PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO DOCUMENTO ...
Comune di Sesto San Giovanni · Milano, Lombardia
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1886 sezioni del documento
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO DOCUMENTO DI PIANO
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO DOCUMENTO DI PIANO Settore Governo del Territorio e attività produttive Servizio PGT e ambiti di trasformazione Variante in Accordo di Programma per la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca (promosso con D.G.R. IX/3666 del 2/7/2012) negli Ambiti di Trasformazione strategica ATs1 e ATs2. Elaborato controdedotto a seguito delle osservazioni pervenute e del parere di compatibilità al P.T.C.P. della Provincia di Milano
aborato controdedotto a seguito delle osservazioni pervenute e del parere di compatibilità al P.T.C.P. della Provincia di Milano PGT approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 32 del 16 luglio 2009 pubblicato sul BURL n.44 del 04/11/2009 Variante in recepimento a piani di settore e atti sovraordinati approvata con Delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 29 ottobre 2012 Pubblicata sul BURL n. 03 del 16 gennaio 2013 AdP Città della Salute approvato con Delibera di Giunta Regionale n. __ del ______ 2013
icata sul BURL n. 03 del 16 gennaio 2013 AdP Città della Salute approvato con Delibera di Giunta Regionale n. __ del ______ 2013 Variante ratificata con Delibera di Consiglio Comunale n.__ del ____ 2013 AdP Città della Salute pubblicata sul BURL n.__ del ______ 2013
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano I Sindaco Giorgio Oldrini Assessore alla Pianificazione Urbanistica Vicesindaco Demetrio Morabito Segretario Generale dott. Giovanni Romagnano Settore Urbanistica Servizio Governo del Territorio Responsabile del Procedimento di adozione e progettista arch. Fulvia Delfino Responsabile del Procedimento di approvazione dott. ing. Gianmauro Novaresi
mento di adozione e progettista arch. Fulvia Delfino Responsabile del Procedimento di approvazione dott. ing. Gianmauro Novaresi
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di PianoII Il Piano di Governo del Territorio è stato redatto dal settore Urbanistica. Direttore del settore per il procedimento di adozione e progettista: architetto FULVIA DELFINO Direttore del settore per il procedimento di approvazione: dott. ingegner GIANMAURO NOVARESI I tecnici:
rchitetto FULVIA DELFINO Direttore del settore per il procedimento di approvazione: dott. ingegner GIANMAURO NOVARESI I tecnici: architetto Leonardo Visco Gilardi, architetto Enrico Piazza, architetto Francesco Ardizzone, architetto Alessandro Casati, architetto Valeria Cerruti, architetto Anita Corbella, ingegner Valentina Dalmanzio, architetto Livia Loffi Randolin, architetto Francesca Prada, architetto Andrea Ratti, architetto Marco Vittorio Rota, architetto Massimo Spirlandelli La segreteria:
hitetto Francesca Prada, architetto Andrea Ratti, architetto Marco Vittorio Rota, architetto Massimo Spirlandelli La segreteria: Nunzia Di Diano, Lucia D’Amico Hanno collaborato per il Documento di Piano e il Piano dei Servizi i Settori: Progetti Strategici e riqualificazione ambientale Trasformazioni urbane, reti e mobilità Per il Piano dei Servizi i Settori e i Servizi: Qualità urbana Demanio, patrimonio comunale e impianti Servizi educativi Cultura, politiche educative, sport
ettori e i Servizi: Qualità urbana Demanio, patrimonio comunale e impianti Servizi educativi Cultura, politiche educative, sport Servizi alla persona e promozione sociale Osservatorio casa E inoltre: C.A.P. spa, CO.RE. spa, PROARIS srl, Energie Locali srl Per il Piano delle Regole i Settori e i Servizi: Affari istituzionali e legali Ufficio commercio Hanno inoltre collaborato i consulenti: Per il sistema commerciale Istituto per le ricerche sociali e dei consumi Policleto: dottor ANGELO STRAOLZINI
rato i consulenti: Per il sistema commerciale Istituto per le ricerche sociali e dei consumi Policleto: dottor ANGELO STRAOLZINI Per la componente geologica: geologo FLORIANO VILLA, geologo Luca Siena Per gli aspetti giuridici: avvocato GUIDO BARDELLI, avvocato Alessandra Bazzani Si ringrazia per il contributo informativo: le associazioni di categoria locali, l’Osservatorio della Banca di Credito Cooperativo di Sesto San Giovanni, la Fondazione ISEC (Istituto di Storia dell’Età Contemporanea).
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano III Per gli elaborati della Proposta di Variante in Accordo di Programma per la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca (promosso con D.G.R. IX/3666 del 2/7/2012) negli Ambiti di Trasformazione strategica ATs1 e ATs2: Sindaco Monica Chittò Assessore alla Pianificazione Urbanistica Edoardo Marini Segretario Generale dott.ssa Gabriella di Girolamo Settore Governo del territorio e attività produttive Responsabile del Procedimento
tario Generale dott.ssa Gabriella di Girolamo Settore Governo del territorio e attività produttive Responsabile del Procedimento arch. Paolo Guido Riganti Servizio PGT e ambiti di trasformazione Responsabile arch. Valeria Cerruti arch. Caterina Benaglia, arch. Andrea Bigatti, arch. Gabriele Calmanti, arch. Laura Milani
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di PianoIV Sesto, se la sai guardare, ha la sua bellezza: innanzitutto il cielo, quanto è azzurro con qualche nuvoletta stiracchiata, e poi la sera quei tramonti infuocati con nere trame di palazzi e grattacieli e quegli angolini dal sapore antico: Cascina Gatti, Villa Visconti d’Aragona, un cortiletto dietro un cancello arabescato, l’antica chiesetta dell’Assunta, quella graziosa della Madonna del Bosco, la Villa Zorn e Puricelli …
ro un cancello arabescato, l’antica chiesetta dell’Assunta, quella graziosa della Madonna del Bosco, la Villa Zorn e Puricelli … Sì, tutto sommato la mia città è come una Signora dal fascino discreto: la devi amare per vederla bella. I ragazzi e le ragazze della terza secondaria dell’Istituto Marzabotto
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano V Note di lettura: evidenziate in grassetto sottolineato le parti modificate/integrate dalla Variante in Accordo di Programma per la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca (promosso con D.G.R. IX/3666 del 2/7/2012) negli Ambiti di Trasformazione strategica ATs1 e ATs2 grassetto sottolineato doppio le parti controdedotte a seguito delle osservazioni pervenute e del recepimento del parere di
ATs2 grassetto sottolineato doppio le parti controdedotte a seguito delle osservazioni pervenute e del recepimento del parere di compatibilità al P.T.C.P. della Provincia di Milano
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di PianoVI Indice INTRODUZIONE p. 1 RUOLO E CONTENUTI DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE p. 3 L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER LA REDAZIONE DEL PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO E IL PROCESSO PARTECIPATIVO p. 13 IL DOCUMENTO DI PIANO DELLA CITTA’ DI SESTO SAN GIOVANNI p. 15 L’articolazione del documento di Piano p. 17 GLI OBIETTIVI STRATEGICI p. 21 IL QUADRO RICOGNITIVO p. 29 IL CONTESTO TERRITORIALE E SOCIO ECONOMICO DI SESTO SAN GIOVANNI E DEL NORD MILANO p. 31
EGICI p. 21 IL QUADRO RICOGNITIVO p. 29 IL CONTESTO TERRITORIALE E SOCIO ECONOMICO DI SESTO SAN GIOVANNI E DEL NORD MILANO p. 31 Il sistema territoriale regionale lombardo p. 31 I quadri strategici provinciali: il progetto “La Città di Città” p. 40 Gli studi per l’adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano p. 45 Gli approfondimenti in corso: il Patto per il Nord Milano p. 52 IL RECEPIMENTO DEGLI ATTI DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE REGIONALI E PROVINCIALI p. 55
so: il Patto per il Nord Milano p. 52 IL RECEPIMENTO DEGLI ATTI DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE REGIONALI E PROVINCIALI p. 55 Il Piano Territoriale Regionale p. 55 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vigente p. 59 Il progetto di adeguamento del Pf<TCP vigente p. 64 I progetti strategici sull’area metropolitana avviati p. 67 l progetti di riqualificazione urbana di interesse sovracomunale dei comuni confinanti p. 68 IL QUADRO CONOSCITIVO p. 71 IL SISTEMA SOCIO ECONOMICO LOCALE p. 73
rbana di interesse sovracomunale dei comuni confinanti p. 68 IL QUADRO CONOSCITIVO p. 71 IL SISTEMA SOCIO ECONOMICO LOCALE p. 73 Il quadro economico: il sistema produttivo e commerciale p. 73 Il quadro occupazionale p. 77
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano VII IL SISTEMA SOCIO DEMOGRAFICO LOCALE p. 81 Composizione della popolazione residente p. 81 Analisi del fabbisogno abitativo p. 92 IL SISTEMA URBANO p. 97 Lo sviluppo urbano p. 97 I sistemi insediativi p. 113 Il sistema del commercio p. 122 Il PRG 2004 e il monitoraggio dell’attuazione p. 130 IL SISTEMA DEI SERVIZI p. 141 Qualità del vivere e servizi p. 141 L’analisi dei servizi p. 142 Attrezzature per servizi pubblici e di uso pubblico p. 144
141 Qualità del vivere e servizi p. 141 L’analisi dei servizi p. 142 Attrezzature per servizi pubblici e di uso pubblico p. 144 Aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico p. 146 Criticità p. 151 IL SISTEMA DEL VERDE p. 157 I giardini delle ville storiche p. 159 Il verde urbano p. 160 Il sistema metropolitano delle aree verdi p. 162 IL SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ p. 165 LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI p. 187 I VINCOLI SOVRAORDINATI p. 189
A DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ p. 165 LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI p. 187 I VINCOLI SOVRAORDINATI p. 189 GLI ELEMENTI DI RILEVANZA TERRITORIALE E AMBIENTALE p. 197 La tutela dei beni storico documentali e la candidatura Unesco p. 197 La tutela del Moderno p. 205 I parchi p. 206 LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE p. 217 I CONTRIBUTI ALLA REDAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO p. 219
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di PianoVIII IL PROCESSO PARTECIPATIVO FINALIZZATO ALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA p. 229 PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI p. 233 L’ASSETTO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO, SISMICO p. 235 LA BONIFICA DEI SUOLI p. 237 LA BONIFICA DELLA FALDA p. 245 LE STRATEGIE ENERGETICHE p. 251 LE DETERMINAZIONI DI PIANO p. 259 IL QUADRO PROGRAMMATORIO p. 263 LA CITTÀ IN TRASFORMAZIONE p. 265 Ambiti di Trasformazione Strategica p. 268
ONI DI PIANO p. 259 IL QUADRO PROGRAMMATORIO p. 263 LA CITTÀ IN TRASFORMAZIONE p. 265 Ambiti di Trasformazione Strategica p. 268 Variante (al PGT) in accordo di programma per la realizzazione della Citta’ della Salute e della Ricerca (DGR IX/3666 2/7/2012) negli Ambiti di Trasformazione strategica ATs1 e ATs2 – aggiornamento delle Determinazioni di Piano p. 276 Indirizzi per l’armonizzazione degli ambiti ATs1 e ATs2 con il progetto Citta’ della Salute e della Ricerca (CdSR) p. 279
p. 276 Indirizzi per l’armonizzazione degli ambiti ATs1 e ATs2 con il progetto Citta’ della Salute e della Ricerca (CdSR) p. 279 Ambiti di Trasformazione Specialistica p. 281 Ambiti di Trasformazione Integrata p. 290 Piani vigenti parzialmente attuati p. 291 LA RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTÀ CONSOLIDATA p. 297 Perimetri di Riqualificazione Sinergica p. 297 Ambiti di Riqualificazione p. 298 POLITICHE PER LA CASA p. 299 POLITICHE PER IL COMMERCIO p. 305 CAPACITA’ INSEDIATIVA DI PIANO p. 307
di Riqualificazione p. 298 POLITICHE PER LA CASA p. 299 POLITICHE PER IL COMMERCIO p. 305 CAPACITA’ INSEDIATIVA DI PIANO p. 307 I CRITERI D’INTERVENTO p. 309 I CRITERI PER LA CITTA’ IN TRASFORMAZIONE p. 311 Pesi insediativi e premialità negli Ambiti di Trasformazione Strategica p. 312
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano IX Pesi insediativi e premialità negli Ambiti di Trasformazione Integrata e Specialistica p. 315 Modalità di calcolo del fabbisogno di aree per attrezzature pubbliche negli ambiti di trasformazione p. 317 Modalità di reperimento di aree per attrezzature pubbliche negli ambiti di trasformazione p. 318 Modalità perequative p. 321 Il commercio negli Ambiti di Trasformazione p. 322 LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE PER LA CITTA’ IN TRASFORMAZIONE p. 325
ve p. 321 Il commercio negli Ambiti di Trasformazione p. 322 LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE PER LA CITTA’ IN TRASFORMAZIONE p. 325 Criteri di intervento per la tutela ambientale p. 327 Le misure di mitigazione e di compensazione p. 330 ALLEGATI Allegato A - Il contesto socio economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento Allegato B.1 - Beni storico-documentali. La memoria delle fabbriche
lla pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento Allegato B.1 - Beni storico-documentali. La memoria delle fabbriche Allegato B.2 - Beni storico-documentali. La residenza operaia Allegato B.3 - Beni storico-documentali. La residenza popolare Allegato B.4 - Beni storico-documentali. Le ville storiche Allegato B.5 - Beni storico-documentali. Le cascine Allegato B.6 - Beni storico-documentali. Servizi e attrezzature collettive e tecnologiche
- Beni storico-documentali. Le cascine Allegato B.6 - Beni storico-documentali. Servizi e attrezzature collettive e tecnologiche Allegato C - Relazione riferita alle problematiche del settore commerciale al dettaglio ( Istituto per le Ricerche Sociali e dei Consumi Policleto) TAVOLE US 01 - Uso del Suolo US 02 - Sistema delle attività commerciali US 03 - Sistema delle attività produttive e ambientali-tecnologiche US 04 - Sistema del verde SA 01 - Stato di attuazione delle trasformazioni urbane
attività produttive e ambientali-tecnologiche US 04 - Sistema del verde SA 01 - Stato di attuazione delle trasformazioni urbane IM 01 - Sistema delle infrastrutture e della mobilità VE 01 - Vincoli sovraordinati QP 01 - Quadro programmatorio TPP 01 – Tavola delle previsioni di piano
INTRODUZIONE INTRODUZIONE
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1 INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano2
INTRODUZIONE INTRODUZIONE
sto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1 INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano2
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 33 RUOLO E CONTENUTI DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE La Regione Lombardia, con la “Legge per il governo del territorio”, (L.R. n. 12 del 11 marzo 2005 e successive modifiche) da un lato
egione Lombardia, con la “Legge per il governo del territorio”, (L.R. n. 12 del 11 marzo 2005 e successive modifiche) da un lato ha ordinato in un testo unico la produzione legislativa in materia di pianificazione e gestione del territorio degli ultimi anni, e dall’altro ha riformato il quadro degli strumenti urbanistici comunali sostituendo al Piano Regolatore Generale (PRG) il Piano di Governo
o ha riformato il quadro degli strumenti urbanistici comunali sostituendo al Piano Regolatore Generale (PRG) il Piano di Governo del Territorio (PGT) ed introducendo un elemento di novità costituito da una maggior responsabilizzazione delle Amministrazioni Comunali nelle scelte di governo del territorio. Il Piano di governo del territorio definisce l’assetto dell’intero territorio comunale ed è articolato in tre documenti, autonomi ma
iano di governo del territorio definisce l’assetto dell’intero territorio comunale ed è articolato in tre documenti, autonomi ma concepiti all’interno di un unico e coordinato processo di pianificazione:
- il Documento di piano, che individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione della città;
- il Piano dei servizi, che è finalizzato ad assicurare un’adeguata dotazione di servizi pubblici o di interesse generale;
ittà;
- il Piano dei servizi, che è finalizzato ad assicurare un’adeguata dotazione di servizi pubblici o di interesse generale;
- il Piano delle regole, che norma gli interventi sui tessuti urbani consolidati. L’attuazione degli interventi di trasformazione e sviluppo indicati nel Documento di piano avviene di norma attraverso i Piani attuativi comunali, costituiti da tutti gli strumenti attuativi previsti dalla legislazione statale e regionale.
raverso i Piani attuativi comunali, costituiti da tutti gli strumenti attuativi previsti dalla legislazione statale e regionale. Il Documento di piano possiede contemporaneamente una dimensione strategica, che si esprime in una visione complessiva della città e del suo sviluppo, e una dimensione operativa, che si esplicita nell’individuazione degli obiettivi e degli ambiti di trasformazione urbanistica.
, e una dimensione operativa, che si esplicita nell’individuazione degli obiettivi e degli ambiti di trasformazione urbanistica. Nel Documento di piano sono definiti: il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento; il quadro conoscitivo locale con l’individuazione dei sistemi territoriali, delle tutele e delle invarianti; gli obiettivi quantitativi di sviluppo e le politiche di intervento
e dei sistemi territoriali, delle tutele e delle invarianti; gli obiettivi quantitativi di sviluppo e le politiche di intervento settoriale (mobilità, residenza, attività produttive e commerciali); le parti del territorio comunale da trasformare; ed i criteri di eventuale perequazione, compensazione ed incentivazione. Il Documento di piano ha validità quinquennale, è sempre modificabile, e non produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. La
mento di piano ha validità quinquennale, è sempre modificabile, e non produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. La conformazione dei suoli avviene attraverso gli altri strumenti della pianificazione comunale: il Piano dei servizi, il Piano delle regole, i Piani attuativi e gli atti di programmazione negoziata con valenza territoriale.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano4 Il Documento di piano può avvalersi di meccanismi perequativi e di incentivi (premi volumetrici, riduzione mirata degli oneri, tassazioni ad hoc) per assicurare uno stretto collegamento tra lo sviluppo immobiliare e la copertura dei fabbisogni, pregressi e insorgenti, di infrastrutture e di servizi. Il Piano dei servizi concorre a realizzare gli obiettivi di governo del territorio in merito alla dotazione di aree, attrezzature e servizi
i servizi concorre a realizzare gli obiettivi di governo del territorio in merito alla dotazione di aree, attrezzature e servizi pubblici. Il disegno della città pubblica diviene elemento centrale nella organizzazione della struttura urbana. Il concetto di servizio pubblico e di interesse pubblico o generale è esteso a comprendere tutti i servizi e le attrezzature, in quanto
etto di servizio pubblico e di interesse pubblico o generale è esteso a comprendere tutti i servizi e le attrezzature, in quanto concorrenti ad assicurare la qualità degli spazi urbani, non più dunque solo in termini quantitativi, dimostrati attraverso la contabilità delle aree destinate a tali funzioni in riferimento ad uno standard di legge, ma anche attraverso criteri qualitativi e valutazioni di funzionalità, fruibilità, accessibilità e fattibilità.
andard di legge, ma anche attraverso criteri qualitativi e valutazioni di funzionalità, fruibilità, accessibilità e fattibilità. Il Piano dei servizi, affiancato da un solido disegno infrastrutturale ed ambientale, determina le condizioni urbanistiche necessarie per realizzare trasformazioni sostenibili. Il Piano dei servizi non ha termini di validità e contiene previsioni a carattere prescrittivo e vincolante limitatamente alle aree preordinate all'espropriazione.
di validità e contiene previsioni a carattere prescrittivo e vincolante limitatamente alle aree preordinate all'espropriazione. Al Piano delle regole è prevalentemente attribuito il compito di definire la disciplina per la città consolidata e per le aree agricole e di interesse ambientale, ma anche per l’applicazione delle eventuali modalità perequative, compensative e di incentivazione.
e e di interesse ambientale, ma anche per l’applicazione delle eventuali modalità perequative, compensative e di incentivazione. Il Piano delle regole identifica e norma: gli ambiti del tessuto consolidato e nuclei storici, le aree destinate all'agricoltura, le aree di valore paesaggistico - ambientale ed ecologico, e le aree non soggette a trasformazione urbanistica. II Piano delle regole non ha termini di validità ed ha valenza prescrittiva con effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.
II Piano delle regole non ha termini di validità ed ha valenza prescrittiva con effetti diretti sul regime giuridico dei suoli. Il rinnovato contesto legislativo regionale sottolinea infine la centralità dei Piani attuativi comunali, che, con il Piano di governo del territorio, costituiscono gli strumenti della pianificazione comunale. I Piani attuativi sono intesi quale snodo tra pianificazione e operatività, tra scenari pubblici ed interventi privati, il precipitato locale delle strategie generali.
do tra pianificazione e operatività, tra scenari pubblici ed interventi privati, il precipitato locale delle strategie generali. Fra gli atti di programmazione negoziata, la legge per il governo del territorio dedica alcuni articoli ai Programmi integrati intervento, riprendendo sostanzialmente i contenuti della L.R. n. 9 del 12 aprile 1999 “Disciplina dei Programmi Integrati d’Intervento”.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 55 La “Legge per il governo del territorio” prevede inoltre, coerentemente con quanto prescritto dalle Direttive Comunitarie in materia di valutazione della sostenibilità ambientale di piani e programmi, che il Documento di piano del PGT venga sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), i cui principali contenuti sono:
- la caratterizzazione ambientale del contesto territoriale;
- la definizione del campo d’azione del piano;
pali contenuti sono:
- la caratterizzazione ambientale del contesto territoriale;
- la definizione del campo d’azione del piano;
- le azioni del piano e gli obiettivi di sostenibilità; l’esito dell’attività di consultazione e partecipazione va quindi a costituire il Rapporto Ambientale che al suo interno riporta:
- la valutazione ambientale delle azioni del piano;
- l’individuazione delle criticità;
- le proposte di azioni correttive e compensative;
- il programma di monitoraggio.
el piano;
- l’individuazione delle criticità;
- le proposte di azioni correttive e compensative;
- il programma di monitoraggio. Di seguito vengono riportati alcuni schemi che sintetizzano ruoli, contenuti e procedure di formazione del PGT che rappresentano schematicamente l’approccio metodologico che ha informato il lavoro di elaborazione del Documento di piano e degli altri documenti di pianificazione nonché dei documenti di accompagnamento.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano6 I DOCUMENTI DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 77 IL QUADRO PROGRAMMATICO
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano8 IL DOCUMENTO DI PIANO
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 99 IL PIANO DEI SERVIZI
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano10 IL PIANO DELLE REGOLE
IL PIANO DEI SERVIZI INTRODUZIONE
to di Piano 99 IL PIANO DEI SERVIZI
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano10 IL PIANO DELLE REGOLE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1111 LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano12 I DOCUMENTI DELLA VAS
A VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA INTRODUZIONE
A VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano12 I DOCUMENTI DELLA VAS
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1313 L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER LA REDAZIONE DEL PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO E IL PROCESSO PARTECIPATIVO L’Amministrazione Comunale nel precedente mandato amministrativo ha approvato la Variante generale al Piano Regolatore
ECIPATIVO L’Amministrazione Comunale nel precedente mandato amministrativo ha approvato la Variante generale al Piano Regolatore Generale, con Delibera di Consiglio Comunale n. 14 del 5 aprile 2004, esecutiva dal 5 maggio 2004. Già con l’adozione del piano furono poste le premesse per consentire l’avvio di una nuova fase di sviluppo e dare impulso alle iniziative di reindustrializzazione e di trasformazione delle aree dimesse. L’approvazione del PRG 2004 ha rappresentato un punto
niziative di reindustrializzazione e di trasformazione delle aree dimesse. L’approvazione del PRG 2004 ha rappresentato un punto di riferimento per le scelte relative al grande tema del riuso delle aree dimesse ed al contempo un elemento di regolamentazione per tutti gli interventi di riqualificazione nella città costruita che la collettività in tutte le sue espressioni intende perseguire.
tti gli interventi di riqualificazione nella città costruita che la collettività in tutte le sue espressioni intende perseguire. In coerenza con le scelte già compiute in tema di assetto e sviluppo del territorio, l’Amministrazione Comunale ha approvato ai sensi dell'articolo 5, L.R. n. 9 del 12 aprile 1999 “Disciplina dei programmi integrati di intervento” (con D.C.C. n. 1 del 7 febbraio
dell'articolo 5, L.R. n. 9 del 12 aprile 1999 “Disciplina dei programmi integrati di intervento” (con D.C.C. n. 1 del 7 febbraio 2005), il Documento di inquadramento a cui è allegato il Quadro organico di riferimento per la trasformazione delle aree ex Falck Indirizzi per un confronto sulla trasformazione delle aree ex Falck. Nel Documento di Inquadramento l’Amministrazione Comunale assume “quali indirizzi delle scelte strategiche delle politiche per lo
el Documento di Inquadramento l’Amministrazione Comunale assume “quali indirizzi delle scelte strategiche delle politiche per lo sviluppo urbano ed ambientale, gli obiettivi generali definiti nel Piano Regolatore approvato, integrati dagli indirizzi emersi nei percorsi partecipativi”, con particolare attenzione alle politiche per la casa e per la sostenibilità ambientale. Il Quadro Organico di Riferimento si propone come un momento di riflessione e approfondimento di alcuni temi riguardanti la
ale. Il Quadro Organico di Riferimento si propone come un momento di riflessione e approfondimento di alcuni temi riguardanti la pianificazione generale, la definizione dei contenuti e delle linee guida per la progettazione dello sviluppo, un contributo a supporto ed indirizzo per la concertazione con gli operatori privati, una base alla pianificazione e alla progettazione urbana, sia essa di iniziativa pubblica o privata, sia complessiva che per comparti.
se alla pianificazione e alla progettazione urbana, sia essa di iniziativa pubblica o privata, sia complessiva che per comparti. In seguito all’approvazione della nuova legge regionale urbanistica per il governo del territorio l’Amministrazione Comunale ha dato formalmente avvio al procedimento per la redazione del Piano di Governo del Territorio con D.G.C. n. 122 del 16 maggio 2006.
ato formalmente avvio al procedimento per la redazione del Piano di Governo del Territorio con D.G.C. n. 122 del 16 maggio 2006. L’avviso di avvio del procedimento è stato pubblicato nelle forme previste dalla legge il 28 giugno 2006, dando inizio alla fase di raccolta di contributi e istanze alla formazione del PGT, ai sensi dell’art. 13 della L.R. n.12 del 11 marzo 2005. Nella seduta del
colta di contributi e istanze alla formazione del PGT, ai sensi dell’art. 13 della L.R. n.12 del 11 marzo 2005. Nella seduta del Consiglio Comunale del 26 settembre 2006 a seguito delle comunicazioni del Sindaco in ordine al Piano di governo del territorio ed al progetto sulle aree ex Falck, è stato approvato con D.C.C. n. 51 un ordine del giorno sulla partecipazione della città al dibattito e
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano14 sulle linee generali di indirizzo della pianificazione. “…un rilievo importantissimo hanno tutti gli elementi di saldatura e di collegamento, a cominciare dai nuovi servizi socio educativi che per la loro collocazione, per la loro qualità e per la loro quantità debbono essere utilizzati da tutti gli abitanti dell’intera Sesto. … Il risultato deve essere un aumento importante della qualità della vita in tutta la nostra città.”
abitanti dell’intera Sesto. … Il risultato deve essere un aumento importante della qualità della vita in tutta la nostra città.” Per raggiungere tale obiettivo, l’Amministrazione si è impegnata a promuovere un ampio dibattito nella città e nelle istituzioni, con le organizzazioni ed il privato sociale, per assicurare la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche per lo sviluppo della città.
zioni ed il privato sociale, per assicurare la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche per lo sviluppo della città. La partecipazione si è concretizzata otre che nella presentazione di contributi e istanze alla formazione del PGT da parte delle imprese, delle associazioni e dei cittadini sestesi (catalogate nel successivo capitolo “Contributi alla redazione del PGT”), anche
rese, delle associazioni e dei cittadini sestesi (catalogate nel successivo capitolo “Contributi alla redazione del PGT”), anche nell’avvio del processo di valutazione strategica che accompagna la definizione delle scelte di pianificazione, come descritto nel successivo capitolo “La partecipazione al processo di pianificazione” e nei documenti della VAS. A partire dai primi mesi del 2007, l’Amministrazione ha avviato il processo partecipato per la formazione del PGT correlato alla
A partire dai primi mesi del 2007, l’Amministrazione ha avviato il processo partecipato per la formazione del PGT correlato alla procedura di valutazione ambientale strategica del piano stesso. Il processo partecipato è stato avviato nel febbraio 2007 con una prima fase di consultazioni e l’organizzazione di un forum - “Il progetto Falck e altri 100. Verso il Piano di governo del territorio” - e di tavoli di lavoro sui temi della qualità e del metabolismo urbano.
e altri 100. Verso il Piano di governo del territorio” - e di tavoli di lavoro sui temi della qualità e del metabolismo urbano. La seconda fase è proseguita il 27 novembre con la prima conferenza di valutazione durante la quale è stata presentata la bozza di Documento preliminare di VAS - scooping, che contiene l’iter procedurale della VAS e l’approccio metodologico del Rapporto
za di Documento preliminare di VAS - scooping, che contiene l’iter procedurale della VAS e l’approccio metodologico del Rapporto ambientale; temi che vengono approfonditi nel capitolo “Il processo partecipativo finalizzato alla Valutazione Ambientale Strategica”.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1515 IL DOCUMENTO DI PIANO DELLA CITTA’ DI SESTO SAN GIOVANNI [Da: Modalità per la pianificazione comunale. Criteri attuativi L.R. n. 12/2005 per il Governo del Territorio. Regione Lombardia, 2006] “La caratteristica fondamentale del Documento di Piano è quella di possedere contemporaneamente una dimensione strategica,
2006] “La caratteristica fondamentale del Documento di Piano è quella di possedere contemporaneamente una dimensione strategica, che si traduce nella definizione di una visione complessiva del territorio comunale e del suo sviluppo, ed una più direttamente operativa, contraddistinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare per le diverse destinazioni funzionali e
e operativa, contraddistinta dalla determinazione degli obiettivi specifici da attivare per le diverse destinazioni funzionali e dall’individuazione degli ambiti soggetti a trasformazione. Il Documento di Piano, pur riferendosi ad un arco temporale definito (...), che risponde ad un’esigenza di flessibilità legata alla necessità di fornire risposte tempestive al rapido evolversi delle dinamiche
risponde ad un’esigenza di flessibilità legata alla necessità di fornire risposte tempestive al rapido evolversi delle dinamiche territoriali, proprio per l’essenza dello stesso deve contenere una visione strategica rivolta ad un orizzonte temporale di più ampio respiro”. Strumento che esplicita strategie ed azioni attraverso cui perseguire obiettivi di sviluppo socio-economico, infrastrutturale ed
Strumento che esplicita strategie ed azioni attraverso cui perseguire obiettivi di sviluppo socio-economico, infrastrutturale ed insediativo, il Documento di piano è stato costruito partendo dall’identità della città, considerando l’importanza delle risorse ambientali, paesaggistiche e soprattutto della realtà urbana legata alla memoria collettiva ed alle testimonianze dei luoghi del lavoro e della vita sociale.
soprattutto della realtà urbana legata alla memoria collettiva ed alle testimonianze dei luoghi del lavoro e della vita sociale. La realtà urbana di Sesto San Giovanni è stata fortemente influenzata dagli insediamenti produttivi ed industriali; il suo sviluppo è avvenuto per parti, in funzione del fiume Lambro quale risorsa idrica e della ferrovia, quale asse di collegamento da Milano verso il nord Europa.
, in funzione del fiume Lambro quale risorsa idrica e della ferrovia, quale asse di collegamento da Milano verso il nord Europa. Sesto San Giovanni, nel breve volgere di alcuni decenni, a partire dai primi anni del Novecento, da borgo agricolo divenne uno dei poli industriali più significativi del nostro Paese e d'Europa per la varietà delle tipologie produttive insediate.
enne uno dei poli industriali più significativi del nostro Paese e d'Europa per la varietà delle tipologie produttive insediate. Con lo sviluppo produttivo dell’intera città, furono realizzate le dotazioni infrastrutturali ed un ricco sistema di servizi ed abitazioni per i lavoratori tanto che, fino all'inizio degli anni Ottanta, Sesto San Giovanni è stata definita la Città delle fabbriche.
ni per i lavoratori tanto che, fino all'inizio degli anni Ottanta, Sesto San Giovanni è stata definita la Città delle fabbriche. L’identità della città non è legata solamente al recente passato industriale rappresentato dall’edificio del Comune progettato dall’architetto Piero Bottoni, che richiama i colori della colata del processo di produzione industriale dell’acciaio, ma anche ai luoghi della memoria e alla loro riconoscibilità.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano16 Il Rondò ha rappresentato fino agli anni Settanta il centro politico e sociale della città operaia, officina della partecipazione e scenario di grandi iniziative collettive, politiche e sindacali. Questo nodo infrastrutturale rappresenta la separatezza, ed il punto di incontro di due parti di città, Sesto Vecchia e Sesto Nuova, “di qua e di là della ferrovia”, espressione che è entrata a far parte del lessico comune dei cittadini sestesi.
e Sesto Nuova, “di qua e di là della ferrovia”, espressione che è entrata a far parte del lessico comune dei cittadini sestesi. Sesto Vecchia ad Est della ferrovia, visse fino agli inizi del Novecento intorno alle sue chiese: S. Nicolao, S. Maria Assunta e la più antica S. Stefano, ricostruita nel 1891. All’epoca il paese era costituito unicamente da corti, botteghe e ville di fabbricanti e nobili proprietari terrieri.
nel 1891. All’epoca il paese era costituito unicamente da corti, botteghe e ville di fabbricanti e nobili proprietari terrieri. Sesto Nuova a Ovest della ferrovia si sviluppò tra il 1889 e il 1919 lungo le due direttrici storiche di viale Casiraghi e di viale Gramsci, con il sorgere di piccole imprese nei settori chimico, alimentare, tessile, editoriale, meccanico e siderurgico. Da allora la città ha cambiato progressivamente fisionomia divenendo oggi uno degli scenari emblematici del complesso passaggio
Da allora la città ha cambiato progressivamente fisionomia divenendo oggi uno degli scenari emblematici del complesso passaggio verso la deindustrializzazione (circa tre milioni di metri quadrati di aree industriali dismesse) e la ricerca di una nuova identità. Le dismissioni del settore produttivo rimettono in gioco aree di notevoli dimensioni e rilanciano la realtà sestese con valenza di
dismissioni del settore produttivo rimettono in gioco aree di notevoli dimensioni e rilanciano la realtà sestese con valenza di carattere metropolitano; i processi di riqualificazione divengono occasione per la rigenerazione e la riqualificazione del territorio sia dal punto di vista economico e sociale che ambientale ed urbano. I progetti di riuso delle aree, le informazioni sulla composizione della nuova forza lavoro e sulle realtà produttive di oggi parlano del
i di riuso delle aree, le informazioni sulla composizione della nuova forza lavoro e sulle realtà produttive di oggi parlano del futuro economico e produttivo della città e della sua identità dopo la fine delle grandi fabbriche; identità fatta di una somma molteplice di differenze, rappresentata dalla capacità di ricostruirsi e di inglobare le diversità; identità che non è legata alla presenza
di differenze, rappresentata dalla capacità di ricostruirsi e di inglobare le diversità; identità che non è legata alla presenza di un centro storico riconoscibile, ma fondata sulla riconoscibilità dei luoghi della memoria e di un recente passato industriale. Questi temi rimandati all’analisi svolta nella sezione del Sistema urbano, rappresentano la chiave di lettura per la definizione
Questi temi rimandati all’analisi svolta nella sezione del Sistema urbano, rappresentano la chiave di lettura per la definizione dell’obiettivo prioritario che diviene quindi il governo della complessità dei sistemi urbani che confluiscono in un'originale cultura del lavoro. Il recupero dei valori semantici ed espressivi della città, in presenza di un tessuto edilizio disomogeneo, devono essere considerati
cupero dei valori semantici ed espressivi della città, in presenza di un tessuto edilizio disomogeneo, devono essere considerati quali elementi di identità, da consolidarsi mediante l’individuazione di una rete di emergenze ambientali storiche e morfologiche.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1717 L’ARTICOLAZIONE DEL DOCUMENTO DI PIANO La costruzione del Documento di piano ha come premessa la lettura della città, supporto necessario alla pianificazione e alla progettazione urbanistica. Il Documento si compone, oltre che di un contributo testuale, di elaborati grafici che definiscono la realtà territoriale al fine di indicare linee guida strategiche per sviluppo e miglioramento delle politiche territoriali.
no la realtà territoriale al fine di indicare linee guida strategiche per sviluppo e miglioramento delle politiche territoriali. La descrizione del territorio tramite la sua rappresentazione ha permesso di individuare ed interpretare temi unitari che compongono il sistema complesso della città. Questa analisi di tipo sistemico ha costituito la base per l’interpretazione di dinamiche, discontinuità e criticità, individuando: poli
nalisi di tipo sistemico ha costituito la base per l’interpretazione di dinamiche, discontinuità e criticità, individuando: poli urbani strategici, fulcro di nuove relazioni e connessioni a supporto della città esistente e della collettività non solo locale; l’opportunità di nuove relazioni e connessioni; la potenzialità delle politiche territoriali e di sviluppo locale. Sono così emersi i temi fondamentali città consolidata, città pubblica e città in trasformazione e le loro linee guida che vengono poi
osì emersi i temi fondamentali città consolidata, città pubblica e città in trasformazione e le loro linee guida che vengono poi indagate nei documenti relativi al Piano delle regole e al Piano dei servizi. La raccolta di tutte le informazioni, sia di carattere grafico che testuale, è stata sintetizzata e sistematizzata attraverso la costruzione di una banca dati organizzata in un Sistema Informativo Territoriale e collegate ad una base cartografica tramite il
costruzione di una banca dati organizzata in un Sistema Informativo Territoriale e collegate ad una base cartografica tramite il software GIS ArcView 9.1 di ESRI, in continuo aggiornamento e perfezionamento. Il documento è stato articolato in sei sezioni principali:
- Quadro ricognitivo;
- Quadro conoscitivo;
- La programmazione sovraordinata e i vincoli;
- La partecipazione al processo di pianificazione;
- Problematiche ambientali emergenti;
- Determinazioni di piano;
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano18 in coerenza con le prescrizioni legislative dell’ articolo 8 della L.R. n. 12/2005. Il Quadro ricognitivo e l’Allegato A – Il contesto socio economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento presentano un’analisi del contesto socio-economico sovralocale e riepilogano gli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale sovraordinati.
contesto socio-economico sovralocale e riepilogano gli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale sovraordinati. Il Quadro conoscitivo del territorio comunale descrive il quadro demografico e socio-economico della città, analizza il sistema urbano, il sistema del commercio, il sistema dei servizi, il sistema del verde, il sistema delle infrastrutture e della mobilità. La sintesi
istema del commercio, il sistema dei servizi, il sistema del verde, il sistema delle infrastrutture e della mobilità. La sintesi finale è frutto di uno studio approfondito esteso a tutto il territorio comunale che è stato svolto attraverso indagini dirette finalizzate all’elaborazione di una serie di elaborati grafici esplicativi di tutti i sistemi. La costruzione del Quadro conoscitivo rappresenta un completo quadro di riferimento, restituito tramite le analisi ed elaborati
La costruzione del Quadro conoscitivo rappresenta un completo quadro di riferimento, restituito tramite le analisi ed elaborati cartografici, che assume un ruolo orientativo delle scelte strategiche di sviluppo che caratterizzano Le determinazioni di piano. Il Quadro conoscitivo è organizzato in sei sezioni:
- L’analisi del Sistema socio economico, avvalsa del contributo delle associazioni di categoria locale e dell’Osservatorio della
- L’analisi del Sistema socio economico, avvalsa del contributo delle associazioni di categoria locale e dell’Osservatorio della Banca di Credito Cooperativo, è frutto di un monitoraggio e di una sintesi correlata da diverse componenti che descrivono il quadro di riferimento della complessità delle dinamiche locali in atto.
- L’analisi del Sistema demografico è finalizzata a fornire una descrizione generale e previsionale degli sviluppi della popolazione
analisi del Sistema demografico è finalizzata a fornire una descrizione generale e previsionale degli sviluppi della popolazione nell’ambito comunale. A tale fine sono state utilizzate diverse fonti statistiche, sia interne che esterne all’Amministrazione Comunale, che hanno permesso un’interpretazione critica quale componente necessaria per la definizione delle strategie di intervento.
ale, che hanno permesso un’interpretazione critica quale componente necessaria per la definizione delle strategie di intervento.
- L’analisi del Sistema urbano, effettuata anche attraverso una ricognizione dei principali strumenti urbanistici approvati in passato, ha permesso di ripercorrere le tappe e le principali vicende che hanno caratterizzato la crescita della città intesa come
ssato, ha permesso di ripercorrere le tappe e le principali vicende che hanno caratterizzato la crescita della città intesa come un insieme di sistemi insediativi, ovvero una città costituita da elementi e parti funzionalmente distinte inserite in un complesso di relazioni e connessioni in continua trasformazione. L’analisi conoscitiva del territorio della città è stata restituita attraverso la
ioni e connessioni in continua trasformazione. L’analisi conoscitiva del territorio della città è stata restituita attraverso la redazione di una serie di elaborati cartografici che propongono la lettura dei diversi insediamenti urbani (tavola Uso del suolo US 01, tavola Sistema del commercio US 02, tavola Sistema delle attività produttive e ambientali-tecnologiche US 03, tavola Stato di attuazione delle trasformazioni urbane SA 01).
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 1919
- L’analisi del Sistema dei servizi approfondisce la conoscenza della dotazione dei servizi nella realtà territoriale (tavola Sistema generale delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico SE 01), assumendo un ruolo fondamentale nella lettura dei processi di trasformazione del sistema urbano. Attraverso l’analisi è possibile individuare i fattori che danno origine alle criticità
si di trasformazione del sistema urbano. Attraverso l’analisi è possibile individuare i fattori che danno origine alle criticità nell’offerta dei servizi e programmare azioni e strategie volte al miglioramento generale della qualità urbana.
- L’analisi del Sistema delle aree a verde e degli spazi aperti estesa all’intero territorio comunale consente l’individuazione degli ambiti di rilevanza urbana e metropolitana intesi come elementi conformativi e compositivi del paesaggio, in grado di contribuire
mbiti di rilevanza urbana e metropolitana intesi come elementi conformativi e compositivi del paesaggio, in grado di contribuire al miglioramento delle connessioni dei sistemi insediativi delle condizioni di vivibilità urbana (tavola Sistema del verde US 04).
- L’analisi del Sistema delle infrastrutture e della mobilità ha portato ad evidenziare le principali criticità urbane e territoriali
nalisi del Sistema delle infrastrutture e della mobilità ha portato ad evidenziare le principali criticità urbane e territoriali nell’ambito del complesso sistema comunale delle infrastrutture e dei trasporti urbani in relazione anche con il sistema metropolitano regionale (tavola Sistema delle infrastrutture e della mobilità IM 01). L’esame della Programmazione sovraordinata e dei vincoli, ricapitola la programmazione sovraordinata, i vincoli territoriali e gli
esame della Programmazione sovraordinata e dei vincoli, ricapitola la programmazione sovraordinata, i vincoli territoriali e gli elementi di rilevanza storico - documentale ed ambientale (tavola Vincoli sovraordinati VE 01). L’Allegato B - Beni storico-documentali descrive gli edifici a cui la pianificazione generale riconosce un valore storico- documentale e l’evoluzione del territorio, in particolare La città delle fabbriche; è organizzato in cinque fascicoli: fascicolo B.1 – La memoria delle fabbriche
rritorio, in particolare La città delle fabbriche; è organizzato in cinque fascicoli: fascicolo B.1 – La memoria delle fabbriche fascicolo B.2 – La residenza operaia fascicolo B.3 – La residenza popolare fascicolo B.4 – Le ville storiche fascicolo B.5 – Le cascine La Partecipazione al processo di pianificazione locale, sintetizza i contributi per la redazione del PGT. Il percorso si completa
a Partecipazione al processo di pianificazione locale, sintetizza i contributi per la redazione del PGT. Il percorso si completa con il processo di Valutazione Ambientale Strategica - documento di scooping, rapporto ambientale e sintesi - che accompagna la definizione delle scelte di pianificazione. Le Problematiche ambientali emergenti, sono state evidenziate con il contributo ed in coerenza alla documentazione fornita dagli Enti amministrativi e gestionali competenti.
INTRODUZIONE
INTRODUZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano20 Le Determinazioni di piano individuano gli obiettivi e gli indirizzi strategici, relativi ai sistemi urbano, infrastrutturale ed ambientale definendo le politiche di intervento di sviluppo, miglioramento e conservazione da applicarsi alla città consolidata, alla città pubblica e alla città in trasformazione. Tali previsioni, sono contenute nella tavola Quadro Programmatorio QP 01.
a, alla città pubblica e alla città in trasformazione. Tali previsioni, sono contenute nella tavola Quadro Programmatorio QP 01. Vengono inoltre delineate le linee guida per la redazione delle successive componenti del PGT il Piano dei servizi ed il Piano delle regole. Gli aspetti regolamentativi e gli elementi di qualità della città e del territorio sono sviluppati nel Piano delle regole, l'armonizzazione
regolamentativi e gli elementi di qualità della città e del territorio sono sviluppati nel Piano delle regole, l'armonizzazione tra insediamenti funzionali ed il sistema dei servizi e delle attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale viene rimandata al Piano di servizi. Ulteriore dotazione conoscitiva e programmatoria è costituita dai seguenti documenti correlati:
- Studio Geologico, Idrogeologico e Sismico, L.R. n. 41/1997, D.G.R. n. 7/6645 del 29/10/2001, D.G.R. n. 7/7365 del 11/12/2001,
- Studio Geologico, Idrogeologico e Sismico, L.R. n. 41/1997, D.G.R. n. 7/6645 del 29/10/2001, D.G.R. n. 7/7365 del 11/12/2001, (Adeguamento ai sensi della L.R. n.12/2005 e D.G.R. n. 8/1566 del 22/12/2005);
- Classificazione Acustica del territorio comunale, L. n. 447/1995 e L.R. n. 13/2001;
- Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo (P.U.G.S.S.), L.R. n. 26/2003;
- Piano Urbano del Traffico, D. Lgs. n. 285/1992.
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 2121 GLI OBIETTIVI STRATEGICI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano22
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
San Giovanni - PGT – Documento di Piano 2121 GLI OBIETTIVI STRATEGICI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano22
GLI OBIETTIVI STRATEGICI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 2323 Gli indirizzi che l'Amministrazione Comunale si è data per la redazione del PGT sono volti all'adempimento di un compito dichiarato e riaffermato come strategico e sintetizzabile nella volontà che i processi di rinascita della città, che trovano attuazione
ato e riaffermato come strategico e sintetizzabile nella volontà che i processi di rinascita della città, che trovano attuazione principalmente sulle aree dismesse, si accompagnino con la volontà di garantire una nuova vivibilità della città esistente. Per fare ciò l’Amministrazione Comunale ritiene necessario si operi attraverso una visione unitaria che si manifesti mediante un forte dialogo
’Amministrazione Comunale ritiene necessario si operi attraverso una visione unitaria che si manifesti mediante un forte dialogo fra la città che nasce sulle grandi aree dismesse, sia quelle di grande che di media dimensione, e la città consolidata. La città di Sesto San Giovanni ha saputo nel recente passato fare fronte alla grave crisi economica ed occupazionale culminata nel 1996 nella chiusura dell'ultima grande fabbrica, la Falck, cambiando profondamente ed aprendosi all'insediamento di istituzioni
1996 nella chiusura dell'ultima grande fabbrica, la Falck, cambiando profondamente ed aprendosi all'insediamento di istituzioni quale l'Università Statale, a nuove sedi di aziende nazionali ed internazionali, ad insediamenti commerciali; a ciò si accompagna la volontà di gestire correttamente lo sviluppo della città ed a questo scopo l'Amministrazione Comunale ha individuato all'interno
volontà di gestire correttamente lo sviluppo della città ed a questo scopo l'Amministrazione Comunale ha individuato all'interno programma del Sindaco, approvato dal Consiglio Comunale il 10 luglio 2007 con delibera n. 38, il percorso strategico che intende perseguire: [Da: Le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Programma del Sindaco, Consiglio Comunale, 10 luglio 2007, delibera n. 38]
ni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Programma del Sindaco, Consiglio Comunale, 10 luglio 2007, delibera n. 38] “...l'asse strategico delle prossima Amministrazione Comunale sarà quello di portare a compimento la storica trasformazione della città, soprattutto per il completamento della rigenerazione urbana con criteri sostenibili delle aree industriali dismesse nel rispetto e nel miglioramento della parte costruita ed esistente di Sesto San Giovanni”.
bili delle aree industriali dismesse nel rispetto e nel miglioramento della parte costruita ed esistente di Sesto San Giovanni”. Emerge quindi in questo impegno la volontà di gestire e governare i processi di rinascita urbana delle aree dismesse anche come una grande occasione di sviluppo urbanistico, sociale, economico di tutta la città di Sesto San Giovanni, tenendo centrale la questione del lavoro e comunque operando all'interno di una visione unitaria della città.
esto San Giovanni, tenendo centrale la questione del lavoro e comunque operando all'interno di una visione unitaria della città. Il ruolo di saldatura e collegamento, a garanzia di tale visione unitaria, non potrà che essere sostenuto dall'insediamento di nuovi servizi all'interno delle parti di città rinata in un ottica di riorganizzazione della dotazione complessiva di attrezzature di interesse pubblico.
delle parti di città rinata in un ottica di riorganizzazione della dotazione complessiva di attrezzature di interesse pubblico. Nello stesso documento si afferma che nelle “Linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
GLI OBIETTIVI STRATEGICI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano24 mandato” da parte dell'Amministrazione Comunale, “I progetti di trasformazione della città sono di portata tale che rivestono un rilievo nazionale e persino internazionale. Le dimensioni economiche degli interventi sono così rilevanti che costituiscono una sorta di piccola finanziaria ...” e questa presa d’atto consente di porsi obiettivi ambiziosi anche in merito alla volontà di ottenere ricadute
a finanziaria ...” e questa presa d’atto consente di porsi obiettivi ambiziosi anche in merito alla volontà di ottenere ricadute estese e positive su tutta la città determinando un miglioramento significativo della qualità della vita di tutti i suoi abitanti. Gli obiettivi alla base della redazione del PGT sono, d'altra parte, stati individuati e fissati dal dibattito che in questi anni si è svolto nella città; così sintetizzati sempre nel programma del Sindaco:
ividuati e fissati dal dibattito che in questi anni si è svolto nella città; così sintetizzati sempre nel programma del Sindaco: [Da: Le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Programma del Sindaco, Consiglio Comunale, 10 luglio 2007, delibera n. 38]
- La sostenibilità urbanistico-ambientale dei pesi insediativi complessivi delle aree di trasformazione e della città costruita,
- La sostenibilità urbanistico-ambientale dei pesi insediativi complessivi delle aree di trasformazione e della città costruita, gestendo con attenzione l'intreccio tra gli aspetti quali-quantitativi del piano regolatore generale e le possibilità in ordine alla compensazione e alla perequazione previste dalla legge regionale.
- La costituzione del Parco della Media Valle del Lambro, ormai avviato, e la creazione del grande Parco delle aree Falck, come
- La costituzione del Parco della Media Valle del Lambro, ormai avviato, e la creazione del grande Parco delle aree Falck, come recupero di spazi verdi attrezzati per la città sostenibile.
- La realizzazione di un Piano dei servizi che consenta insieme di soddisfare le esigenze quantitative e qualitative dei cittadini di oggi e di domani e di favorire l'integrazione tra la città costruita e quella da realizzare.
tive e qualitative dei cittadini di oggi e di domani e di favorire l'integrazione tra la città costruita e quella da realizzare.
- La ricerca e l'incentivazione per l'insediamento di centri di cultura e di produzione di beni e servizi di alta qualità che abbia un ruolo trainante non solo a dimensione locale.
- L'obbligo di realizzare interventi le cui tipologie edilizie ed i materiali impiegati rispondano all'obiettivo del contenimento dei
bbligo di realizzare interventi le cui tipologie edilizie ed i materiali impiegati rispondano all'obiettivo del contenimento dei consumi energetici e sappiano rispondere alla crescente domanda di qualità urbana, fattore centrale nelle sfide dettate dalla competizione territoriale.
- Il recupero e la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale.
- L'affermazione nei fatti di una attenzione particolare per il risparmio energetico, per la produzione e l'utilizzo di fonti alternative e
zione nei fatti di una attenzione particolare per il risparmio energetico, per la produzione e l'utilizzo di fonti alternative e rinnovabili in tutta la città ...
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
GLI OBIETTIVI STRATEGICI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 2525
- La promozione e l'incentivazione del trasporto collettivo ed efficiente per contribuire a ridurre gli effetti che il traffico su mezzo privato ingenera nella nostra area metropolitana.
- Una rinnovata attenzione dovrà essere prestata alla città costruita perché siano rivitalizzate quelle aree che per la loro posizione
rinnovata attenzione dovrà essere prestata alla città costruita perché siano rivitalizzate quelle aree che per la loro posizione marginale, per il depotenziamento dei tradizionali assi commerciali o per la congestione urbana hanno bisogno di essere trattate in forma multidisciplinare: il regime fiscale, la mobilità, l'arredo urbano, le politiche commerciali affinché non si creino due città.
a multidisciplinare: il regime fiscale, la mobilità, l'arredo urbano, le politiche commerciali affinché non si creino due città.
- Queste linee fondamentali ci consentono di redigere un Piano di Governo del Territorio capace di guidare le trasformazioni.” Tali obiettivi sono ulteriormente ribaditi all’interno del Documento Preliminare di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) – che precisa come gli “Obiettivi del Documento di Piano” siano:
ocumento Preliminare di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) – che precisa come gli “Obiettivi del Documento di Piano” siano:
- Governo delle trasformazioni: la questione delle aree dimesse a Sesto San Giovanni riveste carattere di assoluta rilevanza non solo in riferimento all’ambito locale, ma quale elemento nodale rispetto alle direttrici Milano – Sesto – Monza e Cinisello – Sesto
- Cologno.
mento all’ambito locale, ma quale elemento nodale rispetto alle direttrici Milano – Sesto – Monza e Cinisello – Sesto
- Cologno.
- La riconversione funzionale delle aree dismesse persegue la strategia di ridefinizione dell’identità urbana di Sesto San Giovanni, contribuendo all’evoluzione dell’intera area metropolitana, in particolare del Nord Milano.
- Al più generale tema delle aree di trasformazione va collegata la necessità di vigilare, in sinergia con il livello istituzionale
l più generale tema delle aree di trasformazione va collegata la necessità di vigilare, in sinergia con il livello istituzionale competente in materia, sul processo di bonifica.
- Grande valore è attribuito al completamento del sistema del verde che trova i suoi capisaldi nel Parco Nord ad ovest e nel Parco della Media Valle del Lambro in fase di definizione ad est; il tessuto connettivo tra questi due elementi va ricercato nella
rco della Media Valle del Lambro in fase di definizione ad est; il tessuto connettivo tra questi due elementi va ricercato nella possibilità di integrare la trama già esistente con le occasioni contenute nelle aree di trasformazione.
- Necessità di affrontare il tema della mobilità, elemento cruciale per la qualità urbana e ambientale del territorio sestese, in considerazione dello stato di intensa urbanizzazione ed elevata congestione dell’area metropolitana in cui Sesto si colloca e dei
onsiderazione dello stato di intensa urbanizzazione ed elevata congestione dell’area metropolitana in cui Sesto si colloca e dei carichi generati dalle trasformazioni urbane. Data l’estrema complessità del tema, vanno trovate risposte diversificate dedicate alla pluralità dei soggetti coinvolti: riduzione del traffico veicolare, potenziamento e adeguamento delle linee di trasporto
te alla pluralità dei soggetti coinvolti: riduzione del traffico veicolare, potenziamento e adeguamento delle linee di trasporto pubblico, razionalizzazione della circolazione viabilistica, monitoraggio degli interventi previsti dal sistema infrastrutturale e della mobilità in ambito Nord-Milano.
- Attivazione di politiche per la promozione di servizi di eccellenza (università, ricerca, ecc.).
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
GLI OBIETTIVI STRATEGICI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano26
- Rafforzamento delle politiche di inclusione sociale, del sistema dei servizi e del potenziamento dell’apparato produttivo, da coniugare con le opportunità da queste generate, con particolare attenzione alle politiche per l’abitare e allo sviluppo occupazionale.
- Rivalutazione del paesaggio urbano attraverso la riqualificazione della città consolidata con particolare attenzione alla
ale.
- Rivalutazione del paesaggio urbano attraverso la riqualificazione della città consolidata con particolare attenzione alla costruzione di connessioni ed integrazioni con il sistema dei servizi, definizione e cura di nuove centralità.” VARIANTE (AL PGT) IN ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DELLA CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA RICERCA (DGR IX/3666 2/7/2012) NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE STRATEGICA ATS1 E ATS2 – INDIRIZZI DELL’AMMINISTRAZIONE
TE E DELLA
TE E DELLA RICERCA (DGR IX/3666 2/7/2012) NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE STRATEGICA ATS1 E ATS2 – INDIRIZZI DELL’AMMINISTRAZIONE “Le scelte urbanistiche, che non si esauriscono nella pur decisiva approvazione degli strumenti urbanistici, sono infatti elemento politico forte di effettiva gestione del territorio e misura dell'equità dello sviluppo di una comunità.” [Da: Linee programmatiche del Sindaco Monica Chittò, Consiglio Comunale, 9 luglio 2012, delibera n. 35, pag. 16]
una comunità.” [Da: Linee programmatiche del Sindaco Monica Chittò, Consiglio Comunale, 9 luglio 2012, delibera n. 35, pag. 16] Di fronte a tale cognizione, l’Amministrazione Comunale insediatasi nel 2012 ha saputo coniugare gli indirizzi di governance che hanno guidato alla definizione dello strumento urbanistico approvato nel 2009, con il nuovo obiettivo strategico rappresentato dall’opportunità di ospitare sul proprio territorio la Città della Salute e della Ricerca, puntando
ivo strategico rappresentato dall’opportunità di ospitare sul proprio territorio la Città della Salute e della Ricerca, puntando sulla realizzazione della nuova struttura d’eccellenza di portata sovra locale nelle aree Falck. Nel perseguimento di tale obiettivo la nuova Amministrazione prosegue il percorso tracciato da quella precedente la quale aveva sottoscritto un Accordo di Programma per la riqualificazione delle Aree ex Falck, già orientato alla promozione di
a quale aveva sottoscritto un Accordo di Programma per la riqualificazione delle Aree ex Falck, già orientato alla promozione di funzioni di eccellenza di portata sovra comunale e regionale “anche al fine di dotare l'intervento di rigenerazione del vasto
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
GLI OBIETTIVI STRATEGICI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 2727 compendio territoriale costituito dalle Aree ‘Ex falck e Scalo Ferroviario’ di ulteriori elementi e previsioni di ‘eccellenze’” (da DPGR 4102 del 14/05/2012). Il passaggio decisivo si è concretizzato il 2 luglio 2012 con la promozione dell’Accordo di Programma , DGR n.IX/3666, che: definisce come valida la nuova localizzazione della “Città della Salute e della Ricerca”, attraverso la rilocalizzazione e
he: definisce come valida la nuova localizzazione della “Città della Salute e della Ricerca”, attraverso la rilocalizzazione e integrazione delle Fondazioni IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” e “Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta”, nelle aree ex Falck site nel Comune di Sesto San Giovanni che risultano dotate di tutte le caratteristiche necessarie per il contenimento dei costi, tra le quali l’adeguata accessibilità pubblica e privata, e la vicinanza con strutture sanitarie
per il contenimento dei costi, tra le quali l’adeguata accessibilità pubblica e privata, e la vicinanza con strutture sanitarie esistenti, fatta salva l’approvazione del progetto definitivo di bonifica; definisce l’intervento “Città della Salute e della Ricerca” come il più importante progetto di edilizia ospedaliera da realizzarsi in Regione Lombardia nei prossimi anni; definisce gli aspetti urbanistici e territoriali per la CdSR ed il relativo coordinamento con il contesto urbano circostante.
definisce gli aspetti urbanistici e territoriali per la CdSR ed il relativo coordinamento con il contesto urbano circostante. In coerenza col percorso descritto, gli indirizzi assunti risultano ribaditi nel documento delle Linee programmatiche del Sindaco, dove tra le azioni e i progetti da realizzare nel corso del mandato, si esprime anche la volontà “dell'orientamento ad attuare concretamente i piani d'Intervento sulle aree ex Falck e Marelli favorendo la qualità: nei
volontà “dell'orientamento ad attuare concretamente i piani d'Intervento sulle aree ex Falck e Marelli favorendo la qualità: nei processi economici, in quelli urbanistici, in quelli ambientali, tenendo sempre collegate la città già costruita e quella che si verrà a creare. E' chiaro in questo senso l'impegno dell'Amministrazione per qualificare il territorio sestese insediandovi la Città della Salute, nonché ad attrarre imprese che si qualifichino per la qualità delle produzioni, la sostenibllltà ambientale
Città della Salute, nonché ad attrarre imprese che si qualifichino per la qualità delle produzioni, la sostenibllltà ambientale e la creazione di buona e stabile occupazione.“ [Da: Linee programmatiche del Sindaco Monica Chittò, Consiglio Comunale, 9 luglio 2012, delibera n. 35, pag. 2] ,
GLI OBIETTIVI STRATEGICI
GLI OBIETTIVI STRATEGICI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano28
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 29 QUADRO RICOGNITIVO
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano30
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di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 29 QUADRO RICOGNITIVO
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano30
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 31 IL CONTESTO TERRITORIALE E SOCIO ECONOMICO DI SESTO SAN GIOVANNI E DEL NORD MILANO IL SISTEMA TERRITORIALE REGIONALE LOMBARDO Il contesto economico e sociale in cui si colloca la città di Sesto San Giovanni può essere descritto con riferimento a due scale
l contesto economico e sociale in cui si colloca la città di Sesto San Giovanni può essere descritto con riferimento a due scale territoriali: un contesto di scala vasta, regionale, sinteticamente delineato in questo paragrafo, ed un contesto di scala intermedia, provinciale e metropolitana, affrontato con maggiore ampiezza nei paragrafi successivi. Alla scala regionale, la città di Sesto San Giovanni appartiene al sistema metropolitano lombardo, un sistema territoriale di assoluta
cala regionale, la città di Sesto San Giovanni appartiene al sistema metropolitano lombardo, un sistema territoriale di assoluta rilevanza demografica ed economica a livello europeo: se Milano è il secondo comune italiano per numero di abitanti (1.300.000 abitanti), e l’area urbana milanese (3.900.000 abitanti) è la prima area urbana in Italia, l’area metropolitana lombarda (7.400.000 abitanti) è la terza area metropolitana dell’intera Unione Europea.
a urbana in Italia, l’area metropolitana lombarda (7.400.000 abitanti) è la terza area metropolitana dell’intera Unione Europea. L’area metropolitana milanese-lombarda è localizzata in una posizione strategica all’interno dei confini comunitari, come evidenziano diversi studi di geografia economica: è il margine meridionale della fascia urbanizzata chiamata Blue Banana (la dorsale economica e demografica dell'Europa occidentale che parte da Londra e arriva a Milano); è identificata come un estremo
a dorsale economica e demografica dell'Europa occidentale che parte da Londra e arriva a Milano); è identificata come un estremo della Sun Belt europea (la cintura del sole delle città dell’Europa meridionale, da Milano a Valencia, così chiamata per analogia con la più nota Sun Belt americana); è considerata il vertice meridionale del Pentagono industriale (con Parigi, Londra, Amburgo e
n la più nota Sun Belt americana); è considerata il vertice meridionale del Pentagono industriale (con Parigi, Londra, Amburgo e Monaco di Baviera). È interessata da grandi progetti infrastrutturali pan-europei: è collocata più o meno a metà del Corridoio V ed è tangente al Corridoio dei due mari. L’area metropolitana di Milano è inoltre stata recentemente identificata come città mondiale nascente dal “Research Bulletin”, Globalization and World Cities Study Group & Network (2004).
identificata come città mondiale nascente dal “Research Bulletin”, Globalization and World Cities Study Group & Network (2004). L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, o, secondo l’acronimo internazionale, OECD) ha pubblicato nel 2006 un’analisi socio-economica sull’area metropolitana di Milano nel “Territorial Reviews Milan Italy”, OECD Publications, Parigi (2006).
alisi socio-economica sull’area metropolitana di Milano nel “Territorial Reviews Milan Italy”, OECD Publications, Parigi (2006). L’area metropolitana lombarda considerata dall’OCSE è territorialmente molto più ampia dell’attuale Provincia di Milano e comprende anche le province lombarde di Pavia, Lodi, Bergamo, Lecco, Monza, Como e Varese e la provincia piemontese di Novara.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano32 Il sistema socio-economico dell’area metropolitana milanese è, secondo l’OCSE, caratterizzato dalla specializzazione in settori produttivi ad alto valore aggiunto e da una alta produttività del lavoro; è, ad esempio, la principale localizzazione delle attività high- tech e ad alta intensità di conoscenza, sia produttive che di servizio, in Italia.
rincipale localizzazione delle attività high- tech e ad alta intensità di conoscenza, sia produttive che di servizio, in Italia. La competitività dell’area metropolitana milanese nel mercato internazionale è basata sin dagli anni Cinquanta su forti caratteristiche strutturali:
- un’economia internazionalizzata;
- una solida struttura produttiva basata su un mix di distretti industriali e meta-distretti (o distretti tematici) innovativi, come moda, design, fiere e biotecnologie…;
u un mix di distretti industriali e meta-distretti (o distretti tematici) innovativi, come moda, design, fiere e biotecnologie…;
- un alto potenziale di innovazione, per le capacità imprenditoriali e finanziarie, ma anche per la concentrazione di giovani lavoratori altamente specializzati. Il successo di Milano nel mercato globale però, sottolinea lo studio OCSE, non è un dato acquisito per sempre: sebbene l’eredità
Il successo di Milano nel mercato globale però, sottolinea lo studio OCSE, non è un dato acquisito per sempre: sebbene l’eredità del passato industriale assicuri oggi una posizione elevata nella classifica delle regioni metropolitane europee, negli ultimi anni i processi di globalizzazione hanno accelerato la competizione regionale e la capacità dell’area metropolitana milanese di mantenersi ai vertici della classifica non è scontata.
competizione regionale e la capacità dell’area metropolitana milanese di mantenersi ai vertici della classifica non è scontata. Alcuni indicatori segnalano anzi che alcuni vantaggi competitivi dell’area potrebbero essere a rischio nel prossimo futuro per effetto di:
- una capacità di innovazione non pienamente sfruttata;
- una riduzione della capacità di attrarre giovani lavoratori altamente specializzati e creativi (per carenza di incentivi e contratti precari);
della capacità di attrarre giovani lavoratori altamente specializzati e creativi (per carenza di incentivi e contratti precari);
- un deterioramento della qualità della vita (per l’insufficienza del sistema dei trasporti e dell’offerta abitativa). Secondo l’OCSE, Milano (intesa nel documento come area metropolitana milanese-lombarda) è quindi oggi una città in bilico, che deve ancora completare il suo processo di trasformazione da città industriale a città globale, capitale regionale con un’economia
eve ancora completare il suo processo di trasformazione da città industriale a città globale, capitale regionale con un’economia basata sull’innovazione e sui servizi avanzati nei settori della moda, del design e delle biotecnologie. In questo quadro in rapida evoluzione, come in parte rilevano gli studi per Piano Territoriale Regionale (PTR) redatti dalla Regione
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 33 Lombardia dal 2004 ad oggi, le risorse territoriali di Sesto San Giovanni, per consistenza e localizzazione, possono risultare strategiche nella riorganizzazione dell’intera regione metropolitana milanese. Di seguito si riportano alcune citazioni e alcune immagini tratte da: Regione Lombardia (2004), Documento strategico. Una
anese. Di seguito si riportano alcune citazioni e alcune immagini tratte da: Regione Lombardia (2004), Documento strategico. Una proposta per il confronto; Regione Lombardia (2005), Documento strategico per il Piano Territoriale Regionale; e Regione Lombardia (2007), PTR – Documento di Piano. La trasformazione del comparto produttivo di Sesto San Giovanni è considerata, con gli interventi realizzati sul sistema
Piano. La trasformazione del comparto produttivo di Sesto San Giovanni è considerata, con gli interventi realizzati sul sistema aeroportuale e sul sistema fieristico e con gli interventi previsti sul sistema viabilistico (Pedemontana, BreBeMi e Tangenziale Est- Est), uno dei fenomeni principali della riorganizzazione dell’area metropolitana lombarda in atto (figura 1). Negli ultimi anni, l’area metropolitana
i principali della riorganizzazione dell’area metropolitana lombarda in atto (figura 1). Negli ultimi anni, l’area metropolitana “… è stata oggetto di forti fenomeni di trasformazione economico-sociale e nel comparto produttivo che hanno portato alla riorganizzazione strutturale profonda del suo modo di funzionare. All'interno di questi fenomeni di trasformazione (che continuano con tempi e intensità diverse) sono da considerare i massicci interventi pubblici che si stanno attuando in questi anni e che
no con tempi e intensità diverse) sono da considerare i massicci interventi pubblici che si stanno attuando in questi anni e che gradualmente determineranno modificazioni del quadro strutturale del sistema. Gli interventi legali all'hub di Malpensa sono ancora in corso di completamento così come sono da completare quelli relativi al nuovo polo fieristico di Pero-Rho. A questi due interventi
orso di completamento così come sono da completare quelli relativi al nuovo polo fieristico di Pero-Rho. A questi due interventi che costituiscono di fatto una consistente trasformazione nella fisionomia dell'area, sono da aggiungere le trasformazioni del comparto industriale di Sesto San Giovanni, i decentramenti delle Università milanesi e gli ormai consistenti interventi di riqualificazione di vasti comparti dell'area milanese (gli interventi dei PRU, Montecity-Rogoredo, e Garibaldi-Repubblica) (Regione
ualificazione di vasti comparti dell'area milanese (gli interventi dei PRU, Montecity-Rogoredo, e Garibaldi-Repubblica) (Regione Lombardia, 2005)”.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano34 Figura 1: i grandi interventi sul sistema viabilistico (fonte: ptr, 2004) Figura 2: la metropoli padana (fonte: ptr, 2004) Anche i documenti per il Piano Territoriale Regionale esaminano il sistema metropolitano lombardo, anzi lo assumono come riferimento centrale per la definizione delle principali strategie per la pianificazione del futuro sviluppo regionale.
ono come riferimento centrale per la definizione delle principali strategie per la pianificazione del futuro sviluppo regionale. L’area metropolitana considerata nel PTR, addirittura più ampia di quella considerata dall’OCSE, è la conurbazione che comprende, oltre all’hinterland milanese, l’asse del Sempione, la Brianza e la città lineare che si estende fra Bergamo, Brescia e Verona (figura 2).
hinterland milanese, l’asse del Sempione, la Brianza e la città lineare che si estende fra Bergamo, Brescia e Verona (figura 2). Secondo i documenti regionali, se allo stato attuale le singole parti del sistema metropolitano, benché fisicamente ormai quasi saldate fra loro, comunicano quasi esclusivamente attraverso il nodo milanese, le recenti trasformazioni e previsioni infrastrutturali
e fra loro, comunicano quasi esclusivamente attraverso il nodo milanese, le recenti trasformazioni e previsioni infrastrutturali sembrano determinare un nuovo assetto del sistema che connette aree prima autonome e funziona in maniera molto diversa da prima, con relazioni fra le parti anche indipendenti dal rapporto con la città di Milano.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 35 I documenti strategici regionali sottolineano inoltre la straordinaria incidenza che gli interventi infrastrutturali sul Corridoio V Lisbona-Kiev e sul Corridoio dei due mari Rotterdam-Genova - due dei grandi assi multimodali paneuropei che l'Unione Europea si è impegnata a realizzare entro il 2015 - avranno sulla riorganizzazione e sul funzionamento del sistema metropolitano lombardo (figure 3 e 4).
realizzare entro il 2015 - avranno sulla riorganizzazione e sul funzionamento del sistema metropolitano lombardo (figure 3 e 4). Relativamente al Corridoio V, gli interventi sui tracciati autostradali interessano anche Sesto San Giovanni mentre gli interventi per la realizzazione delle tratte ad alta capacità previsti sul sistema ferroviario non interessano direttamente il territorio comunale.
ealizzazione delle tratte ad alta capacità previsti sul sistema ferroviario non interessano direttamente il territorio comunale. Anche gli interventi sul sistema ferroviario nell’ambito del Corridoio dei due mari sembrano privilegiare l’asse ferroviario verso il Sempione rispetto all’asse verso il San Gottardo, che attraversa la città di Sesto San Giovanni. Sempre con riferimento alla realtà sestese, è opportuno segnalare che la lettura dei documenti strategici regionali può prefigurare,
re con riferimento alla realtà sestese, è opportuno segnalare che la lettura dei documenti strategici regionali può prefigurare, pur in un quadro previsionale di generale sviluppo infrastrutturale ed economico per tutto il sistema metropolitano, qualche incognita per il futuro dell’area del Nord Milano. La terza parte del documento strategico regionale, relativa alla visione strategica del piano territoriale regionale ed alle azioni di
za parte del documento strategico regionale, relativa alla visione strategica del piano territoriale regionale ed alle azioni di sviluppo per il territorio, considera infatti due soli ambiti strategici lungo il Corridoio V, da accompagnare con specifiche azioni di pianificazione: il quadrante Ovest (l’area di forma triangolare con vertici su Malpensa, nuova Fiera e Novara; figura 5) ed il quadrante Est (il triangolo MI-BG-BS, compreso fra la A4 e la BreBeMi, e il sistema BS-VR).
uova Fiera e Novara; figura 5) ed il quadrante Est (il triangolo MI-BG-BS, compreso fra la A4 e la BreBeMi, e il sistema BS-VR). Questa indicazione - benché il documento regionale presenti i due ambiti come ambiti esemplari sui quali formulare ipotesi - fa temere la possibilità di uno spostamento delle strategie di sviluppo della regione urbana milanese, e conseguentemente di
i - fa temere la possibilità di uno spostamento delle strategie di sviluppo della regione urbana milanese, e conseguentemente di localizzazione degli investimenti pubblici e privati, verso ambiti territoriali concorrenziali dal punto di vista delle dotazioni e delle funzioni urbane rispetto al Nord Milano, in particolare verso l’asse del Sempione - Nuova Fiera.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano36 Figura 3: i Corridoi europei e le autostrade del mare (fonte: Ministero infrastrutture e trasporti)
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 37 Figura 4: il Corridoio dei due mari. (fonte: Communauté des chambres du commerce de l'axe ferrovière Nord-Sud Rotterdam, Duisburg, Bâle, Lötschberg, Simplon, Gênes)
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(fonte: Communauté des chambres du commerce de l'axe ferrovière Nord-Sud Rotterdam, Duisburg, Bâle, Lötschberg, Simplon, Gênes)
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano38 Il più recente Documento di piano regionale, aggiunge ai due ambiti, un altro ambito interessato dal Corridoio V, un generico hinterland milanese. “… Nell’immediato hinterland milanese lo sviluppo infrastrutturale determina la definizione dei nuovi confini concentrici della
“… Nell’immediato hinterland milanese lo sviluppo infrastrutturale determina la definizione dei nuovi confini concentrici della conurbazione milanese: la Tangenziale Est Esterna, la Tangenziale Nord (da Rho/Fiera a Monza) e, più a lungo termine, la Pedemontana e l’IPB saranno i nuovi confini concentrici di prospettiva della conurbazione milanese; nelle nuove aree intercluse, in assenza di un governo delle trasformazioni, saranno sviluppate probabilmente funzioni a livello residenziale e commerciale (la
n assenza di un governo delle trasformazioni, saranno sviluppate probabilmente funzioni a livello residenziale e commerciale (la domanda di insediamento non può che aumentare per comuni serviti dalle arterie autostradali di gronda) e la struttura produttiva dell’area Est milanese servita dalla Tangenziale Est Esterna accentuerà la sua vocazione logistica, attraendo operatori e insediamenti di trasporto e logistica (Regione Lombardia, 2007)”.
a accentuerà la sua vocazione logistica, attraendo operatori e insediamenti di trasporto e logistica (Regione Lombardia, 2007)”. A conferma di un possibile spostamento dell’asse di forza dello sviluppo metropolitano e degli investimenti infrastrutturali, si pensi anche all’Expo 2015: secondo i documenti presentati per la candidatura della città di Milano le strutture espositive dedicate all’Expo
all’Expo 2015: secondo i documenti presentati per la candidatura della città di Milano le strutture espositive dedicate all’Expo sarebbero localizzate ad Arese in prossimità della Nuova Fiera di Rho-Pero (con un ampliamento dell’area fieristica di circa 210 ettari; figura 6).
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 39 Figura 5: il “quadrante Ovest” (PTR, 2005) Figura 6: masterplan della proposta di localizzazione delle attrezzature per l’Expo Milano 2015
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il “quadrante Ovest” (PTR, 2005) Figura 6: masterplan della proposta di localizzazione delle attrezzature per l’Expo Milano 2015
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano40 I QUADRI STRATEGICI PROVINCIALI: IL PROGETTO “LA CITTÀ DI CITTA’” Ad una scala territoriale intermedia fra la scala regionale e quella urbana, la città di Sesto San Giovanni è da collocare nell’ambito territoriale del Nord Milano, come definito anche dai più recenti documenti provinciali.
San Giovanni è da collocare nell’ambito territoriale del Nord Milano, come definito anche dai più recenti documenti provinciali. Per la descrizione del contesto di scala intermedia è utile prendere in esame i recenti studi promossi dalla Provincia di Milano, in forma coordinata con gli Enti locali, per il Piano strategico e per l’adeguamento del Piano territoriale di coordinamento.
o, in forma coordinata con gli Enti locali, per il Piano strategico e per l’adeguamento del Piano territoriale di coordinamento. La Provincia di Milano ha avviato operativamente la costruzione del proprio Piano strategico con il progetto La Città di Città, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Agenzia Milano Metropoli. Il progetto identifica nella regione urbana milanese una pluralità di ambienti insediativi, ognuno dei quali rappresentato come una città.
o identifica nella regione urbana milanese una pluralità di ambienti insediativi, ognuno dei quali rappresentato come una città. Fra questi riconosce appunto la città del Nord Milano, formata dai Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni (figura 7): [Da: La città di città. Un progetto strategico per la regione urbana milanese. Provincia di Milano, Politecnico di Milano, Milano Metropoli, gennaio 2006]
progetto strategico per la regione urbana milanese. Provincia di Milano, Politecnico di Milano, Milano Metropoli, gennaio 2006] “… un territorio densamente abitato e infrastrutturato che ha compiuto il passaggio oltre il fordismo, che svolge un importante ruolo di cerniera tra diverse parti della regione urbana, che chiede di migliorare le proprie condizioni di abitabilità, di riorganizzare i propri servizi, di inspessire le relazioni tra i centri”. Dal punto di vista storico,
dizioni di abitabilità, di riorganizzare i propri servizi, di inspessire le relazioni tra i centri”. Dal punto di vista storico, “… la città del Nord Milano è in gran parte l'esito dei processi di industrializzazione e di urbanizzazione che hanno investito il territorio lungo l'intero arco del secolo scorso. Le grandi aree industriali (oggi dismesse e in parte riutilizzate), gli spazi occupati
io lungo l'intero arco del secolo scorso. Le grandi aree industriali (oggi dismesse e in parte riutilizzate), gli spazi occupati dalle infrastrutture, i densi quartieri residenziali testimoniano sia la stagione della prima industrializzazione lombarda, sia quella caratterizzata dai processi di espansione della città centrale del secondo dopoguerra, con la crescita dei centri di prima corona
aratterizzata dai processi di espansione della città centrale del secondo dopoguerra, con la crescita dei centri di prima corona metropolitana. Il Nord Milano, profondamente investito da processi di trasformazione economica, sociale e urbanistica, dovuti
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 41 principalmente a fenomeni di ristrutturazione produttiva e di riconversione occupazionale, sembra oggi aver compiuto la propria transizione verso un nuovo modello di sviluppo post-fordista. Non è più il territorio delle grandi fabbriche, ma una città nel quale il modello della "economia delle varietà locali" e dell'economia della conoscenza si sta definitivamente affermando”.
nel quale il modello della "economia delle varietà locali" e dell'economia della conoscenza si sta definitivamente affermando”. Figura 7: la città del Nord Milano (Provincia di Milano, 2006)
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano42 Il progetto strategico provinciale evidenzia le tendenze e le sfide emergenti per la città del Nord Milano e traccia tre scenari: “… Il primo scenario riguarda la riqualificazione diffusa e la ricucitura territoriale. In questa città sono presenti criticità ormai note, sulle quali sono state già intraprese azioni, ma la cui rilevanza impone uno sforzo ulteriore orientato al loro trattamento: la
sulle quali sono state già intraprese azioni, ma la cui rilevanza impone uno sforzo ulteriore orientato al loro trattamento: la riqualificazione urbana per i grandi insediamenti residenziali, che necessitano ancora di operazioni di rigenerazione e di iniziative incisive nel campo dell'inclusione e del recupero della marginalità sociale; la riconnessione dei grandi spazi verdi, per consolidare e
e nel campo dell'inclusione e del recupero della marginalità sociale; la riconnessione dei grandi spazi verdi, per consolidare e ricucire i parchi e le aree verdi minute del territorio in un disegno di insieme, come parte di un grande "dorsale verde", e come elemento di qualità dello spazio urbano quotidiano; le connessioni ciclo-pedonali, in un territorio frammentato, fortemente segnato
mento di qualità dello spazio urbano quotidiano; le connessioni ciclo-pedonali, in un territorio frammentato, fortemente segnato dalla presenza delle infrastrutture, che chiede un'incisiva azione di identificazione di percorsi alternativi a quelli del mezzo privato; la mobilità con il modo pubblico, come strategia generale di aumento dell'accessibilità delle varie parti del territorio, soprattutto in
ità con il modo pubblico, come strategia generale di aumento dell'accessibilità delle varie parti del territorio, soprattutto in senso trasversale, in una rete infrastrutturale e del trasporto collettivo che privilegia ancora le direttrici storiche Nord-Sud. Un secondo scenario riguarda la riorganizzazione dei servizi e delle grandi funzioni pubbliche sovracomunali. In seguito alla
d. Un secondo scenario riguarda la riorganizzazione dei servizi e delle grandi funzioni pubbliche sovracomunali. In seguito alla costituzione della Provincia di Monza e Brianza, la riorganizzazione di una serie di servizi è divenuta un tema chiave, a cominciare da quelli sociosanitari, per i quali sembra opportuno promuovere - come suggerisce il documento di avvio del nuovo Piano Strategico d'area - una vera e propria proposta di riassetto territoriale e di ridefinizione dell'attuale sistema gestionale.
no Strategico d'area - una vera e propria proposta di riassetto territoriale e di ridefinizione dell'attuale sistema gestionale. Un terzo scenario è quello che punta all'ulteriore qualificazione del percorso di sviluppo del Nord Milano, lavorando su servizi e funzioni (formazione e lavoro, cultura e tempo libero, istruzione e Università) che possono rappresentare importanti fattori di centralità territoriale e generare nuovi flussi e nuove relazioni spaziali”.
tà) che possono rappresentare importanti fattori di centralità territoriale e generare nuovi flussi e nuove relazioni spaziali”. Il progetto Città di città propone infine un’immagine progettuale su cui impostare una nuova fase di progettazione strategica per il Nord Milano: “… una “città-cerniera” tra modelli passati di produzione e organizzazione dello spazio (il territorio della fabbrica fordista, delle
a “città-cerniera” tra modelli passati di produzione e organizzazione dello spazio (il territorio della fabbrica fordista, delle grandi infrastrutture) e modelli in parte ormai consolidatisi (le strade mercato; le aree specializzate della grande distribuzione e del tempo libero; il Parco Nord come nuova grande "piazza metropolitana") ed in parte in via di formazione (le aree dismesse già
del tempo libero; il Parco Nord come nuova grande "piazza metropolitana") ed in parte in via di formazione (le aree dismesse già rioccupate o ancora in cerca di una nuova destinazione). Proseguendo nella rassegna di questioni aperte vi sono i quartieri periferici su cui insistono politiche di rigenerazione; i nuovi spazi della piccola impresa; i parchi locali di interesse sovra-comunale in
su cui insistono politiche di rigenerazione; i nuovi spazi della piccola impresa; i parchi locali di interesse sovra-comunale in corso di consolidamento (come quello del Grugnotorto) o di definizione (come quello della Media valle del Lambro). Una città- cerniera tra Milano e la Brianza, per la quale il processo di costituzione della nuova Provincia di Monza e Brianza impone sia uno
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 43 sforzo di riorganizzazione di alcuni grandi servizi pubblici, sia soprattutto di ridefinizione del proprio ruolo territoriale nel mutato quadro dei confini amministrativi dell'area milanese. Una città-cerniera nell'ambito della più ampia città che dall'Alto milanese e dal Nord Ovest giunge al Vimercatese e all'Adda Martesana, posta quindi all'incrocio del denso campo delle relazioni trasversali tra la
d Ovest giunge al Vimercatese e all'Adda Martesana, posta quindi all'incrocio del denso campo delle relazioni trasversali tra la città centrale e la Brianza. Per svolgere la funzione di città-cerniera, il Nord Milano dovrà infine essere in grado di promuovere strategie di ispessimento delle relazioni tra i centri che lo compongono, sia sul piano fisico (favorendo interventi di ricucitura fisica
di ispessimento delle relazioni tra i centri che lo compongono, sia sul piano fisico (favorendo interventi di ricucitura fisica tra le sue singole parti, lavorando sulla connessione tra gli spazi aperti), sia sul piano del rafforzamento della cooperazione intercomunale”.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano44 Figura 8: la morfologia del Nord Milano (Provincia di Milano, 2007)
QUADRO RICOGNITIVO
IVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano44 Figura 8: la morfologia del Nord Milano (Provincia di Milano, 2007)
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 45 GLI STUDI PER L’ADEGUAMENTO DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI MILANO Nell’ambito dell’adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) ai sensi della L.R. n. 12/2005, in parallelo
’ambito dell’adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) ai sensi della L.R. n. 12/2005, in parallelo agli studi per il Piano strategico, la Provincia di Milano ha avviato un confronto con i Comuni interessati a partire dalla realtà dei tavoli interistituzionali. Il tavolo relativo all’ambito territoriale del Nord Milano, come per il progetto Città di Città, coinvolge i Comuni di Bresso, Cinisello
o relativo all’ambito territoriale del Nord Milano, come per il progetto Città di Città, coinvolge i Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni. I lavori hanno portato a presentare nell’ottobre 2007 una proposta di adeguamento degli elaborati del PTCP; la documentazione, presentata ai Comuni nell’ottobre 2007, si compone di Relazione generale, Norme di attuazione ed elaborati cartografici.
azione, presentata ai Comuni nell’ottobre 2007, si compone di Relazione generale, Norme di attuazione ed elaborati cartografici. I comuni del Nord Milano hanno una estensione di circa 60 kmq, meno del 3% dell'intera superficie territoriale della Provincia di Milano, e una popolazione di circa 316.000 abitanti (8,2% della popolazione provinciale). La densità abitativa è di 5.443 abitanti per
, e una popolazione di circa 316.000 abitanti (8,2% della popolazione provinciale). La densità abitativa è di 5.443 abitanti per kmq, quasi tre volte superiore a quella media della Provincia, capoluogo incluso. II territorio urbanizzato supera il 70% della superficie territoriale, le aree ancora edificabili sono il 10% e gli spazi aperti (parchi esistenti o in via di istituzione e consolidamento) il 20% (figura 8).
ancora edificabili sono il 10% e gli spazi aperti (parchi esistenti o in via di istituzione e consolidamento) il 20% (figura 8). Il Nord Milano, anche se presenta ancora oggi in parte i caratteri tipici della periferia industriale storica, ha ormai raggiunto, come il Comune capoluogo, le caratteristiche delle aree urbane mature: [Da: Relazione generale PTCP della Provincia di Milano, 2007]
il Comune capoluogo, le caratteristiche delle aree urbane mature: [Da: Relazione generale PTCP della Provincia di Milano, 2007] “… I materiali che formano questa porzione dell'area metropolitana milanese sono in parte ancora quelli tipici della periferia industriale: ciò che rimane dei grandi recinti della fabbriche siderurgiche e manifatturiere, gli insediamenti industriali isolati nei
riale: ciò che rimane dei grandi recinti della fabbriche siderurgiche e manifatturiere, gli insediamenti industriali isolati nei tessuti urbani o organizzati in lottizzazioni specializzate, i quartieri residenziali ad alta densità edilizia, la città pubblica o quella costruita per gli operai e gli impiegati della grande industria nei primi decenni del '900. E' la città delle grande infrastrutture della
per gli operai e gli impiegati della grande industria nei primi decenni del '900. E' la città delle grande infrastrutture della mobilità e dei relativi paesaggi; è quella degli spazi di margine poco definiti. E' la città del welfare sociale, di ciò che rimane dei vecchi nuclei storici, dei brandelli residui del paesaggio agricolo. Ma il Nord Milano è oramai anche una città "post-fordista" che
chi nuclei storici, dei brandelli residui del paesaggio agricolo. Ma il Nord Milano è oramai anche una città "post-fordista" che ospita grandi centri commerciali, strade mercato, grattacieli per uffici, centri terziari, multisala cinematografici, grandi parchi peri-
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano46 urbani, vecchi centri pedonalizzati e riqualificati e quartieri residenziali sub-urbani. E' la città delle nuove centralità che attrae popolazione da altri territori e non solo più periferia industriale. Il Nord Milano, insomma, si presenta come un territorio particolarmente complesso e diversificato perché denso ed esteso e perché caratterizzato da un mutamento sociale e spaziale
orio particolarmente complesso e diversificato perché denso ed esteso e perché caratterizzato da un mutamento sociale e spaziale tanto rapido quanto ancora poco definito. Forse la caratteristica più evidente di questa porzione dell'area metropolitana milanese è di essere organizzata per parti distinte e divise da ciò che rimane dei grandi recinti produttivi e dalle infrastrutture della mobilità: le
rganizzata per parti distinte e divise da ciò che rimane dei grandi recinti produttivi e dalle infrastrutture della mobilità: le linee ferroviarie, viale Fulvio Testi-viale Lombardia, la Tangenziale Est, quella Nord, l'autostrada A4, la strada Comasina ed altre ancora. Tutto ciò pone con forza la necessita di ricucire i diversi nuclei urbani, le differenti parti e i quartieri”. Figura 9: i grandi progetti nel Nord Milano (Provincia di Milano, 2007).
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 47 Gli studi provinciali (figura 9) rilevano ciononostante che il Nord Milano sembra seguire con un certo ritardo l’evoluzione della società e dell'economia ed evidenziano quattro temi rispetto ai quali la trasformazione dell’ambito risulta incompiuta: [Da: Relazione generale PTCP della Provincia di Milano, 2007]
ispetto ai quali la trasformazione dell’ambito risulta incompiuta: [Da: Relazione generale PTCP della Provincia di Milano, 2007] “… Innanzitutto il Nord Milano è ancora particolarmente affollato di progetti di riconversione urbana che interessano grandi territori come piccole ma significative porzioni, i luoghi delle grandi fabbriche storiche come gli insediamenti produttivi più recenti, zone
e piccole ma significative porzioni, i luoghi delle grandi fabbriche storiche come gli insediamenti produttivi più recenti, zone periferiche come aree centrali. Generalmente questi progetti propongono la realizzazione di nuove abitazioni e di nuovi servizi, ma non escludono l'edificazione di ulteriori insediamenti produttivi (anche industriali), sebbene in forme affatto diverse da quelle che
scludono l'edificazione di ulteriori insediamenti produttivi (anche industriali), sebbene in forme affatto diverse da quelle che hanno costituito la storia di questo territorio. Secondo una stima prudenziale questi interventi propongono l'edificazione negli anni futuri di almeno 3,5 milioni di mq di superficie lorda di pavimento, e alcuni di essi sono tra gli interventi più rilevanti ed estesi dell'intera regione metropolitana milanese”.
orda di pavimento, e alcuni di essi sono tra gli interventi più rilevanti ed estesi dell'intera regione metropolitana milanese”. “… Di uguale rilevanza per il futuro di questa parte dell'area metropolitana milanese è la progettazione e la realizzazione dei diversi parchi urbani riconosciuti ed istituiti negli ultimi anni, ai quali è demandata la riqualificazione ambientale e funzionale dei
parchi urbani riconosciuti ed istituiti negli ultimi anni, ai quali è demandata la riqualificazione ambientale e funzionale dei pochi spazi aperti rimasti, come degli ambiti urbani di margine. Determinante saranno le modalità di connessione degli uni con gli altri, con la città esistente e i grandi sistemi ambientali e per il tempo libero presenti nei territori limitrofi. In terzo luogo sono da considerare i molti progetti riguardanti le infrastrutture e, in particolare, il potenziamento del trasporto
terzo luogo sono da considerare i molti progetti riguardanti le infrastrutture e, in particolare, il potenziamento del trasporto pubblico su ferro, cui è demandato il compito di migliorare l'accessibilità e una mobilità particolarmente congestionata dal sovrapporsi degli spostamenti di livello metropolitano e regionale con quelli locali e a corto raggio. Infine l'ultimo tema di particolare rilevanza riguarda la riorganizzazione di alcuni grandi servizi e funzioni urbane resa
ggio. Infine l'ultimo tema di particolare rilevanza riguarda la riorganizzazione di alcuni grandi servizi e funzioni urbane resa necessaria, vuoi dall'istituzione della nuova Provincia di Monza e della finanza, che impone una diversa articolazione geografica di alcuni servizi, vuoi dalla necessità di assicurare forme più efficienti di erogazione dei servizi per mantenere le prestazioni fornite e
ervizi, vuoi dalla necessità di assicurare forme più efficienti di erogazione dei servizi per mantenere le prestazioni fornite e adeguarle alle esigenze della domanda (si veda, al riguardo, le proposte avanzate dal "Patto per il Nord Milano" promosso dalle amministrazioni dei comuni facenti parte del Piano d'Area del Nord Milano e curato dalla società Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo)”.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano48 Gli studi provinciali sul Nord Milano approfondiscono poi le caratteristiche e le prospettive del contesto del Nord Milano focalizzando l’attenzione su alcuni temi: economia e società, servizi e commercio, mobilità, ambiente e spazi aperti. Il Nord Milano risulta, fra gli ambiti provinciali, quello più affine della città di Milano per le caratteristiche socio-economiche, ad esempio per una dinamica demografica contratta (figura 10).
ne della città di Milano per le caratteristiche socio-economiche, ad esempio per una dinamica demografica contratta (figura 10). Figura 10: densità della popolazione e dinamica demografica nel Nord Milano (Provincia di Milano, 2007, su dati ISTAT 2001-2005) D’altra parte, “… questo pattern di sviluppo demografico sembra essere determinato principalmente da fattori economici: come la crescita dei
e, “… questo pattern di sviluppo demografico sembra essere determinato principalmente da fattori economici: come la crescita dei decenni passati era determinata dall'insediamento di grandi imprese sul territorio, così la contrazione della popolazione sembra sia da associarsi alla perdita di opportunità lavorative ma anche al peggioramento delle condizioni di abitabilità; non è un caso che
a associarsi alla perdita di opportunità lavorative ma anche al peggioramento delle condizioni di abitabilità; non è un caso che l'unico comune che cresce oltre la media provinciale nel corso degli ultimi cinque anni sia Sesto San Giovanni, ovvero il comune in cui la transizione dall'industria al terziario avanzato appare ormai completata e garantisce nuove opportunità lavorative”.
e in cui la transizione dall'industria al terziario avanzato appare ormai completata e garantisce nuove opportunità lavorative”. Anche il mercato immobiliare (figura 11), in analogia con il capoluogo, mostra un livello dei prezzi molto superiore a quello medio provinciale, forse per effetto della pressione residenziale (data dal rapporto fra famiglie ed abitazioni).
