piano regolatore generale del comune di misterbianco. - indice
Comune di Misterbianco · Catania, Sicilia
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PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 1 INDICE
- PREMESSE. ............................................................................................ 3
- CONTENUTI ED OBIETTIVI DELLO SCHEMA DI MASSIMA. ................................... 7
- CENNI STORICI. ....................................................................................17
..................... 7 3. CENNI STORICI. ....................................................................................17 3.1 La città antica ................................................................................18 3.2 La città moderna. ............................................................................22 4. CENNI GEOGRAFICO-TERRITORIALI SULLA CITTA’ DI MISTERBIANCO ................... 24 5. SINTESI DELLO STUDIO IDRO-GEO-LOGICO-MORFOLOGICO. .............................. 27
A’ DI MISTERBIANCO ................... 24 5. SINTESI DELLO STUDIO IDRO-GEO-LOGICO-MORFOLOGICO. .............................. 27 5.1 Geologia .......................................................................................29 5.2 Tettonica ......................................................................................31 5.2.1 Strutture tettoniche mediopleistoceniche ........................................... 31
................................31 5.2.1 Strutture tettoniche mediopleistoceniche ........................................... 31 5.2.2 Dominio di piega ......................................................................33 5.3 Geomorfologia .................................................................................33 5.4 Idrogeologia ...................................................................................37
.......................33 5.4 Idrogeologia ...................................................................................37 5.5 Pericolosità geologiche ........................................................................41 5.6 Pericolosità sismica locale ....................................................................47 5.7 Prescrizioni Esecutive .......................................................................49
.........................47 5.7 Prescrizioni Esecutive .......................................................................49 6. SINTESI DELLO STUDIO AGRICOLO-FORESTALE. ............................................. 51 6.1 STUDIO DEL PAESAGGIO, DELLA VEGETAZIONE E DELL’USO DEL SUOLO.......... 56 6.2. INDIVIDUAZIONE E STUDIO DELLE AREEE BOSCHIVE ................................ 60 6.3 STUDIO E INDIVIDUAZIONE DELLE AREE COLPITE DA INCENDI; ................... 62
E BOSCHIVE ................................ 60
E BOSCHIVE ................................ 60 6.3 STUDIO E INDIVIDUAZIONE DELLE AREE COLPITE DA INCENDI; ................... 62 6.4. APPROVVIGGIONAMENTO IDRICO ED ANALISI DELLE SUPERFICI IRRIGUE ........ 64 7. LA DEMOGRAFIA. ...................................................................................65 8. I NUCLEI ABITATIVI NEL TERRITORIO.........................................................78 8.1. STIMA DEL FABBISOGNO RESIDENZIALE. .............................................. 79
....................................78 8.1. STIMA DEL FABBISOGNO RESIDENZIALE. .............................................. 79 9. L’ ECONOMIA. .......................................................................................88 10. DIMENSIONAMENTO DEL PIANO E CONSIDERAZIONI PROGETTUALI. ................... 90 11. I SERVIZI. .........................................................................................93
.................. 90 11. I SERVIZI. .........................................................................................93 11.1 AREE PER L'ISTRUZIONE. .................................................................95 11.2 ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE ................................................ 96 11.3 AREE A VERDE. ..............................................................................97 11.4 AREE PER PARCHEGGI. ......................................................................97
............................97 11.4 AREE PER PARCHEGGI. ......................................................................97 11.5 INDICAZIONI PROGETTUALI. ............................................................. 98
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 2 12. IL SISTEMA DELLA MOBILITA’..................................................................99 13. LA ZONIZZAZIONE URBANISTICA. .......................................................... 106 13.1. AMBITI URBANI DI INTERESSE STORICO O DI PARTICOLARE PREGIO
AMBIENTALE URBANISTICO - ZONA A............................................. 106
.......................................................... 106 13.1. AMBITI URBANI DI INTERESSE STORICO O DI PARTICOLARE PREGIO AMBIENTALE URBANISTICO - ZONA A............................................. 106 13.1.1 Il centro storico e la “Variante di specificazione”. .......................... 108 13.2. AMBITI URBANI RESIDENZIALI TOTALMENTE O PARZIALMENTE EDIFICATI DIVERSI DALLE ZONE TERRITORIALI OMOGENEE A – ZONE B. ................ 112
RBANI RESIDENZIALI TOTALMENTE O PARZIALMENTE EDIFICATI
RBANI RESIDENZIALI TOTALMENTE O PARZIALMENTE EDIFICATI DIVERSI DALLE ZONE TERRITORIALI OMOGENEE A – ZONE B. ................ 112 13.3. LE AREE DI ESPANSIONE, LE AREA RISORSA (Ar) PEREQUATE – ZONE C. ... 113 13.4. GLI AMBITI DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – ZONE D. ......................... 115 13.5. GLI AMBITI RURALI – ZONE E. ...................................................... 117 13.6 LE AREE DESTINATE ALLE ATTREZZATURE ED AI SERVIZI. .................... 117
........................................... 117 13.6 LE AREE DESTINATE ALLE ATTREZZATURE ED AI SERVIZI. .................... 117 13.7. IL SISTEMA DEL VERDE. .............................................................. 118 14. LA PEREQUAZIONE NEL PIANO URBANISTICO. ............................................ 120 ALLEGATI ............................................................................................ 124
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 3
- PREMESSE. Il Piano Regolatore Generale Comunale rappresenta, attualmente, il principale strumento della pianificazione urbanistica, anche se opera limitatamente al ristretto ambito di ciascun Comune. La legislazione urbanistica vigente, relativamente al piano regolatore generale, prende i
al ristretto ambito di ciascun Comune. La legislazione urbanistica vigente, relativamente al piano regolatore generale, prende i passi dalla legge urbanistica 17 agosto 1942 n.1150, modificata ed integrata poi dalle leggi 6 agosto 1967 n.765, 19 novembre 1968 n.1187, 1° giugno 1971 n.291 e 22 ottobre 1971 n.865, da correlarsi ulteriormente con la legge sulla edificazione dei suoli, la legge 28 gennaio 1977 n.10 ed, in ultimo, con il D.P.R. 380/2001.
si ulteriormente con la legge sulla edificazione dei suoli, la legge 28 gennaio 1977 n.10 ed, in ultimo, con il D.P.R. 380/2001. Il Piano Regolatore Generale nella regione Sicilia è, altresì, regolato dalle LL. RR. 27 dicembre 1978 n.71 e 30 aprile 1991 n.15, nonché da una nutrita serie di decreti a circolari assessoriali. Successivamente, le leggi regionali nn.9/93, 4/94 e 17/94 hanno apportato modifiche relative al processo di formazione ed adozione dei piani regolatori generali da
parte degli organi consiliari comunali.
nn.9/93, 4/94 e 17/94 hanno apportato modifiche relative al processo di formazione ed adozione dei piani regolatori generali da parte degli organi consiliari comunali. In linea con tali orientamenti, in data 19 novembre 2001, con Decreto n. 621 del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dell’Urbanistica, ai sensi e per gli effetti dell’art. 4 della L.R. n. 71/78, veniva approvato con modifiche e reso esecutivo il Piano
rbanistica, ai sensi e per gli effetti dell’art. 4 della L.R. n. 71/78, veniva approvato con modifiche e reso esecutivo il Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco, adottato con delibera consiliare n. 124 del 14.10.1997. In considerazione del tenore di detta convalida e delle premesse contenute nel relativo decreto di approvazione del vigente strumento urbanistico generale del Comune di Misterbianco, nonché dell’evolversi della disciplina urbanistica, si rendeva necessario avviare
banistico generale del Comune di Misterbianco, nonché dell’evolversi della disciplina urbanistica, si rendeva necessario avviare un procedimento di adeguamento della pianificazione attuale in linea con le esigenze di continuo adattamento alla mutevolezza della realtà contingente. Inoltre, il mutato scenario infrastrutturale, relazionale, territoriale ed economico, delineatosi nell’ambito geografico di riferimento cui appartiene il Comune misterbianchese,
azionale, territoriale ed economico, delineatosi nell’ambito geografico di riferimento cui appartiene il Comune misterbianchese, ed i nuovi sistemi di forme istituzionali attivati per avviare proficui processi di crescita del contesto locale (agenzie di sviluppo, procedure a bando, strumenti della programmazione negoziata) inducevano l’Amministrazione ad intraprendere un processo di revisione dello strumento urbanistico vigente, di cui si è detto.
) inducevano l’Amministrazione ad intraprendere un processo di revisione dello strumento urbanistico vigente, di cui si è detto. Tutto quanto sopra detto è ulteriormente avvalorato dal variato contesto normativo di riferimento, e più specificatamente dalla mutata durata del regime vincolistico preordinato alle espropriazioni per pubblica utilità connesse agli strumenti urbanistici, a seguito dell’entrata in vigore, anche in Sicilia, del D.P.R. n. 327/2001 come recepito dall’art. 36 della
rumenti urbanistici, a seguito dell’entrata in vigore, anche in Sicilia, del D.P.R. n. 327/2001 come recepito dall’art. 36 della L.R. 7/2002 (successivamente integrato con l’art. 24 della L.R. 7/2003), il quale ha ridotto da decennale in quinquennale l’efficacia di detto regime vincolistico.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 4 Ritenuto, quindi, che il Piano Regolatore Generale costituisce imprescindibile strumento di base per ogni attività amministrativa comunale e per lo sviluppo economico-sociale della comunità, oltre ad essere indispensabile strumento di tutela ambientale, si è proceduto, per
lo sviluppo economico-sociale della comunità, oltre ad essere indispensabile strumento di tutela ambientale, si è proceduto, per le motivazioni e considerazioni nel seguito meglio enucleate, ad avviare l’iter per la revisione e rielaborazione generale del P.R.G. conferendone incarico, con determinazione sindacale n.54 del 15.11.06, al personale del XIII Settore Urbanistica, con la consulenza tecnico- scientifica ed il coordinamento della progettazione del dott. ing. Maurizio Erbicella
re Urbanistica, con la consulenza tecnico- scientifica ed il coordinamento della progettazione del dott. ing. Maurizio Erbicella (determinazione sindacale n.102 del 31.12.07 e determinazione del responsabile del settore n.3152 del 31.12.07), e redigendo le preliminari le direttive programmatiche, ex art. 3 L. R. n. 15 del 30/04/1991. Collateralmente, reputandosi fondamentale la compartecipazione degli attori locali al fine di supportare, in un‘ottica partecipativa, consultiva e di democratica condivisione,
mpartecipazione degli attori locali al fine di supportare, in un‘ottica partecipativa, consultiva e di democratica condivisione, l’azione amministrativa de quo su problematiche generali connesse alla revisione e gestione dello strumento urbanistico, nel corso degli incontri tenutisi alla presenza dei rappresentanti delle categorie sociali e professionali e delle associazioni di categoria, nonché delle forze politiche, culturali, sociali, imprenditoriali e produttive locali, che, in quanto operanti
oni di categoria, nonché delle forze politiche, culturali, sociali, imprenditoriali e produttive locali, che, in quanto operanti nell’ambito del territorio comunale, sono direttamente interessate alle scelte di pianificazione che il Comune andrà ad adottare, si è provveduto a tracciare, per grandi linee, la metodologia di lavoro per la costruzione della nuova dimensione di progettualità del P.R.G. in un territorio, come quello di Misterbianco, di forte competitività rispetto al sistema e
mensione di progettualità del P.R.G. in un territorio, come quello di Misterbianco, di forte competitività rispetto al sistema e capace di esprimere svariate condizioni di premialità. Si rassegna, pertanto, l’azione amministrativa posta in essere attraverso l’enucleazione degli atti consequenziali: determinazione sindacale n.54 del 15.11.06 di conferimento incarico al Settore Urbanistica dell’Ente per la relazione descrittiva finalizzata alla stesura delle
l 15.11.06 di conferimento incarico al Settore Urbanistica dell’Ente per la relazione descrittiva finalizzata alla stesura delle Direttive Generali per la redazione della Variante Generale del Piano Regolatore Generale approvato con decreto Dir. N. 621/DRU del 19 novembre 2001; determinazione sindacale n.102 del 31.12.07 di conferimento incarico al 13° Settore “Urbanistica” per l’espletamento delle attività relative alla revisione e rielaborazione
di conferimento incarico al 13° Settore “Urbanistica” per l’espletamento delle attività relative alla revisione e rielaborazione del Piano Regolatore Generale e del Regolamento Edilizio Comunale, ai sensi dell’art. 2 della legge regionale 27 dicembre 1978, n.71 e s.m.i e dell’art.3 della legge regionale 30 aprile 1991 n.15 e s.m.i. nonché di conferimento incarico di consulenza professionale e collaborazione esterna all’ing. Erbicella Maurizio;
n.15 e s.m.i. nonché di conferimento incarico di consulenza professionale e collaborazione esterna all’ing. Erbicella Maurizio; determinazione del responsabile del settore n.3152 del 31.12.07 di approvazione del disciplinare di incarico; adozione delle “ Direttive generali per la revisione e rielaborazione generale del P.R.G. ex art.3 L.R. 15/91”, redatte dal personale del XIII Settore Urbanistica, con la
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 5 consulenza tecnico-scientifica ed il coordinamento del dott. ing. Maurizio Erbicella, avvenuta con delibera del Consiglio Comunale n. 57 del 17/12/2008; Determinazione Sindacale n. 24 del 08.06.2009 di affidamento incarico per l’aggiornamento dello studio geologico del territorio comunale a supporto della
n. 24 del 08.06.2009 di affidamento incarico per l’aggiornamento dello studio geologico del territorio comunale a supporto della revisione e rielaborazione generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco al Dott. Geol. Salvatore Torrisi; Determinazione Sindacale n. 23 del 08.06.2009 di affidamento incarico per l’aggiornamento dello studio agricolo forestale a supporto della revisione e rielaborazione generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco ai
icolo forestale a supporto della revisione e rielaborazione generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco ai sensi dell'art.2 della legge regionale 27/12/1978 n.71 e dell'art.3 della legge regionale 30/04/1991 n.15 al Dott. Agr. Antonino Torre; Determinazione Sindacale n.52 del 23/12/2009 di affidamento incarico per la redazione del Rapporto ambientale del processo di Valutazione Ambientale Strategica
el 23/12/2009 di affidamento incarico per la redazione del Rapporto ambientale del processo di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) del Piano regolatore Generale del Comune di Misterbianco, ai sensi dell’art. 13 comma 3 e Allegato VI D. Lgs. N. 152 del 03.04.06 e s.m.i., al Dott. Arch. Agnello Antonella Carmela; il Comune di Misterbianco, in qualità di autorità procedente, ha, infatti, richiesto l’avvio della procedura di valutazione ambientale strategica alla
nco, in qualità di autorità procedente, ha, infatti, richiesto l’avvio della procedura di valutazione ambientale strategica alla redigenda revisione generale del Piano regolatore comunale. Precedentemente all’adozione dello Schema di massima, l’Ufficio del Piano, con il coordinamento del dott. ing. Maurizio Erbicella, ha provveduto, altresì, ad acquisire: la base cartografia aerofotogrammetrica C.T.R. in scala 1:10000, relativa a tutto il
la, ha provveduto, altresì, ad acquisire: la base cartografia aerofotogrammetrica C.T.R. in scala 1:10000, relativa a tutto il territorio comunale redatta nel 2004 su base di volo del 1997 (Autorizzazione S.M.A. N. 1-002 del 03-01-98, Esecuzione: A.T.I. S.A.S. s.r.l. (Capogruppo) - PALERMO R.T.A. s.r.l. Busso - Campobasso S.T.A. s.r.l. Firenze - Studio A s.r.l. Firenze, Progettazione: Arch. Maria Donatella Borsellino - Ing. Salvatore Cirone, Direzione lavori: Ing.
renze - Studio A s.r.l. Firenze, Progettazione: Arch. Maria Donatella Borsellino - Ing. Salvatore Cirone, Direzione lavori: Ing. Salvatore Cirone, Collaudatore: arch. Giovanni Ciotta). Le cinque sezioni della aerofotogrammetria della Carta Tecnica Regionale in scala 1:10.000 su cui ricade il territorio comunale sono:
- SEZIONE 633080 Motta Sant’Anastasia
- SEZIONE 633120 Masseria Santa Lucia
- SEZIONE 634010 Mascalucia
- SEZIONE 634050 Misterbianco
- SEZIONE 634090 Bicocca
astasia
- SEZIONE 633120 Masseria Santa Lucia
- SEZIONE 634010 Mascalucia
- SEZIONE 634050 Misterbianco
- SEZIONE 634090 Bicocca la base aerofotogrammetria numerica C.N.R. in scala 1:2.000 redatta nel 2005 su base di volo dell’agosto 2003 (Esecuzione: A.T.I. Impresa Rossi Luigi s.r.l. Firenze (Capogruppo) - R.A.T.I. s.r.l. Firenze; Direzione lavori: ing. Salvatore Cirone,
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 6 Collaudatore: Ing. Pietro Alfredo Scaffidi Abbate) e consegnata dalla Regione Siciliana al Comune; i dati statistici riferenti alla popolazione residente; le indicazioni relative a piani attuativi in precedenza adottati; indicazioni relative a concessioni edilizie di recente rilascio;
ndicazioni relative a piani attuativi in precedenza adottati; indicazioni relative a concessioni edilizie di recente rilascio; cartografia relativa ai vincoli di natura idro-geologica; notizie e atti della Soprintendenza per i Beni AA. e CC., relativamente al Centro Storico ed alle aree d’interesse archeologico; notizie ed atti dell'Ufficio del Genio Civile, relativamente ad eventuali vincoli di natura geologica e/o sismica;
COMUNE DI MISTERBIANCO - ATTUAZIONE
cheologico; notizie ed atti dell'Ufficio del Genio Civile, relativamente ad eventuali vincoli di natura geologica e/o sismica; notizie e indicazioni relative alle Opere Pubbliche Comunali, in corso di realizzazione. Il gruppo di progettazione ha, inoltre, proceduto alla verifica ed aggiornamento della situazione relativa all’analisi dell’attuale stato di fatto dei servizi esistenti redigendo, all’uopo, il documento avente per oggetto: “ COMUNE DI MISTERBIANCO - ATTUAZIONE
COMUNE DI MISTERBIANCO - ATTUAZIONE
stato di fatto dei servizi esistenti redigendo, all’uopo, il documento avente per oggetto: “ COMUNE DI MISTERBIANCO - ATTUAZIONE DELLO STRUMENTO URBANISTICO GENERALE APPROVATO CON DECRETO DEL DIR. GEN. N.621/D.R.U. DEL 19.11.01 VIGENTE IN REGIME DI SCADENZA DEI VINCOLI.” al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 7 2. CONTENUTI ED OBIETTIVI DELLO SCHEMA DI MASSIMA. Nonostante, a tutt’oggi, non sia stata normata e definita univocamente la puntualizzazione dei contenuti dello studio di massima propedeutico alla stesura del P.R.G., esso è stato inteso, nel processo formativo del nuovo strumento urbanistico generale, come
propedeutico alla stesura del P.R.G., esso è stato inteso, nel processo formativo del nuovo strumento urbanistico generale, come una sorta di pre - piano, redatto sulla base degli studi preliminari, in particolare quello geologico, quello agricolo – forestale, oltre che della cartografia attualizzata e degli altri elementi forniti dall'Amministrazione. Il presente schema di massima del nuovo P.R.G. del Comune di Misterbianco, pertanto,
ltri elementi forniti dall'Amministrazione. Il presente schema di massima del nuovo P.R.G. del Comune di Misterbianco, pertanto, contiene elaborazioni sufficientemente avanzate e definite, al fine di porre il Consiglio Comunale in condizione di valutare le scelte effettuate, la loro coerenza con le Direttive approvate e scegliere, ove lo riterrà alla luce della “Interpretazione autentica dell’articolo 2 della legge regionale del 27 dicembre 1978, n. 71” di cui all’art. 102 della L.R. n. 4 del
rpretazione autentica dell’articolo 2 della legge regionale del 27 dicembre 1978, n. 71” di cui all’art. 102 della L.R. n. 4 del 16/04/2003, gli ambiti delle Prescrizioni Esecutive. Il progetto definitivo di P.R.G. risulterà, di conseguenza, essere un approfondimento dello Schema di Massima. Si riporta, pertanto, di seguito uno stralcio significativo delle “ Direttive generali per la revisione e rielaborazione generale del P.R.G. ex art.3 L.R. 15/91”, adottate con delibera del
delle “ Direttive generali per la revisione e rielaborazione generale del P.R.G. ex art.3 L.R. 15/91”, adottate con delibera del Consiglio Comunale n. 57 del 17/12/2008. « OMISSIS… Attualmente Misterbianco dispone, infatti, di uno strumento urbanistico, il Piano Regolatore Generale, approvato dall’A.R.T.A. con modifiche e prescrizioni con D.Dir. n.621/DRU del 19.11.01, per molti versi superato ed inadeguato a fronte delle successive argomentazioni:
prescrizioni con D.Dir. n.621/DRU del 19.11.01, per molti versi superato ed inadeguato a fronte delle successive argomentazioni:
- le previsioni e prescrizioni di cui al Decreto di approvazione hanno trovato solo una parziale attuazione, con l’eccezione dell’indagine ricognitiva del patrimonio edilizio di particolare pregio architettonico ricadente all’interno della zona perimetrata come “A” nel Piano Regolatore Generale del
zio di particolare pregio architettonico ricadente all’interno della zona perimetrata come “A” nel Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco, in ordine alla quale è stata redatta apposita “variante di specificazione”, adottata con atto deliberativo del. C.C. n. 53 del 10/10/2005 e approvata con Decreto Dirigenziale del Dipartimento Regionale dell’Urbanistica n 1350 del 29.11.2006. 2. per effetto del D.P.R. 08.06.01 n. 321, siccome recepito in Sicilia dall’art. 36 della L.R. n. 7 del
a n 1350 del 29.11.2006. 2. per effetto del D.P.R. 08.06.01 n. 321, siccome recepito in Sicilia dall’art. 36 della L.R. n. 7 del 02.08.02 così come modificato dall’art. 24 della L.R. 7 del 21/05/2003 e così come chiarito con decisione del C.G.A. sezione consultiva n. 461/2005 del 01.09.05, l’efficacia dei vincoli preordinati all’esproprio individuati nello strumento urbanistico si intendono decaduti, decorsi cinque anni dalla loro apposizione;
rdinati all’esproprio individuati nello strumento urbanistico si intendono decaduti, decorsi cinque anni dalla loro apposizione; 3. il Decreto Dirigenziale n°621/2001 e tutto l’iter approvativo dello strumento urbanistico generale del Comune di Misterbianco si rilevano essere atti complessi e non sempre univocamente intelligibili, asserzione accreditata dalle numerose richieste di pareri legali e di consulenza tecnica
non sempre univocamente intelligibili, asserzione accreditata dalle numerose richieste di pareri legali e di consulenza tecnica poste dall’U.T.C., nonchè dal D. Dir. 1195 del 23/10/2003 col quale l’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente riscontrava le istanze di chiarimento pervenute dall’Ufficio del PRG. 4. per dare chiara ed adeguata lettura degli elaborati di P.R.G: è stata redatta la proposta di delibera di Consiglio n. 2393 del 20.06.06 “Elaborati P.R.G. approvato con D.DIR.621/01.Presa d’atto
tata redatta la proposta di delibera di Consiglio n. 2393 del 20.06.06 “Elaborati P.R.G. approvato con D.DIR.621/01.Presa d’atto errata corrige.”, a tutt’oggi non ancora discussa. 5. i mutamenti economici e territoriali intervenuti negli ultimi anni e l’introduzione di nuove forme di finanziamento pubblico e privato, basate sulla programmazione concertata e negoziata, abbisognano
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 8 di una nuova ed innovativa pianificazione del territorio ed in particolare delle aree da destinare ad attività produttive ed ai servizi; 6. il mutato scenario infrastrutturale, relazionale, territoriale ed economico, delineatosi nell’ambito geografico di riferimento cui appartiene il Comune di Misterbianco, ed i nuovi sistemi di
ed economico, delineatosi nell’ambito geografico di riferimento cui appartiene il Comune di Misterbianco, ed i nuovi sistemi di forme istituzionali attivati per avviare proficui processi di crescita del contesto locale rendono oggi necessario avviare un procedimento di adeguamento della disciplina urbanistica in linea con le esigenze di continuo adattamento alla mutevolezza della realtà contingente. E’ necessario, pertanto, dotare la città di tutti gli strumenti utili ed indispensabili per un
volezza della realtà contingente. E’ necessario, pertanto, dotare la città di tutti gli strumenti utili ed indispensabili per un governo efficace e fattivo del territorio tale da consentire una veloce ripresa dell’attività pubblica e privata ed un investimento del denaro pubblico e privato che vadano preferibilmente nella direzione del recupero del patrimonio edilizio esistente, specie del centro storico, per renderlo economicamente e
ilmente nella direzione del recupero del patrimonio edilizio esistente, specie del centro storico, per renderlo economicamente e socialmente produttivo, ma anche della valorizzazione ed uso sociale delle risorse del territorio agricolo, delle risorse ambientali e dei segni storici di cui dispone il comune di Misterbianco. La ”infrastrutturazione del territorio” e gli scenari di sicurezza sostenibile, che rappresentano
one il comune di Misterbianco. La ”infrastrutturazione del territorio” e gli scenari di sicurezza sostenibile, che rappresentano un aggiuntivo elemento di premialità per il paese, devono essere, inoltre, concepiti come una “opera territoriale” la cui realizzazione diventi l’occasione per mobilitare la rete degli attori locali e stimolare un’azione condivisa di riconoscimento e valorizzazione del milieu locale. Il nuovo piano regolatore del Comune di Misterbianco costituisce, allora, lo strumento attraverso
orizzazione del milieu locale. Il nuovo piano regolatore del Comune di Misterbianco costituisce, allora, lo strumento attraverso il quale eliminare alcune rigidità che non permettono di superare limiti locali endemici: la costruzione del proponendo strumento urbanistico richiede, infatti, il passaggio da una prospettiva di “government” ad una prospettiva di “governance”, ovvero un’attività di governo svolta attraverso la mobilitazione
prospettiva di “government” ad una prospettiva di “governance”, ovvero un’attività di governo svolta attraverso la mobilitazione effettiva dei vari soggetti, istituzionali e non, presenti sul territorio. La fattiva collaborazione, in fase pianificatoria come in quella attuativa, di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali, diventa, quindi, irrinunciabile fattore di preminenza nell’individuazione
i tutti gli attori istituzionali, economici e sociali, diventa, quindi, irrinunciabile fattore di preminenza nell’individuazione delle specificità del territorio (il genius loci), attraverso la lettura delle emergenze di natura culturale, ambientale, di promozione e di sviluppo dello stesso, mediante cui generare l’innovazione ed accrescerne la capacità competitiva, e nell’interpretazione del nuovo progetto di PRG, in termini di programmazione funzionale all’economia ed allo sviluppo.
titiva, e nell’interpretazione del nuovo progetto di PRG, in termini di programmazione funzionale all’economia ed allo sviluppo. La formazione, o rielaborazione, del piano regolatore generale di un territorio comunale è uno dei processi di governo del territorio che più rifluisce sui modi e sulla qualità della vita dei cittadini. I tempi di questo processo, secondo il dettato delle leggi e delle disposizioni urbanistiche, dovrebbero essere concentrati all'interno di un arco molto breve.
ondo il dettato delle leggi e delle disposizioni urbanistiche, dovrebbero essere concentrati all'interno di un arco molto breve. Le leggi regionali nn.15/91, 9/93, 4/94 e 17/94 hanno apportato modifiche relative al processo di formazione e adozione dei piani regolatori generali da parte degli organi consiliari comunali. La legge regionale n. 17/94, nella fattispecie della pianificazione comunale di Misterbianco, è di particolare
siliari comunali. La legge regionale n. 17/94, nella fattispecie della pianificazione comunale di Misterbianco, è di particolare rilievo perché dispone "l'assorbimento" degli agglomerati abusivi e dei piani particolareggiati di recupero dell'abusivismo all'interno del nuovo piano regolatore generale, portando a conclusione la vicenda del recupero degli agglomerati “spontanei” avviata con la L.R. n.7/80, indi proseguita con la L.R. n.37/85, la L.N. n.724/94, la L.R. n.4/2003, infine con la L.N. n.326/2003.
iata con la L.R. n.7/80, indi proseguita con la L.R. n.37/85, la L.N. n.724/94, la L.R. n.4/2003, infine con la L.N. n.326/2003. In tale contesto prende oggi avvio il procedimento di variante generale del P.R.G. di Misterbianco. A parere di chi scrive, le condizioni del contesto territoriale e ambientale del territorio comunale, le tendenze demografiche in atto, la necessità di ripensare globalmente il ruolo delle risorse
bientale del territorio comunale, le tendenze demografiche in atto, la necessità di ripensare globalmente il ruolo delle risorse naturalistiche, ambientali e culturali del territorio, dovrebbero strutturare il processo di riqualificazione e di recupero del territorio e del centro urbano, nel quadro di uno strumento urbanistico generale partecipato e sostenibile. In altri termini, le attuali condizioni socio-economiche con particolare riferimento ai processi
rale partecipato e sostenibile. In altri termini, le attuali condizioni socio-economiche con particolare riferimento ai processi d’urbanizzazione, all’opportunità di utilizzare il patrimonio edilizio esistente (storico, legale e abusivo) e alle problematiche della tutela e della salvaguardia ambientale suggeriscono la redazione di un piano regolatore mirante alla riqualificazione urbana e territoriale, basato sulla razionalizzazione degli
no la redazione di un piano regolatore mirante alla riqualificazione urbana e territoriale, basato sulla razionalizzazione degli insediamenti esistenti, in grado di assicurare la necessaria dotazione d’attrezzature e servizi (in special modo relativi al sistema della mobilità, delle aree a verde e dei parcheggi). La pianificazione locale è stata, nel passato, caratterizzata da una inadeguata attenzione nei confronti delle risorse territoriali, dei caratteri naturalistici e ambientali del territorio, della
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 9 consistenza e stato d’uso del patrimonio edilizio esistente. Oggi l’attività di revisione del Piano Regolatore Generale può essere, pertanto, un’occasione per assumere scelte che ridefiniscano non solo urbanisticamente la nuova Misterbianco, ma ne indichino,
, pertanto, un’occasione per assumere scelte che ridefiniscano non solo urbanisticamente la nuova Misterbianco, ma ne indichino, altresì, il ruolo nel contesto territoriale locale di riferimento, rispondendo alle nuove e mutate esigenze della comunità insediata, creando un corretto rapporto tra la fruizione (i cittadini) ed il contesto ambientale (il territorio antropizzato e quello naturale), ridefinendo l’identità culturale, economica e
ttadini) ed il contesto ambientale (il territorio antropizzato e quello naturale), ridefinendo l’identità culturale, economica e sociale del paese, armonizzando la struttura urbana, delle funzioni e delle relazioni, con la sua storia, la sua memoria, la sua cultura, le sue peculiarità, la sua bellezza, agevolando un moderno sviluppo locale del territorio. La revisione del P.R.G. non può essere circoscrivibile all’interno dei suoi confini comunali, ma deve
ppo locale del territorio. La revisione del P.R.G. non può essere circoscrivibile all’interno dei suoi confini comunali, ma deve avere come riferimento l’area contermine. In tal senso, nonostante l’assenza (in atto) d’idonei strumenti normativi, è necessario attuare iniziative nei confronti dei Comuni limitrofi in grado di armonizzare le scelte relative ai confini comunali, sia in ordine ai servizi sia alla dislocazione di strutture ed infrastrutture.
monizzare le scelte relative ai confini comunali, sia in ordine ai servizi sia alla dislocazione di strutture ed infrastrutture. A base della nuova azione pianologica occorre assumere principi e opzioni che segnino una netta discontinuità con le scelte del passato e consegnino alle future generazioni un patrimonio storico, culturale, di sviluppo e di qualità urbana del centro in cui ci si possa pienamente identificare. In particolare, è necessario, nella ridefinizione del P.R.G.,
tà urbana del centro in cui ci si possa pienamente identificare. In particolare, è necessario, nella ridefinizione del P.R.G., tenere conto delle vocazioni di Misterbianco, della sua collocazione in Sicilia e rispetto al resto d’Italia e al Mediterraneo, nonché rispetto al ruolo di cerniera che tale posizione può assegnare alla città in termini di infrastrutture, di produzione di beni materiali e immateriali e, più in generale, di sviluppo economico e culturale.
ermini di infrastrutture, di produzione di beni materiali e immateriali e, più in generale, di sviluppo economico e culturale. perseguire, nella consapevolezza che la risorsa territorio non è né inesauribile, né rinnovabile, il recupero della qualità urbana, per rendere più vivibile il centro urbano (superando degrado, insicurezze, inquinamento, diseconomie) in termini di standard dei servizi, di riqualificazione delle
urbano (superando degrado, insicurezze, inquinamento, diseconomie) in termini di standard dei servizi, di riqualificazione delle periferie, di recupero del centro storico e di riequilibrio delle diverse funzioni (culturali, sportive, residenziali, commerciali, etc.), sostituendo all’infausta cultura della “espansione” la cultura della “trasformazione”, in modo che gli spazi per le nuove funzioni ed esigenze possano e debbano ritrovarsi all’interno di un processo di razionalizzazione del sistema urbano.
le nuove funzioni ed esigenze possano e debbano ritrovarsi all’interno di un processo di razionalizzazione del sistema urbano. attivare un processo finalizzato all’individuazione delle specificità del territorio (il genius loci), attraverso la lettura delle emergenze di natura culturale, ambientale, di promozione e di sviluppo dello stesso, mediante cui generare l’innovazione ed accrescerne la capacità competitiva, in altre parole,
mozione e di sviluppo dello stesso, mediante cui generare l’innovazione ed accrescerne la capacità competitiva, in altre parole, interpretare le “caratteristiche territoriali” in chiave d’offerta, al fine di soddisfare segmenti identificati di domanda attuale e potenziale, in grado di contribuire alla sviluppo economico dell’area e soddisfare i bisogni della collettività che attorno ad essa, a vario titolo, ruota.
tribuire alla sviluppo economico dell’area e soddisfare i bisogni della collettività che attorno ad essa, a vario titolo, ruota. Si rende quindi necessario dialogare, programmare, interagire e quindi decidere sul destino del territorio, offrendo, con un ruolo, anche correlato ad altri comuni contigui, soluzioni per progettare iniziative ed interventi. Nella considerazione del territorio e delle sue valenze, la revisione del Piano Regolatore Generale
re iniziative ed interventi. Nella considerazione del territorio e delle sue valenze, la revisione del Piano Regolatore Generale consentirà all’Amministrazione comunale di Misterbianco, attraverso tavoli di concertazione fra gli attori disposti ad investire, le parti sociali e gli organismi democratici deputati alla programmazione, di individuare gli strumenti idonei (ad es.: intese, protocolli ed accordi di programma) e le misure più
ti alla programmazione, di individuare gli strumenti idonei (ad es.: intese, protocolli ed accordi di programma) e le misure più adatte (soprattutto nell’ambito degli interventi di programmazione negoziata) per costruire un progetto strategico di crescita, individuando le misure legislative a livello locale, regionale, nazionale e comunitario attraverso cui fornire risorse finanziarie utili per l’attuazione del Piano (soprattutto
ale, regionale, nazionale e comunitario attraverso cui fornire risorse finanziarie utili per l’attuazione del Piano (soprattutto nell’ambito degli Strumenti di programmazione negoziata, diretti a promuovere la crescita dei sistemi imprenditoriali locali). La rielaborazione del P.R.G. deve, inoltre, avere un iter partecipato che coinvolga la città nelle sue varie articolazioni culturali, sociali, politiche, professionali, istituzionali e territoriali, al fine di
ga la città nelle sue varie articolazioni culturali, sociali, politiche, professionali, istituzionali e territoriali, al fine di verificare le scelte operate, i risultati ottenuti, le priorità dell’attuazione, oltrechè mirare alla costruzione delle reti o alleanze, tra diverse Amministrazioni Pubbliche e tra Amministrazioni pubbliche e imprese locali, necessarie al fine della realizzazione del Piano. Al fine di consentire al Consiglio Comunale di adottare le direttive al Piano Regolatore Generale
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 10 ai sensi dell’art. 3, comma 7, della L.R. 30.04.91 n. 15 e dalla circ. reg. Ass. n. 1/92, circ. reg. Ass. n. 2/2000, l’Ufficio del Piano, con la consulenza del dott. ing. Maurizio Erbicella, ha provveduto a redigere la presente proposta di relazione sulle direttive del PRG.
onsulenza del dott. ing. Maurizio Erbicella, ha provveduto a redigere la presente proposta di relazione sulle direttive del PRG. La suddetta proposta intende individuare le problematiche urbanistiche di rilievo di questo Comune ed i criteri informatori da assumere, per un’adeguata pianificazione del territorio comunale, nella redazione del P.R.G. Il Documento qui di seguito presentato vuole, inoltre, formalmente indicare il percorso delle
munale, nella redazione del P.R.G. Il Documento qui di seguito presentato vuole, inoltre, formalmente indicare il percorso delle scelte future, coerenti con il cammino finora fatto, in termini sia di obiettivi da perseguire sia di strumenti da attivare. Questo Documento - programma, da sottoporre all’attenzione in primo luogo del Consiglio comunale e più in generale di tutti i soggetti istituzionali sociali ed economici impegnati per lo
in primo luogo del Consiglio comunale e più in generale di tutti i soggetti istituzionali sociali ed economici impegnati per lo sviluppo del sistema urbano e territoriale misterbianchese, assume conseguentemente alcune valenze:
- esprime delle strategie di piano che impegnano il Comune di Misterbianco per quanto riguarda sia il suo territorio sia gli obiettivi da perseguire attraverso le relazioni con altri soggetti istituzionali anche esterni al territorio comunale;
o sia gli obiettivi da perseguire attraverso le relazioni con altri soggetti istituzionali anche esterni al territorio comunale;
- individua linee fondamentali di assetto del territorio (inteso soprattutto in relazione all’insieme dei Comuni che costituiscono il sistema urbano misterbianchese) da indirizzare ad una co- adesione da parte dei Comuni dello stesso sistema urbano;
- si confronta con l’esistente sistema normativo ed istituzionale in tema di governo del
dei Comuni dello stesso sistema urbano;
- si confronta con l’esistente sistema normativo ed istituzionale in tema di governo del territorio per verificare le potenzialità e le eventuali criticità esistenti in una direzione che permetta al sistema delle autonomie locali di esprimere dal basso il massimo delle possibilità di interpretazione delle loro realtà territoriali;
- verifica l’esplicarsi dell’attività di governo del territorio misterbianchese in questo mandato
elle loro realtà territoriali;
- verifica l’esplicarsi dell’attività di governo del territorio misterbianchese in questo mandato amministrativo, analizzando gli strumenti utilizzati e gli obiettivi perseguiti;
- costituisce una vera e propria direttiva urbanistica articolata finalizzata alla revisione degli strumenti di gestione del territorio ed alla interpretazione di diversi temi che sono alla base di scelte ulteriori e più specifiche.
enti di gestione del territorio ed alla interpretazione di diversi temi che sono alla base di scelte ulteriori e più specifiche. Il Documento, risultato di un profondo ripensamento sui modi tradizionali e consolidati di fare pianificazione in generale e urbanistica in particolare, nasce da una riflessione sui temi concreti che la vita di un'amministrazione come Misterbianco deve affrontare, spesso con l’assillo di non poter
essione sui temi concreti che la vita di un'amministrazione come Misterbianco deve affrontare, spesso con l’assillo di non poter rispettare i tempi reali dello sviluppo, ricercando quindi una maggiore relazione tra ciò che viene concepito e ciò che viene realizzato. ……………………………………………………….OMISSIS Principi generali per la revisione e rielaborazione generale del P.R.G. In attuazione dell’art.4 dello statuto Comunale che considera obiettivo prioritario la salvaguardia
orazione generale del P.R.G. In attuazione dell’art.4 dello statuto Comunale che considera obiettivo prioritario la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturale, storico, artistico, e paesaggistico del territorio Comunale, si indicano i seguenti principi generali:
- La formazione del P.R.G. deve avere inizio dalle articolazioni del territorio comunale, dalle relazioni con i Comuni contermini e con il capoluogo Catania e considerare le valenze naturali e culturali
torio comunale, dalle relazioni con i Comuni contermini e con il capoluogo Catania e considerare le valenze naturali e culturali come le principali generatrici dello sviluppo.
- Le trasformazioni del territorio devono mirare alla tutela delle risorse naturali, alla difesa del suolo, alla prevenzione e alla difesa degli inquinamenti, alla prevenzione dei rischi, alle valutazioni delle sensibilità e criticità e alla integrità della identità culturale del territorio.
prevenzione dei rischi, alle valutazioni delle sensibilità e criticità e alla integrità della identità culturale del territorio.
- Nel rispetto dei fondamentali concetti di compatibilità ambientale, di sostenibilità dello sviluppo di qualità del paesaggio, nuovi impegni del suolo a fini insediativi e infrastrutturali sono di norma consentiti quando non sussistono alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e
i e infrastrutturali sono di norma consentiti quando non sussistono alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e infrastrutture esistenti, devono comunque concorrere alla riqualificazione dei sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme e alla prevenzione e recupero del degrado ambientale.
- I nuovi insediamenti e gli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi sono consentiti se
upero del degrado ambientale.
- I nuovi insediamenti e gli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi sono consentiti se esistano o siano contestualmente realizzate le infrastrutture che consentono la tutela delle risorse essenziali del territorio. In tal senso sono comunque da garantire: l'approvvigionamento idrico e la depurazione; la difesa del suolo per rendere l'insediamento non soggetto a rischi di esondazione o di
ovvigionamento idrico e la depurazione; la difesa del suolo per rendere l'insediamento non soggetto a rischi di esondazione o di frana; lo smaltimento dei rifiuti solidi; la disponibilità dell'energia e la mobilità.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 11
- Deve essere garantita una corretta distribuzione delle funzioni al fine di assicurare l'equilibrio e l'integrazione tra il sistema di organizzazione degli spazi e il sistema di organizzazione dei tempi nei diversi cicli della vita umana, in modo da favorire una serena fruizione dei servizi pubblici
ma di organizzazione dei tempi nei diversi cicli della vita umana, in modo da favorire una serena fruizione dei servizi pubblici e privati di utilità generale.
- Il P.R.G. dovrà farsi carico, soprattutto, della qualità relazionale della rete viaria, potenziando e consolidando i collegamenti fra le zone territoriali e le infrastrutture e i servizi, accrescendo il grado di coesione e la capacità di collegamenti con i comuni vicini.
erritoriali e le infrastrutture e i servizi, accrescendo il grado di coesione e la capacità di collegamenti con i comuni vicini.
- La rielaborazione del piano deve essere congruente con il piano territoriale provinciale, regionale e con gli altri strumenti di pianificazione e programmazione territoriale.
