PROVINCIA DI PADOVA COMUNE DI ALBIGNASEGO NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
Comune di Padova · Padova, Veneto
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PROVINCIA DI PADOVA C O M U N E D I A L B I G N A S E G O NORME TECNICHE DI ATTU
PROVINCIA DI PADOVA C O M U N E D I A L B I G N A S E G O NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE REPERTORIO NORMATIVO ELABORATO AGGIORNATO: – CON VARIANTE GENERALE APPROVATA CON DELIBERA DI G.R.V. N° 1341 DEL 07/05/2004 AI SENSI DELL’ART. 45 DELLA L.R. 61/85 – CON ADEGUAMENTO AI SENSI DELL’ART. 46 DELLA L.R. 61/85 A SEGUITO APPROVAZIONE DEFINITIVA CON DELIBERA DI G.R.V. N° 1137 DEL 18/03/2005 Aggiornato a maggio 2009 e presa d’atto con D.C.C. n. 37/2009 Il Responsabile del Settore
IBERA DI G.R.V. N° 1137 DEL 18/03/2005 Aggiornato a maggio 2009 e presa d’atto con D.C.C. n. 37/2009 Il Responsabile del Settore Aggiornato ad agosto 2012 ed approvato con DET. n. 427/2012 Pianificazione del Territorio (arch. Paolo Fetti) 1 Prot. n. 29435 del 31/08/2012
VARIANTI PARZIALI RECEPITE NEGLI ELABORATI AGGIORNATI CHE COMPONGONO IL P.R.G.
VARIANTI PARZIALI RECEPITE NEGLI ELABORATI AGGIORNATI CHE COMPONGONO IL P.R.G. AGGIORNATO A MAGGIO 2009 E OGGETTO DI PRESA D’ATTO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 37 DEL 18/06/2009 (VARIANTI DA N. 1 A N. 26):
- VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 71 DEL 30/09/2002 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 89 DEL 28/11/2002 (PISTA CICLABILE DA P.ZA DEL DONATORE A VIA MARIO);
DONATORE A VIA MARIO);
.C. N° 71 DEL 30/09/2002 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 89 DEL 28/11/2002 (PISTA CICLABILE DA P.ZA DEL DONATORE A VIA MARIO); 2. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 77 DEL 30/09/2002 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 93 DEL 28/11/2002 (SISTEMAZIONE SPAZIO URBANO VIA EUROPA – SAN TOMMASO); 3. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 82 DEL
ANO VIA EUROPA – SAN TOMMASO);
ANO VIA EUROPA – SAN TOMMASO); 3. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 82 DEL 15/10/2002 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 107 DEL 23/12/2002 (PISTA CICLABILE LION - CAPOLUOGO); 4. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 64 DEL 23/09/2003 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 79 DEL 04/12/2003 (SISTEMAZIONE DI VIA SAN FRANCESCO);
N DELIBERA DI C.C. N° 64 DEL 23/09/2003 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 79 DEL 04/12/2003 (SISTEMAZIONE DI VIA SAN FRANCESCO); 5. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 65 DEL 23/09/2003 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 77 DEL 04/12/2003 (SISTEMAZIONE DI VIA SAN TOMMASO); 6. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 66 DEL
TEMAZIONE DI VIA SAN TOMMASO);
TEMAZIONE DI VIA SAN TOMMASO); 6. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 66 DEL 23/09/2003 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 78 DEL 04/12/2003 (SISTEMAZIONE DI VIA VENEZIA); 7. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 57 DEL 30/07/2004 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 71 DEL 14/09/2004 (MODIFICA ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE);
ATTUAZIONE);
A DI C.C. N° 57 DEL 30/07/2004 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 71 DEL 14/09/2004 (MODIFICA ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE); 8. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 70 DEL 14/09/2004 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 95 DEL 30/11/2004 (SISTEMAZIONE DI VIA TINTORETTO); 9. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 103 DEL
TEMAZIONE DI VIA TINTORETTO);
TEMAZIONE DI VIA TINTORETTO); 9. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 103 DEL 20/12/2004 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 18 DEL 24/02/2005 (NUOVO MAGAZZINO COMUNALE); 10. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 3°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 15 DEL 24/02/2005 ESAME OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 92 DEL 21/12/2005 ESAME OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 90 DEL 15/11/2007 APPROVATA CON D.G.R.V. N° 4147 DEL 30/12/2008 (NUOVE ZONE PERIURBANE);
2/2005 ESAME OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 90 DEL 15/11/2007 APPROVATA CON D.G.R.V. N° 4147 DEL 30/12/2008 (NUOVE ZONE PERIURBANE); 11. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 16 DEL 24/02/2005 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 26 DEL 24/05/2005 (MODIFICA ELABORATI TECNICI DEL P.R.G.); 12. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 9°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 17 DEL
LABORATI TECNICI DEL P.R.G.);
LABORATI TECNICI DEL P.R.G.); 12. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 9°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 17 DEL 24/02/2005 ESAME OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 91 DEL 21/12/2005 APPROVATA CON CON D.C.C. N° 04 DEL 20/02/2007 (ZONE RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO E PERIURBANE); (13.) APPROVATA CON D.C.C. N° 19 DEL 24/02/2005 (MODIFICA FASCE DI RISPETTO CIMITERO CAPOLUOGO E LION – LEGGE 166 DEL 01/08/02 ART. 28);
PROVATA CON D.C.C. N° 19 DEL 24/02/2005 (MODIFICA FASCE DI RISPETTO CIMITERO CAPOLUOGO E LION – LEGGE 166 DEL 01/08/02 ART. 28); 14. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 27 DEL 24/05/2005 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 51 DEL 29/08/2005 (MODIFICA ELABORATI TECNICI DEL P.R.G. ART. 18 L.R. 15/04); 15 VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 31 DEL
EDILIZIO);
EL P.R.G. ART. 18 L.R. 15/04); 15 VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 31 DEL 24/05/2005 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 87 DEL 21/12/2005 (PISTA CICLABILE MANDRIOLA – SANT’AGOSTINO); (16.) APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 65 DEL 28/09/2005 (MODIFICHE AL REGOLAMENTO EDILIZIO); 17. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 88 DEL
CHE AL REGOLAMENTO EDILIZIO);
CHE AL REGOLAMENTO EDILIZIO); 17. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 88 DEL 21/12/2005 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 06 DEL 30/01/2006 (ROTONDA VIA VESPUCCI); 18. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 95 DEL 21/12/2005 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 25 DEL 20/03/2006 (MODIFICA ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE);
ATTUAZIONE);
A DI C.C. N° 95 DEL 21/12/2005 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 25 DEL 20/03/2006 (MODIFICA ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE); 19. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 06 DEL 20/02/2007 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 49 DEL 26/06/2007 E N° 62 DEL 25/07/2007 (MODIFICHE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE E AL REGOLAMENTO EDILIZIO); 20. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 39 DEL
E AL REGOLAMENTO EDILIZIO);
E AL REGOLAMENTO EDILIZIO); 20. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 39 DEL 15/05/2007 (MODIFICHE REGOLAMENTO EDILIZIO); 21. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/8585 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 83 DEL 27/09/2007 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 91 DEL 15/11/2007 (RIASSETTO IDRAULICO I° STRALCIO); 2A
STRAORDINARIA ED ASFALTATURA DI VIA TREVISO);
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 3 22. VARIANTE PARZIALE APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 41 DEL 11/07/2008 (MODIFICA DELLA FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE DEL CIMITERO CAPOLUOGO – REGIO DECRETO 1265/1934 E S.M.I. ART. 338); 23. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 49 DEL 31/07/2008 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 75 DEL 30/09/2008 (INTERVENTO DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA ED ASFALTATURA DI VIA TREVISO);
STRAORDINARIA ED ASFALTATURA DI VIA TREVISO);
08 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 75 DEL 30/09/2008 (INTERVENTO DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA ED ASFALTATURA DI VIA TREVISO); 24. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 50 DEL 31/07/2008 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 74 DEL 30/09/2008 (REALIZZAZIONE PARCHEGGIO LUNGO VIA EUROPA E CONTESTUALE SISTEMAZIONE DEL MARCIAPIEDE); 25. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 86 DEL
ISTEMAZIONE DEL MARCIAPIEDE);
ISTEMAZIONE DEL MARCIAPIEDE); 25. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 86 DEL 28/10/2008 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 2 DEL 05/03/2009; 26. PROGRAMMA INTEGRATO DI RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA, EDILIZIA ED AMBIENTALE “Z.T.O. F2/27” APPROVATO CON DELIBERA DI G.R.V. N° 2133 DEL 02/08/2005. VARIANTI PARZIALI APPORTATE SUCCESSIVAMENTE ALLA DATA DI MAGGIO 2009 ED ALLA D.C.C. N. 37 DEL 18/06/2009 DI PRESA D’ATTO DELL’ADEGUAMENTO DEGLI ELABORATI DEL
UCCESSIVAMENTE ALLA DATA DI MAGGIO 2009 ED ALLA
UCCESSIVAMENTE ALLA DATA DI MAGGIO 2009 ED ALLA D.C.C. N. 37 DEL 18/06/2009 DI PRESA D’ATTO DELL’ADEGUAMENTO DEGLI ELABORATI DEL P.R.G., ALLA DATA DI AGOSTO 2012 (VARIANTI DA N. 27 A N. 48): LE VARIANTI CHE MODIFICANO LE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE SONO LE N. 33, 41 E 45. LE RIMANENTI VARIANTI NON COMPORTANO MODIFICHE ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 27. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 23 DEL
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 27. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 23 DEL 28/04/2009 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 46 DEL 30/07/2009 (AREA PER ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE N. 71 IN FREGIO A VIA RISORGIMENTO); 28. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 24 DEL 28/04/2009 (REVOCATA – VEDASI VARIANTE N. 33);
IALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 24 DEL 28/04/2009 (REVOCATA – VEDASI VARIANTE N. 33); 29. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 57 DEL 28/09/2009 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 97 DEL 16/12/2009 (DA ZONA F3 A ZONA F1 CON NUMERAZIONE 2 - SCUOLA MATERNA IN LOCALITA’ MANDRIOLA); 30. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 5 DEL 28/01/2010
EDILIZIO);
CALITA’ MANDRIOLA); 30. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 5 DEL 28/01/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 28 DEL 30/04/2010 (INTEGRAZIONE E MODIFICA AL VIGENTE REGOLAMENTO EDILIZIO); 31. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 16 DEL 18/03/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 38 DEL 21/05/2010 (MODIFICHE AL REGOLAMENTO EDILIZIO);
N DELIBERA DI C.C. N° 16 DEL 18/03/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 38 DEL 21/05/2010 (MODIFICHE AL REGOLAMENTO EDILIZIO); 32. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 15 DEL 18/03/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 37 DEL 21/05/2010 (MODIFICA DEL PERIMETRO DEL PIANO URBANISTICO ATTUATIVO Z.T.O. C2/21); 33. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 40 DEL
TRASPOSIZIONE CARTOGRAFICA DI VICOLO NINO BIXIO);
TICO ATTUATIVO Z.T.O. C2/21); 33. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 40 DEL 21/05/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 63 DEL 28/09/2010 (REVOCA D.C.C. N. 24 DEL 28/04/2009 E TRASPOSIZIONE CARTOGRAFICA DI VICOLO NINO BIXIO); LA VARIANTE IN QUESTIONE COMPORTA MODIFICHE AL REPERTORIO NORMATIVO PER LA Z.T.O. C1.1/18 34. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 62 DEL
LEOPOLDO, VIA DON A. SCHIAVON E VIA PETRARCA);
RMATIVO PER LA Z.T.O. C1.1/18 34. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 62 DEL 28/09/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 84 DEL 21/12/2010 (REALIZZAZIONE ROTATORIA TRA VIA SAN LEOPOLDO, VIA DON A. SCHIAVON E VIA PETRARCA); 35. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 66 DEL 28/09/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 85 DEL 21/12/2010 (AMPLIAMENTO DEL CIMITERO DI CARPANEDO); 2B
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 4 36. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 67 DEL 28/09/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 86 DEL 21/12/2010 (AMPLIAMENTO DEL CIMITERO DI LION); 37. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 64 DEL 28/09/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 83 DEL 21/12/2010 (REGOLAMENTO EDILIZIO. MODIFICA);
CON DELIBERA DI C.C. N° 64 DEL 28/09/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 83 DEL 21/12/2010 (REGOLAMENTO EDILIZIO. MODIFICA); 38. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 82 DEL 21/12/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 17 DEL 03/03/2011 (REGOLAMENTO EDILIZIO - MODIFICHE); 39. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 42 DEL
AMENTO EDILIZIO - MODIFICHE);
AMENTO EDILIZIO - MODIFICHE); 39. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 42 DEL 29/06/2010 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 62 DEL 10/08/2011 (LOCALITA' SAN LORENZO, VIA MILANO, Z.T.O. C2/21); 40. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 3°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 35 DEL 31/05/2011 ESAME OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 57 DEL 10/08/2011 APPROVATA CON D.G.P. N° 215 DEL
MODIGLIANI);
ATA CON DELIBERA DI C.C. N° 35 DEL 31/05/2011 ESAME OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 57 DEL 10/08/2011 APPROVATA CON D.G.P. N° 215 DEL 20/10/2011 (INTERVENTO S.S. N. 16 "ADRIATICA" COLLEGAMENTO TRA LA TANGENZIALE SUD DI PADOVA - CASELLO PD SUD E S.S. N. 16 "ADRIATICA" IN COMUNE DI ALBIGNASEGO); 41. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 43 DEL 29/06/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 59 DEL 10/08/2011 (AREA OGGETTO DI ALIENAZIONE DI VIA MODIGLIANI);
MODIGLIANI);
I C.C. N° 43 DEL 29/06/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 59 DEL 10/08/2011 (AREA OGGETTO DI ALIENAZIONE DI VIA MODIGLIANI); LA VARIANTE IN QUESTIONE COMPORTA MODIFICHE AL REPERTORIO NORMATIVO PER LA Z.T.O. C2/29 42. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 60 DEL 10/08/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 75 DEL 10/11/2011 (REGOLAMENTO EDILIZIO APPROVATO CON D.C.C. N. 28 DEL 30/04/2010 - MODIFICA);
LUNGO VIA ROMA);
APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 75 DEL 10/11/2011 (REGOLAMENTO EDILIZIO APPROVATO CON D.C.C. N. 28 DEL 30/04/2010 - MODIFICA); 43. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 44 DEL 29/06/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 58 DEL 10/08/2011 (REALIZZAZIONE DI UN PARCHEGGIO LUNGO VIA ROMA); 44. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 83 DEL
N PARCHEGGIO LUNGO VIA ROMA);
N PARCHEGGIO LUNGO VIA ROMA); 44. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 83 DEL 10/11/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 97 DEL 20/12/2011 (AMBITO Z.TO. D10/1 E VIABILITÀ VIA ROMA E VIA FILZI); 45. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 76 DEL 10/11/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 96 DEL 20/12/2011 (NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE - MODIFICHE ALL’ART. 25.8);
76 DEL 10/11/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 96 DEL 20/12/2011 (NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE - MODIFICHE ALL’ART. 25.8); LA VARIANTE IN QUESTIONE COMPORTA MODIFICHE ALL’ART. 25.8 DELLE N.T.A. 46. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 77 DEL 10/11/2011 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 95 DEL 20/12/2011 (REALIZZAZIONE MARCIAPIEDI LUNGO VIA PUCCINI E STRADA DI COLLEGAMENTO TRA VIA PUCCINI E VIA VERDI.RETTIFICA D.C.C. N. 77/2011);
ALLE ZONE PRODUTTIVE);
(REALIZZAZIONE MARCIAPIEDI LUNGO VIA PUCCINI E STRADA DI COLLEGAMENTO TRA VIA PUCCINI E VIA VERDI.RETTIFICA D.C.C. N. 77/2011); 47. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 3°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 89 DEL 13/12/2011 PRESA D'ATTO ASSENZA DI OSSERVAZIONI CON D.C.C. N° 14 DEL 20/03/2012 IN FASE DI APPROVAZIONE DA PARTE DELL’ORGANO PROVINCIALE (REALIZZAZIONE DELLA VIABILITÀ PRINCIPALE DI SUPPORTO ALLE ZONE PRODUTTIVE);
ALLE ZONE PRODUTTIVE);
SE DI APPROVAZIONE DA PARTE DELL’ORGANO PROVINCIALE (REALIZZAZIONE DELLA VIABILITÀ PRINCIPALE DI SUPPORTO ALLE ZONE PRODUTTIVE); 48. VARIANTE PARZIALE AI SENSI DEL 4°C. ART. 50 L.R. 61/85 ADOTTATA CON DELIBERA DI C.C. N° 32 DEL 28/04/2012 APPROVATA CON DELIBERA DI C.C. N° 38 DEL 28/06/2012 (REGOLAMENTO EDILIZIO – MODIFICA ALL’ART. 36 BIS). 2C
INDICE GENERALE
INDICE GENERALE art. 1 Contenuti del P.R.G. pag. 7 art. 2 Elaborati di P.R.G. pag. 7 art. 3 Zone Territoriali Omogenee (Z.T.O.) pag. 8 art. 4 Zone residenziali pag. 8 4.1 Suddivisione delle zone residenziali pag. 8 4.2 Destinazione d’uso pag. 9 4.3 Distanze pag. 10 art. 5 Zone “A” - Centri storici ed edifici di interesse storico-ambientale pag. 12 5.1 Generalità pag. 12 5.2 Zone A/1 - centro storico pag. 12 5.3 Interventi edilizi nei centri storici di Lion e Carpanedo pag. 13
1 Generalità pag. 12 5.2 Zone A/1 - centro storico pag. 12 5.3 Interventi edilizi nei centri storici di Lion e Carpanedo pag. 13 5.4 Edifici dei centri storici non sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5 pag. 14 5.5 Zone A/2 - Ambiti di edifici di interesse storico - architettonico
- ambientale esterni al centro storico pag. 15 5.6 Edifici non sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5 contigui agli edifici di interesse storico, architettonico, ambientale pag. 16
ttoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5 contigui agli edifici di interesse storico, architettonico, ambientale pag. 16 5.7 Tutela e riqualificazione degli spazi esterni pag. 17 art. 6 Z.T.O. “B” - residenziali di completamento pag. 17 6.1 Destinazioni d’uso pag. 17 6.2 Modi di intervento pag. 17 6.3 Parametri edificatori pag. 18 art. 7 Z.T.O. “C1” - residenziali di completamento pag. 19 7.1 Destinazioni d’uso pag. 19 7.2 Modi di intervento pag. 19 7.3 Parametri edificatori pag. 20
enziali di completamento pag. 19 7.1 Destinazioni d’uso pag. 19 7.2 Modi di intervento pag. 19 7.3 Parametri edificatori pag. 20 art. 8 Z.T.O. “C1.1” - residenziali di tipo periurbano di completamento pag. 21 8.1 Destinazioni d’uso pag. 21 8.2 Modi di intervento pag. 22 8.3 Parametri edificatori pag. 22 art. 9 Z.T.O. “C2” - residenziali di espansione pag. 23 9.1 Destinazioni d’uso pag. 24 9.2 Modi di intervento pag. 24 9.3 Parametri edificatori pag. 24
sidenziali di espansione pag. 23 9.1 Destinazioni d’uso pag. 24 9.2 Modi di intervento pag. 24 9.3 Parametri edificatori pag. 24 art. 10 Interventi sul patrimonio edilizio esistente pag. 25 10.1 Gradi di intervento pag. 25 10.2 Definizione degli interventi ammessi negli edifici secondo il grado di intervento pag. 26 3
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 4 10.3 Definizioni pag. 26 art. 11 Zone “D” per insediamenti produttivi pag. 27 art. 12 Z.T.O. “D1” di completamento pag. 28 12.1 Destinazioni d’uso pag. 28 12.2 Modi di intervento pag. 28 12.3 Parametri edificatori pag. 29 art. 12 bis Z.T.O. “D1” speciale pag. 30 12 bis.1 Modi di intervento pag. 30 12 bis.2 Parametri edificatori pag. 31 art. 13 Z.T.O. “D2” - commerciale - direzionale pag. 31 13.1 Destinazioni d’uso pag. 31 13.2 Modi di intervento pag. 32
pag. 31 art. 13 Z.T.O. “D2” - commerciale - direzionale pag. 31 13.1 Destinazioni d’uso pag. 31 13.2 Modi di intervento pag. 32 13.3 Parametri edificatori pag. 32 art. 14 Z.T.O. “D3” di espansione pag. 33 14.1 Destinazioni d’uso pag. 34 14.2 Modi di intervento pag. 34 14.3 Parametri edificatori pag. 34 art. 15 Z.T.O. “D4” - produttiva mista di ristrutturazione pag. 36 15.1 Destinazioni d’uso pag. 36 15.2 Modi di intervento pag. 37 15.3 Parametri edificatori pag. 37
a di ristrutturazione pag. 36 15.1 Destinazioni d’uso pag. 36 15.2 Modi di intervento pag. 37 15.3 Parametri edificatori pag. 37 art. 16 Z.T.O. “D5” stazioni di rifornimento e servizio pag. 39 16.1 Destinazioni d’uso pag. 39 16.2 Modi di intervento pag. 39 16.3 Parametri edificatori pag. 39 art. 17 Z.T.O. “D6” turistico - ricettiva pag. 40 17.1 Destinazioni d’uso pag. 40 17.2 Modi di intervento pag. 40 17.3 Parametri edificatori pag. 40 art. 18 Z.T.O. “D7” agroindustriale pag. 41
oni d’uso pag. 40 17.2 Modi di intervento pag. 40 17.3 Parametri edificatori pag. 40 art. 18 Z.T.O. “D7” agroindustriale pag. 41 18.1 Destinazioni d’uso pag. 41 18.2 Modi di intervento pag. 41 18.3 Parametri edificatori pag. 41 art. 19 Z.T.O. “D8” per servizi alle imprese pag. 42 19.1 Destinazioni d’uso pag. 42 19.2 Modi di intervento pag. 43 19.3 Parametri edificatori pag. 43 art. 20 Z.T.O. “D9” zona di ristrutturazione residenziale - commerciale - direzionale – artigianale di servizio pag. 44
pag. 43 art. 20 Z.T.O. “D9” zona di ristrutturazione residenziale - commerciale - direzionale – artigianale di servizio pag. 44 20.1 Destinazioni d’uso pag. 44 20.2 Modi di intervento pag. 45
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 5 20.3 Parametri edificatori pag. 45 art. 21 Z.T.O. “D10” zona di ristrutturazione commerciale - direzionale - artigianale pag. 46 21.1 Destinazioni d’uso pag. 46 21.2 Modi di intervento pag. 47 21.3 Parametri edificatori pag. 47 art. 22 Z.T.O. “D11” pag. 48 art. 23 Interventi sull’esistente - settore produttivo - commerciale pag. 49 23.1 Attività produttive esistenti da confermare, ampliabili in conformità alle schede di intervento della variante al P.R.G.
49 23.1 Attività produttive esistenti da confermare, ampliabili in conformità alle schede di intervento della variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 42 in data 27.06.2001 purché individuate e riconfermate nella presente Variante pag. 49 23.2 Attività esistenti da bloccare pag. 50 23.3 Attività esistenti da trasferire pag. 50 23.4 Tutela dell’ambiente pag. 50 23.5 Parcheggio alberato pag. 50 23.6 Quinte alberate pag. 51 23.7 Norme particolari pag. 51
0 23.4 Tutela dell’ambiente pag. 50 23.5 Parcheggio alberato pag. 50 23.6 Quinte alberate pag. 51 23.7 Norme particolari pag. 51 art. 24 Zone “E” – Parti del territorio destinate all’agricoltura pag. 51 24.1 Generalità e suddivisione delle zone agricole pag. 51 24.2 Sottozone E2 pag. 52 24.3 Sottozona E2 agricola - ambientale pag. 55 24.4 Sottozone E3 pag. 56 24.5 Caratteri degli interventi nelle sottozone agricole pag. 59 art. 25 Zone “F” destinate ad uso pubblico e di interesse generale pag. 60
eri degli interventi nelle sottozone agricole pag. 59 art. 25 Zone “F” destinate ad uso pubblico e di interesse generale pag. 60 25.1 Generalità pag. 60 25.2 F.1 Aree per l’istruzione pag. 61 25.3 F.2 aree per attrezzature di interesse comune pag. 61 25.3 bis F.2 speciale pag. 62 25.4 F.3 aree per attrezzature a parco, per il gioco e lo sport pag. 62 25.5 F.4 aree per parcheggi pag. 63 25.6 F.5 aree di tutela e valorizzazione naturalistica “ex polveriera” pag. 64
sport pag. 62 25.5 F.4 aree per parcheggi pag. 63 25.6 F.5 aree di tutela e valorizzazione naturalistica “ex polveriera” pag. 64 25.7 F.6 parco per impianti sportivi ed attrezzature di interesse generale pag. 64 25.8 F.8 Modi di intervento pag. 66 art. 26 Aree per servizi cimiteriali e tecnologici pag. 67 26.1 Servizi cimiteriali pag. 67 26.2 Servizi tecnologici pag. 67 art. 27 Zone di tutela e fasce di rispetto pag. 67 27.1 Aree di rispetto cimiteriale ( C ) pag. 67
2 Servizi tecnologici pag. 67 art. 27 Zone di tutela e fasce di rispetto pag. 67 27.1 Aree di rispetto cimiteriale ( C ) pag. 67 27.2 Aree di rispetto depuratore generale (D) pag. 68 27.3 Aree di rispetto fluviale (F) pag. 68
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 6 27.4 Aree di rispetto stradale (S) pag. 68 27.5 Aree di rispetto elettrodotti e metanodotti (E-M) pag. 71 27.6 Aree con vincolo monumentale pag. 72 27.7 Aree con vincolo ambientale pag. 72 27.8 Aree a verde privato pag. 72 27.9 Siti per l’installazione di impianti per la telefonia mobile pag. 72 art. 28 Ambiente e paesaggio pag. 73 28.1 Tutela e salvaguardia del territorio rurale ed urbano pag. 73 28.2 Paesaggio rurale pag. 73 28.3 Paesaggio urbano pag. 74
3 28.1 Tutela e salvaguardia del territorio rurale ed urbano pag. 73 28.2 Paesaggio rurale pag. 73 28.3 Paesaggio urbano pag. 74 art. 29 Zone significative pag. 76 29.1 Generalità degli interventi pag. 76 29.2 Modi di intervento pag. 77 29.3 Individuazione delle modalità pag. 79 29.4 Caratteri specifici degli interventi pag. 80 art. 30 Dotazione minima di standard negli strumenti urbanistici attuativi pag. 82 30.1 Insediamenti di carattere residenziale pag. 82
0 Dotazione minima di standard negli strumenti urbanistici attuativi pag. 82 30.1 Insediamenti di carattere residenziale pag. 82 30.2 Insediamenti di carattere produttivo-artigianale-industriale pag. 82 30.3 Insediamenti di carattere commerciale, direzionale, turistico pag. 83 30.4 Modalità di applicazione pag. 83 art. 31 Validità degli strumenti urbanistici attuativi approvati in attuazione del Piano Regolatore Generale previgente pag. 84 art. 32 Crolli accidentali di edifici o parti di edificio pag. 84
in attuazione del Piano Regolatore Generale previgente pag. 84 art. 32 Crolli accidentali di edifici o parti di edificio pag. 84 art. 33 Costruzioni accessorie pag. 85 33.1 pag. 85 33.2 Parcheggi privati pag. 85 art. 33 bis pag. 85 art. 34 Misure di salvaguardia pag. 85 art. 35 Norme abrogate pag. 86 art. 36 Nuove disposizioni legislative pag. 86 art. 37 Repertorio Normativo pag. 86 Allegato “A” - Elenco essenze arboree autoctone consigliate pag. 110 Allegato “B” – Schema di convenzione pag. 111
Articolo 1 - CONTENUTI DEL P.R.G.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 7 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Articolo 1 - CONTENUTI DEL P.R.G. Tutto il territorio comunale è soggetto alla disciplina urbanistica risultante dalle planimetrie e dalle norme di attuazione che insieme costituiscono il Piano Regolatore Generale del Comune di Albignasego. Il P.R.G. dispone:
- la destinazione d’uso del suolo;
- gli strumenti urbanistici per l’attuazione della Variante Generale al P.R.G.;
- i caratteri dell’edilizia;
- gli indici di fabbricazione;
ti urbanistici per l’attuazione della Variante Generale al P.R.G.; 3. i caratteri dell’edilizia; 4. gli indici di fabbricazione; 5. le aree la cui urbanizzazione è soggetta esclusivamente alla formazione degli strumenti urbanistici attuativi di cui all’articolo 11 della Legge Regionale 27 giugno 1985, n°61; 6. la tutela dei beni culturali ed ambientali; 7. la localizzazione delle attrezzature pubbliche; 8. il tracciato e le caratteristiche delle infrastrutture per le comunicazioni ed i trasporti.
Articolo 2 - ELABORATI DI P.R.G.
one delle attrezzature pubbliche; 8. il tracciato e le caratteristiche delle infrastrutture per le comunicazioni ed i trasporti. La capacità edificatoria dei suoli va calcolata sulla base del rilievo topografico dei terreni. Articolo 2 - ELABORATI DI P.R.G. Le presenti norme costituiscono parte integrante (elaborato n° 15B) del P.R.G. del Comune di Albignasego (Padova) che, agli effetti delle previsioni, risulta così composto: Elab. 13.1A P.R.G. intero territorio comunale sc. 1:5000
ego (Padova) che, agli effetti delle previsioni, risulta così composto: Elab. 13.1A P.R.G. intero territorio comunale sc. 1:5000 " 13.1B P.R.G. intero territorio comunale sc. 1:5000 " 13.1.1A P.R.G. ambiente e paesaggio sc. 1:5000 " 13.1.1B P.R.G. ambiente e paesaggio sc. 1:5000 " 13.3A Zona significativa S. Agostino sc. 1:2000 " 13.3B Zona significativa Mandriola - Ferri sc. 1:2000 " 13.3C Zona significativa produttiva nord sc. 1:2000 “ 13.3D Zona significativa produttiva sud sc. 1:2000
la - Ferri sc. 1:2000 " 13.3C Zona significativa produttiva nord sc. 1:2000 “ 13.3D Zona significativa produttiva sud sc. 1:2000 " 13.3E Zona significativa S. Tommaso – S. Lorenzo sc. 1:2000 " 13.3F Zona significativa Roncon sc. 1:2000 " 13.3G Zona significativa Carpanedo sc. 1:2000 " 13.3H Zona significativa Lion sc. 1:2000 " 13.3I Zona significativa S. Giacomo sc. 1:2000
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 8 Elab. 15A Regolamento edilizio " 15B Norme tecniche di attuazione Allegato H (3A, 3B, 3C) Allegato I Nel caso di contraddizione di previsione tra il testo delle N.T.A. e gli elaborati grafici, prevale quanto contenuto nel testo normativo. Nel caso di contraddizione di previsione tra il testo del Repertorio normativo e gli elaborati grafici, prevale quanto contenuto nel Repertorio normativo.
Articolo 3 - ZONE TERRITORIALI OMOGENEE (Z.T.O.)
di previsione tra il testo del Repertorio normativo e gli elaborati grafici, prevale quanto contenuto nel Repertorio normativo. Nel caso di contrasto di previsioni tra elaborati grafici prevalgono le previsioni dei grafici a scala maggiore (scala 1:2000 su 1:5000). Articolo 3 - ZONE TERRITORIALI OMOGENEE (Z.T.O.) Il territorio comunale, secondo le grafie e le perimetrazioni dei citati allegati di P.R.G. è suddiviso in: − Z.T.O. A centri storici ed edifici di interesse storico - ambientale (art. 5)
ni dei citati allegati di P.R.G. è suddiviso in: − Z.T.O. A centri storici ed edifici di interesse storico - ambientale (art. 5) − Z.T.O. B residenziali di completamento (art. 6) − Z.T.O. C1 residenziali di completamento (art. 7) − Z.T.O. C1.1 residenziali di tipo periurbano di completamento (art. 8) − Z.T.O. C2 residenziali di espansione (art. 9) − Z.T.O. D per insediamenti produttivi (art. 11) − Z.T.O. E parti di territorio destinate all’agricoltura (art. 24)
Articolo 4 - ZONE RESIDENZIALI
one (art. 9) − Z.T.O. D per insediamenti produttivi (art. 11) − Z.T.O. E parti di territorio destinate all’agricoltura (art. 24) − Z.T.O. F destinate ad uso pubblico e di interesse generale (art. 25) − Zone di tutela e fasce di rispetto (art. 27) Per ogni zona e sottozona le presenti norme e gli allegati di P.R.G. prescrivono:
- destinazioni d'uso
- modi di intervento
- parametri edificatori
- caratteri degli interventi Articolo 4 - ZONE RESIDENZIALI 4.1 Suddivisione delle zone residenziali
Articolo 4 - ZONE RESIDENZIALI
o 3. parametri edificatori 4. caratteri degli interventi Articolo 4 - ZONE RESIDENZIALI 4.1 Suddivisione delle zone residenziali Le zone residenziali vengono suddivise in relazione alle caratteristiche funzionali, morfologiche e tipologiche in:
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 9 4.1.1 Zone A Parti di territorio interessate da agglomerati urbani di interesse storico, artistico o di particolare pregio ambientale, comprese le relative aree di pertinenza, parti integranti degli agglomerati stessi. 4.1.2 Zone B Parti di territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A nelle quali la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12.5% della superficie
cate, diverse dalle zone A nelle quali la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12.5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1.5 mc./mq. 4.1.3 Zone C1 Parti di territorio totalmente o parzialmente edificate nelle quali la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 7.5% della superficie fondiaria delle zone e nelle quali la densità territoriale sia compresa tra 0.5 e 1.5 mc./mq. 4.1.4 Zone C1.1
% della superficie fondiaria delle zone e nelle quali la densità territoriale sia compresa tra 0.5 e 1.5 mc./mq. 4.1.4 Zone C1.1 Parti di territorio periurbano totalmente o parzialmente edificate in fregio a viabilità esistente. 4.1.5 Zone C2 Parti di territorio destinate a nuovi complessi insediativi inedificate o edificate con parametri inferiori rispetto a quelli relativi alla Z.T.O. C1, da attuarsi mediante strumento urbanistico attuativo (S.U.A.). 4.2 Destinazioni d’uso
rispetto a quelli relativi alla Z.T.O. C1, da attuarsi mediante strumento urbanistico attuativo (S.U.A.). 4.2 Destinazioni d’uso Le zone residenziali sono destinate agli insediamenti residenziali. In esse sono ammesse tutte le destinazioni d’uso compatibili con la destinazione residenziale. Esercizi commerciali qualora previsti dal Repertorio Normativo Nell’edilizia esistente, l’ammissibilità dei vari esercizi commerciali è precisata negli
alora previsti dal Repertorio Normativo Nell’edilizia esistente, l’ammissibilità dei vari esercizi commerciali è precisata negli articoli specifici inerenti alla zona o area in cui ricade l’edificazione. Per gli esercizi commerciali esistenti nelle varie zone di Piano Regolatore generale, con esclusione della zona del centro storico, l’ampliamento deve avvenire nel rispetto dei limiti dimensionali ammessi e della dotazione di parcheggi prevista, con le seguenti specificazioni:
e avvenire nel rispetto dei limiti dimensionali ammessi e della dotazione di parcheggi prevista, con le seguenti specificazioni: • per gli esercizi di vicinato gli ampliamenti devono rispettare una dotazione minima di parcheggi prescritti dall’art. 13 della L.R. 37/99; • per tutti gli esercizi commerciali, del settore alimentare, con superficie di vendita superiore a mq. 500 (cinquecento) secondo la fattispecie, si richiama il rispetto dell’art. 13 della legge regionale n° 37/99;
a superiore a mq. 500 (cinquecento) secondo la fattispecie, si richiama il rispetto dell’art. 13 della legge regionale n° 37/99; • per le medie strutture di vendita gli ampliamenti dovranno rispettare una dotazione minima di parcheggio nel rispetto dell’art. 13 della legge regionale n° 37/99. Nelle aree a servizi, qualora non diversamente previsto nei successivi corrispondenti articoli, sono ammessi solo gli esercizi di vicinato, fermo rimanendo che per
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 10 l’inserimento di tali attività, mediante interventi di ristrutturazione e/o cambio di destinazione, viene richiesta una dotazione di parcheggi di mq. 40 (quaranta) ogni mq. 100 (cento) di superficie lorda di pavimento, nel rispetto dell’art. 13 della L.R. 37/99. Per le attività commerciali esistenti, che non rispettano i limiti dimensionali per le varie zone o aree, è consentito il solo mantenimento della superficie di vendita esistente. Sono comunque escluse: • industrie;
varie zone o aree, è consentito il solo mantenimento della superficie di vendita esistente. Sono comunque escluse: • industrie; • attività artigianali diverse dall’artigianato di servizio e dall’artigianato di produzione manuale e/o artistica, purché non inquinante, magazzini e depositi che, a giudizio del Dirigente, sentita la Commissione Edilizia, risultino in contrasto con le caratteristiche residenziali della zona, ed in ogni caso tutte le attività produttive
ne Edilizia, risultino in contrasto con le caratteristiche residenziali della zona, ed in ogni caso tutte le attività produttive con superficie utile superiore a mq. 250 e/o volume superiore a mc. 1.000; • magazzini e depositi all’aperto, nonché le grandi strutture di vendita; • tutte quelle destinazioni che, a giudizio del Dirigente sentita la Commissione Edilizia, possono comportare molestia ed essere comunque in contrasto con le caratteristiche residenziali della zona. 4.3 Distanze
ilizia, possono comportare molestia ed essere comunque in contrasto con le caratteristiche residenziali della zona. 4.3 Distanze 4.3.1 Distanza minima dalle strade • Nelle “Z.T.O. A”: ml. 5.00; • nelle altre Z.T.O. residenziali, produttive-commerciali: D.M. 2.4.1968 n° 1444 e successive modificazioni; • nel caso di prevalente allineamento precostituito di fabbricati a maggiore o minore distanza, il dirigente dell’U.T.C. può imporre o autorizzare la costruzione secondo detto allineamento;
cati a maggiore o minore distanza, il dirigente dell’U.T.C. può imporre o autorizzare la costruzione secondo detto allineamento; • nelle Z.T.O. E si applica il D.M. 1 aprile 1968 n° 1404. 4.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà La distanza minima dai confini di proprietà non deve essere inferiore ad un mezzo dell’altezza dell’edificio con un minimo di ml. 5.00. Altre distanze: • con il consenso dei terzi confinanti, previa costituzione di idoneo vincolo di
icio con un minimo di ml. 5.00. Altre distanze: • con il consenso dei terzi confinanti, previa costituzione di idoneo vincolo di inedificabilità fino alla distanza minima di ml. 10.00 tra fabbricati, registrato e trascritto. Quando sul lotto limitrofo esiste costruzione a confine, è consentita la costruzione in aderenza, salvo diritti precostituiti, anche oltre l’altezza del fabbricato contiguo a confine e nel rispetto dell’altezza massima di zona.
alvo diritti precostituiti, anche oltre l’altezza del fabbricato contiguo a confine e nel rispetto dell’altezza massima di zona. L’aderenza alle pertinenze non abitabili può avvenire con un’altezza massima pari a quella del preesistente corpo a confine.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 11 4.3.3 Distanza minima tra fabbricati • Tra pareti finestrate, intendendosi tali anche quando le finestre e/o aperture non sono prospicienti, limitatamente alle pareti fronteggianti, anche con strada o spazio pubblico interposto: la semisomma delle altezze degli edifici con un minimo di ml. 10.00; a tal fine non vengono considerati edifici le pertinenze non abitabili con altezza inferiore a ml. 2.40 (due e quaranta) esistenti sul lotto contiguo o sul lotto
i edifici le pertinenze non abitabili con altezza inferiore a ml. 2.40 (due e quaranta) esistenti sul lotto contiguo o sul lotto oggetto dell’intervento; è in ogni caso prescritta una distanza minima di m. 5 tra pareti entrambe non finestrate di edifici contrapposti. • da edifici a confine: ml. 10.00 oppure in aderenza; • tra pareti entrambe non finestrate: ml. 5.00 oppure in aderenza quando ricorrano le condizioni per l’applicazione degli artt. 874-875-876-877 del Codice Civile;
te: ml. 5.00 oppure in aderenza quando ricorrano le condizioni per l’applicazione degli artt. 874-875-876-877 del Codice Civile; • altre distanze: con strumento urbanistico attuativo con previsioni planivolumetriche con puntuali indicazioni delle masse, indicando le dimensioni planimetriche e volumetriche degli edifici proposti. 4.3.4 Distanza minima tra corpi di fabbrica La distanza tra pareti finestrate e pareti di corpi di fabbrica dello stesso edificio,
3.4 Distanza minima tra corpi di fabbrica La distanza tra pareti finestrate e pareti di corpi di fabbrica dello stesso edificio, limitatamente alla parte sovrapponibile, non deve essere inferiore: • alla semisomma delle altezze dei corpi di fabbrica con un minimo di ml. 10.00 qualora le finestre riguardino locali abitabili; • ml. 5.00 in ogni altro caso. Il distacco non viene computato, nelle rientranze degli edifici, qualora il rapporto tra profondità e larghezza delle rientranze sia inferiore a 1/3.
computato, nelle rientranze degli edifici, qualora il rapporto tra profondità e larghezza delle rientranze sia inferiore a 1/3. 4.3.5 Distanza minima dai limiti di zona • Da zone a destinazione pubblica: 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00, fatte salve le sopraelevazioni per le quali sono ammesse distanze inferiori con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici; • da zone a destinazione privata: ml. 5.00 nel caso in cui il limite di zona coincida
munque il fronte verso gli spazi pubblici; • da zone a destinazione privata: ml. 5.00 nel caso in cui il limite di zona coincida con il limite di proprietà; nessuna limitazione nel caso di medesima proprietà.
