati) purché la superficie totale vetrata (pareti e copertura) sia superiore al 70% della superficie totale dell’involucro. Per le nuove costruzioni e per il recupero degli edifici esistenti le serre bioclimatiche/solari sono considerate al pari di volumi tecnici, non c superfici, delle distanze e dei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime
di volumi tecnici, non c superfici, delle distanze e dei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. Al titolo abilitativo rilasciato per la realizzazione della serra de relazione di calcolo degli apporti energetici, la verifica delle norme igienico contenere esplicitamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò avvenisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio.
SERVIZIO DEGLI EDIFICI
tamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò avvenisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio. La realizzazione della serra bioclimatica/solare comporta l’aggiornamento della planimetria catastale dell’immobile. La serra solare non può avere agibilità autonoma come locale indipendente. 2.89 – IMPIANTI PER LA PRODUZIONE D SERVIZIO DEGLI EDIFICI La realizzazione delle tipologie di impianto descritte energie da fonti rinnovabili, da cogenerazione e reti di teleriscaldamento”
realizzazione delle tipologie di impianto descritte energie da fonti rinnovabili, da cogenerazione e reti di teleriscaldamento” nazionali e dai regolamenti regionali specifici per materia. 2.90 – COPERTURE, CANALI DI GRONDA E PLUVIALI Le coperture degli edifici devono essere in grado di assicurare la tenuta ed il corretto smaltimento delle acque meteoriche. I fabbricati confinanti con il suolo pubblico debbono essere muniti di grondaia e di pluviali
maltimento delle acque meteoriche. I fabbricati confinanti con il suolo pubblico debbono essere muniti di grondaia e di pluviali raccordati alla fognatura per lo smaltimento delle acque meteoriche (fogna bianca) mediante sifone ispezionabile ed a chiusura ermetica posto I pluviali debbono essere in lamiera o altro materiale idoneo; negli ultimi 2,50 ml verso terra, essi debbono essere possibilmente incassati nel muro, salvo che siano realizzati in ghisa od in ferro per
i 2,50 ml verso terra, essi debbono essere possibilmente incassati nel muro, salvo che siano realizzati in ghisa od in ferro per l'altezza di almeno m 2,20 sul piano stradale. I pluviali per edifici nella zona A1 ovvero in rame. I pluviali devono avere una colorazione propria consona a quella della superficie dell’edificio o Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. all’interno dell’edificio contribuendo al riscaldamento dello stesso riducendone i consumi Non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi le serre solari aventi le non superiore al 15% della superficie utile (SU) dell’unità abitativa e deve essere dotata di atto di vincolo circa tale destinazione (art. 11 della L.R. n. 13/2008);
utile (SU) dell’unità abitativa e deve essere dotata di atto di vincolo circa tale destinazione (art. 11 della L.R. n. 13/2008); essere uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetr alla costruzione con una o due aperture, eventualmente apribili; la copertura può essere vetrata latitudine e delle esigenze termiche; deve essere realizzata con elementi trasparenti con superficie disperdente Deve essere apribile e ventilabile per una superficie pari ad almeno un terz
con elementi trasparenti con superficie disperdente Deve essere apribile e ventilabile per una superficie pari ad almeno un terz deve essere dotate di schermature o dispositivi mobili o rimovibili, per evitare il surriscaldamento estivo, atte a ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare ma non deve essere dotata di impianto di riscaldamento o di raffrescamento. E’ consentita la realizzazione di serre bioclimatiche/solari con due lati ciechi (non vetrati) purché la
to o di raffrescamento. E’ consentita la realizzazione di serre bioclimatiche/solari con due lati ciechi (non vetrati) purché la superficie totale vetrata (pareti e copertura) sia superiore al 70% della superficie totale Per le nuove costruzioni e per il recupero degli edifici esistenti le serre bioclimatiche/solari sono considerate al pari di volumi tecnici, non computabili nella determinazione dei volumi, delle
le serre bioclimatiche/solari sono considerate al pari di volumi tecnici, non computabili nella determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e dei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. Al titolo abilitativo rilasciato per la realizzazione della serra devono essere allegate le planimetrie, la relazione di calcolo degli apporti energetici, la verifica delle norme igienico
IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A
serra devono essere allegate le planimetrie, la relazione di calcolo degli apporti energetici, la verifica delle norme igienico contenere esplicitamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò ebbe in un abuso edilizio. La realizzazione della serra bioclimatica/solare comporta l’aggiornamento della planimetria La serra solare non può avere agibilità autonoma come locale indipendente. IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A
IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A
a solare non può avere agibilità autonoma come locale indipendente. IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A La realizzazione delle tipologie di impianto descritte al precedente articolo energie da fonti rinnovabili, da cogenerazione e reti di teleriscaldamento” è disciplinata dalle nazionali e dai regolamenti regionali specifici per materia. COPERTURE, CANALI DI GRONDA E PLUVIALI Le coperture degli edifici devono essere in grado di assicurare la tenuta ed il corretto smaltimento
CANALI DI GRONDA E PLUVIALI
CANALI DI GRONDA E PLUVIALI Le coperture degli edifici devono essere in grado di assicurare la tenuta ed il corretto smaltimento inanti con il suolo pubblico debbono essere muniti di grondaia e di pluviali raccordati alla fognatura per lo smaltimento delle acque meteoriche (fogna bianca) mediante sifone ispezionabile ed a chiusura ermetica posto all'esterno della costruzione. iali debbono essere in lamiera o altro materiale idoneo; negli ultimi 2,50 ml verso terra, essi
REGOLAMENTO EDILIZIO 84
o all'esterno della costruzione. iali debbono essere in lamiera o altro materiale idoneo; negli ultimi 2,50 ml verso terra, essi debbono essere possibilmente incassati nel muro, salvo che siano realizzati in ghisa od in ferro per meno m 2,20 sul piano stradale. difici nella zona A1, A2 e B di PUG devono essere in ferro o ghisa o lamiera zincata I pluviali devono avere una colorazione propria consona a quella della superficie dell’edificio o REGOLAMENTO EDILIZIO 84
REGOLAMENTO EDILIZIO 84 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
incata I pluviali devono avere una colorazione propria consona a quella della superficie dell’edificio o REGOLAMENTO EDILIZIO 84 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) all’interno dell’edificio contribuendo al riscaldamento dello stesso riducendone i consumi Non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi le serre solari aventi le non superiore al 15% della superficie utile (SU) dell’unità abitativa e deve (art. 11 della L.R. n. 13/2008);
e solari aventi le non superiore al 15% della superficie utile (SU) dell’unità abitativa e deve (art. 11 della L.R. n. 13/2008); essere uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetrate e collegato alla costruzione con una o due aperture, eventualmente apribili; la copertura può essere vetrata deve essere realizzata con elementi trasparenti con superficie disperdente U ≤ 1,5 W/m²K per Deve essere apribile e ventilabile per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo
ficie disperdente U ≤ 1,5 W/m²K per Deve essere apribile e ventilabile per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo deve essere dotate di schermature o dispositivi mobili o rimovibili, per evitare il durre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il E’ consentita la realizzazione di serre bioclimatiche/solari con due lati ciechi (non vetrati) purché la superficie totale vetrata (pareti e copertura) sia superiore al 70% della superficie totale
lati ciechi (non vetrati) purché la superficie totale vetrata (pareti e copertura) sia superiore al 70% della superficie totale Per le nuove costruzioni e per il recupero degli edifici esistenti le serre bioclimatiche/solari sono omputabili nella determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e dei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime vono essere allegate le planimetrie, la
I ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A
e distanze e dei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime vono essere allegate le planimetrie, la relazione di calcolo degli apporti energetici, la verifica delle norme igienico-sanitarie e deve contenere esplicitamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò La realizzazione della serra bioclimatica/solare comporta l’aggiornamento della planimetria I ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A al precedente articolo 2.69 -“Produzione di
I ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A
a/solare comporta l’aggiornamento della planimetria I ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI A al precedente articolo 2.69 -“Produzione di è disciplinata dalle norme Le coperture degli edifici devono essere in grado di assicurare la tenuta ed il corretto smaltimento inanti con il suolo pubblico debbono essere muniti di grondaia e di pluviali raccordati alla fognatura per lo smaltimento delle acque meteoriche (fogna bianca) mediante sifone
iti di grondaia e di pluviali raccordati alla fognatura per lo smaltimento delle acque meteoriche (fogna bianca) mediante sifone iali debbono essere in lamiera o altro materiale idoneo; negli ultimi 2,50 ml verso terra, essi debbono essere possibilmente incassati nel muro, salvo che siano realizzati in ghisa od in ferro per , A2 e B di PUG devono essere in ferro o ghisa o lamiera zincata I pluviali devono avere una colorazione propria consona a quella della superficie dell’edificio ove
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – sono collocati. Dove non esiste la fognatura bianca però che da ciò conseguano danni alle fondazioni degli edifici; non è consentito lo sbocco radente al piano di marciapiede. E' vietato immettere nei pluviali acque di scarico di gabinetti, acq 2.91 – SPAZI INTERNI DEGLI EDIFICI Si definiscono spazi interni le aree scoperte circondate da pareti di edifici, finestrate o non
91 – SPAZI INTERNI DEGLI EDIFICI Si definiscono spazi interni le aree scoperte circondate da pareti di edifici, finestrate o non finestrate, per una lunghezza superiore ai 3/4 del loro perimetro, destinate al passaggio ovve aero/illuminazione dei locali negli edifici. Agli spazi interni non si applicano le norme in materia di distanze tra edifici, fermo restando che nella progettazione degli edifici di nuova costruzione gli stessi dovranno essere conformi alla seguente classificazione:
do che nella progettazione degli edifici di nuova costruzione gli stessi dovranno essere conformi alla seguente classificazione: AMPIO CORTILE. Si intende per ampio cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni finestra é superiore a tre volte l'altezza della parete antistante, con un minimo assoluto di m 23,00. PATIO. Si intende per patio lo spazio interno di un edificio ad un solo piano, o all'ultimo piano di
minimo assoluto di m 23,00. PATIO. Si intende per patio lo spazio interno di un edificio ad un solo piano, o all'ultimo piano di un edificio a più piani, con normali minime davanti ad ogni finestra non inferiori a m. 6,00 e pareti circostanti di altezza non superiore di m 4,00. CORTILE. Si intende per cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni finestra è superiore a m. 8,00 che lo circondano. CHIOSTRINA. Si intende per chiostrina uno spazio in
ale libera davanti ad ogni finestra è superiore a m. 8,00 che lo circondano. CHIOSTRINA. Si intende per chiostrina uno spazio in quella delle pareti circostanti, le quali non abbiano altezza superiore a m 20 minima davanti ad ogni finestra non inferiore a m 3,00. 2.91.1 Prescrizioni igienico sanitarie correlate agl negli spazi interni definiti come "ampio cortile" e "patio" possono affacciare ambienti di qualunque destinazione.
rrelate agl negli spazi interni definiti come "ampio cortile" e "patio" possono affacciare ambienti di qualunque destinazione. nell'ampio cortile possono esservi costruzioni ad un piano per attrezzature di pertinenza degli edifici, ivi compresi gli impianti tecnologici; negli spazi interni definiti come "cortile" possono affacciare disimpegni verticali e orizzontali, depositi, locali igienici e cucine, inclusi gli ambienti per abitazione, ufficio, lavoro, insegnamento, ricreazione, cura.
tali, depositi, locali igienici e cucine, inclusi gli ambienti per abitazione, ufficio, lavoro, insegnamento, ricreazione, cura. Non sono consentite nei “cortili” costruzioni parziali, ma solo la totale copertura ove siano rispettati i limiti di densità fondiaria e di volumi prescritti. L'uso di parcheggio coperto o autorimessa in cortile è consentito ove intervenga il nulla del fuoco. Non sono consentiti muri di recinzione di zone del cortile.
torimessa in cortile è consentito ove intervenga il nulla del fuoco. Non sono consentiti muri di recinzione di zone del cortile. negli spazi interni definiti chiostrine possono affacciare soltanto disimpegni verticali o orizzontali e bagni. negli spazi interni definiti chiostrine non vi p di tende e pensiline. Negli spazi interni di cui sopra sono ammesse parziali sistemazioni a giardino; tutte le rimanenti superfici dovranno essere regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo sm
i sistemazioni a giardino; tutte le rimanenti superfici dovranno essere regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo sm acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua. I distacchi esistenti tra fabbricati possono essere utilizzati soltanto per giardini, parcheggi o rampe di accesso a parcheggi. In ogni caso deve ess dall'umidità del terreno ed un adeguato smaltimento delle acque. 2.92 – CAVEDI E/O POZZI LUCE
a parcheggi. In ogni caso deve ess dall'umidità del terreno ed un adeguato smaltimento delle acque. 2.92 – CAVEDI E/O POZZI LUCE Si definisce cavedio e/o pozzo luce uno spazio interno di superficie minima inferiore a 1/8 di quella Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Dove non esiste la fognatura bianca è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando
RI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
RI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Dove non esiste la fognatura bianca è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando però che da ciò conseguano danni alle fondazioni degli edifici; non è consentito lo sbocco radente al E' vietato immettere nei pluviali acque di scarico di gabinetti, acquai, lavatoi, bagni e simili. SPAZI INTERNI DEGLI EDIFICI Si definiscono spazi interni le aree scoperte circondate da pareti di edifici, finestrate o non
SPAZI INTERNI DEGLI EDIFICI
ili. SPAZI INTERNI DEGLI EDIFICI Si definiscono spazi interni le aree scoperte circondate da pareti di edifici, finestrate o non finestrate, per una lunghezza superiore ai 3/4 del loro perimetro, destinate al passaggio ovve aero/illuminazione dei locali negli edifici. Agli spazi interni non si applicano le norme in materia di distanze tra edifici, fermo restando che nella progettazione degli edifici di nuova costruzione gli stessi dovranno essere conformi alla
tra edifici, fermo restando che nella progettazione degli edifici di nuova costruzione gli stessi dovranno essere conformi alla Si intende per ampio cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni finestra é superiore a tre volte l'altezza della parete antistante, con un minimo Si intende per patio lo spazio interno di un edificio ad un solo piano, o all'ultimo piano di un edificio a più piani, con normali minime davanti ad ogni finestra non inferiori a m. 6,00 e pareti
ano, o all'ultimo piano di un edificio a più piani, con normali minime davanti ad ogni finestra non inferiori a m. 6,00 e pareti circostanti di altezza non superiore di m 4,00. intende per cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni m. 8,00 e la superficie del pavimento è superiore a 1/5 di quella delle pareti . Si intende per chiostrina uno spazio interno di superficie minima superiore a 1/8 di quella delle pareti circostanti, le quali non abbiano altezza superiore a m 20,00
nterno di superficie minima superiore a 1/8 di quella delle pareti circostanti, le quali non abbiano altezza superiore a m 20,00 minima davanti ad ogni finestra non inferiore a m 3,00. 2.91.1 Prescrizioni igienico sanitarie correlate agli spazi interni egli spazi interni definiti come "ampio cortile" e "patio" possono affacciare ambienti di nell'ampio cortile possono esservi costruzioni ad un piano per attrezzature di pertinenza degli impianti tecnologici;
mbienti di nell'ampio cortile possono esservi costruzioni ad un piano per attrezzature di pertinenza degli impianti tecnologici; egli spazi interni definiti come "cortile" possono affacciare disimpegni verticali e orizzontali, depositi, locali igienici e cucine, inclusi gli ambienti per abitazione, ufficio, lavoro, insegnamento, nsentite nei “cortili” costruzioni parziali, ma solo la totale copertura ove siano rispettati i limiti di densità fondiaria e di volumi prescritti. L'uso di parcheggio coperto o
olo la totale copertura ove siano rispettati i limiti di densità fondiaria e di volumi prescritti. L'uso di parcheggio coperto o autorimessa in cortile è consentito ove intervenga il nulla-osta dell'autorità del fuoco. Non sono consentiti muri di recinzione di zone del cortile. negli spazi interni definiti chiostrine possono affacciare soltanto disimpegni verticali o orizzontali negli spazi interni definiti chiostrine non vi possono essere sporgenze o rientranze, ad eccezione
pegni verticali o orizzontali negli spazi interni definiti chiostrine non vi possono essere sporgenze o rientranze, ad eccezione Negli spazi interni di cui sopra sono ammesse parziali sistemazioni a giardino; tutte le rimanenti superfici dovranno essere regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo sm acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua. I distacchi esistenti tra fabbricati possono essere utilizzati soltanto per giardini, parcheggi o rampe
REGOLAMENTO EDILIZIO 85 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
vitare ristagni d'acqua. I distacchi esistenti tra fabbricati possono essere utilizzati soltanto per giardini, parcheggi o rampe di accesso a parcheggi. In ogni caso deve essere prevista una efficiente protezione dell'edificio dall'umidità del terreno ed un adeguato smaltimento delle acque. CAVEDI E/O POZZI LUCE Si definisce cavedio e/o pozzo luce uno spazio interno di superficie minima inferiore a 1/8 di quella REGOLAMENTO EDILIZIO 85 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 85 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
di superficie minima inferiore a 1/8 di quella REGOLAMENTO EDILIZIO 85 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) è ammesso lo sbocco radente dei tubi al piano strada, evitando però che da ciò conseguano danni alle fondazioni degli edifici; non è consentito lo sbocco radente al uai, lavatoi, bagni e simili. Si definiscono spazi interni le aree scoperte circondate da pareti di edifici, finestrate o non
al uai, lavatoi, bagni e simili. Si definiscono spazi interni le aree scoperte circondate da pareti di edifici, finestrate o non finestrate, per una lunghezza superiore ai 3/4 del loro perimetro, destinate al passaggio ovvero alla Agli spazi interni non si applicano le norme in materia di distanze tra edifici, fermo restando che nella progettazione degli edifici di nuova costruzione gli stessi dovranno essere conformi alla Si intende per ampio cortile uno spazio interno nel quale la normale libera
costruzione gli stessi dovranno essere conformi alla Si intende per ampio cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni finestra é superiore a tre volte l'altezza della parete antistante, con un minimo Si intende per patio lo spazio interno di un edificio ad un solo piano, o all'ultimo piano di un edificio a più piani, con normali minime davanti ad ogni finestra non inferiori a m. 6,00 e pareti intende per cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni
gni finestra non inferiori a m. 6,00 e pareti intende per cortile uno spazio interno nel quale la normale libera davanti ad ogni e la superficie del pavimento è superiore a 1/5 di quella delle pareti terno di superficie minima superiore a 1/8 di ,00 e con una normale egli spazi interni definiti come "ampio cortile" e "patio" possono affacciare ambienti di nell'ampio cortile possono esservi costruzioni ad un piano per attrezzature di pertinenza degli
" possono affacciare ambienti di nell'ampio cortile possono esservi costruzioni ad un piano per attrezzature di pertinenza degli egli spazi interni definiti come "cortile" possono affacciare disimpegni verticali e orizzontali, depositi, locali igienici e cucine, inclusi gli ambienti per abitazione, ufficio, lavoro, insegnamento, nsentite nei “cortili” costruzioni parziali, ma solo la totale copertura ove siano rispettati i limiti di densità fondiaria e di volumi prescritti. L'uso di parcheggio coperto o
olo la totale copertura ove siano rispettati i limiti di densità fondiaria e di volumi prescritti. L'uso di parcheggio coperto o osta dell'autorità sanitaria e dei vigili negli spazi interni definiti chiostrine possono affacciare soltanto disimpegni verticali o orizzontali ossono essere sporgenze o rientranze, ad eccezione Negli spazi interni di cui sopra sono ammesse parziali sistemazioni a giardino; tutte le rimanenti
ze o rientranze, ad eccezione Negli spazi interni di cui sopra sono ammesse parziali sistemazioni a giardino; tutte le rimanenti superfici dovranno essere regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo smaltimento delle acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua. I distacchi esistenti tra fabbricati possono essere utilizzati soltanto per giardini, parcheggi o rampe ere prevista una efficiente protezione dell'edificio
bbricati possono essere utilizzati soltanto per giardini, parcheggi o rampe ere prevista una efficiente protezione dell'edificio Si definisce cavedio e/o pozzo luce uno spazio interno di superficie minima inferiore a 1/8 di quella
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – delle pareti circostanti, indipendentemente dall’altezza delle stesse, e con una normale minima davanti ad ogni finestra inferiore a metri 3,00. Negli spazi interni definiti chiostrine e/o pozzi luce non vi possono essere né sporgenze né rientranze e, devono essere accessibili da locali di uso comune. Nelle nuove costruzioni, è possibile aerare disimpegni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale. In tal caso lo spazio interno deve
truzioni, è possibile aerare disimpegni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale. In tal caso lo spazio interno deve avere una superficie non inferiore a mq. 9,00, con lati non minori di m 3,00. Negli spazi interni non sono ammesse sistemazioni a giardino; tutte le superfici do regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo smaltimento delle acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua.
ando in ogni caso lo smaltimento delle acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua. Se la normale libera davanti alla finestra misura almeno 4,50 m, fermo restando minima dei lati dello spazio interno pari a 3,00 m e la superficie minima dello spazio interno di mq 9,00, sarà possibile aerare e illuminare dal detto spazio anche vani cosiddetti abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc
ossibile aerare e illuminare dal detto spazio anche vani cosiddetti abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc Le stesse norme possono applicarsi per edifici esistenti in zona omogenea B del P.U.G. a condizione che non risultino violate le distanze previste dal comma 3 dell’art. 9 del D. 02.04.1968. Per interventi di manutenzione straordinaria, edilizia (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee
manutenzione straordinaria, edilizia (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee A/1 e A/2 e B del PUG oppure su edifici costruiti antecedentemente zone del territorio, indipendentemente dalla dimensione dello spazio interno (cavedio, pozzo luce o chiostrina), è possibile aerare cucinini, disimpegni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale a condizione che non si costituisca servitù di veduta del codice civile. 2.93 – INTERCAPEDINI
, lavanderie, androni e vani scale a condizione che non si costituisca servitù di veduta del codice civile. 2.93 – INTERCAPEDINI La larghezza massima delle intercapedini interrate, nel suolo pubblico o privato, non può superare la larghezza di mt. 1,20. Maggiori dimensioni, necessarie per la essere autorizzate in caso di realizzazione di reti di servizio pubblico da parte delle Società concessionarie. Il fondo dell’intercapedine deve risultare almeno m. 0,20 al di sotto del livello interrati attigui.
lle Società concessionarie. Il fondo dell’intercapedine deve risultare almeno m. 0,20 al di sotto del livello interrati attigui. Nelle intercapedini è vietato realizzare rampe di scale verso via con apertura diretta sul marciapiede, salvo che non si tratti di scale di sicurezza di autorimesse o altre attività, ubicate al piano seminterrato o interrato, realizzate per garantire il rispetto della relativa norma di prevenzione incendi. Lo sbarco deve avvenire su area di proprietà privata ancorché soggetta a
l rispetto della relativa norma di prevenzione incendi. Lo sbarco deve avvenire su area di proprietà privata ancorché soggetta a servitù di pubblico passaggio. La costruzione delle intercapedini è a totale carico dei alla loro manutenzione. 2.94 – GRIGLIE DI AREAZIONE Lungo le vie pubbliche, nei basamenti aerazione per i locali sotterranei: tali aperture devono sporgenti più di cm. 4 dal filo della costruzione, integrate da grate a maglia non superiore a cmq. 1,00.
: tali aperture devono sporgenti più di cm. 4 dal filo della costruzione, integrate da grate a maglia non superiore a cmq. 1,00. Nei portici, il cui sedime privato è gravato da servitù di pubblico passaggio, è ammessa la possibilità di lucernari orizzontali per locali sotterranei non altrimenti illuminabili naturalmente. Nel caso, invece, di griglie d’areazione presenti negli stessi spazi, esse devono essere dimensionate per il calpestio pedonale e coperte con lamiere o altri sistemi di
presenti negli stessi spazi, esse devono essere dimensionate per il calpestio pedonale e coperte con lamiere o altri sistemi di Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. delle pareti circostanti, indipendentemente dall’altezza delle stesse, e con una normale minima davanti ad ogni finestra inferiore a metri 3,00. azi interni definiti chiostrine e/o pozzi luce non vi possono essere né sporgenze né
ti ad ogni finestra inferiore a metri 3,00. azi interni definiti chiostrine e/o pozzi luce non vi possono essere né sporgenze né rientranze e, devono essere accessibili da locali di uso comune. Nelle nuove costruzioni, è possibile aerare da spazio interno all’edificio esclusivamente cucinini, egni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale. In tal caso lo spazio interno deve avere una superficie non inferiore a mq. 9,00, con lati non minori di m 3,00.
i e vani scale. In tal caso lo spazio interno deve avere una superficie non inferiore a mq. 9,00, con lati non minori di m 3,00. Negli spazi interni non sono ammesse sistemazioni a giardino; tutte le superfici do regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo smaltimento delle acque mediante opportune pendenze e fognoli sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua. Se la normale libera davanti alla finestra misura almeno 4,50 m, fermo restando
li sifonati in modo da evitare ristagni d'acqua. Se la normale libera davanti alla finestra misura almeno 4,50 m, fermo restando minima dei lati dello spazio interno pari a 3,00 m e la superficie minima dello spazio interno di mq 9,00, sarà possibile aerare e illuminare dal detto spazio anche vani cosiddetti abitabili (camere da letto, cucine abitabili, soggiorni, ecc.). Le stesse norme possono applicarsi per edifici esistenti in zona omogenea B del P.U.G. a condizione
abitabili, soggiorni, ecc.). Le stesse norme possono applicarsi per edifici esistenti in zona omogenea B del P.U.G. a condizione che non risultino violate le distanze previste dal comma 3 dell’art. 9 del D. Per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee A/1 e A/2 e B del PUG oppure su edifici costruiti antecedentemente a settembre 1967
ne) su edifici esistenti nella zone omogenee A/1 e A/2 e B del PUG oppure su edifici costruiti antecedentemente a settembre 1967 e del territorio, indipendentemente dalla dimensione dello spazio interno (cavedio, pozzo luce o chiostrina), è possibile aerare cucinini, disimpegni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale a condizione che non si costituisca servitù di veduta su altro fondo ai sensi delle vigenti disposizioni
e, androni e vani scale a condizione che non si costituisca servitù di veduta su altro fondo ai sensi delle vigenti disposizioni La larghezza massima delle intercapedini interrate, nel suolo pubblico o privato, non può superare Maggiori dimensioni, necessarie per la posa di infrastrutture (cavidotti, tubazioni, ecc.), possono essere autorizzate in caso di realizzazione di reti di servizio pubblico da parte delle Società Il fondo dell’intercapedine deve risultare almeno m. 0,20 al di sotto del livello
ti di servizio pubblico da parte delle Società Il fondo dell’intercapedine deve risultare almeno m. 0,20 al di sotto del livello Nelle intercapedini è vietato realizzare rampe di scale verso via con apertura diretta sul marciapiede, salvo che non si tratti di scale di sicurezza di autorimesse o altre attività, ubicate al o interrato, realizzate per garantire il rispetto della relativa norma di prevenzione incendi. Lo sbarco deve avvenire su area di proprietà privata ancorché soggetta a
GRIGLIE DI AREAZIONE
l rispetto della relativa norma di prevenzione incendi. Lo sbarco deve avvenire su area di proprietà privata ancorché soggetta a La costruzione delle intercapedini è a totale carico dei proprietari che debbono altresì provvedere GRIGLIE DI AREAZIONE nei basamenti degli edifici, possono essere aperti lucernari o finestrature di aerazione per i locali sotterranei: tali aperture devono risultare munite di robuste inferriate, non
lucernari o finestrature di aerazione per i locali sotterranei: tali aperture devono risultare munite di robuste inferriate, non sporgenti più di cm. 4 dal filo della costruzione, integrate da grate a maglia non superiore a cmq. Nei portici, il cui sedime privato è gravato da servitù di pubblico passaggio, è ammessa la possibilità lucernari orizzontali per locali sotterranei non altrimenti illuminabili naturalmente.
REGOLAMENTO EDILIZIO 86 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
blico passaggio, è ammessa la possibilità lucernari orizzontali per locali sotterranei non altrimenti illuminabili naturalmente. Nel caso, invece, di griglie d’areazione presenti negli stessi spazi, esse devono essere dimensionate per il calpestio pedonale e coperte con lamiere o altri sistemi di anti-tacco. REGOLAMENTO EDILIZIO 86 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) delle pareti circostanti, indipendentemente dall’altezza delle stesse, e con una normale minima
. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) delle pareti circostanti, indipendentemente dall’altezza delle stesse, e con una normale minima azi interni definiti chiostrine e/o pozzi luce non vi possono essere né sporgenze né esclusivamente cucinini, egni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale. In tal caso lo spazio interno deve Negli spazi interni non sono ammesse sistemazioni a giardino; tutte le superfici dovranno essere
tal caso lo spazio interno deve Negli spazi interni non sono ammesse sistemazioni a giardino; tutte le superfici dovranno essere regolarmente pavimentate, assicurando in ogni caso lo smaltimento delle acque mediante Se la normale libera davanti alla finestra misura almeno 4,50 m, fermo restando la dimensione minima dei lati dello spazio interno pari a 3,00 m e la superficie minima dello spazio interno di mq 9,00, sarà possibile aerare e illuminare dal detto spazio anche vani cosiddetti abitabili (camere da
dello spazio interno di mq 9,00, sarà possibile aerare e illuminare dal detto spazio anche vani cosiddetti abitabili (camere da Le stesse norme possono applicarsi per edifici esistenti in zona omogenea B del P.U.G. a condizione che non risultino violate le distanze previste dal comma 3 dell’art. 9 del D. M. n. 1444 del restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee a settembre 1967 per le altre
azione (con esclusione della demolizione e ricostruzione) su edifici esistenti nella zone omogenee a settembre 1967 per le altre e del territorio, indipendentemente dalla dimensione dello spazio interno (cavedio, pozzo luce o chiostrina), è possibile aerare cucinini, disimpegni, ripostigli, bagni, lavanderie, androni e vani scale su altro fondo ai sensi delle vigenti disposizioni La larghezza massima delle intercapedini interrate, nel suolo pubblico o privato, non può superare
si delle vigenti disposizioni La larghezza massima delle intercapedini interrate, nel suolo pubblico o privato, non può superare posa di infrastrutture (cavidotti, tubazioni, ecc.), possono essere autorizzate in caso di realizzazione di reti di servizio pubblico da parte delle Società Il fondo dell’intercapedine deve risultare almeno m. 0,20 al di sotto del livello di calpestio dei locali Nelle intercapedini è vietato realizzare rampe di scale verso via con apertura diretta sul
o del livello di calpestio dei locali Nelle intercapedini è vietato realizzare rampe di scale verso via con apertura diretta sul marciapiede, salvo che non si tratti di scale di sicurezza di autorimesse o altre attività, ubicate al o interrato, realizzate per garantire il rispetto della relativa norma di prevenzione incendi. Lo sbarco deve avvenire su area di proprietà privata ancorché soggetta a proprietari che debbono altresì provvedere degli edifici, possono essere aperti lucernari o finestrature di
ancorché soggetta a proprietari che debbono altresì provvedere degli edifici, possono essere aperti lucernari o finestrature di risultare munite di robuste inferriate, non sporgenti più di cm. 4 dal filo della costruzione, integrate da grate a maglia non superiore a cmq. Nei portici, il cui sedime privato è gravato da servitù di pubblico passaggio, è ammessa la possibilità lucernari orizzontali per locali sotterranei non altrimenti illuminabili naturalmente.
blico passaggio, è ammessa la possibilità lucernari orizzontali per locali sotterranei non altrimenti illuminabili naturalmente. Nel caso, invece, di griglie d’areazione presenti negli stessi spazi, esse devono essere dimensionate
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Gli elementi di cui ai commi precedenti, se posti su marciapiedi, devono essere di tipo carrabile. La costruzione delle intercapedini è a totale carico dei proprietari che debbono altresì provvedere alla loro manutenzione 2.95 – MATERIALI, TECNICHE COSTRUTTIVE DEGLI EDIFICI I materiali utilizzati per la costruzione e le tecniche costruttive devono essere tali da garantire i
Capo I e nel Capo V del presente Titolo.
COSTRUTTIVE DEGLI EDIFICI I materiali utilizzati per la costruzione e le tecniche costruttive devono essere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento paesaggistico definiti nel Capo I e nel Capo V del presente Titolo. Dovrà privilegiarsi, in ogni caso, l’uso di materiale ecocompatibile e/o proveniente da processi di riciclo certificato che garantisce i più alti livelli di comfort abitativo negli spazi interni e la più alta
ente da processi di riciclo certificato che garantisce i più alti livelli di comfort abitativo negli spazi interni e la più alta fruizione sociale degli spazi urbani aperti. I sistemi costruttivi, da scegliersi tra quelli più congrui rispetto allo stato dei luoghi e alle destinazioni d'uso delle opere, devono essere conformi alle norme tecniche prescritte in rapporto alla tipologia della stessa opera. La l modo esauriente, negli atti tecnici SCIA.
rmi alle norme tecniche prescritte in rapporto alla tipologia della stessa opera. La l modo esauriente, negli atti tecnici SCIA. Il progetto strutturale, da elaborare secondo i principi della scienza e della t devono essere eseguiti in conformità alle disposizioni delle normative vigenti Per i nuovi edifici costruiti in aderenza si applicano, in ogni caso, le prescrizioni dei giunti d'isolamento prescritti dalle sottoposti a vincolo ai sensi del D.Lgs. n.42/2004.
cano, in ogni caso, le prescrizioni dei giunti d'isolamento prescritti dalle sottoposti a vincolo ai sensi del D.Lgs. n.42/2004. I paramenti esterni devono essere realizzati con materiali e rivestimenti di qualità idonei a resistere alle intemperie e agli agenti corrosivi connessi all'inqui I proprietari degli immobili hanno l'obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesti dalle norme vigenti.
in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesti dalle norme vigenti. 2.96 – DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE AREE DI PERTINENZA Si intende area di pertinenza del fabbricato quella che è destinata effettivamente e concretamente a servizio o ornamento dell’edificio. I proprietari sono tenuti a mantenere le aree di pertinenza degli edif di conservazione. Alle aree di pertinenza si applicano le disposizioni relative di cui all’art.
le aree di pertinenza degli edif di conservazione. Alle aree di pertinenza si applicano le disposizioni relative di cui all’art. manutenzione e sicurezza delle costruzioni e dei luoghi 2.97 – PISCINE Le piscine sono opere di pertinenza degli edifici e sono strutture atte a consentire attività di balneazione, anche se limitata in ragione delle dimensioni e della profondità, escludendo pertanto la possibilità di realizzare piscine terziario) o comunque sempre privati ovvero strutture balneari.
ondità, escludendo pertanto la possibilità di realizzare piscine terziario) o comunque sempre privati ovvero strutture balneari. La loro realizzazione deve rispettare le indicazioni di seguito r devono essere realizzate completamente interrate; nelle zone terrazzate o di pendio, comprovata l’impossibilità tecnica di realizzarle interrate, sono consentite seminterrate fino ad un massimo di cm. 90, misurato dal bordo superiore della piscin
a di realizzarle interrate, sono consentite seminterrate fino ad un massimo di cm. 90, misurato dal bordo superiore della piscin originario. Al fine di minimizzare l’impatto visivo sul paesaggio dovranno essere previsti idonei sistemi di raccordo per mitigare la sporgenza; devono essere totalmente scoperte (senza alcun tipo di copertura), a servizio pertinenzi unità abitativa e attività ricettiva posta su un’area di proprietà privata di pertinenza;
o di copertura), a servizio pertinenzi unità abitativa e attività ricettiva posta su un’area di proprietà privata di pertinenza; i locali tecnici per gli impianti di filtrazione devono essere completamente interrati o reperiti nell’ambito dei locali presenti all’interno dell’edificio esi gli eventuali spogliatoi devono essere reperiti nell’ambito dei locali presenti all’interno Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
CNICHE COSTRUTTIVE DEGLI EDIFICI
i eventuali spogliatoi devono essere reperiti nell’ambito dei locali presenti all’interno Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Gli elementi di cui ai commi precedenti, se posti su marciapiedi, devono essere di tipo carrabile. La costruzione delle intercapedini è a totale carico dei proprietari che debbono altresì provvedere CNICHE COSTRUTTIVE DEGLI EDIFICI
CNICHE COSTRUTTIVE DEGLI EDIFICI
ostruzione delle intercapedini è a totale carico dei proprietari che debbono altresì provvedere CNICHE COSTRUTTIVE DEGLI EDIFICI I materiali utilizzati per la costruzione e le tecniche costruttive devono essere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento paesaggistico definiti nel V del presente Titolo. Dovrà privilegiarsi, in ogni caso, l’uso di materiale ecocompatibile e/o proveniente da processi di
i nel V del presente Titolo. Dovrà privilegiarsi, in ogni caso, l’uso di materiale ecocompatibile e/o proveniente da processi di che garantisce i più alti livelli di comfort abitativo negli spazi interni e la più alta spazi urbani aperti. I sistemi costruttivi, da scegliersi tra quelli più congrui rispetto allo stato dei luoghi e alle destinazioni d'uso delle opere, devono essere conformi alle norme tecniche prescritte in rapporto
o allo stato dei luoghi e alle destinazioni d'uso delle opere, devono essere conformi alle norme tecniche prescritte in rapporto alla tipologia della stessa opera. La loro scelta e le loro caratteristiche devono essere esplicitate, in modo esauriente, negli atti tecnici del progetto dell'intervento allegati alle domande di PdC ed alle Il progetto strutturale, da elaborare secondo i principi della scienza e della tecnica delle costruzioni,
domande di PdC ed alle Il progetto strutturale, da elaborare secondo i principi della scienza e della tecnica delle costruzioni, devono essere eseguiti in conformità alle disposizioni delle normative vigenti. Per i nuovi edifici costruiti in aderenza si applicano, in ogni caso, le prescrizioni dei giunti d'isolamento prescritti dalle norme per i comuni sismici; ad eccezione dei complessi edilizi ensi del D.Lgs. n.42/2004.
i giunti d'isolamento prescritti dalle norme per i comuni sismici; ad eccezione dei complessi edilizi ensi del D.Lgs. n.42/2004. I paramenti esterni devono essere realizzati con materiali e rivestimenti di qualità idonei a resistere alle intemperie e agli agenti corrosivi connessi all'inquinamento atmosferico. I proprietari degli immobili hanno l'obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo
DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE AREE DI PERTINENZA
all'inquinamento atmosferico. I proprietari degli immobili hanno l'obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesti dalle DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE AREE DI PERTINENZA Si intende area di pertinenza del fabbricato quella che è destinata effettivamente e concretamente a servizio o ornamento dell’edificio.
de area di pertinenza del fabbricato quella che è destinata effettivamente e concretamente a servizio o ornamento dell’edificio. I proprietari sono tenuti a mantenere le aree di pertinenza degli edifici in ordine ed in buono stato Alle aree di pertinenza si applicano le disposizioni relative di cui all’art. 2.71 manutenzione e sicurezza delle costruzioni e dei luoghi”. Le piscine sono opere di pertinenza degli edifici e sono strutture atte a consentire attività di
elle costruzioni e dei luoghi”. Le piscine sono opere di pertinenza degli edifici e sono strutture atte a consentire attività di balneazione, anche se limitata in ragione delle dimensioni e della profondità, escludendo pertanto ità di realizzare piscine pertinenziali ad edifici aventi altre funzioni (agricoli, produttivi, rio) o comunque sempre che non trattasi di piscine a servizio di impianti sportivi pubblic balneari. La loro realizzazione deve rispettare le indicazioni di seguito riportate:
ine a servizio di impianti sportivi pubblic balneari. La loro realizzazione deve rispettare le indicazioni di seguito riportate: devono essere realizzate completamente interrate; nelle zone terrazzate o di pendio, comprovata l’impossibilità tecnica di realizzarle interrate, sono consentite seminterrate fino ad un massimo di cm. 90, misurato dal bordo superiore della piscina al piano di campagna originario. Al fine di minimizzare l’impatto visivo sul paesaggio dovranno essere previsti idonei
a piscina al piano di campagna originario. Al fine di minimizzare l’impatto visivo sul paesaggio dovranno essere previsti idonei sistemi di raccordo per mitigare la sporgenza; devono essere totalmente scoperte (senza alcun tipo di copertura), a servizio pertinenzi unità abitativa e attività ricettiva posta su un’area di proprietà privata di pertinenza; i locali tecnici per gli impianti di filtrazione devono essere completamente interrati o reperiti
REGOLAMENTO EDILIZIO 87 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
oprietà privata di pertinenza; i locali tecnici per gli impianti di filtrazione devono essere completamente interrati o reperiti nell’ambito dei locali presenti all’interno dell’edificio esistente o di progetto; gli eventuali spogliatoi devono essere reperiti nell’ambito dei locali presenti all’interno REGOLAMENTO EDILIZIO 87 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Gli elementi di cui ai commi precedenti, se posti su marciapiedi, devono essere di tipo carrabile.
AUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
AUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Gli elementi di cui ai commi precedenti, se posti su marciapiedi, devono essere di tipo carrabile. La costruzione delle intercapedini è a totale carico dei proprietari che debbono altresì provvedere I materiali utilizzati per la costruzione e le tecniche costruttive devono essere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento paesaggistico definiti nel
ssere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento paesaggistico definiti nel Dovrà privilegiarsi, in ogni caso, l’uso di materiale ecocompatibile e/o proveniente da processi di che garantisce i più alti livelli di comfort abitativo negli spazi interni e la più alta I sistemi costruttivi, da scegliersi tra quelli più congrui rispetto allo stato dei luoghi e alle
li spazi interni e la più alta I sistemi costruttivi, da scegliersi tra quelli più congrui rispetto allo stato dei luoghi e alle destinazioni d'uso delle opere, devono essere conformi alle norme tecniche prescritte in rapporto e le loro caratteristiche devono essere esplicitate, in to allegati alle domande di PdC ed alle ecnica delle costruzioni, Per i nuovi edifici costruiti in aderenza si applicano, in ogni caso, le prescrizioni dei giunti eccezione dei complessi edilizi
Per i nuovi edifici costruiti in aderenza si applicano, in ogni caso, le prescrizioni dei giunti eccezione dei complessi edilizi I paramenti esterni devono essere realizzati con materiali e rivestimenti di qualità idonei a resistere I proprietari degli immobili hanno l'obbligo di provvedere alla manutenzione degli stessi in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesti dalle
ne degli stessi in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesti dalle Si intende area di pertinenza del fabbricato quella che è destinata effettivamente e concretamente ici in ordine ed in buono stato 2.71 – “Pubblico decoro, Le piscine sono opere di pertinenza degli edifici e sono strutture atte a consentire attività di balneazione, anche se limitata in ragione delle dimensioni e della profondità, escludendo pertanto
atte a consentire attività di balneazione, anche se limitata in ragione delle dimensioni e della profondità, escludendo pertanto edifici aventi altre funzioni (agricoli, produttivi, che non trattasi di piscine a servizio di impianti sportivi pubblici e/o devono essere realizzate completamente interrate; nelle zone terrazzate o di pendio, comprovata l’impossibilità tecnica di realizzarle interrate, sono consentite seminterrate fino ad a al piano di campagna
pendio, comprovata l’impossibilità tecnica di realizzarle interrate, sono consentite seminterrate fino ad a al piano di campagna originario. Al fine di minimizzare l’impatto visivo sul paesaggio dovranno essere previsti idonei devono essere totalmente scoperte (senza alcun tipo di copertura), a servizio pertinenziale di unità abitativa e attività ricettiva posta su un’area di proprietà privata di pertinenza; i locali tecnici per gli impianti di filtrazione devono essere completamente interrati o reperiti
oprietà privata di pertinenza; i locali tecnici per gli impianti di filtrazione devono essere completamente interrati o reperiti stente o di progetto; gli eventuali spogliatoi devono essere reperiti nell’ambito dei locali presenti all’interno
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – dell’edificio esistente o di progetto; l’approvvigionamento idrico per l’alimentazione delle vasche e lo scarico delle acque sono comunque soggetti al parere dell’Azienda Sanitaria Locale; devono esser dotate di impianto di depurazione con pompa di riciclo e devono limitare per quanto possibile l’uso di acqua proveniente dall’acquedotto. La costruzione di piscine è ammessa, nelle aree di pert omogenee di carattere residenziale e/ turistico ricettivo.
l’acquedotto. La costruzione di piscine è ammessa, nelle aree di pert omogenee di carattere residenziale e/ turistico ricettivo. Non è ammessa la costruzione di piscine nelle zone agricole, salvo il caso di aree pertinenziali ad attività ricettive e/o agrituristiche consentite ovvero ad della L.R. n. 14/2009 e s.m.i. (Piano casa regionale) edilizia straordinaria di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47 ( dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie
cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47 ( dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica del 30 settembre 2003 (Disposizioni urgenti per favorire lo sv dell'andamento dei conti pubblici novembre 2003. L’installazione di piscine fuori terra che non richiedano opere edilizie e dunque risultano removibili
i pubblici novembre 2003. L’installazione di piscine fuori terra che non richiedano opere edilizie e dunque risultano removibili in quanto costituite da contenitori in PVC sostenuti da strutture semplicemente appoggiate al suolo o similari, costituiscono attività libera. Le piscine di cui al presente comma potranno permanere solo durante la stagione estiva, non dovranno presentare allacci permanent elettrica, fognaria) e la sistemazione esterna dovrà essere indipendente dalla loro presenza.
ranno presentare allacci permanent elettrica, fognaria) e la sistemazione esterna dovrà essere indipendente dalla loro presenza. 2.98 – ALTRE OPERE DI CORREDO AGLI EDIFICI Tutte le ulteriori opere di corredo degli edifici non contemplate negli articoli precedenti essere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento paesaggistico definiti nel Capo I e nel Capo V del presente Titolo. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
onica e l’inserimento paesaggistico definiti nel Capo I e nel Capo V del presente Titolo. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. dell’edificio esistente o di progetto; l’approvvigionamento idrico per l’alimentazione delle vasche e lo scarico delle acque sono ggetti al parere dell’Azienda Sanitaria Locale; devono esser dotate di impianto di depurazione con pompa di riciclo e devono limitare per
parere dell’Azienda Sanitaria Locale; devono esser dotate di impianto di depurazione con pompa di riciclo e devono limitare per quanto possibile l’uso di acqua proveniente dall’acquedotto. La costruzione di piscine è ammessa, nelle aree di pertinenza dell’edificio, solo nelle zone omogenee di carattere residenziale e/ turistico ricettivo. Non è ammessa la costruzione di piscine nelle zone agricole, salvo il caso di aree pertinenziali ad
iale e/ turistico ricettivo. Non è ammessa la costruzione di piscine nelle zone agricole, salvo il caso di aree pertinenziali ad attività ricettive e/o agrituristiche consentite ovvero ad abitazioni legittimamente realizzate ai sensi (Piano casa regionale) o per le quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie
alla legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) e al decreto Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge L’installazione di piscine fuori terra che non richiedano opere edilizie e dunque risultano removibili
odificazioni, dalla legge L’installazione di piscine fuori terra che non richiedano opere edilizie e dunque risultano removibili uite da contenitori in PVC sostenuti da strutture semplicemente appoggiate al suolo o similari, costituiscono attività libera. Le piscine di cui al presente comma potranno permanere solo durante la stagione estiva, non dovranno presentare allacci permanent elettrica, fognaria) e la sistemazione esterna dovrà essere indipendente dalla loro presenza.
