terracina
Comune di Terracina · Latina, Lazio
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TERRACINA - CITTA' DI TERRACINA PROVINCIA DI LATINA
TERRACINA
CITTA' DI TERRACINA PROVINCIA DI LATINA OGGETTO: PROGETTO FINALIZZATO PER LA REDAZIONE DI ELABORATI IN FORMATO DIGITALE RELATIVI ALLA STRUMENTAZIONE URBANISTICA COMUNALE VIGENTE E ADOTTATA E ALLE AREE SOGGETTE A VINCOLO AI SENSI E PER GLI EFFETTI DI NORMATIVE SOVRAORDINATE. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE n° 331 DEL 10-07-2007 TAVOLA PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 10 rapp. scansione d'ufficio 14-12-2007 geom. Andrea Moretti dis. Carlo Moretti sig. Alberto Fiori
PARTE I
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE 10 rapp. scansione d'ufficio 14-12-2007 geom. Andrea Moretti dis. Carlo Moretti sig. Alberto Fiori COMUNE DI TERRACINA PROVINCIA DI LATINA PIANO REGOLATORE GENERALE RELAZIONE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE COMUNE DI TERRACINA PROVINCIA DI LATINA PIANO REGOLATORE GENERALE RELAZIONE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE PIETRICOLA - TERRACINA R 77.182 RELAZIONE PARTE I ANALISI TERRITORIALI ED URBANE
5 PREMESSA L'Amministrazione Comunale di Terracina, a seguito del voto del 20
PARTE I
RELAZIONE PARTE I ANALISI TERRITORIALI ED URBANE
5 PREMESSA L'Amministrazione Comunale di Terracina, a seguito del voto del 20 maggio 1969 n. 620 del Consiglio Superiore dei LL.PP. di cui alla nota del Ministero dei LL.PP. del 24-5-1969, prot. 2152, ha dovuto provvedere alla assegnazione dell'incarico per la progettazione del nuovo P.R.G. della Città. Tenuto conto che gli Architetti Leonato Favini e Mariano Pallottini, vincitori del Concorso Nazionale bandito nel 1957 erano stati già estensori
RIFERIMENTI
gli Architetti Leonato Favini e Mariano Pallottini, vincitori del Concorso Nazionale bandito nel 1957 erano stati già estensori della precedente elaborazione del P.R.G. nel 1960, l'Amministrazione ha ritenuto opportuno reincaricare i medesimi progettisti. RIFERIMENTI Il Comune di Terracina dispone di un piano di ricostruzione appro- vato con alcune modifiche dal Ministero dei LL.PP. con il Decreto 30 ot- tobre 1949, n. 1965. Tale piano subì successive modificazioni, approvate
odifiche dal Ministero dei LL.PP. con il Decreto 30 ot- tobre 1949, n. 1965. Tale piano subì successive modificazioni, approvate con Decreti Ministeriali n. 1451 del 6-5-1950; n. 363 del 15-11-1951; nu- mero 4117 del 3-12-1952; n. 577 del 10-2-1954; n. 1421 del 26-3-1956; n. 3591 del 18-7-1958. Il P.d.R. è tuttora valido in virtù dell'art. 1 della legge 21-12-1955, nu- mero 1357. Successivamente il Comune ha predisposto un regolamento edilizio
ido in virtù dell'art. 1 della legge 21-12-1955, nu- mero 1357. Successivamente il Comune ha predisposto un regolamento edilizio con annesso programma di fabbricazione che sono stati approvati con D.M. n. 2511 del 4-6-1958. Il programma di fabbricazione tuttora vigente, interessa una zona più vasta di quella compresa nel P.d.R. ed ha efficacia nelle zone esterne al pe- rimetro del P.d.R. Il Comune è soggetto altresì alla disciplina del decreto ministeriale
ha efficacia nelle zone esterne al pe- rimetro del P.d.R. Il Comune è soggetto altresì alla disciplina del decreto ministeriale del 2-9-1959 e 1° agosto 1968, posti dal Ministero della P.I., in riferimen- to alla legge n. 1497 del 29-6-1939. Tali decreti riconoscono il notevole in- teresse della zona di Monte Giove e del Canale Portatore in località Ba- dino, nonché delle zone della Delibera, della stazione ferroviaria e di una fascia comprendente il percorso dell'antica Via Appia.
no, nonché delle zone della Delibera, della stazione ferroviaria e di una fascia comprendente il percorso dell'antica Via Appia. Con D.M. dell'1-3-1956, Terracina fu inclusa nel secondo elenco dei Co- muni obbligati alla formazione del P.R.G. Con deliberazione consiliare n. 29 del 22-3-1957, il Comune bandì un concorso nazionale per l'elabora- zione del P.R.G. del territorio comunale. I professionisti vincitori del concorso provvidero a redigere nel 1960
per l'elabora- zione del P.R.G. del territorio comunale. I professionisti vincitori del concorso provvidero a redigere nel 1960 il progetto del P.R.G., ma la sua adozione da parte del Consiglio Comuna- 6 le fu protratta al 26-9-1964, con deliberazione n. 532. Nell'adozione furo- no introdotte delle richieste di varianti al progetto che furono titenute non accettabili dai progettisti. In conseguenza gli elaborati del P.R.G. fu- rono aggiornati dall'Ufficio Tecnico Comunale e firmati dall'Ingegnere Capo.
ttisti. In conseguenza gli elaborati del P.R.G. fu- rono aggiornati dall'Ufficio Tecnico Comunale e firmati dall'Ingegnere Capo. Il progetto del P.R.G. di Terracina emendato fu definitivamente adot- tato l'11 agosto 1966, con deliberazione n. 593 del Commissario Straordi- nario, approvato dalla G.P.A. nella seduta del 17-9-1966 con il n. 2.32.18/ 41.246/4 e venne pubblicato a norma di legge con decorrenza 1-10-1966. Le osservazioni al P.R.G. presentate entro il termine stabilito furono
nne pubblicato a norma di legge con decorrenza 1-10-1966. Le osservazioni al P.R.G. presentate entro il termine stabilito furono n. 450. Quelle presentate o pervenute oltre il predetto termine, furono nu- mero 45. Inoltre pervennero al Comune, prima ancora della pubblicazio- ne del P.R.G. n. 27 esposti. Dopo un preventivo esame delle osservazioni da parte di un'apposita Commissione, il Consiglio Comunale formulò le proprie controdeduzioni
reventivo esame delle osservazioni da parte di un'apposita Commissione, il Consiglio Comunale formulò le proprie controdeduzioni con appositi atti deliberativi del febbraio 1968. Successivamente si è prov- veduto ad inoltrare il Piano al Ministero dei LL.PP. L'iter si è concluso con il voto n. 620 del 20-5-1969 emesso dal Consiglio Superiore dei LL.PP., di cui alla premessa. A seguito del nuovo incarico loro conferito, gli Arch. L. Favini e M.
dal Consiglio Superiore dei LL.PP., di cui alla premessa. A seguito del nuovo incarico loro conferito, gli Arch. L. Favini e M. Pallottini, hanno redatto un primo programma orientativo circa i criteri che si riteneva di adottare per la stesura del nuovo P.R.G. Tali note programmatiche furono oggetto di discussione e di perfezio- namento in sede di Gruppo Consiliare della maggioranza. A seguito del- le intese raggiunte, i progettisti ebbero un mese di tempo per l'inoltro al-
Gruppo Consiliare della maggioranza. A seguito del- le intese raggiunte, i progettisti ebbero un mese di tempo per l'inoltro al- l'Amministrazione dell'elaborato di prima fase del Piano. Successivamen- te, in data 22-11-1969, l'Amministrazione ha convocato i progettisti nella Sede Comunale per la discussione sulla minuta del Piano con i rappre- sentanti di tutti i gruppi consiliari. In data 27 dicembre 1969, la Giunta ha trasmesso ai progettisti il pa-
iano con i rappre- sentanti di tutti i gruppi consiliari. In data 27 dicembre 1969, la Giunta ha trasmesso ai progettisti il pa- rere favorevole per, la stesura definitiva dell'elaborato, con un elenco di osservazioni ed alcune richieste di modifica della Giunta stessa. La quasi totalità di tali osservazioni e richieste, sono state recepite dai progettisti e trascritte nel Piano che si inoltra per l'iter di approvazione. 7
- CARATTERI FISICI DEL TERRITORIO DI TERRACINA
progettisti e trascritte nel Piano che si inoltra per l'iter di approvazione. 7
- CARATTERI FISICI DEL TERRITORIO DI TERRACINA 1.1 Caratteri orografici dellarea Pontina. Con andamento nord-sud, il territorio Pontino e fondano di cui Ter- racina costituisce un vertice-cerniera, è caratterizzato da un insieme di emergenze montagnose che lo separano dalla valle del Sacco e del Liri; a nord si distinguono i colli Albani che degradano verso Cisterna attra-
gnose che lo separano dalla valle del Sacco e del Liri; a nord si distinguono i colli Albani che degradano verso Cisterna attra- verso la cosidetta « soglia del Preneste »; la catena montuosa si prolunga con i Lepini, che separano nettamente la valle del Sacco dalla pianura Pontina. I Lepini proseguono con andamento semi-parallelo al Tirreno, termi- nando quasi a strapiombo sulla pianura Pontina, tra Norma e Sezze. Superato il passo di Castro dei Volsci, ha inizio la catena degli Au-
asi a strapiombo sulla pianura Pontina, tra Norma e Sezze. Superato il passo di Castro dei Volsci, ha inizio la catena degli Au- soni, costituito di due rami dalle caratteristiche direzionali distinte: l'u- no verso il mare, in direzione di Terracina e l'altro verso est. Gli Ausoni, nel ramo che si protende sul mare, delimitano il bacino di Fondi. A sud- est continua il gruppo dei monti Aurunci fino alla vallata del Garigliano. Il paesaggio montano è quello tipico dell'Appennino meridionale roc-
gruppo dei monti Aurunci fino alla vallata del Garigliano. Il paesaggio montano è quello tipico dell'Appennino meridionale roc- cioso e spoglio. La vegetazione, sia pure molto rigogliosa, rimane circo- scritta nelle zone vallive. Le aree pianeggianti di notevole consistenza, sono quelle dell'Agro Pontino e del bacino di Fondi. L'agro Pontino ha una superficie di oltre 100.000 ettari. Essa è di forma pressoché rettangolare, delimitata nei due
o di Fondi. L'agro Pontino ha una superficie di oltre 100.000 ettari. Essa è di forma pressoché rettangolare, delimitata nei due sensi di maggiore sviluppo dal Tirreno e dai monti Lepini. Termina a sud con la pianura di Terracina. Il bacino di Fondi è costituito da una su- perficie pianeggiante di circa 10.000 ettari, ed è delimitato dai monti Au- soni, dagli Aurunci e dal mare. 1.2 Idrografia e clima Il territorio Pontino è stato oggetto di molte ricerche sotto il profilo
soni, dagli Aurunci e dal mare. 1.2 Idrografia e clima Il territorio Pontino è stato oggetto di molte ricerche sotto il profilo idrografico, in ragione dei problemi secolari costituiti dal suo regime idrico. I corsi dasqua principali che l'attraversano sono l'Amaseno, l'Ufente, l'Astura, il Ninfa, il Sisto e il Cavata. L'Ufente e l'Amaseno, costeggiano i due lati del territorio di Priverno e confluiscono più a valle in un solo corso d'acqua, il Portatore, che sboc-
, costeggiano i due lati del territorio di Priverno e confluiscono più a valle in un solo corso d'acqua, il Portatore, che sboc- ca a Porto Badino, a metà dell'arco costiero balneare di Terracina. L'A- stura è formato dalla confluenza di numerosi corsi dacqua secondari del- le pendici dei colli Albani. Il Ninfa, che ha origine dal lago omonimo ai 8 piedi di Norba, confluisce nel fiume Sisto. Quest'ultimo nel sistema irri- guo della bonifica pontina assolve il compito di convogliare le acque del-
uisce nel fiume Sisto. Quest'ultimo nel sistema irri- guo della bonifica pontina assolve il compito di convogliare le acque del- la pianura e sfocia nel Tirreno anch'esso nella zona balneare di Terracina, al limite di S. Felice Circeo. Infine il Cavata, che si forma con le acque di alcune sorgenti pedemontane, defluisce anch'esso in un canale collettore, facente parte del sistema di irrigazione dell'agro pontino. Completano il sistema idrico superficiale alcuni laghi costieri, i qua-
ente parte del sistema di irrigazione dell'agro pontino. Completano il sistema idrico superficiale alcuni laghi costieri, i qua- li, a seguito dell'intervento di bonifica, hanno subito opere varie di siste- mazione del loro bacino. Completa il patrimonio idrico provinciale la ricca dotazione di sor- genti superficiali, freatiche e profonde, che abbondano specialmente alle pendici dei Lepini e degli Ausoni. Tali sorgenti originano numerosi picco-
freatiche e profonde, che abbondano specialmente alle pendici dei Lepini e degli Ausoni. Tali sorgenti originano numerosi picco- li corsi d'acqua e contribuiscono a formare nella Pianura Pontina se- condo i dati del Servizio Idrografico del ministero dei LL.PP. una di- sponibilità permanente di 16,1 1/sec. per mq. Le acque sorgive superficiali sono in genere formate dall'assorbimen- to delle precipitazioni atmosferiche, favorite dalla natura calcarea delle
superficiali sono in genere formate dall'assorbimen- to delle precipitazioni atmosferiche, favorite dalla natura calcarea delle rocce dei Lepini e degli Ausoni. Le acque che affiorano nella vallata dell'A- maseno, data la scarsa permeabilità delle rocce, trovano la via d'uscita attraverso le numerose fenditure rocciose. Nel gruppo montuoso del Cir- ceo, l'affioramento delle acque sorgive verso l'agro Pontino, è favorito dal- l'orientamento prevalente della roccia calcarea del gruppo verso Nord.
delle acque sorgive verso l'agro Pontino, è favorito dal- l'orientamento prevalente della roccia calcarea del gruppo verso Nord. Ricche e abbondanti falde freatiche esistono lungo tutta la pianura Pontina. Sembra comunque accertata una stretta dipendenza del patri- monio idrico freatico dal regime pluviometrico, per cui la maggiore dispo- nibilità segue le stagioni di massime precipitazioni idriche. In genere, quasi tutto il patrimonio idrico di natura freatica, viene utilizzato per la irrigazione.
ime precipitazioni idriche. In genere, quasi tutto il patrimonio idrico di natura freatica, viene utilizzato per la irrigazione. Data la minima ampiezza territoriale, non si riscontrano accentua- te diversificazioni climatiche. La sola differenziazione notevole è dovuta all'influenza della vicinanza del mare e alla presenza della collina a orien- te, dove aumentano le precipitazioni atmosferiche. La temperatura massima si aggira intorno ai 25 gradi e la minima
ina a orien- te, dove aumentano le precipitazioni atmosferiche. La temperatura massima si aggira intorno ai 25 gradi e la minima non scende oltre i 9 gradi. Non molto intensa è la diversificazione clima- tica temporale, la quale si attenua nella pianura pontina, mentre si ac- centua man mano che si passa dalle zone pedemontane a quelle di alta collina. Notevole il periodo di insolazione, che supera la media della regione laziale, con punte massime e minime rispettivamente in luglio e gennaio.
riodo di insolazione, che supera la media della regione laziale, con punte massime e minime rispettivamente in luglio e gennaio. Le precipitazioni vanno aumentando gradatamente, passando dal ma- re alla pianura e quindi alle zone montane dove raggiungono anche mm. 9 1500; nell'agro Pontino si hanno in media mm. 1081 di pioggia, nella pia- na di Fondi circa mm. 1000; la media annuale dei giorni piovosi è rispetti- vamente di 88, 84 e 97. La massima piovosità si verifica nei mesi di no-
. 1000; la media annuale dei giorni piovosi è rispetti- vamente di 88, 84 e 97. La massima piovosità si verifica nei mesi di no- vembre e dicembre, e la minima nei mesi di luglio e agosto. I venti che predominano sono il Greco, il Levante, il Ponente e il Li- beccio. Lo Scirocco si manifesta specialmente nella pianura Pontina e il Libeccio è il vento prevalente nella stagione estiva. La fascia collinare che segue il confine orientale, impedisce che i ven-
l Libeccio è il vento prevalente nella stagione estiva. La fascia collinare che segue il confine orientale, impedisce che i ven- ti freddi arrechino danno alle colture, le quali però, spesso sono danneg- giate dalla ventosità marina, carica di salsedine. Fra Capo Circeo e Terracina, in primavera ed in estate, predomina- no i venti del I e del IV quadrante; d'inverno sono frequenti quelli del III e del IV. La scarsa frequenza dei temporali e delle precipitazioni di grandine,
adrante; d'inverno sono frequenti quelli del III e del IV. La scarsa frequenza dei temporali e delle precipitazioni di grandine, caratterizza, infine, il clima della zona, che può senz'altro essere conside- rata come tipica zona di clima medio temperato. 1.3 Caratteristiche geologiche e pedologiche Tufi terrosi frammisti a calcari compongono il sottosuolo di Maenza, Sermoneta, Sezze, Bassiano, Prossedi, Sonnino, Monte S. Biagio e Fondi; la loro origine si fa ascendere a sedimenti di natura vulcanica.
a, Sezze, Bassiano, Prossedi, Sonnino, Monte S. Biagio e Fondi; la loro origine si fa ascendere a sedimenti di natura vulcanica. I terreni dell'agro Pontino sono di natura alluvionale, di recente for- mazione sedimentaria, conseguenza della continua degradazione dell'ar- co montano che costeggia l'intera pianura. L'area di livello inferiore al mare, inclusa nella piana Pontina, continuamente colmata da sedimentí marini, ha dato origine alla zona paludosa per l'incostanza spaziale del
nella piana Pontina, continuamente colmata da sedimentí marini, ha dato origine alla zona paludosa per l'incostanza spaziale del riempimento stesso, accentuato nei tumuleti litoranei. La natura geologica del territorio del bacino di Fondi è anch'essa al- luvionale; proviene da residui di degradazione delle montagne che la cir- condano, anche se parte del territorio è costituita da dune litoranee di for- mazione recente e da residui alluvionali di origine fluviale.
che se parte del territorio è costituita da dune litoranee di for- mazione recente e da residui alluvionali di origine fluviale. Nelle valli che degradano verso le pianure di Latina e di Fondi, ap- paiono giacimenti di materiali vulcanici, forse trascinati dallo scolo delle acque montane. L'intero gruppo degli Aurunci ha natura calcarea, con saltuarie manifestazioni cretacee. Approfonditi studi agro-pedologici hanno preceduto l'opera di bonifi-
ha natura calcarea, con saltuarie manifestazioni cretacee. Approfonditi studi agro-pedologici hanno preceduto l'opera di bonifi- ca, a mezzo di capillari perforazioni; anche per questo particolare aspet- to, tuttavia, non si riscontra uniformità nel comprensorio. Esistono terreni fertilissimi, adatti ad ogni più esigente coltura, nella zona pedemontana alle pendici dei Lepini e degli Ausoni; a nord-ovest i 10 conglomerati tufici di origine vulcanica, anch'essi di buona fertilità, si
pendici dei Lepini e degli Ausoni; a nord-ovest i 10 conglomerati tufici di origine vulcanica, anch'essi di buona fertilità, si prestano ottimamente a colture viticole, olivicole e frutticole. Il terreno dell'agro Pontino, di natura torbosa, ricco di acidità e di sostanze organiche, è sufficientemente idoneo a varie colture, anche se la intensa acidità necessita di appropriate correzioni; nella parte orientale della pianura, vi sono strisce di terreno molto permeabili, deficienti di
ssita di appropriate correzioni; nella parte orientale della pianura, vi sono strisce di terreno molto permeabili, deficienti di humus e spesso con elevata acidità, mentre la parte occidentale presen- ta terreni sabbiosi, acidi e poveri di sostanze organiche. Il settore della pianura prossimo alla costa, ha assunto l'aspetto tipi- co di un'area bonificata, contrassegnata dalla geometria dei canali di scolo, marcati dai filari di alberi frangivento e riquadrato nella regolarità
cata, contrassegnata dalla geometria dei canali di scolo, marcati dai filari di alberi frangivento e riquadrato nella regolarità dei lotti agricoli delle aziende. Al confine di ponente del territorio di Ter- racina, è il Parco Nazionale del Circeo di circa Kmq. 30, grande riserva della vegetazione naturale di lecci, querce, sughero, della ex palude, con- giunti alla singolare emergenza del Monte Circeo, con il quale forma una unità paesistica d'eccezionale valore ecologico.
, con- giunti alla singolare emergenza del Monte Circeo, con il quale forma una unità paesistica d'eccezionale valore ecologico. La duna costiera è interessata dalla tipica vegetazione spontanea (macchia mediterranea) costituita di erici, mirti, tamerici. La fascia co- stiera retrostante, di natura sabbiosa era fino ai tempi recenti coltivata intensamente a vigneto (il moscato di Terracina). Una grande riserva ecologica è costituita dal vasto settore montano
coltivata intensamente a vigneto (il moscato di Terracina). Una grande riserva ecologica è costituita dal vasto settore montano degli Aurunci, compreso nel territorio di Terracina. La destinazione a parco naturale di detta zona, recepita dal P.R., appare opportuna in re- lazione alla scarsa possibilità di previsioni residenziali, soprattutto per le difficoltà dell'approvvigionamento idrico. Gran parte delle falde ed in particolare quelle esposte a sud, sono spo-
tutto per le difficoltà dell'approvvigionamento idrico. Gran parte delle falde ed in particolare quelle esposte a sud, sono spo- glie di vegetazione, a causa della azione dell'uomo e degli agenti atmosfe- rici. L'auspicabile recupero dell'originario mantello boscoso di castagneti, richiederà una complessa opera di bonifica e di rimboschimento. 2) EMERGENTI PAESISTICHE La baia marittima fra Terarcina e S. Felice è delimitata dalle due ca- ratteristiche emergenze montane del promontorio del Circeo a ponente,
ttima fra Terarcina e S. Felice è delimitata dalle due ca- ratteristiche emergenze montane del promontorio del Circeo a ponente, strapiombante sul mare e dal Monte S. Angelo a levante, culminante con la terrazza del tempio di Anxur ed il singolare profilo del Pisco Montano. L'arco di territorio marittimo compreso fra queste due emergenze è co- stituito in gran parte di duna marittima, sabbiosa, poco elevata sul mare e tuttavia ancora oggi, malgrado le recenti manomissioni, ancora recupe-
arte di duna marittima, sabbiosa, poco elevata sul mare e tuttavia ancora oggi, malgrado le recenti manomissioni, ancora recupe- rabile come dato caratterizzante il paesaggio marittimo che è tipico del- le coste meridionali. 11 3) STATO DELLE INFRASTRUTTURE VIABILI E DI TRASPORTO Il sistema viabile che interessa direttamente il territorio comunale di Terracina può essere classificato, in ordine con le funzioni assolte, in tre categorie di utenza: strade di collegamento esterno (regionale, nazio-
e classificato, in ordine con le funzioni assolte, in tre categorie di utenza: strade di collegamento esterno (regionale, nazio- nale); strade di penetrazione; strade di collegamento urbano. Nella prima classe si collocano la S.S. n. 7 Appia e la Mediana Lito- ranea. Alla seconda classe appartengono la stessa S.S. n. 7 Appia nel tratto urbano, la Strada provinciale S. Felice Circeo-Terracina. Infine alla terza classe sono assegnate le strade comunali di collega-
urbano, la Strada provinciale S. Felice Circeo-Terracina. Infine alla terza classe sono assegnate le strade comunali di collega- mento de La Fiora, di Borgo Hermada e le strade che collegano i quartie- ri della città. 3.1 Strade di collegamento esterno e di penetrazione S.S. n. 7 Appia La S.S. n. 7 Appia è stata fino all'ultimo decennio l'unica via di comu- nicazione di Terracina, disponibile per i collegamenti regionali e nazio- nali. Tutta la vicenda storico-urbanistica della città è direttamente con-
na, disponibile per i collegamenti regionali e nazio- nali. Tutta la vicenda storico-urbanistica della città è direttamente con- nessa con le variazioni di percorrenza urbana della Via Appia. Nel suo tracciato attuale la Via penetra nel cuore della città bassa e l'attraversa nel suo asse commerciale determinando una insostenibile sovrapposizione di traffico urbano, di traffico turistico e di traffico pesante. La via prosegue oltre Porta Napoli costeggiando il mare fino al bivio attrezzato della Via Flacca.
istico e di traffico pesante. La via prosegue oltre Porta Napoli costeggiando il mare fino al bivio attrezzato della Via Flacca. Fin dalla redazione del P.R.G. del 1958, i progettisti hanno proposto l'esecuzione di una variante della S.S. Appia per disimpegnare l'attraver- samento cittadino, mediante la previsione del transito a nord del centro storico, da realizzare in galleria al disotto del Monte S. Angelo. Tale soluzione non era intesa tuttavia ad escludere, ma anzi a facili-
da realizzare in galleria al disotto del Monte S. Angelo. Tale soluzione non era intesa tuttavia ad escludere, ma anzi a facili- tare il traffico turistico di penetrazione nell'interno della città per il quale si adottavano soluzioni viabili di adattamento che sono pressoché inte- gralmente riproposte nella presente redazione del P.R.G. Strada provinciale Mediana-Litoranea. La strada provinciale Mediana- Litoranea si dirama dalla Pontina ad ovest della città di Latina e si diri-
le Mediana-Litoranea. La strada provinciale Mediana- Litoranea si dirama dalla Pontina ad ovest della città di Latina e si diri- ge in parallelo alla costa verso Terracina secondo un tracciato che si ada- gia lungo il confine del Parco Nazionale del Circeo e va ad inserirsi sulla 12 strada provinciale di S. Felice Circeo-Terracina, circa a metà fra i due centri urbani. La strada, dopo aver percorso un tratto costiero, descrive un grande arco per innestarsi sulla Via Appia, subito a ponente di Ter- racina.