Articolo 5 - ZONE “A” CENTRI STORICI ED EDIFICI DI INTERESSE
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 12 Articolo 5 - ZONE “A” CENTRI STORICI ED EDIFICI DI INTERESSE STORICO-AMBIENTALE 5.1 Generalità Le norme di cui al presente articolo sono rivolte alla conservazione e valorizzazione dei centri storici e degli edifici di interesse storico-ambientale esterni al centro storico, fatte salve, in ogni caso, le norme del D. L.vo 490/99 per i fabbricati vincolati dalla Soprintendenza per i beni Culturali e Ambientali.
ve, in ogni caso, le norme del D. L.vo 490/99 per i fabbricati vincolati dalla Soprintendenza per i beni Culturali e Ambientali. Sono dichiarate degradate, ai sensi della Legge 457/78, le aree nelle quali gli interventi di ampliamento e di edificazione sono assoggettati a S.U.A. a Piano di Recupero (P.R.). Si individuano le seguenti sottozone: A/1 Centro storico Comprende gli insediamenti maggiori di valore storico-ambientale, aventi originariamente carattere urbano.
e: A/1 Centro storico Comprende gli insediamenti maggiori di valore storico-ambientale, aventi originariamente carattere urbano. A/2 Ambiti di edifici di interesse storico-architettonico-ambientale esterni al centro storico Comprende i complessi e gli edifici di interesse storico-architettonico-ambientale, esterni al centro storico e le relative aree di pertinenza. 5.2 Zone A/1 - centro storico Le zone del centro storico di Albignasego, delimitate con apposita simbologia nelle
di pertinenza. 5.2 Zone A/1 - centro storico Le zone del centro storico di Albignasego, delimitate con apposita simbologia nelle tavole di P.R.G., sono regolamentate secondo in contenuti della L.R. n° 80/80. 5.2.1 Destinazioni d’uso Quelle previste dall’art. 4.2 per gli edifici con grado di intervento con esclusione comunque di quelle che potrebbero comprometterne i caratteri storico - architettonico
- ambientali. Gli edifici privi di grado di intervento potranno essere recuperati esclusivamente a
teri storico - architettonico
- ambientali. Gli edifici privi di grado di intervento potranno essere recuperati esclusivamente a seguito del riuso di quelli individuati con grado di intervento, secondo quanto espresso al primo comma. E’ sempre consentita la modifica delle destinazioni d’uso in atto tra quelle previste all’art. 4.2, purché venga assicurata la necessaria dotazione di aree a parcheggio; tale modifica è ammessa solo nei casi in cui non vi sia la necessità di opere o strutture in
ria dotazione di aree a parcheggio; tale modifica è ammessa solo nei casi in cui non vi sia la necessità di opere o strutture in contrasto con la tipologia delle classi di appartenenza e l’indotto in termini di
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 13 accessibilità e sosta non comporti modifiche strutturali alle aree libere di pertinenza in contrasto con le norme di tutela. 5.2.2 Modi di intervento Sono ammessi per gli edifici sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5, i seguenti interventi: Tipo a) su tutto l'esistente è sempre ammessa la manutenzione ordinaria e straordinaria; Tipo b) con intervento diretto: secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. in scala
a manutenzione ordinaria e straordinaria; Tipo b) con intervento diretto: secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. in scala 1:2000 e secondo le prescrizioni conseguenti ai gradi di intervento di cui all’art. 10; Tipo c) con intervento urbanistico attuativo (P.P., P. di R.) per interventi diversi dai tipi “a” e “b”. Per tutti gli edifici non sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5 e non individuati con specifica scheda sono ammessi tutti gli interventi di: ristrutturazione
o di intervento compreso tra 1 e 5 e non individuati con specifica scheda sono ammessi tutti gli interventi di: ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, demolizione, demolizione e ricostruzione. 5.2.3 Parametri edificatori 5.2.3a Indice di edificabilità Non superiore a quello esistente. 5.2.3b Distanze Quelle previste dall’art. 4.3, per gli interventi di cui al punto 5.2.2 tipo c). 5.2.3c Altezze • per l’edilizia esistente:
anze Quelle previste dall’art. 4.3, per gli interventi di cui al punto 5.2.2 tipo c). 5.2.3c Altezze • per l’edilizia esistente: non superiori all’altezza massima degli edifici esistenti per gli interventi di cui al punto 5.2.2. 5.3 Interventi edilizi nei centri storici di Lion e Carpanedo (Si confermano le indicazioni e prescrizioni della specifica variante al P.R.G. approvata con D.G.R.V. n° 1345 in data 04.04.2000). Il presente articolo disciplina le zone dei centri storici di Lion e Carpanedo, definite
n D.G.R.V. n° 1345 in data 04.04.2000). Il presente articolo disciplina le zone dei centri storici di Lion e Carpanedo, definite nelle planimetrie del P.R.G.. Gli interventi possibili devono tendere a riportare i centri medesimi alle funzioni residenziali, culturali, rappresentative, ricreative, direzionali, commerciali, artigianali e comunque a quelle funzioni compatibili con le loro strutture. Non sono pertanto ammesse destinazioni d’uso che abbiano a comportare una
e a quelle funzioni compatibili con le loro strutture. Non sono pertanto ammesse destinazioni d’uso che abbiano a comportare una deformazione dei caratteri morfologici, strutturali e funzionali dei centri stessi; saranno pertanto consentite quelle indicate al punto 4.2 con le eventuali limitazioni o prescrizioni previste e riportate nelle specifiche schede identificanti i gradi di tutela.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 14 Gli strumenti attuativi già approvati mantengono la loro validità e disciplina. Sono consentiti inoltre tutti gli interventi di cui al D.P.R. 380/01 art. 3, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), ed ogni intervento di urbanizzazione. 5.3.1 Centro storico di Lion 5.3.1.1 Nucleo chiesa parrocchiale Sant’Andrea Degli edifici presenti nel nucleo è confermato il vincolo di tutela per l’edificio n° 41 e viene imposto agli edifici n° 91-92-93-94-95-96-97-99.
senti nel nucleo è confermato il vincolo di tutela per l’edificio n° 41 e viene imposto agli edifici n° 91-92-93-94-95-96-97-99. Gli interventi ammessi seguono le norme di cui all’art. 10, secondo il grado di protezione indicato nella scheda cui il fabbricato si riferisce. E’ fatto divieto di realizzare nuove costruzioni all’interno del perimetro del nucleo. 5.3.1.2 Nucleo villa Salom Degli edifici presenti nel nucleo è confermato il vincolo di tutela per il complesso n°
o del nucleo. 5.3.1.2 Nucleo villa Salom Degli edifici presenti nel nucleo è confermato il vincolo di tutela per il complesso n° 42 e viene imposto agli edifici n° 76 e 97. Gli interventi ammessi seguono le norme di cui all’art. 10, secondo il grado di protezione indicato nella scheda cui il fabbricato si riferisce. Particolare attenzione negli interventi possibili con RS/2 per almeno il mantenimento, con arresto del degrado, di quanto resta ora della vecchia torre di villa Salom e per il
li con RS/2 per almeno il mantenimento, con arresto del degrado, di quanto resta ora della vecchia torre di villa Salom e per il mantenimento degli alberi monumentali. 5.3.2 Centro storico di Carpanedo 5.3.2.1 Nucleo chiesa parrocchiale Santo Stefano Degli edifici presenti nel nucleo è confermato il vincolo di tutela per l’edificio n° 60 a
- b nel quale gli interventi ammessi seguono le norme di cui all’art. 10, secondo il grado di protezione indicato nella scheda cui il fabbricato si riferisce.
mmessi seguono le norme di cui all’art. 10, secondo il grado di protezione indicato nella scheda cui il fabbricato si riferisce. 5.3.2.2 Nucleo incrocio via Roma - via Santo Stefano Degli edifici presenti nel nucleo è confermato il vincolo di tutela per l’edificio n° 59 e viene imposto all’edificio n° 100, nei quali gli interventi ammessi seguono le norme di cui all’art. 10, secondo il grado di protezione indicato nella scheda cui il fabbricato si riferisce.
mmessi seguono le norme di cui all’art. 10, secondo il grado di protezione indicato nella scheda cui il fabbricato si riferisce. 5.4 Edifici dei centri storici non sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5 Per gli edifici compresi entro le perimetrazioni dei centri storici, riportate nelle tavole di P.R.G., e privi di grado di intervento, sono ammessi, anche in assenza di strumenti urbanistici attuativi. a) gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento
in assenza di strumenti urbanistici attuativi. a) gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, con l’obbligo negli interventi di restauro e/o ristrutturazione di eliminazione delle strutture estranee e superfetazioni con eventuale recupero volumetrico delle stesse solo se in armonia con la tipologia
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 15 esistente; tutti i corpi precari o aggiunti, o superfetazioni non concessionate o non oggetto di condono edilizio, andranno demoliti senza ricostruzione; b) il cambio di destinazione d’uso; c) gli interventi necessari per la realizzazione e/o adeguamento di servizi pubblici; d) uso residenziale delle soffitte, in conformità all’art. 13.7 del R.E.; e) la realizzazione di autorimesse nel sottosuolo, purché l’intervento non pregiudichi la preesistenza di parchi e giardini.
E.; e) la realizzazione di autorimesse nel sottosuolo, purché l’intervento non pregiudichi la preesistenza di parchi e giardini. Con strumento attuativo è consentita la demolizione e ricostruzione, anche su sedime diverso, nel rispetto della volumetria esistente e con altezza da definirsi in sede di strumento attuativo, comunque non superiore a quella degli edifici di pregio presenti nelle Z.T.O. A/2, interessata dall’intervento.
mento attuativo, comunque non superiore a quella degli edifici di pregio presenti nelle Z.T.O. A/2, interessata dall’intervento. Non è ammessa la persistenza e/o l’introduzione di destinazioni d’uso che deformino l’equilibrio tipologico e formale dell’edificio. 5.5 Zona A/2 - Ambiti di edifici di interesse storico - architettonico - ambientale esterni al centro storico Gli ambiti di edifici di interesse storico - architettonico - ambientale, esterni al centro
ambientale esterni al centro storico Gli ambiti di edifici di interesse storico - architettonico - ambientale, esterni al centro storico, sono delimitati con apposita grafia nelle tavole di P.R.G. 5.5.1 Destinazioni d'uso Quelle previste dall’art. 4.2 per gli edifici con grado di intervento con esclusione comunque di quelle che potrebbero comprometterne i caratteri storico - architettonico
- ambientali. Gli edifici privi di grado di intervento potranno essere recuperati esclusivamente a
teri storico - architettonico
- ambientali. Gli edifici privi di grado di intervento potranno essere recuperati esclusivamente a seguito del riuso di quelli individuati con grado di intervento, secondo quanto espresso al primo comma. E’ sempre consentita la modifica delle destinazioni d’uso in atto tra quelle previste all’art. 4.2, purché venga assicurata la necessaria dotazione di aree a parcheggio; tale modifica è ammessa solo nei casi in cui non vi sia la necessità di opere o strutture in
ria dotazione di aree a parcheggio; tale modifica è ammessa solo nei casi in cui non vi sia la necessità di opere o strutture in contrasto con la tipologia delle classi di appartenenza e l’indotto in termini di accessibilità e sosta non comporti modifiche strutturali alle aree libere di pertinenza in contrasto con le norme di tutela. Sono ammessi gli esercizi di vicinato con superficie di vendita non superiore a mq. 250 nel rispetto di quanto previsto dall’art. 13 della L.R. 37/99. 5.5.2 Modi di intervento
ficie di vendita non superiore a mq. 250 nel rispetto di quanto previsto dall’art. 13 della L.R. 37/99. 5.5.2 Modi di intervento Sono ammessi, per gli edifici sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5, i seguenti interventi: Tipo a) su tutto l’esistente è sempre ammessa la manutenzione ordinaria e straordinaria; Tipo b) con intervento diretto: secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. in scala 1:2000, e secondo le prescrizioni conseguenti ai gradi di intervento di cui all’art. 10;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 16 Tipo c) con intervento urbanistico attuativo (P. di R., P.P.) per interventi diversi dai tipi “a” e “b”. 5.5.3 Parametri edificatori 5.5.3a Indice di edificabilità Non superiore a quello esistente. 5.5.3b Distanze Quelle previste dall’art. 4.3, per gli interventi di cui al punto 5.5.2 tipo c). 5.5.3c Altezze • per l’edilizia esistente: non superiori all’altezza massima degli edifici esistenti, per gli interenti di cui al punto 5.5.2 tipo c).
’edilizia esistente: non superiori all’altezza massima degli edifici esistenti, per gli interenti di cui al punto 5.5.2 tipo c). 5.6 Edifici non sottoposti a grado di intervento compreso tra 1 e 5, contigui agli edifici di interesse storico, architettonico, ambientale Per gli edifici ricadenti all’interno delle Z.T.O.A/2, con grado di intervento non compreso tra 1 e 5, sono ammessi, anche in assenza di strumenti urbanistici attuativi:
le Z.T.O.A/2, con grado di intervento non compreso tra 1 e 5, sono ammessi, anche in assenza di strumenti urbanistici attuativi: a) gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, con obbligo negli interventi di restauro e/o ristrutturazione di eliminazione delle strutture estranee e superfetazioni; il cambio di destinazione d’uso; b) gli interventi necessari per la realizzazione di servizi igienici;
stranee e superfetazioni; il cambio di destinazione d’uso; b) gli interventi necessari per la realizzazione di servizi igienici; c) uso residenziale delle soffitte, in conformità all’art. 13.7 del R.E.; d) la realizzazione di autorimesse nel sottosuolo, purché l’intervento non pregiudichi la preesistenza di parchi e giardini. Con lo strumento urbanistico attuativo sono consentiti: a) la demolizione e ricostruzione anche su sedime diverso, nel rispetto della
o strumento urbanistico attuativo sono consentiti: a) la demolizione e ricostruzione anche su sedime diverso, nel rispetto della volumetria esistente e con altezza da definirsi in sede di strumento attuativo, comunque non superiore a quella degli edifici di pregio presenti nelle Z.T.O. A/2 interessate dall’intervento; b) l’ampliamento volumetrico del 20%, fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa degli edifici unifamiliari, intendendosi come tali anche quelli accostati e/o sovrapposti.
assimo di mc. 150 per unità abitativa degli edifici unifamiliari, intendendosi come tali anche quelli accostati e/o sovrapposti. Non è ammessa la persistenza e/o l’introduzione di destinazioni d’uso che deformino l’equilibrio tipologico e formale dell’edificio. Gli edifici privi di grado di intervento di cui al presente punto potranno essere recuperati previo il riuso di quelli individuati con grado di intervento.
Articolo 6 - Z.T.O. “B” RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 17 5.7 Tutela e riqualificazione degli spazi esterni Può essere prescritta, in sede di permesso di costruire e/o D.I.A., la sistemazione degli spazi esterni di diretta pertinenza dell'edificio, al fine di tutelare e riqualificare gli spazi stessi, mediante il recupero degli elementi di valore storico ed artistico o di particolare interesse per le tecniche costruttive usate. Articolo 6 - Z.T.O. “B” RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO
Articolo 6 - Z.T.O. “B” RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO
ed artistico o di particolare interesse per le tecniche costruttive usate. Articolo 6 - Z.T.O. “B” RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO Zone con prevalente destinazione residenziale, urbanizzate, con densità territoriale esistente superiore a 1.5 mc./mq. e superficie coperta superiore a 1/8 della superficie fondiaria della zona. 6.1 Destinazioni d'uso Quelle previste dall’art. 4.2. Le medie strutture di vendita commerciali sono ammesse nelle sole zone
na. 6.1 Destinazioni d'uso Quelle previste dall’art. 4.2. Le medie strutture di vendita commerciali sono ammesse nelle sole zone espressamente indicate nel Repertorio normativo, nel rispetto dei parametri previsti dall’art. 13 della L.R. 37/99. 6.2 Modi di intervento 6.2.1 Tipo a) sono sempre ammessi per edifici esistenti le destinazioni compatibili con la zona e gli interventi di cui all'art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d) compresi i cambi d’uso ammissibili, nel rispetto delle volumetrie
interventi di cui all'art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d) compresi i cambi d’uso ammissibili, nel rispetto delle volumetrie esistenti, e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01; per gli edifici con destinazione non compatibile è ammessa la sola manutenzione ordinaria e di adeguamento alle norme di sicurezza e di igiene; 6.2.2 Tipo b) nuova edificazione e/o ampliamento con intervento diretto, secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. ed i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo;
nto diretto, secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. ed i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo; 6.2.3 Tipo c) per gli immobili a destinazione produttiva da bloccare o trasferire, è previsto il recupero della volumetria esistente nel rispetto delle destinazioni d’uso di zona con un indice fondiario massimo di 2.00 mc./mq., a mezzo di strumento urbanistico attuativo dove la perimetrazione, nei casi non segnalati nelle tavole di P.R.G., deve intendersi riferita al fondo di
rbanistico attuativo dove la perimetrazione, nei casi non segnalati nelle tavole di P.R.G., deve intendersi riferita al fondo di pertinenza alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G.. Tale recupero, nei casi di più attività limitrofe da trasferire o da bloccare, viene ammesso se prevede un intervento edificatorio contestuale ed in ogni caso previa verifica di assenza di rischio sanitario ambientale dovuto alla presenza di eventuali inquinanti.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 18 6.3 Parametri edificatori 6.3.1 Indice di edificabilità Quello riportato nel Repertorio normativo. 6.3.1a Edilizia esistente alla data di adozione della presente Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali anche quelli tra loro accostati o sovrapposti, mediante convenzione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un
ovrapposti, mediante convenzione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa, ferma restando la tipologia edilizia. L’ampliamento può essere concesso anche in più soluzioni; • è ammesso un aumento di superficie e di volume nei limiti, comprensivi dell’esistente, stabiliti dall’art. 41 del P.T.R.C. (mq. 250 di superficie utile di calpestio, mc. 1.000 di volume, rapporto di copertura < 0,50 mq./mq.), per le
t. 41 del P.T.R.C. (mq. 250 di superficie utile di calpestio, mc. 1.000 di volume, rapporto di copertura < 0,50 mq./mq.), per le attività artigianali di servizio esistenti ed autorizzate alla data di adozione della presente Variante Generale al P.R.G che non siano da bloccare o da trasferire, purché le caratteristiche tipologiche e costruttive dell’esistente e dell’ampliamento vengano armonizzate con l’edilizia al contorno; • è ammesso un aumento di superficie lorda del 20% per le attività commerciali e/o
ngano armonizzate con l’edilizia al contorno; • è ammesso un aumento di superficie lorda del 20% per le attività commerciali e/o direzionali esistenti purché autorizzate alla data di adozione del P.R.G. e purché venga assicurata la dotazione di aree a parcheggio prescritta dall’art. 25 della L.R. 61/85 e dall’art. 13 della L.R. n° 37/99; • gli ampliamenti potranno essere concessi anche in più soluzioni nei limiti sopra riportati, comunque nel rispetto delle distanze e delle altezze previste nel presente
si anche in più soluzioni nei limiti sopra riportati, comunque nel rispetto delle distanze e delle altezze previste nel presente articolo. 6.3.1b Nuove edificazioni: • conferma della volumetria prevista negli strumenti urbanistici attuativi vigenti; • sono ammesse nuove costruzioni secondo gli indici di edificabilità espressi dal repertori normativo nel rispetto dei seguenti presupposti: − le nuove costruzioni sono ammesse su lotti liberi aventi una superficie minima di 600 mq.;
rispetto dei seguenti presupposti: − le nuove costruzioni sono ammesse su lotti liberi aventi una superficie minima di 600 mq.; − gli edifici esistenti alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G. estendono il vincolo di inedificabilità residenziale sul lotto di pertinenza ricadente in Z.T.O. B fino alla concorrenza dell’indice di edificabilità, previsto dal repertorio normativo. 6.3.1c Interventi di ricostruzione - ampliamento:
a concorrenza dell’indice di edificabilità, previsto dal repertorio normativo. 6.3.1c Interventi di ricostruzione - ampliamento: negli interventi di ricostruzione e ampliamento il volume da ricostruire può essere incrementato del volume stabilito per gli ampliamenti previsti dal presente articolo.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 19 6.3.2 Distanze Quelle previste dall’art. 4.3. 6.3.3 Altezze Quelle previste dal Repertorio normativo, fatte salve diverse altezze previste dagli strumenti urbanistici attuativi vigenti. 6.3.4 Superficie coperta Nessuna limitazione. 6.3.5 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia Conseguenti a quelli prevalenti nella zona e secondo le indicazioni riportate nelle tavole di P.R.G. e nel Repertorio normativo. 6.3.6 Permeabilità fondiaria
Articolo 7- Z.T.O. “C1” RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO
ti nella zona e secondo le indicazioni riportate nelle tavole di P.R.G. e nel Repertorio normativo. 6.3.6 Permeabilità fondiaria Indice di permeabilità fondiaria (I.p.) in caso di nuove costruzioni: non inferiore al 30% della superficie fondiaria. Articolo 7- Z.T.O. “C1” RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO Zone con prevalente destinazione residenziale urbanizzate, con indice territoriale attuale compreso tra 0.5 e1.5 mc/mq. e superficie coperta non inferiore a 1/15 della superficie fondiaria della zona.
rritoriale attuale compreso tra 0.5 e1.5 mc/mq. e superficie coperta non inferiore a 1/15 della superficie fondiaria della zona. 7.1 Destinazioni d'uso Quelle previste dall’art. 4.2. Le medie e grandi strutture di vendita commerciali sono ammesse nelle sole zone espressamente indicate nel Repertorio normativo. 7.2 Modi di intervento 7.2.1 Tipo a) sono sempre ammesse, per gli edifici esistenti, le destinazioni compatibili con la zona e gli interventi di cui all'art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d)
edifici esistenti, le destinazioni compatibili con la zona e gli interventi di cui all'art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d) compresi i cambi d’uso ammissibili, nel rispetto delle volumetrie esistenti, e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01; • per gli edifici con destinazioni non compatibili è ammessa la sola manutenzione ordinaria e di adeguamento alle norme di sicurezza e igiene.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 20 7.2.2 Tipo b) nuova edificazione e/o ampliamento con intervento diretto, secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. ed i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo. 7.2.3 Tipo c) Per gli immobili a destinazione produttiva da bloccare o trasferire, è previsto il recupero della volumetria esistente con un indice fondiario massimo di 2.00 mc./mq., a mezzo di strumento urbanistico attuativo dove la
o della volumetria esistente con un indice fondiario massimo di 2.00 mc./mq., a mezzo di strumento urbanistico attuativo dove la perimetrazione, nei casi non segnalati nelle tavole di P.R.G., deve intendersi riferita al fondo di pertinenza alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G. 7.3 Parametri edificatori 7.3.1 Indice di edificabilità Quello riportato nel Repertorio normativo. 7.3.1a Edilizia esistente alla data di adozione della Variante Generale:
dificabilità Quello riportato nel Repertorio normativo. 7.3.1a Edilizia esistente alla data di adozione della Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali anche quelli tra loro accostati o sovrapposti, mediante concessione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa; • è ammesso un aumento di superficie e di volume nei limiti, comprensivi
20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa; • è ammesso un aumento di superficie e di volume nei limiti, comprensivi dell’esistente, stabiliti dall’art. 41 del P.T.R.C. (mq. 250 di superficie utile di calpestio, mc. 1.000 di volume, rapporto di copertura < 0,50 mq./mq.), per le attività artigianali di servizio esistenti ed autorizzate alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G che non siano da bloccare o da trasferire, purché le
tenti ed autorizzate alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G che non siano da bloccare o da trasferire, purché le caratteristiche tipologiche e costruttive dell’esistente e dell’ampliamento vengano armonizzate con l’edilizia al contorno; • è ammesso un aumento di superficie lorda del 20% per le attività commerciali e/o direzionali esistenti purché autorizzate alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G. e purché venga assicurata la dotazione minima di aree a
rché autorizzate alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G. e purché venga assicurata la dotazione minima di aree a parcheggio prescritta dall’art. 25 della L.R. 61/85 e dall’art. 13 della L.R. n° 37/99; • gli ampliamenti potranno essere concessi anche in più soluzioni, nei limiti sopra riportati, comunque nel rispetto delle distanze e delle altezze previste nel presente articolo. 7.3.1b Nuove edificazioni: • conferma della volumetria prevista negli strumenti urbanistici attuativi vigenti;
resente articolo. 7.3.1b Nuove edificazioni: • conferma della volumetria prevista negli strumenti urbanistici attuativi vigenti; • sono ammesse nuove costruzioni secondo gli indici di edificabilità espressi dal repertori normativo nel rispetto dei seguenti presupposti: − le nuove costruzioni sono ammesse su lotti liberi aventi una superficie minima di 600 mq.;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 21 − gli edifici esistenti alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G. estendono il vincolo di inedificabilità residenziale sul lotto di pertinenza ricadente in Z.T.O. C1 fino alla concorrenza dell’indice di edificabilità, previsto dal repertorio normativo. 7.3.1c negli interventi di ricostruzione e ampliamento il volume da ricostruire può essere incrementato del volume stabilito per gli ampliamenti previsti dal presente articolo. 7.3.2 Distanze
e da ricostruire può essere incrementato del volume stabilito per gli ampliamenti previsti dal presente articolo. 7.3.2 Distanze Quelle previste dall’art. 4.3. 7.3.3 Altezza Quelle previste dal Repertorio normativo, fatte salve diverse altezze previste dagli strumenti urbanistici attuativi vigenti. 7.3.4 Superficie coperta Nessuna limitazione. 7.3.5 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia Secondo le indicazioni riportate nelle tavole di P.R.G. e nel Repertorio normativo. 7.3.6 Permeabilità fondiaria
Articolo 8 - Z.T.O. “C1.1” RESIDENZIALI DI TIPO PERIURBANO DI
ologia edilizia Secondo le indicazioni riportate nelle tavole di P.R.G. e nel Repertorio normativo. 7.3.6 Permeabilità fondiaria Indice di permeabilità fondiaria (I.p.), in caso di nuove costruzioni: non inferiore al 30% della superficie fondiaria. Articolo 8 - Z.T.O. “C1.1” RESIDENZIALI DI TIPO PERIURBANO DI COMPLETAMENTO La zona insediativa individua parti del territorio periurbano che per la localizzazione e presenza di edifici risulta, di fatto, parzialmente urbanizzata. 8.1 Destinazioni d'uso
o periurbano che per la localizzazione e presenza di edifici risulta, di fatto, parzialmente urbanizzata. 8.1 Destinazioni d'uso La destinazione d’uso della zona periurbana è prevalentemente residenziale: Sono inoltre ammesse le seguenti destinazioni d’uso: a) commerciale, con esclusione delle medie e grandi strutture di vendita; b) artigianale, limitatamente all’artigianato artistico e/o di servizio, fino ad un massimo di 250 mq.; c) pubblici esercizi; d) servizi pubblici e/o di interesse pubblico.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 22 Le destinazioni d’uso di cui ai punti a), b), c), complessivamente, non possono avere una superficie lorda di pavimento superiore al 30% di quella residenziale di ogni singola unità edilizia. 8.2 Modi di intervento 8.2.1 Sono sempre ammesse, per gli edifici esistenti, le destinazioni compatibili con la zona e gli interventi di cui all'art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d) compresi i cambi d’uso ammissibili, nel rispetto delle volumetrie esistenti, e.1), e.2), e.3), f) del
ma, lettere a), b), c), d) compresi i cambi d’uso ammissibili, nel rispetto delle volumetrie esistenti, e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01; • per gli edifici con destinazioni non compatibili è ammessa la sola manutenzione ordinaria e di adeguamento alle norme di sicurezza e igiene. 8.2.2 Nuova edificazione e/o ampliamento con intervento diretto, secondo i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo.
edificazione e/o ampliamento con intervento diretto, secondo i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo. 8.2.3 Per gli immobili a destinazione produttiva da bloccare o trasferire, è previsto il recupero della volumetria esistente nel rispetto delle destinazioni d’uso di zona con un indice fondiario massimo di 2,00 mc/mq, a mezzo di strumento urbanistico attuativo dove la perimetrazione, nei casi non segnalati nelle tavole di P.R.G., deve intendersi
mezzo di strumento urbanistico attuativo dove la perimetrazione, nei casi non segnalati nelle tavole di P.R.G., deve intendersi riferita al fondo di pertinenza alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G.. 8.3 Parametri edificatori 8.3.1 Indice di edificabilità fondiaria – mc/mq 0.6 8.3.1a per l’edilizia esistente alla data di adozione della presente Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali
adozione della presente Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali quelli accostati e/o sovrapposti, un volume massimo, compreso l’esistente, di mc. 800 per ogni unità; in alternativa è consentito, mediante convenzione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa, ferma restando la tipologia
a e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa, ferma restando la tipologia edilizia. In quest’ultimo caso l’ampliamento non può essere utilizzato per la formazione di nuove unità abitative e può essere concesso anche in più soluzioni; • è ammesso un aumento di superficie e di volume nei limiti, comprensivi dell’esistente, stabiliti dall’art. 41 del P.T.R.C. (mq. 250 di superficie utile di
perficie e di volume nei limiti, comprensivi dell’esistente, stabiliti dall’art. 41 del P.T.R.C. (mq. 250 di superficie utile di calpestio, mc. 1.000 di volume, rapporto di copertura < 0.50 mq./mq.), per le attività artigianali di servizio esistenti ed autorizzate alla data di adozione della presente Variante Generale al P.R.G, purché le caratteristiche tipologiche e costruttive dell’esistente e dell’ampliamento vengano armonizzate con l’edilizia al contorno;
é le caratteristiche tipologiche e costruttive dell’esistente e dell’ampliamento vengano armonizzate con l’edilizia al contorno; • è ammesso un aumento di superficie lorda del 20% per le attività commerciali esistenti purché autorizzate alla data di adozione della Variante Generale al P.R.G., purché venga assicurata la dotazione di aree a parcheggio prescritta dall’art. 25 della L.R. 61/85 e dall’art. 13 della L.R. n° 37/99;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 23 • gli ampliamenti potranno essere concessi anche in più soluzioni, nei limiti sopra riportati, comunque nel rispetto delle distanze e altezze previste nel presente articolo. 8.3.1b Nuove edificazioni: • sono ammesse nuove costruzioni secondo l’indice di edificabilità previsto per la zona e nel rispetto dei seguenti presupposti e prescrizioni: − le nuove costruzioni sono ammesse su lotti liberi aventi una superficie minima
spetto dei seguenti presupposti e prescrizioni: − le nuove costruzioni sono ammesse su lotti liberi aventi una superficie minima di 800 mq. e con un volume massimo di mc. 800 per singolo lotto, nel rispetto dell’indice fondiario previsto;
- gli edifici esistenti alla data di adozione della Variante Generale di P.R.G. estendono il vincolo di inedificabilità residenziale sul lotto di pertinenza ricadente in Z.T.O. C1.1 fino alla concorrenza dell’indice di edificabilità.
nedificabilità residenziale sul lotto di pertinenza ricadente in Z.T.O. C1.1 fino alla concorrenza dell’indice di edificabilità. 8.3.1c negli interventi di ricostruzione di fabbricati ad uso residenziale il volume da ricostruire può essere incrementato del volume stabilito per gli ampliamenti previsti dal presente articolo. 8.3.2 Distanze Quelle previste dall’art. 4.3, ad eccezione della distanza dalla strada che non deve
visti dal presente articolo. 8.3.2 Distanze Quelle previste dall’art. 4.3, ad eccezione della distanza dalla strada che non deve essere inferiore a ml. 10.00; nel caso di fabbricati a minore distanza rispetto a quanto previsto, gli interventi edilizi saranno autorizzati purché non comportino l’avanzamento dell’edificio esistente sul fondo stradale. 8.3.3 Altezze Quelle previste dal Repertorio normativo. 8.3.4 Superficie coperta Nessuna limitazione. 8.3.5 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia
Articolo 9 - Z.T.O. “C2” RESIDENZIALI DI ESPANSIONE
te dal Repertorio normativo. 8.3.4 Superficie coperta Nessuna limitazione. 8.3.5 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia Secondo le indicazioni non vincolanti riportate nelle tavole di P.R.G. e nel Repertorio normativo la tipologia prevalente della zona o delle zone contermini. 8.3.6 Permeabilità fondiaria Indice di permeabilità fondiaria (I.p.), in caso di nuove costruzioni: non inferiore al 30% della superficie fondiaria. Articolo 9 - Z.T.O. “C2” RESIDENZIALI DI ESPANSIONE
Articolo 9 - Z.T.O. “C2” RESIDENZIALI DI ESPANSIONE
caso di nuove costruzioni: non inferiore al 30% della superficie fondiaria. Articolo 9 - Z.T.O. “C2” RESIDENZIALI DI ESPANSIONE Zone con prevalente destinazione residenziale, non urbanizzate e/o parzialmente urbanizzate, nelle quali l'indice territoriale attuale non raggiunge gli 0.5 mc/mq.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 24 9.1 Destinazioni d’uso Quelle previste dall’art. 4.2. 9.2 Modi di intervento 9.2.1 Tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti le destinazioni compatibili con la zona e gli interventi di cui all’art. 3, lettere a), b), c), d) compresi i cambi d’uso ammissibili, nel rispetto delle volumetrie esistenti, e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01; per gli edifici con destinazioni non compatibili sono ammissibili esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria;
. 380/01; per gli edifici con destinazioni non compatibili sono ammissibili esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria; 9.2.2 Tipo b) con strumento urbanistico attuativo con utilizzo minimo del 75% dell'edificabilità massima consentita che potrà prevedere le modificazioni consentite dall’art. 3 della L.R. 47/93. E’ ammessa la compensazione dei volumi. Nello strumento attuativo devono essere presenti le aree per parcheggi e verde pubblico almeno nella quantità minima prevista dalla Legislazione
attuativo devono essere presenti le aree per parcheggi e verde pubblico almeno nella quantità minima prevista dalla Legislazione vigente e dal Repertorio normativo. 9.3 Parametri edificatori 9.3.1 Indice di edificabilità • secondo gli indici espressi nel Repertorio normativo. 9.3.2 Distanze Quelle previste dall’art. 4.3. Sono ammessi comunque distacchi diversi da quelli indicati nelle singole zone e/o aree da definirsi in sede di previsione planivolumetrica del piano urbanistico
diversi da quelli indicati nelle singole zone e/o aree da definirsi in sede di previsione planivolumetrica del piano urbanistico attuativo, ferma restando la distanza minima di m 10,00 (dieci) tra pareti finestrate. 9.3.3 Altezze Quelle previste nel Repertorio normativo. 9.3.4 Superficie coperta Nessuna limitazione. 9.3.5 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia Lo strumento urbanistico dovrà contenere precise disposizioni planivolumetriche -
aratteri degli interventi e tipologia edilizia Lo strumento urbanistico dovrà contenere precise disposizioni planivolumetriche - tipologiche, formali e costruttive, secondo quanto previsto dall’art. 1 lettera c) Legge 443 del 21.12.2001 la cui sussistenza deve essere esplicitamente dichiarata dal C.C. in sede di approvazione degli stessi piani.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 25 9.3.6 Indici ecologici 9.3.6a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria. 9.3.6b Alberature e arbusti Alberature: non inferiore a 40 unità/ettaro di superficie territoriale e arbusti: 60 unità/ettaro. 9.3.6c Vasche di accumulo All’interno dell’ambito del Piano Urbanistico Attuativo (P.U.A.) con superficie territoriale superiore a 2,00 ettari o all’esterno nelle aree immediatamente contermini,
stico Attuativo (P.U.A.) con superficie territoriale superiore a 2,00 ettari o all’esterno nelle aree immediatamente contermini, dovrà essere prevista una vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha o altre forme di invaso di capacità equivalente. La vasca e/o l’invaso realizzati in aree contermini all’ambito di intervento del P.U.A. devono considerarsi opere di urbanizzazione primaria e come tali da trasferire gratuitamente , con l’area di pertinenza, in proprietà del Comune.