ALTRE OPERE DI CORREDO AGLI EDIFICI
ranno presentare allacci permanent elettrica, fognaria) e la sistemazione esterna dovrà essere indipendente dalla loro presenza. ALTRE OPERE DI CORREDO AGLI EDIFICI Tutte le ulteriori opere di corredo degli edifici non contemplate negli articoli precedenti essere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento paesaggistico definiti nel Capo I e nel Capo V del presente Titolo. REGOLAMENTO EDILIZIO 88 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 88 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ti nel Capo I e nel Capo V del presente Titolo. REGOLAMENTO EDILIZIO 88 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) l’approvvigionamento idrico per l’alimentazione delle vasche e lo scarico delle acque sono devono esser dotate di impianto di depurazione con pompa di riciclo e devono limitare per inenza dell’edificio, solo nelle zone Non è ammessa la costruzione di piscine nelle zone agricole, salvo il caso di aree pertinenziali ad zioni legittimamente realizzate ai sensi
a la costruzione di piscine nelle zone agricole, salvo il caso di aree pertinenziali ad zioni legittimamente realizzate ai sensi o per le quali sia stata rilasciata la sanatoria Norme in materia di controllo edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), alla legge 23 ) e al decreto-legge n. 269 iluppo e per la correzione ), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 24 L’installazione di piscine fuori terra che non richiedano opere edilizie e dunque risultano removibili
dalla legge n. 326 del 24 L’installazione di piscine fuori terra che non richiedano opere edilizie e dunque risultano removibili uite da contenitori in PVC sostenuti da strutture semplicemente appoggiate al suolo o similari, costituiscono attività libera. Le piscine di cui al presente comma potranno permanere solo durante la stagione estiva, non dovranno presentare allacci permanenti alle reti (idrica, elettrica, fognaria) e la sistemazione esterna dovrà essere indipendente dalla loro presenza.
acci permanenti alle reti (idrica, elettrica, fognaria) e la sistemazione esterna dovrà essere indipendente dalla loro presenza. Tutte le ulteriori opere di corredo degli edifici non contemplate negli articoli precedenti devono essere tali da garantire i requisiti prestazionali oltre che la qualità architettonica e l’inserimento
TITOLO IV - VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – TITOLO IV - VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO 2.99 – ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROLLO DELLE TRASFORMAZIONI E USI DEL TERRITORIO A norma dell’art. 27 del DPR 380/2001 e s sull'attività urbanistico-edilizia nel territorio comunal legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi. Il Dirigente quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza tito
alità esecutive fissate nei titoli abilitativi. Il Dirigente quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza tito da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale pubblica di cui alla legge 18 aprile 19 in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici
i alla legge 18 aprile 19 in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici avvia il procedimento finalizzato alla emissione di apposita ordinanza di demolizione e ri dello stato dei luoghi. Qualora si tratti di aree assoggettate a vincoli paesaggistici, culturali ed ambientali, il Dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle
lturali ed ambientali, il Dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle amministrazioni competenti le quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, anche di propria iniziativa. Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolar
alizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolar degli articoli 13 e 14 del D.lgs. n. 42/2004 o su beni di interesse archeologico, nonché per le opere abusivamente realizzate su immobili soggetti a vincolo o di inedificabilità assoluta in applicazione delle disposizioni della Parte terza del D.lgs. n. 42/2004, il Soprintendente, su richiesta della
ilità assoluta in applicazione delle disposizioni della Parte terza del D.lgs. n. 42/2004, il Soprintendente, su richiesta della Regione, del Comune o delle altre autorità preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di 180 giorni dall'accertamento dell'illecito, procede alla demolizione, anche avvalendosi del operative di cui ai commi 55 e 56 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 2.100 – VIGILANZA DURANTE L'ESECUZIONE DEI LAVORI
di cui ai commi 55 e 56 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. 2.100 – VIGILANZA DURANTE L'ESECUZIONE DEI LAVORI L'Autorità Comunale ha la facoltà di effettuare, in qualsiasi momento, visite st accertare che l’esecuzione dei lavori corrisponda al titolo abilitativo edilizio. I funzionari dell’Area Urbanistica, il Responsabile dei Servizi di Igiene, la Polizia Locale, sono tenuti ad accertare che chiunque esegua lavori contem titolo abilitativo edilizio.
ei Servizi di Igiene, la Polizia Locale, sono tenuti ad accertare che chiunque esegua lavori contem titolo abilitativo edilizio. A questo fine, il titolare ha l'obbligo di esporre alla pubblica vista, sul luogo dei lavori, un cartello contenente il numero e la data della documentazione stessa, i dati de costruttore, del direttore dei lavori ed i rife Per espletare tale compito, i funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza hanno il diritto di accedere ovunque si eseguano lavori e di esam
funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza hanno il diritto di accedere ovunque si eseguano lavori e di esam completa verifica della condotta dei lavori. Gli incaricati dei controlli devono poter dimostrare di avere titolo ad effettuarli. Accertate le infrazioni, i funzionari e gli agenti comunali debbono contestarle ne vigente legislazione, nonché farne tempestiva relazione al Dirigente dell’Area Urbanistica, il quale è tenuto a compiere gli adempimenti di competenza.
onché farne tempestiva relazione al Dirigente dell’Area Urbanistica, il quale è tenuto a compiere gli adempimenti di competenza. I funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza, ove nei luoghi realizzate le opere non sia esibito il titolo abilitativo edilizio, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico comunicazione all'Autorità Giud
pposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico comunicazione all'Autorità Giud Urbanistica, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti. Qualora sia constatata, dai competenti Uffici Comunali d’ufficio o su denuncia dei l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi, il Dirigente Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROL
lle norme, prescrizioni e modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi, il Dirigente Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. VIGILANZA E SISTEMI DI CONTROLLO ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROLLO DELLE TRASFORMAZIONI E USI DEL TERRITORIO A norma dell’art. 27 del DPR 380/2001 e s.m.i. il Dirigente dell’Area urbanistica esercita la vigilanza
ONI E USI DEL TERRITORIO
ONI E USI DEL TERRITORIO A norma dell’art. 27 del DPR 380/2001 e s.m.i. il Dirigente dell’Area urbanistica esercita la vigilanza edilizia nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive Il Dirigente quando accerti l'inizio o l'esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di
te senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale pubblica di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici
i ed integrazioni, nonché in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici avvia il procedimento finalizzato alla emissione di apposita ordinanza di demolizione e ri Qualora si tratti di aree assoggettate a vincoli paesaggistici, culturali ed ambientali, il Dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle e quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione,
pristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle e quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi degli articoli 13 e 14 del D.lgs. n. 42/2004 o su beni di interesse archeologico, nonché per le opere
rmente importante ai sensi degli articoli 13 e 14 del D.lgs. n. 42/2004 o su beni di interesse archeologico, nonché per le opere abusivamente realizzate su immobili soggetti a vincolo o di inedificabilità assoluta in applicazione rte terza del D.lgs. n. 42/2004, il Soprintendente, su richiesta della Regione, del Comune o delle altre autorità preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di 180 giorni dall'accertamento dell'illecito, procede alla demolizione, anche avvalendosi del
VIGILANZA DURANTE L'ESECUZIONE DEI LAVORI – SOSPENSIONI DEI LAVORI
tutela, ovvero decorso il termine di 180 giorni dall'accertamento dell'illecito, procede alla demolizione, anche avvalendosi del operative di cui ai commi 55 e 56 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. VIGILANZA DURANTE L'ESECUZIONE DEI LAVORI – SOSPENSIONI DEI LAVORI L'Autorità Comunale ha la facoltà di effettuare, in qualsiasi momento, visite st accertare che l’esecuzione dei lavori corrisponda al titolo abilitativo edilizio.
di effettuare, in qualsiasi momento, visite st accertare che l’esecuzione dei lavori corrisponda al titolo abilitativo edilizio. I funzionari dell’Area Urbanistica, il Responsabile dei Servizi di Igiene, la Polizia Locale, sono tenuti ad accertare che chiunque esegua lavori contemplati dal presente Regolamento sia in possesso del A questo fine, il titolare ha l'obbligo di esporre alla pubblica vista, sul luogo dei lavori, un cartello contenente il numero e la data della documentazione stessa, i dati de
rre alla pubblica vista, sul luogo dei lavori, un cartello contenente il numero e la data della documentazione stessa, i dati de costruttore, del direttore dei lavori ed i riferimenti del titolo abilitativo. Per espletare tale compito, i funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza hanno il diritto di accedere ovunque si eseguano lavori e di esaminare i documenti tecnici necessari per una completa verifica della condotta dei lavori. Gli incaricati dei controlli devono poter dimostrare di
i tecnici necessari per una completa verifica della condotta dei lavori. Gli incaricati dei controlli devono poter dimostrare di Accertate le infrazioni, i funzionari e gli agenti comunali debbono contestarle ne vigente legislazione, nonché farne tempestiva relazione al Dirigente dell’Area Urbanistica, il quale è gli adempimenti di competenza. I funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza, ove nei luoghi
tica, il quale è gli adempimenti di competenza. I funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza, ove nei luoghi realizzate le opere non sia esibito il titolo abilitativo edilizio, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all'Autorità Giudiziaria, al competente organo regionale e al Dirigente dell’Area
REGOLAMENTO EDILIZIO 89 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all'Autorità Giudiziaria, al competente organo regionale e al Dirigente dell’Area Urbanistica, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti Qualora sia constatata, dai competenti Uffici Comunali d’ufficio o su denuncia dei l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi, il Dirigente REGOLAMENTO EDILIZIO 89 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 89 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ve fissate nei titoli abilitativi, il Dirigente REGOLAMENTO EDILIZIO 89 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA E CONTROLLO DELLE il Dirigente dell’Area urbanistica esercita la vigilanza e per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive lo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di
tà esecutive lo su aree assoggettate, da leggi statali, regionali o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale 62, n. 167, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici avvia il procedimento finalizzato alla emissione di apposita ordinanza di demolizione e ripristino
i degli strumenti urbanistici avvia il procedimento finalizzato alla emissione di apposita ordinanza di demolizione e ripristino Qualora si tratti di aree assoggettate a vincoli paesaggistici, culturali ed ambientali, il Dirigente provvede alla demolizione ed al ripristino dello stato dei luoghi, previa comunicazione alle e quali possono eventualmente intervenire, ai fini della demolizione, Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con mente importante ai sensi
della demolizione, Per le opere abusivamente realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con mente importante ai sensi degli articoli 13 e 14 del D.lgs. n. 42/2004 o su beni di interesse archeologico, nonché per le opere abusivamente realizzate su immobili soggetti a vincolo o di inedificabilità assoluta in applicazione rte terza del D.lgs. n. 42/2004, il Soprintendente, su richiesta della Regione, del Comune o delle altre autorità preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di 180
SOSPENSIONI DEI LAVORI
intendente, su richiesta della Regione, del Comune o delle altre autorità preposte alla tutela, ovvero decorso il termine di 180 giorni dall'accertamento dell'illecito, procede alla demolizione, anche avvalendosi delle modalità operative di cui ai commi 55 e 56 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. SOSPENSIONI DEI LAVORI L'Autorità Comunale ha la facoltà di effettuare, in qualsiasi momento, visite straordinarie intese ad
SOSPENSIONI DEI LAVORI
SOSPENSIONI DEI LAVORI L'Autorità Comunale ha la facoltà di effettuare, in qualsiasi momento, visite straordinarie intese ad I funzionari dell’Area Urbanistica, il Responsabile dei Servizi di Igiene, la Polizia Locale, sono tenuti plati dal presente Regolamento sia in possesso del A questo fine, il titolare ha l'obbligo di esporre alla pubblica vista, sul luogo dei lavori, un cartello contenente il numero e la data della documentazione stessa, i dati del committente, del
vista, sul luogo dei lavori, un cartello contenente il numero e la data della documentazione stessa, i dati del committente, del Per espletare tale compito, i funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza hanno il inare i documenti tecnici necessari per una completa verifica della condotta dei lavori. Gli incaricati dei controlli devono poter dimostrare di Accertate le infrazioni, i funzionari e gli agenti comunali debbono contestarle nei modi previsti dalla
vono poter dimostrare di Accertate le infrazioni, i funzionari e gli agenti comunali debbono contestarle nei modi previsti dalla vigente legislazione, nonché farne tempestiva relazione al Dirigente dell’Area Urbanistica, il quale è I funzionari e gli agenti comunali incaricati dalla sorveglianza, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il titolo abilitativo edilizio, ovvero non sia apposto il prescritto edilizia, ne danno immediata
zzate le opere non sia esibito il titolo abilitativo edilizio, ovvero non sia apposto il prescritto edilizia, ne danno immediata iziaria, al competente organo regionale e al Dirigente dell’Area Urbanistica, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti Qualora sia constatata, dai competenti Uffici Comunali d’ufficio o su denuncia dei cittadini, l'inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi, il Dirigente
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ordina l'immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all'adozione dei provvedimenti definitivi, da adottare e notificare entro L'ordine di sospensione va notificato al committente o al proprietario dell'immobile in cui si eseguono le opere contestate, nonché al direttore dei lavori ed al costruttore (se conosciuto). L'adempimento all'ordine di sospensione è assicurato dagli agenti e dai funzionari all'uopo preposti,
struttore (se conosciuto). L'adempimento all'ordine di sospensione è assicurato dagli agenti e dai funzionari all'uopo preposti, che svolgono sul cantiere periodica sorveglianza. Se l'ordine di sospensione viene trasgredito, il Dirigente della Ripartizione Tecnica è tenuto a farne denun La sospensione dei lavori può essere assicurata anche mediante apposizione di sigilli, piantonamento e con ogni altro adeguato modo di controllo che il Dirigente rit opportuno.
anche mediante apposizione di sigilli, piantonamento e con ogni altro adeguato modo di controllo che il Dirigente rit opportuno. Tutti gli oneri rivenienti da una sospensione dei lavori motivata da inadempienze sono a carico solidale del titolare del titolo abilitativo edilizio, del direttore dei lavori e dell'esecutore delle opere, salvo che uno non abbia contestato al responsabile la non conformità delle ope esecuzione dandone contemporanea comunicazione all'Autorità Comunale.
bia contestato al responsabile la non conformità delle ope esecuzione dandone contemporanea comunicazione all'Autorità Comunale. La prosecuzione dei lavori può essere autorizzata sia per rimuovere le cause che hanno dato luogo alla sospensione che per eseguire interventi urgenti di m Quando è accertato che i lavori sono difformi dal titolo abilitativo edilizio solo per una parte marginale della costruzione, il Dirigente consentire la ripresa dei lavori nella vigente legislazione.
ilizio solo per una parte marginale della costruzione, il Dirigente consentire la ripresa dei lavori nella vigente legislazione. La sospensione dei lavori viene ordinata indipendentemente dall'applicazione delle sanzioni, con riserva di adottare i provvedimenti richiesti dall'inosservanza, senza sanzioni amministrative e penali previste dalla vigente legislazione, nonché delle sanzioni di legge a carico dei responsabili (committente, direttore dei lavori ed esecutore delle opere).
slazione, nonché delle sanzioni di legge a carico dei responsabili (committente, direttore dei lavori ed esecutore delle opere). L'ordine di sospensione cessa di aver ha adottato i provvedimenti definitivi. 2.101 – SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI Il mancato rispetto degli obblighi previsti dal Regolamento Edilizio e le contravvenzion provvedimenti ed ordinanze in esso previste, comporta l'applicazione, da parte del Dirigente
amento Edilizio e le contravvenzion provvedimenti ed ordinanze in esso previste, comporta l'applicazione, da parte del Dirigente dell’Area Urbanistica, mediante specifico provvedimento da notificarsi al responsabile della violazione, previa eliminazione, ove occorra, del motivo che ha d sanzioni amministrative e penali derivanti dalla vigente legislazione urbanistica ed edilizia. Le sanzioni pecuniarie dovranno essere versate entro 90 giorni dalla notificazione del provvedimento di irrogazione.
d edilizia. Le sanzioni pecuniarie dovranno essere versate entro 90 giorni dalla notificazione del provvedimento di irrogazione. La inosservanza alle norme igienico normativa in materia. Si applicano inoltre in ogni caso le specifiche sanzioni per violazioni alle norme di settore. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. ordina l'immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all'adozione dei provvedimenti
EOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
EOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. ordina l'immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all'adozione dei provvedimenti definitivi, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni dall'ordine di sospensione dei lavori. L'ordine di sospensione va notificato al committente o al proprietario dell'immobile in cui si eseguono le opere contestate, nonché al direttore dei lavori ed al costruttore (se conosciuto).
rietario dell'immobile in cui si eseguono le opere contestate, nonché al direttore dei lavori ed al costruttore (se conosciuto). empimento all'ordine di sospensione è assicurato dagli agenti e dai funzionari all'uopo preposti, che svolgono sul cantiere periodica sorveglianza. Se l'ordine di sospensione viene trasgredito, il Dirigente della Ripartizione Tecnica è tenuto a farne denuncia all'Autorità giudiziaria. La sospensione dei lavori può essere assicurata anche mediante apposizione di sigilli,
farne denuncia all'Autorità giudiziaria. La sospensione dei lavori può essere assicurata anche mediante apposizione di sigilli, piantonamento e con ogni altro adeguato modo di controllo che il Dirigente rit a una sospensione dei lavori motivata da inadempienze sono a carico solidale del titolare del titolo abilitativo edilizio, del direttore dei lavori e dell'esecutore delle opere, salvo che uno non abbia contestato al responsabile la non conformità delle ope
irettore dei lavori e dell'esecutore delle opere, salvo che uno non abbia contestato al responsabile la non conformità delle ope esecuzione dandone contemporanea comunicazione all'Autorità Comunale. La prosecuzione dei lavori può essere autorizzata sia per rimuovere le cause che hanno dato luogo alla sospensione che per eseguire interventi urgenti di messa in sicurezza del cantiere. Quando è accertato che i lavori sono difformi dal titolo abilitativo edilizio solo per una parte
essa in sicurezza del cantiere. Quando è accertato che i lavori sono difformi dal titolo abilitativo edilizio solo per una parte marginale della costruzione, il Dirigente -allorché il committente ne faccia espressa richiesta consentire la ripresa dei lavori nella porzione conforme, previa applicazione dell La sospensione dei lavori viene ordinata indipendentemente dall'applicazione delle sanzioni, con riserva di adottare i provvedimenti richiesti dall'inosservanza, senza pregiudizio delle successive
icazione delle sanzioni, con riserva di adottare i provvedimenti richiesti dall'inosservanza, senza pregiudizio delle successive sanzioni amministrative e penali previste dalla vigente legislazione, nonché delle sanzioni di legge a carico dei responsabili (committente, direttore dei lavori ed esecutore delle opere). L'ordine di sospensione cessa di avere efficacia se entro un 45 gg dalla sua notifica il Dirigente non ha adottato i provvedimenti definitivi.
SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI
spensione cessa di avere efficacia se entro un 45 gg dalla sua notifica il Dirigente non ha adottato i provvedimenti definitivi. SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI Il mancato rispetto degli obblighi previsti dal Regolamento Edilizio e le contravvenzion provvedimenti ed ordinanze in esso previste, comporta l'applicazione, da parte del Dirigente dell’Area Urbanistica, mediante specifico provvedimento da notificarsi al responsabile della
pplicazione, da parte del Dirigente dell’Area Urbanistica, mediante specifico provvedimento da notificarsi al responsabile della violazione, previa eliminazione, ove occorra, del motivo che ha dato luogo all'infrazione, delle sanzioni amministrative e penali derivanti dalla vigente legislazione urbanistica ed edilizia. Le sanzioni pecuniarie dovranno essere versate entro 90 giorni dalla notificazione del inosservanza alle norme igienico-sanitarie è punibile con le sanzioni stabilite dalla specifica
REGOLAMENTO EDILIZIO 90 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
0 giorni dalla notificazione del inosservanza alle norme igienico-sanitarie è punibile con le sanzioni stabilite dalla specifica Si applicano inoltre in ogni caso le specifiche sanzioni per violazioni alle norme di settore. REGOLAMENTO EDILIZIO 90 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ordina l'immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all'adozione dei provvedimenti dine di sospensione dei lavori.
ordina l'immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all'adozione dei provvedimenti dine di sospensione dei lavori. L'ordine di sospensione va notificato al committente o al proprietario dell'immobile in cui si eseguono le opere contestate, nonché al direttore dei lavori ed al costruttore (se conosciuto). empimento all'ordine di sospensione è assicurato dagli agenti e dai funzionari all'uopo preposti,
l costruttore (se conosciuto). empimento all'ordine di sospensione è assicurato dagli agenti e dai funzionari all'uopo preposti, che svolgono sul cantiere periodica sorveglianza. Se l'ordine di sospensione viene trasgredito, il cia all'Autorità giudiziaria. La sospensione dei lavori può essere assicurata anche mediante apposizione di sigilli, piantonamento e con ogni altro adeguato modo di controllo che il Dirigente ritenga, caso per caso, a una sospensione dei lavori motivata da inadempienze sono a carico
o modo di controllo che il Dirigente ritenga, caso per caso, a una sospensione dei lavori motivata da inadempienze sono a carico solidale del titolare del titolo abilitativo edilizio, del direttore dei lavori e dell'esecutore delle opere, salvo che uno non abbia contestato al responsabile la non conformità delle opere eseguite od in La prosecuzione dei lavori può essere autorizzata sia per rimuovere le cause che hanno dato luogo ezza del cantiere.
guite od in La prosecuzione dei lavori può essere autorizzata sia per rimuovere le cause che hanno dato luogo ezza del cantiere. Quando è accertato che i lavori sono difformi dal titolo abilitativo edilizio solo per una parte allorché il committente ne faccia espressa richiesta- può porzione conforme, previa applicazione delle sanzioni di cui alla La sospensione dei lavori viene ordinata indipendentemente dall'applicazione delle sanzioni, con pregiudizio delle successive
SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI
la La sospensione dei lavori viene ordinata indipendentemente dall'applicazione delle sanzioni, con pregiudizio delle successive sanzioni amministrative e penali previste dalla vigente legislazione, nonché delle sanzioni di legge a carico dei responsabili (committente, direttore dei lavori ed esecutore delle opere). e efficacia se entro un 45 gg dalla sua notifica il Dirigente non SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI
SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI
e opere). e efficacia se entro un 45 gg dalla sua notifica il Dirigente non SANZIONI PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME REGOLAMENTARI Il mancato rispetto degli obblighi previsti dal Regolamento Edilizio e le contravvenzioni ai provvedimenti ed ordinanze in esso previste, comporta l'applicazione, da parte del Dirigente dell’Area Urbanistica, mediante specifico provvedimento da notificarsi al responsabile della ato luogo all'infrazione, delle
nte dell’Area Urbanistica, mediante specifico provvedimento da notificarsi al responsabile della ato luogo all'infrazione, delle sanzioni amministrative e penali derivanti dalla vigente legislazione urbanistica ed edilizia. Le sanzioni pecuniarie dovranno essere versate entro 90 giorni dalla notificazione del sanitarie è punibile con le sanzioni stabilite dalla specifica Si applicano inoltre in ogni caso le specifiche sanzioni per violazioni alle norme di settore.
TITOLO V - NORME TRANSITORIE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – TITOLO V - NORME TRANSITORIE 2.102 – AGGIORNAMENTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO Il Regolamento Edilizio viene aggiornato con la procedura di cui all’art. 3 della Legge Regionale n. 3/2009, ove applicabile. Sono automaticamente recepite dal presente Regolamento Edilizio le norme di emanazione statale e regionale aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e urbanistica e le norme di
le norme di emanazione statale e regionale aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e urbanistica e le norme di aggiornamento e modifica di quelle citate negli articoli precedenti, nonché le definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi, approvati successivamente all’ Regolamento, fatte salve, in ogni caso, in quanto prevalenti, le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi contenute nel già richiamato allegato A come eventualmente integrate e/o
finizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi contenute nel già richiamato allegato A come eventualmente integrate e/o modificate con le modalità previste dall’articolo 3 dell’intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l'adozione del regolamento edilizio tipo di cui all'articolo 4, comma 1 Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, approvata nella Conferenza Unificata del 20 2.103 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE
ticolo 4, comma 1 Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, approvata nella Conferenza Unificata del 20 2.103 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE Le disposizioni contenute nel presente Regolamento prevalgono su eventuali analoghe e contrastanti norme comunali e approvazione antecedente. I procedimenti edilizi presentati prima dell’approvazione del presente Regolamento sono conclusi sulla base della disciplina regolamentare vigente al momento della presentazi
pprovazione del presente Regolamento sono conclusi sulla base della disciplina regolamentare vigente al momento della presentazi istanze. In caso di mancato completamento dei lavori nei termini di validità del titolo edilizio rilasciato o assentito, le opere a realizzarsi devono necessariamente essere adeguate alle norme del presente regolamento. 2.104 – VALIDITÀ Il presente regolamento diviene efficace a seguito di approvazione da parte del consiglio comunale con le procedure di cui alla L.R. 3 del
NORME TRANSITORIE ORNAMENTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO
e regolamento diviene efficace a seguito di approvazione da parte del consiglio comunale con le procedure di cui alla L.R. 3 del Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. NORME TRANSITORIE ORNAMENTO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO Il Regolamento Edilizio viene aggiornato con la procedura di cui all’art. 3 della Legge Regionale n.
TO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO
TO DEL REGOLAMENTO EDILIZIO Il Regolamento Edilizio viene aggiornato con la procedura di cui all’art. 3 della Legge Regionale n. Sono automaticamente recepite dal presente Regolamento Edilizio le norme di emanazione statale e regionale aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e urbanistica e le norme di aggiornamento e modifica di quelle citate negli articoli precedenti, nonché le definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi, approvati successivamente all’entrata in vigore del presente
edenti, nonché le definizioni dei parametri urbanistici ed edilizi, approvati successivamente all’entrata in vigore del presente Regolamento, fatte salve, in ogni caso, in quanto prevalenti, le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi contenute nel già richiamato allegato A come eventualmente integrate e/o eviste dall’articolo 3 dell’intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l'adozione del
DISPOSIZIONI TRANSITORIE
si dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l'adozione del regolamento edilizio tipo di cui all'articolo 4, comma 1-sexies del decreto del Presi Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, approvata nella Conferenza Unificata del 20/ DISPOSIZIONI TRANSITORIE Le disposizioni contenute nel presente Regolamento prevalgono su eventuali analoghe e contrastanti norme comunali e disposizioni contenute in altri Regolamenti Comunali di
lamento prevalgono su eventuali analoghe e contrastanti norme comunali e disposizioni contenute in altri Regolamenti Comunali di I procedimenti edilizi presentati prima dell’approvazione del presente Regolamento sono conclusi sulla base della disciplina regolamentare vigente al momento della presentazi istanze. In caso di mancato completamento dei lavori nei termini di validità del titolo edilizio rilasciato o assentito, le opere a realizzarsi devono necessariamente essere adeguate alle norme del
REGOLAMENTO EDILIZIO 91 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
alidità del titolo edilizio rilasciato o assentito, le opere a realizzarsi devono necessariamente essere adeguate alle norme del Il presente regolamento diviene efficace a seguito di approvazione da parte del consiglio comunale con le procedure di cui alla L.R. 3 del 09/03/2009. REGOLAMENTO EDILIZIO 91 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Il Regolamento Edilizio viene aggiornato con la procedura di cui all’art. 3 della Legge Regionale n.
REATI BAT (REV. 02.05.2019)
REATI BAT (REV. 02.05.2019) Il Regolamento Edilizio viene aggiornato con la procedura di cui all’art. 3 della Legge Regionale n. Sono automaticamente recepite dal presente Regolamento Edilizio le norme di emanazione statale e regionale aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e urbanistica e le norme di aggiornamento e modifica di quelle citate negli articoli precedenti, nonché le definizioni dei entrata in vigore del presente
di aggiornamento e modifica di quelle citate negli articoli precedenti, nonché le definizioni dei entrata in vigore del presente Regolamento, fatte salve, in ogni caso, in quanto prevalenti, le definizioni uniformi dei parametri urbanistici ed edilizi contenute nel già richiamato allegato A come eventualmente integrate e/o eviste dall’articolo 3 dell’intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l'adozione del
si dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e i Comuni concernente l'adozione del sexies del decreto del Presidente della /10/2016. Le disposizioni contenute nel presente Regolamento prevalgono su eventuali analoghe e disposizioni contenute in altri Regolamenti Comunali di I procedimenti edilizi presentati prima dell’approvazione del presente Regolamento sono conclusi
n altri Regolamenti Comunali di I procedimenti edilizi presentati prima dell’approvazione del presente Regolamento sono conclusi sulla base della disciplina regolamentare vigente al momento della presentazione delle relative istanze. In caso di mancato completamento dei lavori nei termini di validità del titolo edilizio rilasciato o assentito, le opere a realizzarsi devono necessariamente essere adeguate alle norme del
alidità del titolo edilizio rilasciato o assentito, le opere a realizzarsi devono necessariamente essere adeguate alle norme del Il presente regolamento diviene efficace a seguito di approvazione da parte del consiglio comunale
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – A L L E G A T I
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – A L L E G A T I ALLEGATO A – QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI 1 - Superficie territoriale (ST) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. Specificazione applicativa: La superficie territoriale si misura in metri quadrati (m
erritoriali ivi comprese quelle esistenti. Specificazione applicativa: La superficie territoriale si misura in metri quadrati (m Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale territoriale. 2 - Superficie fondiaria (SF) Definizione avente rilevanza urbanistica
stale, si deve assumere la superficie reale territoriale. 2 - Superficie fondiaria (SF) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. Specificazione applicativa: La superficie fondiaria si misura in metri quadrati (m
i territoriali ivi comprese quelle esistenti. Specificazione applicativa: La superficie fondiaria si misura in metri quadrati (m Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie fondiaria. 3 - Indice di edificabilità territoriale (IT) Definizione avente rilevanza urbanistica
perficie reale come superficie fondiaria. 3 - Indice di edificabilità territoriale (IT) Definizione avente rilevanza urbanistica Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, comprensiva dell’edificato esistente. Specificazione applicativa: L’indice di edificabilità territoriale (IT) si misura in metri quadrati su metri quadrati (m metri quadrati (m3/m2). 4 - Indice di edificabilità fondiaria (IF) Definizione avente rilevanza urbanistica
su metri quadrati (m metri quadrati (m3/m2). 4 - Indice di edificabilità fondiaria (IF) Definizione avente rilevanza urbanistica Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie fondiaria, comprensiva dell’edificato esistente. Specificazione applicativa: L’indice di edificabilità fondiaria (IF) si misura in metri quadrati su metri quadrati (m metri quadrati (m3/m2). 5 - Carico urbanistico (CU) Definizione avente rilevanza urbanistica
metri quadrati su metri quadrati (m metri quadrati (m3/m2). 5 - Carico urbanistico (CU) Definizione avente rilevanza urbanistica Fabbisogno di dotazioni territoriali di un determinato immobile o insediamento in relazione alla sua entità e destinazione d’uso. Costituiscono variazione del carico urbanistico l’aumento o la riduzione di tale fabbisogno conseguenti all’attuazione di inte destinazione d’uso. 6 - Dotazioni territoriali (DT) Definizione avente rilevanza urbanistica
QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI
conseguenti all’attuazione di inte destinazione d’uso. 6 - Dotazioni territoriali (DT) Definizione avente rilevanza urbanistica Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale, paesaggistica, socio prevista dalla legge o dal piano. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI
RDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUR
RDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. QUADRO DELLE DEFINIZIONI UNIFORMI Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle ficie territoriale si misura in metri quadrati (m2).
perficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle ficie territoriale si misura in metri quadrati (m2). Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla
avente rilevanza urbanistica Superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. i misura in metri quadrati (m2). Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie
ale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie Indice di edificabilità territoriale (IT) Definizione avente rilevanza urbanistica Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, comprensiva dell’edificato esistente. L’indice di edificabilità territoriale (IT) si misura in metri quadrati su metri quadrati (m2 Indice di edificabilità fondiaria (IF)
dice di edificabilità territoriale (IT) si misura in metri quadrati su metri quadrati (m2 Indice di edificabilità fondiaria (IF) Definizione avente rilevanza urbanistica Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie fondiaria, comprensiva dell’edificato esistente. L’indice di edificabilità fondiaria (IF) si misura in metri quadrati su metri quadrati (m2 Definizione avente rilevanza urbanistica
ndice di edificabilità fondiaria (IF) si misura in metri quadrati su metri quadrati (m2 Definizione avente rilevanza urbanistica Fabbisogno di dotazioni territoriali di un determinato immobile o insediamento in relazione alla sua entità e destinazione d’uso. Costituiscono variazione del carico urbanistico l’aumento o la riduzione di tale fabbisogno conseguenti all’attuazione di interventi urbanistico-edilizi ovvero a mutamenti di Definizione avente rilevanza urbanistica
REGOLAMENTO EDILIZIO 92 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ogno conseguenti all’attuazione di interventi urbanistico-edilizi ovvero a mutamenti di Definizione avente rilevanza urbanistica Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale, paesaggistica, socio-economica e territoriale) prevista dalla legge o dal piano. REGOLAMENTO EDILIZIO 92 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 92 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
territoriale) prevista dalla legge o dal piano. REGOLAMENTO EDILIZIO 92 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con
vi comprese quelle Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie Superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti.
torio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. Nel caso si dimostri, a seguito di apposita rilevazione topografica, che la superficie reale non coincide con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, 2/m2) o in metri cubi su
icie Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, 2/m2) o in metri cubi su Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie fondiaria, 2/m2) o in metri cubi su Fabbisogno di dotazioni territoriali di un determinato immobile o insediamento in relazione alla sua entità e destinazione d’uso. Costituiscono variazione del carico urbanistico l’aumento o la riduzione edilizi ovvero a mutamenti di
ità e destinazione d’uso. Costituiscono variazione del carico urbanistico l’aumento o la riduzione edilizi ovvero a mutamenti di Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di economica e territoriale)
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – Specificazione applicativa: Le dotazioni territoriali si misurano in metri quadrati (m Tale definizione non comprende l’ERS, come definita dal Legge Finanziaria 2008 e dal D.M. 22 aprile 2008 e dalla LR 12/2008. 7 - Sedime Impronta a terra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla localizzazione dello stesso sull’area di pertinenza. Specificazione applicativa: Il sedime si misura in metri quadrati (m
e alla localizzazione dello stesso sull’area di pertinenza. Specificazione applicativa: Il sedime si misura in metri quadrati (m L'impronta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato, 8 - Superficie coperta (SCo) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. Specificazione applicativa:
perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. Specificazione applicativa: La superficie coperta (SCo) si misura in met Per la superficie coperta si utilizzi l’acronimo (SCo) per distinguerlo da quello della superficie complessiva (SC). La superficie coperta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato nella parte fuori terra. 9 - Superficie permeabile (SP) Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti
rra. 9 - Superficie permeabile (SP) Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda acquifera. Specificazione applicativa: La superficie permeabile (SP) si misura in metri quadrati (m Nel computo della superficie permeabile non è compresa l’area di sedime dell'edificio. Nel computo della superficie permeabile sono comprese le aree pavimentate con materia
è compresa l’area di sedime dell'edificio. Nel computo della superficie permeabile sono comprese le aree pavimentate con materia semimpermeabili, autobloccanti cavi, da posare a secco senza l’impiego di conglomerati cementizi e/o impermeabilizzanti al fine di aumentare la capacità drenante delle stesse superfici. La superficie permeabile deve essere computata con riferimento a specifici valori percentuali definiti dalla corrispondente scheda del
erficie permeabile deve essere computata con riferimento a specifici valori percentuali definiti dalla corrispondente scheda del protocollo ITACA Puglia, in relazione alla tipologia dei materiali impiegati. 10 - Indice di permeabilità (IPT/IPF) Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria). Specificazione applicativa: L’indice di permeabilità (IPT/IPF) si esprime in percentuale.
ia (indice di permeabilità fondiaria). Specificazione applicativa: L’indice di permeabilità (IPT/IPF) si esprime in percentuale. 11 - Indice di copertura (IC) Definizione avente rilevanza urbanistica Rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria. Specificazione applicativa: L’indice di copertura (IC) si esprime in percentuale. 12 - Superficie totale (STo) Definizione avente rilevanza urbanistica Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo
avente rilevanza urbanistica Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio. Specificazione applicativa: La superficie totale (ST) si misura in metri quadr Per la superficie totale si utilizzi l’acronimo (STo) per distinguerlo da quello della superficie territoriale (ST). Sono esclusi dal computo della superficie totale i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse
ficie territoriale (ST). Sono esclusi dal computo della superficie totale i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse tamponature o muri portanti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Le dotazioni territoriali si misurano in metri quadrati (m2).
RDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
RDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Le dotazioni territoriali si misurano in metri quadrati (m2). Tale definizione non comprende l’ERS, come definita dal Legge Finanziaria 2008 e dal D.M. 22 aprile 2008 e Impronta a terra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla localizzazione dello stesso Il sedime si misura in metri quadrati (m2). L'impronta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato, nella parte sia fuori terra, sia entro terra.
n metri quadrati (m2). L'impronta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato, nella parte sia fuori terra, sia entro terra. Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. La superficie coperta (SCo) si misura in metri quadrati (m2).
i terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. La superficie coperta (SCo) si misura in metri quadrati (m2). Per la superficie coperta si utilizzi l’acronimo (SCo) per distinguerlo da quello della superficie complessiva (SC). La superficie coperta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato nella parte fuori terra. Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti
fabbricato nella parte fuori terra. Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda acquifera. La superficie permeabile (SP) si misura in metri quadrati (m2). Nel computo della superficie permeabile non è compresa l’area di sedime dell'edificio. Nel computo della superficie permeabile sono comprese le aree pavimentate con materia
è compresa l’area di sedime dell'edificio. Nel computo della superficie permeabile sono comprese le aree pavimentate con materia semimpermeabili, autobloccanti cavi, da posare a secco senza l’impiego di conglomerati cementizi e/o impermeabilizzanti al fine di aumentare la capacità drenante delle stesse superfici. La superficie permeabile imento a specifici valori percentuali definiti dalla corrispondente scheda del protocollo ITACA Puglia, in relazione alla tipologia dei materiali impiegati.
rcentuali definiti dalla corrispondente scheda del protocollo ITACA Puglia, in relazione alla tipologia dei materiali impiegati. Indice di permeabilità (IPT/IPF) Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria). L’indice di permeabilità (IPT/IPF) si esprime in percentuale. Definizione avente rilevanza urbanistica Rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria.
i esprime in percentuale. Definizione avente rilevanza urbanistica Rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria. L’indice di copertura (IC) si esprime in percentuale. Definizione avente rilevanza urbanistica Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio. La superficie totale (ST) si misura in metri quadrati (m2).
REGOLAMENTO EDILIZIO 93
ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio. La superficie totale (ST) si misura in metri quadrati (m2). Per la superficie totale si utilizzi l’acronimo (STo) per distinguerlo da quello della superficie territoriale (ST). Sono esclusi dal computo della superficie totale i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse nti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche REGOLAMENTO EDILIZIO 93
REGOLAMENTO EDILIZIO 93 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
rne, siano esse nti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche REGOLAMENTO EDILIZIO 93 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Tale definizione non comprende l’ERS, come definita dal Legge Finanziaria 2008 e dal D.M. 22 aprile 2008 e Impronta a terra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla localizzazione dello stesso nella parte sia fuori terra, sia entro terra.
ra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla localizzazione dello stesso nella parte sia fuori terra, sia entro terra. Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della Per la superficie coperta si utilizzi l’acronimo (SCo) per distinguerlo da quello della superficie complessiva (SC). La superficie coperta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato nella parte fuori terra.
ella superficie complessiva (SC). La superficie coperta deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato nella parte fuori terra. Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere Nel computo della superficie permeabile non è compresa l’area di sedime dell'edificio. Nel computo della superficie permeabile sono comprese le aree pavimentate con materiali drenanti o
area di sedime dell'edificio. Nel computo della superficie permeabile sono comprese le aree pavimentate con materiali drenanti o semimpermeabili, autobloccanti cavi, da posare a secco senza l’impiego di conglomerati cementizi e/o impermeabilizzanti al fine di aumentare la capacità drenante delle stesse superfici. La superficie permeabile imento a specifici valori percentuali definiti dalla corrispondente scheda del
delle stesse superfici. La superficie permeabile imento a specifici valori percentuali definiti dalla corrispondente scheda del Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo Per la superficie totale si utilizzi l’acronimo (STo) per distinguerlo da quello della superficie territoriale (ST).
nel profilo Per la superficie totale si utilizzi l’acronimo (STo) per distinguerlo da quello della superficie territoriale (ST). Sono esclusi dal computo della superficie totale i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse nti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008). 13 - Superficie lorda (SL) Definizione avente rilevanza urbanistica Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie. Specificazione applicativa: La superficie lorda (SL) si misura in metri quadrati (m La superficie lorda deve riferirsi
cessorie. Specificazione applicativa: La superficie lorda (SL) si misura in metri quadrati (m La superficie lorda deve riferirsi superficie lorda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. 14 - Superficie utile (SU) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre.
un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. Specificazione applicativa: La superficie utile (SU) si misura in metri quadrati (m 15 - Superficie accessoria (SA) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurat sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria ricomprende:
destinazione d’uso della costruzione medesima, misurat sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria ricomprende: a) i portici e le gallerie pedonali; b) i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; c) le tettoie con profondità superiore a m 1,50; escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile; d) le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di servizio;
icie utile; d) le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di servizio; e) i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono f) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola volta;
i che costituiscono f) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola volta; g) spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale; h) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani
positi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani scala e vani degli ascensori) e gli androni condominiali. Specificazione applicativa: La superficie accessoria si misura in metri quadrati (m massima dei locali cantina, dei locali di servizio o di deposito, realizzabili in rapporto alle unità immobiliari. Per quanto riguarda la misurazione dell’altezza del sottotetto, punto e), si intende l’a definizione n.26.
le unità immobiliari. Per quanto riguarda la misurazione dell’altezza del sottotetto, punto e), si intende l’a definizione n.26. La SA comprende unicamente le superfici e gli ambienti pertinenziali e aventi rapporto di strumentalità rispetto all'edificio ed alle unità immobiliari che lo compongono. 16 - Superficie complessiva (SC) Definizione avente rilevanza urbanistica Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). Specificazione applicativa:
vanza urbanistica Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). Specificazione applicativa: La superficie complessiva si misura in metri quadrati (m determinazione del costo di costruzione che si deve comunque riferire a quanto stabilito dal DM 10 maggio 1977, n.801. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008). Definizione avente rilevanza urbanistica Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse La superficie lorda (SL) si misura in metri quadrati (m2).
piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse La superficie lorda (SL) si misura in metri quadrati (m2). La superficie lorda deve riferirsi all'intero edificio o fabbricato, entro e fuori terra. Sono comprese nella superficie lorda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e e avente rilevanza urbanistica Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di
ente rilevanza urbanistica Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. si misura in metri quadrati (m2). Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi,
tere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria ricomprende: a) i portici e le gallerie pedonali; b) i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; c) le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile;
ttoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile; d) le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile;
retto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; f) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola g) spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse à imprenditoriale; h) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di
imesse à imprenditoriale; h) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani gli androni condominiali. La superficie accessoria si misura in metri quadrati (m2). Il regolamento edilizio può stabilire la quantità massima dei locali cantina, dei locali di servizio o di deposito, realizzabili in rapporto alle unità immobiliari.
e la quantità massima dei locali cantina, dei locali di servizio o di deposito, realizzabili in rapporto alle unità immobiliari. Per quanto riguarda la misurazione dell’altezza del sottotetto, punto e), si intende l’a La SA comprende unicamente le superfici e gli ambienti pertinenziali e aventi rapporto di strumentalità rispetto all'edificio ed alle unità immobiliari che lo compongono.
- Superficie complessiva (SC) izione avente rilevanza urbanistica
REGOLAMENTO EDILIZIO 94 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
etto all'edificio ed alle unità immobiliari che lo compongono.
- Superficie complessiva (SC) izione avente rilevanza urbanistica Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). La superficie complessiva si misura in metri quadrati (m2). Tale definizione non rileva ai fini della determinazione del costo di costruzione che si deve comunque riferire a quanto stabilito dal DM 10 maggio REGOLAMENTO EDILIZIO 94 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 94 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ue riferire a quanto stabilito dal DM 10 maggio REGOLAMENTO EDILIZIO 94 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008). Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse all'intero edificio o fabbricato, entro e fuori terra. Sono comprese nella
nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse all'intero edificio o fabbricato, entro e fuori terra. Sono comprese nella superficie lorda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla a al netto di murature, pilastri, tramezzi,
e di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla a al netto di murature, pilastri, tramezzi, le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono d) le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti
o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti f) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola g) spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse h) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di
lusione delle autorimesse h) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani ). Il regolamento edilizio può stabilire la quantità massima dei locali cantina, dei locali di servizio o di deposito, realizzabili in rapporto alle unità immobiliari. Per quanto riguarda la misurazione dell’altezza del sottotetto, punto e), si intende l’altezza lorda di cui alla
tà immobiliari. Per quanto riguarda la misurazione dell’altezza del sottotetto, punto e), si intende l’altezza lorda di cui alla La SA comprende unicamente le superfici e gli ambienti pertinenziali e aventi rapporto di strumentalità Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). ). Tale definizione non rileva ai fini della determinazione del costo di costruzione che si deve comunque riferire a quanto stabilito dal DM 10 maggio
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – 17 - Superficie calpestabile (SCa) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie risultante dalla somma delle superfici utili (SU) e delle superfici accessorie (SA) di pavimento. Specificazione applicativa: La superficie calpestabile si misura in metri quadrati (m L’acronimo della superficie calpestabile è (SCa). 18 - Sagoma Definizione avente rilevanza urbanistica Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in
zione avente rilevanza urbanistica Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m. Specificazione applicativa: I vani tecnici sono compresi nella sagoma dell'edificio. 19 - Volume totale o volumetria complessiva (V) Definizione avente rilevanza urbanistica
no compresi nella sagoma dell'edificio. 19 - Volume totale o volumetria complessiva (V) Definizione avente rilevanza urbanistica Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda. Specificazione applicativa: Il volume si misura in metri cubi (m L’acronimo del volume totale o volumetria complessiva è (V). Al fine del calcolo del volume la superficie lorda di ciascun piano è calcolata al netto di eventuali soppalchi. 20 - Piano fuori terra
del calcolo del volume la superficie lorda di ciascun piano è calcolata al netto di eventuali soppalchi. 20 - Piano fuori terra Piano dell’edificio il cui livello di calpestio sia collocato in ogni sua parte ad una quota pari o superiore a quella del terreno posto in aderenza all’edificio 21 - Piano seminterrato Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del
21 - Piano seminterrato Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del terreno posto in aderenza all’edificio e il cui soffitto si trova ad una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio. 22 - Piano interrato Piano di un edificio il cui soffitto si trova ad una quota inferiore rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio. 23 - Sottotetto
io il cui soffitto si trova ad una quota inferiore rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio. 23 - Sottotetto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del sol sottostante. Specificazione applicativa: Tutti gli spazi aventi funzioni di isolamento termoacustico con copertura avente intradosso sia inclinato che orizzontale, collocati all'ultimo piano dell'edificio. 24 - Soppalco
oacustico con copertura avente intradosso sia inclinato che orizzontale, collocati all'ultimo piano dell'edificio. 24 - Soppalco Partizione orizzontale interna praticabile, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura portante orizzontale in uno spazio chiuso. Specificazione applicativa: Nei regolamenti edilizi comunali deve essere definita la superficie massima utilizzabile come soppa 25 - Numero dei piani (Np) Definizione avente rilevanza urbanistica Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ilizzabile come soppa 25 - Numero dei piani (Np) Definizione avente rilevanza urbanistica Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
- Superficie calpestabile (SCa) Definizione avente rilevanza urbanistica Superficie risultante dalla somma delle superfici utili (SU) e delle superfici accessorie (SA) di La superficie calpestabile si misura in metri quadrati (m2). L’acronimo della superficie calpestabile è (SCa).
ccessorie (SA) di La superficie calpestabile si misura in metri quadrati (m2). L’acronimo della superficie calpestabile è (SCa). Definizione avente rilevanza urbanistica Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le re perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m. I vani tecnici sono compresi nella sagoma dell'edificio.
le re perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m. I vani tecnici sono compresi nella sagoma dell'edificio.
- Volume totale o volumetria complessiva (V) Definizione avente rilevanza urbanistica Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la Il volume si misura in metri cubi (m3). L’acronimo del volume totale o volumetria complessiva è (V).
ale di ciascun piano per la Il volume si misura in metri cubi (m3). L’acronimo del volume totale o volumetria complessiva è (V). fine del calcolo del volume la superficie lorda di ciascun piano è calcolata al netto di eventuali soppalchi. Piano dell’edificio il cui livello di calpestio sia collocato in ogni sua parte ad una quota pari o el terreno posto in aderenza all’edificio Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del
in aderenza all’edificio Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del terreno posto in aderenza all’edificio e il cui soffitto si trova ad una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio. Piano di un edificio il cui soffitto si trova ad una quota inferiore rispetto a quella del terreno posto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del sol
eriore rispetto a quella del terreno posto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del sol Tutti gli spazi aventi funzioni di isolamento termoacustico con copertura avente intradosso sia inclinato che orizzontale, collocati all'ultimo piano dell'edificio. ntale interna praticabile, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura portante orizzontale in uno spazio chiuso.