dopo aver percorso un tratto costiero, descrive un grande arco per innestarsi sulla Via Appia, subito a ponente di Ter- racina. Le funzioni di collegamento interregionale che questa strada dovreb- be assolvere fra Roma e Napoli, con la prosecuzione sulla Via Flacca e, dopo il Garigliano, sulla Via Domiziana, sembrerebbero prevalentemente turistiche. In realtà, in assenza di valide alternative viabili costiere (la Via Ap- pia nel tratto Terracina-Formia è scarsamente agevole) la Mediana-Lito-
senza di valide alternative viabili costiere (la Via Ap- pia nel tratto Terracina-Formia è scarsamente agevole) la Mediana-Lito- ranea raccoglie ogni tipo di traffico diretto a Napoli, creando insosteni- bili condizioni di sovrapposizione fra il traffico pesante di transito a lun- go raggio e il traffico turistico-balneare pendolare e locale nella stagione estiva. Per le sue caratteristiche tecniche di superstrada da Latina al Ga- rigliano, la strada Litoranea è divenuta soprattutto negli ultimi anni, una
tteristiche tecniche di superstrada da Latina al Ga- rigliano, la strada Litoranea è divenuta soprattutto negli ultimi anni, una direttrice per certi riguardi preferenziali, rispetto alla stessa Autostrada del Sole, per l'utenza dei mezzi di trasporto pesante. Ciò ha contribuito ulteriormente a rendere precarie le condizioni del traffico urbano di Terracina. Strada provinciale S. Felice Circeo-Terracina. Questa strada assolve- va, fino al 1958, le sole funzioni allora molto limitate, di collegamento dei
S. Felice Circeo-Terracina. Questa strada assolve- va, fino al 1958, le sole funzioni allora molto limitate, di collegamento dei due centri urbani. Percorreva un territorio totalmente agricolo, coltiva- to a vigneti. Il paesaggio agreste era esaltato dagli effetti panoramici straordinariamente evocativi del Monte S. Angelo e Pisco Montano, della Punta Leano e del Monte Circeo, di Porto Badino e del Mare. In poco più di un decennio, questo che era un collegamento viario in-
unta Leano e del Monte Circeo, di Porto Badino e del Mare. In poco più di un decennio, questo che era un collegamento viario in- terurbano in territorio agricolo, è divenuto un vero e proprio asse di traffi- co cittadino in tutto il suo sviluppo, nel compito di disimpegno del « con- tinuum » di urbanizzazione costiera. A metà del suo percorso, la strada coincide con la Litoranea che vi innesta il traffico della direttrice interre- gionale Roma-Napoli. 3.2 Strade comunali di collegamento interno
Litoranea che vi innesta il traffico della direttrice interre- gionale Roma-Napoli. 3.2 Strade comunali di collegamento interno La viabilità di collegamento nell'ambito della città e della città con le frazioni, è in egual modo coinvolta nel caos degli sviluppi edilizi recenti e nelle difficoltà di adeguamento delle vecchie strade alle esigenze attuali del traffico. Viabilità del Centro storico. Come nella generalità dei casi, anche il 13
lle vecchie strade alle esigenze attuali del traffico. Viabilità del Centro storico. Come nella generalità dei casi, anche il 13 centro storico di Terracina non è strutturato né dimensionato per l'uten- za automobilistica. Nei limiti in cui il traffico è fino ad ora consentito sul- la direttrice urbana della Via Appia (Corso Garibaldi), questo si è dimo- strato estremamente pericoloso per la sicurezza dei pedoni ed ha compro- messo e deteriorato in pochi anni quasi definitivamente l'eccezionale do-
e pericoloso per la sicurezza dei pedoni ed ha compro- messo e deteriorato in pochi anni quasi definitivamente l'eccezionale do- cumento storico di età imperiale costituito dalla pavimentazione in la- stroni di travertino della Piazza Municipio. Appare indispensabile che il P.R.G. suggerisca soluzioni alternative al libero traffico motorizzato nel vecchio centro, così come la sosta in Piaz- za 0 lungo le strade, motivo di particolare intralcio per la vita urbana e
zzato nel vecchio centro, così come la sosta in Piaz- za 0 lungo le strade, motivo di particolare intralcio per la vita urbana e danno estetico per il contesto ambientale della città. Dovranno altresì essere proposte alcune soluzioni di disciplinamento degli accessi e delle soste per il centro storico. Viabilità nel settore costiero. La città bassa compresa fra il Porto, il Canale Linea ed il Centro in collina, conserva le caratteristiche del piano
e costiero. La città bassa compresa fra il Porto, il Canale Linea ed il Centro in collina, conserva le caratteristiche del piano geometrico di Pio VI, ordinata sell'asse di attraversamento dell'Appia. Qualora si provveda a liberare la direttrice dell'Appia dal traffico di transito, si può ritenere relativamente accettabile la condizione di utenza del traffico locale che può essere assolta dalle strade esistenti. Qualche difficoltà è costituita dai collegamenti con la spiaggia sulle direttrici del
può essere assolta dalle strade esistenti. Qualche difficoltà è costituita dai collegamenti con la spiaggia sulle direttrici del Viale Cristoforo Colombo e del Viale della Vittoria, soprattutto negli in- croci con le direttrici est-ovest di transito del Lungo Linea e della Via Ap- pia. Si tratta in ogni caso di problemi di disciplina del traffico, per i qua- li non sono prevedibili sostanziali opere infrastrutturali di trasformazione. Più complesso appare lo stato della viabilità del settore costiero com-
li sostanziali opere infrastrutturali di trasformazione. Più complesso appare lo stato della viabilità del settore costiero com- preso fra il Canale Linea e il battente marino fino a Porto Badino, in rela- zione con l'aumento del traffico di disimpegno della spiaggia e del traffico di penetrazione in città dalla Litoranea. Il Viale Circe di lungomare è a sezione limitata ed è a sezione del tutto insufficiente in rapporto alle necessità di utenza della spiaggia, fi-
i lungomare è a sezione limitata ed è a sezione del tutto insufficiente in rapporto alle necessità di utenza della spiaggia, fi- no a doverne escludere la possibilità di uso automobilistico durante la sta- gione balneare. Le strade interne parallele sono anche esse a sezione limi- tata e di difficile transito in ragione del duplice compito di disimpegno del traffico locale e del traffico di penetrazione dalla Litoranea e di pene- trazione al mare.
el duplice compito di disimpegno del traffico locale e del traffico di penetrazione dalla Litoranea e di pene- trazione al mare. In generale tutto il settore accusa la totale assenza di ogni principio di coordinamento urbanistico nel rapporto fra superfici stradali, volumi edilizi e computi di disimpegno balneare. Lo scomposto sviluppo edilizio 14 degli anni recenti ha accentuato tale stato di caos, precludendo ogni pos- sibilità di recupero ad alto livello di un territorio urbano particolarmen-
accentuato tale stato di caos, precludendo ogni pos- sibilità di recupero ad alto livello di un territorio urbano particolarmen- te qualificato per l'utenza turistico-balneare. Il settore costiero compreso fra Porto Badino e il confine di S. Felice Circeo, si avvale dell'unica grande strada di disimpegno della Litoranea e della Strada provinciale di S. Felice, da cui si diramano le vie di penetra- zione al mare. Per la funzionalità dello schema viabile appare necessario la previsio-
ce, da cui si diramano le vie di penetra- zione al mare. Per la funzionalità dello schema viabile appare necessario la previsio- ne di una strada di servizio che elimini gli incroci diretti, sulla Litora- nea, delle strade di penetrazione al mare. Viabilità delle frazioni. Le frazioni di Borgo Hermada, de La Fiora, di S. Benedetto, di S. Silviano, di S. Antonio, dispongono di strade di colle- gamento con la città che dovranno in parte essere ristrutturate ed inte- grate.
o, di S. Antonio, dispongono di strade di colle- gamento con la città che dovranno in parte essere ristrutturate ed inte- grate. La frazione di Piazza Palatina fruisce del percorso dell'Appia Antica. A richiesta della Sovrintendenza dovrà essere prevista una nuova strada per disimpegnare il percorso archeologico dell'Appia, onde consen- tirne il recupero turistico. 3.3 Trasporti La città dispone di una linea ferroviaria ad un binario collegata con
a, onde consen- tirne il recupero turistico. 3.3 Trasporti La città dispone di una linea ferroviaria ad un binario collegata con la stazione di Priverno-Fossanova, sulla direttissima Roma-Napoli. La direttrice ferroviaria dovrà essere notevolmente valorizzata in fun- zione del collegamento con l'istituenda zona industriale del Mazzocchio e come tale potrà assolvere funzioni di trasporto metropolitano. Un'adeguata organizzazione dovrà esser data ai trasporti pubblici ur-
tale potrà assolvere funzioni di trasporto metropolitano. Un'adeguata organizzazione dovrà esser data ai trasporti pubblici ur- bani su strada, soprattutto per il disimpegno delle aree residenziali e bal- neari nei collegamenti longitudinali sulla direttrice Terracina-S. Felice. 4) CENNI SULLE VICENDE URBANISTICHE DELLA CITTA' 4.1 L'orlo occidentale dei Monti Lepini e degli Ausoni che limita a Nord-Ovest l'agro Pontino e la piana di Fondi, si articola in caratteristici
entale dei Monti Lepini e degli Ausoni che limita a Nord-Ovest l'agro Pontino e la piana di Fondi, si articola in caratteristici bastioni naturali, che nel pliocene erano veri e propri promontori stra- piombanti sul mare. Per ragioni di difesa strategica, fin dall'età pre-ro- mana, in alcuni degli antichi promontori si insediarono dei nuclei abita- ti: Cori, Norma, Sermoneta, Sezze, S. Felice Circeo, Terracina, Monte San Biagio, Sperlonga. Questi paesi siti sul limitare della pianura sottostan-
moneta, Sezze, S. Felice Circeo, Terracina, Monte San Biagio, Sperlonga. Questi paesi siti sul limitare della pianura sottostan- te sulla costa, come Terracina e Sperlonga, hanno fin dalle origini tratto 15 i mezzi di sussistenza dall'economia agricolo-pastorale del territorio mon- tano, ed hanno utilizzato i pascoli invernali della pianura acquitrinosa partecipando più 0 meno direttamente dei vantaggi che gli derivavano dai traffici mercantili marittimi.
lla pianura acquitrinosa partecipando più 0 meno direttamente dei vantaggi che gli derivavano dai traffici mercantili marittimi. In modo particolare Terracina, nella sua polivalenza di centro mon- tano, oltre che di porto marittimo e di nodo di comunicazione stradale, era destinata ad esercitare sugli altri nuclei del comprensorio intermedio dei Lepini-Aurunci, la « leadership » economica e politica di cui si ha una eloquente conferma, nelle sue secolari vicende di urbanizzazione.
runci, la « leadership » economica e politica di cui si ha una eloquente conferma, nelle sue secolari vicende di urbanizzazione. I caratteri orografici, ora aspri, ora placati nelle ampie distese fra monti e pianura, la varietà e la ricchezza della produzione agricola, la vegetazione, la dolcezza del clima, i contenuti mitici e leggendari dell'am- biente geologico ed ecologico contrassegnato da testimonianze storiche, archeologiche, dai ruderi edilizi più vari alle opere di centuriazione, dan-
ecologico contrassegnato da testimonianze storiche, archeologiche, dai ruderi edilizi più vari alle opere di centuriazione, dan- no a tutto questo territorio, ed in particolare al vertice di Terracina, ca- ratteri di affinità con le zone costiere meridionali e mediterranee della pe- nisola e delle isole ancora oggi sia pure nel degrado delle condizioni at- tuali cariche di reminiscenze storiche classiche. In ragione di queste specifiche caratterizzazioni climatico-ambientali
oni at- tuali cariche di reminiscenze storiche classiche. In ragione di queste specifiche caratterizzazioni climatico-ambientali nel quadro della politica di sviluppo territoriale, appare indubbiamente necessario che ai territori costieri di S. Felice Circeo, Terracina, Sperlon- ga, siano attribuite le funzioni specifiche prevalenti di aree per il tempo libero e per l'utenza balneare, nelle dimensioni organizzate, rapportabili al sistema metropolitano meridionale della regione.
o libero e per l'utenza balneare, nelle dimensioni organizzate, rapportabili al sistema metropolitano meridionale della regione. Prima che fossero avviate le opere di trasformazione e di umanizza- zione nella struttura ecologica ed amministrativa delle zone di palude ad opera della Bonifica integrale, nel periodo fra le due guerre, tutto il ter- ritorio sud occidentale della regione aveva da oltre due millenni nella cit- tà di Terracina il capoluogo rappresentativo, oltre che il centro commer-
e della regione aveva da oltre due millenni nella cit- tà di Terracina il capoluogo rappresentativo, oltre che il centro commer- ciale, portuale, amministrativo. La profonda modificazione, economica ed ambientale dell'agro a se- guito degli interventi di bonifica, la nascita di una nuova città capoluogo, oltre che la fondazione di nuclei urbani minori e di centri di servizio, han- no determinato una sostanziale modificazione delle antiche prerogative
one di nuclei urbani minori e di centri di servizio, han- no determinato una sostanziale modificazione delle antiche prerogative territoriali di Terracina, e la città ha dovuto subire una riduzione del suo territorio comunale e la perdita di antiche attribuzioni amministrative e commerciali. Tuttavia con il trascorrere dei decenni, a Terracina, come negli an- tichi centri dei Lepini, è possibile verificare come il recupero economico e sociale dell'Agro, il suo rapido sviluppo demografico e produttivo e la
ini, è possibile verificare come il recupero economico e sociale dell'Agro, il suo rapido sviluppo demografico e produttivo e la 16 conseguente crescita delle nuove città e dell'economia territoriale più che comprimere la vita dei centri preesistenti, può costituire, dove più dove meno, dove in anticipo, dove in ritardo, motivi di rinascita, di qualifica- zione e di esaltazione di alcune funzioni precipue, residenziali, culturali, del tempo libero. Anche per Terracina queste nuove funzioni si delineano
e di alcune funzioni precipue, residenziali, culturali, del tempo libero. Anche per Terracina queste nuove funzioni si delineano come ampiamente sostitutive delle vecchie attribuzioni commerciali ed amministrative della città, esplicantesi in un territorio prevalentemente malsano e spopolato. Fra tali funzioni emergono soprattutto quello turi- stico-commerciali-balneari che trovano nella città stessa e nel suo terri- torio costiero i presupposti per il suo ulteriore incremento: un esteso svi-
ari che trovano nella città stessa e nel suo terri- torio costiero i presupposti per il suo ulteriore incremento: un esteso svi- luppo della spiaggia, il porto attrezzabile per la nautica, un patrimonio di bellezze naturali e di vestigia artistico-archeologiche di eccezione. Tutto ciò in un territorio di intensa produzione agricola, con un clima partico- larmente mite e nella posizione di equidistanza sulle vie di comunicazio- ne turistica fra Roma e Napoli, là dove la più importante arteria, inter-
la posizione di equidistanza sulle vie di comunicazio- ne turistica fra Roma e Napoli, là dove la più importante arteria, inter- regionale della costa, si affaccia sul mare in uno scenario naturale di ec- cezionale interesse paesistico, ed evocativo. 4.2 Le vicende antiche della città sono prevalentemente contrasse- gnate dal transito della Via Appia. In età preistorica e fino alla prima età imperiale, lo sbarramento naturale del Pisco Montano strapiombante
ito della Via Appia. In età preistorica e fino alla prima età imperiale, lo sbarramento naturale del Pisco Montano strapiombante a mare, impediva il passaggio costiero per cui l'antica direttrice viabile, giunta alla fine della pianura, proseguiva in arroccamento verso la som- mità del Monte S. Angelo. Saliva lungo le falde occidentali del monte in vista di scorci paesisti- ci monte-mare e proseguiva verso est fino alla Piazza Palatina, da dove iniziava la discesa verso la valle di Fondi.
i paesisti- ci monte-mare e proseguiva verso est fino alla Piazza Palatina, da dove iniziava la discesa verso la valle di Fondi. Lo sperone naturale ad ovest del Monte S. Angelo, sul quale è la cit- tà antica, consentiva il transito della più agevole direttrice naturale di cresta verso levante, ed era considerato di grande interesse strategico per il controllo dei traffici terrestri da e per l'Italia meridionale in età etru- sca e in età repubblicana.
teresse strategico per il controllo dei traffici terrestri da e per l'Italia meridionale in età etru- sca e in età repubblicana. A tale circostanza si deve, in gran parte, se non l'origine, certamente lo sviluppo preistorico di Terracina alta. Molto più tardi, in età traianea, l'apertura artificiale per la Via Ap- pia di un nuovo tracciato stradale di pianura, ottenuto con il taglio dello strapiombo a mare del Pisco Montano, diminuiva l'importanza strategi-
racciato stradale di pianura, ottenuto con il taglio dello strapiombo a mare del Pisco Montano, diminuiva l'importanza strategi- ca e commerciale della città alta. Una delle conseguenze di tale intervento infrastrutturale fra la nuova polarizzazione degli interessi economici nel- la pianura immediatamente sottostante all'antico nucleo cittadino. Il cen- tro antico, per tali circostanze, si avviava ad essere marginale alla vita urbana. 17 4.3 La cerchia delle fortificazioni volsche e romane racchiudeva en-
stanze, si avviava ad essere marginale alla vita urbana. 17 4.3 La cerchia delle fortificazioni volsche e romane racchiudeva en- tro il perimetro della città antica, un tratto della Via Appia. Questa nel suo percorso urbano, diveniva ad un tempo, corso cittadino e via di tran- sito commerciale saldamente controllata e presidiata. Ai motivi strategici ed economici per lo sviluppo urbano connessi con tali funzioni, altri elementi si aggiungono che hanno assicurato nel tem-
egici ed economici per lo sviluppo urbano connessi con tali funzioni, altri elementi si aggiungono che hanno assicurato nel tem- po la crescita e la sopravvivenza della città. Fra questi, il più importante, risulta essere l'impianto portuale, costruito da Adriano 0 dagli Antonini. Il porto romano ha certamente il precedente storico di un approdo costi- tuito in età volsco-repubblicana e forse anche in età preistorica. L'impor- tanza del porto di Terracina appare evidente ove si consideri che ancora
repubblicana e forse anche in età preistorica. L'impor- tanza del porto di Terracina appare evidente ove si consideri che ancora oggi esso è l'unico approdo costiero disponibile fra Anzio e Gaeta ed è il più agevole scalo per gli scambi con i territori dell'entroterra frusinate. In relazione con tali presupposti, appare fondatamente possibile ipotizza- re tempi più lontani di quelli a noi noti per le origini dell'abitato di Ter- racina e ne sono conferma i reperti archeologici del neolitico trovato in
quelli a noi noti per le origini dell'abitato di Ter- racina e ne sono conferma i reperti archeologici del neolitico trovato in una caverna del Pisco Montano ed analoghi a quelli del Monte Circeo. Anche per Terracina la costituzione della « civitas » intesa come area urbana fortificata, Acropoli e centro politico, si deve ritenere sia avvenu- ta in quel periodo dell'età del ferro, dal X sec. al VI sec. a.C., che vede ma- turare le differenziazioni culturali e politiche delle genti italiche del ver-
l ferro, dal X sec. al VI sec. a.C., che vede ma- turare le differenziazioni culturali e politiche delle genti italiche del ver- sante tirrenico, impegnate nelle lotte per il predominio e per il possesso dei territori costieri fra Etruschi, Sabini, Latini, Volsci. I romani conquistano Terracina intorno al 406 a.C. e già allora, se- condo Plinio, la città era « oppidum vetere fortuna opulentum ». Vi furono dedotti 300 coloni a cui furono assegnati 300 iugeri di terra ciascuno.
ittà era « oppidum vetere fortuna opulentum ». Vi furono dedotti 300 coloni a cui furono assegnati 300 iugeri di terra ciascuno. L'illustrazione semplificata della città, quale risulta in un codice ma- noscritto altomedievale, mostra schematicamente l'ambito urbano fortifi- cato e contiguo ad esso, è visibile il territorio centuriato della Valle scan- dito sull'asse geometrico della Via Appia. La centuriazione è del resto ancora oggi del tutto persistente nei trac-
Valle scan- dito sull'asse geometrico della Via Appia. La centuriazione è del resto ancora oggi del tutto persistente nei trac- ciati rurali che spartiscono la conca a nord dellAppia e costituiscono u- na singolare quanto sconosciuta nota qualificante del territorio rurale di Terracina. I caratteri dell'insediamento urbano originario, hanno un diretto ri- ferimento con le condizioni politiche, storiche e culturali, comuni a tutto il territorio italico. 18
ario, hanno un diretto ri- ferimento con le condizioni politiche, storiche e culturali, comuni a tutto il territorio italico. 18 Le premesse territoriali per la nascita della « civitas » sono anche a Terracina costituite dalle piccole comunità sparse del suo comprensorio montano che per assicurarsi la difesa ed il controllo dell'itinerario strada- le e del porto marittimo, costituiscono una rudimentale arce nel luogo dell'attuale città vecchia.
rollo dell'itinerario strada- le e del porto marittimo, costituiscono una rudimentale arce nel luogo dell'attuale città vecchia. Dal X al VI sec. nell'età del ferro, il nucleo originario si avvia a quali- ficarsi come piazzaforte delle genti volsche comprendendo nel suo inter- no l'Acropoli, sulla balza ove nel M.E. sorgerà il castello baronale. Dopo la conquista romana e l'unificazione politica del meridione sot- to il dominio di Roma, la primitiva « civitas » partecipa di un più vasto
ta romana e l'unificazione politica del meridione sot- to il dominio di Roma, la primitiva « civitas » partecipa di un più vasto territorio di interscambio sulla direttrice dell'Appia, aumenta di popola- zione immigrata dai pagi montani e si espande comprendendo nel suo in- terno l'area sul colle di S. Francesco e recingendosi entro poderose mura ciclopiche di cui restano ancora oggi cospicue testimonianze. Successivamente la città è ampliata ancora nel suo perimetro mu-
a ciclopiche di cui restano ancora oggi cospicue testimonianze. Successivamente la città è ampliata ancora nel suo perimetro mu- rato ad est, sulle pendici del M. S. Angelo, divenuto nuova Acropoli e ver- so ovest lungo la direttrice dell'Appia. In età imperiale, venute meno le ragioni primordiali di difesa e di in- sicurezza politica, con l'espansione mediterranea e peninsulare delle aree di interscambio, non diversamente da quanto avviene in tutte le città vec-
on l'espansione mediterranea e peninsulare delle aree di interscambio, non diversamente da quanto avviene in tutte le città vec- chie e nuove, potenzialmente idonee agli sviluppi, aumenta la popolazio- ne urbana e l'abitato di Terracina si estende per gradi fuori del perime- tro delle mura. La sua area naturale di espansione è nel piano compreso fra l'antica « civitas » ed il porto. Concorre a tale incremento urbanistico, oltre al- l'aumento dei traffici portuali e degli interscambi commerciali che ne con-
o. Concorre a tale incremento urbanistico, oltre al- l'aumento dei traffici portuali e degli interscambi commerciali che ne con- seguono, l'apertura del nuovo transito costiero della Via Appia a seguito del taglio artificiale del Pisco Montano, operato forse da Traiano. La nuova direttrice viaria costituisce un forte motivo di polarizzazione degli interessi economici e delle installazioni commerciali della città, indiriz- zandoli verso la costa ed il sistema portuale. Il declassamento dell'antico
elle installazioni commerciali della città, indiriz- zandoli verso la costa ed il sistema portuale. Il declassamento dell'antico transito di collina a strada locale ed urbana, contribuisce al declino della città alta. In questo periodo si verifica la prima rottura dell'unità organica ur- bana. Alla vetusta sede collinare della città, si contrappone un nuovo centro nella pianura sottostante, sede naturale di convergenza degli in- teressi commerciali del transito terrestre e marittimo. Una conferma in-
ura sottostante, sede naturale di convergenza degli in- teressi commerciali del transito terrestre e marittimo. Una conferma in- diretta del costituirsi della nuova città integrata quasi nella duplicazio- ne dell'antico centro, ha una conferma probante nell'esistenza accertata di un nuovo Foro e dell'Anfiteatro nella parte di pianura. La nascita del 19 nuovo centro contiguo non può essere senza conseguenze per la sopravvi- venza della città storica.
di pianura. La nascita del 19 nuovo centro contiguo non può essere senza conseguenze per la sopravvi- venza della città storica. La caduta dell'Impero e l'insicurezza politica che coinvolge territori e città di tutta l'Italia, ripropongono anche a Terracina la necessità del- l'isolamento, della protezione e del recupero residenziale della vecchia sede montana fortificata. L'area urbana della città imperiale si restringe lasciando in abbando- no l'ampliamento di pianura e si concentra nuovamente intorno al
urbana della città imperiale si restringe lasciando in abbando- no l'ampliamento di pianura e si concentra nuovamente intorno al vecchio nucleo sull'asse dell'antica Appia consolare, facente capo al Foro Emiliano. In realtà la città antica, così vicina alla nuova, nei termi- ni in cui i fatti si verificano ancora oggi, non era mai del tutto decaduta, anche se tendeva all'abbandono. La naturale fatiscenza delle strutture e le mutate esigenze abitative dei secoli altomedievali, sono stati determi-
l'abbandono. La naturale fatiscenza delle strutture e le mutate esigenze abitative dei secoli altomedievali, sono stati determi- nanti di una graduale ma profonda palingenesi a cui si deve la sostituzio- ne sulla stessa maglia di strade e nelle aree rappresentative e sacrali del Foro del Teatro e dell'Acropoli, il palinsesto di architetture romane e me- dievali che costituiscono il paesaggio urbano qualificante della vecchia Terracina. La città nel suo complesso palinsesto di ruderi, di architetture,
cono il paesaggio urbano qualificante della vecchia Terracina. La città nel suo complesso palinsesto di ruderi, di architetture, di emergenze paesistiche costituisce un « continuum » di straordinario va- lore culturale, da Porta Maggio, al Foro, al Castello dei Frangipani, fino alla rupe del Monte S. Angelo e del Pisco Montano che dominati dalle gi- gantesche ostruzioni del Tempio di Giove, sono la nota inconfondibile dell'ambiente di Terracina.
Montano che dominati dalle gi- gantesche ostruzioni del Tempio di Giove, sono la nota inconfondibile dell'ambiente di Terracina. Le notizie disponibili sugli svolgimenti della vita urbana dei secoli del- l'alto M.E., sono molto scarse. Tuttavia si può affermare con certezza che vi sia stata la continuità di vita e ne sono testimonianze le complesse stratificazioni e modificazioni delle consistenze antiche in età bizantina e romanica. Una relativa rinascita economica e demografica è possibile rile-
icazioni delle consistenze antiche in età bizantina e romanica. Una relativa rinascita economica e demografica è possibile rile- varla anche a Terracina meta comunale nel sec. XIII-XIV, quando la sua popolazione raggiunge forse 7000 abitanti. Già in quel tempo le cronache danno notizia oltre che della città al- ta, di una città bassa di formazione medievale forse spontanea. Di essa non è restata alcuna traccia, probabilmente perché sommersa completa-
ttà bassa di formazione medievale forse spontanea. Di essa non è restata alcuna traccia, probabilmente perché sommersa completa- mente dalle ristrutturazioni effettuate nel sec. XVIII, in relazione con le opere promosse da Pio VI per l'apertura della nuova Appia e del Canale di navigazione; opere che furono avviate in attuazione di un piano rego- latore progettato. La promozione della bonifica pontina per volere di Pio VI, qualificò Terracina, sia pure per un breve periodo, come il polo delle convergenze
della bonifica pontina per volere di Pio VI, qualificò Terracina, sia pure per un breve periodo, come il polo delle convergenze più varie di interessi delle maestranze dei dirigenti che erano addetti 0 preposti ai lavori di bonificazione e di appoderamento. 20 Insieme con la stesura e l'attuazione delle infrastrutture viabili di P.R., furono promosse dal Papa molte iniziative per il miglioramento del- le condizioni urbane: dalla costruzione degli edifici pubblici più importan-
dal Papa molte iniziative per il miglioramento del- le condizioni urbane: dalla costruzione degli edifici pubblici più importan- ti, all'approvvigionamento idrico ed alla sistemazione idraulica ed agri- cola della campagna circostante con grandi opere di canalizzazione. Occorre rilevare che il prosciugamento della palude non era suffi- ciente da solo per debellare la malaria ed i propositi di ripopolamento delle campagne, obbiettivo degli interventi di bonifica furono frustrati
er debellare la malaria ed i propositi di ripopolamento delle campagne, obbiettivo degli interventi di bonifica furono frustrati da molteplici circostanze negative. In ogni caso e sia pure in regime di la- tifondo, la palude pontina cominciò a produrre intensamente e da ciò trasse notevoli vantaggi economici la città. La costruzione della città nuova, il Borgo Pio, dovuta a Pio VI, aderi- va ad una grandiosa ispirazione rinascimentale, su tracciati stradali in-
lla città nuova, il Borgo Pio, dovuta a Pio VI, aderi- va ad una grandiosa ispirazione rinascimentale, su tracciati stradali in- tersecantesi ad angolo retto. Tutta la città si configura in breve tempo come un unico grande cantiere, in cui sorgono contemporaneamente o- spedale, chiesa, scuola, granai, forno e le case continue per i suoi abitanti. In quindici anni, dal 1788 al 1802 il vecchio nucleo urbano si accresce con la sua espansione di pianura da 3000 a 4000 abitanti. La costruzione del
l 1788 al 1802 il vecchio nucleo urbano si accresce con la sua espansione di pianura da 3000 a 4000 abitanti. La costruzione del nuovo porto-canale per iniziativa di Gregorio XVI, avviata nel 1840, dove- va risultare di notevole importanza per l'incremento dei traffici di mer- ci da e per l'entroterra dei paesi dei Lepini fino a Velletri e del frusinate. I decenni più recenti e soprattutto quelli post-bellici, sono caratteriz- zati da una sostenuta espansione della città nella pianura in direzione
enti e soprattutto quelli post-bellici, sono caratteriz- zati da una sostenuta espansione della città nella pianura in direzione del mare e di ponente. Tale espansione divenuta vertiginosa nell'ultimo decennio è contrassegnata dall'estremo disordine, priva di un dispositivo urbanistico, capace di moderarne i caratteri e di predisporne una figura- tività accettabile. I risultati non hanno tardato a manifestarsi nel tono spesso scadente delle abitazioni, nella confusa maglia viaria, nella caren-
risultati non hanno tardato a manifestarsi nel tono spesso scadente delle abitazioni, nella confusa maglia viaria, nella caren- za di ogni tipo di attrezzatura, di aree verdi pubbliche e private nell'ec- cessiva densità edilizia, ed in generale nei caratteri di depressione e di caos che hanno coinvolto tutto l'arco territoriale marittimo di Terracina al confine di S. Felice Circeo, tanto più deplorevole quanto più è in con- trasto con la maestà del paesaggio naturale circostante che gli fa cor- nice.