- La rielaborazione del piano deve coinvolgere la popolazione di Misterbianco nelle sue varie articolazioni culturali, sociali, politiche, professionali e territoriali, al fine di consentirgli la piena
anco nelle sue varie articolazioni culturali, sociali, politiche, professionali e territoriali, al fine di consentirgli la piena partecipazione e controllo delle scelte effettuate e dei risultati conseguiti. Obiettivi del nuovo P.R.G. Una pianificazione urbanistica efficace a Misterbianco non può non coincidere con una politica di recupero e riqualificazione urbana. Si delinea, infatti, la necessità di un nuovo e dinamico strumento urbanistico che ridefinisca
cupero e riqualificazione urbana. Si delinea, infatti, la necessità di un nuovo e dinamico strumento urbanistico che ridefinisca nuovi spazi di edificabilità, apra vie gestionali nuove per il recupero dell’esistente e per ridisegnare la forma urbana di questa città a partire dalla valorizzazione dei suoi segni, delle sue emergenze, delle sue qualità. Una pianificazione che aiuti a risanare le ferite inflitte all’ambiente e che, allo stesso tempo,
emergenze, delle sue qualità. Una pianificazione che aiuti a risanare le ferite inflitte all’ambiente e che, allo stesso tempo, concorra a riorganizzare le attività umane e produttive della comunità. Le risorse economiche di Misterbianco in questi ultimi anni hanno subito diversi processi di trasformazione ma non sono ancora pervenute ad una definizione e connotazione precisa. E’ necessario dotarsi di uno strumento urbanistico aperto ad una nuova struttura portante di economia della città
zione precisa. E’ necessario dotarsi di uno strumento urbanistico aperto ad una nuova struttura portante di economia della città fondata sull’utilizzazione delle risorse ed energie materiali ed umane. I settori che vengono individuati come nevralgici per lo sviluppo del territorio sono indubbiamente il turismo, l’artigianato, l’agricoltura, il commercio ed il settore dei servizi. Lo strumento urbanistico di cui deve dotarsi la città deve saper guardare insieme alle risorse del territorio oltre che
servizi. Lo strumento urbanistico di cui deve dotarsi la città deve saper guardare insieme alle risorse del territorio oltre che a quelle della città costruita. Il nuovo P.R.G. dovrà rappresentare il quadro di riferimento urbano e territoriale nel quale verificare costantemente la compatibilità delle scelte che dovranno concorrere a perseguire le finalità stabilite dallo Statuto del comune: pianificare un organico assetto del Territorio per favorire lo sviluppo di tutta la comunità;
lite dallo Statuto del comune: pianificare un organico assetto del Territorio per favorire lo sviluppo di tutta la comunità; sviluppare l’agricoltura nonché talune particolari attività economiche da esse derivanti riguardanti il terziario (industrie enologiche e commercializzazione di prodotti agricoli); valorizzare forme di turismo compatibile con specifici orientamenti (agriturismo); valorizzare i beni culturali, paesaggistici ed architettonici presenti sul territorio comunale,
ci orientamenti (agriturismo); valorizzare i beni culturali, paesaggistici ed architettonici presenti sul territorio comunale, difendendo e proponendo all’uso sociale il patrimonio naturale, etnoantropologico, e della cultura materiale largamente diffuso nel territorio e radicato nella coscienza della comunità che, in quanto fondamento della sua identità, deve disporne come elemento portante di una nuova cultura dell’accoglienza;
nità che, in quanto fondamento della sua identità, deve disporne come elemento portante di una nuova cultura dell’accoglienza; favorire lo sviluppo di attività economiche del secondario e del terziario finalizzate alla produzione di manufatti e servizi per l’agricoltura. valutare i vincoli di natura ambientale previsti dalla legge, i quali, da apparenti fattori di criticità, hanno la potenzialità di emergere, invece, come forti gradienti di premialità,
egge, i quali, da apparenti fattori di criticità, hanno la potenzialità di emergere, invece, come forti gradienti di premialità, contribuendo a ridefinire, proporre e fruire all’uso sociale, il patrimonio naturale e ambientale della cultura dei beni immateriali. riattribuire al centro storico il ruolo propulsore della qualità cittadina in quanto generatore vero dell’immagine riconoscibile e storicamente identificante della comunità;
ore della qualità cittadina in quanto generatore vero dell’immagine riconoscibile e storicamente identificante della comunità; ridare dignità urbana alla città pianificata ed alle aree agricole caratterizzate da processi di trasformazione non pianificati, da risanare senza violarne le connotazioni ambientali, privilegiando il recupero e l’integrazione funzionale;
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 12 attuare un processo di pianificazione locale proiettato verso un welfare universalistico che si qualifichi come: integrato, partecipato, unitario, concertato, contestualizzato, compatibile, verificabile e valutabile, pubblico, equo, efficace;
ntegrato, partecipato, unitario, concertato, contestualizzato, compatibile, verificabile e valutabile, pubblico, equo, efficace; Inoltre, il nuovo P.R.G. dovrà garantire e promuovere la tutela dell’ambiente e del paesaggio, indirizzando le scelte urbanistiche alla riqualificazione del tessuto urbano, salvaguardando il paesaggio e le caratteristiche naturali e storiche del territorio e proteggendo le aree naturali, i fluviali, i valloni, le alberature tipiche ed il territorio agricolo.
storiche del territorio e proteggendo le aree naturali, i fluviali, i valloni, le alberature tipiche ed il territorio agricolo. Tali finalità, del resto, trovano i loro presupposti anche nelle Linee Guida del P.T.P.R. Piano Territoriale Paesistico Regionale dell'Assessorato dei BB.CC.AA. e della P.I., approvate con D.A. 6080 del 21.05.99, e nei nuovi relativi criteri direttivi. In coerenza, peraltro, con gli attuali indirizzi regionali di sviluppo economico il nuovo P.R.G. dovrà
lativi criteri direttivi. In coerenza, peraltro, con gli attuali indirizzi regionali di sviluppo economico il nuovo P.R.G. dovrà contribuire a conseguire i seguenti obiettivi: eliminazione delle condizioni di marginalità rispetto all’area metropolitana con opportuni interventi al sistema delle comunicazioni; efficienza dei servizi culturali, sociali, amministrativi, tali da ottenere un alto livello di qualità urbana dell’area;
ni; efficienza dei servizi culturali, sociali, amministrativi, tali da ottenere un alto livello di qualità urbana dell’area; recupero del patrimonio storico-culturale anche in relazione alla fruizione turistica; conservazione e tutela dell’ambiente naturale e paesaggistico; incentivazione delle attività economiche del secondario e terziario e valorizzazione delle aree produttive agricole, anche con la salvaguardia, la riattivazione dei processi di
ondario e terziario e valorizzazione delle aree produttive agricole, anche con la salvaguardia, la riattivazione dei processi di riconversione d’uso del patrimonio costituito dagli ambienti rurali; In particolare, nell’ambito del nuovo PRG, dovranno essere privilegiati tra gli altri: recupero edilizio delle periferie e regolamentazione urbanistica della zona Madonna degli Ammalati e di quartieri ex abusivi che dovranno essere dotati dei servizi primari; recupero delle aree degradate del centro storico;
ti e di quartieri ex abusivi che dovranno essere dotati dei servizi primari; recupero delle aree degradate del centro storico; integrazione delle zone dei P.di R. con le altre zone del P.R.G. ridefinendo anche le norme di attuazione; perimetrazione degli agglomerati abusivi per una nuova destinazione ed il loro recupero; valorizzazione dei quartieri con la creazione dei necessari servizi di parcheggi, edifici per il culto, verde attrezzato e sport;
orizzazione dei quartieri con la creazione dei necessari servizi di parcheggi, edifici per il culto, verde attrezzato e sport; riorganizzazione delle aree produttive e commerciali con la previsione di servizi e attrezzature, anche di carattere ricettivo, a sud della Zona D; recupero del territorio dei “Sieli”, ai fini sociali e ricreativi; recupero delle aree 167 speciale; revisione della perimetrazione della zona B1;
dei “Sieli”, ai fini sociali e ricreativi; recupero delle aree 167 speciale; revisione della perimetrazione della zona B1; raccordo tra il PRG e piano della mobilità e della intermodalità, il tutto rivalutando, valorizzando e tutelando ulteriormente l’identità di Misterbianco, le sue tradizioni culturali, il suo valore dell’accoglienza, del modello di città a misura d’uomo. individuazione, per il quartiere Serra, di un’area per l’allocazione di servizi postali;
del modello di città a misura d’uomo. individuazione, per il quartiere Serra, di un’area per l’allocazione di servizi postali; Occorrerà prevedere, infine, nel redigendo piano, tutte le opere pubbliche previste nel piano triennale delle opere pubbliche in corso. Accanto al governo del territorio, che dovrà realizzarsi con il nuovo PRG, sarà posta l’attenzione verso i temi della gestione delle risorse idriche e ambientali.
che dovrà realizzarsi con il nuovo PRG, sarà posta l’attenzione verso i temi della gestione delle risorse idriche e ambientali. Indubbiamente il punto di riferimento da cui partire per ricomporre la forma urbana della città e dell’intero territorio sono le emergenze ed i luoghi di particolare significato ambientale, storico, paesaggistico, logistico e produttivo. Il P.R.G. individuerà specificatamente i siti e i complessi del Comune di Misterbianco, nonchè gli
tico, logistico e produttivo. Il P.R.G. individuerà specificatamente i siti e i complessi del Comune di Misterbianco, nonchè gli immobili da tutelare quale espressione significativa per gli aspetti di valore storico o ambientale. La relativa normativa di disciplina urbanistica sarà congruente con l’esigenza di tutela e valorizzazione delle componenti significative riscontrate. Il Piano Regolatore Generale Comunale e il Regolamento Edilizio, in stretto reciproco
elle componenti significative riscontrate. Il Piano Regolatore Generale Comunale e il Regolamento Edilizio, in stretto reciproco coordinamento e nel rispetto delle caratteristiche proprie dei relativi contenuti normativi, provvederanno a definire le modalità attraverso le quali la presentazione di nuovi piani regolatori
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 13 particolareggiati di iniziativa privata debba essere accompagnata, oltrechè dalla documentazione di rito già prevista dalle disposizioni in essere, anche da una adeguata rappresentazione di tutti gli elementi individuabili come fondamentali per predefinire già a livello di progettazione urbanistica
appresentazione di tutti gli elementi individuabili come fondamentali per predefinire già a livello di progettazione urbanistica particolareggiata gli elementi propri che concorrono al perseguimento, per il sito interessato, di una migliore qualità sotto il profilo urbanistico, architettonico e tecnologico. L'acquisizione di aree per realizzare attrezzature pubbliche e nuove infrastrutture e per tutelare ambiti di rilevanza ambientale e paesaggistica rappresenta un’altro degli obiettivi perseguiti
ove infrastrutture e per tutelare ambiti di rilevanza ambientale e paesaggistica rappresenta un’altro degli obiettivi perseguiti dall'Amministrazione Comunale di Misterbianco nella variante generale del Piano Regolatore. Per superare il vincolo finanziario derivante dalle limitate risorse pubbliche e dalle difficoltà applicative dell'esproprio, l'Amministrazione Comunale di Misterbianco ha deciso di impiegare lo strumento della perequazione urbanistica e del trasferimento dei diritti edificatori. L'impiego
bianco ha deciso di impiegare lo strumento della perequazione urbanistica e del trasferimento dei diritti edificatori. L'impiego sistematico di questi strumenti nel nuovo P.R.G., se da un lato rappresenta un'innovazione, dall'altro allinea Misterbianco a numerosi altri Comuni italiani che negli ultimi anni hanno impiegato la perequazione per aumentare l'efficacia dei propri Piani Regolatori. Per attuare la perequazione urbanistica il Comune dovrà individuare le aree destinate a
l'efficacia dei propri Piani Regolatori. Per attuare la perequazione urbanistica il Comune dovrà individuare le aree destinate a trasformazione urbanistica. Sulla base delle caratteristiche relative alla destinazione d'uso, e delle caratteristiche giuridiche vigenti, queste aree saranno raggruppate in classi diverse, ad ognuna delle quali verrà attribuito un indice di edificabilità, assegnato indistintamente sia alle aree destinate ad usi
rse, ad ognuna delle quali verrà attribuito un indice di edificabilità, assegnato indistintamente sia alle aree destinate ad usi privati sia a quelle ad usi pubblici. Ogni classe di aree verrà, quindi, suddivisa in comparti, al cui interno i proprietari si accorderanno per sfruttare le volumetrie loro attribuite. In base al principio della perequazione, i proprietari dei suoli destinati ad ospitare attrezzature
volumetrie loro attribuite. In base al principio della perequazione, i proprietari dei suoli destinati ad ospitare attrezzature collettive ed infrastrutture pubbliche sono titolari dei medesimi diritti edificatori che spettano ai proprietari dei suoli destinati a residenza o ad attività economiche. Mentre però questi ultimi potranno costruire i volumi che gli spettano sulle aree di loro proprietà (ed eventualmente "ospitare" i diritti di
uesti ultimi potranno costruire i volumi che gli spettano sulle aree di loro proprietà (ed eventualmente "ospitare" i diritti di altri proprietari), i primi potranno realizzare le loro volumetrie solo su altre aree che il Piano Regolatore ha destinato a edificazione privata. E, sfruttando la loro volumetria equivalente, dovranno cedere all'Amministrazione Comunale le aree destinate ad attrezzature collettive. In pratica, il cittadino proprietario di un'area che il Comune intende acquisire a scopo pubblico
te ad attrezzature collettive. In pratica, il cittadino proprietario di un'area che il Comune intende acquisire a scopo pubblico non sarà più espropriato, ma potrà costruire su un'area alternativa la stesso potenzialità edificatoria che avrebbe potuto realizzare sul suo terreno originario. Rispetto all'esproprio, la perequazione consente all'Amministrazione Comunale di raggiungere, dunque, un duplice obiettivo di equità ed efficacia.
prio, la perequazione consente all'Amministrazione Comunale di raggiungere, dunque, un duplice obiettivo di equità ed efficacia. • Sotto il profilo dell'equità, indifferentemente rispetto alla destinazione pubblica o privata delle aree, a tutti i proprietari fondiari sono garantite le potenzialità edificatorie di cui sono titolari, e che, a seconda di quanto previsto dal P.R.G., potranno esercitare sul terreno stesso di loro proprietà o su un altro destinato a edilizia privata.
quanto previsto dal P.R.G., potranno esercitare sul terreno stesso di loro proprietà o su un altro destinato a edilizia privata. • Sotto il profilo dell'efficacia, la perequazione consente all'Amministrazione Comunale di acquisire, in accordo con la proprietà e a titolo gratuito, i suoli necessari alla collettività o le aree meritevoli di tutela ambientale. Nel caso di Misterbianco, il passaggio dalla teoria alla pratica avverrà in diverse fasi. Dopo una
itevoli di tutela ambientale. Nel caso di Misterbianco, il passaggio dalla teoria alla pratica avverrà in diverse fasi. Dopo una prima analisi delle caratteristiche di ogni area, in termini di diritto (con riferimento alla storia urbanistica dei suoli) e di fatto (legate alla localizzazione e alla vocazione urbanistica dell'area), si procederà ad attribuire alle varie aree- comparto individuate un indice perequativo che stabilisce la superficie utile che potrà essere realizzata sull'area.
varie aree- comparto individuate un indice perequativo che stabilisce la superficie utile che potrà essere realizzata sull'area. La determinazione dell'indice sarà l'esito di analisi e simulazioni che avranno l'obiettivo di verificarne la fattibilità sia sotto il profilo economico, garantendo una corretta valorizzazione dei suoli privati, che sotto il profilo tecnico, ovvero in termini di capacità di rispecchiare il progetto di città che
zzazione dei suoli privati, che sotto il profilo tecnico, ovvero in termini di capacità di rispecchiare il progetto di città che l'Amministrazione Comunale intende realizzare. Infine, saranno elaborati i principi generali per la gestione della perequazione, in particolare verranno definite le superfici di cessione e l'eventuale modalità di attuazione delle edificazioni generate dall'indice perequativo. Due possono essere le modalità di attuazione del principio perequativo: A)
delle edificazioni generate dall'indice perequativo. Due possono essere le modalità di attuazione del principio perequativo: A) quando la superficie edificabile e la superficie oggetto di cessione sono contenute nella stessa area, le aree di perequazione possono essere attuate senza trasferimento di
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 14 diritti edificatori (vedi figura A, esempio di comparto continuo): il proprietario che ha ceduto all'Amministrazione Comunale una porzione di terreno da destinare ad attrezzature pubbliche può costruire i volumi che gli spettano sulla parte di terreno rimanente; Figura A
erreno da destinare ad attrezzature pubbliche può costruire i volumi che gli spettano sulla parte di terreno rimanente; Figura A B) quando invece si tratta di aree che l'Amministrazione Comunale intende acquisire totalmente per promuovere la tutela di un bene di valore paesaggistico o per promuovere progetti di carattere collettivo come la realizzazione di parchi o spazi destinati ad ospitare attrezzature collettive, il diritto
ogetti di carattere collettivo come la realizzazione di parchi o spazi destinati ad ospitare attrezzature collettive, il diritto di costruire le volumetrie generate dall'indice perequativo che spettano ai proprietari privati può essere trasferito su altre aree (vedi figura B, esempio di comparto discontinuo). Figura B In conclusione, la scelta di impiegare la perequazione urbanistica nella rielaborazione del P.R.G.
mparto discontinuo). Figura B In conclusione, la scelta di impiegare la perequazione urbanistica nella rielaborazione del P.R.G. di Misterbianco dovrebbe garantire all'Amministrazione Comunale i terreni per realizzare progetti per una città di maggiore qualità, e allo stesso tempo assicurare ai proprietari privati una corretta valorizzazione delle loro aree, ponendo le premesse per una trasformazione del territorio comunale vantaggiosa per tutti i soggetti che vi parteciperanno.
aree, ponendo le premesse per una trasformazione del territorio comunale vantaggiosa per tutti i soggetti che vi parteciperanno. La presente azione amministrativa avviata di revisione del Piano dovrà essere, in definitiva, utile strumento per ricostruire il luogo storico, l’identità ed il carattere della città antica e di quella moderna senza sottovalutare le istanze e le tensioni sociali, le aspettative, i bisogni e le aspirazioni della popolazione misterbianchese.….OMISSIS »
utare le istanze e le tensioni sociali, le aspettative, i bisogni e le aspirazioni della popolazione misterbianchese.….OMISSIS » In vista della rielaborazione ed aggiornamento dello strumento urbanistico generale, anche nell’attesa delle prescrizioni della pianificazione sovraordinata, si è preliminarmente
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 15 effettuata la ricognizione delle risorse culturali, territoriali e ambientali esistenti, per l’opportuna definizione degli indirizzi di tutela e valorizzazione delle stesse. Alcuni criteri importanti per la loro individuazione sono già, di fatto, contenuti negli studi preliminari, ed in particolare:
. Alcuni criteri importanti per la loro individuazione sono già, di fatto, contenuti negli studi preliminari, ed in particolare: nello studio geologico preliminare, redatto dal dott. geol. Salvatore Torrisi, ove si sono perimetrate le zone a rischio idro-geologico che sono precluse a trasformazioni urbanistiche ed altre in cui tali trasformazioni sono soggette a prescrizioni; nello studio agricolo-forestale preliminare, redatto dal dott. agr. Antonino Torre,
asformazioni sono soggette a prescrizioni; nello studio agricolo-forestale preliminare, redatto dal dott. agr. Antonino Torre, ove sono state individuate le aree agricole non utilizzabili per le urbanizzazioni e quelle boschive soggette a vincoli di legge. Dal decreto di adozione delle "Linee guida del piano paesistico regionale" si sono stralciate e riportate nella cartografia del territorio comunale, ad adeguata scala, i vincoli
ano paesistico regionale" si sono stralciate e riportate nella cartografia del territorio comunale, ad adeguata scala, i vincoli paesaggistici e gli opportuni indirizzi per la tutela delle diverse categorie di beni censiti esistenti. Infine, le prescrizioni delle "Linee guida", in relazione ai beni archeologici, inerenti i nuclei storici, i beni isolati, e la viabilità di interesse culturale e paesaggistico, si sono considerate come prescrizioni sovraordinate e sono state, pertanto, recepite nello schema di
culturale e paesaggistico, si sono considerate come prescrizioni sovraordinate e sono state, pertanto, recepite nello schema di massima del nuovo redigendo PRG di Misterbianco. Lo schema di massima del nuovo strumento urbanistico è stato elaborato su cartografia in scala 1/10.000 e contiene: la ricognizione del sistema dei vincoli e prescrizioni sovraordinati di natura ambientale e territoriale; la ricognizione della disciplina urbanistica vigente e degli strumenti attuativi
ordinati di natura ambientale e territoriale; la ricognizione della disciplina urbanistica vigente e degli strumenti attuativi approvati e/o vigenti, alla data di consegna della documentazione da parte del Comune; l’individuazione delle zone omogenee e la ricognizione sullo stato dell’urbanizzazione primaria e secondaria; la ricognizione sulle zone produttive; il quadro infrastrutturale generale con l’indicazione delle connessioni col sistema territoriale d’area vasta di riferimento;
il quadro infrastrutturale generale con l’indicazione delle connessioni col sistema territoriale d’area vasta di riferimento; il dimensionamento preliminare del nuovo PRG. Nella redazione del nuovo strumento urbanistico generale, a seguito dell’intervenuta adozione del “Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (art. 1 D.L. 180/98 convertito con modifiche con la L.267/98 e ss. mm. ii.) -Bacino Idrografico del Fiume Simeto
logico (P.A.I.) (art. 1 D.L. 180/98 convertito con modifiche con la L.267/98 e ss. mm. ii.) -Bacino Idrografico del Fiume Simeto (094) area tra i bacini del Simeto e del S. Leonardo (094A) Laghi di Pergusa (094B) e Maletto (094C)” appresso denominato Piano Stralcio o Piano o P.A.I., che ha valore di Piano Territoriale di Settore, si è proceduto, in ottemperanza alle norme e disposizioni ivi
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 16 contenute, a riportare negli elaborati grafici le aree del territorio comunale soggette a rischio idrogeologico, per come individuate e perimetrate nel P.A.I., e, in quanto tali, oggetto di prescrizioni a carattere vincolante per le amministrazioni, gli enti pubblici, nonché i soggetti privati.
uanto tali, oggetto di prescrizioni a carattere vincolante per le amministrazioni, gli enti pubblici, nonché i soggetti privati. La revisione del Piano Regolatore Generale vuole essere un’occasione per aggiornare scelte e opzioni che ridisegnino non solo urbanisticamente la nuova Misterbianco, ma determinino, altresì, il ruolo del paese nel contesto territoriale contermine di riferimento, rispondendo alle nuove e mutate esigenze della comunità insediata, creando un corretto
o territoriale contermine di riferimento, rispondendo alle nuove e mutate esigenze della comunità insediata, creando un corretto rapporto tra la fruizione (i cittadini) ed il contesto ambientale (il territorio antropizzato), ridefinendo l’identità culturale, economica e sociale di Misterbianco, armonizzando la struttura urbana, delle funzioni e delle relazioni, con la sua storia, la sua memoria, la sua cultura, le sue peculiarità, la sua bellezza, agevolando lo sviluppo locale del territorio.
a sua storia, la sua memoria, la sua cultura, le sue peculiarità, la sua bellezza, agevolando lo sviluppo locale del territorio. Le attuali condizioni del contesto territoriale e ambientale, le tendenze demografiche in atto, la necessità di ripensare globalmente il ruolo delle risorse naturalistiche, ambientali e culturali del territorio, inducono, univocamente, a strutturare il processo di riqualificazione e di recupero del territorio comunale, nel quadro di un attuale progetto di sviluppo sostenibile.
l processo di riqualificazione e di recupero del territorio comunale, nel quadro di un attuale progetto di sviluppo sostenibile. In altri termini, le attuali condizioni socio-economiche del territorio comunale, con particolare riferimento ai processi di urbanizzazione, alla opportunità di utilizzare l’attuale patrimonio edilizio esistente (storico, legale e abusivo) e alle problematiche della tutela e della salvaguardia ambientale suggeriscono, oggi, la redazione di un piano regolatore mirante
alle problematiche della tutela e della salvaguardia ambientale suggeriscono, oggi, la redazione di un piano regolatore mirante alla riqualificazione urbana e territoriale, basato sulla razionalizzazione degli insediamenti esistenti, in grado di assicurare la necessaria dotazione di attrezzature e servizi, definendo il nuovo ruolo di “Misterbianco” nel mutato scenario di riferimento e di sviluppo delle aree interprovinciali contermini e in una moderna ed attuale gestione perequativa del governo del
iferimento e di sviluppo delle aree interprovinciali contermini e in una moderna ed attuale gestione perequativa del governo del territorio. L’insito valore aggiunto del territorio misterbianchese emerge, nondimeno, anche in relazione alla capacità di scambio con il sistema dei comuni viciniori e alla localizzazione intermedia nel contesto dello sviluppo della mobilità interprovinciale, “specificità” che consentono al territorio di ambire ad un ruolo centrale e strategico, (collegamento ed
ilità interprovinciale, “specificità” che consentono al territorio di ambire ad un ruolo centrale e strategico, (collegamento ed interconnessione tra le direttrici autostradali PA–CT, CT–ME, CT-SR) con una funzione di crocevia di raccordo intermodale per la Sicilia sud-orientale. Uno degli indicatori di base per valutare la competitività di un sistema territoriale è oggi, infatti, rappresentato non solo dall’esistenza delle reti infrastrutturali, ma soprattutto dalla loro interconnessione.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 17 3. CENNI STORICI. Non è facile dare una risposta precisa agli interrogativi sulla nascita della comunità misterbianchese, dal momento che non esistono né sicurezze di date né pluralità e costanza di eventi ai quali riferirsi in modo certo e che aiutino a penetrare l’origine dell’antica Misterbianco.
né pluralità e costanza di eventi ai quali riferirsi in modo certo e che aiutino a penetrare l’origine dell’antica Misterbianco. Figura 1 – Pianta topografica del territorio di Misterbianco (Domenico Pulejo, architetto -senza data) (da “Le mappe del catasto borbonico di Sicilia”) Come molti altri centri della Sicilia, Misterbianco ammanta il proprio passato più
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 18 remoto di derivazioni tanto prestigiose quanto di fantasia, sebbene erudita. Insieme a vari agglomerati alle pendici dell’Etna, sarebbe infatti frutto della venuta di Cam nell’isola a seguito del diluvio universale. Una cosa è ben evidente: trecento anni fa – quando venne distrutto – il paese era
m nell’isola a seguito del diluvio universale. Una cosa è ben evidente: trecento anni fa – quando venne distrutto – il paese era situato più a monte, a circa cinque miglia di distanza dall’odierna periferia. Un’ipotesi suggestiva vuole che sia stata una colonia etrusca. L’ipotesi è avvalorata, non tanto dalla radice “mon” o “min” del nome, che si trova in quello di altri comuni vicini, (per esempio: trimmisteri, da tria monasteria, e Monpileri); radice che significa: risiedere, stabilirsi, acquartierarsi.
icini, (per esempio: trimmisteri, da tria monasteria, e Monpileri); radice che significa: risiedere, stabilirsi, acquartierarsi. Da tale radice derivò in latino il termine “mon-asterium” o “mon-asticus”, che si ritrova in altre lingue e che, in definitiva, volenti o nolenti, dette luogo al nome del paese. Difatti, “Mona-sterium album” si traduce in “Mona-stero bianco”, per crasi o contrazione delle prime tre sillabe. “Monastero bianco” si trasforma in “Mostero bianco”; il “Mostero bianco” diventa poi
rasi o contrazione delle prime tre sillabe. “Monastero bianco” si trasforma in “Mostero bianco”; il “Mostero bianco” diventa poi “Moster - bianco”, che si volgarizza, prende piede e rimane, ad oggi, “Mister bianco”. 3.1 La città antica L’”Oppidum” (l’archivio notarile è zeppo di atti, specie dal 1500, che usano tale termine per indicare il tenimento misterbianchese) almeno sino a tutto il 1669 esistette a sette e più chilometri distante, e già nel 1652 vi si contavano 3.656 abitanti, in 904 case.
no sino a tutto il 1669 esistette a sette e più chilometri distante, e già nel 1652 vi si contavano 3.656 abitanti, in 904 case. Novecentoquattro case e tremilaseicento cinquantasei cittadini non sono molti, oggi specialmente. Ma giustificano, ragionevolmente, parecchi secoli di vita che può essersi sviluppata benissimo in maniera distinta o avulsa da tali punti di riferimento che anche i romani, ma dopo dei greci e degli altri prima dei greci, avevano adocchiato per insediamenti
li punti di riferimento che anche i romani, ma dopo dei greci e degli altri prima dei greci, avevano adocchiato per insediamenti più residenziali, di villeggiatura e strategici, che urbani. Certamente le non meno di novanta eruzioni dell’Etna accertate nel periodo storico, più di una volta disturbarono quelle frange di migrazioni che, fluendo via mare dall’Oriente più o meno Medio, cercarono di inserirsi nelle sue falde, immigrazioni che si dilatarono via via nelle
ndo via mare dall’Oriente più o meno Medio, cercarono di inserirsi nelle sue falde, immigrazioni che si dilatarono via via nelle isole e nelle coste del bacino mediterraneo. Quale che sia l’ignota protostoria dell’oppido misterbianchese, l’epoca in cui cominciò a consolidarsi la società a cui si andarono a riferire le note 904 case – nonché i 3.656 abitanti – dovrebbe collocarsi verso lo scorcio del sec. XI, quando una rinnovata attività produttiva
904 case – nonché i 3.656 abitanti – dovrebbe collocarsi verso lo scorcio del sec. XI, quando una rinnovata attività produttiva venne a prevalere sull’economia arretrata della società feudale, legata unicamente alla proprietà terriera. Il passaggio da un sistema all’altro non accadde secondo uno schema determinato, uniforme agli altri comuni: esso fu influenzato dai fattori geografici, dalle condizioni economiche e dalla forza politica che le famiglie venivano modellando, nell’ampio e assai
i fattori geografici, dalle condizioni economiche e dalla forza politica che le famiglie venivano modellando, nell’ampio e assai complesso quadro dei contrasti e delle lotte che opposero fra di loro Papato e Impero,
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 19 Catania e i Casali. Nel frattempo, l’agricoltura sottrae nuove terre da coltivare al bosco e alla palude e frequente è il ricordo di terre date “ad roncandum”, mentre il configurarsi di ceti sociali intermedi di mercanti e di artigiani, che vivono e prosperano in mezzo ai contadini, modifica
re il configurarsi di ceti sociali intermedi di mercanti e di artigiani, che vivono e prosperano in mezzo ai contadini, modifica l’iniziale e rude contrapposizione tra i feudatari e sudditi. È qui che s’innesta il sorgere della comunità in contrada del Monastero Bianco, i suoi primi passi verso un autogoverno; questa iniziale associazione privata, posta in essere da cittadini che giurano di difendere la loro proprietà e gli interessi comuni contro chiunque.
iazione privata, posta in essere da cittadini che giurano di difendere la loro proprietà e gli interessi comuni contro chiunque. Nulla esclude, però, anzi, tutto lascia intravedere che il diffondersi della regola benedettina, dei padri dal saio bianco, nella Sicilia Orientale abbia favorito il riunirsi dei gruppi attorno al monastero dalle pareti linde, bianche; oltre che attorno al fondaco, alle prime botteghe del maniscalco e del falegname, all’osteria. Il nucleo che esistette nell’epoca
ltre che attorno al fondaco, alle prime botteghe del maniscalco e del falegname, all’osteria. Il nucleo che esistette nell’epoca romana e preromana si consolidò all’ombra della Chiesa di Santa Maria che esistette nell’alto medioevo. Le notizie storiche più antiche della città si hanno grazie a due pergamene relative ad atti di donazione e databili alla seconda metà del 1300; un atto del 16-2-1352, mediante il quale tale Giovannuccio Cirvillera, figlio del notaio Orlando, donava per l’anima sua e
1300; un atto del 16-2-1352, mediante il quale tale Giovannuccio Cirvillera, figlio del notaio Orlando, donava per l’anima sua e remissione dei suoi peccati, al monastero di S. Nicola l’Arena, una vigna con terre, due case e palmento in essa esistente, posta in territorio di Santa Maria del Monastero Albo. Altra pergamena del 22 agosto 1358 ci informa che tale Adinolfo de Mustacioso acquista “una vigna con case palmento e cantina, posta in territorio di Santa Maria del Monastero Albo”,
Adinolfo de Mustacioso acquista “una vigna con case palmento e cantina, posta in territorio di Santa Maria del Monastero Albo”, dando in cambio ai “Padri” una sua vigna sita in territorio di Paternò. La vigna acquistata da Adinolfo sarà stata quella di Giovannuccio. Questo è il periodo storico dei Comuni d’Italia in cui si concludono patti di garanzia per i beni e le persone e il libero svolgimento dei loro affari. Ed è in questa “societas jurata” che deve essere ricercato l’atto di nascita del Comune
e il libero svolgimento dei loro affari. Ed è in questa “societas jurata” che deve essere ricercato l’atto di nascita del Comune di Misterbianco, società che cresce e foggia i requisiti dell’autogoverno, giacchè in essa i cittadini scoprono, e considerano, di potere costituire una “communitas” amministrativa e politica capace di iniziative proprie, di propria autonomia. Passavano i secoli, ed ecco un atto ufficiale del 1640, con cui i Misterbianchesi
e di iniziative proprie, di propria autonomia. Passavano i secoli, ed ecco un atto ufficiale del 1640, con cui i Misterbianchesi rivendicano la loro autonomia dalle angherie e dai soprusi dei Catanesi: indipendenza che riscattano con l’impegno di versare la somma di ventimila scudi e pagano intanto alle casse spagnole gli interessi annui di settecentoventi onze. Contemporaneamente la regia curia palermitana cede il casale di Misterbianco, in uno ad altri casali catanesi, al genovese
onze. Contemporaneamente la regia curia palermitana cede il casale di Misterbianco, in uno ad altri casali catanesi, al genovese Giovanni Andrea Massa, che a sua volta e a partita di giro lo rivende alla famiglia Trigona di Piazza Armerina. Il territorio, che venne designato nel 1641 dal capitano d’arme Federico Parramuto,
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 20 corrisponde all’attuale: in tale anno al casale fu conferito il titolo di “Terra del Monastero Bianco”. La ridente cittadina occupava la località oggi denominata “Campanarazzu”, all’estremità Nord del territorio tra S. Giovanni Galero e S. Pietro. A Nord, Ovest e Sud dovettero farle
minata “Campanarazzu”, all’estremità Nord del territorio tra S. Giovanni Galero e S. Pietro. A Nord, Ovest e Sud dovettero farle corona lussureggianti vigneti e ricchi uliveti. Queste piante d’ulivo nostrane divennero famose, per la loro grandezza e fecondità, se è vero – come si legge su una lapide ivi deposta – che “Aliva ‘mpittata”, ancor florida, sostenne il peso della campana grande, allorché i concittadini, stanchi dal percorso, ve l’appesero: e suonavano a raccolta, per richiamare i
eso della campana grande, allorché i concittadini, stanchi dal percorso, ve l’appesero: e suonavano a raccolta, per richiamare i dispersi e i fuggiaschi, smarriti e vaganti. E a causa del peso sostenuto l’ulivo cedette un poco, divenne pettoruto: umile, ma glorioso. E ancora simbolico: apportatore di pace e di vitalità. Il paese ad Est dovette essere fiancheggiato da giardini verdeggianti, alle falde del monte Cerniera, verso cui si apriva la porta principale. La vallata dove sorgeva era
to da giardini verdeggianti, alle falde del monte Cerniera, verso cui si apriva la porta principale. La vallata dove sorgeva era pianeggiante, aperta a mezzogiorno e degradante dolcemente verso Mezzo-Campo, circoscritto dai monti Po, Cardillo e Gravona. A sud di esso scorreva un fiume, l’Amenano. Questo fluiva da Nord-Ovest a Sud- Est del paese che, tradizione vuole, era circondato da tale e robuste mura; le quali costeggiavano
o fluiva da Nord-Ovest a Sud- Est del paese che, tradizione vuole, era circondato da tale e robuste mura; le quali costeggiavano in parte le rive del fiume. Quest’ultimo, nelle antiche storie, è chiamato con diversi nomi: Iudicello, Aniseno, Camoseno. Si sa che è un fiume misterioso, che ha la sua sorgente nel Lago della Gurrida di Randazzo, e che scorre sotterraneo nelle lave dell’Etna e al suolo della nostra città e, infine, si mostra fuori per breve tratto nell’ex giardino Pacini e di là va a
le lave dell’Etna e al suolo della nostra città e, infine, si mostra fuori per breve tratto nell’ex giardino Pacini e di là va a perdersi nel mare. Nei vari quartieri (le famose “tre terre”), erano state costruite sei chiese: la Matrice, di San Nicola, del Carmine, di San Rocco, della Consolazione, dello Spirito Santo. La Chiesa Madre, o di Santa Maria delle Grazie sorgeva al centro e si elevava per la sua mole su tutti gli altri fabbricati. La facciata, prospiciente il levante, al di sopra del gran
al centro e si elevava per la sua mole su tutti gli altri fabbricati. La facciata, prospiciente il levante, al di sopra del gran portale, aveva in mezzo in alto un’ampia finestra e dava su uno spazioso sagrato che poggiava su un’artistica gradinata, di diciotto scalini. Sul lato destro si ergeva un ardito campanile (“u Campanarazzu”), portante l’orologio e sei campane. Una chiesa fuori le mura – di cui sono rimasti i ruderi – detta di “Sant’Antonio Raitu”
zu”), portante l’orologio e sei campane. Una chiesa fuori le mura – di cui sono rimasti i ruderi – detta di “Sant’Antonio Raitu” (S. Antonio l’Eremita), sorgeva su una delle colline della estremità del territorio confinante con Camporotondo: di lì si dominava il Paese. Altre chiese fuori le mura, degne di rilevo: quelle della “Raccomandata”, di cui non è rimasto più nulla, e della “Madonna degli Ammalati”. Tutto ciò restò sommerso dalla lava il 29 marzo 1669, quando due grandi bracci di lava
nulla, e della “Madonna degli Ammalati”. Tutto ciò restò sommerso dalla lava il 29 marzo 1669, quando due grandi bracci di lava accerchiarono il paese e lo distrussero interamente. Poche cose furono risparmiate dalla lava, tra cui una piccola casa con due cisterne, un querceto, il campanile della chiesa Madre,
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 21 alcuni muri dell’imponente chiesa di S. Nicolò e la chiesetta rurale della Madonna degli Ammalati. A luglio la colata lavica si spinse fino a Catania, ricoprì il lago di Nicito, sfiorò il castello Ursino e poi si riversò nel mare. Mentre la lava continuava a scendere verso Catania, i 3656 profughi misterbianchesi si
astello Ursino e poi si riversò nel mare. Mentre la lava continuava a scendere verso Catania, i 3656 profughi misterbianchesi si fermarono nelle contrade prossime al centro per decidere in quale luogo ricostruire il paese; dopo lunghe ed animate discussioni, non riuscendo a trovare un accordo comune e avendo il Leocada ottenuto dal Senato e dal Vescovo il permesso ad edificare su un tratto di terreno nella periferia di Catania detto “piano delle forche” una parte di questi profughi vi si diresse
ificare su un tratto di terreno nella periferia di Catania detto “piano delle forche” una parte di questi profughi vi si diresse e ivi fondò il quartiere del “Borgo”. I 1891 misterbianchesi rimasti in contrada "Milicia" decisero, invece, di edificare il nuovo paese poco più a Nord, su di un poggio formato da antiche sciare che partendo da Tiritì, confine Ovest con Motta S.Anastasia, degradava verso Est fino a Daala, (dàgala). Qui la pendenza naturale del suolo avrebbe favorito il deflusso
n Motta S.Anastasia, degradava verso Est fino a Daala, (dàgala). Qui la pendenza naturale del suolo avrebbe favorito il deflusso delle acque piovane, scongiurando il pericolo delle inondazioni, e la sua posizione elevata, come nel vecchio paese, offriva loro la splendida veduta del mare di Catania. La ricostruzione imposta dal nefasto cataclisma naturale durato piu' di cento giorni fu condotta in maniera per quanto possibile fedele alla precedente struttura cittadina. Cosi' fu
parte dei restanti monumenti sacri e civili.
ale durato piu' di cento giorni fu condotta in maniera per quanto possibile fedele alla precedente struttura cittadina. Cosi' fu riedificata la Piazza Quattro Canti ed i quattro Palazzi signorili appartenenti alle quattro famiglie più rinomate del paese - Santonocito, Scuderi, Anfuso e Santagati - nonche' buona parte dei restanti monumenti sacri e civili. In questo processo di ricostruzione i misterbianchesi realizzarono la prima chiesa del
te dei restanti monumenti sacri e civili. In questo processo di ricostruzione i misterbianchesi realizzarono la prima chiesa del nuovo Comune molto simile all'antica Chiesa Madre distrutta dalla colata lavica del 1669. La planimetria, il campanile, l’ampia scalinata d’accesso, la facciata rivolta ad est, tutto riporta all’antica Matrice: questa chiesa è quella che oggi è intitolata a S. Nicolò. Intitolata in un primo momento a Maria Santissima delle Grazie, crollo' in parte verso la fine del 1700;
intitolata a S. Nicolò. Intitolata in un primo momento a Maria Santissima delle Grazie, crollo' in parte verso la fine del 1700; successivamente riedificata, fu intitolata inizialmente a San Domenico e in seguito ottenne il suo nome attuale. La Chiesa va ricordata perchè' preserva preziose tele seicentesche, una cinquecentesca pala d'altare raffigurante la Madonna del Rosario ed un quadro raffigurante San Pietro martire circondato da San Lorenzo e San Placido. Il campanile, inoltre, è l'esatta
Rosario ed un quadro raffigurante San Pietro martire circondato da San Lorenzo e San Placido. Il campanile, inoltre, è l'esatta copia di quello antico, con la differenza che è stato costruito a destra e non a sinistra della facciata. Con la riedificazione della nuova Misterbianco (più a sud rispetto all'antico abitato) venne iniziata la ricostruzione della Chiesa Madre. Nel 1712 i misterbianchesi ne avevano già cominciato a spianare il piano, allora a fondo naturale e alquanto accidentato in previsione
12 i misterbianchesi ne avevano già cominciato a spianare il piano, allora a fondo naturale e alquanto accidentato in previsione delle due navate laterali e, soprattutto, per rendere più agevole l’accesso alla porta dell’unica navata esistente. Nel 1777 furono ultimate la navata centrale, le tre absidi ed il transetto. Dopo la costruzione delle due navate laterali fu realizzata la cupola, la cui progettazione fu affidata all’architetto Giuseppe Marchese. I lavori furono eseguiti dal mastro muratore
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 22 Domenico Arena e ultimati nel 1835. Nel 1888 l’architetto Santi Bandieramonte di Catania elaborò il progetto della poderosa facciata che fu ultimata nel 1905. Realizzata utilizzando la caratteristica pietra di Priolo, essa si presenta in stile
poderosa facciata che fu ultimata nel 1905. Realizzata utilizzando la caratteristica pietra di Priolo, essa si presenta in stile romanico ed arricchita dalla presenza di capitelli, colonne, rosoni ed una loggia centrale contenente una statua raffigurante la Madonna delle Grazie. Tale struttura esterna è completata dalla presenza di tre porte sovrastate da delle lunette che raccolgono i bassorilievi dedicati al Cristo Re, a San Pietro e a San Paolo. Al suo interno si possono
tate da delle lunette che raccolgono i bassorilievi dedicati al Cristo Re, a San Pietro e a San Paolo. Al suo interno si possono ammirare pregiate opere d'arte, a partire da una cinquecentesca statua rappresentante la Madonna delle Grazie attribuita ad Antonello Gagini, la statua rappresentante S. Antonio da Padova, i quadri raffiguranti "Le anime del Purgatorio" e "San Francesco d'Assisi", nonché due stetue lignee rappresentanti l’Immacolata Concezione e il Cristo Risorto.
del Purgatorio" e "San Francesco d'Assisi", nonché due stetue lignee rappresentanti l’Immacolata Concezione e il Cristo Risorto. Intorno al 1882 si iniziò la costruzione di un grandioso fabbricato che misura circa 125 metri di profondità e 60 metri di prospetto con un’altezza di 18 metri. Suddivisa in quattro piani l’area complessiva raggiungeva, un tempo, i 20.000 metri quadrati. E’ stato dichiarato dalla Regione siciliana bene di interesse storico-artistico ed etno-antropologico. La
20.000 metri quadrati. E’ stato dichiarato dalla Regione siciliana bene di interesse storico-artistico ed etno-antropologico. La costruzione fu sede, fin dalla fine dell’800, di tre diverse attività: pastificio, distilleria e mulino, tutte della ditta Francesco Monaco & Figli. Questa grande industria dava lavoro a più di 200 persone, ma la sera del 20 aprile 1922 un incendio divampato tra le mura dello stabilimento. Sulle cause del disastrato s’indagò a
rsone, ma la sera del 20 aprile 1922 un incendio divampato tra le mura dello stabilimento. Sulle cause del disastrato s’indagò a lungo e alla fine si giunse alla conclusione che si trattò solo di fatalità. Tra le chiese minori cittadine occorre citare quella settecentesca intitolata a San Giuseppe - nella sua facciata sono visibili le statue in gesso raffiguranti due Angeli, la Madonna e San Giuseppe ed al suo interno degli affreschi riguardanti la vita del Santo
atue in gesso raffiguranti due Angeli, la Madonna e San Giuseppe ed al suo interno degli affreschi riguardanti la vita del Santo titolare - la seicentesca Chiesa del Carmine e la Chiesa di S. Orsola - una delle prime strutture edificate dopo la famosa quanto rovinosa eruzione gia' citata, conserva il seicentesco quadro raffigurante S. Maria della Consolazione, i settecenteschi quadri raffiguranti S. Lucia e S. Agostino.
rva il seicentesco quadro raffigurante S. Maria della Consolazione, i settecenteschi quadri raffiguranti S. Lucia e S. Agostino. Tra le strutture civili della città è da segnalare, infine, la Galleria Civica d'arte, che si trova sul lato ovest della Piazza Mazzini e fu edificata sfruttando una precedente costruzione del 1914, la cosiddetta "a casa di l'acqua”. 3.2 La città moderna. La rifondazione di Misterbianco avvenne secondo un modello insediativo basato su un
a "a casa di l'acqua”. 3.2 La città moderna. La rifondazione di Misterbianco avvenne secondo un modello insediativo basato su un tracciato tendenzialmente ortogonale con isolati pressocchè quadrati dalle dimensioni medie pari a m 70x70 e segnando la maggiore importanza di due degli assi ortogonali (quella est- ovest coincide con la direttrice Catania Paternò) con la formazione dei “quattro canti”. Anche per la ricostruzione della vicina Belpasso fu utilizzato lo stesso modello
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 23 insediativi a scacchiera, seppur più regolare di questa; avvalendosi di detto modello, ma con la rete viaria più funzionale, alla fine degli anni venti del secolo scorso il nucleo è cresciuto, verso sud fino alla via Plebiscito, ad ovest fino alle vie Sciuto e menna, a nord fin quasi a
colo scorso il nucleo è cresciuto, verso sud fino alla via Plebiscito, ad ovest fino alle vie Sciuto e menna, a nord fin quasi a lambire la circumetnea, e ad est fino alle vie Sturzo, Dusmet e Pirandello. Alla fine degli anni sessanta si riscontra un notevole ampliamento verso ovest e verso nord est, in direzione del cimitero, e un addensamento, con interventi prevalentemente sostitutivi, degli isolati che si saturano anche all’interno, soprattutto con la tipologia edilizia
n interventi prevalentemente sostitutivi, degli isolati che si saturano anche all’interno, soprattutto con la tipologia edilizia a palazzina; compare inoltre la presenza dei primi insediamenti industriali” moderni” (Misterbianco è stata sempre sede di piccole industrie legate alla produzione agricola: molini, distillerie,etc….) nel tratto est della statale, quasi al confine con Catania. Dagli anni settanta in poi si verificano i cambiamenti più macroscopici:
tratto est della statale, quasi al confine con Catania. Dagli anni settanta in poi si verificano i cambiamenti più macroscopici: quello relativo all’espansione residenziale, per lo più abusiva e derivata da pressanti istanze residenziali della vicina città di Catania, con la formazione di consistenti agglomerati edilizi a nord – est in località Lineri e Monte Palma (con edilizia compatta) ed in località Poggio Lupo e Belsito (con prevalente edilizia monofamiliare)ed, infine, quello in
Palma (con edilizia compatta) ed in località Poggio Lupo e Belsito (con prevalente edilizia monofamiliare)ed, infine, quello in direzione ovest, nella cosiddetta zona “Toscano”; quello relativo al notevole sviluppo della zona industriale prima lungo la strada statale n.121, indi verso ovest, a seguito della realizzazione della circonvallazione per Paternò (variante alla statale), poi verso sud, fino alla bretella di congiungimento della tangenziale
ella circonvallazione per Paternò (variante alla statale), poi verso sud, fino alla bretella di congiungimento della tangenziale con la circonvallazione di Catania. Questa zona negli ultimi dieci anni si è andata trasformando in zona commerciale caratterizzata da ipermercati; successivamente, seppur recentemente completato, si realizza il sistema infrastrutturale della tangenziale (che collega lo svincolo terminale dell’autostrada CT-ME
e completato, si realizza il sistema infrastrutturale della tangenziale (che collega lo svincolo terminale dell’autostrada CT-ME con l’autostrada CT-PA e con quella CT-SR in corso di realizzazione) con i suoi svincoli e le sue bretelle, nonché il riammodernamento del corso Carlo Marx.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 24 4. CENNI GEOGRAFICO-TERRITORIALI SULLA CITTA’ DI MISTERBIANCO Misterbianco appartiene, nell’ambito della sub partizione del territorio provinciale catanese, all’area metropolitana. Quest’area comprende unitamente alla città capoluogo, San Giovanni La Punta, San Gregorio e Zafferana Etnea, ventisette comuni, determinanti
omprende unitamente alla città capoluogo, San Giovanni La Punta, San Gregorio e Zafferana Etnea, ventisette comuni, determinanti l’hinterland catanese, storicamente appartenenti a tre raggruppamenti territoriali eterogenei:
- I casali catanesi, tra cui rientra la stessa Misterbianco;
- Le terre e i quartieri che appartenevano ad Acireale;
- I paesi sulle pendici dell'Etna. Il comune conta 49.166 abitanti (M 24.203 F 24.963 - dati al 31/12/2010), suddivisi,
ireale; 3. I paesi sulle pendici dell'Etna. Il comune conta 49.166 abitanti (M 24.203 F 24.963 - dati al 31/12/2010), suddivisi, oltre il centro urbano, in 5 frazioni (Belsito, Serra Superiore, Lineri, Montepalma e Piano Tavola), e ha una superficie di 3.751 ettari per una densità abitativa di circa 1.310 abitanti per chilometro quadrato. Ubicata su una collina, ad una altezza di metri 213 sul livello dello Jonio, confina ad Est
10 abitanti per chilometro quadrato. Ubicata su una collina, ad una altezza di metri 213 sul livello dello Jonio, confina ad Est con la Città, a Nord con S.Pietro Clarenza, ad Ovest con Camporotondo Etneo, Belpasso e Motta S.Anastasia e a Sud con la Piana di Catania; una distesa piana avente una superficie di circa 450 Kmq. Il territorio può essere suddiviso in due comprensori orizzontali. Nel primo, quello più a nord, insistono gli agglomerati urbani: il centro di Misterbianco, al confine tra i due
ori orizzontali. Nel primo, quello più a nord, insistono gli agglomerati urbani: il centro di Misterbianco, al confine tra i due comprensori, e le frazioni Lineri, Belsito, Montepalma e Poggio Lupo, prevalentemente a nord est. Nella parte superiore del secondo comprensorio, verso est, è invece localizzata la zona industriale-commerciale, che per una parte invade anche il comprensorio nord. La frazione di Piano Tavola è suddivisa amministrativamente tra i comuni di Belpasso,
a parte invade anche il comprensorio nord. La frazione di Piano Tavola è suddivisa amministrativamente tra i comuni di Belpasso, Misterbianco, Camporotondo Etneo e Motta Sant'Anastasia. Le frazioni di Serra Superiore e di Poggio Lupo si trovano immediatamente a nord di Lineri, a ridosso della strada provinciale 12, ma con varie enclaves a nord e sud della stessa, sedi di numerose imprese di produzione e commercializzazione di materiale edile.
a con varie enclaves a nord e sud della stessa, sedi di numerose imprese di produzione e commercializzazione di materiale edile. Le frazioni di Lineri e Montepalma, che si trovano nella curiosa situazione di essere piu' vicine a Catania che alla sede municipale, si devono principalmente ad un intervento urbanistico abusivo della fine degli anni Sessanta sul latifondo del duca di Misterbianco, di oltre 33 ettari e costituito dai terreni "sciarosi" della colata lavica del 1669, lottizzato e
ondo del duca di Misterbianco, di oltre 33 ettari e costituito dai terreni "sciarosi" della colata lavica del 1669, lottizzato e venduto a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Fino alla metà degli anni Ottanta le borgate erano quasi prive di servizi e con strade non asfaltate. Le amministrazioni comunali hanno in seguito iniziato un qualche riordino del
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 25 territorio, costruendo alcune strutture essenziali e soprattutto asfaltando e illuminando la quasi totalità delle strade. Lineri è una borgata popolosa e caotica, nata attorno al casello 7 della ferrovia Circumetnea, ora vera e propria fermata, e lungo la strada principale, in seguito denominata
attorno al casello 7 della ferrovia Circumetnea, ora vera e propria fermata, e lungo la strada principale, in seguito denominata via Lenin. Vi sono sorte la scuola media polivalente, un centro sociale, la chiesa di Santa Bernardette, una banca, l'ufficio postale e varie attività artigianali e commerciali. Montepalma, nonostante la totalità degli edifici sia di costruzione abusiva presenta una struttura viaria regolare con direttrici nord-sud intersecate da parallele ortogonali. Vi si
di costruzione abusiva presenta una struttura viaria regolare con direttrici nord-sud intersecate da parallele ortogonali. Vi si trova al limite ovest l'imponente struttura abbandonata dell'Impresa Costanzo, che dava lavoro ad oltre 1300 persone. Vi si trovano oggi, una moderna struttura scolastica elementare e materna e una chiesa cattolica. Fino agli anni sessanta lo sviluppo della maglia urbana di Misterbianco ha utilizzato un
ntare e materna e una chiesa cattolica. Fino agli anni sessanta lo sviluppo della maglia urbana di Misterbianco ha utilizzato un impianto a “scacchiera” per l’ampliamento edilizio, oltre all’addensamento degli isolati con interventi prevalentemente sostitutivi. Successivamente si sono verificati i cambiamenti più macroscopici in termini d’espansione residenziale, per lo più abusiva e scaturente da significative istanze residenziali
nti più macroscopici in termini d’espansione residenziale, per lo più abusiva e scaturente da significative istanze residenziali della vicina città di Catania, che ha determinato la formazione di consistenti agglomerati edilizi nelle zone denominate “Toscano”, ”Lineri”, “Monte Palma”, “Poggio Lupo” e "Belsito". Contemporaneamente, a Misterbianco, veniva realizzato un vasto insediamento, inizialmente ad indirizzo industriale e affermatosi in un secondo momento con caratteri
veniva realizzato un vasto insediamento, inizialmente ad indirizzo industriale e affermatosi in un secondo momento con caratteri prevalentemente commerciali, il quale, agevolato dalla realizzazione della variante alla strada statale n.121 ed in seguito dal completamento della tangenziale di Catania, ha contribuito a caratterizzare Misterbianco quale nodo strategico di collegamento ed interconnessione tra le direttrici autostradali PA – CT, CT – ME, CT – SR.