Articolo 10 - INTERVENTI SUL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE
si opere di urbanizzazione primaria e come tali da trasferire gratuitamente , con l’area di pertinenza, in proprietà del Comune. Articolo 10 - INTERVENTI SUL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE 10.1 Gradi di intervento 10.1.A Edifici non individuati con grado di intervento 10.1.A.1 Negli edifici esistenti non individuati con grado di intervento che non presentano nessuna caratteristica storico-architettonico-ambientale per i quali sono consentiti gli
grado di intervento che non presentano nessuna caratteristica storico-architettonico-ambientale per i quali sono consentiti gli interventi compatibili con la zona di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), del D.P.R. 380/01, nonché la demolizione parziale o totale; la nuova edificazione dovrà essere attuata nel massimo rispetto della morfologia del tessuto edilizio in cui risulta inserita, oltre al rispetto della normativa e destinazione di zona del P.R.G..
la morfologia del tessuto edilizio in cui risulta inserita, oltre al rispetto della normativa e destinazione di zona del P.R.G.. 10.1.B Edifici individuati con grado di intervento 10.1.B.1 Per le definizioni dei gradi di intervento si richiamano gli elaborati della Variante approvata con delibera di G.R.V. n°: 1345 del 04.04.2000. 10.2 Definizione degli interventi ammessi negli edifici secondo il grado di intervento Ad ogni unità edilizia esistente nelle Z.T.O. A1-A2 delle zone significative urbane in
li edifici secondo il grado di intervento Ad ogni unità edilizia esistente nelle Z.T.O. A1-A2 delle zone significative urbane in funzione del suo maggior o minor valore accertato è stato assegnato un grado di intervento a cui fa riferimento la normativa qui di seguito specificata, così come individuato nelle schede di intervento (allegati A-B-C) approvate con delibera di G.R.V. n° 1345 del 4.04.2000.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 26 In sede di progetto edilizio o di piano attuativo è ammessa la dimostrazione di appartenenza di edifici o parti funzionali degli stessi a diverso grado di protezione (è ammissibile lo slittamento di 1 solo posto della scala dei gradi di protezione, o a quello immediatamente precedente o a quello immediatamente seguente) da quello previsto dal P.R.G.; la dimostrazione deve essere provata da documenti di archivio,
a quello immediatamente seguente) da quello previsto dal P.R.G.; la dimostrazione deve essere provata da documenti di archivio, ricerche storiche, analisi statistiche o indagini non distruttive. 10.2.1 Negli edifici con grado di intervento 1 Sono ammessi interventi di: • manutenzione ordinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • restauro e risanamento conservativo, RS/1. 10.2.2 Negli edifici con grado di intervento 2 Sono ammessi interventi di: • manutenzione ordinaria, MO;
nto conservativo, RS/1. 10.2.2 Negli edifici con grado di intervento 2 Sono ammessi interventi di: • manutenzione ordinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • ristrutturazione edilizia, RTE/1 negli annessi rustici; • restauro e risanamento conservativo, RS/2. 10.2.3 Negli edifici con grado di intervento 3 Sono ammessi interventi di: • manutenzione ordinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • ristrutturazione edilizia, RTE/1; • restauro e risanamento conservativo, RS/3.
rdinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • ristrutturazione edilizia, RTE/1; • restauro e risanamento conservativo, RS/3. 10.2.4 Negli edifici con grado di intervento 4 Sono ammessi interventi di: • manutenzione ordinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • ristrutturazione edilizia, RTE/2. 10.2.5 Negli edifici con grado di intervento 5 Sono ammessi interventi di: • manutenzione ordinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • restauro e risanamento conservativo, RS/3. 10.3 Definizioni
i: • manutenzione ordinaria, MO; • manutenzione straordinaria, MS; • restauro e risanamento conservativo, RS/3. 10.3 Definizioni Per una migliore comprensione degli interventi ammissibili si forniscono le definizioni dei concetti di:
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 27 10.3.1 Consolidamento s’intende ogni opera che integra eventualmente con tecniche e/o strutture nuove, elementi staticamente precari e non più sufficientemente idonei all’uso. 10.3.2 Rinnovo s'intende ogni intervento e/o trattamento sugli elementi e strutture dell’edificio per assicurarne continuità d'uso; gli interventi possono giungere fino al ripristino ed alla sostituzione. 10.3.3 Ripristino
cio per assicurarne continuità d'uso; gli interventi possono giungere fino al ripristino ed alla sostituzione. 10.3.3 Ripristino s'intende ogni opera che sostituisce anche integralmente, con tecniche e materiali uguali o analoghi agli originali, strutture od elementi fortemente degradati od irrecuperabili ma riproducibili tecnologicamente. 10.3.4 Sostituzione s'intende ogni opera che sostituisce anche integralmente con tecniche, strutture e
ucibili tecnologicamente. 10.3.4 Sostituzione s'intende ogni opera che sostituisce anche integralmente con tecniche, strutture e materiali attuali gli elementi o le strutture alterate o trasformate, non più riconducibili correttamente ai modelli originari di carattere storico, tipologico ed ambientale. La sostituzione così come definita non è di norma applicabile nei casi di restauro e può essere applicata, solo in via eccezionale, in presenza di dimostrato pericolo per persone e cose.
Articolo 11 - ZONE “D” PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI
ile nei casi di restauro e può essere applicata, solo in via eccezionale, in presenza di dimostrato pericolo per persone e cose. Articolo 11 - ZONE “D” PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI Le zone per insediamenti produttivi “D” vengono suddivise in relazione alle caratteristiche funzionali, morfologiche e tipologiche nelle seguenti zone:
- Z.T.O. D1 - di completamento
- Z.T.O. D1 - speciale
- Z.T.O. D2 - commerciale - direzionale
- Z.T.O. D3 - di espansione
- Z.T.O. D4 - produttiva mista di ristrutturazione
eciale 3. Z.T.O. D2 - commerciale - direzionale 4. Z.T.O. D3 - di espansione 5. Z.T.O. D4 - produttiva mista di ristrutturazione 6. Z.T.O. D5 - stazioni di rifornimento e di servizio 7. Z.T.O. D6 - turistico - ricettiva 8. Z.T.O. D7 - agroindustriale 9. Z.T.O. D8 - per servizi alle imprese 10. Z.T.O. D9 - zona di ristrutturazione residenziale - commerciale - direzionale - artigianale 11. Z.T.O. D10 - zona di ristrutturazione commerciale - direzionale – artigianale
Articolo 12 - Z.T.O. “D1” DI COMPLETAMENTO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 28 Articolo 12 - Z.T.O. “D1” DI COMPLETAMENTO Trattasi di aree urbanizzate ed edificate con insediamenti esistenti produttivi e/o commerciali. 12.1 Destinazioni d’uso Sono ammesse: a) le destinazioni d’uso industriali ed artigianali; b) le destinazioni d’uso commerciali limitatamente a: • pubblici esercizi; • commercio all’ingrosso; • commercio al dettaglio esercitato nei locali del commercio all’ingrosso o nei locali di produzione;
• commercio all’ingrosso; • commercio al dettaglio esercitato nei locali del commercio all’ingrosso o nei locali di produzione; • commercio al dettaglio per la vendita di prodotti esclusi quelli alimentari, con superfici di vendita fino a mq. 2.500 (duemilacinquecento); c) le aziende ed enti orientati alla ricerca scientifica e tecnologica, le aziende ed enti di informatica e telematica, di produzioni e applicazioni software, di applicazioni
cientifica e tecnologica, le aziende ed enti di informatica e telematica, di produzioni e applicazioni software, di applicazioni tecniche e scientifiche specializzate, di promozione dell’occupazione e delle innovazioni tecnologiche; d) gli uffici connessi alle attività di cui alle precedenti lettere a), b), c), anche in locali diversi, purché a servizio di aziende operanti nella zona; e) le infrastrutture per la distribuzione di prodotti;
nche in locali diversi, purché a servizio di aziende operanti nella zona; e) le infrastrutture per la distribuzione di prodotti; f) le abitazioni di servizio per il custode e il titolare nei limiti di un alloggio per azienda, per un volume residenziale massimo di mc. 500 per ciascuna unità produttiva o commerciale che raggiunge una superficie coperta di almeno mq. 1.000; l’abitazione dovrà costituire un corpo unico con l’edificio produttivo; in
raggiunge una superficie coperta di almeno mq. 1.000; l’abitazione dovrà costituire un corpo unico con l’edificio produttivo; in ogni caso per gli alloggi esistenti alla data di adozione della presente variante generale è sempre consentito il raggiungimento della succitata volumetria (max mc. 500); g) gli impianti tecnologici, le attrezzature sociali e ricreative al servizio dell’azienda; h) servizi pubblici e/o di interesse pubblico; i) attività ricreative e sportive. 12.2 Modi di intervento
servizio dell’azienda; h) servizi pubblici e/o di interesse pubblico; i) attività ricreative e sportive. 12.2 Modi di intervento 12.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti, con destinazioni compatibili con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. n° 380/01. 12.2.2 tipo b) con intervento diretto nel rispetto dei parametri edificatori previsti dal presente articolo.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 29 12.3 Parametri edificatori 12.3.1 Rapporto massimo di copertura 60% della superficie fondiaria. 12.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà • 1/2 dell’altezza, ad eccezione delle ciminiere, degli impianti tecnologici speciali (piani di carico, ponti mobili, ecc.) strettamente connesse alla funzionalità delle attività, con un minimo di ml. 5.00; • in aderenza, quando sul lotto limitrofo esiste una costruzione a confine. 12.3.3 Distanza minima dalla strada
imo di ml. 5.00; • in aderenza, quando sul lotto limitrofo esiste una costruzione a confine. 12.3.3 Distanza minima dalla strada In conformità alle fasce di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. e comunque non inferiori a ml. 10.00. Nel caso di prevalente allineamento precostituito di fabbricati a minore distanza, il dirigente dell’U.T.C. può imporre o autorizzare la nuova costruzione secondo detto allineamento. 12.3.4 Distanza minima tra fabbricati
nte dell’U.T.C. può imporre o autorizzare la nuova costruzione secondo detto allineamento. 12.3.4 Distanza minima tra fabbricati • tra pareti finestrate limitatamente alla parte fronteggiante, anche con strada o spazio pubblico interposto: la semisomma delle altezze degli edifici con un minimo di ml. 10,00; a tale fine non vengono considerati edifici le pertinenze non abitabili con altezza inferiore a ml. 2,40 (due e quaranta) esistenti sul lotto contiguo o sul lotto oggetto dell’intervento;
on abitabili con altezza inferiore a ml. 2,40 (due e quaranta) esistenti sul lotto contiguo o sul lotto oggetto dell’intervento; • da edifici a confine: ml. 10,00 oppure in aderenza; • altre distanze: con strumento urbanistico attuativo con previsioni planivolumetriche con puntuali indicazioni delle masse, indicando le dimensioni planimetriche e volumetriche degli edifici proposti; fatto salvo quanto previsto dal D.M. 1444/1968. 12.3.5 Distanza minima dai limiti di zona
e volumetriche degli edifici proposti; fatto salvo quanto previsto dal D.M. 1444/1968. 12.3.5 Distanza minima dai limiti di zona • da zona a destinazione pubblica: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, fatte salve le sopraelevazioni per le quali sono ammesse distanze inferiori, con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici; • da zona a destinazione privata: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, nel
e comunque il fronte verso gli spazi pubblici; • da zona a destinazione privata: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, nel caso che il limite di zona coincida con il limite di proprietà; nessuna limitazione nel caso di medesima proprietà. 12.3.6 Altezza massima ml. 12.00 salvo particolari esigenze di carattere tecnologico.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 30 12.3.7 Costruzioni accessorie Sono ammesse tettoie aperte a protezione di cicli, motocicli ed autoveicoli, dell’altezza massima esterna di gronda di ml. 2.20, in deroga dal computo della superficie coperta, purché in ogni caso la distanza tra il bordo e le costruzioni sia almeno pari alla distanza stabilita, di norma, per i corpi di fabbrica dai confini. 12.3.8 Aree a servizi La superficie da destinare a servizi non può essere inferiore al 5% per opere di
di fabbrica dai confini. 12.3.8 Aree a servizi La superficie da destinare a servizi non può essere inferiore al 5% per opere di urbanizzazione primaria e al 5% per opere di urbanizzazione secondaria. 12.3.9 Sistemazione dell’area scoperta dei lotti • l’area scoperta dei lotti deve essere sistemata a verde o per la sosta e manovra degli autoveicoli. Ogni lotto destinato ad attività produttiva deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di autoveicoli in misura non inferiore a mq. 1
inato ad attività produttiva deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di autoveicoli in misura non inferiore a mq. 1 (uno) per ogni mq. 5 (cinque) di superficie lorda di pavimento e di spazi per verde in misura non inferiore a mq. 1 (uno) per ogni mq. 5 (cinque) di superficie lorda di pavimento; • per le destinazioni commerciali e comunque per destinazioni che comportano afflusso realizzabili mediante nuove costruzioni, ristrutturazioni e/o cambi di
ciali e comunque per destinazioni che comportano afflusso realizzabili mediante nuove costruzioni, ristrutturazioni e/o cambi di destinazioni d’uso commerciali, anche senza opere, deve essere prevista una dotazione minima di parcheggi e spazi di manovra pubblici e/o di uso pubblico, dimensionanti in misura non inferiore alle misure minime percentuali al mq. di superficie lorda di pavimento, ai sensi degli artt. 25 della L.R. 61/85 e 13 della L.R. 37/99. 12.3.10 Indici ecologici
Articolo 12 bis - Z.T.O. “D1” SPECIALE
l mq. di superficie lorda di pavimento, ai sensi degli artt. 25 della L.R. 61/85 e 13 della L.R. 37/99. 12.3.10 Indici ecologici 12..3.10a Indice di permeabilità fondiaria da osservarsi nell’ipotesi di nuova edificazione • non inferiore al 30% della superficie fondiaria; • lo scarico delle acque meteoriche dovrà essere reso compatibile con la capacità di smaltimento dei corpi ricettori. Articolo 12 bis - Z.T.O. “D1” SPECIALE 12 bis.1 Destinazioni d’uso
Articolo 12 bis - Z.T.O. “D1” SPECIALE
mpatibile con la capacità di smaltimento dei corpi ricettori. Articolo 12 bis - Z.T.O. “D1” SPECIALE 12 bis.1 Destinazioni d’uso Oltre a quelle previste all’art. 12 sono ammesse le seguenti destinazione d’uso: a) alberghiera, ovvero le strutture ricettive aperte al pubblico a gestione unitaria, che forniscono alloggio e altri servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o parti di stabile ed eventualmente vitto;
Articolo 13 - Z.T.O. “D2” COMMERCIALE - DIREZIONALE
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 31 b) funzioni accessorie e complementari quali: alloggio del proprietario e dei dipendenti, negozi, luoghi di svago, uffici nel limite massimo del 10% della volumetria ammessa; 12 bis.2 Parametri edificatori Gli stessi previsti dall’art. 12. L’ambito sarà sottoposto a piano di recupero. Articolo 13 - Z.T.O. “D2” COMMERCIALE - DIREZIONALE Zone destinate ad insediamenti commerciali, non urbanizzate. 13.1 Destinazioni d’uso Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
one destinate ad insediamenti commerciali, non urbanizzate. 13.1 Destinazioni d’uso Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: a) commerciali limitatamente a: • commercio all’ingrosso, depositi commerciali, magazzini, rimesse, esposizioni commerciali; • commercio al dettaglio, negozi di vicinato, parchi commerciali limitatamente alla Z.T.O. D2/3, medie strutture e grandi strutture di vendita, quest’ultime limitatamente alla Z.T.O. D2/1; b) direzionale;
te alla Z.T.O. D2/3, medie strutture e grandi strutture di vendita, quest’ultime limitatamente alla Z.T.O. D2/1; b) direzionale; c) le aziende ed enti orientati alla ricerca scientifica e tecnologica, le aziende e gli enti di informatica e telematica, di produzione e applicazione software, di applicazioni tecniche e scientifiche, di promozione dell’occupazione e delle innovazioni tecnologiche, studi televisivi, ecc.; d) le autorimesse collettive a livello stradale e/o a più piani sopra il piano campagna;
i tecnologiche, studi televisivi, ecc.; d) le autorimesse collettive a livello stradale e/o a più piani sopra il piano campagna; e) gli impianti tecnologici relativi alle attività di cui sopra; f) i servizi pubblici o di interesse pubblico; g) i servizi e gli uffici degli Enti locali e loro consorzi, associazioni, ecc.; h) i locali per le cure fisiche e laboratori di analisi; i) gli esercizi pubblici e gli impianti di distribuzione di carburanti, chiostri, edicole, ecc.; l) attività ricreative e sportive.
gli esercizi pubblici e gli impianti di distribuzione di carburanti, chiostri, edicole, ecc.; l) attività ricreative e sportive. Sono comunque vietate le destinazioni d’uso: • residenziali, salvo alloggi di servizio (custode) o del titolare dell’azienda nei limiti di un alloggio per azienda, per un volume residenziale massimo di mc. 500 per ciascuna unità produttiva o commerciale che raggiunga una superficie coperta di almeno mq. 1.000; l’abitazione dovrà costituire un corpo unico con l’edificio
ommerciale che raggiunga una superficie coperta di almeno mq. 1.000; l’abitazione dovrà costituire un corpo unico con l’edificio produttivo; in ogni caso per gli alloggi esistenti alla data di adozione della presente
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 32 variante generale è sempre consentito il raggiungimento della succitata volumetria (max mc. 500) 13.2 Modi di intervento 13.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti, con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. n° 380/01; 13.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica che potrà
, e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. n° 380/01; 13.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica che potrà prevedere, nel rispetto dell’art. 3 della L.R. 47/93, limitate modificazioni del proprio perimetro, con il limite massimo del 10%, sia in conseguenza della definizione esecutiva delle infrastrutture ed attrezzature pubbliche previste in sede di strumento urbanistico generale, sia per evitare procedure espropriative nei confronti di eventuali proprietà marginali dissenzienti;
mento urbanistico generale, sia per evitare procedure espropriative nei confronti di eventuali proprietà marginali dissenzienti; sono inoltre ammesse, sempre ai sensi dell’art. 3 della L.R. n° 47/93 e dell’art. 11 della L.R. 61/85, trasposizioni di zona per le motivazioni di cui al punto precedente, purché nel rispetto della capacità insediativa teorica dello strumento attuativo e senza riduzione della superficie a servizi. 13.3 Parametri edificatori 13.3.1 Indice fondiario 3 mc./mq.
o strumento attuativo e senza riduzione della superficie a servizi. 13.3 Parametri edificatori 13.3.1 Indice fondiario 3 mc./mq. 13.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00. 13.3.3 Distanza minima dalle strade in conformità alle fasce di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 13.3.4 Distanza minima tra fabbricati
i P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 13.3.4 Distanza minima tra fabbricati Semisomma delle altezze con un minimo di ml. 10.00, oppure in aderenza. 13.3.5 Distanza minima dai limiti di zona • da zona a destinazione pubblica: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, fatte salve le sopraelevazioni per le quali sono ammesse distanze inferiori, con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici;
ni per le quali sono ammesse distanze inferiori, con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici; • da zona a destinazione privata: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, nel caso che il limite di zona coincida con il limite di proprietà; nessuna limitazione nel caso di medesima proprietà.
Articolo 14 - Z.T.O. “D3” DI ESPANSIONE
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 33 13.3.6 Altezza massima ml. 14.50, salvo particolari esigenze di carattere tecnologico. Articolo 14 - Z.T.O. “D3” DI ESPANSIONE Zone destinate ad insediamenti produttivi e/o commerciali, non urbanizzate. 14.1 Destinazioni d’uso Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso con i relativi uffici: c) artigianali - industriali; d) commerciali limitatamente a: • commercio all’ingrosso, depositi commerciali, magazzini, rimesse, esposizioni commerciali;
li; d) commerciali limitatamente a: • commercio all’ingrosso, depositi commerciali, magazzini, rimesse, esposizioni commerciali; • commercio al dettaglio con esclusione delle tabelle merceologiche relative agli alimenti; • commercio al dettaglio: negozi di vicinato, medio - piccole strutture di vendita e medie strutture di vendita del settore non alimentare; c) le aziende ed enti orientati alla ricerca scientifica e tecnologica, le aziende e gli
di vendita del settore non alimentare; c) le aziende ed enti orientati alla ricerca scientifica e tecnologica, le aziende e gli enti di informatica e telematica, di produzione e applicazione software, di applicazioni tecniche e scientifiche, di promozione dell’occupazione e delle innovazioni tecnologiche, studi televisivi, ecc.; d) le autorimesse collettive a livello stradale e/o a più piani sopra il piano campagna; e) gli impianti tecnologici relativi alle attività di cui sopra;
ive a livello stradale e/o a più piani sopra il piano campagna; e) gli impianti tecnologici relativi alle attività di cui sopra; f) i servizi pubblici o di interesse pubblico; g) i servizi e gli uffici degli Enti locali e loro consorzi, associazioni, ecc.; h) i locali per le cure fisiche e laboratori di analisi; i) gli esercizi pubblici e gli impianti di distribuzione di carburanti, chiostri, edicole, ecc.; l) attività ricreative e sportive. Sono comunque vietate le destinazioni d’uso:
ibuzione di carburanti, chiostri, edicole, ecc.; l) attività ricreative e sportive. Sono comunque vietate le destinazioni d’uso: • residenziali, salvo alloggi di servizio (custode) o del titolare dell’azienda nei limiti di un alloggio per azienda, per un volume residenziale massimo di mc. 500 per ciascuna unità produttiva o commerciale che raggiunga una superficie coperta di almeno mq. 1.000; l’abitazione dovrà costituire un corpo unico con l’edificio
ommerciale che raggiunga una superficie coperta di almeno mq. 1.000; l’abitazione dovrà costituire un corpo unico con l’edificio produttivo; in ogni caso per gli alloggi esistenti alla data di adozione della presente variante generale è sempre consentito il raggiungimento della succitata volumetria (max mc. 500)
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 34 14.2 Modi di intervento 14.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti, con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), del D.P.R. n° 380/01; 14.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica che potrà prevedere le modificazioni consentite dall’art. 3 della L.R. 47/93. 14.3 Parametri edificatori 14.3.1 Rapporto massimo di copertura
vedere le modificazioni consentite dall’art. 3 della L.R. 47/93. 14.3 Parametri edificatori 14.3.1 Rapporto massimo di copertura 60% della superficie fondiaria. 14.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 14.3.3 Distanza minima dalle strade in conformità alle fasce di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 14.3.4 Distanza minima tra fabbricati
i P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 14.3.4 Distanza minima tra fabbricati Semisomma delle altezze con un minimo di ml. 10.00, oppure in aderenza. 14.3.5 Distanza minima dai limiti di zona • da zona a destinazione pubblica: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, fatte salve le sopraelevazioni per le quali sono ammesse distanze inferiori, con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici;
ni per le quali sono ammesse distanze inferiori, con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici; • da zona a destinazione privata: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, nel caso che il limite di zona coincida con il limite di proprietà; nessuna limitazione nel caso di medesima proprietà. 14.3.6 Altezza massima ml. 12.00 (dodici), salvo particolari esigenze di carattere tecnologico. 14.3.7 Costruzioni accessorie
à. 14.3.6 Altezza massima ml. 12.00 (dodici), salvo particolari esigenze di carattere tecnologico. 14.3.7 Costruzioni accessorie Sono ammesse tettoie aperte a protezione di cicli, motocicli ed autoveicoli, dell’altezza massima esterna di gronda di ml. 2.20 in deroga dal computo della superficie coperta, purché in ogni caso la distanza tra il bordo e le costruzioni sia almeno pari alla distanza stabilita di norma per i corpi di fabbrica dai confini. 14.3.8 Aree a servizi
rdo e le costruzioni sia almeno pari alla distanza stabilita di norma per i corpi di fabbrica dai confini. 14.3.8 Aree a servizi La superficie da destinare a servizi non può essere inferiore a quanto previsto dall’art. 25 della L.R. 61/85, in ragione del 10% per opere di urbanizzazione primaria e del 4%
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 35 per opere di urbanizzazione secondaria; il rimanente 6% per opere di urbanizzazione secondaria dovrà essere monetizzato in riferimento al valore delle aree edificabili e delle opere e servizi che non verranno realizzati. L’urbanizzazione delle Z.T.O. D3 e D8 di espansione deve prevedere anche la realizzazione della “Viabilità principale di supporto alle zone produttive” e dei raccordi alla “Viabilità di collegamento”, così come individuato nella tav. n° 4
ncipale di supporto alle zone produttive” e dei raccordi alla “Viabilità di collegamento”, così come individuato nella tav. n° 4 “Indicazioni progettuali per la viabilità” della “variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 3/2002 per le zone produttive e nell’elaborato grafico allegato al protocollo d’intesa sottoscritto con la Provincia di Padova in data 27.08.03”, compresa quella individuata nell’ambito della Z.T.O. F6 - Parco per impianti sportivi
la Provincia di Padova in data 27.08.03”, compresa quella individuata nell’ambito della Z.T.O. F6 - Parco per impianti sportivi ed attrezzature di interesse generale di collegamento tra via S. Pellico e G. Mameli. Per le destinazioni commerciali e comunque per destinazioni che comportano afflusso di pubblico, realizzabili mediante nuove costruzioni, ristrutturazioni e/o cambi di destinazione d’uso, anche senza opere, deve essere prevista una dotazione minima di
e costruzioni, ristrutturazioni e/o cambi di destinazione d’uso, anche senza opere, deve essere prevista una dotazione minima di parcheggi e spazi di manovra pubblici, dimensionati in misura non inferiore alle quantità minime prescritte dall’art. 13 della L.R. 37/99. 14.3.9 Sistemazione dell’area scoperta dei lotti • L’area scoperta dei lotti deve essere sistemata a verde o per la sosta e manovra dei veicoli; • ogni lotto destinato ad attività produttiva deve essere dotato di spazi per
mata a verde o per la sosta e manovra dei veicoli; • ogni lotto destinato ad attività produttiva deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di veicoli in misura non inferiore a mq. 1 (uno) per ogni mq. 5 (cinque) di superficie lorda di pavimento e di spazi per verde in misura non inferiore a mq. 1 (uno) per ogni mq. 5 (cinque) di superficie lorda di pavimento; • ogni edificio commerciale deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di
5 (cinque) di superficie lorda di pavimento; • ogni edificio commerciale deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di automezzi in misura non inferiore alle percentuali, da ricavarsi nell’ambito del lotto o in area funzionalmente collegata, previste dall’art. 13 della L.R. 37/99; • la spesa complessiva di realizzazione della viabilità di cui al presente punto viene pertanto accollata alle Z.T.O. D3 e D8; • pertanto in sede di S.U.A. deve essere prevista la realizzazione degli interventi di
e pertanto accollata alle Z.T.O. D3 e D8; • pertanto in sede di S.U.A. deve essere prevista la realizzazione degli interventi di viabilità summenzionata; • l’Amministrazione Comunale dovrà disciplinare con apposito atto le modalità di riparto della spesa complessiva di cui ai precedenti commi. 14.3.10 Caratteri degli interventi • In sede di redazione dello strumento attuativo dovrà essere assicurata una distanza adeguata di salvaguardia dalla Z.T.O. residenziale “periurbana di completamento”,
attuativo dovrà essere assicurata una distanza adeguata di salvaguardia dalla Z.T.O. residenziale “periurbana di completamento”, in modo da evitare la costruzione di fabbricati ad uso produttivo o commerciale immediatamente a ridosso delle unità abitative esistenti; • nella progettazione esecutiva della viabilità principale che delimita la zona di espansione dovrà essere assicurata la tutela dei fabbricati residenziali esistenti ai fini di limitare l’inquinamento acustico;
espansione dovrà essere assicurata la tutela dei fabbricati residenziali esistenti ai fini di limitare l’inquinamento acustico; • in sede di progettazione unitaria vanno inoltre definiti gli accessi carrabili, in particolare quelli interessanti la fascia di rispetto, le mascherature laterali e comunque quanto necessario per l’attuazione di un intervento coordinato;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 36 • le zone di accumulo non possono avere altezze superiori a ml. 4.00 (quattro). 14.3.11 Indici ecologici 14.3.11a Indice di permeabilità fondiaria non inferiore al 30% della superficie fondiaria. 14.3.11b Alberature e arbusti alberature: non inferiori a 40 unità/ettaro di superficie territoriale e arbusti a 60 unità/ettaro. 14.3.11c Vasche di accumulo All’interno dell’ambito del Piano Urbanistico Attuativo (P.U.A.) o all’esterno nelle
0 unità/ettaro. 14.3.11c Vasche di accumulo All’interno dell’ambito del Piano Urbanistico Attuativo (P.U.A.) o all’esterno nelle aree immediatamente contermini dovrà essere prevista una vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha o altra forma di invaso di capacità equivalente. La vasca e/o l’invaso realizzati in aree contermini all’ambito di intervento del P.U.A. devono considerarsi opere di urbanizzazione primaria e come tali da trasferire
Articolo 15 - Z.T.O. “D4” PRODUTTIVA MISTA DI
ee contermini all’ambito di intervento del P.U.A. devono considerarsi opere di urbanizzazione primaria e come tali da trasferire gratuitamente , con l’area di pertinenza, in proprietà del Comune. Articolo 15 - Z.T.O. “D4” PRODUTTIVA MISTA DI RISTRUTTURAZIONE Comprende un’area parzialmente edificata interessata dalla compresenza di più attività (artigianato - commercio). 15.1 Destinazioni d’uso a) attività commerciali; b) uffici pubblici e privati; c) pubblici esercizi;
(artigianato - commercio). 15.1 Destinazioni d’uso a) attività commerciali; b) uffici pubblici e privati; c) pubblici esercizi; d) artigianato di servizio e produzione; e) abitazione del custode e/o titolare dell’attività per un volume residenziale massimo di 500 mc. per ciascuna unità che raggiunge una superficie coperta di almeno 1.000 mq.; tale volume dovrà costituire corpo unico con quello interessato dall’attività in ogni caso per gli alloggi esistenti alla data di adozione della
à costituire corpo unico con quello interessato dall’attività in ogni caso per gli alloggi esistenti alla data di adozione della presente variante generale è sempre consentito il raggiungimento della succitata volumetria (max mc. 500); f) attività sportive e ricreative.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 37 15.2 Modi di intervento 15.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la zona gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01. 15.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo - Piano di recupero, volto al recupero e riqualificazione urbanistica ed edilizia attraverso: • la ristrutturazione singola e d’insieme degli edifici esistenti; • la costruzione di nuovi edifici;
ca ed edilizia attraverso: • la ristrutturazione singola e d’insieme degli edifici esistenti; • la costruzione di nuovi edifici; • la costruzione di spazi pubblici di servizio; • la riorganizzazione della viabilità e dell’arredo urbano. Il P. di R. potrà prevedere, nel rispetto dell’art. 3 della L.R. 47/93, limitate modificazioni del proprio perimetro, con il limite massimo del 10%, sia in conseguenza della definizione esecutiva delle infrastrutture ed attrezzature
io perimetro, con il limite massimo del 10%, sia in conseguenza della definizione esecutiva delle infrastrutture ed attrezzature pubbliche previste in sede di strumento urbanistico generale, sia per evitare procedure espropriative nei confronti di eventuali proprietà marginali dissenzienti. Sono inoltre ammesse, sempre ai sensi dell’art. 3 della L.R. 47/93 e dell’art. 11 della L.R. 61/85, trasposizioni di zona per le motivazioni di cui al punto
ai sensi dell’art. 3 della L.R. 47/93 e dell’art. 11 della L.R. 61/85, trasposizioni di zona per le motivazioni di cui al punto precedente, purché nel rispetto della capacità insediativa teorica dello strumento attuativo e senza riduzione della superficie a servizi. 15.3 Parametri edificatori 15.3.1 Rapporto massimo di copertura 50% della superficie fondiaria 15.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 15.3.3 Distanza minima dalle strade
a minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 15.3.3 Distanza minima dalle strade In conformità alle fasce di rispetto riportate nella tavola di P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 15.3.4 Distanza tra fabbricati Semisomma delle altezze con un minimo di ml. 10.00, oppure in aderenza. 15.3.5 Distanza minima dai limiti di zona • da zona a destinazione pubblica: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, fatte
. 15.3.5 Distanza minima dai limiti di zona • da zona a destinazione pubblica: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, fatte salve le sopraelevazioni per le quali sono ammesse distanze inferiori, con il vincolo di non sopravanzare comunque il fronte verso gli spazi pubblici;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 38 • da zona a destinazione privata: 1/2 dell’altezza con un minimo di ml. 5.00, nel caso che il limite di zona coincida con il limite di proprietà, nessuna limitazione nel caso di medesima proprietà. 15.3.6 Altezza massima ml. 12.00. 15.3.7 Costruzioni accessorie Sono ammesse tettoie aperte a protezione di cicli, motocicli ed autoveicoli, dell’altezza massima esterna di gronda di ml. 2.20 in deroga dal computo della
a protezione di cicli, motocicli ed autoveicoli, dell’altezza massima esterna di gronda di ml. 2.20 in deroga dal computo della superficie coperta, purché in ogni caso la distanza tra il bordo e le costruzioni sia almeno pari alla distanza stabilita di norma per i corpi di fabbrica dai confini. 15.3.8 Aree a servizi Il Piano di Recupero relativo agli interventi dovrà individuare una superficie da destinare a servizi non inferiore al 5% dell’area per opere di urbanizzazione primaria
venti dovrà individuare una superficie da destinare a servizi non inferiore al 5% dell’area per opere di urbanizzazione primaria e al 5% della superficie dell’area per opere di urbanizzazione secondaria, mentre gli interventi di carattere commerciale dovranno rispettare i parametri minimi previsti dagli artt. 25 della L.R. n° 61/85 e 13 della L.R. n° 37/99. 15.3.9 Sistemazione dell’area scoperta dei lotti • L’area scoperta dei lotti deve essere sistemata a verde o per la sosta e manovra dei veicoli;
one dell’area scoperta dei lotti • L’area scoperta dei lotti deve essere sistemata a verde o per la sosta e manovra dei veicoli; • ogni lotto destinato ad attività artigianale deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di veicoli in misura non inferiore a mq. 1 per ogni mq. 5 di superficie lorda di pavimento e di spazi per verde in misura non inferiore a mq. 1 per ogni mq. 2.5 di superficie lorda di pavimento; • ogni edificio commerciale deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di
ni mq. 2.5 di superficie lorda di pavimento; • ogni edificio commerciale deve essere dotato di spazi per parcheggio e manovra di veicoli in misura non inferiore alle percentuali, da ricavarsi nell’ambito del lotto o in area funzionalmente collegata, previste dall’art. 13 della L.R. n° 37/99; • in ogni lotto deve essere prevista una dotazione minima di parcheggio pari a 2,5 mq. di superficie lorda di pavimento in misura non inferiore a 1 mq. ogni 2.5 mq.
una dotazione minima di parcheggio pari a 2,5 mq. di superficie lorda di pavimento in misura non inferiore a 1 mq. ogni 2.5 mq. di superficie lorda di pavimento per interventi di ristrutturazione e cambio di destinazione d’uso, anche senza opere. 15.3.9 Indici ecologici 15.3.9a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria. 15.3.9b Alberature e arbusti Alberature non inferiori a 40 unità/ettaro di superficie territoriale e arbusti a 60 unità/ettaro.
Articolo 16 - Z.T.O. “D5” STAZIONI DI RIFORNIMENTO E SERVIZIO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 39 15.3.9c Vasche di accumulo All’interno della Z.T.O. D4 dovrà essere prevista una vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha ha realizzare anche mediante l’abbassamento di parte dell’area a verde pubblico. Articolo 16 - Z.T.O. “D5” STAZIONI DI RIFORNIMENTO E SERVIZIO Comprende una porzione di territorio destinata esclusivamente all’insediamento di stazioni di rifornimento e di servizio nel rispetto dei criteri e dei requisiti contenuti nell’allegato alla
all’insediamento di stazioni di rifornimento e di servizio nel rispetto dei criteri e dei requisiti contenuti nell’allegato alla D.G.R.V. n° 4433 del 07.12.1999 e attività commerciali di supporto alla mobilità. Le strutture per carburanti sono disciplinate da: D.L.G.S. n° 32/1998 nonché dalla D.G.R. 4433/99 che prevalgono in caso di contrasto con le presenti norme. 16.1 Destinazioni d’uso a) strutture per l’assistenza meccanica, impianti di lavaggio, gommista;
ontrasto con le presenti norme. 16.1 Destinazioni d’uso a) strutture per l’assistenza meccanica, impianti di lavaggio, gommista; b) attività commerciali connesse con l’assistenza meccanica; c) stazioni di rifornimento e di servizio nel rispetto dei criteri e dei requisiti contenuti nell’allegato alla D.G.R.V. n° 4433 del 07.12.1999, eccetto che per i parametri di seguito specificati; d) esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e relativi servizi connessi con l’attività principale;
ti; d) esercizi per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e relativi servizi connessi con l’attività principale; e) attività sportive e ricreative. 16.2 Modi di intervento Strumento Urbanistico Attuativo. 16.3 Parametri edificatori 16.3.1 Rapporto medio di copertura 40% della superficie fondiaria 16.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 16.3.3 Distanza minima dalle strade ml. 10.00 dalle altre strade
ietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 16.3.3 Distanza minima dalle strade ml. 10.00 dalle altre strade 16.3.4 Distanza tra fabbricati Semisomma delle altezze con un minimo di ml. 10.00.
Articolo 17 - Z.T.O. “D6” TURISTICO - RICETTIVA
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 40 16.3.5 Altezza massima ml. 7.00. Articolo 17 - Z.T.O. “D6” TURISTICO - RICETTIVA Comprende porzione di territorio edificato interessata da una attività con destinazione turistico
- ricettiva. 17.1 Destinazioni d’uso a) alberghiera, ovvero le strutture ricettive aperte al pubblico a gestione unitaria, che forniscono alloggio e altri servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o parti di stabile ed eventualmente vitto;
forniscono alloggio e altri servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o parti di stabile ed eventualmente vitto; b) residenze turistico - alberghiere ovvero gli esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi accessori in unità abitative arredate costituite da uno o più locali, dotate di servizio autonomo di cucina; c) funzioni accessorie e complementari quali: alloggio del proprietario e dei
più locali, dotate di servizio autonomo di cucina; c) funzioni accessorie e complementari quali: alloggio del proprietario e dei dipendenti, negozi, luoghi di svago, uffici nel limite massimo del 10% della volumetria ammessa; d) attività sportive e ricreative. 17.2 Modi di intervento 17.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. n° 380/01.
bile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. n° 380/01. 17.2.2 tipo b) nuova edificazione e/o ampliamento con intervento diretto secondo le indicazioni delle tavole di P.R.G. ed i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo. 17.3 Parametri edificatori 17.3.1 Indice di edificabilità Incremento volumetrico max: + 20% del volume esistente. 17.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà
Indice di edificabilità Incremento volumetrico max: + 20% del volume esistente. 17.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 6.00.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 41 17.3.3 Distacco minimo dalle strade In conformità alle fasce di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 17.3.4 Distanza minima tra fabbricati Semisomma delle altezze con un minimo di ml. 10.00. 17.3.5 Altezza massima ml. 12.00. 17.3.6 Aree a servizi Per gli interventi di nuova edificazione e/o ampliamento, la superficie da destinare a
Articolo 18 - Z.T.O. “D7” AGROINDUSTRIALE
massima ml. 12.00. 17.3.6 Aree a servizi Per gli interventi di nuova edificazione e/o ampliamento, la superficie da destinare a parcheggio pubblico o di uso pubblico non sarà inferiore ad un posto macchina ogni due posti letto per le destinazioni turistico ricettive; per le altre destinazioni d’uso ammesse si applicano le norme generali per le zone residenziali. Articolo 18 - Z.T.O. “D7” AGROINDUSTRIALE Complesso di strutture edilizie ed impianti non collegati con nesso funzionale a uno specifico
18 - Z.T.O. “D7” AGROINDUSTRIALE Complesso di strutture edilizie ed impianti non collegati con nesso funzionale a uno specifico rustico, ma destinati alla conservazione, trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti prevalentemente agricoli o al servizio dell’agricoltura. Sono inoltre consentite le edificazioni di attrezzature artigianali/commerciali esclusivamente al servizio dell’agricoltura. 18.1 Destinazioni d’uso a) Conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti
amente al servizio dell’agricoltura. 18.1 Destinazioni d’uso a) Conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti prevalentemente agricoli al servizio dell’agricoltura; b) Attività sportive e ricreative. 18.2 Modi di intervento 18.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01. 18.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo.