Circeo, tanto più deplorevole quanto più è in con- trasto con la maestà del paesaggio naturale circostante che gli fa cor- nice. 5) INDIRIZZI EMERGENTI DALLE IPOTESI DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE Gli indirizzi che possono essere desunti dagli studi e dalle proposte di piano a livello nazionale e regionale e gli studi di pianificazione regio- nale e settoriale promossi per iniziativa statale e di Enti pubblici costi- tuiscono un dato di riferimento non secondario per la definizione delle 21
ossi per iniziativa statale e di Enti pubblici costi- tuiscono un dato di riferimento non secondario per la definizione delle 21 funzioni attribuibili nel prossimo futuro alla città ed al territorio di Ter- racina, soprattutto in relazione con le vocazioni turistiche della città e con le previsioni di sviluppo industriale dell'area Pontina meridionale pro- grammate. Le proposte e le iniziative di piano di cui si doveva tener conto nella stesura del nuovo P.R.G., possono essere elencate come segue:
oposte e le iniziative di piano di cui si doveva tener conto nella stesura del nuovo P.R.G., possono essere elencate come segue: Ipotesi del progetto 80 (Ministero del Bilancio) Proposta di programma di Sviluppo economico del Lazio, redatta dal C.R.P.E. e schema di assetto regionale del Provveditorato alle OO.PP. per il Lazio Piano regolatore generale per l'area di sviluppo industriale Roma-La- tina (Consorzio industriale Roma-Latina) Piano del comprensorio turistico dei Campi Flegrei a Foce Verde
po industriale Roma-La- tina (Consorzio industriale Roma-Latina) Piano del comprensorio turistico dei Campi Flegrei a Foce Verde (Cassa per il Mezzogiorno). 5.1 Ipotesi del Progetto 80 Dalle ipotesi globali che il progetto 80 delinea per lo sviluppo civile della Nazione nel prossimo decennio, è utile citare alcuni obiettivi che più direttamente possono costituire indicazione programmatica per il tema specifico del P.R.G. di una città prevalentemente turistica.
rettamente possono costituire indicazione programmatica per il tema specifico del P.R.G. di una città prevalentemente turistica. Una delle scelte prioritarie enunciate dal Progetto 80 è relativa alla salvaguardia ed al recupero del patrimonio fisico ed artistico ed all'asset- to urbanistico delle città italiane inteso a stabilire dei rapporti equilibra- ti tra l'uomo ed il suo ambiente. Sono indicate nelle linee generali le direttive di una politica di lungo
i rapporti equilibra- ti tra l'uomo ed il suo ambiente. Sono indicate nelle linee generali le direttive di una politica di lungo periodo che consenta attraverso un attivo intervento dello Stato e della regione di creare le condizioni di una nuova civiltà del territorio nella quale siano armoniosamente composte le esigenze della tecnica, della cul- tura, della natura e siano impostati i problemi della difesa e valorizza- zione del suolo, delle risorse naturali e paesistiche e del patrimonio sto-
siano impostati i problemi della difesa e valorizza- zione del suolo, delle risorse naturali e paesistiche e del patrimonio sto- rico artistico. Nell'ambito dei grandi sistemi territoriali metropolitani previsti dal progetto, si delinea la costituzione di vaste unità ambientali da adibire a parco naturale. La formazione dei parchi implicherà un'azione intesa al- l'espansione e al riordinamento della proprietà pubblica nelle zone agri- cole di montagna ad eminente vocazione silvo pastorale. Questa azione
al riordinamento della proprietà pubblica nelle zone agri- cole di montagna ad eminente vocazione silvo pastorale. Questa azione dovrà essere condotta attraverso una coordinata politica di acquisti, espro- priazioni, cessioni e trasferimenti che consenta di valorizzare come par- chi e riserve naturali ampie superfici oggi praticamente abbandonate. 22 Particolare rilievo il progetto attribuisce alle iniziative dirette alla protezione ed alla valorizzazione ed al risanamento di Centri storici. Ad
o il progetto attribuisce alle iniziative dirette alla protezione ed alla valorizzazione ed al risanamento di Centri storici. Ad un'azione di emergenza intesa ad arginare il deterioramento con opere di consolidamento, restauro e ripristino, si accompagneranno iniziative intese a promuovere la vitalità economica e sociale, là ove i centri versino in condizioni di abbandono e di progressivo degradamento. Un forte impe- gno dovrà essere rivolto alla valorizzazione turistica dei centri stessi.
bbandono e di progressivo degradamento. Un forte impe- gno dovrà essere rivolto alla valorizzazione turistica dei centri stessi. In relazione alla politica del turismo il Progetto 80 ripropone la ne- cessità di rimuovere una serie di ostacoli che ne impediscono l'ulteriore sviluppo. « Di fronte ai principali mutamenti intervenuti nella domanda turi- stica (di massa, di brevi soggiorni, di rapidi spostamenti) l'offerta turisti- ca nazionale è rimasta sostanzialmente legata alle forme tradizionali di
vi soggiorni, di rapidi spostamenti) l'offerta turisti- ca nazionale è rimasta sostanzialmente legata alle forme tradizionali di un turismo caratterizzato da una forte stagionalità e da lunghe perma- nenze. Di qui l'eccessiva concentrazione delle presenze turistiche in limi- tati periodi dell'anno e la scarsa utilizzazione del patrimonio alberghiero. L'espansione quantitativa delle attrezzature, notevole nelle zone già con- gestionate del nord e del centro, è in gran parte carente nelle zone meri-
tiva delle attrezzature, notevole nelle zone già con- gestionate del nord e del centro, è in gran parte carente nelle zone meri- dionali ». Gli indirizzi fondamentali della politica turistica proposta dal Piano per i prossimi anni, si riassumono: nella riqualificazione e diversificazione dell'offerta turistica perché es- sa risponda alle caratteristiche del turismo moderno; nella tutela dell'interesse turistico in tutti gli interventi che modifi- cano o condizionano l'ambiente e l'assetto del territorio.
a tutela dell'interesse turistico in tutti gli interventi che modifi- cano o condizionano l'ambiente e l'assetto del territorio. Nel primo caso si richiede l'ammodernamento e lo sviluppo delle at- trezzature ricettive con preferenza per quelle di media categoria e per la ricettività extralberghiera. Inoltre si richiede l'apertura e la valorizzazio- ne di nuove zone turistiche, soprattutto nel Mezzogiorno e lo sviluppo di complessi integrati per turismo di fine settimana, turismo all'aria aperta,
stiche, soprattutto nel Mezzogiorno e lo sviluppo di complessi integrati per turismo di fine settimana, turismo all'aria aperta, turismo sportivo con dotazione di servizi ricettivi, di ristoro, sportivi, ri- creativi, di campeggio, ecc. Per il turismo sociale si richiede l' adeguamento delle attrezzature (camping, alberghi per la gioventù, case per ferie, autostelli, ecc.) per la cui realizzazione la recente legge sull'incentivazione turistica, ha posto le premesse.
case per ferie, autostelli, ecc.) per la cui realizzazione la recente legge sull'incentivazione turistica, ha posto le premesse. Infine si propone di conferire alle regioni ed agli altri enti locali i mezzi per l'utilizzazione di aree demaniali a fini turistici (parchi attrez- zati, parchi forestali, zone verdi, ricettività extralberghiera, ecc.). 23 Tale politica si collega con la politica dell' assetto territoriale, della difesa e sistemazione del suolo, della tutela della salubrità dell'aria e del-
con la politica dell' assetto territoriale, della difesa e sistemazione del suolo, della tutela della salubrità dell'aria e del- le acque, della tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico, del risanamento dei centri storici, della riorganizzazione dei sistemi urbani e dei trasporti. 5.2 Proposta di programma di sviluppo economico del Lazio del C.R.P.E. e schema di assetto regionale del Provveditorato alle Opere Pubbliche
di programma di sviluppo economico del Lazio del C.R.P.E. e schema di assetto regionale del Provveditorato alle Opere Pubbliche I dati di analisi e gli indirizzi di assetto regionale emergenti nella Proposta di Programma di sviluppo economico del C.R.P.E. e nello sche- ma del Proveditorato alle OO.PP., sono stati assunti di massima come pre- messa per lo studio del nuovo P.R.G. di Terracina. Alcune ipotesi degli anzidetti studi, possono costituire il termine di ri-
e- messa per lo studio del nuovo P.R.G. di Terracina. Alcune ipotesi degli anzidetti studi, possono costituire il termine di ri- ferimento per le previsioni di sviluppo economico ed infrastrutturale del- la città. Il programma di sviluppo economico afferma la necessità che il mo- dello di assetto territoriale della regione laziale, sia finalizzato ai seguen- ti obiettivi: sviluppo e valorizzazione dei centri esistenti; tenga in attenta considerazione la specifica realtà laziale e la
ti obiettivi: sviluppo e valorizzazione dei centri esistenti; tenga in attenta considerazione la specifica realtà laziale e la necessità di vincere le tendenze monocentriche nel rapporto Roma-Lazio, per realizzare una articolazione pluralistica e policentrica; contribuisca ad una complessiva reinserzione della regione in cir- cuiti e sistemi di più vaste integrazioni interregionali in tema di organiz- zazione produttiva, fondandosi sul criterio della qualificazione delle infra-
te integrazioni interregionali in tema di organiz- zazione produttiva, fondandosi sul criterio della qualificazione delle infra- strutture e del territorio secondo le vocazioni preminenti. Per quanto più direttamente può incidere nelle previsioni di sviluppo della città di Terracina, è utile riferire alcune ipotesi obiettive derivate dal Programma economico regionale: a) ricerca di un miglior equilibrio settoriale nel promuovere un meccanismo di sviluppo caratterizzato da una maggiore presenza del set-
ca di un miglior equilibrio settoriale nel promuovere un meccanismo di sviluppo caratterizzato da una maggiore presenza del set- tore industriale, sia con riferimento all'aspetto occupazionale che per quelli relativi agli investimenti; avvicinamento dei livelli di produttività fra i diversi settori e so- pratutto nel settore dell'agricoltura; potenziamento delle suscettività turistiche territoriali come uti- lizzazione integrale mare-collina-montagna-laghi; 24
coltura; potenziamento delle suscettività turistiche territoriali come uti- lizzazione integrale mare-collina-montagna-laghi; 24 costituzione di complessi di attrezzature per il tempo libero e per il turismo commerciale (zone sportive, alberghiere, porti turistici, ecc.); infine il Programma di sviluppo economico, prevede un sistema infrastrutturale regionale, fondato prevalentemente sulla direttrice della autostrada del Sole e su una nuova organizzazione delle zone settentrio-
gionale, fondato prevalentemente sulla direttrice della autostrada del Sole e su una nuova organizzazione delle zone settentrio- nali e meridionali del territorio su sistemi metropolitani di riequilibrio del sistema metropolitano di Roma. La tematica del sistema metropolitano, dominante nelle formulazioni del programma, richiederà una complessa fase di esperienze conoscitive e propositive, prima di essere una realtà operante. Si può tuttavia presumere che nella estesa area territoriale compresa
citive e propositive, prima di essere una realtà operante. Si può tuttavia presumere che nella estesa area territoriale compresa fra il Parco Nazionale di Abruzzo e il mare Tirreno, il costituirsi di una forte struttura di servizi nell'area baricentrica della Valle del Sacco e del Liri che costituisce il presupposto di una più specifica qualificazione tu- ristico-balneare del settore costiero da Foce Verde a Formia-Minturno, riproponendo le funzioni specifiche di Terracina, come punto baricentrico
del settore costiero da Foce Verde a Formia-Minturno, riproponendo le funzioni specifiche di Terracina, come punto baricentrico per le attrezzature del tempo libero e per le residenze turistiche e balnea- ri dellarea metropolitana meridionale. Nelle ipotesi del programma economico, il sistema metropolitano me- ridionale, comprendente le aree di studio del Frusinate, della piazza Pon- tina « potrà contare nel 1990, 1.280.000 abitanti. Essa basa le sue possi-
te le aree di studio del Frusinate, della piazza Pon- tina « potrà contare nel 1990, 1.280.000 abitanti. Essa basa le sue possi- bilità di formazione e di consolidamento geografico economico (equidi- stante rispetto ai mercati dellarea di Roma e dellarea napoletana) e su una condizione di carattere prevalentemente urbanistico, cioè la forma- zione di solide strutture territoriali che riescano ad utilizzare al centro del sistema gli effetti del fattore geografico-economico.
di solide strutture territoriali che riescano ad utilizzare al centro del sistema gli effetti del fattore geografico-economico. « Qualora queste condizioni non venissero realizzate, si deve ritenere che si verificherà una più accentuata polarizzazione dello sviluppo nelle zone marginali delle due aree metropolitane di Roma e di Napoli ». In questo processo involutivo verrebbero escluse dalle più immediate gravitazioni la fascia centrale (Sora-Isola Liri, Frosinone, Ferentino, Ala-
o involutivo verrebbero escluse dalle più immediate gravitazioni la fascia centrale (Sora-Isola Liri, Frosinone, Ferentino, Ala- tri) e la zona dei Lepini (Latina, Cisterna, Terracina). b) Infrastruttura fondamentale per il coordinamento autonomo dei due settori meridionali della provincia di Frosinone e di Latina. La direttrice infrastrutturale complessa congiungente le due provin- ce di Frosinone e di Latina, è considerata dal Programma come condi-
rice infrastrutturale complessa congiungente le due provin- ce di Frosinone e di Latina, è considerata dal Programma come condi- zione « sine qua non » per il coordinamento autonomo delle economie e de- gli sviluppi dei due settori provinciali meridionali della regione. Intorno 25 ad essa sono ipotizzabili le maggiori concentrazioni residenziali produt- tive e di servizio, la cui affermazione dovrebbe essere accelerata nei tem- pi prima che i fattori di crisi già palesi (spopolamento delle zone colli-
cui affermazione dovrebbe essere accelerata nei tem- pi prima che i fattori di crisi già palesi (spopolamento delle zone colli- nari centrali ed accelerazione dello sviluppo nelle zone più vicine all'area metropolitana di Roma) rendano impossibile l'operazione. Nelle zone costiere meridionali (Terracina, Fondi, Gaeta, Formia) l'in- tegrazione economica fra le attività turistiche e quelle produttive, dovrà basarsi su una infrastrutturazione di collegamento con la direttrice di svi-
a le attività turistiche e quelle produttive, dovrà basarsi su una infrastrutturazione di collegamento con la direttrice di svi- luppo della valle del Sacco, che si ponga come alternativa ed integrazio- ne alle tradizionali direttrici di collegamento rapido sull'asse Roma-Na- poli. 5.3 Piano per lo sviluppo industriale dell'area Roma-Latina La Commissione per i Piani regolatori territoriali delle aree di svilup- po industriale presso il Comitato dei Ministri, col voto n. 92 dell'8 agosto
Piani regolatori territoriali delle aree di svilup- po industriale presso il Comitato dei Ministri, col voto n. 92 dell'8 agosto 1969, esprime le considerazioni ed il parere integrativo del Voto 83 del 23.10.1963 sul piano regolatore preliminare dell'area di sviluppo indu- striale di Roma-Latina. In quel Voto la Commissione ribadiva i seguenti obbiettivi: « spostamento nellentroterra dell' area dello sviluppo industriale, coordinamento con il sistema produttivo della Valle del Sacco; creazione
o nellentroterra dell' area dello sviluppo industriale, coordinamento con il sistema produttivo della Valle del Sacco; creazione di una struttura territoriale adatta a controbilanciare il potere di attra- zione di Roma ». La fedele assunzione di tali obbiettivi avrebbe dovuto favorire il ribal- tamento dei pesi insediatori riguardanti l'assetto territoriale che si era configurato lungo la Via Pontina e parallelamente alla vasta e breve di- stanza da questa, con diretta gravitazione verso Roma.
configurato lungo la Via Pontina e parallelamente alla vasta e breve di- stanza da questa, con diretta gravitazione verso Roma. Il piano definitivo avrebbe dovuto di conseguenza consentire « la for- mazione di un adeguato sistema integrato nella parte sud dell'area, atto a sopportare il maggiore peso dello sviluppo prevedibile, ma anche a con- trobilanciare i naturali fattori di localizzazione esistente a nord, nonché ad evitare un ulteriore deterioramento della fascia costiera ».
re i naturali fattori di localizzazione esistente a nord, nonché ad evitare un ulteriore deterioramento della fascia costiera ». Tali obbiettivi sottolineavano l'esigenza di inquadrare il piano della- rea in una più ampia strategia di riequilibrio territoriale della Regione. Le linee essenziali di tale strategia, hanno avuto nel frattempo, una loro prima definizione nell'ipotesi di assetto territoriale del Lazio, predisposto dal Provveditorato alle OO.PP.
frattempo, una loro prima definizione nell'ipotesi di assetto territoriale del Lazio, predisposto dal Provveditorato alle OO.PP. « Come corollario di tale ipotesi, deriva la necessità di attenuare la continuità tra l'area di sviluppo meridionale e il territorio romano, in modo da poter controbilanciare il potere di attrazione di Roma ». 26 Tuttavia si rileva una contraddizione fra quanto sopra affermato e la conclusione della premessa intesa a dar rilievo alla proposta del Consor-
eva una contraddizione fra quanto sopra affermato e la conclusione della premessa intesa a dar rilievo alla proposta del Consor- zio circa la costruzione dell' « asse civile industriale » che abbia funzioni di supporto nel tratto centrale dellarea al quale sono allacciati gli agglo- merati industriali di Cisterna e Latina e conformazione di collegamento nei due tratti estremi: l'uno verso Roma ed Aprilia e l'altro verso Terra- cina-Gaeta.
e Latina e conformazione di collegamento nei due tratti estremi: l'uno verso Roma ed Aprilia e l'altro verso Terra- cina-Gaeta. L' « asse civile industriale » sarà direttamente inserito nella viabilità urbana di Roma e la sua costruzione come supporto industriale, si an- nuncia già prioritario sì da ritenere che ancora una volta Roma, con tut- to il peso dei suoi fattori polarizzanti, riassumerà i compiti di attrazione che nelle intenzioni, dovrebbero essere indirizzati verso l'area baricentri-
ri polarizzanti, riassumerà i compiti di attrazione che nelle intenzioni, dovrebbero essere indirizzati verso l'area baricentri- ca della Valle del Sacco-Liri. Ciò tanto più in quanto detto Asse, conce- pito dal Consorzio come direttrice di congiunzione con Civitavecchia, do- vrà, secondo il Voto della Commissione, confluire per dette funzioni di col- legamento, ad ampio raggio sul grande raccordo anulare di Roma. Le ipotesi del dimensionamento delle diverse zone industriali previ-
mento, ad ampio raggio sul grande raccordo anulare di Roma. Le ipotesi del dimensionamento delle diverse zone industriali previ- ste nel progetto, sono avanzate in relazione all'impiego di 72.000 addetti. Tale numero di addetti, risulta inferiore di 17.000 unità rispetto alle pre- visioni iniziali formulate dal Consorzio, con una riduzione del 20% sug- gerita dall'opportunità di aderire ai criteri di equa distribuzione regiona- le dei pesi produttivi.
una riduzione del 20% sug- gerita dall'opportunità di aderire ai criteri di equa distribuzione regiona- le dei pesi produttivi. La riduzione delle zone industriali è stata opportunamente effettuata nel territorio più prossimo a Roma e nei settori di Pomezia ed Aprilia. Un maggior peso insediativo è stato attribuito alle zone industriali lo- calizzate nel settore sud dell'area da Sermoneta a Fossanova, dove gli ini- ziali 34.500 posti di lavoro, sono stati elevati a 41.000 unità.
l settore sud dell'area da Sermoneta a Fossanova, dove gli ini- ziali 34.500 posti di lavoro, sono stati elevati a 41.000 unità. Gli agglomerati di Fossanova ed Amaseno, ricadenti in località Maz- zocchio, sono stati nel piano ubicati sul lato a mare della ferrovia Roma- Napoli, presso le falde orientali degli Aurunci; sono previste opportune cautele dei distacchi dalla falda dei monti allo scopo di assicurare la sal- vaguardia dei valori paesistici e naturalistici della zona circostante.
i dalla falda dei monti allo scopo di assicurare la sal- vaguardia dei valori paesistici e naturalistici della zona circostante. Delle 41.000 unità lavorative da insediare nel settore sud, larea di Mazzocchio ne conterrà 22.400 su una superficie di 800 Ha. ed ha registra- to rispetto alle previsioni iniziali, un aumento di 15.500 addetti. Cosicché risulta l'agglomerato più grande ed articolato dellarea. Situato in pene- trazione pedemontano, utilizza come strada di collegamento « La Marit-
erato più grande ed articolato dellarea. Situato in pene- trazione pedemontano, utilizza come strada di collegamento « La Marit- tima ». Esso occuperà a valle della ferrovia, proprietà per una vasta esten- sione, salvaguardando le zone per cui la parcellazione fondiaria è più am- pia e che sono oggetto di coltivazioni intensive. A monte della ferrovia uti- lizza gli scali ferroviari di Fossanova e di Sonnino ed è sufficientemente 27
oltivazioni intensive. A monte della ferrovia uti- lizza gli scali ferroviari di Fossanova e di Sonnino ed è sufficientemente 27 separato dalle zone interessate al paesaggio ed alle visuali paesistiche del- l'Abbazia di Fossanova. Il corpo maggiore dell'area industriale (per una superficie di 600 Ha.) è ubicato a Valle della linea Roma-Napoli ed i restanti 200 Ha., sono all'in- terno della Valle dell'Amaseno lungo la direttrice di collegamento della Valle del Sacco.
li ed i restanti 200 Ha., sono all'in- terno della Valle dell'Amaseno lungo la direttrice di collegamento della Valle del Sacco. L'agglomerato di Mazzocchio potrà usufruire delle possibilità di uti- lizzazione della linea ferroviaria Fossanova-Terracina, la quale assumerà anche le funzioni di trasporto metropolitano, soprattutto per gli abitanti di La Fiora e S. Benedetto (frazioni di Terracina) e per gli abitanti di Terracina Città. Dall'insieme delle determinazioni di Piano, è possibile trarre la con-
ioni di Terracina) e per gli abitanti di Terracina Città. Dall'insieme delle determinazioni di Piano, è possibile trarre la con- clusione che le previsioni per l'area di Mazzocchio, in ragione della loro importanza, costituiscono un fatto estremamente positivo per l'assetto ur- banistico della città di Terracina che potrà essere riservata alle sue voca- zioni paesistico-turistiche ed insieme potrà avvalersi della contiguità di fonti di lavoro industriale integrative del turismo e capaci di ridare nuo-
tiche ed insieme potrà avvalersi della contiguità di fonti di lavoro industriale integrative del turismo e capaci di ridare nuo- vo impulso alla vita economica e sociale della città. 5.4 Piano turistico del Comprensorio da Foce Verde a Capo Miseno Nel quadro delle esigenze di sviluppo turistico-balneare lo studio del Piano doveva tener conto delle iniziative programmatiche della Cassa per il Mezzogiorno e relative alla valorizzazione turistica del sud.
eva tener conto delle iniziative programmatiche della Cassa per il Mezzogiorno e relative alla valorizzazione turistica del sud. In particolare, è apparso necessario prendere in esame quanto è sta- to predisposto dalla Cassa ai fini dello sviluppo turistico-balneare nel pia- no n. 22, che interessa la zona fra Foce Verde e Capo Miseno, entro la quale è compreso l'arco costiero di Terracina. Per quanto concerne la ricettività balneare in base agli standards di
o, entro la quale è compreso l'arco costiero di Terracina. Per quanto concerne la ricettività balneare in base agli standards di utilizzazione suggeriti dalla Cassa, la spiaggia di Terracina nel suo svilup- po di Km. 11,500, può accogliere circa 45.000 utenti. Le previsioni relative alla ricettività alberghiera, extra-alberghiera e residenziale nel territorio della città, sono dal Piano formulate come segue Ambito fra la Via Mediana e Fiume Sisto a Nord del Canale S. Vito: Posti letto alberghiero 3.000 »
al Piano formulate come segue Ambito fra la Via Mediana e Fiume Sisto a Nord del Canale S. Vito: Posti letto alberghiero 3.000 » extra-albergh. 2.000 residenziali 1.000 6.000 28 Ambito a monte della Mediana fra Foce Sisto e Porto Badino: Posti letto alberghiero 4.000 extra-albergh. 3.000 » » » » residenziali 2.500 9.500 Ambito di pianura compreso fra la Via Appia e il Monte Nero a N - W di Monte Leano: Posti letto alberghiero 3.500 » » extra-albergh. 2.500 » » residenziali 1.500 7.500
ppia e il Monte Nero a N - W di Monte Leano: Posti letto alberghiero 3.500 » » extra-albergh. 2.500 » » residenziali 1.500 7.500 Ambito di Campo dei Monaci nei Monti Aurunci: Posti letto alberghiero 3.150 » » extra-albergh. 1.290 » » residenziali 3.000 7.440 I criteri informatori del Piano Turistico sono intesi a localizzare nel- l'interno territoriale la maggior parte delle disponibilità ricettive, nell'in- tento di salvaguardare i caratteri ecologici della fascia litoranea, le « am-
gior parte delle disponibilità ricettive, nell'in- tento di salvaguardare i caratteri ecologici della fascia litoranea, le « am- pie distese di vigneti » esistenti al riparo dei tumuleti e delle dune. Senonché l'esplosione edilizia avvenuta negli ultimi sei o sette anni nel grande arco costiero compreso fra Terracina e S. Felice Circeo, a se- guito dell'apertura della Mediana, ha modificato totalmente alcuni dei pre- supposti di tale scelta di Piano.