Misterbianco quale nodo strategico di collegamento ed interconnessione tra le direttrici autostradali PA – CT, CT – ME, CT – SR. Le dinamiche demografiche comunali misterbianchesi appaiono, evidentemente, influenzate dalla città capoluogo, in quanto coinvolte in quel vasto fenomeno di conurbazione, presente nell’area metropolitana catanese, che ha riversato quote consistenti di domanda residenziale nei comuni direttamente contermini, come Misterbianco appunto. Sotto
che ha riversato quote consistenti di domanda residenziale nei comuni direttamente contermini, come Misterbianco appunto. Sotto quest’aspetto il territorio del comune di Misterbianco, per la relativa vicinanza al capoluogo, ha rappresentato e rappresenta tuttora, nonostante il fenomeno sia in regressione, uno dei luoghi geografici privilegiati per soddisfare la domanda di residenzialità primaria proveniente dalla città di Catania, incentivata, peraltro, dalla facilità dei collegamenti viari e
da di residenzialità primaria proveniente dalla città di Catania, incentivata, peraltro, dalla facilità dei collegamenti viari e da interessanti attrattive, come il polo produttivo commerciale. Geomorfologicamente il territorio di Misterbianco, infine, è caratterizzato a settentrione da un vasto rilievo collinare, con formazioni vulcaniche tipiche dei bassi versanti dell'Etna, con assenza di linee di drenaggio superficiali ed elevato grado di antropizzazione.
aniche tipiche dei bassi versanti dell'Etna, con assenza di linee di drenaggio superficiali ed elevato grado di antropizzazione. A sud dell'abitato si osserva un'ampia spianata derivante dall'azione di colmamento da parte
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 26 di depositi alluvionali recenti di una poco profonda incisione valliva che costituiva un originario asse di drenaggio reso inattivo dalle conseguenze delle modificazioni idrogeologiche indotte dalle invasioni laviche. La parte di territorio a sud può considerarsi del tutto pianeggiante (con pendenze dei
ologiche indotte dalle invasioni laviche. La parte di territorio a sud può considerarsi del tutto pianeggiante (con pendenze dei versanti variabili dal 5 al 15%) e morfologicamente stabile. Il territorio comunale è in massima parte caratterizzato dalla presenza di una vegetazione di tipo antropico, costituita da agrumeti (aranceti, mandarineti, ed altro), intervallata da alcune essenze naturali (ginestre, euforbie, pistacchi selvatici, ecc.); sono
(aranceti, mandarineti, ed altro), intervallata da alcune essenze naturali (ginestre, euforbie, pistacchi selvatici, ecc.); sono anche presenti degli appezzamenti destinati a seminativo ed a seminativo erborato. Figura 2 – Aerofotogrammetria territorio di Misterbianco
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 27 5. SINTESI DELLO STUDIO IDRO-GEO-LOGICO-MORFOLOGICO. Le presenti note inerenti la fase progettuale della redazione dello schema di massima del nuovo P.R.G. descrivono le caratteristiche geologiche, idrologiche, idrogeologiche, geomorfologiche con la definizione delle aree a “rischio idrogeologico” e del relativo regime
iche, idrologiche, idrogeologiche, geomorfologiche con la definizione delle aree a “rischio idrogeologico” e del relativo regime vincolistico, le caratteristiche sismiche, le caratteristiche geotecniche e geomeccaniche di tutto il territorio comunale con particolare riguardo alle aree urbanizzate ed oggetto di programmazione urbanistica. Per un maggiore approfondimento si rimanda, ovviamente, all’insieme delle elaborazioni rese (prot. n.36542 del 14.07.10) dal dott. geol. Salvatore
profondimento si rimanda, ovviamente, all’insieme delle elaborazioni rese (prot. n.36542 del 14.07.10) dal dott. geol. Salvatore Torrisi, le quali nel loro insieme vengono qui richiamate e recepite. In occasione della revisione del P.R.G. si è reso, infatti, necessario aggiornare il precedente studio geologico secondo le direttive con la circolare n. 2222 del 31.01.1995, emanate dall’Assessorato Regionale T. A. Queste direttive impongono particolari attenzioni riguardo alle problematiche di
.1995, emanate dall’Assessorato Regionale T. A. Queste direttive impongono particolari attenzioni riguardo alle problematiche di pericolosità sismica e geologica; inoltre la stessa circolare 2222 ha fornito l’indirizzo per un’opportuna schematizzazione del lavoro, fornendo nuovi strumenti tecnico – legislativi per l’adeguamento delle metodologie utilizzate in campo scientifico in particolare riferimento alla gestione delle pericolosità geologiche e sismiche.
e metodologie utilizzate in campo scientifico in particolare riferimento alla gestione delle pericolosità geologiche e sismiche. Per quanto riguarda la cartografia di analisi sono state realizzate le seguenti carte tematiche: Elaborato Carta di sintesi Area scala 2 Carta geologica Intero territorio comunale 1: 10.000 3.1 ÷ 3.11 Carta geologica Aree urbanizzate e di futura espansione 1: 2.000 4 Carta geomorfologica Intero territorio comunale 1: 10.000 5.1 ÷ 5.11 Carta geomorfologica Aree urbanizzate e di
sione 1: 2.000 4 Carta geomorfologica Intero territorio comunale 1: 10.000 5.1 ÷ 5.11 Carta geomorfologica Aree urbanizzate e di futura espansione 1: 2.000 6 Carta idrogeologica Intero territorio comunale 1: 10.000 7.1 ÷ 7.11 Carta litotecnica Aree urbanizzate e di futura espansione 1: 2.000 Per quanto riguarda la cartografia di sintesi si è realizzato, invece, quanto segue:
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 28 Elaborato Carta di sintesi Area scala 8 Carta della pericolosità geologica Intero territorio comunale 1: 10.000 9.1 ÷ 9.11 Carta della pericolosità geologica Aree urbanizzate e di futura espansione 1: 2.000 10.1 ÷ 10.11 Carta delle zone a maggiore pericolosità sismica locale Aree urbanizzate e di futura espansione 1: 2.000
e 1: 2.000 10.1 ÷ 10.11 Carta delle zone a maggiore pericolosità sismica locale Aree urbanizzate e di futura espansione 1: 2.000 Sempre nel rispetto di quanto disposto nella Circolare n. 2222 del 31 gennaio 1995, si è provveduto ad integrare lo studio con la produzione dei sottoelencati elaborati: Elaborato Produzioni 11 N. 3 Profili Geolitologici a scala 1: 10.000 12 N. 6 Profili Geolitologici a scala 1: 2.000 13 N. 50 Colonne stratigrafiche. 14 Relazione delle Indagini Geognostiche
10.000 12 N. 6 Profili Geolitologici a scala 1: 2.000 13 N. 50 Colonne stratigrafiche. 14 Relazione delle Indagini Geognostiche La stesura della Carta geologica è stata redatta con criteri base litostratigrafici ed ha avuto lo scopo di rappresentare graficamente caratteristiche geologiche classificando e riportando i litotipi affioranti, il loro andamento geometrico, distinguendoli secondo l’età, la natura, le posizioni e le facies stratigrafiche, e gli elementi strutturali, secondo i più recenti
tinguendoli secondo l’età, la natura, le posizioni e le facies stratigrafiche, e gli elementi strutturali, secondo i più recenti dettami tecnico-scientifici. La Carta geologica è stata integrata da colonne stratigrafiche e profili geologici al fine di meglio rappresentare ed esporre le caratteristiche stratigrafiche e strutturali. Nello stesso elaborato è stato messo in evidenza un’area degna del rango di rarità scientifica ed
stratigrafiche e strutturali. Nello stesso elaborato è stato messo in evidenza un’area degna del rango di rarità scientifica ed interesse tale da essere suscettibile di tutela, ai sensi delle L.R. n.80/77, n.98/81 e n.14/88. La stesura della Carta geomorfologia è stata redatta con l’obiettivo di rappresentare tutti gli elementi, le forme, i depositi e i processi connessi con l’azione di denudazione, dell’erosione, della gravità e delle acque superficiali; le forme dovuta all’attività antropica,
si con l’azione di denudazione, dell’erosione, della gravità e delle acque superficiali; le forme dovuta all’attività antropica, oltre quelli condizionati dalla struttura geologica e dagli elementi vulcano-tettonici. La stesura della Carta idrogeologia è stata redatta con l’obiettivo di rappresentare la classificazione dei litotipi in base alla permeabilità, il censimento dei pozzi e delle sorgenti più significative, le probabili direzioni di flusso delle acque sotterranee e le caratteristiche
ento dei pozzi e delle sorgenti più significative, le probabili direzioni di flusso delle acque sotterranee e le caratteristiche geometriche degli acquiferi e delle falde. Nello stesso elaborato sono evidenziate le situazioni di maggiore pericolosità in relazione alla vulnerabilità degli acquiferi, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. La stesura della Carta litotecnica è stata redatta con l’obiettivo di riportare i litotipi
i vista quantitativo che qualitativo. La stesura della Carta litotecnica è stata redatta con l’obiettivo di riportare i litotipi presenti raggruppati in base alle loro caratteristiche fisico-meccaniche. Sia per quelli lapidei
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 29 che per i terreni devono essere individuati tutti gli elementi che possono determinare un tipo di comportamento geomeccanico. 5.1 Geologia Sotto l’aspetto geologico, il paesaggio ed il substrato del territorio misterbianchese è divisibile, in direzione da Nord a Sud, in tre settori ognuno con proprietà e comportamento
ato del territorio misterbianchese è divisibile, in direzione da Nord a Sud, in tre settori ognuno con proprietà e comportamento omogeneo al suo interno e spiccatamente diversi rispetto agli altri, ed in particolare si riconoscono (cfr. Figura 3): un settore settentrionale ricadente lungo il margine meridionale dell’edificio etneo e caratterizzata dall’affioramento delle colate laviche; un settore centrale contraddistinta da una vasta depressione con controllo
atterizzata dall’affioramento delle colate laviche; un settore centrale contraddistinta da una vasta depressione con controllo strutturale e dall’affioramento delle Argille Azzurre un settore meridionale costituita dalla “Dorsale delle Terreforti” fino al margine settentrionale dell’attuale Piana di Catania, composta da diversi e sovrapposte sequenze terrazzate. Figura 3 – Schema dei settori con caratteristiche geologiche omogenee all’interno del territorio comunale di Misterbianco.
zate. Figura 3 – Schema dei settori con caratteristiche geologiche omogenee all’interno del territorio comunale di Misterbianco. Il territorio di Misterbianco ricade nel settore interno del “Dominio di Avanfossa”, vale a dire che nell’area di studio affiorano i livelli di chiusura marina della sedimentazione di riempimento dell’Avanfossa. La distribuzione di tutti gli affioramenti stratigrafici è diretta
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 30 conseguenza della strutturazione della “Dorsale delle Terreforti”, ovvero il settore con massima elevazione altimetrica. La formazione della dorsale è di chiarissima origine tettonica e coincide con l’affioramento degli orizzonti stratigrafici più antichi.
azione della dorsale è di chiarissima origine tettonica e coincide con l’affioramento degli orizzonti stratigrafici più antichi. Più a nord le sequenze stratigrafiche e parte delle associazioni strutturali sono suturati dalle coperture laviche. In generale, nel territorio in esame, la colonna stratigrafica è costituita da tre macro- sequenze distinte da caratteri stratigrafici ed età diverse. In ogni macro-sequenza sono stati distinti differenti orizzonti lito-stratigrafici in
da caratteri stratigrafici ed età diverse. In ogni macro-sequenza sono stati distinti differenti orizzonti lito-stratigrafici in base alla natura e posizione litologica ed età. Dai terreni più recenti a quelli più antichi, la successione stratigrafica riconosciuta è cosi disposta: Vulcaniti basaltiche etnee o Colate laviche etnee del 1669. o Colate laviche etnee proto-storiche. o Colate laviche recenti. o Colate laviche di Misterbianco. Sequenze deposizionali terrazzate medio-suprapleistoceniche
riche. o Colate laviche recenti. o Colate laviche di Misterbianco. Sequenze deposizionali terrazzate medio-suprapleistoceniche o Depositi continentali, T6 o Depositi continentali, T5 o Sequenza deposizionale marina, S5 o Depositi continentali, T4 o Sequenza deposizionale marina, S4 o Depositi continentali, T3 o Sequenza deposizionale marina, S3 o Depositi continentali, T2 o Sequenza deposizionale marina, S2 o Limi sabbiosi di base, A2 o Depositi continentali, T1 o Sequenza deposizionale marina, S1
o Sequenza deposizionale marina, S2 o Limi sabbiosi di base, A2 o Depositi continentali, T1 o Sequenza deposizionale marina, S1 Depositi argillosi infra-mediopleistocenici o Argille marnose azzurre Depositi continentali o Depositi alluvionali o Depositi alluvionali terrazzati a varie quote Inoltre sono stati distinti: o Terreni di riporto o Corpi di frana o Corpi di detrito
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 31 5.2 Tettonica Gli elementi tettonici all’interno del territorio di Misterbianco derivano da distinte associazioni tettoniche. Gli elementi più vistosi sono costituiti da segmenti di faglia associati a strutture tettoniche di ordine minore, derivanti dall’associazione strutturale compressiva
iti da segmenti di faglia associati a strutture tettoniche di ordine minore, derivanti dall’associazione strutturale compressiva mediopleistocenica, e da un dominio di piega attivo. 5.2.1 Strutture tettoniche mediopleistoceniche Lungo i settore centro-meridionale di Misterbianco, i depositi di chiusura dell’Avanfossa sono segmentati da 5 faglie trascorrenti destre ad orientazione WNW-ESE e disposte, nell’insieme, con una geometria en-echelon con sovrapposizione sinistra.
trascorrenti destre ad orientazione WNW-ESE e disposte, nell’insieme, con una geometria en-echelon con sovrapposizione sinistra. Il movimento principale trascorrente è ben evidenziato dai rigetti orizzontali dei limiti stratigrafici e dalla dislocazione laterale delle creste delle dorsali, di cui la più evidente forma la traslazione destra delle creste di Poggio Cravona e Poggio Cardillo. I rigetti orizzontali variano nei segmenti più evidenti da circa 40 m a circa 350 m. Alle dislocazioni
ravona e Poggio Cardillo. I rigetti orizzontali variano nei segmenti più evidenti da circa 40 m a circa 350 m. Alle dislocazioni orizzontali si associano rigetti verticali, lungo i vari segmenti, di circa 10 m per ogni step. La deformazione trascorrente è ben evidenziata nell’intero settore centrale (cfr. Figura 3) da una serie di “gomiti di cattura”, “valli sospese” e dal pattern fluviale che si allineano perfettamente ai sistemi di taglio riconosciuti.
di “gomiti di cattura”, “valli sospese” e dal pattern fluviale che si allineano perfettamente ai sistemi di taglio riconosciuti. Alle faglie trascorrenti si associano deformazioni di accomodamento di ordine minore, in particolare nel segmento più settentrionale contraddistinto dalla presenza dell’alto morfologico di Poggio Cravona, il movimento trascorrente è accomodato da un sistema di pieghe evidenziato da una sinclinale e da una successiva anticlinale aventi assi con
trascorrente è accomodato da un sistema di pieghe evidenziato da una sinclinale e da una successiva anticlinale aventi assi con orientazione NE-SW, ampiezza decametrica e lunghezza d’onda di circa 400 m. Il risultato di queste strutture plicative sono impresse e ben evidenti nelle pareti di cemento della trincea stradale a sud dell’abitato di Misterbianco. Un’ulteriore struttura tettonica di basso ordine gerarchico è stata riconosciuta a circa
ale a sud dell’abitato di Misterbianco. Un’ulteriore struttura tettonica di basso ordine gerarchico è stata riconosciuta a circa 250 m a sud-est di Poggio Cardillo, si tratta di una faglia antitetica (tipo R’) con movimento sinistro e con forte componente verticale di tipo normale con orientazione circa N-S che ha rigettato i pre-esistenti contatti stratigrafici di alcuni metri. Tra Casa Marletta e Masseria Chiari i tip di due segmenti di faglia trascorrente sono collegati tra di loro da una rampa di
tri. Tra Casa Marletta e Masseria Chiari i tip di due segmenti di faglia trascorrente sono collegati tra di loro da una rampa di thrust orientata circa ENE-WSW, alla quale si associano un’anticlinale di rampa ed in profondità, una sinclinale di letto. La geometria complessiva delle strutture plicative e di sovrapposizione che indicano una direzione di massima compressione diretta circa NNW-SSE, e la loro localizzazione in
ative e di sovrapposizione che indicano una direzione di massima compressione diretta circa NNW-SSE, e la loro localizzazione in aree di sovrapposizione tra le faglie, suggerisce una cinematica destra lungo i segmenti orientati NW-SE. Ciò è confermato anche dalla distribuzione delle faglie normali ad orientazione NNW-SSE.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 32 La geometria complessiva delle faglie trascorrenti e delle strutture di accomodamento plicative e di sovrapposizione, indicano una direzione di massima compressione diretta circa NNW-SSE (cfr. Figura 4). Tutte le strutture tettoniche descritte risultano suturate dalla sequenza terrazzata
ione diretta circa NNW-SSE (cfr. Figura 4). Tutte le strutture tettoniche descritte risultano suturate dalla sequenza terrazzata tirreniana (S3) (cfr. Foto 1), vale a dire che tutte queste strutture descritte sono inattive da almeno 125.000 anni e che, quindi, non presentano nessun tipo di pericolosità sismo- tettonica. Figura 4 – Geometria e cinematica dei segmenti di faglia con meccanismo di taglio semplice (A) e
pericolosità sismo- tettonica. Figura 4 – Geometria e cinematica dei segmenti di faglia con meccanismo di taglio semplice (A) e le strutture di accomodamento associate al movimento principale (B, da Sylvester A.G. (1988)), Foto 1 – Ad est di casa Marletta in sinistra orografica del Vallone Cubba si vede chiaramente in contatto stratigrafico della successione tirreniana S3 su tutta la successione più vecchia (costituita da T2, S2 e A2).
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 33 5.2.2 Dominio di piega L’intero settore meridionale del territorio di Misterbianco è caratterizzato dalla surrezione di una tratto della più estesa ”Anticlinale di Sigonella” Questa struttura plicativa mostra un ampia fascia di cerniera con fianchi debolmente inclinati ed un asse di
inale di Sigonella” Questa struttura plicativa mostra un ampia fascia di cerniera con fianchi debolmente inclinati ed un asse di fessurazione con orientazione ENE-WSW che quasi ortogonalmente il corso del Vallone Alice Fontanazza, del Vallone Mendola, del Vallone Rosa, del Vallone Cubba e del Vallone Cardinale. L’analisi strutturale di dettaglio delle giaciture dimostra che si tratta di una piega con una deformazione tipo box-Fold e con un andamento tipo flessura, ovvero con orizzonti
re dimostra che si tratta di una piega con una deformazione tipo box-Fold e con un andamento tipo flessura, ovvero con orizzonti stratigrafici da sub-orizzontali fino ad una inclinazione di circa 10°. In una vista d’insieme (extra-territoriale) il dominio di piega mostra un’ampiezza complessiva di circa 2025 m e una lunghezza d’onda di circa 4,5 chilometri. 5.3 Geomorfologia Come già descritto, l’area del territorio misterbianchese ricade tra le lave
a d’onda di circa 4,5 chilometri. 5.3 Geomorfologia Come già descritto, l’area del territorio misterbianchese ricade tra le lave appartenenti una porzione del bordo meridionale dell’edificio etneo e i livelli di tetto della successione di Avanfossa. Figura 5 – Schema del rilievo del territorio di Misterbianco.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 34 In linee generali, il rilievo del territorio misterbianchese è caratterizzato da un andamento degradante in direzione sud, con le maggiori elevazioni nell’area di C.da Sant’Antonio Romito e con le minori in C.da Fontanazza. La regolarità dell’andamento della
maggiori elevazioni nell’area di C.da Sant’Antonio Romito e con le minori in C.da Fontanazza. La regolarità dell’andamento della pendenza è interrotto nella zona centrale del territorio, dove l’evoluzione morfo-tettonica medio-quaternaria è responsabile della crescita di un’ampia dorsale e successivamente, a causa di processi morfo-dinamici, di una erosione selettiva che ha parziale smantellamento l’originaria struttura e generando lo sviluppo di una profonda depressione valliva (cfr. Figura
a che ha parziale smantellamento l’originaria struttura e generando lo sviluppo di una profonda depressione valliva (cfr. Figura 5 e Figura 6). Sempre nel settore centrale sono presenti i movimenti gravitativi più importanti e il raggruppamento delle pendenze più severe (cfr. Figura 7). Figura 6 – Andamento morfo-topografico del territorio di Misterbianco
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 35 Figura 7 – Carta delle pendenze nel territorio di Misterbianco. 5.3.1 Geomorfologia dell’area urbana di Misterbianco L’abitato di Misterbianco giace lungo un segmento dell’area perimetrale meridionale dell’edificio vulcanico etneo. Tale segmento è caratterizzato da una morfologia legata
egmento dell’area perimetrale meridionale dell’edificio vulcanico etneo. Tale segmento è caratterizzato da una morfologia legata all’affioramento del substrato sedimentario nei settori S, SW e W, e della copertura vulcanica nei settori N, NE e E. Il limite litologico è marcato da una dorsale allungata in direzione NW-SE che divide un acclive versante sud-occidentale (fuori dal territorio comunale) da un versante nord-
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 36 orientale caratterizzato da basse pendenze. Questa dorsale dominata dal rilievo di Poggio Croce, in alcuni tratti assume l’inusuale significato di “Alto morfologico” rispetto le aree circostanti (cfr. Figura 8). Questa espressione morfologica è, dunque, collegata alla
ato di “Alto morfologico” rispetto le aree circostanti (cfr. Figura 8). Questa espressione morfologica è, dunque, collegata alla coincidenza che l’attuale dorsale era il locale paleo-spartiacque e l’orlo di trabocco delle lave supra-pleistoceniche (Lave di Misterbianco). Figura 8 – Topografia dell’area urbana di Misterbianco.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 37 Lo stesso carattere morfologico con le medesime orientazioni è distinguibile anche nella “dorsaletta” inquadrabile da via Garibaldi angolo via XX Settembre fino a tutta la via G. Galilei. Le due dorsali sono legati da una fascia con orientazione perfettamente ortogonale che
Settembre fino a tutta la via G. Galilei. Le due dorsali sono legati da una fascia con orientazione perfettamente ortogonale che va da via Pirandello, P.zza San Giuseppe e il tratto più orientale di via Plebiscito. Il versante sud-orientale di quest’ultimo segmento, è caratterizzato dalla presenza di severe pendenze che superano in diversi tratti il 35 %. La geometria complessiva di tutti questi segmenti morfologici sopradescritti, mette in
e che superano in diversi tratti il 35 %. La geometria complessiva di tutti questi segmenti morfologici sopradescritti, mette in luce che morfologia perimetrale dell’area urbana di Misterbianco è legata a paleo-rilievi controllati dalla tettonica trascorrente medio-pleistocenica. Il settore centrale e settentrionale dell’area urbana è legata ad una depressione connessa a vecchi limiti laterali delle colate più vecchie. In particolare tale depressione è individuabile nella proiezione dei tracciati di via dei
iti laterali delle colate più vecchie. In particolare tale depressione è individuabile nella proiezione dei tracciati di via dei Mulini e via Archimede (cfr. Figura 8). 5.4 Idrogeologia Anche nel caso dell’assetto idrogeologico, il territorio è suddividibile nei settori illustrati nella Figura 3. Il settore settentrionale, dove affiorano i termini effusivi, la permeabilità è tra buona e molto alta, per fessurazione e in sottordine per porosità (con un coefficiente di permeabilità di K = 10 1x10-2 cm/sec).
ona e molto alta, per fessurazione e in sottordine per porosità (con un coefficiente di permeabilità di K = 10 1x10-2 cm/sec). Il massiccio vulcanico etneo riveste un ruolo fondamentale dal punto di vista idrogeologico in quanto esso, a causa dell’inesistenza di linee di deflusso e di un vero e proprio reticolo idrografico che allontani le acque di precipitazione meteorica, e ciò in relazione all’elevata permeabilità, rappresenta un vero e proprio serbatoio delle acque
ue di precipitazione meteorica, e ciò in relazione all’elevata permeabilità, rappresenta un vero e proprio serbatoio delle acque superficiale. In questo serbatoio, ed in particolare il basso versante meridionale del bacino etneo, la quantità e la direzione di deflusso è strettamente dipendente dalla natura e dalle geometrie del soggiacente sub-strato sedimentario. Nell’area in esame, il substrato sedimentario è costituito dai depositi di tetto della
del soggiacente sub-strato sedimentario. Nell’area in esame, il substrato sedimentario è costituito dai depositi di tetto della successione di Avanfossa”, ossia da livelli di sabbie e di sabbie ghiaioso-conglomeratiche con permeabilità complessivamente discreta e da argille azzurre con permeabilità pressoché nulla. La morfologia sepolta del sub-strato sedimentario dovrebbe essere come quella esposta in affioramento con incisioni e valloni irregolari e con pendenze talora particolarmente accentuate.
essere come quella esposta in affioramento con incisioni e valloni irregolari e con pendenze talora particolarmente accentuate. Dal censimento dei pozzi e dalle notizie fornite dalla letteratura scientifica, la direzione di deflusso principale a NW dell’abitato di Misterbianco dovrebbe coincidere con
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 38 la disposizione azimutale prevalente, ovvero, con orientazione NW-SE e circa N-S (cfr. Figura 9). Figura 9 – Geometria del tetto della falda nel basso versante meridionale etneo I pozzi per uso potabile all’interno del territorio misterbianchese sono 4 di cui uno posto in prossimità del confine comunale.
I pozzi per uso potabile all’interno del territorio misterbianchese sono 4 di cui uno posto in prossimità del confine comunale. Nel settore centrale, dove affiorano estesamente le argille azzurre, la permeabilità è praticamente nulla (con un coefficiente di permeabilità nell’ordine di K = 1x10 -5 1x10 -7 cm/sec). I due settori sopradescritti sono divisi da uno spartiacque di primo ordine che divide il deflusso sotterraneo proveniente da nord e le aree “sorgente” delle aste poste a sud del
artiacque di primo ordine che divide il deflusso sotterraneo proveniente da nord e le aree “sorgente” delle aste poste a sud del territorio. Il deflusso proveniente dal massiccio etnea viene deviato nettamente verso il settore orientale e alimenta con le linee di deflusso sotterraneo poste nella periferia NW di Catania. Il deflusso superficiale posto a sud del sopradescritto spartiacque, alimenta settori e le falde poste a nord dell’attuale Piana di Catania. I torrenti insistenti nel territorio
critto spartiacque, alimenta settori e le falde poste a nord dell’attuale Piana di Catania. I torrenti insistenti nel territorio centro-meridionale sono tributari del Canale Buttaceto. Il restante settore meridionale, costituito da cunei clastici costituiti da banchi e livelli a spessore veriabile di sabbie, silt sabbiosi e arenarie eterometiche intercalati da livelli conglomeratici, evolventi a conglomerati e ghiaie debolmente cementate immersi in una
enarie eterometiche intercalati da livelli conglomeratici, evolventi a conglomerati e ghiaie debolmente cementate immersi in una matrice sabbiosa, la permeabilità deve essere considerata complessiva tra media e bassa e variabile da strato a strato, essenzialmente per porosità e con produttività limitata. La circolazione idrica sotterranea all’interno dei cunei clastici dipende in senso laterale, dalla geometria, dalla granulometria e dagli spessori dei singoli livelli. Questi
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 39 terreni costituiscono la roccia serbatoio delle falde libere superficiali, poggianti sul substrato impermeabile prodotto da tetto delle argille azzurre. Solo in pochi e limitati areali, banchi prettamente argillosi intercalati all’interno delle
otto da tetto delle argille azzurre. Solo in pochi e limitati areali, banchi prettamente argillosi intercalati all’interno delle sequenze sabbioso prevalenti danno luogo a falde sospese o a falde pseudo-artesiane. Le falde idriche ricadenti nella fascia più meridionale sono alimentati da impluvi e deflussi sotterranei posti nel settore più occidentale fuori il territorio comunale. In senso generale, le maggiori portate si riscontrano in vicinanza degli alvei attuali. La
dentale fuori il territorio comunale. In senso generale, le maggiori portate si riscontrano in vicinanza degli alvei attuali. La profondità della falda è strettamente legata alla geometria degli orizzonti stratigrafici ospitanti, i quali sono caratterizzati da strutture sedimentarie da sub-orizzontali a variamente inclinati (vedi geometrie a “ foreset”). Le profondità delle falde è molto variabile, tra i 510 m e i 60 m dal p.c.) e senza soluzioni di continuità laterale anche per settori a
dità delle falde è molto variabile, tra i 510 m e i 60 m dal p.c.) e senza soluzioni di continuità laterale anche per settori a prima vista vicini o contigui. Come riportato nel vecchio studio geologico, da prove di permeabilità in sito, di tipo “Lefranc” a carico idraulico costante, effettuate in nei livelli più superficiali, i valori del Coefficiente di Permeabilità “k” sono variabili tra 2x10-4 cm/sec e 5x10-5 cm/sec.
in nei livelli più superficiali, i valori del Coefficiente di Permeabilità “k” sono variabili tra 2x10-4 cm/sec e 5x10-5 cm/sec. Nei depositi alluvionali recenti e terrazzati costituiti da depositi sabbioso-argilloso- limosi con intercalazioni di lenti conglomerati che, i valori di Permeabilità sono complessivamente bassi con k =1x10 -5 1x10 -6 cm/sec. In questi terreni si riscontrano condizioni di un deflusso tipicamente superficiale della
bassi con k =1x10 -5 1x10 -6 cm/sec. In questi terreni si riscontrano condizioni di un deflusso tipicamente superficiale della falda che raggiunge profondità difficilmente superiori a 24 m dal piano campagna. In relazione della natura prevalentemente limosa di questi terreni, si determina l’effetto idraulico di uno scarso tasso di infiltrazione efficace ed un elevato deflusso superficiale delle acque meteoriche. Fino a qualche decennio fa, l’impluvio posto appena a SE dell’abitato di Misterbianco,
usso superficiale delle acque meteoriche. Fino a qualche decennio fa, l’impluvio posto appena a SE dell’abitato di Misterbianco, oggi zona commerciale, era dato dal corso del Torrente Annunziatella (cfr. Figura 10). Come è possibile distinguere nelle carte topografiche realizzate nei primi del 1900 e negli anni 60 (Tavoletta IGM F° 270 IV S.O. “Mascalcia”), il corso Torrente Annunziatela iniziava in C.da Milicia (oggi obliterato dal Comprensorio didattico Milizia) in un area originariamente,
Torrente Annunziatela iniziava in C.da Milicia (oggi obliterato dal Comprensorio didattico Milizia) in un area originariamente, prevedibilmente paludosa, caratterizzata dalla presenza di diverse sorgenti. Gia tra il periodo intercorso tra le due pubblicazioni delle carte topografiche, il primo tratto del torrente subisce la prima deviazione, difatti osservando le fig, X si osserva che l’originaria direzione NW-SE è ruotata in direzione W-E lungo la SS121, e poi N-S. Il tratto successivo
le fig, X si osserva che l’originaria direzione NW-SE è ruotata in direzione W-E lungo la SS121, e poi N-S. Il tratto successivo la direzione è stata circa W-E e WNW-ESE, il vecchi corso scorreva nel lato sud di un tracciato stradale ricalcante l’attuale via Comunità economica Europea, ovvero, lungo l’attuale sede della S.S. N.121. L’attuale corso del Torrente Annunziatela corre lungo un tracciato non naturale ed in gran parte interrato in un percorso posto presumibilmente lungo il lato nord
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 40 della via Comunità economica Europea, fino all’incrocio con via Zenia dove scorre in un canale artificiale a cielo aperto lungo il lato sud della predetta via. Vista la quantità di acqua riscontrata nelle caditoie, l’attuale corso deve essere
aperto lungo il lato sud della predetta via. Vista la quantità di acqua riscontrata nelle caditoie, l’attuale corso deve essere considerato un torrente vero e proprio e, quindi, con una area vincolata di 10 m in sinistra e in destra orografica, cosi come previsto all’art. 96, lettera F, del R.D. 25 luglio 1904, N. 523 (Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie). Dalla carta topografica più vecchia si evince chiaramente che il corso del Torrente
e opere idrauliche delle diverse categorie). Dalla carta topografica più vecchia si evince chiaramente che il corso del Torrente Annunziatela rappresentava il tratto più a monte del Torrente Acquicella (cfr. Figura 10). Figura 10 - Corso del Torrente Annunziatela cosi come riportato nelle carte topografiche passate.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 41 5.5 Pericolosità geologiche Dal punto di vista puramente concettuale, per Pericolosità Geologica (e di conseguenza per fattibilità geologica) si intende la probabilità di occorrenza di un certo fenomeno geologico di una determinata intensità si verifichi in un determinato intervallo di tempo ed in una data area.
un certo fenomeno geologico di una determinata intensità si verifichi in un determinato intervallo di tempo ed in una data area. Dall’analisi della conoscenza delle caratteristiche geologiche, geomeorfologiche, idrogeologiche e litotechiche nel territorio di Misterbianco, integrati dai dati contenuti nel documento finale del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) - Sicilia, ed particolar modo quelli descritti nel Relazione “Area territoriale tra i bacini del F. Simeto e
ogeologico (P.A.I.) - Sicilia, ed particolar modo quelli descritti nel Relazione “Area territoriale tra i bacini del F. Simeto e del F. Alcantara (095)” (2006), è stato possibile riconoscere due diverse tipologie di pericolosità geologiche legate alle condizioni lito-geomorfologiche ed idrauliche. Dall’insieme dei dati raccolti sulla natura litologica intesa come valore geo-meccanico e geotecnico dei litotipi affioranti, sulla pendenza dei versanti, sulle forme e sui processi
P0 NESSUNA P1 BASSA P2 MODERATA P3 MEDIA P4 ALTA
a intesa come valore geo-meccanico e geotecnico dei litotipi affioranti, sulla pendenza dei versanti, sulle forme e sui processi geomorfologici legati alla dinamica dei versanti intesi come “severità” meccanica, sulla geometrica e stato di attività del fenomeno, è stata stabilita una scala di valori che suddivide il territorio in aree qualificate da 5 gradi (classi) di pericolosità geologica (P). Nel caso in esame sono state individuate aree a pericolosità: P0 NESSUNA P1 BASSA P2 MODERATA P3 MEDIA P4 ALTA
P0 NESSUNA P1 BASSA P2 MODERATA P3 MEDIA P4 ALTA
tà geologica (P). Nel caso in esame sono state individuate aree a pericolosità: P0 NESSUNA P1 BASSA P2 MODERATA P3 MEDIA P4 ALTA Nella Classe a NESSUNA PERICOLOSITÀ (P0) sono stati inseriti tutte quelle aree dove sono presenti litotipi che possiedono caratteristiche geotecniche da ottime a discrete, quali le vulcaniti etnee, e i depositi conglomerato-ghiaiosi fino alle sabbie. In questa classe gli orizzonti litologici affioranti non devono essere contraddistinti da pendenze superiori ai 35% o da dissesti.
questa classe gli orizzonti litologici affioranti non devono essere contraddistinti da pendenze superiori ai 35% o da dissesti. Nella Classe a BASSA PERICOLOSITÀ (P1) sono stati raggruppati porzioni di territorio marcato dagli affioramenti litologici con caratteristiche meccaniche da mediocri a scadenti quali i depositi alluvionali recenti e terrazzati, i limi sabbiosi (A2) posti nei livelli basali della sequenza deposizionale (S2) di 200 ka e le argille marnose grigio-azzurre.
, i limi sabbiosi (A2) posti nei livelli basali della sequenza deposizionale (S2) di 200 ka e le argille marnose grigio-azzurre. Nella Classe a MODERATA PERICOLOSITÀ (P2) sono state delimitate aree dove gli affioramenti di litotipi con mediocri e scadenti caratteristiche meccaniche sono all’interno o in un intorno significativo di superfici con pendenze uguali o superiori a 35%. Nella P2
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 42 rientrano porzioni di territorio caratterizzate da piccoli movimenti gravitativi (cosi come già qualificati e perimetrati nel P.A.I.). Da nord a sud e da ovest verso est, rientrano in questa classe le seguenti aree:
- La superficie lungo i fianchi della struttura morfologica individuata come “tunnel
entrano in questa classe le seguenti aree:
- La superficie lungo i fianchi della struttura morfologica individuata come “tunnel lavico collassato” di C.da Serra, a NE di Misterbianco. In quest’area la superficie attorno l’area sommitale del tunnel è contraddistinta in vari tratti aventi pendenze superiori a 35%.
- Lungo la fascia meridionale dell’abitato di Misterbianco, tra via Plebiscito e il fianco settentrionale di strada Pilata. All’interno di quest’area sono stati
ll’abitato di Misterbianco, tra via Plebiscito e il fianco settentrionale di strada Pilata. All’interno di quest’area sono stati individuati versanti con pendenze superiori al 35%. La stessa superficie è caratterizzata da un limite litologico tra lave e argille (litotipi con caratteristiche geotecniche molto diverse) e dagli originari spessori fortemente modificati e mascherati dalle azioni e dalle strutture antropiche.
tecniche molto diverse) e dagli originari spessori fortemente modificati e mascherati dalle azioni e dalle strutture antropiche. 3) All’interno dell’area di Portella dei Sieli insistono 4 piccole aree caratterizzate da declivi con pendenze superiori al 35% e dalla presenza di limitati dissesti, ossia quelli individuati nel PAI con le sigle 095-3MT-012, 095-3MT-013 e 095-3MT- 019. 4) All’interno di un’ampia ed irregolare superficie che va ovest, sud e SE di Poggio
le 095-3MT-012, 095-3MT-013 e 095-3MT- 019. 4) All’interno di un’ampia ed irregolare superficie che va ovest, sud e SE di Poggio Cardillo, attorno a Poggio Cravona, Masseria Auteri, pendio settentrionale e orientale di Masseria Chiari, fino alla fascia meridionale di Portella dei Sieli. In questo territorio contraddistinto dagli affioramenti di litotipi prettamente argillosi, rientrano diverse aree ed i loro intorni significativi con pendenze
stinto dagli affioramenti di litotipi prettamente argillosi, rientrano diverse aree ed i loro intorni significativi con pendenze superiori al 35% e limitati dissesti siglati con 095-3MT-017, 095-3MT-023, 095- 3MT-025 e 095-3MT-026. 5) Lungo il basso versante di Timpa Mazza e C. Viola. In questo tratto il versante è caratterizzato dall’affioramento delle argille e rilievi con pendenze superiori al 35%. 6) All’interno di un’ampia ed irregolare superficie che va dal fianco sud-orientale di
e rilievi con pendenze superiori al 35%. 6) All’interno di un’ampia ed irregolare superficie che va dal fianco sud-orientale di Timpa di Mazza, il basso versante a est, SE e sud, di Casa Marletta, i tratti in destra e sinistra orografica della media valle del Torrente Cubba, fino al fianco meridionale di Masseria Chisari. In questi segmenti il rilievo è caratterizzato da tratti con pendenze superiori al 35%. 7) Più a sud in varie aree che vanno dai versanti di Masseria Ricupelli, Masseria
zzato da tratti con pendenze superiori al 35%. 7) Più a sud in varie aree che vanno dai versanti di Masseria Ricupelli, Masseria Incarrozza, Masseria Speciale, Masseria, Masseria Costantina, Masseria San Francesco, Masseria Scammacca e Masseria Cerami, sono stati riconosciute aree con i rispettivi intorni significativi con pendii aventi pendenze prossime e superiori al 35%.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 43 Nella Classe a MEDIA PERICOLOSITÀ (P3) sono stati inserite porzioni di territorio contrassegnati: da aree e fasce limitrofe in versanti con pendenze uguali o superiori a 50%; da territorio con ampi areali soggetti a movimenti gravitativi (cosi come già qualificati e perimetrati nel P.A.I.); da depositi di detrito;
con ampi areali soggetti a movimenti gravitativi (cosi come già qualificati e perimetrati nel P.A.I.); da depositi di detrito; da un area posta lungo la volta collassata di un tunnel lavico. Segmenti stradali oggetto di allagamenti (P3.b). Anche in questo caso, da nord a sud e da ovest verso est, rientrano in questa classe le seguenti:
- La superficie posta sulla volta collassata del “tunnel lavico” in C.da Serra, a NE di
rientrano in questa classe le seguenti:
- La superficie posta sulla volta collassata del “tunnel lavico” in C.da Serra, a NE di Misterbianco. Il rilievo attuale è il prodotto del crollo proto-storico della volta di un tunnel di scorrimento lavico. Allo stato attuale l’intera parte sommitale e i fianchi non sembrano di aver raggiunto l’equilibrio statico definitivo, per questo motivo ulteriori carichi possono produrre a movimenti di versante. Nell’aree in
unto l’equilibrio statico definitivo, per questo motivo ulteriori carichi possono produrre a movimenti di versante. Nell’aree in questione sono presenti “case sparse” e segmenti di strade e di infrastrutture di secondaria importanza. 2) A sud e SE di Poggio Croce fino al tracciato stradale della S.S. 121 (Limite Comunale), il pendio è caratterizzato dalla presenza di un deposito di detrito di versante posto alla base di un fronte lavico con spessore di oltre 10 m. Allo stato
dalla presenza di un deposito di detrito di versante posto alla base di un fronte lavico con spessore di oltre 10 m. Allo stato attuale sono riconoscibili elementi morfologici che indicano chiaramente lo stato di disequilibrio e del movimento della coltre detritica. Parallelamente se il corpo detritico è attivo vuol dire che il fronte lavico (roccia madre dei blocchi che alimentano il detrito) non ha raggiunto l’equilibrio statico definitivo. Quest’area è
ronte lavico (roccia madre dei blocchi che alimentano il detrito) non ha raggiunto l’equilibrio statico definitivo. Quest’area è posta lungo un segmento periferico del “centro abitato” di Misterbianco. Questo dissesto interessa l’area subito a monte di segmenti di viabilità primaria, vie di fuga e infrastrutture. 3) All’interno della superficie perimetrata da via G. Galilei, via Garibaldi, via Pirandello, P.zza San Giuseppe, Comprensorio Milicia e via Milicia, il rilievo è
rimetrata da via G. Galilei, via Garibaldi, via Pirandello, P.zza San Giuseppe, Comprensorio Milicia e via Milicia, il rilievo è caratterizzato dalla presenza di un deposito detritico posto alla base di un fronte lavico con uno sviluppo molto irregolare degli spessori. Nello stesso settore, cosi come evidenziato dai sondaggi geognostici, la copertura lavica poggia su un substrato sedimentario costituito da una paleo-coltre detritica sopra le sabbie
gi geognostici, la copertura lavica poggia su un substrato sedimentario costituito da una paleo-coltre detritica sopra le sabbie medio-pleistoceniche. L’insieme dei dati geologici e geomorfologici suggeriscono che possono verificarsi in caso di ulteriori carichi possibili disequilibri di versante, in particolare le aree più soggette ad un pericolo di instabilità geomorfologia sembrano quelle dove insistono i manufatti più antichi e con soluzioni costruttive
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 44 poco moderne. Anche quest’area è posta lungo un segmento periferico del “centro abitato” di Misterbianco, a cui sono associati segmenti di viabilità primaria e vie di fuga, infrastrutture primarie ed insediamenti industriali e artigianali. 4) In contrada Mezzo Campo, Portella dei Sieli e Poggio Cardillo il territorio è
arie ed insediamenti industriali e artigianali. 4) In contrada Mezzo Campo, Portella dei Sieli e Poggio Cardillo il territorio è caratterizzato da una superficie irregolare dove insistono varie tipologie di movimenti gravitativi attivi e pendii con severe inclinazioni. In quest’area marcata dall’affioramento di litotipi prettamente argillosi, rientrano i dissesti ed i loro intorni significativi siglati con 095-3MT-001, 095-3MT-002, 095-3MT-003, 095-
ttamente argillosi, rientrano i dissesti ed i loro intorni significativi siglati con 095-3MT-001, 095-3MT-002, 095-3MT-003, 095- 3MT-004, 095-3MT-005, 095-3MT-006, 095-3MT-007, 095-3MT-008, 095- 3MT-009, 095-3MT-010, 095-3MT-011, 095-3MT-016 e 095-3MT-018. 5) La fascia settentrionale di questa territorio è in parte coincidente con l’area vincolata da un divieto assoluto di edificazione, cosi come riportato e decritto nel punto 3 del parere redatto dal Genio Civile di Catania con protocollo 31226 –
i edificazione, cosi come riportato e decritto nel punto 3 del parere redatto dal Genio Civile di Catania con protocollo 31226 – 35245 del 15.12.1995 (cfr. Figura 11). In particolare la fascia del divieto è compresa tra il tratto in rosso e il ciglio della scarpata in Figura 11. Visti gli elementi geologici, geomorfologici e lo stato degli immobili presenti nella sopradescritta fascia, ci sembra opportuno consigliare di estendere l’area a tutta
gici e lo stato degli immobili presenti nella sopradescritta fascia, ci sembra opportuno consigliare di estendere l’area a tutta la scarpata fino al piede, ma eliminare il divieto assoluto, poiché non sussistono pericolosità insuperabili, e subordinare eventuali nuove costruzioni alle prescrizioni più avanti descritte. A monte dell’area descritta insistono segmenti di viabilità secondaria ed insediamenti industriali e artigianali.
nti descritte. A monte dell’area descritta insistono segmenti di viabilità secondaria ed insediamenti industriali e artigianali. 6) Lungo tutto l’alto morfologico che va da Timpa di Mazza, Casa Marletta, i versanti lungo la destra e la sinistra orografica della media valle del Torrente Cubba, Masseria Chiari e Masseria Auteri, un ulteriore porzione di territorio è contraddistinto dalla presenza di varie tipologie di dissesti attivi e tratti di pendii
i, un ulteriore porzione di territorio è contraddistinto dalla presenza di varie tipologie di dissesti attivi e tratti di pendii con pendenze superiori al 50%. In quest’area rientrano i dissesti segnati dalle sigle 095-3MT-027, 095-3MT-028, 095-3MT-029, 095-3MT-030 e 095-3MT- 031. Tranne qualche isolato edificio e le citate Masserie, in questo territorio non sussistono elementi antropici a rischio. 7) Tra le ultime due aree descritte negli ultimi due punti, sono presenti porzioni di
n sussistono elementi antropici a rischio. 7) Tra le ultime due aree descritte negli ultimi due punti, sono presenti porzioni di territorio caratterizzati dalla presenza di movimenti gravitativi ed i rispettivi intorni significativi. In particolare sono state segnate aree con i dissesti siglati con 095-3MT-014, 095-3MT-015, 095-3MT-020, 095-3MT-021, 095-3MT-022, 095-3MT-024. In questi isolati porzioni di territorio non ci sono elementi antropici a rischio.