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 49 Figura 11: prezzi nel mercato immobiliare Figura 12: dinamica dell’occupazione nei primi 5 settori del Nord Milano (Provincia di Milano, 2007, su dati Borsa Immobiliare 2005) (Provincia di Milano, 2007, su dati ISTAT 1991-2001) La dinamica dell’occupazione (figura 12) è invece notevolmente meno vivace della media provinciale: solo il sistema dei servizi
La dinamica dell’occupazione (figura 12) è invece notevolmente meno vivace della media provinciale: solo il sistema dei servizi cresce in misura superiore al trend provinciale, con incrementi occupazionali di assoluta rilevanza nei servizi alle imprese, nei trasporti e nelle comunicazioni.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano50 Figura 13: Patto per il Nord Milano, i servizi sovra-comunali esistenti (Provincia di Milano, 2006)
QUADRO RICOGNITIVO
- PGT – Documento di Piano50 Figura 13: Patto per il Nord Milano, i servizi sovra-comunali esistenti (Provincia di Milano, 2006)
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 51 Anche analizzando la dotazione di servizi (figura 13) sia di livello sovracomunale che di eccellenza, il Nord Milano mostra, per numero di attrezzature, livello di specializzazione e gamma delle prestazioni i servizi, i caratteri di un'area urbana matura.
r numero di attrezzature, livello di specializzazione e gamma delle prestazioni i servizi, i caratteri di un'area urbana matura. Per i servizi commerciali, il documento provinciale registra invece la crisi della rete della piccola distribuzione e il diffondersi del modello dei centri commerciali anche nei contesti densamente urbanizzati. Sul tema della mobilità, nonostante la grande dotazione infrastrutturale sia per la viabilità che per il trasporto pubblico, lo studio
ma della mobilità, nonostante la grande dotazione infrastrutturale sia per la viabilità che per il trasporto pubblico, lo studio provinciale lamenta un elevato livello di congestione della rete. In merito infine alla presenza di verde e spazi aperti, l'urbanizzazione compatta del Nord Milano risulta oramai priva di una riserva di spazi aperti e agricoli di una qualche consistenza e riconoscibilità ma permane la memoria dell’evoluzione del territorio negli
spazi aperti e agricoli di una qualche consistenza e riconoscibilità ma permane la memoria dell’evoluzione del territorio negli edifici civili, nelle ville, nei giardini ma anche negli insediamenti industriali.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano52 GLI APPROFONDIMENTI IN CORSO: IL PATTO PER IL NORD MILANO Ulteriori approfondimenti dell’inquadramento territoriale della città alla scala territoriale intermedia potranno provenire dal Piano d’area del Nord Milano promosso dalla Provincia di Milano nell’ambito del citato adeguamento dei contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
dalla Provincia di Milano nell’ambito del citato adeguamento dei contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Nel luglio 2005, la Provincia di Milano e i Comuni del Nord Milano (Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni) hanno siglato un “Protocollo d’intesa per la realizzazione del Progetto Strategico e del Piano d’Area del Nord Milano". Milano Metropoli - Agenzia per lo Sviluppo Sostenibile dell’Area Metropolitana
o Strategico e del Piano d’Area del Nord Milano". Milano Metropoli - Agenzia per lo Sviluppo Sostenibile dell’Area Metropolitana Milanese - è stata incaricata di sviluppare le attività di segreteria organizzativa e di istruttoria analitica finalizzate a supportare i momenti di confronto inter-istituzionale. La prima fase del progetto si è conclusa a luglio 2006 e ha permesso di:
supportare i momenti di confronto inter-istituzionale. La prima fase del progetto si è conclusa a luglio 2006 e ha permesso di:
- rilevare alcuni tra i principali fabbisogni e opportunità di sviluppo nell’ambito dei servizi e delle attrezzature pubbliche di rilevanza sovracomunale, con una particolare attenzione ai settori della mobilità e dei trasporti, dei servizi socio-sanitari, della formazione e dell’istruzione e dei servizi culturali;
settori della mobilità e dei trasporti, dei servizi socio-sanitari, della formazione e dell’istruzione e dei servizi culturali;
- attivare tavoli di co-progettazione finalizzati all’avvio di progetti e iniziative pilota di scala sovralocale come il progetto per un Sistema Culturale Integrato del Nord Milano e l’iniziativa sulla nuova ASL del Nord Milano;
- definire le intese per l’avvio del Piano d’Area che conterrà le linee di sviluppo territoriale del Nord Milano raccordandosi con la
inire le intese per l’avvio del Piano d’Area che conterrà le linee di sviluppo territoriale del Nord Milano raccordandosi con la procedura prevista per la revisione dei contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Le attività finalizzate alla redazione del Piano d’Area del Nord Milano sono riprese nel maggio 2007, e approfondiranno in particolare le seguenti tematiche:
- il sistema dei servizi pubblici o di interesse pubblico e generale di rilevanza sovralocale;
articolare le seguenti tematiche:
- il sistema dei servizi pubblici o di interesse pubblico e generale di rilevanza sovralocale;
- il sistema residenziale pubblico e il sistema residenziale privato: analisi delle possibili sinergie in risposta all’emergenza abitativa;
- il sistema delle aree non edificate, delle aree agricole e delle aree naturali protette (Parchi Regionali e PLIS);
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 53
- il sistema delle infrastrutture e della mobilità, con particolare riguardo alla mobilità sostenibile;
- il sistema delle attività economiche e produttive: analisi della caratterizzazione produttiva del Nord Milano.
- le nuove centralità e i grandi poli di trasformazione urbana: analisi degli effetti sulle relazioni territoriali d’Area ed indirizzi per una gestione coordinata degli effetti territoriali di scala vasta;
effetti sulle relazioni territoriali d’Area ed indirizzi per una gestione coordinata degli effetti territoriali di scala vasta;
- indirizzi per la progettazione coordinata delle aree di frangia urbana e delle aree di confine poste a cavallo tra i Comuni del Nord Milano. Per il mese di maggio 2008 è prevista, a conclusione dei lavori del tavolo tecnico interistituzionale del Piano d’Area, la presentazione di un “Documento di indirizzo per le politiche territoriali”.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano54
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano54
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 55 IL RECEPIMENTO DEGLI ATTI DI PIANIFICAZIONE E PROGRAMMAZIONE REGIONALI E PROVINCIALI Ai sensi della Legge Regionale per il governo del territorio e dei relativi criteri attuativi, il Documento di piano deve definire, [Da: L.R. n. 12/2005, art. 8, comma a]
rno del territorio e dei relativi criteri attuativi, il Documento di piano deve definire, [Da: L.R. n. 12/2005, art. 8, comma a] “… il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune … tenuto conto degli atti di programmazione provinciale e regionale, eventualmente proponendo le modifiche o le integrazioni della programmazione provinciale e regionale che si ravvisino necessarie”.
entualmente proponendo le modifiche o le integrazioni della programmazione provinciale e regionale che si ravvisino necessarie”. Tale quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento deve considerare, come specificato dalle “Modalità per la pianificazione comunale”, le indicazioni degli atti di programmazione emanati da Enti sovracomunali (Regione e Provincia) e dagli altri soggetti che hanno rilevanza sulla pianificazione (RFI, ANAS, …), nonché gli strumenti di pianificazione settoriale.
dagli altri soggetti che hanno rilevanza sulla pianificazione (RFI, ANAS, …), nonché gli strumenti di pianificazione settoriale. Il PGT si è quindi confrontato con le previsioni ad efficacia prevalente del Piano Territoriale Regionale (PTR) in materia di infrastrutture di rilevanza regionale, di poli di rilevanza regionale, di zone di salvaguardia ambientale; e ha recepito le previsioni
trutture di rilevanza regionale, di poli di rilevanza regionale, di zone di salvaguardia ambientale; e ha recepito le previsioni cogenti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), in materia di localizzazione delle infrastrutture viarie definite a scala provinciale, difesa del suolo, paesaggio, ambiti agricoli, servizi di interesse sovracomunale per i comuni riconosciuti nel PTCP come poli attrattori.
l suolo, paesaggio, ambiti agricoli, servizi di interesse sovracomunale per i comuni riconosciuti nel PTCP come poli attrattori. I paragrafi che seguono prendono in esame gli atti di programmazione regionali e provinciali vigenti e gli atti in corso di adeguamento ai sensi della nuova legge urbanistica regionale. Gli stralci cartografici degli strumenti urbanistici sovraordinati citati
IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE
ento ai sensi della nuova legge urbanistica regionale. Gli stralci cartografici degli strumenti urbanistici sovraordinati citati sono raccolti nell’Allegato A – Il contesto socio economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento. IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) è stato adottato con Delibera di Giunta Regionale n. 6/30195 del 25 luglio 1997 e
Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) è stato adottato con Delibera di Giunta Regionale n. 6/30195 del 25 luglio 1997 e approvato con Delibera di Consiglio Regionale n. VII/197 del 6 marzo 2001.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano56 Il territorio di Sesto San Giovanni è collocato fra le “componenti del paesaggio urbano” facenti parte del “paesaggio vetero- industriale della periferia milanese” nell’ambito geografico del “Milanese”. Nell’’Allegato A – Il contesto socio economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento sono riportate alcune tavole significative del PTPR.
indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento sono riportate alcune tavole significative del PTPR. L’ambito milanese è riportato nella tavola A del PTPR “Ambiti geografici e unità tipologiche di paesaggio” che, per quanto riguarda il Comune di Sesto San Giovanni, oltre alle aree urbanizzate, identifica quali unità tipologiche di paesaggio i “Paesaggi della pianura
ne di Sesto San Giovanni, oltre alle aree urbanizzate, identifica quali unità tipologiche di paesaggio i “Paesaggi della pianura cerealicola” e i “Paesaggi della fascia fluviale” nella “Fascia della bassa pianura”. Sui paesaggi della bassa pianura il PTPR fornisce alcuni indirizzi generali di tutela. La tavola C “Istituzioni per la tutela della natura” riporta, sempre relativamente al territorio comunale di Sesto San Giovanni, il Parco
C “Istituzioni per la tutela della natura” riporta, sempre relativamente al territorio comunale di Sesto San Giovanni, il Parco regionale “Nord Milano”, istituito con L.R. n. 78 11 giugno 1975 e normato dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) ex L.R. n. 63 del 21 maggio 1990 e s.m.i. Il perimetro del Parco Nord è riportato anche sulla tavola D “Quadro di riferimento degli indirizzi di
l 21 maggio 1990 e s.m.i. Il perimetro del Parco Nord è riportato anche sulla tavola D “Quadro di riferimento degli indirizzi di tutela e di operatività immediata”, che non segnala per Sesto San Giovanni altre “aree di particolare interesse ambientale- paesistico”. Nessuna indicazione di rilievo sulla città di Sesto San Giovanni è presente invece sulle tavole B “Elementi identificativi e percorsi panoramici“ ed E “Viabilità di rilevanza paesistica”.
vanni è presente invece sulle tavole B “Elementi identificativi e percorsi panoramici“ ed E “Viabilità di rilevanza paesistica”. Con Delibera di Giunta Regionale n. 3090 del 1 agosto 2006, la Regione Lombardia ha avviato formalmente l’elaborazione del Piano Territoriale Regionale (PTR), sulla base degli articoli 19 - 22 della L.R. n.12/2005. Con lo stesso atto ha dato inizio alla procedura partecipativa di valutazione ambientale strategica relativa allo stesso piano.
Con lo stesso atto ha dato inizio alla procedura partecipativa di valutazione ambientale strategica relativa allo stesso piano. Con l’avvio della procedura sono stati raccolti i documenti prodotti dagli Enti interessati a partire dal 2002 ed è stato preparato un “Documento preliminare di piano”, che rappresenta la traccia per la predisposizione del PTR e lo strumento per promuovere il
un “Documento preliminare di piano”, che rappresenta la traccia per la predisposizione del PTR e lo strumento per promuovere il confronto e la collaborazione con i soggetti istituzionali. Tale percorso è documentato in: PTR – Forum per il piano territoriale regionale, “Documento preliminare di piano” e “Documento di scooping. Valutazione ambientale strategica del PTR”, 31 ottobre 2006; si vedano anche il “Documento strategico del PTR” del 2005.
ooping. Valutazione ambientale strategica del PTR”, 31 ottobre 2006; si vedano anche il “Documento strategico del PTR” del 2005. A seguito del lavoro del Forum per il PTR e degli uffici regionali durante i mesi successivi, nell’aprile 2007, sono quindi stati presentati tre documenti, che rappresentano la prima versione di alcuni fondamentali elaborati che costituiranno il PTR.
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 57 L’obiettivo principale che persegue il Piano Territoriale Regionale è il continuo miglioramento della qualità della vita dei cittadini nel loro territorio secondo i principi dello sviluppo sostenibile. La proposta di PTR propone tre macro-obiettivi territoriali - derivanti dagli obiettivi di sostenibilità della Comunità Europea:
La proposta di PTR propone tre macro-obiettivi territoriali - derivanti dagli obiettivi di sostenibilità della Comunità Europea: coesione sociale ed economica, conservazione delle risorse naturali e del patrimonio culturale, competitività equilibrata dei territori - quali basi delle politiche territoriali lombarde per il perseguimento dello sviluppo sostenibile:
- rafforzare la competitività dei territori della Lombardia;
- riequilibrare il territorio lombardo;
llo sviluppo sostenibile:
- rafforzare la competitività dei territori della Lombardia;
- riequilibrare il territorio lombardo;
- proteggere e valorizzare le risorse della regione. I macro-obiettivi si articolano poi in un sistema di ventiquattro obiettivi territoriali del PTR che collegano gli obiettivi strategici generali a concrete azioni. Di seguito si richiamano gli obbiettivi territoriali d’interesse per le trasformazioni sestesi: “…
i generali a concrete azioni. Di seguito si richiamano gli obbiettivi territoriali d’interesse per le trasformazioni sestesi: “… 4. Perseguire l’efficienza nella fornitura dei servizi pubblici e di pubblica utilità, agendo sulla pianificazione integrata delle reti, sulla riduzione degli sprechi e sulla gestione ottimale del servizio 5. Migliorare la qualità e la vitalità dei contesti urbani e dell’abitare nella sua accezione estensiva di spazio fisico, relazionale, di
rare la qualità e la vitalità dei contesti urbani e dell’abitare nella sua accezione estensiva di spazio fisico, relazionale, di movimento e identitaria: contesti multifunzionali, accessibili, ambientalmente qualificati e sostenibili, paesaggisticamente coerenti e riconoscibili, attraverso:
- la promozione della qualità architettonica degli interventi
- la riduzione del fabbisogno energetico degli edifici
- il recupero delle aree degradate
- la riqualificazione dei quartieri di ERP
riduzione del fabbisogno energetico degli edifici
- il recupero delle aree degradate
- la riqualificazione dei quartieri di ERP
- l’integrazione funzionale
- la promozione di processi partecipativi
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano58 6. Porre le condizioni per un’offerta adeguata alla domanda di spazi per la residenza,la produzione, il commercio, lo sport e il tempo libero, agendo prioritariamente su contesti da riqualificare o da recuperare e riducendo il ricorso all’utilizzo di suolo libero ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
o da recuperare e riducendo il ricorso all’utilizzo di suolo libero …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. 9. Assicurare l’equità nella distribuzione sul territorio dei costi e dei benefici economici, sociali ed ambientali derivanti dallo sviluppo economico infrastrutturale ed edilizio …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………. 11. Promuovere un sistema produttivo di eccellenza attraverso il miglioramento della competitività del sistema industriale tramite la
romuovere un sistema produttivo di eccellenza attraverso il miglioramento della competitività del sistema industriale tramite la concentrazione delle risorse su aree e obiettivi strategici, privilegiando settori a basso impatto ambientale.”
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 59 IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE VIGENTE Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 55 del 14 ottobre 2003. I paragrafi che seguono esaminano i rapporti fra pianificazione comunale e pianificazione provinciale a partire da un elenco delle
paragrafi che seguono esaminano i rapporti fra pianificazione comunale e pianificazione provinciale a partire da un elenco delle opportunità e criticità rilevate dal PTCP della Provincia di Milano relativamente al territorio di Sesto San Giovanni. La Relazione generale del PTCP cita a più riprese l’area sestese citandola come esempio delle progettualità avviate e prospettate nei dodici ambiti territoriali individuati dal Piano. [Da: Presente e futuro della Provincia di Milano 2003. Capitolo introduttivo]
dodici ambiti territoriali individuati dal Piano. [Da: Presente e futuro della Provincia di Milano 2003. Capitolo introduttivo] “… in questa zona si è creato di recente un immenso spazio in seguito allo smantellamento di molte industrie pesanti che costituivano il cuore della città di Sesto San Giovanni, ed è proprio qui che è urgente una pianificazione illuminata di tutto il
ostituivano il cuore della città di Sesto San Giovanni, ed è proprio qui che è urgente una pianificazione illuminata di tutto il territorio. In parte questo è avvenuto per l’ex zona Marelli con la costruzione di case e torri elevate che hanno conferito una nuova fisionomia al centro cittadino; ma rimane da sistemare tutta la zona delle acciaierie Falck per la quale sono già stati promossi
fisionomia al centro cittadino; ma rimane da sistemare tutta la zona delle acciaierie Falck per la quale sono già stati promossi diversi concorsi e dove si spera venga realizzato un vasto parco urbano con la presenza di elementi residenziali e probabilmente un polo universitario che potrebbe essere assegnato ad una futura Facoltà di Giornalismo. Mentre appare essenziale il miglioramento
polo universitario che potrebbe essere assegnato ad una futura Facoltà di Giornalismo. Mentre appare essenziale il miglioramento dei mezzi di trasporto con il prolungamento della linea M1 fino e oltre a Monza e la costruzione ex novo della già progettata M5 (da Garibaldi a Monza), non bisogna dimenticare il peso che in questa zona conservano i corsi fluviali – Lambro e Seveso, e più a Est l’incontro dell’Adda con il canale Muzza”.
il peso che in questa zona conservano i corsi fluviali – Lambro e Seveso, e più a Est l’incontro dell’Adda con il canale Muzza”. Con la parte terza “Il progetto di PTCP: i sistemi territoriali”, la relazione generale entra nel merito degli obiettivi del Piano relativamente ai sistemi paesistico-ambientale (capitolo 3.1), infrastrutturale (3.2) e insediativo (3.3). In merito alla tutela e valorizzazione del sistema paesistico-territoriale, la città di Sesto San Giovanni è interessata da alcuni
merito alla tutela e valorizzazione del sistema paesistico-territoriale, la città di Sesto San Giovanni è interessata da alcuni percorsi di interesse paesistico: in particolare il percorso “Dal Parco Nord alla Martesana – paesaggio urbano in trasformazione”, che attraversa la zona meridionale del territorio comunale collegando il Parco Nord alla pista ciclopedonale lungo il Naviglio Martesana.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano60 Gli ambiti e gli elementi di interesse storico-paesaggistico e naturalistico-ambientale sono riportati nella tavola 3/d “Sistema paesistico ambientale” contenuta nell’Allegato A – Il contesto socio economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento.
o socio economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sovraordinata. Cartografia di riferimento. Il centro della città di Sesto San Giovanni è perimetrato come “Centro storico e nucleo di antica formazione” e tutelato dall’articolo 36 delle norme tecniche di attuazione del PTCP; il nucleo di Cascina Gatti, la Villa Pelucca, i villaggi operai e gli stabilimenti
delle norme tecniche di attuazione del PTCP; il nucleo di Cascina Gatti, la Villa Pelucca, i villaggi operai e gli stabilimenti industriali Falck e Breda sono campiti come “Comparti storici al 1930” e tutelati dall’articolo 37. La tavola riporta il perimetro Parco Nord (parco regionale), assoggettato anche all’articolo 35 delle NTA “Parchi urbani ed aree per la fruizione”; il perimetro del Parco
(parco regionale), assoggettato anche all’articolo 35 delle NTA “Parchi urbani ed aree per la fruizione”; il perimetro del Parco della Media Valle del Lambro (parco locale di interesse sovracomunale), inserito anche fra gli “Ambiti di rilevanza paesistica” normati dall’articolo 31; ed un “Albero di interesse monumentale (articolo 65)” nel giardino di Villa Zorn. La tavola n. 3 indica infine
dall’articolo 31; ed un “Albero di interesse monumentale (articolo 65)” nel giardino di Villa Zorn. La tavola n. 3 indica infine gli edifici di “Architettura religiosa”, di “Architettura civile residenziale”, di “Architettura civile non residenziale” e di “Archeologia industriale” assoggettati all’articolo 39. Sempre in merito alla tutela dei beni paesistici e ambientali, la tavola n. 5/b “Sistema dei vincoli paesistici e ambientali”,
. Sempre in merito alla tutela dei beni paesistici e ambientali, la tavola n. 5/b “Sistema dei vincoli paesistici e ambientali”, relativamente al territorio comunale di Sesto San Giovanni riporta gli elementi e gli ambiti vincolati ai sensi del D. Lgs. n. 490/1999 (ora Codice Urbani): i “Beni di interesse artistico e storico”, i “Fiumi e corsi d’acqua” e i “Parchi regionali”. Fra le “Bellezze d’insieme”
rbani): i “Beni di interesse artistico e storico”, i “Fiumi e corsi d’acqua” e i “Parchi regionali”. Fra le “Bellezze d’insieme” è indicato il Naviglio Martesana che lambisce la parte meridionale del territorio comunale. La tavola inserisce infine nel “Sistema delle aree protette” il Parco locale di interesse sovracomunale della Media Valle del Lambro. La tavola n. 6 “Unità paesistico-territoriali” colloca la città di Sesto San Giovanni fra gli “Ambiti territoriali della memoria storica
a n. 6 “Unità paesistico-territoriali” colloca la città di Sesto San Giovanni fra gli “Ambiti territoriali della memoria storica (articolo 29)”, in dettaglio nell’”Ambito d’influenza milanese” dello sviluppo manifatturiero o industriale, riportando la localizzazione degli impianti industriali, delle fornaci e degli impianti termoelettrici. Nella città sono segnalate anche le ville e i parchi privati storici ed la viabilità storica lungo l’attuale viale Gramsci (si veda nell’Allegato cartografico).
le ville e i parchi privati storici ed la viabilità storica lungo l’attuale viale Gramsci (si veda nell’Allegato cartografico). Nel capitolo sulla difesa del suolo, oltre a recepire il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di bacino del fiume Po, il PTCP segnala, relativamente alla città di Sesto San Giovanni, l’incidenza rilevante delle aree dismesse e delle aree da bonificare, pari al 12% della superficie comunale.
Sesto San Giovanni, l’incidenza rilevante delle aree dismesse e delle aree da bonificare, pari al 12% della superficie comunale. La tavola n. 2/d “Difesa del suolo” riporta appunto sia le fasce PAI, che le “Aree dismesse e le aree di bonifica (articolo 48)”, precisando le aree con caratterizzazione e bonifica in corso e le aree con bonifica certificata (si veda nell’Allegato cartografico). Sul
o le aree con caratterizzazione e bonifica in corso e le aree con bonifica certificata (si veda nell’Allegato cartografico). Sul territorio comunale è segnalato uno “Stabilimento a rischio di incidente rilevante (articolo 49)”. La tavola segnala infine un “Ambito di
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QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 61 cava cessato (articolo 50)” e la localizzazione dei pozzi pubblici. Secondo la tavola n. 4 del Piano, il territorio comunale è attraversato da Nord-Est a Sud-Ovest da una “Principale linea di connessione con il verde” e da Nord a Sud, lungo il fiume Lambro da un “Principale corridoio ecologico dei corsi d’acqua”,
ea di connessione con il verde” e da Nord a Sud, lungo il fiume Lambro da un “Principale corridoio ecologico dei corsi d’acqua”, assoggettati all’articolo 58 delle NTA. In prossimità del fiume sono inoltre localizzate due “Zone extraurbane con presupposti per l’attivazione di progetti di consolidamento ecologico (articolo 61)” (si veda nell’Allegato cartografico). L’articolo 61 delle NTA del
vazione di progetti di consolidamento ecologico (articolo 61)” (si veda nell’Allegato cartografico). L’articolo 61 delle NTA del PTCP, ”Zone periurbane ed extraurbane su cui attivare il consolidamento ecologico”, norma gli “ambiti di territorio potenzialmente caratterizzabili da nuovi elementi ecosistemici di appoggio alla struttura portante della rete ecologica”, sui quali promuovere “azioni
rizzabili da nuovi elementi ecosistemici di appoggio alla struttura portante della rete ecologica”, sui quali promuovere “azioni di assetto fruitivo e consolidamento ecologico, attraverso progetti di riqualificazione paesistica e di potenziamento”. Il dettato normativo rimanda inoltre all’articolo 42 “Frange urbane” che mira “al recupero di un rapporto organico fra spazi aperti e tessuto urbanizzato”.
a inoltre all’articolo 42 “Frange urbane” che mira “al recupero di un rapporto organico fra spazi aperti e tessuto urbanizzato”. La relazione generale al PTCP, in merito alle politiche di orientamento in campo ambientale sottolinea infine la presenza dell’impianto di termo-valorizzazione di Sesto San Giovanni nel contesto provinciale. In merito al sistema infrastrutturale, la relazione generale al PTCP evidenzia il ruolo di Sesto San Giovanni nel sistema dei
e. In merito al sistema infrastrutturale, la relazione generale al PTCP evidenzia il ruolo di Sesto San Giovanni nel sistema dei parcheggi di interscambio, del trasporto merci e della logistica. Il PTCP inserisce fra gli obiettivi specifici del Piano per il sistema delle infrastrutture e della mobilità il potenziamento della rete delle linee metropolitane, con il prolungamento delle linee MM1 ed MM5, che attraversando Sesto San Giovanni raggiungeranno la città di Monza.
tropolitane, con il prolungamento delle linee MM1 ed MM5, che attraversando Sesto San Giovanni raggiungeranno la città di Monza. Nel capitolo n. 3.3 “Sistema insediativo”, la relazione generale elenca i Centri di rilevanza sovracomunale: “… il Comune di Sesto San Giovanni, dai primi del ‘900 simbolo della grande industria fordista, ha scelto di affrontare la transizione verso una economia post-industriale (sviluppo dell’industria ad alta tecnologia e attività di servizio alle persone e alle imprese)
so una economia post-industriale (sviluppo dell’industria ad alta tecnologia e attività di servizio alle persone e alle imprese) attraverso un lavoro di co-progettazione a scala sovracomunale con gli altri Comuni del Nord Milano (Cinisello B.mo, Cologno M., Bresso). Per la storia e per le dotazioni infrastrutturali che lo contraddistinguono costituisce già oggi, anche se inserito nelle aree
. Per la storia e per le dotazioni infrastrutturali che lo contraddistinguono costituisce già oggi, anche se inserito nelle aree urbane a grande densità del Nord-Milano, un riferimento per i Comuni limitrofi e, soprattutto per la progettualità in corso, ha forti potenzialità per rafforzare ulteriormente questo suo ruolo. Dotazione esistente. Nell’ambito del Nord Milano, Sesto San Giovanni si caratterizza sia per la forte dotazione infrastrutturale
Dotazione esistente. Nell’ambito del Nord Milano, Sesto San Giovanni si caratterizza sia per la forte dotazione infrastrutturale (stazione FS, tre fermate M1, svincolo A4-Tangenziale Est, SP5) che per la presenza di servizi di livello sovracomunale (ospedale, Multimedica, istituti scolastici).
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano62 Potenzialità. La grande opportunità per il Comune è senz’altro offerta dalla consistente dotazione di aree di trasformazioni (ha un potenziale di circa 235 ha di aree ex industriali, pari a 1/5 della sua superficie comunale: aree Falck, Marelli, Breda), e per l’importanza strategica degli interventi infrastrutturali previsti sulla propria area di gravitazione (SS36 e SP5, Ring, prolungamento
rtanza strategica degli interventi infrastrutturali previsti sulla propria area di gravitazione (SS36 e SP5, Ring, prolungamento M1 e nuova M5, metrotranvia Milano-Cinisello, metrotranvia urbana). Questo ulteriore rafforzamento del sistema infrastrutturale potrà inoltre essere accompagnato da importanti progetti anche nel campo paesistico-ambientale. Tra le proposte in atto emergono per importanza: la realizzazione del PLIS della Media Valle del
el campo paesistico-ambientale. Tra le proposte in atto emergono per importanza: la realizzazione del PLIS della Media Valle del Lambro, del nuovo parco urbano sulle aree centrali Falck e della sistemazione delle attrezzature del Parco Nord (cascina Torretta).” Nella corrispondente tavola n. 1 “Sistema insediativo-infrastrutturale” (si veda nell’Allegato cartografico), nella città di Sesto San
corrispondente tavola n. 1 “Sistema insediativo-infrastrutturale” (si veda nell’Allegato cartografico), nella città di Sesto San Giovanni è evidenziata un’area destinata ad interventi di interesse sovracomunale, denominata area n. 9 “Area multifunzionale ex Falck”; in prossimità del territorio comunale sono individuate inoltre l’area n. 22 “Progetto Bicocca-Ansaldo-Università Statale” a Milano e n. 10 “Ambito di trasformazione urbana ex Fossati Lamperti ed ex TPM” a Monza.
to Bicocca-Ansaldo-Università Statale” a Milano e n. 10 “Ambito di trasformazione urbana ex Fossati Lamperti ed ex TPM” a Monza. L’intervento sull’area Falck è ripreso nel paragrafo della relazione generale relativo alle aree e interventi di interesse sovracomunale: “… le aree ex Falck di Sesto San Giovanni (Unione, Concordia, Transider e Vittoria) e le aree di trasformazione connesse (Vulcano,
le aree ex Falck di Sesto San Giovanni (Unione, Concordia, Transider e Vittoria) e le aree di trasformazione connesse (Vulcano, scalo ferroviario, Decapaggio), si presentano quali aree strategiche per la loro rilevante estensione (circa 170 ha) e centralità localizzativa. Sono destinate ad accogliere attività produttive di beni e servizi, residenza, attività del settore produttivo/terziario/commerciale e il grande parco urbano centrale (44 ha sulle aree ex Unione e Concordia). Tale progetto di
re produttivo/terziario/commerciale e il grande parco urbano centrale (44 ha sulle aree ex Unione e Concordia). Tale progetto di trasformazione comporterà un significativo ridimensionamento dello scalo ferroviario, sia in termini di superficie che di funzione. L’ambito, adiacente alla stazione FS e fermata M1, sarà attraversato dalla prevista metrotranvia urbana e dal previsto viale urbano e sarà connesso al peduncolo autostradale”.
M1, sarà attraversato dalla prevista metrotranvia urbana e dal previsto viale urbano e sarà connesso al peduncolo autostradale”. In merito al sistema infrastrutturale, ancora nella tavola n. 1, sono evidenziati i previsti prolungamenti delle linee metropolitane MM1 e MM5, attraverso il territorio comunale, fino alle nuove fermate di Monza Bettola; e i tracciati ipotizzati delle linee metrotranviarie da Bicocca verso Cascina Gobba e verso le aree Falck.
ate di Monza Bettola; e i tracciati ipotizzati delle linee metrotranviarie da Bicocca verso Cascina Gobba e verso le aree Falck. Si ipotizza inoltre un sistema di trasporto pubblico in sede protetta il cui tracciato, da definire, lambirebbe il quartiere Pelucca nella parte Nord del territorio comunale. La tavola riporta infine gli interventi viabilistici previsti per il completamento del Ring e la riqualificazione di viale Fulvio Testi.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 63 Infine, in merito al contesto socio-economico e alle indicazioni per la riqualificazione e lo sviluppo compatibile degli insediamenti produttivi, la relazione generale al PTCP, riprendendo la documentazione regionale, colloca la città di Sesto San Giovanni nei distretti tematici, o meta-distretti, del design e dei materiali, secondo le logiche di diffusione del tessuto produttivo e di esistenza di
ematici, o meta-distretti, del design e dei materiali, secondo le logiche di diffusione del tessuto produttivo e di esistenza di relazioni economiche e imprenditoriali.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano64 IL PROGETTO DI ADEGUAMENTO DEL PTCP VIGENTE Con l’entrata in vigore della nuova legge urbanistica regionale, la Provincia di Milano, con delibera n. 884 del 16 novembre 2005, ha avviato il processo di adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vigente. Nel luglio del 2006 il Consiglio provinciale ha approvato il “Documento di indirizzo e linee guida per l’adeguamento del Piano
. Nel luglio del 2006 il Consiglio provinciale ha approvato il “Documento di indirizzo e linee guida per l’adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vigente”. Con la pubblicazione del documento di indirizzi sono stati avviati i percorsi di partecipazione, anche attraverso la riattivazione dei tavoli interistituzionali, che hanno portato tra l’altro alla redazione di dossier per ciascun ambito territoriale provinciale.
tavoli interistituzionali, che hanno portato tra l’altro alla redazione di dossier per ciascun ambito territoriale provinciale. Nell’ottobre 2007, per proseguire il lavoro di confronto con i tavoli interistituzionali, la Provincia ha quindi proposto il progetto di adeguamento del PTCP vigente ai Comuni co-interessati, costituito da una relazione generale, dalle norme di attuazione e da un corredo cartografico.
vigente ai Comuni co-interessati, costituito da una relazione generale, dalle norme di attuazione e da un corredo cartografico. Il progetto di adeguamento, da un lato, conferma i macro-obiettivi del PTCP vigente, dall’altro, introduce alcune condizioni per valutare la compatibilità dei documenti di piano comunali agli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dal piano provinciale.
valutare la compatibilità dei documenti di piano comunali agli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dal piano provinciale. In merito alla verifica dei carichi insediativi, la relazione generale e le norme di attuazione proposte dispongono che l’idoneità del Documento di piano ad assicurare gli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dal PTCP, ed in particolare l’obiettivo quantitativo
mento di piano ad assicurare gli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dal PTCP, ed in particolare l’obiettivo quantitativo tendenziale di contenimento del grado di urbanizzazione entro il 45% della superficie territoriale provinciale, venga valutata con riferimento a quattro condizioni:
- la previsione di azioni di densificazione, riuso e completamento del tessuto urbano consolidato;
- il contenimento del consumo di ulteriore suolo entro il 5% rispetto al grado di urbanizzazione comunale esistente;
onsolidato;
- il contenimento del consumo di ulteriore suolo entro il 5% rispetto al grado di urbanizzazione comunale esistente;
- la verifica di attuazione di almeno il 75% delle previsioni di sviluppo insediativo comunale con riferimento agli strumenti urbanistici vigenti;
- per i Comuni non definiti polo attrattore, il raggiungimento di un grado di urbanizzazione del proprio territorio inferiore al grado di urbanizzazione medio dell’ambito preso a riferimento per omogeneità di condizioni insediative.
territorio inferiore al grado di urbanizzazione medio dell’ambito preso a riferimento per omogeneità di condizioni insediative. Il grado di urbanizzazione dell’ambito territoriale omogeneo “Milano e prima corona” è, secondo le tabelle provinciali, del 70%.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 65 Il Documento di piano della città di Sesto San Giovanni, risulta compatibile con le condizioni prescritte dal progetto provinciale in itinere. Con riferimento alla prima condizione, individua come aree di trasformazione unicamente aree già urbanizzate, prevalentemente aree urbanizzate per impianti produttivi oggi dismessi, incluse nel perimetro del tessuto urbano consolidato, e ne prevede il riuso.
urbanizzate per impianti produttivi oggi dismessi, incluse nel perimetro del tessuto urbano consolidato, e ne prevede il riuso. Il Documento di piano, relativamente al rispetto della seconda condizione, non prevede il consumo di ulteriore suolo. In merito alla verifica dell’attuazione del 75% delle previsioni di sviluppo insediativo degli strumenti comunali vigenti, il PRG 2004 prevede solo tre zone omogenee C “di espansione” ai sensi del D.M n. 1444/1968, azzonate come “zone di trasformazione”: la ZT 4
prevede solo tre zone omogenee C “di espansione” ai sensi del D.M n. 1444/1968, azzonate come “zone di trasformazione”: la ZT 4 R1 Edilmarelli “Zona di trasformazione urbanistica 4 - industriale di ristrutturazione” (articolo 30) e le ZSP 1 Madonna del Bosco e ZSP2 Cascina Gatti “Zone speciali per la realizzazione di parchi e servizi” (articolo 32). La ZT 4 R1 (126.000 mq ST) e la ZSP2
ZSP2 Cascina Gatti “Zone speciali per la realizzazione di parchi e servizi” (articolo 32). La ZT 4 R1 (126.000 mq ST) e la ZSP2 (82.000 mq, ST della zona C) sono state attuate mediante la promozione di Programmi Integrati di Intervento in corso di attuazione, mentre la ZSP1 (26.000 mq, ST della zona C) non ha avuto attuazione. Pertanto risultano attuate l’89% delle previsioni di sviluppo insediativo comunale derivanti dalle zone omogenee di espansione individuate dal PRG 2004.
te l’89% delle previsioni di sviluppo insediativo comunale derivanti dalle zone omogenee di espansione individuate dal PRG 2004. Infine, con riferimento alla quarta condizione, la città di Sesto San Giovanni è individuata, come si evince dalla tavola n. 1B, quale “polo attrattore di 1° livello”, normato dall’articolo 72 delle norme tecniche. Nei poli attrattori, il Piano dei servizi deve prevedere attrezzature di interesse sovracomunale in relazione ai fabbisogni espressi
poli attrattori, il Piano dei servizi deve prevedere attrezzature di interesse sovracomunale in relazione ai fabbisogni espressi dalla popolazione del bacino di gravitazione. Il Piano dei servizi, relativamente ai attrezzature sovracomunali, deve dimostrare:
- la dotazione esistente (tavola n. 1B);
- l’accessibilità;
- la localizzazione delle previsioni in corrispondenza dei nodi di interscambio del trasporto pubblico (tavola n. 1A);
sibilità;
- la localizzazione delle previsioni in corrispondenza dei nodi di interscambio del trasporto pubblico (tavola n. 1A);
- l’integrazione delle previsioni con le indicazioni del PTCP sulla rete ecologica, dorsale verde, PLIS. Con la stessa tavola n. 1B, il progetto di PTCP individua gli insediamenti di rilevanza sovracomunale: nella città di Sesto San Giovanni, gli ambiti Decapaggio, Ercole Marelli, Milano-Pace, Falck Vittoria A, Falck Vittoria B, Vulcano, Aree Falck, Area Campari.
anni, gli ambiti Decapaggio, Ercole Marelli, Milano-Pace, Falck Vittoria A, Falck Vittoria B, Vulcano, Aree Falck, Area Campari. Ai sensi delle NTA della proposta di PTCP, l’individuazione degli insediamenti di rilevanza sovracomunale ha efficacia solo se confermata nel Documento di piano.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano66 In merito al commercio infine, il progetto di PTCP promuove una equilibrata programmazione e modernizzazione del sistema distributivo commerciale coerentemente con gli obiettivi di sviluppo del sistema insediativo e della mobilità, individuando inoltre criteri per la localizzazione di grandi strutture di vendita nei comuni identificati come poli attrattori, tali criteri di valutazione sono:
la localizzazione di grandi strutture di vendita nei comuni identificati come poli attrattori, tali criteri di valutazione sono:
- valutazione rispetto alla presenza di attività di vicinato e medie strutture di vendita;
- rapporto tra abitanti e superfici di vendita;
- individuazione di politiche di sostegno per lo sviluppo dei sistemi commerciali urbani e dei centri commerciali naturali (…);
- incentivazione al mix funzionale (…);
no per lo sviluppo dei sistemi commerciali urbani e dei centri commerciali naturali (…);
- incentivazione al mix funzionale (…);
- congruità dell’insediamento commerciale con le caratteristiche urbanistiche e socio-demografiche generali del Comune e del contesto territoriale più ampio;
- caratteristiche di accessibilità e di funzionalità dell’ambito urbano interessato dall’insediamento;
o territoriale più ampio;
- caratteristiche di accessibilità e di funzionalità dell’ambito urbano interessato dall’insediamento;
- riutilizzo di aree degradate o comunque già interessate da precedenti trasformazioni urbanistiche al fine di evitare nuovo consumo di suolo;
- inserimento della struttura commerciale nel contesto territoriale e paesistico ambientale (…).
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 67 I PROGETTI STRATEGICI SULL’AREA METROPOLITANA AVVIATI A completamento degli strumenti di pianificazione e programmazione sopraordinati descritti precedentemente, è opportuno richiamare alcuni progetti strategici promossi dalla Provincia di Milano sull’ambito territoriale del Nord Milano e sull’intero contesto metropolitano:
tti strategici promossi dalla Provincia di Milano sull’ambito territoriale del Nord Milano e sull’intero contesto metropolitano:
- il tavolo interistituzionale sul Nord Milano, nell’ambito della revisione dei contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale,
- il Piano d’area, o Patto per il Nord Milano,
- il Progetto “La Città di Città”, nell’ambito del Piano strategico provinciale.
- il Piano d’area, o Patto per il Nord Milano,
- il Progetto “La Città di Città”, nell’ambito del Piano strategico provinciale. Sull’intero territorio provinciale, è infine opportuno ricordare che la Provincia di Milano ha recentemente rilanciato l’ipotesi di realizzazione della Città metropolitana, introdotta dalla legge sull’ordinamento delle autonomie locali, ripresa dal testo unico sugli
zazione della Città metropolitana, introdotta dalla legge sull’ordinamento delle autonomie locali, ripresa dal testo unico sugli Enti locali e riconosciuta dal titolo V della Costituzione - ma non considerata dalla Legge Regionale per il governo del territorio. La Città metropolitana sostituirebbe l’attuale Provincia ed aggiungerebbe alle competenze di questa quelle funzioni normalmente
La Città metropolitana sostituirebbe l’attuale Provincia ed aggiungerebbe alle competenze di questa quelle funzioni normalmente affidate ai Comuni, ma che devono svolgersi in un ambito sovracomunale, come la pianificazione territoriale, le reti infrastrutturali e servizi a rete, i piani di traffico intercomunali, la tutela e valorizzazione dell'ambiente e rilevamento dell'inquinamento atmosferico,
a rete, i piani di traffico intercomunali, la tutela e valorizzazione dell'ambiente e rilevamento dell'inquinamento atmosferico, gli interventi di difesa del suolo e di tutela idrogeologica, la raccolta, distribuzione e depurazione delle acque; smaltimento dei rifiuti, la grande distribuzione commerciale e le attività culturali.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano68 I PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA DI INTERESSE SOVRACOMUNALE DEI COMUNI CONFINANTI L’area del Nord Milano – ed in particolare l’asse storico dello sviluppo metropolitano milanese lungo l’asta ferroviaria Milano-Monza
- è interessata da alcuni anni da grandi interventi sia di carattere infrastrutturale che immobiliare, che interessano prevalentemente grandi comparti produttivi dismessi.
terventi sia di carattere infrastrutturale che immobiliare, che interessano prevalentemente grandi comparti produttivi dismessi. Questi progetti potranno avere effetti positivi anche sulla città di Sesto San Giovanni per quanto riguarda la riqualificazione di aree degradate ed il miglioramento del contesto economico milanese, ma potrebbero altresì generare effetti competitivi rispetto alle
degradate ed il miglioramento del contesto economico milanese, ma potrebbero altresì generare effetti competitivi rispetto alle funzioni di eccellenza interessate a collocarsi nel Nord Milano, o addirittura avere effetti negativi in termini di congestione dell’area urbana. Nei Comuni confinanti, a poche centinaia di metri dal confine comunale di Sesto San Giovanni, sono in previsione interventi di
. Nei Comuni confinanti, a poche centinaia di metri dal confine comunale di Sesto San Giovanni, sono in previsione interventi di rilievo sovralocale: a Milano i progetti sulle aree ex Marelli e Pirelli Bicocca; a Cinisello Balsamo il PII Auchan; a Bresso ex area BIC; a Cologno i comparti strategici multifunzionali CIS1 e CIS24; ed è opportuno ricordare la proposta di trasformazione dell’area così detta della Cascinazza a Monza.
tifunzionali CIS1 e CIS24; ed è opportuno ricordare la proposta di trasformazione dell’area così detta della Cascinazza a Monza. A partire dai primi anni Novanta, come noto, è stata avviata la riqualificazione dell’area Bicocca, dove nei primi del Novecento sorgevano gli stabilimenti Pirelli e Ansaldo, che interessa una superficie di quasi un milione di metri quadrati (ad oggi, è stata completata l’attività di sviluppo su circa 800.000 mq) nella zona Nord del Comune di Milano, lungo viale Sarca.
ad oggi, è stata completata l’attività di sviluppo su circa 800.000 mq) nella zona Nord del Comune di Milano, lungo viale Sarca. L’area ospita oggi funzioni diversificate: oltre a residenza e terziario direzionale (centri di ricerca e sedi di importanti multinazionali, fra cui Deutsche Bank, Siemens, Hachette Rusconi e Johnson & Johnson), anche funzioni di eccellenza l’Università, il Teatro Arcimboldi, l’Hangar Bicocca, spazio espositivo per l’arte contemporanea, il Bicocca Village.
eccellenza l’Università, il Teatro Arcimboldi, l’Hangar Bicocca, spazio espositivo per l’arte contemporanea, il Bicocca Village. Ad inizio 2006 sono stati avviati i lavori per il progetto di valorizzazione del Sedici, che prevede la realizzazione, di spazi adatti ad ospitare attività produttive-artigianali, laboratori, atelier (circa 60 unità per complessivi 18.000 mq di slp); e sono state avviate anche le attività di ampliamento della sede direzionale di Pirelli RE (12.000 mq).
ssivi 18.000 mq di slp); e sono state avviate anche le attività di ampliamento della sede direzionale di Pirelli RE (12.000 mq). Entro il 2008 si prevede la realizzazione di quasi 1.200 appartamenti su due aree di complessivi 85.000 mq (lotto Ansaldo). Il Comune di Milano ha inoltre promosso un Programma Integrato di Intervento (PII), in variante al PRG vigente, sull’area Adriano - Marelli - Cascina San Giuseppe (475.000 mq di superficie), situata nella zona Nord Est del capoluogo a confine con Sesto San
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 69 Giovanni, dove, fra gli altri, avevano sede gli stabilimenti della Magneti Marelli, dismessi a partire dagli anni Ottanta. Il progetto prevede la realizzazione di case (in edilizia libera e convenzionata), aree a verde, attrezzature sportive, un centro per anziani, servizi per l'infanzia (un asilo nido e una scuola materna), servizi terziari e commerciali, oltre al recupero della Cascina San
servizi per l'infanzia (un asilo nido e una scuola materna), servizi terziari e commerciali, oltre al recupero della Cascina San Giuseppe e alla riqualificazione della viabilità dell'intera zona, in particolare dell'asse di via Adriano. Il Comune di Cinisello Balsamo, ha promosso un Programma Integrato di Intervento (PII), su un’area di circa 280.000 mq, situata tra la tangenziale Nord, viale Brianza, la tangenziale Est e viale Valtellina, a confine con i Comuni di Monza e Sesto San Giovanni,
la tangenziale Nord, viale Brianza, la tangenziale Est e viale Valtellina, a confine con i Comuni di Monza e Sesto San Giovanni, lungo una delle direttrici viabilistiche più importanti a livello provinciale, l’asse Fulvio Testi – Valassina (SP 5). Il progetto, in corso di costruzione, prevede la ristrutturazione e l’ampliamento dell’attuale centro commerciale Auchan (56.000 mq di superficie a destinazione commerciale), e la realizzazione di un centro multifunzionale per il tempo libero con cinema
000 mq di superficie a destinazione commerciale), e la realizzazione di un centro multifunzionale per il tempo libero con cinema multisala (oltre 31.000 mq di slp), di un complesso per uffici (22.000 mq di superficie a destinazione direzionale) e di un albergo (22.000 mq) (Figura 14). Il Piano di governo del territorio (PGT) recentemente approvato dal Comune Monza prevede la possibilità di trasformare una grande area (116.000 mq), la così detta Cascinazza, in prossimità del confine di Sesto San Giovanni.
sibilità di trasformare una grande area (116.000 mq), la così detta Cascinazza, in prossimità del confine di Sesto San Giovanni. La scheda delle NTA del PGT relativa all’ambito ammette la realizzazione di residenza (15.000 mq) e terziario commerciale (13.000 mq), e prevede la cessione di aree per servizi (52.000 mq), per la realizzazione di un parco di quartiere.
QUADRO RICOGNITIVO
QUADRO RICOGNITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano70 Figura 14: Il planivolumetrico del PII Auchan a Cinisello Balsamo .
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 71 IL QUADRO CONOSCITIVO
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano72
IL QUADRO CONOSCITIVO
Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 71 IL QUADRO CONOSCITIVO
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano72
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 73 IL SISTEMA SOCIO ECONOMICO LOCALE IL QUADRO ECONOMICO: IL SISTEMA PRODUTTIVO E COMMERCIALE Lo sviluppo e le trasformazioni territoriali che hanno visto protagonista la città di Sesto San Giovanni hanno accompagnato una
Lo sviluppo e le trasformazioni territoriali che hanno visto protagonista la città di Sesto San Giovanni hanno accompagnato una modificazione profonda dell'economia cittadina: l'entrata in crisi del modello del lavoro in fabbrica ha avuto come conseguenza la necessità di ripensare non solo i luoghi del lavoro, intesi come il luogo fisico dove si esercita l'attività, ma anche di reinventare il lavoro medesimo esplorando nuove iniziative economiche e nuove opportunità.
e si esercita l'attività, ma anche di reinventare il lavoro medesimo esplorando nuove iniziative economiche e nuove opportunità. E' questo il tema della terziarizzazione delle città ma è anche il tema della costituzione di piccole e medie attività economiche all'interno delle quali l'attività di produzione viene intesa nel senso più ampio dell'accezione: si producono beni, ma si producono
interno delle quali l'attività di produzione viene intesa nel senso più ampio dell'accezione: si producono beni, ma si producono anche servizi, per lo più servizi immateriali, in una sinergia e complementarità tale da rendere difficilmente delineabili i limiti tra prodotti materiali e prodotti immateriali. A questi temi la città ha fatto fronte aprendosi alla trasformazione e perseguendo il passaggio dalla città del lavoro alla città dei
sti temi la città ha fatto fronte aprendosi alla trasformazione e perseguendo il passaggio dalla città del lavoro alla città dei lavori ma questo processo è avvenuto sempre nell'ambito della profonda convinzione che il tema del lavoro è la leva dello sviluppo economico e sociale della città. E' un dato la forte presenza in città della componente delle ditte individuali: quelle realtà imprenditoriali più semplici che
. E' un dato la forte presenza in città della componente delle ditte individuali: quelle realtà imprenditoriali più semplici che costituiscono un elemento di vitalità economica e sociale all'interno del mondo del lavoro e della città medesima. Questa attenzione alla città dei lavori ha avuto come esito, nel corso del 2006, la costituzione di n. 82 nuove imprese, evidenziando un incremento dell’1,67% rispetto al numero delle imprese operanti al 2005, i dati qui riportati sono stati desunti ed elaborati da
incremento dell’1,67% rispetto al numero delle imprese operanti al 2005, i dati qui riportati sono stati desunti ed elaborati da quanto messo a disposizione dalla Banca di Credito Cooperativo di Sesto San Giovanni nella formulazione dell'Atelier Economico- Analisi Statistiche anno 2006. Tale crescita evidentemente non è caratterizzata da uno sviluppo omogeneo per tutti i settori di attività presenti sul territorio, ma si
scita evidentemente non è caratterizzata da uno sviluppo omogeneo per tutti i settori di attività presenti sul territorio, ma si articola in maniera differenziata tra i diversi settori, il bilancio nascita-mortalità viene così evidenziato:
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano74 Bilancio di variazione per settore di attività settore variazione agricoltura e pesca + 4 industria + 34 commercio ingrosso / dettaglio e alberghi / bar / ristoranti + 1 servizi + 43 All'interno dei diversi settori occorre distinguere i movimenti di apertura e chiusura delle attività la cui lettura disaggregata evidenzia in maniera ancora più esplicita i caratteri della trasformazione del tessuto imprenditoriale cittadino.
a disaggregata evidenzia in maniera ancora più esplicita i caratteri della trasformazione del tessuto imprenditoriale cittadino. Dettaglio del bilancio di variazione per settore di attività agricoltura e pesca variazione agricoltura e pesca + 4 industria variazione edilizia + 43 manifatturiero - 9 commercio ingrosso / dettaglio e alberghi / bar / ristoranti variazione commercio - 8 alberghi / bar / ristoranti + 9 servizi variazione attività immobiliari / servizi alle imprese + 28
nti variazione commercio - 8 alberghi / bar / ristoranti + 9 servizi variazione attività immobiliari / servizi alle imprese + 28 intermediazione finanziaria + 6 trasporto e comunicazioni + 3 servizi alla persona + 3 istruzione e sanità + 3
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 75 Le considerazioni che si possono trarre vanno nel senso di una sostanziale vitalità dell'economia sestese nel suo complesso costituendosi come un sistema che riesce sostanzialmente a mantenere le attività in essere ma soprattutto che si è caratterizzato per un bilancio apertura-chiusura e delle attività economico produttive positivo. I settori economici a Sesto San Giovanni
zzato per un bilancio apertura-chiusura e delle attività economico produttive positivo. I settori economici a Sesto San Giovanni Con riferimento all'anno 2006 è quindi possibile accorpare i dati relativi alle attività imprenditoriali a livello cittadino e precisare la composizione percentuale di tale patrimonio all'interno della città. Attività imprenditoriali comunali settore attività % agricoltura 30 0,6 industria 1.584 29,2 commercio 1.842 33,9 servizi 1.909 35,2 non classificate 61 1,1 30 1584 1909 61
tività % agricoltura 30 0,6 industria 1.584 29,2 commercio 1.842 33,9 servizi 1.909 35,2 non classificate 61 1,1 30 1584 1909 61 26 1550 54 1842 1866 1841 0 500 1000 1500 2000 2500 agricoltura industria commercio servizi non classificate 2005 2006
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano76 I principali temi che emergono sono legati al sistema delle attività economico-produttive che vede nelle categorie del terziario e dei servizi i settori che si candidano ad assumere a livello cittadino un ruolo centrale anche in ragione della loro maggior dinamicità e propensione alla crescita; è da evidenziare una situazione di sofferenza del settore commerciale al dettaglio, condizione diffusa non
nsione alla crescita; è da evidenziare una situazione di sofferenza del settore commerciale al dettaglio, condizione diffusa non solo nella città di Sesto San Giovanni e determinata sia dall'attuale inadeguatezza delle reti commerciali al dettaglio che dagli insediamenti della grande distribuzione sia all'interno che all'esterno dell'ambito comunale. Un ulteriore elemento di interpretazione è quello che analizza le forme giuridiche di costituzione delle imprese operanti sul territorio
iore elemento di interpretazione è quello che analizza le forme giuridiche di costituzione delle imprese operanti sul territorio e da cui emerge una forte presenza di imprese individuali e di società di persone. Tali assetti giuridici maggiormente semplificati fanno principalmente riferimento alla rete delle imprese di piccola dimensione, generalmente a gestione famigliare, concentrate nei settori del commercio, delle costruzioni, dei trasporti/comunicazioni, dei servizi
lmente a gestione famigliare, concentrate nei settori del commercio, delle costruzioni, dei trasporti/comunicazioni, dei servizi alla persona; forme societarie maggiormente complesse vanno viceversa ad individuare attività collocate in settori maggiormente dinamici quali servizi avanzati o settori legati a tecnologie innovative. Le forme giuridiche 19,40% 17,50% 60,10% 3,10% Società di persone Società di capitali Imprese individuali Altre forme
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 77 IL QUADRO OCCUPAZIONALE L'elaborazione su dati della Camera di Commercio consente di disaggregare il dato degli addetti per settori di attività fornendone la relativa ripartizione percentuale: da tali dati emerge con evidenza il peso che ormai è stato assunto dal sistema delle attività di servizio nell'economia cittadina.
tali dati emerge con evidenza il peso che ormai è stato assunto dal sistema delle attività di servizio nell'economia cittadina. Gli addetti impiegati nelle attività manifatturiere costituiscono tutt'ora una quota cospicua nel panorama occupazionale ma, a ulteriore riprova della trasformazione della città, ne costituiscono uno degli elementi portanti e non più il principale, come si evince dalla seguente tabella. Addetti delle attività settore economico % occupati agricoltura, caccia e silvicoltura 0,40%
e si evince dalla seguente tabella. Addetti delle attività settore economico % occupati agricoltura, caccia e silvicoltura 0,40% pesca, piscicoltura e servizi connessi 0,03% attività manifatturiere 22,24% costruzioni 18,60% commercio ingrosso e dettaglio 24,84% alberghi, bar, ristoranti 2,31% trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 5,00% intermediazione monetaria e finanziaria 1,80% attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 15,20% istruzione 0,20% sanità e altri servizi sociali 0,86%
anziaria 1,80% attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 15,20% istruzione 0,20% sanità e altri servizi sociali 0,86% altri servizi pubblici, sociali e personali 4,35% imprese non classificate 4,17% 100% Un ulteriore elemento di riscontro della vitalità del sistema economico della città è costituto dall’analisi del mercato del lavoro; i dati a disposizione fanno riferimento alla circoscrizione comprendente i Comuni di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cologno
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano78 Monzese e Bresso: i dati che vengono riportati sono costituiti dall'analisi e raffronto tra avviamenti e cessazioni dal lavoro registrate presso i Centri per l'impiego della circoscrizione e sono riferiti al primo semestre del 2006. Avviamenti registrati al primo semestre 2006 settore avviamenti contratti a tempo indeterminato 4.559 contratti a tempo determinato 7.889 trasporto e comunicazioni 12.448
06 settore avviamenti contratti a tempo indeterminato 4.559 contratti a tempo determinato 7.889 trasporto e comunicazioni 12.448 Nello stesso periodo del 2005 il numero di persone avviate al lavoro nella circoscrizione è stato di 14.175 unità: l'avviamento nel primo semestre del 2006 è stato quindi inferiore di 1.727 unità, pari a –12,18%: è inoltre da evidenziare una modificazione nella
rimo semestre del 2006 è stato quindi inferiore di 1.727 unità, pari a –12,18%: è inoltre da evidenziare una modificazione nella composizione per sessi delle persone avviate al lavoro elemento riconducibile anche ad una maggior richiesta espressa da aziende in espansione e attive nei settori dei servizi e del terziario. Avviamenti per sesso 40% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% anno 2006 anno 2005 maschi femmine 60% 36% 64%
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 79 Elemento certamente positivo è rappresentato dal modificarsi del rapporto tra contratti a tempo determinato rispetto a quelli a tempo indeterminato in favore di quest’ultima tipologia contrattuale: si tratta di una stabilizzazione nei rapporti di lavoro che può essere letta, tra l'altro, come un'ulteriore conferma della tendenziale solidità delle aziende che sono collocate in città:
può essere letta, tra l'altro, come un'ulteriore conferma della tendenziale solidità delle aziende che sono collocate in città: Tipo di contratto di lavoro per l’anno 2005 e 2006 settore contratto tempo determinato contratto tempo indeterminato anno 2005 66% 34% anno 2006 63% 37% Il grafico restituisce il rapporto tra diverse tipologie dei contratti, con riferimento agli anni 2005 e 2006: Tipologia contrattuale 37% 63% 34% 66% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% anno 2006 anno 2005
con riferimento agli anni 2005 e 2006: Tipologia contrattuale 37% 63% 34% 66% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% anno 2006 anno 2005 contratto a tempo indeterminato contratto a tempo determinato
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano80 Le cessazioni per il primo semestre 2006 nella circoscrizione di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese e Bresso risultano pari a 9.384 unità, nello stesso periodo del 2005 le cessazioni ammontano a 12.109 unità: le cessazioni nel periodo del 2006 qui analizzato sono state quindi inferiori a quelle dell'anno precedente per 2.725 unità dato pari al -22,50%.
periodo del 2006 qui analizzato sono state quindi inferiori a quelle dell'anno precedente per 2.725 unità dato pari al -22,50%. Anche il saldo occupazionale, con riferimento a periodi omogenei degli anni 2005 e 2006, evidenzia un positivo andamento dell'economia sestese dimostrando come il tessuto produttivo sia riuscito, almeno quantitativamente, ad assorbire le quote di espulsione dal lavoro mediante nuovi avviamenti al lavoro che hanno costituito anche un'offerta ulteriore di posti di lavoro:
di espulsione dal lavoro mediante nuovi avviamenti al lavoro che hanno costituito anche un'offerta ulteriore di posti di lavoro: Saldo occupazionale per l’anno 2005 e 2006 Anno avviati al lavoro cessati dal lavoro saldo 2005 14.175 12.109 + 2.066 2006 12.448 9.384 + 3.064
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 81 IL SISTEMA SOCIO DEMOGRAFICO LOCALE COMPOSIZIONE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE La raccolta di dati relativi agli abitanti il territorio comunale, l’analisi e la successiva interpretazione critica delle informazioni ottenute, costituisce l’elemento di conoscenza indispensabile alla definizione degli scenari di previsione e delle strategie di intervento programmabili per la risoluzione delle problematiche sociali.
izione degli scenari di previsione e delle strategie di intervento programmabili per la risoluzione delle problematiche sociali. Le dinamiche demografiche inquadrano le necessità sociali e qualificano il bisogno in particolare per quanto attiene alle politiche abitative; tema che è tornato ad assumere prioritaria importanza soprattutto nelle realtà metropolitane. E’ infatti aumentato, come di seguito analizzato ed illustrato, il ricorso a forme di sostegno alla locazione di abitazioni da parte della
aumentato, come di seguito analizzato ed illustrato, il ricorso a forme di sostegno alla locazione di abitazioni da parte della popolazione, in particolare di fasce riconducibili al cosiddetto ceto medio e comunque in precedenza estranee alla domanda di edilizia pubblica. La popolazione residente nel territorio comunale di Sesto San Giovanni è pari a tutto il 2007 a 80.886 unità. Dopo il decennio fra il
polazione residente nel territorio comunale di Sesto San Giovanni è pari a tutto il 2007 a 80.886 unità. Dopo il decennio fra il 1991 ed il 2000, che ha visto la diminuzione del numero di residenti di 5.024 unità (- 5,79 %), il numero complessivo dei residenti si è pressoché stabilizzato in valore assoluto. Nel 2000 la popolazione residente risultava pari a 81.687 unità, nel 2006 il totale dei residenti nel Comune di Sesto San Giovanni
l 2000 la popolazione residente risultava pari a 81.687 unità, nel 2006 il totale dei residenti nel Comune di Sesto San Giovanni sommava a 81.032; pertanto la differenza fra la popolazione al 31 dicembre 2006 e quella rilevata al 31 dicembre 2007 è di 146 residenti (- 0,18%), mentre nel periodo 2000 – 2007 il saldo è pari a – 801 residenti (- 1,00 %). Primo dato significativo è costituito dall’aumento dei nuclei familiari nonostante si mantenga pressoché costante il numero dei
Primo dato significativo è costituito dall’aumento dei nuclei familiari nonostante si mantenga pressoché costante il numero dei residenti: 35.539 le famiglie anagrafiche nel 2000, 36.773 le famiglie anagrafiche nel 2003 (+ 3,47 %), 38.253 famiglie anagrafiche nel 2007 (+ 4,02%). L’analisi capillare dei dati rilevati indica inoltre che l’incremento è riferibile in particolare a famiglie mononucleari e che al contempo si è contratto il numero dei componenti le famiglie.
mento è riferibile in particolare a famiglie mononucleari e che al contempo si è contratto il numero dei componenti le famiglie. I nuclei familiari unipersonali sono aumentati nell’ultimo decennio del 9,03 % , passando da 12.325 nel 1995 a 13.439 nel 2006;
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano82 contestualmente si registra una sensibile contrazione del numero dei componenti delle famiglie che raggiunge nel 2004 il minimo storico di 2,18, a fronte di una media di 2,36 rilevata nel 1991 (significativo inoltre che, incrociando i dati del 2004 relativi alle famiglie mononucleo con quelli degli anziani soli, si rileva che questi ultimi ne costituiscono circa il 30%).
004 relativi alle famiglie mononucleo con quelli degli anziani soli, si rileva che questi ultimi ne costituiscono circa il 30%). Altro dato significativo riguarda la presenza di cittadini stranieri, che è notevolmente aumentata: si passa dai 1.390 del 1995 ai 9.240 censiti nel 2007, con un incremento pari al 664,75%. In particolare è utile, al riguardo, l’analisi dei dati riferiti agli anni recenti e relativi al periodo che va dal 2000 al 2007, che
rticolare è utile, al riguardo, l’analisi dei dati riferiti agli anni recenti e relativi al periodo che va dal 2000 al 2007, che confermano con evidenza l’andamento incrementale segnalato: 3.296 stranieri nel 2000, 3.878 stranieri nel 2001 (+ 17,66%), 4.541 stranieri nel 2002 (+ 17,10%). 5.543 stranieri nel 2003 (+ 22,06%), 7.012 stranieri nel 2004 ( + 26,50%), 7.956 stranieri nel 2005 (+ 13,46%), 8.590 stranieri nel 2006 (+7,96%), 9.240 stranieri nel 2007 (+ 7,57%).
el 2004 ( + 26,50%), 7.956 stranieri nel 2005 (+ 13,46%), 8.590 stranieri nel 2006 (+7,96%), 9.240 stranieri nel 2007 (+ 7,57%). Ulteriori indicazioni sullo stato delle famiglie a Sesto San Giovanni provengono dall’analisi della situazione abitativa dei nuclei; in particolare, con riferimento ai dati del censimento 2001, si ritiene rilevante che il 71,2% delle famiglie vive in case di proprietà, il 24,5% vive in abitazioni in locazione e il 4,3% soggiorna in abitazioni detenute ad altro titolo.
vive in case di proprietà, il 24,5% vive in abitazioni in locazione e il 4,3% soggiorna in abitazioni detenute ad altro titolo. Si tratta di un fenomeno riscontrato anche a livello regionale, dovuto sia a cambiamenti nelle dinamiche sociali, che all’immigrazione di extracomunitari, che all’uscita dai nuclei familiari di origine di una parte consistente di trentenni e quarantenni (cosiddetti baby – boomers).
che all’uscita dai nuclei familiari di origine di una parte consistente di trentenni e quarantenni (cosiddetti baby – boomers). [Da: Gli scenari della domanda residenziale nella Provincia di Milano 2006-2015, rapporto di ricerca del CRESME] “Nell’attuale fase di stabilizzazione delle dinamiche demografiche, è la riduzione della dimensione media a sostenere l’incremento delle famiglie.
di stabilizzazione delle dinamiche demografiche, è la riduzione della dimensione media a sostenere l’incremento delle famiglie. Tra il 1991 ed il 2001, infatti la popolazione residente in famiglia (Provincia di Milano) ha segnato una sensibile contrazione, dai 3.716.264 componenti nel 1991 ai 3.678.297 del 2001, ma il numero di famiglie è comunque cresciuto, passando dalle 1.423.856 del 1991 alle 1.545.503 del 2001.
ai 3.678.297 del 2001, ma il numero di famiglie è comunque cresciuto, passando dalle 1.423.856 del 1991 alle 1.545.503 del 2001. La riduzione del numero medio di componenti per famiglia è un dato che accompagna le trasformazioni della struttura socio- economica dei paesi industrializzati in generale e dell’Italia in particolare dove, la repentina riduzione della natalità, il progressivo invecchiamento strutturale della
nerale e dell’Italia in particolare dove, la repentina riduzione della natalità, il progressivo invecchiamento strutturale della popolazione e il conseguente incremento delle famiglie monocomponente di anziani – ma anche il sempre più rilevante numero di giovani single e di famiglie monogenitore in seguito a separazioni e divorzi – hanno portato questo indice a valori assai ridotti.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 83 Per quanto attiene alla composizione della popolazione, inoltre, è significativo il dato riferito alla popolazione anziana residente a Sesto San Giovanni che, al 31/12/2006 è di 18.128 unità, suddivisa in 10.687 femmine e 7.441 maschi (rispettivamente il 58,9% e il 41,1% del totale), il
al 31/12/2006 è di 18.128 unità, suddivisa in 10.687 femmine e 7.441 maschi (rispettivamente il 58,9% e il 41,1% del totale), il Piano Sociale di Zona per gli interventi sanitari e socio-sanitari, per il trienno 2006-2008, contiene dettagliate analisi socio-demografiche alle quali questo documento attinge di seguito. L’evoluzione demografica testimonia un aumento della componente anziana, sia in termini relativi, sia in termini assoluti nei tre momenti di
demografica testimonia un aumento della componente anziana, sia in termini relativi, sia in termini assoluti nei tre momenti di riferimento utilizzati per questa analisi socio-demografica (1995; 2001; 2005) (…). Nella tabella 1 sono rappresentate nel dettaglio le distribuzioni percentuali per fasce d’età della popolazione over 65 negli anni ’95, ’01 e ’05. Come è possibile osservare, il complessivo aumento del numero di anziani (dal 15,77% al 21,43%) trova riscontro in tutte le fasce d’età indicate.
osservare, il complessivo aumento del numero di anziani (dal 15,77% al 21,43%) trova riscontro in tutte le fasce d’età indicate. Appare evidente come, rispetto agli anni passati, sia notevolmente cresciuto il numero di anziani appartenente alla fascia d’età dagli 80 anni in su, fascia d’età comunemente inclusa nella categoria “grandi anziani”, solitamente associati ad un limitato grado di autonomia nella vita
a d’età comunemente inclusa nella categoria “grandi anziani”, solitamente associati ad un limitato grado di autonomia nella vita quotidiana e alla progressiva perdita di funzionalità. L’incremento numerico degli ultra ottantenni rappresenta una sfida particolarmente impegnativa per il complesso sistema di interventi che è necessario predisporre per rispondere alle loro domande e bisogni . Tabella 1 - Popolazione anziana residente a Sesto San Giovanni dal 1995 al 2005 1995 2001 2005
ere alle loro domande e bisogni . Tabella 1 - Popolazione anziana residente a Sesto San Giovanni dal 1995 al 2005 1995 2001 2005 Fasce d’età Totale % pop. Totale % pop. Totale % pop. 65-69 4.464 5,33% 5.161 6,33% 5.486 6,74% 70-74 3.723 4,44% 4.025 4,93% 4.695 5,77% 75-79 1.970 2,35% 3.112 3,81% 3.226 3,96% 80-84 1.924 2,29% 1.558 1,91% 2.359 2,90% 85-89 901 1,07% 1.165 1,42% 987 1,21% 90-94 202 0,24% 410 0,50% 525 0,64% 95-99 29 0,03% 70 0,08% 141 0,17% 100-105 2 0,00% 9 0,01% 13 0,01%
07% 1.165 1,42% 987 1,21% 90-94 202 0,24% 410 0,50% 525 0,64% 95-99 29 0,03% 70 0,08% 141 0,17% 100-105 2 0,00% 9 0,01% 13 0,01% Tot Anziani 13.215 15.510 17.432 Totale popolazione 83.756 81.482 81.312 % anziani su totale popolazione 15,77% 19,03% 21,43%
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano84 Popolazione anziana residente a Sesto San Giovanni in rapporto al totale della popolazione (1995-2005). 70038 63605 64040 13215 15510 17432 0 10000 20000 30000 40000 50000 60000 70000 80000 90000 1995 2001 2005 anno di rilevazione 65-105 0-64 Nella tabella 2 sono riportati gli indici di vecchiaia, che stima il grado di invecchiamento di una popolazione: valori superiori a 100 indicano una
riportati gli indici di vecchiaia, che stima il grado di invecchiamento di una popolazione: valori superiori a 100 indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi, e di dipendenza, che evidenzia il rapporto tra la popolazione che a causa dell'età si ritiene essere non autonoma e la popolazione che essendo in attività dovrebbe provvedere al sostegno delle fasce più anziane, a Sesto San Giovanni, confrontati con gli indici provinciali, regionali e nazionali.
vedere al sostegno delle fasce più anziane, a Sesto San Giovanni, confrontati con gli indici provinciali, regionali e nazionali. Appare evidente come il rapporto tra popolazione anziana e quella composta dai giovanissimi (0-14 anni) sia notevolmente mutato nell’ultimo decennio a favore degli over 65. A questo proposito è interessante notare come l’indice di vecchiaia a Sesto San Giovanni sia più elevato non
vore degli over 65. A questo proposito è interessante notare come l’indice di vecchiaia a Sesto San Giovanni sia più elevato non solo rispetto al passato, ma anche in relazione al dato provinciale e regionale, mentre risulta inferiore rispetto al dato del Comune di Milano; nel capoluogo si registra infatti la presenza di due anziani per ogni giovane compreso tra gli 0 e i 14 anni.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 85 L’indice di dipendenza, seppur aumentato, risulta invece in linea con il dato nazionale e con quello del riparto statistico coincidente con il nord Italia, mentre è inferiore rispetto a quello provinciale. Un dato di questo tipo, generato da un contemporaneo incremento della popolazione 0-14 e
nferiore rispetto a quello provinciale. Un dato di questo tipo, generato da un contemporaneo incremento della popolazione 0-14 e over 65 e dalla diminuzione dei cittadini compresi tra i 15 e i 64 anni testimonia come possa aver inciso sulla struttura socio-demografica della città il fenomeno dell’abbandono della stessa da parte delle giovani famiglie a causa della difficile situazione abitativa (trattata in altro capitolo del Piano di Zona) e del mutato tessuto economico-produttivo.
a della difficile situazione abitativa (trattata in altro capitolo del Piano di Zona) e del mutato tessuto economico-produttivo. Tabella 2 - Indici strutturali di popolazione comparati (Fonte ISTAT) Sesto S.G. Comune di Milano Provincia di Milano Regione Lombardia Nord Italia Italia 2005 1995 dati al 1/1/2004 Indice di vecchiaia 180,5 144,9 202,84 146,44 140,44 158,1 135,9 Indice di dipendenza 49,82 36,51 53,55 47,31 47,55 50,1 50,1
04 Indice di vecchiaia 180,5 144,9 202,84 146,44 140,44 158,1 135,9 Indice di dipendenza 49,82 36,51 53,55 47,31 47,55 50,1 50,1 Una visione dinamica della demografia relativa alla popolazione anziana permette di considerare inoltre quanti sono i cittadini che in un periodo medio – breve entreranno a far parte della categoria degli anziani (…). La popolazione compresa tra i 65 e i 79 anni rappresenta attualmente
e entreranno a far parte della categoria degli anziani (…). La popolazione compresa tra i 65 e i 79 anni rappresenta attualmente (dati al 31/12/2006) i tre quarti degli anziani presenti in città (76,68%) e ben il 17,15% degli abitanti. Prendendo in esame il numero di persone attualmente compreso nella fascia d’età 60-64 anni, è possibile affermare che entro 1-4 anni faranno parte della categoria quasi lo stesso numero dei cittadini attualmente presenti nella fascia 65-69 (…).
e entro 1-4 anni faranno parte della categoria quasi lo stesso numero dei cittadini attualmente presenti nella fascia 65-69 (…). Gli anziani che a Sesto vivono soli sono, al luglio 2005, 5.462 e rappresentano il 31,3% della popolazione totale over 65. Appare evidente come la maggior parte di questi sia di sesso femminile, dato fortemente condizionato dalla differente attesa di vita per genere (…).
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano86 Per quanto riguarda la popolazione giovane, la popolazione compresa tra gli 0 e i 24 anni residente a Sesto San Giovanni al 31/12/2007 è di 16.363 unità, suddivisa in 7.864 femmine e 8.499 maschi, rispettivamente il 48% e il 52% del totale. I sottogruppi maggiormente rappresentati sono quelli dei residenti appartenenti alle fasce 0-4 (22,35%) e 5- 9 ( 20,41%).
otale. I sottogruppi maggiormente rappresentati sono quelli dei residenti appartenenti alle fasce 0-4 (22,35%) e 5- 9 ( 20,41%). L’evoluzione demografica testimonia una complessiva diminuzione della componente minori/giovani, sia in termini relativi, sia in termini assoluti nei tre momenti di riferimento utilizzati per questa analisi socio-demografica (1995; 2001; 2005) (…). 22,22% 19,18% 18,16% 18,42% 22,02% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 20499 16203 16213 62754 62912 65259 0 10000 20000
2% 19,18% 18,16% 18,42% 22,02% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 20499 16203 16213 62754 62912 65259 0 10000 20000 30000 40000 50000 60000 70000 80000 90000 1995 2001 2005 Anno di rilevazione 25-110 0-24 Suddivisione percentuale per fasce d'età (fonte: Anagrafe Comunale) Popolazione 0-24 confronto con la popolazione residente totale (fonte: Anagrafe Comunale)
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 87 I dati rappresentati nei 2 grafici precedenti sono riassunti nella tabella 4, dove vengono evidenziate le percentuali delle fasce di età in rapporto alla popolazione totale e il dato percentuale complessivo della presenza di minori e giovani a Sesto San Giovanni nel periodo 1995 – 2005. Tabella 4: Distribuzione percentuale della popolazione giovanile per fasce d'età 1991-2005 (fonte: Anagrafe Comunale e ISTAT) 1995 2001 2005
istribuzione percentuale della popolazione giovanile per fasce d'età 1991-2005 (fonte: Anagrafe Comunale e ISTAT) 1995 2001 2005 Fasce d’età Totale % pop. Totale % pop. Totale % pop. 0-4 3.007 3,59% 3.156 3,87% 3.602 4,42% 5-9 2.899 3,46% 2.806 3,44% 3.109 3,82% 10-14 3.213 3,83% 2.843 3,48% 2.945 3,62% 15-19 4.636 5,53% 3.101 3,80% 2.987 3,67% 20-24 6.744 8,05% 4.297 5,27% 3.570 4,39% Tot Pop. Giovanile 20.499 16.203 16.213 Tot. popolazione 83.756 81.482 81.312 % minori e giovani
4 8,05% 4.297 5,27% 3.570 4,39% Tot Pop. Giovanile 20.499 16.203 16.213 Tot. popolazione 83.756 81.482 81.312 % minori e giovani su tot. pop. 24,47% 19,88% 19,93% All’interno dell’intervallo di età 0-4 appare di particolare interesse il rilievo demografico della fascia 0-3 che coincide con la potenziale utenza, a livello cittadino, degli asili nido”. Tabella 5: Distribuzione percentuale della popolazione 0-3 dal 1995-2005 (fonte: Anagrafe Comunale e ISTAT) 1995 2001 2005
ido”. Tabella 5: Distribuzione percentuale della popolazione 0-3 dal 1995-2005 (fonte: Anagrafe Comunale e ISTAT) 1995 2001 2005 Fasce d’età Totale % pop. Totale % pop. Totale % pop. 0-3 2.434 2,90% 2.556 3,13% 2.904 3,57%
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano88 La popolazione straniera presente a Sesto San Giovanni al 31 dicembre 2007 è di 9.240 unità, suddivisa in 4.134 femmine e 5.106 maschi; attualmente gli stranieri rappresentano l’ 11,42 % del totale dei residenti. Il grafico seguente descrive l’evoluzione della presenza di migranti sul territorio comunale; come si evince dalla lettura dei dati gli
ico seguente descrive l’evoluzione della presenza di migranti sul territorio comunale; come si evince dalla lettura dei dati gli anni Ottanta vedono una partecipazione di straneri molto contenuta mentre negli anni Novanta, in particolare nella seconda metà, il fenomeno acquista una certa consistenza. La crescita esponenziale viene senza dubbio registrata a partire dal nuovo decennio.
il fenomeno acquista una certa consistenza. La crescita esponenziale viene senza dubbio registrata a partire dal nuovo decennio. Complessivamente dal 1983 al 2007 la popolazione straniera residente a Sesto San Giovanni è aumentata di venticinque volte (dai 369 stranieri residenti nel 1983 agli 9.240 del 2007). Particolarmente rilevante appare il dato di incremento dell’ultimo triennio con il 31,77% in più di presenze sul territorio comunale.
colarmente rilevante appare il dato di incremento dell’ultimo triennio con il 31,77% in più di presenze sul territorio comunale. Cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni dal 31/12/1983 al 31/12/2007 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 8000 9000 10000 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
000 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 Negli ultimi 15 anni, contestualmente all’aumento complessivo della popolazione straniera residente, si è rilevato un sensibile assottigliamento della differenza di genere. Se nel 1990 si registrava infatti una distribuzione percentuale tra maschi e femmine pari
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 89 rispettivamente al 60,8% e 39,2%, nel 2007 la distribuzione è pari al 55,26% (M) e 44,74% (F). Dopo aver analizzato le dimensioni del fenomeno migratorio che interessa il territorio comunale, indagando nazionalità di provenienza e composizione di genere di questi nuovi cittadini, si procede ora ad esaminare la distribuzione per fasce di età della popolazione straniera.
di genere di questi nuovi cittadini, si procede ora ad esaminare la distribuzione per fasce di età della popolazione straniera. Più della metà degli stranieri residenti (58,64%) ha un’età che non supera i 34 anni e ben il 19,78% rientra nella classe 0-14. Coloro che fanno parte della fascia 35-64 sono invece il 38,68%. Questo dato conferma l’idea di una popolazione molto giovane rispetto a quella sestese nel suo complesso tanto che il 93,40% degli stranieri ha un’età inferiore ai 50 anni.
ne molto giovane rispetto a quella sestese nel suo complesso tanto che il 93,40% degli stranieri ha un’età inferiore ai 50 anni. Nelle figure seguenti vengono presentati gli incrementi degli stranieri registrati dal 2003 al 2007, divisi per fasce d’età. Distribuzione percentuale per fasce d'età della popolazione straniera a Sesto S. G. al 31/12/07 Incrementi per classi di età dei cittadini stranieri residenti a Sesto S. G. (2003 – 2005) - Fonte: Anagrafe Comunale 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% 0-4 5-9
cittadini stranieri residenti a Sesto S. G. (2003 – 2005) - Fonte: Anagrafe Comunale 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99 100-104 0 50 100 150 200 250 300 350 0 - 0 4 - 4 8 - 8 12 - 12 16 - 16 20 - 20 24 - 24 28 - 28 32 - 32 36 - 36 40 - 40 44 - 44 48 - 48 52 - 52 56 - 56 60 - 60 64 - 64 68 - 68 72 - 72 76 - 76 80 - 80 84 - 84 88 - 88 92 - 92 96 - 96 100 - 100 104 - 104 108 - 108 112 - 112
56 - 56 60 - 60 64 - 64 68 - 68 72 - 72 76 - 76 80 - 80 84 - 84 88 - 88 92 - 92 96 - 96 100 - 100 104 - 104 108 - 108 112 - 112 116 - 116 120 - 120 2005 2003
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano90 [Da: Gli scenari della domanda residenziale nella Provincia di Milano 2006-2015, rapporto di ricerca del CRESME] “L’analisi evidenzia un incremento per tutti gli intervalli d’età individuati: gli aumenti più significativi hanno interessato le fasce comprese tra gli 0 e i 6 anni e quella 20-48, con valori percentuali rispettivamente del 62,9% e del 54,4%.
interessato le fasce comprese tra gli 0 e i 6 anni e quella 20-48, con valori percentuali rispettivamente del 62,9% e del 54,4%. Se un’analisi sull’età ha coinvolto fino a questo momento solo la componente straniera, si rileva necessario ora capire quanto questa incida sul totale dei residenti per ogni classe d’età. Come è stato rilevato in precedenza il peso totale dei residenti stranieri a tutto il 2007 è pari a 11,2 punti percentuali. Le due fasce d’età in cui si
precedenza il peso totale dei residenti stranieri a tutto il 2007 è pari a 11,2 punti percentuali. Le due fasce d’età in cui si rileva un maggior peso della componente straniera sono quella 0-14 e quella 15-34. Gli scenari sopra descritti suggeriscono la necessità di riflettere in merito ai bisogni espressi e inespressi dalle famiglie straniere, al sistema di accoglienza e all’inserimento nel tessuto sociale di bambini e giovani figli di stranieri.
lle famiglie straniere, al sistema di accoglienza e all’inserimento nel tessuto sociale di bambini e giovani figli di stranieri. Incidenza dei cittadini stranieri residenti a Sesto S. G. per fasce d'età (12/07/2005) - Fonte: Anagrafe Comunale 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 0-14 15-34 35-64 65 over stranieri italiani La seconda classe d’età, quella che va dai 15 ai 34 anni, indica un’incidenza ancora maggiore della precedente. I dati dell’anagrafe mostrano che
d’età, quella che va dai 15 ai 34 anni, indica un’incidenza ancora maggiore della precedente. I dati dell’anagrafe mostrano che ben il 21,8% dei residenti sestesi compresi in questa fascia è rappresentato da stranieri.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 91 La terza fascia (dai 35 ai 65 anni) mostra invece valori percentuali più bassi pari al 8,7%, dato viziato anche dal fatto che, come si è avuto modo di osservare in precedenza, la percentuale di over 50 è molto bassa. Per gli ultra sessantacinquenni invece l’incidenza è praticamente nulla e si assesta sullo 0,3%. Emerge dunque l’incontro di una popolazione giovane come è quella straniera, ed una popolazione che, come accade anche
llo 0,3%. Emerge dunque l’incontro di una popolazione giovane come è quella straniera, ed una popolazione che, come accade anche a livello nazionale, registra ormai da diversi anni un innalzamento dell’età media. È possibile ipotizzare che il complessivo calo demografico della popolazione giovanile 0-24 sia in parte mediato dall’elevato numero di minori stranieri che risiedono sul nostro territorio. Infatti, la presenza di cittadini stranieri a Sesto San Giovanni assume dimensioni particolarmente
iedono sul nostro territorio. Infatti, la presenza di cittadini stranieri a Sesto San Giovanni assume dimensioni particolarmente accentuate se si considera questa fascia di popolazione. Nel 2005 si registra la presenza del 9,3% di cittadini provenienti da altri paesi, mentre il 13,1% di minori e giovani presenti a Sesto è di provenienza straniera, come rappresentato nel grafico 3. Gli stranieri che attualmente frequentano
giovani presenti a Sesto è di provenienza straniera, come rappresentato nel grafico 3. Gli stranieri che attualmente frequentano a Sesto San Giovanni le scuole pubbliche sono 1.021 e rappresentano il 16,7% di tutti gli iscritti, un dato in crescita rispetto all’anno scolastico 2004/2005, in cui la presenza di alunni stranieri era del 14,2%. I bambini stranieri che oggi frequentano le scuole d’infanzia sono 294 su un totale
presenza di alunni stranieri era del 14,2%. I bambini stranieri che oggi frequentano le scuole d’infanzia sono 294 su un totale di 1.523 alunni. La percentuale di iscritti appare dunque elevata e in constante incremento rispetto agli anni scolastici precedenti. Le scuole primarie, con 484 alunni, mostrano in valori assoluti una presenza straniera superiore agli altri ordini di scuola, e una percentuale di iscritti del
nni, mostrano in valori assoluti una presenza straniera superiore agli altri ordini di scuola, e una percentuale di iscritti del 17,2% anch’essa in incremento rispetto agli anni precedenti. Nelle scuole secondarie di 1° grado il 13,7% della popolazione scolastica è composta da alunni stranieri, e rispetto agli anni passati questo grado di scuola presenta il maggiore incremento […]. 13,1% 86,9% Stranieri Italiani 14,9% 16,4% 19,3% 13,6% 14,4% 17,2% 11,8% 12,0% 13,7% 0% 5% 10% 15% 20%
maggiore incremento […]. 13,1% 86,9% Stranieri Italiani 14,9% 16,4% 19,3% 13,6% 14,4% 17,2% 11,8% 12,0% 13,7% 0% 5% 10% 15% 20% 2003-2004 2004-2005 2005-2006 scuola secondaria 1° grado scuola infanzia Ciò che emerge dai dati appena rilevati è un aumento della componente straniera all’interno di tutti i cicli scolastici. Appare di interesse notare che l’incremento maggiore si rileva nel grado di scuola non obbligatorio, permettendo così di ipotizzare che la crescita della popolazione non
to maggiore si rileva nel grado di scuola non obbligatorio, permettendo così di ipotizzare che la crescita della popolazione non italiana nella scuola dell’infanzia coincida con un maggiore interesse da parte delle famiglie straniere a usufruire di un servizio che, oltre alla valenza educativa, offre una maggiore possibilità di conciliazione con i tempi delle stesse”. Grafico 3: Distribuzione percentuale di minori e giovani italiani e stranieri (fascia 0-24 anni)
ione con i tempi delle stesse”. Grafico 3: Distribuzione percentuale di minori e giovani italiani e stranieri (fascia 0-24 anni) Percentuale di alunni stranieri nelle scuole di Sesto. A.S. 03/04 e 04/05 - Fonte: Settore Educazione
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano92 ANALISI DEL FABBISOGNO ABITATIVO Il tema della domanda abitativa negli ultimi anni è tornato - dopo la fase dell’emergenza-casa degli anni Settanta - ad essere centrale nell’agenda politica degli Amministratori locali e nel governo del territorio, ad esempio la nuova legge urbanistica regionale che inserisce nella dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale da assicurare con il Piano dei
e inserisce nella dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale da assicurare con il Piano dei servizi anche le aree per l’edilizia residenziale pubblica. L’emergenza abitativa, soprattutto per quanto riguarda le abitazioni a regime controllato, ha raggiunto un elevato livello di attenzione in tutta l’area metropolitana milanese: dei 19 Comuni a fabbisogno acuto ed elevato che la Regione Lombardia ha
lo di attenzione in tutta l’area metropolitana milanese: dei 19 Comuni a fabbisogno acuto ed elevato che la Regione Lombardia ha individuato e coinvolto in accordi quadro di sviluppo territoriale per la casa, 8 sono in Provincia di Milano (gli accordi quadro interessano 19 Comuni lombardi: 12 Comuni capoluogo di Provincia, classificati come Comuni “a fabbisogno acuto”; e 7 Comuni della Provincia di Milano, classificati come “a fabbisogno elevato”: Cesano Boscone e Corsico a Sud della città di
”; e 7 Comuni della Provincia di Milano, classificati come “a fabbisogno elevato”: Cesano Boscone e Corsico a Sud della città di Milano, Cinisello Balsamo, Bresso, Cologno Monzese, Cusano Milanino e Sesto San Giovanni e Monza a Nord). La Provincia di Milano ha promosso di recente diversi studi - propedeutici alla definizione di un “Patto metropolitano per la casa” - sul problema della casa e sui fabbisogni abitativi: gli studi hanno stimato una domanda abitativa per il prossimo decennio per
sul problema della casa e sui fabbisogni abitativi: gli studi hanno stimato una domanda abitativa per il prossimo decennio per l’intera Provincia di Milano da 100.000 a 140.000 abitazioni, secondo diversi possibili scenari di sviluppo. La domanda stimata risulta composta dalla domanda pregressa, espressa dalle famiglie che vivono in condizione di disagio abitativo - in situazioni di sovraffollamento, di coabitazione forzata, precarietà o privazione di alloggio; dalla domanda prodotta dalla
- in situazioni di sovraffollamento, di coabitazione forzata, precarietà o privazione di alloggio; dalla domanda prodotta dalla popolazione dei non residenti – immigrati e utilizzatori temporanei della città; dalla domanda derivante da condizioni particolari – emergenza sfratti e degrado del patrimonio edilizio; ed infine dalla domanda aggiuntiva definita in base a possibili scenari demografici per il decennio 2006-2015.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 93 Stima della domanda abitativa per il decennio 2006-2015 e scenari demografici (fonte: CRESME, 2006) scenari in flessione tendenziale incrementale Domanda complessiva 2006-2015 100.321 123.907 140.061 Domanda pregressa al 2005 54.142 54.142 54.142 Domanda aggiuntiva 2006-2015 60.768 80.127 97.065 Nuove famiglie 45.289 64.648 81.586 Domanda non residenti 15.479 15.479 15.479 Offerta 2006-2015 14.589 10.362 11.146
127 97.065 Nuove famiglie 45.289 64.648 81.586 Domanda non residenti 15.479 15.479 15.479 Offerta 2006-2015 14.589 10.362 11.146 Frazionamento unità abitative sottoutilizzate* 7.630 5.723 8.826 Quota 8% 6% 9% Riuso abitazioni non occupate 6.959 4.639 2.320 Quota 9% 6% 3%
- Famiglie di uno e due componenti che vivono in abitazioni di 6 o più stanze e di un componente in abitazioni di 5 stanze
6% 3%
- Famiglie di uno e due componenti che vivono in abitazioni di 6 o più stanze e di un componente in abitazioni di 5 stanze Il problema casa è da sempre molto sentito nella città di Sesto San Giovanni: per restare all’ultimo decennio - senza citare gli interventi storici come il Piano di zona di Piero Bottoni degli anni Sessanta - l’Amministrazione locale ha promosso un Piano casa in
venti storici come il Piano di zona di Piero Bottoni degli anni Sessanta - l’Amministrazione locale ha promosso un Piano casa in accordo di programma con la Regione Lombardia, ha inserito il tema casa sia nella normativa del PRG 2004 che nel Documento di Inquadramento ai sensi della L.R. n. 9/1999 ed ha promosso un accordo quadro di sviluppo territoriale per la casa con la Regione Lombardia. Anche nell’avviare, nell’estate del 2006, la redazione del PGT l’Amministrazione Comunale sottolinea che:
la Regione Lombardia. Anche nell’avviare, nell’estate del 2006, la redazione del PGT l’Amministrazione Comunale sottolinea che: “… il tema dell’abitare è fondamentale, in quanto occorre ribadire che quote rilevanti delle nuove costruzioni debbano essere destinate, anche con forme innovative, a residenza per i settori più deboli della popolazione e per quei ceti che rischiano di non poter affittare a acquistare appartamenti decenti a prezzi accettabili”. .
ella popolazione e per quei ceti che rischiano di non poter affittare a acquistare appartamenti decenti a prezzi accettabili”. . Le politiche della casa, in relazione alle necessità riscontrate ed alla analisi critica dei dati evidenziati, sono di conseguenza orientate al soddisfacimento di una domanda che risulta maggiormente differenziata rispetto al passato e si connota per il peso
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano94 crescente di categorie speciali (anziani, immigrati, lavoratori con esigenze di mobilità, studenti) in accordo con la sostenibilità urbanistica degli interventi e con l’attenzione a realizzare alloggi in aree che non risultino territorialmente de-localizzate e che siano al contempo caratterizzate da un buon livello di infrastrutturazione.
non risultino territorialmente de-localizzate e che siano al contempo caratterizzate da un buon livello di infrastrutturazione. L’esame della graduatoria riferita al Bando per l’ ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) chiuso il 31/12/2007 ha visto la presentazione di n. 1.144 domande valide (n. 1.112 a canone sociale e n. 32 a canone moderato). Le assegnazioni di alloggi ERP sono state n. 111. La capacità di risposta alla domanda di ERP dunque, è risultata pari al 9,7%.