3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01. 18.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo. 18.3 Parametri edificatori 18.3.1 Rapporto massimo di copertura 40% della superficie fondiaria.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 42 18.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 6.00. 18.3.3 Distanza minima dalle strade In conformità alle fasce di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 18.3.4 Distanza tra fabbricati Non minore all’altezza del fabbricato più alto con un minimo di ml. 10.00 o in aderenza. 18.3.5 Distanza minima dai limiti di zona
n minore all’altezza del fabbricato più alto con un minimo di ml. 10.00 o in aderenza. 18.3.5 Distanza minima dai limiti di zona 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 18.3.6 Altezza massima ml. 12.00. 18.3.7 Aree a servizi Lo strumento urbanistico attuativo dovrà individuare una superficie da destinare a servizi sulla base di quanto stabilito dall’art. 25 della L.R. 61/85. 18.3.8 Indici ecologici 18.3.8a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria
Articolo 19 - Z.T.O. “D8” PER SERVIZI ALLE IMPRESE
lla L.R. 61/85. 18.3.8 Indici ecologici 18.3.8a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria 18.3.8b Alberature e arbusti Alberature non inferiori a 40 unità/ettaro e arbusti a 60 unità/ettaro di superficie territoriale. Articolo 19 - Z.T.O. “D8” PER SERVIZI ALLE IMPRESE Comprende porzione di aree localizzate lungo la S.S. n° 16 a ridosso degli insediamenti produttivi esistenti ed in progetto, destinate all’insediamento di attività ed attrezzature di
° 16 a ridosso degli insediamenti produttivi esistenti ed in progetto, destinate all’insediamento di attività ed attrezzature di servizio pubbliche e private, di supporto alle imprese. 19.1 Destinazioni d’uso a) uffici pubblici e privati; b) attività di servizio alle imprese (banche, assicurazioni, ....); c) attività di autotrasporto e spedizione merci; d) artigianato di servizio; e) autorimesse collettive (pubbliche o private); f) alberghi, motel, esercizi di ristorazione e simili;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 43 g) strutture fieristiche e congressuali; h) impianti ed attrezzature sportive pubbliche e private; i) attività sportive e ricreative. 19.2 Modi di intervento 19.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. n° 380/01. 19.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica. 19.3 Parametri edificatori
, f) del D.P.R. n° 380/01. 19.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica. 19.3 Parametri edificatori 19.3.1 Rapporto massimo di copertura 40% della superficie fondiaria. 19.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 19.3.3 Distanza minima dalle strade In conformità alle fasce di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. . nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00.
di rispetto riportate nelle tavole di P.R.G. . nel rispetto del D.M. 1 aprile 1968 n° 1404 e comunque non inferiore a ml. 10.00. 19.3.4 Distanza tra fabbricati Non minore all’altezza del fabbricato più alto con un minimo di ml. 10.00 o in aderenza. 19.3.5 Distanza minima dai limiti di zona 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 19.3.6 Altezza massima Secondo S.U.A.. 19.3.7 Aree a servizi Lo strumento urbanistico attuativo dovrà individuare una superficie da destinare a
massima Secondo S.U.A.. 19.3.7 Aree a servizi Lo strumento urbanistico attuativo dovrà individuare una superficie da destinare a servizi sulla base di quanto stabilito dall’art. 25 della L.R. 61/85 e dell’art. 13 della L.R. 37/99. L’urbanizzazione di tali aree deve prevedere anche, in quota parte, la realizzazione della “Viabilità di supporto alle zone produttive” e dei raccordi alla “Viabilità di collegamento”, così come indicato nella tav. n° 4 “Indicazioni progettuali per la
produttive” e dei raccordi alla “Viabilità di collegamento”, così come indicato nella tav. n° 4 “Indicazioni progettuali per la viabilità” allegata alla variante parziale al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 3 del 21.01.2002 per le zone produttive, compresa quella individuata nella Z.T.O. F6 - Parco per impianti sportivi ed attrezzature di interesse generale. L’urbanizzazione delle Z.T.O. D3 e D8 di espansione deve prevedere anche la
anti sportivi ed attrezzature di interesse generale. L’urbanizzazione delle Z.T.O. D3 e D8 di espansione deve prevedere anche la realizzazione della “Viabilità principale di supporto alle zone produttive” e dei raccordi alla “Viabilità di collegamento”, così come individuato nella tav. n° 4
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 44 “Indicazioni progettuali per la viabilità” della “variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 3/2002 per le zone produttive”, compresa quella individuata nella Z.T.O. F6 - Parco per impianti sportivi ed attrezzature di interesse generale. La spesa complessiva di realizzazione della viabilità di cui al presente punto viene pertanto accollata alle Z.T.O. D3 e D8. 19.3.8 Indici ecologici 19.3.8a Indice di permeabilità fondiaria
al presente punto viene pertanto accollata alle Z.T.O. D3 e D8. 19.3.8 Indici ecologici 19.3.8a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria 19.3.8b Alberature e arbusti Alberature non inferiori a 40 unità/ettaro e arbusti a 60 unità/ettaro di superficie territoriale. 19.3.8c Vasche di accumulo All’interno della Z.T.O. D8 deve essere prevista una vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha da realizzare anche mediante l’abbassamento di parte dell’area a verde pubblico.
Articolo 20 - Z.T.O. “D9” ZONA DI RISTRUTTURAZIONE
a vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha da realizzare anche mediante l’abbassamento di parte dell’area a verde pubblico. Articolo 20 - Z.T.O. “D9” ZONA DI RISTRUTTURAZIONE RESIDENZIALE - COMMERCIALE - DIREZIONALE - ARTIGIANALE DI SERVIZIO Comprende area parzialmente degradate, a destinazione mista, con presenza di attività dismesse. 20.1 Destinazioni d’uso a) residenza; b) attività commerciali; c) attività direzionali; d) uffici pubblici e privati;
dismesse. 20.1 Destinazioni d’uso a) residenza; b) attività commerciali; c) attività direzionali; d) uffici pubblici e privati; e) magazzini e depositi commerciali (esclusi quelli all’ingrosso), limitatamente ai piani terreni; f) laboratori artigianali di servizio, limitatamente alle attività che non producono rumori, fumi e odori molesti, contrari all’igiene ed al decoro, con un massimo di 250 mq. di superficie utile e mc. 1.000 di volume;
ri, fumi e odori molesti, contrari all’igiene ed al decoro, con un massimo di 250 mq. di superficie utile e mc. 1.000 di volume; g) tutte le attrezzature pubbliche e di interesse pubblico compatibili; h) poliambulatori medici, laboratori di analisi, cliniche, ecc.; i) sale da esposizione e convegni; l) tutte quelle destinazioni d’uso che a giudizio del Dirigente, sentita la Commissione Edilizia, sono coerenti con le caratteristiche residenziali; m) attività sportive e ricreative.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 45 20.2 Modi di intervento 20.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), del D.P.R. 380/01. 20.2.2 tipo b) con piano di recupero per la riqualificazione urbanistica ed edilizia della zona. 20.3 Parametri edificatori 20.3.1 Indice massimo di edificabilità territoriale • Superficie territoriale di zona: 2.00 mc/mq;
a. 20.3 Parametri edificatori 20.3.1 Indice massimo di edificabilità territoriale • Superficie territoriale di zona: 2.00 mc/mq; • Z.T.O. F3 interna agli S.U.A. D9/1 – D9/2: 0,5 mc/mq; di cui: • residenza: max 50% del volume complessivo edificabile; • altre destinazioni ammesse: min. 50% del volume complessivo edificabile. 20.3.1bis Per l’edilizia esistente alla data di adozione della presente Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali
adozione della presente Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali quelli accostati e/o sovrapposti, un volume massimo, compreso l’esistente, di mc. 800 per ogni unità; in alternativa è consentito, mediante convenzione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa, ferma restando la tipologia
a e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per unità abitativa, ferma restando la tipologia edilizia. In quest’ultimo caso l’ampliamento non può essere utilizzato per la formazione di nuove unità abitative e può essere concesso anche in più soluzioni. 20.3.2 Rapporto massimo di copertura 40% della superficie fondiaria 20.3.3 Distanza minima dai confini di proprietà Secondo le indicazioni del Piano di Recupero. 20.3.4 Distanza minima dalla strada
0.3.3 Distanza minima dai confini di proprietà Secondo le indicazioni del Piano di Recupero. 20.3.4 Distanza minima dalla strada Secondo le indicazioni del Piano di Recupero. 20.3.5 Distanza tra fabbricati Secondo le indicazioni del Piano di Recupero. 20.3.6 Distanza minima dai limiti di zona 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 20.3.7 Altezza massima Secondo le indicazioni del Piano di Recupero.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 46 20.3.8 Aree a servizi Lo strumento urbanistico attuativo dovrà individuare aree a servizi non inferiori a quelle previste dagli artt. 25 e 26 della L.R. 61/85 e dell’art. 13 della L.R. 37/99. 20.3.9 Indici ecologici 20.3.9a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria 20.3.9b Alberature e arbusti Alberature non inferiori a 40 unità/ettaro e arbusti a 60 unità/ettaro di superficie territoriale. 20.3.9c Vasche di accumulo
Articolo 21 - Z.T.O. “D10” ZONA DI RISTRUTTURAZIONE
ti Alberature non inferiori a 40 unità/ettaro e arbusti a 60 unità/ettaro di superficie territoriale. 20.3.9c Vasche di accumulo Dovrà essere prevista una vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha da realizzare anche mediante l’abbassamento di parte dell’area a verde pubblico. 20.3.10 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia Secondo la prefigurazione urbanistica planivolumetrica tridimensionale (e/o rendering) prevista nello strumento attuativo. Articolo 21 - Z.T.O. “D10” ZONA DI RISTRUTTURAZIONE
Articolo 21 - Z.T.O. “D10” ZONA DI RISTRUTTURAZIONE
umetrica tridimensionale (e/o rendering) prevista nello strumento attuativo. Articolo 21 - Z.T.O. “D10” ZONA DI RISTRUTTURAZIONE COMMERCIALE - DIREZIONALE - ARTIGIANALE Comprende un’area parzialmente degradata, a destinazione mista, con presenza di attività dimesse. 21.1 Destinazioni d’uso a) attività commerciali; b) attività direzionali; c) uffici pubblici e privati; d) magazzini e depositi commerciali (esclusi quelli all’ingrosso), limitatamente ai piani terreni ed interrati;
blici e privati; d) magazzini e depositi commerciali (esclusi quelli all’ingrosso), limitatamente ai piani terreni ed interrati; e) laboratori artigianali di servizio, limitatamente alle attività che non producono rumori, fumi e odori molesti, contrari all’igiene ed al decoro, con un massimo di 250 mq. di superficie utile e mc. 1.000 di volume, fatto salvo quanto previsto all’art. 22; f) tutte le attrezzature pubbliche e di interesse pubblico compatibili;
.000 di volume, fatto salvo quanto previsto all’art. 22; f) tutte le attrezzature pubbliche e di interesse pubblico compatibili; g) poliambulatori medici, laboratori di analisi, cliniche, ecc.; h) sale da esposizione e convegni; i) attività sportive e ricreative.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 47 21.2 Modi di intervento 21.2.1 tipo a) sono sempre ammessi per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la zona, gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d) del D.P.R. 380/01. 21.2.2 tipo b) con strumento urbanistico attuativo volto al recupero e riqualificazione urbanistica ed edilizia della zona. 21.3 Parametri edificatori 21.3.1 Rapporto massimo di copertura
recupero e riqualificazione urbanistica ed edilizia della zona. 21.3 Parametri edificatori 21.3.1 Rapporto massimo di copertura 30% della superficie fondiaria, comprensiva dell’area in proprietà da riservare a servizi con vincolo di destinazione a parcheggio privato ad uso pubblico; non rientrano nel calcolo della superficie coperta le tettoie aperte a sbalzo in aderenza ai fabbricati fino alla profondità massima di ml. 5,00 e nei limiti del 10% della
coperta le tettoie aperte a sbalzo in aderenza ai fabbricati fino alla profondità massima di ml. 5,00 e nei limiti del 10% della superficie coperta, da utilizzarsi per carico e scarico e/o aree di sosta, nel rispetto delle distanze dai confini e distacchi tra edifici; le tettoie dovranno essere coerenti ed in armonia con l’edificio principale ed il suo contesto. 21.3.1bis Per l’edilizia esistente alla data di adozione della presente Variante Generale:
ificio principale ed il suo contesto. 21.3.1bis Per l’edilizia esistente alla data di adozione della presente Variante Generale: • è sempre consentito, per gli edifici unifamiliari esistenti, intendendosi come tali quelli accostati e/o sovrapposti, un volume massimo, compreso l’esistente, di mc. 800 per ogni unità; in alternativa è consentito, mediante convenzione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20%
ernativa è consentito, mediante convenzione o impegnativa unilaterale registrata e trascritta, l’ampliamento volumetrico del 20% fino ad un massimo di mc. 150 per ogni unità abitativa, ferma restando la tipologia edilizia. In quest’ultimo caso l’ampliamento non può essere utilizzato per la formazione di nuove unità abitative e, può essere concesso, anche in più soluzioni. 21.3.2 Distanza minima dai confini di proprietà Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico. 21.3.3 Distanza minima dalla strada
Distanza minima dai confini di proprietà Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico. 21.3.3 Distanza minima dalla strada Non inferiore a ml. 10.00. 21.3.4 Distanza tra fabbricati Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico di iniziativa pubblica. 21.3.5 Distanza minima dai limiti di zona 1/2 dell’altezza del fabbricato con un minimo di ml. 5.00. 21.3.6 Altezza massima Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico attuativo. 21.3.7 Aree a servizi
n minimo di ml. 5.00. 21.3.6 Altezza massima Secondo le indicazioni dello strumento urbanistico attuativo. 21.3.7 Aree a servizi Lo strumento urbanistico attuativo dovrà individuare aree a servizi non inferiori a quelle previste dagli artt. 25 e 26 della L.R. 61/85 e dell’art. 13 della L.R. 37/99.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 48 21.3.8 Indici ecologici 21.3.8a Indice di permeabilità fondiaria Non inferiore al 30% della superficie fondiaria 21.3.8b Alberature e arbusti Alberature non inferiori a 40 unità/ettaro e arbusti a 60 unità/ettaro di superficie territoriale. 21.3.8c Vasche di accumulo Dovrà essere prevista una vasca di accumulo della capacità di 300 mc/ha da realizzare anche mediante l’abbassamento di parte dell’area a verde pubblico. 21.3.9 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia
Articolo 22 - Z.T.O. “D11”
izzare anche mediante l’abbassamento di parte dell’area a verde pubblico. 21.3.9 Caratteri degli interventi e tipologia edilizia Secondo la prefigurazione urbanistica planivolumetrica tridimensionale (e/o rendering) prevista nello strumento attuativo. Articolo 22 - Z.T.O. “D11” Comprende le parti del territorio destinate ad insediamenti artigianali e a magazzinaggio esistente in cui si intende conservare la destinazione d’uso ed ammettere la ristrutturazione, la
artigianali e a magazzinaggio esistente in cui si intende conservare la destinazione d’uso ed ammettere la ristrutturazione, la ricostruzione, l’ampliamento nonché nuove costruzioni sulle aree residue non ancora edificate. Il rilascio di concessioni edilizie per nuove costruzioni è ammesso a condizione che le costruzioni stesse non siano inquinanti e che garantiscano idonee condizioni di lavoro e di salvaguardia dell’ambiente. L’attività commerciale ammessa nelle zone D11 deve avere per oggetto la sola
PARAMETRI EDIFICATORI
ndizioni di lavoro e di salvaguardia dell’ambiente. L’attività commerciale ammessa nelle zone D11 deve avere per oggetto la sola commercializzazione dei prodotti dell’azienda. Nella zona D11 la superficie da destinare a standards non può essere inferiore al 5% per le opere di urbanizzazione primaria ed al 5% per le opere di urbanizzazione secondaria. Sono ammesse attività sportive e ricreative. PARAMETRI EDIFICATORI
- Tipologia edilizia Te = fabbricati isolati
- Altezza del fabbricato H = ml. 8.50
PARAMETRI EDIFICATORI
portive e ricreative. PARAMETRI EDIFICATORI
- Tipologia edilizia Te = fabbricati isolati
- Altezza del fabbricato H = ml. 8.50
- Distacco dal ciglio stradale Ds =m. 10.00
- Distacco dal confine Dc = m. 5.00
- Distacco tra fabbricati Df = m. 10.00
- Indice di edificabilità fondiaria If = mc/mq
- Indice di edificabilità territoriale It = mc/mq
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 49 8) Numero dei piani fuori terra n° 9) Rapporto di copertura Rc = 0.40 dell’area del lotto 10) Superficie del lotto Sl = mq. 2.500 11) Volume minimo edificabile Sm = 75% della superficie massima 12) Superficie coperta Sc = mq. 1.000 (sup. mass.) 13) Superficie a parcheggio privato Spp = mq. 1/10 del volume per la parte residenziale 14) Lunghezza del fronte edificio Lfe = m. 15) Destinazione superfici scoperte 16) Porticati 17) Cavedi 18) Corpi staccati
Articolo 23 - INTERVENTI SULL’ESISTENTE - SETTORE
ziale 14) Lunghezza del fronte edificio Lfe = m. 15) Destinazione superfici scoperte 16) Porticati 17) Cavedi 18) Corpi staccati Articolo 23 - INTERVENTI SULL’ESISTENTE - SETTORE PRODUTTIVO COMMERCIALE Le attività produttive e commerciali ubicate “fuori zona” sono suddivise in tre categorie:
- Attività produttive esistenti da confermare, ampliabili in conformità alle schede di intervento della Variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 42 in data 27.06.2001 purchè
i in conformità alle schede di intervento della Variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 42 in data 27.06.2001 purchè individuate e riconfermate nella presente Variante; 2) Attività esistenti da bloccare; 3) Attività esistenti da trasferire. 23.1 Attività produttive esistenti da confermare, ampliabili in conformità alle schede di intervento della variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 42 in data 27.06.2001 purché individuate e
à alle schede di intervento della variante al P.R.G. adottata con delibera di C.C. n° 42 in data 27.06.2001 purché individuate e riconfermate nella presente Variante (D.G.R.V. N° 1341 del 7 maggio 2004) 23.1.1 Modi di intervento Tipo a) sono sempre ammessi gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma,lettere a), b), c), d), del D.P.R. 380/01; Tipo b) con intervento diretto convenzionato, secondo le indicazioni riportate nelle schede tecniche della variante. 23.1.2 Parametri edificatori
vento diretto convenzionato, secondo le indicazioni riportate nelle schede tecniche della variante. 23.1.2 Parametri edificatori Come da schede approvate con la variante 42/2001.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 50 23.2 Attività esistenti da bloccare Sono da considerarsi da bloccare: • le attività produttive ricadenti all’interno delle zone significative che abbiano già raggiunto i limiti dimensionali di cui all’art. 41 delle Norme di attuazione del P.T.R.C.; • le attività produttive ricadenti all’interno delle zone agricole, non individuate come attività da confermare. 23.2.1 Modi di intervento Sono ammessi esclusivamente gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b),
da confermare. 23.2.1 Modi di intervento Sono ammessi esclusivamente gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3) del D.P.R. 380/01. 23.3 Attività da trasferire Sono da trasferire: • tutte le attività produttive ricadenti all’interno delle zone residenziali dichiarabili insalubri di 1a e 2a classe; • tutte le attività produttive ricadenti all’interno delle zone residenziali che siano fonte di emissioni inquinanti;
2a classe; • tutte le attività produttive ricadenti all’interno delle zone residenziali che siano fonte di emissioni inquinanti; • tutte le attività produttive ricadenti all’interno delle zone residenziali che abbiano caratteristiche tipologiche-costruttive contrastanti con l’edilizia al contorno; • tutte le attività individuate con apposita simbologia nella tav. 13.3. 23.2.2 Modi di intervento Sono ammessi esclusivamente gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b),
lla tav. 13.3. 23.2.2 Modi di intervento Sono ammessi esclusivamente gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01. Tipo a) trattandosi di attività da trasferire, sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria per adeguamento alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza; Tipo b) strumento urbanistico attuativo volto a ristrutturazione urbanistica degli immobili, secondo quanto disposto per la zona in cui ricadono.
urbanistico attuativo volto a ristrutturazione urbanistica degli immobili, secondo quanto disposto per la zona in cui ricadono. 23.4 Tutela dell’ambiente Gli edifici ed i manufatti devono edere integrati nell’ambiente anche a mezzo di alberature di alto fusto disposte in modo da ridurre l’impatto visuale dei manufatti. 23.5 Parcheggio alberato Queste aree devono essere attentamente studiate in modo tale da inserirsi nel contesto
e dei manufatti. 23.5 Parcheggio alberato Queste aree devono essere attentamente studiate in modo tale da inserirsi nel contesto urbano come aree verdi attrezzate per la sosta dei veicoli e tali da contribuire ad arricchire il paesaggio urbano.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 51 Il corredo vegetale ed arboreo dovrà corrispondere alle caratteristiche richieste per le piantagioni stradali. L’area può essere delimitata da muretti bassi, o meglio, con spalliere verdi guarnite di alberi di alto fusto, piantati in filare lungo il perimetro ed all’interno dell’area in modo da proteggere i veicoli dai raggi solari. 23.6 Quinte alberate Dove previsto le quinte alberate saranno costituite da filari di alberi d’alto fusto e/o
dai raggi solari. 23.6 Quinte alberate Dove previsto le quinte alberate saranno costituite da filari di alberi d’alto fusto e/o siepi in caso di mancanza di distanze legali, secondo le usanze autoctone consigliate nell’allegato A, in modo da consentire una loro migliore integrazione nel paesaggio ed adattamento al terreno. 23.7 Norme particolari Le caratteristiche architettoniche degli edifici dovranno essere in sintonia con l’ambiente in cui ricade l’attività.
articolari Le caratteristiche architettoniche degli edifici dovranno essere in sintonia con l’ambiente in cui ricade l’attività. Nelle zone agricole dovranno essere rispettati i criteri per la nuova edificazione in zona rurale, qualora l’intervento avvenga su edifici esistenti caratterizzati da una tipologia consolidata e meritevole di conservazione, la stessa potrà essere mantenuta e riproposta. Gli spazi esterni scoperti delle aree di pertinenza dovranno essere realizzati e
la stessa potrà essere mantenuta e riproposta. Gli spazi esterni scoperti delle aree di pertinenza dovranno essere realizzati e mantenuti in sintonia con la zona di appartenenza, per garantire il decoro ambientale. Le aree di pertinenza delle attività produttive e commerciali potranno essere recintate lungo il perimetro in sintonia con le seguenti prescrizioni: • non dovranno né limitare né tantomeno compromettere l’uso pubblico delle aree a
Articolo 24 - ZONE “E” - PARTI DI TERRITORIO DESTINATE
etro in sintonia con le seguenti prescrizioni: • non dovranno né limitare né tantomeno compromettere l’uso pubblico delle aree a verde e parcheggio, prescritte dalle vigenti normative e riportate nella scheda di progetto; • ogni accesso dovrà essere preceduto da uno spazio aperto sulla via pubblica, di profondità adeguata alla specifica situazione della viabilità ed alle dimensioni degli automezzi che accedono all’azienda, con un minimo di ml. 5.00 Articolo 24 - ZONE “E” - PARTI DI TERRITORIO DESTINATE
Articolo 24 - ZONE “E” - PARTI DI TERRITORIO DESTINATE
sioni degli automezzi che accedono all’azienda, con un minimo di ml. 5.00 Articolo 24 - ZONE “E” - PARTI DI TERRITORIO DESTINATE ALL’AGRICOLTURA 24.1 Generalità e suddivisione delle zone agricole L’edificabilità della zona agricola sarà assentibile solo se e in quanto non in contrasto con l’art. 43 e seguenti e con l’art. 48 della L.R. 11/04. La zona agricola del territorio comunale è suddivisa nelle seguenti sottozone: • Sottozone E2 Aree di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 52 • Sottozona E2 agricola -ambientale Comprende le parti del territorio agricolo destinate al sostegno ed alla tutela dei biotipi presenti all’interno dell’ambito dell’ex polveriera. • Sottozone E3 Aree caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario, contemporaneamente utilizzabili per scopi agricolo-produttivi e per scopi residenziali. 24.2 Sottozone E2 Aree di primaria importanza per la funzione agricolo - produttiva, anche in relazione
per scopi residenziali. 24.2 Sottozone E2 Aree di primaria importanza per la funzione agricolo - produttiva, anche in relazione dell’estensione, composizione e localizzazione dei terreni. 24.2.1 Destinazioni d'uso • case di abitazione per la conduzione del fondo; • annessi rustici (depositi, ricoveri per macchine agricole a diretto uso dell'azienda, serbatoi idrici, costruzioni per la prima trasformazione dei prodotti agricoli, silos); • allevamenti zootecnici così suddivisi:
serbatoi idrici, costruzioni per la prima trasformazione dei prodotti agricoli, silos); • allevamenti zootecnici così suddivisi: a) allevamenti zootecnici a carattere familiare: − allevamenti caratterizzati da una presenza media non superiore a 100 capi avicunicoli, 5 suini, 10 ovicaprini, 5 bovini e 5 equini; − valgono gli stessi indici di edificabilità degli annessi rustici; b) allevamenti zootecnici non intensivi (corrispondenti agli insediamenti “civili” nella definizione della D.G.R. n° 7949/89):
; b) allevamenti zootecnici non intensivi (corrispondenti agli insediamenti “civili” nella definizione della D.G.R. n° 7949/89): gli allevamenti, esclusi quelli di cui al punto precedente, che rispettano le seguenti caratteristiche: − allevamento di animali bovini, avicunicoli, ovicaprini ed equini; − peso vivo animale inferiore a 40 q.li/ettaro di superficie aziendale per i bovini e gli equini; − peso vivo animale inferiore a 10 q.li/ettaro di superficie aziendale per gli ovicaprini;
aziendale per i bovini e gli equini; − peso vivo animale inferiore a 10 q.li/ettaro di superficie aziendale per gli ovicaprini; − peso vivo animale inferiore a 5 q.li/ettaro di superficie aziendale per gli avicunicoli; − connessione fra allevamento e azienda agricola; − consistenza complessiva entro i limiti in peso equivalenti a 150 U.C.G.B. (unità Capo Grosso bovino equivalente a 600 kg. di peso vivo); − valgono gli stessi indici di edificabilità degli annessi rustici;
nità Capo Grosso bovino equivalente a 600 kg. di peso vivo); − valgono gli stessi indici di edificabilità degli annessi rustici; • infrastrutture tecniche e di difesa del suolo, quali strutture poderali, canali, opere di difesa idraulica e simili; • impianti tecnici di modesta entità, quali cabine elettriche, cabine di decompressione per il gas, acquedotti e simili; • è ammissibile la realizzazione di attrezzature per il tempo libero, quali impianti
mpressione per il gas, acquedotti e simili; • è ammissibile la realizzazione di attrezzature per il tempo libero, quali impianti scoperti per la pratica sportiva, e simili, a servizio dei residenti e degli utenti
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 53 dell’insediamento rurale. Non è consentita la realizzazione di più di una attrezzatura per ogni tipo. 24.2.2 Modi di intervento Tipo a) sono sempre ammessi, per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la "zona", gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01; Tipo b) interventi di nuova edificazione ed ampliamento con i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo.
; Tipo b) interventi di nuova edificazione ed ampliamento con i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo. 24.2.3 Parametri edificatori 24.2.3a Indice di edificabilità Sono consentiti gli interventi di cui agli artt. 3, 4, 6, 7 della L.R. n° 24/85. 24.2.3b Nuove costruzioni di case di abitazione L'edificazione di nuove case di abitazione è disciplinata dall'art. 3 della L.R. n° 24/85. Le nuove costruzioni ad uso abitativo devono essere realizzate in funzione del fondo,
ciplinata dall'art. 3 della L.R. n° 24/85. Le nuove costruzioni ad uso abitativo devono essere realizzate in funzione del fondo, e all’interno dell’aggregato abitativo, così come definito dall’art. 2 della L.R. n° 24/85. Nei casi di fondi privi di edifici, la nuova edificazione sarà consentita entro ambiti che garantiscano la massima tutela del territorio agricolo in zona più prossima ad edifici e/o aggregati abitativi. 24.2.3c Ampliamenti residenziali
massima tutela del territorio agricolo in zona più prossima ad edifici e/o aggregati abitativi. 24.2.3c Ampliamenti residenziali Gli ampliamenti di edifici esistenti sono disciplinati dagli artt. 4 e 7 della L.R. n° 24/85. 24.2.3d Nuove costruzioni di annessi rustici • La realizzazione di nuovi annessi rustici va considerata un miglioramento fondiario ed in quanto tale, deve essere conveniente da un punto di vista economico, proporzionata alle esigenze del fondo ed idonea dal punto di vista
tale, deve essere conveniente da un punto di vista economico, proporzionata alle esigenze del fondo ed idonea dal punto di vista tecnico agli scopi che si intendono perseguire. Tali caratteri devono essere evidenziati nella relazione tecnico-agronomica, che deve essere allegata alla domanda di permesso di costruire. • La costruzione di annessi rustici è disciplinata dall’art. 6 della L.R. n° 24/85 con il limite di edificabilità del 3% del fondo rustico.
zione di annessi rustici è disciplinata dall’art. 6 della L.R. n° 24/85 con il limite di edificabilità del 3% del fondo rustico. • E’ consentito il superamento del limite sopra evidenziato, fino al raggiungimento dell’indice di legge del 5% a condizione che il progetto sia accompagnato ed illustrato da un Piano di Sviluppo Aziendale (P.S.A.) da elaborarsi sulla scorta dello schema tipo da approvarsi dal dirigente dell’U.T.C.. L’indice massimo del 5% può essere superato solo a seguito di apposita
ello schema tipo da approvarsi dal dirigente dell’U.T.C.. L’indice massimo del 5% può essere superato solo a seguito di apposita certificazione del competente Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura ai sensi dell’art. 6 della L.R. n° 24/85.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 54 24.2.3e Ampliamento di annessi rustici L'ampliamento di annessi rustici segue le stesse norme previste per la nuova edificazione. Le parti del fondo già computate per gli annessi rustici esistenti non possono essere riconsiderate ai fini di nuove concessioni di annessi. 24.2.3f Attività commerciali di prodotti agricoli Per i vivaisti, produttori e commercianti nell’ambito del settore orto-floro-frutticolo di
vità commerciali di prodotti agricoli Per i vivaisti, produttori e commercianti nell’ambito del settore orto-floro-frutticolo di cui alla L. n° 19 del 12.04.1999, è consentito l’utilizzo a scopo commerciale di aree coperte da ricavarsi all’interno dell’azienda agricola negli annessi rustici e/o nelle abitazioni rurali, così come definiti nell’art. 2 della L.R. 24/85, nei limiti dell’indice di copertura del 5% con un massimo di mq. 250. 24.2.4 Distanza minima dalle strade
t. 2 della L.R. 24/85, nei limiti dell’indice di copertura del 5% con un massimo di mq. 250. 24.2.4 Distanza minima dalle strade • per le nuove edificazioni quella prevista dal D.I. 1 aprile 1968 n° 1404 e successive modifiche ed integrazioni; • per gli ampliamenti è concesso l'allineamento al fabbricato esistente, purché non sopravanzi rispetto al fronte stradale. 24.2.5 Distanza minima dai confini di proprietà (esclusi gli allevamenti zootecnici) • per le abitazioni e gli annessi rustici: ml. 5.00.
stanza minima dai confini di proprietà (esclusi gli allevamenti zootecnici) • per le abitazioni e gli annessi rustici: ml. 5.00. 24.2.6 Distanza minima tra i fabbricati (esclusi gli allevamenti zootecnici) • tra pareti: ml. 10.00; • da edifici a confine: ml. 10.00 oppure in aderenza per almeno 1/3 della parete più lunga; • tra pareti cieche: in aderenza o a ml. 5.00. 24.2.7 Distanza minima dai limiti di zona (esclusi gli allevamenti zootecnici) • per le abitazioni: ml. 5.00;
enza o a ml. 5.00. 24.2.7 Distanza minima dai limiti di zona (esclusi gli allevamenti zootecnici) • per le abitazioni: ml. 5.00; • per gli annessi rustici: ml. 10.00. 24.2.8 Distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli allevamenti zootecnici esistenti 24.2.8a distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli allevamenti zootecnici a carattere familiare, esclusa la residenza del proprietario, relativamente alla quale, le distanze minime possono essere dimezzate:
rattere familiare, esclusa la residenza del proprietario, relativamente alla quale, le distanze minime possono essere dimezzate: dalle stalle: ml. 30.00 dalle concimaie: ml. 40.00 dai silos: ml. 20.00 24.2.8b distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli allevamenti zootecnici non intensivi, esclusa la residenza del proprietario, relativamente alla quale, le distanze minime possono essere dimezzate: dalle stalle: ml. 40.00
STALLE CONCIMAIE SILOS
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 55 dalle concimaie: ml. 50.00 dai silos: ml. 30.00 24.2.9 Distanza minima delle nuove stalle, concimaie e silos e loro ampliamenti Nel rispetto della D.G.R. n° 7949 del 22 dicembre 1989: 24.2.9a allevamenti zootecnici a carattere familiare: STALLE CONCIMAIE SILOS dai confini di proprietà 25 m. 40 m. 15 m. dalla residenza del proprietario 10 m. 20 m. 10 m. da residenza di terzi 30 m. 45 m. 20 m. dalle Z.T.O. A-B-C-F 70 m. 70 m. 50 m. dalla strada D.I. 1 aprile 1968 n° 1404
STALLE CONCIMAIE SILOS
m. 10 m. da residenza di terzi 30 m. 45 m. 20 m. dalle Z.T.O. A-B-C-F 70 m. 70 m. 50 m. dalla strada D.I. 1 aprile 1968 n° 1404 dalle Z.T.O. C1.1 30 m. 30 m. 20 m. 24.2.9b allevamenti zootecnici non intensivi: STALLE CONCIMAIE SILOS dai confini di proprietà 25 m. 40 m. 15 m. dalla residenza del proprietario 20 m. 25 m. 15 m. da residenza di terzi 40 m. 50 m. 20 m. dalle Z.T.O. A-B-C-F 150 m. 150 m. 50 m. dalla strada D.I. 1 aprile 1968 n° 1404 dalle Z.T.O. C1.1 50 m.
terzi 40 m. 50 m. 20 m. dalle Z.T.O. A-B-C-F 150 m. 150 m. 50 m. dalla strada D.I. 1 aprile 1968 n° 1404 dalle Z.T.O. C1.1 50 m. 24.2.9c allevamenti zootecnici intensivi: non sono ammessi nuovi allevamenti zootecnici intensivi. 24.2.10 Limiti di altezza 7.50 ml. in gronda, escluso impianti tecnologici. La distanza della fila esterna dal confine di proprietà non dovrà essere inferiore a 5.00 ml. 24.3 Sottozona E2 agricola -ambientale
istanza della fila esterna dal confine di proprietà non dovrà essere inferiore a 5.00 ml. 24.3 Sottozona E2 agricola -ambientale In tali zone sono ammessi solo ampliamenti fino a 800 mc. di fabbricati residenziali esistenti, fermo restando quanto previsto dall’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 56 Ampliamento di annessi rustici L'ampliamento di annessi rustici segue le stesse norme previste per la nuova edificazione. Le parti del fondo già computate per gli annessi rustici esistenti non possono essere riconsiderate ai fini di nuove concessioni di annessi. 24.4 Sottozone E3 Aree caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario. 24.4.1 Destinazioni d’uso • residenza; • annessi rustici (depositi, ricoveri per macchine agricole a diretto uso dell’azienda,
. 24.4.1 Destinazioni d’uso • residenza; • annessi rustici (depositi, ricoveri per macchine agricole a diretto uso dell’azienda, serbatoi idrici, costruzioni per la prima trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli, silos); • allevamenti zootecnici con esclusione di quelli intensivi; • infrastrutture tecniche e di difesa del suolo, quali strutture poderali, canali, opere di difesa idraulica e simili; • impianti tecnici di modesta entità, quali cabine elettriche, cabine di
e poderali, canali, opere di difesa idraulica e simili; • impianti tecnici di modesta entità, quali cabine elettriche, cabine di decompressione per il gas, acquedotti e simili; • è ammissibile la realizzazione di attrezzature per il tempo libero, quali impianti scoperti per la pratica sportiva, e simili, al servizio dei residenti e degli utenti dell’insediamento rurale. Non è consentita la realizzazione di più di una attrezzatura per ogni tipo. 24.4.2 Modi di intervento
dell’insediamento rurale. Non è consentita la realizzazione di più di una attrezzatura per ogni tipo. 24.4.2 Modi di intervento Tipo a) sono sempre ammessi, per gli edifici esistenti con destinazione compatibile con la "zona", gli interventi di cui all’art. 3, 1° comma, lettere a), b), c), d), e.1), e.2), e.3), f) del D.P.R. 380/01; Tipo b) interventi di nuova edificazione ed ampliamento con i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo. 24.4.3 Parametri edificatori
edificazione ed ampliamento con i limiti previsti dai parametri edificatori del presente articolo. 24.4.3 Parametri edificatori 24.4.3a Indice di edificabilità Sono consentiti gli interventi di cui agli artt. 3 - 4 - 5 - 6 - 7 della L.R. n° 24/85. 24.4.3b Nuove costruzioni di case di abitazione Le nuove costruzioni ad uso abitativo devono essere realizzate all’interno dell’aggregato abitativo, così come definito dall’art. 2 della L.R. n° 24/85.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 57 24.4.3c Ampliamenti residenziali E’ consentito l’ampliamento delle singole unità abitate da almeno 7 anni, fino al volume massimo, compreso l’esistente di mc. 800 elevabile a mc. 1.200 per usi agrituristici, nel rispetto di quanto disposto dagli artt. 4 e 7 della L.R. 24/85. Gli ampliamenti di edifici esistenti sono disciplinati dagli artt. 4 e 7 della L.R. n° 24/85. 24.4.3d Nuove costruzioni di annessi rustici
menti di edifici esistenti sono disciplinati dagli artt. 4 e 7 della L.R. n° 24/85. 24.4.3d Nuove costruzioni di annessi rustici • La realizzazione di nuovi annessi rustici va considerata un miglioramento fondiario ed in quanto tale, deve essere conveniente da un punto di vista economico, proporzionata alle esigenze del fondo ed idonea dal punto di vista tecnico agli scopi che si intendono perseguire. Tali caratteri devono essere evidenziati nella relazione tecnico-agronomica, che deve essere allegata alla
intendono perseguire. Tali caratteri devono essere evidenziati nella relazione tecnico-agronomica, che deve essere allegata alla domanda di permesso di costruire. • La costruzione di annessi rustici è disciplinata dall’art. 6 della L.R. n° 24/85 con il limite di edificabilità del 2% del fondo rustico. • E’ consentito il superamento del limite sopra evidenziato, fino al raggiungimento dell’indice di legge del 5% a condizione che il progetto sia accompagnato ed
el limite sopra evidenziato, fino al raggiungimento dell’indice di legge del 5% a condizione che il progetto sia accompagnato ed illustrato da un Piano di Sviluppo Aziendale (P.S.A.) da elaborarsi sulla scorta dello schema tipo da approvarsi dal dirigente dell’U.T.C.. L’indice massimo del 5% può essere superato solo a seguito di apposita certificazione del competente Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura ai sensi dell’art. 6 della L.R. n° 24/85. 24.4.3e Ampliamento di annessi rustici
etente Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura ai sensi dell’art. 6 della L.R. n° 24/85. 24.4.3e Ampliamento di annessi rustici L'ampliamento di annessi rustici segue le stesse norme previste per la nuova edificazione. Le parti del fondo già computate per gli annessi rustici esistenti non possono essere riconsiderate ai fini di nuove concessioni di annessi. 24.4.3f Attività commerciali di prodotti agricoli Per i vivaisti, produttori e commercianti nell’ambito del settore orto-floro-frutticolo di
vità commerciali di prodotti agricoli Per i vivaisti, produttori e commercianti nell’ambito del settore orto-floro-frutticolo di cui alla L. n° 19 del 14.04.1999, è consentito l’utilizzo a scopo commerciale di aree coperte da ricavarsi all’interno dell’azienda agricola negli annessi rustici e/o nelle abitazioni rurali, così come definiti nell’art. 2 della L.R. 24/85, nei limiti dell’indice di copertura del 5% con un massimo di mq. 250. 24.4.4 Distanza minima dalle strade
t. 2 della L.R. 24/85, nei limiti dell’indice di copertura del 5% con un massimo di mq. 250. 24.4.4 Distanza minima dalle strade • per le nuove edificazioni quella prevista dal D.I. 1 aprile 1968 n° 1404; • per gli ampliamenti è concesso l'allineamento al fabbricato esistente, purché non sopravanzi rispetto al fronte stradale. 24.4.5 Distanza minima dai confini di proprietà (esclusi gli allevamenti zootecnici) • per le abitazioni e gli annessi rustici: ml. 5.00.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 58 24.4.6 Distanza minima tra i fabbricati (esclusi gli allevamenti zootecnici) • tra pareti finestrate: ml. 10.00; • da edifici a confine: ml. 10.00 oppure in aderenza per almeno 1/3 della parete più lunga; • tra pareti cieche: in aderenza o a ml. 5.00. 24.4.7 Distanza minima dai limiti di zona (esclusi gli allevamenti zootecnici) • per le abitazioni: ml. 5.00; • per gli annessi rustici: ml. 10.00. 24.4.8 Distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli
itazioni: ml. 5.00; • per gli annessi rustici: ml. 10.00. 24.4.8 Distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli allevamenti zootecnici esistenti 24.4.8a distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli allevamenti zootecnici a carattere familiare, esclusa la residenza del proprietario, relativamente alla quale, le distanze minime possono essere dimezzate: dalle stalle: ml. 30.00 dalle concimaie: ml. 40.00 dai silos: ml. 20.00
alla quale, le distanze minime possono essere dimezzate: dalle stalle: ml. 30.00 dalle concimaie: ml. 40.00 dai silos: ml. 20.00 24.4.8b distanza minima delle nuove abitazioni e loro ampliamenti dagli allevamenti zootecnici non intensivi, esclusa la residenza del proprietario, relativamente alla quale, le distanze minime possono essere dimezzate: dalle stalle: ml. 40.00 dalle concimaie: ml. 50.00 dai silos: ml. 30.00 24.4.9 Distanza minima delle nuove stalle, concimaie e silos e loro ampliamenti
STALLE CONCIMAIE SILOS
dalle concimaie: ml. 50.00 dai silos: ml. 30.00 24.4.9 Distanza minima delle nuove stalle, concimaie e silos e loro ampliamenti Nel rispetto della D.G.R. n° 7949 del 22 dicembre 1989: 24.4.9a allevamenti zootecnici a carattere familiare: STALLE CONCIMAIE SILOS dai confini di proprietà 25 m. 40 m. 15 m. dalla residenza del proprietario 10 m. 20 m. 10 m. Da residenza di terzi 30 m. 45 m. 20 m. dalle Z.T.O. A-B-C-F 70 m. 70 m. 50 m. dalla strada D.I. 1 aprile 1968 n° 1404 dalle Z.T.O. C1.1 30 m. 30 m. 20 m.