T-020, 095-3MT-021, 095-3MT-022,
T-020, 095-3MT-021, 095-3MT-022, 095-3MT-024. In questi isolati porzioni di territorio non ci sono elementi antropici a rischio. 8) La fascia lungo il basso pendio a nord di Poggio Cravona, è caratterizzata dalla presenza di un ampio detrito. Si tratta di un una fascia costituita da diversi
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 45 depositi sovrapposti a differente geometria complessiva e grado di stabilità. Questi depositi detritici sono posi a monte di un importante arteria stradale con viabilità primaria. 9) l settore sommitale del fianco settentrionale di Poggio Cravona è marcato dalla presenza di un superficie con pendenza superiore ai 50%.
e sommitale del fianco settentrionale di Poggio Cravona è marcato dalla presenza di un superficie con pendenza superiore ai 50%. 10) Nell’area di Masseria Cerami esiste una stretta e limitata fascia con pendenza superiore ai 50%. 11) Dal punto di vista della pericolosità geologica legata alle condizioni idrauliche, nel territorio di Misterbianco si deve segnalare alcuni segmenti stradali che coincidenza di fenomeni piovosi particolarmente intensi, sono soggetti ad allagamenti. In particolare si segnalano:
E-3MT-E02;
stradali che coincidenza di fenomeni piovosi particolarmente intensi, sono soggetti ad allagamenti. In particolare si segnalano: I. il tratto della S.S. N. 121, dal punto di contatto con la via Cervi fino al contatto con via E. Mattei, cosi come già segnalato nella relazione PAI con la sigla 095- E-3MT-E02; II. il tratto medio e orientale di c.so A. Moro fino al contatto con via E. Mattei, e la stessa via Mattei nel tratto più settentrionale; III. tutto il segmento di via E. Tarantelli;
l contatto con via E. Mattei, e la stessa via Mattei nel tratto più settentrionale; III. tutto il segmento di via E. Tarantelli; IV. il tratto mediano e orientale di C.so C. Marx, i tratti settentrionali di via L. Grassi e via S. Nitti e i tratti meridionali di via G. S. Sonnino, via L. Franchetti e via G. Marshall. Figura 11 - Area attualmente vincolata da un divieto assoluto di edificazione, cosi come riportato e decritto nel punto 3 del parere redatto dal Genio Civile di Catania con
divieto assoluto di edificazione, cosi come riportato e decritto nel punto 3 del parere redatto dal Genio Civile di Catania con protocollo 31226 – 35245 del 15.12.1995
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 46 Nella Classe ad ALTA PERICOLOSITÀ (P4) sono stati inserite porzioni di territorio contrassegnati da: zone di fondovalle interessate da possibili inondazioni; aree soggette ad intensa erosione fluviale centrale e laterale; Segmenti stradali soggetti al deflusso preferenziale (Perimetrate nel P.A.I.) (P4.b).
a erosione fluviale centrale e laterale; Segmenti stradali soggetti al deflusso preferenziale (Perimetrate nel P.A.I.) (P4.b). In ordine crescente rientrano in questa classe le seguenti aree:
- La media valle del Torrente Cubba è caratterizzata dal radicale cambio dell’espressione geomorfologia, in altre parole, si passa da una ampia vallata con ampi fianchi ad una singola valle relativamente stretta con fianchi aventi pendenza media comprese tra il 35 e 50%, con un generale andamento rettilineo N-S. In
e relativamente stretta con fianchi aventi pendenza media comprese tra il 35 e 50%, con un generale andamento rettilineo N-S. In particolare il letto del Torrente Cubba che va da quota 100 m s.l.m. fino a quota di circa 63 m s.l.m. è marcato da una fitta serie di meandri “incassati” che fanno salire fortemente l’indice di sinuosità relativo. La geometria complessiva e gli elementi morfologici a contorno suggeriscono che il tratto del Torrente Cubba
sinuosità relativo. La geometria complessiva e gli elementi morfologici a contorno suggeriscono che il tratto del Torrente Cubba sopradescritto, in caso di eventi meteorici di particolare importanza, possa trovarsi nella condizione di restringimento al deflusso delle acque e che, quindi, possano verificarsi possibili inondazioni con asportazione di carico solido dalle pareti già acclivi. Nel tratto più meridionale possono verificarsi, in particolar
azioni con asportazione di carico solido dalle pareti già acclivi. Nel tratto più meridionale possono verificarsi, in particolar modo in coincidenza di severi eventi atmosferici, fenomeni di approfondimento fluviale a cui si associano fenomeni di erosione laterali o di sponda quali gli scalzamenti al piede nella riva concava dei meandri. Nel settore meridionale di quest’area rientrano attraversamenti stradali che rientrano nella viabilità ed infrastrutture secondaria importanza.
idionale di quest’area rientrano attraversamenti stradali che rientrano nella viabilità ed infrastrutture secondaria importanza. 2) Sullo stesso Torrente Cubba un’altra area ad alta pericolosità è inquadrabile alla confluenza con il Vallone Rosa. In quest’area di confluenza fluviale, in caso di eventi meteorici importanti, si immetterebbero le acque di una superficie complessiva di circa 11,8 kmq. Anche in questo caso possono verificarsi fenomeni
i, si immetterebbero le acque di una superficie complessiva di circa 11,8 kmq. Anche in questo caso possono verificarsi fenomeni di approfondimento fluviale con erosione centrale e laterale. Quest’area ricade a contatto con un cavalcavia della Tangenziale Ovest, ovvero, con un segmento stradale di rilevante importanza. 3) Ad ovest di Masseria Chisari insiste un area caratterizzata da una stretta valle fluviale di primo ordine gerarchico caratterizzata da una franosità diffusa. In
iste un area caratterizzata da una stretta valle fluviale di primo ordine gerarchico caratterizzata da una franosità diffusa. In quest’area non ci sono elementi antropici a rischio. 4) Altri pericolosi fenomeni erosivi di scalzamento laterale del piede del versante possono verificarsi lungo i meandri più sviluppati del Vallone Rosa, ed in particolare a WSW e a SSW di Timpa Mazza dove i fianchi dei pendii a contatto
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 47 con il lato concavo del letto fluviale hanno pendenze prossime e superiori al 50%. In queste isolate porzioni di territorio non presenti elementi antropici a rischio. 5) Nel territorio di Misterbianco, l’alta pericolosità geologica collegata alle condizioni idrauliche è segnalata (Relazione P.A.I. con la sigla: 095-E-3MT-
ianco, l’alta pericolosità geologica collegata alle condizioni idrauliche è segnalata (Relazione P.A.I. con la sigla: 095-E-3MT- E01/3CT-E17) lungo tutti i tratti, rientranti nell’area comunale, di via Galermo e via S. Catania. Questi segmenti di viabilità primaria, in coincidenza di fenomeni piovosi particolarmente intensi, possono essere sedi di deflusso preferenziale delle acque meteoriche. Per quando concerne la mitigazione della pericolosità geologica legata alle condizioni
sso preferenziale delle acque meteoriche. Per quando concerne la mitigazione della pericolosità geologica legata alle condizioni idrauliche, il Comune di Misterbianco ha progettato e si è dotato in parte di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche. L’intero sistema di allontanamento è costituito da una serie di collettori di gronda con tre punti di scarico localizzati nel Torrente Acquicella (per le acque di provenienza dalla zona sud-est di Misterbianco e la frazione di Lineri), Torrente
zzati nel Torrente Acquicella (per le acque di provenienza dalla zona sud-est di Misterbianco e la frazione di Lineri), Torrente Cubba (che tramite i collettori di gronda allontanerà gran parte dell’abitato di Misterbianco) e Scarico ovest (per la restante parte di Misterbianco). Attualmente sono stati realizzati (fonte PARF e progetti allegati) i collettori B e B’ che scaricano nel Torrente Cubba. Il funzionamento del segmento più settentrionale del collettore di gronda B’ ha il
tori B e B’ che scaricano nel Torrente Cubba. Il funzionamento del segmento più settentrionale del collettore di gronda B’ ha il compito di diminuire i rischi legati al deflusso preferenziali delle acque meteoriche lungo i tratti di via Galermo e via S. Catania. Il funzionamento del segmento 13 (vedi Progetto generale di massima della rete fognante comunale) ha il compito di mitigare i rischi legati ad allagamenti delle sedi stradali confluenti al C.so C. Marx. 5.6 Pericolosità sismica locale
mpito di mitigare i rischi legati ad allagamenti delle sedi stradali confluenti al C.so C. Marx. 5.6 Pericolosità sismica locale Sotto l’aspetto della pericolosità sismica la Circolare n.2222 del 31 gennaio 1995 dà istruzioni sui criteri di identificazione di porzioni di territorio con caratteristiche geologiche tali da produrre fattori di pericolosità sismica locale. Allo stato attuale tale Circolare e le normative in materia della riduzione del rischio
fattori di pericolosità sismica locale. Allo stato attuale tale Circolare e le normative in materia della riduzione del rischio sismico, quali DM 24.01.1986 (vigente all’atto della redazione della Circolare n.2222/95), D.M. 16.1.1996, OPCM 3274 del 20.03.2003 e DM 14.09.2005 sono tutti superati dalle vigenti norme tecniche del DM 14.01.2008. Nel DM 14.01.2008 la pericolosità sismica è definita in termini di accelerazione orizzontale massima attesa
e del DM 14.01.2008. Nel DM 14.01.2008 la pericolosità sismica è definita in termini di accelerazione orizzontale massima attesa ag in condizioni di campo libero su sito di riferimento rigido con superficie topografica orizzontale (di categoria A quale definita al § 3.2.2 del DM 14.01.2008), nonché di ordinate dello spettro di risposta elastico in accelerazione ad essa corrispondente S e (T), con riferimento a prefissate probabilità di eccedenza PVR , come
posta elastico in accelerazione ad essa corrispondente S e (T), con riferimento a prefissate probabilità di eccedenza PVR , come definite nel § 3.2.1 del DM 14.01.2008, nel periodo di riferimento VR , come definito nel §
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 48 2.4 del DM 14.01.2008. In alternativa è ammesso l’uso di accelerogrammi, purché correttamente commisurati alla pericolosità sismica del sito. L’attuale norma adotta il criterio che la valutazione sismica locale avvenga attraverso la conoscenza del comportamento sismico del settore di stretto interesse, individuando
tazione sismica locale avvenga attraverso la conoscenza del comportamento sismico del settore di stretto interesse, individuando settori di territorio stabili, stabili suscettibili di amplificazione locale del moto sismico e le zone suscettibili di instabilità. I fattori che influenzano il moto durante un terremoto sono dati dalla natura litologica del sottosuolo e dalla geometrita del rilievo, in altre parole la normativa vigente chiede di riconoscere la “Categoria di sottosuolo” e le “Condizioni
geometrita del rilievo, in altre parole la normativa vigente chiede di riconoscere la “Categoria di sottosuolo” e le “Condizioni topografiche” del sito oggetto di studio. Per quel che riguarda l’analisi delle “zone a maggior pericolosità sismica locale” la tipologia di situazioni che possono produrre componenti aggiuntivi agli effetti di sito sono: Tipologia della condizione geologica Possibili effetti I Gruppo Zone caratterizzate da movimenti franosi recenti o quiescenti
o: Tipologia della condizione geologica Possibili effetti I Gruppo Zone caratterizzate da movimenti franosi recenti o quiescenti Accentuazione dei fenomeni di instabilità in atto e potenziali dovuti ad effetti dinamici quali possono verificarsi in occasione di eventi sismici Zone caratterizzate da indizi di instabilità superficiale Zone con acclività > 35% associate a copertura detritica Zone con acclività > 50% con ammassi rocciosi con giacitura sfavorevole degli strati ed intensa fratturazione. II Gruppo
tritica Zone con acclività > 50% con ammassi rocciosi con giacitura sfavorevole degli strati ed intensa fratturazione. II Gruppo Zone di ciglio H > 10m Amplificazioni diffusa del moto del suolo connesse con la focalizzazione delle onde sismiche Zone di cresta rocciosa, cocuzzolo, dorsale III Gruppo Zone di fondovalle con presenza di alluvioni incoerenti Amplificazioni diffuse del moto del suolo dovute a differenza di risposta sismica tra substrato e coperturaZone pedemontane di falda di detrito IV Gruppo
l moto del suolo dovute a differenza di risposta sismica tra substrato e coperturaZone pedemontane di falda di detrito IV Gruppo Zone di contatto tra litotipi con caratteristiche fisico-meccaniche diverse Amplificazioni differenziate del moto del suolo, cedimenti V Gruppo Zone con terreni di fondazione particolarmente scadenti Cedimenti diffusi e possibili fenomeni di liquefazione Nel caso del territorio di Misterbianco sono state riconosciute sei differenti tipologie
si e possibili fenomeni di liquefazione Nel caso del territorio di Misterbianco sono state riconosciute sei differenti tipologie di “zone a maggior pericolosità sismica locale”. collegati ai gruppi I, II e III.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 49 In particolare sono stati riconosciuti porzioni di territorio rientranti nei seguenti scenari di pericolosità: Zone caratterizzate da movimenti franosi recenti o quiescenti; Zone con acclività > 50% con ammassi rocciosi con giacitura sfavorevole degli strati ed intensa fratturazione; Zone di ciglio H > 10m;
acclività > 50% con ammassi rocciosi con giacitura sfavorevole degli strati ed intensa fratturazione; Zone di ciglio H > 10m; Zone di cresta rocciosa, cocuzzolo, dorsale; Zone di fondovalle con presenza di alluvioni incoerenti; Zone pedemontane di falda di detrito. Zone caratterizzate da movimenti franosi recenti o quiescenti. 5.7 Prescrizioni Esecutive Le aree riconosciute con Pericolosità Geologica “NESSUNA” (P0) non presentano
i recenti o quiescenti. 5.7 Prescrizioni Esecutive Le aree riconosciute con Pericolosità Geologica “NESSUNA” (P0) non presentano particolari limitazioni all’utilizzo a scopi edificatori e/o alla modifica della destinazione d’uso. Si prescrive che ad ogni nuovo intervento edificatorio sia preceduto da uno studio geologico nel rispetto delle vigenti leggi. Nelle aree a Pericolosità Geologica “BASSA” (P1) contraddistinte da affioramenti
dio geologico nel rispetto delle vigenti leggi. Nelle aree a Pericolosità Geologica “BASSA” (P1) contraddistinte da affioramenti litologici con caratteristiche meccaniche da mediocri a scadenti, si prescrive che ogni nuovo intervento deve essere sempre preceduto da studi geologici, geomorfologici e geotecnici di dettaglio, integrate da indagini e prove geognostiche che accertino efficacemente le caratteristiche geotecniche del sito. Nelle aree a Pericolosità Geologica “MODERATA” (P2) caratterizzate da
ino efficacemente le caratteristiche geotecniche del sito. Nelle aree a Pericolosità Geologica “MODERATA” (P2) caratterizzate da affioramenti litologici con proprietà meccaniche da mediocri a scadenti e associati pendii con acclività > 35% e/o con piccole superfici soggette a movimenti gravitativi, si prescrive che ogni nuovo intervento deve essere sempre preceduto da studi geologici, geomorfologici e geotecnici di dettaglio, integrate da indagini e prove geognostiche, per la verifica delle
da studi geologici, geomorfologici e geotecnici di dettaglio, integrate da indagini e prove geognostiche, per la verifica delle condizioni di stabilità e delle caratteristiche geotecniche del sito. Le aree a Pericolosità Geologica “MEDIA” (P3) racchiudono settori caratterizzati da importanti e consistenti controindicazioni all’utilizzo edificatorio, pertanto per una efficace mitigazione della pericolosità per ogni nuovo intervento costruttivo si prescrive che la fase
catorio, pertanto per una efficace mitigazione della pericolosità per ogni nuovo intervento costruttivo si prescrive che la fase di progettazione debba essere sempre preceduta da studi geologici, geomorfologici e geotecnici di dettaglio estesi per un intorno significativo all’area circostante al singolo lotto interessato dal progetto. Lo studio geologico deve essere integrato da congrue indagini e prove geognostiche che accertino le caratteristiche geotecniche del sito, e che consentano la verifica delle
congrue indagini e prove geognostiche che accertino le caratteristiche geotecniche del sito, e che consentano la verifica delle condizioni di stabilità anche dell’area circostante e che individuino gli interventi atti migliorare la stabilità complessiva dell’area.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 50 Nelle aree soggette ad allagamenti (delimitate anche nel P.A.I.) si prescrive che ogni nuovo intervento deve essere preceduto da studi geologici e idraulici atti da individuare interventi che migliorino il deflusso superficiale delle acque. Per i settori di territorio riconosciute come aree a Pericolosità Geologica “ALTA”
liorino il deflusso superficiale delle acque. Per i settori di territorio riconosciute come aree a Pericolosità Geologica “ALTA” (P4) si ritene che esse non siano idonee all’edificazione; dunque, si prescrive che sia preclusa la progettazione di nuove opere. Nei segmenti stradali soggetti al deflusso preferenziale (Perimetrate nel P.A.I.) ogni nuovo intervento deve essere preceduto da studi geologici e idraulici atti da individuare interventi che migliorino il deflusso preferenziale delle acque.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 51 6. SINTESI DELLO STUDIO AGRICOLO-FORESTALE. La L.R. n.15/91 pone le basi per una strategia pianificatoria del territorio di lungo termine in un sistema dinamico, qual è quest’ultimo, in cui elementi naturali ed antropici devono convivere in armonia. Infatti, secondo l’articolo 3 della summenzionata legge “
mo, in cui elementi naturali ed antropici devono convivere in armonia. Infatti, secondo l’articolo 3 della summenzionata legge “ le previsioni dei piani regolatori generali comunali devono essere compatibili con gli studi agricoli-forestali” da effettuare, da parte di laureati in Scienze Agrarie e forestali ai sensi del 5° comma dell’art.15, lettera “e” della L.R. 16/6/1976, n.78 che i comuni sono tenuti ad eseguire nell’ambito del proprio territorio”, inoltre, il quinto comma
e” della L.R. 16/6/1976, n.78 che i comuni sono tenuti ad eseguire nell’ambito del proprio territorio”, inoltre, il quinto comma dell’art.2 della L.R. n.71/78 detta letteralmente: “ nella formazione degli strumenti urbanistici generali non possono essere destinati ad usi extragricoli i suoli utilizzati per colture specializzate irrigue, o dotate di infrastrutture ed impianti a supporto dell’attività agricola, se non in via eccezionale, quando
ecializzate irrigue, o dotate di infrastrutture ed impianti a supporto dell’attività agricola, se non in via eccezionale, quando mancano ragionevoli alternative. Le eventuali eccezioni devono essere congruamente motivate”. L’art.15 al punto “e” della L.R. n.78/76 recita: “ Le costruzioni devono arretrarsi di 200 metri dal limite dei boschi, delle fasce forestali e dei confini dei parchi archeologici”. La L.R. n.16/96 recita all’art. 10 comma 1: “ Sono vietate nuove costruzioni all’interno dei
i confini dei parchi archeologici”. La L.R. n.16/96 recita all’art. 10 comma 1: “ Sono vietate nuove costruzioni all’interno dei boschi e delle fasce forestali ed entro una zona di rispetto di duecento metri dal limite esterno dei medesimi”. La stessa legge definisce il “bosco” all’art.4: ” 1. Si definisce bosco a tutti gli effetti di legge una superficie di terreno di estensione non inferiore a 5.000 mq. in cui sono presenti piante forestali, arboree e/o arbustive, destinate a
cie di terreno di estensione non inferiore a 5.000 mq. in cui sono presenti piante forestali, arboree e/o arbustive, destinate a formazioni stabili, in qualsiasi stadio di sviluppo, che determinano una copertura del suolo non inferiore al 50 per cento. 2. Si considerano altresì boschi, semprechè di dimensioni non inferiori a quelle di cui al comma 1, le formazioni rupestri e ripariali, la bassa ed alta macchia mediterranea, nonchè i castagneti anche da
uelle di cui al comma 1, le formazioni rupestri e ripariali, la bassa ed alta macchia mediterranea, nonchè i castagneti anche da frutto e le fasce forestali di larghezza media non inferiore a 25 metri. 3. Non si considerano in ogni caso boschi i giardini pubblici e i parchi privati, le colture specializzate a rapido accrescimento per la produzione del legno, anche se costituite da specie forestali, nonchè gli impianti destinati prevalentemente alla produzione del frutto ”.
del legno, anche se costituite da specie forestali, nonchè gli impianti destinati prevalentemente alla produzione del frutto ”. La L.R. n.13/99 modifica la L.R. n.16/96 sul “riordino della legislazione in materia forestale e tutela della vegetazione”. In particolare vengono modificati l’art. 4 e l’art.10. L’art.4 della legge 6 aprile 1996 n.16 è sostituito dal seguente: “1. Si definisce bosco a tutti gli effetti di legge una superficie di terreno di estensione non
n.16 è sostituito dal seguente: “1. Si definisce bosco a tutti gli effetti di legge una superficie di terreno di estensione non inferiore a 10.000 mq. In cui sono presenti piante forestali, arboree o arbustive, destinate a formazioni stabili, in qualsiasi stadio di sviluppo, che determinano una copertura del suolo non inferiore al 50 per cento.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 52 2. Si considerano altresì boschi, semprechè di dimensioni non inferiori a quelle di cui al comma 1, le formazioni rupestri e ripariali, la macchia mediterranea, nonché i castagneti anche da frutto e le fasce forestali di larghezza media non inferiore a 25 metri.
, la macchia mediterranea, nonché i castagneti anche da frutto e le fasce forestali di larghezza media non inferiore a 25 metri. 3. Con decreto del Presidente della regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’agricoltura e le foreste, da emanare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono determinati i criteri per l’individuazione delle formazioni rupestri, ripariali e della macchia mediterranea.
esente legge, sono determinati i criteri per l’individuazione delle formazioni rupestri, ripariali e della macchia mediterranea. 4. I terreni su cui sorgono le formazioni di cui ai commi 1 e 2, temporaneamente privi della vegetazione arborea sia per cause naturali, compreso l’incendio, sia per intervento antropico, non perdono la qualificazione di bosco. 5. A tutti gli effetti di legge, non si considerano boschi i giardini pubblici ed i parchi urbani, i
la qualificazione di bosco. 5. A tutti gli effetti di legge, non si considerano boschi i giardini pubblici ed i parchi urbani, i giardini e i parchi privati, le colture specializzate a rapido accrescimento per la produzione del legno, anche se costituite da specie forestali nonché gli impianti destinati prevalentemente alla produzione del frutto ”. Il Decreto del Presidente della Regione del 28/06/2000 pubblicato sulla G.U.R.S. n.38
valentemente alla produzione del frutto ”. Il Decreto del Presidente della Regione del 28/06/2000 pubblicato sulla G.U.R.S. n.38 del 18/8/2000 stabilisce, quindi, le definizioni di “macchia mediterranea”, “formazione rupestre” e “formazione ripariale”: “Art.1 “Si definisce “macchia mediterranea” una formazione vegetale, rappresentativa del clima termomediterraneo caratterizzata da elementi sclerofillici costituenti associazioni proprie dell’Oleo-
rappresentativa del clima termomediterraneo caratterizzata da elementi sclerofillici costituenti associazioni proprie dell’Oleo- Ceratonion, alleanza dell’ordine Pistacio-Ramnetalia alaterni (Quercetea ilicis) insediata stabilmente in spazi appropriati in maniera continua e costituita da specie legnose arbustive a volte associate ad arboree, più o meno uniformi sotto l’aspetto fisionomico e tassonomico. Le specie guida più espressive sono rappresentate da: Alaterno; Bupleuro fruticoso; Caprifoglio
petto fisionomico e tassonomico. Le specie guida più espressive sono rappresentate da: Alaterno; Bupleuro fruticoso; Caprifoglio mediterraneo; Caprifoglio etrusco; Carrubbazzo; Carrubo; Citiso delle Eolie; Corbezzolo; Efedre distachia; Efedra maggiore; Erica; Ginepro feniceo; Ginepro ossicedro; Ginestra delle Madonie; Ginestra delle Eolie; Ginestra dell’Etna; Ilatro comune; Ilatro sottile, Lentisco; Mirto; Olivastro; Palma nana;
delle Madonie; Ginestra delle Eolie; Ginestra dell’Etna; Ilatro comune; Ilatro sottile, Lentisco; Mirto; Olivastro; Palma nana; Periploca minore; Quecia di Solunto; Quecia speciosa; Ranno con foglie d’Olivo; Salvione giallo; Terebinto; Viburno. Per l’attribuzione di una determinata formazione vegetale alla macchia mediterranea occorre che siano rappresentate almeno cinque delle specie elencate ivi compresi gli elementi arborei riconducibili alla stessa associazione dell’Oleo-Ceratonion.
Art.2 “ si definisce formazione rupestre una formazione forestale anche disconti
meno cinque delle specie elencate ivi compresi gli elementi arborei riconducibili alla stessa associazione dell’Oleo-Ceratonion. La presenza diffusa nell’ambito della superficie considerata di una o più specie legnose residuate da colture agricole (olivo, mandorlo, frassino, noce, pero, nocciolo, melo, pistacchio, agrumi etc.) esclude ogni riferimento alla macchia mediterranea.” Art.2 “ si definisce formazione rupestre una formazione forestale anche discontinua insediata in
Art.2 “ si definisce formazione rupestre una formazione forestale anche disconti
nto alla macchia mediterranea.” Art.2 “ si definisce formazione rupestre una formazione forestale anche discontinua insediata in balze scoscese con picchi e dirupi rocciosi caratterizzata dalla presenza diffusa di almeno dieci tra le specie di cosmofite (legnose, semilegnose ed erbacee) appresso elencate, più espressive dell’habitat rupestre ed in cui sia ricompresa una componente di almeno il 30% di elementi arborei o arbustivi tipici delle cenosi a macchia mediterranea individuati al punto 1.
a componente di almeno il 30% di elementi arborei o arbustivi tipici delle cenosi a macchia mediterranea individuati al punto 1. Le specie guida più espressive sono rappresentate da:
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 53 Adenocarpo; Atamanta siciliana; Camomilla delle Madonie; Cappero; Cavolo biancastro; Cavolo delle Egadi; Cavolo rupestre; Cavolo villoso; Centaurea; Centaurea eolica; Ciombolino siciliano; Coronilla; Erba perla mediterranea; Euforbia di Bivona; Finocchiella di Boccone; Fiordaliso delle scogliere; Garofano
Art. 3 “si definiscono formazioni ripariali le formazioni vegetali legnose, igro
siciliano; Coronilla; Erba perla mediterranea; Euforbia di Bivona; Finocchiella di Boccone; Fiordaliso delle scogliere; Garofano rupicolo; Iberide florida; Inula; Kochia; Ortica rupestre; Perpetuini delle scogliere; Perlina di Boccone; Putoria delle rocce; Ruta; Scabiosa; Senecio; Silene; Stellina, Teucrio; Trachelio; Valeriana rossa; Vedovina delle scogliere; Vilucchio turco; Violaciocca rossa.” Art. 3 “si definiscono formazioni ripariali le formazioni vegetali legnose, igrofile,insediate
Art. 3 “si definiscono formazioni ripariali le formazioni vegetali legnose, igro
ucchio turco; Violaciocca rossa.” Art. 3 “si definiscono formazioni ripariali le formazioni vegetali legnose, igrofile,insediate naturalmente lungo le rive dei corsi d’acqua. Rientrano in questa tipologia gli arbusteti, le boscaglie fisionomizzanti prevalentemente da specie autoctone dei generi Salix, Populus, Fraxinus, Platanus, Ulmus, Alnus, Tamarix, Nerium, Sambucus e Vitex. Non sono riferibili a questa tipologia le formazioni vegetali che, seppure caratterizzate da
Tamarix, Nerium, Sambucus e Vitex. Non sono riferibili a questa tipologia le formazioni vegetali che, seppure caratterizzate da specie, dei citati generi, siano insediate su una o entrambe le sponde e costituiscono una fascia di larghezza in proiezione orizzontale inferiore a mt. 20 complessivi. ” La L.R. 3 maggio 2001, inoltre, modifica l’articolo 10 della l. r. 16/96 a sua volta modificato dall’art.3 della L.R. 13/99 nel seguente modo:
io 2001, inoltre, modifica l’articolo 10 della l. r. 16/96 a sua volta modificato dall’art.3 della L.R. 13/99 nel seguente modo:
- sono vietate nuove costruzioni all’interno dei boschi e delle fasce forestali ed entro una zona di rispetto di 50 metri dal limite esterno dei medesimi.
- per i boschi di superficie superiore a 10 ettari la fascia di rispetto di cui al comma 1 è elevata a 200 metri.
- nei boschi di superficie compresa tra i 10.000 mq. e 10 ettari la fascia di rispetto di
cui al comma 1 è elevata a 200 metri.
- nei boschi di superficie compresa tra i 10.000 mq. e 10 ettari la fascia di rispetto di cui ai precedenti commi è così determinata: da 1,01 a 2 ettari metri 75; da 2,01 a 5 ettari metri 100; da 5,01 a 10 ettari metri 150”. Tale Legge, tuttavia, al comma 2 prevede che: “ in deroga a quanto disposto dal comma 1, i piani regolatori dei comuni possono prevedere l’insediamento di nuove costruzioni nelle zone di rispetto
disposto dal comma 1, i piani regolatori dei comuni possono prevedere l’insediamento di nuove costruzioni nelle zone di rispetto dei boschi e delle fasce forestali per una densità edilizia territoriale massima di 0,30 mc/mq. Il comparto territoriale di riferimento per il calcolo di tale densità è costituito esclusivamente dalla zona di rispetto”. Lo studio agricolo - forestale, relativo al territorio comunale di Misterbianco, redatto
esclusivamente dalla zona di rispetto”. Lo studio agricolo - forestale, relativo al territorio comunale di Misterbianco, redatto dal Dott. Agr. Antonino Torre e consegnato in data 09.12.10 prot. n.59665, scaturisce quindi dalla suddetta legislazione e dalla diretta osservazione dell’intero territorio comunale. Lo studio ha come fine quello di individuare le zone che per vocazione e per destinazione non possono essere adibiti ad altri usi se non a quelli agro forestali e, di
iduare le zone che per vocazione e per destinazione non possono essere adibiti ad altri usi se non a quelli agro forestali e, di conseguenza, mira ad individuare quelle aree meritevoli di salvaguardia in quanto: investite a colture di pregio; incolti suscettibili di riconversione colturale o di eventuale forestazione; terreni ospitanti essenze boschive o associazioni tipiche della macchia mediterranea.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 54 Si è ivi tenuto conto, inoltre, di una razionale programmazione idrogeologica del territorio e non ultimo della valorizzazione dell’edilizia rurale, suggerendo la riutilizzazione del patrimonio esistente, anche in un’ottica di ammodernamento delle aziende.
ell’edilizia rurale, suggerendo la riutilizzazione del patrimonio esistente, anche in un’ottica di ammodernamento delle aziende. Dallo studio del territorio è stato, infine, possibile redigere le seguenti carte tematiche:
- CARTA DI STRATIFICAZIONE Nella elaborazione della carta si è tenuto conto delle “unità di paesaggio”, cioè aree che possono considerarsi omogenee per caratteristiche sia pedo – morfologiche che vegetazionali, che permettono una differenziazione, anche se non del tutto netta.
er caratteristiche sia pedo – morfologiche che vegetazionali, che permettono una differenziazione, anche se non del tutto netta. Così, pur senza scendere in differenziazioni minuziosamente analitiche, che distinguessero il tipo di coltura e le cultivars, sono state individuate per l’intero territorio comunale sei diverse tipologie di paesaggio variamente distribuite nel territorio. Si è suddiviso il territorio in due porzioni:
- Area priva di interesse agricolo suddivisa a sua volta in:
uite nel territorio. Si è suddiviso il territorio in due porzioni:
- Area priva di interesse agricolo suddivisa a sua volta in: a) Area lavica, del tutto priva di vegetazione se non con presenza di piante pioniere, che trovano il loro habitat naturale nell’insediarsi in questo tipo di terreno sul quale vivono ginestre, muschi, licheni ed alcune euforbiacee. b) Area edificata, comprendente il centro storico, le frazioni, aree con fabbricati
stre, muschi, licheni ed alcune euforbiacee. b) Area edificata, comprendente il centro storico, le frazioni, aree con fabbricati civili adibita a residenza stagionale, aree con fabbricati industriali e commerciali. c) Area argillosa, comprendente i “Sieli” che presentano essenze spontanee tipiche o specie alloctone di lontana introduzione. 2) Area Investita a colture suddivisa in: a) Chiuse; con questo termine individuiamo zone in cui sono presenti più specie arboree
) Area Investita a colture suddivisa in: a) Chiuse; con questo termine individuiamo zone in cui sono presenti più specie arboree e prive di specializzazione colturale, tra le quali colture spiccano ulivi ed agrumi, ma non di rado altri fruttiferi adibiti al consumo familiare. Si tratta di zone con terreno accidentato, con modesto franco di coltivazione che non consentono una razionale pratica agricola, sulle quali sono impiantate colture che non richiedono interventi
oltivazione che non consentono una razionale pratica agricola, sulle quali sono impiantate colture che non richiedono interventi colturali e che forniscono peraltro modeste produzioni. b) Aree adibite a colture arboree, a vocazione agrumicola all’interno della quale possono essere distinte zone omogenee per tipo di coltura e per razionalità degli interventi. Nella zona posta a nord che presentava una agrumicoltura vincolata a vecchi canoni e
coltura e per razionalità degli interventi. Nella zona posta a nord che presentava una agrumicoltura vincolata a vecchi canoni e cultivars, è stata tentata qualche tempo fa una riconversione varietale ma con scarso successo data la crisi che attanaglia il settore e per certi versi per la diversa destinazione d’uso dei terreni. c) Aree a seminativo; queste aree ormai possono essere assimilati a terreni incolti in quanto la bassa redditività non ne incoraggia la lavorazione.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 55 2) CARTA PEDO – MORFOLOGICA Elaborata per l’intero territorio comunale, evidenzia le aree che per caratteristiche pedo – morfologiche possono ritenersi simili. La suddivisione è stata fatta in quattro zone omogenee. La prima zona evidenziata in marrone chiaro rappresenta terreni di origine vulcanica con presenza di litosuoli;
AGRICOLO FORESTALI
o zone omogenee. La prima zona evidenziata in marrone chiaro rappresenta terreni di origine vulcanica con presenza di litosuoli; La seconda di colore azzurro rappresenta i terreni di origine vulcanica con presenza di suoli bruni lisciviati; La terza e la quarta zona (marrone scuro e verde), rappresentano i calanchi e i suoli di origina alluvionale. 3) CARTA DELLE AREE DI ESPANSIONE INTERESSATE DA COLTIVAZIONI AGRICOLO FORESTALI
AGRICOLO FORESTALI
no i calanchi e i suoli di origina alluvionale. 3) CARTA DELLE AREE DI ESPANSIONE INTERESSATE DA COLTIVAZIONI AGRICOLO FORESTALI Presenta quelle aree poste a Nord del centro abitato interessate da coltivazioni e da essenze forestali, rinviando di specificarne il tipo nella carta di vegetazione e dell’uso del suolo. 4) CARTA DELLA VEGETAZIONE E DELL’USO DEL SUOLO Anche per questa carta si è preferito mettere in evidenza l’intero territorio, per dare
A DELLA VEGETAZIONE E DELL’USO DEL SUOLO Anche per questa carta si è preferito mettere in evidenza l’intero territorio, per dare l’idea di come questo sia scomponibile nelle tre parti di cui più volte si è fatto. Le aree prive di colorazione rappresentano le zone che per l’uso attuale sono non agricole. Si possono notare poi le suddivisioni in chiuse, banco lavico, e agrumeti marginali (tutte poste a nord del centro storico).
le. Si possono notare poi le suddivisioni in chiuse, banco lavico, e agrumeti marginali (tutte poste a nord del centro storico). Inoltre sono presenti seminativi (praticamente terreni incolti), seminativi arborati, agrumeti e un vigneto, ripristinato recentemente a ridosso della masseria “In carrozza” che rappresenta esempio di come è possibile ancora oggi fare agricoltura di reddito nel territorio. Nella zona a sud sono state delimitate un’area adibita a depuratore consortile, una
fare agricoltura di reddito nel territorio. Nella zona a sud sono state delimitate un’area adibita a depuratore consortile, una porzione di terreno in prossimità della masseria Terrano (attualmente agrumeto e pure in buone condizioni agronomiche e fito - sanitarie) che sarà destinata a nuova attività commerciale e la zona destinata a piano strategico del polo agro - industriale. 5) CARTA DEI BOSCHI La carta riporta le uniche due zone che rispondono alla definizione di bosco e
del polo agro - industriale. 5) CARTA DEI BOSCHI La carta riporta le uniche due zone che rispondono alla definizione di bosco e precisamente il boschetto di Eucalyptus posto a sud e il querceto di contrada “Campanarazzu”, per il resto non sono state individuate aree che possono definirsi bosco o macchia mediterranea.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 56 6) CARTA DEGLI INCENDI Questa carta, non richiesta nel disciplinare d’incarico, è stata elaborata per scopi urbanistici, in quanto la legge vieta il cambiamento di destinazione d’uso del suolo per quindici anni nelle zone colpite da incendi. La carta è stata redatta sulla base della documentazione fornitaci dal Comune di
er quindici anni nelle zone colpite da incendi. La carta è stata redatta sulla base della documentazione fornitaci dal Comune di Misterbianco (Delibera di G.M del 7/02/2008 n.28) ed è relativa alle aree interessate dal fenomeno nell’annata 2007. 7) CARTA DELLE AREE DA SALVAGUARDARE Questa carta riguarda sia le superfici soggette a vincoli di legge, quali i boschi e le superfici percorse da incendi, e quelle ritenute importanti sia ai fini paesistici che
e a vincoli di legge, quali i boschi e le superfici percorse da incendi, e quelle ritenute importanti sia ai fini paesistici che agronomici; infatti, oltre alle superfici occupate da verde pubblico, sono state delimitate le aree a proprietà privata che vanno salvaguardate, prime tra questi i “Sieli” e i “Crateri” e non ultime le masserie che rientrano fra l’altro nel Piano Paesaggistico della Provincia di Catania redatto dall’Assessorato Regionale dei beni Culturali e Ambientali.
a l’altro nel Piano Paesaggistico della Provincia di Catania redatto dall’Assessorato Regionale dei beni Culturali e Ambientali. 8) CARTA DELLE INFRASTRUTTURE AL SERVIZIO DELL’AGRICOLTURA. Le infrastrutture a servizio dell’agricoltura presenti nel territorio sono rappresentate da un vivaio, dalla rete idrica del Consorzio di Bonifica della Piana di Catania, da un pozzo privato che serve il comprensorio posto a nord del centro urbano e due rivendite di fertilizzanti, concimi e mangimi.
a un pozzo privato che serve il comprensorio posto a nord del centro urbano e due rivendite di fertilizzanti, concimi e mangimi. Le opere di elettrificazione e la rete viaria non sono state prese in considerazione in quanto rappresentano normali opere di urbanizzazione e non servizi a supporto dell’attività agricola. 6.1 STUDIO DEL PAESAGGIO, DELLA VEGETAZIONE E DELL’USO DEL SUOLO. La vegetazione del territorio del comune di Misterbianco è essenzialmente antropica
GIO, DELLA VEGETAZIONE E DELL’USO DEL SUOLO. La vegetazione del territorio del comune di Misterbianco è essenzialmente antropica anche se è possibile riscontrare zone con presenza di essenze naturali che possono considerarsi residui di macchia mediterranea. Vegetazione e uso del suolo sono stati descritti suddividendo il territorio in quattro zone con relative sottozone, considerando queste ultime come aree omogenee per caratteristiche podologiche, uso del suolo e tipologia di paesaggio e precisamente:
derando queste ultime come aree omogenee per caratteristiche podologiche, uso del suolo e tipologia di paesaggio e precisamente:
- ZONA A - NORD EST Tale zona può essere suddivisa in tre sottozone: ZONA A1 E’ l’area posta più a nord che, procedendo da nord a sud, si estende dal confine col comune di Catania sino a C.da “Piano del Lupo”, caratterizzata da terreno lavico tanto da essere denominata “Sciara Grande”.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 57 In tale zona, devastata dall’eruzione dell’Etna del 1669, si notano i ruderi dell’antico campanile e più a sud, rientrante tra le aree edificate, un boschetto secolare risparmiato dalla colata, delimitato sia nella carta della vegetazione e dell’uso del
a le aree edificate, un boschetto secolare risparmiato dalla colata, delimitato sia nella carta della vegetazione e dell’uso del suolo, sia in quella dei boschi che in quella delle aree da salvaguardare, in quanto rappresentante un “monumento”; questa area andrebbe salvaguardata, tutelata e possibilmente ampliata. Del resto in questa sottozona (praticamente edificata) è possibile notare essenze vegetali autoctone quali: ginestre, euforbie e pistacchi selvatici.
ottozona (praticamente edificata) è possibile notare essenze vegetali autoctone quali: ginestre, euforbie e pistacchi selvatici. Per il resto sono presenti piccole discariche di materiale inerte e di rifiuti solidi urbani che deturpano l’ambiente. ZONA A2 Scendendo più a sud, nella stessa zona A, si intercetta un’area intermedia che ospita le frazioni, ormai quasi del tutto urbanizzate, nel passato recente vittima dell’abusivismo
rcetta un’area intermedia che ospita le frazioni, ormai quasi del tutto urbanizzate, nel passato recente vittima dell’abusivismo edilizio, con interi quartieri cresciuti senza alcun strumento urbanistico, dove negli ultimi decenni le amministrazioni che si sono succedute, hanno cercato di creare servizi e verde pubblico per renderli vivibili. Per il resto la zona non presenta interesse dal punto di vista paesaggistico e di vegetazione. ZONA A3
co per renderli vivibili. Per il resto la zona non presenta interesse dal punto di vista paesaggistico e di vegetazione. ZONA A3 Ancora più a Sud. nelle contrade “Serra”, “S.Margherita” e “Quartararo”, si possono notare tratti investiti a verde agricolo, residui di un tempo, in cui queste zone erano coltivate ad agrumi, rappresentati da aranceti e mandarineti, ma che adesso a causa della forte frammentazione che hanno subito nei passati decenni, dallo scarso reddito
nceti e mandarineti, ma che adesso a causa della forte frammentazione che hanno subito nei passati decenni, dallo scarso reddito che l’imprenditore traeva dalla coltivazione e dalla vicinanza alle zone edificate, possono considerarsi aree ad agricoltura marginale, in cui i terreni coltivati per scopi agricoli sono quasi nulli e destinati sicuramente ad altri usi. Esistono inoltre sparse selle “chiuse” nelle quali sono presenti piante di fico, pero, fico d’india, olivo ed altre piante da frutto.
ono inoltre sparse selle “chiuse” nelle quali sono presenti piante di fico, pero, fico d’india, olivo ed altre piante da frutto. 2) ZONA B - NORD OVEST In questa zona troviamo due tipologie di paesaggio: ZONA B1 Costituita ad zone intensamente edificate (Piano tavola, Ficarelli, Erbe Bianche e Zona Toscano) con scarso valore dal punto di vista colturale. In questa zona si ha comunque la presenza di aree di macchia mediterranea, che pur
n scarso valore dal punto di vista colturale. In questa zona si ha comunque la presenza di aree di macchia mediterranea, che pur non rientrando a pieno nella definizione di bosco saranno inserite nella carta delle aree da salvaguardare, per le considerazioni che più appresso saranno evidenziate.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 58 Una di queste quella ubicata all’estremo ovest, all’interno di un vecchio agrumeto in stato di abbandono, delimitato dalla S.S 121 Catania – Paternò e dalla via Erbe Bianche che collega Misterbianco con Piano Tavola, insistono due formazioni effusive di vecchissima costituzione comunemente chiamati “CRATERI”, che presentano una
n Piano Tavola, insistono due formazioni effusive di vecchissima costituzione comunemente chiamati “CRATERI”, che presentano una bellezza estrema da un punto di vista paesaggistico e una notevole importanza sotto il profilo naturalistico ospitando una fitta vegetazione mediterranea costituita da flora autoctona o di remota introduzione con presenza di Querce, Fichi d’India, Pistacchi selvatici, Ginestre ed Euforbiaceae. ZONA B2 Un discorso a parte merita questa zona che comprende le contrade “Sorba”,
Pistacchi selvatici, Ginestre ed Euforbiaceae. ZONA B2 Un discorso a parte merita questa zona che comprende le contrade “Sorba”, “Scarponazzo”, Olivo Impettato”, “Abbadessa”, pure queste un tempo coltivate e che adesso possono considerarsi zone ad agricoltura marginale, quasi nulla, anche se nella carta della vegetazione e dell’uso del suolo, si presenta come coltivata ad agrumi e con la presenza di chiuse. I terreni di origine vulcanica, a volte profondi, ne permettevano la coltivazione degli
a ad agrumi e con la presenza di chiuse. I terreni di origine vulcanica, a volte profondi, ne permettevano la coltivazione degli agrumi, tali terreni una volta ospitavano limoneti, successivamente riconvertiti ad aranceti e in anni relativamente recenti a mandarino della cv. “Tardivo di Ciaculli”. Le ragioni dell’abbandono della pratica agricola sono da ricercare in diversi fattori quali l’elevata incidenza dei costi di manodopera e dell’acqua per uso irriguo, altrochè
la sono da ricercare in diversi fattori quali l’elevata incidenza dei costi di manodopera e dell’acqua per uso irriguo, altrochè alla scarsa vocazione della zona ad ospitare colture agrumicole e la crisi che attanaglia il settore e la vicinanza al centro storico che li pongono come appetibili per l’edificazione di seconde abitazioni Pur insistendo in questa area diverse zone che possono considerarsi coltivate, a nostro avviso la zona non è da considerare più suscettibile di coltivazione in termini di
che possono considerarsi coltivate, a nostro avviso la zona non è da considerare più suscettibile di coltivazione in termini di reddito. 3) ZONA C – CENTRO Suddivisa in due sottozone completamente diverse, la prima di scarso e irrilevante interesse paesaggistico, la seconda con enormi potenzialità geomorfologiche e ambientali. ZONA C1 Comprende il centro storico, la zona commerciale e parte della frazione di Lineri. Queste zone fortemente edificate, non presentano bellezze naturalistiche di alcun
commerciale e parte della frazione di Lineri. Queste zone fortemente edificate, non presentano bellezze naturalistiche di alcun tipo, in quanto caratterizzate dalla destinazione d’uso extragricola. Nel centro abitato esistono comunque delle zone antropizzate che non possono considerarsi paesaggi naturali, ma che comunque vanno menzionati e se possibile salvaguardati.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 59 Prima fra tutti è l’area di “ Poggio Croce”, che rappresenta l’unico vero e proprio polmone verde del centro urbano, lì insistono piante di una certa caratura e bellezza messe a dimora negli anni ottanta. Tra le specie più importanti si possono annoverare: Palme della specie: Phoenix dactilifera e Chamaerops humilis;
nni ottanta. Tra le specie più importanti si possono annoverare: Palme della specie: Phoenix dactilifera e Chamaerops humilis; Comifere delle specie: Pinus pinea, Araucaria araucana, Araucaria Excelsa, Cupressus arizonica; Alberi delle specie: Sterculia acerifolia e Cercis siliquastrum Siepi e cespugli di: Pittosporum tobira, Strelitzia augusta e Rose di diverse varietà. Non sono inoltre da trascurare le alberature messe a dimore negli anni ’90 - 2000 con diverse specie, soprattutto palme, oltrechè
on sono inoltre da trascurare le alberature messe a dimore negli anni ’90 - 2000 con diverse specie, soprattutto palme, oltrechè Ligustrum e Prunus che hanno incrementato gli spazi e verde del territorio urbanizzato. Esistono inoltre diverse piazze alberate con piante di Ficus Beniamina di vecchia messa a dimora (piazze Carmine, Mazzini e Dante). Di notevole interesse sono alcune ville che risparmiate dall’edificazione rappresentano piccole oasi nel centro urbano, prima fra tutte la
e interesse sono alcune ville che risparmiate dall’edificazione rappresentano piccole oasi nel centro urbano, prima fra tutte la villa Maugeri ubicata in via Caracciolo nell’aria immediatamente a sud del cimitero comunale, dove possono notarsi cipressi, palme ed altre piante sicuramente degne di protezione indipendentemente dallo studio in atto. ZONA C2 E’ la zona rappresentata dai “ Sieli”, colline argillose situate a sud del centro storico,
temente dallo studio in atto. ZONA C2 E’ la zona rappresentata dai “ Sieli”, colline argillose situate a sud del centro storico, una volta fonte di sussistenza della famiglia contadina in quanto investiti a cereali e leguminose che rappresentavano “l’alimento” per eccellenza. A causa della scarsa produttività, della inaccessibilità dei luoghi alle macchine operatrici, da decenni ormai non viene attuata alcuna pratica agricola per cui il
della inaccessibilità dei luoghi alle macchine operatrici, da decenni ormai non viene attuata alcuna pratica agricola per cui il territorio in esame è andato via via degradandosi e non è difficile notare presenza di rifiuti solidi urbani, piccole discariche e cave per l’estrazione dell’argilla, senza considerare che i “Monti Sieli” senza soluzioni di continuità si intersecano nel territorio di Motta S.Anastasia dove vi è una zona da decenni sito della discarica di “Tiritì”.
di continuità si intersecano nel territorio di Motta S.Anastasia dove vi è una zona da decenni sito della discarica di “Tiritì”. Tuttavia percorrendo verso sud la strada che dal centro urbano porta allo svincolo di S.Giorgio, e possibile notare oltre a cimiteri di auto e cumuli di rifiuti, qualche oasi a verde rappresentata da specie autoctone quali Olivi, Carrubi e Tamerici, oltre a specie esotiche ormai perfettamente ambientate quali agavi, fichi d’India, Robinie ed Eucalipti.
vi, Carrubi e Tamerici, oltre a specie esotiche ormai perfettamente ambientate quali agavi, fichi d’India, Robinie ed Eucalipti. Particolare interesse rivestono la fascia di vegetazione, ricca di tamerici posta a ridosso dell’alveo del Vallone Rosa, lungo il confine con il territorio di Motta e
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 60 soprattutto una collinetta rimboschita ad Eucalipto circondata da fitta vegetazione mediterranea, che per la sua estensione , sarà delimitata ai fini della redazione della carta dei boschi. Si ribadisce il concetto più volte espresso nelle passate redazioni dello studio agricolo
ella redazione della carta dei boschi. Si ribadisce il concetto più volte espresso nelle passate redazioni dello studio agricolo forestale e cioè che bisognerebbe studiare il territorio da un punto di vista pedo – climatico al fine di individuare eventuali essenze che potrebbero essere impiantate allo scopo di creare un polmone verde che, data l’estensione (circa 500 ettari), sarà in grado di mitigare il clima della zona, migliorare l’ambiente e il paesaggio, arrestare il
estensione (circa 500 ettari), sarà in grado di mitigare il clima della zona, migliorare l’ambiente e il paesaggio, arrestare il dissesto idrogeologico e potrà diventare il parco dell’area metropolitana. 4) ZONA D Situata all’estremo sud del territorio per decenni, con una estensione di circa 1500 Ha, ha rappresentato (e rappresenta ancora) la vera zona agricola del comune di Misterbianco. Il terreno della zona è di origine alluvionale, ricco di scheletro ben drenato, si presta a
agricola del comune di Misterbianco. Il terreno della zona è di origine alluvionale, ricco di scheletro ben drenato, si presta a ben ospitare colture arboree da reddito quali agrumi, vite e olivo. La coltura più diffusa nella zona è l’arancio cv. Tarocco e Navelina, oltre ad appezzamenti localizzati di Moro, Mandarini. Di recente si impianto è un vigneto sito in contrada “Incarrozza” prospiciente l’omonima masseria. E’ presente infine all’estremo sud del territorio un vivaio per la produzione di agrumi e
ozza” prospiciente l’omonima masseria. E’ presente infine all’estremo sud del territorio un vivaio per la produzione di agrumi e olivi a partire dal semenzaio. Le condizioni pedo-climatiche della zona possono definirsi ottimali per lo sviluppo di una agricoltura razionale, almeno così è stato nei recenti decenni (almeno fino agli inizi del millennio in corso), non è difficile infatti trovare aziende che producono con razionalità un prodotto precoce di buona pezzatura e qualità.
corso), non è difficile infatti trovare aziende che producono con razionalità un prodotto precoce di buona pezzatura e qualità. Le aziende sono dotate di impianto di irrigazione localizzata, per aspersione sottochioma con sesti d’impianto regolari, l’acqua è fornita dalla rete idrica del Consorzio di Bonifica della Piana di Catania e da pozzi privati. Per la maggior parte vi è la presenza di frangivento vivi quali cipressi e olivi. 6.2. INDIVIDUAZIONE E STUDIO DELLE AREEE BOSCHIVE
la maggior parte vi è la presenza di frangivento vivi quali cipressi e olivi. 6.2. INDIVIDUAZIONE E STUDIO DELLE AREEE BOSCHIVE Da un attenta analisi del territorio, si sono individuate le aree che rispondono alla definizione di bosco dettata dalle Legge Regionale 16/96 e in particolare dall’articolo 4. Quindi si è reso necessario individuare tutte quelle zone che per caratteristiche vegetazionali o paesaggistiche rientrano nelle definizioni sopra specificate, che vanno
utte quelle zone che per caratteristiche vegetazionali o paesaggistiche rientrano nelle definizioni sopra specificate, che vanno delimitate e protette attraverso l’adozione di una fascia di rispetto entro la quale sarà vietato edificare.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 61 A tal proposito si sono studiate le zone che potevano in ogni modo presentare un aspetto paesaggistico rispondente alle precedenti definizioni, alcune anche all’interno del centro storico. Un esempio può essere costituito dal boschetto di Eucaliptus che costeggia la strada
lcune anche all’interno del centro storico. Un esempio può essere costituito dal boschetto di Eucaliptus che costeggia la strada Incarrozza, la cui superficie non raggiunge i canoni su elencati, la zona esaminata, possiede caratteristiche pesistiche potenzialmente adeguate alla definizione, con sviluppo di una folta vegetazione, ma tutta la zona purtroppo è oggetto di degrado, per la presenza di piccole e medie discariche e per la vicinanza ad aziende di rottamazione e di vendita di ricambi d’auto.
ado, per la presenza di piccole e medie discariche e per la vicinanza ad aziende di rottamazione e di vendita di ricambi d’auto. Esistono inoltre zone che presentano un aspetto paesaggistico rispondente alle definizioni, ove è possibile notare querce, terebinti ed altre essenze, ma che si alternano a lotti di terreno edificati nei quali, attorno alle costruzioni, sono state impiantate essenze che contrastano con l’ambiente circostante.
terreno edificati nei quali, attorno alle costruzioni, sono state impiantate essenze che contrastano con l’ambiente circostante. Alcune zone poste a Nord-Est del centro abitato presentano essenze spontanee, derivanti per lo più dall’abbandono colturale. Sono presenti inoltre formazioni simil - ripariali che non rispondono appieno alla definizione di cui sopra, esempio tipico è il “Vallone Cuba”, dove anche qui purtroppo accanto
i che non rispondono appieno alla definizione di cui sopra, esempio tipico è il “Vallone Cuba”, dove anche qui purtroppo accanto alla bellezza di specie legnose ed arbustive che sono insediate lungo le sponde, si ha la presenza di piccole discariche che ne usurpano il paesaggio. Non ultima la zona di c.da Erbe bianche, più volte citata, dove insistono due collinette volgarmente chiamati “crateri”; La zona riguarda il foglio 10 e le particelle 156, 144 e 386, le due formazioni sono
collinette volgarmente chiamati “crateri”; La zona riguarda il foglio 10 e le particelle 156, 144 e 386, le due formazioni sono collegate tra loro per mezzo di una stradella poderale. La superficie complessiva occupata è di Ha 1.61.80. Questa zona non può essere inserita tra le aree boschive in quanto non risponde appieno alla definizione di bosco e non ultimo perché vi è la presenza nella sommità di un agrumeto. Su queste vulcaniti, oggi, si rinvengono lembi localizzati ma continui della tipica
è la presenza nella sommità di un agrumeto. Su queste vulcaniti, oggi, si rinvengono lembi localizzati ma continui della tipica vegetazione di macchia. Si tratta di una vegetazione arbustiva termo-xerofila legata ad ambienti semi-rupestri o rupestri che contribuisce, data la acclività e pendenza dei versanti sui quali si insedia, a mantenerne la stabilità. I sopralluoghi hanno evidenziato come l’ Euphorbia dendroides sia accompagnata da Olea europaea ssp. sylvestris e da diversi elementi termofili dei
o evidenziato come l’ Euphorbia dendroides sia accompagnata da Olea europaea ssp. sylvestris e da diversi elementi termofili dei Pistacio-Rhamnetalia alaterni, che permettono di attribuire questa vegetazione arbustiva residuale all’ Oleo-Euphorbietum dendroides Trinajstic 1974. Questa associazione legata ad ambienti rocciosi ed acclivi, presenta un carattere prettamente edafico ed assume un ruolo primario. Inoltre, i sopralluoghi hanno evidenziato
osi ed acclivi, presenta un carattere prettamente edafico ed assume un ruolo primario. Inoltre, i sopralluoghi hanno evidenziato alcuni elementi della formazione boschiva che originariamente doveva insistere sul sito e che costituirebbe la vegetazione climacica dell’area. Infatti, la tappa matura della vegetazione che spontaneamente si insedierebbe sul territorio in esame in equilibrio con le
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 62 caratteristiche ecologiche ed in assenza di disturbo antropico, è evidenziata dalla presenza di alcuni esemplari di querce caducifoglie quali Quercus virgiliana e Q. amplifolia e di altre specie sclerofille appartenenti ai Pistacio-Rhamnetalia alaterni quali Olea europaea ssp. sylvestris,
e Q. amplifolia e di altre specie sclerofille appartenenti ai Pistacio-Rhamnetalia alaterni quali Olea europaea ssp. sylvestris, Prasium majus, Euphorbia dendroides, Rubia peregrina, Carex distachya, Pistacia terebinthus, Asparagus acutifolius, Smilax aspera, ecc. Tali formazioni forestali originarie sono ascrivibili all’ Oleo-Quercetum virgilianae. Pertanto, nel sito oggetto di indagine possono essere effettuate almeno due considerazioni: la prima mette in evidenza l’originaria formazione boschiva a
o di indagine possono essere effettuate almeno due considerazioni: la prima mette in evidenza l’originaria formazione boschiva a Quercus virgiliana che oggi appare limitata ad alcuni elementi relitti arborei estremamente localizzati, la seconda riguarda le formazioni di macchia ad Euphorbia dendroides che rappresentano la formazione edafoclimacica (quindi primaria) in corrispondenza dei tratti rocciosi ed impervi, ma che diventano aspetti secondari e di degradazione causati dalla
i primaria) in corrispondenza dei tratti rocciosi ed impervi, ma che diventano aspetti secondari e di degradazione causati dalla distruzione delle formazioni boschive xerotermiche dell’ Oleo-Quercetum virgilianae. La maggior parte delle specie rilevate Euphorbia dendroides, Asparagus albus, Prasium majus, Olea europaea ssp. oleaster, Pistacia terebinthus, Rhamnus alaternus, Asparagus acutifolius, Smilax aspera, Rubia peregrina, Tamus communis, Arisarum vulgare, Clematis cirrosa,
s, Rhamnus alaternus, Asparagus acutifolius, Smilax aspera, Rubia peregrina, Tamus communis, Arisarum vulgare, Clematis cirrosa, Philliraea latifolia, ecc., strutturanti la comunità arbustiva della macchia, non sono contemplate negli elenchi ufficiali per incompletezza degli stessi. Tale mancanza non può compromettere la reale attribuzione degli elementi naturali presenti ed escludere di ascrivere tali formazioni alle cenosi arboreo-arbustive della macchia, che proprio per la
enti naturali presenti ed escludere di ascrivere tali formazioni alle cenosi arboreo-arbustive della macchia, che proprio per la fragilità evidenziata necessitano di interventi urgenti volti al ripristino ed alla conservazione. In definitiva, le zone che nel territorio rispondono appieno alle definizioni di bosco nel territorio del comune di Misterbianco sono due e precisamente:
- Il Querceto secolare do Contrada “Campanarazzu”, localizzato nella ZONA A1 (denominata “Sciara grande”);
o due e precisamente:
- Il Querceto secolare do Contrada “Campanarazzu”, localizzato nella ZONA A1 (denominata “Sciara grande”);
- Il Boschetto d’Eucaliptus misto ad essenze di macchia mediterranea, localizzato nella ZONA C2, rappresentata dalle colline argillose a Sud dell’abitato, denominati “Sieli”. 6.3 STUDIO E INDIVIDUAZIONE DELLE AREE COLPITE DA INCENDI; La legge quadro in materia di incendi boschivi del 21/11/2000 n. 353 all’art. 10 (Divieti, prescrizioni, sanzioni), commi 1, 2 e 5, così recita:
in materia di incendi boschivi del 21/11/2000 n. 353 all’art. 10 (Divieti, prescrizioni, sanzioni), commi 1, 2 e 5, così recita: «1- Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. è comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 63 In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto.
previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. E’ inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa
ia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto
nte, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia. 2. I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano
te percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia. 2. I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano regionale di cui al comma 1 dell’articolo 3, a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente. L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni.