REGOLAMENTO EDILIZIO 95 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
. ntale interna praticabile, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura portante orizzontale in uno spazio chiuso. Nei regolamenti edilizi comunali deve essere definita la superficie massima utilizzabile come soppa Definizione avente rilevanza urbanistica REGOLAMENTO EDILIZIO 95 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Superficie risultante dalla somma delle superfici utili (SU) e delle superfici accessorie (SA) di
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Superficie risultante dalla somma delle superfici utili (SU) e delle superfici accessorie (SA) di Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la
mere l’edificio, ivi comprese le Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la fine del calcolo del volume la superficie lorda di ciascun piano è calcolata al netto di eventuali soppalchi. Piano dell’edificio il cui livello di calpestio sia collocato in ogni sua parte ad una quota pari o Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del
arte ad una quota pari o Piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del terreno posto in aderenza all’edificio e il cui soffitto si trova ad una quota superiore rispetto al Piano di un edificio il cui soffitto si trova ad una quota inferiore rispetto a quella del terreno posto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del solaio del piano
to a quella del terreno posto Spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del solaio del piano Tutti gli spazi aventi funzioni di isolamento termoacustico con copertura avente intradosso sia inclinato che ntale interna praticabile, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura Nei regolamenti edilizi comunali deve essere definita la superficie massima utilizzabile come soppalco.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – E’ il numero di tutti i livelli dell’edificio che concorrono, anche parzialmente, al computo della superficie lorda (SL). Specificazione applicativa: L’acronimo del numero dei piani è (Np). Il numero dei piani comprende i piani sia entro che fuori terra. 26 - Altezza lorda (HL) Definizione avente rilevanza urbanistica Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento d
(HL) Definizione avente rilevanza urbanistica Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento d sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del soffitto o della copertura. Specificazione applicativa: L’altezza lorda si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza lorda (HL). 27 - Altezza del fronte (HF) Definizione avente rilevanza urbanistica
i (m). Si individua come acronimo dell’altezza lorda (HL). 27 - Altezza del fronte (HF) Definizione avente rilevanza urbanistica L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata: all’estremità inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio prevista dal progetto; all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ov le coperture piane. Specificazione applicativa:
rale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ov le coperture piane. Specificazione applicativa: L’altezza del fronte, individuata come acronimo (HF), si misura in metri (m). Nel caso di terreno in pendenza l’estremità inferiore dell’altezza del front terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio esistente o previsto in progetto. Ai fini del rispetto delle altezze massime stabilite dai piani urbanistici generali e esecutivi all'altezza del fronte
progetto. Ai fini del rispetto delle altezze massime stabilite dai piani urbanistici generali e esecutivi all'altezza del fronte come definita deve essere computato: lo spessore del solaio di copertura dell'ultimo piano; le eventuali altezze determinate da coperture inclinate o a volta qualora gli strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti lo prevedano; l'altezza della corrispondente parete esterna dell'eventuale corpo arretrato all'ultimo piano. 28 - Altezza dell'edificio (H)
l'altezza della corrispondente parete esterna dell'eventuale corpo arretrato all'ultimo piano. 28 - Altezza dell'edificio (H) Definizione avente rilevanza urbanistica Altezza massima tra quella dei vari fronti. Specificazione applicativa: L’altezza dell’edificio si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza dell’edificio (H). Nel caso di terreno in pendenza l’altezza viene determinata dal valore medio delle altezze di ogni singolo fronte. Questa definizione si applica ai fini del ri
l’altezza viene determinata dal valore medio delle altezze di ogni singolo fronte. Questa definizione si applica ai fini del ri generali o esecutivi. 29 - Altezza utile (HU) Definizione avente rilevanza urbanistica Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata. Specificazione applicativa:
venti soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata. Specificazione applicativa: L’altezza utile si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza utile (HU). 30 - Distanze (D) Definizione avente rilevanza urbanistica Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. E’ il numero di tutti i livelli dell’edificio che concorrono, anche parzialmente, al computo della L’acronimo del numero dei piani è (Np). Il numero dei piani comprende i piani sia entro che fuori terra. Definizione avente rilevanza urbanistica
mero dei piani è (Np). Il numero dei piani comprende i piani sia entro che fuori terra. Definizione avente rilevanza urbanistica Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento d sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del L’altezza lorda si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza lorda (HL). Definizione avente rilevanza urbanistica
tezza lorda si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza lorda (HL). Definizione avente rilevanza urbanistica L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata: all’estremità inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio prevista dal all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali, per
e e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali, per L’altezza del fronte, individuata come acronimo (HF), si misura in metri (m). Nel caso di terreno in pendenza l’estremità inferiore dell’altezza del fronte coincide con la quota media del terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio esistente o previsto in progetto.
ide con la quota media del terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio esistente o previsto in progetto. Ai fini del rispetto delle altezze massime stabilite dai piani urbanistici generali e esecutivi all'altezza del fronte come definita deve essere computato: di copertura dell'ultimo piano; le eventuali altezze determinate da coperture inclinate o a volta qualora gli strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti lo prevedano;
ltezze determinate da coperture inclinate o a volta qualora gli strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti lo prevedano; l'altezza della corrispondente parete esterna dell'eventuale corpo arretrato all'ultimo piano. Definizione avente rilevanza urbanistica Altezza massima tra quella dei vari fronti. ell’edificio si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza dell’edificio (H). Nel caso di terreno in pendenza l’altezza viene determinata dal valore medio delle altezze di ogni singolo
za dell’edificio (H). Nel caso di terreno in pendenza l’altezza viene determinata dal valore medio delle altezze di ogni singolo fronte. Questa definizione si applica ai fini del rispetto delle altezze massime stabilite dai piani urbanistici Definizione avente rilevanza urbanistica Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si
REGOLAMENTO EDILIZIO 96 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
stante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata. L’altezza utile si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza utile (HU). Definizione avente rilevanza urbanistica Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, REGOLAMENTO EDILIZIO 96 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 96 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
io con il confine di riferimento (di proprietà, REGOLAMENTO EDILIZIO 96 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) E’ il numero di tutti i livelli dell’edificio che concorrono, anche parzialmente, al computo della Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del
del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del all’estremità inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio prevista dal all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso vero dalla sommità delle strutture perimetrali, per e coincide con la quota media del terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio esistente o previsto in progetto.
ide con la quota media del terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio esistente o previsto in progetto. Ai fini del rispetto delle altezze massime stabilite dai piani urbanistici generali e esecutivi all'altezza del fronte le eventuali altezze determinate da coperture inclinate o a volta qualora gli strumenti urbanistici generali l'altezza della corrispondente parete esterna dell'eventuale corpo arretrato all'ultimo piano.
li strumenti urbanistici generali l'altezza della corrispondente parete esterna dell'eventuale corpo arretrato all'ultimo piano. ell’edificio si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza dell’edificio (H). Nel caso di terreno in pendenza l’altezza viene determinata dal valore medio delle altezze di ogni singolo spetto delle altezze massime stabilite dai piani urbanistici Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener
bilite dai piani urbanistici Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si L’altezza utile si misura in metri (m). Si individua come acronimo dell’altezza utile (HU). Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà,
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza pres Specificazione applicativa: Le distanze si misurano in metri (m). Si individua come acronimo delle distanze (D). Richiamando la definizione n. 18, ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m in quanto compresi nella sagoma.
ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m in quanto compresi nella sagoma. Per distanze prescritte si intendono: quelle relative alle “distanze legali tra proprietà” (tra edificio e edificio, tra edificio e confine, tra albero e confine) così come stabilite dal Codice c quelle relative alle distanze degli edifici in relazione alle diverse zone territoriali omogenee così come stabilite dal D.M. 2 aprile 1968, n.1444;
distanze degli edifici in relazione alle diverse zone territoriali omogenee così come stabilite dal D.M. 2 aprile 1968, n.1444; quelle relative alle distanze dal confine stradale dell’edificio) così come stabilite dal Codice dell (D.Lgs. 30 aprile 1992, n.285). 31 - Volume tecnico Definizione avente rilevanza urbanistica Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso
avente rilevanza urbanistica Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, Specificazione applicativa: A titolo esemplificativo si qualificano come volumi tecnici: a) le cabine elettriche ed i locali caldaia; b) i locali per il trattamento ed il condizionamento dell'aria;
ome volumi tecnici: a) le cabine elettriche ed i locali caldaia; b) i locali per il trattamento ed il condizionamento dell'aria; c) i locali per il trattamento ed il deposito di acque idrosanitarie, serbatoi idrici; d) i volumi extracorsa degli ascensori e i relativi locali macchina; e) gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comigno ciminiere; f) lo spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi
li comigno ciminiere; f) lo spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi igienico-sanitarie, a servizio della società di gestione del servizio; g) torrini scala; h) le installazioni di impianti a pannelli solari i) tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. 32 Edificio Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade
e assimilabili. 32 Edificio Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. 33 - Edificio unifamiliare
dipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. 33 - Edificio unifamiliare Per edificio unifamiliare si intende quello riferito un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. 34 - Pertinenza Opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione
eo familiare. 34 - Pertinenza Opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di dimensioni modeste o comunque rapportate al carattere di accessorietà. 35 - Balcone Elemento edilizio praticabile e aperto su almeno due lati, a sviluppo orizzontale in aggetto, munito di ringhiera o parapetto e direttamente accessibile da uno o più locali interni. 36 - Ballatoio
o orizzontale in aggetto, munito di ringhiera o parapetto e direttamente accessibile da uno o più locali interni. 36 - Ballatoio Elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anch Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza prescritta.
, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza prescritta. Le distanze si misurano in metri (m). Si individua come acronimo delle distanze (D). Richiamando la definizione n. 18, ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti e gli sporti quanto compresi nella sagoma. Per distanze prescritte si intendono: quelle relative alle “distanze legali tra proprietà” (tra edificio e edificio, tra edificio e confine, tra albero e
i intendono: quelle relative alle “distanze legali tra proprietà” (tra edificio e edificio, tra edificio e confine, tra albero e confine) così come stabilite dal Codice civile (articoli dal 873 al 907); quelle relative alle distanze degli edifici in relazione alle diverse zone territoriali omogenee così come stabilite dal D.M. 2 aprile 1968, n.1444; quelle relative alle distanze dal confine stradale dell’edificio) così come stabilite dal Codice dell Definizione avente rilevanza urbanistica
e alle distanze dal confine stradale dell’edificio) così come stabilite dal Codice dell Definizione avente rilevanza urbanistica Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, ecc.). A titolo esemplificativo si qualificano come volumi tecnici:
zione, di sollevamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, ecc.). A titolo esemplificativo si qualificano come volumi tecnici: le cabine elettriche ed i locali caldaia; i locali per il trattamento ed il condizionamento dell'aria; i locali per il trattamento ed il deposito di acque idrosanitarie, serbatoi idrici; i volumi extracorsa degli ascensori e i relativi locali macchina; gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comigno
lativi locali macchina; gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comigno lo spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi sanitarie, a servizio della società di gestione del servizio; le installazioni di impianti a pannelli solari termici o fotovoltaici; tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili.
solari termici o fotovoltaici; tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo.
al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. Per edificio unifamiliare si intende quello riferito un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. Opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione
un singolo nucleo familiare. Opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di dimensioni modeste o comunque rapportate al ento edilizio praticabile e aperto su almeno due lati, a sviluppo orizzontale in aggetto, munito di ringhiera o parapetto e direttamente accessibile da uno o più locali interni. Elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anche in aggetto, che si sviluppa lungo il
REGOLAMENTO EDILIZIO 97 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
da uno o più locali interni. Elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anche in aggetto, che si sviluppa lungo il REGOLAMENTO EDILIZIO 97 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni Richiamando la definizione n. 18, ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti e gli sporti
in modo che ogni Richiamando la definizione n. 18, ai fini del computo delle distanze assumono rilievo gli aggetti e gli sporti quelle relative alle “distanze legali tra proprietà” (tra edificio e edificio, tra edificio e confine, tra albero e quelle relative alle distanze degli edifici in relazione alle diverse zone territoriali omogenee così come quelle relative alle distanze dal confine stradale dell’edificio) così come stabilite dal Codice della Strada
omogenee così come quelle relative alle distanze dal confine stradale dell’edificio) così come stabilite dal Codice della Strada Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di di sicurezza, telefonico, ecc.). gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comignoli e
telefonico, ecc.). gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comignoli e lo spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano
ppoggiata o infissa al suolo, isolata da strade oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile Per edificio unifamiliare si intende quello riferito un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e
mmobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e Opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di dimensioni modeste o comunque rapportate al ento edilizio praticabile e aperto su almeno due lati, a sviluppo orizzontale in aggetto, munito e in aggetto, che si sviluppa lungo il
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – perimetro di una muratura con funzione di distribuzione, munito di ringhiera o parapetto. 37 - Loggia/Loggiato Elemento edilizio praticabile coperto, non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più vani interni. 38 - Pensilina Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno. 39 - Portico/Porticato
osto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno. 39 - Portico/Porticato Elemento edilizio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su uno o più lati verso i fronti esterni dell’edificio. 40 - Terrazza Elemento edilizio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti dell’edificio, munit ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più locali interni. 41 - Tettoia
opertura di parti dell’edificio, munit ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più locali interni. 41 - Tettoia Elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi p 42 - Veranda Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili.
a o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili. Specificazione applicativa: Qualora la veranda abbia caratteristiche di “serra solare”, per la qual destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle
superficie utile delle unità abitative non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. 43 - Comparto Unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti
izia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. Esso ha come finalità precipua quella di conseguire, e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. 6/79 e s.m.i.). 44 –Lotto edificatorio Il lotto è la porzione unitaria di t
ione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. 6/79 e s.m.i.). 44 –Lotto edificatorio Il lotto è la porzione unitaria di t costituito anche da più particelle catastali tra loro contigue, purché aventi la medesima destinazione urbanistica. 45 - Profilo perimetrale esterno Per profilo perimetrale esterno di un dell'edificio. 46. Volume edificabile (Ve) Il Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria di progetto ammissibile, derivante dal Volume
io. 46. Volume edificabile (Ve) Il Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria di progetto ammissibile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda) sottraendo le volumetrie derivanti dalle Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. perimetro di una muratura con funzione di distribuzione, munito di ringhiera o parapetto. Elemento edilizio praticabile coperto, non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di parapetto, direttamente accessibile da uno o più vani interni. Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno.
edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno. ilizio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su uno o più lati verso i fronti esterni dell’edificio. Elemento edilizio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti dell’edificio, munit ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più locali interni.
ealizzato a copertura di parti dell’edificio, munit ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più locali interni. Elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali. Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente
e, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente Qualora la veranda abbia caratteristiche di “serra solare”, per la quale sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle ive non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle
cento della superficie utile delle ive non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. Esso ha come finalità precipua quella di conseguire,
revisioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. Esso ha come finalità precipua quella di conseguire, e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. 6/79 e s.m.i.). Il lotto è la porzione unitaria di terreno per l’utilizzazione edificatoria dei suoli. Esso può essere costituito anche da più particelle catastali tra loro contigue, purché aventi la medesima
dificatoria dei suoli. Esso può essere costituito anche da più particelle catastali tra loro contigue, purché aventi la medesima Profilo perimetrale esterno Per profilo perimetrale esterno di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro terra Il Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria di progetto ammissibile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa
REGOLAMENTO EDILIZIO 98 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda) sottraendo le volumetrie derivanti dalle superfici accessorie (somma delle superfici REGOLAMENTO EDILIZIO 98 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) perimetro di una muratura con funzione di distribuzione, munito di ringhiera o parapetto. Elemento edilizio praticabile coperto, non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di
e, munito di ringhiera o parapetto. Elemento edilizio praticabile coperto, non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva ilizio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su Elemento edilizio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti dell’edificio, munito di
colonne o pilastri aperto su Elemento edilizio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti dell’edificio, munito di Elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente sussista atto di vincolo circa tale
ti da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle ive non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa
superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. Esso ha come finalità precipua quella di conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi
conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi erreno per l’utilizzazione edificatoria dei suoli. Esso può essere costituito anche da più particelle catastali tra loro contigue, purché aventi la medesima edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro terra Il Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria di progetto ammissibile, derivante dal Volume
sia fuori terra che entro terra Il Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria di progetto ammissibile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa superfici accessorie (somma delle superfici
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – accessorie di ciascun piano per le relative altezze lorde), comprensive di murature perimetrali, pilastri, tramezzi (mezzerie), sguinci, vani di porte e finestre. Specificazione applicativa: Il volume edificabile è richiamato negli indici di edificabilità territoriale (Ift) e fondiaria (Iff). I Comuni, in base ai propri strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti, devono individuare le superfici accessorie che non determinano volumetria.
i strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti, devono individuare le superfici accessorie che non determinano volumetria. 47 - Superficie non residenziale (Snr) Ai sensi dell’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori riguardano: a) cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle b) autorimesse singole o collettive; c) androni di ingresso e porticati liberi; d) logge e balconi.
ali a stretto servizio delle b) autorimesse singole o collettive; c) androni di ingresso e porticati liberi; d) logge e balconi. 48 - Superfici escluse dal computo della SU e della SA Non costituiscono né superficie utile né accessoria: a) i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline (definizione n.38); d) le tettoie con profondità inferiore a m.1,50;
iostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline (definizione n.38); d) le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; e) i tetti verdi non praticabili (definizione n. 52); f) i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi definizione n. 52); g) i pergolati a terra (definizione n.53); h) i locali con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici (definizione n. 41);
pergolati a terra (definizione n.53); h) i locali con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici (definizione n. 41); j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e definizione n.51); k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al
e definizione n.51); k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). 49 - Superficie di vendita di un Misura dell’area o delle aree destinate alla vendita, comprese quelle occupate da banchi, scaffalature, vetrine e quelle dei locali frequentabili dai clienti, adibiti all’esposizione delle merci e collegati direttamente all’esercizi
vetrine e quelle dei locali frequentabili dai clienti, adibiti all’esposizione delle merci e collegati direttamente all’esercizi destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle casse e ad altri servizi nei quali non è previsto l’ingresso de 24/2015). 50 - Superficie di vendita di un centro commerciale e di una area commerciale integrata
i non è previsto l’ingresso de 24/2015). 50 - Superficie di vendita di un centro commerciale e di una area commerciale integrata Superficie risultante dalla somma delle superfici di vendita delle medie, grandi strutture e esercizi al dettaglio in essa presenti. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle
ocali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle casse e ad altri servizi nei quali non è previsto l’ingresso dei clienti 51 – Serra solare Le serre solari sono sistemi passivi per la captazione e lo sfruttamento dell’energia solare, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15% della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett.
che abbiano dimensione comunque non superiore al 15% della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. 13/2008). Le serre possono essere realizzate negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti e non Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. accessorie di ciascun piano per le relative altezze lorde), comprensive di murature perimetrali,
ETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. accessorie di ciascun piano per le relative altezze lorde), comprensive di murature perimetrali, pilastri, tramezzi (mezzerie), sguinci, vani di porte e finestre. le è richiamato negli indici di edificabilità territoriale (Ift) e fondiaria (Iff). I Comuni, in base ai propri strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti, devono individuare le superfici accessorie che non determinano volumetria. e non residenziale (Snr)
enerali e esecutivi vigenti, devono individuare le superfici accessorie che non determinano volumetria. e non residenziale (Snr) Ai sensi dell’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori riguardano: cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle residenze; autorimesse singole o collettive; androni di ingresso e porticati liberi; Superfici escluse dal computo della SU e della SA
nze; autorimesse singole o collettive; androni di ingresso e porticati liberi; Superfici escluse dal computo della SU e della SA Non costituiscono né superficie utile né accessoria: i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; le pensiline (definizione n.38); le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; i (definizione n. 52);
i) sia privati che comuni; le pensiline (definizione n.38); le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; i (definizione n. 52); i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi i pergolati a terra (definizione n.53); i locali con altezza inferiore a m 1,80; volumi o vani tecnici (definizione n. 41); le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano
o vani tecnici (definizione n. 41); le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative lett. c) della L.R. 13/2008, e definizione n.51); cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Superficie di vendita di un esercizio commerciale
estinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Superficie di vendita di un esercizio commerciale Misura dell’area o delle aree destinate alla vendita, comprese quelle occupate da banchi, scaffalature, vetrine e quelle dei locali frequentabili dai clienti, adibiti all’esposizione delle merci e collegati direttamente all’esercizio di vendita. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali
posizione delle merci e collegati direttamente all’esercizio di vendita. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle casse e ad altri servizi nei quali non è previsto l’ingresso dei clienti (art.4 della LR Superficie di vendita di un centro commerciale e di una area commerciale integrata
evisto l’ingresso dei clienti (art.4 della LR Superficie di vendita di un centro commerciale e di una area commerciale integrata risultante dalla somma delle superfici di vendita delle medie, grandi strutture e esercizi al ti. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle casse e ad altri servizi nei quali non è previsto l’ingresso dei clienti (art.4 LR 24/2015)
ci, gli spazi collocati davanti alle casse e ad altri servizi nei quali non è previsto l’ingresso dei clienti (art.4 LR 24/2015) Le serre solari sono sistemi passivi per la captazione e lo sfruttamento dell’energia solare, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. Le serre possono essere realizzate negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti e non
REGOLAMENTO EDILIZIO 99 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
lizzate (art.11 co.1 lett. Le serre possono essere realizzate negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti e non REGOLAMENTO EDILIZIO 99 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) accessorie di ciascun piano per le relative altezze lorde), comprensive di murature perimetrali, le è richiamato negli indici di edificabilità territoriale (Ift) e fondiaria (Iff). I Comuni, in base ai propri strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti, devono individuare le superfici
fondiaria (Iff). I Comuni, in base ai propri strumenti urbanistici generali e esecutivi vigenti, devono individuare le superfici Ai sensi dell’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori riguardano: cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano
essibili solo da spazi comuni (vedi le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al Misura dell’area o delle aree destinate alla vendita, comprese quelle occupate da banchi,
tà terziarie o produttive destinati al Misura dell’area o delle aree destinate alla vendita, comprese quelle occupate da banchi, scaffalature, vetrine e quelle dei locali frequentabili dai clienti, adibiti all’esposizione delle merci e o di vendita. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati i clienti (art.4 della LR
ti a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati i clienti (art.4 della LR Superficie di vendita di un centro commerciale e di una area commerciale integrata risultante dalla somma delle superfici di vendita delle medie, grandi strutture e esercizi al ti. Non costituisce superficie di vendita quella dei locali destinati a magazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle (art.4 LR 24/2015)
agazzini, depositi, lavorazioni, uffici, servizi igienici, impianti tecnici, gli spazi collocati davanti alle (art.4 LR 24/2015) Le serre solari sono sistemi passivi per la captazione e lo sfruttamento dell’energia solare, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. ‘c’ della L.R.
e che abbiano dimensione comunque non della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. ‘c’ della L.R. Le serre possono essere realizzate negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti e non
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – sono computate ai fini volumetrici purché rispettino essere integrate nell’organismo edilizio; avere superficie netta in pianta inferiore o uguale al 15% della superficie utile dell'unità a cui sono collegate, a condizione che la serra non costituisca vano funzional la superficie disperdente deve essere realizzata in elementi trasparenti con U almeno il 50%; essere apribili per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo dell’involucro;
nti trasparenti con U almeno il 50%; essere apribili per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo dell’involucro; essere dotate di schermature e/o disp estivo, atte a ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo; non essere dotate di impianto di riscaldamento o di raffrescamento. Specificazione applicativa: Il titolo abilitativo rilasciato per la realizzazione della serra deve contenere esplicitamente l'obbligo di non
ne applicativa: Il titolo abilitativo rilasciato per la realizzazione della serra deve contenere esplicitamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò avvenisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio; la serra solare non computata ai fini delle superfici e dei volumi non può avere agibilità autonoma come locale indipendente. 52 - Tetto verde Sono definiti tetti verdi le coperture degli edifici dotate in parte o completamente di manto erboso
ipendente. 52 - Tetto verde Sono definiti tetti verdi le coperture degli edifici dotate in parte o completamente di manto erboso o altro materiale vegetale, in grado di ridurre estivo, di garantire isolamento termico invernale e di ridurre le superfici urbane riflettenti. Il tetto verde deve comunque garantire l'accesso alle coperture per la manutenzione. Le differenti tipologie di copertura a verde debbono essere progettate e realizzate in accordo con quanto definito in proposito dalle norme UNI.
pologie di copertura a verde debbono essere progettate e realizzate in accordo con quanto definito in proposito dalle norme UNI. 53 - Pergolato Strutture atte a consentire il sostegno di verde rampicante su terrazzi, cortili o giardini, con una ridotta superficie di copertura in pianta. Non rientrano in questa tipologia specifica quelle strutture realizzate in ampi spazi aperti, anche con destinazione agricola, scollegati da edifici residenziali. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
n ampi spazi aperti, anche con destinazione agricola, scollegati da edifici residenziali. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. sono computate ai fini volumetrici purché rispettino tutte le seguenti condizioni: essere integrate nell’organismo edilizio; avere superficie netta in pianta inferiore o uguale al 15% della superficie utile dell'unità a condizione che la serra non costituisca vano funzional
a in pianta inferiore o uguale al 15% della superficie utile dell'unità a condizione che la serra non costituisca vano funzional la superficie disperdente deve essere realizzata in elementi trasparenti con U essere apribili per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo dell’involucro; essere dotate di schermature e/o dispositivi mobili o rimovibili, per evitare il surriscaldamento estivo, atte a ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo;
, per evitare il surriscaldamento estivo, atte a ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo; non essere dotate di impianto di riscaldamento o di raffrescamento. Il titolo abilitativo rilasciato per la realizzazione della serra deve contenere esplicitamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò avvenisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio; la serra elle superfici e dei volumi non può avere agibilità autonoma come locale
venisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio; la serra elle superfici e dei volumi non può avere agibilità autonoma come locale Sono definiti tetti verdi le coperture degli edifici dotate in parte o completamente di manto erboso o altro materiale vegetale, in grado di ridurre l’insolazione sulle superficie orizzontali in periodo estivo, di garantire isolamento termico invernale e di ridurre le superfici urbane riflettenti. Il tetto
orizzontali in periodo estivo, di garantire isolamento termico invernale e di ridurre le superfici urbane riflettenti. Il tetto verde deve comunque garantire l'accesso alle coperture per la manutenzione. Le differenti ie di copertura a verde debbono essere progettate e realizzate in accordo con quanto definito in proposito dalle norme UNI. Strutture atte a consentire il sostegno di verde rampicante su terrazzi, cortili o giardini, con una
REGOLAMENTO EDILIZIO 100 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
proposito dalle norme UNI. Strutture atte a consentire il sostegno di verde rampicante su terrazzi, cortili o giardini, con una superficie di copertura in pianta. Non rientrano in questa tipologia specifica quelle strutture realizzate in ampi spazi aperti, anche con destinazione agricola, scollegati da edifici residenziali. REGOLAMENTO EDILIZIO 100 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) tutte le seguenti condizioni:
REGOLAMENTO EDILIZIO 100 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ci residenziali. REGOLAMENTO EDILIZIO 100 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) tutte le seguenti condizioni: avere superficie netta in pianta inferiore o uguale al 15% della superficie utile dell'unità abitativa a condizione che la serra non costituisca vano funzionalmente autonomo; la superficie disperdente deve essere realizzata in elementi trasparenti con U ≤ 1,5 W/m²K per essere apribili per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo dell’involucro;
enti trasparenti con U ≤ 1,5 W/m²K per essere apribili per una superficie pari ad almeno un terzo dello sviluppo dell’involucro; ositivi mobili o rimovibili, per evitare il surriscaldamento estivo, atte a ridurre almeno del 70% l’irradiazione solare massima durante il periodo estivo; Il titolo abilitativo rilasciato per la realizzazione della serra deve contenere esplicitamente l'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò avvenisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio; la serra
'obbligo di non modificarne la destinazione e l'avvertenza che, se ciò avvenisse, si incorrerebbe in un abuso edilizio; la serra elle superfici e dei volumi non può avere agibilità autonoma come locale Sono definiti tetti verdi le coperture degli edifici dotate in parte o completamente di manto erboso l’insolazione sulle superficie orizzontali in periodo estivo, di garantire isolamento termico invernale e di ridurre le superfici urbane riflettenti. Il tetto
orizzontali in periodo estivo, di garantire isolamento termico invernale e di ridurre le superfici urbane riflettenti. Il tetto verde deve comunque garantire l'accesso alle coperture per la manutenzione. Le differenti ie di copertura a verde debbono essere progettate e realizzate in accordo con quanto Strutture atte a consentire il sostegno di verde rampicante su terrazzi, cortili o giardini, con una superficie di copertura in pianta. Non rientrano in questa tipologia specifica quelle strutture
zzi, cortili o giardini, con una superficie di copertura in pianta. Non rientrano in questa tipologia specifica quelle strutture realizzate in ampi spazi aperti, anche con destinazione agricola, scollegati da edifici residenziali.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLEGATO A-1: MODIFICA DELLE N.T.A. DEL
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLEGATO A-1: MODIFICA DELLE N.T.A. DEL P.U.G. VIGENTE Modifica e adeguamento delle N.T.A del P.U.G. derivanti dal recepimento delle definizioni uniformi, al fine di mantenere inva dimensionali dello strumento urbanistico vigente, cosi come previsto dall'art. Dalla data di approvazione del presente Regolamento sono abrogate le definizioni di cui al punto 2.02 delle N.T.A. che vengon da quelle riportate nella seguente tabella. N. Voce Definizione Uniforme
efinizioni di cui al punto 2.02 delle N.T.A. che vengon da quelle riportate nella seguente tabella. N. Voce Definizione Uniforme 1 Superficie Territoriale (ST) 1 - Superficie Territoriale (ST) Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. 2 Superficie fondiaria (SF) 2 - Superficie Fondiaria (SF) Superficie reale di una porzione di
ali ivi comprese quelle esistenti. 2 Superficie fondiaria (SF) 2 - Superficie Fondiaria (SF) Superficie reale di una porzione di destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. 3 Indice di edificabilità Territoriale (IT) 3 - Indice di edificabilità territoriale (IT) Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, comprensiva dell’edificato esistente.
massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, comprensiva dell’edificato esistente. 4 Indice di edificabilità Fondiaria (IF) 4 - Indice di edificabilità Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie fondiaria, comprensiva dell’edificato esistente. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
NICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : MODIFICA DELLE N.T.A. DEL P.U.G. VIGENTE Modifica e adeguamento delle N.T.A del P.U.G. derivanti dal recepimento delle definizioni uniformi, al fine di mantenere inva dimensionali dello strumento urbanistico vigente, cosi come previsto dall'art. 2 - comma 4 e 5 della L.R. n. 11/2017.
enere inva dimensionali dello strumento urbanistico vigente, cosi come previsto dall'art. 2 - comma 4 e 5 della L.R. n. 11/2017. Dalla data di approvazione del presente Regolamento sono abrogate le definizioni di cui al punto 2.02 delle N.T.A. che vengon Definizione Uniforme N.T.A. modificata e adeguata Superficie Territoriale (ST) Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni
one di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni comprese quelle esistenti. Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. coincida con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie territoriale.
da con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie territoriale. Superficie Fondiaria (SF) Superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per
i una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. La superficie fondiaria è calcolata al lordo delle eventuali strade esistenti e a costruirsi, ancora di proprietà privata, sempre già utilizzate, oggetto di prescrizioni e/o condizionamenti per il rilascio di licenze edilizie e/o concessioni e/o PdC, intese a renderle pubbliche o di uso pubblico. In
o condizionamenti per il rilascio di licenze edilizie e/o concessioni e/o PdC, intese a renderle pubbliche o di uso pubblico. In tali ultimi casi la SF sarà computata al netto del Indice di edificabilità territoriale (IT) Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie territoriale, comprensiva dell’edificato E’ il rapporto tra la quantità massima di volume edificabile (espresso in mc) su una
ie territoriale, comprensiva dell’edificato E’ il rapporto tra la quantità massima di volume edificabile (espresso in mc) su una determinata superficie territoriale (espresso in mq), comprensiva dell’edificato esistente. Indice di edificabilità fondiaria (IF) Quantità massima di superficie o di volume edificabile su una determinata superficie fondiaria, comprensiva dell’edificato E’ il rapporto tra la quantità massima di volume edificabile (espresso in mc) su una
COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ficie fondiaria, comprensiva dell’edificato E’ il rapporto tra la quantità massima di volume edificabile (espresso in mc) su una determinata superficie fondiaria (espresso in mc), comprensiva dell’edificato esistente. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 101 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifica e adeguamento delle N.T.A del P.U.G. derivanti dal recepimento delle definizioni uniformi, al fine di mantenere invariate le previsioni /2017.
delle N.T.A del P.U.G. derivanti dal recepimento delle definizioni uniformi, al fine di mantenere invariate le previsioni /2017. Dalla data di approvazione del presente Regolamento sono abrogate le definizioni di cui al punto 2.02 delle N.T.A. che vengono pertanto sostituite N.T.A. modificata e adeguata Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per
una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. Qualora la superficie reale non coincida con quella indicata su carta tecnica o su mappa catastale, si deve assumere la superficie reale come superficie territoriale. Superficie reale (non catastale) di una porzione di territorio destinata all’uso io. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per
tastale) di una porzione di territorio destinata all’uso io. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti. La superficie fondiaria è calcolata al lordo delle eventuali strade esistenti e a , sempre che queste ultime non siano state già utilizzate, oggetto di prescrizioni e/o condizionamenti per il rilascio di licenze edilizie e/o concessioni e/o PdC, intese a renderle pubbliche o di uso pubblico. In
o condizionamenti per il rilascio di licenze edilizie e/o concessioni e/o PdC, intese a renderle pubbliche o di uso pubblico. In tali ultimi casi la SF sarà computata al netto delle strade. E’ il rapporto tra la quantità massima di volume edificabile (espresso in mc) su una determinata superficie territoriale (espresso in mq), comprensiva dell’edificato E’ il rapporto tra la quantità massima di volume edificabile (espresso in mc) su una superficie fondiaria (espresso in mc), comprensiva dell’edificato
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 5 Densità Territoriale (DT) 6 Superficie minima di intervento (Sm) 7 Superficie coperta (SCo) 8 - Superficie coperta (SCo) Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. 8 Indice di Copertura (IC) 11 - indice di coperta (IC) Rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria. 9 Superficie totale (STo)
pertura (IC) 11 - indice di coperta (IC) Rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria. 9 Superficie totale (STo) 12 - Superficie totale (STo) Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio. 10 Superficie lorda (SL) 13 - Superficie lorda (SL) Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie. Comune di Trani
perfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. E’ il rapporto tra il numero di abitanti insediati o insediabili in una zona e la superficie territoriale (ST) della stessa. Il numero degli abitanti si ottiene dividendo il volume edilizio relativo alla superficie
rficie territoriale (ST) della stessa. Il numero degli abitanti si ottiene dividendo il volume edilizio relativo alla superficie territoriale in questione per mc 100 per abitante (se l’edificio è ha destinazione mista a residenza e negozi) e per mc 80 per abitante (se l’edificio è destinato solo a residenza). Superficie fondiaria minima richiesta per ogni intervento edilizio diretto, oppure superficie territoriale minima richiesta per ogni strumento urbanistico di esecuzione. coperta (SCo)
to edilizio diretto, oppure superficie territoriale minima richiesta per ogni strumento urbanistico di esecuzione. coperta (SCo) Superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. Superficie (in mq) risultante dalla proiezione sul piano perimetrale dell’involucro murario della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m.
iano perimetrale dell’involucro murario della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m. indice di coperta (IC) Rapporto tra la superficie coperta e la E’ il rapporto (in percentuale) tra la superficie coperta (in mq) e la superficie fondiaria (in mq), riferito a tutte le opere edificate sul terreno escluso le deroghe previste dall’art. 11 della LR n. 13/2008. Superficie totale (STo) Somma delle superfici di tutti i piani fuori
cluso le deroghe previste dall’art. 11 della LR n. 13/2008. Superficie totale (STo) Somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio. Somma delle superfici (in mq) di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale chiuso esterno dell’edificio. Dal computo della superficie totale sono esclusi i maggiori spessori delle murature
lo perimetrale chiuso esterno dell’edificio. Dal computo della superficie totale sono esclusi i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse tamponature o muri portanti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008. (SL) Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie.
) Somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie. Somma delle superfici (in mq) di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale chiuso esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie. La superficie lorda deve riferirsi all'intero edificio entro e fuori terra. Sono comprese nella superficie lorda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finest
lorda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finest Dal computo della superficie lorda sono esclusi i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse tamponature o muri portanti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008). Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 102
COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ve costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008). Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 102 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) E’ il rapporto tra il numero di abitanti insediati o insediabili in una zona e la superficie si ottiene dividendo il volume edilizio relativo alla superficie territoriale in questione per mc 100 per abitante (se l’edificio è ha destinazione mista a
ume edilizio relativo alla superficie territoriale in questione per mc 100 per abitante (se l’edificio è ha destinazione mista a residenza e negozi) e per mc 80 per abitante (se l’edificio è destinato solo a residenza). Superficie fondiaria minima richiesta per ogni intervento edilizio diretto, oppure superficie territoriale minima richiesta per ogni strumento urbanistico di Superficie (in mq) risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo
ima richiesta per ogni strumento urbanistico di Superficie (in mq) risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo perimetrale dell’involucro murario della costruzione fuori terra, con esclusione E’ il rapporto (in percentuale) tra la superficie coperta (in mq) e la superficie fondiaria (in mq), riferito a tutte le opere edificate sul terreno escluso le deroghe Somma delle superfici (in mq) di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati
e edificate sul terreno escluso le deroghe Somma delle superfici (in mq) di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale chiuso esterno dell’edificio. Dal computo della superficie totale sono esclusi i maggiori spessori delle murature mponature o muri portanti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008.
ento delle prestazioni energetiche nelle nuove costruzioni e nel recupero degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008. Somma delle superfici (in mq) di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale superfici accessorie. La superficie lorda deve riferirsi all'intero edificio entro e fuori terra. Sono comprese nella superficie lorda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre.
rda le verande e i piani di calpestio dei soppalchi, nonché le murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. Dal computo della superficie lorda sono esclusi i maggiori spessori delle murature esterne, siano esse tamponature o muri portanti, oltre i trenta centimetri, finalizzati all'incremento delle prestazioni energetiche nelle nuove costruzioni e ro degli edifici esistenti (art.11 co.1 della LR 13/2008).
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 11 Superficie utile (SU) 14 - Superficie utile (SU) Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. 48 - Superfici escluse dal computo della SU e della SA Non costituiscono né superfici accessoria: a) i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni;
llerie gravati da servitù di uso pubblico; b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline (definizione n.38); d) le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; e) i tetti verdi non praticabili (definizione n. 52); f) i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi definizione n. 52); g) i pergolati a terra (definizione n.53); h) i locali con altezza inferiore a m 1,80;
da spazi comuni (vedi definizione n. 52); g) i pergolati a terra (definizione n.53); h) i locali con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici (definizione n. 41); j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della definizione n.51); k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a
elle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della definizione n.51); k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Superficie utile (SU) Superficie di pavimento degli spazi di un
INE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
INE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Superficie utile (SU) Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. Superfici escluse dal computo della SU e Non costituiscono né superficie utile né i porticati o le gallerie gravati da servitù di gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; le pensiline (definizione n.38);
a servitù di gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; le pensiline (definizione n.38); le tettoie con profondità inferiore a i verdi non praticabili (definizione n. i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi definizione n. 52); i pergolati a terra (definizione n.53); i locali con altezza inferiore a m 1,80; tecnici (definizione n. 41); le serre solari, per le quali sussista atto di
ione n.53); i locali con altezza inferiore a m 1,80; tecnici (definizione n. 41); le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013).
ti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Superficie (in mq) di pavimento degli spazi di superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre. Altresì non costituiscono superficie utile: a) i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline;
servitù di uso pubblico; b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline; d) le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; e) i tetti verdi non praticabili; f) i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni; g) i pergolati a terra; h) i locali con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici ; j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e
feriore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici ; j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e definizione n.51); k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L 1/2013).
COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L 1/2013). Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 103 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Superficie (in mq) di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico;
soria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della
le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 12 Superficie accessoria (SA) 15 - Superficie accessoria (SA) Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sgu finestre. La superficie accessoria ricomprende: a) i portici e le gallerie pedonali; b) i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; c) le tettoie con profondità superiore a m 1,50;
rtici e le gallerie pedonali; b) i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; c) le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile; d) le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori te relativi corridoi di servizio; e) i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi
otetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti p abitabili che costituiscono superficie utile; f) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola volta; g) spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale;
destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale; h) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani s degli ascensori) e gli androni condominiali. (segue alla pagina successiva) Comune di Trani
ni di collegamento verticale (vani s degli ascensori) e gli androni condominiali. (segue alla pagina successiva) Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Superficie accessoria (SA) Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e
alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e La superficie accessoria ricomprende: i portici e le gallerie pedonali; i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile; le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i
rficie accessoria sia della superficie utile; le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di servizio; i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; i vani scala interni alle unità immobiliari
ino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle orimesse che costituiscono attività le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani scala e vani
pazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani scala e vani degli ascensori) e gli androni condominiali. (segue alla pagina successiva) Superficie (in mq) di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria ricomprende:
ima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria ricomprende:
- i portici e le gallerie pedonali;
- i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze;
- le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile;
- le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori te relativi corridoi di servizio;
superficie utile; 4) le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori te relativi corridoi di servizio; 5) i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; 6) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a
tabili che costituiscono superficie utile; 6) i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola volta; 7) spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli (ENTRO E FUORI TERRA) compresi i relativi spazi di manovra, ad che costituiscono attività imprenditoriale; 8) le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi
COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
i servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi comuni di collegamento verticale (vani scala e vani degli ascensori) e gli androni condominiali. (segue alla pagina Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 104 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Superficie (in mq) di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al
degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al i murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i
l computo sia della superficie accessoria sia le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a
equisiti richiesti per i locali abitabili che i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli (ENTRO E FUORI TERRA) compresi i relativi spazi di manovra, ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale; le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi
i servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi, gli spazi to verticale (vani scala e vani degli ascensori) e gli pagina successiva)
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE (riviene dalla pagina precedente) 48 - Superfici escluse dal computo della SU e della SA Non costituiscono né superficie utile né accessoria: a) i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline (definizione n.38); d) le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; e) i tetti verdi non praticabili ( 52); f) i lastrici solari, a condizione che siano
tettoie con profondità inferiore a m.1,50; e) i tetti verdi non praticabili ( 52); f) i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi definizione n. 52); g) i pergolati a terra (definizione n.53); h) i locali con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici (definizione n. j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità
ncolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e definizi k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Comune di Trani
attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. (riviene dalla pagina precedente) Superfici escluse dal computo della SU e Non costituiscono né superficie utile né i porticati o le gallerie gravati da servitù di gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine,
tuiscono né superficie utile né i porticati o le gallerie gravati da servitù di gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; le pensiline (definizione n.38); le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; i tetti verdi non praticabili (definizione n. i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni (vedi definizione n. 52); i pergolati a terra (definizione n.53); i locali con altezza inferiore a m 1,80;
solo da spazi comuni (vedi definizione n. 52); i pergolati a terra (definizione n.53); i locali con altezza inferiore a m 1,80; volumi o vani tecnici (definizione n. 41); le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e definizione n.51); cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a
itative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e definizione n.51); cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). (riviene dalla pagina precedente) Altresì non costituiscono superficie accessoria: a) i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline;
gravati da servitù di uso b) gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; c) le pensiline; d) le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; e) i tetti verdi non praticabili; f) i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi comuni; g) i pergolati a terra; h) i locali con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici ; j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale
con altezza inferiore a m 1,80; i) volumi o vani tecnici ; j) le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. 13/2008, e definizione n.51); k) cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e a produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013).
CONSENTITO.
degli edifici adibiti a residenza e a produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. 1/2013). Ai sensi della D.G.R. n. 648 del 04 maggio 2017 pubblicata sul BuRP n. 55 del 12 05-2017: − le superfici accessorie non comportanti ulteriore cari completamente interrate non concorrono nel calcolo del VOLUME TOTALE CONSENTITO. − le superfici accessorie, poste del tutto o in parte fuori terra, purché aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno, o su due lati in caso di
CONSENTITO.
e, poste del tutto o in parte fuori terra, purché aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno, o su due lati in caso di porticato di collegamento, compresi gli spazi destinati alla sosta o ricovero degli autoveicoli non concorrono al calcolo del VOLUME TOTALE CONSENTITO. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 105 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (riviene dalla pagina precedente) accessoria: i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico;
AT (REV. 02.05.2019)
AT (REV. 02.05.2019) (riviene dalla pagina precedente) accessoria: i porticati o le gallerie gravati da servitù di uso pubblico; gli spazi scoperti a terra (cortili, chiostrine, giardini) sia privati che comuni; le tettoie con profondità inferiore a m.1,50; i lastrici solari, a condizione che siano condominiali e accessibili solo da spazi le serre solari, per le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della
le quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative realizzate (art.11 co.1 lett. c) della L.R. cortili o spazi comuni degli edifici adibiti a residenza e attività terziarie o produttive destinati al deposito attrezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. Ai sensi della D.G.R. n. 648 del 04 maggio 2017 pubblicata sul BuRP n. 55 del 12-
trezzato di biciclette (art.13 co.5 della L.R. Ai sensi della D.G.R. n. 648 del 04 maggio 2017 pubblicata sul BuRP n. 55 del 12- le superfici accessorie non comportanti ulteriore carico urbanistico, ove completamente interrate non concorrono nel calcolo del VOLUME TOTALE le superfici accessorie, poste del tutto o in parte fuori terra, purché aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno, o su due lati in caso di icato di collegamento, compresi gli spazi destinati alla sosta o ricovero
à del loro perimetro esterno, o su due lati in caso di icato di collegamento, compresi gli spazi destinati alla sosta o ricovero degli autoveicoli non concorrono al calcolo del VOLUME TOTALE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 13 Superficie complessiva (SC) 16 - Superficie complessiva (SC) Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). 14 Superficie non residenziale (Snr) 47 - Superficie non residenziale (Snr) Ai sensi dell’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori riguardano: a) cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle residenze;
locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle residenze; b) autorimesse singole o collettive; c) androni di ingresso e porticati liberi; d) logge e balconi. 15 Altezza lorda dei piani (Hp) 26 - Altezza lorda Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del copertura. 16 Altezza netta dei piani
Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del copertura. 16 Altezza netta dei piani (Hn) 29 - Altezza utile (HU) Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata. Comune di Trani
Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza media ponderata. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Superficie complessiva (SC) Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA).
% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). Per l’edilizia a destinazione produttiva prevalente la superficie acce al 40% (SC = SU + 40% SA). Superficie non residenziale (Snr) Ai sensi dell’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori riguardano: cantinole, soffitte, locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle residenze;
locali motore ascensore, cabine idriche, lavatoi comuni, centrali termiche, ed altri locali a stretto servizio delle residenze; autorimesse singole o collettive; androni di ingresso e porticati liberi; Ai sensi dell’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori al servizio dell’abitazione (misurati tutti al netto delle murature, tramezzi e vani porte e finestre), riguardano: − cantinole, locali di deposito, terrazzi, ballatoi, tettoie, scale e ascen
ture, tramezzi e vani porte e finestre), riguardano: − cantinole, locali di deposito, terrazzi, ballatoi, tettoie, scale e ascen per impianti tecnologici, spazi per riunioni, ed altri locali a stretto servizio delle residenze; − parcheggi e autorimesse (singole o collettive) entro e fuori terra compresi i relativi spazi di manovra; − androni e porticati liberi; − logge e balconi. Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano
lconi. Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del soffitto o della Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’ESTRADOSSO del soffitto o della copertura.
rastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’ESTRADOSSO del soffitto o della copertura. MODIFICA APPORTATA nel rispetto delle previsioni dell’art. 11 della LR n. 13/2008 e al fine di mantenere invariate le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi dell’art. 2 comma 4 della LR n. 11/2017.
- Altezza utile (HU) Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali
zza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando 'altezza media ponderata. Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando media ponderata.
ti strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando media ponderata. Nello specifico: − per le costruzioni a volta, a trullo, a converse, o similari, l’altezza è data dalla differenza tra la quota del piano di calpestio e quella dell’imposta della volta o del cono. − i locali abitabili con soffitto inclinato piano dovranno avere l’altezza minima di m 2,00 con il lato minimo di ml. 1,30. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 106
COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
inato piano dovranno avere l’altezza minima di m 2,00 con il lato minimo di ml. 1,30. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 106 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA). Per l’edilizia a destinazione produttiva prevalente la superficie accessoria è ridotta ’art.2 co.2 del DM 801/1978, le superfici per servizi ed accessori al servizio dell’abitazione (misurati tutti al netto delle murature, tramezzi e vani
1978, le superfici per servizi ed accessori al servizio dell’abitazione (misurati tutti al netto delle murature, tramezzi e vani cantinole, locali di deposito, terrazzi, ballatoi, tettoie, scale e ascensori, locali per impianti tecnologici, spazi per riunioni, ed altri locali a stretto servizio parcheggi e autorimesse (singole o collettive) entro e fuori terra compresi i Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento
ole o collettive) entro e fuori terra compresi i Differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’ESTRADOSSO del soffitto o della copertura. ICA APPORTATA nel rispetto delle previsioni dell’art. 11 della LR n. 13/2008 e al fine di mantenere invariate le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio
le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi Altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l'altezza per le costruzioni a volta, a trullo, a converse, o similari, l’altezza è data dalla differenza tra la quota del piano di calpestio e quella dell’imposta della volta inclinato piano dovranno avere l’altezza minima
differenza tra la quota del piano di calpestio e quella dell’imposta della volta inclinato piano dovranno avere l’altezza minima di m 2,00 con il lato minimo di ml. 1,30.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 17 Altezza massima dell'edificio (Hmax) 27 - Altezza del fronte (HF) L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata: − all’estremità inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio prevista dal progetto; − all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali,
trale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali, per le coperture piane. 28 - Altezza dell’edificio (H) Altezza massima tra quella dei vari fronti. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
- Altezza del fronte (HF) L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata: inferiore, dalla quota del
V.
- Altezza del fronte (HF) L’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio è delimitata: inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio getto; all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero ità delle strutture perimetrali, per le coperture piane.
- Altezza dell’edificio (H) Altezza massima tra quella dei vari fronti.
ità delle strutture perimetrali, per le coperture piane.