STALLE CONCIMAIE SILOS
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 59 24.4.9b allevamenti zootecnici non intensivi: STALLE CONCIMAIE SILOS dai confini di proprietà 25 m. 40 m. 15 m. dalla residenza del proprietario 20 m. 25 m. 15 m. Da residenza di terzi 40 m. 50 m. 20 m. dalle Z.T.O. A-B-C-F 150 m. 150 m. 50 m. dalla strada D.I. 1 aprile 1968 n° 1404 dalle Z.T.O. C1.1 50 m. 24.4.9c allevamenti zootecnici intensivi: non sono ammessi nuovi allevamenti zootecnici intensivi. 24.4.10 Limiti di altezza
m. 24.4.9c allevamenti zootecnici intensivi: non sono ammessi nuovi allevamenti zootecnici intensivi. 24.4.10 Limiti di altezza Le nuove costruzioni, ricostruzioni ed ampliamento devono rispettare l’altezza massima di ml. 7.50. 24.5 Caratteri degli interventi nelle sottozone agricole 24.5.1 Caratteristiche costruttive, tipologiche e formali degli interventi edilizi Nell’ambito della zona agricola, i nuovi interventi edilizi, le trasformazioni e gli
ologiche e formali degli interventi edilizi Nell’ambito della zona agricola, i nuovi interventi edilizi, le trasformazioni e gli ampliamenti di fabbricati esistenti, dovranno essere condotti con caratteristiche costruttive, tipologiche e formali coerenti con la tradizione locale. 24.5.1.1 Fabbricati ad uso residenziale Per i nuovi fabbricati residenziali sono elementi di riferimento progettuale: • il sistema delle coperture, con riferimento a coperture a due falde o padiglione in
sono elementi di riferimento progettuale: • il sistema delle coperture, con riferimento a coperture a due falde o padiglione in relazione all’articolazione in pianta evitando: la frantumazione forzata della falda di copertura, la formazione di sporti di gronda con aggetto superiore a cm. 60, l’introduzione di elementi fuori sagoma; • l’articolazione dei prospetti, proponendo soluzioni che favoriscano partiture regolari evitando il ricorso a balconi, corpi aggettanti, pensiline di tipo urbano ed
onendo soluzioni che favoriscano partiture regolari evitando il ricorso a balconi, corpi aggettanti, pensiline di tipo urbano ed escludendo altresì il ricorso ad eccessi di citazioni stilistiche non giustificate da una analisi coerente della tradizione architettonica locale; • i materiali di finitura esterna, selezionando materiali e tecniche di posa in opera compatibili e coerenti con la tradizione locale, con particolare attenzione alle valenze cromatiche. 24.5.1.2 Annessi rustici ed allevamenti
e coerenti con la tradizione locale, con particolare attenzione alle valenze cromatiche. 24.5.1.2 Annessi rustici ed allevamenti La progettazione di nuovi annessi rustici ed allevamenti dovrà verificare in relazione alla dimensione dell’intervento, attraverso l’ausilio dello “schema di visualizzazione”
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 60 di cui al punto successivo, ogni elemento atto ad attenuare l’impatto visivo sul contesto preesistente. Non sono in ogni caso ammesse tipologie costruttive proprie di fabbricati produttivi urbani. Sono elementi di riferimento per la progettazione: • il sistema di copertura; • i materiali di finitura esterna; • la distribuzione e l’articolazione dei volumi. Attraverso la definizione degli elementi di cui sopra dovrà essere garantita una
la distribuzione e l’articolazione dei volumi. Attraverso la definizione degli elementi di cui sopra dovrà essere garantita una continuità sostanziale del sistema ambientale preesistente, preservando gli ambiti con prevalente carattere di naturalità. 24.5.1.3 Schema di visualizzazione Lo schema di visualizzazione è finalizzato a fornire elementi di supporto grafico e fotografico alla valutazione dell’intervento rispetto al sistema preesistente. Esso si compone di (documentazione minima):
ico e fotografico alla valutazione dell’intervento rispetto al sistema preesistente. Esso si compone di (documentazione minima): • rilievo fotografico panoramico con riferimento ai punti di vista prevalenti e comunque significativi e di dettaglio; • visualizzazione nell’ambito dell’immagine fotografica delle sagome dell’intervento proposto corredato dalle informazioni che si ritengono utili per la sua corretta definizione;
Articolo 25 - ZONE “F” DESTINATE AD USO PUBBLICO E DI
afica delle sagome dell’intervento proposto corredato dalle informazioni che si ritengono utili per la sua corretta definizione; • nel caso di interventi dimensionalmente rilevanti è necessario riferire l’analisi ad un ambito territoriale significativo; • nel caso di trasformazioni edilizie limitate, l’indagine può essere ricondotta alla rappresentazione del singolo edificio. Articolo 25 - ZONE “F” DESTINATE AD USO PUBBLICO E DI INTERESSE GENERALE 25.1 Generalità
Articolo 25 - ZONE “F” DESTINATE AD USO PUBBLICO E DI
rappresentazione del singolo edificio. Articolo 25 - ZONE “F” DESTINATE AD USO PUBBLICO E DI INTERESSE GENERALE 25.1 Generalità Le zone F, così come indicate nelle planimetrie di P.R.G., sono destinate alle attrezzature e spazi pubblici o di uso pubblico di cui al D.M. 02.04.1968, n° 1444. Ovvero: F.1 aree per l’istruzione; F.2 aree per attrezzature di interesse comune F.3 aree per attrezzature a parco, per il gioco e lo sport; F.4 aree per parcheggi;
.2 aree per attrezzature di interesse comune F.3 aree per attrezzature a parco, per il gioco e lo sport; F.4 aree per parcheggi; F.5 area di tutela e valorizzazione naturalistica “ex polveriera”; F.6 parco per impianti sportivi ed attrezzature di interesse generale.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 61 Per le attrezzature pubbliche o di uso pubblico esistenti sono consentiti i seguenti interventi: • manutenzione ordinaria e straordinaria; • restauro e risanamento conservativo; • ristrutturazione edilizia; • adeguamento alle disposizioni di legge o di regolamento; • ogni altro intervento di riconversione, ferme restando le destinazioni d’uso del precedente punto 20.1. L’intervento di soggetti diversi dal comune è definito dal Consiglio Comunale mediante apposita convenzione.
cedente punto 20.1. L’intervento di soggetti diversi dal comune è definito dal Consiglio Comunale mediante apposita convenzione. 25.2 F.1 - aree per l’istruzione • destinazioni d’uso: a) asili nido; b) scuole materne; c) scuole elementari e medie dell’obbligo; d) palestre di pertinenza delle strutture scolastiche; e) abitazioni per il personale di custodia, fino ad un massimo di mc. 500; • parametri edificatori: − indice massimo di copertura: 40% della superficie fondiaria − altezza massima: ml. 10.00
di mc. 500; • parametri edificatori: − indice massimo di copertura: 40% della superficie fondiaria − altezza massima: ml. 10.00 − distanza minima dalle strade: ml. 10.00 − distanza minima dai confini: ml. 5.00 • le aree scoperte devono risultare possibilmente accorpate ed essere attrezzate in parte a parcheggio e per il resto attrezzate a giardino e per il gioco e lo sport. 25.3 F.2 - aree per attrezzature di interesse comune • destinazioni d’uso: a) attrezzature religiose e di culto; b) culturali;
. 25.3 F.2 - aree per attrezzature di interesse comune • destinazioni d’uso: a) attrezzature religiose e di culto; b) culturali; c) sociali; d) sanitarie; e) amministrative; f) attrezzature di interscambio; g) socio - assistenziali - turistiche; h) protezione civile; i) abitazioni per il personale di custodia, fino ad un massimo di mc. 500. • parametri edificatori: per le utilizzazioni indicate nelle tavole 13.3.A ÷ 13.3.I con i nn. 9-10-16-19-29- 31-36:
di mc. 500. • parametri edificatori: per le utilizzazioni indicate nelle tavole 13.3.A ÷ 13.3.I con i nn. 9-10-16-19-29- 31-36: − indice massimo di copertura: 40% della superficie fondiaria − altezza massima: ml. 10.00
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 62 − distanza minima dalle strade: ml. 10.00 − distanza minima dai confini: ml. 5.00 per le utilizzazioni indicate nella tavola 13.3.E con il n° 27: secondo le seguenti destinazioni d’uso e parametri edificatori: • destinazioni d’uso: − strutture edilizie con particolare riguardo alle persone anziane; − ambulatori medici compreso sala d’attesa; − sale comune multiuso; − alloggi di varie metrature, compresi i mono-bilocali, per anziani e relativi famigliari;
ala d’attesa; − sale comune multiuso; − alloggi di varie metrature, compresi i mono-bilocali, per anziani e relativi famigliari; − autorimesse coperte nella misura minima di un posto auto ogni due alloggi, tenuto conto della particolare tipologia dell’utenza; − convenzione con il Comune per la cessione in locazione ad equo canone, del 10% degli alloggi previsti; • parametri edificatori: − indice di edificabilità territoriale mc/mq 0.70 − altezza massima: ml. 9.50 − distanza minima dalle strade: ml. 10.00
icatori: − indice di edificabilità territoriale mc/mq 0.70 − altezza massima: ml. 9.50 − distanza minima dalle strade: ml. 10.00 − distanza minima dai confini: ml. 5.00 per le utilizzazioni indicate nella tavola 13.3.E con il n° 28: − indice di edificabilità fondiario mc/mq 2.00 − altezza massima: ml. 10.50 − distanza minima dalle strade: ml. 10.00 − distanza minima dai confini: ml. 5.00 25.3bis F.2 speciale • destinazioni d’uso:
.50 − distanza minima dalle strade: ml. 10.00 − distanza minima dai confini: ml. 5.00 25.3bis F.2 speciale • destinazioni d’uso: oltre a quelle previste all’art. 25.3 sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: – alberghiere; – motel – camping con rimessaggio; • parametri edificatori. gli stessi previsti dall’art. 25.3. L’ambito sarà sottoposto a strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica e le destinazioni ricettive dovranno comunque risultare a servizio delle aree classificate F3.
attuativo di iniziativa pubblica e le destinazioni ricettive dovranno comunque risultare a servizio delle aree classificate F3. 25.4 F.3 - aree per attrezzature a parco, per il gioco e lo sport • destinazioni d’uso: Sono aree destinate alla conservazione e alla realizzazione di parchi urbani, di parchi di quartiere e di attrezzature sportive ed in particolare:
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 63 − verde pubblico: parchi ed aree attrezzate per il gioco e l’arredo urbano; − impianti sportivi: impianti sia coperti che scoperti, destinati all’esercizio dell’attività fisica e sportiva in forma agonistica e non. Sono consentiti i servizi e le attrezzature di supporto quali chioschi per la vendita di bibite e giornali, servizi igienici, ecc.. Nei fabbricati sono ammesse anche le destinazioni d’uso strettamente connesse agli impianti (bar, ristoranti, sale riunioni, ecc.).
fabbricati sono ammesse anche le destinazioni d’uso strettamente connesse agli impianti (bar, ristoranti, sale riunioni, ecc.). • parametri edificatori: − indice massimo di copertura - aree a parco: 5% della superficie fondiaria; − indice massimo di copertura - impianti sportivi: 20% della superficie fondiaria, esclusi i manufatti per la coperture stagionali degli impianti, fatto salvo il distacco minimo dei confini; − altezza massima: secondo le esigenze delle specifiche attività;
li degli impianti, fatto salvo il distacco minimo dei confini; − altezza massima: secondo le esigenze delle specifiche attività; − distanza minima dalle strade: ml. 10.00; − distanza minima dai confini: un mezzo dell’altezza con un minimo di ml. 5.00; per le utilizzazioni indicate nella tavola 13.3.A con il n° 93: − indice massimo di copertura - impianti sportivi: 20% della superficie fondiaria, esclusi i manufatti per le coperture stagionali degli impianti;
i copertura - impianti sportivi: 20% della superficie fondiaria, esclusi i manufatti per le coperture stagionali degli impianti; − ampliamento dell’edificio esistente fino ad un massimo di mc. 1.200; per le utilizzazioni indicate nelle tavole 13.3.A, 13.3.G, 13.3.E, 13.3.H e 13.3.I con il n° 93a: − indice massimo di copertura - impianti sportivi: 20% della superficie fondiaria, esclusi i manufatti per le coperture stagionali degli impianti; − altezza massima: secondo le esigenze delle specifiche attività;
sclusi i manufatti per le coperture stagionali degli impianti; − altezza massima: secondo le esigenze delle specifiche attività; − distanza minima dalle strade: ml 10.00; − distanza minima dai confini: un mezzo dell’altezza con un minimo di ml 5.00. 25.5 F.4 - aree per parcheggi Sono aree destinate alla realizzazione di parcheggi pubblici, anche a più livelli, per soddisfare il fabbisogno di spazi per la sosta degli autoveicoli e dei mezzi di trasporto
ggi pubblici, anche a più livelli, per soddisfare il fabbisogno di spazi per la sosta degli autoveicoli e dei mezzi di trasporto in genere, a livello urbano, secondo i parametri di cui alla L.R. n° 61/85. In tali zone sono ammesse esclusivamente costruzioni per la rimessa degli autoveicoli. La realizzazione delle aree a parcheggio può aver luogo anche per iniziativa privata ai sensi dell’art. 25 della L.R. n° 61/85; in tale ipotesi il permesso di costruire deve
aver luogo anche per iniziativa privata ai sensi dell’art. 25 della L.R. n° 61/85; in tale ipotesi il permesso di costruire deve essere integrato da apposita convenzione registrata e trascritta. I parcheggi a livello stradale dovranno essere completati ponendo a dimora almeno una pianta di alto fusto ogni 50 mq. di parcheggio. Qualora le aree a parcheggio di P.R.G. siano ricomprese entro ambiti soggetti a S.U.A., potranno essere traslate e modificate nella singola consistenza, purché la
R.G. siano ricomprese entro ambiti soggetti a S.U.A., potranno essere traslate e modificate nella singola consistenza, purché la quantità complessiva prevista non subisca variazioni in difetto, senza che ciò costituisca variante al P.R.G.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 64 I parcheggi possono essere utilizzati anche per il mercato settimanale, fiere ed esposizioni di pubblico interesse, ecc. e possono essere attrezzati con manufatti di arredo. 25.6 F.5 - area di tutela e valorizzazione naturalistica “ex polveriera” L’area appositamente individuata nelle planimetrie del P.R.G. e comprendente l’ambito dell’ex polveriera viene sottoposta a particolare tutela e salvaguardia come
elle planimetrie del P.R.G. e comprendente l’ambito dell’ex polveriera viene sottoposta a particolare tutela e salvaguardia come oasi naturale. In tale area è consentito esclusivamente il recupero del fabbricato esistente per finalità scientifico-didattiche, nonché per uso in ogni caso collegati con la tutela e la valorizzazione dell’area stessa. In tale area è consentita la ristrutturazione edilizia del fabbricato esistente con possibilità di ampliamento non superiore al doppio del volume esistente.
ristrutturazione edilizia del fabbricato esistente con possibilità di ampliamento non superiore al doppio del volume esistente. 25.7 F.6 - parco per impianti sportivi ed attrezzature di interesse generale L’area è destinata ad un complesso di impianti e attrezzature di interesse territoriale. 25.7.1 Destinazioni d’uso • attrezzature per attività sportive pubbliche e/o di interesse pubblico con i relativi servizi di carattere amministrativo, organizzativo, di rappresentanza;
ortive pubbliche e/o di interesse pubblico con i relativi servizi di carattere amministrativo, organizzativo, di rappresentanza; • attrezzature per la medicina sportiva, la cultura fisica, le attività scientifiche e didattiche relative allo sport, nonché le attrezzature per la cultura, la formazione ed il tempo libero; • impianti per il tempo libero e spettacoli; • un complesso per la commercializzazione di tutti i prodotti sportivi;
mpo libero; • impianti per il tempo libero e spettacoli; • un complesso per la commercializzazione di tutti i prodotti sportivi; • pubblici esercizi, attrezzature alberghiere, servizi di interesse pubblico, servizi bancari e servizi integrativi e di supporto alle destinazioni principali; • parco pubblico. L’intervento di soggetti diversi dal comune è definito dal Consiglio Comunale mediante apposita convenzione. 25.7.2 Direttive per la progettazione
ggetti diversi dal comune è definito dal Consiglio Comunale mediante apposita convenzione. 25.7.2 Direttive per la progettazione • il complesso degli impianti sportivi dovrà appoggiarsi su di un asse distributivo principale dotato di alta qualità formale costituito da una sequenza di giardini, piazzette, specchi d’acqua, ecc.; • l’attuazione del parco è subordinata alla formazione di un Progetto Urbanistico di Massima dell’intero parco, approvato dal Consiglio Comunale, che dovrà prevedere:
alla formazione di un Progetto Urbanistico di Massima dell’intero parco, approvato dal Consiglio Comunale, che dovrà prevedere: − la suddivisione del territorio del parco in settori funzionali, con l’obiettivo di salvaguardare, recuperare e valorizzare le risorse ambientali del sito e di
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 65 contenere gli spazi destinati agli impianti e attrezzature nel settore est a favore degli spazi aperti e naturali nel settore ovest; − le direttive da osservare per l’attuazione coordinata di tutte le opere previste nei singoli settori funzionali e aree di intervento unitario; − l’attuazione del Progetto Urbanistico di Massima a mezzo di un piano di dettaglio, volto a precisare sia le caratteristiche urbanistico - edilizie delineate
banistico di Massima a mezzo di un piano di dettaglio, volto a precisare sia le caratteristiche urbanistico - edilizie delineate dal Progetto Urbanistico di Massima, nel rispetto delle direttive stabilite per l’attuazione coordinata del parco, sia per le opere di urbanizzazione necessarie per la funzionalità degli impianti ed attrezzature; • gli impianti sportivi e le strutture previste dovranno essere organizzate esclusivamente nel settore est per rispettare e valorizzare l’area naturale
e le strutture previste dovranno essere organizzate esclusivamente nel settore est per rispettare e valorizzare l’area naturale della “ex polveriera”; • la viabilità di collegamento tra via S. Pellico e via G. Mameli pur rientrante all’interno dell’ambito di intervento viene posta a carico delle Z.T.O. D3 e D8. 25.7.3 Contenuti del progetto di massima Il progetto di massima definisce: • l’organizzazione degli spazi riservati al parco e alle destinazioni d’uso
rogetto di massima Il progetto di massima definisce: • l’organizzazione degli spazi riservati al parco e alle destinazioni d’uso sopraindicate nel rispetto dei caratteri fondamentali dell’ambiente, sia naturale che edificato, con indicazione delle specifiche destinazioni d’uso e dei collegamenti interni da articolare mediante strade di servizio, piste ciclabili e percorsi pedonali; • i collegamenti dell’area con la viabilità esterna, mediante adeguate opere di
i servizio, piste ciclabili e percorsi pedonali; • i collegamenti dell’area con la viabilità esterna, mediante adeguate opere di canalizzazione e svincolo del traffico con le arterie di viabilità principale; • i criteri per la sistemazione ed utilizzazione delle opere a parco e giardino, con particolare riferimento all’impianto di alberature d’alto fusto che dovranno essere scelte tra le specie locali; • i limiti dei parametri urbanistici ed edilizi ritenuti necessari in rapporto ai caratteri
essere scelte tra le specie locali; • i limiti dei parametri urbanistici ed edilizi ritenuti necessari in rapporto ai caratteri dell’ambiente e alle esigenze degli impianti e attrezzature; • la rete delle opere di urbanizzazione con l’indicazione degli schemi riguardanti i servizi tecnologici; • l’indicazione degli stralci funzionali e delle opere di urbanizzazione da realizzare con priorità. 25.7.4 Settore ovest Area a confine tra l’ex polveriera (FS) ed il settore Est. Tale area dovrà essere
realizzare con priorità. 25.7.4 Settore ovest Area a confine tra l’ex polveriera (FS) ed il settore Est. Tale area dovrà essere destinata a verde pubblico di tutela dell’ex polveriera. L’utilizzo dell’area dovrà essere compatibile con quanto previsto dal protocollo d’intesa approvato dal Comune di Albignasego, la Procura di Padova e la Regione Veneto per il recupero dell’ex polveriera. 25.7.5 Settore est Area compresa tra l’autostrada ed il settore ovest (verde pubblico).
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 66 25.7.5.1 Parametri edificatori 25.7.5.1a Parcheggi, giardini e piazze: superficie territoriale non inferiore al 40%. 25.7.5.1b Attrezzature sportive e relative attività e servizi integrativi di supporto: superficie coperta degli impianti sportivi e per il tempo libero: non superiore al 20% (escluse le coperture stagionali); 25.7.5.1c Complesso commerciale di attrezzature sportive, pubblici esercizi, servizi di
l 20% (escluse le coperture stagionali); 25.7.5.1c Complesso commerciale di attrezzature sportive, pubblici esercizi, servizi di interesse pubblico, attrezzature alberghiere, servizi bancari, ecc.: superficie coperta: non superiore al 10%; 25.7.5.1d Aree a parcheggio: da dimensionare in rapporto alla presunta affluenza di pubblico 25.7.5.1e Altezze: • per gli impianti sportivi: secondo le esigenze delle specifiche attività;
la presunta affluenza di pubblico 25.7.5.1e Altezze: • per gli impianti sportivi: secondo le esigenze delle specifiche attività; • per gli altri edifici di cui al punto 25.7.1: due piani fuori terra con altezza massima di ml. 7.50, fatte salve maggiori altezze (albergo - impianti per il tempo libero e spettacoli) da definire in sede di strumento attuativo. 25.7.6 Approvazione del Piano di Dettaglio Il piano di dettaglio può essere approvato come:
nire in sede di strumento attuativo. 25.7.6 Approvazione del Piano di Dettaglio Il piano di dettaglio può essere approvato come: a) strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica, se necessario per conseguire la dichiarazione di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 58 della L.R. 61/85; b) progetti preordinati all’attuazione coordinata di interventi diretti sulla base di apposite convenzioni volte, tra l’altro, al coordinamento temporale e intersoggettivo delle operazioni. 25.8 Modi di intervento
apposite convenzioni volte, tra l’altro, al coordinamento temporale e intersoggettivo delle operazioni. 25.8 Modi di intervento Nelle zone F si interviene, di norma, in forma diretta, previa predisposizione di adeguati progetti, oppure con S.U.A. qualora inserite in un perimetro a ciò predisposto dal P.R.G.. Le destinazioni d’uso specifiche indicate nei grafici di P.R.G. (simboli e grafie) relative alle diverse attrezzature hanno valore indicativo e possono essere variate in
nei grafici di P.R.G. (simboli e grafie) relative alle diverse attrezzature hanno valore indicativo e possono essere variate in seguito ad approvazione, da parte del Consiglio Comunale, di progetto edilizio delle nuove costruzioni e delle opere, ferme restando le quantità minime di legge per ogni attrezzatura o servizio. Tali aree possono essere realizzate e/o utilizzate da Enti o privati attraverso apposite convenzioni registrate. (1/Var. 45)
io. Tali aree possono essere realizzate e/o utilizzate da Enti o privati attraverso apposite convenzioni registrate. (1/Var. 45) (1/Var. 45) Con la variante n. 45 è stato modificato tale comma eliminando l’obbligo di trascrizione. Il testo precedente è il seguente: “Tali aree possono essere realizzate e/o utilizzate da Enti o privati attraverso apposite convenzioni registrate e trascritte.”
Articolo 26 - AREE PER SERVIZI CIMITERIALI E TECNOLOGICI
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 67 Articolo 26 - AREE PER SERVIZI CIMITERIALI E TECNOLOGICI 26.1 Servizi cimiteriali Gli interventi relativi ai cimiteri sono regolamentati dal T.U. della legge sanitaria 27.07.1934 n° 1265 e successive integrazioni. In tali aree sono consentite esclusivamente nuove costruzioni, ricostruzioni ed ampliamenti di cimiteri e loro strutture (inceneritore ecc.). L’ampliamento dei cimiteri comporta lo slittamento della fascia di rispetto cimiteriale. 26.2 Servizi tecnologici
eritore ecc.). L’ampliamento dei cimiteri comporta lo slittamento della fascia di rispetto cimiteriale. 26.2 Servizi tecnologici Nelle aree per servizi tecnologici (impianti per servizi elettrici, telefonici, impianti per l’erogazione dell’acqua e del gas) sono ammesse le attrezzature e gli impianti a ciò destinati nel rispetto delle specifiche normative Regionali o Statali. I manufatti devono rispettare i distacchi stabiliti per le zone o aree in cui ricadono,
Articolo 27 - ZONE DI TUTELA E FASCE DI RISPETTO
pecifiche normative Regionali o Statali. I manufatti devono rispettare i distacchi stabiliti per le zone o aree in cui ricadono, fatti salvi maggiori distacchi previsti dalle disposizioni vigenti in materia. Rientrano tra i servizi tecnologici anche gli impianti generali di depurazione che generano un fascia di rispetto di ml. 100.00. Articolo 27 - ZONE DI TUTELA E FASCE DI RISPETTO Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in particolare in riferimento a quanto
NE DI TUTELA E FASCE DI RISPETTO
NE DI TUTELA E FASCE DI RISPETTO Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in particolare in riferimento a quanto normato dall’art. 27 della L.R. 61/85. Sono ambiti che costituiscono fasce poste a protezione delle strade, dei corsi d’acqua, delle linee ferroviarie, degli impianti tecnologici, dei cimiteri, ecc. Tali aree sono da mantenersi nello stato attuale, in funzione di tracciati significativi, opere di interesse collettivo e della semplice manutenzione dell’esistente.
ato attuale, in funzione di tracciati significativi, opere di interesse collettivo e della semplice manutenzione dell’esistente. Nelle tavole di P.R.G. esse sono state così distinte: 27.1 Aree di rispetto cimiteriale ( C ) Aree disciplinate dalle specifiche disposizioni di legge in materia (T.U. leggi sanitarie 27/1934 n° 1265 e art. 27 L.R. n° 61/85). Sono vietate le nuove costruzioni e ricostruzioni, salvo le opere infrastrutturali relative ai cimiteri.
art. 27 L.R. n° 61/85). Sono vietate le nuove costruzioni e ricostruzioni, salvo le opere infrastrutturali relative ai cimiteri. Sono ammesse tutte le colture arboree tipiche dell'ambiente naturale e quelle tradizionalmente legate all'uso dei luoghi. Nei pozzi ad uso domestico è vietata l’utilizzazione della falda acquifera superficiale a scopi idrici e potabili. Per l’edilizia esistente sono ammessi solamente gli interventi di manutenzione
acquifera superficiale a scopi idrici e potabili. Per l’edilizia esistente sono ammessi solamente gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, il restauro e la ristrutturazione edilizia. Tali aree concorrono alla determinazione dell’edificabilità delle sottozone “E”, purché parti integranti di un fondo rustico.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 68 27.2 Aree di rispetto depuratore generale ( D ) Aree disciplinate da specifiche disposizioni di legge in materia. Sono vietate le nuove costruzioni e ricostruzioni, fatte salve le opere infrastrutturali relative ai depuratori, agli ecocentri ed ai magazzini comunali o similari. Per l’edilizia esistente sono ammessi solamente gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e ristrutturazione.
’edilizia esistente sono ammessi solamente gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e ristrutturazione. Tali aree concorrono alla determinazione dell’edificabilità delle sottozone “E”, purché parti integranti di un fondo rustico. 27.3 Aree di rispetto fluviale ( F ) Le distanze minime delle nuove costruzioni dai corsi d’acqua demaniali sono così stabilite, salvo il caso di diversa specificazione per le singole zone: • ml. 15.00 nelle zone agricole per i canali non arginati;
abilite, salvo il caso di diversa specificazione per le singole zone: • ml. 15.00 nelle zone agricole per i canali non arginati; • ml. 50.00 nelle zone agricole per i canali arginati; • sulla base delle norme relative alle distanze dai confini per le altre zone. Per tutti gli altri corsi d’acqua non demaniali: • da ml. 10.00 a ml. 5.00 previa autorizzazione del competente Consorzio; • sulla base delle norme relative alle distanze dai confini per le altre zone.