L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni. E’ ammessa la revisione degli elenchi con la cancellazione delle prescrizioni relative ai divieti di cui al comma 1 solo dopo che siano trascorsi i periodi rispettivamente indicati, per
e delle prescrizioni relative ai divieti di cui al comma 1 solo dopo che siano trascorsi i periodi rispettivamente indicati, per ciascun divieto, dal medesimo comma 1. 5. Nelle aree e nei periodi a rischio di incendio boschivo sono vietate tutte le azioni, individuate ai sensi dell’articolo 3, comma 3, lettera f), determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio.» Nello studio agricolo-forestale sono state, pertanto, individuate le particelle percorse
potenzialmente l’innesco di incendio.» Nello studio agricolo-forestale sono state, pertanto, individuate le particelle percorse dal fuoco, facendosi riferimento agli incendi che hanno interessato il territorio comunale nell’anno 2007 individuate con deliberazione della G.M n. 28 dl 7/02/2008. Le aree individuate a livello particellare sono state inserite nella carta degli incendi appositamente redatta.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 64 6.4. APPROVVIGGIONAMENTO IDRICO ED ANALISI DELLE SUPERFICI IRRIGUE Il comune di Misterbianco non presenta attualmente, per le considerazioni più volte fatte, vocazione agricola. Nonostante tutto, è stato possibile individuare nella zona al sud del territorio, delle
oni più volte fatte, vocazione agricola. Nonostante tutto, è stato possibile individuare nella zona al sud del territorio, delle aree in cui ancora resiste una certa logica che può definirsi agricola. Come è risaputo le piante di agrume necessitano di continue irrigazioni estive; nel territorio l’acqua è fornita dal Consorzio di Bonifica della Piana di Catania, ma data la discontinuità dei turni irrigui, l’approvvigionamento idrico avviene mediante lo sfruttamento
della Piana di Catania, ma data la discontinuità dei turni irrigui, l’approvvigionamento idrico avviene mediante lo sfruttamento di piccoli pozzi trivellati esistenti in ambito aziendale, In diversi casi viene fatto ricorso ad acqua distribuita da pozzi privati. Le aziende più grandi e quelle più specializzate sono dotate di vasche di accumulo dell’acqua irrigua in cemento armato. Il sistema di irrigazione utilizzato è quello per aspersione sottochioma, le tubazioni di
dell’acqua irrigua in cemento armato. Il sistema di irrigazione utilizzato è quello per aspersione sottochioma, le tubazioni di distribuzione dell’acqua sono interrate, salvo casi eccezionali in cui sono aeree in quanto la sistemazione a terrazze non ne consente l’interramento, gli erogatori utilizzati sono del tipo a spruzzo generalmente montati a baffo in prossimità dei tronchi. Nella zona a Nord del territorio, nelle poche aziende agrumicole rimaste, la fornitura a
tati a baffo in prossimità dei tronchi. Nella zona a Nord del territorio, nelle poche aziende agrumicole rimaste, la fornitura a tutt’oggi viene assicurata dalla ditta “Acque Musumeci” di Misterbianco che preleva l’acqua da un pozzo sito in c.da “Raccomandata”.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 65 7. LA DEMOGRAFIA. La dinamica della popolazione presente a Misterbianco, dalla sua rifondazione in poi, ha sempre avuto un trend positivo di crescita , con esclusione del periodo intorno al secondo decennio di questo secolo, nel quale si registra una flessione della popolazione dovuta
sclusione del periodo intorno al secondo decennio di questo secolo, nel quale si registra una flessione della popolazione dovuta all’emigrazione, prevalentemente di tipo transoceanica, a cui fu soggetto non solo il Mezzogiorno d’Italia, ma tutte le aree depresse. Si riportano di seguito i dati demografici ( fonte ISTAT ) relativi alla popolazione presente dal 1861 al 2001. Popolazione residente censita al 2001 (popolazione legale) e al 1991, differenze e densità abitativa, Censimento 2001 Comune
Popolazione residente censita al 2001 (popolazione legale) e al 1991, differenze e densità abitativa, Censimento 2001 Comune Popolazione residente censita al 21 ottobre 2001 Popolazione residente censita al 20 ottobre 1991 Variazione di popolazione tra il 1991 ed il 2001 (valori assoluti) Variazione di popolazione tra il 1991 ed il 2001 (percentuali) Densità per Kmq Misterbianco 43.995 40.785 3.210 7,9 1.172,9 Tabella 1
zione di popolazione tra il 1991 ed il 2001 (percentuali) Densità per Kmq Misterbianco 43.995 40.785 3.210 7,9 1.172,9 Tabella 1 Il comune di Misterbianco presenta trend di crescita molto accentuati a partire dagli anni 60 ed ha mantenuto questi andamenti fino al censimento del ’91, anno a partire dal quale si registra una più contenuta, seppur apprezzabile, variazione percentuale di popolazione. L’incremento della popolazione residente è passata dal 60% circa tra il 1971 e il 1981 al 37%
azione percentuale di popolazione. L’incremento della popolazione residente è passata dal 60% circa tra il 1971 e il 1981 al 37% tra il 1981 ed il 1991, fino al valore percentuale dell’8% tra il 1991 e il 2001, anno dell’ultimo
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 66 censimento ufficiale. Nell’ultimo decennio 2001-2011 la crescita della popolazione residente si è attestata attorno al 12% con una media di 575 nuovi residenti/anno. Lo scarto tra i tassi di crescita naturale e migratoria ed il tasso di incremento di
con una media di 575 nuovi residenti/anno. Lo scarto tra i tassi di crescita naturale e migratoria ed il tasso di incremento di popolazione residente dipende dalla differenza tra i valori delle registrazioni delle nascite, morti, cambi di residenza (dati rilevati in sede comunale) ed i risultati dei censimenti in sede nazionale (Istat). In linea generale si può affermare che il dato ISTAT risulta sovradimensionato (rispetto al dato comunale) nel periodo 51-71 e sottostimato in linea di
ò affermare che il dato ISTAT risulta sovradimensionato (rispetto al dato comunale) nel periodo 51-71 e sottostimato in linea di massima nei periodi successivi (cfr. Tabella 2 e Tabella 3). Le seguenti analisi demografiche effettuate per individuare il più probabile numero di abitanti relativo al comune di Misterbianco, previsione indispensabile per effettuare studi e pianificazioni sul territorio di riferimento, si sono avvalse di più metodi di analisi
one indispensabile per effettuare studi e pianificazioni sul territorio di riferimento, si sono avvalse di più metodi di analisi probabilistica, sia nel lungo sia nel breve periodo, mediando infine i risultati ottenuti, per ottenere valori più vicini alla futura realtà; ciò poiché il più probabile numero di abitanti è legato a molteplici fattori esogeni, non omogenei in ogni realtà insediativa. Tutte le analisi scaturiscono dai dati ISTAT (cfr. Tabella 2) relativi ai censimenti
POPOLAZIONE
i, non omogenei in ogni realtà insediativa. Tutte le analisi scaturiscono dai dati ISTAT (cfr. Tabella 2) relativi ai censimenti generali effettuati ogni 10 anni e relativi alle annualità 1951, 1961, 1971, 1981, 1991,2001, oltre al censimento annuale effettuato nel 1996, i cui dati sono stati pubblicati sulla G.U.R.S. del 27.01.96, e al dato anagrafico registrato nell’anno 2006; i risultati si riferiscono alle proiezioni relative agli anni 2011, 2016, 2021, 2026. POPOLAZIONE
POPOLAZIONE
ico registrato nell’anno 2006; i risultati si riferiscono alle proiezioni relative agli anni 2011, 2016, 2021, 2026. POPOLAZIONE anno anno anno anno anno anno anno anno 1951 1961 1971 1981 1991 1996 2001 2006 codice comune dati ISTAT dati ISTAT dati ISTAT dati ISTAT dati ISTAT GURS 27.1.96 dati ISTAT dato anagrafico 87029 MISTERBIANCO 12.703 15.554 18.836 29.858 40.785 42.790 43.995 47.217 Tabella 2– Dati ISTAT censimenti generali 1951-2001 POPOLAZIONE anno anno anno anno anno anno anno
POPOLAZIONE
8 40.785 42.790 43.995 47.217 Tabella 2– Dati ISTAT censimenti generali 1951-2001 POPOLAZIONE anno anno anno anno anno anno anno 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 comune dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale MISTERBIANCO 42.790 43.606 44.312 44.695 45.204 45.590 45.804 POPOLAZIONE anno anno anno anno anno anno anno 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 comune dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato
MISTERBIANCO 46.003 43.989 44.441 45.007 45.961 46.602 47.217
00 2001 2002 2003 2004 2005 2006 comune dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale dato comunale MISTERBIANCO 46.003 43.989 44.441 45.007 45.961 46.602 47.217 Tabella 3 - Dati ISTAT comunali 1993-2006 I metodi di base utilizzati sono quattro, e precisamente:
- Metodo della progressione lineare nel periodo 1951-06 (cfr. Tabella 6)
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 67 2. Metodo dell’incremento medio nel periodo 1951-06 (cfr. Tabella 7) 3. Metodo dell’incremento medio nel periodo 1991-06 (cfr. Tabella 8) 4. Metodo dell’incremento mediano nel periodo 1991-06 (cfr. tabella 9) Le analisi effettuate sul lungo periodo (1951-06), partendo dal presupposto che
nto mediano nel periodo 1991-06 (cfr. tabella 9) Le analisi effettuate sul lungo periodo (1951-06), partendo dal presupposto che l’incremento demografico è approssimativamente lineare forniscono valori molto probabili, ma non tengono conto di fenomeni abbastanza recenti, quali l’abbassamento del tasso di crescita della popolazione, oggi in Italia vicina allo zero, o la saturazione delle aree più popolose, con conseguente migrazione verso siti periferici.
ne, oggi in Italia vicina allo zero, o la saturazione delle aree più popolose, con conseguente migrazione verso siti periferici. Le analisi riferite al breve periodo (1991-06), fotografano una realtà più attuale, che proprio per questo motivo può anche essere transitoria e non rispecchiare il futuro andamento reale perché legato più ai flussi migratori dovuti ad insediamenti produttivi che non al naturale tasso di crescita della popolazione.
perché legato più ai flussi migratori dovuti ad insediamenti produttivi che non al naturale tasso di crescita della popolazione. Pertanto i valori ottenuti con i quattro metodi elencati sono stati mediati al fine di ottenere risultati più omogenei, definendo i risultati finali come media dei valori negli anni 2011, 2016, 2021, 2026 (cfr. Tabella 5). In altri termini, la media dei valori ottenuti, riferita a ciascun anno di previsione, fornisce il dato sulla probabile popolazione residente a
i, la media dei valori ottenuti, riferita a ciascun anno di previsione, fornisce il dato sulla probabile popolazione residente a Misterbianco (cfr. Tabella 6). 7.1 METODO DELLA PROGRESSIONE LINEARE. Questo metodo tiene conto dell’incremento demografico nel lungo periodo (1951-1996), suddividendo l’incremento del numero totale degli abitanti negli anni di riferimento, e proiettando questo dato negli anni futuri. Po = popolazione all’anno 1951 P = popolazione all’anno 2006
i anni di riferimento, e proiettando questo dato negli anni futuri. Po = popolazione all’anno 1951 P = popolazione all’anno 2006 r= tasso di incremento annuo (n° abitanti in più) t= intervallo di tempo del periodo di analisi (1951-06) in anni Δt = intervallo di tempo dal 1951 all’anno X (1951-2006= 55, ecc) PX = popolazione all’anno X r = (P - Po) / t PX = Po + (rΔt) P2011 = Po + (r60) P2016 = Po + (r65) P2021 = Po + (r70) P2026 = Po + (r*75)
one all’anno X r = (P - Po) / t PX = Po + (rΔt) P2011 = Po + (r60) P2016 = Po + (r65) P2021 = Po + (r70) P2026 = Po + (r*75) La rappresentazione sintetica delle elaborazioni e dei dati statistici è rassegnata nella Tabella 7.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 68 7.2 METODO DELL’INCREMENTO MEDIO NEL LUNGO PERIODO . Questo metodo tiene conto dell’incremento demografico nel lungo periodo (1951-2006), facendo ricorso alla formula dell’interesse composto, per ottenere il tasso di crescita annuale percentuale, da applicare agli anni futuri. Po = popolazione all’anno 1951
e composto, per ottenere il tasso di crescita annuale percentuale, da applicare agli anni futuri. Po = popolazione all’anno 1951 P = popolazione all’anno 2006 r= tasso di incremento annuo (n° abitanti in più) t= intervallo di tempo del periodo di analisi (1951-06) in anni Δt = intervallo di tempo dal 1951 all’anno X (1951-2006= 55, ecc) PX = popolazione all’anno X Dalla formula dell’interesse composto: P = Po *(1+r) t r = [(P / P o ) 1 / t ) – 1] PX = Po *(1+r)Δt P2011 = Po *(1+r) 60 P2016 = Po *(1+r) 65
dell’interesse composto: P = Po *(1+r) t r = [(P / P o ) 1 / t ) – 1] PX = Po *(1+r)Δt P2011 = Po *(1+r) 60 P2016 = Po *(1+r) 65 P2021 = Po *(1+r) 70 P2026 = Po *(1+r) 75 La rappresentazione sintetica delle elaborazioni e dei dati statistici è rassegnata nella Tabella 8. 7.3 METODO DELL’INCREMENTO MEDIO NEL BREVE PERIODO. Analogamente al precedente, anche questo metodo tiene conto dell’incremento demografico, ma nel breve periodo (1991-2006), facendo ricorso alla formula dell’interesse
to metodo tiene conto dell’incremento demografico, ma nel breve periodo (1991-2006), facendo ricorso alla formula dell’interesse composto, per ottenere il tasso di crescita annuale percentuale, da applicare agli anni futuri. P o = popolazione all’anno 1991 P = popolazione all’anno 2006 r= tasso di incremento annuo (n° abitanti in più) t= intervallo di tempo del periodo di analisi (1991-06) in anni Δt = intervallo di tempo dal 1951 all’anno X (1991-2006= 25, ecc) PX = popolazione all’anno X
riodo di analisi (1991-06) in anni Δt = intervallo di tempo dal 1951 all’anno X (1991-2006= 25, ecc) PX = popolazione all’anno X Dalla formula dell’interesse composto: P = Po *(1+r) t r = [(P / P o ) 1 / t ) – 1] PX = Po *(1+r)Δt P2011 = Po *(1+r) 20 P2016 = Po *(1+r) 25
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 69 P2021 = Po *(1+r) 30 P2026 = Po *(1+r) 35 La rappresentazione sintetica delle elaborazioni e dei dati statistici è rassegnata nella Tabella 9. 7.4 METODO DELL’INCREMENTO MEDIANO NEL BREVE PERIODO. Analogamente al precedente, anche questo metodo tiene conto dell’incremento
.4 METODO DELL’INCREMENTO MEDIANO NEL BREVE PERIODO. Analogamente al precedente, anche questo metodo tiene conto dell’incremento demografico nel breve periodo (1991-2006), facendo ricorso alla formula dell’interesse composto, per ottenere il tasso di crescita annuale percentuale, iferito al quinquennio 1991- 96, al quinquennio 1996-01 e successivamente al quinquennio 1991-96, da cui si ricava il tasso medio nel periodo 1991-96, da applicare agli anni futuri. Po = popolazione all’anno 1991
nnio 1991-96, da cui si ricava il tasso medio nel periodo 1991-96, da applicare agli anni futuri. Po = popolazione all’anno 1991 P1 = popolazione all’anno 1996 P2 = popolazione all’anno 2001 P3 = popolazione all’anno 2006 r1 = tasso di incremento annuo 1991-96 (%) r2 = tasso di incremento annuo 1996-01 (%) r3 = tasso di incremento annuo 2001-06 (%) rM = tasso medio di incremento annuo (% t = intervallo di tempo (1991-96-01-06) in anni Δt = intervallo di tempo dal 1991 all’anno X (1991-2006= 25, ecc)
mento annuo (% t = intervallo di tempo (1991-96-01-06) in anni Δt = intervallo di tempo dal 1991 all’anno X (1991-2006= 25, ecc) PX = popolazione all’anno X Dalla formula dell’interesse composto: P = Po *(1+r) t r1 = [(P 1 / Po ) 1 / t ) – 1] r2 = [(P 2 / P1 ) 1 / t ) – 1] r3 = [(P 3 / P2 ) 1 / t ) – 1] rM = [(r1 + r2 +r3 ) / 3] PX = PPREC *(1+rM)Δt Dal che: P2011 = P2006 *(1+rM) 5 P2016 = P2011 *(1+rM) 5 P2021 = P2016 *(1+rM) 5 P2026 = P2021 *(1+rM) 5
3] PX = PPREC *(1+rM)Δt Dal che: P2011 = P2006 *(1+rM) 5 P2016 = P2011 *(1+rM) 5 P2021 = P2016 *(1+rM) 5 P2026 = P2021 *(1+rM) 5 La rappresentazione sintetica delle elaborazioni e dei dati statistici è rassegnata nella Tabella 10.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 70 Codice Comune Eta' Celibi Coniugati Divorziati Vedovi Totale Maschi Nubili Coniugate Divorziate Vedove Totale Femmine Totali parziali 87029 0 301 0 0 0 301 304 0 0 0 304 87029 1 318 0 0 0 318 270 0 0 0 270 87029 2 361 0 0 0 361 279 0 0 0 279 87029 3 334 0 0 0 334 269 0 0 0 269 87029 4 309 0 0 0 309 288 0 0 0 288
0 318 270 0 0 0 270 87029 2 361 0 0 0 361 279 0 0 0 279 87029 3 334 0 0 0 334 269 0 0 0 269 87029 4 309 0 0 0 309 288 0 0 0 288 87029 5 322 0 0 0 322 265 0 0 0 265 87029 6 306 0 0 0 306 286 0 0 0 286 87029 7 307 0 0 0 307 304 0 0 0 304 87029 8 302 0 0 0 302 277 0 0 0 277 87029 9 300 0 0 0 300 270 0 0 0 270 87029 10 309 0 0 0 309 290 0 0 0 290 87029 11 287 0 0 0 287 282 0 0 0 282 87029 12 308 0 0 0 308 299 0 0 0 299 87029 13 301 0 0 0 301 299 0 0 0 299 87029 14 288 0 0 0 288 260 0 0 0 260
287 282 0 0 0 282 87029 12 308 0 0 0 308 299 0 0 0 299 87029 13 301 0 0 0 301 299 0 0 0 299 87029 14 288 0 0 0 288 260 0 0 0 260 87029 15 362 0 0 0 362 331 0 0 0 331 87029 16 309 0 0 0 309 319 0 0 0 319 87029 17 353 0 0 0 353 363 0 0 0 363 87029 18 345 0 0 0 345 339 0 0 0 339 87029 19 319 2 0 0 321 374 6 0 0 380 87029 20 351 1 0 0 352 336 15 0 0 351 87029 21 355 4 0 0 359 370 22 0 0 392 87029 22 361 7 0 0 368 318 46 0 0 364 87029 23 324 30 0 0 354 292 55 0 0 347 87029 24 332 33 0 0 365 234 81 0 0 315
0 22 0 0 392 87029 22 361 7 0 0 368 318 46 0 0 364 87029 23 324 30 0 0 354 292 55 0 0 347 87029 24 332 33 0 0 365 234 81 0 0 315 87029 25 265 39 0 0 304 261 132 0 0 393 87029 26 301 63 0 0 364 236 136 0 0 372 87029 27 249 105 0 0 354 211 148 0 0 359 87029 28 246 101 0 0 347 170 202 2 0 374 87029 29 224 146 0 0 370 169 233 3 1 406 87029 30 194 180 1 0 375 132 267 4 1 404 87029 31 166 208 0 0 374 111 270 3 0 384 87029 32 173 237 0 2 412 80 270 4 1 355 87029 33 163 255 1 0 419 88 299 2 1 390
4 1 404 87029 31 166 208 0 0 374 111 270 3 0 384 87029 32 173 237 0 2 412 80 270 4 1 355 87029 33 163 255 1 0 419 88 299 2 1 390 87029 34 106 235 1 0 342 94 287 4 2 387 87029 35 101 287 3 1 392 65 332 8 3 408 87029 36 111 276 4 0 391 70 312 6 4 392 87029 37 81 288 1 0 370 55 351 2 2 410 87029 38 86 325 6 1 418 46 317 6 4 373 87029 39 59 328 3 2 392 51 379 4 3 437 87029 40 57 300 2 2 361 42 351 3 3 399 87029 41 62 297 3 2 364 38 381 4 7 430 87029 42 44 298 5 1 348 37 328 3 4 372
379 4 3 437 87029 40 57 300 2 2 361 42 351 3 3 399 87029 41 62 297 3 2 364 38 381 4 7 430 87029 42 44 298 5 1 348 37 328 3 4 372 87029 43 41 326 3 2 372 32 339 2 8 381 87029 44 36 318 3 1 358 30 314 10 4 358 87029 45 38 337 8 1 384 28 311 3 4 346 87029 46 38 325 4 0 367 28 367 3 10 408 87029 47 37 292 7 1 337 20 332 13 14 379 87029 48 41 314 4 2 361 32 329 4 15 380 87029 49 30 281 3 2 316 26 284 6 9 325 87029 50 29 289 2 0 320 24 312 11 11 358 87029 51 30 280 1 1 312 24 299 11 18 352
A RIPORTARE 18841 7.485
15 380 87029 49 30 281 3 2 316 26 284 6 9 325 87029 50 29 289 2 0 320 24 312 11 11 358 87029 51 30 280 1 1 312 24 299 11 18 352 87029 52 17 272 5 3 297 18 284 7 15 324 87029 53 19 242 8 2 271 26 298 3 24 351 87029 54 16 285 4 3 308 24 273 4 17 318 11124 7606 82 29 18841 9786 8962 135 185 19068 19068 1.755 6.814 A RIPORTARE 18841 7.485 Popolazione residente al 1 Gennaio 2011 per età sesso e stato civile 2.436 1.776 2.928 37.909 7.726 Provincia: Catania Codice Provincia: 87 PARZIALI
e al 1 Gennaio 2011 per età sesso e stato civile 2.436 1.776 2.928 37.909 7.726 Provincia: Catania Codice Provincia: 87 PARZIALI Comune di Misterbianco Codice Comune: 87029 3.422 3.567
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 71 11124 7606 82 29 18841 9786 8962 135 185 19068 87029 55 10 271 4 2 287 22 255 7 24 308 87029 56 16 249 5 1 271 17 277 9 20 323 87029 57 14 292 3 3 312 12 249 9 22 292 87029 58 15 219 5 4 243 22 217 9 23 271 87029 59 12 256 3 12 283 15 215 2 24 256 87029 60 14 241 1 5 261 16 203 8 26 253 87029 61 15 206 2 9 232 17 178 5 25 225
23 271 87029 59 12 256 3 12 283 15 215 2 24 256 87029 60 14 241 1 5 261 16 203 8 26 253 87029 61 15 206 2 9 232 17 178 5 25 225 87029 62 12 262 3 5 282 18 192 1 40 251 87029 63 2 246 1 3 252 16 232 1 33 282 87029 64 8 222 2 10 242 14 188 5 32 239 87029 65 5 188 1 8 202 16 147 1 40 204 87029 66 10 146 0 6 162 8 130 2 34 174 87029 67 2 154 1 5 162 13 135 0 41 189 87029 68 6 137 2 4 149 12 108 1 46 167 87029 69 5 152 1 6 164 7 106 3 45 161 87029 70 2 181 2 10 195 12 99 4 50 165
135 0 41 189 87029 68 6 137 2 4 149 12 108 1 46 167 87029 69 5 152 1 6 164 7 106 3 45 161 87029 70 2 181 2 10 195 12 99 4 50 165 87029 71 4 144 0 10 158 16 104 0 54 174 87029 72 3 129 3 19 154 14 106 5 68 193 87029 73 3 121 1 11 136 4 88 1 48 141 87029 74 5 102 1 19 127 4 76 3 85 168 87029 75 3 103 1 10 117 7 77 1 83 168 87029 76 2 139 1 16 158 3 66 3 80 152 87029 77 4 121 2 19 146 13 54 2 72 141 87029 78 3 88 0 16 107 14 52 4 70 140 87029 79 1 74 1 16 92 8 43 1 87 139 87029 80 1 70 0 17 88 10 51 3 72 136
46 13 54 2 72 141 87029 78 3 88 0 16 107 14 52 4 70 140 87029 79 1 74 1 16 92 8 43 1 87 139 87029 80 1 70 0 17 88 10 51 3 72 136 87029 81 3 65 2 9 79 7 24 0 84 115 87029 82 2 49 0 13 64 6 24 1 74 105 87029 83 0 40 1 11 52 7 26 0 55 88 87029 84 2 38 0 20 60 10 11 0 61 82 87029 85 4 28 1 10 43 3 8 1 58 70 87029 86 0 22 0 12 34 12 11 0 61 84 87029 87 2 19 0 10 31 1 4 0 40 45 87029 88 1 11 1 6 19 3 5 0 43 51 87029 89 0 13 0 9 22 3 3 0 24 30 87029 90 1 8 0 8 17 3 1 1 28 33 87029 91 0 0 0 4 4 1 1 0 25 27
PARZIALI 3.345 36 RIPORTO 18841 19068 TOTALI ABITANTI
87029 88 1 11 1 6 19 3 5 0 43 51 87029 89 0 13 0 9 22 3 3 0 24 30 87029 90 1 8 0 8 17 3 1 1 28 33 87029 91 0 0 0 4 4 1 1 0 25 27 87029 92 0 1 0 1 2 1 0 0 5 6 87029 93 0 3 0 3 6 1 2 0 2 5 87029 94 0 1 0 1 2 1 0 0 8 9 87029 95 0 2 0 0 2 1 0 0 9 10 87029 96 0 0 0 1 1 1 0 0 3 4 87029 97 0 1 0 4 5 2 0 0 5 7 87029 98 0 0 0 2 2 0 1 0 0 1 87029 99 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 87029 100 0 0 0 0 0 1 1 0 1 3 11.316 12.420 133 399 24.268 10.180 12.732 228 2.016 25.156 540 PARZIALI 3.345 36 RIPORTO 18841 19068 TOTALI ABITANTI
PARZIALI 3.345 36 RIPORTO 18841 19068 TOTALI ABITANTI TOTALI 37.909 49.424 5.365
1 1 0 1 3 11.316 12.420 133 399 24.268 10.180 12.732 228 2.016 25.156 540 PARZIALI 3.345 36 RIPORTO 18841 19068 TOTALI ABITANTI TOTALI 37.909 49.424 5.365 2.229 49.424 Tabella 4
PROIEZIONI DEMOGRAFICHE POPOLAZIONE RESIDENTE COMUNE DI MISTERBIANCO 58.377 62.6
Tabella 5
PROIEZIONI DEMOGRAFICHE POPOLAZIONE RESIDENTE COMUNE DI MISTERBIANCO 58.377 62.670 54.390 50.679 47.217 43.995 42.790 40.785 29.858 18.836 15.554 12.703
10.000 20.000 30.000 40.000 50.000 60.000 70.000 dati ISTAT dati ISTAT dati ISTAT dati ISTAT dati ISTAT GURS 27.1.96 dati ISTAT anagrafico 2011 2016 2021 2026 1951 1961 1971 1981 1991 1996 2001 2006 MEDIA DEI VALORI ANNO ABITANTI 52.500 Tabella 6
Tabella 7
Tabella 8
Tabella 9
Tabella 10
ANNO ABITANTI 52.500
1961 1971 1981 1991 1996 2001 2006 MEDIA DEI VALORI ANNO ABITANTI 52.500 Tabella 6
Tabella 7
Tabella 8
Tabella 9
Tabella 10
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 78 8. I NUCLEI ABITATIVI NEL TERRITORIO. In generale è possibile individuare nel territorio di Misterbianco i seguenti sistemi insediativi, oltre il centro urbano:
ORIO. In generale è possibile individuare nel territorio di Misterbianco i seguenti sistemi insediativi, oltre il centro urbano: La frazione di Piano Tavola, suddivisa amministrativamente tra i comuni di Belpasso, Misterbianco, Camporotondo Etneo e Motta Sant'Anastasia. È un grosso borgo circondato da insediamenti industriali ed artigianali che aspira ad essere eretto in comune autonomo. Ha una sua stazione ferroviaria della Ferrovia Circumetnea.
riali ed artigianali che aspira ad essere eretto in comune autonomo. Ha una sua stazione ferroviaria della Ferrovia Circumetnea. Le frazioni di Belsito, Serra Superiore e di Poggio Lupo, che si trovano immediatamente a nord di Lineri, a ridosso della strada provinciale 12, ma con varie enclaves a nord e sud della stessa, sedi di numerose imprese di produzione e commercializzazione di materiale edile. Le frazioni di Lineri e Montepalma, che si trovano nella curiosa situazione di
zione e commercializzazione di materiale edile. Le frazioni di Lineri e Montepalma, che si trovano nella curiosa situazione di essere più vicine a Catania che alla sede municipale, si devono principalmente ad un intervento urbanistico abusivo della fine degli anni Sessanta sul latifondo del duca di Misterbianco, di oltre 33 ettari e costituito dai terreni "sciarosi" della colata lavica del 1669, lottizzato e venduto a partire dalla fine degli anni Cinquanta.
costituito dai terreni "sciarosi" della colata lavica del 1669, lottizzato e venduto a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Fino alla metà degli anni Ottanta le borgate erano quasi prive di servizi e con strade non asfaltate. Le amministrazioni comunali hanno in seguito iniziato un qualche riordino del territorio, costruendo alcune strutture essenziali e soprattutto asfaltando e illuminando la quasi totalità delle strade. Lineri è una borgata popolosa e caotica, nata attorno al casello 7 della
sfaltando e illuminando la quasi totalità delle strade. Lineri è una borgata popolosa e caotica, nata attorno al casello 7 della ferrovia Circumetnea, ora vera e propria fermata, e lungo la strada principale, in seguito denominata via Lenin. Vi sono sorte la scuola media polivalente, un centro sociale, la chiesa di Santa Bernardette, una banca, l'ufficio postale e varie attività artigianali e commerciali. Montepalma, nonostante la totalità degli edifici sia di costruzione abusiva,
postale e varie attività artigianali e commerciali. Montepalma, nonostante la totalità degli edifici sia di costruzione abusiva, presenta una struttura viaria regolare con direttrici nord-sud intersecate da parallele ortogonali. Vi si trova al limite ovest l'imponente struttura abbandonata dell'Impresa Costanzo, che dava lavoro ad oltre 1300 persone. Vi si trovano, oggi, una moderna struttura scolastica elementare e materna e una chiesa cattolica.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 79 8.1. STIMA DEL FABBISOGNO RESIDENZIALE. Dalle analisi dei dati relativi alle abitazioni dell’ultimo censimento ISTAT, si è riscontrato quanto di seguito riportato. Edifici - Censimento 2001. MISTERBIANCO 7149 PIANO TAVOLA 56 SAN NULLO 25 Case Sparse 881 Contrada Alcalà 2 Case Sparse 2 MISTERBIANCO 8.113
MISTERBIANCO 7149 PIANO TAVOLA 56 SAN NULLO 25
nsimento 2001. MISTERBIANCO 7149 PIANO TAVOLA 56 SAN NULLO 25 Case Sparse 881 Contrada Alcalà 2 Case Sparse 2 MISTERBIANCO 8.113 Numero di abitazioni - Censimento 2001. MISTERBIANCO 15911 PIANO TAVOLA 82 SAN NULLO 168 Case Sparse 1131 Contrada Alcalà 1 Case Sparse 1 MISTERBIANCO 17.293 Famiglie - Censimento 2001. MISTERBIANCO 13488 PIANO TAVOLA 72 SAN NULLO 142 Case Sparse 514 Contrada Alcalà 1 Case Sparse 1 MISTERBIANCO 14.217 Facendo una comparazione tra famiglie (14.217) e la quantità di abitazioni
MISTERBIANCO 14.217
4 Contrada Alcalà 1 Case Sparse 1 MISTERBIANCO 14.217 Facendo una comparazione tra famiglie (14.217) e la quantità di abitazioni censite, considerando un rapporto medio di un’abitazione per famiglia, rileviamo un surplus di 3.076, che non tiene però conto delle abitazioni effettivamente occupate. Dai dati relativi all’andamento dell’abusivismo e delle relative sanatorie negli ultimi vent’anni si evince che la presenza di un tale fenomeno non può essere
o dell’abusivismo e delle relative sanatorie negli ultimi vent’anni si evince che la presenza di un tale fenomeno non può essere considerato marginale nella formazione del piano regolatore generale, il quale invece deve rappresentare l’occasione di un processo di riqualificazione urbana finalizzato,
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 80 per quanto possibile, al recupero di un’identità sociale e spaziale complessiva, fortemente compromessa dall’edilizia spontanea. anno n. sanatorie/anno 1985 7011 1994 2248 2003 819 Il nuovo Piano Regolatore Generale deve necessariamente fare i conti con
ea. anno n. sanatorie/anno 1985 7011 1994 2248 2003 819 Il nuovo Piano Regolatore Generale deve necessariamente fare i conti con questa realtà e con il costruito precario che si è diffusamente impiantato sul territorio. Necessita, in altri termini, un nuovo e dinamico strumento urbanistico che più che non si limiti alla mera previsione di nuovi spazi di edificabilità, ma che sia introduttore di nuove vie gestionali per il recupero dell’esistente, per l’eliminazione di
vi spazi di edificabilità, ma che sia introduttore di nuove vie gestionali per il recupero dell’esistente, per l’eliminazione di cubatura inutile ed improduttiva anche attraverso forme di incentivazione e per ridisegnare la forma urbana di Misterbianco anche a partire dalle sue “eccellenze”. L’indagine sul patrimonio edilizio esistente (dati ISTAT 2001) mette, inoltre, in evidenza quanto segue: Tabella 11:Popolazione residente per dimensione del nucleo familiare ( elaborazione dati ISTAT 2001)
, in evidenza quanto segue: Tabella 11:Popolazione residente per dimensione del nucleo familiare ( elaborazione dati ISTAT 2001) Numero di componenti Numero famiglie (%) 1 persona Totale 1.960 13,79 Di cui: non in coabitazione (1.925) 2 persone 3.142 22,10 3 persone 3.135 22,05 4 persone 4.105 28,87 5 persone 1486 10,45 6 o più persone 389 2,74 Totale 14.217 100,00 Tabella 12: Popolazione residente per classe di età ( elaborazione dati ISTAT 2001) Classi di età Numero residenti (%) Meno di 5 2.875 6,53
Popolazione residente per classe di età ( elaborazione dati ISTAT 2001) Classi di età Numero residenti (%) Meno di 5 2.875 6,53 Da 5 a 9 3.246 7,38 Da 10 a 14 3.374 7,67 Da 15 a 19 3.310 7,52 continua
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 81 segue Da 20 a 24 3.474 7,90 Da 25 a 29 3.575 8,13 Da 30 a 34 3.724 8,46 Da 35 a 39 3.511 7,98 Da 40 a 44 3.181 7,23 Da 45 a 49 2.852 6,48 Da 50 a 54 2.580 5,86 Da 55 a 59 1.973 4,48 Da 60 a 64 1.737 3,95 Da 65 a 69 1.608 3,65 Da 70 a 74 1.257 2,86 Da 75 a 79 944 2,15 Da 80 a 84 419 0,95 Da 85 e più 355 0,81 Totale 43.995 100,00
95 Da 65 a 69 1.608 3,65 Da 70 a 74 1.257 2,86 Da 75 a 79 944 2,15 Da 80 a 84 419 0,95 Da 85 e più 355 0,81 Totale 43.995 100,00 Di cui: minorenni 11.468 26,07 Tabella 13: Popolazione residente per fasce di età ( elaborazione dati ISTAT 2001) Fasce di età Numero residenti (%) 0 - 14 9.495 21,58 15 - 64 29.917 68,00 oltre 64 4.583 10,42 Totale 43.995 100,00 Tabella 14: Edifici per tipologia di utilizzo, numero di piani fuori terra e numero di interni (elaborazione dati ISTAT 2001) Numero (%) Edifici
ici per tipologia di utilizzo, numero di piani fuori terra e numero di interni (elaborazione dati ISTAT 2001) Numero (%) Edifici Totale 7.717 100,00 Per tipologia di utilizzo di cui utilizzati 396 5,13 di cui non utilizzati 8.113 105,13 Edifici ad uso abitativo Totale 7.210 100,00 Per numero di piani fuori terra Di cui: 1 piano 1.914 26,55 Di cui: 2 piani 3.230 44,80 Di cui: 3 piani 1.406 19,50 Di cui: 4 e più piani 660 9,15 continua
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 82 segue Per numero di interni Di cui: 1 interno 3.019 41,87 Di cui: 2 interni 1.885 26,14 Di cui: 3 o 4 interni 1.488 20,64 Di cui: da 5 a 8 interni 666 9,24 Di cui: da 9 a 15 interni 120 1,66 Di cui: da 16 e più interni 32 0,44 Tabella 15: Condizione abitativa ( elaborazione dati ISTAT 1991-2001)
a 15 interni 120 1,66 Di cui: da 16 e più interni 32 0,44 Tabella 15: Condizione abitativa ( elaborazione dati ISTAT 1991-2001) ISTAT 1991 ISTAT 2001 Differenza 2001-1991 (%) Numero (%) Numero (%) Stanze occupate 42.525 75,08 58.091 83,39 15.566 119,57 Stanze non occupate 14.116 24,92 11.568 16,61 -2.548 -19,57 Totale stanze (occupate e non) 56.641 100,00 69.659 100,00 13.018 100,00 Tabella 16: Condizione abitativa per titolo di godimento relativo alle abitazioni occupate da residenti (
titolo 2.140 15,11 8.258 14,22 2.146 15,10 6.704 15,26
9 100,00 13.018 100,00 Tabella 16: Condizione abitativa per titolo di godimento relativo alle abitazioni occupate da residenti ( elaborazione dati ISTAT 2001) Numero abitazioni (%) Numero stanze (%) Numero famiglie (%) Popolazione residente in famiglia (%) Titolo di godimento Proprietà 8.721 61,57 37.271 64,16 8.749 61,56 26.324 59,93 Affitto 3.304 23,33 12.562 21,62 3.318 23,34 10.898 24,81 Altro titolo 2.140 15,11 8.258 14,22 2.146 15,10 6.704 15,26
titolo 2.140 15,11 8.258 14,22 2.146 15,10 6.704 15,26
324 59,93 Affitto 3.304 23,33 12.562 21,62 3.318 23,34 10.898 24,81 Altro titolo 2.140 15,11 8.258 14,22 2.146 15,10 6.704 15,26 Totale 14.165 100,00 58.091 100,00 14.213 100,00 43.926 100,00 Tabella 17: Abitazioni per tipo di occupazione ( elaborazione dati ISTAT 2001) Numero (%) Tipo di occupazione e servizi Abitazioni occupate da persone residenti Totale 14.165 81,91 Di cui: con almeno un gabinetto 14.158 81,87 Di cui: solo con angolo cottura e/o cucinino 1.753 10,14 Abitazioni occupate solo da
i cui: con almeno un gabinetto 14.158 81,87 Di cui: solo con angolo cottura e/o cucinino 1.753 10,14 Abitazioni occupate solo da persone non residenti Totale 63 0,36 Di cui: solo con angolo cottura e/o cucinino 8 0,05 continua
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 83 segue Abitazioni vuote Totale 3.065 17,72 Di cui: solo con angolo cottura e/o cucinino 430 2,49 TOTALE 17.293 100,00 Tipo di occupazione e struttura dell'abitazione Stanze in abitazioni occupate da persone residenti Totale 58.091 83,39 Di cui: ad uso professionale 400 0,57 Di cui: cucine 12.310 17,67
TOTALE 69.659 100,00
n abitazioni occupate da persone residenti Totale 58.091 83,39 Di cui: ad uso professionale 400 0,57 Di cui: cucine 12.310 17,67 Stanze in abitazioni occupate solo da persone non residenti 11568 16,61 Stanze in abitazioni vuote 258 0,37 TOTALE 69.659 100,00 Tabella 18: Abitazioni in edifici ad uso abitativo per epoca di costruzione ( elaborazione dati ISTAT 2001) Numero (%) Epoca di costruzione Prima del 1919 Abitazioni 251 1,45 Stanze 847 1,22 Dal 1919 al 1945 Abitazioni 767 4,44 Stanze 2.676 3,84
) Epoca di costruzione Prima del 1919 Abitazioni 251 1,45 Stanze 847 1,22 Dal 1919 al 1945 Abitazioni 767 4,44 Stanze 2.676 3,84 Dal 1946 al 1961 Abitazioni 1.335 7,72 Stanze 4.801 6,89 Dal 1962 al 1971 Abitazioni 3.144 18,18 Stanze 12.209 17,53 Dal 1972 al 1981 Abitazioni 6.918 40,01 Stanze 28.737 41,25 Dal 1982 al 1991 Abitazioni 4.024 23,27 Stanze 16.899 24,26 Dopo il 1991 Abitazioni 853 4,93 Stanze 3.489 5,01 Totale Abitazioni 17.292 100,00 Totale Stanze 69.658 100,00
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 84 Tabella 19: Condizione abitativa per dimensione di nuclei familiari e dimensioni di alloggi relativi alle abitazioni occupate ( elaborazione dati ISTAT 2001) Abitazione Numero abitazioni occupate da persone residenti (%) Famiglie in abitazione (%) Popolazione residente in famiglia (%) con 1 vano 135 0,95 135 0,95 210 0,48
da persone residenti (%) Famiglie in abitazione (%) Popolazione residente in famiglia (%) con 1 vano 135 0,95 135 0,95 210 0,48 con 2 vani 776 5,48 779 5,48 1.835 4,18 con 3 vani 2.941 20,76 2.950 20,76 8.232 18,74 con 4 vani 5.853 41,32 5.871 41,31 18.757 42,70 con 5 vani 3.285 23,19 3.298 23,20 11.004 25,05 con 6 e più vani 1.175 8,30 1.180 8,30 3.888 8,85 Totale 14.165 100,00 14.213 100,00 43.926 100,00 Tabella 20: Abitazioni occupate da residenti per disponibilità di servizi (
,85 Totale 14.165 100,00 14.213 100,00 43.926 100,00 Tabella 20: Abitazioni occupate da residenti per disponibilità di servizi ( elaborazione dati ISTAT 2001) Numero abitazioni per servizio installato (%) (%) sul totale di abitazioni occupate da residenti Disponibilità di servizi Dispone di acqua potabile Totale 14046 803,55% Di cui: da acquedotto 13767 98,01% 787,59% Di cui: da pozzo 235 1,67% 13,44% Di cui: da altra fonte 116 0,83% 6,64% Dispone di impianto di riscaldamento Totale 8440 482,84%
i cui: da pozzo 235 1,67% 13,44% Di cui: da altra fonte 116 0,83% 6,64% Dispone di impianto di riscaldamento Totale 8440 482,84% Di cui: impianto centralizzato ad uso di più abitazioni 458 5,43% 26,20% Di cui: impianto fisso autonomo ad uso esclusivo dell'abitazione 2808 33,27% 160,64% Di cui: apparecchi singoli fissi che riscaldano tutta o la maggior parte dell'abitazione 1530 18,13% 87,53% Di cui: apparecchi singoli fissi che riscaldano solo alcune parti dell'abitazione 3969 47,03% 227,06%continua
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 85 segue Dispone di acqua calda Totale 13839 791,70% Di cui: con impianto comune con quello del riscaldamento 2483 17,94% 142,05% Con i dati sopra riportati riusciamo a visualizzare solo parzialmente la consistenza del fenomeno dell’attività edificatoria che si è realizzata nel comune di Misterbianco negli ultimi decenni.