Le assegnazioni di alloggi ERP sono state n. 111. La capacità di risposta alla domanda di ERP dunque, è risultata pari al 9,7%. Altro indicatore significativo della difficoltà di gestione dell’emergenza abitativa nel territorio comunale è costituito dal dato riferito al ricorso al FSA (Fondo Sociale Affitti - L. n. 431/1998), che nel periodo 2001–2003 ha visto un costante aumento della domanda:
l ricorso al FSA (Fondo Sociale Affitti - L. n. 431/1998), che nel periodo 2001–2003 ha visto un costante aumento della domanda: l’incremento nel 2002 è stato del 14,63% e nel 2003 dell’11,21%. Nel 2004 il numero di domande si è sostanzialmente stabilizzato, n. 538 (n. 534 nel 2003), ma è, seppur di poco, aumentato il numero delle domande di nuclei in gravi difficoltà economiche (sottosoglia): n. 140 contro le n.127 nel 2003.
poco, aumentato il numero delle domande di nuclei in gravi difficoltà economiche (sottosoglia): n. 140 contro le n.127 nel 2003. I dati sopra riportati, riguardo alle domande di alloggi, segnalano anzitutto un considerevole aumento del fabbisogno storico di edilizia sociale: siamo passati dalle n. 668 domande valide sul Bando ERP 2002, alle n. 1.144 domande valide in graduatoria sul
edilizia sociale: siamo passati dalle n. 668 domande valide sul Bando ERP 2002, alle n. 1.144 domande valide in graduatoria sul Bando ERP chiuso il 31/12/2007. Questo dato risulta particolarmente significativo, nonostante sia da tenere in considerazione che l’aumento di domande valide è dovuto parzialmente all’immissione di parametri d’accesso diversi, soprattutto a partire dal 2004 con
umento di domande valide è dovuto parzialmente all’immissione di parametri d’accesso diversi, soprattutto a partire dal 2004 con l’introduzione del Regolamento Regionale n. 1 e l’innalzamento dei livelli di Isee, che attualmente permettono l’immissione in graduatoria sino alla soglia reddituale di € 23.000 annui a fronte del limite di € 14.000 annui stabiliti prima dell’introduzione del canone moderato.
soglia reddituale di € 23.000 annui a fronte del limite di € 14.000 annui stabiliti prima dell’introduzione del canone moderato. Inoltre le richieste avanzate da anziani (9,70%), disabili (12,24%, di cui 1,75% anziani), sfrattati (11,34%), persone sole (37,24%) e con minori a carico (18,71%), famiglie straniere (31,38%), testimoniano la costante espulsione dal mercato della locazione privata
n minori a carico (18,71%), famiglie straniere (31,38%), testimoniano la costante espulsione dal mercato della locazione privata per alcuni soggetti e l’impossibilità di accesso allo stesso per altri; situazione questa determinata dall’incremento dei canoni d’affitto richiesti nel mercato privato che ha ormai raggiunto livelli insostenibili per redditi derivanti da pensione, per famiglie monoreddito, per giovani con lavoro precario.
ai raggiunto livelli insostenibili per redditi derivanti da pensione, per famiglie monoreddito, per giovani con lavoro precario. Per tali ragioni si è determinato il consolidarsi della domanda di alloggi in affitto a canone moderato che, consentendo l’accesso in graduatoria per l’assegnazione di alloggi di ERP a fasce di utenti che si collocano per reddito al di fuori di quelle che accedono alla
oria per l’assegnazione di alloggi di ERP a fasce di utenti che si collocano per reddito al di fuori di quelle che accedono alla locazione a canone sociale, potrebbe costituire un valido strumento per dar risposta al bisogno abitativo soprattutto di famiglie di
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 95 nuova formazione: nel corso del 2007 sono stati assegnati in locazione n. 111 alloggi, n. 76 di proprietà dell’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale e n. 35 di proprietà comunale, per n. 44 dei quali (40%) sarà applicato il canone moderato. Nel triennio 2005 – 2007 sono stati assegnati complessivamente n. 212 alloggi ERP, dei quali n. 133 di proprietà ALER (63%) e n. 79 di proprietà comunale (37%).
ati assegnati complessivamente n. 212 alloggi ERP, dei quali n. 133 di proprietà ALER (63%) e n. 79 di proprietà comunale (37%). La percentuale di alloggi assegnati per tipologia di nucleo familiare negli ultimi due anni (2006 – 2007) è la seguente:
- 1 componente 58 (34,73 %);
- 2 componenti 25 (14,97 %);
- 3 componenti 37 (22,15 %);
- 4 componenti 30 (17,96 %);
- 5 componenti 9 ( 5,38 %);
- 6 componenti 8 ( 4,79 %).
25 (14,97 %);
- 3 componenti 37 (22,15 %);
- 4 componenti 30 (17,96 %);
- 5 componenti 9 ( 5,38 %);
- 6 componenti 8 ( 4,79 %). L’offerta di edilizia residenziale pubblica in città è composta dal patrimonio del Comune e dell’ALER, per un numero complessivo di circa 2.450 alloggi. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale consta oggi di circa 925 alloggi, tutti assegnati.
lloggi. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale consta oggi di circa 925 alloggi, tutti assegnati. Su questo patrimonio, l’Amministrazione Comunale ha investito negli ultimi anni circa € 8.000.000 per interventi di manutenzione straordinaria (nel quinquennio 1999/2004 l’Amministrazione è intervenuta sugli stabili di proprietà comunale in via Del Riccio, 6; via
dinaria (nel quinquennio 1999/2004 l’Amministrazione è intervenuta sugli stabili di proprietà comunale in via Del Riccio, 6; via F.lli Bandiera, 182; via Magenta, 115; via Magenta, 88; via Leopardi, 161; via Sardegna, 30; via Cairoli, 62 e 66; piazza della Chiesa, 33) ed ha promosso un CdQ (Contratto di Quartiere) che prevede la ristrutturazione complessiva degli stabili di via K. Marx, 606 e via M. Curie, 65 e che, ottenuto il finanziamento regionale, è in fase di attuazione.
essiva degli stabili di via K. Marx, 606 e via M. Curie, 65 e che, ottenuto il finanziamento regionale, è in fase di attuazione. Al fine di completare gli interventi di manutenzione utili a garantire l’avvio di un processo di manutenzione programmata degli stabili ERP, con conseguenti vantaggi relativi alle previsioni delle allocazioni finanziarie a bilancio, si stima che la necessità di interventi di
nseguenti vantaggi relativi alle previsioni delle allocazioni finanziarie a bilancio, si stima che la necessità di interventi di manutenzione straordinaria, in particolare relativa a opere interne agli appartamenti, interessi il 30% del totale degli alloggi di proprietà comunale.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano96 Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’ALER nella città di Sesto San Giovanni è costituito da circa n. 1.500 alloggi. Negli ultimi anni il piano vendita secondo la L. n. 560/1993 “Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica” è stato bloccato, prima su richiesta dell’Amministrazione Comunale a causa dell’alta tensione abitativa, poi
idenziale pubblica” è stato bloccato, prima su richiesta dell’Amministrazione Comunale a causa dell’alta tensione abitativa, poi per intervento in tal senso della Regione stessa. In questo ultimo periodo ALER ha effettuato interventi di manutenzione straordinaria su alcuni edifici e di adeguamento all’interno di alloggi ubicati nei quartieri Diaz e Marx-Livorno, inoltre sono in fase di attuazione le opere di manutenzione straordinaria di n. 440 alloggi compresi nel CdQ in attuazione.
rno, inoltre sono in fase di attuazione le opere di manutenzione straordinaria di n. 440 alloggi compresi nel CdQ in attuazione. Permane comunque la necessità di interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio, che comprendano anche la ristrutturazione interna degli alloggi, per una percentuale pari a circa il 40% degli stessi. Gli interventi ERP attuati nell’ultimo quinquennio hanno fatto ricorso in buona percentuale ai Bandi promossi da Regione Lombardia
i interventi ERP attuati nell’ultimo quinquennio hanno fatto ricorso in buona percentuale ai Bandi promossi da Regione Lombardia nell’ambito dei PRERP (Programma Regionale per l’Edilizia Residenziale Pubblica). Questi strumenti di intervento hanno prefigurato opere rivolte al soddisfacimento di puntuali necessità abitative, riconducibili alla differenziazione della domanda di sostegno pubblico già evidenziata: sono stati infatti definiti programmi di ristrutturazione/nuova
erenziazione della domanda di sostegno pubblico già evidenziata: sono stati infatti definiti programmi di ristrutturazione/nuova edificazione destinati sia alla locazione a canone sociale (Emergenza abitativa I e II), sia alla locazione a canone moderato (Programma case a Canone Moderato e Piano Operativo Regionale). A questi ha fatto seguito la promozione degli AQST (Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale) che si configurano invece, a differenza
esti ha fatto seguito la promozione degli AQST (Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale) che si configurano invece, a differenza dei precedenti programmi finanziati a bando, come piani di intervento definiti sul medio termine (quinquennio) e finalizzati all’incremento della disponibilità di alloggi da locare sia a canone sociale che moderato anche con il coinvolgimento di operatori privati. I contenuti dell’AQST sono ripresi nella sezione “Determinazioni di Piano – Politiche per la casa”.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 97 IL SISTEMA URBANO LO SVILUPPO URBANO Le origini dell’assetto del territorio e dei principi insediativi sestesi è da ricercarsi nel Progetto di Piano Regolatore del 1934 -1944 che definì unicamente la maglia stradale delle aree non ancora urbanizzate; tuttavia le trasformazioni del territorio iniziano molto
definì unicamente la maglia stradale delle aree non ancora urbanizzate; tuttavia le trasformazioni del territorio iniziano molto prima con la rivoluzione industriale del diciottesimo secolo. L'infrastruttura che consentì e promosse la nascita della cittadella industriale di Sesto San Giovanni fu nel 1840 la realizzazione del primo tratto di strada ferrata dell'Italia settentrionale, la Milano
iale di Sesto San Giovanni fu nel 1840 la realizzazione del primo tratto di strada ferrata dell'Italia settentrionale, la Milano Monza, che prevedeva una fermata a Sesto San Giovanni. Ferrovia e industria sono da allora rimasti un connubio indelebile che ha condizionato l'assetto del territorio fino ad oggi, una sintesi di questo sviluppo è ben descritta dalla Relazione Illustrativa contenuta
NASCITA E TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ INDUSTRIALE
ato l'assetto del territorio fino ad oggi, una sintesi di questo sviluppo è ben descritta dalla Relazione Illustrativa contenuta nel Piano del 1993 dello studio Gregotti e associati (Gregotti, Cagnardi, Cerri) di cui si riporta di seguito uno stralcio: [Da: Relazione Illustrativa PRG 1993, vol. 2] NASCITA E TRASFORMAZIONE DELLA CITTÀ INDUSTRIALE
- La crisi agricola di fine secolo, l'arrivo dell'elettricità e l'insediamento delle grandi industrie a Sesto
CITTÀ INDUSTRIALE
CITTÀ INDUSTRIALE
- La crisi agricola di fine secolo, l'arrivo dell'elettricità e l'insediamento delle grandi industrie a Sesto Sesto San Giovanni era a metà del secolo scorso un borgo rurale di un certo rilievo sito all’incrocio delle vecchie strade da Milano a Monza con quelle provenienti da Crescenzago e dirette a Cinisello e Bresso. L'apertura della ferrovia Milano-Monza nel 1840, che taglia in due parti in senso sud ovest-nord est il territorio e la costruzione della stazione
errovia Milano-Monza nel 1840, che taglia in due parti in senso sud ovest-nord est il territorio e la costruzione della stazione ferroviaria in prossimità del rondò di Sesto (punto di diramazione della strada proveniente da Milano in direzione di Monza e dell'omonima Villa Reale), in posizione decentrata rispetto al territorio comunale, danno origine ad un nuovo nucleo abitato che nei decenni successivi acquisterà
zione decentrata rispetto al territorio comunale, danno origine ad un nuovo nucleo abitato che nei decenni successivi acquisterà sempre maggiore importanza. Nell'ultimo decennio dell'800 il territorio comunale è attraversato dal canale secondario Villoresi, dal canale del Fontanile della Bicocca e, nella parte meridionale, da un brevissimo tratto del Naviglio della Martesana.
loresi, dal canale del Fontanile della Bicocca e, nella parte meridionale, da un brevissimo tratto del Naviglio della Martesana. Il completamento della ferrovia del San Gottardo nel 1882, l'entrata in esercizio (1898-1900) della centrale idroelettrica di Paderno d’Adda e dell'elettrodotto tra quest’ultima località e Milano e la costruzione in Sesto di una stazione di trasformazione dell'energia elettrica unite alla vicinanze
ultima località e Milano e la costruzione in Sesto di una stazione di trasformazione dell'energia elettrica unite alla vicinanze con Milano pongono le basi per l'insediamento di importanti industrie. Alla fine del secolo scorso Sesto San Giovanni conta circa 6.000 abitanti.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano98 2. Il passaggio da borgo rurale a centro industriale Nel primo decennio del '900 si assiste ad iniziative volte a favorire l'insediamento di industrie a Sesto e nelle zone limitrofe: si tratta del "Quartiere industriale Nord Milano" (promosso da Piero Pirelli, Ernesto Breda, la Banca Commerciale ,etc.) e del "Nuovo quartiere industriale
dustriale Nord Milano" (promosso da Piero Pirelli, Ernesto Breda, la Banca Commerciale ,etc.) e del "Nuovo quartiere industriale raccordato" (promosso da una società omonima) interessante un'area di rilevanti dimensioni compresa tra il Lambro, la ferrovia Milano-Monza e il nucleo abitato di Sesto San Giovanni. I due quartieri seguono uno schema lineare definito da un asse viario rettilineo affiancato da strade ad esso parallele o incrociatesi con esso. In
uono uno schema lineare definito da un asse viario rettilineo affiancato da strade ad esso parallele o incrociatesi con esso. In particolare il progetto per il "Quartiere industriale Nord Milano", prevedendo anche la costruzione di abitazioni, presenta molte analogie con lo schema della città lineare come era stato definito da Arturo Soria y Mata alcuni decenni prima. Il "Quartiere industriale Nord Milano", pur
a città lineare come era stato definito da Arturo Soria y Mata alcuni decenni prima. Il "Quartiere industriale Nord Milano", pur ricadendo quasi completamente al di fuori dei confini comunali e interessando una porzione meridionale del territorio sestese, avrà in seguito una grande influenza sul processo di urbanizzazione del territorio comunale avendo definito l'importante arteria stradale di Viale Fulvio Testi
uenza sul processo di urbanizzazione del territorio comunale avendo definito l'importante arteria stradale di Viale Fulvio Testi (arteria che verrà completata negli anni '50). All'interno del "Quartiere industriale Nord Milano" sorgeranno gli stabilimenti Pirelli Bicocca e le officine Breda (comprese in parte nel territorio sestese) nonché alcuni edifici di abitazione.
stabilimenti Pirelli Bicocca e le officine Breda (comprese in parte nel territorio sestese) nonché alcuni edifici di abitazione. II "Nuovo quartiere industriale raccordato" definendo l'asse di Viale Edison e interessando circa un quarto della superficie del territorio comunale sarà determinante anch'esso nell'influenzare lo sviluppo urbanistico di Sesto dando origine ad una sorta di "mezzaluna industriale" che si
minante anch'esso nell'influenzare lo sviluppo urbanistico di Sesto dando origine ad una sorta di "mezzaluna industriale" che si svilupperà in senso Nord-Est Sud-Ovest a oriente dell'abitato di Sesto. All'interno del "Nuovo quartiere industriale raccordato" si insediano la Ercole Marelli, presente a Sesto dal 1905, le Acciaierie e Ferriere Lombarde (Falck), presenti a Sesto dal 1906 e altre industrie minori (Osva, ecc.).
te a Sesto dal 1905, le Acciaierie e Ferriere Lombarde (Falck), presenti a Sesto dal 1906 e altre industrie minori (Osva, ecc.). Nel primo decennio del secolo Sesto San Giovanni vede raddoppiare la sua popolazione che passa da 6.952 abitanti nel 1901 a 13.867 nel 1911, anno in cui conta ben 7.300 addetti all'industria. Malgrado ancora nel 1911 gran parte del territorio comunale sia interessato da usi
in cui conta ben 7.300 addetti all'industria. Malgrado ancora nel 1911 gran parte del territorio comunale sia interessato da usi agricoli Sesto San Giovanni , nel giro di un decennio, si caratterizza nettamente come centro industriale di importanza nazionale non solo per il fatto di presentare un così alto numero di addetti all'industria rispetto alla popolazione, ma anche per l'importanza delle industrie presenti.
tare un così alto numero di addetti all'industria rispetto alla popolazione, ma anche per l'importanza delle industrie presenti. Nel primo decennio del ‘900 si assiste all’espansione dell’abitato nella zona del Rondò, lungo le direttrici per Monza e Milano, mentre l’espansione dell’edilizia residenziale nei pressi del nucleo antico procede con un ritmo più veloce.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 99 Sesto San Giovanni, 1914
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 99 Sesto San Giovanni, 1914
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano100 3. Il consolidamento della presenza industriale Negli anni '10 del nostro secolo si preparano quindi le basi del grande sviluppo che l'industria sestese conoscerà a partire dalla Prima guerra
del nostro secolo si preparano quindi le basi del grande sviluppo che l'industria sestese conoscerà a partire dalla Prima guerra mondiale. Durante la guerra mondiale si assiste infatti a un ulteriore sviluppo delle aree occupate da industrie e, in particolare, si assiste a un grande sviluppo della Falck e della Breda: crescita legata alla commesse belliche, in linea con quanto avveniva nel resto del Paese.
de sviluppo della Falck e della Breda: crescita legata alla commesse belliche, in linea con quanto avveniva nel resto del Paese. Testimonianza dell'enorme crescita industriale di Sesto durante la prima guerra mondiale è fornita dai dati censuari del 1921: la città conta 17.781 abitanti e, malgrado la presumibile riduzione dell'attività produttiva in conseguenza della pace, ben 15.377 addetti all'industria (i quali risultano quindi raddoppiati rispetto al 1911).
produttiva in conseguenza della pace, ben 15.377 addetti all'industria (i quali risultano quindi raddoppiati rispetto al 1911). Dal rapporto tra addetti all'industria e popolazione residente appare evidente come Sesto San Giovanni fosse già all'epoca interessata da imponenti fenomeni di pendolarismo, configurandosi come una vera e propria città-fabbrica. Durante i primi anni del '900 continua a svilupparsi l'edificazione ad ovest della ferrovia nei pressi del Rondò e lungo le direttrici per Monza
anni del '900 continua a svilupparsi l'edificazione ad ovest della ferrovia nei pressi del Rondò e lungo le direttrici per Monza mentre la presenza dell'"aeroporto doganale" di Cinisello (parzialmente compreso nel territorio sestese) ad ovest e la presenza di industrie lungo Viale Edison ad est limitano l'espansione residenziale in queste direzioni. In particolare tutta l'area comunale compresa tra Viale Edison e
ad est limitano l'espansione residenziale in queste direzioni. In particolare tutta l'area comunale compresa tra Viale Edison e il Lambro (che include il nucleo di Cascina dei Gatti) manterrà un carattere rurale fino agli anni '50 - '60. Nel corso degli anni '30 l'industria sestese continua a svilupparsi, sviluppo in gran parte collegato alle politiche pubbliche nel campo dei trasporti (commesse ferroviarie) e alla politica di riarmo nazionale perseguita all'epoca.
lle politiche pubbliche nel campo dei trasporti (commesse ferroviarie) e alla politica di riarmo nazionale perseguita all'epoca. Secondo il censimento del 1936 gli addetti all'industria in Sesto risultano essere 32.685 mentre la popolazione residente conta 35.905 abitanti: il rapporto tra addetti all'industria e popolazione residente raggiunge il suo apice; al tempo stesso le aree occupate da impianti industriali raggiungono una superficie pari a 163 ettari.
e raggiunge il suo apice; al tempo stesso le aree occupate da impianti industriali raggiungono una superficie pari a 163 ettari. Tra la seconda metà degli anni '20 e la prima metà degli anni '30 si registrano due episodi di importanza notevole per l'assetto del territorio sestese: l’entrata in vigore del piano regolatore del 1934 (redatto dagli ingegneri Sironi e Severi) che definisce la maglia stradale del settore a
in vigore del piano regolatore del 1934 (redatto dagli ingegneri Sironi e Severi) che definisce la maglia stradale del settore a nord della Breda e ad ovest della ferrovia nonché altri interventi viabilistici e l'apertura nel 1927 dell'autostrada Milano-Bergamo che lambendo il limite settentrionale del territorio sestese si rivelerà, in seguito al grande sviluppo dell'autotrasporto, un importante fattore localizzativo per nuovi insediamenti industriali.
elerà, in seguito al grande sviluppo dell'autotrasporto, un importante fattore localizzativo per nuovi insediamenti industriali. Infine, sempre nel decennio precedente la Seconda Guerra Mondiale, si assiste al saldamento di parte del tessuto edilizio sestese (la zona compresa tra la ferrovia e la Ercole Marelli nella parte meridionale della città) con quello compreso nel territorio comunale di Milano.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 101 Piano Regolatore Generale 1934: arterie di grande comunicazione nell'abitato
IL QUADRO CONOSCITIVO
i Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 101 Piano Regolatore Generale 1934: arterie di grande comunicazione nell'abitato
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano102 4. Dal dopoguerra alla crisi degli anni Settanta Durante la II guerra mondiale Sesto San Giovanni viene ripetutamente bombardata mentre le forze partigiane si adoperano per salvaguardare il
I guerra mondiale Sesto San Giovanni viene ripetutamente bombardata mentre le forze partigiane si adoperano per salvaguardare il patrimonio industriale sestese dal saccheggio da parte dei tedeschi. Nel dopoguerra, rientrati in funzione gli stabilimenti sestesi, si assiste al completamento di quella "mezzaluna" industriale che aveva incominciato a formarsi negli anni ‘10. (di cui aveva gettato le premesse il "Nuovo
di quella "mezzaluna" industriale che aveva incominciato a formarsi negli anni ‘10. (di cui aveva gettato le premesse il "Nuovo quartiere industriale raccordato" negli anni '10). Nel 1951 Sesto conta 42.025 abitanti. Alla fine degli anni '50 viene aperto il tratto di Viale Fulvio Testi interessante il territorio comunale: l'apertura di questa importantissima arteria facilita la crescita del tessuto edilizio sull'impianto stradale
rritorio comunale: l'apertura di questa importantissima arteria facilita la crescita del tessuto edilizio sull'impianto stradale definito dal Piano Regolatore del 1934 e porta in seguito al saldamente dell’abitato sestese con quello di Cinisello Balsamo. Durante gli anni '50 inizia un processo di riutilizzazione di aree industriali che per la loro posizione ormai centrale vengono inizialmente destinate
nizia un processo di riutilizzazione di aree industriali che per la loro posizione ormai centrale vengono inizialmente destinate al soddisfacimento del fabbisogno abitativo (parte di un'area libera di proprietà OSVA, in prossimità della vecchia stazione ferroviaria): il problema della trasformazione di aree industriali non più utilizzate, a causa delle dimensioni delle aree stesse e dei problemi di natura sociale
asformazione di aree industriali non più utilizzate, a causa delle dimensioni delle aree stesse e dei problemi di natura sociale connessi alla riduzione o cessazione dell'attività delle più importanti industrie sestesi, si presenterà tuttavia con forza a partire dalla seconda metà degli anni '70. Malgrado la politica urbanistica dell'Amministrazione Comunale si fosse sempre dimostrata attenta alla realizzazione di
nni '70. Malgrado la politica urbanistica dell'Amministrazione Comunale si fosse sempre dimostrata attenta alla realizzazione di servizi pubblici, nel 1959 l'Amministrazione Comunale, spinta dalla necessità di porre un rimedio alla crescita disordinata della città affida l'incarico per la redazione di un nuovo Piano Regolatore all'ingegner Cambi: il piano non ottiene però l'approvazione da parte degli organi
per la redazione di un nuovo Piano Regolatore all'ingegner Cambi: il piano non ottiene però l'approvazione da parte degli organi competenti. Sesto raggiunge nel 1961 i 72.474 abitanti. Alla stessa data su 585,3 ettari di superficie occupata 351,7 sono occupati da attività produttive; tuttavia dal 1961 il ritmo del consumo di suolo da parte di attività produttive diminuisce ed inizia un processo di perdita della
uttavia dal 1961 il ritmo del consumo di suolo da parte di attività produttive diminuisce ed inizia un processo di perdita della caratteristica di città essenzialmente industriale di Sesto San Giovanni. L'Amministrazione Comunale affida nel 1962 l'incarico per il nuovo PRG a Piero Bottoni.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 103 Il Piano Regolatore del 1962, elaborato con la consulenza e la progettazione del professore architetto Piero Bottoni di Milano, incaricato di Tecnica Urbanistica alla Università di Trieste, ridefinisce la situazione programmatoria della pianificazione precedente: in particolare quella costituitasi con il progetto di piano regolatore adottato in Consiglio
ia della pianificazione precedente: in particolare quella costituitasi con il progetto di piano regolatore adottato in Consiglio Comunale nel 1959 e mai approvato anche se ebbe validità per i tre anni successivi in regime di salvaguardia. Il Piano Regolatore del 1962 non venne mai adottato; l'anno seguente viene approvato il Piano di Zona ai sensi della L. n.167/1962 riguardante la pianificazione dell'edilizia residenziale pubblica che riprendeva gli indirizzi progettuali del piano
n.167/1962 riguardante la pianificazione dell'edilizia residenziale pubblica che riprendeva gli indirizzi progettuali del piano Bottoni riprendendone settorialmente i contenuti. Anche se non troverà attuazione, il Piano Bottoni rimase una pietra miliare nello sviluppo della pianificazione della città di Sesto San Giovanni, in quanto oltre alla modernità riguardo alla metodologia utilizzata individuò già alcune criticità dello
di Sesto San Giovanni, in quanto oltre alla modernità riguardo alla metodologia utilizzata individuò già alcune criticità dello sviluppo urbano della città che già allora si manifestavano e propose alcuni elementi correttivi da adottare: la caratteristica principale si può riassumere col tentativo di governare lo sviluppo del territorio durante gli anni del boom economico iniziato negli anni Cinquanta e proseguito per tutto il decennio successivo.
del territorio durante gli anni del boom economico iniziato negli anni Cinquanta e proseguito per tutto il decennio successivo. In realtà lo sviluppo industriale si manifesta, a Sesto San Giovanni, fin dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, ma l'esigenza di una pianificazione dello sviluppo del territorio matura solo nel secondo dopoguerra: ciò avviene a seguito della maturata coscienza disciplinare urbanistica che si concretizza in quegli anni, nonché dall'evidenza che la
viene a seguito della maturata coscienza disciplinare urbanistica che si concretizza in quegli anni, nonché dall'evidenza che la trasformazione di Sesto San Giovanni da comune rurale a città industriale è un processo oramai irreversibile. La Relazione al Piano Regolatore Generale del 1962 esamina la situazione della città definendola “caotica malgrado il Piano Urbanistico e disordinata sul piano edilizio”; ci si rende immediatamente conto della difficoltà a perseguire una
grado il Piano Urbanistico e disordinata sul piano edilizio”; ci si rende immediatamente conto della difficoltà a perseguire una programmazione dello sviluppo urbano, proprio in considerazione della situazione di fatto caotica e disordinata, dettata dal rapido processo di sviluppo economico del paese, ed in particolare dalla vocazione dell'area Sestese di motore dello sviluppo del territorio di quegli anni; la stessa relazione sottolinea come già allora il territorio urbano era per il 95% già
o sviluppo del territorio di quegli anni; la stessa relazione sottolinea come già allora il territorio urbano era per il 95% già urbanizzato o occupato o soggetto ad ampliamenti di comparti produttivi, e risultava evidente che “non esistevano spazi di riserva, per le possibilità di uno sviluppo ulteriore progressivo, ordinato equilibrato, della città di Sesto” . Da tale consapevolezza deriva la presa d’atto che una soluzione ai problemi della città dipendesse dalla pianificazione
IL PRG DEL 1962
Sesto” . Da tale consapevolezza deriva la presa d’atto che una soluzione ai problemi della città dipendesse dalla pianificazione esterna al territorio comunale: si guardava con interesse alle opportunità di un Piano Intercomunale, nel quale individuare dei processi di pianificazione urbanistica che consentissero di trovare gli spazi per le funzioni che mancavano sul territorio IL PRG DEL 1962
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano104 di Sesto San Giovanni per effettiva carenza di spazio. [Da: Relazione PRG del 1962] La soluzione prospettata secondo quest'ottica sosteneva che Sesto San Giovanni “non può che prepararsi ad offrire alla comunità dei comuni circostanti, alla comunità degli interessi generali della zona metropolitana, non territori (che non ha),
la comunità dei comuni circostanti, alla comunità degli interessi generali della zona metropolitana, non territori (che non ha), ma una serie di centri di lavoro e di infrastrutture organizzative intermedie fra quelle di tipo <grande città> (Milano) e quelle di tipo <comune minore> quali sono quelle dei comuni con Sesto confinanti”. La Relazione inoltre pone l'attenzione sugli aspetti morfologici del territorio individuando come problematica la preminenza
i”. La Relazione inoltre pone l'attenzione sugli aspetti morfologici del territorio individuando come problematica la preminenza degli assi Nord-Sud e individua la necessità di realizzare uno o più collegamenti Est-Ovest. Per quanto riguarda l'evidente contrasto tra la necessità dello sviluppo della industria sestese e la qualità dell'abitare dei cittadini, il piano prospetta la difficile realizzazione della ricerca di un equilibrio dello sviluppo urbanistico che cerchi di
cittadini, il piano prospetta la difficile realizzazione della ricerca di un equilibrio dello sviluppo urbanistico che cerchi di mediare le esigenze degli abitanti con quelle della produzione industriale in un'ottica di difesa degli interessi della collettività. Lo sviluppo delle attività industriali viene visto interpretato come una “opportuna sorveglianza che l'Amministrazione Comunale deve avere per equilibrare interventi del lavoro rispetto alle attività della residenza” in
ianza che l'Amministrazione Comunale deve avere per equilibrare interventi del lavoro rispetto alle attività della residenza” in sostanza si rimarca che permettere uno sviluppo naturale delle attività industriali può portare ad un collasso della città nel suo complesso, sia in termini di vivibilità, sia in termini di congestione produttiva. Ultimo tema affrontato è quello del verde e della possibilità di evidenziare alcune emergenze storiche; si ribadisce
produttiva. Ultimo tema affrontato è quello del verde e della possibilità di evidenziare alcune emergenze storiche; si ribadisce l'esigenza di individuare una zona cuscinetto a verde da preservare collocata lungo i confini comunali: verso Est lungo il fiume Lambro e verso Ovest nel Campo Volo Breda (oggi Parco Nord Milano). Viene infine quantificata l'esigenza di riservare circa 2 milioni di mq per aree a verde (di vario tipo e natura) che in base alla popolazione allora esistente, pari a
riservare circa 2 milioni di mq per aree a verde (di vario tipo e natura) che in base alla popolazione allora esistente, pari a circa 75.000 abitanti, avrebbe consentito una dotazione procapite di 27,8 mq/ab, mentre rispetto alla popolazione prevista dal piano medesimo, pari a 120.000 abitanti, avrebbe consentito una dotazione procapite di 17,3 mq/ab. Viene sottolineato infine che tra gli elementi più carenti nell'impianto urbanistico di questa città risulta essere “il verde a contatto con le case”
fine che tra gli elementi più carenti nell'impianto urbanistico di questa città risulta essere “il verde a contatto con le case” e quindi emerge l'esigenza prioritaria di individuare queste aree verdi di prossimità sul territorio comunale. Si tratta dunque di un Piano che vedeva come obiettivo quello di accompagnare lo sviluppo del territorio conseguente al boom economico intervenendo sugli squilibri tra comparti residenziale e produttivo individuati come tra loro conflittuali soprattutto nei termini
IL PRG DEL 1962
tervenendo sugli squilibri tra comparti residenziale e produttivo individuati come tra loro conflittuali soprattutto nei termini di qualità dell'abitare. IL PRG DEL 1962
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 105 IL PRG DEL 1962
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 105 IL PRG DEL 1962
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano106 Il Piano Regolatore viene adottato nel 1973 e approvato nel 1978; il lungo iter amministrativo fu dovuto sia all’intervenuta nuova L. R. n. 51/1975 promulgata nel frattempo, sia all’iter necessario alla trattazione delle 137 osservazioni, di cui circa la metà furono accolte.
promulgata nel frattempo, sia all’iter necessario alla trattazione delle 137 osservazioni, di cui circa la metà furono accolte. Si tratta dunque del primo strumento urbanistico che ha avuto una efficacia normativa sul territorio comunale di Sesto San Giovanni. Primo aspetto da considerare è la capacità insediativa prevista dallo strumento urbanistico, che si attesta in 119.000 abitanti circa, quindi praticamente gli stessi (120.000) di quelli previsti nel piano del 1962, ciò che emerge è l'incremento
00 abitanti circa, quindi praticamente gli stessi (120.000) di quelli previsti nel piano del 1962, ciò che emerge è l'incremento reale della popolazione che dai 75.000 abitanti residenti nel '62 arriva ai 94.600 del 1973. Tra gli obiettivi prioritari il PRG pone l'attenzione sugli aspetti socio economici legati allo sviluppo degli anni del boom con una forte connotazione di tutela delle classi più deboli: [Da: Relazione Illustrativa PRG 1973. Revisione 1977]
nni del boom con una forte connotazione di tutela delle classi più deboli: [Da: Relazione Illustrativa PRG 1973. Revisione 1977] “il P.R.G. '73 si pone l'obiettivo di mantenere e difendere il carattere di città popolare e industriale, di dotare la città di tutti i servizi necessari al vivere civile, del massimo di aree a standard reperibili, di contenere l'incremento della popolazione.”
i i servizi necessari al vivere civile, del massimo di aree a standard reperibili, di contenere l'incremento della popolazione.” Con la Revisione del 1977 il Piano si pone come obiettivo prioritario un tetto insediativo più basso, pari a 116.924 abitanti contro 119.402 previsti nel 1973; tali considerazioni discendono dalla presa d'atto che negli ultimi anni non c'è stato un saldo migratorio positivo e quindi non vi è stata una crescita significativa della popolazione, perciò si propone come
stato un saldo migratorio positivo e quindi non vi è stata una crescita significativa della popolazione, perciò si propone come attendibile una crescita “basata sulla pura capacità insediativa di piano.” Il tema prioritario del mantenimento e della difesa dei ceti meno abbienti è affidato ad una serie di azioni di intervento nel campo dell'edilizia economica e popolare, non solo nelle aree ad essa dedicate, ma anche nei comparti di ristrutturazione
to nel campo dell'edilizia economica e popolare, non solo nelle aree ad essa dedicate, ma anche nei comparti di ristrutturazione (Unità Urbanistiche Esecutive) nei quali la pianificazione esecutiva deve prevedere che almeno il 60% della quota residenziale complessiva sia destinata a Edilizia Residenziale Pubblica, e deve evitare, mediante azioni di riqualificazione integrate, l'espulsione della popolazione a basso reddito già residente.
ca, e deve evitare, mediante azioni di riqualificazione integrate, l'espulsione della popolazione a basso reddito già residente. Questi obiettivi si traducono anche in un’attenzione al dimensionamento dello standard non solo quantitativo in base ad una contabilità basata sulla superficie fondiaria del servizio, ma anche in funzione della fruibilità e della qualità del servizio medesimo; ad esempio per le biblioteche si pone l'attenzione sul loro numero, la loro distribuzione sul territorio, i posti
IL PRG DEL 1973
izio medesimo; ad esempio per le biblioteche si pone l'attenzione sul loro numero, la loro distribuzione sul territorio, i posti IL PRG DEL 1973
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 107 lettura, il parco libri. La relazione recita: “lo standard (inteso come verifica pro capite) è quindi utile per verificare la quantità del 'bisogno' su tutto il territorio in base alla popolazione ma non può certo venire assunto acriticamente in termini fondiari.” La difficoltà del reperimento delle aree a standard sul territorio comunale si evidenzia nel passaggio dal Piano del 1973
iari.” La difficoltà del reperimento delle aree a standard sul territorio comunale si evidenzia nel passaggio dal Piano del 1973 alla Revisione del 1977 con un incremento per lo standard di livello comunale di previsione da 2.053.063 mq a 2.330.1191 mq e con una dotazione pro capite incrementata da 17,19 mq/ab a 19,92 mq/ab. Per quanto riguarda invece le attrezzature di interesse generale, zone F, si passa da 933.645 mq a 1.270.041 mq con una
2 mq/ab. Per quanto riguarda invece le attrezzature di interesse generale, zone F, si passa da 933.645 mq a 1.270.041 mq con una dotazione pro capite passata da 7,81 mq a 10,86 mq tali quantità pur di progetto risultano comunque significative e dimostrano il tentativo di ricercare quantità di standard significativo. I comparti di ristrutturazione (Unità Urbanistiche Esecutive) sono individuati come occasioni di riqualificazione, non solo
ivo. I comparti di ristrutturazione (Unità Urbanistiche Esecutive) sono individuati come occasioni di riqualificazione, non solo del comparto medesimo, ma come opportunità di rendere anche il territorio circostante beneficiario di tale riqualificazione, tuttavia si segnala che dimensionalmente tali ambiti sono ridotti, si tratta di 27 comparti ciascuno mediamente di 232 abitanti e circa 26.500 mc, e si riferiscono ad una popolazione di 6.264 che rappresenta circa il 5% della capacità insediativa del PRG.
e circa 26.500 mc, e si riferiscono ad una popolazione di 6.264 che rappresenta circa il 5% della capacità insediativa del PRG. La funzione industriale viene affrontata prevedendo il consolidamento della grande industria e nella revisione delle aree per la media e piccola industria sia essa già insediata che di espansione. Si prevede di non confermare attività medie e piccole collocate in aree obsolete del centro, in aree vincolate a servizi o
ione. Si prevede di non confermare attività medie e piccole collocate in aree obsolete del centro, in aree vincolate a servizi o insediate lungo la fascia di rispetto del fiume Lambro e contemporaneamente si individuano limitate aree di nuova espansione, per circa 11 ettari, allo scopo di consentire almeno ad una parte delle attività non confermate di reinsediarsi in situazioni maggiormente idonee.
i, allo scopo di consentire almeno ad una parte delle attività non confermate di reinsediarsi in situazioni maggiormente idonee. Per quanto riguarda il dimensionamento complessivo vengono confermate gran parte delle aree occupate dalle attività produttive esistenti per circa 324 ettari mentre le aree non confermate ammontano a circa 75 ettari; il Piano si propone inoltre di considerare un moderato sviluppo delle attività di servizio e di funzioni terziarie, tale previsione si manifesta con
IL PRG DEL 1973
inoltre di considerare un moderato sviluppo delle attività di servizio e di funzioni terziarie, tale previsione si manifesta con un insediamento limitato in 50.000 mc per un centro di attività integrato. Analogamente si propone di rispondere ad una diversa domanda occupazionale in termini di posti – lavoro; per tale motivo IL PRG DEL 1973
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano108 viene consentito, all'interno dei comparti produttivi, di reperire “una quota per attività direzionali e amministrative o di ricerca funzionali alla organizzazione della produzione e a un riequilibrio del rapporto tra settore terziario e industriale sestese.”, così da consentire una modernizzazione delle attività ed una moderata terziarizzazione dei processi produttivi.
riale sestese.”, così da consentire una modernizzazione delle attività ed una moderata terziarizzazione dei processi produttivi. Per la mobilità nel suo complesso il PRG del 1973, e la sua revisione del 1977, confermano il ruolo strategico del trasporto pubblico, individuando come prioritari interventi di riqualificazione del trasporto pubblico di superficie, e la realizzazione del prolungamento della MM1 fino alla Stazione di Sesto San Giovanni F.S. con la possibilità di proseguimento verso Cinisello
ne del prolungamento della MM1 fino alla Stazione di Sesto San Giovanni F.S. con la possibilità di proseguimento verso Cinisello Balsamo. Il progetto di mobilità assume la domanda di trasporto pendolare del nord Milano e si sviluppa sulla base della matrice Origine-Destinazione allo scopo di individuare sul territorio comunale una serie di priorità: le conclusioni di tale lavoro si possono riassumere nella individuazione dei nodi di interscambio di Sesto San Giovanni F.S. , Sesto Marelli e Cascina
lavoro si possono riassumere nella individuazione dei nodi di interscambio di Sesto San Giovanni F.S. , Sesto Marelli e Cascina Gobba; nella definizione della rete consortile di trasporto di superficie che viene indicata in sei linee che attraversano il territorio comunale di Sesto San Giovanni prevalentemente ad andamento Est Ovest, nell’individuazione della priorità di proteggere tali linee di superficie con corsie riservate nell'attraversamento della città medesima.
viduazione della priorità di proteggere tali linee di superficie con corsie riservate nell'attraversamento della città medesima. Viene inoltre individuata l'opportunità di realizzare parcheggi di interscambio di corrispondenza dei nodi di Sesto Marelli e Sesto San Giovanni F.S. In corrispondenza con le fermate della linea 1 della Metropolitana, mentre per quanto riguarda la viabilità si individua come prioritaria “la necessità di emarginare su strade tangenziali periferiche di Sesto San Giovanni,
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la viabilità si individua come prioritaria “la necessità di emarginare su strade tangenziali periferiche di Sesto San Giovanni, formanti un sistema possibilmente continuo, il notevole traffico di transito che interessa la città (circa il 50% in entrata e in uscita), ed il traffico dai singoli quartieri agli altri comuni, in modo da recuperare al centro capacità da assegnare prioritariamente al trasporto pubblico mediante strade e corsie riservate”. IL PRG DEL 1973
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 109 IL PRG DEL 1973
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 109 IL PRG DEL 1973
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano110 Alla fine degli anni Novanta viene affidato l'incarico per un nuovo Piano Regolatore allo studio Gregotti e associati (Gregotti, Cagnardi, Cerri), il nuovo Piano viene adottato nel novembre 1994, ma non verrà portato a termine l'iter di approvazione.
gotti, Cagnardi, Cerri), il nuovo Piano viene adottato nel novembre 1994, ma non verrà portato a termine l'iter di approvazione. Il Piano Regolatore del 1993 segue il lungo periodo di trasformazioni economiche e sociali, avvenute negli anni ottanta in tutto il paese: il passaggio da una economia industriale a una post industriale; si assiste in quegli anni alla crisi della grande industria nei distretti storici (Milano, Torino, Porto Marghera, ecc.).
riale; si assiste in quegli anni alla crisi della grande industria nei distretti storici (Milano, Torino, Porto Marghera, ecc.). È la crisi dell'industria pesante, della chimica, e del manifatturiero che determina risvolti pesanti nel tessuto sociale, produttivo e segna il territorio con grandi recinti industriali non più attivi. Contemporaneamente il processo di terziarizzazione dell'economia per Milano e provincia risulta molto rapido, per
on più attivi. Contemporaneamente il processo di terziarizzazione dell'economia per Milano e provincia risulta molto rapido, per favorire questi processi di trasformazione, a scala territoriale, la Regione Lombardia promuove una Legge per il recupero di aree già urbanizzate e degradate la cosiddetta Legge Verga (L.R. n. 22 del 4 luglio 1986), la nuova Legge consente anche in difformità dalle previsioni del Piano Regolatore di promuovere piani urbanistici di trasformazione e recupero del
sente anche in difformità dalle previsioni del Piano Regolatore di promuovere piani urbanistici di trasformazione e recupero del territorio comunale; molti comuni tra cui Sesto San Giovanni utilizzeranno questa possibilità. Per riflettere sulla dimensione della crisi attraversata dalla industria sestese basti pensare che tra 1980 e 1985 gli addetti all'industria passano da 22.000 e 11.000 (raggiungendo quindi una quota di addetti all'industria inferiore a quella del
addetti all'industria passano da 22.000 e 11.000 (raggiungendo quindi una quota di addetti all'industria inferiore a quella del 1921). Il calo dell'occupazione industriale, in parte attribuibile agli effetti dell'innovazione tecnologica, è in massima parte dovuto alla cessazione o alla diminuzione di attività all'interno delle maggiori industrie sestesi con conseguente sottoutilizzo o dismissione delle aree industriali (circa 600.000 mq in totale). [Da: Relazione illustrativa PRG del 1993. Vol. 2]
ttoutilizzo o dismissione delle aree industriali (circa 600.000 mq in totale). [Da: Relazione illustrativa PRG del 1993. Vol. 2] “Inizialmente l'Amministrazione Comunale applica il principio fissato dal piano regolatore del 1973-77 di mantenere la destinazione d'uso industriale per le aree all'epoca occupate da industrie: ciò avviene per esempio nel caso del comprensorio Pirelli-Sapsa (1979) è dell'area delle Distillerie Italiane. Nello stesso periodo sono adottati i piani di
caso del comprensorio Pirelli-Sapsa (1979) è dell'area delle Distillerie Italiane. Nello stesso periodo sono adottati i piani di lottizzazione industriale di Molino del Tuono e di via Sacco e Vanzetti, siti nelle zone sud-orientale del territorio comunale. I problemi posti da altre aree industriali dismesse vengono invece affrontati servendosi della Legge Regionale n. 22 del 1986 sui programmi integrati di recupero (PIR). Si tratta dei casi Magneti Marelli, Deltasider e Redaelli
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ge Regionale n. 22 del 1986 sui programmi integrati di recupero (PIR). Si tratta dei casi Magneti Marelli, Deltasider e Redaelli (quest'ultima area in posizione centrale nei pressi del Rondò). Nei casi delle aree Magneti Marelli e Redaelli è stato IL PRG DEL 1993
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 111 realizzato un centro commerciale, edilizia residenziale e per uffici; l'area Deltasider è interamente occupata da insediamenti produttivi e commerciali. In tutti e tre i casi si è avuta anche la realizzazione di spazi verdi e parcheggi. Ma tale equilibrio viene messo in discussione dalla decisione presa dalla Falck nel 1981 che, perseguendo una politica di
heggi. Ma tale equilibrio viene messo in discussione dalla decisione presa dalla Falck nel 1981 che, perseguendo una politica di razionalizzazione interna, decide di immettere sul mercato la quasi totalità dell'area Vulcano conservando per la propria attività una superficie di circa 100.000 mq su un totale di 500.000. Di fronte ad un caso di tali dimensioni anche in seno all'Amministrazione comunale si comincia a prendere in considerazione l'ipotesi di rivedere il concetto espresso dal piano
seno all'Amministrazione comunale si comincia a prendere in considerazione l'ipotesi di rivedere il concetto espresso dal piano a proposito delle aree industriali”. Pur con queste premesse il Piano del 1993 propone una politica territoriale ancora conservativa della funzione produttiva, caso emblematico resta l'area Falck che viene confermata a zona per la grande industria, ma per altre aree il Piano
produttiva, caso emblematico resta l'area Falck che viene confermata a zona per la grande industria, ma per altre aree il Piano prende atto della dismissione funzionale delle aree industriali e ne propone la trasformazione; infatti alcune aree produttive vengono individuate come di possibile trasformazione a zone residenziali a verde e servizi, tra gli ambiti più significativi ricordiamo:
- l'area di trasformazione denominata F.4 ITALIA (Decappaggio) che prevede un consistente recupero di aree a verde e
ricordiamo:
- l'area di trasformazione denominata F.4 ITALIA (Decappaggio) che prevede un consistente recupero di aree a verde e servizi (85% della superficie territoriale) e una destinazione prevalentemente residenziale (80% residenza, 20% servizi);
- l'area di trasformazione denominata N.3 RING CENTRALE (Vittoria B – Transider), che prevede un consistente recupero di aree a verde e servizi (75% della superficie territoriale) e una destinazione prevalentemente residenziale
nsistente recupero di aree a verde e servizi (75% della superficie territoriale) e una destinazione prevalentemente residenziale (70% residenza, 10% terziario, 20% servizi);
- Le aree di trasformazione denominate N.4 RING SUD, N.5 RING PAVESE (Z.T. 5.3), N. 6 RING XXIV MAGGIO (Z.T. 5.1), che prevedono un consistente recupero di aree a verde e servizi (65-75% della superficie territoriale) e una destinazione prevalentemente residenziale (70% residenza, 10% terziario, 20% servizi).
-75% della superficie territoriale) e una destinazione prevalentemente residenziale (70% residenza, 10% terziario, 20% servizi). In pratica vengono considerate aree di trasformazione a vocazione residenziale le aree produttive ubicate tra viale Italia e viale Edison in un disegno che tenta di riconnettere, mediante la trasformazione residenziale, i quartieri della Parpagliona e Carlo Marx, e quindi nonostante la conferma di aree produttive come quelle della gran parte delle aree Falck, della
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arpagliona e Carlo Marx, e quindi nonostante la conferma di aree produttive come quelle della gran parte delle aree Falck, della Breda e della Marelli, si legge nel Piano una presa d'atto della lenta trasformazione della città di Sesto San Giovanni. IL PRG DEL 1993
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano112 IL PRG DEL 1993
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano112 IL PRG DEL 1993
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 113 I SISTEMI INSEDIATIVI La città intesa come un insieme di sistemi insediativi richiama un’idea di città basata sulla relazione degli elementi costitutivi che la compongono. In questa logica sistemica diventa fondamentale esaminare la struttura urbana nella sua entità formale e funzionale.
compongono. In questa logica sistemica diventa fondamentale esaminare la struttura urbana nella sua entità formale e funzionale. L’analisi conoscitiva è stata estesa a tutto il territorio comunale; sono stati effettuati sopralluoghi diretti tra il febbraio ed il luglio 2007, al fine di definire tutti gli aspetti conformativi del sistema urbano. Sulla base delle indagini condotte è stato possibile
007, al fine di definire tutti gli aspetti conformativi del sistema urbano. Sulla base delle indagini condotte è stato possibile determinare una lettura puntuale dello stato effettivo di uso del territorio e delle caratteristiche tipologiche degli edifici che costituiscono la città consolidata. La sintesi finale è stata restituita con la stesura di un’idonea cartografia tecnica che ha raccolto un patrimonio di informazioni che
tesi finale è stata restituita con la stesura di un’idonea cartografia tecnica che ha raccolto un patrimonio di informazioni che sono state organizzate in un Sistema Informativo Territoriale, collegate ad una base cartografica tramite il software GIS ArcView 9.1 di ESRI. La restituzione complessiva delle informazioni è ovviamente demandata alla lettura delle singole tavole ed al raffronto incrociato degli elementi contenuti nel complesso della cartografia relativa all’uso del suolo, nello specifico:
ed al raffronto incrociato degli elementi contenuti nel complesso della cartografia relativa all’uso del suolo, nello specifico: tavola: Uso del suolo - US 01 (allegata in scala 1:5000) restituisce le caratteristiche funzionali del territorio comunale in base ad una lettura delle tipologie degli edifici insediati. Vengono inoltre evidenziate, nella categoria ricondotta alle Aree ad uso particolare, gli ambiti e le aree dimesse oppure incolte e degradate
re evidenziate, nella categoria ricondotta alle Aree ad uso particolare, gli ambiti e le aree dimesse oppure incolte e degradate sulle quali potranno eventualmente attuarsi parte degli obiettivi strategici del Quadro programmatorio. Al fine di definire al meglio una visione territoriale generale, sono state evidenziate anche le principali e significative aree a verde pubblico. tavola: Sistema delle attività produttive e ambientali-tecnologiche - US 03 (allegata in scala 1:5000)
ve aree a verde pubblico. tavola: Sistema delle attività produttive e ambientali-tecnologiche - US 03 (allegata in scala 1:5000) restituisce una precisazione ulteriore delle aree a destinazione produttiva specificando e precisando il livello di utilizzo delle aree; la tavola individua inoltre la localizzazione di insediamenti destinati al trattamento dei rifiuti urbani, al trattamento delle acque ed a impianti tecnologici in genere.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano114 US 01 Uso del suolo
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 115 US 03 Sistema delle attività produttive e ambientali-tecnologiche
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano116 Sistema della residenza - Tipologie edilizie restituisce la diffusione sul territorio delle diverse tipologie edilizie destinate agli insediamenti residenziali
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ogie edilizie restituisce la diffusione sul territorio delle diverse tipologie edilizie destinate agli insediamenti residenziali
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 117 Sistema della residenza - Altezze degli edifici rappresenta l’altezza degli edifici a destinazione residenziale o terziaria raggruppate per soglie
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denza - Altezze degli edifici rappresenta l’altezza degli edifici a destinazione residenziale o terziaria raggruppate per soglie
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano118 evidenzia il rapporto tra spazi liberi e spazi coperti e costituisce l’elemento di individuazione del livello di occupazione del territorio Sistema insediativo – Rapporto di copertura per isolati
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e l’elemento di individuazione del livello di occupazione del territorio Sistema insediativo – Rapporto di copertura per isolati
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 119 Sistema insediativo – Densità edilizie per isolati l’individuazione per soglie cromatiche delle densità consente di individuare la densità del tessuto edilizio e verificare la concentrazione all’interno degli isolati
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e delle densità consente di individuare la densità del tessuto edilizio e verificare la concentrazione all’interno degli isolati
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano120 Sistema insediativo – Densità insediativa per sezioni censuarie restituisce la densità edilizia residenziale, distinta all’interno delle zone censuarie, evidenziando il dato abitanti (desunto dai dati anagrafe comunale al febbraio 2008) /superficie lorda di pavimento
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ne censuarie, evidenziando il dato abitanti (desunto dai dati anagrafe comunale al febbraio 2008) /superficie lorda di pavimento
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 121 La lettura comparata delle tavole permette di formulare alcune valutazioni: la presenza di edificazioni a cortina con destinazione funzionale residenziale, generalmente localizzate nella Città
utazioni: la presenza di edificazioni a cortina con destinazione funzionale residenziale, generalmente localizzate nella Città consolidata, è caratterizzata da elevati rapporti di copertura ed alte densità edilizie; viceversa la realizzazione pianificata dei quartieri di ERP si caratterizza per rapporti di copertura e di densità edilizia più contenuti; all’interno degli ambiti maggiormente densi si verifica una maggior concentrazione di abitanti costituendosi come ulteriore
i; all’interno degli ambiti maggiormente densi si verifica una maggior concentrazione di abitanti costituendosi come ulteriore elemento negativo della qualità dell’abitare di quelle porzioni di città; la ricognizione delle attività commerciali al piede degli edifici evidenzia la presenza di consistenti fronti commerciali all’interno della città: tali fronti si localizzano solo in parte all’interno di assi commerciali che riescono a sviluppare forme di sinergia
ella città: tali fronti si localizzano solo in parte all’interno di assi commerciali che riescono a sviluppare forme di sinergia sufficienti a garantire il permanere delle attività insediate. All’esterno di tali localizzazioni gli esercizi commerciali generalmente evidenziano una diffusa difficoltà al mantenimento delle attività: tale fenomeno determina una spinta alla trasformazione funzionale mediante cambi di destinazione d’uso che hanno per l’esito l’insediamento di residenza all’interno
lla trasformazione funzionale mediante cambi di destinazione d’uso che hanno per l’esito l’insediamento di residenza all’interno degli ex esercizi; La ricognizione delle aree ad utilizzo industriale evidenzia da un lato i grandi recinti su cui le attività di trasformazione trovano attivazione mediante procedure e programmi complessi. Per quanto riguarda il patrimonio di dimensione medio/piccola è in
trovano attivazione mediante procedure e programmi complessi. Per quanto riguarda il patrimonio di dimensione medio/piccola è in questo caso da evidenziare una spinta alla modifica della destinazione d’uso in senso residenziale anche in ragione alle richieste in questo senso espresse dal mercato immobiliare.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano122 IL SISTEMA DEL COMMERCIO [Da: Relazione riferita alle problematiche del settore commerciale al dettaglio, Allegato C. Istituto per le ricerche sociali e dei consumi POLICLETO, aprile 2008] PREMESSA (…) si propone di analizzare l’evoluzione intervenuta nella rete commerciale cittadina nel periodo dal 2000 al 2007, da quanto cioè sono stati
GLI OBIETTIVI
di analizzare l’evoluzione intervenuta nella rete commerciale cittadina nel periodo dal 2000 al 2007, da quanto cioè sono stati effettuati gli studi preliminari finalizzati alla variante di PRG del 2001 alla data odierna. A tale scopo sono stati utilizzati i dati forniti dagli uffici comunali, riguardanti la struttura distributiva locale, le rilevazioni periodiche dell’Osservatorio Regionale del Commercio, altri dati Istat e di fonte ministeriale. GLI OBIETTIVI
GLI OBIETTIVI
le, le rilevazioni periodiche dell’Osservatorio Regionale del Commercio, altri dati Istat e di fonte ministeriale. GLI OBIETTIVI In coerenza con quanto stabilito dalla L.R. n. 12/2005 e dalle specifiche disposizioni regionali in materia di commercio, la formazione del PGT, e in particolare la parte attinente il commercio al dettaglio, deve essere accompagnata da una ricognizione sullo stato di fatto in grado di accertare:
- la consistenza della rete distributiva locale;
- le tendenze evolutive del settore;
ullo stato di fatto in grado di accertare:
- la consistenza della rete distributiva locale;
- le tendenze evolutive del settore;
- la presenza e la localizzazione delle diverse tipologie di vendita;
- la funzionalità complessiva della rete commerciale;
- la distribuzione sul territorio comunale degli esercizi commerciali e le relative criticità e potenzialità;
- l’attenzione al contesto territoriale più ampio.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 123 LO STATO DI FATTO La rete commerciale al dettaglio della città di Sesto San Giovanni è così articolata, secondo le tipologie previste dal D.Lgs. n.114/1998: tipologie v.a. superficie vendita ESERCIZI VICINATO alimentari 230 10.551 ESERCIZI VICINATO non alimentari 584 37.291 MEDIE STRUTTURE alimentari 14 11.617 MEDIE STRUTTURE non alimentari 26 15.702 GRANDI STRUTTURE alimentari 1 4.950 GRANDI STRUTTURE non alimentari 0 0
ntari 14 11.617 MEDIE STRUTTURE non alimentari 26 15.702 GRANDI STRUTTURE alimentari 1 4.950 GRANDI STRUTTURE non alimentari 0 0 centri commerciali 2 44.000 Totale 857 124.111 Il dato quantitativo esprime già un valore di rilievo, se poi consideriamo che all’interno dei 2 centri commerciali, operano 155 esercizi di vicinato, 25 medie strutture di vendita e 2 grandi strutture di vendita è evidente come la dotazione di servizio commerciale presenti un indice di densità complessivo di tutto riguardo.
ure di vendita è evidente come la dotazione di servizio commerciale presenti un indice di densità complessivo di tutto riguardo. La densità commerciale esprime la disponibilità di mq di area di vendita ogni 1.000 abitanti: tale indice, confrontato con quelli dei Comuni limitrofi si colloca al di sotto solo di quello della città di Monza, con una particolare accentuazione, tuttavia, nel segmento delle grandi strutture di vendita
solo di quello della città di Monza, con una particolare accentuazione, tuttavia, nel segmento delle grandi strutture di vendita dove, a fronte di un dato medio della zona di 434, Sesto San Giovanni registra 609 mq ogni 1.000 abitanti. I dati provinciali e regionali si aggirano per la g.d. attorno ai 350 mq/1000 abitanti. Anche l’equilibrio tipologico si presenta anomalo: nella media della zona l’area di vendita degli esercizi di vicinato costituisce il 59% (a Sesto San
ESERCIZI VICINATO MEDIE STRUTTURE GRANDI STRUTTURE
ologico si presenta anomalo: nella media della zona l’area di vendita degli esercizi di vicinato costituisce il 59% (a Sesto San Giovanni il 38%), le medie strutture rappresentano il 28% (a Sesto San Giovanni il 22%) mentre la quota delle grandi strutture è pari al 13%, contro il 40% di Sesto San Giovanni. I valori su scala provinciale e regionali sono così articolati: ESERCIZI VICINATO MEDIE STRUTTURE GRANDI STRUTTURE Provincia 47,1% 29,7% 23,2% Regione 46,6% 31,8% 21,6%
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano124 Confinanti di Sesto San Giovanni Valori numerici Comune Esercizi di vicinato Medie Strutture Grandi Strutture Totale N°alim. N°n alim. Tot. Num. Sup. Alim. Sup.n alim. Tot. Sup. N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale BRESSO 72 149 221 2.423 7.121 9.544 10 3.329 3.194 6.523 1 687 2.489 3.176 232 6.439 12.804 19.243
BRESSO 72 149 221 2.423 7.121 9.544 10 3.329 3.194 6.523 1 687 2.489 3.176 232 6
lim. Sup. n alim. Sup. Totale BRESSO 72 149 221 2.423 7.121 9.544 10 3.329 3.194 6.523 1 687 2.489 3.176 232 6.439 12.804 19.243 BRUGHERIO 43 156 199 1.919 10.011 11.930 11 3.320 4.284 7.604 1 3.851 8.365 12.216 211 9.090 22.660 31.750 CINISELLO 110 356 466 6.217 26.456 32.673 50 5.906 36.372 42.278 4 8.496 45.809 54.305 520 20.619 108.637 129.256 COLOGNO 98 248 346 3.837 15.477 19.314 22 3.986 13.121 17.107 1 1.964 1.615 3.579 369 9.787 30.213 40.000
20.619 108.637 129.256 COLOGNO 98 248 346 3.837 15.477 19.314 22 3.986 13.121 17.107 1 1.964 1.615 3.579 369 9.787 30.213 40.000 MILANO 4.477 17.933 22.410 200.175 1.100.970 1.301.145 854 121.656 422.870 544.526 32 42.713 112.527 155.240 23.296 364.544 1.636.367 2.000.911 MONZA 328 1.379 1.707 15.457 94.892 110.349 112 13.197 72.154 85.351 5 11.854 23.456 35.310 1.824 40.508 190.502 231.010 SESTO S. G. 230 584 814 10.551 37.291 47.842 42 7.876 20.163 28.039 3 10.600 38.350 48.950 859 29.027 95.804 124.831
502 231.010 SESTO S. G. 230 584 814 10.551 37.291 47.842 42 7.876 20.163 28.039 3 10.600 38.350 48.950 859 29.027 95.804 124.831 TOTALI 5.358 20.805 26.163 240.579 1.292.218 1.532.797 1.101 159.270 572.158 731.428 47 80.165 232.611 312.776 27.311 480.014 2.096.987 2.577.001 Valori di densità Comune Residenti al 31/12/06 Esercizi di vicinato Medie Strutture Grandi Strutture Totale N°alim. N°n alim. Tot. Num. Sup. Alim. Sup.n alim. Tot. Sup. N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale N°Pdv Sup. Alim. Sup. n
BRESSO 26.478 368 178 120 92 269 360 2.648 126 121 246 26.478 26 94 120 114 243
e N°alim. N°n alim. Tot. Num. Sup. Alim. Sup.n alim. Tot. Sup. N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale N°Pdv Sup. Alim. Sup. n alim. Sup. Totale BRESSO 26.478 368 178 120 92 269 360 2.648 126 121 246 26.478 26 94 120 114 243 484 727 BRUGHERIO 32.854 764 211 165 58 305 363 2.987 101 130 231 32.854 117 255 372 156 277 690 966 CINISELLO 73.976 673 208 159 84 358 442 1.480 80 492 572 18.494 115 619 734 142 279 1.469 1.747
CINISELLO 73.976 673 208 159 84 358 442 1.480 80 492 572 18.494 115 619 734 142
.854 117 255 372 156 277 690 966 CINISELLO 73.976 673 208 159 84 358 442 1.480 80 492 572 18.494 115 619 734 142 279 1.469 1.747 COLOGNO 47.649 486 192 138 81 325 405 2.166 84 275 359 47.649 41 34 75 129 205 634 839 MILANO 1.303.437 291 73 58 154 845 998 1.526 93 324 418 40.732 33 86 119 56 280 1.255 1.535 MONZA 121.445 370 88 71 127 781 909 1.084 109 594 703 24.289 98 193 291 67 334 1.569 1.902 SESTO S. G. 81.032 352 139 100 130 460 590 1.929 97 249 346 27.011 131 473 604 94 358 1.182 1.541
SESTO S. G. 81.032 352 139 100 130 460 590 1.929 97 249 346 27.011 131 473 604 9
98 193 291 67 334 1.569 1.902 SESTO S. G. 81.032 352 139 100 130 460 590 1.929 97 249 346 27.011 131 473 604 94 358 1.182 1.541 TOTALI 1.686.871 315 81 64 143 766 909 1.532 94 339 434 35.891 48 138 185 62 285 1.243 1.528
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 125 Evoluzione del sistema distributivo 1990/2007 – numero di esercizi Tipologia Settore Numero / anni 1990 2000 2003 2007 Esercizi di vicinato Alimentare 294 204 246 230 non alimentare 668 660 594 584 Totale 959 864 840 814+155* Medie strutture di vendita Alimentare - 10 16 14 non alimentare - 32 28 26 Totale - 42 44 40+21* Grandi strutture di vendita Alimentare - 1 1 1 non alimentare - 0 0 0 Totale - 1 1 1+2*
mentare - 32 28 26 Totale - 42 44 40+21* Grandi strutture di vendita Alimentare - 1 1 1 non alimentare - 0 0 0 Totale - 1 1 1+2*
- valore da aggiungere relativo alla rispettiva tipologia di vendita ubicata nei due centri commerciali attivati dopo il 2003 L’EVOLUZIONE Negli ultimi anni la fisionomia del commercio sestese ha subito mutamenti “storici”: rispettivamente nel 2003 e nel 2005 sono stati portati a
anni la fisionomia del commercio sestese ha subito mutamenti “storici”: rispettivamente nel 2003 e nel 2005 sono stati portati a compimento due progetti significativi di recupero di aree dismesse avviati negli anni Novanta, il centro commerciale Sarca (area Breda) ed il centro commerciale Vulcano (area Falck Vulcano). Si è trattato di un’iniezione di nuova offerta pari a 44.000 mq di area di vendita, quasi il 50% della superficie esistente all’inizio degli anni Duemila.
one di nuova offerta pari a 44.000 mq di area di vendita, quasi il 50% della superficie esistente all’inizio degli anni Duemila. Al di là del significativo dato quantitativo sono gli aspetti qualitativi di questa nuova dimensione del comparto distributivo sestese a porre interrogativi sulle prospettive, in quanto, di fatto, vi è stata la creazione di nuovi luoghi del commercio, con una messa in discussione della
ulle prospettive, in quanto, di fatto, vi è stata la creazione di nuovi luoghi del commercio, con una messa in discussione della tradizionale organizzazione del sistema distributivo locale, in particolare di quello ubicato nei tradizionali assi commerciali della città. E’ quindi importante cogliere, sotto il profilo quantitativo, l’impatto di questa nuova superficie di vendita che è stata attivata nel territorio comunale. Le tabelle sottoriportate consentono un raffronto di questo tipo:
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano126 Evoluzione del Sistema distributivo 1990/2007 – superfici di vendita Tipologia Settore Numero / anni 1990 2000 2003 2007 Esercizi di vicinato Alimentare n.d. 8.791 11.194 19.551 non alimentare n.d. 35.046 37.930 37.291 Totale n.d. 43.873 49.124 47.482+12.175* Medie strutture di vendita Alimentare - 9.407 12.225 11.617 non alimentare - 20.656 25.648 15.702 Totale - 30.063 37.873 27.319+16.631* Grandi strutture di vendita
re - 9.407 12.225 11.617 non alimentare - 20.656 25.648 15.702 Totale - 30.063 37.873 27.319+16.631* Grandi strutture di vendita Alimentare - 4.950 4.950 4.950* non alimentare - 0 0 0* Totale - 4.950 4.950 4.950+13.679*
- valore da aggiungere relativo alla rispettiva tipologia di vendita ubicata nei 2 centri commerciali attivati dopo il 2003 Come si può notare dalle tabelle sopra riportate la consistenza della struttura della rete commerciale urbana tradizionale e specializzata non è
re dalle tabelle sopra riportate la consistenza della struttura della rete commerciale urbana tradizionale e specializzata non è quantitativamente mutata più di tanto: a fronte di una forte contrazione avvenuta negli anni 90, che ha interessato soprattutto il commercio alimentare nella tipologia degli esercizi di vicinato, dal 2000 al 2007 il ritmo di tale ridimensionamento è rallentato, anche se si è concentrato,
pologia degli esercizi di vicinato, dal 2000 al 2007 il ritmo di tale ridimensionamento è rallentato, anche se si è concentrato, diversamente dal periodo precedente, soprattutto nel settore non alimentare. Se riduciamo ulteriormente il periodo di osservazione, portandolo alla data di apertura dei due centri commerciali Sarca e Vulcano, le variazioni sono state minime: 26 esercizi di vicinato (16 alimentari) e 4 medie strutture di vendita ( 2 alimentari).
ulcano, le variazioni sono state minime: 26 esercizi di vicinato (16 alimentari) e 4 medie strutture di vendita ( 2 alimentari). Accanto a queste considerazioni, prevalentemente di carattere quantitativo, si possono effettuare valutazioni di ordine più qualitativo: la presenza di importanti locomotive del settore alimentare, facenti capo a gruppi primari della distribuzione nazionale, ha inoltre innestato una forte
i locomotive del settore alimentare, facenti capo a gruppi primari della distribuzione nazionale, ha inoltre innestato una forte concorrenzialità nei confronti dei punti vendita della media e grande distribuzione già esistenti, dimensionalmente contenuti e posizionati in funzione di un servizio decentrato e di prossimità, con scarsi standard di accessibilità e parcheggio e, spesso, in immobili non funzionali.
un servizio decentrato e di prossimità, con scarsi standard di accessibilità e parcheggio e, spesso, in immobili non funzionali. A fronte di queste nuove realizzazioni il settore sta attraversando una intensa fase di trasformazione che se (per il momento) non si manifesta nei dati quantitativi (numero di esercizi) riguarda la gestione delle imprese ed il loro rapporto con il territorio.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 127 Sono quindi facilmente desumibili gli effetti portati dall’insediamento di forme di commercio moderno: maggiore servizio ai consumatori residenti, generazione di attrazioni esterne, spinta all’occupazione nel settore terziario. Si sono inoltre generati due fenomeni che hanno spinto le attività
azioni esterne, spinta all’occupazione nel settore terziario. Si sono inoltre generati due fenomeni che hanno spinto le attività esistenti verso la ricerca di una riconversione: il primo è il recupero di una mobilità, molto elevata negli anni Novanta, verso l’esterno, verso aggregazioni commerciali più significative, quali Milano e Cinisello Balsamo. Tale recupero ha avuto in parte ricadute positive anche sulla rete
merciali più significative, quali Milano e Cinisello Balsamo. Tale recupero ha avuto in parte ricadute positive anche sulla rete tradizionale, che ha beneficiato della minore mobilità nelle proprie funzioni di servizio di prossimità. Il secondo è lo sviluppo di una forte concorrenza infrasettoriale, che ha fatto cadere rendite di posizione e spinto parte dei punti di vendita tradizionali e specializzati alla ricerca di
riale, che ha fatto cadere rendite di posizione e spinto parte dei punti di vendita tradizionali e specializzati alla ricerca di nuovi modelli gestionali, di nuove proposte negli assortimenti, di introduzione di momenti di servizio personalizzati. In sostanza ciò che è avvenuto ha creato le condizioni per una nuova fisionomia del commercio sestese, considerato nella sua complessività, non più solo momento di
reato le condizioni per una nuova fisionomia del commercio sestese, considerato nella sua complessività, non più solo momento di presidio territoriale nelle funzioni di servizio ai residenti, ma vero e proprio comparto economico multicanale in cui la location non è solo determinata dal bacino d’utenza primario ma da ciò che il territorio di Sesto San Giovanni rappresenta, potrà rappresentare, in un ambito metropolitano, dal punto di vista della vocazione, della qualità urbana, dei sistemi di viabilità, ecc.
presentare, in un ambito metropolitano, dal punto di vista della vocazione, della qualità urbana, dei sistemi di viabilità, ecc. LE CRITICITA’ Permangono nel sistema commerciale cittadino elementi di criticità rispetto all’assetto assunto nell’ultimo decennio: la forte contrazione del numero di esercizi del settore alimentare avvenuta negli anni 90 ha determinato il venir meno di un diffuso presidio territoriale per i beni di prima
l settore alimentare avvenuta negli anni 90 ha determinato il venir meno di un diffuso presidio territoriale per i beni di prima necessità, alimentari in primo luogo, configurando zone residenziali con carenza di servizio, con conseguente incentivazione ad una mobilità per gli acquisti non voluta dal consumatore. La situazione presenta problematiche di rilievo in modo particolare per la popolazione anziana e disagiata.
uta dal consumatore. La situazione presenta problematiche di rilievo in modo particolare per la popolazione anziana e disagiata. Lo sviluppo delle iniziative commerciali aggreganti, centri commerciali con gallerie di negozi, direttamente concorrenziali con la parte più specializzata del commercio cittadino, ha causato una riduzione della “forza” portante degli assi commerciali tradizionali, limitati nella loro
el commercio cittadino, ha causato una riduzione della “forza” portante degli assi commerciali tradizionali, limitati nella loro funzione dalle problematiche connesse al traffico, all’accessibilità veicolare, alla dotazione di parcheggi, all’assenza di veri e propri percorsi pedonali di shopping e ad una frammentarietà degli stessi. In sostanza ad una sostanziale stabilità demografica (accentuata da un indice di invecchiamento piuttosto elevato) e ad una stagnazione ormai
d una sostanziale stabilità demografica (accentuata da un indice di invecchiamento piuttosto elevato) e ad una stagnazione ormai quinquennale dei consumi, ha fatto fronte un forte incremento della dotazione di servizio commerciale nel territorio comunale, con un’accentuazione della concorrenzialità interna: il risultato è stato una sensibile contrazione del fatturato e della marginalità gestionale, fattori che
ncorrenzialità interna: il risultato è stato una sensibile contrazione del fatturato e della marginalità gestionale, fattori che hanno determinato un’accentuazione del turn over sostitutivo delle imprese ed un incremento del tasso di mortalità. I percorsi urbani del commercio, inoltre, sono sempre più inframezzati da attività di servizio terziario (banche, agenzie, artigianato, ecc.) e di ristorazione che
oltre, sono sempre più inframezzati da attività di servizio terziario (banche, agenzie, artigianato, ecc.) e di ristorazione che determinano “rotture” del fronte espositivo e della fruibilità, anche per la diversificazione degli orari delle diverse tipologie.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano128 La tavola allegata Sistema delle attività commerciali - US 02 restituisce la distribuzione delle attività commerciali classificate in base alle dimensioni degli esercizi. Per dare una completa visione territoriale dell’offerta commerciale, vengono individuati i principali assi commerciali ed i mercati di quartiere temporanei, gli impianti di distribuzione di carburante e le strutture ricettive. Allo
LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE E PROVINCIALE
ssi commerciali ed i mercati di quartiere temporanei, gli impianti di distribuzione di carburante e le strutture ricettive. Allo scopo di completare il quadro degli insediamenti commerciali di grande dimensione vengono individuate le strutture localizzate lungo l’asse Fulvio Testi/Valassina che seppur ubicati in comuni limitrofi generano effetti anche sul territorio sestese. LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE E PROVINCIALE
LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE E PROVINCIALE
che seppur ubicati in comuni limitrofi generano effetti anche sul territorio sestese. LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE E PROVINCIALE La programmazione del commercio non può prescindere da alcune coordinate di livello superiore: quelle regionali sono state recentemente aggiornate mentre a livello provinciale non esiste ancora uno specifico piano di settore. La Regione Lombardia, con il programma triennale 2006/2008 (d.c.r. 2 ottobre 2006 n. VIII/215) e con i successivi provvedimenti attuativi, ha
mbardia, con il programma triennale 2006/2008 (d.c.r. 2 ottobre 2006 n. VIII/215) e con i successivi provvedimenti attuativi, ha definito indirizzi generali di programmazione così sintetizzabili:
- minimizzazione del consumo di suolo;
- qualificazione, ammodernamento e/o riconversione dell’esistente;
- superamento delle criticità presenti nel servizio di prossimità;
- sviluppo delle grandi strutture ad “impatto zero”, in termini di nuova superficie e di esternalità negative. Ciò significa che l’insediamento
e grandi strutture ad “impatto zero”, in termini di nuova superficie e di esternalità negative. Ciò significa che l’insediamento commerciale può essere possibile qualora, oltre a conseguire la compatibilità socio-economica, territoriale ed ambientale nelle componenti di valutazione, sia in grado di garantire condizioni di sostenibilità definite dalla Conferenza di Servizi.
ale nelle componenti di valutazione, sia in grado di garantire condizioni di sostenibilità definite dalla Conferenza di Servizi. Vi sono poi indirizzi di ambito territoriale: in quello di “addensamento commerciale metropolitano”, in cui è ubicata la città di Sesto San Giovanni i principali evidenziano l’esigenza di procedere ad una riqualificazione, razionalizzazione e ammodernamento degli insediamenti e dei poli
li evidenziano l’esigenza di procedere ad una riqualificazione, razionalizzazione e ammodernamento degli insediamenti e dei poli commerciali già esistenti disincentivando l’ampliamento e l’apertura di grandi strutture di vendita mediante l’utilizzo di nuova superficie di vendita. Viene richiesta una particolare attenzione alla localizzazione in aree dismesse dei nuovi insediamenti distributivi e alla prioritaria localizzazione di attività commerciali in aree servite dai mezzi di trasporto pubblico.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 129 US 02 Sistema del commercio
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 129 US 02 Sistema del commercio
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano130 IL PRG 2004 E IL MONITORAGGIO DELL’ATTUAZIONE L’elaborazione del PGT non può prescindere da un monitoraggio puntuale dello stato di attuazione del PRG 2004 e degli interventi urbanistici che hanno regolato lo sviluppo della città in questi ultimi anni.
tato di attuazione del PRG 2004 e degli interventi urbanistici che hanno regolato lo sviluppo della città in questi ultimi anni. Questa verifica diventa fondamentale per programmare nuove trasformazioni territoriali, che in funzione del trend attuativo confermino o si discostino dalle previsioni del PRG 2004 e siano in grado di realizzarsi concretamente sul territorio e di garantire come obiettivo primario il miglioramento della qualità urbana.
grado di realizzarsi concretamente sul territorio e di garantire come obiettivo primario il miglioramento della qualità urbana. Il PRG 2004 individua tra gli obiettivi strategici primari la riqualificazione del territorio tramite la trasformazione e il riuso delle aree ex industriali dismesse e in via di dismissione, che costituiscono nel loro complesso una superficie estesa oltre duecentocinquanta ettari pari a quasi il 25% del territorio comunale.
stituiscono nel loro complesso una superficie estesa oltre duecentocinquanta ettari pari a quasi il 25% del territorio comunale. Il Piano definisce il sistema delle suddette aree di potenziale trasformazione classificando gli ambiti in funzione della loro dimensione, localizzazione e complessità e articolando l’apparato normativo in cinque tipologie di “zone di trasformazione
loro dimensione, localizzazione e complessità e articolando l’apparato normativo in cinque tipologie di “zone di trasformazione urbanistica”: la ZT1 coincidente al grande comparto ex industriale Falck, le ZT2 relative ad ambiti contigui al comparto Falck, le ZT3 costituite da ambiti di piccola o media estensione diffusi nel tessuto consolidato, le ZT4 relative ad ambiti di ristrutturazione industriale, le ZT5 che comprendono ambiti frammentati localizzati tra viale Italia e via Edison.
ad ambiti di ristrutturazione industriale, le ZT5 che comprendono ambiti frammentati localizzati tra viale Italia e via Edison. Per le zone di trasformazione le previsioni del PRG 2004 si attuano mediante piani urbanistici esecutivi, prevalentemente Piani di Recupero ai sensi della L. n. 457/1978, estesi agli ambiti individuati nella tavola dell’azzonamento di piano. L’articolato normativo definisce, per ogni zona di trasformazione: le destinazioni d’uso secondo un mix di funzioni ammesse e le
L’articolato normativo definisce, per ogni zona di trasformazione: le destinazioni d’uso secondo un mix di funzioni ammesse e le funzioni escluse; i parametri urbanistici ed edilizi con un indice territoriale massimo e la quota di cessione di aree a standard, commisurata in misura superiore al fabbisogno ex legge indotto dalle trasformazioni per garantire una quota di aree a servizi a beneficio di tutto il Comune; le modalità di attuazione ed eventuali prescrizioni particolari.
ire una quota di aree a servizi a beneficio di tutto il Comune; le modalità di attuazione ed eventuali prescrizioni particolari. Il PRG 2004 contempla, oltre agli ambiti di trasformazione relativi alla città costruita, altre due “zone speciali”, perseguendo la finalità di migliorare la qualità urbana, ambientale ed ecologica e la dotazione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico al servizio dell’intero territorio comunale.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 131 La prima si identifica con la ZSP “zona speciale per la realizzazione di parchi e servizi” e comprende due aree residuali rispetto al tessuto edificato, totalmente o prevalentemente inedificate, di dimensioni significative e strategicamente localizzate in connessione con il Parco della Media Valle del Lambro.
inedificate, di dimensioni significative e strategicamente localizzate in connessione con il Parco della Media Valle del Lambro. La seconda coincide con la ZSaip “zona speciale per attrezzature di uso e di interesse pubblico o di interesse generale” e riguarda un’area originariamente inclusa nel comparto Vittoria B dell’area ex Falck all’interno della zona di trasformazione ZT1 e stralciata con una variante parziale per poter realizzare un centro natatorio.
ck all’interno della zona di trasformazione ZT1 e stralciata con una variante parziale per poter realizzare un centro natatorio. Nel dicembre 2000 l’Amministrazione Comunale, per dare attuazione alla L.R. n.9/1999 ha approvato il Documento di Inquadramento delle politiche urbanistiche comunali che disciplina i Programmi Integrati di Intervento. Il 7 febbraio 2005, con Deliberazione Consiliare n.1 è stato approvato un nuovo Documento di Inquadramento comprensivo del
ento. Il 7 febbraio 2005, con Deliberazione Consiliare n.1 è stato approvato un nuovo Documento di Inquadramento comprensivo del Quadro Organico di riferimento per la trasformazione delle aree Falck, con il quale si sono ridefiniti gli indirizzi della programmazione integrata secondo criteri di flessibilità nell’attuazione delle scelte urbanistiche del PRG 2004 e si sono definiti gli
mmazione integrata secondo criteri di flessibilità nell’attuazione delle scelte urbanistiche del PRG 2004 e si sono definiti gli indirizzi per la programmazione coordinata del recupero delle aree ambiti Z.T.1 e Z.T. 2.2. A seguito dell’entrata in vigore della L.R. n. 12/2005 il Documento di Inquadramento è stato riapprovato con Deliberazione Consiliare n. 37 del 7 novembre 2005. In coerenza con gli obiettivi generali perseguiti dal PRG 2004 e in base al Documento di Inquadramento, l’Amministrazione
In coerenza con gli obiettivi generali perseguiti dal PRG 2004 e in base al Documento di Inquadramento, l’Amministrazione Comunale, negli ultimi cinque anni, ha accolto una serie di Programmi Integrati di Intervento, sia ai sensi della L.R. n. 9/1999 che della nuova L.R. n.12/2005. Il monitoraggio sullo stato di attuazione del PRG 2004 evidenzia infatti che le principali trasformazioni territoriali si sono
. Il monitoraggio sullo stato di attuazione del PRG 2004 evidenzia infatti che le principali trasformazioni territoriali si sono concretizzate quasi esclusivamente utilizzando gli strumenti di programmazione negoziata in variante alle previsioni del piano. Già con l’adozione del PRG 2004, l’Amministrazione rese immediatamente operativo il nuovo strumento urbanistico mediante il ricorso a Programmi Integrati di Intervento, in variante al PRG allora vigente ma coerenti con il piano appena adottato.
ante il ricorso a Programmi Integrati di Intervento, in variante al PRG allora vigente ma coerenti con il piano appena adottato. I Programmi presentati riguardano sia aree di piccole e medie dimensioni diffuse nel tessuto urbano consolidato dove non erano previsti strumenti attuativi, che grandi comparti ex industriali dismessi che coincidono con gli ambiti di trasformazione urbanistica individuati dal PRG 2004.
he grandi comparti ex industriali dismessi che coincidono con gli ambiti di trasformazione urbanistica individuati dal PRG 2004. Le principali riqualificazioni territoriali, che si stanno concretizzando dall’adozione del PRG 2004, sono incluse in diversi Programmi Integrati di Intervento, in alcune Varianti parziali, in un Piano Particolareggiato di recupero e nel Contratto di Quartiere “Parco delle
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano132 Torri”. Come si evince dalla figura 1: Stato di attuazione del PRG 2004, i Piani Attuativi e i Programmi Integrati di Intervento sono stati classificati in base al diverso livello dell’iter procedimentale urbanistico:
- Realizzati: si intendono i piani esecutivi completamente edificati in attuazione del previgente PRG, con convenzioni già scadute
Realizzati: si intendono i piani esecutivi completamente edificati in attuazione del previgente PRG, con convenzioni già scadute o in scadenza ormai da considerarsi parte integrante del tessuto consolidato. Sono state evidenziati nella figura 1 al solo scopo di restituire il quadro complessivo delle trasformazioni urbane maggiormente significative avvenute nel quinquennio precedente.
- Vigenti in attuazione: si intendono i Piani Esecutivi e Programmi Integrati di Intervento cantierati o in corso di avanzata
e.
- Vigenti in attuazione: si intendono i Piani Esecutivi e Programmi Integrati di Intervento cantierati o in corso di avanzata realizzazione che costituiscono una componente invariabile dello stato del territorio.
- Vigenti approvati da realizzare: si intendono i Piani Attuativi e i Programmi Integrati di Intervento definiti a livello dell’iter procedimentale urbanistico ma non ancora cantierati e quindi a tutto oggi non percepibili e visibili concretamente sul territorio.
ocedimentale urbanistico ma non ancora cantierati e quindi a tutto oggi non percepibili e visibili concretamente sul territorio.