0 previa autorizzazione del competente Consorzio; • sulla base delle norme relative alle distanze dai confini per le altre zone. Le suddette distanze sono da computarsi a partire dall’unghia esterna degli argini principali, oppure dal ciglio di acqua in caso di mancanza di arginatura, o comunque a partire dal limite dell’area demaniale qualora più ampia. Le ricostruzioni e gli ampliamenti, consentiti anche a distanze minori, devono ottenere la concessione idraulica da parte dell’Autorità competente.
gli ampliamenti, consentiti anche a distanze minori, devono ottenere la concessione idraulica da parte dell’Autorità competente. Nelle aree adiacenti agli scoli consorziali dovrà essere mantenuta una fascia di rispetto della larghezza minima di metri 4.00 dal ciglio degli stessi o dall’unghia arginale verso campagna in modo da consentire il transito dei mezzi del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta adibiti alle manutenzioni periodiche.
in modo da consentire il transito dei mezzi del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta adibiti alle manutenzioni periodiche. Nella suddetta fascia di rispetto non potranno essere messe a dimora piante o siepi, né potranno essere installate strutture o depositati materiali che impediscano il transito dei mezzi consorziali. Nelle fasce di rispetto in questione, eventuali sistemazioni, dovute a motivi di sicurezza o paesaggistici o ambientali che prevadano la posa di piante isolate o
one, eventuali sistemazioni, dovute a motivi di sicurezza o paesaggistici o ambientali che prevadano la posa di piante isolate o recinzioni in rete metallica e stanti in ferro asportabili, dovranno essere preventivamente autorizzate dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta. 27.4 Aree di rispetto stradale ( S ) Le zone per la viabilità sono destinate alla conservazione, alla protezione, all’ampliamento ed alla creazione di spazi per il traffico pedonale, ciclabile e veicolare.
alla conservazione, alla protezione, all’ampliamento ed alla creazione di spazi per il traffico pedonale, ciclabile e veicolare. Nel caso di interventi sulla viabilità esistente o di nuovo impianto, il P.R.G. indica: a) la sede viaria nel caso di interventi di cui esiste già il progetto;
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 69 b) il presumibile tracciato proposto dal P.R.G., nel caso in cui non esista agli atti un progetto. Qualora sia indicata solo la sede viaria potranno essere eseguiti lavori di rettifica, sistemazione ed ampliamento stradale, fuori della sede esistente, entro una fascia di ml. 10 di larghezza su ambo i lati della strada senza che ciò comporti variante al P.R.G.. Le aree comprese entro 5 m. dal ciglio delle strade esistenti si intendono equiparate
senza che ciò comporti variante al P.R.G.. Le aree comprese entro 5 m. dal ciglio delle strade esistenti si intendono equiparate alle aree precedenti, in vista della esecuzione di ordinarie migliorie dell’infrastruttura, ed in particolare della realizzazione di opere accessorie quali marciapiedi e piste ciclabili. La viabilità secondaria interna, pedonale e ciclabile, segnata nel P.R.G., è indicativa: essa può essere modificata in sede di pianificazione attuativa o in sede di
onale e ciclabile, segnata nel P.R.G., è indicativa: essa può essere modificata in sede di pianificazione attuativa o in sede di progettazione esecutiva, senza che ciò costituisca variante al P.R.G. nel rispetto dei criteri informatori dei tracciati individuati. Per la viabilità al di fuori delle zone edificabili di P.R.G. le distanze sono da considerarsi dal ciglio strada. Per gli interventi di nuovo impianto, successivamente alla approvazione del progetto
nze sono da considerarsi dal ciglio strada. Per gli interventi di nuovo impianto, successivamente alla approvazione del progetto esecutivo dell’opera, le porzioni che non risultino impegnate dalla sede stradale e dalle pertinenze necessarie per i suoi eventuali successivi adeguamenti funzionali, assumono le destinazioni delle aree immediatamente contigue; per le porzioni delle suddette aree che risultino comprese entro zone soggette a S.U.A., la definizione di
ediatamente contigue; per le porzioni delle suddette aree che risultino comprese entro zone soggette a S.U.A., la definizione di quanto al precedente comma può essere fatta in sede di approvazione del S.U.A.. Le fasce di rispetto stradale sono disciplinate ai sensi del D.M. 1404/1968 e dagli articoli 26, 27, 28 del D.P.R. 495/1992. In tali zone è vietata ogni nuova costruzione; per l’ampliamento di quelle esistenti, si dovrà mantenere lo stesso allineamento fronte strada; è altresì vietato qualsiasi tipo di
l’ampliamento di quelle esistenti, si dovrà mantenere lo stesso allineamento fronte strada; è altresì vietato qualsiasi tipo di deposito permanente o provvisorio di materiali sia all’aperto che sotto tettoie. Sono ammessi gli interventi di cui all’art. 7 della L.R. 24/85 (edifici in fregio alle strade ed alle zone umide) e art. 27 della L.R. 61/85. In queste aree potranno essere realizzate, oltre alle opere stradali, interventi di arredo
ne umide) e art. 27 della L.R. 61/85. In queste aree potranno essere realizzate, oltre alle opere stradali, interventi di arredo stradale e segnaletica, impianti tecnologici, canalizzazioni per opere di urbanizzazione, parcheggi, stazioni di servizio per rifornimento carburanti, strutture a servizio della viabilità. 27.4.1 Impianti per la distribuzione di carburante ed attività afferenti L’installazione di stazioni di rifornimento carburanti sono ammesse secondo i
distribuzione di carburante ed attività afferenti L’installazione di stazioni di rifornimento carburanti sono ammesse secondo i seguenti criteri, requisiti e caratteristiche delle aree, in attuazione a quanto previsto dall’art. 2 del D.L. 11.02.1998 n° 32: • dimensionamento della rete distributiva: al fine del conseguimento delle finalità poste dalle normative di indirizzo programmatico della Regione, l’indice di elasticità (rapporto tra la capacità di
lle finalità poste dalle normative di indirizzo programmatico della Regione, l’indice di elasticità (rapporto tra la capacità di erogazione e la quantità di prodotto erogato) dovrà attenersi, sulla base della media del consumo regionale, tra i seguenti valori: 1.90 (media economicità) e 1.60 (alta
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 70 economicità) con conseguente venduto medio per impianto tra i 1.240 ed i 1.900 mc.; • tipologie minime di impianto: l’impianto stradale di carburante è costituito dal complesso commerciale unitario costituito da uno o più apparecchi di erogazione di carburante e dei prodotti erogabili con le relative attrezzature ed accessori; i requisiti minimi per l’appartenenza di ciascun impianto alle tipologie previste
ili con le relative attrezzature ed accessori; i requisiti minimi per l’appartenenza di ciascun impianto alle tipologie previste dalla L.R. n° 33 del 28.06.1988, e successive modificazioni ed integrazioni sono contenuti nell’allegato alla deliberazione del Consiglio Regionale 18.02.1998 n° 3 e 14.01.1999 n° 2. Gli impianti vengono consentiti nella sola zona rurale omogenea “E” ed unicamente nelle fasce di rispetto stradale, all’infuori di tali fasce è necessaria una
i nella sola zona rurale omogenea “E” ed unicamente nelle fasce di rispetto stradale, all’infuori di tali fasce è necessaria una deroga per pubblico interesse o apposita localizzazione in variante al P.R.G.. Sono ammissibili tipologie d’impianto del tipo “stazione di servizio, stazioni di rifornimento” con la prevalente dotazione di servizi ai veicoli. • Superficie minima di servizio La superficie minima di servizio di insediamento degli impianti stradali dovrà essere: − stazione di servizio mq. 2.500
servizio La superficie minima di servizio di insediamento degli impianti stradali dovrà essere: − stazione di servizio mq. 2.500 − stazione di rifornimento mq. 2.000 − chiosco mq. 1.000 • Attività insediabili Nell’ambito delle aree interessate all’insediamento di impianti di distribuzione carburanti, in coincidenza con il rilascio dell’autorizzazione, possono essere rilasciate autorizzazioni amministrative per l’insediamento all’interno degli
on il rilascio dell’autorizzazione, possono essere rilasciate autorizzazioni amministrative per l’insediamento all’interno degli impianti stradali di carburante di edicole, pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande in deroga al numero massimo previsto dalle disposizioni in vigore nell’ambito del Comune. Le aree di servizio alle attività autorizzate, non devono essere inferiori a mq. 300 per le aree libere, di cui non inferiore a mq. 200, quelle destinate a parcheggio; tali
e, non devono essere inferiori a mq. 300 per le aree libere, di cui non inferiore a mq. 200, quelle destinate a parcheggio; tali aree devono risultare in aggiunta alla superficie minima prevista per l’area destinata all’impianto e devono essere organizzate in modo tale da non interferire con il livello di sicurezza e funzionalità dell’impianto. Per quanto non previsto si fa esplicito riferimento alle norme contenute nella L.R. 28.06.1988 n° 33 e successive modificazioni ed integrazioni, alla deliberazione
cito riferimento alle norme contenute nella L.R. 28.06.1988 n° 33 e successive modificazioni ed integrazioni, alla deliberazione della G.R. 11.11.1997 n° 3906 ed alla deliberazione del Consiglio Regionale 18 febbraio 1998 n° 3. Le aree comprese nelle fasce di rispetto stradale sono computabili agli effetti dell’edificabilità nei lotti adiacenti secondo gli indici degli stessi, qualora sia identificata la sede stradale, che deve essere esclusa dal computo.
lotti adiacenti secondo gli indici degli stessi, qualora sia identificata la sede stradale, che deve essere esclusa dal computo. Nel caso di nuove strade previste dal P.R.G. mediante l’apposizione di una fascia di rispetto stradale e con tracciato viario indicativo, dopo l’approvazione da parte degli organi competenti del progetto esecutivo dell’opera, l’Amministrazione Comunale ha
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 71 la facoltà di modificare le fasce di rispetto stradale, adeguandole al nuovo tracciato e sempre nei limiti previsti dal D.M. 1404/1968 ed agli articoli 26, 27 e 28 del D.P.R. 495/1992, senza che ciò costituisca variante al P.R.G.. Nel caso di esproprio di edificio di abitazione per la realizzazione di strade o loro ampliamenti e di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione e ricostruzione
ione per la realizzazione di strade o loro ampliamenti e di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione e ricostruzione per inderogabili motivi statici o di tutela della pubblica incolumità, può essere consentita la ricostruzione di uguale volume in area adiacente, purché non destinata a spazi pubblici, anche inferiore alla superficie minima di legge. Oltre ai casi previsti dal precedente comma, qualora l’opera pubblica incida sui
nche inferiore alla superficie minima di legge. Oltre ai casi previsti dal precedente comma, qualora l’opera pubblica incida sui requisiti di abitabilità, la demolizione e ricostruzione di edifici di abitazione esistenti è consentita: • rispetto alle opere pubbliche già realizzate o approvate con progetto esecutivo; • rispetto alla sola previsione, riportata dal P.R.G., dell’opera pubblica. Tale ammissibilità riguarda sia gli edifici compresi nelle fasce di rispetto sia quelli
portata dal P.R.G., dell’opera pubblica. Tale ammissibilità riguarda sia gli edifici compresi nelle fasce di rispetto sia quelli immediatamente limitrofi ad esse e l’edificazione può essere realizzata in area adiacente purché non destinata a spazi pubblici, anche inferiore alla superficie minima di legge. Per quanto non disciplinato dal presente articolo in merito ai distacchi, si applicano le norme della zona di appartenenza.
gge. Per quanto non disciplinato dal presente articolo in merito ai distacchi, si applicano le norme della zona di appartenenza. Nel caso di demolizione di edifici residenziali in fascia di rispetto di nuova viabilità in zona agricola il volume da demolire potrà essere ricostruito in area agricola adiacente con un incremento volumetrico del 50%, fermo restando il disposto dell’art. 7 della L.R. 24/85 (max 800 mc.). 27.5 Aree di rispetto elettrodotti e metanodotti (E - M)
fermo restando il disposto dell’art. 7 della L.R. 24/85 (max 800 mc.). 27.5 Aree di rispetto elettrodotti e metanodotti (E - M) Sono aree interessate dalle reti principali di servizi tecnologici quali: gasdotti, oleodotti, elettrodotti. Gli interventi di nuova costruzione e su fabbricati esistenti saranno consentiti solo previo nullaosta del competente Ente secondo le normative vigenti. Le fasce di rispetto degli elettrodotti, individuate nel Piano Regolatore Generale, sono
ente Ente secondo le normative vigenti. Le fasce di rispetto degli elettrodotti, individuate nel Piano Regolatore Generale, sono riferite ad elettrodotti di potenza pari a 380 kV con terna singola non ottimizzata ed a 132kV, in terna singola e doppia, hanno carattere indicativo e riportano la distanza di rispetto rispettivamente di m. 100 per elettrodotto da 380kV e m. 50 o 70 per elettrodotto da 132 kV. Le fasce e le distanze di rispetto possono essere modificate secondo le leggi ed i
80kV e m. 50 o 70 per elettrodotto da 132 kV. Le fasce e le distanze di rispetto possono essere modificate secondo le leggi ed i provvedimenti regionali, senza che questi modifichino le indicazioni riportate nella cartografia di P.R.G.. L’individuazione esatta dell’estensione del vincolo di inedificabilità, viene effettuata, al momento della richiesta di concessione ad edificare, su rilievo topografico che individua l’esatta posizione dell’elettrodotto, da tecnico progettista ed abilitato, che
d edificare, su rilievo topografico che individua l’esatta posizione dell’elettrodotto, da tecnico progettista ed abilitato, che certificherà l’estensione del vincolo in rapporto alle caratteristiche dell’elettrodotto esistenti all’atto della rilevazione e della richiesta di edificabilità, nonché in rapporto alla normativa ed alle direttive vigenti alla stessa data. Nell’ambito delle fasce di rispetto degli elettrodotti, individuate ai sensi del comma 3
lle direttive vigenti alla stessa data. Nell’ambito delle fasce di rispetto degli elettrodotti, individuate ai sensi del comma 3 del presente articolo, non è consentita alcuna destinazione residenziale o di altra
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 72 attività di abituale prolungata permanenza. Per prolungata permanenza si intende la presenza di un periodo superiore alle quattro ore giornaliere. 27.6 Aree con vincolo monumentale In tali aree non è consentita alcuna nuova edificazione. Gli interventi sugli edifici esistenti saranno ammessi solo dopo il parere favorevole della competente Soprintendenza, ai sensi del D. Lgs. n° 490/99. 27.7 Aree con vincolo ambientale
solo dopo il parere favorevole della competente Soprintendenza, ai sensi del D. Lgs. n° 490/99. 27.7 Aree con vincolo ambientale In tali aree gli interventi ammissibili dovranno ottenere preventivamente il parere degli Organi competenti in materia. Ai sensi del D. Lgs. n° 490/99 ed in applicazione della legge 08.08.1985 n° 431, le zone di particolare interesse ambientale sono indicate con apposita grafia negli elaborati di P.R.G.. In ottemperanza, inoltre, al provvedimento del Consiglio Regionale del Veneto
ate con apposita grafia negli elaborati di P.R.G.. In ottemperanza, inoltre, al provvedimento del Consiglio Regionale del Veneto 28.06.1994 n° 940, e successive modifiche ed integrazioni, il P.R.G. sottopone a vincolo paesaggistico-ambientale i corsi d’acqua e le loro relative sponde e rive per una fascia di ml. 150. All’interno degli ambiti di cui al presente articolo, qualsiasi modificazione degli immobili esistenti, ivi compreso l'assetto esterno degli edifici, nonché l’eventuale
nte articolo, qualsiasi modificazione degli immobili esistenti, ivi compreso l'assetto esterno degli edifici, nonché l’eventuale costruzione di nuovi edifici e/o manufatti, è soggetta ad autorizzazione degli Enti competenti in materia. Le zone omogenee di tipo “A” e “B” sono comunque escluse dalla normativa di cui sopra anche se ricadenti all’interno del perimetro indicato in cartografia. 27.8 Aree a verde privato Aree poste a protezione o semplice interruzione dell’edificato ed a salvaguardia di
to in cartografia. 27.8 Aree a verde privato Aree poste a protezione o semplice interruzione dell’edificato ed a salvaguardia di verdi esistenti o potenziali risultano edificabili solo per le parti, e per le forme, conseguenti agli edifici esistenti o alle necessità d’uso delle aree stesse (serre, gazebi, giochi, ecc.). Accorpamenti e recuperi dell’esistente, anche precari, risulteranno ammissibili solo quando l’edificio principale non risulti classificato con gradi di protezione da 1 a 4.
e precari, risulteranno ammissibili solo quando l’edificio principale non risulti classificato con gradi di protezione da 1 a 4. Le superfici di tali aree non concorrono alla determinazione della volumetria edificabile. Sono sempre ammessi percorsi pedonali, carrabili e parcheggi purchè non in contrasto con le caratteristiche dei luoghi e delle essenze arboree di pregio eventualmente esistenti. 27.9 Siti per l’installazione di impianti per la telefonia mobile
ghi e delle essenze arboree di pregio eventualmente esistenti. 27.9 Siti per l’installazione di impianti per la telefonia mobile In tali aree è consentita l’installazione di impianti per la telefonia mobile dove le antenne dovranno utilizzare un palo di sostegno all’interno di ogni sito individuato nelle tavole 13.1.1/A e 13.1.1/B.
Articolo 28 - AMBIENTE E PAESAGGIO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 73 Articolo 28 - AMBIENTE E PAESAGGIO 28.1 Tutela e salvaguardia del territorio rurale ed urbano 28.1.1 Disposizioni generali • Il Comune, d’intesa con gli Organi competenti, promuove e cura la conservazione, la valorizzazione e la riqualificazione dell’ambiente. • Il P.R.G., nella tavola 13.1.1, recepisce le indicazioni delle leggi e dei provvedimenti nazionali e regionali in materia. 28.2 Paesaggio rurale 28.2.1 Norme e direttive
le indicazioni delle leggi e dei provvedimenti nazionali e regionali in materia. 28.2 Paesaggio rurale 28.2.1 Norme e direttive 28.2.1a Complessi o edifici di interesse storico-architettonico-ambientale (ville, residenze rurali, annessi agricoli, ecc.) Negli ambiti delle zone A/2 gli interventi dovranno essere localizzate in modo da non interferire o comunque rendere minimo l’impatto ambientale nelle visuali dei parchi o giardini adiacenti. 28.2.1b Percorsi di interesse storico - ambientale
re minimo l’impatto ambientale nelle visuali dei parchi o giardini adiacenti. 28.2.1b Percorsi di interesse storico - ambientale Trattasi di percorsi individuati dal P.T.R.C. riferiti alla viabilità lombardo - veneta (1832) che il P.R.G. identifica nell’attuale viabilità (S.S. n° 16, S.P. via Roma, S.P. n° 3 via Risorgimento). Per tali strade il Comune, in accordo con la Provincia e i Comuni contermini, favorirà il recupero formulando proposte per strutture di supporto e utilizzo funzionale di tali
rovincia e i Comuni contermini, favorirà il recupero formulando proposte per strutture di supporto e utilizzo funzionale di tali assi stradali a mezzo di un piano di settore specifico. 28.2.1c Rete dei percorsi pedonali e/o ciclabili Trattandosi di percorsi che collegano generalmente degli insediamenti urbani, essi avranno le caratteristiche di quelli del paesaggio urbano dove però si avrà cura di scegliere gli elementi di arredo, in particolare una diversa pavimentazione che potrà
paesaggio urbano dove però si avrà cura di scegliere gli elementi di arredo, in particolare una diversa pavimentazione che potrà essere in fondo naturale in luoghi aventi particolari caratteristiche ambientali. Le strade rurali ed i sentieri nelle zone agricole potranno essere aperte all’uso pubblico per percorsi pedonali e ciclabili. I sentieri dovranno mantenere un fondo naturale e potranno essere provvisti di segnaletica e di aree di sosta per il tempo libero. 28.2.1d Corsi d’acqua
enere un fondo naturale e potranno essere provvisti di segnaletica e di aree di sosta per il tempo libero. 28.2.1d Corsi d’acqua Premesso che il territorio agricolo è sottoposto al Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio Rurale (P.G.B.T.T.R.), redatto dal competente consorzio ai sensi della L.R. n° 3/1976 e successive modifiche ed integrazioni, per i corsi d’acqua e le relative
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 74 aree di rispetto sono vietate la tombinatura (fatta eccezione per gli accessi carrai) e la canalizzazione, salvo che, su conforme parere del dirigente dell’U.T.C., esse siano imposte da particolari esigenze sanitarie, ecologiche o funzionali, mantenendo e/o ripristinando i filari alberati. 28.2.2 Aree a verde privato Valgono le stesse indicazioni espresse al punto 27.8. 28.2.3 Alberature e filari alberati - aree boschive
2 Aree a verde privato Valgono le stesse indicazioni espresse al punto 27.8. 28.2.3 Alberature e filari alberati - aree boschive Le formazioni arboree lineari documentarie della struttura tradizionale agraria del territorio (confini di proprietà, confini di campo, capezzagne, capi fosso, corsi d’acqua, etc.) devono essere, ove possibile, salvaguardate, fatta salva la possibilità di manutenzione del fondo o di accorpamento dello stesso con altro fondo.
e possibile, salvaguardate, fatta salva la possibilità di manutenzione del fondo o di accorpamento dello stesso con altro fondo. Le formazioni di nuovi raggruppamenti arborei dovranno essere disposte in rapporto agli insediamenti e formate da specie arboree tipiche della pianura padana. 28.3 Paesaggio urbano 28.3.1 Norme e direttive 28.3.1a Centri storici, zone di completamento e di espansione I progetti edilizi riguardanti gli interventi di nuova edificazione e su edifici esistenti
zone di completamento e di espansione I progetti edilizi riguardanti gli interventi di nuova edificazione e su edifici esistenti devono comprendere elaborati dai quali risultino evidenti: • i materiali previsti per le strutture e di finitura; • gli infissi e le chiusure; • le tinteggiature; • il rilievo di eventuali elementi decorativi; • il rilievo degli elementi arborei esistenti o la progettazione di quelli previsti; • documentazione fotografica del sito con particolare riguardo ad ambienti o edifici
enti o la progettazione di quelli previsti; • documentazione fotografica del sito con particolare riguardo ad ambienti o edifici di particolare interesse storico-architettonico-ambientale; • le recinzioni. 28.3.2 Disciplina delle aree a verde • verde pubblico e privato; • siepi e cortine arboree; • piazze pedonali; • parcheggi; • percorsi pedonali e/o ciclabili. 28.3.2a Verde pubblico e privato Gli interventi di sistemazione a verde previsti all'interno dei centri urbani edificati o
bili. 28.3.2a Verde pubblico e privato Gli interventi di sistemazione a verde previsti all'interno dei centri urbani edificati o edificabili (arredo di parcheggi, strade, giardini pubblici e privati, schermi visivi, ecc.), dovranno di massima utilizzare piante autoctone in quanto consentono una migliore integrazione nel paesaggio ed adattamento al terreno.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 75 I proprietari di aree non edificate, compresi i lotti interclusi inedificati, dovranno provvedere allo sfalcio dell'erba. In tali spazi dovrà essere mantenuto comunque un aspetto decoroso con l'eliminazione di rifiuti di qualunque genere. Le strade private aperte al pubblico transito debbono essere piantumate con le specie arboree tipiche della zona. Tutte le scarpate dei fossi dovranno essere sfalciate e pulite dai rispettivi proprietari,
le specie arboree tipiche della zona. Tutte le scarpate dei fossi dovranno essere sfalciate e pulite dai rispettivi proprietari, con l'eliminazione anche di ceppaie ed arbusti allo scopo di favorire il libero deflusso delle acque. 28.3.2b Siepi e cortine arboree - aree boschive Da definirsi con l'uso di essenze tipiche della zona, in funzione della accentuazione di percorsi principali o di divisioni naturali tra aree. 28.3.2c Piazze pedonali
che della zona, in funzione della accentuazione di percorsi principali o di divisioni naturali tra aree. 28.3.2c Piazze pedonali Tali spazi sono destinati prevalentemente ad uso pedonale e dovranno essere pavimentati, alberati ed attrezzati a seconda delle loro dimensioni; potranno assumere forme diverse da quelle indicate nei grafici 1:2000 ferme restando le quantità di P.R.G.; una quota non superiore al 30% potrà essere destinata a parcheggio regolamentato. 28.3.2d Parcheggi
tando le quantità di P.R.G.; una quota non superiore al 30% potrà essere destinata a parcheggio regolamentato. 28.3.2d Parcheggi Queste aree devono essere attentamente studiate in modo tale da inserirsi all'interno del contesto urbano come aree verdi attrezzate per la sosta dei veicoli, e tali da contribuire singolarmente, o nel loro insieme, ad arricchire il paesaggio urbano. A tal fine si propongono i seguenti criteri progettuali:
e singolarmente, o nel loro insieme, ad arricchire il paesaggio urbano. A tal fine si propongono i seguenti criteri progettuali: • la disposizione dei parcheggi deve essere logica e razionale e funzionalmente legata ai percorsi pedonali, per condurre, agli edifici di lavoro, commerciali e di interesse pubblico; • gli accessi di disimpegno devono essere ridotti al minimo, se ne consiglia uno per l'ingresso ed uno per l'uscita;
e pubblico; • gli accessi di disimpegno devono essere ridotti al minimo, se ne consiglia uno per l'ingresso ed uno per l'uscita; • il corredo vegetale ed arboreo dovrà rispondere alle caratteristiche richieste per le piantagioni stradali prevedendo almeno una pianta ogni mq. 50; • l'area può essere delimitata da muretti bassi, o meglio, con spalliere verdi guarnite di alberi di alto fusto, piantati in filare lungo il perimetro ed all'interno dell'area in modo da proteggere i veicoli dai raggi solari;
di alto fusto, piantati in filare lungo il perimetro ed all'interno dell'area in modo da proteggere i veicoli dai raggi solari; • le pavimentazioni delle aree di sosta devono essere realizzate con materiali permeabili (grigliati) salvo deroghe motivate dal contesto storico-architettonico- ambientale. 28.3.2e Percorsi pedonali e/o ciclabili Tali percorsi sono tracciati indicativi tra punti significativi dell'insediamento urbano;
8.3.2e Percorsi pedonali e/o ciclabili Tali percorsi sono tracciati indicativi tra punti significativi dell'insediamento urbano; nelle progettazioni private e pubbliche si dovrà tenere presente la possibilità di
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 76 eseguirli nel tempo e con dimensione e materiali adeguati al tipo di insediamenti che ne usufruiscono, secondo i seguenti criteri di massima: • la sezione della pista non dovrà essere inferiore ai due metri e mezzo al fine di consentire il doppio senso di marcia per le biciclette, qualora la sede stradale esistente non consenta l'individuazione di piste ciclabili su sedi proprie si consiglia di provvedere all’allargamento in fase progettuale dei marciapiedi esistenti sino a
piste ciclabili su sedi proprie si consiglia di provvedere all’allargamento in fase progettuale dei marciapiedi esistenti sino a portarli almeno a ml. 2.50, onde permettere un traffico misto pedoni - ciclisti; • le piste dovranno essere protette e fisicamente separate dalle carreggiate stradali attraverso la sistemazione di opportune barriere (guardrail, parterre, quinte arboree/arbustive, ecc.); • la pavimentazione delle piste si consiglia sia realizzata con materiali e/o
rdrail, parterre, quinte arboree/arbustive, ecc.); • la pavimentazione delle piste si consiglia sia realizzata con materiali e/o colorazioni diversi da quelli utilizzati per il manto stradale e per le zone pedonali. 28.3.2f Percorsi di interesse storico - ambientale Trattasi di percorsi individuati dal P.T.R.C. riferiti alla viabilità lombardo - veneta (1832) che il P.R.G. identifica nell’attuale viabilità (S.S. n° 16, S.P. via Roma, S.P. n° 3 via Risorgimento).
Articolo 29 - ZONE SIGNIFICATIVE
ombardo - veneta (1832) che il P.R.G. identifica nell’attuale viabilità (S.S. n° 16, S.P. via Roma, S.P. n° 3 via Risorgimento). Per tali strade il Comune, in accordo con la Provincia e i Comuni contermini, favorirà il recupero formulando proposte per strutture di supporto e utilizzo funzionale di tali assi stradali a mezzo di un piano di settore specifico. Articolo 29 - ZONE SIGNIFICATIVE Le tavole 1:2000 di progetto di P.R.G. indicano per ogni parte del territorio significativa
Articolo 29 - ZONE SIGNIFICATIVE
co. Articolo 29 - ZONE SIGNIFICATIVE Le tavole 1:2000 di progetto di P.R.G. indicano per ogni parte del territorio significativa agli effetti della composizione urbanistica ed edilizia, gli interventi ammessi sulle aree, urbanizzate e non, sugli edifici, sulle infrastrutture ed attrezzature, attraverso grafie e simbologie alle quali corrispondono modalità, tipi, caratteri espressi nei vari paragrafi, negli articoli specifici, e nel Repertorio allegato. 29.1 Generalità degli interventi
pi, caratteri espressi nei vari paragrafi, negli articoli specifici, e nel Repertorio allegato. 29.1 Generalità degli interventi 29.1a Perimetro zona omogenea Ogni zona omogenea è perimetrata da una linea continua in grassetto che definisce anche i limiti degli interventi e la capacità e quantità della zona stessa. 29.1b Denominazione zona Ogni zona viene denominata e classificata secondo le definizioni di cui alla L.R. n° 61/85 o secondo necessari affinamenti delle stesse.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 77 29.1c Riferimento cartiglio specifico Per ogni nucleo significativo, le singole zone e sottozone fanno riferimento ad un cartiglio allegato, che contiene il Repertorio normativo specifico, della singola realtà, esistente e proposta. 29.2 Modi di intervento I modi di attuazione delle previsioni di P.R.G. risultano i seguenti: 29.2.1 Intervento diretto In tutti i casi nei quali l'area: • sia dotata di opere di urbanizzazione;
.R.G. risultano i seguenti: 29.2.1 Intervento diretto In tutti i casi nei quali l'area: • sia dotata di opere di urbanizzazione; • non sia sottoposta a prescrizione di strumento attuativo pubblico; • sia individuata come unità minima di intervento (U.M.I.) nel rispetto di quanto precisato nell’art. 18 della L.R. n° 61/85; il permesso di costruire potrà essere previsto o richiesto ed è subordinato alla cessione delle aree e realizzazione delle opere di urbanizzazione previste e/o richieste
visto o richiesto ed è subordinato alla cessione delle aree e realizzazione delle opere di urbanizzazione previste e/o richieste con la stipula di una convenzione e/o di un atto unilaterale d’obbligo avente i contenuti di cui all’art. 63 della L.R. n° 61/85. 29.2.2 Strumento urbanistico attuativo obbligatorio Il P.R.G. individua le zone ove l’urbanizzazione e l’edificazione sono soggette alla formazione di strumenti urbanistici attuativi (S.U.A.); il tipo di S.U.A. potrà essere
zione e l’edificazione sono soggette alla formazione di strumenti urbanistici attuativi (S.U.A.); il tipo di S.U.A. potrà essere prescritto dall’Amministrazione Comunale in tempi successivi all’adozione del P.R.G.. Sono sempre ammessi ambiti di intervento parziali rispetto all’intero perimetro di intervento assoggettati a strumento urbanistico attuativo S.U.A.. In tali casi le parti non pianificate dovranno ugualmente (anche se indicativamente) essere considerate ai fini della progettazione stessa.
i le parti non pianificate dovranno ugualmente (anche se indicativamente) essere considerate ai fini della progettazione stessa. In tutti i casi deve essere garantito, per tutte le proprietà interessate dal S.U.A., un riparto perequato dei diritti edificatori e dei relativi oneri, indipendentemente dalle destinazioni specifiche assegnate alle singole aree. I singoli ambiti di intervento o stralci, dovranno essere funzionali e garantire i criteri
ecifiche assegnate alle singole aree. I singoli ambiti di intervento o stralci, dovranno essere funzionali e garantire i criteri informatori dello strumento urbanistico generale, consentendo accorpamento di ambiti e trasposizione di zona purché nel rispetto della capacità insediativa e della dotazione di aree a standards previste. 29.2.3 Gli strumenti urbanistici attuativi 29.2.3a Piano particolareggiato E’ lo strumento urbanistico attuativo che definisce anche per settori funzionali,
tici attuativi 29.2.3a Piano particolareggiato E’ lo strumento urbanistico attuativo che definisce anche per settori funzionali, l’organizzazione urbanistica di un centro abitato o di zone omogenee. Questo strumento di iniziativa pubblica dovrà contenere tutti gli elaborati e le analisi prescritti dall’art. 12 della L.R. n° 61/85.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 78 29.2.3b Piano per l'edilizia economica e popolare (Piano di zona) Questo strumento è di iniziativa pubblica. E’ stata recentemente redatta specifica Variante Parziale al P.R.G., per l’individuazione delle zone residenziali da destinare a P.E.E.P. ai sensi della Legge n° 167/62 e successive modificazioni ed integrazioni ed adottata con deliberazione n° 136 in data 06.12.2000 dal C.C.. La presente Variante Generale conferma le previsioni della suddetta Variante.
deliberazione n° 136 in data 06.12.2000 dal C.C.. La presente Variante Generale conferma le previsioni della suddetta Variante. 29.2.3c Piano per insediamenti produttivi Questo strumento attuativo di iniziativa pubblica viene redatto ai sensi della Legge n° 865/71 e potrà applicarsi nelle aree produttive previste dal P.R.G.. 29.2.3d Piani di recupero di iniziativa pubblica Il P.R. di cui alla Legge n° 457/78, è lo strumento di intervento per il recupero edilizio
ni di recupero di iniziativa pubblica Il P.R. di cui alla Legge n° 457/78, è lo strumento di intervento per il recupero edilizio esistente nelle zone dichiarate degradate ai sensi dell’art. 27 di detta Legge, in qualsiasi zona omogenea si trovino ubicate. Questo strumento consentirà il recupero totale o parziale delle volumetrie esistenti, come indicate nei grafici e nel repertorio di P.R.G., consentendo anche eventuali integrazioni tecnico-volumetriche, necessarie alla trasformazione ed all'inserimento di
o di P.R.G., consentendo anche eventuali integrazioni tecnico-volumetriche, necessarie alla trasformazione ed all'inserimento di aree ed edifici nel contesto urbano limitrofo. Sono sempre consentiti i cambi di destinazione ammessi dal P.R.G. e le ricostruzioni delle parti crollate o demolite (nelle quantità con certezza documentabili) anche con forme e funzioni diverse dalle precedenti. Il piano di recupero dovrà essere esteso ad almeno una unità minima di intervento, e
forme e funzioni diverse dalle precedenti. Il piano di recupero dovrà essere esteso ad almeno una unità minima di intervento, e per queste quote dovrà essere convenzionato nelle modalità e nei tempi di attuazione oltreché nelle cessioni di standards o delle corrispondenti quote monetizzate. La progettazione urbanistica dovrà, altresì, riguardare indicativamente l'intero comparto definito dal P.R.G. specificando gli elementi che dovranno essere tenuti a
altresì, riguardare indicativamente l'intero comparto definito dal P.R.G. specificando gli elementi che dovranno essere tenuti a base delle future progettazioni (allineamenti, materiali, spazi pubblici, distanze, disegno urbano, ecc.). Le aree e le zone nelle quali è possibile intervenire con P.R. sono dichiarate “aree degradate” dalla presente variante generale al P.R.G. ai sensi dell’art. 27 della L. n° 457/78 e individuate dal C.C. con le modalità previste dall’art. 50, 4° comma della
al P.R.G. ai sensi dell’art. 27 della L. n° 457/78 e individuate dal C.C. con le modalità previste dall’art. 50, 4° comma della lettera “a” L.R. 61/85. 29.2.3e Piano di recupero di iniziativa privata Modalità e prescrizioni come per i piani di iniziativa pubblica. Il Piano di Recupero privato potrà essere esteso alla sola unità minima di proprietà, ferma restando la proposta di soluzione progettuale per l'intera zona di degrado. 29.2.3f Piano di lottizzazione
a di proprietà, ferma restando la proposta di soluzione progettuale per l'intera zona di degrado. 29.2.3f Piano di lottizzazione Il Piano di lottizzazione svilupperà le quantità globali (o percentuali, qualora non esteso all'intero perimetro considerato dal P.R.G. e indicando, nel caso, le soluzioni progettuali per le parti non convenzionate) stabilite per la zona o la sottozona. Svilupperà, altresì, le tematiche e le tipologie previste dallo strumento generale
ionate) stabilite per la zona o la sottozona. Svilupperà, altresì, le tematiche e le tipologie previste dallo strumento generale (percorsi, parcheggi, verde, caratteri dell'edificazione, ecc.).
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 79 Ogni lottizzazione dovrà essere accompagnata da specifica normativa che fissi le caratteristiche, sia degli elementi costruttivi degli edifici che degli elementi di disegno urbano, atti a conferire l'identità ed omogeneità alla zona stessa. La viabilità di lottizzazione convenzionabile e scomputabile dagli oneri di urbanizzazione primaria dovrà riguardare le sole strade di interesse pubblico; le altre
nzionabile e scomputabile dagli oneri di urbanizzazione primaria dovrà riguardare le sole strade di interesse pubblico; le altre viabilità, con caratteristiche da definirsi in sede di progettazione, risulteranno (anche se di uso pubblico) private o condominiali e la gestione delle stesse sarà da ipotizzarsi a cura degli usufruitori. Le previsioni non assoggettate, o assoggettabili, alle procedure di convenzione e permesso di costruire della prima fase, saranno recepite dall'Amministrazione che le
ggettabili, alle procedure di convenzione e permesso di costruire della prima fase, saranno recepite dall'Amministrazione che le considererà base per le successive richieste e attività edilizio-urbanistiche e, quindi, elementi di guida per la definizione di un complessivo disegno urbano ed architettonico. Dovranno essere realizzate tutte le opere di urbanizzazione necessarie e di allacciamento anche se fuori ambito di intervento trattandosi di opere primarie.
utte le opere di urbanizzazione necessarie e di allacciamento anche se fuori ambito di intervento trattandosi di opere primarie. Per opere primarie devono intendersi tutte quelle aree a servizi indicate dal P.R.G.. 29.2.3g Piano di lottizzazione con previsioni planivolumetriche Valgono le modalità e prescrizioni di cui al punto precedente (f) con la precisazione che il piano dovrà essere conforme a quanto previsto dall'art. 12 della L.R. n° 61 del
punto precedente (f) con la precisazione che il piano dovrà essere conforme a quanto previsto dall'art. 12 della L.R. n° 61 del 27 giugno 1985, ed in particolare dovranno essere individuate puntualmente le masse con indicazioni puntuali vincolanti, gli strumenti urbanistici in questione dovranno essere redatti conformemente a quanto prescritto all’art. 1 punto 6 lettera c) della Legge 443 del 21.12.2001. 29.2.3h Unità minima di intervento (U.M.I.) (art. 18 L.R. 61/85)
o all’art. 1 punto 6 lettera c) della Legge 443 del 21.12.2001. 29.2.3h Unità minima di intervento (U.M.I.) (art. 18 L.R. 61/85) Nelle aree delimitate dal perimetro di U.M.I., i progetti edilizi svilupperanno proposte per l'intero perimetro indicato dal P.R.G.; le scale di competenza saranno 1:500 per gli interventi urbanistici e 1:200 per gli interventi edilizi. La progettazione planivolumetrica (a sc. 1:500) dovrà individuare, all’interno di ogni
stici e 1:200 per gli interventi edilizi. La progettazione planivolumetrica (a sc. 1:500) dovrà individuare, all’interno di ogni singola U.M.I. in conformità alle indicazioni del P.R.G., le infrastrutture private e/o di uso pubblico; l’esecuzione diretta o convenzionata dell’intervento edilizio dovrà prevedere la contestuale esecuzione di tali infrastrutture, nonché la cessione di quelle pubbliche, da regolarizzare con la stipula di un atto unilaterale d’obbligo o apposita
rastrutture, nonché la cessione di quelle pubbliche, da regolarizzare con la stipula di un atto unilaterale d’obbligo o apposita convenzione ai sensi dell’art. 63 della L.R. 61/85. Sono sempre ammessi ambiti di intervento parziali rispetto all’intero perimetro di intervento assoggettato ad UMI. In tali casi le parti non pianificate dovranno ugualmente (anche se indicativamente) essere considerate ai fini della progettazione stessa.
i le parti non pianificate dovranno ugualmente (anche se indicativamente) essere considerate ai fini della progettazione stessa. Le opere che comunque assumono valenza e/o interesse pubblico (parcheggi, ecc.) dovranno obbligatoriamente essere realizzate con il primo stralcio esecutivo. 29.3 Individuazione delle modalità Le modalità di intervento sopracitate, la dimensione minima dell'intervento stesso, l'eventuale definizione delle opere da eseguire da parte dell'Amministrazione, le quote
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 80 di servizi da inserire nei piani attuativi o nei progetti planivolumetrici verranno individuate in sede di definizione degli ambiti di intervento, tenuto conto dei programmi pubblici e dell'economia di gestione delle opere da eseguirsi. Negli interventi per i quali il P.R.G. non prescrive lo strumento attuativo, l'esecuzione diretta dovrà pure prevedere la contemporaneità delle opere edilizie e delle
non prescrive lo strumento attuativo, l'esecuzione diretta dovrà pure prevedere la contemporaneità delle opere edilizie e delle infrastrutture interne (private) e/o delle infrastrutture di uso pubblico, nonché la cessione delle aree pertinenti a verde, parcheggio e viabilità, a costi reali opere di urbanizzazione primaria necessarie per rendere l’area urbanizzata ed a scomputo parziale della quota parte degli oneri primari. 29.4 Caratteri specifici degli interventi
ndere l’area urbanizzata ed a scomputo parziale della quota parte degli oneri primari. 29.4 Caratteri specifici degli interventi Nell'applicazione delle norme generali di zone e di sottozone, dovranno essere rispettate le indicazioni espresse nelle tavole di progetto in scala 1:2000 - 1:5000, relative ai seguenti caratteri dell'edificazione. 29.4.1 Portici Elementi coperti di uso pubblico (portici, gallerie, pensiline) da integrare e risolvere
tteri dell'edificazione. 29.4.1 Portici Elementi coperti di uso pubblico (portici, gallerie, pensiline) da integrare e risolvere nell’ambito della progettazione edilizia dell’edificio o complesso di edifici con funzioni e forme atte a consentire il collegamento tra gli stessi. 29.4.2 Viabilità di progetto Possono essere modificati i tracciati e le dimensioni nel rispetto dell’art. 11 della L.R. n° 61/85 come modificato dall’art. 3 della L.R. n° 47/93; le viabilità non indicate
ensioni nel rispetto dell’art. 11 della L.R. n° 61/85 come modificato dall’art. 3 della L.R. n° 47/93; le viabilità non indicate potranno risultare private o condominiali. Nella progettazione e realizzazione di elementi di carattere pubblico quali portici, passaggi coperti, percorsi pedonali del presente articolo, dovranno essere adottati tutti quegli accorgimenti atti a favorire la mobilità delle persone fisicamente svantaggiate,
articolo, dovranno essere adottati tutti quegli accorgimenti atti a favorire la mobilità delle persone fisicamente svantaggiate, in ottemperanza alle disposizioni contenute nel D.P.R. n° 503 del 24.07.1996 - Legge n° 13 del 9 gennaio 1989 e successive modificazioni. Negli interventi che prevedono la demolizione degli edifici nell’ambito della nuova viabilità, si ammette il recupero volumetrico negli stessi con un aumento non superiore al 100% di quello esistente.
della nuova viabilità, si ammette il recupero volumetrico negli stessi con un aumento non superiore al 100% di quello esistente. Le strade per le zone residenziali devono essere proporzionate alle loro funzioni, comunque la larghezza non deve essere inferiore a ml. 7.00 e la dimensione di una carreggiata non deve essere inferiore a ml. 3.50; i marciapiedi, laterali alla carreggiata, devono essere possibilmente alberati ed avere larghezza adeguata alla
iore a ml. 3.50; i marciapiedi, laterali alla carreggiata, devono essere possibilmente alberati ed avere larghezza adeguata alla loro funzione, con un minimo di ml. 1.50 negli strumenti urbanistici attuativi (P.U.A.) ai quali potranno essere collocate aiuole, piste ciclabili, parcheggi.. Il Comune può consentire la costruzione di strade a fondo cieco, purché al termine di dette strade sia prevista una piazzola per l’agevole manovra degli automezzi, nella
i strade a fondo cieco, purché al termine di dette strade sia prevista una piazzola per l’agevole manovra degli automezzi, nella quale sia inscrivibile un cerchio di diametro non inferiore a ml. 12.00 per le zone residenziali e ml. 20.00 per le zone commerciali, artigianali e industriali. Qualora una strada serva non più di due lotti, essa viene considerata come accesso privato e pertanto non è soggetta a limitazioni di larghezza; in tal caso l’innesto sullo
i, essa viene considerata come accesso privato e pertanto non è soggetta a limitazioni di larghezza; in tal caso l’innesto sullo spazio pubblico può essere chiuso con un cancello.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 81 Le aree per il parcheggio devono avere profondità adeguata e comunque non inferiore a ml. 5.50 se disposti a pettine ed a ml. 3.00 se disposti in linea con la sede stradale, con adeguamento a quanto prescritto dal vigente codice della strada e successive modificazioni ed integrazioni. Le piste ciclabili devono essere realizzate anch’esse in sede propria e preclusa con appositi ostacoli, al transito dei mezzi motorizzati e devono essere progettate
lizzate anch’esse in sede propria e preclusa con appositi ostacoli, al transito dei mezzi motorizzati e devono essere progettate conformemente alle indicazioni contenute nell’apposito manuale redatto dalla Giunta Regionale del Veneto. La carreggiata delle strade per le zone commerciali - artigianali - industriali, dovranno avere una larghezza di ml. 10.00, salvo quanto espresso nel presente punto. 29.4.3 Tipologie edilizie indicative per le zone soggette a S.U.A. 29.4.3.1 Unifamiliare
lvo quanto espresso nel presente punto. 29.4.3 Tipologie edilizie indicative per le zone soggette a S.U.A. 29.4.3.1 Unifamiliare Tipo edilizio caratterizzato da una unità architettonica isolata in lotto di pertinenza a uno o più piani. 29.4.3.2 Bifamiliare Tipo edilizio caratterizzato da due unità architettoniche ripetute o simili, orizzontali e/o sovrapposte, di norma simmetriche, con uno o più piani fuori terra, con ingressi indipendenti o comuni. 29.4.3.3 Schiera
ali e/o sovrapposte, di norma simmetriche, con uno o più piani fuori terra, con ingressi indipendenti o comuni. 29.4.3.3 Schiera Tipo edilizio caratterizzato da più di due unità architettoniche ripetute e continue. Può essere a più piani fuori terra, di norma con ingressi indipendenti. 29.4.3.4 In linea, a cortina, a corte Tipo edilizio caratterizzato da una unità architettonica composta da più unità immobiliari sviluppate su uno o più piani servite da parti comuni. 29.4.3.5 Torre
una unità architettonica composta da più unità immobiliari sviluppate su uno o più piani servite da parti comuni. 29.4.3.5 Torre Tipo edilizio caratterizzato da una unità architettonica composta da più alloggi serviti da parti comuni a sviluppo verticale. Gli elementi espressi nei grafici 1:2000 sono indicativi per forme, dimensione ed ubicazione. Nella stesura dello S.U.A. è ammessa la modifica delle tipologie, che sono da ritenersi
ivi per forme, dimensione ed ubicazione. Nella stesura dello S.U.A. è ammessa la modifica delle tipologie, che sono da ritenersi indicative, a seguito di specifica analisi sulla struttura urbanistica delle zone e delle aree limitrofe.