ente la consistenza del fenomeno dell’attività edificatoria che si è realizzata nel comune di Misterbianco negli ultimi decenni. In ogni caso l’elevata componente di abitazioni non utilizzate (circa 3.100 alloggi) rappresenta un indicatore molto significativo del potenziale riuso del patrimonio fisso esistente nel comune. Collateralmente, emerge anche una palese tendenza al riutilizzo laddove all’incremento di stanze registrato nel decennio 1991-
. Collateralmente, emerge anche una palese tendenza al riutilizzo laddove all’incremento di stanze registrato nel decennio 1991- 2001, pari a circa 13.0000 unità, corrisponde un incremento di abitazioni occupate nel medesimo decennio superiore e pari a 15.600 unità circa. Tali dati vanno, quindi, letti anche in termini di agevolazione al riuso del patrimonio edilizio storico esistente che presenta la dovuta suscettività (ivi
tti anche in termini di agevolazione al riuso del patrimonio edilizio storico esistente che presenta la dovuta suscettività (ivi compresa la destinazione turistico-ricettiva nella città consolidata), al fine della completa valorizzazione del pregiato tessuto storico-architettonico di Misterbianco. I medesimi obiettivi possono essere perseguiti anche mediante adeguate incentivazioni. Nella considerazione attuale che il piano regolatore generale non può
essere perseguiti anche mediante adeguate incentivazioni. Nella considerazione attuale che il piano regolatore generale non può considerarsi come uno strumento rigido e non può solo limitarsi a valutare l'offerta esistente o residuale rispetto al precedente strumento urbanistico generale, per il nuovo P.R.G. di Misterbianco, anche a fronte dell’andamento demografico rassegnato, sono stati tenuti nel dovuto rilievo gli incrementi dimensionali indotti dagli interventi
dell’andamento demografico rassegnato, sono stati tenuti nel dovuto rilievo gli incrementi dimensionali indotti dagli interventi infrastrutturali ed economici programmati, ovvero infrastrutture ad alto valore di attrattore che rendono oggi il territorio di Misterbianco espressione dell’incrocio di crescenti interessi e interventi di trasformazione. Ciò al fine di attivare una politica edilizia finalizzata al riequilibrio e riqualificazione della città esistente, ma capace di contemperare questa “teoria” del
ica edilizia finalizzata al riequilibrio e riqualificazione della città esistente, ma capace di contemperare questa “teoria” del completamento della città consolidata” alla “teoria” della ristrutturazione e riqualificazione della città e del territorio nel loro complesso” corrispondente all’esigenza dei cittadini di rinnovare la propria abitazione, realizzando nuove unità abitative, con spazi e dotazioni funzionali adeguati allo standard medio della vita odierna.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 86 Inoltre, al fine di giungere alla determinazione del fabbisogno edilizio in vani, la quantità dei vani esistenti non può essere acquisita acriticamente come dato che non necessita di alcuna correzione, ma deve tenere conto di: a) il numero dei vani componenti gli alloggi;
camente come dato che non necessita di alcuna correzione, ma deve tenere conto di: a) il numero dei vani componenti gli alloggi; b) suscettività delle abitazioni a P.T. ad uso non residenziale; c) necessità di adeguamento del patrimonio edilizio esistente per esigenze igieniche, funzionali, statiche. Nondimeno, va considerato che, in seguito ai tragici crolli che hanno riguardato edifici nel territorio nazionale, è stato accelerato l’iter legislativo che prevede
guito ai tragici crolli che hanno riguardato edifici nel territorio nazionale, è stato accelerato l’iter legislativo che prevede l’istituzione del cosiddetto “fascicolo del fabbricato”. Un D.d.L. collegato alla finanziaria ne prevede l’istituzione unitamente all’obbligo per i Comuni di perimetrare le zone a rischio all’interno del territorio comunale al fine di individuare gli edifici che necessitano di adeguamenti strutturali. Eventuali inadempienze delle
territorio comunale al fine di individuare gli edifici che necessitano di adeguamenti strutturali. Eventuali inadempienze delle Amministrazioni prima e dei privati dopo porteranno alla inutilizzabilità – a qualsiasi fine – degli immobili interessati. La data di realizzazione degli edifici posta quale discriminante temporale per l’individuazione degli adempimenti è il 1971, che costituisce, d’altra parte, l’anno di introduzione della legge n. 1086 recante norme per la realizzazione degli edifici in
, che costituisce, d’altra parte, l’anno di introduzione della legge n. 1086 recante norme per la realizzazione degli edifici in acciaio ed in c.a. Si rileva, al riguardo, che solo il 68% circa degli edifici ad uso abitativo presenta epoca di costruzione successiva al 1971, a testimoniare la significativa percentuale di unità edilizie che necessitano di interventi di adeguamento normativo agli standard, con conseguente possibile perdita di vani utili, e ristrutturazione.
itano di interventi di adeguamento normativo agli standard, con conseguente possibile perdita di vani utili, e ristrutturazione. Il numero dei vani individuati a partire dal censimento 2001, accresciuto dell’attività edilizia successivamente avviata e di quella già programmata e/o in corso, va quindi correlato a quello costituito dalle necessità di adeguamento e dalla suscettività dei piani terra ad essere adibiti a scopo commerciale.
o a quello costituito dalle necessità di adeguamento e dalla suscettività dei piani terra ad essere adibiti a scopo commerciale. Il dato che emerge in termini di fabbisogno costituisce un dato di riferimento nell’ambito della programmazione edilizia prevista dal piano in relazione, altresì, allo stato di diritto consolidatosi nel territorio di Comiso. Tuttavia, se da un lato questo stato di fatto appare difficilmente contestabile,
diritto consolidatosi nel territorio di Comiso. Tuttavia, se da un lato questo stato di fatto appare difficilmente contestabile, dall’altro ci sembra opportuno evidenziare la necessità che gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, cui è affidata la mobilità interna e la necessità di far fronte alle mutate esigenze di funzionalità e sicurezza, abbiano un quadro normativo assolutamente certo contemporaneamente all’esito del P.R.G., in modo che l’utilizzo
ità e sicurezza, abbiano un quadro normativo assolutamente certo contemporaneamente all’esito del P.R.G., in modo che l’utilizzo del patrimonio edilizio esistente costituisca una reale ed attuabile alternativa alla nuova edificazione.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 87 Utilizzando i dati censimentari dell’ISTAT dal 1951 al 2001 e i dati dell'ufficio anagrafe del Comune di Misterbianco, è stato calcolato l’incremento più probabile, nel ventennio di proiezione del Piano, attraverso l’applicazione dei metodi statistici sopradescritti. In particolare, gli abitanti al 2016 sono risultati, invece:
no, attraverso l’applicazione dei metodi statistici sopradescritti. In particolare, gli abitanti al 2016 sono risultati, invece: con il metodo della progressione lineare, 53.492. con il metodo dell’incremento medio, riferito ai dati dal 1951 al 2006, 59.947; con il metodo dell’incremento medio, riferito ai dati dal 1991 al 2006, 52.059; con il metodo dell’incremento mediano, riferito ai dati dal 1991 al 2006, 52.062. La media dei valori ottenuti, riferita a tale anno di previsione è, quindi, di
diano, riferito ai dati dal 1991 al 2006, 52.062. La media dei valori ottenuti, riferita a tale anno di previsione è, quindi, di 54.390 abitanti. Nel quinquennio 2011-2016 la crescita della popolazione residente dovrebbe attestarsi, quindi, su una media di circa 740 nuovi residenti/anno, il che approssimativamente comporta una popolazione residente di 52.900 unità circa al 2014, valore pressocchè confrontabile con il dato di 52.500 abitanti al medesimo
popolazione residente di 52.900 unità circa al 2014, valore pressocchè confrontabile con il dato di 52.500 abitanti al medesimo anno assunto per il dimensionamento del P.R.G. previgente. Si ritiene pertanto, in prima approssimazione, di poter confermare il valore di 54.390 unità al 2016 (ottenuto attraverso i predetti procedimenti di stima statistici, effettuati sia sulla base di tutti i rilevamenti storici dell’Istat, che sul sistema
predetti procedimenti di stima statistici, effettuati sia sulla base di tutti i rilevamenti storici dell’Istat, che sul sistema territoriale complessivo di riferimento) a base del dimensionamento del nuovo Piano, tenendo conto di eventuali modifiche del trend e alla luce del mutato scenario infrastrutturale, relazionale, territoriale ed economico, delineatosi nell’ambito geografico di riferimento cui appartiene il Comune di Misterbianco
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 88 9. L’ ECONOMIA. Misterbianco, paese contadino nelle origini e nelle tradizioni, basava un tempo la sua economia principalmente sull’agricoltura, caratterizzata dalla produzione di grano, di arance e di uva. Dagli anni sessanta, piccoli e grandi insediamenti industriali hanno consolidato
dalla produzione di grano, di arance e di uva. Dagli anni sessanta, piccoli e grandi insediamenti industriali hanno consolidato lo sviluppo del settore del commercio, quello edilizio, della carta, metalmeccanico e chimico. A partire dagli anni settanta, l’apertura della superstrada che collega Catania ad Adrano ha favorito l’insediamento di numerose ditte commerciali, tanto da determinare l’attuale configurazione della zona come importantissimo distretto
ediamento di numerose ditte commerciali, tanto da determinare l’attuale configurazione della zona come importantissimo distretto territoriale a caratterizzazione avanzata nel settore commerciale e del largo consumo, con un notevole bacino di acquirenti provenienti anche dalle province limitrofe. La tangenziale di Catania, che attraversa per intero il territorio comunale, ha confermato la posizione strategica di Misterbianco. Il centro etneo è direttamente collegato alle principali vie di comunicazione su
ermato la posizione strategica di Misterbianco. Il centro etneo è direttamente collegato alle principali vie di comunicazione su strada da e per l’intera Sicilia. Con l’aeroporto di “Fontanarossa” e attraverso l’asse dei servizi con il porto di Catania questi importanti assi viari rendono il territorio misterbianchese tra i più serviti dell’isola rispetto al trasporto delle merci. Proprio per questa sua particolare posizione, al centro di importanti snodi viari
dell’isola rispetto al trasporto delle merci. Proprio per questa sua particolare posizione, al centro di importanti snodi viari Misterbianco è al centro dei percorsi economico-commerciali della Sicilia orientale. La sua grande zona commerciale è seconda nel meridione solo a quella di Napoli. Svariate e di pregio sono le attività artigianali, dalla lavorazione del ferro, alla ceramica, al marmo e alla pietra lavica. Le imprese del territorio sono 3.278, di cui 1.242 commerciali e solo 392 agricole.
lla ceramica, al marmo e alla pietra lavica. Le imprese del territorio sono 3.278, di cui 1.242 commerciali e solo 392 agricole. Un’ultima considerazione riguarda, infine, il settore edilizio. Il processo di sostituzione edilizia, che a Misterbianco è stato particolarmente consistente, è avvenuto per lungo tempo sulla base del vecchio frazionamento della proprietà, seguendo gli stessi criteri con cui tradizionalmente veniva costruita la casa.
a base del vecchio frazionamento della proprietà, seguendo gli stessi criteri con cui tradizionalmente veniva costruita la casa. Su lotti di poca superficie si è costruita la "cellula elementare", con un solo affaccio su strada e tre lati comuni con gli alloggi contigui. Al crescere delle esigenze e di una maggiore capacità economica, la casa viene, spesso, ingrandita verticalmente con successive soprelevazioni.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 89 Laddove non sono intervenuti interventi di ristrutturazione edilizia, le condizioni igienico-sanitarie si presentano estremamente carenti, specie nelle case più antiche ad un piano. Le ristrutturazioni edilizie se da un lato hanno migliorato le condizioni di vita di
specie nelle case più antiche ad un piano. Le ristrutturazioni edilizie se da un lato hanno migliorato le condizioni di vita di chi abita gli immobili, dall'altro hanno alterato l'immagine architettonica della città. Per cui a vecchie case dai caratteristici paramenti murali con cornice in pietra e tetti a falde, si accostano adesso case totalmente ricostruite, a due e tre piani, a volte rifinite superficialmente con intonaci plastici dagli svariati colori o d’altri
talmente ricostruite, a due e tre piani, a volte rifinite superficialmente con intonaci plastici dagli svariati colori o d’altri elementi decorativi sicuramente non confacenti con la storia e i materiali di tale luogo, altre volte, addirittura, mancanti dei paramenti superficiali. Da quanto rassegnato emerge, pertanto, come il nuovo piano regolatore del Comune di Misterbianco possa costituire lo strumento attraverso il quale eliminare
pertanto, come il nuovo piano regolatore del Comune di Misterbianco possa costituire lo strumento attraverso il quale eliminare alcune rigidità che non permettono di superare limiti locali endemici: la costruzione del proponendo strumento urbanistico richiede il passaggio da una prospettiva di government ad una prospettiva di governance, ovvero un’attività di governo svolta attraverso la mobilitazione effettiva dei vari soggetti, istituzionali e non, presenti sul territorio.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 90 10. DIMENSIONAMENTO DEL PIANO E CONSIDERAZIONI PROGETTUALI. Nel precedente paragrafo si è valutato in 54.390 gli abitanti insediati ed insediabili nel periodo di validità del Piano. A fronte dei dati censuari 2011 che rilevano una popolazione residente pari a 49.166 abitanti (49.424 ISTAT 2011)
ità del Piano. A fronte dei dati censuari 2011 che rilevano una popolazione residente pari a 49.166 abitanti (49.424 ISTAT 2011) ammontano in circa 5.200, pertanto, gli abitanti da insediare nel periodo di validità del piano. Tenendo conto, tuttavia, nella determinazione del numero di vani necessari, della necessità di adeguamento del patrimonio edilizio esistente per esigenze igienico, funzionali e statiche e dell’introduzione dell’iter legislativo che prevede
patrimonio edilizio esistente per esigenze igienico, funzionali e statiche e dell’introduzione dell’iter legislativo che prevede l’istituzione del cosiddetto “fascicolo del fabbricato” (vedi paragr. precedente), si è stimato in 40.000 gli abitanti insediati ed insediabili nella struttura urbana consolidata (zona A e B). E’ possibile, pertanto, valutare in circa 13.000 gli abitanti da insediare (presenti e futuri) nelle aree di espansione che definiremo “aree risorsa” in
valutare in circa 13.000 gli abitanti da insediare (presenti e futuri) nelle aree di espansione che definiremo “aree risorsa” in applicazione del sistema perequativo posto a base del presente Piano. Abitanti insediati ed insediabili nel periodo di validità del piano 54.390 Abitanti insediati ed insediabili nella struttura urbana consolidata 40.000 Abitanti insediati ed insediabili in case sparse e aree produttive-commerciali (Ard) 1.300 Abitanti insediabili nelle aree risorsa (54390 – 40.000 – 1.300 )
abili in case sparse e aree produttive-commerciali (Ard) 1.300 Abitanti insediabili nelle aree risorsa (54390 – 40.000 – 1.300 ) di cui 13.090 esistenti 9.438 da insediare 3.652 Prendendo in esame le aree di espansione previste dal Piano previgente ed analizzandole in riferimento alle loro caratteristiche di fatto ( natura geologica dei suoli, accessibilità, vincoli, ecc.) e di diritto (indici, parametri urbanistici, ecc.) abbiamo individuato una superficie complessiva da sottoporre al sistema perequativo,
ritto (indici, parametri urbanistici, ecc.) abbiamo individuato una superficie complessiva da sottoporre al sistema perequativo, e pertanto definite “aree risorsa”, di approssimativamente 313 ettari (ivi compresa la zona “CS” ovvero l’area di “Madonna degli Ammalati” per complessivi 191 ettari).
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 91 AREA RISORSA SUPERFICIE Ar (ha) Ar1 1,78 Ar2 3,44 Ar3 3,35 Ar4 9,66 Ar5 1,33 Ar6 2,52 Ar7 1,75 Ar8 1,82 Ar9 11,61 Ar10 5,09 Ar11 1,50 Ar12 6,63 Ar13 14,42 Ar14 4,06 Ar15 1,48 Ar16 3,71 Ar17 6,77 Ar18 6,89 Ar19 2,79 Ar20 13,51 Ar21 16,08 Ar22 1,41 Cs 191,00 totale 312,60
3 Ar13 14,42 Ar14 4,06 Ar15 1,48 Ar16 3,71 Ar17 6,77 Ar18 6,89 Ar19 2,79 Ar20 13,51 Ar21 16,08 Ar22 1,41 Cs 191,00 totale 312,60 Si rappresenta che porzioni di tali Ar, ove urbanisticamente motivato, potranno essere trattate come progetti unitari perequati. In prima approssimazione è possibile, inoltre, stabilire in circa il 23% il rapporto di cessione di aree per opere di urbanizzazione ed in circa l’ 8% le aree necessarie per la viabilità e le attrezzature di lottizzazione sinteticamente definite
urbanizzazione ed in circa l’ 8% le aree necessarie per la viabilità e le attrezzature di lottizzazione sinteticamente definite aree per urbanizzazione. Aree risorsa mq. 3.126.000 Aree da cedere per standards (3.126.000x 0,23) mq. 718.980 Aree per urbanizzazione (3.126.000x 0,08) mq. 250.080 Superficie fondiaria (3.126.000-718.980-250.080) mq. 2.156.940
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 92 Come si è calcolato in precedenza, gli abitanti insediati ed insediabili nelle aree di espansione, nel periodo di validità del Piano, sono circa 13.000 così distribuiti: Zone Ar ≈ 11.000 residenti Zona Cs (Madonna degli ammalati) ≈ 2.000 residenti (+ 2.000 stagionali)
irca 13.000 così distribuiti: Zone Ar ≈ 11.000 residenti Zona Cs (Madonna degli ammalati) ≈ 2.000 residenti (+ 2.000 stagionali) Il valore che, pertanto, si ritiene, in prima approssimazione, da porre a base del dimensionamento del Piano quale indice territoriale medio può essere stimato in 1,00 mc/mq per le aree Ar ed in 0,25 mc/mq per le aree Cs Considerando, inoltre, un’incidenza del volume lordo medio per abitante di 110
mq per le aree Ar ed in 0,25 mc/mq per le aree Cs Considerando, inoltre, un’incidenza del volume lordo medio per abitante di 110 mc/abit per le Ar e di 120 mc/abit per le Cs, per scelta tipologica in relazione agli insediamenti, si ha : Aree Ar Aree Cs Superficie territoriale mq. 1.216.000 Superficie territoriale mq. 1.910.000 Volume territoriale insediabile (mq. 1.216.000x 1,00 mc/mq) mc. 1.216.000 Volume territoriale insediabile (mq. 1.910.000x 0,25 mc/mq) mc. 477.500 Abitanti insediabili
.216.000x 1,00 mc/mq) mc. 1.216.000 Volume territoriale insediabile (mq. 1.910.000x 0,25 mc/mq) mc. 477.500 Abitanti insediabili (mc. 1.216.000: 110 mc/ab) Ab. 11.055 Abitanti insediabili (mc. 477.500 120 mc/ab) Ab. 3.979 Abitanti insediabili per ettaro (mc. 11.055/121,60 ab/ha) Ab. 91 Abitanti insediabili per ettaro (mc. 3.979/191 ab/ha) Ab. 21 Il dato degli abitanti insediabili nelle aree risorsa è paragonabile a quello determinato in precedenza, relativo all’incremento nel periodo di validità del Piano,
nelle aree risorsa è paragonabile a quello determinato in precedenza, relativo all’incremento nel periodo di validità del Piano, valori che, come abbiamo visto si attestano intorno ai 13.000 abitanti. In sede di pianificazione definitiva saranno determinati, in funzione delle effettive peculiarità delle varie aree risorsa individuate, i plafond perequativi per ognuna di esse e, in conseguenza, i valori definitivi degli alloggi realizzabili e della popolazione da insediare.
requativi per ognuna di esse e, in conseguenza, i valori definitivi degli alloggi realizzabili e della popolazione da insediare. Sulla base delle considerazioni sopra esposte, il rapporto territoriale medio (calcolato come rapporto tra gli abitanti insediabili nelle Ar e Cs e la relativa superficie territoriale) si attesta a circa 91 abitanti per ettaro con riferimento alle Ar ed a circa 21 abitanti per ettaro con riferimento alle Cs .
e) si attesta a circa 91 abitanti per ettaro con riferimento alle Ar ed a circa 21 abitanti per ettaro con riferimento alle Cs . Inoltre dall’applicazione del metodo perequativo si acquisiranno al patrimonio comunale quasi 720.000 mq (3.126.000x 0,23) che permetteranno, conseguentemente, il soddisfacimento delle superfici a standards.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 93 11. I SERVIZI. L’analisi dei servizi necessari alla popolazione residente ed insediabile nel periodo di proiezione del Piano, calcolata in precedenza, al punto 8.1, in circa 54.390 abitanti, viene riferita al disposto del D.I. 02/04/1968 n.1444. In questo, all’art.3, si prescrive che: “
8.1, in circa 54.390 abitanti, viene riferita al disposto del D.I. 02/04/1968 n.1444. In questo, all’art.3, si prescrive che: “ i rapporti massimi di cui all’art.17, penultimo comma, della legge n.765, sono fissati in misura tale da assicurare per ogni abitante - insediato o da insediare- la dotazione minima, inderogabile, di mq.18 per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie”.
i o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie”. Tale quantità complessiva va ripartita, di norma, nel modo appresso indicato: mq. 4,50 di aree per l’istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo; b) mq. 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali,sociali,assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre;
ulturali,sociali,assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre; c) mq. 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade; d) mq. 2,50 di aree per parcheggi (in aggiunta alle superfici a parcheggio previste dall’art. 18 della legge n. 765): tali aree - in casi speciali -potranno essere distribuite su diversi livelli.”
heggio previste dall’art. 18 della legge n. 765): tali aree - in casi speciali -potranno essere distribuite su diversi livelli.” All’art.4 dello stesso D.I. 1444/68 si prevede che: ” Le aree che verranno destinate agli spazi di cui al precedente art. 3 nell’ambito delle zone A) e B) saranno computate, ai fini della determinazione delle quantità minime prescritte dallo stesso articolo, in misura doppia di quella effettiva.” Gli abitanti insediabili nel periodo di validità del Piano, come è stato
stesso articolo, in misura doppia di quella effettiva.” Gli abitanti insediabili nel periodo di validità del Piano, come è stato precedentemente calcolato, sono 54.390. In relazione a quanto sopra riportato il rapporto ab./servizi, alla luce di quanto detto in premessa, deve essere almeno di 18,00 mq/ab. Pertanto la superficie complessiva da reperire è la seguente: 54.390 ab. X 18 mq/ab.= mq. 979.020. Tale superficie dovrà essere distribuita
superficie complessiva da reperire è la seguente: 54.390 ab. X 18 mq/ab.= mq. 979.020. Tale superficie dovrà essere distribuita nella qualità suggerite agli artt. 3 e 4 del D.I. 1444/68 come sopra indicato. Si analizza di seguito lo stato attuale dei singoli servizi esistenti nel territorio del Comune di Misterbianco, provvedendo a calcolare sulla base della popolazione insediabile pari a 54.390 ab. gli standard esistenti, per procedere indi al calcolo del
a calcolare sulla base della popolazione insediabile pari a 54.390 ab. gli standard esistenti, per procedere indi al calcolo del fabbisogno calcolato sulla base delle indicazioni minime ex D.M. 02.04.68 n.1444.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 94 Dal che per ovvia deduzione si individueranno le carenze afferenti alle superfici da reperire al fine del raggiungimento almeno della dotazione minima inderogabile di 18 mq/ab (rapportati alla popolazione teorica insediabile di progetto) per spazi pubblici riservati ai servizi a livello residenziale.
ABITANTI INSEDIATI AL 31 DICEMBRE 2010 49.166
ab (rapportati alla popolazione teorica insediabile di progetto) per spazi pubblici riservati ai servizi a livello residenziale. I servizi esistenti complessivamente nella struttura urbana e il deficit complessivo sono riportati nelle tabelle a seguire: Distribuzione degli standard urbanistici nel territorio comunale ABITANTI INSEDIATI AL 31 DICEMBRE 2010 49.166 Tipo di servizio Standard D.M. 1444/68 (mq/ab) Totale superficie esistente (mq) Standard attuale (mq/ab) Fabbisogno D.M. 1444/68 (mq) Scarto dallo
TOTALE 18,00 366.858 7,46 884.988 -518.130
tandard D.M. 1444/68 (mq/ab) Totale superficie esistente (mq) Standard attuale (mq/ab) Fabbisogno D.M. 1444/68 (mq) Scarto dallo standard (mq) Attrezzature scolastiche 4,50 86.385 1,76 221.247 -134.862 Attrezzature interesse comune 2,00 77.789 1,58 98.332 -20.543 Verde 9,00 159.443 3,24 442.494 -283.051 Parcheggi 2,50 43.241 0,88 122.915 -79.674 TOTALE 18,00 366.858 7,46 884.988 -518.130 In definitiva avremo un fabbisogno complessivo per servizi di mq. (134.862+20.543+283.051+79.674)=mq. 518.130 mq.
4.988 -518.130 In definitiva avremo un fabbisogno complessivo per servizi di mq. (134.862+20.543+283.051+79.674)=mq. 518.130 mq. Il fabbisogno totale viene recuperato attraverso la cessione prevista nelle “aree risorsa” che, come precedentemente stimato, risulta di circa 72 ettari (718.980 mq). Quest’area servirà anche a garantire gli standard per gli abitanti complessivamente insediabili stimati in 54.390 unità.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 95 11.1 AREE PER L'ISTRUZIONE. Allo stato attuale il territorio del Comune di Misterbianco dispone di un proprio patrimonio edilizio scolastico così suddiviso e localizzato: DOTAZIONE CLASSI DOTAZIONE AULE medie elementar materne epoca N° MISTERBIANCO CENTRO MISTERBIANCO CENTRO
DOTAZIONE CLASSI DOTAZIONE AULE
uddiviso e localizzato: DOTAZIONE CLASSI DOTAZIONE AULE medie elementar materne epoca N° MISTERBIANCO CENTRO MISTERBIANCO CENTRO 1° circolo via A. Gramsci 36 5 1° circolo via A. Gramsci prima 1975 44 1° circolo via Galimberti 8 1° circolo via Galimberti prima 1975 8 Leonardo Da Vinci via Barone 12 5 2 Leonardo Da Vinci via Barone 18 Leonardo Da Vinci via Garibaldi 12 3 plesso di via Garibaldi 19 Pitagora via Fratelli Cervi 17 17 Pitagora via Fratelli Cervi 34 Pitagora via Mulini 4 Pitagora via Mulini 4
MONTE PALMA MONTE PALMA
di via Garibaldi 19 Pitagora via Fratelli Cervi 17 17 Pitagora via Fratelli Cervi 34 Pitagora via Mulini 4 Pitagora via Mulini 4 Pitagora via G. Garibaldi 4 MONTE PALMA MONTE PALMA 2° circolo via Modena 19 1 2° circolo via Modena 20 2° circolo via Ferrara 10 6 2° circolo via Ferrara 17 2° circolo via Lenin 12 2° circolo via Lenin 13 LINERI LINERI Don Milani via De Roberto 30 10 6 Don Milani via De Roberto 45 BELSITO BELSITO 3° circolo via Portella della Ginestra 17 3° circolo via Portella della Ginestra 18
BELSITO BELSITO
Don Milani via De Roberto 45 BELSITO BELSITO 3° circolo via Portella della Ginestra 17 3° circolo via Portella della Ginestra 18 IN AFFITTO via Belsito 3 IN AFFITTO via Belsito 3 IN AFFITTO via Galermo 4 IN AFFITTO via Galermo 4 SERRA SERRA 3° circolo via Puglia 17 3° circolo via Puglia 20 IN AFFITTO via Etna 3 IN AFFITTO via Etna 3 TOTALE CLASSI ATTIVE ANNO 2007 71 134 58 totale numero aule 270 Come è desumibile dalle schede analitiche di rilevamento (cfr. Allegati) e dal
ATTIVE ANNO
ATTIVE ANNO 2007 71 134 58 totale numero aule 270 Come è desumibile dalle schede analitiche di rilevamento (cfr. Allegati) e dal quadro sintetico riportato al paragrafo precedente è possibile valutare in 86.385 mq. la superficie esistente attuale. Quest’ultima determina, per una popolazione insediabile di 54.390 ab., uno standard pari a circa 1,59 mq/ab per le aree da destinare all'istruzione (asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo) a fronte di
d pari a circa 1,59 mq/ab per le aree da destinare all'istruzione (asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo) a fronte di una necessità attuale pari a 221.247 mq (considerando uno standard 4,50 mq/ab ex
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 96 D.M. 02.04.68 n.1444), dal che scaturisce una superficie da reperire a tale destinazione pari almeno a circa 135.000 mq per soddisfare il fabbisogno attuale e di circa 160.000 mq con riferimento alla popolazione di progetto. Come già, anticipato, tale carenza e la domanda di aree per l'istruzione,
0.000 mq con riferimento alla popolazione di progetto. Come già, anticipato, tale carenza e la domanda di aree per l'istruzione, confermata dalla presenza di strutture scolastiche private integranti il servizio pubblico nella fascia della scolarità d'obbligo, saranno compensate sia attraverso le attrezzature di nuova previsione presenti nell’elenco delle priorità generali del Piano Triennale OO.PP sia attraverso la cessione prevista nelle “aree risorsa” che si stima
l’elenco delle priorità generali del Piano Triennale OO.PP sia attraverso la cessione prevista nelle “aree risorsa” che si stima complessivamente in quasi 72 ettari e, quindi, tale da soddisfare ampiamente il fabbisogno anzidetto. 11.2 ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE In relazione alle attrezzature di interesse comune, ovvero quelle aventi destinazione d'uso per attività religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie,
interesse comune, ovvero quelle aventi destinazione d'uso per attività religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (centro ricreativo e fieristico, centro diurno per anziani, uffici postali, etc.), queste, allo stato attuale, impegnano una superficie complessiva di 77.789 mq corrispondente ad uno standard, per una popolazione insediabile di 54.390 ab, pari a 1,43 mq/ab, a fronte di uno standard necessario di
ondente ad uno standard, per una popolazione insediabile di 54.390 ab, pari a 1,43 mq/ab, a fronte di uno standard necessario di 2,0 mq/ab, ovvero 108.780 mq con riferimento alla popolazione di progetto dal che scaturisce una superficie da reperire a tale destinazione pari almeno a circa 31.000 mq. Si è prevista, in tale ottica, la realizzazione delle seguenti opere presenti nell’elenco delle priorità generali del Piano Triennale OO.PP:
a, in tale ottica, la realizzazione delle seguenti opere presenti nell’elenco delle priorità generali del Piano Triennale OO.PP: OO.PP. N.66: Ristrutturazione di fabbricato sito in via Roma da adibire a centro di aggregazione; OO.PP. N.10:Costruzione di impianto natatorio coperto; OO.PP. N.9:Costruzione di impianto sportivo di quartiere nella frazione Lineri-serra; OO.PP. N.23:Sistemazione aree attrezzate per protezione civile; OO.PP. N.26:Costruzione di un palazzetto dello sport.
serra; OO.PP. N.23:Sistemazione aree attrezzate per protezione civile; OO.PP. N.26:Costruzione di un palazzetto dello sport. Assumendo tali proponende strutture la destinazione di Icp (Attrezzature di Interesse Collettivo di Progetto) verrà così soddisfatto ampiamente il fabbisogno di settore e, con esso, i requisiti previsti dal D.M. 02.04.68 n.1444.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 97 11.3 AREE A VERDE. Per le aree verdi, che allo stato attuale, impegnano una superficie complessiva di circa 159.443 mq la città di Misterbianco non assolve il fabbisogno di settore, determinando uno standard complessivo pari a 2,93 mq/ab, rapportato alla
à di Misterbianco non assolve il fabbisogno di settore, determinando uno standard complessivo pari a 2,93 mq/ab, rapportato alla popolazione insediabile di progetto di 54.390 abitanti, a fronte di uno standard necessario di 9,00 mq/ab. Al fine del soddisfacimento quali-quantitativo di tale fabbisogno si è intervenuti prevedendo un “sistema verde urbano” considerato non solo come standard da soddisfare, bensì quale elemento caratterizzante la progettazione
n “sistema verde urbano” considerato non solo come standard da soddisfare, bensì quale elemento caratterizzante la progettazione dell’ambiente, tale da superare la mera logica dei valori numerici per diventare “architettura del paesaggio”. Le aree attorno alla città, oggetto di delicati interventi di risanamento e di salvaguardia, possono così trasformarsi in polmoni verdi che diano “ossigeno” all’intera città. In tale ottica, va aggiuntivamente considerata anche la concretizzazione dei
olmoni verdi che diano “ossigeno” all’intera città. In tale ottica, va aggiuntivamente considerata anche la concretizzazione dei due parchi territoriali di valenza ambientale “Quartararo” e “Sieli” tali da configurarsi quali elementi caratterizzanti la progettazione dell’ambiente, con un loro materiale inserimento nel circuito turistico regionale. I criteri che guidano gli interventi, sia di recupero che di progettazione ex novo, sono tutti informati, peraltro, alla sostenibilità ambientale e al risparmio
enti, sia di recupero che di progettazione ex novo, sono tutti informati, peraltro, alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico e riguardano:
- l'uso di materiali eco-compatibili;
- la produzione di energia da fonti rinnovabili;
- l'utilizzo di tecniche di bioarchitettura e di ingegneria naturalistica. 11.4 AREE PER PARCHEGGI. Per le superfici destinate ai parcheggi è possibile affermare che esistono significative carenze.
tica. 11.4 AREE PER PARCHEGGI. Per le superfici destinate ai parcheggi è possibile affermare che esistono significative carenze. Non è realistico, infatti, sostenere che nel centro urbano di Misterbianco esistono aree organizzate per i parcheggi ad uso pubblico che possano ottemperare ai fabbisogni necessari. La superficie esistente computata deriva anche da alcune aree a parcheggio, poste in prossimità dei servizi esistenti o di ambiti stradali marginali o di zone
ata deriva anche da alcune aree a parcheggio, poste in prossimità dei servizi esistenti o di ambiti stradali marginali o di zone periferiche insufficienti rispetto alle esigenze della comunità di Misterbianco. Le aree destinate a parcheggio sono state rivalutate in funzione del nuovo disegno del sistema viario complessivo e della sua gerarchizzazione.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 98 E’ stata, quindi, ridefinita la quantità dei parcheggi esistenti, nonché quella di progetto, il cui ammontare complessivo è determinato da localizzazioni puntuali, interne alla maglia urbana, oltrechè dalle quantità derivanti dalle dotazioni delle zone
determinato da localizzazioni puntuali, interne alla maglia urbana, oltrechè dalle quantità derivanti dalle dotazioni delle zone “aree risorsa” da localizzare puntualmente in sede di pianificazione attuativa. Per questo tipo di infrastrutture, si soddisferà, in definitiva, il fabbisogno, pari a circa 136.000 mq, sia attraverso i parcheggi di nuova previsione presenti nell’elenco delle priorità generali del Piano Triennale OO.PP. sia attraverso la
averso i parcheggi di nuova previsione presenti nell’elenco delle priorità generali del Piano Triennale OO.PP. sia attraverso la cessione prevista nelle aree risorsa, sia mediante l’individuazione di idonee aree destinate a tal uopo recuperate anche marginalmente alla struttura urbana consolidata. 11.5 INDICAZIONI PROGETTUALI. Dalle indicazioni emerse dalle analisi che precedono, effettuate sulle aree destinate per l'uso alle specifiche attrezzature urbane di interesse generale,
alle analisi che precedono, effettuate sulle aree destinate per l'uso alle specifiche attrezzature urbane di interesse generale, scaturisce inequivocabilmente la necessità di integrare le evidenti carenze emerse al fine di una dotazione di servizi opportuna per la città di Misterbianco, tale da garantire una migliore complessiva qualità della vita.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 99 12. IL SISTEMA DELLA MOBILITA’. Il territorio di Misterbianco è attraversato ad est del centro e in direzione nord-sud, dalla tangenziale che congiunge , lasciando ad est la città di Catania, il casello terminale dell’autostrada CT-ME con l’autostrada CT-PA, per poi arrivare,
nge , lasciando ad est la città di Catania, il casello terminale dell’autostrada CT-ME con l’autostrada CT-PA, per poi arrivare, dopo aver intersecato l’asse dei servizi, e quindi collegato con l’aeroporto di Catania e dopo servito la zona industriale di Pantano D’Arci, alla statale per Siracusa, nel punto dove verrà aperto l’ingresso all’autostrada CT-SR, in parte in corso di realizzazione in parte realizzata. Lo svincolo di questa tangenziale sito a sud della zona industriale - commerciale
in corso di realizzazione in parte realizzata. Lo svincolo di questa tangenziale sito a sud della zona industriale - commerciale di Misterbianco (zona Mezzocampo), serve questa e attraverso una bretella giunge poi alla Circonvallazione di Catania. Il territorio di Misterbianco è inoltre attraversato, a nord del centro e a sud di Lineri, dalla circumetnea che, nel suo tratto tra Catania e Paternò, a breve verrà trasformata in linea metropolitana, lasciando libera l’attuale sede. Viabilità principale
o tra Catania e Paternò, a breve verrà trasformata in linea metropolitana, lasciando libera l’attuale sede. Viabilità principale La viabilità principale, quella di collegamento, con i vicini centri urbani, è costituita. Dalla statale 121 (Catania-Adrano) che nel suo tratto est (oggi prevalentemente sostituito dalla bretella della tangenziale) ha assunto la funzione di spina del primo nucleo della zona industriale e che nel suo tratto ovest lambisce a sud
a tangenziale) ha assunto la funzione di spina del primo nucleo della zona industriale e che nel suo tratto ovest lambisce a sud il centro di Misterbianco. Dalla statale si entra nel centro urbano attraverso due accessi simmetrici, ad est e ad ovest di esso (questo secondo accesso è costituito dallo svincolo attraverso il quale si intraprende anche la strada provinciale per Motta S.Anastasia) e da un accesso centrale, oggi poco sicuro, che porta esattamente al centro di Misterbianco;
provinciale per Motta S.Anastasia) e da un accesso centrale, oggi poco sicuro, che porta esattamente al centro di Misterbianco; Dalla via S.Giovanni Galermo, al confine nord-est con Catania che collega Bel Sito direttamente con la circonvallazione di Catania. Viabilità secondaria I collegamenti tra Misterbianco centro, Lineri, Monte Palma, Bel Sito e Poggio Lupo sono attualmente costituiti: Dalla strada provinciale per S.Giovanni Galermo che collega il centro di
, Bel Sito e Poggio Lupo sono attualmente costituiti: Dalla strada provinciale per S.Giovanni Galermo che collega il centro di Misterbianco, correndo verso nord est parallelamente alla tangenziale, attraverso Landolina, Serra, Poggio Lupo e lambendo Malavigna; Dalla via Milano che, unica, collega attraverso lo svincolo di Monte Po e quindi nel territorio comunale di Catania, con le frazioni Monte Palma e Lineri. La frazione Poggio Lupo è anche collegata direttamente con Catania dalla via
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 100 S.Nullo. Nell’attuale fase di revisione dello strumento urbanistico generale si è commisurata la viabilità di piano nel rispetto delle preesistenze, delle funzioni proprie e delle caratteristiche territoriali, tenendo conto della vocazione intermodale del territorio di riferimento e delle nuove potenzialità che si
ristiche territoriali, tenendo conto della vocazione intermodale del territorio di riferimento e delle nuove potenzialità che si prospettano, perseguendo altresì l’obiettivo di collegamenti gerarchicamente integrati e coerenti con l’attuale assetto morfologico. Figura 12 – Sistema gerarchico della mobilità comunale
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 101 La strategia di sviluppo adottata in fase di schema di massima nel campo della mobilità ha come obiettivo prioritario, infatti, la formazione di un sistema integrato, fondato sulla qualità e sulla sostenibilità della mobilità. Tra i punti qualificanti di
, la formazione di un sistema integrato, fondato sulla qualità e sulla sostenibilità della mobilità. Tra i punti qualificanti di questa strategia progettuale si possono annoverare: il potenziamento del trasporto pubblico; il miglioramento della viabilità di avvicinamento al centro, il completamento e la previsione di infrastrutture stradali indispensabili, la realizzazione di nuovi nodi di interscambio; una migliore accessibilità urbana ai nodi attrattori di traffico;
ndispensabili, la realizzazione di nuovi nodi di interscambio; una migliore accessibilità urbana ai nodi attrattori di traffico; l'impiego di sistemi più efficienti di smistamento del traffico automobilistico; l'utilizzazione della nuova linea metropolitana come elemento del più ampio programma di riqualificazione urbana e dell'insediamento di attività terziarie; la concentrazione attorno ai nodi di interscambio dei nuovi poli di sviluppo; la ricerca di
'insediamento di attività terziarie; la concentrazione attorno ai nodi di interscambio dei nuovi poli di sviluppo; la ricerca di un rapporto più soft tra infrastrutture e paesaggio urbano. Figura 13- Stazione di Misterbianco della Ferrovia Circumetnea Il ruolo strategico di Misterbianco per tutta l’area di riferimento, dovuto alla vicinanza all'aeroporto di Fontanarossa con la sua valenza internazionale, al collegamento ed interconnessione tra le direttrici autostradali PA – CT, CT – ME, CT
rossa con la sua valenza internazionale, al collegamento ed interconnessione tra le direttrici autostradali PA – CT, CT – ME, CT – SR., alla realizzanda linea metropolitana pone temi e problemi risolvibili non in ambito comunale ma in una visione territoriale più ampia. La città diviene, infatti, polo attrattore per l’ampio territorio della Sicilia orientale, contribuendo a creare un complesso e articolato sistema per la mobilità.
rattore per l’ampio territorio della Sicilia orientale, contribuendo a creare un complesso e articolato sistema per la mobilità. Il programma strategico di riorganizzazione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto del comune di Misterbianco, pur dovendo limitarsi entro i confini comunali, punta a far fronte - con un sistema unitario ed integrato - alla domanda di
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 102 mobilità dovuta al ruolo strategico di cui sopra e, insieme, alla domanda che viene propriamente dalla città, dalle sue funzioni, e dalla sua riorganizzazione nel sistema delle "Municipalità". Le strategie attivate per un più efficace sistema di mobilità si pongono alcuni obiettivi che possono essere così sintetizzati:
Le strategie attivate per un più efficace sistema di mobilità si pongono alcuni obiettivi che possono essere così sintetizzati:
- massima interconnessione dei sistemi e delle diverse modalità di trasporto mediante l’integrazione infrastrutturale, funzionale e logistica;
- coordinamento delle scelte compiute o in itinere da parte dei vari enti gestori del servizio;
- sviluppo del sistema dei trasporti pubblici per l’accessibilità nelle aree centrali della città.
ri enti gestori del servizio;
- sviluppo del sistema dei trasporti pubblici per l’accessibilità nelle aree centrali della città. Gli obiettivi generali da perseguire per uno “sviluppo sostenibile” del sistema urbano di mobilità, nel progetto di piano, risultano essere: la riduzione delle emissioni inquinanti; l'incremento dell'offerta di trasporto collettivo (fino a portarla a quote analoghe a quelle esistenti nei maggiori Paesi dell'Unione Europea);
ll'offerta di trasporto collettivo (fino a portarla a quote analoghe a quelle esistenti nei maggiori Paesi dell'Unione Europea); il contenimento dell'uso del mezzo privato motorizzato; Le strategie individuate sono rivolte a realizzare: a) un’efficace rete integrata di sistemi di trasporto; b) un sistema di aree di interscambio, atti a favorire lo scambio sia fra trasporto privato e trasporto pubblico che fra diverse modalità di trasporto pubblico;
ambio, atti a favorire lo scambio sia fra trasporto privato e trasporto pubblico che fra diverse modalità di trasporto pubblico; c) un miglioramento dell'offerta di sosta all'interno del continuo urbano, che risulti congruente al funzionamento del sistema. Le strategie adottate sulle infrastrutture prevedono di modernizzare, completare e riorganizzare i collegamenti di trasporto (strade, ferrovie, porti, piattaforme logistiche, etc……..) necessari per lo sviluppo e il consolidamento delle
enti di trasporto (strade, ferrovie, porti, piattaforme logistiche, etc……..) necessari per lo sviluppo e il consolidamento delle attività imprenditoriali del territorio di riferimento. Il piano prevede il completamento degli “anelli mancanti”, attraverso la previsione di nuove strade principali urbane di distribuzione, di ampi parcheggi nelle aree centrali, da integrarsi con un sistema di trasporto collettivo più funzionale ed efficiente, a servizio delle aree centrali e dei poli attrattivi della città.
sistema di trasporto collettivo più funzionale ed efficiente, a servizio delle aree centrali e dei poli attrattivi della città. Il piano di mobilità previsto dal nuovo piano regolatore intende interpretare e ristrutturare i vari sistemi di trasporto e le varie infrastrutture esistenti come risorse disponibili per un nuovo disegno di rete di trasporti unitaria ed integrata, dove ogni mezzo di trasporto svolge al meglio il proprio ruolo.
per un nuovo disegno di rete di trasporti unitaria ed integrata, dove ogni mezzo di trasporto svolge al meglio il proprio ruolo. Da qui la necessità di elaborare un piano organico della mobilità che preveda l’utilizzo intermodale di diversi sistemi di trasporto e che coordini - in una ipotesi
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 103 progettuale unitaria – le iniziative e i programmi dei vari Enti, pubblici e privati, che operano nel campo dei trasporti di persone e merci. Per il miglioramento della mobilità si è suggerita, pertanto, la previsione di un’area di interscambio, dal trasporto privato a quello pubblico, e di un polo
bilità si è suggerita, pertanto, la previsione di un’area di interscambio, dal trasporto privato a quello pubblico, e di un polo intermodale (gomma/treno; treno/aereo; gomma/aereo), localizzati ai margini dell’area densa della città, oltrechè di parcheggi di arroccamento a perimetro dell'ambito urbano e di un migliore sistema di servizio pubblico alla mobilità ed all'accesso. Per quanto concerne più specificatamente gli interventi sul sistema stradale,
di servizio pubblico alla mobilità ed all'accesso. Per quanto concerne più specificatamente gli interventi sul sistema stradale, questi tendono al riassetto e al miglioramento del livello di servizio, mediante interventi di completamento e ammodernamento, al fine di incrementare i collegamenti tra le varie parti della città e fra questa e il suo hinterland extracomunale. Il piano mira a migliorare l’accessibilità dalle grandi direttrici territoriali per
ra questa e il suo hinterland extracomunale. Il piano mira a migliorare l’accessibilità dalle grandi direttrici territoriali per favorire gli scambi produttivi e la mobilità delle persone e delle merci, ottimizzando i flussi di interscambio locali e territoriali. Gli interventi individuati tendono al miglioramento dell’efficienza del trasporto su gomma potenziando, ove opportuno, la capacità della rete sino agli elementi di distribuzione perimetrale alle aree centrali. Si è creata una gerarchizzazione e
o, la capacità della rete sino agli elementi di distribuzione perimetrale alle aree centrali. Si è creata una gerarchizzazione e un’organizzazione geometrico-funzionale della rete interna alle aree centrali, tale da minimizzare le componenti di attraversamento a favore del traffico effettivamente destinato a queste zone. Il sistema globale delle infrastrutture stradali è stato schematizzato in un sistema integrato di reti distinte nelle quali è stato identificato un rapporto
rastrutture stradali è stato schematizzato in un sistema integrato di reti distinte nelle quali è stato identificato un rapporto gerarchico (statale, regionale, provinciale, comunale) basato sull’individuazione della funzione assolta nel contesto territoriale e nell’ambito del sistema globale delle infrastrutture stradali. Nel progetto di piano gli elementi principali della nuova rete stradale urbana sono rappresentati da: la viabilità di collegamento con i contermini comuni etnei oggetto di
della nuova rete stradale urbana sono rappresentati da: la viabilità di collegamento con i contermini comuni etnei oggetto di concertazione con la pianificazione provinciale di settore; le nuove direttrici di traffico delle zone territoriali a nord-est di collegamento con il Comune di Catania che agevoleranno il sistema di distribuzione del traffico e contribuiranno a raccogliere i flussi di traffico provenienti dalle aree periferiche (sia urbane che
istribuzione del traffico e contribuiranno a raccogliere i flussi di traffico provenienti dalle aree periferiche (sia urbane che extraurbane) e di distribuirle lungo gli assi di penetrazione più
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 104 favorevoli e più attrezzati per l’interscambio con la rete dei trasporti pubblici; il raccordo tra il PRG e il piano della mobilità e della intermodalità provinciale e dell’immediato comprensorio limitrofo, il tutto rivalutando, valorizzando e tutelando ulteriormente l’identità di Misterbianco, le sue
mmediato comprensorio limitrofo, il tutto rivalutando, valorizzando e tutelando ulteriormente l’identità di Misterbianco, le sue tradizioni culturali, il suo valore dell’accoglienza, del modello di città a misura d’uomo. il miglioramento della viabilità di penetrazione nelle frazioni nord- orientali (Belsito, Campanarazzu, Lineri, Montepalma, Malavigna, Piano del Lupo, S.Nullo, Serra) e perimetralmente al centro storico, nonché il potenziamento generale della mobilità intraurbana;
iano del Lupo, S.Nullo, Serra) e perimetralmente al centro storico, nonché il potenziamento generale della mobilità intraurbana; l’ammodernamento ed ampliamento della direttrice per San Giovanni Galermo in grado di cucire le diverse parti del territorio comunale e di realizzare un sistema lineare di attrezzature e servizi pubblici a margine degli insediamenti attraversati ulteriori arterie di collegamento interno che consentano di agevolare la
zi pubblici a margine degli insediamenti attraversati ulteriori arterie di collegamento interno che consentano di agevolare la mobilità e collegare in modo sufficiente la suddetta viabilità territoriale con quella urbana, garantendo la connessione tra le antiche viabilità e le nuove aree di sviluppo urbano, al fine di dare luogo ad una città quanto più possibile unitaria e capace di reggere il peso del traffico gommato. la mobilità ciclabile (o "mobilità ciclistica") che rappresenta un ramo
aria e capace di reggere il peso del traffico gommato. la mobilità ciclabile (o "mobilità ciclistica") che rappresenta un ramo importante della mobilità sostenibile e si concentra sullo sviluppo e sulla diffusione del trasporto urbano in bicicletta. E’ stata a tal uopo pianificata la previsione di una pista ciclabile che, snodandosi per oltre 5 km, percorre trasversalmente il territorio comunale collegando le frazioni di Lineri e Montepalma con il centro
dosi per oltre 5 km, percorre trasversalmente il territorio comunale collegando le frazioni di Lineri e Montepalma con il centro urbano consolidato, attraversa il progettando parco territoriale urbano “Quartararo”, si appoggia ai previsti parcheggi scambiatori in corrispondenza dei nodi iniziali e finali e interagisce, infine, con il parcheggio scambiatore della nuova linea metropolitana, ottimizzando così appieno l’interscambio locale e territoriale.