- Vigenti parzialmente attuati: si intendono i Piani Attuativi e i Programmi Integrati di Intervento che sono stati realizzati solo in parte e comprendono porzioni non ancora edificate che sono oggetto di ridefinizione in sede di programmazione. Inoltre la figura 1 individua anche le proposte, nella fattispecie il Programma Integrato di Intervento sulle aree Falck, che sono state
la figura 1 individua anche le proposte, nella fattispecie il Programma Integrato di Intervento sulle aree Falck, che sono state inoltrate all’Amministrazione Comunale e sono ad oggi in fase di istruttoria; e le previsioni del PRG 2004 che non hanno avuto alcun seguito in termini di attuazione in quanto non sono mai stati presentati progetti in merito.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 133 Figura 1: Stato di attuazione del PRG 2004
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 133 Figura 1: Stato di attuazione del PRG 2004
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano134 I Piani attuativi e programmi vigenti in attuazione E’ importante distinguere, in relazione alle previsioni del PRG 2004, i suddetti Programmi Integrati di Intervento in due categorie:
mportante distinguere, in relazione alle previsioni del PRG 2004, i suddetti Programmi Integrati di Intervento in due categorie: nella prima ricadono quegli ambiti che già coincidevano con aree di trasformazione, nella seconda sono inseriti gli ambiti individuati all’interno del tessuto consolidato e prevalentemente in “zona residenziale B”. La maggior parte dei Programmi Integrati di Intervento cantierati o in corso di realizzazione è costituita da aree di dimensioni
La maggior parte dei Programmi Integrati di Intervento cantierati o in corso di realizzazione è costituita da aree di dimensioni limitate diffuse, appunto, nel tessuto urbano. Le riqualificazioni urbane avvenute all’interno di questi ambiti sono caratterizzate dalla realizzazione di insediamenti prevalentemente residenziali per un totale di circa mq 59.000 di slp complessiva, di cui quasi mq 49.000 a residenza, e di mq
ti prevalentemente residenziali per un totale di circa mq 59.000 di slp complessiva, di cui quasi mq 49.000 a residenza, e di mq 66.000 di superficie territoriale coinvolta. Se si considerano anche le funzioni di interesse generale, che in questo caso si esplicano quasi esclusivamente con la residenza temporanea la slp totale ammonta a mq 65.000, da ciò si deduce un indice territoriale medio di circa 1 mq/mq. Ambiti ricadenti in zone consolidate
- PII ambito Campari;
- PII ambito ex Carmine;
indice territoriale medio di circa 1 mq/mq. Ambiti ricadenti in zone consolidate
- PII ambito Campari;
- PII ambito ex Carmine;
- PII ambito Ex Albergo Operaio Falck/Mazzini;
- PII diffusi Ambito 1; Aree di Intervento: 01, 06, 12, 24, 25, 27, 50, 69;
- PII diffusi Ambito 3; Aree di Intervento: 18, 26, 30, 33, 36; con Variante Petazzi;
- Ambito Bellini;
- Ambito Puccini.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 135 I due Ambiti Bellini-Puccini, non sono PII ma interventi assentiti tramite una variante parziale del PRG ai sensi della L.R. n. 23/1997 e successivo atto convenzionale, e riguardano la realizzazione di attrezzature private di interesse generale destinate a residenza temporanea. Ambiti coincidenti con le aree di trasformazione urbanistica
- PII ambito Milano Pace (ZT 3.3);
- PII ambito Decapaggio (ZT 2.1).
mbiti coincidenti con le aree di trasformazione urbanistica
- PII ambito Milano Pace (ZT 3.3);
- PII ambito Decapaggio (ZT 2.1). A differenza dei PII all’interno del tessuto consolidato, complessivamente gli ambiti previsti coincidenti con le aree di trasformazione urbanistica interessano superfici e sviluppano capacità edificatorie rilevanti. Si tratta infatti di una superficie territoriale complessiva
interessano superfici e sviluppano capacità edificatorie rilevanti. Si tratta infatti di una superficie territoriale complessiva di circa mq 171.000 a cui va aggiunta l’area ceduta a titolo di compensazione di circa mq 20.000 afferente al PII Decapaggio, con un’edificabilità totale di mq 96.500, di cui mq 90.500 a residenza e oltre mq 6.000 a funzioni commerciali. Se si considerano anche
edificabilità totale di mq 96.500, di cui mq 90.500 a residenza e oltre mq 6.000 a funzioni commerciali. Se si considerano anche le funzioni di interesse generale , che in questo caso coincidono con la residenza temporanea la slp totale ammonta a quasi mq 108.000, da ciò si deduce un indice territoriale medio compreso tra mq/mq 0,56 a mq/mq 0,63. Il PII Milano Pace è l’unico ad essere stato realizzato nella sua interezza e comprende un insediamento prevalentemente
mq 0,63. Il PII Milano Pace è l’unico ad essere stato realizzato nella sua interezza e comprende un insediamento prevalentemente residenziale con la presenza di un’attività commerciale di media entità, per un totale di oltre mq 33.000 di slp, comprensiva anche dell’attrezzatura destinata a residenza temporanea, su una superficie territoriale di circa mq 46.000, che si traduce in un indice di circa 0,7 mq/mq.
inata a residenza temporanea, su una superficie territoriale di circa mq 46.000, che si traduce in un indice di circa 0,7 mq/mq. Nel PII Decapaggio, ad oggi risulta in fase di realizzazione la parte relativa all’intervento di ristrutturazione edilizia dell’Edificio B (noto come “Edificio curvo di via Trento”), per il quale è prevista poi la cessione al Comune quale attrezzatura pubblica a carattere
come “Edificio curvo di via Trento”), per il quale è prevista poi la cessione al Comune quale attrezzatura pubblica a carattere residenziale destinata a fasce socialmente deboli come corrispettivo per lo svincolo dall’obbligo di convenzionamento residenziale. I Piani attuativi e programmi vigenti da realizzare Le principali trasformazioni urbane già definite, quindi con un Piano Attuativo approvato, ma non ancora visibili e tangibili sul
e principali trasformazioni urbane già definite, quindi con un Piano Attuativo approvato, ma non ancora visibili e tangibili sul territorio in quanto non sono ancora stati aperti i cantieri edilizi, sono riassunte in due Programmi Integrati di Intervento, i cui ambiti già coincidevano con aree di trasformazione nel PRG:
- PII ambito Cascina Gatti (ZSP2);
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano136
- PII ambito Trento Enichem (ZT3.2). I suddetti programmi riguardano due aree completamente differenti sia a livello di dimensioni, specificità territoriali e previsioni edificatorie. L’ambito del PII Trento Enichem coincide con la ZT3.2 la cui normativa contempla un indice territoriale di 0,5 mq/mq, che in questo caso viene riconfermato.
hem coincide con la ZT3.2 la cui normativa contempla un indice territoriale di 0,5 mq/mq, che in questo caso viene riconfermato. L’ambito del PII Cascina Gatti merita un discorso a parte. L’incremento delle previsioni edificatorie (da un indice di compensazione di 0,1 mq/mq a un indice di 0,18 mq/mq) deriva da un processo complesso di negoziazione che ha comunque permesso di sbloccare una situazione arenata da anni per problemi relativi ad aree vincolate per edilizia economica popolare, e di realizzare una
care una situazione arenata da anni per problemi relativi ad aree vincolate per edilizia economica popolare, e di realizzare una porzione considerevole di parco tramite cessioni decisamente ragguardevoli e un contributo economico aggiuntivo di qualità. Complessivamente si prevede la realizzazione di insediamenti residenziali per un totale di circa mq 50.000 di slp complessiva e di
mplessivamente si prevede la realizzazione di insediamenti residenziali per un totale di circa mq 50.000 di slp complessiva e di circa mq 250.000 di superficie territoriale complessiva coinvolta, comprensiva della quota, afferente al PII di Cascina Gatti, di aree da cedere per compensazione pari a circa il 70%, (mq 180.000) . I Piani attuativi e programmi vigenti parzialmente attuati
aree da cedere per compensazione pari a circa il 70%, (mq 180.000) . I Piani attuativi e programmi vigenti parzialmente attuati Questa categoria ricomprende gli ambiti E. Marelli e Vulcano, localizzati rispettivamente al margine Sud e Nord del territorio comunale, per i quali, nei rispettivi piani esecutivi vigenti, sono programmati insediamenti terziario-direzionali e commerciali di
unale, per i quali, nei rispettivi piani esecutivi vigenti, sono programmati insediamenti terziario-direzionali e commerciali di ragguardevoli dimensioni. Nel complesso si prevedono circa mq 470.000 di slp da distribuirsi in mq 803.000 di superficie territoriale, che però sono stati realizzati solo per alcune porzioni. La parte realizzata relativa al Vulcano è costituita dal centro commerciale e dal completamento del Ring nord per una slp pari a mq
parte realizzata relativa al Vulcano è costituita dal centro commerciale e dal completamento del Ring nord per una slp pari a mq 48.500; la porzione edificata della Marelli riguarda il centro direzionale di piazza Montanelli e l’Università, che corrispondono a circa mq 40.000 di slp a cui vanno aggiunte le quantità relative alla sede della ABB e ai fabbricati produttivi già esistenti presenti nel comparto di Mantenimento, pari circa mq 60.000. NOTE:
alla sede della ABB e ai fabbricati produttivi già esistenti presenti nel comparto di Mantenimento, pari circa mq 60.000. NOTE: 1 Si considera solo la parte realizzata costituita dal Centro Commerciale. Il valore della superficie territoriale relativa alla parte attuata è indicativo e desunto dalle superfici realmente coinvolte dagli interventi di trasformazione.
riale relativa alla parte attuata è indicativo e desunto dalle superfici realmente coinvolte dagli interventi di trasformazione. 2 Si considerano le parti realizzate costituite dagli insediamenti terziario-direzionali di piazza Montanelli , dall'università e dai capannoni già esistenti da mantenere. Il valore della superficie territoriale relativa alla parte attuata è indicativo e desunto dalle superfici realmente coinvolte dagli interventi di trasformazione.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 137 I contenuti dei programmi sopra elencati sono sintetizzati nella tabella seguente: Ex Albergo Operaio Falck/Mazzini
IL QUADRO CONOSCITIVO
di Piano 137 I contenuti dei programmi sopra elencati sono sintetizzati nella tabella seguente: Ex Albergo Operaio Falck/Mazzini
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano138 Ad oggi quindi rimangono in fase di ridefinizione circa mq 360.000 di slp afferenti alle parti non attuate dei sopraccitati piani attuativi. Complessivamente le proposte dei PII che si sono concretizzate, o si stanno concretizzando riguardano una superficie
attuativi. Complessivamente le proposte dei PII che si sono concretizzate, o si stanno concretizzando riguardano una superficie complessiva, compreso le aree di compensazione, di circa mq 740.000 mq, che ha generato una superficie lorda di pavimento di oltre mq 350.000, a cui si aggiungono mq 30.000 di superficie lorda di pavimento riferita a funzioni di interesse generale. Le aree cedute a servizi ammontano a oltre mq 350.000, senza considerare le aree asservite all’uso pubblico e i parcheggi interrati.
ree cedute a servizi ammontano a oltre mq 350.000, senza considerare le aree asservite all’uso pubblico e i parcheggi interrati. Quasi tutti i Piani Attuativi e i Programmi riguardano per la gran parte la trasformazione di aree già urbanizzate, cioè aree ex industriali oggi dismesse o di aree collocate in tessuti urbani consolidati prevalentemente residenziali da riqualificare.
ee ex industriali oggi dismesse o di aree collocate in tessuti urbani consolidati prevalentemente residenziali da riqualificare. Solo un Programma Integrato di Intervento - Cascina Gatti - riguarda la trasformazione di aree non urbanizzate per una superficie di circa 240.000 mq. E’ da sottolineare però che queste aree risultano marginali o di frangia e sono attualmente sotto-utilizzate e
circa 240.000 mq. E’ da sottolineare però che queste aree risultano marginali o di frangia e sono attualmente sotto-utilizzate e caratterizzate dalla presenza di funzioni disomogenee o da situazioni di abusivismo. Il programma prevede peraltro di concentrare le nuove edificazioni sul 10% della superficie dell’ambito (pari a meno del 2% della superficie complessivamente interessata programmi in corso di realizzazione o di definizione) destinando il rimanente 90% ad attrezzature pubbliche e a Parco.
teressata programmi in corso di realizzazione o di definizione) destinando il rimanente 90% ad attrezzature pubbliche e a Parco. In conclusione, solo una quota minima del territorio comunale (circa 26.000 mq), è oggetto di una espansione dell’edificato: per la gran parte i progetti intervengono su aree già edificate, le recuperano, le riqualificano e realizzano attrezzature pubbliche e parchi all’interno di quelli che fino a pochi anni fa erano i recinti chiusi delle grandi fabbriche.
no attrezzature pubbliche e parchi all’interno di quelli che fino a pochi anni fa erano i recinti chiusi delle grandi fabbriche. Se invece si esaminano tutte le proposte di riqualificazione e di trasformazione urbana comprese nei piani esecutivi vigenti, siano essi edificati, in corso di realizzazione o in corso di definizione, quindi tenendo conto delle previsioni vigenti complessive dei piani
ficati, in corso di realizzazione o in corso di definizione, quindi tenendo conto delle previsioni vigenti complessive dei piani attuativi Vulcano e Marelli, senza considerare le modifiche proposte, ed escludendo la proposta in istruttoria sulle aree ex Falck si ottiene una superficie territoriale complessiva di circa 1.300.000 mq. L’edificabilità complessiva prevista, è pari a circa mq 700.000
e una superficie territoriale complessiva di circa 1.300.000 mq. L’edificabilità complessiva prevista, è pari a circa mq 700.000 di slp e risulta ripartita nelle seguenti destinazioni d’uso: le funzioni di produzione di beni e servizi e terziarie costituiscono la quota maggioritaria pari a circa mq 430.000 di slp corrispondente al 61% del totale; seguita dalle funzione residenziale (compreso la
maggioritaria pari a circa mq 430.000 di slp corrispondente al 61% del totale; seguita dalle funzione residenziale (compreso la residenza temporanea) per un totale di mq 210.000 circa pari al 30%, e dalla funzione commerciale per un totale di mq 60.000 circa pari all’8%.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 139 SA 01 Stato di attuazione delle trasformazioni urbane
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano140
IL QUADRO CONOSCITIVO
Stato di attuazione delle trasformazioni urbane
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano140
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 141 IL SISTEMA DEI SERVIZI QUALITÀ DEL VIVERE E SERVIZI La legge regionale per il governo del territorio, indirizza la definizione delle strategie di pianificazione urbana, verso il
ZI La legge regionale per il governo del territorio, indirizza la definizione delle strategie di pianificazione urbana, verso il raggiungimento di requisiti di vivibilità e di qualità urbana; qualità urbana intesa come qualità dell’ambiente in cui si vive, si lavora e si trascorre il tempo libero, nelle sue componenti di spazio progettato, costruito ed ambiente naturale, paesaggio economico,
e si trascorre il tempo libero, nelle sue componenti di spazio progettato, costruito ed ambiente naturale, paesaggio economico, sociale e culturale; viene identificata come una domanda di elevate prestazioni posta all’attività di pianificazione, dalle sue fasi territoriali fino a quelle architettonico/esecutive. L’importanza degli aspetti qualitativi, attuativi e gestionali dei servizi, è emersa nel panorama legislativo lombardo già con la L.R. n.
nza degli aspetti qualitativi, attuativi e gestionali dei servizi, è emersa nel panorama legislativo lombardo già con la L.R. n. 1 del 15/01/2001 “Disciplina dei mutamenti di destinazione d'uso di immobili e norme per la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico”, in risposta alle necessità di adeguare il computo degli standard, previsto dalla L.R. n. 51 del
re pubbliche e di uso pubblico”, in risposta alle necessità di adeguare il computo degli standard, previsto dalla L.R. n. 51 del 15/04/1975 “Disciplina urbanistica del territorio regionale e misure di salvaguardia del patrimonio naturale e paesistico” negli atti di pianificazione comunale, alle mutate condizioni socio-economiche e di qualità della vita. Con la vigente L.R. n. 12 del 11/03/2005, le politiche e le azioni di governo inerenti l’offerta dei servizi, acquistano un ruolo centrale
ente L.R. n. 12 del 11/03/2005, le politiche e le azioni di governo inerenti l’offerta dei servizi, acquistano un ruolo centrale e fondamentale nelle scelte strategiche di pianificazione, tanto da conformarsi in un atto di programmazione autonomo.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano142 L’ANALISI DEI SERVIZI L’individuazione dei servizi esistenti sul territorio comunale finalizzata a valutare la dotazione e le prestazioni qualitative offerte, contribuisce in maniera determinante alla composizione del Piano dei servizi, inteso come un progetto territoriale complessivo rivolto non solo, come esplicitato al comma 1 dell’articolo 9 della L.R. n. 12/2005, ad “… assicurare una dotazione globale di aree
olto non solo, come esplicitato al comma 1 dell’articolo 9 della L.R. n. 12/2005, ad “… assicurare una dotazione globale di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale”, ma anche ad individuare “le eventuali aree per l’edilizia residenziale pubblica … le dotazioni a verde, i corridoi ecologici ed il sistema del verde di connessione tra territorio rurale e quello edificato”, in
le dotazioni a verde, i corridoi ecologici ed il sistema del verde di connessione tra territorio rurale e quello edificato”, in maniera da garantirne una “razionale distribuzione sul territorio comunale, a supporto delle funzioni insediate e previste”. La ricognizione generale dei servizi esistenti, conformemente a quanto definito al successivo comma 3 del medesimo articolo,
e”. La ricognizione generale dei servizi esistenti, conformemente a quanto definito al successivo comma 3 del medesimo articolo, valuta anche l’idoneità e l’efficacia delle attrezzature alla luce dei parametri di “qualità, fruibilità e accessibilità” , e, laddove vengono accertate le eventuali “insufficienze o inadeguatezze”, vengono quantificati “i costi di adeguamento e le modalità di intervento” ed
rtate le eventuali “insufficienze o inadeguatezze”, vengono quantificati “i costi di adeguamento e le modalità di intervento” ed individuate le “necessità di sviluppo ed integrazione” con le corrispondenti modalità attuative, in relazione alla “popolazione stabilmente residente e a quella da insediare”. L’analisi integrata di aree ed edifici sedi di servizi esistenti sul territorio comunale permette di prendere in considerazione tutte le
i integrata di aree ed edifici sedi di servizi esistenti sul territorio comunale permette di prendere in considerazione tutte le funzioni pubbliche e di uso pubblico disponibili sul territorio in termini di prestazioni, contrapponendosi alla prassi consolidata di pensare unicamente alla dotazione di servizi come dotazione di aree pubbliche, in termini puramente di standard quantitativi.
di pensare unicamente alla dotazione di servizi come dotazione di aree pubbliche, in termini puramente di standard quantitativi. Nel quadro normativo attuale, una dotazione quantitativa standardizzata di servizi se da un lato non è più sufficiente a dare risposta alle esigenze dettate da nuovi stili di vita e da nuovi modi di uso della città e del territorio, dall’altro deve rapportarsi al consumo progressivo del suolo urbano.
i vita e da nuovi modi di uso della città e del territorio, dall’altro deve rapportarsi al consumo progressivo del suolo urbano. Per questo la nozione di standard viene così ampliata e viene introdotta una nuova definizione del concetto di servizio esteso dai soli servizi pubblici a tutti i servizi di interesse pubblico e generale, annoverando tra questi anche i servizi non erogati in sede
servizi pubblici a tutti i servizi di interesse pubblico e generale, annoverando tra questi anche i servizi non erogati in sede propria e territorialmente localizzati con un’area od una struttura edilizia, ma effettivamente disponibili come attività di supporto presenti sul territorio comunale. In tale disamina, fanno parte nel sistema dei servizi, non solo quelli erogati direttamente dal
resenti sul territorio comunale. In tale disamina, fanno parte nel sistema dei servizi, non solo quelli erogati direttamente dal Comune o da altri Enti Pubblici, ma anche quelli privati che, in base alla tipologia e modalità di offerta, soddisfano i bisogni della comunità ed incidono sulla valutazione del fabbisogno generale. Confrontare l’offerta e la domanda di servizi, consente di effettuare un bilancio della situazione dei servizi presenti nel territorio, e
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 143 l’identificazione delle criticità di organizzazione del sistema urbano. Il Piano dei servizi rappresenta lo strumento per rafforzare la nozione di standard introducendo il principio di standard prestazionale ovvero di servizio reso alla collettività anche in termini di qualità urbana ed ambientale; per questo costituisce l’elemento cardine tra
servizio reso alla collettività anche in termini di qualità urbana ed ambientale; per questo costituisce l’elemento cardine tra le politiche relative alla erogazione dei servizi nei loro riflessi urbanistici, le problematiche generali di regolazione degli usi della città e la salvaguardia del suolo pubblico. In seguito viene fornita una panoramica sintetica del quadro dei servizi esistenti. Si rimanda al documento specifico del Piano dei
seguito viene fornita una panoramica sintetica del quadro dei servizi esistenti. Si rimanda al documento specifico del Piano dei servizi, l’analisi dettagliata delle singole tipologie di servizio, l’identificazione delle criticità in atto e delle strategie d’intervento.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano144 ATTREZZATURE PER SERVIZI PUBBLICI E DI USO PUBBLICO La ricognizione dell’offerta esistente di attrezzature qualificabili come servizi pubblici e di interesse pubblico, è stata condotta a partire dal primo documento ricognitivo del Piano dei Servizi attivato a seguito della L.R. n.1/2001 e approvato nel luglio 2004 contestualmente alla variante generale al PRG.
no dei Servizi attivato a seguito della L.R. n.1/2001 e approvato nel luglio 2004 contestualmente alla variante generale al PRG. A seguito dell’approvazione della L. R. n. 12/2005 per il governo del territorio, il quadro ricognitivo dell’offerta costruito nel 2001 è stato aggiornato, progettando e mettendo a regime una piattaforma informativa interrogabile in grado di gestire e monitorare la dinamicità dei servizi e supportare le scelte di pianificazione.
a informativa interrogabile in grado di gestire e monitorare la dinamicità dei servizi e supportare le scelte di pianificazione. In virtù della dinamicità che caratterizza i servizi (ad esempio: la modifica delle caratteristiche, la dismissione o l’inizio attività di un servizio, etc.), il quadro ricognitivo dello stato di fatto dei servizi restituito è rappresentativo della situazione in essere al momento
etc.), il quadro ricognitivo dello stato di fatto dei servizi restituito è rappresentativo della situazione in essere al momento dell’ultimo aggiornamento disponibile; si prevede pertanto un costante monitoraggio dell’evoluzione dei bisogni e delle dinamiche dei servizi censiti per consentire la restituzione di un quadro sempre aggiornato della domanda e dell’offerta. La ricognizione è strutturata attraverso la schedatura di tutti gli spazi e gli edifici attrezzati che definiscono l’offerta dei servizi,
izione è strutturata attraverso la schedatura di tutti gli spazi e gli edifici attrezzati che definiscono l’offerta dei servizi, includendo le aree e le strutture di enti privatizzati qualora eroghino un servizio di uso e/o interesse pubblico, le strutture private convenzionate. Per ognuno di questi vengono definiti (sia per le funzioni principali che per le eventuali funzioni accessorie):
convenzionate. Per ognuno di questi vengono definiti (sia per le funzioni principali che per le eventuali funzioni accessorie): localizzazione, regime di proprietà, caratteristiche tipologiche, strutturali e quantitative, accessibilità, modalità d’uso, tipologia e quantificazione dell’utenza, costi di gestione (ove possibile). Il sistema di dati descrittivi del servizio prevede inoltre la presenza di informazioni riguardanti la manutenzione delle attrezzature - certificazioni, autorizzazioni e collaudi - .
oltre la presenza di informazioni riguardanti la manutenzione delle attrezzature - certificazioni, autorizzazioni e collaudi - . I dati raccolti sono stati organizzati in un Sistema Informativo Territoriale, collegati ad una base cartografico tramite il software GIS ArcView 9.1 di ESRI. I servizi esistenti sono stati inoltre organizzati e catalogati per sistemi e tipologie attraverso una codifica che
9.1 di ESRI. I servizi esistenti sono stati inoltre organizzati e catalogati per sistemi e tipologie attraverso una codifica che ne restituisce la categoria ed il gruppo di appartenenza. Nel Piano dei servizi sono stati inoltre prodotti elaborati grafici per ogni categoria di servizio che illustrano la distribuzione dell’offerta sul territorio.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 145 Sistema dei servizi e codifica CATEGORIA TIPOLOGIE Nome COD 1 nome COD 2 Sistema dell'istruzione IS asilo nido / micronido a scuola dell’infanzia b scuola primaria c scuola secondaria di 1° grado d scuola secondaria di 2° grado e università f Sistema delle attrezzature sportive SP impianti sportivi a piscine b palestre scolastiche c Sistema dei servizi ricreativi e culturali CU biblioteche a scuole civiche b
mpianti sportivi a piscine b palestre scolastiche c Sistema dei servizi ricreativi e culturali CU biblioteche a scuole civiche b centri sociali e culturali c centri congressi e sale conferenze d musei, sedi espositive, istituti culturali e cinema e multisale f Sistema dei servizi socio assistenziali SA servizi sanitari a ambulatori e medicina di laboratorio b assistenza anziani c assistenza disabili d assistenza minori e assistenza adulti f farmacie h Sistema dei servizi amministrativi e al lavoro AM
ani c assistenza disabili d assistenza minori e assistenza adulti f farmacie h Sistema dei servizi amministrativi e al lavoro AM uffici comunali e sedi delle circoscrizioni a servizi tecnici comunali b poste e telecomunicazioni c sicurezza e protezione civile d servizi alle imprese e al lavoro e Sistema della residenza pubblica RP residenza comunale a residenza aler b Sistema delle attrezzature per il culto AR luoghi di culto a attrezzature religiose b cimiteri c Sistema delle attrezzature tecnologiche ST
le attrezzature per il culto AR luoghi di culto a attrezzature religiose b cimiteri c Sistema delle attrezzature tecnologiche ST Sistema del verde
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano146 AREE PER ATTREZZATURE PUBBLICHE E DI USO PUBBLICO Gli standard urbanistici sono introdotti e definiti con la L. n. 765 del 06/08/1967 “Modificazioni ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150” ed il conseguente D.M. n. 1444 del 02/04/1968 “Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di
17 agosto 1942, n. 1150” ed il conseguente D.M. n. 1444 del 02/04/1968 “Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della
ività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell' art. 17 della legge n. 765 del 1967”, che definiscono una forma di tutela di spazi da destinare agli usi collettivi definiti dall’articolo 7 della L. n. 1150 del 17/08/1942 “Legge urbanistica “, come “le aree destinate a formare spazi di uso pubblico” e quelle destinate “ad opere e impianti d’interesse pubblico in generale”.
e “le aree destinate a formare spazi di uso pubblico” e quelle destinate “ad opere e impianti d’interesse pubblico in generale”. Lo standard urbanistico considerato come “livello di dotazione obbligatorio e come soglia minima al di sotto della quale non si può considerare soddisfatto il disposto normativo” [Da: Iasm, Manuale delle opere di urbanizzazione, F. Angeli, Milano, 1983],
i può considerare soddisfatto il disposto normativo” [Da: Iasm, Manuale delle opere di urbanizzazione, F. Angeli, Milano, 1983], rappresenta la misura dello spazio pubblico, ovvero la determinazione della quantità minima di spazio pubblico o di uso pubblico, espresso in metri quadrati per abitante, che deve essere riservato nei piani, sia generali che attuativi. Nella prassi consolidata, il D.M. n. 1444/1968, prescrive gli standard riferiti a diversi tipi di attrezzature:
i che attuativi. Nella prassi consolidata, il D.M. n. 1444/1968, prescrive gli standard riferiti a diversi tipi di attrezzature: d’interesse locale, cioè tali da dover essere direttamente accessibili dagli utenti con percorsi pedonali o comunque superabili in archi di tempo brevi (non superiori ai 20-25 minuti primi); d’interesse generale o territoriale, tali, per loro natura o per la dimensione funzionale richiesta, da dover essere localizzati in relazione a bacini d’utenza più vasti.
per loro natura o per la dimensione funzionale richiesta, da dover essere localizzati in relazione a bacini d’utenza più vasti. Per le attrezzature d’interesse locale, o di quartiere, il decreto stabilisce che ogni cittadino ha diritto ad un minimo di 18 mq di spazio pubblico, ripartiti per asili nido, scuole materne e dell’obbligo; per attrezzature di interesse comune (culturali, assistenziali, amministrative, religiose, sociali, sanitarie, ecc.); per parcheggi pubblici; per il verde, il gioco e lo sport.
assistenziali, amministrative, religiose, sociali, sanitarie, ecc.); per parcheggi pubblici; per il verde, il gioco e lo sport. Per le attrezzature di livello territoriale il decreto stabilisce la necessità di un’ulteriore dotazione di 17,5 mq ripartiti in parchi territoriali, attrezzature ospedaliere e istruzione di livello superiore, rinviando all’esame delle situazioni locali e alle decisioni degli strumenti della pianificazione, le quantità relative agli ulteriori servizi richiedenti spazio.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 147 Successivamente la L.R. n. 51/1975 - oggi abrogata -, stabilì lo standard minimo nei comuni con capacità insediativa superiore ai 20 mila abitanti, nella misura di 26,5 mq per gli insediamenti residenziali ai quali andavano aggiunti i 17,5 mq per le attrezzature pubbliche di interesse generale. Con la L.R. n. 1/2001 - anch’essa abrogata -, venne ampliato il concetto tradizionale di standard,
bliche di interesse generale. Con la L.R. n. 1/2001 - anch’essa abrogata -, venne ampliato il concetto tradizionale di standard, dando spazio a modalità previsionali rivolte anche all’analisi dei requisiti qualitativi di un servizio con la possibilità di includere nel calcolo dello standard non solo l’area di sedime e di pertinenza, ma anche l’effettiva consistenza delle rispettive superfici lorde.
olo dello standard non solo l’area di sedime e di pertinenza, ma anche l’effettiva consistenza delle rispettive superfici lorde. L’attuale L.R. n.12/2005 che disciplina il governo del territorio riformula la definizione degli standard urbanistici e ridefinisce la misura dello standard minimo nell’art. 9 comma 3 affermando che ”In relazione alla popolazione stabilmente residente e a quella da
sura dello standard minimo nell’art. 9 comma 3 affermando che ”In relazione alla popolazione stabilmente residente e a quella da insediare secondo le previsioni del documento di piano, è comunque assicurata una dotazione minima di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale pari a diciotto metri quadrati per abitante.” Pertanto per la determinazione della dotazione pro-capite di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico si è ritenuto di
nto per la determinazione della dotazione pro-capite di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico si è ritenuto di dover valutare in maniera differenziata i contributi apportati in termini quantitativi dalle diverse categorie di servizio. Le superfici territoriali destinate a servizi pubblici e/o di uso pubblico vengono ripartite nelle stesse categorie cui fanno riferimento le attrezzature destinate a servizi pubblici e di uso pubblico sulle quali ricadono: Aree per l’istruzione
cui fanno riferimento le attrezzature destinate a servizi pubblici e di uso pubblico sulle quali ricadono: Aree per l’istruzione Aree per attrezzature sportive Aree per servizi socio-assistenziali Aree per servizi ricreativo-culturali Aree per servizi amministrativi Aree per il culto (escluse aree cimiteriali) Aree a verde pubblico Aree aperte attrezzate (piazze e gli spazi pedonalizzati) Aree per attrezzature tecnologiche Aree per il culto - aree cimiteriali
ree aperte attrezzate (piazze e gli spazi pedonalizzati) Aree per attrezzature tecnologiche Aree per il culto - aree cimiteriali Aree a verde incluse nel perimetro dei parchi di interesse sovracomunale Aree per parcheggi in soprasuolo
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano148 Di queste, circa 1.442.000 mq di superficie, rappresentano le aree per le attrezzature basilari e necessarie alla qualità sociale dell’ambiente urbano: aree per l’istruzione, aree per attrezzature sportive, aree per servizi socio-assistenziali, aree per servizi ricreativo-culturali, aree per servizi amministrativi, aree per il culto (escluse aree cimiteriali), aree a verde pubblico a scala urbana
o-culturali, aree per servizi amministrativi, aree per il culto (escluse aree cimiteriali), aree a verde pubblico a scala urbana (ivi incluse le piazze e gli spazi pedonalizzati e le aree oggetto di cessioni derivanti dagli ambiti di pianificazione attuativa conclusa a pieno titolo ed inserita nel disegno urbano complessivo), aree aperte attrezzate (piazze e spazi pedonalizzati).
tiva conclusa a pieno titolo ed inserita nel disegno urbano complessivo), aree aperte attrezzate (piazze e spazi pedonalizzati). L’offerta della sosta veicolare in sede propria, è stata evidenziata individuando le aree attrezzate a parcheggi pubblici o di uso pubblico per un totale di 155.000 mq circa. Le aree destinate a verde già attuate incluse nel perimetro dei parchi di interesse sovracomunale – Parco della Media Valle del
Le aree destinate a verde già attuate incluse nel perimetro dei parchi di interesse sovracomunale – Parco della Media Valle del Lambro e Parco Nord Milano – (703.000 mq circa) rappresentano un valore ecologico aggiunto che rafforza ed integra le rete e i nodi del sistema dei parchi intercomunali, provinciali e regionali. Le aree per le attrezzature tecnologiche di interesse pubblico o generale (142.000 mq circa) e le aree cimiteriali (118.000 mq circa)
ee per le attrezzature tecnologiche di interesse pubblico o generale (142.000 mq circa) e le aree cimiteriali (118.000 mq circa) rappresentano un presupposto per la sussistenza del territorio, una dotazione necessaria e irrinunciabile, la cui quantificazione dipende da requisiti tecnici in ragione della funzione che esercitano anche ai fini dell’applicazione della normativa relativa alle bonifiche.
uisiti tecnici in ragione della funzione che esercitano anche ai fini dell’applicazione della normativa relativa alle bonifiche. Come specifica di quanto enunciato, è stata elaborata un’articolata lettura del sistema dei servizi, illustrata nella figura 2.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 149 Figura 2. Sistema generale delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico
IL QUADRO CONOSCITIVO
o San Giovanni - PGT – Documento di Piano 149 Figura 2. Sistema generale delle aree per servizi pubblici e di interesse pubblico
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano150 Considerando la popolazione di Sesto San Giovanni stabilmente residente al 31/12/2007, il bilancio pro-capite esistente della dotazione di aree per servizi pubblici e di interesse pubblico può essere sintetizzato nella seguente tabella:
AREE PER SERVIZI
e esistente della dotazione di aree per servizi pubblici e di interesse pubblico può essere sintetizzato nella seguente tabella: Quantificazione delle aree occupate da servizi pubblici e di interesse pubblico AREE PER SERVIZI ESISTENTI (m²) BILANCIO PRO- CAPITE m²/Abitante) 1 Istruzione, sport, socio-assistenziali, ricreativo-culturali, amministrativi, culto, verde, ambiti attrezzati 1.447.423 TOTALE 1 1.447.423 17,89 2 Parcheggi in soprasuolo 162.217 TOTALE 1 + 2 1.609.640 19,90
TOTALE 1 1.447.423 17,89
ulto, verde, ambiti attrezzati 1.447.423 TOTALE 1 1.447.423 17,89 2 Parcheggi in soprasuolo 162.217 TOTALE 1 + 2 1.609.640 19,90 3 Parco della Media Valle del Lambro e Parco Nord Milano 701.349 TOTALE 1 + 2 + 3 2.310.989 28,57 4 Attrezzature tecnologiche, cimiteri 260.623 TOTALE 1 + 2 + 3 + 4 2.571.612 31,79 L’analisi puntuale delle dotazioni offerte e programmate dei servizi viene rimandata al Piano dei servizi che, unito agli altri strumenti
puntuale delle dotazioni offerte e programmate dei servizi viene rimandata al Piano dei servizi che, unito agli altri strumenti di pianificazione, concorre alla realizzazione di un disegno urbano rivolto a garantire l’integrazione del sistema dei servizi con le diverse componenti dei sistemi insediativi.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 151 CRITICITA’ Le principali carenze nel rapporto tra domanda/offerta di attrezzature e servizi sul territorio comunale emerse attraverso l’analisi dei sistemi sono indagate nel Piano dei servizi di cui si riportano i relativi contributi. [Da: Il quadro conoscitivo dei servizi - PIANO DEI SERVIZI - PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO] Sistema dell’Istruzione
ontributi. [Da: Il quadro conoscitivo dei servizi - PIANO DEI SERVIZI - PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO] Sistema dell’Istruzione Nel rapporto tra la domanda/offerta dell’istruzione di base si evidenzia come su tutto il territorio comunale sono diffuse situazioni di saturazione delle strutture esistenti. In particolare, le nuove tendenze sociali e demografiche (strutture familiari composte da un solo genitore oppure famiglie con genitori entrambi
le nuove tendenze sociali e demografiche (strutture familiari composte da un solo genitore oppure famiglie con genitori entrambi lavoratori) fanno accrescere la richiesta e la diffusione di asili nido nel territorio. A questo si aggiunge il fatto che nella maggior parte dei casi la scelta della struttura viene fatta in base alla vicinanza al posto di lavoro dei genitori piuttosto che in prossimità della residenza, innescando così, una dinamica distributiva
icinanza al posto di lavoro dei genitori piuttosto che in prossimità della residenza, innescando così, una dinamica distributiva con un bacino d’utenza che non segue le regole del quartiere o dell’ambito territoriale, ma che si estende maggiormente. Nell’offrire soluzioni possibili, si registrano sul territorio regionale tentativi consolidati di realizzazione degli asili nido aziendali in contiguità o nello stesso
gistrano sul territorio regionale tentativi consolidati di realizzazione degli asili nido aziendali in contiguità o nello stesso stabile delle imprese di dimensioni importanti (dai 100-150 dipendenti); un fenomeno che potrebbe stabilire una nuova soglia qualitativa delle aziende private e non. Situazioni altamente critiche di disponibilità di strutture per asili nido e micronidi sono state registrate nei quartieri Rondinella ed Isola del Bosco delle Corti.
onibilità di strutture per asili nido e micronidi sono state registrate nei quartieri Rondinella ed Isola del Bosco delle Corti. Le strutture per le scuole dell’infanzia invece, risultano in generale sature ed incapaci di ospitare nuovi iscritti. Le scuole dell’infanzia Corridoni, Collodi e Marelli in particolare, dispongono di attrezzature inadeguate. Un quadro differente viene delineato per le strutture che ospitano le scuole elementari in quanto esistono situazioni di sovraffollamento (scuola elementare
elineato per le strutture che ospitano le scuole elementari in quanto esistono situazioni di sovraffollamento (scuola elementare Galli) e situazioni di insufficienza di spazi complementari per laboratori ed altre attività (scuola elementare Dante ed Anna Frank). Problemi legati all’accessibilità ed all’inadeguatezza degli edifici si hanno per le scuole elementari Rovani, Oriani e Monte San Michele.
egati all’accessibilità ed all’inadeguatezza degli edifici si hanno per le scuole elementari Rovani, Oriani e Monte San Michele. Nel rapporto tra la domanda/offerta delle scuole secondarie di primo grado risulta ottimale la distribuzione territoriale delle strutture. Infatti, rispetto alle scuole primarie il raggio d’influenza, la capacità delle strutture e la dislocazione sul territorio cambiano scala.
ispetto alle scuole primarie il raggio d’influenza, la capacità delle strutture e la dislocazione sul territorio cambiano scala. Situazioni critiche legate ad un sottoutilizzo generale ed alla necessità di una riqualificazione radicale si hanno per il comprensorio delle scuole Luini nel quartiere Pelucca. Nel rapporto tra la domanda/offerta dell’istruzione secondaria di secondo grado è di rilevante importanza la distribuzione territoriale in quanto la tipologia di
ta dell’istruzione secondaria di secondo grado è di rilevante importanza la distribuzione territoriale in quanto la tipologia di utenza ha un bacino di tipo sovracomunale. Molti studenti residenti frequentano il complesso scolastico Onnicomprensivo del Parco Nord, che offre una
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano152 gamma diversificata di opzioni formative pur essendo localizzato nel comune di Cinisello Balsamo. Si possono segnalare situazioni critiche di disagio per gli istituti scolastici con utenze extra-locali provenienti da est e ovest, come l’I.S.S Erasmo da Rotterdam che ospita studenti provenienti anche da Cinisello Balsamo e Cologno Monzese. Situazioni critiche legate ad un sottoutilizzo della struttura si
enti provenienti anche da Cinisello Balsamo e Cologno Monzese. Situazioni critiche legate ad un sottoutilizzo della struttura si registrano nella succursale dell’istituto I.P.S.I.A. Ferraris, I.I.S.S. Spinelli, in sofferenza per la localizzazione in posizione periferica ed emarginata con un limitatezza della frequenza del servizio di trasporto pubblico.
r la localizzazione in posizione periferica ed emarginata con un limitatezza della frequenza del servizio di trasporto pubblico. Sulle aree dell’ex insediamento industriale Ercole Marelli trasformate con un recente programma integrato di intervento, è stata inaugurata dal novembre 2005 una sede distaccata dell’Università Statale di Milano. La nuova struttura del Polo di Mediazione Interculturale e di Comunicazione, in prossimità della fermata
sità Statale di Milano. La nuova struttura del Polo di Mediazione Interculturale e di Comunicazione, in prossimità della fermata Sesto Marelli della Linea 1 della Metropolitana Milanese (piazza Montanelli), ospita il Corso di Laurea in Mediazione linguistica e culturale del Dipartimento di Lingue e culture contemporanee della Facoltà di Scienze Politiche ed il Master di Giornalismo.
a e culturale del Dipartimento di Lingue e culture contemporanee della Facoltà di Scienze Politiche ed il Master di Giornalismo. La sede sestese del polo universitario è del tutto carente di spazi collettivi per attività complementari a supporto degli studenti, oltre che non avere strutture d’accoglienza e soggiorno per studenti provenienti sia dall’estero sia dalla provincia. Attualmente il reperimento e l’offerta di alloggi per studenti avviene mediante abitazioni private disponibili sul libero mercato.
tualmente il reperimento e l’offerta di alloggi per studenti avviene mediante abitazioni private disponibili sul libero mercato. Per il Centro Territoriale Permanente attualmente ospitato presso gli Istituti Professionali "Enrico Falck" e “G.Ferraris” sarebbe opportuno ipotizzare una collocazione in sede propria. Sistema delle attrezzature sportive La crescente domanda di attività sportiva, proveniente anche dalla sensibilità del pubblico verso proposte innovative, ha portato in questi anni ogni società
ità sportiva, proveniente anche dalla sensibilità del pubblico verso proposte innovative, ha portato in questi anni ogni società sportiva a moltiplicare i corsi, le squadre ed i campionati nelle diverse discipline, con la conseguenza di una crescente domanda di spazi ed attrezzature, pur mantenendosi sostanzialmente invariata la domanda complessiva in termini di accessi (numero di utenti moltiplicato per il numero di ore di fruizione delle attività).
a la domanda complessiva in termini di accessi (numero di utenti moltiplicato per il numero di ore di fruizione delle attività). A ciò si deve aggiungere una serie di altri fattori, quali l’occupazione crescente nelle ore pomeridiane di spazi palestra da parte delle istituzioni scolastiche ed il trasferimento alla Provincia di alcuni istituti scolastici superiori, che negli ultimi anni hanno condizionato e modificato il rapporto tra la domanda/offerta di spazi in relazione alle attrezzature disponibili.
imi anni hanno condizionato e modificato il rapporto tra la domanda/offerta di spazi in relazione alle attrezzature disponibili. Negli anni l’Amministrazione Comunale ha realizzato opere di ristrutturazione alle attrezzature sportive, alcune anche di grande entità; tuttavia molti complessi presentano ancora un’offerta inadeguata per rispondere alla domanda di un’utenza differenziata, agonistica e non, proveniente anche dalla popolazione più
rta inadeguata per rispondere alla domanda di un’utenza differenziata, agonistica e non, proveniente anche dalla popolazione più anziana e dalle associazioni sportive che richiedono la realizzazione di strutture indipendenti ed autonome. Tra le criticità nell’offerta esistente di attrezzature sportive, si segnala il sistema natatorio, per quanto riguarda la piscina comunale scoperta Carmen Longo, di
nte di attrezzature sportive, si segnala il sistema natatorio, per quanto riguarda la piscina comunale scoperta Carmen Longo, di impianto avveniristico all’origine, oggetto di interventi di ristrutturazione ed adeguamento nel corso degli anni che non ne hanno del tutto risolto il deficit di efficienza gestionale; e per quanto riguarda la piscina comunale coperta De Gregorio, che necessita di interventi di adeguamento edile e impiantistico.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 153 I Centri Sportivi Falck Calcio e Tennis necessitano una riorganizzazione generale degli spazi, prevedendo una distribuzione più razionale e funzionale dei campi da calcio e da tennis e la realizzazione di una struttura più idonea per ospitare attività e servizi generali. Anche la parte del Centro Sportivo Boccaccio
realizzazione di una struttura più idonea per ospitare attività e servizi generali. Anche la parte del Centro Sportivo Boccaccio dedicata agli sport su pattini a rotelle, necessita di un intervento di manutenzione straordinaria che potrebbe stabilire sinergie con l’adiacente Centro Sportivo Pertini. Il Centro Sportivo Manin attualmente sovradimensionato, in particolare dopo l’abbandono delle attività dell’atletica e del tamburello, necessita interventi
tualmente sovradimensionato, in particolare dopo l’abbandono delle attività dell’atletica e del tamburello, necessita interventi generali di riqualificazione legati agli spazi e alle funzioni prendendo in considerazione anche una ricollocazione del centro di medicina sportiva. Nell’ambito dell’offerta polivalente delle strutture sportive, una criticità attiene il Palasesto, impianto sportivo che, nel prosieguo delle attività e della gestione, potrà
utture sportive, una criticità attiene il Palasesto, impianto sportivo che, nel prosieguo delle attività e della gestione, potrà registrare necessità di manutenzione crescenti per il mantenimento in efficienza delle strutture. Sistema dei servizi ricreativi e culturali L’offerta dei servizi ricreativo-culturali in alcune parti del territorio presenta elementi di forte criticità e di sofferenza, dovuti fondamentalmente alla carenza, se
li in alcune parti del territorio presenta elementi di forte criticità e di sofferenza, dovuti fondamentalmente alla carenza, se non all’assenza, di strutture. Situazioni di particolare sofferenza si possono in genere registrare soprattutto nelle zone periferiche della città, dove spesso alla carenza di attrezzature si aggiunge il problema della mancanza di un’idonea organizzazione del servizio del trasporto pubblico urbano, che non sempre riesce
ggiunge il problema della mancanza di un’idonea organizzazione del servizio del trasporto pubblico urbano, che non sempre riesce a soddisfare le esigenze di collegamenti tra queste zone più marginali ed il centro cittadino con il tempo libero. Una delle situazioni più critiche è rappresentata dai quartieri Pelucca e dal Villaggio Falck, dove si assiste alla totale assenza di strutture, sia pubbliche che private.
entata dai quartieri Pelucca e dal Villaggio Falck, dove si assiste alla totale assenza di strutture, sia pubbliche che private. Una particolare criticità è rappresentata dalla sede della Biblioteca Centrale della città, nella Villa storica De’ Ponti, che necessita interventi di recupero del bene storico-architettonico ormai in mediocre stato manutentivo, ed interventi strutturali per l’adeguamento al superamento delle barriere architettoniche che
mai in mediocre stato manutentivo, ed interventi strutturali per l’adeguamento al superamento delle barriere architettoniche che rendono difficile l’accesso ai servizi culturali e al sistema bibliotecario urbano da parte delle persone diversamente abili. La necessità di questi interventi uniti alla volontà di salvaguardare l’edificio nella sua integrità di bene storico, portano a considerare più opportuna la collocazione del servizio in una sede diversa dall’attuale.
ua integrità di bene storico, portano a considerare più opportuna la collocazione del servizio in una sede diversa dall’attuale. Le scuole civiche di arte, danza e musica, attualmente dislocate in diverse sedi sul territorio necessitano spazi e strutture adeguate allo svolgimento delle attività e sedi unificate e coordinate. A differenza della scuola di lingue che ha sede in una scuola pubblica, le tre scuole artistiche convivono con spazi ristretti
. A differenza della scuola di lingue che ha sede in una scuola pubblica, le tre scuole artistiche convivono con spazi ristretti che impediscono il pieno dispiegamento di tutte le attività che sarebbero connesse alla didattica e, ancor più, costituiscono un limite all’espansione del numero di allievi (attualmente, e per un prevedibile futuro, l’espansione degli iscritti trova un limite anche nella capacità di bilancio dell’amministrazione).
e per un prevedibile futuro, l’espansione degli iscritti trova un limite anche nella capacità di bilancio dell’amministrazione). Anche per l’Università della Terza Età attualmente collocata nello stabile della scuola elementare Oriani, sarebbe opportuno ipotizzare una ricollocazione al fine di migliorare il servizio attualmente offerto. Sistema dei servizi socio-assistenziali Area Popolazione Anziana
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano154 La città di Sesto sta assistendo da tempo al fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione. Questo scenario impone criticità di ordine differente: se da una parte il tema della fruizione dei servizi è imprescindibilmente legato alla loro accessibilità, dall'altra la mobilità, o più in generale l'individuazione di strategie di contrasto alla condizione di isolamento sociale, diventa cruciale.
mobilità, o più in generale l'individuazione di strategie di contrasto alla condizione di isolamento sociale, diventa cruciale. Accessibilità: l'informazione relativa alle opportunità e ai servizi offerti alla popolazione anziana è prerequisito essenziale dell'accesso. Si riscontra sul territorio un dato problematico relativamente alla mancanza di una strategia complessiva che veda coinvolti, interessati e responsabili i soggetti che
blematico relativamente alla mancanza di una strategia complessiva che veda coinvolti, interessati e responsabili i soggetti che investono risorse per la realizzazione di interventi a favore della terza età. E' conseguente alla mancanza di una strategia comune la difficoltà di mantenere aggiornati i dati sul sistema di offerta nell'ottica dell'informazione ai cittadini.
strategia comune la difficoltà di mantenere aggiornati i dati sul sistema di offerta nell'ottica dell'informazione ai cittadini. Mobilità: il tema della mobilità è sempre stato considerato primario nell'analisi delle strategie utili a contrastare l'isolamento sociale. L'aumento del tasso di anzianità della popolazione sestese porta con sé i problemi legati alla cura - sempre più gravosa – delle persone con limitata
i anzianità della popolazione sestese porta con sé i problemi legati alla cura - sempre più gravosa – delle persone con limitata possibilità di spostamento. Questo dato è ancora più rilevante a fronte della diminuzione della presenza delle componenti attive della comunità le quali rappresentano la rete sociale e naturale di supporto e sostegno alla popolazione anziana.
ponenti attive della comunità le quali rappresentano la rete sociale e naturale di supporto e sostegno alla popolazione anziana. A questo proposito si rileva un aumento di richiesta di trasporto delle persone anziane verso le strutture sanitarie o sociosanitarie per prestazioni di diagnostica o per percorsi medio – lunghi di cura (ad. es. fisioterapia riabilitativa). Questa domanda tende sempre più spesso ad evolversi in forme di
rsi medio – lunghi di cura (ad. es. fisioterapia riabilitativa). Questa domanda tende sempre più spesso ad evolversi in forme di richiesta di accompagnamento verso luoghi e opportunità di socializzazione e di relazione positiva con altre persone, così come ad altri servizi di prossimità (servizi di pubblica utilità e/o esercizi commerciali). Il sostegno e le cure a domicilio: le dinamiche demografiche già citate determinano, in congiuntura con le politiche sanitarie e sociosanitarie regionali,
micilio: le dinamiche demografiche già citate determinano, in congiuntura con le politiche sanitarie e sociosanitarie regionali, un incremento del carico di assistenza e cura a domicilio delle persone anziane con differenti gradi di non autosufficienza. Le famiglie si trovano così a optare tra il ricorso ai servizi istituzionali o, in alternativa, alle prestazioni di assistenti familiari private. Sempre più frequentemente le famiglie
servizi istituzionali o, in alternativa, alle prestazioni di assistenti familiari private. Sempre più frequentemente le famiglie scelgono il ricorso a badanti, il che comporta la scelta di sostenere un carico economico come alternativa al carico di cura diretto. Le prospettive per le strutture residenziali: le strutture residenziali per la terza età (RSA) sono organizzate per accogliere e prendere in carico soggetti
ure residenziali: le strutture residenziali per la terza età (RSA) sono organizzate per accogliere e prendere in carico soggetti che non possono rimanere nel sistema delle cure a domicilio a causa del grado di non autosufficienza. La nuova normativa regionale in tema di disabilità e salute mentale prevede che allo scadere del 64° anno di età le persone disabili e/o che soffrono di problemi legati alla salute mentale
mentale prevede che allo scadere del 64° anno di età le persone disabili e/o che soffrono di problemi legati alla salute mentale (diagnosticati) siano da considerare utenti primariamente - e a tutti gli effetti - appartenenti alla categoria della popolazione anziana. Questo impone nel medio periodo la riflessione su strategie di adeguamento delle politiche e delle organizzazioni residenziali che permetta di accogliere adeguatamente le problematiche sopra descritte. Area Minori e Famiglia
le organizzazioni residenziali che permetta di accogliere adeguatamente le problematiche sopra descritte. Area Minori e Famiglia I problemi che rappresentano le maggiori criticità sul territorio di Sesto San Giovanni possono essere così elencate: Garanzia dei processi di integrazione con la vita della comunità per le fasce deboli o potenzialmente fragili. A partire dal contesto scolastico e, per
i integrazione con la vita della comunità per le fasce deboli o potenzialmente fragili. A partire dal contesto scolastico e, per estensione, nel contesto extra scuola si registra una difficoltà a sostenere gli interventi e i servizi che hanno come obiettivo la promozione dell'integrazione e del benessere attraverso l'apprendimento e la socializzazione sia dei minori stranieri e delle loro famiglie, sia dei minori disabili.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 155 Le difficoltà di adattamento e i vari fenomeni di disagio che si manifestano nei minori e nelle loro famiglie sono in aumento e sempre più frequentemente determinano un intervento da parte dell'autorità giudiziaria. La ricaduta di tale intervento determina una forte pressione sui servizi
inano un intervento da parte dell'autorità giudiziaria. La ricaduta di tale intervento determina una forte pressione sui servizi territoriali che sono chiamati a organizzare percorsi di presa in carico che possono contemplare il ricorso a prestazioni sanitarie (psicodiagnosi e psicoterapia), sociosanitarie (sostegno e consulenza alle competenze genitoriali) e sociali (inserimento in strutture residenziali e/o semiresidenziali).
arie (sostegno e consulenza alle competenze genitoriali) e sociali (inserimento in strutture residenziali e/o semiresidenziali). Il dato di impoverimento economico delle famiglie sestesi connesso a situazioni di difficoltà lavorativa e abitativa si accompagna ad un indebolimento delle delle reti sociali di riferimento; sempre più di frequente si assiste a una loro atrofizzazione e quindi a una ridotta possibilità da parte delle famiglie
rimento; sempre più di frequente si assiste a una loro atrofizzazione e quindi a una ridotta possibilità da parte delle famiglie di fare riferimento a relazioni positive con le quali condividere le responsabilità connesse ai compiti di cura ed educazione dei propri figli. I dati inerenti ai comportamenti problematici di uso e abuso di sostanze legali e illegali indicano una progressiva precocizzazione dell'utilizzo e
comportamenti problematici di uso e abuso di sostanze legali e illegali indicano una progressiva precocizzazione dell'utilizzo e dell'iniziazione ad alcool e droghe. Per contro i servizi specialistici sulle dipendenze testimoniano un progressivo ritardo da parte dei consumatori nel richiedere aiuto e prestazioni di cura e riabilitazione, che testimonia una tendenza a non riconoscersi consumatori problematici da parte dei giovani
estazioni di cura e riabilitazione, che testimonia una tendenza a non riconoscersi consumatori problematici da parte dei giovani adulti. Risulta cruciale sviluppare strategie che, a partire dai servizi sociali e sociosanitari, siano in grado di impattare in modo preventivo ed efficace sul fenomeno con azioni che si rivolgono alle fasce più giovani della popolazione.
o di impattare in modo preventivo ed efficace sul fenomeno con azioni che si rivolgono alle fasce più giovani della popolazione. Le famiglie immigrate sul territorio, si trovano a dover gestire le difficoltà connesse ai percorsi di ricongiungimento. Tali difficoltà si manifestano sia al momento della richiesta, ma anche nella qualità delle relazioni intrafamiliari conseguenti al ricongiungimento stesso. Tali pressioni adattive sulle
sta, ma anche nella qualità delle relazioni intrafamiliari conseguenti al ricongiungimento stesso. Tali pressioni adattive sulle famiglie portano ad una maggiore richiesta di intervento ai servizi sociali ed educativi per la gestione e il controllo delle difficoltà relazionali e comportamentali che si instaurano all'interno del nucleo familiare. Area Persone Diversamente Abili
lle difficoltà relazionali e comportamentali che si instaurano all'interno del nucleo familiare. Area Persone Diversamente Abili Sostegno alle famiglie delle persone disabili: l' Amministrazione Comunale risponde al bisogno individuato in maniera attraverso interventi consolidati e stabili quali Servizio SAD, interventi di assistenza domiciliare, inserimento in strutture diurne che prevedono anche periodi di vacanza; inserimento
o SAD, interventi di assistenza domiciliare, inserimento in strutture diurne che prevedono anche periodi di vacanza; inserimento in strutture residenziali e semiresidenziali e tramite l’erogazione di titoli sociali. Prevale, quale forma di sostegno e sollievo per le famiglie, l’inserimento dei disabili in strutture residenziali e centri diurni. Il sostegno alla famiglia - declinato nelle forme del supporto psicologico, della
ili in strutture residenziali e centri diurni. Il sostegno alla famiglia - declinato nelle forme del supporto psicologico, della promozione dell’auto-muto aiuto, della creazione di percorsi consapevoli per affrontare il “dopo di noi” – meriterebbe una riflessione approfondita anche a livello istituzionale e la sperimentazione di un approccio innovativo al problema, anche prevedendo la trattazione dei temi sopra esposti in modo correlato e integrato.
ne di un approccio innovativo al problema, anche prevedendo la trattazione dei temi sopra esposti in modo correlato e integrato. Socializzazione: lo sviluppo della città porta con se inevitabilmente la richiesta di attenzione alle dinamiche che generano isolamento e allontanamento delle persone disabili dalle occasioni di integrazione e dalle relazioni sociali positive.
generano isolamento e allontanamento delle persone disabili dalle occasioni di integrazione e dalle relazioni sociali positive. E ' pertanto un elemento centrale lo sviluppo di strategie e interventi che incidano sulle condizioni di isolamento e solitudine delle persone disabili anche attraverso il potenziamento delle occasioni e delle realtà aggregative. Mobilità: collegato al punto precedente si rileva un aumento di richiesta di trasporto da parte delle persone disabili e delle loro famiglie verso le
l punto precedente si rileva un aumento di richiesta di trasporto da parte delle persone disabili e delle loro famiglie verso le strutture sanitarie o sociosanitarie, così come per i percorsi casa – scuole e casa – lavoro. Cresce inoltre la domanda di accompagnamento verso
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano156 luoghi e opportunità di socializzazione e di relazione positiva con altre persone. Sistema dei servizi amministrativi ed al lavoro Le tipologie di servizi compresi in questa categoria, più che essere sedi di erogazione del servizio, sono funzionali allo svolgimento del servizio stesso in luoghi e forme diverse.
più che essere sedi di erogazione del servizio, sono funzionali allo svolgimento del servizio stesso in luoghi e forme diverse. Una particolare criticità è rappresentata dagli uffici della Pubblica Amministrazione che situati in sedi distaccate offrono attualmente un’assistenza frammentata alla cittadinanza. In ragione di ciò, in aggiunta al mantenimento dell’attuale sede di forte valenza simbolica e testimoniale progettata
tadinanza. In ragione di ciò, in aggiunta al mantenimento dell’attuale sede di forte valenza simbolica e testimoniale progettata dall’architetto Bottoni, diventa necessaria la concentrazione e la razionalizzazione del servizio di assistenza al pubblico in un'unica sede autonoma da realizzarsi ex novo, la cui dimensione sia stimata in relazione alle attuali sedi improprie e agli spazi da programmare.
noma da realizzarsi ex novo, la cui dimensione sia stimata in relazione alle attuali sedi improprie e agli spazi da programmare. Anche la sede del centro cottura e della mensa comunale necessitano una ricollocazione in strutture più adeguate rispetto al servizio erogato. La sede dei Carabinieri e la sede dei Vigili del Fuoco necessitano anch’esse di rilevanti interventi di riqualificazione generale, nonché una migliore ed
la sede dei Vigili del Fuoco necessitano anch’esse di rilevanti interventi di riqualificazione generale, nonché una migliore ed adeguata collocazione strategica in prossimità dei principali assi viari cittadini, al fine di migliorare la rapidità di intervento sul territorio.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 157 IL SISTEMA DEL VERDE Il sistema delle aree a verde e degli spazi aperti, costituisce una componente primaria del sistema urbano. E’ stata elaborata un’articolata lettura del verde di fruizione pubblica del territorio comunale, illustrata nella tavola Sistema del Verde US04. La L.R. n. 12/2005, individuando la funzione ambientale delle aree a verde intende evidenziarne il ruolo, sia come fattore di
La L.R. n. 12/2005, individuando la funzione ambientale delle aree a verde intende evidenziarne il ruolo, sia come fattore di miglioramento delle condizioni ecologico-climatiche dei sistemi insediativi, sia come elemento compositivo del paesaggio urbano. Indipendentemente dalle diverse localizzazioni territoriali, si può affermare che l’equilibrio ambientale della città è anche favorito
ndentemente dalle diverse localizzazioni territoriali, si può affermare che l’equilibrio ambientale della città è anche favorito dalla costruzione e dal rafforzamento di una rete di connessioni in grado di stabilire il maggior numero di relazioni tra ambienti ecologicamente diversi. In questa ottica generale, diventano fondamentali due aspetti che riguardano l’ambiente: il primo, è quello biologico, della necessità
sta ottica generale, diventano fondamentali due aspetti che riguardano l’ambiente: il primo, è quello biologico, della necessità e della continuità di una rete ecologica, il secondo è quello psicologico della necessità dello spazio verde. La lettura articolata del territorio comunale sotto il profilo ambientale e paesistico porta a definire il sistema del verde principalmente costituito da due tipologie di utilizzo:
il profilo ambientale e paesistico porta a definire il sistema del verde principalmente costituito da due tipologie di utilizzo:
- il verde prevalentemente urbano, di carattere più funzionale e di connessione, teso a garantire dotazioni di giardini e parchi di contiguità, alcuni dei quali per le loro dimensioni possono rapportarsi anche alla scala urbana e di quartiere;
- il verde di carattere prevalentemente ambientale rappresentato dal Parco Nord Milano e dal Parco del Media Valle del Lambro,
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- il verde di carattere prevalentemente ambientale rappresentato dal Parco Nord Milano e dal Parco del Media Valle del Lambro, che si presentano come risorse indispensabili per l’equilibrio ambientale della città, risorse da confermare nella salvaguardia e nella valorizzazione. Analizzando in dettaglio la situazione della rete principale delle connessioni degli spazi aperti, diventa necessario evidenziare la tradizione ormai consolidata che si è costituita in ambito cittadino.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano158 US 04 Sistema del Verde
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano158 US 04 Sistema del Verde
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 159 I GIARDINI DELLE VILLE STORICHE I giardini delle ville storiche si distinguono da quelli urbani soprattutto per il valore storico ambientale dei luoghi e per il ruolo assunto nel tempo; si tratta in genere di spazi aperti esclusivamente destinati alla sola fruizione del verde, non sono mai aree di
unto nel tempo; si tratta in genere di spazi aperti esclusivamente destinati alla sola fruizione del verde, non sono mai aree di pertinenza di strutture di servizi, ma sono strettamente connessi alle piazze e ai percorsi pedonali consentendo una fruizione continua ed estesa della città. Essendo localizzati nelle parti di città densamente abitate, svolgono un importante ruolo a scala di quartiere e un importante riferimento anche a scala territoriale.
tà densamente abitate, svolgono un importante ruolo a scala di quartiere e un importante riferimento anche a scala territoriale. Già il Piano Regolatore Generale di Piero Bottoni del 1962 recupera i giardini di alcune ville storiche, in continuità con il centro civico. [Da: Relazione del Piano Regolatore Generale del 1962. Architetto P. Bottoni] “Un altro aspetto che si ritiene fondamentale del nuovo piano è quello di dare alla città di Sesto (priva di una storia antica che non
tro aspetto che si ritiene fondamentale del nuovo piano è quello di dare alla città di Sesto (priva di una storia antica che non sia la sua recentissima di paese industriale) sfruttando i pochi, ma non trascurabili, elementi che l’arte vi ha lasciato, una dignità di ambienti architettonicamente e paesaggisticamente equilibrati, umani, capaci di dare alla popolazione costituita da uomini delle più
enti architettonicamente e paesaggisticamente equilibrati, umani, capaci di dare alla popolazione costituita da uomini delle più diverse origini razziali culturali, un senso d’amore e rispetto per la propria città e per la sede del proprio lavoro.” “(…) assume significato profondo il fatto che nella nuova pianificazione della città gli edifici storicamente più importanti e i giardini
me significato profondo il fatto che nella nuova pianificazione della città gli edifici storicamente più importanti e i giardini paesaggisticamente più notevoli divengano proprietà della collettività col consenso e col concorso propri di coloro che per molti anni li hanno tenuti e considerati come inalienabili beni familiari.” Fanno parte di questa categoria il parco di Villa Mylius, di Villa Zorn, di Villa De Ponti (attuale Biblioteca Centrale) ed il Parco Italia Guerra Manzoni di Villa Puricelli Guerra.
ius, di Villa Zorn, di Villa De Ponti (attuale Biblioteca Centrale) ed il Parco Italia Guerra Manzoni di Villa Puricelli Guerra. Recentemente, con l’attuazione del Programma Integrato d’Intervento Campari è stato ceduto alla città anche parte del Parco della storica Villa Campari (4.500 mq circa).
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano160 IL VERDE URBANO I parchi urbani ed i giardini di quartiere sono localizzati centralmente rispetto agli ambiti residenziali e sono spesso dotati di attrezzature per il gioco dei bambini. Questi spazi aperti di fruizione pubblica rafforzano la rete delle connessioni e contribuiscono ad un miglioramento dell’equilibrio ambientale.
erti di fruizione pubblica rafforzano la rete delle connessioni e contribuiscono ad un miglioramento dell’equilibrio ambientale. Nel 1962 il verde pubblico urbano è essenzialmente costituito dal parco civico di via Cesare da Sesto e dai giardini pubblici di via Garibaldi (sul retro della vecchia sede del Municipio). [Da: Relazione del Piano Regolatore Generale del 1962. Architetto P. Bottoni]
aldi (sul retro della vecchia sede del Municipio). [Da: Relazione del Piano Regolatore Generale del 1962. Architetto P. Bottoni] “Ed è pure significativo che uno degli elementi che più manca nella strutturazione urbanistica d questa città, il verde a contatto con le case, venga dal nuovo piano regolatore 1962 riportato in una giusta quantità e misura col nuovo piano 1962, l’incidenza per
n le case, venga dal nuovo piano regolatore 1962 riportato in una giusta quantità e misura col nuovo piano 1962, l’incidenza per abitante di metri quadrati di zone verdi di qualunque tipo previste nel piano e realizzabili (e in parte realizzate attraverso pacifiche convenzioni) portata a 17+27 mq/ab metterà Sesto in una posizione di notevole rilievo, segno di civiltà nei confronti delle altre città italiane.”
ta a 17+27 mq/ab metterà Sesto in una posizione di notevole rilievo, segno di civiltà nei confronti delle altre città italiane.” L’attenzione pianificatoria del verde pubblico urbano prosegue costantemente tanto che nel novembre 1995 è stato redatto dall’architetto A. Kipar il Piano triennnale del verde urbano. Molte aree a verde pubblico sono state realizzate all’interno di Piani Attuativi quali: i giardini dell’ambito Ring nord, Concordia sud,
ee a verde pubblico sono state realizzate all’interno di Piani Attuativi quali: i giardini dell’ambito Ring nord, Concordia sud, il parco Fola ed il parco Milano Pace. A questi si aggiunge il parco archeologico industriale nell’area ex Breda, con la sede centrale del Museo dell'Industria e del Lavoro ed il carroponte recuperato. Apprezzabili risorse territoriali sono rappresentate anche dal Parco Gramsci, dal Parco dello Spazio Arte, dai giardini di via
. Apprezzabili risorse territoriali sono rappresentate anche dal Parco Gramsci, dal Parco dello Spazio Arte, dai giardini di via Cavallotti e di via Oberdan, dal giardino di Via XXV Aprile, ed altri ancora. Un’altra importante iniziativa dell’Amministrazione Comunale è rappresentata dal progetto per la riqualificazione del Parco delle Torri ex Gescal di via Marx e la riqualificazione dei giardini di Via Lombardia, sviluppato all’interno dei finanziamenti ottenuti con il
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 161 Secondo programma Regionale dei Contratti di Quartiere. Il progetto prevede la realizzazione di una rete di strutture viarie, pedonali e naturalistiche, che sovrapponendosi generano un sistema complesso di relazioni, riducendo la frammentazione degli spazi destinati a verde pubblico e favorendo la globale connessione di tutti i giardini e di piccoli parchi già esistenti.
degli spazi destinati a verde pubblico e favorendo la globale connessione di tutti i giardini e di piccoli parchi già esistenti. Inoltre, una risorsa non ancora rivalutata è rappresentata dalle aree a verde delle fornaci Mariani che necessitano di consistenti interventi di riqualificazione.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano162 IL SISTEMA METROPOLITANO DELLE AREE VERDI In relazione alla rilevanza assunta dalle problematiche ambientali nella realtà sestese, viene attribuito un grande valore alla creazione di un sistema del verde metropolitano che trova i suoi capisaldi nel Parco Nord a Ovest, e nel Parco della Media Valle del Lambro a Est.
stema del verde metropolitano che trova i suoi capisaldi nel Parco Nord a Ovest, e nel Parco della Media Valle del Lambro a Est. Coerentemente con i contenuti del Piano Territoriale Paesistico Regionale, il Piano del Paesaggio Lombardo, individua la Rete Ecologica ambientale come sistema da realizzare con interventi di rinaturalizzazione e valorizzazione storico paesistica del
ete Ecologica ambientale come sistema da realizzare con interventi di rinaturalizzazione e valorizzazione storico paesistica del territorio, attraverso la rete dei percorsi pubblici o di uso pubblico esistenti o previsti, atti a garantire collegamenti funzionali al godimento delle risorse naturali. Il PTCP inoltre, propone una rete di unità ecosistemiche tra loro complementari, interconnessa attraverso il ripristino di corridoi
PTCP inoltre, propone una rete di unità ecosistemiche tra loro complementari, interconnessa attraverso il ripristino di corridoi ecologici, ovvero sistemi connettivi di livello anche sovracomunale che consentono trasferimenti da un’area naturale all’altra. L’obiettivo generale è il rafforzamento del sistema dei grandi parchi e la connessione della rete del verde, realizzando la Cintura
biettivo generale è il rafforzamento del sistema dei grandi parchi e la connessione della rete del verde, realizzando la Cintura Verde del Nord Milano. All’interno di questo programma regionale, assume un ruolo fondamentale il potenziamento del Parco Nord e la realizzazione ed il completamento dei Parchi Media Valle del Lambro, Grugnotorto e Cave Est nati dalla cooperazione tra i comuni del Nord Milano. Di ogni parco è anche importante sottolineare sia le valenze d’area che la vocazione specifica.
ne tra i comuni del Nord Milano. Di ogni parco è anche importante sottolineare sia le valenze d’area che la vocazione specifica. La trattazione dettagliata è rimandata al capitolo Gli elementi di rilevanza territoriale e ambientale – I parchi. Parco Nord Milano Il parco è ormai una realtà tangibile, grazie all'impegno ed alle azioni promosse dagli Enti che hanno sviluppato nel corso degli anni un progetto unitario di parco interurbano dal disegno attento e puntuale.
e dagli Enti che hanno sviluppato nel corso degli anni un progetto unitario di parco interurbano dal disegno attento e puntuale. L’area urbana del Nord Milano si caratterizza infatti, come un territorio in cui gli elementi di naturalità possono contribuire a ridisegnare il paesaggio urbano anche attraverso la costruzione di una rete di risorse ecologiche e di aree di riequilibrio ambientale,
nare il paesaggio urbano anche attraverso la costruzione di una rete di risorse ecologiche e di aree di riequilibrio ambientale, partendo dal sistema dei parchi presenti nell’area. Per l’importante funzione di riequilibrio ambientale che i parchi urbani svolgono all’interno delle realtà metropolitane caratterizzate da significativi volumi di traffico e problemi di inquinamento dell’aria, una
’interno delle realtà metropolitane caratterizzate da significativi volumi di traffico e problemi di inquinamento dell’aria, una particolare attenzione deve essere rivolta sia allo stato di conservazione ed all’adeguatezza delle essenze esistenti, sia, in secondo
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 163 luogo, al grado di permeabilità del suolo. Il Parco Nord che si estende per circa 600 ettari tra i Comuni di Milano, Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni, rappresenta uno degli esempi più riusciti di parco regionale di cintura metropolitana, nato dalla riqualificazione
San Giovanni, rappresenta uno degli esempi più riusciti di parco regionale di cintura metropolitana, nato dalla riqualificazione di aree un tempo industriali od incolte e di residui di appezzamenti agricoli, in parte rinverditi ed attrezzati per la fruizione pubblica, in parte rimasti intatti nella loro essenza naturale. La sua ideazione risale alla fine degli anni Sessanta, ma solamente 1975 viene
arte rimasti intatti nella loro essenza naturale. La sua ideazione risale alla fine degli anni Sessanta, ma solamente 1975 viene riconosciuto come parco regionale la cui gestione è stata affidata ad un Consorzio composto dai sei Comuni e dalla Provincia di Milano. Il Parco Nord Milano attualmente può contare su circa 250 ettari di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari,
Milano. Il Parco Nord Milano attualmente può contare su circa 250 ettari di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari, macchie arbustive, siepi e piccoli specchi d'acqua artificiali. Al suo interno sono presenti circa 30 km di piste ciclabili, 2 passerelle ciclopedonali cavalcavia del traffico automobilistico e percorsi vita di vario genere. La zona della montagnetta, che sorge sulla ex
opedonali cavalcavia del traffico automobilistico e percorsi vita di vario genere. La zona della montagnetta, che sorge sulla ex discarica delle scorie d'altoforno delle vicine acciaierie Breda, è uno dei luoghi più rappresentativi del parco non solo per la portata dell'intervento di bonifica e successivo recupero ambientale che ha impegnato il Consorzio dal 1986 al 1988, ma anche per il valore simbolico che ha assunto nel tempo.
o recupero ambientale che ha impegnato il Consorzio dal 1986 al 1988, ma anche per il valore simbolico che ha assunto nel tempo. Recentemente, anche la Villa Torretta è diventata parte integrante del parco attraverso un intervento generale di recupero paesaggistico ed architettonico. Il giardino della villa è stato collegato al sistema cittadino tramite la nuova passerella ciclopedonale
tico ed architettonico. Il giardino della villa è stato collegato al sistema cittadino tramite la nuova passerella ciclopedonale posta come cavalcavia di viale Fulvio Testi. Essa rappresenta una importantissima connessione urbana tra il parco e la città di Sesto San Giovanni. Parco della Media Valle del Lambro Il parco della valle del Lambro comprende i territori rivieraschi del fiume Lambro nel tratto a nord compreso tra i laghi di Pusiano ed
o della valle del Lambro comprende i territori rivieraschi del fiume Lambro nel tratto a nord compreso tra i laghi di Pusiano ed Alserio, a sud nel parco della Villa Reale di Monza. Le zone collinari della Brianza milanese e comasca sono quelle più interessanti dal punto di vista naturalistico, includono infatti alcuni ambienti palustri di pregio come l'orrido di Inverigo ed il complesso monumentale costituito dalla Rotonda, Villa Crivelli, S. Maria della Noce ed altre numerose ville patrizie.
rigo ed il complesso monumentale costituito dalla Rotonda, Villa Crivelli, S. Maria della Noce ed altre numerose ville patrizie. A valle la realtà del Parco della Media Valle del Lambro, costituisce per Sesto San Giovanni una risorsa ambientale di grande importanza strategica, in quanto viene considerata come un elemento di connessione tra le aree protette regionali e le aree verdi di
rtanza strategica, in quanto viene considerata come un elemento di connessione tra le aree protette regionali e le aree verdi di tipo urbano. Gli stretti lembi ancora inedificati che contornano le sponde del corso d'acqua risultano interessati da una serie di attività industriali ed orti urbani spontanei che possono essere considerati come generatrici di degrado ambientale e del paesaggio
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano164 del futuro parco. La riqualificazione della fascia di terreni lungo l’argine definito dal fiume e la loro integrazione in un ambito di parco territoriale a scala fluviale, appaiono prospettive di lungo periodo nonostante si siano avviati alcuni interventi. Infatti, con l’approvazione del Programma Integrato d’Intervento Bergamella sono stati ceduti 17.000 mq circa di parco agricolo che contribuiscono alla costituzione del parco.
IL QUADRO CONOSCITIVO
rato d’Intervento Bergamella sono stati ceduti 17.000 mq circa di parco agricolo che contribuiscono alla costituzione del parco.
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 165 IL SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITA’ Le riflessioni svolte in questo capitolo si accompagnano al Piano Generale del Traffico Urbano, previsto ai sensi dell’art.36 del
e riflessioni svolte in questo capitolo si accompagnano al Piano Generale del Traffico Urbano, previsto ai sensi dell’art.36 del Codice della Strada, che, pur non analizzando elementi propri della pianificazione generale, definisce elementi di grande rilevanza nell’uso complessivo del territorio. Il Settore Infrastrutture a Rete ha commissionato al Centro Studi Traffico il PGTU in data 11/07/2006 ed il Piano Particolareggiato della Sosta in data 08/02/2007.
commissionato al Centro Studi Traffico il PGTU in data 11/07/2006 ed il Piano Particolareggiato della Sosta in data 08/02/2007. La collocazione geografica del territorio comunale attribuisce al sistema viabilistico un ruolo fondamentale all’interno degli itinerari provinciali e regionali; inoltre la continua crescita degli agglomerati metropolitani e delle loro relazioni, determina un aggravio delle
li e regionali; inoltre la continua crescita degli agglomerati metropolitani e delle loro relazioni, determina un aggravio delle criticità del sistema, soprattutto in riferimento ai massicci flussi di traffico, che richiedono uno studio analitico approfondito di tutte le componenti che condizioneranno i possibili scenari futuri. Lo sviluppo della rete viaria non ha coinciso con la crescita della domanda che si è prodotta negli anni; da un lato la consistenza dei
uppo della rete viaria non ha coinciso con la crescita della domanda che si è prodotta negli anni; da un lato la consistenza dei flussi di traffico pone il problema della saturazione della rete, dall’altra l’aumento della domanda di mobilità mette in crisi il trasporto pubblico che fatica a garantire un servizio concorrenziale rispetto al trasporto privato. Le principali radiali versano in condizioni
ico che fatica a garantire un servizio concorrenziale rispetto al trasporto privato. Le principali radiali versano in condizioni critiche per la sovrapposizione di traffici urbani con quelli di media e lunga percorrenza e per l’effetto dovuto alle conurbazioni nate proprio lungo tali arterie. Inoltre la rete stradale intorno a Milano, storicamente radiocentrica, non incentiva gli spostamenti
proprio lungo tali arterie. Inoltre la rete stradale intorno a Milano, storicamente radiocentrica, non incentiva gli spostamenti tangenziali: ne risulta una situazione di criticità generalizzata non solo del capoluogo lombardo ma di tutto l’hinterland, con fenomeni di sovraccarico soprattutto in alcuni momenti della giornata. La saturazione dei livelli di capacità determina pesanti ricadute, in
sovraccarico soprattutto in alcuni momenti della giornata. La saturazione dei livelli di capacità determina pesanti ricadute, in termini di congestione, inquinamento atmosferico e acustico, e in generale di peggioramento della qualità della vita nelle aree più densamente urbanizzate. Dal punto di vista viabilistico Sesto San Giovanni presenta criticità indotte su un tessuto urbano a tratti estremamente denso con
l punto di vista viabilistico Sesto San Giovanni presenta criticità indotte su un tessuto urbano a tratti estremamente denso con situazioni di congestione della rete stradale, imputabili in particolare ad una presenza ancora molto forte su alcune direttrici di traffico di attraversamento. Il tessuto urbano della città si è consolidato nel tempo in una serie di assi di attraversamento
di traffico di attraversamento. Il tessuto urbano della città si è consolidato nel tempo in una serie di assi di attraversamento prevalentemente secondo l'orientamento Nord-Sud. Ciò avviene per la viabilità urbana (viale Marelli, viale Casiraghi, viale Gramsci, viale Italia e viale Edison), per quella interurbana (attraverso gli assi di viale Fulvio Testi e Tangenziale Nord) e per le reti ferroviarie e metropolitane: la ferrovia Milano Monza, la M1 e la M5 oggi in costruzione.
esti e Tangenziale Nord) e per le reti ferroviarie e metropolitane: la ferrovia Milano Monza, la M1 e la M5 oggi in costruzione. Storicamente non si sono realizzati itinerari Est-Ovest di una certa importanza, fatto salvo il tracciato Nord della Tangenziale Nord,
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano166 benché extraurbano, che risente però della presenza dell’area di pedaggio all’altezza del quartiere Pelucca. L'attuale movimentazione si manifesta prevalentemente lungo l’asse Nord-Sud: i poli di Milano e Monza costituiscono infatti due attrattori in grado di condizionare l’orientamento dei principali flussi di traffico.
i Milano e Monza costituiscono infatti due attrattori in grado di condizionare l’orientamento dei principali flussi di traffico. Sono tuttavia emerse, segnalate anche dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e ribadite dal Piano d’Area Nord Milano, significative esigenze di spostamenti Est-Ovest sia su mezzi privati che su trasporto pubblico, quest'ultimo in particolare orientato
ficative esigenze di spostamenti Est-Ovest sia su mezzi privati che su trasporto pubblico, quest'ultimo in particolare orientato verso la MM2 di Cascina Gobba (dove è già prevista la ristrutturazione del nodo d’intersezione con la tangenziale), Cologno Monzese e dei territori ad est di Milano verso l’Adda; tali esigenze, pur con minore domanda, devono essere tenute in debita considerazione; l'incremento di offerta sull'asse Est-Ovest potrebbe anzi contribuire a decongestionare l'asse Nord-Sud
n debita considerazione; l'incremento di offerta sull'asse Est-Ovest potrebbe anzi contribuire a decongestionare l'asse Nord-Sud prospettando una valida alternativa per la mobilità che non ha origine o destinazione nel capoluogo. Gli obiettivi generali possono essere ricondotti ai seguenti punti: il recupero della competitività del trasporto pubblico e il riequilibrio del riparto modale con riferimento sia alla mobilità su Milano che a quella ad andamento Est Ovest;
o pubblico e il riequilibrio del riparto modale con riferimento sia alla mobilità su Milano che a quella ad andamento Est Ovest; la riduzione dell’attuale livello di congestione del reticolo stradale esistente mediante interventi di gerarchizzazione della rete stradale urbana e intercomunale; lo sviluppo dell’assetto urbanistico ed ambientale dei nodi di interscambio che garantisca adeguati elementi di qualità e vitalità urbana;
o dell’assetto urbanistico ed ambientale dei nodi di interscambio che garantisca adeguati elementi di qualità e vitalità urbana; lo sviluppo dell’accessibilità alla direttrice strategica delle aree dismesse: il Ring; la ricerca di un equilibrio ecologico strutturale dell' area oggetto di studio anche attraverso interventi di mitigazione ambientale di natura urbanistica e la definizione di una rete di percorsi ciclopedonali sovracomunali;
interventi di mitigazione ambientale di natura urbanistica e la definizione di una rete di percorsi ciclopedonali sovracomunali; Le grandi aree industriali dimesse di Sesto San Giovanni, considerate all’interno di un contesto territoriale intercomunale che comprende anche altre aree ex industriali, sebbene di minor dimensione, poste a Sud in Milano e a Nord in Cinisello Balsamo configurano una vera e propria direttrice territoriale che merita di essere considerata all’interno di un complessivo progetto
o configurano una vera e propria direttrice territoriale che merita di essere considerata all’interno di un complessivo progetto strategico. Tali aree, nel caso di Sesto San Giovanni, non sono adeguatamente servite dalla viabilità fondamentale (salvo il caso, peraltro carente, dello svincolo sulla Tangenziale Nord in località Pelucca) e sono collocate in una sorta di cul-de-sac contenuto tra la valle
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 167 del Lambro, la A4, la ferrovia e la città esistente mentre le aree Marelli, Vittoria e Transider sono circondate da un tessuto urbano in cui si snoda una rete stradale assai congestionata che rende problematici i rapporti da e verso Milano. In ambito urbano, caratterizzato dalla presenza di grandi comparti industriali dimessi che forniscono le aree e l’occasione per la
ambito urbano, caratterizzato dalla presenza di grandi comparti industriali dimessi che forniscono le aree e l’occasione per la realizzazione della parte più cospicua dell’impianto infrastrutturale della nuova città di Sesto San Giovanni, emergono altre scelte di grande rilevanza strategica interne al territorio urbano circondato dalla ringroad. Da quanto sopra appare evidente quanto i requisiti di accessibilità territoriale e di qualità urbana siano determinanti nel garantire
anto sopra appare evidente quanto i requisiti di accessibilità territoriale e di qualità urbana siano determinanti nel garantire uno sviluppo sostenibile all’intera città e come ciò debba essere supportato ed incentivato dal contestuale perseguimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, di un’elevata dotazione di servizi e attrezzature nonché di facili collegamenti alle reti del trasporto pubblico.
tà ambientale, di un’elevata dotazione di servizi e attrezzature nonché di facili collegamenti alle reti del trasporto pubblico. Per quanto riguarda il sistema della viabilità appare necessario confermare il percorso perimetrale (Ring) connesso direttamente alla rete autostradale verso nord in località Pelucca ed eventualmente anche all’altezza del T5 attraverso un semisvincolo con funzioni di gronda e al declassamento dell’attuale asse urbano dorsale (viale Italia) rendendolo compatibile con il passaggio
on funzioni di gronda e al declassamento dell’attuale asse urbano dorsale (viale Italia) rendendolo compatibile con il passaggio all’interno della città anche attraverso le realizzazioni di viabilità alternative. Poiché una parte di Sesto San Giovanni e le grandi aree dismesse presenti in città si collocano lungo un asse parallelo al fascio delle infrastrutture della mobilità in direzione Milano - Monza, appare evidente che l’obiettivo della politica territoriale debba essere
rastrutture della mobilità in direzione Milano - Monza, appare evidente che l’obiettivo della politica territoriale debba essere quello di individuare e proporre gli interventi più idonei a garantire un adeguato accesso alla città ed in particolare alle porzioni di territorio che subiranno le trasformazioni più consistenti, senza per questo favorire l’attraversamento del centro abitato ad un’utenza
rio che subiranno le trasformazioni più consistenti, senza per questo favorire l’attraversamento del centro abitato ad un’utenza non indirizzata in città. L’accessibilità ai comparti di trasformazione ed i principi imprescindibili di qualità urbana oltre al vincolo di una migliore cucitura con la città esistente costituiscono, in sostanza, la garanzia del successo dell’intervento nel suo complesso.
migliore cucitura con la città esistente costituiscono, in sostanza, la garanzia del successo dell’intervento nel suo complesso. Vale la pena di sottolineare che, anche a prescindere dagli sviluppi attesi nelle aree di trasformazione, si tratta di affrontare in modo razionale i problemi viabilistici indotti da flussi, già oggi esistenti e destinati ad aumentare a seguito della trasformazioni in atto,
e i problemi viabilistici indotti da flussi, già oggi esistenti e destinati ad aumentare a seguito della trasformazioni in atto, convogliandoli lungo percorsi che generino il minor numero possibile di conflitti con la città e governandoli/regolandoli in modo tale da ridurli complessivamente. Si pensi, ad esempio, ai problemi generati dal traffico pendolare intercomunale in sosta attorno a
da ridurli complessivamente. Si pensi, ad esempio, ai problemi generati dal traffico pendolare intercomunale in sosta attorno a piazza 1° Maggio o a i flussi di traffico di attraversamento urbano indotto dai movimenti di bypass della barriera di esazione sulla Tangenziale Nord. Relativamente ai livelli di traffico ed in alcuni momenti della giornata, nelle ore di punta in particolar modo del mattino, si riscontrano
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano168 fenomeni di congestione in alcuni nodi. [Da: PGTU, febbraio 2008] “In particolare si registrano accodamenti per le relazioni Nord-Sud nella rotatoria viale Gramsci-cavalcavia Vulcano e nelle tre principali intersezioni su viale Marelli all’incrocio con il cavalcavia Buozzi e via Pavese, all’incrocio con viale Italia e via Oslavia e
intersezioni su viale Marelli all’incrocio con il cavalcavia Buozzi e via Pavese, all’incrocio con viale Italia e via Oslavia e all’incrocio con viale Edison e via Fiume; accodamenti in alcuni movimenti si riscontrano inoltre all’incrocio viale Gramsci-via Garibaldi e all’incrocio via Carducci-via Milanese”. Si riscontrano significative componenti di traffico d’attraversamento, in particolare nelle sezioni di via Monte Grappa, di viale Gramsci,
rano significative componenti di traffico d’attraversamento, in particolare nelle sezioni di via Monte Grappa, di viale Gramsci, di viale Italia, di via Di Vittorio, di via Fiume ed in quella che interessa il cavalcavia Buozzi. Sulla base degli elementi emersi nella ricostruzione del quadro conoscitivo effettuato nell’ambito del PGTU, vanno individuate linee strategiche di gestione della mobilità che puntino alla riduzione del traffico privato e da cui discendano:
no individuate linee strategiche di gestione della mobilità che puntino alla riduzione del traffico privato e da cui discendano: il miglioramento della sicurezza stradale; la riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico; il recupero di spazi per la mobilità lenta. Il tutto attraverso una politica di incentivazione del trasporto pubblico e nella consapevolezza che le possibili risposte sono legate da
attraverso una politica di incentivazione del trasporto pubblico e nella consapevolezza che le possibili risposte sono legate da un lato alla disponibilità di risorse territoriali ed economiche (trasporto pubblico efficace, piste ciclopedonali e nodi intermodali), dall’altro ad una battaglia culturale volta a contenere l'utilizzo del mezzo privato. Nella definizione dello schema funzionale complessivo della rete viaria, emerge la necessità del completamento funzionale del Ring
lla definizione dello schema funzionale complessivo della rete viaria, emerge la necessità del completamento funzionale del Ring di circonvallazione nel breve-medio termine nella tratta Nord con la chiusura dell’anello nel tratto Gramsci-Gracchi (A in figura1), nella tratta ad Est attraverso il completamento del viale Edison nello scenario finale con due corsie per senso di marcia (B in figura1)
atta ad Est attraverso il completamento del viale Edison nello scenario finale con due corsie per senso di marcia (B in figura1) ed a Sud con la connessione tra viale Edison e l’asse di Fulvio Testi tramite la viabilità esistente (C in figura1). Il completamento del Ring porterà a declassare assi prettamente urbani quali viale Gramsci e viale Italia dal loro attuale ruolo di viabilità primaria territoriale.
declassare assi prettamente urbani quali viale Gramsci e viale Italia dal loro attuale ruolo di viabilità primaria territoriale. Per la chiusura Nord del Ring è stato completato il tratto tra viale Gramsci e viale Casiraghi, mentre resta da perfezionarne l’innesto a rotatoria sull’asse di viale Fulvio Testi per tutte le direzioni (D in figura1), da coordinarsi con gli interventi previsti dalla Provincia di
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 169 Milano sullo stesso asse che permetterebbe il collegamento diretto in direzione Milano oggi non consentito; l’assetto per il completamento del Ring attraverso la tratta di viale Gramsci compresa tra il cavalcavia Vulcano e via F.lli Gracchi potrebbe trovare una valida alternativa in un tracciato ancor da definire che scaturisse dalle trasformazioni urbanistiche nel nord della città e che
valida alternativa in un tracciato ancor da definire che scaturisse dalle trasformazioni urbanistiche nel nord della città e che potrebbero creare un collegamento diretto verso il nodo di Monza Bettola. Se tali soluzioni si rivelassero poco realistiche in ordine allo loro fattibilità tecnica e/o economica un tratto del viale Gramsci dovrà necessariamente configurarsi nell’assetto funzionale del sistema di circonvallazione. Figura 1
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano170 Più problematico è il completamento a Sud del sistema Ring, con la prospettiva, prevista dal Piano Urbano della Mobilità del Comune di Milano, di un collegamento tra viale Fulvio Testi ed il comparto “Bicocca” tramite la realizzazione di un tunnel che sottopassi la ferrovia (e la metropolitana M1) e si colleghi attraverso via Chiese a via Sarca e a viale Fulvio Testi. Tale ipotesi comporta reali
ovia (e la metropolitana M1) e si colleghi attraverso via Chiese a via Sarca e a viale Fulvio Testi. Tale ipotesi comporta reali difficoltà di carattere tecnico ed economico ma soprattutto porterebbe all’utilizzo improprio di viale Edison (che rimane un asse urbano) convogliandone di fatto i flussi provenienti dall’A4-Cormano attraverso il nodo di Marelli; ciò induce a privilegiare la soluzione di completamento tramite la rete viaria esistente, e quindi attraverso gli assi di viale Buozzi e via Carducci.
are la soluzione di completamento tramite la rete viaria esistente, e quindi attraverso gli assi di viale Buozzi e via Carducci. In relazione alle valutazioni dei costi e benefici ascrivibili alla realizzazione di un nuovo svincolo della “Tangenziale Nord” su viale Edison all’altezza del T5 (E in figura1), [Da: PGTU, febbraio 2008] “si ritiene opportuno non rinunciare comunque a nessuna delle relazioni offerte dall’attuale svincolo di San Maurizio, anche se
“si ritiene opportuno non rinunciare comunque a nessuna delle relazioni offerte dall’attuale svincolo di San Maurizio, anche se eventualmente duplicate con il nuovo svincolo, per dare un maggior grado di libertà alla rete ed una migliore distribuzione dei flussi veicolari, minimizzando le percorrenze ed i tempi di viaggio rispetto ad uno schema che prevede l’eliminazione di movimenti in
i veicolari, minimizzando le percorrenze ed i tempi di viaggio rispetto ad uno schema che prevede l’eliminazione di movimenti in ingresso od uscita nello svincolo di San Maurizio. Particolare attenzione andrà posta comunque all’assetto dell’intersezione dell’attuale svincolo con il nuovo tratto di viale Edison, per evitare che fenomeni di congestione penalizzino il ruolo di strada di
’attuale svincolo con il nuovo tratto di viale Edison, per evitare che fenomeni di congestione penalizzino il ruolo di strada di scorrimento del Ring. Resta auspicabile inoltre l’eliminazione della barriera autostradale sulla tangenziale Nord, per evitare l’uscita dei veicoli dalla tangenziale Nord per non pagare il pedaggio allo svincolo di San Maurizio ed il rientro a Monza Sant’Alessandro,
i veicoli dalla tangenziale Nord per non pagare il pedaggio allo svincolo di San Maurizio ed il rientro a Monza Sant’Alessandro, fenomeno che genera un incremento del traffico di oltre il 60% sul tratto di Viale Italia tra Monza e lo svincolo tangenziale Nord. Utile, se non risolutiva, per alleggerire la pressione del traffico sul tratto più a Nord di viale Italia è la realizzazione della rampa di
on risolutiva, per alleggerire la pressione del traffico sul tratto più a Nord di viale Italia è la realizzazione della rampa di uscita dalla Tangenziale Nord prima della barriera di pedaggio, in direzione nord verso San Maurizio di Cologno, opera già prevista dalla convenzione con il gestore della Tangenziale.(…) Le simulazioni del traffico dell’ora di punta del mattino (…) hanno
vista dalla convenzione con il gestore della Tangenziale.(…) Le simulazioni del traffico dell’ora di punta del mattino (…) hanno evidenziato dei benefici significativi indotti dal completamento del Ring con il completamento di viale Edison e la connessione di via Ring Nord con viale Fulvio Testi (Ring Stretto, in questo scenario simulato solo con la connessione dal Ring Nord a viale Fulvio
Ring Nord con viale Fulvio Testi (Ring Stretto, in questo scenario simulato solo con la connessione dal Ring Nord a viale Fulvio Testi verso la direzione Milano ), in particolare su viale Italia con una riduzione del 33% dei flussi veicolari e sulla penetrazione di via Montegrappa da Cinisello (-32%), anche in assenza di interventi di moderazione del traffico, e con riduzioni significative anche
Montegrappa da Cinisello (-32%), anche in assenza di interventi di moderazione del traffico, e con riduzioni significative anche sugli assi di penetrazione di via di Vittorio (-12%), indotta essenzialmente dalla realizzazione delle connessioni da e per Milano di viale Edison con il “peduncolo”, di viale Gramsci (-11%) e viale Casiraghi (-16%). (…) Appare chiaro che uno degli obiettivi
di viale Edison con il “peduncolo”, di viale Gramsci (-11%) e viale Casiraghi (-16%). (…) Appare chiaro che uno degli obiettivi strategici debba essere la ridefinizione della gerarchia funzionale della viabilità che comprende il completamento del Ring Nord attraverso il collegamento di viale Gramsci a via Ring Nord e il suo svincolo completo con viale Fulvio Testi, il completamento ed il
verso il collegamento di viale Gramsci a via Ring Nord e il suo svincolo completo con viale Fulvio Testi, il completamento ed il riassetto di viale Edison come asse primario territoriale, il rafforzamento del collegamento viale Edison-via Buozzi attraverso via Pavese, il declassamento di viale Italia nella tratta tra viale Marelli e via Cantore da viabilità primaria territoriale a viabilità
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 171 secondaria urbana, il declassamento di viale Gramsci da viabilità primaria territoriale a viabilità primaria urbana, il declassamento di viale Marelli tra piazza della Repubblica e l’incrocio con via Buozzi, di via Piave, di via Vittorio Veneto, di via Giovanna d’Arco, di via Mazzini e di via Monte Grappa da viabilità primaria urbana a viabilità secondaria urbana”.
eneto, di via Giovanna d’Arco, di via Mazzini e di via Monte Grappa da viabilità primaria urbana a viabilità secondaria urbana”. In merito al traffico di attraversamento Est-Ovest che oggi si serve impropriamente dell’itinerario Diaz – Giovanna d’Arco – Cantore – Grandi e simulando diverse varianti dello scenario di progetto, dovrebbe quindi essere individuato un mix ottimale di provvedimenti che può comprendere, ad esempio, una o più delle seguenti ipotesi:
be quindi essere individuato un mix ottimale di provvedimenti che può comprendere, ad esempio, una o più delle seguenti ipotesi: inserimento del Ring sulla SP5, con l’allacciamento per/da Milano; funzionamento dei sottopassi di piazza Diaz e di via Garibaldi e del sovrappasso di Buonarroti a sistema con inibizione della promiscuità di passaggio del trasporto pubblico e privato chiusura al traffico privato di un tratto della via G. d’Arco per privilegiare il percorso pubblico;
sporto pubblico e privato chiusura al traffico privato di un tratto della via G. d’Arco per privilegiare il percorso pubblico; creazione di un allacciamento diretto dalla carreggiata Nord di viale Edison alla carreggiata sud della Tangenziale Nord all’altezza della cava Melzi; inibizione dell’acceso diretto da via Di Vittorio alla carreggiata sud della Tangenziale Est in un ottica di funzionamento a sistema dei tre svincoli (viale Italia, viale Edison/T5 e via Di Vittorio) sulla tangenziale.
st in un ottica di funzionamento a sistema dei tre svincoli (viale Italia, viale Edison/T5 e via Di Vittorio) sulla tangenziale. Le problematiche fin qui elencate andranno successivamente messe in relazione con la gestione dei rischi e delle opportunità connesse all’insediamento di una cospicua quota aggiuntiva di cittadini residenti e non derivante esclusivamente dalla realizzazione
esse all’insediamento di una cospicua quota aggiuntiva di cittadini residenti e non derivante esclusivamente dalla realizzazione degli interventi urbanistici sulle aree ex Falck, Marelli e Vulcano. Dal punto di vista viabilistico tali trasformazioni avranno il compito di completare la maglia stradale cittadina scoraggiando i flussi di attraversamento della città, siano essi quelli Nord-Sud che quelli
pletare la maglia stradale cittadina scoraggiando i flussi di attraversamento della città, siano essi quelli Nord-Sud che quelli Est-Ovest. Andrà ribadito il ruolo del Ring come strada sulla quale innestare, sempre a mezzo di rotatorie, viabilità di gerarchia inferiore destinate ai soli utenti che abbiano origine e destinazione all’interno della città. Nel ribadire le principali indicazioni già
destinate ai soli utenti che abbiano origine e destinazione all’interno della città. Nel ribadire le principali indicazioni già previste dal PRG del 2004, si ipotizza per il viale Italia una trasformazione in asse viabilistico secondario dotato di una sola corsia per senso di marcia per il traffico privato sul quale innestare una maglia viaria secondaria atta ad urbanizzare i nuovi quartieri che si
di marcia per il traffico privato sul quale innestare una maglia viaria secondaria atta ad urbanizzare i nuovi quartieri che si innesti sul viale Edison ad Est e sulla direttrice di via Vittorio Veneto ad Ovest. E’ auspicabile inoltre un ulteriore attraversamento viabilistico della ferrovia in corrispondenza dell’asse di via Montegrappa e la realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali che si
ilistico della ferrovia in corrispondenza dell’asse di via Montegrappa e la realizzazione di nuovi percorsi ciclopedonali che si andranno ad integrare a quelli esistenti. Il tema dell’accessibilità ciclopedonale ai Servizi e, in genere, quello della mobilità lenta verrà affrontato successivamente all’interno del Piano dei Servizi. Nella tavola Sistema delle infrastrutture e della mobilità IM 01 vengono individuati tutti i maggiori interventi previsti per il sistema della mobilità.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano172 IM 01 Sistema delle infrastrutture e della mobilità
QUADRO CONOSCITIVO
QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano172 IM 01 Sistema delle infrastrutture e della mobilità
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 173 Per quanto riguarda il Trasporto Pubblico è del tutto evidente che, se da un lato i volumi del traffico generato dai nuovi insediamenti (Falck, Vulcano, Marelli…) potrebbero essere stimati con una certa precisione, analoga precisione ed affidabilità non è invece
i (Falck, Vulcano, Marelli…) potrebbero essere stimati con una certa precisione, analoga precisione ed affidabilità non è invece possibile a livello sovracomunale, attesa la complessità e l’aleatorietà delle previsioni insediative del Nord - Milano. Inoltre, non è al momento possibile valutare con ragionevole precisione quali saranno gli effetti a regime della viabilità di livello
re, non è al momento possibile valutare con ragionevole precisione quali saranno gli effetti a regime della viabilità di livello sovracomunale, né quale tempistica avrà l’ipotizzato sviluppo dei nuovi collegamenti su ferro (ad esempio la MM5) come pure non è ancora matura la scelta della modalità da adottare per l’esercizio delle linee di forza del TPL nel territorio dello stesso Comune di Sesto San Giovanni (tramvia o linea su gomma protetta).
cizio delle linee di forza del TPL nel territorio dello stesso Comune di Sesto San Giovanni (tramvia o linea su gomma protetta). D’altra parte, il momento decisionale relativo ad alcune alternative progettuali connesse ai grandi interventi di riqualificazione urbana non può essere ulteriormente differito e va riesaminato con maggiore specificità in un apposito Piano della Mobilità. Sembra
ana non può essere ulteriormente differito e va riesaminato con maggiore specificità in un apposito Piano della Mobilità. Sembra quindi sufficiente, in questa fase, fornire un insieme di indirizzi e prescrizioni progettuali finalizzati a garantire – su alcune direttrici fondamentali – la futura attivazione di servizi di TPL di alta qualità, le cui caratteristiche di esercizio potranno essere più dettagliatamente progettate quando tutti gli elementi necessari saranno noti e consolidati.
che di esercizio potranno essere più dettagliatamente progettate quando tutti gli elementi necessari saranno noti e consolidati. Tali indirizzi e prescrizioni dovranno naturalmente essere congruenti con gli indirizzi che parallelamente saranno forniti per la viabilità non interessata al TPL dal Piano Generale del Traffico Urbano. Nella convinzione che il trasporto pubblico debba essere un fattore strutturale pregiudiziale nella riorganizzazione della città nonché
onvinzione che il trasporto pubblico debba essere un fattore strutturale pregiudiziale nella riorganizzazione della città nonché nel fornire un’adeguata accessibilità alle aree di trasformazione, deve essere sviluppata l’idea di una o più linee di trasporto pubblico ad elevata velocità/frequenza. La ferrovia e la linea 1 della Metropolitana lambiscono infatti le aree ex Falck sul lato
ubblico ad elevata velocità/frequenza. La ferrovia e la linea 1 della Metropolitana lambiscono infatti le aree ex Falck sul lato occidentale ad una distanza eccessiva per garantire un’adeguata accessibilità pedonale. Il sistema dei trasporti pubblici, da realizzare contestualmente agli insediamenti, configura la necessità di una linea dorsale di alta capacità che abbia: funzione di distribuzione longitudinale urbana e di connessione tra le parti della città esistente ed i nuovi insediamenti;
a: funzione di distribuzione longitudinale urbana e di connessione tra le parti della città esistente ed i nuovi insediamenti; funzione di adduttore alle fermate della linea 1 della Metropolitana e alla stazione ferroviaria; funzione di integrazione alla rete del trasporto pubblico metropolitano collegandosi alla rete urbana di Milano e Monza; funzione di collegamento con la linea MM1 (e la futura MM5) di quegli insediamenti che sono oggi caratterizzati da una carente
funzione di collegamento con la linea MM1 (e la futura MM5) di quegli insediamenti che sono oggi caratterizzati da una carente accessibilità territoriale (ambito Vulcano ed insediamenti adiacenti). La progettazione e la realizzazione di interventi relativi al trasporto di massa, necessari per affrontare i futuri sviluppi insediativi non può essere un’operazione successiva alla loro realizzazione ma deve essere un’attività pensata unitamente alla progettazione ed alla esecuzione degli insediamenti stessi.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano174 La necessità di contenere il traffico automobilistico è ormai un’emergenza drammatica affrontabile soltanto offrendo una valida alternativa al trasporto individuale con l’obiettivo, quantomeno, di limitare l’incremento di traffico e l’inquinamento ambientale che le nuove trasformazioni porteranno con loro. In questo scenario le nuove linee del trasporto pubblico dovranno costituire un’alternativa
trasformazioni porteranno con loro. In questo scenario le nuove linee del trasporto pubblico dovranno costituire un’alternativa appetibile negli ambiti non direttamente serviti dalle linee ferroviarie e metropolitane, scorrendo a cavallo tra la città consolidata e le sue espansioni presenti e future e portando l’utenza a queste linee. L’obiettivo più generale che la politica comunale vuole darsi nel settore della mobilità, ancorché trattandosi di obiettivi
nee. L’obiettivo più generale che la politica comunale vuole darsi nel settore della mobilità, ancorché trattandosi di obiettivi sovracomunali, è diretta conseguenza dell’analisi delle carenze più significative dell’impianto strutturale della città e di quelle derivanti dal cospicuo aumento della domanda che le trasformazioni urbane porteranno con sé. D’altro canto sembra evidente che investimenti così rilevanti non troverebbero motivo per scegliere le aree di Sesto San Giovanni
’altro canto sembra evidente che investimenti così rilevanti non troverebbero motivo per scegliere le aree di Sesto San Giovanni se non in rapporto a prospettive di facile accessibilità ai comparti ed alla rapidità dei collegamenti con il resto del sistema infrastrutturale. Oltre ai flussi di domanda già oggi presenti, per i quali non vi è motivo di prevedere cambiamenti strutturali per il futuro di medio
ai flussi di domanda già oggi presenti, per i quali non vi è motivo di prevedere cambiamenti strutturali per il futuro di medio termine, nuova ed aggiuntiva domanda sarà generata – sia in origine che in destinazione – dai nuovi insediamenti oggi in discussione. Considerando l’insieme di nuova domanda e domanda storica di spostamento su mezzo pubblico, e dando per acquisito che il traffico di attraversamento Nord – Sud dovrà essere assorbito in via prevalente dalla linea ferroviaria, dalla MM1 e
sito che il traffico di attraversamento Nord – Sud dovrà essere assorbito in via prevalente dalla linea ferroviaria, dalla MM1 e dalla ormai prossima MM5, emerge il seguente quadro dei fabbisogni di mobilità su mezzo pubblico. Domanda di breve raggio Si tratta di domanda tipicamente urbana, con origini e destinazioni diffuse sul territorio comunale e nelle porzioni immediatamente adiacenti dei comuni di Cologno Monzese e Cinisello Balsamo.
oni diffuse sul territorio comunale e nelle porzioni immediatamente adiacenti dei comuni di Cologno Monzese e Cinisello Balsamo. Le caratteristiche di questo segmento di domanda sono state esaminate nel “Piano Generale del Traffico Urbano” che ha individuato nelle due direttrici <Cologno MM2 – Cantore – centro storico – IV Novembre – Saint Denis – Cinisello MT5> e <Marelli MM1 – Viale Italia – Bettola MM1> le principali linee di desiderio presenti nella struttura urbana di Sesto San Giovanni e
relli MM1 – Viale Italia – Bettola MM1> le principali linee di desiderio presenti nella struttura urbana di Sesto San Giovanni e determinate, tra l’altro, dalle aree di attrazione costituite dal centro storico, dalla zona Buozzi – XXIV Maggio – Marelli – Italia, dalla zona dell’ospedale e dagli insediamenti terziari e commerciali dell’ambito Vulcano. Queste aree eserciteranno la medesima attrazione anche nei confronti delle nuove residenze del progetto Falck, mentre i nuovi
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 175 insediamenti terziari dello stesso progetto attireranno nuovo traffico dal territorio circostante con una distribuzione delle origini presumibilmente non diversa dall’attuale. Grandi quantità di traffico saranno inoltre generate dagli insediamenti commerciali previsti su porzioni di viale Italia e sulla Traversa Sud di nuova realizzazione. Domanda di residenti in Sesto con destinazione Milano
i su porzioni di viale Italia e sulla Traversa Sud di nuova realizzazione. Domanda di residenti in Sesto con destinazione Milano L’offerta di TPL da Sesto San Giovanni verso Milano cambierà sensibilmente nel prossimo decennio. Il servizio suburbano offerto da Trenitalia sarà progressivamente potenziato su tutte e tre le direttrici verso Lambrate – Porta Romana – San Cristoforo, Porta Garibaldi e Centrale. Inoltre, la nuova stazione di Sesto San Giovanni sarà accessibile da entrambi
mana – San Cristoforo, Porta Garibaldi e Centrale. Inoltre, la nuova stazione di Sesto San Giovanni sarà accessibile da entrambi i fronti, il che allargherà in modo significativo verso Est anche l’area di influenza della fermata “Sesto 1° maggio” della MM1. Il prolungamento della MM1 e l’attivazione della MM5 creeranno nuove possibilità di interscambio non solo per la domanda proveniente dalla Brianza, ma anche per quella originata dall’area urbana di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.
la domanda proveniente dalla Brianza, ma anche per quella originata dall’area urbana di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo. In definitiva, per quanto riguarda specificamente il Comune di Sesto San Giovanni, è ragionevole prevedere lo sviluppo di nuovi, non trascurabili flussi di domanda con origine diffusa dalle zone ad Est della ferrovia (comprese le aree del progetto Falck) che raggiungeranno Milano con interscambio a Sesto 1° Maggio e a Bettola e/o a Restellone.