lice Circeo, a se- guito dell'apertura della Mediana, ha modificato totalmente alcuni dei pre- supposti di tale scelta di Piano. Le numerose iniziative fondiarie hanno coperto a tappeto la fascia compresa fra l'arenile e la strada di S. Felice in tutto il fronte a mare fi- no al confine, determinando una caotica urbanizzazione di case sparse in episodi privi di legame organizzativo e formale. A rendere più precaria ed irreale tale situazione, contribuisce la sal-
arse in episodi privi di legame organizzativo e formale. A rendere più precaria ed irreale tale situazione, contribuisce la sal- tuarietà stagionale delle residenze che, allo squallore di un ambiente fi- sico, aggiunge l'assenza di qualsiasi forma di vita sociale organizzata e varia, quale ci si attenderebbe in presenza di ambiti urbanizzati, forme di vita che nelle condizioni attuali di utenza, non sono in nessun modo ipo- tizzabili. 29 In simile ambiente socialmente sterile e deteriore, alcune assurde pre
ali di utenza, non sono in nessun modo ipo- tizzabili. 29 In simile ambiente socialmente sterile e deteriore, alcune assurde pre tese di tipicità architettonica « mediterranea » e di gratuito ed arbitrario formalismo, accentuano il senso di vuoto progettuale che deriva dalla rielaborazione scenografica di tipi della tradizione spontanea mediterra- nea, sì da degradare ancor più un contesto abitativo in un episodio da film. Queste condizioni impongono determinate scelte di piano fra la fascia
re ancor più un contesto abitativo in un episodio da film. Queste condizioni impongono determinate scelte di piano fra la fascia costiera di cui si dirà nella seconda parte, ed in certo senso negano con 11 peso della realtà le ipotesi avanzate nel Piano Paesistico. D'altronde la proposta del Piano n. 22 di localizzare n. 3000 posti al- berghieri a Nord del Canale S. Vito, di n. 4000 posti alberghieri a Monte della Mediana fra Foce Sisto e Porto Badino e n. 3500 posti a N-W di
rd del Canale S. Vito, di n. 4000 posti alberghieri a Monte della Mediana fra Foce Sisto e Porto Badino e n. 3500 posti a N-W di Monte Leano, non appare accettabile qualora si considerino la scarsa qua- lificazione paesistica della pianura, l'eccessiva lontananza dal mare e le scadenti caratteristiche climatiche (caldo nella stagione estiva ed umidi- tà nella stagione invernale) proprie della pianura interna. L'argomento sarà riesaminato in sede di esposizione del P.R.G. per in-
PARTE II
nella stagione invernale) proprie della pianura interna. L'argomento sarà riesaminato in sede di esposizione del P.R.G. per in- dicarne le più attendibili risoluzioni. PARTE II PIANO REGOLATORE GENERALE 33
- LINEAMENTI DEL P.R.G. NEL QUADRO DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE 1.1 I cenni relativi agli indirizzi programmatici dei piani territo- riali e del piano per l'area industriale Roma Latina citati, consentono di delineare alcune ipotesi riguardo alle funzioni che il territorio di Terraci-
area industriale Roma Latina citati, consentono di delineare alcune ipotesi riguardo alle funzioni che il territorio di Terraci- na è destinato ad assolvere nel futuro della Regione. Appare soprattutto interessante confrontare tali ipotesi emergenti nel quadro delle future realtà metropolitane, configurate a livello nazionale dal Progetto 80 ed analizzate a livello regionale dalla Proposta di program- ma per lo sviluppo economico del Lazio.
o nazionale dal Progetto 80 ed analizzate a livello regionale dalla Proposta di program- ma per lo sviluppo economico del Lazio. L'ubicazione baricentrica del territorio di Terracina rispetto alle due grandi aree metropolitane di Roma e di Napoli e la condizione di assialità sub-regionale della sua fascia marittima nei riguardi del territorio frusi- nate, costituiscono con le prospettive di sviluppo produttivo dell'area Pon- tina, presupposti determinanti per la definizione dei compiti residenziali e
e prospettive di sviluppo produttivo dell'area Pon- tina, presupposti determinanti per la definizione dei compiti residenziali e del tempo libero attribuibili alla città di Terracina. Alla già rilevante affluenza del turismo stanziale proveniente dall'a- rea romana e dall'estero, dovrà aggiungersi negli anni prossimi un soste- nuto incremento del turismo pendolare e stagionale proveniente dal diretto entroterra Pontino e Frusinate, tanto più consistente quanto più le ipo-
turismo pendolare e stagionale proveniente dal diretto entroterra Pontino e Frusinate, tanto più consistente quanto più le ipo- tesi programmatiche di sviluppo economico e produttivo si attueranno in termini di incremento demografico, di aumento del reddito e del livello di cultura e di urbanità, dell'intera popopolazione del Basso Lazio. Nel quadro propositivo della istituzione di un nuovo sistema metro- politano alternativo fra Roma e Napoli, un ruolo preminente sarà assun-
propositivo della istituzione di un nuovo sistema metro- politano alternativo fra Roma e Napoli, un ruolo preminente sarà assun- to dall'area di Terracina come settore baricentrico per le funzioni del turi- smo balneare. Altro fattore non secondario per l'integrazione economica e residen- ziale alla città è l'imminente avvìo della zona industriale di Mazzocchio, ubicata in prossimità dei limiti settentrionali del territorio comunale di Terracina.
vvìo della zona industriale di Mazzocchio, ubicata in prossimità dei limiti settentrionali del territorio comunale di Terracina. Lo sviluppo di tale zona è anzi da ritenere possa assicurare alla città condizioni di recupero che non sarebbero in alcun modo realizzabili con il solo incremento dell'economia turistica e commerciale. I vantaggi del clima marittimo mite e la disponibilità di un'armatu- ra urbana ed infrastrutturale consistente e suscettibile di accentuata in-
clima marittimo mite e la disponibilità di un'armatu- ra urbana ed infrastrutturale consistente e suscettibile di accentuata in- tegrazione, indicano Terracina come uno dei poli di più alto sviluppo re- sidenziale e terziario nel prossimo futuro. 34 Tale previsione, trova una singolare condizione di fatto nelle stesse consistenze attuali di edilizia abitativa, il cui impiego residenziale è per ora limitato alla stagione estiva. Il grande arco territoriale che dal porto di Terracina per uno svilup-
ego residenziale è per ora limitato alla stagione estiva. Il grande arco territoriale che dal porto di Terracina per uno svilup- po di circa Km. 11 si estende fino al confine di San Felice, oggi in gran parte urbanizzato per una profondità media di circa mt. 600 dal battente marino, e le previsioni residenziali che il P.R.G. avanza nelle pendici mon- tane che fanno corona alla Valle, nonché gli sviluppi di La Fiora e di Borgo Hermada, si deve ritenere che vedranno aggiungersi alla popola-
no corona alla Valle, nonché gli sviluppi di La Fiora e di Borgo Hermada, si deve ritenere che vedranno aggiungersi alla popola- zione stabile in gran parte ancora addetta alle attività rurali terziarie, al- l'industria edilizia e ed all'utenza stagionale marittima, una diversa popo- lazione di addetti alle attività secondarie, manifatturiere della nuova zo- na industriale, che avranno convenienza nelle scelte abitative dell' area costiera. In relazione con tale mutazione od integrazione di utenza, sono da
ranno convenienza nelle scelte abitative dell' area costiera. In relazione con tale mutazione od integrazione di utenza, sono da considerare le consistenti modificazioni che potranno verificarsi dai carat- teri di urbanizzazione già acquisiti dalla fascia residenziale prevalente- mente destinata all'uso stagionale, soprattutto quella compresa fra Porto Badino e San Felice Circeo, fino alla sua trasformazione da zona urbana in abbandono per molti mesi dell'anno, così com'è oggi, in settore inte-
ice Circeo, fino alla sua trasformazione da zona urbana in abbandono per molti mesi dell'anno, così com'è oggi, in settore inte- grato nella pluralità delle funzioni cittadine, suscettibile di acquisire, con adeguate ristrutturazioni e completamenti, una piena efficienza nella do- tazione dei servizi. 2) LE ZONIZZAZIONI DEL P.R.G. Per i motivi dianzi accennati è stato possibile oggi, nella redazione del nuovo P.R.G. definire con maggiore attendibilità in confronto con le
ianzi accennati è stato possibile oggi, nella redazione del nuovo P.R.G. definire con maggiore attendibilità in confronto con le redazioni precedenti, le destinazioni di uso prevalenti che la Città ed il suo territorio amministrativo dovranno assumere nelle loro diverse parti. Nella ripartizione funzionale del territorio di cui alle previsioni di Pia- no è stato possibile individuare le zone di urbanizzazione con riferimento ai diversi caratteri di utenza, come segue: 2.1 Centro storico collinare
e individuare le zone di urbanizzazione con riferimento ai diversi caratteri di utenza, come segue: 2.1 Centro storico collinare 2.2 Centro storico costiero (fra le Colline e il Canale Linea) 2.3 Settore costiero compreso fra il Porto, il Canale Linea ed il grande viale di P.R. Monte-mare 2.4 Settore costiero dal Viale di P.R. a Porto Badino 2.5 Fascia balneare urbana dal Porto a Porto Badino 35 2.6 Fascia balneare esterna da Porto Badino al confine di S. Felice Circeo
.5 Fascia balneare urbana dal Porto a Porto Badino 35 2.6 Fascia balneare esterna da Porto Badino al confine di S. Felice Circeo 2.7 Settore di espansione residenziale-turistica della Valle 2.8 Zone residenziali di La Fiora e di Borgo Hermada 2.9 Borgata di Piazza Palatina Di ciascuna area si danno qui di seguito alcune note descrittive: l'e- lencazione dei dati dimensionali delle residenze e delle attrezzature di servizio, sarà riportata nell'appendice di verifica degli standards di cui al
mensionali delle residenze e delle attrezzature di servizio, sarà riportata nell'appendice di verifica degli standards di cui al D.M. 2 aprile 1968. 2.1 Centro storico (Città alta) La parte alta del centro storico di Terracina è stata tenuta in parti- colare considerazione nella stesura del P.R.G., sia per le consistenze stori- co-artistiche e ambientali che in essa sono rappresentate, sia per il par- ticolare valore turistico-economico che riveste nel contesto del territorio comunale.
n essa sono rappresentate, sia per il par- ticolare valore turistico-economico che riveste nel contesto del territorio comunale. Attualmente il centro antico è in fase di accentuata decadenza, con un consistente patrimonio edilizio in stato di fatiscenza e senza alcuna prospettiva di opere di risanamento e dotato di scarsissime attività econo- mico-commerciali. Tenendo presente le particolari limitazioni di ogni operazione di in- tervento a causa della complessità storico-edilizia, densa di implicazioni
le particolari limitazioni di ogni operazione di in- tervento a causa della complessità storico-edilizia, densa di implicazioni culturali e di connessioni e sovrapposizioni di fasi architettoniche diverse, il P.R.G. si è posto il duplice tema propositivo del recupero del centro an- tico a livello tecnico-economico, delineando i termini della incentivazione delle sue funzioni e prevedendo la dotazione delle necessarie infrastrut- ture nel quadro degli interventi di risanamento edilizio.
le sue funzioni e prevedendo la dotazione delle necessarie infrastrut- ture nel quadro degli interventi di risanamento edilizio. Per quanto riguarda il primo problema, si ritiene di poter proporre i seguenti interventi: a) in considerazione del tessuto viario romano-medioevale, assolu- tamente inadatto a ricevere il traffico automobilistico, e per arrestare i danni che tale traffico ha arrecato fino ad oggi, si è considerato tutto il
evere il traffico automobilistico, e per arrestare i danni che tale traffico ha arrecato fino ad oggi, si è considerato tutto il centro antico come « isola pedonale ». Tale provvedimento è facilitato dal- le modeste dimensioni della Città e dalla sua forma allungata che con- sente rapidi attraversamenti qualora sia munita di un adeguato sistema di penetrazioni pedonali servite da parcheggi. b) L'anello viario che attualmente circonda il centro antico costi-
guato sistema di penetrazioni pedonali servite da parcheggi. b) L'anello viario che attualmente circonda il centro antico costi- tuito dalla S.S. n. 7 Appia, da Via dei Volsci, Via Anxur, Via S. Francesco, 36 Via Salita dellAnnunziata, è stato attrezzato con numerosi parcheggi si- tuati nella fascia verde che intercorre tra tale anello e la cinta muraria. I parcheggi sono stati ubicati in prossimità degli attuali accessi pe- donali sul lato delle mura prospicienti il monte su Via G. D'Annunzio,
ono stati ubicati in prossimità degli attuali accessi pe- donali sul lato delle mura prospicienti il monte su Via G. D'Annunzio, Via dei Volsci, e la SS n. 7 Appia, sul lato delle mura prospicienti il mare. In particolare sulla Via Appia, di fronte e sotto al Municipio, è stato previsto un grande parcheggio servito da un ascensore che lo collega con Via Posterula in quota con la Piazza del Municipio stesso. Tale ascensore renderà rapido e funzionale il collegamento tra la Città Bassa ed il Cen-
ota con la Piazza del Municipio stesso. Tale ascensore renderà rapido e funzionale il collegamento tra la Città Bassa ed il Cen- tro storico con il Municipio, il complesso archeologico e monumentale che insiste sulla Piazza e le zone a destinazione turistico-alberghiere previste nel Centro stesso. c) Tutta la fascia verde esistente tra l'anello viario sopra descritto e la cinta muraria, è stato vincolato a verde pubblico attrezzato. In essa
a verde esistente tra l'anello viario sopra descritto e la cinta muraria, è stato vincolato a verde pubblico attrezzato. In essa sono previsti i percorsi pedonali di accesso alla Città. Tale intervento ol- tre che dotare il Centro storico delle necessarie aree di verde pubblico, re- stituirà ad esso l'originario aspetto di Città arroccata su un colle di aran- ceti. In questo senso si giustifica la previsione di demolizione di gran par-
io aspetto di Città arroccata su un colle di aran- ceti. In questo senso si giustifica la previsione di demolizione di gran par- te degli edifici colonici esistenti all'interno della fascia verde e di quelli di civile abitazione esistenti sul perimetro esterno di essa, essendo questi ultimi a sbarrare la vista della Città antica. d) Per quanto riguarda le aree di servizio per l'istruzione e le at- trezzature collettive, sono state previste oltre all'area già esistente su Via
rda le aree di servizio per l'istruzione e le at- trezzature collettive, sono state previste oltre all'area già esistente su Via dei Volsci, adeguate aree nella Città bassa, prospiciente la Via Appia. Per quanto riguarda il problema del risanamento edilizio, a seguito delle indagini svolte, edificio per edificio, al fine di accertare le consisten- ze architettoniche e ambientali, lo stato igienico strutturale e le volume- trie esistenti, sono state formulate le seguenti indicazioni di intervento;
bientali, lo stato igienico strutturale e le volume- trie esistenti, sono state formulate le seguenti indicazioni di intervento;
- ogni operazione di ristrutturazione e risanamento deve essere de- mandata alla stesura di piani particolareggiati planivolumetrici per iso- lati 0 gruppi di isolati. Soltanto attraverso tale strumento si ritiene in- fatti si possa operare con la necessaria cautela e consapevolezza il risana- mento del Centro antico, senza alterare profondamente le caratteristiche.
con la necessaria cautela e consapevolezza il risana- mento del Centro antico, senza alterare profondamente le caratteristiche. 2) Sono stati individuati due perimetri di Piano particolareggiato a destinazione specifica. Il primo è limitato dal tratto delle mura da Porta Nuova, al ca- stello dei Frangipane, piazza Porta Nuova, Piazza del Municipio, Via del- 37 l'Annunziata. Tale zona è stata vincolata quale area di scavo e sistema- zione. In essa sono state previste alcune demolizioni tra cui l'attuale O-
zona è stata vincolata quale area di scavo e sistema- zione. In essa sono state previste alcune demolizioni tra cui l'attuale O- spizio dei vecchi, trasferito in altra e più idoneo sede. In sede di P.R., la zona dovrà essere destinata a verde pubblico con sistemazione di resti e sostruzioni archeologiche, così da costituire un importante polo di inte- resse turistico e consentire anche manifestazioni culturali e di svago. In questa direzione il P.R.G. ha dato una indicazione di larga massi-
co e consentire anche manifestazioni culturali e di svago. In questa direzione il P.R.G. ha dato una indicazione di larga massi- ma di un'area per un teatro all'aperto sovrastante le sostruzioni del tea- tro romano. Il secondo perimetro è limitato da Via dei Sanniti, Piazza XXIV Maggio, Via S. Valentino, Via Campo dei Fiori, Via Ariosto, Via Posterula, e il tratto delle mura da Via Posterula a Via dei Sanniti. Tale zona è stata destinata a utilizzazione turistico-alberghiera e di svago. Essa costi-
ra da Via Posterula a Via dei Sanniti. Tale zona è stata destinata a utilizzazione turistico-alberghiera e di svago. Essa costi- tuirà un polo di interesse economico di avvio alla riutilizzazione e risa- namento del Centro antico. La zona è stata ritenuta tra le disponibili, la più idonea sia perché affaccia sul mare e sia per il tessuto viario e le ti- pologie edilizie in essa esistenti. In essa è stata prevista la ricostruzione di alcuni edifici, al fine di ricostituire l'ambiente urbano danneggiato da-
sistenti. In essa è stata prevista la ricostruzione di alcuni edifici, al fine di ricostituire l'ambiente urbano danneggiato da- gli eventi bellici, creando una piazza pubblica di affaccio per ristoranti, alberghi, ecc. La zona potrà usufruire di numerosi accessi pedonali, del- l'ascensore previsto su Via Posterula, dei parcheggi su Via dei Volsci e la S.S. n. 7 Appia. c) La zona limitata da via delle Mura Castellane, salita del Purga- torio, Corso Garibaldi, Piazza Porta Nuova, è stata individuata, come
a limitata da via delle Mura Castellane, salita del Purga- torio, Corso Garibaldi, Piazza Porta Nuova, è stata individuata, come comprensorio urbano da sottoporre a P.P. planivolumetrico unitario. Ciò in considerazione dei caratteri ambientali unitari prettamente medioeva- li e della complessità strutturale edilizia in essa esistenti. In detta zona sarà consentita la parziale ristrutturazione. d) Sia all'interno dei Piani particolareggiati a destinazione parti-
In detta zona sarà consentita la parziale ristrutturazione. d) Sia all'interno dei Piani particolareggiati a destinazione parti- colare, che in tutto il Centro antico, sono state indicate, edificio per edi- ficio, quattro tipologie di intervento, prevalentemente a carattere conser- vativo che vanno dal restauro conservativo alla trasformazione edilizia. Per la precisazione e descrizione di esse, si rimanda alle Norme Tec- niche del Piano Regolatore Generale. 2.2 Centro storico costiero
precisazione e descrizione di esse, si rimanda alle Norme Tec- niche del Piano Regolatore Generale. 2.2 Centro storico costiero La zona urbana costiera compresa fra il Centro storico in collina ed il Canale Linea è ordinata entro la configurazione planivolumetrica e geometrica regolare che gli è derivata, dal Piano Regolatore di Pio VI, nel sec. XVIII. 38 Alcuni edifici e complessi edilizi della zona, tramandano i caratteri architettonici neoclassici di origine, ma nella maggior parte l'edilizia è di
mplessi edilizi della zona, tramandano i caratteri architettonici neoclassici di origine, ma nella maggior parte l'edilizia è di rifacimento posteriore e recente, priva di particolari notazioni ambienta- li. Tuttavia è ancora predominante l'aspetto di una città ottocentesca di provincia, caratterizzata da un'edilizia compatta ordinata nel volume e negli allineamenti stradali di cui è possibile valutare l'interesse e la va- lidità quando sia confrontata con le degenerazioni edilizie delle aree di
adali di cui è possibile valutare l'interesse e la va- lidità quando sia confrontata con le degenerazioni edilizie delle aree di espansione contigue di ponente, sviluppate negli ultimi decenni. I problemi posti per questa zona in sede di P.R.G. sono prevalente- mente costituiti dalle interferenze del traffico caotico di attraversamento dell'Appia, dalla mancata bonifica igienica del Canale Linea, da alcune in- tegrazioni di servizi. Per quanto concerne gli interventi edilizi, fermo restando il criterio
ca del Canale Linea, da alcune in- tegrazioni di servizi. Per quanto concerne gli interventi edilizi, fermo restando il criterio della conservazione dei caratteri e delle tipologie volumetriche in sede di P.R.G., occorrerà prevedere l'eliminazione di sovrastrutture e di aggrega- zioni interne che, in alcuni casi, hanno turbato le strutture originarie del quartiere. Interventi importanti sono previsti per l'integrazione della viabilità,
si, hanno turbato le strutture originarie del quartiere. Interventi importanti sono previsti per l'integrazione della viabilità, per i parcheggi, per l'ampliamento del mercato e per la costruzione della autostazione presso il settore coperto del Canale Linea. 2.3 Settore costiero fra il Porto e il grande Viale di P.R. Monte- mare E' la zona di sviluppo del periodo compreso fra le due guerre e fino ai tempi attuali: ad est tra il sistema complesso delle strutture portuali e balnea-
l periodo compreso fra le due guerre e fino ai tempi attuali: ad est tra il sistema complesso delle strutture portuali e balnea- ri, del Montuno, del Viale della Vittoria, strada principale di collegamen- to della città storica al mare; verso ovest degrada nel caotico reticolo stradale che si snoda ad est e ad ovest del Piegarello fino al limite della grande fascia verde delimitante il Viale di P.R. Monte-mare. Questa zona è interessata a tre notevoli fatti archeologici, quali il
ande fascia verde delimitante il Viale di P.R. Monte-mare. Questa zona è interessata a tre notevoli fatti archeologici, quali il complesso portuale traianeo, il Montuno, la zona ad ovest del Viale della Vittoria, in cui sono le costruzioni dell'Anfiteatro e di altri edifici clas- sici. In tal senso si è provveduto ad ampliare il perimetro di vincolo della Soprintendenza. Gli sviluppi edilizi degli ultimi decenni e quelli in atto, hanno com-
ad ampliare il perimetro di vincolo della Soprintendenza. Gli sviluppi edilizi degli ultimi decenni e quelli in atto, hanno com- promesso in modo irreparabile molti settori del quartiere con una densi- tà edilizia palesemente eccessiva in relazione all'esigenza di conservazio- ne dei caratteri propri di una Città turistico-balneare. Un ampio settore intermedio urbanizzato, in buona parte in periodo 39 meno recente ed insistente in un caotico reticolo viabile, è previsto che
e intermedio urbanizzato, in buona parte in periodo 39 meno recente ed insistente in un caotico reticolo viabile, è previsto che dovrà essere pressoché totalmente ristrutturato sia nella viabilità che nel- le volumetrie edilizie e di servizio, mediante P.P. a cui sarà devoluto il compito di ordinare e di valorizzare una zona particolarmente adatta a divenire il cuore della Città nuova. L'estrema carenza di dotazioni di verde pubblico, ha richiesto di pre-
icolarmente adatta a divenire il cuore della Città nuova. L'estrema carenza di dotazioni di verde pubblico, ha richiesto di pre- vedere la destinazione ad uso pubblico delle limitatissime proprietà priva- te idonee a tale servizio. 2.4 Settore costiero dal Viale di P.R. Monte-mare a Porto Badino Questo settore è previsto a caratteristiche prevalentemente residen- ziali, soprattutto per la presenza di una grande zona destinata all'edili- zia economica (legge 167). Maggiore ampiezza di strade e minori densità
per la presenza di una grande zona destinata all'edili- zia economica (legge 167). Maggiore ampiezza di strade e minori densità edilizie dovrebbero caratterizzare in modo più consono le funzioni miste residenza stabile e turistica. In esso insistono ampie aree per servizi di interesse cittadino (scuole superiori) e la zona per l'Auditorium di utenza comprensoriale. Nella sua parte più esterna, il settore è interessato dalla strada di penetrazione in città, dalla Litoranea, ed è attraversato dal ramo occi-
e più esterna, il settore è interessato dalla strada di penetrazione in città, dalla Litoranea, ed è attraversato dal ramo occi- dentale del Viale di P.R. Monte-Mare il cui sbocco litoraneo fruisce di una ampia zona di attrezzature balneari non edificata. A monte della Litoranea, la lunga fascia compresa fra il Canale Por- tatore, il Mortacino e la Litoranea, è destinata ad attrezzature ricettive per il turismo sociale e per il turismo giovanile. 2.5 Fascia balneare urbana dal bivio di Fondi a Porto Badino
zature ricettive per il turismo sociale e per il turismo giovanile. 2.5 Fascia balneare urbana dal bivio di Fondi a Porto Badino Corrisponde alla vecchia spiaggia di Terracina. La sua estensione va dal bivio di Fondi al limite est del confine comunale e raggiunge Porto Badino ad ovest del Centro urbano. Il settore di levante, sotto i dirupi del Monte S. Angelo e del Monte Croce, è particolarmente suggestivo, e dovrà essere lasciato disponibile
levante, sotto i dirupi del Monte S. Angelo e del Monte Croce, è particolarmente suggestivo, e dovrà essere lasciato disponibile come Camping di utenza balneare ed in parte per l'uso di modeste attrez- zature turistiche. Il settore corrispondente al lungomare Matteotti potrà essere attrez- zato come spiaggia libera. Ad esso è contiguo il sistema delle attrezzatu- re portuali esistenti e soprattutto le rilevanti previsioni di progetto, a cui
. Ad esso è contiguo il sistema delle attrezzatu- re portuali esistenti e soprattutto le rilevanti previsioni di progetto, a cui i progettisti attribuiscono grande importanza per sollecitare l'attrazione del turismo qualificato nell'ambito del centro storico della Città. 40 Infine il fronte a mare di ponente, dalla Città fino a Porto Badino, che oggi dispone di una breve fascia di arenile compresa fra il Viale Cir- ce e il mare, dovrà essere integrato per tutto il suo sviluppo di un'ampia
na breve fascia di arenile compresa fra il Viale Cir- ce e il mare, dovrà essere integrato per tutto il suo sviluppo di un'ampia zona balneare mediante il recupero di una zona edilizia attualmente OC- cupata in gran parte da piccoli villini. Tale operazione, per la quale si ri- chiede un progetto di P.P. di ristrutturazione degli isolati che fronteggia- no Viale Circe, è tanto complessa quanto urgente e fondamentale al fine di dotare la città di una spiaggia urbana degna della sua tradizione e per
tanto complessa quanto urgente e fondamentale al fine di dotare la città di una spiaggia urbana degna della sua tradizione e per realizzare un fronte marittimo modernamente attrezzato di servizi bal- neari e di ampie zone alberate. L'insieme costituito dall'arenile, dal Viale Circe e dalla prevista fascia a verde e servizi in fregio al Viale Circe, dovrà costituire un'unità funzio- nale di varia sistemazione nei diversi settori del fronte a mare, secondo
egio al Viale Circe, dovrà costituire un'unità funzio- nale di varia sistemazione nei diversi settori del fronte a mare, secondo proprie ed individuali caratteristiche ed in relazione alle attuali consisten- ze di verde, ed all'edilizia preesistente e suscettibile di essere recuperata ad uso di servizi balneari. I punti focali e di maggiore importanza per la localizzazione di tali servizi, saranno situati in corrispondenza della zona portuale e nei settori di affaccio al mare del Viale Monte-Mare di P.R.G.