- Altezza dell’edificio (H) Altezza massima tra quella dei vari fronti. L’altezza massima del fabbricato è la maggiore delle altezze tra que prospetti o fronti: − Per gli edifici con copertura piana, l’altezza del prospetto si misura a partire dal punto medio dell’intersezione della sistemazione esterna (approvata contestualmente al progetto) con la parete verticale da misurare, fino all’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo p
vata contestualmente al progetto) con la parete verticale da misurare, fino all’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo p pendenza l’estremità inferiore dell’altezza del fronte coincide con la quota media del terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio esistente o previsto in progetto; − Per gli edifici coperti a falda con pendenza inferiore al 35%, a volta, a conversa ed a trullo, l’altezza, misurata con le stesse modalità di cui sopra, è riferita al
ndenza inferiore al 35%, a volta, a conversa ed a trullo, l’altezza, misurata con le stesse modalità di cui sopra, è riferita al lembo superiore del bordo esterno del canale di gronda; − Per gli edifici a tetto o a falda con pendenza superiore al 35%, dalla fino ai due terzi della proiezione verticale del tetto. Nel caso di fronte avente diverse altezze, si considera come altezza la media ponderale della parete scomposta in elementi quadrangolari, utilizzando il criterio di misur indicato;
era come altezza la media ponderale della parete scomposta in elementi quadrangolari, utilizzando il criterio di misur indicato; − Nel caso di prospetti che presentino arretramenti, fermo restando il criterio di misurazione con le modalità di cui sopra, e fatti salvi gli eventuali collegamenti strutturali a filo facciata, l’altezza della parete è misurata fino al piano di arretramento, sempre che l’arretramento stesso sia in rapporto di almeno 1 a 1
’altezza della parete è misurata fino al piano di arretramento, sempre che l’arretramento stesso sia in rapporto di almeno 1 a 1 con l’altezza del corpo arretrato. L’arretramento può essere utilizzato una volta sola fino al massimo di m 4,00. DEFINIZIONE PREESISTENTE al fine di mantenere invariate le dimensionali del vigente PUG, ai sensi dell’art. 2 comma 4 della LR n. 11/2017 Nel computo delle altezze non sono considerate: − i manufatti tecnologici costituenti alloggiamento dell’impianto ascensori,
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017 Nel computo delle altezze non sono considerate: − i manufatti tecnologici costituenti alloggiamento dell’impianto ascensori, gabbie di scale, canne di aerazione o simi tollerata, purché siano contenuti nei limiti strettamente indispensabili e costituiscano una soluzione architettonicamente compiuta − i parapetti pieni al piano di copertura con altezza minore di 1,20 m; (segue alla pagina Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 107 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
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i 1,20 m; (segue alla pagina Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 107 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) L’altezza massima del fabbricato è la maggiore delle altezze tra quelle dei vari copertura piana, l’altezza del prospetto si misura a partire dal punto medio dell’intersezione della sistemazione esterna (approvata contestualmente al progetto) con la parete verticale da misurare, fino all’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano. Nel caso di terreno in
etto) con la parete verticale da misurare, fino all’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano. Nel caso di terreno in pendenza l’estremità inferiore dell’altezza del fronte coincide con la quota media del terreno o della sistemazione esterna posta in aderenza all’edificio ndenza inferiore al 35%, a volta, a conversa ed a trullo, l’altezza, misurata con le stesse modalità di cui sopra, è riferita al do esterno del canale di gronda;
a conversa ed a trullo, l’altezza, misurata con le stesse modalità di cui sopra, è riferita al do esterno del canale di gronda; Per gli edifici a tetto o a falda con pendenza superiore al 35%, dalla linea di terra fino ai due terzi della proiezione verticale del tetto. Nel caso di fronte avente diverse altezze, si considera come altezza la media ponderale della parete scomposta in elementi quadrangolari, utilizzando il criterio di misurazione sopra
a come altezza la media ponderale della parete scomposta in elementi quadrangolari, utilizzando il criterio di misurazione sopra Nel caso di prospetti che presentino arretramenti, fermo restando il criterio di misurazione con le modalità di cui sopra, e fatti salvi gli eventuali collegamenti strutturali a filo facciata, l’altezza della parete è misurata fino al piano di tramento, sempre che l’arretramento stesso sia in rapporto di almeno 1 a 1
a, l’altezza della parete è misurata fino al piano di tramento, sempre che l’arretramento stesso sia in rapporto di almeno 1 a 1 con l’altezza del corpo arretrato. L’arretramento può essere utilizzato una volta DEFINIZIONE PREESISTENTE al fine di mantenere invariate le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi dell’art. 2 comma 4 della LR n. 11/2017 Nel computo delle altezze non sono considerate: i manufatti tecnologici costituenti alloggiamento dell’impianto ascensori,
/2017 Nel computo delle altezze non sono considerate: i manufatti tecnologici costituenti alloggiamento dell’impianto ascensori, gabbie di scale, canne di aerazione o simili, la cui costruzione in eccedenza è tollerata, purché siano contenuti nei limiti strettamente indispensabili e costituiscano una soluzione architettonicamente compiuta; i parapetti pieni al piano di copertura con altezza minore di 1,20 m; pagina successiva)
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 18 Sagoma 18 - Sagoma Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superi m. 19 Profilo perimetrale esterno 45 - Profilo perimetrale esterno Per profilo perimetrale esterno di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro terra dell'edificio.
ale esterno Per profilo perimetrale esterno di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro terra dell'edificio. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. (riviene dalla pagina − il maggior spessore dei solai intermedi e di copertura oltre la funzione esclusivamente strutturale (art. 11 LR 13/2008) ai sensi e nei limiti delle vigenti
i intermedi e di copertura oltre la funzione esclusivamente strutturale (art. 11 LR 13/2008) ai sensi e nei limiti delle vigenti disposizioni di legge nazionali e regionali in materia di prestazioni energetiche degli edifici. Quando un edificio è costruito all’angolo di due strade di diversa larghezza, oppure quando un edificio prospetti due tratti di strada contigui e di diversa larghezza e il prospetto corrispondente allo spazio più largo abbia un’estensione di
due tratti di strada contigui e di diversa larghezza e il prospetto corrispondente allo spazio più largo abbia un’estensione di almeno m 12, l’altezza competente a tale spazio, può essere mantenuta anche lungo quello più stretto, fino ad uno sviluppo massimo di m 12. L’estensione lungo lo spazio più stretto si misura, in caso di smus vertice dell’angolo formato dai due allineamenti stradali concorrenti. Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro
ormato dai due allineamenti stradali concorrenti. Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad
a della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e g sporti superiori a 1,50 m. In termini urbanistici la sagoma di un edificio è costituita dalla somma delle superfici lorde abitabili presenti nello stesso a qualsiasi livello e comunque utilizzate, sia per la residenza sia per qualsiasi attività.
orde abitabili presenti nello stesso a qualsiasi livello e comunque utilizzate, sia per la residenza sia per qualsiasi attività. I vani tecnici sono compresi nella sagoma dell'edificio. Profilo perimetrale esterno Per profilo perimetrale esterno di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro Per profilo perimetrale esterno di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro terra dell'edificio. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 108
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di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra che entro terra dell'edificio. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 108 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) pagina precedente) il maggior spessore dei solai intermedi e di copertura oltre la funzione esclusivamente strutturale (art. 11 LR 13/2008) ai sensi e nei limiti delle vigenti regionali in materia di prestazioni energetiche Quando un edificio è costruito all’angolo di due strade di diversa larghezza,
ti regionali in materia di prestazioni energetiche Quando un edificio è costruito all’angolo di due strade di diversa larghezza, oppure quando un edificio prospetti due tratti di strada contigui e di diversa nte allo spazio più largo abbia un’estensione di almeno m 12, l’altezza competente a tale spazio, può essere mantenuta anche lungo quello più stretto, fino ad uno sviluppo massimo di m 12. L’estensione lungo lo spazio più stretto si misura, in caso di smusso dello spigolo de ll’edificio, dal
viluppo massimo di m 12. L’estensione lungo lo spazio più stretto si misura, in caso di smusso dello spigolo de ll’edificio, dal vertice dell’angolo formato dai due allineamenti stradali concorrenti. Conformazione planovolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli
rizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli In termini urbanistici la sagoma di un edificio è costituita dalla somma delle superfici lorde abitabili presenti nello stesso a qualsiasi livello e comunque utilizzate, sia per la residenza sia per qualsiasi attività. tecnici sono compresi nella sagoma dell'edificio. perimetrale esterno di un edificio si intende l'involucro sia fuori terra
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 20 Volume (V) 19 - Volume totale o volumetria complessiva (V) Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun per la relativa altezza lorda. 46 - Volume edificabile (Ve) Il Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria di progetto ammissibile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda) le volumetrie derivanti dalle superfici
ione n.19: somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda) le volumetrie derivanti dalle superfici accessorie (somma delle superfici accessorie di ciascun piano per le relative altezze lorde), comprensive di murature perimetrali, pilastri, tramezzi (mezzerie), sguinci, vani di finestre. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
NICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
- Volume totale o volumetria complessiva Volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda. Volume edificabile (Ve) Il Volume edificabile (Ve) è la massima di progetto ammissibile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun
a di progetto ammissibile, derivante dal Volume Totale dell'edificio (definizione n.19: somma della superficie totale di ciascun a relativa altezza lorda) sottraendo le volumetrie derivanti dalle superfici (somma delle superfici accessorie di ciascun piano per le relative altezze lorde), comprensive di murature perimetrali, pilastri, tramezzi (mezzerie), sguinci, vani di porte e Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria (in mc) di progetto ammissibile
i, tramezzi (mezzerie), sguinci, vani di porte e Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria (in mc) di progetto ammissibile nelle diverse zone del territorio comunale secondo i parametri urbanistici del PUG E’ il volume (in mc) della costruzione che emerge dal terreno sistemato conformemente al progetto approvato è quello che corrisponde alla superficie dell’edificio, misurata per ogni piano al lordo delle tompagnature esterne, per
provato è quello che corrisponde alla superficie dell’edificio, misurata per ogni piano al lordo delle tompagnature esterne, per l’altezza di ogni piano misurata tra le quote di calpestio e per l’ultimo piano abitabile fino all’estradosso della copertura (comprensiva dello spessore del solaio). Dal calcolo del volume vanno esclusi:
- i maggiori spessori previsti dall’art. 11 della LR n. 13/2008;
- i vani corsa degli ascensori;
- i sottotetti non praticabili e non abitabili con l'alte
ti dall’art. 11 della LR n. 13/2008; 2) i vani corsa degli ascensori; 3) i sottotetti non praticabili e non abitabili con l'alte superiore a m. 2,20 a condizione che le falde abbiano una pendenza non superiore al 35%; 4) i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso dire unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; 5) i volumi tecnici;
mobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; 5) i volumi tecnici; 6) i balconi; 7) le logge se la loro superficie arretrata rispetto al filo facciata non eccede il 15% della superficie chiusa del piano di riferimento. La parte eccedente il 15%, arretrata rispetto al filo facciata, è da considerarsi volume a tutti gli effetti; 8) le scale esterne all’involucro dell’edificio realizzate per motivi di sicurezza,
da considerarsi volume a tutti gli effetti; 8) le scale esterne all’involucro dell’edificio realizzate per motivi di sicurezza, qualora siano aggiuntive agli ordinari collegamenti verticali necessari al funzionamento dell’edificio; 9) i porticati o porzioni di essi e le gallerie pedonali se aperti almeno su due lati e/o destinati ad uso collettivo. I porticati di uso esclusivo, non aperti almeno su due lati, se la loro superficie non eccede il 25% della superficie chiusa
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vo. I porticati di uso esclusivo, non aperti almeno su due lati, se la loro superficie non eccede il 25% della superficie chiusa dell’unità immobiliare di riferimento. (segue alla pagina successiva) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 109 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Volume edificabile (Ve) è la massima volumetria (in mc) di progetto ammissibile nelle diverse zone del territorio comunale secondo i parametri urbanistici del PUG
ma volumetria (in mc) di progetto ammissibile nelle diverse zone del territorio comunale secondo i parametri urbanistici del PUG E’ il volume (in mc) della costruzione che emerge dal terreno sistemato conformemente al progetto approvato è quello che corrisponde alla superficie dell’edificio, misurata per ogni piano al lordo delle tompagnature esterne, per l’altezza di ogni piano misurata tra le quote di calpestio e per l’ultimo piano estradosso della copertura (comprensiva dello spessore del
di ogni piano misurata tra le quote di calpestio e per l’ultimo piano estradosso della copertura (comprensiva dello spessore del i maggiori spessori previsti dall’art. 11 della LR n. 13/2008; sottotetti non praticabili e non abitabili con l'altezza media utile non superiore a m. 2,20 a condizione che le falde abbiano una pendenza non i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una
aticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che le logge se la loro superficie arretrata rispetto al filo facciata non eccede il superficie chiusa del piano di riferimento. La parte eccedente il 15%, arretrata rispetto al filo facciata, è da considerarsi volume a tutti gli
a del piano di riferimento. La parte eccedente il 15%, arretrata rispetto al filo facciata, è da considerarsi volume a tutti gli le scale esterne all’involucro dell’edificio realizzate per motivi di sicurezza, ive agli ordinari collegamenti verticali necessari al i porticati o porzioni di essi e le gallerie pedonali se aperti almeno su due lati I porticati di uso esclusivo, non aperti almeno ti, se la loro superficie non eccede il 25% della superficie chiusa segue alla pagina successiva)
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. (riviene dalla pagina precedente) 10)Le autorimesse e gli spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli (ENTRO TERRA) compresi i relativi spazi di manovra, ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale.
(ENTRO TERRA) compresi i relativi spazi di manovra, ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale. FUORI TERRA non costituiscono volume solo se aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno e se non costituiscono attività imprenditoriale; 11)le cantine poste al piano interrato e seminterrato e i relativi corridoi di servizio; 12)le camere d’aria delle parete ventilate dei prospetti e quelle di estradosso, la parte
ato e i relativi corridoi di servizio; 12)le camere d’aria delle parete ventilate dei prospetti e quelle di estradosso, la parte dei vani scala sovrastante la linea di gronda o la copertura piana; i volumi delle serre captanti e delle torri o camini di ventilazione, nonché altri spazi strettamente funzionali al risparmio energetico e idrico; 13)nell’edificato esistente le variazioni di volume conseguenti all'adeguamento alle norme di sicurezza e igieniche, ed all'eliminazione delle barriere architettoniche.
i di volume conseguenti all'adeguamento alle norme di sicurezza e igieniche, ed all'eliminazione delle barriere architettoniche. MODIFICA APPORTATA nel rispetto delle previsioni dell’art. 11 della LR n. 13/20 fine di mantenere invariate le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi dell’art. 2 comma 4 della LR n. 11/2017. Ai sensi della D.G.R. n. 648 del 04 maggio 2017 pubblicata sul BuRP n. 55 del 12 − le superfici accessorie non comportanti ulteriore carico urbanistico, ove completamente
2017 pubblicata sul BuRP n. 55 del 12 − le superfici accessorie non comportanti ulteriore carico urbanistico, ove completamente interrate non concorrono al calcolo del VOLUME TOTALE CONSENTITO; − le superfici accessorie, poste del tutto o in parte fuori terra, purché aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno, o su due lati in caso di porticato di collegamento, compresi gli spazi destinati alla sosta o ricovero degli autoveicoli non concorrono al calcolo del VOLUME TOTALE CONSENTITO.
to, compresi gli spazi destinati alla sosta o ricovero degli autoveicoli non concorrono al calcolo del VOLUME TOTALE CONSENTITO. Per interventi di sopraelevazione su manufatti edilizi esistenti con il solo piano terra prima dell’adozione del PUG, il volume totale si ottiene sommando al volume nu ovo previsto dal progetto, il prodotto della superficie lorda complessiva di piano terra 3,20, sempre che quella reale non ecceda i m 5,00 misurati con le modalità di cui al presente
e lorda complessiva di piano terra 3,20, sempre che quella reale non ecceda i m 5,00 misurati con le modalità di cui al presente articolo; in tale caso il volume da considerare è quello eccedente. Per le costruzioni coperte con volte e/o con pseudovolte (trulli, volume totale è dato dal prodotto della superficie, al netto delle murature, per l’altezza interna misurata dal piano di calpestio fino all’imposta della volta/pseudovolta; nel caso di imposta a
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murature, per l’altezza interna misurata dal piano di calpestio fino all’imposta della volta/pseudovolta; nel caso di imposta a quota inferiore a m 1,50 dal pavimento, il volume è dato dal prodotto della superficie, al netto delle murature, per l’altezza pari ai 2/3 di quella interna misurata dal piano di calpestio fino all’intradosso della chiave della volta/pseudovolta. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 110 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (riviene dalla pagina precedente)
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e di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 110 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (riviene dalla pagina precedente) Le autorimesse e gli spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli (ENTRO TERRA) compresi i relativi spazi di manovra, ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale. Le autorimesse collocate n costituiscono volume solo se aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno e se non costituiscono attività imprenditoriale;
stituiscono volume solo se aperte per almeno la metà del loro perimetro esterno e se non costituiscono attività imprenditoriale; le cantine poste al piano interrato e seminterrato e i relativi corridoi di servizio; ate dei prospetti e quelle di estradosso, la parte dei vani scala sovrastante la linea di gronda o la copertura piana; i volumi delle serre captanti e delle torri o camini di ventilazione, nonché altri spazi strettamente e idrico;
copertura piana; i volumi delle serre captanti e delle torri o camini di ventilazione, nonché altri spazi strettamente e idrico; nell’edificato esistente le variazioni di volume conseguenti all'adeguamento alle norme di sicurezza e igieniche, ed all'eliminazione delle barriere architettoniche. MODIFICA APPORTATA nel rispetto delle previsioni dell’art. 11 della LR n. 13/2008 e al fine di mantenere invariate le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi dell’art. 2
ll’art. 11 della LR n. 13/2008 e al fine di mantenere invariate le previsioni dimensionali del vigente PUG, ai sensi dell’art. 2 Ai sensi della D.G.R. n. 648 del 04 maggio 2017 pubblicata sul BuRP n. 55 del 12-05-2017: le superfici accessorie non comportanti ulteriore carico urbanistico, ove completamente lo del VOLUME TOTALE CONSENTITO; le superfici accessorie, poste del tutto o in parte fuori terra, purché aperte per almeno la loro perimetro esterno, o su due lati in caso di porticato di collegamento,
o in parte fuori terra, purché aperte per almeno la loro perimetro esterno, o su due lati in caso di porticato di collegamento, compresi gli spazi destinati alla sosta o ricovero degli autoveicoli non concorrono al calcolo Per interventi di sopraelevazione su manufatti edilizi esistenti con il solo piano terra prima dell’adozione del PUG, il volume totale si ottiene sommando al volume nu ovo previsto dal progetto, il prodotto della superficie lorda complessiva di piano terra per un’altezza teorica di m
l volume nu ovo previsto dal progetto, il prodotto della superficie lorda complessiva di piano terra per un’altezza teorica di m 3,20, sempre che quella reale non ecceda i m 5,00 misurati con le modalità di cui al presente considerare è quello eccedente. Per le costruzioni coperte con volte e/o con pseudovolte (trulli, cannucciati, plafoni chiusi, ecc,) il volume totale è dato dal prodotto della superficie, al netto delle murature, per l’altezza interna
ati, plafoni chiusi, ecc,) il volume totale è dato dal prodotto della superficie, al netto delle murature, per l’altezza interna misurata dal piano di calpestio fino all’imposta della volta/pseudovolta; nel caso di imposta a 50 dal pavimento, il volume è dato dal prodotto della superficie, al netto delle murature, per l’altezza pari ai 2/3 di quella interna misurata dal piano di calpestio fino all’intradosso della chiave della volta/pseudovolta.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 21 Volume tecnico 31 - Volume tecnico Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, ecc.). Specificazione applicativa: A titolo esemplificativo si qualificano come volumi tecnici: a) le cabine elettriche ed i locali caldaia;
ficazione applicativa: A titolo esemplificativo si qualificano come volumi tecnici: a) le cabine elettriche ed i locali caldaia; b) i locali per il trattamento ed il condizionamento dell'aria; c) i locali per il trattamento ed il deposito di acque idrosanitarie, serbatoi idrici; d) i volumi extracorsa degli ascensori e i relativi locali macchina; e) gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comignoli e f) lo spazio necessario per
rati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comignoli e f) lo spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi igienico-sanitarie, a servizio della società di gestione del servizio; g) torrini scala; h) le installazioni di impianti a pannelli solari termici o fotovoltaici; i) tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. Comune di Trani
otovoltaici; i) tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di levamento, elettrico, di
arecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di levamento, elettrico, di sicurezza, telefonico, ecc.). Specificazione applicativa: A titolo esemplificativo si qualificano come le cabine elettriche ed i locali caldaia; i locali per il trattamento ed il condizionamento dell'aria; cali per il trattamento ed il deposito di acque idrosanitarie, serbatoi idrici; i volumi extracorsa degli ascensori e i relativi locali macchina;
amento ed il deposito di acque idrosanitarie, serbatoi idrici; i volumi extracorsa degli ascensori e i relativi locali macchina; gli apparati tecnici per la sicurezza e l'igiene nonché quelli per lo smaltimento dei fumi quali comignoli e ciminiere; lo spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi sanitarie, a servizio della società di gestione del servizio; le installazioni di impianti a pannelli solari termici o fotovoltaici;
tarie, a servizio della società di gestione del servizio; le installazioni di impianti a pannelli solari termici o fotovoltaici; tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. Sono i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere gli impianti tecnici al servizio dell’edificio ovvero strettamente connessi alla loro funzionalità, indispensabili per assicurare il comfort abitativo dell’edificio.
’edificio ovvero strettamente connessi alla loro funzionalità, indispensabili per assicurare il comfort abitativo dell’edificio. essere considerati tali, sono determinati dall’impossibilità di poterne provvedere l’inglobamento entro il corpo della costruzione servita, per ragioni tecniche o di igiene e di sicurezza. A titolo esemplificativo e non esaustivo sono volumi tecnici: − i vani ascensori (vano corsa, extracorsa e sala macchinari);
za. A titolo esemplificativo e non esaustivo sono volumi tecnici: − i vani ascensori (vano corsa, extracorsa e sala macchinari); − i locali termici destinati a contenere caldaie, climatizzatori, pompe di calore, inverter e quadri elettrici; − i locali per impianti idrici di accumulo (serbatoi) e di pressurizzazione (autoclavi); − i locali per impianti a pannelli solari e fotovoltaici; − i locali e/o spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi igienico
ci; − i locali e/o spazio necessario per l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi igienico società di gestione del servizio; − i torrini scala ricadenti al di sopra della linea di gronda o del piano terrazzo. − tutti gli altri impianti tecnologici e le opere che a tali categorie sono comunque assimilabili. Non sono volumi tecnici quelli svolgenti mere funzioni complementari all'abitazione, quali soffitte, locali di sgombero, stenditoi chiusi, lavanderie.
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i quelli svolgenti mere funzioni complementari all'abitazione, quali soffitte, locali di sgombero, stenditoi chiusi, lavanderie. edifici e costruzioni destinate ad attività produttive (industriali, artigianali e commerciali), i volumi tecnici, se non distinguibili dai volumi tecnologici, sono considerati nella misura del 5% dei volumi esclusivamente tecnologici. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 111 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
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esclusivamente tecnologici. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 111 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Sono i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere gli impianti tecnici al servizio dell’edificio ovvero strettamente connessi alla loro funzionalità, indispensabili per assicurare il comfort abitativo dell’edificio. I volumi tecnici, per essere considerati tali, sono determinati dall’impossibilità di poterne provvedere
bitativo dell’edificio. I volumi tecnici, per essere considerati tali, sono determinati dall’impossibilità di poterne provvedere mento entro il corpo della costruzione servita, per ragioni tecniche o di A titolo esemplificativo e non esaustivo sono volumi tecnici: i vani ascensori (vano corsa, extracorsa e sala macchinari); re caldaie, climatizzatori, pompe di calore, i locali per impianti idrici di accumulo (serbatoi) e di pressurizzazione i locali per impianti a pannelli solari e fotovoltaici;
locali per impianti idrici di accumulo (serbatoi) e di pressurizzazione i locali per impianti a pannelli solari e fotovoltaici; l'accantonamento o accatastamento dei rifiuti urbani, in conformità alle leggi igienico-sanitarie, a servizio della i torrini scala ricadenti al di sopra della linea di gronda o del piano terrazzo. tecnologici e le opere che a tali categorie sono Non sono volumi tecnici quelli svolgenti mere funzioni complementari
terrazzo. tecnologici e le opere che a tali categorie sono Non sono volumi tecnici quelli svolgenti mere funzioni complementari all'abitazione, quali soffitte, locali di sgombero, stenditoi chiusi, lavanderie. Per ate ad attività produttive (industriali, artigianali e commerciali), i volumi tecnici, se non distinguibili dai volumi tecnologici, sono considerati nella misura del 5% dei volumi esclusivamente tecnologici.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 22 Veranda 42-Veranda Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili. Specificazione applicativa: Qualora la veranda abbia caratteristiche di “serra solare”, per la quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile
a atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. 23 Loggia Comune di Trani
porti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. 23 Loggia Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o Specificazione applicativa: Qualora la veranda
ti da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o Specificazione applicativa: Qualora la veranda abbia caratteristiche di “serra solare”, per la quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15 per cento della superficie utile delle unità abitative non sono considerate nel erminazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle
derate nel erminazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili. Qualora la veranda abbia caratteristiche di di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non
e apribili. Qualora la veranda abbia caratteristiche di di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15% della superficie utile delle unità abitative non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle super rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste dalla normativa statale. La loggia è uno spazio coperto prospettante direttamente all’esterno delimitato da pareti, pilastri o altri elementi della costruzione.
ia è uno spazio coperto prospettante direttamente all’esterno delimitato da pareti, pilastri o altri elementi della costruzione. Non sono qualificabili come logge e vanno pertanto considerati a tutti gli effetti locali chiusi (e quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: − Almeno un lato sia aperto verso l’esterno, vetrati o altri elementi suscettibili di determinare un vano chiuso; − Almeno 1/3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto
elementi suscettibili di determinare un vano chiuso; − Almeno 1/3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi suscettibili di determinare un vano chiuso. Ad ogni modo, la superficie della loggia (arretrata rispetto al filo facciata) che eccede il 15% della superficie chiusa del piano di riferimento (esclusa la superficie della loggia stessa) è da considerarsi volume a tutti gli effetti.
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rficie chiusa del piano di riferimento (esclusa la superficie della loggia stessa) è da considerarsi volume a tutti gli effetti. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 112 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili.
a o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili. Qualora la veranda abbia caratteristiche di “serra solare”, per la quali sussista atto di vincolo circa tale destinazione e che abbiano dimensione comunque non superiore al 15% della superficie utile delle unità abitative non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei
e delle unità abitative non sono considerate nel computo per la determinazione dei volumi, delle superfici, delle distanze e nei rapporti di copertura, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste La loggia è uno spazio coperto prospettante direttamente all’esterno delimitato menti della costruzione. Non sono qualificabili come logge e vanno pertanto considerati a tutti gli effetti locali chiusi (e quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle
e vanno pertanto considerati a tutti gli effetti locali chiusi (e quindi volume), gli spazi che non presentino almeno una delle Almeno un lato sia aperto verso l’esterno, senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi suscettibili di determinare un vano chiuso; Almeno 1/3 del perimetro complessivo della loggia sia direttamente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi bili di determinare un vano chiuso.
direttamente aperto verso l’esterno senza interposizione di infissi vetrati o altri elementi bili di determinare un vano chiuso. Ad ogni modo, la superficie della loggia (arretrata rispetto al filo facciata) che eccede il 15% della superficie chiusa del piano di riferimento (esclusa la superficie della loggia ti gli effetti.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 24 Distanze (D) 30-Distanze (D) Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza prescritta. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
NICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento
punto della sua sagoma rispetti la distanza Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la prescritta. Gli aggetti, gli sporti e balconi sporgenti, anche se delimitati da parapetti pieni, non vengono computati ai fini delle distanze, se con aggetto pari o inferiore a m 1,50;
anche se delimitati da parapetti pieni, non vengono computati ai fini delle distanze, se con aggetto pari o inferiore a m 1,50; vengono invece computati i bow-windows e le verande. Le norme relative ai distacchi tra gli edifici non si applicano alle pareti di un edificio prospicienti un suo spazio interno. Dc = Distanze dai confini. E’ rappresentata dal minimo distacco (misurato in maniera radiale) tra la proiezione a terra del fabbricato, misurata nei punti di massima sporgenza, esclusi gli aggetti sino a
n maniera radiale) tra la proiezione a terra del fabbricato, misurata nei punti di massima sporgenza, esclusi gli aggetti sino a m. 1,50 (balconi e pensiline e simili) e la linea di confine del lotto o il filo strade pubbliche o ad uso pubblico. Quando non si costruisce sul confine le distanze minime sono inderoga rispettate da entrambi i confinanti. Nel caso di interventi ampliativi, sopraelevazioni a primo piano, di edifici preesistenti
a rispettate da entrambi i confinanti. Nel caso di interventi ampliativi, sopraelevazioni a primo piano, di edifici preesistenti ante 1967 è ammesso il mantenimento dei medesimi fronti già edificati a piano terra, anche se posti rispetto alla linea di confine a distanza inferiore ai valori minimi prescritti, purché rispettino le distanze minime previste dal Codice Civile. Df = Distacco tra fabbricati. E’ la distanza minima tra le proiezioni verticali a terra dei fabbricati misurata lungo
ce Civile. Df = Distacco tra fabbricati. E’ la distanza minima tra le proiezioni verticali a terra dei fabbricati misurata lungo una linea tracciata ortogonalmente alla parete dell’edificio fino ad intersecare la parete dell’edificio fronti stante, senza tener conto degli elementi aggettanti di profondità pari o inferiore a m 1,50, tale che nessun punto di esse sia ad una distanza inferiore a quelle stabilite. Tale distanza va rispettata anche quando le costruzioni si fronteggiano parzialmente
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una distanza inferiore a quelle stabilite. Tale distanza va rispettata anche quando le costruzioni si fronteggiano parzialmente salvo il caso in cui le parti che si fronteggiano siano entrambe prive di finestre. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 113 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito
e l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza Gli aggetti, gli sporti e balconi sporgenti, anche se delimitati da parapetti pieni, non vengono computati ai fini delle distanze, se con aggetto pari o inferiore a m 1,50; windows e le verande. relative ai distacchi tra gli edifici non si applicano alle pareti di un edificio
ri o inferiore a m 1,50; windows e le verande. relative ai distacchi tra gli edifici non si applicano alle pareti di un edificio E’ rappresentata dal minimo distacco (misurato in maniera radiale) tra la proiezione a misurata nei punti di massima sporgenza, esclusi gli aggetti sino a m. 1,50 (balconi e pensiline e simili) e la linea di confine del lotto o il filo strade Quando non si costruisce sul confine le distanze minime sono inderogabili e vanno
la linea di confine del lotto o il filo strade Quando non si costruisce sul confine le distanze minime sono inderogabili e vanno Nel caso di interventi ampliativi, sopraelevazioni a primo piano, di edifici preesistenti ante 1967 è ammesso il mantenimento dei medesimi fronti già edificati a piano terra, nea di confine a distanza inferiore ai valori minimi prescritti, purché rispettino le distanze minime previste dal Codice Civile.
ea di confine a distanza inferiore ai valori minimi prescritti, purché rispettino le distanze minime previste dal Codice Civile. E’ la distanza minima tra le proiezioni verticali a terra dei fabbricati misurata lungo linea tracciata ortogonalmente alla parete dell’edificio fino ad intersecare la parete dell’edificio fronti stante, senza tener conto degli elementi aggettanti di profondità pari o inferiore a m 1,50, tale che nessun punto di esse sia ad una distanza
tener conto degli elementi aggettanti di profondità pari o inferiore a m 1,50, tale che nessun punto di esse sia ad una distanza Tale distanza va rispettata anche quando le costruzioni si fronteggiano parzialmente salvo il caso in cui le parti che si fronteggiano siano entrambe prive di finestre.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 25 Pareti finestrate 26 Spazi interni degli edifici 27 Pensilina 38 - Pensilina Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno. 28 Chiostro 29 Vano Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
NICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Sono le pareti esterne dell'edificio, con presenza di finestre o porte finestre di stanze abitabili o costituenti vedute; comprendono i fronti degli sbalzi strutturali prospicienti suoli privati, connessi all'utilizzazione dell'edificio. Non costituiscono invece pareti finestrate: − le pareti che presentino solo porte o finestre di vani scala, cantine od altri
io. Non costituiscono invece pareti finestrate: − le pareti che presentino solo porte o finestre di vani scala, cantine od altri locali per i quali non è richiesta ventilazione naturale diretta e che potrebbero pertanto essere rese del tutto prive di aperture senza che ciò comporti alcuna forma di contrasto con le − le pareti che presentino porte o finestre di locali abitabili quando dette aperture siano irrilevanti ai fini di garantire i requisiti minimi di illuminazione
o finestre di locali abitabili quando dette aperture siano irrilevanti ai fini di garantire i requisiti minimi di illuminazione e ventilazione naturale diretta prescritti per tali locali e che potreb essere rese del tutto prive di aperture senza che cìò comporti alcuna forma di contrasto con le norme vigenti in materia. Vedi punto 2.91: “Spazi interni degli edifici” del Regolamento edilizio Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un
ni degli edifici” del Regolamento edilizio Elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di Elemento edilizio di arredo permanente e/o provvisorio, posto in aggetto al prospetto dell’edificio, realizzato con struttura in legno o altro materiale durevole costituito solo da elementi portanti orizzontali (priva di montanti verticali di sostegno) e con copertura impermeabile.
urevole costituito solo da elementi portanti orizzontali (priva di montanti verticali di sostegno) e con copertura impermeabile. La pensilina ha la funzione di protezione dal soleggiamento e di riparo dalla pioggia. Non vengono computate ai fini delle distanze, se la profondità dell’aggetto è inferiore o uguale a m 1,50. Manufatto provvisorio, di superficie, altezza igienici, per vendite al minuto, per funzioni di biglietterie, di custodia e di altre attività complementari e compatibili.
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ezza igienici, per vendite al minuto, per funzioni di biglietterie, di custodia e di altre attività complementari e compatibili. E’ lo spazio coperto delimitato da pareti su ogni lato, anche se non tutte raggiungenti il soffitto del vano. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 114 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) con presenza di finestre o porte finestre di stanze abitabili o costituenti vedute; comprendono i fronti degli sbalzi strutturali
on presenza di finestre o porte finestre di stanze abitabili o costituenti vedute; comprendono i fronti degli sbalzi strutturali prospicienti suoli privati, connessi all'utilizzazione dell'edificio. che presentino solo porte o finestre di vani scala, cantine od altri locali per i quali non è richiesta ventilazione naturale diretta e che potrebbero pertanto essere rese del tutto prive di aperture senza che ciò comporti alcuna forma di contrasto con le norme vigenti in materia;
rtanto essere rese del tutto prive di aperture senza che ciò comporti alcuna forma di contrasto con le norme vigenti in materia; le pareti che presentino porte o finestre di locali abitabili quando dette aperture siano irrilevanti ai fini di garantire i requisiti minimi di illuminazione e ventilazione naturale diretta prescritti per tali locali e che potrebbero essere rese del tutto prive di aperture senza che cìò comporti alcuna forma di contrasto con le norme vigenti in materia.
ebbero essere rese del tutto prive di aperture senza che cìò comporti alcuna forma di contrasto con le norme vigenti in materia. Vedi punto 2.91: “Spazi interni degli edifici” del Regolamento edilizio Elemento edilizio di arredo permanente e/o provvisorio, posto in aggetto al realizzato con struttura in legno o altro materiale durevole costituito solo da elementi portanti orizzontali (priva di montanti verticali di La pensilina ha la funzione di protezione dal soleggiamento e di riparo dalla
rtanti orizzontali (priva di montanti verticali di La pensilina ha la funzione di protezione dal soleggiamento e di riparo dalla Non vengono computate ai fini delle distanze, se la profondità dell’aggetto è Manufatto provvisorio, di superficie, altezza e volume modesto, senza servizi igienici, per vendite al minuto, per funzioni di biglietterie, di custodia e di altre E’ lo spazio coperto delimitato da pareti su ogni lato, anche se non tutte
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 30 Stanza 31 Vani accessori 32 Altri Vani 33 Alloggio 34 Fabbricato e/o edificio 32 - Edificio Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze pe tempo.
fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze pe tempo. 33 - Edificio unifamiliare Per edificio unifamiliare si intende quello riferito un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato singolo nucleo familiare. Comune di Trani
ente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato singolo nucleo familiare. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. E’ il vano destinato ad abitazione (letto, pranzo, studio, soggiorno, etc.) avente luce ed aria diretta, con altezza tra pavimento e soffitto di valore non inferiore al minimo prescritto per essere abitabile (m. 2,70)
d aria diretta, con altezza tra pavimento e soffitto di valore non inferiore al minimo prescritto per essere abitabile (m. 2,70) Sono i vani destinati a funzioni accessorie dell'abitazione, quali bagni, anticamere, corridoi, ingressi, ripostigli, etc. Sono i vani che, pur appartenendo allo stesso edificio, non sono né stanze né vani accessori, quali botteghe, magazzini, soffitte, etc. E’ l’insieme di uno o più vani destinati ad abitazione. Costruzione stabile, dotata di copertura e
he, magazzini, soffitte, etc. E’ l’insieme di uno o più vani destinati ad abitazione. Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel Edificio unifamiliare
onalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel Edificio unifamiliare Per edificio unifamiliare si intende quello riferito un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo,
ll’abitazione di un singolo nucleo familiare. Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. Ha destinazione residenziale se adibito, in modo prevalente, ad uso abitativo
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la soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. Ha destinazione residenziale se adibito, in modo prevalente, ad uso abitativo L’ edificio è di tipo unifamiliare se riferito ad un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 115 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
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un singolo nucleo familiare. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 115 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) E’ il vano destinato ad abitazione (letto, pranzo, studio, soggiorno, etc.) avente luce ed aria diretta, con altezza tra pavimento e soffitto di valore non inferiore al minimo prescritto per essere abitabile (m. 2,70). Sono i vani destinati a funzioni accessorie dell'abitazione, quali bagni, anticamere,
prescritto per essere abitabile (m. 2,70). Sono i vani destinati a funzioni accessorie dell'abitazione, quali bagni, anticamere, Sono i vani che, pur appartenendo allo stesso edificio, non sono né stanze né vani eghe, magazzini, soffitte, etc. E’ l’insieme di uno o più vani destinati ad abitazione. Costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante luzione di continuità dalle fondamenta al
olo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante luzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo. Ha destinazione residenziale se adibito, in modo prevalente, ad uso abitativo edificio è di tipo unifamiliare se riferito ad un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più
se riferito ad un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo
titolo interessati, la ripartizione percentuale
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 35 Comparto 43-Comparto Unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. Esso ha come finalità precipua quella di conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione
titolo interessati, la ripartizione percentuale
a i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. 6/79 e s.m.i.). 36 Superficie per opere di urbanizzazione Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale, paesaggistica, socio territoriale) prevista dalla legge o dal piano. Comune di Trani
zazione e per la sostenibilità (ambientale, paesaggistica, socio territoriale) prevista dalla legge o dal piano. Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed
titolo interessati, la ripartizione percentuale
mobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed come finalità precipua quella di conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. Unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere
i strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. Unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. Esso ha come finalità precipua quella di conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli
oprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. 6/79 e s.m.i.). Ogni comparto include: − aree e/o immobili a destinazione residenziale, mista residenziale terziaria; − aree destinate ai servizi pubblici; − aree destinate alla viabilità di PUG. Gli interventi di edificazione o di riqualificazione, all’interno del comparto, comportano
aree destinate alla viabilità di PUG. Gli interventi di edificazione o di riqualificazione, all’interno del comparto, comportano progettazione planovolumetrica unitaria o di PUE estesa all'intera area. Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità paesaggistica, socio-economica e territoriale) prevista dalla legge o dal piano. E’ la superficie (in mq) per le infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso
prevista dalla legge o dal piano. E’ la superficie (in mq) per le infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale paesaggistica, socio-economica e territoriale) prevista dalla legge o dal piano attuativo. Le opere di urbanizzazione primaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge Regione Puglia n. 6/1979 (tab. C), e cioè:
opere di urbanizzazione primaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge Regione Puglia n. 6/1979 (tab. C), e cioè: − strade, slarghi, percorsi veicolari pedonali e ciclabili di uso pubblico a servizio degli insediamenti; − aree di sosta e di parcheggio; − piazze e spazi scoperti di uso pubblico, verdi e pavimentati, attrezzati o non attrezzati; − reti ed impianti idrici e di drenaggio, di fognatura, di
ti di uso pubblico, verdi e pavimentati, attrezzati o non attrezzati; − reti ed impianti idrici e di drenaggio, di fognatura, di del gas, del telefono, della banda larga, e gli impianti per la produzione di energia termica ed elettrica (cogeneratori, impianti fotovoltaici, ecc.) e per la distribuzione del calore (teleriscaldamento); − rete ed impianti di pubblica illuminazione. Le opere di urbanizzazione secondaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge
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ed impianti di pubblica illuminazione. Le opere di urbanizzazione secondaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge Regione Puglia n. 6/1979 (tab. C), e cioè: − servizi di assistenza sociale e sanitaria; − servizi per l'istruzione di base (asili, scuole inferiori); − servizi sociali e religiosi, culturali e ricreativi; − servizi sportivi, spazi verdi e pavimentati anche sprovvisti di impianti Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 116 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
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anche sprovvisti di impianti Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 116 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Unità di intervento e/o di ristrutturazione urbanistica ed edilizia. Può comprendere immobili da trasformare e/o aree libere da utilizzare secondo le previsioni e prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. ua quella di conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo
prescrizioni degli strumenti urbanistici generali ed attuativi. ua quella di conseguire, tra i proprietari e/o gli aventi titolo interessati, la ripartizione percentuale degli utili e degli oneri connessi all’attuazione degli strumenti urbanistici (art. 15 della L.R. 6/79 e s.m.i.). mobili a destinazione residenziale, mista residenziale – produttiva, Gli interventi di edificazione o di riqualificazione, all’interno del comparto, comportano one planovolumetrica unitaria o di PUE estesa all'intera area.
zione o di riqualificazione, all’interno del comparto, comportano one planovolumetrica unitaria o di PUE estesa all'intera area. E’ la superficie (in mq) per le infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale, -economica e territoriale) prevista dalla legge o dal piano attuativo. Le opere di urbanizzazione primaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge
vista dalla legge o dal piano attuativo. Le opere di urbanizzazione primaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge veicolari pedonali e ciclabili di uso pubblico a servizio degli piazze e spazi scoperti di uso pubblico, verdi e pavimentati, attrezzati o non attrezzati; reti ed impianti idrici e di drenaggio, di fognatura, di distribuzione dell'energia elettrica, telefono, della banda larga, e gli impianti per la produzione di energia termica
atura, di distribuzione dell'energia elettrica, telefono, della banda larga, e gli impianti per la produzione di energia termica ed elettrica (cogeneratori, impianti fotovoltaici, ecc.) e per la distribuzione del calore Le opere di urbanizzazione secondaria sono definite nella Legge n. 847/1964 e nella Legge servizi per l'istruzione di base (asili, scuole dell'infanzia, scuole elementari e medie servizi sportivi, spazi verdi e pavimentati anche sprovvisti di impianti.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 37 Superficie permeabile (Sp) 9 - Superficie permeabile Porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda acquifera. 38 Indice di permeabilità (IPT/IPF) 10 - Indice di permeabilità (IPT/IPF) Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità
10 - Indice di permeabilità (IPT/IPF) Rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria). 39 Densità arborea (DA) 40 Densità arbustiva (Dar) 41 Indice di piantumazione (Ipi) Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Superficie permeabile superficie territoriale o fondiaria
– ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Superficie permeabile superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda acquifera. Porzione di superficie fondiaria che deve essere profondo alle acque meteoriche fino a raggiungere naturalmente la falda acquifera. Nel computo della superficie permeabile non è:
rofondo alle acque meteoriche fino a raggiungere naturalmente la falda acquifera. Nel computo della superficie permeabile non è: − compresa l’area di sedime dell'edificio; − le aree pavimentate con materiali drenanti o semimpermeabili, autobloccanti cavi, da posare a secco senza l’impiego di conglomerati cementizi e/o impermeabilizzanti al fine di aumentare la capacità drenante delle stesse superfici. Indice di permeabilità (IPT/IPF) la superficie permeabile e la
al fine di aumentare la capacità drenante delle stesse superfici. Indice di permeabilità (IPT/IPF) la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità E’ il rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice di permeabilità territoriale - IPT) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria - IPF). L’indice di permeabilità IPT e IPF si esprime in percentuale
oriale - IPT) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria - IPF). L’indice di permeabilità IPT e IPF si esprime in percentuale E’ il numero di alberi di alto fusto presenti o da mettere a dimora nella superficie fondiaria (DAf) oppure nella superficie territoriale (DAt). E’ il numero di arbusti presenti o da mettere a dimora su ogni metro quadrato di superficie fondiaria (Darf) oppure di superficie territoriale (Dart). E’ il numero di alberi di alto fusto presenti o da mettere a dimora per ogni
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ia (Darf) oppure di superficie territoriale (Dart). E’ il numero di alberi di alto fusto presenti o da mettere a dimora per ogni metro quadrato di superficie fondiaria (Ipif) oppure di superficie territoriale (Ipit). Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 117 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Porzione di superficie fondiaria che deve essere permeabile in modo profondo alle acque meteoriche fino a raggiungere naturalmente la falda Nel computo della superficie permeabile non è:
e in modo profondo alle acque meteoriche fino a raggiungere naturalmente la falda Nel computo della superficie permeabile non è: compresa l’area di sedime dell'edificio; le aree pavimentate con materiali drenanti o semimpermeabili, obloccanti cavi, da posare a secco senza l’impiego di conglomerati cementizi e/o impermeabilizzanti al fine di aumentare la capacità E’ il rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice o fondiaria (indice di permeabilità
la capacità E’ il rapporto tra la superficie permeabile e la superficie territoriale (indice o fondiaria (indice di permeabilità L’indice di permeabilità IPT e IPF si esprime in percentuale. E’ il numero di alberi di alto fusto presenti o da mettere a dimora nella nella superficie territoriale (DAt). E’ il numero di arbusti presenti o da mettere a dimora su ogni metro quadrato di superficie fondiaria (Darf) oppure di superficie territoriale
i arbusti presenti o da mettere a dimora su ogni metro quadrato di superficie fondiaria (Darf) oppure di superficie territoriale E’ il numero di alberi di alto fusto presenti o da mettere a dimora per ogni metro quadrato di superficie fondiaria (Ipif) oppure di superficie territoriale
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 42 Area a bosco, area a macchia e/o olivastro, area con elementi vegetazionali diffusi Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. E’ costituita dalla “area di pertinenza” (il sedime) e dall rispetto): − Si considerano boschi i terreni su cui predomina la vegetazione di specie legnose in associazioni spontanee o di origine artificiale la cui area di
hi i terreni su cui predomina la vegetazione di specie legnose in associazioni spontanee o di origine artificiale la cui area di incidenza (proiezione sul terreno della chioma degli alberi, degli arbusti e dei cespugli) non sia inferiore al 20%, e si considerano macchie gli arbusteti e le macchie risultanti sia da situazioni naturalmente equilibrate sia da degradazione dei boschi. Si consider macchie anche le radure, le soluzioni di continuità e le aree agricole di
quilibrate sia da degradazione dei boschi. Si consider macchie anche le radure, le soluzioni di continuità e le aree agricole di superficie inferiore a 10 ettari ad essi interne, e negli stessi marginalmente comprese con almeno i 3/4 del loro perimetro; − Non si considerano come bosco o macchia: g che, pur con i requisiti di cui sopra, hanno superficie inferiore a 2.000 mq e distanza da altri appezzamenti a bosco o a macchia di almeno 300 m,
uisiti di cui sopra, hanno superficie inferiore a 2.000 mq e distanza da altri appezzamenti a bosco o a macchia di almeno 300 m, misurati fra i margini più vicini; le piantagioni di arboricoltura da legno di origine artificiale su terreni precedentemente non boscati; − L’area annessa al bosco, contigua sul perimetro dell’area di pertinenza, è quella che risulta connessa in funzione della natura e significatività del rapporto esistente tra il bosco o la macchia ed i
, è quella che risulta connessa in funzione della natura e significatività del rapporto esistente tra il bosco o la macchia ed i termini prevalentemente ambientali (vulnerabilità sia da insediamento sia da dissesto idrogeologico sia ecologico in senso generale); − La estensione dell’area boscata è definita nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione. La estensione dell’area annessa è definita, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, nelle NTA.
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. La estensione dell’area annessa è definita, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, nelle NTA. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 118 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) E’ costituita dalla “area di pertinenza” (il sedime) e dalla “area annessa” (di Si considerano boschi i terreni su cui predomina la vegetazione di specie legnose in associazioni spontanee o di origine artificiale la cui area di
hi i terreni su cui predomina la vegetazione di specie legnose in associazioni spontanee o di origine artificiale la cui area di (proiezione sul terreno della chioma degli alberi, degli arbusti e dei cespugli) non sia inferiore al 20%, e si considerano macchie gli arbusteti e le macchie risultanti sia da situazioni naturalmente equilibrate sia da degradazione dei boschi. Si considerano boschi e/o macchie anche le radure, le soluzioni di continuità e le aree agricole di
da degradazione dei boschi. Si considerano boschi e/o macchie anche le radure, le soluzioni di continuità e le aree agricole di superficie inferiore a 10 ettari ad essi interne, e negli stessi meno i 3/4 del loro perimetro; Non si considerano come bosco o macchia: gli appezzamenti di terreni che, pur con i requisiti di cui sopra, hanno superficie inferiore a 2.000 mq e distanza da altri appezzamenti a bosco o a macchia di almeno 300 m,
uisiti di cui sopra, hanno superficie inferiore a 2.000 mq e distanza da altri appezzamenti a bosco o a macchia di almeno 300 m, misurati fra i margini più vicini; le piantagioni di arboricoltura da legno di ni precedentemente non boscati; L’area annessa al bosco, contigua sul perimetro dell’area di pertinenza, è quella che risulta connessa in funzione della natura e significatività del rapporto esistente tra il bosco o la macchia ed il suo intorno espresso in
nnessa in funzione della natura e significatività del rapporto esistente tra il bosco o la macchia ed il suo intorno espresso in termini prevalentemente ambientali (vulnerabilità sia da insediamento ologico in senso generale); La estensione dell’area boscata è definita nell’elaborato del PUG ione. La estensione dell’area annessa è definita, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 43 Aree protette 44 Area carsica Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Le aree naturali protette (LN n.394/1991, LR n.19/1997 e smi) sono costituite dalle formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, che hanno un rilevante valore naturalistico e ambientale. Sono individuate e tutelate con specifica disciplina
iche, biologiche, che hanno un rilevante valore naturalistico e ambientale. Sono individuate e tutelate con specifica disciplina di livello comunitario, nazionale e locale. Tali sono anche le zone faunistiche definite dalla LR 10/1984 come oasi di protezione, zone di 10 ripopolamento e cattura, zone umide, e le zone di riserva orientata, integrale, biogenetica e forestale di protezione. Le aree protette, in quanto “zone archeologiche”
le zone di riserva orientata, integrale, biogenetica e forestale di protezione. Le aree protette, in quanto “zone archeologiche” sottoposti a tutela ai sensi della legge 1089/1939 (oggi D. l.vo 42/2004) e quelli segnalati, di riconosciuto interesse scientifico, ai sensi della legge 431/1985. Le aree protette, in quanto “beni architettonici extraurbani” sottoposti a protezione ai sensi dell’art 142 del D. l.vo n.42/22.01.04, Codice dei Beni
uanto “beni architettonici extraurbani” sottoposti a protezione ai sensi dell’art 142 del D. l.vo n.42/22.01.04, Codice dei Beni Culturali e quelli segnalati da PUG in quanto di riconosciuto valore storico monumentale. Le aree protette sono individuate nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione. La ”area di pertinenza” delle aree protette coincide con il sedime del bene sottoposto a protezione; la “area annessa”, salvo specifica indicazione negli elaborati della
te coincide con il sedime del bene sottoposto a protezione; la “area annessa”, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, è definita dalle NTA. Le manifestazioni morfologiche di natura carsica (grotta, caverna, grave, gravaglione, gurgo, pulo, pulicchio, inghiottitoio, voragine, foiba, capovento, ecc.), in quanto riconosciute come “aree di rilevanza paesaggistica”, sono sottoposte a tutela. Le “aree carsiche” sono individuate nell’elaborato di PUG rappresentativo della
evanza paesaggistica”, sono sottoposte a tutela. Le “aree carsiche” sono individuate nell’elaborato di PUG rappresentativo della zonizzazione. La ”area di pertinenza” delle aree carsiche coincide con il sedime del bene sottoposto a protezione; la “area annessa”, formata dalla fascia contigua al perimetro dell’area di pertinenza, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, è definita nelle NTA. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 119
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ecifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, è definita nelle NTA. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 119 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (LN n.394/1991, LR n.19/1997 e smi) sono costituite dalle formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, che hanno un rilevante valore naturalistico e ambientale. Sono individuate e tutelate con specifica disciplina azionale e locale. Tali sono anche le zone faunistiche definite
ambientale. Sono individuate e tutelate con specifica disciplina azionale e locale. Tali sono anche le zone faunistiche definite dalla LR 10/1984 come oasi di protezione, zone di 10 ripopolamento e cattura, zone umide, e le zone di riserva orientata, integrale, biogenetica e forestale di protezione. n quanto “zone archeologiche”, sono i beni culturali archeologici già sottoposti a tutela ai sensi della legge 1089/1939 (oggi D. l.vo 42/2004) e quelli
iche”, sono i beni culturali archeologici già sottoposti a tutela ai sensi della legge 1089/1939 (oggi D. l.vo 42/2004) e quelli segnalati, di riconosciuto interesse scientifico, ai sensi della legge 431/1985. uanto “beni architettonici extraurbani”, sono gli immobili sottoposti a protezione ai sensi dell’art 142 del D. l.vo n.42/22.01.04, Codice dei Beni Culturali e quelli segnalati da PUG in quanto di riconosciuto valore storico- sono individuate nell’elaborato del PUG rappresentativo della
quelli segnalati da PUG in quanto di riconosciuto valore storico- sono individuate nell’elaborato del PUG rappresentativo della ” delle aree protette coincide con il sedime del bene sottoposto a protezione; la “area annessa”, salvo specifica indicazione negli elaborati della Le manifestazioni morfologiche di natura carsica (grotta, caverna, grave, gravaglione, gurgo, pulo, pulicchio, inghiottitoio, voragine, foiba, capovento, ecc.),
i natura carsica (grotta, caverna, grave, gravaglione, gurgo, pulo, pulicchio, inghiottitoio, voragine, foiba, capovento, ecc.), in quanto riconosciute come “aree di rilevanza paesaggistica”, sono sottoposte a ree carsiche” sono individuate nell’elaborato di PUG rappresentativo della La ”area di pertinenza” delle aree carsiche coincide con il sedime del bene sottoposto a protezione; la “area annessa”, formata dalla fascia contigua al l’area di pertinenza, salvo specifica indicazione negli elaborati della
one; la “area annessa”, formata dalla fascia contigua al l’area di pertinenza, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, è definita nelle NTA.