(comprese le aree del progetto Falck) che raggiungeranno Milano con interscambio a Sesto 1° Maggio e a Bettola e/o a Restellone. Domanda di medio raggio attratta dalle nuove funzioni urbane (lavoratori e utenti del terziario) Non c’è dubbio che l’area di influenza delle nuove funzioni urbane che si insedieranno nel territorio di Sesto San Giovanni si estenderà ben al di là dei confini comunali.
e nuove funzioni urbane che si insedieranno nel territorio di Sesto San Giovanni si estenderà ben al di là dei confini comunali. Se è confermato l’obiettivo di evitare che queste nuove funzioni creino un aumento importante della congestione stradale, occorre evidentemente una rete di TPL attraente, che consenta di raggiungere i luoghi di interesse penetrando nel cuore dei vari
occorre evidentemente una rete di TPL attraente, che consenta di raggiungere i luoghi di interesse penetrando nel cuore dei vari insediamenti. Sulla base delle considerazioni sopra esposte, il PGTU ha individuato le principali linee di desiderio della domanda su mezzo pubblico sulle quali è necessario predisporre provvedimenti atti a garantire una elevata regolarità ai mezzi pubblici, pur in
zo pubblico sulle quali è necessario predisporre provvedimenti atti a garantire una elevata regolarità ai mezzi pubblici, pur in presenza di flussi di traffico privato potenzialmente elevati: calibri stradali, percorsi obbligati per le auto, corsie protette, divieti di sosta/fermata, incroci regolati, fermate attrezzate, etc. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche del sistema di trasporto pubblico che si vogliono offrire agli utenti si possono
Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche del sistema di trasporto pubblico che si vogliono offrire agli utenti si possono ipotizzare diversi scenari a seconda della dimensione del mezzo utilizzato, avendo presente che la scelta del tipo di vettore genera una differente offerta di trasporto pubblico.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano176 La scelta della frequenza della linea, in funzione della portata, in misura diversa incide sulla capacità del veicolo ed è inoltre evidente che la frequenza incide anche sulla capacità di attrarre utenza: un servizio frequente e regolare è considerato dagli utenti un elemento essenziale, più della velocità commerciale complessiva.
un servizio frequente e regolare è considerato dagli utenti un elemento essenziale, più della velocità commerciale complessiva. Se si analizzano le tipologie di trasporto pubblico oggi esistenti sul mercato, in base alla classificazione dei vari mezzi di trasporto, ne emerge il seguente quadro: Metropolitana: Sistema di trasporto rapido di massa con veicoli automotori a guida vincolata completamente autonoma da altre interferenze di
a: Sistema di trasporto rapido di massa con veicoli automotori a guida vincolata completamente autonoma da altre interferenze di traffico regolata da segnali; capacità di 24.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 3-5 minuti, capacità convoglio 1200 passeggeri, distanza media tra fermate 600-1000 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 150 mt. Per le
passeggeri, distanza media tra fermate 600-1000 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 150 mt. Per le caratteristiche e la capacità di servizio, la rete metropolitana milanese svolge un ruolo di primo piano negli spostamenti con origine e destinazione Milano. E’ opportuno che le linee interscambino in più punti tra loro, in corrispondenza dei servizi ferroviari, tranviari e su gomma , dando luogo ad un
le linee interscambino in più punti tra loro, in corrispondenza dei servizi ferroviari, tranviari e su gomma , dando luogo ad un effetto rete efficace. L’estensione della rete, tuttavia, comparata con quelle di altre importanti metropoli europee, risulta comunque ancora deficitaria; in particolare la linea M1 che, concepita come servizio urbano negli anni cinquanta, ha ormai raggiunto un livello di saturazione dell’offerta.
la linea M1 che, concepita come servizio urbano negli anni cinquanta, ha ormai raggiunto un livello di saturazione dell’offerta. Il sistema metropolitano ha anche una discreta accessibilità dalle direttrici stradali e autostradali ed è dotato di numerosi centri di interscambio con il trasporto pubblico e privato su gomma, gran parte dei quali tuttavia ancora localizzati in posizione assai prossima al capoluogo.
rasporto pubblico e privato su gomma, gran parte dei quali tuttavia ancora localizzati in posizione assai prossima al capoluogo. Metropolitana leggera: Sistema di trasporto rapido di massa che mantiene le caratteristiche delle metropolitana ma con portata oraria inferiore; capacità di 8.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 3-5 minuti, capacità convoglio 600-200 passeggeri, distanza media tra fermate 500-800 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 80 mt.
o 600-200 passeggeri, distanza media tra fermate 500-800 metri, velocità commerciale 25 km/h, lunghezza massima convoglio 80 mt. Metrotranvia: Sistema di trasporto per persone su strada nelle città con possibilità di utilizzare anche tratti sotterranei e/o in sede completamente riservata. Veicoli automotori a via guidata con marcia regolata da sistemi atti a ridurre l'interferenza del traffico privato o
riservata. Veicoli automotori a via guidata con marcia regolata da sistemi atti a ridurre l'interferenza del traffico privato o pedonale; capacità di 2.700 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 4-6 minuti, capacità convoglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 350-500 metri, velocità commerciale 15 km/h, lunghezza massima convoglio 60 mt.
oglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 350-500 metri, velocità commerciale 15 km/h, lunghezza massima convoglio 60 mt. Tranvia: Sistema di trasporto per persone su strada con veicoli automotori a via guidata con marcia a vista; capacità di 1.000 passeggeri/ora per direzione, frequenza nelle ore di punta di 6-10 minuti, capacità convoglio 200 passeggeri, distanza media tra fermate 200-350 metri, velocità commerciale 10 km/h, lunghezza massima convoglio 30 mt.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 177 La decisione se utilizzare o meno lo “strumento tramvia” in una rete di trasporto pubblico urbano, non esplicitamente negata dalle proposte di trasformazione, non può basarsi sulla valutazione dei soli aspetti tecnico/economici. Se da un lato infatti è effettivamente difficile sostenere la validità tecnico-economica di una metrotranvia a sé stante sul tracciato Bettola MM1 – Gobba
fettivamente difficile sostenere la validità tecnico-economica di una metrotranvia a sé stante sul tracciato Bettola MM1 – Gobba MM2 sembra tuttavia imprudente rinunciare definitivamente ad una linea di forza ad impianto fisso adeguatamente integrata nella rete del TPL sestese. In sede di definizione dell’Accordo di Programma, nel confronto tra i diversi livelli istituzionali e tra tutti gli enti competenti, dovranno essere valutate le seguenti possibilità:
confronto tra i diversi livelli istituzionali e tra tutti gli enti competenti, dovranno essere valutate le seguenti possibilità: opzione minima: realizzare un prolungamento della linea tranviaria ATM n. 7 dal deposito di Precotto (dove la linea sarà prolungata in tempi ragionevolmente “brevi”) verso l’area ex-Marelli fino alla futura stazione FS. opzione massima: avviare un ragionamento di ampio respiro su una linea di gronda Est-Ovest che attraversi l’intero hinterland a
opzione massima: avviare un ragionamento di ampio respiro su una linea di gronda Est-Ovest che attraversi l’intero hinterland a Nord di Milano, servendo direttamente i principali insediamenti residenziali e di servizi, ed interscambiando con tutte le linee radiali di forza (ad esempio: Gobba MM2 – Sesto FS+MM1 – Cinisello MM5 – Cormano FNM – Novate FNM – Rho Fiera FS+MM1). Un
linee radiali di forza (ad esempio: Gobba MM2 – Sesto FS+MM1 – Cinisello MM5 – Cormano FNM – Novate FNM – Rho Fiera FS+MM1). Un progetto del genere richiede evidentemente un concerto politico-istituzionale allargato, importanti studi di fattibilità e adeguati tempi di maturazione. Tale ipotesi potrebbe essere auspicata anche in vista dell’Expo 2015 ed il tratto sestese potrebbe costituirne
i di maturazione. Tale ipotesi potrebbe essere auspicata anche in vista dell’Expo 2015 ed il tratto sestese potrebbe costituirne Ferrovia: Sistema di trasporto per persone su medie e lunghe distanze e per elevati livelli di traffico. Veicoli automotori, rimorchiati e motrici a guida vincolata in sede propria con marcia regolata da segnali; per quanto riguarda le caratteristiche bisogna distinguere tra treno regionale e treno metropolitano o suburbano.
ta da segnali; per quanto riguarda le caratteristiche bisogna distinguere tra treno regionale e treno metropolitano o suburbano. Treno regionale: servizio in ambito regionale con una distanza media tra le fermate di 5 km, durata del viaggio tra i 30 e gli 80 minuti, con posti prevalentemente a sedere e con cadenzamento di 30-120 minuti; Treno metropolitano o suburbano: servizio in ambito urbano o provinciale con un distanza media tra le fermate di 1-2 km, durata del viaggio tra i
no o suburbano: servizio in ambito urbano o provinciale con un distanza media tra le fermate di 1-2 km, durata del viaggio tra i 5 e i 20 minuti, con posti prevalentemente in piedi e cadenzamento tra i 5 e i 15 minuti. Trasporto su gomma: Esistono poi numerosi e innovativi sistemi a guida vincolata su gomma. Si tratta di tecnologie contraddistinte da caratteristiche spesso intermedie fra le filovie e le tramvie classiche, talvolta definite “tram su gomma”, tra le loro caratteristiche segnaliamo le
o intermedie fra le filovie e le tramvie classiche, talvolta definite “tram su gomma”, tra le loro caratteristiche segnaliamo le potenzialità di garantire un servizio innovativo, flessibile ed ecologico ancorché in una fase sperimentale.
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IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano178 un’anticipazione. Secondo le schematizzazioni correnti, la fascia di utilizzo ottimale del tram si colloca fra i 1500 e i 6000 passeggeri/ora/direzione, essendo unanimemente riconosciuto che per volumi di traffico inferiori è più adatto l’autobus, mentre per volumi superiori è indispensabile utilizzare sistemi di trasporto “a marcia segnalata” o addirittura automatici (metropolitane o ferrovie).
riori è indispensabile utilizzare sistemi di trasporto “a marcia segnalata” o addirittura automatici (metropolitane o ferrovie). Ciò non significa, tuttavia, che in quella fascia il tram costituisca sempre la soluzione ottimale; anzi, si può facilmente verificare che per una linea intorno ai 2000-2500 pax/h/dir – a parità di tracciato e volume di traffico – in molti casi la soluzione bus può garantire
linea intorno ai 2000-2500 pax/h/dir – a parità di tracciato e volume di traffico – in molti casi la soluzione bus può garantire prestazioni e costi di esercizio sostanzialmente paragonabili a quelli del tram, con investimenti sensibilmente inferiori. E infatti, la scelta di realizzare una nuova linea tramviaria si è basata, nelle numerose città europee che anche recentemente hanno optato per questa soluzione, su motivazioni diverse e molto articolate, sinteticamente riferibili a:
he anche recentemente hanno optato per questa soluzione, su motivazioni diverse e molto articolate, sinteticamente riferibili a: capacità del “sistema tram” di svolgere un ruolo di aggregazione nei confronti di estesi interventi di riassetto urbano (pedonalizzazioni, nuovi insediamenti pubblici, riqualificazioni di interi quartieri, etc): è il caso, solo per citarne alcune, di Bilbao, Moulhouse, Strasburgo;
enti pubblici, riqualificazioni di interi quartieri, etc): è il caso, solo per citarne alcune, di Bilbao, Moulhouse, Strasburgo; consenso diffuso e consolidato per il tram, già storicamente presente nel locale sistema di trasporto pubblico; è il caso di Zurigo, Bruxelles, e di diverse città tedesche; possibilità di offrire prestazioni migliori di quelle di un autobus, in termini di velocità, affidabilità e regolarità, grazie ad un tracciato
offrire prestazioni migliori di quelle di un autobus, in termini di velocità, affidabilità e regolarità, grazie ad un tracciato particolarmente favorevole di tipo suburbano: è il caso di Parigi e Madrid. La prima di queste tre fattispecie potrebbe applicarsi alla situazione di Sesto San Giovanni, in coerenza con gli imponenti interventi di riqualificazione urbana in corso ed in progetto, e con l’intenzione più volte manifestata dall’Amministrazione di intervenire
di riqualificazione urbana in corso ed in progetto, e con l’intenzione più volte manifestata dall’Amministrazione di intervenire concretamente per migliorare il decoro e la vivibilità di diverse aree della città. Va segnalato, tuttavia, che l’inserimento di una linea tranviaria lungo il viale Italia ne stravolgerebbe l’impianto pensato fino ad oggi. Oltre all’impatto visivo delle linee aeree di elettrificazione, al fine di realizzare corsie riservate, occorrerebbe una drastica riduzione
mpatto visivo delle linee aeree di elettrificazione, al fine di realizzare corsie riservate, occorrerebbe una drastica riduzione del parterre centrale con conseguente rinuncia al doppio filare alberato e all’utilizzo dell’area pedonale da esso generata. L’eventuale decisione di avviare l’iter per la realizzazione di una linea tranviaria implica: la disponibilità, anche economica, ad affrontare la progettazione, la realizzazione e la gestione di importanti interventi di ridisegno
onibilità, anche economica, ad affrontare la progettazione, la realizzazione e la gestione di importanti interventi di ridisegno delle vie interessate, pedonalizzazioni, regolazione degli accessi e della sosta, arredo urbano, semaforizzazioni;
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 179 la disponibilità e la concreta possibilità di attivare un clima di consenso nella cittadinanza, prevenendo con largo anticipo il formarsi di posizioni di chiusura preconcetta, poi difficilmente recuperabili. Viste le dimensioni e la rigidità geometrica di una linea tranviaria, il suo impatto sul disegno urbano può essere positivo se
. Viste le dimensioni e la rigidità geometrica di una linea tranviaria, il suo impatto sul disegno urbano può essere positivo se adeguatamente e preliminarmente studiato, ma può anche essere del tutto negativo se l’impianto viene semplicemente inserito, anziché integrato, in un disegno concepito con criteri diversi. La linea tramviaria dovrebbe essere allacciata alla rete ATM; in teoria, l’indipendenza dall’ATM potrebbe consentire l’adozione di
linea tramviaria dovrebbe essere allacciata alla rete ATM; in teoria, l’indipendenza dall’ATM potrebbe consentire l’adozione di standard progettuali meno vincolanti, ma questo scenario non sembra realistico, anche perché esso comporterebbe la costruzione di un nuovo deposito/officina. La linea dovrebbe inoltre intercettare correnti di traffico significative attraversando aree di nuova
n nuovo deposito/officina. La linea dovrebbe inoltre intercettare correnti di traffico significative attraversando aree di nuova urbanizzazione e aree con forte concentrazione di origini e di destinazioni e “fare rete”, interscambiando almeno con la MM1 e possibilmente con FS. Per quanto riguarda il tracciato dovrebbero essere interessati assi viari con sezione abbastanza larga da
possibilmente con FS. Per quanto riguarda il tracciato dovrebbero essere interessati assi viari con sezione abbastanza larga da contenere una sede riservata; eventuali tratte in sede promiscua dovrebbero interessare strade rettilinee o quasi, sulle quali si possa impedire la sosta, e con pochi accessi carrabili; dovrebbero altresì essere evitate rotonde e intersezioni con curve strette e
a impedire la sosta, e con pochi accessi carrabili; dovrebbero altresì essere evitate rotonde e intersezioni con curve strette e l’attraversamento della ferrovia richiederebbe rampe con uno sviluppo doppio rispetto a quello richiesto dal trasporto su gomma. Ad una prima lettura della situazione così rappresentata risulterebbe ragionevole ipotizzare una linea di trasporto pubblico Nord-
una prima lettura della situazione così rappresentata risulterebbe ragionevole ipotizzare una linea di trasporto pubblico Nord- Sud, collocata lungo il viale Italia in connessione diretta con la fermata di Marelli della linea 1 della Metropolitana Milanese a Sud e con il futuro punto di interscambio Bettola a Nord. L'itinerario Est Ovest, che metta in collegamento la stazione FS (MM1), l'area Falck, i quartieri est di Parpagliona il quartiere di via
ario Est Ovest, che metta in collegamento la stazione FS (MM1), l'area Falck, i quartieri est di Parpagliona il quartiere di via Carlo Marx con il nodo di Cascina Gobba MM2 è altrettanto opportuno e auspicabile, ma il tracciato in questo caso non risulta lineare ed evidente. La mancanza di una maglia stradale che consenta, indipendentemente dal sistema di trasporto utilizzato, un itinerario consolidato
a mancanza di una maglia stradale che consenta, indipendentemente dal sistema di trasporto utilizzato, un itinerario consolidato con un andamento lineare e razionale nel tracciato Est-Ovest rende difficile ipotizzare un itinerario, anzi in questo caso la scelta del sistema di trasporto pubblico risulta preliminare per decidere il tracciato. Gli interscambi con la metropolitana garantiscono le
istema di trasporto pubblico risulta preliminare per decidere il tracciato. Gli interscambi con la metropolitana garantiscono le relazioni tra vettori del servizio urbano e suburbano e necessitano anch’essi di un’adeguata dotazione di parcheggi e zone di sosta. Per tutto quanto analizzato finora ed al fine di consentire una successiva scelta ponderata riguardante i sistemi ed i tracciati del
tutto quanto analizzato finora ed al fine di consentire una successiva scelta ponderata riguardante i sistemi ed i tracciati del trasporto pubblico la tavola Sistema delle infrastrutture e della mobilità IM 01 ha previsto il dimensionamento di particolari assi viari in modo che all’interno della loro sezione possa essere previsto il passaggio del mezzo pubblico in corsia protetta.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano180 Studi sul Trasporto Pubblico Metrotranvia In data 4 marzo 2004 è stato stipulato un accordo tra Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comuni di Milano, Monza, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni per lo sviluppo di un sistema integrato di trasporto pubblico sulla direttrice Monza-Milano e, in data 27 aprile 2004 è stato firmato
o sviluppo di un sistema integrato di trasporto pubblico sulla direttrice Monza-Milano e, in data 27 aprile 2004 è stato firmato un altro accordo tra regione Lombardia, Provincia di Milano e Comuni di Milano e di Sesto San Giovanni in ordine al potenziamento e sviluppo del trasporto pubblico nell’ambito intercomunale delle aree ex Marelli-Ponte Nuovo (Milano) e delle aree ex Marelli-viali Edison e Italia (Sesto San
co nell’ambito intercomunale delle aree ex Marelli-Ponte Nuovo (Milano) e delle aree ex Marelli-viali Edison e Italia (Sesto San Giovanni), facente seguito al Protocollo d’Intesa sottoscritto dagli stessi Enti e per le stesse finalità in data 20 novembre 2003. Sulla base di tali accordi è stato affidato a Metropolitana Milanese lo STUDIO DI FATTIBILITÀ per una METROTRANVIA MILANO-MARELLI - SESTO SAN
tali accordi è stato affidato a Metropolitana Milanese lo STUDIO DI FATTIBILITÀ per una METROTRANVIA MILANO-MARELLI - SESTO SAN GIOVANNI FALCK. L’obiettivo primario di tale Studio di Fattibilità è stato quello di delineare una nuova infrastruttura di trasporto di confacente capacità che potesse adeguatamente porsi al servizio dei futuri insediamenti, con funzione di connettivo e di distribuzione locale, nonché di
potesse adeguatamente porsi al servizio dei futuri insediamenti, con funzione di connettivo e di distribuzione locale, nonché di collegamento e di apporto alla rete di forza su ferro (ferrovia e metropolitana), venendo così a soddisfare le molteplici relazioni di mobilità che si sarebbero determinate in un ambito territoriale interessato da importanti processi di trasformazione urbanistica.
obilità che si sarebbero determinate in un ambito territoriale interessato da importanti processi di trasformazione urbanistica. La metrotranvia Milano Marelli- Sesto Falck era stata intesa come opera infrastrutturale da mettere a sistema con le diverse progettualità allo studio e quindi inseriva l’intervento in questione in un ambito territoriale di ampia scala (l’hinterland nord milanese fino a Monza) potenzialmente in grado di apportare utenza alla linea
ito territoriale di ampia scala (l’hinterland nord milanese fino a Monza) potenzialmente in grado di apportare utenza alla linea metrotranviaria, sia in relazione alla particolare prevista strutturazione della viabilità locale sia in rapporto alle possibilità di interconnessioni plurimodali di rete opportunamente garantite. Nell’area di studio vengono a confluire, per afflussi di più lungo raggio, importanti assi di viabilità primaria, quali la autostrada A4 e i suoi raccordi di gronda, la SP Monza-Rho e la
iù lungo raggio, importanti assi di viabilità primaria, quali la autostrada A4 e i suoi raccordi di gronda, la SP Monza-Rho e la SS36, nonché le linee ferroviarie da Como e da Lecco. Lo studio di fattibilità aveva previsto, laddove possibile, una sede propria riservata, tale da limitare al minimo l’interferenza delle vie di corsa con il traffico ordinario e si basava, per quanto riguarda le aree di trasformazione ex Falck, sui carichi insediativi prescritti dalle
traffico ordinario e si basava, per quanto riguarda le aree di trasformazione ex Falck, sui carichi insediativi prescritti dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Vigente, che prevedevano 600.000 mq di slp di nuova edificazione. Il percorso si sviluppava nella tratta nord lungo viale Italia sino alla stazione ferroviaria di Sesto FS e da qui, attraverso i comparti oggetto di trasformazione urbanistica Falck e Vulcano sino al confine nord del Comune di Sesto San Giovanni, con
erso i comparti oggetto di trasformazione urbanistica Falck e Vulcano sino al confine nord del Comune di Sesto San Giovanni, con l’opportunità, nello scenario trasportistico riferito all’anno 2010, di raggiungere il previsto centro di interscambio di Bettola. Nella tratta sud, raggiunta la stazione di Sesto Marelli della linea metropolitana 1, si dirigeva verso est per poi innestarsi su via Crescenzago e, una volta attraversato il confine tra Milano
nea metropolitana 1, si dirigeva verso est per poi innestarsi su via Crescenzago e, una volta attraversato il confine tra Milano e Sesto S.G., su via Adriano, raggiungendo la stazione di Cascina Gobba della linea M2.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 181 Va poi detto che il Piano Urbano della Mobilità 2001-2010 del Comune di Milano, con l’aggiornamento 2006, ha recepito la volontà di realizzare quest’opera, esprimendo peraltro alcune perplessità legate alla copertura dei costi di esercizio. Nel seguito si riporta il testo dell’estratto dal succitato documento (Piano Urbano della Mobilità – Variante e aggiornamento 2006).
seguito si riporta il testo dell’estratto dal succitato documento (Piano Urbano della Mobilità – Variante e aggiornamento 2006). “La prevista sostanziale e massiccia trasformazione urbanistica di importanti ed estesi ambiti territoriali nel settore periferico nord del Comune di Milano e nel Comune di Sesto San Giovanni identifica e caratterizza un “continuo territoriale”, ubicato ad est della linea ferroviaria Milano-Monza, in
Sesto San Giovanni identifica e caratterizza un “continuo territoriale”, ubicato ad est della linea ferroviaria Milano-Monza, in cui i processi di riconversione e riqualificazione di significative aree industriali dismesse vengono altresì a proporre anche la necessità di disegnare e calibrare una rete di trasporto pubblico adeguata ai futuri assetti del territorio e alle nuove funzioni in esso insediate.
re e calibrare una rete di trasporto pubblico adeguata ai futuri assetti del territorio e alle nuove funzioni in esso insediate. In questa ottica la nuova Metrotranvia di Sesto S.G. diviene l’infrastruttura di trasporto di adeguata capacità che si pone al servizio dei futuri insediamenti, con funzione di connettivo e di distribuzione locale, nonché di collegamento e di apporto alla rete di forza su ferro (ferrovia e
on funzione di connettivo e di distribuzione locale, nonché di collegamento e di apporto alla rete di forza su ferro (ferrovia e metropolitana linea 1 e linea 2), venendo così a soddisfare nel miglior modo possibile le molteplici relazioni di mobilità che si verranno a determinare nell’area. Nella tratta sud dalla stazione di Sesto Marelli M1 il percorso si snoda verso est nelle aree ex-Marelli per poi proseguire sull’asse di via Adriano
la stazione di Sesto Marelli M1 il percorso si snoda verso est nelle aree ex-Marelli per poi proseguire sull’asse di via Adriano dove, congiungendosi alla metrotranvia Gobba–Precotto–Testi, può giungere sino alla stazione metropolitana di Gobba M2. A nord il percorso si sviluppa da Marelli M1 lungo viale Italia sino alla stazione ferroviaria di Sesto FS e da qui, attraverso i comparti oggetto di trasformazione urbanistica
go viale Italia sino alla stazione ferroviaria di Sesto FS e da qui, attraverso i comparti oggetto di trasformazione urbanistica Falck e Vulcano sino al confine nord del Comune di Sesto San Giovanni, con l’opportunità, in uno scenario successivo (2010) di raggiungere il previsto centro di interscambio di Monza Bettola.”
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano182 Proposta di PII per le aree ex-Falck Nel novembre 2005 Renzo Piano Building Workshop è stato incaricato dall'Immobiliare Cascina Rubina, proprietaria delle aree ex Falck, dell'elaborazione del Master Plan del comparto di P.R.G. ZT1. La proposta di riqualificazione delle aree ex Falck è stata accompagnata da una proposta progettuale tesa a recepire le indicazioni emerse nell’ambito della redazione del Piano Generale del Traffico
ta da una proposta progettuale tesa a recepire le indicazioni emerse nell’ambito della redazione del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Alle connessioni su ferro esistenti (metropolitana e ferrovia) il PGTU indicava la necessità di creare un corridoio est-ovest il più possibile protetto, da servire con un sistema di trasporto con capacità più elevata di una semplice linea di autobus con mezzi da 12 m. A questo elemento progettuale la proposta di riqualificazione delle aree Falck prevedeva
ice linea di autobus con mezzi da 12 m. A questo elemento progettuale la proposta di riqualificazione delle aree Falck prevedeva inizialmente di affiancare un sistema di autobus di nuova concezione, alimentati a idrogeno o a batterie. La proposta prevedeva anche la realizzazione di una stazione a ponte al posto dell’attuale stazione FS e, in corrispondenza di quest’ultima, un sottopasso destinato prevalentemente al transito dei mezzi pubblici.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 183 Altre proposte alternative Altre ipotesi alternative hanno preso in considerazione l’idea di realizzare due linee denominate “sistemi intermedi” lungo le direttrici est-ovest e nord-sud, quest’ultima lungo l’asse di viale Italia. Successivamente la proposta di un asse est-ovest forte dedicato al trasporto pubblico si è spinto a proporre una sorta di anello tangenziale
nte la proposta di un asse est-ovest forte dedicato al trasporto pubblico si è spinto a proporre una sorta di anello tangenziale che unisse Rho Fiera a Linate, attraversando le are oggetto di riqualificazione. Tale sistema forte avrebbe potuto nascere come upgrade di un sistema intermedio su gomma, di portata più limitata e confinato entro l’ambito comunale o al massimo esteso a Cascina Gobba, come meglio descritto nel seguito. Si riteneva infatti che un “sistema forte” di trasporto pubblico non
esteso a Cascina Gobba, come meglio descritto nel seguito. Si riteneva infatti che un “sistema forte” di trasporto pubblico non potesse essere circoscritto alla sola città di Sesto San Giovanni ma che dovesse servire, toccando le linee principali di trasporto pubblico su ferro (metropolitana M1 e M2), i Comuni della prima fascia di area urbana; sarebbe quindi stato fondamentale prevederla in sede riservata per la maggior parte del percorso. In Sesto, ad ovest della ferrovia, la
quindi stato fondamentale prevederla in sede riservata per la maggior parte del percorso. In Sesto, ad ovest della ferrovia, la linea, proveniente dalle città limitrofe dove è necessario valutare il tracciato, percorre la via Matteotti o la via M.te Grappa per quindiarrivare alla stazione FS interscambiando così sia con la ferrovia che con la M1. Si attraversa quindi la ferrovia attraverso il sottopasso Campari (o quello in previsione in corrispondenza della stazione FS) per poi percorrere la
la ferrovia attraverso il sottopasso Campari (o quello in previsione in corrispondenza della stazione FS) per poi percorrere la via G. D’Arco dove sarebbe necessaria una riorganizzazione della viabilità della zona. Si raggiunge quindi la via Marx, attraversando le aree di riqualificazione, che vengono in tal modo servite in modo baricentrico per poi immettersi, attraverso via Lombardia o gli spazi ricavati dalla sistemazione degli orti sul confine con Milano nell’ambito
r poi immettersi, attraverso via Lombardia o gli spazi ricavati dalla sistemazione degli orti sul confine con Milano nell’ambito del PII Bergamella, in via Crescenzago. Il percorso ricalca poi quello della linea tranviaria 7 fino a Gobba; La scelta di fare andare la linea a Gobba piuttosto che al capolinea della M2 a Cologno è dovuta sia alla poca attrattività che esso ha per i cittadini
e la linea a Gobba piuttosto che al capolinea della M2 a Cologno è dovuta sia alla poca attrattività che esso ha per i cittadini sestesi sia perché raggiungere Cologno significherebbe percorrere via dei Partigiani e via Di Vittorio a cui, visti i flussi che le interessano e vista la loro importanza viabilistica si ritiene opportuno ridurre il calibro per inserire le corsie riservate al mezzo pubblico. Il percorso lungo via Marx, oltre a
si ritiene opportuno ridurre il calibro per inserire le corsie riservate al mezzo pubblico. Il percorso lungo via Marx, oltre a non dare grossi problemi di inserimento della corsia riservata, permette di raggiungere quartieri densamente popolati e di servire così una consistente utenza. L'opportunità della trasformazione delle aree Falck consente di sviluppare una nuova ipotesi di trasporto pubblico sostenibile che attraversi l'area e
asformazione delle aree Falck consente di sviluppare una nuova ipotesi di trasporto pubblico sostenibile che attraversi l'area e che costituisca uno dei principali connettori del nuovo insediamento con il resto della città.
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano184 Questa nuova ipotesi di linea di trasporto pubblico è suffragata sia dalle previsioni degli insediamenti residenziali che dalle attività economiche previste costituendo quindi una domanda di mobilità considerevole sia in origine che in destinazione durante tutto l'arco della giornata e durante tutto l'arco dell'anno.
mobilità considerevole sia in origine che in destinazione durante tutto l'arco della giornata e durante tutto l'arco dell'anno. Aspetto importante da valutare per determinare il possibile itinerario del trasporto pubblico è la caratteristica dell'asse di viale Italia, sul quale già oggi gravitano funzioni residenziali ed urbane importanti: nel tratto sud gran parte dell'edificato storico è a distanza pedonale dal tracciato mentre
i residenziali ed urbane importanti: nel tratto sud gran parte dell'edificato storico è a distanza pedonale dal tracciato mentre nel tratto nord gravitano due quartieri residenziali poco serviti quali il Quartiere Pelucca e il Quartiere San Giorgio, inoltre sono già presenti il centro terziario dell'area Vulcano (uffici direzionali e centro commerciale) e degli ulteriori edifici terziari in prossimità dell'Esedra.
ziario dell'area Vulcano (uffici direzionali e centro commerciale) e degli ulteriori edifici terziari in prossimità dell'Esedra. Risulterebbe quindi ragionevole ipotizzare una linea di trasporto pubblico nord sud, collocata lungo il viale Italia in connessione diretta con la fermata di Marelli della linea 1 della Metropolitana Milanese. Le premesse già evidenziate rafforzano l'idea di mettere a rete, mediante un sistema a X, il tracciato tra l'asse principale di viale Italia e l'asse
nziate rafforzano l'idea di mettere a rete, mediante un sistema a X, il tracciato tra l'asse principale di viale Italia e l'asse secondario definito con la nuova viabilità prevista che interseca lo stesso in prossimità dell'Esedra. Tale soluzione è auspicabile in quanto contribuisce a rendere maggiormente accessibili vaste parti del territorio del Comune di Sesto San Giovanni poste a est del tracciato ferroviario.
dere maggiormente accessibili vaste parti del territorio del Comune di Sesto San Giovanni poste a est del tracciato ferroviario. Il tracciato dell'asse principale della X in questa ipotesi coincide con il viale Italia e ha come estremi a sud la fermata di Marelli MM1 e dall'altro il quartiere Pelucca. Lo sviluppo del tracciato così ipotizzato risulta di circa 4 km, le fermate da realizzare sono 11 compresi gli attestamenti nord e sud, quindi con una distanza media di circa 420 metri tra due fermate.
te da realizzare sono 11 compresi gli attestamenti nord e sud, quindi con una distanza media di circa 420 metri tra due fermate. I problemi derivanti dall’ impossibilità di avere una linea veramente “forte” su gomma a causa dell’impossibilità fisica di adibire una corsia riservata al trasporto pubblico lungo tutto il percorso della stessa e quelli derivanti dagli elevati costi di gestione e manutenzione nonché dalla scarsa flessibilità di percorso della linea metrotranviaria hanno suggerito una ipotesi di
gestione e manutenzione nonché dalla scarsa flessibilità di percorso della linea metrotranviaria hanno suggerito una ipotesi di linea metropolitana attraverso i comuni di prima fascia attorno a Milano. Tale ipotesi si prefigge di realizzare un sistema altamente attrattivo e veloce, perlopiù in sottosuolo, che colleghi tra loro tutte le radiali del ferro attraverso un percorso che, passando per gli ambiti maggiormente urbanizzati dei comuni di
i tra loro tutte le radiali del ferro attraverso un percorso che, passando per gli ambiti maggiormente urbanizzati dei comuni di prima fascia, sia in grado di collegare l’aeroporto di Milano Linate con il nuovo Polo fieristico di Rho-Pero. All’interno di questo sistema il tratto C.na Gobba- Bettola risolverebbe, per la città di Sesto San Giovanni, la questione dell’attraversamento est-ovest ed andrebbe a servire le aree maggiormente attrattive delle trasformazioni.
iovanni, la questione dell’attraversamento est-ovest ed andrebbe a servire le aree maggiormente attrattive delle trasformazioni. Il percorso proposto ha identificato, all’esterno del territorio comunale, solo alcuni punti ritenuti strategici perché intersecano le linee ferroviarie o perché punti di interscambio con altre linee metropolitane o ancora perché ritenuti attrattori o generatori di domanda. La localizzazione delle fermate al di fuori del territorio comunale è puramente indicativa.
attrattori o generatori di domanda. La localizzazione delle fermate al di fuori del territorio comunale è puramente indicativa. I punti principali della linea all’interno del Comune sono i seguenti: • Vulcano (Centro Commerciale) • T5 (Polo Universitario) • Bliss (Biblioteca-Scuole Civiche) • Marelli Nord
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 185 Tale proposta si configurava come una possibile risposta di medio-lungo periodo alle esigenze di mobilità dell’area riqualificata, tenendo conto del possibile sviluppo delle aree adiacenti nell’hinterland milanese. I nuovi elementi emersi successivamente hanno portato a riconsiderare le ipotesi
delle aree adiacenti nell’hinterland milanese. I nuovi elementi emersi successivamente hanno portato a riconsiderare le ipotesi messe a punto precedentemente; in particolare si è verificata la possibilità di effettuare variazioni ai tracciati storici delle linee automobilistiche di area urbana e, conseguentemente, ridiscutere l’assetto dell’offerta di trasporto pubblico nell’area metropolitana. Variante di tracciato linea M5 L’insediamento delle aree ex Falck, unitamente alla trasformazione
blico nell’area metropolitana. Variante di tracciato linea M5 L’insediamento delle aree ex Falck, unitamente alla trasformazione urbanistica di altre aree adiacenti (Decapaggio, Vulcano, Marelli per citare solo le più estese), comporta un aumento di domanda di trasporto estremamente elevato rispetto ai livelli attuali. Attualmente la ripartizione modale degli spostamenti del giorno feriale medio tipo che interessano Sesto San Giovanni vede la prevalenza del
la ripartizione modale degli spostamenti del giorno feriale medio tipo che interessano Sesto San Giovanni vede la prevalenza del modo privato (56%) rispetto al modo pubblico (19%), con una percentuale non trascurabile di spostamenti a piedi (23%); il park&ride interessa una quota trascurabile del totale giornaliero degli spostamenti(2%). Rispetto ai motivi degli spostamenti, emerge una forte sistematicità, legata al motivo casa-lavoro per oltre il 50% degli
i(2%). Rispetto ai motivi degli spostamenti, emerge una forte sistematicità, legata al motivo casa-lavoro per oltre il 50% degli spostamenti complessivi. Del resto, la vocazione residenziale che Sesto San Giovanni ha assunto, nella fase post-industriale che la città sta vivendo, rende i valori evidenziati del tutto in linea con le aspettative. L’analisi degli spostamenti per mezzo prevalente evidenzia che l’automobile è il mezzo più usato (48%, incluso il modo auto come
L’analisi degli spostamenti per mezzo prevalente evidenzia che l’automobile è il mezzo più usato (48%, incluso il modo auto come passeggero), seguito dalla metropolitana (13%); i mezzi di superficie (autobus) si fermano al 6% di utilizzo. È interessante notare che la ferrovia interessa appena l’1% degli spostamenti complessivi, pur a fronte di un’offerta che vede una frequenza di collegamenti con Milano nell’ora di punta del mattino complessivamente di 5 minuti e con la
un’offerta che vede una frequenza di collegamenti con Milano nell’ora di punta del mattino complessivamente di 5 minuti e con la presenza della linea S9 che garantisce collegamenti cadenzati ogni 30’ durante quasi tutto il giorno con importanti nodi di interscambio in Milano. Certamente non agevola l’attuale sistema tariffario, che obbliga chi utilizza la ferrovia in ambiti esterni a Milano a munirsi di titoli di viaggio non integrati con la restante rete di trasporti. Si auspica che tale anomalia
ti esterni a Milano a munirsi di titoli di viaggio non integrati con la restante rete di trasporti. Si auspica che tale anomalia possa essere quanto prima superata. Le destinazioni prevalenti degli spostamenti sono Milano, Cinisello Balsamo, Monza, Cologno Monzese e Bresso. Va peraltro evidenziato che quasi il 40% del totale degli spostamenti è interno al Comune e che la quota di spostamenti da/per Milano assorbe il 15% del totale, oltre il doppio di Monza, Cinisello, Cologno e Bresso messi insieme.
ota di spostamenti da/per Milano assorbe il 15% del totale, oltre il doppio di Monza, Cinisello, Cologno e Bresso messi insieme. Degli spostamenti interni, oltre la metà è effettuata a piedi, il 30% in auto (come guidatore o passeggero), il 6% con i mezzi di superficie, il 5% in bicicletta e il 2% su due ruote motorizzate. Gli spostamenti che gravitano su Milano vedono la prevalenza dell’auto (46%) su metropolitana (38%) e
IL QUADRO CONOSCITIVO
IL QUADRO CONOSCITIVO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano186 altri mezzi di superficie (4%); le due ruote motorizzate assorbono il 5% degli spostamenti, mentre ferrovia e bicicletta si spartiscono un residuale 1% ciascuno. Negli spostamenti intercomunali, come si è precedentemente visto numericamente poco consistenti, prevale in modo assoluto l’uso dell’automobile su tutti gli altri modi.
è precedentemente visto numericamente poco consistenti, prevale in modo assoluto l’uso dell’automobile su tutti gli altri modi. In sintesi, il quadro della domanda di trasporto evidenzia una forte polarizzazione degli spostamenti sull’asse Milano-Sesto San Giovanni, con una ripartizione modale che vede la metropolitana competere con l’automobile, pur non riuscendo a prevalere su di essa. Va poi segnalato il fenomeno
ale che vede la metropolitana competere con l’automobile, pur non riuscendo a prevalere su di essa. Va poi segnalato il fenomeno del park&ride, che pur numericamente poco rilevante rispetto al totale degli spostamenti che interessano Sesto, di fatto incide in modo non irrilevante rispetto al consumo di suolo dovuto alla sosta inoperosa dei veicoli lasciati in sosta nei parcheggi di corrispondenza o su strada per compiere la
o di suolo dovuto alla sosta inoperosa dei veicoli lasciati in sosta nei parcheggi di corrispondenza o su strada per compiere la seconda parte dello spostamento con la metropolitana. A tale proposito va sottolineato che il gradino tariffario presente dalla fermata della metropolitana di Sesto Marelli induce un surplus di domanda di sosta nei pressi di questa fermata, allo scopo di intercettare la linea M1 a tariffa urbana.
lli induce un surplus di domanda di sosta nei pressi di questa fermata, allo scopo di intercettare la linea M1 a tariffa urbana. L’offerta di trasporto vede la presenza di due infrastrutture forti su ferro, metropolitana e ferrovia. Dal punto di vista stradale, si ha la presenza di assi stradali di importanza provinciale e regionale (SP5 e tangenziale nord), che intercettano flussi di traffico elevati, ma che tutto sommato interessano
provinciale e regionale (SP5 e tangenziale nord), che intercettano flussi di traffico elevati, ma che tutto sommato interessano aree confinali del territorio sestese; gli assi di penetrazione urbana (viale Gramsci, viale Marelli e viale Edison) costituiscono invece un’ossatura che raccoglie e distribuisce gli spostamenti che interessano più direttamente l’area centrale di Sesto.
scono invece un’ossatura che raccoglie e distribuisce gli spostamenti che interessano più direttamente l’area centrale di Sesto. Pur senza specificare e calibrare un modello di scelta modale, appare del tutto evidente che nuovi insediamenti a prevalente carattere residenziale, come previsto all’interno delle aree ex Falck, saranno interessati da una struttura simile a quella attuale, con una forte polarizzazione su Milano dal
no delle aree ex Falck, saranno interessati da una struttura simile a quella attuale, con una forte polarizzazione su Milano dal punto di vista geografico e una ripartizione modale centrata su auto privata e rete metropolitana esistente, in assenza di ulteriori interventi sulla struttura dell’offerta. A fronte degli interventi sulle aree di trasformazione, che si stima porteranno ad insediarsi approssimativamente 20.000 ulteriori abitanti e 10.000
venti sulle aree di trasformazione, che si stima porteranno ad insediarsi approssimativamente 20.000 ulteriori abitanti e 10.000 addetti in uno spazio relativamente concentrato (l’intervento Falck prevede, tra l’altro, la realizzazione di 25 edifici da 35 piani ciascuno, gravitanti attorno all’asse di viale Italia). Attualmente Sesto genera circa 300.000 spostamenti giornalieri, che sono prodotti da una popolazione di circa 80.000
le Italia). Attualmente Sesto genera circa 300.000 spostamenti giornalieri, che sono prodotti da una popolazione di circa 80.000 abitanti più i city users, cioè coloro che gravitano sulla città pur non risiedendovi. È quindi ragionevole attendersi che, a fronte di un aumento di popolazione del 25%, anche gli spostamenti indotti possano subire un aumento della medesima proporzione. Mantenendo l’attuale ripartizione
e del 25%, anche gli spostamenti indotti possano subire un aumento della medesima proporzione. Mantenendo l’attuale ripartizione modale, si stima che il traffico indotto nell’ora di punta del mattino possa essere complessivamente di 22.000 unità con modi individuali e 13.500 con modalità collettiva. Pur manifestandosi la necessità di eseguire analisi più approfondite, volte a stimare con maggiore precisione la domanda indotta,
ur manifestandosi la necessità di eseguire analisi più approfondite, volte a stimare con maggiore precisione la domanda indotta, si ritiene ragionevole ipotizzare che le nuove aree di trasformazione possano essere servite da un sistema di trasporto ad elevata capacità, in grado di assolvere i seguenti compiti: a) servire a distanza pedonale (raggio di influenza max 400 m) i nuovi insediamenti;
, in grado di assolvere i seguenti compiti: a) servire a distanza pedonale (raggio di influenza max 400 m) i nuovi insediamenti; b) avere velocità commerciale elevata e conseguentemente una elevata attrattività nei confronti dell’utenza potenziale; c) avere una buona capacità di trasporto (almeno 7.000 pax/h per direzione); d) collegare con il minor numero possibile di rotture di carico le aree di trasformazione con il centro di Milano.
r direzione); d) collegare con il minor numero possibile di rotture di carico le aree di trasformazione con il centro di Milano. L’opportunità offerta dalla presenza di M5 a Bignami, il cui avvio d’esercizio è previsto per il 2011 nella tratta Bignami-Zara e per il 2012 nella tratta Bignami-Garibaldi, suggerisce la possibilità illustrata nella figura soprastante. Si propone cioè una variante di tracciato rispetto a quello proposto dal
sce la possibilità illustrata nella figura soprastante. Si propone cioè una variante di tracciato rispetto a quello proposto dal Piano Urbano della Mobilità (PUM), che prevede l’estensione della linea da Bignami lungo l’asse della SP5 fino a Bettola. La variante proposta prevede la realizzazione di tre fermate aggiuntive e 1,3 km in più (5,5 km contro 4,2 km) rispetto alla proposta PUM. Si stima che tale variante comporti un incremento di costi di circa 100 M€ rispetto all’ipotesi PUM.
rispetto alla proposta PUM. Si stima che tale variante comporti un incremento di costi di circa 100 M€ rispetto all’ipotesi PUM. La variante di tracciato sarebbe in grado di intercettare già oggi (quindi senza le aree riqualificate) oltre 23.000 abitanti, contro i 7.000 del tracciato PUM, ipotizzando aree di influenza delle fermate da 400 m di raggio (cerchi blu e gialli in figura). La variante di tracciato avrebbe quindi una
aree di influenza delle fermate da 400 m di raggio (cerchi blu e gialli in figura). La variante di tracciato avrebbe quindi una attrattività sicuramente molto maggiore e di conseguenza un’efficienza non paragonabile al tracciato PUM.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 187 LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano188
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
– Documento di Piano 187 LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano188
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 189 I VINCOLI SOVRAORDINATI Per comodità ed efficacia di consultazione dei documenti che compongono il Piano di Governo del Territorio del Comune di Sesto San Giovanni il seguente capitolo è riportato integralmente anche nella relazione illustrativa del Piano delle regole.
di Sesto San Giovanni il seguente capitolo è riportato integralmente anche nella relazione illustrativa del Piano delle regole. Il territorio della città di Sesto San Giovanni è interessato da vincoli sopraordinati, ricognitivi e conformativi, e, in particolare nella parte Est della città lungo il fiume Lambro, da vincoli di natura idrogeologica e paesaggistica di seguito elencati e sintetizzati.
te Est della città lungo il fiume Lambro, da vincoli di natura idrogeologica e paesaggistica di seguito elencati e sintetizzati. Il corso del fiume Lambro è soggetto, per una fascia di 150 metri di profondità per ciascuna delle sponde, al vincolo di tutela delle zone di particolare interesse ambientale ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio 1 . Lungo il breve tratto del Naviglio Martesana che interessa Sesto San Giovanni in prossimità del confine con il Comune di Milano, e
ngo il breve tratto del Naviglio Martesana che interessa Sesto San Giovanni in prossimità del confine con il Comune di Milano, e che lambisce la parte Sud del Parco della Media Valle del Lambro, oltre al citato vincolo di tutela delle zone di interesse ambientale, è presente un vincolo di tutela paesistica 2 . Le aree Est del territorio comunale lungo il fiume Lambro sono inoltre interessate dai vincoli posti dal “Piano stralcio per l’Assetto
e Est del territorio comunale lungo il fiume Lambro sono inoltre interessate dai vincoli posti dal “Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino idrografico del fiume Po” (PAI) redatto dall’Autorità di Bacino 3 . Le aree sono collocate in larga misura nella fascia C “area di inondazione per piena catastrofica”. Vincoli più restrittivi sono previsti per la “fascia A di deflusso della piena”, che
rea di inondazione per piena catastrofica”. Vincoli più restrittivi sono previsti per la “fascia A di deflusso della piena”, che interessa in sostanza il corso del fiume Lambro e le aree della discarica Falck adiacenti allo stabilimento Concordia dismesso, e per la “fascia B di esondazione”, che riguarda prevalentemente le aree comprese fra le anse del fiume e la barriera fisica costituita dal rilevato del Peduncolo autostradale4 .
revalentemente le aree comprese fra le anse del fiume e la barriera fisica costituita dal rilevato del Peduncolo autostradale4 . Sempre lungo il fiume Lambro è presente un impianto di depurazione, interessato da una fascia di rispetto ai sensi delle norme per la tutela delle acque dall’inquinamento5 . Una discreta incidenza territoriale hanno inoltre i vincoli di rispetto del metanodotto 6 , presso il quartiere Pelucca, e i vincoli di
creta incidenza territoriale hanno inoltre i vincoli di rispetto del metanodotto 6 , presso il quartiere Pelucca, e i vincoli di rispetto degli elettrodotti, numerosi in particolare nelle zone adiacenti le ex aree industriali dismesse 7 . All’interno del tessuto urbano è da segnalare la presenza di tre edifici oggetto di tutela dei beni di interesse artistico e storico come beni culturali: Cascina Torretta, Villa Pelucca e la chiesa di S. Maria Assunta8 .
ei beni di interesse artistico e storico come beni culturali: Cascina Torretta, Villa Pelucca e la chiesa di S. Maria Assunta8 . Il tessuto urbano è inoltre largamente interessato dalla presenza delle zone di tutela assoluta (raggio 10 m) e delle fasce di rispetto
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano190 (200 m) dei pozzi d’acqua potabile previste ai sensi del Testo unico dell’Ambiente n. 152/2006 9 . Resta inteso che anche gli eventuali nuovi pozzi per l’emungimento dell’acqua potabile dovranno rispettare i dettami dell’art. 94 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Inoltre ogni nuovo intervento che interessi aree di rispetto delimitate con il criterio geometrico, dovrà essere corredato da uno studio
ogni nuovo intervento che interessi aree di rispetto delimitate con il criterio geometrico, dovrà essere corredato da uno studio idrogeologico, idrochimico ed ambientale ai sensi della DGR 15137/96 da valutarsi in sede autorizzativa. Per tali tematiche si rimanda all' "Adeguamento dello Studio Geologico, Idrogeologico e Sismico ai sensi della L.R. 12/2005" che costituisce parte integrante del Piano delle Regole.
Studio Geologico, Idrogeologico e Sismico ai sensi della L.R. 12/2005" che costituisce parte integrante del Piano delle Regole. Il territorio comunale è interessato dal Parco regionale Nord Milano, oggetto di un Piano territoriale di coordinamento prevalente sulla pianificazione urbanistica comunale (per il dettaglio si rimanda al successivo capitolo) 10 . All’interno del Parco Nord, con la L.R. n. 23/2006 è stato inoltre istituito il Parco naturale Nord Milano 11 .
o capitolo) 10 . All’interno del Parco Nord, con la L.R. n. 23/2006 è stato inoltre istituito il Parco naturale Nord Milano 11 . Alcuni vincoli sopraordinati sono stati inoltre aggiornati a seguito di recenti modifiche legislative. Il territorio della città di Sesto San Giovanni è interessato dalle zone di rispetto aeroportuali degli aeroporti di Bresso e di Milano Linate. Nell’ottobre 2005 è entrato in vigore il D. Lgs. n. 96/2005 che ha adeguato alla normativa internazionale la parte aeronautica del
ll’ottobre 2005 è entrato in vigore il D. Lgs. n. 96/2005 che ha adeguato alla normativa internazionale la parte aeronautica del Codice della navigazione e, in particolare per quanto di interesse della pianificazione urbanistica, la disciplina sulle fasce di rispetto aeroportuali, superando quanto previsto dalla pre-vigente Legge n. 58/1963 12 . La nuova normativa sui vincoli alle proprietà private
ortuali, superando quanto previsto dalla pre-vigente Legge n. 58/1963 12 . La nuova normativa sui vincoli alle proprietà private nelle aree limitrofe agli aeroporti (articoli 707-716 del Codice della navigazione) risponde ad una logica differente rispetto a quella precedente, che si basava sul criterio della distanza dall'aeroporto e prescriveva in via generale una zona di rispetto di inedificabilità
, che si basava sul criterio della distanza dall'aeroporto e prescriveva in via generale una zona di rispetto di inedificabilità assoluta di 300 metri dal perimetro, superati i quali, venivano imposte limitazioni all’edificazione decrescenti con l'aumentare della distanza. Il D.Lgs. n. 96/2005, rinviando alla normativa internazionale e quindi alle regole tecniche dell'Annesso 14 (International Civil
Il D.Lgs. n. 96/2005, rinviando alla normativa internazionale e quindi alle regole tecniche dell'Annesso 14 (International Civil Aviation Organization) ICAO, elimina ora i vincoli generici di inedificabilità assoluta e relativa e, per garantire in modo efficace ed effettivo la sicurezza della navigazione aerea, si basa sul criterio del rispetto delle superfici di decollo e di atterraggio, calcolate secondo le caratteristiche specifiche del singolo aeroporto.
del rispetto delle superfici di decollo e di atterraggio, calcolate secondo le caratteristiche specifiche del singolo aeroporto. L’ENAC (Ente Nazionale per L’aviazione Civile) a tal fine individua, e indica su apposite mappe, “le zone da sottoporre a vincolo nelle aree limitrofe agli aeroporti e stabilisce le limitazioni relative agli ostacoli per la navigazione aerea ed i potenziali pericoli per la
trofe agli aeroporti e stabilisce le limitazioni relative agli ostacoli per la navigazione aerea ed i potenziali pericoli per la stessa (articolo 707)”. In attesa del deposito presso il Comune delle succitate mappe, gli uffici hanno provveduto a verificare le
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 191 modifiche apportate dalla nuova normativa alle zone di rispetto aeroportuali ricadenti nel territorio comunale 13 . Per quanto attiene l’aeroporto di Bresso, il territorio comunale di Sesto San Giovanni è in parte interessato da una zona di rispetto corrispondente alla “superficie orizzontale interna” (IHS, Inner Horizontal Surface). Il bordo esterno dell’IHS è definito da una
orrispondente alla “superficie orizzontale interna” (IHS, Inner Horizontal Surface). Il bordo esterno dell’IHS è definito da una circonferenza il cui centro è nel punto medio dell’asse della pista e il cui raggio è 2.500 metri. All’interno dell’IHS le altezze massime degli eventuali ostacoli (costruzioni, piantagioni arboree, rilievi orografici…) non possono superare i 45,00 m sul livello medio dell’aeroporto (per l’aeroporto di Bresso 147,39 m slm).
, rilievi orografici…) non possono superare i 45,00 m sul livello medio dell’aeroporto (per l’aeroporto di Bresso 147,39 m slm). Per quanto riguarda l’aeroporto di Linate, la nuova normativa non modifica le zone di rispetto precedenti: il territorio comunale di Sesto San Giovanni è interessato dalla presenza della “Superficie di avvicinamento” (Approach Surface). La superficie di
nale di Sesto San Giovanni è interessato dalla presenza della “Superficie di avvicinamento” (Approach Surface). La superficie di avvicinamento è un piano inclinato o una combinazione di piani che si estende per 15.000 metri a partire da 60 m dopo la “soglia di pista”, e i cui bordi divergono uniformemente rispetto al prolungamento dell’asse di pista. In tale fascia il limite di 45 m sul livello
e i cui bordi divergono uniformemente rispetto al prolungamento dell’asse di pista. In tale fascia il limite di 45 m sul livello medio dell’aeroporto (per l’aeroporto di Milano Linate 107,42 m slm) può essere superato di 1 metro ogni 40 metri di distanza. Per quanto riguarda le infrastrutture della rete ferroviaria che attraversano il territorio comunale, su esplicita richiesta di RFI S.p.a.,
riguarda le infrastrutture della rete ferroviaria che attraversano il territorio comunale, su esplicita richiesta di RFI S.p.a., la conformazione della fascia di rispetto rappresenta l’attuale assetto degli impianti, e comprende la scalo ferroviario. L’area dello scalo ferroviario ad oggi sottoutilizzato, non più funzionale alla attività industriale e quindi dichiarato dalla stessa RFI dismettibile è
viario ad oggi sottoutilizzato, non più funzionale alla attività industriale e quindi dichiarato dalla stessa RFI dismettibile è compreso in ambito di trasformazione. L’odierna conformazione della fascia di rispetto permarrà pertanto tale fino all’entrata in vigore degli strumenti attuativi per la diversa utilizzazione delle aree. Sempre relativamente ai vincoli conformativi, il territorio comunale di Sesto San Giovanni è interessato dalle fasce di rispetto
Sempre relativamente ai vincoli conformativi, il territorio comunale di Sesto San Giovanni è interessato dalle fasce di rispetto stradale, in particolare per le aree contigue al Peduncolo della Tangenziale Est ed alla Tangenziale Nord 14 , e dalla fascia di rispetto cimiteriale 15 , con le conseguenti restrizioni edificatorie imposte dalle relative normative settoriali. Per quanto attiene alle fasce stradali, si segnala che il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) propone, rispetto a quanto
. Per quanto attiene alle fasce stradali, si segnala che il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) propone, rispetto a quanto riportato nella tavola dei vincoli sovraordinati allegata al PRG 2004, un declassamento dal punto di vista della classificazione delle strade ai sensi del Codice della strada di viale Fulvio Testi da categoria B “strada extraurbana principale” a categoria D “strada
rade ai sensi del Codice della strada di viale Fulvio Testi da categoria B “strada extraurbana principale” a categoria D “strada urbana di scorrimento”. Il Piano Generale del Traffico Urbano prevede altresì l’inserimento nella stessa categoria D di via Carducci e l’inserimento dell’intero Ring (comprensivo del prolungamento di viale Edison) nonché di via Di Vittorio e del tratto Nord di viale Italia nella categoria D-E “strade interquartiere” introdotta dal D. Min. LL. PP. 12 aprile 1995.
rio e del tratto Nord di viale Italia nella categoria D-E “strade interquartiere” introdotta dal D. Min. LL. PP. 12 aprile 1995. Per le strade di categoria A è prevista una fascia di rispetto dal confine stradale di 30 metri all’interno del centro abitato e di 60 metri
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano192 all’esterno del centro abitato da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni e conseguenti ricostruzioni o negli ampliamenti fronteggianti le strade stesse; per le strade di categoria D è prevista una fascia di rispetto di 20 metri dal confine stradale all’interno del centro abitato. Per le strade di categoria D-E, il Piano Generale del Traffico Urbano prevede una fascia di rispetto di 15 metri.
entro abitato. Per le strade di categoria D-E, il Piano Generale del Traffico Urbano prevede una fascia di rispetto di 15 metri. Per quanto riguarda il Cimitero nuovo in via Marzabotto, infine, è stata aggiornata la fascia di rispetto riportata nella tavola dei vincoli sovraordinati del PRG 2004 a seguito della riduzione del previsto ampliamento del cimitero stesso. I vincoli ricognitivi e conformativi sopra richiamati sono rappresentati sulla tavola Vincoli sovraordinati VE 01.
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 193 VE 01 Vincoli sovraordinati
PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 193 VE 01 Vincoli sovraordinati
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano194 Note – Riferimenti Normativi 1 Art. 142, lett. c, D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (cd. Codice Urbani), che ha inglobato il D. Lgs. n. 490/1999
22 gennaio 2004, n. 42, “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (cd. Codice Urbani), che ha inglobato il D. Lgs. n. 490/1999 “Testo unico in materia di beni culturali e ambientali”, che a sua volta aveva inglobato la cd. “Legge Galasso” n. 431/1985. 2 Il vincolo ex lege 1497/1939, oggi art. 136 del citato D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, è stato apposto dalla Commissione provinciale per le bellezze naturali di
gi art. 136 del citato D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, è stato apposto dalla Commissione provinciale per le bellezze naturali di Milano con verbale n. 2 del 2 dicembre 1998. La Commissione identifica i confine delle aree tutelate in Sesto con: “la linea di confine dei comuni di Milano e Sesto S. Giovanni partendo dall’intersezione con la via San Mamete; la strada che conduce a Molino del Tuono e che, come indicato nell’allegata cartografia,
all’intersezione con la via San Mamete; la strada che conduce a Molino del Tuono e che, come indicato nell’allegata cartografia, prosegue sino ad incontrare la linea di confine dei comuni di Sesto S. Giovanni e Cologno Monzese; la linea del confine comunale di Sesto sino ad incontrare nuovamente la via San Mamete”. 3 Piano approvato con D.P.C.M. 24 maggio 2001, ai sensi della L. n. 183/1989, art. 17. Il fiume Lambro è interessato dal progetto di Variante al PAI approvato
24 maggio 2001, ai sensi della L. n. 183/1989, art. 17. Il fiume Lambro è interessato dal progetto di Variante al PAI approvato con deliberazione n. 4 del 03/03/2004 dell’Autorità di Bacino del fiume Po. 4 Va però sottolineato che una parte considerevole della fascia C nel territorio di Sesto San Giovanni è classificata “fascia di progetto” per la quale “i comuni
rte considerevole della fascia C nel territorio di Sesto San Giovanni è classificata “fascia di progetto” per la quale “i comuni competenti, in sede di adeguamento degli strumenti urbanistici, […] sono tenuti a valutare le condizioni di rischio e, al fine di minimizzare le stesse ed applicare anche parzialmente, fino alla avvenuta realizzazione delle opere, gli articoli delle presenti norme relative alla fascia B (Art. 31, comma 5, delle
fino alla avvenuta realizzazione delle opere, gli articoli delle presenti norme relative alla fascia B (Art. 31, comma 5, delle Norme tecniche di attuazione del Piano Stralcio dell’Assetto Idrogeologico attualmente vigenti)”. 5 Min. LL. PP. “Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui l'art. 2, lett. b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319 recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento".
di cui l'art. 2, lett. b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319 recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento". 6 D.M. 24 novembre 1984 “Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l’accumulo e l’utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8”, tab. 1. 7 D.P.C.M. 8 luglio 2003, art. 6, “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle
zione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz”. 8 Art. 10 del citato D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42. 9 D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, art. 94, punto 3 Zona di tutela assoluta e punto 6 Zona di rispetto individuata con criterio di perimetrazione geometrico.
ale”, art. 94, punto 3 Zona di tutela assoluta e punto 6 Zona di rispetto individuata con criterio di perimetrazione geometrico. 10 Piano territoriale di coordinamento del Parco Nord Milano, approvato con L.R. 21 marzo 1990 n. 63 e successive varianti approvate con D.G.R. n. 7/10206 del 6 agosto 2002 e n. 7/20136 del 23 dicembre 2004. 11 L.R. 19 ottobre 2006 n. 23, “Istituzione del parco naturale Nord Milano”.
el 6 agosto 2002 e n. 7/20136 del 23 dicembre 2004. 11 L.R. 19 ottobre 2006 n. 23, “Istituzione del parco naturale Nord Milano”. 12 D. Lgs. 9 maggio 2005, n. 96 “Revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione”; in seguito integrato con il D. Lgs. 15 marzo 2006, n. 151 “Disposizioni correttive e integrative al D. Lgs. 9 maggio 2005, n. 96, recante la revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione”. Sulla
e integrative al D. Lgs. 9 maggio 2005, n. 96, recante la revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione”. Sulla normativa internazionale si veda la Convenzione sull'aviazione civile internazionale, stipulata a Chicago il 7 dicembre 1944 e relativi Annessi e Allegati tecnici redatti dall'ICAO l'Organizzazione Internazionale dell'aviazione civile. In particolare si vedano le prescrizioni dell'Annesso 14 della Convenzione di Chicago,
one Internazionale dell'aviazione civile. In particolare si vedano le prescrizioni dell'Annesso 14 della Convenzione di Chicago, peraltro già recepite in Italia dal D.M. 23 maggio 2002 e dal conseguente Regolamento ENAC del 2003.
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 195 13 Oltre ai citati decreti legislativi, il “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” edito da ENAC il 21/10/2003 e successivamente emendato il 18 maggio 2005. 14 Ai sensi dei D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 “Nuovo codice della strada”, e D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 “Regolamento di esecuzione e di attuazione del
prile 1992, n. 285 “Nuovo codice della strada”, e D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada”, articoli 26 e 28. Il Piano generale del traffico urbano della città di Sesto S. Giovanni è stato adottato con delibera di giunta comunale n. 140 del 22 aprile 2008. 15 Testo unico delle leggi sanitarie n. 1256/1934, art. 338 e s.m.i. La fascia di rispetto cimiteriale è stata ridotta dai 200 m prescritti dalla normativa citata ai
n. 1256/1934, art. 338 e s.m.i. La fascia di rispetto cimiteriale è stata ridotta dai 200 m prescritti dalla normativa citata ai 100 m citati, con D.C.C. n. 6 del 10 gennaio 1996.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano196
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano196
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 197 GLI ELEMENTI DI RILEVANZA TERRITORIALE E AMBIENTALE LA TUTELA DEI BENI STORICO-DOCUMENTALI E LA CANDIDATURA UNESCO La città su cui si proietta il nostro lavoro è una città che si trasforma, piuttosto che una città che cresce. Una città dove parti
città su cui si proietta il nostro lavoro è una città che si trasforma, piuttosto che una città che cresce. Una città dove parti cospicue del territorio sono diventate improvvisamente obsolete, quelle, appunto, in cui l’eredità del mondo produttivo mostra tutti i suoi valori. Il PRG 2004 individuava negli edifici legati alla storia industriale un patrimonio da salvaguardare. Soprattutto in vista delle grandi
2004 individuava negli edifici legati alla storia industriale un patrimonio da salvaguardare. Soprattutto in vista delle grandi trasformazioni in atto sul territorio, la questione era stata affrontata con grande cura, nella convinzione che fosse necessario mettere a punto una strategia che consentisse di governare lo sviluppo urbano senza tradire la memoria dell’identità industriale del recente passato di Sesto San Giovanni, elemento fondativo della comunità locale.
radire la memoria dell’identità industriale del recente passato di Sesto San Giovanni, elemento fondativo della comunità locale. Con questo obiettivo indagini mirate avevano portato alla definizione di un elenco di “emergenze” che, a diverso titolo, meritavano un livello di attenzione particolare, nella complessità dello sviluppo urbano. La catalogazione degli edifici rilevanti, li aveva suddivisi
di attenzione particolare, nella complessità dello sviluppo urbano. La catalogazione degli edifici rilevanti, li aveva suddivisi in due categorie, cui corrispondevano procedure urbanistiche e modalità di intervento differenti e ulteriormente articolate per localizzazione nella città consolidata o negli ambiti di trasformazione: A. da salvaguardare – quindi sottoposti a vincolo – per il loro valore storico e/o architettonico;
gli ambiti di trasformazione: A. da salvaguardare – quindi sottoposti a vincolo – per il loro valore storico e/o architettonico; B. preferibilmente da salvaguardare: per questi beni viene individuato un meccanismo che incentiva la salvaguardia attraverso un premio in termini di volumetrie concesse all’operatore che presenti un piano di salvaguardia, ristrutturazione, riuso; Si intende confermare la strategia già individuata, anche avvalendosi dell’esperienza accumulata negli anni scorsi, affinata,
o; Si intende confermare la strategia già individuata, anche avvalendosi dell’esperienza accumulata negli anni scorsi, affinata, recependo l’evoluzione del concetto di conservazione dei beni, argomento di crescente interesse e dibattito in ambito disciplinare. Il Documento presentato al Congresso dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) tenutosi nel
Il Documento presentato al Congresso dell’AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) tenutosi nel luglio 2007 riassume le tendenze in atto: “Fin dalla sua costituzione, l’AIPAI, in collaborazione con una molteplicità di enti e di istituzioni, ha promosso, coordinato e svolto attività di ricerca, avvalendosi di diverse competenze disciplinari con l’obiettivo di
tuzioni, ha promosso, coordinato e svolto attività di ricerca, avvalendosi di diverse competenze disciplinari con l’obiettivo di analizzare il patrimonio archeologico industriale nelle sue molteplici connessioni con il sistema dei beni culturali ed ambientali e con
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano198 la cultura del lavoro, in una prospettiva di lungo periodo. Sulla base di questi studi sono stati definiti criteri e procedure d’intervento finalizzati alla conservazione e valorizzazione della memoria industriale anche in funzione della riproduzione delle identità territoriali e dell’attivazione di nuovi processi di sviluppo locale.
triale anche in funzione della riproduzione delle identità territoriali e dell’attivazione di nuovi processi di sviluppo locale. Il decennio trascorso è stato fondamentale per l’affermazione delle tematiche dell’archeologia e del patrimonio industriale in Italia, che hanno conquistato legittimità nel dibattito culturale; oggi i monumenti dell’industria sono riconosciuti, da un’ampia fascia di
hanno conquistato legittimità nel dibattito culturale; oggi i monumenti dell’industria sono riconosciuti, da un’ampia fascia di opinione pubblica, come un bene da tutelare e valorizzare. Occorre comunque vigilare attraverso un’opera costante di ricerca e di divulgazione scientifica e attraverso la definizione di protocolli e procedure corrette di riuso perché si assiste anche ad una
divulgazione scientifica e attraverso la definizione di protocolli e procedure corrette di riuso perché si assiste anche ad una proliferazione di cattive pratiche ed un uso distorto del termine Archeologia industriale, volto a legittimare interventi discutibili e spesso piegati alla logica della speculazione edilizia. E’ necessario implementare un’ampia rete fatta di musei, di associazioni di difesa del patrimonio culturale, paesaggistico e
ia. E’ necessario implementare un’ampia rete fatta di musei, di associazioni di difesa del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, di enti locali, volta a porre la questione del patrimonio industriale tra le emergenze del paese per quanto riguarda i beni culturali. L’azione di tutela e valorizzazione del patrimonio industriale va intesa anche come potenziale volano di sviluppo economico e sociale…”
e di tutela e valorizzazione del patrimonio industriale va intesa anche come potenziale volano di sviluppo economico e sociale…” L’obiettivo, evidentemente, non è di cristallizzare tutto il territorio: occorre individuare e comprendere i molteplici e stratificati valori di cui un territorio è portatore, preservandone i caratteri distintivi anche quando si attuano trasformazioni radicali.
i valori di cui un territorio è portatore, preservandone i caratteri distintivi anche quando si attuano trasformazioni radicali. L’ imponente dismissione industriale culminata negli anni Ottanta, ha generato opportunità irripetibili, per ridare nuovo slancio alla città e per salvaguardare la memoria storica di una realtà industriale importante e particolare come quella sestese, senza chiudersi in difesa dell’ esistente: [Da: Dossier candidatura Unesco, Comune di Sesto San Giovanni, 2008]
quella sestese, senza chiudersi in difesa dell’ esistente: [Da: Dossier candidatura Unesco, Comune di Sesto San Giovanni, 2008] “i principali centri industriali sono storicamente città dalla lunga storia, dove lo sviluppo industriale si è innestato sulla città storica preesistente, senza modificare sostanzialmente il centro storico ma dando luogo alla crescita di una grande periferia industriale
reesistente, senza modificare sostanzialmente il centro storico ma dando luogo alla crescita di una grande periferia industriale attorno alla città. Al contrario Sesto San Giovanni nasce come città con lo sviluppo industriale. Ma, a differenza delle città che sono nate con l’industria, non è una company town, bensì un’articolata città industriale di dimensioni medio grandi, caratterizzata da una
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 199 pluralità di aziende, alcune delle quali di grandissime dimensioni e tra le più rilevanti industrie italiane del Novecento. Questo fa sì che Sesto rivesta un ruolo rilevante nel panorama dell’industria nazionale anche per la ricchezza tecnologica e per la diversificazione produttiva, pur nell’ambito prevalente – ma comunque non esclusivo – dell’industria pesante. L’eccezionalità di
diversificazione produttiva, pur nell’ambito prevalente – ma comunque non esclusivo – dell’industria pesante. L’eccezionalità di Sesto San Giovanni risiede innanzitutto nella sua storia, nella brevità e intensità di un intero ciclo storico che si origina, si sviluppa e si conclude in soli novant’anni in una porzione piccolissima di territorio.” Su questo fronte, quindi, Sesto San Giovanni può costituire un riferimento importante per la realtà italiana.
ma di territorio.” Su questo fronte, quindi, Sesto San Giovanni può costituire un riferimento importante per la realtà italiana. Inoltre un evento peculiare ha investito la comunità: il sito di Sesto San Giovanni si candida a diventare patrimonio dell'umanità dell'Unesco: questa candidatura rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa, con la dismissione delle grandi
dell'Unesco: questa candidatura rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa, con la dismissione delle grandi industrie, e stimola a declinare in modo più ampio il recente passato, estendendo l’attenzione alla storia tecnica e sociale, oltre che architettonica, del mondo industriale sestese. Nell’ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale del Patrimonio Industriale promossa dall’ICOMOS (International Council of
ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale del Patrimonio Industriale promossa dall’ICOMOS (International Council of Monuments and Sites), il 18 aprile 2006 l’Amministrazione ha annunciato pubblicamente l’intenzione di candidarsi come Patrimonio Mondiale dell’Umanità nella categoria "paesaggio culturale evolutivo", in quanto è una testimonianza storica di eccezionale valore
ndiale dell’Umanità nella categoria "paesaggio culturale evolutivo", in quanto è una testimonianza storica di eccezionale valore della civiltà industriale, della cultura del lavoro e della cultura d’impresa e costituisce un esempio unico di paesaggio plasmato dalla civiltà industriale che ha dominato il ventesimo secolo. Nel settembre 2006 si è costituito il Comitato di sostegno alla candidatura della città, che vede la partecipazione di numerosi e
el settembre 2006 si è costituito il Comitato di sostegno alla candidatura della città, che vede la partecipazione di numerosi e autorevoli esponenti della realtà cittadina, e che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e il significato della candidatura attraverso un percorso di divulgazione del lavoro svolto finora e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti del patrimonio cittadino.
o di divulgazione del lavoro svolto finora e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti del patrimonio cittadino. E’ stato deciso di candidare l’intero perimetro della città, non solo parti di essa, per l’importanza, la ricchezza e l’eccezionalità del tessuto urbano, quale testimonianza di un patrimonio difficilmente riscontrabile in altre parti del mondo, fatto non solo da
del tessuto urbano, quale testimonianza di un patrimonio difficilmente riscontrabile in altre parti del mondo, fatto non solo da emergenze morfologiche significative, ma che nasce dalla sommatoria di edifici, spazi, funzioni e rapporti che hanno prodotto una ricchezza urbana ed umana irripetibile. La città è un esempio significativo di una comunità che vuole conservare un ruolo sociale attivo, dove la storia e la tradizione locale
à è un esempio significativo di una comunità che vuole conservare un ruolo sociale attivo, dove la storia e la tradizione locale sono indissolubilmente legati al territorio, ma nel quale il processo evolutivo non si arresta, ma cerca nuove prospettive. La candidatura proposta all’Unesco si basa sulla possibilità di coniugare valorizzazione e trasformazione: Sesto San Giovanni
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano200 possiede tutti i titoli per appartenere alla categoria del paesaggio evolutivo, in quanto pone le sue radici in una storia che non ha dimenticato, si impegna a trasmettere il patrimonio culturale e sociale alle generazioni future, ma prevede altresì un processo dinamico e sostenibile di sviluppo nel quale valorizzazione, conservazione e trasformazione possano coesistere, così come
ocesso dinamico e sostenibile di sviluppo nel quale valorizzazione, conservazione e trasformazione possano coesistere, così come richiesto nelle condizioni di candidatura Unesco. La possibilità di successo aumenta se l’obiettivo è condiviso, la sfida sentita e promossa da tutta la città: dalle sue istituzioni, dalle organizzazioni politiche, sociali ed economiche, dalle associazioni culturali, da
a tutta la città: dalle sue istituzioni, dalle organizzazioni politiche, sociali ed economiche, dalle associazioni culturali, da tutti i cittadini. Molti sono gli aspetti che meritano attenzione: le peculiarità urbane, la ricchezza architettonica, la storia, il tessuto sociale, politico, culturale nel quale la comunità si è sviluppata. Il lavoro che hanno svolto gli uffici dell’Amministrazione coinvolti nella candidatura, è quello di raccogliere i documenti necessari per
che hanno svolto gli uffici dell’Amministrazione coinvolti nella candidatura, è quello di raccogliere i documenti necessari per testimoniare l’identità eccezionale e unica di Sesto San Giovanni, al fine di realizzare un Dossier di candidatura di prossima presentazione alla commissione italiana dell’Unesco e successivamente a quella internazionale. Per facilitare il compito agli esperti che dovranno valutare la candidatura, sono state compilate numerose schede, che individuano
r facilitare il compito agli esperti che dovranno valutare la candidatura, sono state compilate numerose schede, che individuano gli elementi più rilevanti del patrimonio industriale documentale. E’ stato redatto un vero e proprio repertorio, riferito alle categorie edilizie più significative e al loro intrecciarsi nel tessuto sociale urbano. Questa lista, sebbene non esaustiva, ha il merito di
ilizie più significative e al loro intrecciarsi nel tessuto sociale urbano. Questa lista, sebbene non esaustiva, ha il merito di includere tipologie di edifici sufficientemente diversificate, indispensabili come supporto per un futuro “percorso della memoria” all’interno del “parco dell’archeologia industriale”, oggetto della candidatura. Le schede predisposte sono suddivise in quattro articolazioni che rispecchiano le principali tematiche funzionali degli edifici e delle
de predisposte sono suddivise in quattro articolazioni che rispecchiano le principali tematiche funzionali degli edifici e delle strutture afferenti al patrimonio industriale cittadino: I – Industriale: (Industries) sono gli edifici con funzione direttamente produttiva o comunque inserite negli impianti industriali e strumentali alla produzione: dalle vecchie fornaci ai capannoni in carpenteria metallica e agli edifici in calcestruzzo armato, dai serbatoi dell’acqua alla cabina controllo merci.
i capannoni in carpenteria metallica e agli edifici in calcestruzzo armato, dai serbatoi dell’acqua alla cabina controllo merci. H – Abitazioni: (Housing) sono le residenze sorte per gli operai, gli impiegati e i dirigenti nelle loro diverse configurazioni, dalle villette ai grandi pensionati, dagli edifici isolati ai villaggi, ai caseggiati e quartieri dell’edilizia popolare.
zioni, dalle villette ai grandi pensionati, dagli edifici isolati ai villaggi, ai caseggiati e quartieri dell’edilizia popolare. S – Servizi: (Services) sono i locali e le strutture ricreative, sociali e sportive, siano esse di origine mutualistica come i circoli operai o diretta emanazione dell’azienda come i campi sportivi Breda, Falck, Marelli o l’asilo Montessori e la ex scuola elementare Falck .
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 201 V – Ville Storiche: (Villas) benché molto distanti da tutte le categorie precedenti per origine, epoca di costruzione e funzione originaria, sono state inserite le ville che hanno maggiormente incontrato la storia industriale e operaia di Sesto o perché sedi di proto-industrie, o perché tuttora proprietà di gruppi industriali e parte della storia dell’impresa
ia di Sesto o perché sedi di proto-industrie, o perché tuttora proprietà di gruppi industriali e parte della storia dell’impresa proprietaria o, in un caso, perché sono state per un periodo residenza operaia. La messa a punto e la stesura delle schede sono state un’occasione importante per censire e catalogare una parte del patrimonio della città: si tratta di un patrimonio variegato e diffuso che non consiste solo in paesaggi, siti ed edifici con tutte le loro
della città: si tratta di un patrimonio variegato e diffuso che non consiste solo in paesaggi, siti ed edifici con tutte le loro infrastrutture, ma che comprende anche macchinari e cicli produttivi, archivi e documentazione di diverso tipo (bibliografico, fotografico, iconografico e cinematografico). Gli elaborati prodotti per l’UNESCO integrano le analisi già svolte sulle emergenze morfologiche, che sono allegate a corredo di
Gli elaborati prodotti per l’UNESCO integrano le analisi già svolte sulle emergenze morfologiche, che sono allegate a corredo di questo Documento. Aggiungendosi alle schede predisposte per le ville storiche, le cascine di origine agricola, gli edifici industriali, i villaggi e le residenze operaie e popolari, completano il quadro conoscitivo del tessuto edilizio, precisando entità, caratteristiche e stato di conservazione.
e popolari, completano il quadro conoscitivo del tessuto edilizio, precisando entità, caratteristiche e stato di conservazione. Il lavoro di schedatura è anche propedeutico all’individuazione di principi e criteri definiti nel Piano delle regole, per consentire le trasformazioni necessarie al rilancio di Sesto San Giovanni come polo di riferimento per l’intera area metropolitana, senza tradire la sua memoria.
ssarie al rilancio di Sesto San Giovanni come polo di riferimento per l’intera area metropolitana, senza tradire la sua memoria. La candidatura di Sesto San Giovanni all’Unesco, inoltre, rafforza il ruolo dell’Ente pubblico: il Comune è esso stesso promotore e garante della tutela del bene, attraverso il Piano di Gestione del Parco Archeologico, e attraverso i vincoli della pianificazione
rante della tutela del bene, attraverso il Piano di Gestione del Parco Archeologico, e attraverso i vincoli della pianificazione territoriale, finalizzati a far sì che la continua evoluzione del territorio urbano sia compatibile con la tutela del bene. L’investimento che la città fa da sempre sulla conservazione, elaborazione e trasmissione della memoria, è nota. La trasformazione
investimento che la città fa da sempre sulla conservazione, elaborazione e trasmissione della memoria, è nota. La trasformazione in corso, opportunamente governata, deve riconsegnare una città nella quale sia visibile la stratificazione dello sviluppo urbano nel periodo rurale e proto-industriale, nell’era industriale e nel tempo attuale, grazie all’attenzione per l’impianto urbano e i principali
rurale e proto-industriale, nell’era industriale e nel tempo attuale, grazie all’attenzione per l’impianto urbano e i principali segni e monumenti dell’era industriale, operata attraverso strategie atte a renderli pienamente visibili e immediatamente leggibili. In quest’ottica il Piano delle regole articola una serie di norme agili e finalizzate al pieno utilizzo di quello che dovrà diventare un
’ottica il Piano delle regole articola una serie di norme agili e finalizzate al pieno utilizzo di quello che dovrà diventare un museo diffuso in tutto il tessuto urbano, affinché la rete dei luoghi della memoria, integrati nelle nuove trasformazioni in corso, sia fulcro per ridisegnare una parte degli spazi pubblici. Di questo museo diffuso il MIL, già attivato, rappresenta la prima e ad oggi più significativa antenna.