servizi, saranno situati in corrispondenza della zona portuale e nei settori di affaccio al mare del Viale Monte-Mare di P.R.G. (v. Tav. 1:10.000). 2.6 Fascia balneare esterna, da Porto Badino al confine di San Fe- lice Circeo Questa zona, com'è noto, è il luogo dove in maggior misura, nell'ulti- mo decennio, si è riversata la caotica iniziativa dei lottizzatori e dove maggiore è stato il frazionamento delle proprietà in piccoli e piccolissimi lotti edilizi.
ca iniziativa dei lottizzatori e dove maggiore è stato il frazionamento delle proprietà in piccoli e piccolissimi lotti edilizi. Fin dal 1963 il progetto del P.R.G. era condizionato, come si rileva nella relazione al Piano, da una « massiccia urbanizzazione ancora invisi- bile su tutta la lunga fascia litoranea che copre per chilometri il fronte mare determinante di una illusoria incentivazione economica senza pro- spettive ». « Essa è costituita da decine di lottizzazioni grandi e piccole promos-
llusoria incentivazione economica senza pro- spettive ». « Essa è costituita da decine di lottizzazioni grandi e piccole promos- se da vecchi e nuovi proprietari terrieri, lottizzazioni che a tappeto conti- nuo hanno impegnato e compromesso tutto l'arco marittimo del territo- rio comunale con la previsione di casette in lotti, in molti casi, piccolis- simi ». « Questo che si può definire una grande speculazione fondiaria di massa (trattandosi di decine di proprietari e di centinaia di secondi ac-
e si può definire una grande speculazione fondiaria di massa (trattandosi di decine di proprietari e di centinaia di secondi ac- quirenti) ha avuto una parvenza di sanzione mediante bonaria approva- zione dei progetti di lottizzazione da parte della Commissione Edilizia in- tesa a non turbare l'attuale libero svolgimento del mercato edilizio e del- le aree ». 41 « Questa politica del lasciar fare, non è stata moderata da un coordi- namento dei diversi piani di lottizzazione, ognuno dei quali ha ignorato
ca del lasciar fare, non è stata moderata da un coordi- namento dei diversi piani di lottizzazione, ognuno dei quali ha ignorato il vicino. Né si è provveduto ad alcuna convenzione normativa ed a pre- visioni di infrastrutture (viabilità di interesse generale, impianti tecno- logici, ecc.), che non siano le sole strade di lottizzazione ». La relazione di allora, concludeva l'argomento, rilevando come tali « dati di fatto abbiano mutato profondamente i termini dell'intervento
ne di allora, concludeva l'argomento, rilevando come tali « dati di fatto abbiano mutato profondamente i termini dell'intervento urbanistico nella Città, impegnandola in una dimensione abnorme e per certi riguardi degenerativa ». Quel che nel 1964 si affermava a proposito dei progetti di lottizzazio- ne dei quali vi erano poche tracce nella realtà è oggi pressoché un fatto compiuto, soprattutto a seguito delle oltre ottocento licenze rilasciate do- po l'agosto 1967, di cui occorrerà tenere conto.
to compiuto, soprattutto a seguito delle oltre ottocento licenze rilasciate do- po l'agosto 1967, di cui occorrerà tenere conto. Nello stesso momento in cui tutta la zona, per uno sviluppo di oltre sei chilometri costieri, è oggi in fase di saturazione edilizia e punteggiata di piccoli e medi cantieri, il P.R.G. deve provvedere a correggerne i risul- tati mediante drastiche, anche se ragionevoli, previsioni di ristrutturazio- ne da rimandare ai Piani particolareggiati.
risul- tati mediante drastiche, anche se ragionevoli, previsioni di ristrutturazio- ne da rimandare ai Piani particolareggiati. Ciò è previsto in relazione a quanto segue:
- alle osservazioni esposte nel voto del Consiglio Superiore dei LL. PP. sul P.R.G., osservazioni relative alla densità edilizia, alle necessità di ampliare le fasce di rispetto di Porto Badino, di Foce Sisto e dell'arenile, alla necessità di ristrutturare la viabilità e di integrare delle aree per i
etto di Porto Badino, di Foce Sisto e dell'arenile, alla necessità di ristrutturare la viabilità e di integrare delle aree per i servizi e le attrezzature tecnologiche in ordine con l'ipotesi della trasfor- mazione delle attuali residenze stagionali in residenze stabili; 2) alla verifica di rispondenza degli standards di cui al D.M. 2-4- 1968 ed alla loro integrazione, ferma restando la disponibilità delle zone verdi già previste dal Piano e necessarie per l'utenza dei turisti pendolari;
azione, ferma restando la disponibilità delle zone verdi già previste dal Piano e necessarie per l'utenza dei turisti pendolari; 3) di recuperare tutto ciò che resta dei caratteri naturali della du- na costiera, eliminando l'edilizia privata che vi si è attestata, oppure tra- sformando quest'ultima entro limiti da definire in sede di P.P. per il ser- vizio delle attrezzature pubbliche balneari; 4) di prevedere a monte della duna una strada carrabile di servi-
P.P. per il ser- vizio delle attrezzature pubbliche balneari; 4) di prevedere a monte della duna una strada carrabile di servi- zio che colleghi longitudinalmente il fronte a mare e dia accesso ai par- cheggi contigui alla spiaggia; 5) di prevedere la totale ristrutturazione per ambiti dell'edilizia re- sidenziale, mediante l'esecuzione di P.P. planovolumetrici; 42 6) di prevedere l'impianto della rete idrica pubblica e lo smaltimen- to delle acque nere mediante rete fognante e relativo impianto di depu-
re l'impianto della rete idrica pubblica e lo smaltimen- to delle acque nere mediante rete fognante e relativo impianto di depu- razione. 2.7 Settore di espansione residenziale-turistica della Valle Il P.R.G. pone come alternativa allo sviluppo residenziale di case uni- familiari la fascia costiera, la previsione di residenze stanziali e stagiona- li in fregio all'ansa valliva compresa fra la Ferrovia, la Punta Leano e il Centro storico. Quest'ampio anfiteatro territoriale è riparato dai venti freddi e da
mpresa fra la Ferrovia, la Punta Leano e il Centro storico. Quest'ampio anfiteatro territoriale è riparato dai venti freddi e da quota 50 in su mostra uno stupendo paesaggio di terre fertili già centu- riate dai romani sullo sfondo del mare, del Monte Circeo e delle isole Pon- tine. Il paesaggio è concluso a sinistra ed in primo piano, dalla collina del Centro storico con fortificazioni medievali ed a destra dai dirupi di Punta Leano. Una strada di P.R.G. descrive un grande arco territoriale che abbrac-
ficazioni medievali ed a destra dai dirupi di Punta Leano. Una strada di P.R.G. descrive un grande arco territoriale che abbrac- cia la valle a quota 50 e termina sul mare, da un lato presso Porto Badi- no, dall'altro a ponente del Piegarello ed assolve il compito del rapido col- legamento delle unità residenziali pedemontane con la spiaggia e la città. Queste nuove unità residenziali, si configurano come ampliamento di integrazione e riqualificazione di nuclei di frazioni esistenti a S. Antonio,
à residenziali, si configurano come ampliamento di integrazione e riqualificazione di nuclei di frazioni esistenti a S. Antonio, S. Silviano e S. Benedetto. Un nuovo nucleo residenziale è previsto nell'ar- co di ponente in località Tignano, a quota variabile, da mt. 50 a mt. 100 circa, sul livello del mare. 2.8 Zone residenziali di La Fiora e di Borgo Hermada Il nucleo residenziale di La Fiora situato all'imbocco di una piccola gola pedemontana a ponente di Punta Leano, è un caso estremamente ne-
esidenziale di La Fiora situato all'imbocco di una piccola gola pedemontana a ponente di Punta Leano, è un caso estremamente ne- gativo di sviluppo spontaneo e caotico di residenze rurali, prive di infra- strutture e di servizi. Nel quadro degli sviluppi territoriali turistici ed industriali, la zona di La Fiora, contigua ad una fermata della linea Terracina-Fossanova ed a pochi chilometri dalla fascia costiera offre caratteri di idoneità per tra-
ad una fermata della linea Terracina-Fossanova ed a pochi chilometri dalla fascia costiera offre caratteri di idoneità per tra- sformarsi da villaggio rurale ad economia depressa, in aggregato residen- ziale per addetti alle attività della contigua zona industriale di Mazzoc- chio e per addetti alle attività turistico-balneari. Analoghe prospettive di sviluppo economico sono previste per il vicino Borgo Hermada. Questa borgata, sorta in pianura come centro di servizio
ettive di sviluppo economico sono previste per il vicino Borgo Hermada. Questa borgata, sorta in pianura come centro di servizio per la bonifica rurale, conserva ancora i caratteri della struttura pianifi- 45 cata originaria ed ha avuto scarsi incrementi negli ultimi decenni, in re- lazione con le condizioni di ristagno dell'economia agricola. Le nuove pos- sibilità di impiego nelle attività turistico-alberghiere della vicina zona di Porto Badino e la prossimità della zona industriale di Mazzocchio, consen-
e attività turistico-alberghiere della vicina zona di Porto Badino e la prossimità della zona industriale di Mazzocchio, consen- te per il Borgo Hermada la previsione di un consistente incremento resi- denziale. 2.9 Borgata di Piazza Palatina Questo nucleo spontaneo è un esempio estremamente negativo di in- sediamento residenziale montano, per il quale il P.R.G. prevede la ristrut- turazione viaria ed edilizia ed un modesto ampliamento oltre che l'inte-
ale montano, per il quale il P.R.G. prevede la ristrut- turazione viaria ed edilizia ed un modesto ampliamento oltre che l'inte- grazione dei servizi, in adesione alle richieste dell'Amministrazione. 3) VIABILITA' E TRASPORTI Nella prima parte della presente relazione, si è dato cenno della clas- sificazione funzionale e dello stato di utenza delle strade in relazione con i compiti di collegamento regionale, di penetrazione e di collegamento ur- bano.
o stato di utenza delle strade in relazione con i compiti di collegamento regionale, di penetrazione e di collegamento ur- bano. In sede di P.R.G. dovrà essere argomento di esame anche la viabilità urbana e di disimpegno residenziale. 3.1 Strade di collegamento esterno e di penetrazione. Asse civile-industriale La più importante previsione di infrastruttura viabile degli anni re- centi, è costituita dall'Asse Civile-industriale, nuovo collegamento della
e previsione di infrastruttura viabile degli anni re- centi, è costituita dall'Asse Civile-industriale, nuovo collegamento della zona di Roma con il meridione, facente parte delle proposte di Piano per l'area industriale Roma-Latina. Nelle recenti previsioni esecutive, il settore dell'asse civile-industriale che interessa il territorio di Terracina, coincide con un tratto dell'attua- le tracciato della Via Appia fino a Punta Leano. Fra Punta Leano e Ter-
ritorio di Terracina, coincide con un tratto dell'attua- le tracciato della Via Appia fino a Punta Leano. Fra Punta Leano e Ter- racina, la strada si distacca dall'Appia, descrive un arco a monte, attra- versa la linea ferroviaria e si dirige, in gran parte sopraelevata, verso lo sperone montano a nord della Delibera dove penetra in galleria sotto il Monte S. Angelo, per un percorso di circa mt. 1500 ed esce nel versante orientale, da cui prosegue verso Fondi, in parallelo dell'Appia.
Angelo, per un percorso di circa mt. 1500 ed esce nel versante orientale, da cui prosegue verso Fondi, in parallelo dell'Appia. Su tale Asse convergerà il traffico di transito proveniente dall'Appia e dalla Litoranea. Il raccordo con la Litoranea è previsto in un nodo at- trezzato presso il Ponte Maggiore fra Borgo Hermada e La Fiora, da cui partirà un ramo stradale costituito dal raddoppio dell'attuale strada Li- toranea-Borgo Hermada. 44 3.2 S.S. n. 7 Appia
, da cui partirà un ramo stradale costituito dal raddoppio dell'attuale strada Li- toranea-Borgo Hermada. 44 3.2 S.S. n. 7 Appia Il nuovo Asse civile-industriale, realizzato nel suo tracciato di pro- getto determinerà l'ulteriore declassamento dell'Appia attuale a strada di interesse locale, limitata all'area Pontina. Nel territorio di Terracina, secodo le previsioni di cui al punto 2.1, l'Appia si identificherà con il tracciato dell'Asse civile industriale nel
Terracina, secodo le previsioni di cui al punto 2.1, l'Appia si identificherà con il tracciato dell'Asse civile industriale nel tratto da Ponte Maggiore fin presso il Centro urbano di Terracina. Il per- corso urbano dell'Appia diverrà strada di penetrazione turistica in Città. In particolare è prevista la istituzione di un sistema di penetrazioni a senso unico che interesserà il Quartiere storico di pianura compreso fra la Città alta e il Canale Linea.
tema di penetrazioni a senso unico che interesserà il Quartiere storico di pianura compreso fra la Città alta e il Canale Linea. Per le provenienze da Napoli, varrà il senso unico da istituirsi sulla direttrice di Via Cavour-Via Roma e per le provenienze da Roma, il senso unico da istituirsi sul Lingo Linea Pio VI fino al Lungomare Matteotti. Quest'ultimo tracciato è soggetto a rilevanti ristrutturazioni in ordi- ne con la previsione di un nuovo grande Bacino portuale turistico da rea-
ciato è soggetto a rilevanti ristrutturazioni in ordi- ne con la previsione di un nuovo grande Bacino portuale turistico da rea- lizzare nell'area dell'antico Porto Traianeo. Tali previsioni, funzionali al sistema portuale esistente, realizzano un contesto di valorizzazioni turisti- co-ambientali particolarmente importante, perché riguardano la direttrice di penetrazione turistica proveniente da Roma e dal nord ed il suo primo affaccio al mare in uno scenario naturale singolarmente suggestivo.
one turistica proveniente da Roma e dal nord ed il suo primo affaccio al mare in uno scenario naturale singolarmente suggestivo. La strada costeggia l'ultimo tratto del Canale Linea e lambisce le at- trezzature portuali, turistiche e pescherecce in corrispondenza delle quali ampi spazi di parcheggio e varie attrezzature di servizio possono consen- tire una prolungata sosta. Raggiunta la riviera di levante, la direttrice prosegue sull'attuale Viale Matteotti in vista frontale del Pisco Montano
sosta. Raggiunta la riviera di levante, la direttrice prosegue sull'attuale Viale Matteotti in vista frontale del Pisco Montano e dell'Acropoli per dirigersi verso Porta Napoli, in un paesaggio sempre più aspro ed imponente di rocce e dirupi degradanti sul mare. 3.3 Strada Provinciale Mediana-Litoranea Le funzioni polivalenti ed in certo senso ambigue assolte dalla Via Mediana-Litoranea, naturale prosecuzione della Pontina, dopo Latina, so-
polivalenti ed in certo senso ambigue assolte dalla Via Mediana-Litoranea, naturale prosecuzione della Pontina, dopo Latina, so- no particolarmente evidenti nel momento in cui la Mediana si avvicina al litorale e prosegue in parallelo al battente marino per assumere la nuova funzione di unica strada di disimpegno longitudinale della zona balneare di Terracina e di collegamento Terracina-S. Felice Circeo. In sede di P.R.G. occorreva prevedere il modo di evitare che la pro-
di Terracina e di collegamento Terracina-S. Felice Circeo. In sede di P.R.G. occorreva prevedere il modo di evitare che la pro- secuzione in galleria della Litoranea oltre Terracina, in fase di progetto 45 convogliasse un ulteriore ed insostenibile carico di traffico pesante sulla fascia Litoranea. Per ovviare a questo inconveniente, il Piano propone la esecuzione di un raccordo stradale congiungente la Mediana con l'Asse civile-indu-
e a questo inconveniente, il Piano propone la esecuzione di un raccordo stradale congiungente la Mediana con l'Asse civile-indu- striale. Il raccordo si diramerà in corrispondenza della strada di collega- mento della Mediana con Borgo Hermada presso il ponte sul Fiume Si- sto. Tale strada esistente in funzione di strada di bonifica, si propone che sia raddoppiata, istituendo due sensi unici prolungati fino all'incrocio con l'asse civile-industriale a Ponte Maggiore.
one che sia raddoppiata, istituendo due sensi unici prolungati fino all'incrocio con l'asse civile-industriale a Ponte Maggiore. Per effetto di tale previsione è possibile ottenere lo svincolo totale del traffico pesante di transito dalla fascia litoranea e soprattutto è possibile sviarlo dall'attraversamento urbano di Terracina. Di conseguenza si po- trà attribuire all'attuale Litoranea le funzioni di disimpegno della spiag- gia di tutto l'arco di ponente fino a S. Felice Circeo.
attribuire all'attuale Litoranea le funzioni di disimpegno della spiag- gia di tutto l'arco di ponente fino a S. Felice Circeo. In tal senso la strada dovrà essere fiancheggiata da una strada se- condaria di servizio che assolverà al disimpegno dei numerosi rami di penetrazioni al mare. La Litoranea, oltre a divenire strada di disimpegno della fascia bal- neare, già oggi assolve le funzioni di asse longitudinale di penetrazione in città. In tal senso il P.R.G. ne valorizza gli innesti sia con la viabilità
le funzioni di asse longitudinale di penetrazione in città. In tal senso il P.R.G. ne valorizza gli innesti sia con la viabilità urbana parallela al Viale Circe, e ridà una nuova sistemazione più con- sona all'attuale terminale di raccordo con l'Appia, in funzione anche del disimpegno della zona sportiva e del raccordo con l'Asse civile-industriale. 3.4 Strada provinciale S. Felice Circeo-Terracina L'eccezionale sviluppo della fascia costiera urbanizzata fra S. Felice
triale. 3.4 Strada provinciale S. Felice Circeo-Terracina L'eccezionale sviluppo della fascia costiera urbanizzata fra S. Felice Circeo e Terracina, ha reso del tutto insufficiente l'attuale tracciato stra- dale nel tratto compreso fra il confine di S. Felice Circeo e la Litoranea. Di ciò si è dato cenno nella premessa. Il P.R.G. prevede che tale strada abbia le stesse dimensioni della stra- da Litoranea e come è previsto per questa, sia fiancheggiata da una stra-
che tale strada abbia le stesse dimensioni della stra- da Litoranea e come è previsto per questa, sia fiancheggiata da una stra- da di servizio atta a disimpegnare le numerose penetrazioni al mare già esistenti. 3.5 Strade comunali di collegamento interno I problemi principali della viabilità urbana posti nella prima parte della presente relazione riguardano prevalentemente il disimpegno del Centro storico e dei diversi quartieri e nuclei residenziali della Città e delle frazioni. 46
VIABILITÀ DEL CENTRO STORICO IN COLLINA
prevalentemente il disimpegno del Centro storico e dei diversi quartieri e nuclei residenziali della Città e delle frazioni. 46 VIABILITÀ DEL CENTRO STORICO IN COLLINA Il P.R.G. prevede la totale eliminazione del traffico nel Centro storico. Per il raggiungimento di tale obiettivo, è previsto che nella Città al- ta, il traffico di penetrazione si arresti agli estremi est e ovest e sul lato nord esterno alle mura, mediante la previsione di adeguati parcheggi.
enetrazione si arresti agli estremi est e ovest e sul lato nord esterno alle mura, mediante la previsione di adeguati parcheggi. La possibilità di ridurre al minimo la penetrazione motorizzata e di restituire una forte presenza pedonale al Centro storico in collina è rag- giungibile mediante la previsione di un grande parcheggio in fregio alla Via Appia sul piano sottostante al Palazzo Braschi. Tale parcheggio è contiguo ad un ascensore che in galleria, dalla quota 2,90 della Via Roma,
VIABILITÀ DEL SETTORE COSTIERO
ano sottostante al Palazzo Braschi. Tale parcheggio è contiguo ad un ascensore che in galleria, dalla quota 2,90 della Via Roma, sale a quota 33,40 della Via Posterula, portando in un punto baricentrico della Città storica, vicino al previsto complesso alberghiero. VIABILITÀ DEL SETTORE COSTIERO Nella Città storica compreso fra il Porto ed il Centro in collina, la previsione del senso unico per il traffico sulla Via Roma risolve molti de-
ca compreso fra il Porto ed il Centro in collina, la previsione del senso unico per il traffico sulla Via Roma risolve molti de- gli attuali problemi di congestione. Interventi di modificazione degli alli- neamenti, sono previsti in corrispondenza della direttrice di transito turi- stico a senso unico lungo il Canale Linea ed il Lungomare Matteotti di cui si è dato cenno nel punto 2.2. Inoltre è previsto l'ampliamento della strada che congiunge Piazza della Repubblica con il Porto ed il migliora-
nel punto 2.2. Inoltre è previsto l'ampliamento della strada che congiunge Piazza della Repubblica con il Porto ed il migliora- mento della visuale d'angolo di Via S. Francesco con Piazza della Repub- blica, mediante ampliamenti della curva d'innesto. Il complesso di strade secondarie compreso fra il Viale della Vittoria ed il nuovo Viale di P.R. Monte-Mare, inserito nella zona da ristruttura- re, dovrà, a giudizio dei Progettisti, subire una rilevante trasformazione
P.R. Monte-Mare, inserito nella zona da ristruttura- re, dovrà, a giudizio dei Progettisti, subire una rilevante trasformazione in sede di P.P. in ordine con gli interventi di trasformazione edilizia al fi- ne di recuperare a livello estetico ed igienico un settore particolarmente caotico del recente sviluppo urbano. Per quanto riguarda il servizio di disimpegno della spiaggia fino a Porto Badino, si è dato cenno della necessità di riservare nella stagione
guarda il servizio di disimpegno della spiaggia fino a Porto Badino, si è dato cenno della necessità di riservare nella stagione estiva, al solo uso pedonale, il Viale Circe. Lo stesso viale costituirà as- se di connessione con il sistema delle attrezzature balneari che dovranno interessare una fascia attualmente urbanizzata, per la profondità di cir- ca 40 mt. La limitazione d'uso del Viale Circe, richiede il potenziamento della strada parallela a monte, strada che dovrà assumere il compito di disim-
d'uso del Viale Circe, richiede il potenziamento della strada parallela a monte, strada che dovrà assumere il compito di disim- pegno automobilistico della spiaggia. In tal senso è necessario che questa strada abbia ampi e frequenti spazi contigui di parcheggio. 47 L'improvviso rilascio di licenze nei tempi recenti, ha ridotto al mini- mo tali possibilità previste dal P.R.G., con grave nocumento per l' utenza funzionale della spiaggia. Per quanto concerne la sistemazione viaria da Porto Badino al confi-
on grave nocumento per l' utenza funzionale della spiaggia. Per quanto concerne la sistemazione viaria da Porto Badino al confi- ne di S. Felice Circeo, si rimanda ai cenni dati al par. f) del capitolo sul- le « Zonizzazioni del P.R.G. ». Infine per le indicazioni di massima relativa alla viabilità urbana in- teressante le frazioni, si fa riferimento ai paragrafi g), h), i) del capitolo anzidetto. La grande strada territoriale Monte-Mare di circuito della Val-
i fa riferimento ai paragrafi g), h), i) del capitolo anzidetto. La grande strada territoriale Monte-Mare di circuito della Val- le e di disimpegno delle frazioni di residenza turistica pedemontana si prevede debba, nel tempo, assumere caratteristiche di parkway ed essere attrezzata con piste ciclabili ed arricchita di abbondanti alberature. Ta- le strada assolverà le funzioni di asse di collegamento dell'ampio settore dell'entroterra montano, e costituirà un motivo di richiamo ed una ecce-
le funzioni di asse di collegamento dell'ampio settore dell'entroterra montano, e costituirà un motivo di richiamo ed una ecce- zionale alternativa per il tempo libero dei turisti balneari. 4) TRASPORTI PUBBLICI E AUTOSTAZIONE I trasporti pubblici di ambito interurbano a cui sono interessati i co- muni del Comprensorio di Terracina, richiedono un'adeguata sistemazio- ne dell'Autostazione e della sosta dei mezzi di trasporto. La sede più adatta per tale servizio resta ancora quella proposta nel-
e dell'Autostazione e della sosta dei mezzi di trasporto. La sede più adatta per tale servizio resta ancora quella proposta nel- le redazioni precedenti del P.R.G. ed è situata fra Piazza Antonelli, Via Appia e Via Fratelli Bandiera, baricentrica rispetto alla stazione ferrovia- ria, alla Pretura e ad altri servizi di interesse interurbano. I trasporti pubblici urbani dovranno essere ristrutturati in relazione al rilevante sviluppo longitudinale della Città e nelle direttrici principali
urbani dovranno essere ristrutturati in relazione al rilevante sviluppo longitudinale della Città e nelle direttrici principali dell'Appia-Litoranea-Strada di S. Felice, dell'Asse di penetrazione al vec- chio Centro parallelo all'Appia e del Viale di P.R.G. Monte-Mare. Il collegamento con il Centro storico di collina, sarà reso agevole dal- la previsione di cui si è dato cenno di un ascensore pubblico di diretto ac- cesso pedonale dalla Via Appia.
à reso agevole dal- la previsione di cui si è dato cenno di un ascensore pubblico di diretto ac- cesso pedonale dalla Via Appia. La linea ferroviaria Terracina-Fossanova, dovrà assolvere oltre al nor- male collegamento con le linee nazionali, la funzione locale di servizio me- tropolitano fra Terracina, le Frazioni di S. Benedetto e di La Fiora con il nucleo industriale di Mazzocchio. 5) PARCHEGGI Per l'assolvimento delle esigenze di parcheggio si è provveduto a ter- 48
con il nucleo industriale di Mazzocchio. 5) PARCHEGGI Per l'assolvimento delle esigenze di parcheggio si è provveduto a ter- 48 mini del D.M. 2-4-1968 nelle singole zone residenziali e di servizio. Occorreva tuttavia ottemperare alle necessità rilevanti di parcheggio poste dall'utenza balneare nella stagione estiva. Tali esigenze sono state assolte in modo sufficiente nel settore compreso fra il Viale Monte-Mare di P.R. (ex Viale della Stazione) ed il confine di S. Felice, nelle numerose
ciente nel settore compreso fra il Viale Monte-Mare di P.R. (ex Viale della Stazione) ed il confine di S. Felice, nelle numerose fasce di penetrazione previste a verde attrezzato a parcheggio. Ridotte o scarsissime sono state le possibilità di reperimento di aree nel settore balneare urbano, dal Viale della stazione fino al Porto. 6) INFRASTRUTTURE DI SERVIZIO 6.1 Attrezzature scolastiche Insufficiente ed irrazionale è la dotazione delle attrezzature scolasti- che attuali.
E DI SERVIZIO
E DI SERVIZIO 6.1 Attrezzature scolastiche Insufficiente ed irrazionale è la dotazione delle attrezzature scolasti- che attuali. Un breve esame della situazione scolastica e delle previsioni di Piano, sarà svolto per le scuole superiori. Si ritengono assolte le previsioni rela- tive all'istruzione media inferiore ed elementare mediante l'applicazione degli stanrdads di cui al D.M. 2-4-1968 e la localizzazione delle aree rela- tive nell'ambito delle zone residenziali, così come si è provveduto nel P.R.G.