, con il parcheggio scambiatore della nuova linea metropolitana, ottimizzando così appieno l’interscambio locale e territoriale. Le principali finalità di tale mobilità ciclabile riguardano:
- Il decongestionamento dal traffico motorizzato;
- La diminuzione dell'impatto ambientale (inquinamento atmosferico e acustico) del traffico in città;
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 105 3. L'incremento di forme di mobilità eco-sostenibili e aumento della sicurezza stradale; 4. Il miglioramento dell'efficienza della viabilità e del trasporto (pubblico e privato); 5. La tutela degli utenti della strada più vulnerabili come ciclisti e pedoni.
a viabilità e del trasporto (pubblico e privato); 5. La tutela degli utenti della strada più vulnerabili come ciclisti e pedoni. I coordinatori delle politiche inerenti alla mobilità ciclabile sostengono, sorretti dalle statistiche, che la bicicletta, in città, è il mezzo più efficiente in assoluto: in un raggio fra 0 e 6 km è statisticamente più veloce di qualsiasi altro mezzo, è generalmente più comoda in quanto non vincolata a problemi di parcheggio o di passaggio in aree chiuse al
alsiasi altro mezzo, è generalmente più comoda in quanto non vincolata a problemi di parcheggio o di passaggio in aree chiuse al traffico, più ecologica e decisamente più economica. In più incide positivamente sulla bellezza della città rendendola meno soffocante, più a misura d'uomo e più sicura. Per l’Amministrazione comunale di Misterbianco investire sulla mobilità ciclabile significa, dunque, promuovere un sistema di viabilità capace di ridurre pesantemente
erbianco investire sulla mobilità ciclabile significa, dunque, promuovere un sistema di viabilità capace di ridurre pesantemente l’impatto del traffico in città migliorando la qualità dell’aria e incrementando la sicurezza stradale. Un’equazione impensabile per qualunque altro intervento sulla mobilità. Per gli aspetti progettuali di maggiori dettaglio e per il sistema gerarchico della mobilità comunale si rinvia alla Tavola n.5 allegata allo Schema di massima di cui
i dettaglio e per il sistema gerarchico della mobilità comunale si rinvia alla Tavola n.5 allegata allo Schema di massima di cui la presente relazione è parte integrante.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 106 13. LA ZONIZZAZIONE URBANISTICA. Nell’elaborare tale fase di massima del processo formativo del nuovo P.R.G. si è tenuto in debito conto l’attuale configurazione dell’urbanizzazione residenziale costituita, come detto, da un nucleo abitativo concentrato per lo più nel centro
configurazione dell’urbanizzazione residenziale costituita, come detto, da un nucleo abitativo concentrato per lo più nel centro abitato di Misterbianco e nelle sue frazioni (Belsito, Serra Superiore, Lineri, Montepalma e Piano Tavola). La zonizzazione per ambiti omogenei del presente schema di massima del nuovo P.R.G. del Comune di Misterbianco è stata effettuata in armonia alle vigenti disposizioni legislative ed in particolare ai sensi del disposto del D.M.1444/68 e
PREGIO AMBIENTALE URBANISTICO - ZONA A.
co è stata effettuata in armonia alle vigenti disposizioni legislative ed in particolare ai sensi del disposto del D.M.1444/68 e risulta caratterizzata da un ridotto incremento di consumo di suolo come immediatamente evincibile dalle tavole grafiche allegate. Essa è di seguito enucleata ed evincibile dagli elaborati grafici allegati in uno alla presente relazione. 13.1. AMBITI URBANI DI INTERESSE STORICO O DI PARTICOLARE PREGIO AMBIENTALE URBANISTICO - ZONA A. Suddivisa nelle seguenti sottozone:
AMBITI URBANI DI INTERESSE STORICO O DI PARTICOLARE PREGIO AMBIENTALE URBANISTIC
AMBITI URBANI DI INTERESSE STORICO O DI PARTICOLARE PREGIO AMBIENTALE URBANISTICO - ZONA A. Suddivisa nelle seguenti sottozone: Sottozona A1 Il centro antico- la città della fondazione. Il centro antico di Misterbianco comprende, ad oggi, parti del territorio interessate da agglomerati urbani e/o complessi edilizi che rivestono carattere storico-artistico di particolare pregio ambientale- architettonico, isolati in cui si rilevano importanti esempi dell’architettura del periodo fascista e del dopo guerra,
bientale- architettonico, isolati in cui si rilevano importanti esempi dell’architettura del periodo fascista e del dopo guerra, nonostante processi, anche consistenti, di alterazione tipologica e/o sostituzioni di unità edilizie, aree da cui risultano leggibili il disegno urbano originario preunitario, con le significative addizioni post-unitarie ottocentesche, e il modello insediativo su cui si fonda Misterbianco, basato su un tracciato ortogonale a
ddizioni post-unitarie ottocentesche, e il modello insediativo su cui si fonda Misterbianco, basato su un tracciato ortogonale a “scacchiera” con isolati pressoché quadrati. Tutti ambiti già oggetto di specifica indagine ricognitiva e “specificazione” anche normativa (cfr. “Variante di specificazione delle zone “A” ”). Sottozona A2 I beni storico-culturali isolati. Individua gli ambiti connessi alle masserie ed alle pertinenze (censite nelle Linee Guida del P.T.P.R.
torico-culturali isolati. Individua gli ambiti connessi alle masserie ed alle pertinenze (censite nelle Linee Guida del P.T.P.R. Piano Territoriale Paesistico Regionale dell'Assessorato dei BB.CC.AA. e della P.I., approvate con D.A. 6080 del 21.05.99), le
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 107 quali presentano caratteristiche storiche, tipologiche ed ambientali meritevoli di ristrutturazione e valorizzazione . Anche il territorio delle campagne presenta, infatti, notevoli elementi di pregio (ville,masserie, etc…) da salvaguardare e valorizzare. Si riporta di seguito l’elenco dei beni isolati e dei siti
enti di pregio (ville,masserie, etc…) da salvaguardare e valorizzare. Si riporta di seguito l’elenco dei beni isolati e dei siti e monumenti di interesse archeologico da sottoporre a tutela ai sensi del D.L. n. 42/2004. Beni Isolati Comune di Misterbianco (CT) Num. Rif. Tipologia Denominazione Classe Coord X Coord Y 1 Cave Cave D8 503147 4153601 2 Chiesa Chiesa Madonna dei Malati B2 502167 4154869 3 Chiesa Chiesa San Antonio il Romito B2 501938 4155776 4 Chiesa Chiesa San Nullo B2 504467 4153520
dei Malati B2 502167 4154869 3 Chiesa Chiesa San Antonio il Romito B2 501938 4155776 4 Chiesa Chiesa San Nullo B2 504467 4153520 5 Cimitero Cimitero di Misterbianco B3 501525 4152880 6 Masseria Masseria Magnano D1 501677 4155752 7 Villa Villa Bertolo C1 501664 4153305 8 Abbeveratoio Abbeveratoio D5 498152 4145707 9 Masseria Masseria Alcala D1 497812 4147699 10 Masseria Masseria Auteri D1 502092 4150307 11 Masseria Masseria Badessa D1 501717 4147885 12 Masseria Masseria Cardinale D1 502346 4148428
asseria Auteri D1 502092 4150307 11 Masseria Masseria Badessa D1 501717 4147885 12 Masseria Masseria Cardinale D1 502346 4148428 13 Masseria Masseria Cerami D1 501644 4147209 14 Masseria Masseria Chisari D1 501658 4150167 15 Masseria Masseria Coco D1 497462 4146352 16 Masseria Masseria Condorelli D1 498890 4147513 17 Masseria Masseria Condorelli D1 501355 4146428 18 Masseria Masseria Cordaro D1 501670 4148521 19 Masseria Masseria Costantina D1 499600 4147306 20 Masseria Masseria Del Duca D1 501065 4149374
eria Cordaro D1 501670 4148521 19 Masseria Masseria Costantina D1 499600 4147306 20 Masseria Masseria Del Duca D1 501065 4149374 21 Masseria Masseria Fragala' D1 501074 4149784 22 Masseria Masseria Gagliana D1 500017 4148603 23 Masseria Masseria Incarrozza D1 499599 4146852 24 Masseria Masseria Italiano D1 501624 4148970 25 Masseria Masseria Mancuso D1 498445 4146832 26 Masseria Masseria Marino D1 500961 4146168 27 Masseria Masseria Marletta D1 500387 4148489
Masseria Mancuso D1 498445 4146832 26 Masseria Masseria Marino D1 500961 4146168 27 Masseria Masseria Marletta D1 500387 4148489 28 Masseria Masseria mendola de' Cani D1 499135 4145734 29 Masseria Masseria Pennisi D1 501696 4149259 30 Masseria Masseria Recupelli D1 498630 4146451 31 Masseria Masseria San Francesco D1 500447 4147669 32 Masseria Masseria San Martino D1 498270 4145521 33 Masseria Masseria Sapuppa D1 500421 4148870 34 Masseria Masseria Scammacca D1 500359 4146333
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 108 Beni Isolati Comune di Misterbianco (CT) Num. Rif. Tipologia Denominazione Classe Coord X Coord Y 35 Masseria Masseria Serrace D1 501708 4146783 36 Masseria Masseria Speciale D1 499676 4146699 37 Masseria Masseria Terrano D1 500342 4149511 L’elenco di cui sopra che riporta i beni censiti nelle Linee Guida del P.T.P.R.
9 37 Masseria Masseria Terrano D1 500342 4149511 L’elenco di cui sopra che riporta i beni censiti nelle Linee Guida del P.T.P.R. Piano Territoriale Paesistico Regionale dell'Assessorato dei BB.CC.AA. e della P.I., approvate con D.A. 6080 del 21.05.99, ovvero del Piano paesaggistico della Provincia di Catania in corso di redazione, è stato integrato con i seguenti beni: 13.1.1 Il centro storico e la “Variante di specificazione”. Già in fase di istruttoria del vigente strumento urbanistico del Comune di
Il centro storico e la “Variante di specificazione”. Già in fase di istruttoria del vigente strumento urbanistico del Comune di Misterbianco, emergeva con chiarezza che l’individuazione del “centro storico” di Misterbianco, e con essa la conseguente perimetrazione della zona omogenea “A” proposta con il P.R.G. adottato con deliberazione di C.C. n.124/97, non effettuata con criteri di scientificità ed enucleata esclusivamente come “scelta di progetto” non
erazione di C.C. n.124/97, non effettuata con criteri di scientificità ed enucleata esclusivamente come “scelta di progetto” non supportata da un’adeguata ricerca storica sulle origini e sull’evoluzione dell’insediamento di Misterbianco, risultava ridotta ad un’esigua superficie, comprendente solo la parte centrale del nucleo urbano. Conseguentemente il C.R.U. (Consiglio Regionale dell’Urbanistica), con il voto n.327 del 19 ottobre 2000, con l’ausilio della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania
o Regionale dell’Urbanistica), con il voto n.327 del 19 ottobre 2000, con l’ausilio della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania e sulla base d’indagini ricognitive ed attraverso la consultazione della cartografia storica IGM in scala 1:25.000 redatta in epoca post-unitaria (rilievi riferiti alla cartografia alla scala 1:50.000 del 1866, 1867 e 1868 aggiornata con le ricognizioni del 1924), ritenne che la perimetrazione del centro storico di Misterbianco dovesse
, 1867 e 1868 aggiornata con le ricognizioni del 1924), ritenne che la perimetrazione del centro storico di Misterbianco dovesse essere ampliata sia rispetto alla proposta dei progettisti adottata dal Consiglio Comunale, sia rispetto al parere del Gruppo di Lavoro XXVIII/D.R.U., in quanto tale centro storico, oltre a contenere edifici di notevole interesse storico artistico ed importanti esempi dell’architettura del dopoguerra, aveva mantenuto leggibile e riconoscibile il contesto viario di antica origine.
ortanti esempi dell’architettura del dopoguerra, aveva mantenuto leggibile e riconoscibile il contesto viario di antica origine. In riferimento alle norme di attuazione della zona “A”, seppur in linea di Ulteriori Beni Isolati Comune di Misterbianco (CT) Num. Rif. Tipologia Denominazione 38 Chiesa Chiesa vecchia Matrice 39 Chiesa Chiesa S. Margherita 40 Altarino Altarino Crocifisso 41 Archeologia industriale Zenia 42 Masseria Masseria
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 109 massima condivise, il C.R.U. precisò che nell’ambito della nuova perimetrazione della zona “A”, previa puntuale e documentata individuazione delle tipologie architettoniche di ogni singolo edificio di elevato interesse storico-architettonico, erano ammessi gli interventi di cui alle lettere a), b) e c) dell’art.20 della L.R.
di elevato interesse storico-architettonico, erano ammessi gli interventi di cui alle lettere a), b) e c) dell’art.20 della L.R. n.71/78, mentre gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui alla lettera d) venivano ammessi sugli edifici di epoca recente e di scarso o assente interesse architettonico e comunque orientati alla riqualificazione dell'immagine architettonica ed al recupero edilizio nel rispetto delle caratteristiche formali ed architettoniche delle tipologie originarie.
architettonica ed al recupero edilizio nel rispetto delle caratteristiche formali ed architettoniche delle tipologie originarie. Il Consiglio Comunale, nell’accogliere parzialmente le prescrizioni assessoriali, non introdusse elementi di particolare significatività, prevedendo solo che, nelle more della elaborazione dell’indagine ricognitiva del patrimonio edilizio di particolare pregio architettonico, non attuata, peraltro, nel contesto dell’attività di
e ricognitiva del patrimonio edilizio di particolare pregio architettonico, non attuata, peraltro, nel contesto dell’attività di controdeduzione effettuata con le delibere di Consiglio Comunale n°101 del 18 dicembre 2000, n°102 del 20 dicembre 2000, n°103 del 21 dicembre 2000, si potesse operare nell’ambito del perimetro della zona “A” con la normativa della zona “B1”, previo parere della Soprintendenza BB.CC.AA. In sede di approvazione definitiva, al fine di evitare ogni ambiguità
la zona “B1”, previo parere della Soprintendenza BB.CC.AA. In sede di approvazione definitiva, al fine di evitare ogni ambiguità interpretativa vennero, infine, ribadite le prescrizioni riportate nel voto C.R.U. n.327/00, mentre per l’attuazione della zona “A” vennero richiamate le disposizioni di cui alla circolare A.R.T.A. n.3 dell’11 luglio 2000, nel frattempo emanata. Inoltre, poiché il Comune non aveva provveduto in sede di controdeduzioni ad ottemperare a
1 luglio 2000, nel frattempo emanata. Inoltre, poiché il Comune non aveva provveduto in sede di controdeduzioni ad ottemperare a quanto richiesto per le zone “A" con il voto del C.R.U. n.327/00, venne prescritto che detto adempimento fosse, comunque, effettuato in sede di adeguamento del P.R.G. a tutte le prescrizioni discendenti dal decreto di approvazione del piano medesimo, onerando il Comune di Misterbianco a espletare gli adempimenti di legge conseguenti
decreto di approvazione del piano medesimo, onerando il Comune di Misterbianco a espletare gli adempimenti di legge conseguenti l'approvazione dello strumento urbanistico di che trattasi e a curare che, in breve tempo, fossero apportate dal Progettista le modifiche e le correzioni agli elaborati di Piano discendenti dal citato decreto, provvedendo, infine, con successiva delibera del Consiglio Comunale da trasmettere per opportuna conoscenza all’A.R.T.A., a
eto, provvedendo, infine, con successiva delibera del Consiglio Comunale da trasmettere per opportuna conoscenza all’A.R.T.A., a prendere atto degli elaborati di Piano come modificati in conseguenza del decreto di approvazione. Anche tale attività venne svolta con l’assunzione dell’atto deliberativo n.18 del 21.03.03, senza che fosse effettuata l’elaborazione dell’indagine ricognitiva del patrimonio edilizio di particolare pregio architettonico.
enza che fosse effettuata l’elaborazione dell’indagine ricognitiva del patrimonio edilizio di particolare pregio architettonico. Successivamente, nello spirito della circolare A.R.T.A. 3/2000, il Comune di Misterbianco procedeva alla ricognizione di tutte le emergenze di interesse storico-
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 110 architettonico all’interno della perimetrazione del Centro storico, sottoponendole al parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesistici, Naturali, Naturalistici ed Urbanistici di Catania – Servizio I - riscontrato con le note prot. N.
ni Architettonici, Paesistici, Naturali, Naturalistici ed Urbanistici di Catania – Servizio I - riscontrato con le note prot. N. 1626/04 e N. 5339/04; quest’ultima, in particolare, nel prendere atto dell’elenco dei beni immobili ubicati all’interno della Zto A, ne condivideva l’individuazione, come significative testimonianze del centro storico da conservare. Visto il tenore dell’approvazione del P.R.G. del Comune di Misterbianco,
icative testimonianze del centro storico da conservare. Visto il tenore dell’approvazione del P.R.G. del Comune di Misterbianco, avvenuta con D.Dir. 621/DRU del 19.11.2001, il quale estende la perimetrazione della zona omogenea “A” da 7 isolati, siccome individuati nella proposta di P.R.G. adottato con delibera consiliare n° 124 del 14 ottobre 1997, ai 96 isolati evincibili dal P.R.G. approvato, - di cui 7 provenienti dall’originario centro storico (Zto “A”) ed i restanti
97, ai 96 isolati evincibili dal P.R.G. approvato, - di cui 7 provenienti dall’originario centro storico (Zto “A”) ed i restanti 89 da alcune “Zto B” individuate dal previgente strumento urbanistico (P.d.F. approvato con D.A. n.196/79) ed oggetto, nel tempo e nello stato, di intensa attività di sostituzione - il Comune di Misterbianco, al fine di assegnare il dovuto carattere di scientificità e di approfondimento, puntuale e verificato, alla predetta indagine
o, al fine di assegnare il dovuto carattere di scientificità e di approfondimento, puntuale e verificato, alla predetta indagine ricognitiva del patrimonio edilizio di particolare pregio architettonico ricadente all’interno della zona perimetrata come “A” nel P.R.G. costituì, infine, apposito Ufficio del piano. Dal che deriva la redazione di una “variante di specificazione” delle zone “A” previste dal Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco mirata a
ne di una “variante di specificazione” delle zone “A” previste dal Piano Regolatore Generale del Comune di Misterbianco mirata a coordinare e regolare l’attività urbanistica ed edilizia all’interno del perimetro di competenza così come individuato e definito con D.A. 621/01 in attuazione della normativa regionale, delle prescrizioni specifiche generali contenute negli strumenti normativi comunali vigenti, nonchè dei contenuti metodologici di cui alla circolare A.R.T.A. n. 3/2000-D.R.U..
e negli strumenti normativi comunali vigenti, nonchè dei contenuti metodologici di cui alla circolare A.R.T.A. n. 3/2000-D.R.U.. Fermo restando, nondimeno, il valore di inquadramento generale del PRG, approvato con D.Dir. 621/01, e della sua zonizzazione, per la zona “A”-Centro Storico, sulla base di tale attività di ricognizione ed indagine tipologica le unità edilizie di categoria “A” sono state suddivise in 4 raggruppamenti o subzone di seguito descritti ed individuati planimetricamente.
lizie di categoria “A” sono state suddivise in 4 raggruppamenti o subzone di seguito descritti ed individuati planimetricamente. Allo stato attuale il lavoro svolto dall’Ufficio di Piano del Comune di Misterbianco, sulla base delle analisi compiute nell’ambito dei 96 isolati, e relative alle varie unità edilizie di cui si compone l’area studio, ha portato alla loro classificazione complessivamente in numero di 2158, di cui:
- 20 classificate A1, ovvero, emergenze monumentali ed edifici di particolare
azione complessivamente in numero di 2158, di cui:
- 20 classificate A1, ovvero, emergenze monumentali ed edifici di particolare interesse architettonico di proprietà pubblica ed uso pubblico;
- 212 classificate A2, ovvero edifici di interesse storico o di particolare pregio
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 111 architettonico o ambientale di proprietà privata;
- 1071 classificate A3, ovvero manufatti edilizi prevalentemente residenziali, privi di interesse storico urbanistico e di valore architettonico a livello edilizio, con forti trasformazioni e rimaneggiamenti e/o nuovi inserimenti, precedentemente
e di valore architettonico a livello edilizio, con forti trasformazioni e rimaneggiamenti e/o nuovi inserimenti, precedentemente classificati in zona B del previgente strumento urbanistico (P.d.F. approvato con D.A. n.196/79, vigente fino all’ottobre 1997, riproposti come Zto “B” ed in regime di salvaguardia a seguito della delibera n. 124/97 di adozione del P.R.G. poi approvato con D.Dir. n.621/01 del 19.11.01), nonché alcuni modesti fabbricati già ricompresi nella perimetrazione di zona “A”.
i approvato con D.Dir. n.621/01 del 19.11.01), nonché alcuni modesti fabbricati già ricompresi nella perimetrazione di zona “A”.
- 855 classificate A4, ovvero edifici e contesti edificati residenziali moderni; tutte schedate in relazione alle tipicità precipue della loro classificazione (ambito, isolato di appartenenza, ubicazione, riferimento catastale, destinazione d’uso,tipologia edilizia, epoca di realizzazione, ecc…), anche mediante rilevamenti in
ione, riferimento catastale, destinazione d’uso,tipologia edilizia, epoca di realizzazione, ecc…), anche mediante rilevamenti in situ, ricognizioni catastali, controllo delle licenze e concessioni edilizie permesse dal 1967, raffronti tra il cosiddetto catasto di primo impianto o borbonico e i catasti successivi, raffronti a mezzo di sovrapposizione tra aerofotogrammetria e dati catastali disponibili, restituzioni fotografiche, individuazione delle unità edilizie.
apposizione tra aerofotogrammetria e dati catastali disponibili, restituzioni fotografiche, individuazione delle unità edilizie. Per le singole tipologie di unità edilizie individuate è definita, conseguentemente, una condivisibile normativa che ammette: per la tipologia A1, previo parere della soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania, esclusivamente le categorie d’intervento volte a mantenere l’integrità materiale e ad assicurarne la conservazione e la protezione dei valori culturali,
rie d’intervento volte a mantenere l’integrità materiale e ad assicurarne la conservazione e la protezione dei valori culturali, ovvero: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo, estesi all’intera unità edilizia, morfologicamente definita. per la tipologia A2, previo parere della soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania, esclusivamente le categorie d’intervento le previste dalle lettere a, b, c, d,
ere della soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania, esclusivamente le categorie d’intervento le previste dalle lettere a, b, c, d, ex art. 20 L.R. 71/78, nonché ai sensi dell’art.3, comma primo, lett. a, b e c del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380, ovvero: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, con assoluta esclusione di demolizione e ricostruzione e di aumento della consistenza edilizia esistente.
rutturazione edilizia, con assoluta esclusione di demolizione e ricostruzione e di aumento della consistenza edilizia esistente. per la tipologia A3, ove si opera mediante concessione edilizia diretta, le categorie d’intervento previste dalle lettere a, b, c, d. ex art. 20 L.R. 71/78, nonché ai sensi dell’art. 3 comma primo lett. a, b, c, d del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380, ovvero: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento
t. a, b, c, d del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380, ovvero: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, compresa la demolizione e ricostruzione. Nella ristrutturazione edilizia occorre, tuttavia, la continuità delle caratteristiche
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 112 preesistenti volumetriche, architettoniche e stilistiche, in adesione al principio della “riconoscibilità” dell’opera nel raffronto tra il prima e il dopo l’intervento; tali interventi di ristrutturazione edilizia caratterizzati da un maggiore impegno dovuto
o tra il prima e il dopo l’intervento; tali interventi di ristrutturazione edilizia caratterizzati da un maggiore impegno dovuto per riguardo all’esistente, si dovranno, peraltro, valutare singolarmente e caso per caso ed, in relazione alla demolizione e ricostruzione, è dovuto che sia dimostrata e vi sia sicura certezza della fatiscenza ed irrecuperabilità dell’immobile. per la tipologia A4, ove si opera mediante concessione edilizia diretta, alle
la fatiscenza ed irrecuperabilità dell’immobile. per la tipologia A4, ove si opera mediante concessione edilizia diretta, alle particolari condizioni specificate nelle norme di attuazione e finalizzate a garantire il rispetto del contesto storico di inserimento, le categorie d’intervento previste dalle lettere a, b, c, d. ex art. 20 L.R. 71/78, nonché ai sensi dell’art. 3 comma primo lett.a, b, c, d ed e del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380, ovvero: manutenzione ordinaria;
78, nonché ai sensi dell’art. 3 comma primo lett.a, b, c, d ed e del D.P.R. 6 giugno 2001 n.380, ovvero: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, compresa la demolizione e ricostruzione, nuova costruzione. Limitatamente ad alcuni isolati marginali e di flangia alla perimetrazione della zona “A” del P.R.G. approvato sono ammessi interventi di ristrutturazione urbanistica
ali e di flangia alla perimetrazione della zona “A” del P.R.G. approvato sono ammessi interventi di ristrutturazione urbanistica da attuarsi mediante piani di recupero ex L.N. 457/78 estesi almeno ad un isolato, siccome definito dall’art. 10, determinante comparto ai sensi dell’art. 11 e coerente con i dettami di cui all’art.55 della L.R. 71/78. E’, altresì, consentita nella zona “A” – denominata “centro storico” - l’attuazione
dettami di cui all’art.55 della L.R. 71/78. E’, altresì, consentita nella zona “A” – denominata “centro storico” - l’attuazione della riqualificazione urbana e di programmi di sviluppo sostenibile attraverso gli strumenti della programmazione negoziale, ovvero azioni di programmazione socioeconomica correlati a strumenti di pianificazione locale, individuati da bandi degli enti sovraordinati (promossi mediante le risorse strutturali della C.E.E. e in
pianificazione locale, individuati da bandi degli enti sovraordinati (promossi mediante le risorse strutturali della C.E.E. e in attuazione del Programma Operativo Regionale – POR Sicilia) e miranti al miglioramento della qualità urbana e territoriale attraverso la co-partecipazione di soggetti pubblici e privati. Tale «Variante di specificazione al P.R.G., approvato con D.Dir. 621/01 per la zona omogenea “A” di Centro Storico», redatta ai sensi della circolare A.R.T.A. n. 3
PARZIALMENTE EDIFICATI DIVERSI DALLE ZONE TERRITORIALI OMOGENEE A – ZONE B.
P.R.G., approvato con D.Dir. 621/01 per la zona omogenea “A” di Centro Storico», redatta ai sensi della circolare A.R.T.A. n. 3 del 11.07.2000 e adottata con atto deliberativo del. C.C. n. 53 del 10/10/2005, è stata, infine, approvata con Decreto Dirigenziale del Dipartimento Regionale dell’Urbanistica n 1350 del 29.11.2006. 13.2. AMBITI URBANI RESIDENZIALI TOTALMENTE O PARZIALMENTE EDIFICATI DIVERSI DALLE ZONE TERRITORIALI OMOGENEE A – ZONE B. Suddivise nelle seguenti sottozone:
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 113 Sottozona B1 La città consolidata. E’ la città così come si è determinata nel secolo scorso e risponde alle caratteristiche stabilite dal D.M. n°1444/68. Lo studio della morfologia dell’impianto della città ha fatto consolidare previsioni di edificabilità in quei punti dove il
/68. Lo studio della morfologia dell’impianto della città ha fatto consolidare previsioni di edificabilità in quei punti dove il tessuto urbano presentava delle discontinuità incoerenti. Sottozona B2 Gli ambiti urbani di completamento e di recente formazione. Coincidono con il comprensorio della zona Toscano, caratterizzata da una maglia regolare e da un assetto urbanistico consolidato e comprendono aree urbane edificate di recente formazione definenti frange della città consolidata, nonché le
istico consolidato e comprendono aree urbane edificate di recente formazione definenti frange della città consolidata, nonché le aree del PRG previgente adiacenti al centro urbano. Costituiscono isolati in buona parte già definiti, non ancora completamente edificati, occupati da edilizia di recente costruzione. Sottozona B3 Gli ambiti urbani marginali di recente formazione. Si tratta delle aree connesse a sistemi urbani marginali (Belsito, Campanarazzu, Lineri, Montepalma, Malavigna, Piano del Lupo,
Si tratta delle aree connesse a sistemi urbani marginali (Belsito, Campanarazzu, Lineri, Montepalma, Malavigna, Piano del Lupo, S.Nullo, Serra), già zone B3 del previgente strumento urbanistico, nate da interventi spontanei che si intende “recuperare”. 13.3. LE AREE DI ESPANSIONE, LE AREA RISORSA (Ar) PEREQUATE – ZONE C. Suddivise nelle seguenti sottozone: Sottozona Ar Edilizia Residenziale privata e pubblica. Sono le zone, di completamento e/o riordino, a destinazione
ti sottozone: Sottozona Ar Edilizia Residenziale privata e pubblica. Sono le zone, di completamento e/o riordino, a destinazione prevalentemente residenziale parzialmente o di nuova urbanizzazione, di iniziativa pubblica e/o privata, che si attuano mediante il metodo perequativo interessante un comparto (o sub comparto). Va evidenziato che, ove possibile, è stata confermata la destinazione residenziale per quelle aree edificabili del P.R.G. previgente, rivedendo, nell’ottica di un più reale dimensionamento
tinazione residenziale per quelle aree edificabili del P.R.G. previgente, rivedendo, nell’ottica di un più reale dimensionamento gli indici edificatori, in una lettura attualizzata all’odierno stato dell’arte del territorio e agli interventi programmati della correlata “infrastrutturazione del territorio” che rendono la
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 114 città espressione dell’incrocio di crescenti interessi e interventi di trasformazione. La struttura urbana, nel suo complesso è pensata razionalizzata con densità edilizie che terranno conto di tali realtà e del contesto del tessuto edilizio di Misterbianco. Per la definizione delle suddette zone si è tenuto in debito conto,
realtà e del contesto del tessuto edilizio di Misterbianco. Per la definizione delle suddette zone si è tenuto in debito conto, coerentemente agli indirizzi dottrinali urbanistici più recenti, la valutazione dell’interesse pubblico, per un corretto assetto urbanistico, in relazione alla necessità di dover incidere su condizioni privatistiche (consolidatesi nel tempo e manifeste mediante frazionamenti) nelle aree edificabili del previgente strumento urbanistico.
stiche (consolidatesi nel tempo e manifeste mediante frazionamenti) nelle aree edificabili del previgente strumento urbanistico. Relativamente alla previsione di ambiti E.R.P. (Edilizia Residenziale Pubblica), si potrà fare fronte all’eventuale richiesta di aree da destinare ad edilizia residenziale pubblica reperendole tra i lotti residenziali previsti, in rapporto alle esigenze che si determineranno nel periodo di vigenza del piano, in quantità pari al 40% dell’edificabilità prevista.
porto alle esigenze che si determineranno nel periodo di vigenza del piano, in quantità pari al 40% dell’edificabilità prevista. Sottozona Cs Le aree perequate per la residenza stagionale nell'agro Trattasi di aree extraurbane di insediamento a carattere stagionale estensivo ed edifici spontanei scarsamente strutturati, nelle quali si applica la perequazione urbanistica, attribuendo il diritto ad una edificabilità minima territoriale al fine di ottenere la cessione delle aree da destinare ad uso pubblico.
ndo il diritto ad una edificabilità minima territoriale al fine di ottenere la cessione delle aree da destinare ad uso pubblico. Tali aree - già zone Es (Agricole speciali) per le quali il decreto approvativo del Piano previgente aveva previsto la riduzione dell’indice edificatorio a 0,03 mc/mq – destinate prevalentemente ad edilizia stagionale nella zona della Chiesa della Madonna degli Ammalati, sono impegnate oggi da edilizia sparsa e caratterizzata da una agricoltura solo residuale nonché
a della Madonna degli Ammalati, sono impegnate oggi da edilizia sparsa e caratterizzata da una agricoltura solo residuale nonché da pregevoli connotati paesaggistici ambientali. La destinazione de quo risponde peraltro anche alle richieste formulate nel indirizzi programmatici di cui alle “Direttive generali per la revisione e rielaborazione generale del P.R.G. ex art.3 L.R. 15/91”, adottate con delibera del Consiglio Comunale n. 57 del
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 115 17/12/2008, ove espressamente si indica come obiettivo del nuovo P.R.G. la regolamentazione urbanistica della zona di Madonna degli Ammalati, caratterizzata ad oggi da densità edilizia di circa 0,2 mc/mq. Piani particolareggiati convenzionati Trattasi delle aree interessate da Piani attuativi, variamente
dilizia di circa 0,2 mc/mq. Piani particolareggiati convenzionati Trattasi delle aree interessate da Piani attuativi, variamente denominati, deliberati prima dell’approvazione del presente PRG, già convenzionati e totalmente o parzialmente realizzati . Piani di Recupero Sono le aree del territorio comunale, connesse a sistemi urbani marginali, nate da interventi spontanei che si intende “recuperare” anche a norma dell’art.35 della Legge 47/85 e della
i urbani marginali, nate da interventi spontanei che si intende “recuperare” anche a norma dell’art.35 della Legge 47/85 e della Legge 724/94 e ss.mm.ii. Nell’ambito di tali aree insistono prevalentemente costruzioni abusive che sono state oggetto di domande di sanatoria edilizia ai sensi della L. n. 47/85 e della L. n. 724/94 e s.m.i. Le stesse sono state esclusivamente perimetrate demandando alla pianificazione attuativa le scelte di dettaglio, di mero riordino, a crescita zero.
e esclusivamente perimetrate demandando alla pianificazione attuativa le scelte di dettaglio, di mero riordino, a crescita zero. 13.4. GLI AMBITI DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE - ZONE D. Suddivisi nelle seguenti sottozone: Sottozona D Le attività produttive consolidate Interessa il vasto comprensorio del nucleo industriale consolidato di Mezzocampo, ormai quasi saturo. L'area è caratterizzata da una prevalente vocazione commerciale e si configura come polo
dato di Mezzocampo, ormai quasi saturo. L'area è caratterizzata da una prevalente vocazione commerciale e si configura come polo naturale dell'intero comprensorio metropolitano catanese. Sottozona Ard Le aree perequate per le attività produttive, commerciali, distributive e della logistica di iniziativa privata Si tratta delle parti del territorio comunale destinate ad insediamenti produttivi, commerciali e distributivi, da realizzare in ottemperanza alla L.R. 28/99 e D.P.R.S. 11/07/2000, comprese
sediamenti produttivi, commerciali e distributivi, da realizzare in ottemperanza alla L.R. 28/99 e D.P.R.S. 11/07/2000, comprese le grandi strutture di vendita; comprendono le aree del territorio comunale legate alla produzione, agli insediamenti artigianali, industriali di nuova concezione e tecnologicamente evoluti, della logistica, commerciali, ricettivi e della ristorazione, di
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 116 completamento e di nuovo impianto, che interessano zone in parte già occupate da localizzazioni di carattere produttivo. Attesa, infatti, l'innegabile vocazione territoriale di Misterbianco come polo produttivo - commerciale di dimensione regionale, è innegabile l’esigenza di incremento e di ulteriore
di Misterbianco come polo produttivo - commerciale di dimensione regionale, è innegabile l’esigenza di incremento e di ulteriore sviluppo delle attività produttive con positive ricadute nel campo occupazionale. Previa attenta verifica delle compatibilità territoriali (urbanistiche, paesaggistiche ed ambientali) in un quadro di sviluppo sostenibile, condividendo il parere del gruppo XXVIII/D.R.U. dell’A.R.T.A. n. 11 del 31.07.2000 in relazione ad alcune osservazioni ed opposizioni di carattere generale
gruppo XXVIII/D.R.U. dell’A.R.T.A. n. 11 del 31.07.2000 in relazione ad alcune osservazioni ed opposizioni di carattere generale pervenute, si è assegnata la destinazione urbanistica produttiva di cui sopra ad un vasto comprensorio agricolo di oltre 500 ettari. Non si sottace che quest’ultimo ingloba, peraltro, la zona di contrada Cubba, già zona produttiva D2, nonché la più vasta area di “Tenutella”, oggetto di variante approvata per la realizzazione di un’area commerciale integrata (vedasi centro e
vasta area di “Tenutella”, oggetto di variante approvata per la realizzazione di un’area commerciale integrata (vedasi centro e parco commerciale “Centro Sicilia”), ed altre singole e collaterali localizzazioni produttive, ivi comprese talune afferenti al Piano Strategico del viciniore comune di Catania (vedasi proposta per la realizzazione e gestione di un polo agro industriale Catania – Misterbianco finalizzato alla promozione della produzione e della
realizzazione e gestione di un polo agro industriale Catania – Misterbianco finalizzato alla promozione della produzione e della ricerca scientifica in cui il territorio rurale gioca un ruolo di primo piano, che si avvale della sinergia scaturente dalla contiguità con il grosso insediamento Universitario di Catania). Tutto ciò rende un’area già naturalmente vocata per le attività produttive- commerciali, anche alla luce della posizione strategica occupata all’interno del territorio comunale, il logico
vità produttive- commerciali, anche alla luce della posizione strategica occupata all’interno del territorio comunale, il logico ambito territoriale di completamento e sviluppo di uno status urbanistico di fatto già esistente e consolidato. Questa indicazione risponde, del resto, a pieno titolo alla richiesta, formulata già in sede di direttive programmatiche, di riorganizzazione delle aree produttive e commerciali con la previsione di servizi e attrezzature, anche di carattere ricettivo,
riorganizzazione delle aree produttive e commerciali con la previsione di servizi e attrezzature, anche di carattere ricettivo, a sud dell’attuale Zona D.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 117 Le nuove aree sono state distinte in rapporto alla compatibilità ed all’integrazione che le attività, che in esse vi si debbano insediare, hanno o meno con il tessuto residenziale. Il nuovo assetto del Piano Regolatore Generale Comunale riconosce e favorisce, infatti, le vocazioni delle singole aree
enziale. Il nuovo assetto del Piano Regolatore Generale Comunale riconosce e favorisce, infatti, le vocazioni delle singole aree territoriali da strutturare compiutamente al loro interno per la migliore coesione delle attività ed utilizzi esistenti, programmate ed ulteriormente programmabili. Una capace viabilità, sia esistente sia prevista, collega in maniera funzionale e diretta tali zone con la città e con la viabilità territoriale. 13.5. GLI AMBITI RURALI – ZONE E.
ollega in maniera funzionale e diretta tali zone con la città e con la viabilità territoriale. 13.5. GLI AMBITI RURALI – ZONE E. Rappresentati dalla seguente sottozona: Sottozona E1 Le aree per le attività agricole. Sono le zone del territorio extraurbano a destinazione agricola Si rappresenta, ad ogni buon fine, che, con l’azione pianificatoria posta in essere col presente schema di massima, in relazione agli ambiti agricoli, sono da
ine, che, con l’azione pianificatoria posta in essere col presente schema di massima, in relazione agli ambiti agricoli, sono da considerarsi ottemperate le prescrizioni di legge ex art. 2 della l.r. 71/78 che testualmente recita ”«………..omissis…… Nella formazione degli strumenti urbanistici generali non possono essere destinati ad usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di infrastrutture ed impianti a supporto dell'
usi extra agricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue o dotati di infrastrutture ed impianti a supporto dell' attività agricola, se non in via eccezionale, quando manchino ragionevoli possibilità di localizzazioni alternative”…….omissis ……….Nei nuovi strumenti urbanistici dei comuni di cui al comma precedente le zone destinate dagli strumenti urbanistici vigenti a verde agricolo possono essere destinate, per non più del 40 per cento, ad insediamenti di edilizia economica e
nistici vigenti a verde agricolo possono essere destinate, per non più del 40 per cento, ad insediamenti di edilizia economica e popolare secondo le disposizioni vigenti e, per la parte rimanente, ad edificazione per edilizia residenziale, con indici di densità fondiaria comunque non superiori a quelli previsti per il verde agricolo nelle destinazioni degli strumenti urbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.» 13.6 LE AREE DESTINATE ALLE ATTREZZATURE ED AI SERVIZI.
rbanistici vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.» 13.6 LE AREE DESTINATE ALLE ATTREZZATURE ED AI SERVIZI. Suddivise in:
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 118 Se Attrezzature Scolastiche Esistenti Sp Attrezzature Scolastiche di Progetto Si intendono quelle aree destinate alla realizzazione di scuole di qualsiasi ordine e grado calcolate in funzione del rapporto con gli abitanti insediati e da insediare pari a 4,50 mq/ab. Ice Attrezzature di Interesse Collettivo Esistenti
one del rapporto con gli abitanti insediati e da insediare pari a 4,50 mq/ab. Ice Attrezzature di Interesse Collettivo Esistenti Icp Attrezzature di Interesse Collettivo di Progetto Si intendono quelle aree o fabbricati di interesse collettivo, religioso, culturale, sociale, ecc. definite nelle tavole grafiche e calcolate in funzione del rapporto con gli abitanti insediati e da insediare pari a 2,00 mq/ab. Ve Spazi pubblici a verde e sportivi Esistenti Vp Spazi pubblici a verde e sportivi di Progetto
da insediare pari a 2,00 mq/ab. Ve Spazi pubblici a verde e sportivi Esistenti Vp Spazi pubblici a verde e sportivi di Progetto Trattasi delle aree con funzioni di luoghi di aggregazione o di spazi a verde con giochi per i bambini, panche e sedili e zone con caratteristiche ornamentali, nonché delle aree attrezzate per lo sport (campi di calcio, tennis, piscina, palazzetto dello sport, tiro a volo ecc.) e loro pertinenze ed accessori, calcolate in funzione del rapporto con
ennis, piscina, palazzetto dello sport, tiro a volo ecc.) e loro pertinenze ed accessori, calcolate in funzione del rapporto con gli abitanti insediati e da insediare pari a 9,00 mq/ab. Pe Parcheggi Esistenti Pp Parcheggi di Progetto Si tratta degli spazi riservati alla sosta degli autoveicoli calcolati in funzione del rapporto con gli abitanti insediati e da insediare pari a 2,50 mq/ab. Ige Attrezzature di Interesse Generale Esistenti Igp Attrezzature di Interesse Generale di Progetto
insediare pari a 2,50 mq/ab. Ige Attrezzature di Interesse Generale Esistenti Igp Attrezzature di Interesse Generale di Progetto Si intendono quelle aree o fabbricati di interesse generale, religioso, culturale, sociale, ospedali ecc. definite nelle tavole grafiche di Piano. DS Distributori di carburante. Si intendono quelle aree e relativi fabbricati di servizio, destinati alla vendita dei carburanti, anche se non definite nelle tavole grafiche di Piano. 13.7. IL SISTEMA DEL VERDE.
rvizio, destinati alla vendita dei carburanti, anche se non definite nelle tavole grafiche di Piano. 13.7. IL SISTEMA DEL VERDE. Pa1 Parco territoriale urbano di valenza ambientale "Quartararo" Pa2 Parco territoriale urbano di valenza ambientale "Sieli"
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 119 Trattasi delle aree destinate a parco territoriale a servizio dell'area metropolitana catanese per la fruizione naturalistica ed il tempo libero, ovvero alla riqualificazione ambientale-naturalistica delle aree sottoposte a vincolo idrogeologico del comprensorio dei Sieli per le quali si pone,
icazione ambientale-naturalistica delle aree sottoposte a vincolo idrogeologico del comprensorio dei Sieli per le quali si pone, preliminarmente, un problema di bonifica idraulica e di difesa dell'erosione, nonchè alla concretizzazione di un parco urbano in contrada Quartararo che si configuri quale elemento caratterizzante la progettazione dell’ambiente, con un suo concreto inserimento nel circuito turistico regionale. Fondamentale è, quindi, sia la finalità di recupero ambientale di una
parte della prevista mobilità ciclabile (o "mobilità ciclistica").
suo concreto inserimento nel circuito turistico regionale. Fondamentale è, quindi, sia la finalità di recupero ambientale di una straordinaria formazione geologica esposta, oggi, ad un progressivo degrado idro-geologico, sia la possibilità di creazione di un’attrezzatura integrata con attività per il tempo libero, sportive e di fruizione naturalistica a servizio dell’Area Metropolitana, agevolato dall’integrazione e attraversamento da parte della prevista mobilità ciclabile (o "mobilità ciclistica").
parte della prevista mobilità ciclabile (o "mobilità ciclistica").
tropolitana, agevolato dall’integrazione e attraversamento da parte della prevista mobilità ciclabile (o "mobilità ciclistica"). Per tali ambiti di notevole interesse ambientale è fondamentale, peraltro, il ruolo del privato per promuoverne il recupero e la valorizzazione - a fronte di modesta quota di edificabilità finalizzata alla fruizione dei Parchi ed alla ricettività per il turismo nel verde - trattandosi di un’area che, unitamente al
à finalizzata alla fruizione dei Parchi ed alla ricettività per il turismo nel verde - trattandosi di un’area che, unitamente al ruolo di “polmone verde metropolitano”, si configura altresì quale sistema di cinta del centro urbano consolidato e di schermo ecologico-ambientale tra quest’ultimo e la sottostante area produttiva (Ard). La superficie relativa ai suddetti parchi non è stata considerata, a vantaggio di sicurezza, fra quelle di standard.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 120 14. LA PEREQUAZIONE NEL PIANO URBANISTICO. La diffusione della cosiddetta perequazione urbanistica è stata promossa dal documento congressuale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, che nel 1995 evidenzia come l’obiettivo generale di un piano comunale debba essere quello di
’Istituto Nazionale di Urbanistica, che nel 1995 evidenzia come l’obiettivo generale di un piano comunale debba essere quello di realizzare il principio di eguaglianza fra i cittadini, cioè quello di programmare un’evoluzione urbana e territoriale la cui qualità sia disponibile per tutti; strumentale a tale obiettivo è quello di realizzare il principio di perequazione fra le proprietà immobiliari coinvolte nella trasformazione urbana.
biettivo è quello di realizzare il principio di perequazione fra le proprietà immobiliari coinvolte nella trasformazione urbana. Nel mutato scenario del sistema vincolistico, che ha la sua ultima espressione legislativa nel “Testo unico sull’espropriazione”, diventa necessario abbandonare il criterio dell’esproprio generalizzato per adottare quello delle regole generalizzate. Occorre, quindi, che il piano comunale definisca potenzialità edificatorie uguali su
adottare quello delle regole generalizzate. Occorre, quindi, che il piano comunale definisca potenzialità edificatorie uguali su tutte le aree di trasformazione che si trovano nella stessa condizione urbanistico- giuridica, e chieda in cambio alle proprietà – operanti solidamente, perché vincolate nei comparti obbligatori – la stessa quota di aree, di opere realizzate e di contributi finanziari. In questo modo il piano urbanistico si adegua alla mutata concezione del
i aree, di opere realizzate e di contributi finanziari. In questo modo il piano urbanistico si adegua alla mutata concezione del ruolo dello Stato: non più lo Stato operatore, che attraverso il Comune procede all’urbanizzazione delle aree, poi cedute agli utilizzatori privati, ma lo Stato regolatore, che attraverso il Comune fissa le regole perequate per la trasformazione delle aree, sulle quali interverranno operatori e utilizzatori privati.
l Comune fissa le regole perequate per la trasformazione delle aree, sulle quali interverranno operatori e utilizzatori privati. Il piano urbanistico fisserà, dunque, le regole di perequazione da applicare nelle zone della trasformazione urbana, proposte per interi comparti; l’onere dell’attuazione e della realizzazione di gran parte delle attrezzature toccherà agli operatori privati, restando a carico degli operatori pubblici gli oneri per la
ne di gran parte delle attrezzature toccherà agli operatori privati, restando a carico degli operatori pubblici gli oneri per la realizzazione delle attrezzature e delle infrastrutture. L’attuazione del piano urbanistico affidata alle regole perequate nelle zone di trasformazione ridurrà di molto il ricorsi agli espropri, che resterà comunque inevitabile, in particolari circostanze, per realizzare singole opere pubbliche. Il principio perequativo diventa pertanto idoneo a risolvere due questioni: la
costanze, per realizzare singole opere pubbliche. Il principio perequativo diventa pertanto idoneo a risolvere due questioni: la fattibilità e l’equità del piano urbanistico. La sua attuazione avviene attraverso l’individuazione dei suoli omogenei per caratteristiche di fatto e di diritto, la loro classificazione in categorie e classi, e infine l’attribuzione ai suoli delle stessa categoria (destinazione) e classe (qualità) del medesimo indice di edificabilità. Alla base di ciò sta l’assunto che il valore
a categoria (destinazione) e classe (qualità) del medesimo indice di edificabilità. Alla base di ciò sta l’assunto che il valore fondiario sia funzione della capacità edificatoria dei suoli urbani, ossia dei diritti edificatori loro attribuiti.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 121 La perequazione urbanistica è attuata attraverso due ulteriori passaggi: l’individuazione del comparto urbanistico, che abbiamo definito “area risorsa”, ossia dell’ambito urbano che aggrega i diritti edificatori da utilizzare per realizzare una
che abbiamo definito “area risorsa”, ossia dell’ambito urbano che aggrega i diritti edificatori da utilizzare per realizzare una trasformazione concepita unitariamente, e la scelta al suo interno dei suoli sui quali devono essere concentrati i diritti edificatori. La prima attività è svolta tenendo conto della struttura proprietaria dei suoli urbani: questa deve risultare tale da consentire che le negoziazioni funzionali alla concentrazione dei diritti edificatori nei
urbani: questa deve risultare tale da consentire che le negoziazioni funzionali alla concentrazione dei diritti edificatori nei suoli selezionati abbiano luogo. La seconda attività è invece eseguita con riferimento ai criteri propri delle progettazione urbana. La prima definirà le quantità, la seconda la qualità del disegno urbano. Fino ad anni recenti era molto diffusa la prassi di reiterare i vincoli espropriativi in scadenza, soprattutto perché i Comuni quasi sempre non disponevano
lto diffusa la prassi di reiterare i vincoli espropriativi in scadenza, soprattutto perché i Comuni quasi sempre non disponevano e non dispongono dei mezzi finanziari per poter realizzare tempestivamente le opere pubbliche previste. La sentenza della Corte Costituzionale 20 maggio 1999, n. 179 riveste importanza essenziale nella redazione della rielaborazione del P.R.G., relativamente ai vincoli espropriativi e alla loro reiterazione.
nza essenziale nella redazione della rielaborazione del P.R.G., relativamente ai vincoli espropriativi e alla loro reiterazione. Secondo la Corte i vincoli espropriativi o di inedificabilità debbono essere delimitati nel tempo dalla legge statale o regionale, in modo non irragionevole e non arbitrario e, una volta delimitati, non debbono superare quel limite temporale, che diventa il limite di sopportabilità del vincolo da parte del titolare del bene.
non debbono superare quel limite temporale, che diventa il limite di sopportabilità del vincolo da parte del titolare del bene. Con sentenza n. 179/1999, la Corte Costituzionale ha stabilito che la reiterazione dei vincoli urbanistici preordinati all’espropriazione è indennizzabile: l’obbligo specifico di indennizzo deve sorgere una volta superato il primo periodo di ordinaria durata temporanea del vincolo, quale determinata dal legislatore entro
sorgere una volta superato il primo periodo di ordinaria durata temporanea del vincolo, quale determinata dal legislatore entro limiti non irragionevoli, riconducibili alla normale sopportabilità del peso gravante in modo particolare sul singolo proprietario. In sostanza, la Corte non ha stabilito come debba essere determinata la misura dell’indennizzo, ma ha soltanto accennato all’esigenza della sua commisurazione al sacrificio subito, consistente nella diminuzione del valore di mercato del bene,
ennato all’esigenza della sua commisurazione al sacrificio subito, consistente nella diminuzione del valore di mercato del bene, rispetto alla destinazione giuridica precedente lo strumento urbanistico generale o la variante che ha imposto il vincolo. Per il resto, la Corte ha demandato al legislatore di esercitare le scelte tra misure risarcitorie, indennitarie e, in taluni casi, tra misure alternative riparatorie anche in forma specifica, mediante offerta ed assegnazione
e, indennitarie e, in taluni casi, tra misure alternative riparatorie anche in forma specifica, mediante offerta ed assegnazione di altre aree, idonee alle esigenze del soggetto che ha diritto ad un ristoro, ovvero mediante altri sistemi compensativi che penalizzano i soggetti interessati dalle scelte urbanistiche incidenti su beni determinati.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 122 Il testo unico sulle espropriazioni (di cui al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 e successive modificazioni: “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamenti in materia di espropriazione per pubblica utilità”) disciplina negli articoli da 8 a 12 i
disposizioni legislative e regolamenti in materia di espropriazione per pubblica utilità”) disciplina negli articoli da 8 a 12 i vincoli urbanistici preordinati all’esproprio in modo sistematico, fissando di regola una quinquennale entro la quale deve intervenire la dichiarazione di pubblica utilità. Se entro il periodo indicato non interviene la dichiarazione di pubblica utilità, si ha la decadenza automatica del vincolo preordinato all’esproprio e sul bene sono
rviene la dichiarazione di pubblica utilità, si ha la decadenza automatica del vincolo preordinato all’esproprio e sul bene sono consentiti gli interventi in conformità alle prescrizioni di cui all’art. 9 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni: ”Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”. Vale a dire che si produce una situazione equiparabile all’assenza di destinazione urbanistica, con conseguente obbligo per il Comune di attribuire all’area
na situazione equiparabile all’assenza di destinazione urbanistica, con conseguente obbligo per il Comune di attribuire all’area nella quale ricade il bene una nuova destinazione e, qualora ciò non avvenga, il proprietario dell’area interessata può promuovere gli interventi sostitutivi della Regione o dell’ente locale al quale sia stata conferita la funzione. Ora, il testo unico sull’espropriazione, all’art. 9, comma 4, precisa che il vincolo
e al quale sia stata conferita la funzione. Ora, il testo unico sull’espropriazione, all’art. 9, comma 4, precisa che il vincolo preordinato all’esproprio, dopo la sua decadenza, può essere motivatamente reiterato, con la rinnovazione dei procedimenti di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero di una variante, e tenendo conto delle esigenze di soddisfacimento degli standard urbanistici. L’art. 39 del testo unico sull’espropriazione prevede, “in attesa di un’organica
di soddisfacimento degli standard urbanistici. L’art. 39 del testo unico sull’espropriazione prevede, “in attesa di un’organica risistemazione della materia”, la corresponsione al proprietario di una indennità, commisurata all’entità del danno effettivamente prodotto. L’adunanza generale del Consiglio di Stato, nell’esprimere il proprio parere su quello che sarebbe divenuto l’art. 39 del testo unico sull’espropriazione, aveva
o di Stato, nell’esprimere il proprio parere su quello che sarebbe divenuto l’art. 39 del testo unico sull’espropriazione, aveva osservato che, commisurando l’indennità all’entità del danno effettivamente prodotto e considerando che fino all’espropriazione l’area continua ad essere utilizzata dal proprietario, si addossava a quest’ultimo l’onere di dimostrare il danno effettivamente subito a causa della reiterazione del vincolo. Il comma 2 dell’art. 39 in esame dispone che, in mancanza di previsione della
nte subito a causa della reiterazione del vincolo. Il comma 2 dell’art. 39 in esame dispone che, in mancanza di previsione della corresponsione dell’indennità negli atti di imposizione del vincolo preordinato all’esproprio, l’autorità che ha disposto la reiterazione del vincolo è tenuta a liquidare l’indennità, entro il termine di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento ed a corrisponderla entro i successivi trenta
e di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento ed a corrisponderla entro i successivi trenta giorni, decorsi i quali sono dovuti anche gli interessi legali. Al riguardo, l’adunanza generale (nel citato parere) aveva sottolineato che la disposizione evita la pronuncia di annullamento del provvedimento di reiterazione del
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 123 vincolo in caso di mancata previsione dell’indennizzo. Infatti, come già segnalato in precedenza dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato (sentenza 22 dicembre 1999 n. 24), la mancata previsione dell’indennizzo comporta l’annullamento degli atti che
nsiglio di Stato (sentenza 22 dicembre 1999 n. 24), la mancata previsione dell’indennizzo comporta l’annullamento degli atti che hanno reiterato il vincolo non integralmente o nella parte in cui hanno inciso sul bene, ma soltanto nella parte in cui l’indennizzo non sia stato previsto. Ciò perché l’indennizzo è dovuto direttamente per legge.