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano202 IL MIL - Museo dell’Industria e del Lavoro Il progetto del Museo dell’Industria e del Lavoro si è sviluppato con l’obiettivo di fare leva sull’identità storica della città per favorirne il rilancio produttivo e di immagine: il lavoro sulla memoria costituisce un punto di forza decisivo, parte
città per favorirne il rilancio produttivo e di immagine: il lavoro sulla memoria costituisce un punto di forza decisivo, parte integrante delle politiche attivate per rispondere al confronto tra modernità e memoria. Questa impostazione si riflette nelle caratteristiche che il Museo ha via via assunto, dilatandosi in Parco archeologico, con una ricaduta sullo stesso impianto museografico. Il progetto del Museo non prevede quindi soltanto un luogo fisico nel quale concentrare
duta sullo stesso impianto museografico. Il progetto del Museo non prevede quindi soltanto un luogo fisico nel quale concentrare macchine, carte, oggetti, ma, conformemente ai principi dell’ecomuseo, un Museo diffuso sul territorio. Gli ex magazzini Breda, ristrutturati ed ampliati, sono destinati a sede centrale del Museo e ne ospiteranno la collezione, all’interno di un percorso di stazioni multimediali che mirerà a far entrare progressivamente il visitatore nella città delle
e, all’interno di un percorso di stazioni multimediali che mirerà a far entrare progressivamente il visitatore nella città delle fabbriche e nelle fabbriche della città, ricostruendone scenari, luci e rumori attraverso un insieme di strumenti. Il MIL si articola in cinque grandi temi: la città e la fabbrica; l’uomo e il suo lavoro; la tradizione siderurgica; i prodotti dell’industria; la dismissione delle grandi fabbriche e il futuro della città.
suo lavoro; la tradizione siderurgica; i prodotti dell’industria; la dismissione delle grandi fabbriche e il futuro della città. Il MIL sceglie inoltre di lavorare su diversi registri sia per quanto riguarda la ricerca storica, sia per l'acquisizione delle collezioni, sia per il percorso espositivo: agli archivi d'impresa, conservati e gestiti dalla Fondazione Isec, si aggiungono le testimonianze orali; ai torni e ai magli si affiancano le installazioni ambientali multimediali, agli utensili da lavoro i
no le testimonianze orali; ai torni e ai magli si affiancano le installazioni ambientali multimediali, agli utensili da lavoro i manifesti e i cartelli sulla prevenzione degli infortuni. Nel suo percorso evolutivo per valorizzare il paesaggio industriale, la città di Sesto San Giovanni ha coinvolto il Teatro Filodrammatici (il teatro è spazio della memoria per eccellenza) affidando a questa prestigiosa istituzione un ruolo
o il Teatro Filodrammatici (il teatro è spazio della memoria per eccellenza) affidando a questa prestigiosa istituzione un ruolo strategico nella sua proposta culturale. È nato così il nuovo spazio teatrale MIL, un progetto pluriennale che spazia dal teatro, alla musica, ai laboratori e corsi di formazione. Un rilievo particolare nell’ambito del museo diffuso assume il Carroponte che per le sue dimensioni e per la sua collocazione, è una sorta di prosecuzione all’aperto del museo.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 203 MIL esterno MIL spazi interni Il completamento della sede centrale del MIL da un lato e, dall’altro, la definizione delle linee di trasformazione delle aree Falck costituiscono le premesse per la piena valorizzazione e la messa a sistema di tutte le emergenze presenti sul territorio: dalle fornaci Mariani alla torre dei modelli Breda, dal villaggio Falck alle case Falck e Breda.
rgenze presenti sul territorio: dalle fornaci Mariani alla torre dei modelli Breda, dal villaggio Falck alle case Falck e Breda. E’ stata inoltre prevista sul territorio cittadino l’istituzione di due musei d’impresa: in concomitanza con lo spostamento delle attività produttive e con l’insediamento di nuove funzioni direttive, la Campari provvederà al restauro conservativo della sua sede storica
oduttive e con l’insediamento di nuove funzioni direttive, la Campari provvederà al restauro conservativo della sua sede storica su viale Gramsci, al cui interno allestirà un museo aziendale. Anche la Falck, che ha insediato a Sesto San Giovanni la direzione in un edificio di nuova costruzione, prevede di allestire presso la propria sede un museo aziendale e, in prospettiva, di riorganizzare i
ficio di nuova costruzione, prevede di allestire presso la propria sede un museo aziendale e, in prospettiva, di riorganizzare i suoi archivi storici. Il museo Campari e il museo Falck, pur nella loro assoluta autonomia, dovranno essere pienamente integrati nel circuito della memoria industriale, di cui rappresentano importanti testimonianze.
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano204 La trasformazione delle aree Falck La salvaguardia degli edifici più significativi e dello stesso impianto viario fondamentale nelle aree Falck, operata in modo da mantenere la leggibilità del periodo industriale, è finalizzata a disegnare un quadro coerente con lo sviluppo dell’attività museale e del museo diffuso.
del periodo industriale, è finalizzata a disegnare un quadro coerente con lo sviluppo dell’attività museale e del museo diffuso. [Da: Relazione Tecnica Proposta Definitiva di Programma Integrato di Intervento ex aree Falck, 21 dicembre 2007] “Nella proposta di Programma Integrato di Intervento per le aree Falck in istruttoria, i maggiori degli impianti industriali saranno mantenuti per conservare la memoria di un luogo che ha fatto la storia industriale e sociale d’Italia. Tra questi il T3 Pagoda, il
ntenuti per conservare la memoria di un luogo che ha fatto la storia industriale e sociale d’Italia. Tra questi il T3 Pagoda, il Treno-Laminatoio, il T5, il Bliss, la Rettifica Filiere e l’OMEC, vere e proprie creature “fantasmagoriche” che emergono dal Parco come memoria del passato…In particolare, alcuni edifici (T3 e T5) saranno conservati.. come veri e propri “monumenti” di archeologia industriale carichi di dignità e memoria storica…I “frammenti di fabbrica” hanno un enorme potenziale per essere
di archeologia industriale carichi di dignità e memoria storica…I “frammenti di fabbrica” hanno un enorme potenziale per essere valorizzati in modo originale, ad esempio come scenografie per spettacoli e manifestazioni pubbliche o, nel caso del T5, come attrezzature di interesse pubblico aventi destinazione industriale/artigianale di eccellenza. Altri edifici sono destinati a diventare veri
e di interesse pubblico aventi destinazione industriale/artigianale di eccellenza. Altri edifici sono destinati a diventare veri e propri centri di eccellenza (Museo d’arte Contemporanea, Biblioteca, ecc.) Nel Parco saranno mantenuti, oltre a elementi che si sviluppano in altezza, anche gli scavi che rivelano le fondazioni su cui poggiavano un tempo i macchinari delle acciaierie. L’area diventerà così un vero e proprio “parco archeologico industriale….”
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 205 LA TUTELA DEL MODERNO La normativa prodotta negli ultimi anni, incoraggia e promuove la salvaguardia dell’ambiente urbano, attribuendo al “paesaggio” un’accezione più ampia, che punta ad un sistema integrato di valorizzazione del territorio; si sottolinea l’accento posto dal Codice
ccezione più ampia, che punta ad un sistema integrato di valorizzazione del territorio; si sottolinea l’accento posto dal Codice Urbani sul concetto di tutela, che prevede una profonda cooperazione tra Stato, Regioni ed Enti territoriali: una sorta di patto sociale teso alla qualità dell'ambiente, dei paesaggi e delle stratificazioni che la storia produce di continuo. Si sta affermando la necessità di andare oltre: all’interesse per la tutela del patrimonio del passato si deve affiancare l’attenzione
affermando la necessità di andare oltre: all’interesse per la tutela del patrimonio del passato si deve affiancare l’attenzione per il recente passato e per la formazione del patrimonio del futuro. La cosiddetta tutela del Moderno è una delle novità più significative del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che integra la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio con l'attenzione per l'architettura e l'arte contemporanee, cui si riconosce pari dignità rispetto alle testimonianze del passato.
n l'attenzione per l'architettura e l'arte contemporanee, cui si riconosce pari dignità rispetto alle testimonianze del passato. La Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee (DARC) è stata istituita nel maggio 2001. Con la nuova Direzione generale la promozione, il sostegno e la valorizzazione della creatività contemporanea si affiancano alle tradizionali attività di tutela, protezione e restauro dell'antico.
rizzazione della creatività contemporanea si affiancano alle tradizionali attività di tutela, protezione e restauro dell'antico. La tutela del Moderno si rivolge ad opere di architettura contemporanea di particolare interesse, da sottoporre a particolari forme di attenzione e salvaguardia. La città di Sesto San Giovanni vanta alcune eccellenze, interventi che pur nella crescita tumultuosa e spesso disordinata del
a. La città di Sesto San Giovanni vanta alcune eccellenze, interventi che pur nella crescita tumultuosa e spesso disordinata del tessuto urbano, hanno segnato la morfologia del territorio, interpretando ad alti livelli di qualità anche architettonica, l’interesse per la componente sociale e civile della comunità. Questo patrimonio - il Municipio, numerosi quartieri di edilizia popolare, alcuni insediamenti terziari - meritano certamente più cura e
atrimonio - il Municipio, numerosi quartieri di edilizia popolare, alcuni insediamenti terziari - meritano certamente più cura e manutenzione. La qualità architettonica ed urbana è tutelata dal Piano delle regole anche nelle aree periferiche. L’Amministrazione ha l’obiettivo di estendere livelli di qualità elevati a tutto il territorio, anche attraverso episodi esemplari, in quanto
ione ha l’obiettivo di estendere livelli di qualità elevati a tutto il territorio, anche attraverso episodi esemplari, in quanto tali capaci di indurre effetti imitativi. I concorsi di architettura devono essere incoraggiati perché possono diventare uno strumento essenziale della collettività per perseguire la qualità attraverso il confronto fra le possibili risposte alle sue domande.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano206 I PARCHI Il Parco Nord Il Parco Nord è l’esito di una delle esperienze più significative di progettazione e realizzazione di parchi nel contesto metropolitano, esperienza alla quale Sesto San Giovanni ha preso parte sin dagli inizi, negli anni Settanta, e oggi consolidata sia dal punto di vista paesistico-ambientale, che dal punto di vista gestionale, che per quanto riguarda la disciplina urbanistica.
dal punto di vista paesistico-ambientale, che dal punto di vista gestionale, che per quanto riguarda la disciplina urbanistica. Il “Parco di interesse regionale Nord Milano” è stato istituito dalla Regione Lombardia con la L.R. n. 78 dell'11 giugno 1975 e in seguito inserito nel Piano regionale delle aree protette con la L.R. n. 86 del 30 novembre 1983. Con la L.R. 19 ottobre 2006 n. 23,
uito inserito nel Piano regionale delle aree protette con la L.R. n. 86 del 30 novembre 1983. Con la L.R. 19 ottobre 2006 n. 23, in seguito confluita nel testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi (L.R. 16 luglio 2007, n. 16) è stato individuato e istituito all’interno del Parco regionale il “Parco naturale Nord Milano”. La gestione del Parco è affidata ad un Consorzio tra la Provincia di Milano e i Comuni territorialmente interessati di Sesto San
La gestione del Parco è affidata ad un Consorzio tra la Provincia di Milano e i Comuni territorialmente interessati di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello Balsamo, Bresso, Cormano e Cusano Milanino. Il Parco si estende su una superficie di circa 620 ettari (oltre 60 in Comune di Sesto San Giovanni) nel contesto densamente urbanizzato fra i Comuni succitati. Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco Nord è stato approvato con delibera di consiglio Regionale del 21 marzo
. Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco Nord è stato approvato con delibera di consiglio Regionale del 21 marzo 1990; successivamente oggetto di Variante con le delibere di giunta regionale 6 agosto 2002, n. 7/10206 e 23 dicembre 2004, n. 7/20136. Il PTC è, come noto, uno strumento urbanistico di carattere sopraordinato: le previsioni del PTC prevalgono rispetto alla
Il PTC è, come noto, uno strumento urbanistico di carattere sopraordinato: le previsioni del PTC prevalgono rispetto alla pianificazione comunale, sono recepite di diritto negli strumenti urbanistici generali comunali e sostituiscono con efficacia immediata eventuali previsioni difformi che vi siano contenute. Alla pianificazione comunale, in conformità ai criteri e alle disposizioni del PTC,
previsioni difformi che vi siano contenute. Alla pianificazione comunale, in conformità ai criteri e alle disposizioni del PTC, compete la disciplina degli immobili compresi nella “Zona edificata”. L’azzonamento aggiornato del PTC è riportato nell’Allegato A - Il contesto socio-economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sopraordinata. Cartografia di riferimento.
o socio-economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sopraordinata. Cartografia di riferimento. Con riferimento alla città di Sesto San Giovanni, la Variante generale al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Nord, interessa la parte del territorio comunale, compresa tra il limite del centro abitato e il confine comunale con Bresso, Cinisello
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 207 Balsamo e Milano. In questo ambito, le aree libere da edificazione che si collocano oltre viale Fulvio Testi vengono inserite nel “Parco naturale di livello metropolitano”, grande zona verde ottenuta mediante il potenziamento delle macchie boscate esistenti e la costituzione di prati e
etropolitano”, grande zona verde ottenuta mediante il potenziamento delle macchie boscate esistenti e la costituzione di prati e radure calpestabili nonché attraverso la creazione di percorsi pedonali e di spazi dedicati al tempo libero e alla ricreazione. Le aree comprese tra viale Fulvio Testi e il centro abitato sestese sono invece destinate dalla variante generale alla realizzazione di
comprese tra viale Fulvio Testi e il centro abitato sestese sono invece destinate dalla variante generale alla realizzazione di un “Parco attrezzato urbano”, ovvero di un sistema integrato di spazi verdi alberati e di attrezzature collettive, anche coperte, dedicate principalmente allo sport e alla ricreazione. Limitrofa al parco urbano è inoltre individuata, lungo via Milanese, la “Zona monumentale” della Cascina Torretta, comprendente il
mitrofa al parco urbano è inoltre individuata, lungo via Milanese, la “Zona monumentale” della Cascina Torretta, comprendente il complesso architettonico omonimo recentemente oggetto di un intervento di risanamento e recupero edilizio, nell’ambito del quale, tra l’altro, è stata realizzata una nuova passerella ciclopedonale sopra viale Fulvio Testi (all’altezza di via Caduti del lavoro), oltre
ro, è stata realizzata una nuova passerella ciclopedonale sopra viale Fulvio Testi (all’altezza di via Caduti del lavoro), oltre alle passerelle ciclopedonale esistenti in Sesto San Giovanni su viale Fulvio Testi (all’altezza del Centro scolastico omnicomprensivo) e di via Clerici. La Variante generale prevede inoltre una “Zona edificata” - per una piccola porzione in territorio sestese - per la quale viene
La Variante generale prevede inoltre una “Zona edificata” - per una piccola porzione in territorio sestese - per la quale viene previsto il mantenimento delle attività produttive insediate compatibili con il Parco, vengono definiti comparti sottoposti a piani attuativi di interesse regionale e viene demandata ai piani regolatori comunali la prescrizione dei parametri urbanistici ed edilizi
ativi di interesse regionale e viene demandata ai piani regolatori comunali la prescrizione dei parametri urbanistici ed edilizi relativi alle nuove edificazioni, la definizione dei tipi di piani attuativi ove previsti, e l’indicazione degli interventi ammessi sugli immobili esistenti.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano208 Veduta Aerea del Parco Nord e campo volo di Bresso
RDINATA E I VINCOLI
RDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano208 Veduta Aerea del Parco Nord e campo volo di Bresso
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 209 Il Parco della Media Valle del Lambro Nel dicembre 2006, la Provincia di Milano ha riconosciuto l’ampliamento del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) della
Nel dicembre 2006, la Provincia di Milano ha riconosciuto l’ampliamento del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) della Media Valle del Lambro, in precedenza istituito per i Comuni di Brugherio e Cologno Monzese, al Comune di Sesto San Giovanni, concludendo il complesso iter procedurale avviato nei primi anni Novanta, e solo in parte concluso, dalla Regione Lombardia1 . Il Parco interessa una superficie di circa 280 ettari, circa 180 dei quali nel territorio di Sesto San Giovanni.
ne Lombardia1 . Il Parco interessa una superficie di circa 280 ettari, circa 180 dei quali nel territorio di Sesto San Giovanni. La gestione del Parco è disciplinata dalla “Convenzione per la promozione e la gestione del Parco della media valle del Lambro” sottoscritta nel luglio 2006 dai Sindaci dei Comuni co-interessati. “La convenzione prevede per il Parco una forma di gestione leggera, attribuendo le funzioni gestionali al Comune Capo
teressati. “La convenzione prevede per il Parco una forma di gestione leggera, attribuendo le funzioni gestionali al Comune Capo Convenzione (Sesto San Giovanni) e quelle amministrative al Comitato di gestione, formato dai Sindaci dei tre Comuni, o loro delegati. Nello svolgimento di queste funzioni il Comune Capo Convenzione si avvale di risorse tecniche e amministrative all’uopo
elegati. Nello svolgimento di queste funzioni il Comune Capo Convenzione si avvale di risorse tecniche e amministrative all’uopo individuate, anche all’interno della struttura dei Comuni convenzionati. La funzione direttiva è svolta dal Direttore del Parco, che potrà disporre, per l’assunzione delle decisioni relative ad atti di programmazione e pianificazione, di organi consultivi quali il
rà disporre, per l’assunzione delle decisioni relative ad atti di programmazione e pianificazione, di organi consultivi quali il Comitato Tecnico Scientifico Consultivo, formato da tecnici indicati dai Comuni, e di un Forum Consultivo che prevede una partecipazione allargata alle associazioni ambientaliste, ai rappresentanti delle associazioni degli agricoltori presenti in zona,
rtecipazione allargata alle associazioni ambientaliste, ai rappresentanti delle associazioni degli agricoltori presenti in zona, rappresentati dei Forum di Agenda 21 attivi sul territorio del Parco, rappresentanti di gruppi o comitati di cittadini oltre che ai rappresentati di maggioranza e di minoranza del Consiglio Comunale di ciascun Comune convenzionato”. Lo strumento di pianificazione/programmazione scelto per il Parco della Media Valle del Lambro è il Programma Pluriennale degli
Lo strumento di pianificazione/programmazione scelto per il Parco della Media Valle del Lambro è il Programma Pluriennale degli Interventi (PPI), per la redazione del quale i Comuni hanno ottenuto un finanziamento provinciale nel 2005. Mediante un bando di concorso la redazione del programma pluriennale degli interventi del Parco è stata affidata ad un gruppo di progetto capitanato dall’architetto Francesco Borella.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano210 Programma Pluriennale degli Interventi per il Parco della Media Valle del Lambro
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
esto San Giovanni - PGT – Documento di Piano210 Programma Pluriennale degli Interventi per il Parco della Media Valle del Lambro
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 211 Il PPI individua le opere e le azioni da realizzare nel triennio di validità ed indica le risorse economiche e le modalità di finanziamento necessarie in relazione agli strumenti di programmazione economica dei Comuni cointeressati.
iche e le modalità di finanziamento necessarie in relazione agli strumenti di programmazione economica dei Comuni cointeressati. Gli obiettivi strategici del PPI del Parco della Media Valle del Lambro sono:
- il recupero della qualità ecologica dell’area mediante l’individuazione delle azioni e degli interventi, di ri-naturalizzazione del sistema fluviale, di mitigazione degli impatti ambientali, ed in particolare di contenimento, o eliminazione, dei fenomeni di dissesto idrogeologico;
mitigazione degli impatti ambientali, ed in particolare di contenimento, o eliminazione, dei fenomeni di dissesto idrogeologico;
- la connessione ai fini ambientali e fruitivi delle aree a verde del Parco locale, esistenti e previste, fra loro, e con il sistema dei parchi, del verde e dei percorsi storici anche fluviali di area più vasta, creando o valorizzando le relazioni esistenti o potenziali con il più vasto contesto territoriale;
e fluviali di area più vasta, creando o valorizzando le relazioni esistenti o potenziali con il più vasto contesto territoriale;
- la fruizione del Parco da parte della cittadinanza sia ai fini ricreativi che didattico-culturali anche al fine di consolidare la conoscenza del territorio ed innescare logiche di presidio diffuso del suo territorio. Il progetto, come spiegato nella Relazione descrittiva del maggio 2007, parte dalla considerazione dell’importanza che l’area del
l progetto, come spiegato nella Relazione descrittiva del maggio 2007, parte dalla considerazione dell’importanza che l’area del Parco della Media Valle del Lambro riveste sia nel sistema del verde regionale, che nel sistema locale. Alla scala regionale, con riferimento in particolare alla rete di parchi a Nord del capoluogo, il PLIS della Media Valle del Lambro si inserisce nel sistema dei parchi, già istituiti o in fase di avvio, del Grugnotorto di Cusano Milanino e Cinisello Balsamo, del Molgora
ce nel sistema dei parchi, già istituiti o in fase di avvio, del Grugnotorto di Cusano Milanino e Cinisello Balsamo, del Molgora nel Vimercatese, del Rio Vallone di Gessate e Masate, della Cavallera a Vimercate, delle Colline Briantee a Usmate, delle Cave-Est fra Cernusco sul Naviglio e Cologno Monzese e del Naviglio Martesana tra i Comuni rivieraschi a partire da Vimodrone verso Est.
fra Cernusco sul Naviglio e Cologno Monzese e del Naviglio Martesana tra i Comuni rivieraschi a partire da Vimodrone verso Est. Tuttavia, il ruolo più significativo svolto dal PLIS della Media Valle del Lambro è a livello comprensoriale: esso infatti rappresenta nell’area metropolitana milanese, un tassello di congiunzione fra le aree verdi - o non ancora urbanizzate - del Comune di Monza a
ll’area metropolitana milanese, un tassello di congiunzione fra le aree verdi - o non ancora urbanizzate - del Comune di Monza a Nord e del Comune di Milano a Sud, dei quali sarebbe assolutamente opportuna l’inclusione nel PLIS stesso. A Monza infatti le aree della Cascinazza, contigue alla porzione del PLIS ricadente nel territorio comunale di Brugherio, sono annoverate dal PTCP fra gli ambiti di rilevanza paesistica; attualmente minacciate da un massiccio insediamento residenziale e terziario, esse
PTCP fra gli ambiti di rilevanza paesistica; attualmente minacciate da un massiccio insediamento residenziale e terziario, esse consentirebbero, se mantenute libere, la connessione lungo il Lambro al centro storico di Monza e quindi al Parco della Villa Reale e assegnerebbero maggiore consistenza al comparto settentrionale del PLIS. Analogamente in Milano le aree tuttora libere da edificazione site fra Crescenzago ed il confine comunale, quasi completamente di proprietà pubblica e annoverate anch’esse dal
a edificazione site fra Crescenzago ed il confine comunale, quasi completamente di proprietà pubblica e annoverate anch’esse dal PTCP fra gli ambiti di rilevanza paesistica, possono rappresentare una significativa continuità di verde fra il Parco della MVL, nei
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano212 territori di Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, ed il Parco Lambro di Milano, nato negli anni Trenta, di cui da tempo è previsto l’ampliamento verso il nodo viario della Gobba. Questo ambito, connotato nel Catasto Teresiano come “bosco di legno forte” (il bosco di Crescenzago) oltre che da arativo vitato e marcite con cascine, è adiacente ad un’altra area di proprietà comunale di circa
o di Crescenzago) oltre che da arativo vitato e marcite con cascine, è adiacente ad un’altra area di proprietà comunale di circa 10 ettari, attualmente occupata in parte da un insediamento di nomadi, sita in zona esondabile fra il Naviglio Martesana ed il Fiume Lambro. Si configurerebbe quindi, anche nella porzione meridionale del Parco, un vasto comparto verde di notevole importanza nel
Lambro. Si configurerebbe quindi, anche nella porzione meridionale del Parco, un vasto comparto verde di notevole importanza nel disegno territoriale complessivo e di particolare rilevanza in termini di mitigazione e di compensazione ambientale in un settore interessato da infrastrutture viarie quali il nodo della Gobba, la Tangenziale Est e la Strada Interperiferica Nord (già Gronda Nord) di
ato da infrastrutture viarie quali il nodo della Gobba, la Tangenziale Est e la Strada Interperiferica Nord (già Gronda Nord) di prossima realizzazione, nonché da impianti tecnologici quali l’inceneritore, il depuratore, il centro di raccolta differenziata dei rifiuti ed i manufatti relativi al ponte-canale del Martesana sul Lambro. Il PLIS della MVL è inoltre in grado di garantire elementi di continuità intercomunale fra i tessuti urbanizzati lungo il corso del Fiume
ella MVL è inoltre in grado di garantire elementi di continuità intercomunale fra i tessuti urbanizzati lungo il corso del Fiume Lambro: ad Ovest il raccordo con il grande Parco centrale urbano di Sesto San Giovanni previsto all’interno del Piano di recupero delle aree dimesse delle Acciaierie Falck; ad Est le reti ciclo-pedonali che innervano il tessuto edificato di Cologno Monzese, fino al
ree dimesse delle Acciaierie Falck; ad Est le reti ciclo-pedonali che innervano il tessuto edificato di Cologno Monzese, fino al PLIS delle Cave Est, e lungo l’asta del Naviglio Martesana fino all’Adda, attraversando i parchi e i giardini che si affacciano sullo storico canale. La proposta PPI si concretizza in particolare in due elaborati, cui si rimanda per il dettaglio progettuale (la tavola programmatoria è
osta PPI si concretizza in particolare in due elaborati, cui si rimanda per il dettaglio progettuale (la tavola programmatoria è riportata nell’Allegato A - Il contesto socio-economico e territoriale del Nord Milano. Le indicazioni della pianificazione sopraordinata. Cartografia di riferimento): a) la proposta di assetto territoriale, che contiene il disegno complessivo e organico del Parco;
. Cartografia di riferimento): a) la proposta di assetto territoriale, che contiene il disegno complessivo e organico del Parco; b) il progetto della prima fase di attuazione del Programma Pluriennale degli Interventi, coerente con il quadro progettuale sopra richiamato e atto a dar vita ad un “sistema parco” che, già al termine della prima fase, pur ancora largamente incompleto e in qualche punto ridotto a un sottile passaggio a bordo fiume, potrebbe tuttavia rappresentare complessivamente un’area verde di
in qualche punto ridotto a un sottile passaggio a bordo fiume, potrebbe tuttavia rappresentare complessivamente un’area verde di discreta consistenza ed estensione e già fruibile dai cittadini. Si è voluto immaginare un nuovo disegno, un nuovo paesaggio verde per il futuro di questo territorio, oggi residuale e degradato, e concepire fin d’ora il parco e il verde come fattore essenziale di innesco di un processo di riqualificazione territoriale di area vasta,
fin d’ora il parco e il verde come fattore essenziale di innesco di un processo di riqualificazione territoriale di area vasta, esteso all’intero settore metropolitano in cui è inserito, processo avente valenza urbanistica, ambientale e paesaggistica ad un tempo e trainato, in sinergia col parco, da altri formidabili motori, quali le iniziative di trasformazione territoriale in atto, due delle
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 213 quali particolarmente rilevanti, non solo in se, ma anche in quanto strettamente interagenti con il parco. In primo luogo naturalmente, il progetto di trasformazione delle aree ex Falck, in Sesto San Giovanni, dell’estensione complessiva di circa 130 ha, progetto che interessa il parco non solo in quanto 10 ha circa, corrispondenti ad un’ampia area interclusa tra il
circa 130 ha, progetto che interessa il parco non solo in quanto 10 ha circa, corrispondenti ad un’ampia area interclusa tra il peduncolo autostradale e il Lambro, sono direttamente inclusi nel suo perimetro, ma anche per la qualità del nuovo polo urbano che ne modifica e arricchisce il quadro urbanistico in cui si viene ad inserire; dove oggi c’è il vecchio muro della fabbrica, si prevede di
ica e arricchisce il quadro urbanistico in cui si viene ad inserire; dove oggi c’è il vecchio muro della fabbrica, si prevede di realizzare un nuovo pezzo di città, la cui cifra dominante, secondo le dichiarazioni di progetto, dovrebbe essere il verde: 45 ha di parco urbano, 20 ha di spazi pubblici e verde, 16 ha di verde (privato) aperto all’uso pubblico. E’ questo nuovo polo urbano che
parco urbano, 20 ha di spazi pubblici e verde, 16 ha di verde (privato) aperto all’uso pubblico. E’ questo nuovo polo urbano che viene a costituire il nuovo confine Ovest del Parco della MVL nella sua porzione centrale e che anzi ne entra a far parte viva e integrante, attraverso una duplice connessione, funzionale (il sistema ciclopedonale) e morfo-paesistica (corridoi ecologici, rimodellamento e raccordo delle aree verdi, a mitigazione e scavalco della barriera autostradale).
esistica (corridoi ecologici, rimodellamento e raccordo delle aree verdi, a mitigazione e scavalco della barriera autostradale). Una seconda iniziativa in atto, di trasformazione territoriale strettamente correlata al Parco MVL, anche questa in Comune di Sesto San Giovanni, è quella del Programma Integrato di Intervento (PII) “Cascina Gatti”, che interessa un’area di circa 23,5 ha, posta tra
iovanni, è quella del Programma Integrato di Intervento (PII) “Cascina Gatti”, che interessa un’area di circa 23,5 ha, posta tra il vecchio nucleo di Cascina Gatti e il confine con Milano. Ben 18 ha sono destinati al verde, tutti compresi nel perimetro del Parco MVL, ove vanno a formare il nocciolo centrale del polo Sud/Ovest del Parco che, integrato alle aree verdi milanesi, è destinato ad
L, ove vanno a formare il nocciolo centrale del polo Sud/Ovest del Parco che, integrato alle aree verdi milanesi, è destinato ad essere il cuore verde della nuova grande conurbazione nata (e ancora non ultimata) al confine tra Sesto San Giovanni e Milano, nell’intorno dell’asse di via Adriano; sistema verde destinato anche ad essere, naturalmente, il terminale Sud del parco e l’area di raccordo con il sistema verde milanese del Lambro.
stinato anche ad essere, naturalmente, il terminale Sud del parco e l’area di raccordo con il sistema verde milanese del Lambro. Lo schema progettuale del Parco, viene ad assumere la forma di una f allungata (simile, per intenderci, alle effe intagliate nella cassa armonica del violino), la cui parte centrale, la dorsale lunga e stretta, disposta in direzione Nord/Sud, corrisponde alle aree
armonica del violino), la cui parte centrale, la dorsale lunga e stretta, disposta in direzione Nord/Sud, corrisponde alle aree più direttamente segnate dal fiume ed è anzi la esatta sommatoria della sequenza delle anse fluviali, parte in sponda destra (Sesto San Giovanni) e parte in sponda sinistra (Cologno Monzese); mentre i due riccioli della S sono rappresentati dal sistema delle aree
Giovanni) e parte in sponda sinistra (Cologno Monzese); mentre i due riccioli della S sono rappresentati dal sistema delle aree prevalentemente agricole di Brugherio, a Nord/Est, e dalle aree anch’esse agricole della Bergamella, che si vengono a saldare e sommare alle aree del Centro Manin, in Sesto San Giovanni, a Sud/Ovest. Il “ricciolo” di Sud/Ovest potrebbe diventare un sistema verde di ben maggiore rilevanza e significato territoriale ove fosse possibile
ciolo” di Sud/Ovest potrebbe diventare un sistema verde di ben maggiore rilevanza e significato territoriale ove fosse possibile integrare al sistema stesso, sia in termini funzionali che morfopaesistici, le aree verdi esistenti (alcune già attrezzate o in fase di sistemazione, altre tuttora agricole) poste immediatamente a Sud, in territorio del Comune di Milano, evidenziate nella planimetria con apposita campitura verde.
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI
LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano214 Anche il “ricciolo” di Nord/Est potrebbe ugualmente estendersi e potenziarsi verso Nord, integrando le aree dette della Cascinazza in Monza (anch’esse evidenziate nella planimetria), aree tra l’altro di notevole valore ambientale e paesaggistico. Il nostro parco, che interessa la porzione centrale e più fragile e compromessa del fiume, viene dunque ad assumere un grande
o. Il nostro parco, che interessa la porzione centrale e più fragile e compromessa del fiume, viene dunque ad assumere un grande valore strategico ai fini della ipotizzata duplice integrazione al parco delle aree di Milano e Monza: a Nord verrebbe a incunearsi all’interno del centro storico di Monza e quindi a connettersi indirettamente con il tratto settentrionale del fiume, che corre all’interno
del centro storico di Monza e quindi a connettersi indirettamente con il tratto settentrionale del fiume, che corre all’interno del Parco di Monza e della Valle del Lambro; e a Sud, attestandosi al nodo della Gobba, il Parco si verrebbe a connettere col sistema verde Est milanese, costituito da Parco Lambro, Parco Forlanini, Parco di Monluè, a sua volta connesso col Parco Sud e quindi con la parte di fiume meno compromessa, immersa nelle residue aree agricole della “bassa”.
volta connesso col Parco Sud e quindi con la parte di fiume meno compromessa, immersa nelle residue aree agricole della “bassa”. Sotto il profilo ecologico, è ancora importante osservare infine che la duplice estensione del parco consentirebbe altresì al PLIS Media Valle Lambro di incrociare due importantissimi corridoi ecologici trasversali del sistema regionale, quello del Villoresi a Nord
Valle Lambro di incrociare due importantissimi corridoi ecologici trasversali del sistema regionale, quello del Villoresi a Nord e quello della Martesana a Sud; per i quali, in entrambi i casi, all’arricchimento ecologico si verrebbe ad aggiungere un’importante integrazione al sistema della ciclabilità regionale. Il fiume Lambro infatti, sino ad ora considerato un elemento marginale e negletto rispetto alle trasformazioni avvenute nei territori
ume Lambro infatti, sino ad ora considerato un elemento marginale e negletto rispetto alle trasformazioni avvenute nei territori attraversati, diviene con il PPI un elemento strutturante del nuovo progetto di Parco, filo conduttore di un processo di riqualificazione territoriale esteso a tutta la fascia fluviale, con interventi di rinaturazione e di recupero paesaggistico e fruitivo.
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LA PROGRAMMAZIONE SOVRAORDINATA E I VINCOLI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 215 Le superficie del Parco nei Comuni per destinazione BRUGHERIO COLOGNO SESTO SAN GIOVANNI TOTALEMONZESE ha %* ha %* ha %* ha %** Area agricola 49,62 61,1 // 15,747 11,3 65,37 24,3 Area incolta 0,682 0,84 6,352 13,2 38,39 27,5 45,42 16,9 Verde e attrezzature pubbliche // 1,848 3,85 18,58 13,3 20,428 7,6 Area recuperata a parco urbano // 29,49 61,4 0,343 0,25 29,835 11,1
e attrezzature pubbliche // 1,848 3,85 18,58 13,3 20,428 7,6 Area recuperata a parco urbano // 29,49 61,4 0,343 0,25 29,835 11,1 Orti 5,464 6,72 0,973 2,03 4,994 3,58 11,431 4,25 Cava Melzi attiva // // 16,515 11,8 16,515 6,14 Cava Melzi cessata // 0,47 0,98 8,743 6,26 9,213 3,43 Artigianale/ Produttivo 4,256 5,24 1,835 3,82 11,094 7,94 17,185 6,4 Residenza 3 3,7 // 2,848 2,04 5,848 2,17 Servizi e impianti tecnologici 12,51 15,4 2,467 5,14 15,632 11,2 30,609 11,4
17,185 6,4 Residenza 3 3,7 // 2,848 2,04 5,848 2,17 Servizi e impianti tecnologici 12,51 15,4 2,467 5,14 15,632 11,2 30,609 11,4 Area usi impropri 5,717 7 4,582 9,54 6,751 4,83 17,05 6,34 Totale PLIS MVL (escluse aree stradali e fiume) 81,25 100 48,02 100 139,64 100 268,91 100
- percentuali riferite alla superficie del PLIS ricadente nel Comune (escluse le aree stradali e fiume) ** percentuali riferite alla superficie totale del PLIS (escluse le aree stradali e fiume)
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Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 217 LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano218
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
ocumento di Piano 217 LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano218
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 219 I CONTRIBUTI ALLA REDAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO Le modalità di partecipazione dei cittadini alla procedura di redazione del Piano di Governo del Territorio (PGT) sono disciplinate
modalità di partecipazione dei cittadini alla procedura di redazione del Piano di Governo del Territorio (PGT) sono disciplinate con l’articolo 13 della L.R. n.12/2005: il comma 2, in particolare, prevede che chiunque possa presentare, suggerimenti e proposte per la formazione del PGT, anche per la tutela di interessi diffusi. Il Comune di Sesto San Giovanni, con deliberazione n. 122 del 16 maggio 2006, ha dato avvio al procedimento per la redazione del
Il Comune di Sesto San Giovanni, con deliberazione n. 122 del 16 maggio 2006, ha dato avvio al procedimento per la redazione del Piano di Governo del Territorio ai sensi della L.R. n.12/2005, e, a seguito di tale atto, con determina n. 10 del 16 giugno 2006, ha pubblicato l’avviso di avvio del procedimento che indicava in 120 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso il termine ultimo per la
o l’avviso di avvio del procedimento che indicava in 120 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso il termine ultimo per la presentazione di contributi, suggerimenti e proposte alla formazione del nuovo strumento urbanistico generale da parte dei cittadini e degli enti interessati. Entro tale termine, scaduto il 2 novembre 2006, sono pervenute n. 14 istanze, n. 2 contributi indirizzati direttamente al Sindaco (e
o tale termine, scaduto il 2 novembre 2006, sono pervenute n. 14 istanze, n. 2 contributi indirizzati direttamente al Sindaco (e dunque non inseriti nel protocollo speciale costituito per le istanze al PGT) e n. 1 contributo istituzionale; nei mesi seguenti, al di fuori del termine fissato dall’avviso, sono pervenute altre n. 36 istanze. L’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuno avvalersi della facoltà di prendere in esame anche i contributi al PGT pervenuti
’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuno avvalersi della facoltà di prendere in esame anche i contributi al PGT pervenuti fuori termine, sino a che, ai fini del completamento dell’istruttoria delle istanze e del perfezionamento degli atti costituenti il PGT, ha informato con delibera di Giunta comunale n. 98 del 26 marzo 2008 che non sarebbero stati presi in esame i contributi pervenuti oltre la data di esecutività della deliberazione stessa.
arzo 2008 che non sarebbero stati presi in esame i contributi pervenuti oltre la data di esecutività della deliberazione stessa. Si è proceduto all’istruttoria dei contributi, numerati progressivamente in ordine cronologico. Con l’attività di istruttoria iniziale sono state identificate n. 68 specifiche richieste, n. 27 contenute nelle n. 17 istanze pervenute nel termine previsto e n. 41 contenute nelle n. 36 istanze presentate al di fuori di tale termine. Per ciascuna richiesta è stata
el termine previsto e n. 41 contenute nelle n. 36 istanze presentate al di fuori di tale termine. Per ciascuna richiesta è stata predisposta una scheda di sintesi, che contiene una descrizione dello stato attuale dell’area interessata dall’istanza, in particolare con la destinazione del PRG 2004 ed una sintesi della richiesta formulata. Le istanze riferite a specifiche localizzazioni territoriali sono state individuate su di un’apposita cartografia (si veda la figura 1). Tali
ferite a specifiche localizzazioni territoriali sono state individuate su di un’apposita cartografia (si veda la figura 1). Tali istanze interessano nel complesso una superficie territoriale di oltre due milioni di mq, pari a circa il 20% del territorio comunale (la
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano220 sola istanza dell’Immobiliare Cascina Rubina riguarda aree di oltre 1,3 milioni di mq.). Le istanze riguardano prevalentemente immobili di piccole e medie dimensioni; in dettaglio:
- n. 29 istanze riguardano aree di superficie inferiore ai 15.000 mq (6% della ST complessiva interessata dalle istanze);
aglio:
- n. 29 istanze riguardano aree di superficie inferiore ai 15.000 mq (6% della ST complessiva interessata dalle istanze);
- n. 6 istanze riguardano aree di superficie dai 15.000 ai 30.000 mq (6% della ST complessiva delle istanze);
- n. 2 istanze riguardano aree di superficie prossima o superiore ai 200.000 mq (20% della ST);
- n. 1 istanza riguara aree di oltre 1,3 milioni di mq.
no aree di superficie prossima o superiore ai 200.000 mq (20% della ST);
- n. 1 istanza riguara aree di oltre 1,3 milioni di mq. Per assicurare una valutazione trasparente ed uniforme delle diverse istanze, le richieste, sono state collegate a sette temi omogenei, individuati dagli Uffici tecnici a conclusione della fase istruttoria in coerenza con l’impostazione dei documenti preparatori del Documento di piano (si veda le tabelle 1 e 2). Tabella 1: i temi omogenei e le istanze riferite a uno o più temi
preparatori del Documento di piano (si veda le tabelle 1 e 2). Tabella 1: i temi omogenei e le istanze riferite a uno o più temi temi omogenei identificativo istanze collegate Contributi propositivi di interesse generale e richieste di consultazione in sede di formazione del PGT 2, 10, 15, 20, 30 Vincoli e tutele ambientali: Parco della Media Valle del Lambro; PAI; fascia di rispetto ferroviaria 1, 46, 47 Modifica della normativa vigente _1, 32 Adeguamento di programmi urbanistici in corso 11, 12, 14
rispetto ferroviaria 1, 46, 47 Modifica della normativa vigente _1, 32 Adeguamento di programmi urbanistici in corso 11, 12, 14 Ambiti di trasformazione urbanistica e modifiche delle destinazioni d’uso ZT o aree residenziali: 0, _2, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 18, 22, 25, 31, 37, 42, 43, 44, 48 Aree produttive: 9, 16, 17, 19, 21, 23, 24, 33, 34, 35, 36, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 50 Aree a servizi: 1, 13, 23, 27, 28, 29, 38, 39, 41, 45, 47, 49
17, 19, 21, 23, 24, 33, 34, 35, 36, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 50 Aree a servizi: 1, 13, 23, 27, 28, 29, 38, 39, 41, 45, 47, 49 Servizi, residenza sociale e residenza temporanea, riqualificazione del centro storico _2, 13, 14, 15, 20 Commercio 14, 20, 26
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 221 Tabella 2: i temi omogenei e le linee di indirizzo per la valutazione temi omogenei indirizzi per la valutazione Contributi propositivi di interesse generale e richieste di consultazione in sede di formazione del PGT Per consentire ai cittadini di presentare contributi di carattere generale o tematico, l’Amministrazione,
di formazione del PGT Per consentire ai cittadini di presentare contributi di carattere generale o tematico, l’Amministrazione, oltre alle fasi di partecipazione e osservazione agli atti previste a norma di legge, prevede e promuove incontri e workshop sul PGT. Vincoli e tutele ambientali: Parco della Media Valle del Lambro; PAI; fascia di rispetto ferroviaria Il PGT riporta i vincoli ricognitivi sopraordinati e conferma le previsioni generali relative al Parco della
ispetto ferroviaria Il PGT riporta i vincoli ricognitivi sopraordinati e conferma le previsioni generali relative al Parco della Media Valle del Lambro, anche verificando la possibilità di concordare con gli operatori un piano di dismissione delle attività in essere o di trasferimento delle stesse in localizzazioni più adeguate. Modifica della normativa vigente L’Amministrazione valuta le proposte di integrazione normativa, demandando al Piano delle regole la
fica della normativa vigente L’Amministrazione valuta le proposte di integrazione normativa, demandando al Piano delle regole la specificazione delle norme sul tessuto consolidato e sui beni storico-documentali. Adeguamento di programmi in corso L’Amministrazione valuta l’ammissibilità dell’adeguamento dei programmi urbanistici in corso nel rispetto degli obiettivi strategici espressi dal Documento di piano e delle regole di incentivazione previste dallo stesso.
nel rispetto degli obiettivi strategici espressi dal Documento di piano e delle regole di incentivazione previste dallo stesso. Ambiti di trasformazione urbanistica e modifica delle destinazioni d’uso L’Amministrazione valuta l’ammissibilità della trasformazione urbanistica o del mutamento di destinazione d’uso degli ambiti collocati nella città consolidata in relazione allo stato di fatto e allo stato di diritto delle aree, prevedendo, in linea generale:
cati nella città consolidata in relazione allo stato di fatto e allo stato di diritto delle aree, prevedendo, in linea generale:
- la conferma delle zone di trasformazione previste nel PRG 2004, con le possibilità di integrazione delle proposte progettuali offerte dal Documento di piano, in particolare tramite le regole di incentivazione;
- la conferma delle aree produttive industriali e artigianali in attività;
- la conferma della aree a standard urbanistico e a servizi, pubblici e di interesse pubblico.
triali e artigianali in attività;
- la conferma della aree a standard urbanistico e a servizi, pubblici e di interesse pubblico. Servizi, residenza sociale e residenza temporanea, riqualificazione del centro storico L’Amministrazione sostiene le proposte di riqualificazione della città consolidata, conferma le previsioni di servizi pubblici e di interesse pubblico e ne promuove nuove la valorizzazione.
lla città consolidata, conferma le previsioni di servizi pubblici e di interesse pubblico e ne promuove nuove la valorizzazione. Commercio L’Amministrazione valuta le istanze con riferimento al quadro analitico e programmatico delineato dal nuovo Piano del commercio, facente parte del PGT.
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano222 Il tema omogeneo inerente le proposte di pianificazione attuativa o di programmazione integrata è stato ulteriormente suddiviso in tre sotto-temi, in relazione allo stato di diritto delle aree in oggetto: aree per le quali il PRG 2004 già prevede il ricorso a strumenti
temi, in relazione allo stato di diritto delle aree in oggetto: aree per le quali il PRG 2004 già prevede il ricorso a strumenti attuativi, aree destinate dal PRG 2004 ad attività produttive industriali e artigianali, ed aree destinate a standard urbanistici e servizi pubblici o privati di interesse pubblico. Per queste aree si prevede, in linea generale:
- la conferma delle zone di trasformazione previste nel PRG 2004, con le possibilità di integrazione delle proposte progettuali
- la conferma delle zone di trasformazione previste nel PRG 2004, con le possibilità di integrazione delle proposte progettuali offerte dal Documento di piano, in particolare tramite le regole di incentivazione;
- la conferma delle aree produttive industriali e artigianali in attività;
- la conferma della aree a standard urbanistico e a servizi, pubblici e di interesse pubblico.
triali e artigianali in attività;
- la conferma della aree a standard urbanistico e a servizi, pubblici e di interesse pubblico. In particolare, in merito alle istanze riconducibili a proposte preliminari di pianificazione attuativa o di interventi in variante agli strumenti urbanistici vigenti (quasi i 2/3 delle istanze pervenute: istanze nn. 3, 5, 6, 7, 9, 13, 14, 18, 19, 21, 22, 23, 24, 27, 31, 33,
urbanistici vigenti (quasi i 2/3 delle istanze pervenute: istanze nn. 3, 5, 6, 7, 9, 13, 14, 18, 19, 21, 22, 23, 24, 27, 31, 33, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 47, 49, 50), alcune delle quali integrate da successive proposte preliminari di PII, l’Amministrazione ha ritenuto di rinviarle alla fase attuativa del PGT secondo le regole previste per gli Ambiti di Trasformazione e di Riqualificazione.
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 223 Figura 1. L ocalizzazione dei contributi alla formazione del PGT
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
IONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 223 Figura 1. L ocalizzazione dei contributi alla formazione del PGT
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano224 Elenco dei contributi pervenuti per la formazione del PGT Contributo istituzionale (1) data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 30/10/2006 prot. sett . 4663 Consiglio di Circoscrizione n. 4 “Pelucca – Villaggio Falck” 0
protocollo richiedente n. contributo 30/10/2006 prot. sett . 4663 Consiglio di Circoscrizione n. 4 “Pelucca – Villaggio Falck” 0 Altri contributi alla redazione del PGT pervenuti entro il termine del 2 novembre 2006 (2) data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 24/10/2006 89760 Industrie Galvaniche srl _1 31/10/2006 91993 Immobiliare Cascina Rubina srl _2 Contributi alla redazione del PGT pervenuti entro il termine del 2 novembre 2006(3) :
06 91993 Immobiliare Cascina Rubina srl _2 Contributi alla redazione del PGT pervenuti entro il termine del 2 novembre 2006(3) : data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 31/10/2006 92079 Autodemolizioni Mauro snc 1 31/10/2006 92083 Melzi & figli srl 2 31/10/2006 92108 KST srl 3 31/10/2006 92109 Alfonso Bertoli 4 31/10/2006 92110 CI.SE. srl 5 31/10/2006 92111 Melzi & figli srl 6 31/10/2006 92113 Giovanni Calzolari 7
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 225 data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 31/10/2006 92114 Verdeauto srl 8 31/10/2006 92116 La Rombonetta spa 9 31/10/2006 92122 Circolo Dossetti e Circolo Gorrieri 10 2/11/2006 92520 Mathieu Peter Magni 11 2/11/2006 92571 Luca Pasini 12 2/11/2006 92573 Imperial Service srl 13 2/11/2006 92599 Esiodo srl – Taras srl – Quarzo 1990 srl - Malenco srl 14
Luca Pasini 12 2/11/2006 92573 Imperial Service srl 13 2/11/2006 92599 Esiodo srl – Taras srl – Quarzo 1990 srl - Malenco srl 14 Contributi aggiuntivi pervenuti oltre il termine del 2 novembre 2006 (4) : data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 6/11/2006 93591 BCC Sesto San Giovanni 15 28/11/2006 100800 Parrocchia di Santo Stefano 16 29/11/2006 prot. sett . 4737 Fondazione Istituto Geriatrico “La Pelucca” 17 7/12/2007 103298 Santo Praino 18 26/01/2007 7236 Antonio Cavalli 19
. sett . 4737 Fondazione Istituto Geriatrico “La Pelucca” 17 7/12/2007 103298 Santo Praino 18 26/01/2007 7236 Antonio Cavalli 19 29/01/2007 8280 Assesto – Dario Hueller Associati 20 31/01/2007 9127 GMS srl 21 13/02/2007 13599 Ferdinando Panucci – Giuseppe Burro – Marilena Carbone 22 12/03/2007 22358 Glowen Italia srl 23 21/03/2007 25321 Sinteco spa 24 13/04/2007 31977 Reno snc 25 30/04/2007 36422 Unione del Commercio della Provincia di Milano 26 02/07/2007 54768 Giorgio Mazziotta 27
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano226 data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 23/07/2007 61965 Giuliana Montani 28 1/08/2007 64413 Renato Sala 29 8/08/2007 66942 Coldiretti 30 20/09/2007 76351 Marco Magni - Riccardo Ughi 31 8/10/2007 prot. sett 5228 Lorella D’Ambrosio 32 19/11/2007 94271 Dal Cin spa 33 26/11/2007 96517 Parrocchia di Santo Stefano 34 27/11/2007 97015 La Rombonetta spa 35
mbrosio 32 19/11/2007 94271 Dal Cin spa 33 26/11/2007 96517 Parrocchia di Santo Stefano 34 27/11/2007 97015 La Rombonetta spa 35 27/11/2007 96780 Mixers Gabbioneta srl 36 28/11/2007 97159 Marco Magni – Kalispera srl 37 30/11/2007 97876 Zelda srl 38 4/12/2007 98725 Glowen Italia srl 39 4/12/2007 98887 Raci srl – Fava srl – Fantini Marmi sas 40 5/12/2007 99047 Columbus srl 41 6/12/2007 99633 Sesto Sviluppo srl 42 10/12/2007 100435 Società Cooperativa Edificatrice Nuova Torretta 43
99047 Columbus srl 41 6/12/2007 99633 Sesto Sviluppo srl 42 10/12/2007 100435 Società Cooperativa Edificatrice Nuova Torretta 43 19/12/2007 103193 Bouty spa 44 20/12/2007 105130 Studio Torlaschi Architettura 45 31/01/2008 8506 RFI spa 46 13/02/2008 12744 Sergio Franzoni 47 25/02/2008 16442 Cesare Avoledo - Gianfranco Avoledo 48
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 227 Altri contributi pervenuti oltre il termine del 2 novembre 2006 (5) : data presentazione numero protocollo richiedente n. contributo 07/03/2008 21012 Marco Magni – 10 Parrocchie 49 07/03/2008 21102 Caronte srl – Roano srl – Pogliani spa 50 Note:
e n. contributo 07/03/2008 21012 Marco Magni – 10 Parrocchie 49 07/03/2008 21102 Caronte srl – Roano srl – Pogliani spa 50 Note: (1) Il contributo non è pervenuto sotto forma di istanza alla redazione del PGT ma quale contributo istituzionale della Circoscrizione n. 4 “Pelucca – Villaggio Falck”, e non è stato inserito nel protocollo speciale, pur essendo giunto entro il termine previsto (2 novembre 2006). Al contributo è stato assegnato il numero identificativo 0.
ale, pur essendo giunto entro il termine previsto (2 novembre 2006). Al contributo è stato assegnato il numero identificativo 0. (2) I 2 contributi, indirizzati direttamente al Sindaco, non sono stati inseriti nel protocollo speciale, benché inviati entro i termini previsti per la presentazione dei contributi al PGT, e sono stati numerati con _1 e _2. (3) I contributi alla redazione del PGT sono stati numerati sulla base dell’ordine di inserimento nel protocollo speciale.
e _2. (3) I contributi alla redazione del PGT sono stati numerati sulla base dell’ordine di inserimento nel protocollo speciale. (4) I contributi giunti fuori termine (2 novembre 2006) e quindi non inseriti nel protocollo speciale, per uniformità con i precedenti contributi, sono numerati progressivamente in ordine cronologico. (5) I contributi 49 e 50 sono giunti dopo la predisposizione della delibera di Giunta comunale n. 98 del 26/03/2008, ma entro i termini previsti dalla stessa per
nti dopo la predisposizione della delibera di Giunta comunale n. 98 del 26/03/2008, ma entro i termini previsti dalla stessa per l’esame delle istanze; per uniformità con i precedenti contributi, sono numerati progressivamente in ordine cronologico.
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano228
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano228
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 229 IL PROCESSO PARTECIPATIVO FINALIZZATO ALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Il Consiglio Regionale, al fine di supportare i processi di valutazione, ha approvato, il 13 marzo 2007, gli Indirizzi generali per la
siglio Regionale, al fine di supportare i processi di valutazione, ha approvato, il 13 marzo 2007, gli Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi (VAS), stabilendo che la costruzione di tali strumenti debba essere accompagnata da modalità definite di consultazione, comunicazione e informazione, suddivise nelle diverse fasi. Il 27 dicembre 2007, successivamente all’avvio da parte del Comune del processo di Valutazione ambientale Strategica, sono
fasi. Il 27 dicembre 2007, successivamente all’avvio da parte del Comune del processo di Valutazione ambientale Strategica, sono approvati ulteriori adempimenti e specifiche rispetto alle linee guida individuate con il documento di marzo. Nelle suddette linee guida si evidenzia la rilevanza che, all’interno della procedura di VAS, assume la gestione di gran parte dei processi di partecipazione e di coinvolgimento del pubblico e degli enti interessati, al fine di convenire a una definizione di strategie
di partecipazione e di coinvolgimento del pubblico e degli enti interessati, al fine di convenire a una definizione di strategie generali condivise, raccogliere l’espressione di singoli pareri e di rendere il più trasparente possibile il processo decisionale. Nel gennaio 2007 l’Amministrazione Comunale, in concomitanza con la fase di orientamento ed impostazione del processo di Piano, ha intrapreso un processo partecipato con iniziative volte prevalentemente a consultare la cittadinanza sestese.
cesso di Piano, ha intrapreso un processo partecipato con iniziative volte prevalentemente a consultare la cittadinanza sestese. A tal fine è stato promosso un forum denominato Il progetto Falck e altri 100. Verso il Piano di governo del territorio, preliminare e propedeutico al processo di VAS vero e proprio, con l’obiettivo primario di raccogliere punti di attenzione, osservazioni e suggerimenti, in merito alle trasformazioni in corso a Sesto San Giovanni.
io di raccogliere punti di attenzione, osservazioni e suggerimenti, in merito alle trasformazioni in corso a Sesto San Giovanni. In questa prima fase si sono svolte prevalentemente attività di consultazione, avviate con una riunione plenaria iniziale, proseguite con le attività dei gruppi di lavoro sui temi della la qualità della città e del metabolismo urbano e concluse con una riunione plenaria finale, rivolgendosi prevalentemente ad un pubblico vasto.
a città e del metabolismo urbano e concluse con una riunione plenaria finale, rivolgendosi prevalentemente ad un pubblico vasto. Il processo di partecipazione conclusosi nel mese di marzo ha prodotto un Rapporto finale in cui sono state raccolte le osservazioni ed i suggerimenti dei partecipanti al forum. Formalmente il Comune di Sesto San Giovanni, con D.G.C. del 23 ottobre 2007 n. 261, integrata da D.G.C. del 13 novembre 2007
um. Formalmente il Comune di Sesto San Giovanni, con D.G.C. del 23 ottobre 2007 n. 261, integrata da D.G.C. del 13 novembre 2007 n. 286, considerando quanto previsto dagli articoli 21 e 22 del D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i, ha dato avvio al procedimento di VAS. L’avviso di avvio al procedimento è stato pubblicato in data 7 novembre 2007 nelle forme previste dalla legge. In continuità con i risultati della fase iniziale, si è proceduto con una seconda fase del processo partecipativo, che si è strutturato
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano230 nelle seguenti attività e iniziative, rivolte principalmente agli enti territorialmente interessati e a i soggetti competenti in materia ambientale così come identificati nell’elenco allegato alla delibera di Giunta Comunale di avvio al procedimento VAS, di seguito specificato: Enti territorialmente interessati e soggetti competenti in materia ambientale:
- Regione Lombardia;
- Provincia di Milano;
cato: Enti territorialmente interessati e soggetti competenti in materia ambientale:
- Regione Lombardia;
- Provincia di Milano;
- Comuni contermini;
- Azienda Sanitaria Locale;
- Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente;
- Consorzio Parco Nord Milano;
- Parco Media Valle del Lambro;
- Autorità di Bacino del fiume Po;
- Ministero per i beni e le attività culturali;
- Ministero dell’Ambiente, delle tutela del Territorio e del Mare;
- AEM s.p.a.;
- Agenzia Milanese per la Mobilità e l’Ambiente;
Ministero dell’Ambiente, delle tutela del Territorio e del Mare;
- AEM s.p.a.;
- Agenzia Milanese per la Mobilità e l’Ambiente;
- CAP Gestione s.p.a.;
- CO.RE.;
- Energie Locali s.r.l.;
- Consorzio Trasporti Pubblici;
- ATM Azienda Trasporti Milanesi s.p.a.;
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 231
- MM Metropolitana Milanese;
- RFI;
- Milano Serravalle – Milano Tangenziali s.p.a. – Serravalle s.p.a.;
- Caronte s.p.a.;
- Cifap Consorzio per l’Istruzione e la Formazione Artigiana e Professionale;
- Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest; Categorie di portatori di interesse:
- Sindacati CGIL – CISL – UIL;
- Associazioni di categoria;
stema Bibliotecario Nord Ovest; Categorie di portatori di interesse:
- Sindacati CGIL – CISL – UIL;
- Associazioni di categoria;
- Altre associazioni ambientaliste e di volontariato no profit;
- Consulte e tavoli paraistituzionali;
- Presidente Comitato pari opportunità;
- Università;
- Telefonia Mobile. Il 27 novembre 2007 si è dato inizio alla fase di Avvio al confronto con la seduta introduttiva della Conferenza di Valutazione.
Il 27 novembre 2007 si è dato inizio alla fase di Avvio al confronto con la seduta introduttiva della Conferenza di Valutazione. Nel corso della Conferenza è stato sottoposto all’attenzione dei portatori di interesse (istituzionali e non) il Documento Preliminare di VAS - Scooping, comprendente i contenuti minimi e l’approccio metodologico del Rapporto Ambientale. Il documento è stato pubblicato sul portale del Comune, nella sezione dedicata, a far data dal 19 novembre 2007.
rto Ambientale. Il documento è stato pubblicato sul portale del Comune, nella sezione dedicata, a far data dal 19 novembre 2007. Nel mese di dicembre sono stati attivati specifici Tavoli Tecnici Tematici con i portatori di interesse locali e sovra locali, rivolti all’analisi concertata delle singole componenti ambientali/antropiche, alla valutazione dei relativi indicatori prestazionali, all’individuazione del corrispondente livello di priorità in rapporto alle esigenze della città.
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE
LA PARTECIPAZIONE AL PROCESSO DI PIANIFICAZIONE Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano232 I tavoli si sono organizzati secondo le seguenti tematiche:
- La città pubblica: servizi cultura e formazione;
- Qualità urbana ed edilizia, paesaggio e patrimonio storico – architettonico;
- Coesione sociale: lavoro, servizi, politiche dell’abitare;
- Mobilità e pesi insediativi;
- Qualità dell’aria, dell’acqua e rumore;
- Energia , bonifiche e rifiuti.
olitiche dell’abitare;
- Mobilità e pesi insediativi;
- Qualità dell’aria, dell’acqua e rumore;
- Energia , bonifiche e rifiuti. Il Rapporto Ambientale, nelle proprie valutazioni, ha recepito i punti di attenzione sottoposti dai partecipanti al Comune ed evidenziati attraverso tali processi. Insieme all’elaborazione del suddetto Rapporto è prevista anche la predisposizione di un documento denominato Sintesi non
cessi. Insieme all’elaborazione del suddetto Rapporto è prevista anche la predisposizione di un documento denominato Sintesi non tecnica, che costituisce il principale strumento di informazione e comunicazione con il pubblico. In questo documento infatti devono essere sintetizzate in un linguaggio il più possibile divulgativo e comprensibile le descrizioni, le valutazioni e le conclusioni illustrate nel Rapporto Ambientale.
il più possibile divulgativo e comprensibile le descrizioni, le valutazioni e le conclusioni illustrate nel Rapporto Ambientale. La proposta di Rapporto Ambientale, congiuntamente alla proposta di Documento di Piano, inviata precedentemente ai soggetti competenti in materia ambientale e agli enti territorialmente interessati, è stata presentata nel corso della seduta finale della Conferenza di Valutazione in data 8 novembre 2008.
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 233 PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano234
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
nni - PGT – Documento di Piano 233 PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano234
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 235 L’ASSETTO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO, SISMICO Per comodità ed efficacia di consultazione dei documenti che compongono il Piano di Governo del Territorio del Comune di Sesto
O Per comodità ed efficacia di consultazione dei documenti che compongono il Piano di Governo del Territorio del Comune di Sesto San Giovanni il seguente capitolo è riportato integralmente anche nella relazione illustrativa del Piano delle Regole. La definizione dell’assetto geologico, idrogeologico e sismico comunale e l’individuazione delle aree a pericolosità e vulnerabilità geologica, idrogeologica e sismica nonché le norme e le prescrizioni a cui le medesime aree sono assoggettate in ordine alle
ità geologica, idrogeologica e sismica nonché le norme e le prescrizioni a cui le medesime aree sono assoggettate in ordine alle attività di trasformazione territoriale, sono state affrontate nello studio geologico allegato al PRG 2004 (riconosciuto conforme alle direttive regionali emanate in applicazione dell’art. 3 della L.R. 41/97 con delibera di Giunta regionale n. 6/37920 del 6 agosto 1998
ive regionali emanate in applicazione dell’art. 3 della L.R. 41/97 con delibera di Giunta regionale n. 6/37920 del 6 agosto 1998 e approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 14 del 5 aprile 2004) adeguato ai sensi dell’articolo 57 della L.R. n. 12/2005, nonché della D.G.R. n. 8/1566 del 22 dicembre 2005 “Criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio”.
riteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio”. L’adeguamento ha riguardato in particolare la componente sismica, le cartografie dei vincoli, di sintesi e di fattibilità, e la relativa normativa tecnica. L’incarico per l’adeguamento dello studio geologico, idrogeologico e sismico a supporto della redazione del Piano di Governo del Territorio è stato affidato al prof. F. Villa.
gico, idrogeologico e sismico a supporto della redazione del Piano di Governo del Territorio è stato affidato al prof. F. Villa. Il presente paragrafo sintetizza gli elementi di novità dello studio di adeguamento rispetto allo studio geologico allegato al PRG 2004, mentre per il dettaglio delle analisi finalizzate alla definizione dell’inquadramento geologico, geomorfologico e idrogeologico si rimanda agli elaborati integrali dello studio, correlato al Documento di Piano.
nto geologico, geomorfologico e idrogeologico si rimanda agli elaborati integrali dello studio, correlato al Documento di Piano. In merito alla componente sismica, lo studio ha valutato gli scenari di pericolosità sismica locale (PSL) redigendo una specifica cartografia in cui vengono riportate le perimetrazioni areali delle situazioni in grado di determinare effetti sismici locali come
rtografia in cui vengono riportate le perimetrazioni areali delle situazioni in grado di determinare effetti sismici locali come instabilità o amplificazioni sismiche. A livello di inquadramento sismico generale, la città è classificata in zona sismica 4 “sismicità irrilevante” (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274/03). In merito al comportamento sismico locale, la gran parte
vante” (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274/03). In merito al comportamento sismico locale, la gran parte del territorio comunale ricade all’interno della PSL – Z4a “Zona di fondovalle con presenza di depositi alluvionali e/o fluvio-glaciali granulari e/o coesivi”, mentre le aree corrispondenti alle vecchie cave, dove esistono dei cigli di scarpata superiori a 10 m, ricadono
ri e/o coesivi”, mentre le aree corrispondenti alle vecchie cave, dove esistono dei cigli di scarpata superiori a 10 m, ricadono nella categoria PSL Z3a “Zona di ciglio H > 10 m”. Entrambe le PSL rientrano nella classe di pericolosità sismica H2 (secondo
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano236 livello di approfondimento) e non sono presenti altri scenari di pericolosità sismica. Lo studio enuncia le prescrizioni geologiche da inserire nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle Regole, che precisano, con riferimento alle classi di fattibilità identificate (classe 1 fattibilità senza limitazioni – non presente sul territorio comunale -; classe
alle classi di fattibilità identificate (classe 1 fattibilità senza limitazioni – non presente sul territorio comunale -; classe 2 fattibilità con modeste limitazioni; classe 3 fattibilità con consistenti limitazioni; classe 4 fattibilità con gravi limitazioni), gli interventi ammissibili, le precauzioni da adottare e le indicazioni per gli eventuali studi di approfondimento.
imitazioni), gli interventi ammissibili, le precauzioni da adottare e le indicazioni per gli eventuali studi di approfondimento. Per le aree comprese in classe 2, in generale, sono ancora ammissibili tutte le categorie di opere edificatorie, fatto salvo l'obbligo di verifica della compatibilità geologica e geotecnica ai sensi delle nuove norme tecniche per le costruzioni, per tutti i livelli di
rifica della compatibilità geologica e geotecnica ai sensi delle nuove norme tecniche per le costruzioni, per tutti i livelli di progettazione previsti per legge. In caso di edifici che prevedano la realizzazione di piani interrati, sarà necessaria l'acquisizione di un parere geologico-geotecncico preventivo, finalizzato alla verifica della compatibilità delle previsioni di progetto con lo stato dei luoghi.
gico-geotecncico preventivo, finalizzato alla verifica della compatibilità delle previsioni di progetto con lo stato dei luoghi. Per le aree comprese in classe 3, la progettazione e la realizzazione di nuove infrastrutture con sopraelevazioni e/o ampliamenti dell’esistente che comportino variazioni dei carichi trasmessi dovranno essere attentamente valutate alla luce di specifici studi geologici e geotecnici.
tino variazioni dei carichi trasmessi dovranno essere attentamente valutate alla luce di specifici studi geologici e geotecnici. Nelle aree in classe 4, non sono ammesse nuove edificazioni, sono però consentiti interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, sempre corredati da studi geologici e geotecnici. Le norme proposte riguardano inoltre gli ambiti ricadenti nella fascia C del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI).
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 237 LA BONIFICA DEI SUOLI Il territorio di Sesto San Giovanni è stato sede di importanti attività industriali, fino ad essere, negli anni Sessantanove del secolo scorso, il quinto polo industriale italiano con circa 30 mila operai impiegati. La crisi dell’industria pesante nazionale, sopraggiunta
il quinto polo industriale italiano con circa 30 mila operai impiegati. La crisi dell’industria pesante nazionale, sopraggiunta durante gli anni Ottanta/Novanta, ha determinato la dismissione di molte aree industriali e oltre due milioni di metri quadrati di territorio da recuperare. Spesso, proprio la presenza di tali attività industriali ha determinato una significativa compromissione qualitativa dei suoli, legata in
roprio la presenza di tali attività industriali ha determinato una significativa compromissione qualitativa dei suoli, legata in prevalenza agli insediamenti veri e propri, ossia ai processi produttivi in essere oltre che al riutilizzo sul territorio, a volte in maniera impropria, degli “scarti delle lavorazioni” per la realizzazione, per esempio, di sottofondi, riempimenti, rilevati etc.
maniera impropria, degli “scarti delle lavorazioni” per la realizzazione, per esempio, di sottofondi, riempimenti, rilevati etc. Al fine di rendere disponibili per altri usi le aree industriali dismesse, si rende necessario operare, come peraltro previsto dalla normativa vigente, mediante la caratterizzazione e l’eventuale necessaria bonifica dei siti se contaminati. È senza dubbio il caso di ricordare che, con la Legge n. 388/2000, il Comune di Sesto San Giovanni è stato inserito tra i Siti di
senza dubbio il caso di ricordare che, con la Legge n. 388/2000, il Comune di Sesto San Giovanni è stato inserito tra i Siti di Interesse Nazionale (SIN) e che, con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 31 agosto 2001, sono state perimetrate le aree del territorio ricadenti all’interno del sito, sostanzialmente individuabili negli ex comparti Falck, Marelli,
rimetrate le aree del territorio ricadenti all’interno del sito, sostanzialmente individuabili negli ex comparti Falck, Marelli, Breda e nello scalo ferroviario RFI. Su tali aree sono stati avviati, quindi, i procedimenti di caratterizzazione e bonifica. Oltre alle grandi aree dismesse inserite nel SIN ricordiamo due aree di competenza Regionale (Ex Falck Concordia Sud e Cimi.Montubi), per le quali sono già stati conclusi gli interventi di bonifica e messa in sicurezza nonché gli interventi di
d e Cimi.Montubi), per le quali sono già stati conclusi gli interventi di bonifica e messa in sicurezza nonché gli interventi di riqualificazione successiva. Infine sul territorio sono presenti altre aree interessate da interventi di bonifica a diversi stadi di attuazione. Al 31/03/2008 la superficie del territorio comunale oggetto di bonifica ammonta a 3.701.839 m q , pari a circa il 32% del territorio comunale.
la superficie del territorio comunale oggetto di bonifica ammonta a 3.701.839 m q , pari a circa il 32% del territorio comunale. Questa percentuale è cosi suddivisa: il 22% della superficie territoriale è di competenza nazionale, il 7,4% della superficie è di competenza comunale e il 2,2% della superficie comunale è di competenza regionale, come rappresentato nella figura 1.
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano238 Figura 1:Suddivisione per Competenza delle Aree Indagate Aree nazionali Aree regionali Aree comunali
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PGT – Documento di Piano238 Figura 1:Suddivisione per Competenza delle Aree Indagate Aree nazionali Aree regionali Aree comunali
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 239 Ad oggi gli interventi di bonifica dei suoli hanno consentito la bonifica o la messa in sicurezza del 27.3% delle aree interessate rispetto al totale delle aree contaminate individuate (figura 3).
ifica o la messa in sicurezza del 27.3% delle aree interessate rispetto al totale delle aree contaminate individuate (figura 3). In considerazione del fatto che la normativa per la bonifica dei siti contaminati ha subito un’evoluzione nell’arco degli ultimi quindici anni, si ritiene opportuno evidenziare le normative di riferimento a cui fanno capo le diverse aree individuate sul territorio.
anni, si ritiene opportuno evidenziare le normative di riferimento a cui fanno capo le diverse aree individuate sul territorio. Nel caso infatti di siti già indagati, bonificati e/o messi in sicurezza con la D.G.R. n. 17252/1996 (come ad esempio Cimi. Montubi e Concordia Sud) eventuali nuovi interventi modificativi dello stato attuale delle aree richiederebbero una nuova fase di analisi conformemente alla vigente normativa.
enti modificativi dello stato attuale delle aree richiederebbero una nuova fase di analisi conformemente alla vigente normativa. Inoltre per gli interventi autorizzati ai sensi del D. Lgs. n.152/2006, per i quali sia stata o verrà predisposta l’analisi di rischio sanitario ambientale sito specifica, si ricorda che le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) autorizzate sono strettamente legate
nitario ambientale sito specifica, si ricorda che le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) autorizzate sono strettamente legate all’assetto urbanistico e al planivolumetrico di progetto assentiti in sede di approvazione del documento di analisi di rischio; pertanto una modifica del progetto “edilizio” ( per esempio dell’ubicazione, della dimensione , dell’altezza, dell’utilizzo, etc.), comporta una revisione dell’analisi di rischio stessa in quanto le CSR rappresentano il vincolo per l’attività edilizia.
etc.), comporta una revisione dell’analisi di rischio stessa in quanto le CSR rappresentano il vincolo per l’attività edilizia. Nella figura 2 sono riportate le aree suddivise per normativa di riferimento, da essa si desume come gran parte degli interventi realizzati siano riferibili al D.M. n. 471/1999, il quale può essere considerato, ad oggi, come la normativa di riferimento maggiormente cautelativa .
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano240 Figura 2: Normativa di riferimento dei Procedimenti di Bonifica dei Suoli
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
tà di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano240 Figura 2: Normativa di riferimento dei Procedimenti di Bonifica dei Suoli
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 241 Di seguito si elencano le aree per le quali ad oggi è presente un vincolo derivante o da interventi di: Messa in Sicurezza Permanente:
- Parcheggio Mantovani;
- Area adibita a verde e parcheggi pertinenziali comparto Milano Mantova Pace;
in Sicurezza Permanente:
- Parcheggio Mantovani;
- Area adibita a verde e parcheggi pertinenziali comparto Milano Mantova Pace;
- Parte area in prossimità del carroponte comparto ex Breda Cimi. Montubi;
- Viabilità e parte a verde comparto ex Falck Concordia Sud;
- Parte del piazzale stabilimento Marcegaglia;
- Parte delle aree interne alla Centrale Edison;
- Area stoccaggio fusti olii lubrificanti comparto Breda Energia. Vincolo derivante dall’effettuazione di un’ Analisi di rischio sanitario ambientale:
i olii lubrificanti comparto Breda Energia. Vincolo derivante dall’effettuazione di un’ Analisi di rischio sanitario ambientale:
- Parte comparto ex Falck Concordia Sud;
- Parte dello stabilimento Marcegaglia;
- Parte delle aree interne ed esterne alla Centrale Edison;
- Parte comparto Decapassavant;
- Parte comparto Vulcano;
- Parte comparto Ex Marelli (ambito di mantenimento tessuto prevalentemente produttivo);
- Parte dei comparti Ex Falck Unione, Concordia Nord, Ex Cava, Vittoria;
to di mantenimento tessuto prevalentemente produttivo);
- Parte dei comparti Ex Falck Unione, Concordia Nord, Ex Cava, Vittoria;
- Area cortilizia condominio via Risorgimento 22;
- Area parcheggio stabilimento Ex Enichem.
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano242 Lo stato di attuazione delle bonifiche negli ambiti individuati dalla pianificazione attuativa (figura 3) Decapassavant Per questo comparto sono in corso le attività di bonifica, su una parte di esso è stata presentata, come sopra accennato, un analisi di rischio laddove non è risulto possibile per motivi tecnici, utilizzando le migliori tecnologie a costi sostenibili, provvedere direttamente alla bonifica del sito.
bile per motivi tecnici, utilizzando le migliori tecnologie a costi sostenibili, provvedere direttamente alla bonifica del sito. Gli interventi sono stati calibrati per essere compatibili con funzioni assimilabili al verde residenziale (tranne per il sedime della nuova viabilità di progetto). Bergamella (Cascina Gatti) L’area in questione rappresenta in ordine cronologico l’ultimo intervento avviato, per tale intervento l’iter è ancora in corso. Marelli
n questione rappresenta in ordine cronologico l’ultimo intervento avviato, per tale intervento l’iter è ancora in corso. Marelli Ad oggi gli interventi sul comparto ex Marelli (inseriti all’interno del PII) risultano conclusi per la zona in trasformazione (si sottolinea che la certificazione di avvenuta bonifica è riferita in gran parte a funzioni assimilabili al commerciale industriale ed
olinea che la certificazione di avvenuta bonifica è riferita in gran parte a funzioni assimilabili al commerciale industriale ed solo in parte al verde residenziale); devono, invece, ancora avere inizio i lavori di bonifica per quanto concerne le aree di mantenimento delle attività assimilabili al produttivo. Vulcano Per quanto riguarda il comparto ex Vulcano ad oggi risulta completato l’iter di bonifica per la zona del Centro Commerciale,
ano Per quanto riguarda il comparto ex Vulcano ad oggi risulta completato l’iter di bonifica per la zona del Centro Commerciale, parcheggi ad esso pertinenziali e viabilità cavalcaferrovia; per la restante parte, ad esclusione della zona Nord, sono stati approvati i progetti definitivi con parametri compatibili a funzioni assimilabili al commerciale industriale, ma non hanno ancora avuto inizio i lavori di bonifica. Falck
tri compatibili a funzioni assimilabili al commerciale industriale, ma non hanno ancora avuto inizio i lavori di bonifica. Falck Per le aree ex Falck è stato approvato il progetto preliminare di bonifica dei suoli comprendente diverse tipologie di intervento (in alcuni casi bonifica, in altri messa in sicurezza dopo l’applicazione dell’analisi di rischio). I progetti definitivi vengono presentati a stralcio compatibilmente con le esigenze di realizzazione dei singoli lotti.
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 243 Figura 3: Stato Attuale dei Procedimenti di Bonifica dei Suoli
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano244
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
Procedimenti di Bonifica dei Suoli
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano244
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 245 LA BONIFICA DELLA FALDA Lo stato qualitativo e quantitativo della falda di Sesto San Giovanni è periodicamente monitorato sin dal 2004 allorché la Conferenza di Servizi Ministeriale del 24/05/2004, al fine di acquisire elementi conoscitivi circa lo stato di qualità delle acque di
renza di Servizi Ministeriale del 24/05/2004, al fine di acquisire elementi conoscitivi circa lo stato di qualità delle acque di falda, richiese a tutti i Proprietari di aree ricadenti nel Sito di Interesse Nazionale un piano di monitoraggio trimestrale (attualmente la cadenza è semestrale) delle acque sotterranee concordato con le Autorità locali e l’A.R.P.A. Successivamente alle prime
mente la cadenza è semestrale) delle acque sotterranee concordato con le Autorità locali e l’A.R.P.A. Successivamente alle prime campagne di monitoraggio la Conferenza di Servizi del 28/12/2004 prendendo atto dello stato di contaminazione delle acque di falda dovuta ai superamenti dei limiti fissati dal D.M. n. 471/1999 richiese “ai soggetti interessati, pubblici e privati, coordinati dalla
a ai superamenti dei limiti fissati dal D.M. n. 471/1999 richiese “ai soggetti interessati, pubblici e privati, coordinati dalla Regione e nel più breve tempo possibile, il progetto preliminare degli interventi di bonifica delle acque di falda”; nonché “ai singoli soggetti di presentare e attivare, da soli o in forma associata con altri soggetti interessati pubblici o privati presenti sull’area, un
di presentare e attivare, da soli o in forma associata con altri soggetti interessati pubblici o privati presenti sull’area, un progetto di misure di messa in sicurezza d’emergenza relativo alle acque di falda” entro trenta giorni. Vista la convenienza tecnica- economica a dar luogo ad un intervento di messa in sicurezza d’emergenza della falda di tipo unitario e coordinato dalla Regione,
conomica a dar luogo ad un intervento di messa in sicurezza d’emergenza della falda di tipo unitario e coordinato dalla Regione, nel corso della Conferenza di Servizi Istruttoria del 04/05/05 è stato richiesto a tutte le Aziende presenti all’interno del perimetro del sito di interesse nazionale di voler precisare se gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza richiesti sarebbero stati attuati in proprio o in maniera congiunta e coordinata con gli altri soggetti.
n sicurezza d’emergenza richiesti sarebbero stati attuati in proprio o in maniera congiunta e coordinata con gli altri soggetti. A seguito dei riscontri pervenuti, la Conferenza di Servizi Decisoria del 24/05/2005 ha affidato alla Regione Lombardia le attività di progettazione, concertazione e coordinamento delle attività relative alla bonifica della falda richiedendo la presentazione del
progettazione, concertazione e coordinamento delle attività relative alla bonifica della falda richiedendo la presentazione del progetto di messa in sicurezza d’emergenza entro trenta giorni. In seguito agli incontri tra Enti e Proprietà del 4 e 13/07/2005 la Regione Lombardia, con nota del 06/10/2005, ha individuato nell’Amministrazione Comunale il soggetto pubblico in grado di assolvere i compiti di progettazione, a supporto delle attività di concertazione e di coordinamento della Regione Lombardia,
di assolvere i compiti di progettazione, a supporto delle attività di concertazione e di coordinamento della Regione Lombardia, assegnate dalla suddetta Conferenza di Servizi. Il Comune resosi disponibile a coordinare le attività di progettazione affidategli ha presentato durante la Conferenza di Sevizi del 18/10/2005 lo studio di prefattibilità per la realizzazione di una barriera di pozzi. Successivamente il Comune ha elaborato il
18/10/2005 lo studio di prefattibilità per la realizzazione di una barriera di pozzi. Successivamente il Comune ha elaborato il progetto preliminare di messa in sicurezza d’emergenza approvato dalla Giunta Comunale del 24/11/2005 n. 298 ai fini della Legge n.109/1994 (c.d. Merloni) per poter essere inserito nel programma annuale dei LL.PP. anno 2005. Tale progetto preliminare, illustrato alle Proprietà è stato poi trasmesso al Ministero dell’Ambiente in data 01/12/05.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano246 Il progetto preliminare è stato sottoposto ad istruttoria tecnica condotta dalla Direzione Generale Qualità del Ministero dell’Ambiente che ha formulato una serie di prescrizioni riportate nel verbale della Conferenza di Servizi del 16/12/2005. La suddetta Conferenza ha richiesto inoltre la presentazione, entro il 30/01/2006, di un progetto di bonifica definitivo della falda.
ddetta Conferenza ha richiesto inoltre la presentazione, entro il 30/01/2006, di un progetto di bonifica definitivo della falda. Al fine di risolvere la problematica a scala sovracomunale, in data 19/01/2006, l’Amministrazione Comunale ha richiesto agli Uffici della Provincia, in riferimento ai disposti dell’articolo 43, comma 1, lettera d) della L.R. n. 26/2003, la disponibilità ad effettuare
rovincia, in riferimento ai disposti dell’articolo 43, comma 1, lettera d) della L.R. n. 26/2003, la disponibilità ad effettuare indagini e ricerche per l’individuazione di eventuali sorgenti inquinanti anche sulle aree esterne al sito d’interesse nazionale di Sesto San Giovanni. I competenti Uffici Comunali, sulla scorta delle informazioni già disponibili dal Progetto Preliminare di messa in
San Giovanni. I competenti Uffici Comunali, sulla scorta delle informazioni già disponibili dal Progetto Preliminare di messa in sicurezza d’emergenza, hanno perfezionato il modello concettuale tenendo conto delle indicazioni/osservazioni formulate dal Ministero elaborando il Progetto definitivo di bonifica della falda illustrato alle proprietà in data 20 aprile 2006 e presentato al
stero elaborando il Progetto definitivo di bonifica della falda illustrato alle proprietà in data 20 aprile 2006 e presentato al Ministero dell’Ambiente in data 28/04/2006. Scopo del progetto è quello di definire gli interventi atti a ridurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti presenti nelle acque sotterranee. Il conseguimento di tale obiettivo sarà realizzabile a condizione che vengano
tanze inquinanti presenti nelle acque sotterranee. Il conseguimento di tale obiettivo sarà realizzabile a condizione che vengano attivate anche le misure di ricerca ed eliminazione di eventuali sorgenti esterne al territorio comunale da parte degli Enti preposti dal Ministero dell’Ambiente. La metodologia prevista per la bonifica dell’acquifero è il Pump and Treat (prelievo e trattamento dell’acqua). Sono state individuate
odologia prevista per la bonifica dell’acquifero è il Pump and Treat (prelievo e trattamento dell’acqua). Sono state individuate due linee idrauliche di emungimento caratterizzate dalla seguente localizzazione dei pozzi :
- linea Nord: n.11 coppie di pozzi cluster: (TRATTAMENTO SOLVENTI) totale 415 l/s;
- linea Sud: n. 4 coppie di pozzi cluster (TRATTAMENTO SOLVENTI E CROMOVI ) totale 160 l/s.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 247 Figura 1 – Linea Nord - nel cerchio la coppia di pozzi già realizzata
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano248 Figura 2 – Linea Sud
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ià realizzata
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano248 Figura 2 – Linea Sud
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 249 L’acqua emunta potrà essere riutilizzata, previo trattamento, per scopi non potabili e per fini energetici. Il costo totale dell’intervento ammonta (con riferimento ai dati del progetto approvato) a circa sei milioni di euro; l’onere sarà proporzionalmente suddiviso tra i
nta (con riferimento ai dati del progetto approvato) a circa sei milioni di euro; l’onere sarà proporzionalmente suddiviso tra i soggetti proprietari le cui aree rientrano nella perimetrazione del sito di interesse nazionale secondo un criterio di mera proporzionalità delle rispettive superfici. Ad oggi hanno sottoscritto l’impegnativa di adesione all’intervento unitario circa il 96% delle Proprietà.
rispettive superfici. Ad oggi hanno sottoscritto l’impegnativa di adesione all’intervento unitario circa il 96% delle Proprietà. Il progetto definitivo è stato approvato dalla Conferenza di Servizi del 24/07/2006. L’impegnativa di adesione sottoscritta dalle Proprietà prevedeva che le stesse costituissero un consorzio, o altra forma associativa stabile, al fine di consentire un intervento
rietà prevedeva che le stesse costituissero un consorzio, o altra forma associativa stabile, al fine di consentire un intervento coordinato ed unitario sia in fase di realizzazione che di gestione. Al fine di velocizzare la realizzazione del primo step previsto dal progetto definitivo di bonifica, la società Immobiliare Cascina Rubina si è resa disponibile a realizzare il primo pozzo e le relative
to definitivo di bonifica, la società Immobiliare Cascina Rubina si è resa disponibile a realizzare il primo pozzo e le relative prove di pompaggio a proprio carico considerando i costi previsti dal progetto per i suddetti interventi quale anticipo della quota percentuale loro spettante. I risultati di tali indagini hanno confermato le ipotesi effettuate nel progetto relativamente alle portate da emungere.
ttante. I risultati di tali indagini hanno confermato le ipotesi effettuate nel progetto relativamente alle portate da emungere. La Conferenza di Servizi Ministeriale del 27/07/2007 ha richiesto alle Società sottoscrittrici del progetto di bonifica consortile della falda l’avvio formale della costituzione del consorzio (o altra forma associativa) per la realizzazione del progetto entro fine settembre 2007.
ormale della costituzione del consorzio (o altra forma associativa) per la realizzazione del progetto entro fine settembre 2007. In caso di mancata costituzione del suddetto consorzio il Comune di Sesto San Giovanni, quale soggetto attuatore dell’Accordo di Programma “per la realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale sul sito di interesse nazionale e sulle aree pubbliche del
ma “per la realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale sul sito di interesse nazionale e sulle aree pubbliche del comune di Sesto San Giovanni”, sottoscritto in data 08/06/2007, dovrà procedere all’esecuzione delle attività di bonifica delle acque di falda in sostituzione e in danno alle Società medesime. Il progetto di intervento è stato , pertanto, inserito nel Programma Opere Pubbliche dell’Amministrazione Comunale per l’anno 2008.
progetto di intervento è stato , pertanto, inserito nel Programma Opere Pubbliche dell’Amministrazione Comunale per l’anno 2008. In parallelo alla progettazione degli interventi si sta affrontando la tematica del riutilizzo della risorsa idrica emunta ai fini della bonifica, già previsto dal suddetto progetto definitivo oggi in fase di definizione a seguito all’adesione, da parte del Comune di Sesto
, già previsto dal suddetto progetto definitivo oggi in fase di definizione a seguito all’adesione, da parte del Comune di Sesto San Giovanni, alla Società Proaris srl (Gruppo A2A) per lo sviluppo del processo di cogenerazione e teleriscaldamento.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano250 Come è desumibile dalle figure 1 e 2 sopra riportate la linea Nord è localizzata nelle aree ex Falck mentre la linea Sud è suddivisa tra il comparto Ex Marelli e il comparto Ex Breda. È allo studio la localizzazione degli impianti di trattamento che, insieme ai pozzi, costituirà il vincolo fisico alle nuove edificazioni.
dio la localizzazione degli impianti di trattamento che, insieme ai pozzi, costituirà il vincolo fisico alle nuove edificazioni. Allo stato attuale, al fine di calibrare il modello di flusso con parametri sito specifici, è stata realizzata la prima coppia di pozzi della linea Nord (cerchiata in figura 1). Alla luce del previsto riutilizzo della risorsa idrica vale la pena considerare anche gli ulteriori probabili vincoli derivanti dalle reti di trasporto dell’acqua emunta a valle del trattamento.
a considerare anche gli ulteriori probabili vincoli derivanti dalle reti di trasporto dell’acqua emunta a valle del trattamento. Tali impianti sono ad oggi ancora in fase di studio, e pertanto impossibili da localizzare planimetricamente.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 251 LE STRATEGIE ENERGETICHE Nel 1990 il consumo mondiale di energia fossile (petrolio, carbone, gas naturale) ammontava a 5,6 miliardi di tep (tonnellate di petrolio equivalente – il sistema adottato a livello internazionale per misurare i consumi di energia) nel 2005 sono saliti a 8,3 milioni
equivalente – il sistema adottato a livello internazionale per misurare i consumi di energia) nel 2005 sono saliti a 8,3 milioni di tep. con un aumento del 50% in soli 15 anni. Non c’è Protocollo d’intesa che tenga, nemmeno il protocollo di Kioto, riesce ad invertire questa tendenza. Anche perché, lo stesso protocollo non è stato sottoscritto dagli Stati Uniti (da soli gli americani che rappresentano il 5% della
che perché, lo stesso protocollo non è stato sottoscritto dagli Stati Uniti (da soli gli americani che rappresentano il 5% della popolazione mondiale consumano il 25% dell’energia fossile) così come non l’hanno sottoscritto paesi in via di sviluppo, quali Cina e India che insieme rappresentano un terzo della popolazione mondiale. Tutto ciò comporterà un aumento notevole di fattori inquinanti sottoforma di emissioni di gas serra.
della popolazione mondiale. Tutto ciò comporterà un aumento notevole di fattori inquinanti sottoforma di emissioni di gas serra. Oggi cominciamo a pagarne le conseguenze. Non solo sotto l’aspetto economico (la bolletta energetica continua a salire vertiginosamente), ma anche sotto l’aspetto climatico, con l’annullamento delle stagioni, in una sorta di impazzimento generale del clima. A tutto ciò non corrisponde una serie politica energetica.
ento delle stagioni, in una sorta di impazzimento generale del clima. A tutto ciò non corrisponde una serie politica energetica. Tutto si consuma a colpi di slogan, radicalizzando le posizioni, accentuando lo scontro, senza prendere alcuna seria iniziativa, a tutto danno delle popolazioni. Uno dei problemi che vengono sollevati sulle energie alternative, è quello del suo immagazzinamento, in relazione al fatto che
. Uno dei problemi che vengono sollevati sulle energie alternative, è quello del suo immagazzinamento, in relazione al fatto che l’energia che non viene usata contemporaneamente alla produzione, deve essere in qualche modo immagazzinata. In un sistema di approvvigionamento energetico nucleare e fossile fortemente centralizzato e internazionale questa simultaneità non è mai possibile. Per il petrolio l’accumulatore è la cisterna, per il carbone la carbonaia, per il gas naturale le enormi caverne
mai possibile. Per il petrolio l’accumulatore è la cisterna, per il carbone la carbonaia, per il gas naturale le enormi caverne naturali e le bombole del gas, per l’energia nucleare il deposito delle barre di combustibile, per l’energia idroelettrica eventualmente la diga. Così come sono le centrali stesse che funzionano a vapore, vale a dire producono il vapore e lo devono sempre tenere
te la diga. Così come sono le centrali stesse che funzionano a vapore, vale a dire producono il vapore e lo devono sempre tenere disponibile all’interno delle centrali come riserva al rapido aumento della produzione. Questa tipologia comprende tutte le centrali nucleari e tutte le grandi centrali elettriche fossili.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano252 In questo sistema l’energia viene stoccata prima della trasformazione in corrente o calore. Per le energie rinnovabili questo è possibile con l’energia idroelettrica e la bioenergia. L’energia geotermica possiede addirittura l’accumulatore più perfetto, la terra, direttamente sotto la centrale.
la bioenergia. L’energia geotermica possiede addirittura l’accumulatore più perfetto, la terra, direttamente sotto la centrale. Per il solare, l’eolico, le onde e l’acqua non accumulati, lo stoccaggio prima della trasformazione in energia elettrica o calore non è possibile. La differenza principale è che queste forme di energia devono essere stoccate dopo tale trasformazione. Siano esse in rete insieme all’energia fotovoltaica ed eolica o meno, le centrali convenzionali devono sempre e comunque essere
Siano esse in rete insieme all’energia fotovoltaica ed eolica o meno, le centrali convenzionali devono sempre e comunque essere pronte a produrre corrente per poter reagire alle continue oscillazione della domanda. Questa è anche la ragione dell’inefficienza del loro consumo energetico. Si obietta quindi che la mancata capacità di produzione continua delle fonti alternative (mancanza di sole, ecc.) rischierebbe di non poter sostenere la domanda.
capacità di produzione continua delle fonti alternative (mancanza di sole, ecc.) rischierebbe di non poter sostenere la domanda. Tuttavia con impianti fotovoltaici ed eolici dotati di notevole capacità di riserva e di stoccaggio locale, sarebbe possibile superare la dipendenza della strutture elettriche esistenti. Tutto potrebbe comportare dei vantaggi come:
- la loro disponibilità domestica, abbatterebbe notevolmente il costo della bolletta energetica, migliorando la bilancia
i come:
- la loro disponibilità domestica, abbatterebbe notevolmente il costo della bolletta energetica, migliorando la bilancia internazionale dei pagamenti per le mancate importazioni energetiche.