.M. 2-4-1968 e la localizzazione delle aree rela- tive nell'ambito delle zone residenziali, così come si è provveduto nel P.R.G. Tre grandi zone del P.R.G. comprendono le aree necessarie per le scuole superiori ed esse sono ubicate nel settore centrale prossimo alla di- rettrice viabile dell'Appia, alla Stazione Ferroviaria ed all'Autostazione e vicine alla zona dell'Auditorium. Esse sono rapportate agli standards ri- chiesti dall'applicazione delle norme di cui al D.M. 2-4-1968.
lla zona dell'Auditorium. Esse sono rapportate agli standards ri- chiesti dall'applicazione delle norme di cui al D.M. 2-4-1968. Le anzidette aree possono essere considerate come facenti parte di un sistema unitario di servizi scolastici superiori che dovrà essere oggetto di un programma organico di previsioni relative ai Licei, agli Istituti profes- sionali, alla Biblioteca cittadina ed alla molteplicità di attrezzature cul- turali richieste dall'utenza turistica e terziaria della Città.
a Biblioteca cittadina ed alla molteplicità di attrezzature cul- turali richieste dall'utenza turistica e terziaria della Città. A tal proposito si fa riferimento all'ordine del giorno emesso dalla Conferenza sulla situazione dell'Edilizia scolastica nel Comune di Terra- cina in data 28-12-1969, per quanto attiene alla proposta di istituzione di una Consulta per i problemi dell'edilizia scolastica. A tale Organo dovranno essere attribuiti i compiti di indagine socia-
e di una Consulta per i problemi dell'edilizia scolastica. A tale Organo dovranno essere attribuiti i compiti di indagine socia- le a livello comprensoriale per la definizione quantitativa e qualitativa e per i programmi esecutivi inerenti le attrezzature didattiche e culturali di cui dovrà essere dotata la Città di Terracina in relazione ai suoi incre- menti residenziali e terziari. 49 In questa sede si fa specifico riferimento alla previsione nel P.R.G. di
azione ai suoi incre- menti residenziali e terziari. 49 In questa sede si fa specifico riferimento alla previsione nel P.R.G. di un'ampia zona destinata alla sede del « Centro ricerche e studi di tecno- logia » la cui importanza deve essere valutata in relazione con la istituen- da zona industriale di Mazzocchio. Per tale zona è stata destinata un'a- rea nella Valle, disimpegnata dal nuovo asse viabile di P.R. Monte-Mare e facilmente accessibile dalla Città, dalla Stazione Ferroviaria e dall'Auto- stazione.
POPOLAZIONE SCOLASTICA 1959 1961 1969
al nuovo asse viabile di P.R. Monte-Mare e facilmente accessibile dalla Città, dalla Stazione Ferroviaria e dall'Auto- stazione. POPOLAZIONE SCOLASTICA 1959 1961 1969 Aule Scuole elementari 2.271 2.879 3.465 115 Scuola media 896 1.029 1.289 28 Ist. Prof. per il Commer. 187 240 Liceo Scientifico 127 162 413 Liceo Classico 167 6.2 Attrezzature sportive La Città è estremamente carente di attrezzature sportive, la cui di- sponibilità non supera attualmente mq. 30.000, corrispondenti alle se-
estremamente carente di attrezzature sportive, la cui di- sponibilità non supera attualmente mq. 30.000, corrispondenti alle se- guenti attrezzature: campo di calcio (zona portuale) 3 campi da tennis (centro turistico sportivo) 1 campo di pattinaggio (id.) 1 campo di calcio a Borgo Hermada Il P.R.G. prevede l'integrazione delle attrezzature sportive per le re- sidenze, mediante l'applicazione degli standards ministeriali. A livelli di necessità urbane e comprensoriali, il Piano assegna una
enze, mediante l'applicazione degli standards ministeriali. A livelli di necessità urbane e comprensoriali, il Piano assegna una vasta zona di circa 30 Ha. per le nuove attrezzature sportive, per la co- struzione di un nuovo campo sportivo in sostituzione di quello attuale, la cui area sarà destinata ad altri usi, per la costruzione di un palazzo dello sport e di una completa disponibilità di campi per l'atletica, per il galop- patoio, ecc. Un'altra zona sportiva con modeste attrezzature è prevista nell'am-
nibilità di campi per l'atletica, per il galop- patoio, ecc. Un'altra zona sportiva con modeste attrezzature è prevista nell'am- bito della grande area alberghiera a ponente del Canale Portatore. 50 6.3 Attrezzature Alberghiere La previsione di impianti alberghieri nelle zone residenziali della Cit- tà, è lasciata all'iniziativa dei privati, previo l'autorizzazione comunale ed il parere favorevole della Commissione Edilizia. Per quanto concerne la previsione di nuovi complessi alberghieri mo-
omunale ed il parere favorevole della Commissione Edilizia. Per quanto concerne la previsione di nuovi complessi alberghieri mo- dernamente organizzati ad alto livello di attrezzature, il P.R.G. ne con- centra la localizzazione in zona pedemontana presso la Frazione di S. An- tonio ed in zona urbana, come recupero di un vasto settore del Centro storico (Città alta). La zona alberghiera pedemontana in frazione S. Antonio, è adatta anche per le stagioni intermedie e non è direttamente correlata con l'uso
berghiera pedemontana in frazione S. Antonio, è adatta anche per le stagioni intermedie e non è direttamente correlata con l'uso balneare. Tuttavia è facilmente collegabile al mare nei due punti di arrivo sulla spiaggia dell'asse Monte-Mare previsto dal P.R.G. Infine un particolare tipo di utilizzazione alberghiera è previsto nel Centro storico di collina, nel lato a mare che ha l'affaccio nella baia di Terracina. In tale zona è previsto il risanamento e la modifica di desti-
llina, nel lato a mare che ha l'affaccio nella baia di Terracina. In tale zona è previsto il risanamento e la modifica di desti- nazione d'uso delle case esistenti. 6.4 Attrezzature Ospedaliere e Casa di riposo La Città dispone attualmente di un Ospedale civile di terza catego- ria, situato in un edificio di vecchia costruzione nell'antica Acropoli. Han- no ricettività di 80 letti ed ha gravi deficienze funzionali. Inoltre è ubica- to in zona di difficile accesso, servito da una strada ripida ed a curve
tti ed ha gravi deficienze funzionali. Inoltre è ubica- to in zona di difficile accesso, servito da una strada ripida ed a curve strette e pericolose. Nel lungomare Matteotti è una clinica privata per 100 letti abbastan- za bene ubicata. Si tratta di uno stato di eccezionale carenza in rapporto alle dimen- sioni ed alle funzioni attuali della Città. In sede di P.R.G. il problema del nuovo Ospedale è stato posto in at- tenta considerazione e si è ritenuto di poterne prospettare una adeguata
.G. il problema del nuovo Ospedale è stato posto in at- tenta considerazione e si è ritenuto di poterne prospettare una adeguata soluzione ubicazionale con la scelta di una zona baricentrica alla Città e contigua alle tre grandi strade di interesse territoriale quali, l'Asse civile- industriale, la Litoranea e la Via Appia. L'area di cui disporrà il nuovo Ospedale è di circa Ha. 12, sufficiente per n. 400 letti. L'attuale Ospizio per anziani, ubicato nel punto più alto
rrà il nuovo Ospedale è di circa Ha. 12, sufficiente per n. 400 letti. L'attuale Ospizio per anziani, ubicato nel punto più alto del Centro storico, oltre a costituire una grave menomazione ambienta- le, risulta inadatto alle esigenze degli ospiti, a causa del suo isolamento e della collocazione impervia e male accessibile. 51 Il P.R.G. propone di demolire detto Ospizio per recuperare le aree della zona archeologica e prevede la sua ricostruzione in una zona di cir-
pone di demolire detto Ospizio per recuperare le aree della zona archeologica e prevede la sua ricostruzione in una zona di cir- ca 3 Ha. situata in pianura a ponente del Centro storico, contigua all'a- rea ospedaliera e di facile accesso pedonale. 7) PRETURA E CARCERI Il P.R.G. riconferma l'ubicazione della nuova Pretura e della Caserma dei Carabinieri nell'area già prescelta nel vecchio progetto del Piano an- che in relazione all'espletamento di un concorso bandito per la proget-
ll'area già prescelta nel vecchio progetto del Piano an- che in relazione all'espletamento di un concorso bandito per la proget- tazione esecutiva del complesso. Tuttavia l'ubicazione centrale della Pretura ha fatto escludere la pre- cedente proposta di costruire le nuove Carceri contigue alla medesima, optando per la scelta di un'area nella zona agricola della Valle. Isolata e priva di introspezioni, essa è anche sufficientemente prossima alla Pretu-
di un'area nella zona agricola della Valle. Isolata e priva di introspezioni, essa è anche sufficientemente prossima alla Pretu- ra e di agevole accesso sulla direttrice dell'asse Monte-Mare. 8) IMPIANTO DI INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI E MATTATOIO La Concimaia di raccolta dei rifiuti solidi urbani, è stata posta vicino a Campo Soriano (località montana a circa 3 Km. da Terracina). I rifiuti sono scaricati all'aperto e non vi è alcuna opera che ne con- senta il trattamento.
ntana a circa 3 Km. da Terracina). I rifiuti sono scaricati all'aperto e non vi è alcuna opera che ne con- senta il trattamento. Il P.R.G. prevede l'ubicazione di un impianto per l'incenerimento dei rifiuti nella pianura a S-W di Punta Leano, accessibile con il prolunga- meto delle strade di S. Martino. Contiguo ad esso si prevede la costruzio- ne del nuovo Mattatoio, allo scopo di utilizzare il calore sviluppato duran- te la combustione per la produzione di acqua calda, necessaria per il mat-
allo scopo di utilizzare il calore sviluppato duran- te la combustione per la produzione di acqua calda, necessaria per il mat- tatoio stesso. 9) ELIPORTO Il P.R.G. colloca l'Eliporto nell'area antistante il piazzale della Sta- zione Ferroviaria, a breve distanza dall'Autostazione, in condizione di fa- cile accesso ai servizi di interesse comprensoriale e ben servito dalla via- bilità principale di transito e di penetrazione. 10)' IMPIANTO INCENERIMENTO ERBE
eresse comprensoriale e ben servito dalla via- bilità principale di transito e di penetrazione. 10)' IMPIANTO INCENERIMENTO ERBE Si tratta di un impianto tecnologico che interessa la Bonificazione e 52 che ha lo scopo di distruggere le masse di erbe trasportate al mare dalla corrente delle acque, onde evitarne il sedimento lungo la spiaggia. E' un problema di non secondaria importanza per la città di Terracina, impe- gnata alla utenza turistica della spiaggia ed alla nettezza dell'arenile.
secondaria importanza per la città di Terracina, impe- gnata alla utenza turistica della spiaggia ed alla nettezza dell'arenile. La collocazione dell'impianto, si ritiene opportuno, anche a seguito di parere tecnico, sia prevista nel punto in cui due rami del Portatore si congiungono, presso la confluenza del canale Mortacino. 11) STAZIONE FERROVIARIA La costruzione del nuovo Viale di P.R. Monte-Mare tangente alla Stazione ferroviaria e la previsione di una grande piazza della Stazione che
ne del nuovo Viale di P.R. Monte-Mare tangente alla Stazione ferroviaria e la previsione di una grande piazza della Stazione che si affaccia sul medesimo, suggerisce la necessità di prevedere una nuova soluzione architettonica dell'edificio viaggiatori nei termini in cui sia pos- sibile caratterizzarla come stazione di testa con il fronte volto ad est ver- so la nuova Piazza. A tal riguardo occorre tener conto della maggiore importanza che sa-
i testa con il fronte volto ad est ver- so la nuova Piazza. A tal riguardo occorre tener conto della maggiore importanza che sa- rà assunta dalla Stazione di Terracina, come capolinea di Metropolitana. 12) PARCO DIVERTIMENTI Una dotazione indispensabile per un centro turistico è costituita da una grande zona attrezzata a verde alberato con ampie aree disponibili per la collocazione del Teatro mobile, del Circo, e degli impianti mobili 0 stabili di divertimento e di servizio.
e disponibili per la collocazione del Teatro mobile, del Circo, e degli impianti mobili 0 stabili di divertimento e di servizio. Tale servizio è stato collocato in prossimità della Stazione tangente al grande Viale Monte-Mare, in zona baricentrica fra Centro storico e Cit- tà di espansione. 13) AUDITORIUM La previsione di un Auditorium di uso comprensoriale da collocare nell'area urbana di Terracina, è stata ribadita anche nel Piano turistico n. 22 della Cassa per il Mezzogiorno.
ale da collocare nell'area urbana di Terracina, è stata ribadita anche nel Piano turistico n. 22 della Cassa per il Mezzogiorno. Il P.R.G. annette molta importanza a tale servizio, sia nell'interesse dei Comuni del comprensorio, che per le dotazioni turistiche necessarie alla Città. La zona in cui sorgerà l'Auditorium è facilmente raggiungibile da tutte le strade di penetrazione dalla fascia costiera ed è sufficiente- mente ampia e dotata di parcheggi da poter consentire l'istituzione e lo
di penetrazione dalla fascia costiera ed è sufficiente- mente ampia e dotata di parcheggi da poter consentire l'istituzione e lo svolgimento di altre molteplici attività culturali ed associative. 53 14) AUTOPORTO MAGAZZINI GENERALI MERCATO GENERALE Questi servizi sono ubicati dal P.R.G. fuori dell' aggregato urba- no nell'area compresa fra la F.S. e l'Asse civile-industriale. Sono previsti in connessione funzionale fra loro ed in rapporto allo scalo-merci ferro- viario.
.S. e l'Asse civile-industriale. Sono previsti in connessione funzionale fra loro ed in rapporto allo scalo-merci ferro- viario. Il coordinamento dei diversi edifici e spazi di sosta e di manovra sa- rà oggetto di P.P. planivolumetrico, nel quale dovrà essere tenuta in parti- colare considerazione la salvaguardia della visuale del Centro storico del- l'Asse civile-industriale. 15) CENTRO DI RICERCHE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA In relazione con l'istituzione della zona industriale di Mazzocchio, la
ustriale. 15) CENTRO DI RICERCHE SCIENTIFICO-TECNOLOGICA In relazione con l'istituzione della zona industriale di Mazzocchio, la Città di Terracina risulta particolarmente idonea per la collocazione di un insieme di edifici e di attrezzature costituenti un Centro di ricerche scientifiche e di applicazioni tecnologiche, necessario per le attività spe- rimentali e per i compiti formativi dei quadri dirigenziali. La zona assegnata a tale complesso, come già detto avanti, è contigua
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL P.R.G.
mentali e per i compiti formativi dei quadri dirigenziali. La zona assegnata a tale complesso, come già detto avanti, è contigua all'Asse viabile Monte-Mare, a breve distanza dalla Stazione ferroviaria. 16) CIMITERO Il P.R.G. prevede la conservazione dell'attuale Cimitero e il suo am- pliamento a monte. NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. Le presenti norme sono riassunte nella Tavola allegata. In caso di difformità nelle destinazioni di zone riportate in tavole di-
NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. ART. 1 ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO COMUN
Le presenti norme sono riassunte nella Tavola allegata. In caso di difformità nelle destinazioni di zone riportate in tavole di- verse, è da intendere valida la sola previsione della tavola in scala mag- giore. 57 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL P.R.G. ART. 1 ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE Il territorio comunale è suddiviso nelle seguenti zone, classificate se- condo le caratteristiche di cui agli articoli delle presenti norme (le zone
le è suddiviso nelle seguenti zone, classificate se- condo le caratteristiche di cui agli articoli delle presenti norme (le zone corrispondono a quelle omogenee territoriali previste nel D.M. 2-4-1968). Zona A Centro storico (città alta e città bassa), classificato in: Zona A1 Restauro conservativo » A2 - Parziale ristrutturazione interna » A3 Ristrutturazione interna » A4 Trasformazione edilizia con vincoli volumetrici Zona B - Territorio parzialmente edificato, classificato in:
azione interna » A4 Trasformazione edilizia con vincoli volumetrici Zona B - Territorio parzialmente edificato, classificato in: Zona B1 - (ristrutturazione aree interne) » B2 ( » » sul Lungomare Circe) » B3 (completamento) Zona C Nuovi complessi insediativi, classificati in: Zona C1 (edilizia residenziale Legge 167) » C2 ( » » Legge 167) » C3 ( » » ) » C4 ( » » ) » C5 ( » » ) Zona D - Nuovi insediamenti per artigianato e piccola industria) Zona E - Territorio rurale
ART. 2 DISPOSIZIONI RELATIVE AI PIANI PARTICOLAREGGIATI ED ALLE LOTTIZZAZIONI
C3 ( » » ) » C4 ( » » ) » C5 ( » » ) Zona D - Nuovi insediamenti per artigianato e piccola industria) Zona E - Territorio rurale Zona F - Attrezzature pubbliche 0 di uso pubblico, classificate in: Zona F1 (attrezzature turistico-alberghiere) » F2 - ( » turistico-balneari e servizi pubblici di uso pubblico) 58 ART. 2 DISPOSIZIONI RELATIVE AI PIANI PARTICOLAREGGIATI ED ALLE LOTTIZZAZIONI La progettazione urbanistica dei Piani Particolareggiati di Attuazio-
RELATIVE AI PIANI PARTICOLAREGGIATI ED ALLE LOTTIZZAZIONI
RELATIVE AI PIANI PARTICOLAREGGIATI ED ALLE LOTTIZZAZIONI La progettazione urbanistica dei Piani Particolareggiati di Attuazio- ne del P.R.G., dovrà avere carattere unitario e dovrà essere realizzata per comprensori secondo le delimitazioni di piano o secondo ambiti che sa- ranno definiti dall'Amministrazione Comunale. Entro detti comprensori od ambiti, devono essere rispettati gli indici di densità edilizie territoria- li o fondiaria ed assicurate le disponibilità delle aree di uso pubblico di cui
ttati gli indici di densità edilizie territoria- li o fondiaria ed assicurate le disponibilità delle aree di uso pubblico di cui agli standards urbanistici del D.M. 2-4-1968, in particolare per il verde at- trezzato, per le attrezzature di interesse comune, per i parcheggi e per la istruzione inferiore, oltre che per le aree di varia destinazione previste dal P.R.G. Per indice di densità territoriale si intende il rapporto mc/mq. fra vo-
e per le aree di varia destinazione previste dal P.R.G. Per indice di densità territoriale si intende il rapporto mc/mq. fra vo- lume realizzabile in una zona edilizia e la superficie della zona stessa. La verifica della densità territoriale deve essere fatta previo completo rilevamento dei volumi già costruiti,che non siano soggetti a demolizione. Per indice di densità fondiaria è da intendere il rapporto mc/mq. fra volume realizzabile e la superficie del lotto da edificare, con esclusione del-
fondiaria è da intendere il rapporto mc/mq. fra volume realizzabile e la superficie del lotto da edificare, con esclusione del- le sedi viarie pubbliche o private. Le localizzazioni ed i vincoli di aree destinate a servizi, a strade, a ver- de ed a parcheggi, indicate nel P.R.G., debbono essere rispettati, salvo impedimenti o difficoltà da motivare. In sede di P.P. eventuali eccedenze di vincoli previsti nei singoli com- parti vanno a detrazione di quelli posti od ampliati successivamente in
eventuali eccedenze di vincoli previsti nei singoli com- parti vanno a detrazione di quelli posti od ampliati successivamente in sede di nuovo P.R.G. Per gli edifici esistenti che ricadono nelle aree destinate a verde, a servizi O ad attrezzature pubbliche 0 di uso pubblico, il P.P. potrà preve- dere la demolizione. Per necessità di progettazione planovolumetrica al fine di realizzare soluzioni unitarie dello skiline nei nuovi settori di sviluppo urbano, è con-
ogettazione planovolumetrica al fine di realizzare soluzioni unitarie dello skiline nei nuovi settori di sviluppo urbano, è con- sentita nella progettazione dei piani particolareggiati, la deroga ai limiti di altezza assegnati per gli edifici di ciascuna zona, ferma restando la ri- spondenza della densità di edificazione territoriale e fondiaria alla somma delle densità consentite nelle singole zone comprese nel P.P. In ogni caso gli edifici previsti nelle planovolumetrie speciali del P.P., non debbono su-
nelle singole zone comprese nel P.P. In ogni caso gli edifici previsti nelle planovolumetrie speciali del P.P., non debbono su- perare l'altezza massima assoluta di mt. 14,00 in zona B e di mt. 17,00 nelle altre zone. 59 I piani di lottizzazione già approvati alla data di adozione del P.R.G., anche se convenzionati, dovranno essere rielaborati nelle parti ancora non realizzate, per adattarli alle previsioni ed alle norme del P.R.G. per quan-
dovranno essere rielaborati nelle parti ancora non realizzate, per adattarli alle previsioni ed alle norme del P.R.G. per quan- to attiene alla viabilità, alla densità edilizia, agli standards di cui al D.M. 2-4-1968 ed agli altri requisiti che il Consiglio Comunale riterrà necessa- rio introdurre. I piani di lottizzazione inclusi 0 da includere in più vaste zone og- getto di P.P., dovranno altresì essere ristrutturati unitariamente nel con-
ART. 3 NORME GENERALI
zazione inclusi 0 da includere in più vaste zone og- getto di P.P., dovranno altresì essere ristrutturati unitariamente nel con- testo del P.P. per quanto riguarda la viabilità, le tipologie edilizie e le de- stinazioni di servizio. L'Amministrazione, in sede di redazione dei P.P. si riserva la possibi- lità, secondo le norme di legge, di ripartire il carico finanziario, per le opere di urbanizzazione primarie e secondarie, su tutte le proprietà del comparto. ART. 3 NORME GENERALI
ART. 3 NORME GENERALI
ico finanziario, per le opere di urbanizzazione primarie e secondarie, su tutte le proprietà del comparto. ART. 3 NORME GENERALI L'edificazione nel territorio comunale dovrà attenersi alle seguenti norme generali che sono da intendere come integrative 0 sostitutive del vi- gente Regolamento Edilizio. Sia nei Piani Particolareggiati di esecuzione del P.R.G. che nei piani di lottizzazione, debbono essere indicate le destinazioni d'uso nell'ambito
icolareggiati di esecuzione del P.R.G. che nei piani di lottizzazione, debbono essere indicate le destinazioni d'uso nell'ambito delle varie zone. Tali destinazioni debbono risultare da atto di vincolo re- gistrato e trascritto a cui è subordinato il rilascio delle licenze di costru- zione. Eventuali cambiamenti di destinazione nell'ambito delle zone residen- ziali, potranno essere motivatamente autorizzate su richiesta del proprie- tario, previo parere della Commissione Edilizia. In caso di abusivo muta-
re motivatamente autorizzate su richiesta del proprie- tario, previo parere della Commissione Edilizia. In caso di abusivo muta- mento di destinazione, si procederà alla revoca delle licenze di esercizio 0 di agibilità dei locali. Gli edifici ricadenti in zona destinata a verde pubblico, a servizi 0 ad attrezzature pubbliche e di uso pubblico non potranno essere modificati nelle consistenze attuali né potranno subire trasformazioni od opere di
bbliche e di uso pubblico non potranno essere modificati nelle consistenze attuali né potranno subire trasformazioni od opere di manutenzione straordinaria, sino all'approvazione dei P.P. nella cui sede verrà valutata l'entità delle demolizioni. E' consentita la sola manutenzio- ne ordinaria. I locali parzialmente interrati non possono essere adibiti ad abita- zione. 60 I portici (contenuti nel perimetro della superficie coperta del fabbri-
interrati non possono essere adibiti ad abita- zione. 60 I portici (contenuti nel perimetro della superficie coperta del fabbri- cato ed i pilotis, non vengono computati solo agli effetti del volume. Por- tici esterni al perimetro della superficie coperta del fabbricato vengono computati per 1/3 della superficie reale (occorre sempre l'impegno regi- strato e trascritto con destinazione d'uso). Il distacco minimo tra pareti finestrate di edifici antistanti (ad esclu-
gno regi- strato e trascritto con destinazione d'uso). Il distacco minimo tra pareti finestrate di edifici antistanti (ad esclu- sione delle zone A) non può essere inferiore all'altezza dell'edificio più al- to (la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata ne- gli edifici che si fronteggino per uno sviluppo superiore a ml. 12) ed in nessun caso inferiore alla distanza minima assoluta di mt. 10,00 fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti.