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 124 ALLEGATI
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 125 Pubbliche Se1 (A) Istituto Comprensivo A. Gabelli 7.985 Se2 (A) Istituto Comprensivo Pitagora 15.974 Se3 (A) Asilo nido via S. Antonio Abate 1.210 TOTALE zona A
ensivo A. Gabelli 7.985 Se2 (A) Istituto Comprensivo Pitagora 15.974 Se3 (A) Asilo nido via S. Antonio Abate 1.210 TOTALE zona A Se4 (B2) Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci 8.806 totale zona B2 8 .8 06 Se5 (B3) Istituto Comprensivo P. Pio da Petralcina 14.311 Se6 (B3) Istituto Comprensivo Don Milani 16.863 Se7 (B3) Scuola materna Giovanni Falcone 3.858 Se8 (B3) Istituto via Puglia 12.278 Se9 (B3) Istituto Comprensivo Leonardo Sciascia 5.100 totale zona B3 52 .41 0 TOTALE zona B SOM M AN O m q 86 .38 5
uglia 12.278 Se9 (B3) Istituto Comprensivo Leonardo Sciascia 5.100 totale zona B3 52 .41 0 TOTALE zona B SOM M AN O m q 86 .38 5 Pubbliche Ice1 (A) ufficio amministrativo Municipio 1.740 Ice2 (A) Galleria Civica 58 Ice3 (A) Ufficio amministrativo Piazza Mazzini 78 Ice4 (A) edificio ecclesiastico Chiesa San Rocco 106 Ice5 (A) edificio ecclesiastico Chiesa san Giuseppe 228 Ice6 (A) edificio ecclesiastico Chiesa M. SS. Delle Grazie 2.799 Ice7 (A) edicifio ecclesiastico Oratorio Chiesa S. Maria delle Grazie 550
dificio ecclesiastico Chiesa M. SS. Delle Grazie 2.799 Ice7 (A) edicifio ecclesiastico Oratorio Chiesa S. Maria delle Grazie 550 Ice8 (A) Edificio di rappresentanza Palazzo del Senato 331 Ice9 (A) Biblioteca Comunale ex Ospizio 543 Ice10 (A) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Lucia 292 Ice11 (A) edificio ecclesiastico 674 Ice12 (A) edificio ecclesiastico Oratorio Chiesa San Nicolò 600 Ice13 (A) edifico ecclesiastico Collegio di Maria 1.283 Ice14 (A) Centro culturale Stabilimento Monaco 2.664 TOTALE zona A
ò 600 Ice13 (A) edifico ecclesiastico Collegio di Maria 1.283 Ice14 (A) Centro culturale Stabilimento Monaco 2.664 TOTALE zona A Ice15 (B1) ufficio amministrativo via Dei Vespri 274 Ice16 (B1) edificio ecclesiastico Chiesa Sant'Angela Merici 263 Ice17 (B1) Ufficio Postale 1.446 Ice18 (B1) ASL 3.589 Ice19 (B1) Isola ecologica, Ufficio amministrativo via Garibaldi 7.762 totale zona B1 13 .33 4 Ice20 (B2) Centro culturale Laboratorio di Città 7.388
ogica, Ufficio amministrativo via Garibaldi 7.762 totale zona B1 13 .33 4 Ice20 (B2) Centro culturale Laboratorio di Città 7.388 Ice21 (B2) edificio ecclesiastico Chiesa Divina Provvidenza 3.050 totale zona B2 10 .43 8 Ice22 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa Beato Cardinale Dusmet 1.985 Ice23 (B3) Centro culturale via Turi Scordo 2.930 Ice24 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Bernadette 872 Ice25 (B3) edificio di culto Sala del Regno dei Testimoni di Geova 1.341
(B3) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Bernadette 872 Ice25 (B3) edificio di culto Sala del Regno dei Testimoni di Geova 1.341 Ice26 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa San Carlo Borromeo 1.954 Ice27 (B3) Centro culturale Quartiere Serra 3.195 Ice28 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa San Massimiliano Kolbe 11.051 Ice29 (B3) Centro culturale via Nicolosoto 2.933 Ice30 (B3) Ufficio amministrativo via Partigiani d'Italia 2.691 totale zona B3 28 .95 2 TOTALE zona B SOM M AN O (m q) 64 .6 70 25 .16 9 61 .21 6
L'ISTRUZION E IN TERESSE C OM UN E E SPORT AREE PER L'ISTRUZION E
o amministrativo via Partigiani d'Italia 2.691 totale zona B3 28 .95 2 TOTALE zona B SOM M AN O (m q) 64 .6 70 25 .16 9 61 .21 6 11 .9 46 52 .7 24 L'ISTRUZION E IN TERESSE C OM UN E E SPORT AREE PER L'ISTRUZION E ATTREZZATURE DI IN TERESSE C OM UN E Piazza Mazzini Chiesa San Nicolò COMUNE DI MISTERBIANCO SUPERFICI SERVIZI ESISTENTI Zona A+B SPAZI AD USO PUBBLIC O AREE PER ATTREZZATURE DI VERDE ATTREZZATO PARC HEGGI
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 126 Pubbliche Ve1 (A) area di verde urbano Villa Comunale 12.511 Ve2 (A) area di verde urbano Piazza Mazzini 1.523 Ve3 (A) area di verde urbano Piazza Dante 1.445 Ve4 (A) area di verde urbano Largo Maria Li Destri 184 Ve5 (A) area di verde urbano Piazza Sacerdote Longo 238 Ve6 (A) area di verde urbano Piazza San Giuseppe 299
Maria Li Destri 184 Ve5 (A) area di verde urbano Piazza Sacerdote Longo 238 Ve6 (A) area di verde urbano Piazza San Giuseppe 299 Ve7 (A) Attrezzature sportive Campetti Milicia 4.648 TOTALE zona A Ve8 (B1) area di verde urbano Piazza della Resistenza 1.390 Ve9 (B1) area di verde urbano Piazza angolo via Garibaldi via delle Terme 822 Ve10 (B1) area di verde urbano Piazzetta via Galimberti 275 Ve11 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 199 Ve12 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 291
a via Galimberti 275 Ve11 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 199 Ve12 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 291 Ve13 (B1) ufficio amministrativo, impianti sportivi e culturali via San Rocco Vecchio 35.167 Ve13 bis (B1) area di verde urbano 2.758 totale zona B1 4 0 .9 0 2 Ve14 (B3) area di verde urbano Piazzetta via Firenze angolo via Milano 679 Ve15 (B3) area di verde urbano Piazza Nilde Iotti 871 Ve16 (B3) area di verde attrezzato via Salerno 4.454
angolo via Milano 679 Ve15 (B3) area di verde urbano Piazza Nilde Iotti 871 Ve16 (B3) area di verde attrezzato via Salerno 4.454 Ve17 (B3) area di verde attrezzato via Martini di via Fani 2.049 Ve18 (B3) Impianto sportivo via Sardegna 1.406 Ve19 (B3) area di verde urbano Piazza Berlinguer 1.365 Ve20 (B3) area di verde urbano Piazza Berlinguer 1.853 Ve21 (B3) area di verde urbano via Brancati 1.211 Ve22 (B3) area di verde urbano via dell'Alloro 1.452 Ve23 (B3) area di verde urbano via delle Margherite 8.030
ia Brancati 1.211 Ve22 (B3) area di verde urbano via dell'Alloro 1.452 Ve23 (B3) area di verde urbano via delle Margherite 8.030 Ve24 (B3) area di verde urbano via della Zagara 4.933 Ve25 (B3) area di verde attrezzato via Poggio del Lupo 1.669 Ve26 (B3) area di verde urbano via Poggio del Lupo 279 Ve27 (B3) area di verde urbano via Lombardia - via Emilia Romagna 1.486 Ve28 (B3) area di verde urbano via Lombardia - via Emilia Romagna 167 Ve29 (B3) area di verde urbano via Sabin 2.360
magna 1.486 Ve28 (B3) area di verde urbano via Lombardia - via Emilia Romagna 167 Ve29 (B3) area di verde urbano via Sabin 2.360 Ve30 (B3) area di verde urbano via Cefalù 2.083 Ve31 (B3) area di verde urbano Campo sportivo - Toruccio La Piana 51.031 Ve32 (B3) area di verde urbano Parco sub-urbano Campanarazzu 6.027 Ve33 (B3) area di verde urbano Belsito 2.013 Ve34 (B3) area di verde attrezzato Belsito 2.275 totale zona B3 9 7 .6 9 3 TOTALE zona B SOM M AN O (m q) 15 9.4 4 3 Pubblici
13 Ve34 (B3) area di verde attrezzato Belsito 2.275 totale zona B3 9 7 .6 9 3 TOTALE zona B SOM M AN O (m q) 15 9.4 4 3 Pubblici Pe1 (A) parcheggio via Roma angolo via Mulini 1.018 Pe2 (A) parcheggio via Mulini 787 Pe3 (A) parcheggio collegamento via San Giuseppe - via Manzoni 1.975 Pe4 (A) parcheggio Milicia 8.037 TOTALE zona A Pe5 (B1) parcheggio Cimitero 3.965 Pe6 (B1) parcheggio Piazza Mercato 6.737 Pe7 (B1) parcheggio Piazza Urban 1.191 Pe8 (B1) parcheggio Milicia 2.565
Cimitero 3.965 Pe6 (B1) parcheggio Piazza Mercato 6.737 Pe7 (B1) parcheggio Piazza Urban 1.191 Pe8 (B1) parcheggio Milicia 2.565 Pe9 (B1) parcheggio via Garibaldi 2.936 totale zona B1 1 7 .3 9 4 Pe10 (B2) parcheggio Piazzetta in via Nunzio Caudullo 996 totale zona B2 99 6 Pe11 (B3) parcheggio via Milano 752 Pe12 (B3) parcheggio via Modena 579 Pe13 (B3) parcheggio via Modena 486 Pe14 (B3) parcheggio via Alfredo Nobel 2.119 Pe15 (B3) parcheggio Piazza Motta 2.447 Pe16 (B3) parcheggio via Meazza 780
ena 486 Pe14 (B3) parcheggio via Alfredo Nobel 2.119 Pe15 (B3) parcheggio Piazza Motta 2.447 Pe16 (B3) parcheggio via Meazza 780 Pe17 (B3) parcheggio via degli Anemoni 574 Pe18 (B3) parcheggio via delle Rose 1.879 Pe19 (B3) parcheggio via delle Margherite 1.789 Pe20 (B3) parcheggio C2 - Belsito 686 Pe21 (B3) parcheggio C2 - Belsito 374 Pe22 (B3) parcheggio C2 - Belsito 351 Pe23 (B3) parcheggio C2 - Belsito 378 Pe24 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.294 Pe25 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.262
VERDE ATTREZZATO E SPORT PARC HEGGI
elsito 351 Pe23 (B3) parcheggio C2 - Belsito 378 Pe24 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.294 Pe25 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.262 Pe26 (B3) Mercato Piazza Teresa di Calcutta 5.685 Pe27 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.132 totale zona B3 2 2 .5 6 7 TOTALE zone B SOM M AN O (m q) 5 2.7 74 86 .3 85 64 .67 0 15 9.4 4 3 5 2 .7 7 4 2 0 .8 4 8 VERDE ATTREZZATO E SPORT PARC HEGGI TOTALI SUPERF IC I (m q) TOTALE GENERALE mq. 363.272 13 8.5 9 5 1 1.8 17 4 0.9 57 COMUNE DI MISTERBIANCO SUPERFICI SERVIZI ESISTENTI
COMUNE DI MISTERBIANCO SUPERFICI SERVIZI ESISTENTI
LI SUPERF IC I (m q) TOTALE GENERALE mq. 363.272 13 8.5 9 5 1 1.8 17 4 0.9 57 COMUNE DI MISTERBIANCO SUPERFICI SERVIZI ESISTENTI Zona A+B
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RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 127 N ote Superficie (m q) Su bt ot ali ( m q) Spt03* (B1) riferim e nto - Delibera di C onsiglio C o m unale n.0 6 del 2 8 .0 3 .2 0 0 7 (asilo nido) 1 .2 4 6 ,0 0 Spt04* (B1) riferim e nto - Delibera di C onsiglio C o m unale n.0 6 del 2 8 .0 3 .2 0 0 7 (scuo la m ate rna) 1 .2 4 5 ,0 0 Spt6 (B3) 9 .4 2 0 ,0 0
e nto - Delibera di C onsiglio C o m unale n.0 6 del 2 8 .0 3 .2 0 0 7 (scuo la m ate rna) 1 .2 4 5 ,0 0 Spt6 (B3) 9 .4 2 0 ,0 0 Spt47 (B3) 1 1 .7 0 7 ,0 0 Icpt66 (A) 1 0 8 ,0 0 Icpt10 (B1) 1 3 .8 8 4 ,0 0 Icpt9 (B3) 2 7 .5 6 8 ,0 0 Icpt23 (B3) 1 1 .2 6 8 ,0 0 Vpt01* (A) 2 3 3 ,0 0 Vpt02* (B1) riferim e nto - Delibera di C onsiglio C o m unale n.0 6 del 2 8 .0 3 .2 0 0 7 5 3 4 ,0 0 Vpt48 (B1) 2 2 .3 2 4 ,0 0 Vpt44 (B3) 4 .4 6 8 ,0 0 Vpt59 (B3) 9 2 4 ,0 0 Vpt60 (B3) 1 .1 7 5 ,0 0 Vpt61 (B3) 1 .1 9 9 ,0 0
,0 0 Vpt48 (B1) 2 2 .3 2 4 ,0 0 Vpt44 (B3) 4 .4 6 8 ,0 0 Vpt59 (B3) 9 2 4 ,0 0 Vpt60 (B3) 1 .1 7 5 ,0 0 Vpt61 (B3) 1 .1 9 9 ,0 0 Vpt62 (B3) 1 .6 7 7 ,0 0 Ppt43 (B3) 6 .3 1 7 ,0 0 Ppt63 (B3) 1 .6 2 8 ,0 0 som m ano 1 1 6 .9 2 5 ,0 0 116.925,00 Superficie (m q) Su bt ot ali ( m q) Vp1 (B3 ) 4.408 Vp2 (B3 ) 38.036 Pp3 (B3 ) 2.087 Pp4 (B3 ) 1.476 som m ano 4 6 .0 0 7 ,0 0 46.007,00 Superficie (m q) Su bt ot ali ( m q) S1 0 pp 6.153 S1 1 pp 15.457 V3 3 pp 6.576 V3 4 pp 3.675 som m ano 3 1 .8 6 1 ,0 0 31.861,00
uperficie (m q) Su bt ot ali ( m q) S1 0 pp 6.153 S1 1 pp 15.457 V3 3 pp 6.576 V3 4 pp 3.675 som m ano 3 1 .8 6 1 ,0 0 31.861,00 52.828,00 OO.PP. N .6 3 :Sistemazione area a parcheg g io in via Pug lia ang olo strada per S.Giovanni Galermo ne lla frazione Serra OO.PP. N .5 9 : Sistem azio ne area a verde attrezzato in via Um bria ang olo via L azio nella frazione Serra OO.PP. N .6 0 : Sistem azio ne area a verde attrezzato in via R. Anselm i ang o lo via S. Ag ata nella frazio ne L ineri
e Serra OO.PP. N .6 0 : Sistem azio ne area a verde attrezzato in via R. Anselm i ang o lo via S. Ag ata nella frazio ne L ineri OO.PP. N .6 1 : Sistem azio ne area a verde attrezzato in via de i Giacinti nella frazione Belsito OO.PP. N .2 3 : Sistem azione aree attrezzate per protezione civile OO.PP. N .4 8 : Realizzazione area a parcheg g io co n sistem azione a verde ne l quartiere "M ang aneddi" riferim e nto - Delibera del C onsiglio C om unale n.0 6 de l 2 8 .0 3 .2 0 0 7
tem azione a verde ne l quartiere "M ang aneddi" riferim e nto - Delibera del C onsiglio C om unale n.0 6 de l 2 8 .0 3 .2 0 0 7 OO.PP. N .9 : Costruzione di im pianto sportivo di quartiere nella frazione L ineri-se rra OO.PP. N .1 0 : Costruzione di im pianto natatorio coperto 7.945,00 OO.PP. N .4 7 : Costruzio ne scuo la m edia di 1 8 aule nella frazione Se rra OO.PP. N .4 3 :Realizzazione parcheg g io in via Po rtella della Ginestra
io ne scuo la m edia di 1 8 aule nella frazione Se rra OO.PP. N .4 3 :Realizzazione parcheg g io in via Po rtella della Ginestra OO.PP. N .6 2 : Sistem azio ne area a verde attrezzato in via Etnea nella frazione Serra Verde Verde 21.610,00 10.251,00 23.618,00 32.534,00 OO.PP. N .6 : Costruzio ne e dificio scolastico ne lla frazione Belsito (ICS L eo nardo Sciascia) Opere Previste dal Piano Triennale OO.PP. 2011-2013 di nuova previsione o di riconferma servizi di progetto
L eo nardo Sciascia) Opere Previste dal Piano Triennale OO.PP. 2011-2013 di nuova previsione o di riconferma servizi di progetto R i f eri m en t o E len c o P riori t à Gen erale Opere e servizi di piano OO.PP. N .6 6 : Realizzazione di un ce ntro servizi "ex Stabilim ento M onaco" OO.PP. N .4 4 : Sistem azio ne area a verde attrezzato in via A. De Curtis in c/da M alavig na Attre zzatura per l'istruzio ne Opere e servizi Piani Particolareggiati convenzionati (C2 Belsito) Attre zzatura per l'istruzio ne
tre zzatura per l'istruzio ne Opere e servizi Piani Particolareggiati convenzionati (C2 Belsito) Attre zzatura per l'istruzio ne parcheg g io parcheg g io are a di verde urbano 42.444,00 are a di verde urbano 3.563,00
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 128 Tabella riassuntiva stato di fatto e fabbisogno servizi a livello residenziale (Popolazione insediata - ab. 37.919) abitanti abitanti abitanti Tipo di servizio ATTREZZATURE 86.385 mq ( 2,28 mq/ab.) (4,5/2 mq/ab.) = 85.318 mq 1.067 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 64.670 mq ( 1,71 mq/ab.) (2,0/2 mq/ab.) = 37.919 mq 26.751 mq
SCOLASTICHE
.) (4,5/2 mq/ab.) = 85.318 mq 1.067 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 64.670 mq ( 1,71 mq/ab.) (2,0/2 mq/ab.) = 37.919 mq 26.751 mq COMUNE VERDE 159.443 mq ( 4,20 mq/ab.) (9,0/2 mq/ab.) = 170.636 mq -11.193 mq PARCHEGGI 52.774 mq ( 1,39 mq/ab.) (2,5/2 mq/ab.) = 47.399 mq 5.375 mq TOTALE 363.272 mq ( 9,58 mq/ab) (18,0/2 mq/ab.) = 341.271 mq 22.001 mq COMUNE DI MISTERBIANCO PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. ZONE A + B 37.919 37.919 37.919 Superf. esistente Fabbisogno Scarto dallo standard
VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G.
VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. ZONE A + B 37.919 37.919 37.919 Superf. esistente Fabbisogno Scarto dallo standard e standard attuale D.M. 02/04/68 (mq) (mq) (mq)
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 129 Tabella riassuntiva stato di fatto e fabbisogno servizi a livello residenziale (Popolazione insediabile - ab.40.000) abitanti abitanti abitanti Tipo di servizio ATTREZZATURE 131.613 mq ( 3,29 mq/ab.) (4,5/2 mq/ab.) = 90.000 mq 41.613 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 117.498 mq ( 2,94 mq/ab.) (2,0/2 mq/ab.) = 40.000 mq 77.498 mq
SCOLASTICHE
(4,5/2 mq/ab.) = 90.000 mq 41.613 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 117.498 mq ( 2,94 mq/ab.) (2,0/2 mq/ab.) = 40.000 mq 77.498 mq COMUNE VERDE 244.672 mq ( 6,12 mq/ab.) (9,0/2 mq/ab.) = 180.000 mq 64.672 mq PARCHEGGI 64.282 mq ( 1,61 mq/ab.) (2,5/2 mq/ab.) = 50.000 mq 14.282 mq TOTALE 558.065 mq ( 13,95 mq/ab) (18,0/2 mq/ab.) = 360.000 mq 198.065 mq e standard D.M. 02/04/68 (mq) (mq) (mq) 40.000 40.000 40.000 Superf. esistente + progetto Fabbisogno Scarto dallo standard COMUNE DI MISTERBIANCO PRG
COMUNE DI MISTERBIANCO PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G.
/68 (mq) (mq) (mq) 40.000 40.000 40.000 Superf. esistente + progetto Fabbisogno Scarto dallo standard COMUNE DI MISTERBIANCO PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. ZONE A + B (*) La superficie cosiddetta di “progetto“ è stata computata sommando: la Superficie relativa alle opere Previste dal Piano Triennale OO.PP. 2011-2013. la Superficie delle nuove opere previste dal presente Piano la Superficie prevista dai PdL ad oggi convenzionati
2011-2013. la Superficie delle nuove opere previste dal presente Piano la Superficie prevista dai PdL ad oggi convenzionati Molti degli edifici presenti nelle zone territoriali omogenee A e B sono stati realizzati antecedentemente all’entrata in vigore del decreto ministeriale 18 dicembre 1975 – “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da
ggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nell’esecuzione di opere di edilizia scolastica”, pertanto non è possibile avere una coerente corrispondenza tra le dimensioni urbanistiche ed edilizie dei più grandi edifici scolastici nella città consolidata a Comiso. (*) (**)
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 130 Pubbliche Se1 (A) Istituto Comprensivo A. Gabelli 7.985 Se2 (A) Istituto Comprensivo Pitagora 15.974 Se3 (A) Asilo nido via S. Antonio Abate 1.210 TOTALE zona A Se4 (B2) Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci 8.806 totale zona B2 8.8 0 6 Se5 (B3) Istituto Comprensivo P. Pio da Petralcina 14.311
- Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci 8.806 totale zona B2 8.8 0 6 Se5 (B3) Istituto Comprensivo P. Pio da Petralcina 14.311 Se6 (B3) Istituto Comprensivo Don Milani 16.863 Se7 (B3) Scuola materna Giovanni Falcone 3.858 Se8 (B3) Istituto via Puglia 12.278 Se9 (B3) Istituto Comprensivo Leonardo Sciascia 5.100 totale zona B3 52 .4 1 0 TOTALE zona B SOM M AN O m q 86 .3 8 5 Pubbliche Ice1 (A) ufficio amministrativo Municipio 1.740 Ice2 (A) Galleria Civica 58
1 0 TOTALE zona B SOM M AN O m q 86 .3 8 5 Pubbliche Ice1 (A) ufficio amministrativo Municipio 1.740 Ice2 (A) Galleria Civica 58 Ice3 (A) Ufficio amministrativo Piazza Mazzini 78 Ice4 (A) edificio ecclesiastico Chiesa San Rocco 106 Ice5 (A) edificio ecclesiastico Chiesa san Giuseppe 228 Ice6 (A) edificio ecclesiastico Chiesa M. SS. Delle Grazie 2.799 Ice7 (A) edicifio ecclesiastico Oratorio Chiesa S. Maria delle Grazie 550 Ice8 (A) Edificio di rappresentanza Palazzo del Senato 331
(A) edicifio ecclesiastico Oratorio Chiesa S. Maria delle Grazie 550 Ice8 (A) Edificio di rappresentanza Palazzo del Senato 331 Ice9 (A) Biblioteca Comunale ex Ospizio 543 Ice10 (A) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Lucia 292 Ice11 (A) edificio ecclesiastico 674 Ice12 (A) edificio ecclesiastico Oratorio Chiesa San Nicolò 600 Ice13 (A) edifico ecclesiastico Collegio di Maria 1.283 Ice14 (A) Centro culturale Stabilimento Monaco 2.664 TOTALE zona A Ice15 (B1) ufficio amministrativo via Dei Vespri 274
ia 1.283 Ice14 (A) Centro culturale Stabilimento Monaco 2.664 TOTALE zona A Ice15 (B1) ufficio amministrativo via Dei Vespri 274 Ice16 (B1) edificio ecclesiastico Chiesa Sant'Angela Merici 263 Ice17 (B1) Ufficio Postale 1.446 Ice18 (B1) ASL 3.589 Ice19 (B1) Isola ecologica, Ufficio amministrativo via Garibaldi 7.762 totale zona B1 13 .3 3 4 Ice20 (B2) Centro culturale Laboratorio di Città 7.388 Ice21 (B2) edificio ecclesiastico Chiesa Divina Provvidenza 3.050 totale zona B2 10 .4 3 8
culturale Laboratorio di Città 7.388 Ice21 (B2) edificio ecclesiastico Chiesa Divina Provvidenza 3.050 totale zona B2 10 .4 3 8 Ice22 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa Beato Cardinale Dusmet 1.985 Ice23 (B3) Centro culturale via Turi Scordo 2.930 Ice24 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Bernadette 872 Ice25 (B3) edificio di culto Sala del Regno dei Testimoni di Geova 1.341 Ice26 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa San Carlo Borromeo 1.954 Ice27 (B3) Centro culturale Quartiere Serra 3.195
Geova 1.341 Ice26 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa San Carlo Borromeo 1.954 Ice27 (B3) Centro culturale Quartiere Serra 3.195 Ice28 (B3) edificio ecclesiastico Chiesa San Massimiliano Kolbe 11.051 Ice29 (B3) Centro culturale via Nicolosoto 2.933 Ice30 (B3) Ufficio amministrativo via Partigiani d'Italia 2.691 totale zona B3 28 .9 5 2 TOTALE zona B Ice31 (D1) Ufficio amministrativo ex Movicar 12.759 totale zona D1 Ice32 (ES) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Maria degli Ammalati 135
L'ISTRUZION E IN TERESSE C OM UN E E SPORT AREE PER L'ISTRUZION E
Ufficio amministrativo ex Movicar 12.759 totale zona D1 Ice32 (ES) edificio ecclesiastico Chiesa Santa Maria degli Ammalati 135 Ice33 (ES) edificio ecclesiastico ? 194 totale zona ES Ice34 (E) icona votiva Contrada Sant'Antonio Romito 31 totale zona E SOM M AN O (m q) 77 .7 8 9 25 .1 6 9 61 .2 1 6 11 .9 4 6 52 .7 2 4 12 .7 5 9 3 2 9 3 1 L'ISTRUZION E IN TERESSE C OM UN E E SPORT AREE PER L'ISTRUZION E ATTREZZATURE DI IN TERESSE C OM UN E Piazza Mazzini Chiesa San Nicolò COMUNE DI MISTERBIANCO
UN E E SPORT AREE PER L'ISTRUZION E ATTREZZATURE DI IN TERESSE C OM UN E
UN E E SPORT AREE PER L'ISTRUZION E ATTREZZATURE DI IN TERESSE C OM UN E Piazza Mazzini Chiesa San Nicolò COMUNE DI MISTERBIANCO SUPERFICI SERVIZI ESISTENTI TOTALE . SPAZI AD USO PUBBLIC O AREE PER ATTREZZATURE DI VERDE ATTREZZATO PARC HEGGI
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 131 Pubbliche Ve1 (A) area di verde urbano Villa Comunale 12.511 Ve2 (A) area di verde urbano Piazza Mazzini 1.523 Ve3 (A) area di verde urbano Piazza Dante 1.445 Ve4 (A) area di verde urbano Largo Maria Li Destri 184 Ve5 (A) area di verde urbano Piazza Sacerdote Longo 238 Ve6 (A) area di verde urbano Piazza San Giuseppe 299
Maria Li Destri 184 Ve5 (A) area di verde urbano Piazza Sacerdote Longo 238 Ve6 (A) area di verde urbano Piazza San Giuseppe 299 Ve7 (A) Attrezzature sportive Campetti Milicia 4.648 TOTALE zona A Ve8 (B1) area di verde urbano Piazza della Resistenza 1.390 Ve9 (B1) area di verde urbano Piazza angolo via Garibaldi via delle Terme 822 Ve10 (B1) area di verde urbano Piazzetta via Galimberti 275 Ve11 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 199 Ve12 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 291
a via Galimberti 275 Ve11 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 199 Ve12 (B1) area di verde urbano Via Nunzio Ferrara 291 Ve13 (B1) Impianti sportivi, culturali e mamministrativi via San Rocco Vecchio 35.167 Ve13 bis (B1) area di verde urbano 2.758 totale zona B1 4 0 .9 0 2 Ve14 (B3) area di verde urbano Piazzetta via Firenze angolo via Milano 679 Ve15 (B3) area di verde urbano Piazza Nilde Iotti 871 Ve16 (B3) area di verde attrezzato via Salerno 4.454
angolo via Milano 679 Ve15 (B3) area di verde urbano Piazza Nilde Iotti 871 Ve16 (B3) area di verde attrezzato via Salerno 4.454 Ve17 (B3) area di verde attrezzato via Martini di via Fani 2.049 Ve18 (B3) Impianto sportivo via Sardegna 1.406 Ve19 (B3) area di verde urbano Piazza Berlinguer 1.365 Ve20 (B3) area di verde urbano Piazza Berlinguer 1.853 Ve21 (B3) area di verde urbano via Brancati 1.211 Ve22 (B3) area di verde urbano via dell'Alloro 1.452 Ve23 (B3) area di verde urbano via delle Margherite 8.030
ia Brancati 1.211 Ve22 (B3) area di verde urbano via dell'Alloro 1.452 Ve23 (B3) area di verde urbano via delle Margherite 8.030 Ve24 (B3) area di verde urbano via della Zagara 4.933 Ve25 (B3) area di verde attrezzato via Poggio del Lupo 1.669 Ve26 (B3) area di verde urbano via Poggio del Lupo 279 Ve27 (B3) area di verde urbano via Lombardia - via Emilia Romagna 1.486 Ve28 (B3) area di verde urbano via Lombardia - via Emilia Romagna 167 Ve29 (B3) area di verde urbano via Sabin 2.360
magna 1.486 Ve28 (B3) area di verde urbano via Lombardia - via Emilia Romagna 167 Ve29 (B3) area di verde urbano via Sabin 2.360 Ve30 (B3) area di verde urbano via Cefalù 2.083 Ve31 (B3) area di verde urbano Campo sportivo - Toruccio La Piana 51.031 Ve32 (B3) area di verde urbano Parco sub-urbano Campanarazzu 6.027 Ve33 (B3) area di verde urbano Belsito 2.013 Ve34 (B3) area di verde attrezzato Belsito 2.275 totale zona B3 9 7 .6 9 3 TOTALE zona B SOM M AN O (m q) # # # # # Pubblici
013 Ve34 (B3) area di verde attrezzato Belsito 2.275 totale zona B3 9 7 .6 9 3 TOTALE zona B SOM M AN O (m q) # # # # # Pubblici Pe1 (A) parcheggio via Roma angolo via Mulini 1.018 Pe2 (A) parcheggio via Mulini 787 Pe3 (A) parcheggio collegamento via San Giuseppe - via Manzoni 1.975 Pe4 (A) parcheggio Milicia 8.037 TOTALE zona A Pe5 (B1) parcheggio Cimitero 3.965 Pe6 (B1) parcheggio Piazza Mercato 6.737 Pe7 (B1) parcheggio Piazza Urban 1.191 Pe8 (B1) parcheggio Milicia 2.565
Cimitero 3.965 Pe6 (B1) parcheggio Piazza Mercato 6.737 Pe7 (B1) parcheggio Piazza Urban 1.191 Pe8 (B1) parcheggio Milicia 2.565 Pe9 (B1) parcheggio via Garibaldi 2.936 totale zona B1 1 7 .3 9 4 Pe10 (B2) parcheggio Piazzetta in via Nunzio Caudullo 996 totale zona B2 9 9 6 Pe11 (B3) parcheggio via Milano 752 Pe12 (B3) parcheggio via Modena 579 Pe13 (B3) parcheggio via Modena 486 Pe14 (B3) parcheggio via Alfredo Nobel 2.119 Pe15 (B3) parcheggio Piazza Motta 2.447 Pe16 (B3) parcheggio via Meazza 780
ena 486 Pe14 (B3) parcheggio via Alfredo Nobel 2.119 Pe15 (B3) parcheggio Piazza Motta 2.447 Pe16 (B3) parcheggio via Meazza 780 Pe17 (B3) parcheggio via degli Anemoni 574 Pe18 (B3) parcheggio via delle Rose 1.879 Pe19 (B3) parcheggio via delle Margherite 1.789 Pe20 (B3) parcheggio C2 - Belsito 686 Pe21 (B3) parcheggio C2 - Belsito 374 Pe22 (B3) parcheggio C2 - Belsito 351 Pe23 (B3) parcheggio C2 - Belsito 378 Pe24 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.294 Pe25 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.262
VERDE ATTREZZATO E SPORT PARC HEGGI
elsito 351 Pe23 (B3) parcheggio C2 - Belsito 378 Pe24 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.294 Pe25 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.262 Pe26 (B3) Mercato Piazza Teresa di Calcutta 5.685 Pe27 (B3) parcheggio C2 - Belsito 1.132 totale zona B3 2 2 .5 6 7 TOTALE zone B Pe27 (D1) parcheggio via Pilata 1.162 Pe28 (D1) parcheggio Corso Carlo Marx 1.122 TOTALE zone D1 SOM M AN O (m q) 4 3 .2 4 1 8 6 .3 8 5 7 7 .7 8 9 1 5 9 .4 4 3 4 3 .2 4 1 2 0 .8 4 8 VERDE ATTREZZATO E SPORT PARC HEGGI TOTALI SUPERF IC I (m q)
VERDE ATTREZZATO E SPORT PARC HEGGI
4 3 .2 4 1 8 6 .3 8 5 7 7 .7 8 9 1 5 9 .4 4 3 4 3 .2 4 1 2 0 .8 4 8 VERDE ATTREZZATO E SPORT PARC HEGGI TOTALI SUPERF IC I (m q) TOTALE GENERALE mq. 366.858
# # #
1 1 .8 1 7 2 .2 8 4 4 0 .9 5 7 COMUNE DI MISTERBIANCO SUPERFICI SERVIZI ESISTENTI TOTALE .
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 132 N ote Superficie (m q) Su bt ot al i ( mq) Spt03* (B1) 1.2 4 6 ,00 Spt04* (B1) 1.2 4 5 ,00 Spt6 (B3) 9.4 2 0 ,00 Spt47 (B3) 1 1.7 0 7 ,00 Spt7 (D) 3.6 9 2 ,00 Icpt66 (A) 1 0 8 ,00 Icpt10 (B1) 1 3.8 8 4 ,00 Icpt9 (B3) 2 7.5 6 8 ,00 Icpt23 (B3) 1 1.2 6 8 ,00 Icpt26 (Ar) 4.8 1 5 ,00 Vpt01* (A) 2 3 3 ,00
8 ,00 Icpt10 (B1) 1 3.8 8 4 ,00 Icpt9 (B3) 2 7.5 6 8 ,00 Icpt23 (B3) 1 1.2 6 8 ,00 Icpt26 (Ar) 4.8 1 5 ,00 Vpt01* (A) 2 3 3 ,00 Vpt02* (B1) Riferim ento - Delibera di C onsiglio C om unale n.06 del 2 8 .03 .2 0 07 5 3 4 ,00 Vpt48 (B1) 2 2.3 2 4 ,00 Vpt44 (B3) 4.4 6 8 ,00 Vpt59 (B3) 9 2 4 ,00 Vpt60 (B3) 1.1 7 5 ,00 Vpt61 (B3) 1.1 9 9 ,00 Vpt62 (B3) 1.6 7 7 ,00 Vpt45 (Ar) 2 5.6 4 2 ,00 Ppt43 (B3) 6.3 1 7 ,00 Ppt63 (B3) 1.6 2 8 ,00 Ppt69 (D) 3.2 3 9 ,00 som m ano 1 5 4.3 1 3 ,00 154.313,00
pt45 (Ar) 2 5.6 4 2 ,00 Ppt43 (B3) 6.3 1 7 ,00 Ppt63 (B3) 1.6 2 8 ,00 Ppt69 (D) 3.2 3 9 ,00 som m ano 1 5 4.3 1 3 ,00 154.313,00 Superficie (m q) Su bt ot al i ( mq) Vp1 (B3 ) 4.4 0 8 ,00 Vp2 (B3 ) 3 8.0 3 6 ,00 Pp1 (Ar) 1.2 6 4 ,00 Pp2 (Ar) 1 4.5 7 9 ,00 Pp3 (B3 ) 2.0 8 7 ,00 Pp4 (B3 ) 1.4 7 6 ,00 som m ano 6 1.8 5 0 ,00 61.850,00 Superficie (m q) Su bt ot al i ( mq) S1 0 pp 6.1 5 3 ,00 S1 1 pp 1 5.4 5 7 ,00 V3 3 pp 6.5 7 6 ,00 V3 4 pp 3.6 7 5 ,00 som m ano 3 1.8 6 1 ,00 31.861,00 42.444,00
q) S1 0 pp 6.1 5 3 ,00 S1 1 pp 1 5.4 5 7 ,00 V3 3 pp 6.5 7 6 ,00 V3 4 pp 3.6 7 5 ,00 som m ano 3 1.8 6 1 ,00 31.861,00 42.444,00 Riferim ento - Delibera di C onsiglio C om unale n.06 del 2 8 .03 .2 0 07 58.176,00 OO.PP. N .6 1 : Sistem azione area a verde attrezzato in via dei Giacinti nella frazione Belsito OO.PP. N .6 0 : Sistem azione area a verde attrezzato in via R. Anselm i ang olo via S. Ag ata nella frazione L ineri parcheg g io
.PP. N .6 0 : Sistem azione area a verde attrezzato in via R. Anselm i ang olo via S. Ag ata nella frazione L ineri parcheg g io Opere Previste dal Piano Triennale OO.PP. 2011-2013 di nuova previsione o di riconferma servizi di progetto R i f eri m en t o E l en c o P ri ori t à G en eral e OO.PP. N .6 : Costruzione edificio scolastico nella frazione Belsito (ICS L eonardo Sciascia) Opere e servizi di piano Riferim ento - Delibera di C onsiglio C om unale n.06 del 2 8 .03 .2 0 07 (scuola m aterna)
o Sciascia) Opere e servizi di piano Riferim ento - Delibera di C onsiglio C om unale n.06 del 2 8 .03 .2 0 07 (scuola m aterna) OO.PP. N .6 2 : Sistem azione area a verde attrezzato in via Etnea nella frazione Serra OO.PP. N .1 0 : Costruzione di im pianto natatorio coperto OO.PP. N .9 : Costruzione di im pianto sportivo di quartiere nella frazione L ineri-serra OO.PP. N .7 : Realizzazione di un asilo nido in area di proprietà com unale
o sportivo di quartiere nella frazione L ineri-serra OO.PP. N .7 : Realizzazione di un asilo nido in area di proprietà com unale OO.PP. N .4 3 :Realizzazione parcheg g io in via Portella della Ginestra OO.PP. N .4 7 : Costruzione scuola m edia di 1 8 aule nella frazione Serra OO.PP. N .4 5 : Costruzione parco suburbano in c/da Erbe Bianche 27.310,00 Riferim ento - Delibera di C onsiglio C om unale n.06 del 2 8 .03 .2 0 07 (asilo nido) 57.643,00
in c/da Erbe Bianche 27.310,00 Riferim ento - Delibera di C onsiglio C om unale n.06 del 2 8 .03 .2 0 07 (asilo nido) 57.643,00 OO.PP. N .2 3 : Sistem azione aree attrezzate per protezione civile Attrezzatura per l'istruzione 21.610,00 Verde 10.251,00 11.184,00 OO.PP. N .6 6 : Ristrutturazione di fabbricato sito in v ia Rom a da adibire a centro di ag g recazione OO.PP. N .4 8 : Realizzazione area a parcheg g io con sistem azione a verde nel quartiere "M ang aneddi"
entro di ag g recazione OO.PP. N .4 8 : Realizzazione area a parcheg g io con sistem azione a verde nel quartiere "M ang aneddi" OO.PP. N .6 3 :Sistem azione area a parcheg g io in via Pug lia ang olo strada per S.Giov anni Galerm o nella frazione Serra Opere e servizi Piani Particolareggiati convenzionati (C2 Belsito) area di verde urbano parcheg g io parcheg g io 19.406,00 OO.PP. N .2 6 : Costruzione di un palazzetto dello sport
i (C2 Belsito) area di verde urbano parcheg g io parcheg g io 19.406,00 OO.PP. N .2 6 : Costruzione di un palazzetto dello sport OO.PP. N .4 4 : Sistem azione area a verde attrezzato in via A. De Curtis in c/da M alavig na OO.PP. N .5 9 : Sistem azione area a verde attrezzato in via Um bria ang olo via L azio nella frazione Serra OO.PP. N .6 9 : Realizzazione di parcheg g io scam biatore in corrispondenza della futura m etropolitana Verde Attrezzatura per l'istruzione area di verde urbano
parcheg g io scam biatore in corrispondenza della futura m etropolitana Verde Attrezzatura per l'istruzione area di verde urbano parcheg g io scam biatore m etropolitana
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 133 Tabella riassuntiva stato di fatto e fabbisogno servizi a livello residenziale (Popolazione insediata - ab. 49.166) abitanti abitanti abitanti Tipo di servizio ATTREZZATURE 86.385 mq ( 1,76 mq/ab.) (4,5 mq/ab.) = 221.247 mq -134.862 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 77.789 mq ( 1,58 mq/ab.) (2,0 mq/ab.) = 98.332 mq -20.543 mq
SCOLASTICHE
) (4,5 mq/ab.) = 221.247 mq -134.862 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 77.789 mq ( 1,58 mq/ab.) (2,0 mq/ab.) = 98.332 mq -20.543 mq COMUNE VERDE 159.443 mq ( 3,24 mq/ab.) (9,0 mq/ab.) = 442.494 mq -283.051 mq PARCHEGGI 43.241 mq ( 0,88 mq/ab.) (2,5 mq/ab.) = 122.915 mq -79.674 mq TOTALE 366.858 mq ( 7,46 mq/ab) (18,0 mq/ab.) = 884.988 mq -518.130 mq COMUNE DI MISTERBIANCO PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. TOTALE 49.166 49.166 49.166 Superf. esistente Fabbisogno Scarto dallo standard
PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. TOTALE 49.166 49.166 49.166
PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. TOTALE 49.166 49.166 49.166 Superf. esistente Fabbisogno Scarto dallo standard e standard attuale D.M. 02/04/68 (mq) (mq) (mq)
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI MISTERBIANCO.
RELAZIONE GENERALE DELLO SCHEMA DI MASSIMA. 134 Tabella riassuntiva stato di fatto e fabbisogno servizi a livello residenziale (Popolazione insediabile ab.54.390) abitanti abitanti abitanti Tipo di servizio ATTREZZATURE 135.305 mq ( 2,49 mq/ab.) (4,5 mq/ab.) = 244.755 mq -109.450 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 135.432 mq ( 2,49 mq/ab.) (2,0 mq/ab.) = 108.780 mq 26.652 mq
SCOLASTICHE
(4,5 mq/ab.) = 244.755 mq -109.450 mq SCOLASTICHE ATTR. INTERESSE 135.432 mq ( 2,49 mq/ab.) (2,0 mq/ab.) = 108.780 mq 26.652 mq COMUNE VERDE 270.314 mq ( 4,97 mq/ab.) (9,0 mq/ab.) = 489.510 mq -219.196 mq PARCHEGGI 73.831 mq ( 1,36 mq/ab.) (2,5 mq/ab.) = 135.975 mq -62.144 mq TOTALE 614.882 mq ( 11,31 mq/ab) (18,0 mq/ab.) = 979.020 mq -364.138 mq COMUNE DI MISTERBIANCO PRG VERIFICA DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. TOTALE 54.390 54.390 54.390 Superf. esistente + progetto Fabbisogno Scarto dallo standard
A DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. TOTALE 54.390 54.390 54.390
A DEGLI STANDARD URBANISTICI DI P.R.G. TOTALE 54.390 54.390 54.390 Superf. esistente + progetto Fabbisogno Scarto dallo standard e standard D.M. 02/04/68 (mq) (mq) (mq) (*) La superficie cosiddetta di “progetto“ è stata computata sommando: la Superficie relativa alle opere Previste dal Piano Triennale OO.PP. 2011-2013. la Superficie delle nuove opere previste dal presente Piano la Superficie prevista dai PdL ad oggi convenzionati
2011-2013. la Superficie delle nuove opere previste dal presente Piano la Superficie prevista dai PdL ad oggi convenzionati (1) Le aree necessarie per assolvere al fabbisogno totale di scuole, verde e parcheggi verranno recuperate attraverso la cessione prevista nelle “aree risorsa” che garantirà non solo gli standard di cui al superiore D.M. n.1444/68 per i nuovi abitanti insediabili, bensì di colmare il deficit urbanistico esistente senza vincolare ulteriormente aree private. (*)
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