- dalla sostituzione dei costi commerciali dei carburanti con energia primaria gratuita, vale a dire la tecnologia sostituisce i costi dei combustibili, e genera nuovi posti di lavoro (con la costruzione degli impianti) il vantaggio degli impianti decentralizzati è poi
mbustibili, e genera nuovi posti di lavoro (con la costruzione degli impianti) il vantaggio degli impianti decentralizzati è poi quello di essere potenzialmente possibile quasi in tutti i paesi;
- dall’evitare i costi di infrastruttura grazie alla produzione di energia direttamente nella regione che poi la vende;
- dalla valorizzazione dell’artigianato e dell’agricoltura derivante dal costruire “solare” e dall’utilizzo della biomassa, che comporta
valorizzazione dell’artigianato e dell’agricoltura derivante dal costruire “solare” e dall’utilizzo della biomassa, che comporta la stabilizzazione duratura di piccole e medie imprese e quindi del tessuto economico regionale;
- dalla diffusione allargata della proprietà grazie alla nascita di forme di gestione decentralizzate;
- dall’evitare costi ecologici indiretti, fra l’altro con la riduzione delle spese sanitarie e dei costi relativi alla prevenzione e alla compensazione delle catastrofi.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 253 Tuttavia i sistemi tradizionali fotovoltaici ad esempio pur essendo interessanti dal punto di vista dell’impatto ambientale nella produzione elettrica, hanno numeri che non consentono un’incidenza importante sul sistema energetico di un’intera nazione. In tutto il mondo ogni anno vengono prodotte 30.000 tonnellate di silicio, non solo per applicazioni fotovoltaiche ma anche per l’industria
mondo ogni anno vengono prodotte 30.000 tonnellate di silicio, non solo per applicazioni fotovoltaiche ma anche per l’industria dell’elettronica. Ipotizzando l’usura di questo silicio per produrre celle solari tradizionali, e siccome servono 10 tonnellate di silicio per ottenere una potenza di 1 MW, saremmo in grado di rispondere solamente a circa 1% del fabbisogno elettrico italiano.
silicio per ottenere una potenza di 1 MW, saremmo in grado di rispondere solamente a circa 1% del fabbisogno elettrico italiano. E’ evidente quindi che congiuntamente alla esplorazione di tutte le forme produttive per l’energia alternativa, bisogna lavorare e ricercare nell’immediato tutte le alternative concepibili con i costi, lo sviluppo e l’ambiente che abbiano produzioni industriali.
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano254 La nuova scelta tecnologica per lo sviluppo del teleriscaldamento per le nuove aree oggetto di interventi urbanistici sul Comune di Sesto San Giovanni, tiene conto dell’esperienza maturata in molti anni di progettazione, realizzazione e gestione di impianti di produzione e di distribuzione di energia elettrica, termica e frigorifera.
rogettazione, realizzazione e gestione di impianti di produzione e di distribuzione di energia elettrica, termica e frigorifera. A tal proposito si ricorda che, ad esempio, la città di Sesto San Giovanni ospita il più esteso sistema a rete realizzato ad oggi da AEM; sistema che attualmente serve circa 50.000 abitanti con un’estensione totale della rete di teleriscaldamento di circa 50 chilometri di tubazioni interrate.
ve circa 50.000 abitanti con un’estensione totale della rete di teleriscaldamento di circa 50 chilometri di tubazioni interrate. La scelta nasce anche dalla fondamentale esigenza di coniugare le opportunità tecnologiche dettate dal mercato industriale con le caratteristiche proprie del contesto territoriale e infrastrutturale in cui si deve operare. A tal proposito, lavorare nel contesto urbano delle città significa:
sto territoriale e infrastrutturale in cui si deve operare. A tal proposito, lavorare nel contesto urbano delle città significa:
- la possibilità di sfruttare infrastrutture industriali esistenti non più produttive, legate al passato industriale del territorio, e di pianificare a medio-lungo, l’espansione della rete di teleriscaldamento sul territorio;
- la collocazione in un ambito urbano che presenta elementi strutturali che concorrono a determinare criticità persistenti sul sistema dell’aria ambiente;
bito urbano che presenta elementi strutturali che concorrono a determinare criticità persistenti sul sistema dell’aria ambiente;
- la disponibilità di usufruire del contenuto termico presente nell’acqua di falda estratta dal sottosuolo per le necessarie operazioni di bonifica delle aree ex industriali che è necessario effettuare per consentire lo sviluppo dei previsti piani di sviluppo urbanistico del territorio.
ex industriali che è necessario effettuare per consentire lo sviluppo dei previsti piani di sviluppo urbanistico del territorio. Queste considerazioni da sole motivano l’orientamento della scelta progettuale verso l’uso della tecnologia delle pompe di calore di grossa taglia (circa 15 MW termici) quale sistema idoneo ed adeguato alla produzione di calore per il riscaldamento degli edifici. Infatti, la tecnologia delle pompe di calore di grossa taglia:
ato alla produzione di calore per il riscaldamento degli edifici. Infatti, la tecnologia delle pompe di calore di grossa taglia:
- permette di estrarre il calore da utilizzare direttamente per il teleriscaldamento dall’acqua di falda, già emunta o da emungere dal sottosuolo nell’ambito dei vari piani di bonifica in atto per le aree ex industriali presenti nelle città (per una pompa di taglia circa 15 MW termici è necessario prelevare circa 300 litri/secondo di acqua di falda);
enti nelle città (per una pompa di taglia circa 15 MW termici è necessario prelevare circa 300 litri/secondo di acqua di falda);
- non genera emissioni di inquinanti in atmosfera non essendo basata su processi di combustione di prodotti fossili o di altra natura;
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 255
- permette di utilizzare l’energia elettrica per il loro funzionamento in fasce orarie notturne bilanciando così i prelievi, in ore non di punta, dalla rete elettrica nazionale senza gravare sulle fasce diurne più critiche immagazzinando il calore in appositi serbatoi (accumuli termici) per sfruttarlo nelle ore di maggior richiesta di calore per il riscaldamento durante la stagione invernale
oi (accumuli termici) per sfruttarlo nelle ore di maggior richiesta di calore per il riscaldamento durante la stagione invernale (prevalentemente le prime ore del mattino);
- consente di usufruire di rendimenti elevati (per ogni kW di energia elettrica utilizzata si producono circa 3 kW di energia termica). La tecnologia innovativa delle pompe di calore di grossa taglia è già favorevolmente applicata ad esempio dal Gruppo AEM che
a). La tecnologia innovativa delle pompe di calore di grossa taglia è già favorevolmente applicata ad esempio dal Gruppo AEM che lo sta ulteriormente estendendo nell’ambito del “Progetto unificato a pompa di calore per teleriscaldamento urbano”. Il piano di sviluppo consiste nella realizzazione di impianti di cogenerazione e pompe di calore, ovvero di impianti ad alto rendimento che
sviluppo consiste nella realizzazione di impianti di cogenerazione e pompe di calore, ovvero di impianti ad alto rendimento che consentono di produrre contemporaneamente elettricità e calore realizzando così un notevole risparmio di energia primaria, elevata efficienza e ridotto impatto ambientale. L’energia termica prodotta sarà distribuita all’utenza residenziale e terziaria situata nelle
enza e ridotto impatto ambientale. L’energia termica prodotta sarà distribuita all’utenza residenziale e terziaria situata nelle aree limitrofe a ciascun impianto tramite la posa stradale di una rete di tubazioni preisolate per la distribuzione del calore per teleriscaldamento. La pompa di calore rappresenta il cuore di questi impianti. La pompa di calore è infatti una macchina in grado di trasferire calore da
pa di calore rappresenta il cuore di questi impianti. La pompa di calore è infatti una macchina in grado di trasferire calore da un corpo a temperatura più bassa ad un corpo a temperatura più alta grazie ad un apporto di lavoro esterno fornito da un compressore alimentato dall’energia elettrica prelevata dalla rete elettrica nazionale. Il trasferimento del calore dall’acqua di falda all’acqua che corre nelle tubazioni del teleriscaldamento avviene tramite
onale. Il trasferimento del calore dall’acqua di falda all’acqua che corre nelle tubazioni del teleriscaldamento avviene tramite l’interposizione, in un apposito circuito chiuso, di appropriati fluidi frigorigeni che assumono lo stato di liquido o di vapore in funzione della temperatura e della pressione a cui si trovano. Dal punto di vista strettamente tecnico, in una pompa di calore si riconoscono i seguenti componenti:
ressione a cui si trovano. Dal punto di vista strettamente tecnico, in una pompa di calore si riconoscono i seguenti componenti:
- l’evaporatore: uno scambiatore di calore in cui il fluido frigorigeno assorbe calore da una sorgente fredda e passa di stato evaporando completamente;
- il compressore: un componente che utilizzando energia elettrica fornisce lavoro meccanico al fluido frigorigeno elevandone la temperatura e la pressione;
ente che utilizzando energia elettrica fornisce lavoro meccanico al fluido frigorigeno elevandone la temperatura e la pressione;
- il condensatore: uno scambiatore di calore in cui il fluido frigorigeno condensa rendendo così disponibile energia termica in quantità maggiore rispetto a quella prelevata all’evaporatore;
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano256
- la valvola di espansione: un componente che permette di chiudere il ciclo termodinamico; passando attraverso questa valvola infatti il fluido frigorigeno, allo stato liquido dopo la condensazione, si raffredda trasformandosi parzialmente in vapore. L’insieme di queste trasformazioni ha come risultato netto quello di trasferire calore da una sorgente più fredda, nel nostro caso
insieme di queste trasformazioni ha come risultato netto quello di trasferire calore da una sorgente più fredda, nel nostro caso l’acqua di falda che alimenta l’evaporatore, ad una sorgente più calda, l’acqua del teleriscaldamento in uscita dal condensatore. L’utilizzo di questa tecnologia per il servizio del teleriscaldamento è possibile solo con pompe di calore di grandi dimensioni di
utilizzo di questa tecnologia per il servizio del teleriscaldamento è possibile solo con pompe di calore di grandi dimensioni di potenza superiore ai 7-10 MWt, che permettono di innalzare la temperatura di ritorno dalla rete del teleriscaldamento (tipicamente 60-65 °C) a temperature di circa 85-90 °C, compatibili con il loro diretto utilizzo per teleriscaldamento. La tecnologia delle pompe di
C) a temperature di circa 85-90 °C, compatibili con il loro diretto utilizzo per teleriscaldamento. La tecnologia delle pompe di calore di grossa taglia è stata sviluppata in Svezia a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. Per lo sviluppo del progetto gli svedesi sono molto avanti in particolare la Göteborg Energi, che ha acquisito un know-how specifico nella gestione di impianti con
edesi sono molto avanti in particolare la Göteborg Energi, che ha acquisito un know-how specifico nella gestione di impianti con pompe di calore di grande potenza (fino a 60 MWt ), con produzione di acqua calda per il teleriscaldamento della città di Göteborg. Il sistema proposto, di seguito schematizzato in figura, produce calore per il teleriscaldamento in modo più efficiente rispetto a qualunque altra tecnologia disponibile e con emissioni inquinanti nulle sulla città. EE energia elettrica
efficiente rispetto a qualunque altra tecnologia disponibile e con emissioni inquinanti nulle sulla città. EE energia elettrica ET energia termica TLR teleriscaldamento
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI
PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 257 Quest’ultima caratteristica del sistema pompe di calore è stata recentemente oggetto di uno specifico convegno organizzato dalla Regione Lombardia (“Le pompe di calore geotermiche nel contesto dei sistemi energetici integrati sul territorio urbano”, Palazzo Stelline, 9 novembre 2007) in cui è stato evidenziato come, fatta 100 l’energia primaria entrante nel sistema (come combustibile),
elline, 9 novembre 2007) in cui è stato evidenziato come, fatta 100 l’energia primaria entrante nel sistema (come combustibile), l’energia termica utile fornita al teleriscaldamento è 142, se si considera che l’energia elettrica che alimenta la pompa di calore è prodotta dai moderni cicli combinati del sistema elettrico nazionale, e sale invece a 155, se la pompa di calore viene associata alla
tta dai moderni cicli combinati del sistema elettrico nazionale, e sale invece a 155, se la pompa di calore viene associata alla cogenerazione (Macchi, 2007). A questi risparmi energetici dell’ordine di grandezza del 40-50 % bisogna poi aggiungere una conseguente analoga riduzione di emissioni di anidride carbonica nell’ambiente. Un altro utilizzo possibile della pompa di calore è quello della produzione sia di caldo sia di freddo. In questo caso la pompa di
altro utilizzo possibile della pompa di calore è quello della produzione sia di caldo sia di freddo. In questo caso la pompa di calore è di tipo reversibile ed utilizza un comune ciclo frigorifero, o ciclo a motore inverso; essa può essere utilizzata sia per il riscaldamento, nella stagione fredda, sia per il raffrescamento nella stagione estiva. Il parametro di prestazione che definisce l’efficienza di una pompa di calore è il COP (Coefficient Of Performance), calcolato come
parametro di prestazione che definisce l’efficienza di una pompa di calore è il COP (Coefficient Of Performance), calcolato come rapporto tra la potenza termica, ovvero frigorifera resa, e la potenza elettrica richiesta per alimentare la pompa. Nell’impianto previsto, in cui si prevede di fornire il solo riscaldamento invernale, le caratteristiche termiche dell’acqua di falda e dell’acqua del circuito secondario permettono di realizzare COP di circa 3.
e, le caratteristiche termiche dell’acqua di falda e dell’acqua del circuito secondario permettono di realizzare COP di circa 3. Il fluido frigorigeno, contenuto nel circuito chiuso delle pompe di calore, che consente lo scambio di calore acqua-acqua, è l’HFC R134a, un idrofluorocarburo innocuo per l’ozono stratosferico. L’acqua di falda, dopo il suo utilizzo nella pompa di calore, è poi restituita al corpo recettore (corpo idrico superficiale, ecc.) senza
i falda, dopo il suo utilizzo nella pompa di calore, è poi restituita al corpo recettore (corpo idrico superficiale, ecc.) senza alcuna alterazione dei parametri chimico-fisici che la caratterizzano al prelievo, ad eccezione di una modesta variazione della sua temperatura. In conclusione si può ricordare brevemente le motivazioni che giustificano l’applicazione della tecnologia delle pompe di calore di
conclusione si può ricordare brevemente le motivazioni che giustificano l’applicazione della tecnologia delle pompe di calore di grandi dimensioni nell’ambito di un impianto di cogenerazione per lo sviluppo, ad esempio, del servizio di teleriscaldamento della città di Sesto San Giovanni in funzione dei previsti piano di sviluppo urbanistico in atto sul territorio:
- l’adozione delle migliori tecnologie disponibili che favoriscono il risparmio e l’efficienza energetica;
atto sul territorio:
- l’adozione delle migliori tecnologie disponibili che favoriscono il risparmio e l’efficienza energetica;
- il soddisfacimento del fabbisogno energetico locale attraverso la distribuzione del calore con la rete di teleriscaldamento;
- la tutela dell’ambiente e la prevenzione dell’inquinamento, in particolare di quello atmosferico (azzeramento delle emissioni di
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PROBLEMATICHE AMBIENTALI EMERGENTI Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano258 polveri e di ossidi di zolfo, ridotte emissioni di ossidi di azoto, grande contributo alla riduzione delle emissioni di CO2) rispetto all’utilizzo di impianti tradizionali;
- l’uso di fonti rinnovabili, quali le fonti geotermiche, per la produzione energetica;
- il riutilizzo a scopo energetico delle acque di falda emunte per la messa in sicurezza di un sito di interesse nazionale (vedi ad esempio area ex Falck);
rgetico delle acque di falda emunte per la messa in sicurezza di un sito di interesse nazionale (vedi ad esempio area ex Falck);
- il contributo essenziale per il controllo del livello dell’acqua di falda. Non sono da escludersi, in via di principio, altre forme di approvvigionamento energetico che verranno valutate, caso per caso, anche in base al loro impatto ambientale ed alla loro compatibilità con le Politiche Energetiche dell’Amministrazione.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 261 L’attuale conformazione della città di Sesto San Giovanni è stata descritta nei suoi elementi costitutivi di uso del suolo, morfologia, dotazione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico, stato delle infrastrutture, nei precedenti capitoli della sezione Quadro
ione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico, stato delle infrastrutture, nei precedenti capitoli della sezione Quadro Conoscitivo, considerate anche le dinamiche evolutive nel suo percorso storico urbano: da territorio rurale a città delle fabbriche; dal declino industriale al processo in corso da alcuni decenni di riconversione. Una descrizione sintetica ci porta ad individuare tre città:
ndustriale al processo in corso da alcuni decenni di riconversione. Una descrizione sintetica ci porta ad individuare tre città: ‐ ad Ovest della ferrovia la città novecento con frammentarie permanenze di attività produttive di diverso grado di tenuta dal punto di vista dell’efficienza, della vivacità imprenditoriale, nonché della compatibilità con i tessuti in cui sono insediati; un tessuto residenziale essenzialmente solido, in gran parte rinnovato, con alcune sacche di degrado rappresentate da carenze
i; un tessuto residenziale essenzialmente solido, in gran parte rinnovato, con alcune sacche di degrado rappresentate da carenze di servizi e scarse porosità che ne permettano un riequilibrio; ‐ ad Est della ferrovia la città storica più disomogenea per epoca di costruzione con permanenze dell’attività agricola rappresentata essenzialmente dalle ville padronali ora sede di servizi cittadini, con un tracciato viario minuto e disordinato;
rappresentata essenzialmente dalle ville padronali ora sede di servizi cittadini, con un tracciato viario minuto e disordinato; ‐ a Sud/Est oltre viale Edison la città giardino della seconda metà del secolo scorso, che soffre in parte di un incipiente degrado edilizio tipico delle tecniche e dei materiali costruttivi dell’epoca, con una forte presenza di edilizia residenziale pubblica, tuttavia più ariosa con grandi viali alberati che però non sono riusciti a diventare boulevard urbani con conseguente
pubblica, tuttavia più ariosa con grandi viali alberati che però non sono riusciti a diventare boulevard urbani con conseguente effetto città. Una quarta città nella città è rappresentata dalle vaste porzioni di territorio già occupate dalle grandi fabbriche dove il percorso di riconversione avviato ha prodotto risultati soprattutto a Sud/Ovest (ex Breda e parte della ex Marelli) sia con sostituzioni funzionali
rsione avviato ha prodotto risultati soprattutto a Sud/Ovest (ex Breda e parte della ex Marelli) sia con sostituzioni funzionali prevalentemente terziarie sia con processi di riorganizzazione e ammodernamento della produzione manifatturiera (Cimi.Montubi, Mercegallia, Vetrobalsamo, …), costituzione di distretti per piccole imprese … Più frammentata e incompiuta la trasformazione a Nord nell’ambito Concordia Sud e parzialmente nell’ambito ex Falck Vulcano.
e … Più frammentata e incompiuta la trasformazione a Nord nell’ambito Concordia Sud e parzialmente nell’ambito ex Falck Vulcano. Permangono i grandi vuoti della ex Falck (Unione , Concordia, Vittoria, Transider, Trai) consistenti porzioni delle ex Falck Vulcano che rappresentano le più vaste aree ex industriali d’Italia e la più grande occasione di arricchimento del Nord Milano all’interno dell’area metropolitana.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 263 IL QUADRO PROGRAMMATORIO I contenuti della tavola Quadro Programmatorio QP 01 derivano sia dalla lettura dello stato di fatto del territorio sia dalla verifica dello stato di attuazione del processo di trasformazione/riqualificazione urbanistica in termini quantitativi, sia da considerazioni
o stato di attuazione del processo di trasformazione/riqualificazione urbanistica in termini quantitativi, sia da considerazioni sull’attualità di previsioni della pianificazione generale non ancora attuate ed è stata così costruita: ‐ individuazione delle aree attualmente occupate da attrezzature di interesse pubblico e generale esistenti (servizi, verde pubblico e per lo sport, Parco Nord e Parco della Media Valle del Lambro) e aree già individuate nel PRG 2004 per la
vizi, verde pubblico e per lo sport, Parco Nord e Parco della Media Valle del Lambro) e aree già individuate nel PRG 2004 per la realizzazione di nuovi servizi, ma non ancora attuati, di cui si ritiene indispensabile mantenere la previsione; l’articolazione degli specifici usi o destinazioni di queste aree avviene con le modalità previste dal Piano dei servizi; ‐ individuazione degli ambiti interessati da Programmi Integrati d’Intervento vigenti in corso di attuazione, i cui contenuti si
‐ individuazione degli ambiti interessati da Programmi Integrati d’Intervento vigenti in corso di attuazione, i cui contenuti si danno per confermati; ‐ individuazione degli ambiti interessati da Piani Attuativi vigenti parzialmente attuati i cui contenuti potranno essere oggetto di riconsiderazione; ‐ individuazione degli ambiti di trasformazione/riqualificazione sia strategica (grandi fabbriche dismesse) sia diffusa nelle parti più deboli del tessuto urbano;
rasformazione/riqualificazione sia strategica (grandi fabbriche dismesse) sia diffusa nelle parti più deboli del tessuto urbano; ‐ nella rimanente parte del territorio che rappresenta la Città consolidata sono stati individuati ambiti di riqualificazione urbana, degli spazi e delle funzioni pubbliche, del patrimonio di edilizia popolare, tutti altrettanto strategici per l’arricchimento dei
egli spazi e delle funzioni pubbliche, del patrimonio di edilizia popolare, tutti altrettanto strategici per l’arricchimento dei tessuti esistenti; l’articolazione delle modalità di intervento e della compatibilità funzionale avviene nel Piano delle regole.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 265 LA CITTA’ IN TRASFORMAZIONE Gli Ambiti di Trasformazione rappresentano l’evento nodale nell’evoluzione non solo dell’area urbana, ma anche metropolitana e l’occasione di riqualificazione e rifunzionalizzazione di vaste porzioni del territorio attraverso la promozione di politiche per la casa,
e di riqualificazione e rifunzionalizzazione di vaste porzioni del territorio attraverso la promozione di politiche per la casa, la produzione di beni e servizi e l’organizzazione di luoghi di eccellenza. Gli obiettivi e i criteri per gli Ambiti di Trasformazione sono già enunciati nei recenti atti programmatori dell’Amministrazione Comunale. [Da: Quadro Organico di Riferimento - Indirizzi per un confronto sulla trasformazione delle aree ex Falck. Amministrazione Comunale, 2005]
o Organico di Riferimento - Indirizzi per un confronto sulla trasformazione delle aree ex Falck. Amministrazione Comunale, 2005] “Oggi la flessibilità come risorsa della trasformazione urbana, per offrire diverse opzioni di intervento rispondenti alle esigenze di una società complessa, diventa sempre più una scelta di governo piuttosto che una richiesta unilaterale degli operatori privati.
una società complessa, diventa sempre più una scelta di governo piuttosto che una richiesta unilaterale degli operatori privati. Tuttavia la flessibilità non può essere interpretata come assenza di regole; le spinte degli attori forti potrebbero portare ad una continua deregulation con la conseguenza che la “supposta rigidità” di parte delle Norme Tecniche di Attuazione della Variante generale rimanga un vincolo solo per gli attori deboli. (...) alcuni spunti di riflessione:
ecniche di Attuazione della Variante generale rimanga un vincolo solo per gli attori deboli. (...) alcuni spunti di riflessione:
- spezzare il binomio regole / rigidità – flessibilità / deregulation; anche la flessibilità ha le sue regole: la prima è l’assunzione di responsabilità nel processo negoziale per la costruzione di un progetto che preveda, oltre agli obiettivi, ruoli ed impegni pubblici e privati, ma soprattutto il piano delle azioni per darne attuazione;
e preveda, oltre agli obiettivi, ruoli ed impegni pubblici e privati, ma soprattutto il piano delle azioni per darne attuazione;
- saper dare risposte a mutati stili di vita non solo dell’abitare, del lavorare e del consumare, ma anche di vivere il tempo libero, di relazionarsi ai “servizi”; saper dare risposte ai bisogni di soggetti sociali variegati e complessi;
- migliorare la qualità complessiva del processo di formazione di piani e progetti e del processo decisionale: i tempi di risposta alle
orare la qualità complessiva del processo di formazione di piani e progetti e del processo decisionale: i tempi di risposta alle aspettative socio-economiche è spesso banalizzato nel problema dei tempi dei procedimenti burocratici e si traduce in una lamentazione rituale e in una richiesta di compressione dei tempi di elaborazione e istruttoria tecnica, con rischi di approssimazione nella definizione dei programmi, con la conseguenza di una continua, defatigante necessità di aggiustare,
chi di approssimazione nella definizione dei programmi, con la conseguenza di una continua, defatigante necessità di aggiustare, completare, correggere, in corso d’opera; quello dei tempi è un problema più complesso che comporta prima di tutto saper dare
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano266 prospettive temporali credibili alle trasformazioni territoriali sia per gli imprenditori che per i fruitori, tempi entro i quali verificare, per poter eventualmente adeguare, la rispondenza dell’azione di governo agli obiettivi;
- sviluppare una cultura amministrativa, professionale ed imprenditoriale per garantire la flessibilità; riconoscere la necessità di un
ppare una cultura amministrativa, professionale ed imprenditoriale per garantire la flessibilità; riconoscere la necessità di un diverso modo di lavorare, che passa inevitabilmente dal creare strutture e figure professionali dedicate all’accompagnamento dei procedimenti complessi.” Nella tavola Quadro Programmatorio QP 01 relativa alle strategie di piano sono state individuate tre tipologie di Ambiti di Trasformazione:
- Ambiti di Trasformazione Strategica;
- Ambiti di Trasformazione Specialistica;
uate tre tipologie di Ambiti di Trasformazione:
- Ambiti di Trasformazione Strategica;
- Ambiti di Trasformazione Specialistica;
- Ambiti di Trasformazione Integrata con l’individuazione dell’unità minima di trasformazione.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano268 AMBITI DI TRASFORMAZIONE STRATEGICA ATs 1 Aree ex Falck; ATs2 Aree ex Scalo ferroviario e nuova stazione; ATs 3 Triangolo Adige/Edison. Gli Ambiti di Trasformazione Strategica ATs 1, ATs 2 e ATs 3 coincidono per buona parte, con le aree che il PRG 2004
ige/Edison. Gli Ambiti di Trasformazione Strategica ATs 1, ATs 2 e ATs 3 coincidono per buona parte, con le aree che il PRG 2004 individua quali ambiti di trasformazione urbanistica a fini di una riqualificazione urbana ed ambientale (sigla ZT1, ZT 2.2 e ZT 2.3). Le superfici interessate sono complessivamente circa 1.450.000 così ripartite: ‐ le aree industriali dismesse ex Falck, per una superficie territoriale complessiva pari a circa 1.300.000 mq;
così ripartite: ‐ le aree industriali dismesse ex Falck, per una superficie territoriale complessiva pari a circa 1.300.000 mq; ‐ le aree dell’ex Scalo Ferroviario, per una superficie territoriale complessiva pari a circa 118.000 mq; ‐ le aree del Triangolo Adige/Edison per una superficie territoriale complessiva pari a circa 25.000 mq. La perimetrazione degli Ambiti di Trasformazione è stata rivista e aggiornata rispetto a quanto contenuto nel PRG 2004: per
mq. La perimetrazione degli Ambiti di Trasformazione è stata rivista e aggiornata rispetto a quanto contenuto nel PRG 2004: per l’Ambito ATs 1 è stato effettuato un rilievo puntuale delle aree oggetto di trasformazione; per l’Ambito ATs 2 sono stati individuati, sulla base delle indicazione di RFI, gli impianti ferroviari realmente dismettibili nonché il posizionamento della nuova stazione a
la base delle indicazione di RFI, gli impianti ferroviari realmente dismettibili nonché il posizionamento della nuova stazione a ponte; per l’Ambito ATs 3 sono state stralciate le aree confermate come tessuto prevalentemente produttivo e disciplinate dal Piano delle Regole. In particolare l’ATs 3, sul quale insistono impianti industriali di scarso valore tecnologico in attività, viene definito Ambito di
particolare l’ATs 3, sul quale insistono impianti industriali di scarso valore tecnologico in attività, viene definito Ambito di Trasformazione Strategica per la sua collocazione rispetto al sistema delle aree ex Falck e per il disegno complessivo della città: la trasformazione dell’ambito dovrà tener conto delle interconnessioni e sinergie con gli ambiti adiacenti ATs 1 e ATs 2, sia dal punto di vista morfologico che funzionale.
nto delle interconnessioni e sinergie con gli ambiti adiacenti ATs 1 e ATs 2, sia dal punto di vista morfologico che funzionale. Il Documento di piano riconferma la valenza strategica dell’Ambito di Trasformazione ATs 2 ex Scalo ferroviario quale ambito di trasformazione funzionale e riqualificazione urbana, parte da considerazioni già avvenute nel PRG 2004 e nel Quadro Organico di Riferimento finalizzata alla realizzazione del collegamento “ … tra due parti di città storicamente separate attraverso la
co di Riferimento finalizzata alla realizzazione del collegamento “ … tra due parti di città storicamente separate attraverso la realizzazione di una nuova stazione multimodale, l’integrazione del sistema viabilistico e dei parcheggi e l’introduzione di nuovi servizi ed insediamenti direzionali”. [ da: Protocollo d’Intesa tra Comune di Sesto San Giovanni e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. per la riqualificazione di parte dello scalo ferroviario di Sesto San Giovanni, sottoscritto il 9 febbraio 2005].
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 269 Il citato Protocollo d’Intesa riconosceva alla società RFI S.p.A., quale proprietaria delle porzioni dismettibili dello scalo ferroviario e di “aree e fabbricati non necessari per la propria gestione caratteristica d’Impresa”, una potenzialità edificatoria e destinazioni funzionali tali da promuovere la riqualificazione dei servizi per i viaggiatori (stazione e funzioni di supporto), impegnando
ni funzionali tali da promuovere la riqualificazione dei servizi per i viaggiatori (stazione e funzioni di supporto), impegnando contemporaneamente la medesima società RFI a utilizzare eventuali plusvalenze generate dalla trasformazione urbanistica delle aree nella “realizzazione delle opere infrastrutturali di propria competenza”. Relativamente alle aree ex Falck ed ex Scalo Ferroviario è stata presentata una Proposta Definitiva di Programma Integrato di
”. Relativamente alle aree ex Falck ed ex Scalo Ferroviario è stata presentata una Proposta Definitiva di Programma Integrato di Intervento consegnata il 21/12/2007 con P.G. n.103925, che interviene a seguito di un eccezionale percorso di programmazione urbanistica negoziata, avviato il 14/06/2005 (D.G.C. n.169/2005) con la sottoscrizione del “Protocollo di Intesa per la trasformazione delle aree ex Falck” da parte del Comune di Sesto San Giovanni e dei soggetti proponenti.
ocollo di Intesa per la trasformazione delle aree ex Falck” da parte del Comune di Sesto San Giovanni e dei soggetti proponenti. Nel novembre 2005 l’Amministrazione Comunale ha dato avvio al processo di programmazione negoziata a partire dalla prima idea progettuale presentata alla Giunta Comunale dall’architetto Renzo Piano - Studio RPBW, Renzo Piano Building Workshop - incaricato dai proprietari per la predisposizione del Masterplan generale per la riqualificazione e la trasformazione delle aree ex
aricato dai proprietari per la predisposizione del Masterplan generale per la riqualificazione e la trasformazione delle aree ex Falck. Il percorso di concertazione/partecipazione avviato dal Comune in attuazione del Protocollo di Intesa ha previsto la costituzione del Tavolo di Lavoro Tecnico Falck con funzioni di coordinamento tra Gruppi di Lavoro, pubblici e privati, istituzionali e non, garantendone l’interazione e l’integrazione, con l’incarico di presidiare tutte le fasi del processo.
vati, istituzionali e non, garantendone l’interazione e l’integrazione, con l’incarico di presidiare tutte le fasi del processo. L’attività coordinata del Tavolo di Lavoro Tecnico Falck e l’interazione tra i vari soggetti attori del processo di pianificazione, ha permesso di costruire nel tempo un metodo di lavoro innovativo e finalizzato al raggiungimento di elevati livelli di qualità urbana ed ambientale e ha portato al coinvolgimento delle aree dell’ex scalo ferroviario nel progetto urbanistico/edilizio.
lità urbana ed ambientale e ha portato al coinvolgimento delle aree dell’ex scalo ferroviario nel progetto urbanistico/edilizio. Nel corso di due anni di attività del Tavolo di Lavoro Tecnico Falck il proponente ha formalizzato lo stato di avanzamento del progetto con eventi ufficiali o presentazioni documentali testimoniando il risultato progettuale del confronto costruttivo avvenuto dalla cooperazione di tutti gli operatori.
documentali testimoniando il risultato progettuale del confronto costruttivo avvenuto dalla cooperazione di tutti gli operatori. La proposta, è stata presentata nel rispetto delle disposizioni in materia di programmazione negoziata in regime transitorio come previsto dalla Legge Regionale per il governo del territorio e delle disposizioni relative ai Programmi Integrati di Intervento (L.R. n. 12/2005 artt. 25, 87 e seguenti).
rno del territorio e delle disposizioni relative ai Programmi Integrati di Intervento (L.R. n. 12/2005 artt. 25, 87 e seguenti). L’istruttoria finora condotta ha portato a verificare la rispondenza di molti aspetti significativi del Masterplan ai risultati dell’attività di
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano270 progettazione concordata dal Tavolo di Lavoro Tecnico quali: l’impianto infrastrutturale, la dotazione di servizi, le funzioni di eccellenza e di interesse generale. Il carico insediativo totale dovrà essere adeguato ai criteri per le aree di trasformazione strategica contenuti nel successivo capitolo Criteri d’intervento e dovrà essere condizionato da una adeguata rete di trasporto
strategica contenuti nel successivo capitolo Criteri d’intervento e dovrà essere condizionato da una adeguata rete di trasporto pubblico. La trasformazione di ciascun ambito ATs individuato dal PGT dovrà avvenire mediante un unico strumento attuativo. La trasformazione dell’ambito ATs2 è condizionata all’impegno a realizzare la nuova stazione a scavalco. Di seguito vengono illustrate le connotazioni fondamentali dell’Ambito di Trasformazione Strategica ATs 1 e ATs 2 attraverso
co. Di seguito vengono illustrate le connotazioni fondamentali dell’Ambito di Trasformazione Strategica ATs 1 e ATs 2 attraverso una lettura di ampie sezioni della Relazione Tecnica allegata alla proposta progettuale evidenziando l’impostazione generale morfo- tipologica di progetto, le vocazioni funzionali e agli indirizzi per le dotazioni infrastrutturali e i servizi (Figura 1). [Da: Relazione Tecnica alla Proposta Definitiva di Programma Integrato di Intervento ex aree Falck, 21 dicembre 2007]
LA STRUTTURA URBANA
Figura 1). [Da: Relazione Tecnica alla Proposta Definitiva di Programma Integrato di Intervento ex aree Falck, 21 dicembre 2007] LA STRUTTURA URBANA Il progetto è concepito come uno schema urbano aperto che connette tutte quelle parti della città fino a oggi separate dalla ferrovia e dalle ex aree industriali Falck. Due gli assi fondamentali della nuova struttura urbana su cui si concentreranno le attività:
e dalle ex aree industriali Falck. Due gli assi fondamentali della nuova struttura urbana su cui si concentreranno le attività: • Asse Nord-Sud, attuale Viale Italia: si configura come la “spina dorsale” dell’intero progetto, sulla quale si innestano tutte le aree d’intervento. E’ un asse alberato, una Rambla della lunghezza di 2 km circa, a vocazione prevalentemente residenziale e commerciale, con forte presenza pedonale, trasporto pubblico e traffico privato moderato finalizzato alla sosta;
residenziale e commerciale, con forte presenza pedonale, trasporto pubblico e traffico privato moderato finalizzato alla sosta; • Asse di connessione Est-Ovest: questo asse che parte dall’attuale stazione ferroviaria Sesto FF.SS., che sarà riprogettata secondo la tipologia di edificio a ponte, unisce trasversalmente le tre parti di città oggi separate dalla ferrovia e dalle aree ex industriali. E’ un asse prevalentemente destinato a
rsalmente le tre parti di città oggi separate dalla ferrovia e dalle aree ex industriali. E’ un asse prevalentemente destinato a funzioni private e pubbliche di eccellenza e terziario direzionale (università, laboratori di ricerca, ecc..). Il progetto si compone di altri elementi tesi a ricucire il tessuto urbano: • Stazione ferroviaria: l’attuale stazione Sesto FF.SS. viene completamente riprogettata per diventare cerniera urbana; una piazza sopraelevata
oviaria: l’attuale stazione Sesto FF.SS. viene completamente riprogettata per diventare cerniera urbana; una piazza sopraelevata accessibile da un sistema di passerelle che collegano i due lembi di città Est-Ovest e danno dunque diretto accesso al parco; • Filari verdi: un sistema di “assi vegetali” nuovi e di completamento di quelli esistenti permette al parco di penetrare nel tessuto urbano esistente;
ema di “assi vegetali” nuovi e di completamento di quelli esistenti permette al parco di penetrare nel tessuto urbano esistente; • Prolungamento e completamento degli assi esistenti: il sistema stradale è razionalizzato con la creazione di una nuova rete nell’ambito del progetto ed il prolungamento e completamento di assi stradali esistenti; • Rete di trasporto pubblico capillare a cadenza intensiva: è prevista una vera e propria rete di trasporto pubblico ad alta frequenza, con mezzi di nuova
co capillare a cadenza intensiva: è prevista una vera e propria rete di trasporto pubblico ad alta frequenza, con mezzi di nuova concezione, agili ed ecologici, che serviranno l’intero territorio di Sesto San Giovanni; • Riqualificazione di aree di pubblico interesse circostanti il sito: il progetto prevede la riqualificazione di aree prevalentemente verdi e sportive, e di alcune attrezzature di interesse pubblico;
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 271 Figura 1. Masterplan della proposta di PII
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 271 Figura 1. Masterplan della proposta di PII
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano272 • Satelliti: si tratta di aree “esterne” al sistema morfologico degli assi Nord-Sud ed Est-Ovest. Sono generate dal tessuto esistente all’intorno e fungono anch’esse da cerniere di connessione. La destinazione è prevalentemente residenziale con presenza di attività compatibili e servizi alla
IL SISTEMA DELLE PIAZZE
e da cerniere di connessione. La destinazione è prevalentemente residenziale con presenza di attività compatibili e servizi alla persona. In particolare, nell’ex stabilimento “Transider”, è stato insediato il complesso industriale e artigianale che prende il nome di “Hotel Industriel”, che rappresenta un nuovo modello di edificio pensato per rendere compatibile la convivenza di attività produttive all’interno della città. IL SISTEMA DELLE PIAZZE
IL SISTEMA DELLE PIAZZE
i edificio pensato per rendere compatibile la convivenza di attività produttive all’interno della città. IL SISTEMA DELLE PIAZZE La struttura urbana dell’intero intervento, se da una parte è impostata su due assi ortogonali che ne fanno da collante, dall’altra è scandita da una molteplicità di centralità urbane che trovano tutte fuoco nelle rispettive piazze, intese come luoghi di incontro e socializzazione. Si vengono così a
lità urbane che trovano tutte fuoco nelle rispettive piazze, intese come luoghi di incontro e socializzazione. Si vengono così a generare un insieme di “quartieri” ciascuno dei quali è vitalizzato dalla propria piazza. Per quanto riguarda il sistema delle piazze, sulla “Rambla” ne sono previste due: una di fronte al “Bliss” che si configura come fulcro di quelle attività che costituiscono il cosiddetto “polo giovani”, l’altra, verso Nord, nel punto di contatto tra il parco “Unione” ed il parco “Concordia”.
tuiscono il cosiddetto “polo giovani”, l’altra, verso Nord, nel punto di contatto tra il parco “Unione” ed il parco “Concordia”. Questi due poli opposti, sulla “Rambla” creano tensione e vitalità. A Ovest della stazione l’attuale piazza I Maggio viene riqualificata con un diverso ruolo di aggregazione urbana. Tangente a via Montegrappa e Viale Gramsci, nonché delimitata a Nord dal fronte stazione e a Sud dai nuovi uffici comunali, detta piazza assume il ruolo di cerniera urbana tra
ché delimitata a Nord dal fronte stazione e a Sud dai nuovi uffici comunali, detta piazza assume il ruolo di cerniera urbana tra la città ad Ovest della ferrovia ed il nuovo insediamento. Essa assume anche un ruolo di interscambio nel sistema della mobilità tra il terminale degli autobus extra urbani, la Stazione ferroviaria a ponte e la Stazione metropolitana MM1.
ema della mobilità tra il terminale degli autobus extra urbani, la Stazione ferroviaria a ponte e la Stazione metropolitana MM1. A Est della ferrovia, una nuova piazza è delimitata dal fronte stazione, e da un fronte aperto sul parco, mentre sul lato Est si innesta quel nuovo asse di ricucitura urbana, la “traversa”. A Sud della traversa, oltre alla suddetta piazza, il tessuto è interrotto da altre due piazze minori che gli
ASSETTO DELLE FUNZIONI
ana, la “traversa”. A Sud della traversa, oltre alla suddetta piazza, il tessuto è interrotto da altre due piazze minori che gli permettono di respirare. Tra il nuovo Mercato coperto e la Via Mazzini, una nuova piazza ospiterà mercati ambulanti settimanali e diventerà tappa del mercato internazionale etnico. Anche l’ex stabilimento TRAI si sviluppa attorno ad una piazza come tappa intermedia tra il tessuto consolidato ad est di Viale Edison ed il nuovo parco. ASSETTO DELLE FUNZIONI
ASSETTO DELLE FUNZIONI
ad una piazza come tappa intermedia tra il tessuto consolidato ad est di Viale Edison ed il nuovo parco. ASSETTO DELLE FUNZIONI Uno degli elementi chiave del progetto è senza dubbio l’assetto funzionale inteso come quel mix di funzioni capace di dare intensità urbana e equilibrio, ma anche vitalità per l’intero arco della giornata. Tali obiettivi sono stati perseguiti ricercando, da una parte, la corretta dislocazione
talità per l’intero arco della giornata. Tali obiettivi sono stati perseguiti ricercando, da una parte, la corretta dislocazione innanzitutto delle funzioni pubbliche e di interesse generale, e dall’altra, le relazioni tra funzioni pubbliche e private nonché tra le diverse destinazioni private. In questa logica, le diverse aree del progetto vengono a configurarsi nel seguente modo:
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 273 • Asse Nord-Sud, attuale viale Italia e futura “Rambla”. La sua vocazione è prevalentemente residenziale con il suo insieme di “case alte” che fluttuano a 12 metri dal suolo, ovvero al di sopra del tappeto di alberi. Alcune “case alte” assumono la funzione mista residenziale-terziaria e
etri dal suolo, ovvero al di sopra del tappeto di alberi. Alcune “case alte” assumono la funzione mista residenziale-terziaria e alcune la funzione ricettiva. Alla base delle “case alte”, e per tutta la lunghezza di Viale Italia, si sviluppa un sistema di “serre” in cui sono localizzate attività commerciali di piccolo e medio taglio nonché funzioni compatibili alla residenza e servizi alla persona. Nell’area del Vittoria
commerciali di piccolo e medio taglio nonché funzioni compatibili alla residenza e servizi alla persona. Nell’area del Vittoria sono localizzate alcune funzioni di interesse pubblico quali la biblioteca comunale, nel “Bliss”, e le scuole civiche di musica e danza, nella “rettifica filiere”; • Asse Est-Ovest, “Sistema traversa”. Questo è l’asse che partendo dalla Stazione ferroviaria per arrivare fino a Viale Edison ed oltre, nell’area
“Sistema traversa”. Questo è l’asse che partendo dalla Stazione ferroviaria per arrivare fino a Viale Edison ed oltre, nell’area residenziale di Via Marzabotto, assume energicamente il ruolo di ricucitura urbana fra i tre settori della città, ad oggi separati dalla ferrovia e dalle aree ex industriali Falck. L’asse è prevalentemente destinato a funzioni terziarie, con presenza di residenza. È su quest’asse che si innesta il
ali Falck. L’asse è prevalentemente destinato a funzioni terziarie, con presenza di residenza. È su quest’asse che si innesta il sistema commerciale più importante, alla base degli edifici, più alcuni magneti tra cui il Mercato coperto. Un insieme di funzioni di eccellenza formano una vera e propria filiera composta da Università-Ricerca-Incubatori d’impresa; • Satellite Transider. Quest’area è caratterizzata da una forte presenza di attività produttive concentrate nel cosiddetto “Hotel Industriel”, modello
Quest’area è caratterizzata da una forte presenza di attività produttive concentrate nel cosiddetto “Hotel Industriel”, modello innovativo di un insediamento produttivo capace di ospitare ogni attività fino alle più pesanti. Tale modello si affaccia sulla città attraverso un fronte urbano per architettura e per la presenza di attività compatibili a piano terra che lo rendono quindi permeabile, anziché scatola cieca. Nella
hitettura e per la presenza di attività compatibili a piano terra che lo rendono quindi permeabile, anziché scatola cieca. Nella stessa area sono localizzate funzioni di residenza libera, convenzionata e agevolata oltre a funzioni ricettive; • Un plesso scolastico composto da 1 scuola elementare di 6 sezioni e una scuola materna per 50 bambini risponderà alle carenze attuali oltre che alle necessità generate;
a elementare di 6 sezioni e una scuola materna per 50 bambini risponderà alle carenze attuali oltre che alle necessità generate; • Satellite Trai. Area destinata a residenza libera, convenzionata e agevolata. Qui sono state insediate funzioni di interesse generale quali la “casa bambini” e spazi per “associazioni di volontariato”. Alla base degli edifici sono insediate le attività compatibili con residenza;
mbini” e spazi per “associazioni di volontariato”. Alla base degli edifici sono insediate le attività compatibili con residenza; • Satellite Nord. Quest’area è situata dietro l’esistente villaggio Falck per cui, per natura, essa è destinata a residenza libera convenzionata e agevolata. Non lontano, sul bordo parco, è stato localizzato l’oratorio della chiesa “San Giorgio e Santa Irene alle Ferriere” del villaggio Falck,
ano, sul bordo parco, è stato localizzato l’oratorio della chiesa “San Giorgio e Santa Irene alle Ferriere” del villaggio Falck, dotato di un campo da calcio immerso nel verde. E’ stata posizionata qui la Caserma dei Vigili del Fuoco per facilità di accesso a Viale Edison; • Area Stazione-Via Mazzini. In continuità col tessuto consolidato, quest’area è a prevalente destinazione residenziale - libera, convenzionata ed
a Mazzini. In continuità col tessuto consolidato, quest’area è a prevalente destinazione residenziale - libera, convenzionata ed agevolata - con la presenza della residenza temporanea vicino alla stazione ferroviaria, dunque con facile accesso alle strutture universitarie milanesi. È prevista in quest’area una forte presenza di funzioni di interesse generale come la “casa del sociale”, “la sede ASL” e “la residenza
sta in quest’area una forte presenza di funzioni di interesse generale come la “casa del sociale”, “la sede ASL” e “la residenza per le categorie deboli”. Alla base degli edifici sono insediate le attività compatibili con residenza; • Area “fronte Gramsci”. È un’area di fondamentale importanza non solo per il nuovo insediamento Falck, ma per tutta la città di Sesto San
onte Gramsci”. È un’area di fondamentale importanza non solo per il nuovo insediamento Falck, ma per tutta la città di Sesto San Giovanni. Infatti è proprio qui che si realizza fisicamente la ricucitura urbana: per il pedone con la Stazione ferroviaria a ponte e per il trasporto pubblico attraverso il sottopasso in continuità con la via Montegrappa. Se la Stazione sarà il baricentro di questo fronte, a Sud di questa saranno
il sottopasso in continuità con la via Montegrappa. Se la Stazione sarà il baricentro di questo fronte, a Sud di questa saranno localizzati i nuovi uffici comunali che andranno ad integrare quelli esistenti e a Nord, (…). L’insieme di queste funzioni pubbliche integrate all’esistente parco Gramsci daranno vita ad un vera e propria porta della città per chi viene da Monza e/o dalla Brianza.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano274 LE FUNZIONI DI ECCELLENZA E DI INTERESSE PUBBLICO La ripartizione dei servizi alla persona è fatta al fine di garantire il mix funzionale, la prossimità e l’accessibilità a tutti gli abitanti. Le attrezzature per l’istruzione sono ripartite tenendo conto, da una parte, dell’equilibrio per quantità e distanze con la domanda generata, e dall’altra, delle carenze che insistono sul tessuto consolidato.
l’equilibrio per quantità e distanze con la domanda generata, e dall’altra, delle carenze che insistono sul tessuto consolidato. La residenza, è articolata in residenza agevolata – canone moderato e canone sociale – e residenza temporanea. Per la residenza agevolata, l’attenzione è stata posta sulla coesistenza con altre categorie di residenza, all’interno di uno stesso ambito per evitare l’isolamento sociale delle
osta sulla coesistenza con altre categorie di residenza, all’interno di uno stesso ambito per evitare l’isolamento sociale delle classi meno abbienti. La volontà di integrazione di questa categoria di residenza passa anche attraverso un livello di qualità di costruzione praticamente equivalente a quello delle altre categorie. La residenza temporanea è stata collocata in gran parte in vicinanza alla stazione per facilitare l’accesso alle strutture universitarie della città di Milano. (…)
locata in gran parte in vicinanza alla stazione per facilitare l’accesso alle strutture universitarie della città di Milano. (…) L’insieme delle funzioni di eccellenza e di interesse pubblico comprende come segue: • Padiglione del Museo di Arte Contemporanea; • Università: Istituti universitari e para-universitari dinamici legati, come da tradizione, al mondo produttivo per generare energie e sinergie nel territorio; • Laboratori di ricerca gestiti da proprie fondazioni:
ione, al mondo produttivo per generare energie e sinergie nel territorio; • Laboratori di ricerca gestiti da proprie fondazioni: • Botanica: centro studi per la gestione e il mantenimento del parco; • Medicale: acceleratore di ricerca biomedica; • Energia: centro studi per l’approvvigionamento di energia; • Incubatori d’impresa: strutture finalizzate a favorire lo sviluppo di giovani imprese. E’ prevista la realizzazione delle seguenti attrezzature di interesse pubblico: • biblioteca/mediateca;
uppo di giovani imprese. E’ prevista la realizzazione delle seguenti attrezzature di interesse pubblico: • biblioteca/mediateca; • servizi scolastici e culturali; • servizi socio-assistenziali; • attrezzature sportive; • parcheggi; • sedi operative di istituzioni (Vigili del Fuoco, ASL, uffici comunali); • oratorio. Per quanto riguarda le funzioni di maggiore peso, si vengono a formare tre poli urbani importanti:
uffici comunali); • oratorio. Per quanto riguarda le funzioni di maggiore peso, si vengono a formare tre poli urbani importanti: • Polo giovanile. Nell’ambito Vittoria si ha una concentrazione di attività a vocazione giovanile: la nuova biblioteca comunale, ricollocata nel “Bliss” con un intervento di riconversione dell’edificio industriale, l’insieme delle scuole civiche di danza e musica, nell’edificio della “Rettifica
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 275 filiere” anch’esso riconvertito, la rilocalizzazione di un nuovo Liceo. L’insieme di queste funzioni complementari darà una forte identità ad un’area di notevole prossimità con la città consolidata; • Università-Ricerca-Incubatori d’impresa. Nell’ambito del sistema delle Traverse, tra Viale Italia e Viale Edison, sono presenti l’Università o
erca-Incubatori d’impresa. Nell’ambito del sistema delle Traverse, tra Viale Italia e Viale Edison, sono presenti l’Università o istruzione equivalente, le fondazioni per la ricerca sull’energia, sulla botanica e sulla medicina, l’incubatore di impresa. Queste tre funzioni costituiscono una filiera che parte dalla formazione e termina in una struttura che accompagna le nuove idee e le giovani imprese nel mondo del lavoro;
ra che parte dalla formazione e termina in una struttura che accompagna le nuove idee e le giovani imprese nel mondo del lavoro; • Parco e frammenti di fabbrica. La presenza degli imponenti frammenti di fabbrica come il T3, il T5, il Treno laminatoio e l’Omec, conferiscono al parco un enorme potenziale di utilizzazione del parco stesso che va oltre la quotidiana fruizione. Detti frammenti si prestano perfettamente
IL PARCO E I FRAMMENTI DI FABBRICA
rme potenziale di utilizzazione del parco stesso che va oltre la quotidiana fruizione. Detti frammenti si prestano perfettamente ad attività ludiche. Essi diventano scenografie per eventi di grande respiro quali per esempio stagioni concertistiche all’aperto nell’assoluto rispetto di quella memoria storica di cui sono portatori. Nel Treno laminatoio è insediato lo spazio espositivo di Arte Contemporanea. IL PARCO E I FRAMMENTI DI FABBRICA
IL PARCO E I FRAMMENTI DI FABBRICA
sono portatori. Nel Treno laminatoio è insediato lo spazio espositivo di Arte Contemporanea. IL PARCO E I FRAMMENTI DI FABBRICA Il Parco è inteso come l’insieme delle aree a verde con totale fruibilità pubblica, indipendentemente dal regime urbanistico del suolo (parco urbano, locale di interesse sovracomunale, verde attrezzato, ecc.). Il Parco è l’elemento centrale di tutto il progetto: oltre 600.000 di mq su una superficie
vracomunale, verde attrezzato, ecc.). Il Parco è l’elemento centrale di tutto il progetto: oltre 600.000 di mq su una superficie totale di circa 1.300.000 mq. Attualmente sul sito sono presenti ampie zone vegetali, a dimostrazione di come la natura stia riprendendo possesso dei luoghi. La riqualificazione renderà l’area fruibile a tutti. Abbattuti i muri delle fabbriche, il parco sarà delimitato naturalmente dalla sua stessa struttura
derà l’area fruibile a tutti. Abbattuti i muri delle fabbriche, il parco sarà delimitato naturalmente dalla sua stessa struttura morfologica, con due lembi sollevati di circa 10m. Rappresenta un grande polmone verde da cui partono i sistemi vegetali a filare della città e sui cui si innesta la Rambla (disegnata da 4 filari di alberi). Il Parco forma un tappeto vegetale continuo sul quale fluttuano le “case alte”. Gli edifici si addensano lungo i due assi principali e le aree private
eto vegetale continuo sul quale fluttuano le “case alte”. Gli edifici si addensano lungo i due assi principali e le aree private saranno prevalentemente di uso pubblico in modo che gli spazi a verde abbiano una continuità percettiva e di uso a Parco. I maggiori insediamenti industriali saranno mantenuti per conservare la memoria di un luogo che ha fatto la storia industriale e sociale d’Italia. Tra
i industriali saranno mantenuti per conservare la memoria di un luogo che ha fatto la storia industriale e sociale d’Italia. Tra questi il T3 Pagoda, il T5 Laminatoio, il Bliss, la Rettifica Filiere e l’Omec, vere e proprie creature “fantasmagoriche” che emergono dal Parco come memoria del passato. In particolare, alcuni edifici (T3 e T5) saranno conservati (sono previsti interventi di pulizia e messa in sicurezza) come veri e propri “monumenti” di
difici (T3 e T5) saranno conservati (sono previsti interventi di pulizia e messa in sicurezza) come veri e propri “monumenti” di archeologia industriale carichi di dignità e memoria storica (quasi “rovine” di un “Parco Archeologico”). I “frammenti di fabbrica” hanno un enorme potenziale per essere valorizzate in modo originale, ad esempio come scenografie per spettacoli e
i di fabbrica” hanno un enorme potenziale per essere valorizzate in modo originale, ad esempio come scenografie per spettacoli e manifestazioni pubbliche o, nel caso del T5, come attrezzature di interesse pubblico aventi destinazione industriale/artigianale di eccellenza. Altri edifici sono destinati a diventare veri e propri centri di eccellenza (Museo d’arte contemporanea, Biblioteca ecc.). Nel Parco saranno mantenuti,
inati a diventare veri e propri centri di eccellenza (Museo d’arte contemporanea, Biblioteca ecc.). Nel Parco saranno mantenuti, oltre a elementi che si sviluppano in altezza, anche gli scavi che rivelano le fondazioni su cui poggiavano un tempo i macchinari delle acciaierie. L’area diventerà così un vero e proprio “Parco archeologico industriale”.”
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano276 VARIANTE (AL PGT) IN ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DELLA CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA RICERCA (DGR IX/3666 2/7/2012) NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE STRATEGICA ATS1 E ATS2 – AGGIORNAMENTO DELLE DETERMINAZIONI DI PIANO La proposta descritta nelle pagine precedenti rappresenta l’esito di un percorso di concertazione e condivisione di
ONI DI PIANO
ONI DI PIANO La proposta descritta nelle pagine precedenti rappresenta l’esito di un percorso di concertazione e condivisione di importanti capisaldi quali l’impianto infrastrutturale e la dotazione globale dei servizi che sono divenuti riferimento per la definizione dei contenuti degli indirizzi e dei criteri di intervento per gli ambiti di trasformazione ATs1 e ATs2, nell’atto di redazione del PGT. Tale proposta è stata riportata a scopo illustrativo del percorso progettuale svolto e delle connotazioni
di redazione del PGT. Tale proposta è stata riportata a scopo illustrativo del percorso progettuale svolto e delle connotazioni fondamentali, riferite all'impostazione generale morfo-tipologica e alle vocazioni funzionali, rappresentando il punto di partenza per il successivo iter di progettazione e negoziazione nonchè un elemento di continuità per le fasi successive, fatti salvi gli obiettivi strategici sopraggiunti.
zione e negoziazione nonchè un elemento di continuità per le fasi successive, fatti salvi gli obiettivi strategici sopraggiunti. I precedenti paragrafi contengono le Determinazioni del Documento di Piano del PGT approvato, ai sensi della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12 e s.m.i., il 16 luglio 2009, con deliberazione di Consiglio Comunale n. 32 e pubblicato sul BURL n. 44 in data 4 novembre 2009. Il Documento di Piano contiene gli indirizzi da sviluppare per un confronto sulla
licato sul BURL n. 44 in data 4 novembre 2009. Il Documento di Piano contiene gli indirizzi da sviluppare per un confronto sulla trasformazione delle aree ex Falck e approfondisce alcune tematiche ritenute prioritarie per la trasformazione urbanistica, fornendo le linee guida alla pianificazione attuativa. Successivamente all’approvazione del PGT 2009, al fine di proseguire il percorso di programmazione e progettazione
ne attuativa. Successivamente all’approvazione del PGT 2009, al fine di proseguire il percorso di programmazione e progettazione concertata degli interventi di trasformazione urbanistica congiunta dei comparti ATs1 e ATs2 e a fronte della modifica dell’assetto proprietario intercorsa a ottobre 2010, il Comune ha dato avvio ad una nuova fase procedurale, formalmente riavviata il 21 dicembre 2010 con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra il Comune e la proprietà, che fa seguito
mente riavviata il 21 dicembre 2010 con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra il Comune e la proprietà, che fa seguito all’istruttoria condotta sulla proposta di P.I.I. presentata nel 2007 dalla precedente proprietà. Il 15 aprile 2011, i soggetti proponenti hanno presentato al Comune una Proposta Definitiva di P.I.I., in riferimento alla quale la successiva istruttoria tecnica ha portato alla richiesta da parte del Comune di integrazioni, osservazioni e rilievi, a
parte del Proponente dei contenuti richiesti, in particolare degli elaborati cos
quale la successiva istruttoria tecnica ha portato alla richiesta da parte del Comune di integrazioni, osservazioni e rilievi, a cui ha fatto seguito il 14 giugno 2011 il deposito da parte dei proponenti di una nuova documentazione definitiva. Il 28 luglio 2011 il Comune ha comunicato il Preavviso di conclusione dell'istruttoria; la formale accettazione (8 agosto 2011) da parte del Proponente dei contenuti richiesti, in particolare degli elaborati cosi come modificati ed integrati
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 277 dall'Amministrazione Comunale, ha posto definitivamente le basi per il successivo provvedimento di adozione della proposta di PII, assunto il 9 settembre 2011 con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 38. Nei mesi successivi il PII ha proseguito il suo iter di approvazione definitiva e delle sub-procedure a esso legate, con
n. 38. Nei mesi successivi il PII ha proseguito il suo iter di approvazione definitiva e delle sub-procedure a esso legate, con particolare riferimento all’ Autorizzazione Commerciale per grande struttura di vendita non alimentare e plurime medie strutture di vendita e alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) che si sono concluse positivamente. Il 30 aprile 2012 con Deliberazione di Giunta Comunale n.142, è stata approvata definitivamente la “Proposta di
e positivamente. Il 30 aprile 2012 con Deliberazione di Giunta Comunale n.142, è stata approvata definitivamente la “Proposta di Programma Integrato di Intervento per gli ambiti di trasformazione strategica ATs1 e ATs2 – aree ex Falck ed ex scalo ferroviario”. Con tale atto la Giunta ha approvato gli elaborati del PII adottato, così come modificati, integrati e/o sostituiti per effetto dell’approvazione degli elaborati di ottemperanza al Decreto V.I.A. e delle controdeduzioni alle osservazioni presentate.
ffetto dell’approvazione degli elaborati di ottemperanza al Decreto V.I.A. e delle controdeduzioni alle osservazioni presentate. Il 2 maggio 2012 è stato sottoscritto l’Accordo di Programma promosso con D.g.r. n. IX/1889 del 22 giugno 2011, costruitosi in stretta relazione all’iter di definizione e procedurale del P.I.I., finalizzato alla “riqualificazione territoriale e ambientale delle aree dismesse dagli ex stabilimenti Falck” tra i cui obiettivi risalta il tema della “promozione di funzioni di
ambientale delle aree dismesse dagli ex stabilimenti Falck” tra i cui obiettivi risalta il tema della “promozione di funzioni di eccellenza di portata sovracomunale e regionale, con particolare riferimento a strutture universitarie e di servizio all’università, servizi alla persona, ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e strutture socio-sanitarie”. La sottoscrizione di tale Accordo testimonia la volontà dell’Amministrazione di cogliere l’opportunità di rendere concreta
rie”. La sottoscrizione di tale Accordo testimonia la volontà dell’Amministrazione di cogliere l’opportunità di rendere concreta la previsione di localizzare nelle aree Falck una funzione pubblica di eccellenza come la CDSR, nata durante il percorso di approvazione del PII. Nel 2009 infatti era stata approvata dalla Regione un’ipotesi di Accordo di Programma finalizzato a realizzare la Città della salute, della ricerca e della didattica nell’area di Vialba a Milano. Essendo poi venute meno le
ato a realizzare la Città della salute, della ricerca e della didattica nell’area di Vialba a Milano. Essendo poi venute meno le condizioni per realizzare la struttura nell’area prescelta, si è deciso di esaminare nuove possibili localizzazioni. E’ in questo quadro che l’Amministrazione ha consegnato a Regione Lombardia, in data 6 aprile 2012, la documentazione ufficiale “Città della Salute e della Ricerca. Città di Sesto San Giovanni e – Localizzazione nelle aree ex Falck”.
cumentazione ufficiale “Città della Salute e della Ricerca. Città di Sesto San Giovanni e – Localizzazione nelle aree ex Falck”. Nel corso di successivi incontri tecnici la proposta di Sesto e quella avanzata dal Comune di Milano, riferita alla Piazza d'armi della Caserma Perrucchetti, sono state analizzate sulla base di specifici elementi, tra i quali la possibilità di riutilizzare con parziali adattamenti lo Studio di Fattibilità già redatto dal Consorzio Città della Salute, la dimensione
tà di riutilizzare con parziali adattamenti lo Studio di Fattibilità già redatto dal Consorzio Città della Salute, la dimensione dell’area, i tempi per il trasferimento a titolo gratuito dell’area alla Regione, il livello di accessibilità pubblica e privata, i
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano278 tempi e i costi per l’esecuzione di eventuali bonifiche, nonché l’impatto sulle professionalità sanitarie. Di conseguenza, la Giunta Regionale, avendo rilevato che le aree ex Falck rispondono adeguatamente all’insieme di fattori che risultano necessari per meglio accogliere la struttura ospedaliera, il 2 luglio 2012, con Delibera n. IX/3666, ha
di fattori che risultano necessari per meglio accogliere la struttura ospedaliera, il 2 luglio 2012, con Delibera n. IX/3666, ha promosso un nuovo Accordo di Programma per la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca nel Comune di Sesto San Giovanni che, generando variante urbanistica al vigente PGT rientra nell’ambito di applicazione della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.).
erando variante urbanistica al vigente PGT rientra nell’ambito di applicazione della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.). A seguito dell’avvio del nuovo AdP la Giunta comunale di Sesto San Giovanni il 17 luglio 2012 con delibera n. 190 ne ha preso atto e condiviso la promozione, in funzione della localizzazione della Città della Salute e della Ricerca su aree ricadenti all’interno del P.I.I..
promozione, in funzione della localizzazione della Città della Salute e della Ricerca su aree ricadenti all’interno del P.I.I.. I requisiti progettuali generali che dovranno guidare la realizzazione del polo sanitario sono definiti nello Studio di Fattibilità presentato da Infrastrutture Lombarde S.p.A., in qualità di stazione appaltante /ente concedente relativamente alla realizzazione della struttura sanitaria e approvato con osservazioni e prescrizioni il 14 novembre 2012 nella prima e
mente alla realizzazione della struttura sanitaria e approvato con osservazioni e prescrizioni il 14 novembre 2012 nella prima e conclusiva seduta di conferenza di servizi. Comune di Sesto San Giovanni e Regione Lombardia hanno inteso definire i rispettivi impegni e in particolare per il trasferimento delle aree su cui sorgerà la CDSR, attraverso la redazione congiunta di uno schema di Protocollo di Intesa,
per il trasferimento delle aree su cui sorgerà la CDSR, attraverso la redazione congiunta di uno schema di Protocollo di Intesa, approvato Il 26 ottobre 2012 dalla Giunta Regionale con atto n. IX/4319, e il 13 novembre 2012 dalla Giunta Comunale di Sesto San Giovanni. A partire dalle regole e indirizzi del PGT vigente e degli equilibri raggiunti dalla negoziazione, il progetto della CDSR, se da
A partire dalle regole e indirizzi del PGT vigente e degli equilibri raggiunti dalla negoziazione, il progetto della CDSR, se da un lato ha intrapreso il suo iter di opera pubblica, in quanto formalmente compatibile sotto il profilo urbanistico con il PGT, dall’altro, per le potenzialità che esprime, le sinergie che si possono sviluppare e le modifiche che comporta, rende opportuno e necessario adeguare gli indirizzi strategici del Documento di Piano del PGT all’interno del percorso di
porta, rende opportuno e necessario adeguare gli indirizzi strategici del Documento di Piano del PGT all’interno del percorso di approvazione dell’Accordo di Programma.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 279 INDIRIZZI PER L’ARMONIZZAZIONE DEGLI AMBITI ATS1 E ATS2 CON IL PROGETTO CITTÀ DELLA SALUTE E DELLA RICERCA (CDSR) L’attuazione della CDSR, così come previsto dall’Accordo di Programma avviato con DGR n. IX/3666 del 2 luglio 2012, e dei comparti ad essa limitrofi e interni agli Ambiti di Trasformazione strategica ATs1 e ATs2, deve armonizzarsi e avvenire
2, e dei comparti ad essa limitrofi e interni agli Ambiti di Trasformazione strategica ATs1 e ATs2, deve armonizzarsi e avvenire nel rispetto degli obiettivi strategici dell’Amministrazione che si traducono operativamente negli indirizzi di seguito esposti: localizzare la CDSR tra la ferrovia e Viale Italia, all’interno dell’ex comparto Unione, su di una superficie di circa 205.000 mq; individuare un Asse prospettico che rispetti le preesistenze storiche come elemento ordinatore dello sviluppo della
05.000 mq; individuare un Asse prospettico che rispetti le preesistenze storiche come elemento ordinatore dello sviluppo della nuova edificazione ed elemento di collegamento e di continuità con il territorio esistente; riqualificare e valorizzare l’ambito a livello ambientale attraverso la costituzione di un’area verde adibita a parco utilizzabile da parte dei cittadini e strettamente connessa al parco urbano;
so la costituzione di un’area verde adibita a parco utilizzabile da parte dei cittadini e strettamente connessa al parco urbano; garantire continuità morfologica e di fruizione pubblica tra le aree destinate a Parco Urbano, le aree a verde pubblico attrezzato interne al perimetro di AdP e l’asse pedonale che pone in collegamento la futura stazione, la struttura ospedaliera e i beni di valore storico-documentale del ex-comparto Unione;
pone in collegamento la futura stazione, la struttura ospedaliera e i beni di valore storico-documentale del ex-comparto Unione; garantire il coordinamento dei tempi di attuazione della struttura ospedaliera e dell’ossatura fondamentale delle infrastrutture serventi sia gli insediamenti, esistenti e di progetto, sia la CDSR; organizzare i nuovi insediamenti limitrofi alla CDSR e direttamente accessibili dal trasporto pubblico, sfruttando al
la CDSR; organizzare i nuovi insediamenti limitrofi alla CDSR e direttamente accessibili dal trasporto pubblico, sfruttando al massimo le possibili sinergie funzionali, coerentemente con quanto previsto dal presente Documento di Piano; garantire il collegamento tra la città esistente, il Parco Urbano e il PLIS attraverso un sistema di connessioni ciclopedonali che possono rappresentare un tassello nella costituzione di una nuova centralità della rete ambientale
connessioni ciclopedonali che possono rappresentare un tassello nella costituzione di una nuova centralità della rete ambientale milanese, tra il sistema del Fiume Lambro e il Parco Nord Milano; definire un disegno urbano finalizzato al contenimento del consumo di suolo.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano280 L’attuazione degli indirizzi sopra riportati è regolata secondo i Criteri di Intervento del presente Documento di Piano, con particolare riferimento al capitolo “Modalità di reperimento di aree per attrezzature pubbliche negli ambiti di trasformazione”.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
particolare riferimento al capitolo “Modalità di reperimento di aree per attrezzature pubbliche negli ambiti di trasformazione”.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 281 AMBITI DI TRASFORMAZIONE SPECIALISTICA Gli Ambiti di Trasformazione Specialistica sono ambiti di media estensione territoriale, frammentati e/o sottoutilizzati. Gli Ambiti di Trasformazione Specialistica sono così denominati in quanto, per ognuno di essi, si individua una vocazione funzionale
Ambiti di Trasformazione Specialistica sono così denominati in quanto, per ognuno di essi, si individua una vocazione funzionale specifica che li connota in relazione alla specificità del contesto e della conformazione delle aree stesse. La loro trasformazione potrà essere promossa con piani di recupero urbanistico ai sensi dell’articolo 27 della L. n. 457/1978 oppure mediante strumenti negoziali ai sensi della Parte II - Titolo VI, Capo I della L.R. n.12/2005 Disciplina dei Programmi Integrati di
iante strumenti negoziali ai sensi della Parte II - Titolo VI, Capo I della L.R. n.12/2005 Disciplina dei Programmi Integrati di Intervento. ATsp 1a - ATsp 1b - ATsp 2a - ATsp 2b Definiti unitariamente nel PRG 2004 Zona speciale per la realizzazione di parchi e servizi ZSP 1, sono ambiti non edificati su cui insistono prevalentemente orti spontanei e attività precarie. L’originario comparto ZSP 1 del PRG 2004 è stato ridefinito negli ambiti ATsp 1a - ATsp 1b - ATsp 2a - ATsp 2b sui due lati della
’originario comparto ZSP 1 del PRG 2004 è stato ridefinito negli ambiti ATsp 1a - ATsp 1b - ATsp 2a - ATsp 2b sui due lati della via dei Partigiani che costituisce un oggettivo elemento di separatezza e considerando che la dimensione e la presenza di proprietà frazionate con lotti di diverse dimensioni abbia costituito un ostacolo nell’attuazione del processo di riqualificazione.
prietà frazionate con lotti di diverse dimensioni abbia costituito un ostacolo nell’attuazione del processo di riqualificazione. I progetti di trasformazione di questi ambiti devono prestare particolare attenzione alla stretta relazione con le aree del Parco della Media Valle del Lambro e alla possibilità di connettere quest’ultimo con le aree verdi urbane; sono pertanto ritenuti ammissibili
edia Valle del Lambro e alla possibilità di connettere quest’ultimo con le aree verdi urbane; sono pertanto ritenuti ammissibili contenuti insediamenti residenziali al fine della riqualificazione e dell’incremento della dotazione complessiva di aree verde pubblico e servizi. La previsione di trasformazione dovrà essere indirizzata verso la promozione di funzioni residenziali, tali da completare una
i. La previsione di trasformazione dovrà essere indirizzata verso la promozione di funzioni residenziali, tali da completare una connessione con il tessuto consolidato esistente ed il verde urbano e metropolitano rendendolo fruibile ed accessibile. Di seguito viene riportata una scheda guida per progettazione che, pur non avendo valore prescrittivo, indica gli obiettivi e le attenzioni da perseguire.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano282 SCHEDA GUIDA ATsp 1a – ATsp 1b – ATsp 2a – ATsp 2b Lo schema insediativo dovrà garantire la realizzazione di un tessuto prevalentemente residenziale con funzioni compatibili, compatto ed integrato al proprio interno, inserito nel sistema delle aree verdi del Parco Lambro e dei parchi urbani limitrofi
, compatto ed integrato al proprio interno, inserito nel sistema delle aree verdi del Parco Lambro e dei parchi urbani limitrofi dei comuni di Sesto (su via Carlo Marx) e di Milano (tra cui via Adriano ed ex - Marelli), attraverso il disegno di corridoi e varchi verdi di nuova progettazione che valorizzino il nucleo storico, le aree riprogettate della zona Bergamella e si integrino con il tessuto residenziale circostante, in via di recupero e riqualificazione (Contratto di Quartiere Parco delle Torri).
grino con il tessuto residenziale circostante, in via di recupero e riqualificazione (Contratto di Quartiere Parco delle Torri). Gli interventi insediativi avranno la finalità di contribuire a sviluppare in modo rilevante il potenziale ecologico, attraverso una significativa dotazione di aree verdi da mettere in connessione con il Parco della Media Valle Lambro. Le linee guida sono schematizzate nei seguenti tre punti:
verdi da mettere in connessione con il Parco della Media Valle Lambro. Le linee guida sono schematizzate nei seguenti tre punti:
- il riassetto e il potenziamento delle aree per verde pubblico e la loro connessione al sistema dei grandi parchi territoriali (Plis Media Valle Lambro) con quelli urbani (dal grande parco delle aree Falck al sistema delle aree verdi lungo via Carlo Marx, fino alle previsioni per servizi nel territorio Nord di Milano) e di quartiere (il centro sportivo su via Di
ngo via Carlo Marx, fino alle previsioni per servizi nel territorio Nord di Milano) e di quartiere (il centro sportivo su via Di Vittorio). La valorizzazione della rete ecologica e ambientale risponde pienamente a una strategia più generale che potrà a migliorare la vivibilità e le relazioni con il resto del territorio comunale. 2. il raccordo, l’integrazione e il potenziamento del sistema delle percorrenze ciclo pedonali, focalizzando
erritorio comunale. 2. il raccordo, l’integrazione e il potenziamento del sistema delle percorrenze ciclo pedonali, focalizzando l’attenzione soprattutto sulla mobilità lenta. Il progetto di quest’ambito può creare nuove relazioni Est Ovest, tra il centro e i quartieri residenziali lungo via Carlo Marx con il sistema dei servizi sportivi e ricreativi della fascia orientale (fino al parco del Lambro).
enziali lungo via Carlo Marx con il sistema dei servizi sportivi e ricreativi della fascia orientale (fino al parco del Lambro). Sono inoltre rafforzate le connessioni Nord Sud tra i quartieri disposti lungo via Volontari del Sangue con il nucleo di Cascina Gatti e con l’ambito della Bergamella (nuovi insediamenti e nuovi parchi). 3. salvaguardare l’identità locale di matrice storica di Cascina Gatti. Questo obiettivo potrà essere perseguito in due modi interrelati:
uardare l’identità locale di matrice storica di Cascina Gatti. Questo obiettivo potrà essere perseguito in due modi interrelati: a) restituire all’area retrostante un decoro urbano, riconvertendo gli orti urbani esistenti non regolamentati in aree per verde attrezzato (eventualmente in parte da ridisegnare come orti regolamentati) ed eliminando quelle attività marginali che inducono il degrado dei tessuti residenziali circostanti;
e come orti regolamentati) ed eliminando quelle attività marginali che inducono il degrado dei tessuti residenziali circostanti; b) creare attorno un tessuto compatto e ben inserito nel sistema della aree verdi che si estende dalla scala del quartiere alla scala urbana fino a quella sovralocale, attraverso corridoi e varchi verdi di nuova progettazione che valorizzino il nucleo storico, le aree riprogettate della zona Bergamella e si integrino, riqualificandolo, al tessuto residenziale
orizzino il nucleo storico, le aree riprogettate della zona Bergamella e si integrino, riqualificandolo, al tessuto residenziale circostante, già in fase di recupero (Contratto di Quartiere Parco Torri).
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 283
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano284
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
an Giovanni - PGT – Documento di Piano 283
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano284
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 285 AT sp 3 Definita nel PRG 2004 “Area per attrezzature, servizi pubblici e parcheggi” – Parcheggi, l’area è attualmente in stato di abbandono a rischio di utilizzi impropri ed abusivi.
servizi pubblici e parcheggi” – Parcheggi, l’area è attualmente in stato di abbandono a rischio di utilizzi impropri ed abusivi. Localizzato a ridosso del confine Nord-Ovest comunale, è attraversato dal cavalcavia del Ring Nord che ne determina due sub- ambiti tra loro connessi da un passaggio posto al di sotto della piastra stradale del cavalcavia stesso, in prossimità del recinto ferroviario.
connessi da un passaggio posto al di sotto della piastra stradale del cavalcavia stesso, in prossimità del recinto ferroviario. La parte Nord presenta le caratteristiche tipiche di un’area interclusa: cinta a Nord dall’autostrada Torino-Venezia, a Est dalla linea ferroviaria Milano-Monza, a Sud dal Ring Nord e sul fronte Ovest da edifici di carattere prevalentemente produttivo già in Comune
erroviaria Milano-Monza, a Sud dal Ring Nord e sul fronte Ovest da edifici di carattere prevalentemente produttivo già in Comune di Cinisello Balsamo con affaccio principale su viale Gramsci, uno dei più importanti assi viari di accesso cittadino da Nord. Le caratteristiche dell’area, altamente infrastutturata e urbanizzata, la sua accessibilità e il contesto in cui si inserisce, conferiscono a questo ambito una vocazione funzionale esclusivamente produttiva.
ccessibilità e il contesto in cui si inserisce, conferiscono a questo ambito una vocazione funzionale esclusivamente produttiva. La previsione di trasformazione è pertanto indirizzata verso lo sviluppo e la promozione di attività produttive, attribuendo a questo termine un significato più ampio di quello tradizionale adeguato alle modifiche radicali intervenute negli ultimi decenni nell’economia
un significato più ampio di quello tradizionale adeguato alle modifiche radicali intervenute negli ultimi decenni nell’economia italiana e pertanto legato anche alla ricerca e allo sviluppo tecnologico che attraggano nuovi investimenti e creino nuove occasioni di sviluppo sostenibile. Di seguito viene riportata una scheda guida per progettazione che, pur non avendo valore prescrittivo, indica gli obiettivi e le attenzioni da perseguire.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano286 SCHEDA GUIDA AT sp 3 Nella parte Nord dell’ambito lo schema insediativo potrà prevedere un volume edificato a blocco chiuso (“condominio produttivo”), con le necessarie dotazioni viarie e logistiche interne disposti ad anello per facilitare la mobilità di auto e mezzi pesanti all’interno dell’ambito stesso. Nella parte Sud potranno essere insediati altri servizi di uso pubblico e/o di interesse generale anche a supporto
mbito stesso. Nella parte Sud potranno essere insediati altri servizi di uso pubblico e/o di interesse generale anche a supporto delle attività. L’accesso all’ambito verrà garantito da via Luini già connessa alla maglia viaria urbana.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 287 ATsp 4 Definito nel PRG 2004 “Area per parchi ed impianti sportivi all’aperto”, la trasformazione di quest’ambito, localizzata a ridosso del confine Nord-Est comunale e della tangenziale Est, è strettamente correlata con la definizione degli assetti viabilistici di completamento del Ring e del suo innesto in tangenziale.
strettamente correlata con la definizione degli assetti viabilistici di completamento del Ring e del suo innesto in tangenziale. I progetti di trasformazione di questi ambiti dovranno essere promossi in stretta correlazione con quanto previsto per la riorganizzazione della viabilità e delle infrastrutture comunali puntualizzate nel Piano dei Servizi al capitolo “La conformazione della
zzazione della viabilità e delle infrastrutture comunali puntualizzate nel Piano dei Servizi al capitolo “La conformazione della città pubblica. Riorganizzazione della viabilità e delle Infrastrutture” in merito al completamento del sistema del Ring e del collegamento con la tangenziale, in particolare con le ipotesi di riorganizzazione infrastrutturale dello snodo viario del Peduncolo, tra i più critici dell’intero territorio comunale.
potesi di riorganizzazione infrastrutturale dello snodo viario del Peduncolo, tra i più critici dell’intero territorio comunale. Sono pertanto ritenuti ammissibili limitati insediamenti edilizi da concentrarsi prevalentemente a ridosso della via Muggiasca, al fine sia di facilitare l’attuazione degli interventi programmati riguardanti il sistema della mobilità (vedasi anche le Norme Tecniche del
i facilitare l’attuazione degli interventi programmati riguardanti il sistema della mobilità (vedasi anche le Norme Tecniche del Piano dei Servizi all’articolo 11), sia per una generale riqualificazione dell’ambito. Si evidenzia inoltre, che la maggior parte dell’ambito è interessata da vincoli sovraordinati di natura idrogeologica e paesaggistica, dei quali si dovrà garantire il rispetto.
ambito è interessata da vincoli sovraordinati di natura idrogeologica e paesaggistica, dei quali si dovrà garantire il rispetto. Le caratteristiche fisiche dell’area, l’accessibilità ed il contesto urbano in cui si inserisce, conferiscono a questo ambito una vocazione funzionale prevalentemente produttiva. La previsione di trasformazione è pertanto indirizzata verso lo sviluppo e la promozione prevalentemente di attività produttive,
La previsione di trasformazione è pertanto indirizzata verso lo sviluppo e la promozione prevalentemente di attività produttive, attribuendo a questo termine un significato più ampio di quello tradizionale adeguato alle modifiche radicali intervenute negli ultimi decenni nell’economia italiana e pertanto legato anche alla ricerca e allo sviluppo tecnologico che attraggano nuovi investimenti e creino nuove occasioni di sviluppo sostenibile.
che alla ricerca e allo sviluppo tecnologico che attraggano nuovi investimenti e creino nuove occasioni di sviluppo sostenibile. Di seguito viene riportata una scheda guida che, pur non avendo valore prescrittivo, indica gli obiettivi e le attenzioni da perseguire.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano288 AT sp 5 L’ambito specialistico, e le aree produttive adiacenti, localizzati a sud del cimitero vecchio, sono caratterizzati da una vocazione alla destinazione produttiva-artigianale tradizionale ma, in una prospettiva di sviluppo economico e riqualificazione dell’ambito, potranno essere trasformati verso una destinazione produttiva avanzata o terziario- direzionale. (osservazione n. 59) SCHEDA GUIDA AT sp 4
ssere trasformati verso una destinazione produttiva avanzata o terziario- direzionale. (osservazione n. 59) SCHEDA GUIDA AT sp 4 Lo schema insediativo dovrà prevedere la massima concentrazione lungo via Muggiasca al fine facilitare l’attuazione delle previsioni riguardanti il sistema della mobilità (completamento del Ring e snodo tangenziale); Si dovranno garantire le previsioni di natura vincolistica in materia paesaggistica ed idrogeologica; La via Muggiasca dovrà essere dimesionalmente adeguata al fine
di natura vincolistica in materia paesaggistica ed idrogeologica; La via Muggiasca dovrà essere dimesionalmente adeguata al fine di garantire la connessione con la maglia viaria urbana.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 289 AT sp 5 L’ambito specialistico, e le aree produttive adiacenti, localizzati a sud del cimitero vecchio, sono caratterizzati da una vocazione alla destinazione produttiva-artigianale tradizionale ma, in una prospettiva di sviluppo economico e riqualificazione dell’ambito, potranno essere trasformati verso una destinazione produttiva avanzata o terziario-direzionale.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
e riqualificazione dell’ambito, potranno essere trasformati verso una destinazione produttiva avanzata o terziario-direzionale.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano290 AMBITI DI TRASFORMAZIONE INTEGRATA Gli Ambiti di Trasformazione Integrata sono ambiti di media estensione territoriale, per le quali si prevedono cambiamenti, sia
Gli Ambiti di Trasformazione Integrata sono ambiti di media estensione territoriale, per le quali si prevedono cambiamenti, sia nelle forme fisiche, che per le destinazioni funzionali. Questi ambiti, situati in posizioni di eccellenza vengono individuati al fine di riqualificare e trasformare alcuni importanti punti nodali della città attivando un processo di rigenerazione urbana anche in connessione con il tessuto consolidato.
portanti punti nodali della città attivando un processo di rigenerazione urbana anche in connessione con il tessuto consolidato. All’interno di questi ambiti sono state individuate le unità minime di trasformazione definite quale comparto unitario essenziale al fine di promuovere la trasformazione urbanistica. All’unità minima di trasformazione potranno essere associate porzioni del tessuto
e di promuovere la trasformazione urbanistica. All’unità minima di trasformazione potranno essere associate porzioni del tessuto consolidato per rafforzare la coerenza della trasformazione urbanistica. La volontà è quella di assegnare a questi ambiti la dignità di luoghi vitali e vivibili restituendoli ad una nuova polarità urbana. La struttura integrata di questi ambiti, dovrà generare una rete di correlazioni progettuali, funzionali e programmatiche che fanno sì
uttura integrata di questi ambiti, dovrà generare una rete di correlazioni progettuali, funzionali e programmatiche che fanno sì che le unità minime di trasformazione non risultino slegate ed isolate ma, al contrario, siano considerate dei nuclei generatori di un progressivo e coordinato sviluppo del territorio. Sono individuati tre Ambiti di Trasformazione Integrata: AT i 1 Porta Nord; AT i 2 Porta Sud parte definito nel PRG 2004 Zona di Trasformazione ZT 5.4; AT i 3 Torre dei Modelli.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 291 PIANI VIGENTI PARZIALMENTE ATTUATI Nella tavola Quadro Programmatorio QP 01 sono stati individuati due ambiti realmente strategici per dimensione e collocazione nel territorio comunale (ex Marelli e Vulcano) e già avviati alla trasformazione con strumenti attuativi vigenti: ‐ Programma Integrato di Intervento ex Ercole Marelli; ‐ Piano Particolareggiato Vulcano.
zione con strumenti attuativi vigenti: ‐ Programma Integrato di Intervento ex Ercole Marelli; ‐ Piano Particolareggiato Vulcano. Le previsioni di tali strumenti hanno riscontrato negli ultimi anni un’attuazione parziale; pertanto, come già indicato dal Documento di Inquadramento L.R. n. 9/1999. Disciplina dei programmi Integrati di Intervento: “ (…) si conferma la necessità che vi siano localizzati insediamenti qualificati di produzione di beni e servizi, ma occorre anche
(…) si conferma la necessità che vi siano localizzati insediamenti qualificati di produzione di beni e servizi, ma occorre anche valutare la necessità di ridurre le superfici dedicate alle attività terziarie e per uffici, e di fare spazio a residenza che dia risposta alle richieste diversificate di abitazione …” Per quanto riguarda l’area ex Marelli è in corso di istruttoria una proposta di modifica dell’Accordo di Programma avanzata dal soggetto attuatore in data 6/12/2007 con P.G. 99621.
istruttoria una proposta di modifica dell’Accordo di Programma avanzata dal soggetto attuatore in data 6/12/2007 con P.G. 99621. Tale proposta ha riaperto una nuova fase negoziale, conseguente al mancato insediamento di 100.000 mq di slp della sede centrale del gruppo Banca Intesa, orientata a definire differenti soluzioni che hanno, in particolare, privilegiato nuove destinazioni per residenza e produttivo di servizi a discapito di funzioni terziarie di eccellenza.
ticolare, privilegiato nuove destinazioni per residenza e produttivo di servizi a discapito di funzioni terziarie di eccellenza. Per quanto riguarda il Piano Particolareggiato Vulcano, le previsioni del piano particolareggiato sono state ad oggi parzialmente attuate e solo relativamente a parte del Centro Integrato di Servizi e Commercio e a parte delle relative opere di urbanizzazione.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano292 PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO EX ERCOLE MARELLI L’ambito, compreso nel Programma Integrato di Intervento (PII) approvato tramite Accordo di Programma con la Regione Lombardia in data 28 ottobre 2003, ratificato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 60 del 3 novembre 2003, si estende per una superficie territoriale pari a
ratificato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 60 del 3 novembre 2003, si estende per una superficie territoriale pari a 401.693 mq.. In data 20 maggio 2004 è stata stipulata la convenzione – con validità decennale - per l’attuazione del Programma Integrato. Il PII è suddiviso in due comparti, comparto Edilmarelli – localizzato nella parte Nord-Ovest dell’ambito - e comparto ex Ercole Marelli, con
iviso in due comparti, comparto Edilmarelli – localizzato nella parte Nord-Ovest dell’ambito - e comparto ex Ercole Marelli, con superficie territoriale rispettivamente pari a circa 124.000 mq e 273.000 mq. Quest’ultimo comparto è costituito da due sub-comparti: sub- comparto Marelli di trasformazione urbanistica, compreso nella parte Nord-Est dell’ambito e con dimensione pari a circa 216.000 mq e sub-
Marelli di trasformazione urbanistica, compreso nella parte Nord-Est dell’ambito e con dimensione pari a circa 216.000 mq e sub- comparto Marelli di mantenimento delle attività produttive in essere, localizzato nella parte centrale dell’ambito e con dimensione pari a circa 57.000 mq. Oltre ai predetti comparti il PII include a Est l’area, di ridotte dimensioni, denominata Caronte. In sintesi, il PII vigente prevede l’insediamento delle seguenti destinazioni d’uso:
di ridotte dimensioni, denominata Caronte. In sintesi, il PII vigente prevede l’insediamento delle seguenti destinazioni d’uso:
- 147.900 mq di superficie lorda di pavimento (slp) per produttivo di servizi;
- 7.400 mq di slp per produttivo di beni;
- 7.500 mq di slp per ricettivo;
- 11.218 mq di slp per commercio;
- 3.500 mq di slp per residenza;
- 26.782 mq di slp per mantenimento produttivo;
- 4.324 mq di slp per uffici compatibili ad attività produttiva in essere.