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TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE 45 Aree a versante 46 Corsi d’acqua 47 Area litoranea Comune di Trani TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Il PUG definisce “versante” le aree delimitate a monte da un “ciglio di scarpata” (orlatura del pianoro soprastante) ed a valle da un “piede di scarpata” (orlatura del pianoro sottostante) ; definisce, altresì, “crinale o dorsale spartiacque” la linea di
e da un “piede di scarpata” (orlatura del pianoro sottostante) ; definisce, altresì, “crinale o dorsale spartiacque” la linea di spartiacque di bacini idrografici, e “pianoro” l’area con una pendenza assoluta inferiore al 10%. La “area di pertinenza” coincide con il versante ed è rappresentata nella tavola della zonizzazione del PRG; la “area annessa”, salvo specifica indicazione ne della zonizzazione del PUG, è definita nelle NTA.
della zonizzazione del PRG; la “area annessa”, salvo specifica indicazione ne della zonizzazione del PUG, è definita nelle NTA. Il PUG definisce come corsi d’acqua, a livello di generalità, le acque correnti lungo solchi di impluvio che presentano un tracciato e una conformazione trasversale relativamente stabile. In relazione alle loro caratteristiche, al ruolo svolto nel bacino imbrifero ed ai caratteri geografici e geomorfologici delle aree attraversate, il PUG
aratteristiche, al ruolo svolto nel bacino imbrifero ed ai caratteri geografici e geomorfologici delle aree attraversate, il PUG distingue i corsi d’acqua in: fiumi, torrenti, sorgenti, foci, laghi, gravine e lame. Le linee di ruscellamento e linee superficiali di impluvio, ancorché rientranti definizione di corso d’acqua, non sono sottoposte dal PUG a prescrizioni, ma rimangono soggette agli indirizzi di tutela per il libero ruscellamento.
d’acqua, non sono sottoposte dal PUG a prescrizioni, ma rimangono soggette agli indirizzi di tutela per il libero ruscellamento. Con riferimento alla “linea di riva” (o battigia, limite variabile rappresentat stato di equilibrio relativo tra terra e mare o tra terra e lago), l’area litoranea è costituita dalla “zona adlitoranea” e dalla “zona litoranea”; la prima è quella compresa tra la linea di riva e la batimetrica a quota contigua nell’entroterra alla linea di riva. La profondità della zona litoranea
sa tra la linea di riva e la batimetrica a quota contigua nell’entroterra alla linea di riva. La profondità della zona litoranea comprende la spiaggia, il retrospiaggia, l’eventuale duna e le aree contigue se sabbiose: essa è definita nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione. Contigua verso l’interno della zona litoranea è la “area annessa” che ha la profondità, definita nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione, derivante sia dalla
la “area annessa” che ha la profondità, definita nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione, derivante sia dalla natura e significatività del rapporto esistente tra la zona litoranea ed il suo intor espresso in termini ambientali (vulnerabilità da insediamento, vulnerabilità da dissesto idrogeologico, vulnerabilità da situazione geologica, faunistica, vegetazionale) sia di contiguità e integrazione nelle forme d’uso e di fruizione visiva tra il lit
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azione geologica, faunistica, vegetazionale) sia di contiguità e integrazione nelle forme d’uso e di fruizione visiva tra il lit l’entroterra espresse dalla specificità dei luoghi 11 (presenza di cigli di scarpata, assetto colturale, viabilità litoranea, presenza di beni culturali antropici). Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO 120 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Il PUG definisce “versante” le aree delimitate a monte da un “ciglio di scarpata”
EOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
EOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Il PUG definisce “versante” le aree delimitate a monte da un “ciglio di scarpata” (orlatura del pianoro soprastante) ed a valle da un “piede di scarpata” (orlatura del pianoro sottostante) ; definisce, altresì, “crinale o dorsale spartiacque” la linea di partiacque di bacini idrografici, e “pianoro” l’area con una pendenza assoluta La “area di pertinenza” coincide con il versante ed è rappresentata nella tavola della
pianoro” l’area con una pendenza assoluta La “area di pertinenza” coincide con il versante ed è rappresentata nella tavola della zonizzazione del PRG; la “area annessa”, salvo specifica indicazione negli elaborati della zonizzazione del PUG, è definita nelle NTA. Il PUG definisce come corsi d’acqua, a livello di generalità, le acque correnti lungo solchi di impluvio che presentano un tracciato e una conformazione trasversale
a livello di generalità, le acque correnti lungo solchi di impluvio che presentano un tracciato e una conformazione trasversale relativamente stabile. In relazione alle loro caratteristiche, al ruolo svolto nel bacino mbrifero ed ai caratteri geografici e geomorfologici delle aree attraversate, il PUG distingue i corsi d’acqua in: fiumi, torrenti, sorgenti, foci, laghi, gravine e lame. Le linee di ruscellamento e linee superficiali di impluvio, ancorché rientranti nella
ti, sorgenti, foci, laghi, gravine e lame. Le linee di ruscellamento e linee superficiali di impluvio, ancorché rientranti nella definizione di corso d’acqua, non sono sottoposte dal PUG a prescrizioni, ma rimangono soggette agli indirizzi di tutela per il libero ruscellamento. Con riferimento alla “linea di riva” (o battigia, limite variabile rappresentativo dello stato di equilibrio relativo tra terra e mare o tra terra e lago), l’area litoranea è
ia, limite variabile rappresentativo dello stato di equilibrio relativo tra terra e mare o tra terra e lago), l’area litoranea è costituita dalla “zona adlitoranea” e dalla “zona litoranea”; la prima è quella compresa tra la linea di riva e la batimetrica a quota – m 5,00, la seconda è quella contigua nell’entroterra alla linea di riva. La profondità della zona litoranea comprende la spiaggia, il retrospiaggia, l’eventuale duna e le aree contigue se
inea di riva. La profondità della zona litoranea comprende la spiaggia, il retrospiaggia, l’eventuale duna e le aree contigue se sabbiose: essa è definita nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione. gua verso l’interno della zona litoranea è la “area annessa” che ha la profondità, definita nell’elaborato del PUG rappresentativo della zonizzazione, derivante sia dalla natura e significatività del rapporto esistente tra la zona litoranea ed il suo intorno
della zonizzazione, derivante sia dalla natura e significatività del rapporto esistente tra la zona litoranea ed il suo intorno espresso in termini ambientali (vulnerabilità da insediamento, vulnerabilità da dissesto idrogeologico, vulnerabilità da situazione geologica, faunistica, vegetazionale) sia di contiguità e integrazione nelle forme d’uso e di fruizione visiva tra il litorale e l’entroterra espresse dalla specificità dei luoghi 11 (presenza di cigli di scarpata,
so e di fruizione visiva tra il litorale e l’entroterra espresse dalla specificità dei luoghi 11 (presenza di cigli di scarpata, assetto colturale, viabilità litoranea, presenza di beni culturali antropici).
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ALLEGATO B: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA Il sottostante elenco, rispetto riferimento ad alcune leggi vigenti. A. DISCIPLINA DEI TITOLI ABILITATIVI, DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI E DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ DECRETO DEL PRESIDENTE sposizioni legislative e regolamentari A.1 Edilizia residenziale A.2 Edilizia non residenziale DECRETO DEL PRESIDENTE
PRESIDENTE
PRESIDENTE sposizioni legislative e regolamentari A.1 Edilizia residenziale A.2 Edilizia non residenziale DECRETO DEL PRESIDENTE (Regolamento per unico per le decreto-legge 25 agosto 2008, n. 133) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 marzo (Regolamento recante ladisciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambi piccole e medie ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto
a semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambi piccole e medie ambientale, a norma dell'articolo 23 del decreto convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) A.3 Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità)
relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 10 settembre 2010 (Linee guida per DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle 2001/77/CE e 2003/30/CE) A.4 Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali
uccessiva abrogazione delle 2001/77/CE e 2003/30/CE) A.4 Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 90, comma 9, lettere a), b) e c) e 99 Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA rispetto a quello approvato in sede di Intesa, è stato vigenti. DISCIPLINA DEI TITOLI ABILITATIVI, DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI E DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo
IONE DEI LAVORI E DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ
IONE DEI LAVORI E DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo regolamentari in materia edilizia) residenziale residenziale PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010, per la semplificazione ed il riordino della disciplina attività produttive, ai sensi dell'articolo 38, 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, 133) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 marzo 2013, n. 59
olo 38, 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, 133) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 marzo 2013, n. 59 (Regolamento recante ladisciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata bientale, a norma dell'articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35)
norma dell'articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2003, n. 387 (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 10 settembre 2010
i energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 10 settembre 2010 (Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili) DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle 2001/77/CE e 2003/30/CE) Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali
REGOLAMENTO EDILIZIO 121 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
e successiva abrogazione delle 2001/77/CE e 2003/30/CE) Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 90, comma 9, lettere a), b) e c) e 99 REGOLAMENTO EDILIZIO 121 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) : RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI
LIZIO 121 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
LIZIO 121 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) : RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI STATALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA di Intesa, è stato integrato con il DISCIPLINA DEI TITOLI ABILITATIVI, DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI E DEL CERTIFICATO DI CONFORMITÀ EDILIZIA E DI AGIBILITÀ (Testo unico delle di- 2010, n. 160 disciplina sullo sportello 38, comma 3, del modificazioni, dalla legge 6 2013, n. 59
IBILITÀ (Testo unico delle di- 2010, n. 160 disciplina sullo sportello 38, comma 3, del modificazioni, dalla legge 6 2013, n. 59 (Regolamento recante ladisciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la entale gravanti sulle imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata legge 9 febbraio 2012, n. 5, (Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità)
relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 10 settembre 2010 l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili) (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali
ecante modifica e successiva abrogazione delle direttive Condizioni di efficacia dei titoli edilizi e altri adempimenti generali (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 90, comma 9,
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 1989, n. 322 (Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale di statistica, ai particolare l’articolo 7 (circa l’obbligo di fornire dati statistici sui permessi di costruire, DIA,SCIA, e dell’attività edilizia delle pubbliche amministrazioni (art. 7 DPR n. 380/2001), il cui ri Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 2011 Statistico Nazionale 2011
B. REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE
mministrazioni (art. 7 DPR n. 380/2001), il cui ri Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 2011 Statistico Nazionale 2011 B. REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL’ATTIVITÀ EDILIZIA B.1 I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini DECRETO INTERMINISTERIALE 2 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti
DECRETO INTERMINISTERIALE 2
onfini DECRETO INTERMINISTERIALE 2 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. CODICE CIVILE In particolare articoli 873, 905, 906 e 907 D.M. 14 gennaio 2008
CODICE CIVILE
revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. CODICE CIVILE In particolare articoli 873, 905, 906 e 907 D.M. 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni), in particolare paragrafo 8.4.1. LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), in particolare articolo 41 LEGGE 24 marzo 1989, n.122 (Disposizioni in materia di parcheggi, maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla
9, n.122 (Disposizioni in materia di parcheggi, maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393), in particolare ar DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n. 115 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE) DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n.102
usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE) DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n.102 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE), in particolare art. DECRETO LEGISLATIVO 16 dicembre 2016, n. 257 (Disciplina di attua Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi)
7 (Disciplina di attua Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 1989, n. 322 (Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'art. 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400) in
ale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell'art. 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400) in particolare l’articolo 7 (circa l’obbligo di fornire dati statistici sui permessi di costruire, DIA,SCIA, e dell’attività edilizia delle pubbliche amministrazioni (art. 7 DPR n. 380/2001), il cui rilevamento è stato stabilito, da ultimo, dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 2011 – “Approvazione del Programma
REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E
è stato stabilito, da ultimo, dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 2011 – “Approvazione del Programma Statistico Nazionale 2011- 2013 Edilizia Pubblica) REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL’ATTIVITÀ EDILIZIA I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444
imiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di
lettive, al verde pubblico o a parcheggi osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967) n particolare articoli 873, 905, 906 e 907 D.M. 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni), in particolare LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), in particolare articolo 41-sexies LEGGE 24 marzo 1989, n.122
, in particolare LEGGE 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), in particolare articolo 41-sexies LEGGE 24 marzo 1989, n.122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393), in particolare articolo 9 DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n. 115
to del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393), in particolare articolo 9 DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008, n. 115 (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE) DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n.102 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE),
REGOLAMENTO EDILIZIO 122 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE), in particolare art. 14 DECRETO LEGISLATIVO 16 dicembre 2016, n. 257 (Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi) REGOLAMENTO EDILIZIO 122 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 122 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
infrastruttura per i combustibili alternativi) REGOLAMENTO EDILIZIO 122 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto sensi dell'art. 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400) in particolare l’articolo 7 (circa l’obbligo di fornire dati statistici sui permessi di costruire, DIA,SCIA, e dell’attività edilizia delle pubbliche amministrazioni (art. 7 DPR levamento è stato stabilito, da ultimo, dal Decreto del
URBANISTICA E
IA, e dell’attività edilizia delle pubbliche amministrazioni (art. 7 DPR levamento è stato stabilito, da ultimo, dal Decreto del “Approvazione del Programma URBANISTICA E SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL’ATTIVITÀ EDILIZIA I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi
zza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni), in particolare programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla
ticolare programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della (Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE) (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le
tici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE) (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE), zione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – B.2 Rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo B.2.1 Fasce di rispetto stradali DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articoli 16, 17 e 18 DECRETO DEL PRESIDENTE (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in particolare articoli 26, 27 e 28
TO DEL PRESIDENTE
TO DEL PRESIDENTE (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in particolare articoli 26, 27 e 28 DECRETO INTERMINISTERIALE 1 aprile 1968, n. 1404 (Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui all'art. DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi
968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della for quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967), in particolare articolo 9 per distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico veicol B.2.2 Rispetti ferroviari ( terrestri su rotaia
tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico veicol B.2.2 Rispetti ferroviari ( terrestri su rotaia DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 luglio 1980, n. 753 (Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie di altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60 B.2.3 Fasce di rispetto degli aeroporti e aerodromi REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articoli 714 e 715
to degli aeroporti e aerodromi REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articoli 714 e 715 B.2.4 Rispetto REGIO DECRETO 27.07.1934 n. 1265 (testo unico leggi sanitarie), in particolare art. 338, come modificato dall’articolo 28 della legge 1 agosto 2002, n. 166 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 agosto 1990, n. 285 (Approvazione del Nuovo B.2.5 Fascia di rispetto dei corsi d’acqua ( REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di
e del Nuovo B.2.5 Fascia di rispetto dei corsi d’acqua ( REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di categorie) In particolare articolo 96, comma primo, lettera f) B.2.6 Fascia di rispetto acquedotti ( superficiali e sotterranee destinate al consumo umano DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 94, 134 e 163 Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 94, 134 e 163 Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo B.2.1 Fasce di rispetto stradali DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285
li elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo B.2.1 Fasce di rispetto stradali DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articoli 16, 17 e 18 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in particolare articoli 26, 27 e 28 DECRETO INTERMINISTERIALE 1 aprile 1968, n. 1404 (Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione
RETO INTERMINISTERIALE 1 aprile 1968, n. 1404 (Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui all'art. 19 della legge n. 765 del 1967) DECRETO INTERMINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi
zza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967), in particolare articolo 9 per distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico veicolare.
n particolare articolo 9 per distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade destinate al traffico veicolare. B.2.2 Rispetti ferroviari (tramvie, ferrovie metropolitane e funicolari terrestri su rotaia) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 luglio 1980, n. 753 (Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie di altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60 B.2.3 Fasce di rispetto degli aeroporti e aerodromi
i altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60 B.2.3 Fasce di rispetto degli aeroporti e aerodromi REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articoli 714 e 715 B.2.4 Rispetto cimiteriale REGIO DECRETO 27.07.1934 n. 1265 (testo unico leggi sanitarie), in particolare art. 338, come modificato dall’articolo 28 della legge 1 agosto 2002, n. 166 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 agosto 1990, n. 285
8, come modificato dall’articolo 28 della legge 1 agosto 2002, n. 166 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 agosto 1990, n. 285 (Approvazione del Nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria), in particolare articolo 57 B.2.5 Fascia di rispetto dei corsi d’acqua (e altre acque pubbliche REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle categorie) In particolare articolo 96, comma primo, lettera f)
REGOLAMENTO EDILIZIO 123 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
o delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle categorie) In particolare articolo 96, comma primo, lettera f) B.2.6 Fascia di rispetto acquedotti (aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006 n. 152 materia ambientale), in particolare articoli 94, 134 e 163 REGOLAMENTO EDILIZIO 123 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e
COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
23 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo) DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in (Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione 19 della legge n. 765 del 1967) edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti
e da osservarsi nella edificazione 19 della legge n. 765 del 1967) edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da mazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967), in particolare
strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 17 della legge n. 765 del 1967), in particolare articolo 9 per distanze minime tra fabbricati tra i quali siano interposte strade tramvie, ferrovie metropolitane e funicolari DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 11 luglio 1980, n. 753 (Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60
rezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto) in particolare Titolo III, articoli da 49 a 60 (testo unico leggi sanitarie), in particolare art. 338, come modificato dall’articolo 28 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 agosto 1990, n. 285 Regolamento di Polizia Mortuaria), in particolare articolo 57 e altre acque pubbliche) intorno alle opere idrauliche delle diverse aree di salvaguardia delle acque materia ambientale), in particolare articoli 94, 134 e 163
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – B.2.7 Fascia di rispetto dei depuratori DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO 4 febbraio 1977 DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO 4 febbraio 1977 (Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento), in particolare punto 1.2 dell’Allegato 4
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento), in particolare punto 1.2 dell’Allegato 4 B.2.8 Distanze dalle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici LEGGE 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici elettromagnetici) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità
ECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
ECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE 10 settembre 1998, n.381 (Regolamento recante compatibili con la salute umana) (si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte dell’Ambiente)
amento recante compatibili con la salute umana) (si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte dell’Ambiente) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n.259 (Codice delle comunicazioni elettroniche)
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL
i a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n.259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 29 maggio 2008 (Approvazione della metodologia rispetto degli elettrodotti) DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2007 n. 257 (Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici
DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE
sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici campi elettromagnetici) B.2.9 Fascia di rispetto dei metanodotti Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. B.2.7 Fascia di rispetto dei depuratori DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO 4 febbraio 1977
DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE
Fascia di rispetto dei depuratori DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO 4 febbraio 1977 DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DALL'INQUINAMENTO 4 febbraio 1977 (Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento), in particolare punto 1.2 dell’Allegato 4 B.2.8 Distanze dalle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed
que dall'inquinamento), in particolare punto 1.2 dell’Allegato 4 B.2.8 Distanze dalle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici LEGGE 22 febbraio 2001, n. 36 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici elettromagnetici) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI dell’8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità
LIO DEI MINISTRI dell’8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti) DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE 10 settembre 1998, n.381 recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana) si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte
ne dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana) si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n.259
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL
ici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) DECRETO LEGISLATIVO 1 agosto 2003, n.259 (Codice delle comunicazioni elettroniche) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 29 maggio 2008 (Approvazione della metodologia di calcolo per la determinazione delle fasce di rispetto degli elettrodotti) DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2007 n. 257 (Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e
REGOLAMENTO EDILIZIO 124 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
tti) DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 2007 n. 257 (Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici campi elettromagnetici) B.2.9 Fascia di rispetto dei metanodotti REGOLAMENTO EDILIZIO 124 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE
DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE
.2019) DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE DELIBERA DEL COMITATO DEI MINISTRI PER LA TUTELA DELLE ACQUE (Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all'art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque B.2.8 Distanze dalle sorgenti dei campi elettrici, magnetici ed (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed DEI MINISTRI dell’8 luglio 2003
i, magnetici ed (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed DEI MINISTRI dell’8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE 10 settembre 1998, n.381 norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte dal Ministero
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL
per la determinazione dei tetti di radiofrequenza si vedano anche le LINEE GUIDA applicative del DM 381/98 redatte dal Ministero DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL alcolo per la determinazione delle fasce di
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL
z e 300 GHz) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL alcolo per la determinazione delle fasce di (Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici -
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 24 novembre 1984 (Norme di sicurezza antincendio per il l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8) (A decorrere dalla data di entrata in vigore (cioè 4.11.2008) dei DD.M.Svil.Econ. del 16/04/2008 e del 17/04/2008 sono abrogate le seguenti parti: alla parte prima e quarta, per quanto inerente agli impianti di trasporto, ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 17/04/2008,
DECRETO DEL MINISTERO
ti parti: alla parte prima e quarta, per quanto inerente agli impianti di trasporto, ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 17/04/2008, (Condotte con pressione massima di esercizio non superiore a 5 (Impianti di riduzione della pressione), la Sezione 5 (installazioni interne alle utenze industriali) e le Appendici: «Attraversamento in tubo di protezione» e «Cunicolo di protezione» ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 16/04/2008) DECRETO DEL MINISTERO
DECRETO DEL MINISTERO
raversamento in tubo di protezione» e «Cunicolo di protezione» ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 16/04/2008) DECRETO DEL MINISTERO tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con densità non superiore a 0 DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 17 aprile (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza
NISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 17 aprile (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8) B.2.10 Fascia di rispetto del demanio marittimo REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articolo 55 B.3 Servitù militari DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare), in particolare il
articolo 55 B.3 Servitù militari DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare), in particolare il ss. (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo VI (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16
la legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo VI (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa DECRETO MINISTERIALE 20 aprile 2006 (Applicazione della parte aeronautica maggio 2005, n. 96, e successive modificazioni) B.4 Accessi stradali DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articolo 22 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 (Regolamento di particolare articoli 44, 45 e 46
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16
a strada) in particolare articolo 22 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 (Regolamento di particolare articoli 44, 45 e 46 DECRETO DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 5 novembre 2001 (Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 24 novembre 1984
PC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
PC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 24 novembre 1984 (Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8) (A decorrere dalla data di entrata in vigore (cioè 4.11.2008) dei DD.M.Svil.Econ. del 16/04/2008 e del 17/04/2008 sono abrogate le seguenti parti:- alla parte prima e quarta, per quanto inerente agli impianti di trasporto, ai sensi del
4/2008 sono abrogate le seguenti parti:- alla parte prima e quarta, per quanto inerente agli impianti di trasporto, ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 17/04/2008,- la Sezione 1 (Disposizioni generali), la Sezione 3 (Condotte con pressione massima di esercizio non superiore a 5 (Impianti di riduzione della pressione), la Sezione 5 (installazioni interne alle utenze industriali) e le Appendici: «Attraversamento in tubo di protezione» e «Cunicolo di protezione» ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 16/04/2008)
) e le Appendici: «Attraversamento in tubo di protezione» e «Cunicolo di protezione» ai sensi del D.M.Svil.Econ. del 16/04/2008) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 16 aprile tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con densità non superiore a 0,8) MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 17 aprile tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza
0,8) MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 17 aprile tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a Fascia di rispetto del demanio marittimo REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327 (codice della navigazione), in particolare articolo 55 DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare), in particolare il Libro II, Titolo VI, articolo 320 e
CRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare), in particolare il Libro II, Titolo VI, articolo 320 e ss. (Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa)
della legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo Limitazioni a beni e attività altrui nell'interesse della difesa) DECRETO MINISTERIALE 20 aprile 2006 (Applicazione della parte aeronautica del Codice di navigazione, di cui al D.Lgs. 9 maggio 2005, n. 96, e successive modificazioni) DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articolo 22 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495
REGOLAMENTO EDILIZIO 125 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
, n. 285 (Nuovo codice della strada) in particolare articolo 22 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in particolare articoli 44, 45 e 46 DECRETO DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 5 novembre 2001 (Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade) REGOLAMENTO EDILIZIO 125 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) trasporto, la distribuzione, l'accumulo e
REGOLAMENTO EDILIZIO 125 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ade) REGOLAMENTO EDILIZIO 125 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) trasporto, la distribuzione, l'accumulo e (A decorrere dalla data di entrata in vigore (cioè 4.11.2008) dei DD.M.Svil.Econ. del le prescrizioni di cui alla parte prima e quarta, per quanto inerente agli impianti di trasporto, ai sensi del la Sezione 1 (Disposizioni generali), la Sezione 3 (Condotte con pressione massima di esercizio non superiore a 5 bar), la Sezione 4
ezione 1 (Disposizioni generali), la Sezione 3 (Condotte con pressione massima di esercizio non superiore a 5 bar), la Sezione 4 (Impianti di riduzione della pressione), la Sezione 5 (installazioni interne alle utenze industriali) e le Appendici: «Attraversamento in tubo di protezione» e «Cunicolo di LO SVILUPPO ECONOMICO 16 aprile 2008 (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle
LO SVILUPPO ECONOMICO 16 aprile 2008 (Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale con densità MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 17 aprile 2008 tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a Libro II, Titolo VI, articolo 320 e
lianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a Libro II, Titolo VI, articolo 320 e DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 90 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246) in particolare il Titolo navigazione, di cui al D.Lgs. 9 dicembre 1992, n. 495 di attuazione del nuovo codice della strada), in
in particolare il Titolo navigazione, di cui al D.Lgs. 9 dicembre 1992, n. 495 di attuazione del nuovo codice della strada), in DECRETO DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 5 novembre 2001
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – B.5 Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 9 maggio 2001 (Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015 n. 105 (Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose) B.6 Siti contaminati
tiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose) B.6 Siti contaminati DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte Quarta Titolo V “Bonifica di siti contaminati” C. C.1 Beni culturali (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42
mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte II, Titolo I, Capo I C.2 Beni paesaggistici DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte III
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte III DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 (Regolamento recante per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
e s.m.i. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 febbraio 2011 (Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
io sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
i Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 9 maggio 2001 (Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante) DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015 n. 105
VINCOLI E TUTELE
territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante) DECRETO LEGISLATIVO 26 giugno 2015 n. 105 (Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose) Siti contaminati LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte Quarta Titolo V “Bonifica di siti VINCOLI E TUTELE Beni culturali (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico
VINCOLI E TUTELE
a Titolo V “Bonifica di siti VINCOLI E TUTELE Beni culturali (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico etnoantropologico) DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte II, Titolo I, Capo I Beni paesaggistici LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio
ci LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) in particolare Parte III DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 (Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio)
tità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 dicembre 2005 (Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del DLgs 22 gennaio 2004, n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio) DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 febbraio 2011
n. 42, e s.m.i. - Codice dei beni culturali e del paesaggio) DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 febbraio 2011 (Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 febbraio 2017, n. 31 (Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione
REGOLAMENTO EDILIZIO 126 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
IDENTE DELLA REPUBBLICA 13 febbraio 2017, n. 31 (Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata) REGOLAMENTO EDILIZIO 126 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante (Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale stabilimenti a rischio di incidente rilevante)
isiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale stabilimenti a rischio di incidente rilevante) (Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti (Norme in materia ambientale), in particolare Parte Quarta Titolo V “Bonifica di siti Beni culturali (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio
esse artistico, storico, archeologico (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del DLgs 22 Codice dei beni culturali e del paesaggio) DEI MINISTRI 12 dicembre 2005
entità, a norma dell'articolo 146, comma 9, del DLgs 22 Codice dei beni culturali e del paesaggio) DEI MINISTRI 12 dicembre 2005 (Individuazione della documentazione necessaria alla verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti, ai sensi dell'articolo 146, comma 3, del DLgs rali e del paesaggio) DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 febbraio 2011 (Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 febbraio 2011 (Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle 13 febbraio 2017, n. 31 (Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione semplificata)
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – C.3 Vincolo idrogeologico REGIO DECRETO LEGGE 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) REGIO DECRETO 16 maggio 1926, n. 1126 (Approvazione del regolamento per 3267, concernente il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia a comma 5 C.4 Vincolo idraulico REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523
DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia a comma 5 C.4 Vincolo idraulico REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico sulle opere idrauliche) in particolare articolo 98 REGIO DECRETO 8 maggio 1904, n. 368 (Regolamento per la esecuzione luglio 1902, n.333, sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi) in particolare TITOLO VI, Capo I (Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e loro pertinenze) DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 112
o I (Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e loro pertinenze) DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), in particolare articolo 89 (Funzioni conferite alle Regioni e ag DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articolo 115 C.5 Aree naturali protette LEGGE 6 dicembre 1991, n. 394
DECRETO DEL MINIST
2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articolo 115 C.5 Aree naturali protette LEGGE 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) C.6 Siti della Rete Natura 2000 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche) DECRETO DEL MINIST settembre 2002
DECRETO DEL MINIST
servazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche) DECRETO DEL MINIST settembre 2002 (Linee guida per la gestione dei siti della Rete Natura 2000) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 17 ottobre 2007 (Criteri minimi uniformi per la definizione speciali di conservazione ZSC e a zone di protezione speciale ZPS) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
rmi per la definizione speciali di conservazione ZSC e a zone di protezione speciale ZPS) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Vincolo idrogeologico REGIO DECRETO LEGGE 30 dicembre 1923, n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) REGIO DECRETO 16 maggio 1926, n. 1126 (Approvazione del regolamento per l'applicazione del RDL 30 dicembre 1923, n.
eni montani) REGIO DECRETO 16 maggio 1926, n. 1126 (Approvazione del regolamento per l'applicazione del RDL 30 dicembre 1923, n. 3267, concernente il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 materia ambientale), in particolare articolo 61, comma 1, lettera g), e Vincolo idraulico REGIO DECRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico sulle opere idrauliche) in particolare articolo 98 REGIO DECRETO 8 maggio 1904, n. 368
CRETO 25 luglio 1904, n. 523 (Testo unico sulle opere idrauliche) in particolare articolo 98 REGIO DECRETO 8 maggio 1904, n. 368 (Regolamento per la esecuzione del T.U. della L. 22 marzo 1900, n.195, e della L. 7 luglio 1902, n.333, sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi) in particolare TITOLO VI, Capo I (Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e loro pertinenze) LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 112
VI, Capo I (Disposizioni per la conservazione delle opere di bonificamento e loro pertinenze) LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), in particolare articolo 89 (Funzioni conferite alle Regioni e agli Enti locali) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articolo 115 Aree naturali protette
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
ali) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare articolo 115 Aree naturali protette LEGGE 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) Siti della Rete Natura 2000 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
at naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3 (Linee guida per la gestione dei siti della Rete Natura 2000) DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 17 (Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione ZSC e a zone di protezione speciale ZPS) REGOLAMENTO EDILIZIO 127 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 127 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
zione ZSC e a zone di protezione speciale ZPS) REGOLAMENTO EDILIZIO 127 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) l'applicazione del RDL 30 dicembre 1923, n. 3267, concernente il riordinamento e la riforma della legislazione in materia di particolare articolo 61, comma 1, lettera g), e del T.U. della L. 22 marzo 1900, n.195, e della L. 7
legislazione in materia di particolare articolo 61, comma 1, lettera g), e del T.U. della L. 22 marzo 1900, n.195, e della L. 7 luglio 1902, n.333, sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi) in particolare TITOLO VI, Capo I (Disposizioni per la conservazione delle opere di (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), in particolare
ERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
trativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59), in particolare DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 settembre 1997, n. 357 (Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna ERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3 DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 17
ERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3
lla fauna ERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 3 DECRETO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO 17 di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione ZSC e a zone di protezione speciale ZPS)
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – C.7 Interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) in D. D.1 Requisiti igienico REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo unico delle leggi sanitarie), in particolare articoli 218 e 344 DECRETO DEL MINISTERO DELLA SANITÀ 5 luglio 1975 (Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico modificato dal Decreto del
lle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico modificato dal Decreto del materia dell'altezza minima e dei requisiti igienicosanitari principali dei locali di abitazione) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 1 salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63. e Allegato XIII D.2 Sicurezza statica e normativa antisismica
della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63. e Allegato XIII D.2 Sicurezza statica e normativa antisismica DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 15 maggio 1985 (Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di idoneità statica delle costruzioni abusive (art. 35, comma 4, Legge 28 febbraio 1985 n. 47), come modificato dal Decreto del M. LL. PP. 20 settembre 1985 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 g
8 febbraio 1985 n. 47), come modificato dal Decreto del M. LL. PP. 20 settembre 1985 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 g (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20.03.2003 n. 3274 (Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica) in
generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica) in particolare Allegato 1 (Criteri per l'individuazione delle zone sismiche individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone) Allegato A (classificazione sismica dei comuni italiani) ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 aprile 2006, N. 3519 (Criteri generali l'aggiornamento degli elenchi delle stesse zone)
DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 1
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 aprile 2006, N. 3519 (Criteri generali l'aggiornamento degli elenchi delle stesse zone) DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni) CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 2 febbraio 2009, n. 617 (Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le al D.M. 14 gennaio 2008) DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 1 (Aggiornamento Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 1
r le al D.M. 14 gennaio 2008) DECRETO DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 1 (Aggiornamento Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) in particolare Parti Prima e Seconda NORMATIVA TECNICA Requisiti igienico-sanitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro)
NORMATIVA TECNICA
articolare Parti Prima e Seconda NORMATIVA TECNICA Requisiti igienico-sanitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) REGIO DECRETO 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo unico delle leggi sanitarie), in particolare articoli 218 e 344 DECRETO DEL MINISTERO DELLA SANITÀ 5 luglio 1975 (Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione), come
li 20 giugno 1896, relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione), come modificato dal Decreto del Ministero della Sanità 9 giugno 1999 (Modificazioni in materia dell'altezza minima e dei requisiti igienicosanitari principali dei locali di DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63.
ge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63. Sicurezza statica e normativa antisismica DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 15 maggio 1985 (Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di idoneità statica delle costruzioni abusive (art. 35, comma 4, Legge 28 febbraio 1985 n. 47), come modificato dal Decreto del M. LL. PP. 20 settembre 1985 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380
47), come modificato dal Decreto del M. LL. PP. 20 settembre 1985 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20.03.2003 n. 3274 (Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica) in
generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica) in particolare Allegato 1 (Criteri per l'individuazione delle zone sismiche individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone) Allegato A azione sismica dei comuni italiani) ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 aprile 2006, N. 3519 (Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per
L PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 aprile 2006, N. 3519 (Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per l'aggiornamento degli elenchi delle stesse zone) DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 14 gennaio 2008 (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni) CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 2 febbraio 2009, n. 617 (Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le D.M. 14 gennaio 2008) DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 17 gennaio 20
REGOLAMENTO EDILIZIO 128 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
oni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le D.M. 14 gennaio 2008) DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 17 gennaio 20 Aggiornamento delle “Norme Tecniche per le Costruzioni”) REGOLAMENTO EDILIZIO 128 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) particolare Parti Prima e Seconda sanitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) (Testo unico delle leggi sanitarie), in particolare articoli 218 e 344
anitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) (Testo unico delle leggi sanitarie), in particolare articoli 218 e 344 (Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, relativamente all'altezza sanitari principali dei locali di abitazione), come Ministero della Sanità 9 giugno 1999 (Modificazioni in materia dell'altezza minima e dei requisiti igienicosanitari principali dei locali di 23, in materia di tutela della
icazioni in materia dell'altezza minima e dei requisiti igienicosanitari principali dei locali di 23, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in particolare articoli 63. 65, Allegato IV (Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di idoneità statica delle costruzioni abusive (art. 35, comma 4, Legge 28 febbraio 1985 n. 47), come iugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)
8 febbraio 1985 n. 47), come iugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20.03.2003 n. 3274 (Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica) in particolare Allegato 1 (Criteri per l'individuazione delle zone sismiche individuazione,
per le costruzioni in zona sismica) in particolare Allegato 1 (Criteri per l'individuazione delle zone sismiche individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone) Allegato A ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 aprile 2006, N. 3519 per la formazione e DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE 14 gennaio 2008 CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 2 febbraio 2009, n. 617 (Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui
LE INFRASTRUTTURE 2 febbraio 2009, n. 617 (Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui gennaio 2018
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRAS
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 2 C.S.LL.PP. (Istruzioni per l’applicazione dell costruzioni’ ” di cui al D.3 Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle d particolare articoli 53, 58, 59, 60, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76) D.4 Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati
0, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76) D.4 Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati pubblici e privati aperti al pubblico LEGGE 28 febbraio 1986, n. 41 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato finanziaria 1986), in particolare articolo 32, comma 20, secondo periodo DECRETO DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adatta
DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adatta visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche LEGGE 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, handicappate) in particolare articolo 24 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere
CIRCOLARE DEL
o 24 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere edifici, spazi e servizi pubblici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e particolare Parte II, Capo III CIRCOLARE DEL (Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) D.5 Sicurezza degli impianti
DECRETO LEGISLATIVO 3
a valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) D.5 Sicurezza degli impianti DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 aprile 1999, n. 162 (Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio) DECRETO LEGISLATIVO 3
DECRETO LEGISLATIVO 3
er la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio) DECRETO LEGISLATIVO 3 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte quinta (Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera), Titolo I (Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività) e Ti termici civili) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
e e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività) e Ti termici civili) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. CIRCOLARE DEL MINISTERO PER LE INFRASTRUTTURE 21 gennaio (Istruzioni per l’applicazione dell’ “Aggiornamento delle ‘Norme Tecniche ” di cui al D.M. 17 gennaio 2018) Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica
niche ” di cui al D.M. 17 gennaio 2018) Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia particolare articoli 53, 58, 59, 60, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76) Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati pubblici e privati aperti al pubblico febbraio 1986, n. 41
ne e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati pubblici e privati aperti al pubblico febbraio 1986, n. 41 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato finanziaria 1986), in particolare articolo 32, comma 20, secondo periodo DECRETO DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI 14 giugno 1989, n. 236 zioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adatta visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del
ssarie a garantire l'accessibilità, l'adatta visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del e dell'eliminazione delle barriere architettoniche LEGGE 5 febbraio 1992, n. 104 quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle handicappate) in particolare articolo 24 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 (Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici)
96, n. 503 (Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia ) particolare Parte II, Capo III CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO 1 marzo 2002, n 4 (Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) Sicurezza degli impianti
er la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili) Sicurezza degli impianti DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 aprile 1999, n. 162 (Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152
REGOLAMENTO EDILIZIO 129 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
l nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare Parte quinta (Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera), Titolo I (Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività) e Ti REGOLAMENTO EDILIZIO 129 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) gennaio 2019, n. 7 Norme Tecniche per le
REGOLAMENTO EDILIZIO 129 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
e Ti REGOLAMENTO EDILIZIO 129 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) gennaio 2019, n. 7 Norme Tecniche per le Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 regolamentari in materia edilizia) in particolare articoli 53, 58, 59, 60, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76) Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati
9, 60, e Parte II, Capo II (articoli da 64 a 76) Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 1986), in particolare articolo 32, comma 20, secondo periodo DECRETO DEL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI 14 giugno 1989, n. 236 zioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del
rantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, ai fini del sociale e i diritti delle persone DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 503 architettoniche negli DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 golamentari in materia edilizia ) in (Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 aprile 1999, n. 162
valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 aprile 1999, n. 162 (Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio) (Norme in materia ambientale), in particolare Parte quinta (Norme in materia di
chi, nonché della relativa licenza di esercizio) (Norme in materia ambientale), in particolare Parte quinta (Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera), Titolo I (Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività) e Titolo II (Impianti
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 gennaio 2008, n. 37 (Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11 lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposi attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici) D.6 Prevenzione degli incendi e degli infortuni DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987
NTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 10 marzo 1998 (Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione di lavoro) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 settembre 2002 (Regola Tecnica prevenzione incendi strutture sanitarie) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 15 settembre 2005
18 settembre 2002 (Regola Tecnica prevenzione incendi strutture sanitarie) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 15 settembre 2005 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 22 febbraio 2006 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici) DECRETO LEGISLATIVO 8 marzo 2006, n. 139
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1
progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici) DECRETO LEGISLATIVO 8 marzo 2006, n. 139 (Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1
007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4 legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legg 2010, n. 122) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 marzo 2012 (Piano straordinario biennale adottato ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del
RETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 marzo 2012 (Piano straordinario biennale adottato ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, concernente l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, che non abbiano completato l'adeguamento alle suddette disposizioni
vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, che non abbiano completato l'adeguamento alle suddette disposizioni di prevenzione incendi) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 gennaio 2008, n. 37 (Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposi
nte l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposi attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici) Prevenzione degli incendi e degli infortuni DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione)
itazione) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 maggio 1987 (Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 10 marzo 1998 (Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 settembre 2002 (Regola Tecnica prevenzione incendi strutture sanitarie) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 15 settembre 2005
18 settembre 2002 (Regola Tecnica prevenzione incendi strutture sanitarie) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 15 settembre 2005 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi) DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 22 febbraio 2006 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici)
ola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici) DECRETO LEGISLATIVO 8 marzo 2006, n. 139 (Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della
CRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 1 agosto 2011, n. 151 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legg
di, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legg DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 16 marzo 2012 (Piano straordinario biennale adottato ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 2012, n. 14, concernente l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti
REGOLAMENTO EDILIZIO 130 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 che non abbiano completato l'adeguamento alle suddette disposizioni di prevenzione incendi) REGOLAMENTO EDILIZIO 130 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 gennaio 2008, n. 37 quaterdecies, comma 13,
OM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
OM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 gennaio 2008, n. 37 quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di dell'emergenza nei luoghi incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi) (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la
soggette ai controlli di prevenzione incendi) (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la (Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale legge 29 luglio 2003, n. 229) (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della agosto 2011, n. 151 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla quater, del decreto-
la agosto 2011, n. 151 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla quater, del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio (Piano straordinario biennale adottato ai sensi dell'articolo 15, commi 7 e 8, del legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 2012, n. 14, concernente l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione alberghiere con oltre venticinque posti
oni, dalla legge 2012, n. 14, concernente l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 che non abbiano completato l'adeguamento alle suddette disposizioni
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – DECRETO DEL MINISTERO DELL'INTERNO 7 agosto 2012 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione i dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n.51) D.7 Demolizione o rimozione dell’amianto DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 2006, n. 257 (Attuazione della rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81
257 (Attuazione della rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutel salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) in particolare articolo 256 D.8 Contenimento del consumo energetico degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante norme per la progettazione,
co degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante norme per la progettazione, manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10), in quanto compatibile con la DAL n. 156/2008 (vedi DAL) DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia)
CRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59 (Regolamento di attuazione legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici)
ETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto
DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015
e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) DECRETO INTERMINISTERIALE 26 giugno 2015 (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici) DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015 (Adeguamento linee guida DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015 (Relazione tecnica di progetto)
TERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015
TERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015 (Adeguamento linee guida DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015 (Relazione tecnica di progetto) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. DECRETO DEL MINISTERO DELL'INTERNO 7 agosto 2012 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi
ità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, Demolizione o rimozione dell’amianto DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 2006, n. 257 (Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81
one dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro) DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutel salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) in particolare articolo 256 Contenimento del consumo energetico degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la
DENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412 (Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10), in quanto compatibile con la DAL n. 156/2008 (vedi punto 3.2. della medesima DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico
lla medesima DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59 (Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 26 giugno 2009
della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia) DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 26 giugno 2009 guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda
DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015
ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) DECRETO INTERMINISTERIALE 26 giugno 2015 (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici) DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015
DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015
ioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici) DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015 (Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) DECRETO INTERMINISTERIALE 26 GIUGNO 2015 (Relazione tecnica di progetto) REGOLAMENTO EDILIZIO 131 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i ncendi e alla documentazione da allegare, ai sensi
posizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i ncendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) in particolare articolo 256 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412
della sicurezza nei luoghi di lavoro) in particolare articolo 256 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993, n. 412 l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. punto 3.2. della medesima (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59
azione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009, n. 59 dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 26 giugno 2009 guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74
09 guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e
ell'articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e nazionali per la certificazione energetica degli edifici)
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – D.9 Isolamento acustico (attivo e passivo) degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo (Limiti di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 1997 (Determinazione dei DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 1997
EL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 1997 (Determinazione dei DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 1997 (Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA19 ottobre 2011, n. 227 (Regolamento per la ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell'articolo 49, comma 4 decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, co luglio 2010, n. 122.) D.10 Produzione di materiali da scavo DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006 n.152
2010, n. 78, convertito, co luglio 2010, n. 122.) D.10 Produzione di materiali da scavo DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006 n.152 (Norme in materia ambientale), in particolare articoli 184 comma 1, lettera c), 186 e 266, comma 7. DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n.69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia) convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, in particolare articoli art. 41 e 41 DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 10 agosto 2012, n.
articolare articoli art. 41 e 41 DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 10 agosto 2012, n. (Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 2017, n. 120 (Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164)
E. REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O
icata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164) D.11 Tutela delle acque dall'inquinamento (scarichi idrici domestici) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale acque dall'inquinamento) D.12 Prevenzione inquinamento luminoso E. REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O E.1 Strutture commerciali E.2 Strutture ricettive Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
NI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O
NI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O E.1 Strutture commerciali E.2 Strutture ricettive Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Isolamento acustico (attivo e passivo) degli edifici DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo (Limiti di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico)
rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 1997 (Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 1997 (Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA19 ottobre 2011, n. 227
997 (Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA19 ottobre 2011, n. 227 (Regolamento per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell'articolo 49, comma 4 legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 122.) in particolare l’art. 4 Produzione di materiali da scavo DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006 n.152
ficazioni, dalla legge 30 122.) in particolare l’art. 4 Produzione di materiali da scavo DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006 n.152 materia ambientale), in particolare articoli 184-bis, comma 2 comma 1, lettera c), 186 e 266, comma 7. LEGGE 21 giugno 2013, n.69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia) convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, in particolare articoli art. 41 e 41-bis DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL
to 2013, n. 98, in particolare articoli art. 41 e 41-bis DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE 10 agosto 2012, n. 161 (Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 2017, n. 120 (Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133,
REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI
semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164) Tutela delle acque dall'inquinamento (scarichi idrici domestici) DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 materia ambientale), in particolare Parte terza, Sezione II (Tutela delle acque dall'inquinamento) Prevenzione inquinamento luminoso REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI
REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI
l'inquinamento) Prevenzione inquinamento luminoso REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI Strutture commerciali Strutture ricettive REGOLAMENTO EDILIZIO 132 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 marzo 1991 (Limiti di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 1997
e al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 novembre 1997 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 1997 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA19 ottobre 2011, n. 227 semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del n modificazioni, dalla legge 30 bis, comma 2-bis, 185,
ale gravanti sulle imprese, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del n modificazioni, dalla legge 30 bis, comma 2-bis, 185, (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia) convertito con modificazioni dalla DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL (Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 2017, n. 120
Sezione II (Tutela delle
te la disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 giugno 2017, n. 120 (Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da legge 12 settembre 2014, n. 133, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164) Tutela delle acque dall'inquinamento (scarichi idrici domestici) Sezione II (Tutela delle REQUISITI TECNICI E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – E.3 Strutture per l’agriturismo LEGGE 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), in particolare articolo 5 E.4 Impianti di distribuzione del carburante E.5 Sale cinematografiche E.6 Scuole e servizi educativi CIRCOLARE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 22 maggio 1967, n. 3150 (Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici) DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 18 dicembre 1975 (Norme tecniche aggiornate relative
custici negli edifici scolastici) DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 18 dicembre 1975 (Norme tecniche aggiornate relative funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 aprile 2015 (Modalità per l'individu della rete di monitoraggio e di prevenzione del rischio sismico per la predisposizione del piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici) LEGGE 13 luglio 2015, n. 107
el rischio sismico per la predisposizione del piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici) LEGGE 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema delle disposizioni legislative vigenti), art.1, commi 145 E.7 Associazioni di promozione sociale E.8 Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari DECRETO LEGISLATIVO 6 novembre 2007, n. 193 (Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del
ATTO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI
e e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29/04/2004 (sull’igiene dei prodotti alimentari), e successiva rettifica pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 226/3 del 25 giugno 2004 ATTO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59 (Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il
TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59 (Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il Governo, le Regioni e le Province auton Regolamento n. 85212004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei prodotti alimentari") Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Strutture per l’agriturismo LEGGE 20 febbraio 2006, n. 96
– ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Strutture per l’agriturismo LEGGE 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), in particolare articolo 5 Impianti di distribuzione del carburante Sale cinematografiche Scuole e servizi educativi CIRCOLARE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 22 maggio 1967, n. 3150 (Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici) DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 18 dicembre 1975
lutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici) DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 18 dicembre 1975 (Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 aprile 2015 (Modalità per l'individuazione di un modello unico di rilevamento e potenziamento
DENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 aprile 2015 (Modalità per l'individuazione di un modello unico di rilevamento e potenziamento della rete di monitoraggio e di prevenzione del rischio sismico per la predisposizione del piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici) LEGGE 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), art.1, commi 145 -179 (edilizia scolastica) Associazioni di promozione sociale
riordino delle disposizioni legislative vigenti), art.1, commi 145 -179 (edilizia scolastica) Associazioni di promozione sociale Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e bevande DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), in particolare articoli 28 e 30.
isciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), in particolare articoli 28 e 30. DECRETO LEGISLATIVO 6 novembre 2007, n. 193 (Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29/04/2004 (sull’igiene dei prodotti alimentari), e successiva rettifica pubblicata
CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI
4 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29/04/2004 (sull’igiene dei prodotti alimentari), e successiva rettifica pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 226/3 del 25 giugno 2004 CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59 (Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome relativo a "Linee guida applicative del
REGOLAMENTO EDILIZIO 133 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
o legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome relativo a "Linee guida applicative del Regolamento n. 85212004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei prodotti alimentari") REGOLAMENTO EDILIZIO 133 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) CIRCOLARE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 22 maggio 1967, n. 3150 (Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici)
DEI LAVORI PUBBLICI 22 maggio 1967, n. 3150 (Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici) DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 18 dicembre 1975 all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 aprile 2015 azione di un modello unico di rilevamento e potenziamento
opere DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 aprile 2015 azione di un modello unico di rilevamento e potenziamento della rete di monitoraggio e di prevenzione del rischio sismico per la predisposizione nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino 179 (edilizia scolastica) bevande DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 marzo 1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle e delle bevande), in particolare articoli 28 e 30. materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore) REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del
CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI
cazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore) REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29/04/2004 (sull’igiene dei prodotti alimentari), e successiva rettifica pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 226/3 del 25 giugno 2004 CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59 (Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il
TRENTO E BOLZANO 29 aprile 2010 n. 59 (Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n . 281, tra il ome relativo a "Linee guida applicative del Regolamento n. 85212004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'igiene dei
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE –
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – E.9 Impianti sportivi DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi) modificato e integrato dal Decreto ministeriale 6 giugno 2005 DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI 25 giugno 2008, n. 1379 (Norme CONI per l'impiantistica DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di
ZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
ZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano relativo agli aspetti igienico vigilanza delle piscine a uso natatorio) E.10 Strutture Termali E.11 Strutture Sanitarie DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e accordi contrattuali) e l’Articolo8 e all'esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA14
la legge 23 ottobre 1992, n. 421), e accordi contrattuali) e l’Articolo8 e all'esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA14 (Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle struttur pubbliche e private) E.12 Strutture veterinarie
izzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle struttur pubbliche e private) E.12 Strutture veterinarie E.13 Mezzi pubblicitari e occupazione di suolo pubblico DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 1993, n.507 Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi
er l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO – ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Impianti sportivi DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi)
DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
tivi DECRETO DEL MINISTERO DELL’INTERNO 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi) modificato e integrato dal Decreto ministeriale 6 giugno 2005 DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI 25 giugno 2008, n. 1379 (Norme CONI per l'impiantistica sportiva) DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di
ZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
ZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano relativo agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e vigilanza delle piscine a uso natatorio) E.10 Strutture Termali E.11 Strutture Sanitarie DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23
ETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), in particolare l’articolo 8-bis (Autorizzazione, accreditamento e accordi contrattuali) e l’Articolo8-ter (Autorizzazioni alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA14 gennaio 1997 (Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e Province
RETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA14 gennaio 1997 (Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle struttur pubbliche e private) E.12 Strutture veterinarie Mezzi pubblicitari e occupazione di suolo pubblico DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 1993, n.507
REGOLAMENTO EDILIZIO 134
ivate) E.12 Strutture veterinarie Mezzi pubblicitari e occupazione di suolo pubblico DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 1993, n.507 Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale REGOLAMENTO EDILIZIO 134
REGOLAMENTO EDILIZIO 134 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
rma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale REGOLAMENTO EDILIZIO 134 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi) come DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CONI 25 giugno 2008, n. 1379 DELIBERAZIONE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di
ZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605
ZA STATO REGIONI 16 GENNAIO 2003 N. 1605 (Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di sanitari per la costruzione, la manutenzione e la (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 bis (Autorizzazione, accreditamento (Autorizzazioni alla realizzazione di strutture (Approvazione dell’atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnici ed
dirizzo e coordinamento alle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnici ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi
er l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO C: RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI REGIONALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ EDILIZIA Il sottostante elenco, rispetto a quello approvato con D.G.R. n.554/2017, è stato integrato con il riferimento ad alcune leggi e regolamenti vigenti. A. DISCIPLINA DEI CERTIFICATO A.1 Urbanistica e Edilizia residenziale LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017 Modifiche e integrazioni alla
DISCIPLINA DEI CERTIFICATO
DISCIPLINA DEI CERTIFICATO A.1 Urbanistica e Edilizia residenziale LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017 Modifiche e integrazioni alla straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), norma interpretativa e altre norme in materia edilizia e tecnologica LEGGE REGIONALE 3 novembre 2016 Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante
ecnologica LEGGE REGIONALE 3 novembre 2016 Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato (edifici residenziali e non residenziali) LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2016 Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei
l miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati esistenti e di aree pubbliche non autorizzate) LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2016 Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001,
leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001, (Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di alcuni strumenti urbanist straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrat
tà del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrat pubbliche non autorizzate), 5 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 19 Comuni parere art. 32 legge 28 febbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo
ebbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. uso del territorio) LEGGE REGIONALE 19 novembre 2015 Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e norme interpretative alla legge regionale 7 ottobre 2009, n.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e norme interpretative alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione paesaggistica) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI REGIONALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ sottostante elenco, rispetto a quello approvato con D.G.R. n.554/2017, è stato
TITOLI ABILITATIVI, DELL'ESECUZIONE DEI LAVORI CERTIFICATO DI CONFORMITA' EDILIZ
LLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ sottostante elenco, rispetto a quello approvato con D.G.R. n.554/2017, è stato integrato con il riferimento ad alcune leggi e regolamenti vigenti. TITOLI ABILITATIVI, DELL'ESECUZIONE DEI LAVORI CERTIFICATO DI CONFORMITA' EDILIZIA E DI AGIBILITA' Urbanistica e Edilizia residenziale LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017, n. 51 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure
residenziale LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017, n. 51 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), norma interpretativa e altre norme in materia edilizia e tecnologica GE REGIONALE 3 novembre 2016, n.30 Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante
ologica GE REGIONALE 3 novembre 2016, n.30 Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato (edifici residenziali e non residenziali) LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2016, n.37 legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei
l miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei porticati, di locali seminterrati esistenti e di aree pubbliche non LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2016, n.28 Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la pianificazione paesaggistica), 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001,
me per la pianificazione paesaggistica), 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001, (Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di alcuni strumenti urbanistici), 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei
ività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), 5 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 1996, n. 5 (Sub
i demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 1996, n. 5 (Sub Comuni parere art. 32 legge 28 febbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. uso del territorio) LEGGE REGIONALE 19 novembre 2015, n.33 Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a
REGOLAMENTO EDILIZIO 135 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
o) LEGGE REGIONALE 19 novembre 2015, n.33 Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio residenziale) e norme interpretative alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione paesaggistica) REGOLAMENTO EDILIZIO 135 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) : RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI REGIONALI INCIDENTI
ENTO EDILIZIO 135 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ENTO EDILIZIO 135 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) : RICOGNIZIONE DELLE DISPOSIZIONI REGIONALI INCIDENTI SUGLI USI E SULLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO E SULL’ATTIVITÀ sottostante elenco, rispetto a quello approvato con D.G.R. n.554/2017, è stato LAVORI E DEL AGIBILITA' legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della
e regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), norma interpretativa e altre norme in Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato (edifici residenziali e non residenziali) legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a
ente confinato (edifici residenziali e non residenziali) legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei porticati, di locali seminterrati esistenti e di aree pubbliche non Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi pianificazione paesaggistica), 27 luglio
Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi pianificazione paesaggistica), 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi ici), 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei
ività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei i e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), 5 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale 96, n. 5 (Sub-delega ai Comuni parere art. 32 legge 28 febbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo
soppressa Opera nazionale 96, n. 5 (Sub-delega ai Comuni parere art. 32 legge 28 febbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio
009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio residenziale) e norme interpretative alla legge regionale 7 ottobre 2009, n.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 23 marzo 2015 Autorizzazione alla cessione in proprietà degli alloggi realizzati ai sensi dell’articolo 8 della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica) LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2014 Modifiche alla legge regionale 7 aprile 2014, n. 10 (Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione residenziale pubblica) LEGGE REGIONALE 05dicembre 2014
disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione residenziale pubblica) LEGGE REGIONALE 05dicembre 2014 Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n.14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimo edilizio residenziale) LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014
ria di prevenzione del rischio e sicurezza costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014 Riordino delle funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale e riforma degli enti regionali operanti nel settore LEGGE REGIONALE 7 aprile 2014 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate)
. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate) LEGGE REGIONALE 8 aprile 2014 Disposizioni in materia di certificato di agibilità, in attuazione dell’articolo 2 comma 5-ter, del Testo di edilizia, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 LEGGE REGIONALE 7 aprile 2014 Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei alloggi di edilizia residenziale pubblica
GE REGIONALE 7 aprile 2014 Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei alloggi di edilizia residenziale pubblica LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi pubbliche non autorizzate) LEGGE REGIONALE 05 febbraio 2013 Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14
utorizzate) LEGGE REGIONALE 05 febbraio 2013 Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il della qualità del patrimonio edilizio residenziale), modificata e integrata dalla legge regionale 1° agosto 2011, n. 21 e all’articolo 4 della legge regionale 13 dicembre 2004, n. 23. LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
regionale 1° agosto 2011, n. 21 e all’articolo 4 della legge regionale 13 dicembre 2004, n. 23. LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013 Disposizioni per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei borghi più belli d’Italia in Puglia LEGGE REGIONALE 11 giugno 2012 Norme in materia edilizio Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 23 marzo 2015, n.9
DINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAURE
DINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 23 marzo 2015, n.9 Autorizzazione alla cessione in proprietà degli alloggi realizzati ai sensi dell’articolo 8 della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica) LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2014, n.50 Modifiche alla legge regionale 7 aprile 2014, n. 10 (Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia
7 aprile 2014, n. 10 (Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) LEGGE REGIONALE 05dicembre 2014, n.49 Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n.14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimo edilizio residenziale) LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n.27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza
ilizio residenziale) LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n.27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza Istituzione del fascicolo del fabbricato LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n.22 funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale e riforma degli enti regionali operanti nel settore LEGGE REGIONALE 7 aprile 2014, n.16 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei
settore LEGGE REGIONALE 7 aprile 2014, n.16 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate) LEGGE REGIONALE 8 aprile 2014, n.12 Disposizioni in materia di certificato di agibilità, in attuazione dell’articolo 2 ter, del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
icato di agibilità, in attuazione dell’articolo 2 ter, del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. LEGGE REGIONALE 7 aprile 2014, n.10 Nuova disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n.38 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei
blica LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n.38 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate) LEGGE REGIONALE 05 febbraio 2013, n.6 Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il
rticolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il della qualità del patrimonio edilizio residenziale), modificata e integrata dalla legge regionale 1° agosto 2011, n. 21 e all’articolo 4 della legge regionale 13 dicembre LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013, n.44 il recupero, la tutela e la valorizzazione dei borghi più belli d’Italia in LEGGE REGIONALE 11 giugno 2012, n.15
REGOLAMENTO EDILIZIO 136 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
mbre 2013, n.44 il recupero, la tutela e la valorizzazione dei borghi più belli d’Italia in LEGGE REGIONALE 11 giugno 2012, n.15 materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo REGOLAMENTO EDILIZIO 136 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Autorizzazione alla cessione in proprietà degli alloggi realizzati ai sensi dell’articolo 8 della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica)
li alloggi realizzati ai sensi dell’articolo 8 della legge 17 febbraio 1992, n. 179 (Norme per l’edilizia residenziale pubblica) Modifiche alla legge regionale 7 aprile 2014, n. 10 (Nuova disciplina per degli alloggi di edilizia Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n.14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle
e per il miglioramento della qualità del patrimonio Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale pubblica e Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree Disposizioni in materia di certificato di agibilità, in attuazione dell’articolo 25, regolamentari in materia
sistenti e di aree Disposizioni in materia di certificato di agibilità, in attuazione dell’articolo 25, regolamentari in materia di edilizia, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. canoni di locazione degli Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei esistenti e di aree Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14
007, n. 33 (Recupero dei esistenti e di aree Modifiche e integrazioni all’articolo 5 della legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), modificata e integrata dalla legge regionale 1° agosto 2011, n. 21 e all’articolo 4 della legge regionale 13 dicembre il recupero, la tutela e la valorizzazione dei borghi più belli d’Italia in repressione dell’abusivismo
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2009 Modifica delle norme in materia di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Disposizioni in materia di autorizzazione paesaggistica interpretazione autentica LEGGE REGIONALE 30 marzo 2009 Modifica alla legge regionale 31 LEGGE REGIONALE 09 marzo 2009 Norme in materia di regolamento edilizio LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2009 Tutela e valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta
ia di regolamento edilizio LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2009 Tutela e valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta LEGGE REGIONALE 30 luglio 200 Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per della qualità del patrimonio edilizio residenziale LEGGE REGIONALE 29 luglio 2008 Norme per la rigenerazione urbana LEGGE REGIONALE 21 maggio 2008 Norme urbanistiche finalizzate ad LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008
LEGGE REGIONALE 08
orme per la rigenerazione urbana LEGGE REGIONALE 21 maggio 2008 Norme urbanistiche finalizzate ad LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008 Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008 Norme per l'abitare sostenibile LEGGE REGIONALE 26 novembre 2007 Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate LEGGE REGIONALE 08
LEGGE REGIONALE 08
sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate LEGGE REGIONALE 08 Modifiche e integrazioni al titolo I della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di espropriazione per pubblica utilità e prima variazione di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005) LEGGE REGIONALE 22 febbraio 2005 Disposizioni regionali in materia di espropriazioni per pubblica utilità e prima
anziario 2005) LEGGE REGIONALE 22 febbraio 2005 Disposizioni regionali in materia di espropriazioni per pubblica utilità e prima variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005 LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2004 Principi, indirizzi e Generale (DRAG) LEGGE REGIONALE del 03 novembre 2004 Disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168 (Interventi urgenti per il cont 30 luglio 2004, n. 191 e in materia urbanistica LEGGE REGIONALE 27 luglio 2001
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
glio 2004, n. 168 (Interventi urgenti per il cont 30 luglio 2004, n. 191 e in materia urbanistica LEGGE REGIONALE 27 luglio 2001 Norme generali di governo e uso del territorio Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2009, n.23 Modifica delle norme in materia di locazione degli alloggi di edilizia residenziale Disposizioni in materia di autorizzazione paesaggistica interpretazione
eria di locazione degli alloggi di edilizia residenziale Disposizioni in materia di autorizzazione paesaggistica interpretazione LEGGE REGIONALE 30 marzo 2009, n.9 Modifica alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela e uso del territorio) LEGGE REGIONALE 09 marzo 2009, n.3 Norme in materia di regolamento edilizio LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2009, n.26 Tutela e valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta REGIONALE 30 luglio 200,9 n.14
ONALE 27 ottobre 2009, n.26 Tutela e valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta REGIONALE 30 luglio 200,9 n.14 Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per della qualità del patrimonio edilizio residenziale LEGGE REGIONALE 29 luglio 2008, n.21 Norme per la rigenerazione urbana REGIONALE 21 maggio 2008, n.12 Norme urbanistiche finalizzate ad aumentare l'offerta di edilizia residenziale sociale LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, n.14
n.12 Norme urbanistiche finalizzate ad aumentare l'offerta di edilizia residenziale sociale LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, n.14 Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, n.13 Norme per l'abitare sostenibile LEGGE REGIONALE 26 novembre 2007, n.33 Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate LEGGE REGIONALE 08 marzo 2007, n.3
porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate LEGGE REGIONALE 08 marzo 2007, n.3 Modifiche e integrazioni al titolo I della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di espropriazione per pubblica utilità e prima variazione di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005) LEGGE REGIONALE 22 febbraio 2005, n.3 Disposizioni regionali in materia di espropriazioni per pubblica utilità e prima
rio 2005) LEGGE REGIONALE 22 febbraio 2005, n.3 Disposizioni regionali in materia di espropriazioni per pubblica utilità e prima variazione al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005 LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2004, n.24 Principi, indirizzi e disposizioni nella formazione del Documento R enerale (DRAG) LEGGE REGIONALE del 03 novembre 2004, n.19 Disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168
REGOLAMENTO EDILIZIO 137 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
(DRAG) LEGGE REGIONALE del 03 novembre 2004, n.19 Disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168 (Interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica) convertito 30 luglio 2004, n. 191 e in materia urbanistica LEGGE REGIONALE 27 luglio 2001, n.20 Norme generali di governo e uso del territorio REGOLAMENTO EDILIZIO 137 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifica delle norme in materia di locazione degli alloggi di edilizia residenziale
METRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
METRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifica delle norme in materia di locazione degli alloggi di edilizia residenziale Disposizioni in materia di autorizzazione paesaggistica interpretazione maggio 1980, n. 56 (Tutela e uso del territorio) Tutela e valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento residenziale sociale Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del
e per il miglioramento residenziale sociale Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di Modifiche e integrazioni al titolo I della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 3 (Disposizioni regionali in materia di espropriazione per pubblica utilità e prima variazione di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005)
in materia di espropriazione per pubblica utilità e prima variazione di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2005) Disposizioni regionali in materia di espropriazioni per pubblica utilità e prima Regionale di Assetto Disposizioni regionali in attuazione del decreto legge 12 luglio 2004, n. 168 enimento della spesa pubblica) convertito dalla legge
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2000 Conferimento di funzioni pianificazione territoriale e di edilizia residenziale pubblica. LEGGE REGIONALE 13 agosto 1998 Aggiornamento catasto fabbricati urbanistica ed edilizia LEGGE REGIONALE 15 aprile 1997 Integrazione alla legge regionale 13 maggio 1985, n. 26 " Primi adempimenti regionali in materia di controllo dell'attività urbanistico sanatoria delle opere abusive". LEGGE REGIONALE 27 dicembre 1996
nti regionali in materia di controllo dell'attività urbanistico sanatoria delle opere abusive". LEGGE REGIONALE 27 dicembre 1996 Modifiche alla legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 "Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico. LEGGE REGIONALE 04 luglio 1994 Modifiche alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 concernente l'approvazione del P.R.G. dei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti LEGGE REGIONALE 11 maggio 1990
LEGGE REGIONALE 13
concernente l'approvazione del P.R.G. dei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti LEGGE REGIONALE 11 maggio 1990 Programmi integrati di interventi per la riqualificazione urbana LEGGE REGIONALE 23 dicembre 1986 Norme in materia di controllo dell' sanatoria delle opere abusive. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 13 maggio 1985, n. 26. LEGGE REGIONALE 13 Primi adempimenti regionali in materia di controllo sanzioni, recuperi e sanatoria delle opere abusive.
LEGGE REGIONALE 13
. 26. LEGGE REGIONALE 13 Primi adempimenti regionali in materia di controllo sanzioni, recuperi e sanatoria delle opere abusive. LEGGE REGIONALE 8 marzo 1985 Modifiche ed integrazioni alla L.R. 12 febbraio 1979, n. 6. LEGGE REGIONALE 3 giugno 1985 Adempimenti regionali in attuazione della legge 28 gennaio 1977, n. alle LL.RR. n. 6 del 12.2.79 e n. 66 del 31.10.79. LEGGE REGIONALE 24 gennaio 1981 L.R. 31 marzo 1980, n. 56 LEGGE REGIONALE 31 maggio 1980 Tutela ed uso del territorio
31.10.79. LEGGE REGIONALE 24 gennaio 1981 L.R. 31 marzo 1980, n. 56 LEGGE REGIONALE 31 maggio 1980 Tutela ed uso del territorio LEGGE REGIONALE 22 aprile 1980 Interpretazione della legge regionale n.66 del 31 ottobre 1979 LEGGE REGIONALE 22aprile 1980 Modifiche alla legge regionale 12.02.1979, n.6 "Adempimenti regionali l'attuazione delle legge statale n. 10 del 28 gennaio 1977" LEGGE REGIONALE 12 febbraio 1979 Adempimenti regionali per l'attuazione della legge statale n. 10 del 28 gennaio
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8 gennaio 1977" LEGGE REGIONALE 12 febbraio 1979 Adempimenti regionali per l'attuazione della legge statale n. 10 del 28 gennaio Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2000, n.25 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di urbanistica e pianificazione territoriale e di edilizia residenziale pubblica. LEGGE REGIONALE 13 agosto 1998, n.26
n materia di urbanistica e pianificazione territoriale e di edilizia residenziale pubblica. LEGGE REGIONALE 13 agosto 1998, n.26 Aggiornamento catasto fabbricati - modifiche e integrazione alla urbanistica ed edilizia LEGGE REGIONALE 15 aprile 1997, n.14 Integrazione alla legge regionale 13 maggio 1985, n. 26 " Primi adempimenti regionali in materia di controllo dell'attività urbanistico - edilizia, sanzioni, recuperi e delle opere abusive". LEGGE REGIONALE 27 dicembre 1996, n.31
ontrollo dell'attività urbanistico - edilizia, sanzioni, recuperi e delle opere abusive". LEGGE REGIONALE 27 dicembre 1996, n.31 Modifiche alla legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 "Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico. LEGGE REGIONALE 04 luglio 1994, n.24 Modifiche alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 concernente l'approvazione del dei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti LEGGE REGIONALE 11 maggio 1990, n.26
6 concernente l'approvazione del dei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti LEGGE REGIONALE 11 maggio 1990, n.26 Programmi integrati di interventi per la riqualificazione urbana LEGGE REGIONALE 23 dicembre 1986, n.40 e in materia di controllo dell'attività urbanistico - edilizia, sanzioni, recuperi e sanatoria delle opere abusive. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 13 maggio 1985, n. 26. LEGGE REGIONALE 13 maggio 1985, n.26
a delle opere abusive. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 13 maggio 1985, n. 26. LEGGE REGIONALE 13 maggio 1985, n.26 Primi adempimenti regionali in materia di controllo dell'attività urbanistico sanzioni, recuperi e sanatoria delle opere abusive. LEGGE REGIONALE 8 marzo 1985, n.6 Modifiche ed integrazioni alla L.R. 12 febbraio 1979, n. 6. LEGGE REGIONALE 3 giugno 1985, n.53 Adempimenti regionali in attuazione della legge 28 gennaio 1977, n. alle LL.RR. n. 6 del 12.2.79 e n. 66 del 31.10.79.
985, n.53 Adempimenti regionali in attuazione della legge 28 gennaio 1977, n. alle LL.RR. n. 6 del 12.2.79 e n. 66 del 31.10.79. LEGGE REGIONALE 24 gennaio 1981, n.11 L.R. 31 marzo 1980, n. 56 - Tutela ed uso del territorio - Regime transitorio LEGGE REGIONALE 31 maggio 1980, n.56 Tutela ed uso del territorio LEGGE REGIONALE 22 aprile 1980, n.25 Interpretazione della legge regionale n.66 del 31 ottobre 1979 LEGGE REGIONALE 22aprile 1980, n.26
REGOLAMENTO EDILIZIO 138 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
EGIONALE 22 aprile 1980, n.25 Interpretazione della legge regionale n.66 del 31 ottobre 1979 LEGGE REGIONALE 22aprile 1980, n.26 Modifiche alla legge regionale 12.02.1979, n.6 "Adempimenti regionali l'attuazione delle legge statale n. 10 del 28 gennaio 1977" LEGGE REGIONALE 12 febbraio 1979, n.6 Adempimenti regionali per l'attuazione della legge statale n. 10 del 28 gennaio REGOLAMENTO EDILIZIO 138 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) e compiti amministrativi in materia di urbanistica e
MENTO EDILIZIO 138 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
MENTO EDILIZIO 138 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) e compiti amministrativi in materia di urbanistica e modifiche e integrazione alla legislazione Integrazione alla legge regionale 13 maggio 1985, n. 26 " Primi adempimenti edilizia, sanzioni, recuperi e Modifiche alla legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 "Norme per il rilascio delle Modifiche alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 concernente l'approvazione del dei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti
legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 concernente l'approvazione del dei Comuni con popolazione non superiore a 15.000 abitanti edilizia, sanzioni, recuperi e sanatoria delle opere abusive. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 13 urbanistico - edilizia, Adempimenti regionali in attuazione della legge 28 gennaio 1977, n. 10. Integrazione Regime transitorio Modifiche alla legge regionale 12.02.1979, n.6 "Adempimenti regionali per
8 gennaio 1977, n. 10. Integrazione Regime transitorio Modifiche alla legge regionale 12.02.1979, n.6 "Adempimenti regionali per Adempimenti regionali per l'attuazione della legge statale n. 10 del 28 gennaio 1977
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE del 31 ottobre 1979 Modifiche ed integrazioni alla L.R. n.6 del 12.02.1979 in materia di edificabilità dei suoli A.2 Edilizia non residenziale LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015 Codice del Commercio LEGGE REGIONALE Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni diverse LEGGE REGIONALE 08 marzo 2007 Ordinamento dei Consorzi per lo sviluppo industriale LEGGE REGIONALE 11 maggio 2001 Norme regionali in materia di opere e lavori
Ordinamento dei Consorzi per lo sviluppo industriale LEGGE REGIONALE 11 maggio 2001 Norme regionali in materia di opere e lavori LEGGE REGIONALE 4 gennaio 2001 Legge regionale 13 agosto 1998, n. 26 in materia di fabbricati già rurali. termini LEGGE REGIONALE 4 febbraio 1994 Norme in materia di edilizia di culto e di utilizzazione urbanizzazione. LEGGE REGIONALE 11 settembre 1986 Disciplina urbanistica per la costruzione delle serre A.3 Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
tembre 1986 Disciplina urbanistica per la costruzione delle serre A.3 Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2016 Norme di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia. regionale" LEGGE REGIONALE 24 settembre 2012
del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia. regionale" LEGGE REGIONALE 24 settembre 2012 Regolazione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili REGOLAMENTO REGIONALE 30 dicembre 2010 Regolamento attuativo del D.M. Economico, “Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti alimen Regione Puglia LEGGE REGIONALE 21 ottobre 2008
LEGGE REGIONALE 26
e e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti alimen Regione Puglia LEGGE REGIONALE 21 ottobre 2008 Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale LEGGE REGIONALE 26 Incentivi per lo sfruttamento dell'energia solare e la produzione di biogas da residui organici. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE del 31 ottobre 1979, n.66 Modifiche ed integrazioni alla L.R. n.6 del 12.02.1979 in materia di edificabilità dei Edilizia non residenziale LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015, n.24 Codice del Commercio LEGGE REGIONALE 25 febbraio 2010, n.5 Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni diverse LEGGE REGIONALE 08 marzo 2007, n.2
GE REGIONALE 25 febbraio 2010, n.5 Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni diverse LEGGE REGIONALE 08 marzo 2007, n.2 Ordinamento dei Consorzi per lo sviluppo industriale LEGGE REGIONALE 11 maggio 2001, n.13 Norme regionali in materia di opere e lavori pubblici LEGGE REGIONALE 4 gennaio 2001, n. 5 Legge regionale 13 agosto 1998, n. 26 in materia di fabbricati già rurali. LEGGE REGIONALE 4 febbraio 1994, n. 4 Norme in materia di edilizia di culto e di utilizzazione
materia di fabbricati già rurali. LEGGE REGIONALE 4 febbraio 1994, n. 4 Norme in materia di edilizia di culto e di utilizzazione LEGGE REGIONALE 11 settembre 1986, n.19 Disciplina urbanistica per la costruzione delle serre Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2016, n.36 Norme di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della
slativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 del Parlamento europeo e del Consiglio zione energetica nell’edilizia. Istituzione del "Catasto energetico LEGGE REGIONALE 24 settembre 2012, n.25 Regolazione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili REGOLAMENTO REGIONALE 30 dicembre 2010, n. 24 Regolamento attuativo del D.M. 10 settembre 2010 del Ministero per lo Sviluppo
ili REGOLAMENTO REGIONALE 30 dicembre 2010, n. 24 Regolamento attuativo del D.M. 10 settembre 2010 del Ministero per lo Sviluppo Economico, “Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati da fonti rinnovabili nel territorio della LEGGE REGIONALE 21 ottobre 2008, n.31 Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di
REGOLAMENTO EDILIZIO 139 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
della LEGGE REGIONALE 21 ottobre 2008, n.31 Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di immissioni inquinanti e in materia ambientale LEGGE REGIONALE 26 giugno 1981, n.34 Incentivi per lo sfruttamento dell'energia solare e la produzione di biogas da residui REGOLAMENTO EDILIZIO 139 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifiche ed integrazioni alla L.R. n.6 del 12.02.1979 in materia di edificabilità dei
RI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
RI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifiche ed integrazioni alla L.R. n.6 del 12.02.1979 in materia di edificabilità dei Legge regionale 13 agosto 1998, n. 26 in materia di fabbricati già rurali. Proroga Norme in materia di edilizia di culto e di utilizzazione degli oneri di Norme di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della
slativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 del Parlamento europeo e del Consiglio Istituzione del "Catasto energetico 10 settembre 2010 del Ministero per lo Sviluppo Economico, “Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di tati da fonti rinnovabili nel territorio della
abili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di tati da fonti rinnovabili nel territorio della Norme in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e per la riduzione di Incentivi per lo sfruttamento dell'energia solare e la produzione di biogas da residui
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 4 dicembre 1981 Modifica alla legge regionale 26 giugno 1981, n. 34: "Incentivi per lo sfruttamento dell'energia solare e la produzione di biogas da residui organici" A.4 Condizioni di efficienza dei titoli edilizi e altri adempimenti generali LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017, n. Norme in materia di titoli abilitativi edilizi, controlli sull’attività edilizia della destinazione degli immobili
B. REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E
mbre 2017, n. Norme in materia di titoli abilitativi edilizi, controlli sull’attività edilizia della destinazione degli immobili B. REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL'ATTIVITA' EDILIZIA B.1 I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai B.2 Rispetti (stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo
, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo B.3 Servitù militari B.4 Accessi stradali LEGGE REGIONALE 23 gennaio 2013, Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica B.5 Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante LEGGE REGIONALE 24 luglio 2012 Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni
i incidente rilevante LEGGE REGIONALE 24 luglio 2012 Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale LEGGE REGIONALE 21 maggio 2008 Disposizioni in materia di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose LEGGE REGIONALE 9 ottobre 2008 Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e elettrici con tensione non superiore a 150.000 volt
Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e elettrici con tensione non superiore a 150.000 volt LEGGE REGIONALE 22 gennaio 1999 Disciplina delle emissioni odorifere delle aziende. Emissioni derivanti Emissioni nelle aree a elevato rischio di crisi ambientale B.6 Siti contaminati REGOLAMENTO REGIONALE 03 novembre 1989 Disciplina per lo smaltimento dei fanghi sul suolo e nel sottosuolo Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
NALE 03 novembre 1989 Disciplina per lo smaltimento dei fanghi sul suolo e nel sottosuolo Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 4 dicembre 1981, n.59 Modifica alla legge regionale 26 giugno 1981, n. 34: "Incentivi per lo sfruttamento are e la produzione di biogas da residui organici" Condizioni di efficienza dei titoli edilizi e altri adempimenti generali E REGIONALE 1 dicembre 2017, n.48
REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E
da residui organici" Condizioni di efficienza dei titoli edilizi e altri adempimenti generali E REGIONALE 1 dicembre 2017, n.48 Norme in materia di titoli abilitativi edilizi, controlli sull’attività edilizia della destinazione degli immobili REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL'ATTIVITA' EDILIZIA I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai
E CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL'ATTIVITA' EDILIZIA
E CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL'ATTIVITA' EDILIZIA I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo E REGIONALE 23 gennaio 2013, n.1 Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante LEGGE REGIONALE 24 luglio 2012, n.21
della mobilità ciclistica Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante LEGGE REGIONALE 24 luglio 2012, n.21 Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale LEGGE REGIONALE 21 maggio 2008, n. 6 Disposizioni in materia di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze LEGGE REGIONALE 9 ottobre 2008, n. 25 Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e
REGOLAMENTO EDILIZIO 140
inate sostanze LEGGE REGIONALE 9 ottobre 2008, n. 25 Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e elettrici con tensione non superiore a 150.000 volt LEGGE REGIONALE 22 gennaio 1999, n.7 Disciplina delle emissioni odorifere delle aziende. Emissioni derivanti Emissioni nelle aree a elevato rischio di crisi ambientale REGOLAMENTO REGIONALE 03 novembre 1989, n.2 Disciplina per lo smaltimento dei fanghi sul suolo e nel sottosuolo REGOLAMENTO EDILIZIO 140
REGOLAMENTO EDILIZIO 140 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
NTO REGIONALE 03 novembre 1989, n.2 Disciplina per lo smaltimento dei fanghi sul suolo e nel sottosuolo REGOLAMENTO EDILIZIO 140 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifica alla legge regionale 26 giugno 1981, n. 34: "Incentivi per lo sfruttamento Condizioni di efficienza dei titoli edilizi e altri adempimenti generali Norme in materia di titoli abilitativi edilizi, controlli sull’attività edilizia e mutamenti REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E
REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E
itativi edilizi, controlli sull’attività edilizia e mutamenti REQUISITI E PRESUPPOSTI STABILITI DALLA LEGISLAZIONE URBANISTICA E SETTORIALE CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI NELL'ATTIVITA' EDILIZIA I limiti inderogabili di densità, altezza, distanza fra i fabbricati e dai confini stradale, ferroviario, aeroportuale, cimiteriale, degli acquedotti e impianti di depurazione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo) Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante
ione, degli elettrodotti, dei gasdotti, del demanio marittimo) Zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante Norme a tutela della salute, dell’ambiente e del territorio sulle emissioni industriali inquinanti per le aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale Disposizioni in materia di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e impianti
rilevanti connessi con determinate sostanze Norme in materia di autorizzazione alla costruzione ed esercizio di linee e impianti Disciplina delle emissioni odorifere delle aziende. Emissioni derivanti da sansifici. Disciplina per lo smaltimento dei fanghi sul suolo e nel sottosuolo
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE C.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE C. C.1 Beni culturali (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) LEGGE REGIONALE 27 gennaio 2015 Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale LEGGE REGIONALE 7 ottobre2009 Norme per la pianificazione C.2 Beni paesaggistici LEGGE REGIONALE 26 ottobre2016 Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi
saggistici LEGGE REGIONALE 26 ottobre2016 Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la pianificazione paesaggistica), 27 luglio 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001, valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di alcuni strumenti urbanistici), 30 luglio 2009, n. 14 (Misure strao
tale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di alcuni strumenti urbanistici), 30 luglio 2009, n. 14 (Misure strao dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbli delle disposizioni legislative in materiadi demanio armentizio e beni della soppressa Opera
nterventi esistenti e di aree pubbli delle disposizioni legislative in materiadi demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 1996, n. 5 (Sub Comuni parere art. (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio) LEGGE REGIONALE 10 aprile 2015
stico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio) LEGGE REGIONALE 10 aprile 2015 Modifiche alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione paesaggistica) LEGGE REGIONALE 11 aprile 2013 Integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione paesaggio degli ulivi monumentali) LEGGE REGIONALE 22 ottobre Norme di semplificazione paesaggistica LEGGE REGIONALE 12 dicembre 2011
ggio degli ulivi monumentali) LEGGE REGIONALE 22 ottobre Norme di semplificazione paesaggistica LEGGE REGIONALE 12 dicembre 2011 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007 n.14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia) e alla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 5 (Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni diverse) LEGGE REGIONALE 16 ottobre Integrazioni alla legge regionale 24 luglio 1997, n. 19 (Norme per l’istituzione e la
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izioni diverse) LEGGE REGIONALE 16 ottobre Integrazioni alla legge regionale 24 luglio 1997, n. 19 (Norme per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia) e modifica all’articolo 7 della legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme paesaggistica) LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009 Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. VINCOLI E TUTELE (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) LEGGE REGIONALE 27 gennaio 2015, n.1 Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale LEGGE REGIONALE 7 ottobre2009, n.20 Norme per la pianificazione paesaggistica Beni paesaggistici LEGGE REGIONALE 26 ottobre2016, n.28
REGIONALE 7 ottobre2009, n.20 Norme per la pianificazione paesaggistica Beni paesaggistici LEGGE REGIONALE 26 ottobre2016, n.28 Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la pianificazione paesaggistica), 27 luglio 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001, valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di
so del territorio), 12 aprile 2001, valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di alcuni strumenti urbanistici), 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), 5 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico
orticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate), 5 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico delle disposizioni legislative in materiadi demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 1996, n. 5 (Sub Comuni parere art. 32 legge 28 febbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e
47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio) LEGGE REGIONALE 10 aprile 2015, n.19 Modifiche alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione LEGGE REGIONALE 11 aprile 2013, n.12 Integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione paesaggio degli ulivi monumentali)
le 2013, n.12 Integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione paesaggio degli ulivi monumentali) LEGGE REGIONALE 22 ottobre 2012, n.28 semplificazione e coordinamento amministrativo LEGGE REGIONALE 12 dicembre 2011, n.36 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007 n.14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia) e alla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 5 (Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni
livi monumentali della Puglia) e alla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 5 (Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni E REGIONALE 16 ottobre 2009, n.22 Integrazioni alla legge regionale 24 luglio 1997, n. 19 (Norme per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia) e modifica all’articolo 7 della legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n.33 Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico
REGOLAMENTO EDILIZIO 141 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
orme per la pianificazione LEGGE REGIONALE 4 dicembre 2009, n.33 Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico REGOLAMENTO EDILIZIO 141 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) (immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o Misure di semplificazione in materia urbanistica e paesaggistica. Modifiche alle leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la pianificazione paesaggistica), 27 luglio 2001, n.
esaggistica. Modifiche alle leggi regionali 7 ottobre 2009, n.20 (Norme per la pianificazione paesaggistica), 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale), 20 agosto 1974, n. 31 (Contributi per la formazione di rdinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale),
rdinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale), 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e che non autorizzate), 5 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico delle disposizioni legislative in materiadi demanio armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 1996, n. 5 (Sub-delega ai
armentizio e beni della soppressa Opera nazionale combattenti), e abrogazioni legge regionale 15 marzo 1996, n. 5 (Sub-delega ai 32 legge 28 febbraio 1985, n. 47), legge regionale 24 marzo 1995, n. 8 (Norme per il rilascio delle autorizzazioni in zone soggette a vincolo paesaggistico) e l'articolo 31 della legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio) Modifiche alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione
gio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio) Modifiche alla legge regionale 7 ottobre 2009, n. 20 (Norme per la pianificazione Integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 (Tutela e valorizzazione del in materia Modifiche e integrazioni alla legge regionale 4 giugno 2007 n.14 (Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia) e alla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 5 (Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni
livi monumentali della Puglia) e alla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 5 (Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni Integrazioni alla legge regionale 24 luglio 1997, n. 19 (Norme per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia) e modifica all’articolo 7 per la pianificazione
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009 Norme per la pianificazione paesaggistica LEGGE REGIONALE 4 giugno Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia C.3 Vincolo idrogeologico REGOLAMENTO REGIONALE 11 marzo 2015 Norme per i terreni sottoposti a vincolo idrogeologico C.4 Vincolo idraulico C.5 Aree naturali protette C.6 Siti della Rete Natura 2000 REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2017, n. 12
ico C.4 Vincolo idraulico C.5 Aree naturali protette C.6 Siti della Rete Natura 2000 REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2017, n. 12 "Modifiche e Integrazioni al Regolamento Regionale 10 maggio 2016, n. 6 “Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 2009/147 e 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di Importanza Comunitaria (SIC)” REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2016 Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie
LEGGE REGIONALE 27
ria (SIC)” REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2016 Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 2009/147 e 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di importanza LEGGE REGIONALE 27 "Norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario" REGOLAMENTO REGIONALE 22 dicembre 2008 Modifiche e integrazioni al Reg. 18 luglio 2008, n. 15, in recepimento minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali
eg. 18 luglio 2008, n. 15, in recepimento minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZCS) e Zone di Protezione Speciale (ZPS)” introdotti con ottobre 2007 REGOLAMENTO REGIONALE 28 settembre 2005 Misure di conservazione relative a specie prioritarie di importanza comunitaria di uccelli selvatici nidificanti nei centri edificati ricadenti in proposti Siti di importanza Comunitaria (pSIC) ed in Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.)
anti nei centri edificati ricadenti in proposti Siti di importanza Comunitaria (pSIC) ed in Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) C.7 Interventi soggetti a LEGGE REGIONALE 12 aprile 2001 Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale C.8 Istituzioni parchi naturali regionali LEGGE REGIONALE 1 dicembre 2017, n. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione del Parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 18 maggio 2017, n.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
azioni alla legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione del Parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 18 maggio 2017, n. Integrazioni dell’articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2005, n. del Parco naturale regionale "Terra delle gravine") Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n.20 Norme per la pianificazione paesaggistica LEGGE REGIONALE 4 giugno 2007, n.14
ATI BAT (REV.
ATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n.20 Norme per la pianificazione paesaggistica LEGGE REGIONALE 4 giugno 2007, n.14 Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia Vincolo idrogeologico REGOLAMENTO REGIONALE 11 marzo 2015, n.9 Norme per i terreni sottoposti a vincolo idrogeologico Vincolo idraulico protette Siti della Rete Natura 2000 REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2017, n. 12 "Modifiche e Integrazioni al Regolamento Regionale 10 maggio 2016, n. 6
Natura 2000 REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2017, n. 12 "Modifiche e Integrazioni al Regolamento Regionale 10 maggio 2016, n. 6 “Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di Importanza Comunitaria (SIC)” REGOLAMENTO REGIONALE 10 maggio 2016, n.6 Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 2009/147 e 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di importanza comunitaria (SIC)
Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 2009/147 e 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di importanza comunitaria (SIC) LEGGE REGIONALE 27 gennaio 2015, n. 3 "Norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario" REGOLAMENTO REGIONALE 22 dicembre 2008, n.28 Modifiche e integrazioni al Reg. 18 luglio 2008, n. 15, in recepimento minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali
eg. 18 luglio 2008, n. 15, in recepimento minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZCS) e Zone di Protezione Speciale (ZPS)” introdotti con REGOLAMENTO REGIONALE 28 settembre 2005, n.24 conservazione relative a specie prioritarie di importanza comunitaria di uccelli selvatici nidificanti nei centri edificati ricadenti in proposti Siti di importanza Comunitaria (pSIC) ed in Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.)