Articolo 30 - DOTAZIONE MINIMA DI STANDARD NEGLI
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 82 Articolo 30 - DOTAZIONE MINIMA DI STANDARD NEGLI STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI All’interno degli ambiti territoriali d’intervento degli strumenti urbanistici attuativi vanno previste aree per servizi nelle seguenti quantità minime, prescritte dall’art. 25 delle L.R. 61/85 sottoindicate, fatto salvo maggiori superfici riportate nel Repertorio normativo. 30.1 Insediamenti di carattere residenziale
85 sottoindicate, fatto salvo maggiori superfici riportate nel Repertorio normativo. 30.1 Insediamenti di carattere residenziale • parcheggio: 3.50 mq/abitante, fatte salve maggiori quantità eventualmente previste nel Repertorio normativo; • verde pubblico primario: 8.00 mq/abitante, fatte salve maggiori quantità eventualmente previste nel Repertorio normativo; • parco - gioco e sport: 3.00 mq/abitante. Questa ulteriore quantità di aree a servizi
lmente previste nel Repertorio normativo; • parco - gioco e sport: 3.00 mq/abitante. Questa ulteriore quantità di aree a servizi (art. 26 L.R. 61/85) deve essere realizzata in appezzamenti di misura non inferiore a 1.000 mq. Qualora la dimensione dello strumento urbanistico attuativo non consenta la realizzazione di tali superfici minime, gli oneri relativi vanno monetizzati ed il Comune individua gli spazi pubblici corrispondenti tra quelli previsti dal piano, fissando i tempi di realizzazione.
zzati ed il Comune individua gli spazi pubblici corrispondenti tra quelli previsti dal piano, fissando i tempi di realizzazione. Le aree a servizi ricadenti all’interno delle zone da assoggettare a strumento urbanistico attuativo e, nelle unità minime di intervento, corrispondono a quelle da realizzare a costi reali e a cedere al Comune a scomputo parziale/totale degli oneri di urbanizzazione primaria. Per il dimensionamento va assunto il parametro di 150 mc/abitante.
mputo parziale/totale degli oneri di urbanizzazione primaria. Per il dimensionamento va assunto il parametro di 150 mc/abitante. Il volume da considerarsi sarà determinato dalla potenzialità di zona prevista dal Repertorio normativo incrementato della percentuale del 25%; relativamente a detta volumetria saranno determinati gli standards e gli oneri di urbanizzazione. 30.2 Insediamenti di carattere produttivo - artigianale - industriale 30.2.1 Zone di espansione
s e gli oneri di urbanizzazione. 30.2 Insediamenti di carattere produttivo - artigianale - industriale 30.2.1 Zone di espansione • opere di urbanizzazione primaria: 10% della superficie territoriale di zona, fatte salve maggiori quantità eventualmente previste nel Repertorio normativo; • opere di urbanizzazione secondaria: 10% della superficie territoriale di zona, fatte salve maggiori quantità eventualmente previste nel Repertorio normativo.
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 83 30.4.2 Zone di completamento • opere di urbanizzazione primaria: 5% della superficie fondiaria, fatte salve maggiori quantità eventualmente previste nel Repertorio normativo; • opere di urbanizzazione secondaria: 5% della superficie fondiaria, fatte salve maggiori quantità eventualmente previste nel Repertorio normativo. La percentuale relativa alle opere di urbanizzazione secondaria può essere ridotta dal Comune fino al 4% nelle zone di espansione e fino al 2% nelle zone di
opere di urbanizzazione secondaria può essere ridotta dal Comune fino al 4% nelle zone di espansione e fino al 2% nelle zone di completamento, mediante convenzione in cui il Comune ottiene il corrispettivo in denaro per la riduzione delle superfici e delle mancate opere non realizzate. Le opere di urbanizzazione primaria corrispondono a quelle da cedere al Comune a scomputo parziale/totale degli oneri di urbanizzazione primaria; le opere di
imaria corrispondono a quelle da cedere al Comune a scomputo parziale/totale degli oneri di urbanizzazione primaria; le opere di urbanizzazione secondaria corrispondono a quelle da cedere al Comune a scomputo parziale/totale degli oneri di urbanizzazione secondaria. 30.3 Insediamenti di carattere commerciale, direzionale, turistico La superficie da destinare a servizi non può essere inferiore: a) nelle zone di espansione a 1 mq/mq di superficie lorda di pavimento;
erficie da destinare a servizi non può essere inferiore: a) nelle zone di espansione a 1 mq/mq di superficie lorda di pavimento; b) nelle zone di completamento a 0.8 mq/mq di superficie lorda di pavimento. Di dette percentuali, almeno il 50% devono essere previste esclusivamente a parcheggio. Per le superfici di vendita dovranno essere garantiti i parcheggi secondo quanto previsto dall’art. 13 della L.R. n° 37/99. 30.4 Modalità di applicazione
ta dovranno essere garantiti i parcheggi secondo quanto previsto dall’art. 13 della L.R. n° 37/99. 30.4 Modalità di applicazione Il conseguimento dei rapporti di dimensionamento degli strumenti urbanistici è assicurato mediante cessione di aree o vincoli di destinazione ad uso pubblico. Nel caso di insediamenti misti devono essere garantite le quantità minime di legge in rapporto alle percentuali delle diverse destinazioni.
insediamenti misti devono essere garantite le quantità minime di legge in rapporto alle percentuali delle diverse destinazioni. Per gli insediamenti turistici, commerciali e direzionali i rapporti relativi ai parcheggi possono essere conseguiti, entro il limite del 50% anche mediante reperimento in loco di aree private con vincolo di destinazione d’uso a parcheggio. Per le attività commerciali andranno applicati gli standards, previsti dall’art. 13 dalla Legge Regionale 37/99.
o a parcheggio. Per le attività commerciali andranno applicati gli standards, previsti dall’art. 13 dalla Legge Regionale 37/99. Esercizio commerciale al dettaglio Nell’edilizia esistente, l’ammissibilità dei vari esercizi commerciali è precisata negli articoli specifici interenti alla zona o area in cui ricade l’edificazione. Per gli esercizi commerciali esistenti nelle varie zone di Piano Regolatore Generale, con esclusione della Zona del Centro Storico, l’ampliamento deve avvenire nel
nti nelle varie zone di Piano Regolatore Generale, con esclusione della Zona del Centro Storico, l’ampliamento deve avvenire nel rispetto dei limiti dimensionali ammessi e della dotazione di parcheggi prevista, con le seguenti specificazioni:
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 84 • per gli esercizi di vicinato gli ampliamenti devono rispettare una dotazione minima di parcheggi di mq. 40 (quaranta) ogni mq. 100 (cento) della superficie di vendita ampliata; • per tutti gli esercizi commerciali, del settore alimentare, con superficie di vendita superiore a mq. 500 (cinquecento) secondo la fattispecie, si richiama il rispetto dell’art. 13 delle Legge Regionale 37/99; • per le medie strutture di vendita gli ampliamenti dovranno rispettare una dotazione
dell’art. 13 delle Legge Regionale 37/99; • per le medie strutture di vendita gli ampliamenti dovranno rispettare una dotazione minima di parcheggio nel rispetto dell’art. 13 della legge regionale 37/99. Nelle aree a servizi, qualora non diversamente previsto nei successivi corrispondenti articoli, sono ammessi solo gli eserciti di vicinato, fermo rimanendo che per l’inserimento di tali attività, mediante interventi di ristrutturazione e/o cambio di
rciti di vicinato, fermo rimanendo che per l’inserimento di tali attività, mediante interventi di ristrutturazione e/o cambio di destinazione, viene richiesta una dotazione di parcheggio di mq. 40 (quaranta) ogni mq. 100 (cento) di superficie lorda di pavimento, nel rispetto dell’art. 13 della L.R. 37/99. Per le attività commerciali esistenti, che non rispettano i limiti dimensionali per le varie zone o aree, è consentito il solo mantenimento della superficie di vendita esistente.
Articolo 31 - VALIDITA’ DEGLI STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI
pettano i limiti dimensionali per le varie zone o aree, è consentito il solo mantenimento della superficie di vendita esistente. Articolo 31 - VALIDITA’ DEGLI STRUMENTI URBANISTICI ATTUATIVI APPROVATI IN ATTUAZIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE PREVIGENTE Gli strumenti urbanistici attuativi approvati e convenzionati in attuazione del P.R.G. previgente conservano la loro validità per il periodo di tempo indicato nella convenzione e, in assenza di
attuazione del P.R.G. previgente conservano la loro validità per il periodo di tempo indicato nella convenzione e, in assenza di termini, per anni 10 a partire dalla data di approvazione, salvo che gli stessi non siano stati prorogati. Il perimetro dell’area interessata dagli strumenti urbanistici attuativi confermati è quello risultante dagli atti di approvazione. Il volume edificabile e la disciplina urbanistica che regola
ttuativi confermati è quello risultante dagli atti di approvazione. Il volume edificabile e la disciplina urbanistica che regola l’edificazione, restano quelle dello strumento urbanistico attuativo approvato e convenzionato; disciplina che il presente articolo conferma contestualmente alla classificazione di zona indicata nella variante al P.R.G.. L’approvazione di un nuovo strumento urbanistico attuativo convenzionato, redatto nel rispetto del P.R.G., può modificare la disciplina vigente nell’area.
Articolo 32 - CROLLI ACCIDENTALI DI EDIFICI O PARTI DI EDIFICIO
strumento urbanistico attuativo convenzionato, redatto nel rispetto del P.R.G., può modificare la disciplina vigente nell’area. Articolo 32 - CROLLI ACCIDENTALI DI EDIFICI O PARTI DI EDIFICIO Negli interventi residenziali si avrà cura di evitare crolli anche accidentali mediante adozione degli opportuni accorgimenti tecnici atti a salvaguardare l'integrità del complesso edilizio. Nel caso di crolli, parziali o totali, dovuti ad eventi eccezionali e non intenzionali, può essere
grità del complesso edilizio. Nel caso di crolli, parziali o totali, dovuti ad eventi eccezionali e non intenzionali, può essere consentita la ricostruzione delle parti demolite, purché documentate e nei limiti del volume e della superficie utile preesistente.
Articolo 33 - COSTRUZIONI ACCESSORIE
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 85 Articolo 33 - COSTRUZIONI ACCESSORIE 33.1 Nei nuovi interventi edilizi residenziali tutti i locali accessori, quali autorimesse, magazzini, lavanderie e legnaie, devono essere compresi oppure, se distinti, armonicamente composti con l'edificio principale, sia nella forma, sia nei materiali, purché pertinenziali agli edifici principali residenziali. Tali volumi accessori potranno essere costruiti a confine, con pareti non finestrate previo accordo tra le parti.
residenziali. Tali volumi accessori potranno essere costruiti a confine, con pareti non finestrate previo accordo tra le parti. Tale norma si applica limitatamente alle zone di completamento “B - C1 - C1.1”. 33.2 Parcheggi privati 33.2.1 All’interno del lotto di pertinenza di edifici residenziali, commerciali e/o direzionali, dovranno essere ricavati parcheggi in ragione di mq. 1.00 ogni 10 mc. di volume lordo da edificare fuori terra.
e/o direzionali, dovranno essere ricavati parcheggi in ragione di mq. 1.00 ogni 10 mc. di volume lordo da edificare fuori terra. 33.2.2 Per ogni nuovo alloggio dovrà essere realizzato almeno un ripostiglio ed un posto auto coperto della superficie complessiva non inferiore a 15 mq.. Il ripostiglio potrà essere ricavato anche all’interno dell’autorimessa, garantendo comunque per ogni posto auto le dimensioni minime nette di m. 5.00x2.50.
Articolo 33 bis
ricavato anche all’interno dell’autorimessa, garantendo comunque per ogni posto auto le dimensioni minime nette di m. 5.00x2.50. 33.2.3 Nel computo delle aree a parcheggio il 50% della superficie complessiva deve essere riservato alla sosta effettiva. Articolo 33 bis Per le aree oggetto della variante parziale al P.R.G. adottata con deliberazione di Consiglio Comunale n° 17 del 24.02.2005, ai sensi dell’art. 50, 9° comma, L.R. n° 61/1985, si applicano,
ta con deliberazione di Consiglio Comunale n° 17 del 24.02.2005, ai sensi dell’art. 50, 9° comma, L.R. n° 61/1985, si applicano, oltre le disposizioni già previste per le singole zone delle presenti Norme Tecniche di Attuazione, anche le prescrizioni formulate dal parere del Dirigente Regionale del 12.04.2006 prot. n° 238141/5709 pervenuto a codesto Ente in data 20.04.2006, prot. n° 11617 nonché di quello espresso dall’Unità Periferica del Genio Civile di Padova, registrato a questo Ente in
Articolo 34 - MISURE DI SALVAGUARDIA
.04.2006, prot. n° 11617 nonché di quello espresso dall’Unità Periferica del Genio Civile di Padova, registrato a questo Ente in data 08.02.2007 al prot. n° 4538 e del Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta con nota pervenuta in data 23.01.2007, assunta al prot. n° 2472. Articolo 34 - MISURE DI SALVAGUARDIA Dalla data di adozione a quella di entrata in vigore delle presenti N.T.A. le normali misure di salvaguardia sono obbligatorie.
Dalla data di adozione a quella di entrata in vigore delle presenti N.T.A. le normali misure di salvaguardia sono obbligatorie. Per le concessioni edilizie rilasciate in data anteriore alle presenti N.T.A. l'entrata in vigore (art. 51 della L.R. n° 61/85) della presente Variante al P.R.G. comporta la decadenza delle
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 86 concessioni edilizie in contrasto con la stessa, salvo che i relativi lavori siano iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio. Qualora i lavori non vengano completati entro tale termine il permesso di costruire decade per la parte non realizzata. La presente variante generale al P.R.G. entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione del provvedimento di approvazione definitiva nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Articolo 35 - NORME ABROGATE
a in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione del provvedimento di approvazione definitiva nel Bollettino Ufficiale della Regione. Articolo 35 - NORME ABROGATE Sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari precedentemente emanate contrarie od incompatibili con le presenti norme. Articolo 36 - NUOVE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE L'entrata in vigore di nuove disposizioni legislative che modifichino od integrino disposizioni
Articolo 37 - REPERTORIO NORMATIVO
- NUOVE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE L'entrata in vigore di nuove disposizioni legislative che modifichino od integrino disposizioni legislative esplicitamente citate nelle N.T.A., costituisce automatica modifica od integrazione dei riferimenti legislativi citati negli articoli delle presenti norme. Articolo 37 - REPERTORIO NORMATIVO
REPERTORIO NORMATIVO - CO M UNE DI ALBIG NASEG O M O D I D I I N T E R V E N T O
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 87 REPERTORIO NORMATIVO - CO M UNE DI ALBIG NASEG O M O D I D I I N T E R V E N T O DIRETTO intervento diretto S.U.A. strumento urbanistico attuativo (P.D.L.- P.R. - P.P. - P.E.E.P. - P.I.P.) S.U.A. VIG. strumento urbanistico attuativo vigente T I P O L O G I E U unifamiliare B bifamiliare S schiera LC linea – corte - cortina T torre P A R T I C O L A R I D E S T I N A Z I O N I I industriale A artigianale AS artigianale di servizio R residenziale C commerciale D direzionale
A R I D E S T I N A Z I O N I
A R I D E S T I N A Z I O N I I industriale A artigianale AS artigianale di servizio R residenziale C commerciale D direzionale SP strutture pubbliche e/o di uso pubblico RA ricettive alberghiere M.S. medie strutture G.S. grandi strutture C A R A T T E R I D I I N T E R V E N T O P. portici PZ. Piazza P.P.C. percorsi pedonali e/o ciclabili S siepi, cortine arboree
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 5200 DIRETTO 2 1950 DIRETTO 3 (1) 4 5550 DIRETTO 5 9100 DIRETTO 6 800 DIRETTO 7 5750 DIRETTO
COLARI DESTINAZIONI
COLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 5200 DIRETTO 2 1950 DIRETTO 3 (1) 4 5550 DIRETTO 5 9100 DIRETTO 6 800 DIRETTO 7 5750 DIRETTO 8 800 DIRETTO 9 (1) 10 28450 DIRETTO 11 (1) A1 12 600 DIRETTO 1 – Z.T.O. STRALCIATA D.G.R.V. N° 1341 DEL 07 MAGGIO 2004
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO5
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 89 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO5 Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 6650 DIRETTO 2 2900 DIRETTO 3 1250 DIRETTO 4 7750 DIRETTO
OGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
OGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 6650 DIRETTO 2 2900 DIRETTO 3 1250 DIRETTO 4 7750 DIRETTO 5 22650 DIRETTO 6 93300 DIRETTO 7 1100 DIRETTO 8 3300 DIRETTO 9 8900 DIRETTO 10 7250 DIRETTO 11 500 DIRETTO 12 770 DIRETTO 13 1400 DIRETTO 14 2500 DIRETTO 15 3800 DIRETTO 16 6750 DIRETTO 17 13200 DIRETTO 18 5850 DIRETTO 19 9300 DIRETTO 20 5400 DIRETTO 21 4350 DIRETTO 22 3650 DIRETTO 23 1400 DIRETTO 24 2150 DIRETTO 25 1800 DIRETTO 26 1300 DIRETTO A2 27 2850 DIRETTO
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO5
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 90 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO5 Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 500 DIRETTO 29 950 DIRETTO 30 1750 DIRETTO 31 1900 DIRETTO
ETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
ETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 500 DIRETTO 29 950 DIRETTO 30 1750 DIRETTO 31 1900 DIRETTO 32 2500 DIRETTO 33 750 DIRETTO 34 (1) 35 2050 DIRETTO 36 700 DIRETTO 37 350 DIRETTO 38 2200 DIRETTO 39 2450 DIRETTO 40 3700 DIRETTO 41 2200 DIRETTO 42 950 DIRETTO 43 950 DIRETTO 44 4900 DIRETTO 45 6400 DIRETTO 46 600 DIRETTO 47 3900 DIRETTO 48 1300 DIRETTO 49 3100 DIRETTO 50 2950 DIRETTO 51 1250 DIRETTO 52 1000 DIRETTO 53 800 DIRETTO A2 54 2000 DIRETTO
A2 54 2000 DIRETTO
7 3900 DIRETTO 48 1300 DIRETTO 49 3100 DIRETTO 50 2950 DIRETTO 51 1250 DIRETTO 52 1000 DIRETTO 53 800 DIRETTO A2 54 2000 DIRETTO 1 – Z.T.O. STRALCIATA D.G.R.V. N° 1341 DEL 07 MAGGIO 2004
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 91 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 25850 DIRETTO 1,50 9,00 2 45350 DIRETTO 2,50 16,00
E DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
E DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 25850 DIRETTO 1,50 9,00 2 45350 DIRETTO 2,50 16,00 3 50700 DIRETTO 2,50 16,00 4 650 DIRETTO 1,50 9,00 5 650 DIRETTO 1,50 9,00 6 13700 DIRETTO 1,50 9,00 7 1350 DIRETTO 1,50 9,00 8 6450 DIRETTO 1,50 9,00 9 7300 DIRETTO 1,50 9,00 10 25100 DIRETTO 1,50 9,00 11 45400 DIRETTO 1,50 9,00 12 27800 DIRETTO 1,50 9,00 13 9570 DIRETTO–S.U.A. VIGENTE 1,50 9,00 (1) 14 4500 S.U.A. VIGENTE (1) 15 900 DIRETTO 1,50 9,00 16 2100 DIRETTO 1,50 9,00
B 27 4000 P.E.E.P. (1)
9,00 13 9570 DIRETTO–S.U.A. VIGENTE 1,50 9,00 (1) 14 4500 S.U.A. VIGENTE (1) 15 900 DIRETTO 1,50 9,00 16 2100 DIRETTO 1,50 9,00 17 1600 S.U.A. VIGENTE 18 6600 DIRETTO–S.U.A. VIGENTE 1,50 9,00 (1) 19 850 DIRETTO 1,50 9,00 20 22700 DIRETTO 1,50 9,00 21 700 S.U.A. VIGENTE (1) 22 4850 P.E.E.P. (1) 23 2400 P.E.E.P. (1) 24 4800 P.E.E.P. (1) 25 600 DIRETTO 1,50 9,00 26 4900 P.E.E.P. (1) B 27 4000 P.E.E.P. (1) 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 92 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 10700 DIRETTO 1,50 9,00 29 13250 P.E.E.P. (1) 30 4850 P.E.E.P. (1)
TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 10700 DIRETTO 1,50 9,00 29 13250 P.E.E.P. (1) 30 4850 P.E.E.P. (1) 31 4850 P.E.E.P. (1) 32 2400 P.E.E.P. (1) 33 2550 P.E.E.P. (1) 34 4800 P.E.E.P. (1) 35 32750 DIRETTO 1,50 9,00 36 22200 P.E.E.P. (1) 37 1700 DIRETTO 1,50 9,00 38 33550 DIRETTO 1,50 9,00 39 1750 DIRETTO 1,50 9,00 40 1450 DIRETTO 1,50 9,00 41 6550 DIRETTO 1,50 9,00 42 3750 DIRETTO 1,50 9,00 43 12350 DIRETTO 1,50 9,00 44 32250 DIRETTO 1,50 9,00 45 4450 DIRETTO 1,50 9,00
B 54 4100 DIRETTO 1,50 9,00
6550 DIRETTO 1,50 9,00 42 3750 DIRETTO 1,50 9,00 43 12350 DIRETTO 1,50 9,00 44 32250 DIRETTO 1,50 9,00 45 4450 DIRETTO 1,50 9,00 46 16000 DIRETTO 1,50 9,00 47 9380 DIRETTO 1,50 9,00 48 1850 DIRETTO 1,50 9,00 49 900 DIRETTO 1,50 9,00 50 4900 DIRETTO 1,50 9,00 51 4600 DIRETTO 1,50 9,00 52 450 DIRETTO 1,50 9,00 53 4650 DIRETTO 1,50 9,00 B 54 4100 DIRETTO 1,50 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 93 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 55 4100 DIRETTO 1,50 9,00 56 5700 DIRETTO 1,50 9,00
ME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
ME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 55 4100 DIRETTO 1,50 9,00 56 5700 DIRETTO 1,50 9,00 57 19950 DIRETTO 1,50 9,00 58 10250 DIRETTO 1,50 9,00 59 3800 DIRETTO 1,50 9,00 60 4500 DIRETTO 1,50 9,00 61 1450 DIRETTO 1,50 9,00 62 6500 DIRETTO 1,50 9,00 63 4050 DIRETTO 1,50 9,00 64 9100 DIRETTO 1,50 9,00 65 6050 DIRETTO 1,50 9,00 66 9250 P.E.E.P. (1) 67 5200 DIRETTO 1,50 9,00 M.S. 68 6050 DIRETTO 1,50 9,00 69 5950 DIRETTO 1,50 9,00 70 7850 DIRETTO 1,50 9,00
B 81 4600 DIRETTO 1,50 9,00
6 9250 P.E.E.P. (1) 67 5200 DIRETTO 1,50 9,00 M.S. 68 6050 DIRETTO 1,50 9,00 69 5950 DIRETTO 1,50 9,00 70 7850 DIRETTO 1,50 9,00 71 7500 DIRETTO 1,50 9,00 72 4100 P.E.E.P. (1) 73 7200 DIRETTO 1,50 9,00 74 8850 DIRETTO 1,50 11,50 75 41900 DIRETTO 1,50 9,00 76 6500 DIRETTO 1,50 9,00 77 7150 DIRETTO 1,50 9,00 78 14600 DIRETTO 1,50 9,00 79 3600 DIRETTO 1,50 11,50 80 2350 DIRETTO 1,50 9,00 B 81 4600 DIRETTO 1,50 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 94 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 82 1650 DIRETTO 1,50 9,00 83 1550 DIRETTO 1,50 9,00 84 25250 P.E.E.P. (1)
OLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
OLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 82 1650 DIRETTO 1,50 9,00 83 1550 DIRETTO 1,50 9,00 84 25250 P.E.E.P. (1) 85 14750 DIRETTO 1,50 9,00 86 7200 DIRETTO 1,50 9,00 87 6900 S.U.A. VIGENTE (1) 88 8500 DIRETTO 1,50 9,00 89 11550 DIRETTO 1,50 9,00 90 17300 DIRETTO 1,50 9,00 91 3100 DIRETTO 1,50 9,00 92 2300 DIRETTO 1,50 9,00 93 3400 DIRETTO 1,50 9,00 94 3900 DIRETTO 1,50 9,00 95 33300 DIRETTO 1,50 9,00 96 19000 DIRETTO 1,50 9,00 M.S. 97 6450 DIRETTO 1,50 9,00
DIRETTO 1,50 9,00 94 3900 DIRETTO 1,50 9,00 95 33300 DIRETTO 1,50 9,00
DIRETTO 1,50 9,00 94 3900 DIRETTO 1,50 9,00 95 33300 DIRETTO 1,50 9,00 96 19000 DIRETTO 1,50 9,00 M.S. 97 6450 DIRETTO 1,50 9,00 98 11200 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 99 25550 DIRETTO 1,50 9,00 100 11650 DIRETTO 1,50 9,00 101 17250 DIRETTO P.R. 1,50 9,00 102 6250 DIRETTO 1,50 9,00 103 2950 DIRETTO 1,50 9,00 104 1950 DIRETTO 1,50 9,00 105 1500 DIRETTO 1,00 9,00 106 20300 DIRETTO 1,50 9,00 107 4850 DIRETTO 1,50 9,00 B 108 9990 DIRETTO 1,50 9,00
DIRETTO 1,50 9,00 105 1500 DIRETTO 1,00 9,00 106 20300 DIRETTO 1,50 9,00 107 485
DIRETTO 1,50 9,00 105 1500 DIRETTO 1,00 9,00 106 20300 DIRETTO 1,50 9,00 107 4850 DIRETTO 1,50 9,00 B 108 9990 DIRETTO 1,50 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 95 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 109 5950 DIRETTO 1,50 9,00 110 22600 DIRETTO 1,50 9,00
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 109 5950 DIRETTO 1,50 9,00 110 22600 DIRETTO 1,50 9,00 111 15400 DIRETTO 2,50 11,00 112 6000 DIRETTO 1,50 9,00 113 18000 DIRETTO 1,50 9,00 114 41600 DIRETTO 1,50 9,00 115 4650 DIRETTO 1,50 9,00 116 6500 DIRETTO 1,50 9,00 117 3200 DIRETTO 1,50 9,00 118 9950 DIRETTO 1,50 9,00 119 16500 DIRETTO 1,50 9,00 120 6300 DIRETTO 1,50 9,00 121 7850 DIRETTO 1,50 9,00 122 5950 DIRETTO 1,50 9,00 123 3350 DIRETTO 1,50 9,00 124 5900 DIRETTO 1,50 9,00
B 135 7200 S.U.A. VIGENTE (1)
00 DIRETTO 1,50 9,00 121 7850 DIRETTO 1,50 9,00 122 5950 DIRETTO 1,50 9,00 123 3350 DIRETTO 1,50 9,00 124 5900 DIRETTO 1,50 9,00 125 11000 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 M.S. 126 1600 P.E.E.P. (1) 127 3000 P.E.E.P. (1) 128 8300 P.E.E.P. (1) 129 1750 P.E.E.P. (1) 130 2700 P.E.E.P. (1) 131 2700 P.E.E.P. (1) 132 3450 DIRETTO 1,50 9,00 133 6300 DIRETTO 1,50 9,00 134 4750 DIRETTO 1,50 9,00 B 135 7200 S.U.A. VIGENTE (1) 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 96 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 136 5400 DIRETTO 1,50 9,00 137 5600 DIRETTO 1,50 9,00
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 136 5400 DIRETTO 1,50 9,00 137 5600 DIRETTO 1,50 9,00 138 9700 DIRETTO 1,50 9,00 139 5100 DIRETTO 1,50 9,00 140 7300 DIRETTO 1,50 9,00 141 11300 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 142 18750 DIRETTO 1,50 9,00 143 20850 DIRETTO 1,50 9,00 144 5400 DIRETTO 1,50 9,00 145 11100 DIRETTO 1,50 9,00 146 5050 DIRETTO 1,50 9,00 147 16300 DIRETTO 1,50 9,00 148 7050 DIRETTO 1,50 9,00 149 5550 DIRETTO 1,50 9,00 150 4600 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00
B 162 7000 DIRETTO 1,50 9,00
1,50 9,00 147 16300 DIRETTO 1,50 9,00 148 7050 DIRETTO 1,50 9,00 149 5550 DIRETTO 1,50 9,00 150 4600 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 151 3450 DIRETTO 1,50 9,00 152 5550 P.E.E.P. (1) 153 1350 DIRETTO 1,50 9,00 154 1600 DIRETTO 1,50 9,00 155 1700 DIRETTO 1,50 9,00 156 1200 P.E.E.P. (1) 157 1200 P.E.E.P. (1) 158 4600 P.E.E.P. (1) 159 2550 P.E.E.P. (1) 160 3600 P.E.E.P. (1) 161 2850 P.E.E.P. (1) B 162 7000 DIRETTO 1,50 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 97 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 163 1650 DIRETTO 1,50 9,00 164 7550 DIRETTO 1,50 9,00
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 163 1650 DIRETTO 1,50 9,00 164 7550 DIRETTO 1,50 9,00 165 3800 DIRETTO 1,50 9,00 166 15850 DIRETTO 1,50 9,00 M.S. 167 6150 DIRETTO 1,50 9,00 168 13600 DIRETTO 1,50 9,00 169 6950 DIRETTO 1,50 9,00 170 5750 DIRETTO 1,50 9,00 171 6300 DIRETTO 1,50 9,00 172 2450 DIRETTO 1,50 9,00 173 4950 DIRETTO 1,50 9,00 174 3400 DIRETTO 1,50 9,00 175 2700 DIRETTO 1,50 9,00 176 2300 DIRETTO 1,50 9,00 177 11150 P.E.E.P. (1) 178 3950 DIRETTO 1,50 9,00
B 188 7700 DIRETTO 1,50- 9,00
4 3400 DIRETTO 1,50 9,00 175 2700 DIRETTO 1,50 9,00 176 2300 DIRETTO 1,50 9,00 177 11150 P.E.E.P. (1) 178 3950 DIRETTO 1,50 9,00 179 3950 DIRETTO 1,50 9,00 180 13800 P.E.E.P. (1) 181 650 DIRETTO 1,50 9,00 182 6550 S.U.A. VIGENTE (1) 183 4200 S.U.A. VIGENTE (1) 184 2950 S.U.A. VIGENTE (1) 185 6900 DIRETTO 1,50- 9,00 186 5150 DIRETTO 1,50- 9,00 187 5600 DIRETTO 1,50- 9,00 B 188 7700 DIRETTO 1,50- 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 98 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 1850 DIRETTO 1,00 9,00 2 3200 DIRETTO 1,50 9,00
LUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
LUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 1850 DIRETTO 1,00 9,00 2 3200 DIRETTO 1,50 9,00 3 9100 DIRETTO 1,50 9,00 4 11250 DIRETTO 1,50 9,00 5 3600 DIRETTO 1,50 9,00 6 29550 DIRETTO 1,50 9,00 7 5850 DIRETTO 1,50 9,00 8 6900 DIRETTO 1,00 9,00 9 5150 DIRETTO 1,00 9,00 10 10500 S.U.A. VIGENTE - - (1) 11 7250 DIRETTO 1,00 9,00 12 1150 DIRETTO 1,00 9,00 13 5500 DIRETTO 1,00 9,00 14 2400 DIRETTO 1,00 9,00 15 25000 S.U.A. 1,10 27500 12,00 PZ - PP – P=4.200 4200 1800 (2) (3)
C1 27 9450 DIRETTO 1,50 9,00
00 9,00 13 5500 DIRETTO 1,00 9,00 14 2400 DIRETTO 1,00 9,00 15 25000 S.U.A. 1,10 27500 12,00 PZ - PP – P=4.200 4200 1800 (2) (3) 16 28250 DIRETTO 1,50 9,00 17 4700 DIRETTO 1,00 9,00 18 8700 DIRETTO 1,50 9,00 18bis 4360 DIRETTO – U.M.I. 1,00 9,00 (4) 19 4000 DIRETTO 1,00 9,00 20 9500 DIRETTO 1,00 9,00 21 9100 DIRETTO 1,00 9,00 22 6950 DIRETTO 1,00 9,00 23 13250 S.U.A. VIGENTE - (1) 24 8850 DIRETTO 1,50 9,00 25 3200 DIRETTO 1,00 9,00 26 4150 DIRETTO 1,50 9,00 C1 27 9450 DIRETTO 1,50 9,00
S.U.A. VIGENTE - (1) 24 8850 DIRETTO 1,50 9,00 25 3200 DIRETTO 1,00 9,00 26 4150
S.U.A. VIGENTE - (1) 24 8850 DIRETTO 1,50 9,00 25 3200 DIRETTO 1,00 9,00 26 4150 DIRETTO 1,50 9,00 C1 27 9450 DIRETTO 1,50 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE 2 – OBBLIGO DI RAPPRESENTAZIONE CON PLANIVOLUMETRICO E/O RENDERING. 3 – FATTO SALVO IL RECUPERO DEL VOLUME ESISTENTE AI SENSI DELL’ART. 7.2.3. IL LIMITE MASSIMO DELL’INDICE TERRITORIALE DELL’INTERA Z.T.O. NON DOVRÀ SUPERARE 1,10 MC./MQ.