enza;
- 26.782 mq di slp per mantenimento produttivo;
- 4.324 mq di slp per uffici compatibili ad attività produttiva in essere. Oltre alle sopraindicate realizzazioni è presente la funzione di eccellenza rappresentata dalla sede distaccata dell’Università Statale di Milano per circa 12.000 mq di slp. Le principali modifiche della proposta di variante al PII vigente sono (Figura 2):
Statale di Milano per circa 12.000 mq di slp. Le principali modifiche della proposta di variante al PII vigente sono (Figura 2):
- una variazione del perimetro che separa il sub-comparto di mantenimento delle attività produttive dal sub-comparto di trasformazione urbanistica. A tal proposito si evidenzia che il sub-comparto di mantenimento subisce una riduzione di 2.400 mq di superficie territoriale a fronte di un identico incremento in favore del sub-comparto di trasformazione.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 293
- il trasferimento - dal sub-comparto di mantenimento delle attività produttive al sub-comparto di trasformazione urbanistica - di oltre 23.000 mq di slp;
- il mutamento di destinazione d’uso – da produttivo di servizi a residenziale – di una quota di slp, afferente al sub-comparto di trasformazione, pari a 40.000 mq di cui 8.000 mq per alloggi convenzionati;
– di una quota di slp, afferente al sub-comparto di trasformazione, pari a 40.000 mq di cui 8.000 mq per alloggi convenzionati;
- la previsione di realizzare, nel sub-comparto di trasformazione, 6.500 mq di slp residenziale aggiuntiva come contropartita per la realizzazione di 6.000 mq di museo universitario;
- l’incremento della capacità edificatoria – pari a 4.000 mq di superficie lorda di pavimento – assegnato al sub-comparto Marelli di
incremento della capacità edificatoria – pari a 4.000 mq di superficie lorda di pavimento – assegnato al sub-comparto Marelli di trasformazione urbanistica in coerenza con le politiche regionali della casa. Impostazione morfo-tipologica di progetto La nuova rete viaria dell’ambito oggetto di PII è strutturata lungo due direttrici: una Nord-Sud che, collegandosi alla nuova viabilità prevista in
a dell’ambito oggetto di PII è strutturata lungo due direttrici: una Nord-Sud che, collegandosi alla nuova viabilità prevista in Milano, si immette nel viale Edison all’altezza di via Isonzo, ed un viale mediano Est-Ovest organizzato in due carreggiate indipendenti e convergenti sul viale Rimembranze-Adriano Il PII prevede altresì la realizzazione - in prevalenza nel comparto Edilmarelli - di piazze e di percorsi pedonali e di aree destinate a verde
altresì la realizzazione - in prevalenza nel comparto Edilmarelli - di piazze e di percorsi pedonali e di aree destinate a verde pubblico attrezzato. La superficie dei parcheggi, sia pubblici che di uso pubblico, risulta per più della metà in interrato anche per mantenere la continuità degli spazi pedonali in superficie. Un nuovo ampio parco previsto nella parte Sud dell’ambito costituisce un ulteriore elemento di raccordo con l’adiacente zona di trasformazione in territorio di Milano. Funzioni
ll’ambito costituisce un ulteriore elemento di raccordo con l’adiacente zona di trasformazione in territorio di Milano. Funzioni Il PII si propone di rappresentare per le aree Marelli un’importante occasione di riqualificazione urbanistica e ambientale. L’ambito Marelli costituisce di fatto un rilevante nodo strategico localizzato alle porte di Milano in prossimità della metropolitana e delle principali infrastrutture di
ilevante nodo strategico localizzato alle porte di Milano in prossimità della metropolitana e delle principali infrastrutture di attraversamento della città. Questa collocazione offre maggiori opportunità per valorizzare, tramite un disegno unitario di scelte urbanistiche e strategie economiche, il complesso del patrimonio immobiliare dell’area ex Ercole Marelli.
gno unitario di scelte urbanistiche e strategie economiche, il complesso del patrimonio immobiliare dell’area ex Ercole Marelli. Il PII - inserito in un quadro finalizzato a costruire nuovi caratteri di direzionalità che sappiano saldare strategie politiche, progetto economico e società locale – è indirizzato all’innovazione produttiva e della promozione dell’aggiornamento culturale: le funzioni previste nell’ambito sono
è indirizzato all’innovazione produttiva e della promozione dell’aggiornamento culturale: le funzioni previste nell’ambito sono principalmente indirizzate a costituire un rilancio sia organizzativo che infrastrutturale del comparto ex Ercole Marelli oltre che ad offrire adeguate risposte alla domanda di servizi collettivi.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano294 La trasformazione territoriale oggetto del PII si concentra innanzitutto nel favorire:
- l’offerta di maggiori servizi legati alla direzionalità;
- la nascita di un mercato del lavoro più qualificato e dinamico in grado di attrarre nell’orbita locale risorse esterne di capitale umano;
- una virtuosa collaborazione tra il sistema universitario e quello delle imprese per la gestione e realizzazione di progetti che sappiano
uosa collaborazione tra il sistema universitario e quello delle imprese per la gestione e realizzazione di progetti che sappiano intrecciare la valorizzazione dei beni culturali con lo sviluppo delle tecnologie;
- la presenza di sedi importanti per la produzione e la diffusione della cultura e dell’intrattenimento; I principali interventi nell’area Marelli, comprendono: l’insediamento della sede distaccata dell’Università Statale di Milano; il centro direzionale del
ell’area Marelli, comprendono: l’insediamento della sede distaccata dell’Università Statale di Milano; il centro direzionale del Gruppo ABB; uno spazio universitario museale – espositivo; una sala polivalente per incontri pubblici, conferenze e manifestazioni culturali e sociali; un edificio adibito a servizi per l’infanzia oltre ad una struttura alberghiera e a immobili residenziali. La qualità ambientale dell’intervento è
o a servizi per l’infanzia oltre ad una struttura alberghiera e a immobili residenziali. La qualità ambientale dell’intervento è rafforzata dalla presenza di spazi pubblici strettamente integrati: un’ampia fascia a verde pubblico collocata in direzione Est-Ovest, in cui si inserisce un percorso ciclo-pedonale protetto, mette in relazione la nuova piazza dell’Università con i parcheggi interrati di uso pubblico e,
ercorso ciclo-pedonale protetto, mette in relazione la nuova piazza dell’Università con i parcheggi interrati di uso pubblico e, proseguendo verso Est, giunge fino ai limiti dell’ambito di intervento, dove riprendono altri percorsi nel verde che attraversano l’adiacente quartiere di Cascina Gatti. La salvaguardia nel tracciato viario della sede protetta per il trasporto pubblico garantisce infine all’ambito di intervento la costituzione di una
tracciato viario della sede protetta per il trasporto pubblico garantisce infine all’ambito di intervento la costituzione di una nuova centralità infrastrutturale. Vengono, di seguito, esaminate più in dettaglio le previsioni del PII nel comparto Edilmarelli e ex Ercole Marelli. Nel comparto Edilmarelli è privilegiata la realizzazione di un nuovo polo direzionale, dotato di strutture ricettive e commerciali, e integrato da
arelli è privilegiata la realizzazione di un nuovo polo direzionale, dotato di strutture ricettive e commerciali, e integrato da spazi e attrezzature pubbliche, di uso pubblico e interesse generale. Nella parte Nord del comparto Edilmarelli sono presenti quattro complessi edilizi a cornice di una piazza pavimentata su cui si affaccia il palazzo a uffici del Gruppo ABB.
no presenti quattro complessi edilizi a cornice di una piazza pavimentata su cui si affaccia il palazzo a uffici del Gruppo ABB. Un primo complesso, destinato ad attività ricettive, è costruito in aderenza al vecchio stabile residenziale di via Adamello, su un’area posta in fregio a viale Edison. Un altro complesso edilizio è allineato lungo la già menzionata via Adamello: il suo sviluppo altimetrico e la sua
viale Edison. Un altro complesso edilizio è allineato lungo la già menzionata via Adamello: il suo sviluppo altimetrico e la sua destinazione funzionale comprende tre diversi corpi di fabbrica destinati a residenza, spazi commerciali e uffici direzionali. A delimitazione della piazza pedonale sono presenti altri due fabbricati, uno riservato a una società di servizi, l’altro adibito alle attività didattiche e di ricerca della
esenti altri due fabbricati, uno riservato a una società di servizi, l’altro adibito alle attività didattiche e di ricerca della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano. Al centro della piazza una costruzione leggera e dotata di ampie superfici vetrate è destinata a commercio e specificamente dedicata ad attività di bar e ristoro a presidio dello spazio pubblico circostante. Una
è destinata a commercio e specificamente dedicata ad attività di bar e ristoro a presidio dello spazio pubblico circostante. Una parte rilevante della superficie territoriale del comparto Edilmarelli è destinata a verde attrezzato e a parcheggi, anche interrati, di uso pubblico: gli spazi a verde attrezzato, prevalentemente collocati nella zona Sud del comparto, in adiacenza ad omologhi spazi previsti in territorio milanese,
trezzato, prevalentemente collocati nella zona Sud del comparto, in adiacenza ad omologhi spazi previsti in territorio milanese, saranno collegati alla piazza centrale e al complesso dell’Università da un percorso ciclo – pedonale protetto, privo di attraversamenti a raso.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 295 Figura 2. Masterplan della proposta di PII La ristrutturazione urbanistica del comparto ex Ercole Marelli, ha come principale obbiettivo l’insediamento di funzioni terziarie, residenziali e commerciali oltre a uno spazio museale universitario; una sala polivalente nonché servizi per l’infanzia. L’intervento persegue inoltre l’obiettivo di realizzare nel comparto una nuova e
sala polivalente nonché servizi per l’infanzia. L’intervento persegue inoltre l’obiettivo di realizzare nel comparto una nuova e adeguata rete viabilistica e di sottoservizi tecnologici, nonché un efficiente sistema di spazi e attrezzature pubbliche e di uso pubblico a servizio dell’area e del più vasto ambito urbano di contesto. Ad Est del complesso terziario-residenziale oggetto di proposta di variante al PII vigente sono presenti due fabbricati ex industriali, opportunamente ristrutturati ed
iale oggetto di proposta di variante al PII vigente sono presenti due fabbricati ex industriali, opportunamente ristrutturati ed ampliati, per ospitare, uno la concessionaria della Società Sesto Autoveicoli integrata da spazi commerciali, da un’officina e da parcheggio delle autovetture, l’altro la sede operativa della Società di autoservizi Caronte, concessionaria di alcune linee di trasporto pubblico della città. A Sud degli edifici prima menzionati, in corrispondenza della zona baricentrica
alcune linee di trasporto pubblico della città. A Sud degli edifici prima menzionati, in corrispondenza della zona baricentrica dell’ambito Marelli, si estende, con direttrice Est – Ovest, una fascia di aree pubbliche prevalentemente destinata a verde attrezzato e a parcheggi, sulla quale sorge, in posizione decentrata, una ex mensa aziendale che sarà ristrutturata e ceduta gratuitamente al Comune. Il mantenimento delle attività produttive elettromeccaniche dei Gruppi ABB e Alstom
trutturata e ceduta gratuitamente al Comune. Il mantenimento delle attività produttive elettromeccaniche dei Gruppi ABB e Alstom presenti nella rimanente parte dell’area Marelli. A questo fine verrà costituito nell’ambito Marelli un distretto industriale compatto, comprendente gli stabilimenti di seconda linea rispetto a viale Edison e le relative aree pertinenziali. Unica costruzione civile inclusa nel distretto produttivo, anche se isolata dagli altri fabbricati
relative aree pertinenziali. Unica costruzione civile inclusa nel distretto produttivo, anche se isolata dagli altri fabbricati industriali, è l’edificio direttamente attestato su viale Edison e destinato a centro di ricerca, mensa aziendale e uffici pertinenziali ABB. Nel distretto di mantenimento dell’attività industriale il PII non prevede alcun intervento diretto, ma si limita a consentire, coerentemente con la disciplina del PRG 2004, le opere di manutenzione, adeguamento tecnologico, ampliamento e
ita a consentire, coerentemente con la disciplina del PRG 2004, le opere di manutenzione, adeguamento tecnologico, ampliamento e sopraelevazione ammesse per gli stabili compresi nelle zone produttive consolidate.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano296 PIANO PARTICOLAREGGIATO VULCANO Il comparto denominato Vulcano è disciplinato dal Piano Attuativo di Iniziativa Pubblica “P.P. di Recupero Area Vulcano” approvato con D.C.C. n. 27 del 9/4/1998, ed ha un’estensione territoriale di circa 400.000 mq. Il P.P. Vulcano individua sei Comparti Operativi: Produzione e Ricerca, Uffici, Centro Integrato di Servizi e Commercio, Parco Est, Cuore del
no individua sei Comparti Operativi: Produzione e Ricerca, Uffici, Centro Integrato di Servizi e Commercio, Parco Est, Cuore del Parco scientifico, Produzione e ricerca sud. Le quantità edificatorie complessive sono le seguenti: Produzione e ricerca 130.000 mq Terziario Uffici 52.000 mq Servizi alle imprese 10.000 mq Servizi alle persone 16.000 mq Residenza temporanea 13.000 mq Commercio 40.000 mq TOTALE 261.000 mq
rvizi alle imprese 10.000 mq Servizi alle persone 16.000 mq Residenza temporanea 13.000 mq Commercio 40.000 mq TOTALE 261.000 mq Di tali previsioni è stato realizzato il centro commerciale e le opere di urbanizzazione ad esso relative. La possibile revisione dei contenuti del Piano Particolareggiato, deve comunque partire da una ridefinizione della viabilità e degli accessi anche in relazione ai flussi di traffico generati dal centro commerciale e mantenendo ferma la centralità delle funzioni produttive.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 297 LA RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTA’ CONSOLIDATA PERIMETRI DI RIQUALIFICAZIONE SINERGICA Nella tavola Quadro Programmatorio QP 01 relativa alle strategie di piano, sono stati individuati due Perimetri di Riqualificazione Sinergica, dove si intende promuovere interventi di riqualificazione dello spazio pubblico e dell’edificazione
Riqualificazione Sinergica, dove si intende promuovere interventi di riqualificazione dello spazio pubblico e dell’edificazione privata con l'obiettivo di migliorarne la qualità attraverso il coordinamento degli interventi e la valorizzazione dei luoghi simbolici e significativi del tessuto urbano consolidato che hanno costituito la base dello sviluppo della città, anche mediante compensazioni
gnificativi del tessuto urbano consolidato che hanno costituito la base dello sviluppo della città, anche mediante compensazioni edificatorie con interventi coordinati per cui si ravvisa utile il ricorso a Programmi Integrati di Intervento di iniziativa privata e pubblica. Sono individuati i Perimetri di Riqualificazione Sinergica: ‐ centrale: con fulcro nel Rondò, importante nodo infrastrutturale che rappresenta la separatezza ed il punto di incontro di due
‐ centrale: con fulcro nel Rondò, importante nodo infrastrutturale che rappresenta la separatezza ed il punto di incontro di due parti di città, Sesto Vecchia e Sesto Nuova, “di qua e di là della ferrovia”; ‐ Nord-Est: che include il comparto denominato Vulcano, dove la possibile revisione dei contenuti del Piano Particolareggiato tuttora parzialmente attuato, dovrà prevedere sinergie, integrazioni e connessioni con il quartiere della Pelucca al fine di
ato tuttora parzialmente attuato, dovrà prevedere sinergie, integrazioni e connessioni con il quartiere della Pelucca al fine di arricchire la dotazione di attrezzature pubbliche e/o di interesse generale del quartiere stesso. La strategia di riqualificazione della città consolidata dentro e fuori i Perimetri di Riqualificazione Sinergica viene perseguita mediante l’individuazione di ambiti di progettazione coordinata secondo il quadro normativo delineato nel Piano delle Regole.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano298 AMBITI DI RIQUALIFICAZIONE All’interno del tessuto consolidato e prevalentemente nel Perimetro di Riqualificazione Sinergica centrale, sono individuati gli Ambiti di Riqualificazione la cui trasformazione dovrà completare ed integrare i sistemi urbani esistenti. Per questi ambiti si dovrà prevedere anche la riorganizzazione e l’implementazione del sistema dei servizi in essere su aree già pubbliche oppure su aree
à prevedere anche la riorganizzazione e l’implementazione del sistema dei servizi in essere su aree già pubbliche oppure su aree sottoutilizzate. La definizione di questi ambiti verrà promossa attraverso strumenti attuativi di iniziativa pubblica e/o integrata. Fino alla definizione di questi strumenti gli interventi potranno essere attuati secondo la disciplina del Piano delle Regole riferita ai singoli “Tessuti” di appartenenza.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 299 POLITICHE PER LA CASA Le grandi trasformazioni in atto a Sesto San Giovanni che interessano le aree industriali dismesse fanno prevedere un incremento delle popolazione residente di circa 15.000 unità e un ulteriore incremento di circa 1.000 unità derivante dagli interventi diffusi (riqualificazione o pianificazione attuativa) portando la capacità insediativa massima, di cui è stata verificata la sostenibilità, a circa
azione o pianificazione attuativa) portando la capacità insediativa massima, di cui è stata verificata la sostenibilità, a circa 105.000 residenti; inoltre è previsto l’insediamento di strutture di formazione (Università), commerciali e produttive che comporteranno, per periodi più o meno brevi, la presenza di persone con necessità di alloggio adeguate per qualità e costi, seppur senza le caratteristiche di insediamento definitivo.
a di persone con necessità di alloggio adeguate per qualità e costi, seppur senza le caratteristiche di insediamento definitivo. D’altra parte l’introduzione sempre più consistente del criterio di flessibilità temporale nel mercato del lavoro comporterà, per fasce sempre più ampie della popolazione, la necessità di “abitare” in modo soddisfacente ma transitorio e quindi prevalentemente in affitto.
più ampie della popolazione, la necessità di “abitare” in modo soddisfacente ma transitorio e quindi prevalentemente in affitto. Le condizioni imposte dal mercato immobiliare, riscontrabili nell’intera area metropolitana, determinano infine la difficoltà, per fasce ampie della popolazione, non classificabili fra quelle di accesso all’ERP, di acquistare casa o di accedere all’abitazione in affitto.
della popolazione, non classificabili fra quelle di accesso all’ERP, di acquistare casa o di accedere all’abitazione in affitto. Ne consegue che nella definizione delle possibili strategie relative alle politiche per la casa per i prossimi anni, vi è la necessità di prevedere alloggi in numero e con caratteristiche adeguate (tipologico/distributive) per soddisfare tale domanda variegata.
à di prevedere alloggi in numero e con caratteristiche adeguate (tipologico/distributive) per soddisfare tale domanda variegata. [Da: A. Balducci, Politiche regionali e contesto europeo, in R. Pugliese, La casa sociale. Dalla legge Luzzati alle nuove politiche per la casa in Lombardia, Milano, 2005] “(…) la domanda abitativa sociale è cambiata profondamente. E’ diventata molto più articolata, molto più frammentata, è diventato
(…) la domanda abitativa sociale è cambiata profondamente. E’ diventata molto più articolata, molto più frammentata, è diventato più difficile leggere ed intercettare quali sono le dimensioni rilevanti, sono comparsi dei nuovi profili di bisogno, si sono consolidate, irrobustite delle istanze che erano già presenti e che non erano state risolte, e si è assistito ad una estensione progressiva delle aree sociali in condizioni di svantaggio reale o potenziale”.
tate risolte, e si è assistito ad una estensione progressiva delle aree sociali in condizioni di svantaggio reale o potenziale”. In particolare le analisi del fabbisogno e del disagio abitativo conducono alla identificazione dei seguenti obiettivi:
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano300 ‐ offerta di alloggi pubblici da locare a canone sociale da realizzare anche attraverso l’attivazione di forme di parternariato con altri soggetti pubblici e privati, al fine di fornire adeguate risposte alle domande di abitazioni di ERP; ‐ offerta di alloggi pubblici da locare a canone moderato/concordato, per soddisfare le necessità di nuclei familiari con reddito medio o medio/basso;
ubblici da locare a canone moderato/concordato, per soddisfare le necessità di nuclei familiari con reddito medio o medio/basso; ‐ offerta di alloggi da destinare alla locazione di carattere temporaneo. Il raggiungimento degli obiettivi elencati si attua attraverso la programmazione di interventi riconducibili in sintesi a due tipologie: ‐ interventi di recupero e ristrutturazione complessiva del patrimonio ERP esistente, finalizzati:
i in sintesi a due tipologie: ‐ interventi di recupero e ristrutturazione complessiva del patrimonio ERP esistente, finalizzati: al ripristino delle componenti edili degli edifici per consentire il raggiungimento di uno standard qualitativo omogeneo e la conseguente programmazione dei costi di mantenimento; alla ridefinizione delle superfici degli alloggi in riferimento a riscontrate condizioni di sottoutilizzo e al trend delle richieste;
ridefinizione delle superfici degli alloggi in riferimento a riscontrate condizioni di sottoutilizzo e al trend delle richieste; alla integrazione delle dotazioni infrastrutturali e di servizio alla residenza; ‐ interventi di nuova realizzazione, ricompresi nei Piani o Programmi di riqualificazione. La risorsa costituita dalle aree di trasformazione urbanistica presenti sul territorio costituisce una particolare e irripetibile occasione
costituita dalle aree di trasformazione urbanistica presenti sul territorio costituisce una particolare e irripetibile occasione per la progettazione di nuove parti della città nelle quali prevedere la formazione di edifici di ERS (Edilizia Residenziale Sociale) che, attraverso la compartecipazione di soggetti pubblici e privati, potranno consentire all’ Amministrazione Comunale di dare risposte concrete, circostanziate e valide, alla variegata domanda abitativa descritta e analizzata ai punti precedenti.
di dare risposte concrete, circostanziate e valide, alla variegata domanda abitativa descritta e analizzata ai punti precedenti. Nel complesso le previsioni insediative sulle aree destinate alle grandi trasformazioni urbanistiche consentiranno di realizzare circa 4.500 nuovi alloggi, di cui va garantita una percentuale significativa per edilizia convenzionata, in particolare accessibili a persone anziane, giovani coppie e nuclei familiari costituiti da una singola persona.
onvenzionata, in particolare accessibili a persone anziane, giovani coppie e nuclei familiari costituiti da una singola persona. Per dare attuazione alle politiche sociali nel settore della casa, all’interno dei comparti di trasformazione urbana, la quota non inferiore e tendenzialmente superiore al 20% della superficie lorda di pavimento residenziale sarà destinata alla realizzazione di edilizia residenziale convenzionata.
l 20% della superficie lorda di pavimento residenziale sarà destinata alla realizzazione di edilizia residenziale convenzionata. Inoltre, per dotare l’Amministrazione di uno strumento d’intervento flessibile e consentire di conseguenza una risposta adeguata ed incisiva alle necessità rilevate, è prevista una articolazione delle forme di convenzionamento.
LE DETERMINAZIONI DI PIANO
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 301 Si individuano le seguenti possibili alternative: ‐ convenzionamento della quota parte di s.l.p. e conseguente impegno, per il periodo definito dalla Convenzione, di locazione a soggetti aventi requisiti individuati da apposita delibera del Consiglio Comunale concordando il canone; ‐ convenzionamento del prezzo di vendita degli alloggi a soggetti aventi requisiti individuati dal Comune; ‐ cessione al Comune di fabbricato;
ento del prezzo di vendita degli alloggi a soggetti aventi requisiti individuati dal Comune; ‐ cessione al Comune di fabbricato; ‐ cessione al Comune di area edificabile, in aggiunta alle aree da cedere a standard; ‐ monetizzazione a riscatto del vincolo. Si potranno dare anche soluzioni miste, che comprendano la cessione al Comune di fabbricati e/o aree edificabili; importante sottolineare che le aree così acquisite potranno essere rese disponibili dal Comune a soggetti operanti nel settore dell’edilizia
ottolineare che le aree così acquisite potranno essere rese disponibili dal Comune a soggetti operanti nel settore dell’edilizia residenziale pubblica a costi sostanzialmente bassi se rapportati a quelli di mercato, al fine di favorire concretamente la realizzazione di abitazioni da cedere in affitto a prezzi calmierati. Questo è necessario in particolare per consentire l’attuazione di
azione di abitazioni da cedere in affitto a prezzi calmierati. Questo è necessario in particolare per consentire l’attuazione di interventi destinati a soddisfare le richieste di alloggi a canone sociale, poiché è la sostanziale riduzione dell’incidenza percentuale del costo delle aree edificabili in rapporto all’importo complessivo di investimento che può mantenerne la sostenibilità economica.
costo delle aree edificabili in rapporto all’importo complessivo di investimento che può mantenerne la sostenibilità economica. La condizione che rende possibile tale articolazione delle forme di convenzionamento è rendere indifferenti le scelte dell’Amministrazione Comunale rispetto alla sostenibilità finanziaria degli interventi, risultato che si ottiene a seguito della definizione del valore del vincolo e quindi garantendo eguale peso economico alle diverse soluzioni prospettate all’operatore come
finizione del valore del vincolo e quindi garantendo eguale peso economico alle diverse soluzioni prospettate all’operatore come alternativa al convenzionamento. Le alternative individuate permetteranno quindi all’Amministrazione di fare fronte alle necessità attuative, richiedendo agli Operatori immobiliari soluzioni coerenti con le strategie definite e in attuazione degli obiettivi di volta in volta individuati come prioritari in riferimento alle necessità rilevate.
e definite e in attuazione degli obiettivi di volta in volta individuati come prioritari in riferimento alle necessità rilevate. La risposta al bisogno di edilizia convenzionata per le fasce intermedie deve accompagnarsi alla capacità di rispondere al bisogno di edilizia sociale in forte crescita a fronte delle nuove povertà che emergono in questa difficile fase economica. In questo caso gli strumenti di intervento sono riconducibili alle politiche di realizzazione di edilizia sovvenzionata, che hanno già
sto caso gli strumenti di intervento sono riconducibili alle politiche di realizzazione di edilizia sovvenzionata, che hanno già visto impegnato il Comune nell’ultimo quinquennio nell’attuazione di interventi di adeguamento ed implementazione del
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano302 patrimonio di ERS presente sul territorio che fanno riferimento alle risorse rese disponibili con i PRERP regionali. [da: A. Balducci, Politiche regionali e contesto europeo, in R. Pugliese, La casa sociale. Dalla legge Luzzati alle nuove politiche per la casa in Lombardia, Milano, 2005] “In termini generali le linee di azione delineate (nei programmi) possono essere riassunte e suddivise su quattro assi: sviluppare un
ermini generali le linee di azione delineate (nei programmi) possono essere riassunte e suddivise su quattro assi: sviluppare un intervento a carico diretto e prevalente del pubblico che si orientato sia verso la produzione di alloggi a “canone sociale” sia verso la costruzione di accordi con soggetti del privato sociale per l’attivazione di iniziative di tipo integrato; offrire, attraverso il mercato e
di accordi con soggetti del privato sociale per l’attivazione di iniziative di tipo integrato; offrire, attraverso il mercato e l’intervento pubblico, una quota significativa di alloggi a “canone moderato” che consentano una maggiore articolazione dell’offerta disponibile sul mercato a costi più bassi; sostenere le famiglie che, presenti sul libero mercato della locazione, si trovano in
disponibile sul mercato a costi più bassi; sostenere le famiglie che, presenti sul libero mercato della locazione, si trovano in situazioni di difficoltà economica a causa dell’incidenza elevata del canone sul reddito del nucleo. Questo anche per le sistemazioni a carattere temporaneo; favorire azioni concertate tra pubblico e privato a partire dalle opportunità introdotte con gli strumenti della
ere temporaneo; favorire azioni concertate tra pubblico e privato a partire dalle opportunità introdotte con gli strumenti della programmazione complessa (Programmi Integrati di Intervento, Contratti di Quartiere, Programmi di riabilitazione e recupero urbano,…) e dalla costruzione di accordi finalizzati alla realizzazione di forme di redistribuzione delle utilità sociali generate dall’intervento”.
struzione di accordi finalizzati alla realizzazione di forme di redistribuzione delle utilità sociali generate dall’intervento”. In questo senso l’AQST (Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale) sottoscritto dal Comune di Sesto San Giovanni e dalla Regione Lombardia il 20 gennaio 2006 e relativo al quinquennio 2005-2010, comprende sia il completamento di interventi già in fase di attuazione (Contratto di Quartiere) che previsioni di intervento sulle aree de-industrializzate.
to di interventi già in fase di attuazione (Contratto di Quartiere) che previsioni di intervento sulle aree de-industrializzate. Il Programma interesserà complessivamente circa 770 alloggi, per i quali è prevista la successiva locazione a canone sociale (circa 40% del totale) e a canone moderato (circa 60% del totale) e comprende aree di intervento diffuse sull’intero territorio comunale.
% del totale) e a canone moderato (circa 60% del totale) e comprende aree di intervento diffuse sull’intero territorio comunale. La prima fase di attuazione degli obiettivi concordati con la Regione Lombardia riguarda il recupero di un edificio compreso nell’area de-industrializzata Falck Vulcano: si tratta di un edificio in linea, organizzato in un unico complesso articolato in tre corpi e
e-industrializzata Falck Vulcano: si tratta di un edificio in linea, organizzato in un unico complesso articolato in tre corpi e prospettante su via Trento, asse viario del quale segue l’andamento curvilineo. Il progetto di recupero dello stabile ha previsto la riconversione dello stesso ad uso residenziale, per complessivi 40 alloggi in linea di differenti metrature e tipologie da destinare alla locazione a canone sociale per particolari categorie di utenza (famiglie disagiate, giovani coppie).
tipologie da destinare alla locazione a canone sociale per particolari categorie di utenza (famiglie disagiate, giovani coppie). Alla sottoscrizione del primo AQST, in coerenza con le peculiarità di questo strumento di intervento che si costituisce come documento programmatico di riferimento per l’attuazione delle politiche abitative da integrare/perfezionare per volontà concorde dei
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 303 sottoscrittori, ha fatto seguito la sottoscrizione dell’Atto integrativo all’AQST avvenuta il 21 gennaio 2008. L’Atto integrativo, a prosecuzione degli obiettivi di programma, riguarda l’attuazione dell’intervento relativo all’ambito del PII Mazzini; in questo caso saranno acquistati 14 alloggi ERP da locare anch’essi a canone sociale.
ento relativo all’ambito del PII Mazzini; in questo caso saranno acquistati 14 alloggi ERP da locare anch’essi a canone sociale. La possibilità di concertare e coordinare gli interventi sulla scorta di un programma a medio termine (AQST), consente la più adeguata programmazione/progettazione degli stessi in coerenza con le strategie definite per l’attuazione delle politiche della casa.
ata programmazione/progettazione degli stessi in coerenza con le strategie definite per l’attuazione delle politiche della casa. L’inserimento in programma di una quota significativa di Edilizia Residenziale Sociale in previsione nelle aree di trasformazione ex Falck conferma inoltre l’intenzione di mantenere continuità fra le politiche di intervento in essere e la pianificazione in itinere.
k conferma inoltre l’intenzione di mantenere continuità fra le politiche di intervento in essere e la pianificazione in itinere. Determinante sarà poi la capacità di dare corso alle previsioni del Piano in ordine al tema della locazione temporanea per tutti quei soggetti (studenti, lavoratori temporanei delle aziende presenti nell’hinterland) i cui bisogni oggi sono ingiustamente posti in
soggetti (studenti, lavoratori temporanei delle aziende presenti nell’hinterland) i cui bisogni oggi sono ingiustamente posti in concorrenza con quelli delle famiglie che stabilmente intendono risiedere a Sesto San Giovanni. In realtà l’arrivo dell’Università con le sue migliaia di studenti, molti dei quali verranno da luoghi anche lontani, e la nuova mobilità dei lavoratori richiederanno di offrire
liaia di studenti, molti dei quali verranno da luoghi anche lontani, e la nuova mobilità dei lavoratori richiederanno di offrire anche a Sesto San Giovanni un numero significativo di alloggi in locazione temporanea. Tutte le previsioni affermano che questa tipologia di alloggi sarà ampiamente richiesta nell’immediato futuro. Inoltre le trasformazioni sociali in atto, che trascendono l’ambito cittadino e non sono certamente di portata inferiore a quelle
noltre le trasformazioni sociali in atto, che trascendono l’ambito cittadino e non sono certamente di portata inferiore a quelle strutturali, portano con sé anche nuove problematiche o acuiscono quelle di sempre, legate “all’abitare” di ulteriori soggetti che rientrano nella marginalità sociale o a rischio di emarginazione; soggetti che comunque, senza adeguati interventi di sostegno, non sono in grado di accedere e/o di mantenere una condizione abitativa umanamente e civilmente accettabile.
rventi di sostegno, non sono in grado di accedere e/o di mantenere una condizione abitativa umanamente e civilmente accettabile. Si elencano di seguito alcune tipologie di bisogno ormai chiaramente emergente nell’ambito comunale: a) è elevato il numero di persone con problematiche relative alla malattia mentale già presenti negli alloggi di ERP e nella graduatoria per l’assegnazione, per le quali occorre pensare a forme di abitazione che non le isolino dal contesto sociale, ma che
aduatoria per l’assegnazione, per le quali occorre pensare a forme di abitazione che non le isolino dal contesto sociale, ma che offrano una maggiore protezione; inoltre i servizi psichiatrici dell’Azienda ospedaliera locale chiedono da tempo di poter utilizzare appartamenti ERP come alloggi protetti per soggetti psichiatrici in terapia; b) parimenti sarebbe utile poter disporre nell’ERP di un numero sufficiente di alloggi da assegnare temporaneamente a nuclei che si
parimenti sarebbe utile poter disporre nell’ERP di un numero sufficiente di alloggi da assegnare temporaneamente a nuclei che si trovano in situazioni transitorie di “emergenza sociale” (ad es.: separazioni conflittuali con presenza di minori, sospetti di maltrattamenti, soggetti appena usciti da situazioni di dipendenze, di tratta o di delinquenza); attualmente il Comune sostiene una spesa notevole per ospitarli in comunità, che oltretutto sono sempre più difficili da reperire nel nostro territorio.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano304
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano304
LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 305 POLITICHE PER IL COMMERCIO Per l’analisi delle dinamiche e per la definizione delle linee programmatorie del sistema commerciale sestese il Settore Affari Istituzionali e Comunicazione – Sportello unico per il commercio e l’artigianato ha incaricato l’Istituto per le Ricerche Sociali e dei Consumi Policleto.
one – Sportello unico per il commercio e l’artigianato ha incaricato l’Istituto per le Ricerche Sociali e dei Consumi Policleto. L’incarico ha avuto come esito la “Relazione riferita alle problematiche del settore commerciale al dettaglio”, che rappresenta l’Allegato C al presente documento. Il precedente capitolo “Quadro conoscitivo - Il sistema del commercio” riporta l’analisi dello stato di fatto e il trend evolutivo del
cedente capitolo “Quadro conoscitivo - Il sistema del commercio” riporta l’analisi dello stato di fatto e il trend evolutivo del settore contenuti nella citata relazione; di seguito si riportano sinteticamente gli indirizzi per il sistema commerciale. Le linee programmatiche per il sistema commerciale delineano i seguenti temi:
- gli assi commerciali urbani, nei quali garantire il consolidamento della presenza degli esercizi di vicinato e specializzati,
- gli assi commerciali urbani, nei quali garantire il consolidamento della presenza degli esercizi di vicinato e specializzati, agendo soprattutto sui fattori di accessibilità, arredo urbano, trasformazione, attraverso progetti integrati pubblico-privato;
- i quartieri con carenza di esercizi commerciali nei quali perseguire obiettivi di diffusione territoriale della rete commerciale di vicinato e di prossimità, agevolando i cambi di destinazione d’uso anche sotto il profilo finanziario;
della rete commerciale di vicinato e di prossimità, agevolando i cambi di destinazione d’uso anche sotto il profilo finanziario;
- le aree di trasformazione, nelle quali la presenza del commercio deve essere commisurata in funzione di un equilibrio con le altre destinazioni e orientata ad evitare modelli ripetitivi già presenti sul territorio e, di conseguenza, eccessivamente concorrenziali verso l’esistente;
ta ad evitare modelli ripetitivi già presenti sul territorio e, di conseguenza, eccessivamente concorrenziali verso l’esistente;
- per il commercio su aree pubbliche, che costituisce un’integrazione essenziale della struttura commerciale in sede fissa; vanno perseguiti il miglioramento e la riqualificazione della rete dei mercati e ottimizzata l’offerta della sosta, anche con opportune rilocalizzazioni funzionali.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano306 Le azioni da perseguire sono normate nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle regole secondo i criteri qui individuati:
- allargamento delle tipologie ammissibili anche alle medie strutture di vendita diversamente articolata nei vari ambiti urbani;
- definizione di iter urbanistici che consentano il governo qualitativo degli interventi;
nte articolata nei vari ambiti urbani;
- definizione di iter urbanistici che consentano il governo qualitativo degli interventi;
- un’azione sull’arredo urbano, sull’accessibilità e sul mix funzionale degli interventi edilizi;
- limitazione all’apertura di nuovi sportelli bancari sugli assi commerciali esistenti o da riqualificare nella città costruita.
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 307 CAPACITA’ INSEDIATIVA DI PIANO La capacità insediativa residenziale prevista dal Documento di Piano risulta dalla somma delle capacità insediative di tutte le aree residenziali o parzialmente residenziali esistenti e previste, come sintetizzati approssimativamente nella tabella 1, e stimate secondo i seguenti criteri:
residenziali esistenti e previste, come sintetizzati approssimativamente nella tabella 1, e stimate secondo i seguenti criteri: ‐ per le aree edificate del tessuto consolidato si è assunto come capacità insediativa il numero degli abitanti residenti, rilevati dall’Ufficio Anagrafe al 31 dicembre 2007; ‐ per le aree soggette a piani attuativi approvati e in fase di attuazione si è assunto il numero di abitanti teorici insediabili previsto nel piano stesso;
ni attuativi approvati e in fase di attuazione si è assunto il numero di abitanti teorici insediabili previsto nel piano stesso; ‐ nelle aree di trasformazione si è considerato l’incremento massimo del numero di abitanti insediabili calcolati secondo le modalità già indicate dal PRG 2004 ovvero un abitante ogni cinquanta metri quadri di slp residenziale; ‐ nella città consolidata l’incremento del numero di abitanti insediabili è stato valutato in relazione alla possibilità di incremento
a città consolidata l’incremento del numero di abitanti insediabili è stato valutato in relazione alla possibilità di incremento edificatorio risultante da interventi di recupero e riqualificazione urbanistica anche connessi a mutamenti della destinazione d'uso degli edifici. Tabella 1: Sintesi della capacità insediativa di piano ABITANTI Tessuto consolidato 81.000 Abitanti residenti al 31/12/2007 Piani e programmi realizzati e in fase di attuazione 4.000 Attuazione nel PRG 2004
CAPACITA' INSEDIATIVA DI PIANO 101.000
idato 81.000 Abitanti residenti al 31/12/2007 Piani e programmi realizzati e in fase di attuazione 4.000 Attuazione nel PRG 2004 Ambiti di trasformazione del PGT 15.000 Programmati dal PGT Trasformazioni diffuse nella città consolidata 1.000 Programmati dal PGT CAPACITA' INSEDIATIVA DI PIANO 101.000
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LE DETERMINAZIONI DI PIANO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano308 Gli abitanti teorici negli Ambiti di Trasformazione Strategica sono stimati sulla base di un’ipotesi di mix funzionale che prevede: ‐ 40% slp minima residenziale; ‐ 40% slp minima produzione di beni e servizi; ‐ il rimanente 20% di slp rappresenta la flessibilità funzionale negoziabile a favore di una delle due precedenti funzioni principali o per funzioni complementari compatibili;
bilità funzionale negoziabile a favore di una delle due precedenti funzioni principali o per funzioni complementari compatibili; quindi su una slp residenziale massima pari al 60% della capacità edificatoria. Per “produttivo di beni e servizi” si intendono tutte le funzioni non includibili nella categoria A) “Residenza”, ovvero le categorie : B) Attività ricettive C) Attività produttive D) Attività commerciali E) Attività terziarie
A) “Residenza”, ovvero le categorie : B) Attività ricettive C) Attività produttive D) Attività commerciali E) Attività terziarie Come declinate nella tabella a pagina 71 del Piano delle Regole, ad eccezione dell’industria non compatibile con il tessuto residenziale. La massima capacità insediativa prevista dallo strumento di Piano di cui è stata verificata la sostenibilità con il documento di
La massima capacità insediativa prevista dallo strumento di Piano di cui è stata verificata la sostenibilità con il documento di Valutazione Ambientale Strategica, è di circa 105.000 abitanti residenti, quindi superiore a quella che risulta dall’applicazione teorica delle possibilità offerte dalle previsioni di trasformazione, il che consente un rassicurante margine di tenuta del sistema delle attrezzature pubbliche e di uso pubblico della città.
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 309 I CRITERI D’INTERVENTO
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano310
to San Giovanni - PGT – Documento di Piano 309 I CRITERI D’INTERVENTO
Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano310
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 311 I CRITERI PER LA CITTA’ IN TRASFORMAZIONE La costruzione di qualità nuove - intesa in primo luogo come qualità urbana che riqualifichi i luoghi della memoria, della ricreazione,
ruzione di qualità nuove - intesa in primo luogo come qualità urbana che riqualifichi i luoghi della memoria, della ricreazione, della socializzazione, dell’abitare e del lavoro e come qualità sociale che si traduce essenzialmente in una città che funzioni e in funzioni di eccellenza - è uno degli obiettivi prioritari che l’Amministrazione intende perseguire. Nella prospettiva di investire sulla qualità delle attrezzature e dei servizi, sulla qualità della vita e l’ambiente urbano, anche
lla prospettiva di investire sulla qualità delle attrezzature e dei servizi, sulla qualità della vita e l’ambiente urbano, anche mediante l’integrazione di differenti potenzialità, e di tradurla in regole per la riqualificazione delle aree di trasformazione, il Documento di Piano, partendo dalla continuità con il PRG 2004, prevede criteri di incentivazione che rendano flessibile e trasparente il processo di pianificazione territoriale e urbana.
004, prevede criteri di incentivazione che rendano flessibile e trasparente il processo di pianificazione territoriale e urbana. Il comma 5 dell’ articolo 11 della L.R. n.12/2005 afferma: “Il documento di piano può prevedere, a fronte di rilevanti benefici pubblici, aggiuntivi rispetto a quelli dovuti e coerenti con gli obiettivi fissati, una disciplina di incentivazione, in misura non superiore al 15 per
spetto a quelli dovuti e coerenti con gli obiettivi fissati, una disciplina di incentivazione, in misura non superiore al 15 per cento della volumetria ammessa, per interventi ricompresi in piani attuativi finalizzati alla riqualificazione urbana e in iniziative di edilizia residenziale pubblica, consistente nell’attribuzione di indici differenziati determinati in funzione degli obiettivi di cui sopra.”
idenziale pubblica, consistente nell’attribuzione di indici differenziati determinati in funzione degli obiettivi di cui sopra.” Inoltre lo stesso comma (modificato ed integrato con L.R. 14 marzo 2008 n. 4 Ulteriori modifiche e integrazioni alla L.R. n. 12/2005 per il Governo del Territorio pubblicata sul B.U.R.L. - 1° supplemento ordinario al n. 12 in data 17 marzo 2008 ed in vigore dal 1
r il Governo del Territorio pubblicata sul B.U.R.L. - 1° supplemento ordinario al n. 12 in data 17 marzo 2008 ed in vigore dal 1 aprile 2008) prevede che una analoga disciplina di incentivazione possa essere prevista “anche ai fini della promozione dell’edilizia bioclimatica e del risparmio energetico, in coerenza con i criteri e gli indirizzi regionali previsti dall’articolo 44, comma 18, nonché ai
a e del risparmio energetico, in coerenza con i criteri e gli indirizzi regionali previsti dall’articolo 44, comma 18, nonché ai fini del recupero delle aree degradate o dismesse, di cui all’articolo 1, comma 3 bis, e ai fini della conservazione degli immobili di interesse storico-artistico ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004”. A fronte delle possibilità offerte dalla nuova legislazione in materia di governo del territorio, sono stati approntati criteri che
ronte delle possibilità offerte dalla nuova legislazione in materia di governo del territorio, sono stati approntati criteri che permettano di perseguire gli obiettivi di qualità urbana e sostenibilità ambientale, coniugandoli con la sostenibilità economica.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano312 PESI INSEDIATIVI E PREMIALITA’ NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE STRATEGICA Il criterio di incentivazione prevede che le proposte di pianificazione attuativa degli ambiti di trasformazione strategica, possano accedere ad un incentivo volumetrico fino al 15 per cento della volumetria ammessa a fronte di rilevanti benefici pubblici coerenti
edere ad un incentivo volumetrico fino al 15 per cento della volumetria ammessa a fronte di rilevanti benefici pubblici coerenti con gli obiettivi generali dell’Amministrazione Comunale, concordati rispetto alle priorità individuate negli strumenti di programmazione temporale ed aggiuntivi rispetto a quanto dovuto. In alternativa o in aggiunta al precedente incentivo, le proposte di pianificazione attuativa degli ambiti di trasformazione che
In alternativa o in aggiunta al precedente incentivo, le proposte di pianificazione attuativa degli ambiti di trasformazione che prevedano una strategia volta alla riduzione del fabbisogno energetico, delle emissioni inquinanti e dell’impatto ambientale, all’integrazione dei sistemi ad energia rinnovabile e ad un uso efficiente ed ecosostenibile delle risorse locali e che si impegnino a
tegrazione dei sistemi ad energia rinnovabile e ad un uso efficiente ed ecosostenibile delle risorse locali e che si impegnino a realizzare edifici con caratteristiche di qualità ambientale, in rapporto a prefissati parametri di sostenibilità possono accedere ad un incentivo volumetrico fino al 15 per cento della volumetria ammessa. In sintesi, il Documento di piano regola la disciplina di incentivazione, tramite l’applicazione di uno o due indici percentuali ciascuno
i, il Documento di piano regola la disciplina di incentivazione, tramite l’applicazione di uno o due indici percentuali ciascuno “in misura non superiore al 15 per cento della volumetria ammessa”: incentivo “benefici pubblici” legato ai “rilevanti benefici pubblici” valutati in sede di proposta preliminare di piano attuativo e realizzati dal proponente oltre alle attrezzature dovute e con un interesse almeno comunale. Queste proposte di intervento potranno
lizzati dal proponente oltre alle attrezzature dovute e con un interesse almeno comunale. Queste proposte di intervento potranno essere valutate in sede negoziale e dovranno essere definite ed articolate negli atti convenzionali. incentivo “qualità energetica” legato all’adesione alla politica energetica dell’Amministrazione Comunale, finalizzata al contenimento delle emissioni nell’aria, alla produzione sinergica di calore ed energia anche con soluzioni progettuali innovative di
enimento delle emissioni nell’aria, alla produzione sinergica di calore ed energia anche con soluzioni progettuali innovative di “promozione dell’edilizia bioclimatica e del risparmio energetico” in aggiunta rispetto a quanto prevista dalla normativa vigente. Tale incentivo “qualità energetica” fa riferimento ad aspetti fondanti della pianificazione energetica comunale – sviluppata nel capitolo “Il sistema delle attrezzature tecnologiche” del Piano dei Servizi – e in particolare a due criteri di base:
uppata nel capitolo “Il sistema delle attrezzature tecnologiche” del Piano dei Servizi – e in particolare a due criteri di base: alle caratteristiche di qualità delle costruzioni in aggiunta a quanto previsto dalla normativa vigente; alle specifiche ambientali e territoriali del Comune di Sesto San Giovanni, ovvero alla disponibilità di infrastrutture e fonti energetiche per la fornitura di calore che non introducano nuove fonti inquinanti sul territorio. Infatti, la politica comunale
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 313 sostiene l’utilizzo delle fonti energetiche già presenti sul territorio e diffuse nell’ambiente: in primo luogo il recupero del calore dell’impianto di produzione elettrica di Edison e/o di altri impianti industriali presenti e l’energia rinnovabile contenuta nelle acque di falda e nelle acque di scarico del sistema fognario.
ianti industriali presenti e l’energia rinnovabile contenuta nelle acque di falda e nelle acque di scarico del sistema fognario. Ciascun incentivo potrà essere concesso in misura graduale, proporzionalmente al valore economico degli impegni convenzionali sottoscritti o all’efficacia del raggiungimento degli obiettivi indicati, fino alla percentuale massima ammessa. Gli incentivi potranno essere applicati in aggiunta alla capacità edificatoria di base come di seguito calcolata.
ssima ammessa. Gli incentivi potranno essere applicati in aggiunta alla capacità edificatoria di base come di seguito calcolata. Determinazione della capacità edificatoria La capacità edificatoria di base di un piano attuativo in un Ambito di trasformazione strategica è calcolata come prodotto dell’effettiva Superficie territoriale del comparto – ottenuta tramite rilievo plano altimetrico - e l’indice territoriale di 0,5 mq/mq. Nel
va Superficie territoriale del comparto – ottenuta tramite rilievo plano altimetrico - e l’indice territoriale di 0,5 mq/mq. Nel caso dell’Ambito ATs 2 l’indice territoriale di 0,5 mq/mq, non potrà essere applicato alle aree da confermare ad impianti ferroviari, intendendo solo ed esclusivamente le strutture costituenti i binari ferroviari e strutture di pertinenza (quali ad esempio rotaie,
tendendo solo ed esclusivamente le strutture costituenti i binari ferroviari e strutture di pertinenza (quali ad esempio rotaie, traversine, massicciate ferroviarie, tralicci, pali di alimentazione elettrici e torri faro), ovvero dovrà essere applicato alle sole aree dismettibili, incluso il sedime dell’attuale stazione, e a condizione che sia assunto l’impegno a realizzare la nuova stazione a
dismettibili, incluso il sedime dell’attuale stazione, e a condizione che sia assunto l’impegno a realizzare la nuova stazione a scavalco della ferrovia. L’ottenimento degli incentivi, “benefici pubblici” e “qualità energetica”, sarà comunque esigibile solo alla condizione che la trasformazione degli ambiti ATs1 e ATs2 sia coordinata. Ove sono presenti edifici di riconosciuto valore storico e testimonianza documentale della città delle fabbriche, il piano attuativo ne
o presenti edifici di riconosciuto valore storico e testimonianza documentale della città delle fabbriche, il piano attuativo ne dovrà prevedere il mantenimento e la messa in sicurezza o il riuso per attrezzature pubbliche o private di uso pubblico; una quota aggiuntiva di edificabilità (pari alla s.l.p. esistente degli stessi edifici) concorrerà alla determinazione della capacità edificatoria di base.
ficabilità (pari alla s.l.p. esistente degli stessi edifici) concorrerà alla determinazione della capacità edificatoria di base. Nei piani attuativi dovrà essere valutato sia il progetto che la destinazione funzionale proposta in relazione al mantenimento del valore testimoniale dell’edificio e definita l’eventuale s.l.p. aggiuntiva necessaria per la sua rifunzionalizzazione o in alternativa le modalità di messa in sicurezza/restauro.
ntuale s.l.p. aggiuntiva necessaria per la sua rifunzionalizzazione o in alternativa le modalità di messa in sicurezza/restauro. La s.l.p. necessaria alla rifunzionalizzazione sarà considerata aggiuntiva rispetto alla capacità edificatoria di base purché la funzione proposta sia riconoscibile di interesse pubblico e/o generale e regolata negli atti convenzionali. Qualora la funzione
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano314 proposta sia privata, la s.l.p. necessaria alla rifunzionalizzazione dovrà essere computata all’interno della capacità edificatoria di base. Simulando il criterio di incentivo su un’area di 100.000 mq sulla quale non sono presenti beni storico documentali da recuperare, si avrebbe una capacità edificatoria di base di 50.000 mq di slp e una capacità edificatoria sommata degli incentivi di 65.000 mq di slp:
e una capacità edificatoria di base di 50.000 mq di slp e una capacità edificatoria sommata degli incentivi di 65.000 mq di slp: (St = superficie territoriale; c.e. = capacità edificatoria) Simulando il criterio di incentivo su un’area di 100.000 mq e supponendo la presenza di beni storico documentali da recuperare nella misura di 10.000 mq di s.l.p, si avrebbe una capacità edificatoria di base di 50.000 mq di slp e una capacità edificatoria sommata degli incentivi di 78.000 mq di slp:
e una capacità edificatoria di base di 50.000 mq di slp e una capacità edificatoria sommata degli incentivi di 78.000 mq di slp: (St = superficie territoriale; c.e. = capacità edificatoria) St = 100.000 mq x 0,5 mq/mq = 50.000 mq di slp c.e. di base 50.000 + 15% di 50.000 mq = 7.500 57.500 mq di slp c.e. + incentivo benefici pubblici 57.500 + 15% di 50.000 mq = 7.500 65.000 mq di slp c.e. + incentivo qualità energetica St = 100.000 mq x 0,5 mq/mq = 50.000 mq di slp c.e.
di 50.000 mq = 7.500 65.000 mq di slp c.e. + incentivo qualità energetica St = 100.000 mq x 0,5 mq/mq = 50.000 mq di slp c.e. 50.000 + 10.000 mq = 60.000 mq di slp c.e. di base 60.000 + 15% di 60.000 mq = 9.000 69.000 mq di slp c.e. + incentivo benefici pubblici 69.000 + 15% di 60.000 mq = 9.000 78.000 mq di slp c.e. + incentivo qualità energetica
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 315 PESI INSEDIATIVI E PREMIALITA’ NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE INTEGRATA E SPECIALISTICA ATsp 1a - ATsp 1b - ATsp 2a - ATsp 2b Il criterio di incentivazione prevede che le proposte di pianificazione attuativa degli ambiti di trasformazione ambientale di cui è enfatizzato il valore ecologico, la stretta relazione con le aree del Parco della Media Valle del Lambro e la possibilità di connettere
zato il valore ecologico, la stretta relazione con le aree del Parco della Media Valle del Lambro e la possibilità di connettere quest’ultimo con le aree verdi urbane come primo contributo alla realizzazione della connessione “verde” Est - Ovest individuato dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, possano sviluppare fino a un indice territoriale massimo di 0,18 mq/mq a
to dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, possano sviluppare fino a un indice territoriale massimo di 0,18 mq/mq a fronte della cessione aggiuntiva rispetto alla cessione di aree per attrezzature pubbliche o di uso pubblico da reperire in relazione alla capacità edificatoria, di tutte le aree all’interno dello stesso comparto che non siano individuate quali superfici fondiarie nella misura minima del 50 % della superficie territoriale. AT sp3
comparto che non siano individuate quali superfici fondiarie nella misura minima del 50 % della superficie territoriale. AT sp3 Considerato l’obiettivo d’incentivazione dell’insediamento sul territorio di piccole e medie imprese a carattere produttivo, quest’ambito, già compreso nel piano comunale di alienazione, potrà sviluppare una capacità edificatoria massima di 15.000 mq di s.l.p. e predisporre sulle medesime aree attrezzature di servizio alle imprese. ATsp 4
cità edificatoria massima di 15.000 mq di s.l.p. e predisporre sulle medesime aree attrezzature di servizio alle imprese. ATsp 4 Considerate le connotazioni territoriali dell’ambito e le previsioni viabilistiche strettamente correlate, le proposte di pianificazione attuativa possono sviluppare fino a un indice territoriale massimo di 0,18 mq/mq a fronte della cessione aggiuntiva rispetto alla
ttuativa possono sviluppare fino a un indice territoriale massimo di 0,18 mq/mq a fronte della cessione aggiuntiva rispetto alla cessione di aree per attrezzature pubbliche o di uso pubblico da reperire in relazione alla capacità edificatoria, di tutte le aree all’interno dello stesso comparto che non siano individuate quali superfici fondiarie nella misura minima del 50 % della superficie territoriale.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano316 ATsp 5 In merito agli aspetti di interesse pubblico, la trasformazione dell’ambito dovrà prevedere - con un indice edificatorio pari a 0,50 mq slp/mq. - la cessione di almeno il 50% dell’area, finalizzata alla realizzazione di uno spazio verde collegato con il verde esistente, che, nella prospettiva di medio-lungo termine della riqualificazione delle altre attività produttive adiacenti, garantisca la possibilità di
rospettiva di medio-lungo termine della riqualificazione delle altre attività produttive adiacenti, garantisca la possibilità di un futuro percorso verde est-ovest fra il Parco della Media Valle del Lambro e le aree a verde previste sull’area ex Marelli. AT i1 e AT i2 – Le Porte Questi ambiti sono connotati da una forte presenza di aree pubbliche e su di essi si concentrano obiettivi di riqualificazione
e Questi ambiti sono connotati da una forte presenza di aree pubbliche e su di essi si concentrano obiettivi di riqualificazione finalizzata non solo alla ricucitura con la città esistente ma alla riconoscibilità del valore semantico di porte della città. La trasformazione di queste aree potrà essere promossa mediante piani o progetti di iniziativa integrata pubblico-privata quali:
La trasformazione di queste aree potrà essere promossa mediante piani o progetti di iniziativa integrata pubblico-privata quali: strumenti negoziali ai sensi della Parte II - Titolo VI, Capo I della L.R. n.12/2005 Disciplina dei Programmi Integrati di Intervento, oppure Project Financing. La concertazione definirà il raggiungimento degli obiettivi dichiarati, in coerenza con le previsioni del Piano dei servizi, con
La concertazione definirà il raggiungimento degli obiettivi dichiarati, in coerenza con le previsioni del Piano dei servizi, con particolare riguardo nella Porta Nord alla riorganizzazione della Caserma dei carabinieri e nella Porta Sud allo sviluppo di funzioni pubbliche e/o private a supporto dell’Università. AT i3 La connotazione dell’ambito è dovuta alla presenza di due edifici di valore storico- documentale della città delle fabbriche quali la
nnotazione dell’ambito è dovuta alla presenza di due edifici di valore storico- documentale della città delle fabbriche quali la “Torre dei Modelli” e l’edificio “Riparazione Locomotive”, e dalla presenza della “fermata treni ex Breda”. L’obiettivo da perseguire in quest’ambito è il recupero e la rifunzionalizzazione di queste importanti presenze testimoniali private attraverso un progetto e indici edificatori che ne garantiscano la sostenibilità economica valutata all’interno dei processi negoziali.
rso un progetto e indici edificatori che ne garantiscano la sostenibilità economica valutata all’interno dei processi negoziali. Per gli ambiti di Trasformazione integrata ATi1, ATi2, ATi3, nel corso della negoziazione, verrà definita la capacità insediativa che dovrà comunque essere contenuta nella capacità insediativa massima del PGT su cui è stata verificata la sostenibilità ambientale – VAS.
NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 317 MODALITA’ DI CALCOLO DEL FABBISOGNO DI AREE PER ATTREZZATURE PUBBLICHE NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE Per quanto riguarda la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico indotte dalle funzioni proposte all’interno di un piano attuativo, anche e soprattutto in relazione alle dinamiche socio-economiche e alle necessità crescenti, vengono confermati gli obiettivi di qualità urbana dichiarati nel PRG 2004.
namiche socio-economiche e alle necessità crescenti, vengono confermati gli obiettivi di qualità urbana dichiarati nel PRG 2004. Si conferma la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico per la funzione residenziale nella misura di 26,5 mq/ab, che rappresenta un dimensionamento in grado di rappresentare una garanzia di qualità rispetto agli incrementi insediativi previsti.
rappresenta un dimensionamento in grado di rappresentare una garanzia di qualità rispetto agli incrementi insediativi previsti. Relativamente alle funzioni proposte nel piano attuativo, la dotazione minima di aree per la realizzazione di attrezzature pubbliche e di uso pubblico è prescritta nella misura di: • Residenza 26,5 mq / ogni 150 mc ovvero 26,5 mq per ogni nuovo abitante insediabile
uso pubblico è prescritta nella misura di: • Residenza 26,5 mq / ogni 150 mc ovvero 26,5 mq per ogni nuovo abitante insediabile • Attività compatibili con la residenza (attività ricettive; attività commerciali mediante esercizi di vicinato, attività per la ristorazione e pubblici esercizi, attività artigianali di servizio; Studi professionali ed agenzie turistiche, immobiliari, bancarie, assicurative, ecc.; attrezzature per il tempo libero) 1 mq per ogni mq di S.l.p
li ed agenzie turistiche, immobiliari, bancarie, assicurative, ecc.; attrezzature per il tempo libero) 1 mq per ogni mq di S.l.p • Produzione di beni e servizi 1 mq per ogni mq di S.l.p, tranne per: Insediamenti industriali ed artigianali 1 mq ogni 10 mq di Slp Grandi strutture di vendita 2 mq per ogni mq di S.l.p • Aree per attrezzature di interesse generale in relazione alle funzioni proposte
strutture di vendita 2 mq per ogni mq di S.l.p • Aree per attrezzature di interesse generale in relazione alle funzioni proposte • Funzioni private di interesse pubblico o di interesse generale insediate negli edifici di valore storico-documentale (da considerarsi aggiuntive rispetto allo verifica iniziale): in relazione ai progetti proposti; deve comunque essere garantita una quantità di parcheggi pubblici e di uso pubblico adeguata ai flussi di traffico generati;
ti; deve comunque essere garantita una quantità di parcheggi pubblici e di uso pubblico adeguata ai flussi di traffico generati; • Attrezzature e spazi pubblici e privati di uso e interesse pubblico, eventualmente proposti come aree per attrezzature di interesse generale: dotazione di parcheggi pubblici e di uso pubblico in misura adeguata ai flussi di traffico generati.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano318 MODALITA’ DI REPERIMENTO DI AREE PER ATTREZZATURE PUBBLICHE NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE La verifica della dotazione di attrezzature pubbliche e di interesse generale può considerare forme diversificate e parametri prestazionali, come già enunciato nel Quadro Organico di Riferimento, allegato al Documento di Inquadramento, o come prospettato dalla legislazione urbanistica regionale.
ro Organico di Riferimento, allegato al Documento di Inquadramento, o come prospettato dalla legislazione urbanistica regionale. Il Piano dei servizi “valuta prioritariamente l’insieme delle attrezzature al servizio delle funzioni insediate nel territorio comunale, anche con riferimento a fattori di qualità, fruibilità e accessibilità ( …)” e disciplina le modalità di integrazione del sistema dei servizi,
rimento a fattori di qualità, fruibilità e accessibilità ( …)” e disciplina le modalità di integrazione del sistema dei servizi, anche in relazione alle risorse attivabili negli ambiti di trasformazione, secondo i seguenti indirizzi. Il reperimento di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico, in relazione alla popolazione da insediare secondo le previsioni di piano attuativo potrà essere soddisfatta mediante: la cessione gratuita di aree; l’asservimento di aree libere in soprasuolo, interne
attuativo potrà essere soddisfatta mediante: la cessione gratuita di aree; l’asservimento di aree libere in soprasuolo, interne al perimetro di piano attuativo, aventi le medesime caratteristiche di accessibilità e fruibilità delle aree in cessione, l’asservimento all’uso pubblico di parcheggi, anche pluripiano e nel sottosuolo di aree pertinenziali. In ogni caso, dovrà essere garantita la cessione gratuita di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico (escludendo le aree
ogni caso, dovrà essere garantita la cessione gratuita di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico (escludendo le aree per la realizzazione di parcheggi) non inferiore a diciotto metri quadrati per abitante. Per il soddisfacimento della dotazione di attrezzature pubbliche e di uso pubblico, in relazione alle funzioni non residenziali, sarà privilegiata una valutazione degli aspetti prestazionali dei servizi, per esempio, nell’ambito della dotazione di parcheggi, potranno
legiata una valutazione degli aspetti prestazionali dei servizi, per esempio, nell’ambito della dotazione di parcheggi, potranno essere proposte gestioni che ne ottimizzino l’uso, anche con il ricorso a principi di contemporaneità, verificabili rispetto alle diverse funzioni insediabili, attrattori in tempi differenti, ecc. , mirate al contenimento dell’uso del suolo e alla sostenibilità economico- ambientale.
li, attrattori in tempi differenti, ecc. , mirate al contenimento dell’uso del suolo e alla sostenibilità economico- ambientale. [Da: Modalità per la pianificazione comunale. Criteri attuativi L.R. n. 12/2005 per il Governo del Territorio. Regione Lombardia, 2006] “Alla convinzione che alla crescita della domanda si debba far fronte attraverso un potenziamento quantitativo dell’offerta,
06] “Alla convinzione che alla crescita della domanda si debba far fronte attraverso un potenziamento quantitativo dell’offerta, realizzando un adeguato stock di nuove attrezzature, si deve sostituire l’idea che il potenziamento dell’offerta possa essere
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 319 perseguito attraverso una migliore gestione delle attrezzature esistenti, privilegiando gli aspetti organizzativi e funzionali (standard prestazionali) rispetto a quelli fisici ed edilizi (standard quantitativi)”. In sede di pianificazione attuativa, valutazioni puntuali potranno permettere “ (…) di creare soluzioni, anche originali, adatte al
sede di pianificazione attuativa, valutazioni puntuali potranno permettere “ (…) di creare soluzioni, anche originali, adatte al territorio e di identificare le priorità d’intervento, tanto economiche che sociali” e “ (…) di identificare, un certo numero di segmenti di servizio che pur non facendo parte dei servizi di base in senso stretto, sono prioritari per la popolazione di un territorio in rapporto alle sue specificità”.
rte dei servizi di base in senso stretto, sono prioritari per la popolazione di un territorio in rapporto alle sue specificità”. A titolo esemplificativo, rispetto a quanto sopra indicato, sono da intendersi come tali i centri civili, sociali, culturali e le attrezzature religiose. La pianificazione attuativa dovrà sviluppare i temi sovracitatati, specificando le tipologie di servizi che si renderanno necessarie,
anificazione attuativa dovrà sviluppare i temi sovracitatati, specificando le tipologie di servizi che si renderanno necessarie, sulla base della nuova composizione socio-demografica della città. L’art.8 delle NTA del Piano dei Servizi prevede che le aree per servizi e attrezzature pubbliche e di interesse generale sono ammissibili anche in tutti gli ambiti del territorio consolidato.
servizi e attrezzature pubbliche e di interesse generale sono ammissibili anche in tutti gli ambiti del territorio consolidato. Il soddisfacimento di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico, in relazione alle funzioni non residenziali secondo le previsioni di piano attuativo potrà essere effettuato mediante: ‐ la realizzazione di un minimo di 50% per i parcheggi anche pluriplano asserviti all’uso pubblico;
essere effettuato mediante: ‐ la realizzazione di un minimo di 50% per i parcheggi anche pluriplano asserviti all’uso pubblico; ‐ la realizzazione di un minimo di 15% per i servizi alle imprese (asili aziendali, mense, verde,…). Eventuale quantità di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico dovute e non reperite mediante le modalità sopra indicate, dovrà essere “commisurata all'utilità economica conseguita per effetto della mancata cessione e comunque non inferiore al costo
dovrà essere “commisurata all'utilità economica conseguita per effetto della mancata cessione e comunque non inferiore al costo dell'acquisizione di altre aree” equivalenti, in coerenza con quanto prescritto dall’articolo 46 comma 1 lettera a) della L.R. n. 12/2005, e potrà essere compensata mediante: ‐ monetizzazione; ‐ realizzazione, di strutture ed opere collettive concertati con l’Amministrazione Comunale. Come precisato dal comma 3 dell’art. 6
ealizzazione, di strutture ed opere collettive concertati con l’Amministrazione Comunale. Come precisato dal comma 3 dell’art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano dei Servizi “la monetizzazione, in luogo della cessione delle aree per servizi ed attrezzature di interesse pubblico o generale o della realizzazione di servizi costruiti, è ammessa in via eccezionale in caso di
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano320 comprovata impossibilità di cessione e ove l’Amministrazione non ritenga opportuna la realizzazione di servizi costruiti nel rispetto dei criteri di cui all’art. 46, comma 1, lett. a) l.r. 12/05 s.m.i. Come previsto dall’articolo 46 comma 1 lettera a) della L.R. n. 12/2005 “(…) I proventi delle monetizzazioni per la mancata cessione
previsto dall’articolo 46 comma 1 lettera a) della L.R. n. 12/2005 “(…) I proventi delle monetizzazioni per la mancata cessione di aree sono utilizzati per la realizzazione degli interventi previsti nel Piano dei servizi, ivi compresa l’acquisizione di altre aree a destinazione pubblica.” Aree ex Falck : dati la valenza strategica delle aree, l’obiettivo di realizzare la Città della Salute e della Ricerca e la necessità
ex Falck : dati la valenza strategica delle aree, l’obiettivo di realizzare la Città della Salute e della Ricerca e la necessità di un riequilibrio della dotazione di aree verdi dell’intera città, la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico per gli Ambiti di Trasformazione Strategica ATs 1 e ATs2 si raggiunge sommando alle superfici relative ai carichi insediativi, l’ulteriore dotazione delle aree relative alla realizzazione del parco urbano e alle attrezzature di eccellenza
chi insediativi, l’ulteriore dotazione delle aree relative alla realizzazione del parco urbano e alle attrezzature di eccellenza previste dall’Accordo di Programma di cui alla DGR 3666/2012, complessivamente per un’estensione non inferiore a 45 ha. Si considerano aggiuntive le aree comprese nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Media Valle del Lambro per un’estensione non inferiore a 6,5 ha.
aree comprese nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Media Valle del Lambro per un’estensione non inferiore a 6,5 ha. La dotazione dei 45 ha è da intendersi come previsione del parco urbano che, adattandosi perfettamente alle mutate opportunità intervenute durante il processo di attuazione del PGT, ospita al suo interno la nuova struttura sanitaria di eccellenza ma, allo stesso tempo, deve sopravvivere autonomamente nel caso in cui dovessero decadere i presupposti
sanitaria di eccellenza ma, allo stesso tempo, deve sopravvivere autonomamente nel caso in cui dovessero decadere i presupposti dell’Accordo di Programma e mantenere la sua destinazione a polmone verde della città.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 321 MODALITA’ PEREQUATIVE Ogni ambito di trasformazione, individuato nella tavola Quadro Programmatorio QP01, è un ambito perequativo dove la capacità insediativa totale è di competenza di ogni soggetto, sia pubblico che privato, in misura percentuale corrispondete alla quota di proprietà. La capacità insediativa è determinata dall’indice edificatorio di base e dalle premialità a condizione che tutti i soggetti ne
. La capacità insediativa è determinata dall’indice edificatorio di base e dalle premialità a condizione che tutti i soggetti ne sottoscrivano i conseguenti impegni. Al fine di garantire la massima efficienza attuativa e la migliore qualità urbanistica della trasformazione, l’edificabilità è trasferibile da un ambito di trasformazione ad un altro contiguo (in tal caso l’indice territoriale va verificato sommando la superficie delle due aree
to di trasformazione ad un altro contiguo (in tal caso l’indice territoriale va verificato sommando la superficie delle due aree interessate ed è liberamente commerciabile secondo le norme di legge). L’applicazione di questo tipo di perequazione ai soli ambiti di trasformazione rende indifferente la proprietà delle aree rispetto alle scelte del piano e garantisce quindi la massima qualità degli interventi.
nde indifferente la proprietà delle aree rispetto alle scelte del piano e garantisce quindi la massima qualità degli interventi. I nuovi insediamenti potranno essere realizzati sulla base del migliore disegno urbanistico possibile, indipendentemente dalla struttura della proprietà; ciascun proprietario disporrà comunque dei diritti edificatori proporzionali all’estensione della sua proprietà e dovrà sottostare agli obblighi di cessione altrettanto proporzionali.
IL COMMERCIO NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano322 IL COMMERCIO NEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE Negli Ambiti di trasformazione la localizzazione e le dotazioni infrastrutturali delle funzioni commerciali, assumono un ruolo determinante per il corretto dimensionamento e posizionamento delle attività anche in rapporto all’assetto urbano esistente. Negli Ambiti di trasformazione di norma sono ammesse le categorie delle strutture di vendita previste dal D. Lgs. n. 114/1998 di cui
i Ambiti di trasformazione di norma sono ammesse le categorie delle strutture di vendita previste dal D. Lgs. n. 114/1998 di cui all’art. 4 ad esclusione delle grandi strutture di vendita, ovvero sono ammessi gli esercizi di vicinato e le medie strutture di vendita. Nei Piani Attuativi verranno definite: tipologia, quantità e localizzazione delle medie strutture di vendita così come definite dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle Regole.
e localizzazione delle medie strutture di vendita così come definite dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano delle Regole. Nell’Ambito di trasformazione strategica ATs1, sono ammesse tutte le destinazioni d’uso “commerciali”. Per le destinazioni “commercio al dettaglio” sono ammesse tutte le tipologie di vendita previste dal D. Lgs. n. 114/1998 per una capacità massima di 100.000 mq di s.l.p. articolata come segue:
le tipologie di vendita previste dal D. Lgs. n. 114/1998 per una capacità massima di 100.000 mq di s.l.p. articolata come segue: a. un valore massimo di 75.000 mq di s.l.p. attivabile secondo i formati distributivi previsti dal paragrafo 4.2.1 della DGRL n. VIII/5054 del 4.7.2007 e s.m.i., la cui localizzazione sarà da valutare in sede di pianificazione attuativa, in area accessibile dalla viabilità primaria e senza interferenze con la CDSR;
da valutare in sede di pianificazione attuativa, in area accessibile dalla viabilità primaria e senza interferenze con la CDSR; b. un valore massimo di 15.000 mq di s.l.p. attivabile secondo i formati distributivi previsti dal paragrafo 4.2.1 della DGRL n. VIII/5054 del 4.7.2007 e s.m.i., la cui localizzazione sarà da valutare in sede di pianificazione attuativa; c. un valore minimo di 10.000 mq di s.l.p. per esercizi di vicinato e medie strutture di vendita comprese tra 251 e 500
tuativa; c. un valore minimo di 10.000 mq di s.l.p. per esercizi di vicinato e medie strutture di vendita comprese tra 251 e 500 mq di superficie di vendita. A valere sulle s.l.p. di cui ai precedenti punti a. e b. è ammesso un massimo di 5.000 mq di superficie di vendita per settore merceologico alimentare. La localizzazione della slp di cui alla precedente lettera a) sarà da valutare in sede di pianificazione attuativa garantendo la
La localizzazione della slp di cui alla precedente lettera a) sarà da valutare in sede di pianificazione attuativa garantendo la migliore accessibilità dalla viabilità primaria, assicurando la non interferenza con la CDSR e riutilizzando e adattando preferibilmente gli edifici già esistenti, minimizzando così l’uso del suolo destinato a nuove edificazioni. Andrà verificata
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 323 in tal senso la sostenibilità e compatibilità ambientale dell’utilizzo dell’edificio denominato T5, in sede di procedure di Valutazione Ambientale Strategica del PII e di Valutazione di Impatto Ambientale. Potrà essere inoltre prevista una struttura commerciale su area pubblica -mercato coperto- con una capacità massima di mq 12.300
Potrà essere inoltre prevista una struttura commerciale su area pubblica -mercato coperto- con una capacità massima di mq 12.300 s.l.p.. Le caratteristiche di tale struttura di interesse generale sono contenute nel Piano dei servizi “Politiche per il commercio di interesse generale”. in coerenza con quanto previsto dalla L.R. n. 22/2000 e successivi provvedimenti attuativi. La definizione del dimensionamento della superficie di vendita e la sua articolazione merceologica avverrà in sede di Piano
ivi. La definizione del dimensionamento della superficie di vendita e la sua articolazione merceologica avverrà in sede di Piano Attuativo convenzionato, secondo le procedure indicate dal D. Lgs. n. 114/1998, dalla L.R. n. 6/2010 e s.m.i. e dai correlati programmi e provvedimenti attuativi della stessa. L’insediamento di medie strutture di vendita è ammesso con specifica procedura autorizzativa prevista dall’art. 8 del D. Lgs. n.
L’insediamento di medie strutture di vendita è ammesso con specifica procedura autorizzativa prevista dall’art. 8 del D. Lgs. n. 114/1998 qualora non configuri una struttura unitaria, così come definita dal paragrafo 4.2.1 della DGRL n. VIII/5054 del 4.7.2007 e s.m.i.. I singoli esercizi commerciali dovranno pertanto disporre di ingresso su vie, strade o percorsi di proprietà pubblica o asserviti all’uso pubblico.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano324
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano324
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 325 LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE PER LA CITTA’ IN TRASFORMAZIONE Il Documento di piano rappresenta un importante strumento per tradurre sul territorio scelte ambientali per uno sviluppo sostenibile e compatibile con le peculiarità del territorio, nell’ottica di un generale miglioramento della qualità della vita.
sostenibile e compatibile con le peculiarità del territorio, nell’ottica di un generale miglioramento della qualità della vita. Tali principi fanno parte delle linee programmatiche dell’Amministrazione Comunale e ne sono parte integrante nei recenti atti programmatori. Questo rende evidente il ruolo centrale affidato agli ambiti di trasformazione che devono assumere un’attiva risignificazione come
esto rende evidente il ruolo centrale affidato agli ambiti di trasformazione che devono assumere un’attiva risignificazione come veri e propri luoghi entro i quali promuovere e incentivare livelli qualitativi della vita da estendersi per tutto il territorio anche attraverso la diffusione di maggiori attenzioni ai valori naturalistici e la creazione di reti e corridoi con funzione eco sistemica. [Da: Documento di Inquadramento. La città della sostenibilità ambientale. Amministrazione Comunale, 2005]
unzione eco sistemica. [Da: Documento di Inquadramento. La città della sostenibilità ambientale. Amministrazione Comunale, 2005] “Lo sviluppo della città persegue gli obiettivi di sostenibilità ambientale previsti dalla articolata strumentazione predisposta dall’Amministrazione Comunale (PRG, PENCO, Piano di azzonamento acustico, schema generale della mobilità, Studio dell’impatto sulla qualità dell’aria dei programmi di sviluppo
o di azzonamento acustico, schema generale della mobilità, Studio dell’impatto sulla qualità dell’aria dei programmi di sviluppo urbanistico della città di Sesto S.G), una ricchezza di strumenti che mira a perseguire con i programmi di trasformazione territoriale un vero e proprio risarcimento ambientale per una città fortemente segnata nella sua storia da presidi produttivi che l’hanno resa importante sotto il punto di vista
tale per una città fortemente segnata nella sua storia da presidi produttivi che l’hanno resa importante sotto il punto di vista economico, ma che hanno segnato profondamente il paesaggio urbano e l’ambiente e la possibilità di fruizione del territorio cittadino. La previsione del grande parco urbano sulle aree Falck risponde anche dal punto di vista simbolico a questo obiettivo, da accompagnarsi con le misure
nde parco urbano sulle aree Falck risponde anche dal punto di vista simbolico a questo obiettivo, da accompagnarsi con le misure da tempo consolidatesi nei precedenti programmi di trasformazione: riqualificazioni e recuperi che hanno aumentato le aree di verde e servizio a disposizione dei cittadini, bonifiche dei siti inquinati, nuovi percorsi protetti per la mobilità debole.
di verde e servizio a disposizione dei cittadini, bonifiche dei siti inquinati, nuovi percorsi protetti per la mobilità debole. Si ribadiscono pertanto gli obiettivi generali che i programmi di trasformazione dovranno perseguire: la riqualificazione ed eventuale bonifica delle aree industriali dimesse; la realizzazione di essenziali infrastrutture per una mobilità cittadina più sostenibile; l’ampliamento e riqualificazione delle aree a verde
one di essenziali infrastrutture per una mobilità cittadina più sostenibile; l’ampliamento e riqualificazione delle aree a verde pubblico; la promozione della qualità architettonica e prestazionale degli edifici e la valorizzazione di aree o complessi di carattere storico e monumentale; il risparmio energetico e di risorse ambientali per un miglioramento ambientale complessivo anche grazie a misure strutturali quali: la realizzazione di
e di risorse ambientali per un miglioramento ambientale complessivo anche grazie a misure strutturali quali: la realizzazione di “corridoi ecologici” di collegamento, all’interno e all’esterno della città; l’espansione delle alberature; l’aumento della permeabilità dei suoli; il miglioramento del comfort degli spazi esterni.”
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano326 [Da: Quadro Organico di Riferimento. Il processo di definizione delle strategie di trasformazione delle aree ex Falck. Amministrazione Comunale, 2005.] (…) Le strategie fondamentali del Piano, e i relativi obiettivi strategici, sono i seguenti:
- le strategie ambientali: la cura dell’ambiente come strategia di sviluppo
e i relativi obiettivi strategici, sono i seguenti:
- le strategie ambientali: la cura dell’ambiente come strategia di sviluppo Il nuovo modello di sviluppo economico, sociale e territoriale che il Nord Milano intende perseguire è improntato al principio della sostenibilità. Per dare concretezza a questo principio i comuni dell’area hanno intrapreso un percorso di programmazione (l’Agenda21 locale), che porterà a
cretezza a questo principio i comuni dell’area hanno intrapreso un percorso di programmazione (l’Agenda21 locale), che porterà a stabilire “le cose da fare nel XXI secolo” secondo precise misure quantitative e scadenze temporali, al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile e migliorare la qualità della vita senza compromettere le risorse per le generazioni future. Obiettivi: ‐ migliorare la qualità dell’ambiente naturale ‐ garantire l’ecoefficienza dei processi produttivi e delle trasformazioni urbane
‐ migliorare la qualità dell’ambiente naturale ‐ garantire l’ecoefficienza dei processi produttivi e delle trasformazioni urbane Azioni: ‐ realizzare il rapporto sullo stato dell’ambiente e mettere a punto il sistema degli “Indicatori di Sostenibilità” ‐ elaborare il Piano d’Azione Ambientale ‐ realizzare i Progetti Pilota dell’Agenda21 2. Le strategie ambientali: il nuovo paesaggio della qualità urbana
ione Ambientale ‐ realizzare i Progetti Pilota dell’Agenda21 2. Le strategie ambientali: il nuovo paesaggio della qualità urbana La ricostruzione del paesaggio urbano del Nord Milano è un fattore di reidentificazione. Ancora oggi, nonostante gli interventi di miglioramento già intrapresi, il Nord Milano rischia di essere percepito, sia dall’esterno che da molti dei suoi stessi abitanti, come una periferia del capoluogo
ord Milano rischia di essere percepito, sia dall’esterno che da molti dei suoi stessi abitanti, come una periferia del capoluogo lombardo, un aggregato di zone ex-industriali e di quartieri dormitorio. Per rendere accogliente questo territorio e migliorarne l’immagine è necessario investire ancora sulla valorizzazione delle sue risorse paesistiche. Si tratta innanzitutto di consolidare i processi di rivitalizzazione delle aree verdi e dei sistemi ambientali, di riqualificare il tessuto residenziale e i
nsolidare i processi di rivitalizzazione delle aree verdi e dei sistemi ambientali, di riqualificare il tessuto residenziale e i nuclei storici, ma anche di intervenire sui tracciati viabilistici, sulle zone produttive e commerciali e su tutti gli elementi tipici del paesaggio del Nord italiano, conferendogli un carattere unitario di “nuova urbanità”. Obiettivi: ‐ Rafforzare la cintura verde del Nord Milano (sistema dei grandi parchi) e connettere la rete del verde
a urbanità”. Obiettivi: ‐ Rafforzare la cintura verde del Nord Milano (sistema dei grandi parchi) e connettere la rete del verde ‐ Aumentare la qualità e la fruibilità degli spazi aperti e pubblici Azioni: ‐ Ampliare il Parco Nord ‐ Avviare il programma coordinato per la realizzazione e il completamento dei parchi della Media Valle del Lambro, del Grugnotorto e delle Cave ‐ Potenziare e connettere il verde urbano diffuso
etamento dei parchi della Media Valle del Lambro, del Grugnotorto e delle Cave ‐ Potenziare e connettere il verde urbano diffuso ‐ Costituire presso ASNM un servizio integrato di assistenza ai Comuni in tema di politiche di riqualificazione urbana ‐ Promuovere laboratori di progettazione partecipata di quartiere (….)
CRITERI DI INTERVENTO PER LA TUTELA AMBIENTALE
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 327 CRITERI DI INTERVENTO PER LA TUTELA AMBIENTALE Le tematiche relative alla tutela ambientale sono sviluppate nel Piano dei Servizi e nel Piano delle Regole e nei relativi apparati normativi e il Rapporto Ambientale della Vas individua le misure di mitigazione e compensazione in relazione alle scelte operate nel Piano di Governo del Territorio.
lla Vas individua le misure di mitigazione e compensazione in relazione alle scelte operate nel Piano di Governo del Territorio. Di seguito si riportano alcune tematiche che dovranno essere tenute in opportuna considerazione nella pianificazione esecutiva, avendo comunque come riferimento la normativa vigente in materia. Aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano
erimento la normativa vigente in materia. Aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano Gli ambiti di trasformazione e riqualificazione interessati dalle Aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano (fasce di rispetto dei pozzi potabili, acque superficiali e sotterranee,…) dovranno rispettare le normative vigenti in materia e le indicazioni contenute nei relativi regolamenti di attuazione.
rranee,…) dovranno rispettare le normative vigenti in materia e le indicazioni contenute nei relativi regolamenti di attuazione. Al fine di proteggere le risorse idriche captate delle zone di rispetto dei pozzi destinati all'approvvigionamento potabile, saranno invece favoriti gli usi a verde ed eventuali funzioni residenziali a bassa densità abitativa. Per quanto riguarda la realizzazione di tratte fognarie dovranno essere rispettati i criteri tecnico-costruttivi indicati nei regolamenti
o riguarda la realizzazione di tratte fognarie dovranno essere rispettati i criteri tecnico-costruttivi indicati nei regolamenti vigenti e il progetto dovrà essere sottoposto a parere preventivo da parte dell’ARPA. I progetti relativi agli ambiti di trasformazione e di riqualificazione in ottemperanza agli indirizzi contenuti nella normativa vigente in materia dovranno predisporre le misure necessarie per il contenimento e l’ottimizzazione dei consumi idrici ed energetici (come la
teria dovranno predisporre le misure necessarie per il contenimento e l’ottimizzazione dei consumi idrici ed energetici (come la previsione di reti di adduzione in forma duale, sistemi di captazione filtro e accumulo delle acque meteoriche, sistemi di collettamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue e di prima pioggia, …), eventualmente supportati da studi di dettaglio e/o progetti pilota concertati con le autorità competenti in materia.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano328 Rumore I progetti riguardanti gli ambiti di trasformazione e riqualificazione sottoposti a valutazione d’impatto ambientale ai sensi della normativa vigente dovranno compiere una valutazione del clima acustico e dovranno essere redatti in conformità alle esigenze di tutela dall'inquinamento acustico delle popolazioni interessate, come indicato dalla normativa vigente, al fine di definire l'effettiva
dall'inquinamento acustico delle popolazioni interessate, come indicato dalla normativa vigente, al fine di definire l'effettiva sostenibilità delle previsioni e di garantire una corretta distribuzione dei volumi e degli spazi aperti. Si evidenzia che la valutazione di clima acustico dovrà essere obbligatoriamente disposta per edifici destinati a scuole, ospedali, case di cura e di riposo e per edifici residenziali da realizzare in aree prossime alle opere per cui viene richiesta la documentazione
cura e di riposo e per edifici residenziali da realizzare in aree prossime alle opere per cui viene richiesta la documentazione di impatto. E’ in via di definizione lo studio di aggiornamento della Zonizzazione Acustica esistente e delle relative Norme Tecniche di Attuazione, che terrà conto anche degli studi acustici svolti dai gestori ed enti di controllo delle infrastrutture di trasporto presenti sul territorio comunale, a cui bisognerà fare riferimento in fase di pianificazione attuativa.
rastrutture di trasporto presenti sul territorio comunale, a cui bisognerà fare riferimento in fase di pianificazione attuativa. La valutazione di clima acustico resta comunque obbligatoria per le domande di rilascio di titoli abilitativi diretti relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, nonché per le domande di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive. Campi elettromagnetici
olifunzionali, nonché per le domande di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive. Campi elettromagnetici La presenza di elettrodotti e di impianti per la telecomunicazione e la radiotelevisione generano volumi di rispetto in cui non possono ricadere edifici adibiti alla permanenza di persone per più di 4 ore giornaliere. Per gli ambiti di trasformazione e riqualificazione interessati da tali fasce di rispetto sarà necessario predisporre approfondimenti e indagini di dettaglio, che
riqualificazione interessati da tali fasce di rispetto sarà necessario predisporre approfondimenti e indagini di dettaglio, che verifichino i valori di induzione magnetica ai sensi della normativa vigente. L’obiettivo di ridurre l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti potrà essere raggiunto attraverso varie soluzioni, da concordare di volta in volta con ARPA e con gli altri Enti competenti.
tti potrà essere raggiunto attraverso varie soluzioni, da concordare di volta in volta con ARPA e con gli altri Enti competenti. Per ulteriori approfondimenti si rimanda all’Allegato B del Piano delle Regole: “Regolamentazione delle modalità di insediamento e rilocalizzazione delle stazioni radio base per la telefonia mobile”.
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano 329 Attività impattanti Per gli ambiti di trasformazione e riqualificazione le scelte di organizzazione planivolumetrica delle funzioni dovranno evitare la vicinanza tra le attività impattanti, o potenzialmente tali, alle nuove edificazioni in particolare residenze, scuole, case di cura,…,. Dovrà essere posta particolare attenzione non solo alle adiacenze funzionali prevalentemente produttive industriali e/o artigianali,
à essere posta particolare attenzione non solo alle adiacenze funzionali prevalentemente produttive industriali e/o artigianali, ma anche, per gli aspetti legati al traffico e al rumore, alle adiacenze delle funzioni compatibili nei tessuti prettamente/tipicamente residenziali e/o terziario-commerciale, anche prevedendo la realizzazione di idonee misure di mitigazione ambientale. Viabilità e mobilità sostenibile
ario-commerciale, anche prevedendo la realizzazione di idonee misure di mitigazione ambientale. Viabilità e mobilità sostenibile I progetti riguardanti gli ambiti di trasformazione e riqualificazione dovranno contenere valutazioni in merito al traffico indotto dalla trasformazione promuovendo anche interventi di mobilità sostenibile e ciclopedonale che dovrà essere sistematizzata con le reti esistenti. Energia
muovendo anche interventi di mobilità sostenibile e ciclopedonale che dovrà essere sistematizzata con le reti esistenti. Energia I progetti relativi agli ambiti di trasformazione e di riqualificazione dovranno prevedere interventi mirati all'aumento dell'efficienza energetica degli edifici, in particolare per quelli pubblici e di interesse/uso pubblico. Si rimanda per l’approfondimento di questi aspetti , come definiti dalla normativa vigente, al Regolamento Edilizio Comunale. Permeabilità dei suoli
rofondimento di questi aspetti , come definiti dalla normativa vigente, al Regolamento Edilizio Comunale. Permeabilità dei suoli I progetti relativi agli ambiti di trasformazione e riqualificazione dovranno garantire la massima permeabilità dei suoli ceduti e destinati a verde pubblico; i progetti operativi di bonifica dei suoli, ove necessari, dovranno prevedere soluzioni atte a perseguire tale obiettivo.
blico; i progetti operativi di bonifica dei suoli, ove necessari, dovranno prevedere soluzioni atte a perseguire tale obiettivo. Gli interventi, al di fine di migliorare la qualità urbana nel principio della sostenibilità ambientale, dovranno essere progettati e realizzati con soluzioni tecniche tali da limitare l'apporto idrico in fognatura/tombinatura, garantendo un livello di permeabilità del
ati con soluzioni tecniche tali da limitare l'apporto idrico in fognatura/tombinatura, garantendo un livello di permeabilità del suolo sufficiente a consentire lo smaltimento in ambito locale delle acque meteoriche. I progetti dovranno prevedere soluzioni tecniche tali da aumentare la capacità drenante delle superfici, riducendo le superfici impermeabili dei percorsi, e favorendo la presenza di superfici a "verde" per ridurre l'impatto ambientale.
LE MISURE DI MITIGAZIONE E DI COMPENSAZIONE
I CRITERI D’INTERVENTO Città di Sesto San Giovanni - PGT – Documento di Piano330 LE MISURE DI MITIGAZIONE E DI COMPENSAZIONE Il Documento di piano per impedire, ridurre e compensare possibili ricadute negative per l’ambiente come conseguenza delle scelte pianificatorie, si avvale delle indicazioni emerse dal Rapporto Ambientale VAS, parte integrante del Documento stesso. Il Rapporto Ambientale descrive il quadro conoscitivo delle componenti ambientali/antropiche (baseline) coinvolte nelle scelte di
l Rapporto Ambientale descrive il quadro conoscitivo delle componenti ambientali/antropiche (baseline) coinvolte nelle scelte di Piano: si tratta di un’analisi di tipo ambientale e territoriale, finalizzata alla individuazione delle principali criticità presenti sul territorio. In funzione degli elementi emersi, si attiveranno azioni per mitigare e compensare gli effetti negativi eventualmente prodotti dalle trasformazioni; per essere efficaci, le misura adottate dovranno essere costantemente monitorate.
i eventualmente prodotti dalle trasformazioni; per essere efficaci, le misura adottate dovranno essere costantemente monitorate. Per ogni aspetto trattato nel Rapporto Ambientale, infatti, è stato individuato un set di indicatori rappresentativi sia degli obiettivi di Piano sia dei fenomeni e delle trasformazioni di carattere territoriale: predisporre un Programma di monitoraggio consentirà di
Piano sia dei fenomeni e delle trasformazioni di carattere territoriale: predisporre un Programma di monitoraggio consentirà di verificare, qualitativamente ma anche quantitativamente, lo stato di attuazione degli obiettivi e l’efficacia delle politiche del Piano, ossia la “performance di piano”. Il sistema di monitoraggio, progettato in fase di elaborazione del Piano stesso, deve affiancarlo lungo tutto il suo ciclo di vita.
sistema di monitoraggio, progettato in fase di elaborazione del Piano stesso, deve affiancarlo lungo tutto il suo ciclo di vita. È importante sottolineare che gli indicatori di riferimento potranno essere integrati negli anni dall’Amministrazione Comunale, in un’ottica di “Piano Processo”: l’andamento di ciascun indicatore dovrà essere oggetto di periodiche diagnosi ed approfondimenti
un’ottica di “Piano Processo”: l’andamento di ciascun indicatore dovrà essere oggetto di periodiche diagnosi ed approfondimenti finalizzati a comprendere quali variabili hanno influito sul raggiungimento degli obiettivi di Piano o sul loro mancato rispetto. Tra gli interventi di compensazione da attuare, sarà possibile utilizzare i materiali risultanti dalle operazioni di bonifica,
. Tra gli interventi di compensazione da attuare, sarà possibile utilizzare i materiali risultanti dalle operazioni di bonifica, conformemente al Piano di Bonifica approvato dal Ministero, per creare barriere verdi con finalità di mitigazione acustica e di contenimento delle emissioni sonore provenienti dal traffico. Ulteriori interventi di compensazione dovranno essere funzionali ad aumentare la fruibilità dei servizi attraverso una maggiore cura
riori interventi di compensazione dovranno essere funzionali ad aumentare la fruibilità dei servizi attraverso una maggiore cura per gli spazi esterni anche prevedendo interventi sulla pubblica illuminazione al fine di garantire un più elevato grado di sicurezza e di comfort urbano.
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