anti nei centri edificati ricadenti in proposti Siti di importanza Comunitaria (pSIC) ed in Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) Interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale LEGGE REGIONALE 12 aprile 2001, n. 11 e s.m.i. Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale Istituzioni parchi naturali regionali E REGIONALE 1 dicembre 2017, n.52 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione del Parco naturale regionale “Terra delle Gravine”)
REGOLAMENTO EDILIZIO 142 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
che e integrazioni alla legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione del Parco naturale regionale “Terra delle Gravine”) GE REGIONALE 18 maggio 2017, n.17 Integrazioni dell’articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2005, n. Parco naturale regionale "Terra delle gravine") REGOLAMENTO EDILIZIO 142 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia "Modifiche e Integrazioni al Regolamento Regionale 10 maggio 2016, n. 6
zione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia "Modifiche e Integrazioni al Regolamento Regionale 10 maggio 2016, n. 6 “Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie 92/43 e del DPR 357/97 per i Siti di Importanza Comunitaria (SIC)” Regolamento recante Misure di Conservazione ai sensi delle Direttive Comunitarie comunitaria (SIC) "Norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario"
sensi delle Direttive Comunitarie comunitaria (SIC) "Norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario" Modifiche e integrazioni al Reg. 18 luglio 2008, n. 15, in recepimento dei “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZCS) e Zone di Protezione Speciale (ZPS)” introdotti con D.M. 17 conservazione relative a specie prioritarie di importanza comunitaria di
ne di Protezione Speciale (ZPS)” introdotti con D.M. 17 conservazione relative a specie prioritarie di importanza comunitaria di uccelli selvatici nidificanti nei centri edificati ricadenti in proposti Siti di importanza Modifiche e integrazioni alla legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione del Integrazioni dell’articolo 4 della legge regionale 20 dicembre 2005, n. 18 (Istituzione
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 20 dicembre 2013, n. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 maggio 2006, n. 10 (Istituzione del parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 12 dicembre 2011, n. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 14 dicembre 2007, n. 37 (Istituzione del Parco naturale regionale del fiume Ofanto) LEGGE REGIONALE 12 dicembre 2007, n. Istituzione del parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 05 giugno 2007
LEGGE REGIONALE
e del fiume Ofanto) LEGGE REGIONALE 12 dicembre 2007, n. Istituzione del parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 05 giugno 2007 Istituzione del parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 28 maggio 2007 Istituzione del parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2006 Istituzione del Parco naturale regionale “ Leonardo” LEGGE REGIONALE Parco naturale regionale “Costa Otranto LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2006 Istituzione del Parco naturale regionale “Costa Tricase” LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006
Otranto LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2006 Istituzione del Parco naturale regionale “Costa Tricase” LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006 Istituzione del Parco naturale regionale "Is LEGGE REGIONALE 13 giugno 2006, n.16 Riserva naturale regionale orientata “dei Monsignore” LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006, n. Riserva naturale regionale orientata “Palude La Vela” LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006 Istituzione del Parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 15 marzo 2006 Istituzione del parco naturale regionale
LEGGE REGIONALE
E 15 maggio 2006 Istituzione del Parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 15 marzo 2006 Istituzione del parco naturale regionale LEGGE REGIONALE 15 marzo 2006, n.5 Riserva naturale orientata regionale “Palude del Conte e Duna Costiera Cesareo” LEGGE REGIONALE Istituzione del Parco naturale regionale “Terra delle gravine” LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002 Istituzione del Parco naturale regionale "Salina di Punta della Contessa LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n. 27
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
3 dicembre 2002 Istituzione del Parco naturale regionale "Salina di Punta della Contessa LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n. 27 Riserva naturale regionale orientata “Bosco delle Pianelle” LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n.26 Riserva naturale regionale orientata “Bosco di Cerano” Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. REGIONALE 20 dicembre 2013, n.17
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. REGIONALE 20 dicembre 2013, n.17 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 maggio 2006, n. 10 (Istituzione del parco naturale regionale “Bosco Incoronata”) REGIONALE 12 dicembre 2011, n.33 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 14 dicembre 2007, n. 37 (Istituzione del Parco naturale regionale del fiume Ofanto) REGIONALE 12 dicembre 2007, n.37 Istituzione del parco naturale regionale “Fiume Ofanto”
co naturale regionale del fiume Ofanto) REGIONALE 12 dicembre 2007, n.37 Istituzione del parco naturale regionale “Fiume Ofanto” LEGGE REGIONALE 05 giugno 2007, n.15 Istituzione del parco naturale regionale “Lama Balice” LEGGE REGIONALE 28 maggio 2007, n.13 Istituzione del parco naturale regionale “Litorale di Ugento” LEGGE REGIONALE 27 ottobre 2006, n.31 e del Parco naturale regionale “Dune costiere da Torre Canne a Torre S. EGIONALE 26 ottobre 2006, n.30
ALE 27 ottobre 2006, n.31 e del Parco naturale regionale “Dune costiere da Torre Canne a Torre S. EGIONALE 26 ottobre 2006, n.30 Parco naturale regionale “Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2006, n.13 Istituzione del Parco naturale regionale “Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n.20 Istituzione del Parco naturale regionale "Isola di S. Andrea e litorale di LEGGE REGIONALE 13 giugno 2006, n.16
uglio 2006, n.20 Istituzione del Parco naturale regionale "Isola di S. Andrea e litorale di LEGGE REGIONALE 13 giugno 2006, n.16 Riserva naturale regionale orientata “dei Laghi di Conversano GE REGIONALE 15 maggio 2006, n.11 Riserva naturale regionale orientata “Palude La Vela” LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006, n.10 Istituzione del Parco naturale regionale “Bosco Incoronata” REGIONALE 15 marzo 2006, n.6 Istituzione del parco naturale regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano
“Bosco Incoronata” REGIONALE 15 marzo 2006, n.6 Istituzione del parco naturale regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano LEGGE REGIONALE 15 marzo 2006, n.5 Riserva naturale orientata regionale “Palude del Conte e Duna Costiera LEGGE REGIONALE 20 dicembre 2005, n.18 Istituzione del Parco naturale regionale “Terra delle gravine” LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n.28 Istituzione del Parco naturale regionale "Salina di Punta della Contessa LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n. 27
REGOLAMENTO EDILIZIO 143 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
mbre 2002, n.28 Istituzione del Parco naturale regionale "Salina di Punta della Contessa LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n. 27 naturale regionale orientata “Bosco delle Pianelle” LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n.26 Riserva naturale regionale orientata “Bosco di Cerano” REGOLAMENTO EDILIZIO 143 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 maggio 2006, n. 10 (Istituzione del
ETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
ETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifiche e integrazioni alla legge regionale 15 maggio 2006, n. 10 (Istituzione del Modifiche e integrazioni alla legge regionale 14 dicembre 2007, n. 37 (Istituzione del costiere da Torre Canne a Torre S. S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase” S. Maria di Leuca e Bosco di ola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo” Laghi di Conversano e Gravina di Porto Selvaggio e Palude del Capitano” Riserva naturale orientata regionale “Palude del Conte e Duna Costiera - Porto
Gravina di Porto Selvaggio e Palude del Capitano” Riserva naturale orientata regionale “Palude del Conte e Duna Costiera - Porto Istituzione del Parco naturale regionale "Salina di Punta della Contessa
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002 Istituzione del Parco naturale regionale "Bosco e paludi di LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2002 Riserve naturali regionali orientate “del litorale tarantino orientale” LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2002 Riserva naturale regionale orientata “Boschi di Santa Teresa e dei Lucci” LEGGE REGIONALE 24 marzo 1980 Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n.50 del 7 giugno 1975 del “Parco naturale attrezzato Portoselvaggio
LEGGE REGIONALE
4 marzo 1980 Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n.50 del 7 giugno 1975 del “Parco naturale attrezzato Portoselvaggio LEGGE REGIONALE 24 luglio 1997 Norme per l'istituzione e la gestione d LEGGE REGIONALE 7 giugno 1975 Istituzione di Parchi naturali attrezzati D. D.1 Requisiti igienico LEGGE REGIONALE Norme concernenti l' D.2 Sicurezza statica e normativa antisismica LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza
ca e normativa antisismica LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza costruzioni - Istituzione del fascicolo del fabbricato D.3 Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica D.4 Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati pubblici e privati aperti al pubblico LEGGE REGIONALE 10 dicembre Abbattimento delle barriere architettoniche mediante realizzazione di ambienti per
LEGGE REGIONALE 01
perti al pubblico LEGGE REGIONALE 10 dicembre Abbattimento delle barriere architettoniche mediante realizzazione di ambienti per persone con disabilità grave negli edifici di edilizia residenziale in proprietà LEGGE REGIONALE 01 Norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale privata. D.5 Sicurezza degli impianti D.6 Prevenzione degli incendi e degli infortuni D.7 Demolizione o rimozione dell'amianto LEGGE REGIONALE 04 gennaio 2001
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
mpianti D.6 Prevenzione degli incendi e degli infortuni D.7 Demolizione o rimozione dell'amianto LEGGE REGIONALE 04 gennaio 2001 Individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti di amianto. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. LEGGE REGIONALE 23 dicembre 2002, n.25 Istituzione del Parco naturale regionale "Bosco e paludi di Rauccio" LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2002, n.24
dicembre 2002, n.25 Istituzione del Parco naturale regionale "Bosco e paludi di Rauccio" LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2002, n.24 Riserve naturali regionali orientate “del litorale tarantino orientale” LEGGE REGIONALE 23 DICEMBRE 2002, n.23 Riserva naturale regionale orientata “Boschi di Santa Teresa e dei Lucci” REGIONALE 24 marzo 1980, n.21 Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n.50 del 7 giugno 1975 Parco naturale attrezzato Portoselvaggio - Torre Uluzzi” LEGGE REGIONALE 24 luglio 1997, n.19
NORMATIVA TECNICA
e regionale n.50 del 7 giugno 1975 Parco naturale attrezzato Portoselvaggio - Torre Uluzzi” LEGGE REGIONALE 24 luglio 1997, n.19 Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia LEGGE REGIONALE 7 giugno 1975, n.50 Istituzione di Parchi naturali attrezzati NORMATIVA TECNICA Requisiti igienico-sanitari (dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) LEGGE REGIONALE 20 luglio 1984, n.36 Norme concernenti l'igiene e sanità pubblica ed il servizio farmaceutico
luoghi di lavoro) LEGGE REGIONALE 20 luglio 1984, n.36 Norme concernenti l'igiene e sanità pubblica ed il servizio farmaceutico Sicurezza statica e normativa antisismica LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n.27 urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza Istituzione del fascicolo del fabbricato Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati privati aperti al pubblico
a struttura metallica Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati privati aperti al pubblico LEGGE REGIONALE 10 dicembre 2012, n.39 Abbattimento delle barriere architettoniche mediante realizzazione di ambienti per persone con disabilità grave negli edifici di edilizia residenziale in proprietà LEGGE REGIONALE 01 aprile 2003, n. 6 Norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale privata. Disciplina dei parcheggi
REGOLAMENTO EDILIZIO 144 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
Norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia residenziale privata. Disciplina dei parcheggi Sicurezza degli impianti Prevenzione degli incendi e degli infortuni rimozione dell'amianto LEGGE REGIONALE 04 gennaio 2001, n.6 Individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti di amianto. REGOLAMENTO EDILIZIO 144 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Rauccio" Riserve naturali regionali orientate “del litorale tarantino orientale”
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Rauccio" Riserve naturali regionali orientate “del litorale tarantino orientale” Riserva naturale regionale orientata “Boschi di Santa Teresa e dei Lucci” Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n.50 del 7 giugno 1975 ed istituzione elle aree naturali protette nella Regione Puglia dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) farmaceutico urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle
ia dei locali di abitazione e dei luoghi di lavoro) farmaceutico urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle Opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a Eliminazione e superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati Abbattimento delle barriere architettoniche mediante realizzazione di ambienti per persone con disabilità grave negli edifici di edilizia residenziale in proprietà
ttoniche mediante realizzazione di ambienti per persone con disabilità grave negli edifici di edilizia residenziale in proprietà Norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici di edilizia
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE D.8 Contenimento del consumo energetico degli edifici REGOLAMENTO REGIONALE 30 novembre 2012 Regolamento attuativo Economico, “Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impiant Regione Puglia LEGGE REGIONALE 24 settembre 2012 Regolazione dell'uso dell'energia da fonti REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010
gione Puglia LEGGE REGIONALE 24 settembre 2012 Regolazione dell'uso dell'energia da fonti REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010 Regolamento per la certificazione 2005 n. 192 LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008 Norme per l'abitare sostenibile D.9 Isolamento acustico (attivo e passivo) degli edifici REGOLAMENTO REGIONALE 17 febbraio 2015 Tecnico competente in acustica ambientale LEGGE REGIONALE 14 giugno 2007 Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento
ente in acustica ambientale LEGGE REGIONALE 14 giugno 2007 Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento funzioni amministrative in materia ambientale LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2002 Norme di indirizzo D.10 Produzione di materiali di scavo REGOLAMENTO REGIONALE 12 giugno 2006 Regolamento regionale per la gestione dei materiali edili D.11 Tutela delle acque dell'inquinamento REGOLAMENTO REGIONALE 26 maggio 2016
nto regionale per la gestione dei materiali edili D.11 Tutela delle acque dell'inquinamento REGOLAMENTO REGIONALE 26 maggio 2016 Modifiche ed integrazioni al Regolamento Regionale del 12 dicembre 2011 n. 26 recante “Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediament scarichi già regolamentati dal S.I.I. (Attuazione dell’art. 100, comma 3 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.) REGOLAMENTO REGIONALE 09 dicembre 2013 Disciplina delle acque meteoriche di
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
dell’art. 100, comma 3 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.) REGOLAMENTO REGIONALE 09 dicembre 2013 Disciplina delle acque meteoriche di dell’art. 113 del Dl.gs. n. 152/06 e ss.mm. ed ii.) REGOLAMENTO REGIONALE 18 aprile 2012 Norme e misure per il riutilizzo delle acque reflue depurate Dl.gs. n.152/2006, art. 99, comma 2. Legge Regione Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Contenimento del consumo energetico degli edifici REGOLAMENTO REGIONALE 30 novembre 2012, n.29 Regolamento attuativo del D.M. 10 settembre 2010 del Ministero per lo Sviluppo Economico, “Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di
zione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati da fonti rinnovabili nel territorio della LEGGE REGIONALE 24 settembre 2012, n.25 Regolazione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili" REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010, n.10 Regolamento per la certificazione energetica degli edifici ai sensi del D.Lgs.19 agosto LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, n.13 Norme per l'abitare sostenibile
zione energetica degli edifici ai sensi del D.Lgs.19 agosto LEGGE REGIONALE 10 giugno 2008, n.13 Norme per l'abitare sostenibile Isolamento acustico (attivo e passivo) degli edifici REGOLAMENTO REGIONALE 17 febbraio 2015, n.4 competente in acustica ambientale LEGGE REGIONALE 14 giugno 2007, n.17 Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento funzioni amministrative in materia ambientale LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2002, n. 3
entale, anche in relazione al decentramento funzioni amministrative in materia ambientale LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2002, n. 3 Norme di indirizzo per il contenimento e la riduzione dell'inquinamento acustico Produzione di materiali di scavo REGOLAMENTO REGIONALE 12 giugno 2006, n.6 Regolamento regionale per la gestione dei materiali edili Tutela delle acque dell'inquinamento (scarichi idrici domestici) REGOLAMENTO REGIONALE 26 maggio 2016, n.7
e dei materiali edili Tutela delle acque dell'inquinamento (scarichi idrici domestici) REGOLAMENTO REGIONALE 26 maggio 2016, n.7 Modifiche ed integrazioni al Regolamento Regionale del 12 dicembre 2011 n. 26 Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione degli scarichi già regolamentati dal S.I.I. (Attuazione dell’art. 100, comma 3 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.)”
.E., ad esclusione degli scarichi già regolamentati dal S.I.I. (Attuazione dell’art. 100, comma 3 del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.)” REGOLAMENTO REGIONALE 09 dicembre 2013, n.26 Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia” (attuazione dell’art. 113 del Dl.gs. n. 152/06 e ss.mm. ed ii.) REGOLAMENTO REGIONALE 18 aprile 2012, n.8 Norme e misure per il riutilizzo delle acque reflue depurate Dl.gs. n.152/2006, art. Legge Regione Puglia n. 27 del 21/2008, art.1, comma 1, lettera b)
REGOLAMENTO EDILIZIO 145 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
iutilizzo delle acque reflue depurate Dl.gs. n.152/2006, art. Legge Regione Puglia n. 27 del 21/2008, art.1, comma 1, lettera b) REGOLAMENTO EDILIZIO 145 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) del D.M. 10 settembre 2010 del Ministero per lo Sviluppo Economico, “Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”, recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di i alimentati da fonti rinnovabili nel territorio della
recante la individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di i alimentati da fonti rinnovabili nel territorio della energetica degli edifici ai sensi del D.Lgs.19 agosto Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento delle per il contenimento e la riduzione dell'inquinamento acustico (scarichi idrici domestici) Modifiche ed integrazioni al Regolamento Regionale del 12 dicembre 2011 n. 26 Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle
zioni al Regolamento Regionale del 12 dicembre 2011 n. 26 Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle i di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione degli scarichi già regolamentati dal S.I.I. (Attuazione dell’art. 100, comma 3 del D.Lgs dilavamento e di prima pioggia” (attuazione Norme e misure per il riutilizzo delle acque reflue depurate Dl.gs. n.152/2006, art. Puglia n. 27 del 21/2008, art.1, comma 1, lettera b)
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE REGOLAMENTO REGIONALE 12 dicembre 2011 Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione deg regolamentati dal S.I.I. (D.Lgs. n. 152/2006, art. 100 (modificato con REGOLAMENTO REGIONALE 7/2016 e R.R. 1/2017) LEGGE REGIONALE 19 dicembre 1983 Tutela ed uso delle risorse idriche e risanamento delle D.12 Prevenzione inquinamento luminoso
E. REQUISITI TECNICO E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O
LEGGE REGIONALE 19 dicembre 1983 Tutela ed uso delle risorse idriche e risanamento delle D.12 Prevenzione inquinamento luminoso LEGGE REGIONALE 23 novembre 2005 Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico REGOLAMENTO REGIONALE 22 agosto 2006 Misure urgenti per energetico E. REQUISITI TECNICO E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O E.1 Strutture commerciali LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015 Codice del Commercio REGOLAMENTO REGIONALE 28 aprile 2009
NSEDIAMENTI O
NSEDIAMENTI O E.1 Strutture commerciali LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015 Codice del Commercio REGOLAMENTO REGIONALE 28 aprile 2009 Requisiti e procedimenti per l'insediamento di medie e grandi strutture in vendita E.2 Strutture ricettive LEGGE REGIONALE 24 luglio 2001 Istituzione e disposizioni n (affittacamere) LEGGE REGIONALE 11 febbraio 1999 Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n,
acamere) LEGGE REGIONALE 11 febbraio 1999 Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n, 217, delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro LEGGE REGIONALE 22 luglio 1998 Turismo rurale LEGGE REGIONALE 2 agosto 1993 Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere LEGGE REGIONALE 3 ottobre 1986 Classificazione della ricezione LEGGE REGIONALE 26 giugno 1981
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
trutture ricettive extralberghiere LEGGE REGIONALE 3 ottobre 1986 Classificazione della ricezione LEGGE REGIONALE 26 giugno 1981 Disciplina della classificazione alberghiera Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. REGOLAMENTO REGIONALE 12 dicembre 2011, n.26 Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione deg
i acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione deg regolamentati dal S.I.I. (D.Lgs. n. 152/2006, art. 100 - comma 3) e ss.mm.ii. (modificato con REGOLAMENTO REGIONALE 7/2016 e R.R. 1/2017) LEGGE REGIONALE 19 dicembre 1983, n.24 Tutela ed uso delle risorse idriche e risanamento delle acque in Puglia Prevenzione inquinamento luminoso LEGGE REGIONALE 23 novembre 2005, n.15
REQUISITI TECNICO E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI
lle risorse idriche e risanamento delle acque in Puglia Prevenzione inquinamento luminoso LEGGE REGIONALE 23 novembre 2005, n.15 Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio REGOLAMENTO REGIONALE 22 agosto 2006, n.13 Misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento luminoso e per il risparmio REQUISITI TECNICO E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI Strutture commerciali LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015, n.24 Codice del Commercio
NI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI
NI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O IMPIANTI Strutture commerciali LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015, n.24 Codice del Commercio REGOLAMENTO REGIONALE 28 aprile 2009, n. 7 Requisiti e procedimenti per l'insediamento di medie e grandi strutture in vendita Strutture ricettive LEGGE REGIONALE 24 luglio 2001, n. 17 Istituzione e disposizioni normative dell'attività ricettiva di LEGGE REGIONALE 11 febbraio 1999, n.11 Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n,
di LEGGE REGIONALE 11 febbraio 1999, n.11 Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n, 217, delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro LEGGE REGIONALE 22 luglio 1998, n.20 LEGGE REGIONALE 2 agosto 1993, n.12 Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere LEGGE REGIONALE 3 ottobre 1986, n.29 Classificazione della ricezione turistica all'aperto LEGGE REGIONALE 26 giugno 1981, n.37
REGOLAMENTO EDILIZIO 146 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
e LEGGE REGIONALE 3 ottobre 1986, n.29 Classificazione della ricezione turistica all'aperto LEGGE REGIONALE 26 giugno 1981, n.37 Disciplina della classificazione alberghiera REGOLAMENTO EDILIZIO 146 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di insediamenti di consistenza inferiore ai 2.000 A.E., ad esclusione degli scarichi già comma 3) e ss.mm.ii. (modificato con REGOLAMENTO REGIONALE 7/2016 e R.R. 1/2017)
REQUISITI TECNICO E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O
ai 2.000 A.E., ad esclusione degli scarichi già comma 3) e ss.mm.ii. (modificato con REGOLAMENTO REGIONALE 7/2016 e R.R. 1/2017) acque in Puglia Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio il contenimento dell'inquinamento luminoso e per il risparmio REQUISITI TECNICO E PRESCRIZIONI SPECIFICHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O Requisiti e procedimenti per l'insediamento di medie e grandi strutture in vendita Bed & Breakfast
CHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O
CHE PER ALCUNI INSEDIAMENTI O Requisiti e procedimenti per l'insediamento di medie e grandi strutture in vendita Bed & Breakfast Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n, 217, delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE E.3 Strutture per l'agriturismo LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2016 Modifiche della LEGGE REGIONALE 14 del 30/07/2009. Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013 Disciplina dell’agriturismo LEGGE REGIONALE 02 agosto 1993 Disciplina delle strutture E.4 Impianti di distribuzione del carburante LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015
REGIONALE 02 agosto 1993 Disciplina delle strutture E.4 Impianti di distribuzione del carburante LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015 Codice del Commercio REGOLAMENTO REGIONALE 10 gennaio 2006 Razionalizzazione ed ammodernamento della rete distributiva dei carburanti rete stradale ordinaria E.5 Sale cinematografiche E.6 Scuole e servizi educativi REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007 Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006
AMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007 Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006 Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità ed il benessere delle donne e degli uomini di Puglia REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007 Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 E.7 Associazioni di promozione E.8 Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e bevande E.9 Impianti sportivi
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
E.7 Associazioni di promozione E.8 Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e bevande E.9 Impianti sportivi LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2008 Disciplina igienico E.10 Strutture Termali E.11 Strutture Sanitarie REGOLAMENTO REGIONALE 11 marzo 2015 Regolamento Regionale in materia di Polizia Mortuaria e disciplina dei cimiteri per animali d’affezione Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Strutture per l'agriturismo LEGGE REGIONALE 5 dicembre 2016, n.37 Modifiche della LEGGE REGIONALE 14 del 30/07/2009. Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013, n.42 Disciplina dell’agriturismo LEGGE REGIONALE 02 agosto 1993, n.12
io edilizio residenziale LEGGE REGIONALE 13 dicembre 2013, n.42 Disciplina dell’agriturismo LEGGE REGIONALE 02 agosto 1993, n.12 Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere Impianti di distribuzione del carburante LEGGE REGIONALE 16 maggio 2015, n.24 Codice del Commercio REGOLAMENTO REGIONALE 10 gennaio 2006, n.2 Razionalizzazione ed ammodernamento della rete distributiva dei carburanti rete stradale ordinaria Sale cinematografiche Scuole e servizi educativi
d ammodernamento della rete distributiva dei carburanti rete stradale ordinaria Sale cinematografiche Scuole e servizi educativi REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n.4 Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n.19 sistema integrato dei servizi sociali per la dignità ed il benessere delle donne e degli uomini di Puglia REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n.4 Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19
gli uomini di Puglia REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n.4 Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 Associazioni di promozione sociale Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e bevande LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2008, n. 35 Disciplina igienico-sanitaria delle piscine ad uso natatorio Strutture Termali Sanitarie REGOLAMENTO REGIONALE 11 marzo 2015, n.8 Regolamento Regionale in materia di Polizia Mortuaria e disciplina dei cimiteri per animali d’affezione
REGOLAMENTO EDILIZIO 147 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ONALE 11 marzo 2015, n.8 Regolamento Regionale in materia di Polizia Mortuaria e disciplina dei cimiteri per animali d’affezione REGOLAMENTO EDILIZIO 147 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Modifiche della LEGGE REGIONALE 14 del 30/07/2009. Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del Razionalizzazione ed ammodernamento della rete distributiva dei carburanti sulla
ilizia e per il miglioramento della qualità del Razionalizzazione ed ammodernamento della rete distributiva dei carburanti sulla Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 sistema integrato dei servizi sociali per la dignità ed il benessere delle Regolamento attuativo della Legge Regionale 10 luglio 2006 n. 19 Locali per la produzione o la vendita di sostanze alimentari e bevande Regolamento Regionale in materia di Polizia Mortuaria e disciplina dei cimiteri per
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE REGOLAMENTO REGIONALE 08 luglio 2014 Integrazione del Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento extraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza. Requisiti strutturali, tecnol ed all’esercizio e per l’accreditamento. REGOLAMENTO REGIONALE 18 aprile 2014 Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale
ed all’esercizio e per l’accreditamento. REGOLAMENTO REGIONALE 18 aprile 2014 Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale Regionale 13 Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento exstraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza. Requisiti strutturale, tecnologici, organizzativi per l’autorizzazione l’accreditamento REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010
. Requisiti strutturale, tecnologici, organizzativi per l’autorizzazione l’accreditamento REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010 Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, “Requisiti strutturali per autorizzazione ed accreditamento psichiatriche socio appartamento” LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2008 Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri REGOLAMENTO REGIONALE 2 marzo 2006 Fabbisogno prestazioni
n materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri REGOLAMENTO REGIONALE 2 marzo 2006 Fabbisogno prestazioni dell'accertamento istituzionale alle strutture sanitarie e socio sanitarie REGOLAMENTO REGIONALE 14 gennaio 2005 Requisiti per autorizzazione ed LEGGE REGIONALE 28 maggio 2004 Disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio, all'accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio - sanitarie pubbliche e private
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
cizio, all'accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio - sanitarie pubbliche e private E.12 Strutture veterinarie Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. REGOLAMENTO REGIONALE 08 luglio 2014, n.14 Integrazione del Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento
Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento extraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza. Requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi per l’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio e per l’accreditamento. Fabbisogno REGOLAMENTO REGIONALE 18 aprile 2014, n.9 Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale “Integrazione del Regolamento
sogno REGOLAMENTO REGIONALE 18 aprile 2014, n.9 Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale “Integrazione del Regolamento Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento exstraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza. Requisiti strutturale, tecnologici, organizzativi per l’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio e per l’accreditamento”. Fabbisogno REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010, n.8
torizzazione alla realizzazione ed all’esercizio e per l’accreditamento”. Fabbisogno REGOLAMENTO REGIONALE 10 febbraio 2010, n.8 Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, Requisiti strutturali per autorizzazione ed accreditamento delle strutture residenziali psichiatriche socio-riabilitative a minore intensità assistenziale. Gruppo LEGGE REGIONALE 15 dicembre 2008, n.34 Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri REGIONALE 2 marzo 2006, n.3
15 dicembre 2008, n.34 Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri REGIONALE 2 marzo 2006, n.3 prestazioni per il rilascio della verifica di dell'accertamento istituzionale alle strutture sanitarie e socio sanitarie REGOLAMENTO REGIONALE 14 gennaio 2005, n.3 Requisiti per autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie LEGGE REGIONALE 28 maggio 2004, n. 8 Disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio,
REGOLAMENTO EDILIZIO 148 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
tture sanitarie LEGGE REGIONALE 28 maggio 2004, n. 8 Disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio, all'accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e sanitarie pubbliche e private Strutture veterinarie REGOLAMENTO EDILIZIO 148 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Integrazione del Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento
Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento extraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza. ogici, organizzativi per l’autorizzazione alla realizzazione Integrazione del Regolamento Gennaio 2005, n. 3. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento exstraospedaliero dei disturbi psichiatrici
. Strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento exstraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza. Requisiti strutturale, tecnologici, alla realizzazione ed all’esercizio e per Modifica ed integrazione del Regolamento Regionale 13 Gennaio 2005, n.3 delle strutture residenziali assistenziale. Gruppo Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri di compatibilità e
idenziali assistenziale. Gruppo Norme in materia di attività funeraria, cremazione e dispersione delle ceneri di compatibilità e dell'accertamento istituzionale alle strutture sanitarie e socio sanitarie accreditamento delle strutture sanitarie Disciplina in materia di autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio, all'accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO D: AREA URBANISTICA
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO D: AREA URBANISTICA PER L’APPROVAZIONE DI UN PIANO URBANISTICO ESECUTIVO (P.U.E.) Gli elaborati dovranno essere definiti in relazione alle della relativa area di intervento, quali ad esempio vulnerabilità, criticità dei luoghi e strategicità dell’ambito di intervento particolare interesse storico o ambientale o a infrastrutture di rilievo urbano o presenza di aree o immobili degradati da sottoporre a interventi di riqualificazione
tale o a infrastrutture di rilievo urbano o presenza di aree o immobili degradati da sottoporre a interventi di riqualificazione Pertanto, in funzione della dimensione dell’area di intervento e della complessità delle problematiche da affrontare, nonché dei contenuti specifici del PUE, gli elaborati possono essere variati, per numero, contenuto e scala di rappresentazione; essi ino essere aggregati e rappresentati secondo l’organizzazione e la sequenza più adatta allo specifico contesto di intervento. A.
ino essere aggregati e rappresentati secondo l’organizzazione e la sequenza più adatta allo specifico contesto di intervento. A. A.1 Inquadramento territoriale e stato di fatto dell’area oggetto di intervento e del suo intorno significativo a Stralcio di P.U.G. con individuazione delle opere ed i servizi esistenti, in corso di realizzazione e programmati b Stralcio aerofotogrammetrico c Stralcio di mappa catastale d Strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP,
tralcio aerofotogrammetrico c Stralcio di mappa catastale d Strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP, e Vincoli esistenti (ambientali, paesaggistici e culturali ai sensi del D.Lgs 42/2004 e smi, servitù, fasce di rispetto, SIC/ZPS, ecc.) nelle aree interessate dal PUE e dal loro A.2 Rilievo planimetrico interessata dal PUE e di un intorno significativo, che comprendono (scala 1:500) a Rilievo del piano di campagna quotato (compreso eventuali sezioni nei punti
torno significativo, che comprendono (scala 1:500) a Rilievo del piano di campagna quotato (compreso eventuali sezioni nei punti più significativi della’area) b Rilievo architettonico quotato degli edifici esistenti interessati da significative trasformazioni con computo di superfici e volumi c Rilievo delle infrastrutture (reti gas, distribuzione acqua potabile, telefonia, energia elettrica, smaltimento acque bianche e nere ed ogni altro presente
e (reti gas, distribuzione acqua potabile, telefonia, energia elettrica, smaltimento acque bianche e nere ed ogni altro presente in luogo), delle alberature, della viabilità circostante e di accesso, ecc…. d Rilievo e/o documentazione fotografica dell’area e degli immobili con indicazione dei punti di ripresa B. B.1 Planimetria di progetto del PUE comprensiva di un congruo intorno territoriale (scala 1:500), contenente almeno: a Altezza minima e massima degli edifici Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
o territoriale (scala 1:500), contenente almeno: a Altezza minima e massima degli edifici Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER L’APPROVAZIONE DI UN PIANO URBANISTICO ESECUTIVO (P.U.E.) Gli elaborati dovranno essere definiti in relazione alle caratteristiche dello specifico PUE e
NO URBANISTICO ESECUTIVO (P.U.E.)
NO URBANISTICO ESECUTIVO (P.U.E.) Gli elaborati dovranno essere definiti in relazione alle caratteristiche dello specifico PUE e della relativa area di intervento, quali ad esempio: dimensione dell’area interessata criticità dei luoghi e strategicità dell’ambito di intervento orico o ambientale o a infrastrutture di rilievo urbano o presenza di aree o immobili degradati da sottoporre a interventi di riqualificazione Pertanto, in funzione della dimensione dell’area di intervento e della complessità delle
ELABORATI DI RILIEVO – P.U.E.
oporre a interventi di riqualificazione Pertanto, in funzione della dimensione dell’area di intervento e della complessità delle problematiche da affrontare, nonché dei contenuti specifici del PUE, gli elaborati possono essere variati, per numero, contenuto e scala di rappresentazione; essi ino essere aggregati e rappresentati secondo l’organizzazione e la sequenza più adatta allo specifico contesto di intervento. ELABORATI DI RILIEVO – P.U.E.
ELABORATI DI RILIEVO – P.U.E.
resentati secondo l’organizzazione e la sequenza più adatta allo specifico contesto di intervento. ELABORATI DI RILIEVO – P.U.E. Inquadramento territoriale e stato di fatto dell’area oggetto di intervento e del suo intorno significativo Stralcio di P.U.G. con individuazione delle opere ed i servizi esistenti, in corso di realizzazione e programmati Stralcio aerofotogrammetrico Stralcio di mappa catastale Strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP,
ti Stralcio aerofotogrammetrico Stralcio di mappa catastale Strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP, Vincoli esistenti (ambientali, paesaggistici e culturali ai sensi del D.Lgs 42/2004 e smi, servitù, fasce di rispetto, SIC/ZPS, ecc.) nelle aree interessate dal PUE e dal loro intorno significativo Rilievo planimetrico – altimetrico - architettonico dello stato di fatto dell’area interessata dal PUE e di un intorno significativo, che comprendono (scala 1:500)
- architettonico dello stato di fatto dell’area interessata dal PUE e di un intorno significativo, che comprendono (scala 1:500) del piano di campagna quotato (compreso eventuali sezioni nei punti più significativi della’area) architettonico quotato degli edifici esistenti interessati da significative trasformazioni con computo di superfici e volumi delle infrastrutture (reti gas, distribuzione acqua potabile, telefonia, energia elettrica, smaltimento acque bianche e nere ed ogni altro presente
ELABORATI DI PROGETTO – P.U.E.
e (reti gas, distribuzione acqua potabile, telefonia, energia elettrica, smaltimento acque bianche e nere ed ogni altro presente in luogo), delle alberature, della viabilità circostante e di accesso, ecc…. e/o documentazione fotografica dell’area e degli immobili con indicazione dei punti di ripresa ELABORATI DI PROGETTO – P.U.E. Planimetria di progetto del PUE comprensiva di un congruo intorno territoriale (scala 1:500), contenente almeno: minima e massima degli edifici REGOLAMENTO EDILIZIO 149
REGOLAMENTO EDILIZIO 149 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
iva di un congruo intorno territoriale (scala 1:500), contenente almeno: minima e massima degli edifici REGOLAMENTO EDILIZIO 149 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER L’APPROVAZIONE DI UN PIANO URBANISTICO ESECUTIVO (P.U.E.) caratteristiche dello specifico PUE e : dimensione dell’area interessata, valore, criticità dei luoghi e strategicità dell’ambito di intervento, contiguità a siti di
: dimensione dell’area interessata, valore, criticità dei luoghi e strategicità dell’ambito di intervento, contiguità a siti di orico o ambientale o a infrastrutture di rilievo urbano o territorial, presenza di aree o immobili degradati da sottoporre a interventi di riqualificazione, riuso ecc. Pertanto, in funzione della dimensione dell’area di intervento e della complessità delle problematiche da affrontare, nonché dei contenuti specifici del PUE, gli elaborati possono
intervento e della complessità delle problematiche da affrontare, nonché dei contenuti specifici del PUE, gli elaborati possono essere variati, per numero, contenuto e scala di rappresentazione; essi inoltre possono essere aggregati e rappresentati secondo l’organizzazione e la sequenza più adatta allo Inquadramento territoriale e stato di fatto dell’area oggetto di intervento e del Stralcio di P.U.G. con individuazione delle opere ed i servizi esistenti, in
i fatto dell’area oggetto di intervento e del Stralcio di P.U.G. con individuazione delle opere ed i servizi esistenti, in Strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP, ...) Vincoli esistenti (ambientali, paesaggistici e culturali ai sensi del D.Lgs 42/2004 e smi, servitù, fasce di rispetto, SIC/ZPS, ecc.) nelle aree interessate architettonico dello stato di fatto dell’area interessata dal PUE e di un intorno significativo, che comprendono (scala 1:500)
architettonico dello stato di fatto dell’area interessata dal PUE e di un intorno significativo, che comprendono (scala 1:500) del piano di campagna quotato (compreso eventuali sezioni nei punti architettonico quotato degli edifici esistenti interessati da delle infrastrutture (reti gas, distribuzione acqua potabile, telefonia, energia elettrica, smaltimento acque bianche e nere ed ogni altro presente in luogo), delle alberature, della viabilità circostante e di accesso, ecc….
mento acque bianche e nere ed ogni altro presente in luogo), delle alberature, della viabilità circostante e di accesso, ecc…. e/o documentazione fotografica dell’area e degli immobili con Planimetria di progetto del PUE comprensiva di un congruo intorno territoriale
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE b Ingombro planivolumetrico degli edifici, definito in termini di localizzazione sull’area edificabile c Allineamenti da rispettare verso le aree e gli edifici pubblici e gli spazi aperti d Distanza minima e massima tra edifici e tipologie edilizie e Destinazioni d’uso ammissibili in termini quali/quantitativi B.2 Profili altimetrici di progetto, di cui due perpendicolari tra di essi (scala 1:500) a Profilo altimetrico longitudinale
ivi B.2 Profili altimetrici di progetto, di cui due perpendicolari tra di essi (scala 1:500) a Profilo altimetrico longitudinale b Profilo altimetrico perpendicolare al primo c Eventuali altri profile altimetrici in punti significativi del progetto B.3 Progetto planivolumetrico (scala 1:500) a Progetto planovolumetrico d’insieme dell’area d’intervento B.4 Planimetria di urbanizzazione primaria, delle aree destinate a standard pubblico e delle aree edificabili (scala 1:500) a Planimetria identificativa
izzazione primaria, delle aree destinate a standard pubblico e delle aree edificabili (scala 1:500) a Planimetria identificativa b Planimetria identificativa pubblico c Planimetria identificativa B.5 Rappresentazioni utili a valutare l’inserimento dell’intervento nel contesto a Rendering, plastico, fotomontaggi o quant’altro ritenuto necessario ai fini della comprensione del progetto e dell’inserimento dello stesso nel contesto di riferimento, con particolare riferimento al rapporto visuale e
ione del progetto e dell’inserimento dello stesso nel contesto di riferimento, con particolare riferimento al rapporto visuale e dimensionale con le preesistenze con carattere s testimoniale, nonché paesaggistico B.6 Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali a Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali, che possono corrispondere anche ai lotti delle aree dei tempi di attuazione, con tabella di sintesi dei dati dimensionali
onali, che possono corrispondere anche ai lotti delle aree dei tempi di attuazione, con tabella di sintesi dei dati dimensionali (superficie, volume, indici e parametri richiesti dal PUG, aventi titolo e relative % come definite nella tabella dell’assetto proprietario) B.7 Studio di compatibilità idrologica ed idraulica e Studio di compatibilità geologica e geotecnica nei casi previsti dalle NTA del PAI a Studio di compatibilità idrologica ed idraulica (nei casi previsti da NTA del PAI)
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
tecnica nei casi previsti dalle NTA del PAI a Studio di compatibilità idrologica ed idraulica (nei casi previsti da NTA del PAI) b Studio di compatibilità geologica e PAI) B.8 Valutazione Ambientale Strategica a Valutazione Ambientale Strategica prevista) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. planivolumetrico degli edifici, definito in termini di localizzazione sull’area edificabile
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. planivolumetrico degli edifici, definito in termini di localizzazione sull’area edificabile da rispettare verso le aree e gli edifici pubblici e gli spazi aperti minima e massima tra edifici e tipologie edilizie d’uso ammissibili in termini quali/quantitativi Profili altimetrici di progetto, di cui due perpendicolari tra di essi (scala 1:500) Profilo altimetrico longitudinale Profilo altimetrico perpendicolare al primo
i cui due perpendicolari tra di essi (scala 1:500) Profilo altimetrico longitudinale Profilo altimetrico perpendicolare al primo Eventuali altri profile altimetrici in punti significativi del progetto Progetto planivolumetrico (scala 1:500) Progetto planovolumetrico d’insieme dell’area d’intervento Planimetria di identificazione e quantificazione delle aree per le opere di urbanizzazione primaria, delle aree destinate a standard pubblico e delle aree edificabili (scala 1:500)
le aree per le opere di urbanizzazione primaria, delle aree destinate a standard pubblico e delle aree edificabili (scala 1:500) Planimetria identificativa-quantitativa delle aree per urbanizzazioni primarie Planimetria identificativa-quantitativa delle aree destinate a stardard Planimetria identificativa-quantitativa delle aree edificabili Rappresentazioni utili a valutare l’inserimento dell’intervento nel contesto plastico, fotomontaggi o quant’altro ritenuto necessario ai fini
oni utili a valutare l’inserimento dell’intervento nel contesto plastico, fotomontaggi o quant’altro ritenuto necessario ai fini della comprensione del progetto e dell’inserimento dello stesso nel contesto di riferimento, con particolare riferimento al rapporto visuale e dimensionale con le preesistenze con carattere storico, artistico e testimoniale, nonché paesaggistico Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali
tere storico, artistico e testimoniale, nonché paesaggistico Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali, che possono corrispondere anche ai lotti delle aree edificabili, con indicazione dei tempi di attuazione, con tabella di sintesi dei dati dimensionali (superficie, volume, indici e parametri richiesti dal PUG, aventi titolo e relative % come definite nella tabella dell’assetto proprietario)
volume, indici e parametri richiesti dal PUG, aventi titolo e relative % come definite nella tabella dell’assetto proprietario) di compatibilità idrologica ed idraulica e Studio di compatibilità geologica e geotecnica nei casi previsti dalle NTA del PAI Studio di compatibilità idrologica ed idraulica (nei casi previsti da NTA del Studio di compatibilità geologica e geotecnica (nei casi previsti da NTA del lutazione Ambientale Strategica di cui al D. Lgs. N. 152/2006 e s.m.i.
REGOLAMENTO EDILIZIO 150 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
lità geologica e geotecnica (nei casi previsti da NTA del lutazione Ambientale Strategica di cui al D. Lgs. N. 152/2006 e s.m.i. utazione Ambientale Strategica di cui al D. Lgs. N. 152/2006 e s.m.i. (ove REGOLAMENTO EDILIZIO 150 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) planivolumetrico degli edifici, definito in termini di localizzazione da rispettare verso le aree e gli edifici pubblici e gli spazi aperti
gli edifici, definito in termini di localizzazione da rispettare verso le aree e gli edifici pubblici e gli spazi aperti Profili altimetrici di progetto, di cui due perpendicolari tra di essi (scala 1:500) Eventuali altri profile altimetrici in punti significativi del progetto identificazione e quantificazione delle aree per le opere di urbanizzazione primaria, delle aree destinate a standard pubblico e delle aree quantitativa delle aree per urbanizzazioni primarie
nizzazione primaria, delle aree destinate a standard pubblico e delle aree quantitativa delle aree per urbanizzazioni primarie quantitativa delle aree destinate a stardard Rappresentazioni utili a valutare l’inserimento dell’intervento nel contesto plastico, fotomontaggi o quant’altro ritenuto necessario ai fini della comprensione del progetto e dell’inserimento dello stesso nel contesto di riferimento, con particolare riferimento al rapporto visuale e torico, artistico e
ll’inserimento dello stesso nel contesto di riferimento, con particolare riferimento al rapporto visuale e torico, artistico e Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali Rappresentazione planimetrica della divisione in stralci funzionali, che edificabili, con indicazione dei tempi di attuazione, con tabella di sintesi dei dati dimensionali (superficie, volume, indici e parametri richiesti dal PUG, aventi titolo e di compatibilità idrologica ed idraulica e Studio di compatibilità
lume, indici e parametri richiesti dal PUG, aventi titolo e di compatibilità idrologica ed idraulica e Studio di compatibilità Studio di compatibilità idrologica ed idraulica (nei casi previsti da NTA del geotecnica (nei casi previsti da NTA del di cui al D. Lgs. N. 152/2006 e s.m.i. di cui al D. Lgs. N. 152/2006 e s.m.i. (ove
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE B.9 Inquadramento grafico a Planimetria generale del P.U.E. su mappe catastali georeferenziate B.10 Documentazione catastale aggiornata a Visure catastali aggiornate b Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà B.11 Estratto delle a Norme Tecniche di Attuazione del P.U.G. vigenti per il P.U.E. B.12 Relazione tecnica attuative degli interventi previsti, della coerenza con il P.U.G.,
zione del P.U.G. vigenti per il P.U.E. B.12 Relazione tecnica attuative degli interventi previsti, della coerenza con il P.U.G., riferimenti ai contenuti analitici, interpretativi e progettuali sopra indicati a Esplicitazione dell’evoluzione storica e lo stato di fatto dell’area, che evidenzi le sue precedenti destinazioni, le caratteristiche ambientali e paesaggistiche, gli aspetti insediativi e il livello di infrastrutturazione b Esplicitazione delle previsioni e prescrizioni del PUG, dei vincoli e delle
ti insediativi e il livello di infrastrutturazione b Esplicitazione delle previsioni e prescrizioni del PUG, dei vincoli e delle pianificazioni sovraordinate c Esplicitazione delle modalità di attuazione delle opere di relativi tempi con cronoprogramma degli stralci esecutivi e lo schema di ripartizione dei costi di attuazione tra i soggetti coinvolti B.13 Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti a Dichiarazione e/o conformità del progetto di PUE alle previsioni di PUG, al Regolamento
azione del Progettista e/o Progettisti a Dichiarazione e/o conformità del progetto di PUE alle previsioni di PUG, al Regolamento Edilizio Comunale ed alle norme urbanistiche, nonché il rispetto delle norme di sicurezza, delle norme igienico l’abbattimento delle barriere architettoniche, valutazione acustica e per il contenimento dei consumi energetici B.14 Elaborati per l’applicazione del “Protocollo ITACA PUGLIA” al piano urbanistico esecutivo (PUE) ai sensi della D.G.R. n. 2220/2017 e s.m.i.
er l’applicazione del “Protocollo ITACA PUGLIA” al piano urbanistico esecutivo (PUE) ai sensi della D.G.R. n. 2220/2017 e s.m.i. a Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che determinano le scelte di cui al Sistema delibera zio GR n. 1471/2009 b Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. 13/2008 cdelle quali ci si intende avvalere B.15 Schede di controllo urbanistico per il confronto e urbanistici esistenti e di progetto
cdelle quali ci si intende avvalere B.15 Schede di controllo urbanistico per il confronto e urbanistici esistenti e di progetto a Superficie territoriale (St) riferita alla superficie di comparto d’intervento e relativo indice (It) b Superficie permeabile (Sp) e relativo indice (Ipe) c Superficie coperta (Sc) d Rapporto di copertura (Rc) e Indice di piantumazione (Ipi) f Superficie lorda di pavimento (Slp) per edificio Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
a (Rc) e Indice di piantumazione (Ipi) f Superficie lorda di pavimento (Slp) per edificio Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Inquadramento grafico catastale georeferenziato Planimetria generale del P.U.E. su mappe catastali georeferenziate Documentazione catastale aggiornata Visure catastali aggiornate Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà Estratto delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA)
a Visure catastali aggiornate Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà Estratto delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) Norme Tecniche di Attuazione del P.U.G. vigenti per il P.U.E. Relazione tecnica - descittiva degli obiettivi, contenuti, criteri e modalità attuative degli interventi previsti, della coerenza con il P.U.G., riferimenti ai contenuti analitici, interpretativi e progettuali sopra indicati Esplicitazione dell’evoluzione storica e lo stato di fatto dell’area, che
analitici, interpretativi e progettuali sopra indicati Esplicitazione dell’evoluzione storica e lo stato di fatto dell’area, che evidenzi le sue precedenti destinazioni, le caratteristiche ambientali e paesaggistiche, gli aspetti insediativi e il livello di infrastrutturazione Esplicitazione delle previsioni e prescrizioni del PUG, dei vincoli e delle pianificazioni sovraordinate Esplicitazione delle modalità di attuazione delle opere di urbanizzazione e i
, dei vincoli e delle pianificazioni sovraordinate Esplicitazione delle modalità di attuazione delle opere di urbanizzazione e i relativi tempi con cronoprogramma degli stralci esecutivi e lo schema di ripartizione dei costi di attuazione tra i soggetti coinvolti Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti conformità del progetto di PUE alle previsioni di PUG, al Regolamento
arazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti conformità del progetto di PUE alle previsioni di PUG, al Regolamento Edilizio Comunale ed alle norme urbanistiche, nonché il rispetto delle norme di sicurezza, delle norme igienico-sanitarie, di quelle previste per l’abbattimento delle barriere architettoniche, valutazione acustica e per il contenimento dei consumi energetici Elaborati per l’applicazione del “Protocollo ITACA PUGLIA” al piano urbanistico
ica e per il contenimento dei consumi energetici Elaborati per l’applicazione del “Protocollo ITACA PUGLIA” al piano urbanistico esecutivo (PUE) ai sensi della D.G.R. n. 2220/2017 e s.m.i. Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che determinano le scelte di cui al Sistema di Valutazione approvato con delibera zio GR n. 1471/2009 Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. 13/2008 cdelle quali ci si intende avvalere
009 Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. 13/2008 cdelle quali ci si intende avvalere Schede di controllo urbanistico per il confronto e controllo dei parametri urbanistici esistenti e di progetto Superficie territoriale (St) riferita alla superficie di comparto d’intervento e relativo indice (It) Superficie permeabile (Sp) e relativo indice (Ipe) Superficie coperta (Sc) Rapporto di copertura (Rc) Indice di piantumazione (Ipi)
REGOLAMENTO EDILIZIO 151 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
erficie permeabile (Sp) e relativo indice (Ipe) Superficie coperta (Sc) Rapporto di copertura (Rc) Indice di piantumazione (Ipi) Superficie lorda di pavimento (Slp) per edificio REGOLAMENTO EDILIZIO 151 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Planimetria generale del P.U.E. su mappe catastali georeferenziate descittiva degli obiettivi, contenuti, criteri e modalità attuative degli interventi previsti, della coerenza con il P.U.G., con specifici
degli obiettivi, contenuti, criteri e modalità attuative degli interventi previsti, della coerenza con il P.U.G., con specifici riferimenti ai contenuti analitici, interpretativi e progettuali sopra indicati Esplicitazione dell’evoluzione storica e lo stato di fatto dell’area, che evidenzi le sue precedenti destinazioni, le caratteristiche ambientali e paesaggistiche, gli aspetti insediativi e il livello di infrastrutturazione Esplicitazione delle previsioni e prescrizioni del PUG, dei vincoli e delle
insediativi e il livello di infrastrutturazione Esplicitazione delle previsioni e prescrizioni del PUG, dei vincoli e delle urbanizzazione e i relativi tempi con cronoprogramma degli stralci esecutivi e lo schema di Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti el Progettista e/o Progettisti attestante la conformità del progetto di PUE alle previsioni di PUG, al Regolamento Edilizio Comunale ed alle norme urbanistiche, nonché il rispetto delle norme quelle previste per
evisioni di PUG, al Regolamento Edilizio Comunale ed alle norme urbanistiche, nonché il rispetto delle norme quelle previste per l’abbattimento delle barriere architettoniche, valutazione acustica e per il Elaborati per l’applicazione del “Protocollo ITACA PUGLIA” al piano urbanistico Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che di Valutazione approvato con Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. controllo dei parametri
zione approvato con Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. controllo dei parametri Superficie territoriale (St) riferita alla superficie di comparto d’intervento e
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE g Altezze interpiano e altezze totali (H) per edificio; o Volume dei singoli edifici (V) h Conteggio e verifica superfici a B.16 Documentazione relativa all’assetto proprietario a Elenchi catastali della proprietà ricadenti nel PUE b Tabella con l’indicazione dei nominativi con le relative percentuali di proprietà rispetto alla Superficie totale del aree comprese (imponibile catastale)
dei nominativi con le relative percentuali di proprietà rispetto alla Superficie totale del aree comprese (imponibile catastale) c Eventuale indicazione degli aventi titolo dissenzienti e/o degli Enti coinvolti d Dichiarazioni sostitutive dell’atto notorio rese ai sensi del DPR 445/2000 relativamente alle proprietà degli immobili ricadenti nel piano, oppure copia dei relativi atti di proprietà con visure catastali e ipotecarie e/o l’eventuale delega notarile di rappresentanza
oppure copia dei relativi atti di proprietà con visure catastali e ipotecarie e/o l’eventuale delega notarile di rappresentanza B.17 Ripartizione degli utili ed oneri del P.U.E. a Tabella riepilogativa della ripartizione degli utili e degli oneri fra tutti i proprietari dei suoli ricompresi nel perimetro del piano, affinchè sia riscontrabile l’equa distribuzione percentuale B.18 Norme urbanistico a Caratteristiche architettoniche e formali dell’insediamento, dei relativi edifici e spazi aperti
C. ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA
ntuale B.18 Norme urbanistico a Caratteristiche architettoniche e formali dell’insediamento, dei relativi edifici e spazi aperti b Parametri urbanistici ed edilizi c Specificazioni in ordine all’uso di specifiche B.19 Convenzione del P.U.E. a Bozza di Convenzione B.20 Dichiarazione di rispondenza elaborati a Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatta dal tecnico che dichiara che le copie presentate sono del tutto C. ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA
C. ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA
nico che dichiara che le copie presentate sono del tutto C. ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA REALIZZARE A PARZIALE/TOTALE SCOMPUTO) A PRESENTARSI IN SEDE DI APPROVAZIONE DI UN P.U.E., VOLTO AD INDICARE I REQUISITI E LE CARATTERISTICHE PIÙ PROGETTAZIONE (IN FUNZIONE DELLA SPECIFICA TIPOLOGIA E CATEGORIA D’INTERVENTO), NONCHÈ I PUNTI DI ALLACCIO DELLE RETI DI PROGETTO A QUELLE ESISTENTI, ED IL TEMPO MASSIMO IN CUI DEVONO ESSERE COMPLETATE CON ALLEGATO
I PUNTI DI ALLACCIO DELLE RETI DI PROGETTO A
I PUNTI DI ALLACCIO DELLE RETI DI PROGETTO A QUELLE ESISTENTI, ED IL TEMPO MASSIMO IN CUI DEVONO ESSERE COMPLETATE CON ALLEGATO C.1 Progetto Preliminare Opere di Urbanizzazione a scomputo (parziale/totale) a Relazione tecnico realizzare b Schema di progetto rete fognaria c Schema di progetto rete idrica d Schema di progetto rete acque meteoriche Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Altezze interpiano e altezze totali (H) per edificio; o Volume dei singoli Conteggio e verifica superfici a standard pubblici Documentazione relativa all’assetto proprietario Elenchi catastali della proprietà ricadenti nel PUE Tabella con l’indicazione dei nominativi con le relative percentuali di proprietà rispetto alla Superficie totale del Piano e al valore catastale delle
ne dei nominativi con le relative percentuali di proprietà rispetto alla Superficie totale del Piano e al valore catastale delle aree comprese (imponibile catastale) indicazione degli aventi titolo dissenzienti e/o degli Enti coinvolti sostitutive dell’atto notorio rese ai sensi del DPR 445/2000 relativamente alle proprietà degli immobili ricadenti nel piano, oppure copia dei relativi atti di proprietà con visure catastali e ipotecarie e/o l’eventuale delega notarile di rappresentanza
oppure copia dei relativi atti di proprietà con visure catastali e ipotecarie e/o l’eventuale delega notarile di rappresentanza Ripartizione degli utili ed oneri del P.U.E. Tabella riepilogativa della ripartizione degli utili e degli oneri fra tutti i proprietari dei suoli ricompresi nel perimetro del piano, affinchè sia riscontrabile l’equa distribuzione percentuale Norme urbanistico-edilizie per la realizzazione del PUE Caratteristiche architettoniche e formali dell’insediamento, dei relativi
orme urbanistico-edilizie per la realizzazione del PUE Caratteristiche architettoniche e formali dell’insediamento, dei relativi edifici e spazi aperti Parametri urbanistici ed edilizi Specificazioni in ordine all’uso di specifiche essenze vegetali autoctone Convenzione del P.U.E. Bozza di Convenzione Dichiarazione di rispondenza elaborati Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatta dal tecnico che dichiara che le copie presentate sono del tutto identiche tra di esse
ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA
sostitutiva dell’atto di notorietà redatta dal tecnico che dichiara che le copie presentate sono del tutto identiche tra di esse ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA REALIZZARE A PARZIALE/TOTALE SCOMPUTO) A PRESENTARSI IN SEDE DI APPROVAZIONE DI UN P.U.E., VOLTO AD INDICARE I REQUISITI E LE CARATTERISTICHE PIÙ SIGNIFICATIVE PER I SUCCESSIVI LIVELLI DI PROGETTAZIONE (IN FUNZIONE DELLA SPECIFICA TIPOLOGIA E CATEGORIA
E CARATTERISTICHE PIÙ SIGNIFICATIVE PER I SUCCESSIVI LIVELLI DI
E CARATTERISTICHE PIÙ SIGNIFICATIVE PER I SUCCESSIVI LIVELLI DI PROGETTAZIONE (IN FUNZIONE DELLA SPECIFICA TIPOLOGIA E CATEGORIA D’INTERVENTO), NONCHÈ I PUNTI DI ALLACCIO DELLE RETI DI PROGETTO A QUELLE ESISTENTI, ED IL TEMPO MASSIMO IN CUI DEVONO ESSERE COMPLETATE CON ALLEGATO LO SCHEMA DI CONTRATTO DI APPALTO Progetto Preliminare Opere di Urbanizzazione a scomputo (parziale/totale) tecnico-illustrativa con descrizione generale delle opere da Schema di progetto rete fognaria progetto rete idrica
REGOLAMENTO EDILIZIO 152 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ziale/totale) tecnico-illustrativa con descrizione generale delle opere da Schema di progetto rete fognaria progetto rete idrica Schema di progetto rete acque meteoriche REGOLAMENTO EDILIZIO 152 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Altezze interpiano e altezze totali (H) per edificio; o Volume dei singoli Tabella con l’indicazione dei nominativi con le relative percentuali di Piano e al valore catastale delle indicazione degli aventi titolo dissenzienti e/o degli Enti coinvolti
ative percentuali di Piano e al valore catastale delle indicazione degli aventi titolo dissenzienti e/o degli Enti coinvolti sostitutive dell’atto notorio rese ai sensi del DPR 445/2000 relativamente alle proprietà degli immobili ricadenti nel piano, oppure copia dei relativi atti di proprietà con visure catastali e ipotecarie e/o l’eventuale Tabella riepilogativa della ripartizione degli utili e degli oneri fra tutti i proprietari dei suoli ricompresi nel perimetro del piano, affinchè sia
ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA
ella ripartizione degli utili e degli oneri fra tutti i proprietari dei suoli ricompresi nel perimetro del piano, affinchè sia Caratteristiche architettoniche e formali dell’insediamento, dei relativi essenze vegetali autoctone Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatta dal tecnico che identiche tra di esse ELABORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA REALIZZARE A PARZIALE/TOTALE SCOMPUTO) A PRESENTARSI IN SEDE DI
ORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA
ORATI DEL PROGETTO PRELIMINARE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE (DA REALIZZARE A PARZIALE/TOTALE SCOMPUTO) A PRESENTARSI IN SEDE DI APPROVAZIONE DI UN P.U.E., VOLTO AD INDICARE I REQUISITI E LE SIGNIFICATIVE PER I SUCCESSIVI LIVELLI DI PROGETTAZIONE (IN FUNZIONE DELLA SPECIFICA TIPOLOGIA E CATEGORIA D’INTERVENTO), NONCHÈ I PUNTI DI ALLACCIO DELLE RETI DI PROGETTO A QUELLE ESISTENTI, ED IL TEMPO MASSIMO IN CUI DEVONO ESSERE COMPLETATE LO SCHEMA DI CONTRATTO DI APPALTO
DELLE RETI DI PROGETTO A QUELLE ESISTENTI, ED IL TEMPO MASSIMO IN CUI DEVONO ESS
DELLE RETI DI PROGETTO A QUELLE ESISTENTI, ED IL TEMPO MASSIMO IN CUI DEVONO ESSERE COMPLETATE LO SCHEMA DI CONTRATTO DI APPALTO Progetto Preliminare Opere di Urbanizzazione a scomputo (parziale/totale) illustrativa con descrizione generale delle opere da
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE e Schema di progetto rete gas metano f Schema di progetto rete telefonica g Schema di progetto rete energia elettrica h Schema di progetto rete dell’illuminazione pubblica i Schema di progetto rete delle aree pubbliche (con particolare riguardo alla sistemazione delle aree verdi, dei marciapiedi, delle aree di sosta, di raccolta dei rifiuti, ecc.) l Schema di progetto della segnaletica stradale m Computo metrico
rciapiedi, delle aree di sosta, di raccolta dei rifiuti, ecc.) l Schema di progetto della segnaletica stradale m Computo metrico n Quadro economico degli oneri di urbanizzazione primaria, oneri di urbanizzazione secondaria e contributo costo di costruzione presunti da corrispondere al Comune per l’attuazione del PUE o Schema di progetto delle opere di siano concordate con la stessa Amministrazione. Lo schema c prevedere indicazioni circa la sistemazione prevista per gli spazi aperti e
oncordate con la stessa Amministrazione. Lo schema c prevedere indicazioni circa la sistemazione prevista per gli spazi aperti e aree verdi, i materiali e gli elementi di arredo urbano, ecc NOTE: La domanda di approvazione del piano urbanistico esecutivo, in TRIPLICE copia, deve essere diretta allo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) e deve contenere le informazioni riportate nei punti sopraelencati. La domanda va redatta in carta semplice con ma
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
dilizia (SUE) e deve contenere le informazioni riportate nei punti sopraelencati. La domanda va redatta in carta semplice con ma avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori. Tutti gli elaborati del PUE compreso il progetto preliminare delle opere di urbanizzazione devono essere consegnati anche su supporto progettisti estensori. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Schema di progetto rete gas metano Schema di progetto rete telefonica Schema di progetto rete energia elettrica Schema di progetto rete dell’illuminazione pubblica Schema di progetto rete delle aree pubbliche (con particolare riguardo alla sistemazione delle aree verdi, dei marciapiedi, delle aree di sosta, di raccolta dei rifiuti, ecc.)