- ed in nessun caso inferiore alla distanza minima assoluta di mt. 10,00 fra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. I prospetti su strada od arretrati dalla medesima, debbono avere la sagoma contenuta nella inclinata a 45° a partire dal filo opposto della strada o della piazza. Da tale norma è escluso il centro storico (città alta e città bassa). Nella dimensione della larghezza stradale è compresa anche la lar- ghezza dei marciapiedi.
o storico (città alta e città bassa). Nella dimensione della larghezza stradale è compresa anche la lar- ghezza dei marciapiedi. Fuori del centro abitato si definisce ciglio stradale la linea limite del- la sede stessa comprendente tutte le sedi viabili (veicolari e pedonali) in- cluse le banchine od altre strutture laterali (parapetti, arginelle). Per le aree non edificate e di pertinenza degli edifici di progetto a ter- mini di regolamento edilizio o delle presenti norme di attuazione, la con-
cate e di pertinenza degli edifici di progetto a ter- mini di regolamento edilizio o delle presenti norme di attuazione, la con- cessione della licenza deve essere subordinata alla trascrizione di vincolo di non edificabilità accettata dal proprietario per sé, successori ed aventi causa. La cubatura fondiaria consentita per lotti edificabili ricadenti in zone a diversa densità edilizia è pari alla somma delle cubature corrispondenti a ciascuna zona compresa nel lotto.
ricadenti in zone a diversa densità edilizia è pari alla somma delle cubature corrispondenti a ciascuna zona compresa nel lotto. Nel centro storico e nelle zone di ampliamento contigue dovranno es- sere impiegati, nei paramenti esterni di tutti i prospetti, materiali che si uniformino ai colori ed alle caratteristiche delle murature e finiture tra- dizionali. Nelle zone con destinazione residenziale sono proibite attività arti- gianali in generale ed in particolare quelle rumorose 0 che richiedono de-
estinazione residenziale sono proibite attività arti- gianali in generale ed in particolare quelle rumorose 0 che richiedono de- positi ed impianti meccanici. Sono ammessi volumi tecnici per un'altezza massima lorda di mt. 2,40 limitatamente al vano scale. Tale altezza può essere elevata a mt. 2,90 61 lordi per il torrino dell'ascensore nei limiti indispensabili per il vano mac- chine. Nelle coperture a tetto i volumi tecnici devono essere contenuti
ell'ascensore nei limiti indispensabili per il vano mac- chine. Nelle coperture a tetto i volumi tecnici devono essere contenuti nelle falde, la cui pendenza non deve superare il 35%. La linea di colmo non sarà superiore a mt. 2,50 lordi dall'estradosso del solaio di controsof- fittatura. Qualora in ciascun ambito di P.P.E. (escluso il centro storico 0 gli ambiti contigui) le aree esplicitamente destinate al soddisfacimento degli standards risultassero insufficienti, sarà possibile integrarle utilizzando a
esplicitamente destinate al soddisfacimento degli standards risultassero insufficienti, sarà possibile integrarle utilizzando a tale scopo le aree ancora inedificate. I progetti di risanamento o di ristrutturazione, trasformazione, rico- struzione e nuove costruzioni conseguenti all'approvazione di P.P.E. rica- denti entro i perimetri di vincolo paesistico ed ambientale debbono ripor- tare l'approvazione preventiva della Soprintendenza ai Monumenti. ART. 4 ZONA A CENTRO STORICO (Città alta e Città bassa)
ripor- tare l'approvazione preventiva della Soprintendenza ai Monumenti. ART. 4 ZONA A CENTRO STORICO (Città alta e Città bassa) La Zona A è soggetta a vincolo di conservazione nei modi appresso indicati. In essa non è consentita l'istallazione di impianti rumorosi o che ri- chiedano flussi di materie prime e di prodotti ingombranti ed in generale che richiedano il transito urbano di traffico pesante. Dovranno altresì essere conservate le alberature esistenti negli spazi
le che richiedano il transito urbano di traffico pesante. Dovranno altresì essere conservate le alberature esistenti negli spazi interni ed esterni e le aree libere non edificate dovranno avere piantagioni di essenze perenni in ragione di un albero ogni 15 mq. La struttura viaria della Zona A è da considerarsi di norma non mo- dificabile. L'intero tessuto edilizio da essa delimitato è da assoggettarsi ad ope- razioni prevalenti di restauro, le quali si effettuano subordinatamente al-
ilizio da essa delimitato è da assoggettarsi ad ope- razioni prevalenti di restauro, le quali si effettuano subordinatamente al- l'approvazione di P.P. che saranno delimitate come segue: Per il centro storico in collina (città alta), il P.P.E. comprenderà il centro storico e le sue pendici corrispondenti al perimetro della tav. 10 di P.R.G. Per il centro storico in declivio ed in pianura e per l'area archeolo- gica portuale i P.P.E. saranno redatti per ambiti minori costituenti unità urbanistiche omogenee.
pianura e per l'area archeolo- gica portuale i P.P.E. saranno redatti per ambiti minori costituenti unità urbanistiche omogenee. I Piani Particolareggiati dovranno comprendere e definire almeno i 62 seguenti elementi: a) Ricerche
- Relazione geotecnica;
- Dati sullo stato di consistenza degli edifici e sulla stabilità del suolo;
- Relazione sulle preesistenze archeologiche e sui caratteri storici del- l'ambiente urbano;
- Classificazione tipologica dei singoli organismi edilizi e loro destina-
iche e sui caratteri storici del- l'ambiente urbano; 4) Classificazione tipologica dei singoli organismi edilizi e loro destina- zione d'uso ad ogni piano. b) Progetto 5) Sistemazione planimetrico-altimetrica e profili dei fabbricati; 6) Destinazione d'uso dei vari piani; 7) Destinazione e sistemazione delle aree libere; 8) Conservazione integrale di tutte le aree libere con particolare riferi- mento alle zone verdi; 9) Sistemazione del sottosuolo con riferimento alle opere necessarie per
e libere con particolare riferi- mento alle zone verdi; 9) Sistemazione del sottosuolo con riferimento alle opere necessarie per la stabilità ed a servizi di fognatura e tecnologici. La classificazione tipologica degli edifici della Zona A, sarà corrispon- dente alle Zone A1, A2, A3, A4. In particolare tali zone possono essere definite come appresso: Zona A1 Organismi edilizi aventi sostanziale unità, formale, tipo- logica e strutturale, nonché organismi edilizi aventi caratteri formali
ganismi edilizi aventi sostanziale unità, formale, tipo- logica e strutturale, nonché organismi edilizi aventi caratteri formali o tipologici o strutturali risultanti dalla crescita organica dell' edificio nel tempo. Zona A2 Organismi edilizi che nel tempo hanno subito trasforma- zioni, ma che conservano elementi preesistenti formali 0 tipologici e strutturali recuperabili. Zona A3 Edifici che per loro caratteri non rientrano nelle due cate-
eesistenti formali 0 tipologici e strutturali recuperabili. Zona A3 Edifici che per loro caratteri non rientrano nelle due cate- gorie precedenti, e che sono coerenti o si possono rendere tali con il tessuto edilizio circostante. Zona A4 Edifici di costruzione recente in contrasto con il tessuto edi- lizio circostante 0 atipici. Per gli organismi compresi nella Zona A1, sono escluse le destinazio- ni d'uso che possono comportare interventi pregiudizievoli ed incompati-
smi compresi nella Zona A1, sono escluse le destinazio- ni d'uso che possono comportare interventi pregiudizievoli ed incompati- bili con i caratteri della destinazione originaria. E' consentita unicamente una destinazione uguale 0 analoga, nelle sue conformità spaziali e distributive interne a quella originaria. 63 Per gli organismi compresi nella Zona A2, l'intervento sarà condizio- nato dall'entità delle preesistenze al fine anche di recuperare l'unità ti-
compresi nella Zona A2, l'intervento sarà condizio- nato dall'entità delle preesistenze al fine anche di recuperare l'unità ti- pologica. Sono consentiti adattamenti di più cellule contigue qualora lo richieda una più adeguata utilizzazione funzionale dell'edificio e dell'iso- lato. Per gli organismi compresi nella Zona A3, potranno essere consentite le destinazioni d'uso compatibili con l'ambiente circostante. Per gli organismi compresi nella Zona A4 il P.P.E. definirà la più ido-
stinazioni d'uso compatibili con l'ambiente circostante. Per gli organismi compresi nella Zona A4 il P.P.E. definirà la più ido- nea destinazione dei medesimi e delle aree di risulta. In sede di P.P.E. potrà essere considerata l'opportunità di sostituire gli edifici d'epoca recente (Zona A4) che non rivestano alcun valore ambien- tale 0 siano in contrasto con il medesimo a condizione che le aree di ri- sulta o le nuove costruzioni siano destinate ad uso delle attrezzature pub- bliiche della zona.
a condizione che le aree di ri- sulta o le nuove costruzioni siano destinate ad uso delle attrezzature pub- bliiche della zona. In tali casi non si dovrà superare la cubatura preesistente. Questi edifici dovranno, al momento di una loro eventuale demolizione e ricostruzione, essere adeguati alle caratteristiche volumetriche ed am- bientali della struttura storica urbana ed edilizia preesistente, al fine di ricostituire il tessuto urbano alterato, quando non si ravvisi la necessità
storica urbana ed edilizia preesistente, al fine di ricostituire il tessuto urbano alterato, quando non si ravvisi la necessità di destinare a verde o a parcheggio, le aree di risulta dalla demolizione. Sono ammesse in quanto compatibili con la struttura e la tipologia dei singoli edifici, le destinazioni d'uso associativo, residenziali, cultura- li, professionali, commerciali, artigianali, ricreative, turistiche alberghie- re e per i servizi di quartiere che fossero necessari, purché non contra-
rciali, artigianali, ricreative, turistiche alberghie- re e per i servizi di quartiere che fossero necessari, purché non contra- stanti con i caratteri tipologici e formali dei singoli organismi. Per quanto concerne le destinazioni a funzioni rappresentative, cultu- rali o scolastiche, a queste potranno essere preferibilmente adibiti gli edi- fici di cui alla Zona A1. I piani particolareggiati esecutivi dovranno riportare l'approvazione delle due Soprintendenze ai Monumenti ed alle Antichità.
. I piani particolareggiati esecutivi dovranno riportare l'approvazione delle due Soprintendenze ai Monumenti ed alle Antichità. Indipendentemente dall'approvazione dei Piani Particolareggiati so- no consentiti interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. Per interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, si intendo- no le opere che non comportino modifiche 0 alterazioni alle strutture murarie dell'edificio ed alla sua distribuzione interna, né ai prospetti.
non comportino modifiche 0 alterazioni alle strutture murarie dell'edificio ed alla sua distribuzione interna, né ai prospetti. Per interventi di restauro si debbono intendere quelli che tendono: 64 alla conservazione di ogni parte storica edificio; alla conservazione della sua inscindibile unità formale e strutturale; alla valorizzazione dei suoi caratteri architettonici; al ripristino di parti alterate ed alla elimi- nazione di superfetazioni. Debbono essere rispettati tanto l'aspetto ester-
nici; al ripristino di parti alterate ed alla elimi- nazione di superfetazioni. Debbono essere rispettati tanto l'aspetto ester- no quanto l'impianto strutturale e tipologico dell'interno e le sue parti decorative. Tali interventi debbono rispettare i caratteri di ogni singolo edificio, così come questi si è venuto costituendo nel tempo, conferendo- gli la sua inscindibile unità formale e costruttiva. Negli edifici da restaurare come sopra specificato potranno essere ri-
ndo- gli la sua inscindibile unità formale e costruttiva. Negli edifici da restaurare come sopra specificato potranno essere ri- cavati i servizi necessari alla funzionalità delle singole unità residenziali o aventi altra destinazione, rispettando l'integrità dell'aspetto esterno ed i caratteri fondamentali dell'impianto strutturale interno. L'intervento edilizio diretto (progetto edilizio) in attuazione del pia- no particolareggiato, dovrà effettuarsi attraverso singole 0 più unità ar-
io diretto (progetto edilizio) in attuazione del pia- no particolareggiato, dovrà effettuarsi attraverso singole 0 più unità ar- chitettoniche (fabbricati). L'intervento su edifici singolarmente rappresentativi potrà essere ef- fettuato, qualora rivesta carattere unitario, anche in assenza di piano particolareggiato, previa approvazione dei singoli progetti da parte della Soprintendenza ai Monumenti, indipendentemente dalla esistenza di vin- coli monumentali 0 paesistici. ART. 5
etti da parte della Soprintendenza ai Monumenti, indipendentemente dalla esistenza di vin- coli monumentali 0 paesistici. ART. 5 ZONA B (Ristrutturazione Completamento) Tale zona riguarda settori di espansione recente della Città, edificati solo parzialmente con indice di fabbricabilità territoriale media superiore a mc. 1,5/mq. Essa è delimitata dalla Via Appia, Canale Linea Pio VI, Via Cristoforo Colombo, Viale Circe e Viale di P.R. Monte-Mare.
1,5/mq. Essa è delimitata dalla Via Appia, Canale Linea Pio VI, Via Cristoforo Colombo, Viale Circe e Viale di P.R. Monte-Mare. Il Comune non rilascerà licenze edilizie per edifici in Zona B prima che siano adottati i P.P. esecutivi redatti per le aree definite nella tav. 4 del P.R.G. con linee a tratto e punto, ad eccezione della Zona B3 (comple- tamento) nel perimetro del P.d.F. e del P.d.R. A norma dell'art. 8 del D.M. 2-4-1968, l'altezza massima dei nuovi edi-
(comple- tamento) nel perimetro del P.d.F. e del P.d.R. A norma dell'art. 8 del D.M. 2-4-1968, l'altezza massima dei nuovi edi- fici ricadenti in Zona B, non può superare l' altezza degli edifici preesi- stenti e circostanti, ad eccezione di edifici che formino oggetto di piano particolareggiato, sempre che rispettino l'altezza massima di mt. 14,00. 65 Nelle aree di distacco fra edifici è prescritta la piantagione con alberi di alto fusto nel rapporto minimo di un albero per ogni mq. 12 di super-
acco fra edifici è prescritta la piantagione con alberi di alto fusto nel rapporto minimo di un albero per ogni mq. 12 di super- ficie libera. Nelle Zone B sono consentite costruzioni accessorie di un piano, ester- ne ai fabbricati principali, da destinare a negozi o locali pubblici, purché costituiscano un organico collegamento architettonico e funzionale fra uno 0 più fabbricati. In ogni caso le soluzioni debbono essere oggetto di P.P. planovolumetrico, comprendente almeno un intero isolato. La cuba-
cati. In ogni caso le soluzioni debbono essere oggetto di P.P. planovolumetrico, comprendente almeno un intero isolato. La cuba- tura di tali accessori, viene computata agli effetti del volume. La Zona B è classificata nelle Zone B1, B2, B3.
- Zona B1 Ristrutturazione Tale zona riguarda gli insediamenti edilizi sorti a sud del Canale Linea. La ristrutturazione urbanistica deve essere intesa a diminuire le den- sità territoriali preesistenti ed a dotare la zona stessa dei servizi e delle
urbanistica deve essere intesa a diminuire le den- sità territoriali preesistenti ed a dotare la zona stessa dei servizi e delle attrezzature pubbliche, mediante il ridimensionamento viario ed edilizio. I piani particolareggiati sono riferiti ai comprensori indicati nel piano. In questa zona sono consentiti edifici con le seguenti caratteristiche: numero max dei piani 4 altezza massima 14,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima tra edifici 17,00 mt.
umero max dei piani 4 altezza massima 14,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima tra edifici 17,00 mt. distanza minima dai confini interni 8,50 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 3,00 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 1,80 mc/mq. 2) Zona B2 Ristrutturazione (aree Lungomare Circe) Sono consentiti edifici con le seguenti caratteristiche: numero max dei piani 2 altezza massima 7,50 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima tra edifici 10,00 mt.
numero max dei piani 2 altezza massima 7,50 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima tra edifici 10,00 mt. distanza minima dai confini interni 5,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 1,50 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 1,00 mc/mq. 66 3) Zona B3 (completamento) Sono consentiti edifici con le seguenti caratteristiche: numero max dei piani 4 altezza massima 14,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima dai confini interni 8,50 mt.
ax dei piani 4 altezza massima 14,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima dai confini interni 8,50 mt. distanza minima tra edifici 17,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 5,00 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 2,50 mc/mq. Nella zona B3 ricadente nell'ambito del P.d.F. e del P.d.R. si applica- no le seguenti norme transitorie valide per anni due dalla data di appro- vazione del P.R.G.: a) distanza minima dal filo stradale, salvo preesistenti alli- neamenti a mt. 7,50
due dalla data di appro- vazione del P.R.G.: a) distanza minima dal filo stradale, salvo preesistenti alli- neamenti a mt. 7,50 b) distanza minima dai confini a mt. 7,00 c) numero minimo dei piani n.3 ART. 6 ZONA C (Nuovi compressi insediativi) Tali zone riguardano parti del territorio interessate a nuovi comples- si residenziali. In esse il Comune non rilascerà licenze edilizie, fino a quan- do non saranno adottati i Piani Particolareggiati di attuazione del P.R.G.
l Comune non rilascerà licenze edilizie, fino a quan- do non saranno adottati i Piani Particolareggiati di attuazione del P.R.G. I perimetri di P.P.E. che non siano indicati nelle tavole di P.R.G. do- vranno essere individuati in sede esecutiva per ambiti delimitati da stra- de principali e che abbiano una consistente dimensione territoriale e de- mografica. Sono vietate nelle Zone C le costruzioni accessorie esterne ai fabbri- cati. Nelle aree di distacco fra edifici è prescritta la piantagione di alberi
ne C le costruzioni accessorie esterne ai fabbri- cati. Nelle aree di distacco fra edifici è prescritta la piantagione di alberi ad alto fusto nel rapporto minimo di un albero per ogni 12 mq. di super- ficie libera. In questa zona si applica il paragrafo 3 dell'art. 9 del D.M. 2-4-1968 riguardante i limiti di distanza fra i fabbricati. 67 La Zona C è classificata nelle Zone C1, C2, C3, C4, C5:
- Zona C1 (zona di espansione residenziale e Piano di Zona Legge 167) numero max dei piani 4 altezza massima
1, C2, C3, C4, C5:
- Zona C1 (zona di espansione residenziale e Piano di Zona Legge 167) numero max dei piani 4 altezza massima 14,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima fra edifici 14,00 mt. distanza minima dai confini interni 7,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 3,00 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 1,50 mc/mq. Piano terra: se a portico h. lorda = mt. 2,60 con superficie libera pari almeno al 50% la rimanente area per garage, cantine, servizi
terra: se a portico h. lorda = mt. 2,60 con superficie libera pari almeno al 50% la rimanente area per garage, cantine, servizi 2) Zona C2 (zona di espansione residenziale e Piano di Zona Legge 167) numero max dei piani 4 altezza massima 14,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima tra fabbricati 14,00 mt. distanza minima dai confini interni 7,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 3,00 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 1,30 mc/mq.
ma dai confini interni 7,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 3,00 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 1,30 mc/mq. 3) Zona C3 (zona di ristrutturazione e di espansione residenziale) numero max dei piani 2 superficie minima del lotto altezza massima 9,00 mt. distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. distanza minima tra edifici 10,00 mt. distanza minima dai confini interni 5,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 1,50 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 0,75 mc/mq.
ma dai confini interni 5,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 1,50 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 0,75 mc/mq. Piano terra servizi parzialmente porticato (50%) 4) Zona C4 (zona di ristrutturazione ed espansione residenziale) superficie minima del lotto 1.500,00 mq. numero dei piani 2 altezza max 7,00 mt. distanza minima dal filo stradale 10,00 mt. distanza minima dai confini interni 10,00 mt. distanza minima tra edifici 20,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 0,50 mc/mq.
stanza minima dai confini interni 10,00 mt. distanza minima tra edifici 20,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 0,50 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 0,35 mc/mq. 68 Le aree libere da costruzioni, debbono essere accuratamente sistema- te a giardino con aiuole ed alberi ornamentali ad alto fusto, nel rapporto di 1 albero ogni mq. 10 di superficie libera. Le recinzioni dei fronti stradali debbono essere il più possibile uni-
el rapporto di 1 albero ogni mq. 10 di superficie libera. Le recinzioni dei fronti stradali debbono essere il più possibile uni- ficate nei materiali e nelle altezze per ogni comprensorio soggetto a P.P. 5) Zona C5 (zona di ristrutturazione e di espansione residenziale) superficie minima del lotto 2.000,00 mq. numero dei piani abitabili 1 altezza max 4,00 mt. distanza minima dal filo stradale 15,00 mt. distanza minima dai confini interni 10,00 mt. distanza minima tra edifici 20,00 mt.
ART. 7 ZONA D (ARTIGIANATO E PICCOLA INDUSTRIA)
distanza minima dal filo stradale 15,00 mt. distanza minima dai confini interni 10,00 mt. distanza minima tra edifici 20,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 0,30 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 0,22 mc/mq. ART. 7 ZONA D (ARTIGIANATO E PICCOLA INDUSTRIA) Ogni intervento nella Zona D è subordinato all'approvazione del P.P. di attuazione del P.R.G. In tale Zona è consentito l'insediamento di edifici ad uso artigianale o di piccole industrie che non siano nocive compresi i relativi impianti
consentito l'insediamento di edifici ad uso artigianale o di piccole industrie che non siano nocive compresi i relativi impianti accessori. In essa sono vietate le abitazioni ad eccezione di quelle per il personale dirigente e di custodia. Sono altresì vietati locali accessori al di fuori del perimetro del fabbricato. Fanno eccezione ai limiti di altezza le antenne, le apparecchiature speciali ed i locali di un piano che richiedono, per ragioni tecniche di fun-
i limiti di altezza le antenne, le apparecchiature speciali ed i locali di un piano che richiedono, per ragioni tecniche di fun- zionamento, altezze eccedenti la misura consentita. Le recinzioni in corrispondenza degli ingressi, dovranno essere arre- trate dalla strada di almeno 5,00 mt. e per una larghezza di 10,00 mt.: numero dei piani 2 area minima del lotto 2.000,00 mq. altezza massima 10,00 mt. distanza minima dal filo stradale 15,00 mt. distanza minima dai confini interni 10,00 mt.
2.000,00 mq. altezza massima 10,00 mt. distanza minima dal filo stradale 15,00 mt. distanza minima dai confini interni 10,00 mt. distanza minima tra edifici 20,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria per le abitazioni 0,50 mc/mq. per lo stabilimento 1,50 mc/mq. 69 ART. 8 ZONA E (Territorio agricolo) Sono consentite costruzioni solo per la conduzione agricola: Abitazioni numero dei piani abitabili 2 altezza max 7,50 mt. distanza minima dal filo stradale 30,00 mt. distanza minima tra edifici 40,00 mt.
ero dei piani abitabili 2 altezza max 7,50 mt. distanza minima dal filo stradale 30,00 mt. distanza minima tra edifici 40,00 mt. distanza minima dai confini interni 20,00 mt. indice di fabbricabilità fondiaria 0,01-0,03 mc/mq. indice di fabbricabilità territoriale 0,01-0,03 mc/mq. Copertura a tetto alla romana con pendenza max 35% od a terrazza. Nella zona agricola contigua alla Litoranea, nel tratto compreso fra il Canale Portatore e il bivio per S. Felice Circeo, l'indice di fabbricabili-
contigua alla Litoranea, nel tratto compreso fra il Canale Portatore e il bivio per S. Felice Circeo, l'indice di fabbricabili- tà territoriale è di 0,01 mc/mq., per la profondità di Km. uno dal ciglio stradale. In tutte le altre zone agricole, l'indice di fabbricabilità è pari a 0,03 mc/mq. Nelle zone montane ed agricole di pianura è consentito l'ampliamen- to delle case rurali abitate e regolarmente censite come tali ed occupate alla data di adozione del Piano 19-1-1971, alle seguenti condizioni:
rurali abitate e regolarmente censite come tali ed occupate alla data di adozione del Piano 19-1-1971, alle seguenti condizioni: a) che il proprietario della casa che si intende ampliare sia manuale col- tivatore della terra; b) che immutate dovranno rimanere le caratteristiche rurali originarie della costruzione; c) che nel complesso, tra vecchio e nuovo, la costruzione, prescindendo dall'indice imposto dalle norme del P.R.G. non dovrà superare i seicen- to metri cubi vuoto per pieno. Accessori
ART. 9 ZONA F ATTREZZATURE PUBBLICHE E DI USO PUBBLICO
e, prescindendo dall'indice imposto dalle norme del P.R.G. non dovrà superare i seicen- to metri cubi vuoto per pieno. Accessori La costruzione di accessori ad uso agricolo od a servizio dell'agricol- tura, è consentita per un'area coperta non superiore ad 1/40 dell'area to- tale e per manufatti ad un piano coperti a tetto come sopra od a terraz- za, di altezza non superiore a 4,00 mt. ART. 9 ZONA F ATTREZZATURE PUBBLICHE E DI USO PUBBLICO Ogni intervento nella Zona F è subordinato all'approvazione del P.P.
ART. 9 ZONA F ATTREZZATURE PUBBLICHE E DI USO PUBBLICO
mt. ART. 9 ZONA F ATTREZZATURE PUBBLICHE E DI USO PUBBLICO Ogni intervento nella Zona F è subordinato all'approvazione del P.P. 70 unitario, nel quale dovranno essere definite le soluzioni planovolumetri- che, il numero dei piani, l'altezza massima degli edifici e dei corpi di fab- brica, gli spazi di parcheggio, le aree a verde, i transiti pedonali e carra- bili e le destinazioni d'uso. Tali destinazioni debbono risultare da atto di
ggio, le aree a verde, i transiti pedonali e carra- bili e le destinazioni d'uso. Tali destinazioni debbono risultare da atto di vincolo registrato e trascritto a cui è subordinato il rilascio delle licenze di costruzione. La Zona F è classificata nelle Zone F1 e F2. Zona F1 (attrezzature turistico-alberghiere) Nella zona corrispondente alla Frazione Sant'Antonio sono consenti- te attrezzature alberghiere con le seguenti caratteristiche:
Nella zona corrispondente alla Frazione Sant'Antonio sono consenti- te attrezzature alberghiere con le seguenti caratteristiche: distanza minima tra edifici non inferiore all'altezza dell'edificio più al- to ed in ogni caso non inferiore a mt. 10,00 distanza dai confini interni uguale 0 non inferiore alla metà dell'al- tezza massima dell'edificio più alto distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. indice di fabbricabilità fondiaria max 1,00 mc/mq.
ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-BALNEARI
zza massima dell'edificio più alto distanza minima dal filo stradale 7,50 mt. indice di fabbricabilità fondiaria max 1,00 mc/mq. Zona F2 (attrezzature turistico-balneari e servizi pubblici e di uso pubblico) ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-BALNEARI Le zone collocate dal Lungomare Circe compreso fino al confine con S. Felice Circeo, dovranno essere sistemate mediante Piano Particolareg- giato unitario, che tenga conto delle caratteristiche ambientali, delle esi-
ranno essere sistemate mediante Piano Particolareg- giato unitario, che tenga conto delle caratteristiche ambientali, delle esi- genze sportive, del turismo balneare e nautico. In tale zona sono vietate le nuove costruzioni e ricostruzioni, nonché opere di miglioramento sostan- ziali (esclusa l'ordinaria manutenzione) atte a modificare la consistenza e la qualità degli edifici esistenti sino all'approvazione dei piani particola-
a manutenzione) atte a modificare la consistenza e la qualità degli edifici esistenti sino all'approvazione dei piani particola- reggiati, nella cui sede verrà valutata l'entità delle demolizioni di detti edi- fici, anche ai fini della necessità di recuperare, oltre Porto Badino, le carat- teristiche orografiche ed ecologiche dei tumoleti. Sono escluse le costruzioni a carattere residenziale se non nei limiti richiesti per gli alloggi del personale di custodia.
eti. Sono escluse le costruzioni a carattere residenziale se non nei limiti richiesti per gli alloggi del personale di custodia. L'altezza massima delle costruzioni non deve superare 4,50 mt. L'indice di fabbricabilità fondiaria è di 0,20 mc/mq. Tale indice com- prende le cubature delle costruzioni esistenti che verranno conservate. 71 Nell'arenile prospiciente il Lungomare Circe, sono vietate le costru- zioni a carattere stabile. Esse sono consentite solamente per gruppi igieni-
ZONA PER ATTREZZATURE PORTUALI
iciente il Lungomare Circe, sono vietate le costru- zioni a carattere stabile. Esse sono consentite solamente per gruppi igieni- ci, da contenersi entro l'altezza dei muri di parapetto del Lungomare a ridosso dei muretti medesimi. In ogni caso tali costruzioni, avranno l'altez- za lorda non superiore a mt. 2,20 ed uno sviluppo non superiore a ml. 20 sul fronte mare. ZONA PER ATTREZZATURE PORTUALI In questa zona sono consentite soltanto le opere strettamente indi-
ZONA PER ATTREZZATURE PORTUALI
ore a ml. 20 sul fronte mare. ZONA PER ATTREZZATURE PORTUALI In questa zona sono consentite soltanto le opere strettamente indi- spensabili per le esigenze di servizio portuali, siano esse per il porto pe- schereccio, per i porti turistici o per le attrezzature cantieristiche, con esclusione di costruzioni ad uso residenziale. In sede di Piano Particolareggiato della zona dell'ex porto traianeo ed aree contigue, dovrà essere studiata la più idonea sistemazione dei bacini
articolareggiato della zona dell'ex porto traianeo ed aree contigue, dovrà essere studiata la più idonea sistemazione dei bacini portuali interni ed esterni, tenendo conto sia della richiesta espressa nel voto del Consiglio Superiore dei LL.PP. e relativa al recupero del porto tra- ianeo, sia della necessità di dotare il Centro storico di un ampio porto tu- ristico con i relativi servizi e delle attrezzature necessarie alle attività pe- schereccie.
ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-COMERCIALI
entro storico di un ampio porto tu- ristico con i relativi servizi e delle attrezzature necessarie alle attività pe- schereccie. In tale zona il P.P. dovrà contenere le previsioni edilizie in relazione alla necessità di salvaguardia dei caratteri paesistici ed ambientali e del- le consistenze archeologiche. I piani dovranno essere redatti d'intesa con la Sovrintendenza ai Monumenti e con la Sovrintendenza alle Antichità. ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-COMERCIALI
ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-COMERCIALI
i d'intesa con la Sovrintendenza ai Monumenti e con la Sovrintendenza alle Antichità. ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-COMERCIALI In questa zona sono previsti edifici per le esigenze dei porti turistici e dell'utenza turistico-balneare. La densità fondiaria realizzabile è pari a 3 mc/mq. e deve essere con- tenuta entro i perimetri di ingombro indicati nelle planimetrie. L'attuazione avverrà mediante P.P. planovolumetrici. ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-SOCIALI
ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-SOCIALI
ngombro indicati nelle planimetrie. L'attuazione avverrà mediante P.P. planovolumetrici. ZONA PER ATTREZZATURE TURISTICO-SOCIALI In questa zona sono previsti edifici per l'ospitalità dei giovani e per enti associativi vari in funzione del turismo balneare e di diporto. L'indice di fabbricabilità territoriale è pari a 0,30 mc/mq. L'altezza max degli edifici è di 7,50 mt. L'attuazione avverrà mediante P.P. planovolumetrici. 72 ZONA PARCO NATURALE (zona di montagna)
ZONA PER ATTREZZATURE SPORTIVE
a max degli edifici è di 7,50 mt. L'attuazione avverrà mediante P.P. planovolumetrici. 72 ZONA PARCO NATURALE (zona di montagna) In questa zona soggetta a rimboschimento, sono di norma consentite residenze per le famiglie di addetti alle attività agricole. La densità territoriale realizzabile è pari a 0,01 mc/mq. L'altezza max degli edifici è di mt. 7,50. ZONA PER ATTREZZATURE SPORTIVE In queste zone sono previsti edifici ed attrezzature necessarie per lo
ZONA PER ATTREZZATURE SPORTIVE
gli edifici è di mt. 7,50. ZONA PER ATTREZZATURE SPORTIVE In queste zone sono previsti edifici ed attrezzature necessarie per lo svolgimento delle attività sportive e per l'abitazione del personale ad- detto. L'indice di fabbricabilità territoriale è pari a 0,30 mc/mq. ZONA PER ATTREZZATURE A SERVIZIO DEI QUARTIERI (Asili, scuole materne, scuole d'obbligo, istruzione superiore, chiese, mercati, biblioteche, ecc.) Queste attrezzature ricadono in zone dimensionate in relazione agli
ZONE PER SERVIZI VARI
o, istruzione superiore, chiese, mercati, biblioteche, ecc.) Queste attrezzature ricadono in zone dimensionate in relazione agli standards di cui al D.M. 2-4-1968. La loro attuazione avverrà mediante P.P. L'indice di fabbricabilità fondiaria sarà di 1,5 mc/mq. ZONE PER SERVIZI VARI Sono compresi in queste zone tutti i servizi di interesse pubblico non elencati nei paragrafi precedenti ed in particolare: Eliporto Impianto incenerimento rifiuti Autoporto Impianto incenerimento erbe Magazzini Generali
ZONA A VERDE PUBBLICO E PARCO TERRITORIALE
i precedenti ed in particolare: Eliporto Impianto incenerimento rifiuti Autoporto Impianto incenerimento erbe Magazzini Generali Casa di riposo Mercato Generale Ospedale Parco divertimenti Auditorium Tiro a segno Cinema-teatro Cimitero Pretura Mattatoio Carceri L'attuazione di questi servizi ed impianti previsti dal P.R.G., dovrà essere oggetto di P.P. planovolumetrico. 73 ZONA A VERDE PUBBLICO E PARCO TERRITORIALE In queste zone è prevista la possibilità di attrezzature per lo sport e
ZONA A VERDE PUBBLICO E PARCO TERRITORIALE
lumetrico. 73 ZONA A VERDE PUBBLICO E PARCO TERRITORIALE In queste zone è prevista la possibilità di attrezzature per lo sport e l'utilizzazione parziale a parcheggi. ZONE A VERDE PRIVATO In queste zone deve essere conservata l'attuale consistenza edilizia ed arborea con esclusione di nuove costruzioni, anche accessorie. ART. 10 PROGRAMMA E TEMPI DI ATTUAZIONE DEL PIANO Il P.R.G. diventerà esecutivo mediante i Piani Particolareggiati. L'Amministrazione, in relazione alle previsioni di bilancio, dovrà re-
. diventerà esecutivo mediante i Piani Particolareggiati. L'Amministrazione, in relazione alle previsioni di bilancio, dovrà re- digere un piano quinquennale per la realizzazione delle opere di urba- nizzazione primaria e secondaria. Detto piano dovrà tener presente i criteri di gradualità e di economi- cità dell'espansione residenziale, turistica ed infrastrutturale e sarà ripar- tito in programmi annuali, in cui saranno chiaramente formulate le scel-
sidenziale, turistica ed infrastrutturale e sarà ripar- tito in programmi annuali, in cui saranno chiaramente formulate le scel- te prioritarie delle opere da realizzare, i relativi costi e le coperture di spesa. Il Comune si riserva la facoltà di recepire eventuali iniziative propo- ste da privati, i quali si impegnino alla urbanizzazione di grandi settori delimitati da strade principali di P.R.G. Tali P.P. saranno sottoposti alle normali procedure di approvazione
ART. 11 DISPOSIZIONI FINALI
di grandi settori delimitati da strade principali di P.R.G. Tali P.P. saranno sottoposti alle normali procedure di approvazione e perfezionati da convenzione con l'Amministrazione a termine delle leggi vigenti. Per l'adempimento di programmi urbanistici di interesse comprenso- riale ed intercomunale, l'Amministrazione istituirà una Commissione per- manente di esperti che abbia funzioni consultive ed agisca di concerto con il Comitato per la Programmazione Economica Regionale. ART. 11 DISPOSIZIONI FINALI
ART. 11 DISPOSIZIONI FINALI
funzioni consultive ed agisca di concerto con il Comitato per la Programmazione Economica Regionale. ART. 11 DISPOSIZIONI FINALI In tutto ciò che non è in contrasto con le precedenti norme, valgono le disposizioni del vigente Regolamento Edilizio Comunale. APPENDICE AREE RESIDENZIALI E RELATIVE AREE DI SERVIZIO NON PREVISTE N.B. - Le aree sono contrassegnate da un numero corrispondente alle planimetrie di piano. Le aree' residenziali sono al netto di strade, parcheggi, rispetti stradali e autostradali. 77
ndente alle planimetrie di piano. Le aree' residenziali sono al netto di strade, parcheggi, rispetti stradali e autostradali. 77 CENTRO URBANO ZONE « B » DI COMPLETAMENTO Zone residenziali B1 (I.f.f. 3 mc/mq.)
- 27.360
- 95.000
- 50.560
- 23.720
- 13.000
- 11.280
- 5.400
9.720 5) 20.320 10) 20.960 mq. 277.320 Zone residenziali B2 (I.f.f. 1,5 mc/mq.)
- 4.240
- 15.800
- 1.840
- 8.400
- 5.840
5.840 4) 5.600 8) 2.464 mq. 50.024 Zone residenziali B3 (I.f.f. 5 mc/mq.)
- 11.600
- 25.320
- 1.840
- 8.400
- 5.840
5.840 4) 5.600 8) 2.464 mq. 50.024 Zone residenziali B3 (I.f.f. 5 mc/mq.)
- 11.600
- 25.320
7.280 2) 10.000 8) 49.440 14) 32.680 3) 10.800 9) 4.000 4) 4.440 10) 11.280 mq. 208.408 5) 8.960 11) 8.480 6) 13.680 12) 10.520 Aree per l'istruzione e le attrezzature di interesse comune
- 4.000
8.440 11) 12.400 2) 2.400 7) 960 12) 4.320 3) 1.320 8) 25.840 4) 1.520 9) 35.720 mq. 116.120 5) 4.800 10) 14.400 Aree verdi attrezzate a parco e per il gioco
- 33.200
- 5.280
- 25.840
- 1.520
- 35.720 mq. 116.120
- 4.800
- 14.400 Aree verdi attrezzate a parco e per il gioco
- 33.200
- 5.280
4.000 2) 5.600 8) 5.280 14) 6.120 3) 3.080 9) 2.400 15) 6.080 4) 9.400' 10) 16.120 16) 3.000 5) 3.680 11) 24.800 17) 1.500 6) 5.176 12) 21.520 18) 18.160 mq. 177.396 78 Parcheggi pubblici 1) 880 10) 3.120 19) 840 2) 400 11) 2.400 20) 352 3) 400 12) 640 21) 720 4) 1.840 13) 4.000 22) 560 5) 2.680 14) 2.400 23) 2.400 6) 720 15) 1.840 24) 880 7) 2.760 16) 920 25) 360 8) 2.540 17)
0 21) 720 4) 1.840 13) 4.000 22) 560 5) 2.680 14) 2.400 23) 2.400 6) 720 15) 1.840 24) 880 7) 2.760 16) 920 25) 360 8) 2.540 17) 4.320 26) 840 9) 2.720 18) 1.930 mq. 43.462 CENTRO URBANO - ZONE « C » DI ESPANSIONE Zone residenziali C1 (I.f.f. 4 mc/mq.)
- 46.360
35.200 2) 45.520 7) 28.040 3) 4.000 8) 36.955 4) 47.600 9) 21.000 5) 39.200 mq. 303.857 Zone residenziali C2 (I.f.f. 3 mc/mq.)
- 33.400
5.880 2) 27.400 6) 23.200 3) 7.800 7) 9.200 4) 11.820 mq. 118.200 Zone residenziali C3 (I.f.f. 1,5 mc/mq.)
mc/mq.)
- 33.400
5.880 2) 27.400 6) 23.200 3) 7.800 7) 9.200 4) 11.820 mq. 118.200 Zone residenziali C3 (I.f.f. 1,5 mc/mq.)
- 26.680
- 26.400
13.200 2) 4.320 7) 19.800 12) 8.960 3) 5.880 8) 31.960 4) 39.480 9) 13.760 mq. 236.230 5) 18.000 10) 27.800 Zone residenziali C4 (I.f.f. 0,5 mc/mq.)
- 48.560 mq. 79 Aree per l'istruzione e le attrezzature di interesse comune
- 12.600
6.760 2) 25.440 10) 10.980 3) 51.960 12) 12.100 4) 38.600 5) 5.600 mq. 177.080 6) 13.040
zature di interesse comune
- 12.600
6.760 2) 25.440 10) 10.980 3) 51.960 12) 12.100 4) 38.600 5) 5.600 mq. 177.080 6) 13.040 Aree verdi attrezzate a parco e per il gioco
- 17.160
1.200 24) 8.600 2) 16.800 12) 2.600 25) 4.320 3) 8.420 13) 3.600 26) 1.200 4) 13.800 14) 15.420 27) 1.700 5) 1.200 15) 6.800 28) 17.840 6) 5.280 15) 3.600 29) 13.760 7) 3.280 17) 5.400 8) 2.000 18) 7.600 mq. 356.100 9) 35.600 19) 7.480 10) 83.160 20) 6.240 Parcheggi pubblici 1) 1.200 10) 1.200 19) 8.160 2) 1.600 11) 3.000
7.600 mq. 356.100 9) 35.600 19) 7.480 10) 83.160 20) 6.240 Parcheggi pubblici 1) 1.200 10) 1.200 19) 8.160 2) 1.600 11) 3.000 20) 6.400 3) 2.400 12) 960 21) 2.000 4) 1.920 13) 2.800 22) 2.360 5) 1.680 14) 1.400 23) 1.480 6) 5.400 15) 1.480 24) 6.960 7) 6.240 16) 6.000 25) 560 8) 4.320 17) 12.400 26) 720 9) 1.200 18) 2.800 mq. 86.640 CENTRO STORICO (Città alta e Città bassa) (AREE VINCOLATE E SERVIZI) Verde pubblico attrezzato a parco 30) 2.800 35) 2.000 40) 22.400 31) 11.600 36) 6.000 41) 2.400 32) 8.400
E VINCOLATE E SERVIZI)
E VINCOLATE E SERVIZI) Verde pubblico attrezzato a parco 30) 2.800 35) 2.000 40) 22.400 31) 11.600 36) 6.000 41) 2.400 32) 8.400 37) 16.000 42) 3.200 33) 6.400 38) 1.800 34) 800 39) 5.600 mq. 89.400 80 Parcheggi pubblici 27) 560 31) 1.500 35) 1.800 28) 1.800 32) 3.600 36) 1.300 29) 2.880 33) 4.400 37) 1.200 30) 880 34) 800 mq. 19.420 Aree per l'istruzione e le attrezzature d'interesse comune 7) 10.960 8) 7.480 9) 6.760 11) 8.800 mq. 34.000 ESPANSIONI LITORANEE LUNGO LA STRADA PROV.LE MEDIANA
ESPANSIONI LITORANEE LUNGO LA STRADA PROV.LE MEDIANA
zzature d'interesse comune 7) 10.960 8) 7.480 9) 6.760 11) 8.800 mq. 34.000 ESPANSIONI LITORANEE LUNGO LA STRADA PROV.LE MEDIANA Zone residenziali C3 (I.f.f. 1,5 mc/mq.)
- mq. 35.200 Zone residenziali C4 (I.f.f. 0,5 mc/mq.)
- 37.600
- 272.000
48.000 2) 88.160 7) 153.600 12) 13.120 3) 59.200 8) 161.920 13) 57.600 4) 83.680 9) 172.800 5) 259.040 10) 101.600 mq. 1.508.320 Zone residenziali C5 (I.f.f. 0,3 mc/mq.)
- 191.840
- 52.800
- 45.280
- 208.000
- 88.320
- 188.800
- 26.800 mq. 801.840
20 Zone residenziali C5 (I.f.f. 0,3 mc/mq.)
- 191.840
- 52.800
- 45.280
- 208.000
- 88.320
- 188.800
- 26.800 mq. 801.840 Zone alberghiere (I.f.f. 3 mc/mq.)
- 198.400
- 142.400 mq. 340.800 81 Aree per l'istruzione e le attrezzature di interesse comune
- 7.360
11.200 15) 6.800 2) 26.800 9) 16.900 16) 26.500 3) 20.160 10) 20.320 17) 5.600 4) 5.920 11) 15.840 18) 6.240 5) 1.440 12) 12.040 19) 19.680 6) 8.000 13) 5.600 7) 20.400 14) 8.000 mq. 254.800 Aree verdi attrezzate a parco e per il gioco 1)
) 1.440 12) 12.040 19) 19.680 6) 8.000 13) 5.600 7) 20.400 14) 8.000 mq. 254.800 Aree verdi attrezzate a parco e per il gioco 1) 80.800 16) 10.720 31) 58.720 45) 7.840 2) 28.800 17) 20.160 32) 48.000 46) 9.120 3) 16.160 18) 54.240 33) 24.160 47) 30.240 4) 13.120 19) 204.640 34) 11.040 48) 94.880 5) 4.320 20) 29.760 35) 39.200 49) 13.440 6) 2.720 21) 10.720 36) 9.600 50) 27.040 7) 8.960 22) 1.440 36-bis) 12.000 51) 22.880 8) 60.000 23) 36.480 37) 41.920 52) 30.400 9) 9.440 24) 77.680 38) 27.360 53) 3.840 10)
.960 22) 1.440 36-bis) 12.000 51) 22.880 8) 60.000 23) 36.480 37) 41.920 52) 30.400 9) 9.440 24) 77.680 38) 27.360 53) 3.840 10) 9.440 25) 10.080 39) 36.320 54) 10.720 11) 9.760 26) 5.760 40) 32.240 55) 9.120 12) 17.280 27) 8.960 41) 140.640 56) 15.200 13) 116.960 28) 21.600 42) 28.480 14) 13.440 29) 11.360 43) 8.320 mq. 1.726.070 15) 10.880 30) 5.920 44) 21.760 Parcheggi pubblici
- 3.200
- 43.040
1.600 2) 4.480 14) 3.840 26) 3.200 3) 640 15) 3.200 27) 5.600 4) 19.520 16) 42.440 28) 4.160 5) 2.080
ESPANSIONI PEDEMONTANE LUNGO L'ASSE MARE-MONTI DI P.R.G.
ci
- 3.200
- 43.040
1.600 2) 4.480 14) 3.840 26) 3.200 3) 640 15) 3.200 27) 5.600 4) 19.520 16) 42.440 28) 4.160 5) 2.080 17) 3.360 29) 4.640 6) 4.640 18) 2.720 30) 17.600 7) 1.440 19) 4.640 31) 9.920 8) 1.280 20) 1.600 32) 40.000 9) 3.520. 21) 3.680 33) 5.760 10) 19.680 22) 2.080 34) 9.600 11) 14.240 23) 22.880 12) 6.560 24) 2.400 mq. 318.540 82 ESPANSIONI PEDEMONTANE LUNGO L'ASSE MARE-MONTI DI P.R.G. Zone residenziali C4 (I.f.f. 0,5 mc/mq.)
- 9.000
- 210.000
- 35.000
- 85.000
- 66.000
ANE LUNGO L'ASSE MARE-MONTI DI P.R.G.
ANE LUNGO L'ASSE MARE-MONTI DI P.R.G. Zone residenziali C4 (I.f.f. 0,5 mc/mq.)
- 9.000
- 210.000
- 35.000
- 85.000
- 66.000
- 175.000
- 220.000
- 85.000 mq. 800.000 Zone alberghiere (I.f.f. 1 mc/mq.)
- 48.000 mq. Aree di servizio per l'istruzione e le attrezzature collettive, i parcheggi pubblici
- 3.000
- 9.000
- 9.000
- 15.700
- 25.000
- 13.000 mq. 74.700 Verde pubblico attrezzato a parco e per il gioco
- 26.000
- 25.000
- 82.000
- 18.000
- 20.000
- 9.000
- 123.000
- 48.000
BORGO HERMADA
Verde pubblico attrezzato a parco e per il gioco
- 26.000
- 25.000
- 82.000
- 18.000
- 20.000
- 9.000
- 123.000
- 48.000 mq. 351.000 BORGO HERMADA Zone residenziali C3 (I.f.f. 1,5 mc/mq.)
- 386.000 mq. Aree di servizio per l'istruzione, le attrezzature collettive e i parcheggi pubblici
- 68.385 mq. Verde pubblico attrezzato a parco e per il gioco
- 55.000
- 26.000 Totale 181.000 mq. 83 CALCOLO DEGLI ABITANTI E DELLE ATTREZZATURE DI SERVIZIO (suddiviso per località e tipi di nome)
CALCOLO DEGLI ABITANTI E DELLE ATTREZZATURE DI SERVIZIO
- 26.000 Totale 181.000 mq. 83 CALCOLO DEGLI ABITANTI E DELLE ATTREZZATURE DI SERVIZIO (suddiviso per località e tipi di nome) Paramento di calcolo 80 mc. per abit. N.B.: a) Al fine del calcolo degli abitanti, si è supposto che per ogni abitante, insediato 0 da insediare, corrisponda mediamente una superficie abitativa lorda di 25 mq. pari a 80 mc. v.p.p. b) Nel rispetto di quanto prescritto dal D.M. 2-4-1968 sono stati rispettati i seguenti parametri minimi: mq. 4,50 ab-aree per l'istruzione d'obbligo
anto prescritto dal D.M. 2-4-1968 sono stati rispettati i seguenti parametri minimi: mq. 4,50 ab-aree per l'istruzione d'obbligo mq. 2,00 ab-aree per le attrezzature d'interesse comune mq. 9,00 ab-aree per parchi e attrezzature per il gioco e lo sport mq. 2,50 ab-aree per parcheggi pubblici c) Detti parametri sono stati incrementati per quanto riguarda il verde a 15 mq/ab sul litorale del porto, al confine col Co- mune di S. Felice Circeo, ciò per tener conto della presenza
arda il verde a 15 mq/ab sul litorale del porto, al confine col Co- mune di S. Felice Circeo, ciò per tener conto della presenza del mare e della vocazione turistica di dette aree. In partico- lare dal Canale Portatore fino al Canale Sisto e oltre tali aree sono ulteriormente incrementate e parzialmente attrezzate a parcheggio. d) Si sono inoltre assegnati a livello comunale 1,5 mq/ab per le scuole di istruzione superiore, 15 mq/ab destinati a parco ter-
CENTRO URBANO 85 (CENTRO STORICO E ZONE B DI COMPLETAMENTO)
d) Si sono inoltre assegnati a livello comunale 1,5 mq/ab per le scuole di istruzione superiore, 15 mq/ab destinati a parco ter- ritoriale e 1 mq/ab per le attrezzature sanitarie e ospedaliere. e) I parametri di cui ai punti a) e b), sono stati ridotti al 50% in tutte le zone B di completamento del centro urbano e per il centro storico. CENTRO URBANO 85 (CENTRO STORICO E ZONE B DI COMPLETAMENTO) Detrazione 10% Superficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria
ONE B DI COMPLETAMENTO)
ONE B DI COMPLETAMENTO) Detrazione 10% Superficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria fondiaria mc X ab Abitanti mq secondar. mc mq mc/mq mq Centro storico
8.000 Zone B1 277.320 27.732 249.588 3 748.764 80 9.359 Zone B2 50.024 5.002 45.022 1,5 67.533 80 844 Zone B3 208.408 20.840 187.568 5 937.840 80 11.723 Totali 535.752 53.574 482.178 1.754.137 29.926 Attrezzature collettive - Previsioni di P.R.G. Area prevista Abitanti Parametro d'obbligo
CENTRO URBANO 87 (ZONE C DI ESPANSIONE)
35.752 53.574 482.178 1.754.137 29.926 Attrezzature collettive - Previsioni di P.R.G. Area prevista Abitanti Parametro d'obbligo Parametro di piano Attrezzature mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 265.796 29.926 4,5 8.88 Aree per l'istruzione e le attrezzature di interesse comune 98.471 29.926 3,25 3,29 Aree per l'istruzione supe- riore 44.889 29.926 1,5 1,5 Parcheggi pubblici 62.882 29.926 1,25 2,24 Totale aree previste 478.798 CENTRO URBANO 87 (ZONE C DI ESPANSIONE) Detrazione 10% Superficle
CENTRO URBANO 87 (ZONE C DI ESPANSIONE)
pubblici 62.882 29.926 1,25 2,24 Totale aree previste 478.798 CENTRO URBANO 87 (ZONE C DI ESPANSIONE) Detrazione 10% Superficle Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria fondiaria mc X ab Abitanti mq secondar. mc mq mc/mq mq Zone C1 303.857 30.385 273.472 4 1.093.888 80 13.673 Zone C2 118.200 11.820 106.380 3 319.140 80 3.989 Zone C3 236.230 23.623 212.607 1,5 318.910 80 3.986, Zone C4 48.560 4.856 43.704 0,5 21.852 80 273 Totali 729 070 72.907 656.163 1.833.790 21.000
3.623 212.607 1,5 318.910 80 3.986, Zone C4 48.560 4.856 43.704 0,5 21.852 80 273 Totali 729 070 72.907 656.163 1.833.790 21.000 Attrezzature collettive Previsioni di P.R.G. Area prevista Abitanti Parametro d'obbligo Parametro di piano Attrezzature mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 356.100 21.000 1,5 16,95 Aree per l'istruzione e le attrezzature di interesse comune 142.699 21.000 6,5 6,79 Aree per l'istruzione supe- riore 34.381 21.000 1,5 1,5 Parcheggi pubblici 86.640 21.000 2,5 4,12
ESPANSIONI LITORANEE 89 LUNGO LA STRADA PROVINCIALE MEDIANA ZONE AGRICOLE RETROS
comune 142.699 21.000 6,5 6,79 Aree per l'istruzione supe- riore 34.381 21.000 1,5 1,5 Parcheggi pubblici 86.640 21.000 2,5 4,12 Totale aree previste 619.820 ESPANSIONI LITORANEE 89 LUNGO LA STRADA PROVINCIALE MEDIANA ZONE AGRICOLE RETROSTANTI Detrazione 10% Superficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria fondiaria mc X ab Abitanti mq secondar. mc mq mc/mq mq Zone C3 35.200 3.520 31.680 1,5 475.200 80 5.940 Zone C4 1.508.320 150.832 1.357.488 0,5 678.744 80 8.484
condar. mc mq mc/mq mq Zone C3 35.200 3.520 31.680 1,5 475.200 80 5.940 Zone C4 1.508.320 150.832 1.357.488 0,5 678.744 80 8.484 Zone C5 801.840 80.184 721.656 0,3 216.496 80 2.706 Zone alberghiere 340.800 34.080 306.720 3 920.160 85 10.825 Zone agricole
5.000 Totali 2.686.160 268.616 2.417.544 2.290.600 32.955 Attrezzature collettive Previsioni di P.R.G. Area prevista Abitanti Parametro d'obbligo Parametro di piano Attrezzature mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 1.726.070 32.955 15 52,37
ESPANSIONI PEDEMONTANE LUNGO L'ASSE-DI P.R.G. 91 MARE-MONTE
a Abitanti Parametro d'obbligo Parametro di piano Attrezzature mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 1.726.070 32.955 15 52,37 Aree per l'istruzione e le attrezzature di interesse comune 221.481 32.955 6,5 6,72 Aree per l'istruzione supe- riore 33.319 22.213 1,5 1,5 Parcheggi pubblici 318.540 32.955 2,5 9,66 Totale aree previste 2.299.410 ESPANSIONI PEDEMONTANE LUNGO L'ASSE-DI P.R.G. 91 MARE-MONTE Detrazione 10% Superficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria
DI P.R.G. 91 MARE-MONTE
DI P.R.G. 91 MARE-MONTE Detrazione 10% Superficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria fondiaria mc X ab Abitanti mq secondar. mc mq mc/mq mq Zone C4 800.000 80.000 720.000 0,5 360.000 80 4.500 Zone alberghiere 48.000 4.800 43.200 1 43.200 80 540 Totali 848.000 84.800 763.200 403.200 5.040 Attrezzature collettive Previsioni di P.R.G. Area prevista Abitanti Attrezzature Parametro d'obbligo Parametro di piano mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 351.000 5.040 15
BORGO HERMADA
a prevista Abitanti Attrezzature Parametro d'obbligo Parametro di piano mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 351.000 5.040 15 69,64 Aree di servizio per l'istru- zione e le attrezzature col- lettive 54.600 5.040 6,5 10,83 Aree per l'istruzione supe- riore 7.560 5.040 1,5 1,5 Parcheggi pubblici 12.600 5.040 2,5 2,5 Totale aree previste 425.760 93 BORGO HERMADA Detrazione 10% Superficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria fondiaria mc x ab Abitanti ma secondar. mc
rficie Indice di fabbr. Superficie per viabilità Cubatura Aree residenziali fondiaria fondiaria mc x ab Abitanti ma secondar. mc mq mc/mq mq Zone C3 386.000 38.600 347.400 1,5 521.100 80 6.513 Attrezzature collettive - Previsioni di P.R.G. Area prevista Abitanti Parametro d'obbligo Parametro di piano Attrezzature mq ab mq/ab mq/ab Aree verdi attrezzate 181.000 6.513 9 27,00 Aree di servizio per l'istru- zione e le attrezzature col- lettive 42.334 6.513 6,5
- Aree per l'istruzione supe- riore 9.769 6.513 1,5
servizio per l'istru- zione e le attrezzature col- lettive 42.334 6.513 6,5
- Aree per l'istruzione supe- riore 9.769 6.513 1,5 Parcheggi pubblici 16.282 6.513 2,5 Totale aree previste 249.385
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