SISTENTE AI SENSI DELL’ART. 7.2.3. IL LIMITE MASSIMO DELL’INDICE TERRITORIALE DELL’INTERA Z.T.O. NON DOVRÀ SUPERARE 1,10 MC./MQ. 4 – IL RILASCIO DEI PERMESSI DI COSTRUIRE DOVRANNO ESSERE SOTTOPOSTI A VERIFICA DI CONFORMITÀ A QUANTO STABILITO DALLA VIGENTE LEGISLAZIONE IN MATERIA DI PROTEZIONE DALLE ESPOSIZIONI A CAMPI ELETTRICI, MAGNETICI E ELETTROMAGNETICI
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 99 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 2850 P.E.E.P. (1) 29 1050 DIRETTO 1,50 9,00 30 10400 DIRETTO 1,50 9,00
OLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
OLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 2850 P.E.E.P. (1) 29 1050 DIRETTO 1,50 9,00 30 10400 DIRETTO 1,50 9,00 31 2400 DIRETTO 1,00 9,00 32 10750 DIRETTO 1,00 9,00 33 2950 DIRETTO 1,00 9,00 34 3500 DIRETTO 1,00 9,00 35 7600 DIRETTO 1,00 36 9900 DIRETTO– U.M.I. 1,00 37 3050 DIRETTO 1,00 38 4100 DIRETTO 1,50 39 4100 DIRETTO 1,50 40 4800 DIRETTO 1,00 41 1700 DIRETTO 1,50 42 3850 DIRETTO 1,00 43 6250 S.U.A. VIGENTE (1) 44 1150 DIRETTO 1,50 45 7900 DIRETTO 1,00 46 33050 DIRETTO 1,50 9,00
IRETTO 1,50 42 3850 DIRETTO 1,00 43 6250 S.U.A. VIGENTE (1) 44 1150 DIRETTO 1,50
IRETTO 1,50 42 3850 DIRETTO 1,00 43 6250 S.U.A. VIGENTE (1) 44 1150 DIRETTO 1,50 45 7900 DIRETTO 1,00 46 33050 DIRETTO 1,50 9,00 47 6000 DIRETTO 1,00 9,00 48 800 DIRETTO 1,00 9,00 49 1450 DIRETTO 1,50 9,00 50 5000 DIRETTO 1,50 9,00 51 11250 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 52 2500 DIRETTO 1,00 9,00 53 1100 DIRETTO 1,50 9,00 C1 54 2500 DIRETTO 1,00 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 100 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 55 3350 DIRETTO 1,00 9,00 56 4650 DIRETTO 1,50 9,00
ME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
ME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 55 3350 DIRETTO 1,00 9,00 56 4650 DIRETTO 1,50 9,00 57 3850 DIRETTO 1,00 9,00 58 9400 DIRETTO 1,00 9,00 59 2000 DIRETTO 1,50 9,00 60 14750 DIRETTO 1,50 9,00 750 61 2450 DIRETTO 1,00 9,00 62 10900 DIRETTO 1,50 9,00 63 4100 DIRETTO 1,50 9,00 64 2000 DIRETTO 1,00 9,00 65 9900 DIRETTO – U.M.I. 1,00 9,00 66a 8050 DIRETTO 1,00 9,00 66b 7850 DIRETTO 1,00 9,00 67 9440 DIRETTO 1,00 9,00 68 19750 DIRETTO 1,50 9,00 69
C1 81 23000 DIRETTO 1,00 9,00
– U.M.I. 1,00 9,00 66a 8050 DIRETTO 1,00 9,00 66b 7850 DIRETTO 1,00 9,00 67 9440 DIRETTO 1,00 9,00 68 19750 DIRETTO 1,50 9,00 69 70 8350 DIRETTO – U.M.I. 1,00 9,00 1.100 (3) 71 2150 P.E.E.P. - (1) 72 4200 DIRETTO 1,50 9,00 73 3200 DIRETTO 1,50 9,00 74 75 4150 DIRETTO 1,50 9,00 76 7800 DIRETTO 1,00 9,00 (3) 77 4600 DIRETTO 1,00 9,00 78 1800 DIRETTO 1,00 9,00 79 3950 DIRETTO 1,50 9,00 80 9000 DIRETTO - U.M.I. 1,50 9,00 (2) C1 81 23000 DIRETTO 1,00 9,00
C1 81 23000 DIRETTO 1,00 9,00
00 9,00 78 1800 DIRETTO 1,00 9,00 79 3950 DIRETTO 1,50 9,00 80 9000 DIRETTO - U.M.I. 1,50 9,00 (2) C1 81 23000 DIRETTO 1,00 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE 2 – L’EDIFICAZIONE NELLA Z.T.O. C1/80 (EX C2/56 APPARTENENTE ALL’AMBITO DEL P.U.A.) È SUBORDINATA ALLA CESSIONE GRATUITÀ DELL’AREA DI CIRCA M2 4.000 IN QUANTO TRATTASI DI OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA, ENTRO 60 GIORNI DALLA APPROVAZIONE DELLA VARIANTE DA PARTE DELLA G.R.V. PUBBLICATA SUL B.U.R.
OPERE DI URBANIZZAZIONE
OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA, ENTRO 60 GIORNI DALLA APPROVAZIONE DELLA VARIANTE DA PARTE DELLA G.R.V. PUBBLICATA SUL B.U.R. 3 – IL RILASCIO DEI PERMESSI DI COSTRUIRE DOVRANNO ESSERE SOTTOPOSTI A VERIFICA DI CONFORMITÀ A QUANTO STABILITO DALLA VIGENTE LEGISLAZIONE IN MATERIA DI PROTEZIONE DALLE ESPOSIZIONI A CAMPI ELETTRICI, MAGNETICI E ELETTROMAGNETICI – OBBLIGO DI CONVENZIONAMENTO DELL’INTERVENTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN PARCHEGGIO PUBBLICO MEDIANTE PROGETTAZIONE UNITARIA (U.M.I.)
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 101 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 82 (2) 83 13350 DIRETTO 1,00 9,00 84 18250 DIRETTO 1,00 9,00
GETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
GETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 82 (2) 83 13350 DIRETTO 1,00 9,00 84 18250 DIRETTO 1,00 9,00 85 6950 DIRETTO 1,00 9,00 86 27900 DIRETTO 1,50 9,00 87 3400 DIRETTO 1,50 9,00 88 2950 S.U.A. VIGENTE - (1) 89 8500 DIRETTO 1,50 9,00 90 12800 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 91 10050 DIRETTO – U.M.I. 1,50 9,00 750 950 (1) 92 3050 DIRETTO 1,50 9,00 93 2750 DIRETTO 1,00 9,00 C1 95 2100 DIRETTO 1,00 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
DIRETTO 1,00 9,00 C1 95 2100 DIRETTO 1,00 9,00
DIRETTO 1,00 9,00 C1 95 2100 DIRETTO 1,00 9,00 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE 2 – Z.T.O. STRALCIATA D.G.R.V. N° 1341 DEL 07 MAGGIO 2004 3 – L’EDIFICIAZIONE ALL’INTERNO DELL’U.M.I. DELLA Z.T.O. C.1./91 È SUBBORDINATO ALLA CESSIONE DELLE AREE A PARCHEGGIO – VIABILITÀ E VERDE PUBBLICO
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 102 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 6300 DIRETTO 0,60 7,50 (1) 2 5750 DIRETTO 0,60 7,50
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 1 6300 DIRETTO 0,60 7,50 (1) 2 5750 DIRETTO 0,60 7,50 3 2850 DIRETTO 0,60 7,50 4 32400 DIRETTO 0,60 7,50 5 23400 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 520 6 15500 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 450 7 1600 DIRETTO 0,60 7,50 8 6250 DIRETTO 0,60 7,50 9 10450 DIRETTO 0,60 7,50 10 900 DIRETTO 0,60 7,50 11 5450 DIRETTO 0,60 7,50 12 21650 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 (5) 13 18450 DIRETTO 0,60 7,50 14a 5250 DIRETTO 0,60 7,50 14b 11000 DIRETTO 0,60 7,50
C1.1 27 9550 DIRETTO 0,60 7,50
0 7,50 12 21650 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 (5) 13 18450 DIRETTO 0,60 7,50 14a 5250 DIRETTO 0,60 7,50 14b 11000 DIRETTO 0,60 7,50 15 8600 DIRETTO 0,60 7,50 16 3900 DIRETTO 0,60 7,50 17 18 19600 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 65 (6)(1/Var.33) 19 4650 DIRETTO 0,60 7,50 (2) 20 17900 DIRETTO 0,60 7,50 21 17450 DIRETTO 0,60 7,50 (3) (4) 22 8100 DIRETTO 0,60 7,50 23 14350 DIRETTO 0,60 7,50 24 10500 DIRETTO– U.M.I. 0,60 7,50 350 25 15400 DIRETTO 0,60 7,50 26 3650 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 27 9550 DIRETTO 0,60 7,50
C1.1 27 9550 DIRETTO 0,60 7,50
7,50 24 10500 DIRETTO– U.M.I. 0,60 7,50 350 25 15400 DIRETTO 0,60 7,50 26 3650 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 27 9550 DIRETTO 0,60 7,50 1 – IL VERDE PRIVATO NON CONCORRE NELLA DETERMINAZIONE DELLA VOLUMETRIA EDIFICABILE 2 – AI FINI DEL CALCOLO DELLA SUPERFICIE MINIMA DEL LOTTO VIENE COMUTATA ANCHE L’AREA DESTINATA AD ALLARGAMENTO STRADALE. 3 – NON SONO CONSENTITI NUOVI INTERVENTI EDIFICATORI, NELLE AREE PRESRITTE DALLA D.G.R.V. DI APPROVAZIONE N° 1341 DEL 07 MAGGIO 2004.
ON SONO CONSENTITI NUOVI INTERVENTI EDIFICATORI, NELLE AREE PRESRITTE DALLA D.G.R.V. DI APPROVAZIONE N° 1341 DEL 07 MAGGIO 2004. 4 – NELL’AMBITO DELLA Z.T.O. C1.1/21 VIENE AMMESSO IL RECUPERO DEL VOLUME DELL’EDIFICIO INDIVIDUATO IN CARTOGRAFIA CON UN ASTERISCO PER UN VOLUME PREDETERMINATO DI 600 MC., MEDIANTE DEMOLIZIONE, AI FINI DELLA REALIZZAZIONE DELLA PISTA CICLABILE LUNGO LO SCOLO “BORACCHIA”
ME PREDETERMINATO DI 600 MC., MEDIANTE DEMOLIZIONE, AI FINI DELLA REALIZZAZIONE DELLA PISTA CICLABILE LUNGO LO SCOLO “BORACCHIA” 5 – ALL’INTERNO DELLA Z.T.O. C1.1/12, DELIMITATA DALL’U.M.I., È AMMESSA LA RICOSTRUZIONE DELL’EDIFICIO DA DEMOLIRE, INDIVIDUATO CON ASTERISCO, PER LA REALIZZAZIONE DELLA ROTATORIA CON UN VOLUME MASSIMO PREDETERMINATO DI MC. 800. 6 – ELABORATO AGGIORNATO A SEGUITO D.G.R.V. N° 4147 DEL 30/12/2008 (1/VAR. 33)
CON UN VOLUME MASSIMO PREDETERMINATO DI MC. 800.
CON UN VOLUME MASSIMO PREDETERMINATO DI MC. 800. 6 – ELABORATO AGGIORNATO A SEGUITO D.G.R.V. N° 4147 DEL 30/12/2008 (1/VAR. 33) (1/Var. 33) Con la variante n. 33 è stato stralciato dalla cartografia del P.R.G. la parte terminale di vicolo Nino Bixio nel tratto, di lunghezza di circa 10 m, lato ovest dell’allargamento della sede stradale. Con tale variante è stata inoltre aggiunta la nota (6) sopra indicata.
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 103 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 850 DIRETTO 0,60 7,50 29 4850 DIRETTO 0,60 7,50
UME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI
UME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 28 850 DIRETTO 0,60 7,50 29 4850 DIRETTO 0,60 7,50 30 7000 DIRETTO 0,60 7,50 31 6800 DIRETTO 0,60 7,50 32 9850 DIRETTO 0,60 7,50 33 13790 DIRETTO 0,60 7,50 34 14900 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 450 35 26050 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 300 36 25500 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 140 37 6080 DIRETTO 0,60 7,50 38 21000 DIRETTO 0,60 7,50 39 24210 DIRETTO 0,60 7,50 39 bis 7300 DIRETTO 0,60 7,50 40 22450 DIRETTO 0,60 7,50
DIRETTO 0,60 7,50 38 21000 DIRETTO 0,60 7,50 39 24210 DIRETTO 0,60 7,50
DIRETTO 0,60 7,50 38 21000 DIRETTO 0,60 7,50 39 24210 DIRETTO 0,60 7,50 39 bis 7300 DIRETTO 0,60 7,50 40 22450 DIRETTO 0,60 7,50 41 25100 DIRETTO 0,60 7,50 42 5200 DIRETTO 0,60 7,50 43 15950 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 300 600 44 7350 DIRETTO 0,60 7,50 45 21650 DIRETTO 0,60 7,50 46 38400 DIRETTO 0,60 7,50 47 14360 DIRETTO– U.M.I. 0,60 7,50 48 20500 DIRETTO 0,60 7,50 49 50 14700 DIRETTO 0,60 7,50 51 9200 DIRETTO 0,60 7,50 52 13150 DIRETTO 0,60 7,50 53 28800 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 54 12950 DIRETTO 0,60 7,50
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 104 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 55 14200 DIRETTO 0,60 7,50 56 10150 DIRETTO 0,60 7,50
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 55 14200 DIRETTO 0,60 7,50 56 10150 DIRETTO 0,60 7,50 57 11900 DIRETTO 0,60 7,50 58 8200 DIRETTO 0,60 7,50 59 27200 DIRETTO 0,60 7,50 60 42000 DIRETTO 0,60 7,50 61 8500 DIRETTO 0,60 7,50 150 62 19150 DIRETTO 0,60 7,50 63 7200 DIRETTO 0,60 7,50 64 9250 DIRETTO 0,60 7,50 65 6950 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 1 66 7800 DIRETTO 0,60 7,50 67 22250 DIRETTO 0,60 7,50 68 5300 DIRETTO 0,60 7,50 69 4350 DIRETTO 0,60 7,50 70
C1.1 81 18250 DIRETTO 0,60 7,50
– U.M.I. 0,60 7,50 1 66 7800 DIRETTO 0,60 7,50 67 22250 DIRETTO 0,60 7,50 68 5300 DIRETTO 0,60 7,50 69 4350 DIRETTO 0,60 7,50 70 71 4550 DIRETTO 0,60 7,50 72 4550 DIRETTO 0,60 7,50 73 24570 DIRETTO 0,60 7,50 2 74 15190 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 75 20000 DIRETTO 0,60 7,50 76 20950 DIRETTO 0,60 7,50 77 33150 DIRETTO 0,60 7,50 78 20000 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 490 79 32150 DIRETTO 0,60 7,50 80 12160 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 81 18250 DIRETTO 0,60 7,50
C1.1 81 18250 DIRETTO 0,60 7,50
50 78 20000 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 490 79 32150 DIRETTO 0,60 7,50 80 12160 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 81 18250 DIRETTO 0,60 7,50 1 – L’ EDIFICAZIONE ALL’INTERNO DELL’U.M.I. È SUBORDINATA ALLA DEMOLIZIONE DELL’EDIFICIO ESISTENTE 2 – EDIFICIO DA DEMOLIRE E RICOSTRUIRE IN AREA LIMITROFA ALL’NTERNO DELLA Z.T.O. C1.1/73 PER UN VOLUME NON SUPERIORE A M3 1.080
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 105 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 82 5600 DIRETTO 0,60 7,50 83 6700 DIRETTO 0,60 7,50
ME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI
ME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 82 5600 DIRETTO 0,60 7,50 83 6700 DIRETTO 0,60 7,50 84 3950 DIRETTO 0,60 7,50 85 4100 DIRETTO 0,60 7,50 86 12050 DIRETTO 0,60 7,50 87 15370 DIRETTO 0,60 7,50 88 13300 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 280 89 28350 DIRETTO 0,60 7,50 90 17900 DIRETTO 0,60 7,50 91 2150 DIRETTO 0,60 7,50 92 11150 DIRETTO 0,60 7,50 93 13100 DIRETTO 0,60 7,50 94 21340 DIRETTO 0,60 7,50 95 14300 DIRETTO 0,60 7,50 96 4950 DIRETTO 0,60 7,50
C1.1 108 6950 DIRETTO 0,60 7,50
150 DIRETTO 0,60 7,50 93 13100 DIRETTO 0,60 7,50 94 21340 DIRETTO 0,60 7,50 95 14300 DIRETTO 0,60 7,50 96 4950 DIRETTO 0,60 7,50 97 8630 DIRETTO 0,60 7,50 98 9350 DIRETTO 0,60 7,50 99 9390 DIRETTO 0,60 7,50 100 7500 DIRETTO 0,60 7,50 101 6650 DIRETTO 0,60 7,50 102 3100 DIRETTO 0,60 7,50 103 4400 DIRETTO 0,60 7,50 104 11620 DIRETTO 0,60 7,50 105 4700 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 60 106 7250 DIRETTO 0,60 7,50 (1) 107 5550 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 108 6950 DIRETTO 0,60 7,50
C1.1 108 6950 DIRETTO 0,60 7,50
105 4700 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 60 106 7250 DIRETTO 0,60 7,50 (1) 107 5550 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 108 6950 DIRETTO 0,60 7,50 1 – VEDASI PRESCRIZIONI RIPORTATE NELLA DELIBERA DI G.R.V. N° 4147 DEL 30/12/2008
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 106 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO VERDE PUBBLICO PARCHEGGIO TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 109 8700 DIRETTO 0,60 7,50 110 12150 DIRETTO 0,60 7,50
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI
DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ. NOTE 109 8700 DIRETTO 0,60 7,50 110 12150 DIRETTO 0,60 7,50 111 5800 DIRETTO 0,60 7,50 112 6750 S.U.A. 1,00 7,50 113 6800 DIRETTO 0,60 7,50 114 4980 DIRETTO 0,60 7,50 115 12450 DIRETTO 0,60 7,50 117 8950 DIRETTO 0,60 7,50 118 12500 DIRETTO 0,60 7,50 119 10950 DIRETTO – U.M.I. 0,60 7,50 260 120 1950 DIRETTO 0,60 7,50 121 4900 DIRETTO 0,60 7,50 122 10500 DIRETTO 0,60 7,50 123 1150 DIRETTO 0,60 7,50 1 124 1600 DIRETTO 0,60 7,50
DIRETTO 0,60 7,50 121 4900 DIRETTO 0,60 7,50 122 10500 DIRETTO 0,60 7,50
DIRETTO 0,60 7,50 121 4900 DIRETTO 0,60 7,50 122 10500 DIRETTO 0,60 7,50 123 1150 DIRETTO 0,60 7,50 1 124 1600 DIRETTO 0,60 7,50 125 1900 DIRETTO 0,60 7,50 127a 5250 DIRETTO 0,60 7,50 127b 4000 DIRETTO 0,60 7,50 C1.1 129 4900 DIRETTO 0,60 7,50 1 – L’EDIFICIO ADIACENTE ALL’EDIFICIO VINCOLATO DOVRA’ ESSERE DEMOLITO E RICOSTRUITO ALL’INTERNO DELLA ZONA C1.1
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 107 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO ISTRUZ. A.I.C. VERDE PARCHEG TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ MQ MQ NOTE
MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLAR
IPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ MQ MQ NOTE 1 69.200 S.U.A. 0,40 27.680 12,00 U-B-S-LC MINIMO 20% C-D-AS P.P.C – S 49.050 3500 (2)- (4) 1 bis 9.500 S.U.A. 0,70 6.650 9,00 U-B-S-LC P.P.C – S 700 350 (2)- (4) 2 2.200 U.M.I. 1,10 2.420 9,00 U-B-S-LC (3) 3 23.950 S.U.A. 1,10 26.345 9,00 U-B-S-LC 1.150 1.050 4 6.450 S.U.A. 0,70 4.515 9,00 U-B-S-LC S 5 17.750 S.U.A. 0,60 10.650 9,00 U-B-S-LC S 9.650 900
26.345 9,00 U-B-S-LC 1.150 1.050 4 6.450 S.U.A. 0,70 4.515 9,00 U-B-S-LC S 5 17.750 S.U.A. 0,60 10.650 9,00 U-B-S-LC S 9.650 900 6 13.850 S.U.A. 0,60 8.310 9,00 U-B-S-LC S 750 1.900 7 25.800 S.U.A. 0,60 15.480 9,00 U-B-S-LC S 4.650 1.700 8 36.400 S.U.A. 0,50 18.200 9,00 U-B-S-LC P.P.C – S 1.650 - 9.400 3.000 9 72.700 S.U.A. 0,60 43.620 9,00 U-B-S-LC MINIMO 20% C-D-AS S 17.100 5.450 (4) 10 27400 S.U.A. 0,70 19180 9,00 U-B-S-LC 3.950 3.200 11 3.850 S.U.A. 0,70 2.695 9,00 U-B-S 300 500
20% C-D-AS S 17.100 5.450 (4) 10 27400 S.U.A. 0,70 19180 9,00 U-B-S-LC 3.950 3.200 11 3.850 S.U.A. 0,70 2.695 9,00 U-B-S 300 500 12 40.550 S.U.A. 0,70 28.385 9,00 U-B-S-LC P.P.C – S 2.850 1.100 13 3.231 U.M.I. VIGENTE 4.661 U-B-S-LC (1) 14 19.500 s.u.a. 0,70 13.650 9,00 U-B-S-LC 2.100 1.350 15 57.900 s.u.a. 0,60 34.740 9,00 U-B-S-LC P.P.C – S 8.500 3.200 16 3.300 S.U.A. VIGENTE 7.853 U-B-S S 520 892 (1) 17 62.300 s.u.a. 0,60 37.380 9,00 U-B-S-LC MINIMO 20% C-D-AS P.P.C – S 7.400 6.000 18 (5)
U.A. VIGENTE 7.853 U-B-S S 520 892 (1)
U.A. VIGENTE 7.853 U-B-S S 520 892 (1) 17 62.300 s.u.a. 0,60 37.380 9,00 U-B-S-LC MINIMO 20% C-D-AS P.P.C – S 7.400 6.000 18 (5) 19 48.300 s.u.a. 1,00 48.300 12,00 U-B-S-LC-T MINIMO 30% C-D-AS P.P.C – S – PZ – P 13.650 3.300 (4) 20 45.250 P.E.E.P. 34.296 U-B-S-LC P.P.C – S 4.100 4.200 (1) 21 42.000 s.u.a. 1,00 42.000 12,00 U-B-S-LC MINIMO 30% C-D-AS P.P.C – S – PZ – P 7.900 12.900 4.400 (4) 22 29.700 s.u.a. 0,70 20.790 9,00 U-B-S-LC P.P.C – S 1.200 2.050 23 3.550 s.u.a. 1,50 5.250 9,00 U-B-S-LC 500 -
12.900 4.400 (4) 22 29.700 s.u.a. 0,70 20.790 9,00 U-B-S-LC P.P.C – S 1.200 2.050 23 3.550 s.u.a. 1,50 5.250 9,00 U-B-S-LC 500 - 24 65.601 S.U.A. VIGENTE 78.721 U-B-S-LC 7.270 2.300 (1) 25 8.550 s.u.a. 0,70 5.985 9,00 U-B-S-LC 900 450 26 7.350 s.u.a. 0,70 5.145 9,00 U-B-S-LC C2 27 30.350 s.u.a. 0,70 21.245 9,00 U-B-S-LC 13.000 1.700 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO O UNITÀ MINIMA DI INTERVENTO VIGENTE
S-LC 13.000 1.700
S-LC 13.000 1.700 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO O UNITÀ MINIMA DI INTERVENTO VIGENTE 2 – L’ORGANIZZAZIONE URBANISTICA DELL’AREA POTRA VARIARE IN RELAZIONE ALL’EVENTUALE URBANIZZAZIONE E SOLUZIONE PROGETTUALE NELLA ZONA LIMITROFA IN COMUNE DI PADOVA. OBBLIGO DI REALIZZAZIONE DELLA PISTA CICLABILE NEL TRATTO ANTISTANTE L’AREA OGGETTO DELL’OSSERVAZIONE. 3 – PARCHEGGIO DA REALIZZARE A CURA DEL PRIVATO SU AREA DI PROPRIETÀ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
A OGGETTO DELL’OSSERVAZIONE. 3 – PARCHEGGIO DA REALIZZARE A CURA DEL PRIVATO SU AREA DI PROPRIETÀ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. 4 – OBBLIGO DI RAPPRESENTAZIONE DEL S.U.A. CON PLANIVOLUMETRICO E/O RENDERING. 5 – Z.T.O. STRALCIATA D.G.R.V. N° 1341 DEL 07 MAGGIO 2004
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 108 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO ISTRUZ. A.I.C. VERDE PARCHEG TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ MQ MQ NOTE 28 4.150 S.U.A. 1,00 4.150 9,00 U-B-S-LC 1.950 (1)
I PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
I PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ MQ MQ NOTE 28 4.150 S.U.A. 1,00 4.150 9,00 U-B-S-LC 1.950 (1) 29 1.570 S.U.A. 1,00 1.570 9,00 U-B-S-LC (1/Var.41) 30 9.050 S.U.A. 1,00 9.050 9,00 U-B-S-LC 1.600 350 31 29.300 S.U.A. 0,60 17.580 9,00 U-B-S-LC P.P.C - S 2.600 950 32 11.800 S.U.A. VIGENTE 10.620 U-B-S-LC - 2.238 315 (1) 33 9.885 P. DI L. APPROVATO 0,90 8.896 U-B-S-LC - 1.750 450 34 6.200 P. DI L. APPROVATO 1,10 6.820 9,00 U-B-S-LC - 903 194
5 (1) 33 9.885 P. DI L. APPROVATO 0,90 8.896 U-B-S-LC - 1.750 450 34 6.200 P. DI L. APPROVATO 1,10 6.820 9,00 U-B-S-LC - 903 194 35 7.950 S.U.A. 1,10 8.745 9,00 U-B-S-LC - 2.100 600 36 25.900 P.E.E.P. 25.173 U-B-S-LC S 9.100 850 (1) 37 41155 S.U.A. 0,60 24693 9,00 U-B-S-LC P.P.C - S 7.400 2.600 38 38.500 S.U.A. 0,60 23.100 9,00 U-B-S-LC 890 3.250 39 30.350 S.U.A. 0,70 21.245 9,00 U-B-S-LC S 2.600 4.050 (5) 40 58.900 S.U.A. 0,70 41.230 9,00 U-B-S-LC MINIMO 30% C -M.S. S 16.200 7.950 (4)
.A. 0,70 21.245 9,00 U-B-S-LC S 2.600 4.050 (5) 40 58.900 S.U.A. 0,70 41.230 9,00 U-B-S-LC MINIMO 30% C -M.S. S 16.200 7.950 (4) 41 21.200 S.U.A. 0,70 14.840 9,00 U-B-S-LC P.P.C - S 600 950 42 13.000 S.U.A. 0,60 7.800 9,00 U-B-S-LC S 1.200 1.250 43 15.950 S.U.A. 0,60 9.570 9,00 U-B-S-LC 1.100 1.350 44 55.450 S.U.A. 0,90 49.905 9,00 U-B-S-LC MINIMO 50% C-D-AS P.P.C - S 9.900 14.100 (4) 45 27.350 P.E.E.P. 31.111 U-B-S-LC P.P.C - S 4.550 1.250 (1) 46 13.960 S.U.A. 0,60 8.376 9,00 U-B-S-LC 4.400 700 1.500
4.100 (4) 45 27.350 P.E.E.P. 31.111 U-B-S-LC P.P.C - S 4.550 1.250 (1) 46 13.960 S.U.A. 0,60 8.376 9,00 U-B-S-LC 4.400 700 1.500 47 40.350 S.U.A. 0,70 28.245 9,00 U-B-S-LC MINIMO 20% C-D-AS P.P.C - S 5.950 3.800 (4) 48 18.500 P.E.E.P. 19.761 U-B-S-LC P.P.C - S 2.650 1.000 (1) 49 31.600 S.U.A. 0,60 18.960 9,00 U-B-S-LC P.P.C - S 7.700 2.250 50 4.400 S.U.A. 0,70 3.080 9,00 U-B-S 600 300 51 8.800 S.U.A. 0,60 5.280 9,00 U-B-S 1.050 52 12.250 S.U.A. 0,60 7.350 9,00 U-B-S-LC P.P.C - S 150 1.700
C2 54 4.800 U.M.I. 0,60 2.880 9,00 U-B-S-LC (3)
080 9,00 U-B-S 600 300 51 8.800 S.U.A. 0,60 5.280 9,00 U-B-S 1.050 52 12.250 S.U.A. 0,60 7.350 9,00 U-B-S-LC P.P.C - S 150 1.700 53 10.550 S.U.A. 1,10 11.605 9,00 U-B-S-LC 1.250 150 C2 54 4.800 U.M.I. 0,60 2.880 9,00 U-B-S-LC (3) 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
- (1/Var. 41) ZONA SOGGETTA A P.U.A. (EX ZONA PER EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA)
DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
- (1/Var. 41) ZONA SOGGETTA A P.U.A. (EX ZONA PER EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA) 3 – LA REALIZZAZIONE DELLA ZONA C2/54 È SUBORDINATA ALLA COSTRUZIONE E AGIBILITÀ DEL NUOVO CAMPO SPORTIVO NELLA Z.T.O. C2/40 4 – OBBLIGO DI RAPPRESENTAZIONE DEL S.U.A. CON PLANIVOLUMETRICO E/O RENDERING. 5 – INCREMENTO VOLUMETRICO PARI A MC. 2.000 A RISTORO DEL SACRIFICIO PER IL TRASFERIMENTO DELLA STALLA, RICONOSCIUTO AL PROPRIETARIO DELLA STALLA E ANNESSI DA TRASFERIRE
00 A RISTORO DEL SACRIFICIO PER IL TRASFERIMENTO DELLA STALLA, RICONOSCIUTO AL PROPRIETARIO DELLA STALLA E ANNESSI DA TRASFERIRE (1/Var. 41) Con la variante n. 41 è stata eliminata la nota (2) indicata a margine della Z.T.O. C2/29 dal seguente testo: “2 – ZONA PER EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA”.
REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 109 REPERTORIO NORMATIVO - COM UNE DI ALBIGNASEGO Z O N A S I G N I F I C A T I V A : I N T E R O T E R R I T O R I O C O M U N A L E RIF. TAV. 13.3.1 ÷÷÷÷ 13.3.9 ZONA OMOGENEA SUPERFICIE TERRITORIALE SUPERFICIE FONDIARIA INDICE H. MAX CARATTERI DI INTERVENTO ISTRUZ. A.I.C. VERDE PARCHEG TIPO N° MQ. MQ. MODI DI INTERVENTO PROGETTO VOLUME DI PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ MQ MQ NOTE 55 9.965 S.U.A. VIGENTE 9.965 U-B-S-LC 673 300 (1)
I PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI
I PROGETTO ML. TIPOLOGIA EDILIZIA PARTICOLARI DESTINAZIONI % MQ MQ MQ MQ NOTE 55 9.965 S.U.A. VIGENTE 9.965 U-B-S-LC 673 300 (1) 57 31.300 S.U.A. 0,60 18.780 9,00 U-B-S-LC S 8.550 2.700 (2) 58 5.500 P.E.E.P. 0,90 4.950 9,00 U-B-S-LC S 1.900 59 5.550 S.U.A. 1,10 6.105 9,00 U-B-S-LC 450 60 1.500 S.U.A. 0,40 600 9,00 U-B-S-LC 60 (PIRUEA) 7.400 P.I.R.U.E.A. 12.300 9,50 (4) C2 62 37.615 S.U.A. 0,20 7.523 7,50 U-B-S 29.000 (3) Z 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE
Z 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGE
.615 S.U.A. 0,20 7.523 7,50 U-B-S 29.000 (3) Z 1 – SI CONFERMA QUANTO GIÀ PREVISTO DALLO STRUMENTO URBANISTICO ATTUATIVO VIGENTE 2 – OBBLIGO DI RAPPRESENTAZIONE DEL S.U.A. CON PLANIVOLUMETRICO E/O RENDERING 3 – L’EDIFICAZIONE È SUBORDINATA ALLA CESSIONE DELL’AREA A PARCO DELLA SUPERFICIE DI M2 29.000 A TOTALE SCOMPUTO DEGLI ONERI TABELLARI DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA 4 - P.I.R.U.E.A. APPROVATO CON DELIBERA DI G.R.V. N° 2133 DEL 02/08/2005
Allegato “A”: elenco essenze arboree autoctone consigliate Salix alba Salice bianco Salix caprea Salicone Salix viminalis Salice da vimini Populus alba Pioppo bianco Populus nigra Pioppo nero Populus tremula Pioppo tremolo Alnus glutinosa Ontano nero Ulmus minor Olmo campestre Acer campestre Acero campestre Fraxinus excelsior Frassino Fraxinus angustifolia Frassino ossifillo Ostrya carpinifolia Carpino nerp Celti australis Bagolaro Quercus robur Farnia Tilia cordata Tiglio selvatico Morus nigra Gelso nero
ya carpinifolia Carpino nerp Celti australis Bagolaro Quercus robur Farnia Tilia cordata Tiglio selvatico Morus nigra Gelso nero Malus sylvestris Melo selvatico Prunus avium Ciliegio dolce Junglas regia Noce Robinia pseudoacacia Robinia Cornus sanguinea Sanguinella Cornus mas Corniolo Berberis vulgaris Crespino Prunus spinosa Prugnolo Prunus cerasifera Mirabolano Euonymus europaeus Berretta del prete Frangula alnus Frangola Corykys avellana Nocciolo Ligustrum vulgare Ligustro comune
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bolano Euonymus europaeus Berretta del prete Frangula alnus Frangola Corykys avellana Nocciolo Ligustrum vulgare Ligustro comune Viburnum opulus Pallone di neve Crataegus monogyna Biancospino Crataegus oxyacantha Biancospino Sambucus nigra Sambuco NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 110
Allegato “B”: bozza di convenzione Repubblica Italiana Comune di Albignasego Comune di Albignasego - Provincia di Padova Tra i Signori: ...................................................., che agisce in questo atto nella qualità di Sindaco del Comune di Albignasego (PD), c.f. .................................... e suo legale rappresentante, all’uopo autorizzato con deliberazione di Consiglio Comunale n° ....................... in data ....................., esecutiva a tutti gli effetti;
con deliberazione di Consiglio Comunale n° ....................... in data ....................., esecutiva a tutti gli effetti; .................., che agisce in atto della sua qualità di legale rappresentante della ditta ............................. (all’uopo autorizzato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n° .............. in data ...............) che nel prosieguo dell’atto verrà denominata per brevità “la Ditta” premesso che:
one n° .............. in data ...............) che nel prosieguo dell’atto verrà denominata per brevità “la Ditta” premesso che: • la legge regionale 27 giugno 1985 n° 61, artt. 9 e 30, consente ai Comuni di adottare una Variante al proprio Strumento Urbanistico Generale per disciplinare gli interventi edilizi sugli insediamenti produttivi, commerciali e alberghieri, localizzati in difformità delle destinazioni di piano o che abbiano raggiunto i limiti massimi degli indici di edificabilità della zona;
ati in difformità delle destinazioni di piano o che abbiano raggiunto i limiti massimi degli indici di edificabilità della zona; • il Comune di Albignasego (PD) ha adottato la Variante di cui al punto precedente, con deliberazione del Consiglio Comunale n° 42 del 27 giugno 2001; che tale Variante è stata approvata con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n° ......... del ................... divenendo operativa;
è stata approvata con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n° ......... del ................... divenendo operativa; • la Ditta è stata ricompresa entro l’ambito di intervento individuato dalla Variante stessa ed ha conseguentemente presentato istanza al Comune per ottenere la concessione del diritto a costruire su area di sua proprietà, più avanti individuata nelle sue coerenze catastali, un nuovo volume edilizio (o altro oggetto della richiesta);
sua proprietà, più avanti individuata nelle sue coerenze catastali, un nuovo volume edilizio (o altro oggetto della richiesta); • gli interventi, ai sensi della citata legge, sono subordinati alla stipula di una convenzione tra il Comune ed i proprietari degli impianti, con cui si stabiliscono, in particolare, tempi, modalità, garanzie ed eventuali oneri per la realizzazione degli impianti; • i presupposti della convenzione debbono essere: a) l’esistenza della Ditta alla data del 27 giugno 2001;
zione degli impianti; • i presupposti della convenzione debbono essere: a) l’esistenza della Ditta alla data del 27 giugno 2001; b) l’area interessata dall’intervento edificatorio esterna dalle zone di tutela indicate dal n° 1 al n° 8 del quarto comma dell’art. 27 della Legge Regionale del 27 giugno 1985 n° 61; c) il rispetto delle indicazioni contenute negli elaborati costituenti la Variante citata, nonché delle disposizioni di legge a tutela degli inquinamenti e del Regolamento di Igiene comunale;
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ituenti la Variante citata, nonché delle disposizioni di legge a tutela degli inquinamenti e del Regolamento di Igiene comunale; d) definizione delle modalità di attuazione dell’intervento; e) garanzie per il rispetto degli impegni assunti. Detto atto, con il conforto del parere della Commissione Edilizia Comunale n° ........ in data .............. che: NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 111
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 112 • sull’area descritta in Catasto terreni del Comune di Albignasego (PD) sez. unica, foglio ............ mappali ............, esiste un edificio adibito a ............. fin da prima del 27 giugno 2001; • l’area è ricompresa entro l’ambito di intervento fissato dalla Variante citata; f) l’area non è compresa nelle zone di tutela indicate dal n° 1 al n° 8 del quarto comma dell’art. 27 della Legge Regionale del 27 giugno 1985 n° 61;
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esa nelle zone di tutela indicate dal n° 1 al n° 8 del quarto comma dell’art. 27 della Legge Regionale del 27 giugno 1985 n° 61; tutto ciò premesso e considerato, e ritenuto parte contestuale ed integrante della presente convenzione, si conviene e si stipula quanto segue: Art. 1 La Ditta dichiara che l’intervento richiesto è necessario per la riqualificazione e la ristrutturazione degli impianti dell’azienda che consentano di consolidare e ampliare la base occupazionale. Art. 2
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cazione e la ristrutturazione degli impianti dell’azienda che consentano di consolidare e ampliare la base occupazionale. Art. 2 La Ditta si impegna ad attuare integralmente il progetto per cui richiede la concessione edilizia acquisito agli atti del Comune al n° ........... entro ............ anni dalla data di inizio lavori. Art. 3 La Ditta si impegna a destinare in perpetuo (o fino a diverse prescrizioni urbanistiche) l’area
Art. 3
la data di inizio lavori. Art. 3 La Ditta si impegna a destinare in perpetuo (o fino a diverse prescrizioni urbanistiche) l’area della superficie di ........... mq. pari al ..............% della superficie del lotto di pertinenza, a parcheggio e a verde ed a sistemare tale area a sua cura e spese. La Ditta inoltre si assume l’obbligo di pagare gli oneri di urbanizzazione di complessivi € ..................... in tale misura determinati ai sensi della Legge Regionale n° 61/85 e alla
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urbanizzazione di complessivi € ..................... in tale misura determinati ai sensi della Legge Regionale n° 61/85 e alla deliberazione del Consiglio Comunale n° ........... del ............... nonché il contributo di cui all’art. 10 della L.S. 10/77 (qualora fosse concordata la cessione o il vincolo di destinazione d’uso pubblico di tutta la parte dell’area parcheggio, ne è quantificato il valore da scomputarsi in sede di rilascio di concessione edilizia). Art. 4
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a la parte dell’area parcheggio, ne è quantificato il valore da scomputarsi in sede di rilascio di concessione edilizia). Art. 4 La Ditta, a garanzia dell’integrale rispetto degli impegni assunti, presta cauzione di € ............... (pari al ....%) dell’intervento, mediante produzione di polizza fidejussoria di .................... per un periodo di .............. anni presunti, e comunque fino alla lettera di svincolo del Comune. Art. 5
Art. 5
.................... per un periodo di .............. anni presunti, e comunque fino alla lettera di svincolo del Comune. Art. 5 Gli obblighi ed i vincoli derivati dalla presente convenzione, obbligano oltre la Ditta, i suoi successori ed aventi causa e vanno pertanto trascritti alla Conservatoria dei Registri Immobiliari con piena rinuncia all’eventuale ipoteca legale ed esonero del sig. Conservatore da ogni analoga responsabilità.
Art. 6
NORME TECNICHE di ATTUAZIONE 113 Art. 6 Tutte le spese, imposte e tasse inerenti e conseguenti alla presente convenzione sono a carico della Ditta che chiede applicazione di ogni beneficio di legge ed in particolare della legge 01.06.1943 n° 666 e 28.01.1977 n° 10, trattandosi di convenzione volta all’applicazione di previsioni urbanistiche. Albignasego, maggio 2009 Il Progettista Giuseppe Cappochin architetto Albignasego, agosto 2012 Il Responsabile del Settore Pianificazione del Territorio
Il Progettista Giuseppe Cappochin architetto Albignasego, agosto 2012 Il Responsabile del Settore Pianificazione del Territorio Paolo Fetti architetto
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