on particolare riguardo alla sistemazione delle aree verdi, dei marciapiedi, delle aree di sosta, di raccolta dei rifiuti, ecc.) Schema di progetto della segnaletica stradale Computo metrico estimativo delle opere Quadro economico degli oneri di urbanizzazione primaria, oneri di urbanizzazione secondaria e contributo costo di costruzione presunti da corrispondere al Comune per l’attuazione del PUE Schema di progetto delle opere di urbanizzazione secondaria, nei casi in cui
da corrispondere al Comune per l’attuazione del PUE Schema di progetto delle opere di urbanizzazione secondaria, nei casi in cui siano concordate con la stessa Amministrazione. Lo schema c prevedere indicazioni circa la sistemazione prevista per gli spazi aperti e aree verdi, i materiali e gli elementi di arredo urbano, ecc La domanda di approvazione del piano urbanistico esecutivo, in TRIPLICE copia, deve essere diretta
lementi di arredo urbano, ecc La domanda di approvazione del piano urbanistico esecutivo, in TRIPLICE copia, deve essere diretta allo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) e deve contenere le informazioni riportate nei punti La domanda va redatta in carta semplice con marca da bollo da € 16,00 e con allegata ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori. Tutti gli elaborati del PUE compreso il progetto preliminare delle opere di urbanizzazione devono
REGOLAMENTO EDILIZIO 153 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
eria e dei diritti istruttori. Tutti gli elaborati del PUE compreso il progetto preliminare delle opere di urbanizzazione devono essere consegnati anche su supporto digitale in formato pdf firmato digitalmente da committenza e REGOLAMENTO EDILIZIO 153 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Schema di progetto rete delle aree pubbliche (con particolare riguardo alla sistemazione delle aree verdi, dei marciapiedi, delle aree di sosta, di
elle aree pubbliche (con particolare riguardo alla sistemazione delle aree verdi, dei marciapiedi, delle aree di sosta, di Quadro economico degli oneri di urbanizzazione primaria, oneri di urbanizzazione secondaria e contributo costo di costruzione presunti da urbanizzazione secondaria, nei casi in cui siano concordate con la stessa Amministrazione. Lo schema che deve prevedere indicazioni circa la sistemazione prevista per gli spazi aperti e
con la stessa Amministrazione. Lo schema che deve prevedere indicazioni circa la sistemazione prevista per gli spazi aperti e La domanda di approvazione del piano urbanistico esecutivo, in TRIPLICE copia, deve essere diretta allo Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) e deve contenere le informazioni riportate nei punti € 16,00 e con allegata ricevuta di Tutti gli elaborati del PUE compreso il progetto preliminare delle opere di urbanizzazione devono firmato digitalmente da committenza e
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO E: AREA URBANISTICA
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO E: AREA URBANISTICA PER IL RILASCIO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE (P.D.C.) O SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ ALTER (S.C.I.A. ALTERNATIVA A P.D.C.) Negli elaborati necessari per il rilascio di un P.d.C. dovrà essere dichiarato l’oggetto della richiesta, la condizione di legittimazione a produrre la richiesta, la destinazione d’uso dell’opera da realizzare, ristrutturare e/o recuperare, con l’impegno a non modificarla se
D. ELABORATI DI
e la richiesta, la destinazione d’uso dell’opera da realizzare, ristrutturare e/o recuperare, con l’impegno a non modificarla se non nelle forme prescritte. D. ELABORATI DI D.1 Elaborati monografici a Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta Permesso di costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del Comune di Trani ( controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progetti b Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore
dall’avente titolo e dal Progettista e/o progetti b Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore dei lavori e assuntore lavori c Modello statistico ISTAT, debitamente compilato, ampliamento e/o di nuova costruzione d Relazione tecnico costruttive edilizie dell’intervento, con riferimento ai parametri urbanistici ed edilizi e all’inserimento dell’intervento nell’ambiente urbano, ai materiali da impiegarsi, ai sistemi costruttivi
rbanistici ed edilizi e all’inserimento dell’intervento nell’ambiente urbano, ai materiali da impiegarsi, ai sistemi costruttivi e Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti in merito al rispetto di tutte le norme urbanistiche, di conformità delle opere alle prescrizioni del PUG/PUE e del RE, nonché al rispetto delle norme di sicurezza, delle norme igienico l’abbattimento delle barriere architettoniche (L. n. 13/1989 e smi e D.M. n.
etto delle norme di sicurezza, delle norme igienico l’abbattimento delle barriere architettoniche (L. n. 13/1989 e smi e D.M. n. 236/1989 e smi), valutazione acustica (L. n. 447/1995 e smi), impianti elettrici (L. n. 37/2008 e smi) e per il conteniment (l. n. 10/1991 e smi) D.2 Elaborati progettuali, del protocollo ITACA PUGLIA a Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che determinano le delibera zio GR n. 1471/2009
TACA PUGLIA
TACA PUGLIA a Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che determinano le delibera zio GR n. 1471/2009 b Schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti debitamente compilate, timbrate e firmate dal tecnico abilitato c Attestato di Conformità del progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione approvato con deliberazione GR n. 1471/2009, redatta oin conformità al modello di cui all’Allegato C
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
del Sistema di Valutazione approvato con deliberazione GR n. 1471/2009, redatta oin conformità al modello di cui all’Allegato C d Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. 13/2008 cdelle quali ci si intende avvalere Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER IL RILASCIO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE (P.D.C.) O
LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI
LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER IL RILASCIO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE (P.D.C.) O SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ ALTERNATICA A P.D.C. (S.C.I.A. ALTERNATIVA A P.D.C.) necessari per il rilascio di un P.d.C. dovrà essere dichiarato l’oggetto della richiesta, la condizione di legittimazione a produrre la richiesta, la destinazione d’uso realizzare, ristrutturare e/o recuperare, con l’impegno a non modificarla se
ELABORATI DI PROGETTO – NUOVE COSTRUZIONI
ione a produrre la richiesta, la destinazione d’uso realizzare, ristrutturare e/o recuperare, con l’impegno a non modificarla se ELABORATI DI PROGETTO – NUOVE COSTRUZIONI Elaborati monografici Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta Permesso di costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del Comune di Trani (https://trani.territorioeambiente.it) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti
di Trani (https://trani.territorioeambiente.it) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore dei lavori e assuntore lavori Modello statistico ISTAT, debitamente compilato, in tutti i casi di e/o di nuova costruzione tecnico-descrittiva sulle caratteristiche architettoniche e costruttive edilizie dell’intervento, con riferimento ai parametri urbanistici
scrittiva sulle caratteristiche architettoniche e costruttive edilizie dell’intervento, con riferimento ai parametri urbanistici ed edilizi e all’inserimento dell’intervento nell’ambiente urbano, ai materiali da impiegarsi, ai sistemi costruttivi e agli impianti Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti in merito al rispetto di tutte le norme urbanistiche, di conformità delle opere alle prescrizioni del PUG/PUE e del RE, nonché al rispetto delle norme di
tutte le norme urbanistiche, di conformità delle opere alle prescrizioni del PUG/PUE e del RE, nonché al rispetto delle norme di delle norme igienico-sanitarie, di quelle previste per l’abbattimento delle barriere architettoniche (L. n. 13/1989 e smi e D.M. n. 236/1989 e smi), valutazione acustica (L. n. 447/1995 e smi), impianti elettrici (L. n. 37/2008 e smi) e per il contenimento dei consumi energetici (l. n. 10/1991 e smi) Elaborati progettuali, previsti dalla DGR n. 2272/2009 e smi, per l’applicazione
to dei consumi energetici (l. n. 10/1991 e smi) Elaborati progettuali, previsti dalla DGR n. 2272/2009 e smi, per l’applicazione del protocollo ITACA PUGLIA Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che determinano le scelte di cui al Sistema di Valutazione approvato con delibera zio GR n. 1471/2009 Schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti debitamente compilate, timbrate e firmate dal tecnico abilitato
REGOLAMENTO EDILIZIO 154 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
he e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti debitamente compilate, timbrate e firmate dal tecnico abilitato Conformità del progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione approvato con deliberazione GR n. 1471/2009, redatta oin conformità al modello di cui all’Allegato C Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n. 13/2008 cdelle quali ci si intende avvalere REGOLAMENTO EDILIZIO 154 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 154 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
n. 13/2008 cdelle quali ci si intende avvalere REGOLAMENTO EDILIZIO 154 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER IL RILASCIO DI UN PERMESSO DI COSTRUIRE (P.D.C.) O NATICA A P.D.C. necessari per il rilascio di un P.d.C. dovrà essere dichiarato l’oggetto della richiesta, la condizione di legittimazione a produrre la richiesta, la destinazione d’uso realizzare, ristrutturare e/o recuperare, con l’impegno a non modificarla se NUOVE COSTRUZIONI
NUOVE COSTRUZIONI
richiesta, la destinazione d’uso realizzare, ristrutturare e/o recuperare, con l’impegno a non modificarla se NUOVE COSTRUZIONI Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta Permesso di costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del ) e debitamente sti Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore in tutti i casi di descrittiva sulle caratteristiche architettoniche e
tità del titolare richiedente, progettista, direttore in tutti i casi di descrittiva sulle caratteristiche architettoniche e costruttive edilizie dell’intervento, con riferimento ai parametri urbanistici ed edilizi e all’inserimento dell’intervento nell’ambiente urbano, ai materiali Dichiarazione e/o asseverazione del Progettista e/o Progettisti in merito al rispetto di tutte le norme urbanistiche, di conformità delle opere alle prescrizioni del PUG/PUE e del RE, nonché al rispetto delle norme di
tutte le norme urbanistiche, di conformità delle opere alle prescrizioni del PUG/PUE e del RE, nonché al rispetto delle norme di sanitarie, di quelle previste per l’abbattimento delle barriere architettoniche (L. n. 13/1989 e smi e D.M. n. 236/1989 e smi), valutazione acustica (L. n. 447/1995 e smi), impianti o dei consumi energetici previsti dalla DGR n. 2272/2009 e smi, per l’applicazione Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che
previsti dalla DGR n. 2272/2009 e smi, per l’applicazione Relazione tecnica esplicativa (eventualmente corredata di grafici) che scelte di cui al Sistema di Valutazione approvato con Schede tecniche e scheda di valutazione riassuntiva con i punteggi conseguiti debitamente compilate, timbrate e firmate dal tecnico abilitato Conformità del progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione approvato con deliberazione GR n. 1471/2009, redatta oin conformità al
tà del progetto ai requisiti del Sistema di Valutazione approvato con deliberazione GR n. 1471/2009, redatta oin conformità al Specifica e circostanziata indicazione delle agevolazioni previste dalla L.R. n.
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE D.3 Elaborati grafici a Visure catastali aggiornate b Estratto norme tecniche di attuazione (NTA) c Estratto del vigente PUG e destinazione urbanistica relativa all'area dell'intervento, con d Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o immobile d’intervento e Planimetria generale quotata dello stato dei luoghi in scala non inferiore a 1:500, che consenta l’esatta individuazione oggetto dell’intervento
rale quotata dello stato dei luoghi in scala non inferiore a 1:500, che consenta l’esatta individuazione oggetto dell’intervento f Rilievo generale quotato dello stato di fatto dell’area di intervento e delle aree immediatamente limitrofe, in scala 1:500 o 1:200, con l’indicazione dei confini, delle caratteristiche della altri manufatti, delle infrastrutture tecniche, delle alberature e delle loro caratteristiche vegetazionali, nonché di ogni altro elemento che possa
le infrastrutture tecniche, delle alberature e delle loro caratteristiche vegetazionali, nonché di ogni altro elemento che possa caratterizzare il paesaggio ed il contesto del progetto g Rilievo edilizio quotato dello stato di fatto degli edifici esistenti oggetto di richiesta di PdC, in scala 1:200 o 1:100, con l’indicazione dettagliata della consistenza, dello stato di conservazione e della destinazione d’uso delle singole parti; e con l
’indicazione dettagliata della consistenza, dello stato di conservazione e della destinazione d’uso delle singole parti; e con l legittimato da provvedimenti amministrativi pregressi risultanti dall’Archivio Comunale h Rilievo fotografico i Planimetria di progetto con relative sistemazioni esterne, comprese quelle destinate a verde ed a parcheggio, in scala non inferiore a 1:200 o 1:100, da cui risulti l'orientamento e il posizionamento dell'edificio, le quote delle sistemazioni del terreno (prima e dop
0 o 1:100, da cui risulti l'orientamento e il posizionamento dell'edificio, le quote delle sistemazioni del terreno (prima e dop rappresentazione quotata degli edifici e delle urbanizzazioni al contorno j Schemi degli allacciamenti alle reti tecnologiche k Planovolumetrico l Fotocomposizione prospettica dell'intervento nel contesto urbano m Piante quotate di ciascun piano con relative destinazioni d'uso n Sezioni quotate da cui risulti l'altezza dell'edificio, l'altezza netta dei piani,
ascun piano con relative destinazioni d'uso n Sezioni quotate da cui risulti l'altezza dell'edificio, l'altezza netta dei piani, delle intercapedini e di altri elementi costruttivi; prospetti quotati di facciate; tali elaborati vanno redatti in scala 1:100 o Prospetti quotati di tutte le facciate in scala 1:100 p Piante quotate con rappresentazione schematica degli impianti igienico sanitari e tecnologici, in scala 1:100 q Eventuali altri elaborati progettuali, in opportuna scala, necessari per
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
ianti igienico sanitari e tecnologici, in scala 1:100 q Eventuali altri elaborati progettuali, in opportuna scala, necessari per completezza di rappresentazione dell’intervento r Tabella sinottica dei parametri urbanistici ed edilizi dell’intervento rapportatati a quelli prescritti dal PUG/PUE, dal RE e da altre Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Elaborati grafici Visure catastali aggiornate
ETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (RE
ETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Elaborati grafici Visure catastali aggiornate Estratto norme tecniche di attuazione (NTA) Estratto del vigente PUG e destinazione urbanistica relativa all'area dell'intervento, con l'indicazione di eventuali vincoli Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o immobile Planimetria generale quotata dello stato dei luoghi in scala non inferiore a
catastale con individuazione dell’area e/o immobile Planimetria generale quotata dello stato dei luoghi in scala non inferiore a 1:500, che consenta l’esatta individuazione dell’area e/o dell’immobile oggetto dell’intervento Rilievo generale quotato dello stato di fatto dell’area di intervento e delle aree immediatamente limitrofe, in scala 1:500 o 1:200, con l’indicazione dei confini, delle caratteristiche della viabilità circostante, degli edifici e degli
in scala 1:500 o 1:200, con l’indicazione dei confini, delle caratteristiche della viabilità circostante, degli edifici e degli altri manufatti, delle infrastrutture tecniche, delle alberature e delle loro caratteristiche vegetazionali, nonché di ogni altro elemento che possa caratterizzare il paesaggio ed il contesto del progetto Rilievo edilizio quotato dello stato di fatto degli edifici esistenti oggetto di richiesta di PdC, in scala 1:200 o 1:100, con l’indicazione dettagliata della
stato di fatto degli edifici esistenti oggetto di richiesta di PdC, in scala 1:200 o 1:100, con l’indicazione dettagliata della consistenza, dello stato di conservazione e della destinazione d’uso delle singole parti; e con la precisa indicazione della concordanza con lo stato legittimato da provvedimenti amministrativi pregressi risultanti dall’Archivio Rilievo fotografico di progetto con relative sistemazioni esterne, comprese quelle
nistrativi pregressi risultanti dall’Archivio Rilievo fotografico di progetto con relative sistemazioni esterne, comprese quelle destinate a verde ed a parcheggio, in scala non inferiore a 1:200 o 1:100, da cui risulti l'orientamento e il posizionamento dell'edificio, le quote delle sistemazioni del terreno (prima e dopo l'intervento), nonché la rappresentazione quotata degli edifici e delle urbanizzazioni al contorno Schemi degli allacciamenti alle reti tecnologiche Planovolumetrico
ione quotata degli edifici e delle urbanizzazioni al contorno Schemi degli allacciamenti alle reti tecnologiche Planovolumetrico Fotocomposizione prospettica dell'intervento nel contesto dell'ambiente Piante quotate di ciascun piano con relative destinazioni d'uso Sezioni quotate da cui risulti l'altezza dell'edificio, l'altezza netta dei piani, delle intercapedini e di altri elementi costruttivi; prospetti quotati di facciate; tali elaborati vanno redatti in scala 1:100
delle intercapedini e di altri elementi costruttivi; prospetti quotati di facciate; tali elaborati vanno redatti in scala 1:100 Prospetti quotati di tutte le facciate in scala 1:100 Piante quotate con rappresentazione schematica degli impianti igienico sanitari e tecnologici, in scala 1:100 altri elaborati progettuali, in opportuna scala, necessari per completezza di rappresentazione dell’intervento Tabella sinottica dei parametri urbanistici ed edilizi dell’intervento
REGOLAMENTO EDILIZIO 155 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ssari per completezza di rappresentazione dell’intervento Tabella sinottica dei parametri urbanistici ed edilizi dell’intervento rapportatati a quelli prescritti dal PUG/PUE, dal RE e da altre norme REGOLAMENTO EDILIZIO 155 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Estratto del vigente PUG e destinazione urbanistica relativa all'area Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o immobile Planimetria generale quotata dello stato dei luoghi in scala non inferiore a
tastale con individuazione dell’area e/o immobile Planimetria generale quotata dello stato dei luoghi in scala non inferiore a dell’area e/o dell’immobile Rilievo generale quotato dello stato di fatto dell’area di intervento e delle aree immediatamente limitrofe, in scala 1:500 o 1:200, con l’indicazione dei viabilità circostante, degli edifici e degli altri manufatti, delle infrastrutture tecniche, delle alberature e delle loro caratteristiche vegetazionali, nonché di ogni altro elemento che possa
infrastrutture tecniche, delle alberature e delle loro caratteristiche vegetazionali, nonché di ogni altro elemento che possa Rilievo edilizio quotato dello stato di fatto degli edifici esistenti oggetto di richiesta di PdC, in scala 1:200 o 1:100, con l’indicazione dettagliata della consistenza, dello stato di conservazione e della destinazione d’uso delle a precisa indicazione della concordanza con lo stato legittimato da provvedimenti amministrativi pregressi risultanti dall’Archivio
sa indicazione della concordanza con lo stato legittimato da provvedimenti amministrativi pregressi risultanti dall’Archivio di progetto con relative sistemazioni esterne, comprese quelle destinate a verde ed a parcheggio, in scala non inferiore a 1:200 o 1:100, da cui risulti l'orientamento e il posizionamento dell'edificio, le quote delle o l'intervento), nonché la rappresentazione quotata degli edifici e delle urbanizzazioni al contorno dell'ambiente
lle o l'intervento), nonché la rappresentazione quotata degli edifici e delle urbanizzazioni al contorno dell'ambiente Sezioni quotate da cui risulti l'altezza dell'edificio, l'altezza netta dei piani, delle intercapedini e di altri elementi costruttivi; prospetti quotati di tutte le Piante quotate con rappresentazione schematica degli impianti igienico- altri elaborati progettuali, in opportuna scala, necessari per Tabella sinottica dei parametri urbanistici ed edilizi dell’intervento
laborati progettuali, in opportuna scala, necessari per Tabella sinottica dei parametri urbanistici ed edilizi dell’intervento norme
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE s Schema di progetto ai fini del superamento delle barriere architettoniche con evidenziate: le scale, gli ascensori, bagni adattabili/ accessibili, percorsi comuni t Relazione geotecnica relativa alle caratteristiche delle fondazioni u Pareri o nulla osta, ove necessari, degli enti e uffici esterni competenti, non comunali v Indicazione completa delle generalità dei soggetti tecnici incaricati della
gli enti e uffici esterni competenti, non comunali v Indicazione completa delle generalità dei soggetti tecnici incaricati della redazione del progetto strutturale, della direzione dei lavori e del coordinamento w Ricevuta di pagamento per oneri istruttori, prefissati dal Comune x Relazione sulla prevenzione dell’inquinamento acustico negli edifici ai sensi delle leggi di settore statali e y Relazione sul funzionamento energetico degli edifici ai sensi delle leggi di settore statali e regionali vigenti
E. ELABORATI DI PROGETTO
ore statali e y Relazione sul funzionamento energetico degli edifici ai sensi delle leggi di settore statali e regionali vigenti E. ELABORATI DI PROGETTO E.1 Elaborati aggiuntivi a Elaborati dimostrativi dei sistemi costruttivi previsti b Schede prestazionali sui materiali da impiegare c Verifiche grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano
F. ELABORATI DI PROGETTO
escrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano d Verifiche grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano integrati con elaborazioni foto omogenee A F. ELABORATI DI PROGETTO F.1 Elaborati aggiuntivi a Elaborati grafici e descrittivi sulla idoneità del sistema costruttivo previsto
ELABORATI DI PROGETTO
ELABORATI DI PROGETTO F.1 Elaborati aggiuntivi a Elaborati grafici e descrittivi sulla idoneità del sistema costruttivo previsto per assicurare sia la sicurezza statica dei fabbricato che la non alterazione della sua preesistente qualità formale complessiva NOTE: La domanda di rilascio del PdC, in TRIPLICE da parte del soggetto avente titolo. Essa è controfirmata anche dai professionisti incaricati della progettazione e della direzione dei lavori. Nella domanda, redatta in carta semplice con marca
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
i professionisti incaricati della progettazione e della direzione dei lavori. Nella domanda, redatta in carta semplice con marca avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori Tutti gli elaborati per il rilascio formato pdf firmato digitalmente da a vario titolo, dell’opera. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Schema di progetto ai fini del superamento delle barriere architettoniche
ERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Schema di progetto ai fini del superamento delle barriere architettoniche con evidenziate: le scale, gli ascensori, bagni adattabili/ accessibili, percorsi Relazione geotecnica relativa alle caratteristiche delle fondazioni Pareri o nulla osta, ove necessari, degli enti e uffici esterni competenti, non Indicazione completa delle generalità dei soggetti tecnici incaricati della redazione del progetto strutturale, della direzione dei lavori e del
leta delle generalità dei soggetti tecnici incaricati della redazione del progetto strutturale, della direzione dei lavori e del coordinamento della sicurezza, nonché dell'impresa esecutrice dei lavori Ricevuta di pagamento per oneri istruttori, prefissati dal Comune Relazione sulla prevenzione dell’inquinamento acustico negli edifici ai sensi delle leggi di settore statali e regionali vigenti Relazione sul funzionamento energetico degli edifici ai sensi delle leggi di settore statali e regionali vigenti
ELABORATI DI PROGETTO – DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI
gionali vigenti Relazione sul funzionamento energetico degli edifici ai sensi delle leggi di settore statali e regionali vigenti ELABORATI DI PROGETTO – DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI aggiuntivi ai precedenti D.1 – D.2 – D.3 dimostrativi dei sistemi costruttivi previsti prestazionali sui materiali da impiegare grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano
escrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano integrati con elaborazioni foto-grafiche se gli interventi ricadono in zone ELABORATI DI PROGETTO – RISTRUTTURAZIONE SOTTOPOSTA A P.d.C. aggiuntivi ai precedenti D.1 – D.2 – D.3 – E.1
nti ricadono in zone ELABORATI DI PROGETTO – RISTRUTTURAZIONE SOTTOPOSTA A P.d.C. aggiuntivi ai precedenti D.1 – D.2 – D.3 – E.1 grafici e descrittivi sulla idoneità del sistema costruttivo previsto per assicurare sia la sicurezza statica dei fabbricato che la non alterazione della sua preesistente qualità formale complessiva io del PdC, in TRIPLICE copia, è inoltrata allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE), da parte del soggetto avente titolo.
ssiva io del PdC, in TRIPLICE copia, è inoltrata allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE), da parte del soggetto avente titolo. Essa è controfirmata anche dai professionisti incaricati della progettazione e della direzione dei Nella domanda, redatta in carta semplice con marca da bollo da € 16,00 e con allegata ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori per il rilascio del P.d.C. devono essere consegnati anche su supporto digitale in
REGOLAMENTO EDILIZIO 156 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
diritti di segreteria e dei diritti istruttori per il rilascio del P.d.C. devono essere consegnati anche su supporto digitale in formato pdf firmato digitalmente da committenza e progettisti estensori ed incaricati dell’esecuzione, REGOLAMENTO EDILIZIO 156 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Schema di progetto ai fini del superamento delle barriere architettoniche con evidenziate: le scale, gli ascensori, bagni adattabili/ accessibili, percorsi
l superamento delle barriere architettoniche con evidenziate: le scale, gli ascensori, bagni adattabili/ accessibili, percorsi Relazione geotecnica relativa alle caratteristiche delle fondazioni Pareri o nulla osta, ove necessari, degli enti e uffici esterni competenti, non Indicazione completa delle generalità dei soggetti tecnici incaricati della redazione del progetto strutturale, della direzione dei lavori e del della sicurezza, nonché dell'impresa esecutrice dei lavori
DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI
edazione del progetto strutturale, della direzione dei lavori e del della sicurezza, nonché dell'impresa esecutrice dei lavori Ricevuta di pagamento per oneri istruttori, prefissati dal Comune Relazione sulla prevenzione dell’inquinamento acustico negli edifici ai sensi Relazione sul funzionamento energetico degli edifici ai sensi delle leggi di DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale
DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI
ifici ai sensi delle leggi di DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano grafiche e descrittive della compatibilità della qualità formale dell’intervento edilizio con i caratteri architettonici del contesto urbano grafiche se gli interventi ricadono in zone RISTRUTTURAZIONE SOTTOPOSTA A P.d.C. grafici e descrittivi sulla idoneità del sistema costruttivo previsto
ti ricadono in zone RISTRUTTURAZIONE SOTTOPOSTA A P.d.C. grafici e descrittivi sulla idoneità del sistema costruttivo previsto per assicurare sia la sicurezza statica dei fabbricato che la non alterazione è inoltrata allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE), Essa è controfirmata anche dai professionisti incaricati della progettazione e della direzione dei € 16,00 e con allegata ricevuta di devono essere consegnati anche su supporto digitale in
la progettazione e della direzione dei € 16,00 e con allegata ricevuta di devono essere consegnati anche su supporto digitale in ittenza e progettisti estensori ed incaricati dell’esecuzione,
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO F: AREA URBANISTICA
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO F: AREA URBANISTICA PER LA PRESENTAZIONE DI UNA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ (S.C.I.A.) Si riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una S.C.I.A. G. G.1 Elaborati monografici e grafici a Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta Permesso di costruire) Comune di Trani ( controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti b Copia documen dei lavori e assuntore lavori
mune di Trani ( controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti b Copia documen dei lavori e assuntore lavori c Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa all’intervento da eseguire corredata della fotocopia del documento di identità della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire
. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire d Relazione tecnica tipo di intervento, e Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile d’intervento f Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o d’intervento g Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente (non obbligatoria) h Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne
la liceità edilizia dell’esistente (non obbligatoria) h Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne (firmate dall’avente titolo e dal progettista) i Elaborati rappresentativi dello stato di fatto: Piante scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative distanze j Elaborati rappresentativi di progetto: Piante 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con
ive distanze j Elaborati rappresentativi di progetto: Piante 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative distanze k Tavola comparativa riportante stato di fatto e di progetto l Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) m Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove previsto) n Copia della notifica preliminare di (non obbligatoria)
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
zione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove previsto) n Copia della notifica preliminare di (non obbligatoria) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI UNA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una S.C.I.A. ELABORATI DI PROGETTO – S.C.I.A.
ICATA DI INIZIO
ICATA DI INIZIO riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una S.C.I.A. ELABORATI DI PROGETTO – S.C.I.A. Elaborati monografici e grafici Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta Permesso di costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del Comune di Trani (https://trani.territorioeambiente.it) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti
di Trani (https://trani.territorioeambiente.it) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore dei lavori e assuntore lavori Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa all’intervento da eseguire corredata della fotocopia del documento di della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di
da eseguire corredata della fotocopia del documento di della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire Relazione tecnica descrittiva del progetto presentato, con indica tipo di intervento, (non obbligatoria) Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile
presentato, con indica tipo di intervento, (non obbligatoria) Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente (non obbligatoria) Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne (firmate dall’avente titolo e dal progettista) Elaborati rappresentativi dello stato di fatto: Piante – Prospetti
opere esterne (firmate dall’avente titolo e dal progettista) Elaborati rappresentativi dello stato di fatto: Piante – Prospetti scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Elaborati rappresentativi di progetto: Piante – Prospetti -Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative
REGOLAMENTO EDILIZIO 157 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
e con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative comparativa riportante stato di fatto e di progetto Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove Copia della notifica preliminare di cui all’art. 99 del D.Lgs. 81/2008 e smi (non obbligatoria) REGOLAMENTO EDILIZIO 157 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 157 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
99 del D.Lgs. 81/2008 e smi (non obbligatoria) REGOLAMENTO EDILIZIO 157 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI UNA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una S.C.I.A. Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del ) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti
abile dal Portale Territorio e Ambiente del ) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti ti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa all’intervento da eseguire corredata della fotocopia del documento di della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del
del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire descrittiva del progetto presentato, con indicazione del Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o immobile Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente
e con individuazione dell’area e/o immobile Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne Prospetti -Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con
limitrofe e ai confini ed alle relative Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove cui all’art. 99 del D.Lgs. 81/2008 e smi
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE o Copia iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato p Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto collettivo applicato ai lavoratori q Copia documento unico di regolarità contributiva (DURC) r Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori s Copia attestazione dell’avvenuto pagamento della sanzione dovuta
versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori s Copia attestazione dell’avvenuto pagamento della sanzione dovuta 1.000,00 - (per le fattispecie di SCIA tardiva o SCIA in sanatoria) che dovrà essere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria 18333708. Nella causale del bonifico devono esser Nome e Cognome richiedente fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale richiedente
ono esser Nome e Cognome richiedente fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale richiedente t Copia dell’attestazione di versamento oneri concessori (se essere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria 18333708. Nella causale del bonifico devono essere inseriti i seguenti dati: Nome e Cognome richie fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale richiedente
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
seguenti dati: Nome e Cognome richie fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale richiedente NOTE: Nel caso sia previsto insediamento di esercizi commerciali con nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, occorre presentare idoneo elaborato grafico normativa vigente. Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Copia iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto collettivo applicato ai lavoratori dipendenti Copia documento unico di regolarità contributiva (DURC) Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti
documento unico di regolarità contributiva (DURC) Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti Copia attestazione dell’avvenuto pagamento della sanzione dovuta (per le fattispecie di SCIA tardiva o SCIA in sanatoria) che dovrà essere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria 18333708. Nella causale del bonifico devono essere inseriti i seguenti dati:
ione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria 18333708. Nella causale del bonifico devono essere inseriti i seguenti dati: Nome e Cognome richiedente – via e numero civico dell’intervento (sono fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale Copia dell’attestazione di versamento oneri concessori (se dovuti) che dovrà essere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria
sere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria 18333708. Nella causale del bonifico devono essere inseriti i seguenti dati: Nome e Cognome richiedente – via e numero civico dell’intervento (sono fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale Nel caso sia previsto insediamento di esercizi commerciali con nuova collocazione di apparecchi per il
REGOLAMENTO EDILIZIO 158 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ufficio) e codice fiscale Nel caso sia previsto insediamento di esercizi commerciali con nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, occorre presentare idoneo elaborato grafico-dimostrativo del rispetto della REGOLAMENTO EDILIZIO 158 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Copia iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto
lla camera di commercio, industria e artigianato Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti Copia attestazione dell’avvenuto pagamento della sanzione dovuta - € (per le fattispecie di SCIA tardiva o SCIA in sanatoria) che dovrà essere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria – c/c n. e inseriti i seguenti dati:
o accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria – c/c n. e inseriti i seguenti dati: via e numero civico dell’intervento (sono fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale dovuti) che dovrà essere pagata mediante bonifico bancario accreditato entro la data di presentazione della SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria – c/c n. 18333708. Nella causale del bonifico devono essere inseriti i seguenti dati:
a SCIA (Comune di Trani Servizio tesoreria – c/c n. 18333708. Nella causale del bonifico devono essere inseriti i seguenti dati: via e numero civico dell’intervento (sono fatte salve le successive verifiche e comunicazioni d’ufficio) e codice fiscale Nel caso sia previsto insediamento di esercizi commerciali con nuova collocazione di apparecchi per il dimostrativo del rispetto della
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO G: AREA URBANISTICA
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO G: AREA URBANISTICA PER LA PRESENTAZIONE DI UNA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA (C.I.L.A.) Si riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una C.I.L.A. H. H.1 Elaborati monografici e grafici a Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta Permesso di costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del Comune di Trani ( controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti
abile dal Portale Territorio e Ambiente del Comune di Trani ( controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti b Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore dei lavori e assuntore lavori c Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa all’intervento da eseguire corredata della fotocopia del documento identità della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di
eguire corredata della fotocopia del documento identità della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire d Relazione tecnica descrittiva del progetto presentato, con indica tipo di intervento, e Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile d’intervento f Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area
el vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile d’intervento f Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area d’intervento g Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente (non obbligatoria) h Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne (firmate dall’avente titolo e dal progettista) i Elaborati rappresentativi dello stato di fatto: Piante scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con
Elaborati rappresentativi dello stato di fatto: Piante scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative distanze j Elaborati rappresentativi di progetto: Piante 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative distanze k Tavola comparativa riportante stato di fatto e di progetto
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
e alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative distanze k Tavola comparativa riportante stato di fatto e di progetto l Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) m Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove previsto) n Copia della notifica preliminare di (non obbligatoria) Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV.
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI UNA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI Si riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una C.I.L.A. ELABORATI DI PROGETTO – C.I.L.A. Elaborati monografici e grafici Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta
ATI DI PROGETTO – C.I.L.A.
ATI DI PROGETTO – C.I.L.A. Elaborati monografici e grafici Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del Comune di Trani (https://trani.territorioeambiente.it) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore dei lavori e assuntore lavori Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa
progettista, direttore dei lavori e assuntore lavori Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa all’intervento da eseguire corredata della fotocopia del documento identità della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire tecnica descrittiva del progetto presentato, con indica
ondominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire tecnica descrittiva del progetto presentato, con indica tipo di intervento, (non obbligatoria) Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile Estratto di mappa catastale con individuazione dell’area e/o immobile Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente (non obbligatoria) Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne
ti la liceità edilizia dell’esistente (non obbligatoria) Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne (firmate dall’avente titolo e dal progettista) Elaborati rappresentativi dello stato di fatto: Piante – Prospetti scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Elaborati rappresentativi di progetto: Piante – Prospetti -Sezioni (in scala
costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Elaborati rappresentativi di progetto: Piante – Prospetti -Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative comparativa riportante stato di fatto e di progetto Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove
REGOLAMENTO EDILIZIO 159 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
egli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove Copia della notifica preliminare di cui all’art. 99 del D.Lgs. 81/2008 e smi (non obbligatoria) REGOLAMENTO EDILIZIO 159 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) ELENCO DEGLI ELABORATI NECESSARI PER LA PRESENTAZIONE DI UNA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI Si riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una C.I.L.A.
TAZIONE DI UNA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI
TAZIONE DI UNA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI Si riportano nel seguito gli elaborate minimi per la presentazione di una C.I.L.A. Domanda compilata utilizzando l’apposito modello unificato (richiesta costruire) scaricabile dal Portale Territorio e Ambiente del ) e debitamente controfirmata dall’avente titolo e dal Progettista e/o progettisti Copia documenti di identità del titolare richiedente, progettista, direttore Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa
à del titolare richiedente, progettista, direttore Titolo ad eseguire l’intervento o specifica delega della proprietà relativa all’intervento da eseguire corredata della fotocopia del documento di identità della proprietà; copia del rogito o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR n. 445/2000); se l’avente titolo è l’Amministratore del condominio copia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire tecnica descrittiva del progetto presentato, con indicazione del
ia verbale di assemblea relativo all’intervento da eseguire tecnica descrittiva del progetto presentato, con indicazione del Estratto del vigente PUG con individuazione dell’area e/o immobile e/o immobile Copia di eventuali titoli edilizi comprovanti la liceità edilizia dell’esistente Documentazione fotografica stato di fatto, necessaria per opere esterne Prospetti -Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con
necessaria per opere esterne Prospetti -Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Sezioni (in scala 1:100) significative con adeguata rappresentazione del contesto con particolare attenzione alle costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008)
e costruzioni limitrofe e ai confini ed alle relative Progetto degli impianti (laddove previsto ai sensi del D.M. 37/2008) Dichiarazione smaltimento rifiuti edili R.R. n. 6/2006 e smi (laddove cui all’art. 99 del D.Lgs. 81/2008 e smi
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE o Copia iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato p Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto collettivo applicato ai lavoratori q Copia documento unico di regolarità contributiva (DURC) r Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti istruttori Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. Copia iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto collettivo applicato ai lavoratori dipendenti Copia documento unico di regolarità contributiva (DURC)
REGOLAMENTO EDILIZIO 160 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
r qualifica e il contratto collettivo applicato ai lavoratori dipendenti Copia documento unico di regolarità contributiva (DURC) Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti REGOLAMENTO EDILIZIO 160 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) Copia iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto
lla camera di commercio, industria e artigianato Dichiarazione organico medio annuo, distinto per qualifica e il contratto Copia ricevuta di avvenuto versamento dei diritti di segreteria e dei diritti
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO H: AREA URBANISTICA P
TAVOLO TECNICO: AMMINISTRAZIONE COMUNALE – ORDINE ALLEGATO H: AREA URBANISTICA PREVENTIVO PROGETTO COMUNE DI TRANI Richiesta parere preventivo Oggetto dell’intervento: ……………………… Il/La sottoscritto/a …………………………… nato/a …………………………………………… domiciliato a ……………………………………… Codicefiscale/P.IVA ………………………………… e-mail……………………………………………………………………………………………………………………………………………… Titolarità alla presentazione dell’istanza PROPRIETARIO COMPROPRIETARIO AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO
……………………………………………………… Titolarità alla presentazione dell’istanza PROPRIETARIO COMPROPRIETARIO AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO LEGALE RAPPRESENTANTE della società con denominazione/ragione sociale …………………………………………………………………… in via …………………………..…… tel …………………..…….. cell ……………… ALTRO AVENTE TITOLO (specificare quale) la valutazione preventiva di ammissibilità urbanis Dati relativi all’area o all’immobile Area o immobile sito in …………………………… piano ………, identificato catastalmente al foglio …………
s Dati relativi all’area o all’immobile Area o immobile sito in …………………………… piano ………, identificato catastalmente al foglio ………… Allega alla presente: Relazione tecnico-illustrativa dell’intervento; Visure catastali aggiornate; Estratto di P.U.G. ed estratto di mappa catastale con individuazione dell’area/immobile d’intervento; Estratti di strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PT esistenti; Rilievo dell’area/immobile in scala non inferiore a 1:500;
di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PT esistenti; Rilievo dell’area/immobile in scala non inferiore a 1:500; Documentazione fotografica con particolare riferimento alla zona di intervento, corredata di planimetria con indicazione dei punti di scatto; Elaborati grafici debitamente quotati dello stato di fatto e di progetto idonei alla valutazione dell’intervento proposto; Fotocopia documento di identità dei sottoscrittori, n° ………..
o e di progetto idonei alla valutazione dell’intervento proposto; Fotocopia documento di identità dei sottoscrittori, n° ……….. Versamento di € …………… sul c/c postale n. ……………………intestato Comune parere preventivo Versamento € …………… sul c/c postale n. ……………………intestato Comune di Trani preventivo NOTE: Si ricorda che in mancanza di versamento dei diritti di segreteria e degli oneri istruttori l’istanza è da considerarsi incompleta e verranno interrotti i termini per la conclusione del procedimento
ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAU
egli oneri istruttori l’istanza è da considerarsi incompleta e verranno interrotti i termini per la conclusione del procedimento Comune di Trani – REGOLAMENTO EDILIZIO ORDINE ARCHITETTI PPC BAT – ORDINE INGEGNERI BAT – COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. : AREA URBANISTICA – MODULISTICA RICHIESTA PARERE PREVENTIVO PROGETTO URBANISTICO/EDILIZIO COMUNE DI TRANI Richiesta parere preventivo ………………………………………………….…………………………. ……………………………………….………………………………………………………………………………..
ZIO COMUNE DI TRANI
ZIO COMUNE DI TRANI Richiesta parere preventivo ………………………………………………….…………………………. ……………………………………….……………………………………………………………………………….. ……………………………………………………………………..……………… il…………………..… ………………………… in via …………………………..…………………………………… ……………………………………………… tel …………………..…….. cell ……………… ………………………………………………………………………………………………………… stanza AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO LEGALE RAPPRESENTANTE della società con denominazione/ragione sociale ……………………………… con sede legale in …………………………………………………
C H I E D E
OMINIO LEGALE RAPPRESENTANTE della società con denominazione/ragione sociale ……………………………… con sede legale in ………………………………………………… …………………………..…………………… civ. …….… Codice fiscale/P.IVA ……………………………… …………………………….… e-mail (PEC)…………………………………… ALTRO AVENTE TITOLO (specificare quale) ……………………………………………………………… C H I E D E la valutazione preventiva di ammissibilità urbanistico-edilizia da eseguirsi: …………………………… alla via…………………………….……….…………………… identificato catastalmente al foglio ………… particella ………… subalterno
da eseguirsi: …………………………… alla via…………………………….……….…………………… identificato catastalmente al foglio ………… particella ………… subalterno illustrativa dell’intervento; Estratto di P.U.G. ed estratto di mappa catastale con individuazione dell’area/immobile d’intervento; Estratti di strumenti di pianificazione sovraordinati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP, …) l'indicazione di eventuali vincoli Rilievo dell’area/immobile in scala non inferiore a 1:500;
nati al PUG (PAI, PPTR/P, PTCP, …) l'indicazione di eventuali vincoli Rilievo dell’area/immobile in scala non inferiore a 1:500; Documentazione fotografica con particolare riferimento alla zona di intervento, corredata di planimetria con laborati grafici debitamente quotati dello stato di fatto e di progetto idonei alla valutazione dell’intervento Fotocopia documento di identità dei sottoscrittori, n° ……….. copie; € …………… sul c/c postale n. ……………………intestato Comune di Trani - causale: diritti di segreteria
REGOLAMENTO EDILIZIO 161 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
ei sottoscrittori, n° ……….. copie; € …………… sul c/c postale n. ……………………intestato Comune di Trani - causale: diritti di segreteria € …………… sul c/c postale n. ……………………intestato Comune di Trani - causale: oneri istruttori parere Il richiedente
versamento dei diritti di segreteria e degli oneri istruttori l’istanza è da considerarsi incompleta e interrotti i termini per la conclusione del procedimento REGOLAMENTO EDILIZIO 161 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019)
REGOLAMENTO EDILIZIO 161 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019
i termini per la conclusione del procedimento REGOLAMENTO EDILIZIO 161 COLLEGIO GEOMETRI E GEOM. LAUREATI BAT (REV. 02.05.2019) MODULISTICA RICHIESTA PARERE ………….……………………………………………………………………………….. il…………………..……………….. ……………… civ. …….… …………………………….… ………………………………………………………………………………………………………… LEGALE RAPPRESENTANTE della società con denominazione/ragione sociale ………………………………………… ………………………………………... ……………………………………………………….. ………………………………………………………………………………….. …………………… civ. ……… subalterno ………….
………………………………………… ………………………………………... ……………………………………………………….. ………………………………………………………………………………….. …………………… civ. ……… subalterno …………. Estratto di P.U.G. ed estratto di mappa catastale con individuazione dell’area/immobile d’intervento; CP, …) l'indicazione di eventuali vincoli Documentazione fotografica con particolare riferimento alla zona di intervento, corredata di planimetria con laborati grafici debitamente quotati dello stato di fatto e di progetto idonei alla valutazione dell’intervento
planimetria con laborati grafici debitamente quotati dello stato di fatto e di progetto idonei alla valutazione dell’intervento causale: diritti di segreteria causale: oneri istruttori parere l richiedente
versamento dei diritti di segreteria e degli oneri istruttori l’istanza è da considerarsi incompleta e
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